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Gli erogatori

Articolo di Fabrizio Pirrello



Ci rendiamo conto che non facile "scegliere", quando tutti gli erogatori si assomigliano e si presume
che tutti siano in grado di fornire le stesse prestazioni. In realt non cos.
La normativa europea EN250, riferimento per la certificazione CE, ed i parametri dell'US NAVY, hanno
fissato gli standard prestazionali "minimi" ai quali tutti i produttori di erogatori debbono uniformarsi.
La condizione di utilizzo pi significativa, da utilizzare quale parametro per tutte le valutazioni, la prova
effettuata ad una profondit di -50 metri con la pressione della bombola a 50 bar ed una frequenza di 25
atti respiratori da 2,5 litri, al minuto.
Per garantirsi questo standard minimo i migliori costruttori effettuano dette
prove a profondit decisamente superiori. Di conseguenza coesistono sul mercato
erogatori con prestazioni molto diverse pur rispettando gli standard minimi.
Per comprendere le ragioni delle differenti prestazioni, opportuno individuare i criteri progettuali che li
differenziano:
Caratteristiche costruttive del primo stadio
Caratteristiche costruttive del secondo stadio

PRIMO STADIO:
Caratteristiche costruttive
La pressione delle bombole, durante un'immersione, pu variare dalle
300 alle 20 atmosfere, la funzione del 1 stadio di ridurre tale pressione
ad un flusso costante a pressione costante (circa10 atmosfere) per un
corretto funzionamento del secondo stadio, a prescindere dalla pressione
residua nelle bombole e/o dalla profondit di immersione.
Escludendo, come consigliato dalle varie didattiche, i primi stadi non bilanciati, anche se ancora molto
diffusi, il mercato offre due diversi concetti:
il primo stadio a "pistone" bilanciato,
il primo stadio a "membrana" bilanciato.
Semplificando, gli aspetti positivi dei due concetti sono:
la semplicit e l'affidabilit del "pistone",
le prestazioni e la versatilit data dal funzionamento a secco del "membrana".
I primi stadi con il sistema a "pistone bilanciato coadiuvato da membrana",
rappresentano la sintesi e l'evoluzione dei due concetti.

SECONDO STADIO:
Caratteristiche costruttive
Premesso che in un sommozzatore affaticato, il 70% dell'ossigeno inspirato viene utilizzato per
soddisfare il fabbisogno dei muscoli della respirazione, l'erogatore ed in particolare il secondo stadio, sono la
chiave del sistema.
Il sistema di erogazione composto da: primo stadio, frusta e secondo stadio, controlla e regola il flusso d'aria
proveniente dalla bombola e destinato alla respirazione.
Questo sistema, idealmente, non dovrebbe creare alcun ulteriore affaticamento. Semplificando, se il
meccanismo non perfetto, tutto il sistema rende "faticosa" la respirazione, pi faticate per respirare, pi aria
consumate e pi aria Vi sar necessaria.
Ci premesso, facile comprendere la necessit di un sistema perfetto che consenta una erogazione sensibile e
dolce, ma, se necessario, forte e abbondante. Un sistema di erogazione evoluto deve fornire, spontaneamente,
quantomeno l'aria che ogni tipo di lavoro subacqueo richiede.

Il mercato offre tre diversi tipi di meccanismo del secondo stadio:
1. valvola con meccanismo semplice ad apertura meccanica,
2. valvola con meccanismo servoassistito, ad apertura meccanica,
3. valvola con meccanismo bilanciato, servoassistito ad apertura pneumatica,
Semplificando, le caratteristiche sostanziali sono:
nel 1 caso, l'erogazione inibita da un "tappo" premuto da una "molla" in acciaio, con una
forza che contrasti la spinta e/o la pressione dell'aria proveniente dal primo stadio. Il sistema di
respirazione, per rimanere aperto e/o in erogazione, richiede una forza superiore a quella
esercitata dalla molla ulteriormente compressa; il sistema pi diffuso ed economico tra gli
erogatori sul mercato.
nel 2 caso, stabilito che la molla in acciaio la principale resistenza all'inspirazione, la valvola
utilizza un particolare "pistone" premuto da una "molla", pi debole della precedente del 50% circa,
"servoassistita" (quando chiusa) dalla pressione proveniente dal primo stadio che, passando attraverso
il pistone, va ad esercitare sul pistone stesso una forza, che sommata a quella della molla, chiude
l'erogazione.
Il sistema di respirazione, per rimanere aperto, necessita di un forza
superiore a quella esercitata dalla sola molla, che, in questo caso, abbiamo
visto essere pi debole e/o inferiore. E' questo il sistema definito
servoassistito ed apprezzato anche dai sommozzatori professionisti per
immersioni profonde e/o impegnative.
nel 3 caso, la valvola non utilizza alcuna molla in acciaio, ma si
avvale di un "polmone elastico" che, con la pressione proveniente dal primo stadio si dilata e/o si
allunga chiudendo il passaggio dell'aria.
Al diminuire della pressione per effetto della inspirazione,"polmone elastico", ritorna nella sua
dimensione normale e/o naturale. Il sistema di respirazione, per rimanere aperto, necessita della forza
necessaria a gestire la sola elasticit del polmone.
Questo sistema "servoassistito e bilanciato" appartiene agli erogatori considerati pi performanti, molto
apprezzati per la sensibilit e la portata dell'erogazione nelle immersioni profonde e/o impegnative.
Una ulteriore diversificazione il mercato la offre nel sistema di espulsione dell'aria espirata, anche in
questo caso si rende necessaria una premessa: pi grande la membrana della valvola di scarico e minore
la fatica nel lavoro di espirazione.
Ci premesso i due sistemi pi diffusi prevedono:
a. La valvola di scarico posizionata posteriormente sulla cassa del secondo stadio protetta da
appositi "baffi", il sistema pi diffuso e/o tradizionale;
b. La valvola di scarico anteriore ed integrata nella membrana di carico al fine di consentirne
una maggiore dimensione, normalmente protetta da una calotta in gomma.
Fatta salva la premessa iniziale, i vantaggi dei due sistemi sono da attribuire alle diverse
posizioni assunte durante l'immersione.
Connessione filettata (Din) o a brida (Int)?
Un tempo quasi tutti i primi stadi si connettevano alla rubinetteria con un attacco realizzato con una
staffa e una vite di blocco (attacco a brida). Questo era il sistema pi diffuso e perci viene anche
definito internazionale o INT. Facevano eccezione pochi subacquei europei, che utilizzavano una
connessione filettata, prevista dalle norme tedesche (Din).
La diffusione della subacquea tecnica e linnalzarsi della pressione di carica delle bombole ha portato
alla ribalta lattacco Din.
I vantaggi dellattacco Din:
lo-ring di tenuta fra rubinetteria ed erogatore lavora in posizione migliore ed impossibile
che sia espulso come invece pu accadere, non di rado, con la connessione Int.
Rischio: lespulsione dello-ring d luogo a repentina perdita di miscela respiratoria.
la portata daria di una connessione Din superiore a quella Int.
per regolamentazione europea, oltre una data pressione gli attacchi a brida sono proibiti e
diventano obbligatorie connessioni filettate (come la Din).
Alcuni costruttori offrono la duplice possibilit di scelta nellambito dellattacco Din: per pressione di
esercizio 200 bar e per pressione di esercizio 300 bar.
La differenza consiste principalmente nella lunghezza della parte filettata. Va notato che: mentre un
erogatore con attacco Din 200 non si pu connettere su una rubinetteria Din 300, un erogatore con
attacco Din 300 si connette anche su una rubinetteria Din 200, risultando solo poco pi sporgente.

In sintesi:
Attacco DIN Attacco INT
Affidabilit Rapidit di connessione
Migliori prestazioni Diffusione elevata
Scarsa reperibilit Minore sicurezza

Nellutilizzo personale, il tempo in pi necessario per montare e smontare lerogatore dalla rubinetteria
con attacco Din poca cosa, ma consideriamo il lavoro delladdetto alla ricarica di un centro immersioni.
Le rubinetterie prodotte oggi sono sia Int che Din, grazie a un nottolino rimovibile. Tuttavia, anche la
gestione dei nottolini diventa problematica in un centro immersioni di grande dimensioni e con poco
tempo a disposizione fra una immersione e laltra.
La scelta pi valida potrebbe essere quella di comprare un erogatore con attacco Din 300 bar da
accoppiare ad una staffa di conversione Din/Int.

Octopus o doppio erogatore?

No deciso al sistema octopus! Non aggiunge nulla in termini di sicurezza.
Orientiamoci per lacquisto di due erogatori separati (I e II stadio) di buona qualit ed identici. Spesso
ho sentito ripetere lerogatore di emergenza dovrebbe essere ancora migliore del primario perch
utilizzato in condizioni particolari E unaffermazione palesemente idiota. Poniamoci le seguenti
domande e troveremo la risposta:
perch avendo due erogatori separati e di diverse prestazioni dovrei usare il peggiore
durante le mie immersioni?
Non sarebbe meglio avere due erogatori uguali da usare indifferentemente durante
limmersione, magari alternandoli per utilizzarli entrambi?
Diffidate di chi vi suggerisce il sistema octopus! Non ha a cuore la vostra sicurezza e soprattutto non
vi dice che il giorno in cui acquisterete separatamente il I stadio che vi manca scoprirete che non avete
risparmiato nulla anzi In Italia il I stadio acquistato separatamente viene venduto come pezzo di
ricambio e la somma del costo dei componenti superiore al costo dellinsieme assemblato.

Consigli per lacquisto.
Esaminate le caratteristiche di base degli erogatori, cerchiamo di capire cosa guardare al momento
dellacquisto.
Il marchio CE nulla dice; meglio vedere se lerogatore eccede i limiti fissati dalla US NAVY (decisamente
pi rigidi).
Esistono troppe marche e troppi modelli che confondersi facile.
Cerchiamo quindi di schematizzare.
PRIMO STADIO.
Sempre bilanciato. Pessimo il suggerimento di un erogatore non bilanciato: non dovrebbero nemmeno
essere in catalogo.
Meglio se con attacco DIN.
A membrana, pistone o misto non ha grossa importanza anche se personalmente preferisco il
sistema pistone assistito da membrana in quanto trovo sia la migliore combinazione dei vantaggi dei
primi due.
Torretta girevole o non: spesso se le uscite di alta e bassa pressione sono ben disposte (vi consentono
di assemblare tutte le fruste di servizio senza creare un groviglio) la torretta girevole inutile. Inoltre
alcuni costruttori hanno accertato che luscita fissa garantisce un 10% di portata daria supplementare.
Filtro sinterizzato conico o piatto: in teoria meglio quello che garantisce la maggior superficie filtrante.
I materiali: il titanio non aggiunge nulla alle prestazioni dellerogatore (eccetto longevit e peso) ma
influisce sul costo in modo sensibile.
SECONDO STADIO.
Tradizionale o con scarico laterale? Valutate a cosa vi serve la possibilit di rendere destro o sinistro
lerogatore. Se viene in pi niente di male ma tenete presente che tutti gli erogatori con scarico laterale vi
obbligano ad una posizione inclinata della testa per avere la cassa del II stadio asciutta. Inoltre lo scarico
ottimale dal punto di vista dello sforzo avviene quando diretto: cio frontale.
Metallo o tecnopolimero? Il metallo consente allerogatore di essere impiegato in acque fredde ma
nelluso normale conferisce un migliore confort alla respirazione: leffetto radiatore della cassa crea
condensa che umidifica laria. In pratica il compressore attraverso i filtri secca laria ma lerogatore con
cassa in metallo la rende nuovamente umida. Il tecnopolimero garantisce leggerezza e inossidabilit.
Alcuni produttori pi attenti hanno realizzato le casse degli erogatori in carbonio: leggerezza, robustezza e
stesso comportamento del metallo.
Valvola di scarico: maggiore la luce, minore lo sforzo espiratorio. Ottimi gli erogatori con doppia
membrana di scarico o con valvola di scarico integrata in quella di carico.
IN NEGOZIO.
Ancora una volta ascoltiamo i consigli del negoziante e valutiamo.
Consideriamo pi modelli e facciamoci illustrare le differenze.
Chiediamo informazioni sullassistenza: costi, disponibilit di ricambi e se lassistenza
autorizzata.