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Rosi Braidotti

Filosofare a zig-zag: apologia pro opera sua


Introduzione
Colgo l occasione presentata dalle compagne di Diotima per riflettere e rispondere ad alcune
domande che illuminano tutto il mio percorso di pensiero e di azione. Ringrazio anche le amiche
per la cura e lattenzione che hanno riservato alla lettura dei testi scritti da filosofe e pensatrici
femministe. Questo paziente lavoro di riflessione mi da la sensazione di appartenere ad una
comunit che , pur essendo dispersa, molto vicina ed unita nella ricerca perenne di spazi di libert.
Questo testo ha una genesi complessa, che s intreccia con incontri e scambi avvenuti in vari
momenti e in luoghi molto diversi. Dal convegno in cui lo presentai la prima volta
1
, a scambi
epistolari e discussioni animate con le amiche e le studentesse. Alcuni pezzi vennero pubblicati
separatamente, in riviste come D!, "oi Donne, ma anche in #ebsites in $vizzera, in %landa e
altrove. &o considero un testo importante per me e un vero tentativo di spiegare come sono
avvenute certe svolte nel mio itinerario. $olo a posteriori possiamo dirci capace di cogliere la trama
dei sentieri intrecciati della propria esistenza.
$e vero che la scrittura si nutre di assenza, altrettanto vero che il mio pensiero un tentativo
' testardo e perenne ' di costituire dei legami, cio di far rete. $i potrebbe dire che si tratta di
costruire delle comunit, cio dei luoghi d incontro e di scambio. In Metamorfosi in particolare
costruito intorno ad una serie di dialoghi e scambi, a volte impliciti e a volte no, con le mie coetanee
ed i compagni. (o voluto in ogni modo scrivere a rete, come per mettere e tenere insieme posizioni
e momenti che sono sconnessi tra di loro e persone che sono sparse per il mondo.
&inda Alcoff
)
sottolinea *uestaspetto del mio lavoro+ un attivismo che si dedica a costruire
comunit reali e discorsive dentro e fuori , miei testi scritti, lasciando ampi spazi agli e
specialmente alle altre e *uindi provocando incontri molteplici e a catena. $aper trovare del
positivo anche in posizioni con le *uali una non sempre d accordo teoricamente un punto fisso
dalla mia etica professionale. - anche una strategia politica, che punta non solo a fare filosofia
insieme alle altre donne, e a teorizzare a partire da un s. che singolare perch. sostenuto da uno
sforzo collettivo, ma anche a attualizzare una certa visione del discorso. $e il discorso teorico infatti
funziona in un economia non/lineare, in modo eterogeneo e complesso, allora anche la resistenza
politica deve assumere *uesto stile a zig zag.
&e mie comunit o trib0 vasta e diasporica. Ci sono le compagne filosofe/ *uelle della mia et+
1utler, 2rosz, 2atens 3dalla mie fase australiana4 e *uelle della generazione precedente + (ara#a5 e
&lo5d. - poi ci sono i maestri di sempre+ Deleuze e ,rigara5, ma anche tanti altri. Ci sono le amiche
assenti e rimpiante perch. scomparse troppo presto+ 6ath5 Ac7er, Claire Duchen, 8eresa 1rennan,
"aomi $chor. - *uelle magari anche pi0 giovani che invece il male l hanno sconfitto e sono
andate avanti, come 9ac7ie $tace5. $ono molto fiera del modo in cui la mia generazione, che ha
fatto del cambiamento una *uestione etica, oltre che politica, ha saputo reinventarsi anche i rituali di
festeggiamento, come anche di lutto e di perdita definitiva. Questa dimensione simbolica mi pare di
particolare rilevanza, in *uanto cerca di collegare il lavoro di trasformazione politica del *uotidiano
alla ricerca di cambiamenti pi0 profondi, che toccano le strutture stesse della nostra soggettivit e
del nostro comune vivere.
:er far rete in maniera efficace, importante anche saper prendere ac*ua, e *uindi fidarsi di
strutture aperte, flessibili. Anche *uesto un modo per resistere al dogmatismo e preferire invece
spazi e zone di scambio e di transizione. :er tessere le mia rete oggi, ho deciso di adottare uno stile
;
<na prima versioone di *uesto testo stata presentata al Convegno della $ociet ,taliana delle &etterate+ =
>etamorfosi. >ovimenti, $oggetti, ,nter/Azioni? a !irenze, )@/)A maggio )BB@. $ono grata a >arta 2arro per l aiuto
dato nella traduzione di *uesto testo.
)
&inda Alcoff, Signs, volume 25, n.3, Spring 200, pp. 841882.
;
per me inusuale, sebbene in gran voga di *uesti tempi+ ho scelto, cio, di mescolare il teoretico con
il personale.
I. Cominciamo dal teorico la mia passione per la filosofia.
>i sono formata allinterno delle filosofie auto/riflessive della generazione del maggio del CDE.
2enerazione, *uesta, che attaccF in modo radicale non solo listituzione della storia della filosofia,
ma anche i sistemi di pensiero, fino ad allora intoccabili, che avevano fondato e guidato la teoria
critica prima, durante 3sebbene in esilio4 e dopo il fascismo europeo+ vale a dire il marGismo e la
psicoanalisi. $ono stata introdotta alla filosofia post/strutturalista francese da coloro che li hanno
fondati e, come tanti della mia generazione, mi stato relativamente facile applicarli allanalisi
della cultura contemporanea. Col tempo ho perF cominciato a leggerli anche come lavori di teoria
sociale e *uindi di filosofia autentica e non solo critica.
"el ritorno a *ueste teorie, *uello che in gioco un momento, un gesto di enorme creativit
che consiste nel ri/scoprire le radici sovversive sia del marGismo che della psicoanalisi,
rispettivamente sotto la spinta di Althusser e &acan. >ossa resa possibile dalla separazione dei testi
dalle interpretazioni ufficiali che venivano fornite dalle istanze istituzionali che ne garantivano la
giusta linea, cio rispettivamente i partiti comunisti europei e lassociazione internazionale di
psicoanalisi. H proprio la critica dei poteri, materiali e discorsivi, delle istituzioni a costituire il
momento chiave di *uesta generazione. &a sua radicalit risiede nello scardinare le fondamenta
stesse del soggetto, liberandoloIa dalla linearit di un telos in cui ragione, giustizia e rivoluzione
hanno sempre lCultima parola.
:rofondamente ispirati da "ietzsche, i post/strutturalisti sono politicamente allestrema sinistra
della scena+ de/ costruiscono e costruiscono approcci genealogici in aperto contrasto con il dogma
del materialismo storico. Considerano linconscio non come la scatola nera o il demone oscuro di
un soggetto intriso di sensi di colpa e costituito come =mancante?+ piuttosto, come il generatore di
atti interni di disobbedienza gratuita e atti esterni di insurrezione gioiosa. "ell!"#$edarie, Deleuze
3;JJK4 parla della sinistra europea degli anni DB e LB in termini molto pragmatici, ma anche
appassionati. :rende le distanze dagli elementi utopici del credo gau$%ista, specialmente dalla
nefasta illusione universalistica di una =nuova umanit?. Consapevole del fatto che tutte le
rivoluzioni sono destinate a fallire, Deleuze enfatizza, invece, il processo del =divenire?+ cio la
ricerca sociale, politica e personale di un cambiamento radicale e di una trasformazione che diventa
costitutiva di ciF che chiamerei la affettivit politica di sinistra. Applicando a *uesta discussione il
suo schema concettuale di =diventare/minoritari?, Deleuze definisce la sinistra in termini di una
specifica sensibilit, di un diventare/minoritario che si scontra costituzionalmente con i difensori
dello status *uo, gli specialisti del codice razionaleM i giudici e gli amministratori delle verit e i
feticisti della chiarezza.
@
Questo era le*uivalente europeo del movimento hipp5, del flo&erpo&er californianoM la saga
ripetuta di un-uropa che si regge sul privilegio costitutivo, ma sa anche svelare le divisioni interne
e la produzione infinita di differenze peggiorative. >a anche una storia tutta nuova che aspetta di
essere raccontata ed esiga una ricezione critica adeguata.
&anti/americanismo militante di &acan probabilmente la migliore espressione del come i
pensatori critici europei cercano di trovare una via di mezzo fra le due super/potenze della 2uerra
!redda 3Cl.ment, ;JJ;M Roudinesco, ;JJL4. =Dove cera l-go, ci sar l,D?/ la risposta di &acan
al dilagante conformismo della psicologia dellego di stampo americana 3&acan, ;JDD4. &acan
attacca esplicitamente gli elementi politicamente conservativi della societ psicoanalitica, cosN come
diventata nella sua versione anglo/americana. $opravvissuta in esilio, infatti, la psicoanalisi si
ripiegata su se stessa, nella rigida obbedienza alle idee !reudiane dellorigine, rinunciando alla
flessibilit e divenendo ben presto obsoleta. ,l Oritorno a !reud il contributo di &acan alla
radicalizzazione della politica psicoanalitica 38ur7le, ;JLE4. Rompendo il tab0 della politica,
inoculato da !reud, e rendendo =psicoanalisi? e =politica? non pi0 pratiche mutualmente esclusive,
@
Ringrazio 2a5atr5 $piva7 per *uesta espressione ironica.
)
&acan ha dato un contributo fondamentale alla teoria critica. ,rigara5, !oucault e Deleuze hanno
fatto il resto.
&a *uestione dellimmaginario sociale centrale al progetto politico di *uesta generazione.
Come possa essere analizzato e forzato a cambiare nella direzione di una critica radicale del potere,
diventa la preoccupazione cruciale nelle filosofie e nelle pratiche della generazione del DE. 2li
stessi che cantavano+ =>a che colpa abbiamo noi?, =:otere allimmaginazioneP? e che elessero
=,magine? di 9ohn &ennon allo stato di inno universale. , termini/chiave nella filosofia francese,
come la Ocrisi della filosofiaM la Omorte delluomoM il declino delluguaglianza o lCemancipazione
femminista+ tutti, per la generazione post/strutturalista, sono correlati intrinsecamente ed
esplicitamente alla crisi delleuro/centrismo ed al ruolo della filosofia critica europea come polo di
opposizione allegemonia americane.
:er gli intellettuali che abitano l-uropa, il post/strutturalismo stata una delle risposte al
declino delle utopie moderniste, soprattutto il marGismo e le varie versioni della politica dominante
post/marGista. H stato un tentativo di ri/articolare un senso radicale di materialismo e il bisogno
dellazione pratica, con le sfide provenienti dai Onuovi movimenti sociali, soprattutto *uello delle
donne, degli omosessuali e delle minorit etniche, e di leggerle nel *uadro della de/colonizzazione e
della crescita della post/colonialit. Cornel est argomenta che, una volta che *ueste teorie
attraversarono lAtlantico e vennero adottate dagli $tati <niti, la loro forza fu ridotta. Aggiunge
anche che abbiamo bisogno di mettere in discussione la ricezione apolitica di *ueste teorie e
analizza il =perch. certe teorie si fanno strada in un certo modo, ed altre, invece, cadono nel vuoto?
3est, ;JJK, p.;)@4.
:er me *uesta tradizione filosofica rappresenta una maniera di scavalcare i limiti del marGismo
storico, per approdare a un pensiero delle complessit e delle molteplicit+ una filosofia di e dei
movimenti, non organica ad alcun partito politico.
"on sono affatto convinta perF che la mia autobiografia o gli itinerari di vita personali abbiano
uninfluenza diretta sul mio pensiero o sulle cose che scrivo. Di certo il fatto di essere stata ' e
forse di essere tuttora ' unemigrante mi ha aperto gli occhi su molti aspetti della condizione
cosidetta nomadica. >a non esiste a mio avviso un nesso diretto ed inevitabile tra le due cose. ,l
fatto di aver avuto lesperienza della perdita dei luoghi natii e della lingua madre di per s non
garantisce un approccio inevitabile verso il nomadismo, al contrario, in genere gli emigranti sono
molto attaccati alle loro tradizioni e alle origini culturali e linguistiche. "el mio lavoro sul
nomadismo come concetto filosofico mi sono soffermata sulle differenze tra una condizione di
mobilit' scelta o imposta/ come nel caso dellemigrazione, e altre figurazioni della soggettivit
come lesilio, la precariet del lavoratore allinterno del mercato del lavoro cosiddetto Oflessibile o
il nomadismo. :er non parlare di situazioni ancora pi0 drammatiche, come i rifugiati o *uelli che
non hanno scelta e che sono senza patria per forza di circostanza. $i tratta di differenze che sono
tutto tranne che filosofiche o metaforiche+ sono modi di posizionamento nella vita, nel sociale, che
comportano storie diverse, e hanno ripercussioni sociali del tutto asimmetriche.
,l rapporto tra esperienza vissuta e pensiero non lineare, ma rizomatico+ un percorso a zig/zag
che si ritaglia tempi e modi propri e non pre/determinati.
,o non ho mai inteso il nomadismo come nuova parabola universale o simbolo della condizione
della postmodernit. &ungi da me tenere discorsi cosN magistrali ed universalizzanti. A me
interessano invece le cartografie delle differenti modalit di costituzione di posizioni del soggetto
fondate non sullunit dello spazio e del tempo ' care alla vecchia metafisica/ ma piuttosto sulla
non unit, il flusso e i movimenti. Dal punto di vista di un pensiero critico ritengo che *uesto
pensiero mobile riflette il modo di funzionamento del capitalismo avanzato, che uneconomia e
una logica basata sulla proliferazione, la circolazione e la rentabilit di Odifferenze che sono ridotte
a livello di oggetti di consumo. <n pasticcio ibrido che tende a colonizzare il vivente in un sistema
che riduce le molteplicit o le complessit a livello di *uantit plurali e le commercializza come tali.
Riuscire a tracciare una cartografia adeguata e convincente della nostra condizione storica mi
@
sembra gi una sfida non indifferente. Riuscire a tradurla in metodi e strategie efficaci la prossima
tappa.
Quello che cerco nel nomadismo filosofico ' e che trovo nella lettura del capitalismo che ci
propongo Deleuze e 2uattari ' una filosofia che pur rispettando *ueste complessit e situandole
storicamente nel registro del capitalismo avanzato, cerca forme di resistenza, cio come utilizzare la
logica del sistema contro se stesso.
Chiaramente la mia autobiografia, o le vicissitudini particolari della mia identit *ui non giocano
un grande ruolo e conta assai di pi0 una scelta filosofica che io ho fatto. Di certo il femminismo e la
pratica politica del movimento delle donne hanno influenzato molto le mie scelte nel senso di
spingermi verso una posizione che fa della non appartenenza ' per esempio al sistema fallocentrico,
come ci insegna ,rigara5 / uno strumento critico e di arricchimento, non una fonte di dolore e di
mancanza. ,l femminismo una pratica della dis/identificazione della donne dal sistema
fallogocentrico e in *uanto tale insegna metodologie e strategie che fanno della distanza critica non
solo una virt0, ma un punti di partenze per inventare nuove strutture. ,l mio punto di origine
teorica e politica *uesto.
Qorrei precisare un punto che ritengo fondamentale a proposito del soggetto nomade, cio la
nozione di fedelt. "ulla pi0 erroneo ed ingiusto dellimmagine volgare del nomade come persona
senza appartenenze. "on cosN. Come ho scritto in modo assai esplicito in Ba"' Boomers, il
soggetto nomade ha un rapporto di rielaborazione costante delle proprio origini. "on per nulla ,
nomadi sono grandi narratori e affabulatori. Anzi, *ueste molteplici appartenenze hanno come
effetto paradossale di rendere ancora pi0 acuto e vitale il mio senso di fedelt verso le molte vite
vissute e i sentieri incrociati delle molte vite virtuali. CiF che una sar stata , in fondo, il nocciolo
della *uestione ' il futuro anteriore il modo virtuale di posizionarsi, cio un perenne divenire. "on
venir meno a *uesto imperativo la regola etica della mia vita.
II. Seconda passione politica: il presente, lattuale - il mondo in cui vivo.
C chi la politica la fa per gioco, che se la sceglie per professione, io invece confesso di
appartenere ad una generazione che lha sempre esercitata solo per pura passione della libert. >a
non abbiamo fatto male mai. "el CDE eravamo poco pi0 di burattini con la faccia da bambini, io poi
non avevo neanche compiuto ;K anni e vissi i tumulti dellepoca come unimmensa rivoluzione
interiore, che scardinF tradizioni e abitudini, precipitandomi in una crisi emancipatoria della *uale
allinizio fui appena consapevole. -ra davvero lo spirito di *uellepoca, e allora, ma che colpa
abbiamo noiR
Di *uesta iniziazione adolescenziale alle passioni politiche rivendico tutto e non dimentico nulla+
le manifestazioni, le occupazioni, le assemblee, i collettivi femministi di auto coscienza, i cortei di
studenti, operai, metalmeccanici e fornai in sciopero. Dubce7, $bovoda, Rudi e il Che. &eggevamo
>arG e 1eauvoir, Camillo 8orres e 9ac*ues :revert, !anon e Anna !ran7, don &orenzo >ilani e
-rnesto Che 2uevara. :ensare e scambiarci idee e sogni ci sembrava la cosa pi0 naturale del
mondo, come domandare limpossibile e credere ferocemente che limmaginazione dovesse andare
al potere e vice versa. ,l potere chiaramente spetta alla massa, che non ancora stata cannibalizzata
dal consumismo coatto e si presenta sulla scena della contestazione radicale con la baldanza e
lingenuit della =prima volta?. "oi siamo i giovani e siamo statisticamente tanti+ costituiamo una
forza collettiva e non molecolarizzata, gruppi eterogenei e non individui isolati. ,ncarniamo la
moltitudine irre*uieta e nomadica, rappresentandola alla massima potenza. Ci sostiene e ci
accompagna in *uesto progetto la musica che ascoltiamo e produciamo in *uantit impressionanti.
C *ualcosa di nuovo nellaria, come un ritornello che non se ne vuol andar via+ *uand che tutta
la gente del mondo riavr per sempre la sua libertR
,l mio risveglio intellettuale e politico avviene in *uel =triennio magico ;JDA/DL?, che si apre
con una stagione canora e musicale incomparabile, che in un certo senso non finisce mai. Difatti i
nostri dischi suonano tuttora e ogni canzone un mito. Cerano i 1eatles per le ragazze per bene, i
Rolling $tones per le pi0 sveglieM in versione nostrana+ l-*uipe EK e i Ro7es, con $hel in posizione
K
di guru incontestato dei sha/la/la/la/la estivi. Anche >al dei :rimitives, perF, non scherzava, anzi
faceva strage di cuori, fra le pi0 e anche le meno giovani, mentre $upercalifragilistic/espiralidoso
cantato da Rita andava forte con le amiche dellAzione Cattolica, che aspettavano che le colline
fossero in fiore, rischiando magari di non avere mai let. Allaltro estremo, volevamo essere tutte
come >ina, o magari %rnella, che davano a intendere di saper vivere *uelle estati bollenti e le
vendemmie dellamore senza perdere un colpo+ la vita ora, o mai pi0. - poi, per fortuna, vennero i
"omadi per tutti, ma proprio tutti. - cera 2ianni che, pur non essendone degno, ritornava sempre
di corsa per poi cadere in ginocchio da leiM Adriano, il tedd' "o' tanghero di periferia. :att5 col
ragazzo triste che ' ah ah/ sognava sempre come noi. - mentre il primo timidissimo &ucio si faceva
sentire, lamico 1ob a &iverpool era gi il capo dei >ods.
>a piove sempre sulla nostra generazione, come diceva &inus nel mio diario scolastico
dellanno ;JDA. Adesso sono in tanti a dire che le grandi promesse di trasformazione dello spirito
sessantottino si sono rivelate vuote. "on solo la rivoluzione, ma il bench. minimo desiderio di
alterare lo status *uo decisamente passato di moda+ la risposta radicale caduta nel vento. &e
bandiere che sventolano sui ponti ' magari telematici ' non sono pi0 gialle, ma bianche come il
terrore e lignoranza. 1ob D5lan si esibisce ai concerti di 2iovanni :aolo ,, e i "omadi a *uelli di
Rifondazione Comunista. Anche i miti viventi, col passar del tempo, di appiattiscono e perdono la
loro micidiale fulmineit. >eno male che ci resta la bandiera arcobaleno della pace.
-ppure lo spirito dellepoca rimane pi0 vivo che mai nella mia cultura politica, che *uella del
femminismo. "oi no, non ci arrenderemo mai+ magari coi piedi in terra e gli occhi al cielo, noi
siamo sempre pronte a prendere un altro volo. ,l femminismo non un movimento politico come gli
altri+ il movimento che ha fatto della trasformazione del *uotidiano, compreso *uello politico, la
sua passione fondamentale. - una passione, soprattutto se consumata e condivisa, non passa
facilmente.
Di *uesti tempi, tutti simpegnano a scavare fossati profondi e barriere insormontabili tra le
generazioni bollenti ed irre*uiete degli anni ;JLB e *uelle reputate docili e omogeneizzate di oggi.
>a sar poi veroR A chi giovano *ueste distinzioni epocali e il fatalismo antistorico ed
immobilizzante che esse impongonoR ,o mi chiedo, invece, se le continuit fra le generazioni che la
politica del cambiamento ce lhanno nel D"A, non siano pi0 forti di tutte le differenze. Dopo tutto,
le passioni politiche sono trasversali per definizione, e si trasmettono per contagio e
contaminazione, cio restano essenzialmente fuori controllo.
:ur essendo felicemente collocata, senza nostalgia alcuna, entro la categoria delle =middle
5outh? delle ragazze di cin*uantanni, non mi sento di appartenere ad una specie, genetica o
politica, *ualitativamente diversa da tante altre. >aturo a zig zag. "utro inoltre un sentimento di
grande stima e di profonda affinit per le molte cosiddette =giovani? che conosco.
&a categoria delleIdei Ogiovani, anche se cronologicamente situata, rivela dei contorni assai
dubbi ed incerti per *uanto riguarda i contenuti politici.
Due esempi+ delle studentesse che fre*uentano i miei corsi di teoria !emminista ad <trecht/ e
che in un certo modo rappresentano una categoria assai privilegiata delle Ogiovani/ si lamentano in
maniera assai schietta del fatto che tutto il corpo dirigente dei $ocial !orum / sia a livello nazionale
che a *uello dell-uropean $ocial !orum/ composto essenzialmente da maschi. Rileggendo i testi
classici del femminismo degli anni ;JLB, *ueste Ogiovani si sono riconosciute totalmente nella
critica che le figure storiche della seconda Oondata del femminismo facevano del dominio maschile
nei movimenti di protesta studentesca e operai di *uegli anni. "on faranno da cameriere ai leader
della rivoluzione.
,l tempo passa, il problema della virilizzazione dello spazio pubblico e politico rimane. Anzi, al
seguito degli avvenimenti traumatizzanti dell;; settembre )BB; a "e# Sor7, si sono intensificati al
punto da creare tensioni molto dolorose.
$econdo caso+ unamica molto pi0 giovane di me, impiegata presso un grosso organismo non
governativo femminista con sede in $candinavia, soffre di un caso assai grave di anoressia. &a sua
malattia peggiora rapidamente, fino a farla crollare ai limiti di sicurezza dei Ko 6g. <na
costosissima terapia in una clinica privata le salva la vitaM decide poi di seguire uno dei corsi di =re/
A
entr5? che offriamo nel nostro programma. $copre cosN una strategia esistenziale, trasformatasi col
tempo anche in una rigorosa metodologia di ricerca, che riposa sul concetto fondamentale del
=partire da s.?. <n bel dN *uesta Ogiovani venne a trovarmi per comunicarmi *uesta semplice
verit+ =,l personale il politico?, mi disse.
-ra il D marzo del ;JJJ.
II: Laltra profonda passione per le lotte delle donne.
!
(o la passione per le genealogie al femminile. = ,o vedo, nel tempo, una bambina?.
Cera davvero e c tuttora, poich. limperfetto il tempo che esprime se non proprio la
coincidenza, almeno la concomitanza deffetti tra azioni che potrebbero sembrare slegate fra di loro.
-sprime la durata e *uindi lascia trapelare linfinito del tempo e lincompletezza e il passare che
genera il divenire. ,o vedo, dun*ue, nel tempo, una bambina. &a vedo di spalle, in piedi davanti ad
una finestra aperta su un cortile di cui si indovinano appena i confini. "el chiaro scuro di *uella
finestra la sua sagoma imprecisa, ma di lei si puF immaginare lo sguardo curioso, inghiottito dallo
spazio che le si apre davanti+ vuole, aspetta, cerca. &a sua immagine uno s*uarcio di un vasto
frammento arcaico, di un non/luogo nel tempo e nello spazio+ no &oman(s land.
,ntorno a lei, prima e dopo di lei, cerano tutte le altre+ le madri, sorelle, zie, cugine, amiche. &a
loro anteriorit nel tempo la colpiva con unintensit estrema, facendola dubitare non solo del suo
posto nella se*uenza delle generazioni, ma anche della stessa permanenza del suo essere. &e
generazioni non si contano solo in fasce cronologiche, ma anche in spazi discorsivi, in registri di parola
condivisi. &ei usufruiva di uneredit senza testamento, cio era gi, sebbene a sua insaputa, donna,
essere sessuato femminile. $entiva impercettibilmente di far parte di una catena di avvenimenti che le
sfuggivano. "on cera simmetria possibile tra se stessa e le altre e *uesto spazio/tempo discontinuo e
disconnesso la legava pur tuttavia alle altre in un sentimento di separatezza assoluta, nella convinzione
che, essere come loro volesse dire essere sola. "ella topografia del suo divenire esistenziale, nel gioco
dei sentieri incrociati che sar, pi0 tardi, la sua vita lei cercava il filo del suo desiderio, di ciF che
lavrebbe aiutata a vivere. Come dire che cercava un punto dappoggio per sollevarsi dal sentimento
troppo pesante della sua appartenenza a un genere contrassegnato da un fortissimo senso di
separatezza.
%gni donna eredita un capitale simbolico negativoM ognuna di noi lerede di una storia di
lacrime e sangue, di non detti e dincapacit croniche a dirsi. %gnuna si porta sulle spalle un cumulo
di frasi mutilate, accennate, mai completateM tutti i nostri cassetti sono pieni di manoscritti
incompiuti, o mai dati a leggereM siamo ancora in tante, in troppe, a bruciare i nostri scritti prima
ancora di darli in pasto alla voracit del mondo. ,l parlare delle donne non silenzio, *uanto il
ronzio di non detti incrociati, di rumori incoerenti, di bisbigli sommessi. Come una nebbiolina
vocale, uno statico di base nel *uale si scioglie ogni possibilit di dar forma al pensiero. 8racce
fonetiche antiche, che per 9ulia 6risteva
A
rappresentano la trascrizione della fase pre/edipica dello
sviluppo psichico e sessuale di ogni donna, costituiscono le fondamenta arcaiche
dellintersoggettivit, cio delleconomia dei rapporti al mondo che ci circonda, di cui la madre fa
prima da contenitore e poi da ripetitore. &uce ,rigara5
D
mette teneramente in scena il nodo
conflittuale che lega ogni donna a *uesto vissuto corporale materno, che da sempre trova difficolt a
collocarsi dentro leconomia del senso comune fallogocentrico.
1en prima delle vocali, dei fonemi strutturati, cera in lei una voce di donna, cio un respiro in
cui vibrava il desiderio femminile. Al posto di *uei suoni inarticolati, che spesso le morivano in
gola, verr pi0 tardi *uella verit insondabile che la parola. ,n*uadrata da leggi psichiche e sociali
che lobbligheranno a scandire chiaramente e *uindi a separare, a distinguere. -ppure *ualcosa di
*uesto femminile scivola sempre verso lirrappresentabile, ed esce cosN dal registro del dicibile.
K
Attribuita a Ada "egri . &a versione originale di *uetso articolo venne pubblicata in )*+, estate ;JED, n.), pp. KA/AB.
A
9ulia 6risteva ,ol'logues, :aris, $euil, ;JLL.
D
&uce ,rigara5, -t l.ne ne "ouge pas sans l(autre, :aris, >inuit, ;JLL.
D
:rima del femminismo, le scorie di *uesti non detti, di *ueste parole accumulate nel tempo,
*uesti resti immemorabili, ci restavano di traverso nella gola, *uando non ci morivano in bocca+
erano una fonte di disagio permanente. <na volta sedimentate nella loro incapacit a dirsi,
sinacidivano fino a divenire velenose, si trasformavano in materie tossiche+ mordevano da dentro il
corpo come se volessero scavarsi una via duscita propria al di l o al di sotto del linguaggio nel
*uale non riuscivano a riconoscersi+ facevano male. Di cose non dette si puF morire, e le cose
ritenute indicibili fanno di tutto per darsi un senso e darsi vita come possono. :rima del
femminismo si appoggiavano su amicizie potenti e profonde, diventavano confidenze e segreti
condivisi, come *uelli che si sussurravano a compagne fidate sui banchi di scuola o si
condividevano con le amiche del cuore. 8imida rete domosessualit femminile diffusa che perfino
signorava. %ppure le si raccoglieva pazientemente nelle pagine di diari segreti e discreti, nascosti
in fondo ai cassetti, dietro alla =biancheria buona?. :arole intime murate viveM confessionali privati
di testimoni auricolari, *ueste erano parole nate morte. &e donne, che storicamente hanno
pubblicato assai poco, sono di tendenza intensamente grafomani+ scrivono per potere respirare, per
sfogarsi. Cercano orecchie che sappiano intendere senza tradire, o travisare, cercano interlocutori
validi. :rima del femminismo, erano solo una voce che parlava nel deserto.
$e fosse stata di unaltra epoca, diciamo per esempio del tardo novecento, la bambina che occupa
il mio sguardo interiore avrebbe gi potuto scegliere tra vari modelli femminili che si erano staccati
dalla tradizione patriarcale. $arebbe stata forse la "ora di ,bsen, che rifiutF il matrimonio in una
=casa di bambole? per vivere invece una vita socialmente attiva. %ppure avrebbe potuto essere la
Dora di !reud che fondF sul suo rifiuto lincomprensione del discorso psicanalitico nascente per i
labirinti del femminile. Avrebbe potuto essere una delle mille anonime mondine dotata di coraggio
e passione, e capace di resistenza accesa contro tutti i piccoli e grandi padroni. $arebbe forse stata
una suffragetta, come le coraggiose :an7hurst madre e figliaM la Qita che amF tanto Qirginia, o
-mma, lanarchica rivoluzionaria che amava ballare. $arebbe stata sicuramente unanti/fascista
come (annah e forse anche comunista dichiarata, come "ilde, o magari marGista pura e pacifista
come Rosa. 8anti cammini si stendevano davanti a lei e il campo del divenire era gi aperto e
spaventosamente vasto. >a sul piano pi0 profondo, *uello del divenire e del sogno, chiss che ne
sarebbe stato di leiR
:er fortuna che poi venne il femminismo, in una seconda irresistibile ondata guidata da 6ate,
1ett5, 8i/2race, Angela, $hulamith, 2ermaine e mille altri militanti ignote. 2li anni settanta per noi
donne furono pieni di sorellanza, militanza, autocoscienza e pratica dellinconscio. :assione
politica fondamentale, il pensiero politico femminista rappresenta uno slancio vitale che tocca le
fibre pi0 profonde ed intime del mio essere/donna. H unetica del mio desiderio ontologico, la mia
volont di divenire, ancor prima di essere una politica pura. ,l pensiero teorico del femminismo
illuminato da unintelligenza corporea e una *ualit dintelligenza molto particolare, collegata al
desiderio di dar forma al vissuto esistenziale femminile. :ensare il femminismo significa ripensare
se stessa in un altro tempo e modo di essere, molto pi0 di una proiezione immaginaria, come
sognare un altro mondo, ridisegnare i parametri dello spazio e del tempo, cio dei modi e degli
intervalli di interazione tra gli esseri. Dalla mia esperienza alle sue attualizzazioni pratiche, posso
dire che =noi donne? abbiamo pensato, come ci invitava a farlo Qirginia oolf. Abbiamo
commesso reato di pensiero e di parola, cosa inaudita ma soprattutto inaudibile per la cultura
dominante che ci preferisce afone, cio inaudibili per mancanza di mezzi o per eccesso dintensit.
%ggi perF io non riesco pi0 a dire =noi donne?senza un certo imbarazzo, come se mi sentissi
presa in un circolo vizioso e non sapessi pi0 di cosa parlo. >etterei *uellespressione Tnoi donne?
tra virgolette, *uasi per far barriera. ,l paradosso del pensiero femminista sta tutto in *uesto
desiderio di ricerca ed elaborazione collettiva di una nuova definizione della soggettivit di
ciascuna. $enza un *uadro denunciazione designato e scavato da =noi donne? non so da dove io
parlerei, o a chi. ,l femminismo mi ha fornito una base denunciazione possibileM il mio =io?
rimbalza sullo sfondo di *uesto =noi? che lo legittima e lo sostiene. ,l singolare . infinito e
collettivo e contiene multiple pluralit in se stesso. ,l =noi? sostiene il progetto di potenziare l?io?
di ciascuna.
L
:er poter divenire, serve il coraggio di sognare ad occhi aperti e non lasciarsi immobilizzare nel
cemento armato del principio di realt
L
. :er poter divenire, bisogna essere in molte e non sentirsi
ontologicamente sole. :ortare avanti il progetto di costruzione di una rete referenziale simbolica tra
donne e altri soggetti nomadi
E
. Come se una continuit reale fosse possibile, sul piano delle scelte di
vita, tra una e le altre, occorre un immaginario collettivo. Questo legame con le altre donne, che
alla base del femminismo come movimento di pensiero oltre che come programma politico, compie
una doppia negazione+ nega cio una storia negativa, un passato passivo+ d una svolta storica al
vissuto femminile orientandolo verso laffermazione, cio lautorevolezza. Divenire/donna, in
*uesto modo, si sbarazza della pesantezza di un capitale simbolico negativo e cede il passo alla
leggerezza di un verbo che esprime il processo vitale delle trasformazioni profonde. <n nuovo volto
dellumanit sessuata femminile comincia a staccarsi dal grigiore dello sfondo, del non/ essere, e si
inventa nuovi lineamenti. <n paesaggio concreto ed immanente comincia a farsi strada, per il
momento solo in modo virtuale. ,l solo divenire che minteressa *uello che colloca al centro la
valorizzazione del non/ <no, della molteplicit e del gioco infinito delle differenze. ,l solo avvenire
che mi fa ancora sognare *uello dove riecheggia lincoraggiamento a divenire/donna nel senso
nomadico del termine. :erch. noi donne siamo il soggetto empirico che storicamente ha
incorporato, trasformato e rappresentato il non/<no nelle sue molteplici connotazioni nefaste, come
nello splendore della positivit. &a nostra molteplicit, cio lesperienza sedimentata del non/uno,
della frammentazione, non dispersiva, ma cumulativa e *uindi potente/ ricca di significati e di
valori.
$ebben che siamo donne, la paura di non/essere non ci sfiora nemmeno. ,l nostro senso della
molteplicit fecondo, dinamico e generoso, ci serve a tracciare i sentieri incrociati di tante vite
possibili.
,l femminismo avr permesso a *uella bimba che ero, sarF stata e avrei potuto essere di
esprimere, nel tempo, cio che lei non avrebbe neanche saputo sognare nellattimo in cui si affaccia
alla finestra della mia memoria. ,o la vedrF sempre cosN+ immobile, tutta tesa a riflettere al suo
divenire, in uno s*uarcio eterno ed assoluto che cattura il passare del tempo e lo unifica, non in
ununit semplice, ma in un groviglio di sentieri di vite possibili, in cui la complessit infine si
presenta nella sua implacabile bellezza. Come onde radio che continuano a viaggiare nello spazio
anche anni dopo essere state trasmesse dalla fonte terrestre, propagandosi sempre pi0 lontano, sullo
sfondo di *uesta scena primordiale risuona leco di mille voci sommesse+ sono le fre*uenze sonore
di molteplici divenire possibili che lei non sa distinguere ancora, piccina com, ma che gi
lattraversano e linterpellano. &ei ancora non lo sa, ma il suo silenzio ha le ore contate.
III. Le tec"nologie o meglio: l #ros elettronico.
Allalba del terzo millennio, la soggettivit in generale, e *uella femminile in particolare . un
luogo paradossale, un complesso teatro ove giocano molteplici intrecci sociali, simbolici, discorsivi.
- un corpo che non . pi0 uno, ma piuttosto una vera molteplicit di strati, di pratiche e di
discorsivit corporee. -ssere incarnati significa che siamo soggetti situati, capaci di inscenare una
serie di 3inter4azioni che sono discontinue nello spazio e nel tempo.
:renderei anche le distanze, da un lato, dalleuforia del post/modernismo dominante, che
considera la tecnologia avanzata e soprattutto il c5ber/spazio come la possibilit per multiple e
polimorfe reincarnazioniM dallaltro, dai troppi profeti della rovina, che piangono il declino
dellumanesimo classico. ,l desiderio nostalgico per un passato considerato migliore una risposta
sbrigativa e assai poco intelligente alle sfide della nostra epoca. "on soltanto inefficace dal punto
di vista culturale, nella misura in cui si riferisce alle condizioni della propria storicit
semplicemente negandoleM anche una scorciatoia attraverso la loro complessit.
L
Rosi 1raidotti )issonan/e, >ilano, &a 8artaruga, ;JJK.
E
(o analizzato la condizione storica della post/ modernit filosofica in Soggetto 0omade, Roma Donzelli, ;JJAM e in
0uovi Soggetti 0omadi, Roma. &uca $ossella -ditore, )BB).
E
Al contrario, io vedo la post/modernit come *ualcosa di pi0 complesso, pi0 gioioso e di
infinitamente pi0 in*uietanteM siamo sulla soglia di nuovi ed importanti ri/posizionamenti anche e
non solo della pratica culturale. :er le femministe, la crisi della modernit non affatto un salto
melanconico nella perdita e nel declino, piuttosto la gioiosa apertura di possibilit nuove. <n fattore
mi sembra molto chiaro+ nel bel mezzo del clamore tecnologico attuale, che tende a svalorizzare la
materia corporea e a celebrare molteplici corpi virtuali, dobbiamo ritornare a terra. - necessario
valutare con calma e lucidit le promesse di perfezione prostetica che la cultura attuale sembra offrire
in cambio della nostra immersione nelle nuove tecnologie. Dobbiamo tornare a pensare il corpo nella
sua radicale materialit, nella sua immanenza, nella sua sostenibilit e nella sua complicit con i regimi
tecnologici.
,l soggetto nomade dCoggi . un apparato di forze o di affettivit e dinfluenze storiche e sociali,
che . capace di reggersi 3nello spazio4 e di consolidarsi 3nel tempo4 allCinterno della configurazione
singolare detta anche CindividuF. H una porzione di forze che si reggono in e*uilibrio rispettivo e
reciproco, e che permettono di attraversare processi pi0 o meno complessi di trasformazione e di
divenire. H un campo di affetti trasformativi e di cambiamenti dCintensit che dipendono dalla
capacit di sostenerli. ,l soggetto nomade . un sistema sostenibile+ che sia attivo, dinamico e in
divenire non impedisce che abbia i suoi limiti. ,nfatti, i limiti / di spazio e di tempo/ di cui soffre il
corpo, limitato dal contorno della pelle e dalla mortalit come fattore interno ed esterno, tracciano
anche i suoi percorsi possibili. Contenere i flussi affettivi, o le influenze ed i campi di percezione .
un pre/ re*uisito per poter poi sostenerli e *uindi viverli.
"el nostro contesto storico, bio/tecnologico e geo/politico mi sembra ovvio che *uello che
continuiamo a chiamare, specialmente nel femminismo+ Til nostro corpo, noi stesseT, . in realt un
insieme tecnologico abbastanza astratto, completamente immerso nellCindustria psico/farmaceutica,
nella bio/ scienza ed i nuovi media. ,l che non lo rende meno corporeo, n. meno parte di noi stesse, ma
complica assai lCanalisi necessaria a rappresentarci in maniera adeguata la soggettivit corporea che
abitiamo. $iamo gi dei tecno/mostri.
&e Cc5ber/femministe, per esempio, elaborano non solo schemi concettuali, ma anche vere e proprie
figurazioni immaginarie che rappresentano una corporalit completamente attraversata dal fattore
tecnologico, ormai diventato seconda natura.
&e femministe sono state pronte a cogliere *uesta sfida, che ha per lo pi0 preso la forma della
sperimentazione, cio dello spostamento verso stili pi0 affermativi. "e un esempio lenfasi che la
teoria femminista pone sul bisogno di nuove Ofigurazioni, come le chiama Donna (ara#a5, o di
Oaffabulazioni+ forme che sappiano esprimere le possibilit alternative della soggettivit femminile
sviluppate allinterno del femminismo, cosN come la lotta col linguaggio per produrre
rappresentazioni positive delle donne.
&e artiste della generazione detta Cpost/ femminista 3o post 1rabara 6rueger4, come Cind5
$herman, 9enn5 (olzer, &inda Dement, :aola 1itelli, $ergia Avveduti, D.9. &am0 ed altre, hanno
offerto commenti pertinenti sul potere puro e brutale del linguaggio tecnologico e commerciale. >olte
di costoro praticano forme artistiche che rispecchiano una coscienza acuta del disagio della femmini/
lit, ma anche della sua potenza affermativa. ,l corpo femminile nel loro lavoro . una superficie dCiscri/
zione di codici sociali e culturali, ormai privo dCessenza, di sostanza. - un corpo del giorno dopo, un
corpo da cui la donna, in un certo senso, se nC. andata. $paventoso ma anche beneamato, come un
vestito vecchio. - non dimentichiamoci delle c5ber pun7 che navigano su ,nternet su corpi fatti di
parole che rompono con la semantica e la sintassi classica+ *uelle che, come Cromosome U di >ilano e
&e Riot 2irls che fanno musica e sono fatte di suoni ancor pi0 che di parole.
Questa generazione . dotata di una meravigliosa e devastante ironia che mette in gioco una
femminilit che si dice e si d senso sul modello della parodia del consumismo pi0 abbietto. &a
parodia, o la ripetizione di immagini che sono solo copie senza un originale preciso / come per
esempio le fotografie di moda della &ams#eerde, riviste e truccate al computer, col programma T
:hotoshopT/ saturano lCimmagine fino a farla implodere. &a sensibilit dello spettatore ne esce
sconvolta, non tanto per svuotamento semantico o concettuale, *uanto per saturazione totale dello
J
spazio della sua percezione, cio dellCinteriorit. ,l soggetto non . pi0 concepito sul modello della
propriet e dellCesercizio di una volont sovrana, ma come flussi di ripetizione legati alla facolt di
consumo di beni virtuali e reali.
:er esempio, la forza ironica, la violenza a malapena celata e lironia al vetriolo di gruppi
femministi *uali le 2uerilla o le Riot 2irls, sono un aspetto importante della ricollocazione
contemporanea della cultura e della lotta per la rappresentazione. Definirei la loro posizione in
termini di politica della parodia. &e Riot 2irls sostengono che c una guerra in corso e che le
donne non sono affatto pacifiste+ siamo le ragazze della guerra, ragazze in lotta, le ragazze cattive.
Qogliamo organizzare una forma di resistenza attiva, ma ci vogliamo anche divertire e vogliamo
farlo a modo nostro. ,l numero sempre maggiore di donne che scrivono fantascienza, c5berpun7,
sceneggiature di films, musica Ozines, rap, roc7, cd/ roms e siti in rete, testimonia *uesta nuova
tendenza.
&ironia come barca di salvataggio mette in gioco un affettivit conscia o inconscia. >obilizza
anche forze che garantiscono la non/chiusura del soggetto nel circolo vizioso di una coscienza
razionalizzante. Come direbbe Deleuze, . uno spiraglio di vitalit nella stanza claustrofobica,
pornografica, onanistica del proprio miserabile C,o. !orse . ora di aprire le porte e le finestre e di
spazzar via le scorie dellCumanesimo in noi, e di rifondare la nostra passione politica sulla base
della trasformazione di *uello stesso Cio che tanto ci stava a cuore. T,oT non . il proprietario n.
lCin*uilino principale di *uella porzione di spazio e di tempo che il soggetto occupa. T ,oT . un luogo
di passaggio, di mediazione e di transazione.
&ironia una forma orchestrata di provocazione e, in *uanto tale, marca una sorta di violenza
simbolica di cui le ragazze in lotta sono maestre insuperate. &ironia una dose sistematicamente
applicata di scardinamentoM una presa di giro continuaM una salutare smorzatura della retorica
infiammata. <na possibile risposta alla nostalgia generalizzata della cultura dominante, che non puF
essere sintetizzata, ma soltanto messa in atto.
,mmaginatevi sullo sfondo suoni dissonanti, veloci, in*uietanti+
0oi, raga//e in lotta, raga//e $attive, rivendi$%iamo il nostro immaginario, il nostro s1
proiettato2 vogliamo tra$$iare il mondo a nostra gloriosa immagine. 3a metafora della
guerra sta invadendo il nostro immaginario so$iale e $ulturale, dalla musi$a rap al
$'"erspa$e.Ma a di$%iararla non siamo state noi e allora, $%e $olpa a""iamo noi4
0oi, le "ad, "ad 5irls, $%e a""iamo dovuto s$rollar$i la 5rande Madre di dosso e
$a$$iarla dai re$essi os$uri della nostra psi$%e6 noi a""iamo una storia molto diversa da
ra$$ontare da 7uella dei filosofi delle $risi non meno violenta, forse, ma di $erto meno
assassina. 8i ri$ordate $i9 $%e disse 8irginia *oolf4 :%e la donna $reativa deve u$$idere
;l(angelo della $asa( $%e a"ita gli strati pi< profondi della sua identit=. > l(immagine della
donna dol$e, a$$uditri$e, rassi$urante, votata al sa$rifi$io $%e si oppone all(auto
reali//a/ione. 0on si pu9 aspettarsi $%e nella so$iet= te$nologi$a di oggi, le donne
$ondividano fa$ilmente la fantasia del ritorno alla matri$e, se""ene virtuale ed elettroni$a6
noi, semmai, $e ne vogliamo andare e ad altissima velo$it=. !ltrove spiriti nomadi, anime
trasversali.
0oi, le Riot 5irls, vogliamo i nostri sogni di dissolu/ione $osmi$a, vogliamo la nostra
dimensione tras$endentale. :ara ami$i $'"orgs mas$%i tenetevi i vostri sogni ? della
matri$e6 il vostro desiderio di morte non 1 il nostro desiderio di morte, 7uindi sar= meglio
$%e $i diate il tempo e lo spa/io di sviluppare ed esprimere i nostri desideri, o altrimenti $i
arra""iamo davvero. 3a ra""ia $i spinger= a punirvi de$idendo d(in$arnare, nella nostra
vita reale di tutti i giorni, i vostri fantasmi pi< terrifi$anti di 7uanto, ma 7uanto le donne
possano essere $attive.
;B
-$$o $ome il mondo finir=, $ari amanti post moderni e soprattutto ;postmodem(, non $on
un "oato ma $ol suono gra$$%iante di insetti $%e si arrampi$ano sul muro. I ragni dalle
/ampe lung%e del nostro s$ontento, il $uore prosteti$o6 somma gioia di s$arafaggio.
Simulare, stimolare, dissimulare. 3a genera/ione postmoderna %a fallito nell(impresa del
tenere aperti i margini della nego/ia/ione $on l(indi$i"ile2 $i %anno spinto oltre il limite,
spostando la periferia al $entro e las$iando $%e il $entro venga poi spa//ato via, fuori
e7uili"rio. In un universo afasi$o. :i man$a il su"lime, mentre pre$ipitiamo a $apofitto nel
ridi$olo.
-ppure il mondo finir=, $are ami$%e post @arat%ustra. Si $onsumer= $ome un email
s$aduto. Morire 1 un(arte e si deve averne la passione. Molti muoiono in$redi"ilmente "ene,
ma $osA "ene $%e sem"ra vero. 0oi, inve$e, stiamo solo amma//ando il tempo. 3o s$opo 1
sempre lo stesso, la resa in$ondi/ionata dell(altro, o Biros%ima mon amour, la mia personale
-nola 5a'. Cuale o$$%io immortale %a disegnato 7uesta s$on$ertante dissimmetria4 Cuale
inie/ione di angst post Beideggeriana, 7uale perdita nu$leare fatale $i %a traumati//ato e
ridotto in tale stato di in$ompeten/a emotiva4 Cuand(1 $%e siamo trasformati in un tale
ammasso di $ir$uiti non integrati4 )ove %a fatto $entro il nostro desiderio di morte, $are
$ompagne di viaggio post umane4
D si tratta soltanto di metafore ela"orate $%e stanno per la "an$arotta meta"oli$a $%e
stiamo attraversando4 :erto, $%e 7uesto dis$orso ne$rofilo mi rende nervosa, e se $i pensaste
su, sareste nervosi pure voi.
,er$%# parlo $osi4 ,er$%# sono un(umana, sessuata, nomade, sosteni"ile e dun7ue
mortale, del tipo femminile, immersa nel linguaggio, ma fondamentalmente altrove.
:%iamatemi sempli$emente una donna d(oggi.
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