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FONDAZIONE GUIDO PICCINI

per i diritti delluomo onlus







I poveri e la giustizia
non sono bandiere

La lotta per la giustizia e lo stare dalla parte dei poveri non una questione di
bandiere ma per i cristiani (e per tutti) semplicemente attuare i valori del
Vangelo nella storia di tutti i tempi ancor pi in un mondo globalizzato non
dai diritti e dalla dignit di ogni essere, ma dal potere del profitto e del denaro.
Il Vangelo non lo si esalta, ma lo si attua e non ci sembra che la Chiesa catto-
lica romana, non solo nella storia passata ma pure oggi, faccia della lotta
allingiustizia un valore essenziale e, attraverso la lotta alla povert, torni alla
coerenza evangelica.
Pi che strappata, quella bandiera stata ampiamente donata, per non di-
re tradita, mettendosi quasi sempre contro ogni seria lotta e rivendicazione per
una vita pi dignitosa e una societ pi giusta.
Raramente apparsa nella storia della Chiesa la difesa della centralit
delluomo e dei suoi diritti alla libert, uguaglianza, giustizia
Una lotta che hanno vissuto i cristiani delle prime comunit, come quelle, di
ieri e di oggi, che della lettura del Vangelo ne fanno una coerenza di vita.
Non si tratta di agitare una bandiera rossa o gialla, ma il valore di giustizia,
essenziale nellannuncio di Ges di Nazareth e metro fondamentale di giudizio,
di coerenza per ogni cristiano nella storia del suo tempo ed eredit da donare
alle generazioni cristiane future.
Perch la lotta per la giustizia ha un colore solo: quello delluniversale
fraternit umana.

Renato Piccini
12 luglio 2014
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8 luglio 2014
Adital Sur y Sur
Papa Francesco e le bandiere rubate
Andrs Mora Ramrez
Piuttosto che vittima del furto di bandiere da parte del comu-
nismo, come sostiene Papa Francesco, la cosa certa che il cri-
stianesimo, monopolizzato dalla Chiesa cattolica, apostolica e ro-
mana in quanto istituzione al servizio degli interessi e delle
passioni umane - e diventato cos religione imperiale
dellOccidente, per molti secoli rinunci alla povert per abbrac-
ciare il potere politico ed economico del regno di questo mondo.
Como leader religioso, e come eccezionale figura mediatica,
nessuna dichiarazione di Papa Francesco passa inosservata: per il
suo tono critico - inusuale nella gerarchia cattolica -, per le
sue posizioni pi o meno controverse, o per il suo deliberato im-
pegno di trasformare limmagine di unistituzione anchilosata e
screditata. In questo sforzo, per, il Vescovo di Roma cade anche
in contraddizioni, proprie dello scontro tra una realt indifendi-
bile, quella delle ingiustizie sociali, e la doppia morale del di-
scorso e delle azioni che, storicamente, la Chiesa cattolica ha
attuato.
Qualcosa di tutto ci risult evidente in unintervista pubbli-
cata dal quotidiano italiano Il Messaggero, il 29 giugno 2014, in
cui il Papa, da una parte, condann la decadenza politica, gli
scandali etici che coinvolgono leconomia e la corruzione come fe-
nomeni e questioni globali; dallaltra parte, rivendic per la
Chiesa cattolica e il Cristianesimo le bandiere della lotta contro
la povert e per la giustizia sociale. E proprio l fece il suo
scivolone, perch assicur: I comunisti ci hanno rubato la ban-
diera. La bandiera dei poveri cristiana. La povert al centro
del Vangelo. I poveri sono al centro del Vangelo. I comunisti di-
cono che tutto questo comunista. S, come no, venti secoli dopo!
Allora quando parlano si potrebbe dire loro: ma voi siete cristia-
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ni.
Papa Francesco rispondeva cos alla domanda della giornalista
italiana che lo interrogava a proposito degli aggettivi - affatto
innocenti con cui alcuni settori lo definiscono: comunista, pau-
perista, populista, fino allestremo di ignoranza o malafede, an-
che leninista, come lo accus la rivista inglese The Economist.
Che la povert - materiale e dello spirito - sia al centro del
Vangelo e dellesperienza delle prime comunit cristiane, un
fatto inconfutabile. Che molti cristiani cerchino di vivere il
messaggio di Ges di Nazareth e di essere coerenti sino alla fine,
altrettanto indiscutibile. Per concludere che da quel fatto
fondante e dalle convinzioni personali che animano i credenti de-
rivi un impegno radicale del cristianesimo universale a porre fine
alla povert e alle condizioni di sfruttamento degli esseri umani,
o una pratica coerente con gli insegnamenti evangelici da parte
della stessa Chiesa Cattolica - come si potrebbe interpretare dal-
le parole del pontefice - una dichiarazione azzardata, quasi
della dimensione dei suoi palazzi e dei suoi tesori, che difficil-
mente resisterebbe allesame di una critica rigorosa.
Sebbene il pensiero cristiano sulla questione sociale, svilup-
pato dalla fine del XIX secolo e concretizzato in varie encicliche
papali, fosse una risposta alloppressione dei ricchi sui poveri,
che ormai oltrepassava i limiti di controllo dello status quo, co-
me pure al vasto movimento dei lavoratori e dei popoli che cercava
di sovvertire lordine forgiato nelle caldaie della rivoluzione
industriale e del capitalismo, fin per rivelarsi limitato quando
l'urgenza e la profondit delle trasformazioni sociali toccarono
la base di un complesso sistema di privilegi, intrecciato con i
sistemi economico e produttivo, e di una cultura gi specializzata
per giustificarli.
In America Latina, questo stato particolarmente doloroso e
gli esempi abbondano in tutta la nostra storia, e soprattutto nel
XX secolo, con la testimonianza della vita di Camilo Torres, Ruti-
lio Grande, Oscar Arnulfo Romero, Helder Camara, Enrique Angelelli
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o Carlos Mujica: qui, nella nostra America, mentre i poveri pren-
devano coscienza delle condizioni del loro sfruttamento e si orga-
nizzavano per lottare per la loro dignit e i loro diritti, accom-
pagnati da uomini e donne cristiane, a volte sotto le bandiere del
comunismo e a volte sotto quelle del pi puro anelito di libera-
zione, buona parte della gerarchia cattolica guardava dallaltra
parte, patteggiava con militari, oligarchie e corporazioni, e per
quanto paradossale possa sembrare, cambiava la sua primogenitura
per un piatto di lenticchie.
Un poeta cubano, cattolico e rivoluzionario, Cintio Vitier,
laveva molto chiaro: nelle nostre terre, dove la spada e la croce
si trasformarono in bilancia per non in bilancia al servizio
della giustizia / bens dellingiustizia, e della malvagit, le
beatitudini dei poveri finirono per essere cinicamente usate dai
ricchi: / se una realt cos buona essere povero, se il tuo re-
gno non di questo mondo / continua a lavorare per me, e cos
guadagnerai il tuo paradiso.
Bandiere rubate, allora? In nessun modo: gli stendardi delle
migliori cause, quando si veramente combattuto per esse, non si
abbandonano mai: ce se ne fa carico, si difendono e si consacrano
in ogni atto della vita.