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La gioia del nichilismo

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Con il concetto di volont di potenza F. Nietzsche rompe la tradizione del pensiero occidentale,
operante sul fondamento di una ragione svincolata da qualsiasi sentire.
Infatti, dal razionalismo cartesiano allilluminismo al positivismo, lessere umano, come animale
razionale, considerato il vivente al pi alto stadio di sviluppo, in unevoluzione lineare e continua
delle specie.
Frammento 90: Non illudiamoci! Il tempo corre in avanti vorremmo credere che anche tutto ci
che nel tempo vada in avanti che levoluzione fosse unevoluzione progressivaTale
lapparenza da cui sono traviati i pi giudiziosi. Ma il secolo XIX non rappresenta un progresso di
fronte al XVIII.
La critica alla metafisica occidentale attuata da Nietzsche origina da quella di Schopenhauer, in cui
per lumano risulta scisso in un elemento intuitivo e genericamente vitale e in uno riflessivo che,
oltre a differenziarlo dal resto della natura, ne determina il dominio sulluniverso.
Con lo sviluppo della scienza nella seconda met del XIX secolo il solco che separa lessere umano
dal resto della natura, oggettivata in uno sfruttamento inesauribile, si approfondisce; al contempo si
diffonde con il positivismo scientista un riduzionismo del biologico alla fisica, che tenta di spiegare
le facolt umane con le leggi della meccanica e i prodotti dellagire sociale in analogia al mondo
organico.
Frammento 640: Immaginiamo che luomo fosse presente alla nascita degli organismi: che cosa si
pu costatare con gli occhi e col tatto in quel processo? Quali regole si mostrano nei movimenti?
Dunque: luomo vuol ridurre ogni evento a un evento per locchio e per il tatto, quindi a dei
movimenti: vuole trovare formule per semplificare lenorme massa di queste esperienze. Riduzione
di tutto ci che avviene per gli uomini forniti di sensi e per i matematici. Si tratta di un inventario
delle esperienze umane, supponendo che luomo, o meglio locchio e la facolt concettuale
delluomo, sia stato il testimone eterno di tutte le cose.
Il pensiero di Nietzsche si oppone sia alla pretesa metafisica di unicit dellumano come
creazione divina del tutto sganciata da una sostanza naturale, e che si manifesta in una Ragione
totalizzante, sia al biologismo che estende alla relazione sociale generiche leggi della
sopravvivenza.
La ragione, da Kant a Hegel infatti il fondamento di una ontologia e di una filosofia della storia,
nonch di una morale, che costituiscono la cornice entro cui si situa lo sviluppo dellumanit verso
il meglio, in una dialettica inesorabile, alimentata dalla fede in un assoluto, sia esso Dio, lUomo,
la Storia.
Frammento 712: Dio inteso come un momento di culminazione: lesistenza un eterno
divinizzarsi e sdivinizzarsi. Ma in ci non si trova alcun punto di massima del valore, solo culmini
della potenza
Nella metafisica invece non c traccia dellaltro, della differenza, della potenza singolare, poich
ogni negativit sintetizzata, (incorporata, rimossa) in un progresso razionalmente spiegabile.
Daltra parte Nietzsche si accorge che il sapere da cui proviene limmagine di una tecnica che si
resa autonoma dalla Scienza, mente, sia sul carattere delle scienze che sulla pretesa neutralit dei
saperi, considerati come motori inesauribili di una storia che dissolve le scorie opache della
modernit e schiaccia ogni devianza sociale, culturale, politica (in nome della Cultura assunta come
valore).

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Questa lezione su Nietzsche si basa sul testo La volont di potenza, compilazione postuma di
frammenti allestita dallArchivio Nietzsche, a cura di Maurizio Ferraris e Pietro Kobau, Bompiani,
Milano, 1994, poich in appendice vi una tavola di concordanza con i Frammenti postumi
nelledizione Colli-Montinari.
Al meccanicismo dialettico che produce la storia come continuit, invece che come ricostruzione,
Nietzsche oppone le discontinuit del processo come singolarit, come evento, che revoca in dubbio
sia linterpretazione antiquaria che monumentale della storia, come ha scritto Michel Foucault (in
Microfisica del potere).
Frammento 708: 1) Il divenire non ha uno stato finale, non sfocia in un Essere.
2) Il divenire non uno stato apparente; forse il mondo che unapparenza.
3)Il divenire ha in ogni momento lo stesso valore: il suo valore totale rimane sempre uguale; in altri
termini: il divenire non ha valore alcuno, perch manca qualcosa su cui lo si possa misurare e in
rapporto a cui la parola valore abbia senso.
Allo schema della civilizzazione come progresso del sapere, Nietzsche oppone l eterno ritorno, che
dissolve qualsiasi destino storico e finalit umana nel continuum di un processo universale
immanente ai singoli enti.
Come ha scritto Gilles Deleuze, in Nietzsche e la filosofia, ci che ritorna, nel corso storico sono le
differenze; leterno ritorno quello delle differenze, che non solo distinguono un evento dallaltro,
ma creano quelle che Benjamin chiamer in una visione messianico-materialistica della storia,
costellazioni di eventi: Egli interpret la sintesi delle forze come eterno ritorno, ritrov nel
cuore di essa la riproduzione del diverso e ne individu il principio nella volont di potenza quale
elemento differenziale e genetico delle forze presenti (pag.78).
Leterno ritorno, che segna il decorso storico non come sviluppo verso una perfezione
trascendente, bens come ricostruzione immanente agli eventi, disegna una spirale del tempo fatto di
ripetizioni con differenza, di singolarit intrecciate, di serie di eventi marcati dalla contingenza.
Deleuze: Intendere lespressione eterno ritorno come ritorno del medesimo un
errorenelleterno ritorno lidentit non indica la natura di ci che ritorna, ma, al contrario, il
ritornare del differente (pag.73).
Cos, uno schema pi adeguato del corso del mondo, dei processi naturali e delle relazioni tra
viventi e ambiente (comprese le societ sviluppate) d conto sia delle differenze spazio-temporali,
sia di quelle geoeconomiche e di pensiero, come altrettanti livelli di potenza da cui scaturisce la
comunicazione.
Cos la storia viene sgravata dal peso di un modello astratto e inflessibile che la guiderebbe ad un
fine pre-definito; cos il pensiero stesso ricondotto alla sua naturale contingenza e il processo
riflessivo non pi subordinato ad una ragione ordinatrice, che assegna valori in una gerarchia in
cui primeggia il dover essere.
Con il nichilismo infatti tutti i valori sono dissolti e lo stesso processo di valorizzazione che
contrassegna la modernit ha smesso di funzionare. La sovrastruttura morale-religiosa che impone
ai viventi rigidi comportamenti convenzionali e poteri istituzionali si infrange a causa di quegli
stessi valori che, dalle origini del cristianesimo, si sono imposti nella relazione sociale.
Frammento 3: Il nichilismo radicale la convinzione di unassoluta insostenibilit dellesistenza,
quando si tratta di valori supremi che si riconoscono, compresa lopinione secondo cui noi non
abbiamo il minimo diritto di porre un aldil o un in s delle cose, che sarebbe divino, che
sarebbe la morale in carne e ossa.
Lepoca del nichilismo infatti, nelle due componenti passiva e attiva, lepoca del tramonto della
storia, cio, come sar anche in Benjamin, lepoca della storia come tramonto, che dovrebbe
inaugurare il superuomo.
Questi non lemblema di un uomo superiore alla media dellUmanit imprigionata nel nichilismo,
che il nazismo e i fascismi hanno attuato, bens la figura di un oltre-uomo, in un tempo-ora non pi
storicizzabile.
Loltre-uomo oltre lumano nel senso di un divenire umano dopo lUmanesimo, che ha ordinato e
gerarchizzato corpi e menti, societ e individui.
Del resto nel tempo del tramonto, con cui ha fine la modernit, non questione di una superiorit
razziale, etnica, di casta, che sarebbe unulteriore imposizione di valori gi trasvalutati; bens di
oltrepassare limmagine delluomo, in generale e per lo pi identificata con il maschio bianco,
borghese occidentale, in vista di unalterit senza confini, che Nietzsche pensava come spiritualit
superiore e che ha in s quelle che con Deleuze si possono chiamare le potenze del falso, ma
anche i segni della posterit.
Ma soprattutto loltre-umano significa lapertura di unalterit infinita che attraversa i generi e li
scompone, in un trans-genere che si espande come differenza generalizzata.
Jacques Derrida infatti ha segnalato come Nietzsche sia il filosofo del futuro, meglio di una
posterit postuma, con cui si identificava, che scopre ci che ancora non ha luogo, cio la
costituzione ibrida della natura e delle facolt umane. Dalla prefazione alla Volont di potenza: 2.
Ci che racconto la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ci che viene, ci che non pu pi
venire in altro modo: linsorgere del nichilismo.
Loltre-uomo dunque lesposizione della volont di potenza, cio del processo vitale che fa
deflagrare regole, convenzioni, stili di vita e che si riversa nelluniverso quale forza primigenia.
La volont di potenza dunque forza autogenerativa che alimenta il bios e che si disloca tuttavia
come differenza di potenziale tra stati psicofisici differenti. E apprezzamento delle differenze,
seguendo Bateson e Deleuze, ma non identico ad una generica energia cosmica. Infatti, a
differenza di unindistinta energia, la volont di potenza distingue e individua i viventi; forza di
individuazione nel transindividuale (Deleuze) contingente.
Essa volont di volont e in quanto tale potenza, potenza delle differenze di cui determina la
direzione e la polarit (basso-alto, negativo-positivo, passivo-attivo, ma non come valori e giudizi
morali), nonch la loro trasvalutazione. In quanto potenzialit differenziante essa raccoglie gli enti
non secondo un ordine categoriale (ontologia), di struttura (logica) o morale (etica), bens in quello
che, con Derrida, potremmo chiamare il dominio del disparato, il campo mutevole delle
separazioni contigue, dei limiti delle singolarit.
In quanto impulso vitale irriducibile al pensiero, la volont di potenza anche il pensiero della vita,
la sua realt, in cui, contro Hegel, la lotta per la sopravvivenza non lotta di puro prestigio, bens
per lautoffermazione del comune (la vita come ci che comune).
Il processo di individuazione insomma volont di potenza che assume la potenzialit delle
interpretazioni, cio, anche, linterpretazione come potenzialit molteplice.
Non si tratta dunque di pensare il significato della vita, quanto di attivare quelle potenzialit che
contraddistinguono le facolt umane: il linguaggio, la relazione comune. Ci che, alla fine della
modernit, emerge come caratteristico dellessere umano.