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Presenzialit dellessere

La presenzialit dellessere ideale, non riconducibile n a interpretazioni kantiano-idealistiche, n a


ontologico panteistiche, viene definito da Sciacca in interpretazioni rosminiane come il luogo della verit,
luogo che pu essere presente alla mente solo in forma di idea. Lessere, nella forma dellidea, apre lo
spazio stesso del pensiero necessariamente finito, che riconoscer lessere ideale nei limiti della conosciuta
realt nella sua esperienza sensibile.
La caratteristica dellessere loggettivit, la sua ineludibilit allessere pensato, una manifestativit
inesauribile di s stesso senza alcun tipo di mediazione che lo renda presente essendo esso stesso la
presenza.
Riporto il brano di Prini, che bene esemplifica come lessere ideale non sia
qualcosa che ho davanti a me, ma piuttosto mi circoscrive e mi penetra, come il paradigma e lasse di riferimento di
tutto ci che percepibile come reale sia nella mia natura finita e contingente, sia in quella del mondo in cui sono;
non soltanto dentro di me come unidea nel mio orizzonte mentale, ma anche investe la mia coscienza, intimior
intimo meo, e la fa essere come autocoscienza. Esso la condizione assoluta della pensabilit del reale []. la forma
delle verit pi ampia della formuala qua ostenditur id quod est poich lessere, che non ha bisogno di nulla per
manifestarsi, essendo essenzialmente manifestativo da s
1
.
Gomarasca continua sostenendo che lessere stesso chiama ad essere pensato, cio evoca
immediatamente il pensiero, che originariamente gli legato.
Lessere dunque non si contrappone al pensiero come una cosa in s, ma inaugura e istruisce il pensare a
riconoscere che non c pensiero al di fuori di esso.
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Lidea dellessere un oggetto della mente e non una
semplice forma del conoscere. Non una categoria propria del pensiero e di cui il pensiero si possa
appropriare, esaurendo la manifestativit dellessere ad essere funzionale allattivit conoscitiva.
Lessere non sarebbe dunque immanente al pensiero, ma presente in esso come trascendente.
Gomarasca poi precisa che lessere ideale non da confondersi con lessere possibile. Semmai il
fondamento dei possibili, luogo di possibilit, laddove per Rosmini, possibile ci che realizzabile. Il
Nuovo saggio si apre ponendo la coincidenza iniziale tra la possibilit del pensiero e la pensabilit
dellessere.
I caratteri dell'essere ideale
Lumana intelligenza, essendo finita, concepisce lessere nella sua forma ideale e nella sua
indeterminatezza. Tuttavia
Lessere, quantunque indeterminato, assolutamente essere, sebbene non sia essere assoluto
3
.
Ora, lessere anche intelligibile per propria essenza e come tale sempre presente a una mente

1
P. Prini, Rosmini, Gioberti, Gentile: il divino nelluomo, in Rosmini: il divino nelluomo, atti del XXV Corso della
Cattedra Rosmini, 1991, Stresa, Sodalitas, 1991, pp. 29-45
2
Mettere in rilievo gli effetti del risolversi della cosa in s nella manifestativit dellessere al pensiero nellesperienza
sensibile.
3
NS, I, n. 30
Che vuol dire un essere presente alla mente? vuol dire un essere che ha la sua esistenza nella mente, per modo
che, ove noi supponessimo non esistere qualche mente a cui fosse presente, egli non sarebbe. Ch il suo modo di
essere lintelligibilit stessa, fuor della mente, ma nella mente; non conosceimao per esso latto dellesistere in s,
ma latto dellesistere nella mente.
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Loggettivit dunque si costituisce come una relazione sintetica a una mente, configurandosi come
intelligibilit. Lintelligenza stessa una determinazione dellessere.
Pu tornare utile quanto dice Pignoloni a proposito del rapporto pensiero ed essere, anche per capire il
diverso livello di autocoscienza che differenza luomo da Dio o da ogni altro essere illuminato.
Oltre il pensiero riflesso che ha per oggetto s stesso, esiste un pensiero diretto, che ha per oggetto
lessere, e che la condizione dello stesso pensiero riflesso. [] lessere, che il fondamento del pensiero
diretto non si media, anzi il mezzo che rende possibile la mediazione, in quanto permette al pensiero di
scorgersi non solo come oggetto ma anche come oggetto, possibile a realizzarsi in un io particolare.
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La coscienza che lumano sviluppa sullessere coglierlo come lintelligibililt,il luogo abissale dei possibili
poich non ne afferra la presenza, che rimane comunque fondate il particolare intuito e trascendente i
limiti ristretti e finiti dellindividualit di ciascun pensante. Gomarasca chiarisce che non sono i limiti propri
delle ragione e fare dellessere ci che appare nella sua indeterminatezza: la presenza dellessere a
determinare le condizioni essenziali attraverso cui il pensiero diventa consapevole della verit e di s
stesso. lindeterminazione una relazione estranea allessere stesso, ma una relazione con le cose
contingenti
La coscienza umana dellessere
Data la conformazione dellessere ideale se ne possono dedurre anche i limiti propri della nostra
concepibilit di esso di esso.

4
NS, III, p. 138
5
E. Pignoloni, Natura e origine dellidea dellessere, in lessere ideale e morale in Antonio Rosmini, atti delle riunioni
filosofiche di Stresa, 1953, Sodalitas, Stresa, 1995, pp. 23-56.