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Diceva Mao Tse-tung (rivoluzionario comunista e presidente cinese) il 5 marzo del 1949 al suo

Diceva Mao Tse-tung (rivoluzionario comunista e presidente cinese) il 5 marzo del 1949 al suo popolo stremato dalla guerra civile e dalla guerra con il Giappone:

"Fra le caratteristiche dei 600 milioni di cinesi, quella che colpisce è la grande povertà e arretratezza. Cose cattive, in apparenza, ma buone in realtà. La povertà induce alla trasformazione, all'azione, alla rivoluzione. Su un foglio bianco ci si può scrivere o disegnare tutto ciò che c'è di più nuovo e di più bello."

Rapporto alla II sessione plenaria del VII Comitato centrale del Partito comunista cinese, Opere Scelte, Vol. IV

Dopo quasi 50 anni dall'inizio della Grande Rivoluzione Culturale,

attuata con un misto di entusiasmo e paura da centinaia di milioni di cinesi , la Cina conta più di un miliardo e trecento milioni di abitanti, è la seconda economia mondiale

ed è il più grande importatore ed esportatore di merci al mondo.

Complice di questa metamorfosi un'altra grande rivoluzione, quella industriale voluta

da chairman Deng Xiaoping, che in seguito alla morte di Mao (intorno alla metà degli anni '70),

diede il via ad una lunga serie di riforme politiche, economiche, sociali e quindi culturali che miravano alla progressiva integrazione dell'economia cinese con le altre economie mondiali, in special modo quelle dei paesi industrializzati (da Mao considerati Imperialisti). Così, come effetto di questa repentina apertura, dopo migliaia di anni di dinastie, occupazioni

e

regimi, oggi possiamo assistere alla nascita di nuove generazioni di giovani cinesi consapevoli

e

sensibili alle dinamiche globali. Sono ragazze/i che hanno la possibilità di entrare in contatto

con culture diverse grazie a viaggi o scambi interculturali, è inoltre un'opportunità per i ragazzi stranieri per raggiungere la Terra di Mezzo e scoprirne i grandi segreti.

LUNARIA REPORT:

SVHG-1 Beijing 08.07.-19.07. 2013 10 vols. (+ 10 locals) Project: The Sunshine Volunteers of Beijing University of Technology is a group in charge of all the volunteer activities within the University. Work: Volunteers will participate in extracurricular activities for primary school students to teach English and the customs and cultures of other countries. Accommodation: will be in student dormitory on the campus.

Accommodation: will be in student dormitory on the campus. Quando Marcello e Annarita, amici dell'Associazione di

Quando Marcello e Annarita, amici dell'Associazione di volontariato Internazionale Lunaria,

mi proposero di partecipare ad un workcamp a Pechino, la prima cosa a cui pensai furono

i racconti dei tibetani rifugiati in India e di quelli oppressi in Tibet, mete dei miei precedenti viaggi,

ed al rancore che avevo maturato negli anni nei confronti della Cina crudele, tirannica, “copiona”,

inquinata ed irrispettosa della storia, ma paese nel quale in realtà non ero mai stato

e che in fin dei conti mi aveva sempre incuriosito.

La presi dunque come un'opportunità unica ed un'occasione per ricredermi.

Atterro all'Aeroporto Internazionale di Pechino-Capital con un volo AirChina proveniente da Delhi,

avevo già trascorso quasi un mese in India e lo shock culturale che stavo per affrontare

un po' mi innervosiva, avevo quasi il timore di essere arrestato come sovversivo

per i miei dreadlocks, che in India erano invece tanto ben considerati.

L'impatto è positivo. Tutto pulito, tutto tecnologico

ma in Cina seguendo la massa si arriva sempre a destinazione. Cambio i soldi al bancomat e le rupie con l'immagine di Gandhi vengono sostituite dai renminbi (RMB o Yuan) con l'effige di Mao, comincia la metamorfosi. Si spalanca difronte a me Pechino, una dinamica e moderna megalopoli con 20 milioni di abitanti indaffarati e ordinati che non parlano una parola di inglese ma vivono alla occidentale (l'esatto opposto delle grandi città indiane!).

nessuno mi capisce

opposto delle grandi città indiane!). nessuno mi capisce Si capisce subito che il progresso ha sostituito

Si capisce subito che il progresso ha sostituito le tradizioni, non è una novità per chi viaggia, ma la modernità qui sembra veramente dominare. L'aria è completamente rarefatta dallo smog

e la temperatura è rovente, un classico delle capitali asiatiche d'estate, ma anche in questo caso, qui sembra veramente dominare. Con un po' di pazienza mi accorgo che comunque a Pechino

è

tutto ben organizzato, un po' come a Berlino ed al contrario di Delhi e Roma,

e

con facilità trovo un microcab, una sorta di frigorifero a motore con driver,

che mi scarica in un ostello veramente accogliente, economico (meno di 10€), caratteristico,

con a/c ed in pieno centro (www.beijingcitywalls.com).

(NianZI HuTong, cuore della vecchia Pechino, dov'è situato l'ostello) (interno dell'ostello City Walls
(NianZI HuTong, cuore della vecchia Pechino,
dov'è situato l'ostello)
(interno dell'ostello City Walls House,
in tradizionale stile cinese)

Mi comincio a rilassare, mi accorgo di essere allucinato

all'università dove inizierò una nuova intensa esperienza di volontariato internazionale.

ancora un paio di giorni e mi trasferirò

( Jingshan Park , veduta panoramica della Città Proibita )

(Jingshan Park, veduta panoramica della Città Proibita)

E' tutto pronto, Fang e Duo per telefono mi hanno chiesto di arrivare un giorno prima per cominciare a conoscere il gruppo di lavoro e per preparare al meglio le lezioni

da tenere ai bambini delle scuole elementari.

Tutto super organizzato, tutto paradossale

bisognava viaggiare per ore con bus in strade sterrate

dopo mezz'ora di taxi arrivo a destinazione.

La Beijing University of Technology è l'Università Centrale di Pechino con al suo interno

il campus/dormitorio, lo stadio di badminton dove si svolsero parte delle tanto discusse olimpiadi

del 2008, piscine, palestre, biblioteche,

anzi (fatta eccezione per alcune strutture moderne) lo stile ricorda molto quello della Russia comunista, tanti casermoni squadrati, tutto mastodontico e funzionale ma senza gusto, senza colore. Capisco poi in seguito che tutto ciò che è “cultura” in Cina viene denominato "della tecnologia" anche se non inerente alla modernità: uno dei modi attuati dal governo centrale per inculcare nelle menti dei cittadini un continuo concetto di progresso, sviluppo e futuro.

In Messico, Nepal, India per raggiungere la meta

ma non è così technology come mi aspettavo,

(Beijing University of Technology, veduta aerea) (Beijing Institute of Technology, Gymnasium ) (Beijing University of
(Beijing University of Technology, veduta aerea) (Beijing Institute of Technology, Gymnasium ) (Beijing University of

(Beijing University of Technology, veduta aerea)

(Beijing Institute of Technology, Gymnasium)

aerea) (Beijing Institute of Technology, Gymnasium ) (Beijing University of Technology, biblioteca) (Beijing
aerea) (Beijing Institute of Technology, Gymnasium ) (Beijing University of Technology, biblioteca) (Beijing

(Beijing University of Technology, biblioteca)

(Beijing University of Technology, dormitorio)

Mi vengono in contro due ragazze gentili e con un inglese molto fluido, Ye e Jessica,

la prima studentessa universitaria pechinese, la seconda nata e residente in Canada da genitori pechinesi; sono l'ultimo arrivato, da bravo italiano, e mi introducono al resto del gruppo.

Ci

sono Fang e Duo, un ragazzo ed una ragazza dell'università e coordinatori del campo;

Li

una ragazza pechinese molto brava a suonare il koto, uno strumento musicale tradizionale

cinese. Poi Chen una studentessa pechinese con la quale ho legato molto,

la mia assistente e interprete durante le dure giornate di insegnamento; Edo, giovane indonesiano

musulmano che ha convissuto tutta l'esperienza con le dure regole del Ramadan,

destando grosso stupore ma anche simpatia ai ragazzi cinesi atei ed estranei alle pratiche di culto;

e Anna e Katka due ragazze bionde della Repubblica Ceca, così simili e così diverse che con me rappresentavano la parte europea del gruppo. Eravamo 10 individui che nonostante le evidenti diversità di ogni genere,

(oltretutto io ho 15 anni più degli altri!) saremmo diventati un'unica entità multiculturale nel centro della roccaforte comunista. Era bello e raro, in giro si incontravano tanti turisti ma non si vedevano gruppi

di ragazzi occidentali e cinesi così ben amalgamati ed energetici, mi sentivo un privilegiato.

(il Gruppo al completo: Edo, Li, Fang, Marco, Chen, Anna, Duo, Jessica, Ye e Katka)

(il Gruppo al completo: Edo, Li, Fang, Marco, Chen, Anna, Duo, Jessica, Ye e Katka)

Edo, Li, Fang, Marco, Chen, Anna, Duo, Jessica, Ye e Katka) (Ye, Edo, Fang, Chen, Marco,

(Ye, Edo, Fang, Chen, Marco, Anna, Duo e Katka presso la Grande Muraglia)

Chen, Marco, Anna, Duo e Katka presso la Grande Muraglia ) (Marco, Fang, Ye e Edo

(Marco, Fang, Ye e Edo in giro per Pechino)

Muraglia ) (Marco, Fang, Ye e Edo in giro per Pechino) (Katka, Chen, Duo, Fang, Ye,

(Katka, Chen, Duo, Fang, Ye, Anna, Marco e Edo presso la Grande Muraglia)

Dopo aver passato la prima di 12 notti nel dormitorio dell'università, sempre pulito

e organizzato con supermarket interni e tantissime mense gratuite, vengo svegliato di prima

mattina da un piccolo esercito di studenti/militari riuniti per l'alzabandiera rossa. Capisco poi che la vita militare è per molte ragazze e molti ragazzi parte integrante degli studi

universitari. Alle 7:30 siamo pronti per la colazione cinese (la colazione era l'unico pasto della giornata che detestavo) insieme ad altri migliaia di studenti che ci guardavano,

neanche a dirlo

La curiosità è una delle caratteristiche dei cinesi che ho imparato ad apprezzare di più;

è comprensibile, sono obbligati a dimenticare il passato e vivere un presente

che non gli è completamente chiaro, dove 5000 anni di profonda cultura, tradizione e spiritualità sono stati, in meno di 50 anni, spazzati via da grattacieli, fast-food, vestiti e macchine in stile occidentale; oltretutto i media sono sotto controllo, compresa la rete, dove facebook, youtube e tutti i principali blog e social network sono inaccessibili,

incuriositi.

bloccati dal grande firewall (che ricorda molto la Grande Muraglia).

I ragazzi sembrano, quindi, disorientati e per me era interessantissimo confrontarmi

(anche con agguerrite partite di ping-pong e calcetto) e rispondere alle loro infinite domande.

(partita di ping-pong all'università) (a pranzo con i ragazzi dello Youth Club)
(partita di ping-pong all'università)
(a pranzo con i ragazzi dello Youth Club)

Lasciata l'università, dopo un'oretta di bus e metro trascorsa a ripassare la lezione, arriviamo alla scuola elementare. Il primo impatto è sbalorditivo, per tutti;

i bambini non credevano ai loro piccoli occhi, insegnanti così non li avevano proprio mai visti

eravamo alieni. Loro erano bambini

e quindi un potenziale vulcano in eruzione :)

come quelli tibetani, indiani, messicani, italiani

un potenziale vulcano in eruzione :) come quelli tibetani, indiani, messicani, italiani ( Baiyang Elementary School

Abbiamo trascorso una settimana stupenda; la mattina svolgevamo prevalentemente attività

didattiche ed il pomeriggio giochi e sport, ma sempre cercando di sottolineare, come fosse un mantra, l'importanza del rispetto per i diritti civili, umani, per madre natura e le altre culture; i nostri compagni pechinesi facevano da interpreti.

una cinquantina di bambini che avrebbero rappresentato il futuro

della Cina erano attenti ed entusiasti, ci sentivamo dei veri maestri.

Bello, molto emozionante

Bello, molto emozionante ( Baiyang Elementary School ) Questa scuola statale di periferia, come tante altre

Questa scuola statale di periferia, come tante altre a Pechino, è fornita di palestre interne ed esterne, mense, laboratori di ogni genere ed ogni classe dotata di proiettore, connessione internet e aria condizionata. La scuola è gratuita e per tutti. Ricordo con piacere l'ultimo giorno: due bambini vennero a scuola con la maglietta dell'Italia, non so dove l'avessero trovata, ma fu chiaro che almeno avevano capito da dove venivo

la maglietta dell'Italia, non so dove l'avessero trovata, ma fu chiaro che almeno avevano capito da

Finalmente il week-end: finalmente la Grande Muraglia, piazza Tienanmen (dove confesso,

ho avuto un attimo di smarrimento e commozione, difficile da spiegare ai compagni cinesi),

la Città Proibita, il Tempio del Cielo, quello dei Lama, le belle passeggiate con Chen

e il karaoke.

( Great Wall of Badaling ) ( piazza Tienanmen , Porta della Pace Celeste )
( Great Wall of Badaling ) ( piazza Tienanmen , Porta della Pace Celeste )

(piazza Tienanmen, Porta della Pace Celeste)

) ( piazza Tienanmen , Porta della Pace Celeste ) (Chen, Anna e Katka alla Città
) ( piazza Tienanmen , Porta della Pace Celeste ) (Chen, Anna e Katka alla Città

(Chen, Anna e Katka alla Città Proibita)

(karaoke!)

La seconda settimana di attività è stata forse meno intensa (più intensa sarebbe stato impossibile) ma sempre ricca di emozioni. Presso un centro sociale di periferia (ovviamente governativo e

quindi super-attrezzato di cucina, sala prove, cinema e stampante 3D,

giochi e spettacoli con i bambini e giovani del quartiere. Abbiamo condiviso i nostri mondi cantando, ballando, disegnando ed in questo vortice multiculturale i cinesi del posto erano molto stupiti e divertiti. Quando partecipo ad un workcamp mi trovo sempre in situazioni in cui

mai avrei pensato di trovarmi, anche per questo non ne posso fare a meno.

)

abbiamo organizzato

(Youth Club: canzoni in cinese, ceco, italiano e inglese) (Youth Club: disegni con i bambini)
(Youth Club: canzoni in cinese, ceco, italiano e inglese)
(Youth Club: disegni con i bambini)
(partita di pallone)

Più tempo passavo a Pechino e più mi accorgevo di quanto il governo fosse presente

costantemente nella vita dei cinesi e di quanto i cinesi fossero a loro volta grati per le opportunità ed il benessere che il governo concede loro. L'atmosfera sembra quella del dopoguerra in Italia; sono sogni che si realizzano, belle macchine, divertimento, spensieratezza, tanto lavoro per tutti e soprattutto competizione e risonanza a livello mondiale. Per parecchi pechinesi tutto ciò è sufficiente per lasciar da parte la storia ed i diritti sottratti dal partito e proiettarsi in un futuro che sempre più gli appartiene. Questo modello, però, non rappresenta certo quel concetto di uomo nuovo che la rivoluzione sperava di creare; il governo centrale non ha voluto comprendere fino in fondo l'importanza della storia, della filosofia e soprattutto della spiritualità (che hanno sempre caratterizzato la cultura di questo immenso paese), come rigore morale per la creazione di una nuova società corretta e non dilaniata dalla corruzione e dall'oppressione come quella occidentale. Grazie comunque alle splendide persone che ho incontrato durante le due settimane

di volontariato e poi a quelle conosciute durante il resto del mio viaggio in Cina,

ho imparato a comprendere lo spessore e la profondità che contraddistinguono la cultura cinese

e a differenziarla dalle sbagliate e spesso crudeli azioni di governo. Attraverso i loro piccoli occhi si può scrutare un mondo millenario,

la

delicatezza ed eleganza nei movimenti, la precisione e la cura del dettaglio, la generosità,

la

saggezza e la determinazione, la scrittura, i colori

è l'oriente. Puoi demolire i templi,

costruire discoteche e metropolitane ma la storia cinese così come la cultura tibetana non saranno cancellate tanto facilmente, pulsano e sono ancora vive sotto la cortina di cemento.

Un ringraziamento ai ragazzi del workcamp per le belle foto,

e come al solito a Lunaria per questa splendida esperienza che mi ha fatto vivere.

Marco

del workcamp per le belle foto, e come al solito a Lunaria per questa splendida esperienza