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Conoscenza è Dannazione

Un raccontodi guerradi Imperivm

I perduti di D'Rnaiz di Kaos Damage

Damage è ormai un veterano campione del caos e per questa missione ha deciso di schierare un armata
composta principalmente da berserker di Khorne, supportati da un dreadnought e un
Landraider demoniaco, per avere un po' di tiro.
I pezzi forti del suo schieramento sono il principe demone dotato di marchio di Tzeench
(benchè non si direbbe) e ali per arrivare più in fretta in corpo a corpo,e il condottiero
Khran che usa le regole di Kharn il traditore.
Il 178esimo di Dàin il mastro nano e l'inquisitore Von Kurtzweil del
comandante Lucius

Dàin ci teneva tanto a fare questo racconto di


guerra e, nonostante sia nel giro di wh 40k da poco,
non si è perso d'animo e si è buttato nella mischia
con la sua guardia di Cadiani, pronto a dare fuoco
alle polveri (e ai traditori del caos) con i suoi Basilisk
e Leman Russ.
...e non se la cava per niente male, il barbuto!
Io invece, il comandante Lucius, per questa volta ho
accantonato i miei Ultramarine
per un altra mia passione: l'Inquisizione!!! Vedremo
se L'inquisitore Von Kurtzweil riuscirà a salvare il
collega
in difficoltà.
Schiera dannata di Ulhtwè di Lician

Lician: In questa battaglia ho schierato il mio tipico fronte d'attacco,


composto dall'accoppiata Falcon-Prisma (indispensabili) con il supporto di
guardiani e spettrocustode. La strategia che intendo adottare è di eliminare
in fretta i servi del Grande Nemico per poi difendere con la potenza di
fuoco l'obbiettivo. Il Veggente e gli stregoni, imbarcati su Falcon,
elimineranno le minacce più pericolose. Funzionerà?
L'Inquisitore Buster Roland aveva perso la cognizione del tempo.
Da quanto tempo era lì? Riverso su un fianco, i suoi seguaci sparpagliati un pò dappertutto.
Il piccolo tempio che per ora lo proteggeva dalle intemperie sembrava ronzare di un'energia oscura,
come tutta l'area vicina, del resto.
La profonda ferita sulla spalla gli duoleva sempre più fino a farlo svenire di nuovo

***

Roland stava sognando, e nel sogno riusciva a ricordare come è iniziato tutto.
Aveva scoperto l'ubicazione in quel sistema di un portale degli Xenos noti come Eldar.
Un manufatto eretico che avrebbe però potuto aiutare a creare nuove tecnologie, se studiato dalle
persone giuste.
Oppure dovrebbe essere distrutto, per impedire agli Xenos di usarlo ancora.
Ma a lui in quel momento non importava la sorte dell'oggetto. Doveva solo portare a compimento
l'impresa.
Ma qualcosa andò storto... forse un allarme o forse qualche strana magia degli eretici...
Fu un attimo. Varcata la soglia del luogo che ospitava il manufatto, un bagliore, poi un gruppo di figure
nere e sinuose iniziarono senza preavviso a sparare con le loro micidiali armi aliene. L'assassina fu
dilaniata subito, a nulla valsero i suoi trucchi e i suoi equipaggiamenti.
Il capitano Valen riuscì a buttarsi di lato e a rispondere al fuoco con il suo fucile laser, per scoprire che il
suo riparo era nullo, contro quelle lame affilatissime.
Il Frate si parò davanti a Roland buttandolo di lato. Il suo sacrificio sia santificato dall'Imperatore, anche
se una dannata shuriken si era impiantata bene nell'armatura potenziata, tagliando pelle, muscoli, nervi
e forse scheggiando l'osso della clavicola.
Fratello Ferrus, invece, durò un pò di più. Sparando con entrambe le pistole plasma, il lanciafiamme e il
saldatore laser, riuscì a spazzare via la maggior parte degli alieni. Sfortuna volle che le sue pistole si
surriscaldassero ad un punto tale che la deflagrazione spazzasse via tutti gli Xenos e fondesse lui in una
palla di fuoco bianco.
Ora era lì, da chissà quanto, quando un boato lontano gli fece riprendere i sensi.
Intorno a lui era battaglia, forse c'era una speranza...

L'interno della nave era buio, illuminato solo da innaturali luci rosse, che lampeggiavano negli angoli della

contorta forma della sala comando della nave. Dai muri pendevano pezzi di carne e sangue e in sottofondo, un

costante lamento che sembrava provenire dal fondo di un abisso. Tuttavia, l'angosciante e irreale architettura

di morte non potevano competere con colui che si beava del costante lamento e dell'orrore che ne veniva generato.

L'enorme figura, scaturita dagli incubi di folli, sedeva su un trono di corpi fusi, l'enorme testa cornuta,

piegata da un lato. Ammantata nell'ombra, dispiegava le enormi ali da pipistrello, ancora umide, che facevano

colare un vischioso icore sulla terra inzuppata di sangue. Dietro di lui, qualcuno osservava in silenzio e attendeva.

La seconda figura aveva un aspetto umano e indossava un'armatura antica, da space marine, ma mutata dalle costanti
energie che agivano da millenni nell'Immaterium, il reame dei Rinnegati. Era di un vibrante color viola, cesellata

da glifi e ricami barocchi dorati e dietro, un mantello sbrindellato, di un colore blu intenso. Sulla testa, un elmo

da cavaliere con due enormi corna bovine, ricurve verso l'alto, che ardevano di fiamme lucenti. Lo chiamavano Khran e

quelli che i Rinnegati chiamavano servi del falso Imperatore avevano coniato un riconoscimento per lui.

Il flagello della Cintura di Agrippina.

Il Principe Demone, seduto sul trono, si alzò improvvisamente in piedi, girandosi di scatto verso Khran. La visione

di una simile creatura avrebbe reso folle qualunque mortale, ma Khran non battè ciglio e non mosse un solo muscolo.

Egli aveva visto cose che lo avevano fatto impazzire molte volte nel corso dei lunghi millenni e la vista del demone

gli provocava poco più che un fastidio. Egli era stato costretto a servire il demone dal momento in cui in cui gli

Dei lo avevano incoronato. Tuttavia, aveva un piano per gestire anche questa situazione. Ma fece sparire quei

pensieri dalla sua mente e proferì parola per primo, inginocchiandosi e chinando il capo. La sua voce aveva un tono

basso e grave, con una sfumatura d'acciaio, dovuta agli amplificatori vocali della sua armatura.

- Quali sono i tuoi ordini, padrone? - Disse.

La risposta del demone uscì dalla sua bocca bestiale e vibrò nella sala, come un boato.

- Scendiamo in guerra, verme. Questa notte voglio masticare carne umana. -

Non era un piano di battaglia. Nessuna strategia. Era solo sete di massacro. Khran invece aveva altri piani, che

riguardavano solo egli stesso. Se tutto fosse andato come da lui pianificato, non ci sarebbe più stato spazio per

questo demone, ne in questa realtà, nè in un'altra. Lasciò che questi pensieri riempissero la sua mente elasciò la sala

comando.

* * *

La giornata era iniziata male per il colonnello Fein. L'avviso che l'Inquisizione sarebbe arrivata sul pianeta presidiato

dal suo 178 Cadiano avrebbe rovinato la giornata di chiunque. Quando l'Inquisizione arrivava su un pianeta significava

sempre una cosa: che tutti gli abitanti del pianeta probabilmente sarebbero finiti in cenere. Ovviamente Fein teneva queste

considerazioni per sé. Non voleva essere considerato un eretico...

Il colonnello si trovava in un hangar immenso. Tutto intorno a se, guardie imperiale Cadiane ed ingegneri svolgevano le loro

attività: carri imperiali Leman Russ e Chimera dalla mimetica grigia erano parcheggiati apparentemente a caso in tutto il

complesso che si estendeva anche in alto. Fein poteva vedere le lunghissime scale che collegavano i vari piani della struttura.

In lontananza, guardie imperiali correvano su e giù come piccole formiche industriose. In alto poteva vedere le luci di allarme

dell'hangar, di un colore giallo smorto, illuminare. Ma la loro luce non era sufficiente, nè rassicurante.

In sottofondo, la sirena di allarme non cessava mai il suo lamento.


D'improvviso, l'enorme saracinesca lontano si aprì verso l'alto, con un ronzio stridulo. Ci furono lunghi, infiniti attimi

in cui i servomeccanismi sollevavano lentamente la saracinesca. Fein vide arrivare coloro che stava aspettando. Un trasporto truppe

Rhino, veniva di gran carriera verso di lui, poi inchiodò bruscamente e Fein credette per un attimo che volesse investirlo. Il

trasporto fermo emetteva ora appestanti fumate nere dagli scarichi posti ai lati del veicolo. Di color cremisi, era adornato di

litanie dorate e sigilli di purezza. Sulla porte laterale di destra era inciso il simbolo dell'Inquisizione: Una Grossa I con righe

orizzontali che ne tagliavano il motivo al centro. Sul suo fronte, era inchiodato un libro antico, aperto nel suo mezzo, su cui erano

incise altre litanie. Quando la porta laterale che stava osservando si aprì, non poteva credere ai suoi occhi. A differenza di Fein,

che indossava l'armatura cadiana standard e non aveva niente di particolare, gli individui che si trovava di fronte erano senza dubbio

unici nel suo genere, ma forse qualcun'altro li avrebbe definiti grotteschi. C'era un uomo, che indossava un'antica armatura potenziata

cremisi, con una cotta di maglia arcaica posta sulla vita ed una ricca pelliccia sulle spalle. Quello che era rimasto del volto di cuoio

era solcato da cicatrici, testimonianza di decenni di battaglie. La parte destra della faccia era stata sostituita da un congegno

meccanico simile ad una telecamera e sulla testa calva una grossa vite teneva insieme un rottame che un tempo doveva essere una testa

integra. Nella mano destra cingeva un enorme spada a catena, grezza, squadrata, di dimensioni almeno doppie rispetto ad una comune spada a

catena imperiale, sia in lunghezza che in larghezza. Un lungo rotolo di pergamena inciso di preghiere, che toccava terra, era stato

incollato sul corpo della spada stessa, con un largo sigillo di ceralacca, come a consacrarla. Nella mano sinistra teneva un immenso libro,

aperto, in cui una spessa corda d'oro teneva il segno in chissà quale preghiera dell'Imperium. Fein pensò che egli doveva essere l'Inquisitore.

Ed impallidì quando vide gli individui di cui si circondava. Alla sua destra, c'era un essere deforme, ingobbito e rinsecchito, che indossava

una veste rossa dalle lunghe maniche, che faceva intravedere le mani devastate. Il suo volto non aveva più nulla di umano. Al posto

della bocca aveva innestato un tubo metallico e curvo, che terminava più in basso. Al posto degli occhi, lenti colorate di rosso

e verde, poste su un apparato meccanico che sostituiva interamente la faccia. Fein distolse lo sguardo da quell'essere e continuò

ad osservare gli altri: ormai la curiosità aveva preso il posto della paura. Alla sinistra dell'Inquisitore, una sorta di prete

incappucciato, anch'egli con varie parti meccaniche che sostituivano parte del volto e come l'altro dalle vesti rosse, sollevò in

aria uno stendardo dalle dimensioni improponibili. Alto almeno il triplo di colui che lo portava, raffigurava un dipinto in cui

lo stesso Inquisitore schiacciava sotto il suo piede un demone. Un'altro prete, vicino a lui, aveva la tonaca interamente ricoperta

di pergamene iscritte di preghiere e sulla schiena spessi, pesanti tomi legati insieme ne incurvavano la schiena sotto il peso.

In quei brevi attimi, l'aria aveva preso il caratteristico odore d'incenso. Chiedendosi chi avesse sparso in giro questo odore, vide

farsi strada tra quegli individui un'altro essere che sembrava una specie di folletto in tonaca rossa con un cappello da giullare, anch'esso rosso,

terminante in un sonaglietto d'oro. Danzava a destra e a sinistra spargendo ovunque incenso per mezzo di un braciere ricavato da un teschio umano

con catene d'oro saldate per farlo dondolare, mentre un teschio volante ronzava in aria quasi seguendo i movimenti del folletto. L'ultimo ad

uscire fu una figura inquietante, forse anche più degli altri. Un guerriero che al posto della faccia aveva ormai solo più un teschio... eppure

era vivo! Brandiva una ascia bipenne nella mano sinistra ed uno scudo torre sulla destra, con un motivo a scacchi ricamato su di esso. L'arcaica

armatura era un'accozzaglia di parti antiche, tecnologiche e di riparazioni fatte alla meno peggio. Tutti insieme, erano una visione soprannaturale,

onirica. Fein si mise sull'attenti e decise di parlare per primo, sperando di non commettere un infrazione. Si era preparato in anticipo a sopportare

le umiliazioni che comportano sottomettersi all'arroganza di certi ecclesiastici.


- Colonnello Fein del 178esimo Cadiano, signore! Attendo un vostro ordine.-

In tutta risposta, L'Inquisitore, formalmente.

- Sono Von Kurtzweil. Confido nella disciplina del vostro esercito.-

La voce del religioso era calma, la tonalità bassa e calda non aveva il tono grave e sporco che ci si aspetta da un veterano che ha respirato tutta

la feccia che la galassia può vomitare.

- Faremo il nostro dovere fino in fondo, signore.-

- Molto bene, ragazzo. Ora portateci alla sala riunioni. Un fratello ha bisogno di aiuto.

Fein era sollevato. Girando sui suoi tacchi, si preparò a fare strada all'Inquisitore per prepararsi alla battaglia.

1° turno.
Il Landraider che trasporta Khran si muove verso le rovine seguito dal rhino e il Principe Demone D'Rnaiz,
che dall'alto non appena vede i fragili Eldar tra le rovine fa fuoco con il suo potere psionico, senza fare però
centro.
Intanto la Guardia Imperiale di Dàin e Lucius muove il rhino di Von Kurtzweil, mentre il chimera e i due
Leman Russ fanno fuoco sui guardiani, che cercano di ripararsi dietro un secco e contorto albero,
uccidendone otto.
Il basilisk spara il suo proiettile da dietro gli edifici alla volta del Landraider che però riesce ad evitare il colpo.
Le due sentinelle, intanto, muovono veloci e sicure tra le rovine alla volta dell'obbiettivo.
Gli Eldar nel mentre non stanno a guardare e fanno fuoco sui carri della Guardia Imperiale, scuotendo
violentemente un chimera senza però arrecare ulteriori danni.
Tra gli edifici intanto vengono
scambiati centinaia di colpi tra i
guardiani Eldar e il principe demone,
riuscendo solo a sceggiare e
perforare le mura in rovina.

2° turno
D'rnaiz, stressato dal non avere
mutilato nessuno, sfoga i suoi poteri
mentali attingendo direttamente dal
Warp, mentre la sua mente viene
sfiorata dai tentativi di qualcuno di
fermarlo. Tre sfere infuocate
scaturiscono dalla sua bocca, ma
dove vanno a impattare, non c'è più
nessuno.
Il Principe demone avanza verso gli ignari Eldar

Il Landraider prende di mira due veicoli Eldar che fanno capolino da dietro un edificio, colpendone uno di
striscio. Il Falcon viene scosso dal colpo, ma i campi di rifrazione riescono a deviare parte dell'energia.
Una squadra di guardiani seguiti da i veggenti e lo stregone corrono verso l'obbiettivo trovandosi però la
strada sbarrata dall'imponente figura del Principe Demone.
Dietro ordine mentale del Veggente Lician le tre moto A-grav sfrecciano sopra di loro per raggiungere il
punto focale della battaglia, ma la loro avanzata viene fermata quando un colpo luminoso disarciona un
centauro uccidendolo e bucandone un altro e facendo esplodere la moto. Il terzo motociclista Eldar con una
brusca virata torna sui suoi passi dopo l'assalto fallito. Intanto lo spettrocustode spara un colpo di lancia
splendente sui carri della Guardia scuotendo un Leman Russ e il suo equipaggio. Il prisma di fuoco e il Falcon
fanno copertura sparando sul principe Demone e il rhino.
L'inquisitore Von Kurtzweil nel suo Rhino dà ordine di muovere alla massima velocità seguito dalle sentinelle,
mentre il basilisk fa fuoco sul landraider stordendolo.Dàin muove e spara con il chimera sui due guardiani
con la piattaforma da fuoco uccidendoli. L'altro chimera segue l'inquisitore e fa fuoco sul rhino senza
effetto.Le sentinelle fanno copertura da dietro delle rovine di un manufactorum.

I veicoli Eldar sbucano da dietro gli edifici


3° turno
Il pricipe demone carica i guardiani attoniti
scavalcando in volo i palazzi spiegando le nere ali
. Con un solo colpo della sua spada Warp spazza
via diversi Eldar smembrandoli. Il rhino muove
sicuro evitando i colpi sparati al loro
indirizzo,mentre il dreadnought muove tra le
macerie attento, cercando bersagli con il suo
cannone laser.

Il chimera spara con tutti i fucili e il laser sullo


spettrocustode, senza ferirlo. L'inquisitore von
D'Rnaiz si accanisce sui guardiani

Il sergente Crauch si trovava con la sua squadra dentro il Chimera loro assegnato con il compito di aggirare gli Kurtzweil intanto avanza nel
Eldar sul retro. Il rumore del motore rimbombava dento l'angusto scomparto e quasi impediva alla guardia, dotatadi Vox
ripetitore, di sentire gli ordini. Crauch,
suo rhino quando un violento
faticando a reggersi in piedi per via dei continui
colpo scuote il veicolo.I due
scossoni, si alzò dal suo posto e si avvicinò al pilota che con fatica maneggiava sulle cloche per mantenere
stabile la guida. Osservando il verdeggiante territorio fuori, vide in lontananza che gli Eldar si erano allontanati dalle leman russ su ordine del
posizioni della guardia. Due veicoli alieni gravitazionali sparavano lampi accecanti in direzione di alcuni
marine traditori. La battaglia si trovava ormai lontano dal punto in cui loro si trovavano e Crauch capì che gli
colonnello della guardia
alieni avevano manovrato per portarsi fuori dal raggio dei loro Leman Russ. Tutto a un tratto, vide spuntare
muovono dietro il Rhino
da dietro un palazzo in rovina qualche metro di fronte a loro, un enorme costrutto alieno bipode. Aveva gambe lunghe ed
una dell'inquisitore per coprirlo.
grossa testa rotonda e lunga... camminava con uno strano incedere sinuoso, lento ma sicuro. Crauch urlò l'ordine
di fare fuoco con tutte le armi diponibili. Il pilota del Chimera inchiodò il mezzo ed azionò il mitragliatore laser
Le sentinelle si mettono al
ed il requiem pesante. Crauch poteva vedere dagli schermi che i pesanti colpi del requiem ed i lampi del laser avevano
riparo.
colpito in pieno il bersaglio, ma neppure lo scalfirono. In tutta risposta, il laser posto sulla spalla del costrutto
prese vita; Crauch fece appena in tempo a vedere una luce accecante come un sole, poi non vide più nulla; solo un boato Il falcon e il prisma di fuoco
assordante e le fiamme ed il fumo che avevano investito il veicolo. Crauch ed i suoi furono scaraventati fuori dal Chimera fatto
a pezzi
muovono dietro al landraider
a metri di distanza ed indietro, verso le linee della compagnia corazzati che stava avanzando. Egli svenne per qualche
con una mossa a sorpresa,
secondo,
poi riuscì a rialzarsi, con la testa che doleva e tutto che girava vorticosamente intorno a lui. Riuscì a buttarsi in copertura mentre un colpo sparato in
dietro un albero contorto e vide che solo 5 dei suoi erano sopravvissuti e lo avevano seguito. Si misero in difesa, armi
spianate,
movimento colpisce
spalle contro spalle. Crauch sentì il sibilo di un proiettile di cannone e poi lo vide colpire il palazzo da dove il bipode alieno
dreadnought distruggendo il
era uscito. - Beccati questa, alieno! Gridò uno dei suoi. La voce giovane, entusiasta. Il colpo del Leman Russ però, aveva
deviato cannone laser e lasciandolo
quel tanto che basta da non impensierire il costrutto bipode. Un secondo colpo, sparato da un altro Leman Russ, riuscì mutilato. La moto che nel
a mancare di nuovo il bersaglio, riducendo in polvere quel poco che era rimasto del palazzo. Crauch ed i suoi urlarono
frustrati.
mentre è riuscita a
Sapevano di essere spacciati. Erano sulla linea di tiro del bipode, che stava arrivando per finire quello che aveva iniziato.
disimpegnarsi torna nel cuore
O forse sarebbero morti per via degli idioti che guidavano quei Leman Russ e non sarebbero stati in grado di colpire un fienile
a due metri di distanza. Si trovavano troppo vicini ai colpi d'artiglieria... Crauch raccomandò la sua anima all'Imperatore. dello scontro.Lo
Ma stranamente, vide che il bipode alieno si stava allontanando! Tornò indietro sui suoi passi voltando le spalle alle linee della
guardia, scomparendo alla vista. Per qualche incomprensibile ragione aliena che non poteva comprendere, li aveva
spettrocustode sbuca da
risparmiati.
dietro l'albero che lo
Crauch rimase per lunghi secondi attonito. Poi comprese di non essere nulla.
nascondeva ai colpi e
distrugge il
chimera,facendolo esplodere in mille pezzi e scagliando il suo equipaggio in tutte le direzioni.Sei guardie tra
cui un sergente riprendono subito i sensi e ancora storditi si raggruppano in posizione di difesa. Gli stregoni
Eldar vedendo D'Rnaiz impazzare tra le fanterie lo caricano senza pensarci. Il veggente attacca subito la bestia
che però in una mischia furibonda riesce a fendere un colpo micidiale all'Alieno che cade lontano, forse privo
di vita.Il Principe Demone è riuscito a vincere questo scontro ad un caro prezzo, però: infatti morendo il
Veggente è riuscito ad infliggergli ben 3 ferite!

Stregoni e veggente feriscono gravemente il Demone ma lui elimina Lician

D'Rnaiz sollevò la sua enorme mole in volo, mentre i veicoli Eldar lo prendevano di mira. Schivò i colpi laser
4° turno
volando verso l'alto, oscurando il sole con la sua sagoma nera. Mentre volava, vomitava palle di fuoco dalla sua
L'inquisitore Von bocca in direzione di una truppa di Guardiani che comparata a lui sembravano piccoli insetti. Essi riuscirono a
schivarle buttandosi a terra. Poi calò su di loro in picchiata.
Kurtzweil e seguito
Ne schiacciò due sotto le sue enormi gambe con uno schianto di ossa rotte. La sua spada ne fece a pezzi altri 3.
sbarcano dal Rhino Il demone ne infilzò uno e lo portò alle sue fauci per masticarlo, staccandoli la testa in uno spruzzo di sangue.

dell'Ecclesiarchia Nonostante un tale massacro, gli altri guardiani non vacillavano e lo colpivano alle gambe con i loro lunghi
coltelli, senza scalfirlo minimamente. Il demone ululava la sua vittoria mentre un guardiano si era girato verso i
correndo verso suoi compagni e gesticolando urlava di fuggire. Non c'era speranza di sconfiggere un simile nemico. Il guardiano
l'obbiettivo, non si era accorto però che qualcuno era arrivato alle spalle del demone senza emettere un minimo rumore. Quel
guardiano, con gioia, vide che si trattava del Veggente Lician e dei suoi stregoni. Veloci come il vento
l'Inquisitore ferito
infilzarono le loro spade in profondità nella schiena del Demone, che incredulo, urlava e sputava sangue acido
Buster Roland. Intanto dalle profonde ferite. Lo stesso Lician, lanciò la sua lancia incantata che, come posseduta da vita propria, si piantò
nel collo di D'Rnaiz, trapassandogli la gola da parte a parte. Ma la creatura innaturale non badava alle ferite.
le guardie sbarcano dal
Menando un fendente verso sinistra, colpì Lician in pieno, facendolo volare via di diversi metri. I suoi stregoni
chimera che seguiva il lo videro cadere pesantemente a terra, senza rialzarsi. La vista della loro Guida, che giaceva a terra in fin di vita,

religioso e si fu la scintilla che diede fuoco al loro desiderio di vendetta. Uno stregone, brandendo la sua spada a due mani, tentò
il tutto per tutto, piantandola nel cuore del demone. Era finito. Esplose in una cascata multicolore... la sua testa
dispongono subito in ancora sputava maledizioni, prima di essere risucchiata in un buco nero nel terreno, che si richiuse al suo tentativo
formazione di difesa.Un di uscire fuori.

leman fa fuoco con il


suo cannone laser distruggendo il Rhino del Caos
e le sentinelle, le guardie e il chimera uccidono tre dei Berserker di Khorne che sono sbarcati. Le guardie sul
lato sinistro vedendo lo
Von Kurtzweil intravede la possibilità di soccorrere Roland

spettrocustode e intuendo la minaccia imminente,


corrono al riparo. Il basilisk spara sul prisma
scuotendolo appena.
Lo spettrocustode muove verso il campobase e il
falcon spacca un cannone laser al landraider. Il prisma
di fuoco e la moto rimasta sparano sul seguito
dell'inquisitore uccidendo tre accoliti sul colpo. I
guardiani e gli stregoni rimasti, vedendo il
veggente a terra muovono una rappresaglia
immediata e reagendo finiscono il principe demone,
che tra vampe di fuoco e scintille warp si disintegra
in una fontana multicolore inveendo e maledicendo. La guardia offre il suo supporto all'inquisizione

Khran, sbarcato dal Landraider muove con i massacratori verso l'inquisitore, sparando con il plasma , senza
ferire, per poi gettarsi all'assalto uccidendo subito un accolito,colpendo anche i suoi seguaci che osano
avvicinarsi troppo poi colpisce altre due volte Von Kurtzweil senza ferire. I berserk non riescono a fare nulla
e l'inquisitore ne uccide due aprendoli di netto a metà. Avendo più modelli sull'obbiettivo il caos si aggiudica
la vittoria.
La resa dei conti tra Khran e
Von Kurtzweil

Roland vide solo l'imponente figura di Von Kurtzweil oscurarlo. Il suo seguito era dietro di lui, come sempre e tutti insieme sembravano una visione onirica.
Con voce prefonda e pacata l'Inquisitore proferì parola-””E' tutto finito, amico mio. Ora...”” Non riuscì a finire la frase, come in un incubo che si ripete, un proiettile di
fuoco bluastro passando sopra le loro teste, andò a impattare sulle colonne del piccolo tempio, carbonizzando tre degli accoliti di Von Kurtzweil.
Lo stesso Inquisitore venne inondato da proiettili Shuriken, che però, inspiegabilmente, lui riuscì a schivare e parare con il braccio, mostrando una tecnica e una
conoscenza del combattimento molto profonda e quasi sovrumana.
I veicoli Eldar che sputarono quel carico di morte ora si ritiravano ordinatamente e silenziosamente, quasi a lasciare il posto all'orrore che stava per compiersi.
Da dietro il Tempio, un enorme trasporto Landraider ricoperto di rune e glifi blasfemi fece capolino tra le macerie, nel fumo e nella polvere sollevati dai cingoli.
Il portello, aprendosi cigolando e cadendo pesantemente al suolo, rivelò la natura dei suoi passeggeri: in prima fila una banda di space marines rinnegati
nelle loro armature potenziate ricamate con bordi di ferro grezzo, sbraitanti, urlanti con le loro ascie a catena arruginite. Il loro capo, un imponente guerriero del caos
con un'armatura antica contorta da rinnegato. Era di un viola acceso, ipnotico. Von Kurtzweil non aveva dubbi, doveva essre Khran.
Khran stava impazzando in quel sistema da decenni, el a sua fama lo precedeva cone un cataclisma annunciato.
-”” Dammi l'Inquisitore, misero e forse non ti
darò in pasto ai demoni dell'Occhio!”
La voce stridula e metallica come un
cancello arruginito scaturì dall'elmo rivolta a
Kurtzweil.
Voltandosi verso il gruppo, inarcando le
sopracciglia come segno di disappunto,
L'inquisitore tuona la sua risposta.
-”L'Imperatore veglia su di noi e non tollera i
Traditori come te e i tuoi seguaci!!!”
Ora la sua voce non era più pacata ma
sembrava quella di un Titano infuriato.
I Berserker, inneggiando a Khorne si
buttarono all'assalto brandendo le ascie.
Due di loro vennero subito letteralmente
aperti a metà dall'enorme Eviscerator del
religioso. Roland osservava lo scontro con
meraviglia e stupore.Quelle persone
combattevano nel mezzo di una battaglia ad
un livello talmente alto che lui in quel
momento si sentì inesperto e inutile.

Gli altri Berserker ebbero un attimo di


esitazione quando Khran, vedendo quella
scena, si fece strada verso Von Kurtzweil
falciando anche alcuni dei sui seguaci.
Nell'enfasi dello scontro, agitando in tutte le
direzioni la sua possente ascia a catena con
una velocità e potenza sovrumani, Khran spazzò via un povero accolito solo poi per vedere che il suo attacco venne vanificato dall'Inquisitore che con consumata
abilità riusci a bloccare la lama del condottiero dopo avere schivato tutti i suoi attacchi.
Le ciclopiche armi contrapposte l'una all'altra, producendo stridii e scintille non si muovevano di un centimetro.
-”Cedi, abominio, cedi alla potenza dell'Inquisizione e perisci nelle fiamme della Punizione!!!” Tuonò a denti stretti Von Kurtzweil.
Khran girò leggermente il capo alla sua destra, quasi avesse avvertito qualcosa. Dei due non si capiva chi stesse cedendo, quando il Condottiero del Caos mormorò
delle frasi-”Non ora, seguace del Falso Imperatore e non qui.” Facendo un balzo all'indietro e ricomponendosi il mantello, Khran si avviò verso il suo veicolo,
puntando l'arma verso L'Inquisitore-” Ci reinconteremo, miserabile, ci reincontreremo e sarà un onore per me estrarti le viscere!!!”
Con una risata agghiacciante e sinistra, il guerriero salì a bordo seguito da mezza dozzina di figure grottesche che, con sgomento di Kurtzweil, trasportavano il corpo
di Buster Roland.
Troppo lontani, ormai, troppo veloci a fuggire. Tutto era perduto.
Osservò la zona circostante con il fedele crociato alle sue spalle. Nessuna traccia degli Xenos. Si erano volatilizzati come spettri, quando fino a pochi minuti prima
spargevano morte e distruzione. Neanche nessuna traccia del principe Demone che fino a poco prima appestava l'aria con la sua presenza.
***
I soldati del 178° Cadiano erano intenti nei preparativi per la partenza.
Erano sopravvissuti un altro giorno, malconci, doloranti, ma vivi.
Ogni giorno che sopravvivevano, ogni giorno che i loro fedeli carri armati
funzionevano, era un giorno glorioso per L'Imperium.
Il Colonnello Fein camminava nel campo base controllando che i preparativi
per la partenza procedessero bene e abbaiava ordini ai suoi uomini.
L'Inquisitore lo raggiunse con il suo fedele Crociato faccia-da-teschio come era
stato soprannominato dai suoi uomini.
Non presentava segni di ferite nè di danni alla sua ricca armatura, tranne per
qualche strisciata sulla verniciatura cremisi...
-” Colonnello, se tutto è pronto, direi di partire immediatamente.” proferì
pacatamente, con un filo di preoccupazione.
-” Signorsì! Il suo Valkirie è pronto, Signore. La Spada della verità la aspetta in
orbità signore” Urlò Fein con il petto infuori.
-”Perfetto. Ci vediamo sulla nave.” L'inquisitore girò i tacchi sventolando il suo
enorme mantello di pelliccia. Il suo seguace emettè un sibilo dal suo teschio,
poi lo seguì a ruota.
Alcuni soldati in una tenda, feriti lievemente si voltarono a guardare
l'ecclesiastico. Egli, a sua volta volgedo lo sguardo verso i militari mormorò le frasi-” Oggi avete conosciuto il significato della morte e siete sopravvissuti. Continuate
così e servirete sempre bene l'Imperatore...” Si voltò e continuò per la sua strada. I sei soldati si guardarono intimoriti. Non avevano capito nulla di quello che aveva
detto, ma forse era una cosa bella.

Fein era contento di essere sopravvissuto anche lui un altro giorno, con i suoi fedeli soldati, ma il fatto era che aveva fallito. Il prezzo di quel fallimento era che ora
dovevano gettarsi all'inseguimento dei traditori anche fino nell'Occhio del Terrore.
Il prezzo del fallimento, quel giorno, era un altro giorno di battaglia.

***
Khran salì l'ultimo scalino della torre nella Fortezza Empia. Nella sala del trono, attorno a lui le mura urlavano e sbeffeggiavano, con i volti contorti.
Alcuni servitori, creature contorte, con le schiene curve e la pelle martoriata da taglie sfregi, si gettarono ai piedi del Guerriero del Caos.
-”Nostro signore, dov'è Lord D'Rnaiz? Perchè non arriva da noi? Perchè non è qui a torturarci ancora una volta?”
Khran continuò il suo tragitto nella sala calciando la testa del servitore tranciandola di netto e spedendola lontano, tra le risate delle facce sulle mura, in uno spruzzo
di sangue nerastro e denso.
-”Non c'è più nessun D'Rnaiz. Ora solo Khran regna su questo mondo.” Disse nella maschera da Cavaliere.
Tutto era andato secondo i piani. L'odioso Principe demone sarebbe ritornato solo tra qualche secolo e l'umano catturato ha già parlato sotto tortura e prima di farlo
morire definitivamente si sarebbero divertiti ancora un pò.
Ora che conosceva l'ubicazione del portale Eldar per quegli alieni sarebbe finita. Li avrebbe ammazzati uno ad uno godendo di ogni istante di dolore inferto.
Poi avrebbe bruciato tutto dopo avere raso al suolo l'Arcamondo ma solo dopo aver consegnato l'Oggetto ad Ahriman.
Tanto un giorno ucciderà anche lui, il tempo è suo alleato.