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Relazione tecnica

COMUNE DI CRESPINA-LORENZANA

Relazione tecnica COMUNE DI CRESPINA-LORENZANA VERIFICA DI VULNERABILITA’ SISMICA DI EDIFICIO SCOLASTICO “E. COZZI” SITO NEL

VERIFICA DI VULNERABILITA’ SISMICA DI EDIFICIO SCOLASTICO “E. COZZI” SITO NEL COMUNE DI CRESPINA-LORENZANA

Pisa, li 19/06/2014

Dott. Ing. Gianfranco D’Alascio

Via Battelli 39 – 56127 Pisa

Tel/Fax 050.550253 Cell. 339.5481439 Email: gianfranco.dalascio@ordineingegneripisa.it

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Sommario

  • 1 Introduzione ......................................................................................................................

3

  • 2 Normativa di riferimento

3

  • 3 Descrizione dell’edificio

4

  • 4 Descrizione dei materiali

.................................................................................................. 8

  • 5 Strategia di valutazione

10

  • 6 Informazioni geologiche, geofisiche e geotecniche del

10

Definizione

  • 7 dell’azione sismica

11

Definizione dei

  • 8 carichi.....................................................................................................

13

  • 9 Analisi strutturale effettuata

............................................................................................

14

  • 10 Codice di calcolo impiegato

........................................................................................

17

  • 11 Definizione del livello di conoscenza

18

  • 12 Verifica di vulnerabilità

19

  • 13 Individuazione di elementi e criticità strutturali potenzialmente sede di problemi di

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1 Introduzione L’edificio oggetto della presente verifica di vulnerabilità sismica è la scuola Ersilio Cozzi sita
1
Introduzione
L’edificio oggetto della presente verifica di vulnerabilità sismica è la scuola Ersilio Cozzi sita
nel comune di Crespina - Lorenzana (PI), in via Guido Ragli, così come mostrato in Figura 1.
La valutazione del comportamento sismico dell’edificio in oggetto è stata eseguita secondo i
criteri stabiliti nella nuova normativa tecnica per le costruzioni (D.M. 14 gennaio 2008), delle
istruzioni per la loro l’applicazione (Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 del Consiglio Superiore
dei Lavori Pubblici) e tenendo conto delle indicazione riportate nell’Allegato 2 dell’Ordinanza
del P.C.M. del 29 dicembre 2008 n.3728.
Figura 1 – Vista aerea
2
Normativa di riferimento
Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008 “Norme tecniche per le costruzioni” GU n. 29
del 4.02.2008 suppl. ord. n 30;
Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
approvata dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici “Istruzioni per l’applicazione delle
“Norme tecniche per le costruzioni” di cui al D.M. 14 gennaio 2008” GU n. 47 del
26.02.2009 suppl. ord. n 27.

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  • 3 Descrizione dell’edificio

L’edificio risale alla fine degli anni ’60, costruito tra il 1967 e il 1970 dall’impresa Cellai Loriano di Forcoli (PI) su progetto redatto dal Dott. Ing. Giulio Matteucci dell’ISES riportante data 12 aprile 1960 con revisioni a firma dell’Ing. Romualdo Macchi. Il fabbricato risulta articolato su due livelli fuori terra ed è composto da un solo blocco, come mostrato in Figura 4 e Figura 3; sono presenti due corpi annessi in adiacenza all’edificio esistente, rispettivamente collocati a nord (centrale termica) e a sud (rampa per disabili). La sagoma dell’edificio risulta compatta in pianta, con forma pressoché rettangolare di dimensioni circa 15,15 m x 24,70 m, mentre in elevazione è presente un doppio volume (si veda Figura 2 - Sezione). La struttura portante è in cemento armato, con telai prevalentemente unidirezionali in direzione nord-sud, solo in alcuni casi collegati da travi secondarie. I pilastri presentano sezioni rettangolari di dimensione 40x40 cm ad eccezione di un pilastro avente sezione 30x40; le travi presentano sezione rettangolare, ad “L” e a “T” di varie dimensioni. I solai sono realizzati in lastre in latero-cemento tipo Bisap di spessore rispettivamente 16,5+3 al piano terra, 24+3 al piano primo e copertura; in ogni caso la soletta risulta priva di armatura. Il solaio del piano terra, posto ad un metro dal piano di campagna , è provvisto di cordoli perimetrali in c.a. gettati su setti in mattoni pieni che spiccano dalle travi di fondazione.

Relazione tecnica 3 Descrizione dell’edificio L’edificio risale alla fine degli anni ’60, costruito tra il 1967

Figura 2 - Sezione

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Relazione tecnica Figura 3 – Pianta piano terra Figura 4 – Pianta piano primo La costruzione

Figura 3 – Pianta piano terra

Relazione tecnica Figura 3 – Pianta piano terra Figura 4 – Pianta piano primo La costruzione

Figura 4 – Pianta piano primo

La costruzione sorge su terreno pianeggiante e le strutture di fondazione son del tipo nastriforme in c.a., poste a quota -115 cm circa dal piano di campagna. La copertura dell’edificio è del tipo a padiglione, con linea di colmo parallelo al lato maggiore; risulta realizzata con paretine appoggiate sull’estradosso dell’ultimo solaio, che sostengono

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tavelloni, soprastante soletta in cls e manto di copertura. Di seguito è riportata la pianta della copertura (Figura 5):

Relazione tecnica tavelloni, soprastante soletta in cls e manto di copertura. Di seguito è riportata la

Figura 5 – Pianta copertura

Nelle figure di seguito sono mostrate alcune vedute esterne del complesso.

Relazione tecnica tavelloni, soprastante soletta in cls e manto di copertura. Di seguito è riportata la

Figura 6 – Lato sud-est fabbricato

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Relazione tecnica Figura 7 - Lato est fabbricato Figura 8 - Lato nord-est fabbricato Figura 9

Figura 7 - Lato est fabbricato

Relazione tecnica Figura 7 - Lato est fabbricato Figura 8 - Lato nord-est fabbricato Figura 9

Figura 8 - Lato nord-est fabbricato

Relazione tecnica Figura 7 - Lato est fabbricato Figura 8 - Lato nord-est fabbricato Figura 9

Figura 9 - Lato sud fabbricato

Relazione tecnica Figura 7 - Lato est fabbricato Figura 8 - Lato nord-est fabbricato Figura 9

Figura 10 - Lato est fabbricato

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All’interno del fabbricato è presente un corpo scala con soletta rampante in c.a. che collega i due livelli dell’edificio. Per la struttura in oggetto è stata rintracciata buona parte della documentazione originale del progetto, sia strutturale sia architettonico, tra cui il collaudo a firma dell’Ing. Amerigo Rassauti, la carpenteria delle travi di fondazione e di elevazione, i certificati delle prove a compressione sui provini di conglomerato cementizio, le relazione di calcolo dei solai. Lo stato di fatto è inoltre basato su un accurato rilievo geometrico e strutturale e su una estesa campagna di indagini mirati al conseguimento di un adeguato livello di conoscenza dell’edificio. Dai sopralluoghi effettuati e dalle ispezione degli elementi strutturali è emerso che l’edificio non risulta conforme al progetto originario per quanto riguarda il vano interrato e le rampe della scala di collegamento tra detto vano e il piano terra che non risultano realizzate.

  • 4 Descrizione dei materiali

Per la determinazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo è stata condotta un’indagine su alcuni elementi strutturali basata su prove indirette, sclerometriche e ultrasoniche, e su prove dirette ovvero carotaggio e rottura per compressione. I risultati delle prove e i relativi certificati sono riportati in allegato. Dalla documentazione originaria di progetto si sono potute desumere alcune informazioni riguardo ai materiali. In particolare l’acciaio impiegato per le armature è di tipo Aq 42 in barre lisce, mentre dai certificati originali di prova (Figura 11) si ricavano valori della resistenza cubica a compressione del cls sempre maggiori ai 300 kg/cmq.

Relazione tecnica All’interno del fabbricato è presente un corpo scala con soletta rampante in c.a. che
Relazione tecnica All’interno del fabbricato è presente un corpo scala con soletta rampante in c.a. che

Figura 11 – Certificati originali di prova

L’interpretazione dei valori di resistenza delle carote prelevate durante la campagna di indagine è stata fornita dal laboratorio incaricato Sigma Etruria srl così come riportato nel certificato allegato. Gli elementi analizzati nelle citate indagini sono n. 2 pilastri posti al piano terra e n. 2 pilastri posti al piano primo. Al piano terra sono stati esaminati i pilastri n. 2 e 14, mentre al piano primo sono stati esaminati i pilastri n. 7 e 9. Il laboratorio ha effettuato prove a compressione, sclerometriche e ultrasoniche.

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I risultati ottenuti sono sintetizzati nel certificato n. 1123 del 15.04.2014 e riportati in Figura 11 – Certificati originali di prova e Figura 12 – Risultati su prove di compressione su provini

Relazione tecnica I risultati ottenuti sono sintetizzati nel certificato n. 1123 del 15.04.2014 e riportati in

Figura 12 – Risultati su prove di compressione su provini

Relazione tecnica I risultati ottenuti sono sintetizzati nel certificato n. 1123 del 15.04.2014 e riportati in

Figura 13 – Risultati delle prove sclerometriche

Presso l’edificio sono state anche eseguite, dalla ditta Survey Italia, ulteriori prove magnetometriche, sclerometriche, ultrasoniche e una indagine combinata SONREB. Le indagini sono state eseguite secondo la norma BS 1881 per l’indagine magnetometrica, UNI EN 12504-2:2001 per l’indagine sclerometrica e UNI EN 12504-4:2005 per l’indagine ultrasonica. Il rapporto di prova è stato eseguito combinando le suddette prove ed ottenendo la metodologia SONREB ovvero con combinazione delle prove rilevate allo

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sclerometro secondo l’indice di rimbalzo medio e la velocità di propagazione dell’onda ultrasonica attraverso il materiale analizzato. Gli elementi analizzati nelle citate indagini sono n. 2 pilastri e n. 2 travi posti rispettivamente al piano terra e piano primo. Al piano terra sono stati esaminati i pilastri n.7 e 9, mentre al piano primo sono stati esaminate le travi di copertura individuate sul collegamento tra i nodi 3/10/15 e 16/11. Dall’indagine in questione viene dedotto che, adottando il metodo di calcolo indicato dalla Norma Rilem per la determinazione delle prove di resistenza in sito, la resistenza del calcestruzzo in sito rilevato con test non distruttivo è pari a 7,91 N/mmq per gli elementi portanti verticali ovvero pilastri. Per le strutture orizzontali, ovvero travi indagate il valore medio Rck rilevato in sito è pari a 15,35 N/mmq. Il confronto dei risultati tra le prove distruttive valutate dal Laboratorio Sigma Etruria srl e dalle prove non distruttive valutate da Survey Italia hanno confermato la bontà del rilievo eseguito e la confrontabilità dei risultati. Nel presente lavoro tuttavia si è ritenuto preferibile utilizzare il valore minimo ottenuto della resistenza in situ pari a 8.85 N/mm 2 , che fornisce un valore più vicino alle effettive condizioni del calcestruzzo in opera. Tale assunzione risulta peraltro a favore di sicurezza, avendo ottenuto come media del totale delle prove distruttive un valore pari a 9.63 N/mm 2 . Non sono state effettuate prove meccaniche sulle barre d’armatura in acciaio.

  • 5 Strategia di valutazione

Una volta eseguita la raccolta delle informazioni relative alla costruzione, la procedura di valutazione della vulnerabilità sismica è stata condotta secondo i seguenti passi:

Raccolta delle informazioni relative al sito di costruzione;

Definizione dell’azione sismica;

Definizione dei carichi unitari;

Modellazione ed analisi strutturale dell’edificio;

Definizione del livello di conoscenza;

Verifica di vulnerabilità;

Individuazione di elementi e particolari strutturali potenzialmente sede di problemi di vulnerabilità.

  • 6 Informazioni geologiche, geofisiche e geotecniche del sito.

Per la determinazione dei dati geotecnici del terreno in esame sono state condotte, dallo studio GEOPROGETTI di Pontedera, indagini geognostiche ed in particolare una penetrometrica statica ed un sondaggio geognostico. Si è potuto individuare un volume significativo di terreno con spessore 15 m per la definizione del modello geotecnico di

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riferimento. Di seguito, in Figura 14, si riportano i principali parametri geotecnici desunti dalle prove.

Relazione tecnica riferimento. Di seguito, in Figura 14 , si riportano i principali parametri geotecnici desunti

Figura 14 - Principali parametri geotecnici desunti dalle prove

Inoltre la categoria di sottosuolo è stata ricavata grazie ad una specifica indagine sismica di tipo MASW condotta dalla ditta P3 s.n.c. di Pisa. L'indagine geofisica ha restituito valori di velocità delle onde S per i primi quaranta metri circa di terreno crescenti progressivamente verso il basso a partire da 185 m/s sino a 700 m/s. Il valore medio nei primi 30 m è risultato pari a 337 m/s rispetto al piano campagna mentre sale oltre i 360 m/s se considerato al di sotto di -1 m dal p.c. (da -1 a -31 m dal p.c.). Considerando che le fondazioni del fabbricato si trovano appoggiate al di sotto della coltre alterata superficiale, spessa circa 140 cm, si conclude che la categoria sismica di riferimento è la classe “B”.

  • 7 Definizione dell’azione sismica

L’azione sismica (componente orizzontale) è stata calcolata in termini di spettri di risposta secondo quanto indicato nelle NTC 2008. Per la valutazione di vulnerabilità sismica dell’edificio in oggetto l’azione sismica di riferimento è associata allo SLV ad un periodo di ritorno pari a 712 anni. Si sono utilizzati pertanto i seguenti dati di progetto:

Tipo di costruzione:

2

Classe d’uso III:

C U = 1,5

Vita nominale:

V N = 50 anni

Vita di riferimento:

V R = 75 anni

Periodo di ritorno per lo SLV:

T R = 712 anni

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I corrispondenti parametri spettrali relativi allo SLV sono:

a g

0.159 g

F 0

2.482

 

*

T C

0.276

Assumendo i dati seguenti per la caratterizzazione locale dell’azione sismica:

Categoria del terreno

B

Categoria topografica

T 1

Le coordinate geografiche del sito in esame sono:

Latitudine: 43,573252 Longitudine: 10,563979 Nel seguito in Figura 15, si riportano i dati sismici per tutti gli stati limite previsti dalla normativa:

Relazione tecnica I corrispondenti parametri spettrali relativi allo SLV sono : a 0.159 g F 2.482

Figura 15 - Dati sismici per tutti gli stati limite

Si riporta lo spettro di riposta di progetto allo SLV per la struttura in esame:

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Relazione tecnica Figura 16 - Spettro di riposta di progetto allo SLV Lo spettro di risposta

Figura 16 - Spettro di riposta di progetto allo SLV

Lo spettro di risposta di progetto per il calcolo delle sollecitazioni da impiegarsi nelle verifiche allo SLV è ricavato a partire dallo spettro elastico ridotto del fattore di struttura q. Con riferimento alle prescrizioni riportate nelle NTC 2008 e nella CC. LL. PP. n. 617 del 2009, sia le verifiche degli elementi duttili (flessione) che le verifiche degli elementi fragili (taglio) vengono condotte con sollecitazioni derivanti dallo spettro elastico ridotto del fattore q = 2.

  • 8 Definizione dei carichi

Nel seguito è riportato il dettaglio dell’analisi dei carichi, con distinzione tra i carichi permanenti strutturali e permanenti non strutturali, così come indicato nelle NTC 2008.

CARICHI UNITARI:

Peso proprio solai (G1) solai di piano tipo “Bisap”

3.15 kN/m 2

Permanenti portati (G2) pacchetto finitura solaio piano terra pacchetto finitura piano primo pacchetto copertura (tavelloni e paretine) pareti di tamponamento a cassetta in laterizio gronda in cls terrazzo e scala esterna al piano terra

2.50 kN/m 2 2.50 kN/m 2 2.60 kN/m 2 5.10 kN/m 2.50 kN/m 7.30 kN/m

Sovraccarichi sovraccarico accidentale per ambienti suscettibili di affollamento sovraccarico solaio copertura ispezione

3.00 kN/m 2 0.50 kN/m 2

Azioni ambientali carico neve

0.50 kN/m 2

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  • 9 Analisi strutturale effettuata

Il modello tridimensionale dell’edificio, in figura sotto riportata, è stato realizzato con il programma di calcolo strutturale SISMICAD ver.12.3. Sono stati introdotti orizzontamenti modellati a membrana per solai presenti al fine di simulare la effettiva rigidezza nel piano in quanto dai rilievi effettuati, non è stato possibile valutare la presenza di armatura nella soletta. La presenza della copertura a padiglione costituita da tavelloni in laterizio con sovrastante soletta in cls sostenuta da paretine in mattoni appoggiate sul solaio di sottotetto è stata schematizzata unicamente come carichi portati sulla struttura principale. La risposta del terreno di fondazione è stata modellata assumendo un coefficiente di Winkler determinato in funzione della stratigrafia del terreno in coerenza con i dati forniti dalla relazione geologica. Nella modellazione effettuata in questa fase, i tamponamenti sia esterni che interni sono stati introdotti solo come massa e carico, trascurando di fatto il loro contributo in termini di rigidezza.

Relazione tecnica 9 Analisi strutturale effettuata Il modello tridimensionale dell’edificio, in figura sotto riportata, è stato

Viste assonometriche del modello 3D

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Relazione tecnica Viste assonometriche del modello 3D La valutazione delle caratteristiche dinamiche dell’edificio è stata condotta

Viste assonometriche del modello 3D

La valutazione delle caratteristiche dinamiche dell’edificio è stata condotta mediante un’analisi modale eseguita sul modello strutturale descritto. In

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Figura 17 - Modi di vibrare significativi della struttura sono riportati i primi tre modi di vibrare significativi della struttura.

Relazione tecnica significativi sono riportati i primi tre modi di vibrare significativi della struttura. modo di

modo di vibrare n. 5

Relazione tecnica significativi sono riportati i primi tre modi di vibrare significativi della struttura. modo di

modo di vibrare n. 6

Relazione tecnica significativi sono riportati i primi tre modi di vibrare significativi della struttura. modo di
Relazione tecnica significativi sono riportati i primi tre modi di vibrare significativi della struttura. modo di
Relazione tecnica significativi sono riportati i primi tre modi di vibrare significativi della struttura. modo di

modo di vibrare n. 7

Relazione tecnica significativi sono riportati i primi tre modi di vibrare significativi della struttura. modo di

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Figura 17 - Modi di vibrare significativi della struttura

La valutazione delle azioni di progetto è stata condotta alla luce della vigente normativa, assumendo le combinazioni indicate per i diversi stati limite. Per quanto riguarda la condizione statica la combinazione fondamentale per lo Stato Limite Ultimo (SLU), è del tipo:

γ ⋅ G

G1

1

G2

G +γ ⋅ Q +γ ⋅ψ ⋅ Q +γ ⋅ψ ⋅ Q + ...

2

Q1

k1

Q2

02

k2

Q3

02

k3

in cui G 1 rappresenta l’azione dovuta ai pesi propri e ai carichi permanenti strutturali, G 2 quella dovuta ai carichi permanenti non strutturali e Q ki quella dovuta ad azioni variabili. Per la condizione sismica è stata impiegata la combinazione sismica, indicata dalla normativa:

E + G + G +⋅ψ ⋅ Q +ψ ⋅ Q + ...

1

2

21

k1

22

k2

I valori dei coefficienti parziali di sicurezza e di quelli di partecipazione sono stati desunti dalla normativa in funzione della tipologia delle azioni e della destinazione dei locali. Sono state condotte un’analisi statica ed una dinamica modale con fattore q, sul modello strutturale tridimensionale, realizzato con il programma SismiCad 12.3 descritto nel paragrafo successivo. Per la verifica degli elementi strutturali l’edificio è stato modellato secondo il metodo degli elementi finiti schematizzando le travi e i pilastri con elementi monodimensionali di tipo a due nodi.

  • 10 Codice di calcolo impiegato

Il programma schematizza la struttura attraverso l'introduzione di fondazioni, poste anche a quote diverse, a platea e a travi di fondazione poggianti su suolo elastico alla Winkler, di elementi verticali, pilastri e pareti in c.a. anche con fori, di orizzontamenti costituiti da solai orizzontali e inclinati (falde), e relative travi di piano e di falda. I nodi strutturali possono essere connessi solo a travi, pilastri e pareti, simulando così impalcati infinitamente deformabili nel piano, oppure a elementi lastra di spessore dichiarato dall'utente simulando in tal modo impalcati a rigidezza finita. I nodi appartenenti agli impalcati orizzontali possono essere connessi rigidamente ad uno o più nodi principali giacenti nel piano dell'impalcato; generalmente un nodo principale coincide con il baricentro delle masse. Per quanto concerne i carichi, in fase di immissione dati, vengono definite, in numero a scelta dell'utente, condizioni di carico elementari le quali, in aggiunta alle azioni sismiche e variazioni termiche, vengono combinate attraverso coefficienti moltiplicativi per fornire le combinazioni richieste per le verifiche successive. L'effetto di disassamento delle forze orizzontali, indotto ad esempio dai torcenti di piano per costruzioni in zona sismica, viene simulato attraverso l'introduzione di eccentricità planari aggiuntive le quali costituiscono ulteriori condizioni elementari di carico da cumulare e combinare secondo i criteri del paragrafo precedente. Le piastre sono discretizzate in un numero finito di elementi lastra-piastra con passo massimo assegnato in fase di immissione dati; nel caso di platee di fondazione i nodi sono collegati al

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suolo da molle aventi rigidezze alla traslazione verticale ed richiesta anche orizzontale. La deformabilità nel proprio piano di piani dichiarati non infinitamente rigidi e di falde (piani inclinati) può essere controllata attraverso la introduzione di elementi membranali nelle zone

  • di solaio. I disassamenti tra elementi asta sono gestiti automaticamente dal programma

attraverso la introduzione di collegamenti rigidi locali. Alle estremità di elementi asta è possibile inserire svincolamenti tradizionali così come cerniere parziali (che trasmettono una quota di ciò che trasmetterebbero in condizioni di collegamento rigido) o cerniere plastiche. Il

calcolo degli effetti del sisma è condotto, a scelta dell'utente, con analisi statica lineare, con analisi dinamica modale o con analisi statica non lineare, in accordo alle varie normative adottate. Le masse, nel caso di impalcati dichiarati rigidi sono concentrate nei nodi principali

  • di piano altrimenti vengono considerate diffuse nei nodi giacenti sull'impalcato stesso. Nel

caso di analisi sismica vengono anche controllati gli spostamenti di interpiano.

  • 11 Definizione del livello di conoscenza

Il livello di conoscenza della struttura determina la tecnica di analisi e di verifica delle prestazioni; concorrono alla sua definizione i seguenti aspetti:

Geometria, ovvero le dimensioni dell’edificio e di tutti i suoi elementi.

Le attività svolte per la Verifica Sismica, hanno permesso di riscontare le geometrie generali e quelle dei singoli elementi strutturali in c.a., delle tamponature e dei solai, con gli elaborati progettuali dell’epoca

Dettagli strutturali: consistono di tutte le informazioni relative alla disposizione delle armature longitudinali e trasversali negli elementi (travi e pilastri) e nei nodi di collegamento. Per il presente edificio sono disponibili gli elaborati di progetto e le informazioni desunte dai saggi in situ Proprietà meccaniche dei materiali: i dati relativi al calcestruzzo e acciaio sono entrambi ottenibili dagli elaborati progettuali ma devono essere verificati con un numero minimo di prove sperimentali distruttive e non, da eseguire sugli elementi strutturali.

Per quanto concerne le prove condotte per la determinazione delle proprietà meccaniche dei materiali si rimanda alla campagna di indagine in programma.

Secondo le indicazioni della Circolare n. 617 del 2/2/2009 in merito ai dati necessari per il raggiungimento di un determinato livello di conoscenza, nel caso in esame avendo a disposizione un accurato rilievo geometrico e strutturale, parte della documentazione tecnica originale dell’edificio ed avendo condotto limitate verifiche in-situ (per non pregiudicare l’integrità statica dell’edificio visto il basso livello di sicurezza emerso dalle verifiche

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preliminari), si è assunto un Livello di Conoscenza Limitata dell’edificio (LC2) con relativo fattore di confidenza FC=1.2. I valori assunti per le caratteristiche di resistenza dei materiali saranno stimati come valori medi dei risultati ottenuti nelle indagini condotte e sono indicati di seguito.

CARATTERISTICHE DEI MATERIALI:

Le resistenze di progetto saranno ottenute secondo le indicazioni contenute nel Cap.8 delle NTC 2008. Per il calcolo della capacità di elementi/meccanismi duttili verranno impiegate le proprietà dei materiali esistenti divise per il Fattori di Confidenza (FC = 1.20) in relazione al livello di conoscenza raggiunto (Livello di Conoscenza LC2). Per il calcolo della capacità di resistenza degli elementi fragili primari, le resistenze dei materiali saranno ottenute dividendo le proprietà dei materiali esistenti per i corrispondenti coefficienti parziali (γ m = 1.5 nel caso del calcestruzzo e γ m = 1.15 nel caso dell’acciaio) e per il Fattori di Confidenza (FC = 1.20).

  • 12 Verifica di vulnerabilità

La verifica di vulnerabilità sismica è stata effettuata ai sensi dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 dicembre 2008 n. 3728. In particolare, sono stati valutati gli indici di rischio di inagibilità e di collasso, assumendo un valore dell’esponente a = 0,41, come indicato dal DPC. L’indice di rischio R CD =(T R,C /T R,D ) a è considerato pari al rapporto tra la capacità, cioè al periodo di ritorno dell’azione sismica corrispondente al raggiungimento da parte della struttura dello stato limite considerato (inagibilità o collasso) e la domanda, pari al periodo di ritorno dell’azione sismica allo stato limite (SLD o SLV) corrispondente. Le verifiche degli elementi strutturali sono state condotte anche con combinazioni allo Stato Limite Ultimo considerando i soli carichi statici secondo NTC 2008 (p.to 2.5.3).

L’analisi sismica della struttura è stata condotta considerando dapprima un’azione sismica per lo SLV con Tr = 712 anni; in questo caso la quasi totalità degli elementi strutturali sono risultati non in grado di sopportare le sollecitazioni indotte come evidenziato dalla

Figura 18 che riporta, in rosso, gli elementi non verificati ed in verde quelli verificati. A tal proposito occorre precisare che la figura appena citata rappresenta solo un’indicazione schematica in quanto riporta l’esito delle verifiche per l’intero sviluppo della travata (o pilastrata): infatti è sufficiente un’unica sezione in cui l’esito delle verifiche risulti negativo e l’intera travata (o pilastrata) viene automaticamente rappresentata in rosso.

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Relazione tecnica Figura 18 Esito delle verifiche totali allo SLV per Tr=712 anni rappresentazione schematica: in

Figura 18

Esito delle verifiche totali allo SLV per Tr=712 anni

rappresentazione schematica: in rosso gli elementi non verificati

Successivamente l’azione sismica è stata ridotta diminuendo il periodo di ritorno allo SLV in modo da ricercare quello che induce nella struttura il raggiungimento dello stato limite ultimo, come precisato nell’O.P.C.M. 3278/08. In particolare sono stati adottati i seguenti periodi di ritorno Tr: 475, 201, 140, 101, 72, 50 e 30 anni. Come limite inferiore per il periodo di ritorno è stato adottato il valore di 30 anni secondo quanto suggerito dalla Circolare 2 febbraio 2009, n. 617. Anche per questo valore i risultati dell’analisi sismica hanno evidenziato come vi siano ancora molti elementi strutturali non in grado di sopportare le sollecitazioni indotte. Si veda a tal proposito la Figura 19 ed il tabulato delle verifiche riportate in allegato.

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Relazione tecnica Figura 19 Esito delle verifiche totali allo SLV per Tr=30 anni rappresentazione schematica: in

Figura 19

Esito delle verifiche totali allo SLV per Tr=30 anni

rappresentazione schematica: in rosso gli elementi non verificati

Da quanto esposto risulta quindi che l’indice di rischio risulta inferiore al valore limite di:

R CD < (30/712) 0.41 = 0.273. Un valore dell’indice di rischio maggiore o uguale ad uno significa che il manufatto presenta un livello di rischio sismico prossimo a quello richiesto dalle normative vigenti; Al contrario, valori bassi, prossimi allo zero come nel caso in esame, caratterizzano casi ad elevato rischio sismico. Inoltre è da notare che l’indice di rischio, nel caso di finanziamento di verifiche sismiche e/o degli interventi di consolidamento, è utilizzabile per determinare l’importo del contributo attribuibile all’edificio per il quale è stata condotta l’analisi.

  • 13 Individuazione di elementi e criticità strutturali potenzialmente sede di problemi di vulnerabilità

Nell’analisi della costruzione e dei dettagli strutturali, oltre alle carenze evidenziate dal calcolo, è possibile individuare alcune problematiche che possono ricondursi a problemi di vulnerabilità locale o globale dell’edificio.

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Il sistema strutturale è costituito prevalentemente da telai piani nella direzione parallela ai lati lunghi e ciò, unito all’assenza di un adeguato sistema resistente trasversale, indica una tipica progettazione a carichi verticali. Inoltre la presenza del doppio volume nella zona dell’atrio dell’edificio, nonché del vano scala in posizione eccentrica, creano situazioni di irregolarità sia in pianta che in elevazione che si ripercuotono nella distribuzione della rigidezza del sistema e quindi nella ripartizione delle forze sismiche. Dai calcoli eseguiti e dai riscontri in-situ è emersa la mancanza di un’adeguata armatura, soprattutto a taglio, che garantisca un comportamento soddisfacente delle membrature nelle zone maggiormente esposte; anche tale evidenza è legata all’approccio seguito nella progettazione strutturale originaria, incentrato esclusivamente alla ricerca delle sollecitazioni per carichi verticali e per schemi statici piani.

Per quanto concerne lo stato dei solai non si è potuto procedere ad una verifica di resistenza attendibile, in quanto non sono state eseguite indagini invasive per determinare il quantitativo

  • di armatura nei travetti. D’altra parte l’esame visivo non ha messo in luce lesioni evidenti su

nessun campo di solaio. L’elemento che può costituire sede di elevata vulnerabilità sia a livello locale che globale, è certamente la scarsa qualità del calcestruzzo riscontrata durante la campagna di indagini sui materiali, sia mediante metodi di prova distruttivi che non distruttivi. In effetti la fase di indagine ha condotto a valori medi di resistenza a compressione del cls anche inferiori ai 90 kg/cmq. Tale dato, seppur affetto dall’incertezza derivante da un numero

  • di prove ridotto, risulta significativo anche in considerazione dell’omogeneità dei risultati delle

prove. Inoltre è da rilevare la netta diversità tra i risultati della campagna sperimentale, con quanto dichiarato nei certificati originali di prova, ove invece è confermata una buona qualità del cls in opera, con resistenze a schiacciamento sempre superiori ai 300 kg/cmq. In conclusione l’elevato indice di vulnerabilità sismica emerso dalle analisi numeriche svolte mette in evidenza la scarsa capacità di resistenza alle azioni orizzontali (sisma) del sistema strutturale del fabbricato; ciò può essere ricondotto soprattutto ad un approccio progettuale di tipo esclusivamente statico nonché a normative meno severe di quelle odierne. Oltre a ciò risulta evidente come il quadro di alta criticità emerso anche dalle verifiche per

soli carichi statici, sia conseguenza diretta delle pessime caratteristiche meccaniche del calcestruzzo associate all’impiego di barre d’armatura di tipo liscio e dunque non adeguate. Tale situazione concorre a delineare una generale condizione di insufficiente sicurezza strutturale per l’edificio esaminato, anche nei confronti dei carichi gravitazionali. In particolare anche le verifiche effettuate in presenza delle sole azioni controllate dall’uomo, ovvero i soli carichi permanenti strutturali e non strutturali e i carichi variabili legati alla destinazione d’uso dell’opera, condotte con il Livello di Conoscenza conseguito nella fase di indagine LC 2, sono risultate non soddisfatte. In accordo alle disposizioni della

Relazione tecnica

Circolare 2 febbraio 2009, n. 617, al fine di soddisfare le verifiche in queste condizioni si dovrebbe obbligatoriamente procedere alla integrazione ed approfondimento delle indagini, in modo da conseguire un livello di conoscenza superiore, fino a quello massimo possibile (livello di conoscenza accurato). Tuttavia, viste le gravi carenze riguardanti le caratteristiche meccaniche dei materiali, soprattutto in relazione al calcestruzzo, si ritiene che l’acquisizione di un livello di conoscenza accurato (LC3) non permetta di raggiungere un valore del rapporto tra capacità e domanda sismica tale da modificare essenzialmente l’esito della presente valutazione. In base a quanto sopra esposto, valutata la grave vulnerabilità dell’opera sia alle azioni controllate dall’uomo sia rispetto alle azioni ambientali, si conclude che il fabbricato necessita di interventi di consolidamento necessari ed improcrastinabili, da valutarsi anche in funzione dell’interesse strategico dell’edificio e alla rilevanza che un eventuale collasso della struttura comporterebbe, tenendo conto che l’edificio non solo ospita una scuola elementare, ma durante gli eventi sismici potrebbe dover assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile. L’ente pubblico proprietario dovrà quindi definire il provvedimento più idoneo commisurato alla vita nominale restante e alla classe d’uso, rispetto ai quali si rende necessario effettuare l’intervento di incremento della sicurezza entro un tempo prestabilito.

Pisa, li 19/06/2014

ALLEGATI

IL TECNICO

dott. ing. Gianfranco D’Alascio

Relazione tecnica Circolare 2 febbraio 2009, n. 617, al fine di soddisfare le verifiche in queste

1)

Rilievo delle strutture in c.a.

2)

Documentazione Fotografica

3)

Certificato delle prove distruttive

4)

Certificato delle prove Sonreb

5)

Elaborati grafici strutturali del progetto originario

6)

Certificato delle prove sul calcestruzzo eseguite in fase di costruzione

7)

Certificato di collaudo originario del fabbricato

8)

Fascicolo dei Calcoli TR 712

9)

Fascicolo dei Calcoli per TR 30