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La combustione

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La combustione La combustione




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La combustione La combustione
La sostanza combustibile pu essere:
Solida
Liquida o
Gassosa.
I combustibili utilizzati negli impianti di riscaldamento sono quelli visti
precedentemente cio:
Biomasse
Oli Combustibili di vario tipo
Gasolio
GPL
Metano
Biogas
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I combustibili tradizionali sono costituiti principalmente da
Carbonio (C) e Idrogeno (H) e hanno le le seguenti qualit:
Bruciando producono una grande quantit di calore
Subiscono una combustione completa con una minima
produzione di inquinanti
Sono facilmente disponibili e hanno un basso costo.


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I combustibili sono composti da carbonio ed idrogeno che vengono
appunto detti elementi utili, perch con la loro ossidazione si produce il
calore ricercato, sviluppando nella combustione una ridotta quantit di
inquinanti.
Nei combustibili possono essere
presenti anche tracce di zolfo che
invece considerato negativamente
perch produce una minore quantit di
energia e perch nella combustione
produce anidride solforosa o solforica.
Per poter bruciare un combustibile
occorre portarlo a contatto con una
determinata quantit daria (ossigeno)
detta aria comburente
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Il comburente rappresentato dallossigeno (O
2
) presente nellaria.
Laria si considera costituita dal
21% di ossigeno e
79% di azoto e altri gas che non partecipano al fenomeno
La quantit daria strettamente necessaria alla
combustione definita aria stechiometrica, il
valore della quantit di aria necessaria dipende
dalle caratteristiche del combustibile.
La quantit daria tanto maggiore quanto pi
elevato il potere calorifico del combustibile.


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Nella pratica non risulta sufficiente garantire il solo afflusso dellaria
strettamente necessaria alla combustione (aria stechiometrica o teorica),
perch non tutte le molecole del combustibile possono venire a
contatto con il comburente, occorre quindi aggiungere un quantit
daria in eccesso, per essere certi che tutto il combustibile
partecipi al fenomeno.
Laria in eccesso da fornire dipende dalla natura del combustibile,
minima per i combustibili gassosi che tendono naturalmente a miscelarsi
con laria, maggiore per i combustibili liquidi che devono essere
nebulizzati ed ancora maggiore per i combustibili solidi e le biomasse.
Il differenza tra la quantit daria effettivamente utilizzata e quella
necessaria (stechiometrica) e definito come Eccesso daria e viene
solitamente individuato con la lettera e.
e = aria effettiva - aria teorica
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Perch al combustione possa avere inizio necessario che siano
contemporaneamente presenti combustibile e comburente e che siano
raggiunte le condizioni di accensione, cio che sia raggiunta la
temperatura di accensione.
Deve esserci un innesco
Antracite 450C
Legno secco 250C
Olio combustibile 330C
Metano 645C


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Ogni combustibile costituito da carbonio ed idrogeno ed in alcuni casi
anche da zolfo.
Per COMBUSTIONE TEORICA COMPLETA si intende la combustione di
questi elementi utilizzando unicamente laria teorica .
C + 1/2 O2 = CO + 111 kJ/mol
C + O2 = CO2 + 394 kJ/mol
S + O2 = SO2 + 297 kJ/mol
2 H2 + O2 = 2 H20 + 242 kJ/mol
1CO + 1/2 O2 = CO2 + 283 kJ/mol
CH4 + 2 O2 = 2 H20 + CO2 + 803 kJ/mol
CmHn + (m + n/4) O2 = m CO2 + n/2 H20
mole come il valore della quantit
(ad esempio espressa in grammi)
di particelle uguale al peso
molecolare di ogni singola
molecola
Forza: unit di misura il Newton: forza necessaria per imprimere ad un corpo di massa
di un kg un'accelerazione di 1 metro al secondo per secondo.
Lavoro-Energia : unit di misura il Joule 1 Joule = lavoro compiuto da forza di 1
newton per produrre spostamento di un metro.
Potenza: unit di misura il Watt : definito come lavoro/tempo; 1 Watt: 1 Joule in 1
secondo
Energia 3600J = 1 W/h Potenza
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Il valore del potere calorifico inferiore ( presente acqua sotto forma di
vapore a fine combustione) per alcuni di questi idrocarburi :
propano, C
3
H
8
, 2.045 kJ/mol
butano, C
4
H
10
, 2.660 kJ/mol
esano, C
6
H
14
, 3.889 kJ/mol
eptano, C
7
H
16
, 4.504 kJ/mol
n-dodecano, C
12
H
26
, 7.580 kJ/mol


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Composizione media dellaria atmosferica
(aria secca a 273 K e 1013 mbar)

%v/v %m/m
Azoto 78,08 75,52
Ossigeno 20,95 23,15
Argon 0,93 1,28
Anidride carbonica, 0,03 0,046
Altro 0,01 0,00
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Calcolo dellaria teorica per combustibili gassosi (monocomponenti)
Per tutti i gas, in condizioni TPN, una mole occupa 22,4 litri: possibile
interpretare unequazione chimica anche come una relazione tra volumi (litri o
metri cubi) di gas purch tutti siano riferiti alle stesse condizioni di TPN. Per
esempio lequazione di combustione del metano, in condizioni TPN,
1 CH
4
+ 2 O
2
= 2 H
2
0 + CO
2
+ 803 kJ/mol
pu essere interpretata affermando che 22,4 litri (1 mole) di metano bruciano
con 2(22,4) 44,8 litri di ossigeno e si producono 44,8 litri di acqua (vapore) e
22,4 litri di anidride carbonica.


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Calcolo dellaria teorica per combustibili gassosi (monocomponenti)
Dalle equazioni (precedenti si ricavano i seguenti volumi di ossigeno. necessari
per la combustione stechiometrica:
1 m
3
di CH
4
richiede 2 m
3
di O
2

1 m
3
di H
2
richiede 0,5 m
3
di O
2
1 m
3
di CO richiede 0,5 m
3
di O
2
1 m
3
di C
3
H
8
richiede 5 m
3
di O
2
1 m
3
di C
m
H
n
richiede (m + n/4) m
3
di O
2
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Calcolo dellaria teorica per combustibili gassosi (monocomponenti)
Con riferimento allaria, ricordando che ad ogni m
3
di O
2
si accompagnano 3,76
m
3
di N
2
, si pu riscrivere, per esempio, la reazione di combustione del metano
e si ottiene:
1 CH
4
+ 2O
2
+ 2 3,76 N
2
= 2 H
2
0 + CO
2
+ 2 3,76 N
2

cio 1 m
3
di CH
4
richiede 9,52 m
3
di aria.
In modo analogo si ricava che:
1 m
3
di H
2
richiede 2,38 m
3
di aria.
1 m
3
di CO richiede 2,38 m
3
d aria.
1 m
3
di C
3
H
8
richiede 23,8 m
3
aria.


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Nella pratica non possibile utilizzare il quantitativo di aria teorico ricavato dalla
stechiometria delle reazioni di combustione: si dovr utilizzare un volume (o una
massa) di aria reale, Av (o Am). che sar sempre maggiore del valore teorico
Atv (o Atm).
Il rapporto n = Av/Atv si chiama indice daria ed pari a 1 solo per
le condizioni stechiometriche (teoriche) mentre, nella pratica, n sar sempre
maggiore di 1.
Nella letteratura tecnica spesso utilizzato leccesso daria
percentuale che pari a:
e (n -1) 100.
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Volume dei fumi prodotti nella combustione
Lespressione del volume dei fumi che si producono in una combustione
(completa!)
Gv = n Atv 0,21 Atv + 0,01 (CO+H
2
+N
2
+C0
2
+H
2
0)+ 0.03 CH
4
+ 0.01 (mi +
ni/2)CmiHnj
nella quale
Gv rappresenta i metri cubi di fumi per metro cubo di combustibile gassoso
bruciato.
n Atv il volume reale di aria che entra nel focolare,
0.21 Atv : il volume di ossigeno che viene consumato nella combustione e
che quindi non si ritrova nei fumi.
CO, H
2
, N
2
, CO
2
H
2
0 sono le concentrazioni volumetriche percentuali dei vari
elementi (presenti nella miscela di gas combustibile in ingresso al focolare)
che non partecipano chimicamente alla combustione o hanno rapporti
stechiometrci pari a 1 (per esempio. 1 m
3
di N
2
entra nel focolare ed esce
senza reagire mentre 1 m
3
di CO entra nei focolare, brucia, e forma 1 m
3
di
CO
2
)
CH4 la concentrazione percentuale volumetrica di metano nel combustibile:
ogni mole di metano, bruciando. produce 3 moli di prodotti.
CmiHni sono le concentrazioni volumetriche percentuali degli idrocarburi
gassosi presenti nel combustibile.


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Volume dei fumi prodotti nella combustione
Lespressione si pu semplificare,
CO + H
2
+ CH
4
+O
2
+ N
2
+ CO
2
+ H
2
0 + CmHn
nel combustibile in ingresso pari al 100 %;
con facili passaggi si ha:
Gv = n Atv + 1-0,005(CO+3H
2
) 0 0,0025 ((ni -4) CmiHni)

Se si desidera esprimere la portata dei fumi in massa si ha:
Gm = n Atm + d
combustibile


Gm espresso in kg di fumi per m
3
di combustibile.
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Volume dei fumi prodotti nella combustione
Nelle analisi dei fumi di combustione spesso utile, o necessario,
riferirsi ai fumi secchi cio considerati senza la presenza in essi del
vapore dacqua che si forma dalla combustione dellidrogeno e dei
combustibili contenenti idrogeno.
Dalla espressione di G possibile ricavare la formula per il calcolo di [Gtv]fs
cio per il calcolo della portata dei fumi quando la reazione avvenga con
aria stechiometrica e riferita ai fumi secchi: nella espressione di Gv,
dobbiamo porre n =1 e sottrarre lacqua che si forma dai combustibili
contenenti idrogeno.
Con facili passaggi si ottiene:
[Gtv]fs = Atv + 1 - 0,005 (CO + 3 H
2
0) - 0002 CH
4
- 0,0025 [ (ni+4) CmiHni]


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Volume dei fumi prodotti nella combustione
Con evidente significato dei simboli, si ha pure che il volume dei fumi secchi
effettivo (cio non stechiometrico ma con aria in eccesso) dato da
[G]fs = [Gtv]fs + (n-1)Atv
GAS Fumi teorici
secchi m
3
/m
3

Fumi teorici umidi
m
3
/m
3

Aria teorica
m
3
/m
3

CH
4
, metano 8,52 10,52 9.52
C
3
H
8
. propano 21,81 25,81 23,81
C
4
H10, butano 28,45 33,45 30,9
GPL. (30% Butano, 70%
Propano
23,8 28,1 25, 9
H
2
1,88 3,38 2,38
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Calcolo dellindice daria n
Con le notazioni finora adottate si pu scrivere:
[C0
2
]fs stech = CO
2
/[Gtv ]fs 100
[C0
2
]fs = CO
2
/[Gv]fs 100
Da queste relazioni si ottiene. con facili passaggi algebrici,
[CO
2
]fs stech / [CO
2
]fs = 1 + (n-1) A/[Gv]fs
che lespressione generale di calcolo di n;
tale espressione quando il rapporto Atv/[Gv]fs sia circa pari ad 1, si semplifica
nella
[CO
2
]fs stecn / [CO2]fs = n
Lapprossimazione Atv / [Gtv]fs 1 non valida. In generale,
1) se il combustibile ricco d H
2
e CO:
2) se il combustibile ricco di N
2
:


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Condizioni ottimali per la combustione nella pratica tecnica
In ogni combustione necessario porre in intimo contatto il combustibile
con lossigeno per assicurare unelevata superficie di reazione e per
consentire il raggiungimento di temperature sufficientemente elevate per
tutte le molecole di combustibile garantendo cos una sufficiente cinetica di
reazione.
Il combustibile inviato alla combustione deve bruciare completamente non
essendo accettabile, n in termini energetici n in termini di inquinamento
ambientale e sicurezza, la presenza di combustibile nei fumi scaricati.
Per fornire a tutte le molecole di combustibile lossigeno necessario si deve
utilizzare sempre un eccesso di ossigeno, e quindi di aria, rispetto ai valori
ricavabili dalla stechiometria della reazione. Tale eccesso daria , in
generale, di valore crescente passando dai combustibili gassosi a quelli
liquidi a quelli solidi per la evidente maggiore complessit di mescolare un
combustibile solido con un gas rispetto ad un combustibile liquido o, meglio
ancora, ad un combustibile gassoso.
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Non esistono valori giusti in assoluto per leccesso daria e per la temperatura
dei fumi: si infatti davanti ad un tipico problema di ottimizzazione tra
esigenze contrastanti
Si dovrebbe usare un eccesso daria quanto pi piccolo possibile ed una
temperatura pi bassa possibile: in tal modo si minimizzano le perdite
legate allo scarico dei fumi caldi; questa scelta per pu avere effetti
negativi:
sulla necessit di bruciare tutto il combustibile, per evitare pesanti
perdite energetiche;
sulla durata della canna fumaria, che potrebbe essere sottoposta a
fenomeni di corrosione dovuta a condense acide;
sulla necessit di avere comunque un sufficiente tiraggio al camino
che, per tiraggio naturale, proprio legato alle diverse densit di fluidi a
temperature diverse.
Le caldaie di potenza elevata sono in generale pi efficienti e sofisticati: una
piccola caldaia murale da 20 kW, con bruciatore atmosferico, pu avere un
indice daria pari a 1,52,0 (50% o 1 00% di eccesso) mentre una caldaia da
350 kW, con bruciatore dotato di serranda automatica. pu avere un indice
daria pari a 1,1 o 1,2 (cio un eccesso daria di solo il 10% il 20%).


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Temperature e composizione dei fumi scaricati da un generatore di calore
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Emissioni in atmosfera
La norma tecnica UNI 10389 indica un valore massimo della concentrazione di
monossido di carbonio CO, che pu essere scaricato in atmosfera dai camini
degli impianti di riscaldamento: questa indicazione sarebbe priva di senso se non
fosse collegata al volume dei fumi che si producono bruciando unit di massa (o di
volume) del combustibile utilizzato e, quindi, indirettamente, allenergia utilizzata.
Nella UNI 10389 , infatti, precisato che il valore della concentrazione limite di CO
(pari a 1 000 ppm = =,1% v/v/) deve essere riferito alla condizione di prodotti
della combustione secchi e senzaria.
In tal modo si garantisce che non sia utilizzata la diluizione dei fumi con aria
come espediente per aggirare la limitazione sulla emissione di CO.
In pratica come se si facesse obbligo di assumere una situazione di
funzionamento di riferimento (equivalente alla situazione reale di combustione ai
soli fini controllo dellemissione); questa situazione di riferimento legata alle
seguenti assunzioni:


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Emissioni in atmosfera

la massa di CO prodotta nella combustione reale per unit di massa (o di volume)
di combustibile non cambia se si assume che la combustione avvenga in condizioni
stechiometriche (senzaria in eccesso!) cio n = 1; in tal caso minimo il volume dei
fumi scaricati al camino e, quindi, massimo valore della concentrazione di CO;

la concentrazione di CO deve essere misurata in percentuale volumetrica.
supponendo di condensare e separare dai fumi il solo vapore dacqua
eventualmente presente.
In queste condizioni di riferimento la concentrazione teorica per fumi secchi COt, fs.
dunque un valore calcolato (e non misurato dallanalizzatore dei fumi)
numericamente sempre maggiore del valore di COfs misurato; COt,fs denominato
CO corretto, CO non diluito, CO teorico, CO stechiometrico
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Si possono avere quindi quattro tipi di
combustione
1 Stechiometrica;
nel fumo non presente lossigeno O
2
, ne vi
sono tracce di combustibile, Laria teorica
(A
tv
) coincide con quella reale (A
v
)
n= A
v/
At
v
= 1


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Nel fumo presente solo
Anidride carbonica
Acqua
Azoto
Ed eventuali tracce di Zolfo
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2 In eccesso daria:
nel fumo non ci sono residui di combustibile
incombusto, la condizione tipica di funzionamento
delle caldaie.
Laria teorica (A
tv
) minore di quella reale (A
v
). Nel
fumo sono presenti H
2
O, CO
2
, O
2
, ossidi di azoto ( e
zolfo)
n= A
v/
At
v
> 1
Nel fumo presente: ossigeno, anidride carbonica, acqua, azoto,
ossidi di azoto, e tracce di anidride solforosa (eventuale)


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3 In difetto daria 3 In difetto daria(condizione di malfunzionamento) (condizione di malfunzionamento): :
nel fumo nel fumo non presente lOssigeno non presente lOssigeno, ma , ma
presente combustibile incombusto, presente combustibile incombusto,
H H
2 2
O, CO O, CO
2, 2,
CO, ossidi di azoto (e zolfo) e CO, ossidi di azoto (e zolfo) e
fuliggine fuliggine
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4 Incompleta(indice di malfunzionamento) (indice di malfunzionamento):
nel fumo sono presenti combustibile
incombusto, lossigeno, H
2
O, CO
2,
CO,
ossidi di azoto ( e zolfo) e fuliggine nel
caso di combustibili liquidi (la situazione pu
presentarsi anche durante i transitori di funzionamento, in
caso di cattiva miscleazione del combustibile ed aria, nel caso
di temperatura di combustione troppo bassa)


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lI triangolo di Ostwald
Sulla base delle reazioni di combustione e dei bilanci di materia possibile
correlare tra loro, per ogni specifico combustibile, i seguenti quattro
parametri:
la concentrazione di CO
2
percentuale nei fumi secchi;
la concentrazione di O
2
percentuale nei fumi secchi;
la concentrazione di CO percentuale nei fumi secchi;
lindice daria n (oppure leccesso percentuale daria e).
Noti due di questi parametri sempre possibile ricavare il valore degli altri
due: in forma grafica questa relazione riportata nel triangolo di ostwald.
Esistono trinagoli di Ostwald tipici di ogni combustibile, a seguire
riportato quello del metano.
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La combustione La combustione
lI triangolo di Ostwald
Il triangolo di Ostwald relativo al gas metano.
Con riferimento, per esempio, al triangolo di Ostwald del gas
metano osserviamo che:
il punto rappresentativo delle condizioni della combustione
deve cadere allinterno del triangolo:
considerando la retta CO = 0, cio combustione perfetta
senza incombusti, notiamo che essa interseca lasse delle
ascisse in un punto di coordinate (11,7; 0) cio al valore CO
2

= 11,7 ed O
2
= 0, che significa combustione stechiometrica
con eccesso daria pari a zero; la stessa retta interseca asse
delle ordinate nel punto (0: 21) cio combustione con
eccesso daria tendente ad infinito (O
2
nei fumi allO
2

nellaria = 20.9%) e concentrazione di CO
2
praticamente
zero.


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La combustione La combustione
lI triangolo di Ostwald
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lI triangolo di Ostwald


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Due parole sulla combustione delle biomasse
Il legno , in sostanza, un magazzino di energia solare.
Le foglie degli alberi agiscono come piccoli pannelli solari che assorbono
lenergia irraggiata dal sole, utilizzandola per convertire acqua, anidride
carbonica e minerali in materia organica, il legno. Accendere un fuoco di legna
significa liberare questa energia.
Due cose sono necessarie perch il legno bruci: ossigeno ed alta temperatura.
In un focolare per bruciare il legno efficacemente deve essere mantenere alta la
temperatura interna e fornire di ossigeno sufficiente per consumare quanta pi
legna e gas possibile.

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Due parole sulla combustione delle biomasse
Quando il legno brucia, passa attraverso tre fasi di combustione:
1.Lumidit evapora dal legno per azione del fuoco circostante. Qualunque
legno contiene una certa percentuale di umidit. Poich parte del calore
prodotto dal fuoco impiegata nella sua evaporazione , molto pi
conveniente, ed anche meno inquinante, usare legno stagionato (max 20%
di umidit) piuttosto che legna verde tagliata di fresco (50% o pi di
umidit). Questa fase completa quando il legno raggiunge la temperatura
di 100C (Punto di ebollizione dellacqua)
2.Aumentando la temperatura, il legno si decompone in gas volatili e
carbone. Il legno prende fuoco ad una temperatura compresa tra i 260C
ed i 315C, bruciando la carbonella ed una piccola percentuale dei gas. La
maggior parte dei gas, comunque, sfuggir per il camino, a meno che la
temperatura nella stufa sia sufficientemente alta da bruciarli. (fase 3) Una
volta nel camino, i gas si combinano con lumidit per formare creosoto.


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La combustione La combustione
Due parole sulla combustione delle biomasse
3.I gas e il carbone bruciano. Il carbone comincia a bruciare emettendo
calore tra i 540C ed i 705C, riducendosi in cener e. In questa fase si
produce la maggior parte del calore sfruttabile. I gas volatili si accendono
tra i 600C ed i 650C, purch abbiano sufficiente ossigeno. I gas di rado
raggiungono questa temperatura, a meno che non siano in qualche modo
confinati e dirottati verso la fiamma, od in un area della camera di fuoco
dove questa temperatura sia stata raggiunta. Lefficienza delle stufe
dipende dalla loro capacit di ottenere questo.

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La combustione La combustione
Due parole sulla combustione delle biomasse
Potere calorifico del legno
Il potere calorico dipende dalla qualit del legno e dal tasso di umidit. In
media, si possono ottenere i seguenti valori per Kg. di legno anidro: Frondoso
4300 Kcal/Kg, Resinoso 4600 Kcal/Kg. A fronte di uguale peso, i legni resinosi
hanno dunque un potere calorico superiore agli altri legni. Questa diversit
compensata da una maggiore densit dei legni frondosi.
Aria in eccesso
Come tutti i combustibili, il legno ha bisogno di una certa quantit di aria ( circa
5 mc di aria per kg ) per bruciare completamente. Poich il legno un
combustibile solido, e si miscela con difficolt con laria, necessario fornire una
quantit di aria in eccesso ( fino ad un totale di 8 mc per kg.). Tale aria in
eccesso, naturalmente, non viene in realt bruciata, e viene espulsa dalla canna
fumaria, trascinando con s, per, una parte del calore prodotto. Questo uno
dei motivi per cui il rendimento del legno come combustibile inferiore a quello
di combustibili gassosi, come il metano, o vaporizzabili, come il gasolio, che
miscelandosi intimamente con laria, hanno meno bisogno di averne in eccesso.
Soltanto in generatori molto sofisticati si riesce ad ottenere la gasificazione della
legna, ed un rendimento altissimo.



La combustione
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La combustione La combustione
Due parole sulla combustione delle biomasse
Residui della combustione.
Il legno, qualunque sia la sua origine, costituito da una parte organica
combustibile( la cui composizione chimica media Carbone 50%,Ossigeno
42,5%, Idrogeno 6,5%, Azoto 1%), da una parte minerale inerte, e dallacqua. Le
sostanze organiche, cio le resine, i tannini, ed i polimeri (cellulosa, emicellulosa
e lignina), per azione della ossidazione ad alta temperatura durante la
combustione, subiscono delle profonde modificazioni chimiche, liberando
energia e producendo dei residui, che, a seconda della qualit della
combustione, possono variare entro certi limiti. I principali residui sono:
Le ceneri costituiscono dal 2 al 3 % della massa anidra del legno e sono il
residuo della sua parte minerale (silicio, calcio, magnesio, potassio, acido
fosforico, etc.)
Ossidi di Azoto..
Ossidi di Zolfo.
Ossidi di carbonio.
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La combustione La combustione
Due parole sulla combustione delle biomasse
Residui della combustione.
Lanidride carbonica (Biossido di carbonio) Idrocarburi incombusti Le molecole
che costituiscono la parte organica del legno sono estremamente stabili: occorre
unalta temperatura per spezzarle ossidandole, come abbiamo visto descrivendo
la terza fase della combustione della legna.
I creosoti sono idrocarburi aromatici e poliaromatici fortemente ossigenati e
costituiscono buona parte della condensa che si forma nelle canne fumarie per
cattiva combustione. Mescolati alla fuliggine, formano delle incrostazioni nelle
canne fumarie, specie dei camini tradizionali, che possono essere causa, se non
periodicamente rimosse, di pericolosi incendi. I creosoti si formano soprattutto
quando la temperatura dei fumi nella canna fumaria bassa. Questo consente
alla condensa di aderire alle pareti.


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La combustione La combustione
Due parole sulla combustione delle biomasse
Residui della combustione.
La fuliggine un altro risultato della combustione incompleta. E costituita
fondamentalmente da carbone puro (98%). Assorbe facilmente la condensa dei
creosoti, fissandola alle pareti della canna fumaria.
La condensa si forma facilmente bruciando legna verde in impianti dotati di
canne fumarie non ben coibentate. La prima fase della condensa costituita
soprattutto dal vapore acqueo risultato della rapida essiccazione della legna
nella camera di fuoco. Successivamente, col progredire della combustione, si
forma condensa dagli idrocarburi incombusti, di cui abbiamo gi parlato, E un
liquido scuro, oleoso, maleodorante, infiammabile e di facile infiltrazione. Si pu
evitare soltanto bruciando buona legna in impianti realizzati correttamente, con
una buona canna fumaria.