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Beati pauperes spiritu, quia ipsorum est regnum coelorum

La beatitudine apr la sua bocca di saggezza e disse: "Beati sono i poveri


nello spirito, loro il regno dei cieli".
Tutti gli angeli, e tutti i santi, e tutto ci che nato, deve tacere quando parla
questa eterna sapienza del Padre, perch tutta la sapienza degli angeli e di
tutte le creature un puro nulla di !ronte all"abisso senza !ondo della
sapienza di #io. $ssa ha detto che i poveri sono beati.
La povert% di due tipi. &" una povert% esteriore, che buona e 'olto da
lodare nell"uo'o che la prende su di s volontaria'ente, per a'ore di nostro
(ignore )es* +risto, perch egli stesso l"ha praticata sulla terra. #i questa
povert% non voglio dire altro. +" per un"altra povert%, una povert% interiore,
che da co'prendere in quella parola di nostro (ignore che dice: "Beati
sono i poveri nello spirito". ,ra vi prego di essere poveri in tal 'odo, per
poter capire questo discorso, perch - ve lo dico nella eterna verit% - non 'i
co'prenderete se non vi rendete uguali a questa verit% di cui ora voglia'o
parlare.
.lcune persone 'i hanno chiesto cosa sia la povert% in se stessa, e cosa un
uo'o povero. ,ra voglia'o rispondere.
/l vescovo .lberto dice che un uo'o povero quello che non pu
contentarsi di tutte le cose create da #io, e questo ben detto. 0a noi
dicia'o ancora 'eglio e prendia'o la povert% in un signi!icato pi* alto: un
uo'o povero quello che niente vuole, niente sa, niente ha. &oglio parlare di
questi tre punti, e vi prego per a'or di #io di co'prendere, se potete, questa
verit%. (e poi non la co'prendete, non vi a!!liggete per questo, perch io vi
parlo di una verit% tale che solo poche persone buone la co'prenderanno.
/n pri'o luogo dicia'o che uo'o povero quello che niente vuole. .lcune
persone non co'prendono bene questo senso, e si tratta di quelli che, nella
penitenza e nell"esercizio esteriore, si tengono ben aggrappati al proprio io
personale, che ritengono i'portante. #io abbia 'isericordia, perch questa
gente sa davvero poco della verit% divina1 2ueste persone sono chia'ate
sante a 'otivo dell"apparenza esteriore, 'a interior'ente sono asini, giacch
non co'prendono il senso proprio della verit% divina. $sse dicono che
uo'o povero quello che niente vuole, 'a lo interpretano cos: che l"uo'o
debba vivere senza 'ai co'piere il proprio volere, in niente, e piuttosto
s!orzarsi di co'piere la dolcissi'a volont% di #io. Tali persone sono nel
giusto, perch la loro opinione buona, e perci voglia'o lodarle. 3ella sua
'isericordia, #io doni loro il regno dei cieli. 0a io dico nella verit% divina
che questi non sono uo'ini poveri, n si'ili a poveri. $ssi vengono sti'ati
'olto dalla gente che non conosce niente di 'eglio, 'a io dico che sono
degli asini, che non co'prendono nulla della verit% divina. Possono
raggiungere il regno dei cieli per la loro buona intenzione, 'a di quella
povert% di cui ora voglio parlare non ne sanno nulla.
(e ora uno 'i chiedesse cosa dunque un uo'o povero che niente vuole,
risponderei cos: !inch l"uo'o ha questo in s, che suo volere voler
co'piere la dolcissi'a volont% di #io, un tale uo'o non ha la povert% di cui
voglia'o parlare4 in!atti egli ha ancora un volere, con cui vuol soddis!are la
volont% di #io, e questa non la vera povert%. (e l"uo'o deve avere vera
povert%, deve essere cos vuoto della propria volont% creata co'e lo era
quando non esisteva. Perci io vi dico nella verit% eterna: !inch avete la
volont% di co'piere il volere di #io, e avete il desiderio dell"eternit% e di
#io, voi non siete davvero poveri. /n!atti un vero povero soltanto colui che
niente vuole e niente desidera. 2uando ero nella 'ia causa pri'a, non avevo
alcun #io, e l% ero causa di 'e stesso. 3ulla volevo, nulla desideravo,
perch ero un puro essere, che conosceva se stesso nella gioia della verit%.
.llora volevo 'e stesso e niente altro4 ci che volevo lo ero, e ci che ero,
lo volevo, e l% stavo libero da #io e da tutte le cose. 0a quando, per libera
decisione, uscii e presi il 'io essere creato, allora ebbi un #io4 in!atti, pri'a
che le creature !ossero, #io non era #io, 'a era quello che era. 2uando le
creature !urono e ricevettero il loro essere creato, #io non era #io in se
stesso, 'a era #io nelle creature.
,ra dicia'o che #io, in quanto #io, non il pi* alto !ine della creatura.
/n!atti anche la pi* piccola creatura in #io ha una altrettanto alta dignit%. $
se avvenisse che una 'osca avesse intelletto, e potesse ricercare per 'ezzo
di esso l"eterno abisso dell"essere divino dal quale venuta, allora dovre''o
dire che #io, con tutto ci che in quanto #io, non potrebbe dare a questa
'osca co'pi'ento e soddis!azione. Perci preghia'o #io di diventare
liberi da #io, e di concepire e godere eterna'ente la verit% l% dove l"angelo
pi* alto e la 'osca e l"ani'a sono uguali4 l% dove stavo e volevo quello che
ero, ed ero quel che volevo. Perci noi dicia'o: se l"uo'o deve essere
povero nel volere, deve volere e desiderare tanto poco co'e voleva e
desiderava quando ancora non era. /n questo 'odo povero l"uo'o che
niente vuole.
/n secondo luogo, povero l"uo'o che niente sa. Talvolta abbia'o detto che
l"uo'o dovrebbe vivere in 'odo da non vivere n per se stesso, n per la
verit%, n per #io. 0a ora dicia'o diversa'ente ed andia'o pi* avanti
dicendo: l"uo'o che deve avere questa povert%, deve vivere cos da non
sapere neppure che egli vive n per se stesso, n per la verit%, n per #io.
$gli deve essere cos vuoto di ogni sapere, da non sapere n conoscere n
sentire che #io vive in lui4 pi* ancora: deve essere privo di ogni conoscere
che vive in lui. /n!atti, quando l"uo'o stava nell"eterna essenza di #io, niente
altro viveva in lui4 cosa l% viveva, quello era lui stesso. Perci noi dicia'o
che l"uo'o deve essere cos privo del suo proprio sapere, co'e lo era
quando non era ancora4 e che lasci #io operare quello che vuole, e se ne stia
vuoto.
Tutto quello che 'ai venuto da #io !atto per un puro operare. L"operare
proprio dell"uo'o l"a'are e il conoscere. (i pone ora la grossa questione:
in che cosa risiede essenzial'ente la beatitudine5 .lcuni 'aestri hanno detto
che essa sta nella conoscenza, altri che sta nell"a'ore4 altri dicono che sta
nella conoscenza e nell"a'ore e questi dicono 'eglio. 3oi per dicia'o che
non sta n nella conoscenza n nell"a'ore4 piuttosto v" qualcosa nell"ani'a
da cui !luiscono la conoscenza e l"a'ore, e questo qualcosa non conosce e
non a'a, co'e invece !anno le potenze dell"ani'a. +hi conosce questo
qualcosa, sa dove risiede la beatitudine. $sso non ha n un pri'a n un poi,
non attende nulla che gli capiti, perch non pu guadagnare n perdere.
Perci questo qualcosa privato anche del sapere che #io opera in esso4
piuttosto esso gode in se stesso, co'e !a #io.
/o dico perci che l"uo'o deve stare cos libero e vuoto, da non sapere n
conoscere che #io opera in lui, ed in questo 'odo pu possedere la povert%.
/ 'aestri dicono che #io un essere, un essere dotato di intelletto, che tutto
conosce. 0a io dico: #io non n essere n essere dotato di intelletto, e
neppure conosce questo o quello. Perci #io privo di tutte le cose, e perci
tutte le cose. +hi deve essere povero nello spirito, deve essere povero in
ogni sapere proprio, in 'odo da non sapere niente, n di #io, n delle
creature, n di se stesso. Perci necessario che l"uo'o desideri di non
sapere o conoscere niente delle opere di #io. /n questo 'odo l"uo'o pu
essere povero nel proprio sapere.
/n terzo luogo povero l"uo'o che niente ha. 0olti hanno detto che la
per!ezione consiste nel non possedere alcuna cosa 'ateriale della terra, e
questo verissi'o nel senso di colui che si co'porta cos di proposito. 0a
questo non il senso che intendo io.
6o detto pri'a che uo'o povero quello che non vuole co'piere il volere
di #io, 'a che piuttosto vive in 'odo da essere privo del suo proprio volere
e del volere di #io, cos co'e lo era quando ancora non era. #i questa
povert% noi dicia'o che la pi* alta povert%. /n secondo luogo abbia'o
detto essere uo'o povero quello che niente sa dell"agire di #io in lui. (e uno
sta privo del sapere e del conoscere, allora questa la pi* pura povert%. 0a
la terza povert%, di cui ora voglio parlare, quella estre'a: quella dell"uo'o
che niente ha.
7ate qui 'olta attenzione1 6o detto spesso, e lo dicono anche grandi 'aestri,
che l"uo'o deve essere libero da tutte le cose e tutte le opere, interiori ed
esteriori, in 'odo da poter essere un luogo proprio di #io, dove #io possa
operare. 0a ora dicia'o qualcosa di diverso. (e l"uo'o libero da tutte le
creature, e da #io, e da se stesso, ancora tale che #io trovi in lui un luogo
per operare, allora dicia'o che l"uo'o, !inch si trova in questa condizione,
non nella pi* vera povert%. /n!atti, per il proprio agire, #io non cerca un
luogo nell"uo'o dove poter operare4 'a la povert% nello spirito quando
l"uo'o sta cos privo di #io e di tutte le sue opere, che #io, in quanto voglia
operare nell"ani'a, sia lui stesso il luogo in cui vuole operare - e questo lo
!arebbe volentieri. )iacch #io co'pie la sua opera propria quando trova
l"uo'o povero in questo 'odo, e l"uo'o subisce cos #io in s, e #io un
luogo proprio del suo agire4 l"uo'o invece un puro subir-#io nel suo agire,
in considerazione del !atto che #io opera in se stesso. 2ui, in questa povert%,
l"uo'o raggiunge quell"eterno essere che egli stato, e che ora , e che sar%
in eterno.
+" una parola di san Paolo, in cui egli dice: "Tutto quello che sono, lo sono
per la grazia di #io". (e ora questo 'io discorso se'bra tenersi al di sopra
della grazia, al di sopra dell"essere, al di sopra della conoscenza e del volere
e di ogni desiderio, co'e pu essere vera la parola di san Paolo5 . questo
proposito si dovrebbe rispondere che le parole di san Paolo sono vere. +he la
grazia !osse in lui, era necessario, perch la grazia ag in lui in 'odo da
portare a co'pi'ento co'e sostanziale ci che era accidentale. 2uando la
grazia ebbe co'piuto la sua opera e ter'in, allora Paolo ri'ase ci che egli
era.
3oi dicia'o dunque che l"uo'o deve essere cos povero da non avere, e non
essere, alcun luogo in cui #io possa operare. 2uando l"uo'o 'antiene un
luogo, 'antiene anche una di!!erenza. Perci prego #io che 'i liberi da #io,
perch il 'io essere essenziale al di sopra di #io, in quanto noi
concepia'o #io co'e inizio delle creature. /n quell"essere di #io, per, in
cui $gli al di sopra di ogni essere e di ogni di!!erenza, l% ero io stesso,
volevo 'e stesso e conoscevo 'e stesso, per creare questo uo'o che io
sono. Perci io sono causa originaria di 'e stesso secondo il 'io essere, che
eterno, e non secondo il 'io divenire, che te'porale. Perci io sono non
nato, e, secondo il 'odo del 'io non esser nato, non posso 'ai 'orire.
(econdo il 'odo del 'io non esser nato, io sono stato in eterno, e sono ora,
e ri'arr in eterno. +osa invece sono secondo il 'io esser nato, dovr%
'orire ed essere annientato, perch 'ortale, e perci deve corro'persi col
te'po. 3ella 'ia nascita eterna nacquero tutte le cose, ed io !ui causa
originaria di 'e stesso e di tutte le cose4 e, se non lo avessi voluto, n io n
le cose sarebbero4 'a se io non !ossi neanche #io sarebbe: io sono causa
originaria dell"esser #io da parte di #io4 se io non !ossi, #io non sarebbe
#io. 0a non necessario capire questo.
8n grande 'aestro dice che la sua irruzione pi* nobile del suo sgorgare, e
questo vero. 2uando io sgorgai da #io, allora tutte le cose dissero: #io .
0a questo non pu render'i beato, perch in questo 'i riconosco co'e
creatura. 0a nella irruzione, in cui sono libero del 'io proprio volere e del
volere di #io e di tutte le sue opere e di #io stesso, l% io sono al di sopra di
tutte le creature, e non sono #io n creatura, 'a piuttosto sono quello che
ero, e quello che sar ora e se'pre. L% ricevetti uno slancio, capace di
portar'i sopra tutti gli angeli. /n questo slancio, ricevetti una cos grande
ricchezza, che #io non pu bastar'i, con tutto quello che in quanto #io, e
con tutte le sue opere divine4 in!atti, in questa irruzione 'i toccato in sorte
di essere una sola cosa con #io. .llora io sono quello che ero, e non
au'ento n di'inuisco, perch l% sono una causa pri'a i''obile, che
'uove tutte le cose. 2ui #io non trova alcun luogo nell"uo'o, perch
l"uo'o conquista con questa povert% quel che stato in eterno, e che se'pre
sar%. 2ui #io una sola cosa con lo spirito, e questa la povert% pi* vera
che si possa trovare. +hi non co'prende questo discorso, non a!!ligga per
ci il suo cuore. Perch l"uo'o non pu co'prendere questo discorso, !inch
non diventa uguale a questa verit%. /n!atti si tratta di una verit% senza veli,
che giunge i''ediata'ente dal cuore di #io.
#io ci aiuti a vivere in 'odo da poterla conoscere in eterno. .'en.
Nolite timere eos qui corpus occidunt, animam autem occidere non
possunt
"3on te'ete chi vi vuole uccidere nel corpo", giacch lo spirito non uccide
lo spirito. Lo spirito d% vita allo spirito. +hi vi vuole uccidere, il sangue e
la carne. +osa carne e sangue, insie'e 'uore. La parte pi* nobile nella
creatura il sangue, se esso vuole retta'ente4 'a il sangue anche la parte
pi* trista nella creatura, se vuole 'alvagia'ente. (e il sangue vince la carne,
l"uo'o u'ile, paziente, casto, ed ha in s tutte le virt*. (e invece la carne
vince il sangue, l"uo'o diviene superbo, iracondo e i'pudico, ed ha in s
tutti i vizi. 2ui viene lodato san )iovanni. 3on posso lodarlo pi* di quanto
#io stesso lo avrebbe lodato.
7ate ora attenzione1 &i dir qualcosa che non ho ancora 'ai detto. 2uando
#io cre il cielo, la terra e tutte le creature, non oper niente4 non aveva
niente da operare, non v"era in lui opera di alcun genere. .llora #io disse:
"&oglia'o !are un"i''agine". +reare cosa se'plice4 lo si !a quando e
co'e si vuole. 0a quel che io !accio, lo !accio io stesso e con 'e stesso ed
in 'e stesso, e l% i'pri'o co'pleta'ente la 'ia i''agine. "3oi voglia'o
!are un"i''agine": "non tu, Padre, neppure tu, 7iglio, e neppure tu, (pirito
santo, 'a noi, nella decisione della santa Trinit%, voglia'o !arci
un"i''agine". 2uando #io !ece l"uo'o, oper nell"ani'a l"opera identica a
se stesso, la sua opera operante, la sua opera se'piterna. L"opera era cos
grande, da non essere altro che l"ani'a, e l"ani'a non era niente altro che
l"opera di #io. La natura di #io, il suo essere e la sua divinit%, dipendono dal
!atto che egli deve operare nell"ani'a. Benedetto, benedetto sia #io1 2uando
#io opera nell"ani'a, allora a'a la sua opera.
#ove l"ani'a in cui #io opera la sua opera, l% l"opera cos grande, da non
essere altro che l"a'ore4 l"a'ore, a sua volta, non altro che #io. #io a'a se
stesso, la sua natura, il suo essere e la sua divinit%. 3ell"a'ore in cui #io
a'a se stesso, a'a tutte le creature, non in quanto creature, 'a in quanto
#io. 3ell"a'ore in cui #io a'a se stesso, a'a tutte le cose.
&oglio dirvi ancora qualcosa che non ho 'ai detto. #io gusta se stesso.
3ell"atto del gustare se stesso, egli gusta tutte le creature. 3ell"atto in cui
gusta se stesso, gusta tutte le creature, non in quanto creature, 'a le creature
in quanto #io. 3ell"atto di gustare se stesso, gusta tutte le cose. 7ate ora
attenzione1 Tutte le creature dirigono il loro corso verso la loro pi* alta
co'piutezza. ,ra vi prego: ascoltate, nell"eterna e se'pre duratura verit% e
nell"ani'a 'ia1 #i nuovo vi dir qualcosa che non ho 'ai detto: #io e la
#ivinit% sono separati l"un l"altra cos a'pia'ente co'e il cielo lo dalla
terra. #ico ancora di pi*: l"uo'o interiore e l"uo'o esteriore sono separati
l"un l"altro cos a'pia'ente co'e il cielo lo dalla terra. 0a #io lo 'olte
'igliaia di 'iglia in pi*: #io si !or'a e si dissolve.
,ra torno indietro alla 'ia parola: #io gusta se stesso in tutte le cose. /l sole
getta la sua chiara luce su tutte le creature: quella che riceve la luce del sole,
lo attira in s, e tuttavia esso non perde niente della sua potenza lu'inosa.
Tutte le creature si privano della propria vita per il proprio essere. Tutte le
creature si portano nel 'io intelletto, per essere in 'e spiritual'ente. /o
soltanto procuro di nuovo tutte le creature a #io1 )uardate cosa voi tutti
!ate1
,ra torno indietro al 'io "uo'o interiore ed esteriore". )uardo i gigli nel
ca'po, il loro chiaro splendore, il loro colore e tutte le !oglie. 0a il loro
odore non vedo. Perch5 Perch l"odore in 'e. #"altra parte: quel che dico,
in 'e, ed io lo dico !uori di 'e. Tutte le creature hanno sapore in quanto
creature per il 'io uo'o esteriore, co'e il vino, il pane, la carne. Per il 'io
uo'o interiore, invece, niente ha sapore in quanto creatura, 'a solo co'e
dono di #io. /l 'io uo'o pi* inti'o, poi, non le gusta co'e dono di #io,
'a co'e eterne.
Prendo una catinella d"acqua, vi 'etto dentro uno specchio e la pongo sotto
la s!era del sole4 allora dal disco e dal !ondo del sole esso getta la sua chiara
luce, e tuttavia in ci non svanisce. /l raggio di ritorno dello specchio nel
sole sole nel sole, e tuttavia lo specchio quello che . +os anche con
#io. #io nell"ani'a con la sua natura, col suo essere e con la sua divinit%, e
tuttavia egli non l"ani'a. /l raggio di ritorno dell"ani'a #io in #io, e
tuttavia essa quello che . #io si !or'a, dove tutte le creature espri'ono
#io: l% si !or'a "#io". 2uando io ero ancora nel !ondo, nel terreno, nella
corrente e nella !onte della divinit%, nessuno 'i chiedeva dove volessi
andare o cosa !acessi: l% non v"era nessuno che 'i potesse interrogare. 0a
quando !luii all"esterno, tutte le creature dissero: "#io"1 (e qualcuno 'i
chiedesse: "7ratello $c9hart, quando venite da casa5", allora vi sono stato
dentro. +os parlano tutte le creature di " #io". $ perch non parlano della
divinit%5 Tutto quello che nella divinit%, uno, e di ci non si pu parlare.
#io opera, la divinit% non opera, non ha niente da operare, in lei non
alcuna opera4 'ai ha guardato ad un"opera. #io e la divinit% sono separati
dall"agire e dal non agire. 2uando io ritorno in "#io" e non ri'ango !er'o
l%, la 'ia irruzione 'olto pi* nobile del 'io e!!lusso. /o solo porto tutte le
creature dal loro essere spirituale nel 'io intelletto, perch siano una cosa
sola in 'e. 2uando pervengo nel !ondo, nel terreno, nella corrente e nella
!onte della divinit%, nessuno 'i chiede da dove venga o dove sia stato.
3essuno l% ha sentito la 'ia 'ancanza, e l% "#io" si dissolve.
+hi ha co'preso questa predica, a lui la concedo piena'ente. (e non vi
!osse stato nessuno qui, avrei dovuto predicare a questa cassetta per le
o!!erte. &" della povera gente che torna a casa e dice: "&oglio sedere in
qualche luogo, consu'are il 'io pane e servire #io1". 0a io dico nella
verit% eterna che questa gente deve ri'anere s'arrita e non pu 'ai
raggiungere e conquistare quel che raggiungono gli altri, che seguono #io
nella povert% e in terra straniera. .'en.
Gott hat die Armen
#io ha !atto i poveri per i ricchi ed i ricchi per i poveri. Prestate a #io, egli
vi restituir%. .lcuni dicono che credono in #io, 'a non credono #io. : cosa
pi* grande credere in #io che credere #io. (i crede che una persona, cui si
prestano cinque scellini, li restituir%, 'a tuttavia non si crede in questa
persona. (e dunque un uo'o crede in #io, perch non crede che #io gli
restituir% ci che gli si presta nei suoi poveri5 +hi abbandona tutte le cose,
ricever% il centuplo in ca'bio. 0a chi 'ira al centuplo non riceve niente,
perch non lascia tutto, 'a vuole avere il centuplo in ca'bio. 3ostro
(ignore per pro'ette il centuplo a quelli che abbandonano tutto. (e
qualcuno lascia tutto, ricever% il centuplo e la vita eterna. (e per il
bene!icio di questo abbandono ricadesse sull"uo'o, quello che avesse
rinunciato per questo "perch", non avrebbe abbandonato tutto, e dunque
non riceverebbe niente. +hi cerca qualcosa in #io - scienza, conoscenza,
devozione o che altro -, se lo trova, non trova #io, anche se trova scienza,
conoscenza, interiorit% - cose che lodo a!!atto -4 'a ci non per'ane in lui.
(e invece non cerca niente, trova #io e tutte le cose in lui, ed esse
per'angono nell"uo'o.
3on si deve cercare niente, n conoscenza n scienza, n interiorit% n
devozione n pace, 'a soltanto la volont% di #io. L"ani'a, che co'e deve
essere, non desidera che #io le doni la sua intera divinit%, perch sarebbe
consolata da ci tanto poco, quanto se #io le donasse un 'oscerino. La
conoscenza di #io, senza la volont% di #io nulla. 3ella volont% di #io tutte
le cose sono, e sono qualcosa, sono accette a #io e per!ette4 !uori della
volont% di #io, tutte le cose sono nulla, non piacciono a #io e sono
i'per!ette. 8n uo'o non dovrebbe 'ai pregare per cose transitorie4 'a se
vuole pregare per qualcosa, deve do'andare soltanto che sia !atta la volont%
di #io, e niente altro4 ed allora ottiene tutto. (e invece prega per
qualcos"altro, non ottiene nulla. /n #io non v" altro che l"8no, e l"8no
indivisibile. +hi prende qualcosa di diverso dall"8no, prende qualcosa di
divisibile e non l"8no. #io 8no, e se l"uo'o cerca e tende a qualcos"altro,
allora quello non #io, 'a qualcosa di divisibile. (ia ci pace o
conoscenza, o che altro sia, !uori della volont% di #io in vista di se stesso,
ed nulla. (e si cerca soltanto la volont% di #io si deve accettare quello che
ci capita, o che ci viene 'ani!estato, co'e un dono di #io, e non stare a
vedere e considerare se venga dalla natura o dalla grazia, o da dove o in qual
'odo: tutto ci deve essere per noi indi!!erente. .llora uno co'e deve
essere4 e si deve condurre una se'plice vita cristiana, senza 'irare ad una
condotta particolare. 8na cosa soltanto si deve ricevere da #io, e quel che
poi ci accade, lo si prenda co'e la cosa 'igliore per noi, senza ti'ore di
essere ostacolati, all"interno o all"esterno, da quel che ci capita4 quel che si !a,
se'pre su!!iciente, se v" in noi l"a'ore di #io.
2uando capita a certe persone qualcosa da so!!rire o da !are, esse dicono:
"(e sapessi che questa la volont% di #io, lo sopporterei o !arei volentieri ".
Per #io1 : una ben strana do'anda quando un 'alato chiede se volont% di
#io che sia 'alato1 $gli deve esser certo che volont% di #io, se 'alato.
+osi anche nelle altre cose. Perci l"uo'o deve accettare da #io tutto quel
che gli capita, in 'odo puro e se'plice. &i sono delle persone che, quando
va loro bene interior'ente o esterior'ente, lodano #io e con!idano in lui,
co'e alcuni dicono: "6o dieci 'oggi di grano ed altrettanto vino quest"anno:
con!ido piena'ente in #io". #avvero, dico io, hai piena !iducia, 'a nel
grano e nel vino1
L"ani'a !atta per un bene cos grande ed alto, che essa non pu in alcun
'odo trovare riposo ed se'pre in!elice, !inch non giunge, sopra ogni
'odo, a quel bene eterno che #io, per il quale essa !atta. 3on vi giunge
per con i'peto, con la rigida ostinazione a !are questo e a lasciare quello,
'a con la 'itezza, in !edele u'ilt% e rinuncia a se stesso, nei con!ronti di
tutto quello che capita. 3on che l"uo'o si 'etta in testa: !arai questo
assoluta'ente, costi quel che costi1 2uesto !also, perch in ci egli
a!!er'a se stesso. (e gli capita qualcosa che lo a!!atica, lo turba e lo rende
inquieto, ci di nuovo !also, perch anche in questo si a!!er'a se stessi. (e
gli giungesse una grande contrariet%, dovrebbe !arsi condurre da #io,
chinarsi u'il'ente sotto di lui, ed accogliere da lui in 'ite con!idenza tutto
quel che gli avviene: questo sarebbe il giusto co'porta'ento. . questo 'ira
tutto ci che si pu consigliare e insegnare: che l"uo'o si lasci condurre, e
non abbia che #io in vista, per quanto questo si possa presentare con 'olte e
diverse parole.
8na coscienza bene ordinata sar% aiutata dal !atto di non prestare attenzione
alle cose accidentali4 occorre che l"uo'o, ben raccolto in se stesso,
abbandoni co'pleta'ente a #io il proprio volere, ed accetti qualsiasi cosa
da #io co'e identica: grazia o che altro sia, esteriore o interiore. +hi
percepisce qualcosa in #io, non vede #io. 8n uo'o giusto non ha bisogno
di #io. 3on ho bisogno di quello che possiedo. L"uo'o giusto non serve
niente, non !a caso ad alcuna cosa4 egli ha #io, e perci non serve niente.
2uanto #io elevato al di sopra dell"uo'o, tanto #io pi* pronto a donare
di quanto sia l"uo'o pronto a ricevere. L"uo'o non deve pensare di
progredire in una vita buona per il !atto che digiuna 'olto o co'pie 'olte
opere esteriori4 un segno certo del suo progresso , invece, l"avere 'aggiore
a'ore per le cose eterne e 'aggiore avversione per quelle transitorie. (e un
uo'o avesse cento 'archi e li desse per #io e !ondasse un convento,
sarebbe una grossa cosa. 0a io dico: sarebbe 'olto 'aggiore e 'igliore
cosa se li disprezzasse in s per a'or di #io e li guardasse co'e un nulla.
L"uo'o deve rivolgere il proprio volere a #io in ogni opera, ed avere negli
occhi #io solo. $ cos proceda, e non abbia ti'ore, senza stare a considerare
se cos va bene per non co'piere passi !alsi. /n!atti, se un pittore, dovendo
dare il pri'o tratto di penna, considerasse tutti gli altri, non concluderebbe
nulla. (e qualcuno dovesse recarsi in una citt%, e stesse a considerare co'e
!are il pri'o passo, non concluderebbe nulla. Perci l"uo'o deve seguire la
pri'a ispirazione e procedere avanti4 allora giunge dove deve, e va bene
cos.
Alle gleichen Dinge
Tutte le cose si'ili si a'ano reciproca'ente e si uniscono l"una con l"altra, e
tutte le cose dissi'iii si !uggono e si odiano reciproca'ente. 8n 'aestro
dice che niente cos dissi'ile co'e il cielo e la terra. La terra si accorta
nella sua natura di essere lontana e dissi'ile dal cielo, e perci !uggita
lontana dal cielo !ino al luogo pi* basso, ed i''obile, per non avvicinarsi
al cielo. /l cielo ha constatato nella sua natura che la terra lo ha !uggito ed ha
preso il posto pi* basso. Perci esso si e!!onde co'pleta'ente nella terra in
'odo !econdo, ed i 'aestri credono che l"a'pio e vasto cielo non tenga per
s neppure lo spazio di una punta di spillo, 'a che invece si generi
co'pleta'ente nella terra, in 'odo !econdo. Perci la terra si chia'a la
creatura pi* !ertile tra tutte le cose te'porali. .ltrettanto dico io dell"uo'o
che si annientato in se stesso, in #io e in tutte le creature: quest"uo'o ha
preso il posto pi* basso, ed in tale uo'o #io deve e!!ondersi
co'pleta'ente, altri'enti non #io. Lo dico nell"eterna e se'pre
perdurante verit%: #io deve e!!ondersi co'pleta'ente, in ogni uo'o che sia
distaccato da se stesso !ino in !ondo, secondo tutto il suo potere, in 'odo
tale da non 'antenere niente per s, n nella sua vita, n nel suo essere, n
nella sua natura, e neppure nella sua piena divinit%: tutto questo #io deve
e!!onderlo in 'odo !econdo nell"uo'o che si abbandonato a #io e che ha
preso il posto pi* basso.
0entre venivo qui oggi, 'editavo sul 'odo di predicare a voi per poter
essere co'preso, e 'i venuto in 'ente un paragone. (e lo capite bene,
co'prenderete il senso proprio ed il !onda'ento del 'io 'odo di vedere, sul
quale ho se'pre predicato. /l paragone aveva a che !are col 'io occhio e col
legno: se il 'io occhio aperto, un occhio4 se chiuso, lo stesso occhio.
;eciproca'ente niente si aggiunge o si toglie al legno nell"essere visto. 0a
ora co'prendete'i bene1 (e accade che il 'io occhio, uno e se'plice in se
stesso, sia aperto e rivolto con lo sguardo al legno, ciascuna delle due cose
ri'ane quella che , e tuttavia, nel co'pi'ento della visione, divengono a
tal punto una cosa sola, che si pu dire con verit% occhio-legno, e il legno
il 'io occhio. (e anche il legno !osse i''ateriale e pura'ente spirituale
co'e la visione del 'io occhio, si potrebbe dire e!!ettiva'ente che, nel
co'pi'ento della 'ia visione, il legno e il 'io occhio si trovino in un solo
essere. (e questo accade nelle cose corporali, quanto pi* deve valere per
quelle spirituali1
#ovete sapere che il 'io occhio ha 'aggiore co'unanza con l"occhio di una
pecora che di l% dal 'are e che non ho 'ai visto, di quanta ne abbia con le
'ie orecchie, con le quali tuttavia sta in co'unit% di essere. 2uesto deriva
dal !atto che l"occhio della pecora esercita la stessa attivit% del 'io, e perci
attribuisco loro una 'aggiore co'unanza nell"operare di quanta ne abbiano i
'iei occhi ed orecchi, dal 'o'ento che questi sono distinti nella loro
operazione.
6o parlato a volte di una luce che nell"ani'a, increata e increabile. 6o cura
di toccare se'pre nelle 'ie prediche questa stessa luce. $ssa coglie #io
i''ediata'ente, nella sua nudit%, senza niente che lo ricopra, co'e egli in
se stesso, e questo il coglierlo nel co'pi'ento della generazione. Perci
posso dire in verit% che questa luce ha pi* unit% con #io di quanta ne abbia
con le potenze dell"ani'a, con le quali peraltro sta in unit% di essere. #ovete
in!atti sapere che questa luce nell"essere della 'ia ani'a non pi* nobile
della pi* bassa o pi* rozza potenza, co'e l"udito o la vista, o altra potenza
concernente la !a'e e la sete, il !reddo ed il caldo4 e questo !ondato sul
!atto che l"essere unitario. /n quanto si prendano le potenze dell"ani'a
nell"essere, esse sono tutt"uno ed ugual'ente nobili4 'a se si prendono nel
loro operare, allora una 'olto pi* nobile ed alta delle altre.
Perci io dico: se l"uo'o si distoglie da se stesso e da tutte le cose create -
tanto tu !ai questo, tanto sei unito e !elice nella scintilla dell"ani'a, che non
tocca 'ai n il te'po n lo spazio. 2uesta scintilla ri!iuta tutte le creature, e
non vuole altro che #io nella sua nudit%, co'e in se stesso. 3on le bastano
n il Padre n il 7iglio n lo (pirito santo, e neppure le tre Persone insie'e,
in quanto ciascuna per'ane nella sua particolarit%. /o dico in verit% che a
questa luce non basta neppure l"unicit% del !econdo seno della natura divina.
&oglio dire ancora qualcosa di pi*, che suoner% ancor pi* stupe!acente: dico
nella eterna e se'pre per'anente verit% che a questa luce non basta l"essere
divino unico, i'passibile, che non d% n riceve: essa vuole sapere da dove
questo essere provenga4 essa vuole penetrare nel se'plice !ondo, nel
silenzioso deserto, dove 'ai ha gettato uno sguardo la distinzione, n Padre
n 7iglio n (pirito santo. 3ella interiorit% pi* pro!onda, dove nessuno in
patria, l% trova soddis!azione questa luce, e l% essa in una interiorit% pi*
pro!onda di quanto sia presso se stessa. /n!atti questo !ondo un se'plice
silenzio, i''obile in se stesso4 da questa i''obilit% vengono 'osse tutte le
cose e vengono accolte tutte quelle vite che vivono intellettual'ente in se
stesse.
+he #io ci aiuti a vivere in questo 'odo secondo intelletto. .'en.
Scitote, quia prope est regnum dei
/l nostro a'ato (ignore dice qui: "(appiate che il regno di #io vicino a
voi". (, il regno di #io in noi, e san Paolo dice che la nostra salvezza pi*
vicina a noi di quel che credia'o. #ovete sapere in pri'o luogo co'e il
regno di #io vicino a noi4 in secondo luogo, quando il regno di #io
vicino a noi. Perci dobbia'o considerare con cura il signi!icato. (e io !ossi
un re, 'a senza saperlo io stesso, non sarei a!!atto un re. (e avessi invece la
!er'a !ede di essere un re, e questa stessa opinione !osse creduta da tutti gli
uo'ini insie'e a 'e, ed io avessi per certo che tutti gli uo'ini lo credono,
sarei davvero un re, e 'ia sarebbe tutta la ricchezza del re, e niente di essa
'i 'ancherebbe. 2ueste tre cose sono necessarie, se devo essere un re. (e
'e ne 'ancasse anche soltanto una, non potrei essere re. 8n 'aestro dice - e
cos anche i nostri 'igliori 'aestri - che la beatitudine sta nel !atto che
l"uo'o conosce e sa il bene pi* alto, che #io stesso. /o ho nell"ani'a una
potenza che assoluta'ente recettiva di #io. /o sono certo, co'e del !atto di
vivere, che niente 'i cos vicino co'e #io. #io a 'e pi* vicino, di
quanto io lo sia a 'e stesso4 il 'io essere dipende dal !atto che #io a 'e
vicino e presente. Lo anche ad una pietra o al legno, 'a essi non lo sanno.
(e il legno sapesse di #io, e conoscesse quanto egli vicino, cos co'e lo sa
il pi* alto degli angeli, il legno sarebbe altrettanto beato quanto l"angelo pi*
alto. Perci l"uo'o pi* beato di una pietra o del legno perch egli conosce
#io e sa quanto #io gli vicino. $d beato quanto pi* conosce ci, e quanto
'eno lo conosce, tanto 'eno beato. 3on beato per il !atto che #io in
lui e a lui cos vicino e che egli ha #io, 'a per il !atto che egli conosce
quanto #io gli vicino, e che egli sa di #io. 8n tale uo'o sapr% "che il
regno di #io vicino".
/l pro!eta dice nel salterio: "3on dovete essere ignoranti co'e un 'ulo o un
cavallo". 8n"altra parola la dice il patriarca )iacobbe: "&era'ente, #io in
questo luogo, e io non lo sapevo". (i deve sapere di #io, e riconoscere "che
il regno di #io vicino".
2uando penso al regno di #io, ri'ango spesso a''utolito per la sua
grandezza. Perch il regno di #io #io stesso con la sua intera ricchezza.
3on una piccola cosa il regno di #io: se ci si rappresentassero tutti i 'ondi
che #io pu creare, questo non il regno di #io1 (ono solito dire talvolta
una parola: l"ani'a, in cui il regno di #io appare e che riconosce vicino a s
il regno di #io, non ha bisogno di ascoltare prediche o insegna'enti: da
quello ha gi% ricevuto insegna'ento, e l"assicurazione della vita eterna. +hi
sa e riconosce quanto vicino gli il regno di #io, pu dire con )iacobbe:
"#io in questo luogo, e io non lo sapevo", 'a ora lo so.
#io ugual'ente vicino in tutte le creature. /l sapiente dice: #io ha steso le
sue reti e le sue !uni su tutte le creature, perch si possa trovarlo in ciascuna
di esse e riconoscerlo, se solo si vuole percepirlo. 8n 'aestro dice: conosce
#io retta'ente chi lo riconosce in 'odo identico in tutte le cose. /o ho detto
gi% una volta: che si serva #io nel ti'ore, bene4 che lo si serva per a'ore,
'eglio4 'a che l"uo'o possa concepire l"a'ore nel ti'ore, questa la cosa
'igliore di tutte. +he un uo'o abbia una vita tranquilla e quieta in #io,
bene4 che sopporti con pazienza una vita piena di a!!anni, 'eglio4 'a la
cosa 'igliore di tutte avere pace negli a!!anni. 8n uo'o va nel ca'po,
dice la sua preghiera e conosce #io4 oppure in chiesa e conosce #io: se
conosce 'eglio #io per il !atto di trovarsi in un luogo tranquillo, ci dipende
dalla sua insu!!icienza, non da #io4 perch #io nello stesso 'odo in tutte
le cose ed in tutti i luoghi, ed pronto a donarsi nello stesso 'odo, per
quanto dipende da lui4 e conosce #io retta'ente chi lo riconosce co'e
uguale.
(an Bernardo dice: perch il 'io occhio, e non il piede, conosce il cielo5
+i deriva dal !atto che l"occhio pi* si'ile al cielo del piede. (e dunque la
'ia ani'a deve conoscere #io, deve essere celeste. 0a cos" che porta
l"ani'a a conoscere #io in s ed a sapere quanto vicino5 7ate attenzione1 /l
cielo non pu ricevere alcuna i'pressione estranea: nessuna penosa
necessit% pu i'pressionarlo e portarlo !uori dal suo corso. +os, anche
l"ani'a, che deve conoscere #io, deve essere cos ra!!orzata e con!er'ata in
#io, da non poter essere i'pressionata da niente, n speranza n ti'ore, n
gioia n a!!lizione, n a'ore n dolore, n alcuna altra cosa che possa
portarla !uori del suo ca''ino. /l cielo in tutti i suoi punti ugual'ente
lontano dalla terra. +os anche l"ani'a deve essere ugual'ente lontana da
tutte le cose terrene, in 'odo da non essere pi* vicina all"una che all"altra4
essa deve 'antenersi ugual'ente distante nella gioia e nel dolore, nell"avere
e nell"esser privo, o co'unque sia: a tutto deve essere co'pleta'ente 'orta,
distaccata ed elevata al di sopra.
/l cielo puro e chiaro, senza alcuna 'acchia, ad eccezione della luna. /
'aestri la chia'ano la levatrice del cielo, l"astro pi* vicino alla terra. /l
te'po e lo spazio non lo toccano. Tutte le cose corporee non hanno l% alcun
luogo. 3on sta neppure nel te'po, il suo corso incredibil'ente veloce4 i
'aestri dicono che senza te'po, 'a il te'po deriva dal suo corso. 3iente
ostacola l"ani'a nella conoscenza di #io tanto quanto il te'po e lo spazio.
Te'po e spazio sono parti, 'a #io uno. (e dunque l"ani'a deve conoscere
#io, deve conoscerlo al di sopra dello spazio e del te'po, perch #io non
questo n quello, co'e le 'olteplici cose terrene: #io uno.
(e l"ani'a deve vedere #io, essa non pu guardare alcuna cosa nel te'po4
perch non pu 'ai conoscere #io !in tanto che le sono presenti il te'po e
lo spazio, o altre rappresentazioni si'ili. (e l"occhio deve conoscere il
colore, deve essere pri'a spoglio di ogni colore. (e l"ani'a deve conoscere
#io, essa non pu avere nulla in co'une con il nulla. +hi conosce #io, sa
che tutte le creature sono nulla. (e si pone una creatura di !ronte all"altra,
essa appare bella ed qualcosa4 'a se la si 'ette di !ronte a #io, essa non
nulla.
/o dico inoltre: se l"ani'a deve conoscere #io, deve anche obliare se stessa e
perdersi4 perch non vede e conosce #io, !inch vede e conosce se stessa. (e
invece si perde per a'or di #io e rinuncia a tutte le cose, allora ritrova se
stessa in #io. 0entre conosce #io, conosce se stessa e tutte le cose, da cui si
separata, in 'odo per!etto in #io. (e devo conoscere davvero il so''o
bene o l"eterna bont%, devo conoscerla l% dove essa la bont% in s, non dove
divisa. (e devo conoscere davvero l"essere, devo conoscerlo dove l"essere
in se stesso, ovvero in #io4 non dove diviso, nelle creature.
/n #io soltanto l"intero essere divino. /n un uo'o non l"intera u'anit%,
perch un uo'o non tutti gli uo'ini. 0a in #io l"ani'a conosce l"intera
u'anit%, e tutte le cose nel grado pi* alto, perch le conosce secondo
l"essere.
8n uo'o, che abiti in una casa ben dipinta, la conosce certo 'eglio di un
altro, che non vi 'ai stato e che, tuttavia, ne volesse parlare a lungo. 3ello
stesso 'odo io sono certo, co'e son certo di vivere e che #io vive, che
l"ani'a deve conoscere #io al di sopra del te'po e dello spazio, se davvero
deve conoscerlo. 8na tale ani'a conosce #io e sa quanto vicino il suo
regno, ovvero #io con tutta la sua ricchezza. / 'aestri sollevano 'olte
questioni nella scuola a proposito di co'e sia possibile che l"ani'a conosca
#io. 3on deriva dalla giustizia o dal rigore di #io il !atto che egli 'olto
esiga dall"uo'o4 deriva dalla sua grande liberalit%, perch egli vuole che
l"ani'a si allarghi, per poter ricevere 'olto, e perch 'olto le possa dare.
3essuno deve credere che sia di!!icile giungere a questo punto, per quanto
suoni di!!icile e di!!icile sia all"inizio e nel distaccarsi e 'orire a tutte le
cose. 0a quando si un po" pratici, allora non v" vita pi* !acile, piacevole
ed a'abile. #io in!atti 'olto pre'uroso di essere se'pre accanto
all"uo'o, e lo istruisce per condurlo a s, se quello vuole seguirlo. 0ai un
uo'o ha desiderato qualcosa tanto quanto #io desidera portare l"uo'o a
conoscerlo. #io se'pre pronto4 noi invece sia'o poco pronti4 #io vicino
a noi4 noi invece sia'o lontani da lui4 #io all"interno, noi invece sia'o
all"esterno4 #io in noi in casa propria, 'a noi sia'o in un paese straniero.
/l pro!eta dice: "#io conduce i giusti per uno stretto sentiero nell"a'pia
strada, perch giungano nell"a'piezza e nella larghezza"4 che signi!ica: nella
vera libert% dello spirito, che diventato un solo spirito con #io.
+i aiuti #io, perch noi tutti lo seguia'o, in 'odo che egli ci porti in s,
dove lo conoscia'o vera'ente. .'en.
Ecce mitto angelum meum
2uesto scritto nel &angelo e signi!ica: "&edete, io invio il 'io angelo".
Bisogna innanzitutto sapere cosa un angelo perch un testo dice che
dobbia'o essere uguali agli angeli. 8n 'aestro dice che l"angelo
un"i''agine di #io. 8n altro dice che !or'ato secondo #io. 8n terzo dice
che un puro specchio, che possiede e porta in s la so'iglianza con la
bont% divina e la purezza divina del silenzio e del 'istero di #io, per quanto
possibile. 8no dice che una pura luce intellettuale, separata da tutte le
cose 'ateriali. 3oi dobbia'o diventare si'ili a questi angeli. ,gni essere
conoscente deve conoscere in una luce che nel te'po, perch, qualsiasi
cosa pensi, la penso in una luce situata nel te'po e te'porale. L"angelo,
invece, conosce in una luce che al di sopra del te'po, ed eterna. Perci
egli conosce in un "ora" eterno, 'entre l"uo'o conosce in un "ora"
te'porale. L""ora" te'porale il pi* piccolo di tutti. Togli questo "ora"
te'porale e tu sei dappertutto, e possiedi la totalit% del te'po. $ssere questo
o quello non signi!ica essere tutto, giacch, in quanto sono questo o quello, o
in quanto possiedo questo o quello, in tanto io non sono tutto e non possiedo
tutto4 'a se tu togli il tuo esser questo o quello, o il tuo possedere questo o
quello, tu sei tutto e tutto possiedi. 3ello stesso 'odo, se non sei qui o l%, sei
dappertutto. +os dunque, se non sei questo n quello, sei tutto. L"angelo
ed agisce intellettual'ente nel suo luogo, e costante la sua
conte'plazione, il cui oggetto l"essere intelligibile. Perci il suo essere
tanto lontano da tutte le cose. : lontano da tutto quel che 'olteplicit% e
nu'ero.
#icia'o ancora qualcosa della parola pronunciata: "/o invio". 8n testo tace
la parola "io", un altro la dice. /l pro!eta dice: "/o invio il 'io angelo", 'a
l"evangelista soppri'e l""io". +he signi!ica l"o'issione di "io" in un testo5
(igni!ica innanzitutto che #io inespri'ibile, inno'inabile, al di sopra di
ogni parola nella purezza del suo !ondo4 che nessuna parola o asserzione pu
contenerlo, perch inespri'ibile per tutte le creature, ed indicibile. 8n
secondo signi!icato che l"ani'a inespri'ibile e indicibile, quando la si
consideri nel suo proprio !ondo, l% dove indicibile ed inno'inabile, tanto
che nessuna parola pu contenerla, perch essa al di sopra di ogni no'e e
di ogni parola. $cco perch la parola "io" o'essa, perch non v" per essa
n parola n asserzione. 8n terzo signi!icato che #io e l"ani'a sono
tal'ente una sola cosa, che #io non pu avere alcuna propriet% o qualcosa
che lo separi dall"ani'a, in 'odo tale che l"evangelista non pu dire: "/o
invio il 'io angelo", perch, se dicesse "io", #io sarebbe diverso dall"ani'a:
se dicesse "io", indicherebbe qualcosa di diverso rispetto all"ani'a. Perci
taciuta la parola "io", perch #io e l"ani'a sono tal'ente una sola cosa, che
#io non pu avere niente di proprio, che niente pu essere detto di #io che
indichi una distinzione o una alterit%.
#"altra parte, quando il testo dice "io", ci signi!ica innanzitutto l"essenza di
#io, che solo #io , perch tutte le cose sono in #io e da #io4 !uori e senza
di lui, niente in verit%, tutte le creature sono cosa 'eschina ed un puro
nulla in rapporto a #io. Perci, quello che esse sono in verit%, lo sono in
#io, e dunque #io solo , in verit%. +os, la parola "io" indica l"essenza della
verit% divina, perch l"attestazione di una essenza. : la prova che solo lui .
/n secondo luogo, signi!ica che non esiste separazione tra #io e tutte le cose,
perch #io in tutte le cose: pi* inti'o ad esse di quanto non lo siano a se
stesse. +os, non esiste separazione tra #io e tutte le cose. 3ello stesso
'odo, non deve esistere separazione tra l"uo'o e tutte le cose4 ovvero,
l"uo'o non deve essere niente in se stesso, assoluta'ente distaccato da se
stesso: cos non esiste separazione tra #io e tutte le cose. 3ello stesso 'odo,
non deve esistere separazione tra l"uo'o e tutte le cose4 ovvero, l"uo'o non
deve essere niente in se stesso, assoluta'ente distaccato da se stesso: cos
non esiste separazione tra lui e tutte le cose, ed tutte le cose. /n!atti, nella
'isura in cui non sei niente in te stesso, nella stessa 'isura sei tutte le cose,
e non esiste separazione tra te e le cose. Perci, nella 'isura in cui non sei
separato da tutte le cose, in questa 'isura sei #io e tutte le cose, perch la
divinit% di #io consiste nel !atto che non v" separazione tra lui e le cose.
#unque l"uo'o, in cui non esiste separazione tra lui e le cose, coglie la
divinit% l% dove #io stesso la coglie. /n terzo luogo, la parola "io" indica
qualcosa della per!ezione del no'e "io", perch questo non un vero no'e4
sta al posto di un no'e e della per!ezione del no'e, ed indica una
i''utabilit% ed intangibilit%, e dunque vuol dire che #io i''utabile ed
intangibile, una eterna stabilit%. /n quarto luogo, signi!ica la nuda purezza
dell"essere divino, che non ha alcun essere accanto ad esso. /n!atti la bont%,
la saggezza, e tutto quel che si pu dire di #io, tutto questo un essere-
accanto al puro essere di #io, 'a questo essere-accanto rende estraneo
l"essere. +os, la parola "io" indica la nuda purezza dell"essere di #io, co'e
in se stesso , senza quell"essere-accanto che rende estraneo e lontano.
Parlia'o ora, di nuovo, degli angeli, di cui ho detto pri'a che sono
un"i''agine di #io, ed uno specchio che possiede in s la so'iglianza della
bont% e della purezza del silenzio e del 'istero di #io, per quanto possibile.
3oi dobbia'o essere si'ili agli angeli e dunque essere una i''agine di
#io, perch egli ci ha creati a sua i''agine. L"arte!ice che vuol !are
un"i''agine dell"uo'o, non la !a di +orrado o di $nrico. (e !acesse
un"i''agine di +orrado o di $nrico, non avrebbe l"intenzione di riprodurre
l"essere u'ano, 'a +orrado o $nrico. $ se !acesse un i''agine di +orrado,
la sua intenzione non sarebbe $nrico, perch, se ne !osse capace e lo potesse,
riprodurrebbe assoluta'ente +orrado dal vero e assoluta'ente so'igliante.
,ra #io ha co'pleta'ente questa capacit% e questo potere, e perci ti ha
!atto assoluta'ente si'ile a lui ed i''agine di se stesso. 0a "si'ile a lui"
indica qualcosa di estraneo e lontano, 'entre tra #io e l"uo'o non v"
estraneit% o lontananza. Perci l"uo'o non si'ile a #io, 'a assoluta'ente
identico e lo stesso che egli , assoluta'ente.
3on so e non posso dire niente di pi*, e cos ter'ina questo ser'one4 'a un
giorno pensavo, 'entre stavo ca''inando, che l"uo'o dovrebbe essere cos
co'pleta'ente distaccato nella sua intenzione, da non dover pensare a
niente e a nessuno, se non alla divinit% in se stessa: n alla beatitudine, n a
questo n a quello, se non a #io solo in quanto #io, ed alla divinit% in s,
giacch ogni altra cosa cui pensi un essere-accanto alla divinit%. Togli
perci ogni essere-accanto alla divinit%, e coglila nuda in se stessa.
+he #io ci aiuti a giungervi. .'en.
In omnibus requiem quaesivi
2ueste parole stanno scritte nel Libro della (apienza. (tavolta le voglia'o
spiegare co'e se la sapienza eterna tenesse un dialogo con l"ani'a, e
dicesse: "6o cercato la quiete in tutte le cose", e l"ani'a rispondesse: "+hi
'i ha creato, ha riposato nella 'ia tenda". /n terzo luogo la sapienza eterna
dice: "La 'ia pace nella citt% santa".
(e 'i si chiedesse di dire in breve quale era lo scopo del creatore quando ha
creato tutte le creature, direi: la quiete. (e 'i si chiedesse in secondo luogo
cosa cerca assoluta'ente la santa Trinit% in ogni sua operazione, risponderei:
la quiete. (e, in terzo luogo, 'i si chiedesse cosa cerca l"ani'a in tutti i suoi
'ovi'enti, direi: la quiete. (e 'i si do'andasse, in quarto luogo, cosa
cercano tutte le creature in ogni loro naturale tendenza e 'ovi'ento,
risponderei: la quiete.
/n pri'o luogo dobbia'o constatare e riconoscere che il volto divino della
divina natura rende !olle e insensato il desiderio che ogni ani'a ha di lui, per
poterlo attrarre !ino a s. /n!atti #io gusta tanto la natura divina, che la
quiete, ed essa gli piace tanto, che egli l"ha portata !uori di s per sti'olare il
desiderio naturale di tutte le creature ed attirarle a s. /l creatore non cerca
soltanto la sua propria quiete nel !atto di averla portata !uori di s e i'pressa
in tutte le creature, 'a cerca anche di riportare con s tutte le creature nella
loro pri'a origine, che la quiete. /noltre, #io a'a anche se stesso in tutte
le creature. 3ello stesso 'odo in cui egli cerca l"a'ore per se stesso in tutte
le creature, cerca anche in esse la sua propria quiete.
/n secondo luogo, cerca quiete la santa Trinit%. /l Padre cerca quiete nel
7iglio, nel !atto di avere e!!uso e !or'ato in lui tutte le creature, ed entra'bi
cercano quiete nello (pirito santo, nel !atto che esso uscito da entra'bi,
co'e eterno inco''ensurabile a'ore.
/n terzo luogo cerca quiete l"ani'a in ogni sua potenza e 'ovi'ento, che
l"uo'o lo sappia o no. L"uo'o non apre o chiude gli occhi una sola volta,
senza cercare in ci la quiete4 o vuole allontanare da s qualcosa che lo
ostacola, o trarre a s qualcosa ove trovare la quiete. L"uo'o co'pie tutte le
sue opere per questi due 'otivi. 6o gi% detto spesso che l"uo'o non
potrebbe trovare gioia o piacere in alcuna creatura, se non vi !osse in essa
so'iglianza con #io. 2uello che a'o ci in cui trovo 'aggior so'iglianza
con #io. 0a nessuna creatura cos so'igliante a #io co'e la quiete. /n
terzo luogo dobbia'o sapere co'e deve essere l"ani'a in cui #io vuole
trovare pace. #eve essere pura. +o'e diviene pura l"ani'a5 Tenendosi alle
cose spirituali. /n tal 'odo viene elevata. 2uanto pi* viene elevata, tanto pi*
pura diviene nella sua devozione, e quanto pi* pura diviene nella sua
devozione, tanto pi* !orti divengono le sue opere. 8n 'aestro dice a
proposito delle stelle: quanto pi* esse brillano vicino alla terra, tanto pi*
deboli sono nelle loro operazioni, giacch non si trovano alla giusta distanza.
2uando invece giungono alla giusta distanza, stanno al punto pi* alto, non si
possono vedere dalla terra, 'a tuttavia la loro azione sulla terra pi* !orte
che 'ai. (ant".nsel'o dice all"ani'a: allontanati un poco dalla inquietudine
delle opere esteriori. /n secondo luogo: !uggi e nasconditi dal tu'ulto dei
pensieri interiori, che portano ugual'ente l"ani'a in grande inquietudine. /n
terzo luogo: l"uo'o non pu o!!rire a #io niente di 'eglio della quiete. #io
non tiene in conto le veglie, i digiuni, le preghiere e le 'orti!icazioni, e non
ne ha bisogno, al contrario della quiete. #io non ha bisogno di altro se non
che gli si o!!ra un cuore tranquillo: allora egli opera tali segrete e divine
opere nell"ani'a, che nessuna creatura pu servire in ci e neppure vederle4
neppure l"ani'a di nostro (ignor )es* +risto pu gettarvi uno sguardo. La
sapienza eterna di una tal'ente !ine delicatezza e cos vereconda, da non
sopportare che, l% dove #io solo opera nell"ani'a, vi sia 'escolanza di
qualche creatura. perci l"eterna sapienza non pu sopportare che l% stia a
guardare qualche creatura. Perci il (ignore dice: "Porter la 'ia !idanzata
nel deserto, e l% parler al suo cuore"4 cio nella solitudine, lontano da tutte
le creature.
/n quarto luogo egli dice che l"ani'a deve trovare quiete in #io. L"opera
divina nell"ani'a, #io non puo co'pierla, perch tutto quello che giunge
nell"ani'a viene co'preso dalla 'isura. La 'isura ci che include in s
qualcosa e qualcosa esclude. 0a cos non avviene per le opere divine: esse
sono senza li'iti e concluse in 'aniera non conclusa nella divina
'ani!estazione. Perci dice #avid: "#io siede sopra i cherubini". 3on dice
che siede sopra i sera!ini. / cherubini indicano la saggezza, cio la
conoscenza: questa che porta #io nell"ani'a, e conduce l"ani'a verso #io.
/n #io, per, non pu portare. Perci #io opera le sue divine opere non nella
conoscenza, giacch essa nell"ani'a viene avvolta dalla 'isura4 le opera
piuttosto in quanto #io e divina'ente. .llora viene avanti la potenza pi*
alta, che l"a'ore, ed irro'pe in #io, e conduce l"ani'a, con la conoscenza
e con tutte le altre potenze in #io, e la unisce a #io. .llora #io opera al di
sopra della potenza dell"ani'a, non co'e nell"ani'a, 'a co'e divino in
#io. L% l"ani'a i''ersa in #io, e nella natura divina viene battezzata, e
riceve con ci la vita divina e l"ordine divino, in 'odo da essere ordinata
secondo #io.
Lo si pu co'prendere da un paragone con quello che scrivono i 'aestri di
scienza della natura: quando il ba'bino accolto nel corpo della 'adre, ha
un aspetto ed una divisione delle 'e'bra. 0a quando l"ani'a viene in!usa
nel corpo, sco'paiono l"aspetto e la !or'a che egli aveva dappri'a e diventa
qualcosa di unitario: questo grazie alla potenza dell"ani'a, e dall"ani'a
riceve un"altra !or'a, ed un altro aspetto, con!or'e alla vita dell"ani'a. +os
avviene per l"ani'a: quando essa co'pleta'ente unita a #io e battezzata
nella natura divina, perde tutti gli ostacoli, la debolezza e l"incostanza4 viene
co'pleta'ente rinnovata in una vita divina ed ordinata in tutti i suoi costu'i
e le virt*, co'e si pu co'prendere dalla luce: pi* la !ia''a brucia vicino
al lucignolo, e pi* nera e grossolana4 pi* si eleva lontano dal lucignolo, pi*
chiara. $ cos l"ani'a, pi* elevata al di sopra di se stessa, pi* pura e
chiara, e pi* #io pu operare co'piuta'ente in essa la sua divina opera,
nella sua propria rasso'iglianza. (e un 'onte si elevasse due 'iglia sopra la
terra, e vi si scrivessero sopra delle lettere nella polvere o nella sabbia, esse
ri'arrebbero co'pleta'ente, non eli'inate dalla pioggia n dal vento. +os
dovrebbe un uo'o vera'ente spirituale essere elevato in una e!!ettiva pace,
i''utabile nelle opere divine. 8n uo'o spirituale dovrebbe vergognarsi di
essere cos !acil'ente 'utato dalla a!!lizione, dall"ira e dal dispiacere. 8n
tale uo'o non 'ai stato davvero spirituale.
/n quarto luogo, tutte le creature cercano la quiete per loro naturale tendenza,
lo sappiano o no4 lo testi'oniano con le loro azioni. .lla pietra non viene
tolto l"i'pulso a 'uoversi se'pre verso il suolo, !inch non giace sul suolo
stesso. (i'il'ente !a il !uoco: esso tende verso l"alto, ed ogni creatura cerca
il proprio luogo naturale. +os le creature rivelano la so'iglianza con la
quiete divina, che #io in tutte ha gettato.
+i aiuti #io a cercare e a trovare in lui la divina so'iglianza alla divina
quiete. .'en.
Beatus venter, qui te portavit, et ubera, quae suxisti (estratto
#al &angelo su cui voglio predicare prendia'o tre punti. /l pri'o questo:
"+hi ascolta la parola di #io e la osserva, beato" <Lc ==, >?@. /l secondo
questo: "(e il chicco di grano non cade in terra e non vi 'uore, ri'ane solo.
0a se cade in terra e vi 'uore, porta !rutto cento volte" <)v =>, >A s.@. /l
terzo punto quello che dice +risto: "Tra i !igli nati da corpo di donna
nessuno pi* grande di )iovanni Battista" <0t ==, ==@. Tralascio gli ulti'i
due e parlo del pri'o punto.
$ +risto disse: "+hi ascolta la parola di #io e la osserva, beato". 7ate ora
attenzione a cosa signi!ica. /l Padre non ode altro che questa Parola, non
conosce altro che questa Parola, non pro!erisce altro che questa Parola, non
genera altro che questa Parola. /n essa il Padre ode, conosce e genera se
stesso, e anche questa Parola e tutte le cose, e la sua #ivinit% !ino al !ondo,
se stesso secondo natura e questa Parola con la 'edesi'a natura in un"altra
Persona. $bbene, !ate attenzione al 'odo di questo pro!erire1 /l Padre
pro!erisce razional'ente in !econdit% la sua natura propria total'ente nella
sua Parola eterna. 3on pro!erisce la Parola volontaria'ente, co'e un atto di
volont%, co'e quando qualcosa detta o !atta dalla !acolt% del volere e,
grazie a essa, la si pu anche o'ettere, se si vuole. 3on stanno cos le cose
per il Padre e la sua Parola eterna: anzi, che lo voglia o no, deve pro!erire
questa Parola e generarla incessante'ente, giacch essa con il Padre
natural'ente co'e una radice della Trinit% nell"intera natura del Padre, co'e
lo il Padre stesso. &edete, per questo il Padre pro!erisce questa Parola in
con!or'it% della sua volont% e non per volont%, con!or'e'ente alla sua
natura e non per natura. /n questa Parola il Padre pro!erisce il 'io spirito, il
tuo spirito e lo spirito di ogni uo'o, uguale a questa stessa Parola. /n questo
'edesi'o pro!erire tu e io sia'o natural'ente !igli di #io co'e quella
stessa Parola. /n!atti, co'e ho detto pri'a, il Padre non conosce che questa
stessa Parola e se stesso e tutta la natura divina e tutte le cose in questa
stessa Parola, e tutto quello che vi conosce uguale alla Parola ed
natural'ente la stessa Parola nella verit%. 2uando il Padre ti dona e
'ani!esta questa conoscenza, ti dona la sua vita, il suo essere, la sua
divinit%, co'pleta'ente, in assoluta verit%. /n questa vita terrena il padre
!isico co'unica al !iglio la natura, 'a non gli d% la propria vita n il suo
proprio essere, giacch il !iglio ha una vita e un essere diversi da quelli del
padre. Lo si capisce da quanto segue: il padre pu 'orire e il !iglio vivere,
oppure il !iglio pu 'orire e il padre vivere. (e avessero entra'bi una sola
vita e un solo essere, dovrebbero necessana'ente vivere o 'orire insie'e,
dato che la vita e l"essere di entra'bi sarebbero uno solo. 0a non cos.
Perci ciascuno di essi estraneo all"altro, sono separati l"un l"altro nella vita
e nell"essere. (e prendo del !uoco da un luogo e lo 'etto in un altro luogo, in
quanto !uoco separato, anche se ugual'ente !uoco: uno pu bruciare e
l"altro spegnersi, o viceversa, e perci non n uno n eterno. 0a, co'e ho
detto pri'a, il Padre celeste ti dona la sua Parola eterna e in questa stessa
Parola ti dona la sua vita e il suo essere e la sua #ivinit%, assoluta'ente,
perch il Padre e il &erbo sono due Persone e una sola vita e un solo essere
indiviso. 2uando il Padre ti accoglie in questa stessa luce, perch tu conosca
e conte'pli questa luce in questa luce nello stesso 'odo in cui $gli conosce
se stesso e tutte le cose secondo la sua potenza paterna in questa Parola - la
stessa Parola secondo ragione e verit%, co'e ho detto -, ti dona anche il
potere di generare con Lui stesso te stesso e tutte le cose, e ti dona la sua
stessa potenza, proprio co'e alla Parola stessa. .llora insie'e al Padre,
nella potenza del Padre, tu generi incessante'ente te stesso e tutte le cose in
un ora presente.
/n questa luce, co'e ho detto, il Padre non conosce alcuna di!!erenza tra te e
Lui, n alcun vantaggio, pi* o 'eno, che tra Lui e questa stessa Parola.
/n!atti il Padre e tu stesso e tutte le cose e la Parola stessa sono una cosa sola
nella luce.
!ortuus erat et revixit, perierat et inventus est
"$ra 'orto e ritorn in vita. $ra perduto e !u ritrovato".
6o detto in una predica di voler insegnare all"uo'o, che ha co'piuto opere
buone nel te'po in cui si trovava in peccato 'ortale, co'e queste opere
possano tornare viventi insie'e al te'po in cui !urono co'piute. &oglio ora
spiegare questo, co'e in verit%, perch sono stato pregato di chiarire il
senso della 'ia a!!er'azione. &oglio !are ci, contro tutti i 'aestri che
vivono oggi.
Tutti d"accordo, i 'aestri dicono: !inch l"uo'o nella grazia, tutte le opere
che egli co'pie sono degne del pre'io eterno. $ questo vero, perch nella
grazia #io che opera le opere, ed in questo sono d"accordo con loro. #i
nuovo tutti d"accordo i 'aestri dicono: se l"uo'o cade in peccato 'ortale,
sono 'orte anche tutte le opere che egli co'pie 'entre si trova in peccato
'ortale, co'e egli stesso 'orto, e non sono degne del pre'io eterno,
perch egli non vive nella grazia. $ ci vero in questo senso, ed anche io
sono d"accordo. / 'aestri dicono poi: se #io restituisce la grazia all"uo'o cui
dispiacciono le proprie colpe, allora tutte le opere che egli co'p nella
grazia, pri'a di cadere in peccato 'ortale, risorgono nella nuova grazia, e
vivono co'e pri'a. .nche qui sono d"accordo. 0a poi i 'aestri dicono: le
opere co'piute dall"uo'o in peccato 'ortale sono perdute per se'pre, il
te'po e le opere insie'e. $ a questo contraddico io, 0eister $c9hart, e dico
cos: di tutte le buone opere che l"uo'o ha co'piuto 'entre si trovava in
peccato 'ortale, nessuna perduta, e neppure il te'po in cui avvennero, dal
'o'ento che l"uo'o riconquista la grazia. .ttenti, questo contro tutti i
'aestri che vivono oggi1
,ra !ate bene attenzione a dove tendo con le 'ie parole, in 'odo da poterne
capire il senso.
/o dico assoluta'ente: tutte le opere che l"uo'o ha 'ai co'piuto e che
accaddero, cos co'e il te'po in cui avvennero ed anche in seguito
avverranno, opere e te'po sono perdute insie'e - le opere in quanto opere,
il te'po in quanto te'po. /noltre io dico: non vi 'ai stata neppure
un"opera buona, o santa, o beata. #ico ancora che non vi 'ai stato un
te'po buono, santo, o beato, n 'ai vi sar%, n questo n quello. +o'e poi
potrebbe per'anere, se non buono n beato n santo5 (e sono perdute
co'pleta'ente le buone opere, insie'e al te'po in cui avvennero, co'e
potrebbero per'anere le opere co'piute in peccato 'ortale, e il te'po in cui
accaddero5 Lo ripeto: sono perdute insie'e le opere e il te'po, buone e
cattive, le opere in quanto opere, il te'po in quanto te'po4 sono perdute
insie'e in eterno.
(i pone ora la do'anda: perch si chia'a santa, beata, buona un"opera, e,
nello stesso 'odo, il te'po in cui l"opera accadde5 .ttenti a quello che dico:
l"opera e il te'po, in cui l"opera avvenne, non sono santi, n beati, n buoni.
Bont%, santit%, beatitudine, sono soltanto deno'inazioni accidentali
dell"opera e del te'po, 'a non sono loro proprie. Perch5 8n"opera, in
quanto opera, non proviene da se stessa, non dal proprio volere4 non accade
da se stessa, non dal proprio volere, e neppure sa di se stessa. Perci non
n beata n in!elice. Lo spirito, invece, dal quale l"opera proviene, si libera
della i''agine, che non ritorna pi* in lui. .llora l"opera, in quanto era
opera, i''ediata'ente annientata, insie'e al te'po in cui avvenne, e non
pi* n qui n l%4 perch lo spirito non ha pi* niente a che !are con l"opera.
(e esso deve operare qualcos"altro, ci deve avvenire con altre opere ed in
altro te'po. Perci vanno perdute insie'e il te'po e le opere, cattive e
buone, perdute nello stesso 'odo4 in!atti non hanno per'anenza nello
spirito, n essere o luogo in se stesse, e #io non ha a!!atto bisogno di esse.
Perci sono perdute e annientate in se stesse. (e avviene un"opera buona
attraverso un uo'o, l"uo'o si libera con questa opera, e grazie a tale
liberazione egli diviene pi* vicino e pi* si'ile al suo principio, di quanto lo
!osse pri'a di tale liberazione, e pertanto 'igliore e pi* beato di quanto lo
!osse pri'a di tale liberazione. Per questo 'otivo si chia'a santa e beata
l"opera, ed anche il te'po in cui l"opera avvenne4 'a ci non vero, perch
l"opera non ha alcun essere, e neppure il te'po in cui avvenne4 in!atti essa
svanisce in se stessa.
Perci essa non n buona, n santa, n beata, 'a beato l"uo'o in cui
per'ane il !rutto dell"opera - non in quanto te'po e neppure in quanto opera,
'a in quanto buona qualit%, che eterna con lo spirito, co'e lo spirito
eterno in se stesso, ed lo spirito stesso.
/n questo senso, non 'ai andato perduto l"agire buono, e neppure il te'po
in cui avvenne4 - non perch esso per'anga in quanto opera e te'po, 'a
perch, sciolto dall"opera e dal te'po, eterno con la sua qualit% nello
spirito, co'e lo spirito eterno in se stesso.
;ivolgete ora la vostra attenzione a quelle opere che sono co'piute in
peccato 'ortale. +o'e avete sentito, quelli che hanno capito, in quanto
opere ed in quanto te'po sono perdute anche le buone opere co'piute in
peccato 'ortale, opere e te'po insie'e. 6o anche detto, per, che opera e
te'po sono nulla in se stessi. (e dunque opera e te'po in se stessi sono
nulla, non perde nulla chi li perde. 2uesto vero. ,ltre a ci ho anche detto
che opera e te'po in se stessi non hanno essere n luogo4 in quanto opera
essa caduta nel te'po dallo spirito. (e lo spirito deve operare
ulterior'ente, deve essere necessaria'ente un"altra opera ed in un altro
te'po.
$ perci essa non pu pi* tornare nello spirito, in quanto opera e te'po.
3eppure pu a!!atto giungere a #io, perch gia''ai arrivato a #io il
te'po, o l"opera te'porale. Perci essa deve necessaria'ente essere
annientata e perduta.
6o anche detto, per, che di tutte le opere buone che l"uo'o co'pie 'entre
in peccato 'ortale, neppure una va perduta, n il te'po n l"opera. $
questo vero nel senso che ora vi voglio spiegare. +o'e ho gi% detto, questo
contro tutti i 'aestri che vivono oggi.
(entite ora in breve questo senso, co'e corrisponde a verit%1 2uando l"uo'o
co'pie buone opere 'entre si trova in peccato 'ortale, non le co'pie a
partire dal peccato 'ortale, perch tali opere sono buone, 'entre i peccati
'ortali sono cattivi. $gli le co'pie piuttosto a partire dal !ondo del suo
spirito, che buono in se stesso per natura, anche se egli non si trova nella
grazia e le opere in se stesse non 'eritano il regno dei cieli, nel te'po in cui
avvengono. 2uesto non nuoce allo spirito, perch il !rutto dell"opera, sciolto
dall"opera e dal te'po, per'ane nello spirito ed spirito con lo spirito, e non
viene annullato, cos co'e non viene annullato l"essere dello spirito. Lo
spirito rende anzi libero il proprio essere abbandonando le i''agini, che
sono buone, co'e !arebbe se !osse nella grazia, sebbene con l"opera non
consegua il regno dei cieli, co'e invece !arebbe se !osse nella grazia4 perch
cos egli crea la stessa disposizione all"unit% e all"uguaglianza, dove l"opera e
il te'po sono utili proprio soltanto a che l"uo'o abbandoni se stesso. $ pi*
l"uo'o si libera ed abbandona se stesso, pi* si avvicina a #io, che libero in
s4 e in quanto l"uo'o si libera, in tanto non perde n opera n te'po. $
quando la grazia ritorna, tutto quello che era in lui per natura,
co'pleta'ente in lui per grazia. $ tanto si liberato con le buone opere,
'entre era in peccato 'ortale, altrettanto co'pie un progresso verso
l"unione con #io, che non avrebbe potuto !are se non si !osse pri'a liberato
grazie alle opere, quando era in peccato 'ortale. : necessario i'piegare del
te'po per co'piere questo abbandono. 0a chi si liberato nel te'po
passato, quando era in peccato 'ortale, ha guadagnato per s il te'po in cui
ora libero. $ cos neppure il te'po perduto, in cui ora libero, perch
egli ha guadagnato questo te'po e pu operare in esso altre opere, che lo
uniscono ancora di pi* a #io. / !rutti delle azioni che egli ha co'piuto nello
spirito, per'angono nello spirito e sono spirito con lo spirito. (e l% sono le
opere e il te'po, allora vive lo spirito a partire dal quale avvennero, e vive il
!rutto delle opere, sciolto dal te'po e dall"opera, pieno di grazia, cos co'e
lo spirito pieno di grazia.
+os abbia'o spiegato il senso della 'ia a!!er'azione, co'e
indubitabil'ente vera. $ a tutti quelli che la contraddicono gi% ho a
su!!icienza risposto, e non ci !accio alcun caso, perch quello che ho detto
vero, e la verit% stessa lo dice. (e essi capissero cosa spirito, e cosa l"opera
e il te'po sono in se stessi, e in qual 'odo l"opera sta in relazione con lo
spirito, non a!!er'erebbero a!!atto che una qualsiasi opera buona o buon
co'porta'ento possano andare o siano andati perduti. (e anche l"opera se ne
va col te'po e viene annientata, quando essa in relazione con lo spirito nel
suo essere, non viene 'ai distrutta. 2uesta relazione non niente altro che il
!atto che lo spirito viene reso libero attraverso il co'porta'ento tenuto nelle
opere. 2uesta la potenza dell"opera, per cui l"opera avvenne. $ questa
per'ane nello spirito, non 'ai uscita da esso, e pu svanire tanto poco
quanto lo spirito in se stesso4 in!atti lo spirito quella stessa potenza. $
dunque, chi avesse co'preso questo, co'e potrebbe dire che una qualche
buona opera sia 'ai andata perduta, 'entre lo spirito ha il proprio essere e
vive nella nuova grazia5
#io ci aiuti a divenire 8no spirito con lui, e ad essere trovati nella grazia.
.'en.
Impletum est tempus Eli"abeth
/l te'po di $lisabetta si co'p, ed ella 'ise al 'ondo un !iglio. )iovanni
il suo no'e. .llora la gente disse: quale prodigio sar% di questo ba'bino5
perch la 'ano di #io con lui.
: scritto: il dono pi* grande che sia'o !igli di #io e che egli generi in noi
suo 7iglio. L"ani'a che vuole essere !iglia di #io, non deve nulla generare in
s: niente altro deve generarsi in coloro in cui deve nascere il 7iglio di #io.
/l pi* nobile desiderio di #io generare. $gli non soddis!atto pri'a di aver
generato in noi suo 7iglio. 3ello stesso 'odo, l"ani'a non 'ai soddis!atta,
se in essa non nasce il 7iglio di #io. : allora che scaturisce la grazia. La
grazia le in!usa. La grazia non opera, il suo divenire che la sua
operazione. $ssa !luisce dalla essenza di #io e si spande nell"essenza
dell"ani'a, non nelle sue potenze.
2uando il te'po !u co'piuto, la grazia nacque. 2uando co'piuto il
te'po5 2uando non v" pi* te'po. Per colui che, nel te'po, ha posto il suo
cuore nell"eternit%, in cui tutte le cose te'porali sono 'orte, per esso v" la
pienezza dei te'pi. /o ho detto un giorno: chi si rallegra nel te'po non pu
rallegrarsi ogni te'po. (an Paolo dice: /n ogni te'po, gioite nel (ignore.
+hi si rallegra al di sopra e !uori del te'po, si rallegra in ogni te'po. 8n
testo dice: tre cose sono un ostacolo per l"uo'o, in guisa tale che egli non
pu riconoscere in alcun 'odo #io. La pri'a la te'poralit%4 la seconda la
corporeit%4 la terza la 'olteplicit%. 7inch queste tre cose sono in 'e, in 'e
non #io, n in 'e pu vera'ente operare. (ant".gostino dice: la avidit%
dell"ani'a che !a s che essa voglia prendere e possedere 'olte cose4 in tal
'odo essa cerca di i'padronirsi della te'poralit%, della corporeit% e della
'olteplicit%4 con ci, essa perde proprio quello che possiede. /n!atti, !inch
v" in te pi* e pi* ancora, #io non pu n abitare n operare in te. Tutte le
cose devono continua'ente uscire perch #io entri, a 'eno che tu non le
possieda in un 'odo pi* alto e 'igliore, quando la 'olteplicit% in te
divenuta unit%. .llora, pi* v" in te di 'olteplicit%, pi* v" di unit%, l"una
tras!or'andosi nell"altra.
/o ho detto un giorno: l"unit% unisce ogni 'olteplicit%, 'a la 'olteplicit% non
unisce l"unit%. 2uando sia'o elevati al di sopra di tutte le cose, e quando
portato verso l"alto tutto quello che in noi, niente pesa su di noi. +i che
al di sotto di 'e, non pesa su di 'e. (e io tendessi unica'ente verso #io, in
guisa tale che non vi !osse altro che #io sopra di 'e, niente 'i se'brerebbe
penoso e non 'i rattristerei cos !acil'ente. (ant".gostino dice: (ignore,
quando 'i rivolgo verso di te, 'i tolta ogni tristezza, ogni so!!erenza, ogni
pena. 2uando abbia'o sorpassato il te'po e le cose te'porali, sia'o liberi,
se'pre beati4 questa la pienezza dei te'pi, e allora nasce in te il 7iglio di
#io. /o ho detto un giorno: quando i te'pi !urono co'piuti, #io 'and suo
7iglio. (e nasce in te qualcosa di diverso dal 7iglio, tu non hai lo (pirito
santo, e la grazia non opera in te. /l 7iglio la !onte dello (pirito santo. (e il
7iglio non !osse, non sarebbe neppure lo (pirito. Lo (pirito santo non pu
essere e'anato e di!!uso altro che dal 7iglio. 2uando il Padre genera il
7iglio, gli dona anche tutto quello che c" nel suo essere e nella sua natura.
/n questo dono scaturisce lo (pirito santo. /l desiderio di #io anche di
donarsi co'pleta'ente a noi. .ccade lo stesso quando il !uoco vuole attirare
il legno verso di s ed introdursi in esso: all"inizio trova che il legno
dissi'ile da s, e per questo ci vuole del te'po. Pri'a rende il legno caldo e
bruciante, e questo !u'a e scricchiola, perch di!!erente dal !uoco. Poi, pi*
il legno arde, pi* diviene cal'o e tranquillo4 pi* si'ile al !uoco e pi* si
acqueta, !ino a divenire in se stesso co'pleta'ente !uoco. Perch il !uoco
possa assorbire in se stesso il legno, occorre che sco'paia ogni
disuguaglianza.
Per la verit% che #io: se tu 'iri a cose diverse da #io, o se cerchi altro da
#io, l"opera che tu co'pi non opera tua, n, in verit%, opera di #io. +i che
la tua intenzione ha di 'ira, nell"opera, l"opera stessa. +hi opera in 'e
'io Padre, ed io gli sono sotto'esso. : i'possibile avere due padri secondo
la natura4 per natura non si ha che un solo padre. 2uando le altre cose sono
uscite e la pienezza giunta, ha luogo questa nascita. La pienezza raggiunge
tutte le estre'it%, e niente le 'anca: ha larghezza e lunghezza, altezza e
pro!ondit%. (e avesse la altezza e non la larghezza, la lunghezza, la
pro!ondit%, non potrebbe col'are. (an Paolo dice: +hiedete di poter
co'prendere con tutti i santi quello che la larghezza, l"altezza, la lunghezza
e la pro!ondit%.
2ueste tre parole indicano tre guise di conoscenza. La pri'a la conoscenza
sensibile: l"occhio vede lontano le cose che sono !uori di lui. La seconda,
quella dell"intelletto, 'olto pi* alta. +on la terza, si intende una nobile
potenza dell"ani'a, tanto alta e nobile da cogliere #io nella nudit% della sua
essenza. 2uesta potenza non ha niente di co'une con alcunch4 dal nulla
essa !a il qualcosa, ed il tutto. $ssa non sa nulla dell"ieri n dell"avantieri, del
do'ani o del dopodo'ani, giacch nell"eternit% non v" n ieri n do'ani,
'a solo l"istante presente: ci che stato 'ille anni !a e ci che sar% tra 'ille
anni, presente, e nello stesso 'odo lo quello che sta dall"altra parte del
'are. 2uesta potenza coglie #io nella sua nudit%. 8n testo dice: /n lui, con
lui, attraverso lui. /n lui, ovvero nel Padre4 con lui, ovvero nel 7iglio4
attraverso lui, ovvero nello (pirito santo. (ant".gostino dice qualcosa che
se'bra del tutto diverso da ci, 'a che invece del tutto si'ile. 3on v"
verit% che non racchiuda in s tutta la verit%. 2uesta potenza coglie tutte le
cose nella verit%. Per questa potenza, nulla nascosto. 8n testo dice che la
testa degli uo'ini deve essere scoperta, e quella delle donne deve essere
velata. #onne sono le potenze in!eriori, che devono essere velate, 'a uo'o
questa potenza che deve essere nuda e scoperta.
+he 'eraviglia sar% dunque di questo ba'bino5 6o detto ulti'a'ente, di
!ronte a qualche persona che !orse qui presente, una paroletta che suona
cos: non v" niente di cos nascosto che non debba essere svelato. Tutto
quello che nulla, deve essere tolto, e nascosto in 'odo tale che non ci si
pensi neppure pi*. 3on dobbia'o sapere nulla del nulla4 non dobbia'o aver
nulla in co'une con il nulla. Tutte le creature sono un puro nulla. +i che
non qui n l%, quando tutte le creature sono di'enticate, la pienezza
dell"essere. 6o detto allora: 3iente deve essere per noi coperto, che non
dobbia'o co'pleta'ente scoprire a #io e donargli total'ente. #ovunque ci
trovia'o, nella buona o nella cattiva sorte, nella gioia o nel dolore, qualsiasi
sia la nostra inclinazione, bisogna che ce ne spoglia'o. /n verit%, se noi gli
scopria'o tutto, egli, a sua volta, ci scoprir% tutto quel che ha, e, in verit%,
non coprir% assoluta'ente nulla di tutto quello che pu o!!rirci: n saggezza,
n verit%, n inti'it%, n divinit%, n qualsiasi altra cosa. 2uesta la pura
verit%, vera co'e vero che #io vive, nella 'isura in cui noi gli scopria'o
ci. (e non glielo scopria'o, non da 'eravigliarsi che egli non ci scopra
quello che suo, giacch occorre che vi sia una piena reciprocit%: noi verso
lui, lui verso noi.
Bisogna la'entare che alcune persone pensino di essere assai elevate, ed
anche in per!etta unione con #io, 'entre invece non hanno ancora
rinunciato a se stesse, e sono ancora legate a delle piccolezze, sia nella gioia
che nel dolore. $sse sono 'olto lontane da quel che credono di essere. $sse
'irano a 'olte cose, e desiderano 'olto. /o ho detto una volta: chi cerca il
nulla, trova il nulla4 perch deve la'entarsi5 6a trovato quello che cercava.
+hi cerca e desidera qualcosa, cerca e desidera il nulla, e a chi chiede
qualcosa, viene dato il nulla. 0a a chi non cerca e non desidera che #io, #io
scopre e dona tutto quello che ha nascosto nel suo cuore divino, perch egli
lo possegga in propriet% co'e #io lo possiede, n pi* n 'eno - nella
'isura in cui cerca #io soltanto -. Perch stupirsi se il 'alato non trova
gusto al cibo ed al vino5 $gli non ha il vero sapore del cibo e del vino,
perch la lingua ha una patina, un rivesti'ento, con cui percepisce il cibo, e
che a'aro, secondo la natura della 'alattia. Le cose non possono giungere
l% dove avrebbero sapore4 esse se'brano a'are al 'alato, ed a ragione,
giacch la patina e il rivesti'ento che ricopre la sua lingua devono !argliele
se'brare a'are. 7inch questo spessore non se ne va, niente ha il suo vero
sapore. 7inch non allontanato da noi quello spessore che ci separa da #io,
noi non gustia'o #io co'e in s, e la nostra vita se'bra spesso a'ara e
triste.
/o ho detto un giorno: Le vergini seguono subito l".gnello, ovunque vada. &i
sono qui tali vergini, ed altre che non sono tali, anche se credono di esserlo.
Le vere vergini seguono l".gnello ovunque vada, nella so!!erenza co'e
nella gioia. .ltre seguono l".gnello nella dolcezza e nella soddis!azione, 'a
tornano indietro e non lo seguono quando va nella tribolazione, nella
so!!erenza, nel dolore. /n verit%, esse non sono vere vergini, nonostante le
apparenze. .lcune dicono: (ignore, vi seguir nell"onore, nella abbondanza e
nella gioia. /n verit%, se l".gnello avesse vissuto e ci avesse preceduto cos,
vi concederei di seguirlo nello stesso 'odo. 0a le vere vergini seguono
l".gnello ovunque vada, per le strade larghe e per quelle strette.
2uando i te'pi !urono co'piuti, la grazia nacque. #io voglia per'ettere che
tutte le cose siano cos co'piute in noi, perch possa nascere in noi la grazia
divina. .'en.
#ui audit me
La parola che ho detta in latino pronunciata dalla saggezza eterna del
Padre, e signi!ica: +hi 'i ascolta non con!uso4 se qualcosa lo con!onde,
la sua con!usione. +hi opera in 'e, non pecca. +hi 'i 'ani!esta e sparge la
'ia luce, avr% la vita eterna. #i questi tre piccoli passi che ho citato, ognuno
basterebbe per un ser'one.
Pri'a di tutto voglio parlare di quello che dice la saggezza eterna: chi 'i
ascolta non con!uso. +hi deve intendere l"eterna saggezza del Padre, deve
essere nella interiorit%, presso di s, deve essere uno4 allora pu intendere la
eterna saggezza del Padre.
Tre cose ci i'pediscono di ascoltare la parola eterna. La pri'a la
corporalit%, la seconda la 'olteplicit%, la terza la te'poralit%. (e l"uo'o
avesse superato queste tre cose, abiterebbe nella eternit%, abiterebbe nello
(pirito, abiterebbe nell"unit% e nel deserto, e l% potrebbe ascoltare la Parola
eterna. ,ra 3ostro (ignore dice: 3essuno co'prende la 'ia parola e il 'io
insegna'ento, a 'eno di avere rinunciato a se stesso. /n!atti, chi deve
ascoltare la parola di #io, deve essere co'pleta'ente distaccato. +hi
intende identico a ci che inteso nella Parola eterna. Tutto ci che il
Padre eterno insegna, il suo essere, la sua natura, tutta la sua #ivinit%4 egli
ce la rivela co'pleta'ente nel suo 7iglio unigenito, e ci insegna ad essere
questo stesso 7iglio. L"uo'o che !osse in questo 'odo uscito da se stesso, in
guisa tale da essere il 7iglio unigenito, avrebbe in proprio tutto ci che
appartiene in proprio al 7iglio unigenito. ,gni cosa operata ed insegnata da
#io, operata ed insegnata nel suo 7iglio unigenito. #io opera tutte le sue
opere perch noi sia'o il 7iglio unigenito. 2uando #io vede che noi sia'o
il 7iglio unigenito, si spinge i'petuosa'ente verso di noi, si a!!retta, e !a
proprio co'e se il suo essere divino dovesse spezzarsi ed annientarsi in se
stesso, per poterci rivelare tutto l"abisso della sua #ivinit%, e la pienezza del
suo essere e della sua natura4 #io si a!!retta per essere nostro proprio bene
co'e suo proprio bene. /n questa pienezza, #io ha gioia e delizia. L"uo'o
allora nella conoscenza di #io e nell"a'ore di #io, e non diventa altro che
ci che #io stesso .
(e tu a'i te stesso, a'i tutti gli uo'ini co'e te stesso. 7inch a'i un solo
uo'o 'eno che te stesso, non ti sei davvero a'ato 'ai, a 'eno che tu non
a'i tutti gli uo'ini co'e te stesso, ed in un uo'o tutti gli uo'ini, e questo
uo'o #io e uo'o. 8n uo'o co'e deve essere, quando a'a se stesso ed
a'a tutti gli uo'ini co'e se stesso, ed il suo agire co'pleta'ente giusto.
.lcune persone dicono: /o a'o il 'io a'ico, che buono con 'e, pi* di un
altro. +i non bene, una i'per!ezione4 tuttavia bisogna a''etterlo, cos
co'e alcuni vanno per 'are non avendo che un 'ezzo vento, eppure lo
traversano. +os per le persone che a'ano una creatura pi* di un"altra, ed
naturale. (e io la a'assi davvero quanto 'e stesso, ci che le accadesse -
gioia o dolore, 'orte o vita - dovrebbe colpir'i nello stesso 'odo che se
accadesse a 'e, e questa sarebbe vera a'icizia.
Perci san Paolo dice: &orrei essere eterna'ente separato da #io, per il 'io
a'ico e per #io. (epararsi un istante da #io, essere eterna'ente separati
da lui4 essere separati da #io, il tor'ento dell"in!erno. +he pensa dunque
san Paolo quando dice che vorrebbe essere separato da #io5 / 'aestri si
chiedono se san Paolo !osse sulla via della per!ezione o se !osse gi% nella
per!ezione assoluta. /o dico che era nella co'pleta per!ezione, senza la quale
non avrebbe potuto parlare cos. /o voglio spiegare questa parola di san
Paolo, che dice di voler essere separato da #io.
La cosa pi* elevata ed estre'a cui l"uo'o possa rinunciare, rinunciare a
#io per #io4 ora san Paolo rinunciava a #io per #io4 rinunciava a tutto
quello che poteva prendere da #io, a tutto quello che #io poteva dargli, a
tutto quello che poteva ricevere da #io. 0entre vi rinunciava, rinunciava a
#io per #io, e #io ri'aneva per lui tale quale presente a se stesso, non
co'e ricevuto od acquisito, 'a nel puro essere che #io in se stesso. $gli
non dette nulla a #io, non ricevette nulla da #io, 'a una unit%, una pura
unione. 2ui l"uo'o vera'ente uo'o, e nessuna so!!erenza pu colpirlo,
cos co'e non pu colpire l"essere di #io4 co'e ho detto spesso, v"
nell"ani'a qualcosa di tanto legato a #io da essere uno, e non unito. : uno,
non ha niente in co'une con nulla, e non ha niente in co'une con il creato.
Tutto quel che creato nulla. ,ra, esso lontano ed estraneo ad ogni cosa
creata. (e l"uo'o !osse tutto quanto cos, sarebbe total'ente increato ed
increabile4 se tutto quel che corporeo e di!ettoso !osse in tal 'odo
co'preso nell"8nit%, non sarebbe altro che ci che l"8nit% in se stessa. (e
io 'i trovassi un istante in questo essere, non darei i'portanza a 'e stesso
pi* che a un ver'e del leta'e.
#io dona lo stesso a tutte le cose, e quando esse scaturiscono da #io, sono
uguali4 s, angeli ed uo'ini e tutte le creature scaturiscono da #io, identiche
nella loro pri'a di!!usione. +hi prendesse le cose nella loro pri'a
di!!usione, le coglierebbe tutte quante co'e uguali. (e gi% sono uguali nel
te'po, 'olto pi* uguali lo sono in #io, nell"eternit%. (e si considera una
'osca in #io, essa assai pi* nobile in #io di quanto l"angelo pi* alto non
lo sia in se stesso. #unque tutte le cose sono uguali in #io, e sono #io
stesso. /n questa uguaglianza #io prova tanta gioia, che e!!onde
co'pleta'ente la propria natura e il proprio essere in questa uguaglianza in
se stesso. 3e prova gioia nello stesso 'odo di colui che !a correre un cavallo
da battaglia in una verde brughiera, co'pleta'ente piana e senza asperit%: la
natura del destriero sarebbe di prodigarsi con tutta la !orza, galoppando per
la brughiera4 ci sarebbe per lui gioioso, e con!or'e alla sua natura. 3ello
stesso 'odo per #io grande gioia quando egli trova l"uguaglianza4 per lui
una gioia e!!ondere co'pleta'ente la sua natura e il suo essere
nell"uguaglianza, giacch egli l"uguaglianza stessa.
(i pone ora una questione a proposito degli angeli4 gli angeli che stanno tra
noi, ci servono e ci di!endono, hanno !orse una 'inore uguaglianza nelle
loro gioie, rispetto a quelli che stanno nell"eternit%, ovvero sono in qualche
'odo 'eno'ati dalle opere che co'piono per di!enderci e servirci5 /o
rispondo: no certo1 La loro gioia non per niente di'inuita, n lo la loro
uguaglianza, giacch l"opera dell"angelo la volont% di #io, e la volont% di
#io l"opera dell"angelo4 perci esso non 'eno'ato n nella sua gioia, n
nella sua uguaglianza, n nelle sue operazioni. (e #io ordinasse all"angelo di
andare a togliere i bruchi da un albero, l"angelo sarebbe pronto a !arlo, e
questa sarebbe la sua beatitudine, e la volont% di #io.
L"uo'o che si cos !issato nella volont% di #io, non vuole altro che #io e
la volont% di #io. (e !osse 'alato, non vorrebbe essere sano. ,gni pena
per lui una gioia, ogni 'olteplicit% per lui se'plicit% ed unit%, se
vera'ente !isso nella volont% di #io. (, se a ci !osse anche legato un
tor'ento dell"in!erno, questo sarebbe per lui gioia e beatitudine. $gli
libero, uscito da se stesso, e deve liberarsi da tutto quel che deve ricevere. (e
il 'io occhio deve vedere il colore, deve essere libero da ogni colore. (e
vedo un colore azzurro o bianco, la visione del 'io occhio che vede il
colore, quello stesso che vede. identico a quel che visto dall"occhio.
L"occhio nel quale io vedo #io, lo stesso occhio in cui #io 'i vede4
l"occhio 'io e l"occhio di #io non sono che un solo occhio, una sola visione,
una sola conoscenza, un solo a'ore.
L"uo'o che si cos !issato nell"a'ore di #io deve essere 'orto a se stesso
ed a tutte le cose create, in guisa tale da non !are attenzione a se stesso pi*
che a chi lontano oltre 'ille 'iglia. 2uesto uo'o per'ane nella
uguaglianza, per'ane nella unit% se'pre co'pleta'ente uguale: non vi in
lui alcuna disuguaglianza. 2uesto uo'o deve avere rinunciato a se stesso ed
a tutto il 'ondo. (e ci !osse un uo'o a cui il 'ondo intero appartenesse, e
se egli lo abbandonasse, per #io, cos co'e lo ha avuto, 3ostro (ignore gli
restituirebbe questo 'ondo tutto intero, ed in pi* la vita eterna. $ se un altro
uo'o, che ha soltanto una volont% buona, pensasse: (ignore, se !ossi
padrone di questo 'ondo, ed anche di un 'ondo diverso, ed ancora di un
altro - che !anno tre -, e se questo uo'o avesse questo desiderio: (ignore, io
voglio rinunciarvi, co'e a 'e stesso, cos co'e li ho ricevuti da te - allora
#io darebbe a questo uo'o co'e se egli avesse davvero tutto donato con la
sua 'ano. 8n altro uo'o, che non avesse assoluta'ente nulla di corporeo o
di spirituale a cui rinunciare n da donare, avrebbe rinunciato pi* di tutti.
Tutto sarebbe donato a chi rinunciasse a se stesso assoluta'ente, anche per
un solo istante. $ se un uo'o !osse stato nel distacco per venti anni, 'a
riprendesse se stesso anche per un solo atti'o, non sarebbe ancora
distaccato. L"uo'o che ha abbandonato, che si distaccato, e che non guarda
pi* assoluta'ente a ci che ha abbandonato, e per'ane costante, i''utabile
ed i'passibile in se stesso, soltanto quest"uo'o distaccato.
+he #io e la (aggezza eterna ci aiutino a ri'anere cos costanti ed
i''utabili, co'e l"eterno Padre. .'en.
$omo quidam nobilis
2uesto testo scritto nel &angelo, e signi!ica in volgare: &i !u un uo'o
nobile che part per un paese straniero, lontano da lui, e ritorn pi* ricco.
,ra si legge in un &angelo che il +risto ha detto: 3essuno pu essere 'io
discepolo se non 'i segue4 se non ha abbandonato se stesso, non
'antenendo nulla per s4 e questi ha tutto, perch non aver nulla aver tutto.
0a sotto'ettersi a #io col desiderio e col cuore, porre total'ente la propria
volont% nella volont% di #io e non rivolgere lo sguardo al creato: chi cos
uscito da se stesso, sar% vera'ente reso a se stesso.
La bont% in s non quieta l"ani'a... (e #io 'i desse qualcosa senza la sua
volont%, io non vi !arei attenzione4 in!atti la pi* piccola cosa che #io 'i d%
con la sua volont%, questa 'i rende !elice.
Tutte le creature sono uscite dalla volont% di #io. (e potessi desiderare
soltanto la bont% di #io, questa volont% sarebbe cos nobile che lo (pirito
santo diretta'ente ne !luirebbe. ,gni bene !luisce dalla sovrabbondanza
della bont% divina. (, la volont% di #io non ha sapore per 'e che nella
8nit%, nella quale la bont% di tutte le creature ha la sua quiete in #io4 l% dove
questa stessa bont% riposa co'e nel suo !ine supre'o, co'e tutto quello che
ha avuto vita ed essere4 l% che tu devi a'are lo (pirito santo, co'e esso
nell"8nit%, non in se stesso, 'a l% dove gustato insie'e alla bont% di #io,
unica'ente nell"8nit%, da dove ogni bont% sgorga dalla sovrabbondanza
della grazia divina. 2uest"uo'o ritorna in se stesso pi* ricco di quando part.
+hi !osse cos uscito da se stesso, sarebbe reso a se stesso in 'odo pi* vero,
e tutte le cose abbandonate nella 'olteplicit% gli sono del tutto rese nella
se'plicit%, giacch egli ritrova se stesso e tutte le cose nell"istante presente
della 8nit%. $ chi !osse cos uscito da se stesso, tornerebbe in se stesso 'olto
pi* nobile di quando era uscito. 2uest"uo'o vive allora in una per!etta
libert% e in una pura nudit%, giacch non deve sottostare a nulla n prendere
nulla, n poco n 'olto4 in!atti tutto quello che bene proprio di #io bene
suo proprio.
/l sole corrisponde a #io: la pi* alta parte della sua insondabile pro!ondit%
risponde al supre'o abbassarsi nella pro!ondit% dell"u'ilt%. (, e perci
l"uo'o u'ile non ha bisogno di chiedere a #io, 'a pu co'andare a #io4
in!atti la altezza della #ivinit% non pu considerare nulla se non nella
pro!ondit% dell"u'ilt%, l"uo'o u'ile e #io essendo uno e non due. 2uesto
uo'o u'ile ha #io in suo potere, quanto #io ha potere su se stesso, e tutto il
bene che negli angeli e nei santi tutti, tutto gli appartiene in proprio, co'e
appartiene in proprio a #io. #io e questo uo'o u'ile sono assoluta'ente
uno e non due, giacch ci che #io opera, anche egli lo opera, e ci che #io
vuole, anche egli lo vuole, e ci che #io , anche egli lo : una vita ed un
essere. (, in no'e di #io, se quest"uo'o !osse all"in!erno, #io dovrebbe
andare all"in!erno verso di lui, e l"in!erno sarebbe per lui un regno dei cieli.
#io deve !arlo di necessit%, sarebbe costretto a !arlo, giacch quest"uo'o
l"essere di #io, e l"essere di #io quest"uo'o. 2ui avviene il bacio della
unit% di #io e dell"uo'o u'ile, giacch la virt* che ha no'e u'ilt% una
radice nel !ondo della #ivinit%, in cui essa piantata, perch abbia il suo
essere soltanto nell"8no eterno, e non altrove. 6o detto a Parigi, nella scuola,
che nell"uo'o u'ile sarebbero co'piute tutte le cose, e perci dico che
niente pu nuocere o turbare l"uo'o davvero u'ile, giacch non v" alcuna
cosa che non !ugga quel che potrebbe distruggerla4 questo !uggono tutte le
cose create, perch esse sono assoluta'ente nulla in se stesse. Perci l"uo'o
u'ile !ugge tutto quel che potrebbe condurlo in errore nei con!ronti di #io.
+os io !uggo la brace perch essa potrebbe annientar'i, giacch essa
vorrebbe toglier'i il 'io essere.
: detto: un uo'o part. .ristotele co'inci un libro, e voleva parlare di tutte
le cose. 7ate ora attenzione a quello che .ristotele dice dell"uo'o. 8o'o,
ovvero un essere u'ano al quale stata data una !or'a che gli con!erisce
una vita ed un essere in co'une con tutte le creature, con quelle dotate di
ragione e con quelle che ne sono prive, con tutte le creature corporee e con
quelle dotate di ragione: gli angeli. $ .ristotele dice: +o'e tutte le creature
con le loro i''agini e !or'e sono co'prese intellettual'ente dagli angeli, i
quali conoscono intellettual'ente ogni cosa in s - il che causa loro una tale
gioia da !are 'eraviglia a coloro che non l"hanno provata e gustata -, nello
stesso 'odo l"uo'o riconosce l"i''agine e la !or'a di tutte le creature nella
loro distinzione. : questo ci che .ristotele attribuiva all"uo'o perch !osse
tale: la capacit% di riconoscere le i''agini e le !or'e4 per questo un uo'o
un uo'o. 2uesta era la spiegazione pi* alta con cui .ristotele poteva
de!inire un uo'o.
.nche io voglio ora 'ostrare cosa un uo'o. 6o'o vuol dire un uo'o a
cui partecipata una sostanza che gli d% vita ed essere, ed un essere dotato di
intelletto. 8n uo'o dotato di intelletto quello che co'prende se stesso
intellettual'ente, e che distaccato in se stesso da ogni 'ateria ed ogni
!or'a. Pi* distaccato da tutte le cose e rivolto a se stesso, pi* chiara'ente
ed intellettiva'ente conosce in se stesso tutte le cose, senza rivolgersi alla
esteriorit%, e pi* uo'o.
,ra io dico: co'e pu avvenire che il distacco dell"intelletto senza !or'e n
i''agini riconosca in s tutte le cose, senza rivolgersi verso l"esteriorit% e
tras!or'are se stesso5 #ico che ci deriva dalla sua se'plicit%: pi* l"uo'o
pura'ente e se'plice'ente distaccato da se stesso in se stesso, pi*
se'plice'ente riconosce ogni 'olteplicit% in se stesso, e per'ane
i''utabile in se stesso.
Boezio dice: #io un bene i''utabile, che per'ane stabile in se stesso,
non toccato o 'osso da niente e 'otore di tutte le cose. 8na conoscenza
se'plice cos pura in se stessa che conosce diretta'ente l"essere divino
puro e nudo, e in questo in!lusso essa riceve la natura divina co'e gli angeli,
il che d% agli angeli grande gioia. Per vedere un angelo, si accetterebbe di
passare 'ille anni all"in!erno. 2uesta conoscenza cos pura e chiara in se
stessa, che tutto ci che in essa si vedesse, diventerebbe un angelo.
7ate bene attenzione a quel che .ristotele dice dei puri spiriti nel libro
chia'ato 0eta!isica. /l pi* grande di tutti i 'aestri che abbiano 'ai trattato
di scienza della natura, parla di questi puri spiriti, e dice che essi non sono
!or'a di alcuna cosa, 'a ricevono il loro essere !luente diretta'ente da #io4
ed essi !luiscono e ricevono l"e!!usione diretta'ente da #io, al di sopra degli
angeli, e conte'plano l"essere puro di #io senza distinzione. .ristotele
chia'a questo essere li'pido e puro un "qualcosa". : quel che .ristotele ha
'ai detto di pi* elevato sulla conoscenza della natura, e nessun 'aestro pu
dire qualcosa di pi* alto, se non nello (pirito santo. ,ra io dico che questo
uo'o nobile non si contenta dell"essere che gli angeli colgono senza !or'a e
da cui diretta'ente dipendono: solo l"unico 8no lo soddis!a.
6o gi% parlato anche del pri'o inizio e della !ine. /l Padre un inizio della
#ivinit%, giacch si conosce in se stesso. #a lui e'ana il &erbo eterno, che
per'ane in lui, e lo (pirito santo e'ana dall"uno e dall"altro, di'orante
nell"interno, e il Padre non lo genera, perch esso !ine della #ivinit% e di
tutte le creature, di'orante in se stessa, nella quale v" il puro riposo e la
pace di tutto quel che 'ai ha avuto l"essere. L"inizio in vista della !ine,
giacch nella !ine ulti'a riposa tutto quello che 'ai ha ricevuto l"essere
dotato di intelletto. 7ine ulti'a dell"essere la tenebra, o non-conoscenza
della #ivinit% nascosta, che spande la luce, 'a le tenebre non l"hanno
co'presa. Perci 0os disse: +olui che , 'i ha 'andato: chi senza no'e,
e negazione di ogni no'e, senza aver 'ai avuto no'i. Perci il pro!eta
disse: /n verit%, tu sei il #io nascosto, al !ondo dell"ani'a, l% dove il !ondo
dell"ani'a ed il !ondo di #io sono un solo !ondo. Pi* ti si cerca, 'eno ti si
trova. Tu devi cercarlo in guisa tale da non trovarlo in alcun luogo. (e non lo
cerchi, allora lo trovi.
+he #io ci aiuti a cercarlo in 'odo tale da di'orare eterna'ente presso di
lui. .'en.
Ave, gratia plena
2uesta parola, che ho detta in latino, sta nel santo &angelo, e signi!ica:
"(alute, piena di grazia, il (ignore con te1". Lo (pirito santo giunger%
dall"alto, dal trono pi* alto, e verr% in te dalla luce dell"eterno Padre.
#a qui sono da co'prendere tre cose. /n pri'o luogo: l"u'ilt% della natura
dell"angelo. /n secondo luogo: che esso si riconosceva indegno di chia'are
per no'e la 'adre di #io. /n terzo luogo: che egli rivolse la parola non solo
a lei, 'a a una grande 'oltitudine: a ogni ani'a buona che desidera #io.
/o dico: se 0aria non avesse pri'a generato spiritual'ente #io, egli non
sarebbe 'ai nato corporal'ente da lei. 8na donna disse a nostro (ignore:
"Beato il corpo che ti port". .llora disse nostro (ignore: "3on solo beato
il corpo che 'i ha portato4 beati sono coloro che ascoltano la parola di #io e
la conservano". : di 'aggior valore, per #io, essere generato spiritual'ente
da ogni vergine, ovvero da ciascuna ani'a buona, che l"esser nato
corporal'ente da 0aria.
+on ci da capire che noi dobbia'o essere un unico 7iglio generato
eterna'ente dal Padre. 2uando il Padre gener tutte le creature, 'i gener,
ed io !luii all"esterno con tutte le creature, e tuttavia ri'asi all"interno, nel
Padre. Proprio co'e la parola che ora parlo: sorge in 'e, poi indugio nella
rappresentazione, in!ine la pronuncio e voi tutti la ricevete4 tuttavia, in senso
proprio, essa per'ane in 'e. +os io sono ri'asto nel Padre. 3el Padre sono
le i''agini originarie di tutte le creature. 2uesto legno qui ha una
i''agine spirituale in #io, ed essa non sola'ente razionale, 'a pura
ragione.
/l pi* grande bene che #io abbia concesso all"uo'o, !u quello di incarnarsi.
&oglio ora raccontarvi una storia, che qui si addice 'olto bene. +"era una
volta un ricco signore ed una ricca signora. .ccadde alla signora un
incidente, per cui perse un occhio4 per questo era 'olto a!!litta. &enne da lei
l"uo'o e disse: "(ignora, perch siete cos a!!litta5 3on dovete a'areggiarvi
per aver perduto l"occhio". .llora lei disse: "(ignore, non 'i a!!ligge la
perdita dell"occhio, 'a 'olto di pi* 'i angustio perch penso che 'i
a'erete di 'eno". .llora lui disse: "(ignora, io vi a'o". 3on 'olto te'po
dopo egli stesso si cav un occhio, venne dalla donna e disse: "(ignora,
perch crediate che vi a'o, 'i sono !atto si'ile a voi4 anche io ora ho
soltanto un occhio". +os l"uo'o: non poteva credere che #io tanto lo
a'asse, !inch questi, in!ine, non si cav un occhio, ovvero assunse la
natura u'ana.
2uesto signi!ica: "#ivenuto carne". 3ostra (ignora disse: "+o'e pu
accadere questo5". L"angelo rispose: "Lo (pirito santo verr% dall"alto in te,
dal trono pi* alto, dal Padre della luce eterna".
"/n principio". "8n ba'bino ci nato, un !iglio ci dato"4 un ba'bino
secondo la piccolezza della natura, un !iglio secondo l"eterna divinit%. /
'aestri dicono: tutte le creature operano per generare, esse vogliono divenire
uguali al padre. 8n altro 'aestro dice: ogni causa operante opera per il suo
scopo !inale, per trovare in esso riposo e pace. 8n 'aestro dice: tutte le
creature operano secondo la loro pri'a purezza e secondo la loro pi* alta
per!ezione. /l !uoco, in quanto !uoco, non in!ia''a4 cos puro e sottile che
non brucia4 piuttosto: la natura del !uoco in!ia''a e versa nel legno secco la
sua natura e la sua chiarezza, secondo la sua per!ezione pi* alta. Lo stesso ha
!atto #io. $gli ha creato l"ani'a secondo la sua pi* alta per!ezione, ed ha
versato in essa tutta la sua chiarezza nella pri'a purezza, ed tuttavia
ri'asto senza co''istione.
6o detto di recente in qualche luogo: quando #io !ece tutte le creature,
aveva pri'a generato qualcosa di increato, che portava in s le i''agini
originarie di tutte le creature -e questa la scintilla, co'e dissi nel convento
dei (anti 0accabei, se vi ricordate. 2uesta piccola scintilla cos a!!ine a
#io, che un uno unico, senza distinzioni, che porta in s le i''agini
originarie di tutte le creature, i''agini senza i''agine e al di sopra
dell"i''agine.
/eri !u posta nella scuola tra grossi teologi una questione. /o dissi: "0i
'eraviglio che la (crittura sia tanto ricca di contenuto e che tuttavia nessuno
sia capace di penetrarne la pi* piccola parola". (e voi 'i chiedete, dal
'o'ento che sono !iglio unigenito, eterna'ente generato dall"eterno Padre,
se dunque io sia stato eterna'ente 7iglio in #io, vi rispondo: s e no. (,
co'e 7iglio secondo il !atto che il Padre 'i ha eterna'ente generato, 'a
non 7iglio, in quanto non generato.
"/n principio". +on ci ci dato capire che noi sia'o un unico 7iglio, che il
Padre ha generato eterna'ente dalla nascosta oscurit% dell"eterno
nascondi'ento, per'anente tuttavia nel pri'o principio della pri'a purezza,
che pienezza di ogni purezza. 2ui ho eterna'ente riposato e dor'ito nella
nascosta conoscenza dell"eterno Padre, per'anendo interior'ente
inespresso. #a questa purezza egli 'i ha eterna'ente generato co'e suo
7iglio unigenito nell"i''agine della sua eterna paternit%, perch io divenga
Padre e generi colui dal quale sono generato. Proprio co'e se uno stesse di
!ronte a un alto 'onte e gridasse: "(ei tu l%5", la risonanza e l"eco gli
risponderebbero: "(ei tu l%5", e se gridasse: "&ieni !uori1" l"eco
risponderebbe: "&ieni !uori1". (, se in questa luce si vedesse un pezzo di
legno, esso diverrebbe un angelo dotato di intelligenza, e non solo dotato di
intelligenza, 'a diverrebbe puro intelletto nella pri'a purezza, che la
pienezza di ogni purezza. +os !a #io: egli genera suo 7iglio unigenito nella
parte pi* alta dell"ani'a. +on lo stesso 'ovi'ento con cui egli genera in 'e
il 7iglio unigenito, io lo genero di ritorno nel Padre. 2uesto non diverso da
quel che avvenne quando #io gener l"angelo, 'entre egli era generato dalla
&ergine.
0i venne l"idea, alcuni anni or sono, che qualcuno poteva chieder'i una
volta perch ogni !ilo d"erba diverso dall"altro, ed avvenne poi che 'i !u
chiesto perch sono dissi'ili l"uno dall"altro. .llora dissi: ancora pi*
stupe!acente che tutti i !ili d"erba si asso'iglino tanto. 8n 'aestro disse: che
tutti i !ili d"erba siano cosi dissi'ili, deriva dalla sovrabbondanza della bont%
divina, che #io riversa in tutte le creature con abbondanza, perch la sua
gloria divenga tanto pi* 'ani!esta. 0a io allora dissi: ancor pi*
stupe!acente che tutti i !ili d"erba siano cos si'ili4 co'e tutti gli angeli nella
pri'a purezza sono un solo angelo, proprio una sola cosa, cosi anche tutti i
!ili d"erba sono uno nella pri'a purezza, e tutte le cose l% sono 8no.
0i veniva talora il pensiero, 'entre venivo qui, che l"uo'o nella te'poralit%
pu giungere al punto di poter costringere #io. (e io, stando qui sopra,
dicessi a uno: "&ieni su1", questo sarebbe di!!icile per lui. 0a se io dicessi:
"(iediti qui in basso1", questo sarebbe !acile. +os !a #io. 2uando l"uo'o si
u'ilia, #io nella sua propria bont% non pu trattenersi dall"abbassarsi e
dall"e!!ondersi nell"uo'o u'ile, ed al pi* piccolo si co'unica nel 'odo pi*
grande, e si dona a lui co'pleta'ente. 2uel che #io d%, il suo essere, e il
suo essere la sua bont% e la sua bont% il suo a'ore. #all"a'ore vengono
tutte le gioie e tutti i dolori. /n ca''ino, 'entre dovevo venire qui, 'i
accadde di pre!erire non venirci, perch sarei stato bagnato di lacri'e per
l"a'ore. Lascia'o stare qui la questione di quando voi siete stati bagnati di
lacri'e per a'ore. )ioia e dolore vengono dall"a'ore. L"uo'o non deve
te'ere #io, perch chi lo te'e lo !ugge. 2uesto ti'ore un ti'ore dannoso.
: giusto il ti'ore, quando si te'e di perdere #io. L"uo'o non deve te'erlo,
deve a'arlo, perch #io a'a l"uo'o con tutta la sua pi* alta per!ezione. /
'aestri dicono che tutte le cose agiscono con la volont% di generare, e
vogliono divenire si'ili al padre, e dicono anche: la terra !ugge il cielo4 se
!ugge verso il basso, giunge al cielo dal basso, se !ugge verso l"alto, giunge
alla parte in!eriore del cielo. La terra non pu !uggire tanto verso il basso,
che il cielo non !luisca in essa ed i'pri'a in essa la sua potenza e la renda
!econda, le piaccia o no. +os avviene anche all"uo'o, che i''agina di
s!uggire a #io, e non pu4 tutti i luoghi lo 'ani!estano. (i i''agina di
s!uggire a #io, e corre nel suo seno. #io genera in te suo 7iglio unigenito, ti
piaccia o no, che tu dor'a o vegli4 egli co'pie quel che gli proprio. 6o
detto di recente che, se l"uo'o non avverte ci, la colpa nel !atto che alla
sua lingua attaccato dello sporco, ovvero le creature4 proprio co'e accade
a un uo'o per il quale tutti i cibi sono a'ari e non trova sapore in essi. #i
che cosa la colpa, se un cibo non ci piace5 La colpa nel !atto che non vi
abbia'o 'esso il sale. /l sale l"a'ore divino. (e avessi'o l"a'ore divino,
gustere''o #io e tutte le opere co'piute da lui, accogliere''o da #io
tutte le cose ed operere''o le stesse opere che egli opera. /n questa
uguaglianza noi tutti sia'o un unico 7iglio.
2uando #io cre l"ani'a, la cre secondo la sua pi* alta per!ezione, perch
!osse !idanzata col suo unigenito 7iglio. /n quanto egli lo sapeva bene, volle
uscire dalla sua segreta stanza del tesoro della eterna paternit%, nella quale
aveva dor'ito eterna'ente, per'anendo interior'ente inespresso. /n
principio: nel pri'o principio della purezza pri'a, l% il 7iglio ha aperto la
tenda della sua eterna gloria, ed uscito dall".ltissi'o, perch voleva
portare in alto la sua a'ica, cui il Padre lo aveva unito !in dall"eternit%, in
'odo da ricondurla nella supre'a altezza, dalla quale era venuta. /n un altro
luogo sta scritto: ")uarda, il tuo re viene da te". Perci egli usc, e venne
saltando co'e un capriolo, e pat per a'ore il suo tor'ento, e non usc senza
voler rientrare nella stanza con la sua !idanzata. 2uesta stanza la silenziosa
oscurit% della nascosta paternit%. L%, dove egli usc dall".ltissi'o voleva
rientrare con la !idanzata nella purezza supre'a, e voleva 'ostrarle la
nascosta inti'it% della sua divinit% nascosta, dove egli riposa con se stesso e
con tutte le creature.
/n principio, signi!ica un inizio di tutto l"essere, co'e ho detto nella scuola.
/noltre io dissi: un ter'ine di tutto l"essere, giacch il pri'o principio in
vista dello scopo !inale. #io stesso non riposa l% dove egli il pri'o inizio,
'a riposa l% dove egli scopo !inale e quiete di tutto l"essere4 non co'e se
questo essere venisse annientato, perch l% viene invece co'piuto nel suo
scopo ulti'o, secondo la sua pi* alta per!ezione. 2uale lo scopo !inale5 :
la nascosta oscurit% dell"eterna divinit%, che sconosciuta: 'ai !u conosciuta
n 'ai lo sar%. #io per'ane l% sconosciuto in se stesso, e la luce dell"eterno
Padre ha brillato l% eterna'ente, 'a le tenebre non co'prendono la luce.
+he la verit%, di cui ho parlato, ci aiuti a giungere a questa verit%. .'en.
Sant %aulus sprichet& intuot iu inniget iu 'ristum
(an Paolo dice: "Prendete in voi, accogliete interior'ente il +risto". 2uando
l"uo'o si distacca da se stesso, accoglie interior'ente il +risto, #io, la
beatitudine e la santit%. (e un giovane dicesse delle cose strane, le si
crederebbero, 'a san Paolo pro'ette delle grandi cose e voi lo credete
appena. Ti pro'ette #io, la beatitudine e la santit%, se ti distacchi da te
stesso. : strano: se l"uo'o deve distaccarsi da se stesso, per questo !atto
riceve interior'ente il +risto, la santit% e la beatitudine, ed 'olto grande. /l
pro!eta si stupisce di due cose. La pri'a : che !a #io con le stelle, la luna e
il sole5 L"altro stupore relativo all"ani'a: #io ha !atto e !a grandissi'e
cose con e per essa, giacch !a per essa quel che in suo potere. 7a 'olte e
grandi cose per essa, e di essa si occupa total'ente, e questo a causa della
grandezza in cui !atta. 3otate in che 'isura essa grande1 /o !or'o una
lettera secondo il 'odello che la lettera ha in 'e, nella 'ia ani'a, e non
secondo la 'ia ani'a. Lo stesso per #io. $gli ha !atto tutte le cose
secondo l"i''agine di esse che in lui, e non secondo se stesso. 3e ha !atte
alcune in particolare secondo quel che !luisce da lui, co'e la bont%, la
sapienza, e ci che si dice di #io, 'a l"ani'a l"ha !atta non solo secondo
l"i''agine che in lui, o secondo quel che !luisce da lui e quel che si dice di
lui4 'olto di pi*: l"ha !atta secondo se stesso, secondo tutto quel che egli , la
sua natura, il suo essere, la sua operazione che !luisce da lui e che per'ane
in lui, secondo il !ondo in cui per'ane in se stesso, in cui genera il suo
7iglio unigenito, da cui si e!!onde lo (pirito santo4 secondo questa
operazione che !luisce da lui ed in lui per'ane, che #io ha creato l"ani'a.
: naturale, se'pre e per tutte le cose, che le pi* elevate !luiscano nelle pi*
basse, !inch le pi* basse sono rivolte verso le pi* elevate, perch le pi*
elevate non ricevono 'ai dalle pi* basse, 'a, al contrario, le pi* basse
ricevono dalle pi* elevate. ,ra #io, essendo al di sopra dell"ani'a, !luisce
se'pre nell"ani'a, e non pu 'ai venirle 'eno. L"ani'a s, pu venir 'eno
a lui, 'a, !inch l"uo'o si tiene al di sotto di #io, riceve continua'ente
l"in!lusso divino, puro, proveniente da #io, se non si sotto'ette a
nessun"altra cosa: n al ti'ore n all"a'ore, n al dolore, n ad alcun"altra
cosa che non sia #io. )ttati dunque total'ente, assoluta'ente, al di sotto di
#io, e riceverai l"in!lusso divino nella sua totalit% e purezza. /n che 'odo
l"ani'a riceve da #io5 L"ani'a riceve da #io non co'e una cosa estranea
-ad ese'pio, l"aria riceve la luce del sole co'e una cosa estranea. 0a
l"ani'a non riceve #io co'e una cosa estranea, n co'e se !osse al di sotto
di lui, perch quel che al di sotto di un"altra cosa, le estraneo e lontano. /
'aestri dicono che l"ani'a riceve co'e una luce riceve luce, giacch allora
non v" niente di estraneo e lontano.
&" nell"ani'a qualcosa in cui #io nella sua nudit%, ed i 'aestri dicono che
senza no'e alcuno. 2uesto qualcosa , e tuttavia non ha essere proprio,
perch non n questo n quello, n qui n l%, perch ci che in altro, e
quello in questo4 in!atti ci che , lo in quello, e quello in questo, giacch
quello !luisce in questo, e questo in quello. .bbandonatevi l% in #io, dice
san Paolo, nella beatitudine, perch qui l"ani'a prende tutta la sua vita e il
suo essere, ed l% che essa aspira la sua vita e il suo essere, giacch questo
total'ente in #io, ed ogni altra cosa di essa all"esterno4 per questo 'otivo,
grazie a questo, l"ani'a costante'ente in #io, a 'eno che essa non lo porti
all"esterno, o non si spenga in essa.
8n 'aestro dice che questo qualcosa tal'ente presente a #io, che non pu
'ai distogliersi da lui, e che #io gli se'pre presente ed interiore. /o dico
che #io, continua'ente ed eterna'ente, stato presente in questo qualcosa,
e che in esso l"uo'o uno con #io. 3on v" qui a!!atto bisogno di grazia,
perch la grazia creata, e niente di creato interviene qui, perch nel !ondo
dell"essere divino, dove le tre Persone sono un solo essere, l"ani'a una
secondo questo !ondo. Perci, se lo vuoi, sono tue tutte le cose, e #io.
#ist%ccati dunque da te stesso e da tutte le cose, e da tutto quel che sei in te
stesso, e cogliti secondo quel che sei in #io.
/ 'aestri dicono che la natura u'ana non ha niente a che !are col te'po, che
assoluta'ente intangibile e che 'olto pi* inti'a all"uo'o e vicina a lui
di quanto egli non lo sia a se stesso. Perci #io prese la natura u'ana in s e
la un alla sua persona. .llora la natura u'ana divenne #io, perch egli
assunse la natura u'ana nella sua essenza, e non un essere u'ano
particolare. Perci, se vuoi essere lo stesso +risto e #io, distaccati da tutto
quel che il &erbo eterno non ha assunto in s. /l &erbo eterno non ha assunto
in s un essere u'ano4 dist%ccati perci da tutto quel che uo'o in te e da
tutto quel che sei, ed assu'iti soltanto secondo la natura u'ana, perch
allora sarai nel &erbo eterno ci che la natura u'ana in lui. /n!atti la tua
natura u'ana e la sua non sono diverse, sono una: ci che essa nel +risto,
lo in te. Per questo 'otivo io dissi a Parigi che nell"uo'o giusto si co'pie
tutto quello che la sacra (crittura e i pro!eti hanno detto. (e in!atti tu sei quel
che devi essere, co'piuto in te tutto quel che detto nell".ntico e nel
3uovo Testa'ento.
+o'e devi essere5 Lo si pu capire in due 'odi, secondo la parola del
pro!eta: "nella pienezza dei te'pi, il 7iglio !u inviato". "Pienezza dei te'pi"
si intende in due 'odi. 8na cosa nella sua pienezza quando alla sua !ine,
co'e lo il giorno alla sera. 8gual'ente il te'po nella sua pienezza
quando co'pleta'ente distaccato da te. L"altro senso questo: quando il
te'po alla sua !ine, nell"eternit%, allora il te'po del tutto concluso,
perch non v" pi* n pri'a n poi. .llora tutto nuovo e attuale, e tu hai in
una conte'plazione in atto tutto quel che 'ai !u e che 'ai sar%. L% non v"
n pri'a n poi, tutto attuale, e in questa conte'plazione in atto io
possiedo tutto. : la "pienezza dei te'pi", e cos tutto bene per 'e, ed io
sono davvero il 7iglio unigenito e il +risto.
+he #io ci aiuti a giungere a questa pienezza dei te'pi. .'en.
%raedica verbum
,ggi e do'ani si legge una paroletta a proposito del 'io signore san
#o'enico. (an Paolo la scrive nell"$pistola e signi!ica: "Pronuncia la
parola, espri'ila, producila, genera la parola1". : una cosa 'eravigliosa che
ri'anga all"interno qualcosa che !luisce all"esterno. +he la parola !luisca
all"esterno e tuttavia per'anga all"interno, davvero straordinario. +he tutte
le creature !luiscano all"esterno e per'angano tuttavia all"interno, davvero
straordinario. 2uel che #io ha dato e quello che ha pro'esso di dare,
davvero straordinario, inconcepibile, incredibile. $d giusto che sia cos,
perch, se !osse co'prensibile e credibile, non andrebbe bene. #io in tutte
le cose. Pi* dentro le cose, e pi* ne !uori4 pi* all"interno, e pi*
all"esterno. 6o gi% detto altre volte che #io crea questo intero 'ondo
assoluta'ente in questo ora. Tutto quello che #io ha creato sei'ila e pi*
anni or sono, quando !ece il 'ondo, #io lo crea ora tutto quanto. #io in
tutte le cose4 'a in quanto #io divino e razionale, in nessun luogo egli
cos propria'ente co'e nell"ani'a, e negli angeli, se vuoi: nella parte pi*
inti'a e nella parte pi* alta dell"ani'a. $ quando dico "pi* inti'o", intendo
la parte pi* alta4 quando dico "pi* alto", intendo la parte pi* inti'a
dell"ani'a. 3ella parte pi* inti'a e pi* alta dell"ani'a: le intendo entra'be
co'e una cosa sola. L%, dove non penetr 'ai il te'po, dove non
risplendette 'ai un"i''agine: nella parte pi* inti'a ed alta dell"ani'a #io
cre l"intero 'ondo. Tutto quello che #io ha creato da sei'ila anni, e tutto
quello che creer% tra 'ille anni, se il 'ondo durer% ancora tanto, #io lo crea
nella parte pi* inti'a ed alta dell"ani'a. Tutto il passato, tutto il presente,
tutto il !uturo, #io lo crea nella parte pi* inti'a dell"ani'a. Tutto quello che
#io opera in tutti i santi, lo opera nella parte pi* inti'a dell"ani'a. /l Padre
genera il 7iglio nella parte pi* inti'a dell"ani'a, e genera te co'e non
in!eriore al 7iglio suo unigenito. (e devo essere !iglio, devo esserlo in quello
stesso essere in cui egli 7iglio, ed in nessun altro. (e devo essere uo'o,
non posso esserlo nell"essere di un ani'ale, 'a devo esserlo nell"essere di un
uo'o. (e poi devo essere quest"uo'o, devo esserlo in questo essere di
quest"uo'o. (an )iovanni ora dice: "&oi siete !igli di #io".
"Parla la parola, pronunciala, espri'ila, producila, genera la parola1".
"Pronunciala". +i che detto dall"esterno, grossolano4 'a quella parola
pronunciata interior'ente. "Pronunciala1", signi!ica che devi diventare
interiore di ci che in te. /l pro!eta dice: "#io disse una cosa, e io ne intesi
due". 2uesto vero: #io dice se'pre e soltanto una cosa. /l suo dire uno
soltanto. /n questo unico dire, egli dice suo 7iglio, ed insie'e lo (pirito
santo e tutte le creature, e vi soltanto un solo dire in #io. 0a il pro!eta
dice: "8dii due cose", il che signi!ica: ho inteso #io e la creatura. L% dove
#io la pronuncia, essa #io, 'a qui creatura. La gente si i''agina che
#io sia diventato uo'o solo laggi*. 3on cos, perch #io diventato
uo'o altrettanto qui quanto l%, ed diventato uo'o per poterti generare
co'e suo 7iglio unigenito, e niente di 'eno.
/eri sedevo in un luogo, e l% pronunciai una pargoletta, che scritta nel
Paternoster e che suona: "(ia !atta la tua volont%1". 0eglio per sarebbe:
"#ivenga la volont% tua1": che la 'ia volont% divenga la sua, che io diventi
lui, questo vuol dire il Paternoster. 2uesta parola ha due signi!icati. /l pri'o:
"#or'i di !ronte a tutte le cose1", che signi!ica che non devi sapere niente n
sul te'po n sulle creature, n sulle i''agini. / 'aestri dicono: se un uo'o,
che dor'isse pro!onda'ente, dor'isse cento anni, non saprebbe di nessuna
creatura, n del te'po, n delle i''agini4 allora puoi capire cosa #io opera
in te. Perci dice l"ani'a nel libro dell"a'ore:
"/o dor'o, e il 'io cuore veglia". (e dunque le creature dor'ono in te, puoi
percepire quello che in te opera #io.
/n secondo luogo la parola signi!ica: "(!orzati in tutte le cose1". $ questo ha
tre signi!icati in s. (igni!ica qualcosa co'e: "Trova il tuo vantaggio in tutte
le cose1", ovvero: cogli #io in tutte le cose, perch #io in tutte le cose.
(ant".gostino dice: #io ha creato tutte le cose, non che le abbia !atte
divenire e poi abbia proseguito il suo ca''ino, 'a ri'asto in esse. La
gente i''agina di avere di pi*, se ha le cose insie'e a #io, di quanto
avrebbe con #io senza le cose. 2uesto sbagliato, perch tutte le cose
insie'e a #io non sono di pi* di #io solo4 e se uno che avesse il 7iglio, ed il
Padre con esso, i''aginasse di avere di pi* che avendo il 7iglio soltanto,
sarebbe nel torto. /n!atti il Padre con il 7iglio non di pi* che il 7iglio solo,
e, reciproca'ente, il 7iglio con il Padre non di pi* del Padre solo. Prendi
perci #io in tutte le cose, e questo un segno del !atto che egli ti ha
generato co'e !iglio unigenito, e niente di 'eno.
/l secondo signi!icato questo: a'a #io sopra ogni cosa, e il tuo prossi'o
co'e te stesso1, e questo un co'anda'ento di #io. 0a io dico che non
solo un co'anda'ento, 'a anche un dono che #io ha !atto, e che ha
pro'esso di !are. (e tu pre!erisci che cento 'archi siano tuoi piuttosto che
di un altro, non sei nel giusto. (e tu a'i una persona pi* di un"altra, sei nel
torto, e lo stesso se a'i tuo padre o tua 'adre o te stesso pi* di un altro
uo'o. $ se trovi pre!eribile la beatitudine in te stesso piuttosto che in un
altro, non sei nel giusto. "#io ne guardi1 +osa dite5 3on deve la beatitudine
'ia esser'i pi* cara che quella di un altro5". 0olte persone istruite non lo
co'prendono, e pensano sia 'olto di!!icile. 0a non di!!icile, !acilissi'o.
&oglio 'ostrarti che non di!!icile. &edete, la natura persegue due !ini in
ogni 'e'bro che opera nell"uo'o. /l pri'o !ine che ha in vista nel suo
operare, servire al corpo nel suo insie'e, e poi a ciascun 'e'bro da solo,
co'e in se stesso e non 'eno di se stesso, ed ha, nel suo operare, in vista
se stesso non pi* di un altro 'e'bro. 0olto di pi* questo deve valere nel
ca'po della grazia1 #io deve essere una regola ed un !onda'ento del tuo
a'ore. La pri'a intenzione del tuo a'ore deve essere diretta solo verso #io,
e poi sul tuo prossi'o co'e te stesso e non 'eno di te stesso. $ se a'i la
beatitudine in te pi* che in un altro, un torto, perch tu a'i te stesso, e,
dove tu a'i te stesso, l% non #io il tuo puro a'ore. (e invece tu a'i la
beatitudine in san Pietro e in san Paolo co'e in te stesso, tu possiedi la loro
stessa beatitudine. $ se a'i la beatitudine negli angeli e in nostra (ignora
co'e in te, tu godi la stessa beatitudine loro in senso proprio: essa tua
co'e loro. Perci si dice nel libro della (apienza: "Lo ha !atto si'ile ai suoi
santi".
/l terzo signi!icato questo: a'a #io ugual'ente in tutte le cose, ovvero:
a'a #io altrettanto volentieri nella povert% co'e nella ricchezza, nella
'alattia co'e nella salute, nella tentazione co'e !uori della tentazione, nel
dolore o !uori del dolore. (, tanto 'aggiore il dolore, tanto 'inore e pi*
leggero, co'e due secchi: pi* pesante l"uno, pi* leggero l"altro, e pi* che
l"uo'o abbandona, pi* gli diventa !acile abbandonare. .d un uo'o che a'a
#io sarebbe altrettanto !acile abbandonare l"intero 'ondo, quanto un uovo.
Pi* egli abbandona, pi* gli diventa !acile abbandonare, co'e agli apostoli:
'aggiori dolori avevano, e pi* !acil'ente li sopportavano.
"(!orzati in tutte le cose", signi!ica: quando ti trovi in cose 'olteplici e non
nel puro 8no, !ai i tuoi s!orzi, ovvero s!orzati di co'piere il tuo dovere in
tutte le cose. 2uesto signi!ica: solleva la testa1 $ ci ha due signi!icati. /l
pri'o : abbandona tutto quel che tuo e consegnati a #io, in 'odo che egli
divenga bene tuo proprio co'e bene suo proprio, e #io per te co'e lo
per s, e non di 'eno. +i che 'io, non lo ho da nessuno4 'a se lo ho da
un altro, non 'io: e piuttosto di colui da cui lo ottengo. /l secondo
signi!icato : dirigi tutte le tue opere verso #io. +i sono 'olte persone che
non lo co'prendono, e questo non 'i se'bra strano4 in!atti l"uo'o, per
co'prendere ci, deve essere 'olto distaccato, ed elevato al di sopra di tutte
le cose 'ondane.
+i aiuti #io a giungere a questa per!ezione. .'en.
Dum medium silentium tenerent omnia
3oi qui, nella te'poralit%, !accia'o !esta a riguardo della nascita eterna, che
#io Padre ha co'piuto e senza tregua co'pie nell"eternit%, e questa stessa
nascita si co'piuta ora nel te'po, nella natura u'ana. (ant".gostino dice:
che 'i giova che questa nascita avvenga continua'ente e tuttavia non
avvenga in 'e5 0olto 'i i'porta, invece, che essa avvenga in 'e.
&oglia'o ora parlare di questa nascita, co'e essa avviene in noi e viene
co'piuta nell"ani'a buona, quando #io Padre parla la sua parola eterna
nell"ani'a per!etta. /n!atti, quello che dico lo si deve intendere in ri!eri'ento
ad un uo'o buono, per!etto, che ha ca''inato ed ancora ca''ina sulle vie
del (ignore, e non in ri!eri'ento all"uo'o naturale, non esercitato, giacch
questo del tutto lontano e ignorante di tale nascita.
/l sapiente dice una parola: "2uando tutte le cose erano in 'ezzo al silenzio,
venne in 'e dall"alto, dal trono regale, una parola segreta". 2uesta predica
tratter% di questa parola.
Bisogna qui notare tre cose. /n pri'o luogo: dove #io Padre pronunci
nell"ani'a la sua parola, dove sia il luogo per questa nascita e dove l"ani'a
sia recettiva per questa opera4 bisogna in!atti che sia nella parte pi* pura, pi*
nobile e pi* !ine che l"ani'a pu o!!rire. &era'ente, se #io Padre, nella sua
intera onnipotenza, potesse dare all"ani'a nella sua natura qualcosa di pi*
nobile, e l"ani'a potesse ricevere da lui qualcosa di pi* nobile, #io Padre
dovrebbe attendere questa nobilt% per realizzare la nascita. Perci, l"ani'a in
cui deve co'piersi questa nascita deve 'antenersi co'pleta'ente pura, e
vivere in per!etta nobilt%, del tutto raccolta e nell"interiorit%, senza
disperdersi con i cinque sensi nella 'olteplicit% delle creature, 'a del tutto
interiore e raccolta in se stessa nello stato pi* puro: quello il suo luogo, e
tutto ci che in!eriore !a resistenza.
La seconda parte di questa predica tratta di co'e l"uo'o debba co'portarsi
di !ronte a questa opera, o parola, o nascita4 se sia per lui pi* utile cooperare,
per ottenere che questa nascita avvenga e sia co'piuta in lui - ad ese'pio
!or'ando in se stesso, nel suo intelletto e nel suo pensiero, una
rappresentazione ed esercitandosi in essa, 'editando: #io saggio,
onnipotente ed eterno, ed altre cose si'ili che pu pensare su #io - se questo
sia pi* utile e vantaggioso per la nascita paterna, o se invece che l"uo'o si
spogli e si liberi di ogni pensiero, parola ed opera, e di ogni
rappresentazione, e si 'antenga co'pleta'ente in passivit% di !ronte a #io,
inattivo, lasciando che #io operi in lui: co'e dunque l"uo'o serve 'eglio a
questa nascita5
/l terzo punto l"utilit%, quanto grande essa sia, che sta in questa nascita.
7ate ora attenzione alla pri'a parte: voglio !arvi questa di'ostrazione con
argo'enti naturali, perch la possiate co'prendere da soli, anche se io credo
pi* alla (crittura che a 'e stesso4 'a per voi 'eglio una esposizione cos
di'ostrata.
Prendia'o dappri'a la parola che suona: "/n 'ezzo al silenzio 'i !u detta
una parola segreta". .h, (ignore, dove il silenzio e dove il luogo in cui
questa parola viene pronunciata5 3oi dicia'o, co'e gi% pri'a ho detto:
nella parte pi* pura che l"ani'a pu o!!rire, nella parte pi* nobile, nel !ondo,
nell"essenza dell"ani'a, ovvero nella parte pi* segreta dell"ani'a4 l% tace il
"'ezzo", perch l% non 'ai giunta creatura n i''agine, n l% conosce
l"ani'a l"operare o il sapere4 l% non sa niente di i''agine alcuna, sia essa di
se stessa o di qualsiasi altra creatura.
Tutte le opere che l"ani'a co'pie, le co'pie per 'ezzo delle sue potenze:
quel che conosce, lo conosce con l"intelletto4 se si ricorda di qualcosa, lo !a
con la 'e'oria4 se deve a'are, lo !a con la volont%4 e cos tutto opera per
'ezzo delle potenze e con il suo essere. Tutto il suo operare all"esterno si
appoggia se'pre su qualche ele'ento inter'edio. La !acolt% visiva opera
solo attraverso gli occhi, altri'enti non pu operare o concedere alcuna
visione4 e cos anche con tutti gli altri sensi: l"ani'a e!!ettua tutte le sue
operazioni all"esterno grazie a qualche ele'ento inter'edio. 3ell"essere,
per, non v" alcuna opera4 in!atti le potenze, con cui essa opera, !luiscono
dal !ondo dell"essere, e in questo !ondo tace il "'ezzo": qui do'ina solo la
quiete e la !esta per questa nascita e per questa opera, perch #io Padre parla
l% la sua parola. 2uesto !ondo in!atti, per sua natura, accessibile soltanto
alla essenza divina, senza 'ediazione, e a niente altro. #io entra qui
nell"ani'a con la sua interezza, non con una parte4 #io entra qui nel !ondo
dell"ani'a. 3essuno tocca il !ondo dell"ani'a, se non #io solo. La creatura
non pu entrare nel !ondo dell"ani'a4 essa deve ri'anere !uori, nelle
potenze. L% l"ani'a scorge l"i''agine della creatura, per 'ezzo di cui essa
stata accolta e ospitata. /n!atti, quando le potenze dell"ani'a entrano in
contatto con la creatura, ne attingono e ne creano una i''agine e
so'iglianza, e la attirano in s. /n questo 'odo esse conoscono la creatura.
Pi* vicino all"ani'a la creatura non pu giungere, e l"ani'a 'ai si avvicina a
una creatura, se pri'a non ha accolto in s la sua i''agine senza s!orzo.
Proprio per 'ezzo di questa i''agine presente, l"ani'a si avvicina alle
creature4 in!atti l"i''agine qualcosa che l"ani'a, con le sue potenze, !or'a
dalle cose. (ia che si tratti di una pietra, di un destriero, di un uo'o, sia di
qualsivoglia altra cosa, che essa vuol conoscere, essa tira !uori l"i''agine,
che pri'a aveva accolto in s, ed in questo 'odo pu unirsi con
quell"oggetto.
0a quando l"uo'o riceve in tal 'odo un"i''agine, essa deve
necessaria'ente esser giunta dall"esterno, attraverso i sensi. Per questo
'otivo niente cos ignoto all"ani'a co'e se stessa. 8n 'aestro dice in!atti
che l"ani'a non pu !or'are o estrarre i''agini di se stessa. Perci essa
non pu conoscersi con nulla. /n!atti le i''agini giungono se'pre
attraverso i sensi, e dunque essa non pu avere alcuna i''agine di se stessa.
+os essa conosce tutte le altre cose, 'a non se stessa. #i nessuna cosa sa
cos poco, co'e di se stessa, proprio a causa di questo ele'ento 'ediatore.
Tu devi sapere per che l"ani'a al suo interno libera e sgo'bra da ogni
ele'ento 'ediatore e da ogni i''agine, e questo il 'otivo per cui #io
pu unirsi con essa libera'ente, senza i''agini o so'iglianze. ,gni
capacit% che tu riconosci a un 'aestro, non puoi !are a 'eno di attribuirla a
#io in grado in!inito. Pi* un 'aestro saggio e potente, pi*
i''ediata'ente realizza la sua opera, e pi* se'plice. L"uo'o ha bisogno
di 'olti 'ezzi nelle sue opere esteriori, e pri'a di co'pierle co'e le ha
progettate, ha bisogno di grosso allesti'ento. /l sole invece, nella sua
'aestria, co'pie la sua opera, che l"illu'inare, con grande rapidit%: appena
di!!onde il suo chiarore, nello stesso istante il 'ondo pieno di luce in ogni
parte. .ncora pi* in alto l"angelo, che ha bisogno di 'ezzi ancor 'inori per
operare, ed ha anche 'eno i''agini. /l pi* alto dei sera!ini ha una sola
i''agine: tutto quello che gli altri, sotto di lui, concepiscono nella
'olteplicit%, egli lo co'prende nell"unit%. 0a #io non ha bisogno di alcuna
i''agine, e non ne ha: #io opera nell"ani'a senza quel "'ezzo", i''agine
o so'iglianza4 opera nel !ondo dell"ani'a, dove 'ai giunta una i''agine,
'a soltanto #io stesso col suo proprio essere. 3essuna creatura pu !arlo1
+o'e il Padre genera il 7iglio nell"ani'a5 +o'e lo !anno le creature in
i''agini e so'iglianze5 3iente a!!atto1 Lo !a nel 'odo in cui egli genera
nell"eternit%, n pi* n 'eno. $ dunque, co'e lo genera l%5 7ate attenzione1
#io Padre ha uno sguardo per!etto in se stesso ed una pro!onda, co'pleta
conoscenza di se stesso, attraverso se stesso, non attraverso i''agini. +os
dunque #io Padre genera suo 7iglio in vera unit% della natura divina. &edete,
nello stesso identico, e non in altro, 'odo, #io Padre genera il 7iglio nel
!ondo dell"ani'a e nella sua essenza, e si unisce cos con essa. /n!atti, se vi
!osse l% un"i''agine, non vi sarebbe vera unit%4 in questa vera unit% risiede
la sua intera beatitudine. ,ra potreste dire che nell"ani'a non vi sono, per
natura, niente altro che i''agini. 3iente a!!atto1 (e questo !osse vero,
l"ani'a non sarebbe 'ai beata. #io non potrebbe creare una creatura nella
quale tu potessi trovare per!etta beatitudine4 altri'enti non sarebbe #io la
pi* alta beatitudine e l"ulti'o scopo, 'entre invece proprio della sua natura
e del suo volere essere inizio e !ine di ogni cosa. 3essuna creatura pu
essere la tua beatitudine, e non pu neppure essere quaggi* la tua per!ezione4
in!atti alla per!ezione di questa vita - che sono tutte le virt* insie'e - segue
la per!ezione della vita eterna. Perci tu devi necessaria'ente stare e
per'anere nell"essere e nel !ondo: l% #io ti deve toccare con la sua se'plice
essenza, senza la 'ediazione di nessuna i''agine. 3essuna i''agine ha di
'ira o propone se stessa, 'a piuttosto ha di 'ira e propone se'pre ci di
cui i''agine. $ poich si hanno i''agini solo di ci che al di !uori di
noi, e che viene tratto all"interno tra'ite i sensi, e ci continua'ente ri'anda
a quello di cui i''agine, sarebbe allora i'possibile poter divenire beati
attraverso un"i''agine. Perci devono l% do'inare il silenzio e la pace, e l%
il Padre deve parlare, generare il 7iglio ed operare le sue opere senza
i''agini.
La seconda questione : cosa deve !are l"uo'o per ottenere e 'eritare che
questa nascita avvenga in lui e sia co'piuta4 se sia 'eglio che l"uo'o si
studi di co'piere qualcosa - si ra!!iguri #io o diriga verso di lui il suo
pensiero -, o che piuttosto si 'antenga nel silenzio, nella pace e nella quiete,
e lasci parlare ed operare in s #io, aspettando soltanto l"azione di #io.
;ipeto quel che ho detto: questo co'pito e questo co'porta'ento
riguardano soltanto gli uo'ini buoni e per!etti, che hanno assi'ilato in s
l"essenza di tutte le virt*, in 'aniera tale che le virt* sgorghino da essi in
'odo essenziale, senza il loro agire, e che soprattutto hanno viva in se stessi
la preziosa vita e la nobile dottrina di nostro (ignor )es* +risto. Tali uo'ini
devono sapere che la cosa 'igliore e pi* nobile per giungere a questa vita,
tacere, e lasciar parlare ed operare #io. 2uesta parola viene pronunciata l%
dove tutte le potenze si ritirano dalle loro opere ed i''agini. Perci detto:
"/n 'ezzo al silenzio !u parlata a 'e la parola segreta". .ncora su ci:
quanto pi* puoi condurre le tue potenze verso l"unit%, nell"oblio di tutte le
cose e delle loro i''agini che hai accolto in te, tanto pi* puoi allontanarti
dalle creature e dalle loro i''agini, e tanto pi* sei vicino a questa parola e
pronto a riceverla. (e tu potessi perdere la conoscenza di tutte le cose,
perderesti anche quella del tuo proprio corpo, co'e accadde a san Paolo,
quando disse: "(e !ossi nel corpo o no, non lo so4 #io solo lo sa1". Lo spirito
aveva allora co'pleta'ente portato in s tutte le potenze, in 'odo tale che
egli aveva di'enticato il corpo4 non erano pi* attive n la 'e'oria n la
ragione, n i sensi, n le potenze che avrebbero dovuto esercitare in!lusso sui
sensi per sostenere il corpo4 il !uoco e il calore vitale erano sospesi, e perci
il corpo non venne 'eno in quei tre giorni in cui egli non 'angi n bevve.
Lo stesso accadde a 0os, quando digiun quaranta giorni sul 'onte, e
tuttavia non divenne per questo pi* debole4 egli !u, anzi, nell"ulti'o giorno
tanto !orte quanto nel pri'o. +os dunque l"uo'o deve sottrarsi a tutti i
sensi, rivolgere verso l"interno tutte le potenze e per'anere nell"oblio di tutte
le cose e di se stesso. Perci un 'aestro si rivolge all"ani'a cos: s!uggi
all"agitazione delle opere esteriori1 7uggi ancora e nasconditi di !ronte al
tu'ulto dei pensieri interiori, perch essi provocano inquietudine1 (e #io
deve pronunciare la sua parola nell"ani'a, essa deve essere in pace e in
quiete: allora egli parla la sua parola e se stesso nell"ani'a - non
un"i''agine, 'a se stesso.
#ionigi dice: #io non ha i''agine o so'iglianza di se stesso, perch egli
nell"essenza tutto il bene la verit% e l"essere. #io opera tutte le opere, in se
stesso e !uori di se stesso, in un atti'o. 3on i''aginare che, quando #io
!ece il cielo e la terra e tutte le cose, abbia !atto oggi l"una e do'ani l"altra.
0os scrive cos, 'a sapeva 'olto di pi*: !ece cos per a'ore del popolo,
che altri'enti non avrebbe potuto capirlo. #io non !ece altro che questo:
volle, parl - e le cose !urono1 #io opera senza 'ediazione e senza
i''agine, e quanto pi* tu sei senza i''agine, tanto pi* sei aperto al suo
operare, e quanto pi* sei rivolto all"interno e di'entico di te stesso, tanto pi*
sei vicino a lui.
Perci #ionigi esortava il suo discepolo Ti'oteo, dicendo: caro !iglio
Ti'oteo, tu devi, con i sensi non turbati, uscire da te stesso, sopra te stesso e
sopra tutte le tue potenze, sopra la !acolt% del conoscere e sopra l"intelletto,
sopra l"opera, il 'odo e l"essere, nella nascosta, silenziosa tenebra, per
giungere alla conoscenza dell"ignoto e superdivino #io. Bisogna sottrarsi a
tutte le cose. . #io ripugna operare in i''agini.
Potresti ora chiedere: cosa dunque opera #io senza i''agine, nel !ondo e
nell"essere5 /o non posso saperlo, perch le potenze possono concepire solo
in i''agini, devono concepire e conoscere tutte le cose nelle loro i''agini
proprie. 3on possono conoscere un cavallo nell"i''agine di un uo'o, e
perci, in quanto tutte le i''agini giungono dall"esterno, ri'ane loro
nascosto quel che #io opera nel !ondo4 ci per l"ani'a la cosa pi* utile.
/n!atti questo non-sapere la sospinge co'e verso qualcosa di 'eraviglioso,
di cui essa va alla ricerca, giacch esperi'enta bene che esso v", 'a non sa
co'e e cosa sia. 2uando, invece, l"uo'o conosce la ragione della cosa,
subito se ne stanca, e cerca qualcos"altro da provare, e vive perci se'pre in
tor'entato desiderio di conoscere, e non ha 'ai attenzione costante.
(oltanto questa conoscenza che non conosce 'antiene l"ani'a in costante
attenzione, e la sospinge se'pre alla ricerca.
Perci dice il sapiente: "3el 'ezzo della notte, quando tutte le cose tacevano
nella quiete, 'i !u detta una parola segreta4 essa venne nascosta'ente, co'e
un ladro". +o'e pu dire "parola", se era segreta5 La natura della parola
proprio quella di 'ani!estare ci che nascosto. $ssa si apr e risplendette
davanti a 'e, per rivelar'i qualcosa, e 'i annunzi #io - per questo si
chia'a Parola. 0i era nascosto cosa essa !osse, e questo !u il suo venire
!urtivo, in un bisbiglio e nel silenzio, per rivelarsi. &edete, proprio perch
nascosta, bisogna inseguirla. $ssa risplendeva, ed era tuttavia nascosta: ci
indica che noi dobbia'o anelare e sospirare per essa. (an Paolo ci esorta a
cercarla !ino a trovarne le tracce, e a non darsi per vinti !inch non la si
a!!erra. 2uando !u rapito al terzo cielo, nella rivelazione di #io, ed ebbe
viste tutte le cose, non di'entic niente al suo ritorno, 'a tutto era per lui
nascosto gi*, nel !ondo dell"ani'a, dove l"intelletto non pu arrivare. Perci
dovette cercarne le tracce e raggiungerlo in s, non !uori di s. /n!atti ci
del tutto interiore, non esterno, 'a co'pleta'ente interiore. $gli sapeva
bene questo, e perci disse: "(ono sicuro che n la 'orte n altro tor'ento
pu separar'i da quel che provo in 'e".
. questo proposito un 'aestro pagano disse una bella parola ad un altro
'aestro: "0i accorgo di qualcosa in 'e, che risplende nella 'ia 'ente4
sento con certezza che qualcosa, 'a non so co'prendere cosa sia4 'i
se'bra per che, se potessi capirlo, conoscerei tutta la verit%". .llora disse
l"altro 'aestro: "Bene1 Lascia perdere1 (e tu potessi capirlo, avresti
co'pleta'ente la verit% e la vita eterna".
/n questo senso parl anche sant".gostino: io avverto qualcosa in 'e, che
risplende davanti alla 'ia ani'a: se ci giungesse a co'pi'ento e
per'anenza in 'e, sarebbe la vita eterna. : qualcosa che si nasconde e pur
tuttavia si 'ani!esta4 giunge a guisa di ladro, per portar via e rubare
all"ani'a tutte le cose. 0a nel 'ostrarsi e 'ani!estarsi un poco, pu
sti'olare l"ani'a ed attrarla a s, e derubarla e spogliarla di se stessa. Perci
disse il pro!eta: "(ignore, togli ad essi il loro spirito e d% loro il tuo". 2uesto
intendeva anche l"ani'a inna'orata, quando disse: "La 'ia ani'a si !use e
si sciolse, quando l"a'ato parl la sua parola"4 quando giunse, dovetti
andar'ene. .nche +risto intendeva questo, quando disse: "+hi lascia
qualcosa per a'or 'io, ricever% il centuplo in ca'bio, e chi 'i vuole avere,
deve spogliarsi di se stesso e di tutte le cose, e chi vuole servir'i, deve
seguire 'e, non pu seguire i suoi interessi".
,ra potresti dire: 'a via, signore, voi volete rovesciare il corso naturale
dell"ani'a ed agire contro la sua natura1 La sua natura in!atti quella di
percepire attraverso i sensi ed in i''agini4 volete rovesciare quest"ordine5
3o certo1 +osa sai tu della nobilt% che #io ha posto nell"ani'a, e che ancora
non stata co'pleta'ente descritta, 'a ancora nascosta5 /n!atti, quelli che
hanno descritto le nobili propriet% dell"ani'a, non erano ancora andati oltre
al punto in cui li aveva condotti la loro ragione naturale4 non erano 'ai
giunti nel !ondo: perci 'olto doveva loro ri'aner nascosto e sconosciuto.
$cco perch il pro!eta disse: "&oglio sedere e tacere, ed ascoltare quel che
#io dice in 'e". Perch cos nascosta, perci venne questa parola nella
notte, nella tenebra. (an )iovanni dice: "La luce risplendette nella tenebra4
essa venne nella sua propriet%, e tutti quelli che la accolsero ebbero il potere
di diventare !igli di #io".
3otate ora l"utilit% e il !rutto di questa parola segreta e di questa tenebra. 3on
solo il 7iglio del Padre celeste viene generato in questa tenebra, che suo
luogo proprio: anche tu sei l% generato co'e !iglio dello stesso Padre celeste,
e in nessun altro 'odo, ed egli d% anche a te quel potere. ;iconosci ora
quanto grande questa utilit%1 /n tutta la verit% che ogni 'aestro, con la
propria ragione e conoscenza, ha 'ai insegnato o 'ai insegner% !ino al
giorno del )iudizio, non ha 'ai co'preso neppure la pi* piccola parte di
questo sapere e di questo !ondo. .nche se pu chia'arsi un non-sapere, un
non-conoscere, esso contiene tuttavia 'olto di pi* di ogni sapere e di ogni
conoscenza al di !uori di esso. /n!atti questo non-sapere ti attira e conduce
lontano da tutte le conoscenze ed anche da te stesso. +i intendeva +risto,
quando disse: "+hi non rinnega se stesso e non lascia padre e 'adre e tutto
quel che esteriore, non degno di 'e", co'e se dicesse: chi non
abbandona tutta la esteriorit% delle creature, non pu essere concepito n
generato in questa divina nascita. Ti ci conduce, invece, davvero, il !atto di
spogliarti di te stesso e di tutto quel che esteriore. &era'ente io credo e
sono certo che l"uo'o che per'anesse salda'ente in questa posizione, non
potrebbe 'ai essere separato da #io, in nessun 'odo. /o dico che non pu
assoluta'ente cadere in peccato 'ortale: vorrebbe piuttosto so!!rire la pi*
atroce delle 'orti, che co'piere il pi* piccolo dei peccati 'ortali, co'e del
resto hanno !atto i santi. /o dico, anzi, che egli non potrebbe, neppure una
volta, co'piere un peccato veniale volontaria'ente, o per'etterlo ad altri,
potendolo i'pedire. 8n tale uo'o diventa cos rivolto, attirato ed abituato a
quello soltanto - cio a #io - che non si potrebbe rivolgere su un altro
sentiero, distogliendo tutti i suoi sensi e le sue !orze da quello.
/n questa nascita ci aiuti #io, che oggi nato di nuovo co'e uo'o. +he egli
ci aiuti nell"eterno, perch noi, deboli creature, nascia'o in lui divina'ente.
.'en.

In hoc apparuit caritas dei in nobis
L"a'ore di #io per noi si 'ani!estato e ci divenuto visibile perch #io ha
inviato il suo 7iglio unico nel 'ondo, in 'odo che possia'o vivere col
7iglio e nel 7iglio e grazie al 7iglio4 giacch tutti quelli che non vivono
grazie al 7iglio hanno davvero torto.
(e vi !osse da qualche parte un ricco re con una bella !iglia, e la desse al
!iglio di un povero, tutti quelli che appartengono a questa !a'iglia ne
sarebbero elevati e nobilitati. ,ra un 'aestro dice: #io si !atto uo'o,
perci tutto il genere u'ano elevato e nobilitato. Possia'o dunque gioire
del !atto che il +risto, nostro !ratello, si sia elevato con la propria potenza al
di sopra di tutti i cori angelici e si sia assiso alla destra del Padre. 2uesto
'aestro ha parlato giusta'ente, 'a, in verit%, io non vi !arei tanto caso.
+osa 'i i'porterebbe di avere un !ratello ricco, 'entre io sono povero5
+osa 'i i'porterebbe di avere un !ratello saggio, 'entre io sono sciocco5
#ico un"altra cosa, che va pi* lontano: non solo #io si !atto uo'o4 'olto di
pi*: egli ha assunto la natura u'ana.
/ 'aestri dicono co'une'ente che tutti gli uo'ini sono nella loro natura
ugual'ente nobili, 'a io dico in verit%: qualsiasi bene che tutti i santi hanno
posseduto, e 0aria, 'adre di #io, e il +risto secondo l"u'anit%, 'io
proprio bene in questa natura. ,ra potreste chieder'i: se io ho in questa
natura tutto ci che +risto pu o!!rir'i secondo la sua u'anit%, perch noi
esaltia'o e veneria'o il +risto co'e nostro (ignore e nostro #io5 Perch
egli stato un 'essaggero di #io verso noi, e ci ha portato la nostra
beatitudine. La beatitudine che ci ha portato era nostra. L% dove il Padre
genera il 7iglio, nel !ondo pi* inti'o, questa natura vi inclusa nello stesso
te'po. 2uesta natura una e se'plice. 2ualcosa pu s apparire qui
all"esterno, e qualcosa esservi legato, 'a non si tratta di questo 8no.
#ico ancora un"altra cosa, e pi* i'portante: chi vuole porsi diretta'ente
nella nudit% di questa natura, deve essere s!uggito a tutto quel che v" di
personale, in guisa tale da voler tanto bene ad un uo'o che vive oltre'are,
non 'ai visto, quanto a chi vicino a lui e suo a'ico inti'o. 7inch a'i pi*
te stesso di uno che non hai 'ai visto, hai vera'ente torto, e non hai 'ai
gettato uno sguardo nella se'plicit% di questo !ondo. +erta'ente puoi aver
visto la verit% in una riproduzione dell"i''agine, co'e in un si'bolo, 'a
non questa la cosa 'igliore.
#"altra parte, bisogna che tu abbia il cuore puro, giacch puro soltanto quel
cuore che ha ridotto a niente tutto il creato. /n terzo luogo, devi essere libero
dal nulla. (i do'anda cosa brucia nell"in!erno. / 'aestri dicono
co'une'ente che la volont% propria. 0a io dico, in verit%, che il nulla
che brucia nell"in!erno. .scolta questo paragone. (i prenda un carbone
ardente e lo si ponga sulla 'ia 'ano. (e dicessi che il carbone a bruciare la
'ano, gli !arei davvero torto. (e voglio parlare giusta'ente di ci che 'i
brucia, devo dire che il nulla a bruciar'i: in!atti il carbone ha in s
qualcosa che la 'ia 'ano non ha. &edete, proprio questo niente 'i brucia.
(e la 'ia 'ano avesse in s tutto ci che carbone e che esso pu co'piere,
avrebbe assoluta'ente la natura del !uoco. +hi prendesse allora tutto il
!uoco che 'ai bruciato e lo ponesse sulla 'ia 'ano, non potrebbe
co'unque !ar'i 'ale. Lo dico nello stesso 'odo: co'e #io e quelli che
conte'plano #io hanno in s, nella vera beatitudine, ci che non hanno
quelli che sono separati da #io, questo nulla tor'enta le ani'e che sono
all"in!erno pi* della volont% propria o di qualche !uoco. Lo dico in verit%:
nella 'isura in cui il nulla attaccato a te, in questa stessa 'isura tu sei
i'per!etto. (e dunque volete essere per!etti, dovete essere liberi dal nulla.
Perci il piccolo testo che vi ho presentato dice: #io ha inviato il suo unico
7iglio nel 'ondo. 3on dovete intendere co'e 'ondo esterno, in quanto egli
'angiava e beveva con noi, 'a dovete intenderlo in relazione al 'ondo
interiore. +os co'e il Padre, nella sua se'plice natura, genera il 7iglio,
altrettanto natural'ente lo genera nella parte pi* inti'a dello spirito, e
quello il 'ondo interiore. 2ui il !ondo di #io il 'io !ondo, e il 'io
!ondo il !ondo di #io. 2ui io vivo secondo il 'io essere proprio, cos co'e
#io vive secondo il suo essere proprio. Per chi ha gettato anche solo un
istante uno sguardo in questo !ondo, per costui 'ille 'archi d"oro rosso
coniato sono co'e un soldo !also. : a partire da questo !ondo pi* inti'o che
tu devi operare tutte le opere, senza perch. Lo dico in verit%: !inch co'pi
le opere per il regno dei cieli, o per #io, o per la beatitudine eterna, ovvero a
partire dalla esteriorit%, tu non sei davvero co'e devi essere. (i pu anche
accettarti cos, questo vero, 'a non la cosa 'igliore. Perch in verit%, se
qualcuno si i''agina di ricevere da #io nella interiorit%, piet%, dolce
rapi'ento e grazia particolare pi* che presso il !ocolare o nella stalla, non !a
altro che prendere #io, avvolgergli un 'antello intorno alla testa e cacciarlo
sotto una panca. /n!atti, colui che cerca #io secondo un 'odo, prende il
'odo e lascia #io, che nascosto nel 'odo. 0a chi cerca #io senza 'odo,
lo prende qual in se stesso, ed un tale uo'o vive nel 7iglio, ed la stessa
vita. (e qualcuno interrogasse per 'ille anni la vita, chiedendole perch
vive, ed essa potesse rispondere, non direbbe altro che questo: io vivo perch
vivo. Per il !atto che la vita vive del suo !ondo proprio e sgorga dal suo
proprio essere, per questo essa vive senza perch, perch vive per se stessa.
. chi do'andasse ad un uo'o sincero, che opera a partire dal suo !ondo
proprio, perch opera le sue opere, questi, per rispondere giusta'ente, non
dovrebbe rispondere altro che: io opero per operare.
L% dove ter'ina la creatura, #io inizia ad essere. ,ra #io non desidera da te
altro che tu esca da te stesso secondo il tuo 'odo d"essere creaturale, e che tu
lasci #io essere #io in te. La pi* piccola i''agine creata che si !or'a in te,
tanto grande quanto lo #io. Perch5 Perch essa per te un ostacolo ad
un #io totale. Proprio l% dove entra l"i''agine, #io deve uscire, insie'e a
tutta la sua #ivinit%. 0a quando questa i''agine esce, #io entra. #io
desidera tanto che tu esca da te stesso secondo il tuo 'odo creaturale, co'e
se tutta la sua beatitudine dipendesse da ci. $ dunque1 quale il tuo danno,
'io caro, quando lasci che #io sia #io in te5 $sci co'pleta'ente da te
stesso per #io, e #io uscir% co'pleta'ente da se stesso per te. 2uando
entra'bi escono da loro stessi, ci che per'ane l"8no, nella sua
se'plicit%. /n questo 8no, il Padre genera il 7iglio nella pi* inti'a !onte. L%
!iorisce lo (pirito santo, e l% sgorga in #io una volont% che appartiene
all"ani'a. La volont% libera, !inch non toccata dalle creature e da tutto il
creato. #ice il +risto: 3essuno sale al cielo se non chi disceso dal cielo.
Tutte le cose sono create dal nulla, perci la loro vera origine il nulla, e
nella 'isura in cui la nobile volont% inclina verso le creature, essa scorre
insie'e alle creature verso il loro nulla.
.desso si pone la questione4 questa nobile volont% scorre via in guisa tale da
non poter 'ai riprendersi5 / 'aestri dicono co'une'ente che essa non si
riprende 'ai, nella 'isura in cui !uggita via con il te'po. 0a io dico:
quando questa volont% si allontana un atti'o da se stessa e da tutto il creato,
per rivolgersi verso la sua pri'a origine, essa si trova retta e libera, e, in
questo 'o'ento, tutto il te'po perduto recuperato di nuovo.
0olti 'i dicono spesso: Pregate per 'e1 /o penso allora: perch voi uscite5
perch non ri'anete in voi stessi, e non possedete in voi stessi il vostro bene
proprio5 &oi portate tutta la verit% essenzial'ente in voi.
+he #io ci aiuti perch possia'o vera'ente per'anere nella interiorit%, in
'odo tale da possedere diretta'ente tutta la verit% senza diversit%, in una
vera beatitudine. .'en.

Iusti vivent in aeternum
/ giusti vivranno in eterno, e la loro rico'pensa presso #io. 3otate bene il
senso di queste parole4 anche se di suono se'plice e co'une, sono assai
degne di attenzione e 'olto buone.
/ giusti vivranno. +hi sono i giusti5 8n testo dice: : giusto chi d% a ciascuno
quel che gli spetta4 chi d% a #io ci che gli spetta, ai santi ed agli angeli ci
che loro spetta, al suo prossi'o ci che gli spetta.
L"onore appartiene a #io. +hi sono quelli che onorano #io5 2uelli che sono
co'pleta'ente usciti da loro stessi, che non cercano assoluta'ente niente
che sia loro proprio in alcuna cosa, qualsiasi sia, grande o piccola4 e non
considerano niente, n al di sopra n al di sotto di loro, n accanto n
all"interno4 che non 'irano n al bene n all"onore, n alla soddis!azione n
al piacere, n alla utilit% n alla interiorit%, n alla santit% n alla rico'pensa
n al regno dei cieli4 che sono usciti da tutto questo, da tutto ci che loro
proprio: queste persone rendono onore a #io, vera'ente lo onorano e gli
danno quel che gli spetta.
(i deve dare della gioia agli angeli ed ai santi. 0eraviglia delle 'eraviglie1
Pu un uo'o nella sua vita 'ortale dare della gioia a quelli che sono nella
vita eterna5 (, in verit%. ,gni santo ha un grandissi'o piacere ed una gioia
inespri'ibile per tutte le opere buone4 per una buona volont% o un buon
desiderio, essi hanno una gioia cos grande che nessuna bocca capace di
espri'erla, n alcun cuore pu i''aginare quanta gioia provano. Perch
cos5 Perch essi a'ano #io oltre'isura, lo a'ano tanto che il suo onore
loro pi* caro della propria beatitudine. 0a non solo gli angeli e i santi: #io
stesso ne prova una gioia tanto grande, co'e se in ci stesse la propria
beatitudine, e vi legato il suo essere, la sua soddis!azione, il suo piacere.
3otatelo bene, dunque1 (e non volessi'o servire #io per nessuna altra
ragione che la grande gioia che provano quelli che sono nella vita eterna, e
#io stesso, potre''o !arlo di buon grado e con tutto il nostro i'pegno.
(i deve anche portare il nostro aiuto a quelli che sono nel purgatorio, e a
quelli che sono ancora in vita.
8n uo'o cosi!!atto giusto in un senso, ed in un altro senso lo sono quelli
che accolgono da #io tutte le cose, qualsiasi siano, nello stesso 'odo - si
tratti di cosa grande o piccola, piacevole o !astidiosa -, se'pre nello stesso
'odo, una cosa co'e un"altra, n pi* n 'eno. (e pensi che una cosa sia pi*
di un"altra, sbagli. #evi del tutto spogliarti della tua propria volont%.
#i recente ho avuto questo pensiero: se #io non volesse co'e 'e, io vorrei
co'unque co'e lui. 0olti vogliono avere in ogni cosa una propria volont%,
'a questo 'ale, insozza le cose. .ltri si co'portano un po" 'eglio,
vogliono quel che #io vuole, non vogliono nulla contro la sua volont%, e, se
!ossero 'alati, vorrebbero che !osse volont% di #io il loro esser sani. +os
costoro vogliono che #io voglia secondo la loro volont%, invece di volere
secondo la sua. (i pu a''etterlo, 'a non bene. / giusti non hanno
assoluta'ente volont% propria: quel che #io vuole per essi del tutto
uguale, per quanto grande sia il disagio.
/ giusti prendono la giustizia tanto sul serio, che, se #io non !osse giusto,
non gli darebbero pi* i'portanza che a un !agiolo, e sono cos salda'ente
radicati nella giustizia e tanto usciti da se stessi, che non danno i'portanza
n alle pene dell"in!erno n alle gioie del paradiso, n a qualsiasi altra cosa.
(, se tutti i tor'enti di quelli che sono all"in!erno, uo'ini o de'oni, o tutti i
tor'enti che 'ai !urono e saranno sulla terra, !ossero legati alla giustizia,
essi non vi darebbero la 'ini'a i'portanza, tanto !er'a'ente tengono a
#io ed alla giustizia. Per l"uo'o giusto niente pi* triste e doloroso di ci
che contrario alla giustizia, ovvero di non essere lo stesso in tutte le cose.
+o'e pu essere ci5 (e una cosa pu !arli gioire ed un"altra rattristarli, essi
non sono giusti4 di pi*: se sono gioiosi in un te'po, lo sono in ogni te'po4
se sono piu gioiosi in un te'po e 'eno in un altro, allora sono in torto. +hi
a'a la giustizia, le sta cos salda'ente vicino che ci che a'a il suo
essere4 nulla pu distoglierlo, e non !a attenzione a nient"altro. (ant".gostino
dice: #ove l"ani'a a'a, essa pi* vera'ente che l% dove d% vita. 2uesto
testo ha un suono se'plice e co'une, e tuttavia a stento qualcuno
co'prende ci che signi!ica4 nondi'eno esso dice il vero. +hi co'prende
l"insegna'ento sulla giustizia ed il giusto, co'prende tutto quel che dico.
"/ giusti vivranno". Tra tutte le cose, nessuna tanto a'abile e desiderabile
co'e la vita. 3ello stesso 'odo, nessuna vita tanto cattiva e penosa che
l"uo'o non voglia tuttavia vivere. 8n testo dice: Pi* una cosa vicina alla
'orte, pi* penosa. Tuttavia, per quanto cattiva sia la vita, essa vuole
vivere. Perch 'angi5 Perch dor'i5 Per vivere. Perch desideri beni o
onori5 Lo sai 'olto bene. 0a perch vivi5 Per vivere, e tuttavia non sai
perch vivi. Tanto desiderabile in s la vita, che la si desidera per se stessa.
2uelli che sono all"in!erno, nel tor'ento eterno, non vorrebbero perdere la
loro vita, n i de'oni n le ani'e, giacch la loro vita cos nobile che
sgorga diretta'ente da #io nell"ani'a. $ssi vogliono vivere, tanto
diretta'ente sgorga la loro vita da #io. +osa la vita5 L"essere di #io la
'ia vita. (e la 'ia vita l"essere di #io, bisogna che l"essere di #io sia il
'io essere, e l"essenza di #io la 'ia essenza, n pi* n 'eno.
$ssi vivono in eterno "presso #io", proprio accanto a #io, n al di sotto n al
di sopra. $ssi operano le loro opere presso #io, e #io opera pressa di loro.
(an )iovanni dice: /l verbo era presso #io. $ra assoluta'ente si'ile ed
accanto, n sotto n sopra, 'a si'ile. 2uando #io cre l"essere u'ano, !ece
la donna dal !ianco dell"uo'o perch gli !osse si'ile. 3on la !or' a partire
dalla testa o dai piedi, perch non !osse n sopra n sotto di lui, 'a gli !osse
si'ile. 3ello stesso 'odo l"ani'a giusta deve essere si'ile a #io ed accanto
a #io, del tutto si'ile, n sotto n sopra.
+hi sono quelli in tale 'odo si'ili5 (olo coloro che non sono si'ili a
niente, sono si'ili a #io. 3iente si'ile all"essenza divina, in essa non v"
i''agine n !or'a. .lle ani'e che in questo 'odo sono si'ili, il Padre
si'il'ente dona e non !a loro 'ancare niente. +i che il Padre pu !are, lo
dona a questa ani'a in 'odo si'ile, in verit%, quando essa non pi* si'ile
a se stessa che a un"altra, e non deve essere pi* vicina a se stessa che a
un"altra. $ssa non deve desiderare il proprio onore, il proprio vantaggio, o
qualsiasi cosa le appartenga, n considerarla pi* di un bene appartenente a
un altro. $ ci che proprio a chiunque altro, non le deve essere n estraneo
n lontano, 'ale o bene che sia. Tutto l"a'ore verso le cose del 'ondo
!ondato sull"a'ore di s. (e tu avessi abbandonato questo, avresti
abbandonato l"intero 'ondo.
/l Padre genera il 7iglio nell"eternit%, si'ile a se stesso. /l &erbo era presso
#io, e #io era il &erbo: era identico a lui nella stessa natura. #ico ancora di
pi*: lo ha generato nell"ani'a 'ia. 3on solo essa accanto a lui e, nello
stesso 'odo, egli accanto ad essa, che gli si'ile, 'a in essa, e il Padre
genera il 7iglio nell"ani'a nello stesso 'odo con cui lo genera nell"eternit%,
non diversa'ente. Lo deve !are, ne abbia gioia o dolore. /l Padre genera
incessante'ente il 7iglio, ed io dico ancora: egli 'i genera co'e suo 7iglio
e lo stesso 7iglio. #ico di pi*: 'i genera non solo in quanto suo 7iglio, 'a
in quanto lui stesso, e lui in quanto 'e, e 'e in quanto suo essere e sua
natura. /n questa pi* interna !onte, io scatuisco nello (pirito santo4 questa
una sola vita, un solo essere, una sola operazione. Tutto ci che #io opera
uno, perci egli 'i genera in quanto suo 7iglio, senza alcuna di!!erenza. 0io
padre secondo la carne non , propria'ente parlando, 'io padre, 'a lo
soltanto per una piccola parte della sua natura, ed io sono separato da lui4
egli pu essere 'orto ed io vivo. Perci il Padre celeste davvero 'io
padre, in!atti io sono suo !iglio ed ho da lui tutto quel che ho, e sono lo
stesso 7iglio, e non un altro. /l Padre opera una sola opera, perci egli 'i
opera co'e suo 7iglio unico, senza alcuna di!!erenza.
3oi sia'o total'ente tras!or'ati e ca'biati in #io. 7ate caso a questo
paragone1 3ello stesso 'odo in cui, nel (acra'ento, il pane tras!or'ato
nel corpo del (ignore, per quanto pane vi sia, esso co'unque un solo
corpo. 3ello stesso 'odo, se tutti i pani !ossero tras!or'ati nel 'io dito, non
vi sarebbe tuttavia pi* di un dito. (e, d"altra parte, il 'io dito !osse
tras!or'ato in pane, questo sarebbe quanto quello. /n!atti ci che
tras!or'ato in un"altra cosa !a tutt"uno con essa. 3ello stesso 'odo io sono
tras!or'ato in lui, in guisa tale che egli 'i opera co'e suo essere, uno, non
si'ile4 per il #io vivente, vero che non v" alcuna di!!erenza.
/l Padre genera incessante'ente il 7iglio. 2uando il 7iglio generato, non
prende niente dal Padre, perch ha tutto, 'a quando il Padre lo genera, egli
prende dal Padre. #i conseguenza, noi non dobbia'o desiderare nulla da
#io, co'e se !ossi'o estranei. 3ostro (ignore dice ai suoi discepoli: /o non
vi ho chia'ato servi, 'a a'ici. +hi desidera qualcosa dall"altro un servo, e
chi rico'pensa un signore. 0i chiedevo di recente se volessi ricevere o
desiderare qualcosa da #io. +i ri!letto 'olto bene, perch se ricevessi
qualcosa da #io, sarei al di sotto di lui co'e un servo, e lui, donando, co'e
un signore. 3on dobbia'o essere cos nella vita eterna.
Proprio qui ho detto una volta, ed vero: (e l"uo'o si appropria o prende
qualcosa di esteriore a se stesso, non bene. 3on si deve cogliere o
considerare #io co'e esterno a noi stessi, 'a co'e nostro bene proprio e
co'e cosa che in noi stessi4 non si deve neppure servire od agire in vista di
un perch: n per #io, n per il proprio onore, n per qualsiasi altra cosa
!uori di s, 'a soltanto per ci che in s suo essere proprio e sua propria
vita. 0olte persone se'plici si i''aginano che devono considerare #io
co'e lass*, e loro quaggi*. 3on cos. /o e #io sia'o uno. +on la
conoscenza accolgo #io in 'e, con l"a'ore penetro in lui. .lcuni dicono che
la beatitudine non risiede nella conoscenza 'a solo nella volont%. $ssi hanno
torto, in!atti se risiedesse solo nella volont%, non vi sarebbe unit%. .gire e
divenire sono una cosa sola. 2uando il !alegna'e non lavora, la casa non si
!a. 2uando la scure non agisce, anche il divenire !er'o. #io ed io sia'o
uno in questa operazione: egli opera ed io divengo. /l !uoco tras!or'a in s
ci che gli portato, che diventa sua natura. 3on il legno che tras!or'a in
s il !uoco, 'a il !uoco che tras!or'a in s il legno. 3ello stesso 'odo noi
sia'o tras!or'ati in #io, in guisa tale che lo conoscere'o co'e egli . (an
Paolo dice: +os lo conoscere'o, io lo conoscer co'e lui 'i conoscer%, n
pi* n 'eno, assoluta'ente nello stesso 'odo. / giusti vivranno
eterna'ente, e la loro rico'pensa accanto a #io, del tutto si'ile.
+he #io ci aiuti ad a'are la giustizia in se stessa e #io senza perch. .'en.

In diebus suis placuit deo et inventus est iustus
2uesta parola che ho pronunciato in latino scritta nella $pistola, e la si pu
dire di un santo con!essore4 essa signi!ica: 3ei suoi giorni stato
interior'ente trovato giusto, piaciuto a #io nei suoi giorni. 6a trovato la
giustizia nel suo interno. /l 'io corpo pi* nella 'ia ani'a di quanto la 'ia
ani'a sia nel 'io corpo. /l 'io corpo e la 'ia ani'a sono pi* in #io di
quanto siano in loro stessi, ed ecco cosa la giustizia: la causa di tutte le
cose, nella verit%. +o'e dice sant".gostino, #io pi* vicino all"ani'a di
quanto essa lo sia a se stessa. La vicinanza tra #io e l"ani'a non conosce
distinzione, in verit%. La conoscenza con cui #io si conosce interior'ente
la conoscenza di ogni spirito distaccato, e non altra. L"ani'a prende il
proprio essere diretta'ente da #io, e perci #io pi* vicino all"ani'a di
quanto essa lo sia a se stessa, e perci #io nel !ondo dell"ani'a con tutta la
sua #ivinit%.
,ra un 'aestro chiede se la luce divina !luisca nelle potenze dell"ani'a
altrettanto pura quanto essa lo nell"essere dell"ani'a, visto che questa
prende il proprio essere diretta'ente da #io, 'entre le potenze !luiscono
diretta'ente dall"essere dell"ani'a. La luce divina troppo nobile per avere
co'unanza con le potenze, in!atti #io estraneo e lontano da tutto quel che
tocca ed toccato. : proprio perch le potenze sono toccate e toccano, che
esse perdono la loro verginit%. La luce divina non pu brillare in esse4
tuttavia, con l"esercizio ed il distacco, esse possono diventare ricettive. .
questo proposito, un altro 'aestro dice che alle potenze donata una luce
si'ile alla luce interiore. $ssa rasso'iglia alla luce interiore, 'a non la
luce interiore. +on questa luce, giunge alle potenze una i'pressione che le
rende ricettive alla luce interiore. 8n altro 'aestro dice che tutte le potenze
dell"ani'a che operano nel corpo 'uoiono con il corpo, eccetto la
conoscenza e la volont%: queste sole per'angono nell"ani'a. (e le potenze
che operano nell"ani'a 'uoiono, esse tuttavia per'angono nella loro radice.
(an 7ilippo disse: (ignore, 'ostraci il Padre, e questo ci basta. ,ra nessuno
va al Padre se non attraverso il 7iglio. +hi vede il Padre vede il 7iglio, e lo
(pirito santo il loro reciproco a'ore. L"ani'a cos se'plice in se stessa,
che essa non pu 'ai aver presente che una i''agine sola. 2uando
percepisce l"i''agine della pietra, non percepisce l"i''agine dell"angelo, e
quando percepisce l"i''agine dell"angelo, non ne percepisce alcun"altra, e
questa stessa i''agine che percepisce, essa deve a'arla nel suo essere
presente. (e percepisse 'ille angeli, ci sarebbe quanto due angeli, e tuttavia
non ne percepirebbe pi* di uno solo. L"uo'o deve uni!icarsi in se stesso. (an
Paolo dice: Liberati dei vostri peccati, voi siete ora divenuti servitori di #io.
/l 7iglio unigenito ci ha liberato dei nostri peccati. ,ra 3ostro (ignore dice
pi* esatta'ente di san Paolo: 3on vi ho chia'ati servi, vi ho chia'ati a'ici.
/l servo non conosce la volont% del padrone, 'a l"a'ico sa tutto ci che sa
l"a'ico. Tutto ci che ho appreso dal Padre 'io, io ve lo ho rivelato, e tutto
ci che sa il Padre 'io, io lo so, e tutto quello che io so, voi lo sapete, perch
io e il Padre abbia'o un solo (pirito. ,ra l"uo'o che sa tutto ci che #io sa,
un uo'o che conosce #io. 2uest"uo'o coglie #io nel suo essere proprio e
nella sua propria presenza, e nella sua propria unit%, e nella sua verit%
propria. 8n tale uo'o tale quale deve essere. 0a l"uo'o che non ha alcuna
abitudine alle cose interiori, non sa cosa #io. +os co'e un uo'o che ha
del vino nella sua cantina, 'a che non l"ha 'ai bevuto n assaggiato, non sa
se esso buono. : cos per le persone che vivono nella ignoranza: non sanno
cosa #io, e se'bra loro e si i''aginano di vivere, 'a un tale sapere non
viene da #io. L"uo'o deve avere un sapere puro e chiaro della verit% divina.
L"uo'o che ha, in tutte le sue opere, una retta intenzione, presso di lui il
principio della sua intenzione #io, e #io anche il co'pi'ento della sua
intenzione4 la pura natura divina, e il suo ter'ine nella pura natura divina
in se stessa.
,ra un 'aestro dice che non v" alcun uo'o, per quanto insensato, che non
aspiri alla saggezza. Perch allora non diventia'o saggi5 Perch vi sono
nu'erose condizioni. La pi* i'portante che l"uo'o passi attraverso tutte le
cose e sorpassi tutte le cose e le loro cause. .llora l"uo'o co'incia ad essere
scontento, e perci ri'ane nella sua li'itatezza. (e io sono ricco, non sono
per questo saggio, 'a se la essenza e la natura della saggezza sono !or'ate
in 'e s che io sia la saggezza stessa, allora sono un uo'o saggio.
6o detto un giorno in un 'onastero: la vera i''agine dell"ani'a quella in
cui non !or'ato niente di esteriore n di interiore, salvo ci che #io in se
stesso. L"ani'a ha due occhi: uno interiore, l"altro esteriore. L"occhio
interiore dell"ani'a quello che guarda nell"essere e riceve il proprio essere
da #io senza alcun inter'ediario: la sua operazione propria. L"occhio
esteriore dell"ani'a quello rivolto verso tutte le creature, che le percepisce
secondo il 'odo delle i''agini e di una potenza. ,ra, l"uo'o che si
rivolto in se stesso, in 'odo da conoscere #io nel suo proprio sapore e nel
suo proprio !ondo, un tale uo'o liberato da tutte le cose create, e si
chiuso in se stesso sotto una vera chiave di verit%. 6o detto un giorno che
3ostro (ignore venne verso i suoi discepoli, 'entre le porte erano chiuse, il
giorno di Pasqua4 lo stesso avviene per questo uo'o, libero da tutte le cose
estranee e da tutto il creato. /n un tale uo'o, #io non giunge, perch gi% in
lui nella propria essenza.
( piaciuto a #io nei suoi giorni.
2uando si dice nei "suoi giorni", vi pi* di un giorno: il giorno dell"ani'a
ed il giorno di #io. / giorni trascorsi da sei o sette giorni e quelli passati da
sei'ila anni, sono tanto vicini all"oggi quanto il giorno che !u ieri.
Perch5 Perch il te'po l%, in un istante presente. Per il !atto che il cielo
prosegue la sua corsa, la pri'a rivoluzione del cielo produce il giorno. L% si
produce in un istante il giorno dell"ani'a, e nella sua luce naturale in cui
sono tutte le cose, un intero giorno: giorno e notte sono una cosa sola. /l
giorno di #io quello in cui l"ani'a si
trova nel giorno dell"eternit%, in un istante essenziale, e l% il Padre genera il
suo 7iglio unigenito in un istante presente, e l"ani'a rinasce in #io. ,gni
volta che ha luogo questa nascita, essa genera il 7iglio unigenito. Perci vi
sono 'olti pi* !igli generati dalle vergini che non dalle donne, perch quelle
generano oltre il te'po, nella eternit%. 2ualsiasi sia il nu'ero dei !igli che
l"ani'a genera l"eternit%, non vi co'unque pi* di un 7iglio, perch ci
accade al di l% del te'po, nel giorno dell"eternit%.
L"uo'o co'e deve essere quando vive nelle virt*, giacch ho detto otto
giorni !a che le virt* sono nel cuore di #io. +hi vive ed opera nella virt*
co'e deve essere. +hi non cerca per niente il suo proprio bene in alcuna
cosa, n in #io n nelle creature, per'ane in #io e #io in lui. Per un tale
uo'o, una gioia abbandonare e disprezzare tutte le cose, ed una gioia
co'piere tutte le cose !ino al loro punto pi* alto. (an )iovanni dice #eus
caritas est, #io a'ore, e l"a'ore #io, e chi di'ora nell"a'ore di'ora in
#io, e #io in lui. +hi di'ora in #io si stabilito in una bella di'ora, erede
di #io, e colui nel quale #io abita, ha dei buoni co'pagni vicino. ,ra un
'aestro dice che #io !a all"ani'a un dono con il quale essa 'ossa verso le
cose interiori. 8n 'aestro dice che l"ani'a diretta'ente toccata dallo
(pirito santo, in!atti #io 'i a'a nello stesso a'ore in cui a'a se stesso, e
l"ani'a a'a #io in questo stesso a'ore in cui egli a'a se stesso4 se non vi
!osse questo a'ore, in cui #io a'a l"ani'a, non vi sarebbe lo (pirito santo.
: un ardore ed una e!!usione dello (pirito santo, in cui l"ani'a a'a #io.
,ra un evangelista scrive: 2uesto il 'io 7iglio diletto, in cui 'i
co'piaccio. ,ra un altro evangelista scrive: 2uesto il 'io 7iglio diletto, in
cui tutte le cose 'i co'piacciono. $ il terzo evangelista scrive: 2uesto il
'io 7iglio diletto, in cui 'i sono co'piaciuto. Tutto ci che piace a #io, gli
piace nel suo 7iglio unigenito4 tutto ci che #io a'a, lo a'a nel 7iglio
unigenito. ,ra l"uo'o deve vivere in 'odo tale da essere il 7iglio unigenito.
3on v" distinzione tra il 7iglio unigenito e l"ani'a. Tra servo e padrone non
v" 'ai lo stesso a'ore. 7inch io sono servo, sono 'olto lontano dal 7iglio
unigenito, e diverso da lui. (e volessi vedere #io con i 'iei occhi, gli occhi
con cui vedo il colore, sbaglierei di 'olto, perch questa vista te'porale, e
tutto quel che te'porale lontano ed estraneo a #io. (e si considera il
te'po, e lo si considera anche in ci che ha di pi* ristretto, nell""adesso",
esso tuttavia ancora del te'po e per'ane in se stesso. 7inch l"uo'o ha
te'po e spazio, nu'ero, 'olteplicit%, egli non co'e deve essere, e #io gli
lontano ed estraneo. Perci 3ostro (ignore dice: +hi vuole diventare 'io
discepolo, deve abbandonare se stesso. 3essuno pu co'prendere la 'ia
parola ed il 'io insegna'ento se non ha abbandonato se stesso. Tutte le
creature sono nulla in se stesse. Perci io ho detto: lasciate il nulla, ed
a!!errate un essere per!etto nel quale la volont% retta. +hi ha del tutto
abbandonato la propria volont%, gusta il 'io insegna'ento e co'prende la
'ia parola. ,ra un 'aestro dice che tutte le creature ricevono il loro essere
diretta'ente da #io, e perci secondo la loro vera natura che esse a'ino
#io pi* di se stesse. (e lo spirito conoscesse il suo puro distacco, non
potrebbe pi* avere inclinazione per alcuna cosa4 sarebbe costretto a tenersi
nel suo puro distacco. Perci detto: gli piaciuto nei suoi giorni.
/l giorno dell"ani'a ed il giorno di #io sono distinti. 2uando l"ani'a si pone
nel suo giorno naturale, essa conosce tutte le cose al di sopra del te'po e
dello spazio4 nessuna cosa per essa lontana o vicina. Perci ho detto che in
quel giorno tutte le cose sono ugual'ente nobili. 6o detto una volta che #io
crea ora il 'ondo, e tutte le cose sono ugual'ente nobili in questo giorno.
(e dicessi'o che #io ha creato ieri il 'ondo o lo creer% do'ani, ci
co'portere''o in 'odo insensato. #io crea il 'ondo e tutte le cose in un
istante presente, ed il te'po che trascorso da 'ille anni ora tanto
presente a #io e tanto vicino quanto il te'po che adesso. 3ell"ani'a che
posta in un istante presente, il Padre genera il 7iglio unigenito, e, in questa
stessa nascita, l"ani'a rinasce in #io. : questa una sola nascita: il Padre
genera nell"ani'a il suo 7iglio unigenito, ogni volta che essa rinasce in #io.
6o parlato di una potenza nell"ani'a4 nella sua pri'a e!!usione, essa non
coglie #io in quanto buono4 non coglie #io in quanto verit%, 'a penetra
!in nel !ondo e continua a cercare, e coglie #io nella sua unit% e nella sua
solitudine4 coglie #io nel suo deserto e nel suo proprio !ondo. Perci essa
non si accontenta di nulla, e continua a cercare #io nella sua #ivinit%, nella
particolarit% della sua natura propria. (i dice che nessuna unione sia
'aggiore di quella che rende un solo #io le tre persone divine. (i dice anche
che nessuna unione pi* grande di quella tra #io e l"ani'a. 2uando l"ani'a
riceve un bacio dalla #ivinit%, ottiene tutta la sua per!ezione e la sua
beatitudine, ed allora avvolta dall"unit%. 3el pri'o contatto in cui #io ha
toccato l"ani'a e la tocca co'e increata ed increabile, l"ani'a , per questo
contatto di #io, tanto nobile quanto #io stesso. #io la tocca secondo se
stesso. /o ho predicato una volta in latino - era il giorno della Trinit% - ed ho
detto: la distinzione deriva dall"8nit%: intendo la distinzione nella Trinit%.
L"8nit% la distinzione e la distinzione l"8nit%. Pi* la distinzione grande,
pi* grande l"8nit%, giacch si tratta di distinzione senza distinzione. (e vi
!ossero 'ille persone, non vi sarebbe tuttavia niente altro che l"8nit%.
2uando #io rivolge il suo sguardo alla creatura, le dona con ci il proprio
essere4 quando la creatura rivolge il suo sguardo a #io, riceve da ci il
proprio essere. L"ani'a ha un essere spirituale e conoscente4 perci l% dove
#io anche l"ani'a, e l% dove l"ani'a anche #io.
,ra detto: stato trovato interior'ente. L"interiorit% ci che risiede ne/
!ondo dell"ani'a, nella parte pi* interna dell"ani'a, nell"intelletto che non
esce 'ai, che non guarda alcuna cosa. L% sono ugual'ente nobili tutte le
potenze dell"ani'a4 qui stato trovato interior'ente giusto. : giusto chi
ri'ane identico nella gioia e nella so!!erenza, nella a'arezza e nella
dolcezza, chi non trova ostacolo in alcuna cosa, in 'odo tale da trovarsi uno
nella giustizia. L"uo'o giusto uno con #io. L"uguaglianza a'ata.
L"a'ore a'a se'pre ci che gli si'ile, e perci #io a'a l"uo'o giusto
si'ile a se stesso.
+he #io, Padre 7iglio e (pirito santo, ci aiuti a trovarci interior'ente nel
giorno e nel te'po dell"intelletto, nel giorno della saggezza, nel giorno della
giustizia, nel giorno della beatitudine. .'en.