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homolaicus.

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Prima edizione 2014
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2
ENRICO GALAVOTTI
CHE COS' LA COSCIENZA?
Pagine di diario
+a coscienza non impedisce di commettere un peccato"
impedisce solo di goderne in pace.
,-eodore .reiser
/ato a 0ilano nel 114" laureatosi a 2ologna in 3ilosofia nel 1144"
docente di storia e filosofia a Cesena" 5nrico 6alavotti ! 7ebmaster
del sito 777.-omolaicus.com il cui motto !
8manesimo +aico e 9ocialismo .emocratico.
Per contattarlo galarico:-omolaicus.com
9ue pubblicazioni# lulu.com)spotlig-t)galarico
Premessa
- C-e senso -a riprodursi se dobbiamo morire;
- /oi dobbiamo riprodurci proprio perc-( dobbiamo morire.
- 0a perc-( a una domanda filosofica diamo sempre una risposta
biologica;
- Avresti preferito c-e ti dicessi c-e la domanda era stupida;
- Avrei preferito c-e mi dicessi c-e il senso della vita non sta nella
mia riproduzione" ma nel fatto c-e attraverso la mia riproduzione
&ualcun altro pu' iniziare a produrre.
- Cio! vuoi dire c-e il senso della vita sta nella riproduzione della li-
bert$ di produrre;
- <oglio dire c-e &uesta libert$" una volta data" deve poter essere
esercitata" in un modo o nell%altro.
- 3orse volevi dire in un =mondo= o nell%altro" perc-( &ui" come vedi"
puoi fare ben poco...
- Il problema in effetti ! proprio &uesto" come conciliare la libert$ di
produrre coi limiti spazio-temporali c-e ci vengono assegnati.
- /on solo" ma dobbiamo anc-e fare in modo c-e la difficolt$ del
compito non diventi un pretesto per non fare nulla.
- +a ,erra ! un banco di prova...
- ... in cui le condizioni per esercitare la libert$ sono A e 2 e domani
saranno C e ..
- In effetti anc-%io penso c-e la libert$ sia la stessa" cambiano solo le
condizioni in cui la si esercita.

Che cos' !a coscien"a?


I! s# e !a coscien"a
+a vera conoscenza ! la conoscenza di s(" cio! l%autoco-
scienza" c-e per'" per non essere arbitraria" meramente soggettiva"
dev%essere anc-e conoscenza del s" cio! della relazione uomo-natu-
ra" intendendo per =essere umano= l%insieme delle relazioni sociali
c-e lo caratterizzano.
Il s( non ! il noumeno di >ant" ma non ! neppure un feno-
meno interpretabile con le leggi della matematica. Il s( include la
materia al pari della coscienza" c-e ! la forma superiore in cui la ma-
teria esprime e interpreta se stessa.
Il s( non pu' essere colto" nella sua pienezza" dall%individuo
singolo" e anc-e il collettivo autoconsapevole gli si avvicina solo per
approssimazione. ,anto pi? l%approssimazione sar$ grande" tanto pi?
avvertiremo i confini del nostro pianeta come troppo stretti.
Il concetto di infinito si estende dalla profondit$ e vastit$
della materia a &uella della coscienza. 5ntrambe -anno le stesse leg-
gi" ma la coscienza umana ! l%autoconsapevolezza della materia.
@uesto ! il motivo per cui non ! sufficiente conoscere le leg-
gi della natura con l%intelletto. Il senso di umanit$ della coscienza in-
clude leggi c-e sfuggono all%analisi razionale. +e leggi della libert$
sono leggi c-e anzitutto si sentono.
C%! un sentire nell%universo c-e ! come una pulsazione. ,ra
il cuore e le stelle l%analogia ! enorme. +%automovimento ! la pulsa-
zione dell%universo" una forma di energia autosussistente.
Il cuore c-e pulsa nell%universo ! l%espressione della sua co-
scienza" l%autocoscienza del s(. =2ruciare di passione=" in un alter-
narsi continuo di forza e di debolezza" indica esattamente il tipo di
pulsione c-e pervade l%universo" in cui ogni elemento ! connesso al-
l%altro" in una concatenazione reticolare praticamente infinita.
5siste una gerarc-ia di forze attrattive e repulsive" di cui
&uella inerente alla coscienza ! superiore a tutte. Il meccanismo del-
la polarizzazione degli opposti" c-e si attraggono e si respingono" !
garanzia non solo di unit$ ma anc-e di diversit$ nell%intero universo.
A
2isogna ricondurre tutto all%uno Bnel senso di =unit$= non di
=unico=C" salvaguardando la molteplicit$ infinita" la cui origine non
sta nell%uno ma nella realt$ duale# l%unit$ minima dell%uno ! il due" lo
sdoppiamento. In principio non vi ! l%uno ma la duplicit$ c-e tende
all%unit$" per poi ridiventare diversit$" alterit$" in un gioco infinito di
tesi-antitesi-sintesi Bgi$ scoperto da DegelC. +%uno si sdoppia perc-(
! duplice in s(.
@uel c-e non riesce a riprodursi ! perc-( -a cessato di vive-
re. 9e l%uno vuol conservare se stesso" ostacolando la riproduzione in
generale" ovvero la negazione di s( a favore di una nuova sintesi" la
conservazione porta inevitabilmente all%autodistruzione. C-i non ac-
cetta di lasciarsi coinvolgere nella dinamica della negazione di s("
vissuta secondo natura" esce in un certo senso dalla storia" perde la
propria identit$ - e &uesto proprio nel momento in cui ! pi? preoccu-
pato a difenderlaE
Per poter rinascere dobbiamo negarci. In astratto ! giusta
&uell%espressione evangelica c-e dice# =C-i vuol salvare la propria
vita" la perder$" ma c-i la perder$ per una causa comune Fl%umaniz-
zazione dei rapporti socialiG la ritrover$=. +a storia ! fatta per i co-
raggiosi" per c-i non -a paura di ritrovarsi dopo aver sacrificato la
propria vita.
+%unica cosa di cui bisogna assicurarsi ! c-e la negazione di
s( non sia una forma masc-erata di suicidio. H sottilissimo il filo c-e
separa le due cose" proprio perc-( sappiamo di poter utilizzare la ne-
gazione come forma illusoria di positivit$.
2isogna demistificare l%uso ideologico del martirio" dell%au-
toimmolazione come forma di contestazione degli antagonismi so-
ciali.
L'a$%oconsa&e'o!e""a de!!a ma%eria
9e la materia esiste da sempre e mai finir$" avendo le stesse
caratteristic-e c-e i credenti attribuiscono alla divinit$" perc-( si par-
la di =coscienza= come di un suo prodotto naturale; Perc-( non dire
c-e la coscienza ! =altro= rispetto alla materia; Ivvero" perc-( solo
nell%essere umano s%! formata l%autoconsapevolezza della materia;
Per &uale motivo la materia -a bisogno di darsi una consapevolezza
di s(;
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Anc-e per gli animali la materia ! &ualcosa di assolutamente
oggettivo" del tutto esterna a loro" eppure non si pongono il proble-
ma di indagarla nella sua essenza" n(" tanto meno" di modificarla ra-
dicalmente pensando di ottenere maggiori benefici.
/oi diciamo c-e il movimento ! connaturato da sempre alla
materia" ma per &uale motivo &uesto automovimento -a prodotto un
essere umano cosJ libero da poter fare della materia uno strumento al
suo completo servizio" al punto da renderla &uasi irriconoscibile;
.un&ue la materia ! sJ eterna" ma" nel suo movimento" tende
ad essere cosciente di s. @uindi non si tratta di materia cieca o iner-
te" dominata dal caso" ma ! vivente. 5 &uanto di essa possiamo costa-
tare sul nostro pianeta non coincide esattamente con tutta la materia
dell%universo" proprio perc-( buona parte della sua essenza sfugge
alla nostra comprensione" e probabilmente &uesta lacuna ! dovuta al
fatto c-%essa ci -a generati.
In altre parole" sarebbe come se noi" usciti dal ventre mater-
no" c-e ! in fondo un simbolo della materia vivente" volessimo rien-
trarvi per capire esattamente come abbiamo vissuto il tempo della
nostra gestazione. +%unica cosa c-e possiamo intuire ! c-e la materia
! vivente" in &uanto in grado di produrre vita" all%interno della &uale
si sviluppa" in particolare" &uella umana" capace di compiere un%im-
portante azione retroattiva sulla stessa materia" anc-e al fine di cer-
care di comprenderla in tutte le sue caratteristic-e" salvo &uelle c-e
inevitabilmente ci sfuggono" essendo per loro natura infinite e fonte
della nostra stessa infinit$.
Iltre un certo limite di conoscenza non possiamo andare"
proprio perc-( il limite coincide col mistero" di cui noi stessi siamo
fatti. +a dimostrazione di ci' ! data appunto dal fatto c-e le profon-
dit$ della coscienza sono e&uivalenti a &uelle della natura della ma-
teria.
Siamo ($e! che siamo
+a natura esiste al di fuori dell%umana coscienza e indipen-
dentemente da essa. 0a solo il fatto c-e noi lo si sappia" ci rende di-
versi dagli animali" c-e si limitano a considerarsi parte di un tutto.
Cio! l%animale non si pone neppure il problema di una differenza tra
interno ed esterno. ,utto ! natura" ivi inclusi gli stessi animali.
K
/oi invece abbiamo la percezione di non essere esattamente
=naturali= come loro. C%! &ualcosa in noi c-e va al di l$ della natura
e c-e ci rende diversi da &ualun&ue ente naturale. .a dove ci viene
&uesta sensazione o percezione o convinzione; Ce l%aveva forse an-
c-e l%uomo primitivo" c-e sicuramente era molto pi? a contatto di noi
con la natura; I dipende dal fatto c-e viviamo in societ$ basate sui
conflitti sociali" per cui tutto ci appare diviso;
9e l%uomo primitivo si sentiva in armonia con la natura e vi-
cino al mondo animale" perc-( -a voluto agire in maniera arbitraria;
.a dove gli veniva la convinzione c-e avrebbe potuto farlo; .a
dove gli veniva l%illusione di credere c-e il suo arbitrio non avrebbe
avuto gravi conseguenze su di s( e sui propri rapporti con la natura;
C%! &ualcosa di poco spiegabile nell%essere umano. Infatti" se
fosse un prodotto della natura al 100L" non avrebbe mai potuto op-
porre alcuna vera forma di arbitrio# non ! avrebbe avuto la facolt$"
esattamente come gli animali. 0a se possiede &uesta facolt$" come si
pu' sostenere c-e la materia esiste indipendentemente dalla coscien-
za c-e possiamo averne; Per &uale motivo la natura avrebbe creato
un essere in grado di dominarla" anzi" di soggiogarla;
+%antecedenza cronologica sembra non stia affatto a signifi-
care una precedenza ontologica. /oi non siamo figli della natura al
100L# al massimo lo siamo al 0. Il resto non proviene dalla natura"
ma da &ualcosa di esterno ad essa" &ualcosa c-e per' -a bisogno
della stessa natura per sussistere. Cio! all%origine di tutto deve esser-
ci &ualcosa di duale" c-e ! un insieme di naturale e sovrannaturale o
extranaturale. /oi siamo figli della natura e di un elemento umano"
c-e coesiste da sempre con la natura" avendo le sue stesse caratteri -
stic-e di illimitatezza nel tempo e di infinit nello spazio.
<i !" sin dall%inizio" una coesistenza tra essenza umana ed
essenza naturale" c-e ! pacifica Bnon autodistruttivaC" dialettica Bdo-
tata di attrazione e repulsioneC" produttiva Bnel senso della creativit$
artisticaC e riproduttiva Bnel senso della sessualit$C" sensibile e razio-
nale nello stesso tempo" cio! connessa ad aspetti emotivi e intellet-
tuali.
,uttavia" la percezione c-e abbiamo d%essere di molto supe-
riori alla natura" in forza della nostra scienza e tecnica" ! del tutto
sbagliata" in &uanto ci fa diventare =innaturali= e persino =disumani=.
.un&ue" c-e senso -a c-e noi si abbia la percezione d%essere superio-
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ri alla natura e c-e per' non si possa esercitare tale superiorit$ oltre
certi limiti; @ual ! il modo in cui noi possiamo sentirci superiori"
pur restando naturali;
+%unico modo in cui possiamo farlo ! &uello di sviluppare la
coscienza. Infatti se ci limitiamo a sviluppare la scienza" corriamo
sempre il risc-io di violare l%autonomia della natura" con le sue esi -
genze riproduttive. Per sviluppare la scienza in maniera =naturale="
dovremmo anzitutto sottometterla alle esigenze della libert di co-
scienza. 9e le esigenze di &uesta libert$ non vengono violate" lo sono
anc-e &uelle della natura. H come se tra coscienza e natura vi fosse
una stretta interconnessione. 9ono come dei vasi comunicanti" in cui
se si fa un%eccessiva pressione su uno" il li&uido fuoriesce dall%altro.
9e le cose stanno cosJ" dobbiamo aspettarci solo delle cata-
strofi epocali" poic-(" da &uando abbiamo iniziato la rivoluzione tec-
nico-scientifico" abbiamo causato alla natura guasti d%incalcolabile
portata" cui" non siamo in grado" al momento" di porre alcun rimedio.
@ualun&ue ritorno all%epoca preistorica viene percepito come una
sconfitta su tutti i fronti. 9e non ! la natura stessa a farci capire c-e"
andando avanti cosJ" risc-iamo di autodistruggersi" noi non lo capi-
remo mai" proprio perc-( abbiamo perso la consapevolezza di ci'
c-e ! naturale e di ci' c-e non lo !.
A nostra giustificazione noi non possiamo assolutamente
dire c-e" siccome la coscienza ! un prodotto tardivo della natura"
non siamo in grado di conoscere esattamente tutte le leggi della na-
tura" i suoi reconditi segretiM di &ui appunto l%esigenza di sviluppare
al massimo scienza e tecnica. @uesto modo di ragionare ! opportuni-
stico" per la semplice ragione c-e non abbiamo bisogno di ulteriore
tempo per capire &uali effetti disastrosi provoca la nostra scienza
sulla natura. /egli ultimi 00 anni ci siamo completamente disinte-
ressati a &uesti effetti" solo perc-( abbiamo avuto la possibilit$ di
farli subire all%K0L dell%umanit$" ovvero ad aree territoriali c-e non
ci appartenevano e c-e abbiamo voluto colonizzare con la forza.
Iggi non soltanto dobbiamo recuperare un rapporto e&uili-
brato tra coscienza e natura" ma dovremmo anc-e farlo entro uno
spazio ristretto" &uello in cui ! possibile vivere responsabilmente
tale rapporto. ,uttavia" l%unico ambito in cui si pu' davvero essere
padroni del proprio destino" evitando di delegare ad altri la soluzione
dei nostri problemi ! la comunit di villaggio basata sull'autoconsu-
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mo. .i &uesta comunit$ oggi possiamo soltanto ipotizzare la necessi-
t$" in &uanto la presenza" contestuale" degli 9tati e dei mercati la ren-
dono impossibile" ma verr$ un giorno c-e dovremmo preoccuparci
davvero di costruirla. 5 &uando &uel giorno verr$" tutte &ueste parole
non serviranno a nulla" in &uanto l%esperienza baster$ a se stessa.
Lo s&iri%o de!!a ma%eria !a coscien"a
H assurdo negare l%esistenza dell%anima per timore di dover
ammettere l%esistenza di un dio. I materialisti non possono lasciarsi
condizionare dalla terminologia dei credenti. Infatti" se si accetta l%i-
dea della materia increata" non si vede perc-( da &uesta materia
debba essere escluso l%essere umano. 9e siamo parte di una materia
eterna" in perenne trasformazione" allora noi non siamo mai nati e
mai moriremo. +%essenza umana ! eterna e infinita non meno dell%es-
senza materiale. All%origine della materia non vi ! alcun dio" ma la
materia stessa" c-e si ! autogenerata" e di essa l%essenza umana ! par-
te organica.
/on esiste alcuno =spirito= o =divinit$= antecedente alla ma-
teria" come non esiste una coscienza separata dal corpo. +a fine del
corpo ! la fine della coscienza in &uel corpo. C-iedersi &uale forma
possa assumere il nostro corpo dopo la sua fine" ! una domanda sen-
za senso" perc-( o la risposta si presume gi$ di conoscerla" oppure
non si ! =materialmente= in grado di rispondervi.
.etto &uesto" la stessa parola =morte= ac&uista semplicemen-
te il significato di =trasformazione=. 5ssendo destinati a vivere in
eterno" la morte ! semplicemente il passaggio da una condizione di
vita a un%altra. 8na materia eterna e infinita -a infinite forme di esi -
stenza" come infinite sono le forme della coscienza umana. +a co-
scienza non ! altro c-e la forma pi? spirituale della materia. +e leggi
della coscienza sono le stesse della materia" in forma immateriale.
/on si pu' usare il concetto di materia per negare &uello di
essenza umana universale" solo perc-( si teme di fare il gioco dei
clericali col loro concetto di dio. +%unico dio dell%universo ! l%uomo"
diviso in masc-io e femmina# non esistono entit$ esterne all%uomo se
non appunto la materia" di cui per' l%uomo ! parte organica" struttu-
rale.
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Il c-e vuol dire c-e va rivisto anc-e il concetto di =evoluzio-
ne=. Il fatto c-e il genere umano abbia preso forma sulla ,erra" non
sta a significare c-e" come =essenza=" non fosse gi$ presente nell%uni-
verso. ,utte le immaginific-e costruzioni di idee divine dipendono
proprio dalla dimenticanza di &uesto presupposto. @uando nel Gene-
si si parla di =creazione umana=" la si deve intendere come =terrena="
ma il fatto c-e si aggiunga l%espressione =a immagine e somiglianza
della divinit$= lascia capire c-e tra umanit$ e divinit$ non vi sia al-
cuna differenza" tant%! c-e l%autore di &uel racconto poetico s%imma-
ginava un dio c-e camminava nell%5den insieme ai nostri progenito-
ri" cio! come una sorta di =capo trib?= dedito all%agricoltura B2"KssM
N"KC.
Anc-e 6es? Cristo" nel vangelo di 6iovanni" si meraviglia
c-e gli ebrei siano finiti col considerare dio un%entit$ esterna e obiet-
ta loro c-e gli stessi uomini sono divinit$ B10"N4ssC. Infatti non ci
pu' essere vera identit$ umana finc-( la si considera in tutto e per
tutto dipendente da una divinit$ Bcosa c-e avevano gi$ capito i filo-
sofi greci della natura cin&ue secoli prima della nostra !raC. @uesto !
il principio fondamentale di &ualun&ue ateismo.
9e noi ci pensassimo come =eterni= e non come =creati=" non
avremmo bisogno di credere in un%entit$ assoluta a noi esterna. 9e
esistesse un%entit$ del genere" la nostra libert$ sarebbe eternamente
condizionata. /on c-e essa non lo sia o c-e non debba esserlo" ma
pu' esserlo solo dalle leggi c-e la costituiscono" c-e sono appunto
&uelle della materia" c-e da sempre coesiste con l%essenza umana.
9e l%uomo ! =creato= non ! libero sino in fondo. /oi possia-
mo essere =creati= solo nell%ambito della ,erra e in una condizione
materiale specifica" ma non lo siamo certo come =essenza umana=.
+o dimostra il fatto c-e non esiste alcuna garanzia c-e i figli diventi-
no esattamente come i padri. +%essenza umana va ben al di l$ della
trasmissione genetica e persino di &uella culturale. Igni essere uma-
no ! assolutamente un unicum irriducibile e irripetibile. 5 ogni volta
deve c-iedersi come vivere la propria libert e con &uale coscienza.
Coscien"a e ma%eria
+a materia e la coscienza sono l%arch di ogni cosa. +a ma-
teria ! fonte della natura" la coscienza ! fonte dell%essere umano. ,ra
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materia e coscienza vi ! un rapporto di stretta interconnessione" d%in-
terdipendenza. +a coscienza ! un prodotto della materia" ma anc-e la
materia ! un prodotto della coscienza. +a materia ! pensante e la co-
scienza ! immateriale# non c%! coscienza al di fuori della materia e
viceversa. +a materia ! una categoria della conoscenza e dell%espe-
rienza umana" non meno della coscienza" in &uanto entrambe indica-
no una realt$ oggettiva c-e si riflette nelle sensazioni umane e nella
struttura dell%universo.
+a materia ! primaria ed eterna" increata e indistruttibile"
causa intrinseca di tutto &uanto esiste. Anc-e la coscienza -a le stes-
se &ualit$. 0ateria e coscienza sono elementi interconnessi" stretta-
mente interdipendenti" e anc-e assolutamente autosufficienti" in
&uanto escludono realt$ esterne c-e possano dar loro un &ualc-e si-
gnificato di vita" un senso alla loro esistenza e al loro rapportarsi.
Il mondo materiale ! unico" una unit$ di molteplici forme.
/ulla pu' sorgere dal nulla e non pu' neppure scomparire nel nulla.
,utto ci' c-e esiste" esiste da sempre" e si trova in perenne trasfor-
mazione. @uesto vale anc-e per la coscienza" c-e ! un prodotto tipi-
camente umano" assente in &ualsiasi altro ente dell%universo.
+a libert di coscienza ! il valore supremo dell%universo.
Anc-e la coscienza O come la materia O esiste da sempre# l% essenza
umana non ! un mero prodotto derivato dalla materia" ma un ele-
mento originario" c-e da sempre coesiste con la materia. 9e si esclu-
de &uesta eterna coesistenza" si fa della materia un &ualcosa di misti -
co" cio! si fa del materialismo metafisico" e si attribuisce alla casua-
lit$ la formazione della coscienza. Il c-e ! insensato" in &uanto la co-
scienza rappresenta" senza dubbio" un elemento assolutamente ecce-
zionale" non comparabile con alcun elemento materiale di tutto l%uni-
verso e" per &uesta ragione" va escluso a priori c-%essa possa essere il
frutto di una successione progressiva di determinazioni &uantitative.
9e esiste un%evoluzione" nella coscienza" riguarda i suoi livelli di svi-
luppo" non la sua autogenesi.
9e non si vuole cadere nel misticismo" attribuendo alla mate-
ria &ualit$ divine" occorre affermare la coesistenza della materia con
l'essenza umana cosciente di s. H proprio la presenza di &uesta co-
scienza c-e rende relativa" cio! non indispensabile" un%indagine ap-
profondita dell%essenza della materia per comprendere il significato
dell%universo. @ualora infatti si raggiungessero vastissime conoscen-
1N
ze scientific-e" esse sarebbero ancora poco rispetto a &uelle c-e ri-
guardano la profondit$ della coscienza.
+a coscienza ! il corrispondente immateriale pi? adeguato
alla vastit$ e profondit$ dell%universo materiale. Coscienza e materia
sono un tutt%uno" c-e pu' essere colto nella sua distinzione" nel senso
cio! c-e non si pu' confondere un elemento con l%altro" ma non !
possibile neppure separare o disgiungere gli elementi e nemmeno so-
vrapporli o giustapporli" nemmeno temporaneamente. In origine non
vi ! l%uno bensJ il due# due poli c-e si attraggono per completezza e
si respingono per la diversit$.
H cosJ vero &uesto principio c-e" da un punto di vista filoso-
fico" un &ualun&ue numero diviso per se stesso non dovrebbe dare
uno ma zero" o comun&ue" se proprio non si vuole utilizzare lo zero"
c-e in natura non esiste" essendo una mera convenzione formale" do-
vrebbe dare un numero irrazionale. @uesto perc-( in natura non esi-
ste neppure l%uno" se non in maniera relativa" cio! in rapporto ad al-
tro" c-e potrebbe essere &ualificato come =assente= o come =diversa-
mente presente=. 9e uno studente nel banco ! solo" lo ! in rapporto
agli altri" c-e di solito sono in coppia.
Il proverbio popolare dice# =non c%! due senza tre=. 0a sa-
rebbe pi? esatto dire# =non c%! uno senza due=. +a solitudine del nu-
mero uno comporta &ualcosa di alienante. .ovremo fare come Pita-
gora" c-e si rifiutava di classificare l%uno tra i numeri dispari e lo
c-iamava =parimpari=. Come minimo i numeri dovrebbero partire
dal due# si dovrebbe dire c-e" come lo zero non esiste in maniera as-
soluta" cosJ l%uno esiste solo in maniera relativa. Anc-e &uando si de-
vono contare un certo numero di elementi" si preferisce" per brevit$"
usare il due invece dell%uno. +%uno viene usato dai bambini piccoli"
&uando -anno appena imparato a contare.
/oi non abbiamo occ-i adatti per riconoscere l%umano in tut-
te le sue forme" e ci spaventiamo &uando va oltre il consueto per il
&uale siamo abituati. ,emiamo la follia" poic-( ci sembra di vedere
ci' c-e non c%!M temiamo la morte" c-e per noi significa non avere
forze sufficienti per affrontare l%inaspettato. /on ci piace lasciarsi
andare al misticismo" perc-( per noi ! una forma di irrazionalit$" e
continuiamo ad affrontare le cose con sano buon senso. /on riuscia-
mo a immaginarci =figli dell%universo=# preferiamo restare coi piedi
per terra" senza renderci conto c-e solo un luogo sconfinato nello
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spazio e senza un tempo determinato" calcolabile" pu' essere ade-
guato alla nostra coscienza" i cui abissi sono insondabili.
9e ci sentissimo =figli dell%universo=" vivremmo le cose con
maggiore consapevolezza e libert$" con maggiore distacco e lucidit$"
e soprattutto avvertiremmo il nostro pianeta come un luogo sacro da
rispettare" sul &uale dovremmo camminare a piedi nudi" come &uan-
do Pa-v! disse a 0os!# =,ogliti i calzari perc-( &uesto luogo sacro=.
9ulla ,erra siamo soltanto degli ospiti" tenuti a rispettare un
certo regolamento non scrittoM dopodic-(" sulla base di come ci sa-
remo comportati" otterremo una missione da compiere" di cui" in un
certo senso" sappiamo gi$ il contenuto# essere se stessi. 9oltanto una
cosa non sappiamo# il contesto in cui esserlo" cio! le forme del-
l'essere" c-e non potranno certo essere identic-e a &uelle terrestri"
come &ueste non sono identic-e a &uelle c-e vivevamo nel ventre di
nostra madre.
+a vita ! come una scuola" in cui si apprendono le cose len-
tamente e a livelli sempre pi? avanzati. /otevole la fatica iniziale"
ma poi si viaggia spediti" pur in mezzo a saltuari contrattempi. 9i im-
para sbagliando# l%importante ! non perdere tempo e impegnarsi da
subito. Raggiunge l%obiettivo c-i ! disposto a fare sacrifici" c-i non
pretende tutto e subito.
H stata una grande disgrazia dell%umanit$ aver deviato dalla
retta via. I disastri compiuti in &uesti ultimi A000 anni sono stati cosJ
gravi da indurci a guardare le cose con un certo pessimismo. +%uma-
nit$ sembra aver perso definitivamente la possibilit$ di discernere il
bene dal male. Ci stiamo incamminando" &uasi senza soste" verso il
precipizio.
La na%$ra coscien%e
Il materialismo storico-dialettico sostiene c-e la materia ! il
dato primordiale" mentre la coscienza ! il dato secondario. +o dice
in senso cronologico.
In realt$ sarebbe stato meglio sostenere" in senso ontologico"
c-e la materia cosciente da sempre" anc-e se la coscienza ci appa-
re storicamente in via di sviluppo. @uesto perc-( non esiste un vero
e proprio =sviluppo della coscienza=. Anzi" da circa seimila anni" con
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la nascita delle civilt$" abbiamo assistito a una involuzione della co-
scienza.
+a coscienza rappresenta uno =sviluppo= solo &uando cerca
di recuperare la propria identit originaria" e &uesto avviene sem-
pre con molta fatica" con grandi traumi" con passi in avanti e indie-
tro" proprio perc-( non siamo pi? abituati a vivere =secondo natura=.
+a coscienza pi? sviluppata ! stata &uella c-e" come espe-
rienza collettiva" si viveva conformemente alle esigenze della natu-
ra" cio! ! stata &uella c-e avvertiva la natura al di fuori e" nel con-
tempo" dentro di s.
Iggi la natura viene percepita come un elemento soltanto al
di fuori di noi" c-e noi possiamo e anzi dobbiamo =dominare=" se vo-
gliamo sopravvivere. Al massimo la percepiamo come un elemento
in cui rifugiarsi transitoriamente" per sopportare meglio l%alienazione
delle citt$ e del macc-inismoM ma &uesta forma di evasione BcosJ ti-
pica &uando non si lavoraC ! solo una forma d%illusione.
/essun collettivo dovrebbe mai sovrapporre" facendole pre-
valere" le proprie esigenze produttive e riproduttive a &uelle della na-
tura. +%unico modo per essere conformi a natura ! &uello di c-ieder-
si" ogni volta c-e si compie un%azione" se i suoi effetti potranno osta-
colare o ritardare o addirittura impedire i processi autoriproduttivi
della natura.
+a riproduzione" in natura" e &uindi anc-e nell%uomo" ! pi?
importante della produzione umana" proprio perc-( una &ualun&ue
produzione" senza riproduzione" non vale nulla" non viene trasmessa
alla specie" cio! finisce con la morte del produttore.
9e i processi autoriproduttivi della natura vengono ostacolati
o ritardati o impediti" i nostri processi produttivi non garantiranno
nulla" scientificamente non varranno nulla" risulteranno anzi anti-e-
cologici" pericolosi non solo per l%ambiente" ma anc-e per noi stessi.
+%unica cosa o azione c-e possa aspirare a durare in eterno ! &uella
c-e permette alla natura di riprodursi agevolmente. 5 se la natura
pu' farlo" potremo farlo anc-e noi" c-e dipendiamo totalmente da
essa.
A'ere consa&e'o!e""a di s#
1A
+%autocoscienza pu' dirsi sufficientemente adeguata &uando
si ! coscienti dei propri limiti. Il c-e per' non ! condizione suffi-
ciente per superarli. 5 non lo ! neppure il desiderio di farlo.
Iggi siamo arrivati alla conclusione c-e non solo serve a
poco prendere coscienza dei problemi" per poterli risolvere" ma nep-
pure serve a molto desiderare fortemente di risolverli. Ci vuole ben
altro# competenza nell%uso degli strumenti" organizzazione collettiva
della loro gestione" senso della disciplina" controllo periodico dei ri-
sultati" visione strategica Bsistemica" olisticaC della realt$... Insomma
un insieme di cose in cui la pratica -a una certa preponderanza sulla
teoria. +a teoria va bene per far partire la macc-ina e per metterla a
punto nel primo collaudo" ma" subito dopo" prima della periodica re-
visione" occorre c-e l%autista la usi il pi? possibile.
/oi possiamo avere consapevolezza di noi stessi solo al ne-
gativo" mentre affrontiamo e risolviamo i nostri problemi" ed ! pro-
prio &uesta consapevolezza il motore c-e ci spinge continuamente a
migliorarci. C-i non vuole farlo" pensando c-e i propri limiti siano
insuperabili" si condanna alla frustrazione e persino all%alienazione
mentale.
Infatti se ! possibile trovare giustificazioni ai nostri limiti"
non ! possibile sentirsi appagati dopo averle trovate. I limiti son fatti
per essere superati" non legittimati. Il buddismo o lo stoicismo" con
le loro teorie sul =non desiderare=" sono solo auto-illusioni.
2isogna anzi fare attenzione a c-i giustifica i limiti" poic-( a
volte &uesto modo serve per conservare dei privilegi ac&uisiti e per
impedire ad altri di lottare contro &uesti privilegi.
Certo ! c-e la vera consapevolezza delle cose Be di s(C pu'
essere raggiunta solo da un uomo e da una donna maturi" ancora in
forze per poter operare dei cambiamenti significativi" per poter ri-
vendicare una certa coerenza. I giovani e gli anziani sembrano essere
esclusi da &uesto processo# i primi perc-( vogliono tutto e subito e i
secondi perc-( sono rassegnati a non poter avere pi? di &uello c-e
-anno e c-e non vogliono perdere.
I! 'a!ore de!!a coscien"a
14
Il cristianesimo -a notevolmente sviluppato il concetto di
=persona=" introducendo" per cosJ dire" il valore della responsabilit$
personale" l%idea di libera scelta" il primato della coscienza...
Prima del cristianesimo era considerato =persona= solo l%in-
dividuo c-e disponeva di un certo potere o c-e ricopriva un &ualc-e
ruolo ufficialmente riconosciuto. /on si era =persona in s(=" a pre-
scindere da tutto" ma soltanto in rapporto a &ualcosa di estrinseco. Il
valore di una persona era dato da &ualcosa di =esterno=" c-e l%indivi-
duo doveva =possedere= per essere considerato &ualcuno. /el mondo
romano occorreva almeno lo status di cittadino libero# cosa c-e di-
stingueva il romano dallo straniero" il libero dallo sc-iavo. Poi natu-
ralmente vi erano i ruoli politici" sociali" culturali" religiosi. 3ra i cit-
tadini liberi" l%uomo era pi? =persona= della donna" e il vecc-io pi?
del giovane.
Il cristianesimo invece" dando importanza al concetto di
=persona in s(=" -a avuto il coraggio di affermare c-e l%essere uma-
no" in coscienza" pu' essere =libero= anc-e se fisicamente o giuridi-
camente ! =sc-iavo=. @uesto concetto fu rivoluzionario" poic-( pote-
va impedire al potere costituito di servirsi del concetto di =ruolo= in
maniera arbitraria# non si ! per ci' c-e si fa" n( per un privilegio ac-
&uisito.
H vero c-e il cristianesimo sosteneva c-e alle autorit$ biso-
gnava obbedire non solo per =dovere= Bcome sempre era statoC" ma
anc-e per =motivi di coscienza= Bcol c-e si pu' pensare c-e il cristia-
nesimo abbia legittimato eticamente il servilismo dei cittadini nei
confronti delle autorit$ costituiteCM ma ! anc-e vero c-e" una volta in-
trodotto il concetto di =coscienza=" il cristianesimo veniva inevitabil-
mente a porsi in maniera concorrenziale col potere costituito" in
&uanto" se da un lato" il cristiano poteva predicare la subordinazione"
dall%altro poteva anc-e predicare il contrario" a seconda delle circo-
stanze contingenti" ovvero degli interessi in gioco.
In tal senso si pu' tran&uillamente affermare c-e il cristiane-
simo" nonostante abbia circoscritto il concetto di =coscienza= nell%an-
gusto ambito della religione" -a comun&ue fatto di &uesta uno stru-
mento politico da poter usare anc-e in maniera eversiva Bcosa c-e
nell%ambito del paganesimo assai raramente avveniva# le religioni
pagane c-e si opponevano al sistema" normalmente predicavano l%e-
vasione dalla realt$C.
1K
+a storia del cristianesimo -a dimostrato c-e ogni&ualvolta
le autorit$ cristiane c-iedevano al credente di servirsi della propria
coscienza per opporsi all%autoritarismo Bvero o presuntoC delle auto-
rit$ laico-statali" lo scopo era anzitutto &uello di aumentare i poteri
politici della c-iesa" cio! &uello di servirsi dell%obiezione di coscien-
za per trasferire il totalitarismo da un potere istituzionale a un altro.
@uesto almeno ! &uanto ! accaduto nell%ambito del cattolicesimo-ro-
mano.
5ccezioni se ne possono trovare nei primissimi secoli della
nostra !ra o in molti fenomeni ereticali" allorc-( i credenti si serviva-
no della loro coscienza per opporsi anc-e al totalitarismo della c-ie-
sa.
3intanto c-e il primato della coscienza sul ruolo ! rimasto
organico all%esperienza ecclesiale comunitaria" i vantaggi sul piano
socio-culturale sono stati notevoli per la c-iesaM e proprio in forza di
&uesti vantaggi il cristianesimo -a potuto vincere la propria battaglia
sul paganesimo.
I guai sono venuti &uando il cristianesimo" nella forma stori-
ca del cattolicesimo-romano" -a rinunciato politicamente alla prassi
comunitaria" trasformando il ruolo del pontefice in una monarc-ia
teocratica assoluta. +a conseguenza ! stata la trasformazione del va-
lore della persona in un concetto meramente astratto" oggetto di
mera speculazione filosofica o teologica.
/el momento stesso in cui la contraddizione fra politica au-
toritaria e collettivismo pi? o meno democratico ! giunta al culmine
della tollerabilit$" ! nato il protestantesimo" c-e -a legittimato l%indi-
vidualismo anc-e sul piano sociale. 5d ! stato cosJ c-e si ! poi svi-
luppato il capitalismo.
Il capitalismo poteva nascere solo in un ambito c-%era =catto-
lico= pi? sul piano teorico c-e pratico" pi? sul piano politico c-e so-
ciale. .al 0ille al 100 infatti il credente divent' sempre pi? bor-
g-ese e sempre meno cattolico" e la c-iesa romana divent' sempre
pi? politica e sempre meno religiosa. A &uel punto le alternative era-
no diventate due# o il cattolicesimo si trasformava in protestantesi-
mo" permettendo al capitalismo d%imporsi con relativa facilit$M oppu-
re il capitalismo in fieri veniva politicamente costretto a ridimensio-
narsi" onde permettere al feudalesimo di sopravvivere. /ell%5uropa
del sud la c-iesa cattolica scelse" attraverso la Controriforma" &uesta
11
seconda strada. /ell%5uropa del nord si preferJ la prima" salvo le ec-
cezioni dovute a contingenze storic-e Bp.es. la Polonia" la +ituania"
ecc.C.
8na volta posto il protestantesimo" perc-( non ! stato pro-
mosso lo sc-iavismo invece del capitalismo; Perc-( in 5uropa non
lo si poteva fare. +o sc-iavismo avrebbe potuto essere promosso
solo l$ dove non fosse esistita alcuna =coscienza cristiana= Bsul valo-
re della personaC.
Il capitalismo non ! c-e la masc-era cristiana dello sc-iavi-
smo" cio! ! il modo cristiano individualistico Be &uindi protestanteC
di vivere lo sc-iavismo in un ambito dominato ideologicamente dal
cristianesimo. Infatti" il capitalismo" a differenza dello sc-iavismo"
garantisce formalmente la libert$ a tutti i cittadini e lavoratori.
@uesta masc-era non ! stata necessaria nei paesi eQtra-euro-
pei" dove" anc-e se sul piano pratico l%esigenza comunitaria si mani-
festava con un certo vigore" non si era ancora arrivati" in mancanza
della profondit$ del cristianesimo" a elaborare un%ideologia del valo-
re assoluto della persona. +%individuo veniva semplicemente consi-
derato come una parte del tutto e mai" in nessun caso" come un ele-
mento c-e" in virt? della propria consapevolezza di s(" poteva porsi
al di sopra dei limiti comunitari e naturali.
Il cristianesimo -a vinto sulle culture non cristiane perc-( -a
imposto il dominio politico e ideologico della persona astratta sul
collettivo concreto" c-e ancora non aveva sufficiente consapevolezza
della propria forza# il dominio di una persona c-e di umano non -a
pi? nulla" se non la consapevolezza di poter usare la libert$ per com-
piere le azioni pi? negative.
/aturalmente c%! un rovescio della medaglia c-e il cristiane-
simo europeo non poteva prevedere# l%uso arbitrario del concetto di
=persona= ! possibile appunto perc-( &uesto concetto esiste nel cri-
stianesimo. +a sua esistenza pu' indurre gli esseri umani a conside-
rare negativamente ogni forma di abuso e di arbitrio. +e culture non
cristiane" sc-iavizzate dal cattolicesimo-romano e dal protestantesi-
mo" possono trovare nel cristianesimo originario la forza per emanci-
parsi" anc-e se la storia -a dimostrato" nel frattempo" c-e tale eman-
cipazione pu' avvenire solo se i valori del cristianesimo vengono de-
finitivamente laicizzati.
20
I! con%eni%ore e i! s$o con%en$%o
+a coscienza umana" nella sua assoluta profondit" ! inson-
dabile" persino a noi stessi.
+a conoscenza c-e abbiamo delle sue caratteristic-e ! invece
relativa" nel senso c-e pu' aumentare o diminuire a seconda delle
circostanze" sociali e personali.
Possiamo scoprire in noi degli stati d%animo" dei sentimenti"
delle facolt$ di scelta grazie non tanto a delle nostre riflessioni per-
sonali" &uanto piuttosto a delle relazioni sociali.
9on proprio le relazioni sociali c-e ci aiutano a capire me-
glio noi stessi# sia c-e gli altri siano individui positivi" c-e ci fanno
vivere meglio la vita e &uindi comprendere meglio le nostre risorseM
sia c-e gli altri siano individui negativi" c-e ci traggono in inganno e
ci fanno compiere azioni c-e non avremmo dovuto fare e c-e non
avremmo mai pensato di fare. In &uesto secondo caso dobbiamo es-
sere abbastanza intelligenti da capire in c-e modo un%esperienza da
negativa pu' diventare positiva.
+e riflessioni personali" introspettive" sono tanto pi? ricc-e
&uanto pi? profonde sono le relazioni sociali. +a controprova di &ue-
sto ! data dal fatto c-e le persone isolate tendono a ripetere sempre
le stesse cose" a fissarsi su determinate idee o abitudini" fino a diven-
tare maniac-e" ossessive.
/oi non siamo fatti per stare soli" tant%! c-e &uando andiamo
a cercare un po% di pace nella solitudine" ci annoiamo molto presto e
abbiamo persino bisogno d%inventarci delle cose da fare" coltivare
degli interessi particolari o anc-e solo degli -obb*" con cui far pas-
sare il tempo.
Ivviamente una &ualun&ue relazione personale ! sottoposta
ai condizionamenti oggettivi di una determinata societ$ o" se si pre-
ferisce" ! delimitata dalle condizioni storic-e di una certa epoca.
H indubbio" p. es." c-e la grande capacit$ tecnologica dei
mezzi di comunicazione di massa -a oggi ridotto di molto l%esigenza
di avere ampie relazioni sociali. 6li individui" sempre pi? soli" s%in-
terfacciano col mondo esterno attraverso la mediazione di canali te-
levisivi Bc-e fino a sessant%anni fa erano solo radiofonici e cinemato-
graficiC.
21
Iggi addirittura si pensa di ovviare a &uesta anomalia com-
portamentale" tipica di tutte le societ$ tecnologicamente avanzate"
accedendo alle cosiddette =reti telematic-e=" di cui i =social
net7orR= rappresentano la &uintessenza pi? significativa. +a magia
dell%interazione utente" da viversi in tempo reale con persone in capo
al mondo" fa illudere enormemente sulla capacit$ di stabilire effetti-
ve relazioni sociali# si finisce col confondere il reale col virtuale.
In ogni caso per una coscienza sociale insondabile come la
nostra ci vuole uno spazio adeguato" una comunit$ di persone c-e
potenzialmente sia infinita. Certo" possiamo accontentarci di vivere
in una piccola comunit$" c-e" anc-e &uando piccolissima Bcome per
esempio &uella del rapporto di coppiaC" ! sempre meglio della solitu-
dine. Per' vogliamo essere sicuri c-e alla comunit$ non venga mai
negata la possibilit$ di conoscere nuove persone. Ci piacciono le no-
vit$" ci stimolano a riflettere" ampliano i nostri orizzonti cognitivi" le
nostre competenze e abilit$.
Ira" ! evidente c-e &uanto pi? andiamo in profondit$" tanto
pi? la nostra coscienza avverte c-e lo spazio attorno a s( ! insuffi -
ciente" come lo avverte il feto" c-e ad un certo momento si posiziona
per uscire.
0a per una coscienza insondabile" della cui profondit$ infi-
nita abbiamo sempre pi? consapevolezza" &uale pu' essere il luogo
pi? adatto per sentirsi adeguata; Cio! per avvertire c-e le sue possi-
bilit di scelta sono illimitate; /on esiste altro luogo c-e l%universo"
le cui dimensioni geo-fisic-e sono per noi del tutto incommensura-
bili.
+%unico modo in cui un contenuto possa esprimersi in manie-
ra conforme alla propria profondit$" o possa comun&ue sentirsi po-
tenzialmente idoneo a vivere secondo le proprie possibilit$" ! &uello
di esistere in un contenitore illimitato per estensione.
+a coscienza" in altre parole" -a bisogno di sapere c-e lo
spazio in cui c-iede di vivere non -a limiti c-e essa stessa non si
ponga. +e infinite possibilit$ di relazioni" per costruirsi un%identit$"
possono essere ridotte a un nulla solo se la coscienza desidera vivere
nella solitudine. /essuno potr$ essere impedito dal vivere come un
eremita" ma bisogner$ comun&ue metterlo nelle condizioni di non
volerlo fare soltanto come forma di protesta" cio! come opposizione
22
individuale a delle relazioni fasulle. 9e l%inferno esiste" deve esistere
solo per c-i lo vuole.
9e &uesto ! possibile" c-iun&ue si rende facilmente conto#
1. c-e tra il nostro pianeta e l%universo le differenze non sono
di sostanza" ma solo di formaM
2. c-e la dimensione umana ! l%unica ad essere adeguata all%u-
niverso" avendo analog-e caratteristic-eM
N. c-e la legge fondamentale dell%universo" in grado di sintetiz-
zare tutte le altre" ! la libert di coscienza.
Tem&o e coscien"a
Perc-( tutte le cose non durano; Perc-( ogni cosa ! costretta
a negarsi" trasformandosi in altro; /oi sappiamo c-e il senso della
vita sta nell%arrivare a capire c-e se avessimo potuto creare dal nulla
l%essere umano" l%avremmo fatto esattamente com%!" cio! con la fa-
colt di scelta.
.un&ue perc-( &uesto ente di natura" dotato di libert$ di co-
scienza" non dovrebbe essere destinato a rimanere in eterno cosJ
com%!; Perc-( desideriamo sempre una &ualun&ue cosa in pi? Bp.es.
poter volareC" &uando sappiamo bene c-e &uesto comporter$ modifi-
c-e rilevanti al nostro essere;
Con +eonardo da <inci abbiamo iniziato a studiare il volo
degli uccelli" perc-( non ci accontentavamo di essere umani# voleva-
mo volare come loro. 5 finalmente ci siamo riusciti" costruendo dei
volatili meccanici. /on ci siamo accontentati di essere enti di natura"
abbiamo voluto essere sovrannaturali" e con &uesti volatili meccanici
ci siamo trasformati. Abbiamo sganciato bombe su decine di citt$#
6uernica" .resda" 0osca" +eningrado" 9talingrado" Diros-ima" /a-
gasaRi... 5ravamo talmente in alto" con strumenti di morte talmente
potenti" c-e non sapevamo neppure c-i" individualmente" andavamo
a colpire. 5 dopo gli aerei son venuti i missili" i satelliti" le astronavi"
le stazioni orbitanti..." c-e ancora non sappiamo &uanti danni potran-
no arrecarci.
9ulla ,erra dovevamo essere soltanto =umani=" cosJ come lo
eravamo stati per milioni di anni. Invece abbiamo voluto essere =so-
vrumani=" col risc-io continuo di ottenere risultati =subumani=. /on
ci siamo accontentati del desiderio di volare" guardando gli uccelli
2N
con stupore" nostalgia e un po% d%invidiaM abbiamo voluto realizzare
&uel desiderio anc-e a costo di distruggere l%ambiente e noi stessi.
Ci' c-e non abbiamo capito ! c-e per poterci sentire sempre
diversi" non c%! bisogno di andare oltre i limiti c-e la natura ci -a im-
posto su &uesta ,erra. /oi dobbiamo imparare a rispettare &uesti li-
miti" perc-( &uando vivremo in altri luog-i dell%universo" nuovi limi-
ti ci attenderanno.
I! )$%$ro s%a ne!!a scien"a o ne!!a coscien"a?
9ul nostro pianeta il genere umano dovrebbe sviluppare an-
zitutto la coscienza" e solo in secondo luogo la scienza. +%unica
scienza c-e dovrebbe sviluppare ! &uella contestuale allo spazio-
tempo c-e gli ! appunto dato da vivere su &uesto pianeta# uno spa-
zio-tempo determinato dalle condizioni di sussistenza della natura"
basate su precise esigenze riproduttive.
8n &ualun&ue sviluppo scientifico c-e non tenesse conto di
&ueste esigenze sarebbe inutile o nocivo" anzitutto per la natura" poi
anc-e per l%uomo. Infatti una scienza senza coscienza pu' far solo
del male# nel migliore dei casi non serve a nulla. /oi non ci ac-
corgiamo subito dei guasti c-e procuriamo alla natura" n( del male
c-e facciamo a noi stessi" semplicemente perc-( nel primo caso la
natura ci appare sconfinata e nel secondo perc-( appunto scaric-ia-
mo su di essa tutti i nostri problemi.
@uesta falsa percezione delle cose appartiene per' solo ai
paesi c-e vogliono =dominare= l%intero pianeta" i &uali pensano c-e
lo sfruttamento delle risorse naturali sia illimitato in profondit$ e in
estensione e non si preoccupano affatto di &uali conseguenze ci'
possa avere sulla natura stessa" sui paesi sottomessi e persino su loro
stessi# &uesto perc-( c-i vive sfruttando le risorse altrui" umane e
materiali" pensa unicamente al proprio tornaconto.
I prodotti della scienza dipendono esclusivamente dalla ra-
gione" ma se &uesta ragione ! influenzata da interessi economici o
politici o" peggio ancora" militari" non ci sar$ neanc-e un suo risulta-
to" grande o piccolo c-e sia" c-e servir$ davvero a far progredire l%u-
manit$. 5d ! fuor di dubbio c-e la scienza affermatasi a partire dal-
l%epoca moderna ! altamente nociva" sotto tutti gli aspetti" sia per gli
uomini c-e per la natura. /on perc-( sia scienza in s(" ma proprio
24
perc-( non lo !" in &uanto risponde a necessit$ o motivazioni c-e
non sono naturali e &uindi neppure scientific-e.
Infatti" in epoca moderna prevalgono nettamente le necessit$
di una determinata classe sociale" c-e si c-iama =borg-esia=" affer-
matasi in contrapposizione a un%altra classe sociale esistita nel 0e-
dioevo# l%aristocrazia. +$ dove esistono societ$ divise in classi con-
trapposte" un &ualun&ue sviluppo scientifico fa gli interessi della
classe dominante" c-e se ne serve per restare al potere.
Igni&ualvolta si gioisce per un risultato straordinario della
scienza" si cade vittima di un%illusione" paragonabile a &uelle c-e si
alimentavano &uando dominava la religione. Allora erano illusioni
basate sulla fede" oggi sono basate sulla ragione. +a scienza ! la reli-
gione dell%uomo moderno# i miracoli si fanno con la matematica" la
fisica" la tecnologia ecc. 5 c-e &uesti miracoli producano risultati
opposti a &uelli voluti o immaginati dipende appunto dal fatto c-e le
motivazioni sottese al progresso scientifico sono viziate in partenza
da interessi contrari alle esigenze umane e naturali.
In una situazione del genere andare avanti pu' soltanto voler
dire =tornare indietro=. /oi" per poter davvero =progredire=" dobbia-
mo tornare a &uel periodo della storia in cui gli esseri umani non
avevano bisogno di alcuna illusione per vivere. 5 &uesto periodo pu'
essere soltanto &uello in cui non esistevano conflitti di ceti o di classi
sociali" in cui non esisteva propriet$ privata dei mezzi produttivi" in
cui l%individuo si sentiva parte integrante di un collettivo" in cui la
vita sociale era compatibile con &uella naturale. @uesto periodo gli
storici lo c-iamano" con molta supponenza" in &uanto lo ritengono
definitivamente superato" col nome di preistoria.
9iamo cosJ prevenuti nei confronti di &uesto periodo c-e ab-
biamo sempre fatto di tutto per dimostrare c-e da esso bisognava ne-
cessariamente uscire" proprio perc-( per noi non esiste =progresso= e
neppure" se vogliamo" la =storia= se anzitutto non si esce dalla prei -
storia.
5cco" forse ! giunto il momento di s&uarciare il nuovo velo
c-e abbiamo messo nel nuovo tempio dedicato alla scienza" e dire#
=.a &uando siamo usciti dalla preistoria ! iniziato il regresso dell%u-
manit$=. +%unico modo per invertire la rotta ! rinunciare a tutto
&uanto di scientifico e di tecnologico risulti dannoso per la natura" e
puntare diritto verso lo sviluppo della coscienza umana.
2
&ossi*i!e $n'e%ica scien%i)ica?
9e ! possibile una =scienza= in campo logico" non si capisce
perc-( non sia possibile anc-e in campo etico. 9e in campo etico
non ! possibile" poic-( &ui vi ! il libero arbitrio" allora una logica
c-e non lo preveda" non vale nulla. I ! possibile una scienza del li-
bero arbitrio" o non ! possibile alcuna scienza" ovvero sono possibili
tante scienze molto limitate nei loro contenuti" nei loro obiettivi e
nelle loro pretese.
/oi piuttosto dovremmo porci una domanda cruciale per de-
cidere la scientificit$ dell%etica# &ual ! la condizione c-e ci permette
di dire in modo aprioristico &uando una certa scelta etica non ! con-
forme a natura; /oi non possiamo fare scienza solo dopo aver aspet-
tato le conseguenze di determinate forme del libero arbitrio. Certe
scelte scriteriate potrebbero impedircelo fisicamente o anc-e solo
moralmente.
@uali sono &uelle condizioni di vivibilit$ della libert$ c-e ci
tolgono dall%ansia di doverci c-iedere ogni giorno se ci' c-e faccia-
mo ! giusto o sbagliato; /oi non possiamo prendere le cose cosJ
come vengono" nella convinzione c-e siano immodificabili. Cio!
l%ansia non viene eliminata" rinunciando a c-iedersi cosa sia giusto o
sbagliato" o dando per scontato c-e nelle nostre societ$ ! pi? facile
sopravvivere adeguandosi alla corruzione dominante c-e non cer-
cando di combatterla.
+%essere umano" c-e voglia restare =umano=" non ! fatto per
vivere cosJ negativamente. +%accettazione naturale della corruzione !
innaturale. +e condizioni positive per togliersi l%ansia di dosso sono
due#
- vivere un%esperienza comunitaria integrale" in cui ogni bi-
sogno sia affrontato in maniera collettiva e dove la libert$ di co-
scienza venga salvaguardata come bene primarioM
- fare di &uesta esperienza un modello per l%intera societ$ c-e
ne ! priva.
.un&ue avremmo a c-e fare con un lavoro interno di demo-
crazia sociale e un lavoro esterno di democrazia politica. +a politica
non ! altro c-e la proposta di un%alternativa sociale nei confronti di
una realt$ ritenuta umanamente inadeguata. +a politica avr$ fine
2A
&uando avr$ fine l%inadeguatezza" c-e ! frutto di contraddizioni anta-
gonistic-e" &uelle irrisolvibili in assenza di =rivoluzioni=.
24
Che cos' !a !i*er%+ di coscien"a?
C-e cos%! la libert di coscienza; H la legge principale del-
l%universo. ,utte le leggi materiali dell%universo Bfisic-e" c-imic-e
ecc.C si basano su &uesta legge spirituale" c-e trova nell%essere uma-
no l%espressione pi? completa.
Con &uesto non si vuol dire c-e l%aspetto spirituale preceda
&uello materiale" ma semplicemente c-e ogni aspetto materiale -a in
s( un significato spirituale. 9pirito e 0ateria sono indistinguibili" in-
separabili. /on esiste libert$ di coscienza a prescindere dall%esistenza
di un corpo umano. 5 &uando &uesto si manifesta come =vivo=" subi-
to si pone il problema di come rispettare la sua libert$ di coscienza"
anzi di come farla crescere" di come far sviluppare nel soggetto la
consapevolezza di possederla e la padronanza nell%usarla.
+a libert$ di coscienza ! un prodotto della natura" non ! un
prodotto umano" ma ! un prodotto c-e trova nell%essere umano la
possibilit$ di svilupparsi al massimo livello. /on siamo noi a pro-
durla" noi la ereditiamo come una specifica componente della nostra
umanit$. @uindi ! compito fondamentale dell%uomo preservare e svi-
luppare &uesto fondamentale aspetto della natura.
+a caratteristica principale della libert$ di coscienza ! l'unit
degli opposti" cio! di &uegli elementi c-e si attraggono e si respingo-
no. +%attrazione e la repulsione di elementi opposti e complementari
! una legge fondamentale dell%universo.
/essun elemento ! assolutamente autonomo. Come d%altra
parte nessun elemento ! assolutamente dipendente da un altro. +$
dove ci fosse assoluta dipendenza ci sarebbe violazione della libert$
di coscienzaM l$ dove ci fosse assoluta autonomia" non vi sarebbe la
coscienza di &uesta libert$" c-e ! possibile appunto solo mettendosi
in relazione a una libert$ altrui" a una alterit.
+a coscienza di s( non ! data dal s" cio! dalla propria iden-
tit$" ma dall%altro da s" cio! da un%alterit$. +%io esiste perc-( esiste
un tu. Il rapporto duale ! all%origine di &ualun&ue altro rapporto.
8n%altra legge fondamentale della libert$ di coscienza ! c-e
nessuno pu' essere costretto a fare ci' c-e non desidera. 5 d%altra
parte nessuno pu' impedire a nessuno di desiderare. .esiderare di
2K
essere se stessi" di potersi esprimere" di poter sviluppare le proprie
inclinazioni" i propri talenti" le proprie passioni ! l%obiettivo di ogni
essere umano. @uesto obiettivo non pu' essere realizzato c-e stando
insieme agli altri" poic-( l%essere umano ! =sociale= per definizione.
+ibert$ di coscienza vuol dire avere la possibilit$ di realizza-
re un proprio desiderio di autenticit$ compatibilmente ad analog-e
esigenze altrui. +a libert$ di coscienza non pu' mai essere imposta.
9ul rispetto delle norme c-e regolamentano la libert$ di coscienza si
pu' soltanto discutere# non si pu' imporre niente a nessuno. 9i pu'
soltanto rivendicare il diritto a esercitare tale libert$ senza costrizioni
c-e ne limitino l%espressione.
Ivviamente ! impossibile stabilire in astratto il limite tra
una forma di libert$ di espressione e un%altra. H per' evidente - es-
sendo l%uomo un essere sociale - c-e l%espressione di una forma di li -
bert$ di coscienza non pu' avvenire a danno di altre forme prodotte
da una libert$ analoga. +a coscienza della libert$ ! la coscienza di
poter fare &ualcosa c-e non danneggia la libert$ altrui.
Poic-( nessuno pu' stabilire da solo il confine della propria
libert$" ! necessario c-e la consapevolezza di ci' risulti da un con-
fronto democratico" paritetico" coi componenti del collettivo in cui si
vive.
+ibert$ non pu' voler dire =fare ci' c-e si vuole=" poic-(
nessuno ! in grado di stabilire da solo &uando e come la realizzazio-
ne dei propri desideri ! utile alla collettivit$. +ibert$ vuol dire realiz-
zare dei desideri comuni. Intorno a &uesti desideri si pu' soltanto di -
scutere" prendendo decisioni comuni. C-i non si attiene a tali deci-
sioni" non pu' far parte del collettivo.
/essuna decisione va stabilita come un dogma indiscutibile.
Per' &uando una decisione viene presa" essa va applicata e va rispet -
tata anc-e da c-i non l%-a approvata" in &uanto la minoranza deve at-
tenersi alla volont$ della maggioranza" se vuol continuare a far parte
del medesimo collettivo.
@uesto non vuol dire =impedire la discussione=" ma" al con-
trario" favorire &uella su determinati argomenti" gi$ discussi e appro-
vati" al fine di apportare nuovi elementi di discussione" per una di-
versa approvazione. 9ulla base delle nuove discussioni e argomenta-
zioni si possono formare nuove maggioranze.
21
L'es&eri*i!i%+ de!!a !i*er%+ di coscien"a?
@ualun&ue siano le condizioni di spazio-tempo in cui la li-
bert$ di coscienza deve essere vissuta" non cambia nulla# essa va co-
mun&ue salvaguardata. H un elemento imprescindibile" perc-( costi-
tutivo" dell%universo. Possono cambiare le forme" le circostanze in
cui viverla" ma resta sempre una legge dell%universo. Come la gravi-
tazione universale. /on si pu' violarla impunemente e rimanere se
stessi" umani. <a rispettata come elemento fondamentale del s.
Certo" ci sar$ sempre &ualcuno c-e cerc-er$ di non rispettar-
la" proprio perc-( sarebbe una contraddizione in termini cercare
d%imporla. 8na cosa tuttavia ! sintomatica# noi su &uesta ,erra vio-
lentiamo di continuo la libert$ di coscienza e" nello stesso tempo"
pretendiamo di non tener conto della gravitazione universale" sin dai
tempi dei 9umeri" con le loro altissime zi&&urat.
A cosa ! servita &uesta duplice violazione c-e ci portiamo
dietro dai tempi della nascita delle civilt$; A nulla di positivo. <io-
lando la coscienza aumentano le dittature e violando la gravitazione
aumenta la possibilit$ dell%autodistruzione. Iggi infatti abbiamo
riempito lo spazio Baereo" cosmico" sottomarinoC di armi distruttive
di massa Bcontro cui al momento non v%! difesaC" in&uinando in ma-
niera irreparabile l%ambiente" per non parlare del fatto c-e impieg-ia-
mo infinite risorse" umane e materiali" c-e potrebbero servire per ri-
solvere i grandi problemi dell%umanit$.
/oi non sappiamo star dentro i limiti c-e l%universo ci d$.
0a la cosa pi? grave ! c-e la resistenza al male non ! proporzionata
alla gravit$ del problema. /oi lasciamo c-e la coscienza venga im-
punemente violata e lasciamo c-e si spendano ingenti risorse per
uscire dal nostro pianeta" &uando il vero problema da risolvere !
come starci nel migliore dei modi" il primo dei &uali ! appunto &uel -
lo di rispettare la libert di coscienza e" contemporaneamente" &uello
di rispettare le esigenze riproduttive della natura. +e due cose s%in-
fluenzano reciprocamente.
,utto &uello c-e non serve a rispettare l%essere umano e la
natura va abbandonato" non solo perc-( inutile ma proprio perc-(
dannoso. @uindi se non ci dovrebbe essere nessuno c-e possa impor-
re di vivere una certa forma di la libert$ di coscienza" non ci dovreb-
be neppure essere &ualcuno c-e possa imporre di non viverla. ,utta
N0
la &uestione dei diritti umani si riduce a &uesto semplice impegno
c-e dobbiamo prendere con noi stessi.
/oi abbiamo una percezione falsata di cosa sia davvero utile
allo sviluppo della libert$ di coscienza. 9iamo abituati a far coinci-
dere il livello di cultura" tecnologia" scienza" diritto" politica" econo-
mia ecc. coll%indice di sviluppo dell'umanizzazione delle relazioni
sociali. Abbiamo persino inventato" in statistica" l%Indice di 9viluppo
8mano perc-( &uello &uantitativo del prodotto interno lordo ci sem-
brava troppo limitativo. 0a c-e cosa abbiamo messo nell%I98; I me-
dici" i posti-letto" gli alfabetizzati" i telefoni" i cellulari" gli -ost inter-
net per mille abitanti" e cosJ via. 9empre indici &uantitativi. <oglia-
mo essere pi? obiettivi" esaminando da vicino le condizioni di vivi-
bilit$ di un%intera societ$" ma" ancora una volta" facciamo i calcoli sui
beni c-e possediamo.
9iamo abituati a pensare c-e la vera umanizzazione dei no-
stri rapporti dipenda dalle forme materiali c-e ci diamo" per cui ten-
diamo a considerare primitive &uelle popolazioni o civilt$ c-e non
-anno le nostre stesse forme o non le -anno ai nostri stessi livelli.
5ssere =civile= per noi vuol dire disporre di certe forme materiali
dell%esistenza# un%abitazione" un mezzo di trasporto" un lavoro c-e
permetta di riprodurci e" se li abbiamo" di mantenere i nostri figli"
una certa padronanza dei vari linguaggi e soprattutto il possesso di
&uanti pi? beni materiali. ,utti gli altri esseri umani sono rozzi bar-
bari incivili# -anno diritto a meno diritti" in &uanto minus habens.
Ci' c-e fa sentire gli uomini uguali" in &ueste civilt$ indivi-
dualistic-e" non ! tanto l%essenza di umanit c-e alberga in ognuno
di loro" &uanto piuttosto il fatto c-e &ualcuno si deve adeguare a ci'
c-e &ualcun altro " il cui essere ! determinato dall%avere. H c-i de-
tiene il potere Bpolitico" economico" culturaleC c-e detta i modelli di
comportamento e di pensiero. /ell%antic-it$ la pace non era in s"
cio! senza attributi o predicati" ma era =romana=.
Ira" ! proprio in nome della libert$ di coscienza c-e noi
dobbiamo uscire da &uesta condizione di sc-iavit?. +a libert$ di co-
scienza pu' essere garantita solo dall%autodeterminazione dell'essere
umano, che si organizza in forme sociali basate sull'autoconsumo.
@ualun&ue ente esterno" laico o religioso" pretenda di garantirla" di
fatto" cio! automaticamente" a prescindere da tutto il resto" la nega.
3inc-( permane anc-e solo un%istituzione statale" c-e impone la de-
N1
lega della responsabilit$ personale" la libert$ di coscienza non sar$
mai un diritto pienamente ac&uisito.
C-e cos%! dun&ue la libert$ di coscienza; H la facolt$ di sce-
gliere o di decidere autonomamente il proprio destino" il proprio
modo di essere.
2isogna dun&ue trovare il modo di decentrare al massimo i
luoghi dell'autodecisione popolare" c-e non possono riguardare sol-
tanto la sfera della politica Bvedi p.es. la polemica tra =centralisti= e
=federalisti=C" ma devono riguardare anc-e &uella dell%economia. 9e
! giusto non illudersi c-e una semplice scelta federalista possa supe-
rare i limiti dello 9tato centralista" ancora pi? giusto ! c-iedere al so-
cialismo democratico di rivedere profondamente i propri presuppo-
sti.
8na &ualun&ue realizzazione del socialismo a prescindere
dall%autoconsumo" ! destinata a trasformarsi in una dittatura. 5satta-
mente come una &ualun&ue realizzazione del federalismo c-e non
metta in discussione le leggi del capitalismo" non servir$ a nulla per
la democrazia.
Li*er%+ di coscien"a e scri%%$ra
C-iun&ue si rende facilmente conto c-e l$ dove viene consi-
derata prevalente" tra i valori esistenziali" la libert di coscienza" di-
venta del tutto irrilevante il bisogno di servirsi della scrittura per tu-
telare tale libert$.
Da senso scrivere sulla libert$ di coscienza fintantoc-( biso-
gna lottare per affermarla come valore prioritario della vita. 0a una
volta con&uistato politicamente o giuridicamente l%obiettivo" tutto il
resto va vissuto praticamente" lasciando gli uomini liberi di scegliere
le forme e i modi.
+a politica ! solo lo spazio in cui il valore pu' essere vissu-
to. +a politica non -a realt$ propria# essa pone solo delle condizioni.
Il marQismo sbagliava nel considerare la politica una sovra-
struttura dell%economia" perc-( poi finJ" da un lato" col considerare la
politica d%importanza secondaria ai fini della transizione al sociali-
smo Btant%! c-e il marQismo occidentale" a differenza del leninismo"
non -a mai saputo elaborare una strategia politica rivoluzionaria" con
cui superare l%idea c-e il capitalismo avrebbe dovuto esaurire tutte le
N2
proprie potenzialit$" prima c-e si ponesse all%ordine del giorno il pro-
blema del suo superamentoCM e" dall%altro" il marQismo occidentale -a
finito" in maniera arbitraria" per fare dell%economia la sfera principale
del vivere sociale" tralasciando o sottovalutando il valore strategico
di altri aspetti Bcome p.es. l%etica e la culturaC c-e" per la loro impor-
tanza" sono addirittura in grado di influenzare le stesse scelte econo-
mic-e. In fondo il gramscismo ! solo un%ac&uisizione recente del
marQismo occidentale.
Iggi finalmente ! diventato c-iaro c-e oltre alla sfera eco-
nomica e politica" c-e pur vanno vissute sino in fondo" vi sono altre
sfere di pari importanza" come &uella sociale" c-e implica la comple-
tezza dei rapporti interumani" e &uella culturale" c-e indica i valori
con cui tali rapporti dovrebbero essere vissuti" e infine &uella della
libert di coscienza" c-e esprime" nell%insieme dei valori umani"
&uello c-e in sostanza d$ valore a tutti gli altri.
Il compito di oggi ! &uello di stabilire le condizioni formali
perc-( un essere umano possa esercitare liberamente la sua facolt$ di
scelta. Ci' c-e si deve evitare ! di elaborare una formula c-e spieg-i
come dovrebbe essere vissuta la libert$ di coscienza.
Li*er%+ di coscien"a e diso**edien"a ci'i!e
6li uomini devono imparare a disobbedire agli ordini c-e
violano la libert$ di coscienza" come facevano i cristiani &uando gli
imperatori romani li volevano obbligare a rinnegare la loro fede in
Cristo. @uella volta i cristiani avevano ragione" anc-e se oggi sap-
piamo c-e la loro fede storicamente non aveva alcun senso" essendo
la fede non in un =liberatore= ma in un =redentore=.
H preferibile c-e gli uomini si facciano ammazzare piuttosto
c-e violare &uesta libert$" da cui dipendono tutte le altre" e non tanto
per passare alla storia pur avendo mentito sulle proprie visioni -
come nel caso di 6iovanna d%Arco -" ma proprio per ribadire c-e sul-
le &uestioni di coscienza non si sc-erza" vere o false c-e siano le
proprie convinzioni o &uelle altrui. Ricordiamoci sempre di ,omma-
so 0oro c-e" nei confronti del proprio sovrano" politicamente aveva
torto Bperc-( staccarsi da una c-iesa politicizzata come &uella roma-
na non era una colpa" ma un dovere" anzi" a &uel tempo" un titolo di
merito" un%espressione di coraggioC" ma eticamente aveva ragione
NN
Bperc-( comun&ue il sovrano doveva rispettare la libert$ di coscien-
za di c-i non la pensava come luiC.
/on serve a niente avere la libert$ di associazione" di voto"
di culto" di insegnamento o &ualun&ue altra libert$" se viene negata o
non viene adeguatamente rispettata &uella di coscienza.
Prendiamo p.es. il fenomeno della guerra. 8na pura e sem-
plice dic-iarazione di guerra ! gi$ una violazione della coscienza"
non solo di &uella del =nemico=" c-e sar$ costretto a difendersi" ma
anc-e di &uella dei cittadini dello 9tato c-e -a dic-iarato guerra" per-
c-( saranno costretti a considerarla come un dato di fatto" essendo
stata decisa dal governo in carica" senza previa consultazione popo-
lare e" una volta accettata" tutti saranno costretti ad accettare mille
altre limitazioni" in un crescendo continuo" soprattutto se i =nemici=
saranno in grado di difendersi.
+%unica guerra ammissibile dovrebbe essere &uella difensiva"
da considerarsi come gesto estremo dopo il fallimento di tutti i nego-
ziati politici" e solo per evitare conseguenze peggiori" come la sotto-
missione di un intero popolo o il suo genocidio o la sua deportazione
in altri territori" e cosJ via. In tal caso la guerra difensiva va giudicata
come l%ultima possibilit$ di sopravvivenza.
.obbiamo ritenere altamente significativo c-e nella nostra
Costituzione sia stato posto il divieto di usare la guerra come stru-
mento di risoluzione delle controversie internazionali
1
M anzi tutte le
Costituzioni del mondo dovrebbero prevedere il principio secondo
cui i crimini compiuti contro l%umanit$ non possono mai cadere in
prescrizione" come si disse al processo di /orimberga contro i nazi-
sti.
@uesto perc-( occorre dare una &ualc-e soddisfazione ai so-
pravvissuti" i &uali devono essere indotti a credere c-e la giustizia
non ! una parola vuota e c-e" per ottenerla" non -anno bisogno di
nutrire sentimenti di vendetta o di farsi giustizia per conto loro o di
pretendere pene c-e violano il diritto ad avere una propria umanit$.
6eneralmente nelle situazioni bellic-e la libert$ di coscienza
viene ridotta al minimo. /elle forze armate esiste una rigida gerar-
c-ia# l%inferiore di grado ! tenuto ad obbedire agli ordini del superio-
1
In tal senso non si comprende perc-( tutti i governi italiani abbiano per-
messo alle basi /ato" presenti nel nostro territorio" di smentire" con atti di
guerra veri e propri" &uesto principio costituzionale.
N4
re" a meno c-e non venga violata - oggi finalmente lo diciamo - la
sua libert di coscienza. 8n soldato dovrebbe rifiutarsi di giustiziare
i prigionieri o le persone disarmate" ferite o c-e si sono arrese.
@uando un soldato afferma" sotto processo" c-%era stato co-
stretto a compiere determinate cose contro la sua coscienza" in &uan-
to aveva ricevuto ordini superiori" dice solo una mezza verit$" poi -
c-(" se si fosse davvero rifiutato" non gli sarebbe successo nulla di
particolarmente grave. I superiori sanno bene c-e se in casi del gene-
re agissero con mano pesante" creerebbero dei precedenti c-e poi ri -
sulterebbero ingestibili. .i &ui la necessit$ di formare dei picc-etti
per le fucilazioni sulla base della libera adesione o di caricare a salve
almeno uno dei fucili o di non intervenire se i componenti del ploto-
ne non colpiscono il bersaglio o lo colpiscono non per farlo fuori ma
solo per ferirlo.
In genere i superiori devono convincere con la persuasione il
plotone d%esecuzione c-e il soggetto da giustiziare meritava d%esserlo
senza alcuna attenuante" in &uanto le prove erano sc-iaccianti o il
suo reato era assolutamente infame o altamente pericoloso per l%inco-
lumit$ di tutti. Predic-e analog-e" in grande stile" a interi eserciti"
vennero fatte non solo ai giapponesi c-e bombardarono Pearl Dar-
bor" ma anc-e agli americani c-e bombardarono Diros-ima e /aga-
saRi. 9tessa cosa fecero /apoleone e Ditler alle loro truppe &uando
invasero la Russia.
H molto difficile rispettare la libert$ di coscienza nelle situa-
zioni-limite" i cui comportamenti unilaterali sono dettati da decisioni
sc-ematic-e" semplificate al massimo. 3rasi di &uesto genere# =9e tu
non uccidi lui" lui uccider$ te=" =/on fate prigionieri=" =,%assicuro
c-e in un modo o nell%altro parlerai=" =9ii spietato se vuoi c-e il ne-
mico abbia paura di te=" =2ruciate tuttoE=" =Ci teniamo il diritto a un
colpo preventivo=" =Per sicurezza non risc-iare=" =@uando uccidi de-
gli innocenti" devi considerarlo un incidente di percorso= ecc." non
dovrebbero mai essere pronunciate da un soldato e tanto meno da un
ufficiale" c-e ! preposto a dare l%esempio.
@uando non si rispetta la libert$ di coscienza altrui" ci si
mette nelle condizioni di non veder rispettata neppure la propria# sia
perc-( si teme sempre c-e la vendetta del nemico" nel caso in cui ab-
bia la meglio" sar$ terribileM sia perc-(" temendo di dover sottostare a
trattamenti analog-i ai propri" si preferisce il suicidio.
N
9uicidarsi per non diventare sc-iavi" come fecero gli ebrei a
0asada" si pu' capireM ma suicidarsi piuttosto c-e pentirsi" ! un gra-
ve atto contro la propria coscienza. Ancora pi? grave ! l%atteggia-
mento di c-i vuol masc-erare il proprio suicidio accusando &ualcuno
d%averlo assassinato" ma &ui siamo gi$ nell%ambito della follia Bcome
&uella di >ierRegaard nei confronti della c-iesa daneseC.
+a libert$ di coscienza ! la cosa pi? seria di &uesto mondo. H
il metro di giudizio di ogni nostra azione" ma se uno pensa di potersi
giudicare da solo" s%illude enormemente. +%essere umano ! un ani-
male sociale# nessuno ! in grado di giudicare obiettivamente se stes-
so" se non si confronta con altre persone.
.a soli non abbiamo nessun criterio per stabilire la differen-
za tra bene e male" poic-( per ogni azione sappiamo sempre trovare
una giustificazione" anc-e a costo d%ingannare consapevolmente noi
stessi.
I! &rima%o de!!a !i*er%+ di coscien"a
/oi non ci rendiamo ben conto di una cosa molto semplice#
l%essere umano ! un genere" una specie molto particolare non solo sul
nostro pianeta" ma nell%intero universo. Abbiamo un passato c-e" se
anc-e mentalmente non possiamo ricordare nella sua integrit$" ce lo
portiamo dentro" nell%inconscio" o comun&ue abbiamo dentro di noi
tutte le condizioni per affrontare il futuro c-e ci attende in assoluta
sicurezza.
9iamo tutti figli di un unico ventre" c-e ! l%universo. 9iamo
fatti di una materia eterna" infinita" c-e ci costituisce completamente"
persino nei nostri aspetti pi? emotivi e spirituali. /on c%! differenza
sostanziale tra essenza materiale e umana" se non nel fatto c-e noi
siamo materia cosciente di s.
+o diciamo con sicurezza" mettendoci a confronto con gli
animali" c-e vivono d%istinto" secondo medesime leggi naturali" con
la differenza c-e noi possiamo percepire leggi molto pi? complesse
di &uelle p. es. della riproduzione" c-e implica la difesa della prole e
di un certo spazio territoriale" o &uella della consapevolezza della
propria fine e altre ancora" la cui percezione ! piuttosto elementare.
+a psicologia ! piena di leggi totalmente sconosciute al
mondo animale# una di &ueste ci -a messo in grado di agire libera-
NA
mente" per cui noi siamo la materia consapevole della propria liber-
t. Anc-e gli animali in verit$ -anno un senso della libert$" altrimen-
ti non diventerebbero stressati o apatici &uando gli umani gliela ne-
gano. C%! sempre una significativa differenza tra animale selvatico e
addomesticato. 0a certamente non -anno la libert di coscienza.
9iamo consapevoli" come individui" di appartenere a un ge-
nere c-e" a sua volta" ! parte organica di un universo" c-e ! compo-
sto di materia vivente e pensante. 9e la materia fosse solo viva" cree-
rebbe situazioni tra loro inconciliabili# sarebbe puro caos. Invece !
anc-e pensante" avendo delle leggi da far valere" come p. es. &uella
della gravitazione universale o &uella della velocit$ della luce o
&uella dell%attrazione-repulsione degli opposti o &uella della scissio-
ne simmetrica delle cellule fecondate" o &uella della perenne trasfor-
mazione della materia" ecc. 9e non ci fossero delle leggi da rispetta-
re" probabilmente non esisterebbe neanc-e la vita o almeno non esi-
sterebbe una sua costante riproduzione.
9e oggi individualmente ci piacciono p. es. gli animali prei-
storici e non possiamo vederli da vicinoM se ci piace esplorare le pro-
fondit$ degli spazi cosmici" senza per' poterli vedere da vicino" si-
gnifica c-e come =genere= abbiamo gi$ potuto farlo o sappiamo po-
tenzialmente di poterlo fare" nel senso c-e o ci ! rimasto il ricordo
nell%inconscio" oppure percepiamo c-e il desiderio potrebbe realiz-
zarsi" se solo venissero modificate le coordinate di spazio e tempo#
cosa c-e sappiamo possibile nell%universo.
In caso contrario ci comporteremmo come gli animali" cio!
saremmo del tutto indifferenti a cose c-e riguardano passati remoti o
futuri anteriori. 6li animali vivono solo nel presente" anc-e se si tra-
smettono inconsapevolmente delle informazioni utili alla sopravvi-
venza sin dalla notte dei tempi. 5cco perc-( non pensano neanc-e
per un momento di poter sfidare le leggi della natura" come invece
piace a noi" salvo poi pentirci d%averlo fatto.
/oi siamo parte integrante dell%universo" non siamo soltanto
gli abitanti di un pianeta. @uesto vuol dire c-e la nostra origine !
eterna" e &uindi come essenza umana universale noi abbiamo gi$ vi-
sto da vicino gli animali preistorici e abbiamo gi$ sondato le profon-
dit$ cosmic-e" o comun&ue sappiamo c-e" poste determinate condi-
zioni" potremmo farlo. 9ono facolt$ c-e abbiamo dentro di noi" c-e
N4
abbiamo gi$ vissuto in &ualc-e forma e modo prima ancora di metter
piede sulla ,erra.
Il fatto di voler rivivere &ueste stesse esperienze in maniera
consapevole e di non poterlo fare su &uesto pianeta ci induce a com-
portamenti superficiali. Infatti noi pensiamo c-e sia un limite c-e va
assolutamente superato" in &uanto pensiamo di averne tutti i diritti" e
spendiamo enormi risorse intellettuali e materiali per farlo" senza
renderci conto c-e il genere umano sta vivendo sulla ,erra una fase
della propria esistenza universale" basata su determinate condizioni
spazio-temporali da cui non pu' e non deve prescindere. 9ono pro-
prio &uesti limiti c-e ci rendono liberi" per cui &ualun&ue riflessione
astratta c-e non voglia tener conto della loro importanza" va vista
con sospetto.
/oi siamo in evoluzione" in movimento" nel senso c-e si sta
sviluppando in noi la consapevolezza delle cose. Purtroppo in &uesti
ultimi seimila anni abbiamo perso un%enorme &uantit$ di tempo. In
&uesto lungo periodo infatti non vi ! stata alcuna evoluzione" ma
semmai un%involuzione" a causa della nascita di formazioni sociali
individualistic-e o autoritarie Bsc-iavismo" servaggio" capitalismo"
statalismo...C. ,utte esperienze negative c-e -anno impedito alla co-
scienza di evolvere" di approfondire se stessa. +%unica evoluzione"
per cosJ dire" ! consistita in &uei tentativi di opporsi all%antagonismo
sociale al fine di ripristinare l%identit$ originaria" c-e non era affatto
divisa" alienata.
Ci' c-e dovrebbe svilupparsi ! &uindi solo la coscienza# in
tal senso non ci sono di alcun aiuto la scienza e la tecnologia. .ob-
biamo concentrarci sugli esseri umani# dobbiamo farli sviluppare
nella loro umanit. .obbiamo essere pi? socratici e meno filosofi
della natura. .obbiamo uscire dal sistema c-e c%impedisce d%essere
noi stessi.
9iamo su &uesta ,erra per prendere consapevolezza c-e tra
noi e l%universo non c%! alcuna differenza sostanziale e c-e non c%!
alcuna entit$ esterna oltre a noi. 8na &ualun&ue entit$ esterna" c-e
avesse pi? poteri di noi" c%impedirebbe d%essere liberi.
+a materia esiste da sempre e noi con essa. Propriamente
parlando noi non siamo mai nati e mai finiremo. +a responsabilit$
c-e dobbiamo assumere su &uesta ,erra ! proprio &uella di afferma-
re l'umanit che in noi" cio! l%essere in s( e per s(. 5 &uesto non !
NK
assolutamente possibile l$ dove regna l%antagonismo sociale. /oi
non dobbiamo eliminare le contraddizioni" essendo &ueste il motore
della storia" ma &uanto impedisce loro di evolvere verso forme supe-
riori di consapevolezza e di umanizzazione.
,iri%%o- e%ica e !i*er%+ di coscien"a
C-e significa c-e la libert di coscienza ! un concetto uni-
versale; 9ignifica c-%essa ! un valore dell%universo e non solo del no-
stro pianeta. Cio! anc-e &uando la ,erra avr$ cessato d%esistere e la
vita sar$ solo cosmica" la libert$ di coscienza continuer$ a sussistere"
impedendo sia c-e la verit$ possa essere mistificata" sia c-e possa
imporsi da s(.
Nessuno potr essere obbligato a fare alcunch contro la
propria volont. Relativamente a &uesto principio" la differenza tra
la ,erra e il cosmo consister$ unicamente nel fatto c-e nel cosmo
esso potr$ essere effettivamente garantito.
Il problema ! c-e non riusciremo a garantirlo se prima non
riusciremo a farlo su &uesta ,erra. Purtroppo gli uomini -anno im-
boccato una strada" da circa A000 anni" c-e impedisce loro di sapere
come garantire adeguatamente il rispetto di tale principio. .iciamo
c-e per molto tempo l%-anno saputo e c-e poi si sono sforzati" pur-
troppo inutilmente" fino ad oggi" di ritrovare il bene pi? prezioso c-e
-anno perduto.
Abbiamo tuttavia ancora molto tempo davanti a noi. 9appia-
mo c-e il 9ole durer$ ancora miliardi di anni. In &uesti ultimi A000
anni abbiamo sperimentato vari esempi di violazione della libert$ di
coscienza# lo sc-iavismo" il servaggio" il capitalismo e il socialismo
di stato. Iggi in Cina stiamo assistendo a un nuovo esempio# il so-
cialismo autoritario sul piano politico" unito al capitalismo sul piano
economico. @uesta forma di socialismo di mercato vuole essere
un%alternativa sia al cosiddetto =socialismo reale= c-e all%attuale capi-
talismo monopolistico Bprivato e stataleC" presente in molte aree geo-
grafic-e del pianeta.
9ono tutte forme in cui la libert di coscienza non viene ri-
spettata" e come nel passato ci si ! opposti allo sc-iavismo" al ser-
vaggio" al lavoro salariato e alla propriet$ statale" cosJ ! da presume-
re c-e ci si opporr$ alla falsa libert$ propagandata in &uei paesi c-e
N1
vogliono imitare l%Iccidente nella convinzione di non doverne subi-
re i medesimi traumi.
H bene tuttavia c-iarirsi su un punto# la libert di coscienza
non cosa che possa essere imposta. /ell%universo si capir$ c-e non
pu' neppure essere negata. 5ssa ! soltanto un diritto c-e si pu' ri-
vendicare" e l$ dove la si rivendica" occorre tutelarla. /on esiste
un%esperienza c-e possa rendere obbligatoria tale libert$" poic-( ci'
sarebbe un controsenso. /on ci pu' essere niente e nessuno c-e im-
pedisca a tale libert$ d%essere violata" poic-(" se ci fosse" la viole-
rebbe ipso facto. +a libert$ di coscienza pu' essere solo tutelata l$
dove &ualcuno afferma c-e ! stata violataM &uindi si tratta sempre di
una tutela post factum.
9e su &uesta ,erra non riusciamo a capire &uesto principio e
a garantirlo praticamente" non avr$ alcun senso la nostra presenza
nell%universo" poic-( ! proprio &uesto principio c-e caratterizza me-
glio la nostra umanit" differenziandoci in maniera decisiva da &ua-
lun&ue altra cosa. ,utto il resto viene dopo e va considerato di se-
condaria importanza.
/oi dobbiamo porre le condizioni affinc-( una &ualun&ue
violazione della libert$ di coscienza trovi &ualcuno disposto a farse-
ne carico. @uesto ovviamente non pu' significare c-e uno" in co-
scienza" non possa accettare cose c-e nuocciono alla sua persona.
9emplicemente significa c-e" nel caso in cui uno si penta d%aver fatto
una scelta sbagliata" deve sempre avere la possibilit$ di rimediarvi.
/essuno pu' essere costretto a pagare in maniera irreparabile il
prezzo delle proprie colpe" meno c-e mai di fronte a una ammissione
personale di colpevolezza" in &uanto nessuno" a priori" pu' mai dirsi
migliore di un altro. Il buon senso dice c-e tutti possono sbagliare e
c-e errare ! umano. Ivviamente la possibilit$ del ravvedimento" per
diventare un%esperienza reale" va verificata concretamente" sottopo-
nendo l%interessato a varie forme di recupero.
+%unica pena possibile" per una scelta sbagliata" pu' essere
soltanto l%emarginazione" c-e serve" pi? c-e altro" a tutelare sia il
colpevole" dai possibili risentimenti altrui" sia le persone innocenti"
dai risc-i di subire ulteriori violazioni o di cadere nei medesimi erro-
ri del colpevole. A Caino fu messo un segno visibile di riconosci-
mento per evitare il linciaggio" ma sarebbe assurdo auspicare c-e la
verit$ debba essere autoevidente.
40
5marginazione non vuol dire reclusione ma rieducazione.
C-i sbaglia deve essere messo in grado di non-nuocere" cio! di non
peggiorare le cose" ma" nel contempo" gli si deve offrire Bnon una
volta ma continuamenteC la possibilit$ di un reinserimento" all%ovvia
condizione di rispettare l%altrui libert$.
/on-nuocere vuol semplicemente dire c-e al colpevole non
gli si possono affidare compiti di alta responsabilit$" tali per cui pos-
sa facilmente e gravemente violare la libert$ altrui. C-i vuol nuocere
va isolato e nel contempo rieducato al senso della democrazia collet-
tiva. @uindi l%isolamento non pu' essere &ualcosa c-e lo opprime pi?
di &uanto possa fare la sua stessa coscienza# deve soltanto indurlo a
capire c-e non si tratta di una punizione imposta dall%esterno" bensJ
di una sorta di autopunizione" c-e pu' anc-e terminare di fronte al-
l%autocritica e alla riparazione morale e)o materiale del danno. Com-
piti di crescente responsabilit$" partendo da una forma mini ma" pos-
sono essere assegnati immediatamente" tenendoli costantemente mo-
nitorati nelle modalit$ d%esecuzione e nei risultati ottenuti.
Ci' c-e pi? danneggia l%uomo" c-e ! un essere sociale per
definizione" ! l%emarginazione" ma ci' c-e pi? lo ferisce e gli impe-
disce di ravvedersi ! l%emarginazione imposta da una forza esterna"
contro cui -a l%impressione di non poter far nulla. +%uomo -a bisogno
di sapere c-e l%autoemarginazione cui ! andato incontro per sua col-
pa" pu' essere rimediata in &ualun&ue momento con un sincero pen-
timento. /aturalmente nessuno potr$ mai sapere con sicurezza se
tale pentimento sar$ stato veramente sincero. +a verit$ sta soltanto
nei fatti. 6li uomini" siano essi colpevoli o innocenti" pentiti o irridu-
cibili" bisogna metterli alla prova" e non una ma cento volte. 2isogna
porre le condizioni perc-(" a fine giornata" uno possa dire a se stes-
so# =<oglio dormire con la coscienza tran&uilla. ,utto &uello c-e po-
tevo fare" l%-o fatto=.
Li*er%+ di coscien"a e a$%ocons$mo
9e rimane &ualcosa d%irrisolto nella nostra coscienza" siamo
perduti. 9e non ci viene data la possibilit$ di c-iarirci" di giustificar-
ci" di pentirci del male c-e abbiamo provocato" direttamente o indi-
rettamente" personalmente o per interposta persona" noi non avremo
mai pace e non potremo fare alcun vero progresso.
41
I veri progressi possono esserci soltanto &uando viene rico-
struito il senso di umanit$ c-e alberga in noi. Rifatto alle radici. In
caso contrario &ualun&ue passo in avanti sar$ in una direzione sba-
gliata. /on far$ c-e peggiorare la situazione" aggiungendo problemi
a problemi" il primo dei &uali sar$ &uello d%illudersi d%aver trovato
adeguate soluzioni. Come &uando i Romani pensarono d%aver trovato
negli imperatori la soluzione ai mali della Repubblica.
Infatti" nel cieco fanatismo dell%illusione si ! incapaci di
ascoltare gli altri" si procede a testa bassa" nella convinzione d%avere
tutte le ragioni di &uesto mondo. 2isogna fare attenzione al senti-
mento dell%illusione" poic-( se la gente -a subJto dei torti in un pas-
sato non cosJ lontano da essere scordato" e trover$ &ualcuno c-e pre-
dic-er$ il riscatto sociale" vi creder$ con tanta pi? forza &uanto pi? i
torti subiti saranno stati grandi e &uanto pi? si prometter$ il riscatto
in tempi brevi. 9i finir$ col vedere &uel c-e non c%! e &uel c-e c%! si
far$ finta di non vederlo" come si fece coi blitzrieg Ble fantomatic-e
=vittorie lampo=C e i lager.
9fruttando le nefaste conseguenze del ,rattato di <ersailles
sull%indipendenza della 6ermania" Ditler illuse milioni di tedesc-i
c-e sarebbero potuti diventare" accettando sacrifici enormi" i domi-
natori del mondo nell%arco di una sola generazione.
,uttavia" se il problema stesse solo a &uesti livelli morali"
forse non sarebbe cosJ gravoso. /on ! possibile infatti c-e uno" in
tutta la sua vita" non abbia mai commesso un errore di cui pentirsiM
anzi" in genere gli errori di cui pentirsi sono molti e molti di pi?.
Il punto ! un altro. /essuno" da solo" ! in grado di sapere fin
dove ! arrivato il torto compiuto" neppure se lo guardasse a distanza
di molti anni. /essuno" individualmente" pu' avere una c-iara con-
sapevolezza di tutte le conseguenze causate dai suoi errori. /essuno
pu' sapere fino a c-e punto ! necessario c-iedere perdono. 9e in una
societ$ lo stupro ! solo contro la morale e non anc-e contro la per-
sona Bcome finalmente lo ! diventato in Italia a partire dal 111AC" il
pentimento sar$ pi? o meno profondo; 9e in una societ$ ! prevista la
pena di morte per un omicidio Be in <aticano ! rimasta giuridica-
mente sino al 11A1C" a c-e serve pentirsi;
/oi abbiamo bisogno di un collettivo c-e ci dia una visione
generale delle cose" poic-( a volte pensiamo di aver fatto del male e
invece le conseguenze sono state positive per c-i l%-a subJto Bperc-(
42
ad es. lo -a indotto a reagire" ad assumersi delle responsabilit$" ad
affrettare il momento in cui compiere una scelta c-e aveva gi$ in
menteC.
Altre volte invece pensiamo di fare del bene" offrendo p.es.
aiuti al ,erzo mondo" e non ci rendiamo conto c-e proprio in &uesta
maniera perpetuiamo i meccanismi di sfruttamento neocoloniale c-e
inducono &uelle popolazioni a c-iederci assistenza. 6i$ Aristotele
aveva detto c-e la moralit$ di un%azione dipende dal fine" non dall%a-
zione in s(" anc-e se poi aveva aggiunto - sbagliando - c-e il fine
pu' essere capito solo da una persona gi$ virtuosa.
/oi non siamo dei Robinson c-e viviamo in un%isola deserta.
@ualun&ue cosa facciamo -a conseguenze c-e non riusciamo neppu-
re a immaginare. 9iamo cosJ reciprocamente legati c-e anc-e &uan-
do non facciamo niente" facciamo &ualcosa. +a coscienza ! davvero
un abisso senza fondo" un buco nero c-e ing-iotte tutte le interpreta-
zioni univoc-e. !mnis determinatio est negatio. /on ci si perde nel-
l%abisso solo a condizione di prendere la via negativa.
.obbiamo essere addestrati a guardare le cose nella loro glo-
balit$. Igni nostra azione negativa non ! c-e una goccia c-e" som-
mata alle altre" alla fine fa traboccare il vaso. ,utti sanno benissimo
c-e il risc-io c%!" per' siccome non si pu' stabilire &uando il disastro
avverr$" si spera c-e eventi imprevisti" a noi favorevoli" o il buon
senso di c-i ci governa" scongiurino il peggio. Ci comportiamo come
incoscienti e ostentiamo ottimismo sugli effetti finali del nostro
comportamento" salvo poi meravigliarci c-e le cose siano andate di-
versamente.
/on siamo abituati a guardare le cose nella loro interezza"
proprio perc-( nella nostra civilt$ domina l%individualismo" cio! la
ragione del pi? forte. H lui c-e detta le regole del gioco" di cui la pri-
ma ! &uella di non avere regole" ovvero &uella di darsele solo in ma-
niera formale" sulla carta" per accontentare i moralisti" &uelli c-e di-
cono di =avere coscienza=.
Prendiamo p.es. i vecc-i film americani dedicati agli indiani.
+a morale apparteneva naturalmente solo ai bianc-i" anc-e se fra
&uesti vi erano buoni e cattiviM alla fine vincevano sempre i buoni"
c-e magari si sacrificavano per il bene della loro collettivit$. Con la
vittoria dei buoni" anc-e la condizione degli indiani migliorava e" se
non migliorava" la colpa era degli stessi indiani" c-e non avevano ca-
4N
pito la bont$ dei bianc-i" per cui &uesti erano stati costretti a stermi-
narli. In &uei film i registi non riuscivano a distinguere la consapevo-
lezza soggettiva di certi comportamenti Bper gli indiani i bianc-i
=buoni= avrebbero anc-e potuto apparire migliori dei bianc-i =catti-
vi=C da &uella oggettiva Bper gli indiani era la stessa cosa avere a c-e
fare con bianc-i =buoni= o =cattivi=" essendo la civilt$ di costoro ba-
sata solo sul businessC.
Iggi -anno smesso di fare &uei film non perc-( abbiano
smesso di credere nel dio &uattrino" ma perc-( se continuassero a so-
stenere c-e la civilt$ fondata sul business ! in tutto e per tutto mi-
gliore di &uella indiana" si coprirebbero di ridicolo. 8n briciolo di
=relativismo=" a partire dagli anni 9ettanta" l%-anno capito. 6li ameri-
cani -anno placato i loro sensi di colpa semplicemente mostrando" in
alcuni film" c-e in fondo gli indiani non erano cosJ cattivi come ve-
nivano dipinti e c-e avevano indubbiamente ragione a difendere la
loro terra. .etto &uesto" possono continuare a restare nelle loro riser-
ve e nei loro musei. 6li americani sono lontani anni luce dal capire
c-e l%unica vera alternativa al loro devastante stile di vita stava e an-
cora oggi sta proprio nella civilt$ c-e -anno distrutto.
@uando si dice c-e l%inferno ! lastricato di buone intenzioni"
non s%intende forse dire c-e in una civilt$ antagonistica l%innocenza
non esiste a nessun livello e c-e la corruzione ! generalizzata; @ua-
lun&ue azione si compia va sempre esaminata obiettivamente. 5 l%og-
gettivit$ in &uestione ! &uella c-e risponde alla domanda se una de-
terminata azione -a contribuito in maniera significativa al supera-
mento della mentalit$ anti-umanistica della nostra civilt$.
0adre ,eresa di Calcutta pu' aver salvato" nel corso della
sua vita" migliaia di persone dalla malattia" dalla fame" dalla dispera-
zione" ma se &ueste sue iniziative non -anno portato a ripensare con-
cretamente" sostanzialmente" i motivi per cui in India vi siano milio-
ni di malati ed affamati" alla fine &uel suo operato far$ inevitabil-
mente gli interessi del sistema" c-e potr$ sempre dire di non stare
con le mani in mano di fronte a &uelle tragedie.
@uesto non vuol dire c-e" prima di tutto uno dovrebbe sa-
pere in anticipo &uali effetti sul sistema avr$ il proprio impegno.
<uol semplicemente dire c-e mentre uno lavora per il bene dell%uma-
nit$" non pu' trascurare le cause oggettive c-e la rendono sc-iava di
poc-e forze senza scrupoli. H stato un gravissimo errore degli scien-
44
ziati non essersi c-iesti a tempo debito &uali avrebbero potuto essere
le conseguenze della scissione dell%atomo.
+a morale ! una cosa" la politica un%altra" non secondo il si-
gnificato c-e noi occidentali abbiamo dato a &uesta distinzione" se-
condo cui una buona politica difficilmente si basa su una buona mo-
rale" ma nel senso c-e la politica ! &uella scienza c-e permette di an-
dare oltre le &uestioni meramente soggettive Bil proprio impegno
personale" la propria dedizione all%altrui bisogno ecc.C.
2isogna saper guardare le cose oggettivamente Bc-e non
vuol affatto dire =con distacco= o =freddezza= o =cinismo=C" per cer-
care di commettere meno errori possibili" e per evitare d%illudersi sul-
l%efficacia delle proprie iniziative personali" e anc-e per evitare d%ac-
cusare le istituzioni &uando" secondo noi" mostrano di non capirci.
9pesso recriminiamo contro &ualcosa o &ualcuno fino al punto in
cui" per ripicca" smettiamo di compiere &ualun&ue opera di bene.
Pi? c-e alle istituzioni" c-e rappresentano il potere c-e va
combattuto" bisogna rivolgersi alle masse" alle classi" agli strati so-
ciali" portandoli" con l%esempio di una pratica differente del bene" a
un punto di rottura col sistema. .al sistema" cosJ com%!" bisogna sol-
tanto cercare di uscire# ! illusorio pensare di riformarlo. @uesto ov-
viamente non deve impedirci di non fare distinzioni tra c-i" all%inter-
no del sistema" vuole conservare l%esistente cosJ com%!" anc-e &uando
dice di volerlo riformare" e c-i pratica o almeno sostiene teoricamen-
te una politica pi? vicina agli ideali dell% umanesimo laico e del so-
cialismo democratico.
/oi dobbiamo porre le basi di un sistema di vita i cui valori
fondanti siano totalmente alternativi a &uelli c-e reggono l%attuale si-
stema. 5 i due principali valori sono la libert di coscienza e l%auto-
consumo. +%uno viene garantito dall%altro" reciprocamente. 5ntrambi
prevedono la scomparsa dello 9tato. Infatti uno 9tato c-e si fa garan-
te della libert$ di coscienza" eo ipso la viola" e uno 9tato non pu' ga-
rantire l%autoconsumo" visto c-e la sua nascita ! strettamente collega-
ta a &uella del mercato. +a libert$ di coscienza pu' essere solo auto-
garantita da un collettivo indipendente sul piano materiale.
4
Li*er%+ e !i*ero ar*i%rio
Il libero arbitrio ! la facolt di scegliere tra bene e male Bfa-
colt$ c-e ! ovviamente relativa alle circostanze storic-e" sociali" am-
bientali ecc. @uanto pi? esse sono negative" tanto pi? difficile sar$
scegliere il bene" benc-( al di l$ di un certo livello di sopportazione
del male nessun essere umano possa andareC.
+a libert$ invece ! l'esperienza del bene c-e si !" pi? o meno
coscientemente" scelto. Cio! ! il tentativo di restare coerenti con la
decisione presa.
+%ideale sarebbe c-e libero arbitrio e libert$ coincidessero
perfettamente" cio! c-e nell%uso del libero arbitrio non vi fosse il
problema di porsi dei limiti" nel timore di oltrepassare &uelli c-e por-
tano a un%emancipazione negativa. ,uttavia" nell%esistenza umana
Bsoprattutto &uella delle civilt$ antagonistic-eC un caso del genere
non si verifica mai# neppure nei bambini ancora inconsapevoli" o nei
pazzi" c-e la coscienza l%-anno persa" poic-( in &uesti casi la societ$
! comun&ue retta da persone adulte" d%intelligenza normale.
+%essere umano" eticamente determinato" ! costretto a porsi
sempre dei limiti" c-e cerca" in condizioni normali d%esistenza" di
non superare. .eve farlo proprio perc-( le generazioni precedenti"
avendo vissuto delle esperienze negative" in &ualc-e modo ve lo co-
stringono. +a storia ! il processo di intere generazioni" una responsa-
bile dell%altra e tutte insieme responsabili di ciascuna" anc-e se" negli
ultimi A000 anni le generazioni sembrano non volersi assumere alcu-
na responsabilit$ nei confronti delle successive.
Purtroppo l%essere umano nasce col peso di un passato molto
negativo e deve fare in modo c-e tale peso sia il pi? leggero possibi-
le per le generazioni future# leggero dal punto di vista della seriet
etica" non necessariamente da &uello delle realizzazioni tecnic-e.
9e la sua sc-iena cede sotto il peso delle contraddizioni pas-
sate" la determinazione etica diminuisce" diventa normale ci' c-e
prima non lo era" le circostanze diventano sempre pi? difficili da
sopportare e si cominciano a considerare le guerre e le dittature
come inevitabili" anc-e perc-( non ric-iedono &uella particolare =in-
telligenza= necessaria alle rivoluzioni epocali.
4A
La !i*er%+
+a cosa c-e pi? conta nella vita di un uomo ! la libert" per-
c-( ! &uesta la caratteristica fondamentale della sua umanit$. +$
dove c%! giustizia" onest$" verit$" c%! necessariamente anc-e libert$.
+a libert$ ! il sale della ,erra" la luce del mondo# non ! la
verit$ c-e rende liberi" ! il senso di libert$ c-e ci porta a essere veri"
onesti" giusti.
+a cultura occidentale non -a alcuna conoscenza della vera
libert$. Infatti ritiene c-e libert$ voglia dire =poter fare= e" per poter
fare" la cultura occidentale ritiene c-e il mezzo migliore sia &uello di
=possedere= &ualcosa# sc-iavi" terre" capitali... Pur di possedere pri-
vatamente &ualcosa" abbiamo voluto sperimentare varie tipologie di
sottomissione e di sfruttamento" e ancora non abbiamo finito.
+a libert$ per noi ! strettamente legata a &ualcosa di materia-
le. +a cultura occidentale non riesce neppure a concepire c-e la for-
ma pi? negativa di esperienza della libert$ ! &uella di c-i possiede il
potere soltanto in nome di un'idea.
In occidente le idee vengono utilizzate per ottenere un potere
c-e" in ultima istanza" ! sempre di tipo materiale. @ui sta la grande
diversit$ tra le dittature nazi-fasciste e &uelle staliniste-maoiste. Pre-
tendere di voler dominare il mondo in virt? di un%idea" prescindendo
da una propriet$ materiale delle cose" ! un atteggiamento per noi in-
concepibile.
+a libert$ occidentale ! sempre una forma di arbitrio indivi-
duale strutturato in maniera gerarc-ica" in cui il concetto di obbe-
dienza ! determinato esclusivamente dai rapporti di forza" basati" a
loro volta" sul concetto di propriet$ privata. In nome di &uesti rap-
porti il superiore pu' c-iedere al subordinato &ualun&ue cosa e &ue-
st%ultimo non si sente responsabile di ci' c-e compie.
/on esiste il concetto di =persona= nella cultura occidentale"
ma solo il concetto di =ruolo= o di =funzione=" anc-e se un certo pro-
gresso ! stato fatto dallo sc-iavo al servo e dal servo all%operaio sala-
riato. .%altra parte c-i non crede nel valore della libert$" &uella vera"
non pu' credere nel concetto di persona. +a libert$ non ! cosa c-e
possa essere descritta o regolamentata. +a libert$ pu' essere solo
vissuta" cio! sentita" gustata" assaporata.
44
Li*er%+ e res&onsa*i!i%+ mora!e
C-e cos%! la storia se non il tentativo di sperimentare tutte le
modalit$ possibili della libert$ umana per poi aiutare l%uomo a ren-
dersi conto c-e la modalit$ migliore ! &uella pi? semplice" pi? natu-
rale" &uella dove l%interesse del singolo ac&uista un proprio significa-
to solo nell%interesse della collettivit$;
+a storia dell%uomo ! la storia di numerosi tentativi illusori" i
cui fallimenti -anno comportato conseguenze tragic-e anc-e su c-i
si ! limitato a subire passivamente &uei tentativi" cio! anc-e su c-i li
aveva trascurati o sottovalutati" nella convinzione c-e il loro falli-
mento sarebbe stato pi? o meno immediato o comun&ue circoscritto
nei suoi effetti negativi.
Il tribunale della storia non pu' assolvere nessuno" se non i
bambini c-e ancora non -anno coscienza o i pazzi c-e non intendo-
no.
,utti gli esseri umani sono responsabili" a vari livelli" delle
azioni c-e compiono. C-i -a omesso d%intervenire a favore del bene
pubblico" nella convinzione c-e la sua iniziativa sarebbe risultata
inutile" ! parzialmente responsabile dei tentativi fallimentari di c-i
-a condotto la collettivit$ al disastro.
2
/essuno pu' considerarsi completamente innocente. H bene
c-e lo sappiano i futuri carcerieri e carcerati" torturatori e torturati"
assassini e assassinati... 9e tutti si rendessero conto di &uesta ele-
mentare verit$" non potrebbe sussistere alcuna forma di vendetta o
ritorsione da parte della parte lesa o di c-i ! sopravvissuto al falli -
mento dei tentativi egemonici basati sulla violenza.
.i fronte ai disastri dell%umanit$ Bo di una sua parteC" c-e
sono periodici e sempre pi? gravi" l%atteggiamento migliore sarebbe
&uello dell%autocritica collettiva" della riconciliazione e della volont$
positiva di riedificare la societ$ su basi rinnovate. 0a per poter far
&uesto bisogna essere sinceri e onesti sino in fondo" con se stessi e
nei confronti degli altri. H &uesto il prezzo pi? grande c-e gli uomini
2
I disastri bellici -anno &uesta caratteristica# durano sempre di meno" ma
-anno effetti sempre pi? devastanti" di lunga durata" su persone e coseM
&uindi ! possibile aspettarsi" in un regime nucleare" c-e le guerre future du-
rino anc-e solo poc-i giorni o al massimo poc-i mesi.
4K
di =cattiva volont$= devono pagare per poter ricominciare veramente
da capo.
Indi'id$a!ismo e !i*er%+
6li uomini devono combattere il principio individualistico
secondo cui il singolo pu' porsi anc-e contro gli interessi della col-
lettivit$" &uando &uesto suo atteggiamento pu' servire alla massima
realizzazione della sua libert$ personale. H assolutamente falso c-e
la massima valorizzazione della libert$ personale possa avvenire
contro gli interessi della collettivit$.
6li esseri umani dovrebbero capire c-e anc-e &uando la col-
lettivit$ si trova a vivere momenti di stasi" di crisi" o addirittura di
decadenza" l%unico vero modo per uscirne non ! mai &uello di affer-
mare il primato del singolo. 9e la collettivit$ ! in crisi" essa deve tro-
vare in se stessa la forza di superarsi" altrimenti ogni altra soluzione
sar$ falsa e non far$ c-e peggiorare le cose.
/on si pu' legare il concetto di libert$ personale al primato
del singolo sulla collettivit$# in tal modo si afferma il concetto di ar-
bitrio. /( si pu' pensare c-e la propriet$ personale" c-e garantisce la
libert$" possa precludere la necessit$ c-e ognuno abbia la sua pro-
priet$.
9e tutti devono avere la loro propriet$" per potersi sentire li-
beri" allora la propriet$ non pu' essere una realt per alcuni e solo
una possibilit per altri. I ! una realt$ di tutti" oppure la libert$ pre-
dicata dai poc-i proprietari ! falsa.
9e il singolo vuole emergere da una collettivit$ in decaden-
za" deve comun&ue farlo per affermare i princJpi del collettivismo"
gli interessi del bene comune.
Li*er%+ e &ro&rie%+
9e guardiamo il modo di funzionare della libert$ nella civilt$
borg-ese" noteremo c-e una delle maggiori illusioni ! &uella di far
credere c-e c-iun&ue" volendo" pu' diventare un capitalista e godere
&uindi della massima libert$" in &uanto la libert$ viene fatta coinci-
dere con la propriet$# &uanta pi? propriet$ tanta pi? libert$.
41
/elle societ$ borg-esi si sostiene c-e si ! liberi solo se si !
liberi di possedere &ualcosa" ma tutti sanno c-e in &uesta societ$ c-i
possiede &ualcosa raramente ! disposto a cedere parte della propria
propriet$ affinc-( altri possano essere liberi come lui.
+a libert$ diventa cosJ una possibilit$ formale" c-e diventa
reale solo in circostanze molto fortuite o casuali Bp.es. una vincita al
gioco o un%eredit$C.
+a propriet$ di poc-i determina" di fatto" la sc-iavit? di mol-
ti. @uesta conclusione si sarebbe potuta evitare se nella fase della
partenza ci fossero stati condizioni uguali per tuttiM tuttavia" non solo
&uesto non ! avvenuto" ma anc-e in seguito" c-i ! riuscito ad acca-
parrarsi &ualcosa -a progressivamente impedito ad altri di fare altret-
tanto. 9icc-( ! diventato inevitabile lo scontro generazionale" interno
alle singole nazioni" fino agli scontri tra popoli" 9tati" civilt$ ecc.
+a vera libert$" se vogliamo" dovrebbe provenire da una ne-
cessit$# p.es. ! necessario c-e la propriet$ sia =sociale= affinc-( gli
uomini siano liberi.
Ivviamente ! assurdo definire la libert$ umana in base a pa-
rametri di tipo economico. Il socialismo reale" sotto &uesto aspetto"
commise un errore analogo a &uello del capitalismoM la differenza
stava semplicemente nel fatto c-e si era sostituita una propriet$ pri-
vata con una statale. +o 9tato non ! c-e l%altra faccia del privato" an-
c-e se nel cosiddetto =socialismo reale= era lo 9tato c-e dominava il
privato" mentre nel capitalismo ! il contrario Balmeno per come esso
s%! imposto in 5uropa e negli 9tati 8nitiC.
+o 9tato ! =di tutto il popolo= - dicevano i burocrati del
Cremlino -" per cui ci' c-e ! statale assicura uguaglianza e libert$
per tutti. In realt$ non solo lo 9tato non pu' coincidere col popolo"
poic-( l$ dove esiste socialismo democratico non pu' esserci
=9tato=" ma anc-e &ualora esistesse detto socialismo" non si potrebbe
con sicurezza affermare c-e esiste la libert$.
+a libert$ umana" infatti" non pu' essere e&uiparata a una
pura e semplice socializzazione della propriet. +a democrazia eco-
nomica" c-e pur in 5uropa occidentale non ! mai esistita" se non nel-
le societ$ pre-sc-iavistic-e" non ! c-e il primo passo della libert$"
cio! non ! c-e il presupposto materiale su cui occorre costruire un
edificio composto anzitutto di elementi umani.
0
+a vera libert$ umana deve rimanere come possibilit di
scelta anc-e &uando ! stata posta la giusta necessit$ materiale. /el
capitalismo tale possibilit$ ! puramente formale" in &uanto di fatto
l%assenza di propriet$ sociale rende sc-iavi i nullatenenti.
0a anc-e la presenza di propriet$ sociale non pu' obbligare
nessuno a essere libero" poic-( ogni costrizione nell%uso della libert$
rende sc-iavo l%essere umano. Ivviamente l%occidente capitalistico
non ! in grado di porsi problemi del genere" in &uanto" dopo il crollo
del comunismo da caserma" ! sempre pi? convinto c-e non esista al -
ternativa alla propriet$ privata.
Il socialismo prossimo venturo non potr$ pi? limitarsi a por-
re un%alternativa vera al capitalismo Bun%alternativa =sociale= e non
meramente =statale=C solo sul piano economico" ma dovr$ porla sotto
ogni punto di vista" il primo dei &uali dovr$ essere &uello =umano=.
Il socialismo deve dimostrare d%essere pi? vivibile del capitalismo
appunto perc-( pi? =umano=. 5 la principale caratteristica umana da
far valere sar$ &uella di un rapporto e"uilibrato con la natura. +%uo-
mo non pu' fregiarsi del titolo di =umano= se non rispetta le leggi" i
ritmi" i tempi della natura. @uindi accanto alle &uestioni di giustizia
economica" andranno poste &uelle di tutela ambientale.
Contemporaneamente si dovranno c-iarire i rapporti tra i
sessi" poic-( -anno un senso molto limitato la democrazia economi -
ca e la tutela ambientale senza la parit dei sessi" senza il rispetto e
la valorizzazione della diversit$.
0a non basta ancora per definire =umana= una societ$.
@uand%anc-e gli uomini avessero ottenuto la propriet$ sociale e
&uindi la gestione autonoma" consapevole dell%economia" &uand%an-
c-e avessero capito c-e nessuna economia sana ! possibile se non !
sostenibile nei suoi rapporti con la natura" &uand%anc-e infine si fos-
se capito c-e non pu' esistere nessuna vera forma di uguaglianza so-
ciale o pubblica se contestualmente non si sviluppa &uella fra uomo
e donna - resterebbe ancora una cosa da fare# vivere per i pi# deboli.
+%uomo deve imparare a capire c-e &uando si favorisce la
crescita di c-i presenta maggiori difficolt$ di riuscita o meno risorse
degli altri" i vantaggi ricadranno su tutti" il primo dei &uali sar$ pro-
prio &uello di far maturare la consapevolezza di una realizzazione
personale nel fare il bene.
1
Li*er%+ e de*o!e""a
+a libert$ deve necessariamente contenere un elemento di
debolezza per poter essere esercitata. +a perfezione non sta nell%evi-
tare la debolezza" poic-( &uesto pu' portare a eccessi o sc-ematismi"
ma sta nel riuscire a essere se stessi Bnoi diciamo =umani=C pur in
presenza di &ualc-e debolezza. Ci si concede &ualc-e debolezza" ma
fino a un certo punto" perc-( poi subentra l%etica.
Poic-( libert$ vuol dire non sentirsi sc-iavi di alcunc-( Bal-
meno non contro la propria volont$C" in &ualun&ue momento ci si
vuol sentir liberi di non accondiscendere alla propria debolezza. 9i
gioca con la propria debolezza" ma restando vigili" nel timore c-%essa
possa ad un certo punto prevaricare. +%esercizio della libert$ ! un
gioco in cui ogni volta ci piace sperimentarla. /on pu' essere gusta-
ta una cosa c-e si possiede senza alcuna fatica. 9e &uesta cosa !
vera" deve esserlo sempre.
C-i s%immagina dei paradisi in cui pensa c-e la libert$ e&ui-
valga a fare &uel c-e si vuole o" al contrario" a non fare &uel c-e non
si pu' o a far soltanto &uel c-e si deve" non -a capito ancora nulla
della libert$. +a libert$ ! un movimento incessante" i cui limiti di
oscillazione solo la propria coscienza li pu' percepire. ,ant%! c-e la
libert$ pi? grande c-e si possa vivere ! appunto &uella della coscien-
za. 6li esseri umani sono =liberi= appunto perc-( -anno una co-
scienza con cui poter esercitare la propria libert$.
Inde%ermina%e""a e !i*er%+
+%indeterminatezza ! una forma di garanzia della libert$" af-
finc-( &uesta possa essere esercitata con relativa sicurezza" anc-e
&uando sembra pi? difficile. Per essere tale" la libert$ -a bisogno di
limiti# ecco perc-( l%indeterminatezza produce regolarit$.
@uando &uesta regolarit$ ! soltanto una forma d%apparenza
della libert$" ecco c-e l%indeterminatezza pone le condizioni per un
superamento della regolarit$" in un processo illimitato" poic-( le ap-
parenze prive di sostanza" cio! il fatto c-%esistano contenitori privi di
contenuto adeguato" diventano stimolo all%esercizio della libert$.
2
+a regolarit$ produrrebbe solo negativit$ se restasse costan-
te# il suo progressivo svuotamento ! come un sussulto" un impulso a
cercare nuove soluzioni.
+%uomo produce macc-ine per far loro compiere azioni ripe-
titive" per guadagnare &ualcosa sul tempo o sull%impiego di risorse
energetic-e" ma le macc-ine tendono a diventare obsolete" sono sog-
gette a una legge del tempo c-e le sovrasta oggettivamente" e vanno
continuamente sostituite" e pi? sono sofisticate" pi? costosa diventa
la loro sostituzione. @uindi la civilt$ delle macc-ine non ! di per s(
pi? libera" non offre pi? opportunit$ di una &ualun&ue altra civilt$
senza macc-ine.
/on c%! nulla c-e possa garantire una continuit$# una regola-
rit$ sempre uguale sarebbe la morte della libert$. +%inevitabilit$ del
declino" c-e pu' essere rappresentata da una parabola involutiva" Bla
&uale" raggiunto un determinato apice" inizia a percorrere una linea
in discesaC" ! occasione di esercizio della libert$ per nuove condizio-
ni di esistenza.
@uindi la stessa linea discendente ! nello stesso tempo fine
di un processo e inizio di uno nuovo. Il processo nuovo inizier$ tanto
prima &uanto pi? si sar$ presa consapevolezza della sua necessit$ e
&uanto maggiore sar$ la determinazione a suo favore.
Che cos' i! caso?
I
Il caso non ! c-e l%espressione di una libert$ universale. H un
gioco delle probabilit$" una scommessa col destino.
+a7rence d%Arabia si riteneva imprendibile nel deserto" ma
mentre s%aggirava" con fare spionistico" in una cittadina turca" fu ca-
sualmente arrestato e pag' il suo risc-io mal calcolato a caro prezzo.
5sempi come &uesti se ne potrebbero fare a migliaia.
@uante cose accadono per caso; Probabilmente tantissimi
incidenti stradali" almeno tutte le volte c-e non andiamo a cercarceli
a causa della nostra imprudenza.
,uttavia gli atei usano il caso come categoria ontologica"
proprio per togliere all%universo un &ualun&ue finalismo o per negare
N
c-e possa esistere una originaria causa efficiente c-e abbia dato il
via a tutte le cose. 9e tutto dipende dal caso" dio non esiste" dicono
gli atei.
C-e significa &uesto; c-e forse" solo per &uesto" dovremmo
sostenere c-e il caso deve per forza prevalere su una causa
specifica; ovvero c-e ogni cosa nell%universo si ! prodotta senza una
ragione specifica;
/el mondo della natura vi sono leggi ferree c-e producono
eventi necessari. @uesto ovviamente non vuol dire c-%esista un dio"
n( c-e nell%ambito di &ueste leggi non si possano produrre eventi ca-
suali. 9emplicemente dovremmo ammettere c-e la casualit$ trova la
sua ragion d%essere nell%ambito della libert" c-e ! infinita nelle sue
espressioni" eterna nella sua durata" universale nella sua estensione#
e c-e tale rimane anc-e &uando gli uomini sanno creare situazioni
c-e solo apparentemente sembrano casuali.
9e fosse il caso a dominare" bisognerebbe arrivare a dire c-e
anc-e la libert$ potrebbe un giorno scomparire. 0a noi ce la senti-
remmo davvero di dire c-e la nostra libert di coscienza ! un mero
prodotto del caso e c-e non c%importerebbe nulla di perderla;
+o sanno gli atei deterministici c-e se scompare la libert$" il
caso diventa una =necessit$=" e c-e &uindi smetterebbe d%essere se
stesso" cio! appunto =casuale=; Il caso trova la sua ragion d%essere
nel fatto c-e rappresenta un%eccezione c-e conferma la regola. +a
sua funzione ! proprio &uella di dirci c-e non dobbiamo sentirci
troppo sicuri di noi. 9e ne accorse anc-e +enin &uando" appena fini-
to uno dei suoi discorsi a 0osca" la >aplan gli spar' due pallottole
avvelenate" c-e solo per caso non l%uccisero.
+a regola -a una ragione c-e il caso non pu' conoscere" ap-
punto perc-( esso mira a sostenere c-e" in ultima istanza" non vi
sono ragioni" ma solo delle casualit$" degli eventi fortuiti" per i &uali
non val la pena darsi delle regole.
/oi umani accettiamo il caso" ma come conferma del fatto
c-e esiste una libert immensa" c-e ! la condizione" per eccellenza"
perc-( tutte le regole abbiano un senso. 5 non a caso" &uanto meno
&uesta libert$ riesce ad esprimersi" tanto pi? siamo indotti a credere
c-e tutto sia strettamente necessario" voluto da un destino avverso.
<ediamo il caso come un aspetto c-e conferma una nostra concezio-
ne negativa della vita. Affidiamo al caso le ragioni delle nostre scon-
4
fitte. 5 pensare c-e neppure il cinico 0ac-iavelli era cosJ pessimi-
sta# infatti al massimo attribuiva al caso il 0L delle nostre disgrazie
o fortune" il resto era virt?.
8na volta il cerimoniale cattolico del matrimonio conteneva
l%espressione# =Amatevi nella buona e nella cattiva sorte=. Poi sicco-
me la parola =sorte= sembrava troppo affine alla parola pagana =de-
stino=" si preferJ sostituirla con la parola =salute=" togliendo cosJ pre-
gnanza esistenziale a &uell%antica espressione" c-e doveva vincolare i
coniugi a un amore indissolubile" a prescindere dalle condizioni so-
ciali in cui l%avrebbero vissuto Bc-e resta comun&ue un modo di ve-
dere tipico dell%astratto idealismo religiosoC.
+a =salute= invece sembra riguardare &ualcosa di =fisiologi-
co= e &uindi inevitabilmente si riferisce a una condizione individua-
le" c-e" senza dubbio" col passare degli anni" tende sempre pi? a peg-
giorare. 2isogna amarsi anc-e &uando si ! malati.
In realt$ sarebbe bastato dire# =Amatevi sempre" perc-( nulla
! pi? grande dell%amore=. .etto per' da una c-iesa misogina e ma-
sc-ilista come &uella cattolica" c-e -a fatto del celibato del clero un
motivo di elezione sociale" sarebbe stato - bisogna ammetterlo - mol-
to difficile.
II
/ella vita - scriveva il giovane /ietzsc-e" nel 1KAK" contro
la terza $ritica di >ant - possiamo comprendere al massimo le for-
me" c-e sono innumerevoli e casuali" ma la vita resta incomprensibi-
le. Igni forma ! conforme a un fine" ma =la vita non pu' essere pen-
sata in &uanto fine" dal momento c-%essa viene presupposta per agire
secondo fini= B%a teleologia a partire da &ant" ed. 0imesis" 0ilano
111K" p. 11C.
+a vita non pu' essere =spiegata=" perc-( non univoca" ma
fonte d%infinite possibilit$ concrete. +a vita non pu' essere compresa
analizzando le sue forme. 9tudiando le forme possiamo capire come
una cosa vive" non perc-( sia vivente. +a stessa conformit$ a deter-
minati fini di una determinata forma non ! affatto assoluta" ma relati-
va alle circostanze di spazio e tempo.
Ira" come si pu' facilmente notare" l%ateismo di /ietzsc-e !
superiore all%agnosticismo Rantiano" perc-( &uesto" accettando l%idea

di una causa intelligente delle cose" cio! di una ragione superiore c-e
d$ significato alle singole parti di un tutto" finiva sempre col conce-
dere troppo alla metafisica religiosa.
,uttavia non dobbiamo essere atei per forza" temendo di dire
cose c-e all%ateismo tradizionale potrebbero dispiacere. Per essere
atei ! sufficiente negare c-e esiste un dio diverso dall%uomo" non !
necessario sostenere c-e l%uomo sia il frutto di un puro caso. /on
esiste =caso= senza =necessit$=. Il caso ! soltanto un%eccezione c-e
conferma la regola e la regola ! l'uomo secondo natura.
/on possiamo neanc-e dire c-e l%unica vera regola neces-
saria ! la natura e c-e l%uomo ! un suo prodotto casuale" proprio per-
c-( l%uomo non ! un prodotto della natura pi? di &uanto la natura non
sia un prodotto dell%uomo. 5ssi sono reciprocamente causa ed effet-
to" l%uno dell%altra. H solo in apparenza c-e a noi sembra c-e l%uomo
provenga dalla natura. .i fatto l%uomo ! l'intelligenza della natura"
non un suo mero prodotto derivato" come p. es. lo ! tutto il mondo
animaleM con la differenza c-e &uando l%uomo non rispetta l%essenza
della natura" finisce per negare anc-e se stesso. All%animale non !
dato neppure di pensare di poter violare delle leggi naturali" e &uan-
do lo fa ! solo per colpa dell%uomo.
H &uesto il vincolo c-e ci lega alla natura. 9ulla ,erra noi
dobbiamo vivere in rapporto a una forma determinata di natura" c-e
ci costringe ad avere una non meno determinata forma corporea# le
cose sono strettamente interconnesse. 9olo se sapremo rispettare i
patti dell%interconnessione" erediteremo l%universo" cio! il diritto di
popolarlo sulla base di altre forme possibili. +a natura sta cercando
sulla ,erra la miglior forma di =essere umano=" &uella pi? idonea"
per riprodurre se stessa e" con essa" la stessa umanit$ nell%universo
infinito" in una molteplicit$ infinita di forme. +a ,erra ! solo un ban-
co di prova" un esperimento da laboratorio.
@uando si arriva a dire c-e la vita in s( ! incomprensibile e
c-e in essa non vi ! alcun finalismo" alcuna necessit$" non si pu'
fare del caso il proprio dio" poic-( ci' tradisce un odio per l%esisten-
za" ovvero l%incapacit$ di viverla come si vorrebbe. 9e ! vero c-e ol-
tre l%umano e il naturale non possiamo andare" allora l%umano e il na-
turale dobbiamo per forza considerarli un assoluto e il caso pu' esi-
stere e giustificarsi solo dentro &uesta necessit$.
A
Il caso ! solo l%espressione di una libert$ infinita dentro una
determinata necessit$. Pu' apparire paradossale c-e si &ualific-i
come =infinita= una libert$ c-e si muove entro una necessit$ =deter-
minata=. 0a la determinatezza di &uesta necessit$ ! essa stessa =infi -
nita=" per &uanto uomo e natura ci appaiano circoscritti in uno spazio
e in un tempo. Il fatto ! c-e la misura di spazio e di tempo c-e noi
abbiamo ! puramente o prevalentemente terrena" ma &uesta ! solo
una dimensione. 9e lo spazio e il tempo li pensiamo nell%universo"
come fece 5instein" ecco c-e la loro limitatezza scompare e" con
essa" &uella dell%uomo e della natura.
9ulla ,erra stiamo vivendo una forma particolare di essere
umano e naturale" certamente non l'unica. /ell%essere umano la so-
stanza non coincide esattamente con la forma" come invece nell%ani-
male. 9e noi cercassimo di riconoscerci guardando soltanto l%aspetto
c-e avevamo nel ventre di nostra madre" non vi riusciremmo" pro-
prio perc-( le forme sono completamente diverse. 9e a un estraneo
dessimo in mano 20 fotografie di 20 bambini diversi" molto piccoli"
e gli dicessimo di indicare &uale foto ci rappresenta" troverebbe non
poc-e difficolt$ a farlo.
+e forme cambiano continuamente# non c%! nulla di statico.
@uesto per' non comporta affatto c-e la necessit$ sia &ualcosa di ca-
suale. /on si pu' sostenere c-e" siccome tutto ! soggetto a movi-
mento" allora tutto ! relativo e &uindi casuale. /oi siamo l%intelligen-
za delle cose e abbiamo il compito di trovare delle leggi necessarie
nell%apparente fluire casuale delle cose" degli eventi" dei fenomeni.
9e tutte le cose fossero attribuibili al caso" non potrebbero essere in-
terpretate" se non appunto ribadendo la loro casualit$" ma in tal
modo saremmo costretti a vederle separatamente le une dalle altre"
senza alcun legame organico# c-e ! cosa c-e fanno le persone cini -
c-e" indifferenti a una visione di insieme" legate solo al particolare.
+%unica costante" nella vita di &ueste persone" ! appunto il loro indi-
vidualismo" per il &uale &ualun&ue cosa ! lecita" a meno c-e non
venga impedita da una forza superiore.
/ietzsc-e non s%! mai reso ben conto c-e se neg-iamo dio"
non possiamo negare l%uomo" anc-e perc-(" se lo facciamo" siamo
poi costretti a darci un surrogato con cui sostituirlo" c-e nel suo caso
! diventato una specie di dio# il superuomo. /oi non abbiamo biso-
gno c-e l%uomo vada oltre se stesso" per essere &uel c-e !" per diven-
4
tare &uel c-e deve diventare. /on possiamo fare dell%ateismo una
nuova religione. C-iun&ue ponga il caso a regola universale" finisce
con l%attribuire alla forza la regola per giustificarlo.
Caso e necessi%+
9e tutto ! basato sul caso ! un caso c-e noi si sappia c-e tut-
to ! basato sul caso. 9e tutto fosse basato sul caso non si spieg-ereb-
be neppure l%esigenza di dover cambiare la realt$. .ovremmo pren-
dere le cose come vengono" anc-e &uelle c-e ci appaiono" a prima
vista" pi? assurde o pi? ingiuste.
Il caso nega c-e esistano delle leggi universali da rispettare
rigorosamente. 9e &ueste leggi vi sono" nell%universo vi ! anc-e un
fine" &uello appunto di conservarle.
Il caso esiste perc-( esiste la libert$ e l%imponderabilit$.
+%uomo infatti non ! il creatore della natura" ma appartiene alla natu-
ra" la &uale pu' agire indipendentemente dalla volont$ umana. Infatti
definiamo casuali le azioni esterne c-e interferiscono con la nostra
volont$ e ci ricordano c-e non siamo onnipotenti. 0a in genere la
natura non compie azioni contro di noiM semmai siamo noi" ignari
delle sue leggi" a crederlo.
+a natura pu' permettere all%uomo di agire come meglio cre-
de" ma non fino al punto da minacciare l%esistenza di se stessaM anc-e
perc-(" s%egli lo facesse" la stessa esistenza umana sarebbe in perico-
lo" in &uanto tra uomo e natura esiste un rapporto di stretta intercon-
nessione.
+%uomo -a la straordinaria abilit$ di modificare le cose e di
darsi sempre nuove regole con cui usarle" ma -a l%obbligo morale di
non andare oltre certi limiti" c-e sono &uelli stessi c-e garantiscono a
lui come deve essere umano e alla natura di riprodursi agevolmente.
@uando supera &uesti limiti" inevitabilmente si autodistrugge" obbli-
gando se stesso a ricominciare tutto da capo.
+a vita non ! altro c-e un costante apprendimento del mi -
glior uso della libert$" c-e ! libert$ di scelta" di modificazione della
realt$" di un uso delle cose" di creativit$... 9iamo fatti per produrre e
riprodurre le cose in forme sempre diverse.
+%uomo non ! c-e la natura divenuta cosciente di s(" delle
sue possibilit$" ma non ! l%uomo c-e d$ alla natura le leggi c-e le
K
permettono di esistere e di riprodursi# &ueste leggi esistono gi$ in na-
turaM l%uomo deve soltanto scoprirle e rispettarle. +a prima delle &uali
! &uella di assicurare una pacifica coesistenza tra elementi opposti"
c-e si attraggono e si respingono.
+e leggi della natura sono necessarie" e anc-e se possono
produrre eventi casuali" tale casualit$ non pu' mai prescindere dalle
suddette leggi" non pu' mai andare al di l$ di esse. Il caso ! relativo"
non assoluto" proprio perc-( l%essere umano deve apprendere il si-
gnificato della responsabilit$ personale. Cosa c-e ! possibile fare
solo se non si viene gestiti da forze o entit$ a noi esterne" come pos-
sono essere gli 9tati e i mercati.
1
L'idea di 'io!en"a
9e uno volesse considerare la morte del Cristo come un mo-
dello da imitare" gli basterebbe agire da terrorista o da fanatico di
&ualc-e religione o causa politica" per essere facilmente esaudito.
@uesto non per dire c-e il Cristo fosse un terrorista" ma per dire c-e
&uando uno cerca" come modello da imitare" una morte violenta"
&ualcosa di esaltato nella sua mente deve esserci.
I modelli da imitare dovrebbero essere esperienze di vita"
non di morte" ed esperienze di vita il pi? possibile collettive" condi-
vise da altri. H molto pi? gratificante" anc-e se pi? faticoso" vivere
un%esperienza di vita secondo le dinamic-e della =vita= c-e non se-
condo &uelle della =morte=. C-i pensa di poter riscattare un%esistenza
insulsa col privilegio del martirio" forse c-iede un po% troppo all%in-
telligenza altrui.
8na morte cruenta dovrebbe essere evitata in tutti i modi
Bcompatibilmente alla dignit$ della personaC" poic-( non c%! violenza
c-e non abbruttisca l%animo. Persino i carnefici c-e infliggono tortu-
re sono vittime della logica della violenza" nel senso c-e devono fare
=violenza= a un istinto di bene insito in ogni essere umano" anc-e in
loro.
9otto la paura del dolore e della morte si ! disposti a fare o a
dire cose c-e in condizioni normali non verrebbero neppure pensate.
8na &ualun&ue violenza a se stessi" alle proprie inclinazioni di bene"
segna la coscienza in maniera indelebile.
6li uomini non sono naturalmente violenti" o comun&ue"
&uando lo sono" ci' avviene in maniera istintiva" come nell%infanzia"
allorc-( la somiglianza col mondo animale ! molto accentuata. 0an
mano c-e si cresce" si comprende facilmente c-e la violenza genera
altra violenza" ovvero c-e la paura della forza non ! mai un deterren-
te sicuro per impedire l%uso della violenza.
Apparentemente a noi sembra accada l%opposto" ovvero c-e i
bambini siano molto pi? buoni degli adulti. Il fatto ! c-e &uando si
vive in societ$ profondamente basate sugli antagonismi di classe" la
violenza appare un fatto normale e" invece di attribuirla a cause sto-
rico-sociali" la si attribuisce alla natura.
A0
9e gli uomini avessero una psicologia infantile" basata netta-
mente sull%istinto" senza alcuna mediazione razionale" non riuscireb-
bero a vivere in alcuna societ$ antagonistica" in &uanto la violenza" i
conflitti" gli omicidi sarebbero all%ordine del giorno# tutti vorrebbero
avere una fetta di libert$ o di propriet$.
Per &uale ragione invece &ueste societ$ durano cosJ a lungo;
Per la semplice ragione c-e i poc-i c-e riescono a dominare sanno
c-e gli uomini possono sopportare i soprusi senza reagire. 8n bam-
bino dev%essere educato a &uesta passivit$. +e rivoluzioni infatti
scoppiano &uando la violenza -a raggiunto un livello tale da risultare
assolutamente insopportabile. 5 &uando ci' avviene" spesso c-i in-
fligge violenza si trova impreparato ad affrontare la reazione" -a bi-
sogno di un certo tempo prima di rendersi conto c-e per salvaguar-
dare il proprio dominio deve attrezzarsi diversamente. @uesti sono
processi c-e si ripetono costantemente nella storia.
Vio!en"a $mana e anima!e
+a violenza tra esseri umani ! intollerabile. 9iamo tutti parte
di un%unica specie" suddivisa in due generi. Persino tra gli animali di
una stessa specie non si vede mai una lotta cosJ furibonda da deter-
minare l%estinzione dell%avversario o anc-e solo una sua distruzione
significativa" n(" tanto meno" una sua sottomissione forzata.
6eneralmente tra gli animali bastano poc-i scontri dimostra-
tivi" a volte soltanto poc-e esibizioni minacciose" c-e molto rara-
mente comportano la morte dell%avversario Btali scontri" come noto"
accadono o durante la stagione degli amori o per esigenze alimenta-
ri" soprattutto &uando &ueste diventano disperateC.
+e specie animali tendono a rispettarsi nella reciproca auto-
nomia e non s%! mai visto c-e una specie faccia di tutto per eliminare
fisicamente le altre. +a ,erra viene vista dagli animali come pi? c-e
sufficiente per vivere senza particolari problemi. 6eneralmente in-
fatti i carnivori servono per impedire la sovrappopolazione agli erbi-
vori" o per eliminare gli elementi pi? deboli o malati o incapaci di ri-
prodursi. 9e non ci fossero i carnivori" gli erbivori potrebbero avere
seri problemi di sopravvivenza e potrebbero addirittura mutare la
loro natura" uccidendosi tra loro per mancanza di cibo sufficiente o
di spazio in cui riprodursi.
A1
Il pi? delle volte i grandi problemi tra le specie animali sono
causati dagli stessi umani" c-e le obbligano a vivere in territori sem-
pre pi? ristretti o a incattivirsi nel cercare di difendersi per sopravvi-
vere.
/on esistono animali rabbiosi" se non &uelli c-e vengono ad-
destrati dagli umani. 6li animali" in un certo senso" sono tutti pacifi-
ci# non possono conoscere l%odio" il risentimento" la collera" la ven-
detta... /on si pu' definire rabbioso un animale c-e caccia o si di-
fende. +o diventa piuttosto se lo si mette in una gabbia o lo si co-
stringe a fare cose contronatura" come spesso vediamo in taluni alle-
vamenti industriali o nei circ-i o in certi esperimenti da laboratorio.
6li animali vivono d%istinto e" anc-e &uando pungono" mor-
dono o azzannano" lo fanno senza passione emotiva. /on uccidono
perc-( odiano" anc-e se" nel mentre lo fanno" possono provare l%eb-
brezza della caccia" della cattura della preda o il piacere del sapore
del cibo" cose c-e proviamo anc-e noi.
9iamo cosJ disabituati a vedere gli animali in natura" c-e di
loro ormai non sappiamo pi? nullaM non sappiamo pi? trarre insegna-
mento dai loro stili di vita" ma" anzi" pretendiamo d%imporre loro il
nostro" pretendiamo di addomesticarli" sino al punto in cui arriviamo
a parlare con loro" convinti c-e ci possano capire.
6li animali in realt$ comprendono solo poc-e cose" molto
c-iare e distinte. 9iamo noi umani c-e" &uando li c-iamiamo per
nome" ci illudiamo c-e vengano da noi proprio perc-( -anno capito
il significato delle nostre parole. <ivendo un%esistenza innaturale" ci
comportiamo come esseri infantili.
@uando accarezziamo un animale" per dargli affetto" in real-
t$ lo stiamo ricevendo. H come se stessimo accarezzandolo noi stes-
si. @uando ci sentiamo soli" cerc-iamo nell%animale l%affetto c-e ci
manca e ci illudiamo di riceverlo" anc-e perc-( ! un animale addo-
mesticato e facilmente continuer$ a restare con noi" soprattutto per-
c-( l%abbiamo abituato a un riparo sicuro e a pasti regolari.
C-i ama troppo gli animali dovrebbe c-iedersi se non sareb-
be meglio investire la medesima energia su delle persone. 6li anima-
li sono soltanto compagni della nostra vita# non sono soprammobili"
n( robottini a nostra disposizione. @uando li uccidiamo per alimen-
tarcene" dovremmo poi fare come gli indiani del nord America# c-ie-
dergli scusa.
A2
/oi siamo soliti dipingere alcune specie animali come asso-
lutamente pi? feroci di noi# gli s&uali" i coccodrilli" gli orsi o i dino-
sauri Bsoggetti di tanti film e documentariC" o pi? pericolosi di noi
perc-( velenosi" come i serpenti" i ragni" le meduse..." ma in realt$
non c%! nessun animale pi? feroce e pericoloso dell%essere umano.
/on c%! nessun animale pi? egoista e violento dell%uomo. Possono
esserci animali parassiti" opportunisti" approfittatori..." ma &uesti
comportamenti" in genere" servono per la loro sopravvivenza o per
riprodursiM non vi ! alcun piacere personale a comportarsi cosJ.
.obbiamo smetterla di dire" &uando un essere umano si
comporta in maniera indegna" c-e ! simile a un animale. /essuna
azione disumana pu' mai essere compiuta da un animale.
L'e%ica in $n con%es%o 'io!en%o
In una societ$ violenta" ove dominano acuti conflitti sociali"
l%etica non pu' essere disgiunta dalla violenzaM nel senso c-%essa pu'
emergere" pi? o meno spontaneamente" da una riconsiderazione del
male c-e si fa. Come &uando p.es. ci si autogiustifica dicendo# =-o
fatto la guerra perc-( -o obbedito al governo o perc-( mi sembrava
fosse mio dovere=" cio! =sono un eroe perc-( patriota=M oppure &uan-
do si dice# =l%-o ucciso perc-( era un mostro=" cio! =&uesto omicidio
dovrebbero considerarlo una legittima difesa=M o &uando" sotto inter-
rogatorio" si dice# =sapevo c-%erano corrotti" ma non mi sono lasciato
coinvolgere=" cio! =dovreste ringraziarmi" invece di dirmi c-e -o
solo pensato ai fatti miei=.
In &uesti ambienti il tasso di moralit$ ! cosJ basso c-e appa-
re =etica= anc-e l%azione c-e" in un altro contesto" sarebbe stata del
tutto naturale o" al contrario" lo sarebbe stato a un livello minimali -
sta. P.es. il fatto di non vendicarsi di un torto subJto" dovrebbe essere
considerato un normale atteggiamento umanoM invece in una societ$
tipicamente violenta ! una rarit$" e comun&ue non c%! vera =etica=
&uando si rinuncia alla vendetta dicendo d%avere =piet$= per l%aggres-
sore" come se fosse un minorato mentale.
+a percezione c-e si -a della moralit$" in un contesto di forte
violenza" ! ridotta al minimoM normalmente anzi si pensa c-e l%atteg-
giamento morale sia &uello meno adatto a permettere la sopravvi-
venza. Iccorre per forza essere duri" cattivi" sfrontati" stando bene
AN
attenti" nel contempo" a non comportarsi come ingenui e sprovvedu-
ti" risc-iando d%essere ingannati o strumentalizzati da c-i ! capace di
usare la violenza in forme pi? subdole e sottili.
@uesti atteggiamenti si vedono moltissime volte l$ dove re-
gna la povert$ sociale" il degrado ambientale" l%individualismo esa-
sperato" la criminalit$ pi? o meno organizzata" piccola o grande c-e
sia.
H molto difficile vivere in un contesto di forte violenza e bi-
sogna imparare presto a capire come non farsi sc-iacciare dagli altri.
In contesti del genere i piccoli soprusi" se si ! furbi" vengono facil -
mente minimizzati# si ! tolleranti nei confronti delle piccole ang-e-
rie. Certo" dipende sempre da c-i le subisce" poic-( se uno -a una
certa reputazione da difendere" un certo onore" per lui non fa molta
differenza tra piccola o grande offesa# tutto diventa occasione per
mostrare &uel c-e si !.
In genere comun&ue" sapendo bene c-e non ci vuol molto a
reagire in maniera sproporzionata" si sta sempre molto attenti a non
compiere inutili provocazioni" a non dire parole di troppo" anc-e se
lo stress" la tensione &uotidiana portano invece a comportarsi proprio
cosJ" e si spera sempre c-e l%altro tenga conto di &uesti pesanti e co-
stanti condizionamenti. 0agari si diventa amici dopo essersi presi a
pugni.
In contesti come &uesti vige sempre la regola delle tre scim-
mie# =se c%ero non -o visto nulla" se -o visto non -o sentito" se -o
sentito non -o parlato=.
9e non si ! dei boss" si ! disposti a tollerare i piccoli sgarri" a
meno c-e &uesti" sommandosi uno sull%altro" non diventino assoluta-
mente insopportabili. 5cco" ! a &uesto punto c-e scatta il meccani-
smo della scelta# diventare un feroce criminale" capace di difendersi
sempre con la violenza" anc-e &uella pi? spietata" nella convinzione
c-e il rispetto altrui diventa proporzionale alla propria ferociaM oppu-
re cambiare mentalit$" ribaltando i consueti criteri di vita" approfit -
tando delle tragedie pi? disumane e cominciando a guardare con oc-
c-i diversi anc-e le situazioni pi? banali.
Ci vuole una certa maturit$ per capire c-e &uesta seconda
strada" per potersi realizzare" -a bisogno del concorso di una colletti -
vit$. H certamente importante c-e uno dimostri di possedere un sen-
so di responsabilit$" ma ! ancora pi? importante c-e &uesta respon-
A4
sabilit$ non lo trasformi in un =giustiziere della notte=" ma semmai in
un punto di riferimento per organizzare una riscossa sociale.
2isogna soprattutto evitare d%illudersi c-e il pianto dei di-
sperati possa indurre al pentimento i capi della criminalit$" poic-("
se anc-e &ualcuno arriva a pentirsi" vi sar$ sempre un altro c-e lo so-
stituir$" e c-e magari sar$ ancora pi? spietato" cominciando proprio a
dare l%esempio coi =traditori=.
H il sistema delle relazioni sociali c-e va cambiato" a partire
dai rapporti di lavoro. /on c%! criminalit$ l$ dove non c%! sfrutta-
mento del lavoro altrui.
La 'era )or"a
C-e cos%! la forza; 9e c%! un concetto c-e" in teoria" dovreb-
be distinguere l%uomo dall%animale ! proprio &uesto. Infatti tra gli
animali spesso vince il pi? forte" oppure il pi? astuto. Proprio come
tra gli umani. Anzi" tra noi i pi? forti sono decisamente i pi? astuti"
soprattutto &uelli c-e si muovono in campo economico e finanziario.
9ono loro c-e sottomettono politica e difesa.
.i per s( la forza fisica non vuol dire pi? nulla# al massimo
pu' contare se la si mette al servizio del business" come per esempio
nel pugilato" nei film di arti marziali o per fare il =gorilla= di famosi
personaggi o il buttafuori nelle discotec-e" ecc.
+a differenza tra uomo e animale sta nella capacit$ di usare
prevalentemente ogni forma di astuzia per poter dominare o anc-e
solo per sopravvivere. 9iamo leoni in &uanto volpi" parafrasando al
meglio 0ac-iavelli. 5 non c%! forza c-e possa reggere il confronto
con la nostra astuzia. A volte ci prova la natura" coi suoi fenomeni
improvvisi e devastanti" ma per gli umani" discepoli di 8lisse" si trat-
ta solo di casi imponderabili e non di forme di avvertimento. +a na-
tura non ci fa alcuna paura# abbiamo scienza e tecnica per dominare.
.i Poseidone e <ulcano ci facciamo beffe.
5sibire la propria forza" usando le forme dell%astuzia" ! una
caratteristica dell%uomo =occidentale=" c-e non -a paura di nulla" se
non di altri simili pi? astuti di lui. Adesso anc-e i cinesi -an capito
come si fa.
<iviamo in una societ$" anzi in una civilt$ cosJ masc-ilista
c-e l%ostentazione della propria forza Beconomica" finanziaria" politi-
A
ca" amministrativa" ideologica...C ! un dovere" una condizione per so-
pravvivere. +a societ$ ci educa sin da piccoli a sottomettere i deboli
o" se siamo o ci sentiamo deboli" a rispettare c-i ! forte.
/oi viviamo come gli animali" col vantaggio c-e siamo mol-
to pi? intelligenti di loro" tant%! c-e i cinici" dentro la categoria =dar-
7inismo=" mettono insieme mondo umano e animale.
Ira" come uscire da &uesto -andicap c-e caratterizza la no-
stra specie; Come possiamo far valere in pubblico l%idea c-e i cultori
della forza e dell%astuzia sono contrari ai valori umani; 3orse dicen-
do c-e la legge ! pi? importante della forza; 9aremmo ingenui# la
legge ! proprio uno degli strumenti privilegiati c-e i moderni sacer-
doti dell%astuzia" c-e certo sprovveduti non sono" si danno come pa-
ravento per dimostrare c-e la loro forza ! legittima. +egge e istitu-
zioni" nonc-( l%illusione di uno 9tato e&uidistante" sono gli strumenti
principali per esercitare la forza.
Anc-e la religione s%! piegata alle ragioni e all%astuzia della
forza" al punto c-e non si fa scrupolo di benedirla" come &uando si
dice God save the 'ueen o Gott mit uns o (n God )e trust o &uando
si parla di =8omo della provvidenza=. /on c%! cosa c-e non possa
essere usata per fare gli interessi di un potere forte. I massacri c-e
facciamo &uotidianamente dei bambini" costretti a lavorare come
sc-iavi" a prostituirsi o a combattere come militari" sono ancora oggi
assolutamente spaventosi.
Come possiamo liberarci di &uesto stravolgimento delle
cose; di &uesto capovolgimento di valori; +%unico modo per farlo !
&uello di unirsi per lottare a favore della vera democrazia.
9e restiamo soli" ne usciremo sicuramente sconfitti. 9e non
lottiamo" restando uniti tra noi" non riusciremo a dimostrare la falsit$
di c-i ci governa. 5 se non dimostriamo praticamente c-e la nostra
democrazia ! migliore della loro" tutta la nostra lotta politica non
varr$ nulla.
.emocrazia infatti non vuol dire soltanto parlamento" partiti"
sindacati" elezioni" referendum...M vuol dire anc-e avere dei valori
umani e naturali da realizzare nel concreto. .ifendiamo &uindi &ue-
sti valori" anc-e con la forza" se necessario" senza mai dimenticare
c-e la vera forza ! &uella di c-i si mette al servizio dei pi? deboli"
&uella di c-i" pur di difenderli" ! disposto anc-e a immolarsi.
AA
.n mondo mig!iore
H giusto il concetto di =guerra giusta=; Posta cosJ" la doman-
da non -a alcun senso. Pi? c-e =giusta= una guerra bisognerebbe
considerarla =inevitabile=" ma solo &uando tutti gli altri mezzi politi-
co-diplomatici ed economico-finanziari non -anno sortito l%effetto
sperato. ,uttavia una guerra inevitabile diventa giusta solo &uando !
difensiva. 8na guerra offensiva ! sempre evitabile e &uindi non !
mai giusta.
.etto &uesto" resta da vedere se una guerra difensiva e &uin-
di giusta viene dic-iarata da uno 9tato c-e -a fatto davvero tutto per
evitarla. @uesto perc-(" in genere" gli 9tati non fanno gli interessi
dei propri popoli" ma solo di una parte di essi" &uella economica-
mente pi? forte. 5cco perc-( bisogna sempre fare differenza" &uando
scoppiano le guerre" tra 9tati e popolazioni# non ! affatto vero c-e i
popoli -anno i governi o gli 9tati c-e si meritano.
.un&ue supponendo c-e uno 9tato abbia fatto di tutto per
impedire la guerra e c-e si sia risolto ad accettare" in extrema ratio"
&uella di tipo difensivo" c-e succede &uando uno 9tato ! alleato con
un altro c-e viene attaccato; 9uccede c-e deve prestargli assistenza"
altrimenti le alleanze non -anno senso. H cio! giusto aiutare uno 9ta-
to alleato c-e viene attaccato da un altro 9tato.
.i sicuro uno 9tato non pu' aiutare una parte della popola-
zione c-e" appartenendo a un altro 9tato" sta combattendo contro
un%altra parte di &uella stessa popolazione Bcome accade nelle guerre
civiliC. /( pu' essere considerato legittimo c-e uno 9tato in &uanto
tale appoggi una popolazione di un altro 9tato intenzionata ad abbat-
tere il proprio governo. @ueste azioni infatti vengono definite col
termine di =ingerenza=. +%esempio pi? clamoroso fu &uello della
guerra civile spagnola" dove il generale 3ranco" se non avesse avuto
l%aiuto dei nazi-fascisti" sicuramente avrebbe fallito il suo colpo di
stato.
I popoli devono risolvere da soli i loro conflitti interni" an-
c-e se un contributo politico o diplomatico alle loro controversie
nessuno 9tato pu' rifiutarlo" visto c-e si vive tutti in un medesimo
pianeta" dove spesso le conseguenze di certe azioni sono imprevedi-
bili e su scala planetaria. Ivviamente non si pu' rifiutare l%idea c-e
A4
gruppi di persone si organizzino spontaneamente per aiutare delle
popolazioni straniere oppresse da gravi situazioni militari.
.i sicuro non -a senso affermare c-e un organismo interna-
zionale" rappresentativo della totalit$ dei paesi della ,erra" sia auto-
rizzato a procedere a una guerra contro uno o pi? 9tati c-e non ri-
spettano determinate regole di comportamento# un organismo del ge-
nere non avrebbe mai bisogno di ricorrere a mezzi cosJ estremi. 5"
visto c-e oggi invece accade" bisognerebbe c-iedersi se davvero l%I-
nu rappresenta gli interessi di tutta l%umanit$.
Infatti una &ualun&ue guerra produce sempre dolori incom-
mensurabili# traumi psicofisici permanenti" distruzioni ingiustificate"
devastazioni ambientali" effetti collaterali imprevedibili" gravissimi
risentimenti" ecc. @uesto perc-( il tasso di moralit$" in una guerra"
pu' precipitare a livelli incredibilmente bassi" al punto c-e" finita la
guerra" vanno rieducati a una convivenza normale gli stessi vincitori.
8na guerra non ! mai in grado di risolvere alcuna controver-
sia" a meno c-e appunto non venga vissuta come una forma di difesa
contro una proditoria aggressione da parte di un nemico. 0a anc-e
in &uesto caso" finita la guerra" occorre porre tutte le condizioni
=umane= perc-( una situazione del genere non abbia a ripetersi.
5 una delle condizioni principali ! &uella di ridurre i propri
strumenti di difesa a un livello tale da rendere impossibile un proprio
attacco. 8na condizione del genere va ricercata con insistenza da
parte di tutte le forze in campo" in maniera c-e nessuna debba proce-
dere a disarmarsi" mentre le altre non lo stanno facendo.
Il disarmo contestuale e multilaterale ! la prima condizione
per garantire a tutti la necessaria sicurezza. H bene c-e i popoli sap-
piano c-e l$ dove uno 9tato non accetta di disarmarsi" pu' arrivare a
usare le proprie armi anc-e contro la propria popolazione" se ritiene
c-e &uesto sia indispensabile alla propria sopravvivenza.
9e per' il disarmo reciproco non riesce a realizzarsi" perc-(
non ci si fida o perc-( la paura e l%odio prevalgono su tutto" bisogna
dimostrare per primi la buona volont" proponendo gesti di di-
stensione" offerte di pace" forme di collaborazione in campi diversi
da &uelli militari.
2isogna offrire assicurazioni c-e" in caso di conflitto" non si
attacc-er$ mai per primi" tanto meno senza una preventiva dic-iara-
zione di guerra" e &uesta intenzione bisogna cercare di dimostrarla
AK
concretamente" creando p. es. delle zone smilitarizzate e di libero
scambio nei luog-i di confine.
+a pace non pu' essere costruita se non col rispetto e la fidu-
cia reciproca" c-e certamente non possono esserci se in casa propria
non esiste libert$ e giustizia per tutti.
Persec$"ione e mar%irio
+a psicanalisi non va tanto per il sottile nei confronti di c-i"
in nome di un%idea" ! disposto a sacrificare anc-e la propria vita.
=0anie di persecuzione=" =paranoia=" =complessi di colpa=" =delirio
di onnipotenza=" =vittimismo=... sono talmente tante le definizioni
c-e non riuscirebbe a sottrarvisi neppure una persona del tutto nor-
male.
,uttavia" se c%! una cosa in cui la psicanalisi manifesta nel
modo pi? evidente i suoi limiti" ! proprio nell%incapacit$ di saper
=storicizzare le idee=" cio! nel saper individuare il nesso c-e lega
=idee personali= a =istanze collettive=. @uando cerca legami di tal
genere" la psicanalisi non fa c-e allargare alle masse &uelle nevrosi o
psicosi gi$ individuate nell%individuo singolo.
Per la psicanalisi Balmeno &uella freudianaC il collettivo non
! c-e la somma di tante individualit$ pi? o meno isolate# tutto viene
fatto dipendere dall%inconscio" dall%infanzia" dal rapporto coi genito-
ri... e &uasi nulla dipende dalla cultura" dai valori" dalle istanze so-
ciali di emancipazione del passato.
Posta l%analisi in &uesti termini" ! praticamente impossibile
non attribuire una &ualc-e forma di devianza a &uelle testimonianze
della verit$ c-e si discostano dai canoni interpretativi ufficiali. Il =di -
verso= viene facilmente etic-ettato come =folle=.
9e lo storico ragionasse in termini cosJ individualistici" do-
vrebbe poi continuamente c-iedersi il motivo per cui esista un certo
=percorso storico=. Infatti" costatando l%incredibile sviluppo di oppo-
ste teorie nel corso della storia" lo storico dovrebbe essere indotto a
pensare c-e l%uomo ! soltanto un fastello di contraddizioni senza
senso" come diceva Anna 3ranR nel suo *iario.
9otto &uesto aspetto verrebbe &uasi da pensare c-e la ricerca
del martirio pu' anc-e servire" per talune persone" a darsi una forma
simulata di identit$" una sorta di identificazione del s( secondo una
A1
logica di contrapposizione" del tipo# =gli altri mi odiano" dun&ue io
sono=. Ivviamente per &ueste persone" c-e certo del tutto normali
non sono" l%indifferenza ! parola tab?" un vero e proprio horror va-
cui.
L'idea di mar%irio e i s$oi in%er&re%i
@uand%! c-e uno comincia ad avvertire il bisogno di usare la
propria sofferenza e persino la propria vita come occasione di riscat-
to personale; +a risposta non ! semplice. /on basta dire# =@uando
non ne pu' pi? delle contraddizioni della vita=. /on tutti &uelli c-e
ritengono insopportabili le contraddizioni della vita scelgono la stra-
da del martirio. 0olti si danno all%alcol" alla droga" a una vita randa-
gia o si rifugiano nella criminalit$. +a natura umana ! molto compli -
cata. Anc-e i bulimici e gli anoressici compiono una forma di au-
toimmolazione.
+%idea di martirio" propriamente parlando" ! un%altra cosa.
@ui non si -a a c-e fare con una scelta di vita istintiva" irriflessa"
spontaneistica. C%! di mezzo l%ideologia" e &uindi una &ualc-e forma
di autoconsapevolezza. Il martire non ! solo un esasperato" ma anc-e
uno c-e crede fermamente o" se si preferisce" ciecamente in &ualcosa
di vitale" c-e vorrebbe veder realizzato a tutti i costi.
Il martire pu' sacrificare la propria vita per un%idea" evitando
scrupolosamente di scegliere soluzioni di individualistica rassegna-
zione come l%alcol" la droga" la criminalit$ ecc. 9iccome ritiene giu-
sta la propria idea" rifiuta di poterlo dimostrare scegliendo soluzioni
c-e inevitabilmente lo metterebbero dalla parte del torto. Il martire
ci tiene a mostrare c-e la causa del suo sacrificio sta nel carnefice.
9ceglie sJ una soluzione estrema" ma nel rispetto di un proprio codi-
ce etico" c-e ! un insieme di idee" princJpi" valori" la cui superiorit$
rispetto ai codici dominanti egli cerca di palesare proprio col sacrifi-
cio di s(.
Ira" in una societ$ pienamente democratica sarebbe facile
giudicare &ueste persone come affette da manie di persecuzione o da
manie di grandezza o da altre patologie Bammesso e non concesso
c-e in una societ$ del genere verrebbero fuori persone cosJ s&uilibra-
teC. ,uttavia le societ$ in cui siamo soliti vivere non sono affatto de-
40
mocratic-e" e &uesto comporta una certa difficolt$ nell%interpretare
fenomeni del genere.
@uando una societ$ ! obiettivamente oppressiva e c-i subi-
sce maggiormente il peso delle contraddizioni non trova vie d%uscita
usando i mezzi c-e gli vengono ufficialmente o legalmente consenti-
ti" appare del tutto naturale il suo ricorso a mezzi eQtralegali" non
convenzionali. Prima di autodic-iararsi del tutto impotente a cam-
biare le cose" uno tenta l%ultima strada" &uella dell%opposizione radi-
cale" irriducibile" sino appunto al sacrificio di s(.
5cco" a &uesto punto l%interprete del fenomeno in oggetto
non sa pi? bene come comportarsi. Inevitabilmente si c-iede se in
&uesto atteggiamento estremista non vi siano delle reali giustifica-
zioni. 9i c-iede cio! &uale sia il criterio per sostenere c-e" pur in
presenza di contraddizioni insopportabili" la scelta delle soluzioni
estreme resta comun&ue sbagliata. /on ! forse vero il detto popola-
re# =A mali estremi" estremi rimedi=;
@ual ! dun&ue il criterio interpretativo da usare per stabilire
&uando una soluzione estrema ! &uella giusta; Perc-( la storia s%!
sempre preoccupata di dimostrare c-e" in occasione dei grandi rivol-
gimenti politici" il terrorismo individuale o di piccoli gruppi ! una
scelta sbagliata; Il motivo ! semplice# perc-( ! il popolo c-e deve
capire &uando ! giunto il momento di compiere la rivoluzione.
@uando comprende &uesto" il lato inevitabilmente doloroso della ri-
voluzione sar$ ridotto al minimo" poic-( a soffrire sar$ soltanto un%e-
sigua minoranza abituata a godere dei propri privilegi.
Per portare il popolo a &uesta convinzione ! meglio usare lo
strumento del martirio personale c-e non &uello del terrore" &uando
si pensa d%essere costretti a scegliere fra &ueste due sole alternative.
8na vittima ingiusta rende il popolo ancor pi? insofferente" ancor
pi? disposto a combattere.
,uttavia sarebbe ingenuo pensare c-e tante vittime ingiusta-
mente sacrificate possano portare il popolo alla rivoluzione. Il popo-
lo va educato a ribellarsi" facendogli capire tutti i modi per farlo" ad-
destrandolo a usare tutti i mezzi possibili contro il tiranno" i primi
dei &uali sono proprio &uelli c-e dimostrano c-e ! il tiranno ad aver
torto.
/on si pu' c-iedere a &ualcuno di autoimmolarsi cospargen-
dosi di benzina o facendo saltare una caserma dopo essersi imbottito
41
di tritolo. I mezzi di comunicazione a disposizione del tiranno di tur-
no" si serviranno di &uel gesto per aumentare la repressione" per giu-
stificare ulteriori vessazioni. Iccorre dun&ue c-e la resistenza alla ti-
rannia venga compiuta in modo tale c-e tutta la colpa ricada sulle
spalle del despota. 5 di ci' devono convincersi persino le forze del-
l%ordine" c-e non sono eQtraterrestri insensibili alle sofferenze socia-
li.
0a per fare &uesto ci vuole senso della democrazia" ci vuole
il consenso da parte del popolo. H il popolo c-e si deve convincere a
scendere in piazza per abbattere la dittatura. 9enza organizzazione
del consenso popolare" &ualun&ue tentativo di autoimmolazione non
sortir$ alcun effetto pratico a favore della rivoluzione. Anzi" &uando
c%! il consenso" &uando ! una gran parte della popolazione disposta
ad autoimmolarsi" pur di realizzare la libert$" i sacrifici meramente
personali -an gi$ raggiunto il loro obiettivo.
2isogna per' fare attenzione" poic-( persino di fronte a un
consenso popolare l%interprete deve c-iedersi se esso vada considera-
to effettivamente come una soluzione al problema della dittatura o
non invece come una riproposizione di essa in altre forme e modi.
Anc-e il nazismo e il fascismo furono movimenti popolariM anc-e il
bolscevismo" agli inizi" fu un movimento di massa" ma poi divennero
feroci dittature" peggiori delle precedenti.
@uesto per dire c-e non solo bisogna stare attenti a valutare
le soluzioni individualistic-e dettate dalla esasperazione" ma ancor
pi? bisogna stare attenti a valutare &uelle collettivistic-e" poic-(
&ueste ingannano maggiormente l%opinione pubblica e i suoi inter-
preti.
Che cos' i! s$icidio?
In 3rancia" tra la fine dell%Ittocento e gli inizi del /ovecento
si svilupp' una corrente antro-psico-sociologica dedicata al tema del
=suicidio altruistico=" cio! di &uella forma estrema di sacrificio di s(
in vista di un bene supremo Bcoincidente in genere con un ideale reli-
gioso o politicoC.
Capostipite di tale corrente fu Smile .urR-eim B1KK-1114C"
c-e si rifiut' d%interpretare il fenomeno del suicidio come effetto di
42
un mero disordine mentale individuale" spesso conseguente" a sua
volta" di determinate tare ereditarie.
Iggi ! relativamente facile definire il suicidio altruistico
come il tentativo di accettare passivamente la violenza su di s(" sen-
za reagire con altrettanta violenzaM o" al contrario" come la pretesa di
trasformare attivamente il proprio corpo in un%arma letale contro il
proprio nemico-usurpatore Bdi propriet$ o di libert$C.
8na scelta del genere esplode &uando si ritiene c-e il rappor-
to di forze sia troppo sbilanciato a favore del =nemico=" e ovviamen-
te &uando si pensa c-e il gesto possa indurre" in &ualc-e modo" il po-
polo oppresso Bc-e pu' anc-e coincidere col proprio gruppo etnico o
religioso o politicoC a reagire agli abusi con maggiore solerzia e de-
cisione. 0artiri contemporanei" c-e rientrano in tale visione delle
cose" li abbiamo spesso visti nel conflitto palestinese" in &uello cece-
no" irac-eno" iraniano" libanese" tibetanoM negli anni 9essanta e 9et-
tanta se ne vedevano in Cecoslovacc-ia" 8ng-eria" <ietnam" Cam-
bogia...M prima ancora in India" in Russia e in tutte &uelle popolazio-
ni c-e nell%Ittocento combatterono per avere una propria nazione in-
dipendente o libera dall%oppressione statale.
.urR-eim per' fu il primo c-e cerc' di collegare il suicidio
al contesto socioculturale dell%individuo# confessione religiosa" fami-
glia" societ$ politica" andando ben oltre la semplice analisi dei fattori
psic-iatrici.
/ella sua pionieristica indagine sociologica" (l suicidio
B1K14C" egli not'" avvalendosi di rilevazioni statistic-e" c-e nelle so-
ciet$ protestantic-e" cosJ fortemente basate sull%individualismo" i tas-
si dei suicidi erano nettamente superiori a &uelli riscontrati nelle so-
ciet$ di religione cattolica. I meno tentati da &uesto atto estremo era-
no" secondo lui" gli ebrei" a motivo del fatto c-e avevano saputo ma-
turare un forte spirito di gruppo" come forma di reazione alle tante
persecuzioni subite.
+e tipologie di suicidio c-%egli riuscJ a individuare furono
&uattro#
1. il suicidio egoistico" determinato da un dislivello" percepito
come incolmabile" tra i propri desideri e la loro possibilit$ di
realizzazione. In &uesto caso gli =altri= non vengono visti
come fonte d%aiuto" ma come irriducibili concorrenti. Ci si
4N
toglie di mezzo per non aver saputo raggiungere uno stan-
dard vitale sufficientemente accettabileM
2. il suicidio altruistico ! invece tipico delle societ$ primitive o
di &uelle comunit$ in cui il rapporto sociale ! c-iuso" nel
senso c-e l%individuo dipende totalmente dal collettivo"
come p.es. il capitano d%una nave in procinto d%affondare o
un militare in guerra. +%autoimmolazione diventa &uasi un
gesto obbligatorio" c-e pu' anc-e essere caricato di ulteriori
motivazioni di tipo mistico-religiosoM
N. il suicidio anomico ! forse &uello pi? interessante" nell%anali-
si di .urR-eim" proprio perc-( il pi? moderno" o meglio" il
pi? =occidentale=. =Anomia= significa =mancanza di valori="
di =punti di riferimento ideali=. H il gesto di c-i non riesce a
sopportare improvvise perturbazioni economic-e c-e abbas-
sano il livello del proprio stile di vitaM ma anc-e il gesto di
c-i non riesce pi? a ritrovare se stesso all%interno di una so-
ciet$ c-e" nel proprio benessere" evolve troppo in fretta. +a
corsa continua al successo stressa psicologicamente" rende
insicuri e non permette di affrontare con serenit$ i momenti
di crisiM
4. il suicidio fatalistico" c-e .urR-eim -a voluto contrapporre
a &uello anomico e c-e non -a molto convinto i sociologici
successivi. 9i -a &uando esiste una sorta di disciplina carat-
terizzata da prescrizioni assolutamente esagerate" c-e impe-
discono all%individuo di emergere" di farsi valere come tale.
8na situazione del genere ! rappresentata dalla sc-iavit?.
+a conclusione della sua indagine era c-e il suicidio dipen-
deva pi? da dinamic-e sociali c-e da problematic-e individuali. +a
societ$ non andava considerata come mera somma di individui" ma
come &ualcosa di molto pi? complesso" dotato di una propria auto-
nomia" con cui uomini e donne devono saper interagire.
@uesto principio" per &uanto l%analisi di .urR-eim sulle so-
ciet$ primitive fosse in gran parte errata" costituJ per molto tempo un
assioma su cui altri ricercatori basarono i loro studi. /otevoli" p.es."
furono le indagini condotte da R. Dertz B1KK1-111C sui .a*aR del
2orneo B%a pratica della doppia sepoltura" 1104C e &uelle di 0.
0auss B1K42-110C c-e utilizz' le ricerc-e di due etnologi# 2oas e
0alino7sRi" per scrivere il suo capolavoro" +aggio sul dono B112NC"
44
in cui pot( dimostrare c-e in tutte le societ$ primitive la continuit$
dei rapporti umani veniva garantita dalla triplice obbligazione mora-
le del dare" ricevere e ricambiare. 5gli arriv' anc-e a comprendere
c-e azioni per noi del tutto naturali" come p.es. il parlare" il cammi -
nare e il dormire" in &uelle societ$ diventavano fenomeni sociali veri
e propri.
@ui intanto si pu' notare come le tipologie scelte da .ur-
R-eim per spiegare il suicidio altruistico" oggi si siano ulteriormente
diversificate" c-iamando p.es. in causa le gesta dei giovani palestine-
si contro l%occupazione israeliana. In casi del genere l%obiettivo idea-
le riscatta un%intenzione c-e altrimenti apparirebbe come sconsidera-
ta o" &uanto meno" eccessiva. 0a c%! di pi?" seppur in forma negativa
Bin &uanto col suicidio viene comun&ue spezzata una vita" e anc-e
pi? di una" &uando esso assume una forma di tipo terroristicoC# il sui-
cidio altruistico ! in grado di far percepire alla collettivit$ oppressa
c-e esiste un%alternativa =sociale= ai disvalori dominanti" un%opposi-
zione irriducibile" di gruppo" al sistema coercitivo.
Certo ! c-e sarebbe difficile sostenere la stessa cosa pensan-
do ai RamiRaze giapponesi durante la seconda guerra mondiale" pro-
prio perc-( &ui il suicidio altruistico era dettato da una sorta di cieco
fanatismo instillato da uno 9tato militarista e imperialista. Indubbia-
mente negli ambienti militari &ualun&ue gesto di abnegazione" fino
al sacrificio di s(" viene considerato utile non solo a se stessi Bin
&uanto si pensa c-e lasci di s( una percezione eroicaC" ma anc-e al-
l%intero gruppo di appartenenza Bc-e si sente confermato nel valore
della propria missioneCM e tuttavia" &uando le forze militari sono rap-
presentative di regimi autoritari" inevitabilmente il suicidio assume
una connotazione ideologizzata" dove la strumentalizzazione da par-
te degli organi di potere ! enorme. +%autoimmolazione ! pi? la ne-
cessit$ di obbedire a un ordine autoritario c-e non una scelta consa-
pevole a favore di un ideale c-e va oltre la contingenza del mo-
mento. 9i ! talmente abituati a obbedire c-e il rifiuto di accettare una
ric-iesta del genere apparirebbe come una forma di tradimento. 2a-
sta vedere" p.es." come si comportarono le divisioni naziste a 9ta-
lingrado" &uando una &ualun&ue valutazione realistica consigliava la
resa.
/on si pu' parlare di =martiri della libert$= &uando gli appa-
rati politico-militari di appartenenza occupano territori altrui. /ep-
4
pure &uando si pensa di farlo nella convinzione di trasmettere una
superiore civilt$. +a storia" prima o poi" arriva a smentire &ueste pre-
tese" denunciandone la mistificazione.
6uardando invece i martiri palestinesi della libert$ Bma lo
stesso discorso potremmo farlo per i tibetani contro i cinesiC" si deve
constatare c-e il livello di istruzione di costoro non ! affatto basso
n( le condizioni economic-e di vita sono particolarmente indigenti.
@ueste tipologie di martiri sono persone comunissime" c-e non -an-
no mai manifestato sintomi di malattia mentaleM ! vero c-e possono
avere un orientamento religioso determinato" ma non pare essere la
religione il fattore fondamentale c-e li porta al suicidio" anc-e se in-
dubbiamente essa conferisce una sacralit$ particolare a ogni atto di
eroismo o di sacrificio personale.
@uesti =testimoni della verit$= sono convinti di compiere
&ualcosa per il bene del paese in cui vivono. 9i sacrificano per aiuta-
re il loro paese a liberarsi da una insopportabile oppressione. H mol-
to difficile analizzare un fenomeno del genere" poic-( anc-e il padre
dell%esistenzialismo filosofico" 9. >ierRegaard" era convinto c-e col
proprio sacrificio avrebbe contribuito a far uscire il proprio paese da
una forma di vivibilit$ del cristianesimo vuota di contenuto. ,uttavia
il suo gesto viene unanimemente considerato &uello di un irraziona-
lista" e non tanto perc-( ammantato di religione" &uanto perc-( vis-
suto all%interno della mera individualit$ isolata" c-e si costruisce del-
la realt$ una rappresentazione univoca.
Ira" ! difficile sostenere c-e gesti del genere possono ac-
campare una pretesa di razionalit$ soltanto perc-(" come nel caso dei
palestinesi" vengono compiuti all%interno di una consapevolezza col-
lettiva. 9i tratta sempre e comun&ue di una forma di disperazione. I
martiri volontari possiedono solo astrattamente il senso della demo-
crazia# di fatto non credono nella forza del popolo" restano malati di
individualismo e" proprio per &uesta ragione" tendono a preferire i
gesti estremi" spettacolari" eccezionali" c-e" &uando sono in gioco
valori religiosi" vengono enfatizzati con un%aurea di sacralit$.
+%antropologo francese Ren( 6irard -a scritto nel suo volu-
me %a violenza e il sacro B1142C" c-e il suicidio non appare pi? oggi"
a certa opinione pubblica" come un atto contronatura o contro dio"
ma" al contrario" come un atto sacro" nel senso c-e il martire ! allo
stesso tempo sacerdote e vittima sacrificale. +%azione terroristica di-
4A
venta un atto religioso di guerra. ,uttavia" &uesta forma di opposi-
zione di massa" di strati sociali oppressi" c-e non riescono a rinun-
ciare al lato mistico della loro ideologia e c-e restano incapaci di
creare un vero movimento di liberazione nazionale" resta sempre una
forma di disperazione" c-e di costruttivo non -a nulla.
Anc-e 6. 2ataille B1K14-11A2C lavor' su &uesto argomento"
arrivando per' alla conclusione c-e l%aspetto mistico non stava tanto
nell%ideale supremo del sacrificio" &uanto nel sacrificio stesso" avente
valore in s( o" al massimo" in rapporto alla propria" piccola" comuni-
t$ d%appartenenza. 2ataille non credeva nella possibilit$ c-e interi
9tati potessero portare a suicidi di massa" proprio perc-(" secondo
lui" ci' era incompatibile con l%individualismo dominante nei paesi
del capitalismo avanzato.
5ppure" se si guardano i totalitarismi del /ovecento" biso-
gnerebbe pensare proprio il contrario. 6overni autoritari riuscirono a
indurre milioni di persone ad accettare una gigantesca follia di mas-
sa" in cui il sacrificio di s(" concepito in maniera nazional-popolare"
veniva assunto come valore supremo" soprattutto &uando si prospet-
tava il risc-io di non riuscire a imporsi sul proprio =nemico=# tutta la
retorica nazifascista e nipponica ruot' attorno a &uesto tema.
9econdo 2ataille invece l%individuo c-e si autoimmola ritro-
va la comunit$ contro lo 9tato" attraverso la riscoperta della dimen-
sione del sacro" c-e ! intrinsecamente violenta" trasgressiva" poic-(
solo cosJ sente di poter far uscire" da un inconscio istituzionalmente
represso" i propri valori di vita.
@uesto modo di ragionare" in realt$" ! pi? tipico degli indivi-
dui appartenenti alle comunit$ islamic-e" oppresse da 9tati autoritari"
tanto c-e la parola =martire= BshahidC indica piuttosto un =testimone
della verit$=.
Con%ro ogni )orma di s$icidio
3orse &uando si dice c-e solo con la morte si pu' trovar
pace" c%illudiamo senza volerlo. Pensiamo c-e la pace sia un sottrarsi
a dei problemi ritenuti irrisolvibili. Come &uando &ualcuno decide di
andare a vivere in un paese lontano" dove crede c-e i rapporti siano
pi? semplici.
44
Iggi per' &uesti luog-i remoti non esistono da nessuna par-
te# noi occidentali abbiamo contaminato l%intero pianeta e tutti sof-
frono delle nostre contraddizioni. H illusorio pensare di poter vivere
diversamente altrove" &uando non riusciamo a farlo lJ dove ci trovia-
mo. Il virus ce lo portiamo dentro e lo diffonderemo ovun&ue andre-
mo.
/oi dobbiamo curarci da una malattia altamente contagiosa"
c-iamata =antagonismo= e dobbiamo farlo insieme" lJ dove siamo.
@ualun&ue soluzione uno cerc-i da solo" non funzioner$. @ualun&ue
gesto estremo c-e ci porti a desiderare" in un modo o nell%altro" la
fuga dalla realt$" non spezzer$ la catena c-e ci obbliga a una vita
senza senso.
C-i si uccide pensando c-e &uesto sia l%unico modo per ri-
solvere i propri problemi" ! bene c-e sappia c-e la vita ! eterna" c-e
la morte ! solo un momento di passaggio da una condizione a un%al-
tra" simile a &uello c-e abbiamo vissuto &uando eravamo nel ventre
di nostra madre" e c-e nel cosiddetto =aldil$= non c%! alcun dio in
grado di risolvere i problemi al posto nostro.
/ell%universo esistiamo solo noi Bi cosiddetti =eQtraterrestri=
sono soltanto i nostri aviC e dobbiamo smetterla di c-iedere ad altri
di sostituirci nel compito c-e abbiamo di essere noi stessi" umani
come dovremmo.
/on solo non c%! nessun dio" a dispetto di &uanti vi credono"
ma la vita inesorabilmente continua" a dispetto di &uell%altra religio-
ne rovesciata c-iamata =ateismo=. Il genere umano ! destinato a vi-
vere e" se non affronta con decisione e lungimiranza i propri proble-
mi" ! anc-e destinato a soffrire" &ui e di l$" ora e sempre.
Prima c-e la natura ci ricordi c-e andando avanti di &uesto
passo" c%! solo autodistruzione" dovremmo riflettere seriamente su
almeno tre aspetti fondamentali intorno ai &uali costruire il nostro
prossimo futuro#
1. la democrazia parlamentare Bbasata sul principio della dele-
gaC ! diventata una dittatura" e dobbiamo opporle la demo-
crazia diretta" circoscritta in un territorio locale" con-
trollabile dai cittadiniM
2. il mercato ci obbliga a una dipendenza assolutamente inso-
stenibile" e dobbiamo opporgli forme di autogestione dei bi-
sogni sociali" in cui sia previsto l%autoconsumoM
4K
N. il lavoro non pu' pi? essere considerato una priorit$ &uando
il suo esercizio minaccia la sopravvivenza della natura" la
sua riproducibilit$" diventando cosJ un grave pericolo per la
salute e la sicurezza di tutti. +a scienza e la tecnica non sono
degli idoli da adorare" anzi il loro sviluppo va tanto pi? evi-
tato &uanto pi? si pongono al servizio di interessi privati ba-
sati sul profitto.
@uesti sono tre motivi fondamentali per i &uali vale ancora
la pena vivere e lottare.
41
gi$s%a !a &ena di mor%e?
Pena di mor%e e ca&i%a!ismo
+%assurdit$ di tanti casi specifici di sentenza capitale ci aiuta
a comprendere non solo l%assurdit$ della pena di morte in generale"
ma anc-e la sua necessit$ nell%ambito del capitalismo maturo. 9i
obietter$ naturalmente c-e la pena di morte ! esistita in tutti i sistemi
sociali" inclusi &uelli comunisti" e c-e anzi le prime obiezioni al suo
uso vennero mosse proprio da filosofi borg-esi progressisti Bsi pensi
p.es. al 2eccaria e al CattaneoC. Il problema tuttavia ! un altro. /elle
societ$ pre-borg-esi esisteva la pena di morte semplicemente perc-(
non esisteva la coscienza della dignit$ della persona. +a dignit$ era
considerata non in se stessa" ma in relazione ad altre cose# status so-
ciale" posizione politica" condizione professionale" cittadinanza" ecc.
H vero c-e la borg-esia -a collegato la dignit$ della persona
all%emancipazione economica" cui formalmente ogni uomo pu' aspi-
rare" ma -a fatto &uesto nella consapevolezza di un limite. 5ssa in-
fatti sa c-e l%uomo va rispettato in &uanto tale" a prescindere da &uel-
lo c-e fa o pensa o da &uello c-e possiede. ,uttavia &uando si tratta
di agire nel concreto essa si comporta come se &uesta consapevolez-
za non l%avesse. Il motivo di &uesta doppiezza o dualismo ! sempli-
ce# ! la coscienza =proletaria= c-e d$ alla coscienza =borg-ese= il
senso della dignit umana.
+a borg-esia" in un certo senso" -a =creato= l%idea di =diritti
umani naturali=" al fine di opporsi ai privilegi del =diritto divino="
&uelli dovuti alla nascita" ai concetti di =razza e sangue=" all%apparte-
nenza a classi nobiliari o aristocratic-e" le &uali" per loro natura e
non per meriti particolari" si consideravano assolutamente superiori a
tutto e a tutti. 0a se potesse" ora c-e -a con&uistato il potere tanto
desiderato" la borg-esia farebbe a meno anc-e dei =diritti umani na-
turali=. 9ono soltanto le classi c-e le si oppongono" a costringerla a
tenerne conto.
<i sono state tuttavia aberrazioni da parte sia della borg-esia
c-e del proletariato al potere. Purtroppo infatti la pena di morte" usa-
ta in c-iave politica" ! stata conservata anc-e nei paesi del =sociali -
K0
smo reale= per tutto il tempo in cui ! esistito Bin Cina ancora oggi
viene addirittura comminata per taluni reati economiciC. I partiti al
governo dicevano c-%essa serviva per gli interessi di tutto il popolo"
ma poi arrivarono a usarla contro &uesti stessi interessi.
/ei paesi capitalisti invece essa viene prevalentemente usata
per gli interessi della classe borg-ese" la &uale" pi? c-e un attacco in-
dividuale alla sua propriet$" teme un attacco collettivo e politico
contro il suo potere# la pena di morte -a soltanto lo scopo di far capi-
re c-i" in ultima istanza" comanda. P. es. in un paese delle cosiddette
=opportunit$= come gli 9tati 8niti un cittadino" in teoria" pu' fare
&uel c-e vuole" ma" in pratica" non pu' far nulla c-e non sia previsto
dal sistema dominante" c-e tiene tutti sotto controllo. @uanto pi? !
forte l%individualismo" tanto maggiore ! l%esigenza di conservare la
pena di morte" c-e comun&ue nel mondo occidentale non ! mai stata
estesa ai reati di tipo economico" proprio perc-( la borg-esia sa di
avere degli interessi non immediatamente coincidenti con &uelli di
tutto il popolo.
+addove le vicende politico-rivoluzionarie della storia -anno
costretto o indotto la borg-esia a una maggiore coerenza teorico-pra-
tica Btra valori ideali e pratica conflittualeC" lJ la pena di morte ! stata
abolita Bdi diritto o di fattoC o comun&ue limitata a casi molto parti-
colariM laddove invece &ueste vicende sono state poco significative"
la borg-esia -a continuato a giustificarla. In entrambi i casi si pu'
parlare di coerenza" ma in modo diverso# nell%area europea i movi-
menti ispirati dalle idee del socialismo -anno indotto la borg-esia ad
essere pi? coerente sul piano pratico con i suoi princJpi umani stici"
affermati in sede teoricaM negli 8sa invece la limitata presenza di
&uesti movimenti -a permesso alla borg-esia di legittimare meglio"
sul piano teorico" i suoi metodi antiumanistici.
Rispetto agli 9tati 8niti" l%5uropa -a fatto un uso pi? limitato
della pena di morte dal dopoguerra ad oggi. ,uttavia" anc-e gli 8sa
in parte si sono contenuti" rispetto al secolo scorso" in &uanto -anno
potuto scaricare sul loro immenso impero coloniale le tensioni c-e
accumulavano al loro interno. +%5uropa ! stata sollecitata da fattori
soprattutto endogeni a mitigare l%uso di &uesta prassiM gli 8sa -anno
potuto farlo perc-( aiutati da fattori soprattutto esogeni Bl%imperiali-
smo -a permesso loro un elevato benessere e &uindi un minor biso-
K1
gno di applicare sentenze capitali# lo stesso imperialismo tuttavia -a
esportato nel ,erzo mondo feroci e sanguinarie dittatureC.
Certo" anc-e l%5uropa occidentale partecipa con gli 8sa allo
sfruttamento neocolonialistico del ,erzo mondo" ma alla sua minore
partecipazione non -a fatto da contrappeso un uso maggiore" al suo
interno" della pena di morte. <iceversa" gli 9tati 8niti -anno fruito di
uno sfruttamento maggiore e maggiore ! stato l%impiego della pena
di morte al loro interno. @uesto ! accaduto appunto perc-( nella loro
societ$ sono stati poco rilevanti &uei processi culturali" politici e so-
ciali c-e frenano la prassi antiumanistica della borg-esia Bbasata sul
mero profitto e sulla =sacralit$= della propriet$ privataC.
In ogni caso non si deve affatto pensare c-e in futuro" come
per una evoluzione naturale del diritto borg-ese" la pena di morte
scomparir$. +%Italia ! stata una delle prime nazioni al mondo ad
averla abolita Bcon il codice penale Tanardelli del 1KK1C ed anc-e
una delle prime ad averla reintrodotta" sotto il fascismo" dopo averla
abolita. +a sua definitiva scomparsa pu' dun&ue dipendere in 5uro-
pa e negli 8sa solo dall%affermazione delle idee socialiste" c-e oggi"
pur con tutti i limiti delle realizzazioni pratic-e" sono in campo mon-
diale la punta avanzata del progresso intellettuale e morale del-
l%umanit$ B0arQ sostenne l%impossibilit$ di stabilire dei princJpi su
cui giustificare la pena di morteC. Parallelamente all%affermazione di
&ueste idee" interna al sistema capitalistico" occorrer$" ad extra" c-e
avvenga la fine dell%imperialismo.
Iggi dun&ue nelle aree del capitalismo avanzato la pena di
morte viene ric-iesta dai poteri costituiti e dalle classi borg-esi non
solo per tenere a freno &uegli strati sociali marginali c-e provocano
tensioni Bc-e per il momento comun&ue non sembrano cosJ forti da
giustificarne un uso massiccioCM ma anc-e per prevenire le tensioni
future" in &uanto il capitalismo di stato sa di essere una struttura in-
stabile" c-e non si basa sul consenso delle masse popolari. +a pena
di morte non serve al momento per reprimere il crimine" ma per di-
mostrare politicamente c-e lo 9tato non ! disposto a fare ulteriori
concessioni a c-i pretende di metterne in discussione non solo l%auto-
rit$ ma anc-e la legittimit$. ,ale =nemico=" in &uesto momento" po-
trebbe essere individuato nel grande proletariato del ,erzo mondo"
oltre naturalmente agli strati marginali del capitalismo avanzato. /ei
confronti di &uesto =nemico= la pena di morte pu' dun&ue essere ri-
K2
c-iesta non per motivi etici o di giustizia Bidee" &ueste" di tipo Ran-
tiano ed -egelianoC" ma per motivi s&uisitamente politici" di princi-
pio" per la garanzia dell%ordine pubblico" e&uivalente in sostanza al
potere della borg-esia.
/$es%ioni genera!i
+a pena di morte non si giustifica mai" neanc-e in presenza
di delitti orrendi" come ad es. il genocidio. I responsabili delle ditta-
ture Banc-e di &uelle pi? sanguinoseC non sono mai soltanto i dittato-
ri ma anc-e le masse c-e li -anno attivamente appoggiati e &uelle
c-e non -anno saputo contrastarli con la dovuta fermezza.
In ogni caso" nessuno pu' togliere a nessuno il diritto di pen-
tirsi. Anzi" nessuno -a il diritto di stabilire a priori &uando come e
perc-( l%uomo deve pentirsi.
Il progresso vero nel campo della giustizia non lo si misura
sulla base della punizione dei colpevoli" ma sulla capacit$ c-e gli uo-
mini -anno di non creare &uelle condizioni per cui diventa relativa-
mente facile il sorgere del crimine. +a criminalit$ pu' essere risolta
migliorando il tenore di vita di tutti i cittadini" promuovendo rapporti
umani fondati su valori in cui tutti gli uomini possano riconoscersi.
Il primo di &uesti valori ! appunto &uello di vivere una vita in cui la
dignit$ umana venga salvaguardata" inclusa la dignit$ dell%assassino.
Il primo dovere di ogni cittadino ! &uello di togliere progressiva-
mente ogni motivazione all%agire criminale. 5 in ogni caso la pena
deve rispondere a criteri di umanit$" offrendo possibilit$ di riedu-
cazione e recupero a c-i -a sbagliato Bammesso e non concesso c-e
il reato sia da imputare unicamente a c-i lo compieC.
8na societ$ c-e -a bisogno della pena di morte per sentirsi
protetta" ! indubbiamente una societ$ debole e immatura. Per una so-
ciet$ del genere la pena di morte pu' anc-e servire" ma non sar$ cer-
to la pena di morte c-e la far$ diventare migliore. @uindi" in definiti-
va" essa ! inutile. I vantaggi c-e procura sono insignificanti rispetto
agli svantaggi" c-e a volte possono essere enormi" come &uando ad
es. si giustizia un innocente.
@ualcuno potrebbe sostenere c-e in attesa c-e i rapporti
umani diventino di per se stessi un deterrente al crimine" ! necessa-
rio servirsi della pena di morte. Il fatto per' ! &uesto# c-e in presen-
KN
za della pena di morte si ! portati a credere c-e debba essere &uesta e
solo &uesta a dover dissuadere il cittadino dal compiere i reati pi?
gravi. +a sua introduzione porta dun&ue i cittadini a delegare ad essa
un compito c-e dovrebbero assolvere loro stessi. +a pena di morte"
in tal senso" diventa una sorta di feticcio o di idolo. Il rapporto c-e
gli uomini stabiliscono con essa appare di tipo =magico=# essi cio!
tendono a presumere c-e la pena di morte debba funzionare da sola.
/$es%ioni mora!i
1. /on potendo nessuno considerarsi moralmente perfetto o in-
fallibile" non ! mai possibile condannare a morte &ualcuno
con l%assoluta certezza d%aver compiuto un atto di giustizia" e
anc-e se si fosse infallibili" nessuno -a il diritto di pensare
c-e la ricerca di una perfezione morale non possa essere pa-
trimonio di c-iun&ue.
2. /essuno pu' dire c-e nelle stesse condizioni della persona
colpevole" non ci si sarebbe comportati nella stessa maniera.
N. C-i svolge la funzione di giudice non -a mai il diritto di giu-
dicare gli altri fino al punto da rendere &uesto giudizio una
sentenza inappellabile" irreversibile.
4. In generale nessuno -a il diritto di uccidere. Al massimo !
consentita la legittima difesa" c-e comun&ue va sempre pro-
porzionata al torto subJto.
. /essuno pu' sentirsi esente dalle colpe altrui. /essuno pu'
essere sicuro della piena colpevolezza degli altri. C-i subi-
sce la pena di morte la subisce anc-e per gli altri.
A. /on esiste nessuna istituzione c-e possa essere considerata
al disopra dell%uomo. @uelli c-e governano lo 9tato sono uo-
mini come &uelli c-e vengano giudicati.
4. C-i -a subito un torto e viene messo a giudicare Bin prima
persona o per interposta personaC" inevitabilmente sar$ tenta-
to dal compiere un%opera di vendetta" e c-i viene giudicato"
se si sente solo giudicato" tender$ a vendicarsi Bo in pri ma
persona o per interposta personaC.
K. +a legge non pu' mai essere superiore all%uomo.
1. 9i tendono a sminuire le responsabilit$ collettive &uando
non si ! capaci di risolvere le contraddizioni sociali" dopodi-
K4
c-( si attribuiscono ai cosiddetti =criminali= il peso di tutte
le colpe sociali. +a pena di morte non -a senso proprio per-
c-( viene sempre applicata ai soggetti pi? deboli.
O*ie%%i'i in%ermedi
9ui seguenti obiettivi" formulati da Amnest* International"
conformemente alle norme internazionali sui diritti umani" ! forse
possibile trovare un%intesa di massima con &uegli 9tati c-e ancora
non -anno rinunciato alla pena di morte#
le esecuzioni non dovrebbero essere effettuate mentre sono
in corso appelli o ric-ieste di grazia"
non possono essere giustiziate donne incinte" puerpere" ma-
lati di mente e minorenni"
la pena di morte non pu' essere imposta retroattivamente"
deve valere il principio c-e l%imputato va ritenuto innocente
finc-( non sia stata provata la sua colpevolezza"
l%imputato deve avere la possibilit$ di rivedere la condanna e
la sentenza appellandosi a un tribunale di grado superiore"
l%imputato deve avere un%assistenza legale gratuita e &ualifi-
cata se non pu' pagare l%avvocato"
le esecuzioni non devono essere pubblic-e"
le esecuzioni non possono riguardare &ualun&ue tipo di rea-
to"
nessun medico pu' essere costretto a partecipare al-
l%esecuzione.
I! con%ri*$%o di Amnes%0 In%erna%iona!
Amnest* -a fatto molto per cercare di abolire la pena di
morte negli 9tati di tutto il mondo# a tale scopo -a usato prevalente-
mente argomenti di tipo etico" sociale" giuridico" medico e psicologi-
co" come ! nel suo stile. 5saminando le motivazioni di &uei 11 paesi
c-e ancora oggi mantengono nelle loro leggi la pena di morte" essa
le -a sintetizzate in cin&ue fondamentali. +a pena di morte viene
usata# 1C per dissuadere i criminali dal ripetere taluni gravissimi reati
o dal compierne altri ancora peggioriM 2C per dissuadere la popolazio-
K
ne civile dal commettere analog-i criminiM NC per dimostrare a tutti i
cittadini c-e la giustizia e l%ordine pubblico funzionanoM 4C per con-
vincere i cittadini c-e con &uesta prassi si pu' risolvere la crisi di le-
gittimit$ o di credibilit$ del loro paeseM C per eliminare fisicamente
l%avversario politico di un governo in carica.
/onostante &ueste =forti= convinzioni" dal 114K ad oggi
molte nazioni -anno abolito di fatto o di diritto" parzialmente o del
tutto" dalle loro leggi o dalla vita sociale" la pena di morte. Il nostro
9tato l%-a abolita con la Costituzione repubblicana" conservandola
nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.
+e motivazioni dei paesi abolizionisti" raccolte da Amnest*"
non sono meno convincenti.
1. .opo l%abolizione della pena capitale il numero degli omici-
di" all%interno di una nazione" tende a diminuire# &uesto per-
c-( la pena di morte pu' anc-e esasperare il criminale" il
&uale sa in anticipo di non aver pi? nulla da perdere Bad es.
laddove esiste &uesta soluzione per lo stupro" i criminali
spesso uccidono la vittima per non essere identificatiC. +%as-
sassino c-e per il suo delitto merita la pena di morte e c-e
ancora non ! stato preso" non -a alcun motivo per non com-
mettere altri delitti.
2. +a maggior parte dei crimini crudeli e insensati vengono
compiuti da persone con serie anomalie mentali" incapaci di
prevedere le conseguenze delle loro azioni. 0olti omicidi
vengono commessi sotto l%influsso dell%alcool o della droga"
oppure in momenti d%ira o di panico" senza c-e si pensi mi -
nimamente al risc-io d%essere giustiziati. In &uesti casi l%ese-
cuzione capitale ! senza dubbio una punizione eccessiva" in
&uanto l%individuo" in altre situazioni o condizioni di vita"
difficilmente commetterebbe lo stesso grave reato. C-iun&ue
si rende conto c-e non vi ! modo di sapere con sicurezza se
un detenuto" una volta scarcerato" non ripeter$ il crimine.
/el dubbio per' non si pu' preferire la pena di morte" poi-
c-( le statistic-e dimostrano c-e i recidivi sono sempre una
minoranza insignificante.
N. +e persone c-e progettano gravi crimini in maniera calcolata
Bad es. per vendettaC non si fermano neanc-e davanti alla
pena di morte. A tale proposito i criminologi sono giunti alla
KA
conclusione c-e il mezzo per scoraggiare &uesto tipo di cri-
minali non ! tanto la severit$ della pena" &uanto l%aumento
delle probabilit$ d%essere catturati. In realt$ il problema prin-
cipale resta sempre &uello delle capacit$ di recupero c-e la
societ$ pu' dimostrare al cospetto del criminale. 8no 9tato
civile e democratico ottiene credibilit$ solo &uando non of-
fre occasioni e circostanze perc-( dalla base emergano ap-
pelli per soluzioni giuridic-e di morte. .a &uesto punto di
vista non risulta certo essere pi? dissuasivo l%ergastolo ri-
spetto alla pena di morte# &uante volte si ! visto il delin-
&uente trasformarsi in carcere da dilettante a professionista;
Per non parlare di &uei problemi psicologi connessi alla pro-
spettiva di dover passare tutta la vita in carcere. /on ! infre-
&uente c-e taluni ergastolani preferiscano la sentenza capita-
le.
4. H vero" i parenti della vittima reclamano giustizia" ma ! giu-
stizia punire la crudelt$ con la crudelt$; +a pena di morte
non ! forse l%uccisione premeditata e a sangue freddo di un
essere umano compiuta dallo 9tato; Pu' lo 9tato avere il di-
ritto di uccidere in &uesto modo; 9enza considerare" anc-e
&ui" tutte &uelle sofferenze psicologic-e c-e un condannato
a morte deve subire" stando separato dal resto della popola-
zione carceraria" rinc-iuso nel =braccio della morte=" costret-
to a non fare niente e soprattutto obbligato ad affrontare l%i-
dea di essere messo a morte entro un tempo prestabilito" o"
ancora peggio" l%idea di poterlo essere in &ualun&ue momen-
to. Peraltro" i codici penali non prevedono la violenza carna-
le per gli stupratori o l%incendio della casa per i piromani#
perc-( dun&ue fare un%eccezione per l%omicida; 5 l%esecuzio-
ne dell%assassino non far$ forse piombare nella sofferenza al-
tri familiari e parenti; 9iamo poi cosJ matematicamente si-
curi di non essere compartecipi" neppure indirettamente" alle
cause c-e possono aver indotto una persona al crimine; Per
stabilire un perfetto e&uilibrio tra delitto e castigo" biso-
gnerebbe valutare con assoluta certezza la responsabilit$
personale del colpevole# ma c-i ! in grado di farlo; 5 c-i !
in grado di stabilire con sicurezza c-e una persona non ! pi?
recuperabile; C-i ! in grado di sostenere la giustezza del fat-
K4
to c-e per un determinato delitto l%assassino merita in uno
9tato la pena capitale e non la merita in un altro 9tato" c-e
per &uel medesimo delitto non la prevede;
. /essuna societ$ pu' contare sulla infallibilit$ dei propri tri-
bunali. I giudici possono sbagliare" anc-e in buona fede
Bspesso perc-( condizionati dalla mentalit$ dominante" c-e
pu' essere carica di pregiudizi politici" ideologici" razziali"
religiosi" etnici" ecc.C. Ad es. negli 9tati meridionali degli
8sa la condanna a morte per violenza carnale ! &uasi inevi-
tabile per un nero Bse la vittima ! biancaC e meno probabile
per un bianco Bdel tutto improbabile se la vittima ! neraC.
Insomma" la pena irrevocabile della morte cancella sia il di-
ritto della vittima di ottenere la modifica di una condanna er-
rata" sia la capacit$ del sistema giudiziario di correggere i
propri errori.
A. In molte societ$ esistono forme di criminalit$ tollerate dai
poteri costituiti" anc-e se formalmente sono vietate Bvedi ad
es. &uelle di ordine economico-finanziario# evasione ed elu-
sione fiscale dei grandi magnati dell%industria e della finanza
e dei ceti pi? benestanti" =tangenti=" devastazioni ambientali"
criminalit$ organizzata" eccC. Per non parlare di &uelle at-
tivit$ criminose del tutto tollerate come ad es. il commercio
delle armi. Ci' significa c-e se la pena di morte venisse in-
trodotta" essa finirebbe con il colpire la criminalit$ meno si-
gnificativa" &uella riguardante individui isolati" non protetti
n( privilegiati" con poc-e risorse materiali o addirittura cul-
turali" i &uali spesso sono costretti a ricorrere al crimine
semplicemente per sopravvivere" oppure perc-( condizionati
da un tipo di vita c-e li emargina" li umilia o li condiziona
negativamente. Il 10L dei condannati a morte negli 8sa non
-a proprie risorse finanziarie per pagarsi degli avvocati &ua-
lificati. 6li onorari pagati agli avvocati d%ufficio sono molto
bassi. .i conseguenza gli incaric-i vengono assegnati ad av-
vocati giovani ed inesperti" disposti a impiegare poco tempo
per ogni singolo caso.
.n &o' di re!igione111 a!!'i%a!iana
KK
Pintor e 6entiloni -anno divertito i lettori del =0anifesto=
&uando - loro c-e di clericalismo certo non possono essere sospettati
- -anno dato lezioni di esegesi neotestamentaria al parlamentare de-
mocristiano 3orlani" il &uale" convinto c-e nei vangeli si auspic-i la
=macina al collo= per coloro c-e =scandalizzano gli innocenti= Bc-ie-
deva la pena di morte per i se&uestratori di minorenniC" -a trovato
pronto 6entiloni a ribattergli# =si tratta di gettarsi in mare" non di
gettarvi un altro. 9i tratterebbe" se si dovesse leggere alla lettera" del-
la legittimazione evangelica del suicidio=. Pintor ! ancora pi? espli-
cito# scandalizzare o far perdere la fede =non pu' essere assimilato a
un atto criminale" nel senso del codice penale=M n( si pu' =pa-
ragonare la bestemmia contro lo spirito santo F&uella per cui nei van-
geli non c%! remissioneG con il riciclaggio del denaro sporco=. Come
noto Bagli addettiC" la bestemmia antipneumatica non ! altro c-e il ri-
fiuto del pentimento" ossia la falsit$ cosciente di se stessa# il vangelo
non ordina l%esecuzione capitale per &uesti colpevoli" afferma soltan-
to c-e non c%! dialogo con c-i non vuole dialogare.
9e vogliamo restare nell%ambito dei vangeli" dobbiamo dire
c-e sono almeno due gli episodi in cui il Cristo si oppone alla pena
di morte" e si trovano entrambi in 6iovanni. Il primo ! &uello dell%a-
dultera colta in flagrante Buno dei poc-i reati per i &uali l%ebraismo
prevedeva la lapidazioneC. +%affermazione c-e salv' la vita a &uella
donna ! conosciuta da tutto il mondo# =C-i non -a peccato scagli la
prima pietra=. Il racconto ! una finzione letteraria" non appartiene a
6iovanni ed -a un taglio moralistico" per' la sua valenza pedagogica
! fortissima" tanto ! vero c-e la c-iesa romana Bc-e -a abolito anc-e
de Uure la pena di morte poc-i anni faC non l%-a mai tenuto in alcuna
considerazione. +a distinzione tradizionale c-%essa -a sempre posto
Bda Agostino in poiC" tra =in-nocente=" c-e -a diritto alla vita" e =no-
cente=" c-e -a perso &uesto diritto in &uanto autore attuale o poten-
ziale di gravi delitti Bfra cui eresia" stregoneria" contraccezione" ecc.C"
! servita soltanto a giustificare guerre" crociate" persecuzioni ed ese-
cuzioni di massa.
Il secondo episodio - &uesto invece si pu' presumere storico
- ! stato il rifiuto di Cristo di prendere a carico di 6iuda" nell%immi -
nenza del tradimento" cio! all%ultima cena" un provvedimento di ca-
rattere coercitivo. /aturalmente avrebbe potuto farlo" instaurando
per es. fra i .odici un clima di terrore e di reciproco sospetto" o ad-
K1
dirittura avrebbe potuto c-iedere ai discepoli pi? fidati di eliminare
&uello scomodo e pericoloso avventuriero BPietro &uando c-iese a
6iovanni di farsi dire il nome del traditore forse aveva proprio &ue-
sta intenzioneC. Il Cristo si limit' invece a un%azione persuasiva e
conciliante" e non sulla base di considerazioni etic-e" ma semplice-
mente perc-( era consapevole c-e gli uomini possono capire le si-
tuazioni e prendere delle decisioni" in una parola imparare a vivere"
solo nella loro libert$ di coscienza.
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Pena e &en%imen%o- 'ende%%a e &erdono
/essuno potr$ mai dire a &ualcuno# =,oglimi la coscienza=.
+a coscienza pu' essere manipolata" ingannata" circuita" sedotta" ma
non pu' essere in alcun modo eliminata. /eppure la morte" c-e !
solo trasformazione della materia in altra materia" lo pu'.
+a coscienza ! l%autoconsapevolezza della materia. Il luogo
in cui pu' esprimersi ! appunto &uello della materia" e pu' farlo in
vari modi# coi sensi" i sentimenti" l%istinto" la ragione" la parola" il si-
lenzio... /oi siamo destinati a sviluppare la nostra coscienza" per cui"
anc-e nel caso in cui avessimo commesso delitti orrendi" i pi? spa-
ventosi c-e si possano immaginare" l%unico modo per stare in pace
con la propria coscienza" ! pentirsene.
/on ! vero c-e l%angoscia viene &uando si prende coscienza
della propria colpa" &uando ci viene c-iesto di ammetterla pubblica-
mente" &uando ci si pente del delitto" del crimine" del reato compiu-
to. Al contrario" l%angoscia ! tanto pi? forte &uanto pi? sale nella col-
lettivit$ il livello di coscienza del senso di umanit$ c-e si deve ri -
spettare. ,ardare l%autocritica" il proprio pentimento" al cospetto di
una societ$ il cui livello di moralit$ ! in costante aumento" significa
soltanto illudersi di poterla fare franca" significa perdere tempo con
lo sviluppo della propria coscienza" significa risc-iare inutilmente la
propria emarginazione.
9e il livello di moralit$ cresce" la societ$ sapr$ perdonare i
propri carnefici. 9e i carnefici non si pentono o non trovano motivo
per farlo" significa c-e il livello di moralit$ ! ancora molto basso. 5
se ! molto basso" non vi ! poi tanta differenza tra vittime e carnefici.
9ono le vittime" i loro parenti e i loro figli c-e" rinunciando alla ven-
detta" al rancore" all%odio personale" devono alzare il livello di mora-
lit$ di una societ$" proprio per indurre i colpevoli a pentirsi.
9e un colpevole avverte c-e la societ$ sar$ in grado di per-
donarlo" pi? facilmente egli sar$ indotto a pentirsi" a dire la verit$
delle cose. C-i si pente pu' risparmiarsi la punizione prevista dalle
leggi" c-e ! sempre irrisoria a confronto di &uella c-e il colpevole d$
alla propria coscienza non pentendosi. +e punizioni andrebbero date
11
soltanto a c-i non si pente" ma contestualmente ai tentativi" reiterati"
di indurlo a pentirsi" proprio per risparmiargli il carcere o altre pene.
2isogna anzi fare attenzione a non esagerare con le pene"
poic-( &uelle troppo dure o c-e si protraggono eccessivamente nel
tempo" possono diventare un alibi per non pentirsi. 9tando in isola-
mento carcerario" il detenuto non si sente pi? colpevole ma vittima
di un sistema c-e vuole esercitare la sua vendetta su di lui. .un&ue
perc-( pentirsi &uando il carceriere non manifesta alcuna umanit$;
Il carcere dovrebbe avere una funzione transitoria" momenta-
nea" da utilizzarsi per impedire al colpevole di ripetere nell%immedia-
to i propri crimini. In realt$ il detenuto va reintegrato nel contesto
sociale" invitandolo a pentirsi pubblicamente" a testimoniare le ragio-
ni del suo comportamento" a spiegare le motivazioni" gli impulsi" i
ragionamenti c-e nel passato vennero fatti in occasione del reato o
del delitto compiuto.
/on ci potr$ mai essere alcun pentimento se non si permette-
r$ al colpevole di c-iarire il proprio comportamento. 5 in ogni caso"
anc-e se il colpevole non volesse pentirsi" ! necessario ugualmente
offrirgli la possibilit$ di un reinserimento sociale. In fondo nessuno
pu' sapere &uando uno in coscienza ! davvero pentito di &uello c-e
-a fatto. +%importante ! metterlo in condizione di nuocere il meno
possibile" cio! di privarlo di tutti i poteri oppressivi c-e aveva al mo-
mento di delin&uere.
+a cittadinanza dovrebbe essere disponibile alla reintegra-
zione del colpevole" ma va comun&ue tutelata e" in tal senso" essa
deve fidarsi c-e il colpevole" una volta scarcerato" non ripeter$ il
proprio crimine. Ivviamente non pu' esistere al 100L una certezza
del genere" ma d%altra parte anc-e il colpevole deve fidarsi c-e la so-
ciet$ voglia davvero reintegrarlo.
A partire dal momento in cui un colpevole viene catturato e
imprigionato" e gli si fa il vuoto attorno" per impedirgli di continuare
a delin&uere per mezzo di altri c-e stanno fuori del carcere" la socie-
t$ diventa pi? forte di lui e smette" almeno indicativamente" di avere
paura. 5bbene" &uello ! il momento in cui la societ$ deve fare il pri-
mo passo per avvicinare il detenuto con l%intenzione di reintegrarlo.
5 il modo migliore di farlo ! organizzare dibattiti pubblici in cui egli
possa avere la possibilit$ di c-iarire la propria posizione" la possibi-
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lit$ di spiegare la causa della propria delin&uenza" la sua volont$ di
pentirsi e la sua disponibilit$ a cambiare vita.
+a collettivit$ deve potersi fidare di uno c-e si espone pub-
blicamente e si assume delle responsabilit$. 5ssa deve anc-e manife-
stare una certa disponibilit$ ad accettare l%idea c-e tra le cause della
delin&uenza di &uel colpevole" vi possano essere dei concorsi di col-
pa da parte di &ualcuno Binclusa la stessa vittimaC. +e colpe" in gene-
re" non stanno mai solo da una parte" ma sono sempre frutto di circo-
stanze complicate" i cui protagonisti sono molteplici.
9e un detenuto prende coscienza c-e" in mezzo alla societ$"
&ualcuno ! disposto ad assumersi le proprie responsabilit$ in relazio-
ne alla di lui colpevolezza" il detenuto ne trarr$ giovamento" sar$ pi?
disposto a pentirsi" a non ripetere il proprio reato o delitto o crimine.
9e poi il colpevole non avverte alcuna necessit$ di pentirsi" e
la societ$ non avverte alcuna necessit$ di reintegrarlo" preferendo
punirlo col carcere" inevitabilmente i reati e i delitti saranno destinati
ad aumentare" sino al punto in cui &ualcuno c-ieder$ di esercitare la
pena di morte" c-e nel passato venne abolita proprio perc-( conside-
rata inutile come deterrente" semplicemente perc-( di fronte ad essa
il colpevole non -a pi? nulla da perdere Bnon a caso l$ dove essa esi -
ste per un solo omicidio" l%assassino ne pu' fare indifferentemente
molti di pi?C. 8n colpevole riterr$ sempre lo 9tato c-e usa la pena
capitale un nemico istituzionale e cerc-er$ di combatterlo in tutti i
modi.
@uanto pi? si user$ la forza per punire" tanto pi? la user$ c-i
vorr$ delin&uere. C-i ! pi? forte# la societ$ o il singolo; la societ$ o
il gruppo; 9e i gruppi vogliono distruggere la societ$" &uesta deve
armarsi e difendersi" con o senza l%intervento dello 9tato" il &uale ge-
neralmente viene avvertito dalla societ$ come un corpo estraneo"
inutile" se non nocivo. 0a appena ottenuta la vittoria" la societ$ deve
organizzarsi in maniera tale c-e i delitti e i reati non si ripetano" e
&uesto ! un compito c-e deve svolgere il pi? forte" usando solo la
forza della coscienza.
/on -a alcun senso lottare e vincere se poi non si pongono
le condizioni per smettere di lottare.
Vende%%a o &erdono?
1N
+a scelta tra vendetta e perdono sta nel mezzo" cio! nella
speranza c-e c-i -a compiuto il torto non possa pi? ripeterlo. Ivvia-
mente sarebbe meglio averne la certezza" ma se si pensa di poterla
avere &uando ! in gioco la libert di coscienza" ci illudiamo soltanto.
+%unica cosa certa ! c-e non si pu' essere sc-ematici# non si pu' fare
una scelta a prescindere da &ualun&ue altra considerazione. /on si
pu' essere vendicativi o perdonisti per partito preso# &ui la differen-
za non ! tra ateismo e religione" tra cinismo e buonismo" ma tra ma-
turit$ e infantilismo.
3orse &uello c-e d$ pi? fastidio non ! tanto il fatto d%aver su-
bJto un%offesa" poic-( ci' pu' anc-e inorgoglire# a volte infatti esiste
una punta di autocompiacimento anc-e nel vittimismo" a condizione
ovviamente c-e gli altri sappiano c-e abbiamo patito un%ingiustizia
evidente. 6li altri cio! devono sapere c-e noi soffriamo" immeritata-
mente" in silenzio" senza reagire.
8na sofferenza del genere per'" non pu' essere tenuta den-
tro# va resa pubblica" perc-( solo cosJ se ne pu' attenuare l%intensit$.
Altrimenti il risc-io ! c-e possa esplodere e c-e c-i -a subJto un tor-
to si comporti peggio di c-i l%-a procurato. /aturalmente per render-
la pubblica" occorre una comunit di riferimento" c-e faccia da sup-
porto" c-e attenui il dolore" c-e dia forza" anc-e nel denunciare il
torto.
0a &uello c-e assolutamente d$ pi? fastidio ! c-e il colpe-
vole continui ad agire indisturbato e c-e le istituzioni non stiano fa-
cendo il loro dovere per catturarlo" per punirlo" per impedirgli di rei-
terare la colpa. 5 ancora di pi? ci deprime vedere c-e la comunit$ at-
torno a noi non ci aiuta" non fa pressione sulle istituzioni perc-( giu-
stizia venga fatta.
5cco" in situazioni del genere pu' scattare il desiderio di una
vendetta privata" l%esigenza di diventare dei =giustizieri della notte=.
9i risponde in maniera individualistica a un reato compiuto per colpa
dell%antagonismo sociale. 5 non se ne esce. Invece di approfittare
dell%occasione per ripensare i criteri di vita" si reagisce riconferman-
doli" e la violenza privata diventa una spirale senza fine" come nelle
faide d%un tempo.
2isogna togliere all%individuo il diritto di vendicarsi" ma
&uesto ! possibile solo se gli si assicura c-e si far$ di tutto per trova-
re il colpevole e soprattutto c-e si discuter$ insieme sulle motivazio-
14
ni c-e possono aver portato a &uel suo determinato comportamento.
Affinc-( non si ripeta.
Certo" ! importante c-e l%offesa venga pagata Bc-iun&ue deve
sapere c-e ogni reato -a il suo prezzoC" ma ! ancora pi? importante
la consapevolezza d%aver posto le basi perc-( esso non si ripeta. 8no
pu' anc-e accontentarsi di non aver ottenuto una piena soddisfazio-
ne o riparazione personale" ma in alternativa bisogna offrirgli la con-
vinzione d%aver ottenuto una soddisfazione pi? generale" riguardante
l%intera collettivit$" foss%anc-e soltanto &uella locale d%appartenenza.
/on solo va rieducato c-i -a compiuto il torto" ma anc-e c-i
l%-a subJto" perc-(" se da un lato ! vero c-e lo 9tato deve dimostrare
c-e non c%! alcun bisogno di ricorrere alla vendetta privata" in &uanto
le istituzioni funzionano e non sono colluse con la criminalit$M ! an-
c-e vero" dall%altro" c-e non serve dare al colpevole una punizione
esemplare" come p. es. il carcere a vita o la pena di morte. Condanne
di &uesto genere non fanno parte della giustizia ma solo della ven-
detta. /essuno -a il diritto di togliere a un altro la possibilit$ di pen-
tirsi. 5 nessuno -a il dovere di far credere c-e la responsabilit$ di un
crimine ricada solo sul criminale.
+o 9tato non pu' c-iedere al cittadino di non esercitare una
vendetta privata affinc-( possano esercitarla pubblicamente le istitu-
zioni" sotto la parvenza della legalit$. H un segno di maturit$ saper
trasformare le colpe in occasioni di ripensamento di comportamenti
abituali. 2isogna mettere il colpevole nelle condizioni di capire c-e
anc-e grazie a lui" indirettamente" la collettivit$ -a avviato un pro-
cesso di revisione di determinati stili di vita.
Chiedere &erdono dei &ro&ri crimini
In un universo infinito nello spazio ci si pu' nascondere
dove si vuole pur di non pentirsi del male c-e s%! fatto. Poic-( l%uni-
verso ! anc-e eterno nel tempo" ci si pu' nascondere per sempre.
/ell%universo infatti si -a consapevolezza c-e il suicidio non pu' es-
sere fisico ma solo spirituale. Ci si nasconder$ per l%eternit$ in un
luogo remoto per la vergogna di ci' c-e s%! fatto" ma anc-e per la
pervicace volont$ di non pentirsi.
9ulla ,erra le cose sono un po% diverse. 9e uno -a compiuto
crimini orrendi e" a un certo punto" s%accorge di non poter sfuggire
1
alla giustizia" pu' arrivare a suicidarsi oppure a rassegnarsi ad avere
il massimo della pena" c-e ! la sentenza capitale o l%ergastolo. Cio!
uno pu' pensare c-e" prima o poi" finir$ di provare vergogna d%essere
stato condannato per il reato compiuto.
0a nell%universo &uesta stessa persona cosa dovr$ pensare;
A dir il vero uno pu' anc-e pensare d%aver compiuto i propri crimini
secondo una certa plausibile motivazione o razionale giustificazione"
per cui non ritiene di doversi pentire o comun&ue di non doverlo fare
pi? di tanto. @uanti sostengono d%aver agito come criminali senza es-
sere stati pienamente coscienti o perc-( condizionati da un dramma-
tico passato o perc-( dovevano obbedire a un ordine superiore o per-
c-( accecati da un%ideologia o perc-( convinti c-e" in &uel modo"
avrebbero evitato un male peggiore; All%interno di considerazioni
cosJ particolari ! difficile pentirsi al 100L" o almeno ! molto diffici -
le farlo da soli.
Ci vuole &ualcuno c-e ci faccia capire fino a c-e punto pote-
vamo essere considerati responsabili al momento di compiere un de-
terminato crimine. 8no -a il diritto d%essere aiutato a pentirsi in &ua-
lun&ue momento" anc-e se gli si deve sempre garantire la libert$ di
non volerlo fare. 9ono situazioni complesse" anc-e perc-( l%aiuto
non pu' certo essere dato sulla base di motivazioni superficiali o
sc-ematic-e. 2isogna saper tener testa alle argomentazioni sofistica-
te dei grandi criminali" c-e in genere sono uomini politici o militari
o anc-e uomini di c-iesa o intellettuali in grado di esercitare poteri
significativi" come p. es. gli scienziati" i consiglieri" i funzionari...
8na differenza sostanziale" comun&ue" c%!# nell%universo la
prigione o" se vogliamo" la pena ! tutta interiore. @uesto perc-(" es-
sendo infinito nello spazio" l%universo permette a c-iun&ue di non es-
sere condizionato negativamente dall%atteggiamento altrui. 9u &uesta
,erra" invece" gli uomini -anno sempre paura dei criminali# temono
c-e i loro delitti possano ripetersi" anc-e se" essendo soprattutto le
persone di potere dei grandi criminali" i comuni cittadini cercano di
difendersi come meglio possono.
Paradossalmente l$ dove le condizioni di spazio e di tempo
sono illimitate" l%importanza delle &uestioni di coscienza cresce in
maniera esponenziale. 9e non c%! alcun limite esterno all%agire" tutto
dovr$ giocarsi sulle potenzialit interne c-e uno dovr$ per forza sco-
prire d%avere. 5 sar$ su &ueste potenzialit$ c-e si dovr$ prendere una
1A
decisione# o giocarsele tutte" mettendosi a disposizione di un proprio
cambiamento significativo" o non giocarsele affatto" rendendo la pro-
pria coscienza impermeabile alle influenze altrui.
.i sicuro il tempo per pensare non manc-er$ e neppure &uel-
lo per ripensarci. /essuno pu' essere obbligato n( a pentirsi n( a
non pentirsi# &uesta regola dovremmo adottarla anc-e sulla ,erra. 9e
esiste un inferno" ! solo per c-i lo vuole# non pu' esserci nessuna
porta con scritto sopra# =+asciate ogni speranza o voi c-%entrate=.
@uindi niente torture" ma anc-e niente condanne definitive.
/aturalmente &uesto discorso vale anc-e per c-i -a subJto il
crimine" il &uale" con non meno intensit$ emotiva del criminale"
deve essere disposto a perdonare. 5" per poterlo fare" deve essere
convinto di almeno due cose# la prima ! c-e il criminale pu' aver
avuto delle motivazioni plausibili per compiere un determinato rea-
toM la seconda ! c-e nessuno ! mai totalmente innocente" neppure
&uelli c-e possono dimostrare di non aver fatto nulla.
9i pensi solo al fatto c-e esiste colpevolezza anc-e &uando"
vedendo compiere un crimine contro &ualcuno" si pensa c-e ci' non
ci riguardi. +a storia ! stracolma di &uesti peccati di omissione. /on
si ! abbastanza vigili e solerti per colpa del nostro opportunismo
&ualun&uismo egoismo cinismo...# possiamo c-iamarlo come ci pare.
2isogna infine stare attenti c-e nell%universo non ! come su
&uesto pianeta" dove i criminali" abituati a ragionare in termini giuri-
dici" fanno calcoli sulla possibile convenienza c-e -anno a pentirsi.
/ell%universo l%unica vera legge umana sar$ &uella della libert di
coscienza# sar$ impossibile dimostrare d%essere pentiti senza versare
fiumi di lacrime. /on avr$ alcun senso dimostrare d%essere pentiti ri-
velando i nomi dei propri complici o restituendo il maltolto# la verit$
sui grandi crimini dell%umanit$ sar$ alla portata di tutti. +%unica =in-
dagine= da fare sar$ &uella nei confronti di se stessi.
/on solo" ma anc-e dopo aver versato fiumi di lacrime" non
si potr$ pretendere c-e le nostre vittime ci perdonino. +a riconcilia-
zione tra vittima e carnefice potr$ avvenire solo nella pi? assoluta li-
bert$ reciproca. Per &uesto motivo dovremmo sin da adesso abituarci
a compiere significativi gesti di riparazione l$ dove si sono compiuti
orrendi crimini. .obbiamo abituarci a c-iedere scusa con insistenza"
nella speranza c-e la vittima" &uando vorr$" si convincer$ della no-
stra buona fede.
14
Rimediare ai &ro&ri errori
2isogna offrire all%uomo la possibilit$ di andare avanti" no-
nostante i suoi errori. Ignuno -a diritto di rifarsi una vita# gli sbagli
compiuti non possono impedirglielo" neanc-e se fossero i pi? grandi
del mondo" i peggiori della storia. 9tar$ semmai a lui pentirsi di ci'
c-e -a fatto" riconciliarsi con le sue vittime" c-iedere d%essere per-
donato# tutto ci' non pu' fare c-e bene alla coscienza.
0a anc-e se &uesto non avvenisse" perc-( la vergogna !
troppo grande o perc-( troppo grande ! stata l%offesa e la vittima non
riesce a perdonarla" bisogna comun&ue dare a tutti una ulteriore pos-
sibilit$ di realizzazione umana" c-e non pu' certo fermarsi alla se-
conda. +%importante ! c-e gli errori non vengano ripetuti" almeno ap-
punto gli errori gi$ compiuti" ma non perc-( vengono ripetuti" pos-
siamo sentirci autorizzati a infierire su c-i li compie. /essuno pu'
pensare d%essere cosJ perfetto da non compiere mai alcun errore.
9pesso anzi s%impara pi? dagli errori c-e non dalle cose giuste" nel
senso c-e vi sono persone c-e -anno bisogno di compiere degli erro-
ri per trovare la verit$. .i sicuro infatti non si pu' tentare un secon-
do percorso di vita" senza avere una c-iara consapevolezza degli er-
rori compiuti.
In tal senso le persone pi? difficili da convincere sono i poli-
tici" i &uali" anc-e se nella loro vita privata non -anno mai compiuto
alcun reato" possono aver avuto delle idee la cui applicazione -a pro-
vocato immani disastri" infinite tragedie. 5" immancabilmente" essi
tendono a giustificarsi dicendo c-e &uelle idee erano in tanti ad aver-
le e tanti presero decisioni comuni.
Riconci!iarsi co! &ro&rio &assa%o
9e" in via ipotetica" ammettessimo c-e la coscienza umana
non ! il frutto di un processo evolutivo" avvenuto per successive de-
terminazioni &uantitative" ma una caratteristica assolutamente origi-
naria" la cui &ualit$ intrinseca non dipende da particolari modifica-
zioni della materia" saremmo poi" in un certo senso" costretti ad am-
mettere c-e" con la fine dell%esistenza corporea dell%essere umano"
1K
non pu' aver termine anc-e l%esistenza e &uindi lo sviluppo della co-
scienza.
Cio! se esiste una correlazione tra materia e coscienza" o !
negativa" nel senso c-e alla fine dell%una corrisponde la fine dell%al-
tra" o ! positiva" nel senso c-e non vi ! un%origine per nessuna delle
due ed entrambe sono destinate a durare nel tempo" influenzandosi a
vicenda.
In altre parole# se l%essenza umana coesiste" in origine" con la
materia" essa ! destinata per sempre a tale coesistenza. 9e invece
ammettiamo c-e la coscienza ! un prodotto evoluto della materia"
dovremmo poi spiegarci perc-( &uesto prodotto non ! destinato a so-
pravvivere alla morte del nostro corpo.
Infatti c-e senso avrebbe" da parte della natura" aver creato
un prodotto cosJ complesso e" fino a prova contraria" unico in tutto
l%universo" per poi lasciare c-e si annulli al momento della morte del
corpo; 9arebbe un incomprensibile spreco di risorse e di energie.
.elle due l%una# o la coscienza non ! un prodotto assoluta-
mente unico nell%universo ed !" in un certo senso" facilmente ripro-
ducibile anc-e in assenza di esseri umani" oppure noi siamo destinati
a esistere anc-e dopo la morte del nostro fisico. Cio! il corpo ! solo
un involucro c-e la coscienza si ! data per esistere sulla ,erra" ma"
essendo destinati a esistere nell%universo" essa sar$ libera di darsi un
nuovo involucro" molto probabilmente con migliori caratteristic-e
&ualitative" p. es. in grado di adeguare pi? facilmente il desiderio alla
realt$M o forse soltanto con migliori caratteristic-e &uantitative" come
p. es. la possibilit$ di viaggiare alla velocit$ della luce.
In un certo senso dovremmo dire c-e l%essere umano non !
mai nato" proprio perc-( non morir$ mai. Parole come nascere o mo-
rire dovremmo reinterpretarle" poic-( &uando vengono racc-iuse in
un orizzonte meramente terreno" ac&uisiscono un significato molto
restrittivo. Il nostro pianeta ! soltanto il luogo in cui la coscienza
universale -a preso una forma corporea determinata" cui per' non si
sente legata in maniera assoluta.
+a coscienza umana terrena ! solo il riflesso di una coscien-
za umana universale# il corpo c-%essa -a assunto -a caratteristic-e
idonee per il pianeta in cui ! stata c-iamata a svilupparsi" ma non ne-
cessariamente si deve pensare c-e tali caratteristic-e saranno le stes-
se in un%esistenza eQtra-terrena. /oi dovremmo considerarci pi? figli
11
dell%universo c-e non di un semplice pianeta. Il fatto stesso c-e non
ci ricordiamo assolutamente nulla del periodo della nostra gestazione
e c-e" non per &uesto" ci sentiamo menomati di &ualcosa" dovrebbe
indurci a credere c-e il nostro essere va a pescare il proprio signifi-
cato in un%essenza c-e lo precede nel tempo.
+%universo ! la possibilit$ di ricapitolare tutte le cose" a un
livello di consapevolezza c-e sar$ enormemente superiore a &uello
c-e possiamo avere su &uesta ,erra" ove siamo strettamente condi-
zionati da uno spazio e da un tempo finiti" limitati. .ovremmo" in tal
senso" fare uno sforzo di fantasia e immaginarci all%interno di una di-
mensione spazio-temporale dove tutto ! infinito" illimitato" e dove la
stessa coscienza pu' raggiungere livelli di profondit$ impensabili su
&uesta ,erra.
Cio! tutto &uanto su &uesta ,erra abbiamo compiuto" pen-
sando d%essere assolutamente nel giusto" dovr$ essere sottoposto al
vaglio di una coscienza universale. /ell%universo tempo e spazio
coincidono in &ualun&ue momento e luogo" per cui non ci sar$ modo
di sottrarsi a un giudizio di merito" confidando nel fatto c-e il passa-
to non pu' pi? essere compreso come se fosse un presente.
3inc-( tutte le scelte compiute su &uesta ,erra non avranno
trovato il loro punto di c-iarimento" sar$ impossibile andare avanti"
pensando di poter fare &ualcosa in comune. Il genere umano di tutti
tempi dovr$ riconciliarsi con se stesso. /on possiamo risc-iare di ri-
petere nell%universo gli stessi madornali errori c-e abbiamo compiu-
to su &uesta ,erra e c-e ci sono costati immani sofferenze.
H anc-e vero per' c-e nessuno pu' essere obbligato a crede-
re in cose in cui ! implicata la libert$ di coscienza. @uesto &uindi
vuol dire c-e il processo di umanizzazione dovr$ poter andare avanti
anc-e se una parte dell%umanit$ non ne vorr$ sapere. Cio! se ! vero
c-e l%adeguamento del desiderio alla realt$ non potr$ essere il frutto
di un%azione meramente soggettiva" c-e non tenga conto della libert$
altrui" ! anc-e vero c-e non ci potranno essere impedimenti allo svi-
luppo della coscienza altrui da parte di c-i non vuole riconciliarsi col
proprio passato.
C-i vuole migliorare se stesso" deve poterlo fare in libert$"
rispettando la libert$ altrui" e non potr$ certo essere impedito dal far-
lo dalla non-libert$ altrui. /ell%universo non esistono princJpi giuri-
dici del tipo =c-i -a sbagliato paga=" come" d%altra parte" non esiste
100
alcuna verit$ autoevidente" c-e s%impone da s( B&uale p.es. potrebbe
essere &uella di una divinit$C. +%essere umano avr$ soltanto la consa-
pevolezza di poter migliorare se stesso Bda s( e con l%aiuto degli
altriC" e il primo modo di farlo sar$ &uello di riconciliarsi col proprio
passato" poic-( &uesto" in una dimensione infinita di spazio tempo"
gli ! sempre presente.
V
,utto &uanto abbiamo vissuto non possiamo dimenticarlo" !
dentro di noi e ogni tanto ci riaffiora alla mente" in maniera casuale o
comun&ue a noi poco c-iara. 9appiamo soltanto c-e per essere dav-
vero tran&uilli e sereni dobbiamo riconciliarci col nostro passato.
9olo c-e non possiamo farlo limitandoci a trovare delle giu-
stificazioni plausibili" ma dobbiamo arrivare in un certo senso a per-
donare c-i ci -a offeso o a scusarci per averlo fatto noi.
Abbiamo bisogno di mettere a posto la nostra coscienza" di
sentirci in pace con tutti. +a pace interiore ! proprio &uesto bisogno
di non sentirsi in colpa con nessuno.
9e &uesta cosa non riusciamo a farla nel corso della nostra
esistenza terrena" dobbiamo essere messi in grado di farla in un%altra
esistenza" come se dovessimo reincarnarci" ma senza &uel moralismo
induista" per cui" prima di far &ualcosa di positivo" devi pagare il fio
delle tue colpe.
9e siamo costretti a essere eterni" non ci si pu' costringere a
stare male con noi stessi" a soffrire in eterno o anc-e solo per un cer-
to periodo di tempo per dei torti arrecati a &ualcuno" come vuole il
cristianesimo. Ci si deve dare non una ma mille possibilit$ di pentir-
ci" poic-( nessuno ! perfetto" in nessuna forma di vita. A volte persi -
no perdonare" per dei torti subiti" pu' diventare difficoltoso" soprat-
tutto &uando si -a una grande considerazione di se stessi" &uando ci
si ritiene integerrimi.
+a legge di natura pe' vuole &uesto" c-e il perdono fa star
bene non solo il pentito ma anc-e l%offeso. 9e non si ! capaci di per-
dono" ci si inaridisce. In ogni caso" ! necessario trovare delle giusti-
ficazioni ai torti arrecati" c-e non lo si faccia da soli" ma insieme alla
parte offesa.
101
Co!&a- gi$di"io e coscien"a
9e dicessimo c-e sono esclusivamente le circostanze c-e de-
terminano le azioni degli uomini" diremmo una sciocc-ezza non
meno grande del contrario" e cio! c-e ogni uomo ! libero di decidere
il proprio destino.
+a libert$ non esiste se non entro certi limiti" e tuttavia all%in-
terno di &uesti limiti nessuno -a il dovere di sentirsi un condannato.
Rimane sempre sufficiente spazio per mettersi alla prova" per saggia-
re il proprio livello di responsabilit$.
@uando si giudicano le azioni degli uomini bisognerebbe
fare sempre delle ricerc-e preliminari sul contesto in cui sono matu-
rate determinate scelte" ovvero bisognerebbe verificare fino a c-e
punto una scelta pu' essere definita tale" fino a c-e punto una deter-
minata azione ! stata il frutto di una scelta consapevole" oppure di
una scelta pi? o meno forzata.
H difficilissimo poter stabilire" nell%esame di certe azioni"
&uanto sia stato frutto di circostanze casuali o indipendenti dalla vo-
lont$" e &uanto invece di scelte consapevoli. 9ono giudizi talmente
difficili c-e si arriva a un punto in cui ci si sente indotti a sospendere
ogni giudizio# ! il punto in cui ci si scontra con un limite invalicabi-
le" &uello della coscienza.
Come si fa a giudicare gli uomini &uando li vediamo far pe-
sare le maggiori responsabilit$ delle loro azioni pi? sulle circostanze
c-e non sulla loro coscienza" o &uando" al contrario" si colpe-
volizzano al punto da non capire c-e anc-e determinate circostanze
possono aver influenzato certe loro scelte; 8n affronto meramente
giuridico della colpa porta soltanto a un vicolo cieco. +a legge rende
la giustizia sc-ematica" superficiale" se non addirittura miope. H pa-
radossale" ma la realt$ dice cosJ.
6iudicare una persona sulla base di definizioni generic-e"
astratte" ! &uanto di pi? assurdo si possa fare" poic-( se c%! un ele-
mento il cui contenuto sfugge a &ualun&ue definizione e a &ualun&ue
analisi" &uesto ! proprio la coscienza.
9e guardassimo le cose dal punto di vista della coscienza"
noi dovremmo ammettere c-e molte azioni commesse da persone ri-
tenute =colpevoli= Bsecondo i parametri giuridici dominantiC" avreb-
bero potuto essere compiute" in circostanze analog-e" dalle stesse
102
persone c-e emanano sentenze di condanna" se solo &ueste persone
fossero state meno =fortunate= o meno disposte a fare compromessi
con la propria =coscienza=.
C-i nasce ricco -a meno motivi di compiere crimini" ovvero
-a molte pi? possibilit$ di delin&uere secondo modalit$ del tutto le-
gali. Il rapporto tra 9tato e mafia ! tutto &ui# due facce di una stessa
medaglia.
6li uomini non sono in grado di giudicare gli uomini# posso-
no soltanto mettere sul piatto della bilancia tutte le possibili motiva-
zioni c-e possono aver generato determinate azioni" e" fatto &uesto"
debbono cercare di porre le basi perc-( &uelle azioni non abbiano a
ripetersi" se sono state negative. @ueste basi non possono ovviamen-
te essere coercitive" poic-( ogni coercizione ! una violazione della
coscienza. H solo l%esempio c-e pu' indurre al bene.
Tradi%o e %radi%ore
9e la persona tradita non riesce a perdonare il traditore penti-
to ! perc-( l%orgoglio personale ! superiore all%amore. /on si tollera
il tradimento perc-( si pretende d%essere amatiM la stessa pretesa !
spesso la conseguenza di un%autoimposizione" &uella di dover amare
&ualcuno. @uanti matrimoni sono basati su &uesto sc-ema;
9i pretende d%essere amati perc-( ci s%impone d%amare &ual-
cuno. +$ dove manca la spontaneit$ e soprattutto la libera reciproci-
t$" non ci pu' essere perdono" ma solo punizione Bo autopunizioneC.
@uesto succede &uando l%amore viene vissuto entro i confini della lo-
gica giuridica. +%amore dovrebbe essere un%altra cosa. Anc-e perc-(
il tradimento fa pi? male al traditore c-e al tradito. +a coscienza del
tradito viene infatti turbata solo dall%esterno" ma la coscienza del tra-
ditore ! sconvolta dall%interno.
E%ica
9i accondiscende alle ric-ieste altrui anc-e &uando si teme
c-e le promesse non verranno mantenute. +o si fa non solo per dare
fiducia oltre lo stretto necessario" ma anc-e perc-( si pensa c-e gli
uomini possano imparare dai loro stessi errori.
10N
I! conce%%o d'innocen"a
H difficile dire c-e cos%! l%innocenza. 9e guardiamo i bambi-
ni dovremmo dire c-e ! mancanza di consapevolezza del male. 0a
&uesto non significa c-e il male non venga compiuto.
I bambini agiscono d%istinto" in maniera analoga agli anima-
li" e solo se c%! &ualcuno c-e insegna loro la differenza tra bene e
male" riescono ad ac&uisirla. Capiscono la presenza del male dal fat-
to c-e a causa di talune loro azioni" prevalentemente connesse all%uso
delle cose" altri" come conseguenza" soffrono. In tal modo associano
bene a piacere e male a dolore. 0a non riescono ad associare piacere
individuale a male &uando tale piacere ! fonte di dolore altrui. ,ant%!
c-e &uando un bambino fa male a un proprio coetaneo" e &uesti si
mette a piangere" l%altro si guarda attorno" per vedere se c%! &ualc-e
adulto testimone" in grado di risolvere la situazione.
+%etica dei bambini -a senso &uando il dolore altrui ! mo-
mentaneo o &uando al dolore si possono trovare facilmente delle al-
ternative. Infatti" nel momento stesso in cui l%adulto interviene per
insegnare come comportarsi" allora l%etica dominante non ! pi? &uel-
la infantile. .%altra parte ! impossibile c-e esista un%etica infantile
senza la presenza di un%etica adulta.
H comun&ue molto difficile dare una definizione positiva di
innocenza" poic-( si ! sempre compartecipi" a vario titolo" lo si sap-
pia o no" di processi i cui meccanismi regolatori spesso ci sfuggono
o non riusciamo a controllare come vorremmo. In un modo o nell%al-
tro noi siamo sempre =coinvolti=" proprio perc-( siamo esseri socia-
li.
9i pu' soltanto parlare di gradi diversi di colpevolezza" e an-
c-e di gradi diversi di consapevolezza della colpa. Come noto" infat-
ti" la colpa ! soggettiva e oggettiva Bc-e non ! la stessa cosa di vo-
lontaria e involontaria# oggettivamente" in &uanto appartenente al-
l%5uropa occidentale" io partecipo allo sfruttamento del ,erzo mon-
do" e vi parteciperei anc-e se aderissi" soggettivamente" al commer-
cio e&uo e solidale" proprio perc-( esistono dei processi industriali e
commerciali di dipendenza c-e non vengono modificati dalla mia
volont$ personaleC.
Il processo meno oneroso" alla lunga" ! &uello di ammettere
una parte di colpa# se tutti sono capaci di autocritica ! pi? facile ri-
104
solvere i problemi. .ic-iararsi sempre innocenti e scaricare su altri
la parte delle proprie colpe" porta a incancrenire i problemi" poic-(
nessuno ! in grado di sopportare un peso eccessivo di colpa. .istri -
buire i pesi della colpa# ecco il senso della democrazia.
Resta comun&ue singolare c-e mentre nel mondo infantile la
stragrande maggioranza dei casi di conflitto dipende dall% uso delle
cose" nel mondo degli adulti" oltre al problema dell%uso" c%! anc-e
&uello della propriet.
/ei bambini uso e possesso sono e&uivalenti" nel senso c-e
uno presuppone l%altroM nel mondo degli adulti invece il possesso di-
venta propriet" sicc-( uso e propriet sono reciprocamente indi-
pendenti.
Il concetto di propriet$ privata -a sconvolto i rapporti umani
e sociali. .a &uando sono nate le civilt$ possesso non ! e&uivalente
a propriet$M il possesso permette l%uso del mezzo di lavoro" ma c-i
detiene la propriet$ del mezzo" pu' togliere possesso e uso. C-i non
-a propriet$ usa le cose come se gli fossero date in prestito" senza
garanzia di possederle fino alla morte.
+a propriet$ ! dun&ue la conseguenza principale di un rap-
porto di forza" c-e da un lato assomiglia all%arbitrio di un bambino"
ma c-e di fatto viene compiuto da un adulto.
C-iun&ue difenda la propriet$ lo fa per difendere un interes-
se privato. /on ci pu' essere innocenza in &uesto.
+%unica propriet$ difendibile ! &uella pubblica" ma una pro-
priet$ pubblica ! una non-propriet$" ! un patrimonio comune" a di-
sposizione di tutti" come dovrebbe essere per le risorse della ,erra" il
cui proprietario ! il nostro stesso pianeta" di cui noi siamo ospiti a
tempo determinato.
9olo in presenza di una propriet comune esiste la libert$ del
possesso e dell%uso. Il concetto di propriet$ privata rende di per s(
sbagliato l%uso delle cose. Il fine" nell%uso delle cose" diventa non
l%interesse comune" ma &uello privato o individuale.
8na propriet$ ! comune &uando appartiene a una collettivit
locale" in grado di controllare c-e nessuno trasformi una parte di
essa in propriet$ privata.
In presenza della propriet$ privata" &ualun&ue istituzione
B9tato" esercito" scuola ecc.C fa interessi privati" anc-e &uando dice o
appare il contrario. Infatti" &uanto pi? forti e diffuse e diversificate
10
sono le forme della propriet$ privata" tanto pi? si cerca di mistificar-
le con istituzioni c-e di pubblico -anno solo la parvenza" la forma
esteriore.
In realt$ tali istituzioni servono soltanto" nel migliore dei
casi" a difendere la piccola propriet$ privata contro la grande. 0a in
genere la grande tende sempre a ridurre gli spazi di manovra della
piccola" proprio servendosi delle stesse istituzioni. .ipende" dei due
piatti della bilancia# 9tato e 0ercato" &uale si vuol far pesare di pi?.
+%5uropa occidentale" a partire dal 0ille" e gli 9tati 8niti" a partire
dal W<II secolo" -anno fatto pesare di pi? il mercato" ma oggi la
Cina sta facendo pesare di pi? lo 9tato" pur restano nell%ambito del
mercato.
Sonno- sogno e ris'eg!io
9e il sonno ! una raffigurazione simbolica della morte" il ri-
sveglio lo ! della rinascita. In mezzo vi ! il sogno" c-e esprime l%esi-
genza di una riconciliazione tra morte e rinascita. /el sogno si rivi-
vono desideri repressi" frustrazioni" paure" angosce" sensi di colpa"
ritorni al passato" incontri con persone morte" pianti" pentimenti...#
nel sogno c%! tutta la vita" a cui bisogna dare un significato comples-
sivo" c-e racc-iuda tutto e permetta di risvegliarsi con soddisfazione.
Anc-e adesso" appena ci si sveglia" si -a voglia d%iniziare una nuova
giornata" sempre c-e la vita abbia per noi un senso e c-e non sia vis-
suta come uno stress insopportabile.
@uindi dopo la morte dobbiamo aspettarci un seguito" &ual-
cosa da fare. 0a in c-e senso; Ripercorrere il passato" per poter an-
dare avanti" fino a c-e punto ! giusto; Il passato pu' essere ricom-
preso" memorizzato adeguatamente" ma non -a senso riviverlo# si
deve proseguire il cammino nelle nuove condizioni di vita c-e ci
verranno date e c-e sicuramente avranno forme diverse da &uelle at-
tuali.
/on ! inutile o superfluo il tempo vissuto sulla ,erra" poic-(
sar$ proprio dalla fine del nostro tempo c-e dovremo ripartire. /on
-a senso ripetere le cose# sarebbe come burlarsi della nostra intelli-
genza. 9e abbiamo sbagliato" verremo messi in grado di capirne il
motivo e" a tale scopo" ci baster$ l%intelligenza o la sensibilit$.
10A
3aremo ammenda delle nostre colpe e ripartiremo" &uesta
volta col piede giusto. Il problema" semmai" sar$ per c-i -a compiuto
crimini orrendi" per i &uali -a bisogno d%essere perdonato da c-i li -a
subiti. +e vittime devono mettere i carnefici in grado di perdonare se
stessi. 5 finc-( non lo fanno" sar$ difficile poter andare avanti# lo
sar$ sia per i carnefici c-e per le stesse vittime. @uest%ultime" infatti"
devono sapere c-e il perdono concesso ai carnefici far$ star bene an-
c-e loro. Il perdono serve a c-i lo riceve e a c-i lo d$. I sentimenti di
odio e di vendetta o di risentimento non fanno fare neppure un passo
in direzione dell%umanizzazione della personalit.
.i &uesta condizione di precariet$ spirituale o d%impotenza
morale dovremmo gi$ essere edotti su &uesta ,erra. ,utti dovrebbero
temerla" soprattutto i carnefici Bassassini" violentatori" criminali...C" i
&uali invece pensano di non dover rendere conto personalmente del-
le loro azioni alle singole vittime. Cio!" al massimo" &uando vengo-
no smasc-erati o catturati" pensano di cavarsela di fronte alla giusti-
zia. 5 la giustizia contribuisce a tale illusione" assegnando loro sen-
tenze capitali o ergastoli o inducendoli al suicidio.
,utti invece dovremmo essere consapevoli del fatto c-e la
morte non esiste# esiste solo trasformazione" per cui bisogna rendere
conto di s( proprio alle vittime" singolarmente prese. H bene sapere
da subito c-e siamo destinati a vivere" in &uanto l%essenza umana !
eterna. 5 se non ci si riconcilia con &ueste vittime" ci si preclude la
possibilit$ di migliorare se stessi. 9i resta paralizzati nelle proprie
colpe.
Il perdono" per &uanta fatica possa costare" ! solo una condi-
zione minima" non ! l%obiettivo finale. H certamente la condizione
c-e ci permette di andare avanti" ma" una volta c-e la si ! posta" il
pi? resta ancora da fare. +%essere umano ! fatto per realizzarsi facen-
do# non pu' stare fermo.
2isogna dun&ue fare in modo c-e vittima e carnefice abbia-
no la possibilit$ di compiere &ualcosa insieme" per il bene di entram-
bi e della collettivit$ di appartenenza. 2isogna essere capaci di am-
mettere i propri errori" per riuscire a progettare il proprio futuro.
9pesso anc-e la vittima deve farlo" poic-( non deve illudersi c-e il
fatto d%aver subito una gravissima offesa la esima dal compiere un
esame di coscienza# si pu' essere colpevoli di cose di cui non si -a
neppure consapevolezza.
104
C-i non -a flessibilit$ ! spacciato. 9enza elasticit$ mentale"
ci si emargina da soli. Risc-iamo di diventare un%intelligenza spreca-
ta" una risorsa inutilizzata. +%orgoglio smisurato di c-i non ! capace
di riconoscere i propri errori" lo rende umanamente molto povero"
psicologicamente fragile e anc-e intellettualmente sc-ematico" fossi-
lizzato nelle proprie idee" nelle proprie assurde posizioni di princi-
pio. C-i non comprende c-e nel cambiamento continuo sta il senso
della vita" si condanna all%immobilismo" alla ristrettezza mentale.
Piuttosto bisogner$ fare in modo c-e il perdono non sia di
maniera" cio! puramente formale" e c-e avvenga nella convinzione
d%aver compiuto un%azione effettivamente sbagliata. Ci vuole chia-
rezza per c-iedere perdono e per essere perdonati. 9i deve essere si-
curi d%aver sbagliato. Ci vuole un senso della verit$ sufficientemente
oggettivo" c-e vada cio! al di l$ delle convinzioni personali del car-
nefice e della sua vittima.
5cco" in &uesto senso ! giusto ricapitolare il passato" reinter-
pretarlo alla luce di una verit oggettiva. +a &uale certamente non
pu' essere data come cosa esterna al soggetto" ipostatizzata# una ve-
rit$ oggettiva pu' scaturire solo da un confronto tra le persone. /on
c%! nessun dio nell%universo" nessuno pu' sostituirsi a noi nella ricer-
ca della verit$.
10K
Iden%i%+ e di))eren"a
(dentit e *ifferenza sono all%origine dei processi umani e
naturali. +%identit$ ! soggetta alla differenza e nella differenza si ri-
torna all%identit$" in un processo senza fine.
9otto &uesto aspetto non -a alcun senso affermare un princi-
pio identitario c-e non includa immediatamente una valorizzazione
paritetica" egualitaria" della differenza.
6li ortodossi avevano intuito &uesta dinamica parlando di
=processione= Bdello spirito dal padreC" &uella processione c-e l%inte-
gralismo cattolico -a sempre voluto negare e c-e ! stata in modo fi-
losofico ripresa nel processo dialettico di tesi-antitesi-sintesi elabo-
rato da Degel.
+a processione in effetti ! una sorta di sdoppiamento dell%io"
! la creazione di un%alterit$# il tu" il &uale non ! un duplicato dell%io"
un suo clone" ma &ualcosa di diverso" di irriducibile.
Infatti l%io cerca il tu per ricomporsi e il tu cerca l%io per com-
pletarsi. H lo stesso processo c-e avviene tra uomo e donna. I motivi
del ricongiungimento non sono gli stessi" proprio perc-( io e tu non
sono esattamente uguali.
Il motivo per cui l%io o l%identit$ avverta la necessit$ di sdop-
piarsi non ! molto c-iaro# a prima vista appare come una sorta di ga-
ranzia del lato non del tutto conoscibile delle cose" cio! di &uel mar-
gine di inafferrabilit$ c-e rende le cose sempre interessanti" sempre
da scoprire.
Il rapporto io-tu non sembra essere determinato immediata-
mente da un%esigenza riproduttiva" ma semmai di completezza. +a ri-
produzione o generazione avviene nel momento della ricongiunzione
degli opposti" come conseguenza naturale. +o sdoppiamento dell%io
non ! finalizzato immediatamente alla riproduzione" anc-e se la rela-
zione io-tu la prevede in maniera naturale. +%uomo e la donna non si
mettono insieme per riprodursi ma per essere. 5ppure diciamo c-e
un essere c-e non si riproduce" ! manc-evole di &ualcosa.
+%attrazione fisica di sessi opposti non sembra avere come fi-
nalit$ precipua" immediata" la riproduzione" ma la reciproca comple-
tezza. /oi non ci riproduciamo &uando stiamo per morire" come sa-
101
rebbe astrattamente pi? logico fare Bsi sostituisce l%oggetto vecc-io
con uno nuovoC" ma &uando l%idea di morte ci ! del tutto estranea" in
&uanto siamo nel pieno delle nostre forze.
@uindi la generazione -a &ualcosa di primordiale come la
processione" -a cio! &ualcosa c-e non dipende esattamente dalla vo-
lont$ dell%io e del tu. /el momento in cui ci si ricompone e ci si
completa" scatta il meccanismo della riproduzione Be l$ dove non
scatta" lJ di certo vi sono problemi da risolvereC. Poi dalla riprodu-
zione - come noto - sorge un nuovo io" c-e avr$ bisogno di un nuovo
tu.
@uindi dall%esigenza c-e l%io -a di cercare un tu non scaturi-
sce solo l%amore reciproco" ma anc-e la cura parentale della prole#
sono entrambi processi del tutto naturali" interconnessi" anc-e se de-
terminati da cause differenti.
In ogni caso &uesti processi non possono essere spiegati col
concetto di =morte=" proprio perc-( la morte ! solo un aspetto natu-
rale dello sdoppiamento dell%identit$. +a morte ! un aspetto della pe-
renne trasformazione delle cose. H impossibile attribuire alla morte
le cause di &uesta trasformazione.
/on si pu' neppure sostenere c-e all%origine dello sdoppia-
mento dell%io vi sia un%esigenza comunicativa. Il linguaggio sembra
porsi solo in presenza della relazione io-tu. Il linguaggio cio! deve
essere ac&uisito" ! un%arte da imparare.
In origine &uindi deve esserci &ualcosa di pi? ancestrale" di
pi? primordiale dell%esigenza comunicativa" &ualcosa di impalpabile"
di assai poco definibile. All%origine dello sdoppiamento deve esserci
uno stato d%animo" un processo inconscio" un sentimento interiore"
una sorta di inadeguatezza piacevole" un%amabile debolezza.
9arebbe interessante" sotto &uesto aspetto" esaminare i pro-
cessi in cui lo sdoppiamento non produce la differenza" ma un io
alienato.
L'iden%i%+ di s# e !a %orre di 2a*e!e
+%identit$ sembra esserci data" ma di sicuro non sappiamo
&uale sia. +e nostre sembianze mutano di continuo" e spesso anc-e le
idee" i comportamenti" i gusti... 9e guardiamo le foto di &uando ave-
vamo poc-i anni" ci riconosciamo solo perc-( siamo abituati a guar-
110
darle" ma c-i ci rivede a distanza di tanti anni" stenta a credere c-e
siamo proprio noi. Cos%! dun&ue c-e fa la nostra identit$; C-e cosa
ci caratterizza in modo permanente; C-e cosa" propriamente parlan-
do" permette &uel =riconoscimento= c-e non dipende da luog-i e cir-
costanze;
Igni volta c-e ci guardiamo allo specc-io" vediamo &ualco-
sa di diverso# aumentano le rug-e" i capelli bianc-i" gli occ-i si ap-
pesantiscono... +a =persona= ! la stessa" diciamo" ma cosa vuol dire
=persona=; Il cristianesimo dice c-e l%identit$ ! personale" ma se le
fattezze cambiano di continuo" c-e cosa rende uguali a se stessi; c-e
cosa ci fa unici e irripetibili; .avvero c%! &ualcosa d%immutevole in
noi; Ippure siamo destinati a subire eterni cambiamenti; =5terni=
davvero o ! soltanto un modo di dire; /oi p.es. avvertiamo con disa-
gio la vecc-iaia" la debolezza c-e ne consegue" la lentezza dei movi-
menti" l%incertezza o la fatica con cui facciamo le cose.
/el corpo umano deve esistere un momento in cui lo svilup-
po ! massimo" dopodic-( inizia il declino. Perc-( non riusciamo a
fermarci in &uel preciso punto; 9e esiste una prosecuzione di &uesta
vita terrena" c-i non desidererebbe poter tornare ad essere com%era da
giovane; C-i non vorrebbe avere la maturit$ di un adulto" come solo
l%esperienza pu' dare" con la forza e la bellezza della giovent?" come
solo la natura pu' permettere; 5 c-i non vorrebbe poter modificare
Bin meglio ovviamenteC ci' c-e anc-e da giovane non gli soddisface-
va;
/on potrebbe essere c-e l%identit$ sia soltanto il frutto di vari
desideri c-e maturano col tempo; /oi occidentali cerc-iamo anzitut-
to di soddisfare bisogni" soprattutto i nostri" a discapito di &uelli al-
trui. ,utta la controversia tra capitalismo e socialismo si riduce in
fondo a una diversa definizione del destinatario dei bisogni" c-e per
l%uno ! l%individuo singolo e per l%altro il collettivo.
3orse abbiamo ridotto tutto a una &uestione di =soddisfazio-
ne di bisogni=" perc-( siamo aridi sul piano dei sentimenti. P.es. in
un ricovero per anziani" cio! per soggetti tipicamente =improduttivi="
&uesti vengono accuditi" nutriti" lavati ecc." ma raramente vengono
ascoltati. 9i pensa sempre c-e abbiano da dire cose sconnesse" senza
senso" slegate tra loro" perc-( se vivono lJ un grave motivo deve es-
serci. C-i non soddisfa =bisogni altrui= non vale nulla nel nostro si-
stema" specie se egli stesso ! solo un bisogno per gli altri.
111
Certo" l%aspetto esteriore" il fisico" l%igiene" la salute... sono
cose importanti" ma un anziano" con un secolo di storie da racconta-
re" per &uanto possa farlo alla sua maniera" con tutti i limiti della sua
condizione" avrebbe anc-e bisogno di sentirsi =vivo=" non solo og-
getto nelle mani altrui" ma anc-e soggetto c-e -a ancora &ualcosa da
dire" da comunicare a &ualcuno" per poter ripensare" con &uesto &ual-
cuno" al suo passato" per potersi commuovere ripensando a &uel c-e
era stato.
/oi dovremmo educarci a soddisfare non solo bisogni ma
anc-e desideri# il desiderio di essere" di sentirsi vivi" il desiderio di
poter ricordare con nostalgia" il desiderio di poter essere ascoltati"
capiti" il desiderio di poter condividere con &ualcuno i propri pensie-
ri" le proprie emozioni. 8n anziano non pu' sentirsi abbandonato
proprio mentre viene accudito con la massima cura.
0a se ! cosJ" cio! se" in definitiva" i desideri -anno un%im-
portanza fondamentale per la realizzazione di s(" allora dovrebbero
averla anc-e per il nostro aspetto fisico" per le sembianze carnali c-e
noi vogliamo ci caratterizzino Bse io sono nato cieco non voglio sol-
tanto avere la vista" ma anc-e nuovi occ-i" p.es. scuri come &uelli di
un bambino africano" e voglio c-e tu sia messo in grado di ricono-
scermi con &uesti nuovi occ-iC.
,utti noi sappiamo c-e la realizzazione dei desideri incide
molto sulla nostra psicologia" sul modo c-e abbiamo di esprimerci"
di relazionarci... @ualcuno potrebbe anc-e desiderare d%essere pi? di-
plomatico" meno diretto" proprio perc-(" per &uanti sforzi faccia" su
&uesta ,erra non vi riesce" se non in minima parte. 0a per &uale ra-
gione dovremmo rinunciare alla materialit$ della vita fisica nella de-
finizione della nostra futura identit$; +%invecc-iamento dovrebbe es-
sere soltanto una cosa dello spirito" non del corpo. 9e uno si sente
giovane e -a ancora voglia di vivere" di lavorare" di produrre" di ri-
prodursi... perc-( deve invecc-iare nel fisico; +a vecc-iaia dovreb-
be soltanto essere la conseguenza del rifiuto dei nostri migliori desi -
deri" &uelli conformi a natura.
Probabilmente l%origine di tutte &ueste domande dipende dal
fatto c-e non ci rendiamo conto di &uanto sia sbagliata la parola
=identit$=" c-e di per s(" purtroppo" tende a escludere la =diversit$=.
+a persona ! fatta di desideri e di libertM la libert$ ! il modo e lo
strumento per realizzarli" nella consapevolezza c-e le cose col tempo
112
possono cambiare e c-e tutto &uanto si realizza non pu' essere otte-
nuto a scapito dei desideri altrui.
=5ssere se stessi= in fondo non vuol dire nulla" se non si !
capaci di essere =altro da s(=" o &uanto meno se non si ! capaci di
cogliere l%altro come =diversit$=. 9iamo identici e diversi" siamo e
non-siamo" siamo essere e siamo nulla" o meglio siamo soltanto
&ualcosa" poic-( nulla ! creato e nulla distrutto" ma tutto trasforma-
to.
H l%aut-aut c-e va abolito. +a libert$" coi suoi desideri" non
pu' accettare l%identit$ senza la diversit$. 6li omosessuali spesso ac-
cusano gli eterosessuali di non accettare la diversit$M eppure" se ci
pensiamo" l%omosessualit$ appare come un rifiuto istituzionalizzato
della diversit$ di genere nel rapporto di coppia. Il concetto di =diver-
sit$= o di =alterit$= non pu' mai essere ipostatizzato.
Ignuno di noi ! nello stesso tempo =s(= e =altro=. .efinire
una volta per tutte c-i ! =emittente= e c-i =ricevente= significa impo-
verire al massimo la dialettica nel rapporto umano. /oi siamo fatti
anzitutto e soprattutto di libert" la &uale rende possibile ogni cosa.
+a libert$ deve soltanto capire &uando i desideri sono umani
e naturali. /oi dun&ue siamo una tabula rasa c-e viene modificata
dall%esperienza" e la natura ci permette di capire &uali di &ueste
esperienze possono davvero giovarci e &uali no. 9olo c-e per poterlo
capire occorre c-e i desideri siano sani e c-e la libert venga usata
nel migliore dei modi# cosa c-e non pu' certo essere definita a priori
e tanto meno una volta per tutte.
Per poter capire al meglio il significato di tutto ci'" occorre
vivere un%esperienza sociale in cui i desideri e la libert$ di un indivi-
duo non siano antitetici Balmeno non in maniera irreparabileC a &uelli
di un altro" cio! non siano cosJ contraddittori da determinare" ad un
certo punto" la rottura del collettivo" la crisi traumatica dei suoi inte-
ressi generali.
+%identit$ ci ! data" ma a condizione di viverla in un%espe-
rienza i cui valori siano condivisi" altrimenti ! solo un%astrazione.
,utti parlano di identit$" ma riferendosi a cose completamente diver-
se" come se vivessimo nella torre di 2abele.
I! ris&e%%o
11N
H indubbiamente un segno d%immaturit$ il non saper rispetta-
re la diversit$. .a un lato si ! ciecamente convinti della verit$ di s("
dall%altro si teme la sconfitta" e nel mezzo di &uesto atteggiamento
ambivalente si compiono tragedie di ogni tipo"
@uanto pi? si lotta per affermare ad ogni costo la verit$ di
s(" tanto pi? ci si accorge c-e &uesta verit$ ! debolissima" per il sem-
plice motivo c-e una verit$ c-e -a bisogno della forza per affermar-
si" non vale nulla" non -a futuro" e se anc-e sembra averlo" non !
certo per la sua forza morale.
C-i crede c-e l%uso della forza sia indispensabile" in attesa
c-e gli uomini arrivino a credere per convinzione" in realt$ perde il
suo tempo" poic-( l$ dove c%! la forza" lJ c%! anc-e l%inganno" a meno
c-e non si debba usare la forza per difendersi dalla forza altrui. 5 se
gli uomini sostengono di credere spontaneamente in &uesta forma di
verit$" ! solo per fare un favore a c-i li comanda" ! solo per ricevere
in cambio un altro favore. H una fiducia strumentale.
+%uso della forza porta gli uomini a mentirsi" inevitabilmen-
te. 5cco perc-( in situazioni del genere gli uomini c-e subiscono
non possono rispettare i tiranni. Il rispetto dell%altro non pu' spinger-
si fino al punto in cui si confermano inalterati i rapporti di soggezio-
ne o di sudditanza.
6li uomini possono rispettarsi solo nella reciproca libert.
/on si pu' rispettare una persona il cui comportamento minaccia la
libert$ altrui. 9i pu' riconoscerne la forza" &uando la propria ! insuf-
ficiente per contrastarla" ma il vero rispetto ! dovuto solo nei con-
fronti della persona c-e non minaccia la sicurezza o la sopravviven-
za altrui. In caso contrario &ualun&ue rispetto ! viziato in partenza" !
sospetto" ai limiti della compiacenza o della collusione.
@uesti discorsi ovviamente restano astratti fino a &uando
non si scende sul terreno degli antagonismi sociali. Anc-e il capitali-
sta potrebbe dire la stessa cosa nei confronti dei lavoratori" per &uan-
to esista una certa differenza tra il rispetto dovuto a una persona iso-
lata e c-e per di pi? sfrutta il lavoro altrui per vivere" e il rispetto do-
vuto a molte persone soggette a tale sfruttamento.
Il rispetto rivendicato dal capitalista non ! c-e la ric-iesta di
conservare i propri privilegi" cio! la libert$ di vivere sulla base della
propriet$ c-e gi$ possiede" c-e ! poi &uella c-e permette appunto lo
sfruttamento economico.
114
@uando i possidenti parlano di rispetto" di conciliazione" di
intese pacific-e..." lo fanno perc-( temono le masse e sperano sem-
pre di poter continuare a ingannarle. 9ono talmente abituati a sfrutta-
re e a vivere di rendita c-e non riescono neppure a immaginare una
situazione diversa" in cui il privilegio non esista. 9ono cosJ abituati a
ingannare il prossimo c-e preferirebbero &ualun&ue azione estrema
pur di non doversi ricredere.
@uesti atteggiamenti sono infantili" perc-( dettati dallo spiri-
to individualistico. Il capitalista vuole contrapporsi alla collettivit$"
la disprezza proprio in &uanto collettivit$" e la giudica come un &ual-
cosa di costrittivo o di spersonalizzante" &ualcosa da raggirare. Il ca-
pitalista rifiuta l%idea c-e si possa essere liberi solo entro determinati
limiti stabiliti da una collettivit$.
@uando le masse sfruttate si ribelleranno" occorrer$ precisa-
re c-e il capitalista va disprezzato non come persona ma per il ruolo
c-e ricopre. +a collettivit$ deve dimostrare c-e l%unica cosa c-e dav-
vero conta nel vivere civile ! la coscienza di sentirsi liberi" non la
coscienza dell%idealista" c-e s%illude d%essere libero pur vivendo un%e-
sistenza da opportunista" ma la coscienza dell%uomo maturo" c-e non
vede il concetto di libert$ contrapposto a &uello di giustizia e di
uguaglianza sociale. H comodo sentirsi liberi in un mondo di sc-iavi
e &uando uno sc-iavo" in un mondo come &uesto" dice d%accontentar-
si di sentirsi libero =dentro=" bisogna considerarlo come uno sprov-
veduto" anzi come un =infiltrato=.
Le ($a%%ro a!iena"ioni
/ell%ambito del pensiero occidentale la prima forma di alie-
nazione ! stata rappresentata dalla religione Bpensiero egiziano" orfi-
smo" mitologismo ecc.C" c-e ! basata sull%istintivit$" sulla sensazione"
sulla percezione immediata" sull%uso della forza# tutti elementi c-e"
in un contesto sociale diviso in classi" producono concezioni sbaglia-
te della vita" del mondo" della natura" dell%uomo...
+a seconda forma di alienazione" postasi per rispondere a
nuove esigenze sociali e in polemica con la precedente" ! rappresen-
tata dalla filosofia" basata sull%intelletto raziocinante di individui be-
nestanti" non sempre legati agli interessi della collettivit$" non sem-
11
pre organizzati come classe sociale" non sempre interessati a trasfor-
mare le loro speculazioni astratte in =cultura pubblica=" di massa.
+a terza e &uarta forma di alienazione sono nate nell%epoca
moderna# la scienza separata dall%etica e la politica finalizzata unica-
mente al potere.
Cosa '$o! dire essere se s%essi?
/oi non siamo mai esattamente &uel c-e siamo. 9e da bam-
bini ci avessero mostrato una foto di come saremmo stati da vecc-i"
non ci saremmo riconosciuti. 5ppure noi diciamo d%essere sempre
noi stessi. 5siste dun&ue &ualcosa d%impercettibile nell%universo"
&ualcosa di infinitamente piccolo ma di estremamente potente" in
grado di restare immutato nella sua essenza" nonostante i mille muta-
menti dei suoi aspetti esteriori" delle sue forme fenomenic-e# ! la
coscienza" c-e ! come una scintilla c-e arde di luce propria" con un
calore c-e" pur essendo fortissimo" pu' esser &uasi ridotto a un nulla.
@uesto piccolissimo e potentissimo spicc-io di vita ! in gra-
do di trasformare &ualun&ue cosa. 5ssa stessa subisce perenni tra-
sformazioni" ma non &uelle c-e la porterebbero a morire. +a morte
non esiste nell%universo# noi in realt$ non siamo mai nati e non mori-
remo mai. /oi non conosciamo esattamente le nostre origini" perc-(
c-iun&ue ci dir$ di essere figlio di &ualcuno. 9ono cosJ lontane le
nostre origini c-e ci sembrano praticamente illimitate nel tempo.
6i$ oggi abbiamo la percezione c-e tutto il genere umano
abbia origini cosJ remote da perdersi nella notte dei tempi. 9e la co-
scienza umana fa parte dello stadio superiore della materia" e &uesta
! eterna" lo ! anc-e la coscienza.
/essuno pu' spegnere &uesta coscienza" neppure se fosse
essa stessa a farloM infatti basta un piccolo ravvedimento e subito si
ravviva. +a coscienza ! libera" anc-e &uando sembra spenta# non
possiamo aiutarla a riprendersi" a riaccendersi" senza il suo consenso"
per' basta c-%essa ne dia un po%" ed ecco la reazione a catena# da cosa
nasce cosa.
H vero" ci sono tanti modi per spegnere la propria coscienza"
persino &uello di non sapere di volerlo. 9i pensa p.es. c-e siano il de-
stino" il caso" la sfortuna a farla brillare cosJ poco. @ui in verit$ solo
il rapporto con altre coscienze pu' aiutarci a capire se davvero il no-
11A
stro fiammifero ! destinato a bruciare poco o pu' bruciare molto di
pi?.
La )r$s%ra"ione e i! s$o o%%imismo
+a stragrande maggioranza delle alienazioni sociali o delle
malattie mentali ! causata dal denaro o dalla sua mancanza" c-e !
avvertita come un insopportabile peso" o dal suo eccesso" &uando !
vissuto come occasione per fare ci' c-e si vuole. 9ono poc-i &uelli
c-e pensano c-e la frustrazione sia la molla per mettersi alla prova. I
pi? fanno di tutto per non averla.
+%illusione ! appunto &uella di credere c-e la libert$ stia nel-
l%assenza di frustrazioni" &uando" al contrario" ! proprio mettendosi
alla prova di fronte ad esse c-e si determina la libert$. 5ssere liberi
non significa essere sazi" ma essere affamati e lottare per sfamarsi e
scoprire di aver di nuovo fame.
Il cibo di cui bisogna nutrirsi ! &uello c-e permette all%uomo
di essere umano. /on pu' &uindi essere un cibo c-e viene tolto dalla
bocca di altri.
3orse in futuro non sar$ pi? il denaro la causa delle aliena-
zioni sociali o delle malattie mentali. .ovr$ farci ancora pi? paura
l%idea di umanit$ vissuta nell%ambizione del potere. Il crasso materia-
lismo della civilt$ borg-ese ! destinato ad essere sostituito dal falso
spiritualismo della civilt$ post-borg-ese.
V
Probabilmente la maturit$ dell%uomo sta anc-e nel vedere in
maniera positiva i propri limiti. 9e i difetti angosciano soltanto" non
pu' esserci progresso" e un%esistenza senza difetti non -a senso" non
sarebbe umana e sicuramente sarebbe noiosa.
Anc-e la psicologia sa bene c-e la frustrazione pu' portare a
grandi risultati" se si ! capaci di volgerla nella direzione giusta. Il li-
mite ! un peso oggettivo" ma bisogna saperlo relativizzare" anzi" bi-
sogna saperlo sfruttare per un fine positivo.
H difficile comun&ue sapere se tale limite ! frutto di una in-
telligenza particolare della natura" la cui profondit$ ci sfugge" o se
114
non sia invece una caratteristica specifica della natura c-e si riflette
inevitabilmente sull%essere umano" c-e della natura ! parte.
In altre parole# la natura ! cosJ intelligente da assegnare ad
ogni individuo il limite di cui -a bisogno" oppure il fatto c-e un indi-
viduo sia caratterizzato da un limite piuttosto c-e da un altro va con-
siderato come frutto di mera casualit$; Cio! l%intelligenza dell%uomo
Bc-e deve essere usata per superare il peso del limiteC deve incontrar-
si con &uella della natura Bc-e gli -a assegnato &uel determinato li-
miteC" oppure l%uomo -a un%intelligenza tale c-e ! in grado d%interagi-
re con &ualun&ue limite lo caratterizzi individualmente;
9e il limite fa parte della natura e &uindi dell%essere umano"
avere uno specifico limite o un altro non fa molta differenza. +%im-
portante ! esserne consapevoli e sforzarsi di adattare i propri com-
portamenti in una direzione pedagogica" c-e aiuti a crescere. @uesto
senza considerare c-e ogni individuo ! sempre caratterizzato da una
molteplicit$ di limiti" ovviamente di peso diverso.
Se io so
9e io so c-e lo spazio ! infinito" -o la percezione c-e ci pos-
sa essere da &ualc-e parte un luogo dove poter ricominciare &ualcosa
c-e si era fatta male.
9e io so c-e il tempo ! eterno" -o la percezione c-e ci possa
sempre essere la possibilit$ di ricominciare.
9pazio e tempo" come materia ed energia" come libert$ e ne-
cessit$" come coscienza ed esperienza" come attrazione e repulsione"
come identit$ e differenza" come masc-ile e femminile e come tante
altre cose c-e non possono vivere le une senza le altre" sono elemen-
ti costitutivi dell%universo.
+%unica scrittura possibile nell%universo ! &uella c-e impone
a se stessa le regole universali del movimento" le &uali appunto
escludono c-e con la scrittura si possa =definire= &ualcosa in manie-
ra =c-iara e distinta=. +a scrittura serve soltanto a negare &uesta pre-
tesa.
L'iden%i%+ $mana
11K
Il problema principale dell%identit$ umana ! &uello di come
vivere un%esistenza naturale" cio! non forzata da circostanze c-e in-
ducono a fare scelte non umane. ,ra umanit$ e naturalit$ la differen-
za dovrebbe esser minima.
9e gli esseri umani vivessero secondo natura" non sarebbero
costretti a cercare nell%eccesso" nell%estremo o nel paradosso il signi-
ficato della loro vita. Infatti la cosa pi? sintomatica di &uesta man-
canza d%identit$ ! proprio la ricercata diversit$ con cui si vuol vivere.
+%ansia di protagonismo" cio! il voler essere disperatamente &ualcu-
no" ! indice di sicura alienazione.
9e gli sforzi c-e si fanno per affermare la propria individua-
lit$ fossero indirizzati verso la preservazione di uno stile di vita co-
munitario" probabilmente non esisterebbero contraddizioni antagoni-
stic-e" ma solo problemi da risolvere.
+a tragedia dell%uomo civilizzato ! &uella di non riuscire a
essere se stesso" ! &uella di cercare continuamente un modo per af-
fermare la propria individualit$ contro l%individualit$ altrui. Il ri-
sultato ! c-e ognuno si trova a vivere il ruolo c-e le circostanze gli
impongono. Per poter emergere si finisce con l%assumere dei com-
portamenti innaturali" eterodiretti" troppo eccessivi per essere veri.
6li uomini non -anno ancora risolto il problema di come su-
perare &uesta alienazione tipica delle civilt$ antagonistic-e" proba-
bilmente perc-( non -anno risolto alla radice problemi come il do-
minio della propriet$ privata" lo sfruttamento del lavoro altrui" il sac-
c-eggio delle popolazioni tecnologicamente e soprattutto militar-
mente pi? deboli" l%esigenza di scatenare guerre senza fine &uando
l%affermazione di s( viene messa in forse.
+%uomo deve imparare a sentirsi libero di fronte alle cose e
soprattutto deve imparare a lottare per salvaguardare il senso di uma-
nit$ c-e ! in lui e il contesto naturale al di fuori di lui. @ualun&ue
opera di ricostruzione dell%identit$ umana c-e non tenga conto delle
esigenze della natura" ! destinata sicuramente a fallire. +%uomo ! par-
te della natura" ! un soggetto di natura e tutto ci' c-e viola le leggi
della natura mina la stabilit$ del consorzio umano.
@uando usiamo il concetto di =storia= in riferimento alla sola
=storia delle civilt$=" considerando la =preistoria= con distaccata su-
periorit$" non ci rendiamo conto c-e la storia ! solo la storia di vari
tentativi in cui i fallimenti sono infinitamente superiori ai successi"
111
mentre la preistoria ! la storia di una realt$ durata vari milioni di
anni.
2isognerebbe convincersi c-e il problema dell%identit$ uma-
na pu' avere solo due vie percorribili# o esiste un%unica storia del-
l%uomo in cui risulta c-iaro c-e i modelli di vita sono sempre stati
basati su due unic-e alternative# propriet$ collettiva o propriet$ pri-
vata" condivisione o separazione dei beni ecc." con conseguenze ov-
viamente diverse" per cui" nella consapevolezza di ci'" gli uomini
sono tenuti ad assumersi determinate responsabilit$M oppure ! meglio
precisare subito c-e la storia di cui si parla ! soltanto &uella di una
determinata civilt$" basata sull%antagonismo e sulla spere&uazione
dei beni" ovviamente secondo forme e modi differenti" e c-e il con-
cetto di =preistoria= ! stato elaborato da &ueste civilt$ per indicare
uno stile di vita rozzo e primitivo.
9e si ponessero dei paletti del genere forse comincerebbe ad
avere un senso la storia come =scienza dell%uomo=. 9tudiare la storia
infatti dovrebbe voler dire analizzare le condizioni in cui l%uomo pu'
essere se stesso e cercare di capire le motivazioni per cui spesso pre-
ferisce non esserlo o non gli riesce di esserlo Bcio! a prescindere dal-
la consapevolezza c-e pu' avere del problemaC.
+o studio della storia dovrebbe partire da un%esigenza morale
e politica" strettamente legata al presente" in &uanto &ualun&ue studio
della storia c-e non aiuta a capire e a migliorare il presente" non ser-
ve a nulla. Il passato va visto in funzione del presente" anc-e se il
presente non pu' pretendere" solo perc-( presente" di essere migliore
del passato o di poterlo giudicare. Iggi anzi siamo assolutamente
convinti c-e il presente debba recuperare &ualcosa c-e si trova nel
passato e c-e i nostri ritardi rendono la cosa sempre pi? difficile.
+%uomo deve ritrovare" nella consapevolezza del male c-e lo
caratterizza" la cosiddetta innocenza perduta. @uesto compito" di una
complessit$ eccezionale" pu' essere affrontato e risolto solo con lo
sforzo congiunto di tutti gli uomini.
3orse &ualcuno pu' obiettare c-e non c%! bisogno di studiare
il passato per risolvere i problemi del presente. Certo" il passato" di
per s(" non pu' Be non deveC offrire la soluzione dei problemi del
presente" tuttavia gli uomini non possono fare a meno della memoria
storica Btradizione" senso comune" valori...C" c-e si trasmette attraver-
120
so le generazioni. Pensare di poter fare a meno di &uesta linfa vitale"
significa condannarsi a ripetere sempre gli stessi errori.
3e%a)ora de!!o s&ecchio
- +o specc-io non mente.
- /o" mente sempre. /on sai c-i sei; 6uardati allo specc-io
e lo saprai ancora meno.
I
@uando ci guardiamo allo specc-io" ci riconosciamo perc-(
siamo abituati a un certo voltoM e siamo abituati a vederlo mutare"
seppure cosJ lentamente c-e spesso non ci ricordiamo come eravamo
venti" trent%anni prima. 9e mutassimo all%improvviso" forse la memo-
ria sarebbe migliore. Invece dobbiamo fare abitudine a un mutamen-
to progressivo" &uasi convinti d%essere sempre gli stessi.
Ci riconosciamo per abitudine" grazie allo specc-io. 0a se
in casa nostra ne fossimo privi" noi non potremmo riconoscerci da
soli# avremmo bisogno c-e altri lo facessero per noi. 9arebbe un ri -
conoscimento reciproco" nella collettivit$ domestica# ognuno ricono-
scerebbe l%altro e ognuno" di conseguenza" riconoscerebbe se stesso.
Riconosceremmo la nostra identit$ personale in &uanto appartenenti
a un gruppo.
+o specc-io ! stato dun&ue un%invenzione della cultura indi-
vidualistica" di &uella forma di libert$ c-e induce le persone a rico-
noscersi da s(" nella propria individualit$" c-e !" in tal caso" sinoni-
mo di solitudine. /oi sappiamo c-i siamo nella nostra privatezza"
mentre per la sfera pubblica siamo costretti a riconoscerci nelle isti-
tuzioni c-e s%impongono con la loro forza" col peso della loro evi -
denza.
/on pensiamo mai a &uesta assurdit$" di una sfera pubblica
totalmente diversa da &uella privata" semplicemente perc-( siamo
abituati a viverla sin dalla nascita. 5d ! proprio &uesta forma di alie-
nazione c-e c%illude c-e l%esperienza dello specc-io dia sicurezza"
aumenti la nostra identit$" la consapevolezza di noi stessi.
In realt$ il bambino ac&uista coscienza di s( solo nel rappor-
to coi propri genitori e coi propri simili. +%esperienza dello specc-io
121
! del tutto inutile" anzi" pu' diventare fuorviante" pu' indurre a com-
portamenti narcisistici" come la strega delle fiabe c-e" guardandosi
allo specc-io" si c-iede continuamente se in tutto il reame vi sia
&ualcuna pi? bella di lei. /arciso" rimirandosi" s%era innamorato di se
stesso" fino a dimenticare 5co" fino a perdersi nella propria immagi-
ne.
+%illusione pi? grande c-e lo specc-io offre ! proprio &uesta"
di farci credere c-e &uello c-e vediamo siamo proprio noi. +o spec-
c-io non ! altro c-e la presunzione di definire l%identit$ umana" c-e !
indefinibile per definizione. +a nostra identit$ va sempre al di l$ del-
la sua apparenza. /oi non siamo ci' c-e sembriamo" se non in misu-
ra minima o relativa. +a nostra identit$" per sentirsi umana" -a biso-
gno di ben altri riconoscimenti.
+%unica cosa c-e pu' concedere lo specc-io ! il riconosci-
mento dei lineamenti fisici del nostro corpo" ma di ci' potremmo an-
c-e fare a meno" in &uanto la vera identit$ umana ! &ualcosa di spiri-
tuale. Il c-e non vuol dire c-e sia &ualcosa d%immateriale" d%impalpa-
bile" d%impercettibile" come &ualcosa di assolutamente astratto" del
tutto scollegato dalla fisicit$ del nostro corpo" ma vuol dire &ualcosa
di =profondo=" c-e va oltre le apparenze" le sembianze.
/oi non possiamo fare a meno della materialit$ della vita#
non nel senso c-e siamo costretti a subirla" ma nel senso c-%essa !
parte organica del nostro essere. Il corpo non ! la prigione della no-
stra anima" come invece dicevano gli orfici. ,uttavia dovremmo fare
a meno di ci' c-e fa di &uesta materialit$ un idolo da adorare. +a no-
stra immagine allo specc-io ! uno di &uesti idoli c-e &uotidianamen-
te adoriamo.
Prima di uscire di casa" noi anzitutto abbiamo bisogno di
guardarci allo specc-io" poic-( temiamo il giudizio altrui. 5 in una
societ$ masc-ilista come la nostra" le donne sono &uelle c-e soffrono
maggiormente di &uesta frustrazione. 9ono costrette a vedersi belle"
a fare di tutto per sentirsi piacevoli agli occ-i degli uomini.
Con &uesto non si vuol dire c-e gli specc-i andrebbero tutti
distrutti# se lo facessimo" conservando l%individualismo dei nostri
rapporti" ci sentiremmo ancora pi? frustrati. 9i vuol semplicemente
dire c-e la relazione sociale aiuta di pi? all%affermazione dell%identit$
personale. H sbagliato partire dalla propria autoconsapevolezza per
stabilire delle relazioni# bisogna fare il contrario.
122
/oi siamo nella misura in cui gli altri ci riconoscono" o me-
glio" nella misura in cui ci riconosciamo reciprocamente. C-i si
guarda troppo allo specc-io fa la fine di Alice" c-e" entrandovi den-
tro" s%immagina un mondo c-e non esiste.
/oi in realt$ non sappiamo affatto c-i siamo finc-( &ualcu-
no non ce lo dice" e se pensiamo c-e possa o addirittura debba dirce-
lo lo specc-io" allora siamo gi$ entrati nel mondo dei sogni.
II
8na delle cose pi? curiose dei racconti mistificati relativi
alle cosiddette =apparizioni di 6es? risorto=" ! c-e nessun discepolo
! in grado di riconoscerlo se non ! lui stesso a farlo per primo. 6i$
da &uesto si pu' capire c-e c-i -a scritto &uei racconti - tutti del
&uarto vangelo - apparteneva a una medesima comunit$" in cui vige-
va l%idea c-e l'identit umana va al di l delle sue apparenze.
6es? non viene riconosciuto da 0aria 0addalena se non
dopo c-e si ! autorivelato B6v 20"14 ss.C" n( viene riconosciuto dai
discepoli se non dopo c-e -a mostrato le mani e il costato trafitti B6v
20"20# da notare c-e &uesta comunit$ gi$ ignorava c-e la trafittura
era avvenuta nei polsiC. .i nuovo non lo riconoscono &uando lo rive-
dono sul lago di ,iberiade B6v 21"4C. 9olo dell%apostolo 6iovanni
viene detto c-e lo riconobbe prima ancora c-e 6es? rivelasse la pro-
pria identit$ ultraterrena B6v 21"4C. 0a &uesto ! stato scritto in pole-
mica con altre tradizioni cristiane" delle &uali comun&ue si condivi-
deva l%assunto fondamentale della divinit$ del Cristo.
Insomma i discepoli possono riconoscerlo solo se ! lui a ri-
velare espressamente la propria identit$" mostrando p.es. segni carat-
teristici della sua persona o compiendo azioni gi$ fatte &uand%era in
vita. @uesto &uindi vuol dire c-e" nella fantasia religiosa di &uesti re-
dattori" egli non poteva essere riconosciuto dal volto" dallo sguardo"
anc-e se ad un certo punto riescono a farlo" come se scattasse in loro
un%improvvisa illuminazione.
I redattori di &uesto vangelo -anno voluto far credere c-e
per accettare l%idea di resurrezione" cio! di un corpo c-e non si vede"
bisogna avere la =fede=" cio! bisogna essere davvero convinti c-e
6es? sia =risorto=# non vi sono altre prove.
12N
+%esperienza della fede in sostanza assomiglia a &uesto#
mentre ci si guarda allo specc-io" si vede dietro di noi un%altra perso-
na. Cio! si vedono due persone# una reale BalienataC e l%altra immagi-
naria.
,uttavia" nonostante &uesta forma di alienazione Btipica di
ogni esperienza religiosaC" resta interessante l%intuizione c-e conside-
ra l%identit$ umana molto pi? complessa delle sembianze c-%essa as-
sume. +%identit$ ! &ualcosa c-e va oltre le apparenze. +a sostanza
immutevole si d$ continuamente forme mutevoli per poter apparire.
9e ci pensiamo" tutta la nostra vita" giorno dopo giorno" spe-
rimenta la mutevolezza di &ueste forme. C-i non accetta tale mute-
volezza fisica e cerca d%impedirne meccanicamente lo svolgimento"
soffre sicuramente di problemi d%identit$" non riuscendo ad accettar-
si.
Il senso della vita sta invece proprio nel cercare di rispec-
c-iarsi nell%identit$ o nell%autenticit$ altrui.
Essere ($e! che si
/essuno pu' mai diventare altro da s(# ogni tentativo di far-
lo ! una forma di alienazione" poic-( essere altro da s( significa
=non essere=. ,ssere "uel che si # &uesto l%obiettivo assoluto dell%u-
manesimo.
Il compito ! di scoprire l%essenza dell%essere" cio! c-e cos%!
l%essere e come poterlo vivere" e anc-e se sappiamo c-e l%essere ! l% u-
mano" resta sempre da definire il concetto di =umano=" c-e per defi-
nizione ! indefinibile. Possiamo soltanto dire c-e se non si ! umani"
non si !" e il compito ! appunto &uello di diventarlo.
9u &ualun&ue caratteristica dell%umano le interpretazioni
sono sempre opposte" contraddittorie" ambivalenti" ambigue" soprat-
tutto da &uando ne abbiamo infranta l%unit$ originaria" resa opaca la
primitiva trasparenza.
/oi sappiamo soltanto c-e ci troviamo in una fase storica in
cui l%ac&uisizione dell%essere ! frutto del divenire" ! un percorso da
fare" in cui si sa vagamente &uel c-e si ! perduto" &uel c-e si vorreb-
be ottenere e molto vagamente si conoscono e soprattutto si sanno
usare i mezzi e i modi per riottenerlo.
124
/oi" pur con tutta la nostra scienza" brancoliamo nel buioM
ancora oggi milioni di persone si affidano alle stelle" ai miti" alle leg-
gende" alle favole" alla religione... espressi anc-e in forma scientifica
e tecnologica" politica e culturale" civile e militare. <ien &uasi da fi-
darsi di pi? del proprio istinto" di &uel poco istinto naturale c-e an-
cora ci ! rimasto.
Come diceva Pascal" c-e pur da grande scienziato era diven-
tato giansenista" perdendosi nelle riflessioni religiose" c%! abbastanza
per credere e abbastanza per non credere" cio! c%! abbastanza per
credere c-e non ci sono solo le ragioni della mente ma anc-e &uelle
del cuore. 5 la prima ragione del cuore ! lottare perc-( ogni essere
umano sia libero. 9e non si raggiunge &uesto obiettivo" se anc-e la
persona pi? infima della ,erra non ! libera di decidere il proprio de-
stino" nelle condizioni in cui ! posta" la libert$ non esiste" cio! la sua
piena affermazione resta un problema da risolvere.
/on ! la verit$ c-e rende liberi# &ueste sono illusioni misti-
c-e di tradizione ebraico-cristiana. - solo la libert che rende liberi.
3inc-( anc-e solo un essere umano sar$ in sc-iavit?" la libert$ non
sar$ piena. /on ci rende liberi sapere" conoscere le cause della sc-ia-
vit?.
9otto &uesto aspetto ! da escludere a priori c-e un progresso
in direzione dell%affermazione piena della libert$ possa dipendere da
una nuova rivoluzione tecno-scientifica. 2isognerebbe anzi porre dei
princJpi fondamentali per la ricerca scientifica" al di l$ dei &uali essa
andrebbe considerata come un pericolo per l%umanit$#
1. nessuna produzione tecno-scientifica pu' intralciare la ripro-
duzione della naturaM
2. le scorie di una &ualun&ue produzione tecnologica non pos-
sono essere smaltite da una generazione diversa da &uella
c-e -a fruito dei risultati di &uella stessa produzioneM
N. una &ualun&ue produzione tecnologica deve essere sottopo-
sta all%approvazione di tutta la popolazione direttamente in-
teressata alla sua fruizione" al fine di sapere &uali ne saranno
i costi in termini di ricaduta ambientaleM
4. andrebbe vietata a priori" a livello internazionale" &ualun&ue
applicazione delle scoperte scientific-e alla fabbricazione di
armiM
12
. le nazioni c-e per prime dovrebbero iniziare il disarmo" par-
tendo dallo smantellamento delle armi pi? pericolose" sono
&uelle c-e pi? ne dispongono.
Ra&&resen%a"ione e 'o!on%+
+%evoluzione di &ualun&ue idealismo filosofico o religioso
pu' essere spiegato sulla base di &uesta legge# &uanto pi? ! astratta
la rappresentazione della realt$" tanto meno l%uomo ! disposto a ri-
nunciarvi.
H molto pi? forte &uesta dipendenza intellettuale di &uella
creata attraverso la stimolazione artificiosa dei sensi" come p.es. nel-
la cinematografia" nella pubblicit$" nella pornografia" nei videogio-
c-i ecc.
8na elevata astrazione tende a infondere l%idea c-e sia sem-
pre possibile un controllo relativamente sicuro delle antinomie della
vita reale" come se l%uomo possedesse un potere mentale c-e coinci-
de strettamente con &uello volitivo.
5ppure sappiamo c-e l%uomo si scontra con vari tipi di con-
dizionamento#
1. il tempo di realizzazione dell%oggetto del desiderio ! spesso
molto pi? lungo del previsto" al punto c-e il desiderio pu'
anc-e attenuarsi o la rappresentazione modificarsi" e" pur di
realizzare l%idea" si ! disposti a fare varie concessioniM
2. esiste sempre il risc-io c-e l%oggetto del desiderio" una volta
materializzato" venga usato in maniera non prevista o addi-
rittura opposta a &uella preventivata" specie se i suoi tempi
di realizzazione sono stati molto lung-iM
N. ! sempre molto difficile stabilire se le modific-e progressive
alla rappresentazione debbano essere considerate legittime o
inevitabili" proprio perc-( il protrarsi dei tempi di realizzo
toglie purezza" inevitabilmente" all%idea originaria.
9i badi" con &uesto non si vuol dire c-e i condizionamenti
storici debbano essere ridotti al minimoM anzi" ! vero il contrario# se
si vuole c-e una determinata rappresentazione dell%oggetto del desi-
derio venga condivisa dalla maggioranza delle persone" occorre c-e i
condizionamenti siano il pi? possibile estesi. Il problema semmai !
&uello di trovare il modo di non farli scendere troppo in profondit$"
12A
altrimenti ! impossibile salvaguardare la purezza dell%intenzione ori-
ginaria.
Attualmente una delle maggiori fonti di astrazione" c-e indu-
ce a credere nell%assoluta identit$ di conoscenza e azione" ! costituita
dalla rete informativa Internet. H la prima volta" nella storia del pen-
siero umano" c-e gli esseri umani si trovano a gestire una conoscen-
za di cosJ enormi proporzioni ed ! la prima volta c-e l%illusione di
poter realizzare &ualun&ue progetto si va diffondendo in maniera
cosJ veloce e planetaria.
Il 7eb tende a estraniare il soggetto dalla realt$" assorbendo
tutte le sue energie mentali e spegnendo la creativit$ nella soluzione
dei problemi &uotidiani. Paradossalmente la mole d%informazione
c-e si riceve ! inversamente proporzionale all%uso c-e se ne pu' fare.
.i fatto non si -a n( il tempo n( la forza per gestirla" al punto c-e
tantissima o scarsissima informazione risultano e&uivalenti ai fini
dell%affronto della propria realt$ concreta.
Il 7eb non pu' aumentare il senso di responsabilit$ se &ue-
sto senso non viene aumentato nella reale vita &uotidiana. Anc-e
perc-( il tempo c-e si dedica alla rete ! di fatto tempo sottratto alla
soluzione dei problemi inerenti alla propria attivit$ lavorativa e so-
ciale. +a rete pu' diventare uno degli strumenti della vita reale solo
se non la si trasforma in un%occasione per evadere da &uesta realt$.
.ni'ersa!e e &ar%ico!are
+a persona c-e si rapporta in modo assoluto all%universale"
c-e cio! concepisce il proprio rapporto coll%universale infinitamente
pi? appagante di &uello col particolare" non pu' dedicarsi in maniera
esclusiva all%amore di una singola persona# l%amore totale ! per il ge-
nere umano" ! per l%essere umano globalmente inteso.
C-i osserva la realt$ dal punto di vista dell%universale" sa co-
gliere in ogni persona &uell%aspetto positivo al &uale non pu' dedica-
re totalmente la propria attenzione senza fare un torto ad altre perso-
ne. +%esclusivit$" nel particolare" -a senso solo in via temporanea.
+%ideale sarebbe di poter valorizzare al massimo l%aspetto pi?
positivo della persona portando &uesta stessa persona alla percezione
dell%universale. 0a la persona c-e si sente valorizzata nelle sue mi -
gliori &ualit$" inevitabilmente tende ad appropriarsi in maniera
124
esclusiva di c-i la valorizza. +a psicanalisi conosce bene &uesta dif-
ficolt$" detta transfert.
Poc-i si rendono conto c-e la capacit$ di valorizzare i singo-
li aspetti della personalit$ umana" dipende proprio dalla volont$ di
non assolutizzare un singolo rapporto umano. .obbiamo sentirci
parte di un destino universale" c-e coinvolge l%intero genere umano.
@uesto destino ! la felicit$ dell%individuo" la sua realizzazione perso-
nale.
+%amore per la singola persona deve poter rientrare nella per-
cezione di &uesta vastit$ e infinit$ c-e ci sovrasta. 5cco" in &uesto
senso la migliore riproduzione di s( sta nell%identificarsi col genere
umano. 0a ! difficile realizzare &uesto obiettivo e" pi? ancora" di re-
starvi fedeli.
,i che cosa siamo )a%%i?
/oi non potremo mai prescindere dalla fisicit$" dalla dimen-
sione corporea del nostro essere. 9iamo fatti di carne e di sangue e
soprattutto di ac&ua. 3orse l%elemento c-e pi? ci caratterizza ! la flui-
dit$ dell%ac&ua" anc-e se dentro di noi sentiamo un fuoco sempre ac-
ceso" c-e a volte brucia di pi? e altre di meno. 5 c-e dire dell%impal-
pabilit$ dell%aria; della sua leggerezza;
Ac&ua 3uoco ,erra Aria - forse sono &uesti gli elementi pri-
mordiali dell%essere umano c-e lo &ualificano sul piano materiale.
9iamo una sintesi della materialit$ dell%universo" c-e va dall%elemen-
to pi? pesante a &uello pi? leggero" da &uello pi? statico a &uello pi?
dinamico" da &uello pi? caldo a &uello pi? freddo. ,utto l%universo !
una sintesi sublime di elementi opposti" c-e convivono in perfetto
e&uilibrio.
Iltre a &uesti elementi ne abbiamo un altro" c-e ci rende
unici tra tutti gli esseri viventi# la coscienza" il pi? immateriale di
tutti gli elementi naturali. 0a anc-e &uello c-e produce gli effetti pi?
sconvolgenti" pi? devastanti o pi? toccanti.
+a coscienza -a un%energia c-e neppure il fuoco conosce"
neppure gli astri c-e brillano nel cosmo. +a nostra coscienza ! un
fuoco perenne c-e brucia d%ansia. H un fuoco c-e vuole essere tenuto
accesso" e per poterlo fare" per poterlo garantire" occorre agire su
12K
&ualcosa di vitale" c-e venga percepito come essenziale" un &ualcosa
c-e desti curiosit$" interesse" motivazione all%agire" desiderio...
C-e cos%! c-e pu' accendere il fuoco della coscienza se non
&ualcosa c-e la stimoli a percepire la libert$ di s(; 9e la coscienza
non ! aiutata a sentirsi libera" cio! ad avere la percezione c-e" nono-
stante l%errore compiuto" ! sempre possibile porvi rimedio" risc-ia di
restare c-iusa in se stessa" incatenata a delle rappresentazioni falsate
di s(" c-e non le permettono di credere in un cambiamento sostanzia-
le della propria condizione.
Ci vuole &ualcosa o &ualcuno c-e dia fiducia alla nostra co-
scienza malata. @ualcuno c-e ci obblig-i a non poter far leva sulla
superiorit$ della nostra intelligenza" &ualcuno c-e possa sempre met-
terci di fronte ai nostri fallimenti" c-e possa concretamente dimostra-
re i disastri compiuti dalla nostra pretesa superiorit$. Ci vuole &ual-
cuno c-e ci ami" e &uesto non pu' c-e essere l%uomo.
Cosa c' den%ro di noi?
Aristotele non riusciva a spiegarsi come l%intelletto umano
fosse potenzialmente in grado di capire &ualun&ue cosa" cio! di porsi
come una tabula rasa, avente in s( nulla e" nel contempo" capace di
un apprendimento virtualmente illimitato. +%animale pu' essere ad-
destrato &uanto si vuole" ma al di l$ di un certo limite" molto piccolo"
non pu' mai andare.
In particolare riteneva c-e il nostro intelletto avesse una fa-
colt$ del tutto sconosciuta agli animali" &uella di apprendere nuove
conoscenze e abilit$ da oggetti e fenomeni c-%egli stesso -a prodotto.
Cio! noi siamo in grado di capire l%essenza delle cose perc-( in real-
t$ ne siamo i creatori o gli ideatori. Abbiamo una ragione c-e nello
stesso tempo ! potenziale e attuale" senza forma e gi$ bella formata#
oggi diremmo reale e virtuale.
Infatti" se tutto dipendesse dalla natura" noi non avremmo
un%intelligenza n( una conoscenza delle cose superiori a &uelle degli
animali pi? evoluti. +a natura la avvertiremmo come indipendente
da noi e vi ci adatteremmo tramite l%esperienza. Ci basterebbero sen-
sazioni e percezioni" abitudini" capacit$ reattive" istinti naturali e ac-
&uisiti" ecc.# &uanto per' a elaborazione concettuale" fantasia creati-
121
va" indole immaginifica e conoscenza critica... saremmo assoluta-
mente a livello zero.
Aristotele" non sapendo spiegarsi il motivo di &uesta grande
diversit$ tra il mondo animale ! &uello umano" arriv' a ipotizzare
c-e all%interno dell%anima razionale doveva esserci &ualcosa prove-
niente dall'esterno" &ualcosa di eterno" di immodificabile" di irriduci-
bile" in grado di produrre le cose per poter apprendere da esse. +o
disse alla fine del suo trattato psicologico sull% .nima" scatenando"
senza volerlo" una serie infinita di polemic-e c-e" in fondo" non sono
mai cessate" in &uanto ancora oggi vi sono persone c-e dicono di
credere nell%immortalit$ dell%anima. .i &ui la domanda posta nel no-
stro titolo# =cosa c%! dentro di noi;=.
.entro di noi c%! &ualcosa c-e va al di l$ di noi stessi" cio!
dell%apparenza di &uel c-e siamo" di &uel c-e noi stessi percepiamo
di noi" c-e spesso non ! pi? vero o pi? profondo di &uel c-e gli altri
percepiscono di noi. C%! &ualcosa c-e per esistere -a bisogno di un
corpo# =un corpo= non nel senso sostanziale di =unico=" ma nel senso
&uantitativo di =uno=" c-e ! tale in uno spazio e in un tempo determi-
nati.
Il nostro corpo ! solo una forma di &uesta sostanza primor-
diale" ancestrale" proveniente dalla materia pi? recondita dell%univer-
so" una materia fatta di pura energia" c-e per noi ! perlopi? impalpa-
bile" invisibile" come una sorta di antimateria" la &uale per' per esi-
stere -a bisogno di una forma" appunto di un corpo.
/oi veniamo dalle profondit$ del cosmo" siamo figli dell%u-
niverso. Il genere umano ! l%unico vero extraterrestre del pianeta
,erra" destinato a popolare l%intero universo. .entro il nostro corpo
c%! &ualcosa c-e -a bisogno di un =corpo= determinato per esistere su
&uesto determinato pianeta" ma c-e in condizioni diverse potrebbe
anc-e farne a meno" dotandosi di una nuova forma materiale o po-
tenziando al massimo le capacit$ di &uella attuale.
,uttavia la coincidenza piena di 0ateria ed 5nergia ! possi-
bile solo a livello cosmico" dove tutto ! buio e luce allo stesso tem-
po. 9u &uesta ,erra viviamo una coincidenza relativa" dove gli
aspetti in ombra tendono a prevalere su &uelli luminosi. In &uesti ul-
timi seimila anni l%ombra ! diventata cosJ grande c-e l%uomo non sa
pi? c-i !" non sa pi? cosa c%! dentro di s(.
1N0
Abbiamo capito solo scientificamente c-e tra 0ateria ed
5nergia c%! una certa e"uivalenza" seppur mediata dalla +uce" c-e ir-
radia il nostro pianeta della sua energia" ma senza permetterci di pos-
sederla. ,uttavia &uesta e&uivalenza ancora non l%abbiamo capita a
livello di coscienza. 9emplicemente perc-( a &uesto livello non pos-
siamo =capirla=" ma solo =sperimentarla=" cio! possiamo compren-
derla solo sperimentandola" senza poterla descrivere n( analizzare
adeguatamente con gli strumenti del pensiero.
9otto &uesto aspetto tutto il pensiero filosofico e scientifico
sviluppato in 5uropa occidentale" dai tempi di Platone" non ci ! di al-
cun aiuto" proprio perc-( ! un pensiero c-e ama l%identit$ e non la
differenza" c-e vede solo l%essere e rifiuta il non-essere e &uando par-
la di =differenza= e di =non-essere=" lo fa appunto in maniera razio-
nalistica" pensando c-e &uelli siano soltanto dei modi di dire" dei
prodotti derivati di una speculazione meramente astratta" priva di so-
stanza.
C%! un intellettualismo di fondo in tutto il pensiero europeo"
di derivazione platonico-aristotelica" c-e ci pesa come un macigno
nel mito di 9isifo. 9e si fosse partiti da un%essenza umana universale"
c-e include l%essere e il non-essere" sarebbe stato molto meglio.
Anima e cor&o %ra greci ed e*rei
8na &ualun&ue separazione =filosofica= di anima e corpo
comporta una svalutazione di &uest%ultimo. 0a se il corpo viene con-
siderato negativamente" l%uomo finisce con l%isolarsi dalla collettivit$"
assumendo uno stile di vita aristocratico Bcome &uello di molti filo-
sofi" a partire dai greci" ma anc-e di molti studiosi di teologiaC. .i-
sprezzare il corpo vuol dire negare valore alla materialit$ della vita"
assumere una visione intellettualistica delle cose" non credere nella
possibilit$ di una giustizia sociale" di una democrazia. Il =corpo= in-
fatti non ! solo un =fisico=" ma l%insieme delle relazioni sociali.
+a cultura dell%5uropa occidentale -a dato molto peso alla fi-
losofia greca e" ancora oggi" soprattutto in ambito scolastico e acca-
demico" continua a dare molto peso alla filosofia in generale" senza
rendersi conto c-e la cultura pi? interessante !" in realt$" &uella
ebraica Blaica o religiosa c-e siaC" poic-( &ui l%astrazione non ! mai
1N1
fine a se stessa" ma sempre in rapporto al compito di trovare una so-
luzione a problemi concreti.
+%astrazione ebraica -a sempre una finalit$ etica o politica"
come risulta ben visibile nelle opere dei profeti veterotestamentari"
ma anc-e nella sapienza eQtra-biblica Bp.es. nel ,almudC. H stata
purtroppo la teologia cristiana a impedire il diffondersi di &uesta cul-
tura" &uando addirittura non l%-a strumentalizzata" alterandone il sen-
so" per sostenere la fondatezza delle proprie posizioni Bsi pensi p. es.
all%idea c-e i profeti avessero anticipato la venuta del Cristo" o c-e
tutto l%Antico ,estamento sia =propedeutico= al /uovo" o alla stessa
interpretazione paolina del cosiddetto =peccato originale=" dove tutto
il problema della separazione dal comunismo primitivo viene rac-
c-iuso nell%idea di superare la morte attraverso la resurrezioneC.
/ella filosofia greca spesso si fanno ragionamenti autorefe-
renziali" c-e non possono essere dimostrati in alcun modo o c-e lo
sono solo in maniera superficiale o con una profondit$ di tipo intel-
lettualistico e non spirituale# &uesto non solo in riferimento alla natu-
ra dell%anima" ma anc-e alla genesi iperuranica delle idee" alla elabo-
razione concettuale dei sillogismi" alle cosmologie di tipo orfico"
ecc.
I greci" c-e pur si vantavano di considerarsi un tutt%uno in
ogni singola polis" non avevano la concezione ebraica di =popolo=" la
&uale" nei momenti migliori di &uesta civilt$" poteva essere usata per
andare al di l$ delle differenze etnico-tribali o di appartenenza geo-
grafica a &uesta o &uella localit$. @uando nei vangeli gli intellettuali
giudaici disprezzano i samaritani e i galilei" c-e pur sono ebrei come
loro" non si rendono conto di fare il gioco dell%invasore romano" c-e
domina grazie al principio del =divide et impera=. Il primato della
6iudea sulle altre regioni limitrofe viene stigmatizzato dal Cristo gi$
nel corso dell%epurazione del tempio di 6erusalemme.
+e citt$-stato del mondo greco erano sempre in lotta tra loro"
e all%interno di ogni polis le forze disgreganti Bdovute a differenza di
ceti e di classiC erano sempre molto forti. /on ! mai esistita una cul -
tura del =popolo greco=" anc-e se i greci - e &uesto va a loro merito -
non -anno mai pensato di sacrificare l%autonomia delle loro citt$ per
creare un impero. @uando lo fecero" con Alessandro 0agno" non
avevano possibilit$ di scelta# la guerra del Peloponneso li aveva cosJ
indeboliti c-e non potevano opporsi alla forza macedone" la &uale
1N2
comun&ue s%illuse di poter dominare il mondo grazie anc-e alla cul-
tura greca.
Con &uesto ovviamente non si vuol sostenere c-e l%unica
esperienza possibile dell%essere umano sia &uella terrena" &uanto" pi?
semplicemente" c-e una &ualun&ue separazione di anima e corpo im-
plica una svalutazione dell%esperienza terrena. 6li uomini devono
porsi &uei problemi per i &uali possono intravedere una &ualc-e so-
luzione. Parlare di =anima= in un contesto spazio-temporale in cui
non ! permesso farne esperienza diretta" non -a alcun senso. Ritene-
re" peraltro" c-e possa esistere &ualcosa di umanamente =spirituale=
del tutto separata da una corrispondente forma materiale" ! cosa c-e
non merita neppure d%essere presa in considerazione" anc-e se il fatto
c-e ancora oggi ci troviamo a discutere su come popolare altri piane-
ti Bc-e" al momento" li vediamo privi di tuttoC" &uando non riusciamo
a vivere neppure sul nostro" la dice lunga su &uanta influenza abbia
voluto la cultura greca in occidente.
Rego!e e ra&&or%i socia!i
3issare delle regole non serve a nulla se non mutano i rap-
porti sociali. H possibile c-e delle regole stabilite di comune accordo
possano mutare i rapporti sociali; +e regole" di per s(" non possono
mutare alcunc-(.
Il fatto stesso di porle indica due cose#
1. c-e i rapporti sociali tradizionali non sono pi? =sociali=M
2. c-e si avverte l%esigenza di costruire nuovi rapporti sociali.
+e regole possono aiutare" sono uno strumento c-e pu' con-
tribuire a realizzare nuovi rapporti sociali" ma" in definitiva" i rappor-
ti sociali si costruiscono da soli" cio! in maniera sociale.
+%unico modo per costruire dei rapporti sociali autentici !
&uello di considerare il bisogno delle persone" condividendolo. /on
c%! altro modo. 5cco perc-( il criterio di democraticit$ di un rapporto
sociale non pu' essere stabilito dalle regole c-e per iscritto ci si !
dati. @ui ! verissimo il detto popolare# =3atta la legge" trovato l%in-
ganno=.
L'essen"a $mana
1NN
6li esseri umani partecipano a un%essenza umana c-e va ben
oltre la semplice esistenza umana.
8n%esistenza umana pu' nascere e morire# l%essenza umana !
eterna" cio! non ! mai nata e mai morir$.
+%esistenza umana ! vincolata al pianeta ,erraM l%essenza
umana ! universale.
+%essenza umana e l%universo sono determinati da medesime
leggi.
+%essenza umana non ! c-e il contenuto dell%universo.
+a forma c-e &uesta essenza umana si ! data sulla ,erra non
l%unica forma possibile. 9olo l%essenza ! unica.
/on -a alcun senso ritenere c-e l%essenza umana possa di-
pendere da una mera riproduzione sessuale. /on vi ! alcuna possibi-
lit$ di spiegare il motivo per cui da una semplice riproduzione ses-
suale possa emergere un essere umano cosJ infinitamente complesso"
dalle capacit$ virtualmente illimitate. H &uindi evidente c-e" prima
di nascere come =esseri umani=" siamo gi presenti nell%universo
come =essenza umana=.
+%essere umano non pu' essere paragonato ad alcun essere
animale" proprio perc-( nell%universo non esiste un%eterna essenza
animale.
,utti gli animali" nessuno escluso" non sono c-e la riprodu-
zione accentuata di &ualc-e aspetto fisico dell%essenza umana" ma
tutti restano privi dell%elemento fondamentale c-e ci caratterizza# la
libert di coscienza.
+a libert$ di coscienza -a una profondit pari alla illimita-
tezza dell%universo. C-i rispetta la libert$ di coscienza" rispetta tutte
le altre leggi dell%universo.
9iamo eterni all%interno di un universo infinito. 5 la verit$
dell%essenza umana sta nell%esperienza profonda" multiforme di una
libert$ di coscienza illimitata.
+%essenza umana ! &ualcosa di energetico e &uindi &ualcosa
di materico" attraverso cui la libert$ di coscienza si esprime.
<i ! nell%universo un%energia inesauribile" fonte di tutta la
materia. 5 &uesta medesima energia" in maniera traslata" ! fonte an-
c-e della libert$ di coscienza.
1N4
5nergia e libert$ di coscienza sono determinati dal fonda-
mentale principio dell%universo relativo all%attrazione e repulsione
degli opposti. +e forme di &uesto principio sono infinite.
I! signi)ica%o de!!a 'i%a
/on esiste alcun significato della vita se la propria vita non
serve alla vita altrui. Il significato della propria vita non pu' essere
cercato c-e nella relazione c-%essa ! in grado di stabilire con la vita
altrui. 5cco perc-( ! giusto sostenere c-e il significato della vita di
una persona sta nei rapporti sociali c-%essa ! in grado di realizzare.
+a vita -a un%identit$ nella misura in cui si rapporta alla di-
versit$. Cio! nel rapporto con la diversit$ l%identit$ pu' esprimere se
stessa in maniera umana e naturale. .etto &uesto" tutto il problema si
risolve nel modo di vivere la relazione sociale" poic-( &ui non si pu'
dar nulla per scontato.
Ira" &uando non esistono pi? le condizioni per essere se
stessi" proprio perc-( si ! smarrito il concetto stesso di natura" o per-
c-( &uesta altro non ! c-e un mero concetto astratto" la fine non !
solo inevitabile ma necessaria" dato c-e il protrarsi di un%esistenza
del genere impedisce o comun&ue ostacola gravemente il sorgere e
lo sviluppo di esistenze sociali autenticamente umane.
+a natura si riprende sempre ci' c-e le appartiene. 5ssa rico-
nosce solo ci' c-e la rispetta. <ivere secondo natura ! per l%uomo la
conditio sine "ua non per porre le basi della propria umanit$.
Cos' !a sos%an"a de!!e cose?
/oi e la natura ci apparteniamo reciprocamente e" anc-e se
non possiamo dimostrarlo ma solo intuirlo" esistiamo dall%eternit$" in
&uanto" in natura - dice Antoine-+aurent de +avoisier - nulla si crea
e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Il sillogismo in fondo !
molto semplice# se l%universo ! eterno e infinito" e noi ne siamo parte
organica" anc-e noi siamo eterni e infiniti. Cio! la nostra eternit$ e
infinit$ non -a nulla n( di superiore n( di inferiore a &uella della na-
tura.
In tal senso dovremmo smetterla di dare l%attributo di =so-
stanza= a &ualcosa c-e non sia anche naturale. 5 d%altra parte" in
1N
&uanto esseri umani non possiamo attribuire la sostanza delle cose
soltanto a ci' c-e appartiene alla natura o a entit$ eQtra- o sovranna-
turali.
+%unico aspetto c-e distingue la specie umana da tutte le al-
tre specie ! la libert di coscienza" in virt? della &uale possiamo
compiere scelte deliberate e non meramente istintuali" cio! della cui
necessit$ non si ritiene d%avere consapevolezza. +%essere umano pu'"
entro certi limiti B&uelli appunto naturaliC" scegliere come vivere. In
tal senso ! esatto dire c-e la libert di coscienza ! un prodotto della
natura# &uello pi? profondo" pi? complesso" irriducibile a &ualun&ue
definizione astratta o interpretazione univoca" &uindi" in ultima istan-
za" indicibile.
+a libert$ di coscienza !" in natura" il massimo della libert$
possibileM ed ! una facolt$ c-e" ogni volta c-e pretende di andare al
di l$ dei limiti imposti dalla natura" finisce col negare se stessa. An-
dare oltre i limiti della natura significa autodistruggersi.
@uesto stretto rapporto tra uomo e natura impedisce di cre-
dere c-e possa esistere &ualcosa di superiore. /on esiste nulla di
esterno all%uomo c-e non sia la stessa natura" di cui egli per' !" da
sempre" parte organica. Infatti" la natura non avrebbe mai potuto
creare un essere cosJ eccezionale come l%uomo Bl%unico vivente a es-
sere dotato di libert$ di coscienzaC" se" almeno in potenza" non l%a-
vesse gi$ dentro di s(. +a libert$ di coscienza non pu' essere frutto
di evoluzione" altrimenti dovremmo c-iederci come mai non si trovi
in alcun altro essere viventeM e non possiamo risolvere il problema
della nostra sostanza dicendo c-e siamo un prodotto fortuito dell%uni-
verso" poic-( non sarebbe razionale sostenere c-e l%elemento pi? si-
gnificativo della materia" e cio! la coscienza" sia stato un prodotto
meramente casuale.
8n embrione umano fecondato" se venisse trapiantato nell%u-
tero di un mammifero diverso dalla nostra specie" non produrrebbe
un essere umano ma un mostro. <iceversa tra gli accoppiamenti ani-
mali gli ibridi vengono accettati con molta naturalezza.
+%universo ci ! costitutivo e &uel c-e si dice in figura" cio!
c-e siamo =figli delle stelle=" sostanzialmente ! esatto. Con una pic-
cola precisazione" c-e se la coesistenza tra essenza umana ed essen-
za naturale ! eterna" allora" in &ualc-e maniera" anc-e le stelle sono
figlie dell%uomo. All%origine dell%universo non c%! solo un% essenza na-
1NA
turale Bla materiaC" ma anc-e un%essenza umana Bla coscienzaC. +a
coscienza non ! c-e l%aspetto immateriale della materia" la libert$
impalpabile e insondabile nei suoi livelli pi? profondi.
/on esiste nulla di esterno all%uomo" di cui l%uomo non possa
avere coscienza# non esiste alcun dio" n( alcuna forza aliena" nulla
c-e non sia naturale e umano.
.etto &uesto per'" noi dobbiamo ammettere c-e della mate-
ria sappiamo ancora molto poco" anc-e perc-( essa stessa ! eterna e
infinitaM e" per &uanto riguarda l%essere umano ! indubbio c-e" in
&uesti ultimi seimila anni" siamo addirittura regrediti" in &uanto le ci-
vilt$ antagonistic-e ci -anno fatto perdere la consapevolezza natura-
le dell%essenza umana.
@uesta essenza viene vissuta in maniera sempre pi? artificia-
le" cio! sempre pi? alienante e spersonalizzante. /oi non sappiamo
pi? c-i siamo" e in &ueste condizioni ogni conoscenza della natura ri-
sc-ia d%essere falsificata in partenza" tant%! c-e oggi abbiamo perso il
concetto stesso di natura non antropizzata.
,utta la scienza e la tecnica c-e usiamo per conoscere la na-
tura" parte sempre dal presupposto c-e una &ualun&ue conoscenza
deve essere finalizzata al dominio e allo sfruttamento delle risorse
naturali. @uesto significa avere della natura un concetto completa-
mente sbagliato" e tutta la scienza c-e usiamo per cercare di studiar-
la" -a un valore prossimo allo zero. 8na scienza c-e vede la natura
come &ualcosa da soggiogare" non dovrebbe neppure esistere.
/$a%%ro cose )ondamen%a!i
Probabilmente tra mezzo millennio riusciremo ad avere
&uattro cose di fondamentale importanza per la nostra vita" le pi? im-
portanti di tutte" di cui oggi abbiamo solo una consapevolezza teori-
ca o poco concreta. ,ra il dire e il fare c%! di mezzo il mare" dice il
proverbio. 5bbene su &ueste &uattro cose ci passa in realt$ un ocea-
no.
+e abbiamo perse circa A000 anni fa" all%inizio in maniera
lenta" poi sempre pi? veloce e sempre pi? in profondit$M prima in al-
cuni luog-i del pianeta" poi ovun&ue. 9ubito dopo averle perdute" ci
s%illudeva di poterne fare a menoM si pensava c-e per supplire alla
1N4
loro mancanza" fosse sufficiente ricordarsele" riviverle in forme di-
verse" accontentarsi di &ualc-e artificiale surrogato.
Col tempo per'" siccome la memoria" priva di esperienza
reale" veniva al&uanto affievolendosi" e ci si rendeva sempre pi?
conto dell%inefficacia di &uei surrogati" il desiderio di riaverle and'
crescendo" anc-e perc-( senza &uelle &uattro cose" la vita diventava
poco gestibile" poco vivibile.
A forza di combattere contro i gravi problemi causati da
un%esistenza priva di &uelle cose" si stava" molto lentamente ma pro-
gressivamente" recuperando una memoria perduta. +e difficolt$ era-
no davvero grandi" e lo sono ancora oggi" poic-( siamo abituati a vi-
vere senza il fondamentale aiuto di &uelle cose" per cui ci comportia-
mo in maniera molto strana" poco comprensibile. Ci rendiamo conto
c-e &ualcosa ci manca" ma non sappiamo bene come recuperarla" n(
dove andarla a cercare.
@ueste &uattro cose sono strettamente legate tra loro" tanto
c-e" &uando abbiamo iniziato a perderle" le abbiamo perse contem-
poraneamente. @uesto per dire c-e non possono essere messe in or-
dine cronologico o d%importanza. 9e &uando si lotta per averne una"
si trascurano le altre" non si ottiene nulla. @uindi o si lotta per averle
tutte" o ! inutile illudersi.
.un&ue" eccole# la libert di coscienza" la propriet comune
dei fondamentali mezzi produttivi" l%uguaglianza di genere tra uomo
e donna e il primato delle esigenze riproduttive della natura su
"uelle produttive dell'uomo.
C-iun&ue ! in grado di rendersi conto c-e oggi" sul piano
pratico" siamo lontanissimi dall%aver realizzato &uesti obiettivi. 5cco
perc-( ! giusto ipotizzare dei tempi molto lung-i" anc-e in conside-
razione del fatto c-e il conseguimento di tali obiettivi dovr$ compor-
tare uno sconvolgimento radicale dell%attuale sistema sociale di vita"
c-e non potr$ avvenire in maniera indolore.
9appiamo tuttavia con sicurezza c-e senza &ueste cose ri-
sc-iamo l%autodistruzione e c-e invece con &ueste cose il genere
umano ! andato avanti per alcuni milioni di anni. H &uindi relativa-
mente da poco tempo c-e abbiamo deviato da un percorso standard
ben collaudato. +%abbiamo fatto per colpa nostra# nessuno ci -a co-
stretti. .i sicuro &uindi nessuno potr$ trarci fuori" se non noi stessi.
9u &uesto dobbiamo essere fiduciosi. .i fronte a noi abbia-
1NK
mo il compito di popolare l%intero universo e non possiamo certo far-
lo partendo col piede sbagliato.
Le &ossi*i!i%+ de! *ene
+%unica cosa c-e davvero conta nella vita ! essere se stessi"
cio! essere come si dovrebbe umanamente essere. 9olo c-e &uando
mancano i parametri" i modelli di confronto" &uando manca la possi-
bilit$ di imitare ci' c-e ! umano" &uando la memoria" l%esperienza" la
stessa vita non ci sono di molto aiuto" &uando il senso di umanit$ !
pi? c-e altro un%esigenza" un%aspirazione" un sogno" &uando" in una
parola" manca l%essenziale" ! praticamente impossibile essere se stes-
si# si ! troppo condizionati dalla negativit$ della vita.
5 c-e &uesta negativit$ sia determinata pi? da un aspetto c-e
da un altro o da tutti insieme" non fa molta differenza. Iggi indub-
biamente prevale il condizionamento del profitto capitalistico e della
rendita finanziariaM ieri dominava &uello della rendita basata sulla
terra" sugli immobiliM nel mondo antico dominava l%esigenza di pos-
sedere sc-iavi.
9i ! passati" nel corso dei secoli" da forme dirette" violente"
senza mediazioni" di dominio" a forme sempre pi? indirette" sofisti-
cate" masc-erate" apparentemente legittime.
@uesto perc-( nel corso dei secoli vi sono state gigantesc-e
trasformazioni sociali" c-e -anno indotto gli uomini a rivedere usi e
costumi e soprattutto valori umani e civili su cui poggiare le varie
forme del vivere sociale.
6li uomini c-e si sono opposti alle varie forme d%ingiustizia
e di sfruttamento" -anno prodotto nuove forme di civilt$" in cui" ad
un certo punto" per debolezza" per mancata coerenza ideale" per op-
portunismo" si sono formate nuove espressioni di ingiustizia e di
sfruttamento" pi? subdole delle precedenti" pi? difficili da individua-
re e debellare.
6li uomini c-e lottano contro le ingiustizie possono" ad un
certo punto" favorire le condizioni per le &uali se ne creano altre" in
forme inedite. @uesto avviene anc-e a dispetto delle migliori inten-
zioni. 0entre si pensa di fare il bene" si finisce col porre le premesse
perc-( si sviluppi una nuova forma di male. /ella storia delle civilt$
gli esempi sono infiniti.
1N1
@uesto non per dire c-e l%uomo ! votato alla morte o c-e !
un fastello di contraddizioni insolubili" ma semplicemente per dire
c-e la realizzazione del bene ! cosa molto complessa" non automati-
ca e comun&ue sempre soggetta alle oscillazioni della libert$ umana.
/essuno pu' dire a priori ci' c-e ! bene e ci' c-e ! male.
8na definizione astratta di bene o di male ! sicuramente &ualcosa di
inutile" anzi di negativo.
8na persona matura sa andare al di l$ delle apparenze ed ! in
grado di scorgere" fra l%immondizia in cui &uotidianamente si vive"
ci' c-e merita d%essere valorizzato.
Come i barboni" c-e razzolano tra i rifiuti" cercando &ualco-
sa di utile se non addirittura di commestibile" cosJ ! l%uomo maturo" a
contatto con una civilt$" &uella capitalistica" c-e ! come una mum-
mia piena di orpelli.
Limi%i $mani e na%$ra!i
Apparentemente sembra assurdo sostenere c-e la materia sia
pensante" poic-( l%unica vera prova c-e lo sia ! data dall%uomo" il cui
giudizio" c-e implica poi determinati comportamenti" potrebbe esse-
re considerato molto soggettivo o relativo.
In natura infatti tutti si comportano sulla base di leggi da cui
non si pu' prescindere. @ueste leggi vengono vissute in due manie-
re# secondo l%istinto e secondo ragione" e &uest%ultima implica la li-
bert di coscienza. /el senso c-e l%essere umano ! l%unica specie vi-
vente c-e" di fronte a ogni cosa" tende a c-iedersi il =perc-(= e pu'
anc-e sentirsi libera di violare le leggi della natura" pagandone poi il
relativo prezzo.
Ira" ! evidente c-e animali e piante vivono solo d%istinto"
anc-e se dispongono della possibilit$ di utilizzare un certo margine
di adattamento all%ambiente" per cui gli istinti possono anc-e parzial-
mente mutare. 9icuramente un animale selvatico" se viene addome-
sticato" perde una parte dei propri istinti naturali e ne ac&uisisce altri
di tipo indotto. A maggior ragione &uesto vale per le piante.
Ci si c-iede# l%uomo ! forse libero d%indurre o di costringere
animali e piante a vivere in maniera difforme dai propri comporta-
menti naturali; .iciamo c-e se non lo facesse sarebbe meglio" poi-
c-(" addomesticando piante e animali" si corre pi? facilmente il ri-
140
sc-io di violare delle leggi di natura. 8n animale bisognerebbe sem-
pre lasciarlo libero di tornare selvatico" o comun&ue non bisognereb-
be mai metterlo in condizioni da dover considerare l%uomo il suo
peggior nemico.
@uanto pi? la natura viene salvaguardata" tante meno possi-
bilit$ ci sono di violarne le leggi. Il fatto c-e l%uomo sia dotato di ra-
gione" libert$ e coscienza" di per s( non garantisce una sua sicura so-
pravvivenza nei millenni futuri. I dinosauri sono durati 1A0-1K0 mi-
lioni di anni# non ! detto c-e l%uomo" abituato a distruggere se stesso
e l%ambiente Bcome -a fatto" con molta sistematicit$" negli ultimi sei-
mila anniC" riuscir$ a durare di pi? su &uesto pianeta.
%'uomo l'espressione della materia cosciente di s" ma pu'
esserlo solo a condizione di rispettarne le leggi" altrimenti diventa
solo un fardello insopportabile. 9e non esistesse l%uomo =civilizzato="
all%animale sarebbe facilissimo rispettare le leggi della natura. Inve-
ce" a causa di un uso sbagliato della libert$" tutto diventa incredibil-
mente complicato" e non solo per la specie umana" ma anc-e per tut-
te le specie della ,erra.
Il fatto di essere autoconsapevoli" di per s( non offre garan-
zie di nulla. /on dimentic-iamo c-e negli ultimi 00 anni l%uomo -a
potuto rinviare la soluzione definitiva dei suoi conflitti sociali sol-
tanto a motivo della scoperta di una grande estensione di territorio
c-e" sul piano dello sfruttamento delle risorse" era ancora vergine"
essendo stato abitato da popolazioni indigene Bda noi sterminate o
sottomesseC c-e coltivavano un certo rispetto per la natura.
+%uomo non pu' aggiungere alla materia ci' c-e essa non -aM
anzi" in genere" &uando la trasforma" la priva sempre di &ualcosa" al
punto c-e se &uesta sottrazione supera un certo livello di guardia" la
natura non ! pi? in grado di riprodursi e inevitabilmente si desertifi-
ca" danneggiando lo stesso essere umano. Per noi ! diventato del tut-
to naturale produrre strumenti c-e lavorino per noi e non ci rendia-
mo conto c-e un atteggiamento del genere ! &uanto di pi? innaturale
vi sia" tant%! c-e -a conseguenze molto nocive sull%ambiente.
+%uomo ! solo l%espressione dell%autoconsapevolezza della
natura" la &uale -a proprie leggi indipendenti" di cui la principale"
c-e include tutte le altre" ! &uella della perenne trasformazione delle
cose" sulla base degli opposti c-e si attraggono per completarsi e si
respingono per tutelarsi nella reciproca diversit$. +%esigenza ripro-
141
duttiva della materia" c-e appartiene alla legge della perenne trasfor-
mazione" ! superiore all%esigenza produttiva dell%essere umano.
/oi non possiamo esercitare la nostra libert$ al di fuori dei
limiti c-e le permettono d%essere libera. @uesto principio dovrebbe
valere per &ualun&ue cosa. 5sistono sempre dei limiti di tollerabilit$
al di l$ dei &uali una cosa non ! pi? la stessa" incluso l%essere umano.
Il fatto c-e dobbiamo continuamente dircelo" tramite leggi e regola-
menti" sta appunto a indicare c-e noi non abbiamo pi? coscienza" in
maniera naturale" dell%esistenza di &uesti limiti.
Abbiamo talmente sostituito l%artificiale col naturale c-e ci
rendiamo conto d%aver oltrepassato i limiti solo dopo averlo fatto. In
&uesta maniera gli svantaggi c-e otteniamo da un uso sbagliato della
libert$ sono infinitamente superiori ai vantaggi c-e potremmo avere
da un uso conforme a natura.
/$and' che i! desiderio sano?
C-e cosa vuol dire =tentazione=; <uol dire vivere in maniera
non conforme a natura.
+a tentazione ! sempre esterna a c-i la subisce. Cio! il male
Buna &ualun&ue forma di egoismo o di egocentrismo" c-e storica-
mente si ! connesso all%uso individualistico della propriet$C pu' an-
c-e essere posto per debolezza" ma finc-( non diventa =tentazione=
per altri" resta in &ualc-e maniera circoscritto.
9crisse con maestria Rousseau# =Il primo c-e" cintato un ter-
reno" pens' di affermare" "uesto mio" e trov' persone abbastanza
ingenue da credergli" fu il vero fondatore della societ$ civile= B*i-
scorso sulla disuguaglianzaC.
Il problema appunto comincia a porsi &uando una certa scel-
ta di vita diventa un modello per la gente comune. +a tentazione si fa
tanto pi? seria &uante pi? persone vi cedono. /on ! pi? una debolez-
za individuale. Infatti" a forza di cederle s%arriva a un punto in cui
non si sa pi? &uale modello originario s%era abbandonato.
Alla maggioranza dei cittadini comincia ad apparire evidente
c-e non ! neppure il caso di parlare di =tentazione=" ma semplice-
mente d%inevitabile accettazione dell%esistente" di una scelta ac&uisita
dai pi?" c-e non val la pena mettere in discussione.
142
Progressivamente diventa &uasi impossibile saper distingue-
re ci' c-e ! naturale da ci' c-e non lo !. Il naturale diventa l%artifi-
cioso" &uello c-e un tempo sarebbe stato considerato anomalo.
@uanto pi? &uesto processo avviene lentamente" senza sconvolgi-
menti epocali c-e portano a interminabili guerre fratricide" tanto pi?
si consolida" mettendo radici profonde.
/ella storia degli ultimi seimila anni casi di &uesto genere
sono stati innumerevoli. H vero" sono stati osteggiati da c-i aveva
consapevolezza della loro estraneit$ all%umano" ma poi sono stati ri-
proposti in altre forme e modi" sempre pi? sofisticati e difficili da in-
dividuare e ancor pi? da debellare.
Ci si pu' c-iedere se processi innaturali del genere possano
durare all%infinito. In nome dell%individualismo si edificano societ$ e
civilt$ in cui" dominando il primato della forza" molte categorie di
persone rimangono sc-iacciate" sommerse da problemi di emargina-
zione" di sfruttamento" di violazione dei diritti umani.
Ira" fino a c-e punto pu' durare la disumanit$; 3ino a c-e
punto la sofferenza pu' essere sopportata; Il senso di umanit$ c-e
alberga nel cuore di ogni essere umano pu' farsi valere organizzan-
do una resistenza contro la legge del pi? forte; @uando si -a la per-
cezione di aver assai poco da perdere" &uali meccanismi scattano
nella nostra coscienza; .iventiamo peggiori dei nostri oppressori;
9iamo disposti a &ualun&ue cosa pur di sopravvivere entro una so-
ciet$ profondamente ingiusta; Ippure siamo disposti a impegnarci
per tentare di trasformare positivamente un certo sistema di vita" ri-
portandolo alla propria dimensione umana e naturale; Cos%! c-e fa
propendere verso un certo atteggiamento" in luogo di un altro;
9arebbe sciocco pensare c-e esistano categorie sociali c-e di
per s( propendono verso le trasformazioni rivoluzionarie. Ai tempi
di 0arQ si pensava c-e il proletariato industriale" non avendo nulla
da perdere" sarebbe stato pi? disponibile a compiere la rivoluzione.
Poi ci si accorse c-e se gli si aumentava il salario" magari estorcen-
dolo dallo sfruttamento delle colonie" la rivoluzione non l%avrebbe
fatta. Infine si capJ c-e gli elementi pi? diseredati di una societ$
sono sJ disposti a compiere &ualun&ue cosa" ma anc-e &uelle assolu-
tamente negative. @uesto perc-( il =&uanto= c-e col tempo si era
perduto" in umanit$ e naturalit$" poteva condizionare =tanto=" sicc-(
la reazione a tali condizionamenti andava esaminata caso per caso"
14N
senza dare per scontato c-e esistesse un%intera categoria o classe so-
ciale migliore di un%altra.
Per volere trasformazioni significative bisogna impegnarvisi
attivamente" bisogna avere la consapevolezza della loro necessit$"
bisogna saper agire in maniera conforme alle proprie aspettative" agli
obiettivi c-e ci si prefigge. Per &uesta ragione ! esatta l%affermazione
secondo cui la prassi il criterio della verit. Attraverso la pratica
rivoluzionaria occorre riscoprire la naturalit$ delle cose e dei rappor-
ti umani.
,uttavia" noi abbiamo sconvolto cosJ tanto il rapporto uomo-
natura" c-e oggi non sappiamo pi? cosa signific-i la parola =natura=.
Come possiamo riscoprire la =naturalit$= dei rapporti umani" se c-i
ce la dovrebbe insegnare" per noi non esiste pi?; /oi dovremmo an-
zitutto stabilire i criteri per definire c-e cosa ! =naturale=. P.es. ! pi?
naturale l%autoconsumo o produrre per un mercato; H pi? immediato
il valore d%uso di un oggetto o il suo valore di scambio; H forse natu-
rale stare in coma vegetativo per 14 anni con un sondino c-e ci ali -
menta; /o" eppure migliaia di persone sono scese in piazza parlando
di diritto alla vita e accusando di omicidio c-i -a staccato la spina.
9e non riusciamo a rispondere a domande di &uesto tipo"
&ualun&ue discorso politico o legittima l%antagonismo sociale o !
astratto" puerilmente utopistico.
H pi? naturale c-e gli strumenti del lavoro appartengano al
lavoratore o a c-i ! in grado di comprargli la sua capacit$ lavorativa;
5 &ual ! il criterio =naturale= c-e rende lecito l%uso di &uesti strumen-
ti; Possiamo abbinare socialismo ad ambientalismo" oppure" stante
l%attuale situazione tecno-scientifica" una &ualun&ue affermazione del
socialismo non potr$ mai essere adeguatamente eco-compatibile;
9iamo proprio sicuri di poter risolvere scientificamente i disastri del-
la scienza e della tecnica; 9iamo proprio sicuri c-e la scienza vada
comun&ue salvaguardata" una volta realizzato il socialismo; .avve-
ro il timore di un revival della religione" c-e ovviamente approfitte-
rebbe subito delle sconfitte della scienza" ! un motivo sufficiente per
non voler ripensare criticamente i nostri criteri di vita basati sulla ri-
voluzione tecno-scientifica; 9iamo proprio sicuri c-e l%umanesimo
laico e il socialismo democratico abbiano bisogno di fondarsi su
&uella concezione di scienza e di tecnica c-e si ! sviluppata nell%ulti-
mo mezzo millennio;
144
2isognerebbe porsi &ueste domande prima c-e arrivino i
&uattro cavalieri dell%Apocalisse" proprio per sapere cosa fare subito
dopo c-e se ne saranno andati.
I &re""i da &agare
8n oggetto pu' svolgere pi? funzioni" anc-e tra loro oppo-
ste# con un cellulare p. es. posso comunicare con &ualcuno" ma posso
anc-e lanciarglielo contro" allo scopo di ferirlo. Come si fa a stabili-
re la funzione prevalente di un oggetto; 9olitamente diciamo dal suo
uso# pi? ! fre&uente e pi? la funzione ! prevalente.
0a chi decide &uale debba essere il suo uso prevalente; +o
decide la natura o la natura delle cose; Pu' forse deciderlo la collet-
tivit$ umana indipendentemente dalla natura; +a domanda cruciale !
proprio &uesta.
/oi viviamo in una societ$" anzi in una civilt prevalente-
mente artificiale" dove la consapevolezza della naturalit$ delle cose
! andata &uasi perduta. Come facciamo a recuperarla; 5" prima an-
cora# pensiamo davvero c-e sia importante farlo" oppure riteniamo
c-e si possa tran&uillamente vivere anc-e senza di essa;
9tante l%attuale trend del nostro sistema di vita" ! probabile
c-e noi avvertiremo davvero con intensit$ il bisogno di recuperare il
primato della natura solo dopo c-e avremo sperimentato gli effetti
devastanti della nostra artificiosit$. .obbiamo prima pagare dura-
mente il prezzo delle nostre illusioni. 3inc-( persiste la convinzione
c-e i disastri della scienza possono essere risolti solo con la stessa
scienza" non faremo neanc-e un passo avanti.
+%unica sarebbe - sempre c-e &uesta opzione sia possibile -
di isolarsi dal sistema" cio! di fuoriuscirne" andando a vivere nei
luog-i c-e il sistema ritiene inutili" improduttivi" svantaggiosi. @ue-
sto anzitutto vuol dire uscire dalle citt$" ovvero tornare a vivere in
campagna o nelle colline abbandonate dagli agricoltori" o nelle mon-
tagne o nelle foreste Bse ancora vi sonoC.
+e citt$ sono il luogo pi? artificiale del mondo" un continuo
cantiere aperto" dove tutto ! soggetto a incessante trasformazione e
manutenzione" in &uanto" nonostante il cemento" i materiali ferrosi" i
materiali sintetici" tutto tende a decomporsi" a distruggersi.
14
Purtroppo" invece di c-iederci se possa esservi un%alternativa
a &uesto spreco incredibile di risorse" noi ricostruiamo tutto come
prima" salvo" &uando possibile" compiere delle variazioni" nell%illu-
sione c-e la decomposizione avvenga pi? lentamente. Agli albori del
capitalismo si diceva c-e l%aria di citt$ rende liberiM oggi" per convin-
cersi del contrario" ! sufficiente guardare i suoi livelli d%in&uinamen-
to.
In natura la decomposizione ! molto veloce e non ric-iede
alcun particolare dispendio fisico" neppure da parte dell%uomo. 8na
decomposizione veloce permette una veloce riproduzione dei frutti
naturali.
Certo" una vita naturale esclude le =comodit$= della tecnolo-
gia" ma esclude anc-e il loro prezzo" la loro ricaduta negativa sulla
riproducibilit$ della natura.
/oi dobbiamo cercare anzitutto una vivibilit sicura" compa-
tibilmente alle esigenze riproduttive della natura. Ci' non pu' essere
dato n( dalla scienza n( dalla tecnica" almeno per come esse si sono
sviluppate da &uando esistono le civilt$ urbanizzate. .ateci dun&ue
delle comunit rurali autosufficienti e solleveremo il mondoE Anzi"
lo risolleveremo" poic-( oggi ! sprofondato in un abisso senza fon-
do.
Comunit$ del genere non dovrebbero neppur pagare le tasse
allo 9tato" in &uanto dello 9tato rifiuterebbero &ualun&ue tipo di ser-
vizio. .un&ue dobbiamo proprio aspettare delle catastrofi artificiali
prodotte dall%uomo" prima di capire c-e parole come autosufficienza"
autogestione" autoproduzione" ecc. fanno parte di processi del tutto
naturali;
Essere- n$!!a e di'enire
+%essere ! ci' c-e ! e c-e pu' essere relativamente negato
dal proprio nulla" c-e ! condizione dell%essere" in &uanto non c%! nul-
la prima dell%essere" ed essendo il nulla soltanto non-essere" sua fun-
zione positiva ! &uella di aiutare l%essere a essere se stesso con una
consapevolezza accresciuta. +%essere infatti ! libert$ e &uesta -a bi-
sogno di misurarsi" di mettersi alla prova.
+%essere -a dun&ue in s( il proprio divenire" c-e ! frutto di
molteplici negazioni progressivamente superate# divenire significa
14A
crescere nella dialettica di essere e non-essere. @uesto il senso della
libert$" c-e non ! solo essere Blibert$ positivaC ma anc-e poter non
essere o poter essere diversamente Bfacolt$ dell%arbitrioC. Il nulla do-
vremmo concepirlo" insieme" come destino di un essere malato e
come medicina per guarire.
+a ricerca dell%identit$ di s( ! lo scopo del divenire" c-e !
fatto di forza e di debolezza. Infatti il significato della vita sta nel
riuscire a rimanere se stessi pur nella molteplicit$ di espressioni del-
l%essere. 9e &uesto non ! possibile" perc-( pensiamo di subire condi-
zionamenti troppo forti rispetto alla nostra volont$" allora ! necessa-
rio c-e le nostre responsabilit$ entrino in gioco. /oi dobbiamo esse-
re pienamente umani" e se non vi riusciamo soggettivamente" sar$ la
forza degli eventi a indurci al cambiamento.
/on c%! necessit nel passaggio dall%essere al non-essere ma
soltanto consapevolezza di una inevitabilit" c-e in s( non rappre-
senta una minaccia all%identit$ dell%essere" ma semplicemente una
forma di esercizio della libert$. 9e c%! necessit$" &uesta va vissuta in
libert$" altrimenti il divenire non ! c-e cieco fatalismo. /oi siamo
fatti per essere e per essere in eterno" e siccome siamo esseri liberi"
non possiamo essere costretti a essere noi stessi# possiamo soltanto
constatare gli effetti di una libert$ vissuta male. .obbiamo essere
messi di fronte alle nostre scelte negative" al fine di non ripeterle.
Il fatto c-e l%uomo possa vivere il passaggio dall%essere al
non-essere in maniera contraria ai princJpi dell%essere" come frutto di
una libert$ negativa" non pu' impedire il recupero dell%identit$ uma-
na" perc-( &uesto fa parte dei compiti specifici dell%uomo.
Il senso del divenire spesso -a delle componenti drammati-
c-e" c-e sfuggono a una mera analisi logico-razionale. +$ dove si
vanno a cercare nessi rigidamente causali" spesso si trovano scelte
dettate da meccanismi di libert$ interiore" di cui ! molto difficile sta-
bilire i livelli di consapevolezza.
/oi vediamo" anzi" sentiamo l%essere in maniera ambigua"
&uel tanto c-e basta per sapere c-e c%!" e sappiamo c-e esiste il suo
opposto" c-e lo nega in maniera relativa. /ostro compito ! &uello di
ridurre l%opacit$ della percezione" diradare la nebbia" avvicinarsi pro-
gressivamente alla verit$ delle cose" c-e ! verit$ vissuta in libert$"
una libert$ c-e si sente emotivamente" come pathos interiore" e c-e
si estrinseca nella realt$" storica e naturale.
144
All%origine dell%essere c%! un fuoco inestinguibile c-e brucia
di passione" con gradi diversi di intensit$" e nel crogiolo del fuoco ci
si purifica. +%aveva detto 5raclito 200 anni fa.
@uesto essere non ! c-e un nulla fintantoc-( non si estrinse-
ca e non accetta la logica del divenire. +%essere umano ! un prodotto
dell%essere" &uindi l%essere gli si pone di fronte come realt$ autono-
ma" indipendente dalla percezione o dalla consapevolezza c-e l%uo-
mo ne pu' avere.
+%uomo non pu' sapere se l%essere ac&uista consapevolezza
di s( nel proprio divenire" per' sa con certezza c-%egli pu' ac&uisire
la conoscenza dell%essere in virt? del divenire dell%essere. +%essere !
in funzione dell%umano. C-i non crede nel primato universale del-
l%uomo" fa del dubbio un metodo e si trova ad essere disarmato nei
confronti di opzioni spiritualistic-e.
@uesto significa c-e &uando si parla di =essere= bisogna di-
stinguere l'essere in s" visibile come natura" come universo" di cui
la ,erra ! parte" e l'essere per l'uomo" cio! l%esser-ci" c-e ! il divenire
della natura c-e -a prodotto l%essere umano" l%ente c-e -a consapevo-
lezza dei meccanismi della libert$.
/ell%essere umano sono racc-iusi tutti i segreti della natura"
eccetto l%origine di &uest%ultima" c-e ! nell%essere in s(" e &uesto limi-
te impedisce all%uomo di &ualificare l%essere con attributi" poic-( ine-
vitabilmente &uesti risulterebbero privi di fondamento" ovvero le
prove dell%esistenza di &ualcosa di metafisico sarebbero sempre tau-
tologic-e.
Che cos' !'in%erc$!%$ra?
=Intercultura= dovrebbe voler dire rapporto tra due o pi#
culture che comporta l'arricchimento reciproco. 0a un arricc-imen-
to reciproco di valori" usi" costumi" tradizioni implica la possibilit$ e
anzi la necessit$ di una reciproca modificazione. +i "uel che si "
ma &uando si viene a contatto con &ualcuno diverso da noi" si diven-
ta "uel che si diventa. Pertanto si ! sempre" in &ualun&ue momento"
&uel c-e si diventa.
Iggi tuttavia" &uando parliamo di =intercultura=" dobbiamo
per forza intenderla come frutto di una situazione economica basata
su rapporti ini&ui tra 9tati forti e 9tati deboli o" se si preferisce" tra
14K
=sviluppo= BcapitalisticoC e =sottosviluppo= Bcoloniale o neocolo-
niale" intendendo con &uesto termine una dipendenza soprattutto di
tipo economicoC.
9ono pi? le cosiddette =culture altre= Bcio! non occidentali"
non capitalistic-eC a integrarsi con noi" c-e non noi con loro. +e
=culture altre= vengono da noi come =perdenti=" come gi$ sconfitte
dal confronto culturale Bc-e" prima d%essere =culturale=" ! economi -
co" tecnologico" militareC.
/on ! un confronto alla pari" proprio perc-( l%intercultura !
soltanto il frutto di un processo d%immigrazione unilaterale" da 9ud a
/ord" e ora anc-e da 5st a Ivest.
C-i viene da noi non ! particolarmente interessato a conser-
vare la propria cultura" al massimo tende a conservare la propria reli-
gione e" finc-( gli riesce facile" conserva la propria lingua. 9e i figli
degli stranieri sono nati in Italia" tendono a non ricordare neppure la
lingua dei propri genitori.
@uando i processi immigratori sono definitivi" senza solu-
zione di continuit$" cio! da 9ud a /ord e da 5st a Ivest" l%intercultu-
ra non ! c-e un%integrazione all%interno della cultura dominante.
+%intercultura sarebbe un processo d%integrazione reciproca
se i processi migratori non fossero irreversibili" e se fossero bidire-
zionali.
/ella storia delle civilt$ non esistono processi d%intercultura
democratici# sono tutti avvenuti in maniera forzata" causati da motivi
oggettivi# miseria" fame" persecuzioni politic-e o religiose" tratta di
sc-iavi...
9e vogliamo c-%esistano processi d%integrazione democratici
dobbiamo fare in modo c-e non esistano processi di condizionamen-
to oggettivo c-e obbligano a emigrare.
+%intercultura dovrebbe diventare l%esito di una scelta libera e
consapevole" in cui tutti i soggetti coinvolti si sentono uguali" con gli
stessi diritti fondamentali Bil primo dei &uali ! il diritto ad essere se
stessi ovun&ue si vadaC.
9enza libert$ diventa un%utopia o una forma di fanatismo il
desiderio di conservare la propria cultura nel mentre si viene a con-
tatto con le altre. 9enza libert$ reciproca" uguale per tutti" non pu'
nascere il desiderio di accettare volontariamente le culture diverse
dalla propria.
141
+a percezione c-e l%integrazione culturale non sia un atto co-
strittivo o limitativo viene meno &uando si avverte l%integrazione
come un arricc-imento della propria cultura di appartenenza. 9enza
libert$ ci sar$ soltanto la vergogna di possedere una cultura inferiore"
perdente e &uindi" a seconda dei casi" maturer$ o la rassegnazione
nei confronti delle culture dominanti o il risentimento c-e porta al ri-
fiuto della diversit$.
9icc-( mentre gli =altri= dovranno fare lo sforzo d%integrarsi
alla nostra cultura" =noi= dovremo soltanto fare lo sforzo di accettare
una presenza ingombrante" imprevista" c-e mentre sul piano cultura-
le non -a niente da dirci" su &uello economico pu' anc-e apparirci
come occasione per realizzare nuovi profitti Bvedi lo sfruttamento
della manodopera a basso costoC.
Raramente ci c-iediamo cosa rappresentino le =culture
altre=" diverse dalla nostra. /on ce lo c-iediamo perc-( siamo con-
vinti c-e la cultura =borg-ese= Bc-e non definiamo neppure con &ue-
sto termine" in &uanto essa ci appare come cultura "ua talis" senza
aggettivi" in &uanto unica vera culturaC" c-e ! &uella industriale" ca-
pitalistica" sul piano storico o" geograficamente parlando" =occiden-
tale=" sia la migliore del mondo" sicuramente la migliore di tutte le
culture espresse dalle civilt$ c-e ci -anno preceduto.
Per noi" accettare le altre culture significa soltanto aver la
pazienza di sopportare una diversit$ giudicata obsoleta" superata dal-
la storia" c-e per noi coincide con la =nostra storia=. /oi dobbiamo
sopportare c-e altri siano pi? indietro di noi" nella consapevolezza
della nostra superiorit$.
5 in &uesto atteggiamento s%interseca" pi? o meno consape-
volmente" la percezione c-e nelle sofferenze degli stranieri vi sia una
&ualc-e responsabilit$ dell%occidente. I pi? consapevoli infatti sanno
c-e l%immigrazione ! spesso frutto di rapporti economici ini&ui Bi co-
siddetti =profug-i economici= prevalgono nettamente su &uelli =poli-
tici=C.
Il fatto ! c-e fino a &uando gli immigrati saranno costretti o
si sentiranno costretti a venire da noi o se si sentiranno indotti dalle
circostanze a diventare come noi" noi non capiremo mai se nelle loro
culture Bpre-borg-esi o pre-capitalistic-eC avrebbero potuto esserci
elementi di critica o comun&ue di vera diversit$ nei confronti della
nostra cultura o civilt$.
10
/oi possiamo partire dall%interscambio culturale per com-
prendere e affrontare i problemi socioeconomici c-e determinano i
fenomeni migratori" c-e ci =costringono= in un certo senso all%inter-
cultura. 0a possiamo anc-e affrontare da subito i suddetti problemi"
per far sJ c-e i fenomeni d%interscambio culturale avvengano nella
maniera pi? spontanea e naturale possibile.
Ci' c-e fa problema non ! il risc-io di perdere la propria
identit$ culturale nell%interscambio delle popolazioni" ma ! il fatto
c-e in tale interscambio alcune popolazioni sono costrette ad emi-
grare" altre no.
/oi occidentali" costringendo &ueste popolazioni" in un
modo o nell%altro" a emigrare" dimostriamo soltanto di non possedere
una cultura democratica. /on possiamo pertanto pretendere c-e gli
stranieri si integrino nella nostra cultura.
9e siamo consapevoli dei processi ini&ui c-e determinano i
fenomeni migratori" e se &uesta consapevolezza ! supportata dalla
cosiddetta =buona fede=" noi potremmo anc-e accettare le =culture
altre= come occasione per rivedere i princJpi fondamentali della no-
stra cultura.
/ella misura in cui sono =pre-borg-esi=" le =culture altre=
potrebbero aiutarci a recuperare non tanto un passato definitivamen-
te scomparso da noi" ma a impostare in maniera democratica la so-
ciet$ del futuro" c-e deve avere dei princJpi autenticamente democra-
tici" &uei princJpi c-e nella nostra cultura non siamo stati capaci di
formulare in maniera adeguata o c-e non siamo stati capaci di realiz-
zare in maniera coerente.
.omanda# se decidessero di emanciparsi anc-e economica-
mente dall%occidente Be non solo politicamente" come dal dopoguerra
ad oggi ! avvenutoC" i paesi del cosiddetto =,erzo mondo= rendereb-
bero pi? facile o pi? difficile l%integrazione culturale con l%occidente"
cio! l%integrazione culturale tra i loro immigrati e noi nativi;
9e l%occidente vuole restare legato al proprio standard di be-
nessere" ! indubbio c-e l%integrazione sar$ molto pi? difficile" anzi
tender$ ad aumentare la Qenofobia" il razzismo culturale" come sta
aumentando adesso nei confronti dei cinesi" c-e di tutti gli stranieri
sono &uelli c-e pi? mettono in crisi la nostra economia di benessere.
11
<iceversa" se l%occidente vuole superare i princJpi del capita-
lismo" l%emancipazione dei paesi in via di sviluppo non pu' c-e fa-
vorire l%integrazione culturale.
V
@ualun&ue offesa sia stata recata da parte dell%uomo bianco"
europeo o americano" alle altre popolazioni del mondo" foss%anc-e
essa voluta per ignoranza o pregiudizio" costituisce un freno allo svi-
luppo del senso di umanit$ c-e dovrebbe caratterizzare ogni essere
umano.
C-i pensa c-e le offese possano trovare una &ualc-e giustifi-
cazione storica appellandosi alla grande superiorit$ tecnica" scientifi-
ca" economica" culturale dell%uomo bianco" diventa eo ipso complice"
suo malgrado" di ogni passo indietro dell%umanit$.
+a storia infatti si preoccuper$ di dimostrare c-e l%unico vero
progresso dell%umanit$ sta nello sviluppo dei rapporti umani" c-e
prescindono totalmente dalle forme in cui si manifestano.
+a verit$ dei rapporti umani sta nell%umanit$ di &uesti rap-
porti - e &uesta ! cosa c-e pu' essere compresa solo vivendola.
@uando prenderemo sul serio i guasti provocati dalla nostra
disumanit$" &uando cominceremo a rapportarci in modo e&uilibrato
nei confronti della natura" &uando il diverso non sar$ pi? considerato
un nemico" &uando i nemici del genere umano verranno affrontati
con coraggio e non con rassegnazione - ecco" allora si sar$ compiuto
un altro passo lungo il cammino c-e porta alla dignit$ e alla libert$
di tutti gli esseri umani.
V
Abbiamo paura di perdere il nostro benessere" la nostra sicu-
rezza" la nostra identit$" le nostre libert$. Abbiamo paura del diverso"
dell%immigrato c-e proviene da realt$ diverse dalle nostre" realt$ c-e
non riusciamo a capire" a tollerare" perc-( ci sembrano troppo primi-
tive" troppo incivili.
8n popolo di eQ contadini migranti come il nostro" c-e -a
fatto cosJ tanta fatica a emanciparsi dalla miseria del mondo rurale"
ora si sente minacciato da altri migranti provenienti dal ,erzo mon-
12
do" dai paesi pi? poveri della ,erra. 5 nessuno si c-iede se al di l$ di
&uesti flussi migratori vi siano cause oggettive c-e li rendono inevi-
tabili.
+a miseria come motivazione della fuga in massa in cerca di
lavoro non ! la causa ultima del fenomeno. 5ssa stessa ! conseguen-
za di altre cause" c-e non vengono mai prese in esame. Per esempio i
rapporti s&uilibrati tra occidente e periferia neocoloniale. A noi non
piace sentir dire c-e esistono ancora delle colonie" eppure dal punto
di vista economico &uelli fuggono da una miseria c-e noi stessi ab-
biamo provocato.
.ovremmo discutere sui meccanismi di funzionamento della
dipendenza economica e finanziaria c-e lega il 9ud al /ord# il 9ud
infatti si ! emancipato politicamente ma non economicamente. @ue-
sto" per i nostri intellettuali" ! un argomento scomodo" per il &uale
vengono immediatamente tacciati d%essere comunisti" antiamericani"
antieuropei" antidemocratici" antioccidentali...
6li stessi intellettuali del ,erzo mondo" &uando emigrano da
noi" si mimetizzano molto velocemente e adottano i nostri criteri di
giudizio e di comportamento. 5 se restano nei loro paesi a parlar
male dell%occidente" la loro voce resta isolata" non -anno i mezzi per
farsi ascoltare.
6li immigrati non -anno voglia di parlare di &ueste cose"
preferiscono restare invisibili# spesso non sono neppure capaci di
farlo" non solo perc-( non conoscono la nostra lingua" ma anc-e per-
c-( non -anno le coordinate culturali per poterlo fare. 5 poi voglio-
no integrarsi velocemente" per poter lavorare in tutta tran&uillit$ e
spedire le rimesse in patria.
0olti di loro sperano anc-e di ritornare nei loro paesi per
mettere in piedi una propria attivit$. <engono da noi per diventare
come noi" dando per scontato c-e la situazione generale del loro pae-
se non possa cambiare. 9perano soltanto in un cambiamento della
loro situazione personale e familiare.
Come $scire da!!a corr$"ione?
@uando la societ$ arriva a un punto in cui ci' c-e fa un de-
lin&uente per poter vivere non ! molto diverso da ci' c-e fa un uomo
di potere" legalmente riconosciuto" si pu' tran&uillamente dire -
1N
guardando le cose dall%esterno - c-e la corruzione ! al 100L. +enin
diceva c-e l%5uropa occidentale" ove pur si era rifugiato dalle perse-
cuzioni zariste" era a &uesto livello gi$ agli inizi del /ovecento.
Infatti" se &ueste due categorie di persone" formalmente cosJ
distanti ma sostanzialmente cosJ vicine" possono coesistere senza
particolari problemi" allora vuol dire c-e tutte le persone oneste non
-anno sufficiente potere per impedirlo e c-e &ualun&ue persona one-
sta pu' anc-e diventare" a seconda delle situazioni" un delin&uente
legale o illegale.
@uando si dice# =! solo &uestione di prezzo= o =a ciascuno il
suo prezzo=" si -a ragione" ma solo in parteM occorrono infatti anc-e
occasioni in grado di influenzare le coscienze" persone capaci di in-
durre a compiere determinate azioni.
In tal senso le persone oneste pi? fragili Bin senso materiale
o moraleC sono &uelle indigenti o indebitate" o &uelle meno accultu-
rate o meno competenti o poco capaci a svolgere mansioni davvero
produttive" spendibili sul mercato" o" pi? in generale" &uelle c-e non
si accontentano" &uelle c-e vogliono avere uno stile di vita al di so-
pra delle loro possibilit$" &uelle c-e vogliono fare carriera... 9i nasce
onesti" ma facilmente si smette di esserlo in una societ$ dominata
dalla corruzione.
6eneralmente i criminali illegali sono &uelli c-e non -anno
avuto le condizioni sufficienti Bmorali o materialiC per restare onesti"
e neppure le condizioni sufficienti per diventare dei =delin&uenti le-
gali=.
8na &ualun&ue resistenza individuale a una corruzione di tal
genere non serve certo a modificare le cose. Al massimo pu' servire
per continuare a restare individualmente puliti.
,uttavia per organizzare una resistenza collettiva occorre
c-e gli effetti della corruzione si siano ampiamente diffusi nel tessu-
to urbano" al punto da renderlo invivibile. 8na soluzione individuale
a &uesto problema ! l%emigrazione verso altri paesi" in cui si spera
c-e la corruzione non sia cosJ forte.
8na soluzione governativa ! la dic-iarazione di guerra a un
governo straniero" semplicemente per distogliere l%attenzione delle
masse dai problemi interni.
8na soluzione popolare ! la guerra civile" c-e per' deve ar-
rivare a una rivoluzione vera e propria" altrimenti si trasforma in un
14
inutile bagno di sangue. 9cegliere una soluzione o l%altra dipende
solo da una cosa# il livello di maturit politica delle masse.
Che cos' !'igna'ia?
/oi siamo destinati a ripetere le cose" ma sempre in forme
diverse" proprio perc-( gli effetti negativi c-%esse ci procurano" mo-
dificano il livello di consapevolezza del bene comune.
.ovremmo per' metterci nelle condizioni di troncare &uesta
spirale perversa" &uesta coazione a ripetere" poic-( se ! vero c-e il
ripetere fa parte del ciclo della vita umana" e in fondo della stessa
natura" cui apparteniamo" ! anc-e vero c-e dovremmo basarci sol-
tanto sul meglio" senza sentirci obbligati" ogni volta" a sperimentare
il peggio.
Purtroppo per'" non sapendo pi? cosa sia il vero bene" in
&uanto abbiamo non solo abbandonato il comunismo primitivo" ma
anc-e eliminato tutti coloro c-e nella storia" in un modo o nell%altro"
con maggiore o minore consapevolezza" volevano ripristinarlo" sem-
bra c-e l%unica possibilit$ c-e ci resta Bdi sopravvivere o di resistere
dignitosamenteC" sia &uella di far tesoro della negativit$" nella spe-
ranza di non dover reiterare gli enormi errori gi$ compiuti. Possiamo
cio! arrivare al bene attraverso il male" all%ovvia condizione di voler-
lo davvero.
9otto &uesto aspetto non c%! alcun bisogno di guardare la
storia in maniera tragica. +a vera tragedia infatti non sta tanto nel
male c-e si compie" &uanto piuttosto nell%incapacit$ di trarne profitto
per compiere delle svolte decisive verso un%alternativa" sottraendosi
al ciclo infernale dei corsi e ricorsi.
+a vera tragedia ! la perdita di tempo" ! la rassegnazione con
cui s%accetta &ualun&ue decorso della storia. H &uesta ignavia c-e
meriterebbe d%esser messa all%inferno" poic-( essa non !" posta in
&uesti termini" un semplice fatto personale" come nella $ommedia
dantesca" ma un%ipoteca sul futuro della storia" un peso insopportabi-
le sullo sviluppo delle generazioni.
9e affrontassimo con decisione e lungimiranza le conse-
guenze dei nostri errori" eviteremmo certamente di ripeterli in altre
forme e modi. +e dittature Besplicite o" come &uelle occidentali" ma-
sc-erate dal parlamentarismoC dovrebbero servirci per capire il valo-
1
re della democrazia" &uella vera" non per passare continuamente da
una dittatura all%altra" in un crescendo di orrori e tragedie" col risc-io
di annientare per sempre la nostra libert$" salvo gli intermezzi in cui
ci lecc-iamo le ferite e in cui nuove mistificazioni" ancora pi? sofi-
sticate" ci fanno vedere la realt$ come Alice nel paese delle meravi -
glie.
9e ci pensiamo" tutta la storia della fase imperiale della
Roma classica -a pagato duramente la mancata realizzazione della
democrazia durante la fase repubblicana. Ci sono volute le popola-
zioni cosiddette =barbaric-e= per ridare libert$ non solo agli sc-iavi
catturati in guerra ma anc-e agli stessi cittadini romani ridotti in
sc-iavit? per debiti. 0a &uanti secoli s%! dovuto soffrire;
Anc-e nel basso 0edioevo tutti i tentativi abortiti d%impedire
la nascita della borg-esia" non -anno fatto altro c-e favorire lo svi-
luppo impetuoso del capitalismo industriale vero e proprio" legitti-
mandolo sul piano dei valori" facendolo diventare =cultura dominan-
te=.
5cco dun&ue c-e cos%! l%ignavia# ! l%illusione di credere c-e i
poteri forti" vedendo la debolezza della societ$ civile" abbiano meno
motivi di comportarsi in maniera arrogante. +%ignavia ! il timore c-e
il proprio sacrificio sia inutile per la causa della libert$ individuale e"
insieme" della giustizia collettiva. +%ignavia ! la falsissima idea di far
coincidere la giustizia sociale col mero conseguimento di una libert$
personale. H cio! l%accontentarsi di un vantaggio individuale" invece
di estenderlo a &uante pi? persone possibili.
6li ignavi sono peggio dei nemici dic-iarati" proprio perc-(
spendono parole sopraffine per arrendersi al sopruso" oppure fingono
soltanto di opporvisi.
+a stragrande maggioranza dei credenti pu' essere conside-
rata indifferente alle sorti dell%umanit$. @uando un credente si fa am-
mazzare" lo fa per difendere il suo credo personale" al fine di rivendi-
care una libert$ di coscienza c-e andr$ poi a usare contro la credenza
o la non-credenza altrui.
@uand%anc-e infatti si trovasse un credente capace di lottare
contro le assurdit$ del suo tempo" non lo farebbe certo in nome della
propria religione" poic-( ogni religione ! sempre stata debole coi
forti e forte coi deboli. /on ! possibile liberarsi dell%ignavia se non
ci si libera della fede.
1A
/$and' che ci si comincia ad amare?
/oi cominciamo ad amarci &uando l%odio rende impossibile
l%amore. Prima c-e l%odio raggiunga l%apice" c%! rassegnazione" indif-
ferenza" sopportazione del male.
Il popolo comincia ad amarsi &uando ! stanco di odiarsi per
colpa di c-i lo governa" per colpa di c-i" stando al potere" invece di
risolvere i problemi" li crea" li amplifica" li fa incancrenire" renden-
doli irrisolvibili.
/oi non riusciamo ad amarci nella normalit$ della vita &uo-
tidiana" semplicemente perc-( non esiste alcuna normalit$ in cui po-
ter essere davvero umani. +a vita ! una continua sopportazione dolo-
rosa di sofferenze imposte dai poteri forti.
/on ci si libera di &uesta servit? se non reagendo in massa"
all%unisono" proprio perc-( c-i governa -a sempre gli strumenti per
reprimere &ualun&ue istanza individuale o di piccolo gruppo o anc-e
di un grande partito c-e" di fronte alle forze dell%ordine" resta disar-
mato. C-i governa" anc-e se rappresenta un%infima minoranza rispet-
to a &uanti soffrono" ! convinto d%avere il potere sufficiente per con-
tinuare a dominare.
Il problema ! c-e se si sopporta troppo" se ci si illude di po-
ter sopportare ad oltranza" non si ! poi capaci di reagire con la dovu-
ta fermezza. 9i finisce nella disperazione della vita isolata" anonima"
c-e ci abbruttisce sempre pi?.
.ovremmo c-iederci il motivo per cui ! cosJ difficile espri-
mere dei sentimenti umani positivi. 9e si dicesse perc-( si teme la
loro strumentalizzazione" si finirebbe col dare per scontato c-e la
stragrande maggioranza delle persone esprime pi? facilmente dei
sentimenti negativiM si finirebbe in sostanza con l%accampare dei pre-
testi. 9e affermiamo c-e la natura umana ! pi? incline al male Bcome
in genere fanno i credentiC" il discorso ! gi$ c-iuso# l%essere umano
-a poc-e speranze Bper i credenti nessuna su &uesta ,erraC.
+a verit$ ! c-e se non si viene educati alla positivit Bc-e
non ! &uella sbandierata da c-i possiede gi$ tuttoC" si viene automati-
camente educati alla negativit$ Bc-e ! &uella di c-i" avendo gi$ tutto"
fa di tutto per non perdere nulla e anzi per aumentare &uello c-e -aC.
14
Il senso della negativit$ Bsia essa come indifferenza oppure
odioC demotiva" avvilisce" diventa un circolo vizioso per i sentimenti
umani" c-e non migliorano mai. 5cco perc-( per riuscire a vivere la
positivit$ del sentimento umano" &uando il contesto ! intriso di nega-
tivit$" occorre" in via preliminare" uno sforzo della volont$" una con-
versione della mente" una modificazione delle abitudini.
+a prima regola c-e ci si deve imporre ! &uella di lasciarsi
condizionare il meno possibile dalla negativit$. H una vera e propria
lotta &uotidiana contro la tentazione a comportarsi come gli altri" ov-
vero a giustificare il proprio comportamento sulla base di &uello al-
trui" c-e appare prevalente B&uante volte sentiamo dire" anc-e da par-
te di persone molto autorevoli" c-e se una certa cosa la fanno gli al -
tri" ottenendo vantaggi tangibili" e nessuno glielo impedisce" non si
capisce perc-( la debbano fare solo loro;C.
Avendo perduto la naturalezza dei rapporti umani e vivendo
in un contesto sociale c-e -a ereditato dalle generazioni precedenti
delle forme di vita caratterizzate negativamente" l%uomo contempora-
neo" se vuole uscire da &uesto vicolo cieco" deve anzitutto fare vio-
lenza a se stesso" porsi in uno stato d%animo distaccato dalle mode
prevalenti e" nello stesso tempo" con la medesima determinazione"
combattere tutte le forme di negativit$ c-e rendono opprimente l%esi-
stenza umana" il vivere civile.
+a credibilit$ di un soggetto non sta soltanto nella verit$ c-e
dice" ma soprattutto nel modo come la vive. +a prassi ! il criterio
della verit$. 5ssere credibili" dal punto di vista della verit$" non si-
gnifica essere accomodanti" minimizzando la negativit$" far buon
viso a cattiva sorteM significa essere coerenti con le proprie scelte c-e
ai pi? appaiono scomode" e bisogna farlo senza sc-ematismi di sorta"
senza fanatismi di maniera. /on si pu' diventare intolleranti proprio
mentre si pensa di aver ragione.
Iggi purtroppo tutte &ueste cose ! lo stesso =capitale= c-e le
dice e semplicemente per accaparrarsi &uanti pi? =clienti= possibili.
In &uesto sistema infatti la positivit$ viene assunta a modello fonda-
mentale di sicuro benessere o di sicuro business. Il successo arride
all%ottimista.
5cco perc-( ! difficile stabilire il luogo della verit$" e &uan-
do si parla di =punto di vista della verit$=" si risc-ia di dire una cosa
senza senso. +a verit$" in realt$" non -a pi? alcun luogo" se non &uel -
1K
lo della coscienza personale di ciascuno" c-e" se resta meramente
personale e non diventa collettiva" ! la cosa pi? arbitraria di &uesto
mondo. +a verit$ riposa soltanto nella coscienza degli uomini Bal
pluraleC c-e la mettono in pratica. .i volta in volta. 5 guai a pensare
c-e una verit$ vissuta in maniera collettiva sia di per s( migliore di
una verit$ vissuta a titolo personale. Il valore di &ualun&ue cosa sta
nella pratica c-e lo decide. 9ono i frutti" cio! la parte pi? delicata e
meno prevedibile" c-e indicano il valore di una pianta.
Coeren"a di %eoria e &rassi
3orse uno dei difetti principali della cultura occidentale" non
solo borg-ese ma anc-e pre-borg-ese" ! la forte disparit$ esistente
tra enunciati teorici e realizzazioni pratic-e.
I princJpi della democrazia - solo per fare un esempio - ven-
gono ampiamente riconosciuti sul piano etico" giuridico e politico"
ma completamente disattesi sul &uello sociale ed economico.
9pesso c%illudiamo c-e sia sufficiente affermare un principio
per vederlo realizzato. Cio! crediamo c-e" una volta ac&uisita la con-
sapevolezza delle cose" non sia possibile l%incoerenza. /oi abbiamo"
specie in &uest%epoca nucleare" piena consapevolezza dell%importanza
della pace e della non violenza" eppure ci comportiamo come se non
l%avessimo. H il potere c-e ci vuole tenere nell%ignoranza" in &uella
falsa innocenza c-iamata irresponsabilit$. ,ogliendoci la possibilit$
di decidere" ci fa sentire immuni da colpe.
/ella storia tuttavia esiste" nonostante le immani tragedie
c-e -anno rallentato il cammino dell%umanit$ verso l%autoconsapevo-
lezza di s(" una sorta di filo d%Arianna c-e indica un certo progresso.
6li esseri umani sono sempre pi? consapevoli dei loro diritti" dell%e-
sigenza di essere liberi e di vivere un%esistenza autentica" dignitosa.
+a contraddizione tra &uesta progressiva consapevolezza e la
violenza della vita reale" viene avvertita con sempre maggior fasti-
dio. 6li uomini sanno come dovrebbero fare per migliorare le cose"
ma non lo fanno" e &uesto pi? o meno consapevolmente. Restano in-
differenti" ignavi" come se mettessero alla prova la loro capacit$ di
resistenza al male. 9ono convinti di poter restare se stessi pur in una
situazione sociale sempre meno vivibile.
11
6li uomini tendono a sopravvalutarsi" forse spinti in &uesto
dalla forza della scienza e della tecnica" dal primato dell%individuo
sulla massa" in sostanza da un mito in cui sin dalla nascita si viene
abituati a credere.
I faraoni si servivano del mito dell%aldil$ per rabbonire le
masse sempre meno disposte a lasciarsi sfruttareM oggi la borg-esia
si serve di forme persuasive pi? laic-e e terrene ma non per &uesto
meno illusorie.
Idee e 'a!ori
/on bisogna mai associare i valori alle idee ma solo ed
esclusivamente ai bisogni.
+e idee sono fisse o comun&ue tendono a semplificare ec-
cessivamente la realt$. In fondo tutta la filosofia borg-ese ! stata il
tentativo di dare un senso astratto a una realt$ c-e aveva perduto il
suo senso concreto" &uello religioso. @uesto senso religioso era di-
ventato con la 9colastica tanto pi? astratto &uanto meno si riferiva ai
bisogni delle masse.
3orse si pu' dire c-e la 9colastica sia stata il tentativo reli-
gioso di venire incontro alle esigenze della borg-esia e &uesta" &uan-
do -a potuto constatare d%essersi sufficientemente sviluppata a livel-
lo sociale" -a avvertito il bisogno di superare le astrattezze teologi-
c-e della 9colastica con &uelle filosofic-e del cartesianismo" c-e d$
praticamente il via alla filosofia borg-ese moderna.
+a rottura tra cartesianismo e 9colastica ! &uindi in realt$
solo apparente" solo nominalistica# nella sostanza c%! stata una preci -
sa linea di continuit$ a favore della borg-esia. @ui" nella 9colastica"
sono le radici del moderno capitalismo" anc-e se dalla filosofia bor-
g-ese non vengono riconosciute" in &uanto si giudicava la 9colastica
troppo teologica.
Per tornare a fare teoria concreta" utile a tutto il popolo e non
solo a una classe" occorre ripartire dai bisogni" perc-( &uesti danno il
senso alla realt$. I bisogni mutano di continuo" ponendo sempre nuo-
ve domande" e ogni risposta c-e pretenda d%essere definitiva ! un
abuso.
.a una lettura realistica" circostanziata" dei bisogni devono
emergere le idee giuste" al fine di realizzare un mutamento significa-
1A0
tivo" c-e non sia solo di facciata. @uesto ! il modo migliore di vivere
i valori. 5cco perc-( deve apparire del tutto normale c-e i grandi
dell%umanit$# 9ocrate" Cristo" 2udd-a... non abbiano voluto lasciare
alcuno scritto.
5sigere una coerenza di idee significa fare un torto alla liber-
t$ dell%uomo.
1A1
Nega%i'i%+ e cinema%ogra)ia
C-e cos%! la storia del gangsterismo americano" in particola-
re della mafia siciliana trapiantata negli +tates" se non la storia di
un%emancipazione violenta in una societ$ solo formalmente legale"
da parte di strati sociali c-e &uella societ$ aveva tenuto ai margini;
Il gangster era colui c-e aveva cercato di riscattarsi usando
gli stessi metodi c-e la borg-esia" prima in 5uropa occidentale poi
negli 8sa" aveva usato agli albori della sua nascita e c-e continuava
ad usare" &uando necessario" nei confronti di &uelle classi o strati so-
ciali c-e contribuivano con la loro soggezione ad assicurare poteri e
privilegi alla stessa borg-esia.
+e forze dell%ordine altro non rappresentavano c-e la neces-
sit$ di tutelare una propriet$" un privilegio ac&uisito contro c-i" usan-
do gli stessi mezzi e metodi violenti" ne pretendeva una parte. +a
mafia doveva essere combattuta perc-( usava in maniera esplicita
una forma di violenza c-e la borg-esia cercava di masc-erare con la
finzione del diritto e dello 9tato parlamentare.
+a mafia rappresentava la verit$ al negativo" contro la falsit$
masc-erata. 5cco perc-( tra borg-esia e criminalit$ organizzata alla
fine si arriva sempre a un compromesso.
+a borg-esia deve accettare l%idea c-e lo sfruttato pu' ribel-
larsi semplicemente per riconfermare il dominio del capitale sui rap-
porti tra le forze produttive. Anzi" la borg-esia pu' anc-e aver biso-
gno di elementi del genere contro &uei marginali c-e si ribellano per
motivi di autentica giustizia.
.un&ue" c-i combatte la mafia senza combattere" allo stesso
tempo" il sistema c-e l%-a generata e c-e indirettamente la nutre" per-
de il suo tempo. @uand%uno s%accorge di non avere sufficiente prote-
zione da parte dello 9tato e" nonostante ci'" persiste nella sua batta-
glia antimafiosa" non pu' essere cosJ ingenuo da non sapere c-e il
suo destino ! segnato.
Combattere la mafia per un%esigenza di giustizia personale
non -a senso" perc-( la mafia ! un fenomeno sociale" c-e -a radici
nello sviluppo della formazione borg-ese.
1A2
9e la politica non si pone come obiettivo il mutamento dei
rapporti sociali in direzione del socialismo" la mafia non pu' essere
combattuta in alcun modo" o comun&ue non pu' essere vinta in ma-
niera definitiva. /el migliore dei casi si -a un naturale avvicenda-
mento tra le organizzazioni criminali.
.na ($es%ione di r$o!i
In una societ$ d%ispirazione calvinista - e ogni societ$ capita-
listica lo ! - il trovarsi dalla parte del =bene= o del =male= ! una con-
dizione data dal destino" con un lieve margine di possibilit$ di scelta.
@uesto ! molto evidente nei film americani.
/aturalmente sono possibili varie gradazioni di bene e di
male" ma &uello c-e ! &uasi impossibile ! il passaggio dal male al
bene" in &uanto ! molto pi? facile il contrario.
C-iun&ue passi dal male al bene resta un soggetto a risc-io"
c-e sicuramente non far$ mai nulla di particolarmente significativo"
o" in ogni caso" un personaggio tenacemente negativo c-e in una cer-
ta se&uenza del film compie un gesto positivo" normalmente muore
nel momento stesso in cui lo compie" oppure viene fatto morire pri-
ma c-e lo sc-erno o la derisione di &ualcuno del suo passato possa
farlo ricadere nell%errore.
Per c-i invece dal bene passa al male si avr$ un occ-io di ri-
guardo" se il male non sar$ stato troppo grande o non si ripeter$" e
comun&ue il regista potr$ sempre ricorrere alla soluzione della morte
come rimedio alla colpa.
In una societ$ calvinista ! solo una &uestione di ruoli" di gio-
co delle parti" in &uanto non c%! vera differenza tra bene e male" al
punto c-e spesso i mezzi e i metodi usati sono gli stessi.
Il bene c-e si vive nei film americani ! &uello di una vita
agiata" benestanteM anc-e &uando l%eroe sembra rifiutare &uesto tipo
di vita" alla fine" se il rifiuto ! radicale" ! lui a rimetterci.
9i ! cosJ convinti di &uesto c-e si ! persino disposti a transi-
gere nei confronti di c-i cerca con mezzi illegali di ac&uisire una ric-
c-ezza personale" se il criminale dimostra sul piano del carattere
d%essere accattivante o di avere comun&ue una personalit$ interessan-
te.
1AN
6li americani -anno una storia troppo truce per non sapere
c-e nella loro societ$ il =male= non ! c-e un modo illegale o arbitra-
rio di fare le stesse cose del =bene=.
,ant%! c-e nei confronti della mafia la cinematografia ameri-
cana ! sempre stata molto indulgente. 3orse ancora di pi? c-e nei
confronti di &uella criminalit$ individualistica alla Pesse Pames o alla
2onnie and Cl*de" c-e pur rispecc-iava meglio la natura individuali-
stica degli americani.
+a mafia" pur costituendo un prodotto d%importazione" !
sempre stata trattata con molta circospezione nella cinematografia
americana" perc-( comun&ue essa rappresentava" nella consapevo-
lezza degli americani" il tentativo di dare una veste organizzata e uf-
ficiale" soggetta a regole" all%esigenza di benessere da parte di strati
marginali.
+a criminalit$ individualistica invece !" per definizione" pri-
va di regole e &uindi ingestibile nell%immaginario collettivo. Il picco-
lo criminale" non affiliato ad alcuna organizzazione" ! un perdente
per sua natura ed ! sempre destinato ad essere catturato" anc-e se
umanamente pu' risultare simpatico.
Sen%imen%i e nega%i'i%+
+a rappresentazione simbolica dei sentimenti umani" &uando
! eccessiva" come p.es. nei film" diventa controproducente" poic-(
mette a nudo un%interiorit$ c-e si vorrebbe lasciare nascosta" segreta"
nella convinzione c-e solo cosJ essa abbia sempre dei tesori cui po-
ter attingere.
8na rappresentazione simbolica eccessiva dei sentimenti
pu' avere lo stesso effetto negativo di una rappresentazione realisti-
ca eccessiva della sessualit$" come in genere ! nella pornografia.
@uando uno ! spettatore di &ualcosa" non pu' identificarsi
completamente in ci' c-e vede" poic-( non ! cosJ c-e si sente rassi-
curato. 8no deve potersi calare nelle situazioni" ma conservando un
certo margine d%autonomia nell%interpretazione di ci' c-e vede" nel-
l%immedesimazione coi protagonisti e con le loro vicende" cio! nel-
l%autorappresentazione" perc-( in fondo la cinematografia conduce a
&uesto. 8no spettatore" nei film" vuole vedersi rappresentato.
1A4
@uando i dialog-i simbolici diventano troppo intimistici"
troppo interiorizzati" &uando mettono troppo a nudo le contraddizio-
ni dell%animo umano" si rimane con un senso di vuoto" d%impotenza"
perc-( si -a l%impressione di non ricevere nulla di pi? di ci' c-e gi$
non si possiede e si conosce molto bene. +o spettatore invece -a bi-
sogno di sognare ci' c-e non -a.
@uando si dice c-e la cinematografia fa sognare" bisogne-
rebbe aggiungere c-%essa svolge una funzione non molta diversa dal-
la droga. H una fabbrica d%illusioni.
5 se a &uesto il regista cerca di rimediare proponendo storie
pi? crude" pi? violente" nel tentativo di dimostrare un maggiore =rea-
lismo=" l%effetto ottenuto ! ancora pi? negativo" in &uanto si presume
c-e nella realt$ &uotidiana non esistano alternative praticabili. 9i
esce da un cinema con disgusto non solo nei confronti di ci' c-e si !
visto" ma anc-e nei confronti dell%ambiente in cui si vive. 5 di nuovo
si -a paura" ci si sente soli" spaesati.
3orse l%unica cinematografia di valore dovrebbe essere &uel-
la storica e documentaristica" ad uso soprattutto delle scuole e dei
circoli culturali.
+torica perc-( gli uomini devono conservare la memoria del
passato e" in &uesto senso" una ricostruzione fedele degli eventi c-e
appartengono alla sua storia" pu' offrire un grande contributo alla ci-
vilt$ democratica.
*ocumentaristica perc-( l%informazione non pu' prescinde-
re dalle immagini. 8na volta si usava la pittura" la scultura" l%arc-i-
tettura ecc. Iggi la cultura" la scienza e ogni altro contenuto signifi-
cativo pu' essere trasmesso con nuovi strumenti tecnologici.
Igni altro genere filmico Bsentimentale" fantascientifico
ecc.C andrebbe gestito con &uesta preoccupazione" nel senso c-e o
vengono trasmessi messaggi etico-sociali c-e aiutano a riflettere sul
presente" oppure ! meglio rinunciare a tutti &uei generi commerciali
fatti in serie.
Inoltre ! indispensabile c-e ogni proiezione sia preceduta da
una introduzione e sia seguita dalla possibilit$ di esprimere pareri.
In sin%esi
1A
+a cinematografia dovrebbe indurre lo spettatore a capire
&uali possono essere le cause Bsociali" culturali ecc.C c-e portano a
compiere determinati crimini. /on ! solo dalla testa del colpevole
c-e va tolta la convinzione d%essere un predestinato al male" ma an-
c-e da &uella dello spettatore" c-e non pu' certo essere indotto a cre-
dere n( c-e la criminalit$ non lo riguardi in alcuna maniera Btutti sia-
mo in un certo senso responsabili di &ualcosaC" n( c-e per essa l%uni -
ca soluzione possibile sia il carcere o la pena di morte.
Purtroppo in una societ$ basata sull%individualismo nessuno
pensa c-e le azioni di una persona siano strettamente legate a &uelle
di tutte le altre. Ignuno s%illude di essere un atomo isolato e il crimi -
nale s%illude di poter compiere il male impunemente.
+a cinematografia dovrebbe aiutare a capire come utilizzare
il male compiuto per riflettere" in maniera collettiva" sulle sue cause
ultime# soltanto cosJ si ac&uister$ fiducia in se stessi e negli altri.
Iccorre togliere al criminale l%illusione della propria onnipotenza o
della propria assoluta diversit$ rispetto alla gente comune. +a crimi-
nalit$ non nasce per caso o comun&ue non ! per caso c-e si sviluppa.
+a cinematografia compie un errore grave &uando mostra c-e l%omi-
cidio ! alla portata di tutti.
1AA
Conc!$sione
Igni uomo si porta con s( delle contraddizioni c-e gli ricor-
dano continuamente i suoi limiti. Iccorre accettarle per &uello c-e
sono" perc-( &uesto ! il modo migliore di non apparire diversi da
&uello c-e si !. Infatti" c-i cerca con ogni mezzo e modo di masc-e-
rarle" spesso cade nel ridicolo" oppure finisce col compiere cose an-
cora pi? insensate.
+%importante ovviamente ! non farsi scudo di &ueste debo-
lezze per non volersi assumere alcuna responsabilit$. 6li eccessi" in
un senso o nell%altro" sono comun&ue dannosi. Iccorre abituarsi a
convivere con situazioni in cui il bene e il male non sono nettamente
separati" ma continuamente mescolati. In tal modo si ! costretti a una
perenne vigilanza e a non dare mai nulla per scontato.
In fondo cos%! la virt# se non la capacit$ di scoprire e risco-
prire" senza sosta" le tracce del bene in una pista battuta anc-e dal
male; /oi dobbiamo soltanto porre le condizioni perc-( il male ab-
bia meno possibilit$ di vincere.
1A4
Indice
Premessa1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111114
Che cos' !a coscien"a?111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111115
I! s# e !a coscien"a1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111115
L'a$%oconsa&e'o!e""a de!!a ma%eria1111111111111111111111111111111111111111116
Siamo ($e! che siamo1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111117
Lo s&iri%o de!!a ma%eria !a coscien"a111111111111111111111111111111111111188
Coscien"a e ma%eria11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111189
La na%$ra coscien%e111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111184
A'ere consa&e'o!e""a di s#111111111111111111111111111111111111111111111111111111185
I! 'a!ore de!!a coscien"a11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111186
I! con%eni%ore e i! s$o con%en$%o1111111111111111111111111111111111111111111111198
Tem&o e coscien"a1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111119:
I! )$%$ro s%a ne!!a scien"a o ne!!a coscien"a?1111111111111111111111111119;
&ossi*i!e $n'e%ica scien%i)ica?11111111111111111111111111111111111111111111111195
Che cos' !a !i*er%+ di coscien"a?111111111111111111111111111111111111111111111111197
L'es&eri*i!i%+ de!!a !i*er%+ di coscien"a?111111111111111111111111111111111:<
Li*er%+ di coscien"a e scri%%$ra111111111111111111111111111111111111111111111111:9
Li*er%+ di coscien"a e diso**edien"a ci'i!e11111111111111111111111111111::
I! &rima%o de!!a !i*er%+ di coscien"a11111111111111111111111111111111111111111:5
,iri%%o- e%ica e !i*er%+ di coscien"a1111111111111111111111111111111111111111111:=
Li*er%+ e !i*ero ar*i%rio1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111;5
La !i*er%+11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111;6
Li*er%+ e res&onsa*i!i%+ mora!e 1111111111111111111111111111111111111111111111;7
Indi'id$a!ismo e !i*er%+ 11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111;=
Li*er%+ e &ro&rie%+11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111;=
Li*er%+ e de*o!e""a111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111149
Inde%ermina%e""a e !i*er%+1111111111111111111111111111111111111111111111111111111149
Che cos' i! caso?111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111114:
Caso e necessi%+111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111147
L'idea di 'io!en"a1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111115<
Vio!en"a $mana e anima!e1111111111111111111111111111111111111111111111111111111158
L'e%ica in $n con%es%o 'io!en%o111111111111111111111111111111111111111111111111115:
La 'era )or"a1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111154
.n mondo mig!iore1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111156
Persec$"ione e mar%irio1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111115=
1AK
L'idea di mar%irio e i s$oi in%er&re%i11111111111111111111111111111111111111116<
Che cos' i! s$icidio?1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111169
Con%ro ogni )orma di s$icidio1111111111111111111111111111111111111111111111111166
gi$s%a !a &ena di mor%e?1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111117<
Pena di mor%e e ca&i%a!ismo1111111111111111111111111111111111111111111111111111117<
/$es%ioni genera!i1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111117:
/$es%ioni mora!i1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111117;
O*ie%%i'i in%ermedi 111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111174
I! con%ri*$%o di Amnes%0 In%erna%iona! 111111111111111111111111111111111174
.n &o' di re!igione111 a!!'i%a!iana1111111111111111111111111111111111111111111111177
Pena e &en%imen%o- 'ende%%a e &erdono111111111111111111111111111111111111111=8
Vende%%a o &erdono?11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111=:
Chiedere &erdono dei &ro&ri crimini111111111111111111111111111111111111111=4
Rimediare ai &ro&ri errori1111111111111111111111111111111111111111111111111111111=7
Riconci!iarsi co! &ro&rio &assa%o1111111111111111111111111111111111111111111111=7
Co!&a- gi$di"io e coscien"a111111111111111111111111111111111111111111111111111118<9
Tradi%o e %radi%ore1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111118<:
E%ica111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111118<:
I! conce%%o d'innocen"a111111111111111111111111111111111111111111111111111111111118<;
Sonno- sogno e ris'eg!io11111111111111111111111111111111111111111111111111111111118<5
Iden%i%+ e di))eren"a111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111118<=
L'iden%i%+ di s# e !a %orre di 2a*e!e111111111111111111111111111111111111111188<
I! ris&e%%o111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111188:
Le ($a%%ro a!iena"ioni1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111884
Cosa '$o! dire essere se s%essi?11111111111111111111111111111111111111111111111885
La )r$s%ra"ione e i! s$o o%%imismo111111111111111111111111111111111111111111886
Se io so11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111887
L'iden%i%+ $mana111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111887
3e%a)ora de!!o s&ecchio1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111898
Essere ($e! che si 11111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111111189;
Ra&&resen%a"ione e 'o!on%+1111111111111111111111111111111111111111111111111111895
.ni'ersa!e e &ar%ico!are1111111111111111111111111111111111111111111111111111111111896
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