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Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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Guida alla formulazione
della diagnosi infermieristica
Codifica del linguaggio infermieristico
Premessa Premessa Premessa Premessa Premessa
Lospedalizzazione per il bambino e i suoi
familiari rappresenta unesperienza alquanto
complessa, che assume significati diversificati
e toni emotivi intensi in relazione alla fase
evolutiva entro cui si manifesta nonch alla
qualit delle relazioni familiari. Dimprovviso
il calore dellambiente domestico, la sicurezza
della quotidianit e la continuit delle relazio-
ni interpersonali si sospendono per lasciare
spazio ad uno scenario, quello ospedaliero,
abitato da ritmi alterati, personaggi perico-
losi ed estranei, luoghi anonimi privi di privacy.
Il bambino impara ad associare al tempo
della salute ricordi e vissuti di piacere, tenerez-
za e amore e al momento della degenza in
ospedale emozioni contrastanti di paura, diffi-
denza e impotenza. Solitamente, nel corso
dellet prescolare, qualsiasi condizione di ma-
lattia, anche se banale e di breve durata, pu
scombussolare i ritmi biologici del bambino
(sonno- veglia, alimentazione) e di fatto pu
perturbare la relazione di attaccamento, cre-
ando ansie e preoccupazione nei genitori con
leffetto di interferire con i processi di crescita
psicologica del bambino. Diversi studi hanno
sottolineato le possibili involuzioni nello svilup-
po raggiunto poich nel bambino la dimen-
sione emotiva e quella cognitiva si influenzano
fortemente. Le conoscenze sulle problematiche
associate allospedalizzazione del bambino
sono ampiamente diffuse e condivise. Le
normative nazionali e regionali richiamano a
gran voce la necessit di adeguare lassisten-
za alle esigenze psicofisiche peculiari del bam-
bino.
Per comprendere come il bambino interpreta
la sua malattia, come la vive e quali risorse
attiver per fronteggiarla necessario consi-
derare lo stadio di sviluppo raggiunto (corpo-
reo, cognitivo, affettivo, sociale) . I piccoli de-
genti hanno unidea limitata di ci che succe-
de in ospedale, per questo le procedure assi-
stenziali sono percepite come aggressioni gra-
tuite di fronte alle quali il bambino si sente im-
potente.
Nei lattanti la percezione della malattia ri-
sulta fortemente condizionata dallatteggia-
mento materno, che trasmette al neonato la
propria modalit affettiva e comportamentale
reattiva a tale situazione. Possono verificarsi
comunque perturbazioni o turbe della relazio-
ne di attaccamento , che in condizioni di sicu-
D
o
c
u
m
e
n
t
a
z
i
o
n
e
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rezza e conforto tendono a regredire. Anche


per i fanciulli e gli adolescenti, lospeda-
l i zzazi one e l esperi enza di mal atti a e
lospedalizzazione, assume il significato di osta-
colo dellautonomia e dellespressione perso-
nale, interferendo con i processi di costruzione
di un solido sentimento di Identit personale.
Al fine di favorire un buon adattamento alla
malattia e allospedalizzazione importante che
gli operatori sanitari stabiliscano una relazio-
ne terapeutica centrata sullascolto del bambi-
no e dei suoi familiari e, rispettosa dei bisogni
di cura tipici dellinfanzia. In questottica, unas-
sistenza coordinata tra gli operatori coinvolti,
rappresenta una condizione da garantire come
risposta al bisogno di integrazione che il bam-
bino sperimenta durante lospedalizzazione.
Allo scopo di promuovere unassistenza
ospedaliera a misura di bambino, in ma-
niera uniforme ed omogenea, su tutto il territo-
rio regionale, lAgenzia Regionale Sanitaria ha
adottato uno specifico programma, denomi-
nato Ospedaliamo: i diritti dei bambini in
movimento che, attraverso la costituzione di
una rete di referenti (un dirigente medico e un
infermiere professionale) trasversale a tutte le
pediatrie previste dal Riordino della rete
Ospedaliera in Puglia, sta attuando strategie
diversificate per implementare i diritti dei
bambini in ospedale. Sono state previste
sinergie con la rete nazionale degli ospedali
pediatrici, con le Istituzioni scolastiche regio-
nali, le societ scientifiche e le associazioni di
volontariato accreditate, sono stati costituiti
gruppi di lavoro su problematiche assistenziali
specifiche per dare velocit ad una strategia
ritenuta prioritaria per la politica sanitaria
pugliese.
Introduzione Introduzione Introduzione Introduzione Introduzione
Quando si ha a che fare con un bambino,
assai importante la collaborazione dello stes-
so e dei suoi genitori, per questo necessario
un approccio assistenziale con un metodo di-
sciplinare.
Il processo di assistenza infermieristica
strutturato in due momenti fondamentali: il pro-
cesso diagnostico e la pianificazione. Il pro-
cesso diagnostico ha la principale finalit di
orientare linfermiere nella sistematizzazione
delle informazioni raccolte, nella formulazione
della diagnosi infermieristica e nellidentificazione
dei bisogni di assistenza infermieristica. La pia-
nificazione orienta linfermiere nella scelta dei
mezzi necessari ad assicurare prestazioni
infermieristiche in un percorso che abbia come
finalit il recupero della risposta autonoma ai
propri bisogni da parte della persona.
Il processo diagnostico e la pianificazione
sono costantemente sottoposti a procedure di
verifica e di valutazione, che pertanto non rap-
presentano singole o particolari fasi, ma sono
concepite come una dimensione continua e tra-
sversal e del processo di assi stenza
infermieristica: lapplicazione del metodo nel-
la prassi invita costantemente linfermiere alla
sua continua integrazione e, se necessario, alla
ripercorrenza di tali fasi secondo una logica
che tipica dei percorsi reticolari e non lineari.
Lottica quindi, con cui guardiamo alluo-
mo bisognoso di assistenza diventa molto pi
vasta e completa se consideriamo il paziente
pediatrico.
Compito dellassistenza infermieristica
pediatrica quello di osservare e valutare la
condizione del piccolo paziente riguardo al suo
stato di salute o malattia, alle sue forze e debo-
lezze e ai suoi meccanismi di reazione e di inter-
venire per favorire il conseguimento, il manteni-
mento ed il miglioramento della salute.
Questo approccio, relativamente nuovo nel
nostro sistema sanitario, richiede la perfetta
conoscenza delle condizioni assistenziali del
paziente, del supporto familiare, dei servizi di-
sponibili.
In virt di questi elementi, in questi anni lat-
tenzione si concentrata sulla individuazione
di percorsi ad hoc per il paziente, nella messa
a punto di modelli organizzativi pi consoni
alle mutate esigenze del cittadino, nella realiz-
zazione di una pi completa documentazione
infermieristica e nella individuazione di indica-
tori che possono val utare l assi stenza
infermieristica ed i suoi risultati.
Motivazione del documento di indirizzo Motivazione del documento di indirizzo Motivazione del documento di indirizzo Motivazione del documento di indirizzo Motivazione del documento di indirizzo
LAgenzia Regionale Sanitaria (A.Re.S.) con
delibera n. 125 del 25 novembre 2004, in at-
tuazione delle disposizioni di cui allart. 14 del
D.L.vo 502/92 e successive modifiche e
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integrazioni ha adottato un Programma Regio-
nal e di Umani zzazi one del l e Pedi atri e
Ospedaliere, nonch la Carta dei Diritti del
Bambino. Obiettivo del Programma Regiona-
le quello di sostenere le buone pratiche non-
ch lomogenea diffusione di unassistenza
pediatrica rispettosa dei bisogni psicofisici pe-
culiari dellinfanzia e delladolescenza. Per la
promozione di Ospedale a misura di Bambi-
no, lAgenzia Regionale Sanitaria ha indivi-
duato, tra le azioni strategiche prioritarie, lado-
zione della cartella infermieristica pediatrica.
La scelta di tale obiettivo stata guidata
dalla considerazione di promuovere un pro-
cesso di adeguamento dei sistemi di raccolta e
trasmissione delle informazioni inerenti lassisten-
za infermieristica pediatrica a standard struttu-
rali adeguati alla specificit della domanda di
salute e dei correlati bisogni assistenziali.
LA.Re.S. con la collaborazione dei referenti
infermieristici ha voluto verificare lo stato des-
sere della cartella infermieristica pediatrica nella
Regione.
I referenti sono stati convocati il giorno 16
febbraio 2006, h.10.00, presso lAula Papadia
dellOspedale Giovanni XXIII Azienda
Ospedaliera Policlinico, per avviare una inda-
gine conoscitiva sui sistemi/modelli di docu-
mentazione infermieristica pediatrica attraver-
so un Questionario di rilevazione della docu-
mentazione sanitaria infermieristica in uso nelle
realt pediatriche in Puglia.
I dati sintetici delle domande del questio-
nario sono riportati graficamente in tabella 1,
per una facile lettura con una discussione ed
approfondimento degli stessi.
Dalla indagine stato evidenziato come
ladozione della Cartella infermieristica
pediatrica nella Regione Puglia non ha an-
cora riscosso una totale adesione e si presenta
a macchia di leopardo. I dati rilevati dallin-
dagine effettuata sono da considerarsi indub-
biamente positivi, in riferimento alla partecipa-
zione dei colleghi e agli obiettivi.
Durante lincontro emerso che una delle
difficolt maggiori nella adozione della car-
tella infermieristica quella della formulazio- formulazio- formulazio- formulazio- formulazio-
ne della diagnosi infermieristica ne della diagnosi infermieristica ne della diagnosi infermieristica ne della diagnosi infermieristica ne della diagnosi infermieristica e quindi
la conseguente identificazione degli obiettivi as-
sistenziali; per cui, al termine dellincontro si
costituito un gruppo di lavoro che provveder
alla strutturazione di una Guida alla formula-
zione della diagnosi infermieristica e sosterr
il processo di adozione della cartella.
La cartella infermieristica non semplice-
mente uno strumento cartaceo in quanto ci
che la caratterizza non tanto la sua grafica o
la sua composizione, ma lapplicazione dei
contenuti mentali che hanno portato linfermie-
re a ragionare sui fatti, a porsi un program-
ma, a realizzarlo e a valutarlo.
Oggi levoluzione dellassistenza, il ricono-
scimento di una maggiore centralit della per-
sona nel percorso di cura e laffermazione del
nursing come disciplina autonoma fa s che
sempre pi linfermiere sia consapevole del
ragionamento diagnostico che lo porta ad
identificare i problemi della persona o a for-
mulare le diagnosi infermieristiche, ad
ipotizzarne un percorso di risoluzione e, quin-
di, ad avvertire la necessit di uno strumento
nuovo e pi completo.
Storia del concetto di diagnosi Storia del concetto di diagnosi Storia del concetto di diagnosi Storia del concetto di diagnosi Storia del concetto di diagnosi
Il contesto in cui si sviluppato lapproccio
diagnostico infermieristico quello americano;
in tempi relativamente pi recenti il dibattito si
allargato al contesto europeo e, da circa quin-
dici-ventanni anche nel contesto italiano.
Il termine diagnosi infermieristica stato
introdotto da Virginia Fry in un articolo appar-
so nel 1953 su una rivista specializzata, per
descrivere un passaggio necessario allo svilup-
po del piano di assistenza. Il concetto tard
ad affermarsi soprattutto perch si riteneva che
la diagnosi fosse attivit peculiare della pro-
fessione medica.
Nei ventanni successivi i riferimenti alla dia-
gnosi infermieristica comparsi nella letteratura
professionale sono stati sporadici (Carpenito,
1996).
Nel 1973, l ANA (Ameri can Nurses
Association) adott, e quindi legittim, le com-
ponenti del processo di assi stenza
infermieristica, tra le quali compariva la dia-
gnosi infermieristica, definendole in termini di
standard della pratica professionale (Tab. 2).
Gli standard previsti dall ANA consistono in
otto specifiche attivit infermieristiche che descri-
vono il processo di assistenza infer-mieristica. Tut-
tavia, durante gli anni Settanta, per molti infer-
mieri insegnanti il processo di assistenza
infermieristica era composto soltanto da quat-
tro fasi; nello stesso periodo diversi infermieri
descrivevano le diagnosi infermieristiche come
una fase separata da quella dellaccertamento
e della pianificazione. Altri autori, infine, asso-
ciavano alla fase dellaccertamento la raccolta
di informazioni, lanalisi e la diagnosi.
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Legenda: * n.2 U.O. sono servizi (Pronto soccorso ed ambulatorio di oculistica), n.1 U.O. ha strutturato la
cartella infermieristica pediatrica ma non stata ancora utilizzata
Tab. 1 Dati sintetici Questionario di rilevazione della documentazione sanitaria infermieristica in uso nelle
realt pediatriche in Puglia
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1. 1. 1. 1. 1. La raccolta dati sullo stato di salute
del paziente/utente sistematica e continua.
I dati devono essere accessibili, comunicabili
e registrabili.
2. 2. 2. 2. 2. La diagnosi infermieristica deve esse-
re ricavata dai dati raccolti sullo stato di sa-
lute del paziente/utente
3. 3. 3. 3. 3. Il piano di assistenza infermieristica
deve comprendere obiettivi che derivano
dalla diagnosi infermieristica
4. 4. 4. 4. 4. Il piano di assistenza infermieristica
deve comprendere le priorit e gli interventi
infermieristici per conseguire gli obiettivi de-
rivanti dalla diagnosi infermieristica
5. 5. 5. 5. 5. Lintervento infermieristico deve offrire
al paziente/utente la possibilit di parteci-
pare alla promozione, al mantenimento e
al ripristino della salute
6. 6. 6. 6. 6. Lintervento infermieristico aiuta il pa-
ziente/utente a trarre il massimo beneficio
dalle sue capacit di gestire la salute
7. 7. 7. 7. 7. Il raggiungimento o il mancato
raggiungimento di un obiettivo determi-
nato dal paziente/utente e dallinfermiere
8. 8. 8. 8. 8. Il raggiungimento o il mantenimento
di un obiettivo porta a unulteriore raccolta
dati e definizione delle priorit, allindividua-
zione di nuovi obiettivi e alla revisione del
piano di assistenza
Tab . 2. Standards of nursing practice, ANA, 1973
Nei primi anni Settanta un gruppo di infer-
miere diede impulso a un lavoro di classifica-
zione delle diagnosi infermieristiche; Gebbie e
Lavin erano alla testa del movimento e orga-
nizzarono la Prima Conferenza Nazionale del
gruppo sulla classificazione delle diagnosi
infermieristiche, svoltasi a S.Louis nellottobre
1973 (Yura, Walsh, 1992).
A partire dal 1975, gran parte degli stati
americani approntarono delle revisioni alle leg-
gi sullesercizio professionale, per adattarle ai
cambiamenti occorsi nella pratica dellassisten-
za infermieristica. Nel 1982 venne rivisto an-
che il National Council State Board of
Examination; da allora gli esami di abilitazio-
ne si basano su cinque fasi del processo di
assistenza infermieristica. Lo studio delle com-
ponenti del processo di assistenza infermieristica
spesso sviluppato in modo frammentario, in
quanto diversi istituti di formazione hanno rico-
nosciuto fasi diverse del processo stesso. Alcu-
ni infermieri hanno approfondito gli aspetti ri-
levanti e i fattori importanti da considerare nel-
laccertamento infermieristico; successivamen-
te a queste riflessioni sono stati elaborati nu-
merosi strumenti per valutare la situazione del
cliente, della famiglia e della comunit. La
quantit di informazioni registrate disponibili
ha cos conosciuto un aumento considerevole.
A partire dai primi anni Ottanta le diagnosi
infermieristiche si sono evolute come fase se-
parata del processo di assistenza infermieristica.
Il Gruppo di lavoro sulla classificazione del-
le diagnosi infermieristiche si ritrov di nuovo
nel 1975, nel 1982, nel 1984 e, pi di recen-
te, nel 1990. Durante la seconda conferenza
vennero approvati 37 titoli diagnostici. Ulte-
riori diagnosi vennero aggiunte nelle conferen-
ze successive.
Nel 1982, il Gruppo per la classificazione
delle diagnosi infermieristiche si trasform nel
Nort h Ameri can Nursi ng Di agnosi s Nort h Ameri can Nursi ng Di agnosi s Nort h Ameri can Nursi ng Di agnosi s Nort h Ameri can Nursi ng Di agnosi s Nort h Ameri can Nursi ng Di agnosi s
Association (NANDA) Association (NANDA) Association (NANDA) Association (NANDA) Association (NANDA).
La lista delle diagnosi infermieristiche ap-
provate dalla NANDA descrive i fenomeni che
gli infermieri trattano e propone un linguaggio
comune per aiutare la pratica infermieristica;
secondo gli infermieri americani queste dia-
gnosi distinguono lassistenza infermieristica
dalla medicina e costituiscono il quadro entro
il quale si svilupper, in futuro, la ricerca
infermieristica.
Nel 1987 lANA ha riconosciuto ufficialmen-
te la NANDA come lorganizzazione deputata
a controllare lo sviluppo di un sistema di clas-
sificazione delle diagnosi infermieristiche; que-
sto tempestivo e importante intervento dellANA
ha agevolato la creazione di un sistema di clas-
sificazione uniforme per la professione
infermieristica.
Dal 1990 oltre 160 diagnosi infermieristiche
appaiono nella lista approvata dalla NANDA
e, a partire dal marzo dello stesso anno, las-
sociazione ha iniziato la pubblicazione di
Nursing Diagnosis, la rivista ufficiale dellas-
sociazione, con lo scopo di promuovere lo svi-
luppo, il perfezionamento e lapplicazione del-
le diagnosi infermieristiche e di offrire una tri-
buna per il dibattito sulla tassonomia propo-
sta (Carpenito, 1996).
Dal 1980 le conferenze della NANDA si
sono svolte ogni due anni e ulteriori revisioni
vengono via via adottate relativamente allelen-
co delle diagnosi approvate.
Le diagnosi infermieristiche riconosciute dal-
la NANDA sono, come gi detto, aumentate
nel tempo; il processo alla base dellapprova-
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zione di un titolo diagnostico, che allinizio era


semplicemente rappresentato dalla votazione
a maggioranza dei partecipanti alle conferen-
ze dellassociazione (convocati a invito), dal
1982 aperto al mondo infermieristico in ge-
nerale ed basato su linee guida di validazione
che prevedono unanalisi sistematica dei nuovi
titoli diagnostici proposti.
necessario sottolineare che il lavoro della
NANDA ha stimolato la nascita di associazioni
europee nate con lintento di studiare una
tassonomi a europea del l e di agnosi
infermieristiche, quali lAFED (Associazione
francofona europea di diagnosi infermieristica),
lENDA (Associazione europea per le diagnosi
i nfermi eri sti che, fondata nel 1993 a
Copenaghen) e lACENDIO (Associazione eu-
ropea per la diagnosi infermieristica, lattivit
e i risultati, fondata a Bruxelles nel 1995).
La diagnosi infermieristica: La diagnosi infermieristica: La diagnosi infermieristica: La diagnosi infermieristica: La diagnosi infermieristica:
scopi e definizioni scopi e definizioni scopi e definizioni scopi e definizioni scopi e definizioni
La diagnosi infermieristica la seconda
fase del processo infermieristico; ma che cosa
vuol dire diagnosi diagnosi diagnosi diagnosi diagnosi?
Dalla consultazione del dizionario emergo-
no pi definizioni, tra cui:
definizione di una malattia attraverso
lanamnesi, i segni e i sintomi, gli esami di
laboratorio e quelli strumentali
esame critico dei sintomi per individuare
malattie
valutazione di un fenomeno, dopo aver
considerato ogni aspetto
analisi dello stato di funzionamento di un
sistema con individuazione degli eventuali
problemi
In definitiva, la diagnosi laccurato la diagnosi laccurato la diagnosi laccurato la diagnosi laccurato la diagnosi laccurato
studio critico di qualcosa allo scopo di studio critico di qualcosa allo scopo di studio critico di qualcosa allo scopo di studio critico di qualcosa allo scopo di studio critico di qualcosa allo scopo di
determinarne la natura determinarne la natura determinarne la natura determinarne la natura determinarne la natura.
Dallanalisi della letteratura infermieristica
emergono almeno quattro definizioni:
1. 1. 1. 1. 1. Una funzione infermieristica indipendente;
una valutazione delle risposte personali del
cliente alle sue esperienze umane attraverso il
cicli dellesistenza, siano esse crisi di sviluppo
o accidentali, malattie, avversit o altri stress
(Bircher, 1975)
2. 2. 2. 2. 2. Problemi di salute attuali o potenziali che
gli infermieri, in virt delle loro preparazione
ed esperienza, sono capaci di trattare ed abi-
litati a farlo (Gordon, 1982)
3. 3. 3. 3. 3. Un giudizio clinico riguardante una per-
sona, una famiglia o una comunit al quali si
giunge mediante un processo deliberato e si-
stematico di raccolta ed analisi dei dati. Esso
costituisce la base per la prescrizione di tratta-
menti risolutivi di cui linfermiere responsabi-
le (NANDA).
4. 4. 4. 4. 4. Unaffermazione che descrive una rispo-
sta umana di una persona o di un gruppo,
che linfermiere abilitato a riconoscere e per
la quale pu prescrivere interventi risolutivi che
mirano a mantenere lo stato di salute o a ri-
durre, eliminare o prevenire le alterazioni
(Carpenito, 1988).
Il modello assistenziale elaborato da Linda
J. Carpenito utilizza la tassonomia NANDA per
la definizione delle diagnosi infermieristiche e
rappresenta uno sviluppo delle teorie di M.
Gordon, che ha elaborato i modelli funzionali
di salute e rientra tra gli autori di teorie
infermieristiche olistiche e sistemiche, in cui luo-
mo viene percepito come sistema in costante
interazione con altri sistemi, che esercitano
unimportante influenza sulla sua salute.
L utilizzo della tassonomia NANDA permette
di identificare e classificare uniformemente i
fenomeni specifici che fanno parte dellattivit
quotidiana in ambito infermieristico, facilitan-
do un linguaggio analitico e sistematico uni-
versale.
Carpenito, nel suo modello assistenziale,
identifica due aspetti infermieristici peculiari:
- il primo la diagnosi infermieristica, che si
riferisce allambito autonomo e decisionale del
ruolo dellinfermiere in quanto professionista;
- il secondo il problema collaborativo (o com-
plicanza potenziale) in cui la figura infermieristica
collabora con altri professionisti della salute.
Lutilizzo di una cartella infermieristica rea-
lizzata riferendosi a tali elementi, permette in
primis una visione olistica e sistemica dellutente,
che spesso nellattivit ospedaliera di ogni gior-
no rischia di venir meno per lazione di fattori
organizzativi problematici (lassenza di modelli
di riferimento, i carichi di lavoro pesanti, ritmi
lavorativi rapidi, ecc.), minando fortemente la
presa i n cari co del pazi ente i n favore
dellerogazione di un tipo di assistenza
infermieristica minimale.
Nel marzo del 1990, nel corso della nona
conferenza della North American Nursing
Diagnosis Association (NANDA), lassemblea
generale ha approvato una definizione uffi-
ciale della diagnosi infermieristica, partendo
dalla convinzione che essa costituisce la base
sulla quale scegliere gli interventi infermieristici
volti a raggiungere dei risultati di cui linfer-
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miere responsabile.
La formulazione della diagnosi infermieristica
il logico ampliamento della raccolta dati rela-
tivi allaccertamento, attraverso:
Analisi dei dati
Interpretazione dei dati raccolti
Individuazione del problema
Formulazione degli obiettivi.
Per diagnosi infermieristica, la NANDA in-
tende un gi udi zi o cl i ni co sul l e ri sposte un gi udi zi o cl i ni co sul l e ri sposte un gi udi zi o cl i ni co sul l e ri sposte un gi udi zi o cl i ni co sul l e ri sposte un gi udi zi o cl i ni co sul l e ri sposte
date dallindividuo, dalla famiglia o dal- date dallindividuo, dalla famiglia o dal- date dallindividuo, dalla famiglia o dal- date dallindividuo, dalla famiglia o dal- date dallindividuo, dalla famiglia o dal-
la societ ai problemi di salute e ai pro- la societ ai problemi di salute e ai pro- la societ ai problemi di salute e ai pro- la societ ai problemi di salute e ai pro- la societ ai problemi di salute e ai pro-
cessi vitali, reali o potenziali. La diagno- cessi vitali, reali o potenziali. La diagno- cessi vitali, reali o potenziali. La diagno- cessi vitali, reali o potenziali. La diagno- cessi vitali, reali o potenziali. La diagno-
si i nf ermi eri st i ca f orni sce l e basi per si i nf ermi eri st i ca f orni sce l e basi per si i nf ermi eri st i ca f orni sce l e basi per si i nf ermi eri st i ca f orni sce l e basi per si i nf ermi eri st i ca f orni sce l e basi per
effettuare una scelta degli interventi as- effettuare una scelta degli interventi as- effettuare una scelta degli interventi as- effettuare una scelta degli interventi as- effettuare una scelta degli interventi as-
sistenziali infermieristici che porteranno sistenziali infermieristici che porteranno sistenziali infermieristici che porteranno sistenziali infermieristici che porteranno sistenziali infermieristici che porteranno
al conseguimento degli obiettivi dei quali al conseguimento degli obiettivi dei quali al conseguimento degli obiettivi dei quali al conseguimento degli obiettivi dei quali al conseguimento degli obiettivi dei quali
responsabile linfermiere. responsabile linfermiere. responsabile linfermiere. responsabile linfermiere. responsabile linfermiere.
La struttura struttura struttura struttura struttura della di agnosi i nf er- di agnosi i nf er- di agnosi i nf er- di agnosi i nf er- di agnosi i nf er-
mieristica mieristica mieristica mieristica mieristica si compone di elementi utili essen-
zialmente per ladozione di un linguaggio
infermieristico condiviso.
Per ogni diagnosi vengono identificate at-
tualmente delle componenti fondamentali, che
sono: il titolo, la definizione, le caratteristiche
definenti, i fattori correlati, i fattori di rischio.
Gli elementi componenti sono:
titolo titolo titolo titolo titolo: deve qualificare la tipologia del
problema;
definizione definizione definizione definizione definizione: ci permette di comprendere in
modo chiaro e preciso il significato della dia-
gnosi, contribuendo cos a differenziarla da
quelle che le assomigliano;
caratteristiche definenti caratteristiche definenti caratteristiche definenti caratteristiche definenti caratteristiche definenti: si articolano in
maggiori (presenti nell80-100% dei casi) e
minori (presenti nel 50-70% dei casi), sono
lequivalente dei segni e dei sintomi sogget-
tivi e oggettivi presenti in relazione a una de-
terminata diagnosi;
fattori correlati fattori correlati fattori correlati fattori correlati fattori correlati: sono i fattori eziologici che
determinano una certa situazione, raggrup-
pati in quattro categorie:
fisiopatologici (biologici o psichici),
situazionali (ambientali, sociali, personali),
fasi maturative (legati allet),
trattamenti (terapie, interventi).
fattori di rischio: sono fattori ambientali ed
elementi che aumentano la vulnerabilit di
una persona nei confronti di un evento che
pu danneggiare la salute.
Nella tabella 3 si illustra schematicamente
il significato di ciascuna componente fonda-
mentale e si esemplificano, attraverso la dia-
gnosi infermieristica difficolt di adattamen-
to, le diverse componenti.
Uni versal i t del l e di agnosi i nfer- Uni versal i t del l e di agnosi i nfer- Uni versal i t del l e di agnosi i nfer- Uni versal i t del l e di agnosi i nfer- Uni versal i t del l e di agnosi i nfer-
mieristiche e loro utilizzo mieristiche e loro utilizzo mieristiche e loro utilizzo mieristiche e loro utilizzo mieristiche e loro utilizzo
Un importante documento dellAssociazio-
ne Professionale The American NursesAsso-
ciation Social Policy Statement, (1980) defini-
sce linfermieristica come :la diagnosi e il trat-
tamento delle risposte umane a problemi di
salute reali o potenziali.
Anche se da anni gli infermieri diagnosti-
cano i problemi dei pazienti, il termine di dia-
gnosi infermieristica relativamente recente.
Nel passato limpegno diagnostico stato osta-
colato dalla mancanza di un lessico specifico
per i problemi infermieristici.
Lutilizzo delle diagnosi infermieristiche pre-
senta alcuni vantaggi vantaggi vantaggi vantaggi vantaggi (Bemareggi, Colleoni,
Pe- di rispa rom, 1997, modificato):
facilita la comunicazione tra gli infermieri at-
traverso lutilizzo di un linguaggio comune;
facilita la collaborazione;
stimola lapprofondimento della conoscen-
za del cliente;
permette un incremento dello spazio di au-
tonomia e di responsabilit professionale;
facilita lacquisizione del metodo diagnosti-
co da parte degli studenti; facilita la ricerca
infermieristica.
Gli svantaggi e i limiti risultanti dallutilizzo del-
le diagnosi infermieristiche risultano invece es-
sere:
la complessit dellapproccio diagnostico;
la possibile incongruenza/incompatibilit tra
modello concettuale infermieristico e diagnosi
dellinfermieristiche;
la modalit di validazione di tipo prevalente-
mente induttivo;
il riferimento a una tassonomia che ha avuto
origine in unaltra cultura, con riferimenti pro-
fessionali e legislativi diversi;
lesistenza di una pluralit di tassonomie che,
se da un lato rappresentano una ricchezza,
dallaltro rischiano di allontanare la prospet-
tiva di un linguaggio disciplinare comune;
il rischio di limitare la loro finalit alla collo-
cazione del cliente in categorie.
Model l o bi focal e: di agnosi i nfer- Model l o bi focal e: di agnosi i nfer- Model l o bi focal e: di agnosi i nfer- Model l o bi focal e: di agnosi i nfer- Model l o bi focal e: di agnosi i nfer-
mieristiche e problemi collaborativi mieristiche e problemi collaborativi mieristiche e problemi collaborativi mieristiche e problemi collaborativi mieristiche e problemi collaborativi
La discussione sulle diagnosi infermieristiche
ha sollevato il dibattito su quali siano gli am-
biti di autonomia degli infermieri e su come si
possano definire quegli ambiti in cui i medesi-
mi agiscono in collaborazione con altre figu-
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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Tab . 3. Componenti fondamentali delle diagnosi infermieristiche NANDA, loro descrizione ed esemplificazione.
re, in particolare sanitarie, nello specifico me-
diche. In tutto il mondo una parte dellesercizio
professionale infermieristico connotato dal-
leffettuazione di attivit che prevedono la pre-
scrizione medica e dalla necessit di integrare
lanalisi e la gestione dei problemi la cui ri-
sposta chiama in campo competenze multi-di-
sciplinari o, meglio, multiprofessionali.
In Italia, da qualche anno, esistono delle
pubblicazioni che parlano di problemi col- problemi col- problemi col- problemi col- problemi col-
laborativi laborativi laborativi laborativi laborativi, cio di certe complicazioni che
gli infermieri controllano per individuarne la
comparsa o una modificazione; gli infermieri
gestiscono i problemi collaborativi con inter-
venti di prescrizione medica o infermieristica volti
a ridurre al minimo le complicazioni di tali
eventi (Carpenito, 1996).
Anche Bizier parla di problemi di assistenza
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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infermieristica, o diagnosi infermieristica, e di
problemi che saranno trattati in collaborazio-
ne con altre figure (1992); Holloway propone
dei piani assistenziali centrati essenzialmente
sulla patologia del cliente, prevede i problemi
collaborativi ma non ne precisa, in modo ap-
profondito, gli aspetti concettuali.
Carpenito che cerca di affrontare la que-
stione da un punto di vista concettuale, senza
peraltro riuscire a risolvere alcuni problemi di
fondo che probabilmente richiedono ancora
anni di evoluzione a diversi livelli.
Il modello bifocale modello bifocale modello bifocale modello bifocale modello bifocale dellattivit clinica vie-
ne proposto da Carpenito sostiene che consi-
derati congiuntamente, le diagnosi infermieri-
stiche e i problemi collaborativi comprendono
la gamma di risposte che linfermiere abilitato
a trattare, definendo cos la natura unica del-
lassistenza infermieristica (1996),
In particolare, se Holloway ha previsto la
possibilit che tali tipi di problemi possano es-
sere sia potenziali sia reali, Carpenito, sostiene
che essi possono essere solo potenziali.
Nelle esperienze di formazione infer-
mieristica di base, ove il modello bifocale vie-
ne utilizzato, riscontrabile che i problemi col-
laborativi non possono essere intesi solo come
potenziali, in quanto essi si presentano come
problemi che richiedono collaborazione anche
quando sono reali.
Ulteriori aspetti problematici sono rappre-
sentati dalle modalit di identificazione e di
denominazione dei problemi collaborativi non-
ch dalle tipologie di obiettivi e di criteri di ri-
sultati utilizzabili.
La modalit di identificazione dei problemi
collaborativi basata sulla possibilit o meno,
da parte dellinfermiere, di prescrivere gli in-
terventi principali in vista dellobiettivo
(Carpenito,1996); ci sta a indicare che il
tipo di abilitazione allesercizio professionale
che porta alla distinzione dei problemi che
confluiscono nelle diagnosi infermieristiche da
quelli che costituiscono problemi collaborativi.
Se per lanalisi della situazione della perso-
na assistita (raccolta dati) viene effettuata con
unottica disciplinare, vuol dire che loggetto di
attenzione degli infermieri non esaustivo, op-
pure che serve una raccolta dati parallela, di or-
dine biofisiopatologico, che permetta di inqua-
drare meglio questi problemi di natura clinica.
Ma chiaro che questo porta a una valu-
tazione fisiopatologica delle diverse disfunzio-
ni, peraltro gi oggetto di approfondita anali-
si da parte dei medici; quindi evidente che
anche la terminologia utilizzata non pu che
essere quella delle diagnosi mediche, se quel-
lo il campo di analisi; ancor pi complessa
si articola la riflessione sullesaustivit dellelen-
co dei problemi collaborativi previsti da
Carpenito, e su quale possa essere la modali-
t di definizione, anche terminologica, di ulte-
riori problemi non previsti.
Lutilizzo di terminologia medica comporta
la possibilit di confusione relativamente al-
l oggetto e al soggetto del l assi stenza
infermieristica.
Carpenito propone inoltre che gli obiettivi
relativi ai problemi collaborativi non vengano
centrati sul cliente, proprio perch i risultati non
dipendono solo dallattivit degli infermieri, e
suggerisce di centrare la loro formulazione su-
gli infermieri, che sapranno gestire o ridurre al
minimo tali complicanze.
Evidentemente gli obiettivi cos formulati ri-
schiano di valutare la performance degli infer-
mieri e questo risulta essere un aspetto critico e
non idoneo ai fini della pianificazione assisten-
ziale.
Rimanendo questo un aspetto da appro-
fondire a livello sia internazionale sia naziona-
le, interessante notare che lautrice sottolinea
come sia la cultura professionale presente in
ciascun paese a influenzare la distinzione dei
problemi che sono di diagnosi infermieristica
dai problemi collaborativi; tale distinzione
peraltro in evoluzione in ciascun paese, pari-
menti al l evol uzi one del l e competenze
infermieristiche.
Tutto ci avr i suoi riflessi nella documen-
tazione assistenziale che tender a includere in
s, in misura sempre maggiore, le registrazioni
di pi professionisti, principalmente gli infer-
mieri e i medici, anche al fine di avere un ba-
gaglio di dati, o ancor meglio di informazioni,
che faciliti lintegrazione, la continuit e la
globalit della presa in carico, senza rinuncia-
re alla chiara definizione, anche documenta-
le, delle diverse competenze professionali in
gioco e delle relative responsabilit.
La st rut t ura dei model l i funzi onal e di La st rut t ura dei model l i funzi onal e di La st rut t ura dei model l i funzi onal e di La st rut t ura dei model l i funzi onal e di La st rut t ura dei model l i funzi onal e di
Marjory Gordon Marjory Gordon Marjory Gordon Marjory Gordon Marjory Gordon
Laccertamento infermieristico consiste nel-
la raccolta e classificazione dei dati e conduce
alla fase successiva che la formulazione del-
la diagnosi. In seguito linfermiere stabilisce il
piano di assistenza, seguito dallesecuzione (o
intervento). La valutazione dei risultati lulti-
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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ma fase del processo assistenziale e conduce


non solo ad unulteriore raccolta di dati, ma
anche ad una ridefinizione dei problemi del
paziente e alla pianificazione di nuovi inter-
venti.
La raccolta e la classificazione dei dati sono
guidate dai concetti fondamentali della disci-
plina infermieristica e sono finalizzate ad otte-
nere informazioni relative al paziente, consi-
derando i fattori fisici, psicologici, socioculturali
ed emotivi che possono influenzare il suo stato
di salute.
Laccertamento serve inoltre a indagare il
grado di autonomia dellindividuo nel
soddisfacimento del bisogno, al fine di poter
esprimere un giudizio infermieristico clinico e
pianificare cos azioni che siano di sostegno,
guida, compensazione o sostituzione.
La raccolta dei dati avviene durante ogni
interazione tra infermiere e paziente e tramite
la consultazione delle altre fonti disponibili.
I dati dellaccertamento devono essere rac-
colti e ordinati in modo da prevenire lomis-
sione di informazioni utili per la formulazione
della fase successiva del processo di nursing e
cio la diagnosi.
Per organizzare i dati si possono usare dei
modelli di riferimento tra cui il modello del-
laccertamento fisiologico sviluppato da
Gordon.
Gordon propone che linfermiere ripartisca i
dati raccolti in 11 diverse aree e poi le valuti per
determinare se larea o il modello sia funziona-
le o non funzionale per un particolare utente.
La struttura dei modelli funzionali di Gordon
ha carattere olistico e si applica alla persona
in considerazione del fatto che le entit distinte
vanno ricollegate allunicit e complessit del-
la persona.

I modelli funzionali (fisiologici) spe- I modelli funzionali (fisiologici) spe- I modelli funzionali (fisiologici) spe- I modelli funzionali (fisiologici) spe- I modelli funzionali (fisiologici) spe-
cificati da Gordon includono cificati da Gordon includono cificati da Gordon includono cificati da Gordon includono cificati da Gordon includono:
percezione e gestione della salute
nutrizione e metabolismo
eliminazione
attivit e esercizio fisico
riposo e sonno
cognitivo e percettivo
sessualit e riproduzione
ruolo e relazioni
percezione e concetto di s
adattamento e tolleranza allo stress
valori e convinzioni
P PP PPercezione e gestione della salute ercezione e gestione della salute ercezione e gestione della salute ercezione e gestione della salute ercezione e gestione della salute
Si focalizza sulla percezione e la conce-
zione di salute che la persona ha di s; i para-
metri dellaccertamento indagano sullo stato
di salute del paziente e sui suoi comportamenti
sanitari abituali, come per esempio labitudi-
ne al fumo, ladesione a pratiche di preven-
zione riguardanti la salute mentale o fisica e
alla volont di seguire le prescrizioni mediche
e infermieristiche. In base allindagine di que-
sto modello potrebbero rendersi necessari op-
portuni interventi infermieristici di educazione
alla salute.
La raccolta dati intende quindi verificare:
lo stato di salute e di benessere percepito
dalla persona;
il comportamento generale nei confronti
della salute (come gestisce la salute);
stato di salute in rapporto alla formula-
zione di piani per il futuro.

Modello percezione/gestione della sa- Modello percezione/gestione della sa- Modello percezione/gestione della sa- Modello percezione/gestione della sa- Modello percezione/gestione della sa-
lute: diagnosi infermieristiche lute: diagnosi infermieristiche lute: diagnosi infermieristiche lute: diagnosi infermieristiche lute: diagnosi infermieristiche
Alterazioni nel mantenimento dello stato
di salute
Gestione inefficace del regime terapeutico
Non conformit alla terapia
Alterazione dei processi protettivi
Alto rischio di infezioni
Alto rischio di lesioni
Alto rischio di trauma
Alto rischio di avvelenamento
Alto rischio di asfissia
Comportamenti specifici volti al manteni-
mento della salute
Nutrizione e metabolismo Nutrizione e metabolismo Nutrizione e metabolismo Nutrizione e metabolismo Nutrizione e metabolismo

Evidenzia le abitudini alimentari del pazien-
te, valuta il consumo di cibo e di liquidi in rela-
zione ai bisogni metabolici; i parametri del-
laccertamento comprendono quindi le abitu-
dini alimentari come cadenza, tipo e quantit
dei pasti; laumento o la perdita di peso, lap-
petito, le preferenze riguardo al cibo, luso o
meno di integratori vitaminici o nutritivi.
Infine sono compresi le condizioni della
pelle, delle mucose delle unghie, dei capelli
dei denti, la misurazione della temperatura
corporea, del peso e dellaltezza.
La raccolta dati intende quindi verificare:
consumo di alimenti e bevande in rela-
zione al fabbisogno metabolico;
tipi, quantit e preferenze di alimenti e di
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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bevande;
lesioni cutanee e capacit di cicatriz-
zazione;
indicatori dello strato nutrizionale (quali
le condizioni dei capelli, cute e unghie).

Model l o nut ri zi one/met abol i smo: di a- Model l o nut ri zi one/met abol i smo: di a- Model l o nut ri zi one/met abol i smo: di a- Model l o nut ri zi one/met abol i smo: di a- Model l o nut ri zi one/met abol i smo: di a-
gnosi infermieristiche gnosi infermieristiche gnosi infermieristiche gnosi infermieristiche gnosi infermieristiche
lterazioni della nutrizione: Alto rischio di
assunzione di quantit superiori al
fabbisogno dellorganismo
Interruzione dellallattamento al seno
Allattamento al seno inefficace
Alimentazione inefficace del bambino
Allattamento al seno efficace
Alto rischio di aspirazione
Deficit della deglutizione
Alterazione della mucosa del cavo orale
Alto rischio di carenza di liquidi
Carenza di liquidi causata dal mancato
funzionamento dei meccanismi regolatori
Carenza di liquidi conseguente a perdita
attiva dellorganismo
Eccesso di liquidi
Alto rischio di danneggiamento dellinte-
grit cutanea
Danneggiamento dellintegrit cutanea
Alto rischio di alterazione della tempera-
tura corporea
Termoregolazione inefficace
Ipertermia
Ipotermia
El i mi nazi one El i mi nazi one El i mi nazi one El i mi nazi one El i mi nazi one
Interessa la funzione escretoria di intestino,
vescica e pelle; i parametri dellaccertamento
indagano le abitudini di eliminazione intesti-
nale e urinaria (uso di lassativi, diuretici o so-
stanze che controllano lescrezione) e le funzio-
ni escretorie della pelle, come per esempio lec-
cessiva traspirazione.
La raccolta dati intende verificare:
modelli di funzione escretoria;
abitudini e mezzi che la persona adotta.
Model l o el i mi nazi one: di agnosi Model l o el i mi nazi one: di agnosi Model l o el i mi nazi one: di agnosi Model l o el i mi nazi one: di agnosi Model l o el i mi nazi one: di agnosi
infermieristiche infermieristiche infermieristiche infermieristiche infermieristiche
Stipsi
Sensazione di stipsi
Diarrea
Incontinenza intestinale
Alterazione del ciclo delleliminazione
urinaria
Incontinenza funzionale
Incontinenza riflessa
Incontinenza da sforzo
Incontinenza impellente
Incontinenza totale
Ritenzione urinaria

Attivit ed esercizio fisico Attivit ed esercizio fisico Attivit ed esercizio fisico Attivit ed esercizio fisico Attivit ed esercizio fisico

Riguarda le abitudini del paziente circa at-
tivit, svaghi e pratiche ricreative; i parametri
dellaccertamento esplorano la mobilit, le at-
tivit abituali di lavoro (lavoro, fare la spesa,
curare la casa, provvedere alligiene persona-
le, ecc.), le attivit sportive e ricreative.
Comprende il riconoscere i fattori che influ-
iscono con il modello desiderato per quella
persona (deficit neuromuscolari, dispnea, an-
gina, ecc.).
La raccolta dati intende verificare:
esercizio fisico, attivit fisiche, tempo li-
bero;
attivit di vita quotidiana;
sport;
fattori che interferiscono con lattivit fisica.
Modello esercizio/attivit fisica: diagnosi Modello esercizio/attivit fisica: diagnosi Modello esercizio/attivit fisica: diagnosi Modello esercizio/attivit fisica: diagnosi Modello esercizio/attivit fisica: diagnosi
infermieristiche infermieristiche infermieristiche infermieristiche infermieristiche
Alterazioni della crescita e dello sviluppo
Affaticamento
Carenza di autocura riguardo alligiene
personale
Carenza di attivit ricreative
Alto rischio di intolleranza allattivit
Intolleranza allattivit
Deficit motorio
Alto rischio di sindrome da disuso
Disriflessia
Clearance inefficace delle vie aeree
Attivit respiratoria inefficace
Alterazione dello scambio dei gas
Incapacit di sostenere la respirazione
spontanea
Risposta non funzionale allo svezzamento
dal respiratore artificiale
Riduzione della gittata cardiaca
Alto rischio di disfunzione neurovascolare
periferica
Alterazione della perfusione dei tessuti:
renale, cerebrale, cardiopolmonare,
gastrointestinale, periferici
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Riposo e sonno Riposo e sonno Riposo e sonno Riposo e sonno Riposo e sonno
Descrive i modelli di riposo, sonno, rilassa-
mento; i parametri dellaccertamento compren-
dono la percezione che la persona ha della
quantit e della qualit di sonno e di riposo e
del suo livello di energia. Vi sono incluse poi le
abitudini notturne e gli eventuali ausili utilizzati
per dormire, come farmaci.
La raccolta dati intende verificare:
modello di sonno, riposo e rilassamento;
percezione della quantit e qualit del
proprio riposo;
aiuti e problemi relativi al sonno.

Model l o ri poso/sonno: di agnosi i nfer- Model l o ri poso/sonno: di agnosi i nfer- Model l o ri poso/sonno: di agnosi i nfer- Model l o ri poso/sonno: di agnosi i nfer- Model l o ri poso/sonno: di agnosi i nfer-
mieristiche mieristiche mieristiche mieristiche mieristiche
Disturbi del sonno
Cognitivo e percettivo Cognitivo e percettivo Cognitivo e percettivo Cognitivo e percettivo Cognitivo e percettivo

Analizza le funzioni cognitive come lorien-
tamento, il linguaggio, la memoria, il ragio-
namento, e le abilit sensoriali/percettive come
ludito, le vista, lolfatto, il gusto e il tatto. I pa-
rametri dellaccertamento sondano le funzioni
cognitive (perdita di memoria), la presenza del
dolore e di altre sensazioni.
La raccolta dati intende verificare:
adeguatezza delle funzioni sensoriali;
percezione e trattamento del dolore;
capacit funzionali nellambito cognitivo.

Modello cognizione/percezione: diagno- Modello cognizione/percezione: diagno- Modello cognizione/percezione: diagno- Modello cognizione/percezione: diagno- Modello cognizione/percezione: diagno-
si infermieristiche si infermieristiche si infermieristiche si infermieristiche si infermieristiche
Dolore
Dolore cronico
Alterazioni sensoriali percettive (visive, udi-
tive, cinestesiche, gustative, tattili, olfattive)
Negligenza monolaterale
Alterazione dei processi cognitivi
Carenza di conoscenze
Sessualit e riproduzione Sessualit e riproduzione Sessualit e riproduzione Sessualit e riproduzione Sessualit e riproduzione
Valuta lespressione sessuale del paziente
in relazione al suo stadio di sviluppo, alla sua
soddisfazione e al modello riproduttivo; i pa-
rametri per laccertamento comprendono la
percezione da parte del paziente del proprio
ruolo e della propria salute sessuale, lo stadio
riproduttivo della donna (pre-post menopau-
sa), e in rapporto ad esso gli eventuali proble-
mi percepiti.
La raccolta dati intende verificare:
soddisfazione o disturbi nel campo della
sessualit;
fase relativa alla riproduzione (pubert,
menopausa, ecc.);
modello riproduttivo (desiderio di avere
figli, uso di contraccettivi, ecc.).

Model l o sessual i t /ri produzi one: di a- Model l o sessual i t /ri produzi one: di a- Model l o sessual i t /ri produzi one: di a- Model l o sessual i t /ri produzi one: di a- Model l o sessual i t /ri produzi one: di a-
gnosi infermieristiche gnosi infermieristiche gnosi infermieristiche gnosi infermieristiche gnosi infermieristiche
Disfunzione sessuale
Alterazione dei modelli sessuali
Ruolo e relazioni Ruolo e relazioni Ruolo e relazioni Ruolo e relazioni Ruolo e relazioni
Descrive il modello degli impegni legati ai
ruoli e il tipo di relazioni con gli altri. I parame-
tri dellaccertamento indagano la percezione
che la persona ha dei propri ruoli e delle pro-
prie responsabilit nella situazione di vita at-
tuale. Sono comprese gratificazioni e proble-
mi in famiglia, nelle relazioni sociali e nel la-
voro con le responsabilit correlate a tali ruoli.
La raccolta dati intende verificare:
impegni di ruolo (famigliari, professio-
nali, sociali);
percezione delle proprie responsabilit.

Model l o ruol o/rel azi one: di agnosi Model l o ruol o/rel azi one: di agnosi Model l o ruol o/rel azi one: di agnosi Model l o ruol o/rel azi one: di agnosi Model l o ruol o/rel azi one: di agnosi
infermieristiche infermieristiche infermieristiche infermieristiche infermieristiche
Alterazione della comunicazione verbale
Isolamento sociale
Difficolt di interazione sociale
Alto rischio di violenza contro se stessi o
gli altri
Alto rischio di alterazione del rapporto
genitori-figli
Alterazione del rapporto genitori-figli
P PP PPercezione e concetto di s ercezione e concetto di s ercezione e concetto di s ercezione e concetto di s ercezione e concetto di s
Si focalizza sui sentimenti riferiti al valore di
s e alla propria immagine corporea; i para-
metri dellaccertamento indagano gli atteggia-
menti della persona nei confronti di se stessa,
la percezione che essa ha delle proprie capa-
cit (cognitive, affettive, fisiche), della propria
identit, del valore di se stessa e del suo gra-
do di partecipazione emozionale in genere.
La raccolta dati intende verificare:
atteggiamenti verso se stessi;
percezione delle proprie capacit;
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immagine corporea, identit, modello
emozionale generale;
modello di postura e di linguaggio.

Model l o percezi one/concezi one di s: Model l o percezi one/concezi one di s: Model l o percezi one/concezi one di s: Model l o percezi one/concezi one di s: Model l o percezi one/concezi one di s:
diagnosi infermieristiche diagnosi infermieristiche diagnosi infermieristiche diagnosi infermieristiche diagnosi infermieristiche
Paura
Ansia
Disperazione
Impotenza
Alterazione dellimmagine corporea
Alterazione dellidentit personale
Alterazione dellautostima
Bassa stima di s cronica
Bassa stima di s situazionale
Alto rischio di autolesionismo
Adattamento e tolleranza allo stress Adattamento e tolleranza allo stress Adattamento e tolleranza allo stress Adattamento e tolleranza allo stress Adattamento e tolleranza allo stress
Si concentra sui modelli di stress e di adat-
tamento del paziente; i parametri si focalizzano
sulle capacit di sostenere le sfide dellintegri-
t del s, sulla percezione che la persona ha
delle proprie capacit di controllare e gestire
le situazioni, sul sostegno che riceve da altre
risorse (familiari o di altro tipo), e sulle mo-
dalit per affrontare lo stress.
La raccolta dati intende verificare:
modo generale di affrontare le situazioni
e sua efficacia;
capacit percepita di gestire le situazioni;
capacit e risorse personali su cui poter
sempre contare.

Modello affronto/tolleranza allo stress: Modello affronto/tolleranza allo stress: Modello affronto/tolleranza allo stress: Modello affronto/tolleranza allo stress: Modello affronto/tolleranza allo stress:
diagnosi infermieristiche diagnosi infermieristiche diagnosi infermieristiche diagnosi infermieristiche diagnosi infermieristiche
Affronto difensivo
Negazione inefficace
Incapacit di adattamento
Risposta post-traumatica
V VV VValori e convinzioni alori e convinzioni alori e convinzioni alori e convinzioni alori e convinzioni

Analizza i valori e le credenze che guidano
la persona nella vita: i parametri per laccerta-
mento valutano le convinzioni, le aspettative e
gli eventuali conflitti correlati alla salute; inoltre
comprendono lorientamento del paziente nella
ricerca di persone significative per il sostegno
e la pratica religiosa.
La raccolta dati intende verificare:
valori, scopi, credenze che guidano le
scelte;
conflitti relativi allo stato di salute.
Model l o val ori /convi nzi oni : di agnosi Model l o val ori /convi nzi oni : di agnosi Model l o val ori /convi nzi oni : di agnosi Model l o val ori /convi nzi oni : di agnosi Model l o val ori /convi nzi oni : di agnosi
infermieristiche infermieristiche infermieristiche infermieristiche infermieristiche
Afflizione spirituale (Afflizione dello spiri-
to umano)
Diagnosi infermieristiche: esempi Diagnosi infermieristiche: esempi Diagnosi infermieristiche: esempi Diagnosi infermieristiche: esempi Diagnosi infermieristiche: esempi
Assistenza infermieristica al bambino con
patologie dellapparato respiratorio
Liberazione inefficace delle vie aeree
Modello di respirazione inefficace
Alterazione degli scambi gassosi
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio elettrolitico
Disturbo del modello di sonno
Nutri zi one al terata (i nferi ore del
fabbisogno)
Rischio di intolleranza allattivit
Ricerca di comportamenti che promuo-
vono lo stato di salute cio prevenzione
degli attacchi di asma ed infezioni secon-
dari dellapparato respiratorio
Alterazione dei processi familiari
Alterazione della temperatura corporea
Ansia/paura per il bambino e dei genitori
Affaticamento
Mancanza di conoscenze/informazione
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
epi gl otti te epi gl otti te epi gl otti te epi gl otti te epi gl otti te
Liberazione inefficace delle vie aeree
Compromissione della deglutizione
Modello di respirazione inefficace
Rischio elevato di deficit di volume dei
l i qui di e conseguente squi l i bri o
elettrolitico
Alterazione della temperatura corporea
Ansia
Rischio elevato di soffocamento
Deficit di conoscenze
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
laringotracheobronchite laringotracheobronchite laringotracheobronchite laringotracheobronchite laringotracheobronchite
Liberazione inefficace delle vie aeree
Modello di respirazione inefficace
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi
Disturbo del modello di sonno
Ansia
Affaticamento
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Deficit di conoscenza
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
infezione urinaria (ivu) infezione urinaria (ivu) infezione urinaria (ivu) infezione urinaria (ivu) infezione urinaria (ivu)
Alterazione della temperatura corporea
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio elet-
trolitico
Deficit di conoscenze
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
di arrea di arrea di arrea di arrea di arrea
Diarrea
Nutrizione alterata (inferiore al fabbiso-
gno)
Rischio elevato di deficit di volume dei
l i qui di e conseguente squi l i bri o
elettrolitico
Alterazione della temperatura corporea
Compromissione dellintegrit cutanea
Alterazione del comfort
Dolore
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
nausea e vomito nausea e vomito nausea e vomito nausea e vomito nausea e vomito
Rischio elevato di deficit di volume dei
l i qui di e conseguente squi l i bri o
elettrolitico
Nutrizione alterata (inferiore al fabbiso-
gno)
Rischio elevato di alterazione della mu-
cosa del cavo orale
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
di si dratazi one di si dratazi one di si dratazi one di si dratazi one di si dratazi one
Rischio elevato di deficit di volume dei
liquidi e conseguente squilibrio elettro-
litico
Rischio elevato di alterazione della mu-
cosa del cavo orale
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
problemi di alimentazione problemi di alimentazione problemi di alimentazione problemi di alimentazione problemi di alimentazione
Nutrizione alterata (inferiore al fabbiso-
gno), correalata ad aumentato fabbiso-
gno calorico; non assunzione/assorbi-
mento di sufficienti calorie; diminuito de-
siderio di mangiare, secondario a
(specificare).
Nutrizione alterata (superiore al fabbiso-
gno), correlata ad alterazione del mo-
dello di saziet; diminuizione del
fabbisogno metabolico, secondario a
(specificare).
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
alterazioni della temperatura corporea alterazioni della temperatura corporea alterazioni della temperatura corporea alterazioni della temperatura corporea alterazioni della temperatura corporea
Rischio di alterazione della temperatura
corporea (ipotermia, ipertermia, termo-
regolazione inefficace), correlato a:
Compromissione della termoregolazione,
secondari a a presenza di fattori
fisiopatologici (specificare);
Trattamenti freddi: applicazioni fredde, in-
fusione di soluzioni parenterali o enterali
fredde;
Fattori ambientali, comportamentali o co-
stituzionali: esposizione al freddo, calo-
re, eccessiva o ridotta umidit, abbiglia-
mento i nappropri ato, sottopeso/
soprappeso, disidratazione/malnutrizio-
ne, fluttuazione della temperatura ambien-
tale, uso di oggetti freddi o bagnati (abiti,
culla, etc.), superficie corporea bagnata;
Inefficacia della termoregolazione in rela-
zione allet;
Li mi tata regol azi one metabol i ca
compensatoria in relazione allet.
Rischio di deficit del volume di liquidi,
correlato a febbre.
Ansia dei genitori, correlata a deficit di
conoscenze circa leziologia delliperter-
mia e la gestione del bambino febbrile.
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
dol ore dol ore dol ore dol ore dol ore
Dolore acuto/dolore cronico, correlato a:
Trauma tessutale e spasmi muscolari
riflessi secondari a disturbi muscolo-
scheletrici (fratture, contratture, altera-
zioni del midollo spinale, infiammazio-
ni tendinee e articolari, intervento chi-
rurgico, incidente, ustioni), disturbi
vi sceral i (i nt est i nal i , pancreat i ci ),
neoplasie, infiammazioni;
Procedure invasive diagnostico tera-
peutiche.
Ansia dei genitori, correlata a deficit di
conoscenze circa la causa dl dolor, sof-
ferenza del figlio, effetti collaterali al trat-
tamento algido, modalit di misurazio-
ne del dolore.
Alterazioni del comfort, correlata agli ef-
Progetto Sanit N 13 - 2006 - Aprile Maggio Giugno

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fetti collaterali dei farmaci che si manife-
sta con nausea e vomito.
Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con Assistenza infermieristica al bambino con
patologia traumatica da parto patologia traumatica da parto patologia traumatica da parto patologia traumatica da parto patologia traumatica da parto
Dolore acuto, correlato al trauma da parto
(frattura, ematoma, lesioni al capo, tu-
mefazioni).
Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o
dopo il parto dopo il parto dopo il parto dopo il parto dopo il parto
Rischio di lesione (soffocamento, aspira-
zione).
Rischio di infezione.
Rischio di ipotermia.
Rischio di deficit del volume dei liquidi.
Rischio di alterato attaccamento madre
bambino.
Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no
portatore di anomalie cromosomiche portatore di anomalie cromosomiche portatore di anomalie cromosomiche portatore di anomalie cromosomiche portatore di anomalie cromosomiche
Alterazione dei processi familiari, correlata
allesigenza di adattarsi alla situazione.
Rischio di isolamento sociale, (del bam-
bino/della famiglia) correlato a disabilit
o a particolari esigenze familiari.
Rischio di alterazione del ruolo gemito-
riale, correlato ad abuso, repulsione,
iperprotezione secondari ad inadegua-
tezza delle risorse o dei meccanismi di
coping.
Deficit nella cura di s, correlato a limita-
zioni imposte dalla disabilit o dai rico-
veri in ospedale.
Rischio di alterazione dellaccrescimento
e dello sviluppo, correlato a compromes-
sa capacit di svolgere i compiti legati
alla fase di maturazione.
Tensione nel ruolo di assistente, correlata a
molteplici e continui bisogni assistenziali se-
condari a restrizioni imposte dalla malat-
tia, dalla disabilit o dai trattamenti.
Assistenza infermieristica al bambino sot- Assistenza infermieristica al bambino sot- Assistenza infermieristica al bambino sot- Assistenza infermieristica al bambino sot- Assistenza infermieristica al bambino sot-
toposto a fototerapia toposto a fototerapia toposto a fototerapia toposto a fototerapia toposto a fototerapia
Rischio di compromissione dellintegrit
del tessuto corneale, correlato a esposi-
zione alla luce per fototerapia e a ne-
cessit di tenere continuamente un
bendaggio oculare.
Rischio di compromissione dellintegrit
cutanea, correlato a diarrea, escrezione
urinaria di bilirubina ed esposizione alla
luce per fototerapia.
Assistenza infermieristica al bambino fi- Assistenza infermieristica al bambino fi- Assistenza infermieristica al bambino fi- Assistenza infermieristica al bambino fi- Assistenza infermieristica al bambino fi-
glio di madre tossicodipendente sin- glio di madre tossicodipendente sin- glio di madre tossicodipendente sin- glio di madre tossicodipendente sin- glio di madre tossicodipendente sin-
drome di astinenza drome di astinenza drome di astinenza drome di astinenza drome di astinenza
Rischio di compromissione dellintegrit
cutanea, correlato a sudorazione profu-
sa e rigidit marcata.
Diarrea, correlata ad aumento della
peristalsi secondaria a iperirritabilit.
Disturbo del modello dl sonno, correlato
a iperirratabilit.
Rischio di lesione, correlato al succhiarsi i
pugni in modo frenetico; a tremori o mo-
vimenti tonico-clonici incontrollati.
Alterazioni sensoriali percettive, correlate
a ipersensibilit agli stimoli ambientali.
Modello inefficace di alimentazione del
bambino, correlato a letargia.
Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o
pretermi ne pretermi ne pretermi ne pretermi ne pretermi ne
Comportamento disorganizzato del bam-
bino, correlato a immaturit del sistema
nervoso centrale e stimolazione eccessi-
va.
Rischio di aspirazione, correlato a immo-
bilit e aumento delle secrezioni.
Rischio di infezione, correlato a vulnera-
bilit del bambino, mancanza di una nor-
male flora commensale, pericoli am-
bientali e ferita aperta (cordone ombeli-
cale) e accessi vascolari.
Rischio di compromissione dellintegri-
t cutanea, correlata a suscettibilit alle
infezioni nosocomiali, secondaria a
mancanza di una normal e f l ora
cutanea.
Termoregolazione inefficace, correlata a
passaggio del neonato allambiente
extrauterino.
Modello inefficace di alimentazione del
bambino correlato a debolezza secon-
daria a immaturit.
Alterazione dei processi familiari, correlata
agli effetti di una ospedalizzazione pro-
lungata sulla famiglia.
Ansia (dei genitori), correlata a prognosi
imprevedibile.
Ri schi o di al t erazi one del ruol o
genitoriale, correlato a legame inade-
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guato secondario a separazione del


bambino dalla madre o incapacit di
questa di accettare un bambino con
compromissioni.
Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o Assi st enza i nfermi eri st i ca al neonat o
post-termi ne post-termi ne post-termi ne post-termi ne post-termi ne
Rischio di compromissione dellintegrit
cutanea, correlato ad assenza di vernice
protettiva e prolungata esposizione al li-
quido amniotico (neonato grande per et
gestazionale).
Modello inefficace di alimentazione del
bambino, correlato a letargia.
Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no Assi st enza i nfermi eri st i ca al bambi no
ospedal i zzat o ospedal i zzat o ospedal i zzat o ospedal i zzat o ospedal i zzat o
Deficit di attivit diversive correlata a: Deficit di attivit diversive correlata a: Deficit di attivit diversive correlata a: Deficit di attivit diversive correlata a: Deficit di attivit diversive correlata a:
Difficolt di accedere o partecipare alle
attivit consuete, secondaria a dolore, iso-
lamento, immobilit, diminuita percezio-
ne sensoriale (uditiva o visiva)
Assenza di coetanei o amici
Monotonia dellambiente
Ricovero in ospedale per lunghi periodi
Mancanza di motivazione, secondaria a
incertezze per il futuro
Mancanza di stimolazione appropriata.
Di st urbo del concet t o di s, Di st urbo del concet t o di s, Di st urbo del concet t o di s, Di st urbo del concet t o di s, Di st urbo del concet t o di s,
correlato a: correlato a: correlato a: correlato a: correlato a:
Variazioni dellaspetto, stile di vita, secon-
dario a malattia cronica, perdita dellinte-
grit fisica, perdita di una o pi funzioni,
dolore
Mancanza di stimoli e di vicinanza emoti-
va (autostima cronicamente scarsa)
Supporto genitoriale scarso
Perdita del gruppo dei pari, secondario a
isolamento
Perdita di indipendenza e di autonomia,
secondari a malattia cronica, invalidit
Compromissione delladattamento, Compromissione delladattamento, Compromissione delladattamento, Compromissione delladattamento, Compromissione delladattamento,
correlato a ricovero ospedaliero e correlato a ricovero ospedaliero e correlato a ricovero ospedaliero e correlato a ricovero ospedaliero e correlato a ricovero ospedaliero e
modi fi cazi oni del l o st i l e di vi t a e modi fi cazi oni del l o st i l e di vi t a e modi fi cazi oni del l o st i l e di vi t a e modi fi cazi oni del l o st i l e di vi t a e modi fi cazi oni del l o st i l e di vi t a e
del l a rout i ne, al l i nt roduzi one di del l a rout i ne, al l i nt roduzi one di del l a rout i ne, al l i nt roduzi one di del l a rout i ne, al l i nt roduzi one di del l a rout i ne, al l i nt roduzi one di
nuove regole e convivenza con per- nuove regole e convivenza con per- nuove regole e convivenza con per- nuove regole e convivenza con per- nuove regole e convivenza con per-
sone sconosciute. sone sconosciute. sone sconosciute. sone sconosciute. sone sconosciute.
Copi ng i neffi cace (del bambi no), Copi ng i neffi cace (del bambi no), Copi ng i neffi cace (del bambi no), Copi ng i neffi cace (del bambi no), Copi ng i neffi cace (del bambi no),
correlato a: correlato a: correlato a: correlato a: correlato a:
Alterazione dellintegrit corporea, secon-
daria a perdita di una parte del corpo, a
effetti collaterali, malattia cronica
Alterazioni emotive e del carattere, secon-
darie a reazioni organiche, neoplasia (ce-
rebrale), terapia steroidea, ritardo mentale
Rottura di legami affettivi, secondaria a lun-
go ricovero e separazione dalla famiglia
Sistema di supporto insufficiente.
Ansia, correlata a:
Minaccia reale o percepita dellintegrit fi-
sica, secondaria a malattia
Minaccia reale o presunta dellimmagine
di s, e allidentit
Cambiamento ambientale ospedaliz-
zazione e conseguente separazione dalle
figure di riferimento
Ansia dei genitori.
P PP PPaura, correlata a: aura, correlata a: aura, correlata a: aura, correlata a: aura, correlata a:
Conseguenza della perdita di una parte del
corpo, di una funzione organica, di una
malattia invalidante, terminale
Perdita di controllo e imprevedibilit dei ri-
sultati secondarie a: ricovero, intervento
chirurgico/trapianto e suo esito, procedu-
re invasive
Separazione dai genitori e/o coetanei.
Processi familiari alterati, correlati a: Processi familiari alterati, correlati a: Processi familiari alterati, correlati a: Processi familiari alterati, correlati a: Processi familiari alterati, correlati a:
Impatto con la malattia del figlio
Modificazioni delle capacit funzionali del
figlio malato
Grave alterazione della routine familiare
secondaria ai trattamenti assistenziali per
il figlio che richiedono tempo (dialisi
domiciliare, ripetuti controlli settimanali per
follow-up)
Modificazioni fisiche provocate dal tratta-
mento terapeutico del figlio malato
Modificazioni emozionali di tutta la fami-
glia provocate dal trattamento terapeutico
del figlio malato
Onere finanziario per il trattamento
terapeutico/assistenziale del figlio malato
Ricovero in ospedale dl figlio e continua
assistenza
Disagio economico.
T TT TTensione nel ruolo di assistente, ensione nel ruolo di assistente, ensione nel ruolo di assistente, ensione nel ruolo di assistente, ensione nel ruolo di assistente, cor cor cor cor cor- -- --
relata a: relata a: relata a: relata a: relata a:
Esigenze di unassistenza continua e com-
plessa del figlio
Problemi personali dellassistente e/o di-
sfunzioni familiari
Aspettative non realistiche nei confronti del-
lassistente da parte degli altri membri del-
la famiglia
Durata dellassistenza richiesta, pause di
riposo insufficienti, carenza di svago,
indisponibilit di una sostituzione.
Lutto anticipatorio del genitore, cor- Lutto anticipatorio del genitore, cor- Lutto anticipatorio del genitore, cor- Lutto anticipatorio del genitore, cor- Lutto anticipatorio del genitore, cor-
relato a perdita percepita, associata relato a perdita percepita, associata relato a perdita percepita, associata relato a perdita percepita, associata relato a perdita percepita, associata
a diagnosi di malattia a prognosi a diagnosi di malattia a prognosi a diagnosi di malattia a prognosi a diagnosi di malattia a prognosi a diagnosi di malattia a prognosi
i nfaust a, debi l i t ant e, correl at a a i nfaust a, debi l i t ant e, correl at a a i nfaust a, debi l i t ant e, correl at a a i nfaust a, debi l i t ant e, correl at a a i nfaust a, debi l i t ant e, correl at a a
mal atti a croni co-degenerati va del mal atti a croni co-degenerati va del mal atti a croni co-degenerati va del mal atti a croni co-degenerati va del mal atti a croni co-degenerati va del
f i gl i o. f i gl i o. f i gl i o. f i gl i o. f i gl i o.
Lutto patologico, correlato agli effet Lutto patologico, correlato agli effet Lutto patologico, correlato agli effet Lutto patologico, correlato agli effet Lutto patologico, correlato agli effet- -- --
ti negativi e alla perdita reale, se- ti negativi e alla perdita reale, se- ti negativi e alla perdita reale, se- ti negativi e alla perdita reale, se- ti negativi e alla perdita reale, se-
condario alla morte del bambino. condario alla morte del bambino. condario alla morte del bambino. condario alla morte del bambino. condario alla morte del bambino.
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Legenda: Cartella infermieristica pediatrica sezione relativa alladattamento al contesto del ricovero
Gruppo di lavoro progetto Gruppo di lavoro progetto Gruppo di lavoro progetto Gruppo di lavoro progetto Gruppo di lavoro progetto
La cartella infermieristica pediatrica nella Regione Puglia La cartella infermieristica pediatrica nella Regione Puglia La cartella infermieristica pediatrica nella Regione Puglia La cartella infermieristica pediatrica nella Regione Puglia La cartella infermieristica pediatrica nella Regione Puglia
Coordinamento scientifico organizzativo
Ambrogio Aquilino Ambrogio Aquilino Ambrogio Aquilino Ambrogio Aquilino Ambrogio Aquilino - A.Re.S- PUGLIA - Area Qualit Accreditamento e Formazione
Maria Grazia F Maria Grazia F Maria Grazia F Maria Grazia F Maria Grazia Foschino Barbaro oschino Barbaro oschino Barbaro oschino Barbaro oschino Barbaro - SIPSOT - Servizio di Psicologia Ospedaliera - Osp. Giovanni XXIII
Carmela Marseglia Carmela Marseglia Carmela Marseglia Carmela Marseglia Carmela Marseglia - Ufficio Qualit Accreditamento - Azenda Policlinico Bari
F FF FFrancesca Avolio rancesca Avolio rancesca Avolio rancesca Avolio rancesca Avolio - A.Re.S Puglia - Area Qualit Accreditamento e Formazione
Gruppo di esperti infermieri professionali
Vincenza R Vincenza R Vincenza R Vincenza R Vincenza Rafaschieri afaschieri afaschieri afaschieri afaschieri - Direzione Sanitaria - Azienda Policlinico Bari
Antonia Cancelliere Antonia Cancelliere Antonia Cancelliere Antonia Cancelliere Antonia Cancelliere Direzione Sanitaria - FG3 Lucera
Emanuella Gazzillo Emanuella Gazzillo Emanuella Gazzillo Emanuella Gazzillo Emanuella Gazzillo - U.O. Cardiologa - Giovanni XXIII Bari
Antonella Regina La Bianca Antonella Regina La Bianca Antonella Regina La Bianca Antonella Regina La Bianca Antonella Regina La Bianca - Direzione Medica - Giovanni XXIII Bari
P PP PPatrizia Moretti atrizia Moretti atrizia Moretti atrizia Moretti atrizia Moretti Direzione Sanitaria - BA4 San Paolo
L LL LLuigi Sparapano uigi Sparapano uigi Sparapano uigi Sparapano uigi Sparapano - U.O. Ortopedia - Giovanni XXIII Bari
Margherita Zatton Margherita Zatton Margherita Zatton Margherita Zatton Margherita Zatton - U.O. Malattie Metaboliche - Giovanni XXIII Bari
Gruppo di esperti psicologi
Rossella Lippolis Rossella Lippolis Rossella Lippolis Rossella Lippolis Rossella Lippolis - Servizio di Psicologia Ospedaliera- Ospedale Giovanni XXIII
Giovanna Miagola Giovanna Miagola Giovanna Miagola Giovanna Miagola Giovanna Miagola - Servizio di Psicologia Ospedaliera- Ospedale Giovanni XXIII
R RR RRosa T osa T osa T osa T osa Tedone edone edone edone edone - Servizio di Psicologia Ospedaliera- Ospedale Giovanni XXIII
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Event ual i st ress f ami l i ari /personal i Event ual i st ress f ami l i ari /personal i Event ual i st ress f ami l i ari /personal i Event ual i st ress f ami l i ari /personal i Event ual i st ress f ami l i ari /personal i
Per stress familiari e personali si segnalano le seguenti situazione:
- Maltrattamento fisico
- Abuso sessuale
- Maltrattamento emotivo
- Adozione
- Nascita di un fratello
- Affidamento familiare
- Ospedalizzazione
- Perdita di un genitore
- Perdita di un altro adulto significativo
- Malattia fisica
- Trasferimento
- Malattia fisica del genitore
- Malattia psichiatrica del genitore
- Povert
- Inserimento allasilo nido o alla scuola materna
- Separazione dal genitore per motivi di lavoro o per altri motivi
- Una persona cara subisce un trauma
- Ambiente circostante violento
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