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JOHN STUART MILL


SAGGIO SULLA LIBERTA
COMMENTO
Il principio guida quello dell'importanza per l'uomo e per la societ di una larga variet di caratteri
e di una completa libert della natura umana. Ci spiega il principio forte milliano di limitazione
dell'intervento statale: la societ pu interferire solo per proteggersi. L'individualismo di Mill si rif
al principio di von Humboldt (1767-1835) dell'assoluta ed essenziale importanza dello sviluppo
umano nella sua pi ricca diversit, motto del suo saggio On Liberty. Esso impone di proteggersi
dalla tirannia dell'opinione e del sentimento predominanti, che toglie anche il desiderio di pensare.
E con Tocqueville, Mill sottolinea come, trovandoci tutti pi o meno sul medesimo piano, ci che
conta il numero e la fede dell'opinione pubblica diviene una specie di religione e la maggioranza
ne il suo profeta. Si profila cos il conflitto come garanzia di base di una societ aperta. E si
afferma lesistenza di una stretta connessione tra libert di opinione e libert di espressione.
SULLA LIBERTA (ON LIBERTY, 1858)
INTRODUZIONE
Argomento del saggio la libert civile o sociale: la natura e i limiti del potere che la societ pu
legittimamente esercitare sull'individuo. Attenzione particolare va posta al concetto di volont del
popolo che significa la volont della parte del popolo pi numerosa: la maggioranza che inaugura
quella tirannia della maggioranza, talvolta pi potente di molti tipi di oppressione politica.
Dovunque vi sia una classe dominante, infatti, la morale del paese emana dai suoi interessi di
classe e dai suoi sentimenti di superiorit di classe. Il principio che l'umanit giustificata,
individualmente o collettivamente, a interferire sulla libert d'azione di chiunque soltanto al fine di
proteggersi, per evitare danno agli altri. Il bene dell'individuo, sia esso fisico o morale, non una
giustificazione sufficiente. Lindividuo non pu essere costretto a fare o non fare qualcosa perch
meglio per lui, perch lo render pi felice, perch nell'opinione altrui opportuno o perfino giusto.
Si deve rendere conto solo per ci che riguarda gli altri: su se stesso, sulla sua mente e sul suo
corpo, l'individuo sovrano. Mill esclude per i minori e le societ arretrate. Il criterio che informa
Mill l'utilit, ma nel suo senso pi ampio, fondata cio sugli interessi permanenti dell'uomo in
quanto essere progressivo. La sfera propria della libert umana quella parte di vita che riguarda
soltanto il soggetto, la sfera della coscienza interiore: essa esige la libert di coscienza di
pensiero, di opinione e di espressione e di associazione. Ciascuno l'unico autentico guardiano
della propria salute, sia fisica, sia mentale e spirituale.
DELLA LIBERTA DI PENSIERO E DISCUSSIONE
Impedire l'espressione di un'opinione significa derubare la razza umana, e procurare un danno a
coloro che dall'opinione dissentono ancor pi di chi la condivide. Se l'opinione giusta essi non
possono passare dall'errore alla verit, se sbagliata perdono la percezione pi chiara e viva della
verit. Inoltre, quando le dottrine contrastanti contengono entrambe una parte di verit, l'opinione
dissidente necessaria per integrare la dottrina pi generalmente accettata con ci che le manca.
Essere certi della falsit di una opinione senza ascoltarla significa presupporre che la propria
certezza coincida con la certezza assoluta. Mill cita Socrate, i cristiani ortodossi, Marco Aurelio. Il
reale vantaggio della verit consiste nel fatto che, quando un'opinione vera, pur soffocandola,
essa riapparir in circostanze che le permetteranno di sfuggire alla persecuzione. Mill si scaglia
contro lintolleranza dei cristiani e contro il silenzio degli eretici, poi critica coloro che esauriscono il
loro ingegno nel tentativo di conciliare gli impulsi della coscienza e della ragione con l'ortodossia.
Un pensatore deve seguire il suo intelletto indipendentemente dalle conclusioni cui esso conduca.
Inoltre quando una verit non si discute, finisce per essere un freddo dogma. Le religioni all'inizio
sono ricche di significato e vitalit; quando, per, una religione ha il sopravvento e diviene
l'opinione generale, essa arresta il suo progresso: i suoi seguaci la ereditano, la accettano
passivamente e non la adottano, assistendo passivamente al declino della forza vitale di una
dottrina. Il cristiano ha da una parte le leggi del Nuovo testamento e dall'altra la consuetudine del
suo paese: al primo criterio offre il suo omaggio, al secondo la sua reale sottomissione. A chi
afferma che la libera espressione vada consentita a condizione che si discuta educatamente, si
risponde che difficile definirne i limiti leciti. Inoltre le scorrettezze pi gravi - i sofismi, nascondere
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fatti, esporre la questione in modo inesatto, travisare l'opinione avversa - vengono fatte spesso in
buona fede.
DELLINDIVIDUALITA COME ELEMENTO DEL BENE COMUNE
L'unanimit non auspicabile e cos utile che vi siano differenze d'opinione e differenti
esperimenti di vita. Il libero sviluppo dell'individualit uno degli elementi fondamentali del bene
comune, anche se il valore intrinseco dellindividualit male riconosciuto. E' decisiva la dottrina di
von Humboldt: la natura umana non una macchina da costruire secondo un modello e da
regolare perch compia esattamente il lavoro assegnatole, ma un albero, che ha bisogno di
crescere e svilupparsi in ogni direzione, secondo le tendenze delle forze interiori che lo rendono
una creatura vivente. Il genio pu respirare solo in un'atmosfera di libert: se essa non esiste, la
societ non trarr alcuno beneficio dal loro genio. Il dispotismo della consuetudine un ostacolo
per il progresso umano: un popolo si ferma quando cessa di possedere l'individualit.
DEI LIMITI ALLAUTORITA DELLA SOCIETA SULLINDIVIDUO
Il fatto di vivere in societ rende indispensabile che ciascuno sia obbligato a osservare una certa
linea di condotta nei confronti degli altri: non si devono danneggiare certi interessi, i diritti e poi
ciascuno deve sostenere e difendere la societ. Al di l di questo, nessun gruppo e' autorizzato a
dire a un adulto che per il suo bene non pu fare della sua vita quel che sceglie di farne. Ciascuno
la persona maggiormente interessata al proprio benessere, l'interesse che chiunque altro pu
avervi minimo in confronto al proprio; inoltre anche l'uomo o la donna pi ordinari hanno modo di
conoscere i propri sentimenti molto meglio di chiunque altro. Esiste il diritto ad esortare, a
disapprovare, a provare sentimenti rispetto al comportamento di una persona, ma non si pu
costringerla a fare ci che si ritiene faccia il suo bene. Gli atti che danneggiano altre persone
vanno trattati in modo completamente diverso: violare i diritti altrui merita la riprovazione morale e il
castigo. In presenza di un preciso danno, o di un preciso rischio di danno, per il pubblico o per un
individuo il caso esula dalla sfera della libert e rientra in quella della moralit e della legge. Per il
danno che l'uomo fa a se stesso si tratta di un fastidio che la societ pu permettersi negli interessi
di un bene maggiore: la libert umana.
APPLICAZIONI
Mill a favore della libert ed contro il proibizionismo, contro la chiusura delle bische. L'uomo,
seppure volontariamente, non pu vendere se stesso: vendendosi come schiavo rinuncia proprio
alla libert. Il principio della libert non pu ammettere che si sia liberi di non essere liberi. Mill si
concentra poi su alcuni rapporti pratici della vita. Per quanto concerne il matrimonio, se, secondo
von Humboldt, esso pu essere disciolto quando i due contraenti sono d'accordo, Mill si mostra pi
cauto per la grande rilevanza morale di questo particolare rapporto. Poi egli si scaglia contro il
potere dispotico dei mariti sulle mogli. Mill sostiene, inoltre, che deve essere riconosciuto il dovere
di attuare l'istruzione dei bambini la cui educazione non pu essere lasciata al potere assoluto dei
genitori. Lo Stato deve quindi rendere obbligatoria l'istruzione, ma non detto che debba dirigerla:
ci contraddirebbe la necessit di diversit di opinione.
Mill solleva delle obiezioni all'interferenza governativa affinch essa non costituisca violazione
della libert:
1. L'azione pu essere compiuta meglio da singoli individui che dal governo. Infatti, nessuno
tanto adatto a condurre degli affari, quanto coloro che vi hanno un interesse personale.
2. Anche se i singoli individui non sono mediamente in grado di svolgere una data attivit
altrettanto bene come i funzionari governativi, auspicabile che essa sia svolta da loro
come mezzo di educazione intellettuale (giurie popolari).
3. Ciascuna funzione che viene ad aggiungersi a quelle che il governo gi svolge, amplia il
suo campo dinfluenza sulla speranza e sul timore umani e trasforma sempre pi gli
individui in parassiti del governo.
Nei paesi in cui tutte le attivit sono svolte tramite la burocrazia non e' possibile fare
assolutamente nulla cui essa sia contraria. Il principio pratico la massima espressione del potere
che non va a scapito dell'efficienza e la massima centralizzazione, e diffusione dell'informazione.