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BOYS – CAVINESE

Ci batte forte il cuore, più forte che si può.


Siamo in seconda categoria.
Lo possiamo urlare con onore, orgoglio e rabbia.
Siamo in seconda categoria e viene la pelle d’oca, in un pomeriggio di caldo cocente ed emozioni violentissime,
ripensando ai momenti belli ed a quelli difficili di questa avventura iniziata dieci mesi orsono. Imperfetti e belli,
timorosi ed eroici, siamo in seconda categoria, come pochi pensavano e come, probabilmente, qualcuno
nemmeno ci voleva.
Oggi la squadra di Cattelan e Campagnolo, questo meraviglioso gruppo di ragazzi, amici prima che giocator e
compagni di team, ha avuto la tenacia e la capacità di resistere a tutto e a tutti ed è entrata nella storia del
giovane club retto dal presidentissimo Baldassa.
I Boys hanno vinto perché han passato tutte le fasi della gara; il sofferto inizio con la partenza a spron battuto
della Cavinese, il dominio della seconda parte del primo tempo con il conseguente vantaggio di Pasquale, il
blackout della ripresa che li ha riportati stupidamente sotto, l’errore dal dischetto, il pareggio ed il vantaggio
definitivo.
L’eroe non è perfetto ma l’eroe è per sempre.
L’inizio di questa partita da anime in subbuglio è un arrembaggio dei padroni di casa: al minuto dieci girata di
Corò sotto misura e spettacolare riflesso felino del monumentale Zanchetta che devia in angolo.
Passano pochi minuti e l’esterno Dario non riesce a finalizzare una confusa azione in area ospite.
I Boys non si scompongono ed iniziano a macinare gioco; il centrocampo, ridisegnato da Cattelan a fronte della
squalifica di Peruzzo e relativo arretramento di capitan Visentin sulla linea difensiva, trova le corrette geometrie,
la ferocia agonistica di Sagne e Lovisetto assicurano palloni giocabili per l’estro di Vettore e il senso euclideo di
Bisinella; innescati con rapide verticalizzazioni Malosso, Pasquale e Baesso iniziano a renderedifficile il
pomeriggio dei relativi marcatori.
Al minuto ventidue Baesso servito sulla linea dei sedici metri da Bisinella, slalomeggia su Cavinato, entra in area
ed in diagonale lambisce il montante destro della porta di Maschio.
Centocinquanta secondi dopo è il mancino fatato di Vettore a pescare Malosso solo davanti al portiere, esterno
del dinoccolato centrocampista di Limena e grande risposta dell’ottimo numero uno di casa.
Nel primo minuto di recupero i Boys passano in vantaggio; Baesso riceve palla sulla sinistra ed inventa un assist
delizioso per Pasquale; il Pichici si aggiusta la palla e con l’interno batte l’estremo difensore proteso in disperata
uscita.
La ripresa riprende con il medesimo pathos. La spinta dell’undici di casa si fa più pressante ma non si contano
conclusioni a rete pericolose anche per l’ottima prova di classe Betto e Rosso che narcotizzano le punte
avversarie. Inaspettato però, al minuto sessanta arriva il pareggio dei locali: mischia in area palla che non viene
celermente allontanata e rapinoso tocco di Testa che deposita in rete.
Il gol causa qualche contraccolpo ai ragazzi di Campo San Martino, affiora qualche macchia di ruggine nei
muscoli di Lovisetto e Bisinella ma parallelamente cresce l’abnegazione e lo spirito di sacrificio di tutti.
Cattelan getta nella mischia i piedi caldissimi di Marzaro per Baesso . La Cavinese trova il punto del sorpasso al
minuto ottanta; angolo di Scantamburlo e deviazione mancina di Tosato che punisce la disattenzione difensiva
Boys.
Si profilano dieci minuti di fuoco ma è Marzaro a suonare la carica; imbeccato sul fronte mancino, il bomber di
Villafranca protegge bene palla, si gira elegantemente ma viene messo giù dal diretto marcatore. Berto di
Padova non ha dubbi. Calcio di rigore.
E’ un piccolo cerchio di gesso, lo chiamano dischetto ed invece molte volte è un pozzo. Il pozzo è profondo, il
vuoto intorno è assoluto. Quest’anno ci siamo caduti dentro tante di quelle volte da non contarle più. E’ il
capitano a sfidarlo questa volta: la porta davanti a lui si stringe come l’immagine nello specchio deformante di
un luna park. Sette metri abbondanti da mirare e appena una figuretta nel mezzo: il gesto tecnico più facile per
il profano della pedata. Invece no, le gambe tremano, i pensieri soffocano, la paura paralizza.
Rincorsa e conclusione da dimenticare, anche questa volta è il portiere a vincere la sfida.
Maschio respinge il penalty e si supera sulla respinta dello stesso Visentin.
Si và all’extra-time. Cattelan rimedia all’evidente sofferenza fisica dei suoi spremuti discepoli inserendo la ferina
vigoria di Niccolè per l’esausto Sir Lovisetto, disegnando una squadra più solida e potente.
Dopo cento minuti di gioco Bisinella corona nel migliore dei modi la sua eccellente prestazione; punizione dal
fronte sinistro d’attacco, traiettoria maligna su cui arriva la deviazione minima ma determinante di Tosato che
mette fuori causa il proprio portiere.
Tensione, fatica e canicola estiva mietono nuove vittime, crampi per Pasquale arriva il contributo del prezioso
Fufi Benetton che affianca Marzaro.
Le lancette del cronometro di Berto iniziano a percorrere gli ultimi quindici giri: i Boys controllano con
intelligenza: lavoro da operai del pallone per Sagne e Malosso, Niccolè frena chiunque gli capiti davanti,
Bisinella riconquista palla e ripropone per gli avanti, Betto e Rosso duri nel tackle e concentrati, Marzaro in stato
di grazia sfonda ripetutamente.
Ultimo brivido al minuto centoquindici , ospiti sbilanciati, ripartenza Cavinese, Betto limitato dai crampi non
riesce a chiudere su Concolato, ingresso in area dell’avanti locale che da posizione favorevole però, spreca
alzando troppo la mira.
Ultimi minuti in campo anche per lo stoico, dolorante, Baba Babolin.
Al minuto centodiciotto l’apoteosi, Marzaro propone e dispone, progressione verticale che diventa letale per i
muscoli di Baraldo, tentativo disperato di deviare la sfera e contatto ai danni dello scatenato avanti ospite. Il
fischio del direttore di gara è puntuale. Spetta a Marzaro affrontare ora la solitudine del calcio di rigore.
Ancora il dischetto, il luna park. Non vinci se sei il più bravo a tirare; vinci se sei il più freddo,il più calmo, il più
incosciente o il più assente.
Il dischetto, il pozzo. Marzaro stringe il suo pallone, lo appoggia sul cerchio bianco. Uno sguardo in fondo al
pozzo, l’acqua riflette il suo viso, Michele mostra la lingua. Uno sberleffo, il pozzo non lo inghiottirà.

La palla è una linea di precisione assoluta. Maschio nulla può.Gol !!


Sugli spalti esplode la gioia dei sostenitori ospiti; Maretti esulta mentre spegne la sigaretta numero trentasette
in centoventi minuti ( record personale battuto), Stellin recita l’ultimo Pater Ave Gloria del campionato, Masiero
bacia appassionatamente Franco Pasquale.
Il cielo è blu sopra Cavino.
Arriva il triplice fischio. Il sogno si è avverato . Nel calcio non c’è nessuna verità ma a lungo andare il calcio è
logico. Ha vinto la squadra che ha meritato di più.
Tutti sappiamo che ci sono cose più importanti di una partita di calcio che la vita sta da un’altra parte: la
famiglia, il lavoro, i problemi ma arriva il momento in cui il calcio porta via con sé, strappa da tutto, fa
dimenticare il quotidiano e costruisce una favola.
La favola di questi eccezionali ragazzi si chiama “ promozione”.
Del resto,onestamente, sinceramente, chi se ne frega.

ZIO ENRICO ZEVRAIN MAGO