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N80 Giugno 2014 1

Newsletter
N 80 Giugno 2014
Trifir & Partners Avvocati
Diritto del Lavoro
Attualit 4
Le Nostre Sentenze 6
Cassazione 8
Diritto Civile,
Commerciale,
Assicurativo
Le Nostre Sentenze 9
Assicurazioni 11
Il Punto su 13
R. Stampa 15
Eventi 16
Contatti 17
La riforma del lavoro. Dalla legge Fornero al Jobs
Act
Dal 13 giugno 2014 disponibile, presso tutte le edicole, il volume -
curato dal nostro Studio - La riforma del lavoro. Dalla legge Fornero al
Jobs Act, edito da RCS in collaborazione con il Corriere Economia.
Il libro nasce dallesigenza, frequentemente segnalataci dalle
Aziende, di fornire un quadro completo e sintetico della normativa,
ove spesso un istituto disciplinato da un affastellarsi di leggi, testi
unici, circolari ministeriali, altalenanti orientamenti giurisprudenziali.
Il libro analizza, anzitutto, le tipologie speciali di lavoro dipendente,
contratto a termine e apprendistato, sulle quali il legislatore punta
molto per il rilancio occupazionale. Infatti, questi istituti sono stati rivisti
sia con la legge Fornero, che con il successivo Decreto Lavoro di
Letta, e inne con il Jobs Act. Si passa, poi, al lavoro autonomo e
parasubordinato, partite IVA e contratto a progetto, che potrebbero
essere un utile strumento per facilitare lincontro tra domanda e offerta
di lavoro e stimolare limprenditorialit individuale, mentre sono
ingessati in vincoli normativi che ne stanno decretando labbandono.
Il libro affronta, poi, il tema dei licenziamenti, individuali e collettivi, e
delle dimissioni, fornendo un quadro dei casi di invalidit e delle
conseguenti sanzioni, dal licenziamento nullo per motivo illecito, ai vizi
di forma. Abbiamo affrontato anche laspetto processuale,
analizzando il nuovo rito speciale in tema di licenziamenti.
Ci sono, inne, due capitoli sugli incentivi alle assunzioni e gli
ammortizzatori sociali. Anche qui, le novit introdotte dalle recenti
riforme sono numerose.
Si tratta, a nostro avviso, di un vademecum, utile e di facile
consultazione, che tocca i temi pi attuali del diritto del lavoro.
(Disponibile anche la versione E-Book).
Buona lettura!
Salvatore Trir e Tommaso Targa
Comitato di Redazione: Francesco Autelitano, Stefano Beretta, Antonio
Cazzella, Teresa Cofano, Luca DArco, Diego Meucci, Jacopo Moretti,
Damiana Lesce, Luca Peron, Claudio Ponari, Vittorio Provera, Tommaso
Targa, Marina Tona, Stefano Trir e Giovanna Vaglio Bianco
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Contratti a termine: facciamo il punto
A cura di Damiana Lesce
Il contratto a termine oggi disciplinato dal decreto legge 20 marzo 2014 n. 34 convertito, con
modicazioni, nella legge 16 maggio 2014 n. 78.
Con lultima modica legislativa, il legislatore ha posto in essere un vero e proprio processo di
semplicazione. Venuta meno la necessit di specicare le ragioni di carattere tecnico, produttivo,
organizzativo o sostitutivo che giusticavano lapposizione di un termine, gli unici limiti sono oggi i
seguenti: (i) la durata massima: 36 mesi, anche con pi proroghe; (ii) un numero predeterminato di
proroghe, che non possono essere superiori a 5 indipendentemente dal numero dei rinnovi; (iii)
lintroduzione di un contingentamento. Ogni azienda pu effettuare assunzioni con contratti a tempo
determinato solo entro la percentuale del 20% dei dipendenti assunti a tempo indeterminato, da
calcolarsi al 1^ gennaio dellanno a cui si riferisce lassunzione.
Bench sia stata molto semplicata, vale la pena riettere o comunque .fare il punto su alcuni proli
della nuova normativa.
A) Il contratto a termine nel pubblico impiego. La disciplina innanzi richiamata non applicabile al
lavoro alle dipendenze della Pubblica Amministrazione. Infatti, larticolo 2, comma 2, del d.lgs. 165/2001
prevede che le Amministrazioni Pubbliche possano avvalersi delle forme contrattuali essibili di
assunzione e di impiego (quali il rapporto di lavoro a termine) a fronte di esigenze di carattere
temporaneo o eccezionale e nel rispetto delle procedure di reclutamento.
Nel rapporto di lavoro a termine alle dipendenze della Pubblica Amministrazione, dunque, le ragioni e le
esigenze di carattere temporaneo o eccezionale costituiscono un elemento essenziale del contratto.
Ne consegue che la acausalit introdotta dalla nuova normativa non trova applicazione nellambito del
lavoro pubblico, rimanendo efcace la disciplina speciale ed imperativa di cui allarticolo 36 del d.lgs. n.
165/2001.
B) Il limite quantitativo del 20%. A tuttoggi molti rapporti a termine sono esclusi dal limite quantitativo
del 20%.
!
La soglia non vale per i datori di lavoro che impiegano no a 5 dipendenti.
!
Ulteriori esclusioni sono contenute nellart. 10, comma 7, del d.lgs. n. 368/2001.
Restano fuori dal limite quantitativo:
1. i contratti stipulati per esigenze sostitutive. In tali ipotesi il datore di lavoro deve indicare nel contratto
le esigenze sostitutive e, quindi, in ossequio a quanto statuito sia dalla Corte Costituzionale sia dalle
successive pronunce della Suprema Corte di Cassazione, deve specicare il nome del lavoratore
sostituito o, in alternativa, indicare elementi ulteriori, quali ad esempio, le mansioni dei lavoratori da
sostituire, il diritto degli stessi alla conservazione del posto di lavoro etc., che consentano di
determinare il numero dei lavoratori da sostituire. Peraltro, tale contratto a termine a tuttoggi
causale escluso dallonere della maggiorazione contributiva dell1,4%, introdotto nel 2012 dalla
riforma Fornero;
2. il lavoro stagionale. Lesenzione dal limite del 20% opera a condizione che venga indicato
espressamente nel contratto il riferimento a tale fattispecie.
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A tale riguardo, in sintesi, sui ricorda che rientrano nel c.d. lavoro stagionale le attivit descritte nel
decreto del Presidente della Repubblica n. 1525/1963 e quelle individuate dagli avvisi comuni e dai
contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente pi
rappresentative;
3. i contratti stipulati per lavvio di nuove attivit per spettacoli e programmi radiotelevisivi e per lavoratori
con et superiore a 55 anni;
4. i contratti stipulati dagli Enti di ricerca.
!
Per il trasporto aereo e i servizi postali, in aggiunta alla regola generale della acausalit prevista dalla
nuova legge, vi un ulteriore regime di acausalit, applicabile solo in determinati periodi dellanno,
con una soglia del 15% dellorganico.
C) I possibili interventi della contrattazione collettiva. Il limite del 20% previsto dalla nuova normativa
pu essere modicato dai contratti collettivi cui demandata anche la facolt di gestire il c.d. regime
transitorio.
I contratti applicabili in azienda, e, quindi, anche gli accordi di secondo livello, possono modicare il
limite massimo del 20% e modicare la data di cessazione del periodo entro il quale, secondo la legge, i
datori di lavoro devono rientrare nei parametri previsti dalla normativa.
Anche il limite della durata massima (36 mesi) del contratto di lavoro a termine pu essere modicato dai
contratti collettivi di qualsiasi livello e, quindi, tramite accordi nazionali, territoriali o aziendali.
La contrattazione collettiva (di qualsiasi livello) pu ancora modicare la disciplina generale relativa al
divieto di utilizzo del contratto a termine. Come noto, infatti, non consentito utilizzare lavoratori a
termine presso unit produttive interessate da licenziamenti e ammortizzatori sociali. I contratti collettivi
possono rimuovere tale divieto.
D) Le differenze tra il contratto a termine ed il lavoro somministrato. Da ultimo, si pongono in
evidenza le principali differenze tra il contratto a termine e la somministrazione a termine avuto riguardo:
al limite quantitativo, alle proroghe, alla disciplina dei rinnovi, al diritto di precedenza ed alla sanzione
amministrativa prevista in caso di superamento dei limiti quantitativi.
!
il limite quantitativo: il limite del 20% innanzi esaminato non opera per la somministrazione a termine;
sono fatte salve le previsioni della contrattazione collettiva;
!
le proroghe: 5 proroghe del contratto a termine nellarco temporale massimo di 36 mesi; 6 proroghe
per ogni singolo contratto di somministrazione a termine;
!
la disciplina dei rinnovi: tuttora vigente lart. 5 del D.lgs. 368/2001; nessun obbligo di c.d. stop and
go sussiste per il contratto di somministrazione a termine;
!
il diritto di precedenza: il diritto di precedenza nelle assunzioni applicabile nel caso di contratto a
termine non opera nellipotesi di somministrazione a termine;
!
la sanzione amministrativa prevista in caso di superamento dei limiti: la sanzione amministrativa
prevista dalla legge in caso di superamento dei limitati quantitativi di stipulazione dei contratti a termine
non applicabile alla somministrazione a termine.
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Le modifiche in materia di apprendistato introdotte dal decreto
legge n. 34/2014 e i passi indietro compiuti, in sede di
conversione, dalla legge n. 78/2014
A cura di Tommaso Targa
La legge di conversione del decreto legge n. 34/2014 - prima tranche del jobs act - ha introdotto una
serie di modiche, rispetto al testo originario del decreto, in tema di apprendistato. Alcune di esse hanno
indebolito la portata innovatrice della riforma. Vediamole nel dettaglio.
I) Specicazione del piano formativo nel contratto di assunzione
Il decreto legge n. 34/2014, ribattezzato Jobs Act, aveva abrogato lobbligo di pattuire per iscritto il
piano formativo individuale dellapprendista, lasciando alle parti la possibilit di meglio delineare, anche
durante il percorso formativo, le necessit concrete della formazione. Tale intervento era diretto ad
eliminare un elemento che ingessava lapprendistato e creava problematiche, anche burocratiche, in
fase di assunzione, oltre al rischio di controversie relative allaspetto formale del contratto.
La legge di conversione ha fatto parzialmente marcia indietro, prevedendo che la lettera di assunzione
dellapprendista, oltre alleventuale patto in prova, deve contenere la specicazione del piano formativo
individuale, anche se in forma sintetica, utilizzando se del caso formulari e moduli stabiliti dalla
contrattazione collettiva o da Enti bilaterali.
In sostanza, lobbligo di indicare il piano formativo al momento dellassunzione stato reintrodotto,
seppur prevedendo che esso pu essere assolto in forma sintetica.
Lutilizzo di una formulazione cos generica, di fatto, rimette al giudice la valutazione discrezionale sulla
idoneit della formulazione utilizzata nel singolo contratto. Lo stesso problema si pone per le tutte le
clausole generali, una fra tutte la manifesta infondatezza del licenziamento per ragioni oggettive. In
questo modo, riemerge il rischio di contenzioso che il decreto legge voleva eliminare.
II) Minimo retributivo nellapprendistato professionalizzante
Il decreto legge ha introdotto una importante novit, rispetto alla pregressa disciplina, con riferimento al
contratto di apprendistato professionalizzante: la previsione che la retribuzione dellapprendista, per la
parte relativa alla formazione, stabilita in misura pari al 35% della retribuzione del livello
contrattuale di riferimento. In sostanza, per le ore di formazione lapprendista pagato meno.
La legge di conversione si limitata ad una lieve modica, prevedendo che la retribuzione delle ore di
formazione deve essere pari ad almeno il 35%: dunque alle parti e/o alla contrattazione collettiva
rimessa la possibilit di una deroga in melius a favore del lavoratore.
III) Obbligo di conferma in servizio degli apprendisti
a) In base alla riforma Fornero, la possibilit per lazienda di stipulare contratti di apprendistato era
condizionata alla circostanza che il datore di lavoro avesse confermato, al termine del periodo di
apprendistato, una percentuale di rapporti pari ad almeno il 50% (30% per i primi 36 mesi dallentrata in
vigore della Legge Fornero) dei precedenti apprendisti. Tale disciplina ricordava le regole previste in
materia di contratti di formazione e lavoro. Per il computo della predetta percentuale erano esclusi i
rapporti risolti per mancato superamento del periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento
determinato da giusta causa. Qualora non fosse stata rispettata la suddetta percentuale era, in ogni
caso, prevista la possibilit di assumere unapprendista ulteriore, rispetto a quelli confermati, oppure un
solo apprendista, in caso di mancata conferma di tutti i pregressi rapporti di tal natura.
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La sanzione per la violazione della disciplina riguardante i limiti di stipula di nuovi contratti di
apprendistato (in caso di violazione delle percentuali di conferma sopra indicate) era costituita dalla
qualicazione dei nuovi rapporti - eventualmente conclusi in spregio alle predette norme - quali rapporti
ab origine a tempo indeterminato.
b) Tali disposizioni erano state eliminate in toto dal Decreto Legge n. 34/2014 che, pertanto, aveva
escluso lobbligo di conferma dei precedenti apprendisti, quale condizione di validit delle successive
assunzioni.
c) Anche qui la legge di conversione ha fatto un piccolo passo indietro, reintroducendo tale obbligo,
ma:
- esclusivamente per i datori di lavoro che occupano almeno cinquanta dipendenti
- in misura pari ad almeno il 20% degli apprendisti assunti nei 36 mesi precedenti
- ferma la possibilit per i CCNL di individuare limiti diversi da questi.
Trattandosi di un obbligo ripristinato in misura limitata, e solo per le aziende pi grandi, la modica in
sede di conversione non dovrebbe incidere sensibilmente sulla propensione dei datori di lavoro ad
utilizzare questo istituto.
IV) La formazione esterna
Per incentivare lutilizzo del contratto di apprendistato professionalizzante, specialmente da parte delle
piccole e medie imprese, il decreto legge aveva reso facoltativa lintegrazione della formazione interna di
tipo professionalizzante e di mestiere con lofferta formativa pubblica esterna allazienda, nalizzata
allacquisizione di competenze di base trasversali. Lo scopo della modica era dare allimpresa maggior
elasticit e autodeterminazione.
La formazione esterna stata, per, reintrodotta in sede di conversione, seppur onerando le Regioni
di comunicare al datore di lavoro, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione
dell'instaurazione del rapporto, le modalit di svolgimento dell'o!erta formativa pubblica, anche con
riferimento alle sedi e al calendario delle attivit previste, avvalendosi anche dei datori di lavoro e
delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili.
In sostanza, la formazione pubblica ritorna obbligatoria, anche se la sua attivazione dipende da una
iniziativa della Regione, la quale pu appoggiarsi sugli stessi datori di lavoro e sulle loro associazioni di
categoria.
La reintroduzione della formazione pubblica conigge con lo scopo di semplicazione che si era posto il
Jobs Act. Da un lato, lesperienza applicativa ha dimostrato che la formazione pubblica spesso
inadeguata alle concrete esigenze di crescita professionale degli apprendisti. Daltro lato, le complessit
burocratiche legate alla formazione esterna spaventano le imprese, specialmente quelle di piccole
dimensioni, inducendole a ripiegare su altre forme di contratto di lavoro, in primis il lavoro a tempo
determinato che non d al lavoratore garanzie di stabilit del posto.
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JOB24 - Il Sole 24 Ore: 09/06/2014
VIDEO: Apprendistato: le nuove regole
Intervista a Tommaso Targa
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LA SENTENZA DEL MESE
LA DECADENZA EX ART. 6 L. 604/1966 SI APPLICA ANCHE ALLAZIONE DI ACCERTAMENTO
DELLA CONTINUAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO EX ART. 2112 C.C.
(Tribunale di Trento, 18 marzo 2014)
In caso di trasferimento di azienda, inefcace lazione di accertamento della prosecuzione del rapporto
di lavoro con la cessionaria che non sia stata proposta nel rispetto dei termini di cui allart. 32, L.
183/2010. Cos ha deciso il Tribunale di Trento che, in una controversia instaurata da un lavoratore per
far accertare la continuazione ex art. 2112 c.c., in capo alla societ cessionaria, del rapporto di lavoro
apparentemente proseguito con la societ cedente, ha rigettato il ricorso per intervenuta decadenza ex
art. 6, comma 2, L. 604/1966. La sentenza ha dato atto che controverso se tale previsione riguardi
solo il caso in cui il lavoratore contesti lefcacia nei suoi confronti del trasferimento di azienda,
opponendosi alla continuazione in capo al cessionario del suo rapporto di lavoro, o se concerna anche
tutti i casi in cui viene comunque in rilievo una cessione di azienda, compreso quello in cui il lavoratore
agisca per vedere estesi nei suoi confronti gli effetti della suddetta cessione. Ci premesso, secondo la
sentenza in commento, a prescindere dal fatto che la questione dellaccertamento del rapporto alle
dipendenze della societ cessionaria rientri nella fattispecie di cui allart. 32, comma 4, lett. c), L.
183/2010 (cessione di contratto di lavoro avvenuta ai sensi dellarticolo 2112 del codice civile con
termine decorrente dalla data del trasferimento), tale domanda comunque riconducibile allipotesi di
cui allart. 32, comma 4, lett. d), L. 183/2010 (ogni altro caso in cui si chieda la costituzione o
laccertamento di un rapporto di lavoro in capo ad un soggetto diverso dal titolare del contratto),
essendo indubitabilmente volta ad accertare che il rapporto di lavoro subordinato fa capo a un soggetto
diverso da quello apparente.
Causa seguita da Giorgio Molteni
ALTRE SENTENZE
LA DOMANDA DI ACCERTAMENTO DELLA NATURA NON GENUINA DELLAPPALTO
INCOMPATIBILE CON LA SOMMARIET DEL RITO FORNERO
(Tribunale di Monza, ordinanza 24 maggio 2014)
La domanda di accertamento della pretesa natura non genuina di un appalto di servizi, con conseguente
imputazione del rapporto di lavoro - e del licenziamento - in capo allazienda committente,
inammissibile nellambito del procedimento speciale ex art. 1, commi 48 e ss della L. 18 giugno 2012 n.
92 (legge Fornero). Tale domanda presuppone, infatti, una complessa istruttoria, incompatibile con la
sommariet del rito. Per le stesse ragioni, questo accertamento non pu nemmeno essere effettuato in
via incidentale, al ne di vericare i presupposti dellapplicazione dellart. 18 St. Lav. nei confronti del
suddetto committente e/o dellappaltatore (nella specie, una cooperativa di servizi). Anche la domanda
di reintegrazione, rivolta nei confronti della cooperativa appaltatrice, inammissibile allorch questultima
abbia eccepito linsussistenza del requisito dimensionale ex art. 18 St. Lav., producendo il libro soci, e il
lavoratore ricorrente non abbia specicamente contestato la sussistenza di dipendenti ulteriori rispetto a
quelli ivi indicati.
Causa seguita da Anna Maria Corna e Tommaso Targa
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LE NOSTRE SENTENZE
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VALIDO IL RECESSO ORALE DAL RAPPORTO DI AGENZIA SE LAGENTE SI RIFIUTA DI RITIRARE
LA RELATIVA LETTERA
(Tribunale di Torino, 28 febbraio 2014)
Anche lagente, al pari del lavoratore subordinato, tenuto a ricevere le comunicazioni relative al
rapporto di agenzia effettuate dalla preponente. Pertanto, il recesso da detto rapporto, anche se
comunicato solo oralmente allagente, pienamente valido ed efcace nel caso in cui la preponente si
sia trovata nellimpossibilit di consegnargli a mani la relativa lettera, a causa dellingiusticato riuto
dellagente di riceverla. Cos ha deciso il Tribunale di Torino, rigettando un ricorso proposto da un agente
che lamentava la mancata corresponsione dellindennit sostitutiva del preavviso, sul presupposto che il
recesso orale intimatogli dalla preponente non fosse valido e che, quindi, il rapporto di agenzia fosse
cessato solo in data successiva, allorch detto recesso gli era pervenuto con raccomandata a.r..
Nel caso di specie, lagente rivendicava, altres, la corresponsione dellindennit suppletiva di clientela,
ma anche tale pretesa stata respinta dal Tribunale, poich la preponente aveva opposto in
compensazione un maggior controcredito per anticipi provvigionali corrisposti allagente, e questultimo
aveva contestato soltanto genericamente gli estratti conto da cui risultava il citato controcredito.
Causa seguita da Luca Peron, Tiziano Feriani e Diego Meucci
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OSSERVATORIO SULLA CASSAZIONE
A cura di Stefano Beretta e Antonio Cazzella
LICENZIAMENTO PER USO DI SOSTANZE STUPEFACENTI ED ONERI PROBATORI DEL
LAVORATORE
Con sentenza n. 11715 del 26 maggio 2014 la Corte di Cassazione, riformando la decisione della Corte
di merito, ha ritenuto che spetta al dipendente (autista di mezzi pesanti) dimostrare di non fare pi uso di
sostanze stupefacenti se intende conservare il posto di lavoro. Nel caso di specie, stato evidenziato
che la Corte di merito era partita da un presupposto erroneo nel ritenere illegittimo il licenziamento del
lavoratore, in quanto non aveva considerato che, per lo svolgimento delle mansioni di autista di mezzi
pesanti per trasporto di riuti, non si trattava di stabilire se egli fosse, o meno, tossicodipendente, ma di
avere la certezza che egli avesse dismesso labitudine al consumo di stupefacenti, anche al di sotto della
soglia di dipendenza, abitudine che era stata pacicamente accertata da una sentenza di condanna in
sede penale. In particolare, la Corte di Cassazione ha precisato che il licenziamento - intimato per
giusticato motivo oggettivo a fronte dellinidoneit allo svolgimento delle mansioni di autista - non era
stato intimato per la sussistenza dello stato di tossicodipendenza, ma stante lincertezza in merito alla
persistenza dellabitudine alluso di sostanze stupefacenti, rispetto alla quale il lavoratore - che aveva gi
negato la sua disponibilit ad un programma di riabilitazione - avrebbe potuto dimostrare, con la
produzione dellesito di esami tossicologici ad hoc, il suo avvenuto recupero, offrendo, altres, la sua
collaborazione per il repechage ed eventualmente dichiarandosi disponibile a svolgere mansioni
differenti, anche inferiori, nel caso di persistente consumo di droghe.
CESSIONE DI RAMO DAZIENDA E REQUISITO DELLA PREESISTENZA DEL RAMO
Con sentenza n. 11832 del 27 maggio 2014 la Corte di Cassazione ha ribadito lorientamento secondo
cui non sussiste una legittima cessione di ramo dazienda nel caso in cui loggetto della cessione sia un
complesso di servizi privi di struttura aziendale autonoma e preesistente. Nella fattispecie in esame,
stata esclusa la congurabilit di un ramo dazienda nella cessione di un complesso di servizi consistenti
nella gestione e manutenzione di strutture informatiche, che restino disomogenei per funzioni svolte e
professionalit coinvolte, non integrati tra loro e privi di coordinamento unitario. In proposito, la Corte di
Cassazione ha precisato che la specica nalit perseguita dalla giurisprudenza comunitaria (volta ad
agevolare il trapasso dei lavoratori al cessionario e la conservazione del posto di lavoro) non
incompatibile con la nalit, perseguita dalla giurisprudenza nazionale, di impedire le esternalizzazioni
che realizzino un peggioramento della posizione dei lavoratori, trattandosi di tutele volte alla protezione
dei diritti dei lavoratori nellambito delle vicende successorie del datore di lavoro.
LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA E RILEVANZA DEL DISVALORE AMBIENTALE
Con sentenza n. 12806 del 6 giugno 2014 la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento
per giusta causa di una lavoratrice che si era assentata per fruire di un periodo di ferie, che non erano
state autorizzate in considerazione della necessit di far fronte a nuove ed impreviste esigenze di
servizio; in particolare, la Corte di Cassazione ha evidenziato che non era sufciente, da parte della
lavoratrice, addurre come giusticazione di tale comportamento la necessit di non piegarsi ad un
ordine di servizio vessatorio. Inoltre, non poteva assumere alcun rilievo la circostanza che ella avesse
lavorato per circa trentanni senza ricevere alcun addebito, posto che la condotta posta in essere, anche
in considerazione dellanzianit e dellesperienza sindacale della lavoratrice, assume una valenza
disincentivante rispetto agli obblighi per gli altri dipendenti e ci a prescindere dal disservizio generato
dallassenza non autorizzata.
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Civile, Commerciale,
Assicurativo
LE NOSTRE SENTENZE
LE REITERATE QUERELE E LA PLATEALE NOTIFICA A MANI DELLA CITAZIONE INTEGRANO UN
ABUSO DEL DIRITTO CON DANNO ALLIMMAGINE RISARCIBILE
(Tribunale di Milano, Sez. Spec. Impresa - A, 24 aprile 2014, n. 5389)
Un noto artista gurativo promuove una causa per contraffazione, nei confronti di un coreografo di fama
mondiale, affermando il carattere plagiario di una coreograa realizzata da questultimo, che - secondo la
tesi dellattore - avrebbe indebitamente ripreso e/o abusivamente elaborato i caratteri essenziali di
unopera gurativa e di unopera coreograca di cui il medesimo rivendica la titolarit dellattore.
Venivano convenute in giudizio anche la Fondazione Teatrale e lAssociazione Teatrale che avevano
organizzato, promosso e ospitato le rappresentazioni dellopera ritenuta plagiaria.
Il Tribunale di Milano, Sez. Specializzata in materia di impresa, Sez. A. - evidenziando che, ai ni della
sussistenza del plagio, gli elementi asseritamente ripresi nellopera successiva non devono essere
volgarizzati e divenire patrimonio comune acquisito delle arti visive o letterarie cui ci si riferisce - ha
ritenuto che, nel caso di specie, ci si trovasse di fronte a due diverse elaborazioni delle medesime
suggestioni iconograche. Il Giudice ha, quindi, concluso per lassenza di attivit contraffattoria, essendo
lopera del secondo autore, frutto di una autonoma espressione creativa, in parte fondata su comuni
fonti di ispirazione, ma del tutto scevra da ogni tributo allopera dellattore. A fronte del rigetto di tutte le
pretese attoree fondate sulla contraffazione, il Tribunale di Milano ha invece accolto le domande
riconvenzionali del coreografo convenuto in giudizio, per responsabilit aggravata ai sensi dellart. 96
c.p.c. e per lesione dellimmagine e reputazione. In base ai fatti esposti in causa, era stato accertato che
lattore aveva chiesto, per ben tre volte, lintervento del giudice penale ai danni del convenuto, con
denunce tutte archiviate, inviando lettere di difda ad autorit e personaggi ai pi alti vertici culturali e
istituzionali e coinvolgendo i pi diversi media, anche televisivi, in affermazioni inveritiere, quali lavvenuto
riconoscimento della condotta plagiaria, da parte dellAutorit penale.
I Giudici, ripercorrendo la giurisprudenza della Cassazione in tema di abuso del diritto (Cfr. Cass. Sez.
Un. 23726/2007; Cass. 20106/2009) e abuso del processo (Cass. 10640/2010), hanno ritenuto che
lesercizio del diritto di denuncia-querela, pur se formalmente legittimo e presidiato dallart. 24 Cost., pu
essere considerato abusivo e, quindi, illecito laddove venga attuato per il raggiungimento di obiettivi
diversi da quelli di giustizia, ovvero, come nel caso di specie, sia cos inutilmente reiterato e costituisca
loccasione per dare indebita pubblicit alla propria soggettiva valutazione di plagio. Lattore, inoltre,
aveva altres noticato latto di citazione in giudizio a mani del convenuto il giorno della prima del balletto,
in platea e con lausilio della forza pubblica, nonch alla presenza di alte personalit del mondo dellarte
e di autorit nazionali.
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Tale ultimo comportamento stato considerato dal Tribunale una condotta abusiva del diritto, attribuito
dallart. 138 c.p.c., di noticare a mani del convenuto ovunque si trovi, anzich nella residenza (peraltro,
ben nota allattore).
Tale condotta, non solo inopportuna ma dolosamente nalizzata allesclusivo intento di denigrare la
personalit e lopera del convenuto, costituisce per il Giudice un gravissimo abuso dei diritti attribuiti
dallordinamento ed una torsione di strumenti processali legittimi, gravemente ed ingiusticatamente
lesiva della reputazione del convenuto e della sua identit personale.
Pertanto, anche in assenza di una specica prova di concreti pregiudizi patrimoniali, stata riconosciuta
la responsabilit risarcitoria dellattore, quanticando il danno in via equitativa.
Infatti, pur dovendosi riutare la logica della identicazione del danno nella stessa lesione del bene
costituzionalmente tutelato, e dovendosi invece condividere lidea che anche in questo caso il danno si
debba identicare sempre in un danno-conseguenza (cio in accadimento ricollegatesi alla lesione della
situazione protetta sulla base di un nesso di causalit), quando il soggetto leso sia persona sica, tale
danno-conseguenza deve nella concretezza del caso presumersi di norma esistente, sulla base di una
massima di esperienza. Lattore, inne, stato condannato alla rifusione delle spese processuali nei
confronti di tutti i convenuti.
Causa seguita da Vittorio Provera
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Assicurazioni
A cura di Bonaventura Minutolo e Teresa Cofano
Assicurazioni
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TERMINE DI
PRESCRIZIONE DEL
DIRITTO ALLA
RESTITUZIONE
DELLINDENNIZZO
ASSICURATIVO -
PRESCRIZIONE
ORDINARIA
Va qualicata come azione di indebito ai sensi dellart. 2033 c..c qualunque
domanda avente ad oggetto la restituzione di somme pagate sulla base di un
titolo inesistente: tanto nel casi di inesistenza originaria, quanto nel caso di
inesistenza sopravvenuta, quanto nel caso di inesistenza parziale. Ne
consegue che il diritto dellassicuratore alla restituzione dellindennizzo che
assume di avere pagato in eccedenza rispetto al dovuto, in quanto
scaturente dallindebito e non dal contratto di assicurazione, soggetto alla
prescrizione ordinaria decennale, e non a quella breve di cui allart. 2952 c.c..
(Cassazione, 4 aprile 2014, n. 7897)
CONCORSO COLPOSO
DEL DANNEGGIATO
Anche la mera consapevolezza da parte di un soggetto di esporsi
volontariamente ad un rischio, nella specie partecipando come passeggero a
gare automobilistiche clandestine, integra un concorso di colpa del
danneggiato ai sensi dellart. 1227, primo comma, cod. civ., idoneo a ridurre
proporzionalmente la responsabilit del danneggiante.
(Cassazione, 26 maggio 2014, n. 11698)
CONSENSO INFORMATO
Quando ad un intervento di chirurgia estetica consegua un inestetismo pi
grave di quello che si mirava ad eliminare o ad attenuare, allaccertamento
che di tale possibile esito il paziente non era stato compiutamente e
scrupolosamente informato consegue ordinariamente la responsabilit del
medico per il danno derivatone, quandanche lintervento sia stato
correttamente eseguito. La particolarit del risultato perseguito dal paziente e
la sua normale non declinabilit in termini di tutela della salute consentono
infatti di presumere che il consenso non sarebbe stato prestato se
l i nformazi one fosse stata offerta e rendono pertanto superuo
laccertamento, invece necessario quando lintervento sia volto alla tutela
della salute e la stessa risulti pregiudicata da un intervento pur necessario e
correttamente eseguito, sulle determinazioni cui il paziente sarebbe
addivenuto se dei possibili rischi fosse stato informato.
(Cassazione, 6 giugno 2014, n. 12839)
Responsabilit
dellalbergatore
In tema di responsabilit per le cose portate in albergo, il cliente non ha
l'obbligo di afdare gli oggetti di valore di sua propriet in custodia
all'albergatore, mancando una specica previsione normativa in tale senso;
tuttavia, se non si avvalga di tale facolt, corre il rischio di non poter ottenere,
in caso di sottrazione, l'integrale risarcimento del danno, come disposto
dall'art. 1783 c.c., a meno che non provi la colpa dell'albergatore o degli altri
soggetti a lui legati da rapporto di parentela o collaborazione, ai sensi dell'art.
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N80 Giugno 2014 12
1785 bis c.c.. In assenza di tale riscontro probatorio, la determinazione del 'quantum' entro il limite
massimo stabilito dell'art. 1783 c.c., u.c., rientra nel potere discrezionale del giudice di merito, il quale
libero di determinare la somma da liquidare secondo il suo prudente apprezzamento.
(Cassazione, 4 marzo 2014, n. 5030)
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Guida Lavoro IPSOA
A cura di Giacinto Favalli e Trifir & Partners Avvocati
Disponibile anche la versione E-Book
La guida, analizza con taglio multidisciplinare, tutte le fasi del rapporto di
lavoro subordinato; le tipologie contrattuali quali somministrazione,
appalto, socio dopera; i contratti formativi e le forme di lavoro speciali; gli
aspetti retributivi; gli adempimenti amministrativi. Completano la
trattazione i diritti sindacali e il processo del lavoro.
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N80 Giugno 2014 13
IL PUNTO SU
A cura di Vittorio Provera
TRA SVILUPPO TECNOLOGICO E PRIVACY: LE NOVIT PREVISTE DAL GARANTE IN
TEMA DI BIOMETRIA
Torniamo ad occuparci di un tema di particolare attualit: lutilizzo delle tecniche biometriche.
Nel presente contesto di rapida evoluzione tecnologica, l'utilizzo di dispositivi e tecnologie per la raccolta
e il trattamento di dati biometrici soggetto, infatti, ad una crescente diffusione. In particolare tali dati
vengono, soprattutto, utilizzati per laccertamento dell'identit personale nellambito dellerogazione di
servizi, per il controllo di accessi a locali, per lattivazione di dispositivi elettromeccanici ed elettronici,
anche di uso personale, o di macchinari, nonch utilizzati per la sottoscrizione di documenti informatici.
Tuttavia, le caratteristiche biometriche sono, per loro natura, direttamente e univocamente collegati
allindividuo e denotano in generale unintrinseca, universale e irreversibile relazione tra corpo e identit
e, pertanto, necessario garantire particolari cautele in caso di trattamento di tali dati.
Su questo aspetto, il Garante della Privacy intervenuto pi volte, a seguito di speciche richieste di
verica preliminare ai sensi dell'art. 17 del Codice, con provvedimenti che hanno in alcuni casi negato e
in altri ammesso, nel rispetto di prescrizioni di natura tecnica od organizzativa, i trattamenti sottoposti
alla valutazione dell'Autorit.
Del resto, proprio in questa rubrica avevamo gi esaminato qualche tempo fa, due provvedimenti
adottati dalla predetta Autorit, in merito alla richiesta di due istituiti di credito di poter dotare i propri
promotori nanziari di tablet in grado di analizzare i dati biometrici della rma apposta dai clienti per la
sottoscrizione di contratti nanziari a distanza.
Recentemente, il Garante intervenuto ancora sulla materia.
Con lintento di denire un quadro unitario di misure e accorgimenti di carattere tecnico, organizzativo e
procedurale per accrescere i livelli di sicurezza dei trattamenti biometrici e per conformarli alla vigente
disciplina della protezione dei dati personali, la predetta Autorit ha, infatti, predisposto un testo
contenente le Linee guida in materia di riconoscimento biometrico e rma grafometrica consultabile in
www.garanteprivacy.it, doc. web n. 3127397, avviando nel maggio scorso un procedimento di
consultazione pubblica in vista delladozione di un regolamento in materia. A fronte di detto
procedimento di consultazione, nel termine di 30 giorni successivi alla pubblicazione sulla Gazzetta
Ufciale del relativo avviso (pubblicazione avvenuta il 23 maggio scorso), tutti i soggetti interessati
potranno far pervenire allAutorit Garante le proprie osservazioni e contributi; quindi la stessa emetter il
provvedimento denitivo. Nelle Linee guida sottoposte a consultazione vengono passate in rassegna le
principali caratteristiche biometriche ed i principi generali e gli adempimenti alla base della raccolta dati
ed del loro utilizzo.
Tra le varie tipologie di trattamento biometrico, il Garante ha individuato alcuni specici trattamenti, in
relazione ai quali non si riterr pi necessaria la presentazione della istanza di verica preliminare ai
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N80 Giugno 2014 14
sensi dellart. 17 del Codice della privacy (quindi potranno essere adottate automaticamente), a
condizione che siano adottate tutte le misure e gli accorgimenti tecnici individuati nelle linee guida,
nonch rispettati tutti i presupposti di legittimit contenuti nel Codice e richiamati sempre nel predetto
provvedimento (con particolare riferimento al capitolo 4, che richiama i principi generali di liceit, nalit,
necessit e proporzionalit dei trattamenti, unitamente agli adempimenti giuridici tra i quali l'obbligo di
informativa agli interessati e di noticazione al Garante).
I trattamenti in questione sono:

lautenticazione informatica;

il controllo di accesso sico ad aree sensibili dei soggetti addetti e utilizzo di apparati e materiali
pericolosi;

luso delle impronte digitali o della topograa delle mano (questultima tecnica si basa sulla raccolta di
alcune caratteristiche della mano, tra cui la forma, la larghezza e lunghezza delle dita, la posizione e la
forma delle nocche e del palmo);

la sottoscrizione di documenti informatici.


Cos, ladozione di sistemi biometrici basati sullelaborazione dellimpronta digitale o della topograa della
mano potr, a titolo esemplicativo, essere consentita in modo diffuso per limitare laccesso ad aree e
locali sensibili, per lutilizzo di apparati e macchinari pericolosi ai soli soggetti qualicati o, pi
semplicemente, per consentire, regolare e semplicare laccesso agli utenti in aree pubbliche (es.
biblioteche) o private (come palestre, accesso a caveau bancari). Tra gli ulteriori trattamenti biometrici
che vengono presi in considerazione nelle Linee guida, ma ancora poco diffusi rispetto ai primi, vi sono
anche: la struttura venosa delle dita o della mano, la struttura vascolare della retina, la forma delliride, le
caratteristiche dellemissione vocale ed il riconoscimento del volto.
Il Garante, inoltre, dedica particolare attenzione (nel documento sottoposto a consultazione pubblica)
anche allaccuratezza del riconoscimento biometrico ed al conseguente problema dei falsi rigetti e dei
falsi positivi; ponendo, pertanto, evidenza sul fatto che le prestazioni del sistema adottato andranno
attentamente valutate in funzione della nalit e delluso (ad es. un alto tasso di falsi positivi, abilita,
erroneamente, laccesso a utenti non autorizzati creando situazioni di pericolo per persone, cose o
informazioni).
Nel documento, inne, affrontato il problema della falsicazione biometrica (cd. spoong) e dei
conseguenti rischi. Tuttavia, il Garante conda che tali possibili pericoli siano mitigati da accorgimenti di
sicurezza largamente utilizzati nei sistemi ed in continua evoluzione, ad es. la funzione di liveness
detection - vivezza dellimpronta - che in grado di stabilire se si tratta, nel caso di impronte digitali, di
una riproduzione).
LAutorit si riserva comunque di prevedere, alla luce dell'esperienza maturata e dell'evoluzione
tecnologica, ulteriori ipotesi di esonero dall'obbligo di verica preliminare.
certo, dunque, che vi sar una progressiva ulteriore diffusione dellutilizzo dei dati biometrici e relativi
sistemi di rilevamento, da adottarsi in ogni caso nel rispetto delle norme regolamentari anche a tutela
della privacy.
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Rassegna Stampa
La Riforma del Lavoro | Dal 13 Giugno in edicola con il Corriere della Sera
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Guida Lavoro IPSOA
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Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 23/06/2014
Se le parti hanno formalizzato un rapporto autonomo, rivendicando la subordinazione il lavoratore
deve provare la simulazione del contratto
di Tommaso Targa
Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 18/06/2014
Inammissibile la reintegrazione se il dipendente si riserva di agire per laccertamento della qualica
dirigenziale
di Tommaso Targa
Corriere della Sera - CorrierEconomia: 16/06/2014
La Guida. Il lavoro di cercare lavoro
Intervista a Salvatore Trir
JOB24 - Il Sole 24 Ore: 09/06/2014
VIDEO: Apprendistato: le nuove regole
Intervista a Tommaso Targa
Diritto24 - Il Sole 24 Ore: 29/05/2014
Le reiterate querele e la plateale notica a mani della citazione integrano un abuso del diritto
di Vittorio Provera e Carlo Uccella
JOB24 - Il Sole 24 Ore: 27/05/2014
VIDEO: Contratti a termine: le nuove regole
Intervista a Anna Maria Corna
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Eventi
Milano, 9 luglio 2014
Grand Hotel et de Milan
Incontro Paradigma: Expatriates e mobilit internazionale
Cessazione del rapporto e gestione del contenzioso
Mansioni e soppressione della posizione
Individuazione della legge applicabile e del foro competente
Diritti del lavoratore allestero
Regime di tutela minima applicabile al rapporto di lavoro
Evoluzione giurisprudenziale della Corte di Giustizia Europea e limite dellordine pubblico
Relatore: Avv. Giacinto Favalli
N80 Giugno 2014 17
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