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www.allenatore.net - Magazine n.

12 Settembre 2004

FOCUS

A R T I C O L O 1
Speciale fase
offensiva.
La presentazione del
palinsesto mensile.

A cura di Team Allenatore.net

A R T I C O L O 2
Calcio femminile: i
consigli di Gatteschi
ed Andorlini.
Indicazioni,
suggerimenti e
proposte su
preparazione ed
alimentazione.

A cura di Roberto Bonacini

A R T I C O L O 3
Obiettivo possesso
palla: i principi
per ottimizzare la
manovra dattacco.
I prerequisiti e le
esercitazioni per
allenare il possesso
palla.

A cura di Eugenio Provenzano

A R T I C O L O 4
Come attaccare
lateralmente la
difesa avversaria
sfruttando i cross.
Esercizi e principi
per sfruttare i cross.

A cura di Marco Ceccomori


A R T I C O L O 5
Ottimizzare la
rifinitura: segnali e
regole universali che
permettono di attaccare
dinamicamente la
profondit.
I principi da seguire per
giocare un buon passing
game in fase offensiva.

A cura di Massimo Lucchesi

A R T I C O L O 6
Le palle inattive: un
gioco nuovo in fase
offensiva.
Le regole da seguire per
ottimizzare le situazioni
di palla inattiva in fase
offensiva.

A cura di Gianni Vio

A R T I C O L O 7
Ottimizzare la
contrapposizione tattica:
affrontare il 4-3-1-2.
Le possibili soluzioni per
mettere in difficolt un
avversario che gioca con
il 4-3-1-2, in relazione
alle esigenze della
partita.

A cura di Luca Prestigiacomo

A R T I C O L O 8
Il passaggio: come
insegnare a cooperare
nella scuola calcio.
Insegnare il passaggio ai
pi piccoli.

A cura di Emanuele Aquilani

A R T I C O L O 9
Programmare
lallenamento del
portiere: il girone
dandata.
I principi che regolano
una ottimale program-
mazione del lavoro del
numero 1.

A cura di Claudio Rapacioli i
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M
M
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WWW.ALLENATORE.NET -
MAGAZINE una pubblicazione
mensile edita da edizioni
www.allenatore.net ed iscritta nel
registro Periodici del Tribunale di
Lucca con il n.785 del 15/07/03
Direttore Responsabile: Fabrizio
Ferrari; Coordinatore tecnico:
Massimo Lucchesi
Luogo di stampa: Bozzano, via
Francalanci 418 (LU)
Provider-stampatore: I.NET SpA
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Tel: 0584 976585
Fax: 0584 977273

Alla realizzazione
del presente numero
hanno collaborato:
Prestigiacomo L.,
Provenzano E.,
Lucchesi M., Vio G.,
Rapacioli C., Cecco-
mori M., Aquilani E.,
Bonacini R,.

Speciale fase offensiva.
A curadi TEAM www.allenatore.net
La presentazionedel palinsestomensile.
Dopo che lArgentina di Tevez ha conquistato il
titolo Olimpico dimostrando una disarmante
superiorit, il calcio italiano (forse) pronto a
ripartire.
Esaurita la kermesse dei vari trofei estivi ed i primi
turni di Coppa Italia ecco che i campionati
professionistici (con notevole ritardo rispetto alle
altre nazioni europee) si apprestano ad iniziare.

Sinceramente non vediamo lora che sopraggiunga
l11 settembre, malgrado proprio tale data riporti alla
mente una tragedia infausta.

E proprio in attesa dei goal e di quel calcio
spettacolare che tanto ci piace siamo pronti a
presentare lo speciale di questo mese.
Il numero on line infatti dedicato allo studio
prevalente delle tematiche inerenti la fase dattacco.
Lo Speciale fase offensiva si propone di dare spunti
interessanti per tutti coloro che vogliono
approfondire i temi della fase di costruzione, della
rifinitura laterale, della rifinitura centrale e delle palle
inattive.
Insieme allo speciale sono per presenti altri
interessanti articoli che spaziano dallallenamento del
portiere (con larticolo di Rapacioli relativo alla programmazione dellallenamento del numero uno), alle problematiche
degli allenatori dei giovani calciatori (con Aquilani che si occupa dellintroduzione del passaggio), per finire con la
contrapposizione tattica (con Prestigiacomo che ci illustra come affrontare una squadra che gioca con il 4-3-1-2).
Per il calcio femminile presente lintervista che Bonacini ha fatto a Gatteschi ed Andorlini, rispettivamente medico e
preparatore della nazionale diretta da Carolina Morace.

Per concludere, possiamo gi preannunciare che ad Ottobre succose novit attendono i nostri utenti.
Il Focus mensile subir un leggero restyling grafico e soprattutto sar reso ancora pi ricco ed interessante grazie
allintroduzione di nuove rubriche e nuovi articoli.
Per quel che concerne invece la sezione Studios gi da questo mese lattenzione verr concentrata su una squadra in
particolare (lAtalanta di Mandorlini) in modo da riuscire ad approfondire, e se possibile svelare, i principi e le teorie
che stanno alla base del calcio dattacco dei bergamaschi.

Team www.allenatore.net
a ar rt ti ic co ol lo o
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RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N 785 DEL 15/07/03
DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 55050 BOZZANO (LU)
TEL. 0584 976585 - FAX 0584 977273

R R R R E E E E D D D D A A A A Z Z Z Z I I I I O O O O N N N N A A A A L L L L E E E E

Calcio Femminile: i consigli di
Gatteschi ed Andorlini.
A curadi ROBERTO BONACINI
Indicazioni, suggerimenti epropostesu preparazioneed alimentazione.
Luca Gatteschi ed Alberto Andorlini,
ovvero il Medico ed il Preparatore
atletico della Nazionale femminile
guidata da Carolina Morace. Ci siamo
rivolti a loro per avere dei consigli
utili in riferimento alla preparazione
ed allalimentazione dellatleta.

Peso forma dellatleta. Dottor
Gatteschi, quale importanza e
quali consigli generali per
ottenerlo?
Il parametro pi importante per una
calciatrice, come per tutti gli atleti,
non il semplice peso ma il rapporto
massa muscolare/massa grassa;
vero infatti che una massa grassa
troppo elevata rappresenta un peso
inutile per latleta, ma una sua
semplice riduzione senza un
adeguato sviluppo di quella
muscolare risulta inefficace. Non
bisogna inoltre dimenticare che
nellatleta donna una riduzione
eccessiva della massa grassa,
associata ad un livello elevato
dattivit, rappresenta un fattore di
rischio per disturbi del ciclo
mestruale. Il sistema per ottenere e
mantenere un corretto rapporto
muscolo/grasso associare un
controllo dellalimentazione ad un
adeguato programma di
potenziamento muscolare specifico,
fondamentale sia ai fini della
prestazione che della prevenzione
degli infortuni.

Alimentazione. Quale alimen-
tazione durante i raduni pe-
riodici?
Lalimentazione durante un raduno,
non diversamente da quanto
dovrebbe avvenire durante la
normale settimana dallenamento,
ha lobiettivo di reintegrare le
perdite conseguenti al lavoro (liquidi,
scorte energetiche, minerali) e di
apportare le sostanze proteiche
necessarie per unefficiente risposta
ai carichi dallenamento, garantendo
il rispetto per quanto possibile dei
gusti personali. Lalimentazione
quindi programmata tenendo conto
del numero e del tipo degli
allenamenti giornalieri, del loro
orario, del clima, con una continua
variet di proposte nei giorni
successivi ed una doppia scelta per i
piatti principali. Latleta pu e deve
mangiare in maniera varia.



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Alimentazione. Quale alimen-
tazione prima e dopo la gara?
Lalimentazione prima della partita
rivolta ad assicurare ottimali scorte
di glicogeno, il carburante pregiato
per il muscolo, e dacqua,
fondamentale sia per la prestazione
che per il benessere dellatleta. Il
pasto pre-gara prevede quindi fonti
di carboidrati complessi (quali pasta
pane, riso, patate), privilegiando tra
questi quelli ad indice glicemico
medio (pasta e pane), (Indice
glicemico: indice della rapidit
dassorbimento ed immissione in
circolo del glucosio contenuto negli
alimenti) una piccola quota proteica
quando i tempi disponibili per la
digestione lo permettono, e
pochissimi grassi e fibre (verdura e
frutta) poich entrambi rallentano i
tempi di digestione. Avvicinandosi
alla partita si potranno poi fornire
anche cibi ad indice glicemico pi
elevato (gelati, crostata con
marmellata). Il pasto post-gara ha lo
scopo di reintegrare rapidamente le
perdite, e diventa particolarmente
importante quando sono previsti
impegni ravvicinati, come ad
esempio in occasione di tornei. Il
dispendio in partita riguarda sia i
depositi energetici sia i liquidi; per i
primi il reintegro completo richiede
circa 72 ore con unalimentazione
normale e pertanto occorre forzare
il recupero, fornendo carboidrati ad
elevato indice glicemico appena
terminata la partita, e ripetere poi
lassunzione entro 30- 60.

Integrazione. Quale integrazione
prima, durante e a fine partita?
Lintegrazione in prossimit e
durante la partita va a completare
gli obiettivi dellalimentazione e
quindi, bevande contenenti glucosio
e altri carboidrati semplici, allo scopo
di fornire acqua ed energia, sono
lideale. La concentrazione di
carboidrati nella bevanda
fondamentale poich se supera
determinati valori percentuali pu
provocare leffetto opposto a quello
desiderato con fenomeni di diarrea
causati dal richiamo dacqua verso
lintestino. Limportanza
dellassunzione di liquidi varier poi
in funzione delle condizioni
ambientali. In pratica, consigliabile
iniziare ad assumere 150-200 ml di
una bevanda contenente circa il 4%
di carboidrati (ottimale una miscela
di glucosio, fruttosio e
maltodestrine) allinizio della messa
in azione, ripetendo poi
lintegrazione ogni 15 ed
immediatamente prima dellingresso
in campo. Durante la partita va
somministrata acqua ogni volta che
possibile (apporto fondamentale in
ambiente caldo umidi), con ancora
spazio per la bevanda energetica
nellintervallo. Lintegrazione dopo la
partita diventa fondamentale in caso
siano previsti impegni in tempi
ravvicinati (come per esempio in
caso di tornei). Occorre iniziare a
fornire carboidrati semplici sotto
forma di bevanda appena finito lo
sforzo, quindi circa 250-300 ml con
40-50 grammi di carboidrati ancora
prima di entrare in doccia, ripetendo
poi la somministrazione entro 30-
60. Possono essere utilizzate anche
bevande comuni come succhi di
frutta, bevande dolcificate, cole e
anche birre a bassa gradazione per
le atlete maggiorenni; in questi due
ultimi casi, oltre a limitarne
comunque la quantit, bene
ricordare che caffeina e alcool
possiedono unazione diuretica, e
quindi in parte rallentano il reintegro
dei liquidi persi. Nelle ore
successive, il reintegro dei
carboidrati proseguir spostando le
scelte verso quelli complessi (soliti
pasta, riso, pane, patate ecc), dando
ampio spazio anche a frutta (liquidi,
minerali, vitamine e carboidrati) e
verdura (liquidi, minerali e
vitamine).





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Calcio e anatomia/fisiologia
femminile. Quali gli eventuali
problemi?
Per quanto riguarda prettamente gli
aspetti anatomici si pu considerare
per il femminile un maggior rischio
di patologie rotulee (come nella
donna in generale) e leventuale
ruolo dei fattori anatomici (il cui
valore non per ben definito) nella
maggior frequenza di lesioni a carico
del legamento crociato anteriore. Per
quanto riguarda la fisiologia, le
ripercussioni del ciclo mestruale sulla
capacit di prestazione sono
estremamente soggettive;
indubbiamente le cicliche perdite di
ferro comportano per latleta donna
un maggiore fabbisogno alimentare
di questo minerale rispetto alluomo,
e quindi un maggiore rischio di
situazioni di carenza.

Infortuni. Nel femminile quali i
pi frequenti e come even-
tualmente cercare di prevenirli?
Linfortunio che si presenta nella
donna calciatrice con unincidenza
maggiore, rispetto a quanto avviene
nelluomo, la lesione del legamento
crociato anteriore. stato ipotizzato
che per tale patologia intervengano
vari fattori di rischio, di tipo
anatomico, fisiologico (maggiore
lassit legamentosa e minore tono
muscolare) ed anche funzionale,
legati questi ultimi alla diversa
modalit di esecuzione di alcuni gesti
specifici (il salto, i cambiamenti di
direzione, ecc.) da parte della
calciatrice. La maggiore possibilit di
prevenzione riguarda proprio gli
aspetti funzionali, ed effettuata
inserendo, sia nella fase di messa in
azione che durante tutta la seduta di
allenamento, stimoli mirati, mai
unidirezionali/monotematici ma
piuttosto multilaterali, combinati,
complessi, con affinit gestuali
specifiche, ponendo laccento sugli
aspetti di facilitazione neuro-
muscolare e propriocettivo
monopodalica, su contrazioni in
modalit eccentrica, su reazioni
pliometriche, su "frenate
istantanee", su "stop isometrici"
ancora monopodalici. Questo tipo di
intervento richiede, pi che una
semplice collaborazione, un
linguaggio comune, oltre che
ovviamente con il tecnico, anche con
il preparatore atletico ed il
fisioterapista, e si basa anche su
esperienze analoghe effettuate, con
numeri molto pi rilevanti, in ambito
internazionale.

Come seguite da un punto di
vista medico-sanitario le atlete
nazionali durante la loro
stagione agonistica nei club di
appartenenza?
Le atlete nazionali rimangono a
stretto contatto con lo staff
sanitario anche al di fuori dei
periodi di raduno e, nel caso di
infortuni o altri problemi medici, vi
piena collaborazione con le strutture
mediche delle societ o private, alle
quali fanno riferimento le atlete.
Quando necessario le atlete vengono
anche seguite direttamente sia per
aspetti diagnostici che terapeutico-
riabilitativi.

Allenatore, preparatore atletico,
medico, fisioterapista e
psicologo: uno staff al servizio
dellatleta e della squadra. Cosa
ne pensa da medico della
Nazionale Maggiore?
La possibilit di usufruire di una
squadra dietro le quinte, completa
ed affiatata, che parli un linguaggio
comune ed abbia un obiettivo
comune, con un riferimento al
vertice che deve comunque rimanere
nella figura dellallenatore,
sicuramente una condizione
indispensabile per cercare di
ottenere risultati ottimali. Il team
deve lavorare per latleta, ed essere
una struttura allo stesso tempo
anonima ma forte e
rappresentativa; gli aspetti
caratterizzanti devono essere
coesione, linguaggio comune,
comunicazione aperta, metodo
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comune, identificazionequesta la
realt dello staff della Nazionale
femminile.

Periodo di transizione: Professor
Andorlini, che cosa fare per
presentarsi al meglio alla pre-
parazione pre-campionato?
Solitamente consiglio, se i tempi lo
permettono, 10/15 giorni di riposo
(vita attiva, attivit sportive
alternative). Al termine del periodo,
prevedo una fase di
"avvicinamento", della durata di tre
settimane. L'obiettivo, riprendere
gli elementi affrontati nell'ultimo
periodo della stagione, garantendo
una continuit strutturale del
processo dallenamento. Non fratture
quindi, o variazioni marcate rispetto
agli stimoli abituali; piuttosto un
correttivo ed unintegrazione al fine
di ampliare il panorama motorio ed
arricchire il bagaglio delle
esercitazioni. Variet e ricchezza dei
mezzi,
rappresenteranno la dominante
peculiare di questo periodo. Forza,
rapidit, ritmo e coordinazione le
direzioni operative.

Preparazione pre-campionato.
Quanto deve durare gene-
ralmente?
Considero un periodo di tre
settimane; preceduto, come detto
da una marcia davvicinamento,
comunque di tre settimane.

Preparazione pre-campionato.
Linee generali da seguire per
strutturarla?
L'indicazione, forse un po'
controcorrente, che mi sento di dare
(e ripeto: si tratta di un'opinione
assolutamente personale), quella
di "insistere" sul lavoro impostato la
passata stagione, arricchendo il
piano dallenamento di spunti
sempre pi specifici, al fine di ridurre
il gap naturale tra gli "spazi" tecnico
e atletico. Non pi, quindi, un
periodo con caratteristiche
metodologiche a s stanti, ma una
fase inserita in una programmazione
"globale".

Quali test svolgere ad inizio
stagione, quali risposte e quando
ripeterli?
Pur trattandosi di una domanda
"tecnica", posso essere soltanto
molto approssimativo. Di solito mi
affido a test da campo di facile
applicazione. Il concetto
fondamentale la ripetibilit. La
scelta dei test si basa sulle richieste
dell'allenatore, sul modulo di gioco
proposto, sulla "consistenza"
qualitativa e quantitativa del
gruppo, sulla disponibilit di mezzi
ed attrezzature, sulle caratteristiche
ambientali in cui mi trovo ad
operare.

Fasi di carico e scarico nel
microciclo, nel mesociclo e nel
macrociclo. Come regolarsi?
I principi generali che regolano il
processo dallenamento, sono noti a
tutti. Semplicemente, affermo che il
primo problema legato alla
strutturazione di un piano
dallenamento non risiede nella
periodizzazione ciclica, ma piuttosto
nel grado daffinit e compatibilit
che esiste tra lavoro "atletico" e
lavoro "tecnico-tattico". Fornire delle
regole risulta impossibile, ma capire
la chiave di lettura del problema,
significa accedere ad un sistema
dallenamento attuale, non generico,
altamente specialistico.

Consigli generali al fine di
evitare errori di programmazione
e dallenamento per latleta-
calciatrice?
L'atleta calciatrice possiede
caratteristiche uniche. Il consiglio
di insistere su di un modello
dallenamento che preveda un
numero dallenamenti costante
(almeno cinque alla settimana), con
interventi non solo di gruppo, ma
anche individuali, laddove il tempo a
disposizione lo permetta.
L'allenamento un processo
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dadattamento graduale e
progressivo, che necessita
comunque di picchi qualitativi
ricorrenti. Risulter necessario,
seguire un filo conduttore che abbia
come riferimento non il risultato
immediato ma la possibilit di potere
crescere costantemente, nell'arco
degli anni. A questo scopo, risulta
assolutamente necessario un
approccio professionale serio e
competente. Affidarsi ad un
preparatore il consiglio, banale,
che non posso evitare di dare.


















Obiet t ivo possesso palla: i
principi per ot t imizzare la
manovra dattacco.
A curadi EUGENIO PROVENZANO
I prerequisiti eleesercitazioni per allenareil possessopalla.
Perch i mport ant e i l possesso pal l a.

Nello score di una gara di calcio il possesso palla occupa, oggi, il secondo posto subito dopo il risultato e viene
considerato non a torto un indice determinante ai fini della valutazione della stessa.

Con il termine di possesso palla siamo soliti identificare una azione combinata di pi calciatori che grazie ad una
precisa dislocazione sul terreno di gioco, dovuta ad una grande mobilit e ad un continuo smarcamento, consente loro
di passarsi la sfera conservandone il possesso.

Il possesso palla rappresenta un elemento importantissimo della tattica di gioco e le finalit del suo utilizzo sono,
spesso, direttamente proporzionali alle situazioni di gara ed al risultato.

Alcuni casi di applicazione del possesso palla sono i seguenti:

1. si utilizza, ad esempio, per attirare in una determinata zona del campo gli avversari con il fine di creare, in altro
settore gli spazi necessari per effettuare lattacco con un passaggio in profondit verso la porta avversaria,
creando cos i presupposti necessari per i movimenti degli attaccanti;
2. in altre circostanze viene attuato attraverso passaggi laterali sfruttando al massimo la larghezza del terreno di
gioco, rifiutandosi volutamente di conquistare spazio ed avvicinarsi alla porta avversaria rallentando il ritmo di
gara imposto dagli avversari;
3. si utilizza poi per far trascorrere il tempo al fine di impedire pericolose ripartenze agli avversari specie se si
affronta una squadra pi forte e non si vuole lasciare liniziativa del gioco;
4. particolarmente sfruttato per non buttare via la palla e specie in squadre ben organizzate rappresenta il
preludio per la ricerca di nuove soluzioni in fase offensiva.

E risaputo che il gioco di una squadra fondamentalmente frutto delle:

> capacit tecniche dei singoli calciatori;
> doti intellettuali;
> organizzazione delle collaborazioni.

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RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
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In questi ultimi anni gli esperti di calcio parlano solo di collettivo trascurando spesso le caratteristiche del singolo
calciatore.

Pur riconoscendo che lorganizzazione di squadra nel calcio fondamentale, la valenza di un collettivo tale solo se
sostenuta dalle capacit (tecniche, tattiche,..) del singolo calciatore e dalle sue qualit (intelligenza, creativit,...).

Infatti proprio il collettivo che poi permette la valorizzazione delle qualit e capacit individuali del singolo.

Ecco perch io affermo che: VINCE CHI GIOCA MEGLIO INSIEME.
Questo per testimoniare che, spesso, non sono gli undici migliori calciatori che compongono la squadra vincente ma
solo quelli che giocano meglio assieme.
Capita spesso che tecnici di squadre Juniores, Berretti e Primavera, lamentino il fatto che molti calciatori arrivino nelle
loro squadre portandosi dietro evidenti carenze sotto laspetto tecnico-tattico individuale.

Si nota infatti che molte squadre denunciano vistose difficolt nel gestire il possesso palla per lincapacit di molti
calciatori di sceglier il giusto tempo ed il giusto modo di smarcarsi, evidenziano carenze nel controllo della palla e nella
realizzazione di un passaggio esatto e, se a ci aggiungiamo linesistenza, ormai cronica, del dribbling sempre pi raro
malgrado la sua spettacolarit ed importanza a livello tattico per il conseguimento della superiorit numerica allora il
quadro completo.

Questo succede perch la nuova classe dirigente pensa solo alle vittorie della squadra e ritiene che questo obiettivo sia
assolutamente preminente rispetto alla crescita del singolo.

Purtroppo questo avviene soprattutto in quelle categorie che dovrebbero essere delle fasce protette dai risultati quali
pulcini ed esordienti.

Da qui limportanza e la rivalutazione della scuola calcio e dei settori giovanili che devono riappropriarsi dei propri
diritti provvedendo ad una crescita progressiva e metodologica dei giovani ricordando che sono questi gli anni in cui gli
stessi acquisiscono quel bagaglio tecnico tattico basilare per il loro futuro di calciatori.

Il calcio non va, assolutamente, interpretato come una moda, in tutti gli aspetti, per questo motivo la tecnica di base e la
tecnica applicata essendo i presupposti fondamentali e inderogabili del gioco collettivo devono tornare ad essere il
principale indirizzo nella formazione del giovane calciatore con esercitazioni rapportate alla varie fasce di et.

Per tutti questi motivi non sono ipotizzabili delle sedute di allenamento che non comprendano nella parte didattica
dellallenamento dei calciatori delle esercitazioni tecniche propedeutiche al possesso di palla.

Il possesso palla va allenato scrupolosamente motivandone, ovviamente, il suo utilizzo ed indicandolo come un mezzo
fondamentale per quel gioco di squadra che il tecnico vuole dare ai suoi ragazzi.

Utilizzando varie forme di gioco che possano simulare una piccola competizione e durante le quali lo stesso atleta va
richiamato ad un maggiore impegno dedicando inoltre il tempo necessario alla correzione degli errori.

Nella terminologia calcistica il concetto di possesso palla occupa un posto di assoluto predominio perch riassume in s
una infinit di concetti calcistici si passa infatti dalla tecnica individuale o di base alla tecnica applicata.

La tecnica individuale (o pura) poggia sul rapporto uomo-palla, mentre la tecnica applicata rappresenta lapplicazione
della tecnica individuale in relazione alla posizione dei compagni, degli avversari e dellobiettivo da raggiungere.

Laddestramento tecnico fondamentale nella costruzione del calciatore e rappresenta la base indispensabile per poter
giocare al calcio.






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I principi di t at t ica individuale in fase di possesso.

> lo smarcamento
> il passaggio
> la difesa e protezione della palla
> la difesa della porta
> il tiro in porta

Soffermerei particolarmente lattenzione sui primi due principi elencati: lo smarcamento ed il passaggio, perch
rappresentano la combinazione ideale per arrivare alla superiorit numerica e quindi presupposto indispensabile per il
possesso palla.

Lo smarcament o.

E il primo fondamentale elemento di tattica individuale supporto indispensabile per leconomia e lefficienza dello
sviluppo del gioco collettivo in fase offensiva e non.
Basti pensare al fatto che durante un incontro di calcio e quindi nellarco di 90 ogni giocatore in possesso di palla da
40 a 330 questo fa capire come il movimento senza palla diventi di fondamentale importanza e possiamo affermare
con certezza che la componente tecnica per quanto indispensabile non lunica ad intervenire nella costruzione e
sviluppo del gioco.
Se dico mi smarco leggo gi un movimento.
La staticit di un compagno di squadra crea un aspetto seriamente negativo per il possessore di palla.
Difatti solo con il movimento senza palla possibile offrire pi soluzioni di passaggio e quindi di gioco in modo da
ottenere tre importantissime finalit:

- sostegno al portatore
- conseguimento della superiorit numerica
- mantenimento del possesso palla

In definitiva, lo smarcamento, rappresenta il comportamento o movimento che consente al calciatore di andare ricevere
la palla in uno spazio libero eludendo la marcatura avversaria, nel caso in cui lavversario dovesse seguirlo allora il
movimento avrebbe avuto il fine di liberare uno spazio vuoto che favorir linserimento di un altro compagno.

Specialmente in fase di attacco rappresenta il movimento per eccellenza infatti al giocatore in possesso palla
necessario fornire sempre il numero maggiore di soluzioni e questo possibile solo operando un continuo movimento.

Nel concetto di smarcamento sono riassunti i due parametri fondamentali del calcio che sono tempo e spazio a questi
due va aggiunto un ulteriore che il modo.

Tempo: si identifica con il momento in cui il possessore di palla libero di giocare; il ricevente nel momento in cui si
propone per leventuale passaggio deve essere gi in grado di sapere quale potr essere la soluzione pi opportuna nel
minore tempo possibile per dare continuit al gioco diminuendo la possibilit di una eventuale pressione da parte del
proprio avversario.

Spazio: il solo fatto di smarcarsi poco determinante se non so dove smarcarmi, bisogna sempre occupare la zona
luce che rappresenta nel gergo tattico la parte di terreno libera da compagni e raggiungibile da parte del compagno
tramite il passaggio ci si muove allinterno del campo visivo del compagno.

Modo: determina lefficacia del movimento, dopo una finta, dopo un contromovimento, con una corsa di deviazione o in
diagonale.

In qualsiasi fase i giocatori devono rispettare questi tre parametri e la qualit di una giocata sicuramente proporzionale
alla loro esatta interpretazione ed applicazione.


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ESERCIZI

1 esercizio

Obiettivo: ricezione, passaggio, smarcamento,
ricerca zona luce.

In un quadrato si svolge un classico 3>1, nel
quale i calciatori disposti agli angoli si
passano la palla lungo i lati del quadrato,
mentre un angolo resta libero. Il difensore
pressa il p.p. forzando il passaggio sullangolo
lasciato scoperto.
Quindi i due calciatori in non possesso palla,
muovendosi lungo il perimetro dovranno
fornire sempre due soluzioni in modo tale da
annullare lazione di pressione operata dal
difensore.




2 esercizio

Obiettivo: ricezione, passaggio, smarcamento,
ricerca zona luce.

Rendiamo lesercizio pi situazionale, sempre
nel rispetto del 3>1, i calciatori si
muoveranno allinterno del quadrato.
Questa tipo di gioco utile per imparare ad
individuare lo spazio cos da potersi inserire
immediatamente.
I 3 calciatori si passano la palla (stando
continuamente in movimento) con un quarto
che cerca di ostacolarli. I due senza palla
movendosi devono sempre offrire due
possibilit di passaggio al compagno.
Sottolineamo che i due giocatori senza palla
non devono mai corrersi incontro altrimenti
sarebbero pi facilmente marcabili.


Il passaggi o.

Il passaggio, gesto tecnico fondamentale nella costruzione del gioco ed elemento di collegamento della tecnica
individuale al gioco collettivo, rappresenta in definitiva il dialogo fra due calciatori.

E la forma pi economica e pi rapida di spostamento del pallone da una parte allaltra del campo e rappresenta
lesaltazione delle due grandezze fondamentali del calcio: spazio e tempo.

Le finalit del passaggio sono fondamentalmente queste:

> costruire gioco
> guadagnare tempo e spazio
> superare uno o pi avversari
N. 1 N. 1
N. 2 N. 2
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5 5
> mantenere il possesso palla
> avvicinarsi velocemente alla porta avversaria
> metter il compagno in condizione di concludere a rete.

E sicuramente condizionato dalla posizione degli avversari ma soprattutto dalla capacit di smarcamento del ricevitore.

La riuscita di un passaggio sar determinata dallorientamento del possessore che dovr essere in grado di vedere la
maggiore porzione di campo possibile per avere a disposizione una vasta gamma di possibilit nella scelta per effettuare
questo gesto tecnico.

Il possessore potr quindi scegliere fra due soluzioni di passaggio:

breve: entro i 15 20 m.;
lungo: oltre i 20 25 m..

Distinguiamo, sostanzialmente, due tipi di passaggio:

> diretto: se viene effettuato sulla figura del proprio compagno
> indiretto: se viene effettuato nello spazio libero, nella direzione di corsa del compagno

Sicuramente risulter pi efficace quello eseguito sulla corsa del compagno che non un passaggio effettuato sui piedi di
un calciatore in posizione statica che si utilizza solo quando si vuole ricevere un passaggio di ritorno con un gioco del
tipo uno-due.

In riferimento al terreno di gioco potremmo avere:

> passaggi in profondit
> passaggi incrociati
> passaggi trasversali
> passaggi in diagonale
> passaggi indietro

La norma generale prevede che il passaggio venga effettuato in avanti piuttosto che allindietro o lateralmente.

Questultimo gi identificato come passaggio trasversale ed eseguito parallelamente allasse mediano del campo rimane
una delle forme pi rischiose nel tipo di passaggio perch facilmente intercettabile e non ti consente la realizzazione di
nessuna delle motivazioni precedentemente espresse ma soprattutto non consente la conquista di spazio.

Sar quindi compito del ricevitore presentarsi sempre in diagonale (avanti o dietro) rispetto al portatore di palla.
Nelleconomia del gioco del calcio diventano di fondamentale importanza i cosiddetti passaggi di prima che seppur di
difficile realizzazione ne va stimolato lallenamento perch oltre che esteticamente belli sono di grande efficacia.

Ma la scelta pi giusta sar sempre determinata dalla situazione di gioco nel rispetto dei parametri che caratterizzano il
gioco del calcio: tempo e spazio, non trascurando le caratteristiche nel senso che se lento un passaggio sar
indirizzato sui piedi, se veloce nello spazio oppure alto se dotato di buona elevazione.

Per concludere possiamo affermare che un passaggio per essere efficace dovrebbe comprendere i seguenti elementi:

> essere preciso;
> essere semplice (facile in esecuzione ed in ricezione);
> essere tempestivo (eseguito al momento giusto).






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ESERCIZI

1 esercizio.

Obiettivo: controllo (o stop) e passaggio per la
trasmissione veloce della palla.

Esternamente ad un quadrato (o ad un
rettangolo) 4 calciatori disposti agli angoli si
passano la palla avendo laccortezza di
stoppare (ricevere) col piede destro, la sfera
che arriva dalla propria sinistra, per poi
calciarla sempre con il piede destro ed in
direzione opposta alla ricezione. E
fondamentale il primo tocco cio quello
relativo al controllo della palla e che la sua
esatta interpretazione determinata dal modo
in cui ci si presenta a ricevere ovvero dal
posizionamento del corpo e quindi dei piedi.



Variante: lesercitazione proseguir invertendo il senso del gioco per cui risulter particolarmente impegnato il piede
debole.

Variante: lesercitazione inizialmente con un solo pallone potr essere eseguita successivamente con due palloni al fine
di avere un maggior numero di contatti uomo-palla e per elevare il ritmo del gioco.


2 esercizio

Obiettivo: stop e passaggio per trasmissione
veloce della palla

Sempre utilizzando come figura geometrica il
quadrato, allinterno dello stesso 4 calciatori
disposti agli angoli si trasmettono la palla
alternando al passaggio incrociato un
passaggio lungo linea.











La Superi ori t numeri ca.

Pochi sono gli allenatori fortunati che annoverano allinterno delle proprie squadre giocatori, che da soli, con il proprio
talento e fantasia sono capaci di scardinare le difese avversarie e se a questo aggiungiamo i cambiamenti del calcio
moderno nel senso che il calcio di oggi un gioco di squadra, in questo contesto obiettivo essenziale per sviluppare il
possesso di palla e quindi un gioco di squadra la creazione della superiorit numerica.
N. 3 N. 3
N. 4 N. 4
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Ecco perch nellallenamento moderno molto tempo destinato ad esercitazioni per abituare i calciatori ad attaccare lo
spazio, a muoversi senza palla leggendo le situazioni.
Sar compito dellallenatore far passare un messaggio importante per i calciatori cio quello di perseguire un obiettivo
che ritengo essenziale per il gioco di squadra: creare la superiorit numerica nei confronti dellavversario, aumentando
le possibilit di sviluppo e finalizzazione della manovra rendendo inutili i raddoppi di marcatura ed i tentativi di
pressing avversario.
Tale condizione deve essere sempre ricercata in tutte le zone del campo sia in fase di possesso palla che in non possesso.

Le tre seguenti situazioni sono quelle che meglio interpretano il concetto di superiorit numerica:

1. il classico esempio, rispettando il senso letterale del termine, il 2>1;
2. in caso che ci sia parit numerica, con uno smarcamento veloce ci si possa trovare liberi da marcatura e quindi
in situazione di superiorit numerica;
3. infine un calciatore che sia in grado di superare un avversario in dribbling.


ESERCIZI

1 esercizio

Obiettivo: ricerca zona luce.

Il 2>1 una esercitazione basilare perch obbliga il calciatore senza palla, essendo lui che determina il gioco, ad
occupare esclusivamente la zona luce. La tattica del difendente quella di rendere difficoltosi i passaggi e per far
questo deve cercarsi un opportuno piazzamento in modo tale da restringere langolo di passaggio: deve quindi tener
docchio contemporaneamente sia gli avversari che la palla.
Per questo motivo questa esercitazione va proposta in tutte le sue forme e varianti.

2 esercizio

Obiettivo: ricerca zona luce.

Utilizziamo il 3>2.
Lo proponiamo in campo non delimitato per cui il calciatore
in possesso di palla ha in genere una sola possibilit di
passaggio che deve sfruttare nel momento giusto.
La caratteristica principale di questo gioco la velocit nei
movimenti perch bisogna continuamente liberarsi, infatti se
i due difensori marcano bene i due avversari senza palla
quello che in possesso di palla trover non poche difficolt
per il passaggio.
N. 5 N. 5 N. 6 N. 6
N. 7 N. 7
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3 esercizio.

Utilizziamo sempre il 3>2.
In questo caso ricerchiamo la superiorit determinata grazie allinserimento del 3 calciatore mentre il portatore di palla
va a puntare lavversario ed il terzo si allarga per creare spazio.

N. 8 N. 8



4 esercizio

Obiettivo: ricerca superiorit con dribbling.

Utilizziamo in questo caso un 2>2 con lobbligo che la superiorit numerica sia creata con un dribbling a saltare
lavversario con movimento del compagno che tende a creare spazio.


N. 9 N. 9

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5 esercizio

4>2 dinamico tipo torello.
Dei due difendenti (blu) uno marca laltro copre, mentre gli attaccanti (gialli+rossi) smarcandosi dovranno offrire
quante pi soluzioni possibili al portatore di palla. Ovviamente una volta intercettata la sfera una delle coppie va al
centro a difendere.


N. 10 N. 10


6 esercizio

4>2 mobile
Allinterno del quadrato si gioca un 2>2 mentre allesterno si sistemano delle sponde, in questo caso vince chi riesce a
proporre almeno dieci passaggi consecutivi utilizzando ovviamente anche le sponde.

N. 11 N. 11


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I principi di t at t ica (collet t iva) in fase di possesso palla.

Gli aspetti che rendono efficace il possesso palla sono i seguenti:

> scaglionamento
> ampiezza
> penetrazione
> mobilit
> imprevedibilit

SCAGLIONAMENTO

E il modo di disporsi dei giocatori sul terreno di gioco in modo obbligatoriamente non allineato al possessore di palla
creando dei triangoli, preferibilmente isosceli, consentendo allo stesso di poter sviluppare lazione in pi direttrici con
laiuto dei compagni i quali dovranno sempre proporsi nella famosa zona luce per poter ricevere palla senza rischi.
Ricordiamo che raramente nel calcio si operano dei passaggi perfettamente orizzontali e sollecitiamo sempre i nostri
calciatori a non presentarsi mai il linea con chi ha la palla perch rappresenta la peggiore soluzione di passaggio.

AMPIEZZA

E la capacita di saper sfruttare il terreno di gioco nel senso della larghezza, al fine di far muovere il centrocampo e la
difesa avversaria al fine di allargarne le maglie usufruendo di spazio maggiore per poter trasmettere in sicurezza la palla
agli attaccanti, far inserire altri giocatori (con e senza palla) allo scopo di portare quanti pi giocatori oltre la linea della
palla e raggiungere quel concetto fondamentale ai fini del possesso palla rappresentato dalla superiorit numerica,
utilizzando anche la zona opposta a quella cosiddetta forte ovvero dove si trova la palla.

PENETRAZIONE

Concetto sinonimo di profondit e verticalizzazione, consequenziale al precedente, inteso come linserimento tra le
linee difensive avversarie ricercando la profondit o la cosiddetta verticalizzazione con passaggi o corse senza palla dei
calciatori per arrivare il primo possibile alla porta avversaria.
Non utilizzando il concetto di palle lunghe e pedalare ma inducendo il concetto del passaggio in avanti proteso alla
conquista dello spazio. Inculcando nei calciatori lidea che la palla vada passata oltre un avversario poich nella scala
delle priorit la prima cosa da fare sar sempre quella di conquistare spazio in avanti.

MOBILITA

Elemento determinate nel calcio la mobilit vista come la capacit di giocare senza palla rispettando quelli che sono i
fattori fondamentali di un movimento intelligente ossia: tempo spazio modo.
Operando dei continui scambi di posizione fra i calciatori in modo da non offrire mai dei punti di riferimento fissi agli
avversari e questo lo si attua sfruttando al massimo tutte le zone del campo.
Siccome senza movimento non esiste un gioco di squadra lorganizzazione del gioco dovr prevedere che tutti i
calciatori siano a conoscenza di quelli che sono i requisiti per uno marcamento appropriato e cio:

> la finta di partenza;
> corse di deviazione;
> corse in diagonale;
> le sovrapposizioni.


IMPREVEDIBILITA

Rappresenta o dovrebbe rappresentare il bello del gioco del calcio perch la capacit si sorprendere e superare gli
avversari con azioni individuali, creative e finalizzate.
Il calcio che tutti preferiamo quello che riesce ad ingannare lavversario e non quello ripetitivo e monotono.


Come at t accare lat eralment e la
difesa avversaria sfrut t ando i cross.
A curadi MARCO CECCOMORI
Esercizi eprincipi per sfruttarei cross.

Condizioni e principi per rifinire lazi one con i l cross.

La capacit di sfruttare le situazioni che si sviluppano sulle fasce laterali una qualit fondamentale per una squadra
impegnata in fase offensiva.
A differenza delle altre tecniche di rifinitura esaminate nei precedenti articoli, lassist tramite cross rappresenta lunica
azione in cui non necessario che venga creata una situazione di superiorit numerica.
Non qualificante, infatti, che colui che va alla conclusione dopo aver ricevuto il traversone si sia liberato dalla
marcatura del diretto avversario, ma determinante che lattaccante arrivi per primo sulla palla, indipendentemente
dalla posizione del difensore.
C da dire che, comunque, anche se pu non essere fondamentale smarcarsi per il ricevente, meglio che lo faccia,
soprattutto per quei giocatori non dotati di ottima statura e non abilissimi nel gioco aereo.
La strutturazione di giocate che abbiano lobiettivo di limitare la concentrazione difensiva avversaria, soprattutto nei
confronti di compagini che difendono nella propria met campo chiudendo bene gli spazi, attraverso la ricerca di azioni
in attacco che tendano allo sfruttamento di tutta lampiezza del terreno di gioco, rappresenta una soluzione necessaria
per ottenere condizioni realizzative favorevoli.
Il gioco attraverso vie esterne , infatti, un mezzo tattico che pu essere impiegato efficacemente contro una difesa
avversaria ben schierata che ha avuto sufficiente tempo a disposizione per ricompattarsi, con tutti i difensori che hanno
preso posizione all'interno ed intorno all'area di rigore. In tali casi gli spazi a disposizione degli attaccanti vengono a
ridursi causa una massiccia occupazione numerica da parte dei rivali.
Al fine di predisporre un efficace sviluppo di gioco che preveda lo sfruttamento di tutta lampiezza del campo
necessario disporre, oltre ad unottimale organizzazione di gioco, anche di giocatori esterni dotati di un buon dribbling,
di ottima velocit e in grado di calciare la palla con ambedue i piedi in modo teso e preciso.
Questi calciatori dovranno essere sfruttati in base alle proprie caratteristiche peculiari.
Nel caso in cui, infatti, si disponga di esterni abili nel dribbling sar importante cercare di strutturare schemi e azioni di
gioco che tendano a creare situazioni di uno contro uno in grado di esaltare tale abilit.
Nelleventualit, invece, in cui non si abbia a disposizione giocatori con queste prerogative, sar importante scegliere
azioni combinate a pi uomini utilizzando passaggi in profondit sullo smarcamento, sovrapposizioni, 1-2 e 1-2-3.
Proprio la sovrapposizione merita una trattazione a parte.
Si tratta di un movimento da dietro di un giocatore che affianca e poi supera il compagno in possesso palla.
Questa azione crea difficolt al difensore in quanto si trova improvvisamente in una situazione di inferiorit numerica, e
cio con due avversari da contrastare.


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Il possessore ha la possibilit di optare per due soluzioni di gioco:

la prima quella di servire il giocatore in inserimento (figura 1),
la seconda quella di proseguire nella propria azione sfruttando la maggiore libert data dal movimento di
sovrapposizione del compagno (molte volte, infatti, il difensore sceglie di seguire il calciatore che si sovrappone
lasciando il possessore al sopraggiungere di un compagno).

I compagni che si troveranno a ricevere il traversone dovranno
leggere attentamente la situazione di gioco per scegliere il
movimento da eseguire e lo spazio da attaccare pi corretti.
Un abile ricevente dovr essere ottimamente dotato di qualit
acrobatiche, scelta di tempo, capacit di lettura delle traiettorie,
colpo di testa e tiro al volo, senso dellanticipo e coraggio.
Occorrer, inoltre, curare particolarmente lintesa tra il crossatore
e i riceventi, attraverso un allenamento specifico ed accurato: in
questo contesto lallenatore sensibilizzer i giocatori
sullimportanza dello scambio visivo per i giusti tempi di gioco.
Pi precisamente il crossatore, prima di effettuare il traversone in
area, dovr alzare la testa e guardare al centro per valutare la
disposizione dei compagni e degli avversari.
Questo sar il segnale che indurr i riceventi ad iniziare i
movimenti e permetter il rispetto dei corretti tempi di gioco.
La rifinitura tramite cross unazione che garantisce, inoltre, un ottimo equilibrio difensivo.
Infatti, anche nelleventualit in cui si perda il possesso dopo un cross, esiste un ridotto pericolo di contropiede
avversario in quanto molti giocatori della propria squadra saranno dietro la linea della palla e gli attaccanti vicino alla
sfera, pronti a mettere pressione sul portatore.
In questo articolo analizzeremo il cross insieme ai movimenti e alloccupazione degli spazi in area pi opportuni da
attuare per ottimizzare questa importante tecnica di rifinitura.
La prima distinzione da fare quella relativa ai vari tipi di cross, che possono essere classificati in:

1. cross da fondo campo;
2. cross alle spalle della difesa;
3. cross da posizione arretrata.

Cross da fondo campo.

In questa particolare tecnica di rifinitura i riceventi si trovano in una situazione percettiva di vantaggio rispetto ai
difensori.
Infatti essi hanno la possibilit di vedere perfettamente la provenienza della palla, gli avversari e la porta.
I difensori, al contrario, sono in una condizione di difficolt nel controllo contemporaneo della sfera e degli avversari,
dovendo, come si suol dire, dare un occhio alla palla e uno agli attaccanti. Questa situazione ulteriormente
complicata dalla posizione della porta, che collocata alle loro
spalle.
I riceventi devono sfruttare questo vantaggio muovendosi con i
tempi giusti e occupando razionalmente gli spazi in area: in figura
2 evidenziata la corretta disposizione, tendente alla creazione di
un triangolo offensivo che prevede loccupazione delle zone del
primo e del secondo palo, e del dischetto.
Sar opportuno che il cross venga effettuato con traiettoria tesa
sul primo palo e con traiettoria a parabola sul secondo.
Il giocatore sul primo palo, soprattutto se non dotato di una
grande altezza, dovr essere abile ad anticipare con tempismo gli
avversari, mentre il compagno sul secondo si dovr posizionare in
diagonale (cio sulla linea del prolungamento del cross) al primo
ricevente, per intervenire nel caso in cui questultimo non
colpisca la sfera.
Fig. 1 Fig. 1
1
2
Fig. 2 Fig. 2
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3 3
Personalmente ritengo non corretto stabilire a priori i giocatori che andranno ad occupare gli spazi suddetti, ma i
movimenti offensivi saranno frutto dellinterpretazione della situazione tattica da parte dei riceventi, che dopo
unattenta valutazione eseguiranno quelli ritenuti pi efficaci, nel rispetto dei tempi e degli spazi di gioco (posizione
avversari, posizione compagni, posizione crossatore ecc.).
Una trattazione a parte merita il cross dal fondo quando il possessore penetra in area in seguito ad un dribbling: in
questo caso lattaccante posizionato in prossimit del primo palo dovr essere abile a staccarsi dal marcatore diretto
smarcandosi in arretramento, al fine di crearsi lo spazio necessario per la conclusione.
Da questultima considerazione emerge un aspetto molto importante che vale per tutti i cross, e cio che i riceventi non
devono mai aspettare la palla da fermi: se vengono sbagliati i tempi dei movimenti in area, a causa per esempio di
unindecisione del possessore esterno che ritarda lesecuzione del traversone, gli attaccanti dovranno indietreggiare ed
effettuare di nuovo i movimenti in direzione della porta allo scopo di ricevere la palla in corsa.

Cross alle spalle della difesa.

Considero questo tipo di cross molto redditizio, soprattutto nei
confronti di difese schierate a zona, che non prevedono cio la
presenza di un libero di copertura dietro gli altri difensori.
In questo caso il crossatore deve essere abile ad effettuare un
traversone teso al centro alle spalle dei difensori, che saranno
costretti a correre verso la loro porta con conseguenti oggettive
difficolt.
Il cross alle spalle della difesa va eseguito anche se il possessore
esterno si trovi nella condizione di proseguire palla al piede verso
la linea di fondo, soprattutto quando si valuti il reparto arretrato
mal posizionato o impreparato: la ricerca del fondo campo
darebbe il tempo agli avversari di riposizionarsi correttamente.
Come mostra la figura 3, i riceventi avranno il compito di
attaccare con velocit la porta avversaria, facendo attenzione a
non finire in fuorigioco, e scegliendo accuratamente se passare
davanti o alle spalle del proprio marcatore in base sia alle proprie caratteristiche che alla posizione e alle caratteristiche
dellavversario di turno.

Cross da posi zi one arret rat a.

I traversoni effettuati da una posizione distante dalla linea di
fondo sono senzaltro i meno impegnativi per la difesa, con gli
attaccanti in condizione di notevole difficolt nello smarcamento
nei confronti degli avversari che hanno tutto il tempo per disporsi
correttamente.
Questo tipo di cross pu essere utile se viene effettuato sul
secondo palo e in direzione di un attaccante forte nel gioco aereo
che ha il compito di eseguire una sponda per un compagno (figura
4).




Eserci t azi oni.

Come abbiamo gi fatto negli esercizi relativi alle altre tecniche di rifinitura, prendendo in considerazione le
esercitazioni utili per allenare il cross partiremo da esercizi semplici che coinvolgono pochi giocatori per poi arrivare ad
inserire man mano sempre pi calciatori, passando dallanalitico al situazionale.


Fig. 3 Fig. 3
1
2
Fig. 4 Fig. 4
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3
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4 4

Esercitazione n1
Due giocatori si passano la palla in prossimit della met campo.
Al fischio dellallenatore il possessore, dopo aver passato palla, si
sovrappone al compagno allargandosi in fascia.
Dopo aver ricevuto il passaggio di ritorno va al cross verso il
compagno che si smarcato in area (figura 5).







Esercitazione n2
Tre giocatori si posizionano in prossimit della met campo.
Il calciatore al centro, in possesso della palla, ha due soluzioni di
passaggio, a destra e a sinistra.
Dopo aver passato la palla, si sovrappone al compagno
smarcandosi in fascia.
Il ricevente passa al terzo che manda in fascia il primo che si
allargato.
Gli altri due compagni, poi, vanno in area a ricevere il cross
posizionandosi sul primo e sul secondo palo (figura 6).



Esercitazione n3
Tre giocatori si posizionano in prossimit della met campo, con
un compagno davanti a loro.
Dopo il passaggio allindietro del centrale avanzato, il centrale
basso ha due soluzioni di passaggio, a destra e a sinistra.
In figura 7 il lancio in fascia indirizzato a sinistra, con gli altri
tre compagni che vanno a ricevere il cross.






Esercitazione n4
In una met campo, con due porte difese da due portieri e con
due corridoi laterali in cui si collocano due giocatori che hanno la
funzione di jolly, si affrontano due squadre composte da minimo
6 giocatori (figura 8).
Lobiettivo quello di segnare una rete in seguito ad un cross
effettuato da un giocatore posto nel corridoio.





Fig. 5 Fig. 5
1
2
3
Fig. 6 Fig. 6
1
2
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4
Fig. 7 Fig. 7
1
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4
Fig. 8 Fig. 8
1
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3
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Esercitazione n5
In una met campo, con due porte difese da due portieri e con
due corridoi laterali in cui si collocano due giocatori per squadra,
si affrontano due squadre composte da minimo 6 giocatori (figura
9).
La realizzazione valida se nasce da un cross effettuato dal
giocatore nel corridoio che deve liberarsi dalla marcatura
dellavversario.





Esercitazione n6
In una met campo, con due porte difese da due portieri e con
due corridoi laterali in cui si collocano due giocatori per squadra,
si affrontano due squadre composte da minimo 6 giocatori (figura
10).
Lobiettivo quello di segnare una rete in seguito ad un cross
effettuato da un giocatore posto nel corridoio, creando una
situazione di 2 contro 1 con un movimento di sovrapposizione di
un compagno posto allinterno del campo.






Fig. 9 Fig. 9
1
2
Fig. Fig.
10 10
1
2
3

Ot t imizzare la rifinit ura: segnali e
regole universali che permet t ono
di at t accare dinamicament e la
profondit.
A curadi MASSIMO LUCCHESI
I principi da seguireper giocareun buon passinggame in faseoffensiva.
Malgrado sia possibile identificare varie tecniche (scarico e riparto, sponda incrociata, dai e segui in interno) per
superare la zona esiste un principio standard da seguire per mettere in seria difficolt il reparto che difende a zona:
mettere la palla (filtrante) alle spalle dei difensori.
Per poter mettere la palla alle spalle dei difensori necessario che ci sia perfetta sincronia tra i tempi del passaggio
(assist) e lo smarcamento del ricevitore.
Per riuscire ad ottenere tale sincronia necessario che gli attaccanti abbiano dei segnali tali da permetter loro di
riconoscere le situazioni e poter giocare con tempi omogenei.

Il segnale universale pi importante lidentificazione della situazione tattica in cui si trova il possessore (assist-
man).

Se costui ha buone possibilit di giocare in profondit (situazione di palla aperta e relativa vicinanza alle punte), gli
attaccanti possono attaccare il reparto avversario con i tagli.
Se viceversa il possessore (a causa della pressione avversaria o a causa della distanza che lo separa dagli attaccanti)
impossibilitato a giocare in profondit (situazione di palla contrastata o palla lontana), il compagno vicino o lattaccante
deve venire incontro al possessore per rovesciare (migliorare) la situazione tattica mentre, in linea generale, gli altri
compagni restano in attesa della situazione di palla aperta o si muovono con la funzione di liberare zone di campo
utili.

Il secondo segnale che guida la squadra nellottimizzare la sincronia, lidentificazione della ricerca immediata (di
prima) dellassist dopo la ricezione dello scarico come momento predeterminato per andare ad attaccare la profondit.

Dopo aver identificato i segnali di base occorre dare delle regole ai nostri giocatori in modo da permetter loro di
seguire direttive comuni e trovare facilit nellapplicare le tematiche di attacco della profondit.

In pratica se il possessore ha libert (tempi e spazi) per giocare la regola attaccare la profondit.
Se viceversa il possessore sottopressione o lontano degli attaccanti (fuori dalla zona di rifinitura) la regola creare i
presupposti dellassist attraverso movimenti incontro alla palla.

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Quindi, la regola 1 : se la palla aperta si va ad attaccare la profondit. In questo caso lattaccante che ha modo di
dettare i tempi al possessore.
Regola 2: sulla palla scaricata si va ad
attaccare la profondit. Lo scarico una situazione
piuttosto chiara per gli attaccanti e consente loro di
modulare il movimento in profondit. A differenza
della palla aperta, dove lattaccante che detta i
tempi, sulla palla scaricata il movimento di attacco
dello spazio correlato con lo scarico (segnale -
situazione)

Se viceversa la palla contrastata (o lontana) i
giocatori dovranno seguire le seguenti regole.

Regola 3: Se la palla contrastata o lontana
arretrata (ovvero in possesso di un giocatore che
fronte alla porta si trova ad una certa distanza dal
reparto difensivo avversario) la scelta la
verticalizzazione (palla appoggiata) per un
attaccante (che pu ricevere sul piede forte o
venire incontro).

Nel giocare la palla appoggiata per lattaccante, il
giocatore che effettua il passaggio deve
necessariamente muoversi a sostegno del
compagno nel caso la distanza tra i due sia
relativamente breve e comunque costui sia il
giocatore pi vicino al compagno su cui
indirizzata la palla. In pratica al giocatore che
effettua la verticalizzazione altre al passaggio
richiesto il movimento a sostegno qualora la
situazione tattica di campo lo indichi come colui
che nelle migliori condizioni per dare assistenza
al neoricevitore (fig.1).

Regola 4: se la palla contrastata avanzata
(ovvero in possesso di un giocatore che spalle alla
porta si trova allaltezza del reparto difensivo
avversario) la scelta obbligata lo scarico (corto)
per il compagno che viene incontro (a sostegno)
(Fig.2).

Nella tabella sottostante vengono riepilogate le regole da seguire.

SEGNALE - SITUAZIONE REGOLA
PALLA LONTANA e/o
PALLA CONTRASTATA FRONTE

VERTICALIZZAZIONE e/o
VERTICALIZZAZIONE (+ SOSTEGNO)
PALLA CONTRASTATA SPALLE SCARICO
PALLA APERTA PROFONDITA
PALLA SCARICATA PROFONDITA

In pratica se i giocatori seguono le regole sopra evidenziate si vengono automaticamente a delineare le seguenti
congiunture:

Palla lontana e/o contrastata fronte verticalizzazione palla contrastata spalle scarico palla scaricata
profondit
Palla lontana e/o contrastata fronte verticalizzazione palla aperta profondit
N. 1 N. 1
N. 2 N. 2
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E importante dare alla squadra le chiavi sia per
attaccare a campo aperto che per superare una
difesa bloccata.
E infatti possibile attaccare la profondit
quando la dislocazione del reparto difensivo
avversario prossima alla linea di met campo
ed esiste dello spazio attaccabile alle spalle
della difesa (vedi fig.3).
Quando invece lo spazio attaccabile si riduce
(vedi fig.4) in quanto la squadra avversaria ha il
reparto difensivo disposto nei pressi dellarea di
rigore necessario prevedere tematiche dattacco
che privilegino i cross laterali, le sponde e le
combinazioni strette.
Attraverso le rifiniture laterali (cross) possibile,
per direzione di provenienza della palla, far
arrivare in maniera ottimale la sfera nello spazio
attaccabile. Infatti un assist da zona centrale
avrebbe molte pi probabilit di arrivare
direttamente in bocca al portiere visto lesiguo
spazio a disposizione degli attaccanti per
ricevere. Per poter giocare dei pericolosi assist
da zona centrale fondamentale che il rifinitore
giochi una palla appoggiata (preferibilmente di
prima) sul piede forte dellattaccante, da una
zona di campo appena sopra la dislocazione del
reparto avversario.
Anche le sponde e le combinazioni sono ottime
tecniche di rifinitura in quanto permettono alla
squadra, nel primo caso di attaccare la zona
appena sopra il reparto difensivo avversario e nel
secondo caso lo spazio attaccabile alle spalle
della difesa per mezzo di passaggi corti e
diagonali di discreta efficacia.


N. 3 N. 3
SPAZIO ATTACCABILE
N. 4 N. 4
SPAZIO ATTACCABILE

Le palle inattive: un gioco nuovo
in fase offensiva.
A curadi GIANNI VIO
Leregoleda seguireper ottimizzarela situazioni di palla inattiva in faseoffensiva.
Gol !!!

Il gol senza dubbio lobiettivo primario di una squadra di calcio. Molti gol vengono segnati direttamente e/o sugli
sviluppi di una situazione di palla inattiva. Spesso lequilibrio di una gara viene spezzato con un gol realizzato
sfruttando una situazione di palla inattiva ( statisticamente provato che pi maggiore lequilibrio in campo e pi
determinanti risultano essere le situazioni derivanti da palla inattiva).

Perch accade ci?

Cosa succede quando c una situazione di palla inattiva?

cambiano le regole del gioco ?!?
cambiano i ruoli dei giocatori ?!?
cambia limpostazione della squadra ?!?
cambia il livello di stress mentale ?!?

Cambiano le regole del gioco ?

Durante una gara di calcio si alternano la fase difensiva offensiva e i giocatori interagiscono tra loro effettuando
scelte, alternando le loro mosse senza sapere prima cosa far lavversario.
Quando larbitro interrompe il gioco o la palla esce e, quindi, si ricomincia a giocare partendo da una situazione di
palla inattiva : le regole cambiano !!!
C una mossa iniziale !!!
Chi ha la palla pu decidere dove come quando calciare.



Cambiano i ruoli dei giocatori ?

Durante la gara, per affrontare lalternarsi della fase offensiva-difensiva, le squadre sono costruite con un equilibrio che
prevede difensori-centrocampisti-attaccanti in misura differente e con dislocazione diversa in base allimpostazione
dellallenatore agli obiettivi al risultato .


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Quando invece abbiamo a disposizione una situazione di palla inattiva:

I ruoli cambiano !!!
Possiamo sfruttare chi ha il tiro pi pericoloso chi pi forte nel gioco aereo chi ha il lancio con le mani pi
lungo.
Non pi difensori centrocampisti - attaccanti ma tiratori - colpitoti di testa lanciatori - difensori

Cambia limpostazione della squadra ?

Limpostazione della squadra pu prevedere, per esempio, un 4-4-2 di base che si pu trasformare in 4-5-1 in fase
difensiva e in 3-4-3 in fase offensiva.
Se ad esempio, durante un corner a favore, portiamo prima dellesecuzione, 8 giocatori in area : come possiamo definire
limpostazione della squadra ? ha ancora senso parlare di 4-4-2 ? possiamo parlare di un 1-8-1 che si trasforma, dopo
lesecuzione, in un 1-5-4 dove ci sono 1 tiratore 5 attaccanti e 4 difensori ?

In sostanza, quando c una situazione di palla inattiva:

cambiano le regole del gioco !!!
cambiano i ruoli e i compiti dei giocatori !!!
cambia limpostazione della squadra !!!

se cambiano le regole: cambia il gioco !!!

Lavorare sulla prima mossa del nuovo gioco?

Il bianco muove e vince in 5 mosse. Nei finali del gioco degli scacchi i giocatori pi bravi effettuano delle mosse
che costringono lavversario a precise contromosse in modo da ottenere lo scacco matto.

Nelle situazioni di palla inattiva:

il gioco fermo
lavversario a 9,15 mt dalla palla e non pu intervenire

In conseguenza di tutto ci, possiamo decidere:

quando tirare
dove tirare
come tirare
chi deve tirare
quanti giocatori portare in attacco

dobbiamo sfruttare il vantaggio della prima mossa !!!

La prima mossa si divide in 2 fasi:

una fase strategica, immediatamente prima dellesecuzione, nella quale posso creare dei problemi allavversario:

a) tattici: tutti davanti al portiere
tutti sul 2 palo
tutti sul 1 palo

b) psicologici: livello di attenzione
livello di comprensione
livello di emotivit

la fase strategica deve costringere lavversario a fare scelte precise leggibili in modo tale che in base alla sua
contromossa noi abbiamo la possibilit di adottare una soluzione precisa allenabile: un vantaggio enorme!!!
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il bianco muove e vince !!!

una fase tattica, immediatamente dopo lesecuzione, nella quale si devono sfruttare i problemi creati allavversario
durante la fase strategica.

Solitamente, il difensore marca correttamente lavversario diretto quando:

tra la porta e lavversario
vede contemporaneamente la palla e lavversario

Ma se, prima dellesecuzione, uno o pi giocatori si mettono in posizione di fuorigioco i difensori sono tra porta e
portiere ?
E se, prima dellesecuzione, uno o pi giocatori effettuano uno scatto incontro alla palla e un successivo contro
movimento sul 2 palo i difensori vedono contemporaneamente la palla e lavversario ?

Lo schema sempre valido? E pi importante lo schema o il giocatore?

Lobiettivo dello schema creare dei problemi allavversario per sfruttare le qualit dei propri giocatori e i punti deboli
dell'avversario. Ma il giocatore a fare la differenza !! Sempre !!!
Un ottimo schema con giocatori medi demotivati: non sar mai pericoloso, difficilmente metter in difficolt
lavversario.
Senza uno schema ma con giocatori forti - motivati: sicuramente si pericolosi e si pu fare gol !!!

Ma con giocatori forti motivati e con schemi efficaci:

quanti gol possiamo fare ?
possiamo migliorare ?

Come migliorare?

I passaggi chiave per migliorare lefficacia del nuovo gioco sono quattro:

identificare-sfruttare le qualit dei giocatori
motivare-coinvolgere i giocatori
costruire schemi efficaci gara x gara per sfruttare le qualit dei giocatori e i punti deboli degli avversari
adottare degli allenamenti specifici per migliorare lesecuzione


Quanto vale una squadra che fa gol senza avere attaccanti importanti?

Sono convinto della necessit di lavorare in modo specifico sulle situazioni di palla inattiva considerandole come un
gioco diverso con regole ruolicompiti e impostazione differenti; lo studio delle caratteristiche delle qualit dei
propri giocatori, dei punti deboli dellavversario e quindi la formulazione di schemi-soluzioni da sfruttare gara x gara
diventa, a mio avviso, un particolare importante da sviluppare per rompere lequilibrio che spesso esiste nel gioco
dinamico.
Lallenamento specifico diventa ugualmente un momento importante per migliorare non solo lesecuzione, ma anche
lacquisizione, lassimilazione e ladattamento agli schemi.
Il giocatore deve vivere la sensazione di essere al centro di un progetto che parte dallobiettivo di sfruttare e di
migliorare le sue qualit offrendogli loccasione di fare gol

Quanto vale la costruzione di schemi e di allenamenti che possono migliorare la capacit e la
convinzione di fare gol di una squadra? Quanto vale un allenatore che mette nelle condizioni una
punta di fare 20 gol, un difensore di farne 7-8 o un giovane che ne fa 5-6 ?

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In un calcio dove gli aspetti economici hanno assunto una rilevanza pari, se non superiore, agli aspetti tecnici possibile
che listituzione di un preparatore specifico (lallenatore del calcio statico) possa portare dei benefici non solo sul
piano dei risultati sportivi ma anche su quello del valore del singolo calciatore?

cos come nel recente passato ha assunto un ruolo importante la figura del preparatore atletico potr trovar
spazio, nel calcio attuale, la figura dellAllenatore del calcio statico.



Per ulteriori approfondimenti
possibile consultare il libro + CD
intitolato +30% scritto da Gianni
Vio, edizioni Allenatore.net.








Ot t imizzare la cont rapposizione
tattica: affront are il 4-3-1-2.
A curadi LUCA PRESTIGIACOMO
Lepossibili soluzioni per metterein difficoltun avversariochegioca con il
4-3-1-2, in relazionealleesigenzedella partita.
Nellarticolo di questo mese si prender in analisi lottimizzazione della contrapposizione tattica ad una squadra
disposta in campo col 4-3-1-2.
Come per gli articoli precedenti, si presupporr di trovarsi in una situazione di difficolt tattica e/o psicologica tale da
obbligarci ad adottare un sistema di gioco diverso da quello di partenza, per opporci in maniera ottimale al modulo del
rivale. In particolare, si prender in considerazione il caso che vede la nostra squadra in svantaggio senza riuscire a
creare occasioni da goal ed il caso che vede invece la nostra squadra in vantaggio ma in completa balia del forcing
rivale. Il cambio di modulo che occorrer operare in entrambe le situazioni deve basarsi ovviamente sullanalisi dei
punti di forza e di debolezza del sistema di gioco rivale. Il nuovo modulo deve essere infatti tale da annullare o limitare i
pregi del rivale e nello stesso tempo ingigantirne le pecche. Lallenatore che nel corso del match si trova obbligato a
cambiare modulo deve essere abile e veloce nellattuare questa scelta e a dare precise e chiare indicazioni ai propri
giocatori circa il nuovo schieramento in campo. Oltre al modulo di gioco adottato dallavversario, il tecnico deve
ovviamente basare la sua scelta sulle caratteristiche specifiche evidenziate dal rivale nel corso del match stesso. Dato
che il cambio di modulo implica anche movimenti offensivi e difensivi particolari derivanti dalla nuova disposizione in
campo e dalla necessit di contrapporsi in maniera adeguata alle caratteristiche dellavversario, necessario che oltre
alla chiarezza espositiva del tecnico vi sia, da parte dei giocatori, una sviluppata capacit tattica di base ed una elasticit
nellinterpretare un modulo diverso da quello originale.

Analisi della sit uazione in chiave offensiva.

Iniziamo ad analizzare la contrapposizione ottimale al 4-3-1-2 nel caso che vede la nostra squadra impegnata in fase
offensiva per ribaltare il risultato ma in difficolt nel rendersi pericolosa.
Per attuare la scelta del modulo pi adeguato ad affrontare un 4-3-1-2, occorre prima individuarne le caratteristiche
salienti in fase difensiva. A tal riguardo occorre dire che il 4-3-1-2 un modulo che in fase difensiva pu variare la sua
disposizione in base al comportamento del trequartista e di conseguenza dei tre mediani. Il trequartista infatti pu:

> integrarsi a centrocampo accanto al centromediano. I tre centrocampisti modificheranno quindi la loro posizione
in funzione dellarretramento della mezzapunta (fig.1 a pagina successiva). Questa soluzione di solito attuata per
rinforzare la linea mediana evitando situazioni di inferiorit numerica a centrocampo contro un avversario dotato di una
linea mediana folta.
> Avanzare a supporto delle due punte per lattuazione del pressing ultra-offensivo. Se la squadra rivale disposta
con una difesa a tre, il trequartista va a pressione sul centrale difensivo mentre le due punte si aprono in pressing sui due
terzini. Se la squadra rivale disposta con una difesa a quattro, il trequartista va di volta in volta in pressing sul terzino
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in possesso palla, mentre le due punte rimangono strette per occuparsi della coppia di centrali difensivi. Questa
soluzione che vede la mezzapunta impegnata in pressing in appoggio alle due punte pu essere attuata nel caso non vi
sia rischio di inferiorit numerica a centrocampo.
> Rimanere fra la linea difensiva e quella di centrocampo dellavversario. Ovviamente, questa soluzione attuata
quando lavversario dispone di un regista arretrato posizionato davanti alla difesa e il compito della mezzapunta
appunto quello di limitarne tempi e spazi.

Come si visto, una squadra disposta col 4-3-1-2
solitamente adegua il comportamento difensivo del
proprio trequartista in base a come disposto
lavversario. Dalla soluzione che viene scelta per il
trequartista e da come disposto il rivale a
centrocampo dipende anche la disposizione e i
movimenti dei tre mediani. Per fare un solo esempio,
se lavversario dispone un centrocampo a rombo con
la presenza di un centromediano arretrato, un
trequartista e due mezzali, la linea mediana del 4-3-1-
2 si disporr in maniera speculare. Infatti, il
trequartista rimarr tra le due linee per opporsi al
regista rivale, mentre i tre mediani aggiusteranno la
loro posizione per fronteggiare la presenza della
mezzapunta e delle mezzali rivali (fig.2).
Ci possono essere dei casi in cui una squadra che
adotta il 4-3-1-2 si comporti sempre nella medesima
maniera in fase difensiva a prescindere dalla
disposizione del rivale. Questa eventualit per
difficile che si verifichi, ma pu presentarsi se il
tecnico ha predisposto una fase difensiva che non
preveda adeguamenti al rivale di turno, prediligendo
movimenti standardizzati ben conosciuti da tutti i
giocatori. Il 4-3-1-2 infatti un modulo che si presta
ad una facile trasformazione in 4-4-2 in fase difensiva
attraverso larretramento a centrocampo del
trequartista, e potrebbe appunto verificarsi il caso di
affrontare una squadra che a prescindere dal nostro
posizionamento si comporti in questo modo in fase di
non possesso palla.
Nella nostra argomentazione circa la
contrapposizione al 4-3-1-2 si ipotizzer di avere a
che fare con un tecnico che varia la disposizione del
centrocampo e il comportamento del trequartista a
seconda di come posizionata la squadra rivale.
Basandoci su ci, occorre adottare un modulo che
non agevoli la scelta del tecnico rivale mettendone in crisi lorganizzazione difensiva. chiaro per che se la situazione
tattica che ipotizziamo vede la nostra squadra in possesso di palla nella met campo opposta, impegnata a mettere alle
corde lavversario, questultimo sar sicuramente disposto in maniera ermetica col trequartista impegnato a proteggere il
centrocampo.
A mio modo di vedere, un modulo che pu ritenersi adeguato a mettere in crisi un 4-3-1-2, un 3-4-3 con un tridente
dinamico pronto a tramutare il sistema in un 3-4-1-2 a seconda della situazione tattica. Come vedremo nel dettaglio, la
presenza di una linea di centrocampo a quattro e di un trio dattacco molto mobile pu mettere facilmente in difficolt la
difesa e il centrocampo rivale.
Vediamo ora la contrapposizione teorica generale fra le due squadre in campo nelle diverse zone del campo (fig.3):

> 3 contro 2 a favore dei nostri difensori nei confronti delle punte rivali
> 4 contro 4 a centrocampo, considerando la scalata allindietro del trequartista ad integrarsi col reparto mediano per
non lasciarlo in inferiorit numerica
> 3 contro 4 delle nostre punte nei confronti della linea difensiva avversaria
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> 2 contro 2 in mezzo al campo
> 2 contro 2 su ciascuna fascia, che diviene un 3 contro 2 a nostro favore quando si allarga il terzino difensivo a
supporto degli altri 2 giocatori di fascia
> 1 contro 2 della nostra punta centrale nei confronti della coppia di interni difensivi rivali. La situazione nella zona
centrale dellattacco diviene di 2:2 quando le nostre punte si muovono in modo da trasformare il modulo in un 3-4-1-2.

Come possibile notare da questo confronto generale
fra le due squadre in campo, il 3-4-3 un modulo che
pu mettere in difficolt la linea difensiva e quella
mediana di un 4-3-1-2.
Infatti, il nostro centrocampo a 4 metterebbe in
inferiorit numerica i 3 mediani rivali, e ci obbliga il
trequartista ad arretrare a centrocampo. In tal modo,
la sua pericolosit nel caso si perda palla parecchio
ridotta; inoltre, egli non potr supportare le due punte
nel pressing sui nostri difensori, i quali godono di
conseguenza di una maggiore libert quando sono in
possesso di palla.
Poi, la presenza di 3 giocatori per fascia con
lallargamento dei terzini ci consente di aumentare la
nostra spinta in queste zone, creando con maggiore
facilit giocate utili a raggiungere il cross dal fondo o
comunque ad allargare il sistema difensivo avversario
con la conseguente creazione di spazi centrali.
Infine, le tre punte sono nella possibilit di variare i
loro movimenti offensivi togliendo punti di
riferimento al rivale e creandogli situazioni di
complicata gestione. Partendo dalla disposizione in
linea, nel corso dellazione una delle due ali pu
arretrare in posizione di trequartista, andandosi a
piazzare appunto fra le due linee, con le altre due
punte che si avvicinano fra loro in posizione centrale.
Questo movimento di rotazione dei tre giocatori
avanzati, sulla quale si basa buona parte delle nostre
soluzioni in fase offensiva, rappresentata in figura
4. Come facile immaginare, con questa disposizione
situazionale godiamo di un giocatore posto tra la
seconda e la terza linea rivale libero da marcatura, in
quanto il centrocampo rivale, in parit numerica nei
confronti del nostro, non nelle condizioni di
fronteggiare immediatamente questa situazione. Tra
laltro, i due difensori centrali sono ora in situazione
di 2:2 nei confronti delle due punte centrali e nessuno
dei due pu uscire ad apporsi al nostro trequartista
quando questo riceve palla. Addirittura, nella zona
centrale del fronte offensivo si pu verificare una
importantissima situazione di 3 contro 2 a nostro
vantaggio nel caso in cui il trequartista in possesso di
palla avanzi palla al piede puntando i difensori
centrali, oppure si inserisca internamente senza palla
(fig.5).
Quando invece le tre punte rimangono allargate, le
due ali hanno il compito di dare profondit sulla
fascia al mediano laterale in possesso palla e di
posizionarsi negli interspazi fra i terzini e i difensori
interni della squadra opposta.
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Dopo aver argomentato circa la validit di un 3-4-3 col tridente dinamico per affrontare la fase difensiva di un 4-3-1-2
chiuso nella sua met campo, prendiamo ora in considerazione gli specifici movimenti dei singoli giocatori e gli schemi
che il tecnico deve chiedere di applicare alla squadra una volta operato il cambio di modulo.
Per quanto riguarda i movimenti delle tre punte, esse devono essere abili nellalternare, a seconda della situazione
tattica, la disposizione in linea con quella a triangolo rovesciato (una mezzapunta alle spalle di due punte). La direttiva
di base da impartire ai tre componenti del tridente la seguente:

> quando la palla in zona laterale, la disposizione deve essere quella in linea;
> quando la palla in zona centrale, occorre con ricorrenza che una delle due ali arretri sulla trequarti con gli altri
due componenti il tridente che si avvicinano accentrandosi.

Infatti, quando la palla in possesso del centrocampista esterno, opportuno che lala corrispondente gli dia profondit
in fascia, venendo incontro, allargandosi o scattando verso la linea di fondo campo a secondo delle opportunit. Quando
la palla invece in possesso di un mediano interno, larretramento sulla trequarti di una delle due ali (quella pi
prossima allazione) creerebbe, come gi visto, seri problemi nella sua gestione al sistema difensivo rivale; nel caso
ricevesse palla, probabile che il nostro trequartista si trovi libero da marcatura e nelle condizioni di puntare la coppia
difensiva rivale gi impegnata nella gestione della nostra coppia dattacco. Comunque, per non dare riferimenti fissi alla
squadra rivale opportuno che tale movimento delle punte che vanno a posizionarsi a triangolo rovesciato non deve
essere attuata sempre; nel corso delle varie azioni dattacco si devono infatti verificare anche situazioni in cui le tre
punte rimangono allargate. In tali eventualit le due ali devono posizionarsi negli interspazi fra ciascun centrale e
ciascun terzino della difesa rivale. Partendo da questa posizione, al momento opportuno devono tagliare verso la porta
eludendo il controllo dei rispettivi terzini che con ogni probabilit verranno tagliati fuori, coi centrali difensivi gi
impegnati nella marcatura della nostra punta centrale
e quindi in difficolt ad intervenire in chiusura.
Di grande importanza al fine di scardinare il sistema
difensivo avversario il gioco sulle fasce. I due
centrali di centrocampo, devono comunque dapprima
valutare se opportuno verticalizzare per un
componente dellattacco. Nel caso ci non sia
opportuno, immediata deve essere lapertura verso la
fascia, verso lesterno di centrocampo o verso il
terzino che deve avanzare con costanza per
supportare la costruzione del gioco sulle corsie
esterne. Con lavanzata del terzino e la presenza di
centrocampista laterale e ala, su ciascuna fascia
possiamo godere e sfruttare la presenza di ben 3
giocatori contro i 2 del sistema difensivo rivale.
Infatti, dato che il nostro obiettivo di ribaltare il
risultato contro una squadra chiusa, soprattutto se
manca poco al 90 importante che i tre componenti
della difesa a 3 si allarghino e i 2 terzini avanzino per
dare la possibilit di una apertura facile ai mediani
interni, senza per sovrapporsi (le sovrapposizioni
reciproche su ciascuna fascia devono avvenire fra
centrocampista laterale ed ala).
Quando il terzino riceve palla in fascia dopo essersi
allargato ed essere avanzato, il centrocampista
laterale avversario obbligato a chiudere, nel caso la
punta rivale pi vicina non faccia in tempo a farlo. Di
conseguenza, oltre a trovarci in un favorevole 3:2
sulla fascia in cui si svolge lazione, possiamo
sfruttare la situazione anche attraverso un rapido ed
efficace cambio di gioco verso il lato debole del
campo, dove ci troveremo nella medesima situazione
di superiorit numerica con ancora pi spazi a
disposizione per sviluppare lazione (fig.6). La
situazione di sovrannumero 3:2 sulla fascia dovr
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essere ovviamente sfruttata attraverso combinazioni e sovrapposizioni fra ala e mediano laterale, ed importante a tal
punto che anche il centrale di centrocampo pi vicino si posizioni a loro sostegno come terzo uomo per gli scambi (fig.7
a pagina precedente). Mentre le ali devono soprattutto essere predisposte a tagliare ad entrare verso la porta e a
posizionarsi alternativamente nelle zona neutra davanti alla difesa avversaria, il compito primario degli esterni di
centrocampo quello di spingere sulla fascia scattando in profondit al fine di proporsi per effettuare cross dal fondo.
Questo movimento in profondit del laterale deve per avvenire solo quando vi siano gli spazi e i presupposti per farlo
(ad esempio quando lala, tagliando, ha liberato lo spazio sulla corsia esterno). Altrimenti, soprattutto col portatore di
palla sotto pressione, lesterno deve preoccuparsi di farsi trovare largo e in zona luce, in modo da farsi raggiungere con
facilit dalleventuale passaggio del compagno.
Essendo lavversario chiuso nella sua met campo, difficile che vi siano situazioni in cui la sua linea mediana rimanga
senza lapporto del trequartista. Nel caso questultimo non faccia tempo a rientrare, per via del fatto che si era
precedentemente spinto in avanti in una azione offensiva, i nostri centrocampisti devono disporsi larghi in modo da
sfruttare in maniera completa il 4:3 situazionale che si venuto a creare in questo frangente.
In merito alle uscite difensive che devono privilegiare i 3 difensori quando sono in possesso della sfera, c da dire che
essi devono sfruttare il 3:2 nei confronti delle punte avversarie. I due terzini devono allargarsi con palla in possesso del
centrale: se vengono seguiti dalla punte rivali, il centrale in possesso di palla potr avanzare liberamente palla al piede
godendo anche di maggior tempo a disposizione per indirizzare la sfera verso un centrocampista; se altrimenti le due
punte rimangono strette, il centrale deve aprire il gioco verso uno dei due terzini. In generale, meglio che il gioco
venga indirizzato verso le fasce che verso il centro.
Per quanto concerne la fase di transizione negativa, il nostro 3-4-3 si presta ad una naturale trasformazione in 4-5-1
quando la palla in zona centrale e in 4-4-2 con palla in zona laterale, attraverso larretramento delle coppie esterno-ala
su ciascuna fascia.

Analisi della sit uazione in chiave difensiva.

Ora analizziamo la contrapposizione ideale in fase difensiva ad una squadra disposta col 4-3-1-2 che ci costringe nella
nostra met campo, mettendoci in grave difficolt nel contenimento del loro gioco.
Innanzitutto vediamo quali sono le caratteristiche salienti di un 4-3-1-2. Il fulcro di tutto il gioco in fase offensiva
ovviamente il trequartista, che partendo fra le due linee si muove poi a tutto campo, inserendosi in attacco e sulle fasce
ed arretrando per ricevere palla dai mediani. Il suo dinamismo pu mettere in seria difficolt il sistema difensivo
avversario, in quanto pu portare alla creazione di favorevoli situazioni di superiorit numerica laddove si va ad
inserire. Il trequartista pu infatti dare profondit sulla fascia al mediano laterale quando questo in possesso di palla: in
questo caso, contando anche il terzino che pu inserirsi da dietro, vi sarebbe la presenza situazionale di ben 3 giocatori
sulla corsia esterna. Anche quando va ad inserirsi in avanti si crea la presenza di 3 giocatori avanzati in zona centrale
che possono mettere in inferiorit numerica la difesa rivale. C comunque da considerare che il solo posizionamento di
partenza della mezzapunta sulla trequarti di difficile gestione per il sistema difensivo avversario, in quanto si viene a
trovare nella zona neutra tra le due linee.
Altri giocatori solitamente importanti nelle soluzioni offensive di un 4-3-1-2 sono le due mezzali di centrocampo. Il
loro posizionamento ibrido permette di inserirsi
alternativamente sulla fascia e centralmente. Nel
dettaglio, quando la palla in possesso del terzino la
mezzala corrispondente si allarga per far da punto di
riferimento in verticale sulla fascia, scattando in
profondit nel caso vi siano spazi invitanti da
aggredire. Con palla in possesso del centromediano,
il comportamento primario che la mezzala deve
attuare quello di posizionarsi in zona luce rispetto al
compagno, dandogli la possibilit di attuare un
passaggio obliquo senza che vi siano rischi di
intercettamento. In alternativa, la mezzala pu
inserirsi in verticale verso la porta avversaria, nel
caso il movimento combinato dei tre giocatori oltre la
linea della palla abbia aperto degli spazi utili.
Davanti alla difesa il centromediano un punto di
riferimento importante per la costruzione del gioco ed
verso di lui che avverranno la maggior parte delle
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uscite difensive da parte dei difensori. I due terzini hanno invece il compito di andare ad inserirsi con continuit sulle
fasce laterali al fine di aggirare il sistema difensivo avversario per arrivare al cross dal fondo; ci avverr soprattutto
attraverso sovrapposizioni alle mezzali in possesso di palla. Dato che avremo a che fare con un avversario impegnato in
un forcing offensivo per ribaltare il risultato, dobbiamo aspettarci una spinta continua dei difensori laterali.
Infine, le due punte giocheranno piuttosto vicine, col compito principale di aprire gli spazi a favore degli inserimenti del
trequartista e delle mezzali.
Il sistema di gioco che pu ritenersi adeguato per imbrigliare un avversario disposto col 4-3-1-2 , a mio modo di
vedere, il 4-1-3-2, ossia un 4-4-2 con una particolare disposizione del centrocampo. Come possibile notare in figura 8
a pagina precedente, il centrocampo disposto in questa maniera permette una contrapposizione ottimale alla linea
mediana e al trequartista avversario. Infatti, il giocatore che abbiamo piazzato a protezione davanti alla difesa in grado
di togliere tempo e spazio alla mezzapunta rivale. Anche gli altri 3 componenti la linea mediana sono posizionati in
modo da opporsi perfettamente alle mezzali ed al regista della squadra opposta.
Ecco quali sono le situazioni numeriche che si presentano nelle diverse zone del campo, derivanti dalla
contrapposizione delle due squadre rappresentata in fig.9:

> 4 contro 2 dei nostri difensori nei confronti delle loro punte
> 4 contro 4 a centrocampo (considerando anche la presenza del trequartista rivale e del nostro mediano difensivo)
> 2 contro 4 delle nostre punte nei confronti della linea difensiva rivale
> 2 contro 2 sulle fasce
> 2 contro 2 in mezzo al campo (considerando anche il trequartista rivale e il nostro centrocampista arretrato)
> 2 contro 2 al centro di entrambi i fronti offensivi

Per quanto riguarda le indicazioni specifiche da dare
ai giocatori, occorre far in modo che la marcatura del
nostro centromediano sul trequartista rivale deve
essere stretta quando questo si trovi nella posizione
base fra le due linee e quando si muove lungo il
fronte offensivo. Nelle situazioni in cui il trequartista
si inserisce in avanti, il centromediano deve
assorbirne il movimento, non lasciando i due centrali
difensivi in una situazione di 2:3. Anche nei casi in
cui la mezzapunta si sposti verso la fascia od arretri
verso il centrocampo, il centromediano deve seguirlo
affinch non si verifichino le situazioni di 2:3 sulla
fascia e di 1:2 in mezzo al campo. E per importante
sottolineare che la decisione di far marcare a uomo il
trequartista rivale deve essere attuata solo nel
momento in cui la nostra squadra in completa balia
dellavversario senza che vi siano chance di riuscire a
riappropriarsi del possesso palla e del predominio
territoriale. Ci vale soprattutto se manca poco alla
fine del match. Altrimenti, soprattutto se alla fine
della partita manca ancora parecchio, non
opportuno sacrificare un uomo nella marcatura del
trequartista rivale, ma bisogna gestirlo
collettivamente in base alla zona in cui va a
posizionarsi. Se la nostra squadra abituata ad
attuare i meccanismi della zona, cambiare sistema
difensivo controproducente per diversi motivi, a
meno che appunto non ci si trovi in grande difficolt
psico-tattica e a pochi minuti dalla fine.
Importanti devono essere poi i raddoppi di marcatura
sulle fasce e la gestione delle sovrapposizioni fra
terzino e mezzala rivale. Con palla in possesso della
mezzala in posizione avanzata, il nostro terzino deve
uscire a pressione e veloce deve essere il raddoppio
in arretramento del nostro mediano laterale. Non
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appena il difensore laterale rivale effettua la sovrapposizione, il nostro terzino deve arretrare per assorbirne il
movimento, mentre la pressione sulla mezzala portatrice di palla deve essere portata avanti dal nostro centrocampista
esterno (fig.10 a pagina precedente). Questo interscambio di marcatura sulle fasce deve essere effettuato ogniqualvolta
le coppie di esterni rivali si sovrappongono
reciprocamente.
Quando la palla invece in possesso del terzino
rivale in posizione arretrata, due possono essere i
nostri comportamenti. La prima soluzione quella di
far allargare la punta pi vicina per mettere sotto
pressione il terzino rivale. Ci al fine di lasciare il
nostro centrocampista esterno nella sua zona di
competenza in contrapposizione alla mezzala rivale.
La seconda soluzione quella di far scalare in avanti
il nostro mediano esterno per andare a chiudere il
terzino in possesso palla; di conseguenza, il nostro
laterale difensivo deve anchegli salire a centrocampo
occupandosi della mezzala rivale, con gli altri tre
difensori che completano il movimento a scalare per
linee esterne (fig.11). La prima soluzione senza
dubbio la migliore, in quanto non ci obbliga ad
attuare un meccanismo a scalare che potrebbe
risultare di non facile attuazione, considerando il nostro stato di difficolt generale derivante dal forcing rivale. E
chiaro che se la punta non nelle condizioni di andare a chiudere il terzino rivale che avanza palla al piede, deve essere
il nostro mediano esterno a far ci.
A centrocampo, il nostro centrocampista centrale avanzato deve posizionarsi qualche metro avanti rispetto ai compagni
di reparto, in modo da mettere costantemente sotto pressione il regista rivale, elemento primario dei loro flussi di gioco,
a cui i difensori si affidano quando devono impostare lazione.
I quattro difensori devono rimanere stretti per evitare il 2:2 dei due centrali nei confronti delle punte opposte. Anche nel
caso in cui il trequartista riesca a saltare palla al piede il nostro mediano arretrato e punti la nostra difesa centralmente,
importante che i terzini siano vicini ai centrali per non lasciarli in inferiorit numerica 2:3, permettendo cos a uno dei
due di uscire in chiusura.
Per quanto riguarda infine il comportamento delle
punte, esse devono cercare di mettere sotto pressione
i centrali difensivi rivali quando questi avanzano
verso la nostra met campo per avviare lazione.
Togliere loro il tempo per decidere verso chi
indirizzare la sfera importante al fine di annullare
sul nascere il gioco degli avversari. E chiaro che le
due punte devono comunque preoccuparsi sempre di
tenere la squadra corta, rimanendo vicini al reparto
mediano quando la palla in possesso di un
centrocampista rivale. Pu infatti verificarsi il caso
che il regista avversario rimanga libero di manovrare
palla al piede e a questo punto deve essere
lattaccante pi vicino ad andarlo a pressare. Anche
quando la palla in possesso del terzino rivale, la
punta pi vicina darebbe un grosso aiuto al reparto di
centrocampo marcando danticipo il centromediano
avversario, ponendosi sulla traiettoria dintercettamento delleventuale passaggio (fig.12). Infatti, dato che la nostra
squadra costretta ad essere schiacciata dallavversario nella propria met campo, non sempre il centrocampista interno
avanzato pu garantire una efficace gestione del regista rivale: ecco perch a tal riguardo importante il lavoro in
copertura delle due punte. La punta pu ovviamente anche andare a raddoppiare a supporto del centrocampista avanzato
in pressing sul regista rivale.
Una volta riconquistata palla, importante che le punte sappiano proporsi in modo da ricevere palla e far salire la
squadra, oppure si gettino negli spazi in profondit nel caso ci si riveli conveniente. La squadra deve essere abile nel
decidere se meglio dar vita a una costruzione elaborata del gioco o ad un contropiede immediato. In ogni caso, il 4-1-
3-2 si presta ad una facile trasformazione del modulo in un 4-4-2 col centrocampo in linea o disposto a rombo.
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Il passaggio: come insegnare a
cooperare nella scuola calcio.
A curadi EMANUELE AQUILANI
Insegnareil passaggioai pi piccoli..

Int roduzione: definizione e carat t erist iche salient i del gest o t ecnico
del passaggi o.

Definizione di passaggio: abilit tattica individuale che prevede la trasmissione intenzionale della palla ad un
compagno.

Le caratteristiche salienti del passaggio.

Il passaggio la forma pi economica e pi rapida di spostamento del pallone da una parte allaltra del campo; consente
talvolta il superamento simultaneo perfino di due o pi avversari.
Il passaggio serve:

> Per costruire gioco.
> Per superare uno o pi avversari.
> Per conquistare spazio per mantenere il possesso palla.
> Per mettere il compagno in condizione di concludere a rete.

A seconda della direzione in rapporto agli assi del campo di gioco, i passaggi si distinguono in:

> Passaggi in profondit (effettuati lungo lasse maggiore verso la porta avversaria). Il passaggio in profondit o il
passaggio filtrante consentono di avvicinarsi alla porta avversaria.
> Passaggi trasversali (effettuati parallelamente allasse minore). In alcuni momenti per lo sviluppo della manovra e
il mantenimento del possesso palla si pu prevedere il passaggio in orizzontale. Il passaggio dalle fasce verso il centro
del campo va per eseguito in condizioni di grande sicurezza.
> Passaggi obliqui (effettuati parallelamente allasse minore). Soni utili quando troppo rischioso verticalizzare il
gioco, consentono una ottimale ricezione da parte di colui a cui diretto il passaggio (esempio il centrocampista che
passa la palla in diagonale verso la corsa in verticale dellala).
> Passaggi allindietro (eseguiti longitudinalmente e obliquamente verso la propria porta). Servono per sottrarsi alla
pressione, ai raddoppi di marcatura ed in generale al pressing avversario.



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DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 55050 BOZZANO (LU)
TEL. 0584 976585 - FAX 0584 977273

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Il passaggio per essere efficace deve avere in se tre elementi essenziali:

> Essere preciso,
> Essere semplice (di facile esecuzione e facilmente ricevibile).
> Essere tempestivo, cio eseguito al momento giusto, ne in anticipo ne in ritardo.
>
Avere il tempo del passaggio, dettare il tempo della manovra, sono espressioni tipiche del gergo calcistico che si
riferiscono alla capacit di scegliere il momento giusto, il timing per realizzare il gesto. Esso dipende dai prerequisiti
coordinativi alla base delle seguenti operazioni:

> Orientamento spazio tempo: possibilit di modificare la posizione e il movimento del corpo nello spazio e nel
tempo, in riferimento ad un campo dazione definito da oggetti e da persone.
> Percezione dello spazio: valutazione della direzione e stima della distanza alla quale inviare la palla.
> Percezione del tempo: valutazione del tempo necessario per compiere lazione di caricamento dellarto calciante e
della durata del movimento in avanti del piede che andr impattare con la palla.
> Tempo e ritmo del gesto: conoscenza dei concetti di successione (prima dopo) e di simultaneit
(contemporaneamente).
> Percezione relazione spazio temporale: valutazione della velocit di spostamento dei compagni senza palla.

Per concludere si pu affermare che il passaggio rappresenta il modo pi efficace di costruire un piano dazione
collettivo e quindi la trasmissione della palla consente la creazione di un pensiero di gioco che da individuale diventa
comune. Trasmettere significa comunicare unintenzione, collaborare insieme per raggiungere un obiettivo comune
finalizzato a mantenere il possesso palla, conquistare spazio per concludere a rete, superare uno o pi avversari.
Quando il portatore di palla effettua una trasmissione intenzionale della stessa ad un compagno significa che fra i due
giocatori si stabilito prima un contatto visivo e poi una comunicazione non verbale costituita dal passaggio stesso.
Le squadre in grado di costruire il gioco in senso collettivo, abili nel possesso di palla, sono quelle che raggiungono un
elevato livello dintesa, in cui le intenzioni ed i messaggi non verbali sono compresi nello stesso modo da tutti i
giocatori.



Programmazi one ed eserci t azi oni .

La programmazione dellattivit calcistica inizia con la conoscenza del livello di partenza delle abilit dei ragazzi,
ottenuta attraverso una serie di prove di valutazione, e prosegue poi con la definizione degli obiettivi tecnici, tattici e
motori, che si dovranno conseguire durante il periodo di lavoro preso in considerazione. Bisogna tenere conto delle
caratteristiche psicofisiche dei ragazzi, stabilendo una sequenza di esercizi che va dal semplice al complesso.


ESERCITAZIONI:

Fig. 1: effettuare una serie di passaggi allinterno della
porticina con le varie parti anatomiche del piede, variando la
distanza tra i giocatori.












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Fig. 2: passaggi a coppie in avanzamento sfruttando le porte
costituite dai coni. E possibile eseguire lesercitazione in tre
differenti modalit:
- - guida della palla e passaggio,
- - stop e passaggio,
- - passaggio di prima.










Fig. 3: i due giocatori hanno un tempo prefissato a
disposizione per eseguire il maggior numero di passaggi
utilizzando due tocchi di palla. (es: stop a seguire e passaggio)













Fig. 4: si posiziona un bersaglio (cono) a 15 metri di distanza
dal giocatore. Costui deve colpire il cono con un passaggio di
interno collo (piatto), effettuandolo sia con il destro che con il
sinistro.





















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Fig. 5: in un quadrato dalle giuste dimensioni, 4 giocatori (di
cui uno solo con la palla) eseguono la seguente esercitazione:
il possessore (A nellesempio) esegue un passaggio
(utilizzando tutte le parti anatomiche del piede, a richiesta
dellistruttore) a B che effettua uno stop e rimane fermo,
mentre A-C-D si scambiano reciprocamente di posizione.











Fig. 6: due squadre si affrontano in un mini campo, con
lobiettivo di abbattere i coni per ottenere un punto. I
componenti delle quadre sono obbligati a colpire la palla di
interno per abbattere i coni e per effettuare i passaggi.













Fig. 7: tre coppie distanti 10 metri si passano la palla evitando
che la propria urti quella dei compagni, incappando in una
penalit. Vince la coppia che in un tempo prestabilito
commette meno infrazioni.










BI BLI OGRAFI A

LA FORMAZIONE DEL CALCIATORE di Gianni Leali Societ Stampa Sportiva 1995
CALCIO TECNICA E TATTICA di Gianni Leali - Societ Stampa Sportiva 1998
IL MANUALE DELLA TECNICA CALCISTICA A.S.T. Allenatore.net Ediz.Allenatore.net 2004
LA PROGRAMMAZIONE CALCISTICA DAI 6 AI 15 ANNI Emanuele Aquilani Ediz.Allenatore.net 2004
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Programmare lallenament o del
port iere: il girone di andat a.
A curadi CLAUDIO RAPACIOLI prep.portieri Sett. Giov. Brescia Calcio
I principi cheregolanounaottimaleprogrammazionedel lavorodel numero1.
La programmazione di una stagione agonistica prevede la suddivisione in pi macrocicli.
Nei due precedenti articoli ho parlato di come mantenersi in forma durante il periodo estivo (macrociclo di transizione)
e come strutturare la preparazione precampionato (macrociclo di preparazione).
Con il presente illustro il macrociclo relativo al girone di andata (primo agonistico) con il dettaglio dei cicli mensili. Il
microciclo settimanale sar oggetto del prossimo articolo.
A seconda della categoria e delle caratteristiche dei portieri che ci si trova ad allenare, si deve strutturare un programma
di lavoro che permetta di svolgere al meglio il lavoro tecnico e al tempo stesso raggiungere un buon condizionamento
atletico anche se si dispone di un limitato numero di sedute settimanali.
Per redigere un programma di allenamento completo di tutte le componenti tecniche, tattiche e fisiche bisogna
discriminare se ci si trova a lavorare con portieri del settore giovanile (fino alla categoria allievi) o con portieri di prime
squadre (dalla juniores in poi).

SETTORE GIOVANILE

Se si lavora con portieri del settore giovanile ritengo che linsegnamento delle componenti tecniche e coordinative
specifiche del ruolo debba rivestire un ruolo preponderante nella programmazione.
A questa et lo sviluppo delle qualit condizionali non sono primarie e sono comunque insite nelle esercitazioni
tecniche che se strutturate e proposte con metodo possono servire ad entrambi gli scopi.
Per avere la misura del carico di lavoro proposto si devono analizzare le componenti tecnico-atletiche delle singole
esercitazioni proposte cos da modulare il volume di lavoro durante tutto il macrociclo.
Solo nel caso di societ professionistiche e comunque sotto la supervisione di persone competenti ritengo si possano
proporre, dalla categoria allievi, esercitazioni specifiche di sviluppo della forza.

Gi dalla giovane et estremamente importante abituare il portiere alla partecipazione in modo fattivo nella guida del
reparto difensivo mettendolo a conoscenza dei movimenti tattici previsti dal sistema di gioco adottato. Seguire
costantemente e con attenzione lo sviluppo di ogni situazione aiuta il portiere a mantenere sempre alta la propria
concentrazione ed individuare eventuali errori di posizione dei compagni. Guidarli trasmettendo loro comandi brevi,
semplici e chiari ha lo scopo di correggere eventuali errori tattici o di posizione leggendo in anticipo ogni sviluppo della
situazione.
La lettura anticipata di potenziali situazioni di pericolo permette al numero uno di sviluppare una buona capacit di
anticipazione, dote molto importante per linterpretazione moderna del ruolo.
La proposta di esercitazioni situazionali specifiche o seguire e analizzare da dietro la porta quelle eseguite con la
squadra possono aiutare il portiere a interpretare in modo intelligente le varie evoluzioni di ogni azione.
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Particolare attenzione deve essere prestata nel settore giovanile allaspetto psicologico.
Quando il portierino incorre in errori o prestazioni poco convincenti va aiutato ad affrontarle
e superarle con serenit, conscio che chiunque pu sbagliare e che nel prosegui della sua
carriera, lerrore commesso non sar sicuramente lultimo. E importante capirne la causa, se
tattica, tecnica o coordinativa. Individuata la motivazione deve essere esposta non solo al
singolo ma a tutti i componenti del gruppo portieri i quali le devono comprendere appieno.
La presa di coscienza del gruppo aiuta nella crescita anche gli altri soggetti che ne fanno
parte. Nelle successive sedute verranno proposte esercitazioni che hanno come obiettivo la
ricostruzione delle medesime situazioni dalle quali si esiger una risposta tecnico, tattica o
coordinativa diversa e efficace.
Nel settore giovanile non ritengo corretto stabilire ruoli gerarchici decidendo a priori un
titolare e una riserva. Le evoluzioni e i miglioramenti in questo periodo di crescita possono
essere notevoli e chi allinizio della stagione pu essere pi indietro fisicamente o
tecnicamente pu raggiungere anche in breve tempo obiettivi impensabili solo qualche
tempo prima. A tutti, almeno fino al termine della categoria allievi, deve essere data la possibilit di giocare un discreto
numero di gare.
La partita un po come il compito in classe, come per uno scolaro che studia, il compito in classe deve essere svolto
ed lo strumento che permette di valutarne i progressi fatti, a chi si allena deve essere data la possibilit di verificare i
risultati raggiunti attraverso la gara. Questo, se il giovane portiere supportato anche dalle giuste motivazioni pu
essere uno stimolo ulteriore allapplicazione nelle sedute di allenamento.

PRIME SQUADRE

Quando ci si trova invece a lavorare con portieri che militano in prime squadre necessario in fase di stesura del
programma tenere conto oltre che della categoria disputata anche dellet e della professione praticata dai vari soggetti,
se lallenamento viene svolto di pomeriggio o alla sera, di quante sedute si hanno a disposizione durante la settimana e
del tempo concesso alla preparazione specifica dal mister prima di utilizzare i portieri per il lavoro con la squadra.
Il calciatore dilettante vede lallenamento serale talvolta come un peso, talvolta come uno sfogo dopo la giornata di
studio o di lavoro. Il preparatore nel pianificare le esercitazioni deve tenere conto di questi fattori psicologici e
motivazionali soggettivi proponendo temi e contenuti che siano al tempo stesso allenanti e divertenti senza incidere
pesantemente a livello di psicofisico su chi ha gi avuto una giornata intensa e faticosa.
Per queste ragioni ritengo che soprattutto nelle categorie dillettantistiche inferiori, dove il tempo a disposizione
sempre poco, il preparatore dei portieri accorto deve proporre esercitazioni che hanno come obiettivo principale il
miglioramento del bagaglio tecnico.
I progressi tecnici sono possibili a qualsiasi et soprattutto a livello dilettantistico dove, si
presume, le qualit siano inferiori a quelle dei professionisti. Perch allora perdere tempo
con pesanti esercitazioni senza palla per migliorare le capacit condizionali di un portiere
che esegue interventi tecnici imprecisi, o sbaglia le valutazioni spazio tempo oppure ancora
in possesso di una tecnica podalica approssimativa?
Se le esercitazioni sono ben studiate, possono anche in questo caso coinvolgere le
componenti atletiche che diventano parte integrante di ogni proposta selezionata in base agli
obiettivi tecnico-tattici.
Anche per i portieri adulti sempre utile inserire nel programma esercitazioni situazionali
che possono essere tratte dai momenti che pi ricorrono oppure in cui il numero uno si
trovato in difficolt durante la gara. Il preparatore dovrebbe sempre seguire la partita per
monitorare costantemente le capacit tecnico-tattiche e la condizione fisica degli estremi
difensori che allena traendone cos indirizzi di lavoro.

Quanto sopra esposto, pu fornire degli spunti per studiare esercitazioni e proporre allenamenti sempre diversi che
permettono di raggiungere buoni risultati tecnico-condizionali, motivando e facendo soprattutto divertire i portieri.
La pianificazione del lavoro deve essere interpretata con flessibilit, ed il preparatore dei portieri deve adattarla in base
alle varie situazioni climatiche, psicologiche o di squadra che di volta in volta si possono presentare.



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Anche per i portieri pi esperti la componente psicologica riveste un ruolo molto importante. Il confronto continuo sulla
condizione fisica del soggetto sia durante la settimana ma soprattutto durante la gara pu fornire indicazioni su come
adattare la preparazione di volta in volta.
Soprattutto se si lavora con portieri esperti, pu capitare che chiedano di
poter eseguire determinati esercizi.
Linserimento nella programmazione anche di queste esercitazioni devono
essere valutate con attenzione e comunque inserite se possono fare sentire,
anche solo psicologicamente, il portiere pi pronto e sicuro.

A seconda del momento vissuto dal numero uno e dalla squadra, pu
essere utile analizzare anche le seguenti ipotesi: se sta giocando, con che
rendimento, lo stato di forma e la situazione dei risultati della squadra. In
determinati periodi della stagione pu essere utile concedere qualche
giornata di riposo ed per questo che anche le riserve devono essere pronte a subentrare e perci devono essere
considerate nella fase di allenamento alla medesima stregua del titolare. Se necessario anche per loro devono essere
previste esercitazioni personalizzate allo scopo di colmare eventuali carenze tecniche o condizionali.

Come gi accennato nei due citati articoli precedenti le capacit condizionali peculiari per il portiere
sono la forza e la velocit le quali sono strettamente connesse tra loro. Non va per tralasciata la flessibilit che ricopre
un ruolo importante in tutti i gesti tecnici che richiedono capacit acrobatiche.
Il sistema energetico utilizzato quello anaerobico-alattacido che quale permette tensioni
muscolari massime per tempi brevissimi (max 10-12 secondi)
Questo porta a dire che le esercitazioni proposte in un allenamento per portieri devono
essere brevi, eseguite con la massima velocit ed intensit, prevedendo nel contempo
adeguati tempi di recupero, tenendo sempre presente che anche il recupero
allenamento !!!!
Il portiere durante lallenamento non deve mai andare in lattacido se non in qualche
allenamento organico, che pu essere proposto di tanto in tanto, e che comunque non
preveda esercitazioni acrobatiche, cos da evitare cadute incontrollate dovute a lla
stanchezza, che potrebbero procurare traumi pregiudicando lincolumit fisica
dellestremo difensore.

Bisogna prestare molta attenzione alla fase di riscaldamento, allo scopo di evitare
fastidiosi incidenti muscolari nei mesi invernali e soprattutto per chi si allena alla sera
quando le temperature sono pi rigide e il tasso di umidit maggiore e penetrante. La seduta deve iniziare blandamente e
proseguire con ritmo crescente fino a raggiungere dopo 15-20 minuti lintensit ottimale di lavoro.
Questa pu essere la fase ottimale per inserire esercitazioni per affinare la tecnica podalica.

Per quanto riguarda la situazione logistica, per svolgere al meglio gli
allenamenti, occorre prestare attenzione anche alla zona di campo delimitata
dallarea piccola. A meno che non si abbia la fortuna di usufruire di un terreno
sintetico, questa parte di campo nella maggior parte dei casi priva di erba.
Durante tutto larco della stagione la possiamo trovare in condizioni sempre
diverse, da dura e secca nelle giornate di sole, a fangosa o acquitrinosa in
quelle di pioggia o addirittura ghiacciata in inverno.
Per eseguire al meglio la seduta, senza che i portieri vengano condizionati
dallo stato del campo perci consigliabile che il preparatore o uno o pi
portieri arrivino allallenamento con qualche minuto di anticipo.
Questo permette loro di avere il tempo per sistemare, se necessario bagnare o asciugare la zona dove il portiere viene
pi spesso chiamato a intervenire, cos da ottimizzare al massimo anche le strutture meno organizzate.

Tutto quanto sopra esposto ci fa capire quanto sia importante differenziare la preparazione atletica e tecnica tra il
portiere e la squadra, a differenza di quello che invece avveniva fino a qualche anno fa, quando lestremo difensore era
sempre costretto ad eseguire lunghi ed inutili allenamenti atletici con la squadra, al termine dei quali veniva mandato in
porta e bombardato con serie infinite di tiri.
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PIANIFICAZIONE DEL GIRONE DI ANDATA

Esaminiamo ora il primo macroclico agonistico che possiamo collocare
temporalmente tra la fine del periodo di preparazione (prima-seconda settimana di
settembre) e il termine della prima fase del campionato (a seconda della categorie
pu essere tra i primi di dicembre fino verso la met o la fine di gennaio).
La continuit e una delle doti pi importanti per un portiere, permette di trasmettere
sicurezza e di avere la fiducia da parte dei compagni, del mister, e di tutto lambiente.
Per fare sostenere ai nostri atleti una annata sempre su buoni livelli si deve seguire
una programmazione sia tecnica che atletica, che gli permetta di mantenersi sempre
in un buon stato di forma, programmando i carichi di lavoro ogni volta proposti.



CI CLI DI PROGRAMMAZI ONE
Dettagliando la programmazione in cicli, viene utilizzato per la quantificazione dei carichi di forza un metodo
piramidale di crescita nel girone di andata e di decremento in quello di ritorno. Si parte con un massimale dopo il ciclo
di preparazione del 65 % per arrivare al 95% a met dicembre incrementando del 5% il carico ad ogni ciclo.
Ogni ciclo e composto di 3 settimane di lavoro con intensit di carico diverse, mezzo carico, carico, scarico. Il carico
deve intendersi la percentuale di competenza del ciclo, mezzo carico il 65 % del carico di competenza del periodo,
scarico il 40%.
Indipendentemente dalla metodologia di lavoro che si intende adottare (lavoro con sovraccarichi, a corpo libero,
esercitazioni tecnico-atletiche) si pu utilizzare la tabella sotto riportata per determinare il carico di lavoro da proporre
in ogni settimana.

CICLO % DI COMPETENZA MEZZO CARICO 65% CARICO 100% SCARICO40%
1 65 65% Del 65% del Massimale 65 % del Massimale 40% DI 65% del Massimale
2 70 65% Del 70% del Massimale 70% del Massimale 40% DI 70% del Massimale
3 75 65% Del 75% del Massimale 75% del Massimale 40% DI 75% del Massimale
4 80 65% Del 80% del Massimale 80% del Massimale 40% DI 80% del Massimale
5 85 65% Del 85% del Massimale 85% del Massimale 40% DI 85% del Massimale
6 90 65% Del 90% del Massimale 90% del Massimale 40% DI 90% del Massimale
7 95 65% Del 95% del Massimale 95% del Massimale 40% DI 95% del Massimale


CARI CO NATURALE O ESERCI TAZI ONI TECNI CO ATLETI CHE.
Se si utilizza la metodologia del carico naturale, per semplicit possiamo fissare a 90 il
massimale di toccate totali.
Le quantit di norma sono suddivise in percentuali uguali per ogni tipologia di forza,
esplosiva, elastica e riflessa.
La percentuale pu subire delle modifiche nel caso in cui si intenda lavorare maggiormente
su una determinata qualit nella quale si ritiene maggiormente carente uno o pi portieri,
oppure a seconda delle condizioni del campo (Se pesante pregiudica la resa delle
esercitazioni di forza elastica) oppure ancora in base al momento condizionale dellatleta.
Se si utilizza il metodo tecnico atletico si tenga conto della struttura delle esercitazioni
proposte calcolando quanto e di quale tipo sono le sollecitazioni condizionali insite in ogni
singola unit. Una serie di esercitazioni possibili sono state pubblicate nel numero di luglio
di questa rivista.


Per esemplificare il carico del 1 ciclo possiamo cos proseguire:

MASSIMALE 90 Balzi
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CARICO ( 90/100*65) = 58,5 (Arrotondato a 59)
MEZZO CARICO ((90/100*65) /100*65) = 38,35 (Arrotondato a 38)
SCARICO ((90/100*65) /100*40) = 23,4 (Arrotondato a 23)


UTI LI ZZO DI SOVRACCARI CHI O MACCHI NE I SOTONI CHE.

Se si utilizzano le macchine isotoniche tipo, multipower (castello), pressa orizzontale, leg extension ecc. si devono
rilevare per ogni macchina i massimali ad inizio stagione. Fatto ci si deve calcolare il carico espresso in kg da
utilizzare su ciascun attrezzo.

Stabilire il massimale inteso come esecuzione di una singola ripetizione
potrebbe essere pericoloso, soprattutto a inizio stagione. Perci si fa eseguire al
portiere lesercitazione con un carico medio alto, contando quante volte riesce a
spostare il carico.
Terminata la prova possiamo applicare la formula di Brzycki che espressa
definendo le due variabili:

C = Carico sollevato
R = Ripetizioni effettuate

La formula : MASSIMALE = C / (1,0278 (0,0278 * R))

Supponendo che la il nostro portiere abbia sollevato 110 kg per 14 volte possiamo sostituire i valori nel modo seguente
e risolvendo per passi lespressione

MASSIMALE = 110 / (1,0278 (0,0278 *14))
MASSIMALE = 110 / (1,0278 0,3892)
MASSIMALE = 110 / 0,6386
MASSIMALE = 172,25 che pu essere arrotondato a 172

E comunque possibile trovare su vari testi specifici oppure in rete la tabella a doppia entrata che riepiloga per ogni peso
e ripetizioni eseguite il relativo massimale.
Prendiamo ad esempio una pressa orizzontale dove il soggetto ha stabilito un massimale di 172 kg lo sviluppo dei
carichi del 1 ciclo pu essere cos calcolato

MASSIMALE 172 Kg.
CARICO ( 172/100*65) = 111,8 (Arrotondato a 112)
MEZZO CARICO ((172/100*65) /100*65) = 72,7 (Arrotondato a 73)
SCARICO ((172/100*65) /100*40) = 44,7 (Arrotondato a 45)

Il numero delle ripetizioni e delle serie rimangono solitamente costanti. Il recupero oscilla tra 1,5 e i 2 minuti a seconda
delle esercitazioni di trasformazione proposte.

QUANTI FI CAZI ONE DEI CARI CHI DI LAVORO.
Dopo avere visto la macro programmazione vediamo come definire i carichi e la loro
suddivisione.

FORZA ARTI INFERIORI

La forza pu essere divisa in 3 categorie, massimale, esplosiva e resistente, quella verso
cui indirizzeremo le nostre esercitazioni e quella esplosiva, ovvero, la capacit di
produrre una forte contrazione muscolare nel minor tempo possibile.
Come accennato, possiamo prendere come parametro di riferimento il massimale in kg
determinato dai test se si dispone di una palestra, oppure il numero di toccate, cos
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indipendentemente dal tipo di materiale a disposizione si pu eseguire una facile quantificazione.

Per quanto riguarda il lavoro con i sovraccarichi possiamo a seconda del tipo di forza che si vuole allenare gli esercizi
possono essere eseguiti in forma esplosiva o in forma pi continua (elastica) oppure ancora in forma concatenata.
Ritengo efficace allenare in ogni seduta specifica tutte le tre tipologie di forza esplosiva.

Per quanto riguarda lo sviluppo della forza a corpo libero, a seconda della categoria, della morfologia del portiere, della
sua et si definisce un numero massimo di toccate e lo si pone come carico massimo (100%). Ritengo che un buon
compromesso generale di partenza che tenga conto di vari parametri pu quantificarsi in 90-100 balzi (che pu essere
comunque modificato), suddividendo la forza esplosiva in 3 gruppi Elastica, Reattiva, Riflessa con una percentuale
omogenea di carico al 33%.
In base a varie condizioni, come precedentemente accennato, si possono eseguire sbilanciamenti della percentuale di
carico. La tabella completa delle esercitazioni possibili stato pubblicato nei precedenti numeri di questa rivista.
Il recupero deve sempre essere completo e pu essere individuato in circa 2 - 2,5 minuti tra una ripetizione e laltra. Le
esercitazioni devono essere proposte in modo omogeneo per ogni tipologia di forza.

FORZA ARTI SUPERIORI

Una buona tonificazione della parte superiore del corpo importante per il portiere sia a livello di prevenzione ma
soprattutto per quanto riguarda la zona delle spalle anche a livello psicologico facendolo sentire pi forte e pi disposto
ad affrontare i contatti fisici.
Non ritengo estremamente importante per questa zona sviluppare in modo specifico la forza, ma proporre un buon
lavoro generalizzato pu dare i suoi ottimi frutti.
Un allenamento svolto a circuito che prevede lo sviluppo di pettorali, spalle,
deltoidi, dorsali e bicipiti sufficiente se svolto con carichi che portano
allesaurimento dopo 10-12 ripetizione per ciascun esercizio. La serie pu
essere ripetuta a seconda del periodo o delle esigenze dalle 3 alle 6 volte.
La tabella completa delle esercitazioni possibili stata pubblicato nei
precedenti numeri di questa rivista.
Il recupero tra una stazione e laltra di 30 secondi e di 2-3 tra un giro e
laltro.
Anche per questo gruppo di muscoli e consigliale eseguire alla fine esercizi
di trasformazione o comunque di risensibilizzazione. Questo possibile
tramite: mobilizzazione eseguita liberamente o con i bastoni, esercitazioni di velocizzazione delle braccia con la palla e
stretching.

VELOCITA

La velocit ha tante componenti (Weineck) , lanalisi di queste esulano dallo scopo di questo articolo.
Nella programmazione di un allenamento per i N.1 lo sviluppo della velocit pu essere proposto con esercitazioni
tecniche che prevedono stimoli di partenza diversi e spostamenti veloci e variegati che ricalcano possibili situazioni di
gara.
La distanza massimale di riferimento sulla quale calcolare il carico di lavoro (100%) per la valutazione degli esercizi
tecnici di 250 mt.
Il recupero tra le varie esercitazioni deve essere massimale. Come indicatori possiamo utilizzare, se si dispone di un
cardifrequenzimetro, le pulsazioni non devono essere superiori ai 105 - 110per minuto o comunque il tempo pu essere
quantificato con una proporzione di 1 a 12 -15 in relazione alla durata dellesecuzione dellesercizio.
Una ripetizione di un esercizio che dura 10 secondi potrebbe richiedere 120 secondi di recupero cio 2 minuti prima
dellesecuzione della successiva.
Il tempo concesso per il recupero tra i diversi esercizi pu essere anche pi lungo se vengono inserite proposte di
allungamento muscolare.






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ADDOMINALI E DORSALI

Per un portiere e molto importante curare anche la muscolatura addominale e dorsale
che permette di equilibrare e stabilizzare il lavoro di forza eseguito per la parte
inferiore e superiore.
Le esercitazioni per gli addominali possono essere proposte allinizio come forma di
riscaldamento o alla fine della seduta come momento defaticante e scarico della
colonna vertebrale anche in pi volte durante la settimana.
Possiamo quantificare come massimo in 200 addominali e 20 dorsali a seduta, che
devono essere ridotti se ci si trova a lavorare con giovani portieri.


OBI ETTI VI TECNI CO-TATTI CI -COORDI NATI VI

Ogni settimana del ciclo a seconda anche del carico e della metodologia di lavoro utilizzato, ha due massimo tre
argomenti tecnici dominanti e la maggiore parte delle esercitazioni specifiche sono indirizzate verso quei fondamentali.
Gli obiettivi possono essere scelti attraverso una pianificazione annuale ma pu e devono essere cambiati o
personalizzati nel caso in cui si noti che i portieri in allenamento o in gara palesano alcuni lacune in specifici
fondamentali. Questi devono essere affrontati e risolti e devono rimanere come obiettivi principali da raggiungere al pi
presto. Nel settore giovanile ritengo utile seguire progressioni didattiche mirate a seconda dellet e delle abilit di ogni
soggetto. Massima attenzione deve essere prestata alle capacit coordinative e le esercitazioni proposte devono avere
contenuti mirati anche a questo scopo.

Le capacit coordinative peculiari del ruolo del portiere sono:

> Capacita di anticipazione motoria
> Capacita di orientamento spazio-temporale
> Capacita di accoppiamento e combinazione dei movimenti
> Capacita di differenziazione muscolare
> Capacita di reazione motoria
> Capacita di equilibrio statico-dinamico
> Capacita di ritmizzazione
> Capacit di adattamento e trasformazione
> Coordinazione fine delle mani
> Fantasia motoria

Gli interventi tecnici del portiere possono essere suddivisi in base a vari momenti dellazione :

Fase di anticipazione (Prima del tiro)
- Posture
- Spostamenti
- Posizione

Tecniche difensive (Dopo il tiro)
- Prese
- Tuffi
- Deviazioni e Respinte
- Uscite Basse
- Uscite Alte

Tecniche di attacco
- Tecnica e gestione della palla in gioco con i piedi
- Rilanci a palla ferma o palla in mano
- Rilanci con le mani

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Obiettivi tattici
- Gestione della difesa a seconda del sistema di gioco adottato
- Organizzazione della difesa sulle palle inattive (Corner, Punizioni, Rimesse, Rigori)



BIBLIOGRAFIA

Quale forza? di N.Biscotti articolo tratto dal mensile Il Nuovo Calcio Ed.Correre
La preparazione fisica ottimale del calciatore di Weyneck Ed.Calzetti Mariucci

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