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COMPETENZE PER GESTIRE E FACILITARE

I PROCESSI DI GRUPPO
( Raffaele Mastromarino)


Introduzione

In questa parte della dispensa vengono illustrate le competenze per gestire e facilitare i processi di
gruppo.
Tali competenze sono suddivise tra quelle riferite al sapere, al saper fare (applicare) ed al
saper essere:
Per quanto riguarda il sapere ed il saper fare vengono presentati: gli interventi per creare e
mantenere un clima facilitante lapprendimento e la crescita personale attraverso la presentazione di
come condurre alcune dinamiche di gruppo; le competenze comunicative in modo particolare quelle
dell emittente e quelle dellascoltatore; le abilit del leader efficace per ben interagire in un gruppo
e in modo specifico quelle relative alla risoluzione dei problemi, alla capacit di prendere le
decisioni e alla gestione dei conflitti; le competenze per trasmettere i contenuti in modo efficace e in
modo particolare i principi del metodo didattico, un modello di analisi e miglioramento dellazione
didattica; le fasi del processo di insegnamento e gli stili di apprendimento.
Per quanto riguarda il saper essere vengono presentate le competenze legate al benessere
psicologico del formatore e in modo particolare le capacit di: dare e ricevere riconoscimenti, di
prendersi cura di s per prevenire e gestire lo stress e di avere un proprio quadro di valori su cui
fondare lintervento di formazione per evitare di essere strumentalizzati
Per concludere questa seconda parte viene presentato un intervento con un gruppo di adolescenti,
svolto in Brasile, per descrivere come il gruppo pu essere un efficace strumento per la prevenzione
del disagio e la promozione della salute.
I contenuti proposti in questa parte sono il frutto sia dell esperienza fatta nei gruppi di formazione
che dalla sintesi di alcuni miei scritti che di quelli di alcuni autori e in modo particolare di: Becciu,
Colasanti (2003); Colasanti, Mastromarino (1991); Franta (1988); Franta, Solonia G. (1979);
Franta, Colasanti, Mastromarino (1992). Gazda (1988), Scilligo (1988),

2.1. Interventi per creare e mantenere un clima facilitante
lapprendimento e la crescita personale

Questo capitolo si propone di evidenziare alcuni atteggiamenti e comportamenti che facilitano: la
creazione e il mantenimento di unatmosfera positiva nel gruppo; il raggiungimento degli obiettivi
che il gruppo si proposto e la crescita personale dei singoli membri.
A tale scopo verranno presentate alcune dinamiche di gruppo. Nel farlo verranno illustrati i
presupposti sui quali queste sono state elaborate, come possibile realizzarle in modo che il lettore
possa sia imparare i contenuti su cui queste si fondano, sia acquisire una metodologia per proporle
nelle diverse situazioni in campo psico-socio-educativo.
Al termine del capitolo verranno presentate delle situazioni problematiche che possono servire da
stimolo per un lavoro in gruppo che ha come scopo individuare le strategie per risolvere alcuni
problemi e poter osservare, analizzare e individuare strategie di intervento per migliorare le
dinamiche attivate in un gruppo di lavoro.


2.1.1. Dinamica di gruppo iniziale

Lo scopo di questo paragrafo quello trasmettere i contenuti e le competenze legate
allapprendimento dellelaborazione ed attuazione di una dinamica di gruppo in un gruppo
nuovo. Per raggiungere tale obiettivo viene illustrata la dinamica di gruppo che di solito viene
proposta allinizio del corso accademico di Teorie e Tecniche della Dinamica di Gruppo tenuto
sia allUniversit Pontificia Salesiana che all Universit Potificia Auxilium.

Scopi della dinamica di gruppo iniziale:
Rompere il ghiaccio.
Facilitare la conoscenza e lo sviluppo di un clima di fiducia reciproca.
Partecipare ad unesperienza che stimoli interdipendenza tra i membri del gruppo.
Creare un clima che faciliti lapprendimento.


Sequenza di una dinamica di gruppo iniziale

Dare un primo stimolo individuale (esempi: rispondere ad alcune domande, fare un
disegno, quale animale ti piacerebbe essere ecc..).
Formare delle coppie: scegliere una persona del gruppo e condividere lo stimolo iniziale.
Prima alternativa se il gruppo composto da massimo 12 persone,
Si chiede ad ogni singolo partecipante di riportare nel gruppo allargato la sintesi di ci
che laltro ha detto.
Seconda alternativa quando il gruppo pi ampio di 12 persone:
Si formano gruppi di 2, 3 coppie e il formatore d una consegna legata allobiettivo del
gruppo.
Ogni gruppetto sceglie un altro gruppetto in modo da formare gruppi di 8, 12 persone e
il formatore d una consegna legata allobiettivo del gruppo.
Ciascun gruppo sceglie un referente che sintetizza le riflessioni elaborate allinterno del
gruppo.
Il referente di gruppo riporta le riflessioni elaborate al gruppo intero.

Il conduttore del gruppo riprende alcuni aspetti evidenziati dal referente del gruppo o
sottolineati da qualche membro del gruppo per riflettere su alcuni contenuti che si svilupperanno
durante lattivit di gruppo.

Stimoli e sequenza della dinamica di gruppo svolta allinizio del corso accademico

1. Rispondere brevemente alle seguenti domande:
Chi sono? ( presentati dicendo il tuo nome, descriviti brevemente e poi indica almeno 3
aspetti del tuo carattere che ti piacciono e 2 che non ti piacciono).
Quali sono le aspettative che hai nel frequentare questo corso.
Quali timori hai nel frequentare questo corso?
Hai mai gestito dei gruppi di formazione?
Se, s, quali sono stati i tuoi punti di forza nel gestire dinamiche di quel gruppo e quali
difficolt hai incontrato?
Se no, quali ipotizzi potrebbero essere i tuoi punti di forza e quali difficolt potresti
incontrare nel gestire un gruppo?

2. Scegliere una persona e condividere le risposte alle domande: Chi sono, le aspettative rispetto al
corso e quali timori ho?.

3. Scegliere una coppia e formare gruppi di 4 persone, presentarsi brevemente e condividere i punti
di forza e le difficolt nel gestire un gruppo.

4. Allinterno del gruppetto di 4 ridividersi in due coppie diverse da quelle precedenti. Mettersi uno
di fronte allaltro guardarsi negli occhi per un minuto stando in silenzio e fare una fantasia sulla
persona scelta: come questa poteva essere allet di 8 anni; come era fisicamente, come si
comportava; era introversa o estroversa, apparteneva ad una famiglia numerosa o era figlio/a unica,
era la primogenita o la piccola di casa; le piaceva o no andare a scuola, che giochi prediligeva, quali
emozioni esprimeva maggiormente, quale era il clima che sperimentava a casa?
Al termine del minuto ognuno confronta la fantasia che ha fatto sullaltro e questultimo conferma o
meno le intuizioni avute dal partner e condivide come realmente era da piccolo allet di 8 anni.
Nel riproporre questo esercizio in altre situazioni utile informare le persone che questo esercizio
stimola vicinanza reciproca ed a volte questo imbarazzante, le persone possono farlo al meglio, se
hanno difficolt o gli viene da ridere possono sollevare lo sguardo dagli occhi del loro partner e
guardare altrove, limportante stare in silenzio per permettere agli altri di fare lesercizio

5. Ritornare in gruppi di 4 e scegliere un altro gruppo formando cos gruppi di 8 persone. Al suo
interno individuare un referente che si impegna a raccogliere e riportare su un foglio una sintesi
delle aspettative, dei timori, dei punti di forza e delle difficolt incontrate nella gestione di un
gruppo dai singoli componenti. Per raccogliere queste informazioni, a turno, ogni membro del
gruppo viene presentato dal partner, con cui ha formato la coppia iniziale, il quale cercher di
riportarne fedelmente i timori, le aspettative, i punti di forza e le difficolt incontrate nel gestire un
gruppo. Se non ricorda o trasforma le informazioni il partner integra o corregge ci che stato
riportato. Inoltre le persone che si sono guardate negli occhi si scambiano limpressione che si sono
fatte luno dellaltro nei minuti di conoscenza reciproca.
E importante che i componenti del gruppo mentre fanno questo esercizio distinguano tra
riportare il pensiero dellaltro, interpretare ed esprimere una propria impressione.

6. Per ogni gruppo il referente del gruppo riporta nel gruppo allargato la nota che ha compilato;
ciascun componente del gruppo si alza in piedi, dice il suo nome e si presenta riportando una sua
caratteristica positiva o con un acronimo o con un gesto o come desidera.

7. Il formatore di gruppo riprende ci che viene riportato dal referente di gruppo per concordare le
aspettative, gestire i timori, rinforzare i punti di forza, raccogliere le difficolt incontrate e per
riportare i commenti che emergono agli scopi del corso che sta cominciando.

8. Si raccolgono le note relative alle difficolt incontrate nella gestione di un gruppo per utilizzarle
quando si affronter largomento nel corso.

Commento alle attivit proposte nella dinamica di gruppo iniziale

Nel progettare una dinamica di gruppo iniziale importante che tutti gli stimoli proposti, attraverso
le domande, gli esercizi e le diverse sequenze, siano strettamente legati alle persone e agli obiettivi
che il gruppo si prefigge.
Spiego come questo criterio tenuto in considerazione nella dinamica di gruppo proposta
precedentemente che diretta alle persone che frequentano il corso di Teoria e Tecniche della
Dinamica di Gruppo e che quindi si stanno preparando per lavorare in campo psico-socio-
educativo.

La domanda: Chi sono? ( presentati dicendo il tuo nome, descriviti brevemente e poi indica
almeno 3 aspetti del tuo carattere che ti piacciono e 2 che non ti piacciono).
E stata formulata allo scopo di sottolineare limportanza che lautostima del formatore ha
sulla conduzione di un gruppo. Lautostima legata al riconoscimento da parte della persona
sia dei propri limiti che dei propri pregi.

La domanda: Quali sono le aspettative che hai nel frequentare questo corso?
E formulata per evidenziare e concordare con i partecipanti gli obiettivi del corso allo scopo
di evitare che allinizio si creino delle false aspettative e per incrementare la motivazione
rispetto a quello che si andr a fare.

La domanda: Quali timori hai nel frequentare questo corso?
E formulata allo scopo di parlare delle paure che potrebbero avere i partecipanti, parlarne
gi un modo per gestirle. Ad esempio se una persona dice che ha paura di parlare nel
gruppo, invitarla a rendersi conto che gi lo sta facendo pu aiutarla a continuare a farlo.
Inoltre accorgendosi che anche altre persone hanno la stessa paura pu tranquillizarsi
sentendosi meno strana.

Hai mai gestito dei gruppi di formazione?
Se, s, quali sono stati i tuoi punti di forza nel gestire dinamiche di quel gruppo e quali
difficolt hai incontrato?
Se no, quali ipotizzi potrebbero essere i tuoi punti di forza e quali difficolt potresti
incontrare nel gestire un gruppo?
La prima di queste tre domande utile per verificare le competenze di partenza dei diversi
componenti del gruppo allo scopo di tenerne conto sia per decidere il modo ed i contenuti da
trasmettere, sia per prevenire possibili demotivazioni legate alla conoscenza dei contenuti,
sia per evitare possibili competizioni con il leader da parte di chi possiede alcune abilit,
ma di stimolare la collaborazione di queste persone nella conduzione dellintervento.
Le altre due domande servono per evidenziare sia i punti forti che le persone possiedono gi
nel condurre i gruppi, e che sono importanti, sia per costruire una lista di problemi che sar
ripresa successivamente durante il corso per apprendere una strategia per gestire i problemi
che si possono incontrare nella gestione dei gruppi.

La richiesta di scegliere una persona del gruppo e condividere le risposte alle domande:
Chi sono e quali timori ho? legata alla procedura che caratterizza la dinaminca di
gruppo iniziale che ha lo scopo di favorire la conoscenza delle persone in modo
graduale.
La richiesta di scegliere una coppia e formare gruppi di 4 persone, presentarsi
brevemente e condividere i punti di forza e le difficolt nel gestire un gruppo, ha lo
scopo sempre di permettere alle persone di conoscersi gradualmente e cominciare a
familiarizzare tra loro.
Lulteriore suddivisione in coppie permette di fare lesercizio di guardarsi negli occhi
che ha lo scopo di mettere in evidenza limportanza che un formatore/educatore nel
gestire un gruppo sappia sia usare lintuizione a patto che la verifichi, sia prestare
attenzione ai propri pregiudizi ed alle proprie proiezioni sui diversi membri del gruppo,
sia gestire la vicinanza e lintimit distinguendola dalla sessualit.
Ritornare in gruppi di 4 e poi formare un gruppo di 8 persone permette di seguire la
logica della conoscenza graduale.
La scelta di un referente, che si impegna a riportare su un foglio una sintesi delle
aspettative, dei timori, dei punti di forza e delle difficolt incontrate nella gestione di un
gruppo, serve per stimolare il gruppo a cominciare a lavorare insieme, conoscersi e
iniziare a darsi una struttura organizzativa.
Riportare ci che il partner ricorda ed esprimere la propria impressione sullaltro un
esercizio che permette alle persone sia di fare lesperienza delle difficolt che si possono
incontrare nellascoltare e ricordare ci che dice laltro, sia di cominciare ad interrogarsi
sulla distinzione tra riportare il pensiero dellaltro, interpretare ed esprimere la
propria impressione. Lascolto e la distinzione di queste diverse modalit
comunicative sono dei temi essenziali per le persone che lavorano o desiderano lavorare
in campo psico-socio-educativo.
Chiedere al referente di riportare nel gruppo allargato la nota che ha compilato permette
lo scambio di ci che emerso nei gruppetti al gruppo allargato, ci stimoler anche la
conoscenza reciproca. Questo anche lo scopo di presentarsi. Chiedere loro di farlo
alzandosi in piedi e condividendo una propria caratteristica positiva o comunicando con
un acronimo, un gesto, o come desidera, ha come obiettivo di sottolineare quanto sia
importante che i professionisti in campo psico-socio-educativo siano in grado, quando
necessario, di farsi avanti, mettersi in mostra, imparando a gestire il proprio imbarazzo
sottolineando al tempo che le cose si possono fare in modo diverso usando il proprio
stile e la prorpia creativit.
Il modo in cui il formatore raccoglie le informazioni e le collega agli obiettivi degli
incontri successivi ha lo scopo di modellare i partecipanti su come si usano le
competenze comunicative accogliendo laltro e tenendo presente sia il compito che le
persone.

Nelle domande iniziali, di una dinamica di gruppo diretta a persone che lavorano in campo
psico socio educativo, un'altra domanda utile pu essere quella di chiedere ai partecipanti
quanto intendano coinvolgersi nel gruppo e quanto si aspettano che gli altri lo facciano.
Questa domanda permette di confrontarsi sin dallinizio del gruppo di formazione
sullimportanza della partecipazione attiva dei singoli e di come questa una condizione
indispensabile per poter lavorare in gruppo e raggiungere gli obiettivi che ci si propone.

Inoltre in una dinamica di gruppo iniziale importante prima di terminare concordare alcune
regole e norme di funzionamento del gruppo. Alcune di queste sono state riportate nel primo
capitolo di questa dispensa parlando della definizione del setting di gruppo.

La chiarezza del setting e le sue regole sono essenziali per lefficacia del gruppo ed per questo
che importante che il formatore, quando le propone, sia consapevole della loro importanza.
Per questo motivo presenter alcune delle regole che credo sia utile proporre in un corso di
formazione per educatori in campo psico socio educativo spiegandone il senso e lutilit per i
partecipanti. Ci allo scopo di illustrare la necessit che, dietro ogni regola che il formatore di
gruppo propone, ci deve essere una logica e una utilit per i partecipanti al gruppo.

Confidenzialit: i partecipanti sono invitati a partecipare attivamente alle attivit del gruppo
riportando esperienze anche personali. Questa pi che una regola una indicazione utile a
stimolare la partecipazione attiva dei diversi membri del gruppo. Per gli operatori in campo
psico-socio-educativo questa indicazione serve a stimolare lesercizio di aprirsi agli altri e
rinforzare la loro abilit di entrare in intimit, considerando il contesto in cui si trovano ad agire.

La segretezza: importante che quanto condiviso nel gruppo, a livello personale, non venga
riportato all'esterno. Se qualcuno trasgredisse questa regola ed una persona del gruppo ne venisse
a conoscenza importante che questultima si prenda la responsabilit di confrontarla. Questa
proprio una regola, per cui se viene trasgredita c una conseguenza. Questa regola permette agli
operatori di esercitarsi a dare ed a far rispettare le regole, per creare un clima di fiducia
reciproca. Inoltre si addestrano a mettere un confine con gli altri scegliendo cosa dire e non dire
nelle diverse relazioni e questa una delle abilit essenziali per chi lavora in questi campi.

La chiarezza reciproca, l'essere diretti, congruenti e non compiacenti: i partecipanti sono invitati
a dire in modo diretto ci che desiderano e ci che non desiderano fare nel gruppo; viene
sottolineata limportanza di dire la verit e l'importanza di non compiacere gli altri.
Lessere non compiacente unabilit essenziale per gli operatori in campo psico-socio-
educativo ed per questo che nellattivit di formazione si chiede loro di esercitarla. Vediamo
perch spiegandone limportanza sia per loro che per il clima del gruppo.
Lessere non compiacente implica la capacit di rispondere no ad una richiesta. Ci non
facile perch implica labilit di poter gestire leventuale risentimento da parte di chi riceve il
no. Questa una competenza fondamentale per gli operatori perch nella loro attivit
professionale si troveranno molte volte a dover mettere i confini e dire no, importante quindi
che comincino ad esercitarsi nel gruppo.
Il ricevere un no permette invece di gestire le frustrazioni e non demordere rispetto ai propri
obiettivi, trovando alternative. Gli operatori si troveranno molte volte a ricevere dei no rispetto
a loro progetti o richieste da parte dei loro utenti, ed importante che imparino a non ritirarsi dal
loro operato altrimenti non raggiungeranno i propri obiettivi. Un modo per gestire le frustrazioni
quello di chiedere sostegno e supporto ad amici, colleghi o altre persone che sono sia disposti
che in grado di farlo.
Lessere non compiacenti nella relazione permette una chiarezza reciproca per cui le persone
possono esercitarsi nel chiedere sapendo che la risposta dellaltro chiara e autentica, questo ha
un effetto positivo per sia per le singole relazioni che sul clima di gruppo.

Responsabilit reciproca nella conduzione del gruppo (Responsabilit al 50%): i partecipanti
sono invitati a dare feed-back al conduttore su ci che fa e, se ci fosse qualcosa che non va, a
dirlo esplicitamente durante il corso piuttosto che aspettare che finisca. Questa regola permette
agli operatori di uscire dalla logica di essere i salvatori del mondo, di assumersi le proprie
responsabilit nei diversi interventi, e di stimolare gli utenti ad assumersi le proprie.

2.1.2. Dinamica di gruppo per proporre dei contenuti allinterno di un gruppo
di formazione

Di seguito viene presentata una dinamica di gruppo che si pu usare per introdurre e concordare
i contenuti proposti ai partecipanti di un gruppo allinterno di un corso di formazione. Si tratta di
una dinamica di gruppo che viene proposta allinterno del Master in Couselling per operatori in
campo socio educativo tenuto dallIstituto di Formazione e Ricerca per Educatori e
Psicoterapeuti (IFREP).

Scopi della dinamica di gruppo

Presentare i diversi contenuti, gli obiettivi e la logica della sequenza dei seminari proposti che
verranno offerti durante il master.
Motivare e interessare i membri del gruppo a partecipare al master evidenziando lutilit dei
contenuti presentati.
Potenziare la conoscenza reciproca tra i diversi componenti del gruppo per potenziare un clima
che faciliti lapprendimento.

Consegna

I partecipanti al Master sono invitati a rilassarsi e ripescare nellambito della loro esperienza
professionale una situazione educativa nella quale sono stati particolarmente efficaci.
Una volta individuata si chiede loro di riviverla in fantasia e di individuare gli interventi, gli
atteggiamenti, i comportamenti che sono stati determinanti per rendere efficace la situazione.
Infine gli chiede loro di uscire dal rilassamento e di condividere a turno la situazione educativa
che hanno rivissuto e gli interventi, gli atteggiamenti e i comportamenti che lhanno resa
efficace.


Attivit del formatore

Il formatore, mentre ogni partecipante riporta la propria esperienza, rinforza e sottolinea
quello che dice, individuando le competenze professionali e personali che la persona ha messo
in atto in quella situazione
Il formatore tenendo in mente le aree di competenze che verranno presentate nel Master
suddivide la lavagna in diversi settori nei quali scrive le diverse competenze che emergono dal
racconto delle esperienze dei partecipanti.
Al termine, quando tutti i membri del gruppo hanno condiviso la loro esperienza, sulla lavagna
emerge il "quadro" delle competenze che ciascun partecipante ha attivato nelle diverse
situazioni ricordate.
Il formatore, partendo da questo quadro illustrer i diversi contenuti dei singoli seminari che
costituiscono il Master evidenziando come sono legate alle diverse aree di competenza emerse
dai diversi racconti.
Il formatore infine sottolineer che il master strutturato in modo tale da offrire ai partecipanti
la possibilit di sistematizzare, concettualizzare ed apprendere come applicare in modo
consapevole le competenze che gli operatori in campo psico-socio-educativo mettono in atto
nelle situazioni in cui sono efficaci.
Al termine della dinamica di gruppo il formatore chieder ai componenti del gruppo, se hanno
bisogno di ulteriori delucidazioni ed il consenso definitivo a seguire il Master.