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Salvatore Franco omi



MARIA SS. MADRE DI DIO

I brani del Vangelo che ci raccontano il Natale di Ges sono intrisi di pace. Si respira come
unaria di semplice e diffusa gioia che dona pace al cuore. Si sente il silenzio pacifico della notte. Si
respira la calda e delicata accoglienza di Maria e Giuseppe, il loro sguardo pieno di meraviglia e
commozione dinanzi a quel bimbo nato cos misteriosamente. Nulla potrebbe mai far immaginare
cosa sarebbe successo di l a poco: il dramma umano che sarebbe continuato a svolgersi nella strage
degli innocenti, nella guerra con i romani, e tutto il futuro di lotte e ingiustizie che sarebbe seguito.
Eppure da quella notte sorto nellumanit un rivolo di pace, che si trasformato in un rivolo
sotterraneo che ha portato una speranza allumanit rendendola pi umana.
Oggi noi possiamo prenderci un po di quellatmosfera per portarla nelle nostre case.
Dovremmo prendere esempio in questo dai pastori che avendo udito e visto quella scena se ne
tornarono alle loro case pieni di gioia, lodando e glorificando Dio. Cosa era rimasto nel loro cuore?
Gli occhi puri di quel bambino che sarebbe stato il loro salvatore, anche se non capivano ancora
come lo sarebbe stato; la dolcezza e finezza del volto di quella madre che aveva adagiato con tanta
delicatezza il suo figliolo sulla paglia della mangiatoia come nella culla pi preziosa; lintesa e la
comunione di quei due sposi cos maturi e solenni.
Doveva averli colpiti quel suo essere presente e allo stesso tempo in disparte della madre del
bambino che doveva immergere ogni tanto quei suoi occhi profondi e celestiali in un orizzonte a
loro sconosciuto, mentre meditava nel suo cuore tutto quanto veniva detto e quanto accadeva.
Anche la Chiesa volge lattenzione sulla singolarit di quella madre, di quella giovane donna
del presepio di Betlemme e non ha timore, cos come ha fatto fin dai primissimi tempi, di indicarla
al mondo come la Madre di Dio. Titolo che avrebbe scandalizzato intere epoche e a cui oggi la
preghiera dellAve Maria ci ha talmente abituato da non farci quasi pi notare lardire di questo
titolo. Cosa ci fa pensare questo titolo di Madre di Dio?
In parole semplici possiamo dire che anche Dio ha voluto una mamma: ai suoi occhi deve
essere apparso cos bello avere una mamma e realizzare cos il suo desiderio di amore per luomo:
lasciandosi formare nel suo grembo e venire alla luce del mondo da lui creato giungendo, in questo
modo, a noi non dal cielo, ma da Lei.
Per questo a Lei la chiesa oggi volge il suo sguardo: alla Madre di un Dio che si fa uomo. Lo
fa allinizio dellanno sociale, nel centro del tempo del Natale per indicarci ancora la via della pace,
quella stessa pace che la notte del Natale del redentore si diffuse nel mondo. Per noi questa pace, ha
un volto concreto: quello della madre del Signore. Guardando Lei, nel suo essere mamma del
Figlio di Dio, capiamo che la pace nasce in un cuore puro. Tornando a quella notte capiamo che non
ci pu essere pace se si non difende e ama la vita delluomo fin dal suo concepimento e dalla sua
nascita. Non ci pu essere pace senza famiglia e senza la comunit degli uomini che si raccoglie
attorno al Signore e che la protegge. Non ci pu essere pace se anche il creato, la natura non
compresa in quel senso di rispetto e amore che tutto deve pervadere e che il segno della presenza
di Dio tra gli uomini. In questa luce leggiamo il messaggio per la giornata della pace del Papa: Se
vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. Il Papa torna a parlare di ecologia umana: la chiesa
vuole difendere e promuovere un sano ambiente umano in un sano ambiente fisico e naturale:
La Chiesa ha una responsabilit per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito
pubblico, per difendere la terra, lacqua e laria, doni di Dio Creatore per tutti, e, anzitutto, per
proteggere luomo contro il pericolo della distruzione di se stesso. Il degrado della natura , infatti,
strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana, per cui quando lecologia
umana rispettata dentro la societ, anche lecologia ambientale ne trae beneficio. Non si pu
domandare ai giovani di rispettare lambiente, se non vengono aiutati in famiglia e nella societ a
rispettare se stessi: il libro della natura unico, sia sul versante dellambiente come su quello
delletica personale, familiare e sociale. I doveri verso lambiente derivano da quelli verso la
persona considerata in se stessa e in relazione agli altri. Affidiamo dunque alla SS. Madre di Dio il
nostro desiderio di ritrovare di nuovo le vie della pace in noi stessi, con gli altri e con il mondo che
ci circonda.