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3021
CARIANI, FICO, PELICIOLI
MATEMATICA CON...
DATI E PREVISIONI CON ELEMENTI DI TRIGONOMETRIA
Matematica con...
Seconda edizione
Matematica con un manuale che si caratterizza per la limpidezza del percorso teorico ed esercitativo.
a misura di studente. Lefficace veste grafica, la sperimentazione dei materiali didattici sul campo, la ricca e puntuale
esemplificazione fanno s che gli argomenti possano essere ripassati e consolidati in piena autonomia.
uno strumento flessibile che permette un insegnamento individualizzato. Esempi, annotazioni a margine del testo, pro-
poste di approfondimento anche nellambito di un Laboratorio di informatica, variet dellapparato esercitativo, strumen-
ti per la valutazione in itinere e sommativi sono tutti elementi grazie ai quali possibile costruire un progetto didattico
modulato sulle esigenze delle singole classi.
Offre unampia gamma di esercitazioni. Agli esempi che accompagnano la spiegazione teorica, fa riscontro nella se-
zione dedicata agli esercizi unampia offerta di materiali per lesercitazione e la verifica in itinere: attivit ed esercizi per
il recupero e il consolidamento delle principali nozioni teoriche; esercizi graduati per livello di difficolt; verifiche inter-
medie; questionari; verifiche finali; esercizi tratti dalle Olimpiadi di matematica e giochi matematici, contenenti un elemento
di sfida.
CD-ROM per linsegnante. disponibile un CD-ROM contenente il pacchetto EpsilonTest, un software progettato per la
somministrazione e la valutazione dei test a risposta chiusa. Si tratta di uno strumento di lavoro molto flessibile: consen-
te di generare un numero stabilito dallutente di test con rimescolamento casuale di domande per la somministrazione car-
tacea; pu essere installato su un server di rete. In tal caso il Test pu essere editato, distribuito sulla rete, valutato. Oltre
a quelli gi presenti nel CD-ROM, lutente potr scaricare esercizi aggiuntivi dal sito www.loescher.it/matematicacon
QUESTO CORSO COSTITUITO DA:
PROPOSTA BASE
ISBN 88-201-3018-1 VOL. 1 ALGEBRA 22,70
ISBN 88-201-3019-X VOL. 2 ALGEBRA 18,60
ISBN 88-201-3020-3 GEOMETRIA 19,30
ISBN 88-201-3021-1 DATI E PREVISIONI CON ELEMENTI DI TRIGONOMETRIA 7,40
ISBN 88-201-3022-X RISORSE PER LINSEGNANTE E PER LA CLASSE GRATUITO
ISBN 88-201-7813-3 CD-ROM PER L'INSEGNANTE GRATUITO
PROPOSTA BASE
MANUALE
Algebra 1
Algebra 2
Dati e Previsioni con Elementi di trigonometria
Geometria
VOLUMI OPZIONALI
LABORATORIO INFORMATICO PER LA MATEMATICA
Excel
Derive
Cabri
Elementi di programmazione
VOLUMI OPZIONALI
ISBN 88-201-0791-0 EXCEL 11,40
ISBN 88-201-0792-9 DERIVE 11,40
ISBN 88-201-0793-7 CABRI 8,80
ISBN 88-201-0804-6 GUIDA PER LINSEGNANTE GRATUITO
ISBN 88-201-2842-X ELEMENTI DI PROGRAMMAZIONE 10,70
QUESTO VOLUME, SPROVVISTO DEL TALLONCINO A FRONTE (O OPPORTUNAMENTE PUNZONATO O ALTRIMENTI CONTRASSEGNATO),
DA CONSIDERARSI COPIA DI SAGGIO - CAMPIONE GRATUITO,
FUORI COMMERCIO (VENDITA E ALTRI ATTI DI DISPOSIZIONE VIETATI:
ART. 17, C. 2 L. 633/1941). ESENTE DA IVA (DPR 26.10.1972, N. 633, ART. 2, LETT. D).
ESENTE DA DOCUMENTO DI TRASPORTO (DPR 26.10.1972, N. 633, ART. 74).
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0
2
1
Gabriella Cariani, Mariapia Fico, Ileana Pelicioli
Matematica con
Seconda edizione
DATI E PREVISIONI CON ELEMENTI DI TRIGONOMETRIA
3021_Cariani_Trig_02 31-01-2006 17:50 Pagina 1
LOESCHER EDITORE
Gabriella Cariani, Maria Pia Fico, Ileana Pelicioli
Matematica con
.Seconda edizione.
Dati e Previsioni con Elementi di trigonometria
Indice Algebra 3 /impa 17-01-2006 12:29 Pagina I
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Loescher - 2006
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6 5 4 3 2 1 N
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- rilettura e revisione dei testi: Anna Maria Fornara, Elena Porta
Realizzazione editoriale e tecnica: Capoverso s.r.l. - Torino
- progetto grafico: Filippo Cabiddu
- redazione: Paolo Bianco, Valentina Caccavale, Ivana Langhi
- impaginazione: Filippo Cabiddu, Gianluigi Bertin
- disegni: Stefania Francescutto
Redattore responsabile: Paola Cardano
Copertina: Elio Vigna Design - Torino
Stampa: Sograte - Citt di Castello (PG)
Indice Algebra 3 /impa 17-01-2006 12:29 Pagina II
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Indice
TEORIA ESERCIZI
29
28
PAGINA 18
La matematica
e lo studio
della societ
Ma t e ma t i c a
s t o r i a
&
Indice
Primi elementi di trigonometria
1 Misura di un angolo
2 78
2 Le funzioni di un angolo acuto
2 79
2.1 Il coseno di un angolo acuto
3
2.2 Il seno di un angolo acuto
4
2.3 La tangente di un angolo acuto
5
3 Il triangolo rettangolo
5 80
4 La circonferenza goniometrica
8 83
5 Le relazioni tra seno, coseno, tangente di un angolo
13 84
6 Seno, coseno, tangente di angoli particolari
14 86
Q Questionario
88
V Verifica finale
90
La statistica
1 Lindagine statistica
20 91
2 Diagrammi
23 96
A. Diagramma circolare o areogramma
96
B. Diagramma a barre o istogramma
100
Esercizi di riepilogo
105
3 Distribuzione semplice
26 107
3.1 La media aritmetica semplice
26 107
3.2 La mediana
27 107
3.3 La variabilit dei dati statistici
29 107
4 Distribuzione ponderata
33 109
4.1 Media, mediana, moda in una distribuzione ponderata
33 109
4.2 Variabilit dei dati statistici in una distribuzione ponderata
36 109
5 Distribuzione ponderata per classi
37 112
5.1 La media
37
5.2 La moda
39
5.3 La mediana
40
6 Distribuzione normale
41
Q Questionario
115
V Verifica finale
117
Excel C1
La distribuzione semplice
Excel C2
La distribuzione ponderata
Excel C3
Il calcolo delle frequenze e degli indici centrali
Excel C4
Un altro indice centrale: la mediana
Excel C5
Gli indici di dispersione
Excel C6
Una nuova organizzazione dei dati: le classi
Excel H1 (Approfondimento)
Organizziamo i dati in coppie:
le tabelle a doppia entrata
Excel H2 (Approfondimento)
La dipendenza tra dati statistici:
la retta di regressione
Excel H3 (Approfondimento)
La correlazione lineare
L A B O R A T O R I O
di Informatica
TEORIA ESERCIZI
Indice Algebra 3 /impa 17-01-2006 12:29 Pagina III
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Indice
31
30
IV
PAGINA 58
Matematica e
giochi dazzardo
Ma t e ma t i c a
s t o r i a
&
TEORIA ESERCIZI
TEORIA ESERCIZI
Il calcolo combinatorio
Introduzione
46
1 Disposizioni semplici
47 118
2 Permutazioni semplici
49 119
3 Disposizioni con ripetizione
51 120
4 Permutazioni con ripetizione
52 120
5 Combinazioni semplici
53 121
6 Il binomio di Newton
55 123
Q Questionario
124
V Verifica finale
126
La probabilit
Introduzione
60
1 Eventi
60 127
1.1 Diagrammi
62 128
2 Operazioni con gli eventi
63 129
2.1 Evento contrario
63 129
2.2 Evento intersezione di eventi
63 130
2.3 Eventi incompatibili
64 131
2.4 Evento unione di eventi
64 133
Esercizi di riepilogo
133
3 La probabilit assiomatica
66 134
Probabilit dellunione di eventi e dellevento contrario
136
Probabilit dellunione di eventi incompatibili
136
Probabilit dellunione di eventi compatibili
137
Probabilit dellevento contrario
138
Esercizi di riepilogo
138
3.1 Eventi equiprobabili
69 140
3.2 Il problema dellestrazione
70 141
Problemi sullestrazione con reimmissione
142
Problemi sullestrazione senza reimmissione
143
Problemi di riepilogo
143
4 La formula di Bayes
74 145
Q Questionario
148
V Verifica finale
150
R Raccogli la sfida
151
Soluzioni Raccogli la sfida
153
Principali simboli usati nel testo
155
Simboli e formule
156
Indice Algebra 3 /impa 23-01-2006 11:45 Pagina IV
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
OBIETTIVI
28
v e n t o tt o unit didattica
sercizi - pagine 78-87
uestionario - pagine 88-89
erifica finale - pagina 90
Primi elementi
di trigonometria
PREREQUISITI
1 Misura di un angolo
2 Le funzioni di un angolo acuto
3 Il triangolo rettangolo
4 La circonferenza goniometrica
5 Le relazioni tra seno, coseno, tangente di un angolo
6 Seno, coseno, tangente di angoli particolari
Primi elementi
di trigonometria
Conoscere le funzioni.
Conoscere e saper operare con gli angoli.
Conoscere e saper operare con il triangolo rettangolo.
Conoscere la similitudine dei triangoli.
Saper definire le principali funzioni goniometriche di un angolo acuto.
Conoscere e saper utilizzare le relazioni tra gli elementi di un triangolo rettangolo.
Saper definire la circonferenza goniometrica.
Saper definire le principali funzioni goniometriche di un angolo.
Conoscere e saper utilizzare le relazioni fondamentali della goniometria.
Conoscere i valori del seno, del coseno e della tangente di angoli particolari.
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 1
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28 Primi elementi di trigonometria
2
NellUNIT DIDATTICA 10 del volume di Geometria viene spiegato che, per misurare una
grandezza, bisogna confrontare tale grandezza con unaltra ad essa omogenea, scelta
come unit di misura.
Lunit di misura scelta per determinare lampiezza di un angolo il grado sessagesi-
male, definito come la novantesima parte dellangolo retto. Sottomultipli del grado so-
no i primi e i secondi:
60 primi formano un grado;
60 secondi formano un primo.
Sappiamo sommare e sottrarre due angoli e, dato un angolo, sappiamo anche trovarne
il multiplo e il sottomultiplo secondo un numero naturale n.
Assegnate, oltre allangolo retto, le misure di due elementi qualsiasi di un triangolo ret-
tangolo, di cui uno almeno sia un lato, siamo sempre in grado di disegnare il triangolo.
unit
didattica
Misura di un angolo
1
E S E R C I Z I
P P. 78-79
A
E S E MP I O Langolo misura 30 gradi, 15 primi e 7 secondi; scriviamo: = 30

15

.
E S E MP I O Vogliamo disegnare il triangolo rettangolo ABC, retto in A, noti il cateto AB = 3 cm e lan-
golo A

BC = 36

.
Disegniamo langolo di vertice B di ampiezza 36

e di lati a e b. Prendiamo sul lato a il


punto A tale che AB = 3 cm. Da A conduciamo la perpendicolare ad AB che interseca il la-
to b in C. ABC il triangolo richiesto.
B
36

A
a
b
C
E S E MP I O Se = 30

15

18

e = 15

37

14

:
+ = 45

52

32

;
= 14

38

;
4 = 120

60

72

= 121

12

1
3
= 10

.
Le funzioni di un angolo acuto
2
E S E R C I Z I
P P. 79-80
A
FIG. 1
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 2
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Primi elementi di trigonometria 28
3
Ci poniamo ora la domanda: nel triangolo dellesempio qui sopra riportato, sappiamo
determinare le misure di AC e di BC?
La risposta no. Note le misure di un angolo acuto e di un cateto di un triangolo ret-
tangolo, gli strumenti di calcolo finora in nostro possesso ci permettono di trovare le mi-
sure dellaltro cateto e dellipotenusa solo nei casi in cui lampiezza di uno dei due an-
goli acuti sia 30

, oppure 45

, oppure ancora 60

.
In questa Unit didattica impariamo che sempre possibile determinare la misura de-
gli angoli e dei lati di un triangolo rettangolo se si conoscono, oltre allangolo retto, le
misure di due elementi del triangolo, di cui almeno uno sia un lato.
Prima di affrontare questo problema esaminiamo alcune funzioni che associano alla
misura di un angolo uno e un solo numero reale. Tali funzioni sono dette funzioni go-
niometriche o circolari. Esse sono il coseno di un angolo, il seno di un angolo, la tan-
gente di un angolo.
Prima di dare una definizione generale di tali funzioni definiamo il coseno, il seno, la
tangente di un angolo acuto.
Il coseno di un angolo acuto
Consideriamo langolo acuto

ab di vertice V . Sia P un punto qualsiasi del lato b e P

la sua proiezione ortogonale su a (FIG. 2).


Consideriamo il rapporto
V P

V P
. Tale rapporto non dipende dalla posizione del punto P
sul lato b. Se consideriamo infatti un altro punto Q su b e la sua proiezione ortogonale
Q

su a, per il teorema di Talete


V P

V P
=
V Q

V Q
(FIG. 3).
Questo rapporto costante e dipende unicamente dallampiezza dellangolo e non
dal particolare punto scelto. Tale rapporto dunque una funzione dellangolo .
V

P
P

Q
Q

V
a
b

P
P

unit
didattica
FIG. 2
FIG. 3
2. 1
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 3
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
28 Primi elementi di trigonometria
4
In particolare:
se = 0

, a e b coincidono, P e P

coincidono (FIG. 4), quindi


V P

V P
= 1. Dunque
cos 0

= 1;
se 0

< < 90

, V P

< V P: il coseno di un angolo acuto un numero reale po-


sitivo minore di 1: 0 < cos < 1;
se = 90

, i punti V e P

coincidono (FIG. 5), quindi V P

= 0. Dunque cos 90

= 0.
Il seno di un angolo acuto
Osserviamo ancora la FIGURA 2. Con un ragionamento analogo a quello fatto per il co-
seno di , anche il rapporto
PP

V P
costante e dipende unicamente dallampiezza del-
langolo e non dal particolare punto scelto. Questo rapporto dunque una funzione
dellangolo .
In particolare:
se = 0

, a e b coincidono, P e P

coincidono, quindi PP

= 0 (FIG. 4). Dunque


sen 0

= 0;
se 0

< < 90

, PP

< V P: il seno di un angolo acuto un numero reale positi-


vo minore di 1: 0 < sen < 1;
se = 90

, i punti V e P

coincidono (FIG. 5), quindi


PP

V P
= 1. Dunque sen 90

= 1.
a
b
P
V P

V P P

a b
unit
didattica
D e f i n i z i o n e
Si chiama seno di un angolo acuto di vertice V il rapporto
PP

VP
, dove P un punto
qualunque di un lato dellangolo e P

la sua proiezione sullaltro lato.


In simboli: sen =
PP

VP
.
In relazione alla
figura 3,
sen =
PP

VP
.
FIG. 4
D e f i n i z i o n e
Si chiama coseno di un angolo acuto di vertice V il rapporto
VP

VP
, dove P un punto
qualunque di un lato dellangolo e P

la sua proiezione sullaltro lato.


In simboli: cos =
VP

VP
.
In relazione alla
figura 3,
cos =
VP

VP
.
FIG. 5
2. 2
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 4
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Primi elementi di trigonometria 28
5
La tangente di un angolo acuto
Osserviamo ancora una volta la FIGURA 2 e consideriamo il rapporto
PP

V P

. Con un
ragionamento analogo ai precedenti, concludiamo che questo rapporto costante e di-
pende unicamente dallampiezza dellangolo e non dal particolare punto scelto.
In particolare:
se = 0

, a e b coincidono, P e P

coincidono (FIG. 4), quindi


PP

V P

= 0. Dunque
tg 0

= 0;
se 0

< < 90

, la tangente di un angolo acuto un numero reale positivo;


se = 90

, i punti V e P

coincidono (FIG. 5), quindi


PP

V P

perde di significato
perch ildenominatore della frazione zero. Pertanto non esiste la tangente dellan-
golo di 90

.
Le definizioni di seno di un angolo, coseno di un angolo, tangente di un angolo ci per-
mettono di risolvere un triangolo rettangolo, cio di determinare le misure degli an-
goli e dei lati di un triangolo rettangolo se si conoscono, oltre allangolo retto, le misu-
re di due elementi del triangolo, di cui almeno uno sia un lato.
Indichiamo con , e le misure, rispetto a una stessa unit di misura, delle ampiezze
degli angoli rispettivamente di vertici A, B e C e con a, b e c le misure, rispetto a una
stessa unit di misura, dei lati opposti a tali vertici (FIG. 6).
B
A
C

a
c b


unit
didattica
2. 3
D e f i n i z i o n e
Si chiama tangente di un angolo acuto di vertice V il rapporto
PP

VP

, dove P un
punto qualunque di un lato dellangolo e P

la sua proiezione sullaltro lato.


In simboli: tg =
PP

VP

.
In relazione alla
figura 3,
tg =
PP

VP

.
Il triangolo rettangolo
3
E S E R C I Z I
P P. 80-83
A
FIG. 6
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 5
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28 Primi elementi di trigonometria
6
Valgono i seguenti teoremi sui triangoli rettangoli.
Ipotesi: ABC un triangolo retto in A
Tesi: c = a sen ; b = a sen
Dimostrazione
Consideriamo langolo di vertice B. C un punto che appartiene alla retta del lato BC
e A la proiezione di C sullaltro lato dellangolo. Si ha:
sen =
CA
BC
=
b
a
per la definizione di seno di un angolo acuto.
Dunque b = a sen.
Con un ragionamento analogo relativo allangolo di vertice C:
sen =
AB
BC
=
c
a
, da cui c = a sen . c.v.d.
Ipotesi: ABC un triangolo retto in A
Tesi: c = a cos ; b = a cos
Dimostrazione
Sempre in relazione alla FIGURA 6 e con ragionamento analogo a quello del TEOREMA
28.1 si ha:
cos =
AB
BC
=
c
a
; cos =
AC
BC
=
b
a
e dunque: c = a cos ; b = a cos . c.v.d.
Ipotesi: ABC un triangolo retto in A
Tesi: b = c tg ; c = b tg
Dimostrazione
Sempre in relazione alla FIGURA 6 e con un ragionamento analogo a quello del TEOREMA
28.1 si ha:
tg =
AC
AB
=
b
c
; tg =
AB
AC
e dunque: b = c tg ; c = b tg . c.v.d.
unit
didattica
In relazione alla
figura 6,
c = a cos ;
b = a cos .
T e o r e ma
TEOREMA 28.2
In un triangolo rettangolo la misura di un cateto uguale al prodotto della misura dellipo-
tenusa per il coseno dellangolo adiacente al cateto stesso.
In relazione alla
figura 6,
b = c tg ;
c = b tg .
T e o r e ma
TEOREMA 28.3
In un triangolo rettangolo la misura di un cateto uguale al prodotto della misura dellal-
tro cateto per la tangente dellangolo opposto al primo cateto.
In relazione alla
figura 6,
c = a sen ;
b = a sen .
T e o r e ma
TEOREMA 28.1
In un triangolo rettangolo la misura di un cateto uguale al prodotto della misura dellipo-
tenusa per il seno dellangolo opposto al cateto stesso.
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 6
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Primi elementi di trigonometria 28
7
unit
didattica
E S E MP I Esempio 1
Nel triangolo rettangolo ABC, retto in A, BC = 7 cm e = 42

. Calcoliamo lampiezza
dellangolo A

CB e le lunghezze dei cateti AB e AC.


Procedimento risolutivo
Poich la somma degli angoli acuti di un triangolo rettangolo 90

, = 90

42

= 48

.
AB = 7 cos (in cm) per il TEOREMA 28.2
Dalla calcolatrice ricaviamo che cos 074.
Quindi AB = 7 074 = 518 (in cm).
AC = CB sen per il TEOREMA 28.1
Sulla calcolatrice leggiamo sen 42

067.
Quindi AC = 7 067 = 469 (in cm).
Esempio 2
Nel triangolo rettangolo ABC, retto in A, AC = 15 cm e AB = 20 cm. Calcoliamo la lun-
ghezza del lato CB e lampiezza degli angoli e .
Procedimento risolutivo
Per il teorema di Pitagora, applicato al triangolo ABC, CB = 25 (in cm).
sen =
AC
CB
=
15
25
= 06.
Utilizzando la calcolatrice, da sen = 06 ricaviamo 36

52

11

.
sen =
AB
CB
=
20
25
= 08.
Utilizzando la calcolatrice, da sen = 08 ricaviamo 53

48

.
Dati:
AC = 15 (in cm);
AB = 20 (in cm)
Obiettivi:
La lunghezza del lato CB;
lampiezza dellangolo ;
lampiezza dellangolo
B
A
C
Dati:
CB = 7 (in cm);
= 42

Obiettivi:
Lampiezza dellangolo A

CB;
le lunghezze dei lati AB e AC
B
A
C
42

FIG. 8
FIG. 7
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 7
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28 Primi elementi di trigonometria
8
Vogliamo ora definire il seno, il coseno, la tangente di un angolo qualunque.
Sia XOY un sistema di assi cartesiani ortogonali.
Consideriamo un punto A sul semiasse positivo dellasse delle x e un altro punto B che
non appartiene al semiasse positivo delle ascisse. Le semirette OA e OB di origine O
della FIGURA 9 individuano due angoli; per ognuno di essi chiamiamo primo lato del-
langolo la semiretta OA e secondo lato dellangolo la semiretta OB.
Tenendo fisso il punto O, facciamo ruotare la semiretta OA fino a sovrapporsi a OB.
Possiamo raggiungere OB in due modi diversi, percorrendo luno o laltro dei due an-
goli.
Diciamo positivo langolo descritto dalla semiretta OA per sovrapporsi alla semiretta
OB se la rotazione avviene in senso antiorario, negativo langolo descritto dalla semi-
retta OA per sovrapporsi alla semiretta OB se la rotazione avviene in senso orario.
In un sistema di assi cartesiani ogni angolo univocamente determinato ogni volta che
assegnata la sua ampiezza, preceduta da un segno positivo o negativo. Per conven-
zione, il segno + pu anche essere omesso.
Per disegnare nel piano cartesiano un angolo di ampiezza assegnata facciamo coinci-
dere il suo vertice con lorigine O degli assi e il suo primo lato con il semiasse positivo
dellasse delle ascisse.
O
A
B
y
x
unit
didattica
E S E MP I O
Nella FIGURA 10, = 315

, perch OA si sovrappone a OB in una rotazione in senso antio-


rario; = 45

, perch OA si sovrappone a OB in una rotazione in senso orario.


O
A
B
y
x

FIG. 10
La circonferenza goniometrica
4
E S E R C I Z I
P P. 83-84
A
FIG. 9
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 8
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Primi elementi di trigonometria 28
9
unit
didattica
E S E MP I Esempio 1
Nella FIGURA 11 rappresentato nel piano cartesiano langolo = 150

; ha il vertice nellori-
gine O degli assi; il primo lato coincidente con il semiasse positivo delle ascisse; il se-
condo lato la posizione raggiunta dal primo lato in una rotazione di 150

in senso antio-
rario.
Esempio 2
Nella FIGURA 12 rappresentato langolo = 135

; ha il vertice nellorigine O degli as-


si; il primo lato coincidente con il semiasse positivo delle ascisse; il secondo lato la po-
sizione raggiunta dal primo lato in una rotazione di 135

in senso orario.
O
A
B
y
x

O
A
B
y
x

D e f i n i z i o n e
In un sistema di riferimento cartesiano XOY, la circonferenza goniometrica la circon-
ferenza che ha il centro nellorigine O degli assi e raggio di lunghezza unitaria.
O
y
x
u
FIG. 11
FIG. 12
FIG. 13
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 9
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28 Primi elementi di trigonometria
10
Il seno di un angolo
Fissato nel piano cartesiano un angolo , siano P lintersezione del secondo lato del-
langolo con la circonferenza goniometrica e H la sua proiezione sullasse delle ascisse
(FIG. 14).
Se acuto, facile verificare che la definizione di seno di un angolo la stessa data
nel PARAGRAFO 2.2, in quanto (FIG. 15), preso sul secondo lato dellangolo un altro pun-
to Q, distinto da P, e indicata con H

la sua proiezione sullasse delle ascisse, si ha:


sen =
QH

OQ
=
PH
OP
= y
P
, essendo OP = 1.
Essendo sen lordinata di un punto, il seno di un angolo un numero reale.
In particolare:
se 0

< < 180

, sen un numero reale positivo, perch P si trova nel primo o nel


secondo quadrante e, poich si trova sulla circonferenza goniometrica, 0 < sen < 1;
se 180

< < 360

, sen un numero reale negativo, perch P si trova nel terzo e nel


quarto quadrante e, poich si trova sulla circonferenza goniometrica, 1 < sen < 0;
se = 0

o = 180

o = 360

, sen = 0, perch P si trova sullasse x e la sua


ordinata nulla;
se = 90

, si ha sen = 1;
se = 270

, si ha sen = 1.
Pertanto 1 sen 1.
O
y
x
u
P
H

Q
H

O
y
x
u
P
H

unit
didattica
D e f i n i z i o n e
Si chiama seno di un angolo lordinata del punto di intersezione del secondo lato del-
langolo con la circonferenza goniometrica.
In simboli: sen = y
P
.
FIG. 15
FIG. 14
In relazione alla
figura 14,
sen = y
P
.
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 10
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Primi elementi di trigonometria 28
11
Il coseno di un angolo
Fissato nel piano cartesiano un angolo , siano P lintersezione del secondo lato del-
langolo con la circonferenza goniometrica e H la sua proiezione sullasse delle ascisse
(FIG. 16).
Se acuto, facile verificare che la definizione di coseno di un angolo la stessa da-
ta nel PARAGRAFO 2.1, in quanto (FIG. 17), preso sul secondo lato dellangolo un altro
punto Q, distinto da P, e indicata con H

la sua proiezione sullasse delle ascisse, si ha:


cos =
OH

OQ
=
OH
OP
= x
P
, essendo OP = 1.
Essendo cos lascissa di un punto, il coseno di un angolo un numero reale.
In particolare:
se 0

< < 90

, cos un numero reale positivo, perch P si trova nel primo qua-


drante e, poich si trova sulla circonferenza goniometrica, 0 < cos < 1;
se 90

< < 270

, cos un numero reale negativo, perch P si trova nel secondo o


nel terzo quadrante e, poich si trova sulla circonferenza goniometrica, 1 < cos < 0;
se 270

< < 360

, cos un numero reale positivo, perch P si trova nel quarto


quadrante e, poich si trova sulla circonferenza, 0 < cos < 1;
se = 0

o = 360

, cos = 1, perch P si trova sullasse x e la sua ascissa 1;


se = 90

o = 270

, cos = 0, perch P si trova sullasse y e la sua ascissa nulla;


se = 180

, cos = 1, perch P si trova sullasse x e la sua ascissa 1.


Pertanto 1 cos 1.
O
y
x
u
P
H

Q
H

O
y
x
u
P
H

unit
didattica
In relazione alla
figura 16,
cos = x
P
.
D e f i n i z i o n e
Si chiama coseno di un angolo lascissa del punto di intersezione del secondo lato del-
langolo con la circonferenza goniometrica.
In simboli: cos = x
P
.
FIG. 17
FIG. 16
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 11
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28 Primi elementi di trigonometria
12
La tangente di un angolo
Fissato nel piano cartesiano langolo , siano A il punto di intersezione del primo lato
dellangolo con la circonferenza goniometrica e P

il punto di intersezione della retta


tangente alla circonferenza in A con la retta del secondo lato dellangolo (FIG. 18).
Se acuto facile verificare che la definizione di tangente di un angolo la stessa da-
ta nel PARAGRAFO 2.3, in quanto (FIG. 19), preso sul secondo lato dellangolo un altro pun-
to Q

, distinto da P

, e indicata con H

la sua proiezione sullasse delle ascisse, si ha:


tg =
Q

OH

=
P

A
OA
= y
P
, essendo OP = 1.
Essendo tg lordinata di un punto, la tangente di un angolo un numero reale.
In particolare:
se 0

< < 90

o 180

< < 270

, la tangente di un numero reale positivo,


perch P

si trova nel primo quadrante;


se 90

< < 180

o 270

< < 360

, la tangente di un numero reale negativo,


perch P

si trova nel quarto quadrante;


se = 0

o = 180

o = 360

, tg = 0, perch P

si trova sul semiasse positivo


delle ascisse;
se = 90

o = 270

, la retta tangente in A e la retta del secondo lato dellango-


lo sono parallele. Non esiste allora il punto di intersezione P

. In questo caso dicia-


mo che non esiste la tangente di tale angolo.
O
y
x
u
A

O
y
x
u
A

unit
didattica
In relazione alla
figura 18,
tg = y
P
.
D e f i n i z i o n e
Si chiama tangente di un angolo lordinata del punto P

di intersezione della tangente in


A alla circonferenza con la retta del secondo lato dellangolo.
In simboli: tg = y
P
.
FIG. 19
FIG. 18
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 12
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Primi elementi di trigonometria 28
13
NellUNIT DIDATTICA 26 abbiamo scritto lequazione di una circonferenza di cui si co-
noscono il centro e il raggio.
Utilizzando tale formula ricaviamo lequazione della circonferenza goniometrica:
x
2
+y
2
= 1 []
Poich il punto P appartiene alla circonferenza, sostituendo le sue coordinate nella []
otteniamo:
cio la somma dei quadrati del seno e del coseno di uno stesso angolo uguale a 1.
Questa uguaglianza la prima relazione fondamentale della goniometria.
Tale relazione ci permette, dato il seno (o il coseno) di un angolo, di ricavare il coseno
(o il seno) dello stesso angolo:
cos =

1 sen
2
sen =

1 cos
2

Il segno + o dipende dal quadrante a cui appartiene langolo.


Se consideriamo i triangoli simili OQA e OPH della FIGURA 21, notiamo che:
tg =
QA
OA
=
PH
OH
=
y
P
x
P
=
sen
cos
; pertanto
Questa uguaglianza, che costituisce la seconda relazione fondamentale della goniome-
tria, esprime il legame tra le tre funzioni goniometriche sen , cos , tg .
tg =
sen
cos
.
O
y
x
u
P
H

Q
A
In un sistema di assi cartesiani
ortogonali abbiamo definito la tan-
gente di un angolo come lordi-
nata del punto di intersezione della
retta del secondo lato dellangolo
con la tangente alla circonferenza
condotta per il punto A(1; 0).
cos
2
+sen
2
= 1
O
y
x
u
P
H

In un sistema di assi cartesiani or-


togonali siano un angolo e P il
punto di intersezione del suo se-
condo lato con la circonferenza go-
niometrica (FIG. 20). Le coordinate
del punto P sono (x
P
; y
P
) e, poi-
ch cos = x
P
e sen = y
P
, le co-
ordinate di P sono (cos ; sen ).
unit
didattica
E S E R C I Z I
P P. 84-86
A
Le relazioni tra seno, coseno,
tangente di un angolo
5
La prima relazione
fondamentale della
goniometria
cos
2
+sen
2
=1.
La seconda
relazione
fondamentale della
goniometria
tg =
sen
cos
.
FIG. 20
FIG. 21
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 13
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
28 Primi elementi di trigonometria
14
Utilizzando le definizioni di seno, coseno e tangente di un angolo, determiniamo ora il
valore di tali funzioni per gli angoli di ampiezza pari a 0

, 30

, 45

, 60

, 90

.
1. = 0

.
Se = 0

, il secondo lato dellangolo coincide con il primo lato. Il punto P di interse-


zione del secondo lato dellangolo con la circonferenza goniometrica coincide con
A(1; 0). Pertanto:
sen 0

= 0;
cos 0

= 1;
tg 0

= 0.
2. = 30

.
Se = 30

, il triangolo OPH un triangolo rettangolo con un angolo di 30

e un an-
golo di 60

, dunque met del triangolo equilatero di lato OP. Pertanto si ha:


sen 30

=
1
2
;
cos 30

3
2
;
tg 30

=
sen 30

cos 30

3
3
.
O
y
x
u
P
H
30

O
y
x
u
A P H
unit
didattica
Seno, coseno, tangente di angoli particolari
6
E S E R C I Z I
P P. 86-87
A
FIG. 22
FIG. 23
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 14
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Primi elementi di trigonometria 28
15
3. = 45

.
Se = 45

, il triangolo OPH un triangolo rettangolo isoscele, dunque met del


quadrato di diagonale OP. Pertanto si ha:
sen 45

2
2
;
cos 45

2
2
;
tg 45

=
sen 45

cos 45

= 1.
4. = 60

.
Se = 60

, il triangolo OPH un triangolo rettangolo con un angolo di 60

e un an-
golo di 30

, dunque met del triangolo equilatero di lato OP. Pertanto si ha:


sen 60

3
2
;
cos 60

=
1
2
;
tg 60

=
sen 60

cos 60

3.
O
y
x
u
P
H
60

O
y
x
u
P
H
45

unit
didattica
FIG. 25
FIG. 24
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 15
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
28 Primi elementi di trigonometria
16
5. = 90

.
Se = 90

, il secondo lato dellangolo appartiene allasse delle ordinate. Il punto di in-


tersezione del secondo lato dellangolo con la circonferenza goniometrica P(0; 1). Per-
tanto:
sen 90

= 1;
cos 90

= 0;
tg 90

non esiste.
Utilizzando le simmetrie nel piano cartesiano siamo in grado di determinare il valore
delle funzioni goniometriche di altri angoli. Calcoliamo ad esempio il seno, il coseno e
la tangente dellangolo di 150

.
Il punto P

(cos 150

; sen 150

) il simmetrico del punto P(cos 30

; sen 30

) nella sim-
metria assiale di asse y. Pertanto:
sen 150

= sen 30

=
1
2
;
cos 150

= cos 30

3
2
;
tg 150

=
sen 150

cos 150

3
3
.
O
y
x
u
P
H
150

y
x
u
P
90

O H
unit
didattica
FIG. 27
FIG. 26
ALG_U28TEORIA 16/01/06 15:59 Pagina 16
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
sercizi - pagine 91-114
uestionario - pagine 115-116
erifica finale - pagina 117
accogli la sfida - pagina 151
29
v e n t i n ov e unit didattica
La statistica
1 Lindagine statistica
2 Diagrammi
3 Distribuzione semplice
4 Distribuzione ponderata
5 Distribuzione ponderata per classi
6 Distribuzione normale
La statistica
OBIETTIVI
PREREQUISITI Conoscere e saper operare con gli insiemi numerici.
Sapere come si svolge unindagine statistica.
Saper rappresentare i dati di unindagine statistica.
Saper calcolare moda, media e mediana in una distribuzione semplice di dati.
Saper calcolare lo scarto semplice dalla media, lo scarto quadratico e la varianza
in una distribuzione semplice.
Saper calcolare moda, media e mediana in una distribuzione ponderata di dati.
Saper calcolare lo scarto semplice dalla media, lo scarto quadratico e la varianza
in una distribuzione ponderata.
Saper calcolare moda, media e mediana in una distribuzione ponderata per classi.
Saper calcolare lo scarto semplice dalla media, lo scarto quadratico e la varianza
in una distribuzione ponderata per classi.
pagine 18-19
s t o r i a
La matematica e lo
studio della societ
&
Ma t e ma t i c a
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 17
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
Pierre-Simon de Laplace 1
gnava come calcolare gli interessi
semplici e composti. In un articolo
pubblicato nel 1693, lastronomo
Edmond Halley (1656-1742) mo-
str quali dovevano essere i tassi di
interesse delle compagnie di assi-
curazione in base alle statistiche di
mortalit. Per tutto il Settecento si
continu a migliorare le applicazio-
ni del calcolo delle probabilit alla
statistica. Nel 1848, infine, fu fon-
data a Londra la Societ degli attuari
e, da allora, la matematica attuariale
diventata una scienza a s stante.
Scienze sociali
Una prima applicazione della stati-
stica alle scienze sociali si ebbe at-
torno al 1820, quando i matematici
francesi Pierre-Simon de Laplace
(1749-1827) (fig. 1) e Simon-De-
nis Poisson (1781-1840) cercarono
di stabilire la probabilit che una
giuria emettesse un certo verdetto
basandosi su prove conosciute con
una data incertezza. La vera fusione
fra statistica e scienze sociali si veri-
fic per alcuni anni pi tardi, con
lopera dellastronomo belga Lam-
bert-Adolphe-Jacques Qutelet
(1796-1874) (fig. 2). Egli era con-
vinto che lo sviluppo della societ
seguisse leggi precise e immutabili,
tanto da parlare di fisica sociale.
Per trovare queste leggi sarebbe sta-
to sufficiente preparare delle tavole
che fornissero i valori medi delle
caratteristiche di una popolazione,
quali laltezza, il peso, la tendenza al
crimine, e studiarle per mezzo della
statistica. In questo modo egli era
convinto che sarebbe addirittura
stato possibile prevedere con esat-
tezza il numero dei suicidi.
Per capire il punto di vista di
Qutelet possiamo pensare alla fol-
la di persone che si trova in un dato
momento della giornata in una
grande stazione ferroviaria. Ognu-
no va in una sua direzione, ma in
18
M a t e m a t i c a
s t o r i a
&
La matematica
e lo studio
della societ
http://wwwtorinoscienza.it/personaggi
/apri?obj-id243
A
29 La statistica
L
a caratteristica pi notevole
della statistica che essa vie-
ne applicata alle questioni
pi diverse. Ecco qualche esempio:
gli scienziati che compiono esperi-
menti usano la statistica per deter-
minare il valore pi probabile tra
una serie di misure; gli speculatori
di Borsa per valutare landamento
futuro del mercato azionario; gli as-
sicuratori per calcolare i premi da
pagare agli assicurati. Anche chi
non si interessa di scienza ormai
abituato, a ogni turno di elezioni
politiche, a vedere le proiezioni sta-
tistiche del voto, che permettono di
conoscere con una discreta sicu-
rezza il risultato finale prima che sia
stata esaminata una sola scheda.
Spesso la statistica rappresenta
lunica forma di analisi quantitativa
possibile in alcune discipline.
quindi assai interessante vedere co-
me la matematica si sia sviluppata
in campi cos diversi. Qui prendere-
mo brevemente in esame tre casi
importanti: la matematica attuaria-
le, le scienze sociali e le scienze me-
diche e biologiche.
Matematica attuariale
il ramo della matematica che vie-
ne studiato nel campo delle assicu-
razioni. Essa cerca di predire landa-
mento futuro dei tassi di mortalit,
dei salari e dei tassi dinteresse. Poi-
ch fin dallantichit sono esistite
persone che prestavano denaro a
interesse, possiamo intuire come gli
inizi della matematica attuariale
debbano risalire a molto indietro
nel tempo. In realt questi primi
tentativi si limitavano quasi certa-
mente a tavole numeriche basate
sullesperienza. Solo nel Seicento si
inizi a sviluppare un vero calcolo
attuariale basato su princpi razio-
nali. Nel 1613 linglese Richard
Witt pubblic un libro in cui inse-
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 18
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
pratica esistono due grandi corren-
ti: luna che va verso i treni e laltra
che se ne allontana. Anche se ogni
persona ha un suo comportamento
proprio, in media si pu individua-
re un andamento ben definito.
Qutelet arriv a dire che si poteva
prevedere landamento futuro di
ogni civilt, nonostante alcuni in-
tervalli di instabilit dovuti a forze
perturbatrici temporanee. Dob-
biamo a Qutelet lespressione uo-
mo medio, che indicava luomo
astratto in possesso delle caratteri-
stiche medie di una popolazione e
che ne determinava idealmente il
comportamento.
Nonostante i suoi eccessi, la
teoria di Qutelet diede inizio allo
studio statistico delle popolazioni,
che oggi ha una grande importanza.
Ricordiamo in particolare le teorie
matematiche delleconomia, che
hanno una grande influenza sulle
decisioni politiche dei governi.
Scienze mediche
e biologiche
Possiamo far risalire le prime ap-
plicazioni della statistica alla bio-
logia al 1766, quando il matemati-
co svizzero Daniel Bernoulli
(1700-1782) calcol la probabilit
che un bambino vaccinato contro
il vaiolo morisse a causa della vac-
cinazione. La vera fusione tra le
due discipline si ebbe per nella
seconda met dellOttocento, con
la creazione di una nuova discipli-
na, la biometria, da parte dello
scienziato inglese Francis Galton
(1822-1911) (fig. 3). Lo scopo di
Galton era di introdurre misura-
zioni esatte nella teoria dellevolu-
zione (tra laltro egli era parente di
Charles Darwin). Galton sperava
cos di poter individuare il modo
di influire sullevoluzione delle
specie. Il suo lavoro fu proseguito
da altri scienziati, quali Karl Pear-
son (1857-1936) e Ronald Fisher
(1890-1962), che crearono nuovi
metodi statistici per lo studio di
una popolazione a partire da suoi
sottogruppi.
Le applicazioni della statistica
alla medicina sono, come possiamo
ben renderci conto, della massima
importanza, ad esempio per sapere
in quale misura efficace una certa
cura. I maggiori propugnatori di
questa idea furono il medico tede-
sco Carl August Wunderlich
(1815-1877) e il fisiologo france-
se Claude Bernard (1813-1878)
(fig. 4), che con le loro opere cer-
carono di creare un metodo siste-
matico di indagine medica basato
su precisi dati statici.
19
29 La statistica
Lambert-Adolphe-Jacques Qutelet 2 Francis Galton 3
Claude Bernard e scena che lo
raffigura in un laboratorio di medicina
4
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 19
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
29 La statistica
20
La statistica si occupa di raccogliere ed elaborare informazioni su un fenomeno che si
vuole studiare. La raccolta e lelaborazione dei dati costituiscono lindagine statistica
vera e propria.
Consideriamo il seguente caso: viene svolta unindagine per stabilire il numero dei figli
in 30 famiglie. I risultati sono raccolti nella TABELLA 1.
La popolazione statistica linsieme degli elementi oggetto dellindagine: le 30 famiglie
elencate nella TABELLA 1 costituiscono la popolazione della nostra indagine statistica.
Il numero dei figli presenti in ogni famiglia il carattere dellindagine statistica, cio
quellaspetto del fenomeno che si vuole studiare. Un carattere quantitativo se di ti-
po numerico (ad esempio let), qualitativo in tutti gli altri casi (ad esempio il colore
degli occhi).
I dati di un carattere sono le informazioni acquisite allinterno della popolazione: 0, 1,
2, 3, 4 sono i dati osservati nella nostra indagine.
Notiamo che 10 famiglie hanno un solo figlio. Si dice che 10 la frequenza del dato 1.
Per essere pi leggibili, i dati possono essere rappresentati in una tabella, proprio co-
me abbiamo fatto nella TABELLA 1.
La TABELLA 2 riassume invece il risultato dellindagine effettuata sulle 30 famiglie.
La somma delle frequenze assolute si chiama frequenza totale. La frequenza totale del-
lindagine tra le famiglie dunque 30.
0
frequenza 2
n. figli 1 2 3
10 9 6
4
3
1
0 x
n. figli
1
2
3
4
2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
x
17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30
x x x x x x x x x x
x x x x x x x x x
x x x x x x
x x x
unit
didattica
Lindagine statistica
1
E S E R C I Z I
P P. 91-95
A
D e f i n i z i o n e
La frequenza (o frequenza assoluta) di un dato statistico il numero delle volte in cui un
dato si presenta nellindagine.
D e f i n i z i o n e
La frequenza relativa il rapporto tra la frequenza assoluta e la frequenza totale.
In simboli:
frequenza relativa =
frequenza assoluta
frequenza totale
.
La frequenza
relativa
frequenza assoluta
frequenza totale
.
TAB. 1
TAB. 2
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 20
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
La statistica 29
21
Nel nostro caso, la frequenza relativa al dato 1
10
30
=
1
3
; la frequenza relativa al da-
to 2
9
30
=
3
10
ecc.
Aggiungiamo ora alla tabella la riga delle frequenze relative.
Notiamo che la frequenza relativa di ogni dato un valore compreso tra 0 e 1 e che la
somma delle frequenze relative dei dati 1.
Moltiplicando la frequenza relativa per 100 si ottiene la frequenza percentuale.
Nel nostro caso, la frequenza percentuale del dato 1 pari al 33% circa; la frequenza
percentuale del dato 2 30% ecc.
Nella nostra indagine 2 famiglie non hanno figli, 10 famiglie hanno un solo figlio, 9 fa-
miglie hanno due figli, 6 famiglie hanno tre figli.
2 +10 +9 +6 = 27 sono le famiglie che hanno un numero di figli minore o uguale a
tre. Si dice che la frequenza cumulata del dato 3 27.
La TABELLA 5 riassume i vari tipi di frequenza dellindagine sul numero di figli per fa-
miglia.
0
frequenza 2
n. figli 1 2 3
10 9 6
4
3
frequenza relativa
1
15
1
3
3
10
1
5
1
10
frequenza percentuale 6,7 33,3 30 20 10
frequenza cumulata 2 12 21 27 30
0
frequenza 2
n. figli 1 2 3
10 9 6
4
3
frequenza relativa
1
15
1
3
3
10
1
5
1
10
frequenza percentuale 6,7 33,3 30 20 10
0
frequenza 2
n. figli 1 2 3
10 9 6
4
3
frequenza relativa
1
15
1
3
3
10
1
5
1
10
unit
didattica
D e f i n i z i o n e
Dopo aver ordinato i dati quantitativi in ordine crescente, si chiama frequenza cumulata
di un dato la somma della frequenza del dato stesso con le frequenze di tutti i dati che lo
precedono.
TAB. 3
TAB. 4
TAB. 5
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 21
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29 La statistica
22
unit
didattica
E S E M P I Esempio 1
In una societ ciclistica si rileva il numero dei kilometri percorsi in una giornata dai 15 cor-
ridori della societ:
km percorsi: 78; 62; 61; 68; 74; 79; 65; 64; 70; 62; 64; 75; 61; 75; 73.
Questa indagine rivolta ai 15 corridori, che costituiscono la popolazione dellindagine.
Il numero dei kilometri percorsi da ogni corridore il carattere, di tipo quantitativo, da studiare.
I dati sono rappresentati dai kilometri percorsi da ogni corridore: essi sono compresi tra un va-
lore minimo di 61 e un valore massimo di 78. Per renderli pi leggibili, raggruppiamo i dati ri-
levati in classi, ad esempio da 60 a 64 km, da 65 a 69 km ecc. Ogni classe avr ampiezza 5.
Sei sono i corridori che hanno percorso un numero di kilometri compreso tra 60 e 64; 6 al-
lora la frequenza della prima classe. Due sono i corridori che hanno percorso un numero di
kilometri compreso tra 65 e 70; 2 quindi la frequenza della seconda classe, e cos via.
Riportiamo le classi e le loro frequenze in una tabella (TAB. 6) che possiamo completare aggiun-
gendo, per ogni classe, la frequenza relativa, la frequenza percentuale, la frequenza cumulata.
Esempio 2
In un sondaggio sulla meta preferita dagli studenti di un liceo per la gita scolastica da ef-
fettuare nel corso dellanno scolastico risultato che:
320 studenti preferiscono Parigi;
280 studenti preferiscono Praga;
200 studenti preferiscono Londra;
120 studenti preferiscono Vienna.
a. Individuiamo la popolazione, il carattere studiato, i dati dellindagine.
b. Quanti sono gli studenti che hanno risposto allindagine?
c. Predisponiamo una tabella nella quale compaia, per ogni dato, la frequenza assoluta, la
frequenza relativa, la frequenza percentuale.
a. La popolazione sono gli studenti del liceo; il carattere studiato la citt meta preferita
per la gita; il carattere di tipo qualitativo; i dati dellindagine sono le citt di Parigi, Pra-
ga, Londra, Vienna.
b. Gli studenti che hanno risposto al sondaggio sono 320 +280 +200 +120 = 920.
c. La tabella che raccoglie i dati e le frequenze la seguente.
Parigi
frequenza 320
frequenza relativa
8
23
frequenza percentuale 34,8
Praga
280
7
23
30,4
Londra
200
5
23
21,7
Vienna
120
3
23
13
citt preferita
6064
frequenza 6
km percorsi
frequenza relativa
2
5
frequenza percentuale 40
frequenza cumulata 6
6569
2
2
15
13,3
8
7074
3
1
5
20
11
7579
4
4
15
26,7
15
TAB. 7
TAB. 6
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 22
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La statistica 29
23
I dati raccolti in unindagine possono essere rappresentati con dei diagrammi. Tali dia-
grammi permettono di interpretare rapidamente i dati e di paragonarli facilmente tra loro.
A. Diagramma circolare o areogramma
Un modo per rappresentare graficamente la ripartizione dei dati statistici di uninda-
gine il diagramma circolare o areogramma.
Viene disegnato un cerchio e lo si divide in tanti settori quanti sono i dati; gli angoli di
ogni settore sono proporzionali alle quantit che essi rappresentano.
unit
didattica
Diagrammi
2
E S E R C I Z I
P P. 96-100
A
EXCEL Scheda C1
E S E M P I O La TABELLA 8 indica la ripartizione dei libri letti da Aldo, Bianca, Carlo, Diego ed Elena in
un anno.
La frequenza totale dellindagine sui libri letti 48.
Il diagramma circolare che rappresenta la situazione il seguente (FIG. 1):
In esso ogni settore proporzionale alla frequenza del dato che esso rappresenta.
Ad esempio, il settore che rappresenta i 12 libri letti da Aldo sottende un angolo di 90

. Ta-
le angolo stato ottenuto risolvendo la proporzione seguente:
n. libri letti da Aldo : frequenza totale =

: 360

,
cio 12 : 48 =

: 360

da cui:

=
12 360

48
= 90

.
Il settore che rappresenta gli 8 libri letti da Bianca sottende un angolo di 60

; infatti, risol-
vendo la proporzione seguente:
n. libri letti da Bianca : frequenza totale =

: 360

otteniamo 8 : 48 =

: 360

da cui:

=
8 360

48
= 60

.
Bianca
Aldo
Diego
Carlo
Elena
Aldo
n. libri letti 12
Bianca Carlo Diego
8 16 6
Elena
6
lettore

TAB. 8
FIG. 1
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 23
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29 La statistica
24
In generale, per determinare langolo di ogni settore si utilizza la proporzione seguente:
[]
Facciamo un ulteriore esempio.
B. Diagramma a barre o istogramma
Un altro modo per rappresentare graficamente la ripartizione dei dati statistici di
unindagine il diagramma a barre o istogramma.
In un piano cartesiano si pongono sullasse delle ascisse i dati dellindagine e sullasse
delle ordinate le frequenze dei dati.
A ogni dato corrisponde un rettangolo (o un segmento) con base sullasse delle ascis-
se, di altezza proporzionale alla frequenza del dato.
frequenza del dato : frequenza totale =

: 360

.
unit
didattica
Nellultima riga della TABELLA 9 sono riportati gli angoli di ogni settore.
Aldo
n. libri letti 12
Bianca Carlo Diego
8 16 6
Elena
6
angolo 90 60 120 45 45
lettore
E S E M P I O Il diagramma circolare seguente indica come suddivisa la giornata infrasettimanale di Ric-
cardo, studente liceale:
a. In quale attivit Riccardo occupato per pi tempo?
b. Qual la durata totale del tempo dedicato allo studio e alla scuola?
c. Determiniamo gli angoli di ogni settore.
a. Riccardo occupa pi tempo per il riposo.
b. Allo studio e alla scuola Riccardo dedica 4 +5 = 9 ore.
c. Applicando la formula [], gli angoli sono quelli riportati nellultima riga della TA-
BELLA 10.
riposo
tempo 8
studio amici pasti
4 3 1
scuola
5
angolo 120 60 45 15 75
sport
2
30
televisione
1
15
attivit
studio 4h
riposo 8h
amici 3h
pasti 1h
scuola 5h
sport 2h
televisione 1h

E S E R C I Z I
P P. 100-105
A
FIG. 2
TAB. 9
TAB. 10
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 24
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La statistica 29
25
unit
didattica
E S E M P I Esempio 1
La TABELLA 11 rappresenta la ripartizione del numero dei prodotti venduti in una giornata in
un supermercato.
Per rappresentare con un diagramma a barre la situazione, poniamo sullasse delle ascisse le
cinque categorie di prodotti e sullasse delle ordinate le frequenze di ogni categoria, calco-
lando 1 cm di altezza per ogni 2000 prodotti venduti.
Il diagramma allora il seguente (FIG. 3):
Esempio 2
Riprendiamo lesempio 2 del PARAGRAFO 1 e rappresentiamo con un diagramma a barre la pre-
ferenza degli alunni del liceo sulla citt meta della gita scolastica.
Poniamo sullasse delle ascisse le quattro citt e sullasse delle ordinate le frequenze di ognu-
na, calcolando 1 cm di altezza per ogni 40 preferenze (FIG. 4).
50
Parigi Praga Londra
100
Vienna
150
200
250
300
350
alimentari profumeria detersivi
2000
cancelleria
4000
6000
8000
10000
casalinghi
alimentari
prodotti venduti 10000
profumeria detersivi cancelleria
6300 2000 5200
casalinghi
8000
categoria di prodotti
FIG. 3
TAB. 11
FIG. 4
R I E P I L O G O
P P. 105-106
A
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 25
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29 La statistica
26
La media aritmetica semplice
Analizziamo il caso seguente.
Nel secondo quadrimestre dellanno scolastico 2001-2002, in sei prove successive di ma-
tematica, Giovanni, Riccardo e Martina hanno ottenuto i seguenti voti:
Riccardo stato assente alla quarta prova.
Per non avere il debito in matematica, il consiglio di classe ha deliberato che si debba
ottenere un punteggio non inferiore a 5,5. Quale dei tre alunni avr il debito in mate-
matica?
Per calcolare qual il punteggio relativo a ciascuno dei tre alunni, calcoliamo il voto
medio ottenuto nelle prove sostenute. Per Giovanni e Martina la media si calcola con-
siderando le sei prove sostenute; per il calcolo della media di Riccardo ci si deve basa-
re sulle cinque prove sostenute.
Ritornando al nostro caso:
la media di Giovanni : M =
5 +7 +6 +8 +9 +7
6
= 7;
la media di Riccardo : M =
4 +5 +6 +5 +6
5
= 5,2;
la media di Martina : M =
7 +7 +7 +7 +7 +7
6
= 7.
Il consiglio di classe assegner dunque a Riccardo il debito in matematica.
1
Giovanni 5
prova 2 3 4
7 6 8
5
9
6
7
Riccardo 4 5 6 5 6
Martina 7 7 7 7 7 7
unit
didattica
Distribuzione semplice
3
E S E R C I Z I
P P. 107-108
A
EXCEL Scheda C1
La media aritmetica
semplice
M=
a
1
+a
2
+. . .+a
n
n
.
D e f i n i z i o n e
La media aritmetica semplice di una serie di dati statistici il quoziente tra la somma di
tutti i loro valori e il numero dei dati.
In simboli, se a
1
, a
2
, , a
n
sono n dati statistici:
M =
a
1
+ a
2
+. . . + a
n
n
.
TAB. 12
3. 1
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 26
Loescher Editore - Vietata la vendita e la diffusione
La statistica 29
27
Esaminiamo ora gli esempi seguenti.
La mediana
unit
didattica
D e f i n i z i o n e
Si dice mediana di una serie di dati statistici, se tali dati sono in numero dispari e sono posti
in ordine crescente, il dato che occupa la posizione centrale.
E S E M P I Esempio 1
Nel secondo quadrimestre dellanno scolastico 2001-2002, prima dellultima prova, Marco
ha ottenuto in matematica i seguenti voti:
Quale punteggio deve ottenere nellultima prova Marco per avere la media dellotto?
Indichiamo con x il voto che Marco deve ottenere per avere la media dellotto.
Sostituiamo i dati nella formula della media e otteniamo lequazione:
6 +8 +8 +9 +8 + x
6
= 8.
Moltiplicando entrambi i membri per 6 otteniamo 39 + x = 48, da cui x = 9.
Dunque, per avere la media dellotto Marco deve ottenere nellultima prova il punteggio di 9.
Esempio 2
Le temperature (espresse in gradi centigradi) rilevate alle ore 10 a Milano nella prima setti-
mana di maggio del 1999 e nella prima settimana di gennaio del 2000 sono le seguenti:
Quali sono le temperature medie alle ore 10 a Milano nella prima settimana di maggio del
1999 e nella prima settimana di gennaio del 2000?
Sostituendo nella formula della media i dati di maggio otteniamo:
M =
17

+20

+22

+18

+23

+19

+21

7
= 20

C.
La temperatura media nella prima settimana di maggio dunque 20

C.
Sostituendo nella formula della media i dati di gennaio otteniamo:
M =
2

+0

+2

7
= 1

C.
La temperatura media nella prima settimana di gennaio dunque 1

C.
1
maggio 1999 17
giorno 2 3 4
20 22 18
5
23
6
19
7
21
gennaio 2000 2 2 0 +2 1 3 1
1
Marco 6
prova 2 3 4
8 8 9
5
8
6
?
E S E R C I Z I
P P. 107-108
A
EXCEL Scheda C4
TAB. 13
TAB. 14
3. 2
ALG_U29TEORIA 16/01/06 15:58 Pagina 27
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29 La statistica
28
Facciamo il seguente esempio.
Gli alunni del gruppo B hanno ottenuto i seguenti voti, scritti in ordine crescente:
Sono due i voti che occupano la posizione centrale: essi sono il 6 e il 7.
La mediana dei voti degli alunni del gruppo B
6 +7
2
= 6,5.
Se calcoliamo la media aritmetica relativa ai voti ottenuti dagli alunni del gruppo A
otteniamo M = 6.
Se calcoliamo la media aritmetica relativa ai voti ottenuti dagli alunni del gruppo B
otteniamo M = 6,7.
Confrontiamo la media e la mediana del gruppo A: la media minore della mediana.
Confrontiamo la media e la mediana del gruppo B: la media maggiore della mediana.
Concludiamo che, in generale, la media e la mediana di una serie di dati statistici non
coincidono.
Osserviamo, inoltre, che in due serie di dati statistici possibile avere la stessa media,
ma non la stessa mediana, oppure avere la stessa mediana ma non la stessa media.
1
voto 4
alunno

2
4
3
5
4
6
5
6
6
7
7
8

8
8
9
9
10
10
4 4
unit
didattica
E S E M P I O In una verifica di matematica il professore ha diviso la classe in due gruppi. Il gruppo A
comprende 11 alunni e il gruppo B 10 alunni.
Gli alunni del gruppo A hanno ottenuto i seguenti voti.
Nella tabella abbiamo disposto i voti in ordine crescente. Il voto che occupa la posizione cen-
trale 7. La mediana dei voti degli alunni del gruppo A 7.
5

5

1
voto 3
alunno 2
4
3
4
4
5
5
5
6
7
7
7
8
7
9
7
10
8
11
9
E S E M P I O Siano A e B due serie di dati, rappresentati nella TABELLA 17:
La media dei dati di A M = 6 e la mediana 6.
La media dei dati di B M = 6 e la mediana 7.
1
A 4
dato
B 3
2
4
4
3
5
4
4
6
6
5
6
7
6
6
7
7
7
7
8
7
7
9
9
9
D e f i n i z i o n e
Si dice mediana di una serie di dati statistici, se tali dati sono in numero pari e sono posti
in ordine crescente, il termine semisomma dei dati che occupano la posizione centrale.
TAB. 15
TAB. 16
TAB. 17
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