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CORTE DEI CONTI

Procura regionale per lAbruzzo








MEMORIA
DEL PROCURATORE REGIONALE PER LABRUZZO
Fausta Di Grazia



NEL GIUDIZIO DI PARIFICA DEL RENDICONTO GENERALE
DELLA REGIONE ABRUZZO
PER LESERCIZIO FINANZIARIO 2012








LAquila, udienza della Sezione regionale di Controllo per lAbruzzo
del 10 luglio 2014
MEMORIA DEL PROCURATORE REGIONALE


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Udienza di parificazione, 10 luglio 2014 Procura regionale per lAbruzzo


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I. PREMESSA
Lart. 1, comma 5, del D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito
in legge 7 dicembre 2012, n. 213, ha previsto che il rendiconto
generale delle Regioni a statuto ordinario sia parificato dalla Sezione
Regionale di controllo della Corte dei conti, ai sensi degli articoli 39,
40 e 41 del R.D. 22 luglio 1934, n. 1214.
Si cos esteso alle Regioni a statuto ordinario un istituto
precedentemente riservato esclusivamente al rendiconto generale
dello Stato, secondo le richiamate norme del T.U. delle leggi sulla
Corte dei conti del 1934 (su cui recentemente C. Cost., sent.
n. 39/2014).
Lintervento del Procuratore regionale in tale procedimento si
fonda sullart. 18 del R.D. 13 agosto 1933, n. 1038 e sullart. 72 del
R.D. 12 luglio 1934, n. 1214, ai sensi dei quali nei giudizi innanzi alla
Corte dei conti sempre sentito il Pubblico Ministero.
Conseguentemente, il Pubblico Ministero interviene nellodierno
giudizio di parifica nella sua veste di garante obiettivo e neutrale
dellordinamento finanziario e degli interessi generali della collettivit.
In proposito, in ossequio allindirizzo di coordinamento adottato
da parte del Procuratore generale della Corte dei conti in data 29
maggio 2014, anche alla luce delle deliberazioni adottate nella
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specifica materia dalla Sezione delle Autonomie e dalle Sezioni Riunite
della Corte dei conti, codesto Pubblico Ministero sottolinea che
nellambito del giudizio di parifica:
- occorre tener distinto il momento dellanalisi contabile del
rendiconto, oggetto specifico del giudizio di parifica, dal
momento valutativo della complessiva gestione regionale e
propositivo con riguardo alle misure ritenute idonee ad
assicurare lequilibrio di bilancio e migliorare lefficacia e
lefficienza della spesa, che costituiscono, invece, oggetto della
relazione allegata alla decisione di parifica;
- gli eventuali motivi ostativi alla parifica possono riguardare solo
loggetto proprio del giudizio e, quindi, lo specifico ambito
contabile e non essere tratti dai parametri di legittimit,
efficacia ed efficienza della gestione amministrativa delle
entrate e delle spese da parte delle Regione che, invece,
attengono al momento valutativo e propositivo;
- occorre dare rilievo a eventuali patologie e criticit di sistema
che traggono origine nella mancanza di conformit degli
apparati alle regole di legalit, economicit ed efficienza,
piuttosto che a singoli episodi di illeciti e sprechi che, invece,
attengono pi propriamente allazione di responsabilit
amministrativa.
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Le osservazioni che vengono svolte riguardano la proposta di
legge regionale concernente il Rendiconto generale della Regione
Abruzzo relativo allesercizio 2012 (composto dal conto del
bilancio, dal conto generale del patrimonio e relativi allegati)
(approvata con delibera della Giunta regionale del 24 marzo 2014,
n. 194/C e inviata alla Sezione regionale di controllo con nota del 2
maggio 2014 prot. n. RA/118335, unitamente al conto economico),
trasmessa a codesta Procura da parte della Sezione regionale di
controllo in date 7 aprile e 5 maggio 2014.
Va aggiunto che la presente memoria basata sulle notizie, i
dati e le informazioni che la Sezione regionale di Controllo ha
acquisito nel corso dellistruttoria e che ha puntualmente e
tempestivamente inoltrato a codesto Ufficio, ivi comprese le bozze di
relazione ricevute in date 15 maggio e 13 giugno 2014 (nel
prosieguo la Relazione), nonch sulle controdeduzioni rassegnate
dalla Regione Abruzzo, in vista delladunanza pubblica tenutasi in
data 21 maggio 2014 e allesito di questa. Si fa presente che codesta
Procura ha presenziato alla predetta adunanza, nel corso della quale
le controdeduzioni fornite da parte della Regione Abruzzo sono state
esaminate e discusse in contraddittorio con i rappresentanti dellEnte.
Si fa, infine, presente che lodierno giudizio di parifica si svolge
a valle dellaccertamento, da parte della Sezione regionale di controllo
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in data 18 dicembre 2013, della mancata predisposizione del
rendiconto relativo allesercizio 2012 da parte della Regione Abruzzo.
Tale Ente non ha approvato un rendiconto a far data dal 2009.
II. RISULTATI DELLESERCIZIO
I risultati dellesercizio finanziario 2012 della Regione Abruzzo,
quali si evincono dal disegno di legge recante lapprovazione del
rendiconto, deliberato dalla Giunta Regionale in data 24 marzo 2014,
possono cos sinteticamente riassumersi:
lesercizio si chiuso con il pareggio di bilancio quale
inizialmente preventivato a fronte di uno stanziamento di
entrate e spese pari a 4.643.119.533,39, che, tuttavia,
comprendeva in entrata la voce avanzo di amministrazione
presunto per un importo di 1.563.276.000,00, nonch
limporto di 1.093.793.000,00 a titolo di partite di giro
(contabilit speciali). Infatti, la posta iniziale complessiva si
mantenuta tale sia a seguito del mancato assestamento delle
previsioni sia a causa di numerosi provvedimenti di variazione
intervenuti nel corso dellanno, anche oltre il termine del 30
novembre quale fissato dalla legge di contabilit;
al netto delle partite di giro (contabilit speciali), alla fine
dellesercizio sono state accertate entrate per
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3.285.492.516,73 e impegnate spese per
3.281.512.218,68;
nella gestione di competenza, le entrate accertate sono state
pari a 3.908.529.246,42 mentre le spese impegnate
ammontano a 3.904.548.948,37, con un saldo positivo di
3.980.298,05. In particolare, il saldo della gestione di
competenza della parte corrente (totale entrate correnti -
(totale spese correnti + totale spese per rimborso prestiti al
netto dei rimborsi per anticipazioni di cassa)) negativo e pari
a 35.611.632,26, mentre il saldo della gestione in conto
capitale (totale entrate in conto capitale - totale spese in conto
capitale) stato positivo, pari a 39.591.930,31;
per quanto concerne la gestione dei residui, la Regione
Abruzzo non ha svolto alcun riaccertamento dei residui attivi e
passivi a partire addirittura dall'esercizio 2006 e per tutto
lesercizio 2012.
A fine esercizio 2012 i residui attivi, al netto delle contabilit
speciali, sono iscritti per 3.282.054.952,80, di cui
823.971.502,73 dallesercizio di competenza ed
2.458.083.450,07 risalenti a esercizi precedenti. Le
riscossioni in conto residui sono pari a 423.155.029,90.
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I residui passivi, al netto delle contabilit speciali, sono annotati
per 2.352.966.610,71 di cui 782.253.479,79 dallesercizio
di competenza ed 1.570.713.130,92 risalenti a esercizi
precedenti.
Al termine dell'esercizio 2012, l'ammontare complessivo dei
residui passivi perenti come risultante dal conto del patrimonio
pari a 307.210.172,10 e il totale di tali residui perenti e
delle economie vincolate risulta pari a 1.688.149.343,03.
Come rilevato nella Relazione, la percentuale a copertura dei
residui perenti, nel 2012, stata pari al solo 2,98% a fronte del
margine di copertura in bilancio del 70% individuato come
congruo dalla Corte dei conti (cfr. anche C. Cost. nn. 70/2012
e 250/2013);
l'esame dei dati contabili relativi alla gestione di cassa, al
netto delle contabilit speciali, evidenzia un ammontare di
riscossioni (competenza + residui) pari a 2.931.215.222,79 (a
fronte di stanziamenti finali pari a 5.008.125.939,53) e un
ammontare di pagamenti totali pari a 3.174.026.355,57 (a
fronte di stanziamenti finali pari a 5.008.125.939,53).
La cassa relativa al 2012 presenta un saldo negativo di
- 157.010.583,58.
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Come emerge dalla Relazione, la Sezione regionale di controllo
ha rilevato una non perfetta coincidenza per i totali dellentrata
tra i dati contenuti nel sistema SIOPE e quelli riportati nel conto
del Tesoriere. Al riguardo, in sede di contraddittorio sono stati
chiariti i motivi di tale discrasia e la Regione si impegnata a
correggere lerrore e assicurare il perfetto allineamento del
conto del Tesoriere con il sistema SIOPE a partire dai prossimi
esercizi.
Infine, il fondo cassa finale risulta pari a 304.096.906,73, ma
non coincide perfettamente con quello riportato nel conto
giudiziale presentato da parte del Tesoriere a causa di alcuni
pagamenti da regolarizzare (per un totale di 21.191,64);
il conto generale del patrimonio per lesercizio 2012
evidenzia un saldo negativo di 1.833.102.753,01, quale
risultante algebrica delle attivit, pari a 3.966.746.957,86, e
delle passivit, pari a 5.799.849.710,87. Si registra un
miglioramento patrimoniale di 196.434.260,41 rispetto
all'esercizio precedente;
il risultato finanziario 2012, risultante dal conto del bilancio,
risulta essere negativo per 454.964.094,21;
per quanto concerne il patto di stabilit interno, la Relazione
ha rilevato che nel 2012 la Regione Abruzzo ha osservato i limiti
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normativamente previsti. In particolare, la Regione ha applicato
la disciplina del Patto regionalizzato verticale nonch del Patto
regionalizzato orizzontale, realizzando una manovra
complessiva di 30,124 mln a favore dei Comuni del proprio
territorio;
infine, con riguardo allindebitamento la Regione Abruzzo ha
rispettato i vincoli quantitativi e qualitativi stabiliti dall'articolo
10 della legge n. 281/70. Cos, alla fine dell'esercizio 2012
l'indebitamento della Regione risultato pari a
1.450.675.603,18 di cui 1.442.991.058,88 a carico della
Regione stessa e 7.684.544,30 a carico dello Stato. ,
peraltro, da rilevare che a partire dal 2008, tenuto conto che la
Regione non ha contratto nuovi debiti (mutui, prestiti o
cartolarizzazioni), vi un trend decrescente del debito, anche
grazie alla contrazione e allazzeramento dei disavanzi annuali
del comparto sanit (da un anno in avanzo), accompagnato
dalla volont dellEnte di procedere alla progressiva estinzione
di tutti i debiti.
III. CONCLUSIONI E RICHIESTE AI FINI DELLA
DECISIONE SULLA PARIFICA E BREVI VALUTAZIONI E
CONSIDERAZIONI SUI RISULTATI E SULLANDAMENTO
DELLA GESTIONE
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III.1. Sulla gestione finanziaria e sugli equilibri di
bilancio
Preliminarmente, va rilevato che:
- lultimo rendiconto approvato con legge regionale risale
allesercizio 2009;
- lassestamento del bilancio di previsione 2012 non stato
presentato entro la data del 30 giugno 2012;
- le variazioni di bilancio sono arrivate anche oltre il termine
ultimo del 30 novembre 2012;
- le risultanze dellesercizio precedente non sono state prese in
considerazione.
Tutti tali elementi sono idonei gi di per s a minare il ciclo
ordinario della programmazione e del bilancio della Regione.
Inoltre, dallanalisi svolta da parte della Sezione regionale di
controllo emerge con tutta evidenza come lequilibrio generale di
bilancio, sia in termini di cassa sia in termini di competenza, sia
rispettato soltanto in modo formale, attraverso un grave artifizio:
lutilizzo dellavanzo presunto di amministrazione e la mancata
iscrizione del disavanzo dellesercizio precedente.
Come se non bastasse, tale artifizio contabile va ad inquadrarsi
nella prassi anchessa censurabile di indicare una differenza pari a
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zero tra i totali generali delle entrate e delle spese a preventivo, che
ovviamente permane anche nelle previsioni definitive.
Come ben evidenziato nella Relazione, la posta dellavanzo
presunto di amministrazione (prima posta del quadro generale
riassuntivo del conto del bilancio, pari a 1.563.276.000,00)
addirittura utilizzata a copertura dei fondi di riserva per le spese di
parte corrente e per le spese di investimento derivanti da economie
su fondi statali.
Si tratta chiaramente di una posta contabile che non idonea a
garantire lequilibrio di bilancio e da cui discende il mancato rispetto
del principio della copertura delle spese, declinato dallarticolo 81
della Costituzione. Tanto pi che essa frutto, per stessa ammissione
della Regione Abruzzo, di residui attivi non riaccertati e caratterizzati
da una situazione di dubbia esigibilit.
In proposito, la Sezione regionale di controllo ha anche
espresso la convinzione che il bilancio di previsione 2012, cos come
approvato con L.R. n. 2/2012, contenesse indicazioni che non
trovavano corrispondenza nella effettiva situazione finanziaria della
Regione e che ci imponesse una gestione prudente fino a che, in
sede di assestamento del bilancio, non fosse variato, prevedendo, tra
laltro, leliminazione dellavanzo presunto e la copertura del
disavanzo dellesercizio 2011, almeno nella componente stimata a
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quella data ( 484.478.167), nonch che anche determinate entrate
non [fossero] state adeguatamente ponderate.
Non si pu che concordare, quindi, con la Relazione ove
conclude che il predetto disavanzo non trovava giusta copertura gi in
fase di programmazione e che la Regione ne ha implicitamente
autorizzato la gestione senza uneffettiva e concreta copertura di
spesa per lesercizio al quale si riferisce.
In proposito, in sede di contraddittorio finale la stessa Regione
Abruzzo ha confermato che il disegno di legge concernente il Bilancio
di previsione per l'esercizio finanziario 2012 stato redatto sulla base
delle comunicazioni pervenute dalle varie Direzioni regionali, nei limiti
delle risorse finanziarie disponibili rispetto alle esigenze esposte e nel
rispetto degli indirizzi impartiti. Il livello delle risorse disponibili risulta
sensibilmente inferiore a quello delle esigenze finanziarie comunicate
e la scarsit di risorse tale da determinare un ricorso alla
riprogrammazione di economie vincolate, come gi avvenuto per i
bilanci degli esercizi finanziari precedenti, per finanziare spese di
natura inderogabile o per obbligazioni gi definite o comunque
indicate dalla Giunta regionale.
In definitiva, la Regione Abruzzo ha operato nel corso
dellesercizio 2012 in forza di un equilibrio di bilancio soltanto
nominale, che non ha tenuto conto delle risultanze dellesercizio
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precedente. Ci fa s che le poste riassuntive della gestione, del
risultato di amministrazione e del risultato di gestione siano del tutto
inattendibili.
Peraltro, da unanalisi delle gestioni di competenza e di cassa
emerso come nel 2012 la Regione Abruzzo non sia riuscita a
commisurare le risorse spendibili allentit delle entrate accertabili.
Ebbene, la salvaguardia degli equilibri pareggio finanziario e
ogni altro equilibrio stabilito per la copertura delle spese correnti e
per il finanziamento degli investimenti deve diventare il primo
strumento della Regione Abruzzo per garantire la corretta gestione
finanziaria dellEnte e prevenire eventuali situazioni di dissesto.
Non va, comunque, taciuto che il bilancio della Regione Abruzzo
chiude da diversi anni in disavanzo di amministrazione, il quale non
trova copertura nel bilancio dellesercizio successivo per la eccessiva
rigidit che contraddistingue il bilancio stesso, con erogazione di
spesa superiore allentrata conseguita. Nellanalisi dei conti effettuata
nei DPEFR, la chiusura dei rendiconti con disavanzo di
amministrazione viene comunque ricondotta agli effetti di pregresse
gestioni in particolare del SSR.
, perci, evidente come la situazione di indebitamento
storicizzata si accompagni a una forte sofferenza di bilancio,
sintomatica delle difficolt strutturali della finanza regionale di
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sostenere il livello di spesa prefissato o di comprimere la spesa al di
sotto di un certo livello nelle politiche di risanamento.
Ai fini di una sana gestione finanziaria, il disavanzo di
amministrazione dovrebbe essere una posta eccezionale da
riassorbire nel bilancio dellesercizio successivo. Viceversa, nel caso
della Regione Abruzzo si ha la sistematica riproposizione di tale posta
nel corso degli ultimi esercizi.
III.2. Sulla gestione dei residui
Preliminarmente, ritiene questo Pubblico Ministero,
condividendo sul punto i rilievi formulati in sede istruttoria nella
Relazione, che nel disegno di legge di approvazione del rendiconto
non risultino correttamente quantificati il saldo finanziario al 31
dicembre 2012 pari a 1.233.185.248,82 (art. 10), nonch il quadro
riassuntivo del disavanzo finanziario che accerta un disavanzo pari a
454.964.094,21, poich essi sono il frutto di poste chiaramente
inattendibili quali:
- i residui attivi 3.282.054.952,80, nella misura proveniente
dagli esercizi precedenti pari a 2.458.083.450,07;
- i residui passivi 2.352.966.610,71, nella misura proveniente
dagli esercizi precedenti pari a 1.570.713.130,92.
Ritiene, poi, il Pubblico Ministero che siano incerte
nellammontare le voci dei residui passivi perenti pari a
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307.210.172,10 (risultante dal conto del patrimonio), nonch
dei residui passivi perenti vincolati ed economie vincolate pari a
1.688.149.343,03.
Le problematiche accertate da parte della Sezione regionale
di controllo sono tali da far s che la complessiva attendibilit delle
scritture contabili di base della Regione Abruzzo sia compromessa.
grave che a partire dal 2006 e per tutto il 2012 la Regione non
abbia svolto alcuna procedura certa di riaccertamento dei residui
attivi e passivi. In sede di contradditorio, la Regione ha ammesso
lesistenza del problema dei residui insussistenti, di cui non si ha
contezza anche per il 2012 (sul punto si espresso anche il
Collegio dei revisori dei conti). Per cui, lavanzo indicato non offre
margini di risorse utilizzabili a copertura di ulteriori decisioni di
spesa oltre quelle indicate, tenuto anche conto della natura delle
economie vincolate (ossia iscrizioni relative ad assegnazioni
vincolate di fondi provenienti da altri enti) e del peso dei residui
perenti (i quali, nonostante siano stati eliminati dalle scritture
contabili, necessitano della necessaria copertura a garanzia dei
creditori dato che essi sono collegati a obbligazioni perfezionate),
il cui adeguato margine di copertura pari al 70%. Per la Regione
Abruzzo tale margine si attestato neanche alla met di tale
percentuale nel periodo 2007-2011 e al solo 2,98% nel 2012.
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In pi, carente lanalitica esposizione delle voci iscritte. In
particolare, deve essere fatta chiarezza sui contenuti tenuto
anche conto delle notevoli dimensioni delle poste della voce
residuale movimenti finanziari diversi e per quella sanit.
Come anche segnalato nella Relazione e come confermato
dalla Corte costituzionale con sentenza n. 138 del 2013, il
riaccertamento (inteso quale verifica puntuale delle condizioni del
permanere dellaccertamento da parte dei responsabili dei servizi
competenti, da effettuarsi prima della deliberazione del
rendiconto, ai fini del mantenimento, in tutto o in parte, dei crediti
accertati) dei residui, soprattutto se riferibili ad annualit
pregresse, integra un principio fondamentale di coordinamento
della finanza pubblica il cui rispetto appare imprescindibile.
Orbene, alla luce di quanto rilevato dalla Sezione regionale
di controllo, anche la risposta alle richieste istruttorie in materia di
residui attivi e passivi fornita da parte della Regione Abruzzo non
appare affatto soddisfacente. Pertanto, si auspica la tempestiva
adozione di misure correttive, sollecitando, per il futuro, attente e
puntuali verifiche da parte della Corte dei conti in ordine
alleffettivo rispetto del predetto principio.
E, comunque, a partire dallesercizio 2014 laccertamento
delle partite attive provenienti da esercizi precedenti dovr essere
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ancora pi limitato e rigoroso per effetto dellobbligatoria
istituzione di una posta correttiva in diminuzione, il c.d. fondo
svalutazione crediti.
Inoltre, si rileva come sia quanto mai opportuno che la
Regione Abruzzo intervenga anche al fine di velocizzare la
riscossione, in modo tale da diminuire gli importi ascrivibili ai
residui attivi e incrementare le probabilit di riscossione dei
crediti.
In definitiva, le poste riportate nel rendiconto e derivanti
dallindicazione di residui non riaccertati dovranno essere
correttamente riquantificate a fronte del riaccertamento dei residui
attivi e passivi, cos come il disavanzo effettivo di gestione dovr
essere il frutto di procedure certe e definitive e dovr trovare
adeguata copertura.
Allo stato attuale, alla luce dellassoluta mancanza di
attendibilit di poste contabili di cos grande rilievo, il risultato
finale di amministrazione ( 1.233.185.248,82) e il risultato finale
di gestione ( -454.964.094,21) sono incerti nel loro
ammontare.
III.3. Sulla classificazione e sul conto del patrimonio
Ritiene, poi, il Pubblico Ministero che anche per il conto del
patrimonio siano da considerare inattendibili in quanto incerte
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nellammontare, a seguito del mancato riaccertamento dei residui
e al mancato assestamento del bilancio, le voci relative ai residui
attivi e passivi, nella misure derivanti dagli esercizi precedenti, ai
residui passivi perenti nonch ai residui passivi perenti vincolati
ed economie vincolate. Linattendibilit di tali voci fa s che esse
non possano formare oggetto del giudizio di regolarit contabile
del Rendiconto della Regione Abruzzo.
Inoltre, anche il mancato aggiornamento degli inventari e dei
valori immobiliari nonch la mancanza di una contabilit
economico patrimoniale che abbia concretamente accertato le voci
del patrimonio (il conto del patrimonio attualmente raffigurato
da un mero prospetto che indica, oltre al valore delle attivit
patrimoniali, le sole attivit e passivit finanziarie e non contiene
una lunga serie di valori economici, tra cui le immobilizzazioni,
lattivo circolante, il patrimonio netto, gli accantonamenti, i debiti)
contribuiscono allinattendibilit dellintero conto del patrimonio,
che non pu formare oggetto dellanalisi economico-patrimoniale
della gestione regionale.
Comunque, per quanto riguarda la situazione patrimoniale
generale si osserva che si registrata una riduzione delle
passivit grazie:
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(a) allacquisizione al patrimonio regionale dei patrimoni di enti
strumentali soppressi nel corso dellesercizio, e
(b) allapplicazione di coefficienti catastali maggiori rispetto a
quelli applicati in precedenza.
Per quanto riguarda, poi, la consistenza di beni mobili e
immobili, si nota un incremento di questa (nella misura di
47.324.558,68 su un totale di 215.165.871,75).
In particolare, notevole lincremento della consistenza dei
beni immobili (che stata pari a 50.772.510,88, a fronte di un
valore totale dei 190 cespiti della Regione Abruzzo di
184.296.223,09). Tale incremento deriva dalle acquisizioni
conseguenti alle soppressioni di ARSSA e di APTR, nonch
dallindividuazione dei beni appartenenti al demanio forestale, alle
ex ferrovie in gestione governativa, al demanio armentizio e ai
tratturi.
Tuttavia, non va sottaciuto come per gli immobili danneggiati
dal sisma non si sia provveduto a rivedere i valori di inventario,
ma ci si sia limitati a riportare tali valori, con la mera annotazione
della condizione di inagibilit. Lo stato di inagibilit di tali beni e la
potenziale durata di essa avrebbe forse richiesto una maggiore
prudenza nella loro valorizzazione. Anche questo elemento
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sintomo dellattuale inattendibilit del conto del patrimonio della
Regione Abruzzo.
In conclusione, si ritiene assolutamente indifferibile che, per
il conto del patrimonio, la Regione Abruzzo si doti quanto prima
dei criteri di classificazione e valutazione dei cespiti patrimoniali
previsti dal regolamento n. 2223/96 SEC (c.d. SEC 95). Lesigenza
di introdurre tale sistema classificatorio e di valutazione del
patrimonio regionale giustificata dalla necessit di aggiornare le
valutazioni alla situazione post-sisma, ma ha anche lo scopo di
consentire leventuale maggiore valorizzazione possibile dei beni
pubblici e di consentire una corretta parametrazione e verifica dei
bilanci degli Stati membri dellUnione europea secondo le linee
guida fornite da parte di EUROSTAT.
III.4. Sulle spese per servizi di consulenza e
assistenza
Allinterno del bilancio regionale non vi un capitolo
specifico dedicato alle consulenze e, in generale, a incarichi
esterni e collaborazioni di tipologia diversa dalle co.co.co.
Altrettanto dicasi con riguardo agli incarichi dei dirigenti o del
personale in servizio presso la Regione.
Ne consegue che la Regione Abruzzo manifesta difficolt a
fornire il definitivo e accertato dato contabile relativo alla spesa
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complessiva per incarichi e consulenze. In proposito, la Sezione
regionale di controllo ha rilevato di non aver ricevuto informazioni
organiche derivanti da un monitoraggio unitario e da una
rilevazione complessiva delle spese e ha anche richiamato la
Regione ai propri obblighi di invio dei relativi provvedimenti
(deliberazione n. 395/2013/PREV del 5 dicembre 2013).
Ad oggi, la Regione si limitata a pubblicare sul proprio sito
istituzionale gli elenchi suddivisi per Direzione degli incarichi di
studio, di ricerca e di consulenza affidati a soggetti esterni, ma
non sono fornite indicazioni di dettaglio sulle ragioni degli incarichi
e buona parte degli elenchi non paiono del tutto aggiornati.
Mancano, poi, informazioni intellegibili sugli incarichi conferiti ai
dirigenti e al personale in servizio. Ne consegue, quindi, la
necessit di un tempestivo adeguamento della Regione Abruzzo
agli obblighi di pubblicit e di trasparenza normativamente
disciplinati.
Merita, poi, di essere rammentato come la Corte dei conti
abbia in pi occasioni evidenziato, sia in sede di controllo che di
responsabilit, come in materia di incarichi e consulenze debba
farsi una rigorosa applicazione del principio di autosufficienza della
pubblica amministrazione, nel senso che risulta lecito avvalersi di
risorse esterne per lo svolgimento di proprie finalit istituzionali
solo laddove ci risulti assolutamente necessario e non sia
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altrimenti ovviabile attraverso il ricorso a personale o strutture gi
a disposizione dellEnte pubblico.
Infine, si rileva che dalla Relazione e nel corso delladunanza
del 21 maggio 2014 sono emersi episodi di riformulazione di
contratti co.co.co allo scopo di prorogarne la durata prescindendo
dalleffettiva durata dei programmi di lavoro o dei progetti alla
base di questi, da cui discende che tali contratti non avrebbero
potuto determinare alcuna valida obbligazione di spesa (C. Cost.,
sent. n. 170 del 19 maggio 2011) (cfr. capitolo di spesa
n. 21499).
III.5. Sulla spesa per il personale
La spesa per il personale, sulla scorta dei dati contenuti nella
Relazione, risulta in aumento rispetto allesercizio 2011 e allesercizio
2010, attestandosi a 81.908.299,00. Laumento percentuale
rispetto al 2011 risulta pari al 10,57% (ossia un aumento nominale
di 7.829.765,00).
Viceversa, laumento dei costi per il personale dovuto al
transito nella Giunta regionale del personale di alcuni enti
strumentali soppressi (ARSSA, APTR e Abruzzo Lavoro, per un totale
di 245 unit) stato pari al 55,5% nel 2011 e a un ulteriore 5,5%
nel corso del 2012, portando cos la spesa complessiva a
127.272.277 nel 2012.
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Significativamente contenuto , inoltre, il rapporto fra spese di
personale e spese di parte corrente (rapporto che, ai sensi
dellart. 76, comma 7 del D.L. n. 112/2008, non deve essere
superiore al 50%) essendosi esso attestato, al netto della spesa
sanitaria, al 24,57%.
Anche corretta risulta la struttura piramidale del personale, ove
i dirigenti nellanno 2012 rappresentano solo il 5,54% rispetto al
totale del personale (a tempo indeterminato). Lincidenza della spesa
per il personale dirigenziale risulta pari al 14,89%.
III.6. Sulla razionalizzazione della spesa
La Relazione d conto dei numerosi interventi di
razionalizzazione della spesa regionale che la Regione Abruzzo ha
posto tra i suoi obiettivi allinterno del DPEFR 2013-2015. Tra le
misure indicate vi sono gli interventi di riduzione dei costi della
politica, il processo di riordino degli enti e delle aziende regionali,
gli interventi strutturali per il contenimento dei costi del personale
e del funzionamento dellente Regione.
Orbene, a fronte di questi necessari e lodevoli obiettivi, si
deve comunque rimarcare che le spese su cui si programmato di
intervenire sono di difficile quantificazione in quanto per esse non
esistono capitoli di bilancio con un grado sufficiente di dettaglio o
queste sono spalmate su pi capitoli. Ad esempio, allinterno del
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bilancio non esiste un unico capitolo di spesa per le sedi di
rappresentanza della Regione Abruzzo in Italia e allEstero ed
arduo comprendere quale siano stati gli effettivi costi sostenuti
per queste. Per cui, a fronte della dichiarata riduzione dei costi di
struttura della sede di Bruxelles e della riorganizzazione logistica
del personale delle sedi di Pescara, con un risparmio complessivo
che dovrebbe superare 1,2 milioni annui, non dato sapere
quali siano le spese totali per singola sede ad esempio per la
sede romana che ha ospitato anche il Commissario straordinario
per la Ricostruzione , tenendo presente che la Regione Abruzzo
risulta avere 34 sedi e i costi per il mantenimento di ciascuna di
esse di sicuro rilievo (ad es. le spese obbligatorie, le spese di
sicurezza, i canoni di locazione, ecc.).
III.7. Sulla gestione finanziaria del settore sanitario
Notoriamente caratterizzato da una forte criticit strutturale,
il bilancio della Regione Abruzzo risente di una componente
finalizzata alla sanit non facilmente comprimibile, che assorbe
circa l86% delle entrate regionali tributarie (tabella n. 3E/1/2012)
e allincirca l80% delle entrate correnti. Del resto, la Regione
Abruzzo stata sottoposta al Piano di rientro dal debito sanitario,
ai sensi dellarticolo 1, comma 180, della legge n. 311/2004: ci
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costituisce un processo che ha condizionato, come noto, lintera
politica di bilancio dellEnte.
Vi , comunque, da rilevare che sono stati conseguiti
significativi miglioramenti delle performance dellintero sistema, a
cominciare dallattuazione del Piano di rientro, atteso che si
passati da una situazione di disavanzo a un saldo attivo nellultimo
anno e mezzo.
Si ritiene, poi, alla luce dellincidenza della spesa sanitaria
sul bilancio regionale, che sia da proseguire la continua azione di
controllo principalmente rivolta, oltre allefficacia degli interventi e
allefficienza delle strutture, anche alla trasparenza ed imparzialit
dellazione amministrativa volta a garantire leffettivit del sistema
dei controlli, a tutti i livelli, assicurando sicurezza e tutela al
cittadino, al contempo fruitore e finanziatore con il sistema fiscale
e con la partecipazione alle spese dei servizi sanitari.
In questa sede, codesta Procura rileva che anche a tal fine
sarebbe necessario rendere maggiormente intellegibile la
perimetrazione della spesa, sia in fase di programmazione sia in
fase di Rendiconto. Infatti, le poste in entrata e in usci ta,
contenute negli accertamenti e negli impegni, non sono
immediatamente confrontabili, tenuto anche conto della
reiscrizione di economie vincolate nel corso del 2012.
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Peraltro, attualmente con i capitoli del Fondo sanitario
risultano finanziate voci di spesa che dovrebbero trovare una
diversa allocazione. Questo , ad esempio, il caso rilevato nella
Relazione del finanziamento dellAgenzia Sanitaria Regionale
(nella misura di 1.750.000), nonch dellonere amministrativo
relativo al funzionamento di tale Agenzia.
III.8. I rilievi su singoli capitoli contenuti nella
Relazione
Infine, alla luce della Relazione e delle verifiche svolte in
sede di contraddittorio, codesta Procura aderisce alla decisione di
escludere dal giudizio di regolarit tutti i capitoli e i mandati
irregolari indicati dalla Sezione regionale di controllo, per le stesse
motivazioni da questa espresse.
In particolare, si rammenta che (nei capitoli n. 12357/1,
mandato n. 4624; n. 121301, mandati nn. 4692 e 6188; n. 21499; n.
61430; n. 102396; n. 102441; n. 102489; n. 232435; n. 36200) la
Sezione ha evidenziato ipotesi di:
- errori di calcolo nella individuazione del quantum ed errori
materiali nella liquidazione della spesa;
- inesistenza di documentazione comprovante la spesa e
mancata produzione della documentazione stessa in sede di
contraddittorio;
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- impiego di prassi poco conformi alla normativa vigente;
- residui passivi di dubbia esistenza per i quali le Direzioni
interessate non hanno dato dimostrazione dell'avvenuta
maturazione del residuo, della vetust dello stesso e del
presupposto di conservazione in bilancio;
- capitoli con allocazione di importi di modesta entit,
dichiarati non eliminabili a causa della presenza di residui
non disponibili da parte dell'Amministrazione;
- capitoli cogestiti, caratterizzati da assoluta disorganicit
della gestione;
- capitoli caratterizzati da illegittimit sostanziale degli
impegni di spesa.
Di conseguenza, ad avviso della Procura regionale non
sussistono le condizioni per parificare i pertinenti capitoli di spesa,
atteso che, sotto tale profilo, devono considerarsi gravi le
irregolarit che appaiono tali da incidere sulla rappresentazione
veridica dei conti (9/SEZAUT/2013/INPR).

III.9. Sugli enti strumentali e gli organismi partecipati
Come ben evidenziato nella Relazione, dallanalisi dei dati
economici, patrimoniali e finanziari del complesso degli enti
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partecipati da parte della Regione Abruzzo emergono forti criticit.
In generale, va sottolineato che:
- il rendiconto regionale non riflette i risultati di conto economico
negativi, che accomunano la maggior parte delle societ (in
applicazione di recenti discipline, il bilancio della Regione dovr
viceversa addivenire ad accantonamenti per le perdite di tutte
le societ partecipate e al consolidamento delle societ
controllate);
- nel conto del patrimonio della Regione il costo delle
partecipazioni non stato aggiornato ed rimasto ancorato al
valore nominale di sottoscrizione delle quote di partecipazione;
- in caso di difficolt gestionali delle societ partecipate, vi il
rischio che la Regione debba intervenire con sostegni finanziari
(nei confronti della quale dovrebbe per estendersi il divieto di
effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari,
aperture di credito, nonch di rilasciare garanzie a favore delle
societ partecipate non quotate);
- i risultati desercizio di alcune societ sono sostenuti da
componenti positive cui corrispondono esposizioni creditorie nei
confronti della Regione Abruzzo. Al riguardo, la Relazione
evidenzia la necessit che tali posizioni trovino pieno riscontro
nelle passivit della Regione;
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- sebbene sia stato avviato un processo di progressiva
razionalizzazione degli enti partecipati, le procedure di
liquidazione appaiono spesso lunghe e dispendiose;
- lazione di controllo e vigilanza da parte della Regione sulle
societ controllate o collegate sembra essere limitata
allacquisizione del bilancio al termine della gestione annuale.
Va anche rilevato che nel corso del 2012 proseguito liter di
soppressione di alcuni enti, iniziato negli anni 2010 e 2011: sono cos
stati soppressi per legge ARSSA, APTR, Ente Abruzzo Lavoro e ARET.
Inoltre, la Regione Abruzzo ha disposto il riordino delle proprie
partecipazioni in materia di trasporto pubblico, attraverso la fusione
di ARPA S.p.A. e GTM S.p.A., nonch il conferimento, al nuovo
soggetto costituito, di una parte del patrimonio di Ferrovia Adriatico
Sangritana S.p.A., a seguito di scissione parziale.
***
P.Q.M.
riservate alle conclusioni orali ulteriori eventuali precisazioni ed
osservazioni,
il Procuratore Regionale rappresentante il Pubblico
Ministero presso la Corte dei conti

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CHIEDE
alla Sezione regionale di controllo per lAbruzzo della Corte dei
conti di voler parificare il rendiconto generale della Regione
Abruzzo per lesercizio finanziario 2012, nelle due sue componenti
del conto del bilancio e del conto del patrimonio ad eccezione, per i
motivi esposti in narrativa:
a) del quadro riassuntivo del disavanzo finanziario, risultante dal
prospetto dellarticolo della proposta di legge di approvazione
del rendiconto stesso, che accerta un disavanzo finanziario pari
a 454.964.094,21, limitatamente alla voce:
- residui attivi provenienti da esercizi precedenti pari a
2.458.083.450,07;
- residui passivi provenienti da esercizi precedenti pari a
1.570.713.130,92;
e di conseguenza, del saldo finanziario positivo al 31 dicembre
2012 di 1.233.185.248,82, incerto nella componente dei
residui attivi e passivi, limitatamente ai predetti importi:
- residui attivi 3.282.054.952,80, nella componente ivi
esposta;
- residui passivi 2.352.966.610,71, nella componente ivi
esposta;
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b) di tutti i capitoli di spesa indicati come irregolari da parte della
Sezione regionale di controllo e di cui si d conto nella
Relazione da questa prodotta (capitoli n. 12357/1, mandato
n. 4624; n. 121301, mandati nn. 4692 e 6188; n. 21499;
n. 61430; n. 102396; n. 102441; n. 102489; n. 232435;
n. 36200);
c) delle voci del conto del patrimonio:
- residui passivi perenti per 307.210.172,10;
- residui passivi perenti vincolati ed economie vincolate per
1.688.149.343,03.

IL PROCURATORE REGIONALE
F.to Dott.ssa Fausta Di Grazia