Sei sulla pagina 1di 84

Prefazione

Dallentrata in vigore del Decreto Legislativo 626/94, lOrganismo Paritetico Bilaterale,


espressione diretta delle parti sociali che lo compongono (Unione Industriale Pratese -
C.G.I.L. C.I.S.L. U.I.L. di Prato), ha intensificato la realizzazione di attivit e progetti in materia
di formazione e informazione alla sicurezza, che hanno interessato tutti i lavoratori coinvolti a
vario titolo nei diversi processi organizzativi aziendali.
La costante attenzione a questi temi ha dato vita negli anni a diverse iniziative, grazie alle quali
si sono realizzati strumenti didattici e sviluppate metodologie per la formazione alla sicurezza
nei luoghi di lavoro per i diversi comparti produttivi presenti nel distretto pratese.
I progetti realizzati rappresentano un patrimonio culturale - messo oggi a disposizione su
internet allindirizzo www.sicurfad.it - derivante da una concertazione e un confronto tecnici e
scientifici fra diversi attori del territorio: enti pubblici, imprese, agenzie formative, associazioni
di categoria, sindacati dei lavoratori.
Ultimo in ordine di tempo il progetto ideato e promosso dallOrganismo Paritetico Bilaterale
in collaborazione con lAgenzia Formativa F.I.L. che ci ha consentito la realizzazione di questo
manuale, ulteriore testimonianza dellimpegno attivo e costante che le parti sociali svolgono
nella diffusione della cultura alla sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro.
Il volume destinato principalmente ai Datori di Lavoro e ai Responsabili del Servizio
Prevenzione e Protezione, ma anche a tutti coloro che sono interessati a queste tematiche, con
lobiettivo che possa diventare un efficace supporto per la miglior organizzazione in azienda
di un sistema di gestione della sicurezza.
Il volume si compone di capitoli in cui, ad una parte espositiva dellargomento in esame,
segue una parte pratica composta da procedure attuative e modulistica facsimile per rendere
immediato e concreto luso in azienda di quanto descritto.
Anche questo strumento, ne siamo certi, contribuir a stimolare lagire e il gestire, in
modo partecipato e razionale, la sicurezza sul lavoro.
Prato, Giugno 2003
Organismo Paritetico Bilaterale della Provincia di Prato
Testi Alessia Scripilliti
Daniele Bogani
Silvia Tarocchi
Giacomo Brighetti
Progetto editoriale Leonardo Cardini
Giovanni Giusti
Progettazione e coordinamento
per F.I.L. S.p.A. Valter Pieroni
Maria Morello
Per la collaborazione prestata si ringraziano le seguenti aziende: Filatura di Spicciano s.r.l.,
Sint s.r.l., Spalmatura Italiana S.p.A.
Alla realizzazione di questa pubblicazione hanno inoltre partecipato Unione Industriale
Pratese, C.G.I.L., C.I.S.L., U.I.L. di Prato avvalendosi dellOrganismo Paritetico Bilaterale
(D.Lgs. 626/94).
Il presente manuale stato realizzato allinterno del Progetto Lorganizzazione aziendale
per unefficace azione formativa nella prevenzione degli infortuni sperimentazione di
metodologie e divulgazione nel settore tessile pratese finanziato dal Ministero del Lavoro
e della Previdenza Sociale, dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Prato sul Bando
Integrativo Regionale art. 9 - Legge 236/93.
Ente presentatore del Progetto Organismo Paritetico Bilaterale Provincia di Prato
(D.Lgs. 626/94)
Ente Gestore Formazione Innovazione Lavoro F.I.L. S.p.A.
Via Borgo Valsugana 69/71 - 59100 PRATO
Tale Progetto cofinanziato dallUnione Industriale Pratese.
2003 Regione Toscana. Vietata la vendita.
Finito di stampare in Calenzano (FI)
da Tipografia La Marina
Giugno 2003
Obiettivi generali del manuale
Prima dellentrata in vigore del D.Lgs. 626/94, lorganizzazione e la gestione della sicurezza
non erano state affrontate adeguatamente.
In pratica largomento veniva trattato solo dai primi sette articoli del DPR 547/55, creando
una certa distanza tra lorganizzazione, intesa come linsieme delle figure e attivit necessarie
per lo sviluppo di un sistema sicurezza, e la sicurezza applicata, intesa come linsieme delle
azioni da attuare per rendere sicuri impianti, macchinari e locali di lavoro.
Il D.Lgs. 626/94 ha riassorbito tale difformit imponendo unorganizzazione della sicurezza
pi articolata, che si basa su nuove figure - come il Responsabile del Servizio di Prevenzione e
Protezione - e ha ridefinito i caratteri e gli obblighi delle figure gi coinvolte precedentemente,
quali, ad esempio, il Datore di Lavoro e i Lavoratori.
Queste innovazioni hanno reso necessario un diverso approccio alla sicurezza, imponendo
unorganizzazione specifica con il compito di gestire il perseguimento della conformit
normativa.
Per fare questo servono strumenti.
Gli scopi principali di questo manuale sono pertanto:
fornire supporto e consulenza per la corretta attuazione del D.Lgs. 626/94, con
particolare riguardo allimplementazione di un sistema di organizzazione aziendale
che faciliti la distribuzione delle responsabilit per ridurre efficacemente gli infortuni sul
lavoro;
produrre un documento che fornisca le indicazioni e le procedure di base per
lorganizzazione di un sistema di gestione della sicurezza.
Lobiettivo finale quello di fare apprezzare la gestione della sicurezza non come un mero
adempimento formale e burocratico, ma come unopportunit di miglioramento della qualit
delle condizioni di lavoro, con lauspicio di conseguire vantaggi anche di natura economica:
riduzione dei premi assicurativi, minor numero di ore non lavorate, minori spese e sprechi
derivanti da eventuali non conformit.
Istruzioni per luso del manuale
Il presente manuale pu essere utilizzato:
come una guida per creare ex novo le basi di un sistema di gestione della sicurezza,
seguendo il percorso indicato dalla successione dei capitoli, nellordine in cui sono
presentati;
come strumento di prima consultazione, per risolvere le problematiche e rispondere ai
dubbi che possono insorgere nella gestione quotidiana della sicurezza.
INDICE
1. Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit
aziendali
CONTENUTI .............................................................................................................. 9
1.1 Il Datore di Lavoro ....................................................................................... 9
1.2 I dirigenti ................................................................................................... 10
1.3 I preposti ................................................................................................... 10
1.4 I lavoratori................................................................................................. 11
1.5 I lavoratori interinali ................................................................................... 12
1.6 Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) ................................... 13
1.7 Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) .................................................. 14
1.8 Il Medico Competente (MC) ........................................................................ 15
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 16
ALLEGATI ............................................................................................................... 17
1.A. Casi in cui prevista la sorveglianza sanitaria dei lavoratori
da parte di un Medico Competente ............................................................. 18
1.B. Comunicazione allASL e allIspettorato del Lavoro del nominativo del RSPP.... 19
1.C. Svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro del ruolo di RSPP
(solo per aziende comprese nellallegato I del D.Lgs. 626/94) ....................... 20
1.D. Designazione del RSPP dipendente dellazienda............................................ 21
1.E. Nomina del RSPP esterno allazienda........................................................... 22
1.F. Schema di contratto per incarico di responsabile sicurezza esterno .............. 23
1.G. Nomina Medico Competente - Schema sintetico di contratto ......................... 25
1.H. Elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza ............................ 26
1.I. Designazione degli addetti alla squadra antincendio..................................... 27
1.J. Designazione degli addetti al pronto soccorso.............................................. 28
2. Verifica della conformit normativa
CONTENUTI ............................................................................................................ 29
2.1 Elenco documentazione.............................................................................. 29
2.2 Archiviazione della documentazione ............................................................ 30
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 31
ALLEGATI ............................................................................................................... 32
2.A. Verifica della conformit normativa.............................................................. 32
3. Documento di Valutazione dei Rischi, aggiornamento e
pianificazione degli interventi
CONTENUTI ............................................................................................................ 38
3.1 Documento di Valutazione dei Rischi............................................................ 38
3.2 Pianificazione degli interventi....................................................................... 39
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 40
ALLEGATI ............................................................................................................... 41
3.A. Registro delle schede degli interventi ............................................................ 41
4. Procedure operative
CONTENUTI ............................................................................................................ 42
4.1 Istruzioni e procedure di lavoro ................................................................... 42
4.2 Scelta dei dispositivi di protezione individuale (DPI) ....................................... 42
4.3 Gestione dei dispositivi di protezione individuale (DPI)................................... 42
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 43
ALLEGATI ............................................................................................................... 44
4.A. Registro delle istruzioni operative ................................................................. 45
4.B. Gestione dei DPI ........................................................................................ 46
5. Gestione di acquisti e appalti
CONTENUTI ............................................................................................................ 48
5.1 Acquisto di macchine usate......................................................................... 48
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 49
ALLEGATI ............................................................................................................... 50
5.A. Gestione di acquisti e appalti 1................................................................... 51
5.B. Gestione di acquisti e appalti 2................................................................... 53
5.C. Gestione di acquisti e appalti 3................................................................... 56
6. Pianificazione dellemergenza e addestramento
CONTENUTI ............................................................................................................ 57
6.1 Il piano di emergenza................................................................................. 57
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 58
ALLEGATI ............................................................................................................... 59
6.A. Modello di verbale di prova di esodo........................................................... 59
7. Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
CONTENUTI ............................................................................................................ 60
7.1 Pianificazione e controllo delle manutenzioni ................................................ 60
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 61
7.2 Attivit di controllo ..................................................................................... 62
7.3 Gestione delle anomalie o quasi incidenti .................................................... 62
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 63
ALLEGATI ............................................................................................................... 64
7.A. Piano delle manutenzioni ............................................................................ 65
7.B. Scheda macchina/impianti.......................................................................... 66
7.C. Esito del controllo ...................................................................................... 67
7.D. Scheda per la registrazione di anomalie e/o quasi incidenti ........................... 68
8. Attivit di informazione, formazione, addestramento
CONTENUTI ............................................................................................................ 69
8.1 Piano di formazione e informazione............................................................. 69
8.2 Informazione ai soggetti esterni (ditte esterne) ............................................... 69
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 70
ALLEGATI ............................................................................................................... 71
9
CONTENUTI
8.A. Piano di formazione ................................................................................... 72
8.B. Schema sintetico dei contenuti del piano formativo ....................................... 73
8.C. Modello per linformazione e la formazione dei lavoratori
ai sensi degli artt. 21 e 22 del D.Lgs 626/94 ............................................... 74
8.D. Attestazioni di avvenuta formazione ............................................................. 77
9. Verifica periodica del sistema
CONTENUTI ............................................................................................................ 80
9.1 La riunione periodica di prevenzione e protezione......................................... 80
ISTRUZIONE OPERATIVA ............................................................................................. 81
ALLEGATI ............................................................................................................... 82
9.A. Modello di verbale per la riunione periodica di prevenzione e
protezione dai rischi ................................................................................... 82
9
CONTENUTI
Definizione della struttura organizzativa
e delle responsabilit aziendali
1
Per comprendere come funziona e che cosa prevede il sistema di gestione della sicurezza sui
luoghi di lavoro introdotto dal D.Lgs. 626/94 necessario conoscere i suoi protagonisti.
1.1 Il Datore di Lavoro
La definizione esatta di Datore di Lavoro, per ci che riguarda la sicurezza, stata introdotta
dal D.Lgs. 626/94 ed la seguente:
il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il
soggetto che, secondo il tipo e lorganizzazione dellimpresa, ha la responsabilit
dellimpresa stessa ovvero dellunit produttiva, in quanto titolare dei poteri
decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni, per Datore di Lavoro
sintende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario
non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui questultimo sia preposto ad
un ufficio avente autonomia gestionale.
Vediamo che cosa significa questa definizione.
Innanzitutto viene individuata una persona fisica che, quindi, pu rispondere penalmente delle
violazioni in materia di sicurezza (per la legislazione italiana solo le persone fisiche possono
rispondere in sede penale). Inoltre per vedersi attribuito il ruolo di Datore di Lavoro non
sufficiente essere formalmente il titolare del rapporto di lavoro ma bisogna possedere in
concreto i poteri, sia di spesa che decisionali, per poter adottare le misure previste e derivanti
dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
Il legislatore ha individuato nel Datore di Lavoro il principale soggetto destinatario degli
obblighi in materia di sicurezza sul lavoro.
DOVERI DEL DATORE DI LAVORO
Esegue la Valutazione dei Rischi, in collaborazione con il Medico Competente dove
previsto, il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione, il Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza.
Individua e aggiorna le misure di prevenzione e protezione e i dispositivi di protezione
individuale derivanti dalla Valutazione dei Rischi.
Programma le misure ritenute necessarie al miglioramento nel tempo dei livelli di
sicurezza.
Designa il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e gli addetti del Servizio
di Prevenzione e Protezione.
Nomina il Medico Competente, ove previsto.
Provvede ad adottare tutte le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e
dellevacuazione dei lavoratori, nonch per il caso di pericolo grave e immediato.
Designa i lavoratori incaricati della gestione delle emergenze, del pronto soccorso e
della lotta antincendio (vedi allegati 1.I. e 1.J.).
Informa, forma e, ove necessario, fornisce ladeguato addestramento ai lavoratori.
Permette ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante per la sicurezza,
lapplicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute.
Indice almeno una volta lanno la riunione periodica di prevenzione e protezione.
Il D.Lgs. 242/96, che ha modificato il D.Lgs. 626/94, ha considerato indelegabili alcune
funzioni proprie del Datore di Lavoro quali:
valutazione dei rischi;
10 11
CONTENUTI
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
CONTENUTI
redazione del documento di Valutazione dei Rischi;
designazione del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione;
autocertificazione dellavvenuta valutazione dei rischi (ove prevista).
DIRITTI DEL DATORE DI LAVORO
Richiede losservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonch delle
disposizioni aziendali in materia di sicurezza e igiene sul lavoro e duso dei mezzi di
protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione.
Richiede losservanza da parte del Medico Competente degli obblighi previsti dal
D.Lgs. 626/94, informandolo sui processi e sui rischi connessi allattivit produttiva.
In realt anche questi sarebbero obblighi a carico del Datore di Lavoro ma sono stati indicati
come suoi diritti in quanto rendono responsabili anche i lavoratori della propria sicurezza.
CONCLUSIONI
Si nota subito come il Datore di Lavoro sia il soggetto su cui gravano i principali obblighi,
ma, al tempo stesso, ha un diritto di grande importanza: quello di richiedere ai lavoratori il
rispetto delle norme di legge e delle procedure interne, conferendo loro un ruolo attivo nel
sistema sicurezza.
1.2 I dirigenti
La giurisprudenza individua il dirigente come il lavoratore che in grado di effettuare scelte
che interessano tutta o una parte dellazienda. Ci comporta che il dirigente assuma di fatto
alcune competenze e quindi alcune precise responsabilit in materia digiene e sicurezza sul
lavoro che sono concorrenti con quelle del Datore di Lavoro; in pratica al dirigente spetta la
funzione di attuare le decisioni imprenditoriali in materia di sicurezza nellambito dei rispettivi
servizi.
Per ci che riguarda la sicurezza sul lavoro lindividuazione del dirigente come responsabile,
anche penalmente, prescinde dalla qualifica formale ma viene attribuita in considerazione
delle mansioni effettivamente svolte.
1.3 I preposti
La funzione del preposto pu essere cos definita: si tratta del lavoratore incaricato della
sorveglianza, del controllo e del coordinamento di uno o pi lavoratori.
Vi sono alcune figure che possono rivestire il ruolo di preposto alla luce delle loro specifiche
mansioni quali, ad esempio, il capo squadra, il capo officina, il capo reparto. Tuttavia
ogni lavoratore pu assumere il ruolo di preposto nel momento in cui svolge, anche
momentaneamente, le funzioni attribuite a questa figura.
Il preposto , comunque, soggetto al controllo da parte del dirigente e del Datore di Lavoro.
OBBLIGHI DEL PREPOSTO
Nellaffidare i compiti ai lavoratori tiene conto delle capacit e delle condizioni degli
stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza.
Adotta le misure appropriate affinch soltanto i lavoratori che hanno ricevuto
adeguate istruzioni possano accedere alle zone che li espongono ad un rischio grave e
specifico.
Adotta le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso demergenza e d
istruzioni affinch i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile,
abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa.
10 11
CONTENUTI
Informa il pi presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e
immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di
protezione.
Si astiene, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di
riprendere la loro attivit in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e
immediato.
Richiede losservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonch delle
disposizioni aziendali in materia di sicurezza e digiene sul lavoro oltre alluso dei
mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro
disposizione.
1.4 I lavoratori
Vediamo ora che cosa sintende per lavoratori ai fini della sicurezza.
Il D.Lgs. 626/94 fornisce la seguente definizione:
persona che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un Datore di Lavoro,
esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari, con rapporto di lavoro subordinato
anche speciale. Sono equiparati i soci lavoratori di cooperative o di societ, anche
di fatto, che prestino la loro attivit per conto delle societ e degli enti stessi.
I lavoratori sono i soggetti che vengono tutelati dalle norme sulla sicurezza e igiene sul
lavoro. Tuttavia se con le prime normative risalenti agli anni 50 (DPR 547/55, DPR 303/56
e successivi) i lavoratori subivano le norme di prevenzione, ovvero erano le altre figure (il
Datore di Lavoro, i dirigenti e i preposti) a doversi occupare in tutto e per tutto della loro
sicurezza, gi con la legge 300/70 (statuto dei lavoratori) e sempre di pi con le nuove
normative (D.Lgs. 277/91 e D.Lgs. 626/94) i lavoratori sono diventati soggetti attivi della loro
sicurezza. Lassunzione di responsabilit da parte del singolo lavoratore e la creazione della
figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza ne sono due esempi.
I lavoratori possono essere riconosciuti responsabili, e quindi perseguibili, soltanto se i datori
di lavoro, i dirigenti e i preposti abbiano posto in essere tutti gli obblighi che su di loro
ricadono e il lavoratore abbia posto in essere una condotta abnorme e cio:
dolosa;
frutto di rischio elettivo;
anormale e atipica e, quindi, non prevedibile;
eccezionale e incompatibile con il sistema di lavorazione;
di azioni che portano allinosservanza dei dispositivi antinfortunistici, distruzioni o
compiti esecutivi (ad esempio il lavoratore continua a non indossare i DPI dopo aver
ricevuto opportuna formazione e dopo essere stato richiamato sia dal preposto sia dai
dirigenti).
OBBLIGHI DEI LAVORATORI
Per i lavoratori avere delle responsabilit vuol dire avere anche degli obblighi che possono
riassumersi nelle norme di comportamento riportate di seguito.
Prendersi cura della loro sicurezza e della loro salute e di quella delle altre persone
presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle loro azioni e
omissioni, conformemente alla formazione e alle istruzioni e ai mezzi forniti loro dal
Datore di Lavoro.
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
12
CONTENUTI
13
CONTENUTI
Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal Datore di Lavoro, dai dirigenti e dai
preposti, ai fini della protezione collettiva e individuale.
Utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e
i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonch i
dispositivi di sicurezza.
Utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione.
Segnalare immediatamente al Datore di Lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze
di mezzi e dispositivi, nonch altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengono a
conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso durgenza, nellambito delle loro
competenze e possibilit, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone
notizia al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
Non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di
segnalazione o di controllo.
Non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro
competenza o che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori.
Sottoporsi ai controlli sanitari previsti nei loro confronti.
Contribuire, insieme al Datore di Lavoro, ai dirigenti e ai preposti, alladempimento di
tutti gli obblighi imposti dallautorit competente o comunque necessari per tutelare la
sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro.
1.5 I lavoratori interinali
Si voluto dedicare un paragrafo a questa tipologia di lavoratori dal momento che, per
la loro atipicit, possono creare incertezza sul loro collocamento nellorganigramma della
sicurezza e qualche dubbio su quali siano le normative che si devono applicare loro.
Il riferimento normativo in materia la Legge 196/97 che disciplina il lavoro temporaneo e
nella quale si trovano anche le disposizione per ci che riguarda la sicurezza sul lavoro da
applicare ai lavoratori temporanei.
Linformazione e la formazione dei lavoratori interinali viene ripartita tra lazienda fornitrice e
limpresa utilizzatrice.
Allazienda fornitrice spetta il compito di informare i prestatori di lavoro temporaneo sui rischi
per la sicurezza e la salute connessi alle attivit produttive in generale e di formarli e addestrarli
alluso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dellattivit lavorativa per la
quale essi vengono assunti. Il contratto di fornitura pu prevedere che tali obblighi siano
adempiuti dallimpresa utilizzatrice.
Limpresa utilizzatrice deve sempre fornire formazione e informazione per ci che riguarda i
rischi specifici ai quali il lavoratore temporaneo potr essere esposto in azienda. Nel caso
in cui le mansioni cui adibito richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino
rischi specifici, limpresa utilizzatrice ne informa il lavoratore temporaneo conformemente a
quanto previsto dal D.Lgs. 626/94. Limpresa utilizzatrice osserva, nei confronti del medesimo
prestatore, tutti gli obblighi di protezione previsti nei confronti dei propri dipendenti ed
responsabile per la violazione degli obblighi di sicurezza individuati dalla legge e dai contratti
collettivi.
Infine i lavoratori interinali devono essere computati nellorganico dellazienda utilizzatrice ai
fini dellapplicazione delle normative in materia di sicurezza sul lavoro.
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
12
CONTENUTI
13
CONTENUTI
1.6 Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza una figura introdotta dal D.Lgs. 626/94 e
costituisce uno strumento fondamentale per la sicurezza dei lavoratori. In pratica, attraverso
questo loro rappresentante, i lavoratori possono portare a conoscenza del Datore di Lavoro,
dei dirigenti e delle altre figure coinvolte le loro proposte in materia di sicurezza.
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza certamente una figura cardine nellattuale
sistema prevenzionistico; lauspicabile collaborazione con il Servizio di Prevenzione e
Protezione (organo di consulenza del Datore di Lavoro), pur rispettando le diverse competenze
e attribuzioni di ognuno, un punto fondamentale per riuscire a realizzare in qualsiasi azienda
una gestione della sicurezza completa e funzionale.
Il RLS viene eletto, nelle aziende che occupano sino a 15 dipendenti, direttamente dai
lavoratori al loro interno, mentre in quelle con pi di 15 dipendenti il RLS eletto o designato
dai lavoratori nellambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali
rappresentanze, eletto dai lavoratori dellazienda al loro interno (vedi allegato 1.H.).
ATTRIBUZIONI DEL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
Accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni.
consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei
rischi, allindividuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione
nellazienda o nellunit produttiva.
consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione e del responsabile
dello stesso, degli addetti allattivit di prevenzione incendi e pronto soccorso.
consultato in merito allorganizzazione della formazione di tutti i lavoratori.
Riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente la valutazione dei rischi
e le misure di prevenzione relative, nonch quelle inerenti le sostanze e i preparati
pericolosi, le macchine, gli impianti, lorganizzazione e gli ambienti di lavoro, gli
infortuni e le malattie professionali.
Riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza.
Riceve una formazione adeguata, consistente in un corso di minimo 32 ore a carico del
Datore di Lavoro.
Promuove lelaborazione, lindividuazione e lattuazione delle misure di prevenzione
idonee a tutelare la salute e lintegrit fisica dei lavoratori.
Formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorit competenti.
Partecipa alla riunione periodica tenuta almeno una volta lanno, che vede coinvolte le
principali figure della sicurezza (Datore di Lavoro, Responsabile del Servizio Prevenzione
e Protezione, Medico Competente).
Fa proposte in merito allattivit di prevenzione.
Avverte il responsabile dellazienda dei rischi individuati nel corso della sua attivit.
Pu fare ricorso alle autorit competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e
protezione dai rischi adottate dal Datore di Lavoro e i mezzi impiegati per attuarle non
siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.
Deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dellincarico senza perdita di
retribuzione, nonch dei mezzi necessari per lesercizio delle funzioni e delle facolt
riconosciutegli.
Non pu subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attivit e
nei suoi confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze
sindacali.
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
14
CONTENUTI
15
CONTENUTI
1.7 Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP)
Il Servizio un organo di consulenza del Datore di Lavoro anche se i benefici, in termini di
sicurezza, interessano i lavoratori.
La figura principale del SPP il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP); la
nomina di tale figura uno degli obblighi indelegabili del Datore di Lavoro, sentito il parere
del RLS. La legge attualmente non stabilisce titoli particolari per lassunzione di questa carica,
richiede solo che la persona sia preparata e competente (vedi nota sotto).
Il RSPP pu essere individuato direttamente allinterno dellazienda (vedi allegato 1.D.)
oppure lincarico pu essere affidato a servizi esterni (vedi allegato 1.E.; inoltre, a titolo
esemplificativo, si riporta nellallegato 1.F. una bozza di contratto tra azienda e il RSPP
esterno, ferma restando la validit di altre tipologie di contratto). Il Datore di Lavoro ha per
lobbligo, se le capacit dei suoi dipendenti sono insufficienti, di far ricorso a persone o servizi
esterni, previa consultazione del RLS. In alcune situazioni particolari - ad esempio in aziende
artigiane e industriali sotto i 30 addetti - questa funzione pu essere svolta direttamente dal
Datore di Lavoro dopo aver seguito un adeguato corso di formazione. In altre situazioni - ad
esempio in aziende industriali con oltre 200 addetti - obbligatoria lorganizzazione del SPP
allinterno dellazienda.
Il nominativo del RSPP deve essere comunicato agli organi di vigilanza (vedi allegati 1.B. e
1.C.).
A carico del Servizio di Prevenzione e Protezione e del suo Responsabile non sono previste
sanzioni, in quanto il servizio inteso come organo di consulenza senza poteri n decisionali
n di spesa.
Nota: nei giorni in cui questo manuale va in stampa stato pubblicato un decreto che prevede
precise qualifiche per gli addetti e per il responsabile del SPP. Quanto qui indicato
deve essere quindi integrato con le nuove disposizioni imposte dal decreto, che viene
riportato in allegato (Allegato 1.L.).
COMPITI DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Provvede a individuare i fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e allindividuazione
delle misure per la sicurezza e la salubrit degli ambienti di lavoro, nel rispetto della
normativa vigente sulla base della specifica conoscenza dellorganizzazione aziendale.
Elabora, per quanto di sua competenza, le misure preventive e protettive e individua i
dispositivi di protezione individuale e i sistemi di controllo di tali misure.
Elabora le procedure di sicurezza per le varie attivit aziendali.
Propone i programmi dinformazione e formazione dei lavoratori.
Partecipa alla riunione periodica.
Fornisce ai lavoratori linformazione, la formazione e dove necessario laddestramento
adeguati.
Per svolgere adeguatamente le proprie funzioni il Servizio di Prevenzione e Protezione deve
ricevere dal Datore di Lavoro informazioni in merito a:
la natura dei rischi;
lorganizzazione del lavoro, la programmazione e lattuazione delle misure preventive e
protettive;
la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;
i dati del registro degli infortuni e delle malattie professionali;
le prescrizioni degli organi di vigilanza.
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
14
CONTENUTI
15
CONTENUTI
1.8 Il Medico Competente (MC)
Il Medico Competente una figura introdotta dal D.Lgs. 277/91 (protezione contro i rischi di
esposizione a piombo, amianto e rumore) e poi perfezionata dal D.Lgs. 626/94.
Il Datore di Lavoro nomina il Medico Competente quando nella sua azienda vi sono lavorazioni
per le quali i lavoratori devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria (vedi allegato 1.A.).
I controlli sanitari sui lavoratori vengono effettuati dal Medico Competente il quale pu
essere: dipendente della struttura pubblica (medicina del Lavoro), alle dipendenze dirette del
Datore di Lavoro o, infine, un libero professionista (a titolo esemplificativo nellallegato 1.G.
si riporta una bozza di contratto tra azienda e MC, fermo restando la validit di altre tipologie
di contratto).
FUNZIONI DEL MEDICO COMPETENTE
Collabora con il Datore di Lavoro.
Effettua gli accertamenti sanitari preventivi e periodici.
Esprime i giudizi didoneit alla mansione lavorativa specifica.
Istituisce e aggiorna le cartelle sanitarie e di rischio.
Informa i lavoratori sui risultati delle visite.
Comunica al Datore di Lavoro lidoneit o la non idoneit dei lavoratori sottoposti a
sorveglianza sanitaria senza, nel secondo caso, specificarne le motivazioni.
Visita gli ambienti di lavoro.
Collabora allorganizzazione del servizio di pronto soccorso.
Collabora allattivit di formazione dei lavoratori.
Collabora alla stesura della valutazione dei rischi.
Per il Medico Competente sono previste sanzioni in caso dinosservanza dei suoi compiti.
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
16
ISTRUZIONE OPERATIVA
17
ALLEGATI
3
Il datore di lavoro deve:
1. nominare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), inviando
la raccomandata alla ASL competente e allIspettorato del Lavoro;
2. trasmettere lettera di Nomina al RSPP;
3. nominare, ove previsto, il Medico Competente;
4. richiedere ai lavoratori il nominativo del Rappresentante dei Lavoratori per la
Sicurezza (RLS);
5. nominare gli addetti alle squadre antincendio e pronto soccorso;
6. comunicare ai lavoratori i nominativi del RSPP, del Medico Competente e degli addetti
alle emergenze.
Nota: le lettere di comunicazione devono essere collezionate e organizzate in un archivio
documentale.
Procedura da attuare per lorganizzazione della prevenzione.
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
16
ISTRUZIONE OPERATIVA
17
ALLEGATI
1.A. Casi in cui prevista la sorveglianza sanitaria dei lavoratori da parte di
un Medico Competente
1.B. Comunicazione allASL e allIspettorato del Lavoro del nominativo del
RSPP
1.C. Svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro del ruolo di RSPP
(solo per aziende comprese nellallegato I del D.Lgs. 626/94)
1.D. Designazione del RSPP dipendente dellazienda
1.E. Nomina del RSPP esterno allazienda
1.F Schema di contratto per incarico di responsabile sicurezza esterno
1.G. Nomina del Medico Competente - Schema sintetico di contratto
1.H. Elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza
1.I. Designazione degli addetti alla squadra antincendio
1.J. Designazione degli addetti al pronto soccorso
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
18
ALLEGATI
19
ALLEGATI
1
1.A. Casi in cui prevista la sorveglianza sanitaria dei lavoratori da parte di
un Medico Competente
La sorveglianza sanitaria deve essere effettuata nei casi previsti dalla normativa vigente
(art. 16, D.Lgs. 626/94).
LAVORAZIONI CHE PREVEDONO UNA SORVEGLIANZA SANITARIA
LAVORAZIONI NORMATIVA
Lavorazioni previste dalla tabella allegata al DPR
303/56.
Attivit lavorative che comportano la
movimentazione manuale dei carichi.
Art. 48 comma 4b D.Lgs. 626/94
Attivit lavorative che comportano luso di
attrezzature munite di videoterminali.
Art. 55 comma 3 D.Lgs. 626/94
Attivit lavorative che comportano esposizione
agli agenti chimici pericolosi per la salute che
rispondono ai criteri per la classificazione come
molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, irritanti,
tossici per il ciclo riproduttivo.
Art. 72 decies comma 1 D.Lgs. 626/
94
Attivit nelle quali i lavoratori sono esposti ad
agenti cancerogeni o mutageni.
Art. 69 comma 3 D.Lgs. 626/94
Attivit lavorative nelle quali vi rischio di
esposizione ad agenti biologici.
Art. 86 comma 3 D.Lgs. 626/94
Attivit lavorative nelle quali vi rischio di
esposizione alla polvere proveniente dallamianto o
dai materiali contenenti amianto.
Art. 29 D D.Lgs. 277/91
Lavoratori la cui esposizione quotidiana personale
al rumore supera 85 dBA.
Art. 44 D.Lgs. 277/91
Attivit lavorative nelle quali previsto lavoro
notturno.
Art. 5 D.Lgs. 532/99
Lavoratori a rischio di silicosi e asbestosi. Art. 157 DPR 1124/1965
Lavoratori esposti a cloruro di vinile monomero. Art. 10 DPR 962/1982
Lavoratori esposti ad ammine aromatiche del
gruppo I.
Art. 5 D.Lgs. 77/92
Lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti. DPR 230/1995
Lavoratori marittimi. Art. 6 comma 5a D.Lgs. 271/99
Si ricorda inoltre che lart. 17, lettera i del D.Lgs. 626/94 prescrive leffettuazione di visite
mediche su richiesta dei lavoratori se tale richiesta correlata ai rischi professionali.
Nota: la tabella sopra riportata soggetta a modifiche in base alle future variazioni
legislative.
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
18
ALLEGATI
19
ALLEGATI
1.B. Comunicazione allASL e allIspettorato del Lavoro del nominativo del RSPP
Su carta intestata dellazienda
Alla Azienda ASL di .....
AllIspettorato del Lavoro di ....
Oggetto: Segnalazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e protezione
aziendale ai sensi dellart. 8 comma 11 del D.Lgs. 626/94
Il sig. ............. titolare/rappresentante legale della ditta
esercente lattivit di .......
COMUNICA
che a far data dal il sig. ..
Dipendente di questa ditta
Consulente esterno
ricopre la funzione di
RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
DICHIARA
1. Ha svolto i seguenti incarichi, con riferimento alla materia della prevenzione e
protezione:
dal al
dal al
2. (opzionale) oltre allesperienza acquisita direttamente, ha frequentato corsi formativi
specifici quali:
a) (argomento durata ente organizzatore)
b) (argomento durata ente organizzatore)
c) (argomento durata ente organizzatore)
3. egli in possesso di attitudini e capacit adeguate a svolgere la funzione di Responsabile
del Servizio di Prevenzione e Protezione.
Tale nomina da ritenersi valida fino a comunicazione di revoca o di nomina di altro
responsabile che Vi sar comunicata in modo analogo.
Si allega inoltre il curriculum professionale.
Data .
Il titolare / Rappresentante legale della Ditta

Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sig.
stato consultato in data
In fede
(firma del Datore di Lavoro)
Allegato 1: curriculum
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
20
ALLEGATI
21
ALLEGATI
1.C. Svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro del ruolo di RSPP
(solo per aziende comprese nellallegato I del D.Lgs. 626/94)
Su carta intestata dellazienda
Alla Azienda ASL di
Oggetto: Svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro dei compiti di
prevenzione e protezione dai rischi ai sensi dellart. 10 del D.Lgs. 626/94
Il sottoscritto Datore di Lavoro della Ditta
esercente lattivit di rientrando nei casi previsti nellallegato I del
D.Lgs. 626/94:
1. Dichiara di possedere le capacit per svolgere correttamente i compiti di prevenzione e
protezione dai rischi.
2. Dichiara di aver adempiuto agli obblighi derivanti dallart. 4 del D.Lgs. 626/94.
3. Comunica che landamento infortunistico negli ultimi tre anni cos sintetizzabile in
base alle risultanze del registro degli infortuni:
anno 2002:
anno 2001:
anno 2000.
Le cause pi frequenti di infortunio sono state le seguenti:
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
____________________________________________________________________
4. Comunica che le denunce di malattia professionale effettuate dallAzienda nel corso
degli ultimi tre anni sono state complessivamente n. .
Le malattie denunciate sono state:
.........
5. Allega copia dellattestato di frequenza al corso di formazione in materia di igiene e
sicurezza sul lavoro svolto ai sensi del D.M. 16/01/1997.
Data, ..
Il titolare/rappresentante legale della ditta
..
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
20
ALLEGATI
21
ALLEGATI
1.D. Designazione del RSPP dipendente dellazienda
Su carta intestata dellazienda
Egregio Signore,

Oggetto: Nomina del Responsabile del Sevizio di Prevenzione e Protezione


In riferimento alle intese intercorse, previa consultazione del/i Rappresentante/i dei Lavoratori
per la Sicurezza avvenuta il , Le comunichiamo, la sua designazione quale
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale ai sensi dellart. 8, comma 2
del D.Lgs. 626/94.
La designazione riguarda la/e unit produttiva/e sotto riportata/e:
a) - descrizione
- ubicazione .
b) - descrizione
- ubicazione .
Le precisiamo che i compiti relativi a tale incarico, sono individuati nellart. 9 del predetto
decreto.
Per lo svolgimento di tali compiti Ella:
(eventuale) sar coadiuvato dai signori addetti al Servizio di Prevenzione e
Protezione;
potr disporre di mezzi e tempo adeguati, secondo quanto tra noi concordato
Il suo nominativo sar trasmesso, come previsto dallart. 8, comma 11, del D.Lgs. 626/94,
allIspettorato del Lavoro e alla ASL territorialmente competente.
Voglia restituire copia della presente firmata per accettazione.
Distinti saluti
Data
Per accettazione:


(firma della persona designata)
(firma del Datore di Lavoro)
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
22
ALLEGATI
23
ALLEGATI
1.E. Nomina del RSPP esterno allazienda
Luogo e data
Egregio/Gent.ma
.......................
.....................
Sede
Oggetto: Nomina del Responsabile del Sevizio di Prevenzione e Protezione
Egregio sig.
La presente per comunicarLe che, in base agli articoli 4 e 8 del D.Lgs. 626/94 e successive
modifiche, stato nominato Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della nostra
Azienda con sede in Via.......................Comune.................
Tale incarico ha la durata di............. a partire dal..................
La preghiamo di restituirci copia della presente, debitamente firmata per accettazione.
Distinti saluti
Il Datore di Lavoro
.................................................................
Allegato 1: Schema di contratto per incarico di responsabile sicurezza esterno
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
22
ALLEGATI
23
ALLEGATI
1.F. Schema di contratto per incarico di responsabile sicurezza esterno
SCRITTURA PRIVATA
Tra la , con sede in , in persona del legale rappresentante pro tempore
., residente (con sede) a , Via ;
dora innanzi responsabile esterno
PREMESSO:
che lazienda esercita attivit di e che in tale veste, quale Datore di Lavoro,
ai sensi della vigente normativa, ha lobbligo di organizzare allinterno dellazienda il
servizio di prevenzione e protezione, alla luce di quanto disposto dal D.Lgs. 626/94;
che il Datore di Lavoro intende avvalersi di un responsabile del servizio di prevenzione
e protezione esterno per i compiti attribuiti dallart. 9 del D.Lgs. 626/94;
che il responsabile esterno si dichiarato in possesso dei necessari requisiti e disponibile
a prestare la propria opera quale responsabile del servizio di prevenzione e protezione
con le modalit e alle condizioni di cui in prosieguo
SI CONVIENE E SI STIPULA:
1. la premessa da considerarsi parte integrante della susseguente pattuizione;
2. lazienda affida al responsabile esterno, che lo accetta, lincarico di cui al punto 3;
3. lopera del responsabile esterno dovr essere rispondente ai compiti previsti dal citato
art. 9 del D.Lgs. 626/94.
4. lazienda, per quanto di sua competenza, fornir la sua completa collaborazione;
5. il responsabile esterno vincolato alla segretezza e alla riservatezza sulle informazioni
ricevute in relazione allincarico;
6. lincarico dovr essere eseguito personalmente, avvalendosi della collaborazione, del
servizio di prevenzione e protezione ove presente;
7. il responsabile esterno svolger lattivit libero-professionale, di cui sopra, nei giorni,
nelle ore e nei luoghi che saranno concordati con lazienda nel rispetto della normativa
di cui al D.Lgs. 626/94;
8. per analisi tecniche particolari e strumentali eventualmente necessarie, si avvarr di
professionisti ed enti scelti di comune accordo con lazienda;
9. la collaborazione, come sopra indicata, per le sue specifiche caratteristiche, non
comporter alcun vincolo di subordinazione, n obbligo di orario e, cos come
esplicitamente voluto dai contraenti, non comporter nessun rapporto di lavoro
subordinato.
Il responsabile esterno ricever i seguenti onorari:
Sopraluoghi in azienda
Riunione periodica
Tariffa oraria per consulenza tecnica (sopralluogo aziendale, formazione e informazione
ai lavoratori, esame di documentazione, redazione del documento ex art. 4, valutazione
dei rischi, attuazione di misure di sicurezza, ecc.). Ore annuali presunte
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
24
ALLEGATI
25
ALLEGATI
Eventuale quota fissa
Eventuale forfait complessivo
Lazienda e il responsabile esterno potranno recedere dal contratto in qualunque momento del
suo svolgimento col previsto preavviso di mesi ..
Il presente contratto a termine e avr la durata di annidalla data della stipula.
Per ogni controversia lAutorit Giudiziaria esclusivamente competente quella di
Il responsabile esterno dichiara espressamente di essere in possesso dei titoli e dei requisiti
necessari per lincarico in oggetto.
Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente contratto, saranno applicabili le
norme di legge.
Prato,
Firma azienda

Firma Responsabile esterno

Il Responsabile esterno dichiara di essere stato messo a conoscenza dei rischi specifici esistenti
nellambiente in cui destinato a operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza
adottate relativamente ai rischi suddetti.
Firma Responsabile esterno
................................................................
NOTA: Il presente documento serve come schema generale. Lazienda pu ovviamente
modificarlo secondo le sue esigenze. In particolare lentit e il tipo di onorari vanno
concordati col consulente.
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
24
ALLEGATI
25
ALLEGATI
1.G. Nomina Medico Competente - Schema sintetico di contratto
SCRITTURA PRIVATA
Tra .., con sede in , in persona del legale rappresentante pro tempore
, dora innanzi lAzienda
1
e il dott. .., nato a ..,il ., residente a , Via
..; dora innanzi Medico Competente
2
PREMESSO:
che lAzienda esercita attivit di . e che in tale veste quale Datore di Lavoro,
ai sensi della vigente normativa, ha lobbligo di sottoporre a sorveglianza sanitaria parte del
personale dipendente ove ricorrano condizioni di rischio, alla luce di quanto disposto dal
DPR 1124/65, DPR 303/56, dal D.Lgs. 277/91 e dal D.Lgs. 626/94.
SI CONVIENE E STIPULA:
1. lAzienda . affida al . che lo
accetta, lincarico di Medico Competente previsto dal D.Lgs. 626/94; lopera del
Medico Competente si espliciter in:
- accertamenti sanitari preventivi intesi a constatare lassenza di controindicazioni
per la mansione alla quale i lavoratori sono destinati ai fini della valutazione della
idoneit specifica;
- accertamenti periodici per controllare lo stato di salute degli stessi;
2. il Medico Competente svolger lattivit libero professionale, di cui sopra, nei giorni,
nelle ore e nei luoghi che saranno concordati con lAzienda nel rispetto della normativa
di cui al D.Lgs. 626/94. Per visite specialistiche ed esami clinici, biologici e strumentali
eventualmente necessari, si avvarr di professionisti ed enti scelti di comune accordo
con la committente.
3. Lazienda e il medico potranno recedere dal contratto in qualunque momento del suo
svolgimento col preavviso di 30 giorni.
4. II dott. dichiara espressamente di essere in possesso dei titoli e
dei requisiti previsti dallart. 2 lettera d del D.Lgs. 626/94.
5. Il presente contratto a termine e avr la durata di anni dalla data della
stipula.
6. Per ogni controversia lAutorit Giudiziaria esclusivamente competente quella
di.....................
In fede,..................................
Prato,.....................................
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
1
Indicare la ragione sociale e gli altri dati dellazienda che d lincarico.
2
Indicare il nome e le generalit del Medico Competente.
26
ALLEGATI
27
ALLEGATI
1.H. Elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza
Su carta intestata dellazienda
A tutti i Dipendenti del....
.......
Loro sedi
Oggetto: Elezione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza
In riferimento allart. 18 del D.Lgs. 626/94, riguardante lelezione del Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza, Vi sollecitiamo a provvedere il pi presto possibile alla prevista
elezione.
Ricordiamo che tale elezione deve essere a suffragio universale diretto, a scrutinio segreto,
anche per candidature concorrenti, mediante apposita riunione elettiva, di cui deve essere
redatto verbale da segretario incaricato.
Sollecitiamo pertanto i lavoratori di questa azienda/unit produttiva a voler provvedere in
proposito al pi presto, onde consentire le consultazioni previste dallart. 19, comma 1 (lettere
b, c, d), del citato decreto, nonch gli adempimenti connessi e/o consequenziali.
In caso di mancata elezione lazienda si considera ottemperante nei confronti dellart. 18 del
D.Lgs. 626/94, tramite comunicazioni ai lavoratori poste nella bacheca degli avvisi.
Data
Firma

1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
26
ALLEGATI
27
ALLEGATI
1.I. Designazione degli addetti alla squadra antincendio
Su carta intestata dellazienda
Egregio Signore,

In riferimento alle intese intercorse, Le comunichiamo, ai sensi dellart. 4, punto 5a del


D.Lgs. 626/94 la sua designazione, nellambito del servizio di prevenzione e protezione
aziendale, in qualit di:
- Incaricato dellattuazione delle misure di prevenzione incendi
- Incaricato dellattuazione delle misure di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo
grave e immediato
La designazione riguarda la/e unit produttiva/e sotto riportata/e:
- descrizione
- ubicazione ..
Le precisiamo che i compiti relativi a tale incarico, per il cui svolgimento Ella collaborer
anche con il sig. , Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, saranno
oggetto di una specifica formazione.
Voglia restituire copia della presente firmata per accettazione.
Distinti saluti
Data
Per accettazione:

(firma del Datore di Lavoro) (firma della persona designata)
Il Rappresentante dei lavoratori stato consultato sulla presente designazione
1
.

Visto del Rappresentante
Il Rappresentante dei lavoratori non stato designato/eletto e sar informato della presente
designazione.
1
Inserire la frase corrispondente alla particolare situazione.
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
28
ALLEGATI
1.J. Designazione degli addetti al pronto soccorso
Su carta intestata dellazienda
Egregio Signore,

In riferimento alle intese intercorse, Le comunichiamo, ai sensi dellart. 4, punto 5a del


D.Lgs. 626/94 la sua designazione, nellambito del servizio di prevenzione e protezione
aziendale, in qualit di:
Incaricato dellattuazione delle misure di pronto soccorso
La designazione riguarda la/e unit produttiva/e sotto riportata/e:
- descrizione
- ubicazione .
..
Le precisiamo che i compiti relativi a tale incarico, per il cui svolgimento Ella collaborer
anche con il sig. , Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, saranno
oggetto di una specifica formazione.
Voglia restituire copia della presente firmata per accettazione.
Distinti saluti
Data
Per accettazione:

(firma del Datore di Lavoro) (firma della persona designata)
Il Rappresentante dei lavoratori stato consultato sulla presente designazione
1
.

Visto del Rappresentante
Il Rappresentante dei lavoratori non stato designato/eletto e sar informato della presente
designazione.
1
Inserire la frase corrispondente alla particolare situazione.
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
ALLEGATI
1.L. Decreto sulle capacit e sui requisiti professionali dei RSPP e addetti
D.LGS. 23 GIUGNO 2003, N.195 PUBBLICATO SULLA GU N. 174 DEL 29-7-2003
Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, per lindividuazione delle
capacit e dei requisiti professionali richiesti agli addetti ed ai responsabili dei servizi di prevenzione e
protezione dei lavoratori, a norma dellarticolo 21 della legge 1 marzo 2002, n. 39.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 1 marzo 2002, n. 39, legge comunitaria per lanno 2001, ed in particolare larticolo 21;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 gennaio
2003;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 19 giugno 2003;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con i Ministri delleconomia e delle finanze, degli affari esteri, della giustizia, della salute, delle
attivit produttive, per la funzione pubblica e per gli affari regionali;
Emana il seguente decreto legislativo:
ART. 1. - MODIFICHE AL DECRETO LEGISLATIVO 19 SETTEMBRE 1994, N. 626
1. Al comma 1, lettera e), dellarticolo 2 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e succes-
sive modificazioni, le parole:
attitudini e capacit adeguate sono sostituite dalle seguenti:
delle capacit e dei requisiti professionali di cui allarticolo 8-bis.
2. Al comma 2 dellarticolo 8 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifi-
cazioni, le parole: di attitudini e capacit adeguate sono sostituite dalle seguenti: delle capacit
e dei requisiti professionali di cui allarticolo 8-bis.
3. Al comma 8, dellarticolo 8 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modi-
ficazioni, le parole: attitudini e capacit adeguate sono sostituite dalle seguenti: le capacit e i
requisiti professionali di cui allarticolo 8-bis.
ART. 2. - INSERIMENTO DELLART. 8-BIS DOPO LARTICOLO 8 DEL DECRETO LEGISLATIVO 19 SETTEMBRE 1994,
N. 626
1. Dopo larticolo 8 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni,
inserito il seguente:
Art. 8-bis (Capacit e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili dei servizi di preven-
zione e protezione interni o esterni). - 1. Le capacit ed i requisiti professionali dei responsabili e
degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguati alla
natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivit lavorative.
2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, necessario essere in
possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore ed essere
inoltre in possesso di un attestato di frequenza, con verifica dellapprendimento, a specifici corsi di
formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivit lavora-
tive. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome
di Trento e di Bolzano sono individuati gli indirizzi ed i requisiti minimi dei corsi.
3. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati dalle regioni e province autonome, dalle
universit, dallISPESL, dallINAIL, dallIstituto italiano di medicina sociale, dal Dipartimento dei
vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dallamministrazione della Difesa, dalla
Scuola superiore della pubblica amministrazione, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o
dei lavoratori o dagli organismi paritetici. Altri soggetti formatori possono essere individuati in sede
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
1
28
bis
01 Manuale SGS 1L.indd 31/07/2003, 9.52 1
ALLEGATI
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano.
4. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione, oltre
ai requisiti di cui al comma 2, necessario possedere un attestato di frequenza, con verifica
dellapprendimento, a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi,
anche di natura ergonomica e psico-sociale, di organizzazione e gestione delle attivit tecnico am-
ministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali.
5. I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono tenuti a frequentare corsi
di aggiornamento secondo indirizzi definiti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con cadenza almeno quinquen-
nale.
6. Coloro che sono in possesso di laurea triennale di Ingegneria della sicurezza e protezione o di
Scienze della sicurezza e protezione o di Tecnico della prevenzione nellambiente e nei luoghi di
lavoro sono esonerati dalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2.
7. fatto salvo larticolo 10.
8. Gli organismi statali di formazione pubblici, previsti al comma 3, organizzano i corsi di formazione
secondo tariffe, determinate sulla base del costo effettivo del servizio, da stabilire, con le relative
modalit di versamento, con decreto del Ministro competente per materia, entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto.
9. Le amministrazioni pubbliche di cui al presente decreto, organizzano i corsi di formazione nei limiti
delle risorse finanziarie proprie o con le maggiori entrate derivanti dallespletamento di dette attivit
a carico dei partecipanti.
10. La partecipazione del personale delle pubbliche amministrazioni ai corsi di formazione di cui al pre-
sente articolo disposta nei limiti delle risorse destinate dalla legislazione vigente alla formazione
del personale medesimo..
ART. 3. - NORMA TRANSITORIA E CLAUSOLA DI CEDEVOLEZZA
1. Possono svolgere lattivit di addetto o di responsabile del servizio di prevenzione e protezione
coloro che dimostrino di svolgere lattivit medesima, professionalmente o alle dipendenze di un
datore di lavoro, da almeno sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Tali sog-
getti sono tenuti a conseguire un attestato di frequenza al corsi di formazione di cui allarticolo 2,
primo capoverso, comma 2, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
2. Fino allistituzione dei corsi di formazione di cui allarticolo 2, primo capoverso, comma 2, pos-
sono svolgere lattivit di addetto o di responsabile del servizio di prevenzione e protezione coloro
che, in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore,
abbiano frequentato corsi di formazione organizzati da enti e organismi pubblici o da altri soggetti
ritenuti idonei dalle regioni. Tali corsi devono essere rispondenti ai contenuti minimi di formazione
di cui allarticolo 3 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro della
sanit in data 16 gennaio 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 1997.
3. In relazione a quanto disposto dallarticolo 117, quinto comma della Costituzione, le norme del
presente decreto afferenti a materie di competenza legislativa delle regioni e delle province auto-
nome di Trento e di Bolzano, che non abbiano ancora provveduto ad adeguarsi, con riferimento
al requisiti e capacit dei responsabili e degli addetti ai servizi di prevenzione e protezione, alla
sentenza della Corte di giustizia della Comunit europea del 15 novembre 2001, nella causa n.
49/00, si applicano sino alla data di entrata in vigore della normativa di adeguamento di ciascuna
regione e provincia autonoma, nel rispetto dei vincoli derivanti dallordinamento comunitario e dei
principi fondamentali desumibili dal presente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana.
fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
1
Definizione della struttura organizzativa e delle responsabilit aziendali
28
ter
01 Manuale SGS 1L.indd 31/07/2003, 9.52 2
29
CONTENUTI
Verifica della conformit normativa
2
Per una corretta gestione della sicurezza necessario predisporre (vedi allegato 2.A.) e archiviare
lapposita documentazione.
2.1 Elenco documentazione
Certificato di agibilit
Certificato di prevenzione incendi o nulla osta provvisorio
Registro antincendio (manutenzione impianto di rilevazione fumi, antincendio, luci di
emergenza compreso generatore autonomo di energia elettrica se esistente, presidi
antincendio, porte tagliafuoco, ecc.)
Certificati di conformit impianto elettrico L. 46/90 (se realizzato dopo il 12/03/1990)
o di regolare esecuzione L. 186/68 (se realizzato prima del 12/03/1990)
Certificato di denuncia allISPESL dellimpianto di messa a terra e dellimpianto contro
le scariche atmosferiche (se realizzati prima del 22/01/2002)
Documentazione attestante linvio della dichiarazione di conformit allente
territorialmente competente (ISPESL, ASL o allo Sportello Unico) degli impianti di terra e
contro le scariche atmosferiche se realizzati dopo il 22/01/2002
Certificato verifiche periodiche biennali dellimpianto di terra (mod. B) e dellimpianto
di protezione contro le scariche atmosferiche (mod. A) (se realizzati prima del 22/01/
2002)
Documentazione rilasciata dallente territorialmente competente (ASL) riguardante le
verifiche periodiche effettuate sullimpianto di terra e sullimpianto di protezione contro
le scariche atmosferiche (se realizzato dopo il 22/01/2002)
Certificato di omologazione, collaudo e verifica periodica impianti di sollevamento,
dichiarazione di conformit CE per gli ascensori
Registro di manutenzione impianti elettrici utilizzatori, ausiliari e telefonici
Libretto di caldaia per limpianto di riscaldamento
Inventario attrezzature, utensili e libretti di uso e manutenzione
Registri di manutenzione delle attrezzature e degli utensili
Inventario dei prodotti e delle sostanze chimiche
Schede tecniche di sicurezza dei prodotti e delle sostanze chimiche
Copia dei libretti di circolazione autoveicoli in dotazione, elenco del personale
autorizzato alla loro guida e schede di manutenzione periodica (copia libretti, tagliandi
effettuati, contratti di manutenzione in essere con officina autorizzata, ecc.)
Inventario medicinali ed elenco personale autorizzato alla loro manipolazione e
somministrazione
Mansioni, numero e orari dei dipendenti
Elenco dei partecipanti e copia dei diplomi dei corsi di formazione ex D.Lgs. 626/94
Copia di eventuali procedure operative (evacuazione, antincendio, procedure di
sicurezza interne, ecc.) ed elenco nominativo degli addetti preposti alla loro attuazione
Copia della documentazione trasmessa da altre realt operanti nella struttura e inerente
i rischi connessi allattivit delle stesse, schede tecniche dei prodotti chimici, procedure
di lavoro, eventuali interazioni con lattivit svolta
Nomi di: Datore di Lavoro, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e
addetti, Medico Competente, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, addetti
antincendio e pronto soccorso
Lettere di nomina delle figure inerenti la sicurezza
30 31
ISTRUZIONE OPERATIVA
2
Verifica della conformit normativa
CONTENUTI
Documento di Valutazione del rischio e aggiornamenti
Piano di Emergenza
Registro infortuni
Giudizi di idoneit alla mansione (forniti dal Medico Competente ove necessari)
Documentazione relativa ad altri impianti (impianti di sollevamento, impianti di
spegnimento incendi e rilevamento fumi, ecc.)
2.2 Archiviazione della documentazione
Al fine di semplificare la gestione e il monitoraggio sullo stato di conformit delle misure adottate e
da adottare utile creare un archivio in cui registrare non solo i risultati delle valutazioni dei rischi,
ma anche la documentazione esistente.
30 31
ISTRUZIONE OPERATIVA
2
Il Datore di Lavoro o un suo incaricato deve:
1. reperire tutta la documentazione inerente il sistema;
2. suddividere e archiviare la documentazione per ciascun tema;
3. aggiornare larchivio ogni volta che si verificano cambiamenti.
2
Verifica della conformit normativa
Procedura da attuare per la creazione dellarchivio
documentale.
32
ALLEGATI
33
ALLEGATI
2.A. Verifica della conformit normativa
Si riporta di seguito uno schema relativo ad alcuni dei principali adempimenti legati allapplicazione
del D.Lgs. 626/94 e pi in generale alla normativa tecnica in materia digiene e sicurezza sul
lavoro.
PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI
Adempimenti e documentazione Note
Documento di Valutazione dei Rischi generali
aziendali (D.Lgs. 626/94 art. 4)
Conservare in azienda aggiornato
Piano di emergenza, lotta antincendio e pronto
soccorso (D.Lgs. 626/94 artt. 4, 5, 12, 14, 15)
Conservare in azienda aggiornato
Valutazione dei rischi per lesposizione agli agenti
biologici (D.Lgs. 626/94 art. 78)
Conservare in azienda aggiornata
Valutazione dei rischi per lesposizione agli agenti
chimici (D.Lgs. 626/94 art. 72 quarter)
Conservare in azienda; in caso di
nuove attivit deve essere redatta
preventivamente al loro inizio
Nomina del Responsabile del Servizio di
Prevenzione e Protezione (D.Lgs. 626/94 art. 4)
Conservare in azienda
Nomina del medico compente ove previsto
(D.Lgs. 626/94 art. 4)
Conservare in azienda
Nomine dei componenti delle squadre di
emergenza e pronto soccorso (D.Lgs. 626/94
art. 4)
Conservare in azienda
Elezione del rappresentante per la sicurezza
(D.Lgs. 626/94 art. 18)
Conservare in azienda
Informazione e formazione dei lavoratori
dipendenti e relativa attestazione di avvenuta
formazione (DPR 547/55 artt. 4-5; DPR 302/56
art. 21; DPR 303/56 art. 4; DPR 302/56 artt. 99-
100-101-102-103-104; D.Lgs. 277/91 artt. 5-12-
26; D.Lgs. 626/94 artt. 7-8-9-10-11-18-19-20-
21-22-37-38-49-56-57-66-85)
Conservare in azienda
Informazione e formazione dei lavoratori autonomi
o dipendenti di ditte esterne e relativa attestazione
di avvenuta formazione (D.Lgs. 626/94 art. 7;
D.Lgs. 494/96 art. 5)
Conservare in azienda
Sorveglianza sanitaria preventiva e periodica e
relativi giudizi di idoneit alla mansione (DPR 303/
56 art. 33; DPR 321/56 art. 34; D.Lgs. 277/91
artt. 7-15-29-44; D.Lgs. 626/94 artt. 16-48-55-
69-72-86)
Secondo la periodicit di legge
Verifica della conformit normativa
2
32
ALLEGATI
33
ALLEGATI
2
Riunioni periodiche di sicurezza (D.Lgs. 626/94
art. 11)
Almeno una volta lanno e in caso di
variazione delle condizioni di sicurezza
legate allintroduzione di nuove
tecnologie e macchinari o altro
Consegna dei Dispositivi di Protezione Individuale
e di indumenti protettivi e relativa attestazione
(D.Lgs. 626/94 art. 43)
Conservare in azienda
Registro infortuni (DPR 547/55 art. 403) Vidimare presso la ASL competente
prima dellinizio dellattivit lavorativa
e conservare in azienda
Registro lavoratori esposti a rischio biologico
(D.Lgs. 626/94, art. 87)
Conservare in azienda
Comunicazione alla ASL di uso di agenti biologici
(D.Lgs. 626/94 art. 76)
La prima volta e in caso di variazioni
e/o nuove valutazioni
Valutazione dei rischi per lesposizione agli agenti
cancerogeni (D.Lgs. 626/94 art. 63)
Conservare in azienda aggiornata
Registro lavoratori esposti a prodotti cancerogeni
(D.Lgs. 626/94 art. 70)
Conservare in azienda
INQUINAMENTO ACUSTICO INTERNO
Adempimenti e documentazione Periodicit
Valutazione del rumore (D.Lgs. 277/91 art. 40) A intervalli regolari (3 anni) oppure
in caso di variazioni significative
(modifiche al lay out dellazienda,
nuovi macchinari, variazioni del
ciclo produttivo): dopo 3 mesi dalla
modifica ed entro 6 mesi
Informazione dei lavoratori sul rischio rumore
(D.Lgs. 277/91 art. 42)
In caso di superamento degli 80 dB
almeno una volta e poi aggiornata
in occasione di ripetizione della
valutazione
Formazione dei lavoratori sul rischio rumore
(D.Lgs. 277/91 art. 42)
In caso di superamento degli 85 dB
almeno una volta e poi aggiornata
in occasione di ripetizione della
valutazione
Controllo sanitario in caso di Lep,d superiore a
85 dB (D.Lgs. 277/91 art. 44)
- Biennali per gli addetti con Lep,d
>85 dB e <90 dB
- Annuale per gli addetti con Lep,d
>90 dB
Per i nuovi assunti: preventiva, dopo
un anno e poi a regime come sopra
Verifica della conformit normativa
34
ALLEGATI
35
ALLEGATI
Comunicazione alla ASL del superamento dei
90 dB
In occasione delle valutazioni della
rumorosit
Tenuta del registro dei lavoratori esposti al rumore
superiore ai 90 dB
Da conservare in azienda aggiornato
Invio copia del registro degli esposti a ISPESL e ASL
(D.Lgs. 277/91 art. 49)
Ogni tre anni
AMIANTO
Adempimenti e documentazione Periodicit
Valutazione dei rischi per lesposizione allamianto
(D.Lgs. 277/91 art. 24)
Da conservare in azienda
Piano di lavoro per la rimozione e la demolizione
dellamianto da presentare alla ASL (D.Lgs. 277/
91 art. 34)
Prima dellinizio dei lavori
Registro lavoratori esposti al rischio amianto
(D.Lgs. 277/91 artt. 35)
Da conservare in azienda
Notifica alla ASL dei lavoratori esposti al rischio
amianto (D.Lgs. 277/91 art. 25)
La prima volta e in caso di variazioni
e/o nuove valutazioni
IMPIANTI ELETTRICI
Adempimenti e documentazione Periodicit
Dichiarazione di conformit dei dispositivi contro le
scariche atmosferiche (DPR 462/01 art. 2)
Invio allo sportello unico della
dichiarazione di conformit entro 30
giorni dalla messa in servizio, a cura
del Datore di Lavoro
Verifiche periodiche dei dispositivi contro le
scariche atmosferiche da parte della ASL o
dellARPAT o di organismi individuati dal Ministero
delle attivit produttive (DPR 462/01 art. 4)
Quinquennale; biennale per cantieri,
locali adibiti ad uso medico e negli
ambienti a maggior rischio dincendio
Dichiarazione di conformit dellimpianto di messa
a terra (DPR 462/01 art. 2)
Invio allo sportello unico della
dichiarazione di conformit entro 30
giorni dalla messa in servizio, a cura
del Datore di Lavoro
Verifiche periodiche degli impianti di messa a terra
da parte della ASL o dellARPAT o di organismi
individuati dal Ministero delle attivit produttive
(DPR 462/01 art. 4)
Quinquennale; biennale per cantieri,
locali adibiti ad uso medico e negli
ambienti a maggior rischio dincendio
Dichiarazione di conformit di installazioni
elettriche in luoghi pericolosi (antideflagranti) per
messa in esercizio (DPR 462/01 art. 5)
Invio allo sportello unico della
dichiarazione di conformit entro 30
giorni dalla messa in servizio, a cura
del Datore di Lavoro
Verifica della conformit normativa
2
34
ALLEGATI
35
ALLEGATI
Verifiche periodiche di installazioni elettriche in
luoghi pericolosi (antideflagranti) da parte della
ASL o dellARPAT o di organismi individuati dal
Ministero delle attivit produttive (DPR 462/01
art. 6)
Biennale
IMPIANTI E APPARECCHI VARI
Adempimenti e documentazione Periodicit
Comunicazione da parte del Datore di Lavoro
al comune competente per territorio della messa
in esercizio dei montacarichi o degli ascensori
(DPR 162/99 art. 12)
Comunicazione da effettuarsi entro 10
giorni dal rilascio della dichiarazione
di conformit. La comunicazione deve
contenere quanto indicato nellart. 12
c 2 del DPR 162/99
Verifica periodica per apparecchi e impianti
di sollevamento per persone (ascensori e
montacarichi) da parte della ASL o dellARPAT o
di organismi notificati ai sensi del DPR 162/99,
o, in caso di impianti installati presso le aziende
agricole o gli stabilimenti industriali, da parte della
direzione provinciale del lavoro
Biennale
Omologazione di scale aeree a inclinazione
variabile, ponti mobili sviluppabili su carro, ponti
sospesi muniti di argano, argani dei ponti sospesi
impiegati nelle costruzioni importati dallestero da
parte di ISPESL (DPR 547/55 art. 25, DPR 164/56
art. 50)
Prima della messa in servizio a cura
degli utenti
Verifica periodica di scale aeree a inclinazione
variabile e ponti mobili sviluppabili su carro da
parte della ASL
Annuale
Verifica periodiche di ponti sospesi muniti di
argano e argani dei ponti sospesi impiegati nelle
costruzioni da parte della ASL
Biennale
Omologazione di apparecchi e impianti di
sollevamento per materiali, di portata superiore
a 200 kg (esclusi quelli azionati a mano): gru
a ponte, gru a torre Derrick, gru a cavalletto,
a portale, gru a struttura limitata, a bandiera,
monorotaia, gru su autocarro, autogr, argani e
paranchi e relativi carrelli da parte di ISPESL
Prima della messa in servizio a cura
degli utenti
2
Verifica della conformit normativa
36
ALLEGATI
37
ALLEGATI
Verifica di apparecchi e impianti di sollevamento
per materiali, di portata superiore a 200 kg (esclusi
quelli azionati a mano): gru a ponte, gru a torre
Derrick, gru a cavalletto, a portale, gru a struttura
limitata, a bandiera, monorotaia, gru su autocarro,
autogr, argani e paranchi e relativi carrelli da
parte della ASL (DPR 547/55 art. 194)
Annuale
Omologazione di idroestrattori a forza centrifuga
(diametro esterno paniere superiore a 50 cm) a
cura di ISPESL
Prima della messa in servizio a cura
degli utenti
Verifica periodica di idroestrattori a forza centrifuga
(diametro esterno paniere superiore a 50 cm) a
cura di ASL (DPR 547/55 art. 131)
Annuale
Verifica di funi, catene impianti e apparecchi di
sollevamento e trazione da parte di personale
specializzato (DPR 574/55 art. 131)
Trimestrale
Verifica di organi di trazione, di attacco e
dispositivi di sicurezza dei piani inclinati (DPR 547/
55 art. 220)
Mensile
Revisione e pulizia periodica di macchine e
attrezzature per la lavorazione di esplosivi secondo
le disposizioni aziendali (DPR 302/56 art. 11)
Verifica degli argani dei ponti sospesi a cura della
ASL (DPR 164/56)
Biennale
GENERATORI DI VAPORE
Adempimenti e documentazione Periodicit
Omologazione generatori di calore per impianti
di riscaldamento ad acqua calda sotto pressione,
con temperatura non superiore a quella di
ebollizione a pressione atmosferica a cura di
ISPESL (DM 01/12/75)
Prima della costruzione, a cura
dellinstallatore
Verifica periodica di generatori di calore per
impianti di riscaldamento ad acqua calda sotto
pressione, con temperatura non superiore a quella
di ebollizione a pressione atmosferica a cura di
ASL (DM 01/12/75 Tit. II art. 22)
Quinquennale
Denuncia di messa in esercizio di generatori di
calore, riparazione, cambiamento duso o di
esercizio allISPESL
Prima della messa in esercizio
Certificato per labilitazione alla conduzione dei
generatori di vapore
Da conservare in azienda
Verifica della conformit normativa
2
36
ALLEGATI
37
ALLEGATI
IMPIANTI IN PRESSIONE
Adempimenti e documentazione Periodicit
Omologazione di recipienti per il trasporto di gas
compressi, liquefatti e disciolti a cura di ISPESL o
MCTC (DM 12/09/25 e succ. modifiche)
Alla scadenza della revisione in
relazione ai vari tipi di recipienti a
cura dellutente
Verifica periodica di recipienti per il trasporto di gas
compressi, liquefatti e disciolti a cura di ISPESL o
MCTC o ASL
In funzione delle scadenze
Omologazione apparecchi e impianti contenenti
liquidi surriscaldati sotto pressione a cura di ISPESL
(DM 01/12/75 Tit. I)
Prima dellinstallazione a cura degli
utenti
Verifica periodica di apparecchi e impianti
contenenti liquidi surriscaldati sotto pressione a
cura della ASL
Annuale
Verifica periodica di apparecchi e impianti a
pressione di vapore dacqua a cura della ASL
Annuale, alternativamente visita
interna e prova a caldo
Omologazione di apparecchi e impianti a
pressione di gas o vapori diversi dal vapor
dacqua, anche se inseriti in impianti nucleari a
cura di ISPESL (RD 824/27 e succ. modificazioni,
DM 21/05/74, DM 31/03/84, DM 29/09/88)
Verifiche periodiche di apparecchi e impianti
a pressione di gas o vapori diversi dal vapor
dacqua, anche se inseriti in impianti nucleari
(RD 824/27 e succ. modificazioni, DM 21/05/74,
DM 31/03/84, DM 29/09/88)
Classe A: non soggetti a verifica
periodica
Classe B: non soggetti a verifica
periodica
Classe C: annuale a cura di ASL.
I serbatoi GPL fino a 5.000 litri
possono fruire di esonero parziale; in
tal caso saranno soggetti a verifiche
decennali
PREVENZIONE INCENDI
Adempimenti e documentazione Note
Certificato di prevenzione incendi per le attivit
soggette (DPR 574/55 artt. 36 e 37, DPR 689/56
modificato dal DM 16/02/82)
Conservare in azienda
Verifica e manutenzione degli aspetti di sicurezza
del CPI
Conservare in azienda
Piano di emergenza e antincendio Conservare in azienda
Registro antincendio (DPR 37/98 art. 3) Conservare in azienda
Planimetrie indicanti le vie di fuga in caso di
emergenza
Conservare in azienda
2
Verifica della conformit normativa
38
CONTENUTI
39
CONTENUTI
Documento di Valutazione dei Rischi,
aggiornamento e pianificazione degli interventi
3
3.1 Documento di Valutazione dei Rischi
La Valutazione dei Rischi rappresenta il punto centrale dellattivit prevenzionistica prevista dal
D.Lgs. 626/94. La valutazione dei rischi linsieme di tutte quelle operazioni, conoscitive e
operative, che devono essere attuate per giungere ad una stima del possibile rischio presente
in azienda.
La sua realizzazione un obbligo indelegabile del Datore di Lavoro che, tuttavia, dovr
coadiuvarsi con il RSPP (se diverso dal Datore di Lavoro), il RLS, il Medico Competente (nei
casi ove previsto) ed eventuali consulenti esterni per problematiche specifiche.
La Valutazione dei Rischi non deve essere vista come un mero adempimento burocratico ma
come uno strumento di lavoro fondamentale per migliorare la sicurezza in azienda.
Nel documento di Valutazione dei Rischi devono essere indicati:
i criteri adottati per la valutazione (descrizione dei principi e degli scopi perseguiti e le
prassi adottate per la loro realizzazione);
le misure di prevenzione e protezione necessarie per la riduzione dei rischi individuati;
il programma delle misure per perseguire e garantire nel tempo il miglioramento dei
livelli di sicurezza.
Lanalisi per la Valutazione dei Rischi sul luogo di lavoro pu essere affrontata in diversi
modi: possono essere individuate aree omogenee accomunate da identici rischi, possono
essere individuati gruppi omogenei di lavoratori accomunati dalle stesse mansioni, ecc. In
genere la scelta del metodo di analisi legata allorganizzazione del lavoro dellazienda.
Conseguentemente, il documento di Valutazione dei Rischi che ne deriver potr a sua volta
assumere forme differenti.
Nelle aziende familiari o nelle aziende che occupano fino a dieci addetti il Datore di
Lavoro non tenuto alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, ma tenuto
comunque ad autocertificare per iscritto lavvenuta effettuazione della valutazione dei rischi e
ladempimento degli obblighi ad essa collegati.
Lautocertificazione deve essere inviata al rappresentante per la sicurezza. Sono in ogni caso
soggette agli obblighi di redazione del Documento le aziende familiari nonch le aziende che
occupano fino a dieci addetti, soggette a particolari fattori di rischio.
AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
Il Documento di Valutazione dei Rischi deve essere aggiornato in occasione di ogni variazione
sostanziale dellattivit lavorativa quali ad esempio:
1. variazioni nel ciclo produttivo
introduzione di nuovi macchinari e/o attrezzature
introduzione di nuove sostanze
variazioni nel ciclo di lavoro (revisione dei turni di lavoro)
2. variazione del lay-out
nuova disposizione di macchinari allinterno dellambiente di lavoro
3. ristrutturazione di locali o rifacimento di impianti
A ciascuna di queste azioni potrebbe corrispondere una variazione nel livello di rischio e
quindi un aggiornamento delle misure di prevenzione e dei relativi programmi di attuazione.
38
CONTENUTI
39
CONTENUTI
3
Documento di Valutazione dei Rischi, aggiornamento e pianificazione degli interventi
CONTENUTI
3.2 Pianificazione degli interventi
Gli interventi (vedi allegato 3.A.) nei luoghi di lavoro si possono rendere necessari sia per
levoluzione e per le esigenze del ciclo produttivo sia in conseguenza della valutazione dei
rischi.
Nel caso in cui gli interventi siano legati a esigenze produttive bisogner preventivamente
verificare la loro rispondenza ai requisiti di igiene e sicurezza sul lavoro.
Gli interventi possono dividersi in:
interventi ordinari: sono quelli che fanno parte della manutenzione programmata,
i controlli periodici, il ripristino delle scorte duso dei beni di consumo o
deteriorabili, ecc.;
interventi straordinari: possono essere determinati da innovazioni tecnologiche,
legislative o dallintroduzione di novit nei processi o nelle attivit, da anomalie
o incidenti.
bene rimarcare che, in ogni caso, qualsiasi intervento deve tener conto dei vari aspetti
di sicurezza e igiene e pu comportare la modifica e laggiornamento di procedure e/o
comportamenti, come ad esempio:
istruzioni ai lavoratori (cfr. cap. 4)
assegnazione dei DPI (cfr. cap. 4)
programma delle manutenzioni (cfr. cap. 7)
contenuti della formazione (cfr. cap. 8)
contenuti del Documento di Valutazione dei Rischi (cfr. cap. 3, par. 3.1)
40
ISTRUZIONE OPERATIVA
41
ALLEGATI
Il Datore di Lavoro deve:
1. effettuare la valutazione del rischio riportandone gli esiti nel Documento di
Valutazione dei Rischi e avendo cura di programmare eventuali interventi in
adempimento alle norme di sicurezza;
2. aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi in occasione di ogni variazione
sostanziale del ciclo produttivo e/o di macchinari e impianti oltre che in occasione di
innovazioni legislative;
3. In occasione di ogni intervento di adeguamento prenderne nota nellapposita scheda
riportata in allegato al capitolo 3;
4. verificare almeno ogni anno (in occasione della riunione periodica, cfr. cap. 9) la
validit del Documento di Valutazione dei Rischi ed eventualmente aggiornarlo.
3
Documento di Valutazione dei Rischi, aggiornamento e pianificazione degli interventi
Procedura da attuare per la redazione del Documento di
Valutazione dei Rischi e successivi aggiornamenti.
40
ISTRUZIONE OPERATIVA
41
ALLEGATI
3.A. Registro delle schede degli interventi
Queste schede costituiscono e riassumono in maniera sintetica gli interventi in corso di
realizzazione o realizzati in adempimento alle norme sulla sicurezza.
A ciascun intervento viene assegnato numero progressivo; il Datore di Lavoro individua
il responsabile incaricato dellattuazione e del controllo, fornendogli una descrizione
dellintervento. A sua volta il responsabile comunicher la data di attuazione, annotando
landamento e la conclusione corretta dellintervento.
Scheda 3.1
REGISTRO DELLE SCHEDE DEGLI INTERVENTI
N INTERVENTO RESPONSABILE DATA
ACCETTAZIONE
INCARICO
DESCRIZIONE
INTERVENTO
DATA DI
ATTUAZIONE
NOTE
Documento di Valutazione dei Rischi, aggiornamento e pianificazione degli interventi
3
42
CONTENUTI
43
ISTRUZIONE OPERATIVA
Procedure operative
4
4.1 Istruzioni e procedure di lavoro
Al fine di mantenere sotto controllo tutti i punti critici relativi alla gestione della sicurezza, in
qualche caso sar necessario redigere delle istruzioni (ad esempio per lutilizzo di macchine
e di attrezzature) da diffondere presso il personale interessato. Anche in questo caso sar
importante conservare un registro delle istruzioni e procedure emanate (vedi allegato 4.A.)
ed eventualmente archiviarle in unapposita cartella o in un registro.
4.2 Scelta dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
In seguito alla valutazione del rischio il Datore di Lavoro individuer, in collaborazione con il
RSPP, i rischi residui per i quali sar necessario limpiego da parte dei lavoratori dei DPI.
I DPI devono essere utilizzati solo dopo aver constatato limpossibilit di attuare tutte le altre
misure tecniche, procedurali o organizzative di prevenzione e protezione come le misure di
protezione collettiva.
Per lindividuazione dei DPI necessari, le modalit duso e le circostanze nelle quali possibile
limpiego, si pu fare riferimento al D.Lgs. 626/1994, allegati III (schema indicativo per
linventario dei rischi), IV (elenco indicativo dei DPI) e V (attivit per le quali pu rendersi
necessario luso dei DPI).
La scelta dei DPI non deve essere casuale: il Datore di Lavoro deve individuare sul mercato il
DPI pi adeguato in relazione allo specifico rischio da evitare o ridurre. C da sottolineare
che per meglio assolvere i propri compiti, il Datore di Lavoro nella scelta dei DPI pu avvalersi
del Medico Competente per un suo parere sulladeguatezza o meno dei DPI adottati in
relazione allutente che lindossa.
Il Medico Competente assicura al Datore di Lavoro, nellambito della sorveglianza sanitaria
da lui effettuata, la compatibilit dei DPI con le esigenze del lavoratore.
Per quanto attiene le modalit di conservazione e durata dei DPI, i fabbricanti raramente indicano
la periodicit di sostituzione degli stessi, anche perch non sono in grado di predeterminare
le condizioni nelle quali questi dispositivi verranno utilizzati. Quindi lindividuazione della
periodicit di sostituzione chiaramente demandata al Datore di Lavoro.
4.3 Gestione dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
Pu essere utile redigere uno schema riassuntivo sulle gestione dei DPI (vedi allegato 4.B.) in
cui sono riportati i principali dispositivi da fornire in dotazione e le periodicit di sostituzione.
A parit di requisiti di sicurezza, quando possibile, si consiglia di coinvolgere nella scelta i
lavoratori interessati.
Per una corretta gestione, la distribuzione dei DPI dovr essere controllata e documentata. A
tal fine si propone in allegato una scheda di distribuzione dei DPI che dovr essere firmata dal
lavoratore allatto della consegna (vedi allegato 4.B.). In caso di usura del DPI, il lavoratore
potr fare richiesta per la fornitura di un nuovo DPI.
42
CONTENUTI
43
ISTRUZIONE OPERATIVA
4
Il Datore di Lavoro o un suo collaboratore deve:
1. redigere le istruzioni e le procedure operative relativamente alle attivit lavorative
e archiviarle nel Registro delle istruzioni e procedure;
2. decidere, in collaborazione con il RSPP, il Medico Competente e sulla base della
valutazione dei rischi, i DPI necessari per le attivit lavorative e redigere uno schema
riassuntivo sulla gestione dei DPI;
3. tenere e aggiornare le schede per il controllo della consegna dei DPI ai
lavoratori.
Procedura da attuare per la gestione delle procedure
operative.
Procedure operative
44
ALLEGATI
45
ALLEGATI
4.A. Registro delle istruzioni operative
Nel registro delle istruzioni e procedure possono essere contenute tutte le schede che
riguardano le procedure, le cautele e gli avvisi (anche temporanei) diffusi al personale.
A ciascuna istruzione, procedura, cautela o avviso viene assegnato un numero progressivo
e un titolo. Sulla scheda verranno di volta in volta indicati la data di consegna e di entrata
in vigore della disposizione. Nella colonna denominata destinatario si riporta la mansione
o il reparto cui destinata la scheda, il nome e la firma del/dei lavoratore/i interessato/i e
il responsabile della verifica del rispetto della stessa (per esempio il caporeparto). In caso
di impossibilit di realizzazione o di realizzazione parziale delle disposizioni stabilite, nella
colonna note saranno indicati i motivi dei ritardi e degli eventuali ostacoli.
4.B. Gestione DPI
Si presentano le schede necessarie per la corretta gestione dei DPI:
la prima scheda Gestione dei DPI sar compilata a cura del Datore di Lavoro in
collaborazione con il RSPP e dovr essere distribuita ai lavoratori contestualmente alla
distribuzione dei DPI; tale scheda dovr riportare in via indicativa i principali DPI da
fornire in dotazione e le periodicit di sostituzione. Nello schema sono riportati alcuni
esempi per la compilazione;
la seconda scheda Scheda Personale Consegna DPI sar compilata a cura del
responsabile della distribuzione dei DPI ai lavoratori e conservata come attestazione
dellavvenuta consegna. Nella colonna note saranno indicati i motivi dei ritardi e
degli eventuali ostacoli.
Procedure operative
4
44
ALLEGATI
45
ALLEGATI
A
l
l
e
g
a
t
o

4
.
A
.
R
E
G
I
S
T
R
O

I
S
T
R
U
Z
I
O
N
I

E

P
R
O
C
E
D
U
R
E
N

I
S
T
R
U
Z
I
O
N
E
/
P
R
O
C
E
D
U
R
A
D
A
T
A

D
I

C
O
N
S
E
G
N
A

E
/
O

E
N
T
R
A
T
A

I
N

V
I
G
O
R
E
D
E
S
T
I
N
A
T
A
R
I
O
R
E
S
P
O
N
S
A
B
I
L
E

D
E
L
L
A

V
E
R
I
F
I
C
A
N
O
T
E
M
A
N
S
I
O
N
E
/

R
E
P
A
R
T
O
N
O
M
E

E

F
I
R
M
A
Procedure operative
4
46
ALLEGATI
47
ALLEGATI
A
l
l
e
g
a
t
o

4
.
B
.
G
E
S
T
I
O
N
E

D
E
I

D
P
I
D
O
T
A
Z
I
O
N
E

I
N
D
U
M
E
N
T
I

E

D
P
I

E

R
E
L
A
T
I
V
E

N
O
R
M
E

D
I

U
T
I
L
I
Z
Z
O
R
e
p
a
r
t
o
:
P
o
s
t
o

d
i

l
a
v
o
r
o
:
M
a
n
s
i
o
n
e
:
I
n
d
u
m
e
n
t
o

o

D
P
I
I
n

d
o
t
a
z
i
o
n
e
N
o
r
m
e

d
i

u
t
i
l
i
z
z
o
N
o
t
a
:

t
u
t
t
e

l
e

a
s
s
e
g
n
a
z
i
o
n
i

d
e
v
o
n
o

e
s
s
e
r
e

a
u
t
o
r
i
z
z
a
t
e

d
a

_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
L
a

s
o
s
t
i
t
u
z
i
o
n
e

d
e
g
l
i

i
n
d
u
m
e
n
t
i

e
/
o

d
e
i

D
P
I

p
r
i
m
a

d
e
l
l
a

s
c
a
d
e
n
z
a

p
r
e
v
i
s
t
a

s
a
r


e
f
f
e
t
t
u
a
t
a

p
r
e
v
i
a

c
o
n
s
t
a
t
a
z
i
o
n
e

d
e
l

l
o
r
o

d
e
t
e
r
i
o
r
a
m
e
n
t
o
.
Procedure operative
4
46
ALLEGATI
47
ALLEGATI
A
l
l
e
g
a
t
o

4
.
B
.
S
C
H
E
D
A

P
E
R
S
O
N
A
L
E

C
O
N
S
E
G
N
A

D
P
I
C
O
G
N
O
M
E

E

N
O
M
E
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
M
A
T
R
I
C
O
L
A
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
R
E
P
A
R
T
O
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
D
P
I
/
D
A
T
A
T
i
p
o

D
P
I
:
_
_
_
_
_
_
_
_
T
i
p
o

D
P
I
:
_
_
_
_
_
_
_
_
T
i
p
o

D
P
I
_
_
_
_
_
_
_
_
T
i
p
o

D
P
I
_
_
_
_
_
_
_
_
T
i
p
o

D
P
I
_
_
_
_
_
_
_
_
T
i
p
o

D
P
I
_
_
_
_
_
_
_
_
T
i
p
o

D
P
I
_
_
_
_
_
_
_
_
T
i
p
o

D
P
I
_
_
_
_
_
_
_
_
_
T
i
p
o

D
P
I
_
_
_
_
_
_
_
_
_
4
Procedure operative
48
CONTENUTI
49
ISTRUZIONE OPERATIVA
Gestione di acquisti e appalti
5
La gestione degli acquisiti e degli appalti regolata dallart. 7 del D.Lgs. 626/94.
Il sistema di gestione dei rischi introdotto dal D.Lgs 626/94 e successive modifiche, prevede
la responsabilit, da parte dellazienda, sul controllo della qualit e della rispondenza alle
norme antinfortunistiche di beni, opere e servizi acquistati (vedi allegato 5.A).
Tale attivit di controllo comporta per lAzienda la verifica dellidoneit:
A) dei prestatori dopera che svolgono la propria attivit internamente allazienda
(manutentori, trasportatori, ecc.);
B) dei beni acquistati (materie prime e sostanze, macchine in azienda, utensili, ecc.).
Lallegato al capitolo 5 contiene modelli di documenti per la gestione di acquisti, servizi e
opere secondo quanto previsto dagli artt. 6 e 7 del D.Lgs. 626/94.
5.1 Acquisto di macchine usate
Qualora si acquistino, noleggino o si prendano in uso o in locazione finanziaria macchine
o componenti di sicurezza gi immessi sul mercato o gi in servizio alla data del 21/09/
1996 e che siano privi di marcatura CE, si deve richiedere a chi li fornisce un attestato che
sancisca che gli stessi sono conformi alla legislazione che era in vigore prima del DPR 459/96
(recepimento della Direttiva Macchine).
48
CONTENUTI
49
ISTRUZIONE OPERATIVA
5
Il Datore di Lavoro o un suo collaboratore deve:
1. richiedere alle ditte appaltatrici i requisiti tecnico professionali;
2. promuovere il coordinamento con le ditte che svolgono lavori in appalto, fornendo
loro le informazioni sui rischi presenti nello stabilimento e richiedendo loro i rischi legati
alla loro attivit;
3. richiedere ai fornitori di beni la rispondenza ai requisiti di sicurezza.
Procedura da attuare per la gestione degli acquisti e degli
appalti.
Gestione di acquisti e appalti
50
ALLEGATI
51
ALLEGATI
riportato di seguito lelenco della documentazione con indicazione delle relative modalit
di utilizzo per la gestione degli acquisti e degli appalti; ovviamente lapplicabilit dei diversi
fac-simile dovr essere stabilita in funzione anche dellentit dellopera e dei rischi connessi.
Nota: per quanto riguarda gli obblighi di informazione dei frequentatori non impiegati
dellazienda, si rimanda al capitolo 8.
A) Prestatori dopera
1. il modulo per la richiesta della dichiarazione che lazienda inoltra alle societ appal-
tatrici o lavoratori autonomi che svolgono la loro opera dentro le proprie sedi.
2. un esempio di testo da inserire nei contratti di appalto per linformazione sui rischi
esistenti, sulle misure adottate e sulle linee guida per il coordinamento degli interventi
di prevenzione nelle situazioni di interferenza lavorativa.
B) Acquisto di beni
3. una elencazione delle clausole integrative da allegare ai contratti di fornitura per
lazienda in occasione di acquisiti di macchine, attrezzature e sostanze.
Con la raccolta della documentazione cos acquisita sar possibile costituire un elenco di
fornitori qualificati che rispondono a tutti i requisiti normativi.
Gestione di acquisti e appalti
5
50
ALLEGATI
51
ALLEGATI
5.A. Gestione di acquisti e appalti 1
Luogo, data
Spett. le
Societ appaltatrice
Oggetto: Attivit preliminari ai sensi art. 7 D.Lgs. 626/94; contratto/ordine
n.................................... per prestazioni di (oggetto sintetico dellappalto)
Spettabile societ,
con riferimento ai lavori che avranno luogo presso la nostra azienda (contratto di appalto
prot. n..................... del.........................), in ottemperanza a quanto previsto allart. 7 del
D.Lgs 626/94 Vi chiediamo di farci pervenire copia della seguente documentazione, con un
congruo preavviso sulla data prevista per la firma del contratto e per linizio dei lavori.
Fotocopia iscrizione alla Camera di Commercio
Elenco personale che entrer a lavorare nelle nostre sedi
Dichiarazione relativa allidoneit alla mansione del personale che entrer a lavorare
nelle nostre sedi
Indicazioni riguardanti i possibili rischi inerenti la Vostra attivit presso la nostra
azienda
Con loccasione Vi comunichiamo che il Coordinatore delle Vostre attivit presso la nostra
sede sar il sig.................., con il quale Vi invitiamo a prendere contatto per ogni chiarimento,
allo scopo di prendere visione degli eventuali rischi e delle misure di prevenzione e protezione
ivi adottate.
Vi alleghiamo inoltre un rapporto sui principali rischi presenti in stabilimento.
Distinti saluti.
Il Datore di Lavoro
5
Gestione di acquisti e appalti
52
ALLEGATI
53
ALLEGATI
5.B. Gestione di acquisti e appalti 2
PER DITTA APPALTATRICE/LAVORATORE AUTONOMO
In ossequio a quanto prescritto dallart. 5 del DPR 27 aprile 1955, n. 547, dallart. 5, comma
2 e 4, del D.Lgs. 15 agosto 1991, n. 277 e dallart. 7, primo comma, punto b) del D.Lgs. 19
settembre 1994, n. 626, la sottoscritta impresa committente informa che nei luoghi dellunit
produttiva ove i dipendenti della ditta appaltatrice/lavoratore autonomo (riportare il nome
della ditta appaltatrice o del lavoratore autonomo) presteranno la loro opera per (descrivere
il tipo di intervento), esistono possibili situazioni di rischio per le quali sono previste idonee
misure di prevenzione.
I prevedibili rischi identificabili nellambiente, nel quale limpresa appaltatrice/lavoratore
autonomo svolger lavori mediante proprio personale, e le relative misure di prevenzione e di
emergenza, sono elencati nellallegato 1.
opportuno pertanto che limpresa appaltatrice/lavoratore autonomo doti i propri dipendenti
di idonei mezzi di protezione e li informi convenientemente circa lesposizione al pericolo
presente.
Quanto sopra viene segnalato nel pieno rispetto dellautonomia dellimpresa appaltatrice/
lavoratore autonomo e senza considerare gli eventuali rischi dovuti alle lavorazioni
dellimpresa appaltatrice/lavoratore autonomo.
Limpresa appaltatrice/lavoratore autonomo si impegna a fornire prima dellinizio dei lavori,
tutte le indicazioni riguardanti i rischi inerenti la propria attivit che possono provocare
conseguenze sul personale dellazienda committente.
Nello spirito di fattiva cooperazione e collaborazione richiesta dalla normativa vigente, resta
peraltro inteso che eventuali lavorazioni impreviste che presentano particolari rischi saranno
reciprocamente e tempestivamente segnalate al fine di determinare e coordinare gli interventi
di protezione e prevenzione dei rischi di cui risulterebbero esposti i dipendenti dellimpresa
committente e/o appaltatrice.
Sempre nel richiamato spirito di cooperazione e collaborazione senza pregiudizio alcuno della
piena autonomia organizzativa e gestionale, limpresa appaltatrice/lavoratore autonomo
assume limpegno di impartire precise disposizioni al proprio personale al fine di migliorare
la sicurezza sul lavoro. Un elenco non esaustivo di dette disposizioni contenuto nellallegato
2.
Limpresa appaltatrice/lavoratore autonomo dichiara che lesecuzione dei lavori in oggetto
avverr nel pieno rispetto della normative vigenti riguardanti la sicurezza e ligiene del
lavoro.
Qualora dovessero evidenziarsi situazioni di pericolo o di inottemperanza alla normativa di
sicurezza o alle disposizioni aziendali, il nostro responsabile interromper i lavori fino alla
rimozione del pericolo o al ripristino della legalit. In queste circostanze nulla sar dovuto
allazienda appaltatrice o lavoratore autonomo in ordine a eventuali richieste economiche per
il conseguente ritardo e/o perdita di lavoro.
Gestione di acquisti e appalti
5
52
ALLEGATI
53
ALLEGATI
Timbro e firma dellimpresa committente

Timbro e firma dellimpresa appaltatrice


..
Allegato 1:
Allegato 2:
Allegato 3:
Nota:
in caso di ricorso contemporaneo a pi imprese appaltatrici, ulteriori integrazioni al documento
sono riportate nellallegato 3
Allegato n. 1
Gli ambienti nei quali limpresa appaltatrice svolger i lavori sono:
Ambienti (descrizione)
I rischi in essi presenti dei quali stata data informazione alla ditta appaltatrice/lavoratore
autonomo, sono:
(Inserire elenco dei potenziali rischi generali previsti nellazienda. II presente documento potr
essere eventualmente integrato da un estratto del Documento di Valutazione dei Rischi previsto
dallart. 4 comma 2 del D.Lgs. 626/94, per la parte riguardante gli ambienti interessati)
Reparto o zona di lavoro Rischio Misura
1
5
Gestione di acquisti e appalti
1
Oltre a seguire le norme di buona tecnica, una possibile fonte di informazione il D.Lgs. 626/94 negli allegati
III, IV, V.
54
ALLEGATI
55
ALLEGATI
Allegato n. 2
Elenco di alcune disposizioni che dovranno essere impartite al personale dipendente della
ditta appaltatrice/lavoratore autonomo.
Negli spostamenti allinterno dellazienda, seguire i percorsi appositamente
predisposti, evitando assolutamente di ingombrarli con materiali o attrezzature.
Non lasciare mai abbandonati gli utensili, gli attrezzi, i materiali o i prodotti
necessari allesecuzione del lavoro, potenzialmente fonte di pericolo, per evitare
che possano essere usati impropriamente da altre persone.
Non lasciare mai abbandonati gli utensili, gli attrezzi, i materiali o i prodotti
in posizione di equilibrio instabile o in luoghi di transito; qualora ci fosse
indispensabile, occorre segnalarne la presenza, avvertendo tempestivamente il
committente per gli eventuali altri provvedimenti del caso.
Luso di tutte le attrezzature (macchine, utensili, ecc.) di propriet dellimpresa
assolutamente vietato, salvo esplicita autorizzazione del committente; nel qual
caso luso subordinato allosservanza degli eventuali accorgimenti suggeriti dal
committente stesso.
Lutilizzazione della corrente elettrica per lalimentazione di attrezzi e/o utensili di
propriet della ditta appaltatrice/lavoratore autonomo, deve avvenire nel rispetto
delle norme di legge e di buona tecnica.
fatto assoluto divieto di rimuovere dispositivi e opere di sicurezza installati
nellunit produttiva, salvo che ci sia richiesto per permettere lesecuzione dei
lavori oggetto del presente ordine. In questo caso, il committente deve essere
preventivamente informato, affinch possa, se del caso, predisporre tutte le
misure che fossero necessarie per impedire linstaurarsi di situazioni di rischio
per altri lavoratori, mentre rimane a carico della ditta appaltatrice/lavoratore
autonomo, il provvedere alla sicurezza propria e degli eventuali collaboratori con
idonei mezzi.
AI termine dei lavori, il dispositivo o la protezione rimossa devono essere
ricostituiti. A tal fine, qualora non si possa provvedere direttamente, si dovr
avvertire tempestivamente il committente.
Fare uso dei dispositivi di protezione individuale dove ci segnalato con appositi
cartelli.
I cartelli segnalatori e indicatori esposti nella azienda devono essere rispettati.
Non accedere ai luoghi di lavoro dove non prevista la presenza dellimpresa
appaltatrice/lavoratore autonomo.
Se esiste sovrapposizione tra i lavori oggetto del presente ordine e quelli di altre
ditte, per cui possano generarsi reciprocamente situazioni di rischio, prima di
dare inizio ai lavori stessi occorre consultarsi con il committente.
Altro (inserire eventuali altre disposizioni).
Gestione di acquisti e appalti
5
54
ALLEGATI
55
ALLEGATI
Allegato n. 3
ULTERIORE INTEGRAZIONE DA INSERIRE NEL CONTRATTO DAPPALTO
Qualora nello svolgimento dei lavori commissionati dallimpresa committente siano coinvolte
diverse imprese appaltatrici e/o lavoratori autonomi si applicano le seguenti disposizioni.
A soddisfacimento del 3 comma del citato art. 7 del D.Lgs. 626/94, limpresa committente
indica di seguito le linee guida secondo le quali dovr svolgersi lazione di coordinamento
agli effetti delle possibili interferenze lavorative:
1. in linea principale, la programmazione del lavoro dovr tendere a differenziare nel
tempo i vari interventi nelle aree comuni;
2. qualora ci non fosse possibile, gli interventi condotti dalle diverse imprese dovranno
essere programmati di comune accordo onde elaborare le forme pi idonee di
reciproca minore interferenza;
3. lo studio di tale programmazione sar condotto collegialmente dalle ditte interessate in
collaborazione con il committente;
4. a tal fine, il committente convocher ogniqualvolta lo ritenesse necessario, riunioni con
i responsabili della varie imprese, nel corso delle quali saranno esaminate le situazioni
di lavoro in cui si preveda possano verificarsi interferenze con rischio reciproco;
5. identificate dette situazioni, dovr innanzitutto essere ricercata la possibilit di eliminare
linterferenza, mediante - ad esempio - spostamento di altre zone delle lavorazioni
meno urgenti in funzione dei programmi esecutivi. Se ci si rilevasse non perseguibile,
dovranno essere considerate le possibilit reali di predisporre protezioni, ripari,
segregazioni o quantaltro fosse utile al fine prevenzionale, specificando i tempi e
i modi di esecuzione, la ripartizione dei costi, la determinazione del soggetto o dei
soggetti che deve o devono provvedere;
6. delle riunioni e delle decisioni assunte dovr essere redatto verbale sottoscritto dagli
interessati;
7. qualora nella trasposizione in pratica attuazione di quanto oggetto dellaccordo
dovessero sorgere dubbi o perplessit, ovvero si rivelasse impossibile lintegrale
applicazione delle misure previste, le imprese interessate dovranno darne immediata
comunicazione al committente, affinch riesamini la situazione per apportare le
necessarie modifiche alle decisioni precedentemente assunte;
8. qualora il committente dovesse accertare il mancato rispetto degli accordi
collegialmente raggiunti, potr sospendere le lavorazioni in atto nelle zone interessate
fino allattuazione di quanto concordato.
5
Gestione di acquisti e appalti
56
ALLEGATI
5.C. Gestione di acquisti e appalti 3
CLAUSOLE INTEGRATIVE PER I CONTRATTI DI ACQUISTO DI BENI
Il fornitore si impegna affinch i materiali, le apparecchiature, le sostanze siano rispondenti
alla normativa vigente applicabile in tema di igiene e sicurezza del lavoro, protezione
antincendio e sicurezza elettrica, e in particolar modo allart. 6 del D.Lgs. 626/94, allart. 7
del DPR 547/55 e, ove applicabile, al DPR 459 del 24/07/96.
Il fornitore dichiara altres che i materiali e le attrezzature consegnate sono rispondenti alle
norme tecniche nazionali e internazionali (UNI, CEI, CEN, ISO), ove esistenti e applicabili, e
alle altre eventuali norme di buona tecnica, e che la merce richiesta, se impiegata in modo
regolamentare, stata progettata, costruita e assemblata in modo tale da non mettere in
pericolo la vita e la salute di chi la utilizza.
Ogni consegna pu essere sottoposta a test, verifiche e analisi di collaudo. La mancata
rispondenza alle specifiche di acquisto e a quanto sopra indicato rende nullo lordine
dacquisto e d facolt al committente di rivalersi sul fornitore per eventuali danni subiti.
Per quanto riguarda lacquisto di sostanze e preparati di ogni genere, il fornitore si impegna
affinch questi siano rispondenti alla normativa vigente applicabile in tema di igiene e
sicurezza del lavoro e protezione antincendio e in particolar modo allart. 6 del D.Lgs. 626/
94 e allart. 7 del DPR 547/55.
Il fornitore dichiara altres che i materiali e le sostanze consegnate sono rispondenti alle norme
tecniche nazionali e internazionali (UNI, ISO, CE, ecc.). Lordine dacquisto va considerato
nullo qualora, allatto della consegna, le sostanze e i preparati non siano accompagnati da
schede di sicurezza redatte secondo la normativa vigente e compilate in ogni loro parte.
Identica nullit prevista per tutta la merce consegnata con imballaggio ed etichettature non
conformi alla normativa vigente o per beni forniti senza i libretti duso necessari e/o i manuali
con le corrette procedure per lutilizzo in sicurezza.
Il fornitore si impegna a informare tempestivamente lacquirente su:
ogni eventuale vizio dellapparecchiatura/macchina riscontrato dopo la vendita
relativo alla sicurezza delle stessa;
ogni aggiornamento a cui sottoporr la macchina da lui prodotta per migliorarne
la sicurezza.
Gestione di acquisti e appalti
5
57
CONTENUTI
Pianificazione dellemergenza e addestramento
6
6.1 Il Piano di emergenza
Lo scopo del Piano di emergenza scritto quello di dare indicazioni sul comportamento che
il personale dipendente deve adottare e fornire le informazioni tecniche da seguire quando
si verifica una situazione di emergenza (ogni situazione anomala che presenti un pericolo
potenziale o in atto).
Una volta lanno dovr essere eseguita una prova devacuazione di cui dovr essere redatto
opportuno verbale (vedi allegato 6.A.), sia per verificare la validit del piano devacuazione
sia per fornire un adeguato addestramento a tutti i lavoratori.
Il Datore di Lavoro deve nominare gli addetti alle squadre antincendio e pronto soccorso al
fine di costituire una squadra di emergenza.
La gestione delle emergenze prevede quindi la nomina da parte del Datore di Lavoro delle
seguenti figure:
addetti alle squadre antincendio e pronto soccorso;
incaricato al piano di emergenza e suo sostituto.
58
ISTRUZIONE OPERATIVA
59
ALLEGATI
Il Datore di Lavoro deve:
1. nominare gli addetti alla squadra antincendio e pronto soccorso;
2. elaborare il piano di emergenza;
3. fornire agli addetti alle squadre antincendio e pronto soccorso la formazione speci-
fica;
4. fornire a tutti i lavoratori linformazione in merito alle procedure da attuare in
caso demergenza;
5. effettuare almeno una volta lanno una prova di esodo simulata, redigendo un ver-
bale.
Procedura da attuare per la gestione delle emergenze e
addestramento.
6
Pianificazione dellemergenza e addestramento
58
ISTRUZIONE OPERATIVA
59
ALLEGATI
6.A. Modello di verbale di prova di esodo
Data della prova di esodo
Ora di inizio e fine dalle ore alle ore
Tipo di emergenza simulata:
Locali coinvolti:
Figure attive coinvolte:
(Individuazione dei compiti per ogni
figura attiva e breve descrizione delle
procedure di emergenza per ogni
figura coinvolta)
Firma delladdetto al piano di
emergenza
Firma RSPP
Firma Datore di Lavoro
Pianificazione dellemergenza e addestramento
6
60
CONTENUTI
61
ISTRUZIONE OPERATIVA
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione
e controllo
7
7.1 Pianificazione e controllo delle manutenzioni
La cadenza delle manutenzioni ordinarie e periodiche si ricava dallesame del repertorio
che risulta dai censimenti macchine, impianti, attrezzature, dispositivi di protezione collettiva,
dispositivi di protezione individuale. Anche in questo caso pu essere utile redigere un piano
delle manutenzioni (vedi allegato 7.A.).
Le informazioni per la compilazione del piano potranno essere desunte dai manuali di
manutenzione e uso, dalle norme di buona tecnica, dalle prassi aziendali, dalla normativa di
settore.
Le manutenzioni dovranno prevedere gli aspetti generali e funzionali (ingrassaggio, sostituzioni
di parti soggette a logoramento, oliatura, ecc.), pulizia e organi di comando, controllo e
dispositivi di sicurezza.
Pu essere utile istituire un registro delle manutenzioni in cui potranno essere annotate di
volta in volta sia le verifiche obbligatorie che le manutenzioni ordinarie e/o straordinarie
effettuate per ciascuna macchina e/o impianto (raccolta schede 7.B.).
60
CONTENUTI
61
ISTRUZIONE OPERATIVA
Il Datore di Lavoro o lRSPP o altro incaricato deve:
1. predisporre uno scadenzario (piano delle manutenzioni) con le principali
manutenzioni periodiche da effettuare sulle macchine, impianti e dispositivi di
sicurezza;
2. verificare nel registro delle anomalie e/o quasi incidenti se necessario procedere
con interventi straordinari;
3. annotare di volta in volta gli interventi effettuati sulla singola macchina e/o impianto
nelle schede di manutenzione che costituiranno un registro delle manutenzioni;
4. verificare periodicamente la congruit del piano delle manutenzioni e aggiornarlo
se necessario.
Procedura da attuare per la gestione delle attivit di
manutenzione.
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
7
62
CONTENUTI
63
ISTRUZIONE OPERATIVA
7
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
7.2 Attivit di controllo
I controlli di sicurezza consistono in una serie di sopralluoghi e di verifiche sullo stato delle aree
di lavoro e degli impianti mirate ad accertare che le attivit inerenti la sicurezza soddisfino le
condizioni previste.
Le cadenza dei controlli stabilita a priori dal Datore di Lavoro in collaborazione con il RSPP
in base alle normative vigenti, alle norme di buona tecnica applicabili e alle prassi aziendali.
Gli esiti dei controlli periodici effettuati potranno essere annotati nella scheda Esito del
controllo (allegato 7.C.); linsieme delle schede costituir il registro dei controlli.
7.3 Gestione delle anomalie o quasi incidenti
importante coinvolgere anche i lavoratori nella gestione della sicurezza. Le anomalie o i
guasti a impianti, macchine e dispositivi di sicurezza devono essere comunicate al preposto
che, dopo averne dato comunicazione al Datore di Lavoro, attiver lincaricato per la
riparazione del guasto.
Sar utile anche che i lavoratori segnalino al Datore di Lavoro i quasi incidenti, vale a dire
quegli eventi che avrebbero potuto provocare un infortunio o un danno ma che si sono risolti
senza ulteriori problemi. Le anomalie e/o i quasi incidenti rilevati possono essere registrati
(vedi allegato 7.A.) e andranno a formare il registro delle anomalie o quasi incidenti.
62
CONTENUTI
63
ISTRUZIONE OPERATIVA
7
Il Datore di Lavoro o un suo collaboratore deve:
1. stabilire insieme al RSPP un programma di controllo;
2. incaricare i preposti per leffettuazione del controllo e per la compilazione delle schede
del registro dei controlli e il registro delle anomalie o quasi incidenti;
3. analizzare il registro delle anomalie o quasi incidenti per verificare la necessit di
effettuare manutenzioni straordinarie e/o azioni correttive.
Il RSPP deve:
1. segnalare immediatamente al Datore di Lavoro la necessit di monitoraggi
integrativi sulla base di necessit emerse o segnalate dai lavoratori di quasi incidenti
o di eventuali aggiornamenti normativi;
2. verificare periodicamente che venga aggiornato il registro dei controlli e il registro
delle anomalie o quasi incidenti;
3. monitorare lesecuzione degli interventi di miglioramento previsti;
4. discutere insieme al Datore di Lavoro la necessit di effettuare manutenzioni
straordinarie dopo aver analizzato la raccolta delle schede del registro delle anomalie
o quasi incidenti.
I lavoratori devono:
1. collaborare con il Datore di Lavoro e con il RSPP, segnalando immediatamente il
verificarsi di anomalie o quasi incidenti.
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
Procedura da attuare per lattivit di controllo.
64
ALLEGATI
65
ALLEGATI
Di seguito sono presentate le schede per una corretta gestione degli interventi di manutenzione
e di controllo.
7.A. Piano delle manutenzioni
la scheda che compone il piano delle manutenzioni in cui sono riportate tutte le informazioni
utili per la gestione in sicurezza degli impianti di servizio, di prevenzione e lotta antincendio,
le attrezzature e le macchine utensili, gli impianti, i dispositivi di sicurezza per la protezione
dei lavoratori, ecc. A ciascuna macchina e/o impianto presente in azienda viene associato
il numero della corrispondente scheda macchina/impianti e il/i reparto/i di appartenenza.
Si indica poi la periodicit e la competenza sia delle verifiche periodiche obbligatorie a
cui queste sono eventualmente soggette sia degli interventi di manutenzione programmata
(informazioni desunte dai manuali di manutenzione e uso, dalle norme di buona tecnica, dalle
prassi aziendali).
7.B. Scheda macchina/impianti
la scheda nella quale potranno essere annotati di volta in volta gli interventi effettuati sulla
singola macchina. Si consiglia di creare una scheda per ogni macchina e/o impianto e di
affidarne la compilazione a un preposto. Linsieme delle schede costituir il registro delle
manutenzioni.
Nella compilazione della schede a ogni intervento assegnato un numero progressivo
annotando la data di esecuzione, il riferimento interno che segue e sorveglia lesecuzione
e lesecutore (che pu essere sia interno che esterno; in questultimo caso cfr capitolo 5).
utile indicare inoltre la tipologia dellintervento effettuato (cio se rientra nella manutenzione
ordinaria, straordinaria o di verifica periodica obbligatoria) e la periodicit prevista (sia per
legge che programmata).
7.C. Esito del controllo
la scheda da utilizzare per annotare gli esiti dei controlli periodici. La raccolta delle schede
andr a costituire il registro dei controlli.
7.D. Scheda per la registrazione di anomalie e/o quasi incidenti
la scheda da utilizzare per registrare qualsiasi anomalia o quasi incidente. Linsieme di
queste schede costituir il registro delle anomalie e/o quasi incidenti. Tale registro sar un
utile strumento per la gestione delle manutenzioni. Potrebbe essere necessario anche discutere
insieme al Datore di Lavoro e al RSPP sulla natura delladeguamento o sulle ragioni del quasi
incidente in maniera da poter ovviare con interventi sia di tipo tecnico che organizzativo-
procedurale per prevenire possibili infortuni.
7
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
64
ALLEGATI
65
ALLEGATI
7
.
A
.

P
i
a
n
o

d
e
l
l
e

m
a
n
u
t
e
n
z
i
o
n
i
M
a
c
c
h
i
n
e
/
i
m
p
i
a
n
t
i
N


s
c
h
e
d
a

m
a
c
c
h
i
n
a
R
e
p
a
r
t
o
/
i
V
e
r
i
f
i
c
h
e

p
e
r
i
o
d
i
c
h
e

o
b
b
l
i
g
a
t
o
r
i
e
M
a
n
u
t
e
n
z
i
o
n
e

p
r
o
g
r
a
m
m
a
t
a
N
o
t
e
P
e
r
i
o
d
i
c
i
t

C
o
m
p
e
t
e
n
z
a
P
e
r
i
o
d
i
c
i
t

C
o
m
p
e
t
e
n
z
a
7
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
66
ALLEGATI
67
ALLEGATI
7
.
B
.

S
c
h
e
d
a

m
a
c
c
h
i
n
a
/
i
m
p
i
a
n
t
i
S
C
H
E
D
A

N


_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
M
A
C
C
H
I
N
A
/
I
M
P
I
A
N
T
O
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
R
E
P
A
R
T
O
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
_
N

I
n
t
e
r
v
e
n
t
o
D
a
t
a
R
i
f
e
r
i
m
e
n
t
o
E
s
e
c
u
t
o
r
e
T
i
p
o

d
i

m
a
n
u
t
e
n
z
i
o
n
e
1
P
e
r
i
o
d
i
c
i
t


p
r
e
v
i
s
t
a
N
o
t
e
1

I
n
d
i
c
a
r
e

s
e

l

i
n
t
e
r
v
e
n
t
o

e
f
f
e
t
t
u
a
t
o

r
i
e
n
t
r
a

n
e
l
l
a

m
a
n
u
t
e
n
z
i
o
n
e

o
r
d
i
n
a
r
i
a
,

s
t
r
a
o
r
d
i
n
a
r
i
a

o

d
i

v
e
r
i
f
i
c
a

p
e
r
i
o
d
i
c
a

o
b
b
l
i
g
a
t
o
r
i
a
.
7
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
66
ALLEGATI
67
ALLEGATI
7.C. Esito del controllo
Addetto al controllo__________________________________________
Periodicit del controllo_______________________________________
Oggetto del controllo_________________________________________
Esiti da comunicare a ________________________________________
Elementi
controllati
Reparto Data Modalit di
verifica
Esito
verifica
Possibili azioni Note
7
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
68
ALLEGATI
7.D. Scheda per la registrazione di anomalie e/o quasi incidenti
Anomalia/quasi
incidente
Ora Data Possibile causa Nome operatore/
segnalatore
7
Sistema di gestione delle attivit di manutenzione e controllo
69
CONTENUTI
Attivit di informazione, formazione,
addestramento
8
8.1 Piano di formazione e informazione
Una volta individuati i rischi e redatto il relativo Documento di Valutazione, compito del
Datore di Lavoro in collaborazione con il RSPP provvedere ad una adeguata formazione
e informazione dei lavoratori (vedi allegati 8.A. e 8.B.) sui rischi legati allattivit da loro
svolta nellazienda, sulle misure di prevenzione e protezione adottate e sui rischi specifici
legati alla loro mansione. Lattivit di formazione e informazione deve avvenire in occasione
dellassunzione, del trasferimento o del cambiamento di mansione, dellintroduzione di nuove
attrezzature, macchinari, sostanze e tecnologie (vedi allegati 8.C. e 8.D.).
Particolari corsi di formazione sono rivolti al RSPP, ai Rappresentanti dei lavoratori, agli addetti
alle emergenze (antincendio e pronto soccorso). La formazione deve essere periodicamente
ripetuta in relazione allevoluzione dei rischi o allinsorgenza di nuovi rischi. La formazione
dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi
paritetici ove possibile, durante lorario di lavoro e non pu comportare oneri economici a
carico dei lavoratori.
Si consiglia di far eseguire un test di apprendimento sui temi trattati nel corso e conservarne i
verbali creando un registro della formazione.
8.2 Informazione ai soggetti esterni (ditte esterne)
In occasione di lavori dati in appalto a ditte esterne (manutenzioni, pulizie, trasporto e
facchinaggio, ecc.) il Datore di Lavoro committente tenuto a informare i lavoratori esterni sui
rischi specifici esistenti nellambiente di lavoro in cui sono destinati a operare. Per comodit
opportuno che venga predisposto uno stralcio del documento di sicurezza che contenga tutte
le informazioni relative al sito. Questo documento dovr quindi contenere in forma sintetica e
illustrativa le situazioni e le attivit lavorative che possono costituire un rischio per i lavoratori
esterni. Qualora siano presenti lavorazioni e attivit particolarmente a rischio, sar opportuno
indicare in questo documento i relativi divieti e/o prescrizioni (vedi cap. 5).
70
ISTRUZIONE OPERATIVA
71
ALLEGATI
8
Il Datore di Lavoro o un suo incaricato deve:
1. individuare i gruppi omogenei dei lavoratori cui indirizzare lintervento formativo,
facendo riferimento al Documento di Valutazione dei rischi in collaborazione con il
RSPP;
2. stabilire il programma di formazione (tempi, modi e contenuti);
3. in occasione di ogni intervento formativo compilare il modello di avvenuta
formazione;
4. tenere aggiornato il registro della formazione, costituito dalla raccolta dei diversi
modelli compilati e degli attestati dei corsi frequentati;
5. fornire le informazioni sui rischi presenti in azienda alle ditte esterne (cfr. cap. 5).
Procedura da attuare per la pianificazione della formazione.
8
Attivit di informazione, formazione, addestramento
70
ISTRUZIONE OPERATIVA
71
ALLEGATI
8.A. Piano di formazione
8.B. Schema sintetico dei contenuti del piano formativo
8.C. Modello per linformazione e la formazione dei lavoratori ai sensi degli
artt. 21 e 22 del D.Lgs 626/94
8.D. Attestazione di avvenuta formazione
Attivit di informazione, formazione, addestramento
8
72
ALLEGATI
73
ALLEGATI
8.A. Piano di formazione
Per garantire linteresse e, quindi, lefficacia formativa, opportuno provvedere a selezionare
gruppi omogenei di lavoratori cui saranno destinati specifici programmi di formazione e
dinformazione.
Nel seguito si riporta un esempio di suddivisione in gruppi di lavoratori, a cui opportuno
indirizzare uno specifico programma di formazione.
Elenco dei gruppi omogenei di lavoratori ai fini della differenziazione delle iniziative e dei
moduli formativi.
Soggetti istituzionali:
Addetti squadre di emergenza e pronto soccorso
Rappresentanti dei lavoratori
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
Datore di Lavoro che svolge i compiti di prevenzione e protezione
Soggetti con attivit omogenee; per esempio:
Impiegati
Addetti alla produzione (da suddividere ulteriormente se necessario)
Addetti al magazzino
Addetti alla manutenzione interna (se presenti)
Altri
Soggetti esposti a rischi specifici (se esistenti); per esempio:
Addetti ai videoterminali
Addetti alla movimentazione manuale dei carichi
Addetti esposti a livelli sonori personali giornalieri > 85 dB(A)
Addetti esposti ad agenti chimici, biologici e cancerogeni
Altri eventuali
Lavoratori e terzi che possono essere esposti a rischi; il Datore di Lavoro comunque
tenuto a fornire unopportuna informazione anche alle seguenti figure:
Dipendenti di ditte esterne impiegati in attivit di produzione, manifattura,
distribuzione, vendita al dettaglio, ricerca e sviluppo, ecc.
Dipendenti di servizi secondari o ausiliari (lavori di pulizia, manutenzione,
lavoratori temporanei, ecc.)
Subappaltatori
Professionisti, consulenti, lavoratori autonomi
Studenti, apprendisti e tirocinanti
Soggetti in visita
8
Attivit di informazione, formazione, addestramento
72
ALLEGATI
73
ALLEGATI
8.B. Schema sintetico dei contenuti del piano formativo
Il modello riportato solo a titolo esemplificativo ed quello indicato dallOrganismo Paritetico
Provinciale 626 (Unione Industriale Pratese, CGIL, CISL, UIL) della Provincia di Prato.
Il percorso formativo individua criteri e metodi che le aziende industriali, operanti nel distretto
pratese, possono adottare per fornire unadeguata informazione e formazione ai lavoratori
dipendenti e ai soggetti ad essi equiparati.
Tale percorso costituisce una delle possibili forme di adempimento degli obblighi dinformazione
e formazione, senza voler sostituire altre modalit poste in essere dalle singole imprese.
Gruppo
omogeneo
di lavoratori
Sintesi dei contenuti Tipo di azione
formativa
Tempi Docenza
RSPP
1
e
formatori
aziendali
Analisi dei rischi tipici di settore
e metodologie didattiche per
lapprendimento degli adulti
Giornate di
incontro e
formazione
6 ore
Consulenti esperti
di sicurezza e
comunicazione
Dipendenti
in forza (in
particolare
per le aree
logistica e
produzione)
Diritti, doveri e responsabilit,
quadro normativo,
lorganizzazione aziendale per
la sicurezza, i rischi comuni
e la loro prevenzione, sistemi
di coinvolgimento, norme di
emergenza, ecc.
Giornate di
incontro e
formazione
1,5 ore
Formatore, RSPP e
consulente esterno
I rischi specifici di reparto
e delle singole macchine
utilizzate
Addestramento in
reparto
Neoassunti
Colloquio singolo nel quale
si espongono i rischi generali
di comparto e quelli specifici
relativi alla mansione
Giornate di
incontro e
formazione
3 ore o 1,5
ore in caso
di analoghe
precedenti
esperienze
lavorative
Formatore e RSPP
Prova pratica sulla postazione
di lavoro relativa allutilizzo dei
macchinari, apparecchiature ed
eventuali DPI
Addestramento in
reparto
Lavoratori
soggetti
a cambio
mansione
Colloquio singolo nel quale
si espongono i rischi specifici
relativi alla mansione
Giornate di
incontro e
formazione
1 ora
Formatore e RSPP
Prova pratica sulla postazione
di lavoro relativa allutilizzo
dei nuovi strumenti di lavoro
(macchinari, apparecchiature,
ecc.) ed eventuali DPI
Addestramento in
reparto
Stagisti
Colloquio singolo nel quale
si espongono informazioni
sui possibili rischi del reparto
e delle attivit previste dal
progetto di stage
Giornate di
incontro e
formazione 1 ora
Formatore, RSPP,
tutor aziendale
1
Il RSPP deve essere in possesso di attitudini e capacit adeguate a svolgere tale funzione, sia attraverso
lesperienza acquisita direttamente sia attraverso corsi formativi specifici.
Attivit di informazione, formazione, addestramento
8
74
ALLEGATI
75
ALLEGATI
8.C. Modello per linformazione e la formazione dei lavoratori ai sensi degli
artt. 21 e 22 del D.Lgs 626/94
Il seguente schema pu essere utilizzato come guida per fornire ai lavoratori uninformativa
generale sulla sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro. Tale documento puramente a scopo
esemplificativo e deve essere integrato e adattato alla specifica realt aziendale.
NORMATIVA
Al fine di eliminare o, quando ci non possibile, ridurre al minimo i rischi esistenti sul luogo
di lavoro, la normativa vigente in materia di prevenzione, sicurezza e igiene prevede specifici
obblighi posti a carico di tutte le figure aziendali: Datore di Lavoro, dirigente, preposto e
lavoratore.
La principale normativa di riferimento costituita dai decreti del Presidente della Repubblica
n. 547/55 e n. 303/56 e dai decreti legislativi n. 277/91 e n. 626/94.
Gli obblighi generali che la riguardano sono esposti nel presente documento (la normativa
pu essere consultata a sua richiesta rivolgendosi al sig. ).
OBBLIGHI DEI LAVORATORI PRINCIPI DI CARATTERE GENERALE
Per i lavoratori la legge specifica alcuni obblighi di comportamento da tenere o da evitare.
In breve, si tratta essenzialmente di:
osservare le norme dei decreti e le misure disposte dal Datore di Lavoro;
usare con cura i dispositivi di sicurezza e i mezzi di protezione conformemente
allinformazione ricevuta;
segnalare le deficienze di detti mezzi e i pericoli, intervenendo limitatamente
allurgenza e alle proprie possibilit;
non rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza e di protezione;
non compiere di propria iniziativa manovre che possono compromettere la
sicurezza.
ORGANIGRAMMA AZIENDALE
Per opportuna conoscenza la informiamo che in materia di sicurezza sul lavoro lorganigramma
aziendale cos composto:
Datore di Lavoro (o suo delegato), dirigente, preposto, altro,
Organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (SPP)
Lorganizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi (SPP) cos composta:
Responsabile del SPP sig. ___________________________
Altri addetti al SPP sig. ___________________________
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza sig. ___________________________
Medico Competente dott. ___________________________
Addetto/i squadra antincendio/emergenza sig. ___________________________
Addetto/i pronto soccorso sig. ___________________________
8
Attivit di informazione, formazione, addestramento
74
ALLEGATI
75
ALLEGATI
COMPORTAMENTI GENERALI DA OSSERVARE E DA RISPETTARE
a) I lavoratori devono segnalare tempestivamente al preposto (o in mancanza di questi a
un responsabile aziendale come, ad esempio, il responsabile del servizio sicurezza o
al titolare) guasti o deterioramenti meccanici o elettrici delle protezioni, dei ripari o dei
dispositivi antinfortunistici.
b) I lavoratori non devono compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non
siano di propria competenza e che possono compromettere la sicurezza propria o di altre
persone.
c) Ogniqualvolta venga rimossa una protezione o un dispositivo, il lavoratore cui
espressamente affidato il compito di effettuare la rimozione, ha lobbligo di rimettere in
posizione di difesa e sicurezza la protezione e il dispositivo di sicurezza escluso.
d) Tutti i lavoratori prima di avviare una macchina o un impianto devono accertarsi che le
protezioni e i dispositivi di sicurezza siano a posto ed efficienti e che non ci siano altre
persone in posizione di pericolo.
e) Quando una macchina o un impianto vengono messi fuori servizio per pulizia,
manutenzione o altro tipo di intervento deve essere esposto il cartello attenzione non
mettere in moto sul quadro di comando elettrico della macchina o dellimpianto, in
modo da coprire la leva o il pulsante di avviamento, oppure sullinterruttore principale se
la macchina o limpianto non sono dotati di comando proprio.
f) Qualsiasi intervento su parti in tensione pu essere effettuato solo dopo che la tensione
elettrica di alimentazione sia stata tolta tramite linterruttore del quadro elettrico e sullo
stesso sia stato applicato il cartello attenzione non mettere in moto.
g) Sono vietate tutte le operazioni di pulizia manuale e gli interventi di registrazione e di
lubrificazione sulle macchine in moto. Quando gli eventuali accumuli di materiale sono
tali da compromettere la lavorazione devono essere tolti a macchina ferma o utilizzando
appositi attrezzi che mantengono il corpo distante dagli organi in movimento.
h) Non asportare e non manomettere le protezioni, i ripari o i dispositivi di sicurezza applicati
alle macchine o agli impianti in genere.
i) Durante il lavoro devono essere indossati indumenti privi di parti svolazzanti; in particolare
vietato luso di sciarpe, cravatte, cinturini, anelli o altri accessori che si prestino a essere
afferrati dai macchinari in movimento.
j) Non sono ammesse calzature aperte tipo sandali o zoccoli che possono essere causa di
cadute, scivolamenti o altri inconvenienti. Le calzature devono essere chiuse, con la suola
in gomma.
k) I lavoratori non devono usare sul luogo di lavoro indumenti o abbigliamento che, in
relazione alla natura delle operazioni svolte, costituiscano pericolo per lincolumit
personale.
l) I lavoratori devono usare i dispositivi di protezione individuali (DPI) messi a disposizione
dallazienda. I DPI relativi ai rischi specifici devono essere usati con cura e dovr essere
segnalato al preposto il loro eventuale stato di deterioramento o la perdita di efficacia
protettiva.
m) Alla fine di ogni turno di lavoro, i lavoratori dovranno provvedere a tenere puliti i reparti
di lavorazione, in particolar modo nei luoghi dove sono utilizzate le sostanze pericolose.
n) I servizi igienici vanno utilizzati mantenendoli in condizioni di perfetta efficienza e pulizia.
o) fatto divieto ai lavoratori di fumare, consumare pasti e bevande nei reparti di lavoro
dellazienda.
Attivit di informazione, formazione, addestramento
8
76
ALLEGATI
77
ALLEGATI
PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE
In allegato le consegniamo una pianta che indica il suo luogo di lavoro abituale e le vie di
fuga da seguire in caso di evacuazione immediata dallo stabilimento.
Il sig. .. le consegner/comunicher eventuali ulteriori spiegazioni in materia
(come ad esempio: emergenza infortunio, emergenza incendi, ecc.).
ELENCO DEI RISCHI GENERALI E SPECIFICI CUI LEI SOTTOPOSTO
Nella sua posizione di lavoro risultano presenti i seguenti fattori di rischio:
Elettrico .............................................................................................. SI NO
Macchine ........................................................................................... SI NO
Attrezzature ......................................................................................... SI NO
Impianti .............................................................................................. SI NO
Mezzi di movimentazione interna .......................................................... SI NO
Agenti chimici ..................................................................................... SI NO
Agenti biologici ................................................................................... SI NO
Rumore .............................................................................................. SI NO
Vibrazioni ........................................................................................... SI NO
Radiazioni ionizzanti ............................................................................ SI NO
Microclima ......................................................................................... SI NO
Movimentazione manuale dei carichi .................................................... SI NO
Videoterminali ..................................................................................... SI NO
MATERIALE DIDATTICO DI SUPPORTO ALLINFORMAZIONE E FORMAZIONE
Per tutelare la sua salute necessario che, in relazione ai fattori di rischio sopra indicati, lei
rispetti idonee regole di comportamento. Le consegniamo il seguente materiale didattico, che
specifica tali norme di comportamento, e la invitiamo a conservare detto materiale al fine di
poterlo riutilizzare anche per future consultazioni.
MATERIALE DIDATTICO CONSEGNATO
Schede per la sicurezza degli operatori ..........................
Schede per la sicurezza degli operatori ..........................
Schede per la sicurezza degli operatori ..........................
PROCEDURA DI FORMAZIONE
Le mansioni cui lei addetto sono le seguenti ..
La sua informazione e formazione sulla conoscenza e consapevolezza dei rischi specifici per
le mansioni cui lei addetto viene aggiornata mediante una o pi delle seguenti procedure
come da attestazioni allegate:
- aggiornamento per i dipendenti in forza ......................................... SI NO
- per cambio mansione ................................................................... SI NO
- per neo assunti ............................................................................. SI NO
- altro ............................................................................................ SI NO
Al termine del suo programma di formazione sar effettuata una verifica di apprendimento.
Data:___________
Firma azienda Firma lavoratore
______________________ ______________________
8
Attivit di informazione, formazione, addestramento
76
ALLEGATI
77
ALLEGATI
8.D. Attestazioni di avvenuta formazione
FORMAZIONE DEL LAVORATORE AI SENSI DELLART. 22 D.LGS. 626/94
AGGIORNAMENTO PER I DIPENDENTI IN FORZA
Si certifica che il sig. .............. ha ricevuto laggiornamento della formazione in
materia di sicurezza e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle
proprie mansioni, mediante un incontro in plenaria della durata di .
effettuato il ........ alla presenza del sig. .............. durante il quale sono
stati illustrati i rischi generali di comparto attraverso i materiali didattici consegnati.
Al primo incontro in plenaria seguito un incontro sui rischi specifici in data .
della durata di . relativi alla mansione svolta dal lavoratore.
In particolare al sig. ............... sono state illustrate le seguenti
schede macchine / apparecchiature / utensili / strumenti / lavorazioni / operazioni / procedure
/ ecc.
evidenziandone i potenziali rischi e pericoli.
Data ___________________
Firma azienda Firma lavoratore
_____________________ ______________________
Attivit di informazione, formazione, addestramento
8
78
ALLEGATI
79
ALLEGATI
FORMAZIONE DEL LAVORATORE AI SENSI DELLART. 22 D.LGS. 626/94 PER CAMBIO MANSIONE
Si certifica che il sig. .............. ha ricevuto la formazione in materia di sicurezza
e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni,
mediante un incontro con il sig. .............. in data .. della durata di
.. dove sono stati illustrati i rischi specifici della nuova mansione.
Allincontro sono seguite prove pratiche nei seguenti reparti alle seguenti
macchine/impianti/apparecchiature/utensili con le seguenti modalit .......

Data: ___________
Firma azienda Firma lavoratore
______________________ ______________________
8
Attivit di informazione, formazione, addestramento
78
ALLEGATI
79
ALLEGATI
FORMAZIONE DEL LAVORATORE AI SENSI DELLART. 22 D.LGS. 626/94 PER NEO ASSUNTI
Si certifica che il sig. .............. ha ricevuto la formazione in materia di sicurezza
e di salute, con particolare riferimento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni,
mediante un incontro con il sig. .............. in data .. della durata di
. dove stata consegnata uninformativa generale dei
rischi generali dellazienda e sono stati illustrati i rischi specifici della mansione.
Allincontro sono seguite prove pratiche nei seguenti reparti alle seguenti
macchine/impianti/apparecchiature/utensili con le seguenti modalit ..

Data: ______________
Firma azienda Firma lavoratore
______________________ ______________________
Attivit di informazione, formazione, addestramento
8
80
CONTENUTI
81
ISTRUZIONE OPERATIVA
Verifica periodica del sistema
9
9.1 La riunione periodica di prevenzione e protezione
una riunione che viene indetta dal Datore di Lavoro secondo quanto previsto dallart. 11 del
D.Lgs. 626/94. Vi partecipano:
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
Medico Competente;
Rappresentanti per la sicurezza.
Ha luogo almeno una volta lanno e tutte le volte che, in caso di variazione delle condizioni
di sicurezza legate allintroduzione di nuove tecnologie e macchinari, si renda necessario
riesaminare le misure di sicurezza adottate.
Loggetto della riunione pu essere: lesame e leventuale aggiornamento del Documento
di Valutazione dei Rischi, il riesame dei dispositivi di protezione individuali, lattuazione dei
programmi di formazione e informazione e la verifica dellefficacia, gli esiti della sorveglianza
sanitaria.
Il verbale della riunione (vedi allegato 9.A.), redatto a cura del Datore di Lavoro, anche
tramite il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi, a disposizione dei partecipanti.
Durante tale riunione pu risultare utile valutare lefficacia e ladeguatezza del sistema di
gestione della sicurezza analizzando anche:
rapporti sulle emergenze (reali o simulate)
rapporti sulla identificazione dei pericoli e sulla valutazione e controllo dei rischi
statistiche infortuni
risultati dei monitoraggi interni e delle non conformit riscontrate
azioni correttive intraprese
programmazione delle verifiche interne
80
CONTENUTI
81
ISTRUZIONE OPERATIVA
9
Il Datore di Lavoro deve:
1. indire almeno una volta lanno la riunione di prevenzione e protezione, come
previsto allart. 11 del D.Lgs. 626/94;
2. compilare il verbale di riunione periodica;
3. stabilire insieme al RSPP gli obbiettivi da sviluppare nel corso dellanno successivo e
monitorare landamento delle azioni intraprese.
Verifica periodica del sistema
Procedura da attuare per lattivit del riesame.
82
ALLEGATI
9.A. Modello di verbale per la riunione periodica di prevenzione e protezione
dai rischi
Oggetto: riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi (art. 11
D.Lgs. 626/94)
In data odierna alle ore si tenuta la riunione in oggetto per fare il punto della
situazione sullapplicazione del D.Lgs. 626/94 allinterno di ..(nome azienda).
Sono presenti:
................................... , in qualit Datore di Lavoro o suo rappresentante;
................................... , in qualit di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
................................... , in qualit di Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza;
................................... , in qualit di Medico Competente.
Nel corso della riunione vengono esaminati:
il Documento di Valutazione dei Rischi e preventiva analisi;
lidoneit dei mezzi di protezione individuale (se previsti);
i programmi dinformazione e formazione;
varie ed eventuali.
Prato, ..
______________________________________
(firma del Datore di Lavoro)
______________________________________
(firma del RSPP)
______________________________________
(firma del MC)
______________________________________
(firma del RLS)
Verifica periodica del sistema
9