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Eugenio La Rocca

L'adesione senatoriale al consensus : i modi della


propaganda augustea e tiberiana nei monumenti in circo
Flaminio
In: L'Urbs : espace urbain et histoire (Ier sicle av. J.-C. - IIIe sicle ap. J.-C.). Actes du colloque international de
Rome (8-12 mai 1985). Rome : cole Franaise de Rome, 1987. pp. 347-372. (Publications de l'cole franaise de
Rome, 98)
Riassunto
L'avvento al potere di Ottavio riduce drasticamente la possibilit, da parte degli optimates, di autocelebrazioni tali da oscurare la
fama e la gloria del princeps fondatore di una nuova era di prosperit nel segno della pax instaurata.
Il consensus alla politica di Ottavio si manifesta anche nel programma edilizio : i pochi viri triumphales che hanno la possibilit di
erigere a proprie spese, con i proventi del bottino di guerra, monumenti pubblici particolarmente fastosi, hanno l'accortezza di
adeguarsi al progetto generale impostato dalla nuova classe dirigente, esaltando nel programma figurativo le gesta del solo
Ottavio, ormai teso ad identificarsi con la Res publica stessa.
L'effetto particolarmente visibile nell'area monumentale del Circo Flaminio, dove tutti gli edifici pubblici sono restaurati
ricostruiti in nome di Augusto e dei membri della sua famiglia. In tal modo la piazza perde il suo primitivo aspetto, nato
dall'ambizioso antagonismo dei generali vittoriosi della Tarda Repubblica, per esaltare simbolicamente con un fastoso apparato
scenico la sola dinastia imperante.
Tiberio si adegua al programma augusteo e, fruendo del tempio di Bellona fondato da un suo antenato, Appio Claudio Cieco,
quale cerniera ideale, ristruttura l'area del Foro Olitorio in chiave pi specificamente claudia. La presenza del sepolcro dei Claudii
alle pendici del Campidoglio favorisce il progetto che riceve, sotto Claudio, forse il suo assetto definitivo con l'erezione nel 47 d.
C. di un'ara destinata a celebrare l'avvento del nuovo Saeculum Aureum.
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La Rocca Eugenio. L'adesione senatoriale al consensus : i modi della propaganda augustea e tiberiana nei monumenti in
circo Flaminio . In: L'Urbs : espace urbain et histoire (Ier sicle av. J.-C. - IIIe sicle ap. J.-C.). Actes du colloque international
de Rome (8-12 mai 1985). Rome : cole Franaise de Rome, 1987. pp. 347-372. (Publications de l'cole franaise de Rome,
98)
http://www.persee.fr/web/ouvrages/home/prescript/article/efr_0000-0000_1987_act_98_1_2976
EUGENIO LA ROCCA
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS :
I MODI DELLA PROPAGANDA AUGUSTEA E TIBERIANA
NEI MONUMENTI IN CIRCO FLAMINIO
Come tramanda Cassio Dione, nell'anno 725 dalla fondazione di
Roma, durante il primo consolato di Ottaviano Cesare, ricoperto con
Sextus Appuleius, il princeps, resosi conto di essere ormai padrone asso
luto ed arbitro della situazione politica, chiam a consulto i suoi due
principali collaboratori, Marco Agrippa e Mecenate, per decidere l'as
setto del nuovo Stato1.
Agrippa cerc di persuadere Ottaviano ad optare per la restaura
zione della democrazia pi meno secondo gli schemi ormai codificati,
ma adottando quelle poche varianti suggerite dalle nefaste esperienze
passate2.
Mecenate, invece, fu drastico3 :
... Io ti consiglio pertanto di non lasciarti ingannare da una speciosa
apparenza di nomi ma, tenendo conto di quanto ne potrebbe derivare, di
tenere a freno la ferocia della plebe, e di addossare a te stesso e a tutti gli
altri ottimati l'amministrazione della repubblica. . . Non devi pensare,
tuttavia, che io ti voglia persuadere a ridurre in servit il Senato e il
Popolo Romano, e ad esercitare la tirannide ; non oserei mai dirti questo,
n tu oseresti farlo ; ma devi considerare che alla fine sia per la citt che
per te stesso sar onorevole ed utile di deliberare con gli ottimati per
stabilire ci che convenga essere fatto.
In pratica il parere di Mecenate la definizione teorica del princi
pato augusteo secondo la lettura di uno storico dell'et dei Severi. Il
1 Dio, LII 1 ss.
2 Dio, LII 2-13.
3 Dio, LII 14 ss. I brani qui riportati sono : Dio, LII 14,3; 15,1.
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dibattito tra Agrippa e Mecenate sul miglior modo di governare infatt
i un'esercitazione retorica non priva di connessioni con la situazione
politica all'avvento della dinastia Severa4. L'inevitabile confronto tra i
due momenti storici permette di rilevare il sostanziale giudizio favore
vole che dell'opera di Augusto offre Cassio Dione. Non v' dubbio che
con il discorso di Agrippa egli abbia tentato di ricostruire i fermenti
politici e gli argomenti del partito filo-repubblicano intorno al 29 a.C,
quando era ormai chiaro che Ottaviano avrebbe dovuto rapidamente
procedere alla revisione dell'assetto statale5.
Ma il discorso di Mecenate, pur nei dovuti limiti, pare rispecchiare
il reale andamento delle cose - anche se finalizzato alla dimostrazione
della necessit storica della monarchia, secondo l'ottica di uno storico
di epoca medio-imperiale -, e l'inizio di un'operazione politica i cui
risultati erano ancora ben leggibili all'epoca dei Severi.
Ottaviano, come noto, opt per i consigli di Mecenate ma, come
conclude Cassio Dione, almeno all'inizio con una certa moderazione, e
con un occhio rivolto alle passate istituzioni, per timore che il cambia
mento subitaneo di governo potesse creargli difficolt politiche. Pertant
o alcune riforme le adott immediatamente, mentre altre le lasci in
eredit ai suoi successori6.
Tra i suggerimenti di Mecenate vanno ricordate almeno due indica
zioni7 che offrono la giusta chiave di lettura per la comprensione dei
fenomeni di trasformazione avvenuti a Roma in campo urbanistico :
... Non rilascerai ai magistrati l'autorit concessa ad essi fin dai tempi
pi antichi, affinch le cose non prendano la piega come per l'addietro;
ma, pur riservando loro per intero gli onori, toglierai agli stessi una fetta
del potere in modo che non ne sia offesa la loro dignit, n che alcuno
abbia spazio per macchinare nuove trame.
... Dovrai adornare la citt di Roma con magnif iche costruzioni, e ren
derla splendida e lieta con ogni sorta di giochi e spettacoli, in quanto,
poich noi comandiamo su molte nazioni, conveniente che ci mostria-
4 P. Meyer, De Maecenatis oratione a Dione fida, Diss. Berlino, 1891 ; H. Hammond, in
TAPhA, V, 1932, p. 88 ss.; E. Gabba, in RSI, LXVII, 1955, p. 289 ss.; J. Blicken, in Hermes,
XC 1962, p. 444 ss.; F. Millar, A Study on Cassius Dio, 1964, p. 102 ss.; B. Manuwald, Cas-
sius Dio und Augustus, 1979, p. 21 ss.; U. Espinosa Ruiz, Debate Agrippa-Mecenas en Dion
Cassio. Respuesta senatorial a la crisis del imperio Romano en poca severiana, 1982.
5 P. McKechnie, in Greece and Rome, XXVIII, 1981, p. 150 ss.
6 Dio, LU 41,1-2.
7Dio, LII 20,3; 30,1.
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mo superiori a tutti gli altri in ogni campo; questo contribuir anche, in
certo modo, a far s che i popoli alleati ci rispettino ed i nemici ci teman
o.
Pi avanti8 Mecenate avverte Ottaviano di non permettere che gli
fossero dedicati n statue n templi, sia per lo sciupio della spesa, ma
anche per evitare l'invidia degli uomini in quanto solo la virt eguag
lia i mortali agli dei; ma nessuno diventato Dio con le preghiere
degli uomini.
Il quadro che emerge dai brani di Cassio Dione, nella sua lucidit,
risponde molto bene a quanto conosciamo sul rapporto tra Augusto ed
i magistrati della citt. Esempio preminente del modo di comportament
o di un ricco ottimate in questa delicata fase di ristrutturazione della
Res Publica offerto - e suona quasi come ironia rispetto al discorso
che gli attribuisce Cassio Dione - da Marco Agrippa9, il quale diede un
notevole contributo alla sistemazione urbanistica e monumentale del
Campo Marzio non tanto a nome suo, quanto a nome di Augusto, seb
bene avesse coadiuvato il princeps nella sua opera di restaurazione del
lo Stato in misura rilevante; e tuttavia Agrippa non si era arrogato nes
sun onore, ma anzi quelli che gli erano riservati, secondo Cassio Dione,
li convertiva in utile per Augusto e per la Repubblica10.
Si intravede il disegno sotteso a queste false forme di modestia : il
tentativo di identificare lo Stato con Augusto, e di rendere quest'ultimo
simbolo delle istituzioni civili della citt attraverso il meccanismo di un
consensus sapientemente pilotato11.
Durante il periodo repubblicano l'aristocrazia aveva gareggiato in
magnificenza con l'evidente interesse ad ostentare la propria influenza
politica. Non v'era strumento migliore dell'erezione di grandiosi monum
enti pubblici sui quali la dedica, spesso a caratteri cubitali, tramanda
va ai posteri la memoria di grandi imprese. Questa in parole povere la
sfrenata luxuria tanto biasimata dai conservatori : una inaudita compe-
8 Dio, LII 35,3 ss.
9 Da ultimo : J. M. Roddaz, Marcus Agrippa, 1984.
10 Dio, LUI 23,1-4. Inoltre: Dio, LUI 27,4; LIV 11,6-7.
11 D. Kienast, Augustus. Prinzeps und Monarch, 1982, p. 59 (con bibl. a nota 237),
67 ss. Strumento base per il consensus 'auctoritas del princeps (vd. Res Gestae 34,3) su
cui si molto discusso: L. Canali, in RivCultClassMed, XV, 1973, p. 170 ss.; Kienast, op.
cit., p. 72 s. (bibl. a nota 25).
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tizione politica tra famiglie senatoriali per accrescere la propria gloria
e possibilmente influenzare eventuali nuovi elettori12.
Per un lungo periodo di tempo fu il Senato stesso a porre un limite
a questa incontrollata competitivita, in quanto la celebrazione dei trionf
i e l'erezione di monumenti pubblici doveva avere un'approvazione
preventiva13. Le vicende del I secolo a.C. ruppero questo fragile equili
brio, finch l'intervento di Ottaviano diede la spinta per l'ultimo defini
tivo mutamento. possibile dimostrare che dopo Azio ogni nuova dedi
ca di monumenti pubblici dovette sottostare al rigido programma urban
istico e decorativo voluto dal princeps e dai suoi pi stretti collaborat
ori. In tal modo i magistrati - almeno quei pochi che ebbero la fortuna
di porre le loro ricchezze al servizio di opere pubbliche - poterono
manifestare apertamente, a livello ufficiale e visuale, il loro consen
sus alla politica dell'arbitro e del pacificatore della Res Publica 14.
La dimostrazione in chiave urbanistica di questo procedimento
offerto dal Foro Romano, il cuore stesso della vita politica e sociale del
la citt15. Dopo il trionfo del 29 a.C, Ottaviano dedicava i due pi signi
ficativi monumenti della piazza, la Curia, detta Julia, ed il tempio del
divo Giulio le cui decorazioni, come hanno dimostrato Zanker ed Hl-
scher, sono in relazione con la vittoria sull'Egitto16. Seguivano, poi, gli
archi di trionfo dedicati al princeps, prima per la vittoria di Azio17, poi
12 Sull'argomento si veda, da ultimo : F. Coarelli, in Studi Miscellanei, XV, 1970,
p. 77 ss.; Id., in DialArch, IV- V, 1970-71, p. 241 ss.; Id., in Hellenismus in Mittelitalien,
Koll. Gttingen, 1974 (1976), p. 21 ss.; E. La Rocca, in Alessandria e il mondo ellenistico-
romano. Studi in onore di A. Adriani, III, 1984, p. 640 ss.; Id., in Le tranquille dimore degli
dei. La residenza imperiale degli horti Lamiani, Cat. Roma, 1986, p. 8 ss., 18 ss.
13 Th. Mommsen, Rmische Staatsrecht, , p. 134 ss.; II3, p. 619; M. Pape, Griechische
Kunstwerke aus Krieggsbeute und ihre ffentliche Aufstellung in Rom, Diss. Hamburg,
1975, p. 41 ss.
14 Sull'autorappresentazione senatoriale all'epoca di Augusto : W. Eck, in Caesar Au
gustus. Seven Aspects, edd. F. Millar-. Segal, 1984, p. 129 ss.
15 P. Zanker, // Foro Romano. La sistemazione da Augusto alla tarda antichit, 1972,
p. 8 ss.; F. Coarelli, // Foro Romano, II, 1985, p. 258 ss.
16 Zanker, // Foro Romano, cit., p. 12 ss.; T. Hlscher, Victoria Romana, 1967, p. 155;
Id., in Klio, LXVII, 1985, p. 87 s. (Rankengttin alata, espressione nello stesso tempo
della dea della fertilit e della dea della vittoria : Venus Victrix e Venus Genetrix?). Non
meno significativa la contrapposizione tra i Rostra Vetera, spostati sul lato breve occident
ale della piazza del Foro, ed i Rostra aedis divi Julii, sul lato opposto della piazza : un .
preciso messaggio ideologico del nuovo potere ormai consolidato di fronte al potere sena
toriale : Zanker, // Foro Romano, cit., p. 14 s.; Coarelli, // Foro Romano, II, cit.,
p. 308 ss.
17 Zanker, // Foro Romano, II, cit., p. 15 ss. ; Coarelli, II Foro Romano, cit., p. 258 ss.
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per la vittoria sui Parti18, dove i Fasti iscritti sulle pareti sono come il
libro ormai chiuso del passato, la definitiva codificazione della storia
romana nel momento in cui una nuova era si profilava sotto il segno
del princeps garante della pace e fondatore del nuovo saeculum au-
reum.
Ma non era sufficiente. Sui lati lunghi del Foro, a sud-ovest era la
basilica Julia, completata da Augusto a nome dei due figli adottivi, Gaio
e Lucio Cesare19; a nord-est era la basilica Emilia, pi volte restaurata
da membri della gens Aemilia20, che tuttavia avevano vincoli di parentel
a non molto stretti con Augusto. Certo il restauratore dell'edificio Paul-
lus Aemilius Lepidus21 era amicissimo del princeps, ed aveva sposato
Marcella Minore, figlia di Ottavia e del primo marito C. Marcellus. Ma
non era sufficiente. Per tale motivo la basilica fu preceduta da un por
tico dedicato anch'esso a Gaio e Lucio Cesare22. Ed agli stessi fu eretto
un arco che fungeva da ingresso monumentale al Foro dal lato della
basilica Emilia23.
18 Zanker, // Foro Romano, cit., p. 17 s.; Coarelli, // Foro Romano, II, cit., p. 269 ss.
da tener presente che Coarelli propone una diversa sistemazione delle aree ai lati del
tempio del divo Giulio, con l'arco aziaco (trifornice e non monofornice come finora si era
creduto) a sud, e l'arco partico (gi disegnato, in stato di rovina, da Pirro Ligorio : vd.
Coarelli, // Foro Romano, II, cit., p. 276 ss.) a nord. La nuova interpretazione dei dati
archeologici accentua la lettura in chiave augustea e giulia del Foro Romano, visto che
gli archi sono posti agli ingressi principali del Foro dal lato sud-orientale. I Fasti erano
comunque inseriti nell'arco partico, quello cio disegnato da Ligorio.
19 Res Gestae 20. Vd. Zanker, // Foro Romano, cit., p. 18.
20 Sulle complesse vicende architettoniche, e in attesa del lavoro di H. Bauer : G.
Carettoni, in NSc, 1948, p. Ili ss.; G. Fuchs, in RM, LXIII, 1956, p. 14ss.; Coarelli, //
Foro Romano, II, cit., p. 201 ss., 235, 271 s., 293 ss., 298, 302; M. Gaggiotti, in AnalDan,
XIV, 1985, p. 53 ss. Gli ultimi lavori di restauro sulla basilica sono del 22 d.C. : Tac, Ann.,
Ill, 72,3.
21 un figlio del fratello del triumviro (cos. suff. 34 a.C), sposo prima di una Cornel
ia e poi, alla morte di questa, di Marcella Minore, nel 16 a.C. : RE, I, 1 (1894), col. 565 s.
(v. Rohden); R. Syme, La rivoluzione romana, 1962, p. 237, 238, 242, 340, 380, 404, 424.
22 E. B. Van Deman, in AJA, XVII, 1913, p. 14ss.; Coarelli, // Foro Romano, II, 1985,
p. 175 s., 271 s.
23 Zanker, II Foro Romano. La sistemazione da Augusto alla tarda antichit, 1972,
p. 17 s. Coarelli, (// Foro Romano, II, cit., p. 271 ss., spec. p. 296 s.), ponendo nell'area
l'arco partico di Augusto del 19 a.C, e sviluppando un'ipotesi di S. Panciera (in Epigra-
phica, XXXI, 1969, p. 104 ss.), suppone che le iscrizioni di G. e L. Cesare fossero sistemate
sulla porticus Gai et Ludi, e che l'arco, probabilmente restaurato alla fine del millennio,
fosse stato riconvertito a gloria anche dei due nipoti di Augusto eroizzati.
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Morti Gaio e Lucio, l'eredit passava a Tiberio, che dedicava altri
due templi affacciati sul Foro, il tempio dei Castori24 ed il tempio della
Concordia25. Anche il tempio di Saturno26, sede dell'erario, si inserisce
in questo straordinario meccanismo, come ha dimostrato Fittschen27.
La ricostruzione dell'edificio collegata al trionfo che L. Munatius
Plancus celebr nel 43 a.C. in occasione del suo trionfo sulle popolazion
i alpine28. Lo testimoniano l'iscrizione apposta alla sua tomba a Gae-
ta29 e un'iscrizione rinvenuta presso l'arco di Settimio Severo riferibile
al tempio stesso30. Trattandosi di un filo-antoniano ravvedutosi ancor
prima di Azio, molto stimato da Ottaviano che lo volle tra i pochissimi
membri del suo consilium, la cosa non meraviglia tanto pi che, come
nel caso del tempio di Apollo Medico, il tempio di Saturno elogiava
apertamente, in virt della sua decorazione scultorea, le imprese del
princeps. Infatti le sculture frontonali che, secondo Macrobio31, raffigu
ravano Tritoni che soffiavano in bucinae, vanno correlati simbolica
mente con la vittoria di Azio32.
24 H. Jordan, Topographie der Stadt Rom in Alterthum, I, 2, 1885, p. 369 ss.; S. . Plat-
NER - T. ASHBY, A Topographical Dictionary of ancient Rome, 1929, p. 102 ss. ; F. W. Shi
pley, in MAAR, IX, 1931, p. 40 s.; E. Nash, Pictorial Dictionary of ancient Rome, I, 1968,
p. 210ss.; Zanker, // Foro Romano, cit., p. 19 s.
25 Jordan, Topographie, cit., p. 332 ss. ; Platner - Ashby, Top. Diet., cit., p. 138 ss.; Shi
pley, art. cit., p. 38 ss. ; Nash, Pict. Diet., I, cit., p. 292 ss.; Zanker, // Foro Romano, cit.,
p. 20ss. ; C. Gasparri, Aedes Concordiae Augustae, 1979; G. Hafner, in AA, 1984, p. 591 ss.
26 Platner - Ashby, Top. Diet., cit., p. 463 ss.; Shipley, art. cit., p. 15 s.; Nash, Pictorial
Dictionary of ancient Rome, II, 1968, p. 294 ss. ; P. Pensabene, // tempio di Saturno, 1984.
27 . Fittschen, in Jdl, XCI, 1976, p. 208 ss.
28 Shipley, loc. cit. a nota 26. Su Munatius Plancus : RE, XVI, 1 (1933), col. 545 ss. (R.
Hanslik); Syme, La rivoluzione romana, 1962, passim; A. Licordari, in Epigrafia e ordine
senatorio, Coli. Int. Roma 1981 (1982), II, p. 43 s.
29 CIL, X 6087.
30 CIL, VI 1316. L'iscrizione non enumera, tra le magistrature rivestite da Planco, la
censura : essa pertanto anteriore al 22 a.C.
31 Macr., Sat. I 8,4.
32 Come sembra desumersi da Prop. IV 6, 61, su cui vd. Fittschen, art. cit., p. 189 ss.
Inoltre : T. Hlscher, in Klio, LXVII, 1985, p. 88. Un interessante cammeo al Kunsthisto
risches Museum di Vienna raffigura, secondo la convincente interpretazione di Hlscher,
Augusto su un carro tirato da quattro Tritoni, due dei quali reggono i simboli del nascent
e principato: T. Hlscher, Victoria Romana, 1967, p. 181 VG 13; Id., art. cit., p. 98.
Anche il gruppo di Skopas con Achille accompagnato nelle Isole dei Beati da divinit
marine doveva aver assunto, negli stessi anni, una valenza trionfale pro-augustea : vd.
nota 70 e p. 359.
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS 353
L'edificio fu effettivamente completato in epoca augustea, come si
desume dalle cornici superstiti inserite nella ricostruzione del IV secolo
d.C.33.
Il caso del tempio di Saturno , sotto alcuni aspetti, il pi suggesti
vo tra quanti ne offre il periodo augusteo nel campo specifico della
costruzione di importanti edifici pubblici da parte di optimates e trium-
phatores. A livello pubblico Munatius Plancus erige ex manubiis un
tempio di enorme importanza ideologica; ma il messaggio che il pr
ogramma decorativo propone allo sguardo dei cittadini romani incen
trato sulle gesta di Augusto. A livello privato, invece, Plancus poteva
gloriarsi della dedica del monumento e dell'amicizia del princeps. Non
poi tanto casuale che sia stato proprio lui a proporre nel 27 a.C. il
conferimento del titolo Augustus ad Ottaviano34; n mi pare casuale che
la sua tomba a Gaeta imiti l'imponente Mausoleo del Campo Marzio.
Nel 22 a.C. Munatius Plancus e Paullus Aemilius Lepidus erano
nominati censori35. Si trattava di un momento particolare nell'evoluzio
ne del pensiero politico augusteo; il princeps aveva proceduto nel 23
a.C. ad un riordinamento giuridico e costituzionale, nel quale la nomina
dei censori voleva significare il ritorno a prassi repubblicane, segno di
una riforma pubblica e sociale. In tale occasione, secondo un'ipotesi
attendibile, avrebbero dovuto essere celebrati i Ludi Saeculares, che si
sarebbero svolti, invece, nel 17 a.C.36. sintomatico che il princeps
abbia offerto l'importante incarico a due suoi collaboratori il cui nome
in rapporto con i soli edifici della piazza del Foro non dedicati dire
ttamente da lui da un membro della sua famiglia; tanto pi che a
Saturno legato il concetto dell'et d'oro e dell'avvento di un periodo
di prosperit e di pace37.
33 P. Pensabene, // tempio di Saturno, 1984, p. 47 s., 82 ss. n. 1-20; 118 ss. n. 69-83. Per
la cronologia del restauro : Pensabene, op. cit., p. 62 s., 66 ss. Va appena accennato, in
questa sede, che il grande rosone sulla testata del pulvino attribuibile al cenotafio di
Agrippa nel Campo Marzio Occidentale (E. La Rocca, La riva a mezzaluna, 1984, p. 90 ss.,
tav. XVIII, 2) stilisticamente oltre che tipologicamente affine ai rosoni che decorano i
cassettoni tra le mensole delle cornici augustee del tempio (ad es. Pensabene, op. cit.,
p. 89, 120-21.
34 Suet., Div. Aug., 7,2; Vell., II 91,1 ; Cass. Dio, LUI, 16,6.
35 Suet., Claud., 16,1 ; Vell., II 95,3.
36 H. Mattingly, in ClassRev, XL Vili, 1934, p. 161 ss.; Syme, La rivoluzione romana,
1962, p. 340 s., 404.
37 L'argomento stato ampiamente trattato da A. Alfldi in una nutrita serie di lavo-
354 EUGENIO LA ROCCA
Proprio l'uomo che, a dirla con Suetonio, era stato esortato, con
pochi altri, ad abbellire la citt con monumenti pubblici, era chiamato
ad offrire il suo apporto per rivitalizzare - come ben noto, illusoria-
mente - le istituzioni repubblicane.
I casi di Agrippa e di Munatius Plancus testimoniano con chiarezza
i modi della diplomazia augustea nei confronti dei magistrati fedeli :
permettere loro, anzi esortarli38 ad appaltare lavori di restauro e
dedicare edifici nuovi, ma entro gli stretti limiti imposti dalla nuova
realt politica. Laddove una dedica apparentemente glorifica un magis
trato - comunque un privato -, il monumento stesso viene ad inserirs
i in un contesto organizzato con sapiente orchestrazione ad elogio di
Augusto e della gens Julia ; ma di Augusto non tanto nella sua qualit di
detentorc del potere, quanto come incarnazione vivente della Res Publi-
ca.
II problema, che riguarda, bene precisarlo chiaramente, i soli
monumenti pubblici di Roma aventi una forte carica ideologica dovuta
alla loro posizione, alla loro funzione ed alla loro utilit, investe natu
ralmente anche l'operato dei viri triumphales z9 ; e non solo quei pochi
che celebrarono il trionfo dopo il 29 a.C. - anno del triplice trionfo di
Ottaviano -, ma anche quanti, pur avendo gi avuto gli onori del trion
fo, non erano stati in grado di completare la loro attivit edilizia prima
della caduta di Marco Antonio.
Dal 29 al 7 a.C, anno in cui Tiberio trionfava sui Germani, i viri
triumphales furono otto. Da allora in poi i trionfatori furono membri
della famiglia imperiale.
I primi passi tesi a ridimensionare le altrui ostentazioni di gloria
erano stati compiuti da Ottaviano dal momento in cui aveva assunto il
praenomen di imperatori. Poi, nel 28 a.C, avveniva il caso gravissimo
ri. L'ultimo : Aion in Mrida und Aphrodisias, 1979 (a nota 1 l'elenco degli articoli preced
enti, ai quali si deve aggiungere almeno l'art, in Hermes, LXV, 1930, p. 369 ss.).
38 Suet., Div. Aug., 29,4 s.
39 Elenco e discussione sui viri triumphales e sui monumenti da loro dedicati, dalla
morte di Cesare alla morte di Augusto : Shipley, in MAAR, IX, 1931, p. 7 ss. Inoltre : W.
Eck, in Caesar Augustus. Seven Aspects, edd. F. Millar - E. Segal, 1984, p. 129 ss., spec,
p. 138 ss.
40 R. Syme, Roman Papers, I, 1979, p. 361 ss. Il nuovo praenomen compare fin dal 38
a.C, e potrebbe essere una risposta al Magnus Pompeius di Sextus, il figlio di Pompeo :
Imp. is a name of power, precise yet mystical, a monopolization of the glory of the
triumphator. . . (Syme, op. cit., p. 372).
L'ADESIONE
SENATORIALE AL CONSENSUS 355
del tentativo di M. Licinius Crassus di dedicare gli spolia opima nel tem
pio di Juppiter Feretrius a seguito della sua vittoria sui Thraeci e dell'uc
cisione, per sua stessa mano, del loro generale41. Ottaviano, con un'a
rgomentazione speciosa, riusc ed evitarlo; ma non dovette sfuggire agli
osservatori pi attenti cosa si nascondeva dietro la questione che aveva
la pi banale apparenza di un rancore personale42.
Degli otto trionfatori non appartenenti alla famiglia imperiale, solo
L. Cornelius Balbus43, vincitore sui Garamanti, riusciva a dedicare un
magnificente monumento pubblico, il teatro che da lui prende il nome,
nel 13 a.C.44. Gli altri viri triumphales non hanno lasciato memoria di
particolari imprese edilizie, si sono dedicati, per consiglio di Augus
to, a restaurare strade fuori di Roma45. Cos C. Calvisius Sabinus46,
trionfatore nel 28 a.C. ex Hispania, e M. Valerius Messalla Corvinus47,
trionfatore nel 27 a.C. ex Gallia, si accontentarono di restaurare alcuni
tratti della via Latina48.
41 Cass. Dio, LI 24,4.
42 La motivazione ufficiale dell'opposizione di Ottaviano era basata sul fatto che Lici
nius Crassus non combatteva con propri auspici, in quanto legato del princeps ; mentre,
secondo Livio (XX 6), le spoglie opime potevano essere consacrate a Giove Feretrio solo
se il dux conduceva la guerra con propri auspici. Il testo di Festo (p. 204 L.), come inte
grato da Hertzberg (cit. in Lindsay), parrebbe limitare la consacrazione degli spolia opi
ma nel tempio di Giove Feretrio ai soli duces cum auspiciis. Se cos fosse, Ottaviano
avrebbe giocato su una possibilit che gli era offerta dalla tradizione, come ha mostrato
F. Cassola, in RivStorAnt, LXXXII, 1970, p. 5 ss. Vd. inoltre : D. Kienast, Augustus. Prin-
zeps und Monarch, 1982, p. 220 (con bibl. prec); Eck, art. cit., p. 131.
43 RE, IV, 1 (1900), col. 1268 ss. (Groag); A. Degrassi, Fasti Triumphales Capitolini,
Inscr. It., XIII, 1, 1947, p. 86 s., 571 ; C. Castillo, in Epigrafia e ordine senatorio, Coll. Int.
Roma 1981 (1982), II, p. 498 s., n. 37.
44Platner - Ashby, Top. Diet., cit., p. 513; Shipley, art. cit., p. 37 s.; G. Gatti, in
MEFRA, XCI, 1979, p. 237 ss. ; D. Manacorda, Archeologia urbana a Roma : il progetto della
Crypta Balbi, 1982, passim, spec. p. 14ss., 83ss.
45 Cass. Dio, LUI 22,2 dimostra con evidenza come il consiglio fosse accettato con
trovoglia.
46 RE, III 1 (1897), col. 1411 s. n. 13 (Mnzer); Shipley, art. cit., p. 34; A. Degrassi,
Fasti Triumph. Capit., Inscr. It. XIII, 1, p. 570; R. Syme, in DialArch, IV-V, 1970-71,
p. 428 ss.; W. Eck, Die staatliche Organisation Italiens in der Hohen Kaiserzeit, 1979,
p. 28 ss.; M. Gaggiotti - L. Sensi, in Epigrafia e ordine senatorio, Coll. Int. Roma, 1981
(1982), II, p. 260. A Sabinus si deve forse anche la dedica del calendario nel lucus degli
Arvali : E. Bormann, in Festschrift Benndorf, 1898, p. 283 ss.
47 RE, Vili Al (1955), col. 131 ss. (R. Hanslik); Shipley, art. cit., p. 35 s.; Degrassi,
Inscr. It. XIII 1, p. 86 s., 571 ; Eck, loc. cit.
48 Lo confermano anche alcuni miliari che testimoniano i lavori eseguiti da Calvisius
356 EUGENIO LA ROCCA
probabile che anche gli altri cinque viri triumphales49 abbiano
eseguito simili restauri sebbene controvoglia, esclusivamente per comp
iacere Augusto che, a proprie spese, aveva ristrutturato la via Flami-
nia50. Il motivo della malcelata ritrosia ad eseguire lavori di manutenz
ione stradale chiaro : i monumenti pubblici fuori citt non arrecava
no grande gloria ai trionfatori che, fino allora, avevano gareggiato fra
loro per inserire i monumenti pi grandiosi lungo la via della proces
sione trionfale, a perenne memoria delle loro grandiose imprese.
Ma era esattamente quanto Augusto voleva evitare : se la sua perso
na e la Res Publica erano una sola cosa, non poteva essere permessa ai
principes viri un'autoesaltazione senza freni salutari.
L'effetto frenante della propaganda di ispirazione augustea risalta
in modo palmare nella ristrutturazione edilizia del circo Flaminio, mo
numentale e fastoso punto di partenza della processione trionfale51.
La svolta politica del principato augusteo imprime i suoi segni
anche in questo importantissimo settore urbano, forse il pi splendido
in epoca tardo-repubblicana, che subisce una trasformazione capillare.
La sia pur carente documentazione storica ed archeologica induce a
ritenere che buona parte dei monumenti pi significativi dell'area furo
no restaurati ricostruiti ex novo per volont per sollecitazione di
Augusto. La cronologia degli interventi resta purtroppo, in molti casi,
ipotetica. Ma l'interpretazione dei dati finora acquisiti offre, in comp
lesso, un appoggio a questa ipotesi.
Partendo dagli elementi accertati desumibili dalle fonti letterarie
ed epigrafiche, assicurato un intervento indiretto di Augusto sul tem
pio di Hercules Musarum, gi legato al nome di M. Fulvius Nobilior ed
alla sua vittoria di Ambracia52. Il tempio fu ricostruito da L. Marcius
Sabinus : CIL, X, 6895, 6897-6900, 6901; AE, 1969-70, n. 89. Messalla fu, inoltre il primo
curator aquarum : Frontin., Aqu. Urbis Romae 99.
49 Shipley art. cit., p. 34, 36; Degrassi, Inscr. It., XIII, 1, p. 86 s., 570 s.
50 Res Gestae 20. Vd. anche Suet. Div. Aug., 30,1.
51 H. Jordan - Ch. Hlsen, Topographie der Stadt Rom in Alterthum, I, 3, 1907,
p. 548 ss.; Platner - Ashby, Top. Diet., cit., p. Ill ss.; G. Marchetti Longhi, in MemLinc s.
V, XVI, 1923, p. 621 ss.; Nash, Pict. Diet., I, cit., p. 232 s.; F. Coarelli, in BullCom, LXXX,
1965-67, p. 37ss.; Id., in DialArch, II, 1968, p. 55 ss., 191 ss.; T. P. Wiseman, in PBSR, XLII,
1974, p. 3 ss.; . Olinder, Porticus Octavia in Circo Flaminio. Topographical Studies in the
Campus Region of Rome, 1974; F. Zevi, in Mlanges Heurgon, II, 1976, p. 1047 ss.; F. Coa
relli, in Hellenismus in Mittelitalien, Koll. Gttingen, 1974 (1976), p. 21 ss. Per l'epoca
medievale : F. Castagnoli, in ArchStPatr, CIV, 1981, p. 47 ss.
52 Sul tempio : Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 544 s. ; Platner - Ashby,
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS 357
Philippus, figliastro di Azia e contemporaneamente suo cognato, aven
done sposato la sorella53. Era, quindi, parente e legato al partito del
princeps che, come dice Suetonio, lo esort54 o, come dice Tacito,
non imped55 di fruire del bottino di guerra per ornare la citt ed
assicurarsi la gloria tra i posteri. Marcius Philippus aveva celebrato nel
33 a.C. il trionfo ex Hispania56; in tale occasione egli vot probabilment
e il restauro del tempio, che fu circondato da un grandioso portico a
lui intitolato.
Direttamente Augusto interveniva sulla porticus Metelli, dedicandol
a alla sorella Ottavia57, e sul theatrum ad aedem Apollinis58, gi iniziato
da Cesare, ma che il princeps ampli acquistando terreni limitrofi da
privati, e dedicando infine l'edificio nel 13 a.C. alla memoria dell'amato
nipote ed erede Marcello, il figlio di Ottavia59.
Un ultimo intervento diretto di Augusto nell'area sulla porticus
Octavia60, gi costruita da Cn. Octavius nel 168 a.C. per commemorare
Top. Diet., cit., p. 255; L. Cozza, in Carettoni-Colini-Cozza-Gatti, La pianta marmorea di
Roma antica, 1960, p. 91 ss.; B. Tamm, in Acta Inst. Rom. Regni Sueciae, XXI, 1961,
p. 57 ss.; Nash, Pici. Diet., I, cit., p. 471; H. Cancik, in RM, LXXVI, 1969, p. 323 ss.; P.
Gros, Aurea Templa, 1976, p. 81 ss.; L. Richardson, in AJA, LXXXI, 1977, p. 355 ss.; M.
Martina, in DialArch, n.s. III, 1981, p. 49 ss. ; M. T. Marabini Moeus, in BdA, Fase. 11,
1981, p. 1 ss.; F. Castagnoli, in Citt e architettura nella Roma Imperiale, AnalDan, Suppl.
X, 1983, p. 93 ss. Su Fulvius Nobilior : RE, VII, 1 (1910), col. 265 ss. (Mnzer).
RE, XIV, 2 (1930), col. 1571 s. (Fluss).
54 Suet., Div. Aug., 29, 5.
Tac, Ann., Ill 72, 1.
56 Shipley, in MAAR, IX, 1931, p. 29 s.; Degrassi, Fasti Triumph. Capit., Inscr. It., XIII
1, p. 569.
"Suet. Div. Aug., 29, 4; Cass. Dio, XLIX 43; Liv., Ep. 138. Sulla porticus : Jordan -
Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 541 ss.; Platner - Ashby, Top. Diet., cit., p. 427; M.
Petrignani, in Boll. Centro Studi St. Arch., XVI, 1960, p. 37 ss.; A. M. Palchetti, in ArchCl,
XVII, 1965, p. 310 ss.; A. M. Palchetti - L. Quilici, in Quad. 1st. Top. Ant. Un. Roma, V,
1968, p. 77 ss.; Nash, Pict. Diet., II, cit., p. 254 ss. La struttura della primitiva porticus
analizzata da H. Lauter, in BullCom, LXXXVII, 1980-81, p. 37 ss.
58 Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 515 ss.; Platner - Ashby, Top. Diet.,
cit., p. 513 ss.; Nash, Pict. Diet., II, cit., p. 418 ss.; P. Ciancio Rossetto, in BullCom,
LXXXVIII, 1982-83.P. 7 ss.
59 Res Gestae, 21, 1; Liv., Ep. 138; Suet., Div. Aug., 29, 4; Plut., Marc, 30; Cass. Dio,
XLIII, 49, 3.
60 Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 488 s.; Platner - Ashby, Top. Diet.,
cit., p. 426; B. Olinder, Porticus Octavia in Circo Flaminio, 1974. Interpretazione pi cor
retta e convincente dei dati storici : T. P. Wiseman, in PBSR, XLI, 1974, p. 20; F. Zevi, in
Gnomon, XLIX, 1977, p. 196 ss.; Id., in Mlanges Heurgon, II, 1976, p. 1052 ss.
358 EUGENIO LA ROCCA
la sua vittoria navale su Perseo, re di Macedonia61. La porticus, che
doveva essere un autentico gioiello, fu destinata a contenere i trofei del
la vittoria dalmatica del princeps. Anche in questo caso l'edificio r
istrutturato non fu dedicato ad Augusto ma, assai pi modestamente,
conserv la vecchia dedica. Il motivo, in questo caso, lampante : non
c' dubbio che, per l'uomo che era stato deriso da Marco Antonio per i
suoi natali non particolarmente aristocratici62, suggerire - e sottinten
dere - un rapporto di filiazione dall'aristocraticissima gens Octavia,
una delle pi nobili famiglie romane63, dovette essere un esperimento
impegnativo da sfruttare fino in fondo.
Fin qui gli interventi diretti indiretti di Augusto nell'area del cir
co Flaminio testimoniati dalle fonti letterarie. Ma un ulteriore apporto
sull'argomento offerto dai Fasti di epoca imperiale.
I templi in circo di Giove Statore, di Giunone Regina, di Nettuno,
di Marte e di Apollo ebbero mutato il loro primitivo dies natalis in quel
lo corrispondente alla data di nascita di Ottaviano, il 23 settembre64.
Questo vuoi dire che essi non hanno superato la fase augustea senza
essere coinvolti in drastici interventi di restauro, pur senza essere de
dicati a nome del princeps. I templi di Giove Statore e di Giunone
Regina, ad esempio, furono probabilmente ristrutturati insieme con
la porticus Metelli che li recingeva, e dedicati anch'essi a nome della
sorella Ottavia65. Del tempio di Nettuno si conosce, purtroppo, molto
61 Fest., p. 188 L. (che forse trascrive la dedica del restauro augusteo). Vd. RE, XVII,
2 (1937), col. 1801 ss. (F. Mnzer).
62 Cic, Phil, III, 15; Plut., Cic, 44, 3; Suet., Div. Aug., 4. Ottaviano era nipote di un
immigrato d'Africa che aveva posseduto ad Ariccia un negozio di profumi ed un muli
no.
63 RE, XVII, 2 (1937), col. 1801 ss. (F. Mnzer).
64 Degrassi, Inscr. It. XIII 2, 1963, p. 512 ss.; P. Gros, Aurea Templa, 1976, p. 33 ss.; P.
Herz, in ANRW, II, 16, 2, 1978, p. 1147 ss.
65 Non v' purtroppo documentazione precisa su un'eventuale ricostruzione dei due
templi (per la bibl. si rimanda a nota 57). Ma in Plin., Nat. Hist., XXXVI 15 si parla di
Octaviae opera ; in Dio, LV 8 di ; e in Dio, LXVI 24 di che,
anche qualora non ci fosse la testimonianza dei calendari, parrebbero richiedere un
intervento pi ampio del solo rifacimento della porticus. Potrebbe essere proposto che la
statua colossale di Giove rinvenuta a piazza Campitelli (E. Berger, in AntKunst, XI, 1968,
p. 157, tav. 38; Id., in RM, LXXVI, 1969, p. 66 ss., 75 ss., tav. 32-33) sia l'elemento supers
tite della decorazione frontonale del tempio di Giove Statore. Le misure del torso (m.
1,65) sono congrue alla grandezza presumibile dell'edificio. Ma l'elemento tecnico che
favorisce l'ipotesi la presenza di una grappa sul dorso della statua, per la quale credo
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS 359
poco66. Fu quasi certamente restaurato da Cn. Domitius Ahenobarbus67,
console nel 32 a.C. insieme con C. Sosius. curioso, tra l'altro, che Ahe
nobarbus fu proclamato imperator, ma non fu un vir triumphalis. Il suo
posto nel circo Flaminio , tuttavia, coerente con il programma augus
teo, in quanto padre di L. Domitius Ahenobarbus, marito di Antonia
Maggiore e console nel 16 a.C.68. L'importanza del tempio nell'ambito
del programma augusteo inoltre testimoniata dalla funzione di Nettu-
no quale protettore di Ottaviano ad Azio, a fianco di Apollo69, e dalla
possibile lettura del gruppo di Skopas in delubro Cn. Domini, raffigu
rante Achille accompagnato da Poseidon, da Teti e da altre divinit
marine nelle Isole dei Beati70, in chiave eroica e trionfale, sempre a
memoria dell'evento di Azio. Il cammeo di Vienna con Augusto su qua
driga trainata da Tritoni71 pu essere un'ulteriore espressione figurati
va sul tema che avr, fino al Commodo degli horti Lamiani, un'ampia
diffusione.
Resta aperto il problema della dedica del tempio di Marte restaura-
che si possa avanzare la proposta di una cronologia ad epoca augustea, come del resto
propone lo stesso Berger collegando il torso allo Zeus di Mirone a Samo.
66 Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom cit., p. 522 s.; Platner - Ashby, Top. Diet.,
cit., p. 360 s.; F. Coarelli, in DialArch, II, 1968, p. 305 ss. (con la raccolta dei dati). La
presenza del tempio in circo Flaminio documentata non solo dai Calendari (Degrassi,
Inscr. It., XIII, 2, 1963, p. 533) e da Plin. Nat. Hist., XXXVI 26, ma anche dall'iscrizione
CIL, VI 8423, di epoca flavia, ora nei Musei Capitolini (BollMC, XIII, 1966, p. 62. Sulla
base dell'originale ritrovato possibile apportare alcune piccole correzioni al testo : D.M.
/ Abascanto Aug. lib. / aedituo aedis Neptuni quae est / in circo Flamini. / Flavius Asca-
nius et allons Caes. . ser. / adiutor a rationib. patri piissimo fee). Desta qualche perpless
it l'ipotesi di F. Castagnoli (in Alessandria e il mondo ellenistico-romano, III, 1984,
p. 520) che la festa di Nettuno ricordata nei Calendari si riferisca all'edificio in campo
comunemente noto come basilica Neptuni (Cass. Dio, LUI 27, 1
) eretta da Agrippa nel 25 a.C. Le fonti (su cui Platner - Ashby,
Top. Diet., cit., p. 81) fanno ritenere che la struttura non possa essere considerata una
aedes.
67 RE, V, 1 (1903), col. 1328 ss. (Mnzer); T. R. S. Broughton, The Magistrates of the
Roman Republic, II, 1952, p. 417; D. Knibbe, in Jh, XLIX, 1968-71, Bbl. col. 53 ss. nota
21 ; P. Herrmann, in ZPE, XIV, 1974, p. 257 s. L'ipotesi che a lui si debba la costruzione o,
con maggiore verosimiglianza, il restauro la ricostruzione del tempio (F. Castagnoli, in
Arti Figurative, 1946, p. 181; Coarelli, art. cit., p. 342 s.), si basa sulla moneta M. Crawf
ord, Roman Republican Coinage, 1974, n. 519, 1, tav. LXII, con tempio tetrastilo e le
ggenda Nept. Cn. Domitius L. f. imp.
68 RE, V, 1 (1903), col. 1343 ss. (Groag). Era il nonno di Nerone.
9 J. Gag, in MEFR, LUI, 1936, p. 58 ss.
70 Plin., Nat. Hist., XXXVI 26.
71 Vd. nota 32.
360 EUGENIO LA ROCCA
to, perch di esso noto il nome del solo fondatore della costruzione
primitiva, D. Junius Brutus detto Callaicus per il suo trionfo sui Callaeci,
avvenuto nel 133 nel 132 a.C.72.
Tuttavia Yexemplum del tempio di Apollo Medico, il meglio noto
in assoluto tra gli edifici in circo, ad offrire la giusta chiave di lettura
permettendo di individuare i limiti imposti dal regime alle dediche
apparentemente non augustee73.
Votato nel 433 a.C. a seguito di un'epidemia, il tempio fu dedicato
nel 431 a.C. dal console Cn. Julius, nome gi di per s programmatico
per la storia seguente dell'edificio. Quando Giulio Cesare decise di
intervenire nell'area con la ricostruzione del theatrum ad aedem Apolli-
nis, con la non celata intenzione di gareggiare con Pompeo, sicurament
e avr progettato il rifacimento del tempio di Apollo dedicato da un
suo avo; esso avrebbe dovuto comporre, con il teatro, una struttura
unitaria e vincolante. La morte gli imped di condurre a termine l'im
presa, che fu ereditata dal suo luogotenente C. Sosius, trionfatore sui
Giudei nel 34 a.C, console nel 32 a.C. Ottaviano, dopo Azio, si trov in
una condizione particolare. Il culto di Apollo, come noto, rientrava
tra i sacra della gens Julia74; il princeps protetto da Apollo, ed anzi suo
figlio visto che il dio stesso si era unito con sua madre Atia nel tempio
in circo durante una cerimonia religiosa75, non poteva in nessun caso
72 Sul tempio : Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 490 ; Platner - Ashby,
Top. Diet., cit., p. 328; F. Coarelli, in DialArch, II, 1968, p. 314 ss.; F. Zevi, in Mel. Heur-
gon, 1976, p. 1047 ss. (con l'ipotesi di riconoscere il tempio nelle rovine sotto la chiesa di
S. Salvatore in Campo su cui vd. P. Gros, in MEFRA, LXXXV, 1973, p. 148 ss.). Su D.
Junius Brutus Callaicus: RE, X, 1 (1917), col. 1021 ss. (Mnzer). La fondazione del temp
io, in genere collegata al consolato di Brutus nel 138 a.C, va spostata ad un momento
posteriore al trionfo sui Callaeci del 133 132 a.C, come ha giustamente rilevato Coarelli
(art. cit., p. 357 nota 60).
73 Per il programma augusteo del tempio rimando ora al volume Amazzonomachia.
Le sculture frontonali del tempio di Apollo Sostano, 1985, p. 83 ss.
74 Cos Serv., ad Aen., X 316 : ... Caesarum edam familia ideo sacra retinebat Apolli-
nis. . . Vd. Th. Mommsen, De collegiis et sodaliciis Romanorum, 1843, p. 11 ss., 17 ss.
75Suet., Div. Aug., 94, 4; Cass. Dio, XLV 1-2. Vd. La Rocca, Amazzonomachia, cit.,
p. 95 e note 89, 90. verosimile che la leggenda del concepimento ad opera di Apollo
risalga all'epoca del secondo triumvirato, come ha mostrato S. Mariotti (in Miscellanea
di studi alessandrini in memoria di A. Rostagni, 1963, p. 588 ss. = Potere e consenso nella
Roma di Augusto, a cura di L. Canali, 1975, p. 207 ss.) tra il 41 ed il 31 a.C. Nel 40 a.C.
avvenne la famosa cena dodekatheos, dove Ottaviano si era presentato nelle vesti di Apoll
o (Suet. Div. Aug., 70,1 s.; Epigr. in Aug. I p. 103 MoR.). Dopo Azio, in una fase di restau-
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS 361
lasciare carta bianca a Sosius di ricostruire l'importante edificio troppo
legato alla storia della sua famiglia di adozione. Contemporaneamente,
tuttavia, Ottaviano procedeva alla costruzione di un altro tempio dedi
cato al dio sul Palatino, quindi all'interno del pomerio ed in un'area tra
le pi sacre per i Romani76. Per fortuna Sosius, un filo-antoniano di
ferro, si era ravveduto passando dalla parte avversa - al punto di aderi
re in seguito alle imprese religiose del nuovo regime, quale la celebra
zione dei Ludi Saeculares nel 17 a.C, dove fu presente in veste ufficiale
in qualit di XVvir sacris faciundis77.
A Sosius fu lasciato, perci, il diritto di pagare a proprie spese
l'erezione del nuovo tempio. Forse una dedica in facciata, come nel
caso del tempio di Saturno, ricordava la sua munificenza. Ma il pr
ogramma decorativo del tempio era un'altra cosa : esso era teso a glorifi
care Augusto quale pacificatore delle partes e trionfatore perpetuo. Il
princeps il nuovo Eracle il nuovo Teseo che debella l'orgoglio insa
no del popolo orientale e della loro regina, che avevano osato sovvertire
gli antichi costumi di Roma78. Sul fregio interno del tempio era
razione, non solo sociale ma anche religiosa, continuare per questa strada dal sapore
monarchico, era impensabile. Vd. l'epigramma di Domizio Marso su Atia :
Ante omnes alias felix hoc ego dicor,
sive hominem peperi femina sive deum.
dove, come ha convincentemente provato Mariotti (loc. cit.) va supposta la divulgazione
del motivo del concepimento ad opera di Apollo, sia pure in forma allusiva.
76 P. Zanker, in Citt e architettura nella Roma imperiale, Anal. Dan., Suppl., X, 1983,
p. 21 ss.
77 G. . PiGHi, De ludis saecularibus, 19652, p. 117, r. 150. Un elemento che, mi pare,
pu essere riferito ai Quindecimviri sacris faciundis, la particolare forma della protube
ranza ossea affiancata alle orbite oculari dei bucrani sul fregio esterno del tempio : esse
assumono la forma di delfini disposti araldicamente (La Rocca, Amazzonomachia, cit.,
p. 99, nota 39). Ma il motivo si presta altrettanto bene ad un'interpretazione in chiave pi
specificamente augustea, in quanto i delfini rientrano nel repertorio simbolico delle vitto
rie navali (ad es. a fianco di trofei per la vittoria di Naulochos o, meglio, di Azio : L.
Anselmino, Terrecotte architettoniche dell'Antiquarium comunale di Roma 1. Le antefisse,
1977, p. 109 s., n. 132-134, tav. XI, 51 ; T. Hlscher, in Klio, LXVII, 1985, p. 94 ss.; P. Pen-
sabene - M. R. Sanzi Di Mino, Museo Nazionale Romano. Le terrecotte. HI, 1. Antefisse,
1983, n. 958-965.
78 La Rocca, Amazzonomachia, cit., p. 89; Id., in Archaische und Klassische Plastik, Int.
Kongr. Atene 1985 (in corso di stampa). Altri inevitabili rapporti, consentiti dalla traspo
sizione del mito in chiave romana, sono ovviamente tra Hippolyte e Cleopatra, e tra Athe-
na e la personificazione di Roma. vero che, normalmente, la dea Roma raffigurata,
secondo il consueto schema ellenistico, in abito amazzonico; ma non mancano, in alcuni
362 EUGENIO LA ROCCA
rato il triplice trionfo del 29 a.C.79. Di Sosius nessuna traccia. Ed infine,
perch non ci fosse alcun equivoco, il dies natalis del tempio fu mutato
in quello del compleanno di Ottaviano.
Non diversamente avveniva nell'edificio entro il quale erano inserit
i i rilievi da San Lorenzo fuori le Mura, ora nel Museo Capitolino80. I
pannelli, riconducibili ad uno dei monumenti in circo, raffigurano sim
boli di una vittoria navale, bucrani con vittae e gli emblemi dei massimi
collegi sacerdotali. Variamente datati, non possono essere attribuiti ad
epoca tiberiana, come stato proposto81 in base alla tecnica di esecu
zione del kymation lesbico che delimita il rilievo, in quanto i segni del
trapano ancora visibili avrebbero dovuto essere eliminati con un pro
gressivo intervento mai ultimato. La scarsa accuratezza nei dettagli del
le fogliette induce a ritenere che i rilievi fossero stati collocati in uno
stadio non definitivo del lavoro82.
Ma i pannelli non possono essere neanche datati prima del 20 a.C.
circa, come ha dimostrato T. Hlscher83. Va quindi scartata l'ipotesi
che i rilievi decorassero il tempio di Diana in circo64 perch il program-
casi, riferimenti alla grande divinit poliade di Atene. possibile anche un'altra interpre-
tazione, se nell'Athena frontonale si voglia vedere piuttosto, nella interpretano romana, il
Palladio, pegno della salus publica. I Greci, nella lotta contro i Persiani, combatterono
con l'appoggio del Palladio salvato dalla rovina della citt; cos Augusto, sconfiggendo la
popolazione orientale, aveva preservato il Palladio e offerto sicurezza ai Romani per l'a
vvenire (vd. T. Hlscher, in Jdl, XCIX, 1984, p. 201 s.). Va appena ricordato, in questa
sede, in quanto l'argomento richiederebbe un discorso pi complesso, che in epoca augu-
stea, quando gli amici pi influenti di Augusto, tramite i loro circoli letterari, spingevano
i poeti pi in voga a comporre finalmente una Augusteide, ci furono, a fianco di G. Rabi-
rio, autore di un poema de Bello Alexandrino, Domizio Marso che compose una Amazonis,
ed Albinovano Pedone, cantore delle gesta di Druso e di Germanico, che scrisse una Tesei-
de. Di ambedue i poemi mitici non conosciamo purtroppo altro che i nomi, tuttavia gi di
per s quanto mai significativi.
79 La Rocca, Amazzonomachia, cit., p. 94 s., fig. 22-27. Vd. ora anche T. Hlscher, in
Klio, LXVII, 1985, p. 88 ss.
80 Stuart Jones, Mus. Cap., 1912, p. 258 ss., . 99, 100, 102, 104, 105, 107; J. W. Crous,
in RM, LV, 1940, p. 65 ss.; Helbig4, II, n. 1382, 1664 (E. Simon).
81 Cos Ch. Leon, Die Bauornamentik des Trajansforums, 1971, p. 255 s.
82 1 segni di trapano, particolarmente visibili, sono indizio di uno stadio iniziale di
lavorazione. In quanto alle fogliette inserite negli archetti trilobati, il motivo si incontra
anche nel tempio di Marte Ultore in una realizzazione pi raffinata : V. Kockel, in RM,
XC, 1983, tav. 117, 1-5.
83 T. Hlscher, in Jdl, XCIX, 1984, p. 205 ss.; Id., in Klio, LXVII, p. 84 ss.
84 Cos F. Coarelli, in DialArch, II, 1968, p. 191 ss.
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS 363
ma decorativo, vista anche la cronologia, si adatta meglio al trionfo di
Azio piuttosto che alla vittoria di Naulochos su Sesto Pompeo, per la
quale non fu mai celebrato un trionfo85; anzi, dopo la pacificazione
generale seguita ad Azio, Augusto aveva tutto l'interesse di far cadere
nell'oblio le tristi vicende delle guerre civili86.
A titolo puramente informativo e con tutte le cautele del caso, va
ricordato che i rilievi di San Lorenzo non possono svilupparsi, come in
genere si ammette, in un fregio architettonico continuo, per il quale un
doppio kymation speculare non avrebbe un senso logico, bens, proba
bilmente, con pannelli decorativi a rivestimento di parete87.
Nei casi fin qui esaminati, perci, possibile mostrare che le dedi
che dei pi antichi viri triumphales hanno lasciato il posto a nuove
dediche di trionfatori amici di Augusto, di parenti. Ma l dove la
dedica non di un parente di Augusto, tuttavia la decorazione architet
tonica dell'edificio ristrutturato si deve adeguare al rigido programma
simbolico voluto dal regime. Tra i casi non documentati archeologica
mente, invece, il cambiamento del dies natalis dei templi individua una
85 vero che parte della propaganda augustea in campo monetale si riferisce alla
vittoria di Ottaviano nelle guerre civili anche in epoca posteriore al 27 a.C. (K. Kraft, Zur
Mnzprgung des Augustus, SB Frankfurt, VII, 1968, . 5 [1969], p. 225 ss.); e che non
mancano riferimenti alla vittoria di Naulochos (Kraft, op. cit. p. 226, 230, 234 s., tav. 3,
33, 38. Ma forse anche prima, in occasione della vittoria di Azio: Kraft, op. cit. p. 214,
221, tav. 2, 19). Le monete, per, sono della zecca di Lugdunum e non di Roma. Tuttavia
la cronologia stessa dei rilievi di San Lorenzo, come persuasivamente impostata da Hl-
scher, a rendere impossibile il rapporto con Naulochos. Intorno al 20 a.C, in un momento
di pacificazione generale, la costruzione di un monumento dedicato alla vittoria su un
Romano non mi sembra proponibile.
86 Sull'argomento mi limito a citare A. La Penna, Orazio e l'ideologia del principato,
1963, spec. p. 78 ss., 95 ss.
87 Ho inizialmente pensato alla possibilit che si trattasse di soffitti d'architrave che
talvolta, in epoca augustea, erano lastre di marmo poste a copertura di blocchi di traver
tino (come nel tempio di Apollo Sosiano: A.M. Colini, in BullCom, LXVIII, 1940,
p. 24 ss., fig. 15-17. Ma vd. anche la bellissima lastra nel Palazzo dei Conservatori con
girali a rilievo basso e bordi con kymation lesbico, riadoperata nella chiesa di S. Agostino
per un'iscrizione del cardinale Giovanni Vera morto nel 1 507 : C. Pietrangeli, in BollMC,
X, 1963, p. 18 ss., fig. 1). Ma ora, dopo una pi specifica analisi del frammento rinvenuto
nel 1937 presso il portico d'Ottavia (E. Simon, in Helbig4 II, n. 1664), condotta con l'ausi
lio e la competenza di Joachim Ganzert, pur scartando sempre l'ipotesi di un fregio
architettonico, reputo possibile una funzione decorativa, ad es. ad ornamento di una base
monumentale o, meglio, di un arco onorario.
364 EUGENIO LA ROCCA
pi organica trasformazione che deve aver lasciato comunque il suo
segno sui monumenti. stato preso in considerazione il caso del tem
pio di Nettuno, probabilmente dedicato dal suocero di Antonia Maggior
e, e del tempio di Apollo Medico, dedicato da Sosius ma programmato
in chiave augustea.
Ci sono purtroppo dei vuoti. Ma alcuni di essi sono colmabili in
base ad alcune ipotesi che possono avere, secondo la mia opinione, una
loro valida giustificazione.
Il tempio dei Castori in circo", ad esempio, ormai localizzabile con
relativa esattezza in base al frammento di una pianta marmorea del I
secolo d.C. rinvenuta presso Porta Portese89, celebrava il suo dies nata-
lis il 13 agosto90; e la data non ha subito modifiche in epoca augustea.
Il fatto non sorprende, visto che proprio il 13 agosto prendeva l'avvio -
e verosimilmente proprio dal circo Flaminio - la celebrazione del tripli
ce trionfo di Ottaviano, nel 29 a.C.91.
E se per il tempio di Hercules Custos92, il cui dies natalis cadeva il 4
giugno93, non possibile offrire nessun apporto nuovo in riferimento al
programma augusteo, qualche ipotesi pu essere avanzata per il tempio
di Bellona94.
88 Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 485; Platner - Ashby, Top. Diet., cit.,
p. 102; C. Pietrangeli, in Capitolium, XXVII, 1952, p. 41 ss.; M. Conticello d Spagnolis,
// tempio dei Dioscuri nel circo Flaminio, 1984, passim, spec. p. 33 ss., 59 s.
89 Conticello d Spagnolis, op. cit., passim.
90 Degrassi, Inscr. It., XIII 2, 1963, p. 494, 496.
91 Suet., Div. Aug., 22; Tib., 6, 4; Cass. Dio, LI 21. Vd. Degrassi, Inscr. It., XIII 1, 1947,
p. 344 s., 570; Id., Inscr. It., XIII 2, p. 496.
92 Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 533, 552; Platner - Ashby, Top. Diet.,
cit., p. 252; F. Coarelli, in DialArch, II, 1968, p. 316 ss. e note 45, 80.
93 ., Fast. VI 209 ss. Vd. Degrassi, Inscr. It. XIII 2, p. 465. Forse per errore - una
confusione con Hercules Invictus ? - i Fasti Vallenses spostano la festa di Hercules Custos
al 12 agosto: Degrassi, op. cit., p. 493s. I Fasti Filocaliani ricordano, in data 4 giugno,
ludi in Minicia (Degrassi, op. cit., p. 465) dove, secondo Hist. Aug. Comm. 16, era un
signum aeneum di rcole. Presso il Campo dei Fiori, nelle fondamenta del palazzo Pio
Righetti, era rinvenuta la statua colossale in bronzo di rcole ora nella Sala Rotonda dei
Musei Vaticani (R. Lanciani, Rovine e scavi di Roma antica, 1985 [trad, dell'ed. inglese
1897] p. 397; Helbig4 I, n. 38 [W. Fuchs]). Alcune iscrizioni con dediche ad rcole sono
state rinvenute nell'area tra via Arenula, piazza Cairoli e piazza Cenci, su cui F. Coarelli,
art. cit. Tutte queste testimonianze andrebbero pi attentamente vagliate.
94 Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 552 ss. ; Platner - Ashby, Top. Diet.,
cit., p. 82 s.; F. Coarelli, in BullCom, LXXX, 1965-67, p. 37 ss.; T. P. Wiseman, in PBSR,
XLII, 1974, p. 14 ss.
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS 365
Dalle fonti letterarie era gi possibile desumere che i templi di Bel
lona e di Hercules Custos si trovassero ai poli opposti del circo Flami-
nio, presso i lati brevi95. Hercules la divinit protettrice del circo; ma
probabilmente anche Bellona svolgeva un'analoga funzione, se non va
considerata fortuita la scelta del 4 giugno come giorno del compleanno
del tempio di Hercules Custos, il giorno dopo quello del tempio di Bello
na, il 3 giugno96.
Il culto della dea97, cui era legata l'importantissima cerimonia del
la dichiarazione di guerra da parte dei Feziali98, fu istituito in un'area
prossima al tempio di Apollo Medico per cura del celebre Appius Clau
dius Caecus a seguito di un votum espresso durante le lotte da lui soste
nute contro gli Etruschi99. Nel 79 a.C. il console Appius Claudius Pul-
cher pose nel tempio le imagines clipeatae dei suoi antenati 10 : passo
non gratuito, a livello di propaganda, visto che l'edificio - ed il senacu-
lum ad esso collegato - era normalmente adoperato dal Senato per
sedute straordinarie, non ultima delle quali per il conferimento del
trionfo ai generali vittoriosi101.
Nei paraggi del tempio doveva essere anche il sepolcro della famig
lia dei Claudii, eretto alle pendici del Campidoglio per speciale privile
gio accordato al momento del trasferimento della gens dalla Sabina a
Roma102. Presso il teatro di Marcello era rinvenuto nel 1615 un vaso in
95 Ovid., Fast., VI, 205 ss.
96 Degrassi, Inscr. It. XIII 2, p. 465.
97 G. WissowA, Religion und Kultus der Rmer, 19122, p. 151 s.; G. Dumzil, La religio
ne romana arcaica (trad, dell'ediz. francese, 1974), 1977, p. 341 s.
98 Th. Mommsen, Rmische Staatsrecht, II3, p. 689 s.; Wissowa, op. cit., p. 550 ss., spec,
p. 554. Sulla columna bellica : Ovid., Fast., VI 206 ss.; Paul. Fest. p. 30, 15 L.; Varr fr.
Serv. Auct., Aen. IX 52; Gloss. Ps. Plac. 18 [IV 55 Lind.]. Vd. Platner - Ashby, Top.
Diet., cit., p. 131 ; Coarelli, art. cit., p. 54 s.
99 Vd. i celebri elogia CIL, P p. 192 . .; Degrassi, Inscr. It., XIII, 3, 1937, . 12,
79.
100 Plin., Nat. Hist., XXXV 12. In verit il passo di Plinio si riferisce ad un Appius
Claudius console con un Servilius nel 495 a.C. Ma gi Stark, in Verh. d. 31. Tb. Philolo
genvers., 1876, p. 48 ss., e F. Mnzer, Beitrge zur Quellenkritik der Naturgeschichte des
Plinius, 1897, p. 125, hanno correttamente inteso che Plinio si deve riferire, invece, ai
consoli del 79 a.C, Appius Claudius . f. C. . Pulcher e Publius Servilius Vatia Isauricus
(T. R. S. Broughton, The Magistrates of the Roman Republic II, 1952, p. 82; Degrassi,
Inscr. It. XIII 1, p. 484 s.). Il primo di essi il padre del celebre Clodio.
101 Coarelli, in BullCom, LXXX, 1965-67, p. 55 s.
102 Suet., Tib. 1,2: ... locumque sibi ad sepulturam sub Capitolio publice accepit (seil.
Atte Claudius). Il sepolcro dei Claudii non doveva essere del tutto isolato nell'area alle
366 EUGENIO LA ROCCA
alabastro (fig. 1) pertinente ad un sacerdote di Amon e Moutou di nome
Nibnouterou, vissuto all'epoca di Osorkon III, faraone della XXII Dinas
tia103. Il vaso, elegantemente completato con un piede e due anse, fu
adoperato come cinerario per P. Claudius Pulcher104, il figlio di Clodio e
di Fulvia, fratello, inoltre, della prima moglie di Ottaviano, Claudia (fig.
2).
Dalla superstite decorazione architettonica del tempio di Bellona 105
stato possibile desumere che l'edificio fu ricostruito pi meno nello
stesso periodo in cui erano in corso i lavori di rifacimento del tempio di
Apollo Medico. Il dedicante, secondo il mio parere, non pu essere che
un Claudio, forse il console del 38 a.C, Appius Claudius Pulcher, noto
come Appius Maior106, che trionfava ex Hispania il 1 giugno del 33 (o
del 32) a.C, un anno dopo Sostus. Era amicissimo di Ottaviano fin
dall'epoca della guerra siciliana, e, fatto ben pi importante, parente di
Livia107.
pendici del Campidoglio. Oltre il ben noto monumento di Bibulo (Nash, Pici. Dici., II, cit.,
p. 319 s.) vanno ricordati due frammenti di un fregio figurato pertinenti forse ad un
monumento funerario, e rinvenuti durante i lavori di costruzione dell'Anagrafe (Helbig4,
II, n. 1603 [E. Simon]; R. Bianchi Bandinelli - M. Torelli, L'arte dell'antichit classica.
Etruria - Roma, 1976, n. 25). Potrebbe trattarsi di un Claudius vissuto verso la fine del II
secolo a.C?
103 Fr. Ritschl, Priscae latinitatis monumenta epigraphica, Suppl. CIL, I, 1862, tav. 85
f, F; Ch. Boreux, Muse national du Louvre. Dpartement des Antiquits gyptiennes. Gui
de-catalogue sommaire, II, 1932, p. 567.
104 CIL, VI 1282 = ILS, 882; M. Johnstone Du Four, C. Suetonii Tranquilli Vita Tiberi,
Chapters I to XXIII. A Dissertation, 1941, p. 8 s. nota 7; T. P. Wiseman, in HarvStClPh,
LXXIV, 1970, p. 210; R. E. A. Palmer, in Phoenix, XXX, 1976, p. 172. A questo Claudius
Pulcher si deve, secondo la ricostruzione delle sue vicende come impostata da Wiseman,
p. 207 ss., il completamento dei Propilei di Eleusi iniziati dallo zio omonimo, cos. 54 a.C.
(Wiseman, art. cit., p. 210 s.). Sull'uso dei cinerari in alabastro egiziano : F. Taglietti, in
Museo Nazionale Romano. Le sculture I 1, 1979, n. 145; M. Montalcini De Angleis d'Ossat,
in Archeologia laziale, IH, 1980, p. 90 ss.
105 Del tempio rimangono scarsissimi avanzi su cui vd. Ch. Leon, Die Bauornamentik
des Trajansforums, 1971, p. 165, 185, 202, 246 s., 250 s., tav. 63.2, 74.3, 81.1, 107.1.
106Degrassi, Inscr. It., XIII, 1, p. 342 s., 570; Broughton, The Magistrates of the
Roman Republic, II, 1952, p. 390 (cos.), 419 (procos. in Spagna); Wiseman, art. cit., p. 208,
213 s., 218. Sul titolo di imperator : CIL, X 1423-24 = ILS, 890; EE, 9.397.
107 Secondo Suetonio (Tib., 3,1), l'imperatore Tiberio discendeva dai due rami princi
pali - e patrizi - della gens Claudia : per parte di padre da Tiberius Claudius Nero ; per
parte di madre da Appius Claudius Pulcher (forse un errore per Publius Claudius Pulcher :
RE, III, 2, col. 2857, n. 304), figli di Appius Claudius Caecus.
L'ADESIONE
SENATORIALE AL CONSENSUS 367
Fig. I - Parigi, Museo del Louvre. Urna cineraria di P. Claudius Pulcher
(dis. da Suppl. CIL, 1).
Fig. 2 - Iscrizione sull'urna cineraria di P. Claudius Pulcher (dis. da Suppl. CIL, I).
368
EUGENIO LA ROCCA
Ci troviamo probabilmente in presenza di una fortuita coincidenza
che avrebbe avuto un seguito insperato. Un tempio eretto da un antenat
o della gens Claudia si trovava a fianco ad un tempio dedicato da un
antenato della gens Julia. Il caso favoriva il programma di Augusto che
non vide, forse, la necessit di mutare il dies natalis del tempio, in virt
dei vincoli di parentela con i Claudii.
Tiberio seppe sfruttare a vantaggio della sua famiglia naturale la
situazione favorevole che si era venuta ad impostare, sotto il profilo
monumentale, nell'area ad oriente del circo Flaminio. Proseguendo il
programma augusteo e sviluppandone la valenza dinastica, Tiberio
completava il restauro del tempio di Giano fuori porta Carmentale, e lo
dedicava il 17 d.C.108. Nello stesso anno Germanico dedicava il tempio
della Spes109. Sono due dei tre templi nel Foro Olitorio110, situati nello
spazio ora occupato dalla chiesa di San Nicola in Carcere, in immediata
vicinanza con il teatro di Marcello. Il terzo tempio, di Giunone Sospita,
fu restaurato anch'esso nello stesso periodo111.
Si veniva a creare, perci, tra la porta Carmentale ed il circo Fla
minio, ma sempre lungo la via della processione trionfale, un polo
complementare ed alternativo Claudio rispetto al circo Flaminio, pi
dichiaratamente augusteo e giulio. Centro ideale del nuovo compless
o era forse il sepolcro dei Claudii, che doveva aver assunto la funzione
pi specifica di heroon.
Il nuovo ordine dinastico prevedeva Germanico come successore di
108 Tac, Ann. II, 49. Vd. Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 508 ; Platner -
ASHBY, Top. Diet., cit., p. 277 s.
109 Tac, Ann. II, 49. Vd. Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, cit., p. 508 s.; Platner
- Ashby, Top. Diet., p. 493 s.
110 R. Delbrueck, Die drei Tempel am Forum Holitorium, 1903; Jordan - Hlsen, Top.
der Stadt Rom, p. 511 ss. ; L. Crozzoli Aite, / tre templi del Foro Olitorio, in Mem. Pont.
Ace., s. Ili, XIII, 1981.
111 Jordan - Hlsen, Top. der Stadt Rom, p. 509 s.; Platner - Ashby, Top. Diet., p. 291.
Questo tempio sarebbe stato restaurato (Cic, de Div. I 4,99; Obseq. 75) dal console del 90
a.C. L. Julius, a seguito di un sogno di Caecilia, figlia di Q. Caecilius Metellus Balearicus.
un altro probabile anello della catena di rapporti tra i templi posti lungo la via dei trionfi
e la gens Julia. Va aggiunta la dedica del signum del divo Augusto (su cui vd. la nota 116)
presso il teatro di Marcello - e quindi, verosimilmente, presso il tempio di Giano - il 23
aprile (non 24 : vd. M. Torelli, Tipology and Structure of Roman Historical Reliefs, 1982,
p. 85 nota 27), giorno in cui Tiberio assumeva la toga virile (Inscr. It., XIII 2, p. 477),
mentre il tempio di Giano era dedicato il 18 ottobre, giorno in cui Ottaviano aveva assunt
o la toga virile (Inscr. It., XIII 2, p. 523). Vd. Torelli, Tipology and Structure, cit.,
p. 68 s.
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS 369
Tiberio. Di qui la dedica del tempio di Spes. Alla morte di Germanico il
10 ottobre del 19 d.C. si dovette rivedere la lista di successione; Druso
Minore, figlio di Tiberio, era designato primo successore, seguito
come secondi successori dai figli gemelli di Germanico. Ma la posi
zione privilegiata del figlio di Druso Maggiore risalta in tutta la sua ev
idenza dalle onorificenze che il Senato gli tribut alla sua morte112. Si
stabil che fosse eretto a spese pubbliche un janus marmoreo in circo
Flaminio113, dove erano situate le statue del divo Augusto e della sua
famiglia dedicate dal console C. Norbanus Flaccus114. Il janus doveva
essere decorato con le statue dei popoli vinti; sull'attico dovevano
ergersi la statua di Germanico su carro trionfale, ed ai lati le statue del
padre Druso, fratello naturale di Tiberio, della madre Antonia Minore,
della moglie Agrippina, della sorella Livia, del fratello Tiberio Germanic
o, infine dei figli e delle figlie.
La sistemazione moderna dell'area alle pendici del Campidoglio
non permette una conoscenza archeologica approfondita sul tratto
stradale tra il circo Flaminio e la porta Carmentale. Sarebbe logico
pensare che il janus descritto nelle tabulae Siarenses fosse all'ingresso
del circo Flaminio, quasi a diaframma tra il settore giulio ed il setto
re Claudio dell'area. La Forma Urbis Severiana mostra effettivamente
un arco ad un fornice all'estremit nord-orientale della piazza un tem
po occupata dal circo Flaminio115; va tuttavia considerato che tra il cir
co Flaminio ed il Foro Olitorio dovevano essere stati eretti altri archi
onorifici trionfali.
112 Le misure adottate dal Senato in tale occasione erano parzialmente note perch
riportate sinteticamente in Tac, Ann., II 83,1. Si conservava inoltre un frammento del
decreto senatorio nell'iscrizione CIL, VI 911. Nel 1982 sono state rinvenute in Spagna le
tabulae Siarenses in bronzo con il testo completo del decreto : J. Gonzales, in ZPE, LV,
1984, p. 55 ss. La nuova scoperta di incalcolabile importanza per la conoscenza delle
norme giuridiche relative alla sepoltura di membri della famiglia imperiale.
113 Tacito, Ann., II 83,1 parla solo di ... arcus additi Romae; CIL, VI 911 ricorda un
janus. Una descrizione dettagliata invece nelle tabulae Siarenses : Gonzales, art. cit.,
Frag. I, 11.9-21.
114 Tab. Star. Frag. I, 11.10s. C. Norbanus Flaccus stato console nel 15 d.C. insieme
con Druso, figlio di Tiberio (Tac, Ann., I, 55). l'anno seguente alla morte di Augusto,
nel quale assegnato anche il trionfo a Germanico. Mi sembra fin troppo evidente lo
sforzo di stringere simbolicamente, in chiave dinastica, Julii e Claudii.
115 G. Gatti, in Capitolium, XXXV, 1960, p. 3 ss.; Id., in Palatino, V, 1961, p. 17 ss.; E.
Rodriguez- Almeida, Forma Urbis Marmorea, Aggiornamento generale 1980 (1981), p. 114,
tav. XXIII.
370 EUGENIO LA ROCCA
Secondo Tacito, poco prima della valitudo atrox che port Livia
quasi in punto di morte, la moglie di Augusto dedicava allo sposo divi
nizzato una effigies haud procul theatro Marcelli116. La valitudo del 22
d.C; la dedica, quindi, anteriore a quella data. Andrebbe discusso, su
questo argomento, se la effigies dedicata da Livia abbia una connessio
ne - e quale - con le statue dedicate da C. Norbanus Flaccus di cui parla
la tabula Siarensis117. La posizione, come nel caso dell'arco di Germanic
o, esemplare, a cerniera tra circo Flaminio e Foro Olitorio.
Qui infine, secondo l'evidenza archeologica, doveva essere stato
innalzato un altare con recinto ad imitazione strutturale dell'Ara Pacis.
Su uno dei pannelli di facciata, di cui un frammento stato rinvenuto
durante gli scavi del teatro di Marcello, era raffigurata Iside su un car
ro tirato da serpenti alati118, secondo uno schema noto in base a due
cammei di epoca claudia, uno a Parigi119 e l'altro a Leningrado120, e ad
un vaso in sardonica a Braunschweig121, anch'esso di epoca claudia.
Sul carro, come si desume dai cammei e dal vaso in sardonica, era raf
figurato Trittolemo-Claudio in atto di spargere le sementi sulla terra.
Se, come reputo verosimile, il pannello simboleggia l'avvento del saecu-
lum aureum sotto la guida dell'imperatore Claudio, potrebbe essere
considerato frammento di un recinto d'altare eretto in memoria dei
Ludi Saeculares del 47 d.C.122 e contemporaneamente della dinastia
imperiale Claudia123 che nelle vicinanze del teatro di Marcello aveva i
suoi sacra.
116 Tac, Ann., Ill 64,2. Nella dedica il nome di Tiberio era stato posposto a quello
della madre. Secondo Tacito fu un grave motivo di disaccordo tra madre e figlio. La
chiave di lettura dell'episodio stato attentamente focalizzato da M. Torelli (in Ann. Fac.
Lett. FU. Un. Perugia, XV, n.s. I, sez. 1 : Studi Classici, 1977-78, p. 182; Id., Tipology and
Structure, cit., p. 67 ss.) : in questo momento, intorno all'imperatrice ormai vecchia e
malata, nel segno della pietas Augusti, che si tenta di sigillare, a livello simbolico, il nuovo
ordine dinastico che ha in Livia, moglie e figlia adottiva di Augusto, il suo anello basilare.
Di qui la dedica del signum, ricordata anche su monete insieme con il carpentum conces
so a Livia nello stesso periodo (BMC Rom. Emp., I, p. 130 s., n. 74-78, tav. 23, 17-19). Vd.
Torelli, Tipology and Structure, cit., p. 68 s., tav. Ill 14, 15.
117 Vd. la nota 114.
1 18 E. La Rocca, L'et d'oro di Cleopatra. Indagine sulla Tazza Farnese, 1 984, p. 79 s., fig. 70.
119 E. Babelon, Cat. des cames antiques et modernes de la Bibliothque nationale,
Paris, 1897, p. 144 s., n. 276, tav. 30; La Rocca, op. cit., p. 69 s., 79.
120 La Rocca, op. cit., p. 69 s., 79, fig. 61.
121 La Rocca, op. cit., p. 69 ss., fig. 62-65.
122 La Rocca, op. cit., p. 79 s.
123 Potrebbe in qualche modo essere connessa, almeno ideologicamente, a questo
PIANTA
DEL CAMPO MARZIO MERIDIONALE
CIRCUS FLAMINIUS
0 10 20 30 40 50 MI DIS. !.. MUSSA
Fig. 3 - Pianta del Circo Flaminio e del Foro Olitorio (dis. Luigi Messa).
L'ADESIONE SENATORIALE AL CONSENSUS 371
Malgrado le estese lacune sulla conoscenza dell'area, mi sembra
che il programma ideologico del nascente principato e poi del regime
definitivamente instaurato, emerga con precisi contorni dall'analisi dei
monumenti in circo Flaminio e di quelli contigui in Foro Holitorio. La
posizione nevralgica dei due importanti settori cittadini, fuori del po
merio ma alle pendici del Campidoglio, fastoso scenario d'ingresso in
citt della processione trionfale, hanno favorito ed in un certo senso
predestinato l'area per le trasformazioni in chiave dinastica.
I principes viri furono costretti ad adeguarsi all'esempio dell'appa-
rentemente modesto Agrippa che, quasi da solo, si era accollato le spe
se della monumentalizzazione del Campo Marzio senza riceverne - ma
solo, e di nuovo, in apparenza - alcun utile. I pi fidati collaboratori di
Augusto, fossero stati oppure no filo-antoniani, furono esortati a coo
perare con il princeps nel restauro di monumenti pubblici o, meglio
ancora, nella risistemazione delle dissestate vie consolari. chiaro,
comunque, che agli ottimati non era lasciato ampio spazio di moviment
o. L'esortazione, come documenta chiaramente Cassio Dione, valeva
principalmente per appalti di lavori stradali, e quindi ben lontano dalla
via della processione trionfale. Ai pochi altri cui fu concesso l'onore
della dedica, fu offerta la possibilit di manifestare il consensus alla
politica imperiale celebrando a proprie spese la gloria del princeps. Gi
sotto Tiberio quest'ultima possibilit subiva una pi drastica ridimens
ione. Nel 22 d.C. Emilio Lepido, nipote per parte di madre di Ottavia,
sorella di Augusto, chiese ed ottenne dal Senato di poter restaurare a
proprie spese la basilica eretta dai suoi avi - gli Aemilia monimenta -
sebbene fosse di limitate risorse124. Il teatro di Pompeo fu restaurato,
invece, dallo stesso Tiberio perch nessuno della gens Pompeia aveva
mezzi sufficienti per un lavoro tanto impegnativo125. Come si pu
arguire dal testo di Tacito, la ridimensione fu ottenuta non tanto in vir
t della preventiva approvazione del Senato, facilmente manovrabile,
quanto dalla relativa povert delle grandi famiglie aristocratiche di
monumento da ed. Ara Pietatis, o, per meglio dire, l'altare con recinto cui erano perti
nenti i rilievi Della Valle - Medici (G. Koeppel, in RM, LXXXIX, 1982, p. 453 ss.; Torelli,
Tipology and Structure, cit., p. 63 ss.; Koeppel, in BJb, CLXXXIII, 1983, p. 72 ss., 98 ss.,
n. 12-23, con bibl. prec). L'argomento andr ripreso nel suo complesso alla luce di nuovi
frammenti rinvenuti durante i lavori di isolamento del Campidoglio, tra il teatro di Marc
ello e via della Consolazione.
124 Tac, Ann., Ill 72, 1.
125 Tac, Ann., Ill 72, 2-3.
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EUGENIO LA ROCCA
epoca repubblicana cui avrebbe dovuto competere, per tradizione, il
restauro dei monumenti eretti a gloria imperitura della famiglia.
Il nascente principato aveva praticamente adottato un programma
urbanistico che non lasciava spazio ad autoesaltazioni celebrative, spe
cialmente ed in primo luogo lungo la via trionfale dal circo Flaminio al
Campidoglio, in base all'assunto che princeps e Res Publica erano una
sola cosa, che l'unico vero trionfatore era l'imperatore.
In questa chiave i trofei della vittoria di Azio mescolati ai simboli
dei collegi sacerdotali sui pannelli di San Lorenzo sono la premessa
degli ulteriori sviluppi della propaganda imperiale, in quanto segni
dell'orgogliosa sicurezza, dal punto di vista di Augusto, di essere dalla
parte giusta, che il trionfo sull'Egitto poneva definitivamente termine a
decenni di lotte, e garantiva un periodo lungo di pace e di prosperit
sotto l'egida della gens Julia. Tiberio, completando e dedicando il tem
pio di Giano, sottolineava - e non poteva essere altrimenti - la continuit
ideologica del principato Claudio da quello della dinastia Giulia.
Gli antichi viri triumphales, estromessi dalla piazza e dalla via dove
avevano fatto a gara per superarsi in magnificenza, furono musealiz-
zati nel Foro di Augusto, ognuno con i suoi elogia codificati in uno
schema fisso, ridotti a nudo elenco nei fornici dell'arco Partico del
Foro Romano. Se anche si incontreranno in seguito dediche onorarie
ad ottimati non appartenenti alla famiglia imperiale, si tratter di casi
sporadici ed attentamente circoscritti. Nel Foro di Augusto, come in
una parafrasi del celebre episodio del libro VI dell'Eneide - la discesa
di Enea agli Inferi -, gli uomini che avevano contribuito all'affermarsi
di Roma nel Mediterraneo, entrarono a far parte di un fastoso comp
lesso scenografico, una fila di comparse pi meno importanti lungo
i bordi di un palcoscenico126. Ma al centro della scena si muoveva ed
agiva un solo personaggio, che una catena di circostanze aveva contri
buito a rendere simbolo vivente delle istituzioni romane.
Eugenio La Rocca
126 P. Zanker, // Foro di Augusto, 1984, p. 15 ss. Il Foro di Augusto fu inaugurato il 2
a.C, quindi in una fase avanzata del suo principato. impossibile precisare con maggior
e esattezza quanto tempo prima fosse stato ideato il programma decorativo del compless
o monumentale. Si pu ritenere verosimile, tuttavia, che le forme della propaganda filo-
augustea siano state oggetto di continui miglioramenti a seconda delle situazioni politi
che e sociali. Sulle statue dei summi viri, vd. la relazione preliminare di S. Rinaldi Tufi,
in DialArch, n.s. Ili, 1981, p. 69 ss. in preparazione l'edizione definitiva di tutti i fram
menti per cura dello stesso A.