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Indice

Introduzione 7
Parte prima. Prometeo
I. La memoria e loceano. Il nostro Corpo maggiore. Prometeo e il serpente dellEden. Le paure
del Dio supremo e il suo patto con gli uomini. Le due forze dellevoluzione umana 15
II. Il Corpo maggiore, il fegato e le guarigioni. Lantichissimo Signore delle Porte. Il diavolo e il
diverso. Le epoche di obbedienza. La nostra stanza tonda 28
Parte seconda. I sette mondi degli uomini
III. I Sei Cieli dellevoluzione umana. Il guardiano delle soglie. I maestri fanno lezione sul bene
e sul male 41
IV. Le mie discese. Il Settimo Cielo e Lucifero. Il Nilo e il Diluvio. Il patto col diavolo 55
V. Le porte dellanima. Il diavolo e lio secondo Basilide e Jung. I re Magi e Ges. Il mistero
dellincarnazioni 62
VI. La pi antica storia damore 73
VII. Tutto cresce. La morte di Paola. Gli indovinelli della Sfinge. Il Paradiso, e unaltra lezione
sul Male. Persefone e il Dio degli Inferi 77
Parte terza. Il diavolo e lunico Dio
VIII. La promessa. Primo viaggio nellAldil. Storia e natura del diavolo cristiano. Il Dio unico e
il cuore come far crescere entrambi 93
IX. Seguito del precedente. Come si cresce nelle storie a ritroso. Il mondo intermedio.
Pollicino e Babbo Natale 107
X. Non indurci in tentazione. Leredit ostile. La stanza di Barbabl. Il principio di rotazione.
Biancaneve 115
XI. Nella foresta. Lapparato circolatorio del Corpo maggiore. LInferno e la paura delle
responsabilit I tab sul male e i tab sul bene. Ges, quando discese allInferno 127
XII. Arianna e il labirinto. Il filo e il serpente. Come salvare le anime dannate 142
XIII. I sette peccati capitali, e lottavo. Un altra notte, quaranta secoli fa. LInferno delle
moltitudini. Le imprese di coraggio 151
Parte quarta. Lesplorazione dellAldil
XIV. Il modo migliore di insegnare. Utilit dei momenti di dubbio. Come cambiare il passato
165
XV. La materia, gli specchi e la realt. Potere e dovere. Gli animali maestri. Gli angeli e il
diavolo dietro agli specchi. Bellerofonte 176
XVI. Allassedio di Acri. Il limite dellio. Sion 190
XVII. Schema generale dellAldil. Il Graal? Il ponte. Il ritratto del diavolo. Altri universi e altre
popolazioni extraterrestri 198
XVIII. Lamore prendere. Il Graal. I nuovi genitori e le reincarnazioni illustri 208
XIX. I figli degli Elohim. Il peso del Corpo maggiore. La nuova morale, al di l del diavolo 214
Parte quinta. Lalbero delle due vite
XX. La luna e il velo nellacqua. Il diavolo che precipita gi dal cielo e la fine del cristianesimo
225
XXI. Gli automi e il padrone di questo mondo 229
XXII. Un nuovo modo di viaggiare. La stella-arca 234
XXIII. I nemici e lunico io. I grandi amori. La lussuria, San Giorgio e la principessa prigioniera
238
XXIV. Tecnica delle imprese di coraggio 246
XXV. Le maschere. Quando bisogna alzarsi. La storia
di mago Merlino e dei suoi veri genitori 255
XXVI. La disobbedienza 264
Note
1. Come incontrare i propri Spiriti-guida 271
2. Il diavolo nella Bibbia 289
3. Il diavolo nei Vangeli 291
4. I desideri 294
5. I desideri e lio pi grande 300
6. Ancora sul Secondo Cielo 307
Comunicare con gli Spiriti-guida semplice, e nelle note in appendice a questo libro do le
indicazioni per riuscirci in poco tempo. Non occorre forza di volont, n coraggio n qualche
particolare predisposizione. Gli Spiriti-guida si trovano a breve distanza dalle sintonie dei
nostri pensieri consueti e sono legati a noi da vincoli di alleanza da un antico ideale di
cooperazione con noi umani, che in tutto luniverso siamo gli esseri a loro pi affini. Fanno
perci il possibile per rendere facile la strada a chi li vuole conoscere, e le loro accoglienze
sono affettuose, festose. Lunica condizione che bisogna rispettare perch la comunicazione
sia efficace prendere nota delle loro parole mentre le dicono perch la nostra mente non
riesce a conservarne il ricordo per pi di qualche secondo.
C chi sostiene che siano angeli di Dio, altri temono che siano esseri demoniaci, o fantasmi,
o semplicemente prodotti irregolari della nostra immaginazione. Quando avrete cominciato a
conversare e a sentirvi a vostro agio con i vostri Spiriti-guida, lasciate che siano loro stessi a
raccontarvi da dove vengono e qual la loro natura. A me, hanno sempre detto: Noi siamo te
e tu sei noi. Solo che tu sei tu in quel mondo, nel tuo Aldiqua, e noi siamo te in un mondo pi
grande. E con il passare del tempo ho scoperto che questa risposta una formula magica, una
specie di apriti Sesamo che pu spalancare dimensioni sempre nuove, porte segrete
dellanima.
In questo libro narro di ci che si vede al di l di alcune porte.
Il Dominante, lAustero e gli altri maestri che mi accompagnano in queste pagine, parlano
e si comportano come qualsiasi altro Spirito-guida: proprio come loro, anche i vostri maestri
invisibili potranno risolvervi problemi e condurvi in viaggi simili a quelli che descrivo qui, se
glielo chiederete.
sufficiente chiedere, non rispondono mai con un rifiuto, solo talvolta raccomandano di
aspettare che arrivi il tempo pi opportuno. E quel tempo arriva, prima o poi.
E il Dio Yahwh disse allora:
Ecco, luomo diventato come uno di Noi per la conoscenza del bene e del male.
Ora, bisogna che non stenda pi la mano e non prenda anche il frutto
dellalbero delle due vite, perch se ne manger vivr per sempre!
E il Dio Yahwh mise i Kheruvim e la fiamma della spada che gira su
se stessa, a custodire la via verso lalbero delle due vite.
Genesi 3, 22
Il frutto proibito della conoscenza
Introduzione
Cominciammo a ragionare sul diavolo tre anni fa.
A quel tempo, tra laltro, con laiuto dei miei maestri stavo traducendo la Bibbia. Da un
pezzo desideravo capire che cosa dicesse davvero il Libro sacro delle tre grandi religioni: cos
mi ero messo a studiare lebraico e, parola dopo parola, esploravo lentamente le prime pagine,
il racconto della Creazione. Mi sentivo come i bambini che appena imparano a camminare
esplorano la casa. Quasi a ogni passo chiedevo spiegazioni ai maestri non perch gli Spiriti-
guida conoscano lebraico antico (non conoscono nessuna lingua; comunicano per telepatia,
come si usa dire: cio per impulsi di significato che la nostra mente trasforma in parole) ,
ma perch per loro il tempo non ha gli stessi confini che ha per noi e, quando non sapete o non
capite qualcosa in un dato momento, possono descrivervi chiaramente come vi apparir quel
qualcosa quando lavrete scoperto e capito. Cos procedevamo: Strano che qui il diavolo non
ci sia, osservai un giorno, mentre discutevamo del giardino dellEden e del mondo che gli si
stendeva intorno.
Perch strano?
Nel racconto della Creazione non c traccia n dei Diavoli n dellInferno, dissi. Non li
ha creati Dio?
Davvero non ce nera traccia. Anche il serpente, che tutti ritengono un travestimento del
diavolo, nella Bibbia una figura tuttaltro che diabolica: il serpente dellEden insegna agli
uomini a nutrirsi dei frutti della conoscenza, contro linsopportabile divieto imposto da
Yahwh, il Dio della Terra. Ci che noi chiamiamo diavolo non fa queste cose: la sua merce il
male, e non certo la conoscenza.
Oppure c, il diavolo, e io non lho visto?
Non c, n l n poi. Mettiamocelo noi, disse quel mio spirito che io chiamo il Dominante
perch quello che parla pi spesso, e per il quale gli altri miei Spiriti maestri nutrono un
evidente rispetto.
Cio, lo mettiamo noi nella Bibbia?
Non nella Bibbia. In quello che la Bibbia vi ha insegnato a vedere: nel vostro universo e in
voi stessi.
Vale a dire?
Ci che voi chiamate diavolo un vostro blocco, spieg il Dominante, con quellaria che
ha sempre quando spiega: come un pittore che insegna a dipingere. O meglio ancora, tutti i
vostri blocchi. Perci la gente non lo vede quando c e si immagina di vederlo quando non c.
Non sarebbe male fare un po dordine. Quanto pi riconoscete i vostri blocchi, tanto meno ne
subite le conseguenze. Mettiamocelo noi: cos ce ne liberiamo.
Un libro sul diavolo, aggiunse. Pensaci.
Il diavolo non c n l n poi? Provai a controllare, ed era vero. Ci che i cristiani, gli
ebrei e i musulmani chiamano diavolo non compare mai nei quarantasei libri che costituiscono
la Bibbia. Nei primi due Genesi ed Esodo i patriarchi e gli altri protagonisti mostrano di
conoscere una grande quantit di angeli e molti Dei, e di sapere benissimo cos il male, ma a
quanto risulta dalle loro vicende non avevano idea di chi o cosa fosse il diavolo, e non
sentivano nessun bisogno di averla. In alcuni libri successivi compare qua e l lo Shatan (cio
Satana, che in ebraico significa loppositore, proprio come Diabolos in greco), ma neanche
lui somiglia al nostro diavolo: Shatan-Satana viene presentato come un rispettabile membro
della Corte divina, figlio della Divinit e suo consigliere, e non come suo nemico o ribelle. Al
contrario: un consigliere molto severo, trova che gli uomini siano troppo superficiali, e
suggerisce di non fidarsene pi di tanto. E Dio, per lo pi, gli d ascolto (Per questi rimandi al
testo biblico, v. la nota Il diavolo nella Bibbia, a p. 289). Alluomo, invece, il diavolo dellAntico
Testamento non suggerisce nessuna tentazione che si possa definire malvagia. Quando per
esempio re Davide fa uccidere un suo generale per prendersene la moglie, il Libro non fa
parola di nessun Satana.
Cio, secondo la Bibbia limpulso al male viene soltanto dallanimo umano? domandai.
Vero che largomento bello? disse il Dominante. E tu ti stai accorgendo di non saperne
niente; quindi sei nella situazione migliore per cominciare.
Ma il diavolo esiste, s?
Certo.
Lessi attentamente anche ci che i Vangeli narrano del diavolo. E anche l strano: in molti
punti il diavolo mostrato come un consulente e addirittura un aiutante di Ges!
Per esempio, prima di cominciare a predicare, Ges and a discutere il suo piano dazione
col diavolo e i suggerimenti che il diavolo gli diede erano tutto Sommato sensati, anche se
Ges non li approv. Pi tardi, Ges venne accusato pi volte di compiere i suoi miracoli
grazie a poteri diabolici: e, sorprendentemente, Ges non lo neg mai. E durante lultima cena,
ordin a Satana di entrare in Giuda, perch Giuda trovasse il coraggio di tradirlo (Per questi
rimandi ai Vangeli, v. la nota Il diavolo nei Vangeli, a p. 291)
Quindi Ges e il diavolo andavano daccordo?
Come vedi, s.
Su, non chiedi niente? Fa domande precise e noi ti rispondiamo, disse un altro dei miei
maestri, che chiamavo lAustero, per i suoi modi.
Cos e come ha preso forma ci che oggi chiamiamo diavolo?
Cos non basta, devi essere pi preciso, disse il Dominante. Domanda punto per punto.
Cominciai ad annotarmi domande pi precise, con lAustero che mi sussurrava: Non basta.
Non basta ancora.
Che cosa chiamiamo diavolo?
Com fatto il diavolo, in realt?
Da dove viene e dov? annotavo diligentemente. Nel cuore o nella mente delluomo, o
nel suo inconscio, o in qualche luogo delluniverso, visibile o invisibile?
E comera, chi era prima che i santi cominciassero a odiarlo?
E che cosa significa?
Che cosa fa, quali poteri esprime, quali compiti ha? Deve tentarci, ingannarci? Perch?
Bene, continua.
Le nostre tre grandi religioni insegnano che il diavolo la causa di tutti i mali umani: ma
perch dicono questo, se i loro Libri sacri, la Bibbia e i Vangeli, non ne parlano in questo modo? E
se Dio buono e onnipotente, perch tollera lesistenza del diavolo, che di fatto limita il suo
potere? O forse Dio non affatto buono e onnipotente? Quali sono, in realt, i rapporti tra il
diavolo e Dio?
Perch la gente ci crede e i teologi no? mi sugger il Dominante.
I teologi non ci credono?
Non ci riescono pi. La religione impone di crederci, ma i teologi quando parlano
dellesistenza del diavolo dicono soltanto cose confuse e noiose. Hanno la mente bloccata.
Potresti chiedere perch.
Feci per annotare anche questa domanda.
Che gli importa dei teologi? intervenne lAustero. Quelli non hanno nessun bisogno n di
credere n di sapere: ripetono solo quel che hanno imparato, e avendo fatto fatica a impararlo
vogliono che anche altri facciano fatica. Lasciateli perdere.
Come vuoi tu, mi disse il Dominante.
Scrissi: Perch la gente crede nel diavolo (anzi a volte pi facile credere nellesistenza del
diavolo che in quella di Dio) e i teologi non riescono a dirne nulla di convincente?
Bene.
Ho precisato abbastanza o devo continuare ancora?
Hai chiamato per nome un po di cose, disse il Dominante. Adesso arriveranno. Non
avere fretta.
Tra una settimana, tra un mese o tra un anno?
Qualcuna lavevi gi ascoltata anni fa. Non la prima volta che ne parliamo.
E quando labbiamo fatto?
Cerca nei tuoi quaderni vecchi.
PARTE PRIMA
Prometeo
I
La memoria e loceano. Il nostro Corpo maggiore.
Prometeo e il serpente dellEden.
Le paure del Dio supremo e il suo patto con gli uomini.
Le due forze dellevoluzione umana
Leggi gli appunti di quando parlavamo di Prometeo, disse il Dominante.
Quandera stato? I quaderni dappunti dei miei incontri con i maestri occupavano gi allora
un intero scaffale: non mi era mai venuto in mente di ordinarli per argomenti, e di una
conversazione su Prometeo avevo solo un ricordo vago.
Sono dei tempi del viaggio in Georgia, sugger lAustero.
Come si fa a ricordare tutto? domandai mentre cercavo tra i quaderni. Non c abbastanza
posto nella mente di un uomo. Oppure c un modo, per ricordarsi di tutto?
Nella tua mente no, di sicuro, disse il Dominante. La mente come una barca in un
oceano: non pu contenere loceano in nessun modo. Non potrai mai ricordano tutto.
E loceano cosa sarebbe?
Sei tu. Con la differenza che gli oceani non si prendono cura delle barche che li
attraversano: tu invece puoi prenderti cura di quella barchetta che chiami la mente, o lio.
Gi, disse lAustero. E appena ti accorgi che lio quella barca e che tu sei loceano,
diventi luomo pi fortunato del mondo. E non hai nessun bisogno di ricordare: sai, e basta.
Se io sono la barca, come faccio a essere anche loceano?
Non te ne sei ancora accorto. Non sei ancora luomo pi fortunato del mondo. E pensare
che cos semplice.
Mi insegnate a diventarlo?
Qui non facciamo altro. Su, trova quegli appunti.
Era un quaderno del 1994. A quel tempo facevo il reporter di guerra, nellex Georgia
sovietica. Un giorno, durante un viaggio in aereo sopra la catena del Caucaso, un amico
georgiano mi aveva detto che, secondo il mito greco, proprio laggi Giove supplizi Prometeo,
su una di quelle rupi innevate, per punirlo di aver dato agli uomini il fuoco.
Per i greci il Caucaso era lestremo limite del mondo, mi disse. E qualcosa nella sua frase
risuon in me come il campanello di una porta chiss dove.
Quella notte ne parlai con i miei maestri in una stanza dalbergo sul Mar Nero, nella
desolata cittadina di Poti.
Poti, 19 ottobre 1994
esistito davvero Prometeo?
Che domande. Certo, disse lAustero. Miliardi di volte. Esiste continuamente. come se
domandassi: esistita davvero la cistifellea?
Lanatomia e la mitologia sono in gran parte la stessa cosa, spieg il Dominante. Con la
differenza che nellanatomia ci sono migliaia di nomi, mentre nella mitologia ce ne sono
centinaia di migliaia. Ma orientarcisi non difficile, perch gli uni e gli altri descrivono
comunque la stessa cosa.
Il nostro corpo?
I vostri corpi.
Cio, il mito di Prometeo un po come la scoperta della funzione di un organo del corpo?
Dei vostri corpi, precis il Dominante. Lanatomia descrive il vostro corpo fisico. La
mitologia un modo di descrivere altri vostri organi e capacit, che voi non conoscete
ancora.
Il corpo eterico, il corpo astrale e cos via?
No, quelle sono vostre idee complicate. E molto pi semplice: voi avete un altro corpo,
molto pi grande, e grazie alla mitologia ne sapete una quantit di cose, che per la vostra
mente ignora. Chiamalo: il Corpo maggiore. E rispetto al Corpo maggiore, il corpo fisico due
cose: in primo luogo, un organo esso stesso, e precisamente lorgano che permette al Corpo
maggiore di esistere sulla terra, di entrare in rapporto con il mondo della materia. Ecco, cos
allincirca: come lo stai immaginando ora. Disegnalo come lo stai immaginando.

Cos?
Bene. In secondo luogo, voi col vostro corpo fisico siete ancora come nella pancia della
mamma che la pancia del Corpo maggiore. E i miti vi raccontano come sarete da grandi.
Quali organi userete, cosa ne potrete fare, e cos via.
Ma organi come, in che senso?
Organi. Di attivit, di pensiero, di volont. Di digestione, di riproduzione, di senso e di
tutto il resto, nel mondo pi grande che abiterete. unottima cosa che cominciamo a
parlarne, perch tra un po il vostro mondo non vi baster proprio pi.
E Prometeo che organo sarebbe?
Ricordi com la sua storia?
Storia di Prometeo
Ricostruimmo insieme la storia di Prometeo che in seguito verificai, a casa, sul mio
prediletto manuale di mitologia (K. Kernyi, Die Mythologie der Griechen trad. it. Gli dei e gli
eroi della Grecia, Milano 1963).
Prometeo era per sua natura un ribelle mi spiegarono i maestri e amava sfidare
Giove, Dio supremo. Non poteva non sfidarlo, per due ragioni: in primo luogo, perch era
dotato di un intenso impulso creativo, che Giove non aveva affatto: Giove aveva il potere, il
potere soltanto. E in secondo luogo, perch Prometeo amava molto gli uomini, mentre Giove li
considerava soltanto dei sudditi.
Era un Dio supremo allantica, osserv lAustero.
Prometeo fu dapprima alleato dei Titani, gli antichissimi Dei del Cielo che avevano mosso
guerra a Giove: e Prometeo dava loro buoni consigli; ma i Titani diffidavano di lui, sempre per
via di quella sua indole ribelle, cos ben presto Prometeo li abbandon e lasci che venissero
sconfitti. Rest per conto suo e si dedic agli uomini soltanto.
Spieg agli uomini il modo pi vantaggioso di fare sacrifici agli Dei, insegn loro come
lavorare i metalli, don loro anche larte della preveggenza da cui il suo nome: Prometeo
significa appunto il Preveggente. Ma quando vide che questo dono produceva negli uomini
cupe malinconie, fece in modo che non riuscissero pi a usarlo, salvo rare eccezioni.
A Giove tutta questa generosit di Prometeo non piaceva affatto, era seccato dai rapidi
progressi degli uomini e per ostacolarli confisc loro il fuoco. In realt, Giove a quel tempo
stava meditando addirittura di sterminare gli uomini, facendoli morire di fame, per lasciar
nascere un altro genere di esseri viventi dopo di loro. Prometeo lo intu e subito si oppose:
rub il fuoco e lo riport agli uomini.
Giove lo pun impalandolo e inchiodandolo su una colonna, tra le rupi del Caucaso, appunto.
E comand che ogni notte venisse unaquila tra quelle rupi, a divorare il fegato di Prometeo, e
che il fegato gli ricrescesse ogni giorno, cos che ogni notte le sue sofferenze fossero proprio
come la prima notte.
Prometeo il fegato?
In parte s, sorrise il Dominante. Ma non sai ancora cos il fegato del tuo Corpo
maggiore. Andiamo per ordine. Innanzitutto, nota bene che questa la stessa storia del
serpente dellEden. Lo vedi?
Il serpente dellEden d agli uomini il frutto della conoscenza, che il Dio Yahwh aveva
proibito, e il Dio Yahwh lo punisce condannandolo a strisciare per leternit. Prometeo d
agli uomini il segreto del fuoco, e il dio Giove lo impala su una colonna. In tutte due le storie il
dio supremo blocca la crescita degli uomini, la loro via verso lalto, diciamo.
Yahwh e Giove: mi colp la somiglianza dei nomi. Non me nero mai accorto.
I greci hanno preso dai miti ebraici o gli ebrei hanno preso dai greci?
Tutti e due prendevano dagli egizi, mi rispose lAustero, ma n il tempo n i confini tra i
popoli sono come li immaginate voi. Che ti importa di sapere chi ha preso da chi?
Largomento principale, in queste due storie sacre, continu il Dominante, la paura
che il Dio supremo ha dei progressi degli uomini. In tutte due le storie il Dio supremo vede
che gli uomini salgono, e si allarma. Giove blocca questa ascesa, la pietrifica in forma di
colonna, e l inchioda Prometeo, con in pi quellaquila che gli lacera il costato. come se
Giove dicesse agli uomini: Vedete? Tutte le volte che qualcuno vi aiuter pi di tanto far
questa stessa fine. Tu vedi?
S.
No, non vedi ancora.
Avete molti altri racconti intorno a quella paura divina e a quella colonna: anche la Torre
di Babele era unimmagine dellevoluzione umana, del salire umano, e il Dio supremo Yahwh
ferm anche quella, sempre perch ne aveva paura. E cos via, cos via. Ogni volta che gli
uomini ricominciano a salire, il loro Dio supremo li sgomenta appendendo qualcuno a un palo.
Oppure li rovescia a terra. Cos, il Dio supremo Yahwh impone al serpente di strisciare, per
punizione: come una vivente colonna abbattuta.
E qui apparentemente la storia di Prometeo e quella del serpente divergono: Prometeo
rimane l e il serpente continua a strisciare per il mondo.
Ma in realt le due storie si completano a vicenda. Il serpente ci che Prometeo fa sulla
terra.
luso che fate della vostra vista, della conoscenza: Pro meteo colui che vede pi in l, e
anche il vostro destino di spingere avanti la conoscenza tenendola aderente alla realt,
proprio come un serpente aderisce alla terra. E il crescere della vostra conoscenza ci che
spaventa tanto il Dio supremo. E come continua, poi?
La storia di Prometeo?
Seguito della storia di Prometeo
Prometeo avrebbe dovuto rimanere per sempre sulla colonna, a patire, col torace
squarciato. Ma lo salv sua madre, Temis, Dea della giustizia: gli confid un delicatissimo
segreto di politica olimpica e allora Giove permise che Prometeo venisse liberato, a patto
che non rivelasse quel segreto a nessuno.
Il segreto era che il regno di Giove non sarebbe durato in eterno e che un altro Dio avrebbe
potuto regnare dopo di lui sulluniverso intero. Cos (e di nuovo per una sua paura di Dio
supremo) Giove permise che Prometeo venisse tolto dalla colonna. Ma pose una condizione:
che un altro immortale ne prendesse il posto, perch quel supplizio era un fatto troppo
importante per Giove e la colonna non doveva rimanere vuota.
E qui compare un altro personaggio: il centauro Chirone, buono e sapiente, che aveva
insegnato anche lui tante cose agli uomini, soprattutto nel campo della medicina. Narra il mito
che Chirone, proprio allora, era rimasto ferito accidentalmente da una freccia avvelenata, e le
sue sofferenze erano insopportabili, e la sua scienza medica non bastava a guarirle: perci
chiese a Giove che lo facesse morire e perch la sua morte servisse a qualcosa prese il posto
di Prometeo. E l sulla colonna rimase il suo cadavere, mentre Prometeo torn libero comera
prima.
Vedi? mi domand il Dominante.
Annuii.
Non vedi ancora gran che, disse lAustero.
Cosa c che non vedo ancora?
Oh, una quantit di cose, disse il Dominante. A te sembra che ti stiamo conducendo per
una qualche caverna, e non ti accorgi che le pareti della caverna sono ricoperte di pietre
preziose e che dappertutto ci sono lampade da strofinare. Cos sono tutti i miti. Ma non c
fretta. Ascolta bene.
Il buon centauro Chirone, continu il Dominante, doveva morire sul palo: proprio
perch era anche lui un maestro degli uomini, e avrebbe avuto ancora molte cose da
insegnare. Perci era un ottimo sostituto di Prometeo, agli occhi di Giove. E da allora, i
Prometei-Serpenti e i Chironi ci sono sempre stati, nel vostro mondo: hanno cambiato forme e
nomi, ma hanno sempre avuto storie simili a quella. E a un certo punto sono diventati ci che
chiamate il diavolo.
Il diavolo?
Anche per questo nel Medioevo vi immaginavate il diavolo proprio come un centauro,
met uomo e met cavallo, disse lAustero. Ma gi nel Medioevo nessuno si ricordava pi
perch lo si immaginasse cos, e perch al tempo stesso si credesse che il diavolo fosse il
serpente dellEden.
Prometeo che viene condannato e Chirone che si offre spontaneamente sono due aspetti del
diavolo?
Questa la parte pi interessante della spiegazione, disse il Dominante.
Secondo te, perch i vostri Dei supremi hanno tanta paura che gli uomini si evolvano?
Perch hanno paura di perdere il posto?
Non solo. anche perch sono gli uomini stessi ad averne paura. Gli uomini hanno un gran
bisogno di credere che Dio rimanga sempre: sempre uguale, e sempre pi in alto di loro. Tutti
gli umani hanno pi paura che avvenga qualche mutamento in cielo, di quanta ne potrebbe
avere Dio stesso.
Ma al tempo stesso, sentono chiaramente che la loro vita tutta quanta mutamento ed
evoluzione, e che non possono fermare questa evoluzione, e che questa evoluzione finir per
cambiare ogni cosa. Perci vogliono che la fermi Dio. Proiettano sul Dio supremo quella loro
paura, e si placano guardando il supplizio di chi li voleva aiutare a crescere. E il Dio supremo
obbedisce agli uomini.
Altrimenti quel vostro Dio supremo avrebbe salvato Ges, disse lAustero.
E perch il Dio supremo obbedisce agli uomini?
Be, il Dio del vostro mondo, disse il Dominante. In qualche modo deve essere in
armonia con chi vi abita. Altrimenti gli uomini lo abbandonerebbero a se stesso e se ne
prenderebbero un altro come appunto lascia intendere il mito di Prometeo, con quel
segreto di Temis.
Quindi come se facessero un patto: rimani nostro Dio se ci garantisci che anche il resto
rimarr com ora? Prendi nota, mi consigli il Dominante; queste cose sono ancora troppo
grandi per te, ma tu prendi nota, da bravo.
Vedi, per gli uomini ci sono due modi di crescere, di evolversi...
Cio: di crescere, o di evolversi? Sono due cose diverse.
Sono la stessa cosa. Te lho detto, voi avete un Corpo maggiore, e via via che vi evolvete
scoprite le sue capacit, non potete neanche immaginare quali e quante. Cos come una volta
eravate sicuri che i pianeti del sistema solare fossero sette, e oggi sapete che sono nove, e tra
un po ne conterete dodici, allo stesso modo scoprite anche questi vostri poteri maggiori. E via
via che li scoprite, la distanza tra voi e lonnipotenza degli Dei celesti diminuisce. Cos
crescete.
Crescete e vi moltiplicate, not lAustero. Crescere moltiplicare ci che sapete di voi e
ci che siete.
Cos, dicevamo, voi avete due modi di compiere queste scoperte: uno inconsapevole, e
laltro consapevole, continu il Dominante. Quello inconsapevole limpulso naturale
allevoluzione: una profonda forza che cresce in ogni uomo, e gli uomini ne hanno paura
perch sentono che questa forza pi grande di loro.
Quello consapevole invece il desiderio personale di indagare, di sperimentare: come
fanno i mistici, gli esploratori, gli scienziati e via dicendo.
E in pratica non vanno di pari passo, questi due modi?
No davvero. Il secondo modo non mai pericoloso per gli Dei supremi e non fa particolare
paura agli uomini, perch comunque dura poco. Si desta ogni tanto, agisce per un po e poi si
avvelena e si frena da s, rimanendo fermo per secoli interi.
E perch si ferma?
Per sgomento, soprattutto. Sai com: gli scienziati e i mistici sono molto contenti delle
loro scoperte, ne sono fieri, ma sanno bene che verranno superate... Come dice Ges?
In quel giorno non mi domanderete pi nulla (Vangelo di Giovanni 16, 23).
E gli scienziati e i mistici finiscono spesso per temere quel giorno proprio come lo teme il
vostro Dio. La differenza che Dio pu soltanto fermare gli altri, mentre scienziati e mistici
possono fermare se stessi: e si fermano. Chirone si offre spontaneamente alla morte, come hai
visto. E quanti, quanti segreti poteva rivelarvi ancora!
Era stato ferito, soffriva.
Certo, una cosa molto triste quando i Chironi si fermano. La ferita esprime proprio
quella tristezza: cosa c di pi triste di una ferita accidentale, che diventa una ferita mortale?
E la forma pi malinconica di suicidio, quando chi ha voglia di morire chiede aiuto al caso, e il
caso gli offre una morte dolorosa. Per Chirone cos. Chi ti ricorda?
Pensai a qualche scienziato o a qualche mistico, e non mi venne in mente nessuno in
particolare.
Ti verr in mente, disse il Dominante, e tacque per un istante.
Questo per ci che riguarda il vostro impulso consapevole allevoluzione. Invece laltro
vostro impulso irresistibile, riprese, alimentato da grandi esseri veramente immortali: il
serpente, Prometeo, Cristo... Sono veramente immortali, dunque per quanto si tenti di fermarli
ci sono e ci saranno sempre.
E perci succede cos: quando gli uomini hanno molta paura delle forze che li fanno
crescere, e obbligano il loro Dio supremo a inchiodarle, ci che rimane l inchiodato solo
qualche mistico o qualche scienziato, mentre quella forza profonda riesce sempre a liberarsi, e
continua ad agire. Cos nella storia di Prometeo: Chirone avvelenato rimane l e muore,
mentre Prometeo si libera e va oltre.
Cos anche per i cristiani: non appena si scelgono come simbolo un mistico ribelle
inchiodato alla croce, ecco che comincia a crescere e a diffondersi quel diavolo che essi
sentono come nemico pericoloso.
Il diavolo il nostro impulso allevoluzione?
Per la maggior parte di voi s.
E Ges? Ges poi risorto, non rimasto l.
Tutto risorge, tutto continua. Ges risorge e scompare in cielo. E sulla terra rimane il
diavolo, dopo di lui, a segnarvi i confini da superare, le direzioni in cui deve spingersi avanti la
vostra conoscenza. Purtroppo, voi pensate che Ges e il diavolo siano in contrasto, in
concorrenza addirittura. E solo per paura che lo pensate.
Quali confini intendi: se il diavolo il signore del Male...
Sei proprio sicuro che lo sia, e che il male sia il male? Dovremo chiarire un po la
questione, quando sar tempo. Lidea del male era gi ben chiara a tutti quanti molto prima
che i cristiani cominciassero a delineare la loro idea del diavolo. Il diavolo soprattutto il
Signore del Pericolo: di ci che pericoloso per il vostro Dio supremo.
loscura coscienza che Prometeo pu venire impalato, e che Ges pu venire crocifisso o
trasferito su un trono nelle nuvole allaltro capo delluniverso, ma che non finita l, non
finita mai. Vi rimane sempre intorno, e dentro, quella forza irresistibile dellevoluzione, che
minaccia ogni vostro ordine e fa paura agli uomini e agli Dei. E quello il vostro diavolo:
il serpente della conoscenza, la vista di Prometeo che continua a spingersi avanti. E chi non ne
ha paura? Chi non la sente come un pericolo?
Non somiglia neanche un po a quel che si dice del diavolo.
No. Ricorda: dietro a tutte le parole sono nascosti grandi tesori. E la chiave di quei tesori
che la vostra realt molto piccola. Non appena lo sai, entri e puoi prendere ci che c.
La finestra della mia stanza dalbergo dava sulla spiaggia e lalone di luce arrivava fin quasi
alla battigia. Il Mar Nero era davvero dun nero di velluto, e senza luna.
Richiusi il quaderno e, dato che qua e l questa conversazione mi era sembrata, veramente
eccessiva, la dimenticai. Tanto che fu una sorpresa, quando la rilessi tre anni fa.
II
Il Corpo maggiore, il fegato e le guarigioni.
Lantichissimo Signore delle Porte.
Il diavolo e il diverso.
Le epoche di obbedienza. La nostra stanza tonda
perch eri troppo piccolo, a quel tempo, disse il Dominante, mentre finivo di rileggere
quegli appunti.
E il Corpo maggiore esiste davvero?
Certo. Si estende intorno a ciascuno di voi, immenso, e voi ne siete una minuscola
propaggine: lunica sua parte che tocca terra.
Quindi non terreno?
Attraverso di voi tocca terra ed entra a far parte del vostro mondo. E attraverso i miti
potete accorgervi di quando lo usate e di come lo userete meglio quando avrete capito che
c.
E Prometeo, Colui-che-vede-pi-in-l, rappresenta lorgano della vista del Corpo maggiore?
Sulla terra Prometeo e il serpente corrispondono agli organi della vista, ma ogni volta che
Prometeo ricomincia a salire diventa propriamente il fegato del vostro Corpo maggiore.
Perci laquila lo colpisce proprio l.
Nel vostro corpo fisico, il fegato cosa fa? Immagazzina energia e depura il sangue.
Esamina, interpreta, capisce ci di cui vi nutrite. Cos fa anche nel vostro Corpo maggiore:
immagazzina ci che scoprite, lo decifra e lo capisce, trasformandolo in sostanze energetiche
ed eliminando ci che vi avvelenerebbe. Prometeo lorgano che fa questo nella vostra
crescita; e nel mito, Giove danneggia apposta quel vostro fegato superiore. Ci si accanisce
proprio.
Per un bel pezzo anche voi avete fatto lo stesso, in nome della religione del Dio supremo:
torturando e bruciando le streghe, gli eretici, che esaminavano e capivano ci che agli altri
sembrava soltanto pericolo, materia diabolica. Cos avete danneggiato moltissimo i vostri
rapporti con il fegato del vostro Corpo maggiore. Calc su quelle parole. Mentre al vostro
Corpo maggiore tutti quegli orrori non han fatto n caldo n freddo. Il vostro Corpo maggiore
invulnerabile e inesauribile.
Il Corpo maggiore misurabile in qualche modo? Esiste davvero in qualche modo nel nostro
spazio terreno, sopra di noi, intorno a noi?
S e no. Diciamo che si trova a met tra la tua realt fisica e luniverso infinito: nelluna e
nellaltro.
Cio? Si pu disegnare?
Non ci riusciresti. Non puoi disegnare linfinito. Puoi anche pensarlo cos: il vostro Corpo
maggiore pi piccolo del cielo, ma abbastanza grande da intersecare la volta celeste, e da
uscirne qualunque sia la vostra volta celeste: quella azzurra sopra le nubi, o quella nera
sopra le stelle.
Ah, non capisco, mormorai.
Provaci. Non lo comprenderai mai, ma ti fa bene provarci. Non lo puoi comprendere
perch non sei tu che comprendi, lui, lui che comprende te e tutto ci che prende forma sulla
terra intorno al tuo piccolo io. Perci abituati a pensarci tranquillamente, sapendo che non lo
comprenderai mai: e ti accorgerai di imparare una quantit di cose preziose.
E piacevole, intervenne lAustero. Finch non lo comprendi, continuerai a imparare cose
nuove.
Quello che avete detto riguardo al fegato ha a che fare anche con le malattie del fegato?
Con le malattie no, non necessariamente. Con le guarigioni s, rispose il Dominante.
Quelli che voi chiamate miracoli sono sempre interventi del vostro Corpo maggiore, e tutte
le vostre guarigioni sono miracoli.
Succede cos, seguimi bene: Quando uno si ammala, perch il suo io piccolo, la sua
mente, si accorge di ammalarsi. Se non se ne accorgesse, non si ammalerebbe: la malattia non
vi si aggancia se il vostro piccolo io non le d il permesso, in un modo o nellaltro...
Davvero?
Certo. Perci la gente triste si ammala. E quando uno si ammalato ha due possibilit: o
continua a contemplare la sua malattia, e cerca di combatterla sapendo di essere sempre pi
malato e allora non guarisce, e se la malattia mortale, muore ; oppure, se fortunato, fa
ci che fai tu quando ti rendi conto di non poter comprendere il Corpo maggiore: cede e lascia
che il Corpo maggiore intervenga al posto suo, e faccia ci che lui non pu fare.
In che modo?
Attraverso qualche mito, non importa quale. Limportante che il malato si affidi a forze
pi grandi di lui, e i vostri miti sono ci che vi permette di percepire e di evocare quelle forze.
I santi, gli angeli, gli Dei e gli spiriti sciamanici, i luoghi miracolosi incluse le cliniche e gli
ospedali, per chi ci crede... sono tutti miti ugualmente utili, che vi aiutano ad affidarvi al
vostro Corpo maggiore e a lasciarlo agire in voi.
Il vostro Corpo maggiore non aspetta altro: appena le vostre capacit consuete si fanno da
parte e lo lasciate agire, interviene, e voi guarite. Se fossero le medicine a farvi guarire, una
malattia si curerebbe in tutto il mondo con le stesse sostanze chimiche: invece in Europa si
cura in un modo, in Cina in un altro, in Africa in un altro ancora, e cos via, e se uno fortunato
guarisce, in tutti i continenti.
E il Corpo maggiore come fa a guarire i malati?
Cambia il loro destino. Tutto ci a cui il vostro piccolo io d il permesso di accadere nella
vostra vita ci che chiamate il destino, il fatum. Il Corpo maggiore pi grande di voi e del
vostro fatum, e pu cambiarlo. Ha risorse di energia inesauribili. Invece le energie del mondo
in cui abitate voi sono esauribilissime, anche quelle dannose: voi per lo pi le lasciate agire,
ma potete esaurirle ed eliminarle. Crescete un po nel vostro Corpo maggiore, e quelle energie
si consumano, come il combustibile di un aereo in volo.
In che senso dici se uno fortunato?
Certi non riescono mai ad abbandonarsi davvero, O non sanno, o non ammettono che
luomo possa affidarsi a qualcosa di pi grande del vostro mondo. Hanno paura di tutto ci che
pi in alto di loro, diverso da loro; cos, se sono malati restano malati, e se sono sani si
condannano a portare soltanto il peso del loro Corpo maggiore, senza usarlo mai.
Perci tanto importante la mitologia, perch proprio lopposto dei roghi: migliora i vostri
rapporti con ci che pi in alto, con il Corpo maggiore. Vi insegna a sentirlo. Fa bene al
vostro fegato superiore. Daltronde una lunga storia, questa dei vostri attriti con le vostre
facolt superiori, immemorabilmente pi antica dei roghi delle streghe.
Me la raccontate?
C un mito antico che la racchiude tutta. Molto antico... ripet il Dominante, come
soprappensiero. Il nome vero del protagonista non ti direbbe niente, da millenni si perso.
E chi era?
Il Signore delle Porte. Una specie di remotissimo antenato del serpente e di tutto ci che
c dietro al vostro diavolo.
Il Signore delle Porte
E la sua storia cos: il Signore delle Porte, antenato del vostro diavolo, era un immortale
che voleva diventare Dio supremo. E naturalmente aveva bisogno dellumanit per questo,
dato che senza laiuto degli uomini non si diventa Dei, n tantomeno Dei supremi. Il Signore
delle Porte aveva un piano: alzare il livello complessivo dellumanit, e portarla pi vicino alla
sfera divina.
Cio accelerare levoluzione, come dicevate prima?
Molto di pi. A quel tempo gli uomini credevano che la sfera divina fosse una dimensione
vera e propria: una specie di stratosfera spirituale, piena di dolcezze, di sapienza e di potenza
salutare. E quellantenato del diavolo voleva che tutti gli uomini la raggiungessero. Oggi vi
sembrerebbe sicuramente unillusione, ma allora poteva veramente apparire una via di
sviluppo, almeno a una mente ottimista come la sua.
E come pensava di fare, il Signore delle Porte?
Per esempio, voleva ispirare i profeti in modo che si facessero capire meglio dalla gente, e
voleva confondere i re e i sacerdoti in modo che non riuscissero pi a perseguitare i profeti.
Voleva insegnare ai medici a non farsi pagare. Voleva convincere tutti gli uomini che quella
sfera divina non era soltanto divina, ma che era ci che chiamiamo il Corpo maggiore, n pi
n meno. Voleva fare una quantit di altre cose, e insomma: aveva un suo piano molto
dettagliato, per riuscirci. Elevare gli uomini gli sembrava unimpresa degna di un Dio, pensava
che gli uomini ne sarebbero stati contenti, e che anche se allinizio gli fosse costata cara
(comera molto probabile), alla fine lavrebbero divinizzato per leternit. Cos, lantenato del
diavolo amava molto questo suo progetto...
Ma se la sfera divina avesse cessato di essere divina, come avrebbe potuto lui diventare un
Dio?
Quella sfera avrebbe cessato di essere divina, ma ce ne sarebbe stata unaltra pi su,
perch ogni sfera divina che riuscite a immaginare il riflesso di sfere pi alte. Cos l, su
unaltra sfera pi alta, lui sarebbe stato Dio, superiore a tutti gli altri Dei che gli uomini
conoscevano allora. Oh, niente da dire: lidea era buona. Ma cera in lui, in qualche angolo della
sua natura immortale, un antichissimo sentimento di libert e di saggezza... sicuramente
molto utile essere un Dio, ma un Dio non n libero n saggio. Capisci cosa voglio dire?
Un Dio non saggio?
Se uno non libero, non saggio. E chi ha il potere non libero. Conosci qualcuno che
abbia pi potere di un Dio?
Il Signore delle Porte tuttavia pens di poter trascurare e anche di poter nascondere a se
stesso la voce del suo sentimento, e tent limpresa.
Forse chiss sarebbe anche riuscito a nascondere quella sua voce a se stesso; ma agli
uomini non si pu nascondere nulla che riguardi il sentimento. Gli uomini si accorsero che in
fondo al cuore non era del tutto convinto, e lo tradirono. Smisero di ascoltarlo. Cos il suo
piano and in fumo, si cominci a dire che il Signore delle Porte era solo un perturbatore
dellordine e lo si condann per sempre a essere il contrario di un Dio: un Anti-Dio,
unimmagine del pericolo...
Un diavolo.
Suppergi. Per spregio, poi, gli uomini equivocarono questa definizione, di immagine del
pericolo, e lo ritennero senzaltro un essere pericoloso, propagatore di mali: e come sempre
succede con gli sconfitti, dettero a lui la colpa di tutti i mali esistenti nel mondo umano. Da
questo equivoco nacquero moltissime leggende calunniose su di lui, per lo pi banali e inutili.
Tutto qui? domandai, dato che il Dominante taceva.
Tutto qui.
Da dove viene questa storia?
La conoscevano in Egitto, ma gli egizi lavevano presa da altri molto pi antichi di loro, che
per voi non hanno nome. Ha sicuramente influito sulla storia del serpente dellEden.
Interessante quell idea che il sentimento labbia fermato nella sua carriera celeste, vero?
Pensaci bene.
Somiglia a ci che mi avevate detto di Chirone, che non riusciva a superare se stesso.
Ha influito anche sulla storia di Chirone. Ma guarda bene. La libert, la saggezza, il
sentimento: sono queste le cose che gli uomini hanno paura di perdere, evolvendosi. Il mito
del Signore delle Porte esprime il loro timore che nel Corpo maggiore non ci sia pi spazio per
tutto questo.
Ed vero?
No. Ma era ed un timore ben radicato in voi, nel vostro io piccolo nella parte di voi che
tocca terra. A quel tempo, esprimeva una sensazione, ben precisa, che libert, saggezza e
sentimento fossero cose umane e non divine, e che il loro posto fosse sulla terra e non in cielo.
Avevate paura di perderle, salendo, evolvendovi.
Quindi il Signore delle Porte era... cio, in un certo senso quella gente si identificava nel
Signore delle Porte?
S, ma pochissimi se ne rendevano conto.
Oggi invece ne avete altre, di paure, e talmente dense e aggrovigliate che un diavolo come
quello non riuscireste pi nemmeno a immaginarlo. Anzi, non riuscite pi a immaginarlo in
nessun modo; vi siete rinchiusi nelle paure come in una stanza buia, e avete cominciato ad
aver paura anche di quel buio. Cos il diavolo non lo vedete pi, e quel fantoccio con le corna
che vi immaginate di solito non certo il diavolo, per voi.
E il diavolo cos, per noi?
In periodi come il vostro il diavolo smette di essere un personaggio, non ha pi contorni.
Diventa un tipo di avvenimenti, quel tipo di avvenimenti che voi chiamate: diverso. Ci che
pu succedere di inaspettato; le tentazioni, le rivoluzioni.
Cio. la gente vede il diavolo in ci che pu succedere di diverso dalle loro aspettative?
Quasi tutti sentono che quello il diavolo, e pensano che quello sia il male. In un certo
senso hanno anche ragione, perch pensare cos un fenomeno piuttosto grave. Di solito
irrimediabile. E il modo in cui succede questo, ascolta:
La maggioranza delle persone comincia a convincersi di essere in buoni rapporti con Dio:
di obbedirgli nel modo giusto e di aver ragione su tutta la linea. I loro sacerdoti hanno ragione,
la loro civilt ha ragione, la loro razza ha ragione, Dio dalla loro parte. E questo linizio
della rovina....
Be, non certo il caso nostro: in un periodo di crisi religiosa come questo attuale...
E successo ai vostri padri, ai vostri nonni e ai nonni dei vostri nonni, e voi ne state
subendo le conseguenze sotto forma di rovina, non di crisi, disse lAustero.
Il guaio , continu il Dominante, che quando credono di obbedire tanto bene alloro Dio,
gli uomini finiscono per abbassano, a forza di sentirselo tanto vicino. E un Dio abbassato non
pi un Dio, diventa un idoletto inutile in cui non riescono pi a credere davvero. Cos il cielo
sopra di loro rimane vuoto.
Non se ne accorgono e continuano a sentirsi obbedienti (lobbedienza d assuefazione:
come una droga, in periodi del genere): ma un Dio a cui obbedire non lhanno pi. In alto non
c pi nulla, tutto al loro livello: tutto esistenza quotidiana, tran tran. E a questo
obbediscono. Cos ci che al loro livello diventa il loro Dio, a cui si inchinano e a cui fanno
sacrifici. un po il contrario di quel vecchio progetto del diavolo.
Gli fanno sacrifici?
Eccome! Gli sacrificano tutto ci che hanno di pi prezioso: la libert, i desideri, la vita
intera. una sorte tristissima.
E naturalmente, se il posto di Dio lass rimane vuoto, anche la posizione del diavolo
cambia. Per la gente il diavolo soltanto il nemico di Dio: dunque se Dio, per loro, lesistenza
solita, il diavolo diventa tutto il resto, tutto ci che diverso.
E allora tutto ci che sanno si trasforma in una specie di diga, che tiene indietro il Nemico.
Quella la paura della paura. Ed davvero un guaio quand cos.
Diventate feroci e stupidi, quand cos, e vi sembra normale, mormor lAustero.
E perch dite che irrimediabile?
Perch quelle dighe, quando si sono formate, cominciano a esistere davvero: la vita della
gente diventa davvero una diga. Non orribile? La maggioranza cerca di abbassarsi sempre
pi, di capire sempre meno, perch la loro esistenza quotidiana sembri pi alta di loro, e per
aver lillusione di obbedire a qualcosa di superiore mentre in realt obbediscono soltanto alla
loro routine. E tutto ci che non capiscono diventa loro nemico: estraneo, diverso, malvagio.
Le loro dighe li schiacciano, e nessuno di loro se ne accorge mai.
Cos sempre, quando vengono i Diluvi, disse lAustero. Quando si ruppero le dighe ai
tempi di No nessuno se ne accorse. Avevano troppa paura per accorgersene, e per millenni
continuarono a illudersi di essere ancora vivi.
Sentivo che era vero.
Mi guardai intorno, nel luogo in cui venivo a trovare i maestri. Lavevo costruito io nella
mia immaginazione, molti anni prima, e non era mai cambiato: una grande stanza tonda in
fondo a un lago, scavata in una rupe che somigliava a un grande vascello affondato. Nella
stanza cerano divani e poltrone, tappeti, e una spessa vetrata che dava sulla profondit
verdazzurra del lago. Cerano alcune porte, da cui sentivo entrare i maestri li sentivo
soltanto, non li vedevo, erano invisibili e cera la porta da cui entravo io, con un corridoio
che visto dalla stanza ricordava un ponte levatoio. A quel tempo era cos. E quella stanza era
diventata talmente reale, per .me, e mi piaceva immensamente: cos lontana dal mondo
esterno, dove tutto era davvero come me laveva appena descritto il Dominante. In quella
stanza tutto era diverso. Soprattutto le parole dei Maestri. Nel mondo esterno nessuno mi
aveva mai parlato come loro.
Non va, sai, disse il Dominante. Anche questa stanza una diga.
No, dissi, un posto diverso. Il mondo esterno la diga che dite voi.
E una diga, questa stanza, insistette dolcemente il Dominante, e non il modo giusto di
imparare. Cos impari solo echi, annunci di cose, e non le cose.
Ci pensai, e scossi il capo.
E come faccio a imparare le cose, davvero? Ogni argomento che toccate come la porta di
una citt: ci vorrebbero mesi e anni per conoscere la citt intera, e a ogni passo voi aprite la
porta di unaltra citt.
Questo va benissimo cos, e sar sempre cos: ovunque arrivi, ci saranno sempre cose che
rimangono fuori dalla tua portata. Le cose che impari segnano la tua strada, le cose che non
hai ancora imparato sono il paesaggio intorno, che la strada attraversa. I paesaggi sono il
mondo, e il mondo tuo, il tuo Corpo maggiore. Mentre la strada il tuo io piccolo, che
cresce per quanto pu.
Limportante che il tuo io piccolo continui a cercare la strada, e non si fermi pensando di
essere arrivato. Non costruire mai dighe, va bene?
PARTE SECONDA
I sette mondi degli uomini
III
I Sei Cieli dellevoluzione umana.
Il guardiano delle soglie.
I maestri fanno lezione sul bene e sul male
che dovresti viaggiare un po, aveva cominciato a dirmi lAustero in quel periodo. Con
viaggiare intendeva i viaggi nellAldil, in epoche lontane o fuori dal nostro universo. E
avevamo fatto qualche viaggio del genere, in passato, ma senza grandi risultati.
Non serve, gli rispondevo. Non vedo mai niente quando viaggiamo.
A questa risposta lAustero borbottava qualcosa e non cera pi. Detestava sentirmi dire che
non riuscivo a fare qualcosa e quando lo dicevo se ne andava per un po. Ma davvero le rare
volte che avevamo provato a viaggiare, anni prima, non mi era rimasto nessun ricordo di quel
che avevo percepito, e non avevo preso appunti durante i viaggi. Solo qualche parola mal
scritta, indecifrabile o senza senso.
Due cose non ti riescono e sarebbero invece importanti, mi disse il Dominante, un giorno
che lAustero era scomparso borbottando dopo una di quelle mie risposte. Una viaggiare e
laltra congiungere. Non congiungi ancora ci che percepisci qui con ci che percepisci nel
vostro mondo. E quando riuscirai a fare una cosa, ti riuscir anche laltra.
Congiungere come?
Congiungere. Farne una cosa sola. Altrimenti impari soltanto in teoria e non in pratica.
Anche questa soltanto uninutilissima diga.
E perch non riesco a congiungere?
Perch fai troppo poco per gli altri. Quando qualcosa non ti riesce sempre questa la
ragione principale.
Rimasi in silenzio, e mi sentivo a disagio.
In quel periodo facevo una quantit di cose ed ero sempre affannosamente occupato. Al
mattino insegnavo in un liceo (dopo la guerra nel Caucaso avevo lasciato perdere i reportage),
nel resto della giornata facevo consulenze per case editrici, traducevo la Bibbia e scrivevo il
mio primo libro sugli Spiriti-guida. In pi cercavo di essere un buon padre di famiglia, e di
salvare il mio matrimonio che, come banalmente succede, assomigliava sempre pi a un
cappio al collo. Pensando alle mie giornate dense, quella frase fare di pi per gli altri
mi suonava addirittura irritante: ne alitava un senso di colpa che non sentivo affatto mio. Io
faccio quello che devo e quello che posso, pensai, e non posso smettere per fare
qualcosaltro. Non per pensare meno a me stesso, o per nascondermi qualcosa...
Il Dominante aspettava.
Be, sbuffai, e cosa potrei fare?
Non la domanda giusta. La domanda giusta : perch hai paura di fare quello che puoi?
Mettiamola cos. Perch?
Non una paura tua, di una moltitudine di altri legati a te. Ma bisogna superarla, non hai
scelta. Col passare del tempo il peso di questa moltitudine si gonfia, e finir per trascinarti via
come uninondazione senza che tu te ne accorga, se non fai qualcosa di pi per loro. Mentre se
impari a farlo cambier tutto.
Aspett che finissi di scrivere questa frase, e riprese: Anche quel peso il Corpo maggiore,
se riesci a capirlo. Diventa veramente un peso insopportabile se non si incarna in qualche
modo, e il Corpo maggiore troppo vasto per incarnarsi soltanto in te, nel tuo piccolo io.
Capisci?
Daccordo, aiutatemi allora. Potete?
Ah, noi s, rispose il Dominante. Ma tu non capisci ancora. I nostri poteri sono mille e
mille volte pi grandi di quelli che conosci. Solo che cos come sei ora non puoi ancora
immaginarli, e perci non puoi chiedere. Cos non cresci.
Guarda qui, sospir, vedendo che non capivo; cos che crescete voi, e cominci a
tracciare disegni sul pavimento della stanza tonda, che servizievolmente divenne di sabbia,
mentre io lavevo sempre immaginato di pietra.
Centra col diavolo? domandai.
Altroch. Ecco, poniamo che questo sia il limite delle tue possibilit:

il limite di ci che sai e che puoi sapere. Il limite di ci che sei e che puoi essere. Quanto
pi scopri ci che puoi scoprire qui, succede questo:

Il cerchio allinterno si allarga fino a che non coincide con il cerchio esterno. E quello il
punto in cui sei tu: perci ti accorgi che, cos come sei ora, ci sono cose che non ti riescono, e
che la tua strada sta fermandosi.
Poi il cerchio che prima era allinterno si allarga ancora e si dissolve, scompare: questo il
fare di pi per gli altri, il dare agli altri. Allora si pu ricominciare a imparare, ad accorgersi di
altre cose:

E cos via. Cos succede sempre, e cos per tutti. Il cerchio interno devi immaginarlo
vuoto. Ogni volta che imparate qualcosa in pi come se allargaste un vuoto dentro di voi, da
cui entrano molte pi cose di quelle che vi sembra di imparare. Il cerchio esterno il limite di
ci che siete, e devi immaginarlo pieno. Capisci come funziona?
Il cerchio esterno rimane sempre uguale, osservai. Vuoi dire che il limite delle nostre
possibilit non cambia mai?
Aspetta, siamo appena allinizio. In realt il cerchio esterno un cerchio soltanto a
guardarlo da dentro. Visto dilato invece cos. Il Dominante tracci questaltro disegno:

Noi lo vediamo dilato: per noi conico, spieg. Voi lo vedete nellaltro modo perch ci
siete dentro.
E dove finisce, il cono?
Dove arriva la vostra vista. E un campo visivo: tuttintorno a voi un vostro orizzonte, e
verso lalto un vostro cielo. Nel vostro universo ce ne sono altri cinque cos, e via via che il
cerchio interno si allarga e si sposta riuscite a vederli, uno per volta. Il cerchio interno il
punto da dove guardate. cos, vedi:

Nel vostro universo umano voi avete sei Cieli. E il cerchio interno pu trovarsi nel Primo
Cielo, o nel Secondo, nel Quinto, e cos via.
Perch sono proprio sei?
Sono sei, disse il Dominante. Anche se rivoltassi il vostro universo da cima a fondo non
riusciresti a trovarne di pi. Puoi anche immaginarli cos:

O cos, anche cos va bene:

Tanto tempo fa gli astronomi pensavano che questi Cieli fossero le sfere celesti, e che
esistessero nelluniverso fisico: invece esistono soltanto in voi, nel vostro universo umano.
Cio in quello che voi percepite della realt.
Ora, dicevamo: lo spostamento del cerchio interno da un Cielo allaltro, proseguiva il
Dominante, ci che voi chiamate evoluzione, e di cui avete tanta paura. Voi, per averne
meno paura, vi immaginate che levoluzione siano le modificazioni culturali, sociali eccetera
che avvengono nel corso del tempo. Ma a immaginarla cos non significa gran che.
Per noi s.
No, neanche per voi. Serve soltanto a quelli che vogliono illudersi di essere arrivati pi in
l di chi vissuto prima di loro, il che una sciocchezza.
La vostra evoluzione non affatto negli strumenti tecnici, n nella grandezza delle citt o
nel numero delle parole importanti che riuscite a ideare. una crescita della vostra
percezione e della vostra statura interiore. Non diversa da unepoca allaltra, diversa da
persona a persona, in ogni epoca. E in qualsiasi giorno della vostra vita voi potete diventare
completamente diversi da ci che eravate fino al giorno prima.
Cio, in ogni epoca ci sono persone pi evolute, che vedono pi Cieli di altre?
No, te lho detto: voi siete capaci di vedere solo un Cielo alla volta, almeno nel vostro
Aldiqua. Io posso spiegarteli tutti, se vuoi; ma se te li spiego comincerai a vedere ogni cosa
diversamente, e quello che hai imparato finora non ti interesser pi. Farai fatica a intenderti
con laltra gente, per un po. Non ti spiace?
Ci pensai per qualche secondo e poi feci segno di no, col capo.
Come vuoi, disse il Dominante, con un mezzo sorriso nella voce. Allora:
Il Primo Cielo quando un uomo percepisce se stesso come individuo. E lorizzonte che
vedete intorno e dentro di voi, e il cielo che percepite sopra di voi (con gli Dei, il Paradiso e
tutto il resto), quando dite e pensate io sono, io voglio, io so, io dico e cos via. Io io io. Nel
Primo Cielo vi sembra che questa parola io non richieda nessuna spiegazione.
Il Secondo Cielo ci che vedete quando vi sentite parte di un insieme di persone, e
pensate e percepite quel che pensano e percepiscono queste persone. Per esempio un popolo,
una religione, un partito: un noi numeroso. Noi noi noi. E l il noi pi importante di tutto.
Il Terzo Cielo, ci che uno vede quando comincia ad accorgersi che dentro di lui c
qualcosa di pi ampio di quellio che dice io voglio, io so, io dico eccetera. Avete tanti nomi
per indicare questo qualcosa di pi ampio: linconscio, le vite precedenti, le vostre potenzialit
che ancora non conoscete. Ognuno di questi nomi coglie un pezzetto della realt del Terzo
Cielo. Pi in generale e pi precisamente: il Terzo Cielo quando ci che agisce in voi ci che
non sapete di voi stessi. Ci siamo fin qui?
S.
Il Quarto Cielo quando ci che uno non sa di se stesso si unisce a ci che un altro non sa
di se stesso. Questo succede nei grandi amori, nelle grandi passioni. O anche quando alcune
persone (pochissime) hanno un medesimo ideale, che in contrasto con lordine costituito.
E quando lideale di quelle persone concorda con lordine Costituito?
Quel tipo di ideali sono ancora nel Secondo Cielo. Appena quelle persone crescono di
numero, formano daccapo un noi e ridiventano Secondo Cielo.
Poi, il Quinto Cielo quello della vostra pi limpida dimensione interiore. quando
cominciate a sentire che in voi c un mondo immenso, segreto, incomprensibile, molto pi
grande non soltanto del vostro io ma di tutto ci che conoscete: quando cominciate a intuire
che ci che vi succede, vi succede soltanto perch siete voi a volerlo. E non riuscite a crederci e
non capite come sia possibile: e quanto pi ci pensate, tanto meno riuscite a descriverlo,
eppure sentite che proprio cos. Quando per esempio formuli un desiderio e il desiderio si
realizza... Sai bene com, no?
Annuii.
*

Ecco, quello il Quinto Cielo.

*
V. la notai desideri, a p. 294.
Il Sesto Cielo quando trovate un altro che ha cominciato a fare questa stessa scoperta
della sua pi limpida dimensione interiore, e riuscite a comunicare con lui. E questa,
naturalmente, una grandissima felicit.
Pi grande di un grande amore?
S. Ti spiace?
Un po, dissi, pensando a un mio grande amore.
Scrivi, scrivi, la spiegazione non finita, continu il Dominante. Questi sono i sei gradi
della vostra evoluzione. Tre di questi gradi (il Primo, il Terzo e il Quinto) riguardano il vostro
rapporto con voi stessi, e gli altri tre (i numeri pari) riguardano il vostro rapporto con gli altri.
Ed una differenza molto importante: nei Cieli dispari, salendo dal Primo al Terzo, al Quinto,
avete sempre pi occasioni di scoprire quello che chiamiamo il vostro Corpo maggiore; nei
Cieli pari il contrario: nel Secondo, nel Quarto, nel Sesto Cielo imparate a usare sempre
meglio il linguaggio e le facolt del vostro io piccolo, che sente di non essere di per s un
intero, di essere soltanto una parte di qualcosa, e crede che la parte restante siano gli altri.
Capisci?
S, benissimo. Questo lavevo capito davvero bene.
Ma tutti i Cieli sono necessari. Dovete passare da tutti e sei e superarli, naturalmente.
Se restate fuori da qualche Cielo, solo perch non avete abbastanza forza per volerlo
conoscere: e allora tutto ci che pensate o fate rimane incompleto, fragile e in qualsiasi
momento pu sembrarvi insensato. In ogni epoca c chi resta aggrappato per tutta la vita al
suo Primo Cielo, al Secondo, e chi comincia ad affacciarsi al Terzo, o che tutt a un tratto si
ritrova nel Quarto, e via dicendo.
I bambini, per esempio, sono tra il Sesto e il Quinto. La maggior parte degli adulti sono
arroccati nel loro Primo Cielo, e passano al Secondo solamente quando qualcosa li costringe a
farlo.
Io a che Cielo sono?
Quando parli con noi scopri continuamente il Quinto.
Sentii, intanto, che lAustero era tornato a sedersi accanto a me.
Fate lezione? domand.
*

E tra ciascun Cielo e laltro, prosegu il Dominante, c quello che chiamate il diavolo, il
vostro cosiddetto Signore del Male. Per voi, ogni tratto intermedio tra questi sei gradi di
evoluzione territorio suo: il diavolo il vostro guardiano delle soglie.
Il Signore delle Porte?
Gi. Questa ancor oggi la sua mansione. E molto grande e minaccioso quando lo vedete
da fuori; ma ogni volta che riuscite a passare da un Cielo allaltro, ci che chiamate diavolo
scompare.
Nel senso che chi si trova nel Primo Cielo pensa che sia male passare al Secondo? E lo stesso
succede a chi si trova al Secondo, e al Terzo e cos via?
Ogni tanto pensano che sia male, che sia una tentazione, ogni tanto ne hanno soltanto
paura senza capire perch. Per gli adulti, quanto pi salgono dai Cieli inferiori a quelli
superiori, tanto pi la paura diventa panico e orrore. E in generale, tutto ci che gli uomini
definiscono come il Male con la maiuscola lo vedono proprio nel passaggio tra il Cielo in
cui si trovano e il Cielo immediatamente superiore.
Gli state spiegando la conoscenza del bene e del male? domand lAustero.
Stiamo cominciando, s, disse il Dominante.
Possibile che sia cos semplice? domandai.
Vedi tu stesso, rispose il Dominante, uccidere male, no? E male rubare, opprimere,
ingannare. Dal punto di vista del vostro Primo Cielo tutto questo certamente male e

*
Fare lezione era un nostro termine tecnico. A volte, quando ponevo ai Maestri una
questione dordine generale o particolarmente complicata, accettavano di rispondermi solo
sotto forma di un vero e proprio corso: dovevo cio andare a trovarli quotidianamente o a
giorni alterni, per un certo periodo di tempo di solito un paio di settimane , e ascoltare le
loro lezioni sull argomento.
tentazione diabolica. Ma dal punto di vista del Secondo Cielo gi molto diverso: nel Secondo
Cielo rubare, ingannare, opprimere e anche uccidere sono indispensabili strumenti di lavoro:
nei partiti, negli eserciti, nei governi... E nel Secondo Cielo chi fa queste cose non pensa di
commettere il male, a meno che naturalmente non ricominci a guardare dal punto di vista del
Primo Cielo.
E quando uno uccide o ruba per proprio conto?
Per proprio conto? Hai visto troppi thriller. Nessuno uccide o ruba per proprio conto:
queste cose sono sempre un prodotto del Secondo Cielo perch per commetterle luomo
deve inevitabilmente usare forze che si formano nel Secondo Cielo. Nel Primo Cielo non avete
forze simili, il vostro campo visivo non arriva a percepirle, da l.
Cio, vorreste dire che un individuo normale, normalmente egoista, non pu uccidere o rubare
o opprimere?
Davvero non capisci? Nel momento in cui il signor X uccide o ruba, non pi il caro signor
X che tutte le mattine canticchia e pensa io, io guardandosi allo specchio, e che si intenerisce
ricordandosi di quandera bambino. Nel momento in cui uccide o ruba, diventa membro del
grande insieme atemporale degli assassini e dei ladri. E in quel momento lo sente, lo sa di
essere diventato un altro possiede una forza diversa, e vede il mondo cos come sempre
lhanno visto tutti gli assassini e tutti i ladri.
Non pi un io, lespressione di un noi, disse lAustero. Poi, continu il Dominante,
se dopo aver ucciso o rubato torna a essere il caro signor X e a vedere il mondo dal punto di
vista del Primo Cielo, pensa con orrore io, io ho fatto questo! Ho ucciso, ho rubato!: ne
sconvolto e si pente di quello che ha fatto, e gli sembra di non capire come sia stato possibile, e
dir che il diavolo lha spinto e gli ha guidato la mano. Non stato il diavolo, ma solo la forza
del Secondo Cielo.
Perci anche i processi spettano sempre ai tribunali, a un qualche apparato collettivo, cio
di nuovo a un noi: i delitti si possono giudicare solo dal punto di vista del Secondo Cielo
come delitti commessi da un membro di un noi, che non ha rispettato le regole di un altro
noi pi potente. Dal punto di vista del Primo Cielo potete solo inorridire dei delitti, ignorarli,
perdonarli o nel peggiore dei casi esserne vittime.
Il che non toglie che quasi ovunque la gente del Primo Cielo farebbe volentieri a pezzi
quelli del Secondo Cielo, se potesse, osserv lAustero. Ma non pu.
*

Gi. Altrimenti gli Stati non esisterebbero, disse il Dominante, e non avreste nessuno
che vi comanda.
E per chi passa al Terzo Cielo, il diavolo dov?
Oh, dal punto di vista del Primo e del Secondo Cielo il Terzo Cielo pericolosissimo e
molto diabolico, rispose il Dominante. Le Chiese hanno continuato per secoli a bruciare
quelli del Terzo Cielo, senza che nessuno pensasse di impedirglielo, perch a tutti sembrava
una cosa normale.
E dal Quarto Cielo in su, la paura di chi li guarda dai Cieli inferiori diventa sempre pi
profonda e tormentosa. Fa paura entrare nel Quarto Cielo: gettarsi in un grande amore. Quanti
ci riescono?
Fa ancora pi paura entrare nel Quinto. E il Sesto Cielo quello che fa pi paura di tutti:
perci lo scoprono cos in pochi.
E ogni volta, a ogni passaggio da un Cielo allaltro, ci che fa paura propriamente lidea
di perdere quello che si ha e si conosce. Di veder sparire il cerchio interno, come dicevamo
prima. Rispetto a quello che si ha e si conosce nellAldiqua, ognuno di questi passaggi la
Negazione, la Privazione. E la manifestazione del Male.
Allora secondo voi il male non esiste di per s, e dipende soltanto dai punti di vista.
Non perdere tempo con quel genere di astrazioni. Che vuoi dire il male di per s? Se
qualcosa male, per forza male per qualcuno. E ci che chiami male esiste eccome, e dipende
soltanto dai vostri campi visivi.
Secondo lInquisizione era molto male e cosa diabolica dire che la Terra gira intorno al
Sole. E secondo qualunque uomo uccidere male, perch per essere soltanto un qualunque
uomo bisogna vedere le cose dal punto di vista del Primo Cielo.

*
V. la nota Ancora sul Secondo Cielo, a p. 307.
Quindi il diavolo non di per s malvagio? Voglio dire: dato che il diavolo il punto di
passaggio tra un campo visivo e laltro...
Te lho detto, dipende tutto dai campi visivi. Quando uno passato da un Cielo allaltro, ci
che prima gli appariva come diabolico ora gli appare in un altro modo. Prima di passare,
invece, il diavolo il Signore del Pericolo, appeso l sul passaggio come Prometeo e Chirone, a
farvi paura.
L lo fate appendere dal vostro Dio, perch in ciascun Cielo il vostro Dio il Signore di
tutto ci che avete e conoscete sotto quel determinato Cielo. Quindi, pensate voi, chiaro che
a Dio secca che la gente passi e Lo lasci indietro.
Ogni Cielo ha un suo Dio?
No, ma voi percepite Dio in un modo diverso a seconda del Cielo in cui siete.
E quando si viaggia, si viaggia anche attraverso questi Cieli?
In parte, s. In ogni caso utile conoscere un po di geografia prima di viaggiare, non ti
pare?
IV
Le mie discese.
Il Settimo Cielo e Lucifero. Il Nilo e il Diluvio.
Il patto col diavolo
Non che un po viaggio gi, quando vengo a trovarvi?
Stai parlando della discesa?
Le mie discese interiori per raggiungere i maestri erano una specie di viaggio. Nei primi
anni erano pi brevi: chiudevo gli occhi, immaginavo un sentiero, il lago, un tuffo nel lago e la
porta della rupe sottacqua e in poco pi dun minuto ero gi nella stanza tonda. In seguito,
avevo sentito il bisogno di inserire un montacarichi, prima del sentiero. E il montacarichi era
diventato un lungo volo verticale: immaginavo di precipitare, seduto sulla mia sedia, le mani
sui braccioli e questo volo durava gi di per s pi dun minuto.
Quanti chilometri in altezza sarebbero occorsi, nella realt, per precipitare cos a lungo?
Immaginavo molto vividamente quel volo; stringevo addirittura i braccioli quando, di tanto in
tanto, la sensazione di star precipitando diventava pi netta e raccapricciante. Non sapevo se
quellallungamento del percorso fosse dovuto a una mia maggiore resistenza a raggiungere la
dimensione degli Spiriti-guida o se, al contrario, con la pratica quella dimensione fosse
diventata pi profonda dentro di me: semplicemente quel volo mi piaceva; anche gli istanti di
raccapriccio erano incantevoli. Durante il volo trovavo anche il tempo di mettere a punto le
domande, gli argomenti di cui conversare - e alla fine la sedia si posava a terra, lentamente,
allimbocco del sentiero.
Le mie discese come si collocano, nella geografia dei Cieli?
Sono gi un viaggio e non lo sono, disse il Dominante. Non lo sono ancora perch l
rimani ancora aggrappato a ci che sai dite, un po come ai braccioli della sedia. E lo sono gi,
perch tutto quello che riguarda noi gi viaggiare. Qui da noi, dovunque sei sei in viaggio:
qualunque domanda poni, cominci un viaggio in cui ci che conosci rimane indietro. Solo che
finch ti limiti ad ascoltare come se viaggiassi soltanto con ludito, e finora hai fatto cos.
come se viaggiassi in braccio alla mamma, come un bambino appena nato, aggiunse
lAustero, e la mamma ti racconta cosa si vede dal finestrino.
Poi imparerai che tutte le cose che conosci qui sono forze, da adoperare e non da ascoltare
soltanto, disse il Dominante.
Sono forze in che senso?
Nel senso pi semplice. Forze. Forze per fare di pi per gli altri e per viaggiare sul serio.
Vedrai, imparerai. Intanto continua a scrivere: i Cieli sono sette, ne manca ancora uno.
E riprese la lezione.
Il Settimo Cielo quando il vostro campo visivo esce da quei Sei Cieli, e li vede nel loro
insieme.
Cos:

Formano una specie di emisfero, vedi? E il Settimo Cielo laltro emisfero.
Sembrano un sole allalba, visti cos.
Tutto quello che vedete nel vostro mondo significa e indica qualcos altro, disse lAustero.
Anche il sole allalba.
Tutto quello che sapete diventa una specie di indovinello, quando cominciate a entrare nel
Settimo Cielo, precis il Dominante, anche il sole allalba.
E anche nel Settimo Cielo il diavolo il guardiano della soglia?
No, qui non occorre, disse il Dominante. Per voi il Settimo Cielo tutto quanto diavolo:
tutto quanto soglia. Tacque, per qualche secondo. Tu non hai ancora domandato niente su
quel che fa il guardiano della soglia, e non hai capito cos e come la si attraversa.
Obbedii al suggerimento.
E come la si attraversa?
La soglia tra un Cielo e laltro, spieg il Dominante, un elemento completamente
diverso da ci che conoscete nei primi Sei Cieli. come un fiume: ci sprofondate per un istante
e poi risalite dallaltra parte. Un po come Mos quando viene affidato al Nilo, nella cesta.
Ricordi comera?
Il Faraone aveva ordinato di annegare nel Nilo tutti i figli maschi degli ebrei: invece la
mamma di Mos disobbedisce, tiene con s il suo bambino; e quando non pu pi tenerlo
nascosto lo mette in una cesta, e lo affida al Nilo. Il Nilo porta il piccolo fino a dove una
principessa sta facendo il bagno, e la principessa raccoglie il bambino e lo alleva come un
principe.
*
Rifletti bene su questo punto, mi raccomand il Dominante.
Quindi queste linee che nel disegno sembrano raggi di sole sono fiumi?
Non fiumi dacqua, certo, rispose il Dominante. Fiumi di un elemento che trasforma: e
quellistante in cui vi sprofondate basta a rendervi tanto diversi da farvi risalire a un altro di
quei Sei Cieli, invece che a quello di prima. Cos Mos, quando viene immerso nel fiume, un
piccolo disperato, e quando arriva dallaltra parte un principino.
Se invece sprofondaste un po di pi nei fiumi di quell elemento, arrivereste subito nel
Settimo Cielo. Ciascuno di quei fiumi gi il Settimo Cielo. Vedi che confluiscono tutti?
E in che modo questelemento sarebbe il diavolo?
Proprio come lo Prometeo. Quellelemento ci che va pi in l, e vi porta pi in l. E il
diverso. E quando voi pensate che il diavolo sia il Malvagio, soltanto perch volete tenervi a
distanza dalla riva.
E quello che una volta chiamavate Luciferus, il portatore di luce: proprio per la sua
somiglianza con il sole allalba, aggiunse lAustero, e perch da quellelemento si vede tutto
in una luce diversa. Ma anche allora non vi ricordavate pi perch lo si chiamasse cos.
E dove si trovano precisamente questi fiumi? Voglio dire: c un punto in cui li si vede, o una
metafora?
Si trovano in ogni cellula del vostro corpo, rispose il Dominante, in ogni confine dei
vostri pensieri, in ogni contorno di ci che vedete, e nella storia di Mos, che la storia di
ognuno di voi.
Cio?
La storia di quella persecuzione la storia di ognuno di voi. li passaggio da un Cielo a un
altro sempre unevoluzione, ed sempre un affidarsi al fiume. A vederlo da una riva soltanto,
ci si sente davvero come quegli ebrei che vedevano scomparire nel fiume la loro discendenza,

*
Esodo 2, 1-10
il loro futuro. E la maggior parte della gente non riesce a vedere nientaltro. La madre di Mos,
nella storia, riesce a vedere un pochino di pi e vede la cesta; un modo pi coraggioso di
guardare quel fiume
Gli altri vedono solo la pressione delle circostanze, aggiunse lAustero, il destin. Per
loro il destino solo il Faraone, lontanissimo e onnipresente.
Per loro quel Nilo come il Diluvio, disse il Dominante. Un perenne diluvio, nella
perenne creazione in cui vivete voi.
Mi piacque molto questa idea: che la creazione narrata dalla Bibbia non fosse un
avvenimento compiutosi allinizio delluniverso ma una descrizione mitica delluniverso in cui
viviamo, del senso profondo del nostro modo di vivere e cos pure il Diluvio, e la storia di
Adam, e di Caino e Abele e tutta la Genesi erano e sono storie nostre, che noi tutti viviamo
sempre. Come ho fatto a non pensarci prima? dissi tra me, e mi venne in mente larcobaleno
che compare dopo il Diluvio (Genesi9, 13).
E i sette colori dellarcobaleno hanno a che fare con i sette Cieli? domandai stupito. E un
altro modo di tracciare il disegno dei Cieli, certo, disse il Dominante. Ce ne sono tanti, di
modi.
E la differenza che c tra No e lumanit sommersa dal Diluvio la stessa che c tra la
madre di Mos e tutte le altre madri di quegli ebrei in Egitto, aggiunse lAustero.
E la cesta di Mos come larca di No?
la stessa storia. Il mondo si affida alle acque per rinnovarsi. la vostra storia, la trovate
in ogni aspetto della vostra vita, se volete. Ci sono tanti altri racconti che la ripetono e ne
precisano questo o quel dettaglio. Per esempio le vostre leggende sui patti col diavolo.
Le leggende in cui qualcuno fa un patto per accrescere il proprio dominio, la propria
ricchezza e cos via, e perde lanima?
Proprio. In tutte le storie che conoscete c un indovinello da risolvere. In queste leggende
dei patti col diavolo lindovinello : come mai chi fa un patto col diavolo perde la sua anima?
sorrise il Dominante. E la risposta : il patto col diavolo raffigura precisamente il passaggio
da uno dei Sei Cieli a un altro. In quelle leggende, la brama di ricchezza o di dominio o daltro
rappresenta limpulso a compiere quel passaggio. E nel passaggio da un Cielo allaltro si perde
davvero lanima, ma non perch il diavolo se la porta via.
perch voi non vedete mai la vostra anima, e solo durante il passaggio quando vi
immergete in quellelemento che vi trasforma , solo allora vedete la vostra anima per un
istante: le immense possibilit che ci sono per voi, nella vostra anima. E poi di nuovo la
perdete di vista, appena entrate in un altro dei Sei Cieli. In questo senso la perdete. La vostra
anima nel Settimo Cielo.
Quindi il diavolo la soglia della nostra anima?
Il diavolo la paura della soglia, e per voi il Settimo Cielo la soglia da cui cominciate a
vedere com fatta la vostra anima. E l tutto diverso da tutto, e ogni cosa pu trasformarsi e
mostrarsi in una nuova luce. Il diavolo limmagine che avete della paura di questa
trasformazione, e della distanza che volete tenere fra voi e la vostra anima.
V
Le porte dellanima.
Il diavolo e lio secondo Basilide e Jung.
I re Magi e Ges. Il mistero dellincarnazione
Altre volte avevamo parlato dellanima, e i maestri mi avevano spiegato che lanima umana
non affatto quel batuffolo di luce o quel corpo diafano che ci si immagina di solito: lanima di
ognuno, secondo i maestri, unimmensa regione delluniverso, nella quale il nostro io (lio
piccolo, come lo chiamavano loro) come una moneta in un lago. Questa immensa regione
ci che chiamiamo Aldil, o pi precisamente: lanima di un individuo il suo Aldil personale
ci che quellindividuo pu scoprire dellAldil.
E tra lanima e il Corpo maggiore che rapporto c, precisamente?
Il Corpo maggiore tutt intorno al tuo piccolo io e al tuo corpo fisico, rispose il
Dominante, ed a met tra la tua realt fisica e linfinito; invece lanima a met tra il tuo
cosmo e linfinito intendendo per cosmo limmagine che avete voi delluniverso.
Ripetei mentalmente questa definizione, come compitandola.
Linfinito in che senso?
In tutti i sensi: tutto ci che infinito e che voi non potrete capire mai. E li lanima come
una porta che collega due stanze. Per alcuni una porticina minuscola, cos la vedono loro; per
altri addirittura come un forellino nel muro, per altri ancora grande come la porta di una
citt o come limbocco di una valle. In realt grande come il pi grande dei Cieli, il Settimo,
appunto: l che comincia la vostra anima.
A met tra la nostra immagine del mondo e linfinito... Quindi lanima nella mente,
unastrazione?
Non per niente astratta. E un ben preciso grado di intensit del reale. Come dice il finale
del Faust, quando il dottor Faust ritrova lanima?
Andai a prendere il Faust di Goethe: lultima pagina.
Tutto leffimero
soltanto una somiglianza;
linattuabile
qui diventa ci che avviene;
lindescrivibile
qui si compie;
lEterno Femminino
ci trae avanti.
Eh eh, ridacchi lAustero, compiaciuto.
Qui, leffimero il vostro cosmo, spieg il Dominante. Linattuabile e lindescrivibile
sono ci che non riuscite a includere nel vostro cosmo; e ci che Goethe chiama lEterno
Femminino ci che voi e noi chiamiamo lanima, e che non solo non astratto, ma fa
diventare reali uninfinit di cose che per voi non esistono nemmeno nella vostra
immaginazione.
E perch Femminino? Perch femminile?
Perch il vostro io maschile. Tanto negli uomini quanto nelle donne lio un principio
maschile: anche le donne dicono il mio io, no? Voi lo sentite cos. Mentre lanima, la sentite
come un principio femminile, proprio perch tanto lontana ed eternamente diversa dal
vostro io, quanto la donna lo dalluomo. Cos, finch siete degli io, siete lontani e diversi dalla
vostra anima. Potete entrare e viaggiare nellanima, ma non siete lei. Potete averla, ma non
essere lei. Cos . E ne siete infinitamente attratti e tratti avanti, proprio come dice Goethe.
E anche il Corpo maggiore un principio maschile?
Certo. Ed anche molto paterno.
E il diavolo?
Il diavolo per voi soltanto il confine e la paura. Dipende da come lo immaginate: se lo
immagini come un confine che ti ferma, maschile; se lo immagini come paura che ti ingoia
femminile. Ma dipende soltanto dalla vostra immaginazione: maschile e femminile nel caso del
diavolo sono solo somiglianze vostre. Cose effimere.
Come la somiglianza tra quei fiumi e il sole allalba, disse lAustero.
Quindi il diavolo solo una parte di ciascuno di noi, un aspetto di noi?
Non ho detto questo, rispose il Dominante. E daltronde voi sapete molto poco di voi
stessi. Conoscete solo i piccoli aspetti e i piccoli poteri che avete nell Aldiqua nei Sei Cieli
e vi fa paura lidea che possano diventare insignificanti davanti a vostri poteri pi grandi.
Appunto perci avete tanto bisogno di un guardiano malvagio che ve ne tenga separati.
Cos ci teniamo separati da quel che nostro: da noi stessi?
Da voi stessi e quindi da tutto. E quello che diceva Basilide, ricordi lo schema?
Lo schema di Basilide di Jung
Basilide era il nome che Jung dava a un suo Spirito-guida con il quale aveva cominciato a
conversare verso il 1915. E da questo Basilide a detta dei miei maestri Jung aveva tratto
una delle sue teorie pi belle, esposta nel suo libro Tipi psicologici (1921):
*
la teoria secondo
cui lio, cio il centro della nostra coscienza, avrebbe quattro aspetti fondamentali, e
precisamente: Intuizione, Pensiero, Sensazione e Sentimento.
Queste quattro facolt, o funzioni, secondo Jung, costituirebbero i modi in cui il nostro io ,
percepisce e capisce. In alcuni individui pi sviluppato il Pensiero, in altri il Sentimento, o la
Sensazione, o lIntuizione: e tutta la vita cosciente e inconscia di ogni individuo dipende dal
diverso sviluppo che hanno in lui queste quattro facolt.
Con la sua pratica di analista Jung si accorse che la gente riesce a utilizzare efficacemente e
coscientemente soltanto due di queste facolt, mentre le altre due rimanevano in ombra,
sottratte al controllo della coscienza. Perci dice Jung in quel suo libro lio di ciascuno
pu essere raffigurato schematicamente come un quadrante nascosto per met, in cui quelle
quattro facolt sono disposte come i punti cardinali di una bussola. Cos:

Questo sarebbe lo schema dellio di un tipo Pensiero, cio del tipico studioso, riflessivo,
per lo pi sentimentalmente impacciato: in cima al quadrante c appunto la facolt Pensiero,
la pi sviluppata, e nel punto pi basso il Sentimento, che in quel genere di persone
solitamente la facolt pi in ombra, repressa.
In un tipo Sensazione, invece, in cima al quadrante ci sarebbe la Sensazione, e lIntuizione
sarebbe in basso. Jung descrive in modo molto divertente le caratteristiche dei vari tipi

*
C.G. Jung, Psychologische Typen (trad. it. Tipi psicologici, Torino 1977). Per le conversazioni di
Jung con Basilide, Filemone, Ka e altri messaggeri dellinconscio, si veda C.G. Jung, Sogni,
ricordi, riflessioni, Milano 1978, pp. 219 e sgg., pp. 449-462.
fondamentali di io, dando anche consigli sulla scelta della professione e dei compagni di vita,
tipo per tipo un po come fanno gli astrologi quando descrivono le caratteristiche dei vari
segni. Nel corso della vita il quadrante dellio pu mutare un poco la propria inclinazione, e
cambier di conseguenza anche lorientamento della vita: per esempio, nel tipo Pensiero
potr succedere che laspetto Intuizione scenda nellemicerchio inferiore, e che la Sensazione
salga un poco nellemisfero superiore. Ma una delle quattro facolt rimarr sempre in basso,
nel buio dellinconscio, a causare allio problemi e inquietudini tanto pi gravi quanto pi
preziosa apparir, allio, la sua facolt pi alta. E la zona pi buia del quadrante, secondo Jung,
un po il diavolo di ciascuno. Perci tanti santi ritengono di avvertire le tentazioni diaboliche
come tentazioni sessuali e sentimentali: perch, appartengono al tipo Pensiero, e il
Sentimento costituisce il loro punto oscuro e minaccioso. Nei tipi Sentimento capita invece
il contrario: il Sentimento d loro le stesse emozioni e la stessa capacit di conoscenza che il
pensiero d ai tipi Pensiero, mentre i loro ragionamenti si riveleranno facilmente incerti, e
ingannevoli proprio come se il pensiero fosse un loro nemico interiore, sempre pronto a far
fare loro brutta figura. E cos via.
Questa allincirca era la teoria dei tipi psicologici che, secondo i miei maestri, Jung aveva
tratto dal suo Spirito-guida Basilide. Basilide era un filosofo gnostico alessandrino, vissuto nel
II secolo dopo Cristo; e in effetti c in quella teoria junghiana qualcosa di arcaico.
Basilide era molto meno arcaico di voi, se per questo, disse lAustero. E comunque
Basilide glielaveva spiegato in un altro modo, il quadrante: gli aspetti non erano solo quattro,
ma molti di pi, e non erano solo aspetti psicologici. Non riguardavano solo la personalit delle
singole persone.
E i Cieli e il quadrante hanno qualcosa in comune?
Li si pu far coincidere, in un certo modo, rispose il Dominante. La parte nascosta del
quadrante si pu far corrispondere allarea dove si trovano il diavolo e laccesso alla vostra
anima, nel senso che dicevamo prima. E la parte visibile del quadrante pu corrispondere ai
vostri Sei Cieli.
Ma la parte nascosta dovrebbe essere molto pi ampia: in realt, ampia come il buio nel
vostro universo. Ed entra tra i Sei Cieli, con i suoi raggi-fiumi. Quanto a questo lo schema di
Jung non va. E vero invece, come dice Jung, che quanto pi vi sembra preziosa la facolt che
in cima al vostro quadrante, tanto pi buia diventa la parte nascosta e tanto pi vi sentirete
minacciati e limitati dal vostro diavolo.
Cio minacciati e limitati dalla nostra stessa anima?
Come ti avevo detto.
Perci Ges prima di cominciare a predicare va nel deserto a discutere col diavolo,
continu il Dominante. Va a conoscerlo, per non esserne limitato.
E nella storia di Ges ci sono altre due discese nella parte buia del vostro universo: una
dopo la morte, quando discende nellInferno a salvare i peccatori;
*
e laltra quando nasce. Le
vostre storie di Ges dicono che nasce in una grotta, di notte, in un mondo ostile e buio. E
unimmagine simbolica, molto precisa. Ges per voi rappresenta il punto pi alto che si possa
immaginare nel quadrante dellio umano: addirittura pi su della sua circonferenza. Un uomo-
Dio...
Un Corpo maggiore.
Lio del vostro Corpo maggiore, diciamo. Nasce in voi, quando siete pronti ad accoglierlo, e
nascendo scende gi, verso punti pi oscuri del quadrante...
I Magi! mi venne in mente a un tratto. I tre re Magi sarebbero gli altri tre aspetti dellio?
Certamente. Uno dei tre nero, no? Quello raffigura il punto pi basso, il vostro diavolo.
E tutti e tre gli portano i loro doni, aggiunse lAustero. I doni sono le scoperte che il
punto pi alto fa scendendo gi. C sempre da guadagnarci, a viaggiare.
E laltra discesa, quella nellinferno?
Aspetta, guarda qui, prosegu il Dominante. Il disegno del quadrante diventa cos: ci
che chiamate Ges scende, e quelli che chiamate i re Magi gli vengono incontro, e tracci il
disegno sul pavimento:

*
La discesa di Ges nellinferno, narrata negli apocrifi (Libro della Resurrezione di Ges, ecc.)
divenuta parte integrante della tradizione cristiana.

E diventa il disegno di una stella, vedi? Inoltre, siccome gli aspetti dellio sono pi di
quattro, in realt apparirebbe cos:

E cos via, cos via, diceva il Dominante continuando ad aggiungere punti e raggi alla
stella, la stella dei Magi. E questa stella siete voi, quando cominciate a illuminarvi davvero e
a scoprire la vostra anima. Infatti la fate comparire sopra la grotta di Ges quando arrivano i
Magi.
L, proprio come quando Faust ritrova lanima: e tutto diventa possibile, non avete pi
ombre n confini nel vostro campo visivo, e tutto ci che e che pu succedere soltanto una
somiglianza. O un indovinello, se preferisci. Capisci? Questo ci che chiamate la nascita di
Ges.
Ges invece com nato, davvero? Voglio dire il Ges che esistito storicamente.
Il Ges che esistito storicamente? ripet il Dominante. La vostra storia troppo
piccola perch un Ges possa esserci esistito davvero.
Cio non esistito?
Non esistito: non un tale che c stato e non c pi. Non lo sai? I cristiani dovrebbero
saperlo. Come dice il vostro mistero dellincarnazione? Ges nato, ma dopo che nato sua
madre era ancora vergine; e Ges morto, ma dopo che morto la sua tomba era vuota. un
mistero e un indovinello: chi pu essere un uomo del genere? Cosa rispondi? Un uomo-Dio, o
un Dio-uomo.
Bla bla. Non si risponde a un indovinello con un altro indovinello. Di bene: luomo, dal
punto di vista di Dio. Nascita e morte sono i vostri confini, i confini dellio piccolo: e Ges vi
mostra ci che pi grande di questi confini, in ciascuno di voi. Come dice Ges quando parla
di se stesso? Come chiama se stesso?
In diversi modi. figlio di Dio, figlio delluomo...
Io. Quando parla di se stesso dice io, semplicemente. E l c la risposta. Voi quando dite io
parlate del vostro io piccolo, che comincia con la nascita e finisce con la morte. Ges invece vi
insegna a dirlo da un altro punto di vista, e intende un io che pi grande della realt come la
intendete voi, e che la vostra realt non pu ancora contenere. Cos quando nato sua madre
rimane vergine, e quando morto la sua tomba rimane vuota. E pi grande del tempo. E
quello il vostro io vero.
Lio del Quinto Cielo: quando dicevate che dentro ognuno di noi c un mondo immenso e cos
via?
Pi ancora. Il Quinto Cielo soltanto un vostro modo di scoprirlo, ancora a mezza strada.
Lio dei Cieli pi su?
Diciamo lio della stella, per ora.
E quanti sono in tutto i raggi della stella? domandai, guardando ancora il disegno.
Tanti, disse lAustero. Come una stella in cielo.
La cosa pi notevole, riprese il Dominante, che quando si forma la stella in voi, le due
parti del quadrante non sono pi separate: si congiungono e diventa tutto Settimo Cielo.
molto bello ma succede a pochi. O meglio, pochi se ne ricordano, quando gli succede.
Perch?
Perch qualcosa che vi fa paura e perch non avete abbastanza forza. Non riuscite a
congiungere, con la mente e con la memoria. Solo nelle storie ci riuscite un po: e infatti le
storie sono un ottimo esercizio per imparare a ricordare queste cose. Vuoi che te ne racconti
una, per allenamento? Fa cos: non scriverla, prova a ricordarla soltanto. Ti sar utile, ed
una storia molto bella e antica. E lantenata di tutte le storie. Anche questa riguarda il diavolo?
Il diavolo e anche Ges. Ma molto pi antica dello schema di Basilide, anche se largomento
lo stesso.
E la capir?
Probabilmente non subito. Mettila in un capitolo nuovo, tutto per lei, cos ti ricordi che
importante.
VI
La pi antica storia damore
PARTE PRIMA
in due parti, cominci a narrare il Dominante. Parte prima: Una volta lo Spirito abitava
in alto (e intendo dire lo Spirito supremo, quello che d vita a tutti gli esseri, mortali e
immortali), abitava molto in alto nelluniverso; ma si innamor della materia. Avrebbe potuto
restarsene lass, al posto suo, ma non volle: era innamorato. E contro il parere di tutti di
tutti gli Dei e di tutti gli angeli lo Spirito scese gi verso la materia, si un a lei, e si
trasformarono entrambi e da allora furono una cosa sola.
Cos cominciarono a prendere forma tutti i vostri mondi e tutti i vostri cieli, molto prima
che gli Dei creatori li plasmassero nella forma che hanno adesso. E da allora, da quando lo
Spirito e la materia cominciarono a unirsi, in tutto ci che esiste nei vostri mondi c una forza
che vuole tornare in alto, e c un altra forza che vuole restare dov . E anche queste due
forze sono una cosa sola, e non si possono distinguere luna dallaltra, mai. Ti piace?
E questa la storia?
la prima parte. molto conosciuta, in un modo o nell altro ne parlano tutti i vostri Libri
sacri. Solo che tutte le volte che lhanno raccontata hanno esagerato un po nellimmaginare la
materia come qualcosa di inerte, di pesante; in realt non era proprio cos, soprattutto allora.
E anche allo Spirito hanno fatto fare troppo bella figura. Ma non importa; ti raccomando di
notare quel bisogno che lo Spirito ha della materia. molto commovente, no? anche la storia
di Ges, di ci che voi chiamate Ges. E la fidanzata di Ges la terra, la materia, appunto.
Adesso la seconda parte:
PARTE SECONDA
Tra gli esseri immortali a cui lo Spirito dava vita cera anche il diavolo, o meglio: quello che
voi oggi chiamate il diavolo; ma a differenza degli Dei e degli angeli, il diavolo aveva una sua
autonomia, molto spiccata, e pensava sempre per conto suo come gi sai, daltronde.
Feci segno di s.
Bene. Agli Dei e agli angeli non era piaciuta quella scelta damore dello Spirito, ma ci si
erano adeguati. Il diavolo invece decise di intervenire, e scese anche lui nella materia, ma non
per amore: vi scese per separarla dallo Spirito, e trov il modo. La spos (era appunto un
diavolo-confine, maschile). E da allora il diavolo il marito della materia, e la Terra sua
moglie.
Ma come possibile che...
Che sia fidanzata di uno e moglie dellaltro? disse il Dominante, dolcemente. Non, cos
in tutte le storie damore e in tutti i matrimoni? Pensaci.
Ges nei Vangeli incontra diverse donne adultere, aggiunse lAustero.
*
Non certo per
caso che le incontra.
Ora veniamo alla spiegazione, riprese il Dominante. La materia la vostra casa. Per voi
la famiglia, la nazione, le condizioni di vita, il corpo, insomma questo genere di cose: ci che

*
Vangelo di Giovanni 4, 16 e sgg.; 8, 3 e sgg. ecc.
c di pi stabile e rassicurante nel vostro Aldiqua. E il contrario esatto della vostra anima, per
intenderci. E tutto ci che vive nei vostri Sei Cieli sa di avere la materia come casa; ma ci che
vive non vuole sentirsi in pace, in questa sua casa, non vuole dimenticare di essere diverso, di
essere anche figlio di suo padre, oltre che dlla materia. Questo non voler dimenticare un
modo molto semplice, per voi, di sentire la vostra anima. In un certo senso la vostra anima.
E il padre chi : lo Spirito o il diavolo?
Sola mater certa: neanche la materia sa chi sia il padre. Tutto farebbe pensare che sia lo
Spirito: anche il vostro sguardo,. il vostro modo di sorridere. Ma chi pu dirlo?
Questa seconda parte della storia non lavevo mai sentita. Da dove viene?
Da noi. antica quanto noi. Comunque sia, tutte le vostre storie damore sono espressioni
di quel non voler dimenticare. Se vi sentiste in pace nella vostra casa, tuttuno con la vostra
mamma, non vi innamorereste mai di nessuno.
E riguardo alla materia il diavolo e lo Spirito non riescono a trovare una soluzione? Un
accordo, non so...
Non in questa storia.
Vedi, il vero segreto di questa storia che a raccontarla la materia stessa. la materia a
vederla cos. E convinta che lo Spirito si innamori di lei e venga a salvarla, e che suo marito il
diavolo esista per impedirle di farsi salvare. Ci che in voi materia ha bisogno di tutte due
queste figure, per descrivere come si sente. E si sente esattamente cos.
Cio, se li immagina lei cos e magari lo Spirito e il diavolo fanno tuttaltro?
Non che se li immagini: semplicemente tifa esistere cos, nel suo mondo. Nel suo mondo
comanda lei sola, e tutto diventa espressione di lei, anche il diavolo e lo Spirito.
In questo senso lo Spirito e il diavolo sono fratelli, nel vostro mondo, aggiunse lAustero.
Per la materia, il diavolo il sapere che non c speranza, e che lei rimarr sempre in
basso, continu il Dominante, e da un lato la cosa non le spiace pi di tanto, dato che l in
basso comanda lei. Ma daltro lato, langoscia che ne prova le d la forza di vedere lo Spirito
che si innamorato di lei e che lha raggiunta dov. E cos li vedete voi.
Noi, o la materia? Noi non siamo solo materia, lhai detto anche tu, prima.
S, disse il Dominante. Ma nellAldiqua siete sempre segretamente convinti che la
materia sia pi forte, sia dello Spirito innamorato sia del diavolo suo marito. Quello che
importa pi di tutto agli uomini che la loro casa non crolli: che i Sei Cieli siano sempre ben
saldi, nella parte visibile del quadrante.
E hanno ragione gli uomini? La materia pi forte dello Spirito e del diavolo?
Be, giudica tu. Per lo Spirito innamorato la storia non finisce bene, direi, cos come non
fin bene per Ges. E al diavolo non tocca la parte del marito tradito, nel vostro mondo? Cos la
vede la materia, e di sicuro voi non fate gran che, con i vostri poteri, per dimostrare che ha
torto. Non ti pare?
VII
Tutto cresce. La morte di Paola.
Gli indovinelli della Sfinge.
Il Paradiso, e unaltra lezione sul Male.
Persefone e il Dio degli Inferi
Comunque sono uno che non fa abbastanza per gli altri, pensavo ogni tanto nei giorni
seguenti. Certo, non era grave, dato che la maggioranza delle persone non ha mai fatto
abbastanza per gli altri; ma pi ci pensavo, e pi mi sentivo come se mi avessero diagnosticato
una malattia, e come se ripetendomi che non grave e che molto diffusa stessi soltanto
perdendo tempo, invece di curarmi.
Per di pi il Dominante aveva detto che alcune cose non mi riuscivano appunto perch
facevo troppo poco per gli altri. Cos non ero soltanto un avaro ma anche un debole, uno che
ha paura di se stesso, di ci che potrebbe riuscirgli. Mi dava pi fastidio questo pensiero, o
lidea di andare a fare il volontario sulle ambulanze, o magari di fondare un ospizio? Questo
sarebbe stato fare qualcosa per gli altri, pensavo.
Ma non ha senso e non possibile. Su unambulanza non saprei cosa fare e per fondare
opere pie ci vogliono capacit pratiche che io non ho in nessun modo. E dunque? Agli Spiriti-
guida non ne parlavo per timore che cominciassero davvero a darmi lezioni di pronto
soccorso o di politica assistenziale, o magari a citarmi il Vangelo, l dove dice di dare tutto ai
poveri. Ponevo invece molte domande sulla Bibbia e sul libro che stavo scrivendo su di loro, e
mi rispondevano tranquillamente, come sempre.
Riguardo al fare troppo poco per gli altri... mi decisi a domandare una notte.
S?
Intendevate fare o dare? Faccio troppo poco o do troppo poco?
Che differenza c? chiese lAustero.
che non riesco a pensarci chiaramente, confessai. C qualcosa che impedisce di capire cosa
dovrei fare, per gli altri.
Tutto quello che fai, rispose il Dominante. Limportante non il cosa fare, ma il come lo
fai. Tu fai le cose nel tuo mondo soltanto, che piccolo: lo stesso mondo in cui eri da
bambino, quando imparavi a imitare gli altri. Intorno a te tutto cresce e tu no. Vivi ancora nella
stessa finzione, nelle stesse prevenzioni degli altri; e se provi a immaginare qualcosaltro
riesci solo a immaginare unaltra finzione, altre prevenzioni.
Non capisco bene. Ha a che fare con il Corpo maggiore?
Certo, ma per ora vero che non sai pensarci come si deve. Non puoi, troppo piccolo il
mondo che hai. Se qualcosa ne esce, tu la vedi uscire e rimani rinchiuso l. Non te ne sei
nemmeno mai accorto: c il tuo diavolo sul confine, che ti fa troppa paura. E perci non hai
abbastanza n per dare o per fare, come dici tu, e nemmeno per capire gli indovinelli.
Tutto cresceva e io no.
Era primavera, aprile, e il giorno dopo, guardando gli alberi verdi e il bianco luminoso delle
nuvole, avevo limpressione che gli alberi e le nuvole facessero abbastanza per gli altri e io no.
Crescevano e splendevano.
Devessere per questo che tanta gente ha 1 allergia in primavera, mi venne in mente.
Quando tutto cresce e comincia a splendere, chi non cresce e non fiorisce si sforza di non
accorgersene, e il suo corpo fa quel che dovrebbe fare la sua coscienza: si sente soffocare e
piange.
Io avevo sofferto di asma allergica dalladolescenza, fino a quando lAustero giusto
lanno prima mi aveva insegnato il modo di guarirne: Ah, perch non lhai chiesto prima?
mi aveva detto. Scrivi questa parola:
heneikioks
Quando hai un attacco dasma pronunciala di seguito, quante volte vuoi, ma ogni volta
togli una lettera allinizio e una lettera alla fine: eneikiok, neikik, eiki, e cos via. E alla fine
di: kaaa, e respira. E lasma passa.
E mi era passata, grazie a quel chiocciare vagamente greco. E questanno non mi era
tornata. A maggior ragione non potevo pi fingere di non accorgermi, ma il mio mondo
rimaneva troppo piccolo e non riuscivo in nessun modo a ingrandirlo. Come si pu ingrandire
il mondo?
In maggio, in quel mio mondo troppo piccolo mor la mia amica Paola. Si era appena
separata dal marito e soffriva di forti emicranie, lei pensava che fosse per la tensione, per la
solitudine, i medici invece dissero poi che la causa era una malformazione congenita in
qualche punto della nuca, difficile da diagnosticare e impossibile da curare. Quando seppi che
lavevano ricoverata e che era gravissima corsi allospedale. Erano le undici di sera. Latrio e i
corridoi del padiglione neurologico erano deserti. Rabbrividii, non so perch, guardando i
globi bianchi delle lampade appese al soffitto. Allultimo piano il medico di guardia della
Terapia Intensiva mi disse che non potevo entrare a vedere la signora domandando gli di
Paola lavevo chiamata la signora.
Lei parente?
No. C qualcuno, l, dei parenti?
No, sono andati via.
E...
Mi spieg che la testa della signora era piena di sangue raggrumato e che tra qualche ora le
avrebbero prelevato gli organi, le cornee e il cuore. Paola aveva trentacinque anni. Quando
aveva perso conoscenza quel pomeriggio sul letto, in attesa che i calmanti facessero effetto
, il suo bambino era seduto nellaltra stanza, davanti alla televisione.
Ma soffre, adesso?
No, disse il medico di guardia. Ci pens, e mi guard unaltra volta negli occhi prima di
richiudere la porta.
Rimasi per una mezzora davanti allingresso di quel padiglione. Era un edificio vecchio,
rosso scuro. Non cera ragione che stessi l, ma non me la sentivo di tornare verso casa subito
dopo aver saputo che tra poco avrebbero tolto a Paola le cornee e il cuore prima che morisse
del tutto. Ci eravamo conosciuti a un giardino pubblico, dove andavamo a far giocare i
bambini. Non eravamo grandi amici; non ci eravamo mai detti niente di importante,
probabilmente non ci eravamo mai nemmeno chiesti consiglio su qualcosa. Ci eravamo
soltanto abituati a vederci spesso.
Neanche noi avevamo fatto abbastanza luno per laltra? E per questo mi sembrava cos
pesante questa cosa normale, che stesse morendo? Non soffriva. Doveva solo andar via,
perch non cera pi niente da fare.
Il mattino dopo telefonai a una mia conoscente che teneva corsi sul channelling, cio sul
modo di comunicare con i morti, e le domandai in che modo si pu aiutare qualcuno che
muore. Mi disse che bisogna spiegargli alcune cose, sussurrandogliele all orecchio.
Non si pu pi. A questora dovrebbe essere gi morta, le toglievano il cuore stamattina
presto.
Allora arrivaci con i tuoi Spiriti; devessere ancora molto vicina. Le parole da dirle sono:
Tutto continua. Quando muoiono hanno sempre paura che tutto sia finito, invece tutto
continua; certi ne hanno talmente paura che per loro tutto finisce davvero per molto tempo.
Ma poi tutto continua anche per loro. Spiegaglielo in modo che capisca, trova tu le parole. Da
bravo, fa cos. una buona cosa. Mi sembr che sapesse quel che diceva.
Ne parlai ai miei maestri e mi accompagnarono a una porta della nostra stanza tonda, mi
dissero che dovevo proseguire da solo e scendere al quinto piano, e richiusero la porta alle
mie spalle. Era la porta di un ascensore, scesi al quinto piano e lascensore si apr sul buio.
Paola doveva essere l da qualche parte, anche se non percepivo e non riuscivo a immaginare
n lei n nientaltro: solo un buio vuoto.
Paoletta? dissi.
Aspettai per qualche istante e poi cominciai a dirle a immaginare di dirle che tutto
continuava, il mondo, il suo bambino, tutte le persone a cui voleva bene, e anche lei: tutto
continuava per lei e con lei, non cera nessuna interruzione, solo un passaggio, una
trasformazione. E un passaggio di stato, cos mi hanno spiegato... Una che se ne intende,
aggiunsi. ... come il ghiaccio che si scioglie e diventa acqua:
ma era acqua anche prima, in fondo. Ecco, precisamente cos. Pensai che se lo capivo io, lo
stesse capendo anche lei. Bisogna soltanto accorgersene, e allora tutto continua, di sicuro.
Il male no, sentii che diceva.
Sentii che la mia spalla sinistra diventava pi pesante (poi i maestri mi spiegarono che a
volte si prova questa sensazione, quando si parla con i morti).
No, no, certamente no, le dissi, il male, il dolore, fa parte del ghiaccio, non dellacqua... Il
ghiaccio duro e lacqua morbida. Tutto continua in un altro modo ma continua, Paoletta,
vedrai che continua, proseguivo, gi adesso si dovrebbe vedere, guarda bene. Riesci a
guardare? Prova e ci riesci, da brava. Ecco, tutto qua, andr tutto bene.
La tua forma diventa diversa, disse Paola, con voce calma, mentre io avevo immaginato la
mia voce affannata. La macina si ferma e non serve pi.
Quale macina?
Non ricordo daver sentito altro. Aspettai per un altro po e tornai su, con lascensore.
Sono arrivato in tempo o mi sono immaginato tutto? domandai ai maestri.
Sei arrivato in orario, rispose lAustero.
Cio mi ha sentito?
Sei arrivato in orario per te. E un passo decisivo della tua evoluzione. Ti porta avanti in
una forma molto pi... L capii cosa disse, ma lo scrissi male e quando riaprii gli occhi non lo
ricordavo pi. Avevo scritto anche altre frasi che non ricordavo pi di aver udito, ma erano
incomplete: tu ancora non lo sai... disciogliti, dalle macine allaria. Rispettale, e fai il tuo
dovere...
Cos che mi avevate detto, laltra volta? domandai il giorno dopo. Cos erano quelle macine?
Niente, era un indovinello, disse il Dominante, ma importava allora e adesso non
importa pi. Tutte le volte che arrivate a un confine trovate indovinelli: il modo in cui la
vostra mente sente il confine.
E l il confine era la morte? Ho parlato davvero con Paola?
Lei ha parlato con te, tu hai parlato soltanto con il confine. Ecco, riguardo al diavolo: quel
buio che vedevi l era il diavolo, per te.
E per lei?
Per lei no. Tutto ci che sta sul confine il diavolo per chi ne al di qua. il buio, la paura:
la soglia. Perci dovevi dire che di l tutto continua: a te stesso dovevi dirlo per farti Coraggio,
e non a lei. NellAldil tutto continua davvero, in tutte le direzioni: c tutto ci che non
sapevate di ricordare. Questo vi spaventa moltissimo. E non soltanto nella morte: morte
solo uno dei nomi che gli date, ma il confine lo trovate in tutte le cose, in voi stessi, in qualsiasi
istante. Non dappertutto linvisibile? Non in tutto? Invece di invisibile potreste benissimo
dire linattuabile, come diceva Goethe, o anche: lirricordabile. Si pu dire?
Immemorabile. E perch ci spaventa tanto?
Dipende. Certi quando lo sfiorano hanno limpressione che quellenorme memoria stia per
spazzarli via, come un fiume in piena. I medium sono cos.
Altri invece restano a guardare, la guardano mentre si avvicina. E nella loro mente come
se si domandassero: e questo che vedo cos? In qualche modo lo sapevo eppure non lo so; e
l sentono gli indovinelli. Lo sapevo eppure non lo so: questi sono gli indovinelli. Cos per
te.
Quella appunto la memoria del Corpo maggiore, che si affaccia alla vostra anima,
continu il Dominante. Anche lindovinello della Sfinge si riferiva a questo, davanti alle porte
di Tebe. Pensaci. Comera?
Nel mito di Edipo la Sfinge assediava la citt di Tebe e poneva ai passanti il famoso
indovinello, divorandoli se non sapevano rispondere:
C sulla terra un animale che pu avere quattro, due o anche tre gambe, ma sempre
chiamato con lo stesso nome. Tra gli esseri viventi che si muovono sulla terra, nel cielo o nel
mare, questi lunico che muta talmente la sua natura. E quando cammina poggiando su un
numero maggiore di piedi, la sua velocit minore.
Vedi? domand il Dominante.
La Sfinge era il diavolo?
L s. E la risposta allindovinello era: luomo. Cos in tutti questi indovinelli: qui ricordate
sempre ci che sapete gi.
Ci che sa il Corpo maggiore?
Ci che vi accorgete di sapere quando cominciate a scoprire il Corpo maggiore, precis il
Dominante. La Sfinge come se dicesse: hai il coraggio di accorgerti che, visto da qui dove sei
ora, lessere umano una bestiola che cammina in quel modo buffo? E che da qui vedi tutta la
tua vita, dallinizio alla fine, perch qui sei molto pi grande di quella bestiola? Tu lhai sempre
saputo: hai il coraggio di accorgertene?
Se ve ne accorgete, potete continuare a ricordare tante altre cose; se no, qui rimane solo
un vuoto che si spalanca, e quel vuoto la vostra paura, le fauci della Sfinge.
Per me stato un vuoto mentre parlavo con Paola?
S. Potete trovarne dappertutto, di questi vuoti che vi ingoiano. Per esempio, in tutto
quello che immaginate dellAldil. Prendiamo il Paradiso: gli uomini pensano che sia lAldil, e
invece anche quello un indovinello della Sfinge. E solo un modo di descrivere una
dimensione dellAldiqua.
E che cos il Paradiso, nell'Aldiqua?
Il vostro desiderio che esista: che i meriti siano premiati, che Dio vi coccoli e cos via. Solo
che se non avete il coraggio di accorgervene e continuate a pensare che il Paradiso sia
nellAldil, questo indovinello ingoia i vostri destini, perch pensando che sia nellAldil non
fate niente per farlo esistere dove sarebbe il suo posto, cio sulla terra. Voi vi immaginate che
il diavolo vi impedisca di raggiungerlo, e in un certo senso avete ragione: la vostra paura del
confine, la vostra paura di sapere, questo che vi impedisce di vedere cosa sarebbe davvero il
Paradiso, se lo faceste esistere.
Non lo facciamo di proposito. cos che ce lhanno insegnato.
Oh no, lo fate di proposito. E di proposito lo insegnate e lo imparate cos, caro mio.
Cos anche per tutti i vostri mali. Il Male, in generale, il Male con la maiuscola, la vostra
paura di vedere ci che al di l del confine. come quando giudicate malvagio quello che
fanno gli uomini di un altro Cielo, ti ricordi?
S, uccidere, rubare eccetera.
Ecco, cos per tutti i mali. Cos ancora il Male, per voi? Poniamo, la malattia. Il Male non
la malattia: solo la vostra incapacit di vedere cos la malattia. O la morte? lo stesso: la
vostra paura di vedere cos la morte vista dallaltra parte del confine, dal punto di vista del
Corpo maggiore.
Be, chiaro: vista da lontano la malattia fa meno impressione. Ma per luomo sulla terra
comunque un male.
No, il male tutto quello che non vedete da lontano, come dici tu, e finch non lo vedete
il Male.
Gli uomini nellAldiqua si sforzano di capire le cose senza ricordarsi niente di ci che sa il
loro Corpo maggiore: lasciali fare, a loro piace sentirsi vittime e costruire muraglie per
difendersi ed tutto quello che ottengono, sforzandosi di capire le cose a quel modo.
Quando invece conosci le cose dal punto di vista del Corpo maggiore, ogni conoscenza serve a
trasformare il senso di ci che conosci, a vedere le somiglianze e gli indovinelli e a rivelare il
vostro vero io che non lio piccolo che avete nellAldiqua. Capisci?
E per esempio, come si trasforma il senso della malattia?
Vedi cos e la guarisci, perch non hai pi paura di vedere cos.
E la morte?
Vedi che non quello che immaginate voi, e che uno dei tanti modi di superare il confine
tra lAldiqua e il vostro Corpo maggiore, linvisibile, 1 irricordabile. Uno dei tanti modi.
Altrimenti solo un vuoto, uno dei tanti vuoti che vi ingoiano. Prendi unaltra cosa qualsiasi,
un qualunque altro male. Una guerra: l guerra sicuramente un male divoratore, per tutti
quelli che non capiscono cos, e li divora.
Come si fa a non capire cos , protestai, tutti capiscono cos una guerra.
No. La parola guerra un indovinello che i pi non capiscono mai. Non te ne sei accorto
nel Caucaso? Chi capisce 1 indovinello vede che la cosiddetta guerra sono soltanto degli
uomini che uccidono e distruggono senza sapere perch, e che chiamano guerra questa cosa
che non capiscono. Una moltitudine di soldati che dicono: io sono qui ed cos perch c la
guerra. come dire: non capisco perch sono qui e perch cos. E se ne lasciano divorare.
Non sarebbe cos se vedessero che la cosiddetta guerra sono soltanto loro stessi che si
uccidono a vicenda.
Nessuna guerra mai finita perch la gente si accorgeva di combatterla.
Perch voi non riuscite a fidarvi di ci di cui vi accorgete. Non ve lo insegnano e avete
paura a impararlo, cos la vostra vita piena di Sfingi e di indovinelli. E tutti i vostri Mali sono
indovinelli cos, visti dal confine.
E il diavolo il nostro non vederli?
S, il vostro buio, che vi fa paura.
Il diavolo il confine a cui vi fermate nel capire le cose come sono. Avete paura che il
vostro mondo crolli, se le capiste, e anche questo un indovinello. Cos, gli uomini dicono:
Perch Dio tollera il diavolo, e tollera il Male, le guerre, le malattie, o le sofferenze dei giusti?
E la risposta sempre la stessa, in tutti gli indovinelli della Sfinge. Sono gli uomini a
immaginarsi e a volere che Dio tolleri il Male, perch sono loro a tollerano. Preferiscono
lasciarsi divorare, piuttosto che capire qualcosa in pi di ci che gi sanno.
Cos il Male rimane e la vostra casa solida, e quello che gli uomini sanno rimane valido. E il
diavolo continua a essere il buio tuttintorno, che vi fa paura. Il confine quel buio, per voi.
E sar sempre cos?
Nelle vostre religioni s, disse lAustero.
Se trovate Persefone, no, disse il Dominante. Com la storia di Persefone rapita da
Ades?
Demetra e Persefone
Cercai nel mio prediletto manuale di mitologia, e ricostruimmo quella storia.
La fanciulla Persefone era figlia di Giove e di Demetra, e, a insaputa di entrambe, Giove
laveva promessa in sposa a suo fratello Ades, Dio degli Inferi, che la desiderava
ardentemente. Cos, Persefone un giorno stava raccogliendo fiori in un prato, quando a un
tratto la terra si spalanc e ne comparve Ades, che la rap sul suo cocchio e la port nel suo
regno sottoterra. Capitava a volte che un Dio si prendesse una sposa in questo modo.
Demetra, che era la Dea della natura fertile, sent il grido dorrore della figlia; e cominci a
cercarla dappertutto, invano. Giur che non avrebbe pi fatto crescere il grano fino a che gli
Dei non glielavessero restituita, e tutti i campi divennero sterili.
Questo il non fare abbastanza per gli altri, not il Dominante.
Allora Giove le spieg come erano andate le cose, le garant che negli Inferi Persefone era
regina e stava benone, e le permise di riaverla con s per due terzi dellanno, dalla primavera
allautunno. Ma in inverno Persefone avrebbe abitato con il marito, negli Inferi. Demetra
accett, e stabil che le piante sarebbero cresciute e avrebbero dato frutto soltanto per tre
quarti dellanno. Cos raggiunsero un accordo.
Vedi? disse il Dominante. Come torna sempre in controluce quellantichissima storia
damore, tra lo Spirito, la materia e il diavolo. I vincoli di parentela cambiano ma la storia si
ripete continuamente. Ed anche la storia di Ges e dei re Magi: il tempo dei doni comincia
soltanto quando ci che pi in alto pu scendere oltre il confine, nel buio. Mentre se non si
riesce ad accettare che cos, tutto rimane incompiuto dentro di voi, come nei campi di
Demetra triste.
Tra laltro, soggiunse, il vostro organo che corrisponde a Persefone il collo. Ricordi che
ti avevo detto che in ogni mito descritto qualche vostro organo?
Il collo del nostro Corpo maggiore?
Il vostro collo quando cominciate a scoprire il Corpo maggiore. Il vostro voltarvi da una
parte e dallaltra. Il collo, in genere, un organo di trasformazione, anche nel vostro Aldiqua
trasforma il vostro campo visivo.
Perci in passato decapitavano o impiccavano i nemici dei regimi, aggiunse lAustero.
Era importante per i capi, si sentivano meglio dopo aver visto tagliare o spezzare quei colli
pericolosi, che si volgevano verso troppe cose, e troppo in l.
Persefone propriamente il volgersi del collo, in tutta la sua importanza, disse il
Dominante.
Non ho capito una cosa mi voltai per domandarlo, mentre ci stavamo congedando per
quella notte, anche prima del rapimento cera la primavera, se Persefone coglieva fiori...
S, ma era soltanto una ragazzina, vittima indifesa di forze pi grandi, di cui non sapeva nulla.
Il suo collo era chino verso i fiorellini del prato. Poi invece, quando impara a voltarsi, diventa
una regina, da cui dipendono immensi poteri. Cos anche per voi, quando imparate a usare il
collo come si deve.
Tu invece di raccogliere fiori guardi gli alberi, disse lAustero.
Per tutti cos, tutti sono Persefoni fanciulle, prima di farsi rapire, disse il Dominante.
La prossima volta che scendi da noi proveremo a viaggiare, domani o dopo. Hai appena fatto
qualcosa per gli altri, il momento buono.
Vuoi dire quel che ho fatto per Paola?
S. Adesso ti manca soltanto qualcosa da cercare in viaggio, ma questo facile, ti verr in
mente.
Verrete anche voi, s?
Certo. Non ti preoccupare.
E in che senso: qualcosa da cercare in viaggio?
Ah no, il tuo indovinello. Devi risolverlo tu, per la prossima volta.
PARTE TERZA
Il diavolo e lunico Dio
VIII
La promessa. Primo viaggio nellAldil.
Storia e natura del diavolo cristiano.
Il Dio unico e il cuore: come far crescere entrambi
Qualcosa da cercare in viaggio. Intenderanno uno scopo, la realizzazione di un desiderio,
cos ragionavo tra me la notte seguente, mentre mi preparavo a scendere dai maestri. Be,
non difficile immaginare una risposta equilibrata: i desideri sono sicuramente la cosa pi
utile che esista al mondo, ma lAldil non il mondo e io non posso desiderare qualcosa in un
posto che non conosco.
Disposi come al solito il quaderno e le penne sulla scrivania, spensi la lampada, chiusi gli
occhi e immaginai uno dopo laltro i sette colori delliride, dal rosso al violetto, come facevo
ogni volta.
Gi, e loro mi risponderanno che appunto per questo un indovinello, pensavo intanto,
con disappunto. E un indovinello: devi cercare qualcosa in un posto che non sai! Come in una
fiaba. E se non lo risolvo, niente viaggio. Devo trovare una risposta. Trovare qualcosa da
cercare.
La mia sedia precipitava gi, sempre pi gi nellimmaginazione mentre io con le
sopracciglia aggrottate tentavo invano, come si tentano le chiavi in una serratura: Potrei
dire: nei viaggi cercher un genio della lampada di Aladino? Ma non mi occorreva, avevo gi
loro. Allora un qualche potere speciale? Una rivelazione? Ma anche queste cose avrei potuto
chiederle a loro, e me le avrebbero insegnate facendo lezione per un po.
strano, comunque: come mai non mi viene in mente niente, quando potrei pensare a
qualsiasi cosa? Anche questo il confine, il diavolo?
La sedia cominci a rallentare e vidi dall alto il sentiero e il lago, sempre pi vicini. Gli
dir: andiamo a cercare qualcosa che mi permetta di sentirmi contento di me guardando la
primavera, le nuvole luminose e gli alberi verdi. Capiranno cosa intendo, unottima
risposta. La sedia tocc terra e mi avviai verso il lago.
Ho pensato a cosa cercare, dissi subito, quando entrarono nella stanza tonda.
Bene, sentiamo.
La promessa.
Lo pensai solo dopo averlo detto. La promessa. Non avevo idea di quale fosse, ma in quel
momento seppi chiaramente di avere una promessa da mantenere.
Ricordarmi cosa ho promesso e quando, continuai, come per spiegarlo a me stesso.
Mh, ci siamo quasi, disse il Dominante, proprio come avrebbe potuto dirlo un maestro a
scuola.
Non c soltanto la promessa da ritrovare, continu. C anche la capacit di usare le
promesse: come strumento per la conquista della realt.
Mi venuto in mente solo adesso, dissi, senza capire quel che mi stava spiegando. Cos, tutta
un tratto.
Succede sempre cos, con gli indovinelli. In parte gi questa la promessa che cerchi tu.
In un certo senso, il passo successivo ai desideri. Quando esprimete i vostri desideri
imparate non soltanto a guardare dentro voi stessi, ma anche ad affidarvi a forze invisibili e
senza nome, pi grandi di voi. E perci a ogni desiderio autentico cogliete un lembo della
trama sconosciuta della vostra vita: i desideri sono una forma superiore di conoscenza, e
questo il dolce premio di tutti i desideri, anche di quelli che poi non avete la forza di lasciar
realizzare. Quando invece...
E quelle forze invisibili sono il fiume che dicevate, nel disegno dei Cieli?
Certamente. Quando invece userai le promesse...
E i desideri sono un accesso al Corpo maggiore?
Certamente s. Quando invece imparerai a usare le promesse, tutto comincer ad avvenire
per dimostrarti che tu contieni il mondo. E non capirai mai come, ma diventerai tu quelle forze
pi grandi.
Con le promesse, semplicemente? Dicendo: far questo e questaltro?
Pi o meno. Col dirlo senza le parole. Anche qui, come quando la mamma affida Mos al
Nilo, tale e quale. Vedrai, ma devi imparare a viaggiare, prima.
Tacquero.
Adesso stiamo per viaggiare?
Direi.
Bisogna andare da qualche parte, per partire? domandai, indicando le porte della stanza.
No. Basta che raccogli qualcosa per terra.
Immaginai di chinarmi; sentii che la spalla destra si chinava pi rapidamente della sinistra,
e ruotava verso sinistra.
E cominciai a vedere.
Un calcagno fine. E la caviglia, olivastra. Per un attimo soltanto. Di una bambina,
sicuramente.
Poi limpronta che aveva lasciato il sandalo. La vedevo da vicino, sulla polvere rossastra; e la
luce arancione del sole e lombra sul margine dellimpronta: il margine non era profondo pi
di due o tre millimetri, ma ne vedevo nettamente lombra. E il colore della luce del sole,
lombra e la polvere mi sembravano belli come pietre preziose. E cos bello il mondo? ebbi il
tempo di pensare.
Devi regolare un po la vista, disse il Dominante. Tieni la schiena diritta, andiamo a
sederci l, e indic dei gradini di pietra nel sole al tramonto.
Dov andata? domandai, intendendola bambina o la donna di cui avevo visto il calcagno. La
bambina camminava davanti a noi: aveva lunghi capelli ricci, scuri, e una veste arancione,
scura anchessa, che le arrivava sotto le ginocchia.
Diverso tempo prima, nelle conversazioni con i maestri mi era accaduto o mi era sembrato
a volte di sentire anche la voce di una bambina, oltre alle voci del Dominante e dellAustero. Mi
volsi a chiedere al Dominante, e mi fermai a bocca aperta.
Che c? sorrise il Dominante.
Era la prima volta che lo vedevo.
Il Dominante aveva una sopravveste lunga, a disegni persiani, rosso cupo e verde. Era largo
di spalle e soprattutto di torace, e appena pi alto di me. Aveva la barba rada, chiara, e grandi
occhi castani che in quel momento erano illuminati dal sole. Vedevo il denso colore del sole
sulle ciglia, sulle piccole rughe negli angoli degli occhi: sorrideva con le labbra chiuse. Poteva
avere sessant anni.
Mi vedi, s?
S! e ridevo dallemozione. E lui ...
L Austero, che gli camminava accanto, era vestito di chiaro, con ampie vesti arabe, bianco e
ocra. Era pi alto del Dominante e aveva la barba nera, gli occhi neri e la pelle bianco latte.
Dietro di noi, sulla sinistra, venivano altre due figure che non distinguevo bene: avevano il
sole alle spalle e il sole era basso e abbagliante. La bambina era corsa accanto a una di queste
due figure e laveva presa per mano.
Siete cinque?
Noi? Tu sei cinque, noi ci adattiamo a te, rispose il Dominante, e mi guard senza
fermarsi. Ma non siamo n uno n tanti n pochi. Per un attimo mi sembr di aver capito
perfettamente questa frase, come se fosse stata aritmetica.
Nei viaggi bisogna innanzitutto imparare a vedere, disse il Dominante. Mi sorridevano,
tutti, anche lAustero che era sulla cinquantina, ma aveva un sorriso da adolescente, come
accade a volte agli uomini non sposati. Li guardavo, ora luno ora laltro, continuando a
camminare, e non riuscivo a dire niente dalla contentezza. Le due figure sulla sinistra erano
un uomo e una donna, vecchi, portavano anche loro vesti lunghe e ampie, blu scuro, e avevano
forme strane dietro le spalle come ali di libellula modellate con il filo di ferro.
Io sono cinque? E tutti gli uomini lo sono? domandai, per sentire la mia voce.
Chi di pi, chi di meno, disse lAustero.
Avrei voluto toccarli ma avevo paura che al contatto si dissolvessero. La bambina mi
guardava con curiosit, sempre tenendo per mano il vecchio con le finte ali di libellula.
Qui, siediti, disse il Dominante, battendo la mano sui gradini tiepidi di sole. Non devi
aver fretta. Impara ad ascoltare e a prendere nota anche in viaggio. E si sedette alla mia
sinistra. Proprio davanti a me, sulla terra battuta, erano tracciati i disegni dei cerchi e dei coni
dei cieli.
La questione, per voi, sta tutta nel concordare questi disegni tra loro, continu il
Dominante, vedendo che guardavo i disegni. Dai diversi modi di risolvere questa questione
prendono forma tutte le vostre religioni. Gli egizi e i greci ci riuscivano bene. Voi no,
soprattutto perch sentite che in questi disegni racchiuso un grosso potere, come in una
formula magica, e ne avete paura.
Infatti gli egizi e i greci non avevano il diavolo, disse lAustero, che si era seduto a sinistra
del Dominante.
Parla con noi come se fossi nella stanza, mi sussurr il Dominante. Devi abituarti.
Cio (provai a obbedirgli), se il diavolo la paura, vuoi dire che i cristiani hanno pi paura
degli altri?
Il diavolo soprattutto dei cristiani, disse il Dominante. Loro lhanno coltivato e
plasmato nelle sue qualit, il che naturalmente una cosa notevole. Il diavolo come lo si
immagina di solito una delle pochissime figure mitologiche relativamente nuove formatesi
negli ultimi due millenni: per il resto, in mitologia avete continuato a riscoprire terre antiche.
I cristiani lhanno plasmato e si sono per cos dire specializzati nel diavolo, perch di tutte
le religioni il cristianesimo quella che teme maggiormente di venir superata. In un certo
senso la pi consapevole di tutte. Sa di essere inferiore al suo principio, a Ges e alle
Scritture: sa di sapere meno di quel che sanno le Scritture (gli ebrei invece non lo sanno) e ne
ha paura. come nella storia di Prometeo: Prometeo viene appeso al palo per impedirgli di
insegnare agli uomini. Allo stesso modo i cristiani hanno come simbolo Ges crocifisso. Un
corpo crocifisso: un simbolo ben strano, non ti pare?
S, dissi, e intanto mi distraeva la sensazione del mio corpo, l, delle mie gambe poggiate su
quel gradino di pietra chiss dove. Sto perdendo qualche passaggio? domandai. Non ho seguito
bene...
Sta andando tutto benissimo, mi rassicur il Dominante. E prosegu: Ti vostro corpo
davvero una delle ragioni principali della paura del Dio cristiano. Il vostro Dio, sai, in una
situazione difficile; molto pi difficile di quella di Giove. Lavete proclamato Dio unico troppo
presto, quando n Lui n voi eravate ancora pronti a una simile conquista.
*
Lui non si era
ancora formato del tutto, e voi non avevate ancora superato neanche uno dei molti Dei che
avevate allora. Stavate intuendo quella possibilit tanto audace: un Dio unico! E tutta un
tratto avete Voluto realizzarla. E nota bene che neanche gli ebrei lavevano: il loro Dio era
soltanto il pi grande, non pensavano che fosse lunico. Parlo della massa, naturalmente. I pi
sapienti avevano un altro Dio ancora pi grande.
E il nostro corpo preoccupa tanto Dio perch Dio non si ancora formato?
Il vostro Dio unico non basta a dominare tutta la realt, e il vostro corpo soprattutto ci
che gli sfugge. Guarda tu stesso: il vostro Dio non mangia, non dorme, non fa lamore. Non per
nulla il vostro cosiddetto peccato originale riguardava proprio il mangiare qualcosa.

*
* Qui si riferiscono allanno 313, in cui limperatore Costantino avvi una serie di riforme religiose che
portarono, di fatto, allinstaurazione del cristianesimo come religione ufficiale dellImpero romano, fino ad
allora politeista.
In questa parte di voi nel cibo, nel sesso, nel sonno sentite che Dio non c, e cibo,
sesso e sonno sono per voi grandi fonti di angoscia. L cresce nella vostra religione quella
stessa paura che provava Giove al pensiero di perdere il suo posto di sovrano. E la vostra
religione vi mostra un corpo crocifisso, perch del corpo che ha paura.
Gi, pensai, Dio che cosa mangia? Se vivo, perch non mangia? Perch non ci ho mai
pensato?
Ed ecco il vostro diavolo, a impersonare queste paure, continuava il Dominante. Ges
muore, risorge e sale in cielo: ci sale col corpo, certamente, ma voi non ne sapete pi niente di
preciso. E sulla terra i vostri corpi e i bisogni del corpo diventano gli strumenti di lavoro del
diavolo tentatore: della vostra paura al pensiero che quel Dio unico non basta. E voi non
sapete che fare, immaginate un Inferno di fiamme per i corpi dei peccatori. I santi provano a
non mangiare, a non dormire e a non fare lamore, ma evidentemente non serve a gran che.
una situazione molto difficile, come vedi.
E come se ne esce?
I cristiani, dici? Di questo passo ci metteranno ancora qualche secolo, se saranno fortunati.
Ci che continuano a crocifiggere limmagine della loro crescita, che si fermata, invece di
salire fino al cielo; e anche la crescita del loro Dio si fermata. Se fossero cresciuti di pi si
sarebbero incontrati e congiunti davvero, in tutti voi.
Per progredire un po, i cristiani dovrebbero innanzitutto prendersi pi cura del loro Dio
come faceva Mos, quando il suo Dio era giovane. Con un Dio giovane ci vogliono grandi
cautele; non bisogna n dargli ruoli che non ha ancora, n fingere di non accorgersi che tante
cose non pu ancora farle. Il vostro Dio unico il cuore, per voi. Non ancora il resto.
In che senso: il cuore?
Ti ricordi la corrispondenza tra miti e organi? In tutto ci che vi raccontate del Dio unico,
il Dio unico corrisponde al vostro cuore.
Il cuore, nel vostro corpo, lorgano che capta lenergia cosmica, le tante forze cosmiche
che non potete capire e non capirete mai, neanche dopo mille reincarnazioni, perch ci che in
voi capisce e ricorda non fatto in modo da contenere questo genere di informazioni. Da
queste forze traete la vita: passano attraverso il vostro cuore, e il vostro cuore un canale e
un riduttore, diciamo cos, che trasmette quelle forze vitali al vostro corpo, alla mente e a tutto
ci che siete, sotto forma di energie fisiche e psichiche e via dicendo. Tutti sanno che il cuore
pulsa, no?
S.
E lunico organo del vostro corpo che ha il battito, il ritmo. Quel ritmo il suo captare
energia. Lenergia cosmica suono, ritmo. E quando parlate del vostro Dio unico, state
parlando del vostro modo di captare quellenergia. Cio del cuore.
Provavo un senso di vertigine.
Per fare qualsiasi cosa, anche soltanto per respirare, continuava il Dominante, avete
bisogno di quellenergia: di quel ritmo che attraverso il sangue arriva in tutto il corpo. Il cuore
un po come le dinamo sulle montagne: le dinamo le avete inventate proprio prendendo a
modello il cuore senza accorgervene, naturalmente.
E lo stesso il vostro Dio unico. il vostro canale e il vostro riduttore di energia.
E un Dio unico pi adulto, diciamo, pi formato, dovrebbe essere tale da corrispondere a tutto
il corpo, a tutti gli organi tutti insieme?
Certo. Siete ancora ben lontani, non pare anche a te? Inoltre accade questo: il vostro cuore,
se potesse funzionare normalmente, tranquillamente, capterebbe quantit di energia
incommensurabilmente pi grandi di quelle che capta ora. Vi farebbe vivere per centinaia di
anni. Ma voi lo limitate e lasciate che ve lo limitino in tutti i modi possibili: vi lasciate
offendere, ferire, ostacolare, bloccare, vi ostacolate e vi bloccate voi stessi crudelmente. Ed
inevitabile che anche il vostro Dio unico ne risenta, e la sua crescita ne tanto pi frenata. Cos
stanno le cose.
Ricordi quando parlavamo del destino? Ti avevo detto che il destino tutto ci a cui voi
date il permesso di accadere: questo permesso lo date appunto attraverso il cuore. Dunque
non con la volont?
Non con la volont del vostro piccolo io. Dipende tutto dal cuore: dove il vostro cuore non
giunge, non potete giungere in nessun modo, con il vostro piccolo io. Questo ci che
chiamate coraggio. Sai cos il coraggio?
Penso di s.
Probabilmente no. Disegna un cuore.

Disegnai un cuore sul pavimento della stanza, e il Dominante vi aggiunse dei puntini
tuttintorno.
Questo il vostro cuore com di solito. Ogni volta che scoprite, fate o sentite
intensamente qualcosa di nuovo e di pi grande, il battito del vostro cuore si amplia. Il cuore
cresce, e crescete anche voi e tutta la vostra esistenza cresce, Ma avete queste schegge
tuttintorno, queste spine.
I puntini l?
S. Sono schegge di vecchie ferite, tanto vecchie che per lo pi non potete neppure
ricordare chi ve le ha fatte e quando. Come punte di freccia che si sono spezzate e sono
rimaste l. Una ferita, magari, lavete avuta una notte che piangevate nella culla e nessuno vi
sentiva. Unaltra, lavete avuta un giorno che, a tre anni di et, vi sentivate tristi e avreste
avuto bisogno di carezze, e invece una qualche zia vi ha trattato male perch era nervosa.
Unaltra ancora stata quando un amichetto ti ha soffiato una fidanzatina, allasilo. Ferite cos.
Tutti ne avete molte, e rimarranno l per sempre. E tutte le volte che il cuore cerca di
ampliarsi, sente quelle schegge, che pungono. E il cuore dei pi smette di crescere l: non sa
cos quel dolore di spine, non pu ricordarlo, e non cresce pi. L si ferma il coraggio.
E cos anche per il Dio unico?
Per i pi, s.
Perci Ges aveva una corona di spine in testa, quando lo stavano uccidendo, disse
lAustero. Perch voleva far capire che c un Dio pi grande. ma la gente che lo stava
uccidendo o lo lasciava uccidere aveva quelle spine intorno al cuore e attorno alla loro idea
di Dio. E per quelle spine lo uccidevano. E la gente ne ha ancora, esattamente come allora.
8
E come se ne esce? domandai di nuovo.
Qualche spina la superate con il sentimento Con lamore, con lodio: qualsiasi sentimento
che diventi pi forte di quel pungente dolore, per il tempo necessario a frantumare qualche
spina. Ma non basta. Togliere quelle spine non potete: non basterebbe una vita intera per
rintracciarle tutte, figuriamoci per estrarle. E fare a meno del vostro Dio unico sarebbe
impossibile: c, come c il vostro cuore; ed com, e dovete tenerne conto.
Cos, dovete per forza aiutarlo. A crescere. Con quel Dio unico siete davvero dei Mos, tutti
quanti: Mos aveva trovato il suo Yahwh abbandonato nel deserto, dimenticato da tutti. Era
un Dio troppo piccolo, un cuore troppo piccolo e Mos lha adottato, lha allevato, lha educato
a un maggiore coraggio. Mos era egiziano, conosceva e aveva molti Dei: conosceva e sapeva
interpretare molte storie di Dei, molta anatomia mitica. Con questa sua sapienza ha aiutato il
Dio unico e il cuore a crescere meglio. pi o meno quello che dovreste fare anche voi.
Cio? In che modo precisamente?
Nelluomo c una parte fertile, che cresce e lo fa crescere sempre, e sono le storie. Mos
per far crescere il suo Dio e il cuore ha scritto storie di uomini e di Dei: la Genesi, lEsodo.
Quello il modo. E anche voi nelle storie potete crescere splendidamente: come gli alberi,
affondando sempre pi gi le radici. nelle radici che gli alberi crescono, no?
Questultima cosa la capii subito molto bene: immaginai un albero che cresce nelle radici. Di
solito si pensa che lalbero cresca verso lalto, ma in realt cresce soprattutto verso il basso,
nel buio della terra dove trae il suo nutrimento, e la crescita dei rami e del fogliame un po
come la coda dellalbero. Cos anche noi cresciamo affondando le radici nella parte oscura del
quadrante. Ma perch proprio con le storie?
Innanzitutto, perch le vostre storie sono tutte connesse con il Corpo maggiore, rispose il
Dominante. Se una storia rimane nei secoli perch bella, e se qualcosa bello ha
sicuramente a che fare con il vostro Corpo maggiore.
La bellezza un modo che abbiamo di percepirlo?
un modo di lasciarlo agire.
In secondo luogo, tra le cose che conoscete le storie sono ci che somiglia di pi alla vostra
crescita e alla promessa che cerchi tu, disse il Dominante. Voi come fate a crescere? Lasciate
che il vostro corpo e le vostre capacit si sviluppino, non le intralciate. Cos avviene anche con
le vostre storie: non siete voi a inventarle, lasciate che prendano forma, e tutto ci che dovete
fare quando le componete o le raccontate non intralciarle, non rovinarle. Non cos che fate
con le storie? Questo un ottimo modo di crescere, e di far crescere il vostro cuore e il vostro
Dio unico.
Vuoi dire che per crescere dobbiamo formare storie nuove?
Non esistono storie nuove. Non esiste il tempo come lo intendi tu. Lasciate che prendano
veramente forma le vostre storie: che vi rispecchino. Le storie crescono e trovano la loro
forma proprio come voi, scendendo sempre pi nel buio. Per voi il buio la parte oscura del
quadrante, quando usate il quadrante per raffigurarvi. Nelle storie, il materiale che usate il
tempo: e il buio in cui crescono le storie il passato. Le storie crescono verso il passato. E
anche gli Dei. E anche voi. Nel senso che le storie e gli Dei ci vengono dal passato?... Stavo per
domandarlo, quando mi accorsi che non vedevo pi nulla: ero ancora nella stanza tonda. E i
loro volti, e i gradini e il sole al tramonto erano un ricordo che si perdeva rapidamente, gi
lontano, come il ricordo di un sogno.
Perch? domandai. Quando sparito tutto?
Ci vuole un po di pratica, nel viaggiare, disse il Dominante. Ti sei perso quasi subito. La
prossima volta andr meglio. Continua a prendere nota, intanto.
IX
Seguito del precedente. Come si cresce nelle storie a ritroso.
Il mondo intermedio. Pollicino. E Babbo Natale
Cosa stavi per domandare? Il Dominante riprese tranquillamente la conversazione.
Le storie che crescono allindietro... E perch vengono dal passato, e si nutrono del passato?
No no. Crescono proprio verso il passato, si formano a ritroso. Voi non ve ne accorgete
mai.
E come?
Per esempio: la vostra storia pi famosa dice che allinizio il Dio creatore cre il mondo e
gli uomini, e poi avvennero tutte le varie vicende, il serpente nellEden, il Diluvio, la Torre di
Babele, poi Abramo, Giacobbe e cos via, fino a quando Mos incontr il Dio creatore nel
deserto e ne raccont la storia. Cos la raccontate voi.
Invece and in un altro modo: Mos incontr un Dio nel deserto, incominci a capire
questo Dio e a pensarci, e quanto pi ci pensava, tanto pi prendeva forma questo Dio, e
cresceva, e crebbe talmente da diventare il creatore di tutto il mondo, il che allinizio non era
ancora, quando Mos laveva incontrato nel deserto. Cos succede nelle storie. Hai capito?
Cio bisogna capovolgerle, in un certo senso...
Voi potete percorrere il tempo in tutte le direzioni che volete, nelle storie come nella
realt. E solo per paura che non lo fate. Perci non vi accorgete di come prendono forma le
storie, e le ascoltate e non capite. Ma molto semplice, ascolta: se Mos avesse incontrato un
altro Dio e ci avesse pensato altrettanto, questaltro Dio sarebbe diventato il Dio creatore.
Cos, la vostra storia pi famosa vi narra che luomo a dar forma e senso al suo Dio, e a tutto
il suo mondo, attraverso quel Dio. Ma voi non lo sapete e credete diversamente, perch questo
vi fa paura. chiaro, adesso?
E il seguito di quella vostra storia tanto famosa, continu il Dominante, vi dice che Ges
era un uomo,, ma era figlio di Dio; e che scont i peccati del mondo e Dio lasci che venisse
ucciso per la salvezza dellumanit. Cos la raccontate voi, e vi sforzate di crederci anche se
non ha nessun senso.
Invece la storia cresce in un altro modo. Ogni uomo sconta i peccati degli altri uomini,
perch ne subisce le conseguenze; ma ogni uomo pu fare a meno di ripetere i peccati degli
altri, se si accorge che sono peccati. Ges pens molto a questo fatto, cap che per
accorgersene occorreva un punto di vista pi alto, e insegn agli uomini a far crescere se
stessi proprio cos come Mos aveva fatto crescere il suo Dio. Prendetevi Dio come padre,
spieg, cambiate la vostra storia a ritroso, cambiandone le origini pi remote: chi pu
impedirvelo? E prendete da Dio, come ogni figlio prende dal padre.
Questo pensiero spavent talmente la gente, che finirono per uccidere Ges; e siccome
ancor oggi vi fa molta paura, preferite credere che soltanto Ges stato figlio di Dio, e ha
scontato i peccati del mondo e Dio lha lasciato uccidere per salvarvi.
Perch se ne ha tanta paura? Paura di cosa?
Paura che se luomo pu diventare figlio di Dio, poi possa diventare anche qualcosa di pi
ancora.
Ma questo precisamente ci che deve succedere, disse lAustero, e poco importa che
ne abbiate tanta paura.
E come si fa a imparare da Dio Padre? Noi non capiamo cos . Se uno ci crede, crede in
qualcosa che non capisce, oppure crede in qualcosa che gli hanno insegnato altri uomini, e non
Dio Padre...
Strambo ragionamento, rispose il Dominante. Perch pensi cos? Voi imparate sempre le
cose che non capite ancora, e solo dopo che le avete imparate riuscite a capirle. Cos anche
con il vostro Dio Padre. Il credere non centra nulla: si tratta soltanto di imparare. Chiunque sa
cosa vuol dire Dio, e da ci che chiama Dio pu imparare, come un figlio da un padre. Che c
di strano?
Anche riguardo alle storie, continu. Voi fate tanta fatica a capire come crescono le
storie perch avete questa brutta vecchia tendenza a sostituire il credere al capire. Ci che
chiamate credere laspetto peggiore delle vostre religioni.
Esprime quel che avete davvero di pi brutto: la vostra incapacit di cambiare idea e la
voglia di aver ragione a tutti i costi. Questo lo si pu fare soltanto con le cose che non si
vogliono capire. E vi ha sempre causato un sacco di guai.
Certo.
Ha troncato le radici della vostra crescita; e solo le vostre storie hanno continuato a
crescere: a esplorare il vostro mondo intermedio. Un po come i corsari e i pirati che andavano
in giro per gli oceani, mentre le navi con le bandiere dei re seguivano le rotte consuete.
Che cos il mondo intermedio?
La distanza tra voi e tutto il resto. Quando il vostro piccolo io si muove e cresce, si accorge
che intorno a lui c uno spazio immenso, distanze immense da percorrere; quando raggiunge
qualcosa di nuovo, la distanza che ha percorso diventa conoscenza, carta geografica: mentre
tutte le distanze che il vostro piccolo io ha intuito ma non ha ancora percorso sono il mondo
intermedio, e quello il mondo delle storie. un gran bel posto. Non ha confini: non soltanto
si estende allinfinito, ma in ogni sua regione pu scomparire e ampliarsi a seconda delle
distanze che riuscite a percorrere. Quando ne percorrete un tratto, l il mondo intermedio
scompare: non c pi, diventa semplicemente mondo vostro. Ma in compenso, ogni volta che
ne percorrete un tratto il mondo intermedio diventa pi grande tuttintorno: scoprite
continuamente che avete uninfinit di altre cose da scoprire. Questo il mondo intermedio, e
qui abitiamo noi.
Cio voi siete i nostri corsari?
Le storie sono i vostri corsari e vanno e vengono nel mondo, intermedio. Noi abitiamo qui:
in ogni vostra distanza.
Quindi ,voi le conoscete gi, tutte queste distanze?
S, e pian piano te le insegniamo, soprattutto attraverso le storie.
Ma se avete detto che le storie crescono nel passato, vuoi dire che anche il mondo intermedio
nel passato: come pu essere la distanza intermedia tra noi e ci che saremo in futuro?
tutto quanto passato, caro mio, rise il Dominante, e tutto cresce nel passato. Non hai
idea di quanta parte dite stesso sia fatta di storie che crescono nel passato: e le storie sono
lunico modo che hai di esplorarla e di scoprirla! Stavo parlando molto seriamente, quando ti
ho detto che i miti antichi descrivono la vostra anatomia, aggiunse.
Scrissi questa frase e la rilessi, confuso.
Perci tanto importante che tu capisca come crescono le storie; vedi? soggiunse il
Dominante, mentre rileggevo.
Questo vale per tutte le storie o soltanto per le storie sacre? In tutte le storie c la crescita a
ritroso e c un credere che impedisce di capire?
In tutte quelle che vale la pena di ascoltare.
Anche, poniamo, nella storia di Pollicino?
Altroch. Pollicino la storia di ci che c di pi importante in voi. Puoi dargli tanti nomi:
la vostra sapienza, il vostro coraggio, il vostro Corpo maggiore, o addirittura il vostro mondo
intermedio... In ogni caso, ci che c di pi importante in voi. Nelle fiabe sempre cos: ci
che appare pi piccolo, appare piccolo come appaiono piccole le stelle, che invece sono molto
grandi, viste da vicino. Ma dalle cose grandi voi preferite tenervi lontani, in particolare quando
vi riguardano direttamente. Questo il significato di tutto ci che appare piccolo nelle fiabe.
Grazie.
Di cosa?
Di tutte queste cose.
la prima volta che dici grazie, e qui da noi non sta bene. Ricorda: qui da noi si ringrazia
soltanto con lo sguardo. Hai sempre ringraziato come si deve, finora, con lo sguardo; non
cominciare con le goffaggini.
Dicevamo di Pollicino. La fiaba racconta che i genitori di Pollicino cio voi cercate di
spaventano a morte, di distruggerlo, perch temete di non avere i mezzi per mantenerlo. Gli
trasformate il mondo in un posto orribile, lo spedite in una foresta terrificante, in cui vorreste
che sparisse per sempre. Ma lui pian piano ritrova sempre la strada, e ritorna a casa dai suoi
genitori. E la fine della storia uguale allinizio, e si ripete continuamente.
E i fratelli di Pollicino, che si perdono con lui e che lo seguono?
una cosa che ti ho gi spiegato: il Corpo maggiore e tutto ci che c di grande in voi
troppo grande perch possa identificarsi con una persona sola. sempre tanti. E anche voi,
quanto pi imparate a scoprire il vostro Corpo maggiore, tanti pi fratelli vi accorgete di
avere.
Sono pi che fratelli, disse lAustero. Siete voi stessi in tanti.
Come faccio a imparare questo modo di spiegare le storie?
Non puoi imparano, lo sai gi. E come quando hai risolto lindovinello. Anche le storie sono
indovinelli: sono fatte a specchio, come tutti gli indovinelli, e servono a farvi vedere voi stessi
come vi vedreste dallAldil. E cos che si cresce. Qual era la risposta allindovinello della
Sfinge?
Luomo.
Anche nelle storie la risposta sempre: luomo, voi stessi. Impara a guardarti, e impari a
spiegare le storie.
Cera una fiaba in cui il diavolo faceva il fabbricante di specchi, dissi tra me, dai miei ricordi
dinfanzia.
S, La Regina delle Nevi di Andersen. Anche il fatto che voi raccontiate i miti e le fiabe ai
bambini dipende sempre da quella distanza che fa apparire piccolo ci che molto grande.
Cio anche i bambini sono molto grandi e ci appaiono piccoli perch noi ne siamo lontani?
Precisamente. E voi, inconsapevolmente e irresistibilmente, intuite che anche le vostre
fiabe sono troppo grandi per voi e che solo i bambini potrebbero spiegarvele, e perci le
raccontate a loro. Ma purtroppo non funziona, per voi: i bambini sono tra il Quinto e il Sesto
Cielo, e voi da adulti siete quasi tutti nel Primo. Non riuscite ad ascoltarli. A meno che non
procediate anche voi a ritroso, ridiventando bambini.
Ricominciando a credere a Babbo Natale e cos via?
I bambini non ci credono, a Babbo Natale: capiscono cos. Voi non lo capite pi, e per
paura non riuscite neanche a crederci: e lo camuffate, come un vecchio pagliaccio, per non
vedere cos e chi . Per non accorgervi che il diavolo.
Babbo Natale il diavolo? E un vostro modo di camuffarlo, di porre una distanza tra voi e
lui; cos lo spingete nel mondo intermedio e diventa una storia da interpretare. Qualcuno si
camuffato: ecco tutta la sua storia. Una finta barba bianca, troppo grande e troppo bianca:
serve soltanto a nascondergli il volto. Il cappuccio e gli stivaloni, che nascondono ci che le
sue renne mettono cos bene in evidenza: corna e zoccoli... Davvero non te ne sei mai accorto?
Babbo Natale il diavolo che gira di notte con i suoi doni, perch la parte oscura porta
sempre doni, ricordi?
E, come sempre, lavora per farvi crescere. Fa crescere i vostri bambini, insegnandogli la
cosa pi utile di tutte, i desideri: il coraggio di esprimere i propri desideri e di aspettare, di
sapere che si realizzeranno! Non c esercizio che faccia crescere meglio, a parte le storie; ma
un desiderio e una storia sono quasi la stessa cosa, non trovi?
Poi, quando smettete di crescere li chiamate tentazioni, quei desideri, e rovinate in tutti i
modi possibili questesercizio tanto prezioso per non crescere pi. Ma leffetto rimane lo
stesso: anche per voi le tentazioni del diavolo sono specchi, per farvi crescere, anche se voi ci
aggiungete i sensi di colpa, per camuffarle... per spingerle nel mondo intermedio, da cui
comunque ritornano sempre, come Pollicino.
X
Non indurci in tentazione. Leredit ostile.
La stanza di Barbabl. Il principio di rotazione.
Biancaneve
La notte seguente tornammo sullargomento.
In che senso camuffiamo le tentazioni con i nostri sensi di colpa?
Nel solito senso, disse il Dominante, non volete vederle per ci che sono. Se fossero
soltanto desideri, vi darebbero la misura della vostra voglia di diverso: vi indicherebbero le
direzioni della vostra crescita - perch chi desidera cresce, e chi cresce desidera, una legge
assoluta, questa.
Ma voi avete imparato a temere superstiziosamente il diverso, e camuffate una quantit di
vostri desideri chiamandoli tentazioni. Non per questo cessano di esistere: solo, le indicazioni
che vi danno diventano un po pi emozionanti, un po pi simili a storie davventura.
Di fatto, sulla vostra conoscenza le tentazioni hanno lo stesso effetto che hanno su dite i
nostri viaggi qui. Nella tentazione il diavolo come se vi dicesse: Ecco, uomo, vedi a cosa stai
pensando? A qualcosa di diverso da ci che ti sembra giusto e onesto. Ora vedremo se ci che
ti sembra giusto e onesto abbastanza solido, o se pi forte ci che diverso.
Cos con la tentazione hai due punti di vista, mentre senza la tentazione ne hai uno solo. La
stessa cosa facciamo noi nei viaggi.
Cio, compito del diavolo saggiare la forza di un sistema religioso, pi che la forza morale
degli uomini?
La forza morale degli uomini! disse il Dominante. Che modo presuntuoso di definire la
vostra ansia di obbedire a ci che vuole la maggioranza. Forza morale proprio la parola
sbagliata: inerzia morale andrebbe meglio, connivenza morale... Invece, compito del diavolo
farvi vedere le cose da due punti di vista e compito vostro sarebbe non identificarvi n
con luno n con laltro. Cos si impara a crescere, dalle tentazioni. Ma voi pensate che il
diavolo ce labbia con voi; ed chiaro che, se qualcuno ti dice una cosa, c una bella differenza
se lo credi un essere malvagio pi astuto dite, o se lo credi un maestro che sta insegnandoti
qualcosa dimportante. Non ti pare?
E si impara che cosa, precisamente?
Lunica cosa che potete imparare: voi stessi, la vostra gioia, come la chiama il Vangelo.
Ges durante lultima cena dice: Chiedete e otterrete, perch la vostra gioia sia resa piena
(Vangelo di Giovanni 16, 24).
Ecco. La vostra gioia scoprire cosa siete, come siete, come capite e sta pur certo che
sar sempre qualcosa di diverso da ci che credevate. Non per nulla Ges spiega che il miglior
modo di scoprirlo sono i desideri, lenergia del cuore: Chiedete! Chiedete ci che volete! Lo
ripete diverse volte di seguito
*
. Cercate la gioia: fate agire il cuore, non soltanto la mente... E

*
Vangelo di Giovanni 14,13; 15,7; 15, 16; 16, 23, ecc. V. la nota I desideri e lio pi grande, a p. 300
voi avete sempre paura: quando vi viene in mente di desiderare e di chiedere, nove volte su
dieci vi spaventate, pensate: Ecco, sto desiderando, il Tentatore vuole che io mi smarrisca nel
mio egoismo. Invece sta soltanto aiutandovi a fare quello che vi insegnava Ges.
E il resto io sai. Quello che imparate chiedendo molto pi importante di quello che
imparate ottenendo; e la realizzazione di un desiderio solo la conseguenza delle scoperte
che avete fatto chiedendo sul serio: di quanto siete cresciuti, chiedendo sui serio.
E allora non indurci in tentazione, che cosa vuoi dire? Perch lo si dice a Dio e non ai
diavolo?
Vuoi dire: non farci scambiare per tentazioni malvagie gii insegnamenti dei chiedere,
liberaci dalla nostra voglia di condannarci sempre. Non dice cos?
Rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
E non ci indurre in tentazione ma liberaci dai male.
Il Padre nostro dice cos. Voi, per lo pi, quando recitate questa preghiera calcate sulle
parole i nostri debitori e liberaci dal male. Cio rimanete sempre convinti che sia Dio a
obbligarvi a giudicare gli altri e a condannare voi stessi. Cos stimolate il vostro senso di colpa.
Invece vedi: rimettere ai debitori, liberarli dai loro debiti, dipende solo da voi. Il senso di
colpa siete voi che ce lo mettete; e tocca a voi toglierlo.
No, un momento. L parla dei nostri debitori, di chi in colpa verso di noi. Invece il senso di
colpa riguarda le nostre colpe: non possiamo togliercelo da soli.
Non c nessuna differenza. Perdonare e perdonarsi sono proprio la stessa cosa. Rifletti.
Voi ne avete talmente tante, di cose da perdonare: i padri, i nonni, le generazioni passate
hanno commesso una quantit di colpe che tocca a voi pagare. Guerre, disastri, ingiustizie di
tutti i generi, che hanno guastato il mondo in cui nascete e guastano tutta la vostra vita. Loro
sono i vostri debitori e il vostro vero peccato originale.
*
E le colpe vostre sono pressoch

*
Il peccato originale, secondo linterpretazione pi consueta, fu latto misteriosamente sessuale che Adamo e la
prima donna compirono nel Paradiso terrestre. In realt, questo episodio della Bibbia non ha alcun rapporto con
la sessualit: ladam, nel testo biblico, lumanit intera, mentre laisha, la compagna che compare
allumanit nellEden, non affatto la prima donna bens la parte femminile, lanima dellio umano, che guida
lumanit nella conoscenza della realt terrena e celeste (del Bene e del Male). Cfr. La creazione delluniverso,
Sperling & Kupfer, Milano 1999, p. 43.
sempre imitazioni di quelle colpe: lezioni che vi hanno insegnato quando eravate troppo
piccoli per rifiutarvi di imparare. Voi le ripetete e le insegnate ad altri dopo di voi e avete
molti modi di insegnare: anche semplicemente col modo di muovervi, col tono di voce riuscite
a imprimere in chi pi piccolo di voi le colpe che il mondo ha insegnato a voi. un modo che
il vostro mondo ha di difendere se stesso, di restare com, il pi a lungo possibile. Cos, se
perdonate quelle colpe e ve le lasciate alle spalle, perdonate e liberate anche voi stessi; e
viceversa. tutt uno.
leredit ostile, disse lAustero. E recit, lento:
La mia eredit divenuta per me
come un leone nella foresta.
Ha ruggito contro di me.
Perci ho cominciato a odiarla.
*

Che la vostra eredit vi ruggisca contro una grande fortuna, disse lAustero, cos ci
mettete meno tempo a imparare a esserne liberi. Mentre tenervi quell eredit significa
incatenarvi il cuore e gli occhi.
La maggior parte della gente si lascia divorare da quelleredit e da quell odio al tempo
stesso, aggiunse il Dominante. Invece perdonare talmente semplice! Vi lasciate alle spalle
tutto il vostro senso di colpa e cominciate a scoprire ci che siete davvero, ascoltando i vostri
desideri: quello che desiderate davvero.
E anche le tentazioni sono un prodotto di quelleredit? Voglio dire: se un desiderio ci sembra
una tentazione perch contrasta con quello che ci hanno insegnato, con il Cielo dei padri, dei
nonni e cos via?
No, questo soltanto un altro modo di lasciarvi divorare dalla vostra eredit, disse il
Dominante. Te lho detto, non c bisogno di incolpare nessuno. I padroni della tentazione
siete soltanto voi stessi: la vostra presunzione di voler abitare soltanto nella parte pi alta
del quadrante. Cos vi circondate duna quantit di stanze di Barbabl, piene di buio e di
terrori che vi terrorizzano solo perch non avete il coraggio di entrarci e di accendere la
luce.

*
Geremia 12, 8.
Ma se i quelle stanze c davvero qualcosa che non vogliamo vedere di noi stessi, qualcosa di
noi che ci ripugna?
Sai com la fiaba di Barbabl. La bella fanciulla lo sposa, e lui le dice: Sei padrona di tutto
il mio castello, ma non entrare mai in quella certa stanza.
Ti ricorda niente?
Lalbero della conoscenza.
Certamente: lalbero della conoscenza del bene e del male.
Tu potrai mangiare i frutti di tutti gli alberi del giardino, ma dellalbero della conoscenza
del bene e del male non devi mangiare i frutti, perch se ne mangi morirai certamente.
*

Anche questa una storia del Dio supremo? Sono tutte intrecciate tra loro, le storie.
Sono tutte storie di specchi, disse il Dominante. E nella Bibbia come continua, questa
storia?
Gli uomini mangiano il frutto di quellalbero, e il Dio Yahwh va a lamentarsi dagli altri Dei
supremi: Ecco, luomo diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male!...


Il segreto principale di quella stanza di Barbabl che si tratta di una stanza di passaggio:
un corridoio che porta in altre ali del castello, e nei giardini, e fuori nel mondo intero.
il principio di rotazione, disse lAustero.
cos, guarda, e il Dominante tracci questo disegno:

*
Genesi 2, 16

Genesi 3, 22

Questo di nuovo il vostro campo visivo, pi in dettaglio. E la crescita della vostra
conoscenza: che si allarga dal centro, un po come gli anelli nel tronco delle piante, ma a
spirale. Vedi? e il Dominante continu a tracciare lentamente la spirale che si allargava dal
centro.
Le parti chiare del cerchio rappresentano le vostre scoperte pi grandi, le conoscenze pi
luminose; e le parti scure sono quelle che dovete per forza attraversare, per salire verso la
luce.
Il diavolo, le paure?
S. E il principio di rotazione che non potete salire direttamente verso la luce, ma soltanto
cos, a spirale. A un certo punto incontri quelle parti buie, basse: se non le vuoi vedere, ti fermi
l e non sali pi. Quelle sono le stanze di Barbabl. Se invece le attraversi, la tua spirale
continua ad allargarsi anche verso lalto, verso le conoscenze superiori. E molto semplice.
E pi si va in alto e pi ci si accorge di quelle parti scure, notai, guardando il disegno.
E meno paura ne hai, e pi rapidamente sali. Il segreto che le parti buie e le parti di luce
sono tuttuno; il principio di rotazione soltanto una metafora.
Quellultima frase pass alta sopra di me, troppo in alto mi parve perch potessi
sperare di afferrarla.
E perch la sposa di Barbabl muore, se Barbabl un immagine del Dio supremo?
domandai. Il Dio supremo uccide?
Vi schiaccia, s. Barbabl limmagine che avete del Dio supremo quando non vi fidate di
voi stessi. Con unimmagine del genere, non vi resta gran che da fare nel mondo, se non
obbedire o morire. Lo dice anche il vostro Dio Yahwh: se conosci muori. Ma poi la storia
continua, no?
Dopo la morte?
Tutto continua. Anche le storie sono tutte intrecciate fra loro, nel mondo intermedio, e si
rispecchiano luna nellaltra, e sfociano continuamente luna nellaltra: la storia di Prometeo
nella storia di Barbabl, e la storia di Barbabl in quella di Biancaneve, che risale di nuovo alla
storia dellalbero della conoscenza. Lhai mai ascoltata bene, la storia di Biancaneve?
Biancaneve
Com che la raccontate voi? La Regina matrigna guard nello specchio... Il Dominante si
ferm, fingendo di ricordare vagamente: E specchio specchio, disse la Regina matrigna, chi
la pi bella del reame?
Specchio specchio delle mie brame, corresse I Austero, pensoso.
Una domanda a uno specchio un indovinello, naturalmente, prosegu il Dominante, e qual
la risposta a tutti gli indovinelli sul confine?
Luomo?
Luomo, infatti. Nella storia di Biancaneve la Regina matrigna ancor sempre
unimmagine del vostro Dio supremo: e guarda il suo specchio cio il mondo in cui lui Dio
supremo e vede che il punto pi importante del reame luomo. Saperlo vi spaventa, e
perci immaginate che anche il Dio delle vostre religioni si spaventi, quando si sente dire cos
dallo specchio.
E il reame luniverso?
S. Luomo pi importante degli Dei, e il Dio delle vostre religioni capisce subito che cosa
significhi questo. Significa che gli Dei, tutti gli Dei si innamoreranno delluomo, lo
brameranno...
Specchio specchio delle mie brame, conferm lAustero. Cercheranno di dominano in
qualche modo, come si vuoi dominare chi si brama, proseguiva il Dominante, e luomo dal
canto suo potr scegliere tra gli Dei quello che pi gli piace. Cos per voi, davvero.
Perci la fiaba dice che la Regina era matrigna e non madre di Biancaneve: perch il Dio
delle vostre religioni, quale che sia, diventa un sovrano precario se luomo il punto pi
importante delluniverso. Diventa solo un reggente, temporaneo!: sempre a rischio che voi ne
troviate un altro, o che crescendo cominciate a regnare voi stessi.
Quel Dio dunque si allarma, nella fiaba. E che pu fare? Eliminare ci che dice lo specchio?
E come? Non si pu eliminare la risposta giusta di un indovinello. La si pu soltanto
allontanare, spostare.
E cos avviene: il Dio supremo, il Dio delle vostre religioni, vi sposta e vi manda a vivere in
una foresta, dove non vedete n il cielo n il vostro mondo cos com. Nella realt, sono le
vostre religioni a fan questo, in omaggio alloro Dio... Ela foresta cos?
Cos?
Sono i vostri Cieli, il vostro Aldiqua, in cui sapete tanto poco di voi, ma in cui,
inevitabilmente, crescete. E l ci sono i sette nani, che si prendono cura di Biancaneve.
I nani sono i sette Cieli! esclamai quasi.
I -nani sono tante cose. Sono i sette Cieli e uno muto, infatti: il Settimo Cielo, che,
visto dalla foresta, non vi dice niente che possiate capire.
Mentre prendevo appunti cominciai a ridere, dallo stupore. Biancaneve!
Poi, come sai gi, nelle fiabe tutto ci che piccolo appare piccolo soltanto perch
lontano: cos anche qui, i sette nani sono innanzitutto limmagine del vostro modo di
percepire ci che pi in alto enormemente pi lontano. A ciascuno di quei sette nani
corrispondono gerarchie di esseri superiori, pi alti del vostro Dio, ma ancora presto per
parlarti di questo. Tu sei ancora nel profondo della foresta. Poi, in parte, i sette nani siamo
anche noi, ma soltanto in parte e per vie traverse, diciamo.
Ah, veramente la fiaba pi bella di tutte, non si trattenne lAustero. Pensa, chi lha
composta stava per essere bruciato sul rogo: e la scrisse in prigione, negli ultimi giorni. Lo
bruciarono perch aveva insegnato queste stesse cose dotta- mente ai dotti, ma quella sua
fiaba viene raccontata da secoli a tutti i bambini. Non fantastico?
E la Regina matrigna, continu il Dominante domanda ancora allo specchio: Chi
adesso la pi bella del reame?, cio adesso che luomo rinchiuso nel suo Aldiqua. Ma la
risposta sempre la stessa: il punto pi importante del reame sar sempre e comunque
luomo. Allora la Regina tenta di nuovo di rovinare la vostra Biancaneve, e mette il veleno
nella mela.
La mela rappresenta il frutto dellalbero della conoscenza?
S. Nella fiaba il senso che il vostro Dio supremo e le sue religioni fanno in modo che la
conoscenza giunga a voi soltanto avvelenata: soltanto sotto forma di tentazione. un altro
modo di descrivere il principio di rotazione.
Cio, bisogna affrontare quel veleno per andare oltre, per salire pi su?
S. E Biancaneve muore, avvelenata. Ma ricordi com? Muore e non muore: una morte
che non cambia nulla del suo aspetto, ma lei questo non lo sa. Per Biancaneve proprio la
morte, e non c pi nulla: un lungo sonno, in una bara di cristallo, e intorno ha soltanto quelle
pareti di cristallo, che rispecchiano solo il suo volto...
Cio, nelle cose che ci sembrano tentazioni vediamo noi stessi: questo il senso?
Voi vedete soltanto voi stessi, sempre: in fondo a una foresta, chiusi nella bara delle vostre
piccole conoscenze e delle vostre certezze, con gli occhi immobilizzati da quel veleno, vi
guardate intorno a occhi chiusi e vedete soltanto voi stessi. E anche se apriste gli occhi, non
potreste toccare n sentire niente al di l del cristallo che vi rispecchia da ogni parte. Questo
il vostro piccolo io.
Tacque per un istante.
E poi ecco: un bacio, riprese. Biancaneve apre gli occhi, e invece del cristallo vede il
principe azzurro.
Chi il principe azzurro?
Il vostro Corpo maggiore.
E laltro, il Dio supremo che fa?
Non c pi.
Come non c pi?
Quel Dio supremo non c pi. Gli Dei sono un vostro organo: se voi crescete e cambiate,
cambiano e crescono con voi. Finch siete la piccola Biancaneve, il vostro Dio supremo la
matrigna, o Barbabl, o Yahwh che vi proibisce le cose.
Quando crescete un po di pi, diventa il vostro Padre. Come dice il primo indovinello del
Padre nostro?
Padre nostro, che sei nei cieli...
un indovinello?
Certo. E significa: Tu che sei nostro Padre, immagine di ci che saremo da grandi.
Non capisco. E difficile da capire?
Che c da capire? Un padre un padre. Non potete restare piccini per sempre: prima o poi
diventate come pap. Voi cercate in tutti i modi di tenere le distanze, immaginando di avere
tanti difetti e limitazioni che vi distinguono dagli Dei. Ma siete loro figli: e crescete, ed
ereditate.
Scossi il capo.
Dico sul serio, sorrise il Dominante.
E voi? Voi avete gi ereditato?
Gli Dei sono un vostro modo di capire. Come le parole, o come i cinque sensi, o la mente.
Noi abbiamo altri modi.
Quali? domandai, proprio mentre lAustero diceva: Adesso domander: Quali?
ancora presto per te, rispose il Dominante. Impara a viaggiare, prima. Devi imparare a
scrivere durante i viaggi senza smettere di vedere, a progettare i viaggi e un paio di cosette
ancora. Impara a sentire il viaggio come una storia. Ti far molto bene, vedrai.
XI
Nella foresta.
Lapparato circolatorio del Corpo maggiore.
LInferno e la paura delle responsabilit.
I tab sul male e i tab sul bene.
Ges, quando discese allInferno
Cominciammo a fare almeno un viaggio alla settimana, perch imparassi. La partenza
avveniva sempre allo stesso modo: dovevo immaginare di chinarmi a raccogliere qualcosa;
mentre mi chinavo tutto sembrava girare su se stesso, e mi sentivo in qualche posto
sconosciuto, che non riuscivo a vedere bene. L i miei maestri sceglievano un punto comodo,
per lo pi panoramico, e ci siedevamo a chiacchierare, in attesa che la mia vista si
assestasse, cos dicevano. Una volta fu sulla riva di un fiume, unaltra volta su unalta duna, al
margine di qualche deserto; poi capitammo in una citt, in una specie di caff sotto i portici,
con le colline intorno, allalba. Io prendevo nota senza fatica (durante questi viaggi riuscii
anche a farmi risolvere dai maestri una questione biblica particolarmente aggrovigliata,
*
) ma
ogni volta, non appena il mio campo visivo cominciava a precisarsi il che accadeva dopo
una decina di minuti svaniva tutto, e mi ritrovavo nella stanza tonda.
Perch non ci fermiamo un po di pi, qualche volta?
Stai imparando, non avere fretta, diceva lAustero.
Quando uno ha fretta vuoi dire che sta fermo, diceva il Dominante. Quando invece fa le
cose lentamente vuoi dire che si sta muovendo. sempre cos per voi, nellAldiqua come
nellAldil. Ed cos anche per te: quando cominci a distinguere le cose intorno senti subito

*
Furono le cosiddette Et dei Patriarchi, Genesi, cap. 5. V. La creazione delluniverso, cit., pp. 97 e sgg., pp. 231 e
sgg.
limpulso della fretta, e perci ti ritrovi fermo nella stanza. Quando la tua vista si sar abituata
non avrai pi fretta di vedere.
Imparer, disse lAustero.
Loro, durante i viaggi, erano sempre uguali: il Dominante con la sua sopravveste persiana,
lAustero vestito da arabo, la bambina col suo abitino arancione e i due vecchi dun colore blu
scuro, pi vaghi nei contorni, con le loro finte ali di libellula. Questi due vecchi non parlavano
mai con me, a volte scambiavano qualche frase tra loro o con la bambina; il Dominante mi
aveva detto che erano Spiriti-guerrieri e che avevano il compito di proteggerci.
Hanno un aria un po' fragile, gli bisbigliai una volta.
Ma sanno ancora il fatto loro, mi rassicur il Dominante.
Perch nei viaggi vi vedo e nella stanza tonda no?
Non vedi noi, te lho gi detto. Noi, non puoi vederci; vedi te stesso. A questo servono i
viaggi, le prime volte.
Dopo sei o sette di quei viaggi di pochi minuti noi li chiamavamo cartoline la mia
vista nellAldil miglior tutta un tratto e per la prima volta un viaggio si trasform in una
storia, o almeno in un frammento di storia. Avvenne cos:
Quando mi chinai e tutto gir su se stesso, vidi una strada, in leggera salita, con piccole
chiazze di luce lunare. La luna filtrava da una galleria di alberi alti e folti, e io stavo
camminando.
Si vede bene, qui!
Sst! Parla sottovoce. E non avere fretta, disse lAustero, passandomi davanti.
Dove siamo?
Il Dominante si strinse nelle spalle, sorridendo.
Nella stanza tonda li ascolti come se ti parlasse un mondo intero, mi sussurr il vecchio
con le finte ali di libellula, indicando con un cenno del capo il Dominante, qui invece sono alla
pari con te. E mi sembr che sorridesse.
Non ero sicuro di aver capito, e non riuscii a rispondergli nulla.
Intende dire che nei viaggi non c mai trama, allinizio, e neanche noi sappiamo cosa
succeder, sussurr il Dominante. Il Corpo maggiore molto grande, anche per noi. Poi,
pian piano prende forma la trama, ogni volta.
Noi viaggiamo nel Corpo maggiore?
Per ora s.
Ma...
Il Dominante si port lindice davanti alla bocca, mi invit con un gesto a guardare avanti.
LAustero si era fermato: stava cercando qualcosa sul lato destro della strada e faceva
cenno che ci avvicinassimo.
La strada era polverosa, dun color cenere che scintillava nel chiarore lunare.
qua, vieni, sussurr lAustero. Entra qui.
Questo centra col diavolo? domandai.
Aspetta e vedrai.
Cera un passaggio tra i cespugli. Mentre scostavo le foglie vidi che avevo due anelli alla
mano destra; li tastai, col pollice. Il sentiero tra i cespugli conduceva a una radura. L lAustero
mi ferm, e mi fece cenno di sedermi.
La luna quasi piena illuminava pi di met della radura e splendeva limpida sopra il
fogliame nero alla mia sinistra. Laria era immobile. Aspettammo in silenzio per circa un
minuto, e ogni volta che provavo a domandare qualcosa lAustero aggrottava le sopracciglia.
Non sentivo nessun odore, non avevo olfatto. Mi toccai il naso.
Fermo, sussurr lAustero.
Cera un silenzio compatto, che sembrava premere sui timpani.
Guardai le forme che la luna salvava dal buio. Qualche fiore chiuso, le foglie di un
rampicante sulle radici di un albero accanto a me. La corteccia liscia; e pi su i primi rami, con
le foglie appena spuntate. Quando tornai a guardare verso gli alberi davanti a me, mi accorsi
che qualcosa si era mosso, dallaltra parte della radura.
Dapprima non scorsi niente, nel nero dei cespugli. Poi le spalle mi si irrigidirono: cera una
figura in un angolo, accovacciata. Vedevo il contorno dei capelli come un mantello di lana
sopra la testa e le spalle, ma erano capelli. Trattenevo il respiro.
Si mosse lentamente, si spost di due passi verso sinistra e l si accovacci di nuovo. Pensai
che si fosse spostata solo per assicurarsi che lavessi vista. I capelli erano simili a quelli della
bambina, solo pi lunghi. Era quella stessa bambina diventata adulta? Il viso e il corpo non si
vedevano. Si teneva a distanza dal tratto di radura illuminato dalla luna.
Con la coda dellocchio vidi alla mia destra la bambina, che teneva la mano del Dominante e
guardava anche lei preoccupata verso laltra figura. Mi hanno portato qui per incontrare
qualcuno, pensai. Devessere uno dei loro indovinelli, e quella figura l devessere daccordo
con loro. E un mio nuovo maestro?
Feci per voltarmi verso i miei e in quellistante la figura si mosse, e si ferm quando tornai a
guardarla. Provai una stretta allo stomaco, allimprovviso pensiero che quella figura potesse
essere pericolosa.
Ma non potevano avermi portato qui per espormi a un pericolo. E cos un pericolo
nellAldil, cosa significa?
Attento adesso, sussurr lAustero. Socchiusi la bocca per domandare A cosa? e sentii
un sibilo nellaria, proprio vicino agli occhi. La figura si stava muovendo, sulla sinistra, si
avvicinava tenendosi sempre a distanza dalla luce lunare. Arretrai di qualche passo lungo i
cespugli. La figura disse qualcosa come T-t-t, con una voce sicuramente femminile, e di
nuovo sentii, e vidi il sibilo: usc dalla figura per un istante, come un lunghissimo braccio, ed
era qualcosa di tagliente.
T-t-t-t.
Eppure cera qualcosa di allegro in quel t-t-t. Come se fosse il suo modo di ridere.
Conoscevo questa figura: dentro di me cominciavano a emergere barlumi di ricordo, da
chiss dove. La conoscevo e venivo qui a imparare. E ne ero attratto come da una calamita, e il
sibilo era una lama e sulla lama cera del veleno. Quel baluginare di ricordi faceva accelerare il
mio battito cardiaco; respiravo a bocca aperta.
La figura si mosse pi rapida, sempre nellombra lungo il contorno di luna, e anchio mi misi
a correre, perch lei non mi si avvicinasse: chino, goffo, rischiando di inciampare e in quella
corsa sentii altri due o tre di quei sibili, immaginai la carne tagliata. Poi di nuovo silenzio.
Eravamo fermi entrambi, la figura e io, a cinque passi di distanza. La figura era accovacciata.
Nessuno dei maestri fa niente? pensai.
T-t! sussurr la figura, quasi con gioia.
E io nel cuore, in tutto il petto sentii che era contenta che fossi l. E che mi avrebbe
tagliato la gola con quel suo sibilo, se mi fosse venuta pi vicina.
Basta, sentii lAustero, come dentro la mia testa. Diventa troppo pericoloso adesso, vieni
via!
Mi spostai, e la figura non mi segu. Solo allora cominciai a sentire davvero la paura nella
mente. Mi alzai in piedi e corsi nella direzione in cui doveva esserci la strada. Mi buttai
attraverso i cespugli, che mi graffiavano, finch mi manc il terreno sotto i piedi e caddi in
avanti, malamente, sulla strada. Vidi i miei maestri che si avvicinavano di corsa, la polvere
sollevata dai loro passi, mi voltai per vedere se la figura mi avesse seguito e voltandomi fui
di nuovo nella stanza tonda.
Lha graffiato? sentii che domandava il Dominante, seccato.
No, solo i cespugli un po, gli rispose lAustero. E poi rivolto a me: Hai avuto una bella
paura.
S. Chi era, cosera?
Sempre lo stesso, eri tu, disse lAustero.
In una mia reincarnazione ero stato l e andavo a imparare da quella donna?
Non proprio, disse il Dominante. Era piuttosto un luogo dentro dite, e non nel mondo
intrmedio..
Le reincarnazioni sono storie del mondo intermedio? Non sono vite realmente vissute?
Come le immaginate voi nel mondo intermedio, le vostre reincarnazioni sono storie da
esplorare. Nella realt, sono quelle parti del Corpo maggiore che potete conoscere e
sperimentare solo raffigurandole come vostre storie, vissute in un lontano passato.
E quali parti sono?
Lapparato circolatorio. Diciamo: la circolazione energetica del Corpo maggiore che
corrisponde alla circolazione sanguigna del vostro corpo fisico. Immagina una sconfinata
foresta di coralli. Senza rocce, solo coralli morbidi, pulsanti, e cavi allinterno. E densissimi,
e lunghi fino a perdersi nellinfinito. La circolazione energetica del Corpo maggiore ti
apparirebbe pi o meno cos, se potessi vederla. Le tue reincarnazioni ti indicano lo stato di
questo sistema circolatorio: quelle buone, sono i tratti in cui lenergia fluisce bene, senza
incontrare ostacoli; quelle cattive sono trombosi, che qua e l ostacolano il suo fluire. Ci che
credi di ricordare da qualche tua reincarnazione come il tracciato di quelle vostre macchine
dospedale, che misurano la portata delle arterie.
Il Corpo maggiore pu avere trombosi?
Ovviamente no. il tuo modo di essere, che qua e l non riesce ad aprirsi a certe energie
del Corpo maggiore e a viverle. Ma voi potete capirlo soltanto in questa forma: immaginando
questo vostro estendervi nel tempo, nel passato, sotto forma di storie, che chiamate:
reincarnazioni. E queste storie sono nel mondo intermedio.
E quando cominciate a ricordarne qualcuna come dite voi , allora compito vostro
quello di congiungerla a voi: di capire che cosa vi indica, riguardo al vostro modo di scoprire il
Corpo maggiore. Voi invece pensate, per lo pi, che i ricordi delle vostre reincarnazioni vi
rivelino qualche aspetto misterioso del vostro piccolo io: che siano uno strumento in qualche
modo psicologico.
In ogni caso, stavolta non era una reincarnazione da congiungere: era gi congiunta,
diciamo. Era un luogo in cui sei fermo, dentro dite, qualcosa che ti capitato in passato e ti
capiter ancora, in forme pi o meno simili a queste.
Dentro di me nellAldiqua, o nellAldil?
Dentro dite, sia nellAldiqua che nellAldil. Tu sei tu comunque.
Mi sa che non li ho ancora capiti, i rapporti tra lio, il Corpo maggiore e lAldil... Cio, a volte
mi sembra di capirli e a volte no.
Mettiamola cos: il Corpo maggiore un involucro che vi contiene, e contiene anche tutto il
vostro Aldil. Ma lAldil enormemente pi grande di qualsiasi Corpo maggiore.
un altro indovinello?
S, ma molto facile. La soluzione che, per voi, una cosa pu contenere soltanto ci che
al suo interno, mentre qui da noi una cosa pu contenere sia ci che al suo interno, sia ci
che al suo esterno.
Deglutii.
E facile da capire, sai. E come la luce di una stella: immagina una stella che sia tutta luce,
un globo gassoso che arde... o anche soltanto una candela. Indubbiamente, questa stella o
questa candela contiene la propria luce, non cos? Ma il buio che ha intorno contiene quella
luce, o quella luce lo contiene? Prova a pensarci. Poniti dal punto di vista della stella e
pensaci.
E mentre ci pensavo prosegu: Voi siete appunto all interno di quella luce, e quello il vostro
Corpo maggiore. E dove arriva il vostro sguardo, nel buio, ci sono ampi territori che imparerai
a esplorare specialmente se non corriamo pi rischi in quelle foreste, aggiunse seccato,
rivolgendosi allAustero.
Ma ci metter dei secoli se non impara a spaventarsi un po, borbott lAustero. E poi ci
stavamo attenti, tutti quanti. Rimasero in silenzio, per qualche istante. E a me venne da
ridere.
Comunque nella foresta la ragazza eri tu, riprese il Dominante.
E allora perch mi voleva uccidere?
Era un punto in cui sei fermo. Voleva trasformarti, non ucciderti. La paura che hai sentito
un po quello che succede anche a noi, tutte le volte che cominciamo a parlare con voi. Ecco,
stai cominciando davvero a sentire come sentiamo noi.
Cio gli uomini con voi si comportano come quella ragazza?
Ci respingete. Non lo fate apposta e non ve ne accorgete, ma proprio come se vi
difendeste a quel modo, ogni volta che cominciate a sentire che ci siamo. E ne risultano una
quantit di problemi, nei rapporti tra noi e voi.
Anche lattrazione che hai sentito per lei simile a quella che c tra noi e voi, aggiunse
lAustero. E ti spaventava, e questo complicava tutto.
E se non ci fosse quello spavento che cosa succederebbe, tra noie voi?
Non ci sarebbe nemmeno lattrazione, rispose il Dominante. Le tue percezioni
sarebbero pi chiare e ci intenderemmo molto meglio, perch non sentiresti pi differenza tra
te e noi. Ci si arriver prima o poi.
E la foresta e la luna, coserano?
Quello era il tuo modo di sentire il punto in cui Aldil e Aldiqua si trovano vicini. Il buio
era lAldiqua, la luna era il chiarore riflesso dell Aldil; e il cielo era lAnima.
In questi viaggi i particolari dellambiente hanno tutti un significato preciso?
Dappertutto i particolari dellambiente hanno un significato preciso: solo che nel vostro
Aldiqua vi proteggete da questi significati, mentre qui stai imparando a leggerli. E ti attrae e ti
spaventa, hai visto come.
Ma perch gli uomini fanno cos, con voi?
Hanno questo confine da superare. E il loro labirinto; quello che voi chiamate: lInferno.
Linferno?
Voi lo chiamate cos e ci proiettate sopra molti prodotti della vostra immaginazione: le
fiamme, i tormenti... e anche queste immagini sono innanzitutto difese, per non vedere cos.
Le fiamme servono ad abbagliarvi e i tormenti a riflettere le vostre paure, come in uno
specchio. Pensa: uno specchio che voi incendiate, per non avvicinarvi.
Tu riesci a vedere cos davvero lInferno per voi? mi domand il Dominante, mentre
provavo a immaginare uno specchio incendiato.
Il senso di colpa?
Non esattamente. Il vostro Inferno soprattutto la paura delle responsabilit. In tutte le
vostre immagini dellInferno voi credete che i peccatori morti finiscano l, a farsi punire in
eterno per i loro peccati. L indovinello : perch i peccatori devono essere morti, per venir
puniti in eterno?
Perch?
Appunto perch avete paura delle responsabilit. I peccatori allinferno sono persone
costrette a rispondere di quel che hanno fatto o che non hanno fatto: che incubo per voi!
Questo pensiero vi ripugna talmente, che collocate al di l della morte (cio lontanissimo da
voi, fuori dal mondo!) il momento in cui la gente dovr assumersi le responsabilit di ci che
ha fatto e di ci che non ha fatto.
Ed proprio un illusione: in realt, non assumersi la responsabilit il vero tormento ed
morte interiore, per voi. Quello lInferno vero; mentre lInferno che immaginate nellAldil
soltanto un tranquillante.
Gi, aggiunse lAustero, il pi potente tranquillante mai escogitato: ha placato popoli
interi.
Ricordati bene, mi disse il Dominante, non assumersi responsabilit sapere che
nellAldil c lInferno. Assumersi le proprie responsabilit andare oltre, e lasciarsi il vostro
inferno alle spalle.
Ma responsabilit in che senso?
Nellunico senso possibile, rispose il Dominante, mentre io sentivo quella mia domanda
come un arretrare come se una parte di me stesse continuando a correre tra i cespugli. La
responsabilit accorgersi di qualcosa. Ma voi avete paura di accorgervi. Noi vi facciamo
accorgere, e perci quando ci percepite ci trattate a quel modo. come se diceste: via!
tornatevene da dove siete venuti, spiriti infernali.
La ragazza nella foresta era uno spirito infernale, per me?
No. La ragazza eri tu, prima che trovassi il coraggio di ascoltarci. E adesso sono le tue
resistenze a capire quello che ti insegniamo. Ma te lho detto, pian piano impari.
Ci che voi chiamate Inferno mostrato bene nella Bibbia, continu il Dominante. L
dove parla del confine tra Aldil e Aldiqua e dice che il Dio Yahwh scacci luomo dallEden e
mise un angelo
.con la spada fiammeggiante che gira su se stessa, a custodire la via verso la crescita delle
due vite.
*

Quello il vostro Inferno. La spada che gira su se stessa, vedi? E uno specchio: negli
specchi che le immagini girano su se stesse; e nello specchio ci siete voi, che brandite quella
spada per farvi paura, come quella ragazza nella foresta. La spada taglia e brucia: e le sue
fiamme sono il cerchio di fuoco con cui circondate la vostra conoscenza, per non superarla.
Per non accorgervene, appunto.
E giustamente vi siete immaginati che a metter l quella barriera sia stato il Dio supremo,
cio il tutore dellordine nel vostro Aldiqua.
E langelo?
Langelo limmagine di ci che diventate voi, quando avete superato quella barriera.
Vedrai.
Mi fidai di quel vedrai, per il momento.
Quindi se quello uno specchio, in un certo senso siamo tutti allInferno?

*
Genesi 3, 24. Nelle traduzioni consuete della Bibbia questo passo suona un po diversamente (la fiamma della
spada folgorante, per custodire la via allalbero della vita); ma io lo riferisco com nel testo ebraico antico.
S, finch accettate di restarci, disse il Dominante. Di sicuro, nel vostro Inferno ci
mettete molte cose: i vostri segreti pi preziosi, le Sacre Scritture, e via dicendo. l che le
tenete.
La Bibbia, i Vangeli eccetera?
Le Scritture che vi fanno accorgere di qualcosa che temete.
Nel senso che non riusciamo a leggerle perch ne abbiamo paura?
Nel senso che le circondate di quel particolare fuoco dellInferno, che ha la ben nota
peculiarit di bruciare senza consumare. E un fuoco che serve solo a tenervene lontani, ma che
non riesce a consumarle. Voi lo chiamate anche: tab. Le fiamme intorno al limite della
conoscenza, esattamente cos.
*

Anche per questo raccontate che Ges dopo la resurrezione discese allInferno, disse
lAustero. Perch qualcuno tra voi aveva capito subito dove sarebbe andato a finire il
Vangelo, nella vostra religione.
Daltronde non era possibile altrimenti, anche per un altro motivo, disse il Dominante:
perch non ci potete arrivare diversamente. Quelle fiamme, e i tab in genere, servono a
tenervi a distanza dalle cose importanti fino a che non siete cresciuti abbastanza. Ci vuole
forza, per arrivarci. Cos, da un lato le vostre religioni tengono allInferno le loro Scritture, e le
imprigionano l senza spiegarle e senza capirle, solo perch ne hanno paura; e daltro lato, lo
fanno perch gli uomini imparino ad accumulare abbastanza energia per capirle da soli.
E perci le vostre religioni mandano i peccatori allInferno, continu il Dominante. I
peccatori sono quelli che vi insegnano a superare i tab. Non lo dice anche il Vangelo? Gli
ultimi saranno i primi, i peccatori andranno davanti ai giusti: Le prostitute e gli sfruttatori
andranno davanti a voi nel Regno dei Cieli...

* Dice cos Ges, non vero? Voi invece li


mandate allInferno, ma il senso lo stesso, come vedi. I peccatori vanno davanti ai giusti
perch insegnano loro che cosa bisogna fare.

*
Gi, ed cos da un bel pezzo, aggiunse il Dominante, mentre rileggevo questa pagina. Quando Orfeo and
nellHades e ne torn fuori, cominci a rivelare i segreti dellAldil: e Giove lo incener con un fulmine. Era gi
una chiara premonizione dellInferno cristiano, delle fiamme intorno alla conoscenza.

Vangelo di Matteo 21, 31


Cio?
I peccatori lo fanno a modo loro: violano tab facili, tab su cose cattive, dannose, odiose
eccetera. Ma cos facendo insegnano ai giusti a violare i tab pi difficili: i tab sulle cose
buone, i tab sulla conoscenza. Solo che i giusti non lo capiscono, e perci i peccatori li
precedono sempre.
Guarda Hitler, per esempio. Quanti tab spaventosi e incredibili ha violato, e ha spinto
tanta gente a violarli. Voi lo condannate e basta, e cos tutto il male che Hitler ha fatto non
servito a niente.
E cosa bisognerebbe fare? Non condannano?
Se un uomo cos meschino riuscito a violare tanti tab sul male, e a convincere tanta
gente a violarli, gli uomini grandi e buoni dovrebbero violare i tab sul bene: i vostri tab sulla
conoscenza del corpo e delluniverso, degli Dei e dei mondi superiori, dei vostri enormi poteri
di fare ci che voi chiamate bene.
E sempre stato cos, nel lontano passato. A ogni orrore commesso dagli uni corrispondeva
prima o poi una qualche conquista spirituale di altri. C questo bilancio, nellumanit; e voi
siete rimasti indietro nei pagamenti. Dovreste proprio fare qualcosa per rimediare, invece di
limitarvi a condannare e di prendervela comoda intanto per la vostra solita paura della
responsabilit. Per lInferno.
Altrimenti che succede?
Altrimenti finir per annullarsi ogni coscienza. Si annuller ogni coscienza e per millenni
non saprete pi nulla: solo ci che sapete gi, del vostro piccolo io.
XII
Arianna e il labirinto. Il filo e il serpente.
Come salvare le anime dannate
Non che sia difficile, sai, violare i tab, continu il Dominante. E quando ci riuscite c
molto da guadagnarci: molta forza e molta salute in pi, a meno che non moriate nel
tentativo.
Ah, davvero?
S, dico sul serio. Ne supereremo, di tab, se ci ascolti, e vedrai che effetto fa quando
rimangono indietro. Solo, sta attento: lunico problema che quando si comincia a superare
un tab tutto diventa doppio. Il tuo io, la paura, il mondo intero... Si ha paura, e al tempo
stesso si sente limpulso ad andare avanti: sai, come quando hai fortuna. Ti attrae come una
calamita. Proprio come quella figura nella foresta.
Cos anche nella vita: diventa talmente intensa, la vita, mentre superi un tab, e al tempo
stesso non timporta pi, e vivere e morire lo stesso. Perci alcuni muoiono nel tentativo, o
poco dopo. Devi fare attenzione.
Ma voi mi aiutate, no?
Sicuro, ma tu devi fare attenzione.
E perch succede cos, quando si viola un tab?
come uscire da una malattia. Non tutto ci che chiamate malattia vi fa star male o vi
mette in pericolo. Anzi, molte delle vostre malattie servono precisamente a mettervi al riparo
da malattie peggiori, o dalle vostre stesse forze, che se foste sani in quel dato periodo della
vita vi spingerebbero verso cose troppo grandi, a cui non siete pronti. Cos attraverso molte
vostre malattie difendete voi stessi.
Lo stesso vale per i tab. I tab vi servono per difendere ci che avete fatto e che potete
fare di voi stessi, in un dato periodo. Per difenderlo da ci che non avete ancora la forza di
fare. Capisci?
E cos come voi uscite da tante malattie morendo, o ne uscite per morire poco dopo, allo
stesso modo quando uscite da un tab rischiate di perdere tutto: tutto ci che avete fatto e che
potete fare in quel periodo. Il che spesso porta alla morte e non alla morte di Biancaneve,
ma proprio allinfarto, allictus e cos via.
E allora perch si vuole... Perch bisogna violarli? Ges, per esempio, insegna a violarli
continuamente.
Per due ragioni, sostanzialmente. Primo, perch un tab un limite, e superare un limite
aumenta sempre il vostro potere, se riuscite a reggerlo. E secondo, perch crescendo dovete
per forza superare dei limiti, e la vostra crescita pi forte di voi: non potete fermarla a lungo.
Prima o poi crescete, capite, vedete. Pensa: finch sei al di qua di un tab come se recitassi
una parte senza sapere qua! la storia in cui reciti e come andr a finire. Se lo superi invece
impari a vedere tutto quanto il copione...
E terzo, perch ogni limite tutti i limiti, disse lAustero. Ma non capii cosa intendeva.
E tutto diventa doppio, quando li superate, continu il Dominante, e appunto perci
nelle vostre storie si trova sempre qualche figura ibrida, su quei confini: la Sfinge, col corpo di
leone e la testa di donna, il Minotauro, met uomo met toro.
Quelle figure ibride sono proiezioni della nostra paura, dei rischi del superare un tab?
No, sono la vostra paura. Conosci la storia di Teseo e del Minotauro? molto utile, a
questo riguardo.
Teseo e Arianna
Me la ricordavo, ma per scrupolo controllai sul mio manuale di mitologia, mentre la
ricostruivamo.
Teseo era un principe, forte e bello. Aveva due padri: uno divino, il Dio del Mare, e uno
umano che si chiamava Egeo ed era re di Atene. In un altra citt, a Cnosso, sull isola di Creta,
cera un altro re, Minosse: e Minosse aveva un figliastro mostruoso e feroce, il Minotauro,
cannibale, che sua moglie aveva generato accoppiandosi con un toro.
Vedi? tutto doppio. Due padri e due figli, e i figli hanno due padri ciascuno, disse
lAustero. Si vede subito che parla del confine.
I confini e i tab sono la stessa cosa?
Certo. Va avanti.
Anche Ges aveva due padri.
Tutti avete due padri, quando siete sul confine.
Re Minosse fece guerra a re Egeo e lo sconfisse, e gli impose di mandare periodicamente
sette giovinetti e sette giovinette a Creta, perch venissero sacrificati al Minotauro. Li
facevano entrare in un labirinto, dove il Minotauro viveva nascosto da tutti, e li il Minotauro li
divorava.
Come i peccatori nellInferno, dissi.
Teseo non sopport quellorribile imposizione. E siccome oltre che principe era anche un
eroe, chiese di venir mandato a Cnosso insieme agli altri giovani.
Come Ges, che si fa crocifiggere tra i due ladroni, Osserv lAustero.
Partirono su una nave dalle vele nere: Se uccider il Minotauro, disse Teseo a suo padre
Egeo, la nave con cui torner avr le vele bianche. Se la nave al ritorno avr le vele nere,
vorr dire che il Minotauro avr ucciso me. Arrivarono a Creta e Teseo fu il primo a entrare
nel labirinto. Ma prima di entrarci aveva incontrato Arianna, l a Creta. Arianna era la figlia del
re Minosse: e si innamor delleroe Teseo e gli insegn il modo di uscire dal labirinto. Gli diede
un gomitolo: Teseo doveva legare un capo del filo allingresso, cos avrebbe potuto ritrovare la
via per uscire.
Qui come la storia di Pollicino, dissi ai miei maestri.
E tale e quale.
Nel labirinto Teseo trov il Minotauro, lott con lui e lo uccise. Poi ritrov luscita grazie al
gomitolo part da Creta, con tutti i giovinetti ateniesi e con Arianna.
Ma poco dopo abbandon Arianna su una certa isola, e prosegu. Ed era talmente turbato al
pensiero di Arianna abbandonata, che si dimentic di sostituire le vele nere con le bianche.
Cos non appena il re Egeo vide entrare in porto la nave con le vele nere, si gett in mare da
una rupe, per il gran dolore, e prima che la nave toccasse terra era gi morto.
Ottima storia, disse lAustero, come se lavesse assaporata.
Non ho mai capito perch Teseo abbandoni Arianna, che laveva aiutato.
Non poteva fare altrimenti, disse il Dominante. E anche qui per due ragioni. Una che
Arianna era il suo Spirito-guida, e doveva restare nellAldil: ogni volta che andate nellAldil
incontrate le vostre Arianne innamorate, e imparate da loro. Ma il loro posto l, e
nellAldiqua non si vedono pi.
Io chi ho incontrato?
Noi, per esempio.
E il tuo prendere nota il gomitolo, disse lAustero.
La seconda ragione che Arianna, l, guida di unimpresa di coraggio, continu il
Dominante. E quando limpresa terminata, Arianna deve scomparire: e Teseo non la vedr
pi, non solo nellAldiqua ma neanche nellAldil.
Perch?
Perch ogni impresa di coraggio vi fa crescere dun tanto, nel vostro Corpo maggiore. Il
nostro compito farvi crescere di quel tanto che possiamo, secondo le nostre capacit.
Quando ci riusciamo, vi lasciamo andare incontro ad altri maestri, che sanno e possono pi di
noi.
Cos, Arianna vede arrivare Teseo: e si accorge che lui ha una vocazione alla scoperta del
Corpo maggiore dato che li per i suoi compagni e non per se stesso, mentre i compagni
sono soltanto vittime. Da quel momento gi tutto deciso: Arianna non pu non
innamorarsene, non pu non aiutarlo, anche se sa da subito che poi lo dovr abbandonare,
perch ogni Corpo maggiore pi grande di qualsiasi Spirito-guida. Lo sa da subito...
E il fatto che Arianna tradisca il Minotauro, che significato ha? Era pur sempre suo fratello. O
come nella storia di san Giorgio e il drago, in cui san Giorgio libera una principessa
prigioniera?
Mh, piano, piano, sorrise il Dominante, questa tutta unaltra questione. Prendi fiato.
Tutte le volte che in un mito si parla di due fratelli, si intende ununione molto profonda,
cominci a spiegare il Dominante, con una pausa a ogni frase, come per darmi il tempo di
capire passo passo. Arianna e il Minotauro sono due, agli occhi di Teseo, ma in realt sono
una persona sola. Te lho detto: tutto diventa duplice, su quei confini.
Sono due aspetti di un unico essere?
Per voi, s. E uno lo uccidete, e laltro viene con voi e poi lo perdete di vista. E come nella
storia di Prometeo: Chirone rimane morto sul palo, e Prometeo va libero, sempre innamorato
di voi, mentre lumanit prosegue il suo cammino. E anche questo un indovinello,
naturalmente.
E la risposta ancora: luomo?
S. Ci che vedete nell Aldil immancabilmente un vostro specchio: anche i volti degli
Spiriti-guida. E Arianna, da brava amante, aiuta Teseo a vedere meglio in se stesso ad
affrontare le sue paure, a vincerle e a lasciarsele alle spalle. Capisci?
Il Minotauro il diavolo? la nostra paura...?
S.
E anche lamore di Arianna rispecchia qualcosa di noi?
S e no. Un po veramente nostro; non siamo perfetti, ci innamoriamo anche noi. Ci
dispiace quando dobbiamo andarcene.
Un altro indovinello quel filo, si affrett a proseguire il Dominante, mentre io avrei
voluto domandargli qualcosaltro al riguardo. Risolvilo: cos il filo che vi permette di uscire
dal labirinto?
Luomo, di nuovo?
Una vostra facolt: il linguaggio. La vostra capacit di chiamare per nome le cose, via via
che le vedete e le capite Ricordi com nella Bibbia? NellEden il Dio Yahwh conduce
dalluomo tutti gli animali, per vedere come li avrebbe chiamati.
*
La capacit di dare i nomi
un vostro dono, che il vostro Dio Yahwh non ha. E Arianna insegna a Teseo a mantenere
questa capacit aderente alle cose, e cos lo guida. Quello il filo. E ci che fa anche il serpente
nellEden...
Anche il serpente il linguaggio?

*
Genesi 2, 19.
Il linguaggio aderente alle cose pu portarvi molto pi in l di dove siete, vi apre la strada:
vi fa accorgere del labirinto in cui vi trovate e di come se ne esce. Finch siete nellAldiqua il
vostro strumento pi prezioso, per orientarvi. E ha questa particolarit preziosissima: quanto
pi aderente alle cose, tanto pi vi apre la via verso il vostro Corpo maggiore, facendovi
uscire dal labirinto, per quel che potete.
Quindi il labirinto ...
il linguaggio quando non lo usate bene, quando lo usate per non accorgervi e per non
capire ci che vedete. lo specchio con le fiamme, i vostri tab, il vostro Inferno, che vi fa
arretrare continuamente. Ed con il vostro arretrare che si forma il labirinto. il camminare
senza sapere dove si .
In altre storie lo vedete come una foresta, aggiunse lAustero.
E i giovanetti ateniesi, che Teseo libera?
Quello un segno molto preciso del Corpo maggiore. Tutte le volte che qualcuno fa
qualcosa per gli altri, perch comincia a sentire il suo Corpo maggiore. E inevitabile: finch vi
date da fare per voi stessi siete soltanto il vostro piccolo io. Quando sentite il Corpo maggiore,
fate qualcosa per gli altri. Perci Prometeo si dava tanto da fare per voi: per mostrarvi com
la vostra via devoluzione da ci che siete di solito a ci che siete davvero.
Nel Corpo maggiore sei sempre tanti, aggiunse lAustero. Non puoi pi pensare a te
stesso come a uno solo. Ricordi cosa avevamo detto dei fratelli di Pollicino?
E il Minotauro pu essere un pericolo molto serio, l, continu il Dominante. Certi non lo
sconfiggono: arrivano sul confine, nel labirinto, ma non ne escono pi, o perch non riescono a
superare la dimensione del loro io piccolo, o perch semplicemente smarriscono quel filo e si
perdono nel labirinto. Nel primo caso, finiscono in quelli che chiamate culti satanici. Nel
secondo caso, si producono quelli che chiamate i casi di possessione diabolica.
Cio, la possessione diabolica una perdita del linguaggio?
S. La cosa pi triste che non dipende quasi mai da chi ne vittima: dipende
dallambiente, dai familiari. I posseduti sono per lo pi persone nate in ambienti in cui
nessuno dice niente di vero e nessuno sa ascoltare gli altri. Lambiente finisce per soffocare e
distruggere anche in loro il linguaggio: potrebbero essere dei Tesei, e invece diventano pazzi. I
vostri esorcisti si ostinano a curarli, ma serve a poco. Da curare innanzitutto il loro
ambiente, non loro; ma una cura enormemente difficile, e gli esorcisti ne hanno paura, come
tutti i sacerdoti legati dal giuramento ai loro padri e re.
Gi, e perch re Egeo muore?
Perch per Teseo dopo unimpresa simile le cose non potevano pi essere le stesse di
prima, rispose il Dominante. Egeo il mondo comera prima che Teseo partisse: il re che
obbediva a quel tributo orribile e mandava allInferno i ragazzi, sconfitto dalla paura. Quando
Teseo libera i ragazzi e torna, anche re Egeo deve scomparire. E inevitabile che Teseo si
dimentichi dellaccordo preso con Egeo, perch gli accordi con il vecchio re non contano pi,
dopo unimpresa simile.
Cos succede tutte le volte che cominciate a liberare peccatori dallInferno. Cos sempre,
nelle storie dei confini e dei tab che superate. Sono quel tipo di mutamenti di cui tutti i
sovrani e tutti gli Dei supremi hanno tanta paura.
Cio, se uno libera i peccatori dallInferno cambiano i sovrani del cielo?
S. Vuoi sapere come si fa a liberare i peccatori dallInferno cristiano?
una cosa possibile?
Certo. E non vorrai lasciarli l, adesso che sai che potresti tirarli fuori.
Dobbiamo viaggiare fin l?
Tanto viaggiamo sempre fin l.
XIII
I sette peccati capitali, e lottavo.
Unaltra notte, quaranta secoli fa.
LInferno delle moltitudini. Le imprese di coraggio
Perch bisogna far finta di raccogliere qualcosa per incominciare un viaggio? domandai
qualche notte dopo, mentre ci preparavamo a partire.
Non far finta, un atto di coraggio, disse il Dominante. Vuoi dire far attenzione a una
piccola cosa, come se ti fermassi a raccoglierla, tranquillamente. E cos che prendono forma le
dimensioni maggiori: in spazi immensi, davanti a cosmi interi che ruotano e cambiano, tu vedi
una cosa piccola che ti incuriosisce. In qualunque mondo le cose piccole si vedono quando si
in armonia con quelle grandi, e viceversa. E allora puoi viaggiare dovunque.
Cio, un modo per assestare la vista, come dicevate voi?
Assestare la vista un modo per intrappolare la tua razionalit. Per viaggiare bisogna che
tutte le facolt della mente guardino per qualche istante nella stessa direzione: e la razionalit
si oppone sempre, perch piccola e prepotente. Vuol capire tutto e riesce a capire soltanto le
cose piccole; cos quando si accorge che l tutto pi grande di lei, si impunta e non vuoi
vedere niente. Allora noi le diamo qualcosa di piccolo da guardare, e lei senza accorgersi
obbedisce, per il tempo necessario a partire.
E ci casca sempre?
Sempre. E molto ottusa, e non solo in te: in tutti cos. Poi, una volta salpati, lei continua a
guardare i dettagli e corre avanti e tuttintorno, mentre noi conversiamo, e si diverte
moltissimo.
Tu comunque cerca di essere pi elegante nellandatura, durante i viaggi, osserv
lAustero.
In che senso?
Stai pi diritto, cerca di sentire la tua statura. Altrimenti hai unaria stupida, scusami se te
lo dico. L, a volte, hai la tendenza a stare ingobbito, come se avessi paura che qualcuno ti
picchi.
Che centra questo con la razionalit?
Niente. Ci tengo che tu faccia bella figura, tutto qui.
Perch? C qualcuno che ci guarda, l?
No, nessuno guarda te, non ti vedono ancora, rispose lAustero. Sei tu che devi
cominciare a veder bene loro, e se stai diritto li vedi meglio. E un tuo compito, sta dritto: l,
adesso, come se li percepissi soprattutto col petto. Altrimenti potr succederti di non veder
niente del tutto.
E per un istante, mentre parlava, vidi davvero e soltanto il buio e me ne spaventai. Mi sentii
come se guidando, di notte, fosse dun tratto scomparsa qualsiasi luce: le luci della strada, i
fari della macchina, le luci del cruscotto. Solo il buio completo, mentre la macchina va. Mi
riscuoto da quella sensazione, come da un brutto sogno.
Visto? mi dice lAustero.
Partiamo. Inspiro, come prima di tuffarmi. Mi chino a raccogliere qualcosa che non so, per
un attimo tutto gira da destra a sinistra: e vedo erba rada e polvere, di nuovo in una luce di
luna.
Cerco di stare diritto, di sentire la mia statura. Intorno c un prato, e ci sono muri che
salgono dallerba, pallidi e nitidi nella notte, in questa luce. Tra i muri si vedono i margini
lontani di un bosco nero, e attraverso le finestre vuote di questi muri si vede il cielo.
Sono rovine o muri in costruzione?
Tutte due le cose, direi, mormora il Dominante, accanto a me.
Pensando a come possano essere tutte due le cose comincio a camminare, tra questi muri.
Li guardo, con il mento in su. Ci sono finestre e archi vuoti, i muri sono spessi un braccio,
alcuni formano angoli e brevi corridoi, altri sorgono isolati; e non c traccia di tetto.
Sembrerebbe un gioco di Costruzioni di bambini giganteschi.
un labirinto?
No. Potrebbe essere un tempio.
Anche i miei maestri stanno camminando e guardano. La bambina mi dice qualcosa, io non
capisco e lei ride. Provo a prenderla per mano, ma scappa, e la vecchia con le finte ali di
libellula mi sorride, e la segue.
Vieni qua, le dice, non correre.
Nelle finestre vuote e sullerba la luce della luna talmente bella da sembrare viva: un
essere vivente, assorto, fatto soltanto di luce. E magari se gli si parla risponde. Sarebbero
gelosi i miei maestri, se attaccassi discorso con questa luce di luna?
Ti piace questo posto? mi domanda lAustero.
Moltissimo, non so come ma mette allegria. Ci sono gi stato, qui?
LAustero si stringe nelle spalle e continua a osservare questa strana architettura. Tiene le
mani dietro la schiena, come un turista appagato da un luogo.
Dicevamo, laltra volta: i peccatori allInferno. Il Dominante si siede sul davanzale di una
specie di finestra il davanzale gli arriva alle anche e mi fa segno di sedermi accanto a lui.
Tu che ne pensi: sono nati prima i peccatori o i peccati?
un indovinello? I peccati?
Secondo i cristiani, i peccati per cui si viene mandati allInferno sono i sette peccati
capitali, generatori di tutti gli altri peccati. Cio superbia, avarizia, invidia, accidia, ira, lussuria
e gola. Questi sono i sette giovinetti e le sette giovinette da dare al Minotauro. Sette aspetti
capitali di ognuno di voi.
Sono sette perch hanno a che fare con i sette Cieli?
Certamente. Ogni peccato corrisponde a un Cielo: la superbia per il Settimo Cielo e
lavarizia per il Primo. La lussuria per il Sesto Cielo e linvidia per il Secondo. La gola per
il Quinto e laccidia per il Terzo. E lira per il Quarto. Ciascuno di questi peccati vi trattiene
dallentrare in uno dei sette Cieli, e vi fa credere che chi ci entrato sia condannato
allInferno.
Cio, se uno entra nel Settimo Cielo gli altri pensano che sia per superbia, se uno entra nel
Sesto Cielo sembra che sia per lussuria, e cos via?
Cos pensate voi. In realt il contrario. Se non entrate nel Settimo Cielo perch siete
bloccati dalla superbia. Se non entrate nel Sesto Cielo perch siete bloccati dalla lussuria, e
cos via.
Naturalmente ci sono molti altri tipi di peccato, ma questi sette sono utilissimi per
verificare gli ostacoli che trovate nellAldiqua. Sono la cosa pi preziosa che il cristianesimo
abbia scoperto dopo la resurrezione di Ges; ma avete cominciato a fraintenderli quasi subito.
I cristiani pensano che la gola sia un problema dei golosi, linvidia un problema degli
invidiosi e cos via, e che questi sette peccati siano evidenti errori che la gente compie nel
mondo. Invece indicano comportamenti e convinzioni che tutti ritengono ovvi e ragionevoli, e
che nessuno chiamerebbe peccati, nel vostro mondo.
Sono i modi in cui lasciate che ci che siete dipenda da ci che fuori di voi, invece di
dipendere da voi stessi. E sono i modi che avete di restare allInferno, non di andarci.
No, non capisco.
La bambina mi passa davanti di corsa, ridendo.
I sette peccati diventano altrettanti apriti Sesamo quando si impara a usarli, continua il
Dominante. Ora te li spiego, uno per uno. Vuoi?
Scrivi:
Avarizia non soltanto lessere avari. quando pensate che ci che siete dipenda da ci
che avete. Quando pensate: io non conto niente, ma se ho qualcosa valgo qualcosa. Appena
cominciate a pensare di contare qualcosa anche per altre ragioni, vi si apre il Primo Cielo, in
cui sentite il vostro io.
Invidia non soltanto linvidiare, ma tutte le volte che pensate: se non guardo gli altri
non so cosa dire e cosa fare. Quando invece vi sentite tuttuno con altri, con un insieme di
gente, vi si apre il Secondo Cielo.
Accidia tutte le volte che pensate: se non dimostro ci che valgo, posso immaginarmi di
valere di pi. Quando invece vi accorgete che in voi c qualcosa di pi grande di ogni vostro
valore, entrate nel Terzo Cielo.
Ira quando pensate: se non posso dire che qualcuno ha torto non so cosa dire degli altri.
Quando non vi importa pi niente degli altri perch siete perdutamente innamorati di
qualcuno, siete nel Quarto Cielo, che quello dei grandi amori.
Gola quando pensate: il mio spirito non combiner mai niente se non si preoccupa di
nutrire il mio corpo attraverso qualcuna delle mie bocche. Quando scoprite che dentro di voi ci
sono immense forze che nutrono e muovono il mondo intero, siete nel Quinto Cielo.
Le vostre religioni sono principalmente invidia e ira: Secondo e Quarto Cielo, dice
lAustero, che sta camminando tranquillamente in cima a un muro, almeno a sette o otto metri
da terra, sempre con le mani dietro la schiena.
Lussuria quando pensate... continu il Dominante, e non riuscii a sentire il seguito della
frase.
il tuo peccato, perci non ci riesci ancora, spieg tranquillamente il Dominante.
E superbia quando pensate: se non sono diverso dagli altri non sono niente. Mentre nel
Settimo Cielo tutto diverso da ci che sapete.
Questi sono i peccati per i quali restate nel vostro Inferno, nella paura dellaccorgersi.
Sono indubbiamente i vostri pi grandi tab e perci sono cos preziosi: perch vi mostrano
ci che vi limita.
Anche questi sono indovinelli, naturalmente. Puoi liberarti di qualcosa soltanto quando
sai cos, e quando sai cos vuol dire che ne sei gi fuori: la solita storia, ogni volta che trovi
la risposta a un indovinello la Sfinge ti lascia passare e scompare. Cos, quando uno capisce
cos avarizia in lui, non pu pi essere avaro; non pu pi, cos come non potete pi far
entrare il piede nelle scarpe che portavate da bambini.
*

Quindi basta capire questi sette peccati per uscire dallInferno?
senzaltro una buona premessa, dice il Dominante. Poi c lottavo peccato capitale,
che vi rimane da affrontare quando avete capito cosa sono gli altri sette. Ed la colpa, che
assomma gli altri sette e di cui tu sai gi diverse cose. limmagine e la chiave degli altri
sette...
Sotto un arco, a venti passi da noi, sta passando un uomo vestito di chiaro.

*
Questo naturalmente si riferisce ai vostri organi superiori, mi fece notare lAustero mentre ultimavo il libro.
E un altro modo che avete di imparare a scoprirli. E quando cominciate a impararlo, la vita che conducevate
prima vi fa lo stesso effetto di quando andavate in giro con le vostre scarpine da bambini.
Quello chi ?
Sei tu comeri allora, dice il Dominante, guardandolo a sua volta.
Allepoca di questi muri? Quanti secoli fa?
Quaranta, almeno.
Quaranta secoli era un lasso di tempo troppo grande perch io riuscissi a pensarne
qualcosa l per l. Annotai soltanto quaranta sul quaderno, mentre guardavamo quelluomo
che si stava avvicinando.
Noi per lui siamo invisibili?
Sembra di s.
E non pu neanche sentirci?
Se tu capisci bene quel che diciamo, lo sente anche lui.
Per noi il vostro tempo non esiste, dice lAustero, dal muro.
La colpa, dicevamo, continua il Dominante, tornando a guardare me. Ti avevamo gi
detto che le colpe che scontate sono quelle degli altri. I giovinetti che venivano sacrificati al
Minotauro non avevano nessuna colpa, scontavano soltanto la colpa di re Egeo, che si era
rassegnato alla sconfitta e allimposizione. Cos avviene sempre e comunque, rovinandovi
immancabilmente la vita. E in questo senso i peccati sono nati sicuramente prima dei
peccatori.
Luomo di quattromila anni si fermato a misurare la larghezza di una finestra, a braccia.
Crescere, continua il Dominante, liberarvi da quegli otto peccati, che sono gli aspetti
del vostro dipendere dagli altri, dalle moltitudini. come se quei peccati vi impigliassero nelle
moltitudini di chi non ancora cresciuto e, con lottavo peccato, anche nelle moltitudini
immense di chi vissuto prima di voi; cos dipendete da tutta questa gente. Via via che
crescete vi staccate da loro, quanto pi scoprite il vostro Corpo maggiore. un fatto notevole,
non trovi? Una caratteristica del Corpo maggiore fare cose per gli altri: cos, quanto pi vi
preoccupate di voi, nel vostro piccolo io, e cercate di difendervi dal prossimo, tanto pi siete
impigliati in una moltitudine di altri, in quegli impasti di anime innumerevoli che nel vostro
Inferno sono raffigurate dalle fiamme... I laghi di fiamme, con i peccatori che ne emergono
appena. E allora la vostra sorte dipende dagli altri e non da voi.
Prendo nota, ma intanto sto guardando luomo di quattromila anni fa che viene pian piano
verso di noi, fermandosi ogni tanto a osservare i muri, come calcolando qualcosa.
Invece, continua il Dominante, quanto pi cominciate a fare qualcosa per gli altri, tanto
pi sentite il vostro vero io e vi accorgete che da voi pu dipende la sorte di molti e molti.
Chi ? Perch qui a questora di notte? non riesco a non pensare alluomo, che si sta
avvicinando. E incontro il suo sguardo.
Bene cos, mi sussurra lAustero, dun tratto molto vicino.
Mi ha visto...
Ha due anelli alla mano destra. Ed la mia mano, li sto tastando col pollice. Quelluomo
sono io. Il Dominante, lAustero e gli altri non si vedono pi e il mio corpo gracile, la mia
testa pi leggera del solito. Sto camminando, sento laria fresca della notte sul viso, lodore
dellerba umida e nel cuore un senso di soddisfazione, di orgoglio che sembra venirmi da tutto
ci che ho intorno. Com leggera la testa, davvero!
Quaranta secoli fa non vi si era ancora chiusa la fontanella nel cranio, perci senti la testa
leggera, mi spiega il Dominante, in qualche punto della mia testa.
Mi spaventa quello che sto provando, perch sembra cos semplice eppure so che
assurdo: sono luomo vestito di chiaro e sono io che ascolto i maestri sono tutte due le cose
nello stesso istante, ma luomo vestito di chiaro non vede e non sente i maestri, mentre io s.
Ascolta intanto, dice il Dominante, continua a scrivere. Per salvare i peccatori
dallInferno e liberarli delle colpe che hanno lasciato in voi (dato che di questo si tratta), devi
avere una forte immagine dite. Quanto pi limmagine dite completa e forte, ben visibile fuori
da quelle fiamme, tanto pi le colpe degli altri diventano leggere e si ritirano, scompaiono. E
vedi anche gli altri molto meglio.
Ti ricordi com la storia delluomo nato cieco, nel Vangelo? I discepoli vedono un uomo
cieco dalla nascita, e si domandano perch debbano capitare cose simili alla gente: nato cos
perch i suoi genitori hanno peccato? domandano a Ges. E Ges risponde che nato cieco
perch bisogna che si impari a guarirlo.
E infatti questa lunica ragione per cui certi nascono malati, osserv lAustero.
Ges lo guarisce, continu il Dominante, e luomo nato cieco comincia pian piano a
vedere.
*
E cosa vede?
Gli altri, le cose...
Tutto quello che aveva avuto intorno e di cui era sempre vissuto. Anche in queste cose si
procede a ritroso, inevitabile. Anche la vostra immagine si precisa e si fortifica a ritroso,
andando sempre pi indietro, nel tempo dei tempi.
Centra con le storie che si interpretano e crescono a ritroso?
Certo. Tra le storie che narrate e le storie che siete e che vivete non c differenza. Anche
quando riuscite a compiere qualche impresa di coraggio crescete, anche a ritroso, e vedete
sempre meglio ci che siete.
In che senso dici: imprese di coraggio?
E un termine tecnico, imparerai a usarlo. Ci vuole coraggio per vivere e compiere storie. E
quel coraggio ci che libera tante e tante persone che vi tengono impigliati e vi divorano
come fiamme. Gli Otto peccati, invece, sono roccaforti di paura.
E crescere a ritroso anche fare qualcosa per gli altri nel passato?
Nel passato, nel presente, nel futuro. Il tempo non come lo pensate voi.

*
Qui il Dominante si riferisce a due diversi passi dei Vangeli: nel Vangelo di Giovanni 9, 1 e sgg. narrata la
guarigione di un uomo nato cieco; nel Vangelo di Marco 8, 22 e sgg. narrata la guarigione di un cieco che
comincia a vedere, appunto, pian piano: Ges gli impose le mani e gli domand: Vedi qualcosa? Quello,
alzando gli occhi, disse: Vedo gli uomini, perch vedo come degli alberi che camminano. Allora gli impose di
nuovo le mani sugli occhi, ed egli cominci a vederci chiaramente e fu guarito, e vedeva ogni cosa anche a
distanza.
Capivo e non capivo. Era ancora troppo poco perch la mia mente riuscisse a orientarsi in
quelle spiegazioni, eppure avevo la sensazione che soltanto una parte di me una piccola
parte di me non capisse ci che il resto di me sapeva gi.
Intanto, l nella luce della luna, continuavo a essere due. Stavo camminando, vestito di
chiaro, in una notte di quaranta secoli fa, senza udire altro che il silenzio della notte, e al
tempo stesso stavo ascoltando il Dominante, e vedevo lAustero accanto a me, e la bambina e i
due vecchi che si erano avvicinati e mi osservavano, incuriositi.
Quelle imprese di coraggio, le potrei compiere anchio? domand al Dominante una parte di
me, mentre luomo di quaranta secoli fa calcolava qualcosa tra langolo di un muro e la luna.
Come no, rispose il Dominante. Cercale, caro. Quali preferisci? Guarire le malattie? Da
domani facciamo lezione su come guarirle, se vuoi. Solo, ricorda: se incominciando un
impresa ne parli a qualcuno, gli farai fare la fine di Egeo. Quelli a cui ne parli, o vengono con te
o rimangono indietro e non li ritrovi pi, non apparterranno pi al tuo mondo, quando avrai
compiuto la tua impresa. Ed molto difficile che troviate persone disposte a seguirvi in
unimpresa di coraggio.
Perci impara a non dirlo, allinizio: hai noi con cui parlarne. E a ogni impresa limmagine
che hai dite diventer pi netta, e avrai liberato tanti. Cos per ognuno.
Comincia qui la promessa che cercavi, disse lAustero.
Gi. Il diavolo arriva alla fine e l comincia la promessa, disse il Dominante.
Dovr anche stare attento. C molto peggio dei Diavoli, negli universi, aggiunse il vecchio
dalle finte ali di libellula.
Che cosa? domand una parte di me.
Il Dominante fece un cenno vago, con una mano, e non rispose. Intanto luomo di quaranta
secoli fa si stava massaggiando il petto, vicino al cuore.
Che cosa c di peggio? insistetti.
Essere due cominci a diventare una grande fatica, come se le forze stessero fluendo via e
fossero le ultime, brevi, che era impossibile trattenere. Cercai di stare diritto, come mi aveva
raccomandato lAustero, e invece di vedere meglio mi accorsi che dormivo davanti alla mia
scrivania, con il capo appoggiato alla spalliera della poltrona, che alta e morbida.
Quasi due ore dopo riaprii gli occhi, spensi la luce e andai subito a letto, sfinito.
PARTE QUARTA
Lesplorazione dellAldil
XIV
Il modo migliore di insegnare.
Utilit dei momenti di dubbio.
Come cambiare il passato
Per diversi giorni non scesi a parlare con i maestri, e quando ci tornai ero di cattivo umore.
Che c?
Niente, che adesso non so pi abbastanza e ho paura che vada tutto a rotoli.
Le conferenze e cos via?
Qualche settimana prima avevo accettato linvito di un Istituto di Psicologia a tenere un
ciclo di conferenze sugli Spiriti- guida, e poi un corso il mio primo seminario pratico per
comunicare con lAldil. Ma dopo lincontro con luomo di quaranta secoli fa mi era sembrato
davvero di saperne pochissimo e mi stavo perdendo danimo.
E perch? domand il Dominante.
Non so. Tante cose... Non so cos stato quello sdoppiamento. Come ha fatto lui a vedermi, se
era vissuto quattromila anni fa. Come ha fatto a vedermi se le reincarnazioni sono quello che mi
avete spiegato voi laltra volta? O era tutto quanto mondo intermedio?
buffo quando non vi tornano i conti, disse il Dominante.
Per voi buffo. Perch non mi avevate avvertito prima che ci sono troppe cose che non so?
Non avrei preso limpegno delle conferenze.
Questo il contrario di un problema, disse il Dominante. Rendersi conto di non sapere
abbastanza un vantaggio, quando si insegna. Io intendevo dire quando non vi tornano i conti
col tempo, con i quaranta secoli.
Perch un vantaggio non sapere abbastanza, quando si insegna?
Perch il modo migliore di insegnare: lunico modo sensato. Se uno pensa di sapere
abbastanza per insegnare agli altri, vuoi dire che non sa fare niente di interessante con quello
che sa. Chi insegna cos uno che ha terrore di far brutta figura e vuole nasconderlo a se
stesso, e darsi importanza. Insegnare utile soltanto quando imparano tutti: sia chi insegna
sia chi lo ascolta. Allora una bella cosa. Da solo non ci arrivi, e perci spieghi agli altri a che
cosa precisamente non arrivi, e ci arrivate insieme.
Cio, arrivo alla conferenza e dico: non ho capito questa cosa, aiutatemi voi?
No, cominci a spiegare quello che sai, e il resto prende forma in te e in loro. il Corpo
maggiore che interviene. Come dice Ges? Dove ci sono due o tre riuniti nel mio nome, io
sono in mezzo a loro.
*
Tutte le volte che Ges dice io, sta parlando del Corpo maggiore.
Si pu imparare a dire io parlando del Corpo maggiore?
ci che intendete quando dite sul serio io. Ma voi non parlate quasi mai sul serio, e io il
pi ironico dei vostri pronomi personali.
E lo sapete tutti benissimo, ironizz lAustero.
Quanto allinsegnare imparando, anche per noi lo stesso quando insegniamo a te. Noi
non abbiamo e non capiamo la forma, le parole, e tu non sai quello che sappiamo noi. Tu ci dai
le parole, e cos noi impariamo una quantit di aspetti a cui non potremmo arrivare da soli, e
intanto rispondiamo alle tue domande.

*
Vangelo di Matteo 18, 20.
Fa cos anche tu: promettilo a te stesso e mettici un po di rischio e di fiducia. Per te sar
ancora pi facile, perch tutti hanno i loro maestri e i maestri della gente che ti ascolta vi
aiuteranno.
Quanto al tempo, se i conti non ti tornano per lo stesso motivo, continu il Dominante.
Anche il vostro rapporto col tempo dipende soprattutto dalla vostra energia e dalla vostra
fiducia. Con quelluomo di quattromila anni fa, per esempio, i tuoi quattromila anni
centravano poco quando lo hai visto. Se avessi avuto un po pi di fiducia avresti potuto anche
rivolgergli la parola e raccontargli perch eri l e un sacco di cose.
Cio avrei potuto, non so, disegnargli una bicicletta, e lui avrebbe visto come funziona una
bicicletta?
Certo. E magari ti avrebbe aiutato a capire meglio la meccanica della bicicletta, col suo
punto di vista.
E lui e i suoi contemporanei avrebbero costruito biciclette?
Probabilmente s; erano gente industriosa. Ma voi non lavreste saputo, perch i vostri
libri di storia dellIndia non parlano di biciclette.
Ma linvenzione della bicicletta quattromila anni fa cambierebbe tutta la storia del mondo.
Cambierebbe tutta la nostra tecnologia, no?
Non detto. Il pi delle volte le indicazioni ottenute attraverso questi varchi nel tempo
appaiono completamente insensate ai contemporanei di chi le ottiene. Leonardo da Vinci, per
esempio, o Nostradamus hanno descritto cose del genere, che per secoli nessuno ha capito.
Ma hanno provato una grande gioia, disse lAustero. Poche cose danno pi gioia di
queste.
E quando invece i contemporanei non respingono indicazioni del genere?
Allora si producono notevoli cambiamenti, certo. Se quaranta secoli fa quelluomo ti
avesse ascoltato e avesse insegnato a costruire biciclette, in capo a qualche mese nella tua
epoca ci sarebbe un improvviso fiorire di invenzioni e rivoluzioni tecnologiche. Ma
naturalmente nessuno saprebbe spiegarsi il perch, anzi: nessuno riuscirebbe nemmeno a
domandarsi perch. Lo sapresti solo tu, e non crederesti a quello che sai.
State parlando sul serio?
Dipende da te. Se impari stiamo parlando sul serio, se non impari stiamo solo
scherzando.
Come faccio a sapere che vero, questo che dite? domandai, con un improvviso senso di
tristezza, al pensiero che per una qualche ragione avessi smesso di ascoltare e stessi
inventando io stesso le risposte. Quella possibilit di cambiare avvenimenti passati sembrava
provenire troppo direttamente da varia letteratura di fantascienza, H.G. Wells e innumerevoli
fumetti. E il senso di tristezza era dovuto al dubbio che, se avevo inventato io quelle ultime
risposte dei maestri, anche altre risposte precedenti fossero soltanto frutto dinvenzione.
Sapere che vero? sorrise il Dominante. Caro, non puoi. Quando la mamma affid il
piccolo Mos al fiume, non sapeva che poco pi in l sarebbe arrivata la principessa a fare il
bagno, e che Mos sarebbe diventato principe dEgitto. sempre cos, c sempre un fiume di
quel genere, quando parli con noi.
C sempre un fiume cos, quando avete a che fare con la trama segreta della vostra vita,
aggiunse lAustero.
E magari sto inventandomi anche queste risposte, non potei fare a meno di pensare.
In realt, questi dubbi sono quanto di pi scoraggiante possa capitare durante le
conversazioni con gli Spiriti-guida. Lesperienza insegna molto presto a non farci caso, a non
fidarsi mai delle proprie impressioni e dei propri dubbi durante le conversazioni e a continuare
comunque a prendere nota, rimandando ogni giudizio a quando si rileggeranno gli appunti il
giorno seguente. Nove volte su dieci, infatti, quelle impressioni sono soltanto un velo con cui
la nostra coscienza nasconde a se stessa cose importanti, alle quali non si sente ancora pronta.
Io sapevo che era cos, lo avevo gi imparato, ma ogni tanto ci si ricasca.
Ogni volta che ti succede, mi disse il Dominante, approfittane per progettare piani per il
futuro. Sono quelli i momenti migliori per farne: ci che tu senti come dubbio simile a un
tornante in montagna. precisamente la stessa sensazione, non ci hai mai fatto caso?
No.
Facci caso. Ed veramente un tornante della tua strada interiore, da l il paesaggio si
allarga: vedi di pi, nel tuo animo, nella tua fantasia e nei tuoi sentimenti. Perci un buon
momento per fare progetti, invece di rallentare e basta, come fai tu.
Sar, pensai. E dovetti farmi forza per continuare a domandare e a prendere nota, con
quei dubbi che mi pesavano ancora sul cuore.
Allora spiegate. Si possono cambiare gli avvenimenti passati: un indovinello?
Certo, la risposta sempre la stessa: luomo, tu stesso. Ascolta e prendi nota per bene.
Voi per adesso state soltanto subendo leffetto del passato, il Dominante scand
nettamente le ultime quattro parole tanto che alzai involontariamente le sopracciglia: e lo
subite sia sotto forma di colpe commesse da chi vissuto prima di voi, sia sotto forma di storia
passata immobilizzata dal fatto di essere avvenuta tanto tempo fa, secondo il vostro modo
dintendere il tempo.
Ed un po come quando morivate di qualche malattia che non sapevate ancora curare:
pensavate che fosse destino, volere di Dio, o magari opera del diavolo. Con la storia passata
succede la stessa cosa: voi pensate passato!, e siete convinti che non possiate farci nulla,
che il passato sia pi grande di voi. Invece pi grande soltanto di ci che sapete di voi del
vostro io piccolo. Anche qui c un diavolo che vi impedisce di scoprire qualcosa pi in l.
Cio un confine, un tab?
Certo. Avete un tab sul tempo, un limite che vi sembra insuperabile. E non ti avevamo
detto che ogni limite tutti i limiti?
S.
Cos anche il limite tra il vostro io piccolo e il vostro Corpo maggiore tutti i limiti. Voi vi
sentite minuscoli e insignificanti al cospetto del tempo: dei milioni di anni del vostro
pianeta...
Certo.
E avete sicuramente ragione a sentirvi cos: una sensazione importante e utilissima,
perch esattamente ci che prova il piccolo io di ciascuno di voi al cospetto del suo Corpo
maggiore. Quei milioni di anni sono il normale tempo presente del vostro Corpo maggiore.
In quel suo tempo presente gli avvenimenti fluiscono continuamente, e prendono forma,
mutano forma, proprio come i vostri progetti nel tempo presente dellio piccolo. Lunica vera
differenza che lio piccolo pu fare progetti: solo lio piccolo ha la volont e la forma, e pu
plasmare luna e laltra, e gli avvenimenti perch soltanto lio piccolo ha rapporto con la
materia, con il mondo terreno. Capisci? La parte restante, il Corpo maggiore, aspetta ordini e
obbedisce agli ordini. Cos stanno le cose. Voi per lo pi gli ordinate di non muovere nulla in
ci che chiamate storia passata, e il Corpo maggiore tranquillamente vi obbedisce.
Non possibile.
Non possibile soltanto perch il tab il tuo grande bisogno di sapere che tutto nella tua
immagine delluniverso sia ancora comera stamattina. Invece tra un quarto dora sar
completamente diverso. Ti spiace questo?
Non risposi. Sentivo che il cuore cominciava a pulsare in un modo diverso.
Ora, continu a dettare il Dominante, secondo la vostra immagine delluniverso il tempo
fatto di passato, presente e futuro. unidea molto irrazionale, in realt le direzioni del tempo
sono infinite, come sono infinite le linee che partono dal centro di una sfera... Ma poniamo
pure che sia cos, dato che il vostro piccolo io non riesce ancora a immaginarlo diversamente.
Diciamo che il passato, il presente e il futuro sono i tre modi che avete di guardare le dirzioni
del tempo.
Come sono, cosa sono, in realt? Il passato ci che per voi esiste gi. Il futuro la vostra
voglia di conoscere. E il presente dove riuscite ad arrivare con il vostro sguardo. E tutte tre
insieme sono come una mano che plasma la creta. La mano il presente, la creta il passato, e
il futuro sono le forme che voi plasmate. Hai scritto?
S.
Provai a immaginare una mano che plasma la creta.
E in che senso il presente d forma al futuro?
Lo vede, lo capisce e lo fa esistere.
La creta il passato. Cio: il nostro futuro sarebbe tutto nel nostro passato?
S. E ci che capite e plasmate nel vostro passato. Se non capiste niente del passato, il
vostro futuro non prenderebbe forma: e il tempo sarebbe soltanto il trascorrere sempre
uguale delle ore, dei giorni, delle stagioni, e delle vostre energie che deperiscono nellinerzia.
Quando invece comincia a prendere forma il futuro, perch avete scoperto e plasmato
qualcosa nel passato.
Voi sapete bene che cos.
Lo vedete nei nevrotici: nel passato del nevrotico ci sono cose che bloccano il suo futuro, e
lui deve tornare nel passato a capirle e a plasmarle. Non dite cos, voi?
Cos anche in tutte le vostre teorie sulla reincarnazione: anche l lo vedete. Nella vita
incontrate continuamente i nodi karmici da sciogliere, le conseguenze delle reincarnazioni
precedenti, da risolvere e superare. Sono nel lontano passato, e le incontrate nel vostro
presente, e da quei nodi dipende il vostro futuro. C chi pensa cos, tanti lo pensano. Ma non
ne traete nessuna conclusione.
In realt, cos ogni volta che fate davvero qualcosa. Ogni volta che fate qualcosa, state
cambiando e riplasmando cose e destini nellarco di centinaia e migliaia di anni fa.
Questo centra anche col far uscire i peccatori dallInferno?
Il principio questo, s. Ma ha una quantit di altre applicazioni.
Ora, congiungi quel che ti ho appena spiegato.
Il vostro piccolo io (che ha la forma e la volont, e pu progettare) un organo del vostro
Corpo maggiore, ed fatto della sua stessa sostanza, tuttuno con il Corpo maggiore. Cos
anche il vostro tempo presente solo un aspetto del tempo presente del Corpo maggiore, che
quei milioni di anni che voi immaginate quando pensate alla storia del mondo.
Milioni di anni! Che parole insensate, disse lAustero.
E come si dovrebbe dire, invece? gli domandai.
Adesso. Di semplicemente: adesso. E tutto l.
Nel Corpo maggiore tutto l, adesso, spieg il Dominante. La vostra storia del mondo,
la vostra storia dellumanit sono anchesse storie, tali e quali ai miti: descrizioni della vostra
anatomia. Tutte le civilt che conoscete, tutti i popoli del passato sono adesso, nel vostro
Corpo maggiore, e voi potete cambiare le loro vicende proprio cos come tu puoi cambiare la
dimensione di un tuo muscolo, facendo ginnastica, o le condizioni di un tuo organo, facendolo
ammalare o guarendolo se ammalato.
E come cambiare una tua abitudine, disse lAustero. E il Dominante subito riprese:
Ovviamente, dopo che hai cambiato qualcosa nel passato i vostri libri di storia
continueranno a dire quel che dicevano prima, ma che farci? Quando qualche scienziato scopr
che la
terra gira intorno al sole, per un bel pezzo i dotti continuarono a insegnare che il sole gira
intorno alla terra, anche se i loro calcoli non tornavano.
Ma a questo modo non rimane pi niente del tempo come lo conosciamo noi, provai a
protestare. Se come dite, viviamo tutti nellirrealt. Chiunque mi deriderebbe se provassi a
sostenere una cosa del genere.
Ti preoccupa davvero che ti deridano?
Non questo il punto, ma non...
Te lho detto: voi siete abituati a subire il passato, a immaginarvi il passato come la
pressione di forze innumerevoli che non potete cambiare. Ma solo perch pensare cos vi
esime dalle vostre responsabilit e dai vostri poteri. Vi piace immaginarvi come Biancaneve,
teneri e indifesi, chiusi nella bara di cristallo. Invece avete la forma, la volont, potete
plasmare:
ed una cosa che potete fare soltanto voi, soltanto voi in tutti gli universi.
Per esempio: mille anni fa un paese viene invaso da un popolo nemico. io posso cambiare
questo avvenimento?
S. Se capisci cosa sono in te quel paese, quel popolo nemico, e quellinvasione.
Limportante capirlo.
Se riesci a capirlo succedono due cose: primo, vedi un senso del tutto nuovo di quel fatto;
e secondo, vedere quel senso ti conduce alla profondit giusta per poterlo cambiare, nel tuo
Corpo maggiore. E l, se ti sembra ancora giusto cambiario, lo cambi esattamente come
cambieresti il tono di un tuo muscolo, lo stato di un tuo organo, o una tua abitudine. Poi,
naturalmente, toccher a quel popolo e ai suoi contemporanei vedersela con ci che avrai
cambiato.
Scusate tanto, ma non ci posso credere.
Non questione di crederci o meno, disse il Dominante. Semplicemente ti succeder
prima o poi e vedrai di persona com, e come cambieranno le cose nel tempo tuo. Quanto al
capirlo, ti mancano ancora un paio di elementi importanti: ma ci arriveremo presto.
XV
La materia, gli specchi e la realt.
Potere e dovere. Gli animali maestri.
Gli angeli e il diavolo dietro agli specchi.
Bellerofonte
Restai in silenzio, mentre i miei pensieri correvano.
Dipende tutto dalla vostra percezione, riprese il Dominante. A te sembra tanto
impossibile quel che ti ho detto, perch vedi le cose dal punto di vista della materia, di tutto
ci che c di solido intorno a te. Come tutti, anche tu vuoi che la materia, la tua casa, sia solida
e non crolli. Non hai capito bene quella prima storia damore, ricordi? Non ci hai nemmeno
pensato pi.
Ma pensaci e dimmi ( un indovinello molto facile): luomo a costruirsi la casa, o la casa
a costruire luomo?
E luomo a costruirla.
Bravo. E anche quella prima, antichissima storia damore era soltanto una storia, un
vostro mito anatomico. Anche la materia un vostro organo.
E quale?
La creativit. E un organo vero e proprio. Nel vostro io piccolo lorgano che narra,
dipinge, plasma e cos via: narra con le parole, dipinge con i colori, plasma con la creta. Nel
Corpo maggiore invece usa la realt, e con quella costruisce la vostra casa. Voi ci mettete la
forma e la volont, senza le quali quellorgano non farebbe nulla.
Cos, tuttintorno a voi avete limmenso museo, la galleria darte delle vostre opere, che il
mondo in cui vivete. A te e a tutti importa che sia ben tutelato, e solido: e non lo sarebbe pi
tanto, se pensaste che quelle opere si possono rifare in un altro modo. Cos dite: Quod scripsi,
scripsi.
*
Quel che c, c: se cos stato fatto ed avvenuto in passato, cos deve essere.
Stabilite che questa la legge del museo, e cos percepite ci che c l: e non potete far nulla.
Ma soltanto un vostro modo di percepirlo.
E cambiare il passato sarebbe come ritoccare i quadri?
S, se pensi di farli pi belli e impari a farlo. Oppure puoi cambiarli di posto. Come vuoi.
Occorre solo modificare le leggi del museo, e chi pu impedirtelo? Le tue leggi attuali
stabiliscono che quei quadri resteranno cos per sempre: ma cosa rimane per sempre? Per
sempre leternit, e leternit soltanto adesso. Lunico elemento che pu impedirti di fare
qualcosa nelleternit soltanto il tuo cuore, il tuo coraggio. O il Dio supremo, che la stessa
cosa, anatomicamente parlando.
Aiutalo, educalo, fallo crescere, e vedrai. soltanto l lostacolo. La materia di per s fatta
apposta perch qualche energia la modelli, e cos da sempre e dappertutto. E il vostro io
piccolo fatto apposta per comunicare con il Corpo maggiore e mettere allopera le facolt del
Corpo maggiore, e viceversa. Lunico ostacolo nel cuore.
Sar.
Sar, sar. Certo che sar. Hai solo paura che sia vero, e tieni la tua paura davanti a te
come uno schermo, per non vedere pi in l. Rischia di diventare una cosa piuttosto noiosa, se
va avanti cos. Se vuoi un consiglio, il modo migliore che tu divenga talmente pi ampio di
quello schermo da vederlo piccolo come un fazzolettino per terra, che puoi chinarti a
raccogliere quando vuoi.

*
Vangelo di Giovanni 19, 22: I sommi sacerdoti dissero allora a Pilato: Non scrivere [sulla croce di Ges] il re
dei Giudei, ma che lui ha detto di essere il re dei Giudei. Pilato rispose: Quel che ho scritto, ho scritto
Come quando partiamo per un viaggio?
Puoi chinarti a raccoglierlo anche nel tuo mondo, nel museo. E quando ti rialzi e lo rimetti
in tasca, ti accorgi che il museo proprio la bara di cristallo di Biancaneve. Quella bara di
cristallo, hai capito bene cos , nella fiaba?
Era il nostro modo di conoscere.
Il modo di conoscere in cui vi aveva rinchiuso il Dio della terra, cio il vostro cuore e il
vostro coraggio cos come sono sulla terra. E vuoi dire che tutto ci che potete conoscere e
pensare del mondo-museo intorno a voi soltanto unimmagine di voi, riflessa da tante pareti
di specchio.
Per esempio, voi credete che il vostro tempo lineare sia tuttintorno a voi, nelluniverso
intero; invece proprio il contrario: quel tempo lineare soltanto in voi, e la bara di cristallo
lo riflette. Cos per ogni cosa. In quella bara di cristallo, tutto un riflesso di voi: ma voi
pensate che sia la realt, e quella tutta la realt, per voi, e sono tutti i vostri limiti. NellAldiqua
non avete nient altro.
Scrivi, scrivi. E ci che vi dice anche lastrologia: anche quando guardate la volta celeste,
voi vedete sempre e soltanto voi stessi, la vostra sorte passata e futura. Solo che gli astrologi
pensano che le stelle influiscano davvero su di voi, dallesterno; invece sono soltanto riflessi di
voi, sulle pareti a specchio della vostra bara. L siete Biancaneve.
Cos anche il passato limmagine riflessa di ci che siete, e il futuro il modo in cui lo
vedete e lo capite via via.
E se fosse vero, questo che mi sta dicendo? pensai.
E ci che vi sembra lontano, nel tempo come nello spazio, continuava il Dominante, non
affatto lontano da voi: sempre e soltanto una vostra immagine riflessa, distante da voi
come tutto il resto, ma riflessa per un qualche gioco di specchi negli angoli della bara. Quando
metti due specchi uno davanti allaltro e un oggetto nel mezzo, limmagine riflessa di
quelloggetto non sembra allontanarsi enormemente, da una parte e dallaltra? Invece basta
che tendi la mano, e loggetto l davanti a te. E puoi cambiarlo e plasmarlo come vuoi. Cos
per ogni cosa che conoscete.
Quindi conoscere, per noi, sempre una specie di prigione?
Dipende. Per il vostro piccolo io, conoscere sempre conoscere se stessi in un piccolo
recinto di specchi. Ma vedi, voi siete l dentro, e l c tutto il vostro mondo, ed l che agite. E se
agite su voi stessi, agite su tutto. Il che ha i suoi vantaggi.
Se uno agisce sul suo cuore e sul suo coraggio, agisce sul suo Dio?
Certo. E su tutto il resto.
Come si fa a crederci?
Che abbiate cos tanto potere? Non una cosa da credere: da capire. Allinizio ti d le
vertigini, ma ci si pu abituare pian piano.
Cominci a pensare: cosa voglio? Quale impresa di coraggio mi piace di pi? Trovare la
cura per una malattia, impedire una guerra, scoprire nuovi continenti? Prima ci pensi. Poi lo
decidi. E poi lo fai succedere, agendo su te stesso ed eliminando i sotterfugi.
Quali sotterfugi?
Tutti. Gli inganni, le vie traverse, le cose che non volete vedere in voi stessi, le parole che
intralciano il vostro potere. Perch funzioni, bisogna lasciarlo agire e basta: limpido com.
Come: le parole? Non avevate detto che il linguaggio uno strumento prezioso?
Oh s, pu servirvi come il filo di Arianna, se rimane aderente alle cose reali. Ma le cose
reali sono fuori dalla vostra bara di cristallo: invece le parole come le usate voi di solito sono
dentro, e servono soltanto a illudervi che tutto sia come sembra.
Il buffo che vi immaginate di essere i pi evoluti di tutti gli animali, proprio perch avete
quelle parole! Gli animali fanno il possibile per spiegarvi delicatamente che non cos, ma voi
non riuscite nemmeno ad accorgervene. Altro che i pi evoluti.
un indovinello?
Non necessariamente. E solo che gli animali sono molto pi evoluti di voi. Anche la Bibbia
vi dice che luomo stato creato per ultimo, no? E che dunque gli animali creati prima di lui ne
sanno molto pi di lui.
Quanto a questo, gli animali si dividono in due categorie principali: selvatici e domestici,
come dite voi. I selvatici sono sicuri che non vi evolverete mai pi di tanto, e che perci sia
inutile perdere tempo con voi. I domestici invece confidano che nonostante tutto qualche
speranza ci sia, e vi stanno accanto per insegnarvi.
una scelta eroica, dato che farvi da maestri sempre unoccupazione ad altissimo rischio
anche per gli animali.
E i vostri animali domestici non soltanto vengono il pi delle volte sterminati, ma muoiono
sconsolati, vedendo che la loro opera continua a non produrre nessun frutto, neanche dopo
millenni di dedizione. Eppure persistono. Gli animali domestici sono un po i santi perenni
della natura.
Cio, i nostri animali sarebbero nostri maestri perch ci insegnano a non usare le parole?
Anche. Gli animali hanno un linguaggio di gran lunga superiore al vostro: non fanno
differenza tra comunicare e essere. Con il vostro modo di usare le parole, invece, voi siete
pressoch condannati a tenere distanti queste due cose: dite quasi sempre ci che non siete e
ci che non e ovviamente non capite e non sapete quasi mai quello che state dicendo. Hai
mai notato quante cose esistono per voi soltanto perch ci sono parole che le indicano? E
quanti guai provocano queste cose? Lo Stato, per esempio. O i giuramenti.
Ma anche gli animali hanno il loro territorio, e i loro capi
e...
Piano, piano. Non ho detto che gli animali siano perfetti. Ho solo detto che sperano di
insegnarvi una quantit di cose che voi non capite. Non per nulla fu un serpente, allinizio, a
spiegarvi come si raggiunge la conoscenza: non fidatevi dei divieti astratti, delle frasi campate
per aria, vi disse, tenete il vostro linguaggio aderente alle cose, e uscirete dai vostri recinti e
labirinti di specchi
*
Invece la stragrande maggioranza di voi ha pensato che strisciasse
soltanto perch era un serpente.
Cos si scoraggiato e ha preferito diventare selvatico, osserv lAustero.
Sul serio?
Certo. Avevate talmente paura che vi insegnasse qualcosaltro, che ha lasciato perdere.
E fuori dai recinti e dai labirinti cosa c? Quelle pareti di cristallo esistono davvero da
qualche parte o sono solo un modo di dire?
Sono al confine del vostro Aldiqua, di tutti gli universi che riuscite a immaginare, rispose
il Dominante. E fuori c il vostro Corpo maggiore. Da l vedete bene gli specchi, e il vostro
piccolo io, e il suo piccolo mondo.
E fuori si parla come gli animali?
Come gli animali o come gli angeli. Gli angeli non possono mentire, come sai:

non possono
usare sotterfugi. Anche nella forma in cui li immaginate voi, riescono a mostrarvi che il mondo
reale molto pi grande di quello che voi chiamate per nome.
Cio?
Come li immaginate voi, anche gli angeli sono soltanto vostri specchi: ma rispecchiano
molto pi di ci che sapete. Voi li immaginate come giovanotti alati, ed ecco: le membra
umane dellangelo corrispondo a ci che sapete di voi stessi, al mondo del vostro piccolo io; le
ali corrispondono a ci che in voi troppo grande perch luomo-Biancaneve possa saperlo.
Di l dalle pareti di cristallo vi accorgete che tra le vostre membra umane e la vostra parte
alata non c distanza: le une continuano del tutto naturalmente nellaltra. E che anche quel
che fate nel vostro mondo ha le ali di quella vostra parte pi grande e sconosciuta: e continua,
l e viceversa: perch quando agite davvero nel vostro mondo, il vostro Corpo maggiore
che agisce.

*
Cos risulta infatti dal testo ebraico antico della Genesi, 3, 15 (v. La creazione delluniverso, cit., pp. 50-52.)

Secondo gli angelologi, tre cose non possono fare gli angeli: disobbedire, riprodursi e mentire
Tutto continua, mi ramment lAustero.
Cos anche gli angeli sono un immagine del nostro Corpo maggiore?
Certo. Sono i vostri principi azzurri, e i vostri miti: sono proprio la stessa cosa. E i vari tipi
di angeli a voi noti precisano ulteriormente limmagine del vostro Corpo maggiore. Quando
immaginate che esistano angeli della Provvidenza, angeli salvatori, angeli distruttori, angeli
dei fiori e delle acque e via dicendo, e che per tutto ci che esiste ci siano appositi angeli
custodi, state soltanto descrivendo le vostre ali: come sono disposti e connessi i vostri poteri
nelluniverso.
Cio, i nostri poteri hanno a che fare anche con la crescita dei fiori e con le acque?
Vedi? Con la tua mente non riesci ancora a capirlo. Comunque s, i poteri del vostro Corpo
maggiore sono intrecciati con tutto ci che esiste nelluniverso, e lo fanno esistere. Cos come
sono intrecciati i poteri della vostra mente e i poteri del vostro corpo fino ai piccoli poteri
del sangue nei vostri Capillari... Ma voi non arrivate ancora a capire neanche questo, vero?
Siete molto bravi a difendervi da questo genere di cose, l sotto il cristallo. Avete sempre il
diavolo, sui confini.
Se c il diavolo l, come possono esserci anche gli angeli? Se dici che da l cominciano le nostre
ali...
Il diavolo sempre e soltanto la vostra paura: prende forma l dove vi fermate, dove non
volete vedere pi voi stessi.
Per esempio, noi ti diciamo: I vostri poteri sono immensi come le ali degli angeli. Tu
pensi: Questo significa che con i miei poteri potrei fare anche un immenso male! E che i mali
esistenti sono probabilmente prodotti dai miei poteri! E non osi pi credere a quello che ti
diciamo, per paura della responsabilit. Ed ecco, questo appunto il diavolo, per te.
Mentre in realt tra le ali degli angeli e quelle del diavolo non c differenza: sempre la
stessa parte di voi che non vedete. Quando vi sentite buoni e cari, quella vostra parte
sconosciuta sono le ali degli angeli. Quando vi sentite cupi, malvagi, oppure eroici e pronti a
vincere i mostri e i Minotauri, allora sono le ali del diavolo, che vi trascinano, vi tentano o vi
sfidano. Ma siete sempre voi.
Dunque tutto dipende da noi, negli universi?
S, da ognuno di voi. Quando imparate a usare le ali ve ne accorgete senza ombra di
dubbio. Mentre se non imparate a usarle continuate soltanto a giocare con le parole.
Vedi che non ha senso quello che dici. Ci sono una quantit di cose che non dipendono affatto
da ognuno di noi, ma da cause esterne, o da alcune persone soltanto... Le guerre, per esempio. Se
io so che in qualche parte del mondo c una guerra, quella guerra non dipende da me, ma da
altri.
No. Nel vostro universo le guerre sono scontri che avvengono prima di tutto in voi, tra ci
che sapete di essere e parti di voi che non siete capaci di essere: qualsiasi nemico, non importa
di chi, soltanto limmagine di una parte dite che non vuoi conoscere e ammettere; e un
nemico, non importa di chi, esiste soltanto perch non volete conoscere e ammettere una
determinata parte di voi stessi.
Cos, da un lato, finch la vostra scoperta di voi stessi non sar terminata ci saranno
sempre guerre, e sar uno dei tanti prezzi che pagherete per restarvene nella vostra bara di
cristallo. E daltro lato, ogni guerra nel vostro universo una guerra di conquista interiore: e
torna a ripetersi fino a che non conquistate in voi stessi quella vostra parte sconosciuta, che
lha provocata.
Ma in voi chi? Vuoi dire in tutta lumanit, nella maggioranza dellumanit, o cosa?..
No, voi tu, lui, lei, chiunque. Ognuno di voi lUomo. Se uno di voi conquista, cio
conosce e ammette davvero in se stesso quella parte prima ignota, quella parte non produce
pi guerre, in nessun luogo del vostro universo. Ognuno di voi lUomo.
Ma una responsabilit immensa!
Credi che gli animali, gli angeli e tutti gli Dei si occupino di voi solo perch non sanno
come passare il tempo?
C una vostra storia, che gira elegantemente intorno a questa questione:
panoramicamente intorno, disse pi allegro il Dominante, per rallegrare me, vedendo che ero
turbato. Bellerofonte. Ti ricordi com?
Bellerofonte e Pegaso
La ricordavo bene, era sempre stata la mia storia prediletta, fin da bambino.
E la storia di ci che la gente vivr, disse il Dominante, mentre incominciavo a
ricostruirla.
Bellerofonte era un eroe e aveva un cavallo alato, di nome Pegaso, che in realt gli era
fratello: erano nati tutti e due dal Dio del Mare, cos narra il mito. E insieme compirono
imprese coraggiose. Scamparono alle insidie della regina Antea, sconfissero la Chimera, le
Amazzoni, il popolo dei Solimi, e il popolo dei Lici...
Come si fa a sconfiggere un popolo da soli?
Salta questa parte, dove parla delle Amazzoni e degli altri suoi eroismi. Sono episodi molto
al di l dei vostri specchi. Racconta il finale, quello importante adesso.
In che senso sono molto al di l dei nostri specchi?
L ci sono molte altre forze, che schermano e dirigono ampi torrenti di energie. Queste
energie potrebbero giungere a voi, se non venissero deviate, e alcune potrebbero annientarvi.
Ci che scherma e devia da voi quelle forze principalmente il fatto che non ne sapete niente;
perci va pure avanti.
Non avevate detto che se uno ignora una parte, quella parte produce nemici e conflitti?
S, e infatti quelle forze possono esservi ostili, ma per scoprire le vostre parti che ve le
rendono ostili ancora presto, non sei abbastanza robusto. Dunque, Bellerofonte e Pegaso
erano fratelli e compirono molte imprese. Poi?
Erano fratelli nel senso che si volevano molto bene?
Lopposto. Si volevano cos bene perch in realt erano fratelli. Capisci?
Cio erano profondamente uniti?
S. Bellerofonte stava imparando a capire che cosa sono gli angeli, ed era una cosa
notevole, dato che gli angeli non cerano ancora nei miti greci.
Cominciava a capire che quel suo angelo, Pegaso, era una sua immagine riflessa; ma non
osava capirlo del tutto, e perci raccontava a se stesso che Pegaso gli era fratllo, e che era un
cavallo alato. E credeva in questo suo strano racconto. Era il suo modo di imparare e di non
imparare: di non aprire gli occhi.
Un po come fai tu, che non domandi chi sono i nostri due vecchi con le ali, che ci
accompagnano nei viaggi, osserv lAustero.
Mi ripromisi di domandano.
Dunque, Bellerofonte e Pegaso cos narra il mito si volevano molto bene e compirono
imprese strabilianti; dopodich Bellerofonte divenne un re potente e celebre, e cominci ad
annoiarsi, perch tutto gli sembrava troppo possibile, troppo facile.
Allora immagin unimpresa inaudita e assolutamente impossibile: salire fin nellOlimpo,
per vedere se gli Dei esistono veramente. Cos sal, insieme a Pegaso.
Sal sempre pi in alto, in groppa a Pegaso, e a un tratto scivol, non riusc a tenersi
aggrappato al cavallo e cadde sulla terra. Non mor, ma rimase zoppo per sempre; e divent
un eremita. Pegaso invece sal al cielo e visse per sempre nell Olimpo.
Capisci? mi domand il Dominante.
Bellerofonte voleva arrivare fin lass per vedere se anche gli Dei sono uno specchio?
Questa la storia ordinaria; ma capisci come cresce sul serio, a ritroso?
Guardala. Linizio vero della storia quando Bellerofonte diventato re: ed quando
cominciate a vedere limmagine di voi stessi, negli specchi. Allora capite come siete arrivati a
vederla, capite com il vostro Pegaso, il potere delle vostre ali e le possibilit dazione che
avete nel mondo che conoscete. Vi accorgete di tutte le imprese che avete compiuto per
arrivare a questo...
E possiamo accorgercene solo dopo che le abbiamo compiute?
Prima di compierle e mentre le compite siete ancora una piccola parte di voi. Quando vi
accorgete davvero delle vostre imprese, perch siete gi diventati re.
Diventare re in questa storia un immagine del Corpo maggiore?
Diventare re, nelle storie e nella realt, accorgersi che il Corpo maggiore esiste e
funziona. E questinizio vero della storia identico al finale, a quando Bellerofonte storpio
ed eremita e Pegaso nellOlimpo. anche questo un aspetto dellessere re, nel vostro
universo: quando uno arrivato a vedere se stesso, conosce cose che non pu raccontare agli
altri uomini e non perch gli sia vietato, ma perch gli altri non lo capirebbero e perci
tra gli altri uomini si sente eremita e storpio, mentre in realt le sue ali arrivano in cielo.
*
E per
spiegare questa regalit di Bellerofonte, la storia cresce a ritroso raccontando la salita al cielo,
e la caduta...
Inoltre, continu il Dominante nella sua crescita a ritroso questa storia ha due confini:
due limiti oltre i quali la perdete di vista e non riuscite pi a raccontare.
Il primo confine che Bellerofonte ci arriv, nell Olimpo, ma non riusc a capirlo, cos
come non era riuscito a capire ci che lo legava a Pegaso. Di Pegaso aveva pensato che fosse
un cavallo e che perci fosse diverso da lui, e non tuttuno con lui. E quando arriv davanti agli
Dei, sent allo stesso modo di ssere diverso dagli Dei, e cadde. Tutto questo lo cap e lo pens
con il suo piccolo io, con la sua mente. Cos la sua parte pi grande, Pegaso, il potere delle sue
ali, sal e rimase tra gli Dei poich davvero, fin l arrivano le vostre ali, il Corpo maggiore
mentre il suo piccolo io consueto torn sulla terra, a zoppicare. Questo il primo confine,
come un primo margine duna strada.
Il secondo confine e margine della strada che Bellerofonte sal fino agli Dei e cap tutto
ci che doveva capire, e perci torn sulla terra.
Cap innanzitutto che compito delluomo non stare in cielo, ma abitare sulla terra, per
congiungere il cielo con la terra. Proprio perch le vostre ali arrivano fin l, non c ragione

*
tratto della menomazione molto diffuso nei miti dei profeti e degli scopritori di qualche Aldil, come mi fece
notare il Dominante in un altra occasione. Il patriarca Giacobbe zoppicava, per unanca lussata, dopo il suo
incontro con lAngelo nel deserto; Edipo va cieco per il mondo, dopo che ha scoperto di essere marito della
regina sua madre; Tiresia, il grande indovino, cieco lui pure; Omero era cieco; Orfeo dopo il suo viaggio nellAde
eremita e non si mostra mai di giorno, come se la luce del giorno lo ferisse; Ges dopo la resurrezione ha il
torace squarciato, e mani e piedi forati; i santi, nelliconografia cattolica, portano sempre i segni delle loro ferite e
piaghe. La menomazione porta sempre in s questo segreto, mi disse il Dominante. Fa caso a quello che provi
davvero, la prossima volta che vedi un menomato.
che l vada a stare anche la vostra mente umana, ti pare? In cielo rimane Pegaso, ma Pegaso e
Bellerofonte sono sempre una cosa sola, anche se uno in cielo e laltro sulla terra.
Ora, intendi bene: questi due confini della storia sono due margini duna strada. Se c luno
c anche laltro, non si escludono. Capisci?
S, risposi vagamente. E: Non c modo di tornare da un viaggio cos senza restare storpi?
domandai, ricordandomi che il Dominante aveva detto: Ci andremo.
Oh s, se vuoi. Ma di solito non se ne ha voglia, poi. Rimane una forte nostalgia di questo
viaggio lass, ed tanto bella che non si ha voglia di liberarsene, e tanto forte che non si pu
non esprimerla: e siccome con le parole impossibile, il corpo che la esprime... Comunque
vedremo di fare qualcosa anche per questo, se zoppicare ti disturba tanto.
Bene.
XVI
Allassedio di Acri.
Il limite dellio. Sion
Non provavo ancora a formarmi una visione dinsieme. Sapevo che sarebbe stato inutile: la
caratteristica delle conversazioni con gli Spiriti-guida che per un po, anche dopo averle
accuratamente trascritte, soltanto le singole frasi risultano chiare mentre a rileggerne
anche soltanto una pagina o due si ha limpressione che la mente sia troppo stretta per
contenerle. A ogni rilettura interi brani ti sembrano disperatamente nuovi, come se ogni volta
ne vedessi solo una piccola parte e il resto si perdesse in una qualche nebbia. E pi
lattenzione e la memoria si tendono nello sforzo, pi si perdono in quella nebbia. Pu durare
cos per settimane, addirittura per mesi.
La cosa migliore da fare proprio il contrario: godersi quella sensazione di perdercisi
che molto bella e aspettare. Col tempo le spiegazioni degli spiriti cominciano a sistemarsi
da s, non tanto nella mente ma come intorno a essa: allora la sensazione diventa quella di
abitare nei loro insegnamenti, come in un appartamento nuovo, pieno di cose, e solo allora
possibile ragionarci su. E questione di crescita: gli Spiriti-guida badano bene a non mettersi
allo stesso livello del loro interlocutore, ma ogni volta un poco pi su, cos che solo crescendo
si pu impararne qualcosa. E io fiduciosamente aspettavo, tenendo in ordine i miei appunti e
guardando con indifferenza alle riflessioni che mi capitava di fare in quel periodo, circa i
confini dellAldil, il diavolo e il resto, perch sapevo che erano superficiali e premature.
Pochi giorni dopo la conversazione su Bellerofonte, per esempio, scesi dai maestri
pensando alluniverso infinitamente molteplice che doveva risultare da quel sistema di pareti
a specchio: dato che ogni individuo diverso pensavo quegli specchi dovevano riflettere
miliardi di diverse strutture della realt, che nessuna statistica avrebbe mai potuto integrare.
Se ognuno vede soltanto se stesso in tutto ci che conosce, chi pu dire quale sia limmagine
del mondo pi vera? Come nelle opere d arte, ci che conta nella conoscenza non dunque la
rispondenza al vero, ma forse soltanto la maggiore o minore bellezza, intensit, suggestione?
E mi sembrava che, pensando cos, buona parte di ci che i miei Spiriti mi avevano detto sui
poteri umani risultasse pi ragionevole, e meno preoccupante.
Viaggiamo? mi disse il Dominante. E da un po che non viaggiamo pi.
E mentre mi preparavo a partire: Ah, e ricordati sempre, mi disse, la vostra realt
molto piccola, pi piccola di voi. Anche la tua idea che siate tanti e diversi pi piccola di te.
solo unobbedienza, non una conoscenza.
Questo per quanto riguarda la tua idea delluniverso molteplice, che sbagliata, aggiunse,
vedendo che non capivo.
Annuii e partimmo.
Mi chinai (questa volta ero davvero contento di viaggiare, mi sentivo bene, attento e
limpido) e mentre tutto girava da destra a sinistra cominciai a vedere una via di citt, in
rovina, antica, con molto disordine e fumo.
Camminavamo svelti, correvamo quasi, lAustero davanti e noi dietro. A un certo punto
cominci a esserci tuttintorno un gran movimento di persone, ma non ci fermammo a
guardare.
La bambina.., dissi, preoccupato.
Vidi accanto a me il viso del vecchio con le finte ali di libellula, che mi diceva: Finch ci
siamo noi protetta e siete protetti.
Da cosa devono proteggerci? pensai. Ancora pericolo? Salimmo una scala senza
balaustra, che sporgeva da un muro di grosse pietre, attraversammo qualcosa che sembrava
una terrazza, poi unaltra, e l non cera pi nessuno, la gente era rimasta indietro, pi gi.
Vidi lAustero che si infilava attraverso una stretta apertura in un muro bianco di calce. Il
muro era alto, guardai su per cercarne i contorni e vidi il cielo dun azzurro abbagliante: il
muro era inclinato, e bastava sollevare appena lo sguardo per vedere il cielo.
una cupola, spieg lAustero, da dentro. Entrate, svelti.
Cera un corridoio, che curvava. Da l, attraverso unaltra apertura nel muro passammo in
un corridoio pi stretto e pi breve: e altri uomini vi entrarono dopo di noi, e non erano spiriti
ma corpi. LAustero mi indic uno di loro, massiccio, con una barba grigia, e io lo seguii per
qualche passo.
E gli altri? domandai, voltandomi.
Eravamo soltanto io, lAustero e il Dominante, e quegli uomini-corpi.
Sst, fece lAustero, ascolta lui.
E davvero cominciai ad ascoltare luomo dalla barba grigia; era come se lo ascoltassi da
dentro.
Va tutto bene, giusto cos, pensava questuomo. Se altri hanno altri Dei, significa che
ognuno nel mondo ha molti Dei. Non bisogna temerli. Luomo lunica ragione dellesistenza
degli Dei.
Chi ? domandai al Dominante.
Sa che adesso lo uccideranno, mi rispose sottovoce, e vuoi essere pronto. Sta pensando,
perch il suo pensiero e la sua attenzione rimangano desti nel momento della morte.
Gli altri uomini che sono qui lo uccideranno?
No. Altri ancora. La gente che hai visto prima.
Allora perch non gli diciamo di andare via?
Ha deciso cos. E poi lo ucciderebbero lo stesso.
Gli Dei sono come paesi che noi attraversiamo>, pensava luomo dalla barba grigia. Ma non
sono eterni, mentre noi s. Perci esistono con tanta forza e non muoiono, mentre noi moriamo
nel tempo.
Sentii che lo pensava con dolore. Era perch stava per morire? No udii in qualche parte
di me perch sa che nessuno lo capirebbe se lo dicesse: per lui importante ma sa che
nessuno lo capirebbe. Non me lavevano detto i maestri, ero stato io a rispondere a me stesso;
e storsi la bocca, tanto era pesante il dolore che quelluomo aveva nellanimo, e che anchio
sentivo.
Eccoli l, disse il Dominante.
In fondo al corridoio vidi altri uomini, che scendevano di corsa una scala. Luomo dalla
barba grigia diede un ordine e si volt, e vidi i suoi occhi, spaventati e tristi. Ma lui non vide
me. Mi pass proprio accanto. Aveva la spada. Sentii che il cuore gli batteva forte. Chiuse e
strinse le palpebre e pens: Noi passiamo oltre, in nome nostro e in nome del Dio pi alto, che
nessuno...
Poi, di colpo, il pavimento e i muri crollarono lungo tutto il corridoio. Io avevo chiuso gli
occhi, per non vedere.
Lo sapeva che sarebbe crollato, sentii che diceva lAustero.
Sono morti tutti?
Finiranno di morire tra poco. Che fine da leggenda.
Non vedevo pi niente.
Cos successo alla sua mente, adesso? Voglio dire, alla sua coscienza, allio...
Adesso che morto non pi la sua mente, la tua. un tuo piccolo specchio, adesso,
disse il Dominante. Succede sempre cos quando si muore.
Si diventa sempre piccoli specchi quando si muore?
Lio ci che nutre la vostra evoluzione interiore: il problema che dovete risolvere e
finch lo sentite cos la vostra evoluzione procede; ma a un certo punto lio diventa ci che la
frena. Perci bisogna uscirne, e lio da cui si esce continua a vivere negli altri. Adesso il suo
continua a vivere in te, quando dici o pensi: io.
E la reincarnazione?
Non come la immaginate voi. Ci sono molte parti di voi che si reincarnano ciascuna a suo
modo, e non una volta sola. Ciascuna parte di ciascuno di voi pu trasmigrare in molti altri, da
una vita a molte e molte vite, molte volte.
Adesso hai visto questo perch avevi pensato che i nostri insegnamenti sono come un
posto in cui stare. Quali parole avevi usato tu? Come un appartamento nuovo. Lui ti ha dato
unimmagine molto efficace di cosa vuol dire abitarci. Te ne ricorderai, un giorno, in tutti i
dettagli. Per te stato come un dono, davvero.
Se morto, non andiamo a dirgli che tutto continua?
No, successo secoli fa, gi continuato tutto, disse il Dominante.
Te labbiamo detto, il tuo specchio. Lui non c pi, sei tu, disse lAustero.
E io di chi sar lo specchio quando morir?
Di molti, anche tu, disse il Dominante. Di sicuro, quando morir quello che sei
normalmente nel vostro Aldiqua, diventer uno specchio di ci che sei adesso mentre parli
con noi. Questo comincia a succedere gi quando parli con noi, e ancora di pi quando
viaggiamo, quando ci si avvicina al confine degli specchi.
E viaggiando ci arriveremo?
Penso di s. E sia l sia nella morte sono occasioni panoramiche per vedere che ciascuno di
voi ha un io finch siete legati al vostro Aldiqua.
Poi, via via che vi allontanate dal vostro Aldiqua, vi accorgete di essere tutti un io solo.
Allora il vostro io di prima diventa quel piccolo specchio: una realt troppo piccola, che
rispecchia una realt grande.
In questo senso dicevate che ognuno lUomo?
S. Luomo ha un io solo, lumanit intera ha un io solo. detto molto bene nel libro di
Isaia:
Che cosa si risponder ai messaggeri delle nazioni?
LAltissimo ha fondato Sion, e in Sion si rifugiano gli oppressi del suo popolo.
*

Lui lo chiama Sion. lunico io: voi crescendo imparate a diventare soltanto quellio, e l la
vostra trama vera.
il Corpo maggiore, anche quello?
una parte: un altro modo che avete di scoprirlo. Ed davvero dove portate le vostre
vittorie, dove le celebrate e ne gioite, quali che siano.
L sentite la possibilit di trasformare i vostri miliardi e miliardi di uomini in un popolo, e
quel popolo in un unico io: e allora succedono meraviglie. E il diavolo e tutte le paure che vi
opprimono rimangono indietro, sepolte, insieme a tante altre cose che l non importano pi, a
Sion, come dice Isaia.
Non capisco...
Non c gran che da capire. Lui lha mostrato veramente bene, disse lAustero, e capii che
ora intendeva luomo dalla barba grigia.
Quando successo quello che ho visto in quei corridoi?
Alla presa di Acri, in luglio.
Durante le Crociate? E immaginai quegli uomini con la cotta di maglia e il mantello bianco.
Sto immaginando tutto quanto, s?
No. La tua immaginazione soltanto ci che trasforma in immagini quello che vedi qui. Ma
lo hai visto davvero. Hai un po di paura e pudore della porta che ti si aperta, ma lhai gi
attraversata, non puoi farci niente e ti ci devi abituare.

*
Isaia 14, 32
Per favore spiegatemi, troppo confuso cos.
Ma non mi ascoltavano.
Laveva avuta dalla storia di Sansone, lidea, non da Isaia, stava dicendo lAustero al
Dominante. Sansone schiavo, in catene e cieco, fa crollare tutto su chi lo teneva schiavo. Sul
suo io.
Eh s, rispose il Dominante. E proprio tale e quale.
*

XVII
Schema generale dellAldil. Il Graal?
Il ponte. Il ritratto del diavolo.
Altri universi e altre popolazioni extraterrestri
Sentivo, dalla voce, che lAustero era in qualche modo commosso dallepisodio che avevamo
appena visto; mi ricordai delle sue vesti larghe, da arabo, e avrei voluto domandargli qualcosa.
Ma era come se si fosse voltato (non lo vedevo, lo sentivo soltanto) e guardasse altrove.
cos, vedi, mi disse intanto il Dominante. Questi sono i vostri Sei Cieli soliti:

e il cerchio pi largo che c sotto il confine del Settimo Cielo. Visto da pi lontano,
diciamo, cos:

*
Giudici, 16, 22-31. Lepisodio a cui avevo assistito il crollo del pavimento durante lirruzione degli attaccanti
era avvenuto nel 1291 durante lultima difesa del Tempio di san Giovanni dAcri; lo verificai, non senza
emozione, in una storia delle Crociate. Ma io ero l? domando ai miei. Oh, ceravate tutti, l, risponde
lAustero. Proprio non riesci a capirla questa cosa, eh?

Lemisfero inferiore molto pi ampio dellarea dei Sei Cieli, vedi? E questi due cerchi nellemisfero
inferiore sono il passato e il futuro: il cerchio n. 1 il passato, il cerchio n. 2 il futuro, e possono
ampliarsi e restringersi in vario modo, non sono fissi. E lasse centrale siete voi.
Cio ognuno di noi?
E quello che ognuno di voi chiama io. Finch siete nei primi Sei Cieli vi sembra sempre che lio sia
una cosa molto personale, che sia fatto di ricordi, speranze, pieno di segreti che nessun altro sapr
mai... cos, no? E alcuni immaginano che con la morte scompaia, e altri immaginano o desiderano che
dopo la morte continui, ci che voi chiamate io.
Invece vedi com: dalla soglia del Settimo Cielo in avanti c un unico io che lasse centrale. E
l ciascuno di voi luomo, lumanit. Questo lo schema.
Il Dominante tacque per qualche istante, come aspettando invano di vedere sul mio viso il
lampo dellintuizione.
E in realt lasse centrale soltanto un punto di vista, prosegu, paziente. L ognuno di voi lio e
lumanit intera, perch da l vedete le cose come le si pu vedere dal punto di vista dellio,
dellumanit. Infatti, vedi, quellasse centrale la linea in cui confluiscono tutti i punti di vista dei Sei
Cieli: ci che li unisce tutti.
Nel senso che nel Settimo Cielo esistono altri punti di vista oltre allio e allumanit?
Certo, infiniti punti di vista, disse il Dominante. Vi spostate dun po dallasse centrale, e avete un
altro punto di vista. Vi spostate dun altro po, e avete un altro punto di vista. Infiniti punti di vista. Solo
che nellAldiqua non avete le parole per indicare neanche uno di questi diversi punti di vista. Le parole
che avete per indicare i vostri modi di vedere sono: io, noi, un altro, alcuni altri, molta gente, tutti... Ma
sono sempre operazioni aritmetiche con lio. Noi : io A + io B, + io C, eccetera. Un altro : io A + io B - io
A. E cos via. NellAldil invece lio esiste soltanto lungo lasse centrale: in tutti gli altri punti cambia
tutto e quella vostra aritmetica non serve pi. Lungo lasse dellunico io, invece, cambia in un modo pi
semplice: io e tutti sono la stessa cosa. Solo questo.
Sentivo di poterlo capire, ma al tempo stesso sentivo che se avessi capito quel che mi stava dicendo
avrei cominciato a dissolvermi, a non esserci pi. E non volevo.
Lhai gi superata, questa porta, mi disse di nuovo lAustero. Ti ci devi soltanto
abituare.
Non perderti a cercare le parole per definirlo: puoi soltanto sperimentarlo, continu il
Dominante. Tu lo sperimenti ogni volta che parli con noi, ogni volta che viaggiamo, ma
naturalmente puoi dire soltanto io e pensare di essere soltanto te stesso, perch sei ancora
molto impacciato.
Ricordi quando dicevamo che il miglior modo di insegnare quando non si sa abbastanza
e si impara da chi ascolta? Ecco, anche quello un modo per sperimentarlo. O quando
dicevamo che la vostra immagine dellangelo un vostro autoritratto con le ali?
Pensa a come sono le vostre ali, la parte di voi che non conoscete: molto grandi, ben pi
grandi del vostro mondo. Infinite.
Cos, c un limite nei mondi oltre il quale le tue ali confluiscono nelle ali di un altro, e pi
avanti nelle ali di molti altri, e pi avanti ancora nelle ali di tutti quanti e sono tuttuno con
le ali di tutti quanti. Questo un altro modo in cui potresti capirlo, guardando dal tuo mondo,
dal tuo Aldiqua-degli-specchi. Ci siamo fin qui? Non stare a guardare a quel modo davanti al
tuo naso e fa una domanda sensata, per favore.
S. Mh. E in che modo si possono ampliare i cerchi del passato e del futuro?
Si possono ampliare e restringere in due direzioni: in orizzontale e in verticale, disse il
Dominante. La differenza tra i due cerchi che il cerchio del passato pu ampliarsi fino ai
limiti di quellemisfero inferiore, e non oltre. Quello del futuro si amplia anche oltre.
I due cerchi possono diventare cos, o cos, o cos, disse, tracciando questi altri disegni:

Cos prende forma il vostro futuro nellAldil, e nellAldiqua lo realizzate, grazie ai tanti
poteri delle vostre ali.
Automaticamente? L si amplia e noi subito lo realizziamo?
Per quanto potete capirne voi nellAldiqua, s.
Lo schema dellAldil ci che nelle leggende si chiama il Graal, disse lAustero.
Finsi di non averlo sentito: largomento mi pareva gi troppo ampio, perch ci si potesse
introdurre anche il Graal.
Tu avevi detto che possiamo cambiare avvenimenti passati, anche una catastrofe avvenuta in
passato...
Aspetta, mi ferm il Dominante, ascolta. In verticale avviene questo, nellemisfero
inferiore: quanto pi siete vicini alla soglia del Settimo Cielo, e quindi ai vostri Sei Cieli soliti,
tanto pi vasto il cerchio del vostro passato. E quanto pi ve ne allontanate e scendete, tanto
pi stretto: e tanto pi facile che il cerchio del futuro lo superi. E alla fine, proprio in fondo
alla sfera, ci che rimane del cerchio del passato soltanto lultimo punto dellasse centrale,
lultimo lembo del vostro io. E l ci che chiamate il futuro dappertutto.
Cio, dipende da quanto ci allontaniamo dal nostro io piccolo e diventiamo quellunico io?
Proprio cos. Quando siete vicini alla soglia del Settimo Cielo il passato vi appare ancora
enorme, riempie tutto lorizzonte: il passato delle moltitudini, delle civilt e via dicendo. E l,
volerlo modificare come voler modificare qualcosa in un mare, da una barca. E ovviamente ti
sembra inconcepibile.
Pi gi, lungo quellasse dellunico io, diventa come modificare qualcosa in un lago, e
ancora pi gi diventa come modificare qualcosa in una pozzanghera. L, plasmando il futuro
potresti modificare rivoluzioni, guerre e catastrofi passate, tutto quello che vuoi se riesci a
portare fin laggi la tua volont, formulando qualche progetto sensato.
E conte posso saperlo, se un mio progetto sensato o no?
Lungo quellasse i progetti non sono solo tuoi: l sei nella dimensione dellunico io, e ogni
tuo pensiero diventa pi grande dite. Molti, molti altri vi partecipano, e loro sono te e tu sei
loro, senza che tu possa sapere e nemmeno immaginare quanti siano. Compito tuo portare
fin l la tua volont, il tuo presente. Allora quellunico io pu agire nel presente, nella realt.
Capisci?
Il tuo presente e la tua volont diventano come un ponte, disse lAustero.
E quel ponte il tuo coraggio, riprese il Dominante, ed ci che chiami Dio, o anche:
caso. O la necessit, che la stessa cosa.
Il caso e la necessit non sono la stessa cosa.
Voi stabilite qual la necessit, quale devessere il destino: il vostro coraggio il potere
con cui lo stabilite, e il caso la forma che il destino assume in concreto. E Dio il legame tra
tutti questi elementi: ci che li fa confluire tutti in un unico ponte.
E il ponte sarei io, il mio coraggio?
Il Dominante sospir.
S, disse. Tu sei la presenza. Se tu ci sei c tutto, se non ci sei non c niente.
E se io non ci sono ma c un altro?
Non c differenza, l. E lunico io, non c differenza fra te e un altro; per ciascuno cos.
E questo ponte, tu puoi capirlo soltanto se ci sei sopra, o se almeno riesci a scorgere dov
nella tua esistenza. Ed ovunque, pu essere ovunque tu gli comandi di essere.
Queste frasi mi passavano accanto come astronavi. Per un attimo immaginai perfino come
avrebbe potuto essere bello trovarsi su unastronave che si lascia alle spalle la terra, ed entra
nello spazio vuoto.
E il ponte qual : lasse qui sotto, lunico io? domandai guardando quello schema
dellAldil.
TI ponte il significato di questo disegno, disse il Dominante, invece ogni linea del
disegno una soglia, con il diavolo che la sorveglia. un po una topografia del diavolo, nelle
sue linee universali.
Non pensavi mica che il diavolo fosse antropomorfo? ridacchi lAustero.
E ancora pi gi, sotto lultimo punto della sfera che cosa c?
Non c pi niente per voi: il nulla, rispose il Dominante. Invece per lunico io, da l in
avanti si trovano altri universi, in quel nulla. Alcuni universi hanno una struttura simile a
questa vostra, a calice, e sono quelli con cui si pu entrare in contatto pi facilmente, usando
questo emisfero inferiore cos come tu usi la tua stanza tonda quando vieni a trovarci. Altri
universi non hanno forma, hanno altre modalit che il vostro pensiero non riuscir mai a
concepire.
E in ogni universo ci sono popolazioni?
Certo. E c il passato, il presente e il futuro, e potete usarli anche l.
E quelle popolazioni sanno di noi?
Cos come voi sapete delle stelle, delle galassie. Vi vedono, diciamo, da molto lontano.
Se non possiamo andare a conoscerle, potreste almeno descrivermele?
Non che non possiate andare a conoscerle. In realt le vedete anche voi, o perlomeno le
percepite; solo che non ve ne accorgete.
Sono quelli che si chiamano extraterrestri?
Pi o meno. Li percepite ovunque: come se camminaste di notte, nella nebbia, e ognuno
vede qualcosa dinanzi a s, nella nebbia, e nessuno vede ci che vede un altro. Cos li
percepisce ciascuno di voi. Capisci?
Ma esistono?
Certo.
A volte, li percepite anche come direzioni di sviluppo, di evoluzione. Li percepite nella
fantasia, sotto forma di idee, di immagini soprattutto: immagini di cose da fare, di modi dagire
che vi piacciono molto senza che voi sappiate bene perch. E vi piacciono semplicemente
perch ne siete incuriositi: voi avete una natura da esploratori... Di solito esprimete queste
immagini nella pittura, nei sogni. In ogni epoca ne avete viste molte.
E sono immagini di extraterrestri? Com possibile?
Sai, quando leggendo un libro o guardando un film ti identifichi con un personaggio? Non
perch quel personaggio ti somigli, ma perch lemozione di quel libro o di quel film ti sta
guidando oltre il Settimo Cielo, e l il tuo io consueto rimane indietro, senza che tu te ne
accorga. L cominciate a percepire innanzitutto quellunico io, che vi unisce a ogni altro uomo:
e ogni tanto ve ne allontanate anche, e percepite lunico io di qualche altro universo.
Per esempio in quale libro, in quale film?
Non in qualcuno in particolare. Dipende solo dallemozione che provi leggendo o
guardando. Poi quando ti capiter davvero di incontrare qualche abitante di altri universi, ti
accorgerai che lavevi gi percepito prima e non ricorderai dove. E andr bene cos.
E dove lavr percepito?
Nei paesaggi delle storie.
Cio?
Nei paesaggi, negli sfondi che immagini per le storie, quando le leggi o le racconti. Tu non
ci fai caso, metti a fuoco soltanto la storia: ma intanto immagini i luoghi, gli sfondi. Ecco, e l li
intravedi, i cosiddetti extraterrestri, ma non te ne accorgi. Poi te ne accorgerai, quando li
incontreremo davvero.
Che significa questo che mi state raccontando? un indovinello?
No. Significa soltanto che avete da fare tanta e tanta strada, al di l del diavolo, e che anche
questa strada comincia nelle cose pi semplici. E le emozioni che provate guardando un film o
leggendo un libro sono una delle cose pi semplici che abbiate oggi, voi occidentali. come nei
viaggi, quando per partire ti chini a raccogliere qualcosa.
E come si fa a raccogliere, qui?
Si prende, e basta. Tendi la mano e prendi.
XVIII
Lamore prendere. Il Graal.
I nuovi genitori e le reincarnazioni illustri
Tendi la mano e prendi... come nellamore, continuava il Dominante. Chi non ama una
cosa, la subisce. Se comincia ad amarla, la conosce e la trasforma. Perch tanta gente non
riesce a provare amore, secondo te?
Perch ha paura?
Ha paura che il suo cuore cominci a battere troppo forte, e si allarghi nel battito, e si laceri.
Questi preferiscono pensare che nellamore limportante sia dare. Ma non vero: quella
retorica, o al massimo generosit; potete benissimo dare anche a chi non amate.
Invece prendete solo da chi amate: la mano, la bocca, le parole di chi amate...
Non cos?
Non per nulla anche nellamore il vostro io piccolo rimane indietro. Sentite il bisogno di
congiungervi alla persona che amate, e vi sembra una privazione tornare a essere soltanto il
vostro io piccolo, quando chi amate vi lascia soli: perch, secondo te?
Perch uno sente che il suo io piccolo troppo piccolo?
S. perch nellamore avete un lampo di percezione di quellunico io, e il vostro io solito
vi sembra terribilmente stretto, dopo.
Vi sembra di morire soffocati, l dentro. Ed vero. Quando monte, voi monte sempre
soffocati dal vostro piccolo io.
proprio come nella storia di re Art, insistette lAustero. Te lavevo detto che quel
disegno era il Graal.
Perch dice cos? domandai al Dominante. Che centra il Graal? Ha ragione. Il disegno dei
Cieli e dellemisfero inferiore precisamente il Graal: nella leggenda il Graal era il calice in cui
era stato raccolto il sangue di Ges. Ed era un indovinello: cos il calice in cui si potuto
raccogliere il sangue di Ges?
Anche la risposta a questo indovinello : luomo?
LAldil delluomo. Il sangue di Ges il principio vitale dellunico io che ti ho detto.
Nel vostro Aldiqua si disperde: gli uomini dei Sei Cieli uccidono Ges lo uccidono ogni
giorno , o non riescono a impedire che sia ucciso. Invece in quel calice il sangue si raccoglie.
E se lo immagini come lo descrivono i racconti del Graal, tale e quale al disegno: un filo
di vita che cola nel calice, dai Sei Cieli del vostro mondo allAldil.
Cos:

Ricordi com la storia di re Art? Il re deperisce, e manda i cavalieri a cercare il Santo
Graal, che ha infiniti poteri. I cavalieri partono alla ricerca, e tutti periscono, uno dopo laltro,
finch uno lo trova. Perch Art non va di persona a cercarlo?
Re Art lio piccolo?
Re Art il sentirsi mortalmente stretti nel vostro io piccolo. I cavalieri sono il vostro
tentativo di arrivare pi in l: e uno soltanto ci arriva, proprio perch quando ci arrivate vi
accorgete di essere un unico io ti accorgi cio di essere tu tutti quanti. Per arrivarci molti
aspetti dite devono morire davvero, te li devi lasciare alle spalle.
E quello che sta succedendo anche adesso: cambi definitivamente, quando ascolti queste
cose, disse lAustero. Tra un po non ricorderai pi niente di come sei ora, e di come gli altri
e le cose ti sembrano ora. LAldil lAldil, e non uno scherzo.
Anche questa identificazione, riprese il Dominante. Quando cominciate a scoprire
lAldil vi identificate sempre, in due sensi: negli altri, via via che vi avvicinate allunico io; e
negli eroi leggendari che hanno percorso quelle stesse strade.
In che modo?
In vari modi. Per esempio, immagina un bivio, due vie. In qualche parte del mondo c
questo bivio nella tua vita: e una via conduce verso la tua distruzione, e laltra verso le grandi
imprese di un altro uomo, non tue. Che fai tu? Prendi la seconda via, e cos avviene.
Cio entro nel destino di un altro? E un altro deve scomparire per lasciare il suo destino a me?
No. Per tutti cos, sempre, in ogni istante della vita. Ogni svolta della vostra via vi
permette di accedere al destino di un altro, per non venire distrutti. Tu avevi un tumore
allintestino quando hai incontrato noi, e non lhai pi, non hai nemmeno mai saputo di averlo.
Nessuna via la vostra via, mai. Anche questo un modo di identificarsi con gli altri.
Ma avviene nellAldil o nellAldiqua? Non ho capito.
Quando avviene, nel tuo Aldiqua ti accorgi soltanto che la tua vita cambiata, mentre se
impari a guardare nellAldil vedi come e perch cambiata, in realt.
Vedi? intervenne lAustero. Ti preoccupa lidea di poter cambiare il passato: ma vedi
come cambia il presente? Cos pu avvenire, purch tu lo desideri e lo decida.
Ci sono nel mondo citt circondate da mura, riprese il Dominante, splendide mura: e
non si sono mai estese, queste citt, oltre le proprie mura. Per difendersi si sono soffocate.
Non vorrai fare cos anche tu? Tu abiti altrove. Lasciati crescere.
E lidentificazione negli eroi leggendari? Cosa vuoi dire?
Avviene anche questo, immancabilmente. Lo vogliate o no, quando cominciate a inoltrarvi
nellAldil siete eroi come gli eroi dei miti e delle fiabe. Perci quando avete la mente chiara
da bambini, per lo pi ascoltate i miti e le fiabe cos volentieri, e irresistibilmente vi
identificate, ascoltando: in Pollicino, in Biancaneve, in Bellerofonte, in Teseo. Perch lo sentite,
lo sapete che parlano di voi: di come sar per voi.
Calc sul sar.
Nel senso che per tutti sar cos? Vuoi dire nella morte?
Tutti monte prima o poi. Che sia morte fisica o immaginata, non ha grande importanza:
morendo scoprite come sar, com; e per il vostro io piccolo, scoprirlo equivale a morire.
Quindi meglio scoprirlo prima della morte fisica, non ti pare? disse lAustero.
Scoprite l di avere padri e madri diversi da quelli che avevate, riprese il Dominante,
trovate in voi biografie nuove, diverse. Vi accorgete che le state vivendo da tanto, tanto tempo.
quello che provate cominciando a essere in quellunico io. Anche Ges a un certo punto della
sua vita si accorge di avere un altro Padre, che non il falegname Giuseppe, e di esistere da
sempre. Cos per tutti.
Sai come succede, continuava il Dominante, quando tanti che cominciano a credere
nelle vostre idee sulla reincarnazione si immaginano di essere stati persone illustri, nobili, re?
normale che sia cos; sbagliato, illusione: ma al tempo stesso giusto e vero, proprio
come una fiaba. E perch quando cominciano a credere nelle vostre idee sulla reincarnazione,
anche l sentono il confine, il passaggio su cui siamo ora. Sentono che tutta la vita cambia, il
karma cambia, l, e si divnta eroi.
Cos, dicono: io ero Caterina di Russia, io ero Tutankamon, e questo non vero; ma ci
che sentono nella loro anima : io posso diventare diverso, pi grande, coraggioso, bello come
un eroe, al di l della mia vita, del mio piccolo io, e questo vero. Lerrore che credono di
esserlo stati in passato, in altre vite passate: pensando cos si confondono, rimangono
aggrappati al loro io consueto, e non scorgono pi il confine. Se lo vedessero, invece, si
accorgerebbero che possono diventare adesso quelle persone e tanti altri, ed eroi straordinari,
nella vita diversa che incomincia nellunico io.
Aspetta, mi disse, perch avevo aperto la bocca per domandare qualcosa. Se poi davvero
passate oltre e vi voltate a guardare, il vostro io piccolo vi appare sperduto, misero zoppo,
come Bellerofonte appariva a Pegaso. O chiuso nella sua bara di cristallo, come Biancaneve. O
angosciato e morente, come re Art, col suo cuore troppo ferito per pulsare un po di pi.
Quindi il nostro principe azzurro siamo noi stessi? Prima non lavevate spiegato cos: perch
non potevo capirlo cos prima?
Bah, disse lAustero.
Noi rispondiamo soltanto alle tue domande, disse il Dominante. Potresti domandare
uninfinit di altre cose, e noi risponderemmo a tutte. Dipende solo da te e da come cresce il
tuo io: prima ti bastava sentir parlare di alcune cose, e adesso non ti basta pi. Che c di
strano? Cresci. E la legge della vostra vita l, nel vostro Aldiqua. Tra un po imparerai anche
che i poteri del Corpo maggiore non sono infiniti, e allora la tua anima spalancher altre porte
pi in l.
XIX
I figli degli Elohim. Il peso del Corpo maggiore.
La nuova morale, al di l del diavolo
Le cose cambiano molto da qui in avanti, spieg il Dominante. Anche il diavolo cambia
completamente. Resta anche lui indietro, nel mondo di prima: un piccolo limite di voi, invece
che una soglia delluniverso.
Cio?
Allinizio comera, ricordi? Quando non ne sapevi ancora niente, il diavolo era la paura, la
soglia che spaventa.
Poi guardandolo meglio, guardandolo a ritroso ti sei accorto che vi indicava una forma di
coraggio, una via dellevoluzione. Prometeo che si ribellava al Giove supremo, e vi insegnava,
vi guidava. Con infinita pazienza vi insegnava a lasciarvi alle spalle ci che eravate, e a farvi
salire in alto: e l lorigine del suo insegnamento era la stessa dellinsegnamento di Ges. Due
fratelli, due figli degli Dei,
*
davvero.
Perci discutevano nel deserto, prima che Ges cominciasse a predicare?
Bellissimo quadro, vero? Loro due che discutono tranquillamente nel deserto, su come
conquistare il mondo, e non hanno niente: solo il deserto intorno, disse lAustero.
Appunto, continu il Dominante, e adesso anche il diavolo rimane indietro, in fondo a voi
stessi e sempre pi lontano. Pu solo trattenervi, ma facile lasciarlo ancora pi indietro e
vederlo scomparire del tutto, via via che salite nel vostro Corpo maggiore.
Di l dai confini delle vostre certezze, disse lAustero, di l dai confini delle vostre
religioni quando salite da una vostra religione a ci che c pi oltre, di nuovo.
Quando saliamo da una nostra religione.., ripetei sottovoce, cercando di capire.
E una delle scoperte che fate l che da quei confini in poi ci che gli altri vedono di voi
somiglia al diavolo.
Gli altri pi gi?
Gli altri pi gi non riescono a spiegarsi la libert che percepiscono in voi: non la si pu
nascondere in nessun modo, la libert. Alcuni, raramente, vi vedono come angeli, ma per lo
pi vi vedono come esseri diabolici, e vi temono, o sono attratti da voi, oppure tutte due le
cose insieme. Insomma si comportano proprio come si comporterebbero con il diavolo
con ci che secondo loro il diavolo.
In che senso non si pu nascondere la libert? Uno non pu essere soltanto libero
interiormente?

*
Ben-ha-Elohim, figlio degli Elohim, infatti chiamato Shatan-Satana nel libro di Giobbe 1, 6-12; 2, 1-7. Nella
Bibbia, Elohim indica unimmagine plurale della Divinit: propriamente, linsieme di tutti gli aspetti del
divino, quelli gi noti alle varie religioni e quelli ancora ignoti, e la sorgente della potenza creatrice. un p0 il
Como maggiore di Dio, mentre il Dio Yahwh soltanto un aspetto della Divinit, ed il Dio delle leggi, dei limiti e
in genere del mondo terreno. Quando Ges, nei Vangeli, indica Dio come padre, si riferisce sempre agli Elohim, al
creatore del cielo e della terra fino alle ultime parole che pronuncia sulla croce: Elo, EIo, lema sabactani?,
che significa: Dio, Dio, perch mi hai abbandonato? (Vangelo di Marco 15, 34).
No, proprio una percezione fisica. Quando qualcuno stabilisce contatti pi precisi con il
suo Corpo maggiore, gli altri che vivono intorno a lui o che lo incontrano come che sia non
possono non accorgersene. E come se sentissero tutta un tratto il peso del loro Corpo
maggiore, perch vedono che su di voi non pesa pi, non pi qualcosa di estraneo che vi
opprime.
Ne abbiamo gi parlato. Non hai mai sentito quello che si chiama il peso dellesistere? mi
domand il Dominante, vedendo che proprio non capivo. Quella sensazione dun limite
perenne, di uninerzia, di una routine inevitabile e cos via?
Ecco, quello il peso del Corpo maggiore: cos che grava sul vostro piccolo io, fino a che
siete soltanto il vostro piccolo io. Come un rimorso, come unoccasione che non hai colto...
Pesa come tutti i vostri rimorsi, tutti insieme, e come tutte le occasioni che avete perso e
perdete. Oh, ci si pu abituare a sentirlo e non farci caso pi di tanto, ma finch non
cominciate a diventare il vostro Corpo maggiore, quel peso inseparabile dalla vostra
sensazione di essere vivi.
E quando gli altri pi gi vedono che in voi quel peso sta diminuendo, lo sentono ancor pi
nettamente su di s: nelle loro giornate, nelle loro convinzioni, nelle braccia, nel fegato, nel
cuore. Perci la gente era tanto contenta, nel Medioevo, quando si bruciava qualche eretico.
Erano contenti che sparisse.
Ah, dissi, perplesso. E allora come si fa con gli altri pi gi?
Oggi non pi come nel Medioevo, certo. Ma se si mette male, potete per esempio
mascherarvi. Fingere di zoppicare, come Bellerofonte; o fare il principe azzurro, o Babbo
Natale...
Sul serio, o metaforicamente?
Che seccatura le vostre parole! Tutto quello che riuscite a dire e a pensare con le parole
una metafora, anche luniverso. Lasciale agire, non preoccupartene, senti quel che ti indicano.
cos facile, qui.
Fingere di zoppicare, nel senso che il vostro io consueto rimane l: e voi dallalto lo vedete
che zoppica, cercando di essere come gli altri.
E fare Babbo Natale, nel senso che qualcosa dovete pur fare: non potete mica restarvene
sul ponte a guardare le nuvole Se si mette male, non potete pi intendervi con gli altri
parlando. Potete soltanto fare: e appena cominciate a fare, vi si svelano poteri che non avreste
mai sognato, e campi dazione corrispondenti.
Con quei poteri potete non soltanto cavarvela, ma anche fare cose per gli altri.
Anche l bisogna fare qualcosa per gli altri, per progredire?
Come gi sai perfettamente. Quando cominciate a diventare il Corpo maggiore, vi
accorgete che il vostro io piccolo non basta pi, in nessun senso. Non potete pi fare qualcosa
soltanto per voi stessi: tutto ci che viene da voi pi grande di voi, ha bisogno degli altri,
della gente. Questa la forma pi semplice e inevitabile dellidentificazione negli altri,
attraverso lunico io.
Perci gli eretici finivano sempre per mettersi nei guai, disse lAustero. Non potevano
starsene per conto loro, in nessun modo.
A quel punto dovete per forza adottare una nuova morale, diversa, continu il
Dominante, e questo piuttosto complicato, almeno allinizio. E difficile costruirsi una
morale senza avere il vostro vecchio diavolo a indicarvi cos il male.
Hai fatto caso che Ges non parla mai del diavolo quando spiega la sua nuova morale per
questa forma di esistenza. Fate per gli altri quello che volete che gli altri facciano per voi,
*
fate
splendere il vostro sole sui giusti e sugli ingiusti... D tanti comandamenti, ma sul diavolo
neanche una parola.
Gi, perch?
Perch il diavolo la soglia, e l voi siete oltre.
E l, mettere in pratica quei comandamenti pi difficile che nei nostro mondo?

*
Vangelo di Matteo 7, 12; 5, 45
In realt non difficile n nel vostro mondo n l; tutto sta nellimparare il modo. La
differenza che nel vostro mondo il difficile metterli in pratica. L, la cosa pi difficile
accorgervi che li state mettendo in pratica.
Ci vuole coraggio anche per accorgersi di quando si stanno facendo le cose come si deve,
disse lAustero.
Tutti i problemi che voi potete avere con la morale sono problemi di coraggio, spieg il
Dominante. Nel vostro mondo, questi problemi sono sostanzialmente due: il giudizio e la
libert.
Il giudizio, perch vi viene spontaneo giudicare le azioni e le situazioni: belle, brutte,
giuste, sbagliate, e cos via. Ma le giudicate sempre dal punto di vista della vostra massima
aspirazione, che quella di sentirvi tranquilli e sereni come il bimbo in braccio alla mamma.
Io sono tranquillo e sereno
come un bimbo appena svezzato in braccio a sua madre;
come un bimbo svezzato lanima mia.
Che poesia ?
E un Salmo.
*
Ci che voi desiderate pi di tutto sentirvi protetti: che le circostanze vi
cullino, amiche, continu il Dominante. Questo il fondamento della vostra morale, nel
mondo dei Sei Cieli. E contrasta totalmente con laltro punto, con la libert dato che la
libert non essere in braccio a nessuno.
Cos la vostra morale vi fa sentire comunque oppressi: dalle vostre protezioni, quando
desiderate la libert; e dalla mancanza di quelle protezioni, quando riuscite a essere liberi. In
un modo o nellaltro, state sempre subendo qualcosa, e cercate di difendervene. Non cos, per
voi?
In un certo senso s, ma...
Aspettarono che continuassi, ma non avevo niente da aggiungere a quel ma.

*
Salmo 130, 2
Bene. Perci, dicevamo, fate fatica a mettere in pratica quei comandamenti, che sono fatti
per chi va in giro sulle proprie gambe e riterrebbe ridicolo tornare in braccio alla mamma.
Ora, indovinello: chi la mamma?
Il nostro Corpo maggiore?
Bene, stai facendo progressi. Oltre quei confini voi siete il vostro Corpo maggiore: dicendo
io, l intendete il Corpo maggiore. E a ogni passo vi accorgete che l ciascuno di voi il solo
essere al mondo che pu imprimere una direzione a tutta la sua esistenza, e a tutto quanto
a ci che gli altri pi gi chiamano il mondo, e che credono esista di per s.
L vi accorgete che la vostra volont non mai diretta n modificata da altri fuori di voi. E
che tutto diventa semplice: come quando vi accorgete che una porta si apre girando la
maniglia e tirandola verso di voi, mentre per tanto tempo avevate cercato di aprirla
spingendola. Aprirla, in qualsiasi cosa fate, non richiede pi nessun coraggio. E allora vi
riuscir molto difficile giudicare le azioni e le situazioni, e a questo vi serviranno i
comandamenti: non a sapere cosa potete fare, ma appunto ad accorgervi di cosa state
facendo.
E perch sar cos importante giudicare e accorgersene?
Perch altrimenti non riuscireste pi a usare le parole, e non sapreste pi che cosa
significa io e perdereste ogni legame col vostro mondo. Invece dovete continuare ad abitarci,
nel mondo. nel mondo che dovete stare.
Cio, diventeremmo talmente pi ampi da non dar pi peso al nostro io piccolo?
Non diventereste, ma diventate. Non un qualche luogo lontanissimo, molto vicino.
Diventate talmente ampi da sentirvi una comunit, un popolo. Come diceva Dio ad Abramo: lo
far dite un grande popolo.
*
Intendeva esattamente questo. Quando avviene, compito vostro
non dimenticarvi di essere voi e basta. Questo limportante, e allora d i suoi frutti maggiori.
Per di pi, l cominciate ad avere altri maestri, che non usano pi le parole. Altri volti, altre
parti di noi che non ascolti come ascolti noi, ma con ali pi ampie. Dovete esser pronti ad
ascoltarli nel modo giusto.

*
Genesi 12,2
E qual il modo giusto?
Vedrai a suo tempo. un po come guardare le stelle con la nuca.
Cio?
Se guardi le stelle con gli occhi ti sembrer sempre di averle guardate troppo in fretta,
anche se le guardi per ore. Il modo migliore di guardare il cielo stellato con la cima della
testa e con la nuca.
Perci bisogna chinarsi, per viaggiare?
Lo domandai mentre prendevo nota. E gi prima che finissi di formulare la domanda
cominciai a provare una sensazione completamente nuova per me. Era come una vertigine al
contrario: nella vertigine si ha raccapriccio di una profondit sotto di noi; l invece la
profondit, iabisso, era sopra. Rimasi immobile, e cercavo di capire, come aggrappandomi a
quel mio tentativo di capire, per non venir trascinato via. Nella vertigine tutto sta nei peso
del corpo, pensai, si ha paura che il corpo precipiti gi, trascinato dal suo peso... Adesso,
invece, era come se il peso del mio corpo mi trattenesse dal precipitare verso lalto non
riesco a trovare unespressione pi precisa per descriverlo , e verso lalto cera unaltra forza
che poteva trascinarmi, unaltra gravitazione.
Ecco, mi disse il Dominante, questo allincirca il senso del cristianesimo. Ed cos che
finir.
Avrei voluto domandare Cio? ma non ci riuscii. E intanto vidi, per qualche istante,
immaginai di vedere in quel momento la mia mano che si tendeva verso la luna riflessa
nellacqua. Tra i riflessi di luna, nellacqua, cera un velo leggero che rimaneva indietro e
affondava, piano, nellacqua scura, mentre la mia mano se ne allontanava sempre pi.
PARTE QUINTA
Lalbero delle due vite
Tendi la mano, e prendi.
XX
La luna e il velo nellacqua.
Il diavolo che precipita gi dal cielo
e la fine del cristianesimo
Ti stai smuovendo, come una barca dalla riva, mi disse il Dominante quando tornai nella
nostra stanza tonda, due o tre notti dopo. Forse meglio che cominci a mettere in ordine
tutte queste cose per il libro, altrimenti scomparir come quel velo, dentro dite.
Il velo nellacqua era una specie di segnale? un presagio?
Non proprio un presagio: sullacqua ceri tu, come ti vedi adesso. Era come un riflesso di
quel che avevamo appena detto: la luna nellacqua ci che capite, la mano che si tende sono
le vostre parole, e il velo ci che sapevate e immaginavate prima. Il senso che tendete la
mano verso un riflesso di luna, e naturalmente non afferrate la luna, ma vi piace il gesto. Allo
stesso modo vi piacciono le parole.
E la luna in cielo?
Quella sempre l, e la luna nellacqua solo un suo riflesso. Il velo unaltra cosa che vi
piace molto: vi intenerisce vederlo scomparire. Di solito di quella tenerezza che sono fatti i
vostri libri.
Mentre voi andate sempre pi in l, aggiunse lAustero.
Anche con il chiedere e lottenere accade sempre cos, disse il Dominante. Allinizio
avete paura di chiedere, perch vi dispiace per il velo che scomparir. Poi chiedete, tendendo
la mano sullacqua, e quello che chiedete vi viene dato: ma voi siete sempre pi in l. Il vostro
Corpo maggiore ha le sue rive, certamente, ma sono molto grandi, e il Corpo maggiore pu
muoverle, per di pi.
Vuoi dire che quel che chiediamo e che ci viene dato solo illusione, luna nellacqua?
No, perch illusione? Quello che vedono le vostre parole solo un riflesso di luna. La luna
lavete gi. Se riusciste a spostare un po il vostro campo visivo vedreste molte altre cose: che
state camminando sullacqua, per esempio. Ma l le vostre parole non arrivano ancora.
Noi ci arriviamo e le nostre parole no?
Le vostre parole ci arrivano soltanto nelle storie. Con le storie vedete come arrivarci e
com quando ci arrivate: ma lunico modo che avete di arrivarci davvero il fare.
ci che spiega Ges ai suoi discepoli quando cominciano a fare prodigi: li manda a
insegnare e a fare prodigi in varie citt, e quando loro tornano entusiasti, com che gli dice?
Va a vedere.
Avevo visto Satana cadere dal cielo, come una folgore.
Ecco, vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti
e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico, e nulla
vi potr pi danneggiare. Ma voi non gioite perch i demoni
vi si sottomettono; gioite piuttosto perch i vostri
nomi sono scritti nei cieli.
Vangelo di Luca 10, 17-20
Gioire nel linguaggio dei Vangeli significa sempre capire.
Davvero?
Era un linguaggio che avevano certe correnti cristiane di quei tempi; gli autori dei vostri
Vangeli venivano da l. Non erano certo cristiani di Roma. E nota bene che il loro non era un
linguaggio cifrato: non si rendevano neanche conto che capire e gioire potessero significare
due cose diverse. Cos, quella frase significa: voi non capirete mai perch i demoni vi si
sottomettono perch il vostro modo di capire non riesce a contenere quel genere di cose.
E infatti continua: voi, se capite, solo perch i vostri nomi sono scritti nei cieli. Cio: c una
parte di voi che capisce queste cose, ma grande come il cielo.
E quello che dicevate delle ali? E dellio di Ges, e del Corpo maggiore?
Certo.
E perch Ges vedeva Satana cadere come una folgore?
Perch i suoi discepoli stavano crescendo in fretta. Quanto pi voi crescete, tanto pi il
diavolo resta indietro, come quel velo. E quanto pi rapida la vostra crescita, tanto pi vi
sembra che lui precipiti. In realt il diavolo resta fermo dov: ai confini dei vostri Cieli. Siete
voi che salite. E lunico modo che avete di accorgervene nel vostro mondo attraverso quello
che fate, non attraverso ci che riuscite a capire l, con le vostre parole solite.
Perch i teologi cristiani non riescono a leggerlo cos, questo passo?
Perch sono cristiani, e qui Ges sta parlando di ci che seguir al cristianesimo. come
quel segreto di politica olimpica che Giove temeva tanto, e che lo spinse a liberare Prometeo:
Pu darsi che Giove non rimanga per sempre Dio supremo. Ricordi?
Cio? Non capisco.
Il cristianesimo la religione che ha il diavolo, e nella quale il Dio supremo e il diavolo si
contendono il piccolo io delluomo. Passer, quando luomo comincer a scoprire il suo Corpo
maggiore. Il diavolo rimarr indietro, sempre pi gi, e voi conoscerete cose nuove, mondi
nuovi, una divinit nuova. Per adesso, col vostro io piccolo, non potete conoscere tutto questo,
ma potete percepirlo in ci che riuscite a fare con laiuto del Corpo maggiore. Questo il
senso.
E allora si scoprono anche quelle popolazioni diverse che dicevate?
S. E chiaro che i cristiani, e soprattutto i loro teologi, non possono capirlo: se lo capissero
non sarebbero pi n cristiani n teologi. A loro piace stare in cima al quadrante, e tengono
molto alla loro eredit; cos noi possiamo prendere tranquillamente da sotto il loro naso ci
che non vedono.
*

XXI
Gli automi e il padrone di questo inondo
E dopo che precipitato, il diavolo che fa?
Continua a fare il diavolo per gli altri pi gi.

*
Qui il Dominante si riferisce a un episodio della Bibbia: quando Giacobbe e sua moglie Rachele rubano gli idoli
al padre di lei, Labano (Genesi, cap. 31)
E non c il rischio che prendiamo noi il suo posto... Voglio dire, se sui confini il diavolo un po
come Prometeo che si libera sempre, non pu succedere che gli Dei supremi se la prendano con
noi e che finiamo l appesi?
Dipende da voi. Il diavolo molto adattabile, prende tutte le forme che gli date. Potete
vederlo come i re Magi, che se ne vanno tranquilli dopo aver consegnato i loro doni. oppure
potete vederlo precipitare. O come lo vedeva Chirone, che per i propri tormenti e per
compassione ha voluto prendere il suo posto.
Cio, la nostra sorte dipende da come lo immaginiamo?
O se preferisci, il modo in cui lo immaginate dipende dalla sorte che vi siete scelti.
E per immaginare che il diavolo se ne vada tranquillo come i re Magi, come dovrei fare?
Sullacqua la corrente vi porta sempre tranquillamente, se la lasciate fare. Ma voi avete
quasi sempre qualcosa che vi trattiene, unancora. Anche per te cos. Tu per esempio traduci
la Bibbia.
E una delle cose pi appassionanti che abbia mai fatto. E poi qualcuno deve pur farlo.
Ecco, precisamente, qualcuno deve pur farlo. Anche Chirone la pensava cos: qualcuno
deve pur prendere il posto di Prometeo sul confine. Quello che vi hanno insegnato della Bibbia
era uno strumento di supplizio, per fermarvi sul confine: e tu hai pensato di doverlo
dimostrare. Liberissimo di farlo. Ma sono sempre parole, e pi in l c molto di pi delle
parole. Impara a staccarti dalle tue ancore.
Mentre il Dominante mi stava dicendo quelle parole la corrente vi porta sempre...
mi successe di nuovo di vedere qualcosa, nitidamente, in qualche parte di me, proprio come
quando avevo visto la mano sullacqua. Una grande stanza, con tavoli da artigiano e molti
oggetti e strumenti e ingranaggi, simili agli ingranaggi degli orologi, e un uomo che l costruiva
automi. Erano automi umani, in grandezza naturale, con costumi e parrucche: automi
violinisti, che suonavano brevi melodie, automi che giocavano a scacchi...
Nel Settecento erano molto di moda, disse il Dominante.
Che cos ?
Lascia che sia; questa davvero una tua vita passata. Ti fa bene, da l trai forza. Stai
sciogliendo nodi che stringevi allora e che ti stringevano allora.
Significa che adesso sto costruendo automi?
Questo lo fate sempre, rise il Dominante. A quel tempo stavi cominciando a capire che
gli automi siete voi, sei tu. Nelle vostre vite costruite voi stessi: lunico io che siete si adatta
cos al vostro Aldiqua. E costruite automi di tutto quanto: del mondo, degli Dei, del diavolo,
degli Spiriti. Allora eri quasi arrivato a capirlo, ma hai avuto troppo poco tempo, quella volta,
sei morto presto.
Quanto alle ancore da cui staccarsi, continu il Dominante, ricordi quel passo dove Ges
dice che il diavolo vostro padre? Cercalo, sii gentile, e leggilo bene.
Perci non potete comprendere le mie parole, [perch] avete per padre il
diavolo. E volete fare ci che vuole il padre vostro. Lui stato omicida fin dal
principio e non ha retto alla verit, perch in lui non c verit. Quando dice il falso
parla del suo, perch bugiardo e padre della menzogna. Vangelo di Giovanni 8,
43-44
Hai notato niente? Vedi quante contraddizioni?
Non so, non...
Mh. Dovremmo scrivere un libro sui Vangeli, borbott lAustero.
E un vero groviglio questo passo, spieg il Dominante. Venne scritto in un modo,
dallevangelista Giovanni; poi venne modificato da certe autorit della diocesi nel cui
territorio abitava Giovanni, e in seguito un discepolo di Giovanni aggiunse la frase allinizio,
non potete capire le mie parole, appunto per avvertire che il passo che seguiva non era pi
comprensibile dopo quelle modifiche, e andava inteso in un altro modo. E i discepoli
dellevangelista Giovanni sapevano in quale modo.
Invece di diavolo, Giovanni aveva scritto: il padrone di questo mondo. E il padrone e padre
di questo mondo non certo il diavolo, che vive ai confini: il padrone e padre quellautoma di
Dio che vi costruite quando avete paura della vostra evoluzione. Quello uccise la gente fin dal
principio, quando fece venire il Diluvio per fermarvi. E ha sempre bisogno che gli si
obbedisca, perch ha paura di venir abbandonato da voi: e voi volete che sia cos, perch avete
paura di abbandonarlo.
*
Come dice qui: voi volete fare ci che vuole lui. Naturalmente una
diocesi non poteva tollerare che si parlasse cos del loro Dio.
A quel tempo gli uomini non avevano ancora per padre il diavolo, aggiunse lAustero. Lo
temevano troppo. E obbedivano soltanto a quel padrone.
Cio, le ancore che ci frenano sono le nostre obbedienze al padrone di questo mondo? quello
che dicevate del cuore che non si amplia pi di tanto?
Le vostre obbedienze e in genere tutti i conti che avete da saldare con quel padrone. Prova
a immaginare come sarebbe se non avessi nessuna ancora.
E come faccio?
Immaginalo, semplicemente. C una parte di te che immagina sempre: va in esplorazione
ed sempre in viaggio. Prima lhai sfiorata, prova ancora. Lascia che le immagini si delineino
da s. Posa la penna.
Provai. Chiusi gli occhi (li avevo socchiusi, prima, per prendere nota pi comodamente) e
rimasi in attesa. Vedevo soltanto il buio delle mie palpebre.
Guarda con la nuca, non con gli occhi, mi sugger il Dominante.
Le stelle si guardano con la nuca, mi torn in mente. Provai a immaginare il colore del
cielo e la mia testa che si voltava di qua, di l, per guardarlo. Be, non pu essere tutto cielo,
pensai. E immaginai ciuffi derba su un lato, sul margine duna strada. E la strada, diritta.
Nientaltro intorno.
Non riesco a immaginare i luoghi intorno, dissi.
No, disse il Dominante. Non li vedi perch non ci sono. Siamo su un ponte.
Una specie di acquedotto, precis lAustero, volgendo il capo verso di me.
XXII

*
V. la nota a p. 214
Un nuovo modo di viaggiare. La stella-arca
LAustero anche questa volta ci precedeva di qualche passo.
Ma siamo in viaggio? Non mi ero chinato...
La bambina mi teneva per mano, con la sinistra, e stavamo camminando su una strada
diritta, una specie di ponte.
Vedi giusto, disse il Dominante accanto a me. E la vostra vita che diventa cos, come un
ponte senza niente intorno. Cammini e cammini, e ormai ogni passo sopra il nulla. Quanto al
viaggiare, te lho detto: una parte di voi sempre in viaggio.
Siamo dove il cerchio del futuro si allarga pi del passato?
Siamo su quel confine.
E cosa succeder adesso, da qui in poi?
Non adesso. Hai ancora diverse ncore, tu. Quando ti avevamo parlato della lussuria non
eri riuscito a sentire, ricordi? Quella unncora, per te.
Comunque gi una bella cosa che riesca a viaggiare cos, senza nessuna partenza, disse
dietro di noi il vecchio con le finte ali di libellula.
Ah, certo, disse il Dominante. E senza guardarmi, con gli occhi rivolti alla strada: Solo
che il tuo mondo finisce, e non solo in te o qui da noi. E bisogna che vi sbrighiate ad arrivare
fin l, nellaltro, altrimenti restate sommersi nella fine di questo.
Dici sul serio o una fine del mondo interiore?
Dico sul serio. Il vostro mondo interiore continuer ancora e a tanti sembrer che tutto sia
come prima, ma il vostro mondo finisce. Non te ne sei accorto, guardandoti intorno
nellAldiqua? Se non arrivi pi in l, anche per te questo secolo sar tale e quale a quello
appena passato, lo ripeter punto per punto. E cos il successivo, e il successivo, e cos via.
tempo di levare le ncore.
E come si fa, in pratica, a levare unncora?
Ricordi limmagine della stella? Il Dominante si ferm e tracci per terra la stella, con un
dito:

La stella per voi un allineamento di energie. un po come la combinazione di una
cassaforte: quando lallineamento completo, la porta si apre. molto semplice da capire:
quando le vostre energie non sono allineate, cos, e tracci un altro disegno che conoscevo:

Cos le vostre energie si diradano intorno e si perdono:
alimentano il vostro mondo, tutto ci che sapete del mondo, che esiste a spese vostre.
Via via che si forma la stella, invece, il mondo smette di assorbire le vostre energie, di
esistere a spese vostre: lo vedete meglio, vedete che fatto di specchi, e allora da quegli
specchi le vostre energie ritornano a voi, vi accorgete che sono vostre cos come sono
vostre le parole con cui descrivete le cose del mondo. Questa la stella:

Le energie tornano a voi e quando avete abbastanza energia, passate oltre.
Rispetto al vostro mondo, la stella come lArca di No rispetto al Diluvio, aggiunse
lAustero.
Gi. Il problema che se tentate di passare quando le vostre energie non sono ancora
sufficienti, finite per naufragare di sicuro, prosegu il Dominante. E tu per ora sei una stella
che ha solo sei punte, ancora sghembe. Ti mancano ancora le energie portate via dalla
lussuria. una situazione molto comune.
Perci ci vedi come se fossimo cinque, disse lAustero. Noi cinque pi tu, che qui sei il
sesto.
E adesso recuperer anche quelle energie e diventeremo sette?
In quel momento la bambina mi tir leggermente per la manica, e la presi in braccio. Si
accomod sul mio braccio destro e mi pos una mano sul cuore.
Che c? le sorrisi.
Ricordati che tu sei mio, disse. Io sono legata a te da unaltra persona. Tu sei suo nel
cuore. Non lhai ancora incontrata, solo una promessa del cuore. Mi hanno detto di dirti
cos.
Chi te lha detto?
Poi, poi, intervenne il Dominante, prendi nota, adesso. Prendi nota per bene.
XXIII
I nemici e lunico io. I grandi amori.
La lussuria, san Giorgio e la principessa prigioniera
LAustero mi sussurr: Se capisci passiamo oltre, e vedi un sacco di altre cose.
Il Dominante sorrise, e cominci la spiegazione. Eravamo su quella strada-ponte, fermi, in
piedi: il Dominante davanti a me, io con la bambina in braccio, lAustero alla mia sinistra e gli
altri due a qualche passo di distanza, con le braccia conserte.
Ricordi la regola dei due cerchi concentrici? disse il Dominante.
S, il cerchio interno che si allarga oltre il cerchio esterno. Era una regola?
una regola e vale ovunque. In ogni vostro Cielo voi vi accorgete di avere nuovi poteri, ma
quando li avete scoperti quei poteri diventano un confine da superare: sono ci che vi
impedisce di entrare nel Cielo successivo. I confini del Cielo in cui sei ti rinchiudono, e
assorbono e macinano le forze delle tue ali, come macine daria. Lo disse muovendo la mano
in tondo, a mimare il movimento di una macina.
Quella tua amica te ne aveva parlato, disse lAustero. Paola.
S. I tuoi campi visivi diventano pesanti come macine,
*
continu il Dominante. Ma nota
bene: usare le ali vuoi dire semplicemente fare. Le ali sono forme dazione.
E il maggior rimpianto di quelli che arrivano a questa scoperta attraverso la morte: prima
che la loro coscienza si dissolva hanno il tempo di accorgersi che avrebbero potuto fare tante
cose, e che a impedirglielo non erano il mondo, la necessit, gli altri, ma soltanto il loro campo
visivo, il modo in cui intendevano il loro mondo, la necessit, gli altri.
Be, chiaro.

*
Guarda cosa dice il Vangelo, riguardo alle macine, mi sugger lAustero mentre rileggevo questa pagina. 11
passo nel Vangelo di Matteo 18, 6: Quanto a chi cerca di pone insidie (nella scoperta della verit) anche a uno
solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina di quelle
che lasino fa girare, e che fosse gettato negli abissi del mare. Chi vi pone insidie nella scoperta della verit,
spieg il Dominante lha gi quella macina intorno al collo: ed il suo campo visivo.
Certo che chiaro. Ogni vostro confine uno specchio.
Cos, tanti pensano di non riuscire a fare qualcosa perch gente nemica glielo impedisce.
molto comune; il Vangelo cosa dice al riguardo? Fate splendere il vostro sole sui giusti e sugli
ingiusti, sugli amici e sui nemici allo stesso modo.
*
E voi pensate che sia unesortazione a
una generica bont, ed eventualmente al martirio, se i nemici sono arrabbiati.
Invece unindicazione molto pi precisa. Il sole rappresenta il vostro Corpo maggiore;
gli amici e i giusti rappresentano le capacit, i poteri che gi sapete usare, e gli ingiusti e i
nemici rappresentano i poteri che non sapete ancora di avere.

Cos il senso : quanto pi riuscite a scoprire e a usare il vostro Corpo maggiore, tanto pi
farete luce anche sui vostri poteri ignoti. E naturalmente la conseguenza anche che avrete
meno nemici, dato che i vostri nemici sono persone che vengono a mostrarvi parti di voi che
non vedete ancora, e parti degli universi che non vedete ancora.
Cio i nostri nemici servono a noi, ci sono utili?
molto semplice. Se uno ha un nemico, perch non si ancora accorto di avere una
qualche capacit, un qualche potere che quel nemico non ha.
I vostri amici sono di due tipi: o sono persone che hanno poteri simili a quelli che sapete di
avere voi, o sono persone che non hanno i poteri che sapete di avere voi. E con i vostri amici vi
intendete bene: pensate come loro, o insegnate loro a pensare come voi, e a fare le cose che
sapete fare voi.
Con i nemici, invece, non vi intendete in nessun modo. Quelli che chiamate nemici
percepiscono in voi poteri che voi non sapete di avere, e non possono capire di cosa si tratta,
perch loro quei poteri non li hanno. Vi sentono come estranei, diversi, e voi non capite
perch. Non vi intendete e litigate. E continua cos fino a che non vi accorgete di avere quei
poteri che loro sentono in voi. Accorgersene far splendere quel sole.
E allora i nemici diventano amici?

*
Vangelo di Matteo 6, 45: Siate figli del vostro Padre celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i
buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
No. Accorgersi di quei poteri vuol dire crescere, salire nel Corpo maggiore, e lasciarsi
sempre pi indietro il vostro io piccolo. Quei nemici e quegli amici riguardano il vostro io
piccolo: gli amici vi aiutano a sentirvi bene nellio piccolo, e i nemici vi aiutano a superarlo.
Quando siete arrivati pi in l, i rapporti che avevate con loro cambiano completamente: il tuo
io comincia a essere pi grande, include anche loro, cominci a fare le cose per loro come le
faresti per te stesso, in modo del tutto naturale. Questo i] significato del comandamento non
fare agli altri ci che non vorresti che gli altri facessero a te. E incontri altri amici e nemici
altrove, pi su.
Quando dicevate che nellAldil ci sono popolazioni amiche e nemiche, intendevate questo: i
nemici e gli amici che si incontrano pi su?
Anche, s. Una cosa analoga succede con ci che voi chiamate lussuria.
E salendo sempre di pi, si arriva a inglobare tutta lumanit?
S. E naturalmente i tuoi poteri crescono nella stessa misura. E una cosa che ti abbiamo gi
spiegato in molti modi: perch fai tanta fatica a capirla?
E la lussuria, come centra?
Voi pensate che il peccato capitale chiamato lussuria sia il desiderare pi di tutto un altro
corpo di cui gioire. Invece il pensare: se non ho un altro corpo di cui gioire, io mi sento
disperatamente chiuso in me stesso e il credere che laltro corpo di cui gioire sia il corpo di
unaltra persona.
questo ci che non avevo sentito quando mi stavate spiegando i sette peccati capitali?
S, dato che sei un lussurioso. Sei fermo l, a questo desiderio sessuale che hai imparato nel
mondo; ed come tendere la mano verso il riflesso della luna nellacqua.
E in questo caso la luna cosa sarebbe?
Il riflesso nellacqua una luna in piccolo. La luna, in questo caso, un altro corpo, pi in
l del mondo, non sai dove, e quel non-sai-dove un mondo intero, sono molti mondi interi, da
scoprire.
NellAldil, cio senza il mio corpo fisico?
Aldil e Aldiqua sono soltanto vostri modi di percepire la realt. Anche il tuo corpo fisico
un riflesso della luna nellacqua: e non puoi certo impedire che la luna si rifletta nellacqua.
Cos, nellacqua nel tuo Aldiqua il tuo corpo fisico e il suo piccolo io continueranno a
riflettere ci che succede nella luna nel tuo Aldil. molto semplice.
E come lo rifletteranno?
Nel fare. Ci che scopri nellAldil diventa il tuo fare nellAldiqua. Quante pi cose scopri
nellAldil, tante pi cose fai nellAldiqua.
E vale anche viceversa?
Non nella lussuria, se questo che vuoi dire. Desiderare corpi altrui per non sentirti
chiuso in te stesso solo un equivoco e un miraggio.
Ma il Sesto Cielo non era quello in cui chi ha scoperto una sua immensa dimensione interiore
incontra un altro che sta facendo la stessa scoperta?
Certo, il principe azzurro. Quello appunto il vostro Corpo maggiore. Non avevo detto che
l avresti incontrato unaltra persona. Quanto pi scopri il tuo Corpo maggiore, tanto pi ti
accorgi che tu sei il tuo Corpo maggiore.
Quindi, quanto pi uno sale nel Corpo maggiore tanto pi diventa casto?
Scoppiarono a ridere, per il tono preoccupato con cui avevo pronunciato la domanda.
Venne da ridere anche a me.
No, dico sul serio, insistetti. Allora come si fa?
Anche la bambina rideva.
A non perdere il desiderio sessuale mentre sali? precis il Dominante. Usa il principio di
rotazione. Sono sempre quelli i due sistemi indispensabili: il cerchio che si allarga e il
principio di rotazione.
In ci che chiamate lussuria tu rimani aggrappato, diciamo, alle tue parti basse, e questo ti
impedisce di salire pi su, se pensi che salendo ti stacchi da quelle. Invece tuttuno: com in
alto, cos in basso.
Come avviene quando fate lamore? Una parte del vostro essere si apre, e diventa un varco
verso un altro essere. Cos tra due corpi fisici, e cos anche tra il tuo io piccolo e il tuo
Corpo maggiore. Lunica differenza che, con il Corpo maggiore, il varco che si apre verso
linfinito o almeno cos lo sente il tuo piccolo io, allinizio; poi lo sente come un fiume, di cui
non conosce n la fonte n la foce, e poi lo sente come il suo nuovo io pi grande.
E dopo aver fatto lamore che cosa succede? Nel mondo fisico, i due corpi ritornano chiusi
in se stessi: la forza che li ha aperti luno allaltro passata, successo qualcosa che le loro
menti non hanno capito, e quella strana forza sparita chiss dove, mentre loro sono rimasti
doverano prima.
La stessa cosa succede quando vi aprite al vostro Aldil. Comunque sia, alla fine il tuo
piccolo io si ritrova sulla terra, nellAldiqua, dove sempre stato. Tutto qui. Solo che a ogni
grande amore, impari a sentire un tratto nuovo del tuo Corpo maggiore: un minuscolo tratto
in pi, sempre. E viceversa, ogni volta che riesci a raggiungere un nuovo lembo del tuo Corpo
maggiore, qualche grande amore si fa avanti, e ti trova e tu lo trovi.
Ma come quando riesci a vedere unaltra stella in cielo, aggiunse lAustero. Il tuo
piccolo io rimarr sempre sulla terra.
E il nostro io piccolo non pu arrivare pi in l?
Voi non potete, cos come non puoi diventare il corpo della persona che stai amando.
Questo il confine naturale della lussuria, che dovete superare per entrare nel Sesto Cielo.
E come?
I cristiani dicono che latto sessuale peccato quando non serve a generare un nuovo
essere: non dicono cos? E hanno perfettamente ragione a dirlo, ma non capiscono perch, dal
momento che sono fermi anche loro dove sei fermo tu. Ci che dicono senza capirlo che oltre
quel confine pu arrivare soltanto un essere nuovo.
Dovete diventare un essere nuovo per arrivarci, e il vostro piccolo io non pu diventarlo.
Come diceva Dio a Mos, quando erano arrivati al confine della terra promessa e il popolo
si rifiutava di entrarci:
I vostri cadaveri cadranno in questo deserto. I vostri figli saranno
nomadi nel deserto per quarantanni, e porteranno il peso delle vostre
infedelt, fino a che i vostri cadaveri saranno tutti quanti nel deserto. Ma
i vostri figli s, i vostri figli li far entrare. Numeri 14, 31

Ecco. Invece di infedelt mettici le cose che sapete nellAldiqua, e corrisponde
perfettamente a ci che vi succede pi su.
E perch l scritto in questo deserto?
Perch le cose che sapete nellAldiqua vi sembrano sempre pi un deserto, via via che
salite. Voi le abbandonate e non ci trovate pi voi stessi: sono vuote di voi. E anche i cadaveri,
rappresentano ci che eravate prima.
Suona un po cupo.
No. San Giorgio per liberare la principessa prigioniera deve uccidere il drago: e il drago
sempre unimmagine del vostro passato di ci che siete stati in passato. Finch vivo, il
drago .vi tiene prigionieri: quando diventate san Giorgio e lo uccidete, potete prendere i tesori
che sorvegliava. Inoltre, molte leggende dicono che il sangue dei draghi rende invulnerabili, ed
vero. Diventare invulnerabili vuoi dire arrivare a un altro grado di evoluzione, ai Corpo
maggiore. L siete davvero invulnerabili, e le vostre energie sono inesauribili.
E arrivarci vuoi dire fare le cose in un determinato modo?
Come dicevamo. Ogni volta che fai davvero qualcosa, rifletti nellAldiqua quellio pi
grande. Da quel che imparate nel vostro mondo non potete accorgervene. Solo nellAldil lo
vedete e lo capite. Vuoi che te lo spieghi pi praticamente?
XXIV
Tecnica delle imprese di coraggio
Quando siete nellAldiqua, il Corpo maggiore il vostro pi grande mistero. Non riuscite in
nessun modo a pensare che siete tuttuno con lui. Non potete, troppo grande. Quando invece
salite nel Corpo maggiore, come sai, il vostro problema esattamente lopposto: limportante,
l, che manteniate il contatto con il vostro io piccolo. Perci il fare tanto importante. Fare,
voler fare, giudicare e decidere cosa fare: e sono tutte cose possibili soltanto nellAldiqua,
nellio piccolo.
Nel deserto, cio?
Eh s. Il Corpo maggiore ha poteri inimmaginabili, ma li potete far agire soltanto se avete
deciso lo scopo per il quale usarli: altrimenti quei poteri spazierebbero negli universi, liberi e
indifferenti come il vento. E chi decide lio piccolo. Una volta presa la decisione, usarli
diventa una tecnica dazione, e permette di ottenere risultati che nel vostro mondo sembrano
prodigi. Questa tecnica ha sette norme da seguire, punto per punto.
Prodigi in che senso?
Non ti piace? Forse ti suona meglio: imprese di coraggio. Le avevamo chiamate cos
qualche settimana fa. giusto: ci vuole coraggio per tornare nel deserto a far qualcosa,
quando te lo sei lasciato alle spalle.
Ma agli altri pi gi ogni risultato di questa tecnica sembra comunque un prodigio.
perch non sanno niente del Corpo maggiore, e per loro queste cose sono inspiegabili e
temibili come il loro Dio. Per noi invece si tratta di tecnica, di norme e leggi, perch le nostre
misure sono diverse e si applicano altrettanto bene a questi poteri immensi e alle cose pi
insignificanti.
E le leggi sono conoscenza. Prendi nota per bene.
Innanzitutto, prima di ciascuna impresa di coraggio devi sapere coshai deciso di fare:
bisogna avere uno scopo ben chiaro, perch solo allora il mondo comincia a obbedirti. E
qualsiasi scopo va bene ma le prime volte farai meglio a scegliere cose che ti sembrino
impossibili, o almeno estremamente difficili. Cos sar pi emozionante. Dunque:
PUNTO PRIMO
Devi lasciare che avvenga.
Lascia che le forze che non conosci dispongano liberamente di s. Non dare ordini alle tue
forze, neanche nel pensiero: devi soltanto sapere coshai deciso, ma ripeto: una volta che lo hai
stabilito non devi pi esprimerlo con le parole, neanche mentalmente.
Questo, perch le vostre parole servono soltanto nei desideri, quando uno non ha ancora
imparato a desiderare sul serio ed esita a ogni passo: in quel caso, la cosa principale
convincerti che stai desiderando qualcosa e che il tuo pensiero accetta quel determinato
desiderio e non ne ha pi paura. In questa tecnica, invece, lascia fare alle tue ali, che lavorano
per stupirti e che non hanno parole, proprio come le membra del tuo corpo. Qui passi dal
desiderio alla promessa.
questa la promessa che dovevo cercare?
questa, s. Nella promessa tutta la tua vita che guida le forze del Corpo maggiore: non
limitarne lazione con le parole. C qualcosa di molto pi grande dietro ogni decisione che hai
preso.
Ma come si fa a esprimere una decisione, o una promessa che sia, senza le parole? Devo pur
formularla in qualche modo.
Impara a farlo senza le parole. C sempre qualcosa di molto pi grande dietro una tua
decisione: e le parole sono soltanto similitudini, servono a paragonare quel qualcosa di pi
grande a cose pi piccole. Non correre il rischio di perderti dietro a queste cose pi piccole.
Ma come si fa a...
Imparalo.
PUNTO SECONDO
Devi donare al mondo qualcosa. Staccarti, scioglierti da una qualsiasi cosa. Non importa
cosa, purch sia un dono, unofferta al mondo.
Come unofferta? Dare qualcosa a qualcuno?
Come vuoi. Limportante, quando compi unimpresa di coraggio, che nel tuo mondo tu ti
sciolga da una cosa che hai e lasci che se ne vada libera, non pi tua. I vostri medici hanno
intuito in qualche modo che questo donare molto utile, quando uno ha a che fare con forze
pi grandi di lui, come la malattia e la guarigione: e impongono ai pazienti di liberarsi di una
somma di denaro.
Cio si fanno pagare.
In omaggio alle umane miserie la prendono in consegna loro, quella somma. Ma andrebbe
altrettanto bene se invece dei soldi usaste i pensieri: voi di solito vi tenete avidissimamente
stretti i vostri pensieri, le vostre idee, pi ancora che i soldi. Potresti provare a staccarti da un
tuo pensiero, a sentire che non pi tuo. Non lo fate mai, e invece molto piacevole.
E come si fa?
Semplicemente senti che non pi tuo. Se cos ti sembra troppo astratto, puoi dirti: ecco,
questo mio pensiero appartiene a qualcun altro, dora in avanti. E gi sufficiente.
PUNTO TERZO
Devi dare peso ai confini del tuo scopo.
un modo di aggiustare bene il tiro. Non volere che la tua impresa di coraggio risolva
tanti problemi, ma soltanto che realizzi ci che hai deciso. Per esempio, se si tratta di una
malattia da guarire, non volere che poi la tua salute sia perfetta, ma solo che quella particolare
malattia scompaia. Capisci?
Ma non avevi detto che dietro a ogni decisione c sempre qualcosa di molto pi grande?
S, ma non tocca a te sapere cosa ci sia. Compito tuo, durante limpresa, badare allio
piccolo: tenerti radicato al tuo mondo. E un po come evitare di venir portato via da un
uragano di vento. Cos, fa in modo che la tua coscienza si aggrappi saldamente allo scopo che
ha scelto, e resta a vedere cosa succede.
PUNTO QUARTO
Devi usare la mente per limitare quelle forze.
Non la stessa cosa del punto terzo?
No, unaggiunta al punto primo e al secondo.
semplice. Tutta limpresa verr compiuta dalle tue ali, di cui tu non sei cosciente. Ma la
tua parte cosciente, la mente, deve averci un ruolo, non puoi escluderla e basta. Falla agire
frenando, fa che freni, e non che inciti come che sia. Per esempio, usa la mente per esaminare
le tue paure del risultato che hai scelto. Se una cosa che ti sembrava impossibile o difficile,
vuol dire che ti faceva paura in qualche modo. Pensa a come sono fatte quelle paure. O
semplicemente pensa ad altro, per deviare la tua attenzione su cose che non centrano, cos
che non disturbi le tue ali.
E la mente non le disturba se frena?
No, al contrario: se frena fa lunica cosa che sa fare davvero, sta al posto suo e le tue ali
possono tranquillamente ignorarla.
PUNTO QUINTO
Pensa a forme di vita diverse. Ad altri mondi. Quando compi unimpresa di coraggio prova
a fantasticare, appena puoi: e immagina che le tue fantasie siano davvero notizie, rivelazioni di
altri mondi.
E lo sono davvero?
S.
PUNTO SESTO
Ricordati: questo modo di usare la mente durante limpresa, questo frenare e fantasticare
la miglior difesa contro tutte le energie che potrebbero scatenarsi intorno alle vostre ali.
Il sesto punto ricordarmene?
S. E molto importante. Ti ho detto che oltre i confini c di peggio del diavolo. C anche di
peggio delle macine del vostro mondo, e la vostra mente potrebbe attrarre quel genere di
cose, per la sua solita e profonda paura che limpresa riesca. In ogni caso darebbe impacci
pericolosi alle vostre ali, se si impicciasse: e sarebbe come se dovessi correre con la bambina
in braccio.
La bambina che tenevo in braccio mi guard alzando le sopracciglia, in una buffa
espressione di stupore. Le sorrisi e accomodandola meglio sul braccio continuai ad ascoltare.
PUNTO SETTIMO
E infine: devi promanare. Dare al mondo esempi visibili del cambiamento che sta
avvenendo in te. Essere diverso da prima, per quanto puoi: almeno un po.
E il Dominante ricominci a camminare, gli altri lo seguirono, e anchio.
E promanare, come dici tu, a che cosa serve precisamente?
A ci a cui servono tutti gli altri punti. Sono tutti dettagli di un unico comportamento, non
ti sei accorto? Li ho divisi in sette punti solo perch mi ascoltassi con attenzione per il tempo
necessario. La cosa importante era che questa spiegazione durasse appunto quant durata.
Era una specie di sacramento.
Questa tecnica una forma di magia, no?
Se ti piace chiamarla cos. Ma in pratica, quello che succede in voi ogni volta che riuscite
a fare qualcosa. anche il fondamento di qualsiasi pratica magica che funzioni, ma solo perch
le pratiche magiche sono un fare, e non perch questi sette punti siano magia.
Comunque non centrano con quella che voi chiamate magia, intervenne lAustero. I
maghi non le capiscono queste cose, perch pensano di ottenere risultati grazie alla loro forza
personale, alla loro preparazione e cos via. Invece quando fai qualcosa sul serio la forza non
mai la tua: la forza inconsapevole della vostra evoluzione, di tutti gli uomini, amici, nemici,
viventi, passati. Le tue ali sono le ali di tutti gli uomini.
Quindi chiunque pu usare questa tecnica?
Te lho appena spiegato, disse il Dominante: voi fate sempre cos, quando fate qualcosa.
Ma di solito lo fate inconsapevolmente e non riuscite a dirigere i risultati: a congiungerli con
ci che avete deciso, o con ci che vorreste decidere... Questa tecnica serve soltanto ad
accorgerti di cosa fai e di cosa succede quando fai qualcosa.
Ma hai anche detto che serve a fare prodigi.
Ogni volta che fate davvero qualcosa rispettate tutti i sette punti che ti ho detto, senza
accorgervene: e allora avvengono prodigi in qualche luogo senza che voi lo sappiate. Se per
esempio fai una scoperta (prendiamo un esempio roseo), se scopri la cura di una malattia, in
qualche punto del passato sta cambiando qualcosa che ti permette di arrivare a quella
scoperta, e in qualche punto del mondo diverse persone a te ignote stanno scoprendo cose
altrettanto importanti, proprio come te, o magari la stessa cosa che stai scoprendo tu. Voi siete
tutti uniti.
Se invece sai che cos e decidi prima qualche scopo meraviglioso da ottenere, molto
meglio, non ti pare? Certo, pone pi responsabilit alla vostra coscienza a paragone di quel
che pensate di solito riguardo al bene e al male, o alla causa e leffetto: ma quelle
responsabilit le avete comunque. E se imparate a usarle bene, i vantaggi sono notevolissimi.
E un esempio non roseo, quale potrebbe essere?
Tutti i guai del vostro mondo sono il risultato dei vostri poteri: di ci che fate senza sapere
cosa fate, senza aver deciso nulla, senza volere nulla di preciso.
Cio, insistevo, accigliato, sufficiente che io decida quale prodigio voglio ottenere: e poi
seguo questi sette punti facendo qualcosa, e il prodigio avviene?
S. Questa la promessa che cercavi. Solo che devi deciderlo senza le parole.
Ma non possibile pensare senza parole, senza pensieri!
Usa il sentimento. E tutta l la questione: sul cuore e sul coraggio puoi agire soltanto
attraverso il sentimento.
I sentimenti invece delle parole.
Gi. Questo devi imparare.
E ci si pu proporre qualsiasi scopo?
Qualsiasi scopo, rispose il Dominante.
Anche ridare la vita a qualcuno che morto?
Non lo vorrebbe. Dovete rispettare la volont di chi arrivato pi in l di voi, e la morte
un modo per arrivare pi in l di voi. Lo fareste soltanto tornare indietro.
E come si fa a sapere se uno scopo che ci poniamo non rispetta la volont di qualcuno?
No, distingui bene. lo ho parlato della volont di chi arrivato pi in l di voi: quella non
potete non rispettarla. Dovete e basta, non dipende da una vostra decisione: chi pi avanti vi
guida e basta, senza che voi nemmeno capiate come.
Allo stesso modo, chi pi indietro di voi vi obbedisce inevitabilmente: vi segue, senza
accorgersene, anche quando crede di opporsi a voi. E facile riconoscerli: quando provano a
capire qualcosa, arrivano sempre alla conclusione che ci che fanno non dipende dalla loro
volont.
In che senso ci seguono?
Cercano di evitarvi in tutti i modi e li avete sempre intorno. A voi sembrano ostacoli sulla
vostra strada: in realt, vi stanno soltanto seguendo.
E quelli che sono arrivati dove siamo arrivati noi?
Quelli aspettano soltanto che qualcuno abbia qualche scopo e cambi la loro vita.
E come quando non avevate ancora varcato loceano e vi immaginavate che oltre
Gibilterra ci fossero mostri e demoni marini, disse lAustero. Non vedevate lora che
qualcuno ci andasse, solo che nessuno voleva essere il primo.
Cos anche voi, ogni volta che usate questa tecnica, allargate lenergia e il movimento del
mondo, continu il Dominante, dissolvete i mostri e allargate i cieli, proprio come quando
scoprivate i nuovi continenti. Il vostro Corpo maggiore tale e quale a un nuovo continente,
per voi. E cos anche il Sesto Cielo, per la maggior parte della gente.
XXV
Le maschere. Quando bisogna alzarsi.
La storia di mago Merlino e dei suoi veri genitori
Sai, disse lAustero, intanto che il tempo passa e ti abitui potresti scrivere un libro di
racconti sulla Terra promessa, su che effetto fa. Tanto, questo sul diavolo lhai finito, ormai.
Non lo sentii quasi. Mentre il Dominante parlava avevo cominciato a immaginare il mondo
visto dal Corpo maggiore, e rapidamente nella mia fantasia aveva preso forma un cielo con le
braccia (non saprei descriverlo altrimenti) che mi teneva cos come poco prima avevo tenuto
in braccio la bambina. Lo immaginavo, camminando.
Dovresti guardare anche un po dove vai, aggiunse lAustero. Guarda.
Siamo ancora in viaggio?
Il ponte su cui camminavamo stava attraversando una citt, adesso, ma non vi passava
sopra: vi entrava e si incuneava tra le case, diventava una via e incrociava vie sempre pi
strette. Ci spostavamo con grande rapidit.
Perch cos? Dove stiamo andando?
Si, strano, disse il Dominante.
Laria era scura come una sera di pioggia, e per le vie cerano molti passanti, tutti con lunghi
cappotti, o mantelli, non vedevo bene. Per un istante aprii gli occhi in casa mia, a Milano,
davanti alla mia scrivania e l naturalmente tutto era come prima: il computer, i libri, alla
parete licona rivestita dargento. Richiusi gli occhi.
I passanti portavano maschere, come a Carnevale, e correvano quasi, temevo che mi
urtassero. La bambina era in braccio al vecchio con le finte ali di libellula. Lontano qua e l si
sentivano grida. E alcuni di quei passanti avevano coltelli (poggiai la mano sul braccio del
Dominante, quando me ne accorsi): ogni tanto si inseguivano da una parte allaltra della via,
duellavano o qualcosa del genere. I nostri due vecchi si misero tra noi e quella gente, dando le
spalle a loro, e ridendo.
Svoltate l in quella via, disse il vecchio, sempre ridendo, e imboccammo un vicolo a
sinistra.
Ma che significa? continuavo a domandare al Dominante, e anche lui rideva tranquillamente.
Nel vicolo era ancora pi buio e, con mio sollievo, non cera nessuno oltre a noi. Di nuovo ci
spostavamo rapidamente. Nel buio le case scomparvero e divennero alberi, grandi, una
foresta sempre pi fitta.
E la tua mente di prima che rimane indietro, mi spieg finalmente il Dominante, le tue
resistenze sono l che si accoltellano, con le maschere.
Mi sono addormentato e sto sognando?
Ti stai indubbiamente addormentando, ma questo non centra: sei una parte nuova dite, e
sei in una parte nuova delluniverso.
Non nel Sesto Cielo?
No. Stai esplorando pi in l.
Il vecchio con le ali indic qualcosa davanti a noi.
Quello ci che chiamate Merlino, mi disse il Dominante.
Mago Merlino?
Pi avanti cera soltanto il buio della foresta.
Non riuscirai a vederlo, non un tuo maestro, disse il Dominante. Noi possiamo sentirlo,
tu no.
Poco dopo riaprii gli occhi, davanti alla mia scrivania. Del seguito di quel viaggio ricordavo
soltanto una scena, stranamente precisa: un uomo disteso su un letto disfatto, in una stanza
troppo calda. Luomo aveva indosso una camicia dalle maniche ampie e pantaloni con
lallacciatura al ginocchio, come nel Settecento. Si alzava piano, scuotendo il capo, scontento.
Era il fabbricante di automi? domandai il giorno seguente.
S ma non lo vedevi, lo stavi solo sognando, disse il Dominante. E il significato del sogno
questo: quelluomo era un modo che avete a volte di sentire la vita nel vostro Aldiqua, come
una stanza troppo calda, senza finestre. E in quei momenti dipende solo da voi: dovete alzarvi.
tutto l. E tornare ai vostri automi. Perci era vestito come il fabbricante di automi.
Aspett che io capissi, e prosegu: Alzarsi e ricominciare il vostro maggiore eroismo
nellAldiqua. Sono momenti di grande bellezza, come li vediamo noi: quando nellAldil
imparate a superare i Cieli, e nel vostro mondo, nel deserto, sentite che vale ancora la pena di
alzarsi al mattino e di fare qualcosa. Poi anche voi ne sarete orgogliosi.
Poi quando?
Fuori del tempo, da dove vi guardiamo noi.
E Merlino? Perch non ne ricordo niente?
Per un attimo lhai anche visto: come un albero nella foresta, ma senza foglie. Ma anche se
te lo ricordassi non riusciresti a trame niente: in quei territori le immagini sono diverse, l il
campo visivo ancora troppo diverso dal tuo. Riuscite a coglierne qualcosa soltanto
attraverso le storie. Ti ricordi com la storia di Merlino?
Storia di Merlino
La spada nella roccia, re Art, Viviana e Morgana e cos via?
Nella storia di Merlino ci sono due punti che non capite mai, disse il Dominante, e sono i
due punti pi importanti. Anzi, la storia di Merlino tutta quanta in quei due punti. Il resto, la
spada nella roccia, la tavola rotonda, leducazione di Art: sono altri racconti, echi di altre
storie che si sono soltanto intrecciate a quella di Merlino. Quei due punti importanti sono: la
nascita di Merlino, e il momento in cui Merlino scompare nella prigione di Viviana.
Merlino nasce dal diavolo dice cos la vostra storia, no? I Diavoli volevano fare anche
loro quel che Dio aveva fatto con Ges, e fecondarono una pia donna mentre dormiva...
Cos la raccontano i francesi, borbott lAustero, mentre io, nella mia stanza a Milano,
prendevo da uno scaffale un libro su Merlino, per verificare.
... Ma la donna quando si svegli cap, prosegu il Dominante, e siccome era davvero
molto devota, tanto preg e tanto pianse che i Diavoli decisero di lasciar perdere, e di non
occuparsi pi n di lei n del bambino. Cos nacque Merlino, e aveva i poteri dei suoi padri
Diavoli ma mai dovette obbedire a quei Diavoli, che lavevano abbandonato, e non si cur mai
di loro. Questo il primo punto importante. Stai prendendo nota?
S s. Misi da parte il libro che avevo aperto e continuai a prendere nota.
Il secondo punto il grande amore di Merlino per la sua discepola Viviana, la Dama del
Lago, principessa di Broceliande.
Quando era gi divenuto un mago potente, Merlino andava spesso da Viviana, a istruirla
nella magia, ed era felice con lei e lei lo era con lui. Ricordi cosa ti dicevo dei grandi amori?
Anche per Merlino era cos: anche lui, con questo suo amore, scopriva un tratto in pi de suo
Corpo maggiore. E anche lei, naturalmente.
Poi un giorno, mentre Merlino le dormiva accanto nella foresta, Viviana gli tracci intorno
un cerchio incantato e dal cerchio fece sorgere una prigione invisibile, nella quale Merlino
scomparve per sempre. Lei sola, da allora in poi, pot andare a trovarlo: e vi and ogni giorno,
e l furono sempre felici insieme.
Perci non ho potuto vederlo?
Non puoi vederlo perch Merlino sei tu. Voi siete Merlino: perci potete solo incontrarlo, e
non vederlo.
questo lindovinello, nella storia di Merlino? Merlino ogni uomo?
Ogni frase un indovinello, in questi due punti della storia. E la soluzione questa,
ascolta: Merlino ci che voi diventate quando cominciate a scoprire i vostri poteri. E un
vostro passo importante verso il Corpo maggiore. Ed figlio del diavolo e abbandonato dal
diavolo, perch quando scoprite i vostri poteri il diavolo rimane indietro: il diavolo il confine
che attraversate per poterli scoprire. In questo senso il diavolo vostro padre, come fate dire
a Ges nei Vangeli: cos riuscite davvero a farlo diventare vostro padre.
Ma quel passo dei Vangeli non era falsato?
S, e la storia di Merlino nasce da quella falsificazione, e la riscatta. La fa diventare vera
alla fin fine, ma in un modo un po diverso da ci che pensava la diocesi che la aggiunse al
Vangelo di Giovanni.
Ragiona: i vostri genitori sono sempre la soglia che varcate per entrare nel vostro mondo;
e cos in tutti i mondi in cui entrate. Per entrare nel vostro mondo vi serve un corpo: e voi
varcate il corpo di vostro padre e quello di vostra madre, e avete un corpo. Ma non appena
lavete, siete pi di quel corpo, non vero?
Allo stesso modo, per scoprire i vostri poteri dovete varcare il confine di quei poteri, e il
confine il diavolo: lo varcate, e siete pi di quel confine. Cos ve lo lasciate alle spalle, quando
diventate Merlino.
Come dice il Vangelo, aggiunse lAustero: se il Figlio vi libera, allora siete liberi davvero
(Vangelo di Giovanni 8, 36).
Anche questa una regola che vale sempre, in tutto.
come nella storia di Teseo, quando suo padre muore?
Tale e quale. Cos per Teseo, e per Edipo, e per Adamo e per tutti. Anche Giuseppe, il
padre di Ges, rimane indietro e scompare. Cos per tutti i vostri genitori.
E sar cos anche con Dio Padre?
Certo. Anche con il Corpo maggiore cos: quando sarete arrivati a varcarlo, vi lascerete
alle spalle anche quello. Verr anche questo giorno.
E la storia con Viviana?
Anche Viviana siete voi.
Viviana ci che siete nel vostro Aldiqua. La sua prigione invisibile il grembo in cui
portate Merlino: voi siete la madre del Merlino che diventerete. Cos, vedi, la fine della storia
di Merlino anche il suo inizio: e tutta la storia serve a mostrarvi che voi siete sua madre e i
suoi discepoli al tempo stesso.
Cio, la prigione invisibile di Merlino ogni uomo?
S, ma il vostro Aldiqua non posto per lui. O almeno non ancora, non nel mondo com
ora. Perci, anche in tutte le sue avventure di mago, Merlino non agisce mai in prima persona:
fa fare le cose ad altri, ad Art, ai cavalieri, a Viviana... Proprio come il Corpo maggiore. Educa,
guida, permette, impedisce ma non agisce mai in prima persona, nel vostro mondo. Solo
attraverso di voi.
Come il Corpo maggiore, cos anche Merlino esiste altrove: l dove diventate immensi e
aperti e vuoti alle energie degli universi. Sulla terra, invece, voi vi svegliate, vi alzate,
eroicamente, come Biancaneve dalla sua bara di cristallo, e fate, agite... Imparate pian piano ad
adoperare quelle energie, come Viviana nella foresta di Broceliande.
La foresta di Broceliande rappresenta la terra?
Non la terra. La terra il regno di Art. Broceliande il vostro piccolo Aldil personale,
dove imparate da Merlino, e dove vi accorgete pian piano di avere Merlino dentro di voi,
nascosto come nella pancia della mamma. E una vostra nuova religione che deve nascere dopo
il cristianesimo; se pure si pu parlare propriamente di religioni nuove.
Una volta mi avevate detto che noi siamo nel Corpo maggiore come nella pancia della
mamma: qui il contrario.
Non ti ho anche detto che i confini dellAldil sono fatti di specchi? E che nellAldil ci che
contenuto contiene? Cos, vedi, concluse il Dominante con un largo sorriso, il segreto pi
semplice nella storia di Merlino che nella prigione invisibile ci siete voi, e Merlino vi vede da
fuori. A voi sembra che sia lui invisibile e chiuso. In realt lo siete voi. E quanto pi imparate a
fare le cose per gli altri invece che per voi stessi soltanto, tanto pi imparate anche a far
nascere Merlino in voi stessi e a lasciarvi alle spalle lio piccolo.
A far nascere Merlino, Teseo, Prometeo... aggiunse lAustero, invece di starvene l a
coccolarvi e a fare da scatola al vostro cuore. Su, viaggiamo pi in l? Qui, col diavolo e i
confini abbiamo proprio finito.
Pi in l ci sono posti pericolosi come quello delle maschere?
Pericolose le maschere? si stup il Dominante. Le maschere che duellavano erano una
scena drammatica, per il tuo divertimento.
Era un vostro scherzo?
No no, era vera, ma era divertente. Quando voi non capite qualcosa avete due modi di
resistere al capire: uno la drammaticit, laltro lansia. Sono due facce della stessa corazza,
buie da dentro, e divertenti da fuori.
Per esempio, nella storia di Merlino la drammaticit erano i cavalieri: le svariate vicende
dei cavalieri, che avete aggiunto alla storia di Merlino per non capire i due punti principali.
Anche per questo i cavalieri hanno la corazza.
Drammaticit in che senso?
Agitazione, tanta buona volont, tensione. Lo sguardo eroico di chi cerca una qualche
morte da guardare in faccia. La bocca seria di chi sta pensando intensamente. Tutta questa
drammaticit la maschera che indossate quando non riuscite a capire qualcosa.
Davvero divertente a vedersi, perch in realt anche in quei momenti avete capito
benissimo: solo che capire una sensazione sottile, e voi nella drammaticit vi gonfiate, vi
appesantite, vi corazzate fate di tutto per non sentirla pi, quella sensazione cos sottile e
leggera. spassoso, per gli altri.
Per noi, sorrise lAustero. E aggiunse: Ricordati, capire sempre divertente, per un
verso o per laltro.
Lansia invece, continu il Dominante, quando ripeti sempre le stesse domande per
convincerti che non hai ancora capito. Questo di nuovo diabolico, un contrabbandare il
diavolo oltre confine. La drammaticit dieci volte meglio.
Non era tanto divertente quando si accoltellavano, l.
Oh s che lo era, disse lAustero. Ridevamo tutti, e anche tu. Non te ne sei accorto?
XXVI
La disobbedienza
Stavamo camminando, di nuovo.
Adesso si partir sempre cos per i viaggi, senza che me ne accorga?
Non sempre, non necessariamente. Ma puoi esercitarti a far cos, se ti piace: anche
questo un modo di non ricorrere alle parole quando agisci.
Scendevamo lungo un pendio; la bambina diceva qualcosa al vecchio con le ali, che si era
chinato per ascoltarla. Era un pendio di campi, con boschi intorno.
Perch c spesso il bosco intorno, durante i viaggi?
Appunto perch devi imparare, disse lAustero. Il bosco intorno la cornice in cui cerchi
ancora di chiudere le cose. Imparando ti accorgerai che non serve, e non lo vedrai pi.
Non solo non serve, disse il Dominante. quello che ti rimane delle vostre obbedienze, e
tutto sommato le vostre obbedienze sono soltanto dannose.
Hai notato che nelle epoche di grande obbedienza, quando vi sentite progrediti, evoluti e
fieri dei vostro Aldiqua, succede sempre che il numero delle malattie ignote aumenta e che le
capacit dei vostri medici diminuiscono? Pesti, epidemie...
perch con quel vostro obbedire frenate la conoscenza, nelle vostre menti: ed una
pessima cosa, perch la conoscenza non si pu fermare in nessun modo. Fermate nelle menti
la vostra capacit di conoscere, e la conoscenza cresce nei vostri corpi. Voi difendete da voi
stessi ci che sapete, difendendo voi stessi da ci che non sapete: e allora la vostra conoscenza
si amplia malgrado voi, e a vostro danno. Vi incita, con le malattie, fino a che non vi trascina di
nuovo avanti.
Cio, se gli uomini obbedissero di meno si ammalerebbero dimeno?
Proprio cos.
In ogni caso, solo disobbedendo che riuscite a guarire quelle malattie nuove.
A un certo punto qualcuno smette di obbedire al presente e va a cercare nel futuro: trova
la cura giusta, e allora tutto quello che sapevate prima e a cui obbedivate cambia e diventa
passato.
Perch lui ci riesce e gli altri no? Solo perch non obbedisce. Non sta l a fare i conti del
male fatto e subto, dei vostri accordi sulle cose da fare e da non fare, sui vostri tab e sui
vostri karma. Fa e basta.
Gli altri hanno paura che il loro mondo crolli e gli crolli addosso, disse lAustero. E
venerano i confini come se fossero Dei.
Invece il confine il diavolo.
Invece il confine il diavolo, approv il Dominante, ricominciando a camminare.
In fondo al pendio cera un fiume, bruno e giallastro, quasi dello stesso colore dellerba del
pendio e dei campi sullaltra riva.
Tu cerca di obbedire soltanto alle promesse che trovi in te, e alle tue imprese di coraggio,
continu il Dominante, mentre ci avvicinavamo al fiume. Trovati occasioni ne] mondo: fa
qualcosa e cerca qualcosa che ti leghi al tuo mondo, perch soltanto l puoi obbedire alle tue
promesse, e fa crescere la tua storia a ritroso finch ne esci. E la tua unica libert, nellio
piccolo.
In che senso?
Il vostro io piccolo cerca sempre di ritagliarsi angoletti di libert per s, e finisce sempre
per dipendere da altri. A noi quel genere di libert non interessa, e ormai non dice pi niente
neanche a te.
E in che senso la mia storia a ritroso: anche le nostre vite sono storie da interpretare a
ritroso?
S, finch non imparate a dimenticarle. Dimenticarle ancora pi utile che interpretarle, e
molto pi difficile.
Poi dimenticherai anche noi, disse lAustero.
No. Perch dici cos? e mi fermai.
Anche noi siamo un tuo confine, disse il Dominante. Viviamo perch tu ci presti questa
cosa preziosa, la vita, il linguaggio, e noi in cambio ti spieghiamo queste cose, che non potresti
conoscere in nessun altro modo. Quando le avrai conosciute passerai oltre, e noi non ci
saremo pi.
Ma io non voglio.
Ah, non ha importanza, disse il Dominante, lanciando unocchiata allAustero, e
avviandosi lungo la riva del fiume.
NOTE
1
Come incontrare i propri Spiriti-guida
Gli Spiriti-guida o Spiriti della Ricchezza, come li chiam Esiodo sono un aspetto della
realt della psiche noto e amorevolmente studiato in tutte le culture religiose e anche nella
psicologia moderna, almeno a partire dagli esperimenti di C.G. Jung con il suo celebre
maestro Basilide (v. C.G. Jung, Erinnerungen, Traume, Gedanken, 1961 trad. it. Sogni,
ricordi, riflessioni, Milano 1978). E ogni cultura religiosa, e ogni studioso, ha le proprie
tecniche per stabilire con gli Spiriti-guida un contatto durevole. Ho analizzato altrove i tratti
fondamentali di queste tecniche e i presupposti del loro funzionamento (I maestri invisibili,
Milano 1997). Qui di seguito illustro quella che a me sembra oggi la tecnica pi semplice, pi
efficace e soprattutto pi controllabile, tale cio da escludere ogni eventualit di improvvise
comunicazioni spontanee da parte degli Spiriti-guida nel corso della vita quotidiana. E una
semplice ginnastica mentale in quattro movimenti, che, un po come i passi di danza, solo
allinizio richiedono lausilio della memoria e in breve tempo divengono del tutto automatici.
Quanto alla durata, questa danza daccesso richiede, la prima volta, poco pi di mezzora;
dopo qualche discesa, richieder tre minuti soltanto a meno che il viaggiatore non si
soffermi per una qualche ragione a osservare i vari mutamenti della sua coscienza durante il
percorso. Per maggiore comodit, consiglio al lettore di leggere i quattro movimenti al
registratore, lentamente, con una breve pausa (una decina di secondi) a ogni asterisco e con
una pausa pi lunga (almeno due minuti) tra un movimento e laltro; e di eseguirli ascoltando
la registrazione. Alcuni sostengono che per un miglior risultato occorra, la prima volta,
eseguire i quattro movimenti insieme con altre persone, almeno una decina per sfruttare il
campo energetico che sempre si forma quando alcune persone fanno qualcosa insieme. Se
non conoscete nessuno che accetti di avventurarsi con voi nellAldil personale, consiglio di
cominciare questo esercizio, la prima volta, alle ore 22 di un giorno qualsiasi; come un
appuntamento ideale: cos, potrete contare sul fatto che in quello stesso momento altri lettori
di questo libro stiano imboccando come voi questa via della percezione, e che un campo
energetico utile stia formandosi tra voi e loro.
La posizione migliore per questo genere di esercizi seduti, con i gomiti su un tavolo o sui
braccioli della sedia. Tenete a portata di mano un quaderno aperto, e una penna.
Primo movimento
Chiudete gli occhi. E pensate alla vostra palpebra destra. Alla pelle delicata della palpebra,
alle ciglia.
E immaginate una carezza leggera, di due dita, che passa piano piano lungo tutta la
palpebra destra, dalla ghiandola lacrimale fino alla coda dellocchio.
Proprio vicino alle ciglia.
Piano, dolcemente. Non c fretta. Immaginatela una volta. E ancora: unaltra volta. molto
piacevole. Una carezza leggera leggera. E sentite? la palpebra destra adesso sembra un
poco pi morbida, pi calda, e dolcemente pesante.
Ora, allo stesso modo, pensate alla vostra palpebra sinistra. Percepite, senza toccarle, la
delicata pelle della palpebra sinistra, e le ciglia. E proprio come prima, immaginate una
carezza leggera, di due dita soltanto, che passa piano piano lungo tutta la palpebra sinistra,
dalla ghiandola lacrimale fino alla coda dellocchio. Passa proprio vicino alle ciglia.
Dolcemente. Immaginatela una volta. Immaginatela ancora; piacevole. Una carezza
leggera. E anche la palpebra sinistra sentite? diventa un poco pi morbida, pi calda,
dolcemente pesante.
Concedetevi qualche istante per sentire meglio questa sensazione di morbido tepore delle
palpebre. Sentite che, piano piano, si estende? Quel tepore scende lungo le guance. Oppure
sale, lentamente, oltre le sopracciglia, sulla fronte.
Lasciate che vada dove vuole. Dove sa. E una sensazione non soltanto piacevole, ma
preziosa: dovunque arriva, quella sensazione di morbida, morbida pesantezza porta riposo,
lascia uscire tensione, stress.
Ed una sensazione intelligente, sa dove andare.
*
Lasciate, per qualche istante, che vada e svolga il suo compito riposante. Non c fretta.
Concedetevi questo lusso.
*
Ora portate di nuovo lattenzione sulle vostre palpebre, e riaprite lentamente gli occhi.
Secondo movimento
Guardatevi intorno a occhi aperti, per ora. C qualcosa di rosso in casa? Osservate il
colore rosso. E c qualcosa di arancione? Osservate il colore arancione. Poi qualcosa di giallo;
di verde; e di azzurro. Se c qualcosa color indaco, osservate il colore indaco: se no, sappiate
che un azzurro molto scuro, quasi nero. Infine, osservate qualcosa di violetto. Nel secondo
movimento utilizzeremo questi sette colori, a occhi chiusi.
*
Ora chiudete gli occhi; i polsi sono poggiati al tavolo, la schiena diritta.
Di nuovo, proprio come prima, pensate alla vostra palpebra destra.
Immaginate una carezza leggera, di due dita, che passa lungo tutta la palpebra destra, dalla
ghiandola lacrimale fino alla coda dellocchio; proprio vicino alle ciglia. Piano, piano;
piacevole davvero: una carezza cos leggera. E sentite? la palpebra destra sta diventando
pi morbida, pi calda, e dolcemente pesante.
Poi, pensate alla vostra palpebra sinistra. Immaginate una carezza leggera, di due dita
soltanto, che passa piano piano lungo tutta la palpebra sinistra, dalla ghiandola lacrimale fino
alla coda dellocchio. Vicino alle ciglia, piacevole, dolce.
E anche la palpebra sinistra sentite? diventa pi morbida, pi calda, dolcemente
pesante.
Concedetevi qualche istante per sentire meglio questa sensazione di morbido tepore sulle
palpebre. Lasciate che questa sensazione vada dove vuole: preziosa. Porta riposo, lascia
uscire tensione, stress. E sa dove andare: lungo il collo; oppure intorno allorecchio; o pi in l,
lungo la nuca, dove di solito si accumula tanta tensione.
Lasciate che vada e svolga il suo compito. Che fretta c?
Prendetevi questo piccolo lusso, ogni volta, ad ogni discesa.
*
Ora, a occhi chiusi, immaginate di vedere davanti a voi qualcosa di rosso. Non importa cosa.
Un maglione rosso. Unautomobile rossa. O anche soltanto un puntino rosso, per un secondo.
Qualunque cosa va bene purch sia rosso, in qualunque parte dello schermo buio che avete
adesso dinanzi a voi, a occhi chiusi.
Il colore rosso.
*
Ora il colore arancione. In qualunque punto dinanzi a voi, immaginate qualcosa di
arancione. Unarancia. Oppure un tramonto. Qualsiasi cosa. Anche soltanto per un istante.
Se non riuscite a visualizzare il colore (tanti non ci riescono, le prime volte), immaginate
una mano che lentamente scrive nellaria la parola: arancione.
*
E ora il giallo. Immaginate qualcosa di giallo. Giallo come il limone. Oppure, come il sole che
disegnano i bambini. Il colore giallo. O se non riuscite a visualizzare il giallo, immaginate una
mano che scrive: giallo.
*
Ora il verde. il pi facile di tutti. Immaginate una foglia: ed eccolo, ben visibile, il colore
verde. Il colore verde.
*
Ora lazzuffo. Immaginate qualcosa dazzurro. Azzuffo carico. Come il cielo nelle cartoline
del mare. Azzurro. Oppure la mano che lentamente, senza fretta, scrive: azzurro.
*
Ora, indaco.
Immaginate il colore indaco. Indaco, come il cielo di notte. Il colore indaco.
*
E infine, il colore pi leggero e pi misterioso di tutti: il colore violetto.
*
Al di sotto del colore violetto, vedete, c una strada: l incomincia una strada. Date soltanto
unocchiata dallalto, non percorretela ancora.
E ora risaliamo, lungo i colori, piano piano.
Il colore violetto.
Il colore indaco.
Il colore azzurro.
Il colore verde.
Il colore giallo.
Il colore arancione.
Il colore rosso. Al colore rosso, sentite di nuovo le vostre palpebre, e riaprite lentamente gli
occhi. Appena avrete riaperto gli occhi, annotate in breve sul quaderno ci che avete visto
dellimbocco di quella strada.
Terzo movimento
Mettetevi comodi, sulla sedia ma sempre con la schiena diritta. E pensate alla vostra
palpebra destra. Immaginate la carezza leggera la punta di due dita che passa piano
piano lungo tutta la palpebra destra, dalla ghiandola lacrimale fino alla coda dellocchio,
proprio vicino alle ciglia. Piano, piano, dolcemente. E la palpebra destra sta diventando pi
morbida, calda, dolcemente pesante.
Poi pensate alla vostra palpebra sinistra. E immaginate la carezza leggera, di due dita
soltanto, che passa piano piano lungo tutta la palpebra sinistra, dalla ghiandola lacrimale fino
alla coda dellocchio; vicino alle ciglia: piacevole, dolce.
E anche la palpebra sinistra sta diventando pi morbida, calda, dolcemente pesante.
Concedetevi anche questa volta qualche istante per sentire meglio il tepore delle palpebre.
Non c fretta. Lasciate che questa sensazione di tepore vada dove vuole: preziosa, porta
riposo, dovunque arriva. Se scende lungo il collo e poi lungo il petto, lasciatela fare. Sa dove
andare. Lasciate che svolga tranquillamente il suo compito.
*
Ora scendiamo lungo i colori.
Immaginate il colore rosso. Il colore rosso.
Poi il colore arancione. Come unarancia. Oppure la mano che scrive la parola: arancione. Il
colore arancione.
Poi il colore giallo. Come il sole che disegnano i bambini. Il colore giallo. Il colore giallo.
Poi il verde. Come una foglia. Il colore verde.
Poi lazzurro. Come il cielo nelle cartoline del mare. Il colore azzurro.
Poi il colore indaco. Come il cielo di notte.
Il colore indaco.
E poi il colore pi leggero e pi misterioso di tutti: il colore violetto.
Al di sotto del colore violetto, vedete, c ancora limbocco della strada: percorretela, questa
volta. in leggera discesa, vedete? Proseguite. Fate caso ai dettagli: osservate bene ci che
avete intorno, sulla destra, sulla sinistra.
*
Ci sono case, marciapiedi? o una strada di campagna? O c il mare? Fate caso ai dettagli.
E il fondo della strada com? C ghiaia, o terra battuta, o asfaltata? Guardate bene.
*
Continuate. Si va di buon passo, lungo queste strade. Ora vedete? c uno spiazzo in
fondo alla strada, ampio, comodo. L fermatevi. Infilate una mano nella tasca destra e sentite
cosa c: qualcosa di morbido di velluto, o di pelle di daino, non si capisce bene. Prendetelo,
guardate cos.
un sacchetto, morbido, di velluto.
Di che colore ? Di che colore la cordicella che lo chiude? Guardate bene.
Tirate i capi della cordicella, apritelo. E infilate dentro la mano. C una sostanza leggera:
pi leggera della cipria, pi leggera della cenere. Appena pi densa dellaria. Guardate com,
sulla punta delle dita.
*
Questa sostanza ha poteri molto speciali. Sperimentate uno di questi poteri: tracciate
nellaria, proprio davanti a voi, una cornice duna forma che vi piaccia. Vedete? La cornice
rimane. Prendete ancora un po di quella sostanza, e plasmate la vostra cornice in qualsiasi
materiale vi piaccia. Quel materiale prender subito forma sotto le vostre dita, e rimarr. Non
ponete limiti allimmaginazione: volete che sia una cornice doro? O di acqua? Di diamanti? O
di nuvole?
Un pizzico della sostanza che avete nel sacchetto far comparire qualsiasi materiale
vorrete. Continuate a lavorare alla vostra cornice, a plasmarla per almeno un minuto.
(venti secondi di silenzio)
Mentre la state tracciando non vi piace pi? Potete cancellarla, con la gomma che c sulla
matita. Disegnatela e ridisegnatela fino a quando vi piacer.
E ricordate: a ogni discesa potrete cambiare questa cornice, con un po della vostra polvere.
Questo il regno della trasformazione, e tutto pu cambiare qui: e voi, soltanto voi, siete i
padroni, qui.
(trenta secondi di silenzio)
Date unocchiata alla cornice. Pu andare, ora? Per ora s. Rimettete in tasca il sacchetto.
Ora appoggiate la mano al centro della cornice, spostatela un poco verso sinistra, e premete
leggermente. Qualcosa si sposta allinterno della cornice: sentite? Qualcosa, una superficie
invisibile si spostata, aprendosi come una porta. Ora riportate indietro la mano e sentite?
quella superficie invisibile si richiude, con un leggero scatto.
Provate ancora una volta.
Ecco. Basta cos, per ora.
Ora riponiamo la cornice. Si fa cos: premete delicatamente sui lati della cornice, verso
linterno. La cornice si rimpicciolisce. Non pi grande di un giornale, premete ancora: sar
grande come una rivista. Poi come un libro; poi come una carta didentit; poi come un
francobollo. Poi come un granello di ghiaia.
Riponete quel granello di ghiaia nel sacchetto che c nella vostra tasca destra. L lo
ritroverete ogni volta.
Ora voltatevi, e percorrete la strada fino ai colori. E risaliamo lungo i colori.
Il colore violetto.
Il colore indaco.
Il colore azzurro.
Il colore verde.
Il colore giallo.
Il colore arancione.
Il colore rosso. Al colore rosso, sentite di nuovo le vostre palpebre, e riaprite lentamente gli
occhi. Appena avrete riaperto gli occhi, annotate in breve sul quaderno qual la forma, il
colore e il materiale della vostra cornice.
Quarto movimento
Prima di questo quarto movimento provate a scrivere sul quaderno, a occhi chiusi, una fila
di i (col puntino). Una fila di u. Una fila di r. Proprio come in prima elementare, ma a occhi
chiusi.
Vedete che facile?
Provate una fila di s, che di solito la lettera pi complicata da scrivere con gli occhi chiusi.
Ricordate: indispensabile che durante le conversazioni con i vostri maestri voi prendiate
nota, con la grafia pi chiara possibile. Tutto ci che non annoterete di quelle conversazioni
(sia le vostre domande, sia le loro risposte) scomparir dalla vostra memoria nel giro di pochi
secondi, quando avrete riaperto gli occhi, proprio cos come a volte scompaiono i sogni, al
mattino.
Per evitare che, scrivendo a occhi chiusi, le righe si sovrappongano e divengano illeggibili,
potrete appoggiare sul margine del quaderno la mano che non scrive, e toccarla con lindice
dellaltra mano ogni volta che andrete a capo: cos saprete quanta distanza c tra la riga
precedente e la nuova riga. Oppure, potrete tracciare una linea diagonale, discendente,
dallultima lettera di una riga alla prima lettera della riga successiva.
*
Anche questo un modo di evitare la sovrapposizione di righe.
Ora posate la penna e chiudete gli occhi.
Linizio sar sempre uguale.
*
Mettetevi comodi, sulla sedia con la schiena diritta.
E pensate alla vostra palpebra destra. Immaginate la carezza leggera la punta di due dita
che passa lungo tutta la palpebra destra, dalla ghiandola lacrimale fino alla coda dellocchio,
proprio vicino alle ciglia. E la palpebra destra diventa pi morbida, calda, dolcemente pesante.
Poi pensate alla vostra palpebra sinistra. E immaginate la carezza leggera, di due dita soltanto,
che passa lungo tutta la palpebra sinistra, dalla ghiandola lacrimale fino alla coda dell occhio;
vicino alle ciglia: piacevole, dolce.
E anche la palpebra sinistra diventa pi morbida, calda, dolcemente pesante.
Concedetevi ogni volta qualche istante per sentire meglio il tepore delle palpebre. Non c
fretta. Lasciate che questa sensazione di tepore vada dove vuole: preziosa, porta riposo,
dovunque arriva.
Lasciate che svolga tranquillamente il suo compito.
E intanto, pensate alle domande da rivolgere ai vostri maestri, che incontreremo tra poco.
*
Non ponete domande la cui risposta sia semplicemente s o no.
Pensate a domande che permettano di conversare un p0; a richieste di spiegazioni, racconti,
indicazioni, notizie di cui avreste bisogno.
*
Ora scendiamo lungo i colori.
Immaginate il colore rosso.
Poi il colore arancione. Oppure la mano che scrive la parola: arancione. Il colore arancione.
Poi il colore giallo. Come il sole che disegnano i bambini.
Poi il verde. Come una foglia.
Poi lazzurro. Come il cielo nelle cartoline del mare.
Poi il colore indaco. Come il cielo di notte.
E il colore pi leggero e misterioso di tutti, il colore violetto.
Al di sotto del colore violetto c ancora limbocco della strada: percorretela.
Se si modificata rispetto alla volta precedente, va benissimo cos. Questo il regno della
trasformazione. Si modifica per adattarsi a voi.
Voi, semplicemente, fate caso ai dettagli: osservate bene ci che avete intorno, sulla destra,
sulla sinistra.
*
Arrivate allo spiazzo che in fondo alla strada. Dal sacchetto che nella vostra tasca destra
prendete quel granello,come di ghiaia, premetelo tra le mani, plasmatelo, e in pochi istanti ne
prender forma la vostra cornice, nella forma che le avevate dato la volta scorsa.
Vi piace?
Se non vi piace, modificatela usando un po della vostra polvere.
(quindici secondi di silenzio)
Ecco, cos pu andare, per ora.
Ora, allargate la cornice premendo sui lati: verso lalto, verso destra, verso sinistra, verso il
basso. Premete delicatamente con una mano allinterno della cornice, sulla sinistra. Lasciate
che si apra lo schermo invisibile che allinterno della cornice, e scavalcate il lato inferiore
prima con una gamba, poi con laltra.
Ora siete dallaltra parte della cornice; chiudete quello schermo, con una leggera pressione.
Quello schermo obbedisce soltanto al tocco della vostra mano. Soltanto voi potete aprirlo e
chiuderlo.
Voltatevi, e guardate cosa c, dallaltra parte della cornice.
Un pendio.
Lorizzonte, liscio. il mare.
Non ci sono nuvole.
Immaginate lodore del mare, il rumore, leggero.
Sulla destra vedete c un molo. Scendete verso quel molo.
Accanto al molo c un motoscafo in attesa. Ha una forma curiosa; ma funziona benissimo.
Accomodatevi sul motoscafo, sul sedile posteriore. Non c nessuno alla guida, il motoscafo va
da s, e sa dove deve andare. Lasciate che vi porti. Si muove. Parte.
Questa la parte pi riposante del viaggio: non occorre che facciate nulla, semplicemente
godetevi il viaggio in motoscafo.
Guardatevi intorno, mentre il motoscafo va. Com il sedile, di che colore ? Guardate com
la costa che si allontana. E gi lontana; il motoscafo veloce.
Curva lentamente verso destra. E vedete gi la destinazione, lisola. Il motoscafo si avvicina
allisola, trova il punto migliore per approdare, approda. Si ferma.
Scendete sulla spiaggia dellisola.
E andate verso linterno. Troverete quasi subito lapertura di una caverna molto
grande. Entrate.
Percorrete le scale: c una rampa di scale, che sembra costruita da poco. Un pianerottolo. E
unaltra rampa di scale. Percorretela.
Siamo arrivati.
Questa che vedete, in fondo alle due rampe di scale, la vostra stanza tonda. Qui solo voi
potete entrare.
tonda: il pavimento circolare. Il soffitto tondo, a volte.
Sulle pareti ci sono molte porte. Guardatele: sono davvero molte; la prospettiva della
stanza ingannevole: guardando tutte quelle porte, ci si accorge che la stanza molto pi
ampia di come vi era sembrata allinizio.
Una delle porte aperta, la prima sulla sinistra. Entrateci.
un magazzino: contiene molte, molte cose, come vedete. Scegliete, tra queste cose, una
che serva ad arredare la vostra stanza tonda, a renderla pi accogliente, pi bella.
*
Prendete quel che avete scelto e portatelo nella stanza tonda. Ogni volta che scenderete
nella stanza, date unocchiata in magazzino, per scegliere qualche altro arredo o oggetto che la
renda pi accogliente.
I vostri maestri, intanto, sanno bene che siete arrivati.
Tra poco entreranno. Mettetevi al centro della stanza, riposatevi un poco, e aspettate.
Una raccomandazione, prima che entrino: siate sempre affettuosi con i vostri maestri, cos
come loro lo saranno con voi. Non limitate lespressione del vostro affetto. Non c nessuno
che vi veda e vi critichi, qui. Siate semplicemente affettuosi.
Ecco.
Una delle porte si sta aprendo. Andate incontro al vostro primo maestro.
Salutatelo affettuosamente. Siate sempre affettuosi, con loro.
*
Forse un volto che conoscete gi. Forse non lo conoscete ancora.
Forse invisibile, come lo erano i miei maestri.
Seguitelo. Vi sta accompagnando verso unaltra porta, la apre. Quello che entra da
questaltra porta il vostro secondo maestro.
Salutatelo affettuosamente. Siate sempre affettuosi con i vostri maestri. Salutateli anche da
parte mia.
*
E ora prendete la penna e fate domande.
Non diranno nulla finch non domanderete.
Prendete nota delle risposte. Ricordatevi: tutto ci che non scriverete andr perso,
prendete nota.
Se dopo una domanda vi sembra di non udire nulla, soltanto unimpressione: lasciate che
la penna scriva, non frenatela; o magari, scrivete voi stessi le prime parole, a caso, e vedrete
che la risposta prender forma rapidamente, da s, come una dettatura.
*
Potete domandare qualsiasi cosa. Se vi sembra di stare inventando, anche questa solo
unimpressione. Quando rileggerete, vi accorgerete che non siete stati voi a fabbricare le
risposte.
*
I maestri vi spiegheranno tutto il necessario. Oh, non ora, certo. Col tempo. Questa volta si
tratta soltanto di fare conoscenza. A proposito, la domanda che preferiscono : In che senso?
Domandate spesso: In che senso?, dopo una loro risposta.
Conversate con i vostri maestri, per cinque, lunghi minuti. A partire da questo istante.
(cinque minuti di silenzio)
Basta cos, per ora.
Potrete tornare qui quando vorrete, e proseguire questa conversazione e incominciarne di
nuove. Ora congediamo i maestri.
Per congedare i maestri, accompagnate il vostro secondo maestro alla porta che vi
indicher, salutatelo affettuosamente (siate sempre affettuosi con loro) e, quando uscito,
tastate la porta per assicurarvi che sia chiusa.
*
Allo stesso modo, accompagnate il vostro primo maestro alla porta che vi indicher,
salutatelo affettuosamente, e quando uscito tastate la porta, per assicurarvi che sia chiusa.
*
Date unocchiata intorno: nella vostra stanza tonda tutto in ordine. Risaliamo. Avviatevi
lungo la scala, e ai primi gradini fate un profondo respiro, molto profondo, e vedete?
siete gi alla cornice.
Premete delicatamente allinterno della cornice, sulla destra, e lo schermo invisibile si
aprir. Scavalcate la cornice, prima con una gamba, poi con laltra. Richiudete quello schermo
con una leggera pressione, e rimpiccolite la cornice, come sapete fare: sufficiente che
premiate delicatamente sui lati. Diverr pi piccola, torner a essere quel granello come di
ghiaia. Riponete il granello nel sacchetto, nella vostra tasca destra. E percorrete la strada, che
vi riporta verso i colori ( molto pi breve al ritorno, vedete?). Risalite lungo i colori.
Il colore violetto.
Il colore indaco.
TI colore azzurro.
Il colore verde.
Il colore giallo.
Il colore arancione.
Il colore rosso. Al colore rosso, sentite di nuovo le vostre palpebre, e riaprite lentamente gli
occhi.
Appena avrete riaperto gli occhi, rileggete quel che avete scritto sul quaderno e, dove non si
legge bene, riscrivete meglio le parole o le lettere incomprensibili.
Questi sono i quattro movimenti; non occorre altro, per lavvio.
La lentezza dellesercizio, lattenzione per i dettagli sono molto importanti, servono a dare
il giusto tempo a tutte le fasi di questa discesa psichica. La seconda volta che si torna dai
maestri sufficiente ricordare (o riascoltare con il registratore) il quarto movimento. La
successione dei colori, lapertura della cornice, il viaggio in motoscafo, la discesa nella stanza
diverranno via via molto rapidi.
Quanto al motoscafo, qualcuno pu trovare fuori luogo che si vada nellAldil con un mezzo
tanto moderno: ma bene cos; quel motoscafo (la presenza di un motore, in particolar modo)
risponde a una precisa necessit, che i maestri vi spiegheranno dettagliatamente, se glielo
domanderete.
Le conversazioni con i maestri possono durare quanto volete: nei primi tempi meglio
limitarsi a una mezzora al massimo per non stancare lattenzione ; in seguito potrete
rimanere a conversare anche un paio dore. Per tutto il resto, saranno i maestri a darvi
istruzioni, chiarimenti e consigli.
2
Il diavolo nella Bibbia
NellAntico Testamento il diavolo o Satana compare davvero tre volte soltanto, come figura
ben definita:
1) nel libro di Giobbe (cap. 1,6-12 e cap. 2, 1 e sgg.), dove Satana presentato addirittura
come uno dei figli di Dio (e precisamente dellElohim, dice il testo: cio della Divinit
suprema, creatrice) e insieme al Dio della Terra, Yahwh, mette alla prova la devozione dello
sventurato Giobbe: consiglia a Yahwh di tormentare Giobbe con diverse sventure, e Yahwh
accetta e, in seguito, in una conversazione con lo stesso Giobbe, difende a lungo il proprio
diritto di tormentare luomo.
2) nel Primo Libro delle Cronache (21, 1), Satana spinge re Davide a fare il censimento (ma
nel Secondo Libro di Samuele 24, I e sgg. , dove narrata quella stessa vicenda, non pi
Satana, bens la collera di Yahwh a spingere re Davide al censimento).
3) nel libro di Zaccaria (3, 2 e sgg.), Satana una sorta di pubblico ministero celeste
incaricato di sostenere laccusa a carico di un sommo sacerdote.
Alcuni commentatori della Bibbia tentano di vedere il diavolo in altri passi, in altre figure
bibliche: per esempio nel gigante Golia (I Sam. 17, 1 e sgg.), nel coccodrillo o nel Leviathan di
cui parla il libro di Giobbe (41; 27, 1; 26, 13), nello spirito di menzogna che confonde i
profeti (2 Cronache 18, 20) o nel re dei babilonesi (Isaia 14). Ma sono forzature: queste figure
non hanno alcun rapporto determinato n con il Shatan ebraico, n con la nostra idea di
diavolo.
3
Il diavolo nei Vangeli
La discussione tra Ges e il diavolo narrata dagli evangelisti Matteo (nel cap. 4) e Luca
(nel cap. 4). Nelle traduzioni consuete, si legge sia in Matteo sia in Luca che l, nel deserto,
Ges fu tentato dal diavolo: ma il termine greco usato dagli evangelisti (peirazo) significava
a quellepoca mettere alla prova, sperimentare, sollecitare, e non tentare nel senso
cristiano, ovvero indurre al male. Dal racconto degli evangelisti risulta infatti che i progetti
suggeriti dal diavolo durante quella discussione non erano affatto tentazioni, ma autentici
consigli: perch la predicazione avesse successo, il diavolo propose a Ges di trasformare le
pietre in pane, di volare, gettandosi gi dal Tempio, davanti a tutti e di impadronirsi dei
regni della terra.
La prima proposta significava: per convincere la gente, dimostra che il tuo insegnamento
pu risolvere i problemi economici di chiunque, e la gente ti onorer e ti seguir. Ma a Ges
non piaceva lidea di fondare limportanza della sua dottrina sullelemento economico.
La seconda proposta significava: dimostra alla gente che sei un individuo eccezionale, un
Superman, e la gente ti obbedir. Ma a Ges premeva che ogni uomo imparasse a obbedire a
se stesso, alla parte pi autentica e autonoma di se stesso, e non a unautorit esterna: perci
se fece miracoli, in seguito, fu solo per insegnare a farli per dimostrare che i poteri
prodigiosi sono accessibili agli uomini e che ogni uomo, se ha fede, pu scoprirsi tanto
eccezionale da non poter obbedire pi a nessuna autorit esterna.
La terza proposta significava: non fidarti della gente, ragiona in termini politici: la gente
obbedisce ai re, ai capi, ai generali. Ti daranno retta soltanto se diventerai anche tu qualcosa
del genere; e se ti lasci guidare da me ci puoi riuscire. Ma Ges detestava la politica, non ne
capiva niente e pensava che non capirne niente fosse la condizione essenziale per essere
veramente liberi. Cos non diede ascolto al diavolo a differenza della Chiesa, che in seguito
prese in seria considerazione almeno due di quei progetti e li attu sistematicamente, nel suo
potere temporale e nel culto dei santi.
*
Quando venne accusato dai suoi avversari di usare i poteri del diavolo per compiere i
miracoli, e addirittura di essere un principe infernale, Ges rispose che lecito e saggio
impadronirsi di energie da tutti temute, se si riesce a non averne paura. Quando un uomo
forte e bene armato fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva
uno pi forte di lui e lo sconfigge, gli strappa via larmatura nella quale quello confidava, e poi
distribuisce il bottino (Luca 11, 21-22). E quanto a quella stessa accusa, cfr. Matteo 10, 24-
25: Un discepolo non da pi del maestro... Se hanno chiamato Beelzeb il padrone di casa,
tanto pi [chiameranno cos] i suoi familiari!
*
sei un individuo eccezionale, un Superman, e la gente ti obbedir. Ma a Ges premeva che
ogni uomo imparasse a obbedire a se stesso, alla parte pi autentica e autonoma di se stesso, e
non a unautorit esterna: perci se fece miracoli, in seguito, fu solo per insegnare a farli
per dimostrare che i poteri prodigiosi sono accessibili agli uomini e che ogni uomo, se ha
fede, pu scoprirsi tanto eccezionale da non poter obbedire pi a nessuna autorit esterna.
La terza proposta significava: non fidarti della gente, ragiona in termini politici: la gente
obbedisce ai re, ai capi, ai generali. Ti daranno retta soltanto se diventerai anche tu qualcosa
del genere; e se ti lasci guidare da me ci puoi riuscire. Ma Ges detestava la politica, non ne
capiva niente e pensava che non capirne niente fosse la condizione essenziale per essere
veramente liberi. Cos non diede ascolto al diavolo a differenza della Chiesa, che in seguito
prese in seria considerazione almeno due di quei progetti e li attu sistematicamente, nel suo
potere temporale e nel culto dei santi.
*
Quando venne accusato dai suoi avversari di usare i poteri del diavolo per compiere i
miracoli, e addirittura di essere un principe infernale, Ges rispose che lecito e saggio
impadronirsi di energie da tutti temute, se si riesce a non averne paura. Quando un uomo
forte e bene armato fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro. Ma se arriva
uno pi forte di lui e lo sconfigge, gli strappa via larmatura nella quale quello confidava, e poi
distribuisce il bottino (Luca 11, 2 1-22). E quanto a quella stessa accusa, cfr. Matteo 10, 24-
25: Un discepolo non da pi del maestro... Se hanno chiamato Beelzeb il padrone di casa,
tanto pi [chiameranno cos] i suoi familiari!
*
Ges sapeva che Giuda lo avrebbe tradito; e Giuda esitava, a quanto riferiscono tutti e
quattro i Vangeli. Levangelista Giovanni narra che Ges, quando gli domandarono chi
lavrebbe tradito, rispose:
colui per il quale intinger un pezzo di pane e glielo dar. E intinto il pezzo di pane, lo
prese e lo diede a Giuda Iscariota. Allora, dopo quel boccone, Satana entr in lui. Dopodich
Ges gli disse: Quello che devi fare, sbrigati a farlo... E preso il pezzo di pane, Giuda subito
usc. Ed era notte. (Giovanni 13, 26-30)

Qui Satana mostrato come il potere misterioso che conduce Giuda al tradimento; ed
chiaramente un potere agli ordini di Ges.
*
Limmagine che i Vangeli danno del diavolo cos diversa da quella che il cristianesimo ne
diede in seguito ha suscitato da sempre la meraviglia dei commentatori pi attenti. Ma gran
parte degli insegnamenti di Ges nei Vangeli sono talmente diversi e lontani dai tradizionali
precetti del cristianesimo, che approfondire quel genere di originalit dei quattro evangelisti
signific, per molti secoli, incorrere nella condanna deresia.
Ancora oggi la memoria inconsapevole, genetica quasi, delle pene che sono state
comminate agli eretici finisce per frenare la perspicacia della stragrande maggioranza dei
commentatori.
4
I desideri
Dei desideri e delle ragioni per cui si realizzano o non si realizzano avevo parlato a lungo
con i miei maestri, negli anni passati (v. I maestri invisibili, cit., pp. 155 e sgg.). In sostanza,
secondo gli Spiriti-guida, ogni desiderio che noi riusciamo a esprimere una forma di
premonizione: non si tratta cio di un frutto della nostra fantasia, ma di un improvviso
estendersi della nostra percezione, fino a cogliere nel futuro una qualche occasione che sta
venendo proprio verso di noi e che pu servire al nostro sviluppo interiore. E ci che
chiamiamo desiderare in realt il modo in cui questa nostra percezione pi estesa cerca di
annunciare alla nostra razionalit quelle occasioni che ha intravisto nellavvenire, e di
convincerla a non opporre resistenza e a non distrarsi, quando quelle occasioni arriveranno
bens a farsi avanti e ad afferrarle.
Secondo gli Spiriti-guida, questa spiegazione trova conferme tanto pi nette quanto pi un
desiderio coraggioso, e anche a me risulta che cos sia; il problema consiste dunque nel
precisare il grado di coraggio necessario a far s che la nostra percezione scorga occasioni,
desideri sufficientemente importanti per noi indipendentemente da ci che quei
desideri potranno sembrare, di primo acchito, alla nostra razionalit. La pi celebre tra le
precisazioni di questo grado di coraggio di certo quella fornita da Ges nei Vangeli:
In verit io vi dico: se avrete fede (anche solo un pochi- no) quanto un
granellino di senape, potrete dire a questa montagna: spostati da qui a l, ed
essa si sposter, e niente vi sar impossibile. Vangelo di Matteo 17, 20
una frase che Ges ripete spesso, in tutti e quattro i Vangeli (Vangelo di Matteo 21, 21; e
di Marco 11, 22-23; e di Luca 17, 5-6; e nel Vangelo di Giovanni vi insiste in tutto il lungo
discorso dellultima cena, dal capitolo 14 al capitolo 16). Per comprendere bene che cosa
intendessero dire qui gli evangelisti, va ricordato che la parola tradotta come fede (pstis, in
greco) non indicava ancora, alla loro epoca, quello sforzo di credere che tanto spesso i cristiani
chiamano fede, bens un fiducioso, coraggioso aprirsi alla conoscenza.
Il senso dunque : se nel desiderare riuscirete a non porvi preclusioni, a non tenervi
aggrappati a ci che sapete gi, a sentire in voi anche soltanto un tantino di pstis, potrete
spostare la montagna della vostra inerzia interiore, con straordinaria facilit, e nulla di ci che
desidererete vi sar impossibile.
Non c dubbio che Ges se ne intendesse: e se a suo dire il grado di coraggio necessario
pari a un granello di senape, non dovrebbe essere difficile produrlo. Le difficolt mi
spiegarono i miei Spiriti derivano principalmente da quella vera e propria atrofia del
desiderio che si verifica nella stragrande maggioranza degli individui adulti. Per svariate
ragioni, e soprattutto per leducazione che ricevono da chi gi adulto e gi atrofizzato in quel
senso, i bambini smettono ben presto di desiderare davvero e riescono soltanto a imitare i
desideri altrui. Il coraggio del desiderio cede allora il posto allansia del desiderio, che con gli
anni diviene sempre pi tormentosa e fa pensare allassenza di desideri come a una
liberazione. Da qui allatrofia il passo breve. Questo addestramento allansia uno dei
processi attraverso i quali si passa dal Quinto Cielo (che proprio dei bambini, come i maestri
spiegano qua e l in questo libro) ai Cieli Primo e Secondo, che sono invece caratteristici degli
adulti.
*
In questo libro, nel capitolo 22, spiegata una tecnica per riconoscere e utilizzare un
genere particolare di coraggio e di pstis. Ma qui colgo loccasione per illustrarne unaltra,
preparatoria, diciamo: pi semplice, ottima per scuotere lanimo adulto da quellatrofia che
dicevo. Non mia, lho tratta, con qualche rielaborazione, da un bel libro di Jack Canfield e
Mark Victor Hansen, The Aladdin Factor (Berkeley Books, New York 1995). Richiede due
quaderni, e qualche settimana di tempo per i primi risultati concreti.
Su un quaderno scrivete 101 desideri, tutti diversi luno dallaltro, concisi e precisi, cos, per
esempio:
1. Io voglio unautomobile di lusso verde scuro.
2. Io voglio una villa in Riviera a pochi passi dal mare.
Eccetera. Per compilare lelenco nel modo migliore tornano utili le seguenti
raccomandazioni:
nello scrivere i desideri evitate accuratamente la parola non;
evitate desideri la cui realizzazione non sia verificabile (per es. Io voglio essere
molto buono non va bene, perch non chiaro n che cosa significhi quel molto n
cosa intenda per buono; invece di lasciar cos nel vago si pu precisare scrivendo:
Io voglio salvare un popolo da una carestia o altro del genere);
chiedete soltanto a nome vostro, e non per altri (per es., se un vostro conoscente
ha un determinato problema, non scrivete Io voglio che il mio amico X risolva quel
suo problema, ma Io voglio risolvere quel problema del mio amico X e
naturalmente precisate quale problema).
buona norma evitare desideri che ci appaiano nocivi per altre persone, perch la nostra
coscienza potrebbe aversene a male, nel profondo, e punirci poi dolorosamente. Ed meglio
evitare desideri di carattere sentimentale riguardanti persone che non conoscete bene (attori
e attrici, indossatrici, ecc.), appunto perch non li conoscete bene e potr darsi che non vi
piacciano affatto, quando quei vostri desideri si realizzeranno. Per il resto, non ci sono limiti:
potete scrivere qualsiasi cosa, purch siate sicuri di desiderarla.
I desideri devono essere, ripeto, 101: un bel numero orientale, che raffigura
simbolicamente un intero grande (100) ma aperto, grazie a quell1 in pi, verso ulteriori
sviluppi, e che vi obbligher inevitabilmente a ridestare, stimolare e irrobustire le vostre
facolt di desiderio atrofizzate.
Una volta completato lelenco dei 101 desideri, ricontrollatelo attentamente, correggetelo
dove occorre, ricopiatelo in bella sullaltro quaderno (non pi di quattro desideri per pagina),
e poi rileggetelo una volta al giorno: sottovoce e in un luogo appartato, suggerirei, perch se
qualcuno vi udisse casualmente potrebbe pensare di voi cose poco lusinghiere. E aspettate.
Pian piano i desideri cominceranno a realizzarsi, ora in modo strabiliante, mediante
coincidenze o altri fatti curiosi, ora nel pi semplice dei modi, quasi inavvertitamente. Via via
che i desideri si realizzano, cancellateli e sostituiteli con altri nuovi.
Di solito, nei primi mesi successivi alla ricopiatura in bella, si realizza il 30 per cento dei
desideri cos elencati: gli altri rimangono preclusi, a causa di resistenze inconsapevoli, di
sensazioni di inadeguatezza (non me lo merito, non valgo abbastanza, ecc.) e di altre
aggrovigliate e deprimenti paure e blocchi affettivi di vario genere, che inconsapevolmente ci
spingono a fuggire da quelle occasioni che la nostra percezione pi estesa aveva colto
nellavvenire, quando compilavamo lelenco.
In seguito, potr capitare che alcune di queste paure e di questi blocchi si sciolgano: allora i
desideri a essi corrispondenti cominceranno a realizzarsi (le occasioni di realizzazione sono e
rimarranno sempre inesauribili). Viceversa, nei desideri che non accenneranno in alcun modo
a realizzarsi il compilatore dellelenco avr unespressione metaforica (ma spesso
sufficientemente eloquente) delle paure e dei blocchi pi segreti che si nascondono nella sua
psiche, e che limitano il suo campo di esistenza.
In quelle paure e in quei blocchi abita per usare il linguaggio dei maestri il pi cupo
diavolo di quel compilatore.
Dopo un anno, in ogni caso, distruggete e bruciate entrambi i quaderni, e non pensateci pi.
In molti casi, la piccola cerimonia di questa distruzione (che si rivela sempre pi difficile del
previsto) ha di per s leffetto di smuovere le montagne di almeno alcuni dei blocchi e delle
paure pi segreti e tenaci.
Sia Canfield e Hansen, sia i miei maestri escludono che questa tecnica abbia qualche
controindicazione. Quanto agli eventuali e ovvi problemi morali che pu suscitare, bene
sapere fin dallinizio che, spesso, dietro al timore di essere egoisti si cela in realt una
difficolt o incapacit di ricevere; e che chi non sa ricevere non sa nemmeno dare.
Quanto ai problemi di carattere religioso, altrettanto utile ricordare che le nostre idee
occidentali sulla virt dellascesi sono molto approssimative, e soltanto punitive: lascesi, la
vera liberazione dal desiderio una grande conquista, che si raggiunge non vietandosi di
desiderare (il che conduce inevitabilmente a forme ossessive), ma imparando a superare la
dimensione del desiderio, a provare per essa una sincera noia e indifferenza il che
possibile, per la maggior parte delle persone, solo dopo averla sperimentata abbastanza a
lungo con successo.
5
I desideri e lio pi grande
Certamente, questo modo di intendere il desiderio lontano da ci che insegna la religione
cristiana. Ma davvero lo si ritrova nei Vangeli: nel meraviglioso discorso di Ges ai discepoli
durante lultima cena, cos come lo riferisce levangelista Giovanni. Nelle conversazioni con i
miei maestri questo discorso viene citato spesso: per comodit dei lettori ne riporto qui
qualche brano. Non aggiungo quasi nessun commento mio; lo stile semplice, e senza alcuna
difficolt i lettori potranno trame spunti di riflessione non soltanto riguardo al desiderare e al
chiedere, ma anche riguardo allio pi grande (al nostro Corpo maggiore come lo
chiamano gli Spiriti- guida) e a molti argomenti toccati nelle nostre conversazioni.
Dal Vangelo di Giovanni, capitoli 14, 15 e 16:
Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio, e anche nellio abbiate fede.
Nella casa di. mio Padre ci sono molte dimore: se cos non fosse, lio ve lavrebbe detto.
E lio va a prepararvi il posto: quando ci sar andato e vi avr preparato un posto,
torner e vi porter l, con s, perch siate anche voi dove lio. E del luogo dove
conduce lio, voi conoscete la via.
Gli disse Tommaso: Signore, ma non sappiamo dove vai:
come facciamo a sapere qual la via?
Gli disse Ges: La via, la verit e la vita lio. Nessuno pu giungere al Padre se non
attraverso lio. Se conoscete lio, conoscete anche il Padre; e voi lo conoscete gi, e avete
visto cos.
Gli disse Filippo: Signore, mostraci il Padre, non chiediamo altro.
Gli rispose Ges: Da tanto lio con voi e tu non sai cos lio, Filippo? Chi ha visto
lio, ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non che credi che lio nel
Padre e il Padre nellio? Le parole che io dico a voi non le dico dal mio io soltanto; ma
il Padre che nellio, Lui a compiere le sue opere. Credetemi: lio nel Padre e il Padre
nellio; se non ci riuscite altrimenti, credetelo per le opere stesse [che ci vi permette
di compiere].
In verit, in verit vi dico: chi crede nellio, compir lui pure le opere che io compio,
e ne far di pi grandi, perch lio conduce al Padre. Qualunque cosa chiederete nel
nome dellio, lio la far, perch il Padre sia manifestato in ogni suo Figlio. Se chiederete
qualsiasi cosa allio, in nome dellio soltanto, lio la compir.
Se amate lio, osserverete i comandamenti dellio. Lio pregher il Padre, e il Padre
vi dar un Altro, che sappia incoraggiarvi, e che rimanga con voi per sempre. E lo
Spirito della verit, che il mondo non pu ricevere, perch non lo vede e non lo
conosce. Voi lo conoscete gi, perch abita in voi e sar sempre in voi. Lio non vi
lascer mai orfani, ritorner sempre da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedr
pi:
voi invece vedrete sempre lio, perch lio vive e voi vivrete. In quel giorno saprete che
lio nel Padre, e voi siete nellio, e lio in voi. Chi accoglie i comandamenti dellio e li
osserva, ama me. Chi ama me sar amato da Padre mio, e anche lio lo amer, e si
manifester a lui.
Gli disse Giuda, non liscariota: Signore, ma perch lio si manifesterebbe solo a noi,
e non al mondo?
Gli rispose Ges: Se uno ama lio, ascolta la parola dellio, e il Padre mio lo amer e
il Padre e lio verranno a lui e abiteranno in lui. Chi non ama lio, non ascolta le mie
parole: e le parole che voi ascoltate non sono mie, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora con voi. Ma lAltro che vi incoragger, lo
Spirito santo che il Padre mander nel nome dellio, lui vi insegner ogni cosa e vi far
ricordare tutto ci che lio vi dice. Vi lascio la pace, vi do la pace dellio. La do a voi in un
modo diverso da come si danno le cose nel mondo. Non si confonda il vostro cuore, e
non abbia paura. Avete udito ci che vi ho detto: lio va e poi torner a voi. Se amate lio,
dovete rallegrarvi che lio conduca al Padre, perch il Padre pi grande dellio. Ve lho
detto ora, prima che avvenga, perch quando avverr voi crediate. Non parler pi
molto con voi, perch viene il padrone di questo mondo; costui non ha nessun potere
sullio, ma bisogna che il mondo sappia che lio ama il Padre e che lio fa quello che il
Padre gli comanda. Crescete, andiamo pi in l.
Lio la vera vite, e il Padre dellio il vignaiolo. Ogni tralcio che nellio non porta
frutto, il Padre lo toglie; e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch porti pi frutto.
Voi siete gi potati, grazie alle parole che io vi ho annunciato. Rimanete nellio, e lio
rimanga in voi. Come un tralcio non pu portare frutto da s solo, se non rimane
attaccato alla vite, cos anche per voi, se non rimanete nellio. Lio la vite, e voi i
tralci. Chi rimane nellio e lio in lui, porta molto frutto, perch senza lio non potete
fare nulla. Chi non rimane nellio viene gettato via, come un tralcio tagliato, e si secca, e
poi quei tralci vengono raccolti da qualcuno e gettati nel fuoco, e li bruciano. Se
rimanete nellio e le parole dellio rimangono in voi, chiedete tutto quello che volete e
vi sar dato. In questo si manifesta il Padre dellio: nel fatto che portiate molto frutto, e
che impariate dallio.
Come il Padre ha amato lio, cos anche lio ama voi. Rimanete nellamore dellio. Se
obbedite ai comandamenti dellio, rimanete nellamore dellio, cos come anchio ho
obbedito ai comandamenti del Padre dellio e rimango nel suo amore. Questo vi ho
detto perch la gioia dellio sia in voi e la vostra gioia sia completa.
Questo il comandamento dellio: che vi amiate a vicenda, come lio vi ama.
Nessuno ha un amore pi grande di chi d la vita per i propri amici. Voi siete amici
dellio, se fate ci che lio vi comanda. Non vi chiamo pi servi dellio, perch il servo
non sa quello che fa il suo padrone; ma vi chiamo amici, perch tutto ci che lio ascolta
dal Padre lo fa conoscere a voi. Voi non avete scelto lio, lio ha scelto voi, e vi ha formati
in modo che andiate e portiate frutto, e che il vostro frutto rimanga, e in modo che tutto
ci che chiedete al Padre in nome dellio, il Padre ve lo conceda. Questo vi comanda lio:
di amarvi a vicenda.
Se il mondo vi odia, sappiate che prima di odiare voi ha odiato lio. Se foste del
mondo, il mondo amerebbe ci che suo; ma voi non siete del mondo: lio vi ha resi
diversi dal mondo, e perci il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto:
un servo non pi grande del suo padrone. Se hanno calpestato lio (in se stessi),
calpesteranno anche voi; se hanno ascoltato la voce dellio, ascolteranno anche la
vostra voce.
Ma tutto questo lo faranno a causa dellio, perch non conoscono Colui che ha
mandato lio (nel mondo). Se lio non fosse venuto nel mondo e non avesse parlato a
ciascuno di loro, non avrebbero torto a fare cos; ma ora non hanno pi scuse per i loro
torti. Chi odia lio, odia anche il Padre dellio. Se lio non avesse compiuto in mezzo a
loro opere che nessun uomo potrebbe compiere, non avrebbero torto; ora invece
hanno visto lio, e hanno odiato lio e il Padre dellio. E cos stato, come era scritto
nella loro Legge: Hanno odiato lio, senza ragione.
Quando verr lAltro, a incoraggiarvi, che lio mander dal Padre, cio quello Spirito
di verit che proviene dal Padre stesso, lui render testimonianza allio: e sarete voi
stessi a rendere testimonianza allio, perch siete stati nellio fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perch nessuno vi prenda pi in trappola. Vi scacceranno
dai loro templi; anzi, verr lora in cui chiunque vi uccider creder di rendere un culto
a Dio. E faranno cos perch non hanno conosciuto n lio n il Padre dellio. Ma lio vi
dice queste cose, perch quando avverranno vi ricordiate che lio ve le aveva
annunciate.
Non vi ho detto queste cose fin dallinizio, perch prima ero come eravate voi.
Ma ora il mio io conduce da Colui che ha mandato lio nel mondo, e nessuno di voi
mi domanda: Dove vai? E siccome vi dico queste cose, la tristezza ha riempito il vostro
cuore. Ora io vi dico la verit: bene per voi che io ma ne vada via, perch se non me
vado, non verr da voi lAltro, a incoraggiarvi; ma quando me ne sar andato, lio ve lo
mander. E quando sar venuto, spiegher tutto chiaramente, al mondo intero:
riguardo al peccato, e alla giustizia, e al giudizio. Riguardo al peccato, perch non
credono nellio; riguardo alla giustizia, perch lio conduce al Padre e lo vedrete pi;
riguardo al giudizio, perch il padrone di questo mondo stato giudicato.
Molte cose avrei ancora da dirvi, ma per il momento non siete in grado di portarne
il peso. Quando verr lo Spirito di verit, lui vi condurr alla verit tutta intera, perch
non parler da s solo, ma dir tutto ci che ascolta, e vi annuncer anche le cose
future. Lui manifester pienamente lio, perch prender dallio e ve lannuncer. Tutto
ci che il Padre ha, lo ha anche lio: perci vi dico che prender dallio, e ve lo
annuncer.
Ancora un poco e non vedrete pi lio; e ancora un po, e lo vedrete di nuovo.
Al che, alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: Ma che cosa sta dicendo? Ancora un
po e non vedrete lio, e dopo un altro po lo vedrete? E cosa vuoi dire: lio conduce al
Padre?
E perci dicevano: Che cosa vuol dire ancora un poco? Non capiamo che cosa sta
dicendo.
Ges si accorse che volevano fargli delle domande e disse loro: State cercando di
capire perch ho detto: ancora un poco e non vedrete pi lio, e ancora un poco e lo
vedrete? In verit, in verit io vi dico: voi piangerete e sarete tristi, e il mondo invece
sar contento. Voi sarete tristi, ma la vostra tristezza si muter in gioia.
La donna quando partorisce soffre, perch giunto il suo tempo; ma quando il
bambino nato, lei non si ricorda gi pi della sofferenza, per la gioia che nel mondo
nato un uomo. Cos anche voi, ora, siete tristi; ma lio vi vedr di nuovo, e il vostro
cuore gioir e quella gioia nessuno ve la potr pi togliere.
In quel giorno non mi domanderete pi nulla.
In verit, in verit vi dico: se chiederete una qualsiasi cosa al Padre nel nome
dellio, Lui ve la dar. Finora non avete chiesto ancora nulla nel nome dellio. Chiedete e
otterrete, perch la vostra gioia sia resa piena.
Queste cose ve lo ho dette in metafore. Ma verr lora in cui non lio non vi parler
pi in metafore, ma vi parler immediatamente del Padre. In quei giorno chiederete nel
nome dellio, e non vi dico che lio pregher il Padre per voi: il Padre vi ama, perch voi
avete amato lio, e avete creduto che lio viene da Dio. Lio uscito dai Padre ed
venuto nel mondo; ora si volge di nuovo dal mondo verso il Padre, e conduce a Lui.
Gli dissero i suoi discepoli: Ecco, adesso s che parli chiaro, e non usi pi metafore.
Ora capiamo che lio sa tutto e che non c bisogno di fargli domande. Perci crediamo
che lio venuto da Dio.
Ges rispose loro: Adesso credete questo? Ecco, verr lora, anzi venuta gi, in cui
vi dispererete e sarete ciascuno per proprio conto, e abbandonerete lio; ma lio non
rimane mai solo, perch il Padre con lio.
Vi ho detto queste cose perch abbiate la pace nellio. Nel mondo avrete
tribolazioni, ma abbiate fiducia: lio ha vinto il mondo!
6
Ancora sul Secondo Cielo
Tornammo a discutere del Secondo Cielo in seguito, quando gi riordinavo gli appunti per
questo libro. appunto il principio su cui si basava la non-violenza di Ges, di Gandhi e di
tanti altri, mi disse il Dominante, riguardo allidea della componente impersonale dei delitti:
porgi laltra guancia e cos via. In pratica significa: quando hai capito come funziona il
Secondo Cielo, cerca di stame alla larga il pi possibile. Non permettere che le forze del
Secondo Cielo si manifestino attraverso dite. Piuttosto, restatene nel Primo.
Non giurare mai, disse lAustero.
Cio?
Un altro comandamento di Ges: non giurare mai (Matteo 5, 34), spieg il Dominante.
Cio: non prestare giuramenti di fedelt, non lasciare che un qualunque Noi ti, comandi e si
serva dite per far valere le ragioni di quel Noi contro qualche altro Noi. Non fare il soldato, il
poliziotto, il ministro o altro del genere: nulla che richieda il giuramento. Difendi il diritto di
pensare con la tua testa, anche soltanto dal punto di vista del Primo Cielo.
E i doveri che uno ha verso il suo paese, il suo popolo? Rimanere chiusi nel Primo Cielo non
soluzione onorevole, direi.
Tutto dipende da come li consideri, quei doveri e quel popolo.
Di sicuro, non c niente che ti obblighi a considerarli dal punto di vista dei Cieli pari. Chi
sente solo il suo piccolo io e la sua incompletezza e cerca di completarsi attraverso gli altri,
prima o poi si ritrover aggrovigliato in qualche faccenda del Secondo Cielo: e allora,
naturalmente, il comandamento non giurare diventer tormentosissimo. Chi invece impara a
scoprire il suo Corpo maggiore, si accorge presto che il Primo Cielo non basta pi: che il Corpo
maggiore ha poteri ed esigenze molto pi vaste del singolo io. Un io non gli basta, per
incarnarsi. Ma la comunit, il popolo in cui si incarna un corpo pi grande non ha mai nulla a
che fare con i popoli e le nazioni che conoscete voi nel vostro Aldiqua.
E allora che succede?
Allora cominciano doveri e lealt diverse da quelle di cui parlano i vostri libri di storia. E,
naturalmente, anche conflitti diversi. Negli ultimi diciotto secoli questo genere di conflitti non
si sono mai risolti bene e non hanno lasciato tracce profonde nella vostra memoria storica
quella di voi europei, perlomeno. Ma in avvenire cambieranno una quantit di cose. Il vostro
Secondo Cielo molto meno forte, oggi, di quanto lo fosse ai tempi di Ges, o anche ai tempi di
Gandhi. Vedrai.