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LA FAMIGLIA DI RE DESIDERIO: UN
PERCORSO TRA LE FONTI
Marco A. Meneghetti
_____________________________________________________

In un diploma regio
1
del 3 marzo 766, emesso a Pavia dal principe longobardo
Adelchi (associato al trono dal padre Desiderio nel 759), possibile leggere la
seguente formula introduttiva:

[Flavius] Adhelchis vir ex[celle]ntissimus rex. Monasterio D(omi)ni et Rede(m)ptoris [ac
S]alvatoris, quod [Deo auxilian]te d(omi)ni et genito[res nostri][Desi]derius piiss[imus
rex] et Ansa gloriosa regina vel nos intra civitate Br[ixiana] a [funda]m(en)tis
co[nstruximus, et sacrat] Deo An[selperge] abbatiss, german nostr, vel cunct
c(on)gregationi monacharum ibi[dem consistentibus.]
2


In essa, possibile cogliere un buon numero di elementi relativi alla famiglia
dello stesso Adelchi, a cominciare da quelli direttamente legati al ramo
materno di questultima: viene infatti menzionata, assieme a Desiderio, la
madre Ansa, originaria di Brescia
3
; i genitori erano infatti responsabili della
fondazione del monastero di San Salvatore, sito nella medesima citt ed in
seguito reintitolato a Santa Giulia, ed alla medesima entit ecclesiastica che
si rivolge lo stesso diploma.

1
Diploma regio di Adelchi, 766 marzo 3, Pavia (copia semplice della seconda met del sec. XII), in
Codice Diplomatico Longobardo, III/1, ed. C. Brhl, Fonti per la Storia d'Italia 64, Roma 1973, n.
38, pp. 227-232.

2
Ibid.

3
Ibid; H. HELBLING, Ansa, in Dizionario Biografiaco degli Italiani, 3, Roma 1961, pp. 360-361.

2

Badessa di San Salvatore era, allepoca, Anselperga
4
, della quale si ribadisce
nel testo il legame di parentela con il giovane regnante: ella ne era infatti la
sorella.
Pi avanti nel testo troviamo un altro dettaglio interessante:

Veruntamen et donamus in sepedicto sancto monasterio omnes res illas, q(u) do(m)no
et genitori vel genitrici nostr advenerunt de Verissimo, avione nostro, atque de Arichis
clericus et Do(m)nolo, filiis eius, tam curte illa in Temoninas cum massariis vel omnia,
quicquid inibi usquem(od)o conquistates, undecu(m)que et ad ipsam curtem m(od)o
pertinere videt(ur).
5


Si tratta della menzione, lunica giunta sino a noi, di ulteriori membri della
famiglia di Ansa, nello specifico del padre di lei, Verissimo, e dei fratelli
Arichis, definito clericus, e Donnolo, dei quali si cita un patrimonio fondiario
sito nella localit di Temoninas (Timoline, attualmente frazione del comune
di Corte Franca, in provincia di Brescia; pi avanti nel diploma troviamo
citata anche Fistolinas), ereditato da Ansa e donato, proprio tramite il
documento qui in esame, a San Salvatore cum massariis vel omnia.
Sappiamo, tuttavia, che Ansa e Desiderio ebbero altre tre figlie, ognuna delle
quali venne indirizzata ad unimportante unione matrimoniale; la cosa ci
nota anche grazie ai versi scritti da Paolo Diacono per lepitaffio della stessa
Ansa, oggi epigraficamente perduto (e, forse, neppure mai realizzato), ma il
cui testo
6
ci giunto per tradizione manoscritta:

4
Ibid.

5
Ibid.

6
Esaminato in F. DE RUBEIS, La tradizione epigrafica in Paolo Diacono, in Paolo Diacono. Uno
scrittore fra tradizione longobarda e rinnovamento carolingio, Atti del convegno internazionale
di studi (Cividale del Friuli-Udine, 6-9 maggio 1999), ed. P. Chiesa, Udine 2000, pp. 139-162; M.
MENEGHETTI, Lepigrafia elitaria longobarda: formule e contenuti testuali, Tesi di Laurea,
Universit di Venezia Ca Foscari, a. a. 2011/12; e P. MAJOCCHI, Le sepolture regie del regno
italico (secoli VI-X), Universit degli Studi di Padova, 2006, in http://sepolture.storia.unipd.it/.

3

Haec patriam bellis laceram iamiamque ruentem / Compare cum magno relevans
stabilivit et auxit. / Protulit haec nobis, regni qui sceptra teneret, / Adelgis magnum,
formaque animoque potentem
7


E ancora:
Discissos nectens, rapidus quos Aufidus ambit, / Pacis amore ligans, cingunt quos Renus
et Hister.
8


Janet Nelson, occupatasi in un approfondito articolo
9
della politica
matrimoniale dellultimo sovrano longobardo, parte proprio dal suddetto
epitaffio per descrivere le vicissitudini delle tre fanciulle, ognuna delle quali
viene simbolicamente rappresentata, allinterno del testo paolino, da un
fiume: lAufidus, ossia lOfanto, fluiva infatti nel Ducato (dopo il 774
Principato) di Benevento, al quale venne destinata Adelperga nel 758; ella
sposer infatti Arechi II, di origine friulana, futuro sovrano del territorio noto
anche come Langobardia minor, ed insieme avranno cinque figli (vanno
menzionati almeno Romualdo e Grimoaldo, fondamentali per le future
vicende del territorio meridionale). Ad Adelperga Paolo era particolarmente
legato, essendo stato suo precettore, e a lei verr dedicata la Historia
Romana, come ne testimonia il lungo prologo:

DOMINAE ADELPERGAE EXIMIAE SVMMAEQVE DVCTRICI PAVLVS EXIGVVS ET

7
PAOLO DIACONO, Epitaphium Ansae reginae, ed. a cura di G. Waitz, in Monumenta
Germaniae Historica, Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI-IX, Hannoverae
1878, pp. 191-192.

8
Ibid.

9
J. NELSON, Making a difference in Eighth-Century Politics: the Daughters of Desiderius, in
After Romes Fall. Narrators and Sources of Early Medieval History. Essays presented to Walter
Goffart, Toronto 1998, pp. 171-190.


4

SVPPLEX. Cum ad imitationem excellentissimi comparis, qui nostra aetate solus paene
principum sapientiae palmam tenet, ipsa quoque subtili ingenio et sagacissimo studio
prudentium arcana rimeris, ita ut philosophorum aurata eloquia poetarumque gemmea
tibi dicta in promptu sint, historiis etiam seu commentis tam diuinis inhaereas quam
mundanis, ipse, qui elegantiae tuae studiis semper fautor extiti, legendam tibi Eutropii
historiam tripudians optuli.
10


Unaltra figlia, Liutperga, sposer invece nel 763 Tassilone, duca bavarese (da
qui il riferimento allHister, il Danubio) dal quale avr quattro figli: Teodote,
Cotano, Hrodrude e Teodeberto. Ella viene menzionata, con toni non molto
lusinghieri, negli Annales Regni Francorum, fonte ufficiale del regno franco,
ed in particolare nella voce relativa al 788:
788. Et ista omnia supradictus dux Tassilo seu malivola uxor eius, Liutberga Deo
odibilis, per fraudem consiliaverunt, Quarta pugna fuit commissa ab Avaris, qui
voluerunt vindictam peragere contra Baioarios.
11

E da notare come, con tali parole, si voglia attaccare anche lo stesso
Tassilone, reo di essere un debole e di prestare orecchio ai cattivi consigli
della consorte.
La terza figlia (la quarta, se contiamo anche Anselperga), invece colei che
Desiderio destina al Reno, e, probabilmente, la figura pi interessante
allinterno della nostra ricerca poich vittima di una sorta di damnatio
memoriae la cui efficacia ci impedisce, sebbene la sua presenza sopravviva
nelle fonti storiche, di conoscerne lo stesso nome.

10
PAOLO DIACONO, Historia Romana, a cura di A. Crivellucci, Roma 1914, in Fonti per la storia
d'Italia, LI, pp. XLVIII, 3-4, 149.

11
Annales Regni Francorum, ed. a cura di F. Kurze, in Annales Regni Francorum qui dicuntur
Annales Laurissenses Maiores et Einhardi, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores
rerum Germanicarum separatim editi VI, Hannoverae 1895 (rist. 1950), a. 788.


5

Sono sempre gli Annales Regni Francorum a darci un primo resoconto della
sua vicenda, menzionando il viaggio compiuto nel 771 dalla madre di Carlo
Magno, la regina Berta, presso il regno longobardo:

770. Tunc domnus Carolus rex habuit synodum in Warmatiam civitatem, et
Carlomannus et Berta regina iungentes se ad Salossa. Et in eodem anno perrexit domna
Berta regina per Baioariam partibus Italiae.
12


Dello stesso viaggio ci parla unaltra fonte franca, gli Annales Mosellani:

770. Anni incarnationes dominicae 770: fuit Berta regina in Italia ad placitum contra
Desiderio rege, et redditae sunt civitates plurime ad partem sancti Petri, et Berta
adduxit filiam Desiderii in Francia.
13


Combinando le informazioni da qui estratte, possiamo dedurre come Berta
giunse nella Penisola per un accordo matrimoniale tra i regni franco e
longobardo, o, perlomeno, anche per concludere questultimo, il cui risultato
fu la partenza, verso la potenza confinante, della giovane principessa. Una
lettera papale di Stefano III, conservata nella raccolta ufficiale franca di
epistole pontificie nota come Codex Carolinus ed indirizzata a Carlo ed al
fratello Carlomanno (coregnanti sino alla morte di questultimo), ci fa inoltre
comprendere come le informazioni sulla progettata unione fossero confusi e
poco chiari allo stesso pontefice, che dimostra, pur opponendosi chiaramente
a qualsiasi patto o contatto con i Longobardi, di non sapere chi tra i due
sovrani franchi sia stato scelto come futuro marito della figlia di Desiderio:

12
Annales Regni Francorum, cit., a. 770.

13
Annales Mosellani, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores XVI, Hannoverae 1869, pp.
49199, a. 770.

6

Itaque nostrae perlatum est notioni, quod certae cum magno cordis dolore dicimus: eo
quod Desiderius Langobardorum rex vestram persuadere dinoscitur excellentiam, suam
filiam uni ex vestra fraterni tate in conuvio copulari. Quod certe si ita est, haec propriae
diabolica est immissio et non tam matrimonii coniunctio, sed consortium nequissimae
adinventionis esse videtur, quotiamo plures conperimus, sicut divinae scripturae
historia instruimur, per aliene nationis ingiusta copulam a mandatis Dei deviare et in
magno devolutos facinore. Quae est enim, praecellentissimi filii, magni reges, talis
desipientia, ut penitus vel dici liceat, quod vestra nobilissima regalis vestrae potentiae
proles perfidae, quod absit, ac foetentissimae Langobardorum genti polluatur, quae in
numero gentium naquaquam conputatur, de cuius natione et leprosorum genus oriri
certum est! Nullus enim, qui mentem sanam habet, hoc vel suspicari potest, ut tales
nominatissimi reges tanto detestabili atque abhominabili contagio implicentur; quae
enim societas luci ad tenebras? Aut quae pars fideli cum infidelae?.
14


Il matrimonio, nonostante le resistenze papali, venne comunque celebrato,
ma presto qualcosa and storto, come Eginardo, biografo di Carlo Magno, ci
dice nella Vita Karoli Magni:
18. Deinde cum matris hortatu filiam Desiderii regis Langobardorum duxisset uxorem,
incertum qua de causa, post annum eam repudiavit et Hildigardam de gente Suaborum
praecipuae nobilitatis feminam in matrimonium accepit.
15


Questo ci permette non solo di giungere a conoscenza del ripudio della
giovane, ma anche di collocarne la data al 771, anno del quale, negli Annales
Lobienses, si afferma come

771. Karlomannus defunctus est Salmontiaco; uxor eius cum duo bus filiis et Otgario

14
Codex Carolinus, ed. a cura di W. Gundlach, in Monumenta Germaniae Historica, Epistolae III,
Berolini 1892, pp. 469-657, n. 45.

15
EINHARDI, Vita Karoli Magni, ed. a cura di O. Holder-Egger, in Monumenta Germaniae
Historica, Scriptores rerum Germanicarum separatim editi XXV, Hannoverae 1911 (rist. 1965),
18.

7

marchione ad Desiderium regem patrem suum confugit.
16


Confondendo, evidentemente, la consorte di Carlomanno (Gerperga, che fugg
effettivamente presso il Regnum Langobardorum con i figli) con la figlia di
Desiderio.
Naturalmente non si tratta dellunico esempio di confusione per un
accadimento che, specialmente a causa dei successivi sviluppi dei rapporti tra
Franchi e Longobardi, andava dimenticato o perlomeno lasciato passare sotto
silenzio il pi possibile, come prova la fugace menzione che ne d la breve
cronaca di Andrea da Bergamo, continuazione dellHistoria Langobardorum
di Paolo Diacono scritta nel IX secolo:

3. Quidam et etiam filiam suam, Berterad nomine, Karoli, Pipini filius, Francorum rex,
coniugio sociavit; alia vero filia, Liupergam nomine, sociavit Taxiloni Baioariorum rex;
et pax firmissima ex utraque partis firmaverunt, sed minime conservaverunt. Causa
autem discordiae ista fuit. Habebat Carolus suus germanus maior se Karlemannus
nomine, ferebundus et pessimus; contra Carolum iracundus surrexit, eum iurare fecit, ut
ipsam Berterad ultra non haberet coniuge. Quid multa? Remisit eam Ticino, unde
dudum eam duxerat.
17


Si tratta naturalmente di una fonte che si potrebbe definire lealista nei
confronti dellantico status quo, sebbene realizzata in Italia settentrionale,
ormai sotto controllo franco, che imputa, peraltro, a Carlomanno la
responsabilit del ripudio commesso dal fratello. Uno dei codici (proveniente
da San Gallo e datato al IX secolo) di tale cronaca menziona per, secondo la

16
Annales Lobienses, ed. a cura di G. Waitz, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores XIII,
Hannoverae 1881, pp. 224-235, a. 771.

17
ANDREA DA BERGAMO, Chronicon, ed. a cura di G. Waitz, in Monumenta Germaniae
Historica, Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI-IX, Hannover, 1878, pp.
220-230, 3.

8

dottoressa Nelson, la figlia di Desiderio chiamandola Gerberga; questo
sarebbe dunque, secondo la studiosa britannica, il nome della sventurata,
cosa che spiegherebbe peraltro anche la confusione di Stefano III nella sua
lettera ai sovrani franchi nonch il riferimento alla fuga di Gerperga presso
Desiderio indicandolo erroneamente come padre, nonch una conferma della
presenza del suffisso perga (o berga, -pirc in forma pi germanizzante)
presente nei nomi di tutte le altre figlie del regnante
18
.
Tuttavia, come sottolineato da Gasparri, la presenza due coppie (Gerperga-
Carlomanno e Gerberga-Carlo) con nomi cos simili altamente improbabile
poich, al momento della lettera di Stefano, i due fratelli erano gi sposati con
le rispettive mogli franche, e dunque non vi era possibilit di confusione
riguardo ai loro nomi; inoltre, gli Annales Lobienses non fanno mai menzione
di Gerperga chiamandola per nome, e ci potrebbe aver portato il compilatore
a supporre che essa fosse una principessa longobarda proprio in virt della
sua successiva fuga presso Desiderio
19
.
Unulteriore conferma della confusione relativa allidentit della giovane
deriva dal suo essere citata come Berterada in una delle versioni dellopera di
Andrea giunte sino a noi
20
; ma sappiamo che questultimo era il nome della
madre di Carlo, non quello della sua sposa, che, nella biografia di Adalardo di
Corbie scritta da Pascasio Radberto viene menzionata come:

Unde factum est, cum idem imperator Carolus desideratam Desiderii regis Italorum
filiam repudiaret, quam sibi dudum etiam quorum dam Francorum juramentis petierat
in conjugium; ut nullo negotio beatus senex persuaderi posset, dum esset adhuc tiro
palatii, ut, ei quam vivente illa rex acceperat, aliquo communicaret servitutis obsequio;

18
NELSON 1998, cit., p. 183.

19
S. GASPARRI, I Longobardi fra oblio e memoria in BARONE G.; CAPO L. e GASPARRI S., Studi
sul Medioevo per Girolamo Arnaldi, ROMA 2001, pp. 237-277, p. 268n.

20
GASPARRI 2001, cit., p. 267.

9

sed culpabat modis omnibus tale connubium, et gemebat puer beatae indolis, quod et
nonnulli Francorum eo essent perjuri, atque rex illicito uteretur thoro, propria, sine
aliquo crimine, repulsa uxore.
21


Ove quel desideratam sar per lungo tempo scambiato per nome proprio,
Desiderata, in luogo di semplice aggettivo; il ripudio viene inoltre addotto
come motivazione della monacazione di Adalardo, indignato dal gesto di
Carlo, peraltro suo cugino (unica testimonianza, sfuggita evidentemente al
controllo al quale furono sottoposte le altre fonti sullepisodio, nella quale
viene menzionata una qualche opposizione alla cosa internamente al mondo
franco).
Il destino della fanciulla dopo la partenza dal Regno franco non chiaro: ci
resta per la voce degli Annales Regni Francorum relativa al 774 che cita la
caduta del reame longobardo, e dove ci viene detto che

774. Et revertente domno Carolo rege a Roma, et iterum ad Papiam pervenit, ipsam
civitatem coepit et Desiderium regem cum uxore et filia vel cum omni thesauro eius
palatii.
22


Dando per scontato che la figlia di cui si parla sia proprio la sfortunata
fanciulla (conoscendo la sorte di tutte le altre ad eccezione, forse, di
Anselperga, sostituita in seguito alla conquista da una badessa franca),
neppure qui si trova un nome che possa dirci di pi sulla sua identit, anche
se vale la pena di ricordare come in una fonte successiva, la Cronaca della
Novalesa, si parli di una figlia di Desiderio che, innamoratasi perdutamente
di Carlo, gli avrebbe aperto le porte della citt di Pavia per poi morire
tragicamente calpestata dagli zoccoli dei cavalli in procinto di entrarvi,

21
Vita Sancti Adalhardi, Patrologia Latina, 120, 7 col. 1511.

22
Annales Regni Francorum, cit., a. 771.

10

vicenda peraltro molto simile allepisodio di Romilda narrato nella Historia
Langobardorum
23
; altro non possiamo fare, dunque, se non concludere la
nostra disamina sulla famiglia di Desiderio, ed in particolare su questo
singolare esempio di damnatio memoriae non verso un accadimento (ben
documentato nelle fonti), quanto verso una figura in generale, con le parole
del Manzoni, responsabile dellideazione (totalmente infondata sul piano
storico) del nome Ermengarda, con il quale essa viene ricordata dai pi grazie
alla tragedia Adelchi:

771. Carlo, non si sa bene per qual cagione, ripudia Ermengarda, e sposa Ildegarde, di
nazione Sveva. La madre di Carlo, biasim il divorzio: e questo fu cagione del solo
dissapore che sia mai nato tra loro. Muore Carlomanno (). Gerberga, vedova di
Carlomanno, fugge co suoi due figli, e con alcuni baroni, e si ricovera presso Desiderio.
Carlo ne fu punto sul vivo.
24













23
Chronicon Novaliciense, ed. C. Cipolla, in Monumenta Novaliciensia vetustiora, II, Fonti per la
Storia d'Italia 32, Roma 1901, III, 14; PAOLO DIACONO, Storia dei Longobardi, ed. a cura di L.
Capo, Milano 1992, IV, 37.

24
ALESSANDRO MANZONI, Notizie storiche (Fatti anteriori allazione compresa nella tragedia),
in Adelchi, ed. a c. di Alberto Giordano, Milano 2001.

11

BIBLIOGRAFIA

Fonti primarie:

ANDREA DA BERGAMO, Chronicon, ed. a cura di G. Waitz, in Monumenta
Germaniae Historica, Scriptores rerum Langobardicarum et Italicarum
saec. VI-IX, Hannover, 1878, pp. 220-230.

Annales Lobienses, ed. a cura di G. Waitz, in Monumenta Germaniae
Historica, Scriptores XIII, Hannoverae 1881, pp. 224-235.

Annales Mosellani, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores XVI,
Hannoverae 1869, pp. 49199.

Annales Regni Francorum, in Annales Regni Francorum qui dicuntur
Annales Laurissenses Maiores et Einhardi, ed. a cura di F. Kurze,
Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Germanicarum
separatim editi VI, Hannoverae 1895 (rist. 1950).

Annales Sangallenses Maiores, ed. a cura di I. Arx, in Monumenta
Germaniae Historica, Scriptores I, Hannoverae 1826, pp. 72-85.

Chronicon Novaliciense, ed. C. Cipolla, in Monumenta Novaliciensia
vetustiora, II, Fonti per la Storia d'Italia 32, Roma 1901.

Codex Carolinus, ed. a cura di W. Gundlach, in Monumenta Germaniae
Historica, Epistolae III, Berolini 1892, pp. 469-657.

12

Codice Diplomatico Longobardo, III/1, ed. a cura di C. Brhl, in Fonti per la
Storia d'Italia 64, Roma 1973.

EINHARDI, Vita Karoli Magni, ed. a cura di O. Holder-Egger, in Monumenta
Germaniae Historica, Scriptores rerum Germanicarum separatim editi
XXV, Hannoverae 1911 (rist. 1965).

IACOBI MALVECII, Chronicon Brixianum, ed. a cura di L.A. Muratori, in
Rerum Italicarum Scriptores, XIV, Mediolanii 1729, pp. 771-1000.

PAOLO DIACONO, Epitaphium Ansae reginae, ed. a cura di G. Waitz, in
Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Langobardicarum et
Italicarum saec. VI-IX, Hannoverae 1878, pp. 191-192.

PAOLO DIACONO, Historia Romana, ed. a cura di A. Crivellucci, Roma 1914,
in Fonti per la storia d'Italia,LI, pp. XLVIII, 3-4, 149.

PAOLO DIACONO, Storia dei Longobardi, ed. a cura di L. Capo, Milano
1992.

PASCHASIUS RADBERTUS, Vita sancti Adalhardi, Patrologia Latina, 120.

Fonti secondarie:

DELOGU 1991 = P. DELOGU, Desiderio, in Dizionario Biografico degli
Italiani, 39, Roma 1991, pp. 373-381.

DE RUBEIS 2000 = F. DE RUBEIS, La tradizione epigrafica in Paolo
Diacono, in Paolo Diacono. Uno scrittore fra tradizione longobarda e
13

rinnovamento carolingio, Atti del convegno internazionale di studi (Cividale
del Friuli-Udine, 6-9 maggio 1999), ed. P. Chiesa, Udine 2000, pp. 139-162.

GASPARRI 2001 = S. GASPARRI, I Longobardi fra oblio e memoria in
BARONE G.; CAPO L. e GASPARRI S., Studi sul Medioevo per Girolamo
Arnaldi, ROMA 2001, pp. 237-277.

GASPARRI 2012 = S. GASPARRI, Italia longobarda. Il regno, i Franchi, il
papato, in Quadrante, vol. 179, Roma-Bari 2012.

HELBLING 1961 = H. HELBLING, Ansa, in Dizionario Biografiaco degli
Italiani, 3, Roma 1961, pp. 360-361.

MAJOCCHI 2006 = P. MAJOCCHI, Le sepolture regie del regno italico
(secoli VI-X), Universit degli Studi di Padova, 2006, in
http://sepolture.storia.unipd.it/.

MANZONI, Adelchi = A. MANZONI, Adelchi (introduzione, cronologia,
antologia critica e note di Alberto Giordano), Milano, 2001.

MENEGHETTI 2012 = M. MENEGHETTI, Lepigrafia elitaria longobarda:
formule e contenuti testuali, Tesi di Laurea, Universit di Venezia Ca
Foscari, a. a. 2011/12.

NELSON 1998 = J. NELSON, Making a difference in Eighth-Century
Politics: the Daughters of Desiderius, in After Romes Fall. Narrators and
Sources of Early Medieval History. Essays presented to Walter Goffart,
Toronto 1998, pp. 171-190.

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