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LOOKING FOR AUTOMATISM

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Il punto di vista cibernetico ci porta a rimettere mano alla catalogazione analitica dei regni
della natura introducendo gli artificiata al fianco dei minerali e di tutti gli esseri viventi. Per
artificiata sono da intendere i prodotti sviluppati (si può dire di seconda mano)
nell'ecosistema e che nell'ecosistema stesso riescono ad integrarsi. Gli artefatti umani
rappresentano sicuramente la categoria più numerosa e varia.

Non soggetto a semplici catalogazioni il terzo regno mostra, osservato nel tempo, una
propria evoluzione. Ci sono continuità e distinzione infatti tra un nido d'api, il bastoncino
delle scimmie (utilizzato per catturare formiche), una ruota, un sistema di riscalsamento e
un computer. Mostrano tutti una funzione ma la funzione sfuma tra l'essere una semplice
emergenza strutturale (nido d'api) e il frutto di un ragionamento complesso. Continuità e
distinzione intercorre anche tra altre categorie degli artificiata, gli utensili e le macchine.
Gli utensili sono semplici prolungamenti (estensioni) materiali degli organi dei viventi che
accrescono l'efficacia e il rendimento delle azioni.
Le macchine invece sono sistemi messi in atto per compiere scopi specifici e in maniera
tale che il fattore vivente non intervenga direttamente. Le macchine hanno necessità di
continua energia.
A questi si possono aggiungere anche i meccanismi, sistemi ancora più complessi delle
macchine implicando una maggiore dose di indipendenza.
Le differenze sono comunque sempre sfumate.

Energia di esecuzione e Energia di comando

Se prendiamo una macchina da scrivere e un computer, uno spremiagrumi semplice ed uno


elettrico notiamo a parità di funzione profonde differenze strutturali. I secondi hanno
bisogno di essere collegati ad una fonte di energia esterna per poter funzionare mentre i
primi non hanno questa necessità. Il motivo è ben chiaro.
Un sistema funzionante include fondamentalmente due tipi di input, gli impulsi e gli ordini
generalizzati in energia di esecuzione e in energia di comando. Nelle macchine semplici esse
si confondono in un unico atto, il battere su una macchina da scrivere è allo stesso
momento esecuzione e comando, mentre in quelle più complesse l'energia di esecuzione
viene scaricata su altrettanti meccanismi. In seguito alla rivoluzione elettrica quasi tutti
gli utensili e le azioni di uso quotidiano sono stati trasferiti dall'uomo su meccanismo
liberandolo da molte incombenze e permettendogli di dedicarsi più semplicemente ai soli
comandi.
L'energia di esecuzione può essere delle più varie e può avere luogo in seguito ad un
comando, come nel caso di un servo-motore (servo-mechanisms), oppure fornirgli da
supporto, come ad esempio nella telefonia e derivati (tele-mechanisms). L'energia di
comando a sua volta può essere fortemente manifesta o meno, essa non appare ad esempio
in sistemi con movimenti uniformi mentre risulta appariscente nei sistemi rilevatori. Da
ricordare che la differenza di potenza non è fattore discriminante, in un sensore di peso o in
una trappola per animali l'ordine può essere potenzialmente maggiore rispetto all'impulso.

Automatismo

Scaricata l'energia di esecuzione su altri meccanismi al vivente non resta altro che fornire
l'energia di comando, l'istruzione, l'informazione. In realtà, e soprattutto in seguito alla
rivoluzione elettronica, scopriamo che anche quest'ultima può essere estesa su supporti
meccanici.
Prima un considerazione di carattere storico. Il termine automatismo ha acquisito spesso
significati differenti soffermandosi volentieri sull' idea di imitazione della vita. Automa ha un
carico di sensi che comprende indipendenza e/o autonomia e/o mancanza di finalità. Esso è
stato utilizzato inizialmente dalla meccanica, in seguito dalla fisiologia e quindi nuovamente
dalla mecccanica. La cibernetica nasce scavando nelle analogie e costruendo ponti tra le
due: il termine automatismo si carica ora di un nuovo senso più generale. Humphrey Potter
era un giovane operaio con il compito di regolare la pompa dell'acqua necessaria per
condensare il vapore di un cilindro in una macchina Newcomen (1713), una delle prime
macchine capaci di trasformare l'energia chimica ( tramite combustione ) in energia
meccanica. Il lavoro risultava monotono e ripetitivo e perciò ebbe la brillante idea di
collegare la pompa tramite cordicelle al contrappeso della macchina che cominciò in questo
modo ad andare davanti da sé: la macchina in questo modo assume un nuovo meccanismo
sostituendosi all'uomo nell'azione di comando e acquisendo lo status di meccanismo
automatico ossia capace di redistribuire la propria energia di comando.
Un sistema ha acquisito automatismo quando è capace di fornire informazioni immediate ai
suoi organi di azione.
Prendendo ora il punto di vista della fisiologia, come possiamo catalogare i riflessi se non
come ex atti ragionati metabolizzati sotto il livello di coscienza e a cui l'intelligenza non
prende più parte?

Gradi di Automatismo

L'acquisizione di un primo grado di automatismo avviene nel passaggio dall'utensile alla


macchina e implica lo spostamento dell'azione dall'uomo alla macchina stessa attraverso
un'azione determinata. In questo caso alcuni fattori vengono rilevati dal meccanismo e da
esso posti in essere. L'effetto è determinato dalla macchina in base a fattori che possono
essere contingenti oppure fissati ( X ), tutti o in parte, dall'iniziativa dell'uomo.
Un termometro o un qualunque rilevatore-rivelatore utilizza una variazione delle
contingenze per determinare la temperatura.

Un secondo grado di automatismo e un primo progresso della macchina consiste nel


sottrarre i fattori alla contingenza senza cessare di determinare l'effetto. È fissato un pre-
fattore comune che coordina l'azione e a cui può essere dato il nome di programma. Il
coordinamento non rappresenta altro che una distribuzione dell'energia di comando
all'interno stesso della macchina. In questo caso parliamo di azione variabile. Una caldaia
predisposta di timer rende bene l'idea.
È naturale notare che una macchina siffatta non manifesta capacità di adattarsi alle
circostanze perchè determinata all'eccesso dall'uomo che ne scrive il programma. Una
macchina ad azione condizionata invece dimostra un terzo grado di automatismo. Una
caldaia collegata ad un termostato o un sistema anti-incendi infatti hanno la capacità di
rilevare-rivelare una certa contingenza esterna e dare avvio al programma senza
l'intervento dell'uomo.

Gli artificiata non raggiungono sicuramente allo stadio attuale la complessificazione e


l'automatismo degli esseri biologici, la macchina non pensa essendo semplicemente una
serie di registrazioni di atti e pensieri umani. Possiamo infatti dire che l'atto meccanico di un
meccanismo è la copia di un riflesso creato artificialmente dall'uomo e registrato su un
supporto fisico. Inoltre abbiamo visto che lo sviluppo dell'elettronica permette di estendere
e scaricare su un supporto fisico anche l'energia di comando oltre quella di esecuzione, di
estendere e scaricare pacchetti del ragionamento umano nella macchina.