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IL POPOLO VENETO

Fondato nel 1921 n.14/2014 www.ilpopoloveneto.it Direttore: Emanuele Bellato




CONTRO LA TV DEL DOLORE
di Alessandra Imoscopi
Eppure io sono stanca dei telegiornali. Credo che le tragedie ci siano sempre state, ma
vederle spettacolarizzate come negli ultimi tempi fa soffrire due volte, la prima per la
tragedia in s e la seconda per il fatto che la tragedia viene catapultata a tutta velocit
nelle nostre case, a qualsiasi ora, non importa chi la sente. E' tremendo vedere come la
cronaca nera, efferata, occupi ormai i due terzi di ogni edizione del telegiornale. E' ancor
pi tremendo prendere atto che le violenze pi efferate avvengono su persone indifese,
per mano di coloro che invece dovrebbero garantire la cura ed il rispetto. Siano essi i
bambini, uccisi dal loro pap, siano essi gli anziani, maltrattati da chi invece dovrebbe
preservarli il pi possibile dai pericoli, viene da chiedersi: ma come possiamo essere cos?
Mi viene da rispondere cos: non si tratta di una mela marcia, il fatto che la razza umana ha in s
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tantissime mele marce, pi di quante ce ne aspettiamo, purtroppo. Poi si dice: il periodo,
la crisi economica, il fatto che la nostra societ ha perso i valori fondamentali... Ma
queste parole non giustificano proprio nulla. I miei nonni, tutti, mi hanno raccontato come
era palpabile la solidariet nei paesi durante e dopo la 2^guerra mondiale: chi poteva
dava qualcosa alle famiglie pi bisognose, c'era estrema attenzione alle situazioni di
bisogno. E non parlo di soldi, ma di pane dato dal panettiere alle famiglie numerose e di
prodotti degli orti dati da chi li possedeva a chi non li possedeva. Non credo che ora
stiamo attraversando un periodo peggiore della 2^guerra mondiale, eppure la societ
peggiore. Ora, paradossalmente, che abbiamo pi beni materiali, svalutiamo forse le basi
fondamentali, prima di tutte la solidariet tra esseri umani e seconda che le cose vanno
chiamate col loro nome, altrimenti non si capisce pi niente. Quello che spiega i fatti di
cronaca, per conto mio, una cosa sola: la cattiveria. Non andiamo a complicare tante
vicende, analizzandole sotto il microscopio di una psicologia "di comodo", distorta da chi
non l'ha studiata (per di pi), cercando mille perch e mille motivi reconditi, col rischio
enorme di togliere parte del peso a colpe terribili. Piuttosto che parlare troppo del Male,
che ho la strana idea che parlarne troppo porti a relativizzarlo, meglio non parlarne. Chi fa
del male lo fa per cattiveria, punto e basta.


IL POPOLO VENETO. Fondato nel 1921 Anno 93 n. 14 / 2014
www.ilpopoloveneto.blogspot.com www.ilpopoloveneto.it e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com
Direttore Responsabile: Emanuele Bellato . Vice-direttrice: Francesca Monti. Reg.
Tribunale di Rovigo Numero 25/04 . Stampa in proprio (30/06/2014). Giornale
gratuito. Non riceve finanziamenti pubblici e privati. Esce come e quando pu.
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90 GIACOMO MATTEOTTI


Intervento della Presidente della Camera, Laura Boldrini (Marted 10 giugno 2014,
Sala della Regina)

"Oggi ricordiamo Giacomo Matteotti a novanta anni dal suo assassinio. E lo ricordiamo nel
luogo che pi di ogni altro legato alla sua figura.

Giacomo Matteotti una delle personalit di maggiore rilievo nella storia contemporanea
italiana e in particolare nella storia del Parlamento italiano. E' innanzi tutto qui alla Camera
che port avanti la sua coraggiosa battaglia contro il fascismo, consapevole della
necessit di difendere lo stato di diritto proprio a partire dal luogo che pi di ogni altro
esprime la rappresentanza popolare. Ed alla Camera operarono anche i due figli di
Matteotti, Giancarlo e Gianmatteo, due esponenti politici che hanno onorato il nostro
Parlamento e che ci tengo a ricordare anche alla presenza dei familiari.

L'esperienza politica di Matteotti, vissuta nel segno di una rigorosa tensione etica, e la sua
coraggiosa battaglia contro il fascismo ne hanno fatto un simbolo di libert, di resistenza
alla violenza, di sacrificio per il bene comune. Un simbolo conosciuto e ammirato dentro e
fuori i confini del nostro Paese, al di l delle appartenenze politiche e ideologiche. Quante
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citt in Italia hanno strade e piazze in suo onore! Nella mia citt, J esi, dove sono cresciuta,
corso Matteotti era il luogo pi importante, dedicato alla sua grande figura.

Colto e di estrazione borghese, Matteotti si avvicin alla politica confrontandosi con una
realt come quella del Polesine, caratterizzata da una popolazione rurale molto povera,
che viveva in condizioni umane e sociali durissime. Di qui il suo impegno per la
scolarizzazione, per la valorizzazione degli enti locali, per la diffusione di cooperative,
leghe e sindacati.

Giunto in Parlamento non ancora trentacinquenne, con le elezioni del 1919, Matteotti
prosegu il suo impegno riformista e assunse su di s, con coraggio e determinazione, il
compito di combattere un fascismo non ancora consolidatosi in regime, di cui vide
precocemente i pericoli. Con gli scritti e con gli interventi alla Camera denunci
l'intimidazione e l'illegalit che caratterizzavano il fascismo, come pure le compromissioni
di parti delle vecchie classi dirigenti con una forza politica di cui Matteotti non cess mai di
denunciare la pericolosit.

Culmine di questa coraggiosa battaglia fu il discorso del 30 maggio 1924, con il quale
Matteotti contest la correttezza dei risultati delle elezioni svoltesi nell'aprile precedente,
incalzando puntigliosamente e con tenacia la maggioranza fascista, nonostante le violente
interruzioni. Fu il suo ultimo discorso alla Camera ed una delle pagine pi alte della storia
parlamentare italiana.

Pochi giorni dopo Matteotti fu assassinato e il suo omicidio segner uno spartiacque nella
politica italiana e nella storia del nostro Paese. Tutte le forze democratiche furono
costrette a misurarsi con la feroce realt del fascismo e Giacomo Matteotti divenne il
simbolo di quel rifiuto etico e politico della dittatura che alla base della nostra
Costituzione. Un simbolo che anche a distanza di anni conserva intatto tutto il suo grande,
potente valore.

Il 10 giugno del 1944, pochi giorni dopo la Liberazione di Roma - di cui abbiamo celebrato
la settimana scorsa il settantesimo anniversario - Matteotti fu ricordato nel luogo del suo
rapimento, il Lungotevere Arnaldo da Brescia, da alcuni dei pi importanti leader dell'Italia
democratica e antifascista, Giuseppe di Vittorio, Pietro Nenni, Oreste Lizzadri.
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E poche settimane dopo, l'Ufficio di Presidenza della Camera decise di dedicare un busto
ai tre deputati vittime del fascismo: Matteotti, Amendola e Gramsci. Un anno dopo, il 10
giugno del 1945, si svolse qui a Montecitorio una solenne commemorazione, in un'Italia
ormai definitivamente libera dall'oppressione nazifascista.

I diversi interventi potranno sicuramente illustrare con competenza e dettagli i vari aspetti
della personalit di Matteotti e del suo ruolo nella storia italiana ed europea. A me preme
soprattutto sottolineare come questo grande esponente politico, con il suo pensiero e la
sua azione, abbia saputo esprimere valori non effimeri, che possono e devono costituire
ancora oggi, a tanti anni di distanza, una bussola per tutti noi che oggi siamo in questo
Parlamento.

Penso, ad esempio, al disinteresse personale, all'attenzione per le donne e gli uomini pi
bisognosi, allo scrupoloso culto dello Stato di diritto, all'affermazione della centralit del
Parlamento come luogo in cui tutte le voci devono trovare espressione, nell'osservanza
delle regole e nel rispetto reciproco. Matteotti fece del Parlamento il centro della sua
azione politica, anche quando la sua posizione era di minoranza, perch riteneva che solo
attraverso il Parlamento le classi pi umili potessero diventare popolo, consapevole dei
propri diritti e capace di scegliere il proprio destino.

Ricordare Matteotti non dunque solo ricordare un pezzo della nostra storia, ma
valorizzare un certo modo di fare politica che particolarmente urgente riscoprire oggi, in
un tempo in cui occorrono coraggio e senso delle istituzioni per affrontare i gravi problemi
economici e sociali che ci stanno davanti. Si tratta di problemi ai quali si tende spesso a
fornire risposte sbrigative e non rispettose del pluralismo per ottenere facili consensi. Simili
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risposte costituiscono per delle scorciatoie che creano fratture e rischiano di incrinare le
basi stesse della democrazia italiana, sostituendo al dibattito forme di delegittimazione e di
aggressione nei confronti di chi si fa portatore di un'idea diversa dalla propria.

E ancora oggi la difesa contro ogni tentativo di delegittimazione dell'Istituzione
parlamentare, costituisce un elemento imprescindibile per custodire e alimentare quegli
ideali ai quali Matteotti ha dedicato tutta la sua esperienza politica.

Come spesso mi capitato di recente di rilevare, esempi come quello che ci offre la figura
di Giacomo Matteotti devono, inoltre, far comprendere soprattutto alle nuove generazioni
come libert e democrazia non siano conquiste di un momento e date per sempre ma che
invece necessitano di essere difese ed alimentate giorno per giorno perch esposte di
continuo a nuove e, a volte, pi sotterranee minacce.

Nel ringraziare la Fondazione Matteotti per l'attivit che, come altri analoghi enti ed
associazioni, svolge in questa direzione, voglio assicurare che questi obiettivi
costituiscono una priorit della Camera dei deputati e sicuramente della sua Presidenza".

Post della Presidentessa della Camera Laura Boldrini sulla sua pagina facebook
Il suo omicidio segn uno spartiacque nella politica italiana e nella storia del nostro Paese. Era il 10 giugno
del 1924. Pochi giorni prima, Giacomo Matteotti aveva contestato nellaula della Camera la correttezza dei
risultati delle elezioni svoltesi nellaprile precedente, incalzando con tenacia la maggioranza fascista,
nonostante le violente interruzioni. Fu il suo ultimo discorso, una delle pagine pi alte della storia
parlamentare italiana. Questa mattina a Montecitorio stato per me un onore commemorare la figura, a
novantanni dalla morte, insieme alla Fondazione a lui intitolata. Oggi, in un tempo in cui occorrono coraggio
e senso delle istituzioni per affrontare gravi problemi economici e sociali, ricordare Matteotti non significa
solo ricordare un momento fondamentale della nostra storia, ma valorizzare un certo modo di fare politica.
Una politica che afferma la centralit del Parlamento come luogo in cui tutte le voci devono trovare
espressione, nellosservanza delle regole e nel rispetto reciproco. Fu innanzitutto qui alla Camera, nelle file
del Partito Socialista, che Matteotti port avanti la sua coraggiosa battaglia contro il fascismo, consapevole
della necessit di difendere lo stato di diritto proprio a partire dal luogo che pi di ogni altro esprime la
rappresentanza popolare. E anche nel suo ricordo che listituzione parlamentare va difesa, oggi come ieri,
da ogni tentativo di delegittimazione.


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Sul 90 anniversario della morte di Giacomo Matteotti: Intervento del Presidente del
Senato, Pietro Grasso, nell'Aula di Palazzo Madama (10 Giugno 2014)

Onorevoli colleghi, il 10 giugno 1924 cadeva per violenza fascista Giacomo Matteotti,
caricato a forza su un'automobile sul lungotevere Arnaldo da Brescia dopo essere stato
tramortito. Il cadavere del giovane deputato socialista venne ritrovato solo due mesi dopo,
lungo la via Flaminia, in localit Quartarella, in una fossa scavata in una fitta boscaglia.
Il 20 agosto le spoglie vennero trasportate via treno a Fratta Polesine, suo luogo natio,
accompagnate lungo il percorso da un enorme tributo popolare.

Grande fu l'impressione che l'uccisione di Matteotti suscit in tutto il Paese per
l'efferatezza del gesto e per il fatto che lo stesso fosse riconducibile direttamente a
Mussolini.

A quasi un secolo dalla sua morte, Giacomo Matteotti non rappresenta soltanto
l'espressione pi alta e la vittima pi nota e ricordata di una stagione tragica della nostra
storia, ma divenuto patrimonio di tutti, nella misura in cui la sua vita e la sua morte, le
sue idee, i suoi valori, le sue speranze fanno ormai parte della comune coscienza
nazionale.

Ricordiamo Giacomo Matteotti per la sua inesauribile attivit di deputato, pubblicista,
avvocato, scrittore di testi politici, intransigente antifascista.

Si iscrisse al Partito socialista italiano per l'ideale di generosit e di difesa dei pi deboli.
Nell'ultimo scorcio del 1910 fu tra i protagonisti della vita politica di Rovigo, arrivando a >>
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ricoprire contemporaneamente la
carica di sindaco di Villamarzana e di
consigliere di diversi altri Comuni
della zona.

Fu tra i pi strenui avversari della
guerra libica, tanto che nel congresso
del Partito socialista che si tenne a
Reggio Emilia nel 1912 prese le
distanze dall'area socialriformista
turatiana, esitante nel condannare
l'impresa, e si avvicin ai
massimalisti.

La prima occasione in cui il giovane
Matteotti si trov ad affrontare
Mussolini fu al congresso socialista di
Ancona del 1914, dove entrambi
presentarono due distinte mozioni
sull'incompatibilit della doppia
iscrizione al PSI e alla massoneria.
Le posizioni divennero ancor pi
inconciliabili allo scoppio della Prima
guerra mondiale, laddove Matteotti,
coerente antimilitarista, si schier
senza mezzi termini contro le
posizioni interventiste di Mussolini,
giungendo ad auspicare, nel caso
dell'ingresso in guerra dell'Italia, l'insurrezione popolare. Richiamato alle armi, fu
assegnato a un reggimento di artiglieria di campagna di stanza a Verona, ma, ritenuto un
pervicace, violento agitatore, capace di nuocere in ogni occasione agli interessi nazionali
fu internato a Campo Inglese, localit della Sicilia orientale.

Congedato nel 1919, riprese il suo posto nelle file del movimento socialista e, nel
congresso che si tenne a Bologna nello stesso anno, rappresent le posizioni di un
riformismo coerente, basato sul primato delle organizzazioni sindacali di classe, sulla
sovrastruttura partitica, sulla capacit del partito di indirizzare le lotte economiche verso la
conquista del socialismo.

Nelle elezioni politiche del novembre 1919 fu eletto per la prima volta deputato per il
collegio di Rovigo e Ferrara, e durante il biennio rosso fu costantemente impegnato a
dirigere le lotte bracciantili e contadine per il rinnovo dei patti agrari e a fronteggiare il
nascente squadrismo padano. Fu presente alla prima giornata del congresso del PSI del
1921 a Livorno, dove si consum la scissione che dette poi origine al Partito comunista
d'Italia; tuttavia lasci anzitempo l'assise livornese per raggiungere Ferrara, dove, a
seguito dei sanguinosi fatti di Castello Estense, era stato arrestato tutto il gruppo dirigente
della federazione socialista.

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Matteotti non tard a comprendere il pericolo che
per le organizzazioni operaie rappresentava il
nascente movimento fascista. Tuttavia, tendeva a
spiegare l'affermarsi del fascismo come reazione
alle importanti conquiste ottenute attraverso le
grandi lotte contadine del 1919 e del 1920. Il
fascismo era quindi, a suo parere, la risposta
violenta della borghesia agraria ai propri interessi
lesi dai nuovi patti agrari. Le sue frequenti e
coraggiose denunce delle violenze squadriste lo
resero un dirigente popolare, consegnandolo nel
contempo all'odio del radicalismo e dello
squadrismo fascista.

Il 12 marzo 1921 sub una prima gravissima
violenza dai fascisti di Castelguglielmo. Sebbene
messo al bando dalle organizzazioni fasciste
polesane, partecip comunque attivamente alla
campagna per le elezioni politiche del maggio
1921, riuscendo eletto nel collegio Padova-
Rovigo.

L'offensiva fascista acceler la crisi interna del PSI e al congresso di Roma dell'ottobre
1922 la corrente riformista si stacc e dette vita al Partito socialista unitario. Matteotti
venne chiamato a ricoprire il ruolo di segretario, quale figura emergente dell'ala riformista
del PSI.

Nella sua nuova carica condusse una lotta su due fronti: verso l'esterno contro il fascismo,
e verso l'interno contro le tendenze collaborazioniste manifestate nei confronti del
Governo Mussolini da alcuni settori del PSU. Matteotti le considerava come due momenti
di una stessa strategia: era infatti convinto che quanto pi fosse riuscito a far risaltare il
carattere reazionario e antioperaio del fascismo tanto pi difficile sarebbe risultata la
manovra dei collaborazionisti di aggancio al Ministero Mussolini.

Il periodo che va dagli inizi del 1923 fino alla sua tragica morte quello pi drammatico
della vita politica di Matteotti. L'impegno in una logorante attivit politica che mettesse in
evidenza l'antitesi inconciliabile tra fascismo e forze democratiche, il carattere violento e
totalitario del fascismo della provincia, fino alle manifestazioni pi torbide e brutali, lo
esposero personalmente alle prevedibili rappresaglie. Fu proprio da questa straordinaria
onest intellettuale che scatur lo scritto Un anno di dominazione fascista (Roma 1924),
opuscolo con cui Matteotti intendeva porre in risalto il carattere sostanzialmente
antiproletario dei primi provvedimenti del Governo fascista e che lo mise definitivamente in
contrasto con Baldesi, rappresentante della componente di destra della Confederazione
generale del lavoro, e con lo stesso Turati, il quale pi volte rimprover a Matteotti la sua
ostilit preconcetta nei confronti del dirigente sindacale.

La sua coerenza si tradusse in intransigenza verso il fascismo. Tra il 1923 e i primi mesi
del 1924 i suoi viaggi all'estero si fecero pi frequenti: da ultimo si rec a Parigi e a Berlino
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per incontrare alcuni esponenti della socialdemocrazia tedesca, ma dopo quel viaggio il
Governo fascista gli ritir il passaporto e vani furono tutti i suoi tentativi di riottenerlo.

Prima che s'inaugurasse la nuova legislatura, nel periodo di chiusura del Parlamento,
Matteotti riprese a recarsi all'estero. Privo com'era del passaporto, si vide costretto a
varcare la frontiera clandestinamente. Nell'aprile del 1924 si rec a Bruxelles per
partecipare al Congresso del partito operaio. Tra il 21 e il 22 aprile raggiunse in gran
segreto l'Inghilterra, e a Londra ebbe una serie di incontri con i dirigenti del partito
laburista e con alcuni membri del Governo.

Il 6 aprile 1924 si svolsero le nuove elezioni politiche, con l'applicazione per la prima volta
della legge Acerbo, approvata il 18 novembre 1923. Il disegno di legge, presentato
dall'allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giacomo Acerbo, prevedeva di
modificare il proporzionale in vigore da quattro anni, integrandolo con un premio di
maggioranza, che sarebbe scattato in favore del partito pi votato che avesse superato il
quorum del 25 per cento, aggiudicandosi in tal modo i due terzi dei seggi in tutte le
circoscrizioni.

Alle consultazioni parteciparono 23 liste. Il listone di Mussolini ottenne il 64,9 per cento dei
voti e si aggiudic il premio di maggioranza e ben 374 seggi in Parlamento su 535
disponibili. Tra le altre liste, il PSU ottenne il 5,90 per cento dei voti e 24 seggi.

Le elezioni si svolsero in un clima di tensione e di violenza ad opera delle squadre fasciste
che questa volta si rivolsero non solo verso i partiti considerati da sempre sovversivi, ma
anche verso i popolari, scatenando le riprovazioni della Santa Sede. Ovunque si
registrarono accuse di brogli, in particolare a seguito dei sorprendenti risultati elettorali.

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Matteotti rientr in Italia il 30 aprile 1924. Era ormai imminente l'apertura della XXVII
legislatura, che per l'opposizione si presentava particolarmente difficile. A Matteotti era
stato affidato l'incarico d'illustrare le posizioni del Gruppo parlamentare del PSU nella
seduta del 30 maggio, in cui si sarebbero discusse, a seguito delle elezioni politiche del 6
aprile, la verifica dei poteri e le proposte della Giunta delle elezioni.

Fu durante questa giornata che si vissero i momenti di pi profonda tensione, quando la
Giunta delle elezioni propose la convalida in blocco degli eletti della maggioranza. Su tale
proposta intervenne il giovane deputato socialista che, dopo aver manifestato il suo
dissenso per una prassi del tutto inusuale nella storia parlamentare, richiese, al contrario,
l'invalidazione in blocco degli eletti, motivandola con l'irregolarit dello svolgimento delle
elezioni, costellate dalle violenze dello squadrismo fascista ai danni dei candidati
dell'opposizione.

In quest'occasione Matteotti pronunci il suo ultimo discorso alla Camera, un discorso che,
tra l'altro, rappresenta il suo impegno civico e morale. In esso l'autore accus
esplicitamente il regime fascista di violenze, intimidazioni e frodi, sia nei corso della
campagna elettorale, sia durante le operazioni di voto ai seggi. L'intervento si svolse in
un'atmosfera rissosa, caratterizzata da attacchi ad personam ad opera dei principali
esponenti fascisti, a partire da Roberto Farinacci. Matteotti prosegu ugualmente,
apostrofando spesso con ironia le accuse e le invettive dei fascisti. E in tale circostanza,
uscendo dalla Camera, al deputato unitario Cosattini che lo accompagnava, Matteotti
disse: Ora preparatevi a fare la mia commemorazione.

Fedele al suo programma di non dare respiro al Governo fascista, Matteotti, il 5 giugno,
port la sua offensiva in seno alla Giunta generale del bilancio. Si doveva discutere il
disegno di legge che autorizzava il Governo all'esercizio provvisorio del bilancio. L'analisi
delle cifre consent a Matteotti di concludere che il bilancio ufficiale presentato dal
Governo alcuni giorni prima al Parlamento e al Sovrano e che prevedeva il pareggio fosse
falso, mentre il bilancio vero faceva registrare un disavanzo di due miliardi.


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L'11 giugno, alla riapertura della Camera,
si sarebbe discusso l'esercizio
provvisorio e sin dall'8 giugno i quotidiani
avevano iniziato a pubblicare la lista dei
deputati iscritti a parlare sull'esercizio
provvisorio: tra questi, anche il nome di
Matteotti.

Il discorso venne preparato con grande
impegno. Chiunque lo cercasse in quei
giorni era certo di poterlo trovare in una
sala riservata della biblioteca della
Camera, davanti a documenti, libri e
ritagli di giornale. Le sue giornate erano
scandite da lunghe permanenze alla
biblioteca, che Matteotti raggiungeva nel
primo pomeriggio e che lasciava verso
sera per rientrare a casa. S'era fatta
quindi strada in alcuni dei suoi colleghi
l'idea che egli stesse preparando un
discorso molto forte, ma, come noto,
Matteotti non giunse mai a pronunciare
quel discorso, stroncato dalla violenza
fascista proprio alla vigilia di
quell'intervento che in molti, troppi,
temevano come rivelatore dei gravi casi di corruzione di cui si sarebbero resi responsabili
Mussolini stesso e alcuni tra i principali gerarchi fascisti.

Giacomo Matteotti rimane un punto di riferimento della nostra storia, una luce che dal
passato continua a illuminare il nostro presente e, per pi ragioni, ad orientare il nostro
futuro, una figura che pu parlare a tutti e che per tutti, oggi, pu rappresentare un
messaggio di speranza e di progresso.

La sua vita e la sua morte costituiscono ancora una lezione di intransigenza e di onest,
insieme a quella dei molti altri che nel momento pi buio sacrificarono tutto per la libert,
come Giovanni Amendola, Piero Gobetti e don Giovanni Minzoni.

La sua storia la testimonianza credibile e autorevole in difesa della libert e del
Parlamento. Il Parlamento era ed il luogo della rappresentanza, il luogo in cui il Paese
deve trovare la sua sintesi, il luogo, per usare le sue parole, in cui le plebi italiane, le plebi
agricole, dovevano cessare di essere plebi e diventare popolo, consapevole, maturo e
arbitro del proprio destino.

La libert del popolo il fondamento della Nazione e della sua identit, per le quali lottare
non un'opzione, ma un dovere morale radicato nel senso della giustizia.

Onorevoli colleghi, in ricordo di Giacomo Matteotti, invito l'Assemblea a rispettare un
minuto di silenzio e di raccoglimento.
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30 ENRICO BERLINGUER


Convegno su Enrico Berlinguer a 30 anni dalla scomparsa - Palazzo Montecitorio,
Sala della Regina. Intervento della Presidentessa della Camera dei Deputati
Onorevole Laura Boldrini

Signor Presidente della Repubblica, signori parlamentari, autorit, gentili ospiti,
permettetemi prima di ogni altra cosa di rivolgere un saluto affettuoso ai familiari di Enrico
Berlinguer che sono qui presenti, ai suoi amici, alle tante persone che con lui hanno
condiviso esperienze di vita e impegno politico.

Trent'anni sono davvero tanti. L'Italia un paese molto diverso da quello in cui visse
Enrico Berlinguer.

Questa differenza balza agli occhi guardando il filmato che abbiamo appena visto - per la
cui realizzazione ringrazio RAI Storia - o il film di Walter Veltroni che abbiamo proiettato
qui alla Camera due sere fa.

Eppure la figura di Berlinguer ancora oggi circondata da tanto affetto, da stima, rispetto e
dall'apprezzamento per il suo pensiero e per le sue azioni.

Sono tante le iniziative editoriali (tra cui mi fa piacere ricordare quella della Camera, che
sar prossimamente presentata), culturali, di riflessione storica promosse in occasione di
questo anniversario e c' appunto, nel ricordarlo, tanta commozione. E questo raro che
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accada nei confronti di un esponente politico.

Le immagini dei funerali ci dicono che quell'Italia sapeva di aver perso non soltanto un
uomo politico onesto ma uno dei suoi figli migliori. E il peso di questa perdita lo si sente
ancora oggi.

Per quelli della mia generazione, nati negli anni sessanta, Berlinguer stato una figura di
grande interesse.

Colpiva il suo rigore morale. Un rigore che imponeva a se stesso e che pretendeva
giustamente anche dal suo partito e dall'intero mondo politico.

Il suo discorso sulla questione morale fu una denuncia, non una predica. Una denuncia
precisa e circostanziata di ci che stava accadendo nel sistema politico italiano e nel
modo di essere dei partiti. Qualcosa che poi esplose, con il nome di "tangentopoli", non
molti anni dopo la sua morte.

Purtroppo la corruzione ancora oggi un tarlo che mina la credibilit della politica.
Bisogna essere chiari su questo punto. Un politico corrotto va condannato due volte: per
l'illecito commesso e per aver tradito la fiducia dei cittadini . Perch non la politica ad
essere sporca, ma chi la esercita per mero tornaconto personale e in violazione delle
leggi.

speciale berlinguer IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.15


La magistratura deve poter intervenire senza
condizionamenti, in modo libero e responsabile.
Ma i partiti devono saper fare pulizia al loro
interno. Con coraggio e senza sconti. Solo cos la
politica torner ad avere credibilit e rispetto da
parte dei cittadini.

Berlinguer vide questi problemi e propose un
radicale rinnovamento. Questo suo messaggio
ancora oggi di straordinaria attualit e va rilanciato
con forza.

C'era un'altra qualit di Enrico Berlinguer, oltre a
quella del rigore etico, che era e continua ad
essere apprezzata : la capacit di coniugare la
fermezza delle proprie convinzioni con una vera
apertura verso altre culture ed altre esperienze
sociali.
Lui, orgoglioso delle proprie idee e della propria
appartenenza, seppe costruire un dialogo sincero
e profondo con il mondo cattolico, fu attento
osservatore di ci che si muoveva nell'universo giovanile, nei movimenti pacifisti ed
ecologisti, fu il protagonista di un'apertura straordinaria, non ovvia, del suo partito alle
tematiche dei movimenti femminili e femministi.

Gli anni della segreteria di Berlinguer sono quelli di una importante stagione di conquiste
sociali e civili fortemente volute dalle donne italiane: l'introduzione del divorzio, il nuovo
diritto di famiglia, la legge sull'interruzione volontaria della gravidanza.

Il partito comunista, insieme ad altre forze politiche, fu protagonista della elaborazione di
queste riforme e della loro difesa nelle campagne referendarie del 1974 e del 1981.

E quasi a simboleggiare il valore di questo impegno giunse proprio in quel periodo, nel
1979, l'elezione, per la prima volta, di una donna alla Presidenza della Camera e si
trattava di Nilde J otti.

Un altro argomento centrale dell'azione di Berlinguer stato quello della sua politica
internazionale.

Anche in questo ambito mostr spirito innovativo e capacit di apertura. Si adoper
innanzitutto per rinnovare il campo di cui la sua forza politica faceva parte, con
l'eurocomunismo, con il suo discorso sul valore universale della democrazia, con lo
strappo dall'Unione Sovietica dopo il colpo di Stato in Polonia del 1981.

Allacci rapporti con le socialdemocrazie europee e con i movimenti di liberazione del Sud
del mondo.
speciale berlinguer IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.16

Fu al fianco di tanti giovani nelle mobilitazioni per


la pace fino al discorso che fece qui, nell'aula di
Montecitorio, nel 1983, in cui propose, come atto
di responsabilit a tutte le parti in causa, una
moratoria nell'istallazione dei missili Nato a
Comiso e lo smantellamento degli SS-20 sovietici.

A poco pi di due settimane dal voto per il
Parlamento europeo, non possiamo non ricordare
che la vita di Berlinguer fu stroncata proprio
mentre faceva un comizio per le elezioni europee
del 1984.

Quel partito, che aveva votato contro la ratifica dei
trattati di Roma, era poi diventato un partito
compiutamente europeista. Prima alla Camera e
poi nel 1979 al Parlamento europeo, aveva eletto
come indipendente Altiero Spinelli, l'ispiratore del
sogno e del progetto federalista.

So bene che, come tutti i leader politici che lasciano un segno nella storia, anche la figura
di Berlinguer ha suscitato e suscita discussioni e contrasti. E' naturale che sia cos.

Ma c' una cosa sulla quale tutti sono d'accordo, anche i suoi critici pi severi: era una
persona onesta, che ha impegnato tutta la sua vita nella politica, scevro da interessi e
convenienze personali, mosso soltanto dai suoi ideali e dalla volont di migliorare le
condizioni dei lavoratori e del suo paese, di contribuire a rendere compiuta la nostra
democrazia.

Cos tanti italiani lo ricordano e lo rimpiangono. A questo ricordo commosso si unisce oggi
la Camera dei deputati.


Post della Presidentessa On. Laura Boldrini sulla sua pagina facebook

Oggi la corruzione continua a minare la credibilit della politica. Per questo un politico
corrotto va condannato due volte: per lillecito commesso e per aver tradito la fiducia dei
cittadini. La politica non sporca, lo chi la esercita per tornaconto personale e violando
le leggi. La magistratura deve potere intervenire senza condizionamenti, in modo libero e
in modo responsabile. Ma i partiti devono sapere fare pulizia al loro interno: con coraggio
e senza sconti. E quello che ho detto oggi, a Montecitorio, ricordando la figura di Enrico
Berlinguer, a trentanni dalla sua morte avvenuta il 10 giugno del 1984. Con lui lItalia
perse non solo un politico onesto, ma uno dei suoi figli migliori. Una perdita il cui peso si
sente ancora oggi. Il suo discorso sulla questione morale non fu una predica, ma una
denuncia precisa e circostanziata. Qualcosa che, non molti anni dopo la sua morte,
sarebbe esplosa con Tangentopoli. E oggi il suo messaggio, di straordinaria attualit,
deve essere rilanciato.

speciale berlinguer IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.17


Il tributo su facebook del Presidente del Senato Pietro Grasso



30 anni fa, alla fine di un comizio elettorale a
Padova, Enrico Berlinguer venne colto da un
malore: fin con grande sforzo il suo appello ai
cittadini e mor dopo unagonia di alcuni giorni. E'
stato un gigante della nostra storia. Qualche anno
prima, il 28 luglio del 1981, aveva rilasciato
un'intervista a Eugenio Scalfari nella quale indicava
nella "questione morale" il problema principale che
la politica e le sue istituzioni dovevano risolvere per
tornare ad occuparsi del bene comune, problema
che, sono le sue parole, non si esaurisce nel fatto
che, essendoci dei ladri, bisogna denunciarli e
bisogna metterli in galera, ma riguarda lidea stessa
del fare politica.

Quelle parole divennero ben presto un monito che,
purtroppo, non ha perso la sua attualit. Il cuore del
suo discorso era che i partiti potessero essere forze
di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in
pieno la questione morale andando alle sue cause
speciale berlinguer IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.18



politiche. Per onorare la memoria e il contributo di Berlinguer serve soprattutto una
riscossa civica allinsegna dellonest alla cui testa si ponga proprio la politica, che deve
riappropriarsi del suo supremo compito di ricerca del bene comune. Per questo auspico
che presto si possa chiudere liter di una nuova e pi completa legge sulla corruzione, che
dia pi forza alle misure preventive e repressive.

Curiosit: A 30 anni dalla morte, le Poste omaggiano
Enrico Berlinguer con un francobollo. La scelta di dedicare
un francobollo a nostro padre potr contribuire alla
ricostruzione della memoria di anni fondamentali della
storia nazionale e, in particolare, del quindicennio cruciale
tra la fine degli anni 60 e la met degli anni 80. - scrivono i
figli Bianca, Maria, Marco e Laura Berlinguer nel bollettino
illustrativo a commento dellemissione - Un periodo di
speranze, movimenti collettivi e trasformazioni culturali e
sociali e, allo stesso tempo, di attentati contro le istituzioni
democratiche, di violenza politica e di lutti. Il francobollo,
del valore di 0,70, sar da mercoled in vendita presso gli
uffici postali e gli sportelli filatelici di Poste Italiane.
Stampato dallIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato spa.,
stato disegnato dal bozzettista Fabio Abbati. Lo Sportello
Filatelico dellUfficio postale di Padova Centro utilizzer, il
giorno di emissione, lannullo speciale realizzato a cura
della Filatelia di Poste Italiane.
novit in libreria: inciucio forever IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.19

FONDATA SULLINCIUCIO

Rendenti, "Il Fischietto", 10/09/1885 (Cavour e Rattazzi insaccano la maggioranza parlamentare. Fonte: camillocavour.com)
Nelle librerie Inciucio forever. La costante del trasformismo italiano di Andrea Leccese

di Emanuele Bellato

Correva lanno 1995 quando il termine
inciucio fece irruzione nel lessico della
politica italiana. Il battesimo avvenne
sulle pagine de la Repubblica in
unintervista rilasciata da Massimo
DAlema al giornalista Mimmo Fuccillo.

Da allora, la parola inciucio, entrata
oltre che nel gergo politico, in quello
giornalistico e persino popolare, da
intendersi come una politica
dellintrallazzo, delle trame, pi o meno
occulte, tra partiti formalmente opposti
ma uniti sottobanco nella spartizione del potere.
novit in libreria: inciucio forever IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.20


Depretis visto come un camaleonte per il suo progetto del "trasformismo"

Dunque si tratta di un neologismo, (nel significato
originale napoletano richiama il pettegolezzo
delle comari), per descrivere vecchi e pessimi
comportamenti politici. Cos radicati da spingere
il saggista Andrea Leccese a (ri)scrivere la storia
dItalia fondata sullinciucio: dal connubio, al
trasformismo, alle svolte, alle larghe intese
passando per il compromesso storico.

Unidea davvero originale quella di Leccese con
il suo libro, fresco di stampa, Inciucio forever. La
costante del trasformismo nella politica italiana
(Armando Editore, 2014).

Andrea Leccese espone la sua teoria con
puntualit e rigore storico, ma senza rinunciare
allironia ed al sarcasmo. Cos scopriamo che il
connubio Cavour-Rattazzi lo voleva lEuropa,
che il trasformismo, i voltagabbana o le
transumanze di interi settori del parlamento in
soccorso dei governi di turno, non sono storia
recente, ma unantica consuetudine italica.

E la giustificazione sempre la stessa: lalto interesse nazionale, la gravit del momento
storico, il pericolo delle estreme o del terrorismo.
novit in libreria: inciucio forever IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.21

La lunga storia dellinciucio non


conosce pause. Persino la
tragica parentesi fascista non
immune. Interessante a questo
proposito rileggere la parabola
politica del traditore Mussolini
(cos lo boll in un suo libro
Angelica Balabanoff, socialista
ed ex collaboratrice di Mussolini
allAvanti).

Mussolini, ricorda Leccese, fu
violentemente avverso allavventura coloniale in Libia, poi neutralista quando dirigeva
lAvanti e lItalia si apprestava ad entrare in guerra, per diventare dalla sera alla mattina il
paladino dellinterventismo. Motivo? Per alcuni, tra cui lautorevole giornalista Indro
Montanelli, una crisi di coscienza maturata da tempo, per altri, tra questi lautore (ed il
sottoscritto), pi realisticamente il profumo dei soldi provenienti dalla Francia.

Nonostante il tradimento alla causa
socialista, sembra che Mussolini anche
allindomani della Marcia su Roma
coltivasse lambizione di coinvolgere nel
governo i vecchi compagni, quelli pi
malleabili sintende, ma - spiega Andrea
Leccese - mentre allinterno del sindacato
(CGdL) qualcuno tentennava e si apri un
vivacissimo dibattito, la proposta trov la
ferma opposizione per ragioni morali del
deputato socialista polesano Giacomo
Matteotti, che anzi continu a denunciare le
illegalit e le violenze squadriste. Il 10
giugno del 1924 lOnorevole Giacomo
Matteotti veniva sequestrato e
barbaramente ucciso dagli uomini della
Ceka, la polizia politica di Mussolini.

La nostalgia del duce verso i vecchi
compagni si ripresent al tramonto del
ventennio, in seguito alla fondazione della
RSI. Tra i grandi nomi dellepoca solo lex
socialista e comunista Nicola Bombacci
rispose allappello, tutti gli altri avevano
capito che si trattava dellennesima
illusione, dellultimo rantolo di un regime
senza speranza.

Leccese, nel suo libro, non fa sconti a
nessuno. Sotto processo finiscono non solo
novit in libreria: inciucio forever IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.22



i governi dellepoca liberale e il fascismo, ma anche Togliatti per la svolta di Salerno
finalizzata a trovare unintesa con i partiti antifascisti; e persino il beneamato e compianto
Enrico Berlinguer per il compromesso storico tra PCI e DC.

A questo punto chiaro il pensiero di Andrea
Leccese: favorevole allalternanza e contrario alle
ammucchiate e ai governi demergenza, unica via
per porre fine allinfinita transizione italiana. Per
bisogna riconoscere allautore onest intellettuale,
infatti non manca di sottolineare alcuni benefici
prodotti dall anomalia italiana. Si pensi allopera di
ammodernamento del paese di Cavour; al
coinvolgimento della media e piccola borghesia
voluto da Depretis per favorire lo sviluppo economico;
lallargamento del diritto di voto di Giolitti; ed infine il
governo di solidariet nazionale che vinse il
terrorismo ed evit il tracollo delleconomia italiana.

Chiude il libro uninteressante intervista con lultimo
segretario del PCI e primo segretario del PDS Achille
Occhetto, ma non aggiungo altro per non svelarvi
tutto. Buon inciucio

politica veneta IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.23

PER LUNIFICAZIONE DEL DELTA DEL PO





Delta del Po, Azzalin presenta un'interrogazione sull'interregionalit e replica all'assessore
Coppola: Se il Parco della Sila ce l'ha fatta ed il Delta no, forse qualcosa stato sbagliato.
Invece di riflettere sulle osservazioni riguardo alla governance, per, ci si limita a difendere
careghe e gestioni personalistiche: il problema tutto qui. Da oggi, per, gli studenti
bocciati potranno dire di aver solo rinviato la promozione

Rovigo - Dalle esternazioni dell'assessore regionale del Veneto Maria Luisa Coppola e
del presidente del Parco del Delta del Po del Veneto Geremia Gennari ben si capisce
come i rilievi sui problemi di governance mossi dallInternational Advisory Committee for
Biosphere Reserves del programma Mab-Unesco e confermati dal Consiglio
internazionale di Coordinamento siano assolutamente fondati. Secondo l'assessore di tutti
i veneti, infatti, l'aver reso noti i rilievi e la bocciatura che ella si era ben guardata dal
menzionare, un 'non riconoscere la bont di un progetto portato avanti da una
maggioranza di sindaci che non risponde a loro'. Da queste parole ben si capisce quale
sia il problema, che non sfuggito ai rappresentanti dell'Unesco: la visione politicizzata, la
gestione clientelare e la difesa di posizioni di rendita. I personalismi sono ci che ha
impedito la costruzione di una prospettiva per il Parco del Delta del Po. Le careghe,
l'assessore dovrebbe rendersene conto, in un momento come questo in cui si cerca di >>
politica veneta IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.24



semplificare in tutti settori, dalle Camere di Commercio ai Senato, non sono la priorit. A
tornare sull'argomento del mancato riconoscimento di riserva della biosfera Mab-Unesco
al Delta del Po il consigliere regionale Veneto Graziano Azzalin, che sul tema ha
presentato anche un'interrogazione a risposta immediata.

L'esponente del Pd risponde a quelle che definisce maldestre giustificazioni da parte di
chi si era assunto di seguire l'iter anche per conto della Regione Emilia Romagna: l'analisi
delle pesanti osservazioni mosse dall'Unesco sulla governance dell'area, potrebbe infatti
essere un po' pi articolata rispetto all'affannoso tentativo di dire che la mancata
assegnazione del riconoscimento per il 2014, ottenuto invece dal Parco della Sila in
Calabria e dal Monviso, a cavallo fra Italia e Francia, con il conseguente differimento alla
sessione di valutazione del 2015 non rappresenta una bocciatura, ma solo un rinvio
(dunque uno studente bocciato a loro avviso deve semplicemente dire che ha rinviato la
promozione di un anno). Ma il culmine del ridicolo si raggiunge quando si spiega che il
parco interregionale, significherebbe che il presidente viene nominato dal Ministero
dell'Ambiente (e cos non ) e che questo vorrebbe dire 'svendere un'identit conquistata
e rivendicata a fatica in questi anni'. Ma di cosa sta parlando? Vuole un Parco in grado di
dare opportunit a tutti o solo a qualche suo amico?.

Nell'interrogazione presentata alla Giunta regionale del Veneto Azzalin, sottolineando una
risoluzione presentata il 24 gennaio 2012 per chiedere l'apertura di un tavolo di confronto
sull'interregionalit con la Regione Emilia Romagna, ma mai messa in discussione, cos
come la proposta di legge presentata dal Pd Sistema delle aree protette della Regione del
politica veneta IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.25


Veneto: organizzazione, tutela e valorizzazione nella quale si affronta anche il tema
dell'interregionalit del Parco del Delta, pone una domanda secca: Cosa ancora bisogna
aspettare dopo la bocciatura dell'Unesco, perch la Regione si occupi di risolvere i
problemi gestionali ed offrire una prospettiva di sviluppo attraverso l'interregionalit?.

Il documento:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO NONA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.

PARCO DEL DELTA DEL PO, COSA ANCORA BISOGNA ASPETTARE DOPO LA BOCCIATURA
DELL'UNESCO, PERCHE' LA REGIONE SI OCCUPI DI RISOLVERE I PROBLEMI GESTIONALI ED
OFFRIRE UNA PROSPETTIVA DI SVILUPPO ATTRAVERSO L'INTERREGIONALITA'?

presentata il 17 giugno 2014 dal Consigliere Graziano Azzalin

Premesso che:

- il 24 settembre 2013 la Giunta regionale del Veneto ha approvato con la DGR n. 1697 del 24
settembre 2013 un Protocollo d'Intesa per la candidatura dell'area del Delta del Po a riserva della biosfera
nell'ambito del programma MaB dell'UNESCO e il relativo Documento di Governance;

- l'International Advisory Committee for Biosphere Reserves (IACBR), chiamato ad esprimere
valutazioni tecniche e raccomandazioni sulliscrizione, il rinvio o la bocciatura delle nuove candidature a
Riserva della Biosfera, nella sua riunione per il 2014, ha sottolineato la bont della proposta di candidatura
del Parco del Delta del Po in quanto unico delta in Italia ed ha evidenziato come elementi particolarmente
politica veneta IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.26

positivi: l'identit unica e rilevante patrimonio di biodiversit dovuto alla variet di habitat presenti; l'essere
una localit turistica di interesse con attivit di grande beneficio per le comunit locali; la rilevanza delle
attivit agricole e di pesca praticate nellarea; l'attivit di coinvolgimento degli stakeholder locali nel processo
di consultazione;

- nonostante questi elementi di positivit, il Comitato Consultivo dell'IACBR ha evidenziato alcune
pesanti criticit: poca chiarezza sullo status e gestione dellarea core; poca chiarezza con riguardo al
processo decisionale allinterno dellOrgano istituzionale di Coordinamento; struttura di governance piuttosto
complessa e non gestibile; mancanza di definizione della visione comune per la Riserva; mancata
sottolineatura del valore aggiunto derivante dal riconoscimento di Riserva in quanto il piano dazione citato
prevede azioni che riferiscono a piani di gestione gi esistenti e vincolanti; mancanza degli studi relativi alle
scienze sociali nellintera area candidata, ci rileva soprattutto in considerazione del fatto che larea
candidata si compone di sistemi agricoli; mancanza di informazione sui temi e sfide relativi alla gestione
delle acque; mancanza di discussione sulla qualit delle acque in considerazione della presenza quasi totale
di coltivazioni irrigue e zone umide;

- le schede di risposta alle raccomandazioni dell'IACBR sono state presentate dai proponenti insieme
ad elementi aggiuntivi e considerati pertinenti rispetto alle criticit sollevate;

- l'International Co-ordinating Council of the Man and the Biosphere Programme (Consiglio di
Internazionale di Coordinamento del Programma MaB, altres definito Consiglio MaB o ICC), chiamato
annualmente ad esprimere la decisione finale, favorevole o negativa, sulle nuove candidature a Riserva
della Biosfera, nella sua XXVI sessione di analisi delle proposte, tenutasi a J nkping (Svezia) dal 10 al 13
giugno, ha ritenuto di non assegnare il riconoscimento al Delta Del Po.

Considerato che:

- la legge quadro sui Parchi, 6 dicembre 1991, n. 394, stabiliva allarticolo 35 che Entro due anni dalla
data di entrata in vigore della presente legge le Regioni interessate provvedono, dintesa con il Ministro
dellAmbiente, allistituzione del parco naturale interregionale del Delta del Po a modifica dellarticolo 10 della
legge 28 agosto 1989, n. 305, in conformit delle risultanze dei lavori della Commissione paritetica istituita in
applicazione della delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) del 5
agosto 1988, pubblicata nel supplemento ordinario n. 87 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
215 del 13 Settembre 1988. Qualora lintesa non si perfezioni nel suddetto termine, si provvede allistituzione
di un parco nazionale in tale area a norma del comma 3;

- il 22 dicembre 2011 il consiglio regionale dellEmilia Romagna ha approvato, contestualmente ad
una legge di riorganizzazione del sistema regionale delle aree protette e dei siti della rete Natura 2000, un
ordine del giorno con cui impegna la Giunta regionale ad aprire in tempi rapidi un tavolo di confronto con la
Regione Veneto e con il Ministero dellAmbiente per riavviare il percorso finalizzato allistituzione del Parco
interregionale del Delta del Po e, comunque, per concordare da subito politiche unitarie ed integrate tra i due
sistemi regionali relative alle materie dei Parchi ;
- il 24 gennaio 2012 i Consiglieri regionali del Veneto Graziano Azzalin e Laura Puppato hanno
presentato la Risoluzione n. 29 Parco del Delta del Po: la Regione Veneto apra un tavolo di confronto con la
Regione Emilia Romagna e con il Ministero per avviare il percorso finalizzato allistituzione del Parco
Interregionale, che non mai stata messa all'ordine del giorno dal Consiglio regionale del Veneto;
- con il PDL n. 337 Sistema delle aree protette della Regione del Veneto: organizzazione, tutela e
valorizzazione, presentato il 13 marzo 2013 dal Partito Democratico, si affronta anche il tema dei Parchi
interregionali per normarne l'istituzione e la gestione. In particolare, con l'articolo 24 si vuole proprio
stimolare la costituzione del Parco interregionale del Delta del Po, ma a dispetto dei tanti annunci da parte
della Giunta sulla necessit di una riorganizzazione del sistema veneto dei parchi, il tema non ancora stato
portato all'attenzione del Consiglio regionale.

Tutto ci premesso e considerato il sottoscritto consigliere

chiede alla Giunta regionale
cosa ancora bisogna aspettare dopo la bocciatura dell'UNESCO, perch la Regione si occupi di risolvere i
problemi gestionali ed offrire una prospettiva di sviluppo attraverso l'interregionalit?
politica veneta IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.27

MAROTTA: pdl INDIPENDENZA VIOLA


COSTITUZIONE E STATUTO VENETO


Il progetto di legge di Valdegamberi non doveva neanche arrivare in Aula. Non andrebbe
neppure discusso, perch non sta in piedi nemmeno con le stampelle. Di questo passo
perch non indire un referendum per chiedere alle gente se vuole pagare le tasse?.
Cos Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, nel suo intervento in aula.

Infatti - prosegue Marotta - abbiamo sollevato la questione pregiudiziale, chiedendo che
largomento non venisse nemmeno affrontato dallaula, perch viola larticolo 5 della
Costituzione che individua la Repubblica come una e indivisibile. Inoltre viola lo Statuto
del Veneto, perch non prevede alcuna copertura finanziaria. Chi lo paga il referendum? E
come?.

Non vero - spiega Marotta - che questo pdl vuole solo indire il referendum per chiedere
lindipendenza, ma la vuole anche fare (in caso di esito positivo, il Consiglio regionale
adotta le conseguenti determinazioni). inaccettabile proporci di votare un atto contrario
alla Costituzione, per di pi senza norma finanziaria.

politica veneta IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.28

























E' una legge sbagliata, una corsa pre elettorale al facile consenso, che offre una falsa
soluzione. Cos Gennaro Marotta, consigliere regionale di Italia dei Valori, spiega in aula
il voto contrario del Gruppo IdV al pdl di Valdegamberi che chiede il referendum
sullindipendenza del Veneto (approvato con 30 s, 3 astenuti, 12 no).

Noi di IdV - spiega Marotta - siamo e
rimaniamo per una Italia unita ed indivisibile, e
non vediamo alcuna prospettiva in questa
norma, votata proprio quando celebriamo il
Centenario della Grande Guerra, che ha visto
sui nostri monti morire centinaia di migliaia di
italiani, di tutte le regioni, per salvaguardare la
nazione.

Un pdl - prosegue il politico IdV - che ci porta
al di fuori dal contesto nazionale, contro la
Costituzione. La nostra terra resta invece parte
integrante dell'Italia, e deve chiedere maggiore
autonomia e pi risorse, ormai inderogabili,
non leggi che ci portano in un vicolo cieco.

Una legge - conclude Marotta - che rimandiamo al mittente, con una norma finanziaria
incredibile, che ci lascia sbigottiti. Da domani chiederemo sistematicamente di sapere chi
fa le donazioni per finanziare il referendum. Chiederemo che questo elenco sia aggiornato
quotidianamente e pubblicato on line. Sono proprio curioso.
politica veneta IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.29

REFERENDUM: PER UN PUGNO DI VOTI SI


AGGIUNGE VERGOGNA ALLA VERGOGNA



Referendum sull'indipendenza, Azzalin: C' chi, per un pugno di voti disposto a gettare
altro fango su tutto il Veneto e su tutta la politica. E' una vergogna che si aggiunge alla
vergogna. Secondo l'esponente democratico Chi dice di rappresentare il volere del
popolo veneto sa bene di raccontar balle, perch se si facesse un referendum per abolire
la Regione e tutti i consiglieri regionali, il risultato sarebbe senza ombra di dubbio pi largo
di quello che vuole dare voce ai un drappello di folcloristici indipendentisti. Mentre in
corso un terremoto, c chi pensa, a quale carta da parati utilizzare sulle pareti. Carta da
apparati. Senza dignit

Venezia - Chi dice di rappresentare il volere del popolo veneto sa bene di raccontar balle,
perch se si facesse un referendum per abolire la Regione e tutti i consiglieri regionali, il
risultato sarebbe senza ombra di dubbio pi largo di quello che vuole dare voce ai un
drappello di folcloristici indipendentisti. Perch, allora, questi personaggi che dicono di
rappresentare il volere dei veneti non fanno un referendum sull'abolizione della Regione?.
politica veneta IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.30

E' con toni accesi che il consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin intervenuto nel
corso del dibattito sull'indizione del referendum sull'indipendenza del Veneto, che
l'esponente democratico bolla come una pagliacciata che, in un momento come quello
che stiamo attraversando, getta ulteriore discredito sulla politica: a quanto pare c' chi, per
un pugno di voti, disposto a gettare altro fango su tutto il Veneto e su tutta la politica. E'
una vergogna che si aggiunge alla vergogna.

Mentre in corso un terremoto
politico-giudiziario come quello
che emerge dalle cronache
quotidiane - aggiunge Azzalin -
c ancora chi pensa, mentre
crollano i muri, a quale carta da
parati utilizzare sulle pareti. Carta
da apparati, verrebbe da dire.
Peccato, infatti, che oggi le
premesse da cui muoveva la
provocazione politica del
referendum siano miseramente
cadute, perch parlare di 'Roma
ladrona' non pu che apparire
ridicolo se non addirittura
colpevole. L'incostituzionale
referendum sull'indipendenza,
visto quanto accaduto in questi giorni, rappresenta uno schiaffo ai cittadini veneti da parte
di una classe politica che finge di non vedere quello che sta emergendo e che si
accontenta di spot e pagliacciate coreografiche per restare a galla. In effetti, di fronte al
mondo che crolla, forse la cosa migliore fingere che non stia succedendo niente.
Continuano ad emergere i dettagli di una 'venetangentopoli' dalle dimensioni inquietanti.
La fine di un regime, larchiviazione di un ventennio, un sistema di potere consolidato, che
ha mangiato milioni su milioni. E il Mose solo la punta delliceberg.

A quanti oggi hanno il coraggio di dire ancora che il
Veneto non Italia - ha conclude Azzalin -
consiglierei un pizzico di prudenza, perch la facile
replica potrebbe essere che cose del genere
avvengono in effetti solo nei peggiori regimi del
terzo mondo. E, proprio quando si dovrebbe far
ricorso a tutta la responsabilit possibile e fare in
modo di recuperare alla politica un minimo di
dignit, si votano provvedimenti indegni. Ancora
peggio di chi vaneggia di uno stato veneto,
comunque, chi si vergognato di esprimere la
propria posizione e si vigliaccamente trincerato
dietro un patetico 'facciamo scegliere i veneti': se i
veneti potessero davvero scegliere, sono sicuro,
manderebbero a casa tutti. A cominciare da chi
cerca di speculare su queste cose.
sicurezza IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.31

IL VEDEMECUM SCACCIA FULMINI




I temporali estivi aumentano il rischio folgorazione

A cura dell'Ing. Mauro Rossato

Arriva lestate e il tempo delle vacanze. Ma con la bella stagione e, soprattutto subito dopo
le ondate di grande caldo come quella di questi ultimi giorni, giungono purtroppo puntuali
anche i violenti temporali ritmati da temibili fulmini.

In media lItalia colpita da un milione e mezzo di fulmini allanno e i decessi per
fulminazione sono una ventina da gennaio a dicembre. Circa 1000 in tutto il mondo.

E per un Paese come il nostro fortemente votato al turismo estivo, il rischio fulminazione
diventa un pericolo ancora pi concreto e diffuso.

Dal mare alle montagne, dalle colline ai laghi, ai campeggi presenti in tutto il territorio,
innanzi ad un fenomeno temporalesco indispensabile conoscere alcune regole di
comportamento fondamentali. E a fornirle Vega Engineering da oltre 20 anni impegnata
sul fronte della sicurezza, specie quando si parla di elettricit.

sicurezza IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.32


Il vademecum "Scaccia Fulmini" contiene i suggerimenti per affrontare i temporali senza
rischiare di rimanere folgorati:

al mare: uscire immediatamente dallacqua durante il temporale ed allontanarsi anche
dalla spiaggia;

in piscina: evitarla in caso di temporale perch, come il mare, un ottimo conduttore
elettrico, con il rischio di rimanere fulminati anche a seguito della caduta di un fulmine
nelle immediate vicinanze;

in montagna: verificare le condizioni meteorologiche prima di uscire per unescursione. In
caso di temporale imprevisto, scendere a quote meno elevate e trovare un rifugio chiuso.
Senza possibilit di riparo rimanere lontani il pi possibile da alberi o tralicci;

al parco: come in montagna, e senza possibilit di riparo, necessario rimanere distanti
da oggetti alti e lontani il pi possibile da alberi o tralicci;

in campeggio: uscire dalle tende e optare per un altro rifugio chiuso come lauto o il
camper o la roulotte. Come a casa, restare distanti da condutture e impianti elettrici;

nello sport: evitare le discipline sportive allaperto per le quali sia necessario utilizzare
attrezzi che fanno aumentare la nostra altezza totale - corpo pi attrezzo - come ad
esempio la mazza da golf o la canna da pesca;

in casa: attenzione allantenna del televisore, ai cavi del telefono, ai cavi elettrici e
allimpianto idraulico. Spegnere quindi il televisore, staccare la spina e l'antenna. Evitare il
contatto con rubinetti e tubi dellacqua, evitare di fare il bagno o la doccia. Non utilizzare
phon, ferro da stiro e neppure il telefono.

Il soccorso alla vittima di un fulmine: le conseguenze di un fulmine possono essere le
ustioni e larresto cardiaco. E quindi indispensabile chiamare subito unambulanza e nel
frattempo cercare di prestare soccorso se si in grado di farlo. Poich la persona colpita
da un fulmine non pi carica elettricamente.

cultura IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.33

PICCOLI MAESTRI, UN SUCCESSO



Venezia - L'anno scolastico 2013-2014 ha visto nascere e svilupparsi un'iniziativa dedicata
alla promozione della lettura da parte degli autori (scrittori e illustratori) veneziani in
collaborazione con l'Ufficio scolastico territoriale di Venezia. L'intento era quello di portare
anche a Venezia un'idea di Elena Stancanelli e gi sperimentata a Roma con buon
successo: la scuola di lettura per ragazzi Piccoli maestri, per offrire agli studenti la
possibilit di avvicinarsi a un libro, classico o no, una gemma del passato o del presente,
con la guida di qualcuno che lo ha molto amato e che lo porta in una classe, ne legge dei
brani, comincia a raccontarlo, incuriosendo i ragazzi, instillando in loro il desiderio di
continuare da soli, anche per vedere come va a finire. Nessuna conferenza, nessun
compito da svolgere a casa: solo un incontro insieme a chi lavora con le storie, per
farsene affascinare. Lo scopo era di lasciare i ragazzi con lacquolina in bocca, la voglia di
andare a cercare quel libro, di leggerlo. L'iniziativa stata pubblicata nel blog
http://piccolimaestrivenezia.wordpress.com dove si poteva consultare il catalogo delle
proposte di lettura ed stata anche pubblicizzata attraverso canali istituzionali in modo
capillare in tutte le scuole del Comune di Venezia, grazie al dirigente dell Ufficio scolastico
territoriale di Venezia, dott. Domenico Martino e alla prof. ssa Marina Nostran, che hanno
da subito dimostrato entusiastico sostegno al progetto, inserendolo nel programma delle
attivit di Lettura pensata. Questo primo anno, sperimentale, si concluso con un
bilancio nettamente positivo. La risposta delle scuole andata oltre ogni pi rosea
previsione: sedici autori (tra i venti che si erano dati disponibili) sono stati invitati in una
trentina di scuole tra Venezia centro storico, Lido, Mestre e Marghera, con una prevalenza
tra le scuole primarie, ma hanno colto l'occasione anche le scuole secondarie di primo e di
secondo grado. Una cinquantina gli incontri, per una settantina di classi. Un impegno
notevole, quindi, anche perch si trattato di volontariato e quindi di un'attivit totalmente
gratuita per le scuole. La disponibilit iniziale di offrire quattro o cinque incontri per ciascun
autore, in corso d'opera si estesa fin quasi al doppio, per non scontentare nessuno ma
anche perch ogni autore ha vissuto un'esperienza intensa e coinvolgente, uno scambio
vivacissimo tra chi raccontava e chi ascoltava, un silenzio attento e partecipe, spesso
interrotto da domande, commenti, curiosit, che hanno reso ogni incontro diverso e ricco
di stimoli, non solo per gli studenti, ma anche per gli autori. Il dialogo spesso continuato
anche dopo l'incontro: molti insegnati, entusiasti, hanno scritto all'autore raccontando i
commenti dei ragazzi, il loro desiderio di cercare il libro di cui si era parlato per leggerlo, e
questa stata la soddisfazione maggiore, il segnale che l'obiettivo era stato raggiunto. I
Piccoli maestri veneziani si sono costituiti come gruppo in seguito alla mobilitazione degli
autori veneziani, nellaprile 2013, che si sono adoperati a favore delle librerie cittadine in
difficolt.
arte IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.34

99 DISEGNI DEDICATI AI RAGAZZI DEL 99



Cartolina "Ragazzi del '99" di Beltrame dal sito difesa.it (a solo scopo illustrativo, non esposta alla mostra)
Mostra di Furio Ferronato presso la Loggetta del Municipio di Bassano del Grappa

Con 99 Disegni dedicati ai Ragazzi del 99, Furio Ferronato ha voluto esplorare con una
vena di satira ed amara ironia, vari aspetti che latroce conflitto tra popoli fratelli ha
prodotto un secolo fa.

Lautore tuttaltro che irriverente verso il sacrificio di migliaia e migliaia di soldati e civili,
ma ha voluto invece rifarsi ai vari giornalini di trincea che circolavano allora fra le truppe,
con vignette che si burlavano del nemico o mettevano in chiave umoristica personaggi e
piccoli episodi quotidiani, con lo scopo principale di sollevare per qualche attimo lo spirito,
strappando magari un sorriso.

Il Comitato Celebrazioni Storiche nel Nome del Grappa 1918-2018, con la Citt di
Bassano del Grappa e la Regione del Veneto, propone questa rassegna di 99 scene,
quale marcia di avvicinamento e sensibilizzazione verso il Centenario e per rendere
omaggio al sacrificio dei Ragazzi del 99, ai quali la nostra Citt ha da tempo dedicato un
importante Parco.

Esposizione nella Loggetta del Municipio di Bassano fino a domenica 20 luglio. Chiuso il
luned, orario dalle 10,00 alle 12,30, dalle 16,00 alle 18,30.
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A VICENZA LE ALLEGORIE DI VERONESE




Evento storico: Ritrovate e riunite al Palladio Museum quattro Allegorie di Paolo Veronese
disperse nei secoli

Il Palladio Museum di Vicenza partecipa, con lUniversit di Padova, alle celebrazioni
veronesiane previste da luglio in tutto il Veneto con una proposta che ha caratteristiche di
assoluta eccezionalit.

In collaborazione con il Consorzio La Venaria Reale, presenta infatti quattro meravigliose
tele di Paolo Veronese appartenute probabilmente a un palazzo pubblico veneziano e
disperse gi in epoca antica. I dipinti facevano parte di un ciclo documentato da modeste
copie, tra cui le quattro oggi al Muse des Beaux-Arts di Chartres. Nel 1974 due delle
quattro tele originali, emerse all'improvviso sul mercato antiquario, furono acquistate dal
Los Angeles County Museum of Art. Le due ancora mancanti all'appello sono state
scoperte nei mesi scorsi in una villa di propriet pubblica sul Lago Maggiore.
L'eccezionale ritrovamento dovuto al lavoro scientifico nelle universit di Milano e di
Padova dei docenti Giovanni Agosti, J acopo Stoppa e Vittoria Romani e della giovane
studentessa Cristina Moro. stata questultima, impegnata in una tesi guidata da Agosti
sulla collezione di Villa San Remigio a Verbania Pallanza, a porre interrogativi su due tele
arte IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.36

genericamente definite come


veronesianepatrimonio della dimora, con un
valore venale stimato, laltro anno, appena
settemila euro. Si tratta invece di due splendidi
originali di mano del maestro e non certo opere di
bottega.

Nonostante i tempi ristrettissimi, l'eccezionalit
dell'occasione ha convinto il Los Angeles County
Museum of Art a concedere in prestito al Palladio
Museum i propri due dipinti, per affiancarli alle due
nuove scoperte. I quattro capolavori, di dimensioni
imponenti (circa 200 per 110 centimetri), raffigurano
tutti figure allegoriche: tre sapienti antichi con in
mano strumenti per la misurazione della terra e del
cielo, e una donna, allegoria della Scultura. Le tele
ornavano un palazzo pubblico veneziano, e furono
realizzate intorno al 1553 in un momento cruciale
nell'attivit del giovane Veronese, quando - poco
pi che ventenne - entra in contatto con Palladio e
Daniele Barbaro. Con essi, negli anni a seguire,
sar protagonista della creazione di una delle pi
stupefacenti imprese architettoniche e decorative
del Cinquecento veneto: la Villa Barbaro di Maser.
Da tempo stiamo lavorando su Palladio e
Veronese - dichiara Guido Beltramini, direttore del
Palladio Museum - due artisti legati da un rapporto
strettissimo fatto di amicizie comuni e committenze
intrecciate. Per questo abbiamo proposto a La Venaria
Reale di condividere un progetto espositivo esponendo in
casa di Palladio i Veronese ritrovati, in parallelo alla grande
mostra su Paolo Veronese che la Direzione Musei di Paola
Marini ha allestito a Verona nel Palazzo della Gran Guardia
insieme alla National Gallery di Londra.

Le tele di Verbania infatti, per iniziativa della Reggia di
Venaria e della Regione Piemonte, oggi proprietaria di Villa
San Remigio, sono state poste in restauro presso il Centro
Conservazione e Restauro La Venaria Reale annesso al
complesso della Reggia.

"Abbiamo aderito volentieri - dichiara Alberto Vanelli,
direttore del Consorzio La Venaria Reale - al progetto
espositivo del Palladio Museum, che contiamo di replicare
alla Reggia di Venaria. In questo modo i dipinti potranno
essere confrontati con le altre opere di Veronese giunte da
Europa e Stati Uniti per essere studiate a fondo e
comprese".
arte IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.37


La mostra, curata da
Giovanni Agosti, Guido
Beltramini e Vittoria
Romani, accanto alle tele
veronesiane ricostruir
quanto possibile
raccontare della storia
collezionistica dei due
dipinti ritrovati a Verbania
Pallanza. Esse pervennero
nella celebre Villa San
Remigio, costruita in
occasione del matrimonio
che nel 1896 coron la
contrastata storia damore
fra il marchese partenopeo
Silvio della Valle di
Casanova e Sophie
Browne, pittrice e scultrice
di origini irlandesi. I due,
che erano cugini,
raccolsero nella villa una
straordinaria collezione
d'arte e la circondarono con
un complesso di giardini
tematici affacciati sul lago
Maggiore, di sapore
romantico e passatista, che
attrasse personaggi come
Umberto Boccioni e
Bernard Berenson. Per
evocare tale contesto in
mostra a Vicenza, accanto
a preziose immagini
d'epoca, saranno presentati
due splendidi dipinti che
Umberto Boccioni realizz
durante il soggiorno in Villa
San Remigio: il
"Paesaggio" e il
"Paesaggio (con montagne
e lago)", entrambi del 1916,
oggi di propriet privata.

Il catalogo della mostra, a cura di Vittoria Romani (Universit di Padova), raccoglie scritti di
Romani, Xavier Salomon, Cristina Moro, Carlotta Crosera, ed edito da Officina Libraria.

Info: www.palladiomuseum.org
musica IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.38


FABIO POLI INCONTRA LUCIO BATTISTI


Il cantautore veneziano Fabio Poli, nel suo nuovo singolo, si cimenta con un classico di
Lucio Battisti: Non Francesca, gi interpretata nel lontano 1967 dai Balordi. Si tratta di
una versione completamente riarrangiata che vede il featuring del chitarrista/produttore
Marco Gabrielli. Spiega Fabio Poli: Abbiamo completamente de-costruito la versione di
Battisti, cambiando la tonalit, gli accordi, cercando di mantenere grossomodo la melodia
originale. E cos suona minimalista, anche se ci sono tantissime chitarre, con unatmosfera
dark ed unintenzione rock che la fa sembrare sempre sul punto di esplodere, quando
invece rimane l, sprofondata nella sua ossessione. Il brano accompagnato da un
videoclip dautore, che vede come protagonista il noto fumettista Stefano Tamiazzo,
autore anche della copertina.

Aspettando la pubblicazione del nuovo album nel 2015, il cd del singolo, in uscita il 24
giugno, conterr anche un brano inedito intitolato Non piove pi. Restando in tema
vintage, Fabio Poli, ha voluto recuperare una vecchia consuetudine, quando i dischi in
vinile avevano due lati. Non piove pi - spiega Fabio Poli - stata unidea nata allultimo
momento, da una riflessione sul fatto che i vecchi 45 giri di un tempo avevano sempre una
seconda canzone nel lato B, a volte pi interessante della title track. Tenendo anche
presente che la stessa Non Francesca nella versione originale era il lato B di
Unavventura. Per cui, ho preso questa mia canzone ancora inedita che sarebbe dovuta
finire nel nuovo album, una chicca per i fan
musica IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.39


Intervista raccolta dal giornalista Francesco Verni:

Francesco Verni: Com nata lidea di questo singolo?

Fabio Poli: In realt, non era prevista alcuna mia uscita discografica per questanno, visto
che sono concentrato sulla composizione delle canzoni per un nuovo album che sar
pubblicato nel 2015. Invece, qualche mese fa, vengo contattato, tramite un mio ex
manager, da J eff Aliprandi che mi invita a partecipare alla compilation Riflessi di Lucio,
arrivata al quarto volume, riarrangiando una cover di Lucio Battisti. Ho preso, come si suol
dire, la palla al balzo, perch, oltre al mio amore smisurato per le canzoni di Battisti, che
suono praticamente a tutti i miei concerti, c una canzone, presente nel mio primo EP,
intitolata Francesca lasciami dormire legata a doppio filo con la pi famosa battistiana
Non Francesca e quindi, la possibilit di farne una mia versione, mi sembrava una
scelta artistica interessante .

Come ti sei approcciato a questo classico della canzone italiana?

Avevo gi in repertorio questo brano da molti anni, e quindi, inizialmente, lidea era
semplicemente quella di riprodurre in studio la versione che solitamente eseguo con la
band. Per la comodit spesso nemica dellarte, e vuoi perch ero particolarmente
preso dalla composizione di brani nuovi, vuoi perch, non dovendo realmente scrivere
alcun nuovo arrangiamento, ero poco stimolato, lidea si trascinata per mesi, senza che
venisse incisa una nota. A pochi giorni dalla data prestabilita per la consegna del pezzo,
parlandone con lamico chitarrista e produttore Marco Gabrielli, mi venuta lidea di
ripartire da zero. E cos ho fatto avere a Marco una versione chitarra e voce sulla quale lui,
in una lunga nottata, ha costruito un arrangiamento meraviglioso.

Quali sono le differenze principali tra la vostra versione e quella di Battisti?

Abbiamo completamente de-costruito la versione di Battisti, cambiando la tonalit, gli
accordi, cercando di mantenere grossomodo la melodia originale. E cos suona
minimalista, anche se ci sono tantissime chitarre, con unatmosfera dark ed unintenzione
rock che la fa sembrare sempre sul punto di esplodere, quando invece rimane l,
sprofondata nella sua ossessione. Lho sentita cos adatta al discorso che volevo fare, di
raccordo con la mia produzione, che ho inciso la voce in pochissimi take. Il mix definitivo
labbiamo fatto con Francesco Franz Fabiano, pochi giorni dopo. E da qui partita
quellonda positiva che io e Marco abbiamo ribattezzato col nome, censurato, di
produzione fortunata.

Che cosa intendi per produzione fortunata ?

Dopo aver avuto tra le mani il master, mi sono sentito cos rappresentato da un punto di
vista artistico che ho deciso di uscire, oltre che nella compilation, anche come singolo. Per
cui abbiamo iniziato a lavorare su un planning che comprendesse produzione di un
videoclip, realizzazione grafica della copertina e la presenza di una b-side: ogni volta che
affrontavamo uno step, arrivava un colpo di fortuna che incastrava tutto perfettamente.

Andando con ordine, parlaci del videoclip di Non Francesca .
musica IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.40


Partendo dal presupposto che sono molto legato a tutti i miei collaboratori, perch metto
la faccia su idee in cui magari do uno spunto ma che vengono realizzate e migliorate
grazie alle loro competenze, volevo assolutamente che il video venisse diretto da Matteo
Battellino di Atelier n. 33, che aveva gi realizzato per me Bravi tutti, sul quale sono
pronto a scommettere in un futuro importante. Cos ci siamo trovati ed abbiamo iniziato
una seduta di brainstorming mandando in loop la canzone, finch, dal nulla, come sempre
accade, tra tante frasi senza senso, uscita lidea definitiva. Noi cerchiamo sempre,
anche nel ristretto tempo di una canzone, di raccontare delle storie, dando un ulteriore
piano di lettura al testo. I video di maniera o didascalici non ci sono mai interessati, ed in
questo caso mi sembrava ancor pi necessario, visto il testo di Mogol. Ci siamo quindi
concentrati, pi che sul tradimento in s, sullossessione del protagonista, che abbiamo
immaginato potesse essere un disegnatore, tormentato da una sua creazione artistica,
lasciando trasparire questa ambiguit per la quale non si possa stabilire con certezza se
questa Francesca sia una persona reale o un parto della sua mente.

Un video quindi che si stacca completamente dalla tua tradizione di clip ironici

Questa stata unaltra scommessa: essere credibile anche in un contesto serio. Come
quel giullare che per una volta si mette a fare un discorso responsabile . Devo poi
ringraziare il vero protagonista del video che il famoso fumettista nonch direttore della
Scuola Internazionale di Comics di Padova, Stefano Tamiazzo. Se la sua capacit di
disegnatore chiaramente assodata, la sua verve di attore stata per tutti una piacevole
scoperta. A proposito di produzione fortunata, i ritratti originali ripresi nel video, per sua
gentile concessione, sono stati utilizzati per la copertina del cd. Per cui devo dirti che il suo
apporto stato determinante. Citerei anche la modella Hlen che, dopo aver fatto
linfermiera sexy in Bravi tutti e la bad girl nel servizio fotografico uscito su Max, questa
volta ha affrontato con successo il ruolo di sensuale lolita.

Nel singolo ci sar anche una tua b-side?

E stata unidea nata allultimo momento, da una riflessione sul fatto che i vecchi 45 giri di
un tempo avevano sempre una seconda canzone nel lato B, a volte pi interessante della
title track. Tenendo anche presente che la stessa Non Francesca era il lato B di
Unavventura. Per cui, ho preso una mia canzone ancora inedita che sarebbe dovuta
finire nel nuovo album, una chicca per i fan che si intitola Non piove pi, e labbiamo
realizzata, anche in questo caso, in brevissimo tempo e, anche in questo caso, la fortuna
non ci ha abbandonato. Abbiamo utilizzato diversi studi, partendo dal mio casalingo in cui
ho preparato il demo; Marco Gabrielli ha poi realizzato le chitarre elettriche nel suo studio
a Verona,mentre Sandro Fusati ha inciso le parti di batteria da Berlino e Loris Peltrera ha
inciso il basso, nella stessa session in cui ho fatto le voci definitive in studio da Francesco
Fabiano. Per quanto mi riguarda, oltre ad aver arrangiato la canzone, ho suonato un po di
tutto, dalle chitarre acustiche alle tastiere, al piano e mi sono permesso di aggiungere una
chitarra elettrica funzionale a quelle bellissime fatte da Marco.

Di cosa parla questa canzone?

Ha avuto una nascita molto strana, nel senso che si imposta mentre ero alla prese con
la composizione di un brano rock ironico che, tra laltro, sar un pezzo portante del mio >>
musica IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.41




nuovo album. Stavo valutando la possibilit di inserire un'ulteriore parte musicale che in
gergo si chiama special provando alla chitarra varie soluzioni. E cos, per caso,
canticchiando, uscito linciso fatto e finito di Non piove pi che non c'entrava niente con
quello che dovevo fare. Cos ho messo da parte il pezzo rock e mi sono lasciato andare su
questa nuova melodia. Nel giro di mezza giornata avevo finito la canzone. Il messaggio
che volevo dare che anche negli eventi personali difficili, negli allontanamenti, nelle
storie damore finite, passato il giusto tempo, rimane sempre un seme di felicit che
contribuisce a farci essere quello che siamo. Un po' come ne La quiete dopo la
tempesta di Giacomo Leopardi. Anni ed anni dopo la tempesta. ovviamente!!!.

Immagino che tu abbia pensato al fatto che nello stesso cd coesistano un classico
della storia della musica ed una tua canzone...

Ho realizzato questa cosa quando ho richiesto la licenza alla Siae per poter pubblicare il
cd, che deve essere corredata da una lista dettagliata delle canzoni comprensiva di autori
ed editori . Quando ho guardato quel foglio mi sono accorto che nella prima canzone
cerano i nomi di Battisti e Mogol e nella seconda cera il mio. E una di quelle cose a cui,
quando da ragazzino inizi a suonare, non penseresti mai.

Questo singolo che vita avr?

Ci sar una tiratura limitata in cd per collezionisti, anche perch poi Non Francesca
uscir nella compilation Riflessi di Lucio vol. 4, ed invece sar disponibile in tutte le
piattaforme digitali da itunes, amazon, spotify, deezer a partire dal 24 giugno.
Artisticamente parlando avr la vita di un vero e proprio singolo, nel senso che ci sar un
video, una promozione su giornali, radio e tv . Non piove pi la ritengo invece una
canzone da fine estate, con questo arrangiamento etereo e vagamente springsteeniano
alla Im on fire, per cui, vedremo quando sar il momento, in che modo valorizzarla a
dovere. Tanto labbiamo capito che una produzione fortunata!.

Sito internet di Fabio Poli: www.fabiopoli.com
televisione IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.42

JACOPO VS ALEX, ESPERIENZE E PASSIONI





Intervista di Francesca Monti con Alex Belli

E un attore affascinante e molto apprezzato dal pubblico, uno dei protagonisti della soap
di Canale 5 Centovetrine, in cui interpreta J acopo Castelli, in passato ha lavorato come
modello e nel 2012 ha partecipato a Ballando con le stelle. Lui Alex Belli, e in questa
intervista che ci ha gentilmente concesso, ci ha parlato della sua passione per la musica e
per i cavalli, dei suoi progetti e degli sviluppi che avr il suo personaggio nelle prossime
puntate di Centovetrine.

Alex, in Centovetrine interpreti Jacopo Castelli. Che cosa ti piace di pi di questo
personaggio?

J acopo Castelli, figlio adottivo di Sebastian Castelli, un personaggio molto complesso
direi Giunge a Torino per le sue spiccate doti dingegneria e da l in poi si innesca un
meccanismo attraverso cui iniziano a venir fuori varie sfaccettature del personaggio.
Questa paternit mancata infatti, essendosi J acopo affermato da solo, uno dei punti
chiave del personaggio che in modo voluto o a volte involontario finisce per fargli seguire
le orme del padre adottivo tra cui primeggia sicuramente la fame per il potere, a poco a
poco assottigliatosi, ma soprattutto lamore per la famiglia Credo sia questo ci che pi
apprezzo del personaggio.

televisione IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.43



C qualche tratto di Jacopo che ti assomiglia?

Siamo due persone completamente diverse, J acopo un uomo daffari in qualche modo,
preciso, ordinato, cinico, e a volte con profondi dubbi interiori Io invece sono una
persona che vive alla giornata, un po lunatico e poco ordinato, ma se c un tratto in
comune indubbiamente lamore per la famiglia di cui si parlava prima e il buon cuore.

Puoi anticiparci qualcosa riguardo gli sviluppi che avr il tuo personaggio nelle
prossime puntate della soap?

J acopo ha da poco appreso lidentit del vero padre, che tramava in incognito ai danni del
gruppo Ferri e di Sebastian, restandone scosso, essendosi innamorato tra laltro di
Fiamma, la figlia adottiva di questo Il nostro ingegnere ha comunque passato molti
momenti difficili sin dal suo arrivo a Torino e cos, anche questa volta, riuscir ad uscirne
fuori pi forte di prima, con lamore di Fiamma che si vedr ripulito dagli inganni e nuove
lotte per il potere

Com nata la tua passione per la recitazione?

La mia passione da sempre stata la musica, una fra le pi grandi forme darte, e ho
sempre sentito il bisogno di esprimermi attraverso di essa e soprattutto di creare arte Un
giorno, casualmente, ho avuto modo di incontrare la coach Fioretta Mari, che ancora
ringrazio, appena mi vide ha scorso in me un qualcosa che lha portata a dire Perch non
intraprendi questa strada? e da l in poi, iniziando con un primo debutto a teatro con La
televisione IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.44



surprise de lamour, passando per vari spot pubblicitari tra cui il galeotto spot della 3 con
Claudia Gerini, giungendo infine al prodotto attuale in cui lavoro da ormai ben 5 anni,
ovvero Centovetrine, sempre stato un crescendo che mha portato ad amare sempre pi
questaltra arte e soprattutto a provare sempre a migliorarsi, daltronde lessere umano
non smette mai di imparare

Hai studiato al Conservatorio di Parma specializzandoti poi in musica rock, pop e
contemporanea. Che genere di musica ti piace suonare e ascoltare?

Sono cresciuto con la musica rock, partendo da un grande Ligabue nostrano giungendo
ad un fantastico J imi Hendrix, ma non sono limitato esclusivamente a questa. Posso dire
che ascolto i pi svariati generi, sia musica italiana che estera senza pregiudizi ideologici
televisione IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.45

musicali. Ogni musica infatti


racchiude unemozione, dei
messaggi, ed sempre
interessante andare a riviverle e
interpretarle.

Poi hai lavorato in radio e
successivamente come
modello, sono esperienze che
rifaresti?

Credo che ogni esperienza
lasci un qualcosa, dei segni,
nella propria vita e tutto torna
sempre utile Rifarei
indubbiamente queste
esperienze, daltronde anche
tramite queste che sono
cresciuto e diventato luomo
che sono ora Lavorare come
modello ad esempio, essendo
un tipo di lavoro molto
dinamico, mi ha abituato ai ritmi
frenetici quali possono essere
anche i tempi di ripresa sul set,
ma un qualcosa che torna
utile anche in molti altri ambienti
che mi capita di affrontare.

La tua famiglia si occupa di
allevare e addestrare cavalli.
Quella per i cavalli una
passione che hai mantenuto
anche adesso che fai lattore?

La passione per i cavalli, come per la musica, un qualcosa che c e ci sar sempre.
Quando riesco stacco da tutto il mondo caotico che ci circonda per immergermi in quel che
la natura Il contatto con questi animali, infatti, va al di l del contatto fisico. Il ritrovarsi
in armonia con la natura e in sintonia con lanimale credo sia una delle sensazioni pi
belle, un ottimo modo per ripulire la mente e trovare un po di relax.

Quali sono i tuoi hobby nel tempo libero?

Oltre la musica e la passione per i cavalli, uno dei miei hobby, ma anche seconda vita
lavorativa, la fotografia. E da ormai qualche anno che ho uno studio fotografico ed
essendo la foto unaltra forma darte sta diventando anche questa una parte sempre pi
fondamentale della mia vita artistica. Per chi fosse interessato nel vedere alcune mie
produzioni degli ultimi cinque anni, sono reperibili presso il sito www.axbproduction.com.
televisione IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.46



Nel 2012 hai preso parte a Ballando con le stelle . Cosa ti ha lasciato questa
esperienza?

Anche lesperienza di Ballando con le stelle, come le altre, un qualcosa da cui ho
imparato del nuovo. Data la mia altezza, stato un ottimo modo per conoscere meglio il
mio corpo che era totalmente sconnesso dalla musica, sebbene non lo fosse mentalmente
parlando Oltre a ci sicuramente stato anche un modo per sentire ancor pi laffetto
del pubblico, che era gi forte, e vivere dei nuovi rapporti Tra i quali ricordo con piacere
una persona che ci ha da poco lasciati, Stefano Campagna, con cui ho condiviso dei bei
momenti Quindi posso solo ringraziare Milly Carlucci per loccasione che mha dato.

In quali progetti ti vedremo prossimamente?

Lavorando in un contesto come quello di Centovetrine difficile fare altri progetti dato che
occupa quasi tutto il tuo tempo Ultimamente comunque produciamo la serie nellarco di
6 mesi, molto pieni, e abbiamo modo di dedicarci ad altro. Un esempio quello dell Alex
Belli Live, uno spettacolo musicale dal vivo della durata di unora, che ho preparato
insieme ad una band che ho scelto e iniziato a portare in giro per lItalia finora con molto
entusiasmo da parte del pubblico. Oltre a questo sar molto presente anche la fotografia e
altri progetti che sono alle porte.

Foto: dal sito e dalla pagina facebook di Alex Belli
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TV, TEATRO, REGIA E SAN FRANCESCO





Intervista di Francesca Monti con Aron Marzetti


E un attore dal grande fascino e talento, dal 2011 fa parte del cast della soap
Centovetrine, in cui interpreta Brando Salani, anche un regista e nel 2007 ha diretto lo
spettacolo teatrale Donne in sorpasso...forse!. Il protagonista della nostra intervista
Aron Marzetti, che ci ha parlato degli sviluppi futuri che avr il suo personaggio, di come si
avvicinato alla recitazione, degli studi allAccademia del Circo e del desiderio di
interpretare un ruolo profondo, come ad esempio San Francesco.

Aron, nella soap Centovetrine interpreti Brando Salani. Cosa ti ha convinto ad
accettare questo ruolo?

Ho accettato questo ruolo perch Brando un uomo legato alla terra e poi credo che,
allinterno di Centovetrine, sia un personaggio piuttosto reale, che esce un po dal nucleo
centrale delle storie di business e gestione aziendale di tanti altri personaggi. Per cui mi
sembrava qualcosa di nuovo allinterno della soap che stiamo girando. E un uomo dai
sani principi, tendenzialmente positivo, che non si fa abbattere da niente, un vero uomo,
come ce ne dovrebbero essere di pi in giro e da cui imparare.
televisione IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.48



C qualche tratto che ti accomuna a Brando?

Siamo due lavoratori, due impulsivi, due uomini dai sani principi, questo credo che ci
accomuni.

Puoi anticiparci qualcosa riguardo agli sviluppi che avr il tuo personaggio nelle
prossime puntate di Centovetrine?

Dal 25 agosto torneremo ad essere in onda, adesso ci sar uno stacco di qualche mese
per la pausa estiva, come tutti gli anni. Nelle puntate che vedrete a settembre, ci sar un
riavvicinamento con Viola e la ricerca di un nucleo famigliare pi solido e anche allargato.
Cercheremo di avere un figlio e ci sar una bella storia

Come ti sei avvicinato alla recitazione?

Fin da bambino giravo i palcoscenici dei grandi villaggi turistici, perci stata una cosa
piuttosto naturale. Mi sempre piaciuto recitare, mi ha sempre emozionato. Fin da piccolo
mi ha incuriosito il teatro, che consideravo allora e considero ancora adesso come un
gioco, perch mi diverto a recitare.

Hai studiato anche allAccademia Nazionale del Circo di Cesenatico. Fai ancora
qualche spettacolo di clowneria?


televisione IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.49

Fino a qualche anno facevo teatro e portavo avanti un


discorso di spettacoli miei per famiglie, per adulti, facevo
da regista per altre persone, per altre compagnie, e a
volte anchio salivo sul palcoscenico come performer.
Negli ultimi anni la televisione mi ha rapito totalmente,
perci ho dovuto abbandonare. Non ti nego che come
tutti i lavori molto duro e difficile, per a volte mi manca,
perch lavorare come clown oltre ad essere divertente,
mi permetteva di rompere tante barriere, cosa che oggi
non mi possibile. Dopo lAccademia dei Filodrammatici,
ho deciso di seguire questa strada e mi sono iscritto
allAccademia Nazionale del Circo di Cesenatico, lho
seguita per qualche mese e poi partito un percorso da
performer, parallelo al teatro.

Nel 2007 hai messo in scena a teatro Donne in
sorpassoforse , in cui eri sia attore che regista. Ti
piacerebbe ripetere questa esperienza dietro la
macchina da presa?

Sicuramente. Come regista ho qualche progetto in cantiere, appena avr un po pi di
tempo libero. Mi piacerebbe fare un passaggio ulteriore, come regista di cortometraggi, o
qualche cosa di pi impegnativo, visto che adesso le tecniche cinematografiche mi
appartengono. Vorrei provare a portare la mia esperienza di regista teatrale in qualche
altro campo.

C un ruolo che vorresti interpretare a teatro, al cinema o in una fiction?

A me piacciono i film di azione, nel senso che sono una persona molto fisica e mi butto
totalmente nelle scene di azione, perci mi piacerebbe fare un action movie o una fiction
impegnativa. Ci sono diversi ruoli che mi piacerebbe interpretare, ad esempio un
personaggio profondo come San Francesco, perch nella sua storia c lazione che
ritroviamo in un primo periodo giovanile di bagordi nel suo paese, con la sua compagnia,
poi c un periodo di missione in guerra, il ritorno nella sua terra, ci sono diverse situazioni
che mi piacerebbe esplorare. E poi c una spiritualit molto grande.

Se non avessi fatto lattore cosa avresti voluto fare?

Mi sarebbe piaciuto fare il missionario, non so se poi lavrei fatto, per dentro ho sempre
sentito questa cosa. Poi ho dato il massimo per cercare di realizzare questa strada di
diventare attore e ci sono riuscito.

Quali progetti hai in programma per il futuro?

Al momento ho diversi progetti in cantiere, ma ho scoperto che la televisione e il cinema
hanno dei tempi veramente lunghi, per cui al momento non posso svelare niente.
Speriamo che si concretizzino al pi presto e ti possa chiamare e dire: Ci siamo. E partito
questo progetto.
sport IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.50

FESTA PER I 100 ANNI DEL CONI




I festeggiamenti per i 100 anni della nascita del CONI (Comitato Olimpico Nazionale
Italiano) hanno preso il via domenica al Foro Italico di Roma dove si sono dati
appuntamento bambini e associazioni sportive, per poi proseguire luned pomeriggio con
larrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato dal presidente
del Senato Pietro Grasso, che ha incontrato i campioni italiani dello sport del passato e del
presente. Una grande festa conclusa con il passaggio delle meravigliose frecce tricolori e
con la serata evento andata in onda ieri sera su RaiUno. Una splendida serata allinsegna
dello sport, condotta da Paolo Bonolis, dal titolo Lo spettacolo dello sport.

Allevento hanno preso parte tantissimi campioni olimpici che hanno reso grande lItalia e
portato in alto il tricolore nel mondo attraverso le loro grandi imprese: da Federica
Pellegrini e Filippo Magnini a Nino Benvenuti, da Alessandra Sensini a Livio Berruti, da
Novella Calligaris a Roberto Cammarelle, dal Settebello al Setterosa che hanno trionfato
nella pallanuoto in varie edizioni olimpiche, da Diana Bianchedi a Max Rosolino, da
Stefano Baldini a J ury Chechi, da Alberto Tomba a Sara Simeoni, questi ultimi due
nominati rispettivamente atleta maschile e femminile del secolo. La serata si aperta con
lingresso di alcuni sportivi del recente passato, che tenevano per mano dei bambini, come
in una sorta di passaggio di testimone alle generazioni future. Paolo Bonolis ha ripercorso
gli ultimi 100 anni della storia sportiva italiana, attraverso immagini, filmati e testimonianze,
sport IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.51



rievocando emozioni e momenti indimenticabili come le
vittorie di Pietro Mennea o il sacrificio del ginnasta Franco
Menichelli, che nonostante un tendine dAchille lesionato
decise di partecipare ugualmente alle Olimpiadi di
Messico 68 per aiutare la Nazionale italiana.

Successi e giornate speciali rivissute attraverso i racconti
dei protagonisti di scherma, pallavolo, atletica, nuoto,
basket e tanti altri sport, ma anche attraverso la presenza
di volti noti del mondo del cinema e dello spettacolo come
Giorgio Pasotti, Claudio Santamaria e Cristiana Capotondi
che hanno letto e interpretato alcune tra le pi famose
imprese olimpiche. Hanno preso parte
alla serata anche due grandi cantanti
della musica italiana, Andrea Bocelli e
Gianni Morandi, sportivo doc e uno
dei padri fondatori della Nazionale
Italiana Cantanti. Al termine della
serata, il Presidente del CONI Malag
ha ringraziato tutti gli atleti e le Federazioni sportive, ricordando limportanza dello sport e
augurando ai giovani di poter raggiungere straordinari risultati come hanno fatto i campioni
che li hanno preceduti. (f.m.)
sport contro la violenza IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.52

WALL OF DOLLS CONTRO LA VIOLENZA


di Francesca Monti

Milano - Cera anche Giusy
Versace questo pomeriggio
(21 giugno, ndr) al Centro
Culturale di via De Amicis a
Milano, per Wall of Dolls - il
muro di bambole contro la
violenza sulle donne,
vernissage organizzato e
promosso dalla cantante J o
Squillo, in occasione
dellapertura di Milano Moda
Uomo.

Centinaia di bambole portate
dai cittadini di Milano e
appese sul muro esterno al
Centro Culturale e bambole
create ad hoc da stilisti,
attrici, scrittrici e associazioni. Bambole che rappresentano la femminilit violata e lanciano
un forte messaggio: basta alla violenza sulle
donne, costruiamo un muro contro la violenza e
abbattiamo quello del silenzio e dellomert.

Tra queste, cera anche la bambola di Giusy
Versace: capelli neri, canotta e fuseaux da gara e
protesi da corsa tempestate da cristalli Swarovsky.
Realizzata dall'azienda Magia2000, la bambola,
che raffigura la Versace in versione atleta
paralimpica, stata esposta allinterno del Centro
assieme alle diverse altre bambole realizzate per
le varie celebrities presenti.

Sono felice di essere qui oggi - ha detto la
Versace - perch il messaggio davvero
importante. Mi unisco quindi con gioia a questa
nobile causa e apprezzo moltissimo limpegno
della mia amica Jo Squillo. Anchio, nel mio
piccolo, ogni giorno cerco di abbattere il muro
dellindifferenza e a maggior ragione sposo
appieno questa causa, nella speranza che
davvero possa cambiare qualcosa.

sport IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.53

BRASILE 2014: DELUSIONE AZZURRA




Finisce nel modo peggiore lavventura dellItalia ai Mondiali di Brasile 2014. A Natal, gli
azzurri hanno perso 1-0 con lUruguay e sono stati eliminati. La Nazionale ad inizio partita
andata subito al tiro con una punizione di Pirlo e una conclusione al volo di Immobile.
Nel finale di primo tempo, Buffon ha compiuto un duplice intervento, chiudendo su Suarez
e salvando la porta su Lodeiro.

Nella ripresa, Prandelli ha inserito Parolo al posto di Balotelli, che era stato ammonito nella
prima frazione di gioco. Poi al 14 lepisodio chiave del match, larbitro messicano
Rodriguez ha espulso Marchisio, decisione ingiusta in quanto il rosso diretto sembrato
esagerato. In inferiorit numerica, lItalia ha sofferto il pressing dellUruguay e ancora
Buffon stato decisivo al 21 su Suarez.

Il ct azzurro ha inserito Cassano al posto di Immobile e alla mezzora ha mandato in campo
Thiago Motta per Verratti, infortunatosi dopo uno scontro. Nel finale di partita, Suarez ha
morso Chiellini sulla spalla ma non stato nemmeno ammonito, poi al 37 la beffa con il
gol di Godin, su colpo di testa, che ha spento le speranze italiane.

Agli ottavi passano il Costarica, che ha pareggiato 0-0 contro l'Inghilterra, come prima del
girone e l'Uruguay come seconda: le due squadre incontreranno rispettivamente la prima e
la seconda del Girone C. L'Italia torna a casa con la seconda eliminazione consecutiva in
un Mondiale dopo la fase iniziale.
sport IL POPOLO VENETO N.14/2014 PAG.54



Adesso partiranno le critiche e i processi, si parler di fallimento della spedizione italiana,
visto che gi prima della partenza per il Brasile cerano stati commenti negativi verso la
Nazionale. Gli azzurri sono partiti bene con lInghilterra, ma poi hanno perso con la Costa
Rica, giocando male e quella stata la gara decisiva di questo Mondiale. Complici anche
alcune decisioni molto discutibili dellarbitro, siamo usciti sconfitti dal match con lUruguay,
ma sicuramente quando si perdono due partite su tre non ci si pu aggrappare soltanto
agli errori arbitrali. Alla nostra Nazionale sono mancati i campioni in grado di risolvere la
partita con una giocata, come fa Messi nellArgentina o Neymar nel Brasile.

Il problema del calcio italiano che mancano i vivai, piuttosto che far crescere e far
giocare in prima squadra i giovani italiani le societ vanno ad acquistare i giocatori
allestero e queste poi sono le conseguenze. Ed di pochi minuti fa la notizia delle
dimissioni del ct Cesare Prandelli e del Presidente della Figc Giancarlo Abete.

Obiettivamente non si possano attribuire tutte le colpe per la mancata qualificazione
allallenatore, che certo pu aver fatto scelte tattiche o tecniche che possono essere
ritenute giuste o sbagliate, ma come quando si vince tutti si prendono i meriti, cos quando
si perde giusto che tutti si prendano le proprie responsabilit.


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