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Consigli per la precisione di un arbalete

Abbiamo spesso parlato dei vari allestimenti e di come ottimizzare il fucile, capit per che
malgrado tutto (e con una spesa interessante in accessori di qualit) non riusciamo a centrare
la preda con regolarit. Erroneamente molti tendono a dare la colpa al solo fucile, invece
quasi sempre dobbiamo orientare i nostri sforzi sullallestimento giusto ed equilibrato. A volte
basta poco per rendere qualsiasi arbalete preciso e micidiale.
Ecco i nostri consigli su come avere il massimo della precisione con qualsiasi arbalete, ci
tengo per a precisare che le indicazioni sono a carattere generale perch nella pesca sub
qualsiasi dettaglio e modifica determina un risultato puramente soggettivo.
la Potenza
!ntendiamo come potenza il risultato finale di tutto il sistema, determinato dal rapporto fra
lunghezza, elastici ed asta. "a prima essenziale domanda da porsi # che pesci peschiamo$
%ui si commettono i primi grandi errori, e la tendenza sempre allesagerazione.
&ella maggior parte delle situazioni abbiamo a che fare con pesci che a stento raggiungono il
chilo, facili da trovare in qualsiasi luogo e alla portata di molti pescatori (ad esempio salpe,
cefali, mormore e saraghi). !n teoria per questo tipo di prede sufficiente un arbalete dal '( a
massimo )* con un allestimento minimo.
!l problema per sta nel fatto che non riusciamo ad avvicinarci tanto da riuscire a prenderli,
quindi che facciamo$ +entiamo di colmare la distanza con la potenza, prendiamo il fucile e lo
trasformiamo in un mini cannone a doppio elastico. Ecco il primo grande errore che ci
allontana dal concetto di precisione.
,gni fucile al momento del tiro applica una deviazione dalla linea di mira originale, per tanti
motivi ma il principale sicuramente il rinculo, infatti i tiri a braccio teso sono sempre pi-
precisi, quelli al volo con il polso piegato spesso si concludono con evidenti padelle. !l rinculo
percepito dovuto a due grandi fattori# la massa del fusto e la potenza degli elastici, e in un
arbalete equilibrato questi due fattori crescono di pari passo. Ecco spiegato il successo dei
fucili in legno, essendo pi- grossi e pesanti possono tranquillamente ospitare le configurazioni
a doppio elastico senza problemi di precisione. !nvece nei fucili commerciali in alluminio o
carbonio, essendo generalmente vuoti al loro interno, non possiamo mantenere una buona
precisione se li allestiamo con una configurazione troppo potente.
.e vogliamo un arbalete preciso e affidabile, dobbiamo accontentarci di un livello medio di
potenza e applicarci maggiormente sulla tecnica per avvicinare il pesce. /n cefalo che pesa
circa (** gr. a 0 metri di distanza un piccolo bersaglio e non una preda facile, a 1 mt.
invece possiamo essere abbastanza sicuri di centrarlo, e per fare questo basta un fucile da '(
con un solo elastico. /na fantasia comune quella di prendere il '( e mettergli due elastici,
con la convinzione di aumentare la gittata utile, invece si finisce nel perdere completamente la
precisione anche sui tiri vicini. %uesto perch il fusto troppo leggero per non subire
variazioni al momento del tiro, uno scarto di pochi millimetri in testata si trasforma in diversi
centimetri a fine corsa.
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!l discorso cambia completamente se andiamo a mare per sparare a pesci di mole, dal dentice
di 03g alla ricciola di 0*3g, in questo caso consigliato il doppio elastico o una
configurazione pi- potente, anche se perdiamo un po in precisione. %ualche centimetro di
scarto non fa differenza su una sagoma di almeno un metro. Ed in questo ambito che nasce
lesigenza del fucile in legno o comunque di un certo peso.
4iassumendo, allestiamo il fucile in proporzione alle prede e alla sua normale gittata,
questo il primo passo per raggiungere la precisione. .oprattutto le misure pi- corte ('(, 5*,
5(, )*) perch queste possono essere pi- utili allagguato che allaspetto e in questi casi la
potenza non serve proprio.
Logiva
+antissime varianti in commercio, di tutte le forme e materiali, ma viene da chiedersi# pu
fare la differenza$ &on tantissimo, ma se siamo alla ricerca delle perfezione allora dobbiamo
contare tutto. "ogiva ha la sua influenza nel tratto pi- arretrato dellasta pu quindi diventare
un vero 6timone7 nei primi istanti del tiro.
8er questo conviene sempre orientarsi su un modello 6neutro7 dal punto di vistra
idrodinamico, cio quelle che hanno un sezione circolare come un filo dacciaio o il d9neema.
!nvece i modelli che finiscono a forma di mezza luna 6potrebbero7 abbassare lasta nei fucili
senza la guida e avere quindi un tiro alto.
!o preferisco sempre logiva in d9neema perch leggera, sicura per le mani e non influenza
il tiro, per pu essere usata solo su aste con perni e bisogna cambiarla con regolarit per non
avere spiacevoli rotture.
:olte aziende, anzi quasi tutte, hanno in catalogo unogiva in filo dacciaio, sia per gli elastici
da legare che per le boccole. ;iusto per citare qualche nome# .igal.ub <ire, .eatec .mob9,
.alvimar =elo>, .pora.ub ,ne, ecc. ecc.
Lasta
"asta pi- importante di quanto vi immaginate, come prima caratteristica deve essere a
misura del fucile e del vostro modo di puntare, secondo me lunga non pi- di 2* o 2(
centimetri al di fuori della testata, anche se questo dettaglio molto personale, in ogni caso
cercate di scoprire da soli quale sia la misura pi- congeniale alle vostre abitudini di
puntamento.
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"altro parametro di scelta la durezza, perch appena il tiro parte lasta vibra per via della
spinta, quindi facile immaginare che unasta pi- rigida sia anche pi- precisa. !nformatevi sul
tipo di acciaio prima dellacquisto perch le aziende hanno dei modelli specifici non sempre
le varie sigle sono di facile interpretazione. &on voglio adesso aprire il discorso sui vari tipi di
acciaio, ma vi basti sapere che i modelli con maggiore rigidit sono anche i pi- costosi.
"aletta va controllata bene, perch in tantissimi modelli finisce a forma piatta e pu influire
la traiettoria. %uando mi capita uno di questi tipi io provvedo a renderla pi- aderente al
profilo dellasta semplicemente battendola con un martello. !l cono un piccolo dettaglio a
cui difficile attribuire un livello di influenza idrodinamica, nel dubbio preferisco averlo,
quindi se non c di serie ne compro uno da montare.
/ltimo dettaglio linpiombatura, non importantissima ma ci tengo che sia pulita e
simmetrica, anche in questo caso batto lo sleeves per appiattirlo.

Assetto
8arliamo di quello in punta. 8er la mia esperienza lassetto il primo dei parametri da
prendere in considerazione per avere tiri sempre precisi. A causa del rinculo, piccolo o grande
che sia, la testata tende pi- o meno ad impennarsi o a sobbalzare nel momento cruciale del
tiro. ?i ovviamente devia lasta e i tiri di solito risultano pi- alti del voluto.
?i ho messo un paio danni di prove per capire limportanza di questo dettaglio. &on mi
spiegavo il motivo per cui alcuni fucili simili in caratteristiche e allestimento sparavano in
maniera diversa. 8er caso mi capitato di dover correggere lassetto ad un fucile e di notare
subito la differenza. @a quel momento ho provveduto a regolare tutti i miei fucili
guadagnando, o almeno mantendo, la precisione con qualsiasi arma in mio possesso.
"a regola giusta che il fucile sia leggermente negativo in punta, cio devo 6percepire7 che la
testata (quando carico) tende ad affondare, in questo modo ho due benefici# il principale
A
consiste nel contrasto delle oscillazioni verticali in punta, secondariamente sono obbligato a
impugnare il fucile con maggiore decisione. ,vviamente senza esagerare nella pesantezza
perch importante che larbalete sia sempre comodo e brandeggiabile.
"a regolazione dellassetto avviene con dei piompi da posizionare nei
pressi della testata, dovrebbe bastare una misura fra i 2* e i 1* grammi (sembra poco ma pu
bastare, fidatevi). 8urtroppo sar necessario andare a mare variare il peso dei piombi fino a
quando non si trover quello giusto. !l discorso vale sia per i fucili commerciali che per quelli
in legno.
8er applicare questi pesi bisogna affidarsi al proprio ingegno, la ,mer ha un 3it fatto apposta
con dei piombini curvi adesivi, in alternativa potete modellare altri tipi di piombo (spesso si
usano quelli per gommisti) e incollarli sotto il fusto. !n alcuni fucili possibile smontare la
testata e posizionarli dentro il fusto.
Guida asta
&essuno pu dire con certezza quanto sia importante in termini di precisione, infatti ci sono
tanti modelli privi di questo dettaglio. "a mia opinione relativa al tipo di arbalete, cio se il
fucile ha una testata che posiziona gli elastici in parallelo fin da subito (es. testata chiusa)
allora la guida non serve, invece nei modelli con elastico circolare che scorre sotto lasta c
bisogno della guida perch lasse di spinta diverso da quello dellasta.
!n ogni caso, se abbiamo un fucile a fusto tondo e vogliamo dotarlo di guida c sempre la
,mer che vende un accessorio adesivo compatibile con tantissimi arbalete.
Limpugnatura
.tate pensando, cosa centra$ .econdo me molto perch se larbalete ben saldo alla mano i
tiri avranno una maggiore precisione. ?i basti pensare a quanti sforzi sono stati compiuti dalle
aziende di armi nel settore delle pistole, decenni di prove e varianti per avere dei prodotti
perfetti per il loro utilizzo.
?erchiamo di capire questo concetto, una prima osservazione sulla dimensione che deve
essere giusta alla superficie del palmo, in questo modo riusciremo a stringere naturalmente
limpugnatura anche se spariamo senza pensarci su. !n secondo luogo, deve avere
linclinazione naturale per le nostre abitudini, questo apporta un beneficio alla linea di mira
sopratutto in quelle occasioni in cui spariamo al volo senza avere il tempo di allineare con
calma lasta con la preda.
%uesti due parametri sono totalmente soggettivi, per questo infatti necessario provare in
negozio diversi modelli cercando di capire quale si adatta meglio alla nostra mano, sia come
0
misura che come inclinazione. Attenzione per a non dimenticare che in acqua usiamo il
fucile con i guanti spessi circa Amm.
:olto spesso io uso il nastro gommato per correggere la presa, anzi ultimamente sto provando
con successo quello antiscivolo che si usa per i gradini delle scale.
Riepilogo e conclusioni
2) regolate la potenza, che sia giusta ed equlibrata
1) ogiva a filo
A) aletta non sporgente e cono
0) assetto leggermente negativo in punta
() guidaBasta
C) impugnatura
8rendete tutte le mie indicazioni come semplici consigli, soprattutto perch nella pesca sub
tutto altamente soggettivo, non c un dettaglio per il quale si possa dichiarare con certezza
matematica che sia pi- importante di un altro. A tutto questo si aggiunge poi la variabile
esperienza, per cui a volte un fucile non ottimizzato pu essere preciso semplicemente per il
fatto che lo usiamo da tanto tempo e naturalmente ci siamo adattati al suo modo di sparare.
+utte queste variabili mi fanno sempre pensare che la precisione legata a molti fattori,
spesso anche complicati da capire se prima non si sono effettuate tutte le prove del caso,
infatti mi viene sempre da ridere quando leggo sui forum che alcuni utenti dichiarano la
precisione di un modello di arbalete rispetto ad un altro senza mai parlare dei piccoli ma
importanti dettagli sullallestimento.
4icordiamoci inoltre che a volte il fucile e lallestimento non contano nulla, infatti la colpa di
un tiro sbagliato tutta nostra. ?i sono giorni che con lo stesso fucile siamo dei cecchini e
altri giorni delle schiappe totali, tutto dipende dalla concentrazione, rilassamento e in buona
parte dallesperienza.
Accade molto spesso che per via dellemozione o lattenzione fissa sulla preda ci
dimentichiamo di preparare il tiro e spariamo senza aver preso bene la mira o con il polso
molle e piegato, per cui pochi centimetri di scarto si trasformano in una clamorosa padella. !o
consiglio sempre di fare due o tre tiri, anche a vuoto, prima di cominciare la pescata, in modo
da allenare la mira prima di un incontro importante. !nfine, evitiamo di cambiare in
continuazione fucile e allestimento, perch per ogni modifica sempre necessario un tempo di
adattamento che pu durare anche molte pescate, invece importante mantenere a lungo una
buona configurazione per raggiungere il feeling perfetto.
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