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DEMO.

S
DEMOCRAZIA SOLIDALE

L'Italia sta vivendo una stagione di forte e rapida trasformazione della politica.
E' emersa con chiarezza la "volatilit" di molti voti, non pi legati a partiti tradizionali o ad
appartenenze ideologiche; si manifestata attraverso il voto la grande volont di cambiamento
dinanzi ad un quadro politico bloccato e a partiti logorati e non pi credibili.
Il crescente astensionismo e la perdurante difficolt di rapporto tra istituzioni e societ dimostrano
peraltro che non stato ancora risolto il problema di una autentica capacit di rappresentanza da
parte della politica.

Le riforme e la politica

Oggi, con fatica, ma in maniera nuova e incisiva, si sta avviando nel nostro Paese quel processo di
riforme auspicato da milioni di concittadini. Siamo conviti che questa strada sar lunga e difficile e
che richieda la convergenza di forze culturali, sociali e politiche vitali nella societ italiana.
Sappiamo che esistono forti resistenze al cambiamento: si pensi alle sacche di privilegi di tipo
corporativo, alla corruzione, allevasione fiscale, al potere delle forti burocrazie, allinerzia della
consuetudine.
Sappiamo anche che il problema non solo cambiare, ma realizzare riforme ad alta qualit,
misurabile in termini di coerenza con gli orientamenti europei; di qualificazione della spesa; di
praticabilit e di efficacia; di promozione e sostegno alle fasce sociali pi deboli; di ricadute sul
sistema paese nel suo complesso e in particolare sulle giovani generazioni; di valorizzazione delle
risorse presenti nella societ civile.
Siamo preoccupati per la diffusione di populismi e antieuropeismi di vario tipo: davanti ad essi
sentiamo di dover rispondere con responsabilit. Non crediamo ad una politica determinata dalla
piazza o dalla tv, n guidata senza mediazioni responsabili dalla Rete. Alla falsit di chi vuole una
politica apparentemente senza filtri per poi decidere da solo, rispondiamo che la rappresentanza
democratica rimane indispensabile.
Questa rappresentanza non significa una barriera impermeabile, ma uno strumento di connessione e
di dialogo tra i bisogni delle persone e lelaborazione politica. La forzata contrapposizione tra la
gente e il Palazzo ci pare ambigua; non vogliamo essere n populisti n tecnocratici, ma tesi a
costruire un costante dialogo tra una cultura politica fondata sul bene comune e le necessit (a volte
inespresse, a volte gridate con rabbia, a volte contraddittorie ) di singoli e gruppi. Non crediamo in
una politica liquida (partito personale o leader assoluto) ma in una comunit di persone che
facciano da ponte tra istituzioni e popolo.

Il valore della comunit

Il forte individualismo sociale ci sembra una seria minaccia alla coesione del Paese e al suo
sviluppo. La nostra una proposta comunitaria, che si oppone a tutti i fenomeni disgregatori della
nostra societ.
La principale passione da suscitare quella per il bene comune: occorre che gli italiani si impegnino
assieme, con un patto per il loro futuro comune. Ci concentriamo sullascolto delle esigenze e dei
problemi che salgono dagli strati pi popolari e su tutti i tipi di fragilit che segnalano i punti critici
del sistema-paese.
E nostra convinzione che se non si riparte dagli ultimi (che sono tanti), non si pu ricreare il
tessuto comunitario, necessario al nostro vivere sociale.
Gli ultimi mostrano il bisogno profondo di una societ che non sia solo mercato, ma abbia una
sostanza di famiglia solidale e di vita accolta soprattutto quando particolarmente fragile. Una
nazione come casa comune: un tratto di umanesimo da costruire, se non vogliamo essere preda di
antagonismi che lacerano.
Dare rilievo al welfare, alla famiglia come nucleo fondamentale della societ, allistruzione, alla
vita dal concepimento alla morte naturale, alla cittadinanza, non un elemento secondario, perch il
benessere sociale costituisce il tessuto attraverso cui una societ si connette e cresce.
Lo sviluppo economico non pu essere fine a se stesso, o a beneficio di pochi, ma deve essere
funzionale alla crescita del benessere sociale, attraverso il lavoro.
Per questo l'intera nazione deve sentirsi solidale con il sistema delle imprese che stanno cercando
con fatica di resistere alla crisi e di trovare nuove opportunit per creare ricchezza, facendo dei ceti
medi e delle professioni il volano e una risorsa per un futuro sostenibile e di maggiore giustizia
sociale.
Per questo, inoltre, serve ricostruire una idea di sviluppo nuova e sostenibile da ogni punto di vista,
fondata su robusti valori etici, sulla conoscenza e sull'innovazione tecnologica, su una pi efficace
visione del sistema-Italia, in grado di valorizzare anche il ruolo delle comunit italiane nel mondo.
Vogliamo una Italia unita e socialmente coesa. Le istituzioni devono riflettere la volont dello stare
insieme. Unidentit nazionale plurale, inclusiva e aperta, deve superare le barriere - invisibili ma
reali - che separano gli italiani, quelle tra le generazioni, che rendono oggi cos difficile per i
giovani costruire il loro futuro e cos amara la vita di molti anziani; tra occupati e disoccupati; tra
lavoratori e pensionati, stabili e precari; tra interessi privati e interessi pubblici; tra Nord e Sud; tra
uomini e donne, ancora penalizzate nel lavoro e nella vita sociale; tra italiani nati qui e nuovi
italiani, tra gli italiani che vivono in Italia e gli italiani allestero.
Vogliamo un Paese capace di valorizzare le sue eccellenze, in Patria e fuori e impegnato nella
salvaguardia dellambiente e delle risorse naturali, della cultura e dei suoi cittadini nel mondo.

Sostenere il Governo Renzi e costruire l'alleanza politica

La politica ha ora il compito di sostenere e rafforzare questa nuova stagione di riforme e di
rinnovamento della societ e delle istituzioni.
Il sostegno al Governo Renzi in questa legislatura importante e deve proseguire ad opera di forze
politiche e parlamentari anche di diversa ispirazione.
Ma questo non basta. L'opera di rinnovamento della democrazia e di rilancio dell'economia
richiede, infatti, uno sforzo di lungo periodo, che deve essere garantito da una forte e credibile
stabilit politica.
E necessario che nel contempo si costruisca unalleanza stabile, proiettata alle prossime importanti
scadenze elettorali, ad iniziare da quelle regionali.
Noi non intendiamo concorrere a progetti politici che prevedano un sostegno meramente
momentaneo al Governo Renzi e la contestuale ricerca di uno schieramento politico alternativo:
intendimento legittimo ma non conforme alla nostra idea.
Nessuno pu certo oggi prevedere come si articoler la competizione politica o come si
trasformeranno gli attuali partiti in futuro.
Tuttavia appare chiaro che, nella fase storica attuale, le speranze di rinnovamento e di rilancio del
Paese possono trovare terreno fertile in una alleanza con il PD, mentre ogni disegno alternativo
oggi connotato da incertezze e ambiguit.

Il nostro contributo

A queste speranze di rinnovamento e rilancio del Paese noi vogliamo essere vicini; ad esse ci
sentiamo di guardare per essere costruttori di fiducia.
Intendiamo perci dare il nostro contributo, leale, autonomo e libero, in Parlamento e sul territorio,
ad una area politica che sia capace di valorizzare le pi feconde tradizioni riformatrici del Paese.
Un contributo fondato su tre elementi legati alla nostra identit e al nostro percorso:
- un impegno politico ispirato dal cattolicesimo democratico;
- un' idea comunitaria e non individualista della democrazia;
- un modello di autonomie responsabile e solidale, filo conduttore di una Italia unita ma plurale.
Per quanto riguarda le dinamiche parlamentari, il nostro intendimento aperto alla collaborazione
di tutti i deputati e i senatori che si riconoscono in questi valori e obiettivi o che comunque, pur
portatori di visioni diverse ma compatibili, ritengano di poter svolgere il proprio impegno
istituzionale in leale cooperazione con noi. Sappiamo bene che il Parlamento non certo l'unica
sede dell'azione politica: perci riteniamo importante che attorno a questa linea politica ed alla sua
esigenza di radicarsi nella societ e nei territori si apra una discussione pubblica alla quale ciascuno
di noi dar il proprio contributo.

Per queste ragioni abbiamo inteso dare vita ad una associazione politica denominata "Democrazia
Solidale" , con l' obbiettivo di elaborare idee, valorizzare persone e realt sociali e territoriali
interessate e di iniziare un confronto aperto e sincero con quanti intendono lavorare nella stessa
direzione.
I prossimi mesi diranno che forma organizzativa potr assumere la nostra presenza a livello
nazionale e locale e in che termini potremo portare il nostro contributo alle prossime scadenze
elettorali e politiche.

Le periferie al centro

La prima nostra iniziativa sar un percorso che definiamo "Periferie al centro". Saremo presenti in
una serie di periferie geografiche, sociali, economiche che riteniamo simboleggino, nel segno della
difficolt ma anche della speranza e della vitalit, questa fase della vita del nostro Paese.
Se non riparte dalle periferie, nel senso pi profondo di questo termine, la politica non e' pi
rappresentanza ma diventa rappresentazione e declina nella tutela degli interessi di corto respiro.

Primi firmatari:

Paolo Ciani
Lorenzo Dellai
Federico Fauttilli
Gian Luigi Gigli
Mario Giro
Mario Marazziti
Fucsia Nissoli
Andrea Olivero
Gaetano Piepoli
Lucio Romano
Milena Santerini
Mario Sberna