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Impianti Elettrici 6
Sicuramente il collegamento a terra non necessarie se lantenna non
sporge oltre il volume delimitato da una retta con pendenza 1/3 che
tocca le parti pi alte della struttura e il suolo, fig. 7.
In caseo di dubbio, occorre precedere alla valutazione del rischio di
fulminazione.
opportuno rivolgersi ad un professionista esperto in tema di protezio-
ne contro i fulmini, il quale deve anche stabilire le modalit di
collegamento a terra dellantenna e di esecuzione dei collegamenti
equipotenziali mediante SPD verso le linee elettriche, secondo le norme
del CT 81 del CEI (il semplice collegamento a terra non sufficiente).
Fig. 7 - Il collegamento a terra dellantenna non sicuramente necessario poich essa
non sporge oltre il volume delimitato dalla retta con pendenza 1/3 che tocca le parti
pi alte delledificio e dal suolo
g) Impianto citofonico o videocitofonico
Il progetto di un impianto di citofono o videocitofono si basa sulla
soluzione di una serie di problemi di carattere funzionale, economico ed
estetico, relativi alle esigenze del committente ed alle caratteristiche
strutturali dellambiente.
innanzitutto necessario stabilire la topografia dellimpianto, scegliere
i componenti e definire il tipo di schema dei collegamenti. Tale schema
devessere in grado di assicurare le prestazioni richieste allimpianto, e
contemporaneamente presentare una configurazione circuitale la pi
semplice possibile.
Con la topografia dellimpianto si stabilisce lubicazione degli apparec-
chi, la disposizione delle cassette di derivazione ed il percorso dei
conduttori di collegamento.
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Si ricorda che linstallazione citofonica o videocitofonica, cos come
qualsiasi altro impianto elettrico, devessere costruita a regola darte in
ottemperanza al d.m. 37/2008 sulla sicurezza degli impianti.
h) Il centralino dappartamento
Il quadro di unit abitativa, chiamato comunemente centralino, contiene
le apparecchiature atte a realizzare le seguenti funzioni:
a) protezione dal sovraccarico della colonna montante se non protetta
da un interruttore magnetotermico ubicato nel locale contatori;
questa funzione pu essere svolta sia dallinterruttore generale
(avente corrente nominale non superiore alla portata Izc della
colonna montante), oppure dagli interruttori divisionali (se la
somma delle loro correnti nominali non superiore a Izc);
b) protezione dei circuiti in uscita contro le sovracorrenti (sovraccarico
e cortocircuito), se gli interruttori divisionali hanno In, come visto al
titolo la suddivisione dei circuiti ai fini della protezione contro le
sovracorrenti;
c) interruzione delle correnti di guasto a terra, se linterruttore differen-
ziale ha Idn = 50/Ra: questa funzione pu essere affidata allinterrut-
tore differenziale posto nel locale contatore, allinterruttore generale
del centralino, oppure agli interruttori divisionali; inutile porre in
serie due differenziali non selettivi tra loro;
d) sezionamento per manutenzione elettrica, realizzato solo dagli
interruttori che interrompono anche il neutro.
Si raccomanda (Guida CEI 64-50) di suddividere limpianto in almeno 3
circuiti per unit abitative superiori a 40 mq.
Le prese da 10 A, nel caso di piccoli centralini, possono avere il circuito
in comune con quello dei punti luce.
In ogni caso, gli elettrodomestici con potenza unitaria superiore a 3,6
KVA devono avere una propria linea, separata e protetta al centralino,
di sezione non inferiore a 4 mmq. (Guida CEI 64-50 Art. 5.1.1.4).
Si ricorda che i centralini, secondo la normativa attualmente in vigore
(CEI 17-13/3), sono classificati come quadri ASD e perci devono
corrispondere a prototipi sottoposti a prove di tipo.
Si consiglia di scegliere, anche per appartamenti modesti, centralini con
almeno 4-5 circuiti in uscita, per limitare il disservizio e facilitare la