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QUESTIONE EBRAICA

INCLUDE


LE FORZE OCCULTE CHE
MANOVRANO IL MONDO
-
I PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI
DI SION (1938)
-
I COGNOMI DI 10000 FAMIGLIE
EBREE IN ITALIA
-
J.B. PRANAITIS
IL TALMUD SMASCHERATO
Insegnamenti segreti dei rabbini
ebrei sui cristiani

Non morire da coglione senza aver prima capito
come gira realmente il mondo e chi comanda.

Da sempre ce la mettono tutta, con TV, stampa
e qualsiasi organo dinformazione, per lavarti il
cervello, guarda i zombi intorno a te che vivono
senza capir niente e si accontentano di essere
alimentati artificialmente, con false
informazioni, musica, divertimenti e calcio,
come polli di allevamento ormai prossimi al
macello.

Ogni possibilita di recupero parte inizialmente
da te, dal tuo cervello e dalla capacita che
ancora di pensare autonomamente e di non
essere pensato.

Il mondo reale non e quello che vedi. Quello
che vedi e solo quello che ti fanno vedere.

Apri la tua mente, osserva e rifletti. Riflettere e
la prima cosa, ricordalo.

DIFFONDI QUESTO FILE TRA I TUOI AMICI E
CONOSCENTI E DISCUTI CON LORO. SOLO
ALLORA TI ACCORGERAI CHE QUELLO CHE E
SCRITTO NEI PROTOCOLLI E QUELLO CHE
ACCADE OGNI GIORNO SOTTO AI TUOI OCCHI
MA DI CUI NON TI RENDI CONTO.

SOLO DOPO GIUDICA SE SONO VERI O FALSI!!
Vermijon
Le forze occulte
che manovrano
il mondo
ROMA
M C M L X X
Alcuni giudizi sul volume:
E' un lavoro poderoso. Chiaro. Convincente. Se divulgato far un gran bene. Iddio sia
premio all'autore.
Dalla lettura di questo studio i problemi dell'ora presente ricevono una luce insospettata.
La vasta e delicata questione stata trattata con una competenza che sorprende e conquide,
dalla prima all'ultima riga.
La pubblicazione stata premiata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 9
agosto 1957 ed ha avuto un'ottima recensione su la rassegna Libri e Riviste; che, come
si sa, edita dal Centro di Documentazione della Presidenza del Consiglio della
Repubblica Italiana (Giugno 1955, p. 1707).
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TUTTI I DIRITTI RISERVATI
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Pubblicato a cura e spese dell'autore
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Tip. S.A.T.E.S. Roma
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PREMESSA
Constatato come l'umanit abbia perduto di vista l'esistenza d'un pericolo immenso che
invero mai come oggi fu pi grave e imminente sento imperioso il dovere di lanciare un grido
d'allarme.
Si tenga presente che, dal conoscere o no la questione agitata, pu dipendere non solo la tutela
dei nostri interessi, ma addirittura la salvezza della nostra vita.
Scongiuro, pertanto, quanti sono in grado di ragionare, a non farsi cos assorbire dalle cose
contingenti da dimenticare quelle veramente essenziali.
Si abbia il coraggio di fissare in faccia la realt, leggendo con attenzione fino in fondo
l'attuale libretto e ponderando i gravi fatti e gli argomenti che, sul tema in esame, ardisco esporre.
E ci, senza lasciarsi in nessun modo sviare da falsi preconcetti, e tanto meno atterrire
dall'immensit della minaccia.
A togliere dall'inizio una impressione errata, che il lettore potrebbe avere nella scorrere queste
pagine, necessario chiarire quanto segue.
Sarebbe indice di palese contraddizione l'ammettere che, in regime democratico, mentre tutti
hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, criticando l'operato degli Americani,
dei Russi, degli Inglesi, del Clero e perfino del Papa, viceversa tale diritto si neghi, a chiunque
osasse criticare l'operato dei Giudei.
Si immediatamente tacciati di razzismo e libello viene detto ogni scritto antiebraico. Tali
accuse si potrebbero in qualche modo accettare, soltanto quando le colpe che vengono imputate a
costoro risultassero calunnie o falsit.
Ma se si pu dimostrare, con dati di fatto inoppugnabili, chiari come la luce del sole, che le
malefatte dei Giudei sono reali oltrech gravissime, nessuno ardir pi difenderli e gli epiteti
surriferiti non avranno alcun senso se non per gli sciocchi.
Basti intanto ricordare quanto si legge in un testo talmudico: Se i non-ebrei conoscessero
quello che noi insegniamo a loro riguardo, ci avrebbero senz'altro sterminato. (Dibre. in Dav, f.
37).
Se esiste un popolo razzista, questo per eccellenza il giudaico, che arriva a dire: Come
lolio non si mescola con l'acqua, cos Israele non si mescola con gli altri popoli. (Rassegna
israelitica Israel di Firenze).
Non si dimentichi che, per il corso di quaranta secoli, tutte le nazioni della terra, fra le quali
tale gente riusc ad infiltrarsi, furono costrette, da una amara esperienza, ad adottare nei loro
confronti misure restrittive, per frenarne l'aggressivit e l'invadenza.
Se oggi siamo convinti che i Giudei, dopo le gravi persecuzioni e le stragi inumane di Hitler,
siano divenuti teneri agnellini, badiamo a non illuderci: incorreremmo in un gravissimo errore.
Essi si ritengono vincitori e, mai come adesso, hanno alzato la testa.
In merito a ci, badiamo per a non credere che a sei milioni ammonterebbero le vittime
della persecuzione razzista.
Tale cifra una infame menzogna! esclama il dottore giudeo Listojewski sulla rivista The
Broom di San Diego Cal. del 2 Maggio 1952. Ed aggiunge: Da accurate statistiche risulta, come
il numero degli ebrei realmente periti, oscillerebbe fra i 350.000 e i 500.000.
Scopo del presente non affatto e non vuole essere di suscitare una questione di religione o di
razza, bens di attirare l'attenzione sull'esistenza di un problema d'interesse mondiale, che va
4
affrontato e risolto da quanti si proclamano liberi e pensosi dell'avvenire.
Il mondo moderno ha scritto L'ebreo Beniamino Disraeli nel suo libro "Coningsby"
governato da personaggi, ben diversi che non si figurino coloro, i quali non vedono ci che accade
nel retroscena.
Il retroscena, dunque, che non vediamo, mi propongo svelare. Assisteremo ad uno spettacolo
che ci riempir d'orrore e di meraviglia, nel constatare come l'umanit si trovi gi sull'orlo di un
abisso, a causa dell'ebraismo manovrante nell'ombra, che, qual burattinaio, con disinvoltura ci
muove similmente a fantocci. Vedremo cosa si nasconda dietro la maschera della massoneria e del
comunismo, e i mezzi diabolici che il Giudeo adopera per piegare il mondo sotto il giogo della
razza israelitica, come ritiene che sia sua speciale missione.
Ho creduto di esprimere, senza alcuna reticenza, quanto alla mia mente appare, perch
giudico che, tacere la verit conosciuta, sia un silenzio colpevole, quando ne va di mezzo la
salvezza del prossimo.
Mosso da tale fine, ho fatto una sintesi di quanto di meglio a mio parere sulla materia si
acquisito, riportando testi e notizie ricavate da varie fonti, e traendo le deduzioni a cui giungo,
massimamente da documenti di emanazione ebraica.
Sebbene mi renda conto quanto le mie idee siano in contrasto con l'opinione comune, tuttavia
sono convinto che, approfondendo la questione, la situazione muter d'aspetto. La verit,
comunque, non pu avere analogia con la moda: essa resta immutabile fra l'alternarsi dei tempi.
Badino, quindi, popoli e governanti, che il mio grido in extremis non resti lettera morta, ma
sia scintilla che suscita un incendio.
Siano prese quelle misure che l'esperienza dei secoli e la situazione attuale potranno suggerire,
affinch le forze del male siano per sempre debellate dalle forze del bene.
N.B. Prego tenere presente che questo lavoro stato scritto nel 1944, e cos, come fu scritto,
viene ora pubblicato, solo aggiungendovi ulteriori notizie man mano che si acquisivano.
Mentre, pertanto, alcuni fatti e persone che vi si citano non sono pi di attualit, tuttavia sar
bene non ometterli, perch quanto valeva ieri vale oggi e l'orchestra non muta.
Avevo trascurato di stamparlo, nella speranza che ci che temevo non fosse per realizzarsi; ma
ora lo faccio, perch mi accorgo fino a quali estremi siamo giunti e quanto siamo vicini alla
catastrofe.
Mi sono firmato con uno pseudonimo (Vermis Jonae) per adoperare un minimo di prudenza,
stante la conosciuta perfidia delle persone che colpisco.
L'attendibilit d'una pubblicazione che vuole riferire fatti e documenti non tanto deriva
dal conoscere il nome di chi scrive, quanto dall'osservare la sostanza delle cose scritte e la loro
intrinseca consistenza.
5
I
La folle arroganza degli Ebrei
Esiste un Popolo, del tutto straordinario, di circa 17 milioni di anime disperso sulla faccia della
Terra che, reputandosi la razza superiore del genere umano, presume nientedimeno! diventare
l'assoluto dominatore dell'intero globo terraqueo, tanto dal punto di vista politico come da quello
economico.
Questo senza impressionarsi, perch la cosa sar all'istante dimostrata il popolo
d'Israele. Gli Israeliti pensano che, pervenuti a detto scopo. giunta sar per essi l'era messianica.
Ora, nessuno, dotato d'un po' d'intelletto, potr dubitare che tale sia il preciso obiettivo cui gli
Ebrei disperatamente anelano.
Lo sappiamo, infatti, dalla bocca stessa dei maggiori loro esponenti, come un Isacco Crmieux.
il quale, unitamente ad un Carlo Marx, un Engels, un Lassalle e ad uno stato maggiore israelita,
fond a Parigi, nel 1881, La Alleanza Israelita Universale, di cui oggi, pi che mai, necessario
tenere presente il programma.
I capi di questa organizzazione affermarono che: ...la Sinagoga avesse torto di ostinarsi
nell'attesa di un Messia umano. Si erano mal compresi i vecchi testi rabbinici quando questi
annanziavano un Re temporale coperto di sangue in mezzo alle battaglie, schiacciante sotto le
ruote del suo carro le nazioni che avessero voluto resistere all'impero universale promesso da
Israele e governante, con una verga di ferro, le nazioni che sarebbero state a lui sottomesse. Era,
invece, il Popolo israelita stesso, e non questo o quell'altro figlio che, prendendo coscienza della
sua superiorit etnica, doveva vincere il mondo e piegarlo sotto il giogo della razza israelita.
(Salluste. Revue de Paris l Giugno 1928, a. 35, n. 11, p. 573).
Il fondatore dell'Alleanza diffuse, in quell'occasione, fra gli Ebrei, il seguente proclama, che
fu pubblicato dal Morning Post di Londra e ristampato, nel 1906, dal giurista russo Alessio
Shmakof nel suo libro La libert e gli Ebrei:
L'unione che noi vogliamo fondare non n francese, n inglese, n irlandese, n tedesca,
ecc..., ma un'unione ebraica universale. La nostra causa grande e santa. Il suo successo
assicurato. La rete che Israele getta sul globo terrestre si allarga e si estende ogni giorno pi e le
profezie dei nostri santi libri stanno infine per avverarsi. (Se le parole hanno un senso, queste sono
tali che ben ci dovrebbero fare aprir gli occhi).
Il tempo si approssima in cui Gerusalemme diverr la casa di preghiera di tutti i popoli e le
nazioni, in cui il vessillo della Monodivinit ebrea sar spiegato ed inalberato sulle pi lontane
rive. (Che significa ci? Si avrebbe forse intenzione di distruggere il cristianesimo?).
Sappiamo approfittare delle circostanze. La nostra potenza immensa; impariamo ad
utilizzarla per il trionfo della nostra causa. Che potremmo noi temere?
Il giorno non lontano, in cui tutte le ricchezze, tutti i tesori della terra saranno nelle mani
dei figli d'Israele. (Non so come si potrebb'essere pi espliciti di cos).
Una breve ma significativa lettera, diretta, in quel tempo, dall'ebreo Baruch Levy a Carlo Marx
e riprodotta altres nello stesso numero della citata Revue de Paris (p. 574). ci illumina sui mezzi
che i Giudei adopreranno per raggiungere lo scopo. Eccola:
Il Popolo israelita, preso collettivamente, sar esso stesso il proprio Messia. Il suo regno si
otterr con la unificazione delle razze umane, la soppressione delle frontiere e delle monarchie, che
sono la difesa del particolarismo, e con l'istituzione di una Repubblica Universale, che riconoscer
dappertutto i diritti di cittadini agl'Israeliti.
In questa nuova organizzazione dell'umanit i figli d'Israele, sparsi da tempo su tutta la
superficie del globo, tutti della stessa razza e della stessa conformazione naturale, senza tuttavia
costituire una nazionalit distinta, diventeranno senza contrasti l'elemento ovunque dirigente,
6
soprattutto se riusciranno ad imporre alle masse operaie la direzione stabile di qualcuno fra essi.
I governi delle nazioni, che formano la Repubblica Universale, passeranno tutti senza sforzo
nelle mani degli Israeliti in favore della vittoria del proletariato.
La propriet individuale potr allora essere soppressa dai governanti di razza giudaica, che
amministreranno dappertutto la fortuna pubblica. Cos si realizzer la promessa del Talmud che,
allorquando i tempi del Messia saranno venuti, gli Ebrei terranno sotto le loro chiavi i beni di tutti
i popoli del mondo.
Da parole s chiare, chi non vede manifesto il deliberato proposito del giudaismo, di realizzare
attraverso la vittoria del proletariato, ossia il trionfo del Comunismo il suo sogno di
dominazione mondiale?
Proposito, questo, da non prendersi alla leggera, perch della sua gravit siamo confermati
dall'osservare la storia d'ognid.
In relazione a s bieche intenzioni, assolutamente necessario, che quanti hanno possibilit di
decisioni politiche e sociali nonch tutti gli onesti, imparino a valutare la realt del mondo
contemporaneo, cercando di capire, come il pericolo comunista sia oltremodo maggiore di quello
che comunemente si pensa.
Inoltre, estremamente importante avere presente:
1) Che tale partito stato esclusivamente inventato ed diretto dai Giudei, i quali se ne servono
a mo' di sgabello per piegare l'umanit sotto il giogo della razza israelita (come nettamente si
deduce dalla lettera citata) e ci per uno scopo messianico.
2) Che l'ebraismo, al fine di agevolare il raggiungimento del suo obiettivo, si avvale ancora, di
varie forze occulte (specificate nel capitolo V e seguenti), le quali aiutano il comunismo e sono
dotate di tale potenza, da influenzare e perfino sostituirsi ai poteri costituiti, cui l'opinione pubblica
attribuisce responsabilit e capacit, che, viceversa e in pratica, non hanno o non esercitano.
Consultando gli Archives Isrelites (a. 1861) si pu ancora rilevare la seguente testimonianza
del gi citato Isacco Crmieux: Un messianismo dei tempi nuovi deve sorgere: una Gerusalemme
del nuovo ordine, santamente collocata fra Oriente e Occidente, deve soppiantare il doppio regno
imperiale e papale.
Tale concetto confermato da quanto scrive un altro giudeo, il Ruthendorf, in
Rechtfertigung (III, p. 321): Noi, sulla base della luce che promana dalle Scritture, possiamo
aspettarci che Gerusalemme sar la capitale del mondo.
Si potrebbe qui aggiungere il testo di un discorso-programma, tenuto a Praga, nel 1880, dal
rabbino Reichhorn in un solenne convegno rabbinico, ed un gravissimo documento, emanato dal
Comitato Centrale della Lega Israelita di Pietrogrado nel 1919; ma rimando il lettore ai capitoli,
rispettivamente XII e XXIV.
Sono tutte prove schiaccianti che attestano appieno la verit di quanto sopra.
Del resto i dotti e i maestri nelle Sinagoghe interpretando a loro modo le scritture come
hanno sempre fatto vi finiscono d'ordinario i discorsi, con l'immancabile affermazione del
trionfo di Israele sul mondo e con la promessa di tutti i beni; di questa pazza credenza i Giudei sono
dappertutto invasati.
Ora, possibile pensare che costoro se ne stiano con le mani in mano, e non operino nulla per il
conseguimento dello scopo agognato?
Operano, miei lettori! In modo incessante e con la pi fine astuzia, servendosi della pelle degli
altri, come appresso, con serie ragioni, ampiamente vedremo. Prima, per, di passare alle
dimostrazioni conviene, per meglio intenderle, mettere in chiaro un aspetto, molto fondamentale
della mentalit ebraica nei nostri riguardi, che ci far bene capire, in base a quali principi e teorie si
comportano i Giudei verso di noi.
7
II
Come gli Ebrei giudicano gli altri popoli
Il celebre personaggio inglese Lord Disraeli (ministro ebreo in Gran Bretagna sotto la regina
Vittoria), in un suo famoso libro dal titolo Coningsby, ha lasciato scritto due gravissime
proposizioni che, corrispondendo, purtroppo, ad una impressionante realt, dovrebbero lasciarci
tutti non poco pensosi. La prima suona testualmente cos:
Il mondo moderno governato da personaggi, ben diversi che non si figurino coloro, i quali
non vedono ci che accade nel retroscena.
Ora, chi siano questi personaggi, cosa dimostrabilissima: sono precisamente i Giudei.
Infatti essi, agendo sempre con prudenza ed occultamente, atteggiandosi ognora a innocenti
vittime per suscitare il pietismo, con incredibile abilit e senza che alcuno se ne avveda,
s'impadroniscono delle leve di comando di tutto il mondo e, per mezzo di una vasta rete d'intrighi e
d'influenze organizzate, riescono a farlo marciare nella direzione voluta. Sono ormai riusciti a tale
scopo e gi la fanno da padroni nei posti pi impensati e incredibili.
La seconda proposizione, che il suddetto Lord ci elargisce, afferma che, ...una razza superiore
non pu essere assorbita da una razza inferiore. Ci significa, dunque, che dovere della razza
superiore assorbire quella inferiore! Pertanto, data la convinzione ebraica di essere loro il popolo
eletto, essi attuano verso di noi il suesposto principio e, senza difficolt alcuna, vi riescono
pienamente. E' un fatto pi che certo, che chi si trova molto al di sopra, pu, con tutta facilit,
menare dove meglio gli piace chi sta molto al di sotto.
Che essi abbiano costituito il popolo eletto prima della venuta di Cristo, non si pu discutere,
perch confermato dalla parola divina. Ma anche dopo il Deicidio, siccome la parola divina non si
cancella, gli Ebrei restano un popolo eccezionale nel senso, che, fatte le debite distanze, essi hanno
una qualche analogia con gli angeli decaduti, che tuttavia conservano la virt intrinseca: solo alla
fine del mondo si convertiranno.
In base alla loro conclamata superiorit, gli Ebrei chiamano GOIM ossia bestie da
pascolo quanti non appartengono alla loro stirpe; tali realmente, fino ad ora, siamo stati nei loro
confronti e tali ci considerano, perch siamo
da essi stimati non uomini, ma esseri inferiori, dall'intelletto ottuso e bestiale, anzi addirittura
allo stato di infanzia, compresi i governanti, creati soltanto per servire gli Ebrei
1
. (Dunque, costoro
considererebbero s stessi quali uomini maturi di 50 anni, mentre noi, dei bimbi piccoli piccoli, da
sballottarsi qua e l come palline, ivi compresi i Capi di Stato, i Vescovi e il Papa. Oh, che
bellezza!).
Nel trattato talmudico, il Chullin, s'insegna: I cristiani si hanno da fuggire come indegni del
consorzio de' giudei; essendoch questi sono di tanta dignit, che neppure gli angeli gli
eguagliano
2
.
In altro trattato, il Sanhedrin, si ha cura di soggiungere: Un giudeo deve riputarsi quasi uguale
a Dio! Tutto il mondo suo, tutto deve a lui servire, specialmente le bestie che hanno forma di
uomini, cio i cristiani
3
.
Il medesimo, ribadisce poi tale dottrina in questi termini: Dovunque si stabiliscono gli Ebrei,
bisogna che si facciano padroni; e finch non abbiano l'assoluto dominio... non debbono cessare
dal gridare: Che tormento! Che indegnit!
4
.
Il precetto della legge naturale e mosaica che comanda l'amore del prossimo, non secondo
lo spirito del Talmud (codice religioso e civile giudaico) un precetto universale, ma ristretto ai
soli Giudei e ai loro amici. Questi si debbono amare e non gi i goim, che non sono uomini ma
bestie
5
.
8
Chiarisce ancor meglio il modo di giudicarci ebraico, quanto, in proposito, stampato su la
dotta rivista La Civilt Cattolica (a. 1893. v. V . s. XV. p. 145. 269), che documenta il suo dire
col pi esatto riferimento talmudico. Vi si legge, infatti, come i talmudisti insegnino:
6
Essere il cristiano omicida, immondo, sterco, dato alla bestialit e ad altre orribili nefandezze
e tale che il suo solo incontro contamina
7
.
Volete voi sapere a che razza di animali, essi ci facciano l'onore di aggregarci? Eccola.
Secondo il trattato Zohar
8
. i cristiani sono bovi, asini, cani; mentre, giusta il trattato Yalkut-Re
Ubni
9,
essi apparterrebbero piuttosto alla specie suina. Ma anche qui tra i rabbini diversit di
pareri, perch gli uni li chiamano semplicemente porci; ed altri vi aggiungono la qualifica di
silvestri, quali sono i cignali
10
.
Non basta: commentando un passo del Deuteronomio (XIV, 21). il sig. Salomone o Schelomo
Tarchi (Ruschi)
11
si avvisa farci troppo onore pareggiandoci alle bestie e come specifica lo
Zohar
12
veniamo senz'altro regalati dell'onorevole titolo di figli del diavolo.
In conseguenza, nello stesso Zohar, si asserisce che le anime nostre non procedono dal
principio buono o da Dio, ma da Keliphah, principio immondo, lue, morte o ombra di morte
13
. Per
lo che dopo morte vanno tutte in un fascio a casa del diavolo
14
.
Il nostro cadavere, agli occhi dei giudei, non corpo umano ma carogna; e quindi ha da
gettarsi a marcire tra i carcami delle bestie
15
. Le nostre preghiere a nulla valgono perch sono
Tiflah, vacuit, insulsaggini, peccati
16
: le nostre chiese sono templi idolatrici, luoghi immondi,
fogne, porcili
17
; le feste giorni di perdizione: i preti sacerdoti di Baalal
18
: Cristo, la Vergine, i
Santi...
19
(qui seguono bestemmie non riferibili).
Il giudeo non deve lasciare luogo alcuno sulla terra a cotesti pessimi ladroni (goim).
Imperocch, propagandosi essi, la terra si popolerebbe di cani
20
.
Udite ora in quale modo i maestri d'Israele considerino il sesso femminile a loro estraneo: Che
cosa una prostituta? Ogni donna che non sia ebrea
21
.
(1) Ci si rileva dalle seguenti opere ebraiche: Gobayon 14, pag.. I - Eben Gaizar. 44, pag 81 - XXXVI
Ebamot, 98 - XXV Ketubat 36 - XX.XIV Sanudrip 716 - XXX Kadushin, 68 A - Sanh 91, 21, 1051.
(2)V. Chullin 21, b, in I, B, Pranaitis, nella sua opera: Christianus in Talmude Judeorum, Pietroburgo 1892, part.
2, p. 76, 77
(3) V. Sanhedrin 586, in ib id.
(4) Tal. Bab. Sanhedrin, f. 104, c. 1.
(5) Cf. Chiarini, Thorie du Judaisme, Edit. De Paris, 1830, tom. 2, p. 25.
(6) Le seguenti citazioni sono quasi tutte riprese dallopera Christianus in Talmude Judaeorum del dottissimo
teologo e professore di lingua ebraica I. B. Pranaitis (Petropoli 1892), il quale riporta, verbo a verbo, i testi ebraici,
estratti dal Talmud e dai commentari di quello (ivi comprese le vecchie edizioni di Amsterdam e di Venezia), con a lato
a ciascuno, la relativa traduzione latina, acciocch niuno abbia a rinfacciargli di avere falsato o mutilato i testi.
(7) Talmud, Trattato Baba-Metsigna, fol. 114, Ediz. DAmsterdam 1645, e Trattato Barakouth, fol 88
Maimonides, Trattato dellOmicidio, cap. 2, art. II e V, presso Pranaitis, op. cit. Parte 1
a
, cap. 2, p. 54-61.
(8) Zohar, 11, 63, 64 b., presso Pranaitis, p. 61.
(9) Yalkut Re Ubni, fol. 16, col. 3, presso Pranaitis, p. 61.
(10) Rabb. Bechai nel lib. Hakkemach., e Rabb. Edels nel Kethuboth 110 bc. (cf. Pranaitis op. cit. p. 61).
(11) Presso Pranaitis, op. cit. pp. 61-62
(12) Zohar I, 28 b e 63.
(13) Zohar, 131a-46b-47a. Emek hammelec 23 d
2
V.presso Pranaitis, op. cit., pp. 64-65.
(14) Rosch haschanach 17a, presso Pranaitis, op. cit., p. 65.
(15) Jore dea 377, I Jebhammoth 61a.
(16) Cos i talmudisti. V. Pranaitis, op. cit., p. 72.
(17) Rivelazioni di Teofito o Neofito riferite nellopuscolo intitolato: Il sangue cristiano, stampato a Prato nel
1883. Veggasi a p. 23.
(18) V. Pranaitis, op. cit., parte prima, cap. I.
(19) Chi volesse conoscere fin dove arriva lempiet giudaica legga il primo e il secondo capitolo dellopera del
pi volte citato Prof. Pranaitis.
(20) Zohar II, 64b presso Pranaitis, op. cit., parte I, cap. 2, Art. 2, p. 63.
(21) Eben ha Eser, 6, 8.
9
III
Il pericolo ebraico
Come se quello che sopra abbiamo detto non bastasse, sono i Giudei animati da sentimenti di
vendetta per le repressioni che hanno subito attraverso i secoli, e come prescrive il tenebroso
Talmud di Babilonia nutrono l'odio pi spietato verso quanti non appartengono alla loro stirpe.
In seguito a ci, ad essi fatto lecito depredarci e malmenarci quasi fossimo bruti nocivi.
I talmudisti affermano testualmente: Il giudeo che uccide un cristiano offre a Dio un sacrificio
accetto; ed ancora: A chi uccide i cristiani riserbato il pi alto luogo in paradiso
2
.
Considerate i cristiani aggiungono inoltre siffatti dottori come bestie ed animali feroci e
trattateli come tali. Mettete il vostro ingegno e il vostro zelo in distruggere i cristiani
3
.
L'Hilkhoth poi ricorda come i giudei, secondo la legge (non mosaica ma talmudica), non
possono mai cessarsi dalesterminio dei cristiani
4
, e che ove non possono col ferro, hanno da
venire a capo con loro
5
.
Dopo la ruina del tempio non avvi altro sacrificio che l'esterminio dei cristiani
6
.
Niuna solennit deve impedire al giudeo di scannare un cristiano
7
.
Il giudeo non presti aiuto ad un cristiano pericolante in terra o in acqua; ma piuttosto si
adoperi perch non venga da altri soccorso
8
.
Se il giudeo ha il dovere di danneggiare il cristiano nella roba e nella persona, a pi ragione
avr quello di non aiutarlo ne' suoi bisogni
9
.
Finalmente si proclama cosa lecita fare uso della frode, della menzogna, e perfino dello
spergiuro per fare condannare in giudizio un cristiano
10
.
Queste dottrine, badiamo, sono oggi talmente dimostrate, che non possono pi essere messe in
controversia.
Noi vedremo, con i fatti alla mano, come siano proprio i Giudei coloro i quali, con ogni sorta di
stratagemmi, riescono a fare scoppiare tanto le rivoluzioni cos pure le guerre. Ne volete qualche
prova? Ve la forniscono essi stessi.
L'ebreo romeno Marcus Eli Ravage scrive sul Century Magazine (N. 3 e 4 del 1928):
Noi siamo stati la causa prima non solo dellultima guerra, ma quasi tutte le vostre guerre.
Noi siamo stati i promotori non solo della rivoluzione russa, ma di tutte le grandi rivoluzioni della
vostra storia. Noi abbiamo suscitato e continuiamo a suscitare discordie e contrasti nella vostra
vita pubblica e privata... (le lotte dei partiti?).
Prassi, questa, da intendersi non limitatamente ai tempi moderni, ma fino dalla pi remota
antichit, giusta quanto venne fissata dalla direttiva di Salomone e d'altri dotti Ebrei, per la scaltra
conquista dell'intero universo da parte di Sionne
11
.
Da ci ne segue che, quanto pi sangue ariano sono capaci di fare scorrere fra i Popoli, tanto
pi intensamente ne godono, perch sanno molto bene quanto sia per essi pi facile ottenere,
attraverso le sventure altrui, moltiplicati i pi fantastici guadagni, la maggior gloria d'Israele e il
pieno appagamento del loro odio.
Sentite quello che si legge in uno testo talmudico e giudicate
12
.
Se i non ebrei conoscessero quel che noi insegnamo a loro riguardo, ci avrebbero senz'altro
sterminato.
Stando in tal modo i fatti e molti altri documenti lo confermano bisogna convenire che,
per lo meno, i dirigenti ebraici sono in piena mala fede ed agiscono, per il trionfo del loro popolo, in
danno di tutti gli altri. Inoltre, gli avvenimenti sociali sarebbero, in gran parte, artefatti dal
10
giudaismo nell'ombra, e la storia, nella quale noi crediamo, sarebbe, per conseguenza, tutta falsata...
I secoli passati ebbero pi chiara coscienza di tale pericolo e tentarono, senza riuscirvi, di
correre ai ripari; mentre all'opposto, nell'epoca presente, sembra che su questo punto l'umanit si sia
profondamente addormentata, e guai a volerla svegliare per renderla cosciente del pericolo stesso!
Subito si reagisce asserendo, che nulla di quanto vengono accusati i Giudei corrisponde a verit, ma
tutta falsit ed invenzione!!!
Una tale risposta, se non frutto di una colossale ignoranza in materia, certamente frutto della
raffinata astuzia di costoro, i quali, giovandosi della esperienza dei secoli, hanno saputo, questa
volta, organizzare, fra gli stessi ariani, delle classi di persone influenti ed interessate che, per
personale tornaconto, soffocano, fin dall'inizio, qualsiasi movimento di popolo in direzione
antisemita.
Ma, per mettere le carte in tavola, per dimostrare fino a quale grado sia mortale il pericolo dei
Giudei, e non sia affatto, come suol dirsi, un castello campato in aria o una maligna insinuazione,
interroghiamo brevemente la storia, e vediamo qual il suo responso inconfutabile, giacch stato
detto che essa la maestra della vita e il tribunale dei popoli.
(1) V. Sepher Or Israel 177 b Ialkut Simoni 245 c.n. 772 Bamidbar rabba 229 c.
(2) V. Zohar 1, 38 b - e 39 a.
(3) Talmud tom. 3, lib. 2, cap. 4, art. 5, p. 297.
(4) Hilkhoth Akum X, I e 7.
(5) Cochen hammischpat, 338, 16.
(6) Zoohar II, 43a - Id. III 227b - Mkdnsch Melech ad Zohar fol. 62.
(7) Pesachim 49b.
(8) Cochen hammischpat 425, 5 e Iore dea 158, 1.
(9) Iore dea 158, 1.
(10) Baha-Kama 113b. Toseph. e Kallah 1b, p. 18.
(11) Cfr. Epilogo del prof.re russo Sergyei Nilus alla sua traduzione I Protocolli degli Anziani di Sionne
Tsarkoye Sielo, 1905.
(12) Dibre, in Dav. f. 37.
11
IV
Cosa c'insegna la storia
Sebbene, avanti Cristo, fossero gli Israeliti i detentori della vera religione, e la misericordia di
Dio, con braccio potente, ogni qualvolta che, con preghiere e lagrime a Lui si rivolgevano, dai
castighi provocati dalle loro colpe sempre li liberasse, tuttavia, osservando non altro che la storica
risultanza dei fatti, non possiamo non costatare come, sia all'origine che in seguito, si mostrarono
ognora di dura cervice, invasori, ma soprattutto avidi del possesso dell'oro.
Prova ne sia, come, fin dall'epoca dell'antico Egitto furono quei Faraoni costretti quando si
accorsero che gli ospitati Ebrei stavano ormai diventando superiori in potenza agli stessi Egiziani
ad emanare contro di essi una serie di leggi repressive, l'ultima delle quali fu, che, se maschi,
dovevano, appena nati, venire annegati nel fiume Nilo. (Libro dell'Esodo).
Tralasciando le persecuzioni Assiro-Babilonesi e venendo al tempo dell'Impero dei Persiani,
noi sappiamo come l'Imperatore Serse (cioAssuero figlio di Dario), che imper su 127 province
dall'India all'Etiopia, veduto come una sola nazione, ribelle a tutto il genere umano, che segue
massime perverse, altera la concordia e la pace di tutte le genti, ecc...., fulmin contro i Giudei un
editto di strage per cui, senza piet, dovevano essere tutti insieme sterminati in un determinato
giorno con le mogli e coi figli, affinch questi uomini scellerati, scendessero nello stesso giorno
all'inferno.
Questo editto, com' noto, non ebbe pi esecuzione, essendo stato revocato dallo stesso
Imperatore, in seguito agli svenimenti ed alle suppliche della sua moglie Ester, che era di
nazionalit ebraica. (V. libro di Ester).
Qui devo fare un opportuno rilievo: sistema degli Ebrei, specialmente ai nostri giorni, come
in seguito avremo modo di constatare, mettere a fianco di persone che hanno mansioni altamente
direttive, delle mogli di stirpe giudaica (vere femmine sapienti in seduzione), perch possano
influire sopra di loro secondo il pensiero di Israele. Anche dai Greci, i Giudei furono non poco
combattuti e perseguitati, tanto da chiedere per difendersi da questi un'alleanza con Roma. (V.
primo libro dei Maccabei).
Sotto i Romani come si rileva dalle Vite dei Cesari di Svetonio l'Imperatore Tiberio
chiam un pericolo per Roma la comunit ebraica, definendola indegna di rimanere fra le mura
dell'Urbe e, nella vita dell'Imperatore Claudio, ci da ampia relazione come, vedendo, tale sovrano,
il pericolo dei giudei delinearsi in tutta la sua ampiezza, pubblic un editto di espulsione per cui,
con taglio netto e totalitario la comunit ebraica fu costretta ad emigrare in Sicilia, in Africa e in
Grecia.
Seneca denunci il pericolo dei Giudei, qualificandoli scelleratissima gente, che avevano
saputo diffondersi ed imporsi dappertutto e pronunziando la storica frase: Victoribus victi legem
dederunt
1
. Tali parole dettero poi motivo a Diocleziano di dettare leggi restrittive contro gli Ebrei.
Cicerone stesso nella sua Oratio pr Flacco arriva a dire d'avere timore della compattezza
giudaica e della loro influenza nelle assemblee.
Se sono vere, pertanto, le citate affermazioni di Seneca il quale visse all'epoca di Caligola e
di Nerone d'uopo dedurre, come, nell'Impero Romano salvo qualche Imperatore, che se ne
avvide ed ag in conseguenza coloro i quali, in effetti, dietro le quinte davano legge, altri non
erano che degli scaltri giudei.
Pochi, ad esempio, sanno che Tigellino e Poppea erano ebrei. Ce l'attesta Tacito nei suoi
Annali al Cap. 61. libro X.
12
Alla base di ci, ben ora si comprende doverasi da ricercare la causa prima delle persecuzioni
scatenatesi contro gli invitti Cristiani, nei primi secoli delle.v.
Il che confermato da Tertulliano con le parole Le Sinagoghe degli Ebrei sono le fonti delle
nostre persecuzioni. ( Synagogae Judaeorum genus seminarium persecutionum)
2
.
Linfluenza giudaica fra i Romani divenne, ad un dato momento, cos preponderante che si
vide, per la prima volta, salire sul trono dei Cesari un Imperatore dorigine ebrea. Costui fu appunto
Settimio Severo Africano. (Capostipite della dinastia dei Severi).
Egli messi a morte i suoi nemici introdusse una grande e pericolosa novit: il servizio
militare obbligatorio in tutto lImpero, ad eccezione degli Italiani, ai quali era invece proibito. Dora
in poi essi erano in bala delle Legioni straniere
3
. LEnciclopedia Italiana (Treccani) conferma,
come le legioni Italiche furono sostituite con legioni Illiriche e Siriache. Conclusione: preparato il
terreno come si voleva, ebbe inizio come afferma lo storico Paribeni un periodo danarchia e
di disastri
4
; Roma non tard ad essere invasa dai barbari e la sua potenza annientata.
Si compiva, cos, la vendetta della Sinagoga per la distruzione di Gerusalemme, operata da
Tito. Oggi, vediamo ancora troneggiare nel Foro Romano luno contro laltro due soli Archi
di Trionfo: quello di Tito e quello di Settimio Severo. E una coincidenza? O si forse voluto
ammonire: tengano presente i posteri, che, se Roma ha vinto Israele, Israele ha distrutto Roma?
Nel Medio Evo, i Giudei furono dappertutto assai perseguitati, sempre a causa della loro
invadenza e prepotenza.
Subirono stragi, confische di beni ed espulsioni in Francia, sotto Filippo Augusto, Luigi VIII,
Luigi IX, Filippo il Bello, Carlo IV, Carlo VI; in Inghilterra, sotto Re Giovanni, Riccardo Cuor di
Leone, Enrico III, Edoardo IV; in Spagna, sotto Alfonso XI, Pietro I, Enrico II di Castiglia, Pietro
IV e Giovanni I dAragona, e, per ultimo, sotto Ferdinando il Cattolico.
Uguale sorte ebbero in molte localit germaniche, in Russia, Polonia, Ungheria, Venezia,
Austria, Napoli, in paesi arabi e, in tanti altri siti, che sarebbe lungo enumerare
5
.
Memorabile fu la cacciata nel 1492 dalla Sicilia, dove, dopo molteplici eccidi esplosi in varie
parti dellisola e in cui vennero passati a fil di spada, fu promulgato, dal Vicer Lopez Scimen de
Urrea, il bando di espulsione, con la confisca generale dei beni.
Con tranquillit si pu affermare, che non esiste paese alcuno, ove i giudei riuscirono ad
infiltrarsi, che, prima o poi vale a dire ogni qualvolta i popoli raggiunsero una certa maturit
intellettuale non abbiano avvertito la necessit imprescindibile di liberarsi da essi.
Come spiegare tanta unanimit di reazione contro siffatta gente, in cos diverse epoche e in s
diverse nazioni, se non ci fossero state gravissime ragioni? Tali ragioni notiamolo bene non
dobbiamo ricercarle in motivi di religione o di razza, bens solo negli atroci delitti che non cessano
mai di commettere contro gli ariani.
Ora, siamo noi bene certi che gli Ebrei d'oggid abbiano mutato registro, quasi fossero divenuti
innocenti agnellini?
Mille volte pi lupi di prima sono diventati, e questo subito lo dimostreremo nella maniera pi
apodittica.
(1) Seneca philosophus (tratt. De superstitione), ed. Bipont, 1782, vol. IV, pp. 423.
(2) Tert. Scorp. c. X.
(3) Cfr. settim.le La Domenica del Corriere del 17 Nov. 1957. che riporta, a puntate, la Storia di Roma scritta
dal prof. I. Montanelli.
(4) Cfr. L'Italia Imperiale, Milano 1938, p. 472.
(5) Cfr. Interdizioni israelitiche n di Carlo Cattaneo, Firenze, Le Monnier, 1887, pp. 48-180, e L'Ebreo
attraverso i secoli di Panonzi G., Treviso, 1898.
13
V
Le tre reti ebraiche:
Massoneria - Comunismo Stampa
La prima rete: La Massoneria
Venendo ora a considerare il tempo in cui viviamo, il giudaismo, per giungere come si
detto al suo obiettivo finale di piegare il mondo sotto il giogo della razza israelitica ed
impadronirsi dei suoi beni, ha escogitato tre principali branche. Queste, a guisa di tre immense reti,
servono: la prima per accalappiare tutta la classe delle persone pi intellettuali ed influenti, ed la
Massoneria, che deve, con una serie di attivit come in seguito avremo modo di constatare
preparare il terreno: la seconda, per accalappiare tutta lenorme massa dei proletari o lavoratori che
siano, ed il Comunismo, mezzo materiale per la pratica attuazione del programma giudaico; la
terza, che per solo un potente ausiliare, funzionante attraverso il meccanismo massonico, ed la
Stampa, la quale deve conquistare e dirigere, nella maniera voluta, l'intera opinione pubblica
mondiale.
Chiaro, dunque, appare, che siamo davanti a tre spauracchi: un preciso programma giudaico, la
massoneria, il comunismo.
Del programma giudaico, nelle sue grandi linee, ne abbiamo gi fatto cenno, sebbene, appresso,
specificheremo ancora meglio.
Parliamo, adesso, della prima rete, cio della Massoneria Universale, che bastano due occhi
per vedere ha in mano, si pu dire, i principali governi della Terra, ed eziandio predominante
nei parlamenti, magistrature, eserciti, finanza, scuola, diplomazia, polizia, ecc... Dal che emerge,
quanto essa abbia una potenza d'azione con proporzioni addirittura colossali.
Non si pu affermare che la Massoneria sia stata fondata esclusivamente da Ebrei, e gli storici
non si accordano sulla sua origine e sui nomi dei fondatori. Bens certo che il giudaismo,
coll'usata sua finezza, non tard ad incorporarsela, tanto, che oggi assistiamo al fatto evidente, come
l'anno massonico nonch i suoi mesi sono uguali a quelli ebraici, e giudeo quasi tutto il
simbolismo delle Logge, dove si parla del Candelabro a sette braccia, di Salomone, di Zorobabel, di
Gerusalemme, dell'Arca dell'Alleanza, delle Chiavi del Tabernacolo, delle Tavole della Legge. Le
parole d'ordine e le parole sacre, usate nei gradi massonici, sono, per la maggior parte, ebree.
Percorrendo i Rituali che ivi sadoperano, si formerebbe un Dizionario di migliaia di parole o di
allusioni ebraiche.
Il Dott. Martinez, nella sua opera Le Juif, voil l'enncmi
1
,ci d una schiacciante
dimostrazione, come, all'organismo massonico, presieda una meravigliosa unit.
Tutte le Logge, superiori ed inferiori, dipendono da un Grande Oriente Nazionale, come fu
sancito nel Convento universale di Losanna. nel 1879, pel Rito Scozzese antico ed accettato, e pi o
meno si osserva ancora dagli altri Riti. Ma poi, tutti i Grandi Orienti dipendono da un Consiglio
Supremo, o dall'Oriente degli Orienti, che l'Alta ed unica Loggia, dove inibito l'accesso fuorch
a gente israelita di sangue e di culto, o, a meglio dire, ai primi Capi d'Israele. Costoro, a loro volta,
muovono e dirigono tutta la societ massonica ai finali obiettivi dell'ebraismo. Non dunque esatto
il dire che la Massoneria signoreggia il mondo: poich il vero padrone del mondo il giudaismo, di
cui quella non che mancipio.
14
A riprova, come questa setta stia sotto l'alta direzione giudaica, il precitato autore ci fa
conoscere, come siano stati per la pi parte Giudei, i principali diffusori e fondatori delle Logge
d'Europa.
Il giudeo portoghese Martinez Pasqualis fond, nel 1754, moltissime Logge in Francia; il
giudeo Stefano Morin, Ispettore Generale della massoneria, ne apr, dopo il 1761, parecchie in
Germania, arrolandovi l'eletta dei giudei, Franklin, Moises Hyes, Moises Coen, Isaac Long e il
rabbino Peixotto; e, un altro giudeo conosciuto in massoneria sotto il nome di Piccolo Tigre
ne stabil o diresse non poche in Italia e in altre parti d'Europa, ed era in continua corrispondenza
con quelli delle Logge del Portogallo, d'Ungheria e di Siberia e si potrebbe continuare.
Dopo di che, si pu ritenere per certo e fermissimo, come tutta la compagine della Massoneria
Universale sia regolata da un Sinedrio ebraico, che la comanda e dirige nella maniera pi dispotica
ed assoluta. Aggiunger, che non raro il caso di vedere presiedere ai Grandi Orienti nazionali, dei
Gran Maestri di pretta nazionalit giudaica. Se la Massoneria forma lo Stato Maggiore
dell'Umanit, il Comando Supremo tenuto dall'ebraismo.
Il potere ebreo, servendosi dei politicanti, ha propagato dovunque la Massoneria ed oggi,
attraverso questa setta, domina il mondo e lo conduce alla perdizione.
Dico alla perdizione, perch non pi un mistero come, da quelle sfere direttive si persegua,
fra gli altri fini, quello di spezzare tutti i legami sociali e distruggere tutto l'ordine civile, svellere
dalle fondamenta ogni istituzione religiosa, e rovesciare tutti i troni di Europa
2
.
I nostri rivoluzionari altro non sono che delle marionette messe in moto dai Giudei.
Di che avvedutosi un gran massone italiano, rest s stomacato che volse tosto le spalle al
Grand'Oriente, come egli stesso ebbe a ripetere al suo amico Dc Camillc, dicendogli: Ho
abbandonato la Massoneria, perch mi sono persuaso che noi non eravamo se non listrumento dei
Giudei; i quali ci spingevano alla distruzione del cristianesimo
In una circolare della setta del 1819 s'ingiunge, ai propri affiliati, di attuare determinate norme
d'ipocrisia o doppio giuoco che, si pu pensare, non siano state ai giorni nostri abrogate e si
estendano ai campi pi svariati. Essa dice:
Voi dovete avere l'apparenza di essere semplici come colombe, ma prudenti come il serpente.
I vostri padri, i vostri figli, le vostre stesse mogli devono sempre ignorare il segreto che voi portate
nel vostro seno e, se vi piace, per meglio ingannare l'occhio inquisitoriale, di andare spesso a
confessarvi... Presentatevi con tutte le apparenze di uomo grave e morale.
Una volta stabilita la vostra riputazione nei collegi, nei ginnasi, nelle universit e nei seminari,
una volta che voi avrete procacciata la confidenza dei professori e degli studenti, fate...
4
.
Purtroppo, delle mene giudaiche, la quasi totalit degli odierni massoni non ebrei, non si
accorge n punto n poco.
Essi sono convinti che la Massoneria sia qualcosa di simile ad una societ di mutuo soccorso,
propugnante principi di libert, uguaglianza e fratellanza, in cui trovano ogni massimo vantaggio
personale. Non arrivano a percepire n tanto meno ad intendere, quanto invece diventino servi
sciocchi nelle mani dei figli d'Israele che, in parole prcssa poco simili, dicon loro: Voi che godete
una qualche influenza economica, politica, intellettuale, entrate nella nostra setta! Noi vi daremo la
possibilit di consolidare la vostra posizione sociale, di godere protezione ovunque e di assurgere
fino ai pi elevati posti di comando.
In contraccambio, voi dovete giurare fedelt assoluta ed obbedienza cieca, di attuare, con tutte
le vostre forze, quell'azione e quella linea di condotta che sia conforme alle direttive che la stessa
setta creder opportuno darvi, per, sotto il pi terreo vincolo del segreto!
C' da domandarsi: ma perch il segreto? sussistono ragioni di Stato? Non v ragione di
avere paura della luce di chi opera in perfetta onest.
Uno dei giuramenti massonici pi stretti e pi ripetuti il seguente:
Prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Libera Muratoria; di non far
conoscere ad alcuno ci che mi verr svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore
e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere,
15
questa sparsa al vento per esecrata memoria ed infamia eterna. (Dall'opuscolo Massoni e
massoneria di Giovanni Caprile. Ediz. La Civilt Cattolica).
Oggi siamo al punto che esistono ambienti burocratici nei quali, noto, non si pu fare carriera,
se non si d il nome alla massoneria.
Ma, della dipendenza della massoneria dagli Ebrei, sarebbe bene che i signori massoni se ne
rendessero un esattissimo conto, affinch vagliata la cosa si sappiano regolare secondo il
dettame della propria coscienza.
Sarebbe inoltre bene si rendessero conto come, i gesti teatrali che si fanno recitare in loggia,
durante le iniziazioni pel conferimento di cordoni e titoli, altro non sono che prette ridicolezze,
valevoli solo ad affascinare individui di particolare debolezza ed incoscienza.
Considerino, costoro, quanto sia indegna cosa farsi schiavi, per un piatto di lenticchie,
dell'ingordo giudeo, alla cui tirannide settariamente obbediscono, sacrificandogli coscienza, onore,
sentimenti religiosi, ricordi domestici e tutto che, nell'ordine morale della vita, ha di pi nobile e
dolce l'uomo.
Che se poi, alcuni di loro, avessero piena contezza di essere dei servitori ai loschi fini d'Israele,
e ci, esclusivamente per personale tornaconto, in questo caso, non potrebbero esimersi di essere,
della cattiveria ebraica, colpevoli complici.
(1) Savine. pp. 190.194.
(2) Cfr. riv. La Civilt Cattolica 1890. serie XIV, vol. 7, p. 408.
(3) Lettre de E. De Camille, au journal Le Monde 1870.
(4) Cfr. riv. La Civilt Cattolica1884, serie XII, v. VI, p. 403.
16
VI
La seconda rete: Il Comunismo
La seconda rete costituita dal Comunismo.
Infatti, ehi stato l'inventore e il dottrinario dellideologia bolscevica se non l'ebreo Carlo
Marx, il cui vero nome Mordechai, figlio di un rabbino tedesco?
Chi stato il braccio e la spada esecutrice, che ha portato al trionfo il Comunismo in Russia se
non il generale ebreo Leone Trotsky, coadiuvato dai vari Zinovieff, Kameneff, Rosenfeld, Kerensky
e dall altro sterminato stuolo di arruffapopoli, tutti di nazionalit ebraica?
L'ebreo M. Cohen cos scrive nel giornale il Kommunist di Kharkow (12 Aprile 1919): Si
pu dire, senza esagerazione, che la grande rivoluzione sociale russa stata opera degli Ebrei, e
che gli Ebrei non soltanto hanno condotto laffare, ma hanno ancora preso in mano interamente la
causa dei Sovieti
1
.
Nel 1916 il Secret Service degli Stati Uniti scopr che i seguenti capitalisti, ebreo-americani,
erano impegnati nel finanziamento di quell'opera di distruzione: Jacob Schiff, Kuhn Loeb e C.,
Gugenheim, Max Breitung, Felix Warburg, Otto Kahn, Mortimer Schiff, Jerome H. Honaner.
Infatti, nella primavera 1917, Jacob Schiff, capo della firma Kuhn Loeb e C. di Nuova York,
mette avanti Lenin (mezzo ebreo, perch figlio di giudea e che ha per moglie un'ebrea) e Trotzky,
comandando la loro azione rivoluzionaria e di terrore. Tale grave scoperta, cui fu dato nome
Docuraentation e che dovrebbe pur far riflettere quanti hanno orecchie da intendere, venne, dallo
stesso Secret Service, ufficialmente trasmessa all'Alto Commissario della Repubblica Francese il
6 marzo 1920.
E' stata ripubblicata, nella sua integrit, da H. De Vries Heekelingen nel suo libro: Israel, son
pass, son avenir
2
.
Questa storia ancora pi minutamente raccontata dalla gazzetta ebrea-bolscevica di Nuova
York chiamata Forward.
Se si vorr esaminare bene a fondo il bolscevismo russo, si trover che, dietro le sue quinte, le
vere leve del comando stanno saldamente in mano ebraiche, e, sebbene i due capi pi in vista, cio
Stalin e Molotov (oh diabolica prudenza!) non siano ebrei, tuttavia ambedue sono sposati a donne
ebree. Stalin ha, infatti, per moglie Raisa Kaganovic, il cui padre, Lazarus Kaganovic. capostipite di
tutta una dinastia di Ebrei, Vice Segretario del partito comunista, Commissario del Popolo per
l'industria pesante e membro del Politburo. Dei cognati di Stalin, Michel Kaganovic Commissario
del Popolo per l'industria bellica e membro del Comitato Centrale del partito comunista. Aaron
Kaganovic amministratore degli approvvigionamenti di Kiew e membro del Comitato Politico
dell'Ucraina, Sergio Kaganovic dirige l'industria tessile e Boris Kaganovic quella dei rifornimenti
dell'esercito.
Anche il secondo uomo politico dell'U.R.S.S. Molotov, Commissario del Popolo agli Affari
Esteri, ha per moglie l'ebrea Scemciuchina Karp. Attraverso sua moglie, che del resto stata
lungamente Commissaria agli approvvigionamenti, Molotov ha mantenuto ottimi rapporti con la
dinastia finanziaria ebreo-americana dei Karp. Le grandi forniture americane all'U.R.S.S. di navi,
armi, macchine, utensili ecc..., passarono tutte attraverso la famiglia Karp. La surriferita signora fu
in grandi rapporti con i finanzieri ebraici di Nuova York, Jacob Schiff, Warburg e Kahan, le cui
strette relazioni con l'ebreo Maisky, ambasciatore sovietico a Londra, sono state pi volte rilevate
dalla stampa.
Come si vede, bolscevismo ed ebraismo, alta finanza e plutocrazia sono strettamente
collegati!...
A completare il quadro sarebbe adesso opportuno enumerare gli altri posti di comando tenuti
17
dai papaveri ebrei, ma poich tale lista ci porterebbe piuttosto lontano, baster, a darne un'idea,
citare soltanto alcuni nomi:
Il presidente della Banca di Stato dell'Unione Sovietica l'ebreo S.Z. Ginsburg; il Segretario
Generale del Presidium del Soviet Supremo pur esso un giudeo, A.E. Gorkin. Inoltre sono tutti
giudei: Salomon Abrahamovich Reback, presidente del Comitato per l'Energia Atomica; David
Zaslaswsky, editore della Pravda; M.N. Svernik, capo delle Corporazioni Operaie di Russia; il
Prof. Mark Mitin, presidente dell'Accademia delle Scienze; A. Mikoyan, influente membro del
Politburo e Ministro del Commercio; I. G. Bosakov, direttore dell'industria del cinema; Ilia
Ehrenburg, capo della propaganda.
Provate un po' se siete oggi capaci, di trovare un solo ambasciatore sovietico, nelle diverse
capitali del mondo, che non sia di nazionalit ebraica, cominciando dai vari Maisky a Londra e
Litvinoff negli Stati Uniti?
Da un elenco, edito a Nuova York nel 1920 dall'Association Unity of Russia e redatto
accuratamente sulle basi offerte dagli organi ufficiali bolscevichi e, ancora, da una testimonianza
documentata, pubblicata dall'autorevole Times il 10 maggio 1920 a firma di T. H. Clarke,
possiamo avere la seguente indiscutibile prova della preponderanza ebraica in tutti i rami del
governo dei dittatori di Mosca:
Il maggior numero dei componenti il corpo dirigente la repubblica comunista in Russia non
di indigeni russi, ma di intrusi ebrei i quali per si danno premura di occultare quasi sempre il
nome di origine, sotto la maschera di uno pseudonimo di colore slavo.
Lo dimostra il fatto, che sopra cinquecentoquarantacinque (545) nomi di membri degli uffici
direttivi dello Stato, i cittadini di stirpe russa sono nulla pi che trenta (30): quelli di razza
giudaica sono la bellezza di quattrocentoquarantasette (447). Su quarantadue (42) giornalisti che
dirigono l'opinione pubblica, uno solo russo: Massimo Gorkij!!!
I Commissariati del Popolo sono interamente ebraici:
18 ebrei su 22 al Consiglio dei Commissari del Popolo, 34 su 43 al Commissariato della
Guerra, 45 su 64 allInterno, 13 su 17 agli Affari Esteri, 26 su 30 alle Finanze, 18 su 19 alla
Giustizia, 4 su 5 all'Igiene, 44 su 53 alla Sanit Pubblica, 6 su 6 all'Assistenza Sociale, 1 su 1 al
Lavoro, 21 su 23 al Commercio, 45 su 56 all'Economia Generale, 8 su 8 alla Croce Rossa, 21 su 24
ai Commissariati Provinciali, 41 su 42 alla Stampa, 95 su 119 al Comitato Sovieti Operai e Soldati,
49 su 50 all'Alto Commissariato di Mosca.
Come si vede, siamo davanti ad un regime ebraico, davanti al trionfo della Sinagoga!
Eppure, di fronte a simile realt, onesti signori hanno il fegato di propagare a tutto il mondo la
persuasione, come col essi siano ognora perseguitati. Quale commedia! Epper, quanta ignoranza
in quelli che ci credono!
Come mai un'infima minoranza di Giudei, che fino a ieri brulicava nel pattume del ghetto, fatta
segno al disprezzo comune, riuscita ad invadere tutte le vie del potere e ad imporre la sua dittatura
alla stragrande maggioranza di una Nazione quale la Russia?
La cosa si spiega con la potenza dell'oro che gli Ebrei posseggono, con la corruzione che
esercitano, con l'abile propaganda di cui si valgono, specialmente a mezzo dei giornali in loro mani,
e con una infinit di associazioni che manovrano a beneplacito, attraverso la longa manus
massonica.
Hanno abusato e fatto leva della facile preda delle moltitudini, paragonabili, purtroppo, a delle
mandrie che non sanno dove vanno, ma ubbidiscono a qualcuno che le guida e che le spinge.
Adesso, poi, si sono accorti quanto sia giovevole ai loro fini, avvalersi anche della incoscienza
dei giovani, particolarmente degli studenti.
Tutti ricordiamo come in Ungheria, dopo la guerra mondiale, fu esattamente l'ebreo Bela Kuhn
che vi capeggi la rivoluzione comunista, facendovela trionfare per circa tre mesi. Oggi vediamo
ancora, in questa Repubblica sovietica, quale suo Presidente, un altro ebreo: Mattia Rkosi, cui ha
fatto seguito l'altro giudeo Ernoe Geroe, il quale, essendo in quel paese scoppiata una
controrivoluzione, ha sollecitato l'intervento dei carri armati sovietici che hanno fatto scempio dei
18
patrioti Magiari.
E in Baviera, non fu l'ebreo Kurt Eisner che vi diresse ed impose la rivoluzione?
E non erano pure tutti ebrei Rosa Luxenbourg, Karl Radek, Hodenbcrg, Liebknecht. ecc..., che
in Germania guidarono il movimento spartachiano?
La rivoluzione comunista spagnuola, tutti ben lo sappiamo, fu fomentata e sostenuta dalla
Russia bolscevica, con alla testa gli ebrei Moise Rosenberg, Julius Deutsch, Del Vayo, Neuman,
Giuburg, la giudea Nelhen, La Passionaria (il cui vero nome Dolores Ibauri), ed ancora Bela Kuhn
con tutto il gran numero degli ebrei di Spagna cominciando da Negrin pi feroci di quelli di
Russia ed avidi di massacri e di atrocit.
A ci doveroso aggiungere, come furono tutti giudei, i primi responsabili della sanguinosa
comunistizzazione degli Stati satelliti dellU.R.S.S. (per la Cecoslovacchia Slansky-Salzmann,
Kosta, Loebel, Karel Schab...; per l'Ungheria oltre i nomi surriferiti Rval, Kahna Mozes,
Farkas-Wolff Israel, Rvsz-Engel...; per la Polonia Zabrovsky, Mine, Jacob Berman, Boleislaw
Beirut..,; per la Romania Georgescu-Lebovic, Anna Pauker-Robinovic, Max Solomon...; per la
Jugoslavia il maresciallo Tito il cui vero nome ebreo Iosif Walter Weiss , Moiss Pijade,
Renkovich, Ioza Vilfan, Bebler...; etc. etc.). Per conoscere meglio: Cfr. l'opera Le pril judo-
maonnique di Mons. Jouin, tomo II, pag. 119.
Se guardiamo la nostra Italia, possiamo bene affermare come, avanti il fascismo, erano quasi
tutti ebrei i capi pi in vista del movimento rivoluzionario italiano, quali i Modigliani, i Treves, i
Della Seta, i Musatti, i Momigliano, i Pio Donati, ecc.... Ed oggi, a fascismo caduto, non vediamo
gi risorgere, come rappresentante dei comunisti al governo, in qualit di Ministro dei Lavori
Pubblici, un tale Emilio Sereni, che giudeo?
E il famoso Togliatti, capo del comunismo italiano, non avrebbe, per caso, pure lui come
moglie un'ebrea, cio la Montagnana, il cui fratello Mario Montagnana direttore del
giornale comunista di Torino L'Unit?
E che dire degli altri ebrei comunisti, come l'operosissimo Umberto Terracini, che fu gi
Presidente della Costituente Italiana, Carlo Levi, Fo e di quelli che stanno alla direzione o
redazione della stampa comunista, come Longo alle Vie Nuove (oggi Capo del Comunismo
Italiano); Tedeschi a L'Unit di Milano; Ferrara, Alatri, Segre a L'Unit di Roma; Cohen,
Cingoli, Gaeta, Carpi, Levi al Paese Sera; Giuseppe Levi alle Lotte Sindacali; Jacchia alla
Repubblica, divenuto, in seguito, capo dell'Ufficio Stampa del P.C.I.?
3
In Francia, noto, essere l'ebreo Leon Blum il Capo riconosciuto del movimento rivoluzionario
francese, il quale, sebbene si atteggi a socialista, in realt, lo fa per meglio accalappiare pi gran
numero di creduloni, che poi, col tempo e con l'abile propaganda, passeranno, nel momento pi
propizio, al comunismo.
Recentemente sono stati eletti in Francia, quali primi Ministri, i giudei Mends-France e Debr.
La stessa cosa, si pu affermare, si verifica in Inghilterra dove, a dirigere quello sparuto Partito
Comunista, vediamo insediati gli ebrei Lord Marlev, Ivor Montagu, Hannen Swaffer, Gerald Barry,
Bernhard Baron, Nathan Birch, Morris Isaac ed Harold Lasky. Durante l'ultima guerra ed in seguito,
per lo meno due Ministri della Guerra inglesi furono di razza giudaica, senza dire dell'ebrea
Simpson che per poco non divenne Regina in quel Paese.
E' un fatto certamente impressionante il constatare, come coloro i quali presiedono alle attivit
comuniste nei seguenti Stati, siano tutti indistintamente figli d'Israele:
Nel Belgio, Charles Balthasar; in Svezia, Ivar Krueger; in Danimarca, i Prof.ri dell'Universit
di Copenaghen, Georg Brandes e Davidson; in Svizzera, Leon Nicole e l'ebreo russo Dicker; in
Austria, Friedrich Adler; in Grecia, i giornali Avanti e El Tsoweno sono organi ufficiali
dell'Associazione comunista-giudaica di Salonicco.
E non abbiamo forse veduto, negli Stati Uniti, quale Presidente della Federazione Americana
del Lavoro, l'ebreo Samuele Gompers, che, coi correligionari Kahn e Lion, fu l'organizzatore del
socialismo in America?
Si notino inoltre combinazioni: anche il Presidente del Guatemala comunista, Giacobbe Erbanz,
19
test debellato, nonch il capo di quella Polizia, Rosenberg, erano giudei. Perfino (sembra
incredibile) il famoso rivoluzionario di Cuba, Fidel Castro, che, con le sue gesta a fondo rosso,
preoccupa adesso e America e Europa, risulta, egli pure, essere un autentico ebreo.
Alle stesse conclusioni si perverrebbe, indagando su molte personalit italiane, in particolare,
della politica e della cultura.
Ora, giacch quanto detto corrisponde a una tale realt che nessuna barba d'uomo potr mai
cancellare, bisogner pure trarne le dovute conseguenze. Col passare degli anni, potranno
certamente mutare i nomi degli attori, ma la musica ebraica, resta, purtroppo, mai sempre invariata,
fino dal tempo del patriarca Giacobbe.
A questo punto il lettore potrebbe obiettare:
Come si spiega che, mentre da una parte gli Ebrei la quale cosa sanno pure i fanciulli
sono le persone pi avide della propriet, i detentori dell'oro del mondo, i pi veri ed autentici
capitalisti, d'altra parte e contemporaneamente si facciano, ovunque, cos strenui propagatori del
comunismo che, viceversa, abolisce la propriet privata ed in cui tutto viene statizzato? E' possibile
che costoro si facciano paladini e difensori della classe operaia e dei diritti del proletariato, quando
essi non sanno, n come fatto n dove stia ad abitare il servile lavoro? Come si spiega una
contraddizione cos stridente? Quale mistero si nasconde?
Ecco in quale maniera mi permetto spiegare:
Gli Ebrei anelano a che trionfi ovunque la dittatura comunista perch, in questo modo, tutta la
propriet privata dovr passare, senza sforzi, in mano allo Stato.
Ora, siccome alle leve del comando delle nazioni comuniste vediamo, infallibilmente, installati,
gloriosi e trionfanti, ognora i Giudei sebbene a volte celati dietro terze persone ecco, che con
questo trapasso generale di propriet, s'impadroniscono ipso facto di tutto loro e di tutti i beni
appartenenti a quelle nazioni. Fanno, d'un colpo, un bottino di proporzioni cos immense e colossali,
che uno pi spettacolare non si potrebbe davvero immaginare.
Esaminiamo adesso, come, col regime comunista, riescano a narcotizzare e dominare
incontrastati.
I popoli, caduti sotto tale dittatura, vengono storditi con gran fracasso di propaganda, con
dottrine che hanno la parvenza di verit, con paroloni altisonanti, come: pace, libert, lavoro,
democrazia, progresso, ecc...; eppoi, canti, balli e cortei; un po' di polvere negli occhi, col procurare
loro un qualche effimero ed apparente benessere; ecco, allora, questi popoli, del tutto tacitati, bene
addormentati, contenti e... canzonati.
Al contrario, i veri trionfatori della partita, bene occultati ed in alto, se la ridono allegramente,
mangiano a quattro ganasce, giubilanti di essere riusciti, cos magistralmente, a menare per il naso
la gran massa dei proletari che, mentre anelavano all'abolizione del capitalismo e convinti di
operare in proprio favore, senz'accorgersene, si sono invece adoperati a... diventare lo sgabello dei
pi autentici e sfrenati capitalisti.
Questi, in lingua povera, dicono loro: Togliete, rubate il capitale a chi lo possiede, e
consegnatelo a noi, che ce lo godremo tranquillamente! In quanto a voi, che ci avete fatto un cos
grande servizio, sarete compensati con una scarica di bastonate, per, vi daremo la convinzione
Gioiosa di essere voi il popolo sovrano, con mille piccoli sotterfugi, come: cooperative,
commissioni interne, consigli di fabbrica e di gestione, tribunali del popolo, ecc... Eccitati da questa
convinzione, ridendo e cantando a squarciagola, vi piegherete sotto il giogo della pi ferrea dittatura
di Stato-padrone, industriale, commerciante ed agricoltore. Noi godremo la fonte di mai viste
ricchezze, e voi vi degraderete dalla dignit di uomini liberi, diventando semplici macchine umane,
semplici numeri. L'iniziativa privata verr completamente abolita e la vostra personalit sar
distrutta. Voi vi assoggetterete al lavoro forzato a vita, n pi n meno come bestie da soma o come
miserabili schiavi, sotto la sorveglianza di crudeli poliziotti e di spie che, se non lavorerete in pieno,
vi accuseranno e castigheranno come colpevoli di sabotaggio del lavoro.
Tutto ci avverr in un paese ridotto a somiglianza di una grande caserma militare, sopra del
quale dovr unicamente risplendere il sole dell'avvenire comunista, essendovi ogni altro partito
20
politico totalmente polverizzato, mentre qualsiasi culto di fede religiosa vi sar inesorabilmente
bandito, dovendovi trionfare non altro che il materialismo ateo.
(1) Cfr. Vieille Francc n. 169, 22-20 Aprile 1920.
(2) Paris, ed. Perrin, 1937. Cfr. pure Henry Ford, L'Ebreo Internazionale.
(3) Giudichi il lettore, quale piega potrebbero assumere le vicende d'Italia nell'ipotesi d'una insurrezione
comunista allorch come oggi si constata (cos scrivevo nel 1955 ed in quell'epoca la cosa era esatta) vediamo
presiedere al Comando dell'Arma dei Carabinieri degli autentici Giudei, quali un Gen. Sonnino (Vice-Comandante
generale) ed un Gen. Levi; quando, a Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, vediamo insediato il Gen. giudeo. Liuzzi;
quando abbiamo adesso, quasi alto protettore, (?) il nuovo Ambasciatore degli Stati Uniti nella persona del giudeo
David Zellerbach. Certamente, col passar del tempo i nomi sono ora cambiati, ma resta sempre a temere, che se pi non
pane pancotto.
21
VII
La terza rete: La Stampa
La terza rete, di cui gli Ebrei si servono per formare e dirigere, a loro talento, l'opinione
pubblica mondiale, la stampa, o, a meglio dire, i giornali. Su essi quale primo obiettivo con
vera avidit si precipitano, finanziandoli ed impadronendosene ad ogni costo e con ogni mezzo, sia
direttamente che indirettamente, attraverso interposte persone strumenti ciechi d'occhiuta rapina.
Costoro, naturalmente, dovranno mantenere al giornale quel carattere ed indirizzo che verr fissato
dai loro padroni.
Ci sar fatto con infinita prudenza, senza che nulla trapeli all'esterno. Difatti, se si volesse
indagare fino in fondo, chi sono i veri finanziatori dei pi diffusi giornali, scava scava, si
scoprirebbe che, ben nascosto, vi immancabilmente l'Ebreo.
L'influenza ebraica non si limita ai giornali di un solo partito, ma si estende ai giornali d'ogni
colore e, particolarmente, ai cosiddetti indipendenti, sui quali i Giudei, con l'aiuto dei servi
massoni, hanno ormai messo il loro nefasto zampino.
Non a caso abbiamo veduto nel nostro paese nel tempo pre-fascista quale Presidente
dell'Associazione della Stampa, il giudeo Salvatore Barzilai.
Nel Congresso giudaico, tenutosi l'anno 1848 a Cracovia, al quale concorsero gli Ebrei pi
ricchi del mondo, fu decretato che il disperso Israello avesse ad impadronirsi dei pi potenti giornali
d'Europa.
Con questo mezzo dice lo Statuto che vi si approv la stella ebraica spander la luce
sopra tutto il globo
1
.
E che ci sia un fatto compiuto, ne abbiamo conferma da quanto gli stessi Giudei hanno scritto
nel loro libro I Protocolli dei Savi Anziani di Sion al VII Protocollo
2
:
La pubblica opinione viene dovunque preparata da noi per mezzo di quel massimo dei poteri
che la Stampa, la quale, fatte insignificanti eccezioni, di cui non il caso tener conto,
completamente nelle nostre mani.
E altrove, al Protocollo II:
Per mezzo della stampa acquistammo influenza pur rimanendo dietro le quinte, in virt della
stampa accumulammo l'oro ecc...
Meraviglioso, poi, il sapere come, a fondare le grandi agenzie giornalistiche d'informazione
quali la Reuter. la United Press, l'Havas. la Stefani ecc.... che diramano, come si sa, i
comunicati alla stampa internazionale, altri non furono che notori capitalisti giudei, di cui pur si
conoscono nomi e cognomi.
Impadronitevi della stampa ed avrete ogni cosa gridava il Gran Maestro della Massoneria
francese, l'ebreo Crmieux (presentemente avrebbe forse aggiunto: nonch del cinema e della
radiotelevisione)
3
.
La cosa, oggi, divenuta s evidente, che solo chi vive nei deserti dell'Africa pu non
accorgersi di quanto si afferma.
Da siffatta magistrale operazione ne segue:
1) Verr, come abbiamo gi veduto, l'opinione pubblica fabbricata e diretta dal cervello dei figli
di Giacobbe, facendo il bianco e il nero, il tempo bello ed il cattivo, a loro beneplacito. Con ci
riusciranno, in maniera sorprendente, a confonderci le idee in modo tale che, al presente, pu dirsi,
siamo tutti completamente intossicati da concezioni le pi false e deleterie. Dico deleterie, perch,
mentre risaputo che la verit ci fa liberi e ci eleva, al contrario la menzogna sempre pi ci
avvilisce e ci degrada.
2) Essendo ormai i Giudei padroni dispotici della stampa di ogni partito, e come da loro precisa
22
volont, ogni giornale dovr fare, con tutto l'impegno possibile, per il partito di cui esponente, la
pi strenua e diuturna lotta nei confronti dei partiti avversari, affinch trionfino i rispettivi ideali.
Con ci si vuole, che, fra i goim, resti pi che mai accesa e sempre ben viva, la tensione degli
spiriti e lo stato di discordia. I Giudei ben conoscono, quanto sia la discordia l'arma pi potente ed
efficace per tenere distratti i popoli e dissolverli, mentre essi, ben compatti ed uniti, si rendono
ognora pi forti onde meglio speculare sul terreno favorevole della miseria altrui.
3) Nessun giornale potr, mai pi, pronunciare parola alcuna, che non torni a giovamento
degl'interessi d'Israele; ma soprattutto, per rendere impossibile che siano sollevate o trattate, in
qualche modo, questioni di argomento antisemitico. Sicch, zitta l'intera stampa sul problema
ebraico, e in conseguenza zitti tutti!
E noi, giocati in pieno da cos raffinata scaltrezza, mentre ci azzuffiamo come tanti galletti,
siamo serviti di barba e parrucca come altrettante marionette e burattini, senza che alcuno se ne
accorga...
Che magnifico spettacolo!
(1) Cfr. riv. La Civilt Cattolica anno 1890, seri? XIV, v. 8, p. 395.
(2) Libro, questo assolutamente di origine ebraica, sebbene i Giudei abbiano cercato, in tutti i modi, di contestarlo.
Ma la loro opposizione non merita alcuna considerazione, perch, si sa, sono menzogneri per natura. Tanto pi, che i
Tribunali svizzeri, da cui tentarono di ottenere sentenza confermante il loro asserto, siccome caddero in contraddizione,
non solo non diedero ad essi sentenza favorevole, ma li condannarono invece alle spese del processo. Quello che
soprattutto convince, circa l'autenticit del libro, il fatto, che quanto ivi si legge, tutto si verificato e si verifica, con
precisione, si pu dire, addirittura cronometrica.
(3) Cfr. giorn.le Il Cittadino di Genova del 10 Agosto 1907, p. 2, e. 3
a
.
23
VIII
Ottenebramento intellettuale
Oggi gli Ebrei regolano le borse, le banche, gli istituti di assicurazione, le case editrici, i
giornali, i pubblici spettacoli nonch gli altri strumenti di diffusione sociale, cui sono da aggiungersi
le grandi strade di comunicazione, per terra, per mare e per aria. Mentre, poi, uno smisurato numero
di beni immobili delle maggiori metropoli, insieme alle migliori aziende, sono ormai caduti nelle
loro mani, con la possanza dei capitali e con l'accortezza, tengono chiusa, come in una rete, tutta la
societ umana.
Si erge, per, uno scoglio al perfetto svolgimento del loro programma di azione, e questo :
l'intelligenza dei goim.
Quei signori ben sanno, quanto sia ad essi necessario impedire, con ogni mezzo, che il livello
intellettuale dei popoli si elevi ad un'altezza, per dire cos termometrica, alquanto elevata, perch, in
questo caso, troppo facilmente apparirebbe ai loro occhi tutta la nefandezza del loro modo di agire,
per cui ne seguirebbe. contro di essi, una immediata reazione difensiva.
Quindi ritengono cosa fondamentale, che, per raggiungere tranquillamente l'obiettivo cui
aspirano, sia necessario preparare, antecedentemente, un terreno ben disposto e favorevole. Vale a
dire: fare in modo di abbassare, per quanto possibile, il livello intellettuale dei goim, in maniera
tale che, offuscandosi fra essi sempre pi la chiarezza dell'intelletto, non si arrivi a vedere n a
distinguere, il loro obliquo modo di operare.
A tale fine diffondono, con sovrumana scaltrezza, in mezzo ai popoli, quelle cose che
maggiormente servono per ottenebrare l'umana intelligenza.
Ed ecco, per loro merito, il sorprendente sorgere e diffondersi, qui l'immoralit, a mezzo di
pubblicazioni oscene, edite ognora da case editrici, controllate da giudei (p. e. in Italia i maggiori
scrittori pornografici erano recentemente gli ebrei Guido da Verona, Umberto Notari, Mario
Mariani, Pitigrilli, ai quali, al presente, doveroso aggiungere lo scrittore Moravia). L, ci fanno
assistere a spettacoli e film sempre pi degradanti (dei quali, pu dirsi, hanno attualmente il
monopolio, con l'intera produzione californiana in loro mani e, forse, anche le principali sale di
proiezione del mondo), esaltanti la menzogna, il furto, l'assassinio, l'adulterio. Altrove, li vediamo
adoperarsi per incrementare l'alcoolismo, lo smercio degli stupefacenti, l'affermazione dello sport
smodato onde togliere alle masse la facolt di ragionare ed abbrutirle (v. Protocolli XIII),
l'imbarbarimento dell'arte pittorica, scultorea, architettonica, musicale e via discorrendo. (I maggiori
corifei della pittura astrattista non sono forse gli ebrei Picasso, Modigliani, Cal)?
Inoltre, essi mirano alla distruzione di ogni fede religiosa, elaborando, senza tregua, una
colluvie di teorie materialistiche, senza contare che ci straziano con ogni sorta di perfidie, di usure,
di frodi e col furto bancario. Nella gi citata rivista Century Magazine (n. 3 e 4 del 1928) il
nominato ebreo romeno, Marcus Eli Rayage, non esita ad aggiungere, in altro punto del suo
articolo: Voi gridate tanto per via dell'indebita influenza ebraica nei vostri teatri e nei vostri film.
Benissimo. Concesso, i vostri lamenti sono giusti: ma che pu significare questo in confronto con la
strapotente influenza che noi esercitiamo sulle vostre chiese, sulle vostre scuole, sui vostri regimi,
ed anzi perfino sui minimi rivolgimenti del vostro mondo intellettuale?....
Cose tutte, per, che i Giudei riescono a perfettamente realizzare, solo a condizione di potere
usufruire d'una sconfinata libert, senza vincol di alcuna disciplina.
A tale fine faranno persuasa la gente di corta vista e ne faranno trionfare il principio, che la
disciplina non altro se non un'autentica dittatura, mentre invece la sfrenata libert, spinta fino alla
licenza, vuole essere espressione dimostrativa del pi smagliante ideale del liberalismo, nonch
affermazione di vera democrazia.
24
IX
Le lotte religiose e la trappola della democrazia
Per mostrare ora, fino a quale segno la malizia ebraica riesca a farsi gioco di noi ed a truffarci,
col fare credere ci che non , ritengo, innanzi tutto, di dovere segnalare, come la Sinagoga non sia
estranea neppure al divampare delle lotte religiose, fomentando, con ogni sorta d'intrighi (nei quali
artista), il contrasto delle opinioni dottrinali ed il sorgere delle eresie.
Lo scrittore Bernard Lazare, dice apertamente in un suo libro: Si pu tessere la storia della
penetrazione ebraica nella Chiesa Cristiana, cominciando dallEbionismo primitivo fino al
Protestantesimo.
Lutero, infatti, si schier per gli Ebrei e fu da questi sostenuto; ma quando il fuoco dell'eresia fu
acceso, essi, facendo macchina indietro, si ritirarono, Per tale voltafaccia, lo stesso Lutero li
ininvest con l'opuscolo Gli Ebrei e le loro menzogne, qualificandoli addirittura come bestie
malvage, allo quali bisognerebbe dar la caccia, come a cani arrabbiati, che vivono di scelleratezze
e di rapine.
Il rabbino Camerini riconosce che la Riforma, tenendo occupati i Cristiani a lottare fra di loro
(precisamente come dal giudaismo era voluto), segn una tregua alle persecuzioni antisemitiche.
In quel tempo scriveva i nostri saggi fratelli non facevano che soffiare sul fuoco della
discordia aggiungendo che quando i cani si mordono fra loro, l'agnello resta salvo
1
. Principio,
questo teniamolo bene a mente dai Giudei costantemente applicato a nostro danno.
Nel 1608, in un opuscolo dal titolo Lo specchio ebreo del Calvinismo, si afferma, come
nessuna religione quanto il Calvinismo si avvicini tanto all'ebraismo, nella soluzione dei problemi
religiosi e pratici.
E non si pensi che, allo stesso sorgere del Maomettanesimo, sia stato estraneo l'intervento della
Sinagoga. Maometto, in principio, fu aiutato da Giudei col consiglio e con l'oro. Ma, una volta che
tale religione si diffuse, essi trovarono il modo di ritirarsi alla chetichella. Onde il Profeta fece loro
tagliare la testa.
Fu, in realt, il fanatismo d'un pugno di Ebrei, fra i pi reputati della citt di Medina, che gitt
le fondamenta della potenza politico-religiosa dellIslam, decise delle sorti dell'Arabia e, fra torrenti
di sangue, sconvolse il mondo
2
.
Il Malo, nella sua Storia degli Ebrei (p. 170), racconta che, secondo testimonianze arabe, gli
Ebrei mandarono da principio dodici dei loro dottori da Maometto, fra i quali Abdallah Ibn Salam e
Mukarik, i quali collaborarono con lui nella compilazione del Corano.
Dopo di che, pi facilmente si arguisce, quanto il giudaismo abbia interesse a che i goim
lottino fra di loro, e siano, al massimo grado, divagati da quelle cose che risultino pi distraenti e
che maggiormente si confacciano alla psicologia sia dei grandi che dei piccoli, affinch nessuno si
accorga delle sue malefatte e possa in pace lavorare al suo fine.
Per la sicura riuscita del gioco, coprir gli espedienti escogitati, con motivi apparentemente
ragionevoli e come acquisizioni di progresso.
Tenuto ci presente, non far meraviglia se si opina specie dopo la grande turlupinatura
della Stampa, della quale ci siamo gi resi conto come, anche l'istituzione del
Parlamentarismo, nato in Inghilterra, ed il formarsi dei vari
:
partiti politici non sia per essere tutta
opera della stessa mano giudaica, che si serve all'uopo, della potenza del suo oro, dell'abile
propaganda e della servilit della setta massonica.
Ora, essendo pacifico come la natura stessa crei la diversit delle idee, il giudaismo, volendole
controllare, le organizza secondo le pi importanti correnti che qualifica con adeguato nome:
poscia, per diretto o indiretto, vi si immischia, e v'influisce cos, da incanalarle tutte al suo scopo e
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insieme per alterare la concordia.
Se cos, dunque, stanno i fatti, chiaro risulta, quanto non sia da prestare fede ai programmi di
qualsivoglia partito, perch vi si cela la frode, e noi aderendo ad essi si resta lavati nel
cervello e minorati cerebrali.
Io non so, se ai tempi del Re Sole, di Filippo II, di Enrico VIII, in cui il parlamentarismo non
esisteva e neppure vi erano le lotte dei partiti, ma solo un sovrano, assistito da un Consiglio della
Corona i popoli godessero meno pace di oggi. Quando in una famiglia si litiga, non c' da
aspettarsi alcun progresso ma la rovina.
Ad ovviare il fatto che un sovrano assoluto, potrebbe, col tempo, mutarsi in tiranno, penso,
sarebbe un modo sano che il Capo dello Stato venisse eletto, periodicamente, non da altri che da
quei cittadini, i quali abbiano dimostrato coi fatti, di essere i pi benemeriti della Nazione e, in
conseguenza, i pi maturi per discernimento (Grandi Elettori).
Costoro nominerebbero contemporaneamente un senatoconsulto, il quale avrebbe il compito
di proporre le leggi al Presidente e di consigliarlo nelle sue decisioni; ma chi delibera lui, in
quanto godrcbbe il diritto di approvarle o respingerle, di fare e disfare.
Il suo governo, nondimeno, dovrebb'essere fondato su l'applicazione della giustizia e, in uno,
sul rispetto della libert e il mantenimento della disciplina.
Qualora, poi, per abuso di autorit o per altri giustificati motivi, egli pi non rispondesse ai
requisiti voluti, i Grandi Elettori potrebbero, in ogni momento, sostituirlo.
Tale forma di governo venne, peraltro, gi messa ad effetto dalla Repubblica di Venezia, la
quale dur gloriosa e trionfante per dieci secoli ed , ancora oggi in vigore, presso la Chiesa
Cattolica, per l'elezione del Sommo Pontefice, nominato da un Collegio di Cardinali.
Ritornando in argomento, mentre, dunque, i partiti si presentano a noi con programmi
nettamente distinti, le Direzioni che vi presiedono, o sono influenzate o sono dominate da elementi
massonici, che, recitando una perfetta commedia, non seguono altro che la direttrice della setta, e
noi bene sappiamo a chi in mano ed a che cosa miri.
E il buon elettore, che di tutto ci non sa nulla, montato dai resoconti dei giornali, discute con
seriet a casa, nei ritrovi, nelle officine, i programmi, segue con passione le lotte parlamentari, crede
che tutti i suoi rappresentanti stiano l a vituperarsi e ad accapigliarsi per lui; crede che i ministeri
cadano per il miglioramento della sua sorte, e si lascia, cos, menare candidamente per il naso dal
suo giornale, che ispirato da un deputato, il quale segue il suo capo gruppo, che tratta col ministro
e questi obbedisce al finanziere!
E non forse, ancora, il giudaismo fuorviato il principale diffusore del capitalismo mammonico
. fra i non ebrei, che avvince, coloro che ne sono presi, con tale passione di ammassare danaro, da
renderli incapaci di attendere ad altro che a questo, senza badare che il denaro cos ammassato,
finir certamente in tasche giudaiche?
I Giudei sanno escogitare anche mille altre diavolerie, come, ad esempio, i totocalcio, i
lascia o raddoppia, il dar risalto a mezzo della Stampa a fattacci di cronaca, a processi, a
fantasticherie, ecc., che, assorbendo fortemente l'attenzione di chi n' conquiso, producono
l'impossibilit di pensare a quello che invece sarebbe doveroso pensare.
Un arguissimo scrittore francese, Francis Delaisi, in un suo libro (sparito dalla circolazione e
quindi appena reperibile in qualche biblioteca...) dal titolo: La dmocratie et les financiers, ci
presenta tali induzioni che dovrebbero seriamente far riflettere, in quanto, penso, potrebbero avere
una grande rispondenza con la realt.
Egli arriva a dire, che la repubblica uno specchietto per le allodole e la democrazia una
trappola: siamo ingannati! Delaisi scopre il trucco; mostra con quali procedimenti ingegnosi il
giudaismo sia riuscito a fare della democrazia il pi meraviglioso, il pi agile, il pi potente
strumento di sfruttamento delle folle, un facsimile d'una pompa aspirante e premente.
Il suo libro si potrebbe chiamare Manuale di politica sperimentale per illuminare i gonzi.
Dove vanno a finire, egli si domanda, i miliardi delle imposte che i cittadini pagano allo
Stato? Forse vanno a seppellirsi nei tesori delle banche di Stato? No certo; essi non fanno che
26
passare dalle tasche dei contribuenti in altre tasche: quali?. Questo viaggio assai interessante a
seguire, e chi vuole seguirlo non ha che a consultare la fonte indicata.
L'autore, dopo avere descritto quanto viene assorbito dalla barca della pubblica
amministrazione, conclude col dire, che i tre quarti delle imposte pagate dai contribuenti,
costituiscono il tributo pagato dai cittadini ai pescicani del passato e del presente, con i quali
abbiamo gi avuto il piacere di fare la conoscenza. Perfino le beneficenze che, in occasioni di
disastri, i cittadini offrono allo Stato, finiscono, quasi tutte, ad impinguare i Giudei e i rispettivi
complici.
Chi, dunque, difender i cittadini da questa immane, perpetua truffa democratica, ordita
dall'alta finanza ebraica, che ha in mano tutte le banche, tutti i governi parlamentari e quasi tutti i
giornali del mondo? Nessuno!
Chi illumina il popolo sulla realt che si cela dietro il sipario parlamentare? Nessuno!
Per rompere questa cerchia d'interessi, da cui le nazioni si trovano serrate ed oppresse, non ci
sarebbe che la coscienza popolare, la cosiddetta opinione pubblica; ma questa creata dalla Stampa,
e la Stampa in mano... ai Giudei.
Stiamo perci molto cauti a non farci ulteriormente ingannare dall'allettante espressione
democrazia perch vi si cela la pi autentica e grandiosa truffa.
Il giudaismo riesce a crearle speculando sul patriottismo dei goim. attraverso cosiddette
costituzioni, col fascino di parole sonore, come libert, indipendenza, unit nazionale, progresso,
ecc... In effetti, tali democrazie equivalgono a Stati ebraici-massonici, sui quali si vede spesso
brillare la stella a cinque punte, vale a dire il pentalfa massonico.
(1) V. Sepher Qore La-doroth, cap. 8 e Polemik ecc., p. 62, ediz. Paderton, 1883.
(2) Cfr. Panonzi, op. cit., pp. 44-45.
27
X
Il governo del mondo e le crisi economiche
Nel modo stesso che il burattinaio muove dall'alto i burattini di cartapesta, gli Ebrei muovono i
popoli del mondo, abusando della nostra credulit e dell'indiscutibile loro superiorit, che si
concretizza nella potenza dell'oro che hanno, in una maggiore malizia e nella propria compattezza.
Mentre, dunque, le nazioni sono arciconvinte di agire alias di scannarsi e di morire per un
ideale di giustizia e per salvaguardare il proprio interesse, non s'accorgono, invece, che fanno
soltanto il proprio danno, facendo in realt il gioco dell'ebraismo. Il che avviene, in quanto non
arrivano ad elevarsi ad una sfera pi alta d'intelligenza, essendo da esso inconsapevolmente
manovrate.
Oh, con quanta chiaroveggenza parl Beniamino Franklin agli Americani alla Convenzione
Costituzionale di Boston del 1789!
Se gli Ebrei egli disse non sono esclusi dagli Stati Uniti per costituzione, fra meno di
cento anni essi ci governeranno e ci distruggeranno, e muteranno la nostra forma di governo per la
quale noi Americani abbiamo sparso il sangue e sacrificato la nostra vita. Io vi avverto, signori: se
voi non eliminate gli Ebrei per sempre, i vostri figli e i figli dei vostri figli vi malediranno nelle
vostre tombe. Le idee degli Ebrei non sono quelle degli Americani quand'anche essi abbiano
vissuto fra noi per dieci generazioni.
Perch dunque il Popolo americano non comincia finalmente a riflettere, ma con molta
ponderazione, al significato racchiuso in cos gravi e profetiche parole, pronunziate da uno dei pi
grandi loro concittadini, che, dopo aver strappato al cielo le folgori e lo scettro ai tiranni, vuole,
ancora al presente, giovarli, col fare balenare di nuovo, davanti ai loro sguardi, un monito, del quale
non fu tenuto il debito conto, ma che ora si sta pienamente avverando?
Badino gli Americani che immediatamente appresso alla Russia la nazione pi
fortemente predominata dai Giudei oggi precisamente l'America!
Baster fare un'indagine in proposito, cominciando dall'ex Generalissimo degli Stati Uniti,
David Eisenhower, divenuto in seguito Presidente della Federazione
1
; il Commissario per la bomba
atomica, Bernardo Baruch; il Delegato presso l'O.N.U., Beniamino Cohen; il Ministro per la Difesa,
Marshall; il Segretario alla Guerra, Pace; il Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate
americane, gcn. Nathan Twining, ecc.
Pertanto, se le cose stanno in tali termini, i figli d'America gi dovrebbero cominciare a sentirne
il peso, senza contare il fosco avvenire che gli Ebrei stanno loro preparando. (V. Corea, Cuba.
Vietnam, ecc...).
Ha dell'incredibile il pensare, come gli Stati Uniti siano sorti sotto l'egida della Massoneria. Il
suo stemma l'attesta: l'aquila che vi campeggia l'aquila degli stendardi delle trib di Israele: Le 13
stelle e i rami d'olivo nei suoi artigli sono simboli d'Israele. Washington e de Lafayette erano degli
illustri massoni, cio: strumenti ciechi dei Giudei. Le due prime nazioni che hanno riconosciuto lo
Stato d'Israele sono state Russia e Stati Uniti.
Giacch, dunque, l'esito degli avvenimenti ci mostra, fino all'evidenza, la veridicit di ci che si
afferma, sar forza convenire quanto esatte erano le parole del gi citato Lord Disraeli, allorch ci
avvertiva che il mondo moderno governato da personaggi, ben diversi che non si figurino coloro, i
quali non vedono ci che accade nel retroscena.
Quindi, altro che Stalin, Churchill e Roosevelt!
Quelli che dirigono le nazioni sono ben altri!
Questi personaggi, pure agendo in buona, fede, sono strumenti perfettamente manovrati dalla
scaltrezza ebraica. Esiste, senza dubbio, in qualche luogo del mondo, un governo centrale ebraico,
28
ben costituito e ben determinato, che ogni cosa muove e tutto al suo fine dirige. Gli Ebrei chiamano
il proprio governo centrale col nome di Kahal, mentre i governi regionali o locali delle comunit
israelitiche i quali dal suddetto dipendono sono, dagli stessi Giudei, nominati Kehillah.
La Repubblica Universale, voluta da costoro, ossia il Comunismo in tutto il mondo sotto la loro
direzione, sar cosa ben matura per la sua realizzazione, solamente quando i popoli avranno
raggiunto l'ultimo stadio della disperazione e della fame. Poich, un fatto ben chiaro che, qualora i
popoli stessero bene, a tale obiettivo essi non potrebbero giammai pervenire.
Pertanto, supremo interesse dell'ebraismo creare nel mondo il massimo disagio possibile.
Ecco, infatti, quanto si legge nei gi citati Protocolli dei Savi Anziani di Sion, Prot. III:
Noi creeremo una crisi economica universale con tutti i mezzi possibili (occhio alla
Massoneria!), e con l'aiuto dell'oro che nelle nostre mani. All'ora stabilita noi scateneremo la
rivoluzione che, distruggendo tutte le classi della cristianit, asservir definitivamente i popoli
cristiani.
Parole, queste, che andrebbero attaccate in un manifesto per tutte le citt del mondo. Dopo di
che, con intrepida faccia di bronzo, fanno attribuire il disagio che ci assilla, proprio a quelle persone
che maggiormente si adoprano per arginarlo, e la moltitudine dei grulli, abituata a bere le scemenze
quanto pi sono incredibili, immediatamente crede a simili balordaggini; per cui nascono altre
battaglie, altre discordie e di conseguenza, sempre maggiori disagi.
Fermi, pertanto, in questo bel programma, conquistato il mondo tra gli imperi abbattuti,
riprenderanno la Terra Santa, trionfatori, carichi delle ricchezze prese ai vinti infedeli.
(1) Considero ebreo questo personaggio, in Quanto la stampa democratica americana, nell'ultima competizione
elettorale, per tale l'ha qualificato. Altre fonti lo confermano. Egli stato battezzato il 1 febbraio 1953, appena eletto
Presidente, come riferiscono il giornale II Messaggero)! di Roma, in data 2 febbraio 1953 (1
a
p., 9
a
c.) ed altri
quotidiani della stessa data.
29
XI
Responsabilit totale del giudaismo
Pare di sognare!
Intanto noi, di tutto questo non abbiamo la bench minima coscienza e non ci badiamo affatto;
ci sollazziamo con chiacchiere e partiti, ci scanniamo, moriamo di fame, corriamo di qua e di l
come tanti pupazzi, senza riuscire a comprendere quello che si dovrebbe comprendere. Abbiamo gli
occhi e non vediamo; non vediamo come la potenza ebraica vada ormai stringendoci dentro una
ferrea morsa per stritolarci.
Ecco l'America scrivevo nel 1944 dominata largamente dagli Ebrei per mezzo della
Massoneria ivi imperante, alla quale possiamo aggiungere ancora l'Impero Inglese, il cui governo ,
da gran tempo e nella sua totalit, alla dipendenza diretta del dispotismo massonico, che marciano,
dietro ordine ebraico, con possenti eserciti che si potrebbero chiamare israeliti, dall'occidente.
Ecco dall'oriente la Russia bolscevica, egualmente comandata dai Giudei che, con spaventevoli
forze e con colpi ancor pi formidabili, sta per soffocarci, poich si trova alle porte di Vienna e di
Berlino.
Un altro po' di tempo e la morsa sar bell'e chiusa; tutto il mondo cadr prostrato in ginocchio
davanti alla dominazione giudaica. A tanto siamo giunti, perch gli Ebrei trovano inammissibile,
che una sola nazione intendo dire la Germania abbia potuto arrivare a comprendere data la
sua maturit culturale l'entit del pericolo ebraico ed ardisca, non solo contestare il passo al loro
dispotismo ma giunga perfino ad apertamente combatterli.
Trovano inammissibile, che un'altra nazione il Giappone non si periti di proclamare il
principio L'Asia agli asiatici e non soggiaccia anche questa all'influenza dei Giudei.
Alla scaltrezza ebraica non mancher di trovare i motivi e la forza per scatenare contro questi
Stati tutto il mondo gi asservito alla sua infernale potenza, sino al conseguimento dell'intera loro
sottomissione, senza badare, anzi rallegrandosi se, per tal fine, dovranno morire 46 milioni di
uomini.
Poca gloria, miei signori, mille che non capiscono contro uno che capisce!
Pertanto, intera cade sopra i Giudei la responsabilit della presente universale tragedia, sopra
questo popolo di dura cervice, adoratori, pi che del vero Dio, del vitello d'oro, cui Mos gi ruppe
in testa le tavole della Legge. Essi, infatti, uccisero i Profeti che li tacciavano di deviazione e
il Cristo, il Quale, per, cos li boll:
Figli dell'inferno... sepolcri imbiancati... serpenti, razza di vipere... (Matt. XXIII, 15, 27, 33).
Voi avete per padre il diavolo... che fu omicida fin da principio e padre della menzogna...
(Giovanni VIII, 44) ...pieni di rapina e d'iniquit (Luca XI, 39).
Queste parole, sebbene rivolte direttamente ai dirigenti d'Israele, riguardano anche i successori
di tale gena, e, nessuno vorr sostenere che costoro, ai tempi d'oggi, abbiano cessato di esistere.
Bene, dunque, le parole di Cristo dovrebbero servirci di ammonimento e norma circa la nostra
linea di condotta.
Se la regola di vincere il male con il bene assolutamente doverosa verso chiunque, nei
confronti dei Giudei sembra subisca piuttosto eccezione, dal momento che il Divino Maestro us
verso di loro parole cos forti. Egli che con tutti aveva parole di bont e di perdono.
Aggiunger l'altro imperativo di Cristo ...non buttate le vostre perle davanti ai porci, che non
le pestino co' loro piedi e si rivoltino a sbranarvi (Matt. VIII, 6), che rivela l'amarezza del Suo
Cuore nel vedere contraccambiati con la pi nera ingratitudine i Suoi benefici.
Riguardo alla suddetta responsabilit sar doveroso distinguere i Giudei in due nette classi: da
una parte gli alti loro dirigenti, che, quali tramatori ed organizzatori di efferate scelleratezze, hanno
30
piena coscienza di quanto viene da s stessi operato; dall'altra, tutta la classe del loro popolo.
Questo, sebbene sia pi o meno all'oscuro delle losche manovre ordite dai loro maggiorenti, tuttavia
ad essi obbedisce, perch sa, molto bene, quanto s'adoperino per la maggior gloria d'Israele.
Ma, anche volendo ammettere che, questa seconda classe, non conosca, in modo assoluto, nulla
di nulla del fosco operare su vasta scala dei suoi capi, ci nondimeno, riesce ugualmente, per i
poveri goim, di esiziale nocumento. Infatti, le comunit giudaiche, fra noi conviventi, ci sono,
senza dubbio, sorgente e causa di un infinito numero di guai, perch, sia per la loro straordinaria
abilit, sia per il poco o nessuno scrupolo nella trattazione degli affari, sia per l'aiuto reciproco che
fra loro si danno, il fatto ed i fatti sono quelli che, soprattutto, hanno eloquenza che si
vedono, a poco a poco, emergere sopra le altre genti, fino al totale assorbimento di quelle nazioni e
popoli, che avevano creduto cosa di poco momento offrire ad essi una generosa ospitalit e
cittadinanza.
Si noti, che gi ventisei secoli addietro, Geremia profeta, parlando degli Ebrei, poteva
affermare: Dal pi piccolo fino al pi grande tutti sono dati all'avarizia, e dal profeta fino al
sacerdote, tutti commettono frodi (Ger., 6,13; 8,10).
Badiamo, quindi, di non ingannarci col pensare erratamente che oggi costoro siano per essere
qualche cosa di meglio dei loro antenati.
A questa generale condanna fa, naturalmente, eccezione qualche raro e vero Israelita in cui non
c' frode, timorato di Dio, che non sacrifica la sua coscienza al vitello d'oro.
Con molta esattezza, dunque, il serpente simbolico degli Ebrei (cio l'astuzia), che deve
divorare le nazioni attraverso le quali s'infiltra, prefigura: nella sua testa i maggiori esponenti
dell'ebraismo, e nel suo corpo l'intera massa del suo popolo.
E pensare che tale popolo dotato di facolt s eccezionali se abbracciasse il cristianesimo,
potrebbe davvero essere la guida del mondo! Se l'ingegno che pone per la causa del male
l'impiegasse per quella del bene, quale immenso benessere potrebbe produrre all'umanit! Ma oggi
sono guide cieche di altri ciechi e cadranno insieme nella fossa.
31
XII
Gravi documenti
Quanto urga la necessit di stare in guardia dalla perfidia ebraica, bene ce lo comprova il
seguente delittuoso documento, che non si perit di pubblicare la rivista israelita Revue des tudes
Juives.
E' la lettera programmatica di risposta, scritta, il 21 Novembre 1489, dal Principe degli Ebrei,
residente a Costantinopoli, al rabbino di Arles, allorch costui gli chiedeva istruzioni sul da farsi, in
merito alla espulsione degli Ebrei dalla Provenza, decretata da Luigi XII.
L'autenticit del presente documento dimostrata dall'abate Chaubauty, nella sua opera Les
Juifs nos matres, con argomenti cos potenti da fare crollare ogni specie di dubbio o sofisma che,
in proposito, si possa mettere in campo. E' del seguente tenore:
A quel che voi dite, il Re di Francia vi obbligherebbe a farvi cristiani: fatelo; ma che la Legge
di Mos sia conservata nei vostri cuori.
L'assimilazione non fa paura, scriveva il Bauembndler, un ebreo, pur battezzato, non
cessa mai dall'essere Ebreo.
La Francia gi nelle nostre mani, ora la volta dellAustria.
A quel che voi dite, vi si vorrebbe spogliare dei vostri beni: fate i vostri figli mercanti,
acciocch a poco a poco, essi spoglino i cristiani dei loro.
A quel che voi dite, si attenterebbe alle vostre vite: fate i vostri figli medici e farmacisti, acci
ch'essi tolgano ai cristiani le loro vite.
A quel che voi dite, essi distruggerebbero le vostre Sinagoghe: fate i vostri figli canonici e
chierici, acci che essi distruggano le loro chiese.
A quel che voi dite, vi farebbero molt'altre vessazioni: fate in modo che i vostri figli siano
avvocati, notai, e che essi sempre si immischino negli affari di Stato, acciocch, mettendo i cristiani
sotto il vostro giogo, voi dominiate il mondo e possiate vendicarvi di loro.
Non vi scostate da quest'ordine che vi diamo, perch vedrete con l'esperienza, che di
abbassati che siete voi, arriverete al fastigio della potenza.
Il 21 Kisleu 1489
V.S.S.V.F.F.
Si legge in un libro di A. Romanini, che sviscera a fondo la questione ebraica, il seguente testo:
Non esagerata l'affermazione di Joe Chamberlain e di altri, che Ebrei, sedicenti convertiti,
riescano a raggiungere alte cariche nell'Anglicanesimo, nel Protestantesimo, nell'Ortodossia e
perfino (?) nelle alte cariche ecclesiastiche Cattoliche. E' accertato che i pi grandi inquisitori di
Spagna furono di origine ebraica.
In merito alle conversioni giudaiche sar bene non dimenticare, che la circospezione non mai
troppa. Tanto pi che nel Talmud espressamente si comanda: Fingetevi al bisogno anche cristiani
per meglio trappolarli
1
e lo storico ebreo Cecil Roth, nella sua opera Storia del Popolo Ebraico
(p. 229) non esita ad affermare: Naturalmente, nella maggior parte dei casi, le conversioni erano
finte. (Se tali furono, perch tuttora non sono?).
Quanto, poi, i surriferiti ordini specie quello di togliere la vita ai Cristiani servendosi della
medicina siano stati prontamente eseguiti, facilmente si argomenta dai seguenti fatti:
Secondo narra l'Echio, al Capo 13 del suo libro Contro gli ebrei, l'ebreo Giovanni
Pfeffercorn di Colonia, condannato a morte per i suoi orrendi delitti, sul punto di morire in Hall
di Sassonia nel 1514 confess spontaneamente che sotto il titolo di medicina, esercitando
32
quell'arte, egli stesso aveva uccisi col veleno otto cristiani.
Dagli Atti della Vita del B. Bernardino da Feltre (N. 266 degli Atti, presso i Bollandisti), il
quale in tutta la sua esistenza predic contro il pericolo giudaico, si rileva come, predicando egli in
Siena nel 1489, narr dal pulpito che: Un Senese gli aveva narrato che un medico ebreo, morendo in
Avignone, gli aveva detto di morire contento perch, ordinando false medicine, aveva ucciso molte
migliaia di cristiani: Praescriptis dolosis pharmacis occidit multa milia christianorum. Vi furono
molti che volevano morire piuttosto che pigliare da lui medicina. E guarirono per grazia di Dio.
Del succitato documento desidero inoltre sottolineare, con quale incredibile disinvoltura gli
stessi Giudei ci confessano, come, fino dall'anno 1489, la Francia fosse gi caduta nelle loro mani e,
intorno a quell'epoca, si stessero divorando l'Austria.
Siccome la cosa, in effetti, si pi che verificata, credo doveroso richiamare l'attenzione come,
in prosieguo di tempo ed esattamente nella seconda met del 1700, ancora l'Inghilterra, la Germania
ed altre nazioni d'Europa caddero, con l'ausilio della setta massonica e di altre sette segrete, fra gli
artigli di quei signori.
La stessa sorte ebbe a subire l'Italia, ma solo al tempo del Risorgimento. L'ultima delle grandi
potenze europee costretta ad inginocchiarsi davanti al prepotere giudaico fu la Russia degli Zar nel
1917.
E adesso, per essere in ogni punto prevenuti, ritengo doveroso riportare il testo integrale di un
discorso-programma, d'eccezionale importanza, tenuto a Praga, nel 1880, dal rabbino Reichhorn,
nel grande raduno dei rabbini che essi chiamano il Kaleb, e che solennizzano ogni cento anni. Ci
mostrer la grande analogia esistente tra il suo contenuto ed i Protocolli dei Savi Anziani di Sion,
che, come avanti fu detto, i Giudei tentarono in ogni modo di rinnegare. A Sir John Radcliff, che lo
pubblic sul Le Contemporain, il 1 luglio 1886. per avere fatto ci, ebbe a costargli la vita. Tale
discorso fu ripetuto nella sinagoga di Simscrol da un rabbino, che per questo ebbe un processo: esso
inoltre perfettamente concorda con quello tenuto a Lemberg, in occasione del congresso della
giovent ebraica, pubblicato dal giornale Bauernbndler di Vienna (n. 133, del 1 Nov. 1912).
Eccolo:
Sono diciotto secoli che i nostri sapienti lottano coraggiosamente, con una perseveranza che
nulla pu frangere, contro la Croce, che ci ha rapito la potenza promessa ad Abramo.
Diciotto secoli appartennero ai nostri nemici; il secolo presente e i secoli da venire debbono
essere nostri.
E' questa la decima volta che, lungo mille anni di lotta atroce ed incessante coi nostri nemici,
si riuniscono in questo cimitero e presso la tomba del nostro gran maestro, santo rabbino Simeon
Ben Jhuda, gli eletti di ogni generazione del popolo di Israele, per concertarsi sui mezzi di trar
vantaggio, per la causa nostra, dai grandi sbagli e dai grandi falli che non cessano di commettere i
nostri nemici, i cristiani.
Ogni volta il nuovo Sinedrio ha proclamato e predicato la lotta senza tregua contro questi
nemici.
Allorch saremo resi unici possessori di tutto l'oro della Terra, la vera potenza passer nelle
mani nostre, ed allora si compiranno le promesse fatte ad Abramo.
L'agricoltura sar sempre la ricchezza di ogni paese. Il possesso delle grandi propriet
terriere apporter sempre in ogni epoca grandi onori e grande influenza ai loro titolari.
Conviene quindi predisporre le cose in modo che i nostri fratelli in Israele possano fare
importanti acquisti terrieri. E

pertanto essenziale privare laristocrazia delle sue terre, a


qualunque costo. L'aristocrazia, in quanto proprietario di terreni, costituisce sempre un pericolo
per noi, poich le sue rendite le assicurano l'indipendenza.
Per raggiungere lo scopo, il modo migliore quello di far aumentare le tasse e le imposte,
provocare crisi di sovrapproduzione e tutti quegli altri mezzi che servono a mandare i prezzi dei
terreni al livello pi basso possibile.
Gli aristocratici dei gentili (goim), i quali, date le loro abitudini ereditarie, sono incapaci di
accontentarsi di poco, andranno presto in rovina
2
.
33
La Chiesa Cristiana, essendo uno dei nostri pi pericolosi nemici, noi dobbiamo lavorare con
perseveranza a diminuire l'influenza sua. Conviene, dunque, imprimere nell'intelligenza di coloro
che professano la religione cristiana le idee di libero pensiero, di scetticismo, di scisma e
provocare dispute religiose cosi naturalmente feconde, di divisioni e di sette nel Cristianesimo.
Logicamente, conviene cominciare col disprezzare i ministri di quella religione, dichiarando
loro guerra aperta, provocando sospetti sulla loro devozione, sulla loro condotta privata; col
ridicolo e con la satira si distrugger quel rispetto che va congiunto con lo stato e l'abito loro.
Ogni guerra, ogni rivoluzione, ogni scotimento politico-religioso avvicina il momento in cui
raggiungeremo lo scopo al quale tendiamo. Tutti gli impieghi pubblici devono essere accessibili
agli Israeliti, ed una volta che noi siamo diventati i titolari, noi sapremo, con l'ossequiosit e con la
perspicacia che sono nostre doti, penetrare fino alle prime sorgenti della vera influenza e del vero
potere. Ben inteso che qui solo si tratta di quegli impieghi ai quali vanno congiunti onori, potenza e
privilegi; giacch, quanto a quelli che esigono sapere, fatiche e pene, possono e debbono esser
lasciati ai Cristiani.
La magistratura per noi un'istituzione di primaria importanza. La carriera dei tribunali e
quella che meglio svolge la civilt e ci mette a parte pi facilmente degli affari dei nostri nemici
naturali, ed per mezzo di essa che noi possiamo ridurli in nostro potere.
Il popolo d'Israele deve dirigere la sua ambizione verso quell'alto grado di sapere, dal quale
sgorgano le considerazioni e gli onori, e uno dei mezzi pi sicuri per giungervi quello di avere in
pugno tutte le operazioni industriali, finanziarie e commerciali. Nella scelta di queste speculazioni
si user grande prudenza e tatto, cose queste che sono la propriet della nostra attitudine atavica
negli affari.
Tutti i rami della scienza, dell'arte, delle belle lettere, ecc... dovranno essere un vasto campo in
cui i successi mostreranno la nostra attitudine. Quanto alle scienze, medicina e filosofia, debbono
far parte ugualmente del nostro dominio intellettuale.
Un medico iniziato ai pi intimi segreti della famiglia ed ha, come tale, fra le mani la salute e
la vita dei nostri mortali nemici, i Cristiani.
Noi dobbiamo incoraggiare le unioni matrimoniali fra Israeliti e Cristiani che possiedono
ascendenza e potere. Per tal modo otterremo influenza sopra quanto ci circonda e ci renderemo
arbitri dei loro destini.
Se l'oro la prima potenza di questo mondo, la seconda senza dubbio la stampa. Ma che cosa
pu la seconda senza la prima?
Siccome noi non possiamo ottenere quanto dicemmo di sopra, senza il soccorso della stampa,
conviene che i nostri presiedano alla direzione di tutti i giornali quotidiani in tutti i paesi.
Il possedere loro e i giornali ci renderanno gli arbitri dell'opinione pubblica e ci daranno
limpero delle masse.
Cos, camminando grado a grado in questa via, con la perseveranza che la nostra grande
virt, noi respingeremo i cristiani e renderemo nulla la loro influenza.
Noi detteremo al mondo ci che deve credere, ci che deve onorare e ci che deve maledire.
Forse alcune individualit si leveranno contro di noi, ma le masse, docili ed ignoranti ascolteranno
noi e prenderanno le nostre parti. Una volta che saremo padroni assoluti della Stampa, noi
potremo mutare le idee che corrono circa lonore, la virt, la rettitudine del carattere, portando il
primo colpo a quella istituzione tenuta fin qui sacrosanta: la famiglia, e ne compiremo la
distruzione. Noi potremo estirpare le credenze e la fede per tutto ci che i nemici nostri, i Cristiani
hanno fino a questo momento venerato; facendoci un'arma della forza delle passioni, noi
dichiareremo guerra aperta a quanto quelli rispettano e venerano. Che tutto ci sia ben compreso,
notato, e che tutti i figlioli d'Israele, ben si compenetrino di questi veri princpi. Allora la potenza
nostra crescer come un albero gigantesco, i cui rami porteranno quei frutti che si chiamano
godimento, ricchezza, potere, in compenso di quella inferiore condizione che, per secoli, fu l'eredit
del popolo d'Israele.
Il nostro interesse richiede che noi almeno simuliamo zelo per le questioni sociali che corrono,
34
quelle soprattutto che riguardano il miglioramento della sorte dei lavoratori! ma in realt gli sforzi
nostri debbono tendere a renderci padroni di quel movimento dell'opinione pubblica e a dirigerlo.
La cecit delle masse, la disposizione loro a darsi in bala delleloquenza, tanto vuota quanto
sonora, che risuona nei trivii, ne fanno una preda facile ed per noi un doppio istrumento di
popolarit e di credito.
Noi troveremo senza difficolt fra i nostri, l'espressione dei sentimenti fittizi e tanta eloquenza
quanta ne trovano i Cristiani sinceri nel loro entusiasmo.
Conviene, per quanto possibile, occuparci del proletariato e sottometterlo a quelli che
maneggiano il danaro.
Con questo mezzo noi solleveremo le masse a nostro piacere. Noi le spingeremo agli
sconvolgimenti, alle rivoluzioni, ed ognuna di queste catastrofi far avanzare di un gran passo i
nostri scopi e ci ravviciner all'unico nostro fine, quello cio di regnare sulla terra, come ci era
stato promesso dal nostro padre Abramo.
Roba come si vede degna d'associazione a delinquere; altro che nostro padre Abramo!
Non per nulla San Giovanni Crisostomo, nel suo Sermone contro gli Ebrei, afferma,
esplicitamente: La Sinagoga un luogo di convegno per dei criminali.
(1) Jore dea, 2 Hagah.
(2) Chi ha acume d'intelletto gi intravede i veri fini che nascondono certe leggi di riforma agraria. Non si mira al
palliativo della sorte dei contadini, bens all'annientamento di chi possiede le terre.
(3) Dopo tale fiore di dottrina, mi sembrerebbe doveroso fare un po' di statistica, per renderci conto a quanti
ammontino gli Ebrei che, ai d nostri, esercitano l'arte medica, specie negli ospedali, cominciando dal Presidente degli
Ospedali Riuniti di Roma, il medico giudeo D. Tedeschi. Forse ne potrebbe venire fuori una sorpresa.
35
XIII
Sotto il giogo d'Israele
Abbiamo avuto uno scrittore giudeo, G. Dalma, il quale ha avuto l'impudenza di stampare in un
suo libro, dal titolo La verit sugli Ebrei, che i Giudei sarebbero alla direzione dei movimenti
operai, con lo scopo umanitario di emanciparli dalla condizione disagiata in cui si trovano, quasi
paragonandosi all'opera di Redenzione operata da Ges Cristo.
Ma se sono saturi di odio contro tutti coloro che non sono della loro stirpe, come trabocca dagli
insegnamenti del Talmud!
Ci dica questo signore, come concilia la sua affermazione con i seguenti insegnamenti
talmudici:
Se un ebreo vede un goi presso a morire, lo uccida. Se un goi si trova presso un pozzo,
gittavelo dentro
1
.
Ordiniamo che ogni giudeo maledica tre volte al giorno il popolo cristiano. Non facciano
n bene n male ai pagani, ma procurino, con ogni mezzo, di togliere dal mondo i cristiani
2
.
Ci fanno inoltre sapere in che modo abbiamo da essere tolti da mondo, con le parole: cristiani
hanno da essere scannati come le bestie
3
. Per salvarci dalle mani dei Giudei non basta essere
persona innocua, dabbene, benefica; perch l'Abhoda-Zarah dichiara che il migliore fra i "goim"
merita la morte
4
.
Si legge, in un volume del Dr. Rohling, Expos du Talmud, questo grave tratto talmudico:
Il Messia render ai Giudei lautorit suprema. Tutti i popoli li serviranno, e tutti i regni
saranno a loro soggetti. Allora ogni giudeo avr 2.800 schiavi. Tutti i popoli accetteranno la fede
giudaica. I soli cristiani non avranno parte a questa grazia; ma saranno tutti sterminati.
Il nominato autore, nel riportare il passo citato, si esibisce di pagare una grossa somma a
chiunque potesse provare, che una sola parola del testo surriferito non corrisponda a quello
originale.
Udite cosa afferma il Buxtorf (senior) ch' il pi grande studioso del rabbinismo nel suo
lavoro Synagoga Judaica (Basilea, 1603, p. 24): Abbattere la religione Cristiana l'unico fine
d tutte le azioni e di tutte le preghiere d'Israele.
Sino dal tempo del Rinascimento, il Vescovo Simone Maiolo, nel suo famoso libro De
perfidia Judaeorum definiva i Giudei:
Traditori, ribaldaglia la pi scellerata del genere umano, esercito di arpie, gente da forca
(furciferi), flagello dei galantuomini, indegna di essere tollerata.
San Girolamo, un competente in materia ebraica, nel primo libro sopra Amos scrive: I Giudei,
conservando l'antico furore e l'antica ira, anche ora nelle loro Sinagoghe bestemmiano il nome
cristiano sotto il nome di Nazarei; e purch riescano ad ammazzarci sono contenti di essere anche
bruciati vivi. E ancora (nel libro secondo sopra Isaia) ribadisce: E' loro consuetudine maledire,
per tre volte al giorno i cristiani, lanciando contro di essi delle imprecazioni nelle Sinagoghe.
Siccome tale sentenza ultra confermata dall'esito degli avvenimenti, ne risulta quanto sia
anacronistico il fatto, che popoli cristiani si scelgano per loro dirigenti persone di stirpe israelita.
Il che ben ci attesta quanto grande sia la nostra incoscienza su gli obiettivi dell'ebraismo, o
altrimenti, fino a quale grado siamo succubi di diabolico inganno.
In certi casi gli Ebrei, per meglio celare l'odio che nutrono contro i Cristiani o per ottenere dei
vantaggi, arrivano a farci anche delle beneficenze, fraternizzano con noi, partecipano alle nostre
feste.
E ci in esecuzione delle seguenti prescrizioni talmudichc: essere lecito far del bene anche ai
cristiani, per quando pu questo giovare alla sua tranquillit e a meglio celare l'inimicizia verso i
36
cristiani
5
. In questo caso pu il giudeo eziandio partecipare alle feste dei cristiani; ma solo
nellintento di nascondere meglio l'odio suo verso di essi, a mo' degli ipocriti (sic)
6
.
Conosciute simili prescrizioni, oh quanto appaiono ingenui tutti coloro che si lasciano
persuadere dalle calcolate beneficenze giudaiche!
E

stata, pi avanti, menzionata l'altra espressione: Se i non ebrei conoscessero quello che noi
insegniamo a loro riguardo, ci avrebbero senz'altro sterminato.
Se essi insegnassero l'umanitarismo, perch mai dovrebbero temere lo sterminio?
Dalla loro opera umanitaria e di redenzione, abbiamo avuto un'eloquente testimonianza in quei
paesi, in cui riuscirono a prendere il sopravvento e ad imporsi, quali la Russia, dove come si
legge in una statistica pubblicata dal Russkaja Mysl, giornale russo stampato in Francia, nel
numero 30 del Novembre 1947 e da altre fonti ben si vede di che lagrime grondi e di che
sangue la rivoluzione comunista:
Per le guerre combattute dal 1917 al 1945, (vittime umane) . 18.358.000
Per la fame causata dal regime nel 1921-22 e 1930-31... 13.000.000
Fucilati:
Arcivescovi.... 50
Preti.. 4.860
Maestri e Professori. 7.824
Medici . 8.920
Ufficiali di Polizia.. 65.000
Ufficiali dell'Esercito.. 75.490
Funzionari. 120.800
Soldati360.000
Intellettuali 420.000
Guardie municipali e Gendarmi... 480.000
Operai .. 692.000
Aggiungendovi l'enorme numero dei contadini fucilati per la loro resistenza al regime.. 8.707.056

si ha un totale di vittime... 42.300.000
Il Dipartimento di Stato di Washington ha pubblicato (Sett. 1952) un opuscolo in cui, sulla
scorta di varie testimonianze raccolte dalla Commissione speciale dell'O.N.U. (sessione di Ginevra),
si afferma, che lecito fare ascendere fino a 20 milioni il numero di individui tenuti prigionieri nei
campi di lavoro coatto dell'Unione Sovietica. Questa la realt cruda, che balza agli occhi, del
paradiso rosso di Lenin.
Orrori della stessa natura, ed in certi casi pi gravi, si ripeterono nella Spagna marxista, al
tempo del feroce massacratore di Cristiani, l'ebreo Negrin, sotto il cui governo servendosi di
masse popolari, dal giudaismo avvelenate e inferocite ventimila religiosi, tra preti, frati e suore,
furono trucidati, bruciati; trentamila, tra chiese e conventi, incendiati; centinaia di migliaia di
Cristiani uccisi. Sulla piazza Catalogna a Barcellona, 900 nazionalisti vennero fucilati dai rossi
davanti alle loro mogli ed alle loro madri.
Dal periodico La Divina Parola del 25 aprile 1920 si rileva, come in Ungheria, durante la
reazione antibolscevica contro l'israelita Bela Kuhn che con altri 30 correligionari costituivano
quel governo, su 35 membri di cui era composto sono stati trovati cadaveri di frati e di monache
ammucchiati alla rinfusa nei sotterranei. I diplomatici esteri, chiamati dal popolo a constatare de
visu, hanno attestato di aver veduto coi propri occhi non pochi cadaveri di religiosi e di religiose
col Crocifisso, solito a portarsi da loro sul petto, piantato nel cuore e con i grani delle corone
conficcati a colpi di martello intorno al capo ed alle tempia.
La rivista settimanale Time, nel numero del 6 marzo 1956, afferma, come, in Cina, in cinque
anni di dominazione comunista, siano state uccise 20 milioni di persone e, per di pi, 23 milioni
37
siano trattenute nei campi di lavoro forzato
7
.
Sorvolando di ricordare le atrocit inaudite avvenute nel Messico rosso, al tempo del massone
Calles, ed in cui pur vedemmo piombare l'immancabile Leone Trotzky, che per vi rimise la vita,
per non tediarci oltremodo in una disgustosa disamina, baster affermare, come in tutti i paesi ove
riuscito a trionfare il regime comunista, si manifestino gli stessi fenomeni di grave oppressione per i
goim, con effettiva direzione ebraica: fucilazioni, impiccagioni e gli orrori dei campi di lavoro
coatto.
A proposito dell'uccisione di Trotzky, bisogna osservare come il gioco giudaico, sebbene in
sostanza riesca, non sempre scevro di pericoli, in quanto pu, in alcuni casi, venire in urto con
influenti goim, che riescono talora a scoprire certi trucchi troppo spinti, e non vogliono digerire
certe teorie troppo stridenti.
In questi casi quali martiri dell'idea ebraica essi possono andare incontro alla prigione ed
alla stessa morte.
Giover pure non dimenticare, che gli Ebrei non hanno patria. La patria degli Ebrei sono i
quattrini. L'ebreo Russo e l'ebreo Americano sono fratelli, e cos sono, fra di loro, gli Ebrei sparsi
per tutto il mondo.
Chiaro, quindi, che si debbano considerare stranieri, tanto pi che oggi stato costituito lo
Stato d'Israele e, nei paesi che li ospitano, essi non si assimilano giammai coi cittadini del luogo,
come sar in pieno mostrato nel capitolo successivo.
(1) Tal. Bab. Trat. Abosda Zara f. 26, c. 1.
(2) Cfr. Dr. Martinez nella sua opera Le Juif, voil l'ennemi, p. 139.
(3) V. Zohar II, 119 a).
(4) Abhoda-Zarah 26, b, Tosephoth.
(5) V. Maimonides in Hilkhtoh Akum X, 6.
(6) V. Iore dea 148, 12 Hagah.
(7) Cfr. giornale L'Osservatore Romano 19 aprile 1956, p. 3.
38
XIV
Testimonianza autorevole
Bene chiarisce la realt di quanto affermasi, la testimonianza che ci offre l'ebreo Daniele
Pergola, il quale non fu un ebreo qualsiasi bens un rabbino della Sinagoga di Torino nonch
professore di Universit.
Egli essendosi convertito al cristianesimo illustra, con assoluta competenza, il pensiero e
l'azione dei Giudei, in un opuscolo dal titolo Gli ebrei popolo reietto e maledetto da Dio (Torino
1886). Ecco quanto vi si legge:
L'ebreo si considera straniero nel paese dove nacque. Dunque dal punto di vista legale gli
ebrei non possono godere i diritti civili e politici, non possono considerarsi cittadini dello Stato in
cui nacquero. E' questa la ragione per cui a Pietroburgo, come a Bucarest si negano loro tali diritti.
Chi fa voti per tornare a stabilirsi in un paese che mai conobbe, prova con ci di non amare quello
in cui nacque, ed assurdo ed ingiusto conferire diritti di cittadinanza a chi tiene a vile la
cittadinanza stessa.
Uno straniero educato che riceve ospitalit in casa altrui, si uniforma agli usi della famiglia che
lo ricetta, non deride (ingrato!), non bestemmia (crudele!) chi gli fa del bene. Anzich tradire
l'ospitalit che ricevono dovrebbero provare gratitudine verso i loro benefattori. Per contrario, essi
sprezzano i popoli, presso i quali trovano generosa ospitalit e non di rado trovan modo di
arricchirsi senza durare gran fatica. Li bestemmiano continuamente: deridono la loro religione;
tradiscono insomma nel pi scellerato modo la ospitalit che ricevono.
Che il cattolicismo proibisca la vendetta ed obblighi ad amare incondizionatamente gli amici
come i nemici, secondo gl'insegnamenti del Vangelo, cosa fuori dubbio che ognuno conosce,
tranne gli ebrei che respingono il Vangelo stesso, cui debbono la loro salute.
Ma che i governi detti civili abbiano a tollerare tanta barbarie e permettere, anzi, premiare, uno
scandalo siffatto, conferendo loro pubbliche onorificenze, elevando alle pi alte cariche dello Stato i
nemici della Patria e dell'umanit (tutte le posizioni pi elevate sono occupate da israeliti), questo
scandalo che potrebbe durare soltanto, se il mondo dovesse continuare a camminare sempre, come
da lungo tempo cammina, colla testa per terra e le gambe per aria. Ma giova sperare che i governi
comprenderanno alfine che questo stato di cose non pu durare.
Il giudaismo delitto e non religione. Il giudaismo non una religione, ma scuola di delitti e
d'empiet.
I fedeli della Sinagoga pregano tre volte al giorno e domandano sempre a Dio le stesse cose,
cio: 1) Vendetta contro i goim (o nazioni del mondo). 2) Pronta venuta di un Messia politico
per ricondurre a Gerusalemme gli esuli d'Israello. Diamo la formula di confessione che recitano due
volte al giorno: O Dio nostro e Dio dei padri nostri, giunga a Te la nostra orazione e non Ti
nascondere per non ascoltare la nostra prece: perocch noi non siamo mica sfacciati ed ostinati al
punto da vantarci giusti, immuni da colpa; anzi peccammo noi e li padri nostri; noi siamo colpevoli,
traditori, ladri, spudorati, ingiusti, empi, arroganti, bugiardi, buffoni, ribelli, spergiuri, perversi,
trasgressori, ostinati, corrotti e corruttori.
E se un Ministro di Grazia e Giustizia, prendesse a studiare la questione e giudicasse l'ebreo
inabile al giuramento, giuridicamente incapace di testimoniare dinnanzi al magistrato, indegno di
coprire un impiego pubblico, indegno anzi di vivere in mezzo a popoli civili; che ci sarebbe a ridire
se ci accadesse? Non sarebbe questa una misura pienamente giustificata dall'indole criminosa del
culto ebraico?
Confrontando l'antica legge mosaica col Vangelo, vediamo che questo mira all'affratellamento
di tutti i popoli, considerando Iddio un padre amoroso di tutta l'umana famiglia, ed ognun sa che un
39
buon padre desidera la pace tra i suoi figli; quella, invece, fa di una ciurmaglia numerosa di predoni
il popolo prediletto di un Dio furente, geloso e vendicativo, il quale impone ai suoi devoti lo
sterminio di tutti i popoli pagani.
40
XV
Il crimine, norma del giudaismo
Dopo aver inteso le direttive trasmesse dal Principe degli Ebrei, il quale li consiglia di servirsi
della medicina per togliere la vita ai Cristiani: resoci, soprattutto, conto dell'odio spietato che
nutrono contro l'umana societ e della capacit che hanno di operare su vasta scala, penso, non
voglia essere troppo azzardato se si dubita, che la stessa Classe Medica non sia, per avventura,
anch'essa influenzata dalla setta massonica, o, altrimenti, dai dolosi insegnamenti impartiti da
professori giudaici.
In tale caso obbedendo questa (inconsapevolmente) agli ordini del Sinedrio chiss che i
medicamenti che ci apprestano, anzich tornarci di giovamento non ci siano deleteri? o, per lo
meno, verso quanti agli Ebrei sono invisi?
Siamo proprio sicuri che la morte di Stalin, di Gottwald e dei Generali sovietici, siano state
morti naturali, o non piuttosto provocate ad opera di delittuosi retroscena?
Finch Stalin pensava a fare soltanto l'entusiasta del Comunismo (come da chi comandava
dietro le quinte era voluto) ogni cosa filava a gonfie vele; tutto l'onore, la gloria era la sua, egli era il
padre dei popoli.
Ma il giorno che costui ha voluto vedere le cose troppo in profondit, e s' accorto che
l'U.R.S.S. piena di traditori e di spie, e che medici ebrei avevano ucciso i comandanti dell'Armata
Rossa fedeli creature di Stalin le cose hanno mutato d'aspetto.
In conseguenza di ci, essendosi scatenata, nei paesi sovietici una persecuzione antisemitica
molto seria, gli Ebrei hanno detto: a che gioco giochiamo? I padroni dell'U.R.S.S. siamo noi. Tu,
Stalin, dovevi soltanto essere una persona figurativa da noi manovrata, ed ora fai sul serio.
Il fatto che Stalin morto... perch ha avuto lemorragia cerebrale. A breve distanza morto
anche Gottwald, Presidente della Ceco-Slovacchia, il quale aveva fatto impiccare, in quei giorni,
non pochi Ebrei sulle forche di Praga... perch ha avuto la polmonite. Ma ci rendiamo conto che il
giudaismo, con in mano la stampa mondiale, ci fa credere tutto quello che vuole? Ha facolt di
occultare o travisare qualsivoglia delitto a beneplacito? Di innalzare o di atterrare le persone che
vuole?
Spesso a mezzo della stampa, propaganda ed intrighi si creano artificiosamente falsi idoli
massonici, cui si erigono monumenti, con l'unico fine di mantenere nell'inganno la gente del tutto
ignara.
A persuaderci maggiormente degli effetti malefici della Stampa in mano ai nemici della
Croce e della Societ torna opportuno citare l'autorit del Sommo Pontefice Pio XI che, nella
Sua enciclica Divini Rcdemptoris (c. 18), cos si esprime:
Un terzo potente aiuto al diffondersi del Comunismo una congiura del silenzio in una
grande parte della stampa mondiale non cattolica. Diciamo congiura, perch non si pu altrimenti
spiegare che una stampa cos avida di mettere in rilievo anche i pi piccoli incidenti quotidiani,
abbia potuto per tanto tempo tacere degli orrori commessi in Russia, nel Messico e anche in gran
parte della Spagna, e parli relativamente cos poco d'una s vasta organizzazione mondiale quale e
il Comunismo di Mosca. Questo silenzio dovuto in parte a ragioni d una politica meno
previdente, ed favorito da varie forze occulte le quali da tempo cercano di distruggere l'ordine
sociale cristiano.
Oggi sull'U.R.S.S. regna Malenkow. Chi costui?
Salvo che non sia un ebreo il che molto probabile logicamente, altro non potrebb'essere
che un tribuno della plebe, un fanatico del comunismo, un povero zimbello in mani ebraiche. Tanto
vero che ha immediatamente riabilitato i medici ebrei sotto processo gi rei confessi
41
dichiarato che, contro la stirpe giudaica non v' nulla d'eccepire, e riallacciato le relazioni
diplomatiche con lo Stato d'Israele. Per ultimo stato eliminato anche il georgiano Beria.
In merito, per, a tali avvenimenti, sar bene non dimenticare come, fin dal 1937, Stalin aveva
avuto la sensazione del tradimento giudaico, facendo condannare alla fucilazione ben 16 dei
maggiori esponenti dell'ebraismo, che avevano avuto magna pars allo scoppio della rivoluzione,
quali un Trotzky, un Zinovieff, un Kameneff, un Rosenfeld, un Kerensky, ecc. Aveva scoperto che
costoro, mentre da una parte gridavano popolo, popolo dall'altra stavano in continua relazione coi
grandi capitalisti ebrei degli Stati Uniti.
Udimmo, nello svolgimento di quel Processo, il Procuratore di Stato, Viscinski. (morto a New
York di morte improvvisa, a breve distanza dalla fine di Bcria), scagliarsi con veemenza contro i
sunnominati, bollandoli con le parole: Nemici del proletariato, falsi comunisti, criminali,
mistificatori, pazzi, cani idrofobi, schiuma della malavita, venduti, predatori.
Come poi su l'U.R.S.S. si sia fatto profondo silenzio verso gli Ebrei si pu spiegare col fatto: o
che Stalin aveva creduto di avere totalmente estirpato ogni pericolo giudaico, per cui si riteneva di
potere ormai star tranquillo, ovvero, per la grande prudenza, usata in seguito, nel loro
comportamento.
Dopo avere scritto i suaccennati apprezzamenti circa il successore di Stalin, e che lascio come
sono, giunge notizia della sua sostituzione con Bulganin.
Come si spiega? Certo, non facile vedere chiaro nelle manovre del giudaismo, maestro per
confondere le idee. Comunque, si potrebbero fare due supposizioni:
Potrebbe darsi che l'avvento di Malenkow abbia solo servito a porre termine come si detto
alle persecuzioni antisemitiche e alla riabilitazione dei medici ebrei; mentre l'assunzione di
Bulganin potrebbe significare, tanto una riscossa vittoriosa della corrente staliniana nell'esercito, o
altrimenti una disposizione prudenziale perch non dia troppo all'occhio l'invadenza giudaica,
mettendo alla direzione un camuffato agente degli Ebrei. In tal caso sarebbe come dire: se non
pane pancotto.
Ci considerato, nulla appare di pi logico come adesso, a Mosca, s'inveisca contro l'opera di
Stalin e si rimettano sul candelabro i giudei, gi da questi epurati, quali i Trotzky e compagni, i Bela
Kuhn, i Slansky, le Anna Pauker, ecc....
Abbiamo visto, nei capitoli precedenti, come a Sir John Radcliff, la pubblicazione sul Le
Contemporain del discorso tenuto a Praga dal rabbino Reichhorn in occasione del Kaleb, ebbe a
costargli la vita. Ora, non sar ozioso aggiungere, come il giurista sassone Eckert, dopo la
pubblicazione della sua opera La massoneria nel suo vero significato, fu ucciso per mano di un
misterioso assassino
1
.
Di morte non molto diversa (cio per veleno) per pure Gougenot des Mousseaux, autore di
Les Juifs, le Judaisme et la Judaisation des peuples chrtiens
2
.
Il fatto di parlare di questioni, riferentesi ad Ebrei e massoni scrive A. Netchovolodow nel
suo libro L'empereur Nicolas II et les Juijs
3
mette immediatamente ogni investigatore in faccia
al mistero di questo silenzio voluto e della falsificazione della verit; e se riesce a germinare
l'opera sua, superata la difficolt di trovare l'editore che la pubblichi e la divulghi, deve affrontare
il pericolo di soccombere o per veleno, o per un colpo di rivoltella, o per accidenti provocati da
mano misteriosa.
Si potrebbe qui documentare, con una sequela di nomi e cognomi come, non di rado, si scorga,
fra persone di stirpe giudaica, gl'ispiratori o gli esecutori di attentati, coloro che esercitano lo
spionaggio e il tradimento, e, quasi sempre, i direttori dei moti rivoluzionari
4
.
Recentissimo caso: negli sconvolgimenti in Argentina, del Giugno 1955, quel Ministro
dell'Interno, il giudeo Borlenghi, dopo aver ordinato a suoi funzionari di Polizia (in seguito
arrestati) di incendiare una bandiera nazionale, ne attribuisce la colpa ad elementi cattolici, col
risultato che sono bruciate 70 Chiese e viene scatenata la rivoluzione.
Vedendo, poi, sventati i suoi disegni che purtroppo si sono attuati abbandona
precipitosamente Buenos Aires per Montevideo il 2 Luglio
5
.
42
In merito agli attentati, si consideri, ad esempio, l'allentato di Serajevo, perpetrato il 28 Giugno
1914 dallo studente ebreo Gabriele Princip, il quale uccise a revolverate l'arciduca Francesco
Ferdinando e la consorte.
Quell'assassinio fu talmente premeditato da fare scoppiare la conflagrazione europea, con
conseguente sparizione d'una sequela di Imperi e di Regni.
Che se poi si volesse considerare pi a fondo, si dovrebbe convenire come anche la guerra
mondiale Danzica insegni fu uno strascico di quegli atomici colpi di rivoltella. Ma non
basta: se il mondo intero ancora oggi in orgasmo causa il pericolo comunista la fonte d'origine
si dovrebbe sempre ricercare in quanto avvenne a Serajevo.
Chi vuole rendersi maggiormente conto del folle modo di operare dei Giudei, invitato a
leggere un interessante studio, dal titolo La morale giudaica, pubblicato nella rivista La Civilt
Cattolica nel 1893, serie XV, vol. V, p. 145. Si apprenderanno cose di tale gravit e provate con
tale documentazione da far trasecolare.
Anzi ritengo necessario, che qualcuno assuma l'iniziativa di farlo interamente ristampare,
perch, mai come oggi, il conoscere quanto vi scritto rivist carattere di maggiore attualit ed
urgenza.
(1) Cfr. Die Freiermauer von Leipzig del 17 Dicembre 1864.
(2) Cfr. Albert Muniot, Le crime rituel chez les Juifs Parigi 1924, pp. 120-321.
(3) I. Vol. Etienne Chiron, edit. Paris, p. 67.
(4) Il noto scrittore Leo Taxil, nella sua opera Les assassinats maonique, tesse un lungo catalogo di personaggi
assassinati, ad opera della setta massonica. E chiss, che ancora l'assassinio di Kennedy, non sia stato predisposto da
una oscura congiura ebraica e massonica?
(5) Dal giornale L'Osservatore Romano del 10 Luglio 1955.
43
XIV
Il fosco avvenire
Esaminata, cos, la questione, in senso generale, sar ora di estremo interesse fissare un po' lo
sguardo, sulla condizione terribile nella quale, al presente, tutti ci troviamo per opera dei Giudei.
Visto che ormai costoro, tengono saldamente in pugno i fili, tanto da parte della Russia (in
modo diretto), come anche da parte degli Stati Uniti (in modo indiretto, attraverso la Massoneria)
essi potrebbero, quando il momento sar maturo, scatenare ancora una terza conflagrazione
mondiale, tra gli Stati cosiddetti capitalisti contro quelli gi asserviti al comunismo.
Ed eccoci giunti alla tremenda conclusione, che, purtroppo, per la maggior parte dell'umanit,
impensata ed incredibile:
Il Comunismo, confidando, oltre che nel numero e nella potenza, pi ancora nell'azione di
quinte colonne, ma, soprattutto, avvalendosi dell'ausilio della setta massonica che, ciecamente e
sempre, obbedir agli ordini e alle direttive venute dall'alto, sar vittorioso!...
Qui, il comunista ed il capitalista sorrideranno entrambi: il primo perch, qualunque sia il
mezzo, vedr confermata la sua fede nel trionfo finale della sua dottrina, alla quale ciecamente
crede: il secondo sorrider di scetticismo, non volendo credere alla mia asserzione che sconvolge
tutti i suoi giudizi su uomini ed avvenimenti, su previsioni e realt. Purtroppo devo ancora
ripeterlo noi non crediamo che una sola mano dirige ad un solo scopo la stampa, la magistratura
e le influenze politiche, e tutti siamo pienamente convinti di combattere ciascuno per i propri
interessi e i propri ideali. Ma guai agli Americani, guai a tutti, che crediamo ad occhi chiusi alle
promesse provenienti da personalit giudaiche, senza riflettere che costoro, da autentici farisei,
mentre mostrano di essere nemici spietati del regime comunista, in realt mirano e lavorano perch
si affermi nel mondo intero la Repubblica Universale Comunista sotto la loro direzione, come
precisamente dall'ebraismo stato deliberato: mentre strepitano per l'avvento della pace
organizzano la guerra: mentre ostentano eli difenderti ti vogliono uccidere.
C' da tremare al pensiero, come l'obbedienza massonica tale, che se un generale massone
ricever dalla setta l'ordine preciso, in una data battaglia, di indietreggiare, egli, obbedendo a questo
ordine, immediatamente indietregger!!!
In tal modo si spiegano tanti inesplicabili rovesci militari. Si fanno perdere o vincere le guerre
secondo precisi disegni prestabiliti.
Si legge su una rivista massonica
1
la seguente asserzione: Le leggi stesse della guerra piegano
sotto la potenza massonica. Ci che non possono n i Re, n i Capitani, un solo segnale massonico
lo pu fare.
Su tale proposito valgano, a classico esempio et ab uno disce omnes le gesta di
Napoleone Bonaparte, che, figlio della Rivoluzione nonch capo della Massoneria francese, altro
non fu che un fedele esecutore degli ordini della setta. E che voleva la setta? a che mirava
l'ebraismo?
L'ebraismo volle fortificare Napoleone onde servirsene mediante la creazione di una grande
armata per abbattere l'assolutismo zarista, che ostacolava in Russia la dominazione massonico-
ebraica, gi in atto nella restante Europa.
Infatti, le guerre napoleoniche si risolsero in altrettante vittorie, non perch il Bonaparte fosse
un genio di guerra come tutto il mondo crede, ma per il semplice fatto, che i Generali europei,
contro i quali Napoleone combatteva, avevano l'ordine massonico di abbassare le armi alla di lui
avanzata. In realt, nel 1806, si videro in Prussia (in cui la massoneria era dominante), le fortezze
meglio difese, forti di 15-20 mila uomini, cedute in balia di un pugno di nemici, alla prima
intimazione, senza neppure scaricare un fucile
2
. E poi ci si parla di grande gloria! Ah! Se si
44
conoscessero i retroscena!
Non essendo il Bonaparte riuscito allo scopo, quale limone spremuto, venne gettato nell'isola di
S. Elena. Col Congresso di Vienna del 1815, tutto ritorn allo stato preesistente. (Purtroppo, anche
la Russia ultima fra le grandi Potenze casc fra le grinfie del giudaismo nel 1917).
Resoci conto di ci, c' da domandarsi: Chi dunque, in effetti, comandano gli eserciti in tempo
di guerra? I Re o i Gran Maestri?
E' ammissibile che tanti figli di madre (convinti di combattere pel proprio paese) debbano
essere adoprati come massa di manovra, ovverosia carne da macello, per servire gl'interessi di gente
diabolica nascosta nell'ombra? Non sarebbe pi logico scolpire su le lapidi dei caduti la frase:
Vittime d'oscuro potere anzich Morti per la Patria?
Chiusa la necessaria parentesi, badino, per, i massoni i quali oggi fanno a gara per meglio
servire la massoneria perch pi si arrotondano la pancia che domani, nel trionfo del
comunismo, cio dell'ebraismo, essi saranno i primi ad essere eliminati senza piet, come si verific
in Russia, dove 420 mila intellettuali subirono la fucilazione. Gli Ebrei, per la condotta del loro
gioco, una volta raggiunto il potere col comunismo, non vorranno pi intorno a s gente che pu
dare fastidio, ma solo delle masse amorfe ed abbrutite.
Si osservi, intanto, come il meccanismo ebraico, giovandosi della serva massoneria, ha
funzionato finora in maniera perfetta, e tutto ha disposto meravigliosamente per raggiungere lo
scopo finale.
Avete mai fatto caso come gli ex-Presidenti degli Stati Uniti, Roosvelt, Truman, cos anche
Churchill, Eden e altre personalit politiche e militari siano tutti massoni, sotto l'influenza ebraica?
Avete notato che, pur essendo costoro, pi o meno sinceramente anticomunisti, in realt, obbedendo
alla direttiva della setta, la loro azione non si risolve ad altro che a facilitare il trionfo di Israele nel
mondo?
Guardate in qual modo i Giudei, attraverso la massoneria inglese, hanno lavorato in Inghilterra!
Finch si trattava di debellare la Germania, la quale impediva l'espansione dell'ebraismo, hanno
fatto agire il partito Conservatore. Ora, che abbattuto l'ostacolo si tratta d'imporre il bolscevismo nel
mondo, fanno agire il partito Laburista. Tale fatto gi implica statizzazione di banche e d'altri
importanti organismi, onde potere manovrare a beneplacito i capitali altrui, in attesa di potersene
totalmente impadronire, mentre l'iniziativa privata sparisce e lo Stato totalitario avanza.
E' vero che, per un periodo, tornato in auge per pochi voti il partito Conservatore, ma
intanto l'efficienza difensiva dell'Impero stata indebolita e le sue posizioni sono state controllate.
(1) Globe Franc-maon del 1842, anno 3, voi. III, p. 446.
(2) Cfr. riv. Ln Civilt Cattolica anno 1884, serie XII, vol. VI, p. 756.
45
XVII
L'attuale situazione militare
E qual' oggi la situazione militare? E' spiegata in poche parole:
Da una parte immensi eserciti, armati fino ai denti, dall'altra popoli affatto disarmati.
Difatti al di l della cortina di ferro, la Russia, che ha mantenuto integre le sue truppe, tiene su
piede di guerra milioni e milioni di soldati. Lo stesso dicasi dei paesi satelliti, della Jugoslavia e
della Cina comunista. Al di qua vediamo, invece, la Francia e l'Italia con eserciti ridotti a poche
divisioni, l'Inghilterra ha smobilitato il suo Impero, gli Stati Uniti hanno mandato a casa i propri
soldati. Per di pi, le nazioni europee occidentali, sono divise tra loro da vecchi antagonismi e
diversit di vedute, la Germania sezionata in due tronconi, l'America latina assente, le colonie in
rivolta....
Presentemente il potere giudaico concentra i suoi sforzi a sommovere i Popoli arabi e ad
imbrogliare l'India.
In merito agli Arabi, si noti la tattica usata con essi per trarli in inganno.
La giudaica Russia, constatata la refrattariet degli Islamici alle idee comuniste, ma,
soprattutto, visto il pericolo di distruzione incombente su lo Stato d'Israele ad opera dei popoli
confinanti, che fa?
Simulando inimicizia a Israele e tenerezza agli Islamici, invia a quest'ultimi donativi d'armi e
munizioni. Risultato?
1) Ha ottenuto la simpatia di questi popoli e, in conseguenza, penetrazione fra loro dei principi
sovietici. 2) Le armi, gi inviate all'Egitto e ammassate nel Sinai, sono, in realt, andate a terminare,
intatte in seguito alla triplice aggressione subita dagli Egiziani nello Stato di Israele,
accrescendone oltremodo la potenza. 3) Detto Stato si sentir, d'ora in poi, pi sicuro in quanto,
coloro che ne volevano l'annientamento ci dovranno adesso pensare due volte prima d'attuarne il
proposito, sapendolo formidabilmente armato.
Dalle ultime notizie giornalistiche, sembra, si stia ora profilando un intervento economico
americano nei paesi del Medio Oriente. Ci, secondo me, un gioco di bussolotti, un rinforzo
dall'altra sponda.
Chiss che, fra gli altri fini, non si nasconda anche quello di spingere i Popoli islamici a lottare
fra loro, lasciando, per tal modo, in pace lo Stato di Israele?
Abbiamo test assistito, alla guerra scatenatasi fra Israele e i Popoli arabi, con la fulminea
vittoria di Israele. Ma ci era logico avvenisse, in quanto gli Arabi non sono consapevoli che, dietro
ad Israele, sta nascosta tutta la potenza degli Stati Uniti e della Russia, la quale ultima, mentre
ostenta di aiutare gli Arabi, in effetti, li imbroglia e favorisce Israele.
E poi, chiss che non ci sia stato il tradimento anche da parte di dirigenti arabi? E' tattica antica
degli ebrei di tenere il piede su due staffe, come, in seguito, avremo modo di constatare.
Esaurita la opportuna digressione e tornando a quanto gi si diceva, se, dunque, la situazione
militare del mondo si presenta come quella che si avanti prospettata, chi pu negare che gli Stati
comunisti, uniti sotto una ferrea dittatura, potrebbero, in qualunque momento lo vogliono, marciare,
senza trovare ostacolo notevole, verso occidente o verso il sud; arrivando in quattro giorni a Parigi,
o a Teheran, o ad Hanoi, accolti trionfalmente dai comunisti locali? (Tanto, scrivevo nel 1944).
Essi ci vanno semplicemente saggiando ed esautorando, con la guerra fredda in Europa o con la
calda in Asia, per decidere dove e quando convenga meglio lanciare il colpo pi forte,
salvaguardando le spalle.
Si tenga presente, che, per la conquista dell'Asia, di fianco al maresciallo Mao Tse si trovava,
nel '28-'31, il giudeo lettone Michael Borodin-Grusenberg, e le grandi potenze non fecero nulla
46
d'efficace per salvare la Cina dalla invasione comunista. Si pu, anzi, fondatamente pensare che le
armi, gi inviate dall'ebraica America a Ciang Kai Shek, con l'apparente fine di aiutarlo, abbiano,
invece, avuto lo scopo preciso di farle passare come sono infatti passate ai comunisti per
agevolarne il trionfo.
E l'odierno intervento americano in Corea, che ha imposto ai nazionalisti cinesi di non
muoversi da Formosa, non potrebbe forse significare una manovra, per spingere la Cina ad un
armamento sempre pi efficiente ed aggressivo, che poi sar rivolto anche a fomentare guerre e
guerriglie contro popoli confinanti?
E le armi, che oggi l'America spedisce a Tito, non potrebbero, pur esse, nascondere un bel
gioco, appunto per fortificare sempre pi la potenza militare del comunismo?
1
La politica degli Stati Uniti cio della sua classe dirigente , secondo me, il nemico
numero uno: non fa che giovare alle mire d'Israele ed a favorire la diffusione del comunismo nel
mondo.
Il Kremlino non ha sede a Mosca bens nella citt di New York, dove pure si trova la B' nai B'
rith, la quale manovra la Massoneria Universale, nonch vi si vede ergere quella torre di
Babilonia chiamala lO.N.U., che pur rappresenta la pi grande manifestazione del ghetto
ebraico, come appresso, con prova schiacciante, sar appieno mostrato.
Ci convince di quanto detto sulla Cina, il fatto gravissimo, che ogni qualvolta Ciang Kai Shek
poneva in fuga i comunisti, cos che avrebbe potuto riconquistare l'intero territorio al nazionalismo,
ecco verificarsi il nefasto intervento del gen. Giorgio Marshall inviato di Truman il quale gli
imponeva di concludere tosto coi rossi un armistizio, pena l'embargo delle armi e munizioni e il
congelamento dei prestiti.
S badi, che in tre diverse circostanze tale nefasto intervento si ripetuto: il 27 Nov. 1945, il 7
Giugno 1946 e l'8 Nov. 1946.
Tirando la somma: altri 450 milioni di Asiatici passati al servizio dell'ideologia marxista
2
.
Che se poi, a quanto sopra, si volesse aggiungere, come anche mezza Europa fu regalata a
Stalin, per merito dell'ex Presidente degli S. U. il massone d'origine ebrea Delano Roosevelt
nel malaugurato Convegno di Yalta, allora ben netta si palesa l'amara realt del doppio gioco
americano.
Ma siccome vale la pena ragionare un altro po' su la fine dell'Impero Cinese, onde renderci
conto con quali satanici imbrogli un cos grande paese fu costretto a piegarsi sotto il gioco del
regime comunista, penso, dester maraviglia l'apprendere che:
a) lo stesso Ciang Kai Shek un agente degli Ebrei, vale a dire un autentico massone.
Nell'Enciclopedia Massonica del Lcnnhoff-Posner del 1932, pag. 1600, c' la seguente notizia:
Ciang Kai Shek, vittorioso generalissimo del Kuomintang, seguace di Sun Yat Sen, fratello nella
Gran Loggia "Pagoda Lodge" del Massachussets;
b) il suo primo consigliere, col rango di Generale di Brigata, l'ebreo-massone Moris-Abraham
Cohen, oriundo del Sud Africa, chiamato dai Cinesi Me-She;
c) sua moglie, Mei Ling, ha pur essa, quale suo consigliere particolare, l'ebreo Donald, oriundo
australiano.
Qui, bene notare come il nominato Moris-Abraham Cohen fu gi giusto quanto venne
segnalato dal giornale ebraico Jewish World del 25 Agosto 1927 il collaboratore intimo del
Dr. Sun Yat Sen. Quest'ultimo fu appunto colui che dopo aver creato un movimento settario, a
netto carattere massonico, il quale prese il nome di Tung-Men-hui abbatt, nel 1911-12, l'ultimo
Imperatore della Cina e costitu la Repubblica Cinese, che, da quel momento, non ebbe pi pace.
Ho ritenuto cosa di sommo interesse specificare quanto sopra, perch, penso, che nulla pu
essere pi probabile come, la stessa tattica verificatasi in Cina cio a dire col sistema di tenere il
piede su due staffe possa ripetersi in Europa, allorch scoppier la guerra fra Oriente e
Occidente.
Truman il quale oltre ad essere grado 33 della massoneria americana figlio di madre ebrea
47
a volere ben guardare, non che il megafono del Sinedrio e l'esecutore pi valente delle sue
direttive. Direttive tali, che altri effetti non producono, se non un crescendo di calamit sempre pi
gravi, ed insieme il pi funesto sconvolgimento di idee.
Come non vedere nel cosiddetto scandalo White anche costui giudeo gi trapelare la
verit di quanto affermo? come Truman, fatto consapevole dell'attivit spionistica del White, ci
nonostante lo conserv in posti di responsabilit? e come, in seguito, Eisenhower cercava di
soffocare lo scandalo?
L'avere permessa negli Stati Uniti Nazione, come s' visto, in pugno ai Giudei
l'esecuzione sulla sedia elettrica dei traditori ebrei, i coniugi Rosenberg, non potrebbe occultare il
doppio scopo, primo: di sconvolgere le idee a quanti pensavano essere l'America un impero
ebraico? E, secondo: per accentuare, sempre pi, verso i Giudei la simpatia dei comunisti, i quali
ammireranno fino a che punto essi si sacrifichino per la causa del marxismo?
Dello stesso genere stata, ncll'U.R.S.S., la retrocessione degli ebrei Kaganovic e Malenkow:
si voluto dare ai Popoli di oltre cortina la sensazione, come col i Giudei, non solo non hanno
alcuna voce in capitolo ma vi sono anzi perseguitati.
A confermarci maggiormente, come la politica americana giovi alle mire di Israele e alla
diffusione del comunismo, sar opportuno ricordare quanto segue:
Allorch in Ungheria cadde Bela Kuhn, gli Stati Uniti imposero (ahi tragica commedia!) come
capo della Polizia ungherese l'ebreo Nathan Horowitz, il quale, a sua volta, incaric l'ebreo David
Fleckenstein dell'inchiesta sulle atrocit commesse da Bela Kuhn
3
.
Perch mai l'America non intervenne a difesa dell'Ungheria come fece in Corea, in Grecia,
nel Vietnam allorch, tale eroica nazione, dopo essere riuscita a distruggervi il comunismo, si
vedeva minacciata dall'irrompere di cinquemila carri armati russi e gridava soccorso al mondo
intero? Nessuno si mosse. Evidentemente simile intervento non rientrava nei piani del giudaismo.
Ci detto, oggi assistiamo all'ultima novit: il Patto Nord-Atlantico. Cos'? E' un'invenzione
ebraica, efficacissima agli obiettivi di Israele, portata a termine per mezzo della serva Massoneria e
con lo strepito della asservita stampa, una delle tante truffe continuate, ammantate di solennit e di
suasive ragioni (come la Societ delle Nazioni, l'O.N.U., l'Unione Europea, ecc...).
Tali truffe, nascondendo scopi del tutto opposti a quelli pur magnifici enunciati, servono in
realt, per meglio imbrogliare e controllare il complesso degli Stati aderenti, sia per ragioni belliche
come per quelle economiche.
A suscitare il casus belli, baster che l'ebraismo dia ordine alla massoneria d'una data
nazione di sostenere un determinato punto di vista, in opposizione a quello che verr comandato di
sostenere un'altra. Le relative stampe soffieranno sul fuoco, ed ecco i popoli muoversi ed il
sangue correre. Quale artificiosit! E cos si fa la storia.
Il Patto, inoltre, giova a rafforzare le quinte colonne comuniste, perch i partiti estremi
avranno la possibilit e l'occasione di farvi leva, per suscitare una psicosi di guerra e farci su una
grandiosa speculazione a proprio favore. Infatti, proclamandosi essi i genuini difensori della pace,
tenteranno di indurre, ove fosse possibile, dalla loro parte tutte le oneste persone che giustamente
sono stufe di guerra e ne hanno orrore. Ne risulter ancora un dannoso azzuffamento fra i vari partiti
politici, che porter, di necessit, ad un indebolimento generale, di cui non ci rendiamo alcun conto.
Riguardo, poi, ai solenni convegni cosiddetti dei tre, dei quattro, ecc..., non da porvi alcuna
fede. Trattasi solo di comandate adunanze massoniche, miranti a non altro che a farci cadere
nell'inganno ed a confonderci le idee. Ne abbiamo viste abbastanza di queste trappole, prima dello
scoppio dell'ultima guerra.
E si badi che quanto stato detto, sebbene a prima vista possa sembrare arbitrario, invece
molto ragionevolmente fondato sulla forma mentis ebraica, come avremo modo di convincercene
appieno, se considereremo, con seria attenzione, l'ultimo capitolo del presente studio. L,
toccheremo con mano, come gli Ebrei chiamano loro genio, il sapersi far servire dall'umanit per
il conseguimento del loro scopo, dopo averla contemporaneamente persuasa ed insieme truffata.
E' un fatto sintomatico il constatare come dalla Russia sia partito per l'America, quale suo
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rappresentante allO.N.U., l'ebreo-russo Jacob Malik, mentre dall'America gi part, per manovrare
nell'Europa occidentale, presso i rispettivi Stati Maggiori, un altro ebreo-americano portante lo
stesso nome di Jacobs.
Bisogna dunque essere ben ciechi, per non vedere pi che chiaro, come, tanto dall'America che
dalla Russia, sia sempre lo stesso Giacobbe (che significa Israele), il quale dirige, nei posti di
essenziale importanza, il complesso orchestrale.
Non sar inutile qui aggiungere come, in prosieguo di tempo, abbiamo potuto assistere alla
venuta in Europa, in forma ufficiale, di due altri personaggi ebraici degli Stati Uniti, con lo scopo
specifico di rendersi conto degli apprestamenti difensivi dell'Europa anti-Stalin: l'ex Generalissimo
Eisenhower e il Ministro della difesa, Pace.
Predisposto cos il terreno come volevano, forse allora vedremo la valanga sovietica marciare, a
bandiere spiegate, alla conquista della misera Europa. Dopo di che, vuol dire, verranno gli
Americani per liberarci. In che modo? Forse con la bomba atomica, di cui commissario per gli
Stati Uniti l'ebreo Baruch? Ovvero per mezzo dell'O.N.U., in cui vi spadroneggia, in modo
sfacciato e assoluto, la massoneria internazionale, e di cui segretario generale, l'ebreo Beniamino
Cohen? e non sappiamo, forse come anche l'atomica russa sia in mani ebraiche?
Cari, amici, qui si profila lo sterminio dell'umanit proprio a mezzo dell'atomica, che si dice
creata essenzialmente da Giudei: i Fermi (?), gli Einstein, i Samuel Allison, i Segre, i Castelnuovo, i
Fuchs, i Pontecorvo, i Rosenberg; noto che gli ultimi tre passarono alla Russia o fecero spionaggio
a vantaggio della Russia...
Attenzione quindi a noi stessi, perch la vendetta ebraica gi in funzionamento con ritmo
accelerato potrebbe ora colpirci, nella maniera pi impensata ed atroce, con una orribile pioggia
di bombe atomiche ed una contemporanea invasione, oltre che dell'Europa, come s' detto, ancora
dell'Asia e, forse, anche dell'America attraverso l'Alasca.
Quando, poi, la guerra sar scoppiata, chiss quanto i Giudei rideranno dietro le persiane nel
vederci scannare fra noi! Come crederanno di offrire a Dio un sacrificio accetto, nel sapere come,
questo volta, anzich 46, saranno 400 i milioni di goim trucidati per loro merito! Chiss che posto
altissimo si aspetteranno in paradiso per cos insigne benemerenza!
Alcuno dir: Ma moriranno anche i Giudei. Nossignore. Le comunit israelite si
salveranno, perch saranno state tempestivamente avvisate della caduta delle bombe dal
proprio governo centrale (Kahal), ch' il motore generatore di cos orrendi misfatti.
In merito a ci, mi si ascolti almeno nel seguente progetto che a nostra salvezza vorrei
chiedere venisse vagliato.
Appena sar scoppiata la guerra, sia inibita ai Giudei l'uscita dalla localit dove normalmente
risiedono. Siano anzi asserragliati nel quartiere pi centrale della citt, con buoni reticolati.
Serviranno da parafulmine, in quanto c' da prevedere che, finch staranno l, l'atomica non ci
colpir. Con lo stesso criterio, se ne trasferiscano alcuni nelle citt secondarie e paesi dove non
hanno stabile dimora.
Udite cosa ardiva scrivere l'ebreo Samuel Roth, nel 1925, nel suo libro Now and for ever:
L'Occidente: svanisce davanti all'Oriente. L'Europa sta per scomparire. L'Oriente per
rifiorire. Questa la meta. Vale la pena che noi ebrei rivolgiamo a questo le nostre preghiere
augurali.
Dopo lungo tempo il mondo sar totalmente cambiato. L'America cos vecchia come oggi
l'Inghilterra. L'Europa sar in polvere. L'America scaccer gli ebrei. Allora l'America avr la
razza gialla di fronte e nella schiena.
La maggioranza degli ebrei sar in India, Persia, Cina per portare avanti l il vessillo
dell'umanit.
E allora arriver un uomo, luomo della vendetta. Egli coprir l'Europa con una nube gialla.
Moriranno i popoli. Nella Russia saranno risparmiati solo i lattanti e gli analfabeti. La Polonia,
lUcraina dovranno diventare deserto.
Queste, badiamo, non sono visioni di un pazzo, ma, purtroppo, della crude realt,
49
possibilissime ad essere attuate da simili indiavolati.
Indiavolati a tal punto, che potrebbero ancora avere in programma come sembra da vari
contesti lo sterminio totale della Societ, per restare essi soli popolo eletto, fratellanza
universale padroni unici del globo terraqueo.
Ma via, in nome di Dio, prima di arrivare a tanto scempio (dovremmo proprio morire
disintegrati per dare gusto agli Ebrei?...), rendiamoci conto, una buona volta, del mistero
dell'iniquit, salviamoci, difendiamoci! Smettiamo di essere pupazzi di cartapesta in mano a cos
feroci burattinai, a questi artisti del doppio gioco, che ci fanno spargere tanto sangue per il loro odio
ed interesse; mettiamoli in condizione di non poterci pi nuocere, facendo piazza pulita, una volta
per sempre, di tutta la razza dei Giudei, vale a dire, col segregarli definitivamente dai popoli ariani,
come appresso si dir.
Vedremo, cos, i loro satelliti, massoneria, comunismo e stampa ebraica, non avendo pi quelli
che li sostenevano con l'energia e col denaro, svanire come la nebbia al sole, sfasciarsi
necessariamente da s.
In seguito a ci spariranno, per riflesso, altres le guerre, le rivoluzioni, il parlamentarismo, i
partiti e le partite, il disagio economico, l'indifferenza religiosa e un'infinit d'altri malanni.
L'umanit sar, invero, liberata da coloro che, volontariamente o involontariamente, ne
alteravano la pace e ne impedivano il benessere.
Che non sia mai vero abbia ad avverarsi quanto scrive uno scrittore francese, che fa il seguente
terribile quadro della societ d'oggi:
Il rapido corre con velocit spaventosa... tutti i passeggeri sono ubriachi. Ubriachi pure il
macchinista ed il fochista, lottano fra di loro ed uno getta a terra l'altro. La locomotiva, rimasta
senza conduttore, corre avanti a precipizio. I passeggeri non s'accorgono di nulla: ridono, bevono
e schiamazzano... e il treno corre pazzamente... attraverso ponti, viadotti, gallerie.., senza fermarsi
alle stazioni... avanti nella notte oscura. Ma fino a quando? come finir?.
(1) In merito a Tito, riporta il sett.le La Domenica del Corriere, in data 13-12-1953, la seguente notizia: Come
mai Tito, cresciuto tra incolti operai o. contadini, suona il pianoforte cos bene da poter offrire agli ospiti esecuzioni di
Bach, Beethoven e Mozart? Il mistero si spiegherebbe, secondo alcuni, nel modo pi semplice: Tito non sarebbe il
meccanico Josip Broz. L'operaio croato di questo nome sarebbe morto molti anni fa, combattendo nella guerra di
Spagna. Il generale Lister, comandante la brigata internazionale, ne avrebbe consegnato i documenti personali a un altro
misterioso personaggio: il rivoluzionario Weiss, un ebreo inglese, e costui sarebbe appunto l'attuale Tito.
(2) Cfr. F. Bortone La Repubblica fiorita, ed. Signorelli, Roma 1952, pp. 28, 30, 31.
(3) Cfr.. Vieille France n.. 144, p. 10.
50
XVIII
Un cenno sulla Rivoluzione Francese
Mio lettore! E' dall'epoca della Rivoluzione Francese che ha avuto inizio lo scatenamento
dell'aggressivit giudaica. Siccome tale rivolgimento fu opera delle sue macchinazioni ed incise sul
futuro del mondo, non sar disdicevole fare qualche cenno in proposito.
Intanto appare subito agli occhi il fatto, che mentre gli Ebrei fino al 1789 avevano avuto in
Europa le mani legate da una serie di disposizioni limitative, dettate dall'esperienza dei secoli
come l'andare vestiti in modo diverso, il dovere abitare nel ghetto, il non potere occupare certi
uffici, ecc. dopo quel tempo le ebbero sciolte, ottenendo cos, via libera alla loro aggressivit ed
invadenza, onde oggi, purtroppo, ne stiamo pagando il fio e ne vedremo delle belle.
La dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, a volere ben guardare, non volle significare altro che i
Diritti degli Ebrei.
Gl'immortali principi, i giacobini, gli illuministi, gli enciclopedisti altro non furono che
manifestazioni giudaiche, superfetazioni massoniche
1
.
Marat (Mara), il ghigliottinatore della nobilt e del clero, era un discendente degli Ebrei
espulsi dalla Spagna nel 1492.
L'ebreo Mos Hess proclama, che, con la Rivoluzione Francese si iniziata l'epoca
messianica, una nuova era per il giudaismo. E un pi recente scrittore ebraico afferma addirittura:
Il Messia venuto per noi il 28 febbraio 1789, con i "Diritti dell'Uomo".
Il 19 Marzo 1848 il massone Lamartine, in una riunione massonica, non si peritava di dire:
E' dal fondo delle nostre Logge che furono emanati prima nell'ombra, poi nella penombra e,
infine, nella, piena luce, i sentimenti che finirono per produrre la sublime esplosione di cui fummo
testimoni nel 1789.
Al convegno massonico del 1904 il massone Bonnet, esaltando la gloriosa progenie degli
enciclopedisti, precisava:
I nostri illustri fratelli D'Alembert, Diderot, Helvetius, D'Holbach, Voltaire, Condorcet,
hanno compiuto l'evoluzione degli spiriti, preparato i nuovi tempi. E quando la Bastiglia crollata,
la Framassoneria ha avuto il supremo onore di dare all'umanit la carta che aveva elaborato con
amore.
E' il nostro fratello de Lafayette che, primo, all'Assemblea Costituente, ha presentato il
progetto di una dichiarazione dei diritti naturali dell'uomo e del cittadino, vivente in societ, per
formare il primo capitolo della Costituzione.
Il 26 Agosto 1789. la Costituente, di cui pi di 300 membri erano massoni, ha definitivamente
adottato, quasi parola per parola, tale quale era stato studiato in loggia, il testo dell'immortale
"Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo". (Se nel 1789 un'Assemblea Legislativa contava pi di 300
membri massoni, si pu immaginare cosa saranno oggi i nostri Parlamenti. Io opino, che molti
discorsi, prima di venire pronunziati alle Camere, debbano essere stati approvati dalla Massoneria)
2
.
Celebrandosi, nel 1889, il primo centenario della Rivoluzione Francese, si tenne, al grande
Oriente massonico di Parigi, un Congresso di rappresentanti le logge dei due emisferi, cos che pot
dirsi mondiale. Gli atti di questo conciliabolo sono venuti a luce sufficiente, coi discorsi ed i
brindisi che vi si fecero udire. Quale fu il punto sul quale pi si premette e odiale l'augurio, o
meglio la profezia pi acclamata, che gli oratori vi fecero risonare? ecco: che il mondo cristiano,
cent'anni dopo i rivolgimenti del 1789, era all'agonia; e per l'anno duemila sarebbe finito: che la
distruzione delle Monarchie e delle religioni, nei paesi immuni ancora dai benefici delle gioie del
1789, era vicina: che finalmente sorgerebbe quella Repubblica Universale, al cui avvenimento si
propin con furibondo entusiasmo.
3
51
Il Cav. De Malet ripeteva, che gli autori della Rivoluzione formano una nazione speciale che
nacque e crebbe nelle tenebre, in mezzo alle nazioni civili, con lo scopo di sottometterle tutte al
proprio domino.
L'ebreo Teodoro Reinach, nel riferire, il 25 Gennaio 1890, all'assemblea generale della
Socit des Etudes Juives, rivendicava fieramente al giudaismo la paternit degli immortali
principi di Libert - Egalit - Fraternit.
In un curioso libretto, edito a Parigi nel 1886 dall'ebreo Alessandro Weil (Paris Dentu), col
titolo La France catholique et athe, si legge a pag. 35 (parlando della Rivoluzione Francese):
Questa rivoluzione deista e mosaica fu come una freccia vittoriosa che fende il cristianesimo e
finir col farlo totalmente sparire dal mondo.
A conferma fino a qual punto il giudaismo si senta ormai sicuro del suo trionfo sui goim,
riportiamo da un foglio volante, edito dalla Loggia russo-ebraica I Savi di Sion il seguente
brano: .
Lo scopo principale, che il dominio mondiale ebraico, non ancora raggiunto. Esso sar
per raggiunto e ci sta gi vicino pi di quel che le masse dei cosidetti Stati cristiani se lo
immaginino... (Come spiegare tanta certezza di vincerla se non fosse basata su qualche cosa di reale
e positivo?).
Lo zarismo russo, l'impero tedesco e il militarismo sono abbattuti, tutti i popoli sono spinti
verso la rovina. Questo il momento in cui si inizia il vero dominio dellebraismo
4
.
L'avere concesso agli Ebrei, come ha fatto la Rivoluzione, l'uguaglianza civile, equivalso ad
avere, per sentimento di umanit, aperto le gabbie ad un serraglio di bestie feroci.
(1) Di manifestazioni e superfetazioni del genere ne abbiamo visto e vediamo un vasto assortimento, confacenti a
tutti i gusti e tendenze, ma sempre miranti a farci allontanare dal vero, a corrompere i costumi e a giovare ai fini
d'Israele. Tali, nel passato, furono La Carboneria, L'Alta Vendita, La Giovane Italia, I Circoli, I Giovani
Turchi i quali, guidati dal giudeo Enver Pasci (Annar Pasci), atterrarono l'ultimo Sultano di Turchia.
Oggi vediamo La Yoga in India, I Martinisti in Francia, Il Rotary Club, I Cavalieri di... (portano varie
denominazioni, Le Onorate Societ, La Psicanalisi, La Dante Alighieri, la Corda Frates, e poi, associazioni
teosofiche, ginniche, scautistiche ed un'infinit di altri raggruppamenti, per i quali si confrontino le opere di Ren
Gunon.
Da ci si deduca, quale lavoro di penetrazione compia il giudaismo nel mondo intero. Non senza ragione il
fondatore de L'Alleanza Israelita Universale poteva affermare nel suo proclama: La rete che Israele getta sul globo
terrestre si allarga e si estende ogni giorno di pi.
(2) Alla distanza di cento anni da simili dichiarazioni, la rivista. La Civilt Cattolica del 5 Agosto 1890 (p. 409)
ne conferma la veridicit con le seguenti asserzioni: Assaettasi la Massoneria per mantenere in sella Francesco Crispi
(Ven. 33.) merc i suoi trecento deputati che l'addestrano al freno.
(3) Cfr. L'Univers di Parigi del 5 Agosto 1890.
(4) Citaz. in Meister, Judas Schuldbuch, 5
a
ed., p. 171.
52
XIX
I rimedi
Di fronte ad una situazione di cos splendida attrattiva, cosa a noi praticamente possibile fare
per salvarci?
Ecco quello che proporrei:
Premesso che, com' da prevedersi, la setta massonica, quale polipo dai mille tentacoli,
obbedendo supinamente agli ordini venuti dall'alto, immediatamente tenter, con tutti i mezzi, di
soffocare ed impedire ogni movimento popolare antisemita:
1) Innanzi tutto, i popoli dovrebbero, indipendentemente dai governi e dalla stampa, essere
svegliati dal sonno e resi coscienti con ogni forma di intensa propaganda, fatta da appositi Comitati,
sorti ovunque e formati da persone intelligenti, affinch tutti possano balzare in piedi alla difesa,
appena conosciuta l'orribile situazione ed il pericolo in cui ci troviamo per opera dell'ebraismo.
2) Sostituire, in ogni nazione, i relativi governi massonici con governi di uomini non asserviti
alla setta.
3) Abolire, ovunque esista, la stampa vincolata alla Massoneria.
4) Sciogliere dappertutto le Logge massoniche, e considerare grave delitto l'appartenere a simili
misteriose congreghe d'interessi.
5) Togliere agli Israeliti, non per vendetta, ma per legittima cristiana difesa, le loro grandi
ricchezze, restituendo il mal tolto ai rispettivi proprietari, o devolvendole in favore delle famiglie
vittime della gruerra e per la ricostruzione dei beni materiali dalla stessa distrutti.
6) Segregare gli Ebrei dalle popolazioni ariane, per mezzo di leggi speciali.
Seguendo il suggerimento di autorevoli politici e scrittori, sarebbe anzi necessario confinarli in
qualche regione o isola della Terra (molti indicano l'isola del Madagascar...), in cui possano vivere
uniti e tranquilli, ma da cui non possano pi uscire, almeno fino a che non abbiano mutato il loro
pravo pensiero. A nessuno, poi, dovrebbe essere lecito recarvisi. La proposta d'inviarli nel
Madagascar giustificata dal fatto, che gli altri rimedi, escogitati dall'antichit fino ad oggi, si sono
dimostrati inefficaci.
7) Sarebbe, poi, desiderabile, per non dire ragionevole, che iniziatori del movimento antisemita
di difesa sociale, fossero proprio gli Stati Uniti d'America, da cui dovrebbe uscire la scintilla che,
simile a benefica bomba atomica, dovrebbe divampare sul mondo e salvarlo. In omaggio al
consiglio, gi riportato, di Beniamino Franklin, l'America dovrebbe espellere tutti gli Ebrei ivi
esistenti, anche per sdebitarsi verso gli altri popoli. Infatti, se oggi, la Russia diventata uno Stato
ebraico-comunista, pericoloso a tutto il mondo, lo si deve all'aiuto concessole dall'America,
attraverso il finanziamento dei grandi capitalisti ebreo-americani. Furono essi, massoni o no, che
diedero alla Russia grandi aiuti di armi, munizioni e viveri; furono essi che vollero la distruzione
della Germania e del Giappone, le sole grandi nazioni che potevano efficacemente fronteggiare la
potenza della Russia bolscevica
8) Riguardo, infine, a quei popoli, che ormai si trovano legati mani e piedi sotto il diretto
assolutismo ebraico, due maniere sarebbero da adoperarsi affine di liberarli:
a) Insistere, per un determinato tempo, con la pi fantastica propaganda, a mezzo radio e a
mezzo, di manifesti, gettati senza economia da gran numero di aerei su tutte le loro citt e paesi,
perch intendano come siano stati giocati dai capitalisti ebrei, li afferrino quanti sono per il collo
mettendoli in condizione, di non pi nuocere, ma non li uccidano, essendo che solo Dio ha il diritto
di togliere la vita.
b) Ma, se per forza maggiore, l'espediente accennato, dovesse riuscire vano, allora, altro non
resterebbe che organizzare una crociata mondiale cui tutte le nazioni, grandi e piccole,
dovrebbero dare il massimo contributo per assalirli da ogni parte, e, quindi, con la forza farli
53
arrendere.
54
XX
La salvezza dipende da noi
Pertanto, se tutto quello che fin qui ho avuto l'ardire di esporre, verr dall'umanit chiaramente
compreso e messo in esecuzione, allora s, che il mondo potr respirare a pieni polmoni, e si godr,
alla perfine, la tanta sospirata pace, perch, cessata la causa, cesser l'effetto; tolto all'ammalato il
cancro che aveva nello stomaco e lo divorava, egli rester perfettamente guarito.
Al contrario, se si lasciano andare le cose come sono andate sinora, vuol dire, che, secondo me,
l'umano intelletto nei confronti, almeno, del problema ebraico , oggid, del tutto refrattario;
significa, che gli occhi degli uomini non sono soltanto chiusi ma cuciti, e che, proprio non licet
parlare di musica ai sordi. Bene, dunque, avrebbe avuto ragione il gi nominato ebreo Marcus Eli
Ravage, quando aggiungeva, nel citato Century Magazne: E

con sollievo che noi riconosciamo


che il ''goi " non sapr mai scoprire la vera gravit della nostra colpa.
In questo caso giocoforza dedurre, come decisamente i Giudei siano diventati qualcosa di
simile a demoni incarnati, per essere il flagello del mondo, forse la personificazione dellanticristo,
gli emuli in terra della ribellione satanica ne' cieli. L'azione atroce che essi compiono, la compiono
ognora, coprendola con un diluvio di parole ingannatrici e con la sirena delle pi fallaci promesse.
Applicano il loro proncipio: Facciamo tutto noi; ma in modo che sembriamo non avere fatto
niente.
Ma poveri noi, che confondiamo i nostri pensieri sulle foglie dell'albero, sui fiori e sui frutti, e
non badiamo alle radici! Che, mentre il fuoco divampa travolgente e distruttore, attendiamo solo a
cose contingenti ed accessorie, anzich pensare a salvarci!
Se il primum vivere, deindc philosophari dei Romani, ancora oggi verit incontestata,
perch mai pi non si agisce in conseguenza? Perch mai se pure, a volte, cerchiamo difenderci
ce la prendiamo con gli effetti piuttosto che con le cause, comportandoci, un po', a somiglianza
del cane, il quale, allorch viene colpito da un sasso, sfoga la sua ira nel mordere il sasso, in luogo
di mordere la mano di colui che glie lo scaglia?
Quando il fiume, rotto l'argine, straripa, inutile togliere l'acqua che inonda la cantina; bisogna
adoprarsi per otturare la falla.
Ma dunque possibile che dobbiamo essere tutti menati pel naso, cos indegnamente, e
diventare senza che alcuno se ne avveda le vittime di s colossale truffa, ordita contro di noi
da un popolo di dementati, il quale ci ricompensa dell'ospitalit accordatagli, col calpestarci e
sbranarci?
Non basta ancora l'immenso cumulo di danni che questi ministri di Satana, fin qui, ci hanno
arrecato? o dovremmo aspettarne degli altri, lasciandoci completamente polverizzare, come tanti
mammalucchi uno meglio dell'altro?
Perch dunque pi non si reagisce, quando il leone imbaldanzito per avere distrutti gli
ostacoli e addormentata la gente mai con pi furia di adesso c' saltato addosso e, in modo
orrendo, ci sta tutti con ferocia sbranando? Si badi a non accorgerci della nostra stupidit che
chiss quanto ci far compatire dai posteri quando non sia per avventura troppo tardi, vale a dire,
quando saremo diventati inebetiti, senza pi forza di reazione, governati con una verga di ferro.
Temo per assai, che il pretendere l'accortezza e la reazione ai nostri giorni, sia cosa affatto
impossibile, essendo gi forse, realmente, non pi in tempo. E ci, a causa della degradazione
morale a cui siamo arrivati, che ha fatto precipitare il livello dell'umano intelletto, a tale grado di
bassezza che ci ha disteso a terra, da essere ben maturi e pi che meritevoli di cadere sotto il giogo
della pi terribile schiavit.
Da s fatta tenebra come uscirne? Altro non resterebbe che alzare di nuovo il livello della
55
moralit e dell'intelligenza, ma, da simile cosa, ahi quanto ci troviamo ancora distanti! Quante
difficolt ad esse si frappongono! Dio ci aiuti!
Se Lui non ci mette la Sua mano, il mondo moderno, con tutte le sue istituzioni senza alcuna
eccettuarne, cadr sotto il giogo del prepotere giudaico.
Ricordiamoci, che 40 secoli di storia, pressoch universale, stanno l, con la loro condotta
antisemita, a rendere solenne testimonianza, fino a che punto sia ragionevole e fondato, quanto in
questo scritto mi sono sforzato di esporre per il bene dell'umanit.
Si badi, che a migliaia si contano gli scrittori d'ogni paese, che hanno segnalato la realt della
minaccia ebraica
1
. Come si vede, sto in buona compagnia.
Possibile che costoro abbiano tutti sbagliato? o non pu darsi che invece siamo noi che,
inghiottendo di continuo inganni e falsit, o, altrimenti, assorbiti in ciocchezze e impegnati in litigi,
siamo restati s lavati al cervello, da non essere pi idonei ad udire cose serie, bens solo
minchionerie? In tale caso, ahim, ci sarebbe proprio da disperare. Solo una forza sovrumana ci
potrebbe ancora aprire gli occhi.
A coloro, poi, che a prescindere dal mio dire gi in precedenza conoscevano la questione
di cui trattasi, e, tuttavia, mantengono in merito un silenzio sepolcrale, vorrei dire: Perch tacete?
Non vedete in che modo le forze occulte si avanzano? Non vedete a quali estremi siamo giunti? O
noi gridiamo oggi a gran voce, o la nostra bocca rester chiusa per sempre.
Ma, se, contrariamente alla tesi illustrata, fosse volont o permissione Divina che, veramente,
Israele popolo eletto, misterioso e deicida sia destinato a dominare la Terra, tutto quanto fin
qui si detto cadrebbe di colpo, perch, oltre che la volont Divina va sempre rispettata, contro di
lei nulla si pu fare. E che il dominio dei Giudei, sia effettivamente volont Divina, pure cosa che
realmente potrebbe essere, di fronte al fatto della persistente loro vittoria attraverso tanti secoli.
In questo caso si avrebbe: da una parte la Sinagoga, ossia un regno materiale, universale o anti-
Cristo, e dall'altra la Cattolica Chiesa, vale a dire il regno dello spirito o di Ges Cristo, che, pur
subendo dalla Sinagoga le persecuzioni pi spieiate, avr alla perfine il trionfo finale.
Trattasi, per in effetti, non di altro che del figlio morto e del figlio vivo del Salomonico
giudizio; dell'urto fra due opposte concezioni messianiche: quella della Sinagoga, fondata sul tibi
dabo di Satana (regno materiale: beni di questo mondo - Matt. 4, 9) e quella della Chiesa, fondata
sul tibi dabo di Cristo (regno spirituale: beni celesti - Matt. 16, 19).
A tale punto, per, giudico doveroso porre in evidenza un'ipotesi, la quale se consistente
potrebbe avere una importanza decisiva nella valutazione del problema in esame.
Ma, non si potrebbe legittimamente opinare, che i Giudei interpretando erratamente i testi
biblici ritengano in buona fede, come opera di religione, e conseguentemente quale uno divino
mandato, d'impadronirsi dei beni del mondo nonch di soggiogarlo, di amare il prossimo ed odiare
il nemico (cio volersi bene fra loro ed odiare i non giudei), di praticare la vendetta, secondo la
parola occhio per occhio, dente per dente?
Ipotesi questa maggiormente avvalorata se si vorr un po' riflettere su l'essenza del credo
giudaico. Credo, peraltro, bene chiarito dal noto scrittore Werner Sombart, nella sua opera Les
juifs et la vie cconomique:
La principale caratteristica cos scrive della religione ebrea quella di essere una
religione che nulla ha a che vedere con lal di l; una religione, tanto per spiegarsi bene, unica nel
suo genere ed essenzialmente terrestre. L'uomo non pu sperimentare il bene o il male che in
questo mondo. Se Dio vuole castigarlo non pu farlo che nel corso della sua vita. Quindi quaggi,
sulla terra, che il giusto deve prosperare e l'empio soffrire.
Sic stantibus rebus, la prassi ebraica equivarrebbe a un'osservanza religiosa, che ben si potrebbe
definire: ebraismo imbastardito. Ma Dio ci liberi dagli uomini che praticano un tale genere di
religione! Qui siamo davanti ad una corruzione della vera religione giudaica. Ecco perch Mos,
preso da sdegno, infranse le Tavole della Legge, e i Profeti e il Cristo li condannarono.
Specie oggid, l'insegnamento talmudico dei Rabbi e Dottori ha affogato completamente la
Legge e i Profeti dell'Antico Testamento.
56
Sisto da Siena, giudeo convertito nel XVI secolo, nella sua opera Bibliotheca sancta
2
, ci
attesta come, nell'edizione del Talmud di cui egli si serviva, si leggeva, fra gli altri, il seguente
precetto: Dio ha ordinato ai Giudei di appropriarsi i beni dei Cristiani, sempre che il potranno,
sia con la frode, sia con la violenza; ovvero con la usura o col furto.
E' mai possibile pensare, che Dio abbia potuto ordinare ai Giudei di essere dei ladri e degli
assassini?
E' mai possibile un accecamento spinto a tal punto?
Da ci argomenti il lettore, quanto sia irragionevole mantenere fra noi gente che opera con
siffatti principi, e quanto appaiano ignoranti o in malafede, coloro i quali tacciando di razzismo
chi cerca solo difendersi si vogliono erigere ad avvocati d'ufficio della Sinagoga di Satana, che
quanto dire: dei nemici pi spietati di Cristo e dell'umanit.
(1) Cfr. Bibliografia ebraica e giudaica di C. Barduzzi, Roma 1938.
(2) Cfr. Rohrbacher, nella sua Storia Universale, v. 8, p. 696, Torino 1865.
57
XXI
L'antisemitismo
Mentre mi accingo a dare alle stampe il presente volumetto (cos scrivevo in una precedente
edizione), si verifica, in pi nazioni, un ennesimo inganno della malizia giudaica, la quale, peraltro,
credo bene smascherare, anche per comprovare con quanta facilit siamo tutti turlupinati.
Siccome, avanti di fare una guerra, conviene rendersi conto dell'entit delle forze nemiche, e
contemporaneamente, fare un controllo della propria efficienza, ecco, nel Gennaio 1960, assistere
alle grandi manovre del giudaismo.
Avendo essa fondati motivi di temere, come, durante il prossimo conflitto possa esplodere una
mondiale sollevazione antisemita, vuole adesso tastare il polso per conoscere, in quali nazioni, tale
evenienza riscuota maggiore seguito, onde correre ai ripari.
A questo fine servendosi di un'intensa propaganda di stampa e dell'ausilio di agenti massoni
si vedono ora, gli stessi Giudei, scatenare ovunque un'artificiosa campagna di antisemitismo.
Con tale campagna si prefiggono:
1 Di conoscere come si detto le localit ove gli antiebrei sono pi numerosi.
2 Di schierare, nello stesso tempo, in campo il predisposto meccanismo difensivo, consistente
in giornali, in partiti e nelle infinite associazioni di ogni genere, tutte create e dirette da agenti
ebraici, i quali sommoveranno, nel momento opportuno mediante manifestazioni ed atti
inconsulti gli ingenui gregari della base, che, in realt, nulla sanno dei veri scopi perseguiti dai
loro infidi dirigenti.
3 Di fare promulgare, in conseguenza delle agitazioni accennate, delle nuove leggi (reati di
genocidio), per le quali, chiunque criticher i Giudei si render reo di un delitto superiore a quello
di lesa maest.
4 Di intimorire a tal punto gli autentici antisemiti da costringerli a non potere pi fiatare, non
solo in considerazione dell'apparato delle forze contrarie, ma anche per la constatazione del fatto, di
vedere gli stessi governi, la magistratura, ed oggi, le leggi di genocidio erigersi a difesa dei Giudei,
colpendo, senza piet, quanti ardissero combattere il giudaismo.
Dopo di che vorrei cos replicare:
Vogliamo, dunque, eliminare l'antisemitismo? Ebbene, lautore del presente volumetto avanza
una formale proposta, perch tenuto conto dell'insegnamento della storia, di quanto migliaia di
scrittori d'ogni paese hanno segnalato circa la realt della perfidia giudaica e di quanto, in questo
studio, si venuto esponendo venga costituito un Tribunale Internazionale, composto di uomini
autorevoli, di provata rettitudine ed imparzialit (naturalmente non massoni), i quali vogliano
istruire uno storico processo all'ebraismo.
Vagliate in profondit tutte le accuse che si imputano ai Giudei, e, sentito quanto costoro
possono opporre a difesa, emetta, un tale Tribunale, una motivata sentenza che tranquillizzi il
genere umano, ed alla quale saremo tutti obbligati a sottostare.
Se risulteranno innocenti, gli antisemiti saranno i primi a gridare: Abbiamo sbagliato. Viva gli
Ebrei!.
Qualora, invece, risultassero colpevoli, i governanti dei popoli deliberino quelle misure
difensive che lesperienza dei secoli e la situazione attuale potranno suggerire. Per tal modo, in
forma legale e senza usare violenza, si sar fatto quanto era un preciso obbligo fare e,
necessariamente, avr fine ogni ragione di essere per qualsivoglia movimento antiebraico.
Ma per carit, si smetta una buona volta di emanare leggi e pronunziare condanne contro coloro
che alzano la voce per segnalare il pericolo del giudaismo, senza avere prima conosciuto, in modo
specifico, se i motivi che a ci li inducono, fossero per avventura giustificati o altrimenti
inconsistenti.
58
Soltanto, dopo le risultanze del processo suaccennato, sar lecito agli Stati, deliberare o meno
su l'opportunit di certe leggi o condanne. Prescindendo da ci, si potrebbe peccare di superficialit
e di ingiustizia. Il che non farebbe onore all'intelligenza di questo secolo.
Credere come molti credono che lanti-giudaismo sia determinato da semplici motivi di
religione o di razza, cadere in un errore di valutazione, in un grosso equivoco. Della razza e della
religione ebraica si tenga per fermo agli antisemiti interessa esattamente un bel niente. Chi
combattesse gli Ebrei, mosso da ragioni del genere, dimostrerebbe coi fatti di essere persona
barbara e incivile.
Invero, ben altre sono le cause che spingono gli antisemiti ad agire come agiscono: trattasi di
dolo, non d'altro che di dolo.
Essi ravvisano nei Giudei della gente che si comporta nei confronti dei non-ebrei con una
morale esecranda, che li autorizza ad essere con loro menzogneri, spergiuri, a derubarli, ad
ucciderli. Scorgono, in costoro, della gente che non fa altro che cospirare ed ordire ai danni del
genere umano. Che crea mediante una rete di intrighi la discordia nell'interno delle nazioni, fa
scoppiare le rivoluzioni nonch le guerre fra popolo e popolo, ed anela allo sterminio totale della
societ in uno con la distruzione del cristianesimo.
Lo scrittore Osman Bey, in una sua pubblicazione dal titolo Gli Ebrei alla conquista del
mondo (Venezia 1883, p. 51), cos ribadisce:
In ogni paese si costituita una associazione compatta e onnipossente, composta di uomini
intelligenti, attivi e senza scrupoli (sezioni dell'Alleanza Israelitica Universale), i quali si sono
arrogati una specie di diritto d'immischiarsi in tutti gli affari, di sfruttare la credulit umana, e di
educare perfino la giovent secondo le loro idee. (Governo ombra?).
Una simile associazione costituisce evidentemente da s sola una potenza formidabile, pi
forte della Chiesa, una potenza dinanzi alla quale noi non siamo, or pi altro, che schiavi.
Ci premesso, non sembra cosa onesta, che chiunque obiettivamente ragioni per mettere in
guardia il proprio simile contro la peste giudaica, mosso dalla retta intenzione di giovare alla
collettivit, possa essere trattato alla stregua di un volgare malfattore e tanto meno essere oggetto di
sanzioni penali.
Gli scrittori che squarciano davanti agli occhi del pubblico, il velo che asconde gli atroci e cupi
disegni della giudaica perfidia, sono benemeriti nonch della Patria, dell'umanit tutta. Il
riconoscere questa verit e giustizia, il proclamarla sar il pi bello e ben meritato premio di quei
valorosi.
Il principio dei Diritti dell'Uomo un assioma che nessuno contesta, in quanto presuppone
nell'uomo il senso della rettitudine. Ma tale principio non pu essere esteso n interpretato nel
senso, di un diritto pei delinquenti di fare tutto il male che vogliono.
Stiano perci molto cauti, quanti vogliono assumere la difesa dei Giudei, affinch non sia per
succedere che mossi da un sentimento di piet non abbiano eventualmente a parteggiare
sebbene inconsciamente per delle belve umane, per dei mostri infernali.
59
XXII
Statistiche
Da un volume pubblicato a Londra, nel 1958, dal titolo The World conquerors. The real war
criminals cio I conquistatori del mondo. I veri criminali di guerra (Autore: Louis Mnrschalko.
Editore: Joseph Sueli Publications, 81 Fulham Park Gardens, London S.W. 6), importante
riportare (p. 246) alcuni dati statistici, i quali serviranno, pi d'ogni altro, a dimostrare le reali
dimensioni dell'invadenza giudaica e quanto grande sia la corbellatura di cui l'intera umanit
succube.
Da tali statistiche emerge subito come, l'organizzazione che noi chiamiamo le Nazioni Unite
ossia l'O.N.U. sia divenuta la pi potente manifestazione del ghetto ebraico. Siamo davanti ad un
super-governo mondiale, costituito, nei posti-chiave di ogni Sezione, da elementi totalmente di
stirpe giudaica. Gli stessi due colori di cui si fregia la bandiera dell'O.N.U. bianco e celeste
sono i medesimi due colori coi quali composta la bandiera dello Stato d'Israele, con la differenza,
che sulla prima vi campeggia il globo, e sulla seconda la stella di David.
Le statistiche, qui riportate, sono aggiornate al 1951 ed i nomi che vi si citano sono tutti
esclusivamente di nazionalit giudaica. (Oggi dei nomi saranno mutati ma le posizioni acquisite non
mutano).
Coloro, peraltro, ai quali il leggere lunghe liste produce un senso di stanchezza, o perch della
verit di ci che si afferma, sono gi persuasi e non abbisognano di altri argomenti, passino
senz'altro agli ultimi periodi del capitolo.
Il Segretariato delle Nazioni Unite
Dr. H. S. Bloc, il capo della Sezione Armamenti.
Antoine Goldet, il Direttore Principale della Sezione Affari Economici.
Ansgar Rosenberg, il consigliere speciale della Sezione Affari Economici.
David Weintraub, il direttore per la Stabilit e Sviluppo Economico.
Karl Lachman, il capo della Sezione Fiscale.
Dr. Leon Steinig, il direttore della Divisione Narcotici.
Henry Langier, il deputato-capo della Sezione Benessere-Sociale.
Dr. E. Schwelb, il deputato-capo della Sezione Diritto Umano.
H. A. Wieschoff, membro della Sezione Amministrativa per i territori Non-Autonomi.
Benjamin Cohen, l'Assistente Segretario-Generale della Sezione Informazioni Pubbliche.
Dr. Ivan Kerno, il Deputato Segretario-Generale della Sezione Legale.
Abraham H. Feller, il dirigente e il capo consigliere della Sezione Legale.
J. Benoit-Levy, il direttore dell'Ufficio Divisione Film e Informazioni Visive.
Mare Schreiber, ne il consigliere legale.
G. Sandberg, il consigliere legale alla Sezione della Codificazione della Legge Internazionale.
David Zablodowsky, il capo della Sezione Stamperia.
George Rabinovich, il capo della Sezione degli Interpreti.
Max Abramovitz, il deputato-capo dell'Ufficio Pianificazione.
P. C. J. Kien, il capo della Sezione Contabilit.
Mercedes Bergmann, l'ufficiale della Sezione Personale.
Dr. A. Signer, il capo della Clinica Sanitaria.
Paul Rodzianko, il segretario del Consiglio dei Ricorsi.
60
Ufficio Informazioni N. U.
Jerzy Shapiro, il capo dell'Ufficio Centrale d'Informazioni delle N. U. in Ginevra.
B. Leitgeber, il capo dell'Ufficio Centrale d'Informazioni delle N. U. in New Delhi.
Henri Fast, il capo dell'Ufficio Centrale d'Informazione delle N. U. in Shanghai.
Dr. Julius Stawinski, il capo dell'Ufficio Centrale d'Informazione delle N. U. in Varsavia.
Ufficio Internazionale del Lavoro
David A. Morse (Mocovitch), il capo della Sezione dell'U.I.L., Ginevra.
Tre dei quattro capi dell'U.I.L. sono giudei. Essi sono:
Altman (Polonia), David Zellerbach (U.S.A.), Finet (Belgio).
V. Gabriel-Garces, il corrispondente e il delegato Ecuadoriano.
Jan Rosner, il corrispondente e il delegato Polacco.
Organizzazione Alimentazione e Agricoltura
Andre Mayer, il primo Vice-Presidente.
A. J. Jacobsen, il delegato Danese.
M. M. Libman, il capo della Sezione Fertilizzanti Chimici.
E. de Vries, il delegato Germanico.
Gerda Kardos, il capo della Sezione Fibre.
M. Ezekiel, il capo del Ramo Analisi Economiche,
B. Kardos, il capo della Sezione Beni Diversi.
M. A. Hubermann, il capo della Sezione Tecnica Forestale.
J. P. Kagan, l'ufficiale tecnico della Sezione Alloggi ed Equipaggiamenti.
J. Mayer, il capo dell'Ufficio Alimentazione.
F. Weisel, il capo della Sezione Amministrativa.
Organizzazione (U.N.E.S.C.O.)
Educativa, Scientifica e Culturale
Fuori di quattro membri del Comitato Esecutivo, Alfred Sommerfelt e Paul Cameiro sono
giudei.
J. Eisenhardt, il presidente del Comitato Rieducativo.
Miss Lauffman, il capo della Sezione della Comprensione ed Educazione Internazionale.
Dr. O. Klineberg, il capo sezionale.
H. Kaplan, il capo dell'Ufficio Informazioni Pubbliche.
C. H. Weitz, il capo della Sezione Amministrativa.
B. Abramsky, il capo della Sezione Alloggi e Viaggi.
S. Samuel Selsky, il capo dell'Ufficio Personale.
B. Wermiel, il capo dell'Impiego Amministrativo.
Dr. A. Welsky, il capo dell'Ufficio della Cooperazione Scientifica.
61
Banca Internazionale
della Ricostruzione e Sviluppo
M. M. Mendels, il segretario.
Leonhard B. Rist, il direttore per l'economia.
Leopold Chmela, il presidente e il direttore dell'Amministrazione.
E. Polask, membro dei Governatori dell'Amministrazione Cecoslovacca.
P. Mends France, membro dei Governatori dell'Amministrazione di Francia.
A. M. de Jong, membro dei Governatori dell'Amministrazione dell'Olanda.
D. Abramovich, membro dei Governatori dell'Amministrazione della Jugoslavia.
Fondo Monetario Internazionale
Josef Goldmann, membro dei Governatori dell'Amministrazione Cecoslovacca.
Louis Rasminsky, il direttore amministrativo per il Canada.
W. Kaster, il deputato-direttore per la Germania.
Louis Altman, il deputato-direttore amministrativo.
E. M. Bernstein. il capo della Sezione e delle Ricerche.
Joseph Gold, il consulente capo.
Leo Levanthal, un altro consulente capo.
Organizzazione Internazionale Rifugiati
Mayer Cohen, il capo della Sezione della Salute e Benessere dell'O.I.R.
Pierre Jacobsen, il direttore della Sezione Rimpatri.
R. J. Youdin, il direttore della Divisione Rimpatri.
Organizzazione per la Salute del Mondo
Z. Deutschmann, il capo della Sezione Tecnica.
G. Mayer, il capo della Sezione delle Traduzioni.
M. Siegel, il capo della Sezione Finanziaria.
A. Zarb, il direttore della Sezione Legale.
Dr. N. Goodman, il direttore amministrativo della Sezione Cooperazione.
Organizzazione Commercio Internazionale
Max Suetens, il presidente dell'organizzazione.
Unione Internazionale delle Telecomunicazioni
F. C. de Wolfe, il delegato degli S. U. nel Consiglio Amministrativo.
Gerry Gross, il deputato direttore amministrativo dellU.I.T.
H. B. Rantzen, il presidente del Comitato Internazionale delle Telecomunicazioni.
62
Organizzazione dell'Aviazione Civile
A. G. Berg, il capo dell'organizzazione.
Compiti Speciali
Col. A. C. Katzin, il rappresentante dell'O.N.U. in Korea.
George Novshon, l'ufficiale dell'O.N.U. per le Informazioni in Korea.
Ernest A. Gross, il secondo delegato degli Stati Uniti allO.N.U.,
Isadqr Lubin, il capo del Comitato Economia ed Impiego.
Julius Katz-Sochy, il delegato permanente della Polonia.
Dr. Ales Bebler, il delegato permanente della Jugoslavia.
Dopo una simile documentazione non pi possibile dubitare dell'influenza determinante,
esercitata dagli Ebrei su l'organizzazione dell'O.N.U., che pur rappresenta il vertice del governo del
mondo. Su 1.800 alti funzionari dell'O.N.U., ben 1.200 sono giudei.
In tal fatto, peraltro, conviene rilevare, con quale disinvoltura ed astuzia quei signori siano
riusciti allo scopo.
Ci considerato, desta non poca amarezza il constatare, come, di un gioco s subdolo, l'umanit
tutta quanta non se ne renda il bench minimo conto.
Ora, se il giudaismo stato capace di portare a termine un'operazione di s vasta portata, senza
tuttavia dare all'occhio ad alcuno, ci ci conferma quanto sar stato ad esso pi agevole stabilire la
sua influenza magari con l'aiuto di agenti massoni nei parlamenti, nei governi, nella stampa,
nei partiti e nei posti-chiave d'ogni singolo Stato.
Se riuscissimo ad avere una piena contezza di s solari verit, oh come allora ci spiegheremmo
le attuali sollevazioni africane (come ad es. nel Congo, dove i Belgi, per volont dcll'O.N.U., vanno
via ed i comunisti vi sottentrano) e le infiltrazioni comuniste in America! Oh come allora i problemi
dell'ora presente ne riceverebbero una luce insospettata!
Ma non basta. Quanto sia reale l'esistenza di una mente direttiva che manovra in sordina, su
scala mondiale e con scopi precisi, apparir evidentissimo se si vorr porre mente alla
impressionante analogia che si riscontra in merito ai seguenti avvenimenti:
Nessuno potr oggi negare come i nuovi Stati afro-asiatici, sorti in seguito a rivolta contro gli
Imperi coloniali, non siano stati predisposti (previe infiltrazioni massoniche) e protetti dalle Nazioni
Unite, che quanto dire: voluti dall'ebraismo.
Ebbene, la identica tattica ebbe gi a ripetersi in tempi pi lontani allorch gli Stati Uniti
e gli altri Popoli del Sud-America, ribellandosi ai loro dominatori, si costituirono in Repubbliche
indipendenti.
E chi non sa come tutti i leaders che diressero quei moti rivoluzionari, altri non furono che
degli illustri massoni (strumenti inconsci dell'occhiuto ebraismo), quali un Washington e un
Lafayette nel Nord-America? un Bolivar, un Jurez, un San Martin, un Belgrano, un Santander,
ecc.... nell'America meridionale? Sotto l'apparenza di magnifici scopi, cio sotto un manto
tempestato di brillanti c'era nascosto un mostro e la frode.
63
XXIII
Da dove viene la vera luce
Giacch ormai volge al fine la trattazione dell'argomento in esame, mi si conceda di dire una
libera parola in merito al tormentoso problema sociale, sul quale gli Ebrei hanno fatto fondamento
di speculazione e per la cui soluzione vorrei permettermi suggerire quell'unico rimedio, che
certamente il pi giusto e di sicura efficacia.
Uno dei principali motivi di successo del comunismo, va ricercato nel fatto, che le masse
operaie si gettano in questo partito, con l'errata convinzione, che, il trionfo di tale dottrina, risolver
definitivamente per essi la penosa situazione economica, nella quale attualmente si dibattono.
I lavoratori, infatti e bisogna pur convenirne non sono affatto trattati secondo principi di
cristiana giustizia, non essendo affatto onesto che, mentre il datore di lavoro viene a percepire un
guadagno di cento, all'operaio che produce il lavoro sia dato soltanto due. Vengano, pertanto,
elevate le paghe operaie, magari in forma legislativa, che stabilisca un minimum, in modo tale,
che il lavoratore abbia il diritto, non soltanto alla vita, ma anche ad un certo benessere, facendolo
allo stesso tempo compartecipe ad un ragionevole godimento degli utili che il datore di lavoro
percepisce.
Le vertenze economiche, poi, siano decise non con gli scioperi, ma da un tribunale misto,
composto dai rappresentanti degli operai, dei datori di lavoro e del governo.
Per, ricchi e poveri, finch il mondo sar mondo, sempre ci saranno, perch la disuguaglianza
e la variet sono insite nella stessa natura, e pazzo veramente sarebbe colui che pretendesse andare
contro le leggi fissate dal Creatore.
Resta, per, al ricco il dovere sacrosanto di considerare, nel povero un proprio fratello, cui
assolutamente obbligato di dare quanto di beni possiede in soprappi.
Si obbedir, cos, al categorico comando di Cristo Signore, senza del Quale nulla si pu fare, e
che si voglia o non si voglia l'unico Maestro e la luce del mondo. Dalla quale Luce, se noi ci
allontaniamo, ripiombiamo, dritti dritti, nelle tenebre della notte e nello stato di barbarie, da cui una
volta, per virt di Cristo, siamo stati liberati.
L'umanit, in questo caso, altro non potr diventare che uno scannatoio ed un postribolo, senza
dire che, in simile condizione, si verifica il fatto ben strano, che ci che brutto diventa bello e ci
che bello diventa brutto, la verit apparisce menzogna e la menzogna verit.
Considerato, poi, come l'azione giudaica agisca, in definitiva, in conseguenza di un'errata
concezione del Messia frutto d'inganno diabolico ragionevole fare un po' di confronto con
l'essenza del vero Messia.
Militare sotto la bandiera di Cristo equivale a: verit, libert, fratellanza, tranquillit dell'ordine
e, per soprappi, pane e companatico.
Viceversa, se ci lasciamo affascinare dalla bandiera della Sinagoga, non avremo altro che
inganno e delusione, schiavit, degradazione morale e disperazione.
Se la Sinagoga vuole essere espressione dellodio, dell'egoismo e del materialismo, il
Cristianesimo il trionfo dello spirito sulla materia, il trionfo dell'amore.
A ribadire la cosa ancor meglio aggiunger: che quanto pi profondamente si aderisce a Cristo
il Quale, oltre ad essere Luce la Verit per essenza tanto pi la nostra mente viene indotta
ad essere elevata e sublimata; ed questa lunica via per riuscire a tenere a bada i Giudei.
Al contrario, quanti pongono la propria fede in Carlo Marx e noi abbiamo toccato con mano,
come costui nasconda una menzogna di proporzioni colossali sono colpiti da tale offuscamento
intellettuale che ben si deve chiamare lavaggio del cervello da passare istantaneamente
dallo stato di uomini allo stato di bestie, vorrei dire venti punti al di sotto dei selvaggi.
64
Ed penoso il pensare, fino a quale grado, in questi poveri caduti, si accentui una falsa luce,
che li fa erompere in una diabolica energia.
Muovendosi, ormai, dentro una sfera di tenebre, si rendono sempre pi incapaci di intendere e
di ragionare; cangiano, a poco a poco, anche l'aspetto fisico, e, in s triste condizione, possono
giungere fino a commettere i pi atroci eccessi. Chi non la vede secondo il loro punto di vista ha
perduto ogni diritto alla vita.
Bene, quindi, giudicarono: Martin Lutero e il Procuratore di Stato dell'U.R.S.S. Viscinski.
allorch come avanti si detto qualificarono gli ebrei cani idrofobi. E in realt, quanti sono
morsi da costoro, col prestar fede ai loro inganni, sono colpiti dalla stessa idrofobia.
Se vogliamo, dunque, risolvere, con intelligenza, la questione sociale, non c' altra alternativa
che l'affermazione del Vangelo. Che la Luce di Cristo compenetri di nuovo in tutte le menti.
Facciamo s, che i Cristiani di nome diventino veramente Cristiani di fatto. Bene allora gli occhi
saranno aperti, e luce meravigliosa splender ai nostri sguardi; ne seguir, che il modo di operare
degli uomini sar affatto diverso da quello che attualmente dobbiamo purtroppo constatare, perch
ci sentiremo tutti fratelli.
Si consideri posatamente che, per il subdolo lavorio della Sinagoga i popoli sono stati
scristianizzati. Che meraviglia, quindi, se oggi assistiamo allo scatenarsi dell'egoismo pi sfrenato,
con conseguente oppressione dei deboli?
Credere che si possa imporre la giustizia sociale per mezzo della violenza e della forza,
pensiero assolutamente errato. Oltre che peggiorare la situazione, sarebbe come invocare, o prima o
dopo, dei movimenti inevitabili di controreazione, o, altrimenti, volere volontariamente piegare il
collo sotto il giogo della pi avvilente tirannide o della pi abbominevole schiavit.
Nessuno, pertanto, sia pi cos sciocco, da farsi pi oltre ottenebrare la mente dalle mirabolanti
promesse di certi sedicenti maestri, divulgatori di false dottrine; essi, in verit, non sono altro che
stregoni e perfetti ciarlatani, che preparano al popolo, soltanto delusioni, delusioni, delusioni, una
pi grande dell'altra. Somiglia il loro agire a quello di coloro che, offrendo agl'indiani dei miseri
specchietti, ne ricevevano in contraccambio puro oro zecchino.
I lavoratori di tutto il mondo non dovrebbero quindi dimenticare, che il comunismo una
colossale truffa, ordita da una cricca di supercapitalisti ebrei, i quali si servono del proletariato
che con ogni mezzo hanno affamato ed abbrutito come uno sgabello pei propri interessi, vale a
dire: per soggiogare il mondo ed impadronirsi dei suoi beni, per distruggere il cristianesimo, e per
portarci, quanti siamo, allo stato degli schiavi. E' il regno della menzogna, il paradiso dei cretini.
Si aprano dunque gli occhi, di quanti sono caduti nella fatale illusione di preferire Barabba a
Ges. Da Barabba ladro e assassino non c' proprio da aspettarsi alcun bene, ma unicamente
dei danni, di sempre pi malefici effetti.
Tengasi presente il monito di Dante Alighieri, che riassume in breve la questione sociale:
Siate Cristiani a muovervi pi gravi;
Non siate come penna ad ogni vento
E non crediate chogni acqua vi lavi.
Avete l vecchio e 'l nuovo testamento,
E 'l Pastor della Chiesa che vi guida:
Questo vi basti al vostro salvamento.
Se mala cupidigia altro vi grida
Uomini siate e non pecore matte,
Si che 'l Giudeo tra voi di voi non rida.
(Dante, Par., V)
65
E non ci lasciamo dire dal Poeta:
...Oh creature sciocche,
Quanta ignoranza quella che v'offende!
(Dante, Inf., VII.)
Considerato, pertanto, quanto sopra siamo venuti esponendo, io mi domando: ma non sarebbe
un tassativo dovere, un obbligo sacrosanto da parte delle autorit costituite, quello di indagare sul
serio ed accertare, quanto, in effetti, ci sia di concreto e positivo nelle induzioni e deduzioni che, in
questo studio, mi sono permesso delineare? (S'affonder, senza dubbio, in un terreno di fertilit
sorprendente). Di spezzare, con impeto, la congiura mondiale ordita dal giudaismo contro la
Cristianit e la Civilt?
Il non volere operare in proposito, potrebbe essere riprova di connivenza con l'iniquit, per non
dire di manifesta insipienza.
Francamente, non riesco a capire cos'altro si aspetta per deciderci a risolvere un problema
per sommi capi appena accennato da cui dipende tanto il presente come l'avvenire di tutti e di
ciascuno.
Davanti all'evidenza d'un'incombente catastrofe, le persone di retto sentire non possono
rimanere impassibili. Tale indifferenza equivarrebbe ad una grandissima colpa, se pure non voglia
attestare uno stato di assoluta incoscienza, o, addirittura, di vigliaccheria la pi atroce e
inconcepibile.
Se si deve soccombere, ebbene soccomberemo ma combattendo da valorosi, e non alzando le
mani per riconosciuta impotenza, come gente a cui si fa notte innanzi sera, o, come lo struzzo che
s'illude salvarsi cacciando la testa nella sabbia.
Noi non lasceremo la pace al mondo hanno scritto recentemente i Giudei sopra un loro grave
giornale, come, alla fine del capitolo, si documenter.
Intanto, come non accorgerci del progressivo aggravarsi della situazione?
Nei tempi passati le guerre si combattevano fra nazione e nazione, poi abbiamo visto le
coalizioni contro Napoleone, in seguito la guerra europea, e per ultimo la guerra mondiale. Oggi
siamo alla vigilia dell'urto fra Oriente ed Occidente, che decider delle sorti dellumanit.
Non vedete come, nell'interno delle stesse nazioni, divampino le lotte dei partiti? Come, anche
dentro ai medesimi partiti, si verifichino contrasti, dissensi, scissioni? Avviene tutto ci, di moto
spontaneo e naturale? A nessuno sorge il dubbio che tale agitarsi sia invece frutto d'una precisa
intelligenza che opera? d'una precisa volont che cos vuole?
Da tali risultante lecito dedurre, come i comandi del mondo siano ormai caduti a forza di
doppio gioco e con l'accortezza di un gioco di scacchi nelle mani della pi vasta camorra che
abbia mai visto la Terra, vale a dire d'una masnada di criminali e di complici pi o meno
responsabili di cui urge renderci conto e sbarazzarci, se non vogliamo perire da perfetti babbei.
Ma, contro l'aberrazione che il genere umano debba essere organizzato cos, mi si conceda di
elevare la pi vibrata protesta. Oh, come bene Dante colpiva nel segno, allorch ci ammoniva:
Che dove l'argomento della mente
Saggiunge al malvolere ed alla possa
Nessun riparo vi pu far la gente !
(Dante, Inf. XXXI)
E adesso e questo fia suggel che ogni uomo sganni vorrei cos epilogare:
66
Della realt tragica della questione considerata, resteremo tutti pienamente persuasi, se
rifletteremo alquanto al significato racchiuso nelle seguenti parole, scritte il 3 marzo 1939, sul
giornale ebraico Jewish Chronicle che si pubblica in Inghilterra:
Il problema ebraico avr sviluppi che faranno fremere tutti i dirigenti politici sensati. Il
problema ebraico si alzer dinanzi ad essi con una forma ed una realt cos pressante e cos acuta,
come mai nel corso della storia.
I dirigenti politici delle varie nazioni potranno fare ci che vorranno, ma non si
sbarazzeranno del problema ebraico. Questo apparir, come la testa della famosa idra, in tutti gli
ambienti diplomatici e sbarrer il passo ad ogni tentativo di distensione internazionale. Il problema
tale che noi ebrei non lasceremo la pace al mondo, per quanto zelo possano impiegare gli uomini
di stato e gli angeli della pace per conseguirla....
67
XXIV
Una prova schiacciante
A meglio illustrare l'atteggiamento degli Ebrei in Russia, gi posto in rilievo da numerose
testimonianze, interessante riportare un grave documento, emanato dal Comitato Centrale della
Sezione di Pietrogrado della Lega Internazionale Israelita nel 1919. (In realt dovette essere
distribuito nel termine del '18).
Scritto originariamente in lingua ebraica, fu tradotto e pubblicato il 31 gennaio 1919 dai
giornali Postimees di Tartu (Estonia) e Teetaja di Revel, ristampato a Berlino dal giornale
russo Prizyf (l'Appello), molto diffuso, il 6 febbraio 1920, dal quotidiano parigino L'Action
Franaise nonch da molti altri. (Vogliasi, per curiosit, fare attenzione quante volte l'imperativo
siate prudenti, che come dire badiamo ad operare senza farcene accorgere, vi ripetuto).
La notte del 9 dicembre 1918, durante lo scontro con le forze bolsceviche al confine di Estonia,
fu trovato, nel portafogli dell'ucciso comandante di battaglione del II reggimento dei tiratori, l'ebreo
Zunder, la seguente circolare confidenziale, descrivente l'attivit degli Ebrei e la loro segreta
organizzazione in Russia. La riportiamo senza alcuna alterazione e commento:
"Confidenziale. Ai rappresentanti delle Sezioni dell'Unione Internazionale Israelita.
Figli d'Israele! L'ora della nostra vittoria finale vicina. Noi siamo alla vigilia della nostra
egemonia universale. Quello che ci sembrava un sogno ora si trasforma in realt. Deboli ed
abbandonati ancora poco tempo fa, ora noi, grazie alla generale catastrofe mondiale, alziamo con
fierezza il capo.
Per noi dobbiamo essere prudenti perch si pu prevedere con certezza che, dopo aver
calpestato gli altari e i troni distrutti, noi dovremmo proseguire nella direzione stabilita.
Noi abbiamo sottoposto, coi mezzi dell'abile propaganda e delle rivelazioni compromettenti, ad
una critica spietata ed alla derisione, l'autorit e le credenze della religione a noi estranea. Noi
abbiamo rovesciati i santuari degli altri popoli, abbiamo scosso la loro civilt e le loro tradizioni.
Noi abbiamo fatto tutto per sottomettere il popolo russo alla potenza nostra e per costringerlo
finalmente, ad inginocchiarsi davanti a noi. Noi abbiamo conseguito quasi tutto; per... noi
dobbiamo essere prudenti perch la Russia asservita il nostro nemico secolare. La vittoria su di
essa ottenuta col nostro genio potrebbe, nelle generazioni future, essere rivolta contro di noi.
La Russia atterrata, sotto il nostro dominio; ma non dimenticate neanche per un minuto che
dobbiamo essere prudenti e cauti. La sacra lotta per la nostra sicurezza non ammette n
compassione n piet.
Finalmente noi abbiamo visto la miseria e le lagrime del popolo russo. Dopo avergli tolto il
suo patrimonio e l'oro noi abbiamo trasformato questo popolo in una razza di miserabili schiavi.
Siate prudenti e parchi di parole. Noi dobbiamo essere spietati verso il nemico; bisogna
estirpare da esso i migliori elementi affinch la Russia asservita non possa avere un condottiero.
Con tale metodo noi elimineremo qualsiasi possibilit di ribellione al nostro dominio. Bisogna
svegliare l'odio di parte e le lotte intestine fra gli operai e i contadini. La guerra e la lotta di classe
distruggeranno i tesori culturali creati dai popoli cristiani. Ma siate cauti, figli d'Israele. La nostra
vittoria vicina perch la nostra potenza economica e politica e la nostra influenza sulle masse
popolari aumentano. Noi accaparriamo i prestiti statali e loro e per questo dominiamo le borse del
mondo. La forza nelle nostre mani, ma siate prudenti! Non abbiate fiducia nelle forze oscure e
illusorie.
Bronstein (alias Trotzky), Apfelbaum (Zinovieff)
,
Rosenfeld (Kameneff), Steinberg
sono tutti, come pure molti altri, fedeli figli d'Israele. La nostra potenza in Russia illimitata. Nelle
citt, nei commissariati, nelle commissioni d'approvvigionamento, nei comitati casalinghi, ecc. i
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rappresentati del nostro popolo sono ai posti di comando.
Non inebriatevi della vittoria, siate prudenti, perch nessuno potr difendervi eccetto voi stessi.
Ricordatevi che non si pu contare sull'armata rossa perch essa potrebbe rivolgere
subitamente le armi contro di noi
1
.
Figli d'Israele! E' vicina l'ora in cui noi otteniamo la tanto agognata vittoria sulla Russia!
Serrate le file! Diffondete la politica nazionale nel nostro popolo, lottate per i nostri ideali eterni".
Questo documento a noi che ancora non siamo Russia dovrebbe dare da pensare non
poco, perch ci fa istruiti come sia possibile, da parte di persone superiori che manovrano con
diabolica astuzia e senza scrupoli, fare di un popolo un branco di miserabili schiavi, dopo averlo
derubato del patrimonio e dell'oro che possedeva, nel tempo stesso che lha persuaso di avere agito
per il meglio, senza che minimamente sia riuscito ad avvedersi ch' stato invece superlativamente
truffato.
Assume, il citato scritto confidenziale, tale enorme importanza, che basterebbe la sua
autenticit per convincere anche luomo pi ottuso della terra, sul grado di colpevolezza degli Ebrei,
e la suprema perfidia, cui possono giungere questa razza di uomini scellerati e vipere, che chiamano
opera di genio l'assassinio del genere umano per il proprio interesse.
All'erta, dunque, perch quanto avvenuto in Russia non abbia a ripetersi sul resto del mondo. Vi
sono fondati motivi per ritenere come tale evenienza sia tutt'altro che cervellotica.
Se noi previa doverosa indagine potessimo avere conferma come Krushev ed Eisenhower
siano effettivamente di stirpe giudaica, tale fatto, invero, costituirebbe il colmo dell'improntitudine,
nonch una netta riprova, come, al d d'oggi, sia l'Oriente che l'Occidente sarebbero, in pieno,
manovrati da Giudei.
E allora dopo quello che siamo venuti chiarendo risponda il lettore, se sia cosa
intelligente, riporre cieca fiducia in personaggi come quelli test nominati.
Stando in tal modo i fatti, ben si vede quanto urga badare a non lasciarci convincere e al tempo
tesso gabbare dal martellante cancan della stampa e della radio asservite all'ebraismo, le quali,
per vero, sono del tutto impegnate a confonderci le idee ed a farci apparire bianco ci che nero.
* * *
Ora che la luce fatta ed il segreto manifesto, tempo di aprire gli occhi alla grandezza del
pericolo e di

riunire le forze del cristianesimo alla comune difesa. E' questione di vita o di morte.
E' tempo di porre fine all'indegno spettacolo, di vedere un pugno di stregoni riuscire a menare
dove vogliono la totalit degli uomini, quasi fossero bestie da pascolo, ma, soprattutto, di fare basta
all'ebraica perfidia di creare degli Stati nell'interno di Stati.
Finch esister una simile camorra non vi sar n pace n quiete in nessuna parte, giacch ci
equivarrebbe a tollerare una rivoluzione permanente, un vulcano sotto i piedi.
Si scuotano, dunque da sonno letargico gli oratori e la stampa non legati al massonismo
ebraico, e parlino chiaro e tondo per illuminare chi non vede, su la macchinazione denunciata.
Si facciano recensioni reclamistiche su ogni possibile giornale e rivista, perch l'attuale
pubblicazione possa venire letta dal maggiore numero di persone. Ci non vuole affatto significare
volont di offendere o venire meno alla carit. E' legittima difesa non solo pei corpi ma pi per le
anime. E' seguire l'esempio di Cristo, il Quale ha avuto parole di fuoco contro i dirigenti d'Israele.
Mancanza di carit, penso, sarebbe invece mantenere un glaciale silenzio su l'azione satanica
dei nemici di Cristo e della Societ, perch, chi non vede come, un siffatto silenzio, si risolverebbe,
in pratica, ad incoraggiare il male e ad impedire il bene?
Non vale poi il dire che siccome Ges fu di stirpe ebraica, per questo dobbiamo onorare gli
Ebrei. Sarebbe come dire, che siccome i demoni furono di stirpe angelica, per questo siamo tenuti a
venerarli.
Poich un tale pensare evidentemente non regge, noi ci dobbiamo guardare, tanto dai demoni,
che furono angeli ribelli, in odio a Dio Padre, quanto se passa il paragone dagli ostinati
69
Giudei, popolo riprovato, in odio a Dio Figlio e Spirito Santo.
Sgombrato il terreno d'altres quest'ostacolo, il restarcene freddi, oziosi od esitanti, al cospetto
d'un avvenire oltremodo pauroso, sarebbe lo stesso che tradire la nostra fede cristiana, la famiglia, la
patria, la societ tutta quanta; tanto varrebbe ad aprire le prigioni ed a dare mano libera ai
malfattori.
Desidero, per, sottolineare che, malgrado la veemenza del mio dire per smascherare il mistero
dell'iniquit, siamo tutti obbligati in coscienza a non nutrire alcun odio verso gli Ebrei, ma invocare,
anzi, che il Cielo li benedica e li converta. (Si deve odiare il peccato non il peccatore).
D'altra parte, tenuto conto della loro abitualit a delinquere e della necessit che abbiamo di
difenderci; visto per avvalerci ancora del citato editto di Serse come una sola nazione,
ribelle a tutto il genere umano, che segue massime perverse, altera la concordia e la pace di tutte le
genti, noi non ripeteremo coi pagani: Morte al Giudeo! ma diremo: Fuori il Giudeo! Viva pure, ma
lontano da noi.
Provvedimento, questo, tanto pi ragionevole in quanto, dalla Stessa Verit Infallibile stato
implorato su detta gente il perdono perch non sanno quel che si fanno. Ora, siccome verso chi
opera il male senza sapere quello che si fa, anche la Societ non pronunzia sentenza di condanna ma
lo segrega in manicomi criminali, noi non essendo possibile applicare tale mezzo ci
limiteremo ad isolarli come gi si proposto nella grande isola del Madagascar, purch anche
di l non riescano a crearci nuovi guai con qualche inattesa diavoleria. Onde la necessit che vi sia
stabilito un permanente servizio di controllo, atto a renderci sicuri da qualunque eventuale sorpresa.
Amici! Dopo esserci sincerati della fondatezza delle accuse, ed avere ponderato fino a che
punto quello ch' in gioco ci potrebb'essere fatale, logica vuole, sicurezza esige, che l'umanit si
decida, di tentare senza indugio, l'esperimento da me sopra indicato. A estremi mali estremi rimedi.
Facciamo tuttavia attenzione, che tale esperimento non potr mai aver luogo, se prima le masse
popolari non saranno state illuminate sulla realt che si cela dietro il sipario degli avvenimenti.
Ma come faremo per ottenere questo intento?
Sulla cooperazione dei giornali e degli uomini politici di oggid, non c' da fare alcun conto, in
quanto facile intuirlo essi non possono che esserci avversi.
Se Hitler, consapevole delle infamie dei Giudei, anzich scagliarsi in modo anticristiano
per sterminarli, si fosse valso dei grandi mezzi in suo potere per scatenare una campagna di stampa
nell'interno delle principali potenze, cos da ottenere che l'opinione pubblica mondiale restasse
alfine convinta della realt della congiura ebraica contro la Societ, penso, avrebbe operato con
efficacia assai pi potente, e gli avvenimenti susseguiti si sarebbero svolti in tutt'altra direzione.
Non essendosi tale cosa verificata, i Popoli sono continuati a restare nella pi crassa ignoranza
sul retroscena giudaico, per cui l'antisemitismo di Hitler apparve come assurdo ed inconcepibile ed
egli fu giudicato quale un criminale di guerra.
Risultando dunque ovvio, come la soluzione del problema ebraico verta esclusivamente a che
la gente conosca quello che ora completamente ignora, e che le autorit costituite venendo meno
ad un preciso dovere non vogliono in alcun modo intervenire per debellare il pericolo
denunciato, cerchiamo almeno noi di fare qualche cosa ad estrema difesa. Ecco, pertanto, quanto
all'uopo vorrei permettermi suggerire e che ritengo di sicuro successo:
Ogni lettore, che esaminato comunque il presente studio n' rimasto persuaso,
non resti in una colpevole indifferenza, ma senta imperioso il dovere di difendersi
con l'unghia e coi denti. Si adoperi, con ogni forza, fra la cerchia dei suoi amici,
perch la questione trattata sia anche da loro conosciuta e seriamente sentita.
Faccia girare la pubblicazione. Ne diventi un crociato di diffusione impegnandosi
che venga acquistata da almeno una persona.
Se ciascuno vorr mettere in atto il suggerito espediente il quale vuole essere come un'onda
che si allarga in breve volgere di tempo, tutti avremo conoscenza della situazione. Solo allora, la
70
Societ potr dirsi matura ad ottenere quelle leggi, atte a difenderla da un'oppressione divenuta s
grave, che invero era l per soffocare tutto il genere umano.
Se il ben dell'intelletto non dunque ancor perduto, insorgiamo tutti come un sol uomo a
estrema difesa e, al grido disperato "fuori i Giudei!", sia posto alfine un argine alla criminale pazzia
dell'ebraismo.
Che se poi realmente, il secolo odierno per incoscienza ed inerzia non si trova pi in
grado di svincolarsi dalla rete che Israele ha gettato sul globo terrestre, in questo caso, purtroppo,
non resta altro che dire: Tal sia di noi! Avr parlato ai posteri!
Non odi consiglio?
Soccorso non vuoi?
E' giusto se poi
Non trovi piet.
Chi vede il periglio
N cerca salvarsi,
Ragion di lagnarsi
Del fato non ha.
(1) In relazione a tale paura, potrebbe stare la spiegazione della morte dei generali sovietici, provocata ad opera di
medici ebrei, e della estromissione del Maresciallo Zhukov, ad opera del Segretario del P.C.U.S. Krushev, il quale, in
un ricevimento alla Ambasciata iraniana a Mosca, ebbe a qualificarsi per un piccolo ebreo. (Cfr. giornale Il Tempo di
Roma del 29 Ott. 1957). Inoltre, da altra fonte, risulterebbe come il vero nome di Krushev sia: Nicola Salomon Pearl
Mutter.
71
APPENDICE
Era giusto e doveroso il pensare che la Santa Madre Chiesa nell'occasione del Concilio
Ecumenico Vaticano II rendendosi conto dell'immenso pericolo incombente ormai su la Societ
tutta quanta, ad opera dell'ebraismo manovrante nell'ombra, avesse, in proposito, fatta udire la Sua
voce possente, cos da aprire gli occhi, al numero infinito di quelli che, purtroppo, li hanno ancora
socchiusi.
Ma cosa invece avvenuto?
Modificando la prassi dalla stessa Chiesa adottata, per tanti secoli, nei confronti dei Giudei,
sembra avere adesso voluto dare a costoro una sorta di patente di libera circolazione, asserendo che,
dove si verifica il dolo, spetta al potere politico intervenire e non gi alla Chiesa.
E' per difficile intendere come mai si possa restare indifferenti di fronte alla strage di anime
che l'ebraismo, in vari modi, fomenta fra il Popolo cristiano. E non forse chiaro che qui si tocca
l'altare?
Come possibile mantenere un sepolcrale silenzio su l'azione giudaica, allorch si consideri
che essa la causa prima delle guerre, delle rivoluzioni, della bomba atomica, nonch
dell'affermarsi del comunismo, del dilagare dell'immoralit e dell'ateismo? Tacere in merito,
equivarrebbe ad incoraggiare il male e ad impedire il bene.
Sembra che il Concilio abbia adesso approvata l'idea, che gli odierni Ebrei non debbano pi
essere ritenuti colpevoli del delitto di deicidio.
Ma a ci si potrebbe obiettare, che, a condannare Ges, non fu una singola persona, bens il
Gran Sinedrio, presieduto dal Sommo Sacerdote Caifa, che quanto dire: la Sinagoga in forma
ufficiale e quindi: peccato nazionale.
E poi, siamo noi bene certi che i successori di quella genia, abbiano, ai giorni nostri, cessato di
esistere? Esistono, purtroppo, e sempre ostinati nel loro accecamento sono pieni di un odio
satanico contro Cristo e i Cristiani. Da tale livore necessario rilevare non esente l'intero
Popolo ebraico, il quale segue docilmente la linea di condotta che gli viene fissata dai propri
maggiorenti.
Le persecuzioni scatenatesi ovunque e in ogni epoca contro i Giudei si tenga per fermo
non avvennero giammai per motivi religiosi, ma esclusivamente per la loro aggressivit, invadenza
e prepotenza verso i Paesi, che generosamente li avevano ospitati nei loro confini. Che ci sia bene
inteso e tenuto a mente.
Dunque, ci si dice che, per la soluzione di un tale problema, debba intervenire il potere politico.
Ma il potere politico cosa assolutamente certa non interverr n punto n poco, per il
semplice fatto, che esso dappertutto influenzato sia per diretto che per indiretto dalla
strapotenza giudaica, fondata sulla finanza.
E allora, a chi spetter dire una parola che illumini, se non alla Chiesa depositaria della verit,
la quale segue il Divino Maestro, che non faceva politica ma andava contro-corrente e non aveva
riguardo a persone?
Se si tace evidente vi saranno buoni motivi.
Quali? Mi sia permesso formulare quattro ipotesi:
1) Che sia, per la paura del peggio?
2) Che sia, perch anche nel Luogo Santo siano riusciti ad infiltrarsi dei falsi fratelli con lo
scopo di distruggere il cristianesimo?
3) Che sia, perch si vuole colpire il peccato e non il peccatore? Ma, un tale criterio, pei Giudei,
sembra non sia applicabile, dal momento che, dalla stessa Sapienza Infinita, furono qualificati con
parole cos gravi, quali non vennero adoprate con nessun altro, e, per di pi, fu comandato: Non
buttate le vostre perle davanti ai porci, che non le pestino coi loro piedi e si rivoltino a sbranarvi
(Matt. VII, 6).
72
L'avere, poi, voluto l'apertura del dialogo con gli Ebrei e il riconoscere in loro la buona fede,
rappresenta tale sorta di errore, che errore pi grande non si poteva commettere, per le conseguenze
disastrose che di certo cagioner. Stringi al seno una vipera, sentirai che morso!
4) Mentre sul globo si acceso un immane vulcano che ormai manda fuori dal cratere lava e
lapilli, tanto da minacciare l'esistenza di ognuno intendo riferirmi all'irrompere vittorioso del
comunismo, ch' il trionfo dei Giudei sembrerebbe logico e urgente che il Concilio Vaticano
avesse accentuata la sua attenzione, pi che sulla liturgia, l'ecumenismo od altro (cose per s
bellissime), sulla realt del pericolo straordinario rappresentato dall'ebraismo, che, quale spada di
Damocle, pende tremendo sull'intera umanit.
Purtroppo, i nemici della verit non cessano, ai d nostri, di farci digerire come vero ci che in
effetti nasconde la frode; con la conseguenza che, per il moltiplicarsi dell'iniquit e per una
intossicazione generale, si raffreddata la carit in molti e ormai dall'alto fino in basso si
brancola nel buio, si fuori della realt. Purtroppo, siamo al punto, che solo si presta fede alle
fandonie quanto pi sono grosse, mentre pi non si intende, tutto quello che riveste importanza ed
urgenza. In simile condizione, non si vede come possano pi nascere frutti buoni da un albero
divenuto guasto. Bisognerebbe prima disintossicarci da tante false credenze. Bisognerebbe che la
nostra giustizia divenisse superiore a quella dei farisei.
Se saremo sopraffatti dai nemici della Croce, a che varranno tante magnifiche deliberazioni
conciliari? Primurn vivere, deinde philosophari. Oggi si pu ancora parlare. Domani non pi.
Sar la Chiesa del silenzio.
Dio voglia, che sorga in seno al Concilio, nella sua ultima sessione (cos scrivevo nel 1965). un
novello S. Atanasio, il quale abbia tanta forza da sconvolgere le idee e fare rientrare tutti a vedere,
quello ch' ora realmente pi essenziale, sicch pi non succeda, di perdere di vista un problema,
dalla cui soluzione pu dipendere, non solo il futuro della nostra Santa Chiesa, ma addirittura
l'esistenza dell'umanit.
Ma ahim! Nulla, dell'augurio test formulato, stato messo ad effetto. Il Cielo ce la mandi
buona!
73
INDICE
Pag.
Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
I La folle arroganza degli Ebrei . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
II Come gli Ebrei giudicano gli altri popoli . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
III Il pericolo ebraico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
IV Cosa c'insegna la storia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
V Le tre reti ebraiche: Massoneria, Comunismo, Stampa - La prima rete:
La Massoneria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
VI La seconda rete: Il Comunismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
VII La terza rete: La Stampa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
VIII Ottenebramento intellettuale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
IX Le lotte religiose e la trappola della democrazia . . . . . . . . . . . . . . 24
X Il governo del mondo e le crisi economiche . . . . . . . . . . . . . . . . 27
XI Responsabilit totale del giudaismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
XII Gravi documenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
XIII Sotto il giogo d'Israele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35
XIV Testimonianza autorevole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
XV Il crimine, norma del giudaismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
XVI Il fosco avvenire . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43
XVII L'attuale situazione militare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
XVIII Un cenno sulla Rivoluzione Francese . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50
XIX I rimedi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52
XX La salvezza dipende da noi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
XXI L'antisemitismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
XXII Statistiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 59
XXIII Da dove viene la vera luce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
XXIV Una prova schiacciante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
Appendice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
74
L'autore del presente cerca Casa Editrice disposta ad assumere l'esclusiva assoluta per la sua
ristampa e diffusione in Italia, avendone potuto stampare (a propria cura e spese) solo poche copie,
distribuite a Roma.
Vermijon - Casella Postale n. 10228 Roma
N.B. Per poter pi facilmente trovare un Editore, vorrei invitare qualche valoroso lettore che
si reso conto dell'importanza del problema trattato ed in grado di farlo, di adoperarsi a tutt'uomo
per cooperare a pescare una Casa Editrice, la quale accetti l'esclusivit per la ristampa e diffusione
del volume.
Se a tanto non si giunge, il lavoro rester lettera morta. Sar come avere parlato al deserto.






SERGYEI NILUS

L'INTERNAZIONALE EBRAICA




PROTOCOLLI

DEI "SAVI ANZIANI"

DI SION


VERSIONE ITALIANA CON APPENDICE


ROMA

LA VITA ITALIANA

RASSEGNA MENSILE DI POLITIC

Via dell'Unit, 25

1921







The Protocols of Zion
Protocolli dei Savi anziani di Sion
Tratto da www.juliusevola.it

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Quanto segue la copia esatta digitalizzata,
comprensiva delle note, degli a capo e dei corsivi
(ad eccezione dell'Appendice), del volume del 1921.

Il presente documento stato elaborato da Fabio Galante



Protocolli dei Savi anziani di Sion
Tratto da www.juliusevola.it

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INDICE

INTRODUZIONE...........................................................................................................................................................4
PREFAZIONE ALLA TRADUZIONE INGLESE............................................................................................................5
INTRODUZIONE DEL PROF. SERGYEI NILUS (1905) ..............................................................................................6
PROTOCOLLO I ...........................................................................................................................................................8
PROTOCOLLO II ........................................................................................................................................................11
PROTOCOLLO III .......................................................................................................................................................12
PROTOCOLLO IV ......................................................................................................................................................14
PROTOCOLLO V .......................................................................................................................................................15
PROTOCOLLO VI ......................................................................................................................................................17
PROTOCOLLO VII .....................................................................................................................................................18
PROTOCOLLO VIII ....................................................................................................................................................19
PROTOCOLLO IX ......................................................................................................................................................20
PROTOCOLLO X .......................................................................................................................................................22
PROTOCOLLO XI ......................................................................................................................................................25
PROTOCOLLO XII .....................................................................................................................................................26
PROTOCOLLO XIII ....................................................................................................................................................29
PROTOCOLLO XIV....................................................................................................................................................30
PROTOCOLLO XV.....................................................................................................................................................31
PROTOCOLLO XVI ....................................................................................................................................................35
PROTOCOLLO XVII ...................................................................................................................................................36
PROTOCOLLO XVIII ..................................................................................................................................................38
PROTOCOLLO XIX....................................................................................................................................................39
PROTOCOLLO XX.....................................................................................................................................................40
PROTOCOLLO XXI ....................................................................................................................................................44
PROTOCOLLO XXII ...................................................................................................................................................46
PROTOCOLLO XXIII ..................................................................................................................................................47
PROTOCOLLO XXIV..................................................................................................................................................48
EPILOGO DI SERGYEI NILUS ..................................................................................................................................49


Protocolli dei Savi anziani di Sion
Tratto da www.juliusevola.it

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INTRODUZIONE
Uomini siate, e non pecore matte,
S che 'l giudeo tra voi di voi non rida.
(Dante: Par. c. V; v. 80, 81)

Il Times di Londra l'8 maggio 1920 dava un largo sunto dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion", annunziando che
questi furono pubblicati in Russia a Tsarkoye Sielo nel 1905 e che la biblioteca del British Museum ne possedeva
una copia col timbro di entrata del 10 agosto 1906, n. 3926 d 17.

L'autorit del giornale richiamava sulla pubblicazione l'attenzione degli studiosi e degli uomini politici, l'opinione
pubblica ne fu commossa e le edizioni si vennero moltiplicando mentre quelle esistenti si diffondevano
rapidamente. Tra queste le pi notevoli sono: quella tedesca di Gottfried Zur Beek: Die Geheimnisse der Weisen
von Zion (I misteri dei saggi di Sion) edita a Charlottenburg dall'Auf Vorposten (1919, 4piccolo pp. 256) con una
importante bibliografia sulla quistione ebraica, e due edizioni inglesi, la prima edita sui primi del 1920 a Boston
(Small Majnard and C.), la seconda edita a Londra (The Britons: 62 Oxford Street) Protocols of the Learned Elders
of Zion. Sono poi seguite numerose edizioni in Francia, Polonia, ecc.

Una grave quistione si dibattuta recentemente sull'autenticit dei Protocolli. Noi non vogliamo dissimularla, sia
per omaggio alla verit, sia perch i poco scrupolosi non ne abusino. Anzi noi eviteremo di voler risolvere quella
quistione nel senso formale, e d'altronde la discussione troppo lunga e complessa perch qui possiamo
riprodurla, tanto pi che vi sono sempre convinti sostenitori d'ambo le parti. A mo' di esempio rammenteremo
questo punto: il fatto indiscutibile innanzi accennato che i Protocolli furono pubblicati in Russia nel 1905 (l'anno
seguente il British Museum ne registrava una copia) citato dagli assertori dell'autenticit come una prova,
giacch nessuno potr dire che la prodigiosa realizzazione odierna dei Protocolli sia il volgare trucco di una opera
stampata aprs coup con una data anteriore. I negatori dell'autenticit citano questo stesso fatto per la loro tesi,
dicendo che quando in Russia comparvero i Protocolli, e poi furono ripubblicati, essi non furono presi in
considerazione dagli stessi giornali e circoli antisemiti russi che pur avevano tutto l'interesse di farlo: segno, dicono
i negatori della autenticit, che si sapeva esser quello un prodotto della celebre "Okhrana".

Come vedono i nostri lettori, c' da continuare per un pezzo sulla stessa strada. Ebbene noi taglieremo corto con
questa semplice affermazione: il suddetto dibattito verte materialmente sull'autenticit propriamente detta del
documento, cio se realmente gli "Anziani di Sion" si siano radunati nel tale anno e luogo, ed abbiano redatto,
parola per parola, quei Protocolli. Ma un'altra quistione, meno formale e pi sostanziale, s'impone: quella della loro
veridicit.

Nessuno nega che un programma reso pubblico nel 1905 abbia oggi il suo pieno, stupefacente, spaventoso
adempimento, e non solo in genere ma in molti punti particolari. O il documento formalmente autentico, od esso
fu compilato su varii documenti autentici e su informazioni sicure, dando a queste membra sparse una unit di
corpo.

Ora, ogni onesto e intelligente lettore trover che nell'uno e nell'altro caso il documento prezioso. E come tale lo
presentiamo al pubblico italiano.

Quando nel 1905 il professor Sergyei Nilus rivelava, con la pubblicazione dei Protocolli, il piano di conquista
politica del Sionismo ribelle ed oppresso, era ben lungi dal supporre che - quindici anni dopo - la sua pubblicazione
sarebbe apparsa come la voce profetica alla quale il mondo ebbe il torto di non dare a suo tempo ascolto.

Oggi una parte del terribile piano attuata.

Protocolli dei Savi anziani di Sion
Tratto da www.juliusevola.it

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PREFAZIONE ALLA TRADUZIONE INGLESE

Londra, 2 dicembre 1919.

In questo momento in cui tutta l'Europa Occidentale si occupa dei benefici derivanti dai governi costituzionali e
discute da un lato i meriti e dall'altro le iniquit del Massimalismo (Bolscevismo), ritengo di poter presentare con
profitto al pubblico la traduzione di un libro stampato a Tsarkoye Sielo in Russia, nell'anno 1905.

Si pu vedere una copia del documento originale alla biblioteca del British Museum, sotto il N. 3926 d 17, che porta
il bollo di entrata: "10 agosto 1906 British Museum". Quante altre copie di questo libro si trovino per il mondo non
sono in grado di dire, giacch sembra, che poco dopo la sua comparsa, nel I905, quasi tutte le copie esistenti
siano state comperate simultaneamente ed apparentemente con uno scopo prefisso. Debbo inoltre prevenire i miei
lettori, che non devono portare una copia di questa traduzione in Russia, giacch chiunque ivi ne fosse trovato in
possesso sarebbe immediatamente fucilato dai Bolscevichi, quale portatore di "propaganda reazionaria".

Il libro fu presentato al popolo russo dal professore Sergyei Nilus. Esso consiste di:

1) Un'introduzione al testo principale, scritta dal Sergyei Nilus nel 1905.
2) Appunti su conferenze fatte a studenti ebrei a parigi nell'anno 1901.
3) Una parte di un epilogo scritto dallo stesso Sergyei Nilus che non ho ritenuto necessario riprodurre totalmente,
giacch in gran parte non interesserebbe il pubblico e non riguarda il tema che mi propongo e cio: il Pericolo
Ebraico.

Chiedo ai miei lettori di tener presente, che le conferenze sopra accennale furono fatte nel 1901, e che
l'introduzione di Nilus, nonch l'epilogo furono scritti nel 1905.

impossibile leggere qualsiasi parte di questo volume, oggi, senza esser colpiti dalla nota fortemente profetica che
lo domina; non solo per quanto riguarda la ex Santa Russia, ma anche rispetto a talune sinistre evoluzioni che si
osservano in tutto il mondo nel momento attuale.

Gentili. - In guardia!

Protocolli dei Savi anziani di Sion
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INTRODUZIONE DEL PROF. SERGYEI NILUS (1905)

Mi stato dato, da un amico personale ora defunto, un manoscritto il quale, con una precisione e chiarezza
straordinaria, descrive il piano e lo sviluppo di una sinistra congiura mondiale, che ha il preciso scopo di.
determinare lo smembramento inevitabile del mondo non rigenerato [Dal punto di vista ebraico, s'intende. - N. d. t.].
Questo documento venne nelle mie mani circa quattro anni fa (1901) insieme con l'assoluta garanzia che la
traduzione verace di documenti (originali), rubati da una donna ad uno dei capi pi potenti, e pi altamente iniziati
della Massoneria [Massoneria Orientale]. Il furto fu compiuto alla fine di un'assemblea segreta degli "Iniziati" in
Francia - paese che il nido della "cospirazione massonica ebraica".

A coloro che desiderano di vedere e udire oso svelare questo manoscritto col titolo di "Protocolli degli Anziani di
Sionne".

Chi esamina questi appunti pu, a prima vista, riportarne l'impressione che essi contengano ci che di solito
chiamiamo assiomi; vale a dire delle verit pi o meno conosciute, quantunque espresse con un'asprezza ed un
sentimento d'odio che di solito non accompagnano le manifestazioni di simili verit. Ribolle fra le righe
quell'arrogante e profondo odio di razza e di religione che per lungo tempo riuscito a nascondersi; ora questo
odio gorgoglia, si riversa e sembra che trabocchi da un recipiente colmo di furore e di vendetta, odio pienamente
conscio della meta agognata che si avvicina!

Debbo avvertire che il titolo di questo libro non corrisponde esattamente al contenuto. Non si tratta precisamente di
verbali di adunanze, ma bens di. un rapporto, diviso in sezioni non sempre logicamente seguentisi, presentate da
un potente personaggio. Il documento d l'impressione di essere una parte di un complesso minaccioso e di
maggiore importanza, del quale manca il principio. L'origine, gi menzionata, di questo documento evidente.

Secondo le profezie dei Santi Padri, le gesta degli Anti-Cristo devono sempre essere una parodia della vita di
Cristo, ed essi pure debbono avere il loro Giuda. Ma, ben inteso, dal punto di vista terrestre questo Giuda non
raggiunger il suo scopo; e perci, - bench di breve durata, - una vittoria completa di questo "Sovrano del mondo"
(l'Anti-Cristo) assicurata. Si comprende che questo accenno alle parole di W. Soloviev non adoperato qui come
prova della loro autorit scientifica. Dal punto di vista escatologico, non la scienza che lavora, ma bens il destino
che eseguisce la propria parte importante. Soloviev ci fornisce il canovaccio, sar il manoscritto che eseguir il
ricamo.

Ci si potr rimproverare la natura apocrifa di questo documento, ma se fosse possibile di provare l'esistenza di
questo complotto mondiale per mezzo di lettere e di testimonianze, e di smascherare i capi tenendone i fili
sanguinolenti per le mani, i "Misteri dell'iniquit" sarebbero violati. Secondo la tradizione non devono essere
smascherati completamente sino al giorno della incarnazione del "Figlio della perdizione" (l'Anticristo). Non
possiamo, nell'attuale complicazione di procedimenti delittuosi, sperar di avere prove dirette, ma dobbiamo
contentarci della certezza acquistata mediante l'insieme delle circostanze, per cui non rimarr alcun dubbio nella
mente di ogni osservatore cristiano. Ci che segue dovrebbe esser prova sufficiente per tutti coloro che hanno
"orecchi per sentire": lo scopo che ci siamo prefissi, di spingere tutti a proteggersi a tempo e a tenersi in guardia.
La nostra coscienza sar soddisfatta se, coll'aiuto di Dio, potremo raggiungere il nostro scopo, senza tuttavia
suscitare ira contro il popolo accecato d'Israele. Confidiamo che i Gentili non nutriranno sentimenti di odio verso la
massa credenzona degli israeliti, inconsapevole del peccato satanico dei suoi capi - gli Scribi e i Farisei - i quali
hanno di gi una volta dato la prova di essere la distruzione di Israele. Per scansare l'ira di Dio rimane una sola via
- l'unione di tutti i cristiani in Nostro Signore Ges Cristo, il pentimento nostro e degli altri - oppure lo sterminio
totale. Ma questo possibile date le condizioni attuali del mondo non rigenerato? Non possibile per il mondo, ma
lo ancora per la Russia credente. La condizione politica degli Stati Europei Occidentali e dei loro possedimenti o
domini in altri continenti, fu profetizzata dal Principe degli Apostoli. L'umanit che aspira al perfezionamento della
sua vita terrestre va in cerca di una realizzazione maggiore dell'idea di potenza, che dovrebbe assicurare il
benessere di tutti; e brama un regno di saziet universale, essendo questo diventato il pi alto ideale della vita
umana. Essa ha cambiato l'indirizzo dei suoi ideali, dichiarando completamente screditata la Fede Cristiana perch
essa non ha giustificato le speranze che si riponevano in essa. L'umanit rovescia i suoi idoli di ieri, ne crea dei
nuovi, innalza nuovi Dei sugli altari, erige loro temp, pi lussuosi e magnifici gli uni degli altri; poi li depone e li
distrugge nuovamente. Il genere umano ha perduto perfino il concetto del potere dato da Dio ai suoi Eletti e si
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avvicina sempre pi allo stato di anarchia. Fra poco il pernio della bilancia repubblicana e costituzionale sar
consumato; la bilancia croller, e crollando trasciner tutti i Governi nell'abisso dell'anarchia furente.

L'ultima barricata, l'ultimo rifugio del mondo contro l'uragano che viene la Russia. In essa la vera fede vive
ancora e l'Imperatore consacrato rimane il suo protettore sicuro.

Tutti gli sforzi di distruzione dei servi sinistri e palesi dell'Anticristo, tutti gli sforzi dei suoi lavoratori coscienti e
incoscienti, sono concentrati contro la Russia. Le ragioni di questo sforzo sono conosciute, l'obiettivo conosciuto
e deve essere conosciuto dalla Russia fedele e credente. Quanto pi minaccioso il momento che si approssima e
pi spaventevoli sono gli avvenimenti che si avvicinano nascosti nelle dense nubi, tanto pi devono battere con
coraggio e determinazione sempre maggiore i cuori russi intrepidi ed audaci. Devono coraggiosamente unirsi
intorno allo stendardo sacro della loro Chiesa ed al Trono del loro Imperatore. Fintanto che vive l'anima, fintanto
che il cuore batte nel petto non deve trovar posto lo spettro mortale della disperazione; tocca a noi con la nostra
fede di ottenere la misericordia dell'Onnipotente e di ritardare l'ora della caduta della Russia.

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PROTOCOLLO I
Parleremo apertamente, discuteremo il significato di ogni riflessione e, per mezzo di paragoni e deduzioni,
arriveremo a dare una spiegazione completa esponendo cos il concetto della nostra politica e di quella dei Goys
(parola ebraica per definire tutti i Gentili). Si deve anzitutto notare che gl'individui corrotti sono assai pi numerosi
di coloro che hanno nobili istinti, perci nel governare il mondo i migliori risultati sono ottenuti colla violenza e
l'intimidazione, anzich con le discussioni accademiche. Ogni uomo mira al potere, ognuno vorrebbe essere un
dittatore e sono, in vero, assai rari coloro che non sono pronti a sacrificare il benessere altrui pur di raggiungere le
proprie finalit. Che cosa ha frenato quelle belve che chiamiamo uomini? Che cosa li ha governati? Nei primordi
della civilt si sono sottomessi alla forza cieca e brutale, poi alla legge la quale - in realt - la stessa forza, ma
mascherata. Da ci debbo dedurre che, secondo la legge della natura, il diritto sta nella forza. La libert politica
non un fatto, ma una idea.

Si deve sapere come applicare questa idea quando necessita, allo scopo di servirsene come di un'esca per attirare
la forza della plebe al proprio partito, se detto partito ha deciso di usurpare il potere di un rivale. Il problema viene
semplificato, se questo rivale diventa infetto da idee di "libert" - dal cosiddetto liberalismo - e se per questo ideale
cede una parte del suo potere. In queste circostanze trionfa il nostro concetto. Una nuova mano afferra le
abbandonate redini del Governo, secondo vuole la legge vitale, perch la forza cieca del popolo non pu esistere
per un solo giorno senza un Capo che la guidi, ed il nuovo Governo non fa che sostituire il vecchio indebolito dal
suo liberalismo.

Oggi giorno la potenza dell'oro ha sopraffatto i regimi liberali. Vi fu un tempo in cui la religione governava. Il
concetto della libert non realizzabile perch nessuno sa adoperarla con discrezione. Basta dare l'autonomia di
governo ad un popolo, per un periodo brevissimo, perch esso diventi una ciurmaglia disorganizzata. Da quel
momento stesso cominceranno i dissidi, i quali presto si trasformano in guerre civili, l'incendio si appicca ovunque
e gli Stati cessano virtualmente di esistere. Lo stato, sia che si esaurisca in convulsioni interne, sia che la guerra
civile lo dia in mano a un nemico esterno - pu considerarsi definitivamente e totalmente distrutto e sar in nostro
potere. Il dispotismo capitalista, che interamente nelle nostre mani, gli tender un fuscello al quale lo Stato dovr
inevitabilmente aggrapparsi per evitare di cadere inesorabilmente nell'abisso.

Se qualcuno per motivo di liberalismo asserisce che simili discussioni sono immorali far una domanda: perch
non immorale per uno Stato che ha due nemici, uno esterno e l'altro interno, il servirsi contro l'uno di mezzi
difensivi diversi da quelli che usa contro l'altro, formando cio piani segreti di difesa, e di attacco di notte o con
forze superiori? Dunque, perch dovrebbe essere immorale per lo Stato di servirsi di questi medesimi mezzi contro
ci che rovina le sue fondamenta ed il benessere della sua stessa esistenza? Pu una mente sana e logica
sperare di governare una massa con successo per mezzo di argomenti e ragionamenti, quando sussiste la
possibilit che essi siano contraddetti da altri i quali, anche se assurdi e ridicoli, vengano presentati in guisa
attraente a quella parte della plebe, che non capace di ragionare o di approfondire, guidata come interamente
da piccole passioni e convenzioni, o da teorie sentimentali?

Il grosso della plebe, non iniziata ed ignorante, assieme a coloro che sono sorti e saliti da essa, vengono
avviluppati in dissensi di partito, che rendono impossibile qualsiasi accordo anche sulla base di argomenti sani e
convincenti. Ogni decisione della massa dipende da una maggioranza casuale o predisposta la quale, nella sua
totale ignoranza dei misteri politici, approva risoluzioni assurde, seminando in questo modo i germi dell'anarchia.
La politica non ha niente di comune con la morale; un sovrano che si lascia guidare dalla morale non un accorto
politico, conseguentemente non sicuramente assiso sul trono. Chi vuol regnare deve ricorrere all'astuzia ed
all'ipocrisia. L'onest e la sincerit, grandi qualit umane, diventano vizi in politica. Esse fanno perdere il trono pi
certamente che non il pi acerrimo nemico. Queste qualit devono essere gli attributi delle nazioni Gentili, ma noi
non siamo affatto costretti a lasciarci andare da esse. Il nostro diritto sta nella forza. La parola "diritto" rappresenta
un'idea astratta senza base alcuna, e significa n pi n meno che: "datemi quello che voglio perch io possa
dimostrarvi in conseguenza che io son pi forte di voi".

Dove principia il diritto e dove termina? In uno Stato dove il potere male organizzato, ove le leggi e le personalit
del regnante sono resi inefficaci dal continuo liberalismo invadente, io mi servo di una nuova forma di attacco
usando del diritto della forza per distruggere i canoni e i regolamenti gi esistenti, impadronirmi delle leggi,
riorganizzare tutte le istituzioni, e diventare cos il dittatore di coloro i quali hanno spontaneamente rinunciato al
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loro potere conferendolo a noi. La nostra forza, nelle attuali traballanti condizioni dell'autorit civile, sar maggiore
di qualsiasi altra, perch sar invisibile, sino al momento che saremo diventati tanto forti da non temere pi nessun
attacco per quanto astutamente preparato. Dal male temporaneo, al quale siamo obbligati a ricorrere, emerger il
benefizio in un regime incrollabile che reintegrer il funzionamento dell'esistenza naturale, distrutto dal liberalismo.

Il fine giustifica i mezzi.

Nel formulare i nostri piani, dobbiamo fare attenzione non tanto a ci che buono e morale, quanto a ci che
necessario e vantaggioso.

Abbiamo davanti un piano dove tracciata una linea strategica dalla quale non dobbiamo deviare, altrimenti
distruggeremo il lavoro di secoli. Per stabilire uno schema d'azione adeguato, dobbiamo tener presente la
meschinit, l'incostanza e la mancanza di equilibrio morale della folla, nonch l'incapacit sua di comprendere e di
rispettare le condizioni stesse del suo benessere e della sua esistenza. Si deve comprendere, che la forza della
folla cieca e senza acume; che porge ascolto ora a destra ora a sinistra. Se il cieco guida il cieco, ambedue
cadranno nella fossa. Conseguentemente quei membri della folla che sono venuti su da essa, non possono, anche
essendo degli uomini d'ingegno, guidare le masse senza rovinare la Nazione. Solamente chi stato educato alla
sovranit autocratica pu leggere le parole formate con l'alfabeto politico. Il popolo abbandonato a s stesso, cio
in bala di individui saliti su dalla plebe, viene rovinato dai dissensi di partito che hanno origine dall'avidit di potere
e dalla bramosia di onori, generatrici di agitazioni e disordini.

forse possibile che le masse possano giungere tranquillamente ed amministrare senza gelosia gli affari di Stato
che non devono confondere con i loro interessi personali? Possono le masse organizzare la difesa contro il nemico
esterno? Ci assolutamente impossibile, perch un piano suddiviso in tante parti quante sono le menti della
massa, perde il suo valore e quindi diventa inintelligibile ed ineseguibile. Soltanto un autocrate pu concepire piani
vasti, assegnando la sua parte a ciascun ente del meccanismo della macchina statale. Quindi concludiamo essere
utile per il benessere del paese, che il governo del medesimo sia nelle mani di un solo individuo responsabile.
Senza il dispotismo assoluto la civilt non pu esistere, perch la civilt pu essere promossa solamente sotto la
protezione del regnante, chiunque egli sia, e non dalla massa.

La folla barbara, ed agisce barbaramente in ogni occasione. La turba, appena acquista la libert, rapidamente la
trasforma in anarchia, la quale per s stessa la massima delle barbarie. Date uno sguardo a quei bruti
alcoolizzati ridotti all'imbecillit dalle bevande il cui consumo illimitato tollerato dalla libert! Dovremo noi
permettere a noi stessi ed ai nostri simili di fare altrettanto? I popoli della Cristianit sono fuorviati dall'alcool; la loro
giovent resa folle dalle orgie classiche e premature alle quali l'hanno istigata i nostri agenti - e cio i precettori, i
domestici, le istitutrici, gli impiegati, i commessi e via dicendo -; dalle nostre donne nei loro luoghi di divertimento;
ed a queste ultime aggiungo anche le cosiddette "Signore della Societ" - loro spontanee seguaci nella corruzione
e nella lussuria.

Il nostro motto deve essere: "Qualunque mezzo di forza ed ipocrisia!".

In politica vince soltanto la forza schietta, specialmente se essa si nasconde nell'ingegno indispensabile per un
uomo di Stato. La violenza deve essere il principio; l'astuzia e l'ipocrisia debbono essere la regola di quei governi
che non desiderano di deporre la loro corona ai piedi degli agenti di una potenza nuova. Il male l'unico mezzo per
raggiungere il bene. Pertanto non dobbiamo arrestarci dinanzi alla corruzione, all'inganno e al tradimento, se questi
mezzi debbono servire al successo della nostra causa.

In politica dobbiamo saper confiscare le propriet senza alcuna esitazione, se con ci possiamo ottenere
l'assoggettamento altrui e il potere per noi. Il nostro Stato, seguendo la via della conquista pacifica, ha il diritto di
sostituire agli orrori della guerra le esecuzioni, meno appariscenti e pi utili, che sono i mezzi necessari per
mantenere il terrore, producendo una sottomissione cieca. La severit giusta ed implacabile il fattore principale
della potenza dello Stato. Non solo perch vantaggioso, ma altres per dovere e per la vittoria, dobbiamo
attenerci al programma della violenza e dell'ipocrisia. I nostri principi sono altrettanto potenti quanto i mezzi coi
quali li mettiamo in atto. Questo il motivo per cui non solo con questi mezzi medesimi ma anche con la severit
delle nostre dottrine, trionferemo ed assoggetteremo tutti i Governi al nostro Super-Governo. Basta che si sappia
che siamo implacabili per prevenire ogni recalcitranza. Anche nel passato noi fummo i primi a gettare al popolo le
parole d'ordine: "Libert, uguaglianza, fratellanza". Parole cos spesso ripetute, da quel tempo in poi, da pappagalli
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ignoranti accorrenti in folla da ogni dove intorno a quest'insegna. Costoro, ripetendole, tolsero al mondo la
prosperit ed all'individuo la vera libert personale, che prima era stata cos bene salvaguardata, impedendo alla
plebaglia di soffocarla.

I Gentili sedicenti dotti e gli intelligenti, non percepirono quanto fossero astratte le parole che pronunciavano e non
si accorsero che queste parole non solo non si accordavano, ma si contraddicevano addirittura.

Essi non seppero vedere che l'eguaglianza non esiste nella natura, la quale crea calibri diversi e disuguali di
mente, carattere e capacit. Cos d'uopo assoggettarsi alle leggi della natura. Questi sapientoni non seppero
intuire che la massa una potenza cieca e che coloro i quali, emergendo da essa, vengono chiamati al governo,
sono ugualmente ciechi in fatto di politica; che un uomo destinato a regnare pu governare, anche se sia uno
sciocco, ma che un uomo il quale non stato preparato a tale compito, non comprenderebbe nulla di politica anche
se fosse un genio. I Gentili hanno messo da parte tutto ci, mentre su questa base, che fu fondato il governo
dinastico.

Il padre soleva istruire il figlio nel significato e nello svolgimento delle evoluzioni politiche in maniera tale che
nessuno, fuorch i membri della dinastia, potesse averne conoscenza e che pertanto nessuno potesse svelarne i
segreti al popolo governato. Col tempo il significato dei veri insegnamenti politici, quali erano trasmessi nelle
dinastie da una generazione all'altra, and perduto, e questa perdita contribu al successo della nostra causa. Il
nostro appello di: "libert, uguaglianza, fratellanza", attir intiere legioni nelle nostre file dai quattro canti del mondo
attraverso i nostri inconsci agenti, e queste legioni portarono i nostri stendardi estaticamente. Nel frattempo queste
parole rodevano, come altrettanti vermi, il benessere dei Cristiani e distruggevano la loro pace, la loro costanza, la
loro unione, rovinando cos le fondamenta degli Stati. Come vedremo in seguito, questa azione determin il nostro
trionfo. Esso ci dette, fra l'altro, la possibilit di giocare l'asso di briscola, vale a dire di ottenere l'abolizione di
privilegi; ossia, in altre parole, l'abolizione dell'aristocrazia dei Gentili, la quale era l'unica difesa che le Nazioni ed i
paesi possedevano contro di noi. Sopra le rovine di una aristocrazia naturale ed ereditaria, costruimmo
un'aristocrazia nostra a base plutocratica. Fondammo questa nuova aristocrazia sulla ricchezza, che noi
controllavamo, e sulla scienza promossa dai nostri dotti. Il nostro trionfo fu facilitato dal fatto, che noi, mediante le
nostre relazioni con persone che erano indispensabili, abbiamo sempre agito sulla parte suscettibile della mente
umana; cio sfruttando l'avidit di guadagno delle nostre vittime, la loro ingordigia, la loro instabilit, nonch
profittando delle esigenze naturali dell'uomo, poich ognuna di queste debolezze, presa da s, capace di
distruggere l'iniziativa, ponendo cos la potenza volitiva del popolo in bala di coloro che vorrebbero privarlo di tutto
il suo potere di iniziativa. Il significato astratto della parola libert rese possibile di convincere le turbe che il
Governo non altro che un gerente rappresentante il possessore - vale a dire la Nazione -; e pertanto pu essere
messo da parte come un paio di guanti usati. Il fatto che i rappresentanti della Nazione possono essere destituiti li
diede in nostro potere e fece s che la loro nomina praticamente nelle nostre mani.


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PROTOCOLLO II
Per il nostro scopo indispensabile che le guerre non producano modificazioni territoriali. In tal modo, senza
alterazioni territoriali, la guerra verrebbe trasferita sopra una base economica. Allora le nazioni dovranno
riconoscere la nostra superiorit per l'assistenza che sapremo dare ad esse, e questo stato di cose metter
entrambe le parti alla merc dei nostri intermediarii internazionali dagli occhi di lince, i quali hanno inoltre mezzi
assolutamente illimitati. Allora i nostri diritti internazionali cancelleranno le leggi del mondo e noi governeremo i
paesi nello stesso modo che i singoli governi governano i loro sudditi.

Sceglieremo fra il pubblico amministratori che abbiano tendenze servili. Essi non avranno esperienza dell'arte di
governare, e perci saranno facilmente trasformati in altrettante pedine del nostro giuoco; pedine che saranno
nelle mani dei nostri astuti ed eruditi consiglieri, specialmente educati fino dall'infanzia nell'arte di governare il
mondo. Come gi sapete, questi uomini hanno studiato la scienza del governo dai nostri piani politici,
dall'esperienza dataci dalla storia e dalla osservazione degli avvenimenti che si susseguono. I Gentili non traggono
profitto da costanti osservazioni storiche, ma seguono una routine teorica senza considerare quali possano
esserne le conseguenze, quindi non occorre prenderli in considerazione. Lasciamo che si divertano finch l'ora
suoner, oppure lasciamoli vivere nella speranza di nuovi divertimenti, o nel ricordo di godimenti che furono.
Lasciamoli nella convinzione che le leggi teoriche, che abbiamo ispirato loro, siano per essi di suprema
importanza. Con questa mta in vista e coll'aiuto della nostra stampa, aumentiamo continuamente la loro cieca
fiducia in queste leggi. Le classi istruite dei Gentili si vanteranno della propria erudizione e metteranno in pratica,
senza verificarle, le cognizioni ottenute dalla scienza che i nostri agenti scodellarono loro allo scopo prefisso di
educarne le menti secondo le nostre direttive. Non crediate che le nostre asserzioni siano parole vane: notate il
successo di Darwin, di Marx e di Nietsche, che fu intieramente preparato da noi. L'azione demoralizzatrice di
queste scienze sulle menti dei Gentili dovrebbe certamente esserci evidente. Per evitare di commettere errori nella
nostra politica e nel nostro lavoro di amministrazione, per noi essenziale di studiare e di tener presente l'attuale
andamento del pensiero, le caratteristiche e le tendenze delle nazioni.

Il successo del nostro piano consiste nella sua adattabilit al temperamento delle nazioni colle quali veniamo a
contatto. Esso non pu riuscire se la sua applicazione pratica non basata sull'esperienza del passato, integrata
con le osservazioni dell'ora presente. La stampa una grande forza nelle mani dei presenti Governi, i quali per suo
mezzo controllano le menti popolari. La stampa dimostra le pretese vitali della popolazione, ne rende note le
lagnanze e talvolta crea lo scontento nella plebe. La realizzazione della libert di parola nacque nella stampa, ma i
governi non seppero usufruire di questa forza ed essa cadde nelle nostre mani. Per mezzo della stampa
acquistammo influenza pur rimanendo dietro le quinte. In virt della stampa accumulammo l'oro: ci cost fiumi di
sangue ed il sacrificio di molta gente nostra, ma ogni sacrificio dal lato nostro, vale migliaia di Gentili nel cospetto di
Dio.

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PROTOCOLLO III
Oggi vi posso assicurare che siamo a pochi passi dalla nostra mta. Rimane da percorrere ancora una breve
distanza e poi il ciclo del Serpente Simbolico - emblema della nostra gente - sar completo. Quando questo ciclo
sar chiuso, tutti gli Stati Europei vi saranno costretti come da catene infrangibili. La bilancia sociale ora esistente
andr presto in isfacelo, perch noi ne alteriamo continuamente l'equilibrio, allo scopo di logorarla e distruggerne
l'efficienza al pi presto possibile.

I Gentili credettero che tale bilancia fosse forte e resistente e confidavano di tenerla sempre accuratamente in
equilibrio, ma i suoi sostegni, cio i capi degli Stati, trovano un impedimento nei loro servitori i quali non giovano
nulla ad essi, perch sono trascinati dalla loro illimitata forza d'intrigo, causata dai terrori che prevalgono nelle
Corti. Il Sovrano, siccome non ha i mezzi per penetrare nel cuore del suo popolo, non pu difendersi contro gli
intriganti avidi di potere. Dacch noi abbiamo scisso il potere vigile dal potere cieco della popolazione, entrambi
hanno perduto il loro significato, perch una volta divisi, sono spersi l'uno e l'altro come un cieco al quale manchi il
suo bastone. Per indurre gli amanti del potere a fare cattivo uso dei loro diritti, aizzammo tutte le Potenze, le une
contro le altre, incoraggiandone le tendenze liberali verso l'indipendenza. Abbiamo fomentato ogni impresa in
questo senso, ponendo cos delle armi formidabili nelle mani di tutti i partiti, e abbiamo fatto s che il potere fosse la
mta di ogni ambizione. I governi li abbiamo trasformati in arene dove si combattono le guerre di partito. Fra poco il
disordine ed il fallimento appariranno ovunque. Chiacchieroni irrefrenabili trasformarono le assemblee parlamentari
ed amministrative in riunioni di controversia. Giornalisti audaci, e sfacciati scrittori di opuscoli, attaccano
continuamente i poteri amministrativi. L'abuso del potere preparer definitivamente il crollo di tutte le istituzioni e
tutto cadr sotto i colpi della popolazione inferocita. Il popolo assoggettato nella miseria dal sudore della sua
fronte in un modo assai pi formidabile che non dalle leggi della schiavit. Da quest'ultima i popoli poterono
affrancarsi in un modo o in un altro, mentre nulla li potr liberare dalla tirannide della completa indigenza.
Ponemmo cura di inserire nelle costituzioni molti diritti che per le masse sono puramente fittizi. Tutti i cosidetti
"diritti del popolo" possono esistere solo in teorie le quali non sono praticamente applicabili. Qual vantaggio deriva
ad un operaio del proletariato, curvato dalle sue dure fatiche ed oppresso dal destino, dal fatto che un ciarlone
ottiene il diritto di parlare, od un giornalista quello di stampare qualsiasi sciocchezza? A che giova una costituzione
al proletariato, se da essa non riceve altro benefizio che le briciole che gli gettiamo dalla nostra tavola quale
ricompensa perch dia i suoi voti ai nostri agenti? I diritti repubblicani sono un'ironia per il povero, perch la dura
necessit del lavoro quotidiano gli impedisce di ricavare qualsiasi beneficio da diritti di tal genere e non fa che
togliergli la garanzia di uno stipendio fisso e continuo rendendolo schiavo degli scioperi, di chi gli d lavoro e dei
suoi compagni. Sotto i nostri auspici la plebe ha completamente distrutto l'aristocrazia, la quale sempre la
sovvenne e la custod per il vantaggio proprio, che era inseparabile dal benessere della popolazione. Oggi giorno il
popolo, avendo distrutto i privilegi dell'aristocrazia, caduto sotto il giogo di furbi sfruttatori e di gente venuta su dal
nulla. Noi abbiamo l'intenzione di assumere l'aspetto di liberatori dell'operaio, venuti per affrancarlo da ci che lo
opprime, quando gli suggeriremo di unirsi alla fila dei nostri eserciti di socialisti, anarchici e comunisti. Sosteniamo i
comunisti, fingendo di amarli giusta i principii di fratellanza e dell'interesse generale dell'umanit, promosso dalla
nostra massoneria socialista. L'aristocrazia, la quale - per diritto - spartiva il guadagno delle classi operaie, si
interessava perch queste classi fossero ben nutrite, sane e robuste. Il nostro scopo invece l'opposto, vale a dire
che ci interessiamo alla degenerazione dei Gentili. La nostra forza consiste nel tenere continuamente l'operaio in
uno stato di penuria ed impotenza, perch, cos facendo, lo teniamo assoggettato alla nostra volont e, nel proprio
ambiente, egli non trover mai la forza e l'energia di insorgere contro di noi. La fame conferir al Capitalismo dei
diritti sul lavoratore infinitamente pi potenti di quelli che il legittimo potere del Sovrano potesse conferire alla
aristocrazia.

Noi governiamo le masse mediante i sentimenti di gelosia ed odio fomentati dall'oppressione e dalla miseria. Ed
facendo uso di questi sentimenti che togliamo di mezzo tutti coloro che ci ostacolano.

Quando verr il giorno dell'incoronazione del nostro Sovrano Mondiale, provvederemo con questi stessi mezzi, e
cio servendoci della plebe, a distruggere tutto ci che potrebbe ostacolare il nostro cammino. I Gentili non sono
pi capaci di ragionare in materia di scienza, senza il nostro aiuto. Per questo motivo essi non comprendono la
necessit vitale di certe condizioni, che noi ci facciamo un dovere di tener nascoste sino al momento in cui
giunger la nostra ora; specialmente, che nelle scuole si dovrebbe insegnare la sola vera e pi importante di tutte
le scienze, e cio la scienza della vita dell'uomo e delle condizioni sociali, le quali richiedono entrambe la
spartizione del lavoro e conseguentemente la classificazione degli individui in caste e classi.
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indispensabile che tutti sappiamo che la vera eguaglianza non pu esistere, data la natura diversa delle varie
qualit di lavoro; e che pertanto coloro i quali agiscono a detrimento di tutta una casta incorrono in una
responsabilit ben diversa, davanti alla legge, di quelli che commettono un delitto nocivo soltanto al loro onore
personale.

La vera scienza delle condizioni sociali, ai segreti della quale non ammettiamo i Gentili, convincerebbe il mondo
che il lavoro e gli impieghi si dovrebbero assegnare a caste ben distinte, allo scopo di evitare insofferenze umane
derivanti da una educazione non corrispondente al lavoro che gli individui sono chiamati ad eseguire. Se essi
studiassero questa scienza, il popolo si sottometterebbe volontariamente ai poteri governativi e alle caste di
governo classificate da essi.

Date le condizioni attuali della scienza, che segue una linea tracciata da noi, la plebe, nella sua ignoranza, crede
ciecamente nelle parole stampate e nelle illusioni erronee opportunamente ispirate da noi, ed odia tutte le classi
che crede pi elevate della sua. Ci perch essa non comprende l'importanza di ogni singola casta. Questo odio
diventer ancora pi acuto quando si tratterr di crisi economiche, perch allora arrester i mercati e la
produzione. Determineremo una crisi economica universale con tutti i mezzi clandestini possibili coll'aiuto dell'oro,
che tutto nelle nostre mani. In pari tempo getteremo sul lastrico folle enormi di operai, in tutta l'Europa. Allora
queste masse si getteranno con gioia su coloro dei quali, nella loro ignoranza, sono stati gelosi sin dall'infanzia, ne
saccheggeranno gli averi e ne verseranno il sangue. A noi non recheranno danno, perch il momento dell'attacco
ci sar ben noto, e prenderemo le misure necessarie per proteggere i nostri interessi. Siamo riusciti a persuadere i
Gentili che il liberalismo avrebbe dato loro il regno della ragione. Il nostro dispotismo sar di questa specie perch
avr il potere di sopprimere le ribellioni e di sradicare con giusta severit ogni idea liberale dalle istituzioni.

Quando la plebe si avvide che in nome della libert le venivano concessi diritti di ogni genere, si immagin di
essere la padrona e tent di assumere il potere. Naturalmente s'imbatt come un cieco qualsiasi, in ostacoli
innumerevoli. Allora, non volendo tornare al regime di prima, depose il suo potere ai nostri piedi.

Ricordatevi della rivoluzione francese, che chiamiamo la Grande Rivoluzione: ebbene, tutti i segreti della sua
preparazione organica ci sono ben noti, essendo lavoro delle nostre mani. Da allora in poi abbiamo fatto subire alle
nazioni una delusione dopo l'altra, cosicch esse dovranno perfino rinnegarci, in favore del Re Despota, uscito dal
sangue di Sionne, che stiamo preparando al mondo.

Nel momento attuale noi come forza internazionale siamo invulnerabili, perch quando siamo assaliti da uno dei
governi dei Gentili, altri ci sostengono. Nella loro immensa bassezza, i popoli Cristiani aiutano la nostra
indipendenza. Ci fanno quando si prosternano davanti alla forza; quando sono senza piet per i deboli; crudeli per
le colpe e indulgenti per i delitti; quando si rifiutano di ammettere le contraddizioni della libert; quando sono
pazienti fino al martirio nel sopportare la violenza di una tirannia audace.

Essi tollerano da parte dei loro attuali dittatori, Presidenti dei Consigli e Ministri, degli abusi per il pi piccolo dei
quali avrebbero ucciso cento re. Come si spiega questo stato di cose? Perch le masse sono tanto illogiche nel
farsi un concetto degli avvenimenti? La ragione che i despoti persuadono il popolo, per mezzo dei loro agenti,
che l'abuso del potere con evidente danno allo Stato compiuto per uno scopo elevato, vale a dire per ottenere la
prosperit della popolazione e per l'amore della fratellanza internazionale, dell'unione e dell'eguaglianza. Si
capisce che questi agenti non dicono al popolo, che tale unificazione pu essere ottenuta soltanto sotto il nostro
dominio; di modo che vediamo la popolazione condannare gl'innocenti ed assolvere i colpevoli, convinta che potr
sempre fare ci che le pare e piace. La plebe, data questa sua condizione mentale, distrugge tutto ci che stabile
e crea lo scompiglio ovunque. La parola "libert" porta la societ a lottare contro tutte le potenze, persino contro le
potenze della Natura e di Dio. Questo il motivo per cui, quando noi arriveremo al potere, dovremo cancellare la
parola "libert" dal dizionario umano, essendo essa il simbolo della forza bestiale che trasforma le popolazioni in
belve assetate di sangue. Occorre per tener presente che queste belve si addormentano appena saziate di
sangue e che in quel momento facile affascinarle e ridurle in ischiavit. Se non si procura ad esse del sangue,
non si addormenteranno ma lotteranno fra di loro.

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PROTOCOLLO IV
Ogni Repubblica attraversa varie fasi. La prima fase rappresentata dai primi giorni di furia cieca, quando le turbe
annientano e distruggono a destra e a sinistra. La seconda il regno del demagogo che promuove l'anarchia ed
impone il potere assoluto. Questo dispotismo non ufficialmente legale ed , pertanto, irresponsabile; esso
nascosto ed invisibile, ma nel medesimo tempo si fa sentire. Esso generalmente controllato da una
organizzazione segreta la quale agisce dietro le spalle di qualche agente ed conseguentemente tanto pi audace
e senza scrupoli. A questa forza segreta non importer di mutare gli agenti che la mascherano. Questi mutamenti
aiuteranno persino l'organizzazione, la quale con questo mezzo si sbarazzer dei suoi vecchi servitori, ai quali
avrebbe dovuto dare un forte premio, data la durata del loro servizio. Chi o che cosa pu detronizzare una potenza
segreta? Ebbene tale appunto il nostro Governo. La loggia massonica in ogni parte del mondo agisce
inconsciamente da maschera al nostro scopo. Ma l'uso che faremo di questa potenza nel nostro piano di azione,
come i nostri quartieri generali, restano perpetuamente sconosciuti all'universo.

La libert potrebbe non essere danno e sussistere nei governi e nei paesi senza pregiudicare il benessere del
popolo, se fosse basata sulla religione, sul timore di Dio e sulla fratellanza umana, scevra da quei concetti di
uguaglianza che sono in contraddizione diretta con le leggi della creazione che hanno ordinato la sottomissione.
Retto da una fede simile, il popolo sarebbe governato dalle parrocchie e vivrebbe tranquillamente ed umilmente
sotto la tutela dei suoi pastori spirituali, sottomettendosi all'ordinamento da Dio stabilito sulla terra. Ed perci che
dobbiamo cancellare persino il concetto di Dio dalle menti dei Cristiani, rimpiazzandolo con calcoli aritmetici e
bisogni materiali. Allo scopo di stornare le menti Cristiane dalla nostra politica assolutamente necessario di
tenerle occupate nell'industria e nel commercio. Cos tutte le nazioni lavoreranno incessantemente per il loro
proprio vantaggio, ed in questa lotta universale non si accorgeranno del nemico comune. Ma perch la libert
sconnetta e rovini completamente la vita sociale dei Gentili, dobbiamo mettere il commercio sopra una base di
speculazione. Il risultato di ci sar che le ricchezze della terra, ricavate per mezzo della produzione, non
rimarranno nelle mani dei Gentili, ma passeranno, attraverso la speculazione, nelle nostre casseforti. La lotta per la
supremazia e la speculazione continua nel mondo degli affari, produrr una societ demoralizzata, egoista e senza
cuore. Questa societ diventer completamente indifferente e persino nemica della religione e disgustata dalla
politica. La bramosia dell'oro sar l'unica sua guida. E questa societ lotter per l'oro, facendo un vero culto dei
piaceri materiali che esso pu procacciarle. Allora le classi inferiori si uniranno a noi contro i nostri rivali - cio
contro i Gentili privilegiati - senza neppur fingere di essere animate da un motivo nobile, e neppure per amore delle
ricchezze, ma unicamente per il loro odio schietto contro le classi pi elevate.
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PROTOCOLLO V
Che genere di governo si pu dare ad una societ nella quale il subornamento e la corruzione sono penetrate
ovunque; dove le ricchezze si possono ottenere solamente di sorpresa o con mezzi fraudolenti; dove il dissenso
prevale in tutto, e la moralit si mantiene unicamente per mezzo del castigo e di leggi severe, e non in
conseguenza di principi volontariamente accettati; dove il sentimento patriottico e religioso affoga nelle convinzioni
cosmopolitane? Quale altra forma di governo si pu dare a simili societ, fuorch quella despotica che vi
descriver ora?

Organizzeremo un governo fortemente centralizzato, in modo da acquistare le forze sociali per noi. Per mezzo di
nuove leggi regoleremo la vita politica dei nostri sudditi come se fossero tanti pezzi di una macchina. Tali leggi
limiteranno gradatamente tutte le franchigie e le libert accordate dai Gentili. In questo modo il nostro regno si
svilupper in un dispotismo cos possente, da essere in grado di schiacciare i Gentili malcontenti o recalcitranti in
qualunque ora ed in qualunque luogo.

Ci diranno che il genere di potere assoluto che suggerisco non si conf col progresso attuale della civilt, ma vi
dimostrer, invece, che proprio vero il contrario. Allorquando i popoli consideravano i loro sovrani come
l'espressione della volont di Dio, si sottomettevano tranquillamente al dispotismo dei loro monarchi. Ma dal giorno
in cui infondemmo nelle popolazioni il concetto dei loro diritti, esse cominciarono a considerare i Re come semplici
mortali. Al cospetto della plebe la Santa unzione cadde dal capo dei monarchi, e quando ad essa togliemmo anche
la religione, il potere fu gettato sulla via come pubblica propriet e venne afferrato da noi. Oltre a ci, fra le nostre
doti amministrative contiamo quella di saper governare le masse e gl'individui per mezzo di fraseologie astute, di
teorie confezionate furbamente, di regole di vita e di ogni altro mezzo d'inganno allettante. Tutte queste teorie, che
i Gentili non comprendono affatto, sono basate sull'analisi e sull'osservazione unite ad una cos sapiente
argomentazione, che non trova l'uguale fra i nostri rivali, cos come essi non possono competere con noi nella
costruzione di piani di solidariet e di azione politica. L'unica societ da noi conosciuta che sarebbe capace di farci
concorrenza in queste arti potrebbe essere quella dei Gesuiti. Ma siamo riusciti a screditare i Gesuiti agli occhi
della plebe stupida per la ragione che questa societ un'organizzazione palese, mentre noi ci teniamo dietro le
quinte, mantenendo il segreto della nostra. Al mondo, in fin dei conti, importer poco se diventer suo padrone il
capo della Chiesa Cattolica, oppure un tiranno del sangue di Sionne. Ma per noi "popolo prediletto" la questione
non indifferente. Per un certo periodo i Gentili potrebbero forse esser capaci di tenerci testa. Ma a questo
riguardo non abbiamo da temere perch siamo salvaguardati dall'odio profondamente radicato che nutrono gli uni
verso gli altri e che non si pu estirpare. Abbiamo messo in contrasto gli uni con gli altri tutti gli interessi personali e
nazionali dei Gentili, fomentandone tutti i pregiudizi religiosi e nazionali per quasi venti secoli. A tutto questo lavoro
si deve il fatto, che nessun governo troverebbe appoggio nei suoi vicini, se si appellasse ad essi per opporsi a noi,
perch ognuno di essi sarebbe convinto che un'azione contro di noi potrebbe essere disastrosa per la sua
esistenza individuale. Noi siamo troppo potenti; il mondo intero deve fare i conti con noi. I Governi non possono
fare il pi piccolo trattato senza il nostro intervento segreto. "Per me reges regunt" - i sovrani regnano per mezzo
mio -. Leggiamo nella Legge dei Profeti, che siamo prescelti da Dio per governare il mondo. Dio ci ha dato
l'ingegno e la capacit di compiere questo lavoro. Se vi fosse un genio nel campo nemico, egli potrebbe forse
ancora combatterci, ma un nuovo venuto non potrebbe competere con dei vecchi lottatori come noi, e il conflitto fra
lui e noi assumerebbe un carattere tale, che il mondo non ne avrebbe ancora visto l'eguale. Oramai troppo tardi
per il loro Genio. Tutte le ruote del meccanismo statale sono messe in moto da una forza che nelle nostre mani:
l'oro!

La scienza dell'economia politica studiata dai nostri grandi sapienti ha gi dimostrato che la forza del capitale
supera il prestigio della Corona.

Il capitale per avere il campo libero, deve ottenere l'assoluto monopolio dell'industria e del commercio. Questo
scopo viene gi raggiunto da una mano invisibile in tutte le parti del mondo. Questo privilegio far s che tutta la
forza politica sar nelle mani dei commercianti, i quali col profitto abusivo opprimeranno la popolazione.

Oggi giorno conviene disarmare i popoli piuttosto che condurli alla guerra. pi importante sapersi servire per la
nostra causa delle passioni ardenti che spegnerle. Incoraggiare le idee altrui e farne uso pel piano nostro piuttosto
che disperderle. Il problema principale per il nostro governo questo: come indebolire il cervello pubblico mediante
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la critica; come fargli perdere la facolt di ragionare che fomite d'opposizione; come distrarre la mentalit del
pubblico per mezzo di fraseologie insensate.

In tutti i tempi le nazioni, al pari degli individui, hanno preso le parole per fatti, perch si contentano di quello che
odono e ben di rado si curano di verificare se le promesse siano state adempiute, o pur no. Conseguentemente
noi, soltanto per darla ad intendere, organizzeremo delle istituzioni i cui membri dimostreranno e loderanno, con
eloquenti discorsi, le loro contribuzioni al "progresso".

Prenderemo un atteggiamento liberale per tutti i partiti e per tutte le tendenze e lo comunicheremo a tutti i nostri
oratori, i quali saranno talmente loquaci, da stancare il pubblico, il quale sar stufo e ristucco di qualunque genere
d'eloquenza e ne avr abbastanza.

Per impadronirci della pubblica opinione dovremo anzitutto confonderla al massimo grado mediante la espressione
da tutte le parti delle opinioni pi contraddittorie, affinch i Gentili si smarriscano nel labirinto delle medesime. Ed
allora essi comprenderanno, che la miglior via da seguire quella di non avere opinioni in fatto di politica; la
politica non essendo cosa da essere intesa dal pubblico, ma riservata soltanto ai dirigenti gli affari. E questo il
primo segreto.

Il secondo segreto, necessario al successo completo del nostro governo, consiste nel moltiplicare ad un punto tale
gli errori, i vizi, le passioni e le leggi convenzionali del paese, che nessuno possa vederci chiaro in simile caos.
Quindi gli uomini cesseranno di comprendersi a vicenda. Questa politica ci aiuter pure a seminare la zizzania in
tutti i partiti; a dissolvere tutte le forze collettive, a scoraggiare ogni iniziativa individuale, la quale potrebbe in
qualche modo intralciare i nostri progetti. Non vi nulla di pi dannoso dell'iniziativa individuale: se assecondata
dall'intelligenza essa ci pu recare maggior danno dei milioni di esseri che abbiamo aizzato a dilaniarsi
vicendevolmente.

Dobbiamo dare all'educazione di tutta la societ cristiana un indirizzo tale, che le cadano le braccia per
disperazione in tutti i casi nei quali un'impresa domandi dell'iniziativa individuale. La tensione prodotta dalla propria
libert d'azione, perde di forza quando incontra la libert d'azione altrui. Ne conseguono le scosse morali, le
disillusioni ed i fallimenti. Con questi mezzi opprimeremo i Cristiani ad un tale punto, che li obbligheremo a
chiederci di governarli internazionalmente. Quando raggiungeremo una simile posizione, potremo immediatamente
assorbire tutti i poteri governativi del mondo e formare un Super-governo universale; al posto dei governi ora
esistenti, metteremo un colosso che si chiamer l'"Amministrazione del Supergoverno". Le sue mani si
allungheranno come immense tanaglie e disporr di una tale organizzazione, che otterr certamente la completa
sottomissione di tutti i paesi.

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PROTOCOLLO VI
Fra breve principieremo ad organizzare vasti monopoli - serbatoi di ricchezze colossali - nei quali persino le grandi
fortune dei Gentili saranno coinvolte in modo tale che crolleranno insieme al credito del loro governo il giorno dopo
che avr avuto luogo la crisi politica [L'intenzione degli Ebrei di ritirare il loro denaro all'ultimo momento evidente.
(Nota del T. inglese)].

Coloro fra gli astanti che sono economisti, calcolino l'importanza di questo progetto.

Dobbiamo adoperare ogni mezzo per sviluppare la popolarit del nostro supergoverno, presentandolo come il
protettore e il rimuneratore di tutti coloro che volontariamente si sottometteranno a noi.

L'aristocrazia dei Gentili non esiste pi quale potenza politica, di modo non dobbiamo ulteriormente tenerne conto
da questo punto di vista. Per essa, in quanto proprietaria di terreni, costituisce sempre un pericolo per noi,
giacch le sue rendite le assicurano l'indipendenza. Pertanto essenziale per noi di privare l'aristocrazia delle sue
terre, a qualunque costo. Per raggiungere questo scopo, il modo migliore quello di aumentare continuamente le
tasse e le imposte, e con ci il valore dei terreni si manterr al pi basso livello possibile.

Gli aristocratici dei Gentili, i quali, date le loro abitudini ereditarie, sono incapaci di accontentarsi di poco, andranno
presto in rovina.

Nel medesimo tempo dobbiamo dare con ogni impegno la massima protezione possibile alle industrie ed al
commercio e specialmente alla speculazione, il cui compito principale di agire come contrappeso alle industrie.
Senza la speculazione, l'industria aumenterebbe il capitale privato e tenderebbe a sollevare l'agricoltura, liberando
le terre dai debiti e dalle ipoteche per gli anticipi delle banche agricole. E' invece essenziale che l'industria
prosciughi la terra di tutte le sue ricchezze, e che la speculazione concentri nelle nostre mani tutte le ricchezze del
mondo ottenute con questi mezzi. In questo modo tutti i Gentili verranno ridotti nelle file del proletariato, ed allora
essi si piegheranno davanti a noi per ottenere il diritto di esistere.

Allo scopo di rovinare le industrie dei Gentili e di aiutare la speculazione, incoraggeremo l'amore pel lusso sfrenato,
che abbiamo gi sviluppato. Aumenteremo i salari, ci che non porter beneficio all'operaio, perch
contemporaneamente accresceremo il prezzo delle sostanze pi necessarie, col pretesto dei cattivi risultati dei
lavori agricoli. Con astuzia mineremo le basi della produzione, seminando i germi della anarchia fra gli operai ed
incoraggiandoli nell'abuso degli alcoolici. Nel tempo stesso adopreremo tutti i mezzi possibili per iscacciare dal
paese tutti i Gentili intelligenti.

Per evitare che i Gentili realizzino prematuramente il vero stato delle cose, nasconderemo il nostro piano sotto
l'apparente desiderio di aiutare le classi lavoratrici alla soluzione dei grandi problemi economici: questa nostra
propaganda viene aiutata in tutto e per tutto dalle nostre teorie economiche.

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PROTOCOLLO VII
L'intensificazione del servizio militare, nonch l'aumento della polizia sono pure essenziali alla riuscita dei progetti
sovraindicati. Per noi essenziale aggiustare le cose in modo, che oltre noi, in tutti i paesi non siavi altro che un
enorme proletariato, cio altrettanti soldati e poliziotti fedeli alla nostra causa.

In tutta l'Europa, e con l'aiuto dell'Europa, sugli altri continenti dobbiamo fomentare sedizioni, dissensi e ostilit
reciproche. In questo havvi un doppio vantaggio: in primo luogo, con tali mezzi otteniamo il rispetto di tutti i paesi, i
quali si rendono ben conto che abbiamo il potere o di suscitare qualunque rivolta a piacer nostro, oppure di
ristabilire l'ordine. Tutti i paesi hanno l'abitudine di rivolgersi a noi per la necessaria pressione quando essa
occorre. In secondo luogo, a furia di intrighi imbroglieremo i fili tessuti da noi nei ministeri di tutti i Governi, non solo
mediante la nostra politica, ma altres con i trattati di commercio e le obbligazioni finanziarie. Per riuscire in
quest'intento, dobbiamo usare molta astuzia e sottigliezza durante le trattative e gli accordi; ma in quello che
chiamasi "il linguaggio ufficiale", assumeremo la tattica opposta, vale a dire avremo l'apparenza di essere
onestissimi e disposti a sottometterci. Cos i governi dei Gentili, ai quali abbiamo insegnato a vedere solamente la
parte pomposa degli affari, pel modo come glieli presentiamo, ci terranno perfino in conto di benefattori e di
salvatori dell'umanit. Dobbiamo metterci in condizioni tali da poter rispondere ad ogni opposizione, con una
dichiarazione di guerra da parte del paese confinante a quello Stato che osasse attraversarci la strada; e qualora
tali confinanti alla loro volta decidessero di unirsi contro noi, dovremo rispondere promuovendo una guerra
universale.

Il principale successo in politica consiste nel grado di segretezza impiegato nel conseguirlo. Le azioni di un
diplomatico non devono corrispondere alle sue parole. Per giovare al nostro piano mondiale, che si avvicina al
termine desiderato, dobbiamo impressionare i governi dei Gentili mediante la cosidetta pubblica opinione, che in
realt viene dovunque preparata da noi per mezzo di quel massimo fra i poteri che la stampa, la quale - fatte
insignificanti eccezioni di cui non il caso tener conto - completamente nelle nostre mani. In breve: per
dimostrare che tutti i governi dei Gentili sono nostri schiavi, faremo vedere il nostro potere ad uno di essi per
mezzo di atti di violenza, vale a dire, con un regno di terrore [Notate lo stato attuale della Russia (Nota del T.
inglese)], e qualora tutti i governi insorgessero contro di noi, la nostra risposta sar data dai cannoni americani,
cinesi e giapponesi.

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PROTOCOLLO VIII
Dobbiamo impadronirci di tutti i mezzi che i nostri nemici potrebbero rivolgere contro noi. Ricorreremo alle pi
intricate e complicate espressioni del dizionario della legge, allo scopo di scolparci nella eventualit che fossimo
costretti a pronunciare decisioni che potessero sembrare eccessivamente audaci, oppure ingiuste. Perch sar
sommamente importante esprimere queste decisioni in guisa cos efficace, che si presentino alle genti come la
massima manifestazione di moralit, equit e giustizia. Il nostro governo deve essere circondato da tutte le forze
della civilt in mezzo alle quali esso dovr agire. Attirer a s i pubblicisti, gli avvocati, i praticanti, gli
amministratori, i diplomatici ed infine gli individui preparati nelle nostre scuole avanzate speciali. Questi individui
conosceranno i segreti della vita sociale; saranno padroni di tutte le lingue messe insieme con le lettere e le parole
politiche; avranno una perfetta conoscenza della parte intima e segreta della natura umana, con tutte le sue corde
pi sensibili, che essi dovranno far risuonare e vibrare secondo la loro volont. Queste corde costituiscono
l'insieme del cervello dei Gentili; delle loro qualit buone o cattive, delle loro tendenze e dei loro vizi, nonch delle
loro peculiarit di caste e di classi.

S'intende che questi sapienti consiglieri della nostra potenza non saranno scelti fra i Gentili, che sono abituati a
fare il loro lavoro amministrativo senza tener presenti i risultati che devono conseguire, e persino senza sapere lo
scopo per cui tali risultati sono richiesti. Gli amministratori dei Gentili formano i documenti senza leggerli e prestano
servizio o per amore o per ambizione.

Circonderemo il nostro governo con un vero esercito di economisti. Questo il motivo per cui si insegna
principalmente agli Ebrei la scienza dell'economia. Saremo circondati da migliaia di banchieri, di commercianti e,
cosa ancora pi importante, di milionarii, perch, in realt, ogni cosa sar decisa dal danaro. Nel frattempo, fintanto
che non sar prudente riempire gli incarichi di governo con i nostri fratelli Giudei, affideremo i posti importanti a
individui la cui fama e il cui carattere siano cos cattivi da scavare un abisso fra essi e la Nazione, ed anche a
gente di tal risma, che abbia timore di finire in galera se ci disobbedir. E tutto questo allo scopo di obbligare
costoro a difendere i nostri interessi finch abbiano fiato in corpo.

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PROTOCOLLO IX
Nell'applicare questi nostri principi dovete badare specialmente alle caratteristiche della nazione nella quale vi
trovate e nella quale .dovete operare. Non dovete aspettarvi di applicare genericamente con successo i nostri
principi, fino a che la nazione di cui si tratta non sar stata rieducata secondo le nostre dottrine. Procedendo con
cautela nell'applicazione dei nostri principi, vedrete, prima che siano passati dieci anni, cambiati i caratteri pi
ostinati, e noi cos avremmo aggiunto un'altra nazione alle file di quelle che ci sono gi sottomesse.

Alle parole liberali della nostra divisa massonica: "libert, uguaglianza e fratellanza", sostituiremo, non quelle del
nostro vero motto, ma bens delle parole esprimenti semplicemente un'idea, e diremo: "il diritto della libert, il
dovere dell'uguaglianza ed il concetto della fratellanza" e cos prenderemo il toro per le corna. In realt noi
abbiamo gi distrutto tutte le forze di governo fuorch la nostra, bench esistano ancora in teoria. Al momento
attuale, se un Governo assume un atteggiamento a noi contrario si tratta di una pura formalit; esso agisce
essendo noi pienamente informati del suo operato e col nostro consenso, accordato perch le dimostrazioni anti-
semitiche ci sono utili per mantenere l'ordine fra i nostri fratelli minori. Non amplier di pi questo argomento,
perch lo abbiamo gi discusso molte altre volte.

Il fatto sta ed , che non incontriamo ostacoli di sorta. Il nostro Governo occupa una posizione cos
eccessivamente forte di fronte alla legge, che quasi possiamo, per designarlo, adoperare la potente parola:
dittatura. Posso onestamente asserire che al momento attuale noi siamo legislatori; giudichiamo e castighiamo,
giustiziamo e perdoniamo; siamo, per cos dire, il comandante in capo di tutti gli eserciti e cavalchiamo alla loro
testa.

Governiamo con una forza potentissima, perch abbiamo nelle mani i frammenti di un partito che una volta fu forte
ed ora soggetto a noi. Abbiamo un'ambizione senza limiti, un'ingordigia divoratrice, un desiderio di vendetta
spietato ed un odio intenso. Siamo la sorgente di un terrore che esercita la sua influenza a grande distanza.
Abbiamo al nostro servizio individui di tutte le opinioni e di tutti i partiti: uomini che desiderano ristabilire le
monarchie, socialisti, comunisti, e tutti coloro che aderiscono ad ogni genere di utopie. Tutti costoro sono aggiogati
al nostro carro. Ciascuno di essi mina, a modo proprio, i residui del potere cercando di distruggere le leggi tuttora
esistenti. Con questi procedimenti tutti i governi sono tormentati, urlano tranquillit e per amor di pace sono
disposti a qualunque sacrificio. Ma noi negheremo ad essi tranquillit e pace finch non riconosceranno umilmente
il nostro super-governo internazionale.

Le plebi proclamano a gran voce la necessit di risolvere il problema sociale, mediante l'internazionale. I dissensi
fra i partiti li danno nelle nostre mani, perch, per condurre un'opposizione essenziale aver del denaro, e questo
lo controlliamo noi.

Temevamo che il potere esperimentato dei sovrani Gentili facesse alleanza con la potenza cieca della plebe; ma
abbiamo preso tutte le misure preventive necessarie per evitare che ci avvenisse. Fra queste due potenze
abbiamo edificato una muraglia che consiste nel terrore che ambedue nutrono l'una verso l'altra. Di modo che il
potere cieco della plebe diventato il sostegno del nostro partito. Noi soli ne saremo i capi e lo guideremo verso
l'adempimento del nostro scopo. Perch la mano del cieco non si liberi dalla nostra stretta, dobbiamo tenerci
costantemente in contatto colle masse, se non di persona, per lo meno mediante i fedeli fratelli. Quando
diventeremo una potenza riconosciuta, arringheremo la popolazione di persona, nelle piazze, e la istruiremo nella
politica in quel modo e con quell'indirizzo che giudicheremo conveniente.

Come potremo verificare ci che sar insegnato al popolo nelle scuole di campagna? In ogni caso le parole
pronunciate dall'inviato governativo o dal sovrano stesso, saranno conosciute certamente dall'intera nazione,
perch le diffonder la voce stessa del popolo.

Per non distruggere prematuramente le istituzioni dei Gentili, noi vi abbiamo posto sopra le nostre mani esperte
impadronendoci delle molle motrici dei loro meccanismi. Questi erano, una volta, congegnati con severit e
giustizia; ma noi abbiamo sostituito a tutto ci amministrazioni liberali e disordinate.

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Abbiamo messo le nostre mani ovunque: nella giurisdizione, nelle elezioni, nell'amministrazione della stampa, nel
promuovere la libert individuale, e, cosa ancor pi importante, nell'educazione, che costituisce il sostegno
principale della libera esistenza.

Abbiamo corbellato e corrotto la nuova generazione dei Gentili, insegnandole principii e teorie di cui conoscevamo
la falsit assoluta, pur avendoli inculcati con assidua cura. Pur senza veramente alterare le leggi in vigore, ma
soltanto deformandone il significato ed interpretandole in senso diverso da quello che avevano in mente coloro che
le formularono, abbiamo ottenuto dei risultati estremamente utili. Si potuto ci ottenere principalmente per il fatto,
che l'interpretazione nostra nascose il vero significato delle leggi, ed in seguito le rese talmente incomprensibili,
che divent impossibile per i Governi il dipanare un codice di leggi cos confuso. Da ci ebbe origine la teoria di
non badare alla lettera della legge, ma di giudicare secondo la coscienza.

Ci si contesta, che le nazioni possono insorgere contro di noi qualora i nostri piani siano scoperti prematuramente;
ma noi, anticipando questo avvenimento, possiamo esser sicuri di mettere in azione una forza talmente formidabile
da far rabbrividire anche gli uomini pi coraggiosi.

In quel tempo tutte le citt avranno ferrovie metropolitane e passaggi sotterranei: da questi faremo saltare in aria
tutte le citt del mondo, insieme alle loro istituzioni e ai loro documenti [Probabilmente una affermazione da
intendersi al figurato, con allusione al bolscevismo (Nota del T. inglese)].

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PROTOCOLLO X
Oggi comincer ripetendo ci che stato gi detto e vi prego tutti di tener presente che i governi e le nazioni si
contentano, in politica, del lato appariscente di qualunque cosa.

E, dove troverebbero il tempo di esaminare la parte recondita degli avvenimenti se i loro rappresentanti non
pensano che a divertirsi?

Per la nostra politica sommamente importante di tener presente il particolare sopradetto, perch ci sar di grande
aiuto quando discuteremo taluni problemi, come ad esempio la distribuzione del potere, la libert di parola, di
stampa e di religione, il diritto di fondare associazioni, l'eguaglianze di fronte alla legge, l'inviolabilit della propriet
e del domicilio, la quistione della tassazione (il concetto della tassazione segreta) e la forza retroattiva delle leggi.
Tutti gli argomenti di questo genere sono di tale natura, che non prudente di discuterli apertamente in cospetto
del pubblico. Ma nel caso in cui saremo obbligati di farne cenno alla folla, gli argomenti non dovranno essere
enumerati bens, senza entrare in particolari, si dovranno fare al popolo delle dichiarazioni circa i principii del diritto
moderno riconosciuti da noi.

L'importanza della reticenza sta nel fatto, che un principio il quale non sia stato palesato apertamente, ci lascia una
grande libert d'azione; mentre il principio stesso, una volta dichiarato, acquista il carattere di una cosa stabilita.

La Nazione tiene in considerazione speciale la potenza di un genio politico e tollera tutte le sue prepotenze
commentandole in questo modo: "Che tiro birbone, ma con che abilit lo ha eseguito!". Oppure: "Che canagliata,
ma come ben fatta, e con quanto coraggio!".

Noi speriamo di attirare tutte le nazioni a lavorare per mettere le fondamenta del nuovo edificio da noi progettato.
Per questa ragione, dobbiamo assicurarci i servizi di agenti audaci e temerarii, capaci di abbattere qualunque
ostacolo al nostro avanzare.

Quando faremo il nostro colpo di Stato, diremo al popolo: "Tutto andava in malora; tutto avete sofferto, ma ora noi
distruggiamo le cause delle vostre sofferenze; vale a dire le nazionalit, le frontiere, e le monete nazionali.
Certamente sarete liberi di condannarci, ma il vostro verdetto non pu esser giusto se lo pronunciate prima di
esperimentare ci che possiamo fare per il vostro bene". Allora il popolo, esultante e pieno di speranza, ci porter
in trionfo. La potenza del voto, al quale abbiamo addestrato i membri pi insignificanti dell'umanit per mezzo di
comizi organizzati e di accordi prestabiliti, adempir allora il suo ultimo compito. Questa potenza, che stato il
mezzo con cui "ci siamo messi sul trono", ci pagher l'ultimo suo debito nella sua ansia di vedere il risultato delle
nostre proposte, prima di pronunciare il suo giudizio in proposito. Per raggiungere la maggioranza assoluta
dobbiamo indurre tutti a votare senza distinzione di classe; una maggioranza simile non si potrebbe ottenere dalle
classi educate o da una societ divisa in caste.

Dunque, avendo inculcato in ogni uomo il concetto della propria importanza, distruggeremo la vita familiare dei
Gentili e la sua influenza educatrice. Impediremo agli uomini di cervello di farsi avanti, ed il popolo, guidato da noi,
non solo li terr sottomessi, ma non permetter neppure ad essi di manifestare i loro piani.

La turba abituata a darci ascolto, perch la paghiamo per avere l'attenzione e l'obbedienza. Con tutti questi
mezzi creeremo una forza cos cieca; che non sar mai capace di prendere una decisione senza la guida dei nostri
agenti, incaricati di guidarla.

La plebe si sottometter a questo stato di cose perch sapr che dal beneplacito di questi capi dipenderanno i suoi
salari, i suoi guadagni e tutti gli altri benefizi.

Questo sistema di governo deve essere il lavoro di una mente sola, perch sarebbe impossibile di consolidarlo se
fosse il lavoro combinato di molte intelligenze. Questo il motivo per cui ci concesso soltanto di conoscere il
piano d'azione, .ma non dobbiamo in nessuno modo discuterlo, per evitare di distruggerne l'efficacia, il
funzionamento delle sue singole parti ed il valore pratico di ogni suo punto.

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Tali piani, se fossero posti in discussione e modificati in seguito a successivi scrutini, essi verrebbero deformati
dall'insieme dei malintesi mentali, derivanti dal fatto che i votanti non ne avrebbero penetrato profondamente il
significato.

Pertanto necessario che i nostri piani siano decisivi e logicamente ponderati. Questa la ragione per cui
dobbiamo evitare ad ogni costo che l'opera grandiosa del nostro duce sia lacerata e fatta in pezzi dalla plebe, o
anche da una camarilla qualsiasi. Per ora questi piani non sconvolgeranno le istituzioni esistenti; ne altereranno
soltanto le teorie economiche e conseguentemente tutto il corso delle loro procedure, che dovranno seguire
inevitabilmente la via tracciata dai nostri piani.

In ogni paese esistono le stesse istituzioni, quantunque sotto nomi diversi, e sono le camere dei rappresentanti del
popolo, i ministeri, il senato, una qualunque specie di consiglio privato, nonch tutti i dipartimenti legislativi e
amministrativi.

Non occorre che io vi spieghi il meccanismo connettente tutte queste differenti istituzioni, perch ne siete
perfettamente al corrente. Notate solamente, che ciascuna delle sopraddette istituzioni corrisponde a qualche
importante funzione del governo. (Adopero la parola "importante", non in riguardo alle istituzioni stesse, ma bens
riferendomi alle loro funzioni). Tutte queste istituzioni si sono ripartite le varie funzioni governative, vale a dire i
poteri amministrativi, legislativi, ed esecutivi. E le loro funzioni sono diventate simili a quelle dei singoli organi del
corpo umano.

Se danneggiamo una qualunque parte del meccanismo governativo, tutto lo Stato ne soffrir e ne morir, come
accade per un corpo umano. Quando inoculammo il veleno del liberalismo nell'organismo dello Stato, la sua
costituzione politica cambi; gli Stati diventarono infettati da una malattia mortale: la decomposizione del sangue.
Dobbiamo solo attendere la fine della loro agonia. Il liberalismo fece nascere i governi costituzionali, che
sostituirono l'autocrazia, l'unica forma sana di governo dei Gentili. La forma costituzionale, come ben sapete, non
altro che una scuola di dissensioni, disaccordi, contese e inutili agitazioni di partito: in breve, essa la scuola di
tutto ci che indebolisce l'efficienza del governo. La tribuna, come pure la stampa, hanno contribuito a rendere i
governanti deboli ed inattivi, rendendoli in tal modo inutili e superflui; ed. per questo motivo che in molti paesi
vennero destituiti.

Allora l'istituzione dell'era repubblicana divent possibile, ed al posto del Sovrano mettemmo una caricatura del
medesimo nella persona di un presidente, che scegliemmo nella ciurmaglia, fra le nostre creature e i nostri schiavi.

Cos minammo i Gentili, o piuttosto, le nazioni dei Gentili.

In un prossimo futuro faremo del presidente un agente responsabile. Allora non avremo pi scrupoli a mettere
arditamente in esecuzione i nostri piani, per i quali sar tenuto responsabile il nostro "fantoccio". Cosa c'importa se
le fila dei cacciatori d'impieghi s'indeboliscono; se l'impossibilit di trovare un presidente genera delle confusioni
che indeboliranno, in definitiva, il Paese?

Per ottenere questi risultati predisporremo le cose in modo che siano eletti alla carica presidenziale individui bacati,
che abbiano nel loro passato uno scandalo tipo "Panama", o qualche altra transazione losca e segreta. Un
presidente di tale specie sar un fedele esecutore dei nostri piani, perch temer di essere denunziato, e sar
sotto l'influenza di questa paura la quale si impadronir di colui il quale, salito al potere, ansioso di conservarsi i
privilegi e gli onori inerenti alla sua alta carica. Il Parlamento elegger, protegger e metter al coperto il
presidente, ma noi toglieremo al Parlamento la facolt di introdurre nuove leggi, nonch di mutare le esistenti.

Questo potere lo conferiremo ad un presidente responsabile, il quale sar una semplice marionetta nelle nostre
mani. Cos il potere presidenziale diventer un bersaglio esposto ad attacchi di vario genere, ma noi gli daremo dei
mezzi di difesa conferendogli il diritto di appellarsi al popolo direttamente, al disopra dei rappresentanti della
nazione, vale a dire, di appellarsi a quel popolo che nostro schiavo cieco: alla maggioranza della plebe.

Inoltre, daremo al presidente la facolt di. proclamare la legge marziale. Spiegheremo questa prerogativa col fatto,
che il presidente, essendo il capo dell'esercito, deve averlo ai suoi comandi per proteggere la nuova costituzione
repubblicana, essendo questa protezione un dovere per il rappresentante responsabile della repubblica.

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Naturalmente, in simili condizioni, la chiave della situazione recondita sar nelle nostre mani, e nessuno all'infuori
di noi controller la legislazione. Inoltre, quando introdurremo la nuova costituzione repubblicana, col pretesto della
segretezze di Stato toglieremo al Parlamento il diritto di discutere l'opportunit delle misure prese dal governo. Con
questa nuova costituzione ridurremo al minimo il numero dei rappresentanti la nazione, diminuendo cos di
altrettanto le passioni politiche, e la passione per la politica. Se malgrado ci questi rappresentanti diventassero
ricalcitranti, li sostituiremo appellandoci alla nazione. Il Presidente avr la facolt di nominare il presidente ed il vice
presidente della Camera dei deputati e del Senato.

Alle continue sessioni parlamentari sostituiremo sessioni della durata di pochi mesi. Inoltre il Presidente, quale
capo del potere esecutivo, avr il diritto di convocare e di sciogliere il Parlamento, e, nel caso di scioglimento, di
rinviare la convocazione del nuovo. Ma perch il Presidente non possa esser tenuto responsabile delle
conseguenze di questi atti - che, parlando con precisione, sarebbero illegali - prima che i nostri piani siano
maturati, noi persuaderemo i ministri e gli altri alti funzionarii amministrativi che circondano il presidente, a
contravvenire i suoi comandi emanando istruzioni di loro iniziativa, ed in tal modo li obbligheremo a sopportarne la
responsabilit invece del Presidente. Raccomanderemo. specialmente che questa funzione venisse assegnata al
Senato, al Consiglio di Stato, oppure al Gabinetto, ma non mai a singoli individui.

Le leggi che possono essere interpretate in diverse maniere saranno interpretate a modo nostro dal Presidente il
quale, inoltre, annuller le leggi quando lo riterremo utile, ed avr anche il diritto di proporne delle nuove
temporanee, e persino di fare modificazioni nel lavoro costituzionale del Governo, prendendo come pretesto le
esigenze del benessere del paese. Provvedimenti di questa specie ci metteranno in grado di sopprimere a poco a
poco quei diritti e quelle concessione che fossimo stati costretti ad accordare da principio, nell'assumere il potere.
Tali concessioni dovremo introdurre nella costituzione dei governi per mascherare l'abolizione graduale di tutti i
diritti costituzionali, quando giunger il momento di cambiare tutti i governi esistenti sostituendovi la nostra
autocrazia. Pu darsi che il riconoscimento del nostro autocrate avvenga prima dell'abolizione delle costituzioni.
Vale a dire che il riconoscimento del nostro regno avr inizio dal momento stesso che il popolo, scisso dai dissensi
e dolorante per il fallimento dei suoi governanti (e tutto questo sar stato preparato da noi), grider: "Destituiteli e
dateci un autocrate che governi il mondo, che ci possa unificare distruggendo tutte le cause di dissenso, cio le
frontiere, la nazionalit, le religioni, i debiti dello Stato ecc., un capo che ci possa dare la pace ed il riposo che non
abbiamo sotto il governo del nostro sovrano e dei nostri rappresentanti".

Ma voi sapete benissimo, che allo scopo di ottenere che la moltitudine debba formulare a gran voce una richiesta
simile, tassativamente necessario disturbare senza posa in tutti i paesi le relazioni esistenti fra popolo e governo,
promuovere ostilit, guerre, odii e persino il martirio, mediante la fame, la carestia e l'inoculazione di malattie, in
tale misura che i Gentili non vedano altro modo per uscire da tanti guai, che un appello per la protezione al nostro
denaro e alla nostra completa sovranit. Per se diamo alla nazione il tempo di rifiatare, sar difficile si ripresenti
per noi una circostanza ugualmente favorevole.
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PROTOCOLLO XI
Il Consiglio di Stato accentuer il potere del regnante. Nella sua posizione il corpo legislativo ufficiale sar, in certo
qual modo, un comitato per la promulgazione dei comandi del regnante.

Eccovi dunque un programma della nuova costituzione che prepariamo al mondo. Faremo le leggi, definiremo i
diritti costituzionali, li amministreremo con questi mezzi: 1) decreti della camera legislativa, suggeriti dal Presidente;
2) ordini generici, ordini del Senato e del Consiglio di Stato, e decisioni del Consiglio dei Ministri; 3) quando il
momento opportuno sar giunto, promoveremo un colpo di Stato.

Ora, avendo abbozzato il nostro piano d'azione, discuteremo quei particolari che potranno esserci necessari allo
scopo di compiere nell'organismo della macchina statale, la rivoluzione nel senso che ho gi indicato. Colla parola
"particolari" voglio indicare la libert di stampa, il diritto di formare delle associazioni, la libert di religione,
l'elezione dei rappresentanti del popolo e moltissimi altri diritti che dovranno svanire dalla vita quotidiana dell'uomo.
Se non spariranno del tutto, dovranno subire un cambiamento fondamentale dal giorno seguente l'annuncio della
nuova costituzione. Prima di quel momento preciso non sarebbe per noi utile di annunciare tutti i cambiamenti che
faremo e per la seguente ragione: tutti i cambiamenti percettibili potrebbero riuscire pericolosi in qualunque altro
momento se fossero applicati per forza esigendone severamente ed indistintamente l'esecuzione, perch ci
potrebbe esasperare il popolo, che paventerebbe nuovi cambiamenti nelle medesime direzioni. D'altra parte, se i
cambiamenti dovessero implicare delle tolleranze ancora maggiori, il popolo direbbe che riconosciamo i nostri
errori e ci potrebbe menomare il vanto di infallibilit del nuovo potere. Il popolo potrebbe anche dire che siamo
stati spaventati e quindi obbligati a cedere; e se cos fosse, nessuno ci sarebbe mai riconoscente perch il popolo
ritiene di aver il diritto di ottenere sempre nuove concessioni. Sarebbe enormemente pericoloso per il prestigio
della nuova costituzione, che l'una o l'altra di queste impressioni si facesse strada nella mente del pubblico.

Per noi essenziale, che dal primo momento della nuova proclamazione il popolo, mentre soffrir ancora le
conseguenze del cambiamento repentino e sar in uno stato di terrore e di indecisione, realizzi che siamo cos
potenti, cos invulnerabili, e cos pieni di forza, che in nessun caso prenderemo in considerazione i suoi interessi.
Faremo capire al popolo, che non solo non ci daremo nessun pensiero delle sue opinioni e dei suoi desiderii, ma
altres che saremo pronti in qualunque momento ed in qualunque luogo a sopprimere con una mano forte qualsiasi
espressione o accenno di. opposizione. Faremo s che il popolo capisca che essendoci impadroniti di tutto quello
che desideravamo non gli permetteremo mai, in nessun modo, di partecipare al nostro potere. Ed allora esso,
preso dallo sgomento, chiuder gli occhi su tutto ed aspetter pazientemente lo svolgersi di ulteriori avvenimenti.

I Gentili sono come un branco di pecore, noi siamo i lupi. Sapete cosa fanno le pecore quando i lupi entrano
nell'ovile? Chiudono gli occhi. A questo saranno costretti anche i Gentili, perch prometteremo loro la restituzione
di tutte le loro libert dopo che avremo soggiogato i nemici del mondo e costretti tutti i partiti a sottomettersi. Non
occorre che vi dica quanto tempo dovranno aspettare per riavere queste loro libert!

Per qual motivo fummo indotti a inventare la nostra politica e instillarla nelle menti dei Gentili?

Noi instillammo in essi questa politica senza permetter loro di comprenderne l'intimo significato.

Che cosa ci spinse ad adottare questa linea di condotta? Questo: che noi, razza dispersa, non potevamo, come
tale, conseguire il nostro scopo con mezzi diretti, ma soltanto con mezzi indiretti, subdoli e fraudolenti. Questa fu la
vera causa ed origine della nostra organizzazione massonica, che questi porci di Gentili non riescono a
scandagliare e di cui non sospettano neppure le mire. Noi li prendiamo come lo zimbello delle nostre numerose
logge, le quali hanno l'apparenza di essere puramente massoniche, allo scopo di gettare la polvere negli occhi dei
loro camerati.

Per grazia di Dio il suo Popolo prediletto fu sparpagliato, ma questa dispersione, che sembr al mondo la nostra
debolezza, dimostr di essere la nostra forza, che ci ha ora condotto al limitare della Sovranit Universale.

Ci rimane da costruire ancora poco su queste fondamenta, per raggiungere la nostra mta.
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PROTOCOLLO XII
La parola libert, suscettibile di diverse interpretazioni, sar da noi definita nel modo seguente: "La libert il diritto
di fare ci che la legge permette". Tale definizione ci servir in questo senso, che sar in nostro arbitrio di dire dove
potr esserci libert e dove no, per la semplice ragione che la legge permetter solamente quello che a noi
piacer.

Il nostro atteggiamento verso la stampa sar il seguente: Che cosa fa la stampa attualmente? Essa serve a
suscitare nel popolo passioni furenti, oppure, talvolta, dissensi egoistici di partito; cause entrambe che possono
essere necessarie al nostro scopo. La stampa spesse volte vana, ingiusta e mendace, e la maggior parte della
gente non ne capisce affatto le sue vere intenzioni. Noi la barderemo e ne terremo fermamente in pugno le redini.
Inoltre dovremo acquistare il controllo di tutte le altre ditte editrici. Non ci servirebbe a nulla il solo controllo dei
giornali se restassimo esposti ad attacchi con opuscoli e libri. L'attuale costosa produzione libraria la
trasformeremo in una risorsa vantaggiosa per il nostro governo mediante una speciale tassa di bollo ed obbligando
gli editori ed i tipografi a versarci un deposito cauzionale, allo scopo di garantire il nostro governo da qualunque
forma di attacco da parte della stampa. E qualora questo si produca, imporremo multe a destra ed a sinistra. Da
questi mezzi: bolli, cauzioni e multe, il governo ricaver una larga sorgente di lucro. Naturalmente, i giornali di
partito non si daranno pensiero di pagare delle multe forti, ma noi li sopprimeremo senz'altro dopo un secondo loro
serio attacco. Nessuno potr impunemente attentare al prestigio della nostra infallibilit politica. Per sopprimere
qualunque pubblicazione prenderemo un pretesto: diremo, per esempio, che eccita l'opinione pubblica senza
ragione e senza fondamento. Ma vi prego di tener presente, che fra le pubblicazioni aggressive ve ne saranno
anche talune istituite da noi apposta con tale intento. Ma esse attaccheranno solo quei punti della nostra politica,
che abbiamo l'intenzione di cambiare. Nessuna informazione giunger al pubblico senza essere stata prima
controllata da noi. Stiamo gi raggiungendo questo scopo anche attualmente, per il fatto che tutte le notizie sono
ricevute da poche agenzie, nelle quali sono centralizzate da tutte le parti del mondo. Quando giungeremo al
potere, queste agenzie ci apparterranno completamente e pubblicheranno solo quelle notizie che noi
permetteremo.

Se, date le condizioni attuali, siamo riusciti a controllare la societ dei Gentili ad un punto tale che essa vede gli
affari mondiali attraverso le lenti colorate con le quali le copriamo gli occhi; se anche ora nulla ci impedisce di
conoscere i segreti di Stato, come stupidamente li chiamano i Gentili; quale sar la nostra posizione, quando
saremo ufficialmente riconosciuti come governatori del mondo nella persona del nostro Imperatore Universale?

Ritorniamo all'avvenire della stampa. Chiunque desiderer diventare editore, libraio o tipografo, dovr ottenere un
certificato ed una licenza, che perderanno in caso di disubbedienza. I canali attraverso i quali il pensiero umano
trova la sua espressione, saranno con questi mezzi posti nelle mani del nostro governo, che li user come organi
educativi, e cos impedir che il pubblico sia messo sulla falsa strada mediante l'idealizzazione del "progresso", o
con il liberalismo. Chi fra noi non sa, che questo fantastico beneficio conduce direttamente all'utopia, da cui
nacquero l'anarchia e l'odio verso l'autorit? E ci per la semplice ragione che il "progresso", o piuttosto l'idea d'un
progresso liberale, diede al popolo differenti concetti della emancipazione, senza mettervi alcun limite. Tutti i
cosiddetti liberali sono degli anarchici, se non per le loro azioni, certamente per le loro idee.

Ognuno di essi corre dietro il fantasma della libert, credendo di poter fare quello che vuole, vale a dire, cadendo in
uno stato di anarchia per l'opposizione che fa, unicamente per il gusto di farla.

Discutiamo ora la stampa editrice di libri ecc. Noi la tasseremo nello stesso modo della stampa giornalistica, vale a
dire per mezzo di bolli e cauzioni. Ma sopra i libri con meno di 300 pagine metteremo una tassa doppia, li
classificheremo fra gli opuscoli per far diminuire la pubblicazione dei periodici, che costituiscono la forma pi
virulenta del veleno stampato. Queste misure obbligheranno altres gli scrittori a pubblicare delle opere cos
lunghe, che avranno pochi lettori e principalmente a causa del loro prezzo alto. Noi stessi pubblicheremo delle
opere a buon mercato per educare la mente del pubblico e avviarla nella direzione da noi desiderata. La
tassazione determiner una riduzione della letteratura dilettevole e senza scopo, e la responsabilit che
incontreranno di fronte alla legge dar tutti gli autori nelle nostre mani. Nessuno che desideri attaccarci colla sua
penna troverebbe un editore.

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Prima di stampare qualsiasi genere di lavoro, l'editore o il tipografo dovr chiedere alle autorit un permesso
speciale per pubblicare il detto lavoro. In questo modo conosceremo anticipatamente qualsiasi congiura contro di
noi, e potremo colpirla prevenendola e pubblicando una confutazione.

La letteratura e il giornalismo sono le due pi importanti forze educative, e per questo motivo il nostro governo si
accaparrer il maggior numero di periodici. Con questo sistema neutralizzeremo la cattiva influenza della stampa
privata ed otterremo un'influenza enorme sulla mente umana. Se dovessimo permettere la pubblicazione di dieci
periodici privati, noi stessi dovremmo pubblicarne trenta e cos via.

Ma il pubblico non deve avere il minimo sospetto di queste precauzioni; perci tutti i periodici pubblicati da noi,
avranno apparentemente vedute ed opinioni contraddittorie, ispirando cos la fiducia e presentando un'apparenza
attraente ai nostri non sospettosi nemici, che cadranno nella nostra trappola e saranno disarmati.

In prima fila metteremo la stampa ufficiale. Essa sar sempre in guardia per difendere i nostri interessi, e perci la
sua influenza sul pubblico sar relativamente insignificante. In seconda fila metteremo la stampa semi-ufficiale, la
quale dovr attirare i tiepidi e gli indifferenti. In terza fila metteremo quella stampa che far finta di essere
all'opposizione e che, in una delle sue pubblicazioni, figurer come nostra avversaria. I nostri veri nemici
confideranno in questa opposizione e ci mostreranno le loro carte. Tutti i nostri giornali sosterranno partiti diversi:
l'aristocratico, il repubblicano, il rivoluzionario e persino l'anarchico. Ma, naturalmente, questo sar solamente fino
a quando dureranno le costituzioni. Questi giornali, come il dio indiano Vishnu, avranno centinaia di mani, ognuna
delle quali taster il polso della variabile opinione pubblica.

Quando il polso batter pi forte, queste mani faranno inclinare l'opinione pubblica verso la nostra causa, perch
un soggetto nervoso facile ad essere guidato e facilmente cade sotto un'influenza qualsiasi. I chiacchieroni che
crederanno di ripetere l'opinione del giornale del loro partito, in realt non faranno altro che ripetere la nostra
opinione, oppure quella che desideriamo far prevalere; nella convinzione di seguire l'organo del loro partito, costoro
seguiranno in realt la bandiera che faremo sventolare d'innanzi ai loro occhi.

Perch il nostro esercito giornalista estrinsechi il concetto intimo di questo programma, avendo l'apparenza di
appoggiare i diversi partiti, dovremo organizzare la nostra stampa con la massima cura. Col titolo di "Commissione
Centrale della Stampa", organizzeremo delle riunioni letterarie, alle quali i nostri agenti, senza farsene accorgere,
daranno il segno di riconoscimento e la parola d'ordine. I nostri organi discutendo e contrastando la nostra politica,
sempre superficialmente, s'intende, e senza toccarne i lati importati, faranno finta di polemizzare con i giornali
ufficiali, allo scopo di fornirci il pretesto di definire i nostri piani con maggior accuratezza di quanto avremo potuto
fare coi nostri programmi preliminari. Si capisce, per, che tutto questo sar fatto quando sia vantaggioso per noi.
Questa opposizione da parte della stampa, servir anche a far credere al popolo che la libert di parola esiste
sempre. Essa dar ai nostri agenti l'opportunit di dimostrare che i nostri

avversarii ci muovono accuse insensate, nell'impossibilit da parte loro di trovare un terreno solido sul quale
combattere la nostra politica.

Queste misure, che sfuggiranno all'attenzione pubblica, saranno i mezzi pi proficui per guidare l'opinione pubblica
ed inspirare fiducia nel nostro governo.

Grazie a queste misure potremo eccitare o calmare l'opinione pubblica circa le quistioni politiche quando ci
occorrer di farlo. Potremo persuaderla o confonderla stampando notizie vere o false, fatti o contraddizioni,
secondo quello che servir al nostro scopo. Le informazioni che pubblicheremo dipenderanno dal modo con cui il
pubblico sar in quel tempo propenso ad accettare quel dato genere di notizie; e staremo sempre molto attenti,
scandagliando il terreno prima di camminarci sopra.

Le restrizioni che, come ho gi detto, imporremo alle pubblicazioni private ci daranno la certezza di sconfiggere i
nostri nemici, perch essi non avranno a loro disposizione organi della stampa mediante i quali dare veramente
libero e pieno corso alle loro opinioni. Non ci occorrer neppure di contraddire ufficialmente le loro affermazioni. Se
sar necessario, le confuteremo semi ufficialmente con dei "ballons d'essai", che faremo lanciare dalla nostra
stampa di terza fila.

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Esiste gi nel giornalismo francese tutto un sistema di intese massoniche per darsi il contrassegno. Tutti gli organi
della stampa sono legati da segreti professionali reciproci, a modo degli antichi oracoli. Nessuno dei suoi membri
riveler mai di essere a conoscenza di un segreto qualora non abbia ricevuto l'ordine di renderlo pubblico. Nessun
singolo editore avr il coraggio di tradire un segreto confidatogli, per la ragione che nessuno ammesso nel
mondo letterario, il quale non abbia preso parte a qualche losco affare nella sua vita passata. Pertanto, se
qualcuno desse il minimo segno di disubbidienza, il triste episodio del suo passato verrebbe palesato
immediatamente. Finch il passato losco di questi individui conosciuto da pochi, il prestigio di ogni giornalista
attira l'opinione pubblica di tutto il paese. Il popolo lo segue e lo ammira.

I nostri piani si debbono estendere principalmente alle provincie. per noi essenziale di creare certe idee e di
infondere tali opinioni nelle provincie, perch in qualunque momento possiamo servircene lanciandole nella
capitale come opinioni neutrali delle provincie. Naturalmente, la fonte e l'origine delle idee non saranno alterate, ma
le idee saranno nostre. Per noi assolutamente necessario, prima di assumere il potere, che le citt siano qualche
volta dominate dalle opinioni delle provincie; vale a dire, che le citt sappiano l'opinione della maggioranza, quale
sar stata preparata da noi. per noi necessario che le capitali, giunto il momento critico psicologico, non abbiano
il tempo materiale di discutere un fatto compiuto, ma siano obbligate ad accettarlo perch stato approvato da una
maggioranza nelle provincie.

Quando poi arriveremo al periodo del nuovo regime - cio durante il periodo transitorio che preceder la nostra
sovranit - non permetteremo alla stampa di pubblicare qualsiasi resoconto di delitti, essendo essenziale che il
popolo creda il nuovo regime talmente superiore, d'aver soppresso perfino la delinquenza. I delitti che avverranno
saranno conosciuti soltanto dalla loro vittima e da gli eventuali testimoni oculari e da nessun altro.

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PROTOCOLLO XIII
La necessit del pane quotidiano obbligher i Gentili a tacere ed a rimanere nostri umili servitori.

Quei Gentili che potremo impiegare nella nostra stampa, discuteranno, dietro i nostri ordini, quei fatti che non
sarebbe conveniente per noi di pubblicare nella nostra gazzetta ufficiale. E mentre avranno luogo cos discussioni
e dispute d'ogni genere, noi promulgheremo le leggi che ci occorrono e le presenteremo al pubblico quali fatti
compiuti. Nessuno oser chiedere che queste leggi vengano revocate, specialmente perch faremo credere che il
nostro scopo sia quello di promuovere il progresso. Poi la stampa svier l'attenzione del pubblico per mezzo di
nuove proposte (sapete bene che abbiamo sempre abituato le popolazioni a ricercare nuove emozioni).
Avventurieri politici senza cervello si affretteranno a discutere i nuovi problemi: la stessa razza di gente che non
comprende neppure ora nulla di quello di cui parla. I problemi politici non sono fatti per essere compresi, dalla
gente comune, ma solamente (come ho gi detto) da quella classe di governanti, che da secoli dirigono gli affari.
Da tutto questo insieme di fatti potete concludere, che quando useremo una certa deferenza all'opinione pubblica,
di tanto in tanto, avremo lo scopo di facilitare il funzionamento del nostro meccanismo. Vi accorgerete anche che
cerchiamo di far approvare le varie quistioni soltanto a furia di parole e non di fatti. Affermiamo continuamente, che
tutte le misure prese da noi sono ispirate dalla speranza e dalla certezza di aiutare il benessere comune.

Allo scopo di distogliere la gente troppo irrequieta dalla discussione delle quistioni politiche, la provvederemo di
problemi nuovi; quelli cio dell'industria e del commercio. Su questi problemi potranno eccitarsi fin che vorranno.
Le masse acconsentono di astenersi e di desistere da ci che credono sia l'attivit politica, solamente se possiamo
dar loro qualche nuovo svago; come, ad esempio, il commercio. E tenteremo di dar da intendere ad esse, che
anche il commercio un problema politico. Noi stessi inducemmo le masse a prender parte alla politica per
assicurarci il loro appoggio nella nostra campagna contro i governi Gentili.

Per impedire che il popolo scopra da s una qualsiasi nuova linea d'azione politica, lo terremo distratto con varie
forme di divertimenti: ludi ginnici, passatempi, passioni di vario genere, osterie e via discorrendo.

Fra poco principieremo a mettere degli avvisi nei giornali invitando il popolo a competere in ogni genere di nuove
imprese, come ad esempio alle gare artistiche, di sport, ecc.

Questi nuovi interessi distoglieranno definitivamente l'attenzione del pubblico dalle quistioni che potrebbero
metterci in conflitto con la popolazione. Il popolo, siccome perder a poco a poco la facolt di pensare con la sua
testa, grider compatto insieme a noi, per l'unica ragione che saremo i soli membri della societ in grado di
promuovere nuove linee di pensiero. Questi nuovi concetti noi li metteremo avanti per mezzo di agenti che il popolo
non sospetter siano alleati nostri. La funzione degli idealisti liberali cesser repentinamente il giorno in cui il nostro
governo sar riconosciuto. Fino allora essi ci renderanno dei buoni servizii. Per questa ragione cercheremo di
indirizzare l'opinione pubblica verso ogni specie di teoria fantastica che possa sembrare progressiva, o liberale.
Fummo noi che, col pi completo successo, facemmo girare le teste scervellate dei Gentili, colle nostre teorie di
progresso, verso il socialismo. Non si trova fra i Gentili una mente capace di intuire che in ogni occasione, dietro la
parola "progresso" nascosta una deviazione della verit, eccezione fatta dei casi in cui la parola libert si riferisce
alla materia delle scoperte scientifiche. Giacch esiste soltanto una vera dottrina ed in essa non vi posto per il
"progresso". Il progresso, come qualunque altro falso concetto, serve a nascondere la verit, affinch essa non sia
palese ad altri che a noi, popolo prediletto da Dio, che Egli ha eletto a custode della verit. Quando saremo al
potere, i nostri oratori discuteranno i grandi problemi che hanno agitato l'umanit, allo scopo finale e prefisso di
condurre il genere umano sotto il nostro governo benedetto.

Chi vorr, quindi, sospettare che tutti questi problemi furono sollevati da noi, secondo un piano politico prestabilito
che nessun uomo ha compreso in tanti secoli?
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PROTOCOLLO XIV
Quando ci stabiliremo come Signori della Terra, non ammetteremo altra religione che la nostra; cio una religione
che riconosce il Dio solo, a Cui il nostro destino collegato dall'averci Egli eletto, e da Cui il destino del mondo
determinato.

Per questa ragione dobbiamo distruggere tutte le professioni di fede. Se il risultato temporaneo di questa
distruzione sar di produrre degli Atei, ci si frapporr al nostro scopo, ma servir come esempio alle generazioni
future, che ascolteranno i nostri insegnamenti sulla religione di Mos, la quale, con le sue dottrine risolute e
ponderate, ci impose come un dovere il mettere tutte le nazioni sotto i nostri piedi.

Inoltre insisteremo molto sulle verit mistiche degli insegnamenti Mosaici, sui quali, diremo, basata tutta la loro
forza educativa.

Di poi, ad ogni momento pubblicheremo articoli paragonando il nostro governo benefico a quello del passato. Lo
stato di beatitudine e di pace che esister allora, servir anche ad illustrare il benefico effetto del nostro governo,
sebbene sia stato ottenuto mediante disturbi secolari. Dimostreremo con colori intensi gli errori amministrativi
commessi dai Gentili. Provocheremo con tutto ci un tale sentimento di avversione per il regime precedente, che le
nazioni preferiranno uno stato di pace in condizioni di schiavit, ai diritti della tanta lodata "libert", che le ha cos
crudelmente torturate, esaurendone perfino le fonti dell'esistenza umana, ed alla quale furono trascinate da una
folla di avventurieri che non sapevano quel che facevano. I cambiamenti inutili di governo che abbiamo sempre
suggerito ai Gentili, e che sono stati il mezzo col quale abbiamo minato il loro edificio di Stato, avranno in allora
talmente stancato le nazioni, che esse preferiranno sopportare qualunque cosa da noi, piuttosto che ritornare ai
tumulti ed alle disgrazie attraversate. Attireremo specialmente l'attenzione su gli errori storici con i quali i governi
dei Gentili tormentarono l'umanit per tanti secoli, nella loro mancanza di comprensione per tutto ci che riguarda il
vero benessere della vita umana, e nella loro ricerca di piani fantastici per la prosperit sociale. Giacch i Gentili
non si sono resi conto che i loro piani, invece di migliorare le relazioni fra uomo e uomo, non hanno fatto altro che
farle andare di male in peggio. E queste relazioni sono la vera base dell'esistenza umana. Tutta la forza dei nostri
principi e delle nostre misure consister nel fatto, che saranno spiegati da noi quale un luminoso contrasto con le
condizioni sociali esistenti sotto l'antico regime da noi infranto.

I nostri filosofi dimostreranno tutti gli svantaggi delle religioni cristiane, ma nessuno potr mai giudicare la nostra
religione nel suo vero significato, perch nessuno ne avr mai una completa cognizione fuorch i nostri che non si
arrischieranno mai a svelarne i misteri.

Nei cosiddetti paesi dirigenti abbiamo fatto circolare una letteratura squilibrata, sudicia e ripugnante. Per un breve
periodo dopo il riconoscimento del nostro regno, continueremo a incoraggiare questa letteratura, acciocch essa
dimostri, pi esplicitamente che mai, il suo contrasto con le dottrine che metteremo in circolazione dal nostro
seggio elevato. I nostri sapienti, educati allo scopo di guidare i Gentili, faranno conferenze, concreteranno piani,
scriveranno appunti e articoli, per mezzo dei quali influiremo sugli spiriti degli uomini, piegandoli verso quella
scienza e quelle idee che ci converranno.

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PROTOCOLLO XV
Quando, infine, avremo ottenuto il potere per mezzo di numerosi colpi di Stato, che saranno da noi preparati in
modo che abbiano luogo simultaneamente in tutti i paesi; e quando i governi di questi saranno stati dichiarati
ufficialmente incapaci di reggere la pubblica cosa (potr trascorrere un periodo di tempo considerevole prima che
tutto ci avvenga: magari un secolo): faremo ogni sforzo per impedire che siano fatte delle congiure contro di noi.
Per raggiungere questo intento applicheremo la pena capitale, senza piet, per coloro che prendessero le armi per
impedire lo stabilimento del nostro potere.

Sar passibile della pena capitale la fondazione di qualunque nuova societ segreta; scioglieremo, mandandone i
membri in esilio nelle parti pi remote del mondo, le societ segrete tuttora esistenti, che ci sono ben conosciute e
che servono ed hanno servito al nostro scopo. L'esilio sar la sorte di quei frammassoni Gentili che per avventura
sapessero pi di quello che a noi convenga. E quei massoni che, per una ragione o per un'altra potremo
perdonare, li terremo sempre nel continuo timore d'essere esiliati. Decreteremo una legge per condannare tutti i
preesistenti membri delle societ segrete all'esilio fuori di Europa perch quivi noi avremo il centro del nostro
governo.

Le decisioni del nostro governo saranno definitive e nessuno avr il diritto d'appellarsi. Per mettere al dovere le
societ dei Gentili nelle quali abbiamo profondamente inculcato i dissidi ed i dogmi della religione protestante,
prenderemo provvedimenti spietati i quali dimostreranno alle nazioni che il nostro potere non pu essere violato.
Non dobbiamo preoccuparci delle numerose vittime che saranno sacrificate per ottenere una prosperit futura. Un
governo il quale convinto che la propria esistenza dipende non solo dai privilegi di cui gode, ma anche
dall'adempimento del suo dovere, ha l'obbligo di conseguire la prosperit anche a costo di molti sacrifici. La
condizione principale della sua stabilit consiste nel rafforzamento del prestigio del suo potere, e questo prestigio
si ottiene soltanto per mezzo di una maestosa ed incrollabile potenza, che deve mostrarsi inviolabile, nonch
circondata da un potere mistico. Ad esempio, dimostrare che sussiste per mandato divino. Questi sono i requisiti
goduti finora dall'Autocrazia russa, l'unica nostra nemica pericolosa, se non teniamo conto della Santa Sede.
Ricordate che l'Italia. quando grondava sangue, non tocc un capello di Silla: eppure egli era l'uomo che l'aveva
dissanguata. Per la sua forza di carattere, Silla divent un Dio agli occhi della popolazione, ed il suo ritorno
intrepido in Italia lo rese inviolabile. La plebe non nuocer mai all'uomo che la ipnotizza col suo coraggio e con la
sua superiorit mentale.

Fino a quando non avremo conseguito il potere, cercheremo di fondare e moltiplicare le logge massoniche in tutte
le parti del mondo. Alletteremo a farne parte coloro che possono diventare, o sono di gi, animati da amore per il
pubblico bene. Queste logge saranno la fonte principale ove attingeremo le nostre informazioni; saranno pure i
nostri centri di propaganda. Centralizzeremo tutte queste logge sotto una direzione unica, conosciuta a noi soli e
costituita dai nostri uomini pi sapienti. Queste logge avranno anche i loro rappresentanti, per mascherarne la vera
direzione. Questa soltanto avr diritto di decidere a chi spetti di parlare e di preparare l'ordine del giorno. In queste
logge annoderemo tutte le classi socialiste e rivoluzionarie della societ. I piani politici pi segreti. ci saranno subito
noti appena formulati e ne guideremo l'esecuzione. Quasi tutti gli agenti della polizia internazionale segreta faranno
parte delle nostre logge. per noi sommamente importante di assicurarci i servizi della polizia, perch essi
possono mascherare le nostre imprese, inventare ragioni plausibili per spiegare il malcontento delle masse, come
pure colpire coloro che rifiutano di sottomettersi a noi.

La maggior parte degli individui che entrano nelle societ segrete sono avventurieri, i quali desiderano di farsi
strada in un modo o in un altro e non hanno serie intenzioni. Con gente simile, ci sar facile perseguire il nostro
scopo: essi metteranno in moto il nostro meccanismo. Se il turbamento diventer mondiale, ci significher
soltanto che era necessario per noi di produrre questa agitazione, allo scopo di distruggere la troppo grande
solidit del mondo. Se nasceranno congiure nel suo seno, significher che uno dei nostri agenti pi fedeli il capo
di questa cospirazione. E' naturale che noi dobbiamo essere gli unici a dirigere le imprese massoniche. Noi
soltanto sappiamo dirigerle. Noi conosciamo lo scopo finale di ogni azione, mentre i Gentili ignorano la massima
parte di ci che riguarda la massoneria: essi non sono neppur capaci di vedere i risultati immediati di quello che
fanno. Generalmente essi considerano soltanto i vantaggi immediati; si contentano se il loro orgoglio personale
soddisfatto per l'adempiersi del loro intento; non si accorgono che l'idea originale era nostra e non loro.

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I Gentili frequentano le Logge Massoniche per pura curiosit, o nella speranza di ricevere la loro parte delle
spoglie; alcuni di essi vi entrano pure per poter discutere le loro stupide idee davanti ad un pubblico qualunque. I
Gentili vanno alla ricerca delle emozioni procurate dal successo e dagli applausi; noi glie ne diamo fin che ne
vogliono. Questo il motivo per cui permettiamo ad essi di avere successi; cio allo scopo di volgere a nostro
vantaggio gli uomini che credono orgogliosamente di valer qualche cosa, e che senza accorgersene s'imbevono
delle nostre idee, fiduciosi di essere infallibili e convinti di non andar soggetti alle influenze altrui. Non avete idea di
quanto sia facile ridurre anche il pi intelligente dei Gentili in una condizione ridicola di ingenuit agendo sulla sua
presunzione, e quanto, d'altra parte, sia fucile scoraggiarlo mediante il pi piccolo insuccesso, od anche
semplicemente cessando di applaudirlo; oppure anche di ridurlo in uno stato di servile sottomissione, allettandolo
con la promessa di qualche nuovo successo. Per quanto il nostro popolo disprezza il successo, bramando soltanto
la realizzazione dei suoi piani, altrettanto i Gentili amano il successo e sono disposti a sacrificare tutti i loro piani
per raggiungerlo. Questo lato del carattere dei Gentili rende facile di fare d'essi quello che ci piace. Quelli che
sembrano tigri, sono invece stupidi come pecore, ed hanno la testa assolutamente vuota.

Lasceremo che cavalchino in sogno il corsiero delle vane speranze di poter distruggere l'individualit umana
mediante idee simboliche di collettivismo. Essi non hanno ancora compreso, e non comprenderanno mai, che
questo sogno fantastico contrario alla principale legge della natura, la quale, fin dall'inizio del mondo, cre ogni
essere, diverso da tutti gli altri, perch ciascuno avesse un'individualit. Il fatto che fummo capaci di far concepire
un'idea cos errata ai Gentili, la prova lampante del meschino concetto che essi hanno della vita umana,
paragonato a quello che ne abbiamo noi. In questo consiste la maggiore speranza del nostro successo. Quanto
furono previdenti i nostri sapienti d'un tempo quando ci dissero che, pur di raggiungere uno scopo veramente
grandioso, dovevamo ricorrere a qualunque mezzo senza fermarci a contare le che si dovessero sacrificare al
successo della causa! E noi non abbiamo mai contato le vittime uscite dal seme di quei bruti di Gentili, e pur
avendo sacrificato molta gente nostra, abbiamo dato al nostro popolo una posizione tale nel mondo, che esso non
si sarebbe mai sognato di raggiungere. Un numero relativamente piccolo di vittime da parte nostra ha salvato la
nostra nazione dalla distruzione. Ogni uomo deve inevitabilmente morire. E' preferibile affrettare la morte di coloro
che ostacolano la nostra causa, che di quelli che la promuovono. Noi facciamo morire i frammassoni in maniera
tale che nessuno, fuorch gli adepti, pu averne il minimo sospetto. Neppure le stesse vittime ne sospettano prima
del tempo. Muoiono tutti, quando necessario, di morte apparentemente naturale. E neppure gli iniziati,
conoscendo questi fatti, osano protestare! Con questi mezzi abbiamo tagliato fino alle radici ogni velleit di
protesta contro i nostri ordini almeno per quanto riguarda i frammassoni. Predichiamo il liberalismo ai Gentili, ma
d'altra parte teniamo la nostra propria nazione in assoluta sottomissione. Per effetto della nostra influenza, le leggi
dei Gentili vengono osservate il meno possibile. Il prestigio delle loro leggi stato minato dalle idee liberali che vi
abbiamo introdotto. Le pi importanti quistioni, sia politiche, sia morali, vengono decise dai Tribunali nel modo
stabilito da noi. Il Gentile amministratore di giustizia, esamina le cause in quel modo che a noi pare e piace. Questo
risultato lo abbiamo ottenuto mediante i nostri agenti e persone colle quali apparentemente non siamo in relazione,
e per mezzo di opinioni propagate con la stampa e con altri mezzi. Persino i senatori ed altri funzionari elevati
seguono ciecamente i nostri consigli. La mentalit dei Gentili essendo di natura puramente bestiale, incapace di
osservare e di analizzare checchessia e pi ancora di prevedere le conseguenze alle quali pu condurre una
causa se presentata sotto una certa luce. Ed precisamente in questa differenza di mentalit tra noi e i Gentili, che
possiamo facilmente riconoscere di essere gli eletti di Dio nonch la nostra natura sovrumana, in paragone con la
mentalit istintiva e bestiale dei Gentili. Costoro non vedono che i fatti, ma non li prevedono e sono incapaci di
inventare qualsiasi cosa, eccetto le materiali. Da tutto questo risulta nettamente, che la natura stessa ci ha
destinato a guidare ed a governare il mondo. Quando verr per noi l'ora di governare apertamente, sar giunto il
momento di dimostrare la bont del nostro governo. Allora miglioreremo tutte le leggi. Le nostre leggi saranno
brevi, chiare, e concise: non avranno bisogno di interpretazioni; sicch tutti potranno conoscerle da cima a fondo,
dentro e fuori. La caratteristica predominante di queste leggi sar l'obbedienza dovuta all'autorit; e questo rispetto
all'autorit sar spinto al massimo grado. Allora cesser ogni genere di abuso di potere, perch ognuno sar
responsabile di fronte all'unico potere supremo, cio a quello del sovrano. L'abuso di potere da parte di chiunque,
che non sia il sovrano, sar cos severamente punito, che tutti perderanno la voglia di provare la loro forza in tale
direzione.

Sorveglieremo molto da vicino ogni atto del nostro corpo amministrativo, da cui dipender il funzionamento della
macchina statale, perch se l'amministrazione diventa fiacca, il disordine sorge dovunque. Non un singolo atto
illegale, od abuso di potere rimarr impunito. Tutti gli atti di simulazione, o di volontaria trascuratezza da parte degli
impiegati amministrativi, cesseranno dopo che costoro avranno veduto i primi esempi di punizione.

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La grandezza della nostra potenza esiger che siano inflitte punizioni adeguate ad essa. Ci vuol dire che esse
saranno durissime, anche nel caso del pi piccolo tentativo di violare il prestigio della nostra autorit allo scopo di
lucro personale. L'uomo che soffrir per le sue colpe, anche se troppo severamente, sar come un soldato che
muore sul campo battaglia dell'amministrazione per la causa del potere, dei princip e della legge, che non
ammette alcuna deviazione dal sentiero pubblico per un vantaggio personale, neanche per coloro che guidano il
carro dello stato. Per esempio, i nostri giudici sapranno che, cercando di essere indulgenti, violeranno la legge
della giustizia, la quale fatta per infliggere punizioni esemplari agli uomini per le colpe che hanno commesso, e
non per dare ad un giudice l'occasione di mostrare la sua clemenza. Questa buona qualit della clemenza
dovrebbe essere esibita soltanto nella vita privata, e non nella qualit ufficiale di giudice, che influisce su tutta la
base dell'educazione del genere umano.

I membri della magistratura non serviranno pi nei tribunali dopo i cinquantacinque anni di et, per le seguenti
ragioni:

1Perch i vecchi sono pi tenacemente attaccati alle idee preconcette e meno capaci di ubbidire ai nuovi ordini.

2Perch una tale misura ci metter in grado di fare dei cambiamenti frequenti nel corpo della magistratura, che
conseguentemente sar soggetta a qualunque pressione da parte nostra.

Chiunque desideri mantenere il suo posto dovr, per assicurarselo, ubbidirci ciecamente. Generalmente
sceglieremo i nostri giudici fra uomini i quali capiscano che il loro dovere di punire e di fare rispettare le leggi, e
non di permettersi il lusso di sognare il liberalismo, che potrebbe recar danno al piano educativo del nostro
governo, come succede ora con i giudici Gentili. Il nostro progetto di mutare spesso i giudici, ci giover anche per
impedire la formazione di qualsiasi associazione fra essi; quindi lavoreranno soltanto nell'interesse del governo,
ben sapendo che da ci dipende il loro avvenire. La futura generazione di giudici sar educata in tal modo, che
preverranno istintivamente qualsiasi azione atta a danneggiare le relazioni reciproche esistenti fra i nostri sudditi.
Attualmente i giudici dei Gentili sono indulgenti verso tutti i delinquenti, perch non hanno il giusto concetto del loro
dovere, ed anche per il semplice fatto, che i governanti, quando nominano i giudici, non imprimono in essi il
concetto del dovere, come sarebbe necessario.

I governanti dei Gentili, quando nominano i loro sudditi a cariche importanti, non si danno la pena di spiegar loro
l'importanza delle medesime, n per quale ragione dette cariche sono state istituite; essi agiscono come le bestie
quando mandano la loro prole in cerca d preda. In questo modo i governi dei Gentili vanno in pezzi per opera dei
loro stessi amministratori. Dai risultati del sistema adottato dai Gentili ricaveremo ancora un insegnamento morale
e ce ne serviremo per migliorare il nostro governo. Gradiremo le tendenze liberali di ciascuna delle importanti
istituzioni di propaganda nel nostro governo, dalle quali possa dipendere l'educazione di coloro che diventeranno i
nostri sudditi. Questi posti importanti saranno riservati esclusivamente a coloro che furono da noi educati allo
scopo prefisso per l'amministrazione.

Qualora si osservasse, che il mettere in ritiro troppo presto i nostri impiegati ci costerebbe troppo caro, risponderei,
che anzi tutto cercheremo di trovare una occupazione privata a questi pensionati, per compensarli della perdita del
loro posto governativo, ed in secondo luogo che il nostro governo possieder in ogni caso tutto il denaro del
mondo, e perci la spesa non va presa in considerazione.

La nostra autocrazia sar coerente in tutte le sue azioni, quindi il nostro alto comando sar sempre considerato
con la massima deferenza e obbedito senza riserva, qualunque sia la decisione che gli piacer di prendere.
Ignoreremo qualunque espressione di rammarico o di malcontento e puniremo cos severamente chiunque
mostrasse di non essere soddisfatto, che gli altri, vedendo questo esempio, si cheteranno. Aboliremo il diritto di
appello, riservandolo per noi stessi; e ci per la ragione che non dobbiamo permettere al popolo di credere che i
nostri giudici possano sbagliare nelle loro decisioni. E, nell'eventualit di un giudizio che richiede la revisione,
destituiremo immediatamente il giudice che lo avr emesso, castigandolo pubblicamente, affinch un errore simile
non abbia a ripetersi.

Ripeto quello che ho gi detto, cio che uno dei nostri princip fondamentali sar l'attenta sorveglianza dei nostri
impiegati amministrativi: e questo si far principalmente per soddisfare la nazione, la quale ha pieno diritto di
insistere che un buon governo abbia buoni impiegati amministrativi.

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Il nostro governo avr l'aspetto di una fede patriarcale nella persona del suo sovrano. La nostra Nazione ed i nostri
sudditi considereranno il sovrano come un padre, il quale si cura di tutti i loro bisogni, si occupa delle loro azioni,
sistema le relazioni reciproche dei suoi sudditi, nonch quelle di essi verso il governo. Cos che il sentimento di
venerazione per il regnante si radicher tanto profondamente nella nazione, che questa non potr esistere senza le
sue cure e la sua guida. Il popolo non potr vivere in pace senza il sovrano e finalmente lo riconoscer come
autocrate. Il popolo nutrir per il sovrano un sentimento di venerazione talmente profondo da avvicinarsi alla
adorazione, specialmente quando si convincer che i suoi dipendenti seguono i suoi ordini ciecamente e che egli
solo regna su di essi. Il popolo si rallegrer vedendoci regolare la nostra esistenza come se fossimo genitori
desiderosi di educare la propria prole in un sentimento profondo del dovere e dell'ubbidienza.

Per quanto poi riguarda la nostra politica segreta, tutte le nazioni sono in uno stato d'infanzia ed i loro governi pure.
Come potete vedere da voi stessi, io baso il nostro dispotismo sul Diritto e sul Dovere. Il diritto del governo di
pretendere che la gente faccia il suo dovere in s stesso un obbligo di chi regna, perch egli il padre dei suoi
sudditi. Il diritto della forza gli viene concesso perch conduca l'umanit nella direzione stabilita dalle leggi naturali,
vale a dire verso l'ubbidienza.

Ogni creatura in questo mondo in suggezione se non di un uomo, di qualche circostanza, oppure della sua
stessa natura: insomma di qualche cosa che pi forte di lei. Quindi noi dobbiamo essere la forza assoggettatrice,
pel bene della causa comune. Dobbiamo sacrificare senza esitazione quegli individui che possono violare la legge
esistente, perch la soluzione del grande problema educativo sta nella punizione esemplare.

Il Re di Israele, nel giorno che porr sul suo capo consacrato la corona che gli verr presentata da tutta l'Europa,
diventer il Patriarca Mondiale.

Il numero delle vittime che il nostro Re dovr sacrificare, non sorpasser mai quello delle vittime che i sovrani
Gentili hanno sacrificato nella loro ricerca di grandezza e per le loro rivalit reciproche.

Il nostro sovrano sar costantemente in contatto col popolo, al quale parler dall'alto delle tribune. I suoi discorsi
saranno immediatamente messi in circolazione in tutto il mondo.
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PROTOCOLLO XVI
Allo scopo di distruggere qualunque specie di impresa collettiva che non sia la nostra, annienteremo sul loro
nascere le opere collettive; vale a dire, che trasformeremo le universit e le riedificheremo secondo i nostri piani.

I rettori delle universit, nonch i professori di esse, saranno preparati in modo speciale per mezzo di elaborati e
segreti programmi d'azione, nei quali saranno istruiti e dai quali non potranno deviare impunemente. La massima
cura sar posta nella loro scelta, e dipenderanno interamente dal governo. Escluderemo dal nostro sillabo ogni
insegnamento di diritto civile, nonch qualunque altra materia politica. Queste scienze saranno insegnate soltanto
a pochi uomini iniziati, scelti per le loro abilit cospicue. Le universit non potranno pi lanciare nel mondo dei
giovani inesperti, imbevuti di idee circa nuove forme costituzionali, come se queste fossero commedie o tragedie;
oppure dediti ad occuparsi di questioni politiche che neppure i loro padri comprendevano. Quando la massa del
popolo ha delle idee politiche sbagliate, si volge a concezioni utopistiche con il risultato di diventare un insieme di
pessimi sudditi. Ci potete giudicare da voi vedendo il sistema educativo dei Gentili; abbiamo dovuto introdurre tutti
questi principi nel sistema educativo allo scopo di distruggere la loro struttura sociale: cosa che abbiamo fatto con
pieno successo; ma quando saremo al potere, toglieremo dai programmi educativi tutte le materie che potrebbero
turbare lo spirito dei giovani, e li ridurremo ad essere dei bimbi obbedienti, i quali ameranno il loro sovrano ed in lui
riconosceranno il sostegno principale della pace e del benessere pubblico.

Invece di far studiare i classici e la storia antica, che contengono pi esempi cattivi che buoni, faremo studiare i
problemi del futuro. Dalla memoria degli uomini cancelleremo il ricordo dei secoli passati, che potrebbe essere
sgradevole per noi, ad eccezione di quei fatti che mostrano a colori vivaci gli errori dei governi Gentili. La base
fondamentale del nostro programma educativo sar l'insegnamento di ci che si riferisce alla vita pratica, alla
organizzazione sociale, alle relazioni fra uomo e uomo; faremo pure conferenze contro i cattivi esempi egoistici,
che sono contagiosi e causa di mali; come anche su altre questioni simili relative all'istinto. Questi programmi
saranno tracciati in modo differente per le differenti classi e caste, perch l'educazione di esse dovr essere ben
distinta. Importa moltissimo di insistere su questo punto, che ogni classe, o casta, dovr essere educata
separatamente, secondo la sua speciale condizione ed il suo lavoro. Eventualmente, un uomo di genio ha sempre
saputo e sapr sempre penetrare in una casta pi elevata della sua; ma per amore di un caso affatto eccezionale,
non conviene mescolare l'educazione delle varie caste e ammettere gli uomini di basso ceto nelle classi pi
elevate, soltanto perch occupino i posti di coloro che son chiamati dalla nascita ad occuparli. Sapete da voi che i
Gentili, quando cedettero all'idea assurda di non ammettere differenza fra le diverse classi sociali, andarono
incontro al disastro.

Affinch il sovrano abbia un posto sicuro nel cuore dei suoi sudditi, necessario che, durante il suo regno, siano
insegnate nelle pubbliche scuole e nei pubblici ritrovi, l'importanza della sua attivit e la buona intenzione delle sue
imprese. Aboliremo ogni specie di educazione privata. Nei giorni di vacanza gli scolari ed i loro genitori avranno il
diritto di intervenire nei loro collegi, come se questi fossero dei "clubs", a riunioni nelle quali alcuni professori
faranno delle conferenze, apparentemente libere, parlando sulle quistioni dei rapporti reciproci fra gli uomini, delle
leggi, dei malintesi che generalmente sono la conseguenza di una concezione erronea intorno la posizione sociale
degli uomini. Infine essi faranno delle lezioni sulle nuove teorie filosofiche, che non sono ancora state rivelate al
mondo. Noi faremo di queste dottrine degli articoli di fede, servendocene come di gradini per l'ascendere della
Fede nostra.

Quando avr finito di mettervi completamente al corrente del nostro programma, e quando avremo finito di
discutere i nostri piani per il presente e l'avvenire, vi legger lo schema di tale nuova teoria filosofica. L'esperienza
di molti secoli ci insegna che gli uomini vivono per le idee e ne sono guidati e che la gente viene ispirata da tali
idee soltanto per mezzo dell'educazione, che pu essere impartita con i medesimi risultati agli uomini di tutti i
secoli, ma naturalmente con mezzi diversi. Con una metodica educazione sapremo eliminare i residui di quella
indipendenza di pensiero della quale ci siamo serviti per i nostri fini da molto tempo. Abbiamo gi istituito il sistema
di soggiogare la mente degli uomini col cos detto metodo di educazione dimostrativa (l'insegnamento oculare), il
quale rende i Gentili incapaci di pensare indipendentemente, e cos essi - come animali ubbidienti - attenderanno
la dimostrazione di un idea prima di afferrarla. Uno dei nostri migliori agenti in Francia il Bouroy; egli vi ha gi
introdotto il nuovo metodo d'insegnamento dimostrativo.

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PROTOCOLLO XVII
La professione il giureconsulto rende coloro che la esercitano freddi, crudeli ed ostinati, li priva di tutti i principi e li
obbliga a formarsi un concetto della vita che non umano ma puramente legale. Si abituano anche a vedere le
circostanze soltanto dal punto di vista di quanto si pu guadagnare facendo una difesa, senza badare alle
conseguenze che essa pu avere sul bene pubblico.

Un avvocato non si rifiuta mai di difendere una causa. Egli far di tutto per ottenere l'assoluzione a qualunque
costo, attaccandosi ai pi meschini cavilli della giurisprudenza, e con questi mezzi egli demoralizza il tribunale.

Perci noi limiteremo la sfera d'azione di questa professione e metteremo gli avvocati sulla stessa base dei
funzionari esecutivi. Tanto gli avvocati patrocinatori, quanto i giudici, non avranno il diritto di intervistare i loro clienti
e riceveranno il loro mandato difensivo a seconda dell'assegnazione che ne far il tribunale [Vale a dire che i
difensori saranno nominati d'ufficio e non scelti dagli accusati. (N. d. T. inglese)]. Essi studieranno la causa
esclusivamente attraverso i documenti ed i rapporti, e difenderanno i loro clienti dopo che questi saranno stati
interrogati in tribunale dal pubblico ministero, basando la difesa di essi sui risultati di questo interrogatorio. Il loro
onorario sar fisso senza tener conto se la difesa sia, o pur no, riuscita. Essi diventeranno dei semplici relatori in
favore della giustizia, agendo in senso opposto al pubblico ministero, il quale sar un relatore in favore dell'accusa.
In questo modo la procedura legale sar considerevolmente abbreviata. Inoltre, con questi mezzi otterremo una
difesa onesta ed imparziale, la quale non sar promossa dagli interessi materiali, ma bens dalla convinzione
personale dell'avvocato. Si avr inoltre il grande vantaggio di metter fine a qualunque forma di subornamento e di
corruzione, che all'epoca attuale pu aver luogo nei tribunali di alcuni paesi.

Abbiamo messo molto impegno nello screditare il clero dei Gentili agli occhi del popolo, e siamo cos riusciti a
nuocere alla sua missione che avrebbe potuto ostacolare molto il nostro cammino. L'Influenza del clero sul popolo
diminuisce di giorno in giorno.

Attualmente la libert di religione prevale ovunque, e l'epoca che il Cristianesimo cadr in frantumi non oramai
troppo distante. Sar ancora pi facile per noi di distruggere le altre religioni. Ma prematuro per ora di discutere
questo argomento.

Noi ridurremo il clero e le sue dottrine a tener cos poco posto nella vita, e renderemo la loro influenza cos
antipatica alla popolazione, che i loro insegnamenti avranno risultati opposti a quelli che avevano una volta.
Quando sar arrivata l'ora di annientare la Corte papale, una mano ignota, additando il Vaticano, dar il segnale
dell'assalto. Allorquando il popolo, nella sua ira si scaglier sul Vaticano, noi ci atteggeremo a suoi protettori per
evitare lo spargimento di sangue. Con questo atto penetreremo fino al cuore di tale Corte, e nessuno potr pi
scacciarcene finch non avremo distrutto la potenza papale. Il Re di Israele diventer il vero Papa dell'universo: il
Patriarca della Chiesa Internazionale.

Ma finch non avremo compiuto la rieducazione della giovent per mezzo di nuove religioni temporanee, per
condurla alla nostra, non attaccheremo apertamente le Chiese esistenti, ma le combatteremo con la critica, la
quale ha gi suscitato e continuer a suscitare dissensi fra esse.

Genericamente parlando, la nostra stampa denuncier i governi e le istituzioni dei Gentili, sia religiose che d'altro
genere, mediante articoli d'ogni specie spogli di qualunque scrupolo, allo scopo di screditarli al massimo grado cos
come noi soli sappiamo fare.

Il nostro governo somiglier al dio centimane Vichnu degli Indiani. Ognuna delle sue cento mani terr una delle
molle della macchina sociale dello Stato.

Sapremo tutto senza l'aiuto della polizia ufficiale, che stata cos insidiosamente corrotta da noi, da non servire ad
altro che impedire ai governi dei Gentili di venire alla conoscenza dei fatti veri. Il nostro programma persuader una
terza parte della popolazione a sorvegliare il resto, per un alto senso di dovere ed in base al principio del servizio
governativo volontario. Allora non sar pi considerato come un disonore, ma anzi come cosa lodevole il fare la
spia. D'altra parte, chi porter notizie false sar veramente punito, per evitare che l'alto privilegio del rapporto
diventi un abuso. I nostri agenti verranno scelti tanto fra le classi alte quanto fra le basse. Li prenderemo fra gli
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amministratori, editori, stampatori, librai, impiegati, operai, cocchieri, lacch ecc. Questa forza poliziesca, non avr
nessun potere indipendente di azione e nessun diritto di prendere qualsiasi misura di sua iniziativa; quindi il dovere
di questa polizia impotente consister semplicemente nel fare dei rapporti e delle testimonianze. La verifica dei
suoi rapporti, e gli arresti, dipenderanno da un gruppo di ispettori di polizia responsabili. Gli arresti saranno fatti da
gendarmi e da guardie di citt. Qualunque persona, che avendone l'incarico, ometta di far rapporto d'una
mancanza qualsiasi, anche piccola, in fatto di politica, sar punita per delittuoso nascondimento di delitto, se potr
provarsi che ne colpevole. Analogamente devono agire ora i nostri fratelli, devono cio di loro iniziativa
denunziare alle autorit competenti tutti gli apostati, nonch tutte le azioni che potrebbero essere contrarie alla
nostra legge. Nel nostro Governo Universale, tutti i nostri sudditi avranno il dovere di servire il nostro sovrano
agendo nel modo suddetto.

Un'organizzazione come la nostra sradicher ogni abuso di potere nonch le varie forme di subornamento e di
corruzione. Insomma, essa distrugger tutte le idee con le quali abbiamo contaminato la vita dei Gentili mediante le
nostre teorie sopra i diritti sovrumani.

Come avremmo potuto riuscire al nostro intento di creare il disordine nelle istituzioni amministrative dei Gentili, se
non con mezzi simili? Fra i pi importanti mezzi per corrompere le loro istituzioni, vi l'uso di quegli agenti che
sono in grado - per la loro attivit distruttiva individuale - di contaminare gli altri, svelando e sviluppando le loro
tendenze corrotte, quali l'abuso del potere e l'uso sfacciato della corruzione.

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PROTOCOLLO XVIII
Quando verr per noi il momento di prendere delle misure speciali di polizia imponendo l'attuale sistema russo
dell'"Okhrana" (il pi pericoloso veleno per il prestigio dello Stato) susciteremo dei tumulti fittizi fra la popolazione,
oppure la indurremo a mostrare una irrequietezza prolungata, al che riusciremo con l'aiuto di buoni oratori i quali
troveranno molti simpatizzanti, ci che ci fornir la scusa di perquisire le abitazioni, nonch di sottoporre le persone
a restrizioni speciali, servendoci dei nostri dipendenti che contiamo nella polizia dei Gentili.

Siccome la pi gran parte dei cospiratori sono spinti dalla passione che hanno sia per la congiura, sia per le
chiacchiere, non li toccheremo fin tanto che non li vedremo sul punto di mettersi ad agire contro di noi, e ci
limiteremo ad introdurre fra essi un - per cos dire - elemento delatore. Dobbiamo ricordarci che un potere perde di
prestigio ogni qual volta scopre una congiura pubblica diretta contro di esso. In simile rivelazione implicita la
presunzione della sua debolezza, nonch, cosa ancora pi dannosa, l'ammissione dei suoi errori. Dovete sapere
che abbiamo distrutto il prestigio dei Gentili regnanti, mediante numerosi assassini privati, compiuti dai nostri
agenti, pecore cieche del nostro gregge, che possono facilmente essere indotte a commettere un delitto purch sia
di carattere politico.

Obbligheremo i governanti a riconoscere la propria debolezza coll'introdurre apertamente delle misure speciali di
polizia, tipo "Okhrana", e cos scuoteremo il prestigio del loro potere.

Il nostro sovrano sar protetto da una guardia segretissima, giacch non permetteremo mai che si possa credere
possibile una congiura contro il nostro sovrano, che egli non sia in grado di sventarla personalmente, o dalla quale
egli sia costretto a nascondersi. Se permettessimo che prevalesse un'idea simile, come prevale fra i Gentili,
firmeremmo la condanna a morte del nostro sovrano, e se non di lui personalmente, della sua dinastia.

Il nostro sovrano, osservando scrupolosamente le apparenze user del suo potere soltanto per il beneficio della
nazione, e giammai per il suo bene personale, o della sua dinastia.

Con questo severo mantenimento del suo decoro, otterr il risultato che la sua potenza sar onorata e protetta dai
suoi stessi sudditi. Essi adoreranno la potenza del sovrano, ben sapendo che ad esso collegato il benessere
dello Stato perch da esso dipende l'ordine pubblico. Far la guardia al Re apertamente, equivale ad ammettere la
debolezza del suo potere.

Il nostro sovrano sar sempre in mezzo al suo popolo ed avr l'apparenza di essere circondato da una folla
indiscreta di uomini e di donne, che per puro caso, in apparenza, occuper sempre le file pi prossime a lui,
tenendo cos indietro il resto della gente, soltanto per conservare l'ordine. Questo esempio insegner agli altri la
padronanza di s stessi. Nel caso che un supplicante fra il popolo, volendo presentargli una domanda, arrivi a farsi
strada attraverso alla folla, coloro che sono nelle prime file prenderanno la sua petizione e la consegneranno al
sovrano alla presenza del supplicante stesso, acciocch ognuno sappia che tutte le petizioni giungono al Sovrano
e che egli stesso controlla tutti gli affari. Il prestigio del potere deve, per sussistere, occupare una posizione tale
che il popolo possa dire: "Se il Re solamente potesse sapere!" oppure: "Quando il Re lo sapr!".

Il misticismo che circonda la persona del sovrano svanisce appena lo si vede attorniato da una guardia di polizia.
Quando viene fatto uso di una simile guardia, qualunque assassino con una certa audacia, pu considerarsi pi
forte della guardia e quindi, realizzando la sua forza, basta che egli attenda il momento propizio e potr assalire il
re. Non predichiamo questa dottrina ai Gentili; potete constatare da voi stessi il risultato che ha avuto il sistema di
circondare di guardie visibili i sovrani dei Gentili. Il nostro Governo arrester tutti gli individui che pi o meno
giustamente sospetter di essere delinquenti politici. Non prudente che, per il timore di giudicare erroneamente
qualcuno, si dia l'opportunit di fuggire alle persone sospette di tali delitti verso di esse saremo spietati. Si potr
forse, in casi eccezionali, prendere in considerazione alcune circostanze attenuanti a favore di delinquenti comuni,
ma non vi possono essere attenuanti per un delitto politico; vale a dire che non esiste giustificazione per un uomo
che si lasci trascinare ad occuparsi di politica, cosa che nessuno, fuorch il regnante, ha il diritto di comprendere.
Ed invero neppure tutti i governanti sono capaci di comprendere la vera politica.

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PROTOCOLLO XIX
Sar proibito a tutti di lasciarsi coinvolgere in faccende politiche; ma d'altra parte incoraggeremo ogni genere di
rapporti e di petizioni sottoponenti all'approvazione del Governo proposte relative a miglioramenti della vita sociale
e nazionale. Con questi mezzi conosceremo gli errori del nostro governo e le aspirazioni dei nostri sudditi.
Risponderemo a questi suggerimenti accettandoli, oppure, se non saranno accettabili, confutandoli con validi
argomenti per dimostrare che la loro realizzazione impossibile e basata sopra una concezione miope degli affari.

La sedizione non ha pi importanza dell'abbaiare di un cane contro un elefante. In un governo bene organizzato
dal punto di vista sociale, ma non dal punto di vista della sua polizia, il cane abbaia contro l'elefante senza
comprenderne la forza, ma basta che l'elefante glie la dimostri dandogli una buona lezione, perch tutti i cani
smettano di abbaiare.

Per togliere al colpevole politico la sua corona di eroismo, lo metteremo al livello degli altri delinquenti, alla pari con
i ladri, gli assassini ed i pi ripugnanti malfattori. Abbiamo fatto il possibile per impedire ai Gentili di adottare questo
sistema. Per raggiungere lo scopo ci siamo serviti della stampa, di discorsi in pubblico e di libri scolastici di storia
ingegnosamente compilati; abbiamo cos fatto nascere l'idea che ogni assassino politico sia un martire, morto per
l'ideale del benessere umano. Una "reclame" cos estesa ha moltiplicato il numero dei liberali e ha ingrossato le file
dei nostri agenti di migliaia di Gentili.

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PROTOCOLLO XX
Oggi mi occuper del nostro programma finanziario, che ho riservato per la fine della mia relazione, in quanto il
problema pi difficile ed anche perch costituisce la clausola finale dei nostri piani. Prima di discuterlo, vorrei
rammentarvi ci che vi ho gi accennato, e cio che tutta la nostra politica si riduce ad una quistione di cifre.

Quando assumeremo il potere, il nostro governo autocratico eviter, per il suo interesse personale, di imporre al
popolo delle tasse pesanti e terr sempre presente la parte che deve rappresentare; quella cio, di un padre, di un
protettore. Ma siccome l'organizzazione del governo assorbir vaste somme di denaro, sar tanto pi necessario di
procacciare i mezzi necessari per mantenerla. Quindi dovremo studiare e risolvere questo problema con la
massima cura, procurando che il peso delle imposte sia distribuito equamente.

Per mezzo di una finzione legale il nostro sovrano sar proprietario di tutti i possedimenti dello Stato (ci si mette in
pratica colla massima facilit). Egli potr prelevare quelle somme di denaro che saranno necessarie per regolare la
circolazione monetaria del Paese. Quindi il metodo pi adatto per soddisfare le spese governative sar la
tassazione progressiva della propriet. Cos le imposte saranno pagate senza l'oppressione e la rovina del popolo,
e l'ammontare relativo dipender dal valore di ciascuna propriet individuale. I ricchi dovranno comprendere che
hanno il dovere di dare una parte della loro soverchia ricchezza al governo, perch questo garantisce loro il
possesso sicuro del rimanente, ed inoltre d loro di diritto di guadagnare del denaro onestamente. Dico
onestamente, perch il controllo della societ impedir i furti sul terreno legale.

Questa riforma sociale deve essere la prima e pi importante del nostro programma, essendo la garanzia
principale della pace. Essa non ammette indugi di sorta.

La tassazione dei poveri l'origine di tutte le rivoluzioni e produce sempre un grave danno al governo, perch
questo, sforzandosi di estorcere denaro dal popolo, perde l'occasione di ottenerlo dai ricchi. La tassazione del
capitale far diminuire le ricchezze dei privati, nelle cui mani le abbiamo lasciate accumulare sino ad ora
appositamente, perch i plutocrati agissero da contrappeso ai governi dei Gentili e alle loro finanze. La tassazione
progressiva applicata proporzionalmente alle fortune individuali, produrr assai pi del sistema attuale di tassare
tutti egualmente. Questo sistema , al momento attuale (1901) essenziale per noi, perch genera il malcontento fra
i Gentili [ Si noti che questa conferenza fu tenuta nel 1901. (Nota del T. inglese) ]. Il potere del nostro sovrano si
baser principalmente sul fatto, che egli sar garante dell'equilibrio del potere e della pace perpetua del mondo.
Quindi, per ottenere questa pace, i capitalisti dovranno rinunciare ad una parte delle loro ricchezze,
salvaguardando cos l'azione del governo. Le spese dello Stato devono essere pagate da coloro che sono meglio
in grado di sostenerle e col denaro che si potr togliere ad essi. Tale misura far cessare l'odio delle classi popolari
per i ricchi, perch esse vedranno in costoro i necessari sostegni finanziari del governo, riconosceranno in essi,
inoltre, i sostenitori della pace e del benessere pubblico. Le classi povere comprenderanno che i ricchi forniscono i
mezzi per i benefizi sociali.

Per evitare che le classi intelligenti, vale a dire i contribuenti, si lagnino soverchiamente del nuovo sistema di
tassazione, daremo ad esse dei resoconti particolareggiati, esponendo chiaramente il modo come il loro denaro
viene speso; eccettuato, si capisce, quella parte che sar impiegata per i bisogni privati del Sovrano e per le
esigenze dell'amministrazione.

Il Sovrano non avr alcuna propriet privata, perch tutto ci che nello Stato gli apparter. Se al Sovrano fosse
concesso di possedere privatamente, sembrerebbe che non di sua propriet tutto ci che nello Stato.

I congiunti del Sovrano, eccettuato il Suo erede, il quale sar anche mantenuto a spese del governo, dovranno
servire come funzionari governativi, oppure lavorare, allo scopo di conservare il diritto di possedere: il privilegio di
essere di sangue reale non conceder loro il diritto di vivere alle spalle dello Stato.

Vi sar una tassa di bollo progressiva su tutte le vendite e compere, nonch tasse di successione. Qualunque
contratto senza il bollo necessario sar considerato illegale, ed il proprietario antecedente sar obbligato a pagare
al Governo una percentuale sulla tassa dal giorno della vendita. Ogni documento di garanzia del trasferimento di
un diritto di una propriet, ecc., da una persona ad un'altra, dovr essere portato ogni settimana all'ispettore locale
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delle tasse, unendovi una dichiarazione con nome e cognome del possessore attuale e del precedente, nonch
l'indirizzo permanente di ambedue.

Simile procedura sar necessaria per i trasferimenti sorpassanti un certo valore; eccedenti cio l'ammontare della
spesa media giornaliera. La vendita delle cose pi necessarie sar soggetta soltanto ad una marca da bollo di
valore stabilito.

Calcolate quante volte il valore di una simile tassazione sorpasser la rendita dei governi Gentili.

Lo Stato dovr tenere in riserva una certa quota di capitale, e nel caso che la rendita proveniente della tassazione
venisse a sorpassare questa somma specificata, la somma risultante in pi dovr essere rimessa in circolazione.
Queste somme in eccesso saranno spese organizzando ogni sorta di lavori pubblici.

La direzione di questi lavori dipender da un dipartimento governativo, e quindi gli interessi delle classi operaie
saranno strettamente collegati a quelli del governo e del loro Sovrano. Una parte di questo denaro soverchio sar
destinato a premiare le invenzioni e le produzioni.

di prima importanza d'impedire che la moneta rimanga inattiva nelle banche dello Stato, al disopra di una somma
specificata che possa essere destinata a qualche scopo speciale; perch il denaro fatto per circolare, e
qualunque congestione di denaro ha sempre un effetto disastroso sul corso degli affari dello Stato, giacch la
moneta agisce quale lubricante del meccanismo statale, e se il lubricante si condensa, il funzionamento della
macchina si arresta in conseguenza. Il fatto che le cartelle di rendita hanno sostituito la moneta in gran parte, ha
creato una congestione simile a quella ora descritta. Le conseguenze di questo fatto sono abbastanza evidenti.

Istituiremo pure un dipartimento per la revisione dei conti, sicch il Sovrano possa a qualunque momento ricevere
un rendiconto completo delle spese del governo e delle sue rendite. Ogni rendiconto sar tenuto rigorosamente al
corrente, fuorch quelli del mese in corso e del precedente. L'unica persona che non avrebbe alcun interesse a
derubare la banca dello Stato il suo proprietario - il Sovrano -. Per questa ragione il suo controllo impedir
qualunque possibilit di perdite o di spese non necessarie.

Saranno aboliti i ricevimenti di etichetta, che sciupano il tempo prezioso del Sovrano, e ci per dargli maggiori
opportunit di attendere agli affari dello Stato. Sotto il nostro governo il Sovrano non sar circondato da cortigiani, i
quali generalmente si pavoneggiano intorno alla sua persona soltanto per vanit, e si preoccupano esclusivamente
dei propri interessi, trascurando, come fanno, il benessere dello Stato.

Tutte le crisi economiche da noi combinate con tanta astuzia nei paesi dei Gentili, sono state determinate ritirando
il denaro dalla circolazione. Lo Stato si trovato nella necessit per i suoi prestiti di fare appello alle grandi fortune
che sono congestionate pel fatto che la moneta stata ritirata dal governo. Questi prestiti hanno imposto dei
pesanti carichi sui governi, obbligandoli a pagare interessi, e cos sono legati mani e piedi.

La concentrazione della produzione nelle mani del capitalismo ha prosciugato tutta la forza produttrice del popolo
insieme alle ricchezze dello Stato. La moneta, al momento attuale, non pu soddisfare i bisogni della classe
operaia, perch non sufficiente per tutti.

L'emissione della moneta deve corrispondere all'aumento della popolazione, e bisogna considerare i bambini come
consumatori di moneta fino dal giorno della loro nascita. Una verifica della moneta di tanto in tanto una quistione
vitale per il mondo intero.

Sapete, io credo, che la moneta aurea stata la distruzione di tutti gli Stati che l'hanno adottata, perch non poteva
soddisfare ai bisogni della popolazione; tanto pi che noi abbiamo fatto del nostro meglio, perch fosse
congestionata e tolta dalla circolazione.

Il nostro governo avr una moneta basata sul valore della potenza di lavoro del paese; essa sar di carta, e magari
anche di legno. Emetteremo una quantit di moneta sufficiente per ogni suddito, aumentandone la quantit alla
nascita di ogni bambino e diminuendola per la morte di ogni individuo. I conti governativi saranno tenuti da governi
locali separati e da uffici provinciali. Per evitare ritardi nei pagamenti delle spese governative, il Sovrano in persona
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emetter ordini regolanti i termini di pagamento di dette somme, mettendo cos fine ai favoritismi usati qualche
volta dai ministri delle finanze ad alcuni dipartimenti.

I resoconti degli introiti e delle spese dello Stato saranno tenuti insieme, perch si possa sempre confrontarli.

I piani che faremo per la riforma delle istituzioni di finanza dei Gentili saranno applicati in maniera tale che essi non
se ne accorgeranno mai. Metteremo in evidenza la necessit di riforme, come se siano dovute allo Stato
disordinato raggiunto dalle finanze dei Gentili. Dimostreremo che la prima ragione di questa cattiva condizione
finanziaria, sta nel fatto che essi principiano il loro anno finanziario facendo un calcolo approssimativo pel bilancio
annuo governativo, l'ammontare del quale aumenta di anno in anno, e per la ragione seguente: si riesce a stento a
far durare le somme assegnate al bilancio governativo annuale sino alla met dell'anno; quindi si presenta un
nuovo bilancio governativo riveduto, e la somma relativa viene spesa generalmente in tre mesi. Dopo questo viene
votato un bilancio supplementare, e alla fine dell'anno i conti sono sistemati mediante un bilancio di liquidazione.

Il bilancio di un anno basato sulla spesa totale dell'anno precedente, quindi in ogni anno avviene una deviazione
di circa il 50 per cento sulla somma nominale, ed il bilancio annuo alla fine di un decennio triplicato. Grazie a
simile procedura, tollerata dai Gentili negligenti, le loro riserve sono state prosciugate. Quindi, quando giunse il
periodo dei prestiti, questo periodo vuot le banche statali, portandole sull'orlo del fallimento.

Potete facilmente comprendere, che un'amministrazione delle finanze di questo genere, che abbiamo indotto i
Gentili a seguire, non pu essere adottato dal nostro governo. Ogni prestito dimostra la debolezza del governo e la
sua incapacit a comprendere i suoi diritti. Ogni prestito, come la spada di Damocle, pende sulla testa dei
governanti, che invece di prelevare certe somme direttamente dalla nazione per mezzo di una tassazione
temporanea, vanno dai nostri banchieri col cappello in mano.

I prestiti all'estero sono come sanguisughe che non si possono distaccare dal corpo del governo, finch non
cascano da s, o finch il governo non riesce a sbarazzarsene. Ma i governi dei Gentili non desiderano di togliersi
di dosso queste sanguisughe; al contrario ne aumentano il numero, ed perci che il loro Stato destinato a
morire dissanguato e per colpa loro. Perch, cosa un prestito all'estero se non un sanguisugo? Un prestito una
emissione di carta governativa che implica l'impegno di pagare un interesse ammontante ad una certa percentuale
della somma totale di denaro preso in prestito. Se un prestito al cinque per cento, in venti anni il governo avr
inutilmente pagato una somma equivalente a quella del prestito per coprirne la percentuale. In 40 anni avr pagato
due volte ed in 60 anni tre volte la somma iniziale, ma il prestito rester sempre un debito non pagato.

Da questo calcolo evidente che simili prestiti, dato l'attuale sistema di tassazione (1901), toglieranno fino l'ultimo
centesimo al povero contribuente per pagare gl'interessi ai capitalisti stranieri, dai quali lo Stato ha preso in prestito
il denaro invece di raccogliere dalla nazione, per mezzo di tasse, la somma necessaria libera di interessi.

Fin tanto che i prestiti erano interni, i Gentili non facevano che trasferire il denaro dalle tasche dei poveri in quelle
dei ricchi; ma da quando riuscimmo, corrompendo chi di ragione, a far sostituire prestiti all'estero a quelli all'interno,
tutte le ricchezze degli Stati affluirono nelle nostre casseforti, e tutti i Gentili principiarono a pagarci ci che si pu
chiamare tributo.

A causa della loro trascuratezza nella scienza del governo, o a causa della corruzione dei loro ministri, o della loro
ignoranza in fatto di finanza, i sovrani Gentili hanno reso i loro paesi debitori delle nostre banche ad un punto tale,
che non potranno mai redimere le loro ipoteche. Dovete comprendere quante fatiche e quante pene abbiamo
sopportato per riuscire a produrre un simile stato di affari.

Nel nostro governo avremo grande cura che non succeda una congestione di danaro e quindi non avremo prestiti
di Stato, eccezione fatta di buoni del Tesoro all'uno per cento, per impedire che il pagamento della percentuale
esponga il paese ad essere succhiato dalle mignatte.

Il diritto di emettere obbligazioni sar concesso esclusivamente alle ditte commerciali, le quali non avranno alcuna
difficolt a pagare le percentuali con i loro profitti, perch prendono in prestito il denaro per imprese commerciali.
Ma il governo non pu trarre profitto da denaro preso in prestito, perch si rende debitore unicamente per
spendere ci che si fatto imprestare.

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Il nostro governo comperer anche azioni commerciali, diventando cos un creditore invece di esser come ora un
debitore e pagatore di tributi. Questa misura metter fine all'indolenza e alla negligenza, che ci furono utili fintanto
che i Gentili furono indipendenti, ma sarebbero dannose al nostro governo. La vacuit del cervello puramente
animale dei Gentili dimostrata dal fatto, che quando prendevano denaro ad imprestito da noi con interessi essi
non riuscirono a capire, che ogni somma cos ottenuta avrebbero dovuto in ultima analisi farla uscir fuori dalle
risorse del loro paese, insieme coi relativi interessi. Sarebbe stato assai pi semplice di prelevare senz'altro tale
danaro dal popolo, senza doverne pagare gli interessi ad altri. Questo dimostra il nostro genio ed il fatto che il
nostro il popolo eletto da Dio. Siamo riusciti a presentare ai Gentili il problema dei prestiti sotto una buona luce
cos favorevole, che essi hanno persino creduto di ricavarne profitto.

I nostri conti presuntivi, che produrremo al momento opportuno, che sono stati elaborati coll'esperienza dei secoli,
e che ponderavamo mentre i Gentili governavano, differiscono da quelli di costoro per la loro straordinaria lucidit,
dimostreranno quanto siano benefici i nostri piani. Questi metteranno fine ad abusi come quelli per mezzo dei quali
siamo diventati i padroni dei Gentili e che non possono essere permessi nel nostro regno. Il nostro bilancio
governativo sar sistemato in modo tale che nessuno, dal regnante in persona all'impiegato pi insignificante, potr
stornarne la pi piccola somma e servirsene per qualsiasi altro uso diverso da quello primieramente prestabilito,
senza essere scoperto. impossibile governare con successo senza un piano definitivamente prestabilito. Persino
i cavalieri e gli eroi muoiono, quando prendono una strada senza sapere dove conduca e quando partono per un
viaggio senza essere bene equipaggiati.

I sovrani dei Gentili, che furono, anche col nostro aiuto, indotti a trascurare l'adempimento dei loro doveri
governativi per mezzo di rappresentazioni, divertimenti, pompe ed altri svaghi, non furono altro che dei paraventi
per nascondere i nostri intrighi.

Le relazioni dei nostri seguaci, che venivano mandati a rappresentare il Governo nei suoi doveri pubblici, furono
compilate dai nostri agenti. In ogni occasione queste relazioni riuscirono gradite alle menti poco accorte dei
Sovrani, perch erano sempre accompagnate dai vari suggerimenti per future economie. Essi avrebbero potuto
domandarsi come fosse possibile far economie mettendo nuove tasse; ma essi non chiesero nulla.

Voi sapete in quali condizioni di caos finanziario si sono ridotti per colpa loro, con la loro negligenza. Essi hanno
finito per fallire malgrado le ardue fatiche dei loro sudditi.

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PROTOCOLLO XXI
Aggiunger ora qualche parola a ci che vi dissi alla nostra ultima assemblea, e vi far una spiegazione dettagliata
dei prestiti all'interno. Ma non discuter ulteriormente i prestiti all'estero, perch essi hanno riempito i nostri forzieri
di denaro tolto ai Gentili ed anche perch il nostro governo universale non avr vicini esteri dai quali esso possa
prendere a prestito.

Ci siamo serviti della corruzione degli amministratori e della negligenza dei sovrani Gentili per raddoppiare e
triplicare il denaro imprestato da noi ai loro governi e del quale in realt non abbisognavano. Chi potrebbe fare
altrettanto a noi? Quindi mi occuper soltanto dei prestiti all'interno.

Quando il governo annunzia un prestito di questo genere, apre una sottoscrizione per i certificati relativi. Questi,
perch siano alla portata di tutte le borse, saranno di tagli piccolissimi. I primi sottoscrittori possono comprare sotto
alla pari. Il giorno seguente il prezzo dei titoli viene alzato, per dare l'impressione che tutti desiderano comprarli.

Nel corso di pochi giorni le casseforti dell'erario sono colme con tutto denaro che stato sottoscritto in pi. (Perch
continuare ad accettare denaro per un prestito gi soverchiamente sottoscritto?). La sottoscrizione ha
evidentemente sorpassato di molto la somma richiesta; in questo consiste tutto il risultato; evidentemente il
pubblico ha fiducia nel governo.

Ma quando la commedia finita, rimane il fatto che vi un grosso debito, e che per pagarne gli interessi il governo
deve ricorrere ad un nuovo prestito, il quale alla sua volta non annulla il debito dello Stato; ma anzi lo aumenta.
Quando la capacit governativa di prendere in prestito esaurita, gli interessi dei nuovi prestiti debbono essere
pagati con nuove tasse; le quali non sono altro che nuovi debiti contratti per coprirne altri.

Allora viene il periodo di conversione dei prestiti; ma dette conversioni non fanno che diminuire la quantit
dell'interesse da pagare, senza cancellare il debito. Inoltre si possono fare solamente col consenso dei creditori. I
Governi quando danno l'avviso di queste conversioni, accordano ai creditori il diritto di accettarle, o di essere
rimborsati dei loro denari se non desiderano di accettarle; ma se ognuno reclamasse il proprio denaro, i Governi
sarebbero presi nella propria rete e non potrebbero rimborsare tutto il denaro. Fortunatamente i sudditi dei governi
Gentili non si intendono molto di finanza, ed hanno sempre preferito di subire un ribasso nel valore dei loro titoli ed
una diminuzione di interessi, piuttosto che rischiare un nuovo investimento. Cos hanno spesse volte dato la
possibilit ai loro governi di sbarazzarsi di un debito, che probabilmente ammontava a parecchi milioni.

I Gentili non oserebbero fare una cosa simile con i prestiti all'estero, ben sapendo che in tal caso noi tutti
richiederemo il rimborso del nostro denaro.

Con un'azione simile il governo dichiarerebbe apertamente il suo fallimento, e ci dimostrerebbe chiaramente al
popolo che i suoi interessi non hanno nulla di comune con quelli del suo governo.

Desidero di fermare la vostra attenzione in modo speciale su quanto ho detto, ed anche sul seguente fatto, che
attualmente tutti i prestiti all'interno sono consolidati dai cosidetti prestiti temporanei; vale a dire, da debiti a breve
scadenza, formati dal denaro depositato nelle Banche dello Stato e nelle Casse di Risparmio. Questo denaro,
essendo a disposizione del Governo per un periodo di tempo considerevole, serve a pagare gli interessi dei prestiti
all'estero, ed il Governo deposita nelle Banche, invece di esso, dei titoli di Stato, i quali coprono tutti i deficit nelle
casseforti statali dei Gentili.

Quando il nostro sovrano sar sul suo trono mondiale, tutte queste scaltre operazioni finanziarie svaniranno.
Distruggeremo il mercato dei valori pubblici, perch non permetteremo che il nostro prestigio sia scosso dal rialzo e
ribasso dei nostri titoli, il cui valore sar stabilito per legge alla pari, senza possibilit alcuna di qualsiasi variazione
di prezzo. Il rialzo origina il ribasso, ed per mezzo dei rialzi che abbiamo cominciato a discreditare i titoli pubblici
dei Gentili.

Alle Borse sostituiremo enormi organizzazioni governative, che avranno il dovere di tassare le imprese commerciali
in quel modo che il governo creder opportuno. Queste istituzioni saranno in grado di gettare sul mercato milioni e
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milioni di azioni commerciali, o di comperarle in un sol giorno. Quindi tutte le imprese commerciali dipenderanno da
noi, e vi potete immaginare quale forza sar la nostra.

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PROTOCOLLO XXII
Con tutto quello che ho detto sino ad ora, ho cercato di farvi un quadro dal vero del mistero degli avvenimenti
attuali nonch dei passati, i quali scorrono tutti nel fiume del destino, e se ne vedranno le conseguenze nel futuro
prossimo. Vi ho mostrato i nostri piani segreti, per mezzo dei quali agiamo sui Gentili, nonch la nostra politica
finanziaria: devo aggiungere ancora solo poche parole.

Nelle nostre mani concentrata la pi grande potenza del momento attuale, vale a dire la potenza dell'oro. In due
soli giorni possiamo estrarre qualsiasi somma dai depositi segreti dei nostri tesori.

ancora necessario per noi di provare che il nostro regno voluto da Dio? possibile che, possedendo cos vaste
ricchezze, non riusciamo a dimostrare che tutto l'oro da noi ammassato in tanti secoli, non aiuter la nostra vera
causa per il bene, cio per il ripristinamento dell'ordine sotto il nostro regime? Forse bisogner ricorrere in certa
misura alla violenza; ma tale ordine sar certamente ristabilito. Dimostreremo di essere i benefattori che hanno
restituito la libert e la pace al mondo torturato. Offriremo al mondo questa possibilit di pace e di libert, ma
certamente ad una condizione sola, e cio che il mondo aderisca strettamente alle nostre leggi. Inoltre faremo
chiaramente comprendere a tutti, che la libert non consiste nella dissolutezza, n nel diritto di fare ci che si
vuole. Dimostreremo pure che n la posizione, n il potere, dnno ad un uomo il diritto di propugnare principi
perniciosi, come ad esempio la libert di religione, l'uguaglianza, o idee simili. Renderemo inoltre ben chiaro, che la
libert individuale non d il diritto a chicchessia di eccitarsi o di eccitare altri facendo dei discorsi ridicoli alle masse
turbolenti. Insegneremo al mondo che la vera libert consiste unicamente nell'inviolabilit di persona, di domicilio e
di propriet per chiunque aderisce onestamente a tutte le leggi della vita sociale. Insegneremo che la posizione di
un uomo sar in relazione al concetto che egli ha dei diritti altrui, e che la sua dignit personale deve vietargli
fantasticherie circa s stesso.

La nostra potenza sar gloriosa, perch sar immensa e regner e guider e certamente non dar ascolto ai
caporioni popolari, o a qualunque altro oratore vociferante parole insensate alle quali si attribuisce l'altosonante
titolo di "principii elevati", mentre non sono altro che utopie. La nostra potenza sar l'organizzatrice dell'ordine in cui
consiste la felicit dei popoli. Il prestigio di questa potenza sar tale, che avr l'adorazione mistica, nonch la
soggezione di tutte le nazioni. Una potenza vera non si piega ad alcun diritto, neanche a quello di Dio. Nessuno
oser avvicinarsi ad essa allo scopo di toglierle sia pure un briciolo della sua forza.

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PROTOCOLLO XXIII
Perch il popolo si abitui all'ubbidienza, deve essere educato alla modestia e alla moderazione; quindi diminuiremo
la produzione degli oggetti di lusso. Con questi mezzi introdurremo per forza la moralit, che ora viene corrotta
dalla continua rivalit nel campo del lusso. Patrocineremo le industrie casalinghe, per danneggiare le fabbriche
private. La necessit di tali riforme anche nel fatto che i padroni di grandi fabbriche private spesse volte incitano,
forse anche inconsciamente, i loro operai contro il governo.

La popolazione impiegata nelle industrie locali non conosce il significato delle parole: "senzalavoro" ; e questo fa s
che essa attaccata al regime esistente e la invoglia ad appoggiare il governo. La disoccupazione il pi grande
pericolo per il Governo; essa avr servito al nostro scopo appena, per mezzo suo, saremo giunti al potere.

L'ubriachezza sar pure proibita e considerata un delitto contro l'umanit e come tale punita, perch sotto
l'influenza dell'alcool l'uomo somiglia alla bestia.

Le nazioni si sottomettono ciecamente soltanto ad una potenza forte che sia totalmente indipendente da esse e
nelle cui mani esse vedano scintillare una spada che serva come arma di difesa contro tutte le insurrezioni sociali.
Perch dovrebbero desiderare che il loro sovrano abbia l'anima di un angelo? Anzi, esse devono vedere in lui la
personificazione della forza e della potenza. Deve sorgere un regnante che sostituisca i governi esistenti, viventi
sopra una folla che abbiamo demoralizzato colle fiamme della anarchia. Questo regnante dovr anzitutto spegnere
queste fiamme, che senza tregua sprizzano da ogni lato. Per raggiungere questo scopo, egli dovr distruggere
tutte le societ che possono dar origine a queste fiamme, anche a costo di versare il suo proprio sangue. Egli
dovr costituire un esercito bene organizzato, che lotter energicamente contro l'infezione anarchica che pu
avvelenare il corpo del governo.

Il nostro Sovrano sar prescelto da Dio e consacrato dall'alto allo scopo di distruggere tutte le idee influenzate
dall'istinto e non dalla ragione, da princip brutali e non dall'umanit. Al momento attuale questi concetti prevalgono
con grande successo, e le conseguenze sono i furti e la violenza compiuti sotto lo stendardo del diritto e della
libert.

Queste idee hanno distrutto tutte le organizzazioni sociali, conducendo cos al regno del Re di Israele. Ma la loro
azione nefasta sar finita appena il regno del nostro Sovrano comincer. Allora le spazzeremo via tutte, perch
sulla strada del nostro Sovrano non possa esservi del fango.

Allora potremo dire alla nazione: "Pregate Iddio e prosternatevi a Colui che porta il segno della predestinazione del
mondo, di Cui Iddio in persona ha guidato la stella affinch nessuno fuorch Lui potesse liberare l'umanit da ogni
peccato".
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PROTOCOLLO XXIV
Ora parler del mezzo di cui ci serviremo per rafforzare la dinastia del Re Davide, affinch essa possa durare fino
al giorno del giudizio finale.

Il nostro modo di render sicura la dinastia consister, in massima, nell'applicazione dei medesimi principii che
hanno posto il maneggio degli affari del mondo nelle mani dei nostri savi; cio la direzione e l'educazione dell'intera
razza umana. Diversi membri del seme di David prepareranno i Re ed i loro Successori, i quali saranno eletti non
per diritto ereditario, ma per la loro capacit individuale. Questi successori saranno iniziati ai nostri misteri segreti
politici ed ai nostri piani di governo avendo massima cura perch nessun altro possa averne conoscenza.

Queste misure saranno necessarie perch tutti sappiano che sono degni di regnare solamente gli iniziati ai misteri
dell'alta politica. Solo a tali uomini sar insegnata l'applicazione pratica dei nostri piani, servendosi dell'esperienza
di molti secoli. Saranno iniziati alle conclusioni dedotte dalle osservazioni sul nostro sistema politico ed economico,
nonch a tutte le scienze sociali. Insomma, apprenderanno il vero spirito delle leggi che sono state stabilite dalla
natura stessa per governare l'umanit.

I successori diretti del Sovrano saranno scartati, se durante la loro educazione daranno prova di essere frivoli o di
cuore mite, oppure qualora mostrino qualche altra tendenza che potrebbe essere deleteria al loro potere, che
potrebbe renderli incapaci di governare, o anche essere pericolosa al prestigio della corona.

Solamente agli uomini capaci di governare con fermezza, bench forse con crudelt, saranno affidate le redini del
governo dai nostri anziani.

In caso di malattia, o di perdita di energia, il nostro Sovrano sar costretto a cedere le redini del governo a quelli
della sua famiglia che avranno dimostrato di essere pi capaci di lui. I progetti immediati del Re, e tanto pi quelli
per il futuro, non saranno conosciuti neanche dai suoi pi intimi Consiglieri. Solamente il nostro Sovrano ed i Tre
che lo avranno iniziato, conosceranno il futuro. Nella persona del Sovrano, che regner con una volont
incrollabile, controllando s stesso come l'umanit, il popolo vedr - per cos dire - il destino personificato e le sue
vie umane. Nessuno conoscer i fini dei Sovrano quando emetter i suoi ordini, quindi nessuno oser ostacolare il
suo misterioso cammino.

S'intende che il Sovrano dovr essere capace di eseguire i nostri piani. Quindi non salir al trono fino a che la sua
intelligenza non sia stata accertata dai nostri savi.

Perch tutti i sudditi amino e venerino il loro Sovrano, egli dovr spesso parlare in pubblico. Questo far
armonizzare le due potenze, vale a dire, quella della popolazione e quella del regnante, che abbiamo scisso nei
paesi gentili, facendo s che si temessero vicendevolmente questo noi facemmo perch queste due potenze, una
volta scisse, cadessero sotto la nostra influenza.

Il Re di Israele non deve essere sotto l'influenza delle sue passioni e specialmente di quelle dei sensi. Egli non
deve permettere agli istinti animali di avere il sopravvento sullo spirito. La sensualit, pi di qualunque altra
passione, distrugge sicuramente tutte le forze mentali e di preveggenza; essa distrae il pensiero degli uomini verso
il lato peggiore della natura umana.

Il Sostegno dell'Universo nella persona del Regnante Mondiale, germogliato dal Seme Santo di Davide, deve
rinunciare a tutte le passioni personali per il bene del suo popolo.

Il nostro Sovrano deve essere irreprensibile.

Firmato dai rappresentanti di Sion del 33grado
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EPILOGO DI SERGYEI NILUS
Questi appunti furono tolti clandestinamente da un grande libro di appunti per conferenze. Il mio amico li trov nella
cassaforte del quartiere generale della societ di Sionne che attualmente in Francia.

La Francia obblig la Turchia a concedere vari privilegi alle scuole ed alle istituzioni religiose di tutte le
denominazioni, che saranno sotto il protettorato del corpo diplomatico francese in Asia Minore. Naturalmente non
sono comprese in queste le scuole e le istituzioni cattoliche, che furono espulse dalla Francia dai governi passati.
Questo fatto dimostra semplicemente che la diplomazia della scuola di Dreyfus si preoccupa solamente di
proteggere gli interessi di Sionne e lavora per la colonizzazione dell'Asia Minore per mezzo di Ebrei francesi. Gli
Ebrei hanno sempre saputo raggiungere l'intento per mezzo di coloro che il Talmud chiama i loro "bruti lavoratori":
parole che indicano i Gentili in genere.

Secondo gli archivi del Sionismo ebraico segreto, Salomone ed altri dotti Ebrei, gi sin dal 929 avanti Cristo
studiarono in teoria un progetto per la conquista pacifica dell'intero universo da parte di Sionne. Mentre la storia si
svolgeva, questo progetto fu studiato in tutti i suoi particolari e completato da uomini che erano successivamente
iniziati a questo problema. Questi sapienti decisero di conquistare il mondo per Sionne adoperando mezzi pacifici,
e cio coll'astuzia del serpente simbolico, la cui testa doveva rappresentare gli iniziati ai piani dell'Amministrazione
Giudaica, ed il corpo il popolo ebraico. L'amministrazione fu sempre tenuta segreta, persino alla stessa nazione
ebraica.

Questo serpente, penetrando a mano a mano nel cuore delle nazioni che incontrava, scalz e divor tutto il potere
non Ebraico di questi Stati. predetto che il serpente deve continuare il suo lavoro seguendo strettamente il piano
prestabilito, fino a che il cammino che deve percorrere non sia chiuso col ritorno del suo capo a Sionne, finch, con
questo mezzo, il serpente non abbia completato il suo anello intorno all'Europa, e - dopo aver incatenato l'Europa -
non abbia accerchiato il mondo intero. Questo compito deve condurre a termine sforzandosi di soggiogare gli altri
paesi con la conquista economica. Il ritorno della testa del serpente a Sionne pu aver luogo solennemente
quando il potere di tutti i Sovrani dell'Europa sia stato abbattuto; vale a dire quando, per mezzo di crisi economiche
e di distruzioni in massa, effettuate ovunque, sar avvenuta la demoralizzazione spirituale e la corruzione morale,
principalmente coll'aiuto di donne ebree, truccate da francesi, italiane, spagnuole. Queste sono le pi sicure
spargitrici di libertinaggio nella vita degli uomini pi in vista ed alla testa delle nazioni.

Le donne che sono al servizio di Sionne servono da attrattiva a coloro che, grazie ad esse, hanno sempre bisogno
di denaro, e quindi sono sempre pronti a vendersi per denaro, che in realt solo imprestato dagli ebrei, perch
ritorna, attraverso le stesse donne, nelle mani dei giudaismo corruttore. Ma mediante queste transazioni, esso
acquista schiavi per la sua causa.

naturale che per la riuscita di un'impresa simile n i funzionarii pubblici, n gli individui privati, debbano
sospettare la parte rappresentata dalle donne impiegate dal Ghetto. Perch i direttori della causa di Sionne
formarono una specie di casta religiosa, costituita da ardenti seguaci della legge mosaica e degli statuti del
Talmud. Tutto il mondo credette che la maschera della legge di Mos fosse la vera regola di vita degli Ebrei.
Nessuno pens di indagare gli effetti di questa regola di vita, specialmente perch tutti gli occhi erano rivolti all'oro
che la casta poteva provvedere e che le dava la pi assoluta libert per intrigare economicamente e politicamente.

Un abbozzo del percorso del serpente simbolico il seguente: La sua prima tappa in Europa avvenne nel 429
avanti Cristo, in Grecia, dove, all'epoca di Pericle, il serpente cominci a divorare la potenza di quel paese. La
seconda fu a Roma, al tempo di Augusto, circa l'anno 69 a. C. La terza a Madrid, al tempo di Carlo quinto, nel
1552. La quarta a Parigi, nel 1700 circa, al tempo di Luigi XIV. La quinta a Londra dal 1814 in poi (dopo la caduta
di Napoleone). La sesta a Berlino, nel 1871, dopo la guerra Franco Prussiana. La settima a Pietroburgo, su cui
disegnata la testa del serpente con la data 1881.

Tutti questi Stati che il serpente ha attraversato, sono stati scossi nelle fondamenta delle loro costituzioni, non
eccettuato la Germania, malgrado la sua apparente potenza. Le condizioni economiche dell'Inghilterra e della
Germania sono state risparmiate, ma solo fino a quando il serpente non sar riuscito a conquistare la Russia,
contro la quale tutti i suoi sforzi sono concentrati attualmente (1905). La corsa futura del serpente non segnata su
questa carta, ma delle freccie ci indicano il suo prossimo movimento verso Mosca, Kieff e Odessa.
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Sappiamo ora perfettamente che queste ultime citt costituiscono i centri della razza Ebraica militante.

Su questa carta Costantinopoli segnata come l'ultima tappa del corso del serpente, prima che esso raggiunga
Gerusalemme [ Notate che questa carta fu disegnata molti anni prima della Rivoluzione in Turchia. (Nota del T.
inglese) ].

Il serpente deve percorrere ancora un breve cammino per completare il suo corso, unendo la sua testa alla sua
coda.

Per facilitare il corso del serpente, Sionne prese le seguenti misure, allo scopo di rimodellare la societ e di
convertire le classi operaie. Anzitutto la razza Ebraica fu organizzata in maniera tale, che nessuno vi potesse
entrare e quindi svelarne i segreti. Viene presupposto che Iddio stesso abbia detto agli Ebrei che essi sono
destinati a governare su tutta la terra in forma di un Regno indivisibile di Sionne. stato insegnato agli Ebrei, che
essi sono la sola razza meritevole di essere chiamata umana, tutte le altre essendo destinate a rimanere "bestie da
lavoro" e schiavi degli Ebrei e che lo scopo ebraico deve essere la conquista del mondo e l'erezione del Trono di
Sionne sull'universo (Cfr. Sanh. 91, 21, 1051).

A gli Ebrei venne insegnato che sono dei Super uomini e che si devono mantenere distinti dalle altre nazioni.
Queste teorie ispir ad essi il concetto dell'autoglorificazione perch, per diritto, sono i figli di Dio. (Cfr. Jihal, 67, I;
Sanh. 58, 2).

La razza ebraica, vivendo separata dalle altre, aderisce strettamente al sistema del "Kaghal", il quale fa obbligo ad
ogni Ebreo di aiutare i suoi consanguinei indipendentemente dall'assistenza che costoro ricevono dalle
amministrazioni locali di Sion che portano diversi nomi: Kaghal, Concistori, Commissioni d'affari ebraici, Uffici per
esazioni di tasse ecc. Tutte queste amministrazioni servono a mascherare il governo di Sionne agli occhi dei
governi di quegli Stati Gentili, che alla loro volta difendono sempre vigorosamente il diritto degli Ebrei di governarsi
da s, perch li considerano erroneamente come una comunit puramente religiosa. Le suddette idee instillate
negli Ebrei, ne hanno anche considerevolmente influenzato la vita materiale.

Quando leggiamo delle opere come il "Gobayon" 14, pag. 1; "Eben Gaizar", 44, pag. 81; "XXXVI Ebamot", 98;
"XXV Ketubat" 36; "XXXIV Sanudrip" 746; "XXX Kadushin", 68 A - che furono tutte scritte coll'intento di glorificare
la razza ebraica vediamo che esse trattano realmente tutti i Gentili come se fossero delle bestie, create
unicamente per servire gli Ebrei. Costoro credono che i popoli, le propriet di essi e persino le loro vite,
appartengono agli Ebrei e che Iddio permette alla sua razza prediletta di farne l'uso che vuole.

Secondo le leggi ebraiche, tutti i maltrattamenti fatti subire ai Gentili son perdonati nel giorno del Capodanno
ebraico, nel quale gli Ebrei ricevono anche il permesso di peccare nello stesso modo durante l'anno entrante.

Per eccitare l'odio dei loro contro tutti i Gentili, i capi degli Ebrei agiscono da "agenti provocatori" durante le
agitazioni antisemitiche, permettendo ai Gentili di scoprire alcuni dei segreti del Talmud. Le manifestazioni
antisemitiche furono anche molto utili ai caporioni Ebrei, perch destarono compassione nel cuore di alcuni Gentili
verso un popolo il quale, apparentemente, veniva maltrattato. Ci serv ad accaparrare conseguentemente molte
simpatie tra i Gentili per la causa di Sionne.

L'antisemitismo, che si manifest con la persecuzione degli Ebrei di basso ceto, ne aiut i capi a controllarli e
tenerli in suggezione. Essi potevano permettere queste persecuzioni, perch al momento opportuno intervenivano
e salvavano i loro correligionari. Notate che i capi Ebrei non soffrirono mai, n nei loro progressi, n nelle loro
posizioni ufficiali di amministratori, durante le agitazioni antisemitiche. Questo fatto non deve far meraviglia, perch
furono questi stessi capi che aizzarono i "mastini cristiani" contro gli Ebrei pi umili. I mastini mantenevano l'ordine
nelle loro greggi e perci aiutavano a rafforzare la stabilit di Sionne.

Secondo la loro opinione, gli Ebrei hanno gi raggiunto la posizione di Super-governo mondiale ed ora si tolgono la
maschera. Naturalmente, la maggior forza di conquista degli Ebrei era costituita dal loro oro; pertanto essi non
dovevano far altro che lavorare per dargli un valore. L'alto valore dell'oro dipende specialmente dal fatto che la
moneta d'oro regola tutti gli scambi. La sua accumulazione nelle mani degli Ebrei dipende dal fatto che essi hanno
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saputo approfittare di qualunque crisi internazionale per monopolizzarlo. Di questo si ha la prova nella storia della
famiglia Rothschild, pubblicata a Parigi dalla "Libre Parole".

Per mezzo di queste crisi, fu stabilita la potenza del capitalismo sotto lo stendardo del liberalismo, proteggendolo
con teorie economiche e sociali astutamente congegnate. Gli Anziani di Sion ottennero un successo straordinario
dando un'apparenza scientifica a queste teorie.

Il sistema degli scrutinii di voto conferisce sempre agli Ebrei la possibilit di introdurre, per mezzo della corruzione,
quelle leggi che possono essere utili allo scopo loro. La forma di governo dei Gentili che pi corrisponde ai desideri
degli Ebrei la repubblicana, perch dove essa vige, riescono con pi facilit a comperarsi una maggioranza.
Inoltre il sistema repubblicano conferisce una libert sconfinata ai loro agenti ed all'esercito di anarchici che hanno
al loro soldo. Questo il motivo per cui gli Ebrei sono cos ardenti sostenitori del liberalismo; ed i Gentili sciocchi,
che essi abbindolano, ignorano il fatto, gi cos evidente, che sotto una repubblica non vi maggiore libert che
sotto un'autocrazia, anzi si verifica il contrario, perch avviene che i pochi sono oppressi dalla plebe la quale
sempre istigata dagli agenti degli Ebrei.

Secondo il testamento di Montefiore, Sionne non risparmia, n denaro, n mezzi, per riuscire a questi intenti. Ogni
giorno i governi di tutto il mondo, incoscientemente, o scientemente, sono soggetti ai comandi di quel grande
Super-governo che Sionne, perch tutte le loro cartelle di rendita sono nelle mani degli Ebrei e tutti i paesi sono
talmente in debito con essi, da non potersene mai liberare. Tutto il commercio, l'industria, come pure la diplomazia,
sono in mano degli Ebrei. Per mezzo dei suoi capitali il Ghetto ha rese schiave tutte le nazioni dei Gentili. A forza di
un'educazione materialistica intensiva, gli Ebrei misero delle pesanti catene a tutti i Gentili e con queste li legarono
al loro Supergoverno.

La fine delle libert nazionali prossima, e quindi anche la libert individuale cesser, perch la vera libert non
pu esistere dove la leva del denaro rende possibile al Ghetto di governare la plebe e di regnare sulla parte pi
degna e pi responsabile della comunit.

"Coloro che hanno orecchi ascoltino"!


- - - - -


Fra poco saranno quattro anni che i "Protocolli degli Anziani di Sion" sono in mio possesso. Dio solo sa quanto
sono stati numerosi gli sforzi che ho fatto per portarli alla luce, ed anche per mettere in guardia coloro che sono al
potere rivelando loro le cause della tempesta che si addensa sulla Russia apatica, la quale, disgraziatamente,
sembra che abbia perso la conoscenza di ci che le sta succedendo intorno.

Solamente ora, e temo che sia troppo tardi, sono riuscito a pubblicare il mio lavoro, nella speranza che potr
mettere sull'avviso coloro che ancora hanno orecchi per sentire ed occhi per vedere.

Non vi pu essere alcun dubbio. Con tutta la potenza ed il terrore di Satana, il regno del Re trionfatore di Israel si
avvicina al nostro mondo non rigenerato; il Re nato dal sangue di Sionne, l'Anti Cristo, si avvicina al trono della
potenza universale.

Gli eventi nel mondo precipitano con vertiginosa velocit, i dissensi, le guerre, i rumori, le carestie, l'epidemie, gli
sconquassi, tutto ci che fino a ieri era impossibile, oggi compiuto. I giorni volano, per cos dire, a vantaggio del
popolo prescelto. Non ho il tempo di esaminare minuziosamente la storia dell'umanit dal punto di vista dei "misteri
di iniquit" che sono gi stati messi a nudo, per dimostrare storicamente l'influenza nefasta che gli "Anziani di
Israele" hanno avuto sulle disgrazie dell'umanit; mi manca anche il tempo di predire il prossimo destino del genere
umano e di svelare l'atto finale della tragedia mondiale.

La luce di Cristo solamente, e quella della Sua Santa Chiesa Universale, possono penetrare negli abissi Satanici e
svelarne tutta l'estensione malvagia.

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Nel mio cuore sento che l'ora suonata per convocare l'ottavo Consiglio Ecumenico, nel quale, dimentichi delle
contese che li hanno divisi per tanti secoli, si raccoglieranno i pastori e i rappresentanti dell'intero Cristianesimo per
affrontare la venuta dell'Anticristo.


FINE


ELENCO DEI COGNOMI DI CIRCA 10.000 FAMIGLIE EBREE DITALIA
Prima di far seguire lelenco, devo premettere alcune considerazioni generiche: Lelenco
comprende circa 1650 cognomi corrispondenti a 9.800 famiglie, ossia in media un
cognome ogni sei famiglie. Il numero grande dei cognomi deriva dal fatto che mentre a
ciascun cognome italiano nel senso largo corrispondono alcune famiglie, gli Ebrei delle
quattro Comunit tedesche, da meno di un secolo immigrate, hanno quasi ogni famiglia
il proprio cognome. Lelenco comprende i cognomi delle famiglie ebree di tutta Italia, in
quanto sono registrate presso lUfficio Statistico del Keren Hajesod (Fondo di
ricostruzione Palestinese) dItalia, inclusi quelli delle quattro Comunit tedesche, esclusi
quelli delle colonie (Tripoli, Bengasi, Rodi, ecc.).
Enumerando, lelenco contiene:
1) Cognomi geografici italiani (per non ripetere, trascrivo senzaltro qui i cognomi
corrispondenti, riservandomi di parlare estesamente sulla loro origine ecc. nella parte
terza). Quest'elenco non pretende n di essere completo n senza sbagli. Ed ecco:
DItalia, Pugliese, Calabrese, Toscano (Siciliano oggi estinto presso gli Ebrei). Citt e
Comuni dItalia: Alatri, Ancona, Anticoli, Ariccia, Ascoli, Asti, Bassano, Bologna,
Borghi (Borgo Trentino), Cagli, Caivano, Camerino, Campagnano, Capua, Carpi,
Castelbolognesi, Castelfranco, Castelnuovo, Castiglioni, Cave, Cavalieri (Piemonte),
Cesana, Cividale, Cingoli, Civita, Colorni (o), Conigliani, Cori, Corinaldi, Fano,
Ferrarese, Fiorentino, Foligno, Forl, Frascati, Gattinara, Genazzano (i), Guastalla, J esi,
Livoli, Limentani, Macerata, Marcaria, Marino (i), Marradi, Massa, Massarani, Melli,
Mestre, Milano, Minerbi, Mirandola, Modena, Modigliani, Momigliano, Mondolfo,
Mondov, Monselice, Montagnana, Montalcino (i), Montecorboli, Mortara, Muggia,
Nepi, Nola, Norlenghi (o), Norsa (Norcia), Ortona, Orvieto, Osimo, Padova, Pavia,
Pavoncello, Perugia, Pesaro, Pescarolo, Piazza (Sicilia), Piperno, Pisa, Parenzo,
Pitigliano (i), Poggibonsi, Pontecorboli, Pontecorvo, Pontremoli, Prato, Pirano (i),
Ravenna, Rignano, Recanati, Reggio, Revere (sul Po), Rieti, Rimini, Romano, Rom,
Rovighi (Rovigo), Russi, Saravalle (Veneto), Scandiani, Senigaglia, Sereni, (o), Servi
(?), Sforno, Soave (Veneto), Sonnino, Sorani (o), Sulmona, Supino, Tagliacozzo, Teglio,
Terni, Terracina, Tivoli, Trieste, Udine, Urbino, Veneziano, Vercelli, Veruli, Verona,
Vigevano (), Viterbo, Voghera, Volterra, Zara.
2) Cognomi tedeschi delle quattro Comunit tedeschi e sparsi in tutta Italia, specialmente
a Milano.
3) Cognomi spagnoli, a Livorno e specialmente in Toscana.
4) Cognomi orientali, specialmente a Milano e Napoli.
5) Cognomi ebraici sparsi in tutta Italia, specie in Toscana.
6) Cognomi greci, a Trieste.
7) Cognomi di professione.
8) Cognomi cattolici, dovuti a matrimonio misto con una ragazza ebrea. Questo potr
essere studiato a parte, da chi in condizione precisa di contare i cognomi cattolici nel
seguente dizionario.
9) Cognomi di origine diversissima. Ed ecco senzaltro lelenco dei cognomi:
A
Aadith, Abad, Abeles, Abenaim, Abeniacar, Abib, Abigdor, Aboaf, Abramson,
Abravanel, Abulaffi, (1) Abulaffia, Acco, Acher, Adagnia, Aderca, Ades, Adler, Aelion,
Aghib, Ahrens, Ajar, Alatri, Alba, Albahari, Albaum, Albert, Albina, Albini, Alcalai,
Alfaquain, Algranati, Alhaique, Allalouf, Allan Civita, Alrnagi, Almansi, Almansi
Macchioro, Almeda, Alphandery, Alpron, Alt, Altarass, Altaress, Altberger, Alter,
Alticheh, Amar, Ameriglio, Amati, Ambonetti, Ambron, Am, Amman, Amy, Anau,
Ancona, Andr, Angel, Angeli, Angelini, Anguillara, Anticoli, Ara, Arbib, Archivolti,
Arditti, Arditi, Ariani, Arias, Ariccia, Ariete, Arieti, Arnstein, Artom, Aruch, Ascarelli,
Ascer, Aschenazi, Ascher, Ascoli, Ascoli Marchetti, Assajcas, Asseo, Astein, Asti,
Astrologo, Attal, Attias, Aub, Avigdor, Auerbach, Awerbach, Azankot, Azavei, Azavey,
Azria, Azriel, Azzaria.
(1) - Si nota che qui sono trascritti i cognomi delle famiglie ebree dltalia, ma con lo
svolgersi del tempo i cognomi sono andati trasformandosi, cosicch troveremo che ci
sono delle famiglie che portano lo stesso cognome, preso come base, ma diverso oggi
come scrittura; per esempio chi potr oggi parlare di una parentela fra le famiglie del
cognome Abulaffia, Abolaffi, Abolaffio, Abolafia, Bolaffio, Bolaffi, che tutti derivano
dal cognome base Abulaffia? Lo avverto perch anche i Luzzatto e Luzzatti, i
Modigliano e Modigliani sono oggi cognomi di famiglie diverse.
B
Badalassi Orvieto, Baer, Bachi, Backschmiedt, Bagdalli, Bahorjud, Baiona, Bak,
Balachovsky, Ball, Ballanti, Balog, Banon, Banti, Baquis, Baracchi, Barchi, Barm
Mazloun, Baroccio, Barroccio, Baruch, Barzilai, Barzillon, Basevi, Basilea, Basola,
Bassan, Behor, Bassani, Bassano, Bassi, Bat, Battino, Bauer, Beck, Bedarida, Bedussa,
Beer, Behar, Beilinson, Belaise, Belforte, Belgrado, Belimbau, Belleli, Bellom,
Belmonte, Bemporad, Benad, Benaim, Benamozegh, Benarayo, Benedetti, Beniacar,
Beniamin, Benigno, Benoliel, Bensillun, Bensussan, Benusiglio, Benveniste, Benvenisti,
Benzimr, Benzouan, Berah, Berer, Bergmann, Bergholz, Bermann, Bernardoni, Berni,
Bernheimer, Bernsteir, Bertel, Beruchel, Besso, Betrich, Betti, Bettinelli, Bettmann,
Biach, Bianchini, Bienenfeld, Bigiavi, Bigio, Biks, Bingen, Bischof (vescovo!), Bises,
Bisi Mantovani, Bisogni, Bisson, Bivak, Blanes, Blaskopf, Blau, Blitz, Bloch, Blotzek,
Blum, Blumberg, Blumenthal, Boaz, Bobek, Boccara, Boffi, Boghen, Boehm, Bolaffi,
Bolaffio, Bollag, Bolle, Bologna, Bolosca, Baustein, Bonaventura, Bond, Bonfiglioli,
Bonomie, Bonucci, Boralevi, Borgetti, Borghi, Borlenghi, Borseti, Bows, Bracci,
Brandenburg, Brandes, Brandi, Braeuer, Braun, Brauner, Braunschweig, Braunstein,
Bravermann, Brecher, Breiner, Breinin, Bresner, Brill, Brisi, Brociner, Brok, Brod,
Brodanka, Brunner, Buchbinder, Buchsbaum, Bueno, Bunzel.
C
Cabibbe, Cademann, Cadorini, Caffaz, Cagli, Caimi, Caimmi, Caivano, Calabi,
Calabresi, Calderoni, Calef, Caleff, Calfoa, Calimani, Cal, Calvo, Camaioli, Camerini,
Camerino, Camhi, Camis, Camis de Fonseca, Cammeo, Campagnano, Campos,
Canarutto, Cannaruto, Cantoni, Capato, Capua, Carasso, Carrara, Carcsson, Cardoso,
Carijo, Carl, Carmi, Carmona, Caro, Carpanetti, Carpi, Carsen, Caruba, Casanova,
Cases, Cases Pellegrini, Cascinelli, Cassin, Cassuto, Castelbolognesi, Castelletti,
Castelli, Castelfranchi, Castelfranco, Castelnuovo Tedesco, Castiglioni, Castro,
Cattelani, Cava, Cave Bond, Cavaglieri, Cavaglione, Cavalieri, Caviglia,
Cendraissousa, Cervetti, Cesana, Cevidalli, Clerido, Clava, Clerle, Cludnevitz, Chajes,
Chapira, Chimich, Ciaroff, Cingoli, Citone, Citone in Alvarenga, Citoni, Cividalli,
Civita, Coen, Coen Cantarini, Coen Gialli, Coenca, Cogoi, Cohen, Coifmann, Colasanti,
Colia, Colombo, Colonna, Colorni, Confino, Conforte, Conforti, Confort, Conigliani,
Consarelli, Consigli, Consiglio, Consolo, Contini, Corcos, Cori, Corinaldi, Coscas
Majon, Costa, Costantini, Cotton, Covo, Cramer, Cratz, Crema, Cremisi, Creo,
Croccolo, Curiat, Curiel, Cusin, Cutti, Cuzzeri, Cuzzi, Czachi, Czatzkis, Czimmer.
D
Dadone, Da Fano, DAgata, Daldon, Dalla Torre, DAncona, Daniel, Danitti, Dann, Da
Zara, De Abravanel, De Alvarez, De Angelis, Deangelis, De Benedetti, De Castro, De
Cori, De Farro, De Frigessy, De Funel, De Leon, Della Riccia, Dell'Ariccia, Della
Rocca, Della Seta, Della Torre, Della Volta, Dello Strologo, Del Mar, Del Monte, Del
Sole, De Luisa, Del Valle, Del Valle de Paz, Del Vecchio, Demajo, De Medina, De
Montel, De Nola, Depace, Depangher, De Paz, De Rossi, De Semo, De Sousa, Dessau,
Deutsch, Diamant, Diaz, Di Capua, Di Castro, Di Cave, Dickmann, Di Cori, Diena,
Dienstfertig, Di Gioacchino, Di Laudadio, Dina, Di Nepi, Dinkelspiel, Di Nola, Di
Porto, Di Segni, Dltalia, Di Tivoli, Ditz, Di Veroli, Dolfo, Donati, Donner, Doerfles,
Dorn, Dowek, Dragoner, Dresner, Dreyfus, Drucker, Dubinsky, Durante, Duranti,
DUrbino.
E
Eckert, Edward, Eibenschuetz, Effendi, Efrati, Ehrenfeld, Ehrenfreund, Ehrenteil,
Ehrlich, Eisenstaedter, Elfer, Elia, Elias, Eliazon, Eliezer, Elseo, Eltbogen, Emdin,
Eminente, Engel, Enriquez, Eppinger, Epstein, Erber, Ergas, Errera, Esdra, Esquenasi,
Essinger, Ettlinger, Evangelisti.
F
Falcini Servi, Falco, Faldini, Faldino, Falk, Fano, Faraggi, Farber, Farchi, Fargion,
Farinelli, Farkas, Fasano, Fassel, Fasulo, Fatucci, Fein, Feiner, Feistmann, Felberbaum,
Felici, Fellner, Fernandes, Ferrarese, Ferro, Ferusciany, Fiandra, Fiano, Fieder, Fifer,
Fink, Finkelstein, Finker, Finzi, Fiorentino, Fimberg, Fischbein, Fischer, Fischl,
Fischmann, Fiz, Flack, Flaschel, Fleisher, Fleischner, Fo, Fodor, Foligno, Fonseca,
Fontanella, Forl, Formiggini, Fornari, Forti, Franchetti, Franco, Frank, Frankental,
Frankl, Franzes, Frascati, Frassinetti, Freiberger, Freisinger, Frenkel, Fresco, Freund,
Fried, Friedenthal, Friedlaender, Friedmann, Fries, Frizzi, Frischmann, Fruchter, Fu,
Fubini, Fuchs, Funaro, Fuerst.
G
Gabbai, Gabriel, Gaensler Frankenstein, Gaggio, Gori, Galinidi, Galletti, Galli, Gallichi,
Gallico, Galligo, Gandus, Gani, Garda, Garsen, Garza, Gasperini, Gattegno, Gattinara,
Gazes, Geddes, Geller, Gemelli, Genazzani, Gentili, Gentilli, Gentilomo, Gerold,
Gerstel, Gerstenfeld, Gesess, Gerschanovitz, Ghersfeld, Ghiron, Ghissin, Giaconi,
Giavol, Ginzburg, Giovanelli, Giroux, Giuili, Giuli, Glanz, Glass, Glattstein,
Glicenstein, Glueck, Godell, Goetz, Goetzel, Goldbacher, Goldberg, Goldberger,
Goldenberg, Goldfinger, Goldfrucht, Goldmann, Goldring, Goldschmiedt, Goldstein,
Goldstaub, Golembiovski, Gomel, Gondelmann, Goudstikker, Graf, Granichstaedten,
Grassetti, Grassini, Graziani, Greco, Greco-Siglina, Grego, Greiger, Gronich, Gruen,
Gruenbaum, Gruenberg, Gruenland, Gruener, Gruenfeld, Gruenwald, Gruss,
Guagnacchi, Guetta, Gugenheim, Guggenheim, Guglielmi, Gurewitsch, Guttierez,
Guttmann.
H
Haardt, Haas, Haber, Hackl, Hagmann, Hahn, Haim, Haimovici, Haimovitsch, Hajek,
Hajon, Hakin, Haliffi, Hamburger, Harmer, Hanania, Hanau, Handler, Hanemann Toff,
Hanen, Harrari, Hasd, Hassan, Hassid, Hasson, Haussmann, Hasan, Heilbrunn,
Heimann, Heinhorn, Heischmann, Heitler, Helfer, Heller, Hensel, Hepner, Herbatschek,
Herbert, Herlitzka, Hersch, Herschmann, Herzer, Hirschfeld, Hirsch, Herzog (duca),
Hochwald, Hodara, Holberg, Hollaender, Hollinger, Honig, Hoenisberg, Horitzky
Orsini, Horn, Horniker, Horovici, Horvat, Huesca, Hupperi.
I
Ichainer, Illes, Isciaki, Ismalun, Israel, Israeli, Issel, Issmann, Italia.
J
J acchia, J acobson, J acur, J affe, J ahni, J anowitz, J anni, J arach, J ar, J enda, J enina, J enna,
J enni, J esi, J esurum, J essulam, J ob, J offe, J ohanan, J olles, J ones, J ona, J os, J oseph, J osz,
J oung, J ules, J ust.
K
Kabiglio, Kach, Kagnaff, Kahn, Kajon, Kalk, Kalmus, Kaminka, Kaptan, Kasman,
Kastner, Katz, Kauffrnann, Kaula, Keller, Kern, Kessler, Kirsch, Kirschen, Kitt,
Klauber, Klein, Kleinzeller, Klippel, Klugmann, Koch, Kohn, Kohner, Kolb, Koltzinsky,
Koenigsberger, Konti, Konrad, Koerber, Korn, Kornell, Kornfeld, Koschiltzki, Kostoris,
Krassner, Kraus, Krauterkraft, Krebs, Kreh, Kreilsheim, Kremer, Kron, Kries,
Krikunetz, Kron, Kropf, Kruskah, Krzentowski, Kuehn.
L
Lacis, Lackenbacher, Lacomba, Laden, Lager, Laide, Lakin, Lamberg, Lampronti,
Landesmann Laudi, Landau, Langbank, Lanternari, Lanzana, Lapajowker, Lappert,
Lascar, Lassejower, Laz, Latis, Lattes, Latzer, Lavagno, Leblis, Lehrecht, Lecerf,
Lechner, Lenner, Lee, Leipziger, Lekner, Lenghi, Lennox, Leone, Leoni, Leonino,
Leonzini, Leperer, Lerner, Lessmann, Levi, Levi Bianchini, Levibran, Levi-Cases
Momigliano, (tre cognomi), Levi de Veali, Levi Minzi, Levin, Levis Levitsch, Lewish,
Levy, Lewy, Lichetnstadt, Lichtenstein, Lieblein, Liehmann, Limentani, Lindemer,
Linder, Lipschuetz, Liscia, Liuzzi, Livoli, Lob, Locascio-Goldschmiedt, Lodeserto,
Loeb, Loeffler, Loevy, Loewy, Loisada, Lolli, Lombroso, Lopes, Lopez, Lopez-Rabello,
Lorant, Loria, Loschitz, Loethe, Loevinson, Loew, Loewental, Loewenthal, Loewinson,
Loewy, Luft, Luftschuetz, Luisada, Lumbroso, Luria, Lusena, Lust, Lustig, Lutomirsky,
Luttinger, Luzzatti, Luzzatto.
M
Macchioro, Macerata, Maendl, Maestri, Maestro, Magrini, Mahlberg, Maimann, Maino,
Maionica, Maissa, Maj, Malvano, Manara, Manasse, Mandel, Mandelberg, Mandler,
Mandula, Mangold, Mann, Mannheimer, Marach, Marcaria, Marcheria, Marcus,
Margulies, Mariani, Marino, Marini, Mariotti, Maroni, Marradi, Marsiglio, Massa,
Massarani, Massarek, Massiah, Matalon, Mattatia, Mattersdorfer, Mautner, Mayer,
Mazzola, Mazoleni, Medina, Medvedieff, Medoro, Meinster, Melgrano, Melli, Menasci,
Mendel, Mendes, Menz, Merkl, Mesha, Mestre, Michelis, Michelstaedter, Mieli,
Migliau, Milano, Milla, Millul, Minerbi, Mingardi, Mires, Misan, Misan-Saia, Misano,
Misul, Misrahi, Modena, Modiano, Modigliani, Modigliano, Modona, Moeller, Mois,
Molco, Molnar, Momigliani, Momigliano, Mondolfi, Mondolfo, Mondov, Monferini,
Monreale, Monselise, Monselles, Montag, Montagnana, Montalcini, Montalcino,
Montalti, Montebarozzi, Montecorboli, Montefiore, Montefiori, Montel, Montiglia,
Morais, Moravia, Mordo, Mordoh, Morel, Morelli, Morello, Moreno, Moreschi,
Moresco, Moretti, Morgenstern, Mori, Moroni, Morpurgo, Mortara, Mortera, Morway,
Moscato, Mosc, Moskowitz, Moully, Mrad Esses, Mosseri, Muggia, Mugnai,
Muehlstein, Muia, Muelberg, Mueller, Musacchi, Musatti, Mussafia, Mustacchi.
N
Naar, Nacam, Nacamulli, Nacmias, Nacson, Nador, Najschitz, Nahmias, Nahon,
Nahum, Naim, Namen, Namer, Nathan, Navara, Navarra, Navarro, Negrini, Neiger
Nepi, Neppi, Neri, Neppi Modona, Neris, Netter, Neumann, Nibal Raimondi, Nigris,
Nissim, Nizza, Nordlinger, Norlenghi, Norsa, Norzi, Nossal, Nunes, Nunes Franco,
Nunes Vais, Nuernberg, Nussbaum.
O
Oberdorfer, Oblath, Ocvirk, OHara, Ohlsen, Olivieri, Olivetti, Olper, Olschki,
Oppenheim, Oreffice, Orefice, Orefici, Ortona, Orvieto, Oser, Osimo, Osmo, Osta,
Oesterreicher, Ottolenghi, Ottolenghi Boccara, Ottolenghi di Vallepiana, Ovazza.
P
Pace, Pacifici, Padoa, Padova, Padovani, Padovano, Paggi, Panerai, Panzieri, Paoli,
Paper, Pardo, Pardo - Roques, Parente, Parenzo, Passigli, Pattin, Pavia, Pavoncello,
Pegna, Perez, Perlmutter, Permutti, Perpetui, Perugia, Pesaro, Pesaro Maurogonato,
Pescarolo, Philipson, Piattelli, Piazza, Picard, Picciacci, Picciaccio, Pick, Pieboni,
Piesen, Pignero, Piha, Pincherle, Pinto, Piperno, Pines, Pirani, Pirola, Pisa, Pisanty,
Pisetzky, Pisinger, Pitigliani, Pitteri, Plankenstein, Plaskis, Platzek, Plaschier, Poggetto,
Poggibonsi, Poggiolini, Polacco, Poliakoff, Politi, Politzer, Pollak, Pomeranz,
Pontecorboli, Pontecorvo, Pontremoli, Popper, Porges, Porta, Portaleon, Portaleone,
Portnoff, Porto, Post, Pozinak, Prato, Pregel, Pressburger, Priester, Procaccia, Prohatzka,
Provenzal, Pugliese, Puritz, Puttermann, Putti.
Q
Quercioli.
R
Rab, Rabbeno, Rabelio, Rabinovici, Racah, Radau, Raffael, Raffaelli, Rahamin, Ram,
Randegger, Rappaport, Rath, Rav, Rav Longhi, Ravenna, Ravicz, Reah, Recanati,
Reder, Redzinsky, Reeson, Reggio, Reghini, Reich, Reichenback, Reichmann, Reinach,
Reiner, Reinert, Reinhardt, Reinisch, Reis, Reiser, Reis, Reissner, Remondini, Renier,
Resignani, Restani, Reuben, Revan, Revere, Revici, Riboni, Richetti, Richtmann,
Riedler, Rieger, Rieti, Rietti, Rignano, Riftin, Rimini, Rocca, Roccas, Rodriguez,
Roganti, Rogers, Roumann, Romanelli, Romani, Romanin, Romanin J acur, Romano,
Romoli, Roques, Rosel, Rosen, Rosenberg, Rosenfeld, Rosenholz, Rosenstein,
Rosenthal, Rosenzweig, Rosselli, Rossi, Rotbart, Roth, Rouff, Rouzel, Rovighi, Rubert,
Rubinstein, Rudoi, Russi.
S
Sabatello, Sabbadini, Sacerdote, Sacerdoti, Sacerdotti, Sacerdotti di Carobbio, Sachs,
Sacuto, Sadok, Sadun, Saadun, Saffaro, Sag, Saiegli, Salem, Salmon, Salmona,
Salmoni, Salom, Salonicchio, Saltiel, Salto, Salus, Samaia, Sambulovich, Samuele,
Sanc, Sanguinetti, Sanguski, Santillana, Saporta, Saralvo, Sarasson, Saraval, Saravalle,
Sarfatti, Sariette, Sarsowski, Sasson, Savani, Saxel, Scazzocchio, Scandiani, Scaramella,
Scarpa, Schjowitz, Schalmon, Schamasch, Schapira, Schaerf, Schick, Schiffer, Schiller,
Schischa, Schlesinger, Schloss, Schmitz, Schmoltz, Schmukler, Schnur, Schoen,
Schoenfeld, Schoenhaut, Schoenheit, Schoenstein, Schor, Schostal, Schotte, Schreiber,
Schreider, Schultz, Schunnach, Schuessler, Schuetz, Schwarz, Schwarzkopf, Schweiger,
Schwob, Sciaky, Scitrug, Sciunnach, Sdraffa, Sed, Sefardi, Segal, Segr, Seidel,
Seidmann, Seif, Semak, Semania, Semo, Senigaglia, Senigallia, Sepilli, Serena, Sereni,
Sereno, Sergi, Sermoneta, Serravalle, Serrera, Servadio, Servi, Sessa, Sessi, Sestieri,
Sforni, Sermann, Siccoli Bond, Siebzehner, Sierra, Silbermann, Silva, Sivera, Sinai,
Singer, Sitri, Slvaja, Smolensky, Smolesco, Soarez, Soliani, Soavi, Somenzi, Sommer,
Sommermann, Sonne, Sonnenberger, Sonnino, Sorani, Sorbi, Soria, Sornaga, Sorraga,
Soschino, Spagnoletto, Spagnolo, Specos, Spiegel, Spierer, Spitilli, Spitz, Spitzer,
Spizzichino, Sprinzeles, Sraffa, Stein, Steindler, Steiner, Steinhardt, Stern, Steinhaus,
Sternberg, Sternfeld, Sternschuss, Stettner, Stipanowitsch, Stock, Straaten, Stransky,
Strossberg, Stucovitz, Stuetzel, Suarez, Subak, Subert, Sullam, Sulmona, Sun, Supino,
Susani, Susin, Suess, Suessland, Sviadoschitz, Szabados, Szamatolsky, Szeynberg,
Szirmay.
T
Tabet, Tagger, Tagiuri, Tagliacozzo, Tailor, Tajar, Tannenbaum, Taenzer, Taubert,
Taussig, Tazartes, Tedeschi, Tedesco, Teglio, Teichner, Temin, Terni, Terracina,
Terracini, Tesoro, Teubal, Tewich, Thuretzky, Tiano, Tivoli, Toaff, Todeschini, Todesc,
Todros, Toledano, Tolentino, Tolosa, Torres, Toscano, Toschi, Tramer, Treulich,
Treves, Treves de' Bonfili, Trevi, Trevis, Trieste, Trietsch, Trionfo, Turba, Tuerk, Turra.
U
Udine, Ullmann, Umano, Ungar, Urbini, Urbino, Urovitz, Usigli, Usiglio, Uziel, Uzielli.
V
Valabrega, Valch, Valensin, Valenti, Valentin, Valenzin, Valobra, Valmarano,
Valmarin, Varadi, Varios, Varsano, Velicogna, Venezia, Veneziani, Veneziano, Ventura,
Vercelli, Veroli, Verona, Verreano, Vigdorcik, Vigevani, Vigevano, Vilcher, Visser,
Vita, Vitta, Vitale, Vitalevi, Vitali, Viterbi, Viterbo, Vitta Zelmann, Vivante, Vivanti,
Vovante, Vogel, Vogelmann, Vogler, Voghera, Volli, Volterra, Vretermann,
Vucenovich.
W
Wachsmann, Walch, Wallfisch, Waschitz, Wassermam, Wax, Wehli, Weichsel, Weiger,
Weil, Weiller, Weil-Schott, Weinstein, Weisberg, Weischel, Weishut, Weiss, Weiss
Dodi, Weisser, Weissmann, Weizmann, Weleminsky, Welisch, Werblowsky, Wernikoff,
Wilhelm, Windspach, Winternitz, Wohl, Wolf, Wolfler, Wolff, Wolfsohn, Wollemborg,
Wollner, Wolner, Wortmann.
Z
Zabban, Zaccaria, Zaccuti, Zacun, Zacutti, Zagdun, Zalai, Zalman-Finzi, Zamatto,
Zamorani, Zanotti, Zarfati, Zargani, Zarzovsky, Zebolun, Zeller, Zelman, Zemanek,
Zevi, Zibell, Zibren, Ziffer, Zipper, Zitrin, Zmigrod, Zoller, Zuccari, Zuckermann, Zurk,
Zweig, Zwillinger.

Christianus in Talmude Iudaeorum sive Rabbinicae doctrinae de
Christianis secreta
IL TALMUD
SMASCHERATO
Gli insegnamenti segreti dei
rabbini sui Cristiani
Di Rev. I.B. Pranaitis
Prete Cattolico; Maestro di Teologia e Professore di
Lingua Ebraica presso l'Accademia Ecclesiastica Imperiale
della Chiesa Cattolica
Romana in San Pietroburgo Vecchio.
(Traduzione dal testo latino)
San Pietroburgo
Ufficio stampa dell'Accademia Imperiale delle Scienze
1892
AAARGH REPRINTS
Internet
2005
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
- 2 -
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
- 3 -
IMPRIMATUR
San Pietroburgo,
13 Aprile 1892
Kozlowsky
Arcivescovo Metropolita di Moghileff
L.S.
No.794
C. Propolanis, S.Th.C.
Segretario
Stampato presso l'Accademia Imperiale delle Scienze.
(Vas.Ostr.,9 Line, No.12)
Excellentissimo ac Reverendissimo
DOMINO DOMINO
FRANCISCO ALBINO
SYMON
EPISCOPO ZENOPOLITANO
SUFFRAGANEO ARCHIDIOECESEOS MOHILOVIENSIS
SUAE SANCTITATIS PRAELATO DOMESTIOCO
S. THOLOGIAE DOCTORI
Rectori Academiae Caesareae Romano-Catholicae Ecclesiasticae
Petropolitanae
ORDINUM EQUITI
PROFESSORI CLARISSIMO
MODERATORI SUO OPTIMO
Dicat Dedu Aeque Auctor
Edizione italiana : I segreti della dottrina rabbinica. Cristo e i cristiani
nel Talmud. Edizione con testi ebraici a fronte ed una introduzione di
Mario De' Bagni, Roma, Tunminelli, 1939 molt. restampe.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
- 4 -
DEDICA DELL'AUTORE
VOSTRA ECCELLENZA:
Per ricambiare in qualche modo la Vs. grandissima gentilezza verso di me, che
ho potuto sperimentare cos spesso e in tante maniere, mi sono impegnato a
dedicarVi questo piccolo libro. di piccole dimensioni ma stato compilato con gran
cura e fatica, e mi sostiene la speranza che Voi non lo sdegnerete; esso infatti il
primo frutto delle fatiche di uno che Voi, una volta, Vi siete cos gentilmente
compiaciuto di chiamare il primo frutto delle Vostre fatiche come Rettore di questa
Accademia. Io prego perci Vostra Eccellenza di benedire questo lavoro che ho
recentemente portato a termine, in maniera che possa adempiere lo scopo per cui
stato scritto. Benedite anche me affich io possa presto compiere lavori pi
importanti per la gloria di Dio e per l'onore e per il progresso della nostra Alma
Mater, su cui regnate da otto anni, e di cui siete il pi grande ornamento.
Possano queste pagine rappresentare per Vostra Eccellenza la dimostrazione del
mio perpetuo e sincero affetto e gratitudine.
Il devoto discepolo di Vostra Eccellenza,
IUSTINUS BONAVENTURA PRANAITIS
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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ANTIFONA
"Che si aprano le nostre scritture a tutti. Che tutti vedano come sia il nostro
codice morale! Non dobbiamo aver paura di questa prova, infatti abbiamo un cuore
puro e uno spirito pulito. Che le nazioni esaminino le dimore dei figli di Israele, e che
da loro stessi si convincano di come realmente siamo! Esse allora certamente
esclameranno con Baalam, quando part per maledire Israele: 'Come son belli i tuoi
padiglioni o Israele: come son belle le tue tende!' "Nel suo atteggiamento verso i non
ebrei, la religione ebraica la pi tollerante di tutte le religioni del mondo... I precetti
degli antichi rabbini, sebbene ostili ai gentili, non possono in nessuna maniera essere
applicati ai cristiani." "Tutta una serie di opinioni pu essere citata dagli scritti delle
pi alte autorit rabbiniche per dimostrare che questi maestri inculcavano nel loro
popolo un grande amore e rispetto per i cristiani in maniera che essi considerassero i
cristiani, che credono nel vero Dio, come fratelli, e pregassereo per loro."
"Noi dichiariamo che il Talmud non contiene niente di ostile contro i cristiani."
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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PROLOGO
Molte persone interessate nella questione ebraica sono solite chiedere se ci sia o
no qualcosa nel Talmud che non sia bello e sublime e completamente estraneo a
qualsiasi espressione che possa sembrare odio verso i cristiani. La confusione di
opinioni a questo riguardo talmente grande che, a sentire coloro che trattano
l'argomento con tanta apparente saggezza, si penserebbe che stessero parlando di una
razza antica e lontana dai nostri tempi, e non del popolo di Israele che vive in mezzo a
noi secondo un codice morale immutabile che continua anche oggi a regolare la loro
vita religiosa e sociale. Stando cos le cose, ho intrapreso il compito di dimostrare ci
che veramente insegna il Talmud a proposito dei cristiani, per potere in tal modo
soddisfare i desideri di coloro che vogliono conoscere questa dottrina da fonti
originali.
A questo scopo, ho tradotto i pi noti libri talmudici che fanno riferimento ai
cristiani e ho disposto queste fonti in ordine tale da dare una chiara idea
dell'immagine del cristiano che il Talmud presenta agli ebrei.
Al fine di non essere accusato di avere usato un testo alterato del Talmud o di
non averlo interpretato correttamente, come in genere accade a coloro che hanno
tentato di rivelare gli insegnamenti giudaici segreti, ho disposto il testo ebraico a
fianco di quello latino.
Ho diviso il testo in due sezioni: la prima tratta degli insegnamenti del Talmud
sui cristiani, la seconda, delle regole che gli ebrei hanno l'obbligo di seguire quando
vivono fra i cristiani.
Faccio precedere queste due parti da una breve capitolo di discussione sul
Talmud stesso.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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IL TALMUD
IL TALMUD deriva il suo nome dalla parola LAMUD - insegnato, e significa
L' Insegnament o. Per metonimia, si vuol significare il libro che contiene
l'Insegnamento, il quale insegnamento si chiama Talmud, cio il libro dottrinale che
da solo espone e spiega completamente tutta la conoscenza e l'insegnamento del
popolo ebreo. Per quanto riguarda l'origine del Talmud, i rabbini ritengono che il suo
primo autore sia Mos. Essi sostengono che, oltre alla legge scritta - trasmessa da Dio
a Mos sul Monte Sinai sulle tavole di sasso e denominata Torah Scheibiktab - Mos
abbia anche ricevuto la sua interpretazione, o legge orale, chiamata Torah Shebeal
Peh. Secondo loro, questo il motivo per cui Mos rimase per tanto tempo sul monte.
Infatti, essi sostengono, un giorno solo sarebbe stato sufficiente per ricevere da
Dio la legge scritta. Si dice che Mos abbia trasmesso questa legge orale a Giosu;
Giosu a sua volta ai settanta Anziani; questi Anziani ai Profeti, e i Profeti alla Grande
Sinagoga. Si sostiene che essa fu pi tardi trasmessa a certi rabbini, uno dopo l'altro,
finch non divenne impossibile ritenerla oralmente. Qualunque cosa possa dirsi sulla
storia dei rabbini, cosa sufficientemente nota fra noi che, prima della nascita di
Cristo, in Palestina esistevano scuole nelle quali si insegnavano i sacri testi. Per
poterli ricordare, i commentari dei Dottori della legge venivano scritti su carte ed
elenchi che, riuniti insieme, formarono gli inizi del Talmud giudaico.
Nel secondo secolo dopo Cristo, il rabbino Jehuda - che, a causa della sua
santit di vita, era chiamato Il Santo e Il Principe - si rese conto che la cultura degli
ebrei andava scemando, che la loro legge orale si stava perdendo, e che il popolo
ebreo si stava disperdendo, e fu il primo a prendere in considerazione i possibili modi
di ridar vita e preservare la legge orale. Egli raccolse tutti gli elenchi e le carte (che la
contenevano) ricavandone un libro che fu chiamato Sepher Mischnaioth, oppure
Mischnah - un Deuterosis o legge secondaria. Lo divise in sei parti, ciascuna delle
quali venne divisa in molti capitoli che vedremo pi avanti.
La Mischnah il fondamento e la parte principale di tutto il Talmud. Questo
libro fu accettato da tutti gli ebrei e fu riconosciuto come codice autentico della loro
legge. Veniva spiegato nelle loro Accademie di Babilonia - a Sura, Pumbaditha e
Nehardea - e nelle loro Accademie di Palestina - a Tiberiade, Iamnia e Lydda.
Con l'andar del tempo le interpretazioni aumentarono e le dispute e le decisioni
dei dottori della legge riguardanti la Mischnah furono scritte. E questi scritti
costituirono un'altra parte del Talmud chiamata Gemarah.
Nel Talmud queste due parti sono disposte in maniera tale per cui la Mischnah
serve per prima come una specie di testo della legge e la Gemarah serve poi da analisi
delle varie opinioni per giungere alle decisioni definitive.
Non tutti i precetti della Mischnah, comunque, venivano discussi nelle scuole
ebree. Non si commentavano quelli che non potevano essere applicati a causa della
distruzione del Tempio, e quelli che potevano essere osservati solo nella Terra Santa.
La loro spiegazione veniva rimandata alla venuta di Elia e del Messia. Per questo
motivo, nel Gemarah, alcune parti del Mischnah mancano.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Per quanto riguarda l'interpretazione della Mischnah del rabbino Jehuda,
ciascuna delle scuole di Palestina e di Bab ilonia segu il suo metodo particolare, e in
questo modo si venne a creare una duplice Gemarah - la versione di Gerusalemme e
quella di Babilonia. L'autore della versione di Gerusalemme fu il rabbino Jochanan,
che fu capo della sinagoga di Gerusalemme per ottant'anni. Nell'anno 230 A.D., egli
port a termine trentanove capitoli di commenari sulla Mischnah. La Gemarah
babilonese, comunque, non fu compilata da una sola persona e nemmeno in una volta
sola. Il rabbino Aschi la cominci nel 327 A.D. e vi lavor per sessant'anni. Continu
il rabbino Maremar nell'anno 427 A.D., e l'opera fu portata a termine dal rabbino
Abina nell'anno 500 A.D. circa. La Gemarah babilonese composta da trentacinque
capitoli di interpretazioni.
Questa duplice Gemarah, assieme con la Mischnah, d vita ad un duplice
Talmud: la versione di Gerusalemme che a causa della sua brevit e difficolt di
comprensione non molto usata; e la versione babilonese che sempre stata tenuta
in altissima considerazione dagli ebrei di tutti i tempi.
La Gemarah seguita da aggiunte chiamate Tosephoth. Fu cos che il rabbino
Chaia inizialmente chiam le sue opinioni sulla Mischnaioth. Egli e il rabbino
Uschaia furono i primi a spiegare questo libro pubblicamente nelle scuole. I
commentari sulla furono redatti dai dottori fuori dell'ambito delle scuole, erano
chiamati Baraietoth, o opinioni estranee. A questi Commentari si aggiunsero poi altre
decisioni chiamate Piske Tosephoth, brevi tesi e semplici principi.
Per quasi cinquecento anni dopo il completamento del Talmud babilonese, lo
studio della letteratura fu gravemente ostacolato, in parte a causa di calamit
pubbliche e in parte a causa di dissensi fra gli studiosi. Ma nell'undicesimo secolo,
altri scrissero ulteriori aggiunte al Talmud. Fra queste, le principali sono quelle del
Tosephoth del rabbino Ascher.
Oltre a queste, comparvero il Perusch del rabbino Moische ben Maimon, per
brevit chiamato Rambam dagli ebrei, dai cristiani Maimonide, e dal rabbino
Schelomo, Iarchi o Raschi.
Cos che la Mischnah, la Gemarah, il Tosephoth, le note marginali di rabbino
Ascher, il Piske Tosephoth e il Perusch Hamischnaioth di Maimonide, tutti insieme,
costituiscono un ampio lavoro chiamato Il Talmud.
Le principali parti del Talmud, che abbiamo menzionato sopra, sono sei:
I. ZERAIM: riguardante i semi. Tratta di semi, frutti, erbe, alberi; dell'uso pubblico e
domestico di questi frutti, di semi diversi, ecc.
II. MOED: riguardante le feste. Tratta del tempo in cui il sabato e altre feste devono
avere inizio, fine ed essere celebrate.
III. NASCHIM: riguardante le donne. Tratta del matrimono e del ripudio delle mogli,
dei doveri, dei rapporti, delle malattie, ecc.
IV. NEZIKIN: riguardante i danni. Tratta dei danni sofferti da uomini ed animali,
delle penalit e dei risarcimenti.
V. KODASCHIM: riguardo la santit. Tratta dei sacrifici e di vari riti sacri.
VI. TOHOROTH: riguardante le purificazioni. tratta della contaminazione e della
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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purificazione delle stoviglie, biancheria e altre cose.
Ciascuna di queste sei parti, che gli ebrei chiamano Schishah Sedarim - sei
ordini o ordinanze - divisa in libri o fascicoli, chiamati Massiktoth, e i libri in
capitoli, o Perakim.
I. ZERAIM. Contiene undici libri o Masechtoth.
1. BERAKHOTH -Benedizioni e preghiere. Tratta delle regole liturgiche.
2. PEAH - Angolo di un campo. Tratta degli angoli del campo e della spigolatura... le
olive e l'uva da lasciare ai poveri.
3. DEMAI - Cose dubbie. Se si debbano o no pagare le decime su tali cose.
4. KILAIM - Miscele. Tratta delle varie miscele di semi.
5. SCHEBIITH - il Settimo. Tratta dell'anno sabbatico.
6. TERUMOTH - Offerte e Oblazioni. Le offerte "Heave" per i preti.
7. MAASEROTH - le Decime, da versare ai Leviti
8. MAASER SCHENI - la Seconda Decima
9. CHALLAH - la Pasta, la parte di essa da darsi ai Preti.
10.ORLAH - L'Incirconciso. Tratta dei frutti di un albero durante i sui primi tre anni
di vita.
11.BIKKURIM - I Primi Frutti da portare al Tempio.
II. MOED. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
1. SCHABBATH - Il sabato. tratta dei tipi di lavoro proibiti in questo giorno.
2. ERUBHIN - Combinazioni. Contiene i precetti sul cibo per il sabato, ecc.
3. PESACHIM - Pasqua. Tratta delle leggi relative alla Festa della Pasqua ebraica e
dell'agnello pasquale.
4. SCHEKALIM - Siclo. Tratta delle dimensioni e peso del siclo.
5. IOMA - il Giorno della Riconciliazione. Tratta delle prescrizioni per quel giorno.
6. SUKKAH - il Tabernacolo. Tratta delle leggi riguardanti la festa dei Tabernacoli.
7. BETSAH - l'Uovo del Giorno di Festa. Tratta del tipo di lavoro proibito e permesso
nei giorni di festa.
8. ROSCH HASCHANAH - Anno Nuovo. Tratta della Festa dell'Anno Nuovo.
9. TAANITH - Digiuni. Tratta dei digiuni pubblici.
10.MEGILLAH - il Rotolo. Tratta della lettura del Libro di Ester. Contiene la
descrizione della Festa di Purim.
11.MOED KATON - Festa Minore. Tratta delle leggi relative ai giorni che dividono il
primo dall'ultimo giorno di Pesach e Succoth.
12.CHAGIGAH - Paragone dei riti delle tre feste di Pesach, Sukkoth e dei Tabernacoli.
III. NASCHIM. Contiene sette Libri o Masechtoth.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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1. JEBBAMOTH - Cognate. Tratta del matrimonio del Levirato.
2. KETHUBOTH - Contratti di Matrimonio. Tratta della dote e degli accordi
matrimoniali.
3. KIDDUSCHIN - Fidanzamenti.
4. GITTIN - libretto sui Divorzi.
5. NEDARIM - Voti. Tratta dei voti e del loro annullamento.
6. NAZIR - il Nazireo. Tratta delle leggi riguardanti i Nazirei e coloro che si separano
dal mondo e si consacrano a Dio.
7. SOTAH - la Donna sospettata di adulterio.
IV. NEZIKIN. Contiene dieci Libri o Masechtoth.
1. BABA KAMA - Prima porta. Tratta dei Danni e Torti e del loro risarcimento.
2. BABA METSIA - Porta di mezzo. Tratta delle leggi riguardanti gli oggetti trovati,
concernenti la fiducia, riguardanti l'acquisto e la vendita, il prestito, il noleggio e
l'affitto.
3. BABA BATHRA - L'Ultima porta. Tratta delle leggi riguardanti la propriet
immobiliare e il commercio, per lo pi sulle basi della legge tradizionale. Concerne
anche la successione ereditaria.
4. SANHEDRIN - Tribunali. Tratta dei tribunali e dei loro atti, e della pena per i
delitti capitali.
5. MAKKOTH - Frustate. Le 40 frustate (meno una) inflitte ai criminali.
6. SCHEBUOTH - Giuramenti. Tratta dei diversi tipi di giuramento.
7. EDAIOTH - Testimonianze. Contiene una serie di leggi tradizionali e decisioni
raccolte dalle testimonianze di distinti maestri.
8. HORAIOTH - Decisioni. Tratta delle sentenze dei giudici e delle pene dei
trasgressori.
9. ABHODAH ZARAH - Idolatria.
10.ABHOTH - Padri. Tratta delle leggi dei padri. Si chiama anche PIRKE ABHOTH.
V. KODASCHIM. Contiene undici Libri o Masechtoth.
1. ZEBBACHIM - Sacrifici. Tratta dei sacrifici di animali e delle modalit di offrirli.
2. CHULIN - Cose Profane. Tratta della maniera tradizionale di uccidere gli animali
per usi comuni.
3. MENACHOTH - Offerte di carne. Tratta delle offerte di carne e bevande.
4. BEKHOROTH - il Primogenito. Tratta delle leggi riguardanti i primogeniti di
uomini ed animali.
5. ERAKHIN - Valutazioni. Tratta del modo nel quale le persone consacrate al
Signore con un voto vengono legalmente valutate per il loro riscatto.
6. TEMURAH - Scambio. Tratta delle leggi riguardanti lo scambio di cose consacrate.
7. MEILAH - Violazione, Sacrilegio. Tratta dei peccati riguardanti la violazione o la
profanzione di cose sacre.
8. KERITHUTH - Scomunica. Tratta dei peccati soggeti alla pena di scomunica, e
della loro espiazione per mezzo di sacrifici.
9. TAMID - Il Sacrificio Giornaliero. Descrive le funzioni del Tempio per le offerte
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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giornaliere del mattino e della sera.
10.MIDDOTH - Misure. Descrive le misure e la descrizione (sic) del Tempio.
11.KINNIM - I Nidi degli Uccelli. Tratta dei sacrifici di volatili, delle offerte dei poveri,
ecc.
VI. THOHOROTH. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
1. KELIM - Stoviglie. Tratta delle condizioni nelle quali gli utensili domestici, gli
indumenti, ecc. ricevono la purificazione rituale.
2. OHOLOTH - Tende. Tratta delle tende e delle case, e della loro contaminazione e
purificazione.
3. NEGAIM - Malattie epidemiche. Tratta delle leggi relative alla Lebbra.
4. PARAH - la Giovenca. Tratta delle leggi concernenti la giovenca rossa e dell'uso
delle sue ceneri per la purificazione di quanto contaminato.
5. TOHOROTH - Purificazioni. Tratta dei gradi minori di contaminazione che durano
solo fino al tramonto.
6. MIKVAHTH - Pozzi. Tratta delle condizioni nelle quali i pozzi e i serbatoi possono
essere usati per le purificazioni rituali.
7. NIDDAH - Mestruazioni. Tratta della contaminazione giuridica derivante da certe
condizioni delle donne.
8. MAKSCHIRIN - Preparazioni. Tratta dei liquidi che preparano e dispongono i semi
e i frutti a ricevere la contaminazione rituale.
9. ZABHIM - Riguardante la polluzione notturna e della gonorrea. Tratta della
contaminazione derivante da tali secrezioni.
10.TEBHUL IOM - Lavaggi giornalieri.
11.IADIM - Mani. Tratta della contaminazione rituale delle mani secondo la legge
tradizionale, e della loro purificazione.
12.OKETSIN - Piccioli della Frutta. Tratta dei piccioli e dei gusci della frutta in
quanto portatori di contaminazione rituale.
Il Talmud completo si compone di 63 libri divisi in 524 capitoli.
Oltre a questi ci sono altri quattro brevi fascicoli che non sono stati inclusi nel
Talmud regolare. Essi sono stati aggiunti da scrittori ed autori successivi.
Questi quattro fascicoli sono:
MASSEKHETH SOPHERIM - il Trattatello degli Scribi. Tratta del modo di scrivere i
libri della legge. Contiene 21 capitoli.
EBHEL RABBETI - Un grosso trattato sul Lutto. Contiene 14 capitoli.
KALLAH - la Sposa. Sull'acquisizione della sposa, sui suoi ornamenti e altre cose che
la riguardano. Ha un solo capitolo.
MASSEKHETH DEREKH ERETS - la Condotta di Vita. Diviso in RABBAH - parti
principali, e ZUTA parti secondarie. Contiene 16 capitoli. Alla fine aggiunto un
capitolo speciale - PEREK SCHALOM - sulla Pace.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Essendo il Talmud un lavoro tanto disordinato e voluminoso, si present la
necessit di un compendio che ne facilitasse lo studio. A questo scopo, nel 1032, il
rabbino Isaac ben Jacob Alphassi pubblic un Talmud Abbreviato, che egli chiam
Halakhoth - Costituzioni. Tutte le discussioni protratte vi furono omesse e invece
quelle parti che concernevano le cose pratiche della vita vi furono conservate. Dato
per che questo lavoro non aveva un ordine, non fu considerato di gran valore.
Il primo a produrre un lavoro ben ordinato sulla Legge Ebraica fu Maimonide,
chiamato l'"Aquila della Sinagoga." Nel 1180, egli produsse il suo celebre Mischnah
Torah - Ripetizione della Legge, chamato anche Iad Chazakah - la Mano Forte. Esso
contiene quattro parti o volumi e 14 libri che comprendono tutto il Talmud. In questo
lavoro, Maimonide incluse anche molte discussioni filosofiche e tent di stabilire
molte leggi sue proprie. A causa di questo fatto, egli fu scomunicato dalla sua gente e
condannato a morte. Fugg in Egitto dove mor nel 1205. Nonostante ci, il valore del
suo lavoro crebbe col tempo, e per un certo periodo, una versione espurgata fu tenuta
in altissima considerazione dagli ebrei. Un difetto di questo lavoro che continene
molte leggi che hanno perso qualsiasi valore dopo la distruzione del Tempio. Nel
1340, in stretto accordo con le idee dei rabbini, Jacob ben Ascher pubblic
un'edizione del lavoro di Maimonide, espurgata da tutte le sue innovazioni filosofiche
e delle vecchie, inutili leggi. Essa fu chiamata Arbaa Turim - I Quattro Ordini, che
sono:
I. ORACH CHAIIM: I semi della Vita, e tratta della vita quotidiana in casa e alla
Sinagoga.
II. IORE DEA: che impartisce insegnamenti sui cibi, le purificazioni ed altre leggi
religiose.
III. CHOSCHEN HAMMISCHPAT - giudizi privati sulle leggi civili e penali.
IV. EBHEN HAEZER: La Roccia dell'Aiuto, che tratta delle leggi del matrimonio.
Dato che Alphasi, Maimonide e Jacob ben Ascher non concordavano su molti
punti - il che fece sorgere diverse interpretazioni della stessa legge - c'era un grande
bisogno di un libro che contenesse brevi e concise soluzioni alle controversie e che
potesse rappresentare per il popolo ebreo un libro di legge degno di questo nome.
Joseph Karo, un rabbino di Palestina (nato nel 1488 e morto nel 1577), soddisf
tale necessit con il suo celebre commentario all'Arbaa Turim, che egli chiam
Schulchan Arukh - la Tavola Preparata. Dato che, comunque, le useanze degli ebrei
orientali differivano molto da quelle degli ebrei occidentali, anche lo Schulchan
Arukh, di Joseph Karo non fu sufficiente per tutti gli ebrei che si trovavano nelle
diverse parti del mondo. Fu per questo motivo che il rabbino Mosche Isserles scrisse
un commentario sullo Schulchan Arukh, intitolato Darkhe Mosche, La Via di Mos,
che ricevette la stessa accoglienza in Occidente che aveva avuto il lavoro di Joseph
Karo in Oriente. Al momento, lo Schulchan Arukh considerato il Codice Legale
obbligatorio degli ebrei, ed essi ne fanno principale uso nei loro studi. Molti
conmmentari sono stati scritti su ciascuna parte di questo libro.
Un importante punto da notare che questo lavoro sempre stato considerato
santo dagli ebrei. Essi l'hanno sempre considerato, e ancora lo considerano, pi
importante delle Sacre Scritture. Il Talmud stesso dimostra chiaramente questo fatto:
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Nel trattatello Babha Metsia, fol 33a, leggiamo:
"Coloro che si dedicano alla lettura della Bibbia esercitano una certa virt, ma
non moltissima; coloro che studiano la Mischnah esercitano una virt per cui
riceveranno un premio; coloro, comunque, che si impegnano nello studio dalla
Gemarah esercitano la pi alta virt."
Similmente, nel trattatello Sopherim XV,7, fol.13b:
"La Sacra Scrittura come l'acqua, la Mischnah il vino, e la Gemarah vino
aromatico." La seguente un'opinione nota e se ne trovano alte lodi negli scritti dei
rabbini: "Figlio mio, ascolta le parole degli scribi piuttosto che le parole della legge."
Il motivo di ci si trova nel trattatello Sanhedrin X,3, f.88b:
"Colui che trasgredisce le parole degli scribi pecca pi gravemente che chi
trasgredisce le parole della legge."
Anche in presenza di divergenze di opinioni fra la Legge e i dottori, entrambi
devono essere presi come parole del Dio Signore.
Nel trattatello Erubhin f.13b, dove si riferisce di una divergenza di opinioni fra
le due scuole di Hillel e Schamai, si concude che:
"Le parole di entrambi sono parole del Dio vivente."
Nel libro Mizbeach, cap. V, troviamo la seguente opinione:
"Non c' niente che sia superiore al Santo Talmud."
I sostenitori contemporanei del Talmud ne parlano quasi nella stessa maniera.
Ci che i cristiani pensavano del Talmud ampiamente dimostrato dai molti
editti e decreti emessi a questo proposito, con i quali i supremi governanti della
Chiesa e dello Stato lo hanno proscritto molte volte e hanno condannato alle fiamme
questo sacro Codice Legale Secondario degli ebrei.
Nel 553, l'Imperatore Giustiniano proib la diffusione dei libri del Talmud su
tutto il territorio dell'Impero Romano. Nel XIII secolo "i Papi Gregorio IX e
Innocente IV condannarono i libri del Talmud in quanto contenenti ogni tipo di
abiezioni e bestemmie contro la verit cristiana, e ordinarono che fossero bruciati
perch diffondevano molte orribili eresie."
Pi tardi, essi furono condannati da molti altri Pontefici Romani - Giulio III,
Paolo IV, Pio IV, Pio V, Gregorio XIII, Clemente VIII, Alessandro VII, Benedetto XIV
e altri che pubblicarono nuove edizioni dell'Indice dei Libri Proibiti secondo gli ordini
dei Padri del Concilio di Trento, e anche nei nostri stessi giorni.
((Per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa Cattolica verso gli ebrei, si
veda l'Appendice alla fine di questo libro: "Come i Papi Hanno Trattato gli Ebrei."))
All'inizio del XVI secolo, quando la pace della Chiesa era disturbata da nuove
religioni, gli ebrei cominciarono a distribuire il Talmud apertamente, assistiti
dall'arte della stampa allora appena inventata. La prima edizione stampata di tutto il
Talmud, contenente tutte le sue bestemmie contro la religione cristiana, fu pubblicata
a Venezia nell'anno 1520. E quasi tutti i libri ebrei pubblicati in quel secolo che era
loro favorevole sono completi e genuini. Verso la fine del XVI secolo e l'inizio del
XVII, quando molti uomini famosi si impegnarono in un diligente studio del Talmud,
gli ebrei, temendo per se stessi, cominciarono ad omettere parti del Talmud che erano
apertamente ostili ai cristiani. Fu in tal modo che il Talmud pubblicato a Basilea nel
1578 fu mutilato in molti punti.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
- 14 -
Ad un sinodo in Polonia, nell'anno 1631, i rabbini della Germania ed altri paesi
dichiararono che non si doveva stampare niente che potesse infastidire i cristiani e
causare la persecuzione di Israele. Per questo motivo, nei libri ebraici pubblicati dal
secolo seguente in poi, ci sono indizi di molte cose mancanti cui i rabbini suppliscono
con spiegazioni ritenute a memoria, in quanto essi possiedono i libri integrali che i
cristiani vedono raramente.
Comunque, i libri ebraici furono pubblicati pi tardi con pochissime mutilazioni
in Olanda - dove gli ebrei espulsi dalla Spagna venivano cordialmente ricevuti. Il
Talmud pubblicato in questo paese nel 1644-1648 quasi uguale all'edizione
veneziana.
L'ultimo strattagemma inventato per ingannare i censori stato di inserire la
parola haiah (era) nel testo genuino, come per indicare che la questione di cui si
tratta si riferisce ad un tempo passato. Ma cos facendo essi "puliscono solo l'esterno
della tazza". Infatti, in molti punti lasciano trapelare ci che intendono, per es. con le
parole gam attah, "perfino ora," vale a dire "questa legge deve essere obbedita"; e
aphilu bazzeman hazzeh, "fino ad oggi," vale a dire "questa legge ancora valida," e
simili.
Dobbiamo aggiungere alcune considerazioni sull'altro notissimo libro degli
ebrei, che si chiama ZOHAR.
Secondo alcuni rabbini, Mos, dopo essere stato istruito sull'interpretazione
della legge sul Monte Sinai, non trasmise quest'informazione a Giosu n questi agli
anziani, ma ad Aronne, Aronne ad Eleazzaro, e cos via fino a che l'insegnamento
orale non fu messo in forma di libro con il nome di ZOHAR, dal nome ZEHAR, che
significa emanare splendore. Esso infatti un'illustrazione dei libri di Mos, un
commentario del Pentateuco.
Si dice che l'autore sia stato R. Schimeon ben Jochai, un discepolo di R. Akibha
che, cinquant'anni dopo la distruzione del Tempio, mor da martire nell'anno 120
A.D. circa nella guerra che Adriano condusse contro gli ebrei. Dato che, comunque, in
questo libro appaiono nomi di uomini vissuti diversi secoli dopo l'anno indicato, e
dato che n Rambam (R. Mosche ben Nachman, n R. Ascher, che mor nell'anno
1248 A.D. circa, ne hanno fatto menzione, pi probabile che siano pi vicini alla
verit coloro che dicono che il libro di Zohar vide la luce per la prima volta intorno al
XIII secolo. Ci considerato probabile specialmetne a causa del fatto che circa in
questo periodo fu prodotto un libro simile per stile e argomento al modo di scrivere
caldeo.
Si compone di tre volumi formato in ottavo grande.
Ci sono molti altri lavori pubblicati da maestri ebrei, che vengono usati nello
studio della legge giudaica, e che sono tenuti in alta considerazione dato che spiegano
molti passaggi oscuri del Talmud. In questo libro ne sono citati alcuni, e precisamente
i seguenti:
BIAR - Dicharazione, delucidazione, Commentario su un altro Commentario. Queste
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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dichiarazioni differiscono fra di loro.
HALAKHOTH - di solito scritto HILKHOTH - Decisioni o Dissertazioni. Libri
separati delle Sacre Scritture e del Talmud di diversi rabbini: Maimonide, Beshai,
Edels, Mos di Kotzen, Kimchi e altri. Nella maggior parte dei casi, danno delle
citazioni di Maimonide dallo HILKHOTH
AKUM. Queste contengono dissertazioni sulle stelle e pianeti e sulle condizioni delle
nazioni. Ce n' un altro
HILKHOTH MAAKHALOTH ASAVOROTH - dissertazioni sugli alimenti proibiti.
IUCHASIN o SEPHER IUCHASIN - dissertazioni sulla discendenza. Tratta della
storia sacra e giudaica dall'inizio del mondo fino al 1500. Fu stampato a Cracovia nel
1580.
JALKUT - una raccolta di commenti tratti da vari libri antichi. Si suppone abbia un
significato non letterale ma allegorico. Autore: il rabbino Shimeon di Francoforte.
KED HAKKEMACH - Barile di farina. Contiene un elenco alfabetico dei luoghi delle
comunit teologiche. Autore: il rabbino Bechai di Lublino.
MAGEN ABRAHAM - Scudo di Abramo. Autore: Perizola.
MIZBEACH HAZZAHABH - l'Altare d'Oro. Libro cabalistico. Autore: R. Schelomon
ben Rabbi Mordechai. Stampato a Basilea nel 1602.
MACHZOR - un Ciclo. Libro di Preghiere usato nelle feste grandi.
MENORATH HAMMAOR - Candela di luce. Libro talmudico. Contiene l'Aggadoth e
il Medraschim, cio, i commentari storici e allegorici su tutto il Talmud. Autore:
rabbino Isaac Abhuhabh. Stampato nel 1544.
MAIENE HAIESCHUAH - Fontane del Salvatore. Uno squisito commentario su
Daniele del rabbino Isaac Abarbanel. Vi si trovano numerose dispute contro i
cristiani. Stampato nel 1551.
MIKRA GEDOLAH - la Grande Convocazione. Una bibbia ebraica con note di R.
Salomon Iarchi e R. Ezra.
MASCHMIA IESCHUAH - Il Predicatore della Salvezza. Spiegazioni su tutti i Profeti.
Riguarda la redenzione futura. Autore: R. Abarbanel.
NIZZACHON - Vittoria. Attacchi contro i crisitani e i quattro Vangeli. Autore:
rabbino Lipman. Stampato nel 1559.
SEPHER IKKARIM - Libro sui fondamentali o articoli di fede. Contiene un durissimo
attacco contro la fede cristiana.
EN ISRAEL - L'Occhio d'Israele. Un libro celebre. Ha una seconda parte - BETH
JAKOBH - la Casa di Giacobbe. Contiene dei deliziosi racconti talmudici. Stampato a
Venezia nel 1547.
SCHAARE ORAH - le Porte di Luce. Un celeberrimo libro cabalistico. Autore: Ben
Joseph Gekatilia.
SCHEPHAA TAL - Abbondanza di Rugiada. Libro cabalistico. Una chiave per il libro
di Zohar ed altri libri del genere. Autore: rabbino Schephtel Horwitz di Praga.
TOLDOTH IESCHU - le Generazioni di Ges. Un opuscolo pieno di bestemmie e
maledizioni. Contiene la storia di Cristo. Pieno di espressioni false e tendenziose.
Per la stesura del presente libretto, ho usato le seguenti fonti:
Il TALMUD. Edizione di Amsterdam, 1644-48, in 14 volumi.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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SCHULCHAN ARUKH, del rabbino Joseph Karo. Edizione di Venezia, 1594. Senza
note.
IORE DEA. Diverse citazioni. Edizione di Cracovia.
ZOHAR. Edizione di Amsterdam, 1805. 3 volumi.
MIKRA GEDOLAH. Edizione di Amsterdam, 1792, 12 volumi, edizione di Basilea,
1620, 2 volumi, edizione di Venezia.
HILKHOTH AKUM di R. Maimonide, edizione di Vossius, 1675.
Come lavori ausiliari ho usato:
JOANNES BUXDORFIUS. a. Lexicon Chaldaicum, Talmudicum et Rabbinicum,
Basilea 1640. b. De Abreviaturis Hebraicis; Operis Talmudis
Recensio; Bibliotheca Rabbinica, Basilea 1712. c. Synagoga Judaica, Basilea, 1712.
GEORGII ELIEZ. EDZARDI. Tractatus talmudici "AVODA SARA." Amburgo, 1705.
JACOBI ECKER: "Der Judenspiegel im Lichte der Wahrheit," (Lo Specchio Giudaico
alla Luce della Verit). Paderborn, 1884.
AUGUST ROHLING: Die Polemik und das Manschenopfer des Rabbinismus. (Le
Polemiche e il Sacrificio Umano del Rabbinismo). Paderborn, 1883.
Ho usato solamente lavori che gli stessi ebrei tengono in altissima
considerazione e ai quali essi fanno riferimento nelle loro dispute con i cristiani
citando imparzialmente le opinioni di questi eruditi uomini. La loro grande diligenza
nel citare dai testi di libri che ho potuto esaminare, stata per me una prova che io ho
usato la stessa diligenza perfino citando da fonti meno note alle quali essi possono
accedere con molta pi facilit.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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PARTE I
L'INSEGNAMENTO DEL TALMUD SUI CRISTIANI
Vedremo in primo luogo ci che il Talmud insegna
su Ges Cristo, il fondatore del Cristianesimo;
e in secondo luogo, sui suoi seguaci, i Cristiani.
CAPITOLO I.
GESU' CRISTO NEL TALMUD
Molti passi dei libri talmudici trattano della nascita, vita e morte di Ges Cristo
e dei suoi insegnamenti. Non sempre Ges viene nominato con il suo nome, ma in
diversi modi come "Quell'Uomo," "Una Certa Persona," "Il Figlio del Carpentiere,"
"Colui che Fu Appeso", ecc.
Articolo I. - SUI NOMI DI GESU' CRISTO
1. Il vero nome di Ges Cristo in ebraico Jeschua Hanotsri - Ges il
Nazzareno. Viene chiamato Nostri dalla citt di Nazareth nella quale egli crebbe.
Cos, nel Talmud, anche i cristiani Articolo I. - sono chiamati Nostrim- Nazzareni.
Siccome la parola Jeschua significa "Salvatore," il nome Ges si trova raramente nei
libri ebraici. quasi sempre abbreviato in Jeschu, che viene maliziosamente inteso
come composto delle iniziali delle tre parole Immach SCHemo Vezikro - "Possano il
suo nome e la sua memoria essere cancellati."
2. Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- "Quell'Uomo," cio colui che
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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tutti conoscono. Nel Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo: "Viene chiamato
cristiano colui che segue i falsi insegnamenti di quell'uomo, che aveva loro insegnato
a celebrare la festa il primo giorno del Sabato, cio, di rendere il culto a Dio il primo
giorno dopo il Sabato."
3) Altrove, egli viene semplicemente chiamato Peloni - "Una Certa Persona." Nel
Chagigah. 4b, leggiamo: "Maria .... la madre di una certa persone, di cui si parla nello
Schabbath ..." (104b).
Che questa Maria non sia altro che la madre di Ges, vedremo pi avanti.
4. Per spregio, Ges viene anche chiamato Naggar bar naggar - 'il falegname
figlio di un falegnam; e anche Ben charsch etaim - 'il figlio di uno che lavora il
legno.'
5. Viene anche chiamato Talui - 'quello che fu appeso.' Il rabbino Samuel, il
figlio di Meir, nell' Hilch. Akum di Maimonide, si riferisce al fatto che era proibito
partecipare alle feste cristiane di Natale e Pasqua perch celebrate a causa di colui
che fu appeso. E anche il rabbino Aben Ezra, in un commentario sul Genes. (XXVII,
39) lo chiama Talui la cui immagine l'imperatore Costantino aveva riprodotto sul suo
stendardo. "...nei giorni di Costantino, che oper un cambiamento nella religione e
mise la figura di colui che fu appeso sul suo stendardo."
Articolo II. - LA VITA DI CRISTO
IL TALMUD insegna che Ges Cristo era illegittimo e che fu concepito durante
il periodo mesturale; che aveva l'anima di Esa; che era un pazzo, uno stregone, un
seduttore; che egli fu crocefisso, sepolto all'inferno e innalzato come un idolo dai suoi
seguaci.
1. ILLEGITTIMO E CONCEPITO DURANTE IL PERIODO MESTRUALE
Quanto segue viene narrato nel Trattatello Kallah, 1b (18b):
"Una volta, quando gli Anziani erano seduti alla Porta, passarono due giovani,
uno dei quali aveva il capo coperto mentre l'altro l'aveva scoperto. Il rabbino Eliezer
disse che quello con il capo scoperto era illegittimo, un mamzer. Il rabbino Jehoschua
disse che era stato concepito durante il periodo mestruale, ben niddah. Il rabbino
Akibah, comunque, disse che che era entrambe le cose. A questo punto gli altri
chiesero al rabbino Akibah perch egli osasse contraddire i suoi colleghi.
Egli rispose che poteva fornire le prove di ci che affermava. Perci, egli and
dalla madre del ragazzo che vide seduta al mercato a vendere verdure e le disse:
'Figlia mia, se risponderai sinceramente a quello che sto per chiederti, ti prometto che
sarai salva nella vita che verr' Essa gli chiese di giurare di mantenere la promessa, e
il rabbino Akibah glielo giur - ma solo con le sue labbra, perch nel suo cuore egli
invalid il suo giuramento. Poi disse: 'Dimmi, che razza di figlio questo tuo
ragazzo?' Al che essa rispose: 'Il giorno che mi sposai avevo le mestruazioni, e a causa
di ci, mio marito mi lasci. Ma uno spirito malvagio venne e giacque con me e da
quel rapporto mi nacque questo figlio.' Fu cos dimostrato che questo ragazzo non
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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solo era illegittimo ma anche concepito dalla madre durante il periodo mestruale. E
quando coloro che avevano posto la domanda ebbero sentito, dichiararono: 'Davvero
grande stato il rabbino Akibah quando ha corretto i suoi Anziani'! Ed essi
esclamarono: 'Benedetto il Signore Dio di Israele che ha rivelato il suo segreto al
rabbino Akibah figlio di Giusepp"!
Che per gli ebrei questa storia si riferisca a Ges e a sua madre, Maria,
chiaramente dimostrato dal loro libro Toldath Jeschu -'Le Generazioni di Ges' -
dove quasi le stesse parole vengono usate per narrare la nascita del nostro Salvatore.
Un'altra storia del genere narrata in Sanhedrin, 67a:
"Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli solo viene
preso con uno strattagemma. In che modo? Accendono una candela in una stanza
interna e mettono dei testimoni in una stanza accanto da dove, senza essere visti,
possono vederlo e udirlo. Poi quello che egli aveva cercato di sedurre gli dice 'Per
favore, ripeti qui privatamente quello che mi hai detto prima.' Se il seduttore ripete
quello che aveva detto, l'altro gli chiede 'Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che
nei cieli e servire degli idoli?' Se il seduttore si pente, allora tutto a posto. Ma se
egli dice ' nostro dovere e diritto di farlo,' allora i testimoni che l'hanno sentito dalla
stanza accanto lo portano davanti al giudice e lo uccidono con la lapidazione. Questo
ci che fecero al figlio di Stada a Lud, ed essi lo appesero alla viglia della pasqua.
Perch questo figlio di Stada era il figlio di Pandira. Infatti il rabbino Chasda ci dice
che Pandira era il marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Paphus,
il figlio di Jehuda. Ma sua madre era stada, Maria di Magdala (una parrucchiera per
signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il marito."
Il significato di ci che questa Maria era chiamata Stada, cio prostituta,
perch, secondo l'insegnamento del Pumbadita, avava lasciato il marito e commesso
adulterio. Questo appare anche nel Talmud di Gerusalemme e in Maimonide.
Che qui si intenda Maria, la madre di Ges, si pu verificare nel trattatello
Chagigah, 4b: "Quando il rabbino Bibhai fu visitato dall'Angelo della Morte (il
demonio), quest'ultimo disse al suo assistente: 'Vai e portami Maria la parrucchiera'
(cio, uccidila). Egli and e port Maria, la parrucchiera per bambini - al posto
dell'altra Maria."
Una nota a margine spiega questo passo come segue:
"Questa storia di Maria, parrucchiera per signore, si riferisce al periodo del
Secondo Tempio. Essa era la madre di Peloni, 'quell'uomo,' come viene chiamato nel
trattatello Schabbath," (fol.104b).
Ne llo Schabbath, il passo indicato dice:
"Il rabbino Eliezer disse agli Anziani: 'Non vero che il figlio di Stada esercitava
la magia egizia incidendosela nella carne?'
Essi risposero: "Era un pazzo, e noi non prestiamo attenzione a quello che fanno
i pazzi. Il figlio di Stada, il figlio di Pandira, ecc.'" come sopra nel Sanhendrin, 67a.
Il libro Beth Jacobh, fol 127, cos spiega la magia del figlio di Stada:
"I Magi, prima di lasciare l'Egitto, prestarono particolare attenzione a che la loro
magia non fosse messa per iscritto per evitare che altri la imparassero. Ma egli haveva
escogitato un nuovo modo di scriverla nella pelle, o di fare dei tagli nella pelle
inserendovela. Quando le ferite si rimarginavano, non era possibile vederne il
significato."
Buxtorf dice:
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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"Non ci possono essere molti dubbi su chi fosse tale Ben Stada, o chi gli ebrei
intendevano che fosse. Sebbene i rabbini, nelle loro aggiunte al Talmud, cerchino di
nascondere la loro malizia e dicano che non Ges Cristo, il loro inganno
chiaramente evidente, e molte cose dimostrano che essi scrissero e intesero tutte
queste cose su di lui. In primo luogo, lo chiamano anche il figlio di Pandira. Ges il
Nazzareno in tal modo chiamato in altri passi del Talmud dove si fa espressa
menzione di Ges il figlio di Pandira. Anche San Giovanni Damasceno, nella sua
Genealogia di Cristo, fa cenno di Panthera e del Figlio di Panthera.
"In secondo luogo, si dice che questa Stada sia Maria, e questa Maria la madre
di Peloni 'quella tale persona' per cui si intende indubbiamente Ges. In tal modo
infatti erano usi celare il suo nome perch avevano paura di pronunciarlo. Se
avessimo copie dei manoscritti originali, questi lo potrebbero certamente dimostrare.
E anche questo era il nome della madre di Ges il Nazareno.
"In terzo luogo, egli chiamato il Seduttore del Popolo. I Vangeli testimoniano il
fatto che Ges fosse cos chiamato dagli ebrei, e i loro scritti sono tuttora prova che
ancora lo chiamano con questo nome. In quarto luogo, egli chiamato 'quello che fu
appeso,' che si riferisce chiaramente alla crocefissione di Cristo, specialmente dato
che viene aggiunto un riferimento al tempo 'alla vigilia della pasqua (ebraica) che
coincide con il giorno della crocefissione di Ges. Nel Sanhedrin (43a) si trova
quanto segue:
'Alla vigilia della pasqua (ebraica) appesero Ges'
"In quinto luogo, riguardo a quanto dice il Talmud di Gerusalemme sui due
discepoli degli anziani che furono inviati come testimponi per spiarlo, e che furono
poi chiamati a testimoniare contro di lui: Ci si riferisce ai due 'falsi testimoni' di cui
l'Evangelista Matteo e Luca parlano.
"In sesto luogo, a proposito di quello che dicono sul figlio di Stada, cio che
esercitava le arti magiche egizie incidendosele nella pelle: la stessa accusa fatta
contro Cristo nell'ostile libro Toldoth Jeschu.
"Infine, il periodo storico corrisponde. Infatti si dice che questo figlio di Stada
viveva nei giorni di Paphus, il figlio di Jehuda, che era contemporaneo del rabbino
Akibah. Akibah, comunque, visse al tempo dell'Ascensione di Cristo, e per qualche
tempo in seguito. Si dice che anche Maria sia vissuta nel periodo del Secondo Tempio.
Tutto ci dimostra chiaramente che essi segretamente e in modo blasfemo, con
l'indicazione di figlio di Stada, intendevano Ges Cristo, il figlio di Maria.
"Altre circostanze possono sembrare contradditorie a questo proposito. Ma ci
non una novit per le scritture ebraiche e viene fatto di proposito in maniera che i
cristiani non possano facilmente individuare l'inganno."
2. Inoltre, "Nei libri segreti, che non si lasciano facilmente cadere nelle mani dei
cristiani, essi dicono che in Cristo entr l'anima di Esau, e che egli fu perci perverso
e che fu Esa stesso."
3. Da alcuni viene chiamato PAZZO e FOLLE.
Nello Schabbath, 104b:
"Essi, (gli anziani) dissero a lui (Eliezer). 'Era un folle, e nessuno presta
attenzione ai folli.'"
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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4. STREGONE E MAGO
Nell'infame libro Toldoth Jeschu, si bestemmia contro il nostro Salvatore come
segue:
"E Ges disse: Non vero che Isaia e Davide, miei antenati, profetarono su di
me? Il Signore mi ha detto, tu sei mi o figlio, oggi ti ho concepito, ecc. In maniera
simile, in un altro punto: Il Signore ha detto al mio Signore, siedi alla mia destra.
Ora io ascendo al Padre mio che in cielo e sieder alla sua destra, come potrete
vedere con i vostri occhi. Ma tu, Giuda, non arriverai mai a quell'altezza. Allora Ges
pronunci l'alto nome di Dio (IHVH) e continu a farlo fino a che venne un vento che
lo port in alto fra la terra e il cielo. Anche Giuda pronunci il nome di Dio e in simil
modo fu preso dal vento. In questa maniera entrambi fluttuarono nell'aria fra lo
stupore degli astanti. Poi Giuda, pronunciando di nuovo il Nome Divino, prese Ges e
lo spinse in basso verso la terra. Ma Ges cerc di fare lo stesso a Giuda e cos
lottarono l'uno contro l'altro. E quando Giuda vide che non poteva averla vinta sulle
arti di Ges, gli urin addosso, ed entrambi, divenuti immondi caddero a terra; e
nemmeno poterono di nuovo usare il nome Divino fino a che non si furono lavati."
Non so se coloro che credono a tali diaboliche bugie meritino pi odio o piet. In
un altro punto dello stesso libro si dice che nella casa del Santuario c'era una pietra
che il Patriarca Giacobbe unse con olio. Su questa pietra erano incise le lettere
tetragrammatiche del Nome (IHVH), e se alcuno avesse potuto impararle avrebbe
potuto distruggere il mondo. Essi perci decretarono che nessuno avrebbe dovuto
impararle, e misero due cani su due colonne di ferro di fronte al Santuario in maniera
che, se alcuno avesse imparato quelle lettere, i cani avrebbero abbaiato mentre usciva
e gliele avrebbero fatto dimenticare per la paura. Si racconta poi: "Ges venne ed
entr, imapar le lettere e le scrisse sulla pergamena. Poi fece un taglio nella carne
della coscia e ve le inser, e dopo aver pronunciato il nome, la ferita si rimargin."
5. IDOLATRO
Nel trattatello Sanhedrin (103a) le parole del Salmo XCI, 10: 'Nessun flagello
verr mai vicino alla tua casa,' sono spiegate come segue:
"Che tu non possa mai avere un figlio o un discepolo che sali il suo cibo tanto da
distruggersi il gusto in pubblico, come Ges il Nazzareno."
Salare troppo il proprio cibo, o distruggere il proprio gusto, viene detto
proverbialmente di chi corrompe la sua moralit o si disonora, o che cade in eresia ed
idolatria e le predica apertamente ad altri.
6. SEDUTTORE
Nello stesso libro Sanhedrin (107b) si legge:
"Mar disse: Ges sedusse, corruppe e distrusse Israele."
7. CROCEFISSO
Infine, per punizione dei suoi crimini ed della sua empiet, egli soffr una morte
ignominiosa appeso ad una croce alla vigilia della pasqua (ebraica) (come abbiamo
gi visto).
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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8. SEPPELLITO ALL'INFERNO
Il libro Zohar, III, (282), dice che Ges mor come un animale e fu seppellito in
quel "mucchio di immondizie ... dove gettano le carcasse dei cani e degli asini, e dove
i figli di Esa (i cristiani) e di Ismaele (i turchi). inclusi Ges e Maometto, non-
circoncisi e immondi come carcasse di cani, sono seppelliti."
9. DOPO LA MORTE, ADORATO COME UN DIO DAI SUOI SEGUACI.
George El. Edzard, Nel suo libro Avoda Sara, cita le seguenti parole del
commentatore dello Hilkoth Akum (V,3) di Maimonide:
"In molti passi del Talmud si fa menzione di Ges Nazzareno e dei suoi
discepoli, e del fatto che i Gentili credono che non ci sia altro dio fuori di lui. Nel libro
Chizzuk Emunah, parte I, cap. 36, leggiamo: 'I Cristiani ne fanno una questione
(Zachary XII, 10) e dicono: Ecco come il Profeta ha testimoniato che nei tempi futuri
gli ebrei avrebbero pianto e mandato lamenti per aver crocefisso ed ucciso il Messia
che era stato loro inviato; e per dimostrare che egli intendeva Ges il Nazzareno, che
possedeva sia la natura divina che quella umana, essi citano le parole: E guardarono
colui che avevano trafitto e piansero su di lui come una madre sul suo
primogenito.'"
Nel suo libro Hilkoth Melakhim (IX,4), Maimonide tenta di dimostrare quanto i
cristiani sbaglino nell'adorare Ges:
"Se tutte le cose che egli fece fossero prosperate, se avesse ricostruito il
Santuario al suo posto, e se avesse raccolto insieme le trib disperse di Israele, allora
egli sarebbe certamente il Messia.... Ma se non l'ha ancora fatto e se fu ucciso, allora
chiaro che non era il Messia che la Legge ci dice di attendere. Egli era simile a tutti i
buoni ed onesti legislatori della Casa di Davide che morirono, e che il Santo e
Benedetto Signore innalz per nessun altro motivo che di dimostrare a molti, come
detto (in Dan. XI,35): Ed alcuni di coloro che capiscono cadranno, per provare a
purgarli e renderli bianchi, fino alla fine dei tempi, perch il tempo prestabilito non
ancora. Daniele profet anche su Ges il Nazzareno che credeva fosse il Cristo, e
che fu messo a morte per giudizio del Senato: (Dan. V.14): .... e i ladri del tuo popolo
si innalzeranno per stabilire la visione; ma essi non riusciranno. Potrebbe essere pi
chiaro? Infatti tutti i Profeti hanno detto che Cristo avrebbe liberato Israele, gli
avrebbe procurato la salvezza, avrebbe riunito i suoi popoli dispersi e confermato la
loro legge. Ma egli fu la causa della distruzione di Israele e fece disperdere ed umiliare
coloro che restarono, cos che la Legge venne cambiata e la maggior parte del mondo
fu sedotta ed ador un altro dio. Veramente nessuno pu capire i disegni del creatore,
e nemmeno egli opera come noi operiamo. Infatti tutto quello che stato costruito da
Ges il Nazzareno e dai Turchi venuti dopo di lui, tende solo a preparare la strada per
la venuta di Cristo il Re, e a preparare tutto il mondo per il servizio del Signore, come
detto: Allora Io dar una bocca pulita a tutte le genti che tutti possano chiamare il
nome del Signore, ed inchinarsi in unisono davanti a lui. In che maniera si sta
compiendo ci? Tutto il mondo gi pieno delle lodi di Cristo, della Legge e dei
Comandamenti, e le sue lodi si sono sparse fino a terre lontane e a genti con il cuore e
corpo non circoncisi. Queste discutono fra di loro la Legge che fu distrutta - alcuni
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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dicono che i comandamenti erano veri una volta, ma che sono cessati di esistere; altri
che a proposito c' un gran mistero, che il Messia-Re venuto e che la loro dottrina
l'ha rivelato. Ma quando il Cristo verr veramente e avr succeso, e sar elevato ed
esaltato, allora tutto cambier e queste cose saranno dimostrate false e vane."
10. IDOLO
Nel Trattatello Abhodah Zarah, (21a Toseph) leggiamo:
" importante indagare sul motivo per cui gli uomini oggi vendono e affittano le
loro case ai gentili. Alcuni dicono che ci legale perch detto nel Tosephta:
Nessuno affitter la sua casa ad un gentile n qui (nella terra d'Israele) n in altro
luogo perch si sa che egli vi introdurr un idolo. comunque permesso affittare loro
stalle, fienili e alloggi, anche se si sa che vi introdurranno degli idoli. Il motivo che si
pu fare una distinzione fra un posto nel quale verr portato un idolo per lasciarvelo
in maniera permanene ed un posto dove non sar lasciato permanentemente. In
quest'ultimo caso, permesso. E, dato che i gentili fra cui noi ora viviamo non
portano il loro idolo nelle loro case per lasciarvelo permanentemente, ma solo
provvisoriamente - quando qualcuno morto in casa o quando qualcuno sta
morendo, e non vi celebrano nessun rito religioso - permesso di vendere e affittare
loro case."
Il Rabbino Ascher, nel suo Commentario sull' Abhodah Zarah (83d) si esprime
non meno chiaramente su questo argomento:
"Oggi permesso affittare case ai gentili perch essi vi introducono il loro idolo
solo temporaneamente, quando qualcuno ammalato." E nello stesso punto, egli dice
'Oggi essi seguono la pratica di incensare il loro idolo.'"
Tutto ci e molto pi dimostra aldil di ogni dubbio che, quando i rabbini
parlavano degli idoli dei gentili fra cui essi vivevano in quel tempo quando non
venivano adorati gli idoli, essi chiaramente intendevano l'"idolo" cristiano, cio
l'immagine di Cristo sul crocefisso e la Santa Comunione.
NOTA SULLA CROCE
Nelle scritture ebraiche, non c' una parola esattamente corrispondente alla
croce cristiana. La croce T sulla quale i condannnati a morte venivano crocefissi,
veniva chiamata Tau dai Fenici e dagli ebrei, e questo nome e segno furono poi
introdotti nell'alfabeto ebraico, greco e romano. La croce venerata dai cristiani,
comunque, viene chiamata con i seguenti nomi:
1. Tsurath Haattalui -l'immagine di colui che fu appeso.
2. Elil - vanit, idolo.
3. Tselem - immagine. Da qui i crociati nei libri ebraici sono chiamati Tsalmerim (ein
Tselmer)
4. Scheti Veerebh - trama e ordito; preso dall'arte tessile.
5. Kokhabh - stella; a causa dei quattro raggi che ne emanano.
6. Pesila - scultura, idolo scolpito.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Ma dovunque sia menzionata sempre con il senso di un idolo o qualcosa di
spregevole, come appare dalle seguenti citazioni:
Nell'Orach Chaiim, 113,8:
"Se un ebreo dovesse, quando prega, incontrare un cristiano (Akum) che porta
una stella (un crocefisso) in mano, anche se fosse arrivato ad un punto della
preghiera in cui necessario inchinarsi per adorare dio nel suo cuore, egli non dovr
farlo, affinch non si debba pensare che egli si inchina di frone ad un'immagine."
Nello Iore Dea, 150,2:
"Anche se un ebreo dovesse infilarsi una scheggia nel piede davanti ad un idolo,
o se gli dovesse cadere del denaro davanti ad esso, egli non dovr abbassarsi per
togliersi la scheggia o raccogliere il denaro affinch non sembri che egli adori l'idolo.
Ma egli dovr o sedersi o voltare la schiena o il fianco all'idolo e poi togliersi la
scheggia."
Ma quando non possibile ad un ebreo girarsi in questa maniera, egli tenuto
ad osservare la seguente regola (in Iore Dea,3, Hagah):
Non permesso inchinarsi o togliersi il cappello davanti a principi o preti che
portano un croce sul loro abito come sogliono fare. Si dovr fare attenzione,
comunque, a non essere notati. Per esempio, permesso gettare delle monete per
terra e chinarsi per prenderle prima che essi passino. In questa maniera permesso
inchinarsi o togliersi il cappello di fronte ad essi."
Si fa anche distinzione fra una croce che venerata ed una croce che portata
attorno al collo come ricordo o come ornamento. La prima deve essere considerata un
idolo, ma non necessariamente la seconda. Nello Iore dea, 1, Hagah, si legge:
"L'immagine di una croce, davanti alla quale si inchinano, deve essere
considerata un idolo, e non deve essere usata fino a che non sia distrutta. Comunque,
una "trama e ordito", se portato intorno al collo come ricordo, non deve essere
considerato un idolo e pu essere usato."
Il segno della croce fatto con la mano, con il quale i cristiani usano benedirsi, si
chiama in ebraico "muovere le dita qui e qui" (hinc et hinc).
Articolo III - Gli Insegnamenti di Cristo
Il Seduttore e un Idolatra non possono insegnare altro che falsit ed eresie il
che era irrazionale e impossibile da osservare.
1. FALSITA'
Si dice nell'Abhodah Zarah (6a):
"Un nazzareno quella persona che segue i falsi insegnamenti di quell'uomo che
insegn loro a rendere culto nel primo giorno del sabato."
2. ERESIA
Nello stesso libro, Abhodah Zarah (Cap. I, 17a Toseph) si fa menzione dell'eresia
di Giacomo. Un po' pi avanti (27b) si apprende che questo Giacomo non era altro
che il discepolo di Ges:
"...Giacomo Sekhanites, uno dei discepoli di Ges, di cui abbiamo parlato nel
capitolo 1."
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Ma Giacomo non ha insegnato la sua dottrina, ma quella di Ges.
3. IMPOSSIBILE DA OSSERVARE
Su questo punto, l'autore di Nizzachon si esprime come segue:
"Una legge scritta dei cristiani : Se un ebreo ti colpisce ad una guancia, offrigli
anche l'altra e non restituire in nessun modo il colpo. E il cap. VI, v. 27 dice: Amate i
vostri nemici; fate del bene a coloro che vi odiano. Benedite coloro che vi
maledicono e pregate per i vostri calunniatori. Se uno ti percuote su una guancia, e
tu porgigli anche l'altra; e se uno ti toglie il mantello, e tu non impedirgli di
prenterti anche la tunica, ecc. Lo stesso si trova in Matteo cap.V. v.39. Ma io non ho
mai visto nessun cristiano obbedire a questa legge, e nemmeno Ges stesso si mai
comportato come ha insegnato agli altri. In Giovanni cap. XVIII, v. 22, troviamo che
quando qualcuno lo percosse su una guancia, egli non offr anhce l'altra guancia, ma
si arrabbi a causa di questa percossa e chiese: "Perch mi percuoti?" Similmente,
negli Atti degli Apostoli, cap XXIII, v.3, leggiamo: che quando il Sommo Sacerdote
ordin a coloro che gli stavano intorno di percuoterlo sulla bocca, Paolo non offr
l'altra guancia; egli lo maledisse dicendo 'Iddio percoter te, muraglia imbiancata!
ecc.' Ci contrario al loro credo e distrugge il fondamento su cui poggia la loro
religione, perch essi sostengono che la legge di Ges facile da osservare. Se Paolo
stesso, che pu essere chiamato il Dispensiere di Ges, poteva non osservare il
precetto di Ges, chi fra gli altri che credono in lui pu dimostrarmi di poterlo fare?"
L'autore, che aveva il Vangelo e gli Atti degli Apostoli sotto mano non poteva
comunque non aver capito in che modo Cristo avesse comandato ai suoi seguaci di
offrire l'altra guancia a coloro che li avrebbero percossi, dato che, in un altro punto,
egli comanda ai suoi seguaci di tagliarsi una mano o un braccio, e di strapparsi un
occhio se queste parti del corpo avessero dato scandalo. Nessuno che abbia la minima
conoscenza delle Sacre Scritture, ha mai pensato che questi comandi debbano essere
presi alla lettera. Solo la profonda maliza ed ignoranza dei tempi in cui viveva Ges
pu spiegare perch gli ebrei, ancora oggi, usano questi passi per svilire gli
insegnamenti di Ges Cristo.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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CAPITOLO II
I CRISTIANI
Tre cose doranno essere esaminate in questo capitolo:
1. I nomi che il Talmud usa per i cristiani.
2. In che maniera il Talmud dipinge i cristiani
3. Che cosa dice il Talmud del culto religioso dei cristiani.
Articolo I. - I Nomi dati ai Cristiani nel Talmud
Come nelle nostre lingue i cristiani derivano il loro nome da Cristo, cos nella
lingua del Talmud i cristiani sono chiamati Nostrim, da Ges Nazzareno. Ma i
cristiani sono anche chiamati con i nomi usati nel Talmud per indicare tutti i non
ebrei: Abhodah Zarah, Adum, Obhde Elilim, Minim, Nokhrim, Edom, Amme
Haarets, Goim, Apikorosim, Kuthrim.
1. Abhodah Zarah - Culto strano, idolatria. Il Trattatello talmudico sull'idolatria
intitolato come segue: Obhde Abhodah Zarah - Adoratori di idoli. Che Abhodah
Zarah veramente significhi culto degli idoli appare chiaro dal Talmud stesso: 'Venga
Nimrod a testimoniare che Abramo non era un servo di Abhidah Zarah.' Ma nei
giorni di Abramo non esisteva nessun culto strano, n dei turchi n dei nazzareni, ma
solo il culto del vero Dio e l'idolatria. Nello Schabbath (ibid. 82a), si legge:
"Il rabbino Akibah dice: Come sappiamo che Abhodah Zarah, come una donna
immonda, contamina coloro che l'accettano? Perch Isaia dice:
Tu dovrai eliminarli come un panno da mestruazioni; e dirai ad esso, Vattene
via," Nella prima parte di questo versetto si fa menzione degli idoli d'oro e d'argento.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Anche il dotto Maimonide dimostra chiaramente che gli ebrei considerano i
cristiani Abhodah Zarah. Nel Perusch (78c) si legge:
"E si sappia che i cristiani che seguono Ges, sebbene i loro insegnamenti siano
diversi, sono tutti adoratori di idoli (Abhodah Zarah)."
2. Akhum - Questa parola costituita dalle lettere iniziali delle parole Obhde
Kokhabkim U Mazzaloth - adoratori di stelle e pianeti. Fu cos che gli ebrei da
principio descrissero i gentili che erano privi della conoscenza del vero Dio. Ora,
comunque, la parola Akum nei libri degli ebrei, specialmente nello Schulkhan Arukh,
si applica ai cristiani. Ci evidente in numerosi passi:
Nell'Orach Chaiim (113,8) coloro che usano una croce sono chiamati Akum.
Nello Iore Dea (148,5,12) coloro che celebrano le feste di Natale e del Nuovo Anno,
otto giorni dopo, sono chiamati adoratori delle stelle e dei pianeti:
"Cos che se, anche in questi tempi, un regalo inviato all'Akum l'ottavo giorno
dopo Natale, che essi chiamano il Nuovo Anno," ecc.
3. Obhde Elilim - Servi di idoli. Questo nome ha lo stesso significato di Akum. I
non ebrei vengono spesso indicati con questo nome. Nell'Orach Chaiim, per esempio
(212,,5), si legge:
"Non si dovr pronunciare benedizione su incenso che appartenga ai servi di
idoli."
Ma in quel tempo, quando lo Schulkhan Arukh fu scritto, non c'erano 'servi di
idoli' fra coloro che vivevano con gli ebrei. Cos per esempio, l'autore del
Commentario sullo Schulkhan Arukh (intitolato Magen Abraham), il rabbino
Calissensis, che mor in Polonia nel 1775, dice alla nota 8, sul No. 244 dell'Orach
Chaiim (dove si permette di finire un lavoro di sabato con l'aiuto di un Akum): "Qui
nella nostra citt sorge la questione sul prezzo da pagarsi a coloro che adorano le
stelle e i pianeti per spazzare la pubblica via quando lavorano di sabato."
4. Minim - Eretici. Nel Talmud, coloro che possiedono libri chiamati Vangeli
sono eretici. Cos in Schabbath(116a) si legge:
"Il rabbino Meir chiama i libri dei Minim Aven Gilaion (volumi iniqui) perch li
chiamano Vangeli."
5. Edom - Edomiti. Il rabbino Aben Ezra, quando parla dell'Imperatore
Costantino che cambi religione e mise sul suo stendardo l'immagine di colui che fu
appeso, aggiunge:
"Roma perci si chiama il Regno degli Edomiti."
E il rabbino Bechai, nel suo Kad Hakkemach (fol. 20a, su Isaiah, cap. LXVI,17)
scrive:
"Sono chiamati Edomiti coloro che muovono le loro dita 'qui e qui'" (coloro che
fanno il segno della croce).
Nello stesso modo il rabbino Bechai, commentando le parole di Isaia (loc. cit.),
"coloro che mangiano la carne di maiale" aggiunge: "Questi sono gli edomiti." Il
rabbino Kimchi, comunque, li chiama "cristiani." E il rabbino Abarbinel, nel suo
lavoro Maschima Ieschua (36d) dice: "I nazzareni sono romani, i figli di Edom."
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6. Goi - Razza o popolo. Per indicare un uomo, gli ebrei dicono anche Goi - un
gentile; per indicare una donna gentile, Goiah. A volte, ma molto raramente, gli
israeliti vengono chiamati con questo nome. Per lo pi, esso applicato ai non ebrei,
o idolatri. Nei libri ebraichi che trattano dell'idolatria, gli adoratori degli idoli sono
spesso chiamati con questo solo nome Goi. Per questo motivo, in edizioni pi recenti
del Talmud, l'uso della parola Goi viene evitato di propostio e altre parole vengono
usate al suo posto per i non ebrei.
un fatto noto che nella lingua ebraica, gli ebrei chiamano i cristiani fra cui
abitano, Goim. E gli ebrei stessi non lo nevano. A volte, nelle loro riviste popolati, essi
dicono che questa parola non significa niente di male o di nocivo. Ma il contrario pu
essere verificato nei loro libri scritti in ebraico. Per esempio, nel Choshen
Hammischpat (34,22), il nome Goi si usa in senso diffamatorio:
"I traditori gli epicurei e gli apostati sono peggiori dei Goim."
7. Nokhrim - Stranieri, forestieri. Questo nome viene usato per tutti coloro che
non sono ebrei, e perci anche per i cristiani.
8. Amme Haarets - Gente della terra, idioti. Alcuni dicono che, con questo
nome, non si indicano persone di altre razze, ma solo persone incolte e rozze.
Esistono comunque dei passi che non lasciano nessun dubbio sulla questione. Nella
Sacra Scrittura, Libro di Esra, cap. X, 2, si legge:
Noi abbimo peccato contro il nostro Dio, ed abbiamo preso mogli straniere
(nokhrioth) del popolo della terra. Che le parole popolo della terra denotino gli
idolatri risulta chiaro in Zohar,I,25a: "Il popolo della terra - Obhde Abhodah Zarah,
idolatri."
9. Basar Vedam - Carne e sangue; uomini carnali destinati alla perdizione e che
non possono entrare in comunione con Dio. Che i cristiani siano carne e sangue, lo
dimostra il libro di preghiere:
"Chiunque incontri un saggio e colto cristiano pu dire: Sia tu benedetto o
Signore, Re dell'Universo, che hai dispensato un po' della tua saggezza alla Carne e
Sangue," ecc.
Nello stesso modo, in un'altra preghiera, nella quale gli ebrei chiedono a Dio di
ripristinare il regno di Davide e di inviare Elia e il Messia, ecc., essi gli chiedono di
togliere da loro la povert in maniera di non aver bisogno di accettare dei regali dalla
"carne e sangue," n di commerciare con loro, e nemmeno di cercare di ottenere uno
stipendio da loro.
10. Apikorosim - Epicuirei. Sono chiamati con questo nome tutti coloro che non
osservano i precetti di Dio, come pure tutti coloro che, anche se ebrei, esprimono
giudizi privati in materia di fede. Quanto pi tratterano in questa maniera un
cristiano!
11. Kuthim - Samaritani. Ma dato che non ci sono pi dei samaritani, e dato che,
nei libri ebraici recenti, si parla molto spesso di samaritani, pu esserci alcun dubbio
sul fatto che con questa parola si intendano i cristiani?
Inoltre, in questa faccenda di attribuire un nome a coloro che non sono ebrei, si
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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deve notare in particolare che negli scritti ebraici questi nomi vengono usati
indiscriminatamente e indifferentemente con lo stesso significato. Per esempio, nel
trattatello Abhodah Zarah (25b) viene usata la parola Goi, ma nello Schulchan
Arukh (Iore Dea 153,2) viene usato il termine Akum. Kerithuth (6b) usa Goim;
Jebhammoth (61a) usa Akum,
Abhodah Zarah (2a) usa Obhde Elilim: Toseph usa Goim e Obhde Ab, Choshen
Hammischpat (edizione veneziana) usa Kuthi; (Slav, ed.) Akum . E si potrebbero
citare molti altri esempi.
Nel suo libro sull'Idolatria, Maimonide chiama indiscriminatamente idolatri
tutti costoro: i Goim, gli Akum, gli Obhde Kokhabhim, gli Obhde
Elilim, ecc.
Articolo II - Ci che il Talmud Insegna Sui Cristiani
Nel capitolo precedente abbiamo visto che cosa gli ebrei pensino del Fondatore
della religione cristiana, e quanto essi abborriscano il suo nome.
Stando cos le cose, non ci si pu aspettare che possano nutrire un'opinione
migliore su coloro che seguono Ges Nazzareno. Infatti, non si pu immaginare nulla
di pi abominevole di ci che hanno da dire sui cristiani. Dicono che sono idolatri, il
peggior tipo di persone, molto peggiori dei turchi, assassini, fornicatori, animali
impuri, simili a immondizia, indegni di essere chiamati uomini, bestie in forma
umana, degni del nome di bestie, mucche, asini, maiali, cani, peggio dei cani; che si
propagano nella maniera delle bestie, che sono di origine diabolica, che le lor anime
vengono dal diavolo e che dopo la morte ritornano al diavolo nell'inferno; e che
perfino il corpo di un cristiano morto non meglio di quello di un animale.
1. IDOLATRI
Dato che i cristiani seguono gli insegnamenti di quell'uomo, che gli ebrei
considerano Seduttore e Idolatra, e dato che essi lo adorano come Dio, ne consegue
chiaramente che essi meritano il nome di idolatri, non diversamente di coloro fra i
quali gli ebrei erano vissuti prima della nascita di Cristo, e che, secondo il loro
insegnamento, dovevano essere sterminati in tutte le maniere possibili.
Ci meglio dimostrato dai nomi usati per i cristiani e dalle inequivocabili
parole di Maimonide che dimostrano che tutti coloro che portano il nome di cristiani
sono idolatri. E chiunque esamini i libri ebraici che trattano degli "Adoratori delle
Stelle e dei Pianeti" degli "Epicurei," dei "Samaritani," ecc., non pu che concludere
che questi idolatri altro non sono che i cristiani. I turchi sono sempre chiamati
"Ismaeliti," mai idolatri.
2. I CRISTIANI SONO PEGGIO DEI TURCHI
Maimonide nel suo Hilkhoth Maakhaloth (cap. IX) dice:
"Non permesso bere il vino di uno straniero che si converte, cio di una
persona che accetti i sette precetti di No, ma permesso trarne qualche beneficio.
permesso lasciarlo solo con del vino, ma non metterglielo di fronte. Lo stesso
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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permesso nel caso di tutti i gentili che non sono idolatri, come i turchi ((Ismaeliti)).
All'ebreo, comunque, non permesso bere il loro vino (((degli idolatri - ndt))), anche
se ci pu essere usato a suo vantaggio. Tutti i rabbini pi conosciuti sono d'accordo
su questo punto. Ma dato che i cristiani sono idolatri, non permesso nemmeno
usare il loro vino a proprio vantaggio."
3. ASSASSINI
Nell' Abhodah Zarah (22a) si dice:
L'ebreo non deve associarsi con i gentili in quanto questi indulgono nello
spargimento di sangue."
In modo simile, nello Iore Dea:
"L'Israelita non si deve associate con gli Akum ((cristiani)) perch indulgono
nello spargimento di sangue."
Nell' Abhodah Zarah (25b) si dice:
"I rabbini hanno insegnato: Se un Goi si affianca ad un israelita lungo la strada,
egli ((l'ebreo)) deve camminare alla sua destra. Il rabbino Ismaele, il figlio del
rabbino Jochanan, il nipote di Beruka, dice: Se il Goi porta una spada, l'ebreo deve
camminare alla sua destra. Se il Goi porta un bastone, l'ebreo dovr camminare alla
sua sinistra. (((la traduzione letterale, ma si pu avere un significato logico solo se al
posto delle parole 'alla sua destra' e 'alla sua sinistra' si usano rispettivamente 'alla
sua sinistra' e 'alla sua destra' - ndt))) Se sta salendo un pendio o scendendo in ripida
discesa, l'ebreo non deve camminare davanti con il Goi dietro, ma l'ebreo deve
camminare dietro e il Goi davanti, n si deve abbassare di fronte a lui per tema che il
Goi gli possa spaccare il cranio. E se il gentile dovesse chiedere all'ebreo fino a dove
deve andare, egli dovr far finta di andare molto lontano, come disse Giacobbe,
nostro padre, all'empio Esa: Fino a che non arrivo dal mio Signore a Seir (Gen.
XXXIII, 14-17), ma (((qui ci sarebbe da precisare il soggetto del verbo che segue e che
dovrebbe essere la sacra scrittura - ndt))) aggiunge: Giacobbe partito (meglio, and
) per Sukoth."
Nell' Orach Chaiim (20,2) si dice:
"Non vendere il tuo soprabito (Talith) con le frange ad un Akum, affinch egli
non si unisca ad un ebreo per la via e lo uccida.
anche proibito fare a cambio del soprabito con un gentile, o venderglielo,
eccetto che per breve tempo quando non ci sia niente da temere da lui."
4. FORNICATORI
Nell' Abhodah Zarah (15b) si dice:
"Gli animali di sesso maschile non dovranno essere lasciati nelle stalle dei
gentili con i loro uomini, n gli animali di sesso femminile con le loro donne; tanto
meno dovranno gli animali di sesso femminile essere lasciati con i loro uomini, e di
sesso maschile con le loro donne. Nemmeno le pecore dovranno essere lasciate in
custodia ai loro pastori; n si dovr avere con loro (((con i gentili - ndt))) alcun
rapporto sessuale; n i bambini dovranno essere loro affidati per imparare un
mestiere o a leggere."
Un po' pi avanti, nello stesso trattatello (22a), si spiega il motivo per cui gli
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
- 31 -
animali non devono essere lasciati nelle stalle dei gentili, e perch agli ebrei non
permesso di avere rapporti sessuali con loro (((i gentili - ndt))): "Non si deve
permettere che gli animali si avvicinino ai Goim, perch si sospetta che (((questi
ultimi - ndt))) abbiano rapporti sessuali con loro. N le donne dovranno coabitare
con i Goim in quanto sono esageratamente sessuali."
A pag. 22b dello stesso libro si spiega il motivo per cui gli animali, specialmetne
se di sesso femminile, devono essere tenuti lontani dalle loro donne (((dalle donne
ebraiche - ndt))).
"...perch quando gli uomini gentili vengono alle case dei loro vicini per
commettere adulterio con le loro mogli e non le trovano a casa, essi fornicano con le
pecore nelle stalle. E a volte, anche quando le mogli dei loro vicini sono a casa, essi
preferiscono fornicare con gli animali; essi infatti amano le pecore degli israeleiti pi
delle loro proprie donne."
per lo stesso motivo che non si devono affidare degli animali alle cure dei
pastori dei Goim, n i bambini ai loro maestri.
5. IMMONDI
Il Talmud fornisce due motivi per cui i Goim sono immondi: perch essi
mangiano cose immonde, e perch non sono stati purificati (dal peccato originale) sul
Monte Sinai. Nello Schabbath (145b), si dice:
"Perch i Goim sono immondi? Perch essi mangiano cose abominevoli e
animali che strisciano sul ventre."
In maniera simile, in Abhodah Zarah 22b:
"Perch sono immondi i Goim? Perch essi non erano presenti sul monte Sinai.
Infatti, quando il serpente entr in Eva, egli le infuse l'immondizia. Ma gli ebrei
furono purificati da ci sul Monte Sinai; i Goim, comunque, che non erano sul Monte
Sinai, non furono purificati."
6. PARAGONATI AD ESCREMENTI
"Quando dieci persone pregano insieme in un posto e dicono Kaddisch, oppure
Kedoschah, tuutti, anche se non sono del luogo, possono rispondere Amen. Ci sono
alcuni, comunque, che dicono che non deve essere presente nessun escremento o
Akum."
Nello Iore Dea, (198 48) Hagah, si dice:
Quando le donne ebree escono dal bagno, devono cercare di incontrare un
amico per primo, e non una persona immonda o un cristiano. Se per caso lo
incontrano, infatti, se vogliono mantenersi pulite, dovranno tornare a fare il bagno."
Vale la pena di notare che il seguente elenco di cose immonde viene presentato
nel Biur Hetib, un commentario sullo Schulchan Arukh: "Le donne dovranno lavarsi
di nuovo se vedono unca cosa immonda, come un cane, un asino, o Gente della Terra;
un cristiano (Akum) un cammello, un maiale, un cavallo ed un lebbroso."
7. NON SIMILI AGLI UOMINI, MA ALLE BESTIE
Nel Kerithuth (6b p. 78) si dice:
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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"L'insegnamento dei rabbini il seguente: Colui che versa olio su di un Goi, e su
corpi morti viene liberato dalla punizione.
Questo vero per un animale perch non un uomo. Ma come si pu dire che
versando olio su di un Goi si sia liberati dalla punizione, dato che un Goi anche un
uomo? Ma questo non vero: sta infatti scritto: Tu sei il mio gregge, il gregge del
mio pascolo sono gli uomini (Ezechiele, XXXIV, 31). Voi perci siete chiamati
uomini. ma i Goim non sono chiamati uomini."
Nel trattatello Makkoth (7b) si dice che una persona sia colpevole di assassinio
"eccetto quando, intendendo uccidere un animale, egli uccide per sbaglio un uomo, o,
intendendo uccidere un Goi, egli uccide un israelita."
Nell' Orach Chaiim (225,10) si dice:
"Colui che vede delle belle creature, anche se si tratta di un Akum o di un
animale, egli dovr dire 'Benedetto sia tu Signore Nostro Dio, Re dell'Universo, che
han messo tali cose sulla terra!'"
8. SONO DIVERSI DAGLI ANIMALI SOLO PER LA FORMA
Nel Midrasch Talpioth (fol. 225d) si dice:
"Dio li cre in forma d'uomini per la gloria di Israele. Ma gli Akum furono creati
per il solo scopo di servirli ((gli ebrei)) giorno e notte. N essi potranno mai essere
sollevati da tale servizio. conveniente che il figlio di un re ((un israelita)) sia servito
da animali nella loro forma naturale e da animali sotto forma di esseri umani."
Possiamo citare a questo punto anche quanto detto nell' Orach Chaiim, 57,6a:
"Se si deve avere compassione dei maiali quando soffrono a causa di una
malattia, in quanto i loro intestini sono simili ai nostri, quanto pi si dovr avere
compassione per gli Akum afflitti nello stesso modo."
9. ANIMALI
Nello Zohar, II, (64b) si dice:
"... la gente che adora gli idoli e che viene chiamata mucca e asino, dato che sta
scritto: Io ho una mucca e un asino...."
Il rabbino Bechai, nel suo libro Kad Hakkemach, cap. I, che inizia con la parola
Geulah - redenzione - riferendosi al Salmo 80, v. 13: Il cinghiale che si trova fuori dal
bosco, lo sciupa davvero, dice:
"La lettera ain cade (( sospesa/appesa)) nello stesso modo in cui questi
adoratori sono seguaci di colui che fu appeso/sospeso." (((a proposito della lettera
ain, vedere pi avanti, al punto 12 - ndt)))
Buxtorf Lex.) dice:
"Per maiale selvatico l'autore intende qui i cristiani che mangiano maiale e che,
come i maiali, hanno distrutto la vigna d'Israele, la Citt di Gerusalemme, e che
credono nel Cristo 'appeso'. La lettera ain viene fatta cadere in questa parola perch
anche essi, come adoratori di Cristo che fu appeso, vengono fatti cadere."
Il rabbino Edels, commentando il Kethuboth (110b) dice:
"Il salmista paragona gli Akum alle bestie immonde dei boschi."
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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10. PEGGIO DEGLI ANIMALI
Il rabbino Schelomo Iarchi (Raschi), famoso commentatore giudeo, spiegando
la legge di Mos (Deuter. XIV, 21) che proibisce di mangiar la carne di animali feriti,
che deve invece essere data agli 'stranieri entro le tue porte,' o che, secondo Exodus
(XXII,30), deve essere gettata ai cani, ha quanto segue da dire:
"... infatti egli simile a un cane. Dobbiamo prendere la parola 'can che appare
qui letteralmente? Certamente no. Infatti il testo, parlando di corpi morti, dice,
'Oppure tu potrai venderlo ad uno straniero. A maggior ragione, ci si applica alla
carne di animali feriti, per cui permesso accettare il pagamento. Perch allora la
Scrittura dice che pu essere gettata ai 'cani'? Per insegnare che il cane deve essere
rispettato pi del Nokri."
11. SI PROPAGANO COME BESTIE
Nel Sanhedrin (74b) Tosephoth, si dice:
"Il rapporto sessuale di un Goi come quello di una bestia."
E nel Kethuboth (3b) si dice:
"Il seme di un Goi vale quanto quello di una bestia."
Da cui si deve desumere che il matrimonio cristiano non un vero matrimonio.
Nel Kidduschim (68a), si dice:
"...Come lo sappiamo? Il rabbino Huna dice: "Si pu leggere: Rimani qui con
l'asino, cio con gente simile all'asino. Da cui si vede che essi sono incapaci di
contrarre matrimonio."
Ed in Eben Haezer (44,8):
"Se un ebreo/a contrae matrimonio con un Akum (un cristiano/a), o con il suo
servo/a, il matrimonio nullo. Infatti essi sono incapaci di contrarre matrimonio.
Similmente, se un Akum od un servo/a contrae matrimonio con un ebreo/a, il
matrimonio nullo."
Nello Zohar (II,64b) si dice:
"Il rabbino Abba dice: Se avessero rapporti sessuali solo gli idolatri, il mondo
non continuerebbe ad esistere. Perci ci si insegna che un ebreo non deve cedere a
quegli infami ladri. Infatti, se si propagassero in numero maggiore, sarebbe
impossibile per noi continuare ad esistere a causa loro. Infatti essi danno vita a
cuccioli nello stesso modo dei cani."
12. FIGLI DEL DIAVOLO
Nello Zohar (I,28b) leggiamo:
"Ora il serpente era pi astuto di qualsiasi bestia del campo, ecc. (Genes. III,1)
'Pi astuto' cio per quanto riguarda il male; 'che tutte le besti cio gli idolatri della
terra. Infatti essi sono figli dell'antico serpente che sedusse Eva."
Il migliore argomento usato dagli ebrei per dimostrare che i cristiani
appartengono alla razza del diavolo il fatto che non sono circoncisi. Il prepuzio dei
non ebrei impedisce loro di essere chiamati figli dell'Altissimo Iddio. Infatti con la
circoncisione, il nome di Dio - Schaddai si completa nella carne dell'ebreo
circonciso. La forma della lettera Isch nelle sue narici, la lettera Dalethnel suo
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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braccio (flesso), e ain appare nell'organo sessuale attraverso la circoncisione. Nei
gentili non circoncisi, e perci nei cristiani, ci sono solo le due lettere, Isch e Daleth,
che formano la parola Sched che significa diavolo. Essi perci sono figli dello Sched,
che significa diavolo.
13. L'ANIMA DEI CRISTIANI MALIGNA E IMMONDA
L'insegnamento degli ebrei che Dio ha creato due nature, una buona e l'altra
malvagia, oppure una natura con due lati, uno puro e uno immondo. Si dice che
l'anima dei cristiani sia venuta dal lato immondo, chiamato Keliphah - scorza o crosta
rognosa.
In Zohar (I, 131a) si dice:
"Gli idolatri, comunque, insozzano il mondo da quando esistono in quanto la
loro anima uscita dal lato immondo."
Ed in Emek Hammelech(23d) si dice:
"L'anima degl empi viene da Keliphah, che morte e ombra di morte."
Zohar (I,46b,47a) procede a dimostrare che questo lato immondo il lato
sinistro, da cui venuta l'anima dei cristiani:
"Ed egli cre tutte le cose viventi cio gli israeliti, in quanto sono figli
dell'Altissimo, e la loro anima viene da Lui. Ma da dove viene l'anima dei gentili
idolatri? Il rabbino Eliezer dice: dal lato sinistro, che rende le loro anime immonde.
Essi sono perci immondi e contaminano tutti coloro che entrano in contatto con
loro."
14. DOPO LA MORTE VANNO ALL'INFERNO
Gli anziani insegnano che Abramo siede all'ingresso della Gehenna e impedisce
a tutte le persone non circoncise di entrarvi; ma che tutti gli incirconcisi vanno
all'inferno.
Nel Rosch Haschanach (17a) si dice:
"Gli eretici e gli Epicurei e i Traditori vanno all'inferno."
15. IL DESTINO DEI CRISTIANI MORTI
Dopo la morte, i corpi dei cristiani vengono chiamati con l'odioso nome di
Pegarim, che la parola usata nella Sacra Scrittura per i corpi morti dei dannati e
degli animali, ma mai per il corpo degli uomini pii che viene chiamato Metim. Perci,
lo Schulchan Arukh ordina di parlare dei cristiani morti nella stessa maniera degli
animali morti.
Nello Iore Dea (377,1) si dice:
"Non si devono fare le condoglianze a nessuno a causa della morte dei suoi servi
o serve. Tutto quello che si pu dire 'Possa Dio ridarti quello che hai perso, come si
dice a qualcuno che ha perso una mucca o un asino."
N serve evitare i cristiani per sette giorni dopo che hanno sotterrato qualcuno,
come stabilisce la legge di Mos, dato che essi non sono uomini; infatti, il sotterrare
gli animali non causa di contaminazione.
Nello Iebhammoth (61a) si dice:
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"I Nokrin non si contaminano con i funerali. Infatti sta scritto: Voi siete le mie
pecore, le pecore del mio pascolo; voi siete uomini. Voi siete perci chiamati uomini,
non i Nokrim."
Articolo III - Sul Culto e i Riti Cristiani
Dato che i cristiani sono considerati idolatri dagli ebrei, tutte le loro forme di
culto appartengano all'idolatria. I preti sono chiamati preti di Baal; i loro templi sono
chiamati chiese di falsit e idolatria, e tutto ci che contengono, come i calici, le
statue e i libri, sono considerati oggetti fabbricati per il culto degli idoli; le loro
preghiere, sia pubbliche che private, sono paccaminose e recano offesa a Dio; e le loro
feste sono chiamate giorni della perversit.
1. PRETI
Il Talmud parla dei preti, i ministri del culto cristiano, come di idolatri
appartenenti al dio Baal. Essi sono anche chiamati Komarim - indovini; eanche
Galachim, i rasati, in quanto si rasano il capo, particolarmente i monaci.
Nell' Abhodah Zarah (14b) Toseph, si dice:
" proibito vendere i libri dei profeti agli indovini, dato che essi possono usarli
per il loro culto del male nei loro templi dove si pratica l'idolatria. Coloro che lo fanno
peccano contro la legge che ci proibisce di porre un ostacolo sul percorso di un cieco.
anche proibito venderli ai cristiani che non sono rasati, in quanto essi sicuramente
lo daranno o venderanno a uno di coloro che sono rasati."
2. LE CHIESE CRISTIANE
Un luogo di culto cristiano detto (1) Beth Tiflah, casa di vanit e stoltezza, al
posto di Beth Tefilah, casa di preghiera; (2) Beth Abhodah Zarah, Casa dell'Idolatria;
(3) Beth Hatturaph Schel Letsim, Casa del Ridere Maligno.
Nell' Abhodah Zarah, (78), il Perusch di Maimonide, si legge:
"Si sappia che cosa indubbiamente proibita dalla legge attraversare una citt
cristiana in cui ci sia una casa di vanit, cio una casa dell'idolatria; a maggior ragione
abitarci. Ma noi oggi, come punizione per i nostri peccati, siamo soggetti a loro, e
siamo costretti ad abitare nei loro paesi, come predetto dal Deuteronomio (IV, 28): E
l voi servirete gli dei, lavoro delle mani dell'uomo, di legno e pietra.... Cos, se
permesso come predetto di passare attorno ad una citt cristiana, a maggior ragione
si dovr passare attorno ad un tempio dove si pratica l'idolatria; n ci permesso
guardar dentro e specialmente entrarvi."
All'ebreo proibito non solo entrare in una chiesa cristiana, ma perfino
avvicinarsi ad essa, eccetto in particolari circostanze.
Nello Iore Dea, (142,10) si dice:
proibito sostare all'ombra di una casa dell'idolatria, sia all'interno che
all'esterno, per una distanza di quattro cubiti dalla porta principale. Non proibito,
comunque, sostare sotto l'ombra del retro di una chiesa. N l'ombra ci proibita se la
chiesa sorge in un luogo dove prima c'era una strada pubblica, presa alla comunit,
dove poi stata costruita la casa dell'idolatria.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Infatti la strada sempre l. Ma se la casa dell'idolatria esisteva prima della
strada, non permesso passare di l in nessun caso."
N un giudeo pu ascoltare o ammirare la bella musica delle chiese. Nello Iore
Dea (142,15) si dice:
" proibito ascoltare la musica del culto degli idolatri, ed esaminare le statue dei
loro idoli; infatti, anche solo guardandoli, si pu rimanere influenzati dal male
dell'idolatria. Ma si pu guardare se si intende di non restarne influenzati."
Nello stesso modo i giudei non possono avere la casa vicino ad una chiesa: e
nemmeno loro permesso ricostruire una casa che stata distrutta in tale luogo.
Nello Iore Dea (143,1) si dice:
"Se cade una casa vicino ad un tempio dell'idolatria appartenente agli Akum,
non deve essere ricostruita. L'ebreo deve spostarla ad una certa distanza se desidera
ricostruirla. Ma dovr riempire di cespugli e immondizie lo spazio rimasto vuoto fra
la sua casa e la chiesa in maniera che non possa essere usato per allargare il tempio
dell'idolatria."
A questo punto possiamo aggiungere ci che un certo rabbino Kelomimis disse
circa una chiesa cristiana (nel libro Nizzachon) all'imperatore Enrico III, che gli diede
il permesso di dire la sua opinione liberamente sulla Basilica che aveva recentemente
costruito a Spires:
"Dopo che l'Imperatore Enrico III, un uomo molto malvagio, ebbe finito la
costruzione di quell'"Abisso," egli mand a chiamare il rabbino Kelominus e gli disse:
'Voglio chiederti come ti sembra questa Basilica che ho costruito a paragone del
Tempio di Salomone sul quale sono stati scritti tanti volumi.' Egli rispose: 'Mio
Signore, se mi permettete di parlare liberamente, e se mi giurate di lasciarmi andare
illeso, vi dir la verit.' L'imperatore rispose: 'Hai la mia parola di amante della verit
e di imperatore che non ti sar fatto alcun male.' Allora l'ebreo disse: 'Se voi
raccoglieste tutto quello che avete speso fino ad ora e lo
aggiungeste a tutto l'oro e l'argento del vostro tesoro, tutuo ci non sarebbe
sufficiente nemmeno a pagare gli operai e gli artigiani che impieg Salomone; infatti
sta scritto (Cron. II. Ch. 2): E Salomone ordin che uscissero tre dozzine e diecimila
uomini per portare i pesi, e quattro dozzine mille per tagliare nelle montagne, e tre
mila e icento per sorvergliarli. Otto anni furono impiegati per la costruzione del
Tempio, molti di pi di quelli che sono serviti a voi per la costruzione di questo
Tehom (abisso). E quando Salomone ebbe finito il suo tempio, vedete quello che la
Scrittura dice a proposito di esso: I preti non potevano rimanere eretti per rendere
servizio a causa della nube; infatti la gloria di Dio aveva riempito la Casa del
Signore (Chron. II, Cap. 5,14). Ma se qualcuno caricasse un asino di putrida
immondizia e lo conducesse all'interno di questo vostro abisso, nessuno si
accorgerebbe della differenza!' L'imperatore Enrico allora rispose: 'Se non ti avessi
giurato di lasciarti andare illeso, darei ordine che ti fosse tagliata la testa.'"
3. CALICI
I calici usati per il Sacrificio della messa vengono chiamati con il nome del
vasellame che si usa per offrire sporcizia agli idoli. Mos Kozzensis, nello Hilkoth
Abhodah Zarah (10b) dice:
"L'ebreo che acquista dei calici del Goi, che siano stati rotti e gettati via, non pu
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rivenderli a loro, perch il prete di Baal li userebbe per il culto dell'idolo."
4. LIBRI
Il Talmud chiama i libri dei cristiani Minim - libri eretici - Siphre Debeth
Abidan - Libri della Casa di Perdizione. Il Talmud in particolare parla dei libri dei
Vangeli. Cos in Schabbath (116a) Toseph:
"Il rabbino Meir chiama i libri eretici Aaven Gilaion (volumi di iniquit) perch
essi li chiamano Vangeli."
E il rabbino Jochanan chiama questi libri Aavon Gilaion, libri del male. Lo
Schulchan Arukh, edizione di Cracovia, rende questo nome come Aven Niktabh al
Haggilaion - iniquit scritta in un libro.
Buxtorf dice: "Nell' Arukh c' una nota Scheker Niktabh al Gilaion, che
significa, menzogna scritta in un libro."
Tutti gli studiosi del Talmud sono d'accordo sul fatto che i libri dei cristiani
dovrebbero essere distrutti. Essi non sono d'accordo solamente per quanto riguarda
ci che si dovrebbe fare del nome di Dio che appare in essi. Nello Schabbath (116a) si
dice:
"I glossari dei nostri stessi libri e i libri degli eretici non dovranno essere salvati
dalle fiamme se dovessero prendere fuoco in giorno di sabato. Il rabbino Jose,
comunque, dice: 'Nei giorni di festa i nomi della divinit dovranno essere strappati
dai libri dei cristiani e nascosti; ci che rimane dovr essere dato alle fiamme.' Ma il
rabbino Tarphon dice: 'Per potere ricordato dai miei figli, se quei libri dovessero mai
cadere nelle mie mani, io li brucerei assieme con i nomi della divinit che
contengono. Infatti, se uno inseguito da un assassino o da un serpente, meglio
rifugiarsi in un tempio pagano che in uno dei loro; infatti i cristiani resistono
scientemente alla verit, mentre i pagani lo fanno inconsapevolmente.'"
5. PREGHIERE
Le prechiere dei cristiani sono chiamate, non Tefillah, ma Tiflah. L o
spostamento del punto e l'inserimento di Iod, cambia il significato della parola che
diventa peccato, stoltezza e trasgressione.
6. FESTE CRISTIANE
Le feste cristiane, specialmente la domenica, sono chiamateIom ED - giorno di
distruzione, perdizione, sfortuna o calamit. Sono anche semplicemente chiamate
Iom Notsri, giorni cristiani. La parola Ed, interpretata correttamente, significa
sfortuna o calamit, come appare dalla Gemarah e dai glossari di Maimonide nell'
Abhodah Zarah (2a):
"La parola Edehem significa le feste dei cristiani, dato che sta scritto (in
Deuter.XXXII,35): i giorni della loro calamit."
Anche Maimonide, nell' Abhodah Zarah, dice:
"La parola Edehem sta a significare la stoltezza delle loro feste. il nome delle
loro feste. il nome dei loro spregevoli giorni di festa che non meritano il nome di
Moedim, in qanto sono veramente vani e perversi."
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Anche Bartenora scrive:
"La parola Edehem il nome delle loro ingnominevoli feste e solennit."
Anche le note a margine del Tosephoth danno questo nome alle feste cristiane.
Cos nell' Abhodah Zarah (6a):
"Il Giorno del Male, cio il Giorno Cristiano, ci proibito cos come tutti i loro
altri giorni di festa."
Alcune feste cristiane sono indicate per nome, come la festa di Natale e Pasqua.
Mos Mikkozzi, facendo riferiemnto al testo summenzionato dell' Abhodah Zarah,
dice:
"Il rabbino Sammuel dichiara, nel nome di Salomone Iarchi, che
particolarmente le feste di Natale e Pasqua, che sono i loro pi importanti giorni del
male e il fondamento della loro religione, ci sono proibite."
Maimonide, nello Hilkhoth Akum (cap.IX) dice la stessa cosa:
"Sammuel ripete le parole del rabbino Sal. Iarchi che ci proibiscono in
particolare di celebrare le feste di Natale e Pasqua, che sono celebrate a causa di colui
che fu appeso."
Inoltre, indicazioni dell'empiet degli ebrei si trovano nei nomi che essi danno a
queste feste cristiane. Infatti, in luogo di usare Tav per la parola Nithal, essi spesso
scrivono Tet e lo chiamano Nital al posto della parola latina Natalis, la festa della
Nativit. Essi fanno in modo che sembri che questa parola derivi dalla radice Natal
che denota sterminio o distruzione. Similmente essi si rifiutano di usare la parola
Paschal (Pesach )per la festa cristiana di Pasqua. Essi sostituiscono Koph a Phe e
inseriscono la lettera iod e la chiamano Ketsach o Kesach. Entrambe le pronunce
hanno un significato perverso. Ketsach viene dalla radice Katsah, che significa
amputare o tagliar via, e Kesach viene dalla radice Jesa, che significa legno o forca.
Fanno questo perch la festa di Pasqua celebrata dai cristiani in memoria di Cristo -
colui che fu appeso che fu messo a morte e risorse dai morti.
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PARTE II
I PRECETTI DEL TALMUD CHE RIGUARDANO I
CRISTIANI
Da quanto stato dimostrato fin'ora, appare chiaro che, secondo l'insegmanento
del Talmud, i cristiani sono idolatri e tenuti in odio agli ebrei. Di conseguenza, ogni
ebreo che deisera piacere a Dio ha il dovere di osservare i precetti che furono
trasmessi ai Padri della loro razza quando vivevano in Terra Santa e che riguardano i
gentili idolatri, sia quelli che abitavano fra di loro che quelli che abitavano in paesi
vicini. L'ebreo perci deve (1) Evitare i cristiani; (2) Fare tutto ci che pu per
sterminarli.
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CAPITOLO I
I CRISTIANI DEVONO ESSERE EVITATI
Gli ebrei devono evitare tutti i contatti con i cristiani per quattro motivi: (1)
Perch non sono degni di partecipare alla vita ebraica; (2) Perch
sono immondi; (3) Perch sono idolatri; (4) Perch sono assassini.
Articolo I. - I Cristiani Devono Essere Evitati -
Perch Sono Indegni di Partecipare ai Costumi Ebraici
L'ebreo, per il fatto di appartenere alla razza eletta e di essere circonciso,
possiede una tale dignit che nessuno, nemmeno un angelo, pu essergli uguale.
Infatti, egli viene considerato quasi uguale a Dio. "Colui che colpisce un israelita" dice
il rabbino Chanina "agisce come se schaffeggiasse la faccia della Divina Maest di
Dio."
L'ebreo sempre considerato buono, nonostante certi peccati che possa
commettere; n possono i suoi peccati contaminarlo, pi di quanto la sporcizia possa
contaminare il gheriglio della noce, ma sporca solo il suo guscio. Solo l'ebreo
considerato un uomo; l'intero mondo gli appartiene e tutte le cose lo devono servire,
specialmente "gli animali che hanno forma di uomini."
perci chiaro che essi considerano contaminanti tutti i contatti con i cristiani,
in quanto detraggono dalla loro dignit. Perci essi devono secondo la loro legge
tenersi il pi lontano possibile da tutti coloro che vivono e agiscono come fanno i
cristiani.
1. L'EBREO NON DEVE SALUTARE IL CRISTIANO
Nel Gittin, (62a), si dice:
"L'ebreo non deve mai entrare nella casa di un Nokhri di giorno di festa per
salutarlo. Comunque, se lo incontra per la strada, potr salutarlo, ma brevemente e a
testa china."
2. L'EBREO NON DEVE RICAMBIARE IL SALUTO DEL CRISTIANO
Nello Iore Dea (148,10) si dice:
"L'ebreo non deve ricambiare il saluto del cristiano inchinandosi davanti a lui.
bene perci salutarlo per primo evitando cos di risponderein caso che l'Akum lo
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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saluti per primo."
Il rabbino Kohana dice che quando un ebreo saluta un cristiano egli deve prima
dire ""Pace al mio Signore," intendendo con ci il suo rabbino. Infatti il Tosephoth
dice: "Perch il suo cuore si rivolgeva al suo rabbino."
3. L'EBREO NON DEVE PRESENTARSI DAVANTI AD UN GIUDICE
CRISTIANO
Nel Choshen Hammischpat (26,1) si dice:
All'ebreo non permesso portare il suo caso davanti ai giudici Akum, anche se la
questione venisse giudicata secondo le decisioni della legge ebraica, e anche se
entrambe le parti fossero d'accordo di attenersi a tali decisioni. Colui che lo fa
empio e simile ad uno che calunnia e bestemmia e che alza la mano contro la Legge
trasmessa a noi da Mos, il nostro grande legislatore. La Hagah dice "Il Bethin ha il
potere di scomunicare questa persona fino a che egli non liberi il suo fratello ebreo
dalle mani dei gentili.'"
4. NON PERMESSO USARE I CRISTIANI COME TESTIMONI
Nel Choshen Hammischpat (26.1) si dice:
"Il Goi o il suo servo incapace ad agire come testimone."
5. ALL'EBREO NON PERMESSO DI CIBARSI DI CIBO CRISTIANO
Nello Iore Dea (112,1) si dice:
"Gli anziani proibirono di mangiare il cibo degli Akum, per non sembrare di
essere in rapporti di amicizia con loro."
E nell' Abhodah Zarah (35b) si dice:
"Le cose seguenti che appartengono ai Goim sono proibite: Latte che un Goi
prende da una mucca, se non presente un ebreo; anche il loro pane, ecc."
6. L'EBREO NON DEVE MAI AGIRE NEL MODO DEI CRISTIANI
Nello Iore Dea (178,1) si dice:
"Non permesso imitare le usanze degli Akum e agire come loro. Non
permesso indossare abiti come gli Akum, e nemmeno pettinarsi come fanno loro ....
n devono gli ebrei costruire case che assomiglino ai templi degli Akum."
Comunque, dato che non possible osservare tutte queste regole in tutti i
luoghi, la Hagah dice che, fino ad un certo punto, si possono fare eccezioni come nel
caso in cui ci tornasse a vantaggio di un ebreo - se, per esempio, un ebreo potesse
trarre profitto da un commercio che richiede un certo tipo di abbigliamento.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Articolo II - I Cristiani Devono Essere Evitati -
Perch Sono Immondi
Non si sa quanto spesso l'ebreo debba lavarsi e purificarsi, e nemmeno quanto
debba studiare per evitare tutto ci che pu contaminarlo. Il Talmud insegna,
comunque, che i cristiani sono persone il cui semplice contatto tattile rende le cose
immonde. Nell' Abhodah Zarah (72b) si legge:
"Un certo uomo stava versando del vino da un contenitore ad un altro per mezzo
di un tubo, quando un Goi venne e tocc il tubo con la mano. Il risultato fu che tutto il
vino (di entrambi i contenitori) dovette essere gettato via."
Tutti i recipienti, perci, devono essere lavati se l'ebreo l'ha acquisito da un
cristiano, anche se non mai stato usato. Nello Iore Dea (120,1) si dice:
"Se un ebreo compra da un Akum un recipiente per usarlo a tavola, sia che sia
fatto di metallo, di vetro o di piombo, anche se nuovo, lo dovr lavare in un Mikvah
(grande catino), o in una cisterna che tenga quaranta quarti d'acqua."
Articolo III. I Cristiani Devono Essere Evitati -
Perch Sono Idolatri
1. AFFINCH l'ebreo non diventi occasione di peccato per il cristiano idolatro,
secondo il precetto di Levit. XIX,14: Non porre una pietra d'inciampo davanti al
cieco- egli dovr evitare tutti i contatti con essi nei loro giorni di culto ai loro dei. Nell'
Abhodah Zarah
(2a) si dice:
"Non permesso comperare o vendere loro alcunch nei tre giorni che
precedono le loro feste idolatriche. anche proibito concedere o accettare aiuto da
loro, scambiare denaro con loro, rimborsare loro un prestito o permettere loro di
rimborsare i loro prestiti."
Nell' Abhodah Zarah, 78c (il Perusch di Maimonide, fol.8), si dice:
"Tutte le feste dei seguaci di Ges sono proibite, e noi dobbiamo comportarci nei
loro confronti come faremmo con gli idolatri. Il primo giorno della settimana la loro
festa principale, ed perci proibito intrattenere, nel loro giorno di sabato, qualsiasi
contatto d'affari con coloro che credono in Ges. Riguardo il loro sabato, noi
dobbiamo osservare le stesse regole che osserviamo per le festivit degli idolatri,
come insegna il Talmud."
2. L'EBREO NON DEVE USARE ALCUNA COSA CHE RIGUARDI IL CULTO
DEI CRISTIANI.
Nello Iore Dea (139,1) si dice:
" proibito avere a che fare con gli idoli e con qualsiasi cosa venga usata per il
loro tipo di culto, sia che sia fatta dagli Akum o dagli ebrei."
3. PROIBITO VENDERE AI CRISTIANI QUALSIASI COSA CHE SERVA PER
IL LORO CULTO IDOLATRICO.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Nell' Abhodah Zarah (14b, Toseph) si dice:
" sempre proibito vendere incenso ad un prete idolatra, infatti evidente che
quando egli lo chiede, lo vuole per il solo scopo di offrirlo al suo idolo. Perci,
chiunque glielo venda, pecca contro il precetto che ci proibishe di porre una pietra
d'inciampo davanti al cieco. anche proibito vendere candele ai gentili per la loro
Festa delle Candele. Le candele comunque possono essere loro vendute negli altri
giorni. N permesso vendere un calice ad un gentile che l'ebreo abbia comprato
dopo che stato rotto e gettato via da un Goi. permesso rivenderlo ad un gentile
dopo che sia stato completamente rifatto.
Infatti, dopo che stato rotto una sola volta, esso pu essere ancora usato per
contenere il vino che offrono in onore del loro idolo." Segue poi la proibizione circa la
vendita di libri ai preti cristiani, come abbiamo visto sopra. Anche il lavoro di rilegare
tali libri proibito per gli ebrei. Nello Iore Dea (139,15) si dice:
" proibito rilegare i libri degli Akum, con l'eccezione dei libri di legge.
permesso, comunque, se il rifiuto do farlo dovesse causare ostilit, ma solo dopo che
ogni sforzo sia stato fatto per rifiutare tale lavoro."
Similmente, nello Iore Dea (151,1, Hagah):
"Non permesso vendere acqua ad un Akum se si sa che verr usata come acqua
battesimale."
Si fa menzione anche di molte altre cose che proibito vendere ai cristiani,
come: stoffa che possa essere usata per confezionare vestimenti sacerdotali e
bandiere; carta e inchiostro che possa essere usata per scrivere libri riguardanti il loro
culto. proibito vendere, o anche dare in affitto, ai cristiani case che verranno usate
come luoghi di culto. Oggigiorno, comunque, gli ebrei commerciano con i cristiani
specialmente nei giorni delle feste cristiane e vendono loro delle case ben sapendo
che certi sacramenti verranno amministrati in esse, come il Battesimo, la Santa
Comunione e l'Estrema Unzione. Il Talmud non pu dare nessuna spiegazione di ci,
e nell'Abhodah Zarah (2a, Toseph) si dice:
" difficile dire con quale diritto gli ebrei oggigiorno commercino con i Goim nei
loro giorni (malvagi) di festa. Infatti, sebbene molti di essi commettano tutti i tipi di
perversione e atti licenziosi nei loro giorni di festa in onore di santi che non
considerano dei, eppure ogni settimana essi celebrano il Giorno del Nazzareno
((Domenica)) che ci sempre stato proibito."
Bartenora, comunque, nel suo commentario sull' Abhodah Zarah (I,2,fol.7b)
dice:
"Dato che, mentre siamo in cattivit, non possiamo vivere senza commerciare
con loro e dipendiamo da loro per il nostro nutrimento, e dobbiamo temerli,
proibito commerciare con loro solo nei loro giorni di festa. Inoltre, ora permesso
commerciare ocn loro anche nei giorni stessi delle loro feste, perch i rabbini sono
convinti che non pratichino il culto dei loro idoli solo perch commerciano con noi. E
ci che proibito in questo libro deve essere considerato come riferentesi
direttamente all'idolatria."
Il rabbino Tam comunque, sostiene che la Mischnah proibisce solamente di
vendere agli idolatri cose che essi useranno per il culto degli idoli, dato che essi si
rallegrano e adorano i loro idoli in quanto ottengono le cose necessarie per tale culto.
Egli lo spiega cos (nell'Abhodah Zarah, 2a, Toseph):
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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"Nessuno dovrebbe meravigliarsi di questa nostra usanza. Infatti, sebbene noi li
consideramo idolatri, essi possono solo offrire quello che comperano con il denaro.
Per cui, il nostro guadagno e la loro gioia non il motivo di questa proibizione, in
quanto essi avrebbero abbastanza denaro per queste cose, anche se noi non
commerciassimo con loro."
4. QUESTA PROIBIZIONE NON SI APPLICA NEL CASO DEGLI ATEI
Nello Iore Dea (148,5) si dice:
" permesso inviare un regalo ad un Akum in uno dei loro giorni di festa se si sa
che egli non crede negli idoli e che non rende loro nessun culto."
Maimonide dice la stessa cosa nello Hilkhoth Akum (IX,2):
" sbagliato anche inviare un regalo ad un Goi nei loro giorni di festa a meno
che non si sia certi che egli non crede nel culto degli idoli cristiani, e non li serva."
Articolo IV - I Cristiani Devono Essere evitati -
Perch Sono Perversi
NON C' nulla di cui gli ebrei siano pi convinti del male che i cristiani possano
fare ai figli di Israele. A causa di ci, i capi del popolo eletto hanno sempre insegnato
agli ebrei di non accettare aiuto dai cristiani in quanto essi faranno sempre ricorso
all'omicidio e ad altri crimini tutte le volte che non riusciranno a conseguire i loro
scopi perversi. Cos, l'ebreo non deve assumere dei cristiani per prestare opera di
balia o insegnante dei suoi bambini, o di barbiere, medico od ostetrico.
1. NON COME BALIA
Nello Iore Dea (81,7, Hagah) si dice:
"Se possibile assumere un israelita, non bisogna assumere un Nokhri come
balia per i bambini; infatti, il latte di una Nokhrith indurisce il cuore del bambino e
gli infonde una natura perversa."
2. NON COME INSEGNANTE
Nello Iore Dea (155,1, Hagah) si dice:
"Il bambino non deve essere affidato agli Akum per imparare l'educazione, la
letteratura e le arti, infatti essi lo condurranno all'eresia."
3. NON COME MEDICO
Nello Iore Dea (155,1) si dice:
"Quando un ebreo in qualche modo ferito, anche cos gravemente da dovere
infrangere il sabato facendo chiamare un medico, egli non deve affidarsi ad un
medico cristiano (Akum ) che non sia conosciuto a tutti nel vicinato; infatti, noi
dobbiamo premunirci contro il versamento di sangue. Anche se non si sa se il
paziente vivr o morr, non si dovr permettere a tale medico di curarlo. Se,
comunque, si sicuri che morr, allora tale medico pu curarlo, dato che un'ora di
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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meno da vivere non una gran perdita. Se l' Akum insiste che una certa medicina
buona, permesso credergli, ma non acquistatela da lui.
Alcuni dicono che ci si applica solo quando l'Akum offre i suoi servizi
gratuitamente e che si pu accettare ogni volta che viene pagato. Ma si pu essere
sicuri che essi non farebbero del male ad un ebreo solo per amor di denaro."
Nel Pesachim (25a) si dice:
"Il rabbino Jochanan dice: l'assistenza medica di chiunque pu essere accettata
eccetto quella degli idolatri, dai fornicatori, e dagli assassini.
4. NON COME BARBIERE
Nello Iore Dea (156,1) si dice:
Non lecito farsi radere da un Akum a meno che non si sia accompagnati da
amici ebrei. Alcuni dicono che non permesso farsi radere da un Akum anche se altri
sono presenti, a meno che non ci si possa vedere in uno specchio."
5. NON COME OSTETRICA
Nell' Abhodah Zarah (26a) si dice:
"I nostri rabbini ci hanno trasmesso l'insegnamento che non si pu permettere
alla donna straniera di agire da ostetrica alla nascita di un figlio di Israele, perch gli
stranieri indulgono nello spargimento di sangue. Gli anziani, comunque, dicono che
una donna straniera pu prestare questo tipo di assistenza purch siano presenti altre
donne ebree e non sia mai lasciata sola.
Il rabbino Meir, comunque, dice che ci non permesso nemmeno quando altre
donne sono presenti. Infatti, spesso avviene che schiaccino con la mano la morbida
testa del bambino e lo uccidano; e questo pu essere fatto senza che nessuno delle
presenti lo noti.
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CAPITOLO II
I CRISTIANI DEVONO ESSERE STERMINATI
I seguaci di "quell'uomo," il cui nome per gli ebrei significa "Possano il suo
nome e la sua memoria essere cancellati," non devono essere considerati diversi da
gente di cui bene liberarsi. Coloro che tengono i figli di Israele in cattivit sono
chiamati romani e tiranni, e con la loro distruzione gli ebrei saranno stati liberati da
questa quarta cattivit. Ogni ebreo perci tenuto a fare tutto quello che pu per
distruggere l'empio regno degli edomiti (Roma) che governa il mondo intero.
Siccome, per, non sempre e dovunque possibile effettuare questo sterminio di
cristiani, il Talmud ordina che essi siano attaccati almeno indirettamente, e cio: di
causare loro del male in tutti i modi possibili, e di ridurre con questo mezzo il loro
potere al fine di aiutare la loro distruzione finale. Quando possibile, l'ebreo deve
uccidere i cristiani, e farlo senza piet.
Articolo I. - SI DEVE FARE DEL MALE AI CRISTIANI
L'ebreo ha l'obbligo di fare del male ai cristiani per quanto egli possa, sia
indirettamente - non aiutandolo in nessuna maniera - che direttamente -
distruggendo i loro piani e progetti; n deve salvare il cristiano in pericolo di morte.
I. NON SI DEVE FARE DEL BENE AI CRISTIANI
Nello Zohar (1,25b) si legge:
"Coloro che fanno del bene all'Akum ... non sorgeranno dai morti."
A volte permesso fare del bene ai cristiani, ma solo per aiutare Israele, cio,
per amore di pace e per nascondere l'odio nutrito verso di essi.
Maimonide nello Hilkhoth Akum (X,6) dice:
" permesso aiutare i gentili bisognosi cos come gli ebrei bisognosi, per amore
di pace..."
Nello Iore Dea (148,12 Hagah) si legge:
"Perci, se tu entrerai in una citt e troverai che vi si celebra una festa, tu potrai
fingere di rallegrartene assieme a loro per nascondere il tuo odio. Coloro che tengono
alla salvezza della loro anima, comunque, dovranno tenersi lontani da tali
celebrazioni. Si dovrebbe far sapere che cosa odiosa rallegrarsi con loro, se ci pu
essere fatto senza incorrere nella loro inimicizia."
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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1. NON PERMESSO LODARE UN CRISTIANO
Nell'Abhodah Zarah (20,a, Toseph) si legge:
"Non dite niente a loro lode, affinch non si dica:
Com' buono quel goi."
In questa maniera, essi spiegano le parole del Deuteronomio (VII,2) ... e tu non
mostrerai loro (goim) nessuna misericordia, come citato nella Gemarah. Il rabbino
S. Iarchi spiega questo passo della Bibbia come segue:
"Non fate loro nessun complimento; infatti proibito dire: com' buono quel
goi!"
Nello Iore Dea (151,14) si legge:
"A nessuno permesso lodarli o dire quanto sia buono un Akum. Tanto meno
lodare quello che fanno o raccontare di loro cose che tornino a loro gloria. Se,
comunque, lodandoli si intende rendere gloria a Dio, e cio, in quanto egli ha creato
delle belle creature, allora permesso farlo."
2. ALL'EBREO NON PERMESSO MENZIONARE LE COSE CHE I
CRISTIANI USANO PER IL LORO CULTO IDOLATRICO.
Nello Hilkhoth Akum (V,12) si legge:
" inoltre proibito menzionare l'Akum; infatti scritto (Exodus XXIII,13): ...
non menzionare gli altri dei."
3. SI DEVE PARLARE DEI LORO IDOLI CON SPREGIO
Nello Iore dea (146,15) si legge:
"I loro idoli devono essere distrutti, o chiamati con nomi spregevoli."
Ibidem, (147,5):
" permesso deridere gli idoli, ed proibito dire ad un goi: Dio ti aiuti, oppure
ti auguro di riuscire."
Il rabbino Bechai, spiegando il testo del Deuteronomio sull'odio verso l'idolatria,
dice:
"Le Scritture insegnano di odiare gli idoli e di chiamarli con nomi ignominiosi.
Perci, se il nome di una chiesa Bethgalia--"casa di magnificenza," essa dovrebbe
essere chiamata Bethkaria - casa insignificante, porcile, latrina. Questa parola karia
infatti, denota un luogo basso, un tugurio."
In diversi punti gli ebrei danno nomi ignominiosi alle cose cristiane. Non fuori
luogo elencarne qui di seguito alcuni che essi danno a cose e persone considerate care
e sante dai cristiani:
GESU' viene ignominiosamene chiamato Jeschu- che significa Possano il suo
nome e la sua memeoria essere cancellati. In ebraico, il suo vero nome Jeschua che
significa Redenzione (Salvamento).
MARIA LA MADRE DI GES', viene chiamata Charia - sterco, escrementi
(tedesco Dreck). In ebraico il suo vero nome Miriam.
I SANTI CRISTIANI, per cui la parola in ebraico Kedoshim, sono chiamati
Kededchim, (cinaedos)- uomini effemminati (Fate). Le sante sono chiamate
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Kedeschoth, Puttane.
LA DOMENICA viene chiamata il giorno della calamit.
LA FESTA DI NATALE viene chiamata Nital, che indica sterminio.
PASQUA non viene chiamata con il suo nome corretto Pesach (Pasqua ebraica),
ma Ketsach, che significa abbattere; oppure Kesach, impiccagione.
UNA CHIESA CRISTIANA non viene chiamata Beth Hattefillah, Casa di
Preghiera, ma Beth Hattiflah, Casa di Vanit, Casa del Male.
I LIBRI DEL VANGELO sono chiamati Aavon Gilaion, Libri di Iniquit.
I SACRIFICI CRISTINAI sono chiamati Offerte di Sterco. Nel Talmud di
Jerusalemme (fol.13b) si trova quanto segue:
"Colui che li vede mezabbelim (defecare - offrire il sacrificio) di fronte al loro
idolo, deve dire (Esodo XXII, 20): Colui che sacrifica ad un idolo, sia completamente
distrutto."
Il rabbino Iarchi (riferendosi a Num. XXV,3), insegna che i gentili onorano il
loro Dio defecando davanti a lui.
UNA RAGAZZA CRISTIANA che lavora per gli ebrei nel loro giorno di Sabato
viene chiamata Schaw-wesschicksel, Immondizia del Sabato.
4. GLI EBREI NON POSSONO FARE REGALI AI CRISTIANI
Nello Hilkhoth Akum (X5) si legge:
" proibito fare regali ai goim. Ma permesso farli ad un convertito che vive fra
gli ebrei; detto, infatti: 'Datelo da mangiare al viaggiatore che si ferma nelle vostre
citt, oppure vendetelo ad un gentile, cio, vendetelo, non datelo'."
Nello Iore Dea (151,11) si legge:
" proibito fare dei regali all'Akum con il quale l'ebreo non deve intrattenersi
amichevolmente."
Il Talmud, comunque, permette agli ebrei di fare doni a gentili che egli conosce
e dai quali egli spera di avere qualcosa in cambio.
5. PROIBITO ALL' EBREO VENDERE LA PROPRIA FATTORIA AD UN
CRISTIANO
Nello Iore Dea (334,43) si legge:
"L'ebreo dovr essere ripudiato in 24 casi, cio... 8 caso: Chiunque venda la sua
fattoria agli Akum deve essere mandato in esilio - a meno che egli non si impegni a
risarcire tutto il danno causato agli ebrei che devono subire un Akum come vicino."
6. PROIBITO INSEGNARE UN'ATTIVITA' COMMERCIALE AI CRISTIANI
Nello Iore Dea (154,2) si legge:
"Non permesso insegnare alcuna attivit commerciale agli Akum"
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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II. SI DEVE DANNEGGIARE IL LAVORO DEI CRISTIANI
Dato che i goim servono gli ebrei come bestie da soma, essi appartengono agli
ebrei con tutte le loro facolt e la loro vita:
"La vita di un goi e tutte le sue capacit fisiche appartengono all'ebreo." (A.
Rohl. Die Polem. p.20)
un assioma dei rabbini che l'ebreo possa prendere qualsiasi cosa appartenga
ai cristiani per qualsiasi motivo, anche con la frode; e ci non pu essere definito
rubare dato che semplicemente prendere ci che gli appartiene.
Nel Babha Bathra (54b) si legge:
"Tutte le cose che appartengono ai goim sono come un deserto; il primo che
passa e le prende pu rivendicarne la propriet."
1. NON SI DEVE FAR SAPERE AI CRISTIANI SE PAGANO UN PREZZO
TROPPO ALTO AD UN EBREO
Nel Choshen Hammischpat (183,7) si legge:
"Se mandi un messaggero a ritirare del denaro da un Akum e l' Akum paga pi
di quanto deve, il messaggero pu tenersi la differenza. Ma se il messaggero non lo sa,
la puoi tenere tu stesso."
2. GLI OGGETTI SMARRITI DEI CRISTIANI NON DEVONO MAI ESSERE
LORO RESTITUITI
Nel Choshen Hammischpat (226,1) si legge:
"L'ebreo potr tenere tutte le cose che trova, se sono di propriet di un Akum, in
quanto sta scritto: Restituisci a tuo fratello ci che stato perduto (Deuter. XXII,3).
Infatti, colui che restituisce (ai cristiani) un oggetto smarrito pecca contro la Legge in
quanto aumenta il potere dei trasgressori della Legge. lodevole, comunque,
restituire gli oggetti smarriti, se ci viene fatto in onore del nome di Dio, cio, se a
causa di ci gli ebrei saranno lodati e considerate dai cristiani persone d'onore."
3. PERMESSO FRODARE I CRISTIANI
Nel Babha Kama (113b) si legge:
" permesso ingannare un goy."
E nel Choshen Hammischpat (156,5. Hagah) si legge:
"Se un ebreo fa buoni affari con un Akum, in certi posti non permesso agli altri
ebrei di venire e fare affari con lo stesso Akum. In altri luoghi, comunque, diverso
ed permesso a un altro ebreo di andare dallo stesso Akum, circuirlo, fare affari con
lui e prendere il suo denaro. Infatti la ricchezza dell' Akum deve essere considerata
propriet comune e appartiene al primo che pu appropriarsene. C', comunque, chi
dice che ci non va fatto."
Nel Choshen Hammischpat (183,7 Hagah) si legge:
"Se un ebreo fa affari con un Akum e un fratello israelita sopravviene e froda
l'Akum per mezzo di falsi pesi o misure o numeri, egli deve dividere il suo profitto con
il suo fratello israelita, dato che entrambi hanno partecipato all'affare, e anche per
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aiutarlo."
4. UN EBREO PU0' FINGERE DI ESSER UN CRISTIANO PER INGANNARE I
CRISTIANI
Nello Iore Dea (157,2. Hagah) si legge:
"Se un ebreo pu ingannarli (gli idolatri) fingendo di essere un adoratore di
stelle, gli permesso farlo."
5. AGLI EBREI PERMESSO ESERCITARE L'USURA NEI CONFRONTI DEI
CRISTIANI
Nell'Abhodah Zarah (54a) si legge:
" permesso esercitare l'usura nei confronti degli apostati caduti in idolatria."
E nello Iore Dea (159,1) si legge:
" permesso, secondo la Torah, prestare denaro ad usura ad un Akum. Alcuni
anziani comunque negano ci eccetto nel caso di vita o di morte. Al giorno d'oggi
permesso per qualsiasi motivo."
III. I CRISTIANI DEVONO ESSERE DANNEGGIATI NELLE QUESTIONI
LEGALI
1. ALL'EBREO PERMESSO MENTIRE E GIURARE IL FALSO PER FAR
CONDANNARE UN CRISTIANO
Nel Babha Kama (113a) si legge:
"Il nostro insegnamento il seguente: Quando un ebreo e un goi appaiono in
tribunale, assolvi l'ebreo, se puoi, secondo le leggi d'Israele. Se il goi vince, digli che
ci quanto la nostra legge richiede. Se, comunque, l'ebreo pu essere assolto
secondo la legge dei gentili, assolvilo e digli che ci fatto secondo le nostre leggi. Se
ci non pu essere fatto, procedi con durezza contro il goi, come consiglia il rabbino
Ischmael. Il rabbino Akibha, comunque, sostiene che non si pu agire con frode per
non profanare il Nome di Dio, e per non avere un ebreo rinviato a giudizio per
spergiuro."
Una nota a margine, comunque, spiega questa precisazione del rabbino Akibha
come segue:
"Il nome di Dio non viene profanato se il goi non sa che l'ebreo ha mentito."
E pi avanti, il Babha Kama (113b) dice:
"Il nome di Dio non profanato quando, per esempio, un ebreo mente ad un goi
dicendo: 'Io ho dato qualcosa a tuo padre, ma egli morto; tu me lo devi restituire,'
purch il goi non sappia che tu stai mentendo."
2. PERMESSO AD UN EBREO GIURARE IL FALSO CON COSCIENZA
PULITA
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Nel Kallah (1b, p.18) si legge:
"Essa (la madre del mazmer) gli disse, 'Giura davanti a me.' E il rabbino Akibha
giur con le labbra, ma nel suo cuore invalid il giuramento.'
Un concetto simile si trova nello Schabbuoth Hagahoth del rabbino Ascher
(6d):
"Se il magistrato di una citt costringe gli ebrei a giurare che non fuggiranno da
quella citt e che non ne asporteranno cosa alcuna, essi potranno giurare il falso
dicendo a se stessi che non fuggiranno quel giorno, e che non asporteranno cosa
alcuna dalla citt solo in quel giorno."
IV. I CRISTIANI DEVONO ESSERE DANNEGGIATI NELLE COSE
NECESSARIE ALLA SOPRAVVIVENZA
Gli ebrei non dovranno risparmiare nessun mezzo per combattere i tiranni che li
tengono in questa Quarta Cattivit al fine di liberarsene. Essi devono combattere i
cristiani con l'astuzia e non fare nulla per evitare che il male li colga: i loro malati non
devono essere curati, le donne cristiane non devono essere aiutate durante il parto, e i
cristiani non devono essere salvati se in pericolo di morte.
1. UN EBREO DEVE SEMPRE CERCARE DI INGANNARE I CRISTIANI
Nello Zohar (I,160a) si legge:
"Il rabbino Jehuda gli ha detto (al rabbino Chezkia): ' degno di lode colui che
capace di liberarsi dai nemici di Israele, e sono molto degni di lode i giusti che si
liberano da essi e li combattono.' Il rabbino Chezkia chiese, 'Come dobbiamo
combatterli?' Il rabbino Jehuda disse, 'Con saggi consiglifarai guerra contro di loro.
(Proverbi, cap.24,6). Con che tipo di guerra? Il tipo di guerra che ogni figlio d'uomo
deve combattere contro i suoi nemici, e che Giacobbe us contro Esa quando
possibile, con l'inganno e la frode. Essi devono essere combattuti senza posa, fino a
che il giusto ordine non sia ristabilito. perci con soddisfazione che dico che noi ci
dobbiamo liberare da loro e regnare su di loro."
2. NON SI DEVE AIUTARE UN CRISTIANO AMMALATO
Nello Iore Dea (158,1) si legge:
"Gli Akum non devono essere curati, nemmeno per denaro, a meno che ci non
provochi la loro inimicizia."
3. NON SI DOVRA' AIUTARE LA DONNA CRISTIANA DURANTE IL PARTO
Nell' Orach Chaiim (330,2) si legge:
"Nessun aiuto, bench minimo, dovr essere prestato ad una donna Akum
durante il parto in giorno di sabato, in quanto il sabato non deve essere violato."
4. NON SI DOVRA' AIUTARE UN CRISTIANO IN PERICOLO DI MORTE
Nel Choshen Hammischpat (425,5) si legge:
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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"Se vedete un eretico che non crede nalla Torah cadere in un pozzo con una
scala, affrettatevi immediatamente e portatela via dicendogli 'Devo andare a prendere
mio figlio gi da un tetto. Ti riporter la scala immediatament o qualcosa del
genere. I Kuthaei, comunque, che non sono nostri nemici e che si prendono cura delle
pecore degli israeliti, non devono essere uccisi direttamente, ma non devono essere
salvati dalla morte."
E nello Iore Dea (158,1) si legge:
"Gli Akum che non sono nostri nemici non devono essere uccisi direttamente,
ci non ostante essi non dovranno essere salvati dal pericolo di morte. Per esempio,
se vedete uno di essi cadere in mare, non tiratelo su a meno che egli non vi prometta
del denaro."
Maimonide nello Hilkhoth Akum X,1.
Non licet misereri eorum; quia dicitur: "Ne misereberis eorum"1).
Idcirco, si quis viderit Adum pereuntem, vel aquis demersum, ne opem
ferat. Si eum morti proximum viderit, ne eripiat morti. Attamen manu sua
eum perdere, praecipitem in puteum dare, vel siquid huic simile, nefas est,
quia nobiscum bellum non gerit.
Maimonide, nello Hilkhoth Akum (X,1) dice:
"Non abbiate piet di loro: infatti, detto (Deuter. VII,2): Non mostrate loro
piet. Perci, se vedete un Akum in difficolt o annegare, non andate in suo aiuto. E
se egli fosse in pericolo di morte, non salvatelo. Ma non giusto ucciderlo con la
vostra mano spingendolo nel pozzo o in altro modo, dato che essi non sono in guerra
contro di noi."
Articolo II - I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI
INFINE, il Talmud comanda che i cristiani siano uccisi senza piet. Nell'
Abhodah Zarah (26b) si legge:
"Eretici, traditori e apostati devono essere gettati in un pozzo e non devono
essere soccorsi."
E nel Choshen Hammischpat (388,10) si legge:
"Le spia dovr essere uccisa, anche ai nostri giorni, dovunque si trovi. Essa pu
essere uccisa anche prima che confessi. E anche se ammette di aver voluto solo far del
male a qualcuno, e se il male che voleva fare non era molto grande, sufficiente per
condannarla a morte. Essa comunque deve essere avvertita di non confessare in
questa maniera. Ma se impudentemente essa dice "No, lo confesser!" allora dovr
essere uccisa, il prima possibile. Se non c' tempo per avvertirla, non necessario
farlo. Alcuni dicono che un traditore deve essere messo a morte solo quando
impossibile liberarsene mutilandolo, cio, tagliandogli la lingua o strappandogli gli
occhi, ma se ci possibile non dovr essere ucciso, dato che egli non peggiore di
altri che ci perseguitano."
E nello Choshen Hamm.di nuovo (388,15) si legge:
"Se si pu dimostrare che qualcuno ha tradito Israele tre volte, o che ha dato il
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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denaro di israeliti agli Akum, si dovr trovare il modo, dopo prudente considerazione,
di eliminarlo dalla faccia della terra."
Quinimo, ipsum studium Legis Iudaeorum mortis poenam meretur.
Sanhedrin 59 a:
R. Iochanan dicit: Goi scrutans legem, reus est mortis.
Il cristiano che viene scoperto a studiare la Legge d'Israele merita la morte. Nel
Sanhedrin (59a) si legge:
"Il rabbino Jochanan dice: Un goi che ficca il naso nella Legge colpevole di
morte."
II. Occidendi sunt Baptisma suscipientes Iudaei.
Hilkhoth Akum X,2:
Haec dicta sunt 1) de idolatris. Sed Israelitarum illos, qui a religione desciverint,
vel Epikurei evaserint, trucidare, atque ad inferos usque persequi iubemur. Quippe
affligunt
Israelem, populumque a Deo avertunt.
II. GLI EBREI BATTEZZATI DEVONO ESSERE MESSI A MORTE
Nello Hilkhoth Akum (X,2) si legge:
"Queste cose (supra) si intendono per gli idolatri. Ma anche gli israeliti che
lasciano la loro religione e diventano epicurei devono essere uccisi e noi dobbiamo
perseguitarli fino alla fine. Infatti essi affliggono Israele e distolgono il popolo da
Dio."
E nello Iore Dea (158,2 Hagah) si legge:
"I rinnegati che si rivolgono ai piaceri degli Akum, e che ne rimangono
contaminati adorando le stelle e i pianeti come essi fanno, devono essere uccisi."
In modo simile, si dice nello Choshen Hammischpat (425,5):
"Gli ebrei che diventano epicurei, che si danno all'adorazione delle stelle e dei
pianeti e peccano maliziosamente; anche coloro che mangiano la carne di animali
feriti, o che vestono abiti vani, meritano il nome di epicurei; in simil modo, coloro che
negano la Torah e i Profeti d'Israele - la legge che tutti questi debbano essere uccisi;
e coloro che hanno il potere di vita e di morte devono farli uccidere; e se ci non
potesse essere fatto, essi dovranno essere portati alla morte con l'inganno."
Qui sint isti abnegantes Legem, clare demonstrat R. Maimon in Hilkhoth
Teschubhah III, 2).
Tres sunt classes negantium Torah:
1. Qui dicunt non a Deo datam esse Torah, aut (non a Deo) saltem unum eius
versum, saltem verbum unum, sed (tenent) Moysen a seipso hoc dixisse, omnis (qui
ita dicit) abnegat Legem.
2. Qui abiiciunt eius explicationem, quae dicitur Torah oralis (Mischnah),
neque agnoscunt eius doctores, quemadmodum (fecerunt) Tsadok 3) et Baithos 4)
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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3.
Il rabbino Maimonide, nello Hilkhoth Teschubhah (III,8), fornisce l'elenco di
coloro che vengono considerati negatori della Legge:
"Ci sono tre categorie di persone che negano la Legge della Torah:
1) Coloro che dicono che la Torah non stata data da Dio, almeno un verso o
una parola di essa (sic), e che dicono che stato tutto lavoro di Mos;
2) Coloro che rifiutano la spiegazione della Torah, cio, la Legge Orale della
Mischnah, e coloro che non riconoscono l'autorit dei Dottori della Legge, come i
seguaci di Tsadok (Sadducei) e di Baithos;
3) Coloro che dicono che Dio ha cambiato la Legge per un'altra Nuova Legge, e
che la Torah non ha pi nessun valore, anche se essi non negano che fu data da Dio
come credono i cristiani e i turchi. Tutti costoro negano la Legge dalla Torah."
III. I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI PERCH SONO TIRANNI
Nello Zohar (I,25a) si legge:
"I Popoli della Terra sono idolatri, e su di loro stato scritto: Che siano spazzati
via dalla faccia della terra: Distruggete la memoria degli Amalechiti. Essi sono
ancora con noi in questa Quarta Cattivit, cio, i Principi (di Roma) .... che, in realt,
sono amalechiti."
1. QUESTI PRINCIPI DEVONO ESSERE UCCISI PER PRIMI
Perch se viene loro permesso di vivere, la speranza della liberazione degli ebrei
vana, e le loro preghiere di libe razione da questa Quarta Cattivit saranno
inefficaci. Nello Zohar (I,219b) si legge:
" certo che la nostra cattivit durer fino a quando i principi dei gentili che
adorano gli idoli non saranno distrutti."
E ancora nello Zohar (II,19a) si legge:
"Il rabbino Jehuda ha detto: Venite a vedere come stanno le cose; come i
principi hanno assunto potere sopra Israele e gli israeliti non protestano. Ma, quando
cade il principe, la loro contentezza si fa sentire. Sta scritto che: il Re degli Egiziani
mor e subito i figli d'Israele furono liberati dalla cattivit; essi lanciarono grida e la
loro voce sal a Dio."
2. IL PRINCIPATO CHE HA PER CAPITALE ROMA QUELLO CHE GLI
EBREI DEVONO ODIARE PIU' DI TUTTI
Lo chiamano il Regno di Esa e degli Edomiti, il Regno dell'Orgoglio, il Regno
del Male, Empia Roma. L'impero Turco viene chiamato il Regno degli Ismaeliti, che
essi non desiderano distruggere. Il Regno di Roma, comunque, deve essere
sterminato, perch quando la corrotta Roma sar distrutta, la salvezza e la libert
verranno al Popolo Eletto di Dio."
R. David Kimchi scribit diserte in Obadiam29:
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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Quidquid dixerunt Prophetae de vastatione Edom in ultims diebus,
id de Roma intellexerunt, ut explicavi in Iesaia in versu "Accedite gentes ad
audiendum"3). Etenim, quando vastabitur Roma, erit redemptio
Israelitarum.
Il rabbino David Kimchi scrive come segue nell'Obadiam:
"Ci che i Profeti predissero sulla distruzione di Edom negli ultimi giorni lo
riferivano a Roma, come spiega Isaia (ch.34,1):
Avvicinatevi, o nazioni, ed ascoltate... Quando Roma sar distrutta, Israele sar
redenta."
Anche il rabbino Abraham dice la stessa cosa nel suo libro Tseror Hammor,
sezione Schoftim:
"Non appena Roma sar stata distrutta, noi saremo redenti."
IV. INFINE, TUTTI I CRISTIANI, INCLUSI I MIGLIORI FRA DI LORO,
DEVONO ESSERE UCCISI.
Abhodah Zarah 26b. Tosephoth:
Optimus inter Goim occidi meretur.
Multoties haec phrasis repetita occurrit in diversis libris Iudaeorum, licet non
iisdem verbis. V.g.: R. Sal. Iarch in Exodi cap.XIV, v. 7 editionis Amstelodamiensis1)
dicit:
Nell' Abhodah Zarah (26b, Tosephoth) si legge:
"Anche il migliore dei Goim dovrebbe essere ucciso"
Lo Shulchan Arukh, dopo le parole dello Iore Dea (158,1) che dicono che coloro
fra gli Akum che non fanno del male agli ebrei non devono esser uccisi, cio coloro
che non fanno guerra ad Israele, cos spiega la parola Milchamah - guerra:
"Ma in tempo di guerra gli Akum devono essere uccisi in quanto sta scritto: 'I
buoni fra gli Akum meritano di essere uccisi, ecc."
V. L'EBREO CHE UCCIDE UN CRISTIANO NON COMMETTE PECCATO, MA
OFFRE UN SACRIFICIO ACCETTO A DIO
V. Iudaeus occidens Christianum non peccat, sed offerre dicitur Deo acceptabile
sacrificium.
Sepher Or Israel 177b3):
Dele vitam Kiphoth et occide ea;
gratus enim eris Divinae Maiestati sicut ille, qui offert oblatum incensi.
Nello Sepher Or Israel (177b) si legge:
"Togli la vita ai Kliphoth e uccidili, e piacerai a Dio come uno che Gli offre
incenso."
E nello Ialkut Simoni (245c. n.772) si legge:
"Colui che sparge il sangue degli empi tanto accetto a Dio quanto colui che
offre un sacrificio a Dio."
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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VI. DOPO LA DISTRUZIONE DEL TEMPIO A GERUSALEMME, L'UNICO
SACRIFICIO NECESSARIO LO STERMINIO DEI CRISTIANI
Nello Zohar (III,227b) Il Buon Pastore dice:
"Il solo sacrificio necessario che togliamo l'immondo di mezzo a noi."
Lo Zohar (II,43a), spiegando il precetto di Mos sulla redenzione del
primogenito di un asino che si ottiene con l'offerta di un agnello, dice:
"L'asino sta per il non ebreo, che deve essere redento con l'offerta di un agnello,
che il gregge disperso di Israele. Ma se egli rifiuta di essere redento, allora gli si
rompa il cranio... Essi dovrebbero essere cancellati dal libro dei viventi, in quanto su
di loro detto: Colui che pecca contro di me, io lo toglier dal libro della vita."
VII. COLORO CHE UCCIDONO I CRISTIANI AVRANNO UN POSTO
ELEVATO IN CIELO
Nello Zohar (1,38b, e 39a) si legge:
"Nei palazzi del quarto cielo si trovano coloro che emisero lamenti su Sion e
Gerusalemme, e tutti coloro che distrussero le nazioni idolatre... e coloro che uccisero
gente che adorava gli idoli sono vestiti con vesti di porpora in maniera che possano
essere riconosciuti e onorati."
VIII. GLI EBREI NON DEVONO MAI CESSARE DI STERMINARE I GOIM;
NON DEVONO MAI LASCIARLI IN PACE E NON DEVONO MAI SOTTOMETTERSI
A LORO.
Nello Hilkhoth Akum (X,1) si legge:
"Non mangiate con gli idolatri, non permettete loro di adorare i loro idoli;
infatti scritto: Non stabilite contratti con loro, non mostrate loro misericordia
(Deuter. cap. 7, 2). O li distogliete dai loro idoli o li uccidete."
Ibidem (X,7):
"Non si dovr permettere a nessun idolatro di rimanere nei luoghi dove gli ebrei
sono forti..."
IX. TUTTI GLI EBREI SONO OBBLIGATI AD UNIRSI INSIEME PER
DISTRUGGERE I TRADITORI CHE SONO IN MEZZO A LORO
Nel Choshen Hammischpat (338,16) si legge:
"Tutti gli abitanti della citt sono obbligati a contribuire alla spesa dell'uccisione
di un traditore, anche coloro che devono pagare altre tasse."
X. NESSUNA FESTA, NON IMPORTA QUANTO SOLENNE, PUO' IMPEDIRE
LA DECAPITAZIONE DI UN CRISTIANO
Nel Pesachim (49b) si legge:
"Il rabbino Eliezer disse: permesso tagliare la testa di un 'idiota' (uno degli
abitanti della terra) nella festa della Riconciliazione quando cade in giorno di Sabato.
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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I suoi discepoli gli dissero: rabbino, dovresti piuttosto dire sacrificare. Ma egli
rispose: Niente affatto, infatti necessario pregare mentre si sacrifica, e non c'
bisogno di pregare quando si decapita qualcuno."
XI. IL SOLO SCOPO DI TUTTE LE AZIONI E PREGHIERE DEGLI EBREI
DEVE ESSERE QUELLO DI DISTRUGGERE LA RELIGIONE CRISTIANA
Gli ebrei dipingono il Messia e Liberatore che aspettano come un persecutore
che infligger grandi calamit ai non giudei. Il Talmud elenca tre grandi mali che
colpiranno il mondo quando il Messia verr. Nello Schabbath (118a) si legge:
"Chiunque mangia tre pasti di Sabato sar salvato dai tre mali: dalle punizioni
del Messia, dalle pene dell'inferno e dalla guerra di Magog; infatti sta scritto: Ecco, Io
vi mander Elia il Profeta prima che venga il 'Giorno' del Signore, ecc."
XII. NELLE LORO PREGHIERE GLI EBREI SOSPIRANO LA VENUTA DEL
MESSIA VENDICATORE, SPECIALMENTE NELLA VIGILIA DELLA PASQUA
(EBRAICA):
"Scarica la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono, e sui regni che non
invocano il tuo nome; Scarica la tua indignazione su di loro e che la tua ira di
vendetta li prenda; Perseguitali e distruggili con ira da sotto i cieli del Signore."
Essi pregano anche come segue:
"Per quanto tempo rimarr la tua forza prigioniera e per quanto tempo
giacer la tua bellezza sotto la mano dell'oppressore? O Dio! Mostra la tua forza e il
tuo zelo contro i nostri nemici; spezza la loro forza e confondili..."
E ancora:
"Recidi la speranza dell'ingiusto; fa che tutti gli eretici periscano
immediatamente; sradica, spezza, e distruggi il Regno Orgoglioso; affrettati a
rendere tutti i popoli soggetti nei nostri giorni."
Esattamente allo stesso tempo, il Venerd Santo, quel "Prinicipe dell'Impero
Orgoglioso" di Roma, il Papa, prega e ordina a tutti in tutto il mondo di pregare per
tutti gli "eretici" e coloro che sono "persi" come segue:
"Preghiamo per i perfidi giudei: che il Signore nostro Dio possa togliere il velo
dai loro cuori, che possano riconoscere Ges Cristo nostro Signore.
"Dio Onnipotente ed Eterno, che non escludi nemmeno gli ebrei dalla tua
misericordia: ascolta le nostre preghiere che offriamo per la cecit di quel popolo
che, riconosciuta la luce della tua verit, che Cristo, possa uscire dalle sue tenebre,
Per Ges Cristo nostro Signore..."
COME SON BELLI I TUOI PADIGLIONI, O GIACOBBE, E LE TUE TENDE, O
ISRAELE! (Num.24,5)
PRANAITIS : Il Talmud smascherato
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EPILOGO
Al gentile lettore:
In questo lavoro, ho citato passi di pochissimi fra i libri talmudici che fanno
riferimento ai cristiani. Per amore di brevit e per risparmiare il cuore sensibile del
lettore, ne ho omesso molti altri che avrebbero potuto essere inclusi. Questi testi che
ho citato, comunque, dovrebbero essere sufficienti per dimostrare quanto false siano
le affermazioni degli ebrei quando sostengono che non c' niente nel Talmud che
insegni l'odio e l'inimicizia verso i cristiani.
Se lo studio delle orribili bestemie di questo libro dovesse risultare rivoltante
per il lettore, che egli non me ne voglia. Non ho detto, all'inizio, che avrei narrato
qualcosa di piacevole, ma solamento che avrei dimostrato ci che veramente il
Talmud insegna sui cristiani, e non credo che avrei potuto farlo in maniera pi
appropriata.
Mi rendo conto, comunque, che, dato che la verit non piace a tutti, molti mi
diverranno nemici per aver in tal modo testimoniato la verit. Ci mi stato ricordato
sia dalle leggi del Talmud stesso che minaccia di morte i "traditori", e ancor pi, dagli
avvertimenti di coloro che hanno avuto esperienza delle azioni che gli ebrei
intraprendono contro coloro che rendono note cose a loro sfavorevoli. Hanno tutti
predetto che perir per mano degli ebrei. Cercando di dissuadermi dal continuare il
mio lavoro, alcuni mi hanno pregato di ricordare la sorte del Professor Charini, che fu
ucciso all'improvviso dopo aver incominciato a tradurre il Talmud in lingua
vernacolare. Altri mi hanno ricordato la sorte del monaco Didacus di Vilna, un
convertito dal giudaismo che fu crudelmente assassinato; altri mi hanno ricordato di
coloro che erano stati perseguitati per aver rivelato segreti della religione ebraica.
Altri ancora, mi hanno messo in guardia contro i pericoli in cui sarebbero incorsi i
miei cari. "Wszak ciebie wydzi zabij"* mi si ripeteva centinaia di volte.
Il libro che tu ora tieni in mano la miglior prova che non ho dato retta agli
avvertimenti dei miei amici. Ho considerato indegno di me stesso rimanere in
silenzio solo per amore della mia sicurezza personale, mentre il conflitto imperversa
fra i due campi dei "Semiti" e degli "Antisemiti," entrambi dei quali sostengono di
combattere per la verit, mentre io so che la verit completa non si trova in nessuno
dei due campi. Ma qualsiasi cosa mi succeda a causa di ci che ho fatto, sar lieto di
sopportarla. Sono disposto a offrire la mia vita -
u
CHE IO POSSA TESTIMONIARE LA VERITA' (Gio. 18,37)
I.B. Pranaitis
*"Ma gli ebrei ti uccideranno" - Traduzione polacca -
(Circa il contenuto dell'Epilogo, tristemente significativo ricordare che Padre
Pranaitis trov in effetti la morte come previsto per mano dei suoi nemici durante la
rivoluzione bolscevica (in 1917] - n.d.r.)