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Citazione scelta :Antinucci F.

Antinucci esordisce con una frase emblematica:”Scuola e gioco sono termini antitetici”.Una
tendenza,infatti,ormai consolidata attribuisce alla scuola il ruolo educativo-formativo delegato allo
sviluppo dell’ apprendimento del soggetto attribuendo al gioco una funzione puramente di
divertimento e di attività spontanea.Il gioco,invece,è una risorsa privilegiata di apprendimento e di
relazioni,in quanto favorisce i rapporti con gli altri,concorre a realizzare le potenzialità dei
soggetti,sviluppa rapporti attivi e creativi sul terreno sia cognitivo che relazionale,consente di
trasformare la realtà secondo le esigenze interiori proprie del soggetto stesso.Mi ritorna alla mente
una frase citata in una delle risorse indicate dal Prof. Cecchinato riguardo i videogiochi:”Finalmente
a scuola si gioca”.Una frase significativa per la portata educativa che essa ha,in quanto finalmente a
scuola si impara divertendosi.Uno strumento innovativo è rappresentato,infatti, dai videogiochi
considerati spesso ispiratori di atteggiamenti violenti,di comportamenti omologanti e con l’
esclusiva funzione di passatempo deleterio.In realtà essi favoriscono la cooperazione tra gli
alunni,migliorano le loro prestazioni,aumentano la motivazione e l’ apprendimento dei contenuti
proposti .La domanda è:”Questo è apprendimento?”.La risposta è :”Sicuramente si”.Per
apprendimento,infatti,si intende una modificazione del comportamento prodotta dall’ esperienza.I
videogiochi consentono al soggetto di esperire situazioni in maniera partecipata,di gestire i
contenuti in una modalità attiva e di sviluppare maggiori opportunità di espressione personale.Essi
determinano situazioni di apprendimento calibrate sull’ interesse e sul potenziale creativo del
soggetto volte alla comprensione del mondo circostante.Antinucci precisa che l’ efficacia della
modalità apprenditiva di tipo ludico è riscontrabile soprattutto nella fase di sviluppo del bambino
dalla nascita fino a quasi due anni.Infatti dopo la sua nascita, il mondo per il bambino è costituito
da un succedersi di eventi visivi,sonori,tattili,ecc,legati a sensazioni ai quali egli giunge a prestare
attenzione se sono associati a soddisfazioni o portati nel suo campo percettivo immediato.Lo studio
di tale mondo è alquanto difficile ,come afferma Antinucci,perché il bambino non potendo usufruire
ancora del linguaggio consente all’ adulto di poter solo inferire le caratteristiche del suo mondo
percettivo dal suo comportamento di fronte agli stimoli.Con lo sguardo raggiunge gli
oggetti,esplora il mondo circostante mordendo,strofinando,scoprendo le qualità materiali degli
oggetti evidenziando una condotta intenzionale.In seguito il bambino coordina più azioni in vista di
un risultato,si rappresenta un’ azione e attraverso le attività percettivo-motorie diventa consapevole
di relazioni spaziali e della proprietà degli oggetti.Le sue conquiste sono caratterizzate da un’
intensa attività ludica che gli consente di rappresentare elementi della realtà ,di combinare simboli
fra loro per riuscire a comunicare.Successivamente con i giochi simbolici sviluppa l’ attività
rappresentativa,quella di costruzione e di riproduzione della realtà circostante.La scuola si prospetta
come un complesso istituzionale che influisce sull’ apprendimento del soggetto nella totalità delle
sue dimensioni formali,personali,culturali e strumentali.Nei contesti formativi attuali,però,è ancora
radicato un metodo d’ insegnamento tradizionale privo, molto spesso,di interazione docente-
discente,caratterizzato da metodi obsoleti con una netta predominanza di comunicazione
unidirezionale e di un canale esclusivamente trasmissivo di nozioni che trascura l’ ampio ventaglio
di capacità espressivo-creative di cui gli alunni sono portatori.La rivoluzione tecnologica,invece,il
moltiplicarsi delle informazioni e dei mezzi per comunicarle,non permette di poter rimanere
rinchiusi nel sapere acquisito.La forza dei soggetti consiste nella loro capacità di apprendere,di
dominare l’ informazione,di acquisirla di trasformarla in conoscenze e di utilizzarla in modo rapido
ed efficace.Emergono nuovi bisogni formativi: lo sviluppo di capacità critiche di
selezione;elaborazione e analisi delle informazioni;la formazione di una mente attiva;la costruzione
autonoma di conoscenze e competenze;la capacità di interagire con gli altri nella costruzione del
sapere.Il computer,infatti,si presenta come uno strumento utile a favorire la funzione cognitiva dei
soggetti.Se consideriamo la loro attitudine all’ uso informatico possiamo partire da questo naturale
interesse per condurli allo sviluppo dello spirito di osservazione,alla condivisione di contenuti di
emozioni e alla formazione di uno spirito creativo volto a favorire il senso di scoperta,la formazione
di strategie di pensiero originali e comportamenti flessibili.Esso,inoltre,favorisce lo sviluppo di
opportunità apprenditive ed aggregative attraverso le quali il soggetto realizza un percorso di
crescita sano ed equilibrato.Con il computer il soggetto partecipa attivamente al proprio processo
formativo,condivide risorse con altri con i quali interagisce in maniera dinamica,riceve feedback
immediati sui suoi bisogni formativi,”scopre” autonomamente i contenuti .In altre parole il soggetto
diventa un protagonista che elabora saperi personalizzati,che seleziona cioè le informazioni ,le fa
proprie e le utilizza nelle situazioni esplorative che gli si presentano.Questa risorsa
tecnologica,dunque,consente al soggetto di acquisire nuove capacità di apprendimento,di rielaborare
il proprio sapere,di imparare “facendo”.Il docente,pertanto,deve partire dall’ interesse dell’ alunno
per raggiungere traguardi formativi adeguati e porsi con occhio critico,curioso,attento nei confronti
della realtà tecnologica in continua crescita.Egli dovrebbe favorire le potenzialità dei soggetti per
condurli non solo all’ acquisizione di informazioni ma, soprattutto ,di competenze che gli
consentano di padroneggiare le situazioni apprenditive e sociali nelle quali il soggetto si trova ad
operare.Il docente,dunque,deve guidare i soggetti ad un uso ragionato del mezzo tecnologico, per
cogliere gli elementi significativi da utilizzare nel contesto nel quale si opera consentendo loro un
apprendimento esperienziale concreto e produttivo.Il docente,pertanto,si trasforma da polo
trasmettitore di conoscenze in tutor facilitatore dei processi di apprendimento e in una guida attenta
alla realizzazione di un percorso apprenditivo supportato da innovativi strumenti tecnologici.