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LEZIONE DEL 18 APRILE 2013

..Abbiamo iniziato lo studio dei meccanismi attraverso cui le cellule dellimmunit adattativa acquisiscono
competenze professionali, adatte a consentire a questi compartimenti cellulari di sterilizzare il focolaio
infettivo.
Di quella che la patologia dello sviluppo dei Leucociti B.
.. la patologia dello sviluppo dei Leucociti B comprende 2 possibilit: 1) Che ci sia un difetto della -
catenina, quindi che sicuramente, a riguardo, XXX utile per consentire la maturazione linfocitaria B, oppure
che ci sia un precursore che di per s non pu, perch gli manca il macchinario per regolare legato,
comportarsi come un precursore B. Essenzialmente, i difetti dei precursori comprendono difetti in cui, la
cellula, per XXX quelli che sono gli enzimi adeguati per costruire ..
Per costruire il macchinario adatto al riconoscimento del XXX e qui ci sono 2 topolini che possiamo
prendere come esempio proprio di queste 2 modalit patologiche: topolino NUDO, topolino a cui manca il
pelo, e che un topolino che manca del TIMO. Nelluomo, esiste un motivo (?) simile, perch quando il
gene FOXL 1 (?) manca, anche lo sviluppo che si XXX . E, tra questi motivi, c un difetto della maturazione
cellulare T. Dallaltra parte, invece, abbiamo un topolino che sembra perfettamente normale, un topolino in
cui il precursore manca e, in altre parole, in questo precursore il recettore mancante. Allora, questo un
topo cosiddetto SCID, anche nelluomo esistono patologie analoghe, SCID vuol dire IMMUNODEFICIENZA
COMBINATA GRAVE, e dallaltra parte il topo nudo che un modello di XXX in cui manca il TIMO.
Naturalmente questo topo diventa sano se acquisisce un precursore che capace di fare ricombinazione
genetica, quindi il precursore che deve essere sostituito. Il timo in questo topo perfettamente sano,
quindi se noi facciamo un prelievo a questo topo e lo trasferiamo nel topolino che ha il difetto timico e
viceversa, prendiamo un precursore in questo topo e lo mettiamo in quello in cui il difetto a livello del
precursore, c la completa ricostituzione della possibilit di costruire cellule. Quindi, cellule staminali prese
dal midollo di questo topo, che danno origine a cellule T che migrano abitualmente dove il precursore
DOVESSE (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
maturare, abbinate al topolino in cui XXX adeguato il XXX corretto, XXX e si arriva alla colorazione del timo
perfettamente normale. Daltra parte, se noi prendiamo il timo da questo topo, in cui il timo
perfettamente normale, quindi c abitualmente ma il precursore non era adeguato perch non possedeva
un apparato molecolare per ricombinare il gene, a quel punto ricostruiamo nel topo con difetto timico la
capacit di riparare il timo trapiantato e quindi di dare origine a cellula T. Quindi, dopo il trapianto, sia in un
caso che nellaltro, c la ricostruzione di un normale apparato T. Quindi, invece, andiamo a seguire cosa
succede quando il timo c, le cellule sono maturate, ma nel processo molecolare che accompagna la
maturazione si verifica un errore e questo problema pu avvenire a livello della cellula staminale, quindi si
tratta un progenitore linfoide o una staminale ma XXX per i marcatori molecolari che troviamo in superficie,
in questo caso questa popolazione pu essere o primaria del midollo oppure del timo, questa cellula se
guardiamo i marcatori somiglia tanto ai precursori B, per si trova nel timo. Poi esistono anche delle
alterazioni in cui ad essere alterate, ad essere trasformate, quindi a dare origine a tumori non sono
precursori che vengono dal midollo e che stanno maturando, ma le cellule deputate a controllare la loro
maturazione: nel tal caso avremo i cosiddetti timomi: i timomi sono dei tumori delle cellule epiteliali o
stromali del timo. Naturalmente sono a localizzazione timica. Molto spesso si associano ad alcune malattie
autoimmunitarie XXX. E poi ecco, come abbiamo detto parlando di maturazione XXX ci consente di dire che
quella cellula committed verso il disagio immunitario T e a livello timico la presenza di una cellula linfoide
con il CD1 ci consente di diagnosticare la presenza di una Leucemia Linfatica Acuta a cellule T.
Naturalmente la trasformazione poi XXX quindi quando una cellula ormai gi matura e va a colonizzare
ehm le cellule tumorali colonizzano la periferia sono complete del recettore, quindi completano il CD3
che il trasduttore del segnale dellunit COGNITIVA?????? possono essere o CD4 o CD8, nel qual caso
parliamo o di una LEUCEMIA LINFATICA CRONICA a cellule T oppure una serie di leucemie che in ogni caso
riconoscono come cellula trasformata il linfocita T ormai maturo, in varie fasi di maturazione. Ok, penso che
a questo punto possiamo considerare chiuso quello che il discorso dello studio della maturazione delle
cellule linfoidi, dellimmunit ADATTATIVA (????) e possiamo occuparci di un altro argomento, ossia di
come il segnale COGNITIVO (???), quindi il riconoscimento antigenico diventa praticamente lattivit
specializzata delle cellule dellimmunit adattativa: vedete, qui c una cellula dellimmunit adattativa,
un linfocita T ma pu essere B. E molto piccolo, questo un globulo rosso; guardate il citoplasma, come al
solito XXX non ottimale, ma se guardate al microscopio elettronico questa cellula ha tutto nucleo e un
citoplasma piccolissimo: vuol dire che questa cellula non possiede un macchinario molecolare utile a
svolgere una funzione . La cellula linfocitaria non ha un macchinario citoplasmatico utile a mediare un
effetto biologico, tutto racchiuso nel nucleo, quindi mantiene tutte le potenzialit, pu ancora decidere
che cosa fare, e decide in base alle informazioni che le arrivano dallapparato molecolare di superficie, di
cui lunit cognitiva del recettore parte integrante. E questa cellula, infatti, quando utilizza questo
apparato recettoriale che non ha neanche la capacit di discriminare il self dal non-self, questo apparato
recettoriale deve, lo vedremo parlando poi di come si estrinseca la risposta adattativa, questo apparato
recettoriale deve confrontarsi con un primo quesito: quello che sto attaccando utile che venga eliminato
oppure no? quindi, il primo quesito che una cellula dellimmunit adattativa deve porsi appunto la
congruit del riconoscimento: non basta che veda col suo recettore lantigene perch si attivi. Questo
perch la cellula se gi che ha un recettore che pu sbagliarsi, non come quello presente sulle cellule
dellimmunit innata, quello che viene trasmesso con leredit cromosomica, questo un recettore che la
cellula ha osato costruirsi facendo unoperazione altamente pericolosa: rimaneggiando il proprio DNA. Ora,
questa cellula uno alla volta, interpretando i segnali che arrivano dallunit cognitiva e segnali che arrivano
dallunit XXX consentono di realizzare in maniera adeguata la continuit del riconoscimento, comincia a
crescere e diventa una cellula differenziata. Questa una Mast-cellula, notate quanto citoplasma c,
questa una cellula che fa anticorpi, questa invece una cellula effettrice di tipo T, una cellula, quindi,
vedete il citoplasma aumentato, con inclusioni, il macchinario molecolare stato CONVOLUTO????
Allora, cellula B: riconoscimento dellantigene, prima cosa estrazione MOLARE??? (MALEDETTA PROF., NON
SI CAPISCE UN CO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!), seconda cosa differenziazione. Differenziazione vuol dire produrre
lanticorpo pi adeguato a determinare la sterilizzazione del focolaio, e ci sono varie possibilit per
sterilizzare il focolaio: immunit adattativa significa proprio scegliere il tipo di risposta pi utile e pi
adeguato per sterilizzare proprio quel focolaio. Dallaltra parte abbiamo i linfociti T, per i quali esistono
varie possibilit: cellule di tipo Helper, cellule di tipo Citotossica, e in entrambi i casi la capacit o quella di
uccidere una cellula infettata, oppure di attivare e consentire, aiutandole, aiutando le cellule a svolgere la
propria attivit effettrice nella maniera pi ottimale, quindi diciamo che la diversificazione molto
complessa, e parte dal riconoscimento, che in ogni caso un riconoscimento un pochino pi complicato,
sofisticato rispetto a quello dellimmunit innata. OK, qua abbiamo le tossine e questo segnale cognitivo
pu arrivare al livello XXX e slatentizzare le potenzialit di risposta che una cellula dellimmunit adattativa
ha. Allora, innanzitutto noi dobbiamo aspettarci cosa nella risposta immunitaria, 1) espansione clonale, 2)
attivit differenziata, quindi prima cosa il clone deve crescere, quindi si deve produrre un fattore di crescita
al quale rispondere, e il fattore di crescita linfocitario il pi importante, lInterleukina 2 per le cellule T,
altre citochine per le cellule B, un mix di citochine complesso, e il recettore per il riconoscimento del il
fattore di crescita, ok? Lo scopo principale allinizio dellattivazione quello: i cloni che riconoscono
lantigene sono pochi e si devono rendere in linea quantitativamente adeguati a controbilanciare
linvasione. Possibilit di determinare espansione clonale: allora, questi sono i recettori per lantigene che
posseggono un dominio intracellulare e un dominio kinasico, cio dentro c una kinasi, un enzima che
fosforila substrati, e in genere dentro tutte le cellule si somigliano tantissimo, nella parte esterna che si
crea la diversit, ma la parte interna, i meccanismi che sono di crescita soprattutto, molto, molto simile in
tutte le popolazioni cellulari, la biologia utilizza gli stessi meccanismi per tutte le cellule. Allora, questo
recettore dimerizza, quando ha visto il suo ligando, ecco che la kinasi comincia a funzionare, ci sono una
serie di fosforilazioni che poi portano allattivazione di fattori trascrizionali, il nucleo riceve questo segnale e
la cellula comincia a crescere. Abbiamo visto che nei recettori T e B non sono recettori che hanno nella
parte citoplasmatica un dominio tirosino-kinasico, non c una kinasi al di sotto, nella zona intracellulare del
recettore T e B. Unaltra possibilit che poi il recettore sia associato in maniera non covalente ad una
kinasi intracellulare, quindi la kinasi non parte del recettore, ma si associa al recettore. In genere le
fosforilazioni sono il veicolo, il messaggero intracellulare che trasmette al nucleo la, diciamo, la esigenza di
entrare nel ciclo cellulare. Quindi anche in questo caso il recettore lega il ligando e la kinasi associata svolge
la sua attivit kinasica, quindi di fosforilazione e il segnale arriva al nucleo. per esistono anche altre
modalit: per esempio, esistono le cosiddette G-protein, le quali in condizioni di riposo legano GDP; quando
invece devono attivarsi, c il fattore di scambio nucleotidico, il quale in qualche modo libera il GDP
dallinterno della G-protein, consentendo lentrata del GTP e quindi lavvio di una cascata di segnali. Questo
il meccanismo con il quale, che comunque esiste anche con il GDP ???, e che potrebbe essere a
disposizione della versatilit del segnale che deve essere trasmesso. Ancora, allinterno della cellula
esistono una serie di zattere molecolari con dei siti che sono fosforilabili, e quando questi siti vengono
fosforilati come indicato qua da questi tondini rossi, ecco che questi siti diventano siti di attacco XXX,
quindi in un sistema come quello linfoide, in cui la risposta deve essere molto diversificata e molto plastica,
vedremo quanto il sistema plasticamente decida cosa fare nelle singole condizioni di attivazione, un
sistema di questo tipo sicuramente molto utile, perch consente di cambiare, cambiando i livelli di
fosforilazione di queste zattere molecolari intracellulari, la qualit e la quantit di molecole, di adattatori
che possono svolgere il lavoro di trasmettere al genoma indicazioni adeguate a consentire lo sviluppo di
una attivit differenziata utile alla sterilizzazione del focolaio infettivo, e come abbiamo detto il sistema
intracellulare in grado di amplificare il segnale: qua si fa il caso della MAP kinasi e vedete come, in
successione, una singola molecola attivata riesce poi ad attivare in maniera moltiplicativa il segnale
trasmesso dentro la cellula e questo un meccanismo estremamente utile nellambito del nostro sistema, e
allinterno della cellula esiste anche un altro messaggero intracellulare, che semplicemente il calcio: il
cambiamento di concentrazione del calcio allinterno della cellula in grado di cambiare, legandole, la
conformazione di alcune molecole, che sono proprio per la loro conformazione sterica dipendenti dalla
concentrazione di calcio , vedete la CALMODULINA nel momento in cui lega il calcio cambia completamente
conformazione e questo cambiamento conformazionale in grado di consentire alla Calmodulina di legare
altre molecole, e quindi consentire, con questo legame, lattivazione di alcune cascate cellulari, lattivazione
di alcune potenzialit di trasmissione del segnale allinterno del nucleo Unaltra cosa di cui dovete tener
conto che questa struttura presente nel XXX a cui possono associarsi delle strutture molecolari oppure a
cui semplicemente possono associarsi allinterno della fosforilazione degli altri messaggeri intracellulari,
quindi pu essere arricchita dalla possibilit di usare G-protein, la possibilit anche di legare nella zona
immediatamente sotto la membrana, anche una serie di mediatori, di messaggeri intracellulari, che si
rendono disponibili semplicemente perch sotto la membrana si creano dei siti di attacco in seguito alla
fosforilazione. Quindi diciamo che il meccanismo di trasduzione del segnale delle cellule B pu avvalersi di
una serie di potenzialit presenti in questa cellula, e che comprendono la possibilit di utilizzare le
fosforilazioni come veicoli per il cambiamento dellassetto proteico intracellulare, per lassetto del calcio
intracellulare, ma anche la possibilit di cambiamenti conformazionali e lacquisizione di siti di attacco per
diversi adattatori molecolari. Esistono, allinterno della membrana, dei siti particolari: i cosiddetti RAFT
lipidici, o ZATTERE lipidiche: si tratta di zone pi rigide rispetto al bilayer fosfolipidico, zone in cui c unalta
concentrazione di colesterolo, molto ricche di proteine che si attaccano alla membrana utilizzando
unancora di XXX . Cio c una zona molto idrofobica, che consente un ancoraggio stabile della proteina di
membrana, oppure c nella XXX la presenza di un anello, una struttura molecolare che una struttura
glicolipidica, il cosiddetto XXX inositilica, che consente a questa parte proteica di legarsi, diciamo tenendo
conto di questo ancoraggio, catena, di legarsi alla membrana. Il fatto che queste sono le zone in cui la
cellula concentra le proteine, e che sono anche le zone in cui le proteine possono attaccarsi, per la presenza
di siti particolari, alcuni enzimi intracellulari, queste zone sono le zone in cui normalmente aumenta la
grandezza, aumentano come presenza, nel caso di attivazione recettoriale (CREDO INTENDESSE DIRE CHE
IN CASO DI ATTIVAZIONE LE ZATTERE AUMENTANO DI NUMERO E GRANDEZZA, MA SI E ESPRESSA
VERAMENTE UNO SCHIFO..), quindi, quando un recettore si attiva, vedete, il recettore al di fuori di
questa zona, dove ci sono proteine ancorate, per esempio al di sotto ci sono delle kinasi, come le chinasi di
tipo SRC, che si attaccano a dei siti di miristilazione al di sotto della membrana cellulare, ecco il recettore,
nel momento in cui lega il suo ligando, a questo punto, entra in questa zona, in questa zattera, e in questa
zattera avvengono le interazioni molecolari intracellulari che consentono la trasmissione di segnali adeguati
a consentire proliferazione e differenziazione. Poi, il segnale deve spegnersi, e per spegnersi vengono
utilizzate, innanzitutto, delle fosfatasi: la fosfatasi scinde, non fa altro che togliere la fosforilazione, quindi
va ad impedire che le molecole vadano ad aggregarsi al di sotto della cellula, e poi unaltra cosa che
succede le molecole, gli adattatori che sono stati reclutati, queste molecole che sono servite ad attivare i
fattori di trascrizione, vengono degradati perch vengono poliubiquitinati, e o indirizzati verso il
proteasoma o indirizzati verso il lisosoma. questo il sistema che a disposizione delle cellule, sia attive
che XXX (colpo di tosse di qualcuno!) queste cellule una volta che hanno utilizzato il segnale ed attivato
eventi di proliferazione ed eventi di differenziazione. Diciamo che sia i linfociti B che i Linfociti T si
comportano in maniera molto, molto omogenea. innanzitutto utilizzano per la trasduzione del segnale 3
FAMIGLIE di chinasi: una famiglia data dalle chinasi di tipo SRC (si pronuncia SARC!): queste chinasi
posseggono una Tirosina nella coda terminale e in genere per attivare lattivit kinasica della kinasi SRC
necessario che questa tirosina venga DE-FOSFORILATA, e tutte le cellule linfoide posseggono in superficie
una molecola fosfatasi, CD-45. E vero che questa molecola pu in particolare distinguere le cellule della
memoria dalla cellule vergini, ma questa molecola non fa altro che defosforilare una tirosina e consentire
alle cellule di attivarsi, rendendo disponibile lattivit kinasica delle kinasi della famiglia SRC. E le kinasi della
famiglia SRC, con cui abbiamo a che fare, sono essenzialmente SFK, FYN e LYN. Allora, diciamo che queste
kinasi della famiglia SRC sono alcune attive nei linfociti T, SFK, altre sono attive nei linfociti B, quindi LYN e
LCK sono due tirosin-kinasi della famiglia SRC che sono prevalentemente presenti sia nelle cellule T che
nelle cellule B, quindi in tutte e due. Abbiamo poi kinasi della famiglia SYC, queste kinasi vedete hanno dei
domini di attivazione che hanno complementariet per altri tipi di kinasi e sono, questi domini SH2 e SH3,
sono, diciamo, analoghi alle altre proteine kinasi. Anche in questo caso abbiamo ZAP-70 che una kinasi
presente nelle cellule T, e invece SYC che presente nelle cellule B. E poi abbiamo le kinasi della famiglia
TEC, che posseggono i soliti siti SH2 e SH3 che sono di complementariet con altre kinasi, con altri
adattatori, quindi con altre molecole di trasduzione del segnale, dei domini molto ricchi di prolina, e una
zona che ha come dire omologia con la XXX, quindi come dire una zona di ancoraggio. Queste kinasi sono la
kinasi BTK, che una kinasi propria dei linfociti B, e la kinasi (?) che sta allinterno delle cellule T. Eccolo
qua, questo un dominio XXX che ha, come ricordato gi, una zona Cognitiva, nella parte extracellulare, e
una coda intracellulare a cui si associano queste 2 molecole, IGA e IG14 (??????????? NON SI CAPISCE
NULLA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! MINUTO 26.35). Queste molecole, che abbiamo gi anticipato, partecipano a quella
che la trasduzione del segnale, ossia che il nucleo in qualche modo si renda conto di quello che lunit
cognitiva ha visto, sono dotate di un motivo, questo giallo, che il dominio, molto conservato, che in
grado di trasmettere segnali di attivazione. Si parla di un dominio, basato sulla presenza di tirosine, che in
grado di legarsi e dare attivazione, che il dominio ITAM. Questo dominio ITAM presente, vedete, in
maniera sovrapponibile, in tutte le molecole che comprendono il complesso CD3, che il trasduttore del
segnale del linfocita T, vedete quante unit gialle ci sono, in particolare la molecola Z(?)-CD3 vedete quante
mini-ITAM possiede, ne possiede tantissime! e questo vuol dire che una cellula, pur attivando pochi
recettori, pu trasmettere un segnale molto forte. Questo sono altri recettori, per esempio, che fanno
parte del sistema immunitario, che si trovano nelle cellule Natural Killer e in particolare ricordiamo il
recettore Nk-G2B. Questo recettore viene attivato da molecole da stress (?????) e vedete che anche questo
recettore si associa allinterno della cellula con delle kinasi, ed anche il recettore fc delle immunoglobuline,
presente sulle cellule dellimmunit adattativa, che media lattivit citotossica anticorpo-mediata,
anchesso possiede la capacit di legame XXX e sono in grado di funzionare come dei siti di XXX per queste
cellule. Nelle cellule del sistema immunitario esistono anche dei recettori che devono essere inibenti, cio
che devono modulare negativamente la risposta. Se parliamo di una attivit differenziata, e parliamo di una
attivit che deve essere adattata ad un substrato di un ambiente che pu cambiare continuamente, deve
esistere la possibilit di modulare il segnale, ed esistono quindi recettori ad attivit inibitoria, poi vedremo
con calma quali sono i compiti di questi recettori, che posseggono dei siti che vedete qui indicati in rosso, e
questi 3 siti sono siti di attacco per la tirosine, che sono per a carattere inibitorio. Quindi, una volta
attivati, questi recettori sono in grado di modulare negativamente la risposta. Studiando lattivazione delle
cellule B, vedremo come possibile che la cellula B produca anticorpi anche senza laiuto delle cellule T,
semplicemente quando lantigene in grado di legare insieme una serie di recettori: questo perch tutti i
recettori del sistema immunitario sono in grado di trasdurre il segnale facendo a meno dellamplificazione
dovuta al contatto con altre cellule, quando c un contatto (?) che prende gran parte dei recettori di
membrana. Questo legare insieme i recettori viene chiamato CROSS-LINKING e la dimerizzazione, o
comunque il cross-linking recettoriale un potente stimolo di attivazione recettoriale effettuato in tutte le
cellule del sistema immunitario. Adesso, nel concreto, andiamo a vedere che succede quando una cellula B
con la sua unit cognitiva vede, nel contesto delle sue attivit, un antigene. Allora: vedete nei tondini gialli
che c il CD4, e vicino al CD4 c legata la kinasi della famiglia SRC. Abbiamo detto che lattivazione un
coordinarsi di segnali che sono gestiti dalle famiglie delle kinasi SRC, SYC e TEC. Allora, gi abbiamo che una
kinasi della famiglia SRC sta legata al CD4, e ieri vi anticipavo come anche il CD8 possa legare una kinasi
della famiglia stessa, e quindi unaltra kinasi della famiglia SRC, la kinasi LYN ed eccola qui la kinasi della
famiglia SYC, ZAP-70 (CREDO CHE STESSE INDICANDO LE KINASI SU UNA FIGURA, ELENCANDOLE SENZA
CRITERIO.). Allora, il recettore lega il ligando, lega lantigene nel Complesso di Istocompatibilit,
interviene CD4 che fissa questo legame legando la parte non polimorfica della molecola del Complesso di
Istocompatibilit, e a questo punto quindi, il CD4 avvicina la chinasi LCK, lapparato recettoriale alla zona
endocellulare, quella piena di XXX che una volta fosforilati fanno partire la cascata di segnali e fanno una
serie di reazioni che indicheranno al nucleo la necessit che la cellula entri nel ciclo e cominci a proliferare.
Allora vedete, LCK si avvicina, e comincia a fosforilare tutti i residui di tirosina. A questo punto, si crea un
sito che lega la kinasi ZAP-70, cio le kinasi SRC creano siti di attacco per la kinasi della famiglia SYC ZAP-70!
Allora, ecco qua: LCK comincia a fosforilare e ZAP 70 si lega: a questo punto, la kinasi della famiglia SYC
comincia a lavorare. Cosa fa? fosforila degli altri substrati, creando punti di attacco per una serie di
adattatori molecolari. Quando ZAP-70 fosforila MAP, ecco che si attiva un sistema di G-Protein che fa capo
alla via di ras, e porter allattivazione delle MAP-Kinasi, quindi la kinasi MEK, quindi il segnale viene
amplificato molte volte e qui vedete i punti in cui il segnale si amplifica con maggior forza durante la
trasmissione. Vedete poi che ZAP-70 crea un sito di attacco per alcuni adattatori che attivano un enzima
che si chiama FOSFOLIPASI C. Questo enzima cosa fa? Stacca fosfolipidi di membrana e d origine a 2
messaggeri essenziali: da una parte linositolo trifosfato, dallaltra il diacilglicerolo, che una attiva la KINASI
C, laltro fa entrare tanto calcio allinterno della cellula, anzi apre i depositi di calcio intracellulari. Tutto
questo viene sostenuto mantenendo nella zona dove c XXX, quindi le molecole che sono coinvolte dal
riconoscimento, quindi viene stabilizzato fortemente il legame tra il recettore e il Complesso Maggiore di
Istocompatibilit con lantigene, e viene stabilizzato da una corona di molecole che sono molecole di
adesione. Questo tipo di conformazione viene chiamato, si parla di SINAPSI IMMUNOLOGICA, quindi, in
analogia a quanto avviene a livello neuronale questa interazione viene considerata molto simile
allinterazione sinaptica, quindi sinapsi immunologica che comprende la stabilizzazione del legame fra
lunit cognitiva e lunit che viene riconosciuta, che contiene lantigene, con una serie di molecole che
sono molecole di adesione che servono a stabilizzare il legame, ma anche una serie di molecole che servono
a modulare lattivazione e quindi una serie di CO-RECETTORI. Questa immagine uno spaccato della sinapsi
immunitaria, quindi al centro il recettore per lantigene, CD4 ma anche il CD28, che una molecola
importante per, diciamo, indicare i criteri per lattivazione del linfocita T, e poi intorno, invece, in rosso le
molecole di adesione che servono a rendere pi stabile questo legame. Allora, cosa deve succedere?
innanzitutto deve essere attivato il gene per lInterleukina 2, che il fattore di crescita pi importante per i
linfociti T. Per attivare questo gene, quindi per produrre il fattore di crescita che consentir alla cellula T di
crescere, tramite il legame ad un recettore specifico, devono arrivare al nucleo questi 3 fattori
trascrizionali, AP1, NF-AT ed NF-KB, e tutti e 3 concorrono allattivazione del gene per linterleukina 2 e
quindi a consentire lentrata nel ciclo del linfocita T. Quindi, i fattori trascrizionali sono 3: NF-AT, AP1 ed NF-
KB, e la collaborazione di questi 3 fattori trascrizionali consente lo sviluppo di una risposta, che vuol dire
produzione di interleukina 2, che una produzione immediata, comincia molto rapidamente, e produzione
di un recettore che vedremo deve aumentare moltissimo lattivit XXX, quindi quello che succede durante
la stimolazione non una funzione di neuro-recettore (?), ma lamplificazione del recettore, per esempio,
mediante laggiunta di una proteina, per consentire a questo recettore di mediare unattivit ricchissima di
fosforilazione. Allora, abbiamo detto che LCK comincia a fosforilare, si lega a ZAP-70 della famiglia SYC,
viene fosforilata da Zap-70-LAT, si creano siti di legame per adattatori, sia attiva la via delle G-Protein, con
lattivazione delle MAP Kinasi e vediamo che ciascun fattore trascrizionale dipendente dallattivazione di
una via di trasduzione del segnale: vediamo che AP1 dipende dallattivazione delle MAP-Kinasi, quindi dalla
via delle G-protein, e vedete che il diacilglicerolo e la Kinasi C porter nel nucleo NF-KB e laumento del
calcio porter allattivazione di quelle proteine che, diciamo, cambiano la conformazione legando il calcio, il
che determiner la attivazione della CALCINEURINA, con lattivazione di un altro fattore trascrizionale che
NF-AT. AP1, come fattore di trascrizione, comporta, come saprete sicuramente meglio di me, la sintesi di 2
proteine, una che fos, e laltra che jun. Ora, viene promossa dalla via delle G-Protein e delle MAP-Kinasi
la biosintesi di fos e la fosforilazione di jun, che una volta fosforilata va da fos, i due componenti si
uniscono, il complesso entrer nel nucleo, si metter sul DNA e comincer ad attivare i geni che sono sotto
il suo controllo. Poi, abbiamo detto che c la Fosfolipasi C, che dar origine a diacilglicerolo e inositolo
trifosfato, calcio e attivazione di Kinasi C. Allora, innanzitutto eccola qua la via di attivazione della
Fosfolipasi C, quindi inositolo trifosfato, depositi intracellulari di calcio che si aprono, concentrazione di
calcio che aumenta, aumento anche dellingresso del calcio extracellulare, e quindi possibilit di modificare
alcune molecole che sono dipendenti nella loro formazione dalla concentrazione di calcio. Poi vediamo
lattivazione della Kinasi C, con, quindi, fosforilazione da parte di questa kinasi di alcuni substrati e avvio
della via in cui interviene la Calmodulina. Quindi, abbiamo detto: calcio entra, la Calmodulina, che la
molecola sensibile, vedete che, una volta legato il calcio cambia conformazione, la Calcineurina si lega e poi
che cosa succede? Succede che legandosi alla Calcinuerina, NF-AT, che sta nel citoplasma ed fosforilato,
viene defosforilato e quindi pu entrare nel nucleo. NF-AT, secondo fattore trascrizionale, pu agire adesso
sulla trascrizione dei geni del linfocita T, quindi il calcio ha creato le condizioni per cui NF-AT pu svolgere la
sua attivit di induzione della trascrizione. Siamo alla Kinasi C che si attiva, e vedete che la Kinasi C attivata
in grado di fosforilare una serie di substrati endocellulari, e lo scopo qual ? Quello di consentire ad NF-
KB, che bloccato da Ik, quindi allinterno del citoplasma, di liberarsi di questo braccio e poter raggiungere
il nucleo, svolgendo la sua attivit trascrizionale. quindi, le 3 modalit che abbiamo descritto: G-Protein,
calcio, attivazione della Kinasi C, consentono di attivare i 3 fattori trascrizionali importanti per avviare al
ciclo il linfocita T, in particolare consentire di controllare la disponibilit del fattore di crescita, lInterleukina
2. Vi ho detto che oltre allattivazione del gene dellInterleukina 2, e quindi alla produzione del fattore di
crescita, importante che la cellula T adegui il suo recettore. Questo avviene mediante la modificazione del
recettore: normalmente la cellula T esprime un recettore formato da 2 catene, la catena e la catena , che
sono costitutive entrambe. Vedremo che in immunopatologia esistono delle malattie in cui geneticamente
impossibile costruire la catena . La catena costitutiva del recettore dellInterleukina 2, ma fa parte
della struttura anche di altre citochine. Il deficit di catena un deficit molto serio che si traduce in
immunodeficienza molto severa, in cui non mancano soltanto i linfociti T, ma manca tutta una serie di
risposte immunitarie, anche le cellule B sono colpite, anche le cellule Natural Killer, quindi si tratta di una
immunodeficienza estremamente severa. Allora, dicevamo che questo recettore, che il recettore
normalmente presente, non in grado di riconoscere con elevata affinit lInterleukina 2. Una volta che
quelle vie di attivazione avvengono, AP1, NF-AT e NF-KB sono resi disponibili, il secondo effetto, parallelo a
quello di produrre lInterleukina 2, quello della costruzione di questa catena, la catena , che viene anche
chiamata CD25. Questa catena viene indotta dal riconoscimento antigenico e crea un recettore
trimolecolare che in grado di legare linterleukina 2 con altissima affinit, quindi la disponibilit di
Interleukina 2 sar molto pi elevata e consentir di mediare un segnale di proliferazione adeguato a
consentire lespansione clonale del linfocita T.
Abbiamo detto che la Kinasi LYN la Kinasi pi presente allinterno del linfocita B, ed quella coinvolta
nellattivazione analogamente a quanto avviene per LCK nei linfociti T. Abbiamo poi la kinasi SYC che agisce
come ZAP-70 e quindi da l le vie di trasduzione vanno avanti in parallelo, quindi attivazione di MAP-Kinasi,
quindi attivazione di AP1, fos e jun, che vengono resi disponibili, attivazione di Kinasi C e quindi di NF-KB, ed
aumento di calcio intracellulare, e quindi attivazione di NF-AT. Il meccanismo a cascata: Kinasi della
famiglia SRC, Kinasi della famiglia SYC, e avvio delle 3 vie, che sono perfettamente analoghe a quelle che
abbiamo visto nel linfocita T: le 2 cellule dellimmunit adattativa interpretano il segnale cognitivo
utilizzando le stesse vie di trasduzione, le stesse strategie di trasmissione del segnale al nucleo.
A questo punto ricordiamo come i recettori si trovino tutti l nella zona detta zattera lipidica, zona ricca di
colesterolo, zona che tende a mantenere stabile la trasduzione del segnale e a garantire un adeguata presa
di coscienza al nucleo di quello che sta succedendo. Nel momento in cui dobbiamo, invece, spegnere il
segnale, e vedremo come le cellule dellimmunit adattativa abbiano molteplici sensori che consentono
loro di capire se il focolaio infettivo stato spento oppure no. Nel momento in cui dobbiamo spegnere il
segnale, quello che succede lubiquitinazione, quindi degradazione dei XXX, ma anche lintervento di
fosfatasi, quindi la fosfatasi SHP non fa altro che defosforilare XXX, dallaltro canto, laggiunta
dellubiquitina ai vari scaffold fosforilati, consente la loro degradazione nel proteasoma oppure allinterno
dei lisosomi. A questo punto, quindi, consideriamo un segnale cognitivo riconosciuto da un repertorio
clonale molto vasto, il segnale cognitivo, che deve essere integrato da una serie di segnali accessori che
sono essenziali per linterpretazione, quindi, vedete qui sta un repertorio clonale vastissimo, un repertorio
clonale che un repertorio clonale fatto da recettori che, abbiamo detto, vanno incontro a una selezione,
una selezione estremamente sofisticata, soprattutto per le cellule T, ma una selezione che non ha eliminato
tutti i cloni auto-reattivi, quindi non ha eliminato la potenzialit auto-lesiva, da parte delle cellule del
sistema immunitario, e questo tipo di, diciamo consapevolezza, accompagna lattivazione delle cellule
dellimmunit adattativa quando incontrano per la prima volta lantigene (si, avete letto bene!). Vedremo,
la settimana prossima, vedremo come, lattivazione di una cellula vergine coinvolga un sistema
estremamente complicato, perch quello che policlonale, che un repertorio clonale di XXX per la
presenza di diversit molecolari, un repertorio clonale che sa di potersi sbagliare, quindi quella cellula non
si attiva semplicemente per la presenza di antigene, anzi, il riconoscimento dellantigene senza segnali
accessori che controllino la pericolosit, si traduce in un segnale di blocco dellattivazione, quindi il segnale
cognitivo, di per s, non in grado di attivare la cellula vergine, anzi, spinge questa cellula vergine a non
attivarsi, sempre perch la cellula vergine, alla prima attivazione, sa che potrebbe sbagliarsi, sa che
linformazione data dal riconoscimento antigenico potrebbe essere uninformazione addirittura deleteria,
perch il suo recettore non un recettore collaudato dallevoluzione, un recettore che la cellula si fatta
indipendentemente, ricombinando il suo genoma, quindi quellinformazione, da sola, non basta. Allora, al
riconoscimento deve seguire, in base alla interpretazione di una serie integrata di segnali, una risposta, una
risposta che porta allespansione clonale: abbiamo detto dellattivazione dei fattori trascrizionali NF-AT,
NF-KB e AP1, che controllano linterleukina 2 e migliorano la ricezione del segnale dellinterleukina 2,
determinando la formazione del recettore ad alta affinit. Ma regolano anche, oltre allespansione clonale,
la differenziazione funzionale, che vedremo, quindi, e qui rappresentata in maniera schematica, molto
differenziata, qui parliamo di linfociti T, e parliamo della possibilit di una risposta ad uno stimolo
antigenico, interpretato come stimolo, diciamo, pericoloso, si traduce in una serie di XXX di produzione
citochinica e si traduce in una diversit di risposta in un determinato XXX nei confronti di un determinato
patogeno, nei confronti della capacit di quel determinato patogeno di danneggiare i tessuti oppure no,
esistono patogeni che hanno la capacit di danneggiare le cellule, e questo danno cellulare deve essere
controbilanciato dalla produzione di citochine che sono in grado di neutralizzare il danno cellulare, quindi
immunit adattativa vuol dire proprio plasticit di risposta, vuol dire proprio decidere il tipo e la
potenzialit di risposta effettrice in base a quelle che sono le informazioni che il tipo di ambiente d, e di
questo tipo di risposta fanno parte anche alcune citochine come linterleukina 10, che sono in grado
proprio di modulare in senso negativo la attivit infiammatoria, la attivit del sistema immunitario, e fanno
parte della stessa catena di risposte attivate dallantigene che sta distruggendo il tessuto, che sta
disturbando lomeostasi fisiologica, e fanno parte di questo tipo di, diciamo, di segnale, anche i segnali che
tendono a indurre la presenza di cellule Promotori (????????), quelle di cui abbiamo parlato prima (
QUANDO, SE E LECITO CHIEDERE?????) quelle che nascono come atto di salvataggio quando il recettore
riconosce proteine self, ma anche vedremo essere una popolazione cellulare che pu ex-novo essere
differenziata, in base alle esigenze di un tessuto: non se se gi avete studiato, per esempio, la patologia da
protozoi.. I protozoi sono cellule che sono un po diverse dai virus, hanno una capacit di danneggiare il
tessuto che molto ampia, e questa capacit di danneggiare il tessuto pu essere difficilmente eliminata
proprio perch somigliano moltissimo alle cellule eucariotiche. Ora, che succede, che il sistema immunitario
capisce che la sua attivit nel danneggiare il patogeno pu favorire il danno tissutale e
contemporaneamente unattivit di tipo infiammatorio pu favorire una produzione di XXX e favorisce
anche unattivazione di una risposta . QUI C UNA SEQUENZA DI 5 SECONDI ASSOLUTAMENTE
INCOMPRENSIBILE .. ma trasformando gli effettori in cellule di un altro tipo: vedremo come il fenotipo di
soppressione non qualcosa di stabilmente dato, ma qualche cosa che pu riguardare, in base alle
esigenze, anche cellule che stanno, normalmente, rispondendo alla patologia. Questo per darvi unidea che
un altro evento importante che deve essere mediato ALTRA SEQUENZA DI 4 SECONDI INCOMPRENSIBILE, A
CAUSA DI PERSONE VICINE AL REGISTRATORE CHE PARLAVANO TRA LORO!!!: cio una cellula che, una volta
che ha incontrato lo stesso antigene, non ha pi necessit di essere confermata nella bont della sua
attivazione: mentre lattivazione di una cellula vergine unattivazione molto difficile, in cui il segnale
cognitivo ha unimportanza molto relativa, che da considerare insieme con i segnali di un ambiente che
indica la pericolosit di quellantigene, una CELLULA DELLA MEMORIA, che una cellula che stata gi
presentata a quellantigene, non si chiede se il suo recettore utile, non si chiede se deve attivarsi o meno,
ma immediatamente lo fa. Quindi, le Cellule della memoria sono quelle capaci, poi di generare il prosieguo
di una malattia autoimmunitaria, perch le Cellule della Memoria, che sono quelle che impediscono al
patogeno di dare origine a una malattia, clinicamente evidente, se viene ad infettarci una seconda volta,
quelle cellule della memoria che ci proteggono in maniera cos efficiente sono anche quelle che sono in
grado di creare una patologia autoimmunitaria. Quindi, attivazione della risposta della memoria ma anche
attivazione di una TOLLERANZA nei confronti del self, quindi capacit di neutralizzare lattivit cognitiva
delle cellule che vedono strutture self, il che ci mette in contatto con una modalit di attivazione molto
diversa da quella di una cellula dellimmunit innata: le cellule dellimmunit adattativa non riconoscono
alcun segnale come segnale FISSO, come segnale strettamente legato ad una via di risposta, tutto deve
essere contestualizzato, e ogni risposta immunitario continuamente in bilico fra attivazione e tolleranza:
questo significa plasticit della risposta, e cercheremo di seguire la plasticit della risposta nelle settimane
successive per fare in modo da comprendere quelli che sono i processi che ci permettono poi di modificare
quella risposta ed evitare poi la patologia autoimmunitaria ma anche di rigetto di trapianti, ma anche
tolleranza di cellule trasformate, ossia immunit nei confronti dei tumori.
OK, IO CREDO CHE PER OGGI CI POSSIAMO PURE FERMARE QUA
(ALLELUJAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)