Sei sulla pagina 1di 10

La scienza della persuasione

Domenica 22 novembre 2009

Il condizionamento nel Mondo Nuovo e l’esperimento di Pavlov

Nel romanzo Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley, ambientato in un ipotetico


futuro, viene descritta una società distopica perfettamente pianificata, una
società in cui la stabilità è raggiunta per mezzo dell’ingegneria genetica,
del precoce condizionamento attuato sugli individui sin dalla più tenera
età e mediante l’annullamento delle libertà personali.
In tale società, rigidamente divisa in caste, vi è quindi necessità di una
forza lavoro che svolga mansioni con differenti gradi di specializzazione; di
conseguenza, per fare in modo che nessuno sia scontento della propria
posizione, ad ogni individuo viene riservata sin dalla più tenera età una
diversa formazione.
Nei casi delle caste inferiori, i gamma e i delta, questa formazione sarà
anche finalizzata nel mantenere basso il quoziente intellettivo dei soggetti,
dal momento che coloro che sono preposti allo svolgimento dei lavori più
umili è bene che non si rendano conto della loro situazione, e non
sviluppino alcun sentimento di invidia nei confronti delle classi privilegiate.

Nel romanzo, tra le altre cose, vengono descritti alcuni dei metodi con cui i bambini delta vengono condizionati
affinché sviluppino determinate inclinazioni e delle particolari predilezioni.
Ad esempio, nei primi mesi di età, vengono posti di fronte a dei libri e a dei fiori, ed ogni volta che li toccano
vengono investi da una scossa elettrica.
Il regime infatti ritiene sconveniente che i bambini sviluppino interesse per la lettura, dal momento che l’ignoranza
è essenziale per mantenere la popolazione sotto controllo; allo stesso modo viene osteggiato un eccessivo amore
verso la natura, poiché i cittadini che amano trascorrere il loro tempo all’aria aperta non spendono e non stimolano
l’economia. Huxley, nell’immaginare il condizionamento violento per mezzo delle scosse elettriche, si rifà
evidentemente ai celebri studi del dottor Ivan Pavlov.

Ivan Pavlov, come è noto, mentre svolgeva degli esperimenti con l’aiuto di un cane aveva osservato come la
salivazione dell’animale aumentasse alla vista del cibo, come normalmente ci si poteva aspettare.
Il cibo in questo caso venne chiamato stimolo incondizionato, e la salivazione del cane riflesso incondizionato.
Nel proseguire con l’esperimento, Pavlov iniziò a suonare un campanellino ogni volta che portava del cibo al suo
cane, finché l’animale associò la presenza del cibo con il suono.
In seguito, Pavlov scoprì che il suono del campanellino, da solo, era sufficiente per innestare la salivazione del cane,
anche senza la presenza del cibo. Il suono del campanello divenne lo stimolo condizionato, mentre la salivazione
indotta da questo suono, e non dal cibo, venne detta riflesso condizionato.
E’ utile qui notare che la salivazione non è una operazione controllata dalla parte razionale della mente, ma si tratta
invece di un processo inconscio che si verifica a prescindere dalla volontà dell’individuo, negli animali così come
nell’uomo. L’esperimento di Pavlov, di conseguenza, registrò in maniera “scientifica” una delle caratteristiche
principali del mondo animale, uomo incluso, ovvero la capacità della componente inconscia di elaborare i dati del
mondo esterno per “associazione”.

Il meccanismo dell’associazione

Tutti gli esseri umani sperimentano inconsciamente il meccanismo dell’associazione nella loro vita quotidiana.
Quando ad esempio associamo un profumo particolare ad una persona a noi cara, ed in seguito il solo odorare quel
profumo ci provoca sentimenti positivi.
Oppure nell’istintiva repulsione che proviamo nei confronti della sveglia che interrompe il nostro sonno ogni
mattino, anche quando è silenziosa, così come nella gioia provata nell’osservare un particolare oggetto,
insignificante per gli altri, che abbiamo associato con un momento carico di sensazioni.
E’ importante sottolineare che il processo dell’associazione avviene in maniera del tutto inconscia, ed agisce ad un
livello molto più profondo dell’attenzione razionale.

Occorre ricordare anche che l’apparenza, ovvero il modo in cui la realtà si mostra, gioca un ruolo molto più
importante di quanto siamo portati a credere per quanto riguarda la nostra capacità di analizzare il mondo
circostante. Quando ad esempio incontriamo una persona, prima di parlarle e conoscerla la nostra parte inconscia
ha già elaborato una sua precisa opinione, sempre attraverso il meccanismo della associazione, e la nostra parte
razionale ed analitica interviene solamente in un secondo momento; se la prima impressione è negativa, dovrà
passare molto tempo prima che il “parere” espresso dalla parte razionale possa mutarla, mentre se il primo
giudizio è positivo, per lungo tempo i segnali negativi verranno accantonati e sminuiti dalla parte razionale.
Questa sorte di giudizio non ha nulla a che fare con l’intelligenza di una persona o la sua “apertura mentale”, tipica
di chi è convinto di non giudicare mai dall’apparenza, proprio perché riguarda la nostra parte inconscia ed istintiva.
Un esempio aiuterà a comprendere meglio questi meccanismi: una conoscente, persona istruita ed amabile,
trovava insopportabile la vista di un certo telecronista sportivo, giudicandolo persona estremamente antipatica ed
irritante, senza che il comportamento del giornalista avesse mai dato adito a questo giudizio.
Un giorno, rivedendo le immagini di una tragedia successa molti anni addietro in una partita di calcio, la
conoscente riconobbe la voce del telecronista, e si rese conto che la sua avversione nei suoi confronti era provocata
dal fatto che aveva associato la sua voce alle tragiche immagini che da bambina aveva osservato alla televisione.

Rifacendoci alla terminologia utilizzata da Ivan Pavlov, possiamo affermare che in questo caso la tragedia è lo
stimolo incondizionato (quello che per il cane era la visione del cibo), la voce del telecronista è lo stimolo
condizionato (il suono del campanellino), e il sentimento di repulsione all’udire il giornalista è il riflesso
condizionato. Ovviamente, questo processo psicologico non rappresenta una scoperta di Pavlov, ma a lui va il
merito di averlo dimostrato “scientificamente”, ovvero secondo i parametri della ricerca moderna.

L’apporto della psicanalisi, da Freud a Le Bon

Pochi anni prima di Pavlov, un’altra disciplina propriamente moderna, ovvero la psicanalisi, sulla cui qualità
scientifica è lecito dubitare, tentò di studiare le modalità attraverso le quali funzionava la psiche degli esseri umani,
ponendo l’attenzione su quella sua componente che da allora venne chiamata “inconscio”.
L’idea di fondo di tale disciplina sosteneva che la maggior parte dei problemi psicologici delle persone era originata
da traumi irrisolti, vissuti dall’individuo e rimossi dalla componente cosciente della psiche, ma ancora presenti a
livello inconscio. Si pensava che aiutando il paziente nel ricordare e “far riemergere” il trauma si potesse dargli la
possibilità di affrontarlo e risolverlo definitivamente.
L’opera di Sigmund Freud e del suo allievo dissidente Jung ebbe un enorme diffusione nel XX secolo, ed influenzò in
maniera decisiva il pensiero e l’immaginario collettivo.

La psicanalisi gode tuttora di enorme popolarità, e gode anche dello status di “disciplina scientifica”, nonostante
molti si dichiarino scettici riguardo la sua reale efficacia. Ma se l’aspetto curativo di questa scienza suscitò sin dalla
sua nascita enormi perplessità, ad una parte dell’apparato teorico della psicanalisi venne invece riservata una
grande attenzione da persone che occupavano posizioni di grandi responsabilità, persone che avevano interesse
nel comprendere come effettivamente la psiche e la mente umana funzionano.
Fu questo il caso di Edward Bernays, nipote di Sigmund Freud, uno dei pensatori che maggiormente contribuì a
plasmare la mentalità dell’uomo contemporaneo.

Bernays, rifacendosi all’opera di Freud e di Gustave Le Bon, un altro studioso che diede un
enorme apporto alla comprensione di questi meccanismi, operò affinché tali studi
potessero trovare una applicazione pratica su vasta scala. Occorre quindi, prima di
procedere con l’analisi dell’opera di Bernays, ricordare la grande importanza, ancora troppo
poco nota, che ebbero le ricerche dello psicologo Gustave le Bon, che nel 1895 diede alle
stampe il fondamentale

Psicologia delle folle


In tale scritto, Le Bon analizzava il comportamento sviluppato dalle persone nel momento in cui formano dei gruppi
più o meno numerosi, arrivando a sostenere che all’interno di una folla emerge e prende il soppravvento una sorta
di “coscienza collettiva” indipendente da quella dei singoli che la compongono, una coscienza che risponde a
dettami “inconsci”, sentimenti che possono essere abilmente guidati da personalità carismatiche che sono in grado
di comunicare direttamente con questa enorme “coscienza”.
L’opera di Le Bon venne attentamente studiata dai maggiori dittatori del XX secolo: Mussolini riteneva “psicologia
delle folle” un testo imprescindibile per un leader di governo, così come Hitler e Stalin.

Edward Bernays, quindi, dopo aver a studiato i testi di Freud e di Le Bon, sul finire dell’ottocento si trasferì in
America e si dedicò al perfezionamento della scienza della persuasione nota come propaganda.

Edward Bernays, dal razionale all’inconscio

Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere
che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee
sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico
risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve
cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte
le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero
morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i
modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone ...Coloro
che hanno in mano questo meccanismo, costituiscono il vero potere esecutivo del paese.”
Edward Bernays, Propaganda, 1929

Bernays lavorò per il governo americano e per l’apparato industriale, e nel campo della propaganda e della
pubblicità ottenne i suoi più grandi successi, perfezionando quel particolare meccanismo tuttora usato dai creatori
d’opinione. Prima di Bernays, la pubblicità si concentrava nell’elencare le qualità e i benefici dei prodotti
reclamizzati: di una bibita si diceva che fosse dissetante, di un abito che era resistente, di un particolare attrezzo si
elencavano i modi d’uso, e così via.
Ci si rivolgeva, in altre parole, alla parte razionale, cosciente, della mente del consumatore.
Edward Bernays rivoluzionò questo meccanismo, e comprese che un prodotto avrebbe potuto essere
maggiormente venduto se si rendeva appetibile al consumatore rivolgendosi alla sua parte “inconscia”.

Il prodotto quindi non doveva essere presentato per le sue intrinseche qualità, ma doveva essere proposto in
associazione con un sentimento positivo, con una promessa di felicità, con uno stile di vita agognato.
Nel pubblicizzare un biscotto non bisognava soffermarsi sulla sua bontà o sulle sue qualità nutritive, ma occorreva
mostrare una famiglia felice in una bella casa che con quel biscotto prendeva la sua prima colazione.
Di una automobile non si doveva fare una lista delle sue prestazioni, ma ritrarla in un paesaggio aperto e solare che
suggerisse un senso di libertà.
Bernays, in altre parole, non fece altro che unire gli studi di Freud e di Le Bon con le scoperte del professor Ivan
Pavlov a proposito dei riflessi condizionati.
Così come il cane del professore sbavava all’udire il suono del campanellino, associato inconsciamente al cibo, il
nuovo consumatore venne abituato ad associare ai prodotti reclamizzati un determinato sentimento.
Nella pubblicità del biscotto, ad esempio, viene mostrata una famiglia felice, in una bella casa.
Per il consumatore tale condizione, la felicità, è l’equivalente di quello che per il cane di Pavlov era il cibo, lo
stimolo incondizionato, ovvero il suo bisogno primario.
Il biscotto, associato all’immagine della felicità, è lo stimolo condizionato, quello che per il cane era il suono del
campanellino.

Quando poi il consumatore al momento di fare la spesa si troverà di fronte a quel particolare biscotto, entrerà in
funzione il meccanismo di associazione, inconsciamente, e sarà portato a scegliere quel prodotto - riflesso
condizionato - nello stesso modo in cui la salivazione del cane aumentava al suono del campanellino.

E’ essenziale notare ancora una volta come su tale processo non influiscono le qualità intellettive del consumatore,
dal momento che il tutto avviene a livello inconscio.
L’associazione biscotto-felicità è ormai acquisita.

Associazione e ripetizione: la creazione del bisogno

Il successo, indiscutibile, di tale meccanismo, è testimoniato dal fatto che ancora oggi le strategie promozionali
ricalcano esattamente le modalità teorizzate da Edward Bernays: le pubblicità attualmente puntano
inevitabilmente su concetti semplici che richiamano i bisogni primari di ogni persona: il successo, il senso di libertà,
il sesso.
Per reclamizzare una pasta sigillante si mostra una ragazza nuda, un assorbente è associato ad una giovane donna
che si lancia col paracadute, le macchine percorrono paesaggi suggestivi oppure si muovono eteree in paesaggi
urbani “addomesticati”, mentre gli spaghetti sono sempre accompagnati da famiglie impeccabili e sorridenti che si
amano, famiglie perfette.

Quando poi il consumatore si reca nel supermercato e si trova davanti a quel sigillante, ecco che dentro di sé prova
una strana sensazione piacevole, senza rendersi conto che la sua psiche nello stesso momento sta immaginando
una bella donna nuda immersa in una vasca trasparente.

Tutto questo, però, non sarebbe possibile senza la presenza di un altro fattore, egualmente importante e
necessario: la ripetizione.
Nella pubblicità, come nella propaganda, il messaggio va ripetuto più e più volte, perché, ed anche questo è ormai
provato, la mente umana tende a considerare veritiere le informazioni ricevute più volte in diverse condizioni.
All’ennesima ripetizione di un concetto, quest’ultimo sarà considerato vero in maniera automatica, e ciò è valido sia
sul piano cosciente che a livello inconscio.

Associazione, appello ai bisogni primari, ripetizione: questi, in sintesi, i fondamenti della manipolazione del
pensiero.

Scritto da Santaruina alle ore 22:12


http://santaruina.splinder.com/post/21745332/La+scienza+della+persuasione#comment
COMMENTI

#1 22 Novembre 2009 - 22:34


Questo doveva essere l'inizio dell'articolo che stavo scrivendo, quello più volte annunciato, sul modo in cui i
messaggi occulti vengono veicolati. Questo articolo appena pubblicato doveva servire da introduzione, ma questa
introduzione si è trasformata, giorno dopo giorno, nel più lungo brano che abbia mai scritto in tre anni di blog.
Ora dovrebbe seguire la seconda parte, che a questo punto non so per quando riuscirò a terminare.
Abbiate simpatia :-)

#2 22 Novembre 2009 - 22:44


Pensa che il test di Pavlov lo ricordavo più devastante ancora, cioè, al cane viene mostrata una bistecca e un
sensore registra la salivazione come segnale di desiderio e piacere, successivamente viene applicata una scossa
elettrica e un altro sensore registra la contrazione causata dal dolore come riflesso negativo, poi vengono
somministrate insieme bistecca e scossa.
Inizialmente la sensazione di dolore prevale ma con la ripetizione del test viene a prevalere il senso di desiderio e di
piacere manifestato dalla salivazione, fino ad arrivare a quando con la sola applicazione della scossa elettrica si
produce il riflesso di piacere.
In effetti guardando quanto la gente sta attaccata alla televisione, sottoposta a bombardamento di veline e di fatti
incresciosi e tragedie dell'attualità, mi viene da pensare che la notizia di un omicidio ormai produca gli stessi
segnali della visione di una ragazza seminuda.
La distruzione del dissenso sta passando dal condizionamento che rende prima accettabile che certe cose
succedano e arriverà a renderle indispensabili e fondamentalmente buone, a differenza di un cane nell'uomo ci
sono molteplici sfumature, dal desiderio bruto all'accettabilità fino all'approvazione del male.

#3 23 Novembre 2009 - 09:30


Su un particolare porrei l'accento: tutte le considerazioni fatte e sviluppate sull'argomento fanno riferimento
all'inconscio cioe' alla piu' bassa della mente e viene messa e studiata in primo piano come fosse l'unico e piu'
importante elemento che la compone. Viene quindi totalmente ignorata la parte sovra-cosciente, quella che puo'
metterci in diretto contatto con il Divino, quella che ci rende veramente Uomini e ci pone al centro di questo
mondo. Paragonandoci con gli animali ed i riflessi condizionati non si fa altro che accrescere la parte infra-umana e
bestiale che e' in noi dalla quale poi derivano tutte le deviazioni ed il proliferare di forze che provengono dal basso.
Tutti i limiti della psicologia moderna stanno qui: una visione limitata e rivolta verso il basso senza avvicinarsi
minimamente a comprendere la vera natura umana ma solo quella inferiore. Da qui e' facile dedurre come anche
grazie a cio' la mentalita' moderna si sia man mano sviluppata e preso il sopravvento.
La ripetitivita' si rivolge a tutta la nostra vita: i prodotti industriali, l'informatica, l'arte etc. Solo cio' che e' ripetibile
in serie continuata in un tempo lineare assume un aspetto positivo e speculativo. Per poter appunto arrivare ad
una societa' come quella descritta nel romanzo di Huxley: l'esatto rovesciamento di una societa' tradizionale
costruita secondo un modello celeste.
Zodiacus

#4 23 Novembre 2009 - 10:31


Ottimo articolo !!
Dal momento che hai scritto di una seconda puntata mi permetto di segnalare alcuni spunti che sarebbero attinenti:
- la profonda influenza degli studi di Bernays su Goebbels...
- la tecnica della confusione, ben spiegata in PNL, secondo la quale, oltre alle associazioni ("ancore" in tale
linguaggio) ed alla ripetizione, per generare consenso sia determinante la creazione di uno stato confusionale
attraverso messaggi contrapposti, di uguale incertezza/credibilità, espressi con analoga insistenza. La mancanza di
stabilità generata risulta facilmente così insostenibile da fare accettare qualsiasi "certezza" venga in seguito proposta,
per quanto assurda essa possa essere, poiché sentita cmq migliore del "vuoto" sperimentato.
(Vedi ad esempio Topo Gigio vs campagna di vaccinazione...)
- Erickson: "L'ipnosi non esiste, tutto è ipnosi." E, perché no, instaurarci un'inedita liaison con le riflessioni di
Gurdjieff, sul fatto che lo stato di veglia comune differisce ben poco da quello del sogno notturno. Motivo che indaga
sul "perché", oltre che sul "come", sia così efficace la propaganda
Buon lavoro!
Beta.

#5 23 Novembre 2009 - 11:26


Mario: al cane viene mostrata una bistecca e un sensore registra la salivazione come segnale di desiderio e piacere,
successivamente viene applicata una scossa elettrica e un altro sensore registra la contrazione causata dal dolore
come riflesso negativo, poi vengono somministrate insieme bistecca e scossa.

Gli esperimenti atti a studiare il meccanismo del riflesso condizonato effettivamente ebbero sviluppi sempre più
fantasiosi, ma, da quanto ne so, furono portati avanti da epigoni di Pavlov.
Come ricordavi, si tentò di comprendere se associando alla presenza di un bene desiderato una fonte di dolore
l'animale potesse alla fine "ricercare" anche quest'ultima, ed in effetti così fu.
________________________

Tutti i limiti della psicologia moderna stanno qui: una visione limitata e rivolta verso il basso senza avvicinarsi
minimamente a comprendere la vera natura umana ma solo quella inferiore.

La psicologia moderna non fa altro che aprire spiragli verso gi "inferi", per usare un linguaggio simbolico.
la sua pericolosità è enorme, e purtroppo del tutto ignorata.
___________________________

Ciao Beta
grazie per i suggerimenti.
Ho in mente più o meno lo schema che avrà la continuazione di questo articolo, e sarà concentrata sul simbolismo.
Però non so quando riuscirò a prepararlo. :-)

#6 23 Novembre 2009 - 11:47


Nella pubblicità del Saratoga mi ricordo che alla fine dello spot c'era una risata diabolica...non ho mai capito cosa
significasse.
Nick

#7 23 Novembre 2009 - 11:52


Tra l'altro il silicone sigillante è quanto di più lontano esista in natura da una bella ragazza nuda.

#9 23 Novembre 2009 - 14:07


Il pericolo deriva soprattutto dal fatto che questi personaggi non sono assolutamente in grado di controllare cio'
che scatenano nonostante la vanagloria dei loro metodi "scientifici". La speranza e' che con il loro metodo di
perpetuare il dissociamento da un lato mettono perfettamente in luce l'inconsistenza e la contraddizione che sta a
monte e che ci siano sempre piu' persone che ne diventino consapevoli perche' rappresenta sicuramente il loro
punto debole. Purtroppo pero', dall'altro lato, applicato sulla massa produce bene i suoi effetti.
Zodiacus

#10 23 Novembre 2009 - 14:17


Ti seguo da molto tempo e trovo il tuo blog veramente interessante.il pezzo è splendido, scusami se mi soffermo su
un dettaglio forse insignificante. è la prima volta che scrivo e vorrei spendere due parole sulla pubblicità saratoga
portata ad esempio. Dal post e dai commenti il messaggio saratoga sembra essere rivolto al consumatore, a colui
che compra il prodotto. in realtà il messaggio viene rivolto anche alle donne (le quali normalmente non si occupano
di sigillare le doccie). l'idraulico, che probabilmente è colui che più utilizza il silicone, sarà portato a comprare
saratoga perchè non solo associa il prodotto ad una bella donna nuda ma si sta facendo anche un bel viaggetto
erotico-mentale pensando a qualche bella cliente che ha forse bisogno di sigillare la doccia. ma anche le donne
guardano la pubblicità e ovviamente quando andrà da loro un idraulico che utilizza il silicone saratoga scatterà in
loro l'immagine di essere nude dentro la doccia, muovendo gli istinti sessuali. ne deriva che l'idraulico che utilizza
saratoga avrà sicuramente più probabilità di fare sesso con qualche bella cliente rispetto ad un'altro che non usa
saratoga. quindi questa pubblicità è di un livello superiore a quella del biscotto perchè mentre la prima agisce su di
un solo soggetto questa riesce a farne interagire due.
Un ultimo commento :
le due pubblicità sono estremamente differenti, lasciando perdere per un attimo la finalità commerciale, :
quella del biscotto porta la mente delle persone ad un ideale di armonia e quindi di elevazione (famiglia felice,
sorridente, in pace,ecc) quindi positiva per l'animo umano;
la seconda fa leva sugli istinti animali-sessuali delle persone e quindi a mio parere molto più pericolosa. corrompe
la mente, qualsiasi cosa tu stia facendo penserai al sesso.
A presto, Mauro

#13 23 Novembre 2009 - 19:10


A me pero' inquieta anche l'allegra famiglia... forse anche piu' dei beceri istinti sessuali dell'idraulico. Almeno pero'
trovo che alla fine tutti questi metodi devono essere continuamente rinnovati perche' si inflazionano presto, figli
del meccanismo da cui derivano.... il diavolo del resto fa le pentole ma non i coperchi.
Zoadiacus

#15 23 Novembre 2009 - 20:38


Ciao Mauro
sicuramente il "messaggio" della pubblicità del sigillante ha una utenza più ampia, "trasversale".
In fondo "insegna" anche alle donne come fare per essere seducenti.

Sulle famiglie eternamente felici, occorre anche tenere presente che si tratta di astrazioni, e questo alla lunga crea
dei conflitti, dei sensi di inferiorità negli spettatori.
E' infatti inevitabile pensare "ecco come sono le famiglie felici", al che segue un confronto con la propria, ed un
senso di "sconfitta".
A presto
__________________________

Ciao Fiore
la sintesi è una caratteristica dei miei scritti da sempre.
Alle superiori nei temi in classe questo rappresentava un grande difetto, mentre in un blog può anche essere una
utile qualità.
Non è una scelta, comunque, ma è un qualcosa dettato dai miei limiti.
A presto

#16 23 Novembre 2009 - 20:52


"I persuasori occulti" è un libro molto interessante, è uno dei fondamenti della pubblicità anche se è stato scritto in
anni diversi da questi ed è specificamente focalizzato su questo tema commerciale.
Comunque i principi della persuasione occulta sono molto ben descritti e non è difficile trarne le conseguenze che
sono venute da questa nuova scienza in ambiti più estesi.
In fondo quello che succedeva in America negli anni '60, da questo punto di vista, arrivò in europa molto dopo, le tv
commerciali erano già una realtà pervasiva mentre qui arrivarono negli anni '80, dunque pur essendo datato non è
del tutto superato. Consigliabile lettura.
#19 24 Novembre 2009 - 01:06
Complimenti, ottimo articolo.
Tra l'altro c'è stata anche una certa sincronicità; stavo anch'io, in questo periodo, raccogliendo notizie su Edward
Bernays e posso dire che mi hai risparmiato un po' di fatica e dato ulteriori spunti di ricerca.
Credo che questo tipo di argomenti e questo tipo di esposizione, sia imprescindibile per coloro - come me - che
tentano di "svegliare" le sedicenti menti razionali che di solito riufiutano a priori qualsiasi ipotesi di complottismo.
Grazie per il tempo speso.

#20 24 Novembre 2009 - 01:27


Un link interessante sullo sviluppo dei meccanismi di persuasione e sulla ambiguità del messaggio:
«Hit the bitch» è un gioco on line che, nelle intenzioni, ha lo scopo di mettere in evidenza il fenomeno della
violenza sulle donne
Questo giochetto che non solo è stupido, ma si traveste anche da insegnamento progressista, mi ha fatto venire in
mente un racconto di Tommaso Landolfi; "Il Gioco della Torre"
Durante una noiosa serata fra amici, si comincia questo infantile gioco di domande e risposte, ad una delle presenti
viene posta la questione: sei su una torre altissima con i tuoi due figli, quale getteresti e quale salveresti?
Sembra una stupidata, la torre non esiste e non si da questa possibilità evidentemente assurda.
Ma la donna si accascia a terra in singhiozzi e comincia ad inveire contro gli amici, che le dicono: ma dai! è solo un
gioco... e lei risponde: si, ma io ho scelto.
In questo innocuo passatempo, che fu inventato certamente dal diavolo, mi sembra di vedere come il processo del
condizionamento sia costruito attraverso coppie di principi in opposizione, infatti nella polarizzazione, (il gioco
danese non fa che introdurre un principio di intensità a due scelte opposte; "100% gangsta" e "100% pussy"), si
perde sempre, ma si è stati costretti ad una scelta forzata, quindi al contrario della libertà.
Tutto il sistema della persuasione usa questo senso di smarrimento causato da sistemi duali senza alternative,
costringendo a scelte interiori; acceso - spento, si voglio - no non posso, ecc. questo porta l'uomo alla schiavitù con
le sue stesse gambe.

#24 24 Novembre 2009 - 13:18


Queste tecniche rivelano apertamente la fragilita' su cui basano. Come tutti i piani "diabolici" non e' poi difficile
rendersi conto del paradosso e del "scimmiesco". Sicuramente chi si fa influenzare non e' molto dotato
intellettualmente: ma applicato alla massa ha sicuramente successo, facendo leva sulla parte inferiore della mente.
Gia' il fatto di denominare "consumatore" l'individuo paragona praticamente l'essere umano al cane
dell'esperimento. Egli e' un "oggetto" su cui sperimentare le ipotesi piu' bieche e disumanizzanti. La pubblicita' e'
l'anima del commercio si dice: in verita' la pubblicita' e' il commercio dell'anima!
Zodiacus

#30 24 Novembre 2009 - 16:15


Mario, quel "hit he bich" è davvero tremendo.
E dici bene, qui entra in gioco il meccanismo del falso dilemma (calcio o pugno? scossa o botta? destra o sinistra?)
che porta ad una crisi nel pensiero ed a conseguente confusione.
__________________________

Ciao happycactus
Io personalmente non mi sono mai ritrovato ad acquistare un prodotto piuttosto che un altro per associazione, ma
questo conta poco, probabilmente.

Questo pensiero è comune al 90% dei "consumatori", e non potrebbe essere altrimenti, dal momento che
l'associazione funziona anche perchè le persone mediamente razionali se ne ritengono immuni.

E' vero infatti che ad esempio il condizionamento di Pavlov è stato inizialmente riscontrato sugli esseri viventi
intellettivamente inferiori (il cane)... certo, ciò porta a pensare che la maggior parte delle persone che si lasciano
condizionare sia effettivamente intellettivamente inferiore. Non posso negare che lo sospettavo :-)
Su questo non sarei propriamente d'accordo.
Non per fare polemica, si sta solo discutendo, ma una persona che esprime il tuo parere è invece una delle migliori
candidate per subire la propaganda.
Se la parte razionale si ritiene "immune" dai condizionamenti, viene infatti a mancare anche l'ultima possibilità di
arginare il messaggio inconscio.

Sul fatto che la maggior parte delle persone non si facciano condizionare, dovresti farlo sapere a quelli del tavistock
insitute ed agli addetti delle pubbliche relazioni, nonchè alle ditte che spendono miliardi per pubblicizzare i propri
prodotti.
A presto

#31 24 Novembre 2009 - 19:21


Ciao Santar, illuminante articolo. Capire il meccanismo del condizionamento a mio avviso dovrebbe essere tra gli
obiettivi primari della nostra esistenza e apprezzo il modo "laico" e razionale in cui lo hai affrontato. Spesso
qualcuno si lascia prendere la mano ed inizia a parlare di forze metafisiche, demoni, angeli, piani oscuri etc. Non
nego questi aspetti, anzi, però ritengo che l'analisi razionale debba essere il punto di partenza per non perdere per
strada qualcuno che, desideroso di capire, non accetta un certo tipo di approcci... Attendo con ansia il proseguio.
Essenziale

#32 24 Novembre 2009 - 21:54


ottimo articolo... mi è piaciuto anche il secondo commento, spero che parlerai anche dell'effetto dei telegiornali
con le loro insalate di notizie una-bella-una-brutta.. stimolare l'indifferenza è solo uno dei molti fronti dai quali la
nostra integrità intellettuale è attaccata, oggi.
intanto, grazie per questo articolo, arrivederci

#33 24 Novembre 2009 - 22:01


Essenziale permettimi una critica.

Come parleresti del sovra-razionale se non in simboli?


E ciò, permettimi ancora, fa comprendere che volendo eliminare tale aspetto non si riesce che ad essere razionali
parzialmente, ed infatti il problema non si riesce nè a risolvere né ad intuire completamente.

A questo livello della situazione è meglio subire che provare a comprendere, poiché le spiegazioni tarocche o quelle
veicolo di influenze psichiche nefaste sono diffusissime e prevalenti nella nostra quotidianeità.

Con ciò concordo con il tuo discorso Essenziale. Troppo spesso dietro la religione si celano spiegazioni
sentimentalistiche e prive di comprensione effettiva; ad ogni modo è proprio questa una delle suggestioni di cui ti
fai ad esempio promotore: IL RAZIONALE.

Dare credito alla ragione di per sé stessa è veramente incongruo e contraddittorio, segno della decadenza e delle
manovre dei soliti ignoti ( un accenno di "complottismo" non guasta mai eh eh ) .
Si pensi alle derive della scuola domenicana od ancor peggio a quella gesuitica...
spero tu risponda, un saluto a tutti

#34 24 Novembre 2009 - 23:25


Ciao Santa,
Approfitto di questo per gli auguri dei tre anni di blog, in pratica ti seguo da quando hai aperto se ci penso.
A proposito di saratoga, oggi nella breve occhiata che ho dato al tubo catodico da rincoglionimento vedo un
servizio su uno dei soliti show americani che ormai non mi lasciano più allibito di nulla.
Non sapevo manco che show fosse, poi quasi per caso ho scoperto che si trattava del victoria secret fashion show e
qui mi ricollego al saratoga
http://www.youtube.com/watch?v=N8P8XpMoQaE
I primi 20-30 secondi, penso che sia fin troppo facile da capire.
Volevo intervenire anshe su altri tuoi post, ma... mi spiego: riguardo all'argomento persuasione/simboli noto anche
sempre più una certa paranoia ed esagerazione tanto che si vuole vedere anche quello che non c'è, come ti avevo
già accennato, oppure addirittura si vuole vedere il male dove c'è il bene. Molte persone, altri siti ed altri blog,
ormai sono in uno stato di autosuggestione che non è nient'atro che l'altra faccia della medaglia di questi ultimi
giorni. Il labirinto è talmente intricato che i più che decidono di attraversarlo vi ci si perdono pensando di essere
arrivati alla Verità.
Inoltre non sono assolutamente d'accordo sul fatto che gli "ipnotizzati" siano "privi di peccato", cosa che leggo
spesso nei commenti ai tuoi post, altrimenti lo sarebbero tutti, pure i burattinai; questo modo di "perdonare" è
molto sentimentale e molto simile alla ben nota cazzata spiritistica della reincarnazione in quanto anch'essa
tenderebbe a giustificare ogni peccato in vita (in un caso è colpa del fato, nell'altro è colpa degli altri). Nota pure
che è proprio la psicologia a voler ricercare ogni colpa della persona in analisi negli altri tanto da scatenare le forze
infere del subconscio, fatto che tende pure senza tante manipolazioni a creare mondi e vite virtuali che oltre a
disintegrare la personalità della vittima arrecano danno pure a tutte le persone idealizzate nel suddetto mondo
virtuale.
Buona serata

#35 25 Novembre 2009 - 09:27


Come al solito noto degli attacchi alla religione che mai come qui sono fuori luogo, segno che comunque la
comprensione della Dottrina e' ben lontana: basterebbe soffermarsi sull'episodio di Gesu' che scaccia i mercanti dal
Tempio. Inoltre di razionale in queste tecniche vi e' solo l'applicazione pratica e metodica ma le forze in gioco sono
molto piu' in basso della ragione e non e' certo la parte razionale dell'uomo che puo' arginarle tanto piu' che
essendo talmente illogiche certe loro manifestazioni che la ragione dovrebbe accorgersene immediatamente,
eppure non e' cosi'! Quindi e' proprio grazie al sopravvento della ragione che annulla e cerca di prendere il
sopravvento negando l'esistenza del sovra-razionale che permette poi lo scatenarsi di delle forze sub-coscienti (il
tanto decantato inconscio). Quindi e' grazie all'approccio laico e razionale della mentalita' moderna se poi si
sviluppano e si perfezionano senza freno situazioni del genere, percio' chi e' causa del suo mal pianga se' stesso!
Zodiacus

#36 25 Novembre 2009 - 10:37


Zodiacus:
Quindi e' proprio grazie al sopravvento della ragione che annulla e cerca di prendere il sopravvento negando
l'esistenza del sovra-razionale che permette poi lo scatenarsi di delle forze sub-coscienti (il tanto decantato
inconscio). Quindi e' grazie all'approccio laico e razionale della mentalita' moderna se poi si sviluppano e si
perfezionano senza freno situazioni del genere

Zodiacus, ma chi sta negando che esistano realtà sub o sovra razionali?
Mi pare che l'impronta del blog in cui scriviamo e anche quella mia non vada in questo senso. Però, attenzione,
dobbiamo osservare e studiare la realtà che ci sta intorno avendo una mente serena e chiarezza di vedute...gli
"esoteristi", i portatori di verità indiscutibili, i preti di ogni risma, che parlano e straparlano, irrompono con i loro
argomenti e spesso fanno solo confusione. Pavlov ci ha fatto capire certi meccanismi della mente, qualcuno dirà
che nella Tradizione certe cose sono già note, va bene siamo d'accordo, ma ad ogni modo noi siamo qui e ora e
notiamo, come Santa ci ha spiegato, che qualcuno li ha sviluppati e applica per convircerci tutti a fare, dire etc...e
noi siamo qui a parlarne e a capire, serenamente. Qualcuno, forse, inizierà a intuire che c'è qualcosa che non
funziona, che i conti non tornano. Allora, forse, sentirà dentro di sé che deve cercare da qualche altra parte, battere
nuove vie, trovare in altri ambiti le ragioni di ciò che accade E allora, forse, "casualmente" troverà i libri giusti,
"casualmente" si imbatterà in persone con certi interessi, etc..
Essenziale

#37 25 Novembre 2009 - 10:44


Interesante la tua "introduzione" :-)
Spero a questo punto che il resto dell'articolo che dovrebbe essere correlato a questo non rimanga in sospeso
troppo a lungo!
Per chi ritiene invece di non esserne uscito troppo influenzato dalla "propaganda"....., bè se la mattina ci ritroviamo
a dover fare colazione con biscotti, brioscine, nutelle, corn flakes e roba del genere, ci sarà pure un motivo!
Patmos