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Assenze per malattia e personale della scuola:

decurtazione retributiva, visite fiscali e


specialistiche, certificazione online
Normativa di riferimento e 49 FAQ di supporto

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INDICE
1

Introduzione
CAPITOLO I
ASSENZE PER MALATTIA:
LA DECURTAZIONE RETRIBUTIVA
(decreto n. 112/08 convertito in legge n. 133/08)
I.1 Normativa di riferimento

I.2 Le trattenute giornaliere lorde fino ai 10


giorni di assenza per malattia

I.3 Il trattamento economico per un periodo di assenza


per malattia superiore a 10 giorni

I.4 Uno o pi certificati medici e decurtazione retributiva

I.5 Assenze escluse dalla decurtazione retributiva

I.6 Riflessi contributivi, pensionistici e previdenziali della


decurtazione retributiva

11

CAPITOLO II
ASSENZE PER MALATTIA:
LA CERTIFCAZIONE ONLINE
(comprese le strutture di pronto soccorso/ospedaliere)
II.1 Normativa di riferimento

12

II.2 Trasmissione telematica della certificazione di malattia


dalle strutture di pronto soccorso/ospedaliere

14

II.3 Adempimenti del lavoratore

15

II.4 Certificato di malattia e Attestato di malattia:


i casi di assenza per infortunio, grave patologia
o invalidit e i relativi benefici

15

II.5 Le responsabilit del medico e del lavoratore per le


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documentazioni della malattia

17
CAPITOLO III

ASSENZA PER MALATTIA:


LA PROCEDURA CHE DEVE ATTUARE
IL PERSONALE DELLA SCUOLA
III.1 Lobbligo di avvertire la scuola non oltre linizio
dellorario di lavoro

19

III.2 Lobbligo di comunicare il recapito, se diverso


da quello inizialmente indicato alla scuola di servizio

20

III.3 Non si ha pi lobbligo di recapitare/spedire il


certificato medico

20

CAPITOLO IV
LA VISITA FISCALE
IV.1 Normativa di riferimento

22

IV.2 Visita fiscale e obbligatoriet di invio da parte


della Scuola

23

IV.3 Visita fiscale e richiesta online

23

IV.4 Visita fiscale: riduzione della prognosi o negazione


dellinfermit

24

IV.5 Visita fiscale e fascia oraria di controllo

24

IV.6 Numero di visite fiscali possibili

25

IV.7 Cosa si intende per assenza alla visita fiscale

25

IV.8 La procedura del medico fiscale

28

IV.9 Assenza alla visita fiscale e giustificazioni del


dipendente

29

IV.10 Assenza non ritenuta giustificata dal Dirigente e


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sanzioni per il dipendente (pecuniaria e disciplinare)

31

IV.10.1 Sanzione economica

32

IV.10.2. Sanzione disciplinare

38

IV.11 Personale esentato dal rispetto delle fasce orarie di


Controllo

38

CAPITOLO V
ASSENZE PER GRAVI PATOLOGIE
V.1 Normativa di riferimento

41

V.2 Cosa si intende per gravi patologia e la valutazione


del Dirigente

42

V.3 I due requisiti che devono coesistere e che vanno


valutati contestualmente: La documentazione della
grave patologia e il ricorso a terapie salvavita

43

V.4 Lesclusione dal periodo di comporto e il pagamento per


intero dei giorni di assenza per leffettuazione delle
periodiche visite specialistiche di controllo/ambulatoriali
delle (certificate) gravi patologie

44

V.5 Lesclusione dal periodo di comporto e il pagamento per


intero dei giorni di assenza dovuti alle terapie salvavita
(inclusa la chemioterapia) e alle conseguenze certificate
delle terapie

45

V.6 Il riconoscimento della grave patologia e la corretta


procedura che deve attuare il dipendente

47

V.7 La certificazione (anche online) che deve presentare il


dipendente per vedersi riconosciuti i benefici
previsti dal CCNL/2007

47

V.8. Trattamento economico ed esenzione della visita di


controllo per chi rientra nellassenza per
gravi patologie

49

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CAPITOLO VI
ASSENZE PER ESAMI
E VISITE SPECIALISTICHE
(le novit previste dalla legge n. 111/2011)
VI.1 Normativa di riferimento

50

VI.2 Assenza imputata a malattia

51

VI.2.1 Decurtazione retributiva - Giorni per il viaggio


- Giustificazione - Visita fiscale
VI.3 Assenza non imputata a malattia

53
54

CAPITOLO VII
ASSENZE PER MALATTIA E CCNL/2007
LA NORMATIVA ANCORA IN VIGORE
(personale assunto a tempo indeterminato e determinato)
VII.1 Normativa di riferimento per il personale
a tempo indeterminato (18+18 mesi)

57

VII.1.1 Trattamento economico e criteri di fruizione


dellassenza per malattia (18+18 mesi)

59

VII.1.2 Dopo i primi 18 mesi di assenza per malattia:


concessione degli ulteriori 18 mesi o
licenziamento del dipendente per giustificato
motivo oggettivo

60

VII.1.3 La visita medico collegiale dopo i primi


18 mesi di assenza per malattia

62

VII.1.4 Il Dirigente pu richiedere per il dipendente


la visita medico collegiale prima e dopo che
siano trascorsi i primi 18 mesi di assenza
per malattia

63

VII.1.5 Gli esiti della visita collegiale dopo i primi 18 mesi


di assenza per malattia

67

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VII.2 Normativa di riferimento per il personale


assunto a tempo determinato

70

VII.2.1 Personale con contratto stipulato per


lintero anno scolastico (31/8) o fino al
termine delle attivit didattiche (30 giugno)

71

VII.2.2 Personale assunto con contratto a tempo


determinato stipulato dal Dirigente
scolastico per supplenze brevi e temporanee

72

VII.3 Assenze per malattia dovuta a TBC

73

VII.4 Assenza per malattia escluse dal computo


dei giorni

74

CAPITOLO VIII
ASSENZA PER MALATTIA:
COME CALCOLARE I MESI E I GIORNI DI ASSENZA
VIII.1 Premessa

76

VIII.2 Normativa di riferimento per il calcolo delle assenze per malattia

77

VIII.3 Calendario comune e calendario ministeriale:


differenze
VIII.4 Come le scuole calcolano le assenze per malattia

78
80

VIII.4.1 Esempi pratici di calcolo

82

F.A.Q (LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PI FREQUENTI)


1. NOZIONE DI MALATTIA E GIORNI PREVISTI DAL CONTRATTO SCUOLA
I.

Cosa si intende per malattia? E a quanti giorni


di malattia ha diritto il personale della scuola?

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88

2. CERTIFICATI MEDICI E OBBLIGO PERMANENZA NEL DOMICILIO E VISITE


FISCALI
I.

II.

III.
IV.

V.

VI.

Per giustificare un periodo di malattia sufficiente


il certificato rilasciato dal pronto soccorso?
Deve inoltre essere trasmesso online?

90

I certificati di dimissioni protette,


preospedalizzazione e day-hospital
sono equiparati a certificati di ricovero?

92

Malattia insorta durante un soggiorno allestero:


quali sono le norme in materia?

94

Malattia insorta durante lorario di servizio:


personale presente al lavoro che durante la
giornata ha un malore e si assenta.
Come considerare tale assenza se si presenta
successivamente un certificato medico?

97

Come considerare il dipendente che terminato


lorario di lavoro si reca dal proprio medico
curante e si fa rilasciare un certificato medico
con decorrenza lo stesso giorno?

98

La malattia inizia dal giorno del rilascio del


certificato o dal giorno in cui il dipendente
dichiari al medico di essersi ammalato?

VII.

VIII.

IX.

98

Quali sono le sanzioni applicabili al dipendente


che risulti assente alla visita fiscale?

98

possibile la comunicazione di due diversi


recapiti durante il periodo di assenza dal lavoro
per malattia (ad esempio suddivisi per fasce orarie
o per domicili diversi)?

99

possibile avere dettagliati chiarimenti


sulle concrete modalit di applicazione della sanzione
amministrativa prevista, per il dipendente

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assente a visita fiscale, dallart.5, comma 14


della L.n.638/1983?
X.

XI.

XII.

100

possibile computare, nel triennio, anche


la giornata di malattia che stata sanzionata
con la perdita del trattamento economico a
seguito di assenza ingiustificata alla visita fiscale
di controllo?

102

Il dipendente assente per malattia pu abbandonare


il proprio domicilio per partecipare ad un concorso
pubblico o svolgere un altro lavoro?

102

Un lavoratore in malattia pu decidere autonomamente


di rientrare in servizio prima della scadenza
del termine previsto nelle certificazioni mediche?

105

3. MODALIT DI COMPUTO E TRATTATAMENTO ECONOMICO


I.
II.

III.

IV.

V.

I giorni di ricovero in day - hospital devono


essere considerati assenze per malattia?

105

Come avviene il calcolo del triennio


del personale assunto a tempo indeterminato
supponendo che lultimo episodio morboso
registrato in data 15/04/2012?

106

Al dipendente sottoposto a visita presso la


Commissione Medico-Ospedaliera (C.M.O.)
spetta il trattamento di trasferta?

108

Qual il trattamento giuridico ed economico


del dipendente dichiarato temporaneamente
inidoneo a qualsiasi attivit lavorativa a seguito
di visita medica collegiale ?
Deve essere considerato in malattia?

108

Ai fini del computo dei mesi di malattia nel


triennio (art. 17/1 CCNL 2007) si fa
riferimento al solo periodo di ruolo o anche
al periodo di pre-ruolo?

109

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VI.

VII.

Passaggio di cattedra o ruolo: cambia qualcosa


per il computo del triennio se un docente ottiene
il passaggio di cattedra o di ruolo?

110

Un assistente amministrativo, a seguito di un


provvedimento di mobilit intercompartimentale,
ha assunto servizio in data 01/09/2011.
Il conteggio del triennio deve includere gli eventi
morbosi registrati prima dellassunzione in ruolo?

VIII.

IX.

X.

XI.

XII.

110

Come si devono considerare le giornate di sabato


e domenica intercorrenti tra due periodi di assenza
per malattia?

110

Come vengono considerate le giornate di sabato


e di domenica se un docente si assenta dal luned
al venerd?

111

Come vengono considerati i giorni festivi o non


lavorativi se lassenza per malattia ciclica cio
intervallata da altri istituti giuridici senza il rientro
in servizio del dipendente?

112

Come viene considerata la giornata libera del sabato


compresa tra due periodi di assenza per malattia?

114

Come vengono conteggiati i giorni di sospensione


delle lezioni (vacanze di Natale e Pasqua) a cavallo
di due periodi frazionati di malattia?

115

4. PERIODO 18 MESI DI MALATTIA NON RETRIBUITO


I.

II.

Il periodo di 18 mesi di assenza per malattia non


retribuita previsto dallart. 17, comma 2, del CCNL del
2007 frazionabile?
Un dipendente al quale stato concesso lulteriore periodo

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115

di assenza non retribuita di cui allart.17, comma 2


del CCNL 2007, rientrato in servizio e, dopo aver lavorato
per pi di un anno, si assentato nuovamente per malattia.
Qual il trattamento giuridico ed economico
di tale ultima assenza? In particolare, per stabilire
se stato superato il periodo di comporto si deve
tener conto anche delle assenze per malattia
precedenti la ripresa del servizio?
III.

116

In caso di assenza per malattia non retribuita


ai sensi dellart. 17, comma 2 (ulteriori 18 mesi),
il dipendente ha diritto a percepire gli assegni per
il nucleo familiare?

IV.

117

Il certificato medico deve essere presentato


anche nel caso il lavoratore richiede di
fruire dei 18 mesi di assenza non retribuita?

118

5. PATOLOGIE GRAVI E TERAPIE SALVAVITA


I.

II.

III.

Le assenze per gravi patologie si applicano


anche al personale assunto a tempo determinato?

119

Esiste un numero massimo di giorni di assenza


per patologie gravi che richiedono terapie salvavita?

119

La totale remunerazione delle assenze necessarie,


in caso di gravi patologie, per sottoporsi a terapie
salvavita, compete anche qualora il periodo di assenza
sia inferiore a 15 giorni?

119

6. VISITE MEDICHE, ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI, MALATTIA BREVE


I.

possibile frazionare ad ore lassenza per


malattia qualora venga richiesta per essere
sottoposto a visite mediche specialistiche ed
accertamenti diagnostici ? In tali casi qual
il trattamento economico spettante?

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120

II.

III.

Se un dipendente effettua una visita specialistica


il sabato, poi il luned assente per malattia,
la domenica devessere compresa nei giorni di malattia?

120

Le modalit di giustificazione dellassenza nel caso


di visite specialistiche deve necessariamente essere
rilasciata da una struttura pubblica?

121

7. ASSENZE PER MALATTIA E I CASI PARTICOLARI


I.

II.
III.
IV.

V.

VI.

VII.

In che modo si realizza la debita ed adeguata


documentazione della malattia, ai fini
dellinterruzione delle ferie? Quand che la
malattia interrompe le ferie?

121

Come vanno computate le ferie non godute


durante il periodo di malattia?

122

Possono essere concesse le ferie durante il periodo


di malattia (anche per gli ulteriori 18 mesi di assenza)?

123

possibile usufruire di un periodo di ferie


immediatamente successivo ad un periodo
di malattia?

126

Ai fini della conservazione del posto il periodo


di assenza per malattia svolto allestero rientra
nel calcolo delle assenze per malattia effettuate
nel triennio?

126

La trattenuta fino a 10 giorni per assenze di


malattia va effettuata anche sulla retribuzione
delle ore eccedenti?

127

Ricovero, periodi di convalescenza, visite fiscali


e altre assenze dovute a casi particolari:
Qual la differenza tra ci che prescrive il
CCNL/2007 e ci che indica la legge
in riferimento alla decurtazione economica?

127

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8. RAPPORTO DI LAVORO A TERMINE E A TEMPO PARZIALE


I.

II.

III.

IV.

V.

VI.
VII.

Al docente/ata nominato su supplenza breve


e saltuaria viene effettuata la trattenuta di cui
allart. 71 del DL 112/08?

130

Personale a tempo determinato con pi rapporti


di lavoro: se nello stesso anno scolastico si ha
un rapporto di lavoro almeno fino al termine delle
attivit didattiche e un altro come supplenza breve,
si avranno due differenti trattamenti economici
nel caso di assenza per malattia nella stessa
giornata di servizio?

131

Come avviene il calcolo del triennio per


il personale assunto a tempo determinato
supponendo che il primo episodio morboso
registrato in data 15/04/2012?

132

Come viene calcolata lassenza per


malattia al personale nominato dal
Dirigente scolastico fino alla nomina
degli aventi diritto (art. 40)?

132

Cosa comporta la risoluzione del rapporto


di lavoro una volta superati i 9 mesi
(o i 30 giorni) di assenza?

134

Come si calcolano le assenze per malattia


del personale a part time verticale?

134

Il dipendente in part-time verticale deve


riprendere servizio prima di assentarsi
nuovamente per malattia?

141

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INTRODUZIONE
Uno dei principi pi importanti per la tutela della salute dellindividuo contenuto
nellart. 32 della Costituzione:
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dellindividuo e interesse della
collettivit, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno pu essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per
disposizione di legge. La legge non pu in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto
della persona umana.1
Una definizione di assenza per malattia in relazione alla prestazione lavorativa si
rinviene invece in due sentenze della Corte di Cassazione: deve essere considerata
1


La Legge 23 dicembre 1978, n. 833 istituir il servizio sanitario nazionale e allart. 2 elencher
quelli che saranno gli obiettivi da perseguire: 1) la formazione di una moderna coscienza sanitaria sulla
base di unadeguata educazione sanitaria del cittadino e delle comunit; 2) la prevenzione delle malattie e
degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro; 3) la diagnosi e la cura degli eventi morbosi quali che ne
siano le cause, la fenomenologia e la durata; 4) la riabilitazione degli stati di invalidit e di inabilit
somatica e psichica; 5) la promozione e la salvaguardia della salubrit e delligiene dellambiente naturale
di vita e di lavoro; 6) ligiene degli alimenti, delle bevande, dei prodotti e avanzi di origine animale per le
implicazioni che attengono alla salute delluomo, nonch la prevenzione e la difesa sanitaria degli
allevamenti animali ed il controllo della loro alimentazione integrata e medicata; 7) una disciplina della
sperimentazione, produzione, immissione in commercio e distribuzione dei farmaci e dellinformazione
scientifica sugli stessi diretta ad assicurare lefficacia terapeutica, la non nocivit e la economicit del
prodotto; 8) la formazione professionale e permanente nonch laggiornamento scientifico culturale del
personale del servizio sanitario nazionale. Il servizio sanitario nazionale nellambito delle sue competenze
persegue: a) il superamento degli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del paese; b) la
sicurezza del lavoro, con la partecipazione dei lavoratori e delle loro organizzazioni, per prevenire ed
eliminare condizioni pregiudizievoli alla salute e per garantire nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro
gli strumenti ed i servizi necessari; c) le scelte responsabili e consapevoli di procreazione e la tutela della
maternit e dellinfanzia, per assicurare la riduzione dei fattori di rischio connessi con la gravidanza e con il
parto, le migliori condizioni di salute per la madre e la riduzione del tasso di patologia e di mortalit
perinatale ed infantile; d) la promozione della salute nellet evolutiva, garantendo lattuazione dei servizi
medico-scolastici negli istituti di istruzione pubblica e privata di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola
materna, e favorendo con ogni mezzo lintegrazione dei soggetti handicappati; e) la tutela sanitaria delle
attivit sportive; f) la tutela della salute degli anziani, anche al fine di prevenire e di rimuovere le condizioni
che possono concorrere alla loro emarginazione;g) la tutela della salute mentale privilegiando il momento
preventivo e inserendo i servizi psichiatrici nei servizi sanitari generali in modo da eliminare ogni forma di
discriminazione e di segregazione pur nella specificit delle misure terapeutiche, e da favorire il recupero
ed il reinserimento sociale dei disturbati psichici.

malattia ogni alterazione patologica in atto di organi e delle loro funzioni (o anche
dellorganismo considerato nel suo complesso) che per i sintomi con cui si manifesta e
per le conseguenze che produce sullorganismo del lavoratore impedisce
temporaneamente lesecuzione della prestazione lavorativa dovuta in quanto risulta del
tutto incompatibile con lulteriore svolgimento delle attivit necessarie allespletamento
della prestazione stessa.2
Lassenza dal lavoro per malattia sostituisce laspettativa per infermit di cui allart. 68
del Testo Unico n. 3/57.3
Lassenza si configura come un diritto del dipendente ed cosiddetta tipica, cio regolata
da specifiche disposizioni di leggi e contrattuali.
Se mancassero tali leggi o i Contratti collettivi di comparto, a tutti i dipendenti assenti per
malattia non verrebbe riconosciuto nessun diritto (retribuzione, versamento dei contributi,
servizio ai fini previdenziali, servizio di ruolo e di pre ruolo nel caso di personale della
scuola ecc.) in quanto durante lassenza per malattia viene meno la prestazione lavorativa
(il rapporto di lavoro sinallagmatico e prevede: prestazione lavorativa=retribuzione).
Lassenza, dunque, grazie proprio a questi Contratti non interrompe il rapporto di lavoro
(salvo casi specifici che analizzeremo).
La disposizione a tutela del personale della Scuola il CCNL/2007 (in particolare artt.
17 e 19), che regola le assenze per malattia per tutto il personale assunto a tempo
indeterminato e determinato.
Tale Contratto per non basta a delineare tutte le procedure della materia in quanto liter
che riguarda le assenze per malattia si configura come un vero e proprio atto
amministrativo che il solo CCNL del comparto Scuola non pu regolare o prevedere,
bisogner dunque fare riferimento anche ad una serie di leggi, regolamenti e circolari (per
queste ultime vedi ad es. INPS e Funzione Pubblica) per avere chiari quali siano i diritti
2
Corte di Cassazione, sentenze 23.9.1987, n. 7279 e 30.7.1987 n. 6632.

3


Limpiegato pu essere collocato in aspettativa per servizio militare, per infermit o per motivi
di famiglia. Il collocamento in aspettativa disposto, su domanda dellimpiegato, dallorgano cui tale
competenza attribuita dagli ordinamenti particolari delle singole amministrazioni. Pu anche essere
disposto dufficio, per servizio militare o per infermit; in tale caso limpiegato pu chiedere di usufruire dei
congedi prima di essere collocato in aspettativa. Non pu in alcun caso disporsi del posto dellimpiegato
collocato in aspettativa.

ma anche i doveri e gli adempimenti di chi fruisce delle assenze per malattia, oltre
ovviamente a stabilire quali procedimenti deve attuare chi preposto al controllo delle
assenze.
Rileviamo inoltre che a partire dal 2008 qualcosa cambiato in materia di assenze per
malattia.
La prima novit sicuramente lart. 71, primo comma, del decreto n. 112/08
convertito in legge n. 133/08 il quale prevede una decurtazione economica per le assenze
per malattia fino a 10 giorni.
In particolare, per il personale assunto con incarico a tempo indeterminato e determinato
(per questultimo faremo le dovute differenze) la nuova norma recita:
nei primi dieci giorni di assenza corrisposto il trattamento economico fondamentale
con esclusione di ogni indennit o emolumento, comunque denominati, aventi carattere
fisso e continuativo, nonch di ogni altro trattamento economico accessorio.
Il D. Lgs. n. 150/2010 e il Decreto Legge n. 98/2011, convertito in legge n. 111/2011
hanno invece introdotte delle innovazioni in materia di assenze per malattia dei pubblici
dipendenti con particolare riguardo al modello di certificato telematico, al controllo
mediante
visita fiscale,
al
regime
della
reperibilit
rispetto
al
controllo e alle assenze per effettuare visite specialistiche, esami diagnostici o trattamenti
terapeutici.
Infine, il Ministero della Salute con Decreto del 18 aprile 2012 (pubblicato sulla G.U.
n. 128 del 4 giugno 2012) ha integrato il contenuto del modello di certificato telematico,
per cui il medico ha ora la possibilit di indicare, nellambito dei dati diagnosi, se
lassenza dellassistito riconducibile ad una patologia grave che richiede terapia
salvavita o una malattia per la quale riconosciuta la causa di servizio o uno stato
patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidit riconosciuta, tutte cause che
prevedono delle particolari esenzioni (dalla visita fiscale al calcolo del periodo di
comporto di assenza per malattia).
Le nuove disposizioni previste dalle leggi non possono essere derogate dai contratti
collettivi di comparto e, quindi prevalgono sulle analoghe disposizioni previste nel
CCNL/2007.
Uno degli obiettivi principali della guida sar quello di fare chiarezza su ci che da
ritenere ancora valido del CCNL/2007 e quelle che invece sono le novit a cui, nolente o
dolente, tutto il personale della scuola deve fare riferimento.
3

CAPITOLO I
ASSENZE PER MALATTIA:
LA DECURTAZIONE RETRIBUTIVA
(decreto n. 112/08 convertito in legge n. 133/08)
I.1 Normativa di riferimento

Lart. 71, primo comma, del decreto n. 112/08 convertito in legge n. 133/08
prevede che per gli eventi morbosi di durata inferiore o uguale a dieci giorni di
assenza, sar corrisposto esclusivamente il trattamento economico fondamentale4 con
decurtazione di ogni indennit o emolumento, comunque denominati, aventi carattere
fisso e continuativo, nonch di ogni altro trattamento economico accessorio.

Ai fini della decurtazione si fa riferimento ad ogni episodio di malattia che colpisce il


dipendente, anche della durata di un solo giorno, e per tutti i primi dieci giorni di ogni
evento morboso.5

La circolare n. 8/2008 del Dipartimento della Funzione Pubblica chiarisce che tale
disposizione di legge, nel prevedere la decurtazione retributiva per i primi dieci giorni
di assenza per malattia, si sovrappone ai regimi contrattuali attualmente in vigore.

Pertanto nei primi 10 giorni di assenza per malattia, di qualunque durata (anche un solo
giorno), dovr essere corrisposto solo il trattamento economico fondamentale.

La decurtazione retributiva:
relativa ai primi dieci giorni di ogni periodo di assenza per malattia e non ai
primi 10 giorni di assenza per malattia nel corso dellanno;
Opera per ogni episodio di assenza (anche di un solo giorno) e per tutti i dieci
giorni anche se lassenza si protrae per pi di dieci giorni.

4


Dipartimento della Funzione pubblica, circolare n. 7/2008; INPS, Messaggio n. 16603/2008: Si


considerano rientranti nel trattamento fondamentale le voci del trattamento economico tabellare iniziale e
di sviluppo economico, della tredicesima mensilit, della retribuzione individuale di anzianit, ove
acquisita, degli eventuali assegni ad personam.

5


Art. 71/1 del decreto n. 112/08 convertito in legge n. 133/08; INPS, Messaggio n. 16603 e
circolare n. 109/2008.

La normativa tuttora in vigore. La Corte Costituzionale con sentenza n. 120/2012 ha


confermato la legittimit costituzionale della decurtazione in caso di assenze per malattia.
I.2 Le trattenute giornaliere lorde fino ai 10 giorni di assenza per malattia
La decurtazione retributiva di cui al comma 1 dellart. 71 del D.L. 112 convertito in legge
n. 133/08 opera in tutte le fasce retributive previste dai CCNL in caso di assenza per
malattia.
In proposito, come noto, i vigenti CCNL gi disciplinano una decurtazione retributiva che
di diversa entit a seconda dei periodi di assenza.
Queste decurtazioni non sono state soppresse dalla nuova disciplina legale e permangono,
cosicch la trattenuta di cui al comma 1 dellart. 71 opera per i primi dieci giorni
sovrapponendosi al regime contrattuale relativo alla retribuzione in caso di malattia.6

In data 30 luglio 2008 il Ministero dellEconomia e delle finanze, con una


Informativa inviata a tutti gli utenti SPT (cio tutto il personale pagato dal Tesoro), ha
precisato che per il personale della scuola si riducono:
La retribuzione professionale docenti (RPD);
Il compenso individuale accessorio;
Lindennit di direzione del Dsga.

Inoltre la decurtazione retributiva va calcolata in trentesimi.

Secondo la Circolare Ministeriale n. 118/2000 prot. n. 1365, la retribuzione


professionale docenti (RPD) compete esclusivamente:
a) Al personale con rapporto di impiego a tempo indeterminato;
b) Al personale di religione cattolica con progressione di carriera;
c) Al personale con rapporto di impiego a tempo determinato su posto vacante e
disponibile per lintera durata dellanno scolastico (31/8);

Dipartimento della Funzione Pubblica, circolare n. 8/2008.

d) Al personale con rapporto di impiego a tempo determinato fino al termine delle


attivit scolastiche (30/6) nonch al personale insegnante di religione cattolica con
rapporto di durata annuale.
Per le voci della retribuzione professionale docenti (RPD) e del compenso individuale
accessorio per il personale ATA - C.I.A. i compensi mensili sono quelli previsti dalle
tabelle n. 3 e 4 del CCNL/2007.

Le trattenute giornaliere lorde per ogni giorno di malattia fino al decimo sono le
seguenti:
da 0 a 14 anni

RPD 164,00 (164,00/30)

Decurtazione retributiva
lorda giornaliera
5,47

da 15 a 27 anni

RPD 202,00 (202,00/30)

Decurtazione retributiva
lorda giornaliera
6,73

da 28 anni

RPD 257,50 (257,50/30)

Decurtazione retributiva
lorda giornaliera
8,58

AREA B/C

C.I.A. 64,50 (64,50/30)

Decurtazione retributiva
lorda giornaliera
2,15

AREA A/As

C.I.A. 58,50 (58,50/30)

Decurtazione retributiva
lorda giornaliera
1,95

Per i DSGA la decurtazione retributiva lorda va calcolata sulla quota di indennit di


direzione.
Lindennit di direzione dei DSGA per effetto della combinazione delle disposizioni
dellart. 71 del D.L. 112 convertito in legge n. 133/08 e dellart 17/8 del CCNL/2007,
soggetta ad un diverso regime economico in relazione alla durata dellassenza
per malattia:
6

1) Per le malattie di durata inferiore a 15 giorni lavorativi si mantiene la decurtazione


gi prevista dallart. 17/8 del CCNL (per ciascun giorno fino al 15 giorno lavorativo
di assenza).
2) Per le malattie di durata superiore a 15 giorni lavorativi:
Per i primi 10 giorni viene operata la decurtazione prevista dallart. 71 del D.L.
112;
Dallundicesimo giorno di assenza lindennit di direzione corrisposta
integralmente (art. 17/8 CCNL/2007).
Esempi di decurtazione per tutto il personale
Prognosi dal 1/9/2012 al 8/9/2012: tutto il periodo sar soggetto alle trattenute
giornaliere lorde.
Prognosi dal 1/10/2012 al 8/10/2012: tutto il periodo sar soggetto alle trattenute
giornaliere lorde.
Prognosi dal 1/11/2012 al 30/11/2012: i primi dieci giorni saranno soggetti alle
trattenute giornaliere lorde, per i restanti giorni di assenza non si applicher la
decurtazione.
I.3 Il trattamento economico per un periodo di assenza per malattia superiore a
dieci giorni
Nel caso di assenza protratta per un periodo superiore a dieci giorni (ad esempio per
undici giorni o pi) i primi dieci giorni debbono essere assoggettati alle ritenute prescritte
mentre per i successivi occorre applicare il regime giuridico - economico previsto dai
CCNL ed accordi di comparto per le assenze per malattia.
In sostanza, i dieci giorni non sono un contingente predefinito massimo esaurito il quale
si applicano le regole contrattuali e lassenza per malattia che si protrae oltre il decimo
giorno non consente la corresponsione della retribuzione contrattuale (individuata dai
CCNL e dagli accordi di comparto) a partire dal primo giorno, ma il trattamento deve
essere comunque scontato relativamente ai primi dieci giorni.7

7
Dipartimento della Funzione Pubblica, circolare n. 8/2008.

Per il personale della scuola:


Per un periodo superiore a 10 giorni di assenza, a partire dallundicesimo giorno
sar ripristinata lerogazione di tutti gli emolumenti e le indennit aventi carattere
fisso e continuativo, con esclusione del solo trattamento accessorio variabile.
Se levento morboso supera i 15 giorni lavorativi, a partire dallundicesimo giorno
di assenza sar altres erogato il trattamento accessorio variabile.

I.4 Uno o pi certificati medici e decurtazione retributiva


La trattenuta opera fino ai primi dieci giorni, anche se lassenza per malattia venga
giustificata con uno o pi certificati medici continuativi.

Le proroghe sono quindi escluse dalla decurtazione:


Se ad un primo evento morboso (primo certificato medico) vi uneventuale
prosecuzione dello stesso (secondo certificato, eventualmente terzo e cos via),
senza soluzione di continuit, il secondo periodo di malattia non considerato
come una nuova assenza ai fini della decurtazione stipendiale.

Levento morboso, dunque, si considera unico sia nel caso di assenza attestata mediante
un solo certificato, sia nel caso di assenza continuativa attestata con pi certificati che
prorogano la prognosi originariamente formulata.8
Si considera altres unico anche levento morboso che scaturisce da prognosi diverse,
purch lassenza si protragga senza soluzione di continuit.
I.5 Assenze escluse dalla decurtazione retributiva
Lart. 71 del D.L. 112/08 convertito in legge n. 133/08 dispone che resta fermo il
trattamento pi favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle
specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro
o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o day hospital, nonch per le assenze
relative a patologie gravi che richiedono terapie salvavita.

Per il personale della scuola non si procede alla decurtazione economica nei seguenti
casi:
Assenze dovute ad infortuni sul lavoro riconosciuti dallINAIL;

8
INPS, circolare n. 109/2008.

Assenze per malattia dovute a causa di servizio riconosciuta dal Comitato di


Verifica per le cause di servizio;
Ricovero ospedaliero, in strutture pubbliche o private. Per ricovero ospedaliero
si intende la degenza in ospedale per un periodo non inferiore alle 24 ore
(comprensivo della notte). Lassenza su prognosi rilasciata da un Pronto Soccorso
non assimilabile al ricovero e pertanto sar soggetta alle trattenute;
Ricovero domiciliare certificato dallASL o struttura sanitaria competente, purch
sostitutivo del ricovero ospedaliero;
I day-hospital o Macroattivit in regime ospedaliero;
Assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita: sono esclusi
dalla decurtazione economica i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital o
Macroattivit in regime ospedaliero, leffettuazione delle terapie salvavita (inclusa
la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle
terapie; i giorni di assenza per leffettuazione delle periodiche visite specialistiche
di controllo delle (certificate) gravi patologie (accertamenti ambulatoriali).
I periodi di assenza per convalescenza che seguono senza soluzione di continuit
un ricovero o un intervento effettuato in regime di day-hospital o Macroattivit in
regime ospedaliero indipendentemente dalla loro durata per i quali sufficiente
una certificazione rilasciata anche dal medico curante pubblico o privato (la
certificazione medica dovr far discendere espressamente la prognosi
dallintervento subito in ospedale);
Lesclusione della decurtazione retributiva per i periodi di convalescenza postricovero ospedaliero a seguito di ricovero o intervento chirurgico o altro fatto
traumatico prescritta dalla struttura pubblica o dal medico curante non
espressamente prevista per il comparto Scuola, ma il Dipartimento della Funzione
Pubblica, con parere n. 53 del 5/11/2008, ha affermato che in caso di ricovero
ospedaliero, il rinvio dinamico della legge alla previsione del Contratto per il
comparto Ministeri, non riguarda in senso stretto soltanto i giorni di ricovero ma
concerne il regime pi favorevole previsto per le assenze per malattia dovute appunto
a ricovero ospedaliero, con ci comprendendo anche leventuale regolamentazione
pi vantaggiosa inerente il post-ricovero.
Ci che indica la Funzione Pubblica da applicare anche al personale del comparto
Scuola, in virt del fatto che il parere parla di rinvio dinamico alla previsione dei
contratti collettivi inclusa la regolamentazione pi vantaggiosa inerente il post
9

ricovero, cos come appunto prevede anche il CCNL/20079 al pari del Contratto del
comparto Ministeri.
Non a caso la nota del MEF Prot. n. 27553/2009 ribadisce:
il trattamento accessorio oltre che per gli infortuni sul lavoro, le malattie
riconosciute dipendenti da causa di servizio, i ricoveri ospedalieri o i day-hospital e
le assenze relative a patologie gravi che richiedono terapie salvavita va corrisposto
anche per i periodi di convalescenza che seguono senza soluzione di continuit un
ricovero o un intervento effettuato in regime di day-hospital indipendentemente dalla
loro durata per i quali sufficiente una certificazione rilasciata anche dal medico
curante..
Pertanto, nessuna decurtazione deve essere effettuata per i periodi collegati non solo
al ricovero ospedaliero ma anche al post ricovero.
Nota bene
La certificazione del periodo di convalescenza post-ricovero, con conseguente
esclusione delle decurtazioni economiche, pu essere rilasciata anche dal medico
curante.
Il medico curante pu essere sia pubblico sia privato, con queste precisazioni:

Se trattasi di medico curante privato la relativa certificazione ammessa solo


se si tratta di assenze inferiori a 10 giorni o relative ai primi due eventi di
malattia nel corso dellanno solare. Per assenze per malattia superiori a dieci
giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nellanno solare
obbligatoria la certificazione rilasciata da struttura pubblica o da un medico
convenzionato con il SSN.

9


Il CCNL/2007 allart. 17, comma 8, prevede che Il trattamento economico spettante al


dipendente, nel caso di assenza per malattia nel triennio di cui al comma 1, il seguente: a) intera
retribuzione fissa mensile, ivi compresa la retribuzione professionale docenti ed il compenso individuale
accessorio, con esclusione di ogni altro compenso accessorio, comunque denominato, per i primi nove mesi
di assenza. Nellambito di tale periodo per le malattie superiori a 15 gg. lavorativi o in caso di ricovero
ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, al dipendente compete anche ogni
trattamento economico accessorio a carattere fisso e continuativo.

10

Nella certificazione il medico (pubblico o privato) deve ricondurre


espressamente lassenza al precedente ricovero ospedaliero.

Soddisfatti questi due punti il periodo di convalescenza non dovr subire alcuna
trattenuta.
I.6 Riflessi contributivi, pensionistici e previdenziali della decurtazione retributiva
LINPDAP, con la Circolare n. 13 del 28 maggio 2009, ha precisato che la decurtazione
della retribuzione durante i primi 10 giorni di malattia, come stabilito con larticolo 71
del DL n. 112/2008, non produce effetti sullimporto della pensione.
Di conseguenza il trattamento pensionistico va determinato con riferimento alla
retribuzione che sarebbe spettata se non ci fosse stata la decurtazione.
La Circolare precisa inoltre che non subisce riduzione neanche la contribuzione dovuta a
favore della Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali e la contribuzione per
il trattamento di fine servizio o TFR. Pertanto, anche in questi casi, le prestazioni
vengono determinate con riferimento alla retribuzione virtuale che sarebbe spettata se
non ci fosse stata la decurtazione.

11

CAPITOLO II
ASSENZE PER MALATTIA:
LA CERTIFICAZIONE ONLINE
(comprese le strutture di pronto soccorso/ospedaliere)
II.1 Normativa di riferimento10
Lart.55 septies del D. Lgs n.165/01, aggiunto dallart. 69 comma 1 D. Lgs n.150/09,
in materia di controllo delle assenze dei dipendenti pubblici stabilisce che:

Nellipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e,
in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nellanno solare (1 gennaio
31 dicembre) lassenza viene giustificata (a partire, quindi, dal terzo evento)
esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria
pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale (rientrano
in questa tipologia i medici di famiglia di medicina generale convenzionati, la guardia
medica, ospedali e pronto soccorso, strutture ambulatoriali delle ASL. Sono esclusi i
medici liberi professionisti non convenzionati, medici dipendenti da strutture private
non convenzionate con il SSN).

In tutti i casi di assenza per malattia (anche per un solo giorno) la certificazione
medica inviata per via telematica (salvo impedimenti tecnici del medico
certificante), direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia,
allIstituto nazionale della previdenza sociale, secondo le modalit stabilite per la
trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa
vigente [] e dal predetto Istituto immediatamente inoltrata, con le medesime
modalit, allamministrazione interessata.
Malattia protratta e secondo evento (certificazione medica rilasciata da una
struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il SSN).
La durata di oltre 10 giorni deve risultare da un unico certificato medico o
anche da pi certificati che prevedano periodi ininterrotti la cui somma superi
10 giorni.

10
INPS, circolare n. 117/2011; Dipartimento della Funzione pubblica, circolare n. 4/2011.

12

Il caso del secondo evento comprensibile attraverso un esempio:


primo periodo 4 giorni+secondo periodo 2 giorni+terzo periodo di 3 giorni (i
tre periodi sono ovviamente separati).
In questo caso il superamento dei 10 giorni non rilevante, in quanto vale il terzo
evento e quindi lobbligo della certificazione medica rilasciata da una struttura sanitaria
pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale si
applicherebbe per lesempio riportato a partire dal periodo dei 3 giorni (che costituisce il
terzo evento) anche se non si raggiunti i 10 giorni di malattia.

Qualora, poi, lassenza per malattia abbia luogo per lespletamento di visite,
terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, lassenza giustificata
mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura,
anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione (art. 55-septies, comma 5ter).

La circolare della Funzione Pubblica n.1 del 19.03.2010 ha stabilito, per i


lavoratori del settore pubblico, lesonero dallobbligo di presentazione delle
attestazioni di malattia al proprio datore di lavoro, fermo restando lonere, a carico
del suddetto lavoratore, di comunicare tempestivamente lassenza dal lavoro
allazienda.

Successivamente, la circolare della Funzione Pubblica e del Dipartimento della


digitalizzazione della pubblica amministrazione e linnovazione tecnologica n. 1
del 23.02.2011 ha stabilito che, a decorrere dal 1 febbraio 2011, nei casi di
violazione della normativa in materia di trasmissione telematica dei certificati, purch
non vi siano giustificati motivi che impediscano lutilizzo delle tecnologie
informatiche, i medici potranno incorrere in sanzioni disciplinari secondo criteri di
gradualit e proporzionalit.

I certificati medici non possono essere sostituiti da altro documento (es.


autocertificazione).
Pertanto dal 1 febbraio 2011 diventata definitivamente operativa la procedura di invio
telematico dei certificati di malattia dei lavoratori dipendenti e di conseguenza le assenze
del personale della scuola devono essere giustificate tramite certificato medico in formato

13

telematico, considerato che lo stesso medico deve operare secondo la suddetta modalit e
non pi attraverso il rilascio della certificazione cartacea.
Le scuole che, in qualit di datori di lavoro, abbiano conoscenza della violazione delle
norme relative alla trasmissione telematica dei certificati di malattia e, senza
corrispondente trasmissione telematica da parte dellInps, ricevano dal dipendente un
attestato di malattia in forma cartacea, sono tenute a segnalare tale anomalia alla ASL di
riferimento entro 48 ore dal ricevimento dello stesso, inviando apposita comunicazione
alla casella di posta elettronica certificata dellAzienda di riferimento del medico. Le
ASL, per i successivi adempimenti di competenza e ai fini dellaccertamento della
reiterazione, possono acquisire elementi informativi anche dallINPS.
II.2 Trasmissione telematica della certificazione di malattia dalle strutture di pronto
soccorso/ospedaliere
Il decreto 18 aprile 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 giugno 2012 prevede
che le strutture ospedaliere devono individuare le soluzioni tecniche e organizzative pi
idonee a garantirne lapplicabilit, sulla base delle indicazioni regionali, utilizzando i
servizi resi disponibili dal Sac, tra i quali il sistema Web, ovvero tramite integrazione dei
propri applicativi con il sistema Sac, in modo che il certificato di malattia possa essere
predisposto e inviato da parte del medico contestualmente alla compilazione del verbale
di pronto soccorso.
Sino allattuazione delle idonee soluzioni, tali documenti continuano ad essere rilasciati
al lavoratore in forma cartacea, ai fini della fruizione delle agevolazioni previste dalla
normativa.
In questi soli casi la Scuola che dovesse ricevere la documentazione ancora in formato
cartaceo, in luogo del certificato telematico, non dovr inviare alcuna segnalazione
allazienda sanitaria competente.

Le scadenze

Entro il 2014 lobbligo dellinvio dei certificati online sar a regime anche per gli
ospedali. Il Servizio di accoglienza (Sac) per i certificati on line e lInps hanno tempo
fino al 4 giugno 2013, mentre le Regioni altri 9 mesi in pi (marzo 2014), per adeguare le
loro strutture tecniche e i sistemi di invio della certificazione di malattia on line anche per
i ricoveri ospedalieri.

14

II.3 Adempimenti del lavoratore


cura del lavoratore fornire nel corso della visita al medico curante la propria tessera
sanitaria, da cui si desume il codice fiscale, comunicando eventualmente lindirizzo di
reperibilit da inserire nel certificato, se diverso da quello di residenza (o del domicilio
abituale) in precedenza comunicato al proprio datore di lavoro.
I1 lavoratore richiede inoltre al medico il numero di protocollo identificativo del
certificato inviato per via telematica. In aggiunta, pu chiedere copia cartacea del
certificato e dellattestato di malattia, ovvero, anche in alternativa, pu chiedere al
medico di inviare copia degli stessi documenti in formato pdf alla propria casella di posta
elettronica.
Linvio telematico del certificato effettuato dal medico soddisfa lobbligo del lavoratore
di recapitare lattestazione di malattia, ovvero di trasmetterla tramite raccomandata A/R
al proprio datore di lavoro entro 2 giorni lavorativi successivi allinizio della malattia (per
il personale della scuola il CCNL/2007 prevedrebbe un tempo di 5 giorni).
Nel caso in cui il medico sia impossibilitato allinvio on-line del certificato di malattia
(es. mal funzionamento del sistema telematico), il lavoratore potr presentare a alla
propria scuola la certificazione e lattestazione di malattia in forma cartacea.
Se la prognosi certificata dal medico fiscale, non necessario linvio della
certificazione del medico curante, in quanto il medico fiscale un medico convenzionato
con il SSN.
Resta fermo lobbligo del lavoratore di segnalare tempestivamente al datore di lavoro la
propria assenza e lindirizzo di reperibilit, qualora diverso dalla residenza o domicilio
abituale, per i successivi controlli medico fiscali.11
Ricordiamo che lassenza per malattia (o per effettuare visite specialistiche) non
autocertificabile.
II.4 Certificato di malattia e Attestato di malattia: i casi di assenza per
infortunio, grave patologia o invalidit e i relativi benefici
Il certificato di malattia oltre a contenere i dati del medico e del lavoratore completo
di diagnosi. Include quindi sia la tipologia dellassenza per malattia che la prognosi (la
durata dellassenza).
11


Dipartimento della Funzione Pubblica, circolare n. 4/2011.

15

inviato allINPS che lo mette a disposizione esclusivamente dellintestatario, mediante


accesso al sito Internet dellIstituto e previa identificazione con PIN personale.
Il medico rilascia una copia cartacea al lavoratore se ne fa richiesta oppure, anche in
alternativa, il lavoratore pu chiedere al medico di inviare copia dello stesso documento
in formato pdf alla propria casella di posta elettronica.

Lattestato di malattia, invece, ai sensi della normativa della tutela della privacy
non deve contenere la diagnosi ma solo la prognosi, quindi indicher solo la durata
dellassenza.

inviato allINPS che lo mette a disposizione alla scuola di appartenenza del lavoratore
tramite le procedure informatiche.
Il medico rilascia una copia cartacea al lavoratore se ne fa richiesta oppure, anche in
alternativa, il lavoratore pu chiedere al medico di inviare copia dello stesso documento
in formato pdf alla propria casella di posta elettronica.
Nota bene
La scuola, dunque, prende visione solo dellattestato di malattia e quindi verr a
conoscenza della prognosi ma non della diagnosi.

Che fare se il dipendente deve imputare lassenza ad infortunio, grave patologia o


invalidit ecc.?

In questo caso il medico deve fare espressamente riferimento nel certificato di malattia
alla tipologia di assenza del dipendente (la terapia da effettuare, gli effetti invalidanti,
qual la grave patologia ecc.).
Il Ministero della Salute con Decreto del 18 aprile 2012 (pubblicato sulla G.U. n. 128 del
4 giugno 2012) ha integrato il contenuto del modello di certificato telematico, per cui
il medico ha ora la possibilit di indicare, nellambito dei dati diagnosi, se lassenza
dellassistito riconducibile ad una patologia grave che richiede terapia salvavita o una
malattia per la quale riconosciuta la causa di servizio o uno stato patologico sotteso o
connesso alla situazione di invalidit riconosciuta, tutte cause che prevedono delle
particolari esenzioni (dalla visita fiscale al calcolo del periodo di comporto di assenza per
malattia).
Per tali assenze (infermit da causa di servizio, stati di invalidit connessi allesonero
dalla visita fiscale, grave patologia che richiede terapia salvavita ecc.), quindi, si deve
rendere necessaria la conoscenza della diagnosi allAmministrazione, se si vuole fruire
16

dei benefici previsti dalle legge e quindi del trattamento giuridico/economico pi


favorevole (es. non computabilit di tali giorni nel periodo di comporto, non effettuazione
della trattenuta o visita fiscale).
Nel caso in cui il medico sia impossibilitato a provvedere in tal senso, il dipendente deve
portare la certificazione a conoscenza della scuola e il Dirigente o chi addetto alla
gestione delle assenze, proceder, nellesercizio della propria attivit istituzionale, al
trattamento di tali dati sensibili con le modalit e nei limiti stabiliti dal decreto legislativo
n. 196/2003.
II.5 Le responsabilit del medico e del lavoratore per le documentazioni della
malattia
Lart. 55-quinquies, commi 1 e 2, del D. Lgs. n. 165/2001 (D. Lgs. n. 150/2009)
introduce un nuovo specifico grave reato:
1. Fermo quanto previsto dal codice penale, il lavoratore dipendente di una pubblica
amministrazione che [] giustifica lassenza dal servizio mediante una certificazione
medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia punito con la reclusione da
uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro 1.600. La medesima pena si
applica al medico e a chiunque altro concorre nella commissione del delitto.
2. Nei casi di cui al comma 1, il lavoratore, ferme la responsabilit penale e disciplinare1
e le relative sanzioni, obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso
corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata
prestazione, nonch il danno allimmagine subiti dallamministrazione.
Il comma 3 prevede per il medico la radiazione dallalbo e il licenziamento:
3. La sentenza definitiva di condanna o di applicazione della pena per il delitto di cui al
comma 1 comporta, per il medico, la sanzione disciplinare della radiazione dallalbo ed
altres, se dipendente di una struttura sanitaria pubblica o se convenzionato con il
servizio sanitario nazionale, il licenziamento per giusta causa o la decadenza dalla
convenzione. Le medesime sanzioni disciplinari si applicano se il medico, in relazione
allassenza dal servizio, rilascia certificazioni che attestano dati clinici non direttamente
constatati n oggettivamente documentati..
Per il dipendente:
Lart. 55-quater, comma 1, lett. a prevede il licenziamento disciplinare senza
preavviso per falsa attestazione della presenza in servizio, mediante lalterazione dei
sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalit fraudolente, ovvero
17

giustificazione dellassenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o


che attesta falsamente uno stato di malattia.
Lart. 55-quater, comma 1, lett. b prevede il licenziamento disciplinare questa volta
con preavviso in caso di assenze non debitamente giustificate, comprese quindi quelle
per malattia, pi esattamente in caso di assenza priva di valida giustificazione per un
numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nellarco di un biennio o
comunque per pi di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni.
In riferimento invece alle attestazione di handicap, lart. 10, comma 3 del D.L.
n.78/2010, convertito in legge n. 122/2010 recita:
Fermo quanto previsto dal codice penale, agli esercenti una professione sanitaria
che intenzionalmente attestano falsamente uno stato di malattia o di handicap, cui
consegua il pagamento di trattamenti economici di invalidit civile, cecit civile,
sordit civile, handicap e disabilit successivamente revocati ai sensi dellarticolo 5,
comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698 per
accertata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari, si applicano le disposizioni di cui
al comma 1 dellarticolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e
successive modificazioni. Nei casi di cui al presente comma il medico, ferme la
responsabilit penale e disciplinare e le relative sanzioni, e obbligato a risarcire il
danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di trattamenti economici di
invalidit civile, cecit civile, sordit civile, handicap e disabilit nei periodi per i quali
sia accertato il godimento da parte del relativo beneficiario, nonch il danno
allimmagine subiti dallamministrazione. Gli organi competenti alla revoca sono tenuti
ad inviare copia del provvedimento alla Corte dei conti per eventuali azioni di
responsabilit. Sono altres estese le sanzioni disciplinari di cui al comma 3 dellarticolo
55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni.

18

CAPITOLO III
ASSENZA PER MALATTIA:
LA PROCEDURA CHE DEVE ATTUARE
IL PERSONALE DELLA SCUOLA
III.1 Lobbligo di avvertire la scuola non oltre linizio dellorario di lavoro
Lart 17/10 del CCNL/2007 recita: Lassenza per malattia, salva lipotesi di
comprovato impedimento, deve essere comunicata allistituto scolastico o educativo in
cui il dipendente presta servizio, tempestivamente e comunque non oltre linizio
dellorario di lavoro del giorno in cui essa si verifica, anche nel caso di eventuale
prosecuzione di tale assenza.
Tale comma rimane confermato e quindi vi ancora lobbligo per tutto il personale della
scuola assunto a tempo indeterminato e determinato di comunicare tempestivamente,
quindi per le vie brevi (tramite telefono o al massimo via fax o telegramma), e non oltre
linizio dellorario di lavoro lassenza per malattia.
utile precisare che per orario di lavoro si intende lorario di apertura della scuola e
non quello di servizio del personale.
Es. Docente che il giorno in cui informa la scuola dellassenza per malattia inizia la sua
giornata lavorativa dalla seconda ora in poi: il docente ha comunque lobbligo di
comunicare lassenza entro lorario di apertura della scuola e in ogni caso prima che in
quel giorno inizino le lezioni.
Nota bene
Tale obbligo di comunicazione, indipendentemente dallorario di servizio del dipendente
e dalle modalit di invio poi della certificazione medica, rientra nel dovere di diligenza
sancito dalla Corte di Cassazione in data 14/5/97: in questo caso il dovere del personale
quello di comunicare tempestivamente lassenza in modo da permettere alla scuola di
provvedere alla sostituzione.
Ora, dal momento che con linvio telematico del certificato la comunicazione della
malattia e della sua durata dovrebbe avvenire in tempo reale, sembra decadere
lobbligo da parte del dipendente di comunicare tempestivamente a scuola anche la durata
dellassenza.

19

Alla base per vi sempre un interesse pubblico da rispettare (garantire allutenza


lespletamento di un servizio), pertanto il dipendente (soprattutto se docente) che si
assenta dovrebbe fin da subito mettere la scuola nelle condizioni di attuare le modalit
pi opportune di sostituzione, e ci pu avvenire nel migliore dei modi solo se la scuola
conosce prima dellinizio delle attivit previste per quel giorno il numero dei giorni di
assenza del dipendente ( in base a questo che la scuola decider se utilizzare personale
interno, nominare un supplente ecc.).
Il dipendente, pertanto, nel momento in cui avvertir la scuola per le vie brevi dovr in
quelloccasione comunicare anche la durata dellassenza.
Quanto detto vale anche nel caso di eventuale prosecuzione dellassenza.
La mancata comunicazione tempestiva dellassenza (di cui rimane lobbligo),
salva lipotesi di comprovato impedimento (cio salvo non si dimostrino
impedimenti oggettivi), pu far s che la scuola ritenga lassenza non giustificata
con la conseguenza della mancata retribuzione della giornata lavorativa e
lirrogazione di un provvedimento disciplinare.
III.2 Lobbligo di comunicare il recapito, se diverso da quello inizialmente indicato
alla scuola di servizio
La circolare della Funzione Pubblica n. 1 del 19/03/2010 conferma lobbligo del
dipendente di comunicare allAmministrazione lindirizzo di reperibilit, se diverso da
quello di residenza (o domicilio abituale).
Il dipendente nel momento in cui comunica lassenza alla scuola ha dunque lobbligo di
precisare lindirizzo dove essere reperito (si consiglia di riconfermarlo anche nel caso di
prolungamento dellevento morboso).
Anche questo obbligo riguarda il dovere di diligenza sancito dalla Cassazione: in questo
caso il dovere sta nel consentire leffettuazione della visita di controllo e garantire la
reperibilit al domicilio.
III.3 Non si ha pi lobbligo di recapitare/spedire il certificato medico
Lart. 17/11 del CCNL/2007 recita: Il dipendente, salvo comprovato impedimento,
tenuto a recapitare o spedire a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento il
certificato medico di giustificazione dellassenza con indicazione della sola prognosi
entro i cinque giorni successivi allinizio della malattia o alla eventuale prosecuzione
della stessa
20

La suddetta disposizione contrattuale ormai superata dalla nuova disciplina prevista


dallart. 55-septies co. 2/4, del D. Lgs n. 161/2001, compreso D. Lgs n. 150/2009 e
dalle successive disposizioni di attuazione.
La circolare della Funzione Pubblica n. 1 del 19/03/2010 indica chiaramente che la
presente circolare intende fornire alcune indicazioni operative per lattuazione delle
nuove disposizioni. Nellevidenziare i notevoli vantaggi per i lavoratori, che non
dovranno pi provvedere, entro i 2 giorni lavorativi successivi allinizio della malattia,
ad inviare tramite raccomandata A/R o recapitare le attestazioni di malattia alle proprie
Amministrazioni
Linvio ormai telematico del certificato da parte del medico, infatti, continua la circolare
soddisfa lobbligo del lavoratore di recapitare lattestazione di malattia ovvero di
trasmetterla tramite raccomandata A/R alla propria amministrazione entro 2 giorni
lavorativi successivi allinizio della malattia
Il dipendente, pertanto, non ha pi lobbligo previsto dallart. 17/11 del CCNL/2007.
Ricordiamo per che per le assenze riconducibili ad infermit da causa di servizio, stati di
invalidit connessi allesonero dalla visita fiscale, grave patologia che richiede terapia
salvavita si deve rendere necessaria la conoscenza della diagnosi allAmministrazione, se
si vuole fruire dei benefici previsti dalle legge e quindi del trattamento
giuridico/economico pi favorevole.
A tal proposito il Ministero della Salute con Decreto del 18 aprile 2012 (pubblicato sulla
G.U. n. 128 del 4 giugno 2012) ha integrato il contenuto del modello di certificato
telematico, per cui il medico ha ora la possibilit di indicare, nellambito dei dati
diagnosi, se lassenza dellassistito riconducibile ad una patologia grave che richiede
terapia salvavita o una malattia per la quale riconosciuta la causa di servizio o uno stato
patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidit riconosciuta, tutte cause che
prevedono delle particolari esenzioni (dalla visita fiscale al calcolo del periodo di
comporto di assenza per malattia).
Nel caso in cui il medico sia impossibilitato a provvedere in tal senso, il dipendente deve
portare la certificazione a conoscenza della scuola e il Dirigente o chi addetto alla
gestione delle assenze, proceder, nellesercizio della propria attivit istituzionale, al
trattamento di tali dati sensibili con le modalit e nei limiti stabiliti dal decreto legislativo
n. 196/2003.

21

CAPITOLO IV
LA VISITA FISCALE
IV.1 Normativa di riferimento

La visita fiscale un accertamento previsto dallart. 5 della L. 300/70, predisposto


dallINPS o dal datore di lavoro per verificare leffettivo stato di malattia del
dipendente assente per motivi di salute (pu essere praticata anche la visita
ambulatoriale da parte dello stesso dipendente, purch concordata con lASL).
La visita fiscale, infatti, non limitata a un controllo della presenza del lavoratore in
malattia nel domicilio, ma a una vera e propria verifica di merito.
In base allart. 5 della legge n. 693/1983 per leffettuazione delle visite mediche
domiciliari di controllo dei lavoratori, lInps istituisce presso le proprie sedi apposite
liste speciali formate da medici a rapporto dimpiego con pubbliche amministrazioni
e medici liberi professionisti ai quali possono far ricorso gli Istituti previdenziali o i
datori di lavoro, attraverso richieste dirette alle competenti sedi dellInps (compito
solitamente demandato alle ASL).

Lart. 55 septies del D. Lgs. n. 165/2001, quinto comma, come modificato dalla
legge n. 111/2011 prevede che le pubbliche amministrazioni dispongono per il
controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva
del dipendente e gli oneri connessi alleffettuazione della visita, tenendo conto
dellesigenza di contrastare e prevenire lassenteismo.
Il controllo in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando lassenza si verifica
nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.

Il successivo comma 5-bis prevede che le fasce orarie di reperibilit entro le quali
devono essere effettuate le visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla
reperibilit sono stabiliti con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e
linnovazione. Qualora il dipendente debba allontanarsi dallindirizzo comunicato
durante le fasce di reperibilit per effettuare visite mediche, prestazioni o
accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta,
documentati, tenuto a darne preventiva comunicazione allamministrazione.

Infine, il comma 5-ter septies precisa che nel caso in cui lassenza per malattia abbia
luogo per lespletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami
22

diagnostici lassenza giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata


dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione.
IV.2 Visita fiscale e obbligatoriet di invio da parte della Scuola
Lobbligo da parte dellAmministrazione di disporre visite fiscali fin dal primo giorno
riferito al solo caso di assenze che si verifichino nelle giornate immediatamente
precedenti o successive a quelle non lavorative (se il giorno di malattia o uno dei giorni di
malattia cada subito prima o subito dopo la domenica o altra festivit).
La giornata non lavorativa, come da orientamento espresso dal Dipartimento della
Funzione Pubblica, deve essere individuata anche con riferimento allarticolazione del
turno cui il dipendente assegnato nonch alle giornate di permesso o ferie concesse.
Per tutti gli altri casi le visite fiscali sono ricondotte alla discrezionalit del Dirigente
scolastico.
dunque rimessa al Dirigente una maggior flessibilit, potendo tener in conto ai fini
della decisione sia la condotta generale del dipendente (basandosi su elementi di carattere
oggettivo), che la possibile copertura finanziaria dellonere connesso alleffettuazione
della visita fiscale.
IV.3 Visita fiscale e richiesta online
La modalit di richiesta di attivazione della visita medica di controllo per il personale
dipendente in malattia attraverso il canale telematico stata prevista dalla circolare
INPS n. 118/2011 e con Messaggio n. 4344/2011.
LIstituto ha precisato che le modalit di richiesta telematica offerta ai datori di lavoro
nel rispetto della normativa gi esistente che riconosce allINPS la titolarit
alleffettuazione dei controlli medico legali ai lavoratori assenti per malattia anche nel
caso in cui si tratti di soggetti non tenuti al versamento della relativa contribuzione
allIstituto.
Pertanto in caso di richiesta da inoltrare allINPS deve essere chiaro per i datori di lavoro
che il canale da utilizzare esclusivamente quello telematico, non potendo pi essere
accettate richieste di diversa tipologia (ad es. via fax).
I Dirigenti scolastici possono continuare a far riferimento alle ASL o ASP territorialmente
competenti, secondo le modalit previste da tali Strutture, non sono infatti obbligati a
disporre la visita fiscale ai dipendenti attraverso il sito INPS.

23

IV.4 Visita fiscale: riduzione della prognosi o negazione dellinfermit


La visita fiscale pu avvenire al domicilio del dipendente, ma pu essere praticata anche
la visita ambulatoriale da parte dello stesso dipendente, purch concordata con lASL.
La visita fiscale, come gi detto, non limitata a un controllo della presenza del
lavoratore in malattia nel domicilio, ma a una vera e propria verifica di merito.
Il medico fiscale ha quindi lonere di confermare o meno lesistenza di una malattia che
impedisce la temporanea prestazione del servizio.
Riduzione della prognosi
Nel caso in cui il medico incaricato del controllo ritenga di ridurre il periodo di malattia
rispetto a quello stabilito dal medico curante, il dipendente tenuto a riassumere servizio
alla data fissata dal medico di controllo.
Se non riassume servizio, lAmministrazione obbligata a diffidarlo, avvertendolo che il
mancato rientro in servizio integra i presupposti dellassenza ingiustificata con tutte le
conseguenze di legge anche sul piano disciplinare.
Il medico di controllo, per, se modifica la prognosi dovr darne adeguata motivazione
scritta.
Negazione della infermit
Nel caso in cui il medico incaricato del controllo ritenga esaurita la malattia inviter il
dipendente a riprendere il servizio nel primo giorno non festivo.
Se il dipendente non riassume servizio, deve produrre, a giustificazione della propria
assenza, altra certificazione medica, ma gli ulteriori certificati medici possono essere
presi in considerazione solo se denunciano uninfermit diversa da quella valutata
nella visita di controllo.
IV.5 Visita fiscale e fascia orario di controllo
Il D. Lgs. n. 112/2008, ai fini del controllo da parte del medico fiscale, aveva previsto un
orario di reperibilit 7 giorni su 7 dalle 8:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 20:00.
Tale norma stata abrogata con il decreto n. 78/2009 facendo tornare lorario di
reperibilit dei lavoratori pubblici dalle ore 10:00-12:00 e dalle ore 17:00-19:00.
Attualmente in vigore il D.M. n. 206/2009 che ha determinato le seguenti fasce orarie
di reperibilit per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia:
24

dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00.
Durante queste fasce orarie il lavoratore ha lobbligo della reperibilit presso il suo
domicilio (da comunicare allAmministrazione).
Lobbligo di reperibilit sussiste anche nei giorni non lavorativi e festivi quando questi
siano compresi nel periodo di malattia.
Il lavoratore pu rifiutare, senza nessuna conseguenza, lingresso ai medici al di fuori
dellorario di reperibilit.
IV.6 Numero di visite fiscali possibili
Lart. 2 del D.M. n.206/2009 prescrive che sono esclusi dalla visita fiscale tutti i
dipendenti nei confronti dei quali stata gi effettuata la visita fiscale per il periodo di
prognosi indicato nel certificato.
Secondo tale assunto, quindi, la visita fiscale non pu essere prevista per due volte per lo
stesso evento morboso.
Es. Se per una prognosi di 10 giorni il medico fiscale dovesse effettuare il controllo gi il
primo giorno, per i restanti 9 il dipendente potrebbe allontanarsi dal proprio domicilio
senza pi lobbligo di reperibilit.
dunque possibile una sola visita medica di controllo.
Ogni prolungamento della malattia pu invece prevedere una successiva visita medica di
controllo.
IV.7 Cosa si intende per assenza alla visita fiscale
Premettiamo che con sentenza n. 5023 del 4 aprile 2001, la Cassazione ha affermato in
materia di assenza per malattia che incombe sul lavoratore, nel momento in cui invia il
certificato allINPS ed al proprio datore, lobbligo di verificare che sia stato indicato (ed,
in difetto, lo deve indicare lui stesso) il luogo del proprio domicilio durante la malattia e
di rendersi reperibile alle visite di controllo disposte dallINPS.
La circolare della Funzione Pubblica n. 1 del 19/03/2010 conferma lobbligo del
dipendente di comunicare allAmministrazione lindirizzo di reperibilit, se diverso da
quello di residenza (o domicilio abituale).
In via generale, qualora il dipendente debba allontanarsi dallindirizzo comunicato per
effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti diagnostici, tenuto a darne
25

preventiva comunicazione allamministrazione e produrre come giustificativo


lattestazione rilasciata da struttura, pubblica o privata, che ha erogato la prestazione.12
Per assente alla visita fiscale deve intendersi non soltanto lassenza ingiustificata dalla
abitazione, ma anche i casi in cui il lavoratore, bench ivi presente, renda per incuria,
negligenza o altro motivo non apprezzabile, impossibile o inattuabile la visita medica di
controllo. (Corte di Cassazione, sentenza 25 marzo 2002 n. 4233).
Lassenza, inoltre, tale non solo nei casi di assenza del dipendente in occasione delle
visite di controllo domiciliari ma anche nei casi di mancata presentazione dello stesso alla
visita di controllo ambulatoriale.
Il dipendente che affermer di essere stato presente in casa ma di non aver potuto
tempestivamente aprire la porta per lo stato di malattia, potrebbe non vedersi riconosciuta
tale giustificazione alla contestazione che gli verr mossa di assenza dal domicilio.
In proposito citiamo anche la sentenza del 17 aprile 1990, n. 3180, che ha escluso che il
mancato reperimento del lavoratore potesse essere giustificato dal fatto che egli si

12


Comunicato n. 141 del Dirigente Guido Campanini (Liceo Classico Romagnosi Parma): Pu
capitare che il dipendente malato debba uscire per andare dal medico, per andare in farmacia, per fare
una salutare passeggiata fra i boschi di Folgaria. Nessuno glielo pu impedire, ma deve comunicare per
tempo allamministrazione di appartenenza (la scuola) che in quel determinato giorno, dalle ore X alle ore
Y, si trover fuori casa sempre bene, se si va da un medico o per una cura, farsi rilasciare un
certificazione con giorno e ora; anche gli scontrini delle farmacie indicano giorno e ora, mentre gli alberi
dei boschi di Folgaria sono invece, solitamente, muti Se infatti il dipendente risulta essere assente alla
visita fiscale senza aver comunicato alla scuola la sua temporanea assenza dal proprio domicilio, o senza
aver comunicato alla scuola la variazione del proprio domicilio, salvo il caso di comprovata e assoluta
necessit, il dipendente sanzionabile per 3 distinti motivi: a) La prognosi del proprio medico non
confermata il dipendente dovrebbe a questo punto chiedere allASL la visita fiscale ambulatoriale; la
mancata conferma della prognosi del proprio medico per assenza alla visita fiscale senza giustificato
motivo rende non giustificata lassenza per malattia, dal primo giorno di malattia sino al giorno della
mancata visita fiscale, con trattenuta dallo stipendio e sanzione disciplinare; si ricorda anche che con tre
giorni di assenza dal servizio privi di valida giustificazione nellarco di un triennio scatta il licenziamento
del pubblico dipendente. b) Lassenza alla visita fiscale (salvo il caso di necessit e urgenza) costituisce di
per s un comportamento sanzionabile. c) Lassenza alla visita fiscale comporta un danno allerario (la
visita fiscale viene pagata dalla scuola anche se andata a vuoto), e pertanto il dipendente chiamato a
restituire allamministrazione la somma inutilmente spesa. Si fa presente che il Dirigente che omette di
procedere disciplinarmente verso un dipendente pu essere sanzionato a sua volta con la sospensione dal
servizio e la conseguente sospensione dellindennit sino ad un massimo di tre mesi.

26

tratteneva sul balcone e non aveva percepito il suono del campanello azionato dal medico
di controllo, e quella del 14 settembre 1993 n. 9523, che ha affermato che lirreperibilit
del lavoratore non potesse essere giustificata dalla sua ipoacusia o dal mancato
funzionamento di un citofono, in relazione agli obblighi di diligenza che imponevano di
adottare mezzi idonei per superare eventuali difficolt di ordine pratico che si
frapponevano allincontro con il medico.
Recentemente la sentenza n. 620/2012 del Tribunale di Perugia ha invece accolto il
ricorso di un lavoratore al quale era stata negata dallInps lindennit di malattia in
quanto ritenuto assente dalla visita fiscale, perch non era riuscito ad alzarsi dal letto e a
rispondere al citofono poich da solo a casa e con febbre alta.
In generale, sono considerati dalla giurisprudenza casi di assenza ingiustificata alla visita
di controllo:

non aver udito il campanello durante il riposo o per altri motivi (anche se la sentenza
del Tribunale di Perugia d in un caso ragione al dipendente);

mancanza del nominativo del lavoratore sul citofono;

non funzionamento del citofono o del campanello;

mancata o incompleta comunicazione della variazione di domicilio o del luogo di


reperibilit;

espletamento di incombenze effettuabili in orari diversi (es. accompagnare in auto la


moglie, sprovvista di patente, a fare la spesa).

dunque ormai consolidata lidea per cui per concretizzare la reperibilit durante le fasce
orarie prestabilite (9-13 15-18) il lavoratore ha lobbligo di predisporre diligentemente
una situazione tale da consentire il controllo domiciliare.
Ricordiamo inoltre che la Corte di Cassazione, con sentenza 14 settembre 1993 n.
9523, ha precisato che una volta che il dipendente sia risultato assente alla visita di
controllo la successiva visita ambulatoriale non ha lo scopo di giustificare lassenza dal
domicilio, ma solo quello di certificare la malattia e il suo decorso.
Pertanto, la successiva dimostrazione del lavoratore di essere ancora malato (cosa che la
visita ambulatoriale potr appunto confermare) non cancella la possibilit che il
dipendente sia sanzionato per essere risultato assente al proprio domicilio durante le fasce
orarie di reperibilit.
27

La mancata presentazione alla visita ambulatoriale costituisce invece una seconda


assenza.
Sono esclusi i giorni in cui vi sia stato ricovero ospedaliero, o che siano stati accertati da
una precedente visita di controllo.
IV.8 La procedura del medico fiscale
Dal compendio INAZ (norme del lavoro e amministrazione del personale) la procedura
che attua il medico fiscale:
In caso di visita domiciliare durante la quale il lavoratore risulta assente, lannotazione
dellassenza deve essere riportata sul modulo di referto compilato dallorgano sanitario di
controllo. Nel caso in cui allindirizzo del lavoratore assente si trovi un familiare
convivente non minore di anni quattordici (secondo criterio fissato dallart. 139 del cod.
proc. civ. per la notificazione degli atti giudiziari), un invito a successiva visita
ambulatoriale consegnato nelle sue mani, raccogliendone ricevuta.
Ove non sia presente il familiare convivente la copia del modulo destinata al lavoratore e
linvito a visita ambulatoriale vengono consegnati, in busta chiusa, nelle mani del portiere
dello stabile, raccogliendone ugualmente ricevuta, o immessa nella cassetta delle lettere
del lavoratore.
Il modulo di referto in questione dovr chiaramente riportare lora e il giorno dellaccesso
e i motivi per i quali non stato possibile effettuare la visita di controllo.
Copia dello stesso modulo dovr essere trasmessa alla competente sede, provinciale o
zonale, dellInps, e ci anche quando la visita di controllo domiciliare sia stata disposta
direttamente su richiesta del datore di lavoro.
Ove la consegna dellinvito ambulatoriale non possa essere effettuata nelle mani del
familiare convivente o del portiere, e nei casi in cui il lavoratore, invitato a visita
ambulatoriale mediante immissione dellinvito nella cassetta della posta, non si sia
presentato allora e nel giorno indicati, la ASL provveder ad invitare nuovamente il
lavoratore mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno a mezzo dello stesso
modulo.
Una recente circolare Inps ha chiarito che nel caso in cui il lavoratore risulti assente ma
prima che il medico si allontani dallabitazione diviene reperibile perch in altre
dipendenze della casa, non si fa luogo a sanzioni. Diverso il caso in cui il lavoratore
28

diviene reperibile ma proviene dallesterno dellabitazione. In questo caso la visita


domiciliare pu comunque aver luogo ma risulta applicabile la sospensione
dellindennit, in mancanza di validi motivi di giustificazione. Non viene sanzionato il
giorno dellassenza perch coperto dal controllo.
Quando il controllo medico viene disposto direttamente mediante visita ambulatoriale,
linvito viene spedito al lavoratore a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, con lo
stesso modulo di cui al punto precedente (sul quale ovviamente non sar contrassegnata
la parte relativa alla constatazione dellassenza a visita domiciliare).
La mancata presentazione a visita nel giorno indicato nellinvito deve essere
tempestivamente comunicata alla sede Inps che provveder a notificarla al lavoratore
interessato mediante raccomandata con ricevuta di ritorno allegando copia del referto ed a
richiedere documentazione delle eventuali cause giustificative, da fornire entro 10 giorni.
Per ciascuna comunicazione di assenza verranno, anche, forniti allInps gli estremi della
relativa raccomandata di convocazione a visita, la cui documentazione dovr essere
fornita allo stesso Inps in caso di necessit (constatazioni, ecc.).
IV.9 Assenza alla visita fiscale e giustificazioni del dipendente
La circolare Inps 8 agosto 1984 n. 134421 ha previsto che siano giustificati i lavoratori
assenti a visita fiscale nei seguenti casi: per forza maggiore, per situazioni che abbiano
reso imprescindibile ed indifferibile la presenza personale del lavoratore altrove, la
concomitanza di visite, prestazioni e accertamenti specialistici o di visite medico
generiche allorquando sia dimostrato che le stesse non potevano essere effettuate in ore
diverse da quelle corrispondenti alle fasce orarie di reperibilit.
Il tribunale di Milano, per, con la sentenza del 28/01/89 ha affermato che lassenza
del lavoratore dal proprio domicilio durante le fasce orarie deve ritenersi giustificata ogni
qualvolta sia motivata da una ragione socialmente apprezzabile anche se non integrante
uno stato di necessit o di forza maggiore; costituisce pertanto giustificato motivo di
assenza lessersi recato presso il medico curante per leffettuazione di altra visita medica
anche generica, indipendentemente dalla circostanza che detta visita potesse essere
effettuata al di fuori delle fasce orarie, essendo comunque prevalente linteresse del
lavoratore a seguire il decorso della propria malattia nei modi ritenuti pi opportuni.
La Corte di Cassazione, con sentenze dell11/02/1993 e 09/02/1996, ha riconosciuto
come giustificato motivo un ragionevole impedimento, cio un motivo serio ed
apprezzabile che induca a compiere adempimenti non rinviabili oltre le fasce orarie e in
caso di urgenza, considerata lecita, lassenza del dipendente dal domicilio per recarsi
29

dal proprio medico curante per effettuare accertamenti e inoltre deve considerarsi
giustificata lassenza al domicilio durante le fasce di reperibilit dovuta alla necessit di
recarsi dal proprio medico curante per linsorgere di una colica o per accertamenti
urgenti .
Sempre la Corte di Cassazione, con la sentenza 6 aprile 2006 n. 8012, ha affermato che
va considerato giustificato motivo di assenza, necessario per escludere la sanzione per il
mancato reperimento del lavoratore alla visita di controllo durante le fasce orarie di
reperibilit, non solo lo stato di necessit o di forza maggiore, bens anche una seria e
valida ragione socialmente apprezzabile, la cui dimostrazione spetta al lavoratore, quale
quella di far constatare leventuale guarigione della malattia, al fine della ripresa
dellattivit lavorativa.
La Corte di appello Bologna, con la sentenza 7 maggio 2008 n. 598, ha sentenziato che
costituisce giustificato motivo di esonero del lavoratore malato dallobbligo di reperibilit
alla visita domiciliare di controllo, lavere effettuato una visita ambulatoriale dal proprio
medico di fiducia per una improvvisa ed indifferibile esigenza. Infatti, la situazione che fa
venire meno il suddetto obbligo non deve necessariamente coincidere con la forza
maggiore, ma pu consistere anche in una situazione cogente, ancorch non insuperabile
e nemmeno tale da determinare, ove non osservata, la lesione di beni primari, che, alla
stregua del giudizio medio e della comune esperienza, renda indifferibile la presenza del
lavoratore in luogo diverso dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilit.
Dello stesso tenore la sentenza 9 marzo 2010 n. 5718 che ha affermato che il lavoratore
assente dal lavoro per malattia, ove deduca un giustificato motivo della non reperibilit
alla visita domiciliare di controllo, deve provare che la causa del suo allontanamento dal
domicilio durante le previste fasce orarie, pur senza necessariamente integrare una causa
di forza maggiore, costituisca, al fine della tutela di altri interessi, una necessit
determinata da situazioni comportanti adempimenti non effettuabili in ore diverse da
quelle di reperibilit.
La sentenza n. 620/2012 del Tribunale di Perugia ha invece accolto il ricorso di un
lavoratore al quale era stata negata dallInps lindennit di malattia in quanto ritenuto
assente dalla visita fiscale, perch non era riuscito ad alzarsi dal letto e a rispondere al
citofono poich da solo a casa e con febbre alta.
In generale, lassenza durante le fasce di reperibilit potrebbe essere considerata
giustificata in presenza di situazioni, opportunamente documentate, che abbiano reso
imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, per evitare gravi
conseguenze per s o per i membri della famiglia (sono da considerare membri della
30

famiglia non solo i familiari che risultino a carico o, comunque, conviventi, ma anche
gli altri c.d. stretti congiunti, quali gli ascendenti, i discendenti, i fratelli o le sorelle).
IV.10 Assenza non ritenuta giustificata dal Dirigente e sanzioni per il dipendente
(pecuniaria e disciplinare)
In caso di assenza alla visita domiciliare, senza giustificato motivo, seguita da visita
ambulatoriale che ha confermato la malattia il dipendente subir la perdita del trattamento
economico per i giorni di malattia fino al giorno precedente la visita ambulatoriale.
Competente a provvedere alla suddetta trattenuta la Direzione provinciale del tesoro,
cui la scuola dovr comunicare lentit della trattenuta a seguito del provvedimento di
assenza ingiustificata alla visita di controllo.
Tale sanzione, per, non automatica ed irrogabile solo nel caso in cui il Dirigente non
consideri adeguatamente motivata leventuale giustificazione addotta dal dipendente per
lassenza e ritenga quindi di dover procedere alla decurtazione economica.
Pertanto, una volta che il dipendente sia risultato assente alla visita di controllo potr
giustificare tale assenza nei confronti del Dirigente.
Il Dirigente, acquisita, da parte dellorgano che ha effettuato i controlli, la comunicazione
dellassenza (anche per i controlli richiesti autonomamente dal datore di lavoro), ne dar
formale notizia al dipendente, il quale, entro i successivi 10 giorni, potr far pervenire la
documentazione necessaria ai fini della valutazione degli eventuali motivi giustificativi
dellassenza.
Le ragioni che hanno portato il dipendente ad allontanarsi dal domicilio durante la fasce
di reperibilit dovranno essere assolutamente fondate e ancora meglio se certificate.
Decorso il periodo di 10 giorni senza che il dipendente abbia prodotto i necessari motivi
giustificativi della mancata presentazione a visita o nel caso in cui il Dirigente ritenga che
le certificazioni o le altre precisazioni fornite dal dipendente non siano fondate applicher
il provvedimento di assenza ingiustificata alla visita di controllo dandone comunicazione
al lavoratore, mediante lettera raccomandata.
Tale provvedimento oltre ad essere di carattere economico potrebbe anche essere di
carattere disciplinare.
Analizziamoli entrambi pi dettagliatamente.

31

IV.10.1 Sanzione economica


Premessa (dal compendio INAZ - norme del lavoro e amministrazione del personale)
Lassenza ingiustificata alla visita domiciliare seguita da regolare presentazione alla visita
ambulatoriale comporta la perdita dellindennit per i primi 10 giorni, comunque non
oltre il giorno precedente la presentazione presso lambulatorio. Se lassenza alla visita
domiciliare giustificata ma il lavoratore non si presenta alla visita ambulatoriale,
consegue la perdita dellindennit per i primi 10 giorni di malattia.
La sanzione dispiega efficacia soltanto nellambito dello stesso episodio morboso. Di
conseguenza, gli effetti della sanzione per assenza ingiustificata riscontrata durante la
prima malattia non hanno rilievo in relazione al secondo episodio morboso costituente
ricaduta del precedente. La variazione della diagnosi intervenuta durante il periodo di
assenza dal lavoro per malattia non produce effetti ai fini della operativit della sanzione.
La legge esclude esplicitamente lapplicazione della sanzione ai periodi confermati da
precedente controllo e a quelli di ricovero ospedaliero. Per quanto riguarda la non
sanzionabilit dei periodi di malattia accertati da precedente visita di controllo si
chiarisce che eventuali visite di controllo, successive ad una assenza ingiustificata,
quando confermino lo stato di incapacit lavorativa dellinteressato, producono leffetto
della inapplicabilit della sanzione dalla data dei controlli stessi.
Pu verificarsi che, dopo un controllo sanitario che abbia accertato lo stato di malattia,
confermando la prognosi del curante ovvero indicandone una diversa, venga
successivamente disposto un altro controllo (ad esempio, su richiesta del datore di
lavoro), prima della scadenza della prognosi confermata o modificata, in occasione del
quale il lavoratore risulti assente. In tale ipotesi la sanzione decorrer dal giorno in cui
viene rilevata lassenza. Tutto ci in base al fatto che anche il lavoratore, gi controllato,
tenuto allosservanza delle fasce di reperibilit, salvo giustificato motivo, fino alla
conclusione dellevento, considerato che nei confronti dello stesso lavoratore pu
determinarsi la necessit di un nuovo controllo.
Se lassenza al secondo controllo viene, invece, rilevata dopo la scadenza della prognosi
confermata dal precedente accertamento sanitario, la sanzione decorre dal giorno
successivo alla predetta scadenza.
Cosa prevede nello specifico la normativa
Ai sensi dellart. 5, ultimo comma, del DL 12/09/1983 n. 463, convertito con
modificazioni nella legge 11/11/1983 n. 638, qualora il lavoratore risulti assente
alla visita di controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto a qualsiasi trattamento
32

economico per lintero periodo sino a dieci giorni e nella misura della met per lulteriore
periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o gi accertati da precedente visita di
controllo.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 78 del 1988, nel confermare la regola della
perdita del trattamento economico per i primi dieci giorni, ha stabilito che per quelli
successivi la decadenza dal medesimo diritto nella misura del 50% si verifichi soltanto
nel caso di assenza ingiustificata a una seconda visita di controllo.
Ci vuol dire che prima che scadano i 10 giorni senza retribuzione, bisogner disporre di
una nuova visita di controllo.
In base alla legge n. 638/1983 sopra richiamata riepiloghiamo di seguito in che modo
sanzionata lassenza alla visita fiscale ed eventualmente a quella ambulatoriale:

Assenza alla prima visita: perdita indennit per i primi 10 giorni di malattia (o per il
minor periodo di malattia certificato) o per il minor periodo che precede la seconda
visita.

Assenza alla seconda visita: perdita indennit per il periodo residuo dei primi 10
giorni di malattia. Riduzione del 50% dellindennit per i giorni successivi.

Assenza alla terza visita: interruzione dellindennit dal giorno dellassenza.

Assenza alla visita domiciliare, per giustificato motivo, non seguita da


presentazione alla visita ambulatoriale: perdita indennit per i primi 10 giorni di
malattia.

Assenza alla visita domiciliare, senza giustificato motivo, seguita da visita


ambulatoriale che conferma la malattia: perdita del trattamento economico per i
giorni di malattia fino al giorno precedente la visita ambulatoriale.
Esempi del trattamento economico

Primo esempio
Poniamo unassenza per malattia di un dipendente con prognosi dal 21/2/2013 al
23/3/2013 con i seguenti certificati (quesito inviatoci da una scuola):
dal 21/2/2013 al 25/2/2013 (disposta visita fiscale e confermato periodo
dallULSS)
dal 26/2/2013 al 2/3/2013 (disposta visita fiscale e confermato periodo
dallULSS)
33

dal 4/3/2013 all11/3/2013 continuazione dal 3/3/2013 (domenica)


dal 12/3/2013 al 23/3/2013.
stata disposta la visita fiscale dal 4 marzo 2013 all11.3.2013, con richiesta datata 4
marzo 2013. Linteressata risultata assente alla visita fiscale in data 11.3.2013. I motivi
presentati non sono stati accolti (aveva lasciato labitazione per acquistare una confezione
di antibiotico, avendolo dimenticato presso altro domicilio).
Si recata al controllo in data 13 marzo 2013, a seguito invito fissato dal medico fiscale
ed stata confermata la prognosi di 11 giorni.
In data 12 marzo 2013, lIstituto, avendo ricevuto il certificato medico per il periodo dal
12 marzo al 23 marzo 2013, ha disposto la visita fiscale, in data 13 marzo 2013, per il
periodo di malattia dal 12 al 23 marzo 2013.
Linteressata risultata nuovamente assente in data 14.3.2013. I motivi presentati non
sono stati accolti (ha dichiarato di aver avuto un malinteso con il medico curante circa
lindirizzo inesatto sul certificato medico).
Si recata al controllo, a seguito invito fissato dal medico fiscale, in data 15 marzo 2013
che ha confermato la prognosi fino al 23 marzo 2013.
Il periodo di malattia del dipendente dal 4/3/2013 al 23/3/2013 considerato un unico
periodo di malattia.
I decreti di trattenuta dovranno essere i seguenti:
dal 4 all11 marzo: perdita intera del trattamento economico fino al giorno
precedente la visita ambulatoriale.
dal 13 al 14: perdita intera del trattamento economico.
Nessuna decurtazione per altri periodi.
Secondo esempio
Malattia dal 2 al 25 ottobre (1 certificato fino al 16 ottobre, 2 certificato fino al 25).
Visita domiciliare il 7/10 il dipendente assente ingiustificato: dal 2 al 7 sanzione 100%.
Visita ambulatoriale il 7/10 il dipendente si presenta con conferma di prognosi fino al
16: dall8 al 16 indennit intera.
34

Visita domiciliare il 21/10 il dipendente assente ingiustificato: dal 17 al 20 sanzione


100% . Dal 21 al 25 sanzione al 50%.
LINPS (con relativi esempi)
In aggiunta allesempio citato e al fine di dare una pi ampia panoramica sulla questione
si riporta ci che indica la circolare INPS numero 166 del 26-7-1988 e i relativi esempi
effettuati dallIstituto:
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 78 del 14/26 gennaio 1988, ha dichiarato
illegittimo il predetto art. 5, 14 comma, nella parte in cui non prevede una seconda
visita medica di controllo prima della decadenza dal diritto a qualsiasi trattamento
economico di malattia nella misura della met per l ulteriore periodo successivo ai
primi 10 giorni confermando invece il principio di cui alla legge medesima secondo il
quale al lavoratore assente alla (prima) visita medica di controllo non compete l
indennit economica di malattia per i primi 10 giorni.
In sostanza, a seguito della sentenza di cui trattasi, le due sanzioni (decadenza,
rispettivamente al 100% e al 50%) sono divenute autonome tra loro, fondandosi su due
distinti accertamenti sanitari.
In conformit al contenuto della sentenza citata si impartiscono quindi le seguenti
istruzioni.
Nel premettere che le assenze oggetto della circolare si riferiscono, come ovvio, ad
assenze ingiustificate, (in caso contrario sono applicabili le disposizioni di cui alle
circolari n. 134421 AGO surrichiamata e n. 2 PMMC/84 dell 11 aprile 1985, in Atti
ufficiali, pag. 1232) e che continuano a non essere sanzionabili i periodi di ricovero
ospedaliero e quelli accertati da visite di controllo, si precisa che, ancorch la
sentenza di interesse preveda letteralmente la decadenza nella misura del 50% solo dopo
l effettuazione di una seconda visita, in realt tutte le argomentazioni svolte dalla
Corte portano a concludere per la irrogabilit della predetta sanzione, a decorrere dall
11 giorno sanzionabile, solo dopo una seconda assenza (1).
Qualora quindi nel corso della malattia sia stata predisposta un unica visita medica
di controllo ed il lavoratore si sia ingiustifacatamente sottratto ad essa, la sanzione sar
applicabile nella misura al 100% nei primi 10 giorni di malattia, mentre per il restante
periodo verr corrisposta la indennit in misura intera.
Analoghe conseguenze, come sopra accennato, comporta ovviamente la constatazione
di una sola assenza, essendo state altre visite regolarmente eseguite, salvo, se del caso,
35

la diversa decorrenza di applicazione della sanzione (ad es. alla scadenza del periodo
confermato da precedente visita di controllo).
Qualora invece il lavoratore, sia risultato assente ingiustificato anche ad una seconda
visita medica di controllo, la sanzione verr applicata in misura del 100% per i primi
10 giorni e del 50% fino a conclusione dell evento morboso (o a nuova visita di controllo
a cui il lavoratore si sia sottoposto).
Si precisa che seconda visita di controllo pu essere considerata indifferentemente
sia la visita medica ambulatoriale, a cui la lavoratore, risultato assente a visita
domiciliare, viene generalmente invitato per il giorno successivo - tramite avviso lasciato
dal medico di controllo -, sia ove questa ultima non sia stata predisposta, una seconda
domiciliare.
L eventuale giustificazione dellassenza del lavoratore a visita di controllo domiciliare,
non annulla gli effetti della mancata presentazione a visita ambulatoriale; a tale ultima
assenza conseguir quindi lapplicazione della sanzione, al 100% per i primi 10 giorni se
trattasi di prima assenza (2).
Daltronde, neppure la presentazione alla visita ambulatoriale che segue una assenza
ingiustificata alla domiciliare, annulla gli effetti sanzionatori prodotti dalla precedente
assenza: se trattasi di prima assenza si applicher la sanzione al 100% per un massimo
di 10 giorni, non oltre comunque il giorno precedente la presentazione all ambulatorio
(3).
Nel caso in cui, dopo che il lavoratore sia risultato assente a visita domiciliare,
seguita da un ambulatoria a cui lo stesso si sia presentato e giudicato inidoneo al
lavoro, venga predisposta una successiva visita di controllo a cui linteressato risulti
assente ingiustificato, si dar luogo alla applicazione della sanzione nella misura del
50% a partire dalla scadenza del periodo sanzionabile di 10 giorni al 100%, salvo il
pagamento integrale della indennit per i giorni di incapacit accertati in occasione
della precedente visita di controllo ambulatoriale.
Al riguardo, si chiarisce che i giorni sanzionabili al 100% possono anche essere
individuati oltre il 10 giorno di malattia: (ad es. quando il controllo ambulatoriale a cui
si sia sottoposto il lavoratore dopo una prima assenza cada nel 6 giorno di malattia: in
tale ipotesi, alla scadenza del periodo accertato in sede di controllo, in caso di nuova
assenza ingiustificata, prima di applicare la sanzione al 50% deve essere completata
quella al 100% (per altri 5 giorni, secondo l esempio); esaurito il periodo sanzionabile
al 100%, si applicher la sanzione nella misura del 50% per lulteriore periodo di
malattia (4).
36

Qualora a seguito di due riscontrate assenze, venga predisposto per il perdurare della
medesima malattia un ulteriore controllo a cui linteressato risulti ugualmente assente,
si provveder ad interrompere, dalla data in cui viene riscontrata tale ultima assenza, la
corresponsione delle prestazioni economiche a carico dell Istituto - secondo quanto
previsto dalla deliberazione del C.d.A. citata.
In tale ultima ipotesi, dovr essere data immediata comunicazione allo interessato del
provvedimento adottato.
I lavoratori dovranno essere preventivamente avvertiti circa le conseguenze delle
eventuali successive assenze a visita di controllo, in occasione della contestazione di
ciascuna assenza e/o irrogazione di sanzione.
(1) Si ipotizza per tutti gli esempi riportati nella presente circolare, una malattia dall 1
al 24 aprile (1 certificato, fino al 15 aprile, 2 fino al 24).
Esempio:

visita domiciliare 8.4: si presenta, con conferma prognosi: dall 1 all 8 indennit in
misura intera.

visita domiciliare 9.4: assente: dal 9 al 18 sanzione al 100%.

visita domiciliare 22.4: assente: dal 19 al 24 sanzione al 50%.

(2) Esempio:

visita domiciliare 12.4: assente giustificato: dall 1 al 10 sanzione al 100%.

visita ambulatoriale 13.4: non si presenta: dall 11 al 24 indennit in misura intera.

(3) Esempio:

visita domiciliare 12.4: assente ingiustificato: dall 1 al 10 sanzione al 100%.

visita ambulatoriale 13.4: non si presenta, con conferma prognosi: dall 11 al 25


indennit in misura intera.

(4) Esempio A:

visita domiciliare 5.4: assente ingiustificato: dall 1 al 5 sanzione al 100%.

visita ambulatoriale 6.4: si presenta, con conferma prognosi (fino al 15): dal 6 al 15
indennit in misura intera.
37

visita domiciliare 22.4: assente ingiustificato: dal 16 al 20 sanzione al 100%; dal 21


al 24 sanzione al 50%.

Esempio B:

visita domiciliare 5.4: assente ingiustificato: dall 1 al 5 sanzione al 100%.

visita ambulatoriale 6.4: si presenta, con conferma prognosi (fino al 15): dal 6 all
11 indennit in misura intera.

visita domiciliare 12.4: assente ingiustificato: il 12 sanzione al 100%.

visita ambulatoriale: 13.4: si presenta, con conferma prognosi (fino al 24): dal 13 al
24 indennit in misura intera.

IV.10.2. Sanzione disciplinare


LARAN afferma che lapplicazione della sanzione pecuniaria, che ha la sua fonte nella
legge, non esclude la possibilit di aprire anche un procedimento disciplinare nei
confronti del dipendente per violazione degli obblighi contrattuali.
La Corte di Cassazione, con sentenza dell 11 febbraio 2008, n. 3226, ha sentenziato
che la violazione dellobbligo di reperibilit durante le fasce orarie previste per le visite
mediche ispettive costituisce ragione autonoma e sufficiente non solo per lapplicazione
della conseguenza di legge automaticamente connessa (la perdita del trattamento
economico, nei limiti previsti dalla legge n. 683 del 1983), ma anche per lirrogazione
delle sanzioni disciplinari quali il licenziamento.
Pertanto, nel momento in cui il Dirigente non consideri adeguatamente motivata la
giustificazione addotta dal dipendente per lassenza alla visita di controllo e ritiene di
dover procedere alla decurtazione economica, pu altres ritenere di voler procedere dal
punto di vista disciplinare per sanzionare la mancata giustificazione e per censurare il
comportamento del dipendente che non ha fornito alla scuola preventiva comunicazione
del suo allontanamento cos come prescritto dallart. 17 comma 16 del CCNL/2007.
IV.11 Personale esentato dal rispetto delle fasce orarie di controllo
Sono esentati dal rispetto delle fasce orarie di reperibilit (dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e
dalle ore 15,00 alle ore 18,00):
I dipendenti che hanno patologie gravi che richiedono terapia salvavita: sono
esclusi dalla visita di controllo i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital o
Macroattivit in regime ospedaliero, leffettuazione delle terapie salvavita (inclusa
38

la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle


terapie; i giorni di assenza per leffettuazione delle periodiche visite
specialistiche/ambulatoriali di controllo delle (certificate) gravi patologie.
I dipendenti che hanno subito un infortunio sul lavoro, se riconosciuto con
determinazione dellINAIL;
I dipendenti che hanno malattie riconosciute dipendenti da causa di servizio, se
almeno riconosciuta dal Comitato di Verifica per le cause di servizio;
I dipendenti per i quali stata gi effettuata la visita fiscale per il periodo di
prognosi indicato nel certificato: la visita fiscale non pu essere prevista per due
volte per lo stesso evento morboso. Ogni prolungamento della malattia pu
prevedere una successiva visita medica di controllo;
I dipendenti che si assentano per malattia per sottoporsi a visite specialistiche
(La richiesta di visita di controllo si configurerebbe come ingiustificato aggravio
di spesa per lamministrazione in quanto lavvenuta visita sar giustificata con la
presentazione dellattestato da parte del dipendente);
I dipendenti che hanno stati patologici sottesi o connessi alla situazione di
invalidit riconosciuta.

Il D.M. 206/2009 si limita a prevedere, ai fini dellesclusione del rispetto delle


fasce di reperibilit, la presenza di stati patologici sottesi o connessi alla
situazione di invalidit riconosciuta.
utile aggiungere quanto segue:
1) La situazione di invalidit devessere riconosciuta da una struttura medica
competente;
2) Non richiesto, in quanto non specificato dalla norma, alcun grado
minimo di invalidit ai fini dellesenzione dal rispetto delle fasce di
reperibilit;
3) La certificazione da parte del medico deve espressamente indicare che
lassenza dovuta a stati patologici sottesi o connessi alla situazione di
invalidit riconosciuta.
Come precisato dal Dipartimento della Funzione Pubblica con il Parere 15
marzo 2010, n. 12567, il dipendente pubblico esente dallobbligo di
reperibilit, in caso di assenza dal lavoro, pu non ricevere la visita fiscale se
39

ha trasmesso allAmministrazione di appartenenza tutta la documentazione


formale, consistente nella documentazione relativa alla causa di servizio,
allaccertamento legale dellinvalidit, alla denuncia di infortunio e nel
certificato di malattia che giustifica lassenza dal servizio e che indica la causa
di esenzione.
In caso contrario, anche se lAmministrazione richiede laccertamento fin dal
primo giorno di malattia, nessuna sanzione prevista per il dipendente esente
da reperibilit che il medico dellASL non trova in casa.
Si ricorda inoltre che per tutte le assenze sopra elencate si deve rendere
necessaria la conoscenza della diagnosi allAmministrazione allatto
dellemissione della certificazione, se si vuole fruire dei benefici previsti dalle
legge e quindi del trattamento giuridico/economico pi favorevole nonch, in
questo caso, dellesenzione della visita fiscale.
I dipendenti in degenza in ospedale superiore alle 24 ore o con certificazione di
ricovero domiciliare o in strutture sanitarie competenti o ancora in regime di day
hospital o Macroattivit in regime ospedaliero, o che si rechino al pronto
soccorso, o che a seguito di un infortunio, o che a seguito di un ricovero
ospedaliero, qualora il periodo di riposo o di convalescenza sia stato ordinato
dallospedale stesso (e non, successivamente, dal medico curante: in questo caso
non risulta nessun legame ufficiale con il periodo di ricovero o con il precedente
infortunio).

Pertanto, i periodi di convalescenza oltre a non essere soggetti a decurtazione


economica (parere della Funzione Pubblica e nota del MEF) non devono
essere soggetti a visita fiscale (ci vale per solo nel caso in cui tale periodo
sia ordinato dallospedale stesso).
Ci sembra ovvio questo concetto, anche se non vi una specifica normativa
che ne preveda lesenzione, se consideriamo che la visita fiscale effettuata
dalla struttura sanitaria pubblica la quale, in questo caso, dovrebbe accertare lo
stato di malattia certificato da altra struttura pubblica (ospedale).
In conclusione, in virt anche di una riduzione di spesa, la visita fiscale pu
essere predisposta solo se il periodo di riposo o di convalescenza post ricovero
sia certificato dal medico curante e non se predisposto direttamente dallente
ospedaliero.

40

CAPITOLO V
ASSENZE PER GRAVI PATOLOGIE
V.1 Normativa di riferimento
Al fine di una maggiore chiarezza della materia si riportano per intero, anche nei
paragrafi successivi di questo capitolo, i passi pi importanti delle Circolari USR
Calabria n. 4401 del 3 aprile e n. 8077 del 5 giugno 2013; circolari USR Lombardia
n.10038 del 23 luglio 2004 e n. 12207 del 12.09.2012; circolari dellUST di Foggia n.
11605 e dell11 ottobre del 2011; circolare INPS n. 192/96.
Il regime delle assenze per gravi patologie del personale della scuola trova la propria
disciplina nella disposizione negoziale di cui al comma 9, dellart. 17 (art. 19 comma 15
per il personale a TD) del CCNL Comparto Scuola che testualmente recita: in caso di
gravi patologie che richiedano terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti
sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, di cui ai commi 1 e 8 del
presente articolo, oltre ai giorni di ricovero ospedaliero o di day hospital anche quelli di
assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie. Pertanto per i giorni anzidetti
di assenza spetta lintera retribuzione.
La citata disposizione non si caratterizza certo per chiarezza, ponendo continui dubbi
interpretativi che rendono quanto mai complicata la sua concreta applicabilit.
Il caso che ci occupa impone un primo riferimento alle norme di diritto comune che
disciplinano loperazione c.d. di interpretazione del contratto.
Invero, si osserva che ai sensi degli artt. 1362 e 1363 del codice civile, nellinterpretare il
contratto le parti non possono limitarsi al senso letterale delle parole, in quanto occorre
che le clausole siano interpretate luna per mezzo delle altre, attribuendo a ciascuna il
senso che risulta dal complesso dellatto.
Sempre lart. 1363 c.c., nel rimandare allart. 12 delle preleggi, impone, altres, il rispetto
del criterio ermeneutico ivi contenuto, a tenore del quale: se il caso rimane ancora
dubbio, si decide secondo i principi generali dellordinamento giuridico dello Stato.
Ebbene, la statuizione contrattuale oggetto dellodierna questione, che malgrado i
numerosi interventi esegetici, effettuati attraverso apposite circolari, solleva ancora
notevoli dubbi, deve essere interpretata alla luce del superiore principio sancito dallart.
32 della Costituzione.

41

Non vi dubbio, infatti, che il comma 9 dellart. 17 CCNL comparto scuola evochi il
principio fondamentale secondo il quale: La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dellindividuo e interesse della collettivit.
V.2 Cosa si intende per gravi patologia e la valutazione del Dirigente
Il Decreto Legislativo 29 aprile 1998, n. 124 che reca Ridefinizione del sistema di
partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e del regime delle esenzioni, a norma
dellarticolo 59, comma 50, della L. 27 dicembre 1997, n. 449 e successive
modificazioni ed integrazioni, come pure i Decreti del Ministero della Sanit n. 329/99
e 279/2001 riguardano le malattie croniche o invalidanti e le malattie rare che danno
diritto allesenzione dalla partecipazione per le prestazioni di assistenza sanitaria.
Questa normativa, pertanto, non applicabile alla valutazione delle patologie gravi e
delle relative terapie invalidanti per le quali prevista la retribuzione intera e la
esclusione dal computo dei limiti massimi di assenza per malattia che devono essere
valutate di volta in volta, caso per caso, dal medico della Azienda USL.
Per lo stesso motivo non di per s sufficiente essere in possesso della certificazione di
handicap anche grave e di invalidit civile anche al 100% con indennit di accompagno.
Il CCNL comparto scuola, a differenza dei contratti di altri comparti (CCNL Comparto
Ministeri e CCNL Autonomie Locali) non individua tassativamente i casi qualificabili
come gravi patologie, dai quali originano i benefici previsti.
Lassenza di una specifica classificazione potrebbe dar luogo (come, effettivamente, in
alcuni casi, ha dato luogo) ad una vera e propria ipotesi di eccesso di potere direttivo in
capo ai dirigenti scolastici. Infatti, gli stessi, pur in difetto di attribuzione del relativo
potere, di fatto, ritengono legittima la propria valutazione discrezionale sul se e sul
quando si sia in presenza di una grave patologia e, di conseguenza, sul se e sul quando
accordare i relativi benefici.
Al fine di scongiurare simili ipotesi di eccesso di potere datoriale, in danno al diritto alla
salute, si osserva che, nei casi in cui il lavoratore abbia prodotto una certificazione
attestante una grave patologia, riconosciuta tale dalla competente autorit sanitaria
pubblica, il Dirigente scolastico dovr limitarsi a prenderne atto, senza possibilit di
ulteriore giudizio.

42

V.3 I due requisiti che devono coesistere e che vanno valutati contestualmente: La
documentazione della grave patologia e il ricorso a terapie salvavita
Dalla certificazione in possesso del dipendente e da presentare a scuola (anche in
modalit online) deve emergere chiaramente che la condizione morbosa assimilabile ad
una patologia grave, per la quale necessaria leffettuazione di terapie salvavita.
Lassenza dal servizio sar poi giustificata di volta in volta dalla struttura o dal medico
che fornisce le singole prestazioni secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Sotto tale ultimo profilo, infatti, la norma contrattuale (art. 17 comma 9) non richiede
solo la presenza di particolari patologie, ma anche la contestuale necessit di ricorso alle
terapie salvavita: i due elementi, tra loro inscindibili, costituiscono il presupposto per
lapplicazione della disciplina pi favorevole.
Pertanto, come afferma lARAN in materia, per applicare correttamente e senza
apprezzamenti arbitrari la disciplina contrattuale, occorre:
1) aver ben presente la sua portata;
2) disporre di una documentazione incontestabile.

Sotto il primo aspetto, si rileva che la clausola in esame non riguarda tutte le
patologie gravi ma soltanto quelle che richiedono il ricorso a terapie salvavita; quindi
i due requisiti (gravit della patologia e necessit del ricorso a terapie salvavita)
devono coesistere e vanno valutati contestualmente.

Riguardo al secondo aspetto (documentazione a supporto), si deve necessariamente


rimettere ogni valutazione di merito alla competente azienda sanitaria locale o
struttura convenzionata.

Perch il dipendente possa invocare lapplicazione dei benefici di cui allart. 17 comma 9
(esclusione dal computo dei giorni di assenza per malattia e retribuzione al 100%),
quindi, non sufficiente che sia affetto da una patologia definita grave, ma necessario
che la predetta condizione sia seguita da quella ulteriore di essere soggetta a terapie,
ovviamente relative alla patologia medesima, che siano temporaneamente e/o
parzialmente invalidanti.
Ci si riferisce quindi a terapie che, per modalit, tempi di somministrazione effetti diretti
e/o collaterali, pongono il dipendente trattato in condizioni di temporanea incapacit alla
prestazione lavorativa. A titolo esemplificativo: le patologie tumorali che richiedono
trattamenti chemioterapici; le insufficienze renali che richiedono terapie di dialisi. Al
contrario il dipendente che sia stato colpito, per esempio, da ictus cerebrale ed abbisogni
43

di frequenti terapie fisioterapiche e riabilitative non rientra nella previsione di questa


norma, non perch si disconosca la gravit della sua patologia, ma perch le terapie cui
egli viene sottoposto non sono temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, bens
idonee a recare direttamente benefici(Tribunale di Foggia, ordinanza 18399/2010).
Pertanto, per usufruire dei benefici in parola il lavoratore deve presentare allIstituzione
Scolastica di servizio una specifica certificazione rilasciata dalla competente Struttura
Sanitaria Pubblica, in cui si attesti la grave patologia e la relativa terapia associata. Tale
certificazione deve contenere anche il percorso terapeutico in cui devono emergere con
chiarezza le date di terapia, che dovranno essere certificate come giornate in cui il
lavoratore dovr essere considerato temporaneamente o parzialmente invalido.
Lassenza dal servizio dovr essere poi giustificata di volta in volta dal lavoratore tramite
certificazione rilasciata dalla struttura che fornisce le singole prestazioni. I lavoratori che
si sottopongono a terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, dovranno
presentare, per ogni periodo di assenza, lappropriata certificazione sanitaria.
Qualora nella certificazione allegata dal dipendente non si ricavasse leffettivo
espletamento di terapie salvavita, i relativi periodi di assenza verranno fatti rientrare nel
consueto ordinario conteggio delle malattie.
Dunque, ad una prima certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica che
attesta che alla grave patologia segue una terapia invalidante necessita di volta in volta
la certificazione rilasciata da struttura sanitaria pubblica oppure convenzionata che
attesti leffettuazione della terapia stessa, con lesatta indicazione dei giorni di terapia
e, distintamente, di quelli interessati dai suoi effetti invalidanti.
V.4 Lesclusione dal periodo di comporto e il pagamento per intero dei giorni di
assenza per leffettuazione delle periodiche visite specialistiche di
controllo/ambulatoriali delle (certificate) gravi patologie
erroneo il convincimento che il beneficio dellesclusione dal computo dei giorni di
assenza per malattia debba riferirsi solo ai casi di assenza per ricovero ospedaliero o day
hospital finalizzati esclusivamente alla somministrazione di terapie (temporaneamente e/o
parzialmente invalidanti) e non anche alle assenze per leffettuazione delle periodiche
visite specialistiche di controllo delle (certificate) gravi patologie.
Il richiamo alle terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti, effettuato dal
comma 9 dellart. 17 CCNL comparto scuola, ha il solo scopo di qualificare come
44

grave la patologia e non anche di escludere dal computo dei giorni di assenza per malattia
solo il ricovero od il day hospital finalizzati alla loro somministrazione.
Questa seconda interpretazione si appalesa non corretta per due ordini di considerazioni:
anzitutto le terapie c.d. salvavita possono essere effettuate anche presso il domicilio ed
anche senza lausilio di personale medico, in secondo luogo, essa si pone in aperta
violazione del diritto alla salute del lavoratore che, proprio in virt della gravit della
patologia, deve irrinunciabilmente sottoporsi a ciclici accertamenti clinico-strumentali
per lesatta individuazione della terapia e per la prevenzione di ulteriori complicanze.
noto che periodici controlli, sia di laboratorio sia clinici, sono una condizione
indispensabile per ottimizzare lefficacia terapeutica (Si pensi ai casi di lavoratori affetti
da gravi patologie cardiache in terapia con anticoagulanti che devono fare esami del
sangue a cadenza regolare per la prescrizione del dosaggio corretto. Od ancora, ai
lavoratori affetti da diabete (considerato anche esso grave patologia) che per sorvegliare
landamento delle generali condizioni metaboliche devono sottoporsi a periodiche visite
di controllo per la prescrizione dei giusti dosaggi terapeutici).
A ci si deve aggiungere che i predetti accertamenti clinico-strumentali richiedono, nella
stragrande maggioranza dei casi, la permanenza nellambulatorio per lintero orario di
servizio, considerando anche il tempo necessario per rientrare al lavoro. Priva di pregio,
pertanto, leccezione sollevata da alcuni dirigenti scolastici sulla possibilit di utilizzo dei
c.d. permessi orario.
Si pu quindi ritenere che tali accertamenti ambulatoriali configurino ipotesi per il
riconoscimento, da parte del Dirigente scolastico, del beneficio della prestazione
economica per intero, senza decurtazioni
Per completezza, si richiama la circolare INPS n. 192/96 nella parte in cui postula che
lindennit ivi prevista dovuta se la prestazione sanitaria richieda la permanenza
nellambulatorio per lintera giornata lavorativa, considerando anche il tempo necessario
per rientrare al lavoro. Risulta inoltre che per aver diritto allindennit sufficiente
presentare lattestazione, rilasciata dal medico dellambulatorio, della visita effettuata
(volendo con la specifica degli orari).
V.5 Lesclusione dal periodo di comporto e il pagamento per intero dei giorni di
assenza dovuti alle terapie salvavita (inclusa la chemioterapia) e alle conseguenze
certificate delle terapie
Anche, per lassenza determinata da un temporaneo e/o parziale stato invalidante,
causato dalle terapie salvavita praticate direttamente dal lavoratore, spetta lintera
45

retribuzione. Ai fini della giustificazione dellassenza sufficiente un certificato del


medico di famiglia che attesti il nesso causale tra stato invalidante e terapie.
LARAN nelle Norme contrattuali sulla tutela di soggetti affetti da patologie
oncologiche afferma:
In via preliminare, occorre precisare che la contrattazione, nei diversi comparti del lavoro
pubblico, non ha previsto norme specifiche applicabili ai soli soggetti affetti da patologie
oncologiche. Infatti, la tutela di tali malattie si inserisce in un quadro pi ampio di
agevolazioni riconosciute ai dipendenti affetti da patologie gravi che richiedano terapie
salvavita.
Complessivamente, infatti, i dipendenti pubblici godono dei seguenti benefici:
A. Garanzie riconosciute per qualsiasi malattia:
a) conservazione del posto per un periodo di 18 mesi nel triennio.
Durante tale periodo:
1. i primi 9 mesi di assenza sono interamente retribuiti;
2. nei successivi 3 mesi la retribuzione viene decurtata del 10%;
3. negli ultimi 6 mesi la retribuzione viene decurtata del 50%.
b) ulteriore periodo di conservazione del posto di altri 18 mesi senza retribuzione.
B. Tutele aggiuntive per i dipendenti affetti da gravi patologie:
a) i giorni di assenza per malattia conseguenti a ricovero ospedaliero o day-hospital,
nonch i giorni di assenza dovuti alle terapie salvavita (inclusa la chemioterapia) non
incidono sul periodo di conservazione del posto di cui alla lettera A e, pertanto, si
aggiungono a queste ultime e sono interamente retribuite.
C. Specifiche tutele previste solo per particolari settori:
a) esclusione dal computo del periodo di conservazione del posto, per i dipendenti affetti
da gravi patologie di cui al punto B, anche dei giorni di assenza dovuti alle
conseguenze o agli effetti delle terapie salvavita (Scuola,Universit e Area VIIuniversit e ricerca);

46

V.6 Il riconoscimento della grave patologia e la corretta procedura che deve


attuare il dipendente
Laccertamento della situazione di gravit e della necessit delle relative terapie salvavita
dipendono in via esclusiva da un giudizio di carattere medico e non possono, quindi, in
alcun modo formare oggetto di autonomo apprezzamento tecnico discrezionale da parte
dellAmministrazione.
Al fine di vedersi riconosciuti i benefici di cui allart. 17/9 CCNL/2007 (o 19/15 se
personale a tempo determinato) con relativa esclusione dal computo dei giorni di assenza
per malattia e retribuzione al 100%, il dipendente deve seguire queste 3 fasi:
1. Produrre la richiesta tendente al riconoscimento della grave patologia allASL di
residenza;
2. Una volta che la patologia stata riconosciuta, presentare a scuola la documentazione
attestante il riconoscimento della grave patologia da parte della ASL;
3. Presentare di volta in volta le certificazioni mediche che potranno essere redatte dal
medico di base, dalla struttura pubblica o convenzionata che prescrive o effettua le
terapie.
V.7 La certificazione (anche online) che deve presentare il dipendente per vedersi
riconosciuti i benefici previsti dal CCNL/2007
Le certificazioni presentate dal dipendente non possono essere di contenuto generico ma
debbono riportare in modo chiaro e inequivocabile indicazioni specifiche in termini di
grave patologia e conseguente terapia.
Non possono addursi in merito motivazioni legate a motivi di riservatezza e di privacy
perch come puntualmente evidenziato nella Circolare della Presidenza del Consiglio
dei Ministri n. 2 del 28/09/2010 esistono per alcune situazioni particolari in cui il
datore ha necessit di conoscere la diagnosi. (...) ci accade nelle ipotesi di esenzione
dalla decurtazione della retribuzione e dal regime della reperibilit ai fini della visita
fiscale. In queste situazioni lamministrazione tenuta ad applicare il regime generale a
meno che non abbia la documentazione che consenta di derogarvi ed innanzitutto
interesse del dipendente che si assenta che lamministrazione abbia tutti gli atti necessari
per applicare in maniera corretta la normativa di riferimento.
In caso di mancata ostensione da parte del lavoratore dei dati ritenuti necessari,
listituzione scolastica interessata potr quindi non riconoscere le garanzie contrattuali
47

previste (esclusione dal computo dei giorni di assenza per malattia e retribuzione al
100%), dandone comunicazione allinteressato.
Affinch quindi siano riconosciute tali garanzie le certificazioni, anche in modalit
online, dovranno riportare dei dati ritenuti necessari:

Assenza per grave patologia: Sulla certificazione dovr essere apposta la dicitura
di grave patologia gi riconosciuta e il tipo di terapia cui il dipendente sottoposto.

Assenza per gli accertamenti ambulatoriali dovuti alla grave patologia: sar
sufficiente presentare lattestazione, rilasciata dal medico dellambulatorio, della
visita effettuata (volendo con la specifica degli orari).

Assenza determinata da un temporaneo e/o parziale stato invalidante, causato


dalle terapie salvavita praticate direttamente dal lavoratore: sar sufficiente
presentare un certificato del medico di famiglia che attesti il nesso causale tra stato
invalidante e terapie.
Per ci che riguarda nello specifico la certificazione in modalit online:

Il Ministero della Salute con Decreto del 18 aprile 2012 (pubblicato sulla G.U. n. 128
del 4 giugno 2012) ha integrato il contenuto del modello di certificato telematico, per cui
il medico ha ora la possibilit di indicare, nellambito dei dati diagnosi, se lassenza
dellassistito riconducibile ad una patologia grave che richiede terapia salvavita o una
malattia per la quale riconosciuta la causa di servizio o uno stato patologico sotteso o
connesso alla situazione di invalidit riconosciuta, tutte cause che prevedono delle
particolari esenzioni (dalla visita fiscale al calcolo del periodo di comporto di assenza per
malattia).
Nel caso in cui il medico sia impossibilitato a provvedere in tal senso, il dipendente deve
portare la certificazione a conoscenza della scuola e il Dirigente o chi addetto alla
gestione delle assenze, proceder, nellesercizio della propria attivit istituzionale, al
trattamento di tali dati sensibili con le modalit e nei limiti stabiliti dal decreto legislativo
n. 196/2003.

48

V.8. Trattamento economico ed esenzione della visita di controllo per chi rientra
nellassenza per gravi patologie
Rientrano nellassenza per gravi patologie i giorni di ricovero ospedaliero, dayhospital, effettuazione delle terapie salvavita (inclusa la chemioterapia) anche quelli di
assenza dovuti alle conseguenze certificate delle terapie.
Rientrano altres nella grave patologia i giorni di assenza per leffettuazione delle
periodiche visite specialistiche di controllo/accertamenti ambulatoriali delle (certificate)
gravi patologie.
Tutti i giorni di assenza sopra elencati sono interamente retribuiti, non rientrano nel
periodo di comporto e per tali giorni non dovr altres essere disposta
dallAmministrazione la visita fiscale, e dal Tesoro la trattenuta economica fino ai 10
giorni di assenza di cui allart. 71, primo comma, del decreto n. 112/08 convertito in
legge n. 133/08.

49

CAPITOLO VI
ASSENZE PER ESAMI
E VISITE SPECIALISTICHE
(le novit previste dalla legge n.111/2011)
VI.1 Normativa di riferimento

Nell assenza per visita specialistica vi rientra quella richiesta dal dipendente per
sottoporsi a terapie mediche, prestazioni specialistiche, esami e accertamenti
diagnostici.
Non vi rientra invece la visita medica effettuata dal proprio medico di base a meno
che questultimo non la esegua a titolo di specialista. In questo caso lattestazione
dovr recare nellintestazione la specializzazione di cui in possesso il medico di
base e la dichiarazione di questultimo che stata effettuata una visita specialistica.

Il Decreto Legge n. 98 del 2011 convertito nella legge n.111/2011 stabilisce che nel
caso in cui lassenza per malattia abbia luogo per lespletamento di visite, terapie,
prestazioni specialistiche od esami diagnostici lassenza giustificata mediante la
presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che
hanno svolto la visita o la prestazione.
La norma introduce quindi una novit: se lassenza per malattia avviene per
lespletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, il
relativo giustificativo pu consistere anche in una attestazione di struttura privata.

Il CCNL/2007 non regolamenta in maniera specifica le visite specialistiche, per


sottoporsi alle quali il dipendente ha tre possibilit:
1. Assentarsi per motivi di salute (art. 17), presentando al rientro un certificato che
attesti leffettuazione della visita stessa;
2. Chiedere un giorno di permesso retribuito per motivi personali (art. 15);
3. Chiedere un permesso breve (art. 16);
Premesso che non compete al Dirigente stabilire la durata della visita e tanto meno
valutare limpatto emotivo che certe visite comportano e la conseguente disponibilit a
riprendere immediatamente il lavoro, spetta solo al dipendente decidere che tipo di
permesso utilizzare.

50

In questi termini si esprime la circolare della Funzione Pubblica n. 8/2008 che al punto
1.2 afferma che il ricorso alluno o allaltro istituto dipende dalle circostanze concrete,
tra cui anche la durata dellassenza, dalle valutazioni del dipendente e del medico
competente (che redige il certificato o la prescrizione).
VI.2 Assenza imputata a malattia
La Circolare Ministeriale n. 301/1996 riconosceva valido anche per il comparto Scuola
un parere espresso dallARAN per il comparto Ministeri:
si riporta qui di seguito quanto precisato in proposito dalla summenzionata Agenzia
per la Rappresentanza Negoziale con foglio prot. n. 11/2 del 15 febbraio 1996:
Nei casi di assenze per visite mediche, prestazioni specialistiche ed accertamenti
diagnostici, ove non sia dimostratamente possibile effettuarli al di fuori dellorario di
servizio, il dipendente pu usufruire del trattamento di malattia da documentare con
lesibizione di certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria che ha erogato la
prestazione. Nel caso le assenze in questione siano inferiori o pari alla met della durata
dellorario di lavoro giornaliero, il dipendente potr usufruire, a richiesta, oltre che
dellassenza per malattia, con la relativa decurtazione del trattamento economico
accessorio, anche di un permesso a recupero. Viene escluso, inoltre, il frazionamento
della giornata di assenza per malattia.
La circolare della Funzione Pubblica n. 8/2008, per quanto concerneva i presupposti
dellimputabilit della visita specialistica alla assenza per malattia richiamava le sentenze
della Cassazione n. 5027/1988 e 3578/1985, giurisprudenza richiamata a suo tempo
dallARAN in un Orientamento Applicativo per il Comparto Autonomie Locali, e
specificava che gli accertamenti diagnostici e clinici e le visite mediche potevano essere
equiparate alla malattia solo se con particolari caratteristiche e requisiti: impossibilit di
essere effettuati fuori dallorario di lavoro, richiesta del medico e certificazione della
struttura.
Pertanto, ai sensi di quanto gi chiarito dallARAN e dalla circolare n. 8/2008, fino al
2011
i
presupposti
necessari
per
imputare
a
malattia
lassenza
per visita specialistica erano:
1. Prescrizione del medico curante in quanto collegata ad uno stato patologico in atto o,
in ogni modo, nel ragionevole timore di insorgenza dello stesso;
2. Dimostrare che non era oggettivamente possibile effettuarle al di fuori dellorario di
lavoro;
51

3. Documentare leffettuazione della visita con lesibizione di una certificazione


rilasciata dalla struttura sanitaria che ha erogato la prestazione.
Tali orientamenti, soprattutto quello di dimostrare che non sia oggettivamente possibile
effettuare la visita fuori dellorario di lavoro per poterla imputare a malattia, sono stati
superati dal D.L. n. 98/2011, convertito nella legge n.111/2011.
la stessa ARAN che lo spiega proprio in un Orientamento Applicativo per le Autonomie
Locali:
..Per completezza informativa, si ritiene utile anche ricordare che di recente il
legislatore intervenuto a regolamentare anche la materia delle assenze per visite,
terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici, con la nuova formulazione
dellart.55-septies del D.Lgs.n.165/2001 derivante dalle modifiche recate dallart.16,
comma 9, del D.L.n.98/2011, convertito nella legge n.111/2011.
In particolare lart.55-septies, comma 5-ter, del D.Lgs.n.165/2001 stabilisce: Nel caso
in cui lassenza per malattia abbia luogo per lespletamento di visite, terapie, prestazioni
specialistiche od esami diagnostici lassenza giustificata mediante la presentazione di
attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la
visita o la prestazione.
In base a tale normativa, come evidenziato anche dalla circolare del Dipartimento della
Funzione Pubblica n.10/2011, ai fini della giustificazione dellassenza per visite o
prestazioni specialistica come assenza per malattia sufficiente la presentazione da
parte del dipendente della semplice attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura
anche privati che le hanno effettuate, senza alcun ulteriore adempimento o formalit
aggiuntive (la giustificazione, ad esempio, che le medesime potevano essere effettuate
solo in orari coincidente con quello di lavoro).
In tal modo, sono state superate anche alcune indicazioni pi rigorose che, in
mancanza di una precisa disciplina legale di riferimento, erano contenute anche negli
orientamenti applicativi gi formulati dallARAN in materia.
Pertanto, nel momento in cui il dipendente decide di imputare la visita specialistica a
malattia ha solo lincombenza di presentare lattestazione rilasciata dal medico o dalla
struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione. Il Dirigente non potr
quindi pretendere dal dipendente la giustificazione che la visita poteva essere effettuata
solo in orario coincidente con quello di lavoro. Il Dirigente non ha infatti nessuna
discrezionalit in tal senso.

52

VI.2.1 Decurtazione retributiva - Giorni per il viaggio - Giustificazione - Visita fiscale


Decurtazione retributiva
Dopo lentrata in vigore del d.l. n. 112 del 2008, in linea generale, se lassenza per
effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici imputata a malattia, si applica il
nuovo regime per quanto riguarda la retribuzione. Pertanto, le assenze in questione
saranno trattate dallamministrazione come assenze per malattia ai fini dellapplicazione
della relativa disciplina.
Esse quindi debbono essere considerate per la decurtazione retributiva ai fini dellart. 71,
comma 1, del d. l. n. 112 del 2008 e debbono essere calcolate quali giornate di malattia
ai fini dellapplicazione dellart. 71, comma 2. ( escluso il caso in cui la visita sia
effettuata in regime di day hospital).
Ci vuol dire che anche se lassenza per malattia non riguarda uninfermit in atto ma
viene fruita per un esame o visita specialistica, debba essere considerata come malattia
a tutti gli effetti: ai fini della decurtazione retributiva e considerata come giorno di
assenza ai fini del periodo massimo di comporto. Questo perch la norma contrattuale
non fa alcuna differenza tra le assenze dovute al verificarsi di un episodio morboso e
quelle effettuate per visite mediche specialistiche, neanche sotto il profilo del computo
delle stesse ai fini del calcolo del periodo di conservazione del posto.
Ricordiamo inoltre che lassenza per malattia non in alcun modo programmabile nel
tempo n frazionabile ad ore nellarco della giornata.
Giorni per il viaggio
Come previsto dalla Circolare Ministeriale n. 301/1996, nellassenza possono essere
ricompresi i giorni del viaggio: nel caso in cui la struttura pubblica o privata si trovi in
unaltra citt e il personale avesse bisogno dei giorni di viaggio per raggiungere la
struttura, questi devono essere conteggiati e considerati a tutti gli effetti come assenza
per malattia.
Giustificazione
Come giustificazione sar sufficiente la presentazione da parte del dipendente della
semplice attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura anche privati che le hanno
effettuate, senza alcun ulteriore adempimento o formalit aggiuntive.
Nel caso di visita specialistica effettuata dal medico di base in qualit di specialista,
lattestazione dovr recare nellintestazione la specializzazione di cui in possesso il
53

medico di base e la dichiarazione di questultimo che stata effettuata una visita


specialistica.
Visita fiscale
Per ci che riguarda la disposizione o meno della visita fiscale, gi nel95 lallora
Provveditore di Trieste (nota 31068/A2/2) disponeva: In caso di assenza dei dipendenti
per visite mediche, prestazioni specialistiche ed accertamenti diagnostici sufficiente la
documentazione rilasciata dalla struttura sanitaria che ha erogato la prestazione e non
necessaria leffettuazione della visita fiscale di controllo.
La circolare n. 8/2008 recita:
opportuno evidenziare che, nel caso di imputazione dellassenza per effettuare visite
specialistiche, cure o esami diagnostici a malattia, lamministrazione che ha conoscenza
della circostanza a seguito della comunicazione del dipendente deve valutare di volta in
volta, in relazione alla specificit delle situazioni, se richiedere la visita domiciliare di
controllo per i giorni di riferimento. In tal caso possono ricorrere quelle esigenze
funzionali ed organizzative di cui si deve tener conto nel richiedere la visita fiscale
secondo lart. 71, comma 3, del d.l. n. 112 del 2008. Infatti, il tentativo di effettuare
laccesso al domicilio del lavoratore da parte del medico della struttura competente
potrebbe configurarsi come ingiustificato aggravio di spesa per lamministrazione in
quanto, in assenza del dipendente, potrebbe non avere lo scopo di convalidare la
prognosi.
La nota del MEF Prot. n. 27553 del 4/05/2009 afferma che al di fuori dei casi di
ricovero, visite mediche, prestazioni specialistiche ed accertamenti diagnostici si
richiama lobbligatoriet dellaccertamento medico-fiscale.
Dal momento che lart. 55 septies del D. Lgs. n. 165 del 2001, quinto comma, come
modificato dalla Legge n. 111 del 15 luglio 2011, prevede la discrezionalit del Dirigente
nel disporre la visita fiscale, soprattutto in virt di una riduzione di spesa, da escludere
che si debba disporre un accertamento fiscale per chi si assenta per malattia per sottoporsi
a visite specialistiche. In questo caso, infatti, la richiesta di visita di controllo si
configurerebbe come ingiustificato aggravio di spesa per lamministrazione in quanto
lavvenuta visita sar giustificata con la presentazione dellattestato da parte del
dipendente.
VI.3 Assenza non imputata a malattia
Si precisa innanzitutto che il CCNL/2007 non prevede specifici permessi per visite
specialistiche.
54

Pertanto, nel momento in cui lassenza non imputata a malattia il personale della scuola
deve ricorrere a determinate tipologie di permessi che sono comunque previsti dallo
stesso CCNL.

Il personale (docente/ATA) assunto a tempo indeterminato potr fruire dei 3 giorni


retribuiti di permessi per motivi familiari/personali (art.15/2) da motivare anche
con autocertificazione (i permessi sono attribuiti e non concessi) oppure di permessi
brevi da recuperare entro 60 giorni fino a 18 ore lanno (36 se ATA) di durata non
superiore alla met dellorario giornaliero individuale di servizio e, comunque, per il
personale docente fino ad un massimo di due ore (art. 16).

Il personale assunto a tempo determinato potr fruire di 6 giorni non retribuiti di


permessi per motivi familiari/personali (art.19/7) da motivare anche con
autocertificazione (i permessi sono attribuiti e non concessi) oppure di permessi
brevi da recuperare entro 60 giorni fino a 18 ore lanno (36 se ATA) di durata non
superiore alla met dellorario giornaliero individuale di servizio e, comunque, per il
personale docente fino ad un massimo di due ore (art. 16).

Il personale a tempo indeterminato e determinato (solo docente) potr altres fruire


dei 6 giorni di ferie che possono essere concessi durante il periodo del normale
svolgimento delle lezioni, con la precisazione che chi chiede ferie deve per quella
giornata essere sostituito da un collega a titolo gratuito (la sostituzione del personale
che chiede ferie durante il periodo delle lezioni non pu avere oneri per
lamministrazione).
Per il personale a tempo determinato assunto per periodi brevi, bisogner verificare se
ha o meno maturato il giorno di ferie richiesto.
Il personale a tempo indeterminato (solo docente), per, se utilizza questi 6 giorni
di ferie come permessi per motivi familiari/personali di cui allart. 15/2 sopra
citato non ha lobbligo di trovarsi il sostituto: in questo caso terminati i 3 giorni di cui
allart.15/2, il dipendente potr fruire di ulteriori 6 giorni per gli stessi motivi e con le
stesse modalit dei 3 giorni precedentemente fruiti (tali giorni saranno quindi
attribuiti e giustificati anche con autocertificazione). Ovviamente tali ulteriori 6 giorni
saranno comunque computati come ferie e quindi sottratti ai complessivi giorni di
ferie spettanti per quellanno scolastico.

55

Nota bene
Come giustificazione sar sufficiente una attestazione di effettuazione della prestazione
rilasciata da medico specialista o struttura anche privati.
Nel caso di visita specialistica effettuata dal medico di base in qualit di specialista,
lattestazione dovr recare nellintestazione la specializzazione di cui in possesso il
medico di base e la dichiarazione di questultimo che stata effettuata una visita
specialistica.

56

CAPITOLO VII
ASSENZE PER MALATTIA E CCNL/2007:
LA NORMATIVA ANCORA IN VIGORE
(personale assunto a tempo indeterminato e determinato)

VII.1 Normativa di riferimento per il personale a tempo indeterminato (18+18 mesi)


Premessa
Il personale assunto a tempo indeterminato ha a disposizione un totale di 36 mesi di
assenza per malattia: i primi 18 mesi sono retribuiti e fanno riferimento ad un triennio:
si sommano, alle assenze dovute allultimo episodio morboso, le assenze per malattia
verificatesi nel triennio precedente; lulteriore periodo, se concesso, di 18 mesi senza
retribuzione.
Si precisa inoltre che lassenza per malattia dei primi 18 mesi, retribuiti, pu essere
fruita in ununica soluzione oppure in maniera frazionata. Il Dirigente non ha nessuna
discrezionalit nel concedere tali assenze: prende solo atto delle certificazioni prodotte
dal dipendente. Per i primi 18 mesi il dipendente ha dunque un vero e proprio diritto
soggettivo alla fruizione dellassenza.
Gli ulteriori 18 mesi di proroga, non retribuiti, invece, sono di carattere eccezionale e
non sono un diritto soggettivo del dipendente. E la concessione di questo ulteriore
periodo pu avvenire solo in ununica soluzione.
Art. 17 comma 1
Lart. 17 comma 1 del CCNL 2007 prevede che il dipendente assente per malattia ha
diritto alla conservazione del posto per un periodo di 18 mesi.
Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano, alle assenze dovute
allultimo episodio morboso, le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente:
Il primo triennio di riferimento, che non aveva carattere retroattivo, decorreva
dallentrata in vigore del CCNL/1995 con azzeramento dei precedenti periodi di
malattia.
Il triennio da considerare per il conteggio dei diciotto mesi di assenza va
calcolato, andando, a ritroso, dal giorno che precede lultimo episodio
morboso.
57

Art. 17 comma 2
Superato il periodo di 18 mesi il dipendente pu chiedere, a domanda, di assentarsi per un
ulteriore periodo di 18 mesi in casi particolarmente gravi, senza diritto ad alcun
trattamento retributivo. La richiesta di questulteriore periodo pu essere effettuata solo
dal dipendente (pu chiedere, a domanda..).
Art. 17 comma 3
Il Dirigente per, prima di concedere al dipendente tale periodo, procede
allaccertamento delle sue condizioni di salute, tramite la ASL competente per territorio
(visita medico collegiale), al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di
assoluta e permanente inidoneit fisica a svolgere qualsiasi lavoro.
La visita collegiale preposta allaccertamento delle condizioni di salute del dipendente
un passo obbligatorio senza il quale il Dirigente non potrebbe concedere lulteriore
periodo di 18 mesi.
Art. 17 comma 4
Tale visita, infatti, ha lo scopo di accertare se il dipendente possa proseguire in un
ulteriore periodo di assenza per malattia oppure si debba procedere alla risoluzione del
rapporto di lavoro causa uninabilit fisica assoluta e permanente:
Superati i periodi di conservazione del posto previsti dai commi 1 e 2, oppure nel caso
che, a seguito dellaccertamento disposto ai sensi del comma 3, il dipendente sia
dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro,
lamministrazione pu procedere, salvo quanto previsto dal successivo comma 5, alla
risoluzione del rapporto corrispondendo al dipendente lindennit sostitutiva del
preavviso.
Art. 17 comma 5
Il personale docente dichiarato inidoneo alla sua funzione per motivi di salute pu a
domanda essere collocato fuori ruolo e/o utilizzato in altri compiti tenuto conto della sua
preparazione culturale e professionale. Tale utilizzazione disposta dal Direttore
regionale sulla base di criteri definiti in sede di contrattazione integrativa nazionale.

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VII.1.1 Trattamento economico e criteri di fruizione dellassenza per malattia (18+18


mesi)

I primi 18 mesi

I primi 18 mesi di assenza per malattia (art. 17 comma1) sono utili alla maturazione del
diritto alle ferie e alle festivit soppresse; allanzianit di servizio; alla progressione della
carriera; al trattamento di quiescenza e di previdenza e al trattamento di fine rapporto.
Non sono per utili al periodo di prova/anno di formazione.
Possono essere fruiti in ununica soluzione oppure in maniera frazionata.
Per il calcolo dellassenza si sommano alle assenze dovute allultimo episodio morboso
quelle per malattia verificatesi nel triennio precedente.
Il trattamento economico, per i primi 18 mesi, nel caso di assenza per malattia nel
triennio, il seguente:13
a) Dal 1 al 9 mese retribuzione fissa mensile al 100%.
Nellambito di tale periodo per le malattie superiori a 15 gg. lavorativi o in caso di
ricovero ospedaliero e per il successivo periodo di convalescenza post-ricovero, al
dipendente compete anche ogni trattamento economico accessorio a carattere fisso e
continuativo;
b) Dal 10 al 12 mese retribuzione fissa mensile al 90%;
c) Dal 13 al 18 mese retribuzione fissa mensile al 50%.
Ai sensi dellart. 13 della Legge 177/76 gli assegni imponibili si considerano
integralmente anche se dovuti in misura ridotta. Nel caso di assenza per malattia con
retribuzione ridotta la contribuzione sulla retribuzione sar effettuata in misura intera.
Ai fini della valutazione del superamento del periodo di comporto, sia esso fruito in
ununica soluzione oppure in maniera frazionata e fissato in giorni o mesi, deve tenersi
conto anche dei giorni festivi o di sciopero che cadono nel periodo di malattia.

13


Si deve tenere conto di quanto detto nel Capitolo I in riferimento alle decurtazioni previste per i
primi 10 giorni dallart. 71, primo comma, del decreto n. 112/08 convertito in legge n. 133/08.

59

Le decurtazioni sono effettuate dal Tesoro a seguito della comunicazione da parte della
scuola.

Gli ulteriori 18 mesi

Gli ulteriori 18 mesi di proroga, non retribuiti, sono di carattere eccezionale e non sono
un diritto soggettivo del dipendente.
Tali assenze (dal 19 al 36 mese art. 17 comma 2), su richiesta specifica del dipendente
in casi particolarmente gravi, sono concedibili senza retribuzione, interrompono qualsiasi
anzianit di servizio, tranne quella del preavviso, e sono utili solo per la conservazione
del posto. Possono per essere riscattati ai fini pensionistici, a domanda, se successivi al
31.12.1996.
Stando inoltre ad una lettura letterale del CCNL/2007, tale concessione pu avvenire solo
in ununica soluzione. Ci non toglie, ovviamente, che il lavoratore, in caso di
guarigione intervenuta prima del diciottesimo mese (secondo periodo di comporto non
retribuito), non possa riprendere servizio previo accertamento delle sue condizioni di
salute. Nellipotesi in cui il dipendente, dopo aver ripreso servizio, si assenti nuovamente
per malattia, torneranno ad applicarsi le regole generali previste dallart. 17 del CCNL,
sia al fine di stabilire il superamento del periodo di comporto, sia al fine di stabilire il
trattamento economico della nuova assenza.
VII.1.2 Dopo i primi 18 mesi di assenza per malattia: concessione degli ulteriori 18
mesi o licenziamento del dipendente per giustificato motivo oggettivo
Con sentenza del 16 marzo 2011 n. 1608, la V Sezione del Consiglio di Stato ha
affermato che una volta esaurito il periodo di comporto per assenza per malattia e, senza
che il lavoratore faccia ulteriore richiesta di conservazione del posto di lavoro,
questultimo pu essere licenziato.
La Corte inoltre afferma: Onde evitare la perdita del posto di lavoro per esaurimento del
periodo di comporto, il ricorrente, in luogo di raffigurare che le proprie condizioni di
salute , ben avrebbe potuto eventualmente presentare una istanza di fruizione delle
ferie per porre lAmministrazione in grado di valutare la possibilit di concedere un
ulteriore periodo di assenza dal servizio.
Con sentenza n. 1953 del 27 gennaio 2011, la Cassazione ha affermato che non vi pu
essere equiparazione tra il licenziamento disciplinare ed il licenziamento per superamento
del periodo di comporto, in quanto questultimo un recesso per giustificato motivo
oggettivo e non una vera e propria contestazione disciplinare. Nella lettera, non
necessaria la descrizione delle circostanze di fatto relative alla causale n, tantomeno,
60

lindicazione dei singoli giorni di assenza ma una pi generica indicazione del periodo di
comporto.
Con laiuto delle interpretazioni fornite dallARAN per altri comparti e facendo noi
riferimento al Contratto per i dipendenti della scuola, analizziamo i passaggi dellart. 17
in relazione alla concessione o meno dellulteriore periodo di 18 mesi.
Conclusosi il periodo di comporto stabilito dallart. 17, comma 1, del CCNL 2007 (primi
18 mesi retribuiti), che si configura come un diritto soggettivo del dipendente e sul quale
il Dirigente non ha nessuna discrezionalit nel concederlo (prende solo atto delle
certificazioni prodotte dal dipendente), viene meno il divieto di licenziamento del
lavoratore per malattia ed il datore di lavoro pubblico pu procedere alla risoluzione del
rapporto di lavoro, adducendo a giustificazione solo e soltanto la circostanza
dellavvenuto superamento del periodo massimo di conservazione del posto.
Al fine di evitare la risoluzione del rapporto, superato il periodo massimo di
conservazione del posto, previo accertamento delle condizioni di salute e su richiesta del
lavoratore, il Dirigente pu concedere al lavoratore la possibilit di assentarsi per un
ulteriore periodo di 18 mesi, sia pure non retribuito.
Non sussiste per il lavoratore un diritto soggettivo alla concessione.
Infatti, lespressione utilizzata concesso (art. 17, comma 2) lascia chiaramente
intendere che si in presenza di un potere discrezionale del Dirigente, che lo eserciter
tenendo conto di tutti gli interessi coinvolti nella vicenda: quelli sicuramente preminenti
dellamministrazione, connessi alle proprie esigenze organizzative e funzionali, e quello
del lavoratore ammalato di essere agevolato ai fini di un suo eventuale recupero al lavoro.
A tal fine acquista sicuro rilievo la valutazione delle possibilit di recupero del lavoratore
derivante dallaccertamento previsto dal comma 3 dellart.17 del CCNL del 2007 (visita
medico collegiale).
Se, infatti, il lavoratore viene dichiarato assolutamente inidoneo a qualunque proficuo
lavoro, il Dirigente non concede, evidentemente, lulteriore periodo di assenza non
retribuita, in quanto non sussistendo pi possibilit di recupero al lavoro del dipendente
non ha alcuna utilit la prosecuzione del rapporto di lavoro.
In mancanza di tale dichiarazione di assoluta inidoneit, lesito dellaccertamento
costituisce sicuramente un utile elemento di valutazione che il Dirigente dovr
considerare ai fini delleventuale concessione dellaspettativa.

61

LARAN richiama inoltre lattenzione sullopportunit che le decisioni del Dirigente,


relativamente alla conservazione o meno del rapporto di lavoro (anche attraverso la
concessione dellulteriore periodo di assenza non retribuito) siano adottate nel pi breve
tempo possibile, ove sia stato gi superato il periodo massimo di conservazione del posto
(si tratta dei 18 mesi previsti dallart.17, comma 1, del CCNL 2007).
Infatti, in tale ultimo caso, secondo la giurisprudenza ormai consolidatasi in materia, il
licenziamento deve essere tempestivo nel senso che non deve intervenire dopo un
intervallo di tempo eccessivamente lungo rispetto al momento del superamento del
periodo massimo di conservazione del posto, durante il quale pu anche accadere che il
dipendente torni al lavoro.
In tale ultima ipotesi, il comportamento del datore di lavoro, con il mancato esercizio
della facolt di recesso e la riammissione in servizio del dipendente, pu valere, nel
quadro generale delle circostanze del caso, come rinuncia al diritto di risolvere il rapporto
di lavoro.
Tale rinuncia non configurabile solo quando, nellintervallo tra il superamento del
periodo di conservazione ed il licenziamento, il lavoratore non abbia ripreso il lavoro
oppure quando le assenze intermittenti siano continuate in modo tale da potersi ritenere
che egli non abbia mai ripreso il lavoro (Cass.4.12.1989 n.3555).
La rinuncia espressa o tacita del datore di lavoro alla facolt di recedere dal rapporto per
avvenuto superamento del periodo massimo di conservazione del posto comporta
rilevanti conseguenze. Infatti secondo la Corte di Cassazione (Cass.4.12.1986, n.7201):
..chiuso un periodo caratterizzato dal superamento del comporto, non seguito da
licenziamento, se ne apre un altro di uguale entit, nel quale rientrano gli eventi morbosi
verificatisi dopo la chiusura, senza effetti rescissori, del precedente periodo..
In proposito, infatti, la clausola, al momento del superamento del periodo massimo di
conservazione del posto, offre al datore di lavoro lopportunit di recedere dal rapporto di
lavoro, opportunit che deve essere attentamente valutata nellottica delleffettivo
recupero del dipendente allattivit lavorativa. Qualora, per, lo stesso decida di
rinunciare ad esercitare tale facolt, per il dipendente comincia ex novo un altro periodo
di comporto, a prescindere dalle assenze per malattia effettuate nel triennio precedente.
VII.1.3 La visita medico collegiale
La visita medico collegiale prevista per laccertamento finalizzato a verificare la
sussistenza di infermit di natura diversa quale:
1. infermit dipendente da causa di servizio;
62

2. inidoneit fisica a qualsiasi attivit lavorativa;


3. inidoneit fisica permanente a qualsiasi proficuo lavoro ovvero inidoneit fisica
permanente alle funzioni istituzionali, con possibile utilizzo in altri compiti;
4. inidoneit fisica temporanea al momento del superamento del limite massimo di
assenza per malattia.
Lorgano competente a sottoporre il dipendente a visita medica collegiale la
Commissione medica di verifica (CMV) operante presso le sedi decentrate del Ministero
del Tesoro.
Cos prevedono il Decreto del Ministero delleconomia e delle Finanze del 12/02/2004
e la circolare del MEF n. 868 del 20/01/2009.
La visita medica collegiale mira a stabilire la sussistenza di eventuali cause di assoluta e
permanente inidoneit fisica a svolgere qualsiasi proficuo lavoro o dei requisiti fisici
temporanei e/o permanenti di idoneit allo svolgimento della funzione.
Competente a richiederla il dirigente scolastico, ai sensi dellart. 14 del DPR 275/1999.
Della richiesta va informato il dipendente, con lavvertenza esplicita che potr farsi
assistere da un sanitario di sua fiducia.
VII.1.4 Il Dirigente pu richiedere per il dipendente la visita medico collegiale prima e
dopo che siano trascorsi i primi 18 mesi di assenza per malattia
Premessa
Lart. 5 della legge n. 300 del 20 maggio 1970 prevede che il datore di lavoro ha facolt
di far controllare la idoneit fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti
specializzati di diritto pubblico.
Il DPR 27 luglio 2011, n. 171, in ottemperanza al disposto dellarticolo 55-octies del D.
Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, prevede che liniziativa per lavvio della procedura per
laccertamento dellinidoneit psicofisica permanente spetta allAmministrazione di
appartenenza del dipendente, ovvero al dipendente interessato.
Se il dipendente presta servizio in unamministrazione diversa rispetto a quella di
appartenenza, la procedura e attivata dallamministrazione di appartenenza su
segnalazione di quella presso cui il dipendente presta servizio.

63

La segnalazione avviene nel rispetto dei principi di pertinenza, non eccedenza e


indispensabilit dei dati trattati, di cui agli articoli 11, comma 1, lettera d), e 22, comma
3, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, Codice in materia di protezione dei dati
personali.

Il dipendente pu presentare istanza per lavvio della procedura allamministrazione


di appartenenza in qualsiasi momento successivo al superamento del periodo di
prova.

La pubblica amministrazione avvia la procedura per laccertamento dellinidoneit


psicofisica del dipendente, in qualsiasi momento successivo al superamento del
periodo di prova, nei seguenti casi:
assenza del dipendente per malattia, superato il primo periodo di conservazione
del posto previsto nei contratti collettivi di riferimento (18 mesi nel caso del
personale della scuola);
disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti, che fanno fondatamente
presumere lesistenza dellinidoneit psichica permanente assoluta o relativa al
servizio;
condizioni fisiche che facciano presumere linidoneit fisica permanente assoluta
o relativa al servizio.

Le disposizioni del citato decreto, ai sensi dellart. 2 comma 3 bis, del D.Lgs. 165/2001,
abrogano le precedenti disposizioni anche di natura contrattuale.
Il caso a: assenza del dipendente per malattia, superato il primo periodo di
conservazione del posto (18 mesi nel caso del personale della scuola)
Il DPR 171/2011 prevede che, nellipotesi di assenza del dipendente per malattia,
superato il primo periodo di conservazione del posto previsto nei contratti collettivi di
riferimento (per i lavoratori della scuola a tempo indeterminato il riferimento lart. 17
comma 1 del CCNL/2007), lamministrazione, prima di concedere leventuale ulteriore
periodo di assenza per malattia, dandone preventiva comunicazione allinteressato,
procede allaccertamento delle condizioni di salute dello stesso, per il tramite dellorgano
medico competente, al fine di stabilire la sussistenza di eventuali cause di permanente
inidoneit psicofisica assoluta o relativa.
Il DPR precisa, altres, che ferma restando la possibilit di risoluzione del rapporto di
lavoro in caso di superamento del periodo di comporto previsto dai contratti collettivi di
riferimento, lamministrazione procede alla risoluzione ai sensi dellarticolo 8 del
64

Regolamento se in seguito allaccertamento medico emerge uninidoneit permanente


psicofisica assoluta.
Lart. 8 citato prevede che nel caso di accertata permanente inidoneit psicofisica assoluta
al servizio del dipendente lamministrazione previa comunicazione allinteressato entro
30 giorni dal ricevimento del verbale di accertamento medico, risolve il rapporto di
lavoro e corrisponde, se dovuta l indennit sostitutiva del preavviso.
Si rileva che la Circolare Ministeriale 13 marzo 2000, n. 69 gi prevedeva che il
Dirigente scolastico deve provvedere a tale accertamento anche nel caso in cui il
dipendente abbia superato solo i primi 18 mesi di assenza per malattia e non abbia fatto
richiesta dellulteriore periodo di 18 mesi.
Tale accertamento sarebbe infatti indispensabile per attribuire al dipendente il diritto alla
pensione in base alle regole pi favorevoli previste per la dispensa per inidoneit fisica
permanente, cio escludere che la risoluzione del rapporto di lavoro sia volont del
dipendente.
La circolare, riferendosi allex art. 23 del CCNL 95 (ora articolo 17) cos recita:
Il primo comma prevede la conservazione del posto per il dipendente assente per
malattia fino a diciotto mesi nellarco temporale di un triennio.
Per situazioni particolarmente gravi, qualora sia stato superato il suddetto periodo dei
diciotto mesi, allinteressato, in base al secondo comma, pu essere concesso, previa
presentazione di specifica richiesta, un ulteriore periodo di diciotto mesi.
I Provveditorati agli Studi, allo stato attuale, e le Istituzioni Scolastiche, per effetto del
D.P.R. dell 8 marzo 1999, n. 275, dal 1 settembre 2000, nel caso in cui il dipendente
non si sia avvalso della facolt disciplinata dal succitato secondo comma, devono
attivare la procedura per laccertamento tecnico della sussistenza delleventuale
inidoneit allo svolgimento del servizio.
La formale richiesta di visita medica collegiale va rivolta allAzienda Sanitaria Locale
competente per territorio.
Il dipendente dichiarato inidoneo alla sua funzione pu, alla luce del quinto comma
dellart.23 in esame, chiedere, con apposita istanza, il collocamento fuori ruolo e/o
lutilizzazione in altri compiti.

65

In assenza di questa richiesta, lAmministrazione dispone la cessazione del rapporto di


lavoro dellinteressato per inidoneit fisica, attribuendo, ove spettante, il trattamento di
quiescenza.
Pertanto, secondo le indicazioni ministeriali il Dirigente, anche nel caso non vi sia la
richiesta del dipendente, deve sottoporre il dipendente stesso a visita medica collegiale
allo scopo di accertare se il medesimo, allo scadere dei 18 mesi, in grado o meno di
riassumere servizio.
Anche lARAN, pur affermando che la verifica delle condizioni di salute pu essere solo
a richiesta del dipendente, quando questi abbia esigenza di avvalersi dellulteriore
periodo di 18 mesi di assenza non retribuita, ritiene comunque che, nellambito dei
principi generali stabiliti anche dal codice civile, sulla esigenze di tutela delle prioritarie
necessit organizzative che fanno carico alle responsabilit del datore di lavoro e avuto
riguardo ai criteri di correttezza e buona fede che devono sempre contraddistinguere i
rapporti negoziali, non possa essere esclusa unautonoma iniziativa dellente in questa
specifica e delicata materia.
Possono, infatti, presentarsi situazioni che, per loro natura, fanno emergere, utilizzando il
normale buon senso e lordinaria capacit di giudizio dei soggetti responsabili secondo
lordinamento vigente, fondate perplessit in ordine alla effettiva idoneit del lavoratore
alle mansioni cui addetto.
Nellinteresse, quindi, del buon andamento complessivo dei servizi, ma anche per un
doveroso atteggiamento di tutela per lincolumit psico-fisica del soggetto, lente in
presenza di specifiche e significative informazioni, potrebbe attivare autonomamente il
procedimento di accertamento sanitario.
Resta il problema di come possano essere ricavate specifiche significative
informazioni. A tal riguardo lARAN afferma che possano concorrere notizie,
documenti, comportamenti o indizi anche indiretti che un datore di lavoro sensibile,
attento e responsabile avr cura di esaminare e di apprezzare, al fine di ricavarne il
convincimento sulla esigenza di uniniziativa unilaterale.
dunque consigliabile che il Dirigente avvii nel pi breve tempo possibile, dandone
preventiva comunicazione allinteressato, la procedura per laccertamento dellinidoneit
psicofisica del dipendente, atteso che sono stati superati i primi 18 mesi di assenza per
malattia tenendo presente quanto specificato nella Circolare Ministeriale 13 marzo 2000,
n. 69 e nel DPR 27 luglio 2011, n. 171.

66

I casi b e c: disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti, che fanno


fondatamente presumere lesistenza dellinidoneit psichica permanente assoluta
o relativa al servizio; condizioni fisiche che facciano presumere linidoneit fisica
permanente assoluta o relativa al servizio.
Ai sensi della legge 300/70 e del DPR 171/2011 il Dirigente ha titolo a richiedere la
visita medica collegiale per accertare lidoneit al servizio del personale dipendente, se
ha riscontrato in lui comportamenti che possono trovare fondamento in condizioni di
salute che potrebbero costituire grave pregiudizio sia al medesimo sia agli altri soggetti
che con lui hanno relazioni per motivi di servizio e comunque al regolare esercizio dei
suoi obblighi di servizio e delle funzioni istituzionali e che pertanto lo renderebbero
inidoneo al servizio.
La richiesta del Dirigente va accompagnata da un riepilogo delle assenze per malattia
dellultimo triennio e da idonea, documentata relazione, che fornisca tutti gli elementi
utili alla Commissione Medica di Verifica per porre una corretta diagnosi e assumere un
provvedimento conseguente.
Dal verbale che la Commissione medica rediger al termine dellaccertamento medico
collegiale dovr risultare:
1. idoneit dellinteressato alle sue funzioni istituzionali;
2. inidoneit permanente a qualsiasi attivit lavorativa;
3. ovvero inidoneit permanente alle funzioni istituzionali, con possibilit idoneit o
meno a compiti diversi da quelli istituzionali;
4. inidoneit temporanea (con indicazione esatta della durata) alle funzioni istituzionali,
con possibile idoneit o meno ad altri compiti.
Nel caso in cui dallesito della visita sar accertata unidoneit permanente o temporanea
dal servizio, la Commissione di Verifica sar tenuta ad informare tempestivamente il
Dirigente, secondo quanto previsto dallart. 7, comma 5 del D.M. 12/02/2004.
VII. 1.5. Gli esiti della visita collegiale dopo i primi 18 mesi di assenza per malattia
Idoneit/inidoneit al servizio
Il Dirigente dovr procedere alla risoluzione del rapporto di impiego nel caso in cui la
visita medica collegiale abbia dichiarato il dipendente inidoneo a riassumere servizio.
67

La risoluzione del rapporto di impiego per superamento del limite massimo di assenza
per malattia ha efficacia retroattiva, ovvero dal giorno successivo ai 18 mesi di malattia.
Il Dirigente dovr invece invitare il dipendente a riassumere servizio con lavvertimento
che in mancanza provveder alla risoluzione del rapporto di impiego quando la visita
medica collegiale al termine del superamento del primo periodo di comporto abbia
dichiarato il lavoratore idoneo alle mansioni del profilo di appartenenza.
In questo caso si dovr invitare il dipendente a riassumere servizio, anche se lo stesso
stato di fatto assente anche dopo la data finale della scadenza dei 18 mesi di assenza per
malattia nellultimo triennio nel caso in cui il ritardo nella riassunzione sia da attribuire
alla lentezza con cui stata effettuata la visita.
In questo caso il periodo che intercorre tra la scadenza del periodo e la riassunzione non
sar retribuito.
Con la riassunzione in servizio il rapporto di lavoro si ripristina in pieno.
Qualora, invece, pur essendo stata accertata la idoneit al servizio, linteressato si rifiuti
di riprendere servizio (e non richieda la proroga), allora il suo rapporto di lavoro si
risolver per superamento del periodo di assenza per malattia senza per il diritto alla
pensione alle stesse condizioni della dispensa per motivi di salute, ossia con soli 15 anni
di servizio.
Dipendente temporaneamente inidoneo alla propria funzione per motivi di
salute, ma idoneo ad altri compiti
Il Decreto Legge n. 95 del 2012 convertito dalla legge n. 135 del 2012, allarticolo 14
comma 13 prevede:
Il personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per
motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti, entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, con decreto del direttore generale dellufficio scolastico
regionale competente transita nei ruoli del personale amministrativo, tecnico e ausiliario
con la qualifica di assistente amministrativo o tecnico. Il personale viene immesso in
ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili nella provincia di appartenenza, tenuto conto
delle sedi indicate dal richiedente ovvero su posti di altra provincia a richiesta
dellinteressato, e mantiene il maggior trattamento stipendiale mediante assegno
personale riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo
conseguiti. Successivamente allimmissione nei ruoli di cui al primo e al secondo
periodo il personale ivi contemplato pu altres transitare presso amministrazioni
pubbliche in cui possono essere proficuamente utilizzate le professionalit possedute dal
68

predetto personale, a valere sulle facolt assunzionali e nel rispetto delle procedure
previste per le amministrazioni di destinazione. Il personale docente dichiarato
temporaneamente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri
compiti, entro venti giorni dalla data di notifica del verbale della commissione medica
operante presso le aziende sanitarie locali e utilizzato, su posti anche di fatto disponibili
di assistente amministrativo o tecnico nella provincia di appartenenza, tenuto conto delle
sedi indicate dal richiedente ovvero su posti di altra provincia.
Il comma successivo:
Con decreto del Ministro dellistruzione, delluniversit e della ricerca, di concerto
con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro delleconomia e delle finanze,
da emanare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono
stabiliti i criteri e le procedure per lattuazione dei commi 13 e 14. Al fine di garantire
leffettivo conseguimento delle economie, ai sensi dellarticolo 17, comma 12, della legge
31 dicembre 2009, n. 196, il Ministero delleconomia e delle finanze provvede al
monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni introdotte dai predetti
commi 13 e 14. Nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi,
scostamenti rispetto alle previsioni, fatta salva ladozione dei provvedimenti di cui
allarticolo 11, comma 3, lettera l), della citata legge n. 196 del 2009, il Ministro
delleconomia e delle finanze provvede, a decorrere dallanno 2013, con proprio
decreto, alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria, del fondo di
cui allarticolo 64, comma 9, del Decreto-legge 112 del 2008.
La nuova Legge opera un vero e proprio trasferimento dufficio su disposizione del
MIUR dei docenti inidonei allinsegnamento dal ruolo di docente a quello di assistente
amministrativo.
Non essendo stato ancora emanato il decreto per stabilire i criteri e le procedure per
lattuazione dei commi 13 e 14, il collocamento in altra mansione resta disciplinato
dallarticolo 2 comma 4 del CCNI/2008 il quale prevede che il personale docente ed
educativo riconosciuto temporaneamente inidoneo alle proprie funzioni pu chiedere di
essere utilizzato in altri compiti.
A tal fine sottoscrive uno specifico contratto individuale di lavoro di durata pari al
periodo di inidoneit riconosciuta. La domanda di utilizzazione pu essere prodotta in
qualunque momento durante lassenza per malattia, purch almeno 2 mesi prima della
scadenza del periodo di inidoneit temporanea e, comunque, dei periodi massimi di
assenza di cui ai commi 1 e 2 dellart. 17 del CCNL/2007 (18+18 mesi).

69

Ai sensi dellart. 6 dello stesso CCNI, il contratto individuale di lavoro che regola
lutilizzazione deve essere stipulato da parte dellAmministrazione entro 30 giorni dalla
data di ricezione della richiesta dellinteressato. Durante detto periodo linteressato
fruisce dellassenza per malattia di cui allart. 17 del CCNL/2007.
Qualora il termine di 30 giorni non sia rispettato dallAmministrazione, lulteriore
periodo di assenza non computato ai fini della determinazione del periodo massimo di
assenza previsto ai commi 1 e 2 dellart. 17 del CCNL/2007.
Il contratto che regola lutilizzazione, avendo carattere modificativo dei contenuti del
rapporto, non pu avere efficacia retroattiva.
Lart. 3, invece, stabilisce che lutilizzazione del personale docente ed educativo
disposta, di norma, nellambito dello stesso circolo o istituto di titolarit.
Lutilizzazione di tale personale pu essere disposta, su base volontaria e tenendo conto
delle richieste dellinteressato, anche presso altre istituzioni scolastiche ed educative
ovvero, in caso di verificate esigenze, presso lUST (Ufficio Scolastico Territoriale) o
presso lUSR (Ufficio Scolastico Regionale), o presso gli uffici centrali del Ministero
della Pubblica Istruzione, o altre Amministrazioni pubbliche, previe intese con i soggetti
interessati.
VII.2 Normativa di riferimento per il personale assunto a tempo determinato
Le assenze per malattia del personale assunto con contratto a tempo determinato sono
regolate dallart. 19 del CCNL/2007, in particolare i commi 3, 4, 5 e 6 prevedono:
3. Il personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per lintero
anno scolastico o fino al termine delle attivit didattiche, nonch quello ad esso
equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, assente per malattia, ha diritto alla
conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.
4. Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione spettante al
personale di cui al comma precedente corrisposta per intero nel primo mese di assenza,
nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale
anzidetto ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.
5. Il personale docente assunto con contratto di incarico annuale per linsegnamento
della religione cattolica, secondo la disciplina di cui allart. 309 del D.lgs. n. 297 del
1994, e che non si trovi nelle condizioni previste dallart. 3, comma 6, del D.P.R. n. 399
del 1988, assente per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non
70

superiore a nove mesi in un triennio scolastico, con la retribuzione calcolata con le


modalit di cui al comma 4.
6. Le assenze per malattia parzialmente retribuite non interrompono la maturazione
dellanzianit di servizio a tutti gli effetti.
Il comma 10 dello stesso articolo prescrive:
10. Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto
con contratto a tempo determinato stipulato dal Dirigente scolastico, si applica lart. 5
del D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre
1983, n. 638. Tale personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto
medesimo, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni
annuali, retribuiti al 50%.
11. I periodi di assenza parzialmente retribuiti di cui al precedente comma 10 non
interrompono la maturazione dellanzianit di servizio a tutti gli effetti.
Lart. 19 (commi 3-6 e 10) prevede quindi un differente trattamento a seconda se il
personale sia assunto con un incarico conferito almeno al 30/6 o per periodi brevi.
VII.2.1 Personale con contratto stipulato per lintero anno scolastico (31/8) o fino al
termine delle attivit didattiche (30 giugno)
Rientra in questa tipologia il personale che ha stipulato un contratto a seguito dello
scorrimento delle relative graduatorie provinciali o conferito al 30/6-31/8 dal Dirigente
scolastico (in questultimo caso si tratter di un incarico assegnato per esaurimento delle
Graduatorie Provinciali o al 30/6 per spezzoni pari o inferiori le 6 ore).
Rientra altres lincarico per materia alternativa alla religione cattolica, con termine
direttamente il 30/6.
Per queste tipologie di incarichi il personale ha diritto alla conservazione del posto per un
periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico.
Per ciascun anno scolastico, il periodo cos retribuito:14
nel 1 mese non vi nessuna decurtazione (retribuzione al 100%);
14


Si dovr tenere conto di quanto detto nel Capitolo I in riferimento alle decurtazioni previste per i
primi 10 giorni dallart. 71, primo comma, del decreto n. 112/08 convertito in legge n. 133/08.

71

Nel 2 e 3 mese la retribuzione corrisposta nella misura del 50%.


Dal 4al 9 mese si ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.
Nota bene
I periodi retribuiti per intero o parzialmente retribuiti (i primi 3 mesi) non
interrompono la maturazione dellanzianit di servizio a tutti gli effetti.
Ai sensi dellart. 13 della Legge 177/76 gli assegni imponibili si considerano
integralmente anche se dovuti in misura ridotta. Nel caso di assenza per malattia
con retribuzione ridotta la contribuzione sulla retribuzione sar effettuata in
misura intera.
I periodi senza assegni (i restanti 6 mesi) interrompono lanzianit di servizio a
tutti gli effetti (il personale non avr riconosciuti il punteggio, i contributi ecc.).
Le decurtazioni sono effettuate dal Tesoro a seguito della comunicazione da parte
della scuola.
Superato il limite dei 9 mesi si avr la risoluzione del rapporto di lavoro (non
esistono deroghe).
In via generale, ai fini della valutazione del superamento del periodo di comporto,
sia esso fruito in ununica soluzione oppure in maniera frazionata e fissato in
giorni o mesi, deve tenersi conto anche dei giorni festivi o di sciopero che cadono
nel periodo di malattia.15
VII.2.2 Personale assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal Dirigente
scolastico per supplenze brevi e temporanee
Rientrano in questa tipologia tutte le supplenze brevi conferite dal Dirigente scolastico
(sostituzione del titolare collocato in malattia, riduzione oraria per allattamento ecc.),
comprese le supplenze per la copertura di posti resosi disponibili, per qualsiasi causa,
dopo il 31/12 (conferite direttamente fino al termine delle lezioni) e le supplenze per
sostituzione di personale collocato in maternit (per interdizione o congedo di maternit).

15


Corte di Cassazione, sentenze: 19/10/2004 n. 20458; 18/02/1997 n. 1467; 12/08/1994 n. 7405;


10/02/1993 n. 1657; 04/03/1991 n. 2227.

72

Sono escluse quindi solo le supplenze conferite direttamente al 30/6 o 31/8 (es. spezzoni
pari o inferiori le 6 ore o supplenze conferite su posto libero in organico di fatto o di
diritto prima del 31/12).
Per queste tipologie di incarichi il personale ha diritto a 30 giorni di malattia in un anno
scolastico pagati al 50% (non interrompono lanzianit di servizio a tutti gli effetti).
Superato il limite di 30 giorni si avr la risoluzione del rapporto di lavoro (non esistono
deroghe).
Ai sensi dellart. 13 della Legge 177/76 gli assegni imponibili si considerano
integralmente anche se dovuti in misura ridotta. Nel caso di assenza per malattia con
retribuzione ridotta la contribuzione sulla retribuzione sar effettuata in misura intera.
In via generale, ai fini della valutazione del superamento del periodo di comporto, sia
esso fruito in ununica soluzione oppure in maniera frazionata e fissato in giorni o mesi,
deve tenersi conto anche dei giorni festivi o di sciopero che cadono nel periodo di
malattia.
VII. 3 Assenze per malattia dovuta a TBC
Lart. 17, comma 7 del CCNL/2007 prevede la conservazione del posto per coloro che
devono partecipare attivamente allassistenza di propri familiari in particolari programmi
terapeutici o a chi assente per malattia dovuta a TBC.
LARAN ci d unampia illustrazione della normativa.
La normativa di riferimento costituita dallart. 9 della L. 14.12.1970 n. 1088, come
modificato dallart. 10 della L. 6.8.1975 n. 419, in base al quale le amministrazioni sono
tenute a conservare il posto ai lavoratori subordinati affetti da tubercolosi fino a sei mesi
dopo la dimissione dal luogo di cura per avvenuta guarigione o stabilizzazione.
La Corte di Cassazione - Sez. Lavoro, con sentenze n. 5289 del 28.8.1986 e n. 168 del
13.1.1988, ha chiarito che la finalit di tale disposizione ... quella di vincolare il
mantenimento del posto di lavoro per tutta la durata in cui il lavoratore ammalato risulti
bisognoso di cure nonch per ulteriori sei mesi ... dopo il verificarsi della guarigione o
della stabilizzazione della malattia.
La stessa Corte di Cassazione ha inoltre precisato (Sez. Lavoro n. 5289 cit. e n. 2312 del
3.4.1986) che tale speciale regime di stabilit nel posto di lavoro si riferisce non soltanto
alla ipotesi del lavoratore dimesso da un ospedale o da una casa di cura, ma anche da ogni
73

altro luogo opportunamente attrezzato; pertanto, gode della suddetta speciale tutela anche
il lavoratore sottoposto a terapia ambulatoriale o domiciliare.
Conseguentemente, il lavoratore affetto da TBC ha diritto alla conservazione del posto
per tutto il periodo in cui bisognoso di cure, anche oltre i termini previsti dai CCNL e
per ulteriori sei mesi dopo la guarigione o stabilizzazione della malattia.
Quanto al trattamento economico, si applicano le previsioni degli artt. 17, comma 8
(100% il primo mese; 90% successivi 3 mesi; 50% restanti 6 mesi), e, nel caso in cui la
malattia sia contratta per causa di servizio, 20, comma 2, del CCNL/2007 (se lassenza
dovuta a malattia riconosciuta dipendente da causa di servizio, al lavoratore spetta
lintera retribuzione per tutto il periodo di conservazione del posto di cui allart. 17,
commi 1, 2 e 3).
I periodi che, in base a tali disposizioni, non sono retribuiti, non comportano
riconoscimento di anzianit (v. art. 9 L.1088/70).
VII. 4 Assenza per malattia escluse dal computo dei giorni16
Per tutto il personale assunto a tempo indeterminato e determinato (anche se supplenza
breve):

Rientrano nel periodo di comporto:


Tutte le assenze di malattia comprese le infermit dipendenti da causa di servizio
(per cui comunque spetta lintera retribuzione), i day-hospital o Macroattivit in
regime ospedaliero e il ricovero ospedaliero (esclusi quelli per leffettuazione di
terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti da parte del dipendente
affetto da grave patologia) e le visite specialistiche (questultime solo se imputate
a malattia).

Non concorrono alla determinazione del conteggio dei giorni di malattia nel
periodo di comporto:
Le assenze dovute ad infortunio sul lavoro certificate dallINAIL;

16


Lesclusione dal periodo di comporto non si deve confondere con lesclusione dalla
decurtazione economica per i primi 10 giorni di assenza di cui allart. 71, primo comma, del decreto n.
112/08 convertito in legge n. 133/08.

74

Le assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita: sono esclusi
dal periodo di comporto i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital o
Macroattivit in regime ospedaliero, leffettuazione delle terapie salvavita (inclusa
la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle
terapie; i giorni di assenza per leffettuazione delle periodiche visite specialistiche
di controllo delle (certificate) gravi patologie (accertamenti ambulatoriali).
Lassenza dovuta a malattia determinata da gravidanza anche se linterruzione
di gravidanza avviene entro il 180 giorno di gestazione.
LINAIL, nelle circolari n. 48/1993 e n. 51/2001, e il Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali, che con nota 25/I/0011428 del 19 agosto 2008, di
risposta allinterpello n. 32 del 19 agosto 2008 del Consiglio nazionale
dellOrdine dei Consulenti del Lavoro, ha precisato che larticolo 12 del D.P.R. n.
1026/1976 considera linterruzione di gravidanza prima del 180 giorno come
aborto e non come parto; qualificandosi dunque, come malattia determinata da
gravidanza, ad essa si applicher la tutela prevista dallarticolo 20 del D.P.R. n.
1026/1976, secondo cui tale assenza non rientra nel periodo di comporto.
Nello stesso interpello, il Ministero del Lavoro afferma che ai fini della prova
della morbosit determinata da gravidanza non necessaria la produzione di un
certificato rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale, ma
basta un certificato rilasciato da un medico di base convenzionato.
In questo caso, quindi, i relativi giorni di malattia non saranno computabili nel
periodo massimo previsto per la conservazione del posto di lavoro (sono
comunque soggetti alle ritenute di legge di cui allart. 71 del decreto legge
112/2008 come convertito dalla legge 133/2008 e alleventuale controllo fiscale).

75

CAPITOLO VIII
ASSENZA PER MALATTIA:
COME CALCOLARE I MESI E I GIORNI DI ASSENZA
VIII.1 Premessa
La circolare del ministero del Tesoro Ragioneria Generale IGOP prot. 195525 del
19.10.98 affermava che il periodo di assenza per malattia del personale a tempo
indeterminato andava effettuata calcolando il triennio di riferimento dallultimo giorno
dell episodio morboso in corso.
Tale nota, infatti, affermando correttamente che il periodo dei 18 mesi non riferibile n
allanno scolastico n allanno solare, precisava che bisognava riferirsi al triennio
precedente che viene a determinarsi dallassenza per malattia verificatasi dallultimo
giorno dellevento morboso.
Con successiva nota prot. 0093898 del 23 ottobre 2001 il Ministero dellEconomia e
delle Finanze ha affermato che il triennio da considerare per il conteggio dei diciotto
mesi di assenza va calcolato, andando, a ritroso, dal giorno che precede lultimo
episodio morboso.
Il calcolo quindi cambia: non si considera lultimo giorno dellevento morboso bens il
giorno che precede lultimo episodio morboso.
Se per esempio un dipendente si assenta per malattia dal 12 al 20 di ottobre, il conteggio
del triennio a ritroso parte dall11 ottobre (il giorno che precede lultimo episodio
morboso) e non dal 20 di ottobre.
Tale nota infatti precisa che bisogna:
Considerare le assenze intervenute nei tre anni precedenti la nuova malattia;
Sommare a tali assenze quelle dellultimo episodio morboso.
Ci significa che il triennio da considerare per il conteggio dei diciotto mesi di assenza
va calcolato, andando a ritroso, dal giorno che precede lultimo episodio morboso.
Seguendo tale criterio alle assenze effettuate negli ultimi tre anni vanno aggiunte quelle
del nuovo episodio morboso per stabilire se e quando sar superato il periodo massimo
consentito.
Precisiamo inoltre che nel caso in cui il dipendente in malattia presenti un nuovo
certificato, il primo periodo di malattia si collega al secondo (continuazione della
76

malattia); in sostanza, tutti gli effetti (calcolo del periodo massimo di conservazione del
posto e determinazione del trattamento economico) si tratta di un unico periodo di
assenza.
Riprendendo quindi lesempio citato in precedenza, se dal 21 ottobre la malattia del
dipendente dovesse proseguire, per esempio fino al 30 ottobre, senza soluzione di
continuit, il calcolo del triennio di riferimento partir sempre dall11 ottobre (dal 12
ottobre al 30 devessere considerato un unico periodo).
VIII.2 Normativa di riferimento per il calcolo delle assenze per malattia
Per il calcolo dei giorni gli unici riferimenti normativi sono:
Art. 155 del codice di procedura civile
I. Nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o lora iniziali.
II. Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune.
III. I giorni festivi si computano nel termine.
IV. Se il giorno di scadenza festivo, la scadenza prorogata di diritto al primo giorno
seguente non festivo.
Art. 2963 del codice civile
I termini di prescrizioni contemplati dal presente codice e dalle altre leggi si computano
secondo il calendario comune (Cod. Proc. Civ. 155).
Non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la
prescrizione si verifica con lo spirare dellultimo istante del giorno finale.
Se il termine scade in giorno festivo, prorogato di diritto al giorno seguente non festivo
(1187).
La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo
corrispondente al giorno del mese iniziale.
Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con lultimo giorno dello
stesso mese.

77

VIII.3 Calendario comune e calendario ministeriale: differenze


Il calcolo di qualunque natura sarebbe quindi da effettuare considerando il calendario
comune, cos come indicano le fonti sopra riportate.
Si rileva invece che la maggior parte delle segreterie, attraverso il sistema SIDI (Sistema
informativo della Pubblica Istruzione), calcolano tutti i mesi di 30 giorni,
indipendentemente da qual la durata del mese (28, 30 o 31 giorni il mese sempre di 30
giorni).
Tale calcolo lo definiremo secondo calendario ministeriale.
Calcolando tutti i mesi di 30 giorni e non secondo il calendario comune, lanno di
360 giorni e non di 365 (366 se anno bisestile), non includendo quindi 5 giorni per anno
(6 nel caso di anno bisestile) al computo complessivo dei giorni.

Al fine di capire le differenze, sar utile riportare alcuni esempi:


Calcolo in giorni

Se si deve calcolare un periodo ininterrotto di 30 giorni con decorrenza 5 febbraio (anno


non bisestile), progredendo sul calendario comune arriviamo al 6 marzo.
Se invece utilizziamo il calendario ministeriale i 30 giorni si fermerebbero al 4 marzo,
calcolando due giorni in meno.
Questo se il punto di partenza una determinata data, nel nostro caso 5 febbraio, e da
questa dobbiamo contare 30 giorni.
Al contrario, se dobbiamo considerare quanti giorni intercorrono tra le due date gi
definite, cio dal 5 febbraio al 6 marzo:
Con il calcolo del calendario comune arriveremmo sempre al 6 marzo contando 30
giorni;
Con il calcolo del calendario ministeriale arriveremmo anche al 6 marzo, ma
contando 32 giorni e non 30 (i 30 giorni, infatti, come detto in precedenza si
fermerebbero al 4 marzo).
Calcolo in mesi
Un mese che decorre dal 5 dicembre arriva al 4 gennaio (31 giorni); dal 5 gennaio arriva
al 4 febbraio (31 giorni). 5 mesi che partono dal 4 aprile arrivano fino al 3 settembre (153
giorni).
78

Questo secondo il calcolo del calendario comune.


Secondo il calendario ministeriale la decorrenza e il termine dei mesi sarebbero gli
stessi, ma non il numero dei giorni:
Dal 5 dicembre si arriva al 4 gennaio (30 giorni); dal 5 gennaio si arriva al 4
febbraio (30 giorni). 5 mesi che partono dal 4 aprile arrivano fino al 3 settembre
(150 giorni).
Secondo il calendario comune i giorni sono 215, secondo quello ministeriale 210.
Pi ampio larco di tempo da considerare pi il calendario ministeriale si
allontanerebbe dalla realt di quello comune.
Dovendo poi calcolare il periodo dei 18 mesi di assenza per malattia il risultato
sarebbe questo:

Calendario comune

18 mesi (1 anno e mezzo) corrispondono a 548 giorni, consideriamo infatti lanno di


365,25 giorni (12 mesi, aggiungendo la parte decimale considerando ogni 4 anni lanno
bisestile) + 183 giorni (365:2=182,5 che per eccesso 183).
Il mese sarebbe composto da 30,44 giorni (365,25:12).
Con questo calcolo la retribuzione sar:
100% durante i primi 9 mesi (30,44x9= 274 giorni);
al 90% per i successivi 3 mesi fino a 365 giorni (30,44x3= 91 giorni);
al 50% per i restanti 6 mesi (30,44x6= 183 giorni)
274+91+183= 548 giorni (18 mesi).
Nessuna retribuzione (o licenziamento) nel caso lassenza per malattia superi il 548
giorno.

Calendario ministeriale

Se considerassimo il calendario ministeriale con i mesi tutti di 30 giorni, il calcolo


sarebbe:
100% durante i primi durante i primi 9 mesi (270 giorni);
Al 90% per i successivi 3 mesi fino a 360 giorni (dal 271 al 360 giorno);
79

al 50% per i restanti 6 mesi (dal 361 al 540 giorno).


270+90+180= 540 giorni (18 mesi).
Nessuna retribuzione (o licenziamento) nel caso lassenza per malattia superi il 540
giorno.
Per chi assente per malattia c una differenza di 8 giorni nei primi 18 mesi.
VIII.4 Come le scuole calcolano le assenze per malattia
Dobbiamo premettere, come si evince da quello che abbiamo riportato finora, che oltre a
ci che espressamente indicato nel Codice Civile e in quello di Procedura (il calcolo da
effettuare non dovrebbe essere che quello del calendario comune) non esistono altre
disposizioni, e a questo aggiungiamo che n il Ministero n interpretazioni ARAN si sono
mai espressi per il comparto Scuola.
Neanche il CCNL/2007 d delle indicazioni su come calcolare il periodo, limitandosi a
prescrivere che il calcolo deve avvenire in mesi (per il personale a tempo indeterminato
i periodi di assenza per malattia non possono superare in un triennio la durata
complessiva di 18 mesi).
La questione viene risolta dalle scuole solo grazie ad una prassi pressoch consolidata.
Tale prassi vuole che il calcolo in mesi sia effettuato considerando ogni mese
standard, cio composto di 30 giorni. Nel computo si deve tenere conto del giorno
iniziale ma non di quello finale (dall8/3/2011 al 7/4/2011; dal 16/4/2011 al 15/5/2011
sono sempre 30 giorni).
Di questo avviso sono anche diverse sentenze, anche se dobbiamo precisare che nessuna
riguarda il comparto Scuola:
Sentenza Corte di Cassazione n. 7952/1999
Anche al calcolo dei termini per il periodo di comporto si applica il principio secondo cui
le norme previste dagli artt. 2963 cod. civ. e 155 cod. proc. Civ. non hanno carattere
inderogabile, sicch ben possono le parti, nella loro autonomia negoziale, disporre in
modo diverso. (Nel caso di specie la sentenza impugnata, confermata dalla S.C.,
nellinterpretare lart. 30 del CCNL per i dipendenti delle aziende produttrici di laterizi
del 1991 aveva ritenuto che, ai fini del periodo di comporto, il computo dei termini
dovesse essere effettuato calcolando il mese secondo una durata convenzionale astratta di
trenta giorni anzich secondo il calendario comune).

80

Sentenza Corte di Cassazione n. 8358/1999


Nel caso di assenza del lavoratore a seguito di ricaduta nella stessa o in diversa malattia
(come nellanalogo caso di assenza dovuta ad una malattia unica) al fine di verificare se
sia stato superato o meno il periodo di comporto contrattuale, la regola, costituente
principio generale, ma non avente carattere inderogabile, per cui un termine fissato a
mesi (tanto quello interno, corrispondente alla somma delle assenze, quanto quello
esterno, costituito dallarco di tempo entro il quale i singoli episodi morbosi devono
rientrare senza pregiudizio per la conservazione del posto di lavoro) deve essere
computato secondo il calendario comune ( art. 2963, comma primo, cod. civ. e art. 155,
comma secondo, cod. proc. civ.) trova applicazione solo quando non sussistano clausole
contrattuali di diverso contenuto che assumano una durata convenzionale fissa costituita
da un predeterminato numero di giorni (nella specie, trenta), astrattamente basato sulla
durata media del mese.
Sentenza Corte di Cassazione n. 13396/2002
In applicazione dei principi di logica, la base annua cui va rapportato il periodo di
comporto (nel caso di specie, pari a 180 giorni), si identifica nellanno solare, cio
nellintervallo di 365 giorni decorrente dal primo episodio morboso, dallinizio della
malattia, se continuativa, ovvero, a ritroso, dalla data del licenziamento.
Cassazione Civile, sezione lavoro, sentenza n. 6554/2004
Al fine di computare il numero preciso delle assenze fatte dal lavoratore, il datore
tenuto a considerare sia il cd. termine interno, ossia il numero dei giorni di assenze
discontinue per malattia, al di l dei quali consentito al datore di lavoro di intimare il
licenziamento per superamento periodo di comporto, che il termine esterno, ossia la
estensione temporale nella quale deve sommarsi la durata dei singoli episodi morbosi. Il
calcolo del termine, fissato a sei mesi, deve essere operato utilizzando il criterio ordinario
dettato dagli art. 155 c.p.c., 2 comma, , e art. 2963 c.c., 1 comma, e ci vale sia in materia
processuale che in materia sostanziale. Tale regola, per, non ha affatto carattere
inderogabile, ben potendo la volont delle parti disporre diversamente; in assenza di
diversa volont, il termine sar di sei mesi. Nel caso specifico di assenza a seguito di
ricaduta nella stessa o in diversa malattia il datore potr verificare se sia stato superato o
meno il periodo di comporto contrattuale in seguito alla valutazione di tale termine
semestrale, computato secondo il calendario comune (come disposto dal comma 1
dellarticolo 2963 del c.c. e comma 2 dellarticolo 155 del c.p.c.); il termine trova
applicazione solo quando non sussistano clausole contrattuali di diverso contenuto che
assumano una durata convenzionale fissa costituita da un predeterminato numero di
giorni astrattamente basato sulla durata media del mese. Ne deriva, per, da tale
81

orientamento che la mancanza di una pattuizione particolare stabilita dalle parti non
comporta lautomatica utilizzazione del criterio ordinario dettato dai richiamati articoli
del codice civile e di quello di rito, in relazione al fatto che tale mancanza non esclude la
possibilit di procedere alla ricostruzione della comune intenzione delle parti
(eventualmente da integrare con lequit espressa dal giudice) attraverso linterpretazione
complessiva di clausole in qualche modo, anche indirettamente, riferibili alla detta
materia.
Tribunale di Milano sentenza n. 199/2008
Ai fini del calcolo del periodo di comporto, per anno solare deve intendersi non gi
lanno civile decorrente dal 1 gennaio al 31 dicembre, ma il periodo di 365 giorni
decorrenti dalla data del primo episodio morboso o, a ritroso, da quella del licenziamento.
Tribunale di Milano sentenza n. 1033/2008
Qualora lapplicato Ccnl determini il periodo di comporto in mesi e si sia in presenza di
assenze non continuative, per la verifica del superamento del comporto necessaria la
previa traduzione del termine espresso in mesi in un corrispondente numero di giorni (nel
caso di specie la comune volont delle parti collettive stipulanti lapplicato Ccnl per i
dipendenti delle aziende di credito stata interpretata nel senso che a ogni mese
corrispondono 30 giorni, con la conseguenza che stato considerato legittimo il
licenziamento intimato al dipendente per superamento del previsto periodo di comporto
di 30 mesi una volta raggiunto il 901 giorno di malattia nellarco temporale di
riferimento.
VIII.4.1 Esempi pratici di calcolo
Secondo il calcolo ministeriale se le assenze si riferiscono a periodi di giorni non
continuativi, i mesi si considerano tutti di 30 giorni indipendentemente da qual il
numero dei giorni di cui composto.
La richiesta di due mesi dal 15/9/2012 verr concessa fino 14/11/2012. Una successiva
richiesta di un mese a partire dal 10/2/2013 verr concessa fino al 9/3/2013. La
richiesta di 30 giorni dal 15/4/2013 verr concessa fino al 14/5/2013. Ogni mese si
conta sempre di 30 giorni.
Qualora le richieste di assenza si riferiscano a periodi di giorni non continuativi, i mesi si
considerano tutti di 30 giorni (indipendentemente da qual il numero dei giorni di cui
composto) ovvero quando vi sono pi richieste ed almeno una delle richieste espressa in
giorni la somma dei vari periodi va effettuata considerando tutti i periodi in giorni
effettivi:
82

Riportiamo due esempi relativi al calcolo da effettuare secondo il calendario comune o


ministeriale.
Calendario comune:

18 mesi di assenza corrispondono a 548 giorni (365:12X18); 6 mesi a 183 giorni


(365:12X6).

Se un dipendente effettua una prima richiesta di 10 mesi alla quale segue un periodo di 70
giorni, il dipendente avr a disposizione 173 giorni (305+70+173= 548 giorni).
305 (365:12X10) + 70 giorni = 375;
548-375 = 173 giorni restanti.
Calendario Ministeriale:

18 mesi di assenza corrispondono a 540 giorni (360:12X18); 6 mesi a 180 giorni


(360:12X6).

Se un dipendente effettua una prima richiesta di 15 mesi alla quale segue un periodo di 80
giorni, il dipendente avr a disposizione 10 giorni (450+80+10= 540 giorni).
450 (360:12X15) + 80 giorni = 530;
540-530 = 10 giorni restanti.
Di seguito un esempio di calcolo riportato dalla direzione generale per il
personale civile:
Esempio di dipendente che ha effettuato gg.5 di assenza per malattia dal 17.6.2008:
Episodio morboso in corso di gg.5 dal 17.6.2008 al 21.6.2008 + gg.268 (ovvero mesi
8 e gg.28, ipotetica somma delle assenze per malattia intervenute nel triennio di
comporto 17.5.2005/16.5.2008) = 273 (somma economica).
La somma economica ottenuta ci consente di stabilire che lepisodio morboso in
corso di gg.5 dal 17.6.2008 al 21.6.2008 cos retribuito: gg.2 dal 17 al 18.6.08 sono
pagati al 100% e gg.3 dal 19 al 21.6.08 (eccedenti i primi 9 mesi) sono pagati al 90%.
Infatti:
Se la somma economica pari o inferiore a 270, lepisodio morboso in corso va
retribuito al 100%;
83

Se la somma economica da 271 a 360, lepisodio morboso in corso va retribuito


al 90% per i giorni che eccedono i 270;
Se la somma economica da 361 a 540, lepisodio morboso in corso va retribuito
al 50% per i giorni che eccedono i 360.
La somma economica di cui sopra (273) ci consente inoltre di conoscere, qualora
lassenza dovesse protrarsi, quanti giorni di malattia (267) il dipendente avr ancora a
disposizione prima del raggiungimento di mesi 18 (540).
Lepisodio morboso in corso di cui trattasi si intende concluso con il rientro in
servizio del dipendente.
Per ogni episodio morboso in corso va nuovamente calcolato il relativo triennio di
comporto e pertanto anche la relativa somma economica verr ricalcolata.
Si aggiunge che lassenza per malattia si conta a mesi (pari a gg.30 ciascuno) e la
rimanenza a giorni:
dal 20.2.2007 al 19.3.2007= mesi 1
dal 20.2.2007 al 18.3.2007= gg.28
dal 20.2.2007 al 1.4.2007= mesi 1 e gg.13
dal 28.3.2007 al 27.4.2007= mesi 1
dal 27.1.2007 al 2.2.2007= gg.6
dal 27.1.2007 al 26.2.2007= mesi 1.
Questo invece un esempio di calcolo del periodo di malattia che illustrato nel
Contratto Nazionale del comparto Enti Locali e in quello Sanit:
1.1 Si supponga che un dipendente, dopo il 6 luglio 1995, si assenti per malattia secondo
il seguente schema:
dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi);
dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi);
dal 20 luglio 1998 al 20 febbraio 1999 (sette mesi, ultimo episodio morboso).
Per stabilire se e quando sar superato il cosiddetto periodo di comporto necessario:
84

sommare le assenze intervenute nei tre anni precedenti la nuova malattia;


sommare a tali assenze quelle dellultimo episodio morboso.
Applicando tali regole si ha:
totale assenze effettuate dal 19 luglio 1995 al 19 luglio 1998: dodici mesi;
ultimo episodio morboso: sette mesi;
totale: diciannove mesi.
Al 20 gennaio 1999 il dipendente avr totalizzato diciotto mesi di distanza. Dal 21
gennaio 1999 egli avr quindi superato il periodo massimo consentito di assenza
retribuita (salva la possibilit di fruire di un ulteriore periodo di assenza non retribuita di
diciotto mesi).
1.2. Si supponga ora che il dipendente si assenti secondo il seguente schema:
dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi);
dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi);
dal 20 dicembre 1997 al 20 giugno 1998 (sei mesi);
dal 20 dicembre 1999 al 20 gennaio 2000 (un mese, ultimo episodio morboso).
Applicando le regole illustrate nel punto 1.1. si pu verificare che il dipendente ha ancora
diritto alla conservazione del posto, con retribuzione per un periodo di undici mesi (salva
la possibilit di fruire di un ulteriore periodo di assenza non retribuita di diciotto mesi).
Infatti: totale assenze effettuate dal 19 dicembre 1996 al 19 dicembre 1999:
sei mesi;
ultimo episodio morboso: un mese;
totale: sette mesi.
Al 20 giugno 1998 il dipendente completa, ma non supera, il periodo consentito;
successivamente egli non effettua assenze fino al 20 dicembre 1999, con la conseguenza
che al fine del computo dei tre anni si dovr andare a ritroso fino al 19 dicembre 1996,
senza tenere conto delle assenze precedenti tale ultima data. Al 20 gennaio 1999 egli avr
totalizzato solo sette mesi di assenza.
85

2. Trattamento economico
Per stabilire il tipo di trattamento economico da applicare al caso concreto innanzitutto
necessario stabilire, secondo le regole illustrate nel punto 1, quante assenze sono state
effettuate negli ultimi tre anni e sommare a queste ultime quelle del nuovo episodio
morboso. Fatto questo si tratta di applicare meccanicamente quanto stabilito nel comma
15 dello stesso articolo.
Per stare agli esempi fatti nel punto 1, il dipendente avr diritto al seguente trattamento
economico:
Caso illustrato nel punto 1.1.:
Dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi), intera retribuzione;
Dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi), intera retribuzione fino al
15 agosto 1996, 90% della retribuzione fino al 15 novembre 1996;
Dal 20 luglio 1998 al 20 febbraio 1999 (sette mesi), 50% della retribuzione fino al
20 gennaio 1999.
Dal 21 gennaio 1999 lassenza non retribuita.
Caso illustrato nel punto 1.2:
Dal 10 settembre 1995 al 10 novembre 1995 (due mesi), intera retribuzione;
Dal 15 gennaio 1996 al 15 novembre 1996 (dieci mesi), intera retribuzione fino al
15 agosto 1996, 90% della retribuzione fino al 15 novembre 1996;
Dal 20 dicembre 1997 al 20 giugno 1998 (sei mesi), 50% della retribuzione
Dal 20 dicembre 1999 al 20 gennaio 2000 (un mese), 100% della retribuzione.
Nota bene
Nel ribadire che non esiste attualmente un criterio univoco stabilito tra le OO.SS. e il
Ministero, n si rinvengono Orientamenti Applicativi da parte dellARAN per il comparto
Scuola (senza considerare che le sentenze citate non hanno riguardato il CCNL/2007), si
ritiene che la questione sia ancora aperta e che le scuole potrebbero attuare per le
assenze per malattia sia luno che laltro criterio (calendario comune o ministeriale),
sia per le assenze continuative che per quelle non continuative.

86

Non si pu per negare che la prassi vigente in materia quella descritta nelle sentenze e
negli ultimi esempi citati: il computo dei termini vene effettuato calcolando il mese
secondo una durata convenzionale astratta di trenta giorni anzich secondo il calendario
comune.

87

F.A.Q. (LE RISPOSTE ALLE DOMANDE PI FREQUENTI)


1. NOZIONE DI MALATTIA E GIORNI PREVISTI DAL CONTRATTO
SCUOLA
I.

Cosa si intende per malattia? E a quanti giorni di malattia ha diritto il


personale della scuola?

La Corte di Cassazione con sentenze 23.9.1987, n. 7279 e 30.7.1987 n. 6632 afferma


che deve essere considerata malattia ogni alterazione patologica in atto di organi e
delle loro funzioni (o anche dellorganismo considerato nel suo complesso) che per i
sintomi con cui si manifesta e per le conseguenze che produce sullorganismo del
lavoratore impedisce temporaneamente lesecuzione della prestazione lavorativa dovuta
in quanto risulta del tutto incompatibile con lulteriore svolgimento delle attivit
necessarie allespletamento della prestazione stessa.
Rientrano nel concetto anche situazioni non direttamente collegabili allalterazione
psicofisica del lavoratore, come la necessit di particolari terapie, periodi di
convalescenza oppure la necessit di effettuare visite specialistiche.
Di seguito una serie di Sentenze e di Interpelli/Circolari che hanno fatto espressamente
riferimento a dei casi concreti:

Sentenza della Cassazione 27.03.1991, n. 3332. Sindrome premestruale: Si pu


trattare di malattia se lalterazione fisica della lavoratrice la rende incapace al lavoro.

Sentenza della Cassazione 21.10.1987, n. 7767. Esigenze profilattiche: Lo stato di


un lavoratore portatore sano di germi infettivi che viene allontanato dal lavoro
configura una situazione di malattia.

INPS circolare n. 73 del 07.03.1991. Chirurgia estetica: I periodi di incapacit


lavorativa collegati alleffettuazione di interventi di chirurgia estetica necessari a
rimuovere vizi funzionali connessi a un difetto estetico sono considerati periodi di
malattia .

Codice Civile articoli 1463 e 1464: Se linidoneit fisica totale (oppure parziale,
ma senza linteresse del datore di lavoro a ricevere un adempimento non completo)
pu essere richiesta la risoluzione del rapporto in base alle regole civilistiche.

Sentenza della Cassazione 21.05.1992, n. 6106 e 30.05.1990, n. 2590: Nel caso in


cui limpossibilit parziale causi la risoluzione, il lavoratore non pu nemmeno
chiedere lo svolgimento di altre mansioni compatibili al suo stato. Spetta al datore di
88

lavoro dimostrare il nesso tra inidoneit e pregiudizio al regolare svolgimento


dellattivit aziendale, secondo i criteri che stanno alla base del giustificato motivo
oggettivo di licenziamento. Laccertamento della inidoneit fisica deve essere
effettuato presso le strutture pubbliche della medicina del lavoro.

INAIL, circolari n. 48/1993 e n. 51/2001; Ministero del Lavoro, della Salute e


delle Politiche Sociali, nota 25/I/0011428 del 19 agosto 2008: Linterruzione della
gravidanza, spontanea o terapeutica nei casi consentiti dalla legge, avvenuta la entro il
180 giorno dallinizio della stessa: linterruzione di gravidanza prima del 180
giorno come aborto e non come parto si qualifica come malattia determinata da
gravidanza, e ad essa si applicher la tutela prevista dallarticolo 20 del D.P.R. n.
1026/1976, secondo cui tale assenza non rientra nel periodo di comporto.

Nel comparto Scuola la malattia espressamente regolata e tutelata dal CCN/2007 ed


cos riconosciuta:
Personale assunto a tempo indeterminato:
diritto alla conservazione del posto per un periodo di 18 mesi nel triennio e un possibile
ulteriore periodo di conservazione del posto per altri 18 mesi in casi particolarmente
gravi:

1 - 9 mese retribuzione al 100%;

10 - 12 mese retribuzione al 90%;

13 - 18 mese retribuzione al 50%;

19 - 36 mese (ove concessi) senza retribuzione.


Personale con contratto stipulato per lintero anno scolastico (31/8) o fino al
termine delle attivit didattiche (30 giugno):

conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico

Nel 1 mese non vi nessuna decurtazione (retribuzione al 100%);

Nel 2 e 3 mese la retribuzione corrisposta nella misura del 50%.

Dal 4al 9 mese si ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.

89

Personale assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal Dirigente


scolastico per supplenze brevi e temporanee:

30 giorni di malattia in un anno scolastico pagati al 50% (non interrompono


lanzianit di servizio a tutti gli effetti).Superato il limite di 30 giorni si avr la
risoluzione del rapporto di lavoro (non esistono deroghe).

2. CERTIFICATI MEDICI E OBBLIGO PERMANENZA NEL DOMICILIO E


VISITE FISCALI
I.

Per giustificare un periodo di malattia sufficiente il certificato rilasciato dal


pronto soccorso? Deve inoltre essere trasmesso online?

utile premettere che la circolare INPS 136/2003 afferma che lIstituto attribuisce
validit, ai fini dellerogazione delle prestazioni economiche di malattia, anche alla
certificazione rilasciata dagli ospedali o dalle strutture di pronto soccorso.
Su tale aspetto si ritiene opportuno precisare che limitatamente alle giornate di ricovero
e/o alla giornata in cui stata eseguita la prestazione di pronto soccorso cos
documentate, agli effetti del riconoscimento del diritto alla prestazione, sufficiente che
la certificazione suddetta sia redatta su carta intestata e riporti le generalit
dellinteressato, la data del rilascio, la firma leggibile del medico e lindicazione della
diagnosi.
Eventuali semplici attestazioni di ricovero, in genere carenti della diagnosi, non sono
pertanto da ritenere valide ai fini certificativi.
In presenza di certificazioni rilasciate dalle strutture ospedaliere in cui siano formulate
prognosi successive al ricovero o alla prestazione di pronto soccorso, la copertura dei
relativi periodi, agli effetti erogativi di interesse, riconoscibile soltanto quando il
giudizio prognostico suddetto faccia riferimento esplicito ad uno stato di incapacit
lavorativa e non alla mera prognosi clinica salvo complicazioni. La medesima
certificazione, da inviare entro due giorni dal rilascio, sar considerata regolare se
completa degli altri dati essenziali sopra specificati; nel caso, il lavoratore dovr indicare,
oltre ai dati relativi allazienda presso la quale occupato, anche la sua abituale residenza
e leventuale diverso temporaneo recapito al fine della predisposizione dei previsti
controlli.
Le presenti istruzioni modificano le precedenti disposizioni (v. circ. INPS n.145 del
28.6.93) secondo cui le istanze di lavoratori che avevano omesso in buona fede di inviare
regolare certificazione ovvero lavevano trasmessa in ritardo, limitandosi ad inviare il
90

referto di pronto soccorso contenente una prognosi clinica, potevano essere


favorevolmente considerate. Le suddette disposizioni erano infatti fondate sul
presupposto della incertezza normativa allora esistente circa lobbligo delle strutture di
cui trattasi di inviare allINPS la certificazione in parola, incertezza da ritenersi superata,
essendo ormai di generale cognizione che ladempimento a carico del lavoratore
interessato.
Eventuali ritardi od omissioni saranno quindi valutati secondo i criteri vigenti, anche ai
fini della giustificabilit dei motivi addotti. Tanto vale anche per i periodi di prognosi
successivi a ricoveri, per i quali valevano le medesime considerazioni dianzi esposte.
Con loccasione si ribadisce, come peraltro precisato nella circolare INPS n.134399
AG0/21 del 27.1.1983, che la previsione di non applicazione delle sanzioni per ritardata
certificazione nellipotesi di malattie che abbiano comportato il ricovero in luogo di cura,
da riferire soltanto alla certificazione attestante i periodi di ricovero presso ospedali o
case di cura pubblici o privati, rilasciata dalle stesse strutture.
Resta inteso comunque che, anche in tal caso, lindennizzabilit dellevento resta
subordinata allinvio, a cura del lavoratore, della certificazione stessa ai previsti
destinatari (INPS e datore di lavoro) non oltre il termine annuale di prescrizione vigente
nella materia.
La certificazione limitata a prestazioni di pronto soccorso - prestazioni non equiparabili a
ricovero - dovr quindi essere inviata nei termini previsti per la certificazione di malattia
(entro 2 giorni dal rilascio).
Il decreto 18 aprile 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 giugno 2012 prevede
che le strutture ospedaliere devono individuare le soluzioni tecniche e organizzative pi
idonee a garantirne lapplicabilit, sulla base delle indicazioni regionali, utilizzando i
servizi resi disponibili dal Sac, tra i quali il sistema Web, ovvero tramite integrazione dei
propri applicativi con il sistema Sac, in modo che il certificato di malattia possa essere
predisposto e inviato da parte del medico contestualmente alla compilazione del verbale
di pronto soccorso.
Sino allattuazione delle idonee soluzioni, tali documenti continuano ad essere rilasciati
al lavoratore in forma cartacea, ai fini della fruizione delle agevolazioni previste dalla
normativa.
In questi soli casi la Scuola che dovesse ricevere la documentazione ancora in formato
cartaceo, in luogo del certificato telematico, non dovr inviare alcuna segnalazione
allazienda sanitaria competente.
91

Entro il 2014 lobbligo dellinvio dei certificati online sar a regime anche per gli
ospedali. Il Servizio di accoglienza (Sac) per i certificati on line e lInps hanno tempo
fino al 4 giugno 2013, mentre le Regioni altri 9 mesi in pi (marzo 2014), per adeguare le
loro strutture tecniche e i sistemi di invio della certificazione di malattia on line anche per
i ricoveri ospedalieri.
Nel caso di certificato rilasciato da pronto soccorso/ospedale, la scuola pu accettare il
certificato cartaceo a copertura del periodo di malattia e non necessario che il
dipendente si rechi anche dal proprio medico di base.
II.

I certificati di dimissioni protette, preospedalizzazione e day-hospital sono


equiparati a certificati di ricovero?
Certificati di dimissioni protette

La circolare INPS 136/2003 afferma che nel nuovo modello organizzativo adottato in
sanit, frequente il ricorso alle cosiddette dimissioni protette per ricoveri che
richiederebbero lunghe degenze ai soli fini di eseguire - per il raggiungimento della
guarigione completa o della stabilizzazione della situazione morbosa - un monitoraggio
clinico ovvero esami clinico-strumentali pi o meno indaginosi e complessi.
In sostanza la condizione di degenza non in assoluto conclusa, ma viene
temporaneamente sospesa.
Si tratta di periodi complessivi di solito protratti e indeterminati, durante i quali il
soggetto si rapporta alla struttura di ricovero solo nelle giornate allo scopo programmate
e, fra luno e laltro appuntamento, pu anche aver recuperato la propria capacit al
lavoro.
Al riguardo, definendo questa pausa fra un appuntamento e laltro periodo intermedio,
si chiarisce che ai fini erogativi i periodi intermedi non sono equiparabili a ricovero.
Si tratta, infatti, di situazioni non comprovanti di per s la permanenza dellincapacit al
lavoro, con la conseguenza che lepisodio morboso da ritenere indennizzabile solo per i
giorni effettivamente trascorsi in regime di ricovero.
Per lindennizzabilit dei periodi intermedi nellambito della dimissione protetta
necessario quindi che dalla relativa certificazione, rilasciata dalla struttura ospedaliera
(ovvero dal curante), risulti che il lavoratore sia non soltanto ammalato ma anche
temporaneamente incapace al lavoro a causa della malattia da cui affetto.

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Anche nel caso in esame la certificazione di cui trattasi dovr essere inviata a cura del
lavoratore entro due giorni dal rilascio e dovr contenere tutti i dati richiesti; eventuali
ritardi od omissioni saranno parimenti considerati secondo le disposizioni generali, pure
ai fini della giustificabilit dei motivi addotti.
Resta inteso che nelleventualit di rientro nella struttura ospedaliera, al termine del
periodo di dimissione protetta ovvero anche durante lo stesso, levento potr essere
indennizzato - se ne ricorrono i presupposti (evento intervenuto entro 30 giorni dal
precedente) - quale ricaduta.

Certificati di day hospital

La circolare INPS 136/2003 afferma che con circolare n. 192 del 7.10.1996, par. 4,
stato precisato che, nel caso di prestazioni debitamente documentate effettuate in day
hospital, il requisito della sussistenza dello stato di incapacit lavorativa, necessario ai
fini dellindennizzabilit dellevento, pu intendersi realizzato quando la permanenza
giornaliera nel luogo di cura copre la durata giornaliera dellattivit lavorativa ovvero,
nellipotesi di permanenza inferiore, quando, a livello medico, il lavoratore sia ritenuto
comunque incapace al lavoro nel corso della stessa giornata di effettuazione del
trattamento.
Al riguardo si fa presente che la specifica materia, inizialmente disciplinata dal DPR
20.12.1992, ha subito successivi interventi legislativi, legati soprattutto allintroduzione
di nuovi sistemi di classificazione delle patologie - finalizzati sotto il profilo
dellottimizzazione del rapporto costo- beneficio alla quantizzazione media dei giorni di
ricovero correlati (chiamati DRG e cio Diagnosis Related Groups) - e ai LEA (Livelli
Essenziali di Assistenza).
Sono state, pertanto, specificamente individuate le prestazioni erogabili in day hospital,
tutte qualificate da patologie a gravit media ovvero di complessa gestione per la
molteplicit di interventi necessari nella stessa giornata e, persino, da interventi chirurgici
non eccessivamente impegnativi sul piano sistemico.
In relazione a quanto precede si ritiene che debbano essere rivisti i criteri gi fissati
equiparando, ai fini erogativi di interesse, le giornate in cui si effettua la prestazione in
regime di day hospital a giornate di ricovero, per cui, a prescindere dalle valutazioni
prima richieste sulla durata della presenza giornaliera nel luogo di cura, nelle situazioni
in questione, la incapacit al lavoro senzaltro riconoscibile anche se limitatamente al
solo giorno di effettuazione della prestazione riportato nella certificazione medica.

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Sono applicabili in sostanza, sia per quanto concerne i requisiti certificativi che i termini
di invio, i criteri indicati relativamente alle giornate di ricovero, compresa la prevista
riduzione della misura dellindennit nel caso di lavoratori non aventi familiari a carico.
Ovviamente, ai fini dellindennizzabilit di ulteriori giorni successivi al ricovero in day
hospital, il lavoratore dovr produrre altro certificato medico di continuazione, compilato
in ogni sua parte.
Eventuali ritardi od omissioni nellinvio della ulteriore certificazione saranno considerati
secondo le disposizioni generali, anche ai fini della giustificabilit dei motivi addotti.
III.

Malattia insorta durante un soggiorno allestero: quali sono le norme in


materia?
Premessa

Nel caso di malattia insorta allestero il certificato medico valido se si tratta di Paesi
appartenenti allUnione Europea. Qualora la malattia sia intervenuta in Paesi non facenti
parte della Comunit Europea, ovvero in Paesi che non hanno stipulato con lItalia
convenzioni e accordi specifici che regolano la materia, la certificazione sanitaria deve
essere legalizzata e tradotta in lingua italiana dalla locale rappresentanza diplomatica o
consolare italiana operante nel territorio estero.
Anche il dipendente che si ammala e si trova sul territorio estero deve provvedere a
comunicare la malattia allUfficio di appartenenza, ad inviare copia della certificazione e
a comunicare il temporaneo indirizzo.
La Corte di Cassazione con sentenza n. 13662/2005 ha affermato che, il lavoratore che
si ammala, anche allestero durante le ferie, ha lobbligo di inviare la documentazione al
datore di lavoro. Il dipendente tenuto, altres, ad inviare copia dei documenti di malattia
anche alla rappresentanza diplomatica italiana del paese ove si ammalato. Tutto questo
per consentire al datore di lavoro di effettuare le eventuali verifiche. Secondo la
Cassazione ci discende dai principi di correttezza e buona fede ed inoltre, la
documentazione deve essere perfettamente leggibile.
La Corte di Cassazione con sentenza in data 9/10/1998 ha affermato che rientra nel
dovere di diligenza del dipendente che si ammala allestero, accertarsi (anche mediante
una semplice telefonata) che effettivamente il datore di lavoro sia venuto a conoscenza
dello stato malattia e dellindirizzo dove effettuare la visita fiscale. Ha affermato altres
che ammissibile che il domicilio del dipendente coincida non gi con una abitazione,
ma con un albergo. Il tal caso il dipendente ha lonere di comunicare con precisione
lindirizzo in cui far effettuare leventuale visita di controllo.
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Circolari INPS

Il punto 11 della circolare INPS 136/2003 afferma che nel caso di assicurati occupati in
Italia che si ammalano durante soggiorni allestero in Paesi non facenti parte della
Comunit Europea ovvero in Paesi che non hanno stipulato con lItalia Convenzioni ed
Accordi specifici che regolano la materia, la corresponsione dellindennit di malattia
pu aver luogo solo dopo la presentazione allINPS della certificazione originale,
legalizzata a cura della rappresentanza diplomatica o consolare italiana operante nel
territorio estero.
Ladempimento, potendo richiedere tempi pi lunghi, pu essere espletato, a cura
dellinteressato, anche in un momento successivo al rientro (e, ovviamente, pure per via
epistolare), fermo restando che il lavoratore tenuto allinvio della certificazione entro 2
giorni dal rilascio al datore di lavoro ed allINPS (eventualmente in copia).
In relazione a richieste di chiarimenti al riguardo, si precisa che per legalizzazione si
intende lattestazione, da fornire anche a mezzo timbro, che il documento valido ai fini
certificativi secondo le disposizioni locali. Conseguentemente la sola attestazione della
autenticit della firma del traduttore abilitato ovvero della conformit della traduzione
alloriginale non equivale alla legalizzazione e non sufficiente ad attribuire allatto
valore giuridico in Italia.
Si conferma da ultimo, come di recente ribadito dal Ministero degli Affari Esteri,
interessato a seguito di posizioni diverse assunte da alcune Ambasciate o Consolati, che
in materia di legalizzazione continuano ad essere applicate le procedure vigenti.
La stessa INPS nella circolare n. 95bis/2006 ritorna sullargomento precisando:
Secondo le disposizioni impartite (v. da ultimo circ. INPS n. 136/2003, par. 11), per i
lavoratori occupati in Italia che si ammalano durante temporanei soggiorni in Paesi che
non fanno parte della Unione Europea (Si elencano, ad ogni buon conto, oltre allItalia, i
Paesi ai quali, alla data del 1 gennaio 2006 viene applicata la normativa comunitaria:
Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda,
Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito
(Gran Bretagna e Irlanda del Nord), Repubblica Ceca, Repubblica di Cipro, Slovenia,
Slovacchia, Spagna, Svezia e Ungheria.) o che non hanno stipulato con lItalia
Convenzioni o Accordi specifici che regolano la materia, la corresponsione dellindennit
di malattia pu aver luogo solo dopo la presentazione allINPS della certificazione
originale, legalizzata a cura della locale rappresentanza diplomatica o consolare italiana.

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stato segnalato che alcune Ambasciate o Consolati operanti presso i predetti Paesi (ad
esempio Marocco, Sri Lanka) incaricano medici di loro fiducia di esaminare i certificati
di cui trattasi. Detti medici, dopo averne accertata la veridicit, consegnano agli
interessati (che talvolta vengono anche sottoposti a visita) la certificazione originale
convalidata, ovvero, in sostituzione di questa, altra certificazione da loro redatta
direttamente in lingua italiana.
In presenza di tali situazioni la legalizzazione deve ritenersi in sostanza perfezionata
allatto della convalida della certificazione originale o della redazione della nuova
certificazione, fermo restando che comunque sempre necessaria la attestazione, da parte
dellambasciata o consolato interessati, della veste di proprio medico fiduciario conferita
al sanitario che ha svolto il servizio in argomento, nonch della autenticit della sua
firma.
Sullargomento legalizzazione, pi in generale, si ritiene utile fornire le seguenti
indicazioni. Ladempimento pu non essere richiesto ai lavoratori che si ammalano in
Paesi non facenti parte dellUnione Europea ma che hanno stipulato con lItalia (o con la
U.E.) Convenzioni o Accordi specifici che regolano la materia in cui
espressamente previsto che la certificazione di malattia rilasciata dallIstituzione locale
competente (o, per quanto qui interessa, da medici abilitati dalla stessa) esente da
legalizzazione.
I Paesi di cui trattasi sono: ( testi dei relativi Accordi e Convenzioni sono consultabili su
INPS INTERNET (INPS; Informazioni; Panorama internazionale; Le convenzioni
internazionali; Normativa; Stati esteri - convenzioni bilaterali).)

Paesi extra UE con i quali sono stati stipulati Accordi che prevedono lapplicazione
della disciplina comunitaria: Islanda, Norvegia e Liechtenstein in base allAccordo
SEE (Spazio Economico Europeo), Svizzera (in base allAccordo sulla libera
circolazione tra CH e UE) e Turchia (in applicazione alla Convenzione Europea di
sicurezza sociale).

Paesi extra UE con i quali sono stati stipulate Convenzioni estese allassicurazione
per malattia: Argentina, Bosnia-Erzegovina (5), Brasile, Croazia, Jersey e Isole del
Canale, Macedonia (5), Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato di
Serbia e Montenegro (5), Tunisia, Uruguay e Venezuela. Sono ancora applicabili gli
accordi a suo tempo stipulati con lex Yugoslavia.

In particolare si richiama lattenzione di codeste Sedi sulla possibilit, prevista in genere


da dette Convenzioni o Accordi, di richiedere alle locali Casse o Istituzioni analoghe
leffettuazione di accertamenti sanitari sui lavoratori assistiti in Italia che si ammalano sul
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territorio estero, fornendo le generalit degli interessati ed il loro esatto recapito


allestero.
E ovvio che per gli altri Paesi per i quali, ancorch in presenza di Convenzioni sulla
materia, non prevista espressa dispensa, continua ad essere necessaria la
legalizzazione da parte delle rappresentanze diplomatiche o consolari, secondo le
disposizioni vigenti.
Infine, si ricorda che sono esenti da legalizzazione a condizione che rechino
lAPOSTILLE gli atti e i documenti rilasciati dagli Stati aderenti alla Convenzione
dellAja del 5 ottobre 1961.
IV.

Malattia insorta durante lorario di servizio: personale presente al lavoro che


durante la giornata ha un malore e si assenta. Come considerare tale assenza se
si presenta successivamente un certificato medico?

In assenza di una specifica norma per il comparto Scuola, nel caso un dipendente accusi
un malore durante lorario di servizio (quindi non ha ancora terminato i propri
obblighi nei confronti dellAmministrazione), si ritiene che debba applicarsi ci che
previsto per il comparto Ministeri (art. 6 comma 7 quinquies CCNL integrativo del 16
maggio 2001):

Se la certificazione medica ha decorrenza dal giorno successivo a quello della


PARZIALE prestazione lavorativa, la giornata non sar considerata assenza per
malattia.

Il dipendente, ai fini del completamento dellorario, recuperer le ore non lavorate


concordandone i tempi e le modalit con il DSGA (se ATA) o con il Dirigente (se
docente).

Se il certificato medico coincide con la giornata della parziale prestazione lavorativa,


la stessa sar considerata assenza per malattia e il dipendente potr utilizzare le ore
lavorate come riposo compensativo di pari entit, concordandone i tempi e le
modalit con il DSGA (se ATA). Il docente concorder tale recupero con il Dirigente
(le modalit potrebbero essere anche oggetto di contrattazione distituto).

In questultimo caso va quindi escluso che il dipendente debba recuperare le ore non
lavorate nella giornata in cui si sentito male. Quelle ore, infatti, sono sempre coperte
dalla certificazione medica e sono utili ai fini dellassolvimento del debito orario
giornaliero.
97

V.

Come considerare il dipendente che terminato lorario di lavoro si reca dal


proprio medico curante e si fa rilasciare un certificato medico con decorrenza lo
stesso giorno?

In questo caso non possibile considerare il dipendente in malattia per quel giorno in
quanto lo stesso ha gi terminato gli obblighi di lavoro nei confronti
dellAmministrazione. Pertanto, la data di emissione del certificato e la prognosi avranno
decorrenza lo stesso giorno, ma per la scuola lassenza per malattia si considera dal
giorno effettivo di assenza dal servizio.
VI.

La malattia inizia dal giorno del rilascio del certificato o dal giorno in cui il
dipendente dichiari al medico di essersi ammalato?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto delle Autonomie Locali:


Nel caso in cui il certificato medico attesti che il dipendente dichiara di essersi ammalato
dal giorno immediatamente precedente il suo rilascio, il certificato copre, comunque,
anche tale giorno di assenza. Per il calcolo della prognosi, il conteggio partir non dalla
data di rilascio del certificato ma da quella (precedente) attestata dal medico, dalla quale
il dipendente ha dichiarato di essersi ammalato (in tal senso Pretore di Lecco sentenza
del 30.4.1988).
Esempio: dipendente che si assenta dal 20.4.2013; certificato rilasciato il 21.4.2013 con
la precisazione dichiara di essersi ammalato dal 20.4.13 e con tre giorni di prognosi; il
periodo coperto dal certificato sar dal 20 al 22.4.2013; la data di rientro al lavoro sar il
23.4.2013.
VII.

Quali sono le sanzioni applicabili al dipendente che risulti assente alla visita
fiscale?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali:


Lart. 5, comma 14, della L. 638/1983, stabilisce che qualora il lavoratore, pubblico o
privato, risulti assente alla visita di controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto
a qualsiasi trattamento economico per lintero periodo sino a dieci giorni e nella misura
della met per lulteriore periodo esclusi quelli di ricovero ospedaliero o gi accertati da
precedente visita di controllo.
Tale disposizione ha carattere generale, potendo trovare applicazione sia nei confronti dei
lavoratori pubblici sia nei confronti dei lavoratori privati, e non stata interessata dagli
effetti dellart. 69, comma 1 del D. Lgs. 165/2001 che riguarda, invece, le sole
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disposizioni legislative o regolamentari concernenti esclusivamente il rapporto di lavoro


pubblico.
Pertanto, lart. 5, comma 14, della L. 638/1983 deve ritenersi ancora applicabile.
Naturalmente, lapplicazione di detta sanzione, che ha la sua fonte nella legge, non
esclude la possibilit di aprire anche un procedimento disciplinare nei confronti del
dipendente per violazione degli obblighi contrattuali
VIII. possibile la comunicazione di due diversi recapiti durante il periodo di
assenza dal lavoro per malattia (ad esempio suddivisi per fasce orarie o per
domicili diversi)?
Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali:
Dallart.21, comma 12 del CCNL del 6.7.1995, non risulta che il dipendente, ai fini del
controllo della malattia, possa indicare allamministrazione pi di un domicilio: infatti, la
clausola contrattuale si riferisce sempre ad un solo domicilio (normalmente coincidente
con la residenza).
Dallo stesso comma, risulta anche che il lavoratore pu allontanarsi dal domicilio
indicato solo in presenza di unespressa autorizzazione del medico curante, fermo
restando che, pur in presenza di tale autorizzazione, egli comunque tenuto a farvisi
trovare durante le fasce orarie di reperibilit.
Questa regola subisce una sola eccezione, espressamente indicata nello stesso art.21,
comma 13, qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilit,
dallindirizzo comunicato (anche in questo caso, la lettera della clausola contrattuale
conferma che il domicilio uno solo n.d.r.), per visite mediche, prestazioni o
accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta,
documentati, tenuto a darne preventiva comunicazione allamministrazione.
Alla luce di tale ultima previsione, potrebbe ritenersi lecita la preventiva indicazione di
due domicili diversi (uno per la fascia oraria del mattino e uno per quella del pomeriggio)
solo se il dipendente fosse in grado di documentare in anticipo la sistematica sussistenza
delle condizioni ivi indicate: al di fuori di tale particolarissima ipotesi, che riteniamo
piuttosto remota, non crediamo sia possibile procedere nel senso auspicato dal lavoratore.
Per completezza (e a scanso di possibili equivoci), precisiamo che lart.21, comma 13
chiaramente volto a giustificare tutte le assenze dal domicilio eccezionalmente
determinate o comunque giustificate dallo stato di malattia (non a caso vengono
menzionate le visite mediche e le prestazioni o gli accertamenti specialistici) e non pu di
99

certo essere invocato per giustificare altri tipi di assenza che non hanno alcuna relazione
con lo stato morboso.
Anche la giurisprudenza ha sempre avuto, al riguardo, un orientamento piuttosto
restrittivo, sia perch ha escluso, ad esempio, che possano costituire giustificato motivo
dellassenza del lavoratore dalla propria abitazione: la sottoposizione ad un normale
trattamento fisioterapico (Trib. Milano 2.7.1986); lessersi recato in farmacia, ove non
sia provata lurgenza e lindifferibilit dellacquisto delle medicine (Pret. Milano,
5.6.1986); lessersi recato dal medico curante per ritirare una ricetta (Pret. Arezzo
12.6.1986); sia perch ha sempre affermato (si veda, per tutte, Cassaz. 2452 del 1987)
che la permanenza in casa durante la malattia, anche al di fuori dellobbligo di reperibilit
connesso ai controlli sanitari, rientra tra le cautele che il lavoratore ammalato ha il dovere
di osservare, secondo i principi stabiliti dagli artt. 1175 e 1375 del codice civile, al fine di
favorire il pi sollecito recupero delle energie psicofisiche (con la conseguenza che
labbandono del proprio domicilio pu anche essere fonte di responsabilit disciplinare
quando abbia determinato un aggravamento dello stato di malattia o abbia ritardato la
guarigione).
IX.

possibile avere dettagliati chiarimenti sulle concrete modalit di applicazione


della sanzione amministrativa prevista, per il dipendente assente a visita fiscale,
dallart.5, comma 14 della L.n.638/1983?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali:


Lart.5, comma 14, della L. 638/1983, stabilisce che qualora il lavoratore, pubblico o
privato, risulti assente alla visita di controllo senza giustificato motivo, decade dal diritto
a qualsiasi trattamento economico per lintero periodo sino a dieci giorni e nella misura
della met per lulteriore periodo esclusi quelli di ricovero ospedaliero o gi accertati da
precedente visita di controllo.
Per la corretta applicazione di tale disciplina, occorre tener conto sia della sentenza della
Corte Costituzionale n. 78 del 26 gennaio 1988, sia di alcune decisioni
giurisprudenziali, sia di alcune circolari diramate dallInps.
Il quadro che ne risulta pu schematicamente riassumersi nei seguenti termini:

perdita totale del trattamento economico per i primi 10 giorni, nel caso di assenza alla
prima visita di controllo;

decadenza dal diritto al trattamento economico in misura pari al 50%, per i giorni
successivi ai primi 10 nellambito di un medesimo periodo di prognosi, ma solo nel
caso di assenza ingiustificata ad una seconda visita di controllo;
100

interruzione del trattamento economico di malattia, nel caso di assenza ingiustificata


ad una terza visita di controllo, sempre allinterno di un medesimo periodo di
prognosi; linterruzione si determina dalla data in cui stata riscontrata lulteriore
assenza. Tale effetto interruttivo viene considerato come una conseguenza
dellinesistenza delle condizioni per la conferma dello stato di malattia che, infatti,
viene disconosciuto dalla data del terzo mancato accertamento (Circ. Inps n 65 del
31 marzo 1989). La successiva sottoposizione, anche ad iniziativa del dipendente, a
controllo positivo determina il ripristino dei trattamento economico con decorrenza
dalla data in cui effettuato.

Lassenza ad unulteriore visita di controllo, nellambito del medesimo periodo di


prognosi, disposta dopo il ripristino, comporta di nuovo linterruzione della
corresponsione del trattamento economico (Circ. Inps n. 65 dei 31 marzo1989).

In senso contrario, nel senso di escludere che linutile attivazione di una terza visita di
controllo determini una nuova decadenza dallintero trattamento economico per altri 10
giorni, si espresso un orientamento giurisprudenziale (Pret. Roma 8 marzo 1989) che,
a tal fine ha sottolineato che:

il dato normativo non consente tale estensione, dato che, per il caso di assenza
ingiustificata del dipendente alla visita di controllo, limita la perdita dellintero
trattamento economico esclusivamente ai primi 10 giorni, senza proroghe o nuove
decorrenze (art.5, legge n. 638/1983);

erroneo il presupposto di partenza in quanto lallontanamento dal domicilio non pu


far presumere di per s le simulazione dellinfermit (Cass. 27 giugno 1990, n. 6521;
Cass. 14 giugno 1987, n. 3587; Cass. 15 marzo 1986, n. 1790);

linterpretazione estensiva contraria ai contenuti della pronuncia n. 78 del 26


gennaio 1988 della Corte costituzionale;

Ai fini dellapplicazione della sanzione sufficiente la sola assenza ingiustificata del


dipendente alla visita di controllo.
Tuttavia, secondo un orientamento giurisprudenziale (Cass. 4 dicembre 1991, n. 13052;
Pret. Torino 22 gennaio 1987; Pret. Crema 5 dicembre 1985) e secondo una tesi
interpretativa fatta propria ed applicata in materia dallInps (Circ. n. 166/1988), la
sottoposizione, con esito positivo, del lavoratore assente ingiustificato alla visita
domiciliare al controllo ambulatoriale confermativo (art.5 DM Lavoro e politiche
sociali 15 luglio 1986), pur non incidendo sul periodo pregresso, e quindi sulla perdita
del trattamento economico per i giorni antecedenti, determina il ripristino del diritto del
101

lavoratore a percepire il trattamento economico di malattia, con effetto ex nunc, dal


giorno del controllo ambulatoriale; la decorrenza della sanzione viene stabilita dal giorno
iniziale della malattia (Circ. Inps AGO 8 agosto 1984, n. 134421).
La sanzione prevista trova applicazione solo nel caso di assenze ingiustificate del
dipendente a visite di controllo intervenute nel medesimo periodo di prognosi e quindi
con riferimento al medesimo evento morboso. Ci comporta che gli effetti della sanzione
per assenza ingiustificata riscontrata durante la prima malattia non possono essere
considerati con riferimento ad un secondo episodio morboso costituente ricaduta del
primo.
La sanzione della perdita del trattamento economico non pu riguardare i giorni di
ricovero ospedaliero o gi certificati in sede di una precedente visita di controllo (art. 5,
legge n. 638/1983). Lesclusione in tali casi dellefficacia retroattiva della sanzione, dal
primo giorno, trova la sua giustificazione nel fatto che il ricovero ospedaliero e il
precedente controllo domiciliare forniscono gi la prova dellesistenza del-la malattia a
quella data.
La sanzione non trova applicazione anche nei casi di assenza giustificata alla visita di
controllo previsti dalla disciplina contrattuale.
Naturalmente, lapplicazione di detta sanzione, che ha la sua fonte nella legge, non
esclude la possibilit di aprire anche un procedimento disciplinare nei confronti del
dipendente per violazione degli obblighi contrattuali.
X.

possibile computare, nel triennio, anche la giornata di malattia che stata


sanzionata con la perdita del trattamento economico a seguito di assenza
ingiustificata alla visita fiscale di controllo?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Ministeri:


Si ritiene che la giornata di malattia in cui il lavoratore risulta assente senza giustificato
motivo alla visita fiscale di controllo non pu rientrare nel computo delle assenze per
malattia in quanto la stessa essendo stata sanzionata con la perdita del trattamento
economico, come previsto dallart. 5, comma 14 della legge 638 del 1983, non da
considerare come stato patologico del dipendente ma assenza ingiustificata al servizio.
XI.

Il dipendente assente per malattia pu abbandonare il proprio domicilio per


partecipare ad un concorso pubblico o svolgere un altro lavoro?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali:


102

Siamo del parere che lart. 21, comma 13 del CCNL del 6.7.1995, non consente al
dipendente di lasciare il proprio domicilio per partecipare, durante lassenza per malattia,
ad un concorso pubblico.
La norma chiaramente volta a giustificare tutte le assenze dal domicilio
eccezionalmente determinate o comunque giustificate dallo stato di malattia (non a caso
vengono menzionate le visite mediche e le prestazioni o gli accertamenti specialistici) e
non pu di certo essere invocata per giustificare altri tipi di assenza che non hanno alcuna
relazione con lo stato morboso.
Anche la giurisprudenza ha sempre avuto, al riguardo, un orientamento piuttosto
restrittivo, sia perch ha escluso, ad esempio, che possano costituire giustificato motivo
dellassenza del lavoratore dalla propria abitazione: la sottoposizione ad un normale
trattamento fisioterapico (Trib. Milano 2.7.1986); lessersi recato in farmacia, ove non
sia provata lurgenza e lindifferibilit dellacquisto delle medicine (Pret. Milano,
5.6.1986); lessersi recato dal medico curante per ritirare una ricetta (Pret. Arezzo
12.6.1986); sia perch ha sempre affermato (si veda, per tutte, Cassaz. 2452 del 1987)
che la permanenza in casa durante la malattia, anche al di fuori dellobbligo di reperibilit
connesso ai controlli sanitari, rientra tra le cautele che il lavoratore ammalato ha il dovere
di osservare, secondo i principi stabiliti dagli artt. 1175 e 1375 del codice civile, al fine di
favorire il pi sollecito recupero delle energie psicofisiche (con la conseguenza che
labbandono del proprio domicilio pu anche essere fonte di responsabilit disciplinare
quando abbia determinato un aggravamento dello stato di malattia o abbia ritardato la
guarigione).
Pertanto, delle due luna: o il dipendente non malato e allora (salvo laccertamento di
eventuali responsabilit sue e/o del medico curante) deve rientrare in servizio
(presentando un certificato di intervenuta guarigione) ed utilizzare, per sostenere i
concorsi, i permessi retribuiti previsti dallart. 19 del CCNL del 6.7.1995; o malato e
allora deve rispettare la previsione dellart. 21, comma 12 del CCNL anche perch la
partecipazione ad un concorso sembra del tutto incompatibile con il citato obbligo di non
aggravare lo stato di malattia o ritardare la guarigione.
Fin qui il parere ARAN.
Dobbiamo per tenere in considerazione altri due fattori: le principali sentenze della
Cassazione sullargomento e lobbligo che ha il docente di rispettare gli orari della visita
fiscale.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 21938 del 6 dicembre 2012, ha sentenziato
che la valutazione dellattivit lavorativa svolta dal dipendente nei periodi di assenza
103

dal lavoro per malattia non pu che essere valutata ex ante in relazione alla natura
della patologia e delle mansioni svolte dal medesimo lavoratore, al fine di accertare se la
stessa possa pregiudicare o ritardare la sua guarigione, in modo da potersi escludere
ogni sorta di dubbio sulla eventualit di una preordinata simulazione dello stato
patologico. Ne consegue che il recesso giustificato non solo quando lattivit esterna
svolta al di fuori del rapporto di lavoro sia per s sufficiente a far presumere la
fraudolenta simulazione della malattia, ma anche nellipotesi in cui la medesima attivit,
valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa realmente
pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio in violazione dei doveri
generali di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e
fedelt..
Nella sentenza n. 5809 dell8 marzo 2013 sempre la Corte ha affermato: Lo
svolgimento di altra attivit lavorativa da parte del dipendente assente per malattia pu
giustificare il recesso del datore di lavoro, in relazione alla violazione dei doveri generali
di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedelt,
oltre che nellipotesi in cui tale attivit esterna sia per s sufficiente a far presumere
linesistenza della malattia, dimostrando, quindi, una fraudolenta simulazione (ipotesi
neppure ipotizzata nella fattispecie in esame), anche nel caso in cui la medesima attivit,
valutata con giudizio ex ante in relazione alla natura della patologia e delle mansioni
svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio, con
conseguente irrilevanza della tempestiva ripresa del lavoro alla scadenza del periodo di
malattia.
Secondo la Corte la sola constatazione di addebito del fatto, senza alcuna altra
specificazione riguardante leventuale compromissione o ritardo della guarigione della
infermit, non costituisce di per s violazione di un qualche obbligo gravante sulla
lavoratrice.
La seconda questione relativa alla visita fiscale e allobbligo di reperibilit che
ha il dipendente durante il congedo per malattia.
Una volta infatti ricevuta la visita fiscale o trascorso lorario di reperibilit il dipendente
non ha pi lobbligo di rispettare le fasce orarie (9-13; 15-18).
Non solo, ma lart. 17 comma 16 del CCNL/2007 prevede che, qualora il dipendente
debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilit, dallindirizzo comunicato per visite
mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che
devono essere, a richiesta, documentati, tenuto a darne preventiva comunicazione
allamministrazione con lindicazione della diversa fascia oraria di reperibilit da
osservare.
104

Pertanto, la partecipazione al concorso potrebbe anche rientrare nei giustificati motivi


di cui allart. sopra citato.
Fermo restando quindi che la scuola durante un periodo di malattia non pu ovviamente
concedere al dipendente un permesso per partecipare ad un esame o per svolgere
unattivit lavorativa; esclusi anche i casi in cui il dipendente presenti un certificato di
guarigione prima che finisca il periodo di malattia; stando a quello che indica la
Cassazione non si pu escludere totalmente che un dipendente in congedo di malattia
possa svolgere unattivit lavorativa o partecipare ad un concorso. Nel caso di un
eventuale contenzioso, infatti, si dovrebbe dimostrare che la partecipazione al concorso
pubblico avrebbe potuto pregiudicare la guarigione e/o il rientro in servizio del
lavoratore.
XII.

Un lavoratore in malattia pu decidere autonomamente di rientrare in servizio


prima della scadenza del termine previsto nelle certificazioni mediche?

Secondo un parere dellARAN il dipendente potrebbe rientrare in servizio prima della


scadenza del periodo ulteriore di assenza che gli stato concesso dalla Commissione
medica della ASL, ma, al fine di evitare ogni possibile responsabilit del datore di lavoro,
necessario che il dipendente presenti una specifica certificazione medica attestante la
piena idoneit psico-fisica allo svolgimento delle mansioni proprie del profilo di
appartenenza della stessa. Ci in considerazione del fatto che, ai sensi delle disposizioni
dellart. 2110 e dellart. 2087 del codice civile, del TUSL (Testo Unico Sicurezza Lavoro
d.lgs. n. 81 del 2008) e dellart. 38 della Costituzione, risulta necessario che il datore di
lavoro adotti tutte le misure volte a tutelare lintegrit fisica non solo del dipendente che
intende rientrare in servizio, ma anche degli altri lavoratori (ad esempio, nel caso il cui
lassenza sia dovuta a malattie infettive).
3. MODALIT DI COMPUTO E TRATTATAMENTO ECONOMICO
I.

I giorni di ricovero in day - hospital devono essere considerati assenze


per malattia?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali:


I giorni di ricovero ospedaliero e di day hospital devono essere conteggiati come assenze
per malattia, salva leventuale applicazione, ove ne ricorrano tutti i presupposti, del
beneficio previsto dal CCNL/2007 per le assenze imputate a grave patologia.

105

II.

Come avviene il calcolo del triennio del personale assunto a tempo


indeterminato supponendo che lultimo episodio morboso registrato in
data 15/04/2012?

Riportiamo i passi pi importanti dellart. 17 del CCNL/2007.


Lart. prevede che il dipendente a tempo indeterminato assente per malattia ha diritto alla
conservazione del posto per un periodo di 18 mesi.
Ai fini della maturazione del predetto periodo, si sommano, alle assenze dovute
allultimo episodio morboso, le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente.
Il trattamento economico, tendendo presente delle decurtazioni previste per i primi 10
giorni dallart. 71, primo comma, del decreto 112/08 convertito in legge 133/08, spettante
al dipendente, nel caso di assenza per malattia nel triennio il seguente:
a) intera retribuzione fissa mensile per i primi 9 mesi di assenza.
b) 90% della retribuzione per i successivi 3 mesi di assenza;
c) 50% della retribuzione per gli ulteriori 6 mesi.
Per considerare il triennio ai fini del superamento del comporto lultima assenza
costituisce la data mobile o dinamica cui andare a ritroso per un triennio e
aggiungere quindi il periodo della medesima ultima assenza per malattia.
Pertanto, ipotizzando unassenza dal 15/04/2012 al 30/4/2012, si deve andare a ritroso di
tre anni a partire dal 14/04/2012.
Ma vediamo cosa vuol dire considerare mobile o dinamica la data dellultimo evento
morboso.
In un Orientamento applicativo (RAL513) per le Regioni ed autonomie locali cos si
esprime lARAN (sostituiremo il riferimento al CCNL delle Autonomie con quello del
comparto Scuola):
Il sistema di computo delle assenze per malattia, ai fini dellapplicazione delle previsioni
dellart. 17 del CCNL/2007, sia con riferimento alla verifica del rispetto del periodo
massimo di conservazione del posto che della determinazione del trattamento economico
da corrispondere al dipendente in occasione di ogni periodo morboso, ha carattere
dinamico.

106

Pertanto, man mano che trascorre il tempo e si passa da un anno allaltro, in base al
meccanismo dello scorrimento annuale, in occasione di ogni ulteriore episodio morboso,
sar necessario procedere alla sommatoria di tutte le assenze per malattia intervenute nei
tre anni precedenti lultimo in atto.
Di volta in volta, in base alle risultanze derivanti dalla somma dei giorni di assenza
dellultima malattia con quelli intervenute allo stesso titolo nei tre anni immediatamente
precedenti la stessa, il datore di lavoro pubblico:
a) verifica il rispetto del periodo massimo di conservazione del posto in caso di malattia
del dipendente ai sensi dellart.17, comma 1, del CCNL/2007 (ed eventualmente ai sensi
del comma 2);
b) determina il trattamento economico da corrispondere allo stesso; infatti, sulla base
dellentit delle assenze risultanti dal computo effettuato in occasione dellultima
malattia, il lavoratore si collocher in una delle diverse articolazioni temporali previste
allinterno del periodo massimo di 18 mesi e ricever il trattamento economico previsto
nella misura prevista dallart.17, comma 8, del CCNL, per ciascuna di esse (100% della
retribuzione per i primi 9 mesi di assenza; 90 % per i successivi 3 mesi; 50% della
retribuzione per gli ulteriori 6 mesi).
Dato il carattere dinamico del sistema, la circostanza che in un dato momento il
dipendente si trovi, sulla base delle assenze effettuate, nel periodo per il quale viene
corrisposta una retribuzione pari al 90% della retribuzione, non vuol dire che
necessariamente da quel momento le ulteriori assenze potranno essere remunerate solo in
tale misura oppure in quella pi bassa pari al 50% della retribuzione ma sempre
necessario, di volta in volta, procedere al calcolo di cui al punto B);
pertanto, potrebbe accadere che, decorso un significativo arco temporale dalle precedenti
assenze per malattia, scorrendo in avanti il triennio di riferimento (con la conseguente
possibile esclusione dal computo dei precedenti periodi di assenza per malattia pi remoti
nel tempo), sommando lultimo periodo di malattia a quelli ricomprese nei tre anni
immediatamente antecedenti allo stesso, il numero dei giorni risultanti da tale operazione
consente di collocare di nuovo il dipendente nella prima fascia retributiva stabilita
dallart. 21, comma 8 (assenze retribuite al 100%).
In sintesi, prendendo anche come esempio la data indicata nel quesito, per constatare se
stato superato il periodo di comporto e per analizzare la percentuale di retribuzione che
spetta al dipendente necessario:

107

1. Determinare il triennio precedente lultimo episodio morboso: nel nostro esempio dal
14/04/2012, giorno precedente linizio della malattia in atto, andare a ritroso di tre
anni;
2. Sommare le assenze per malattia intervenute nel triennio;
3. Sommare alle assenze per malattia effettuate nel triennio precedente di cui al secondo
punto, quelle del nuovo episodio morboso.
Di volta in volta, in base alle risultanze derivanti dal terzo punto necessario:
1. Verificare il rispetto del periodo massimo di conservazione del posto;
2. Determinare il trattamento economico da corrispondere.
Nota bene
Nel momento in cui vi un nuovo evento morboso le assenze cadenti nel periodo iniziale
del triennio si devono progressivamente escludere, in quanto larco temporale del triennio
si sposta in avanti e fa s che le assenze poste allinizio vengano eliminate, se collocate
oltre il triennio dalla data finale.
Questa precisazione importante, perch da questo calcolo che dipende anche la
relativa retribuzione dellassenza.
III.

Al dipendente sottoposto a visita presso la Commissione MedicoOspedaliera (C.M.O.) spetta il trattamento di trasferta?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali:


N la regolamentazione contrattuale n il DPR n.461/2001 Regolamento per il
riconoscimento della dipendenza delle infermit per causa di servizio, per la concessione
della pensione privilegiata ordinaria e dellequo indennizzo stabiliscono lobbligo
dellente di corrispondere il trattamento di trasferta o altri rimborsi spese al dipendente
sottoposto a visita presso la C.M.O.
Pertanto, in assenza di precise indicazioni normative al riguardo, tendiamo ad escludere
che egli ne abbia diritto.
IV.

Qual il trattamento giuridico ed economico del dipendente dichiarato


temporaneamente inidoneo a qualsiasi attivit lavorativa a seguito di
visita medica collegiale ? Deve essere considerato in malattia?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali:


108

Siamo del parere che il dipendente dichiarato temporaneamente inidoneo a qualsiasi


attivit lavorativa, debba essere considerato assente per malattia ai sensi dellart.21 del
CCNL del 6.7.1995 e successive modifiche ed integrazioni.
La giurisprudenza ha efficacemente chiarito, infatti, che, ai fini dellapplicazione
dellart.2110 del codice civile (norma presupposta ed attuata dal citato art.21 del CCNL
del 6.7.1995), deve essere considerata malattia ogni alterazione patologica in atto di
organi e delle loro funzioni (o anche dellorganismo considerato nel suo complesso) che
per i sintomi con cui si manifesta e per le conseguenze che produce sullorganismo del
lavoratore impedisce temporaneamente lesecuzione della prestazione lavorativa dovuta
in quanto risulta del tutto incompatibile con lulteriore svolgimento delle attivit
necessarie allespletamento della prestazione stessa (Cass. 23.9.1987, n.7279; Cass.
30.7.1987 n.6632).
Nel nostro caso, la visita medica collegiale ha accertato che le condizioni di salute del
lavoratore sono tali da determinare la sua temporanea inidoneit a qualsiasi attivit
lavorativa (limitata ad un anno); una situazione che rientra perfettamente, a nostro
modo di vedere, nella sopra riportata nozione di malattia.
V.

Ai fini del computo dei mesi di malattia nel triennio (art. 17/1 CCNL
2007) si fa riferimento al solo periodo di ruolo o anche al periodo di preruolo?

I riferimenti temporali per il periodo di comporto indicati dal CCNL/2007 sono


completamente differenti tra personale assunto a tempo indeterminato e determinato:
Tempo indeterminato: 18 mesi calcolati sommando alle assenze dovute allultimo
periodo morboso le assenze per malattia verificatesi nel triennio precedente (art. 17);
Tempo determinato: Un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico (art.
19/3 per chi assunto con un contratto fino ad almeno il 30/6).
Al personale assunto in ruolo sono applicate le norme per il personale assunto a tempo
indeterminato di cui allart. 17. Pertanto, a tale personale non potranno essere considerati
i periodi di assenza precedenti (contratti a tempo determinato) i quali erano sottoposti ad
un diverso periodo di comporto.
Il triennio precedente dunque riferito ad un periodo di tempo solo come dipendente a
tempo indeterminato.

109

VI.

Passaggio di cattedra o ruolo: cambia qualcosa per il computo del


triennio se un docente ottiene il passaggio di cattedra o di ruolo?

No. Con triennio precedente da interpretare letteralmente nel senso di triennio


precedente come dipendente a tempo indeterminato nel comparto Scuola.
Da ci ne consegue che se un docente ha ottenuto il passaggio di cattedra o di ruolo il
conteggio delle assenze per malattia non riparte dallanno in cui si ottiene tale
passaggio, ma si considera sempre dalla data in cui il dipendente stato immesso in
ruolo.
Infatti il passaggio di cattedra o di ruolo non fa venire meno e nello stesso tempo non
aggiunge nulla allo status di docente di ruolo (status acquisito dal primo anno di
immissione in ruolo), almeno per quanto riguarda le assenze per malattia.
VII.

Un assistente amministrativo, a seguito di un provvedimento di mobilit


intercompartimentale, ha assunto servizio in data 01/09/2011. Il
conteggio del triennio deve includere gli eventi morbosi registrati prima
dellassunzione in ruolo?

No. Il conteggio del triennio pu essere e essere effettuato a ritroso sino al 01/09/2011,
data di assunzione in servizio. Il triennio precedente da interpretare nel senso
di triennio precedente come dipendente a tempo indeterminato esclusivamente nel
comparto Scuola.
VIII. Come si devono considerare le giornate di sabato e domenica
intercorrenti tra due periodi di assenza per malattia?

Di seguito riportiamo tutti i pareri che sono stati espressi in materia a seconda
dei casi:

1. La nota del Tesoro - Ragioneria Generale dello Stato con nota n. 101446 del
17/07/1997, in merito al quesito posto dallallora MPI circa il modo in cui andasse
considerato il dipendente che, in caso di assenza per malattia, dopo aver presentato
una certificazione medica attestante una prognosi pari alla durata della settimana
lavorativa, escludendo pertanto il sabato e la domenica, rimanesse ancora assente per
malattia anche per tutta la successiva settimana lavorativa, ha precisato che i giorni di
sabato e domenica sono da ricomprendere e computare senza soluzione di continuit
in un unico periodo di assenza per malattia.

110

2. La nota del Tesoro - Ragioneria Generale dello Stato prot. 108127 del 15/6/1999,
ha ribadito che i giorni festivi interposti senza soluzione di continuit tra due periodi
di malattia giustificati da due separati certificati che non lo contemplino sono
comunque da considerare assenza per malattia e si cumulino con i periodi inclusi nei
certificati stessi.
3.

La Ragioneria Generale dello Stato IGOP prot. n. 126427 del 16 gennaio 2009
con un parere richiesto dal Dipartimento della Funzione Pubblica sullart.71 del D.L.
112/2008 chiarisce che con riferimento allindividuazione della retribuzione
giornaliera il relativo computo va effettuato in trentesimi dal momento che, secondo il
consolidato orientamento in materia di servizio, le giornate di sabato e domenica
intercorrenti tra due periodi di assenza malattia vengono anchesse considerate
assenze per malattia e assoggettate alla decurtazione del trattamento economico
accessorio.

4. Nel 2004 il Tesoro ha precisato che i giorni non lavorativi fra due periodi di malattia
certificati con diagnosi diverse devono essere considerati alla stregua di giorni di
assenza per malattia. In questo caso la posizione di stato giuridica di malattia unica
e comprende anche i giorni non lavorativi.
5. La nota del Tesoro - Ragioneria Generale dello Stato prot. 108127 del 15/6/1999,
afferma che se lassenza continuativa ma si riferisce a 2 istituti giuridici diversi (es.
malattia e poi congedo parentale o viceversa), luno fino al sabato e laltro dal luned,
quindi con la domenica di mezzo ma senza quindi leffettiva presa di servizio, la
domenica non da comprendere nel periodo di assenza.
6. Se lassenza per visita specialistica imputata a malattia, il giorno festivo ricompreso
tra due visite specialistiche o tra assenza per malattia e visita specialistica dovr
essere considerato, senza soluzione di continuit, quale unico periodo di malattia.
IX.

Come vengono considerate le giornate di sabato e di domenica se un


docente si assenta dal luned al venerd?

Lorientamento giurisprudenziale ormai consolidato prevede che, in mancanza di una


diversa previsione contrattuale, nel calcolo del periodo di assenza per malattia devono
essere computati anche i giorni festivi che ricadano nello stesso (Cass. 1.6.1992 n. 6599;
Cass. 4.3.1991 n. 2227; Cass. 26.2.1990 n. 1459; Cass. 22.2.1990 n. 1337).
111

In proposito occorre, altres, precisare che, invece, qualora lorario di lavoro sia articolato
su cinque giorni (o il sabato sia il giorno libero) e lultimo giorno di assenza, in base al
certificato medico, coincida con la giornata di venerd, non dovranno essere calcolati il
sabato e la domenica successivi.
X.

Come vengono considerati i giorni festivi o non lavorativi se lassenza


per malattia ciclica cio intervallata da altri istituti giuridici senza il
rientro in servizio del dipendente?

Le nota prot. 108127 del 15/6/1999 e n. 126427 del 16 gennaio 2009 della Ragioneria
Generale dello Stato affermano che le giornate di sabato e domenica intercorrenti tra due
periodi di assenza malattia vengono anchesse considerate assenze per malattia (saranno
assoggettate alla decurtazione del trattamento economico accessorio).
La stessa nota del 99 afferma per che se lassenza continuativa ma si riferisce a 2
istituti giuridici diversi (es. malattia e poi congedo parentale o viceversa), luno fino al
sabato (o fino al venerd se la scuola adotta la c.d.settimana corta) e laltro dal luned,
quindi con la domenica (e il sabato) di mezzo ma senza quindi leffettiva presa di servizio
del dipendente, la domenica (e il sabato) non da comprendere nel periodo di assenza.
Nel caso per di cui al quesito siamo di fronte ad unassenza ciclica che inizia con la
fruizione di un congedo per malattia e termina con la fruizione dello stesso congedo
(malattia), intervallato da altra tipologia di assenza, senza per che si verifichi il rientro
effettivo del docente.
Il riferimento in questo caso la circolare INPS n. 8 del 17 gennaio 2003, punto 5
lettera a in cui afferma che:
se la malattia iniziata il luned immediatamente successivo al venerd del congedo
parentale, ed terminata il venerd immediatamente precedente il luned in cui ripreso
il congedo, le domeniche ed i sabati della settimana corta, cadenti subito prima e subito
dopo la malattia, devono essere conteggiati come giorni di congedo parentale.
Pur riferendosi al caso del congedo parentale, la nota deve essere applicata a qualsiasi
tipo di congedo, compresa la malattia, intervallato da altra tipologia di congedo senza la
ripresa di servizio effettivo tra unassenza e unaltra.

112

LINPS nel messaggio n. 28379 del 25.10.2006 riporta questi esempi (basta sostituire
congedo parentale con congedo per malattia):
1^ settimana: Dal Luned al Venerd = congedo parentale
2^ settimana: Dal Luned al Venerd = ferie o malattia
3 ^ settimana: Luned = ripresa dellattivit lavorativa
In questo caso, le giornate di sabato e di domenica comprese tra la prima e la seconda
settimana e tra la seconda e la terza non devono essere conteggiati come congedo
parentale.
Viceversa, allorquando si susseguano, senza interruzione, un primo periodo di congedo
parentale, un periodo di ferie o di malattia ed un ulteriore periodo di congedo parentale, i
giorni festivi ed i sabati (in caso di settimana corta), che si collocano immediatamente
dopo il primo periodo di congedo ed immediatamente prima del successivo, devono
essere conteggiati come giorni di congedo parentale (v. circ. n. 82/2001, par. 1, ultimo
cpv.).
A chiarimento si riporta lesempio che segue, riferito sempre allipotesi di settimana
corta:
1^ settimana: Dal Luned al Venerd = congedo parentale
2^ settimana: Dal Luned al Venerd = ferie o malattia
3^ settimana: Dal Luned al Venerd = congedo parentale
In questo caso, le giornate di Sabato e di Domenica comprese tra la prima e la seconda
settimana e tra la seconda e la terza devono essere conteggiate come congedo parentale.
Giova oltretutto ricordare che il Dipartimento della Funzione Pubblica, con circolare del
3 febbraio 2012, in merito alla frazionabilit del congedo straordinario di cui allart. 42,
co.5 del D.L.vo 151/2001 modificato, si esprime cos:
Il congedo fruibile anche in modo frazionato (a giorni interi, ma non ad ore). Affinch
non vengano computati nel periodo di congedo i giorni festivi, le domeniche e i sabati
(nel caso di articolazione dellorario su cinque giorni), necessario che si verifichi
leffettiva ripresa del lavoro al termine del periodo di congedo richiesto. Tali giornate
non saranno conteggiate nel caso in cui la domanda di congedo sia stata presentata dal
luned al venerd, se il luned successivo si verifica la ripresa dellattivit lavorativa
ovvero anche unassenza per malattia del dipendente o del figlio. Pertanto, due differenti
113

frazioni di congedo straordinario intervallate da un periodo di ferie o altro tipo di


congedo, debbono comprendere ai fini del calcolo del numero di giorni riconoscibili
come congedo straordinario anche i giorni festivi e i sabati (per larticolazione su cinque
giorni) cadenti subito prima o subito dopo le ferie o altri congedi o permessi.
I principi espressi dallINPS sono gli stessi espressi dalla Funzione Pubblica e anche se
ci che prescrive questultima riferito al congedo straordinario, va applicato in via
analogica anche al caso di qualunque altro congedo compreso quello per malattia.
In conclusione, nel caso di assenze cicliche (es. prima settimana malattia, seconda
settimana diverso congedo e terza settimana nuovamente malattia, senza nessuna ripresa
del servizio), il cambio della tipologia di assenza non comporta lesclusione dei festivi e
del giorno libero dal computo delle assenze in quanto le assenze per diverso congedo
ricadono allinterno di due differenti frazioni di congedo per malattia senza nessuna
ripresa del servizio.
XI.

Come viene considerata la giornata libera del sabato compresa tra due
periodi di assenza per malattia?

In un Orientamento applicativo per il comparto Scuola lARAN si esprime cos:


Per quanto riguarda leventualit che il sabato previsto come giornata libera sia
compreso tra due periodi di assenza per malattia si considera, a parere dellAgenzia, un
unico periodo di assenza per malattia se il docente non si sia reso disponibile per la
ripresa in servizio.
Si del parere che la stessa cosa vale se la giornata libera sia il luned e lassenza per
malattia fino a sabato con ripresa dal marted.
Anche in questo caso si tratter di un unico periodo (che comprender quindi la domenica
e il luned), se il docente nella giornata di luned non si sia reso disponibile per la presa di
servizio.
Per ci che riguarda la disponibilit per la ripresa del servizio, questa si pu effettuare
anche con linvio di un telegramma (o fax o posta certificata) in cui il dipendente dichiari
la cessazione della condizione ostativa al servizio e la messa a disposizione della scuola,
in modo che ci possa essere da parte del Dirigente una dichiarazione circa la ripresa del
servizio.
Non vi quindi lobbligo della presenza fisica del dipendente a scuola (lARAN parla
di rendersi disponibile..)
114

XII.

Come vengono conteggiati i giorni di sospensione delle lezioni (vacanze


di Natale e Pasqua) a cavallo di due periodi frazionati di malattia?

Il personale assente per malattia per un dato numero di giorni, considerato assente solo
per i giorni indicati nel certificato medico.
infatti il certificato medico che indica la durata della malattia cui deve corrispondere
quella del congedo.
Se per esempio un docente produce una certificazione medica fino al giorno precedente le
vacanze di Natale o Pasqua e al termine delle vacanze produce una nuova certificazione
per malattia (oppure altra tipologia di assenza, per esempio congedo parentale o malattia
del bambino), egli non deve altres coprire tutto il periodo della sospensione delle lezioni,
tale periodo infatti non deve essere confuso con i giorni festivi o giorni liberi
intercorrenti tra due periodi di assenza per malattia.
Anche qualora un docente producesse una certificazione medica di un solo giorno prima
delle vacanze di Natale o Pasqua e il primo giorno di lezione ne producesse unaltra a
partire dal giorno stesso, sarebbe illegittimo da parte della scuola considerare in malattia
il dipendente anche per tutto il periodo delle vacanze.
Aggiungiamo, a scanso di equivoci, che sarebbe illegittimo considerarlo assente per tutto
il periodo delle vacanze, anche qualora formalmente non comunicasse alcuna presa di
servizio.
Il dipendente si deve di fatto ritenere in servizio per le attivit funzionali
allinsegnamento di cui allart. 29 del CCNL/2007 che dovessero eventualmente essere
convocate in tale periodo.
dunque la volont dellinteressato (nel caso di malattia ci che indica il medico), e
non della scuola, che pone termine allassenza.
4. PERIODO 18 MESI DI MALATTIA NON RETRIBUITO
I.

Il periodo di 18 mesi di assenza per malattia non retribuita previsto


dallart. 17, comma 2, del CCNL del 2007 frazionabile?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali applicabile anche al


comparto Scuola.
Lespressione utilizzata dallart. 21, comma 2, del CCNL ... un ulteriore periodo di 18
mesi ... non consente frazionamenti. Ci non significa, per, che il lavoratore, in caso di
guarigione intervenuta prima del diciottesimo mese, non possa riprendere servizio previo
115

accertamento delle sue condizioni di salute. Nellipotesi in cui il dipendente, dopo aver
ripreso servizio, si assenti nuovamente per malattia, torneranno ad applicarsi le regole
generali previste dallart. 21 del CCNL, sia al fine di stabilire il superamento del periodo
di comporto, sia al fine di stabilire il trattamento economico della nuova assenza.
II.

Un dipendente al quale stato concesso lulteriore periodo di assenza


non retribuita di cui allart.17, comma 2 del CCNL 2007, rientrato in
servizio e, dopo aver lavorato per pi di un anno, si assentato
nuovamente per malattia. Qual il trattamento giuridico ed economico
di tale ultima assenza? In particolare, per stabilire se stato superato il
periodo di comporto si deve tener conto anche delle assenze per malattia
precedenti la ripresa del servizio?

Applichiamo al comparto Scuola un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali.


Se il dipendente, dopo aver ottenuto la concessione dellulteriore periodo di assenza non
retribuita di cui allart.17, comma 2 del CCNL/2007, rientrato in servizio in anticipo
rispetto alla scadenza del previsto periodo di 18 mesi non retribuiti e, dopo aver lavorato
per pi di un anno, si assenta nuovamente per malattia, dovr essere trattato come tutti gli
altri dipendenti: la scuola dovr calcolare a ritroso le assenze per malattia effettuate nel
triennio precedente lultimo episodio morboso (senza che abbia alcuna rilevanza il fatto
che in tale periodo siano comprese anche le assenze non retribuite di cui al richiamato
art.17, comma 2) sia al fine di stabilire se il lavoratore abbia o meno superato il periodo
di conservazione del posto (18 mesi nel triennio) sia al fine di stabilire il trattamento
economico dellassenza.
Tale ricostruzione sembra coerente con le indicazioni della giurisprudenza, secondo la
quale nel caso di comporto per sommatoria - dove, in base al computo a scorrimento, il
periodo di comporto mobile - deve considerarsi legittimo il licenziamento intimato per
superamento del periodo di comporto anche quando il lavoratore, gi ammesso a fruire
di un periodo di aspettativa non retribuita, riprenda servizio per un certo periodo di
tempo e si assenti poi per malattia, venendosi cos a trovare di nuovo in una situazione di
superamento del comporto (Pretura Milano, 19 gennaio 1999).
Scaduto quindi il periodo di comporto, la scuola ha concesso al dipendente il periodo di
assenza non retribuita previsto dallart.17, comma 2 del CCNL/2007 e il dipendente ha
ripreso regolarmente servizio prima della scadenza di tale ultimo periodo; in questo caso,
il datore di lavoro non rimasto inerte ma ha applicato una precisa clausola contrattuale;
non assolutamente possibile affermare che abbia inteso, per fatti concludenti, azzerare
le precedenti assenze per malattia del lavoratore ed per questo che troveranno
116

applicazione le regole generali, come confermato anche dalla richiamata sentenza della
Pretura di Milano.
Diverso il caso se la scuola, dopo la scadenza del periodo di comporto, non abbia
concesso lulteriore periodo di assenza non retribuita di cui allart.17, comma 2 del
CCNL/2007 e non abbia neppure proceduto alla risoluzione del rapporto;
secondo la giurisprudenza, superato il periodo di comporto, se il datore di lavoro lascia
correre un considerevole lasso di tempo dopo il rientro del lavoratore dalla malattia
senza intimargli il licenziamento, deve ritenersi che lo stesso abbia rinunciato per fatti
concludenti alla facolt di recesso e non possa, in relazione a quei periodi, far valere tale
facolt per superamento del comporto al termine di un nuovo periodo di malattia.
(Cassazione civile, sez. lav., 19 aprile 1985, n. 2598).
In sostanza, come se la scuola avesse azzerato le precedenti assenze per malattia del
dipendente; ed questo il motivo per cui, in tale particolare ipotesi, chiuso un periodo
caratterizzato dal superamento del comporto, non seguito da licenziamento, se ne apre
un altro di uguale entit, nel quale rientrano gli eventi morbosi verificatisi dopo la
chiusura, senza effetti rescissori, del precedente periodo (Cass.4.12.1986, n.7201).
III.

In caso di assenza per malattia non retribuita ai sensi dellart. 17,


comma 2 (ulteriori 18 mesi), il dipendente ha diritto a percepire gli
assegni per il nucleo familiare?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Ministeri:


Il contratto collettivo non contiene espresse disposizioni al riguardo. La soluzione deve
essere ricercata nella specifica normativa legislativa vigente in materia di assegni per il
nucleo familiare.
In proposito, lart.2, comma 3, del D.L. 69/1988, convertito con modificazioni nella
legge n.153/1988, stabilisce che per quanto non previsto dalla nuova normativa in
materia di assegno per il nucleo familiare, trovano ancora applicazione le precedenti
normative di settore in materia di quote di aggiunta di famiglia e di ogni altro trattamento
di famiglia comunque denominato.
In virt di tale rinvio, secondo un orientamento condiviso dal Ministero dellEconomia,
trova ancora applicazione la disciplina dellart.7, comma 1, del Decreto legislativo
luogotenenziale n.722/1945, che, relativamente allindennit di carovita ed alle quote di
aggiunta di famiglia da esso previste e disciplinate, stabiliva la sospensione o la riduzione
del trattamento di famiglia nella stessa proporzione dello stipendio in occasione di tutte
117

quelle circostanze che davano luogo alla sospensione o alla riduzione dello stipendio
stesso.
Pertanto, nel caso sottoposto, poich il dipendente sta beneficiando del periodo di
malattia per il quale non prevista la corresponsione di alcuna retribuzione, lo stesso non
potr neppure percepire gli assegni per il nucleo familiare.
IV.

Il certificato medico deve essere presentato anche nel caso il lavoratore


richiede di fruire dei 18 mesi di assenza non retribuita?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Ministeri applicandolo al comparto


Scuola:
Il certificato medico sicuramente deve essere presentato anche nel caso di prosecuzione
della malattia.
La certificazione medica, infatti, assolve ad una duplice funzione, anche a tutela
dellinteresse del lavoratore: comprovare lo stato di malattia e legittimare lassenza del
lavoratore ed al tempo stesso informare il datore di lavoro sulla causa dellassenza e sulla
durata della stessa, al fine delladozione delle conseguenti misure organizzative.
Pertanto, poich lart. 17 del CCNL 2007, non distingue espressamente tra caso di inizio
della malattia e prosecuzione della stessa con riferimento alla certificazione della
malattia, non vi alcuna ragione giuridica o interpretativa per ritenere che nel secondo
caso lobbligo della certificazione non sussista. A tal fine bisogna considerare che la
prosecuzione della malattia integra sempre un nuovo periodo di assenza che comincia nel
momento stesso in cui cessa quello precedente, che gi ha trovato la sua giustificazione
nel certificato medico a suo tempo inviato al datore di lavoro, e che, quindi, non pu non
essere giustificata con un nuovo certificato.
Analoghe considerazioni valgono anche nel caso in cui il lavoratore richieda la fruizione
di un ulteriore periodo di assenza non retribuito quando il limite massimo di
conservazione del posto stato ormai superato ed il datore di lavoro ha ormai riacquistato
il diritto a recedere dal rapporto di lavoro, ai sensi sia dellart.2110 del codice civile.
La certificazione medica di cui si detto (e che occorre sempre in occasione di ogni
malattia) cosa diversa dallaccertamento delle condizioni di salute del lavoratore di cui
allart.17, comma 3.
Infatti, il lavoratore nel momento in cui richiede il prolungamento dellassenza per
malattia per un ulteriore periodo di 18 mesi non retribuito (art.17, comma 2), deve
sicuramente inviare la certificazione medica della sussistenza della malattia che giustifica
118

tale richiesta ed al tempo stesso deve, nel suo esclusivo interesse, richiedere allente di
accertare, tramite la competente ASL, la sussistenza di eventuali cause di assoluta e
permanente inidoneit fisica a svolgere qualunque proficuo lavoro. Tale ultimo
accertamento quindi prevalentemente rivolto alla verifica della sussistenza o meno di
tali cause di assoluta e permanente inidoneit ad ogni proficuo lavoro e si pone su un
piano diverso rispetto alla certificazione inviata per giustificare il prolungamento della
malattia, anche sotto il profilo del soggetto abilitato al rilascio. Il deve e il riferimento
al suo esclusivo interesse si giustificano agevolmente.
5. PATOLOGIE GRAVI E TERAPIE SALVAVITA
I.

Le assenze per gravi patologie si applicano anche al personale assunto a


tempo determinato?

S. Lart. 19, comma 15 del CCNL/2007 relativo alle assenze del personale assunto a
tempo determinato prevede che Al personale di cui al presente articolo si applicano le
disposizioni relative alle gravi patologie, di cui allart.17, comma 9.
II.

Esiste un numero massimo di giorni di assenza per patologie gravi che


richiedono terapie salvavita?

Data la particolare e grave motivazione delle assenze per sottoporsi a terapia salvavita, la
disciplina contrattuale CCNL/2007 non individua un limite massimo di giorni di
malattia per le finalit di cui allo stesso articolo, purch sia prodotta una adeguata e
chiara certificazione medica da cui, appunto, risulti che lassenza dal servizio dovuta ad
una terapia salvavita richiesta da una condizione morbosa assimilabile ad una patologia
grave.
Proprio lassenza di un limite massimo impone alla scuola unapplicazione
particolarmente rigorosa della relativa disciplina, circoscritta ai soli giorni di malattia per
sottoporsi a terapie salvavita richieste dalla grave patologia (attraverso ricovero o dayhospital), con esclusione, ad esempio, dei periodi di assenza giustificati da ricovero
ospedaliero e non giustificati da terapie salvavita.
III.

La totale remunerazione delle assenze necessarie, in caso di gravi patologie, per


sottoporsi a terapie salvavita, compete anche qualora il periodo di assenza sia
inferiore a 15 giorni?

Relativamente ai periodi di assenza dovuti a ricovero in ospedale o in day-hospital


ovvero necessari per sottoporsi a terapie salvavita, il CCNL/2007 prevede che tali periodi
siano esclusi dal computo dei giorni di assenza per la conservazione del posto, di cui al
119

primo comma dellart. 17, e sono in ogni caso interamente retribuiti, indipendentemente
dalla durata del periodo di assenza.
6. VISITE MEDICHE, ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI, MALATTIA BREVE
I.

possibile frazionare ad ore lassenza per malattia qualora venga richiesta per
essere sottoposto a visite mediche specialistiche ed accertamenti diagnostici ? In
tali casi qual il trattamento economico spettante?

Applichiamo al comparto Scuola un Orientamento Applicativo dellARAN per il


comparto Ministeri.
In via preliminare va chiarito che il CCNL/2007 non prevede alcuna possibilit n di
programmare lassenza per malattia n di frazionarla ad ore nellarco della giornata.
Quindi nel caso di visite specialistiche o accertamenti diagnostici che non possono essere
effettuati al di fuori dellorario di ufficio, il dipendente pu prendere lintera giornata di
assenza per malattia oppure fruire dei permessi a recupero di cui all art. 16 del
CCNL/2007.
Per quanto riguarda gli aspetti retributivi, occorre precisare che le decurtazioni previste
dal CCNL/2007 per le malattie brevi, e comunque inferiori a 15 giorni, attengono
soltanto al trattamento accessorio ivi compresa lindennit di amministrazione. Tutte le
altre riduzioni del trattamento economico, anche fondamentale sono regolate secondo una
precisa tempistica e riguardano, invece, le malattie superiori a nove mesi.
In relazione alla citata decurtazione dellindennit di amministrazione, la norma
contrattuale non fa alcuna differenza tra le assenze dovute al verificarsi di un episodio
morboso e quelle effettuate per visite mediche specialistiche, neanche sotto il profilo del
computo delle stesse ai fini del calcolo del triennio di conservazione del posto.
Da ultimo, va altres, considerato che tale decurtazione non pu essere effettuata su base
oraria, in relazione alla gi segnalata impossibilit di frazionare la giornata di malattia.
II.

Se un dipendente effettua una visita specialistica il sabato, poi il luned


assente per malattia, la domenica devessere compresa nei giorni di malattia?

Dipende dal titolo di assenza del dipendente:


1. Se il dipendente ha imputato lassenza della visita specialistica a malattia, anche la
domenica deve essere considerata quale assenza per malattia;

120

2. Se il dipendente ha imputato lassenza per visita specialistica ad un altro istituto


contrattuale (permesso breve, per motivi familiari o ferie); solo la giornata del luned
devessere computata quale periodo di malattia.
Se si rientra nella prima ipotesi, ricordiamo che il Dipartimento della Funzione
Pubblica con parere n.4742 del 30 gennaio 2009 ha precisato che secondo il
consolidato orientamento in materia di assenze dal servizio, le giornate di sabato e
domenica intercorrenti tra due periodi di assenza malattia vengono anchesse considerate
assenze per malattia e assoggettate alla decurtazione del trattamento economico
accessorio.
III.

Le modalit di giustificazione dellassenza nel caso di visite specialistiche deve


necessariamente essere rilasciata da una struttura pubblica?

No. Se lassenza per malattia avviene per lespletamento di visite, terapie, prestazioni
specialistiche od esami diagnostici, lattestazione giustificativa pu essere anche di una
struttura privata.
Pertanto si devono ritenere superate le indicazioni fornite sul punto nel paragrafo
1.2.della circolare n. 8 del 2008.
Il nuovo rifermento normativo il comma 5 ter dellart. 55 septies del d.lgs. n. 165 del
2001: Nel caso in cui lassenza per malattia abbia luogo per lespletamento di visite,
terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici lassenza giustificata mediante
la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che
hanno svolto la visita o la prestazione.
7. ASSENZE PER MALATTIA E I CASI PARTICOLARI
I.

In che modo si realizza la debita ed adeguata documentazione della malattia, ai


fini dellinterruzione delle ferie? Quand che la malattia interrompe le ferie?

Leffetto interruttivo delle ferie si realizza solo in caso di prognosi superiore ai tre giorni
o che abbia dato luogo a ricovero ospedaliero.
La debita ed adeguata documentazione della malattia, anche ai fini dellinterruzione delle
ferie, si realizza attraverso linvio telematico del certificato medico. Non c alcuna
differenza rispetto alle ordinarie assenze per malattia.

121

Naturalmente, lamministrazione deve essere tempestivamente informata dellinsorgenza


della malattia e dellindirizzo dove il dipendente pu essere reperito.17
Il dipendente dovr quindi comunicare tempestivamente allufficio del personale, oltre
alla prognosi, anche il domicilio eletto nel periodo della malattia per mettere in grado
lamministrazione di poter effettuare gli accertamenti medico-fiscali dovuti e produrre,
nei termini, la domanda di interruzione delle ferie documentata dal certificato medico.18
II.

Come vanno computate le ferie non godute durante il periodo di malattia?

Con sentenza n. 11462 del 9 luglio 2012, la Corte di Cassazione ha affermato che le
ferie non godute a causa di un periodo di malattia, e che poi non vengono fatte per
cessazione del rapporto di lavoro, vanno sempre compensate con il pagamento
dellindennit sostitutiva, indipendentemente da ci che prevede il contratto collettivo di
appartenenza. Il contratto, infatti, prevedeva come unica ipotesi al pagamento
dellindennit il fatto che il mancato godimento delle ferie doveva essere motivato da
esigenze di servizio, ci che, nel caso concreto, non era avvenuto.
La Suprema Corte ha evidenziato che al lavoratore che non ha goduto del riposo spetta
sempre il pagamento delle ferie che oltre ad avere carattere risarcitorio per la perdita del
bene, hanno anche natura retributiva costituendo il corrispettivo dellattivit
lavorativa resa in un periodo che, pur essendo di per s retribuito, avrebbe invece dovuto
essere non lavorato perch destinato al godimento delle ferie annuali.
Gi nel 2004 lARAN, per il comparto Scuola, si esprimeva cos:
Si fa presente che non vi alcun dubbio che la malattia, per la sua imprevedibilit e per
la sua non programmabilit, sia una esimente di carattere generale superiore anche alle
esigenze di servizio.
Pertanto ove la malattia abbia impedito il godimento delle ferie, non vi alcun dubbio che
queste debbano essere liquidate al momento della quiescenza.
La questione risulta ormai chiara perch espressamente prevista dal CCNL/2007.

17


Parere ARAN e art. 13/13 CCNL/2007.

USR Lombardia, nota Prot. n. 14307 del 01.09.2010.

18
122

Ai sensi dellart. 13 comma 8 le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono


monetizzabili, salvo quanto previsto nel comma 15 del medesimo articolo, il
quale prevede che qualora allatto della cessazione dal rapporto di lavoro,
le ferie spettanti a tale data non siano state fruite, si procede al pagamento sostitutivo
delle stesse, sia per il personale a tempo determinato che indeterminato.
Sempre lart. 13 prevede che in caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di
motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento
in tutto o in parte delle ferie nel corso dellanno scolastico di riferimento, le ferie stesse
saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro lanno scolastico
successivo nei periodi di sospensione dellattivit didattica.
Pertanto, se si in presenza di cause non dipendenti dalla volont che di fatto
impediscono di poter usufruire delle ferie, come appunto lassenza per malattia, si
prevede il rinvio delle ferie e il personale conserva il diritto a fruirne nellanno scolastico
successivo.
III.

Possono essere concesse le ferie durante il periodo di malattia (anche per gli
ulteriori 18 mesi di assenza)?

Con sentenza n. 14020 del 12 novembre 2001 le Sezioni Unite della Cassazione hanno
stabilito che la maturazione delle ferie non trova limiti ostativi nella sospensione del
rapporto dovuta a malattia e che lautonomia privata trova un limite insuperabile, per quel
che riguarda la loro durata, nella necessit di parificare ai periodi di servizio quelli
dellassenza per malattia. Le Sezioni Unite hanno affrontato anche il problema relativo
alla circostanza che dopo una lunga malattia il lavoratore richieda un periodo di ferie.
Esso stato risolto positivamente, nel senso dellaccoglibilit della richiesta, in base alla
necessit che il diritto alle ferie, irrinunciabile, sia esercitato in condizioni di salute, o
almeno in condizioni fisiche compatibili con la funzione di riposo e di ricreazione.
Con sentenza n. 15594 del 17 dicembre 2001, la Cassazione ha stabilito il principio
secondo il quale un lavoratore assente per malattia pu mutare il titolo dellassenza
richiedendo ferie gi maturate. Ci sospende il decorso del periodo di comporto anche se
dopo tale richiesta il dipendente abbia fatto richiesta, in costanza di malattia, di un
periodo di aspettativa non retribuita con decorrenza anteriore al godimento delle ferie
stesse.
Con sentenza n. 3028 del 27 febbraio 2003, la Cassazione ha affermato che, in linea
generale, gli interessi particolari dei singoli prestatori di lavoro possono essere presi in
considerazione dal datore di lavoro, al fine di determinare il periodo di fruizione delle
ferie, solo se gli sono portati a conoscenza; pi in particolare: la fruizione delle ferie
123

durante la malattia si pone potenzialmente in contrasto con il principio di (possibile)


incompatibilit tra godimento delle ferie e malattia, di modo che solo ove sussista una
richiesta del lavoratore, che intenda privilegiare linteresse a prevenire lesaurimento del
periodo di comporto, pu ipotizzarsi la sua collocazione in ferie in costanza di denunciata
malattia.
Con sentenza n. 10352/2008, la Cassazione ha affermato che al lavoratore assente per
malattia consentito mutare il titolo dellassenza con la richiesta di fruizione delle ferie
gi maturate, al fine di sospendere il decorso del periodo di comporto. A ci va aggiunto
che non sussiste alcun principio per il quale il datore di lavoro debba dufficio convertire
lassenza per malattia in ferie. N, a maggior ragione, esiste un dovere del datore di
lavoro di avvertire il lavoratore, assente per lungo tempo, che il periodo di conservazione
del posto sta per scadere. Infatti, il lavoratore in grado, anche con lassistenza di un
sindacato, di effettuare la somma dei giorni di assenza per malattia e di verificare se il
periodo di conservazione del posto stia per scadere.
Con sentenza del 16 marzo 2011 n. 1608, la V Sezione del Consiglio di Stato ha
affermato che una volta esaurito il periodo di comporto per assenza per malattia e, senza
che il lavoratore faccia ulteriore richiesta di conservazione del posto di lavoro,
questultimo pu essere licenziato.
La Corte inoltre afferma: Onde evitare la perdita del posto di lavoro per esaurimento del
periodo di comporto, il ricorrente, in luogo di raffigurare che le proprie condizioni di
salute , ben avrebbe potuto eventualmente presentare una istanza di fruizione delle
ferie per porre lAmministrazione in grado di valutare la possibilit di concedere un
ulteriore periodo di assenza dal servizio.
Riportiamo un parere ARAN sullargomento ferie e periodo non retribuito (ulteriori
18 mesi concessi).
LARAN parte dal presupposto che gli ulteriori 18 mesi concessi e non retribuiti non
sono frazionabili.
Se cos, non possibile ipotizzare, in tale periodo, la concessione di ferie, perch questo
equivarrebbe ad ammetterne la frazionabilit.
Tra laltro, la giurisprudenza ha chiarito che:
Non sussiste nellordinamento un principio generale di convertibilit delle cause di
assenza dal lavoro - Cassazione civile, sez. lav., 4 giugno 1999, n. 5528;

124

La richiesta del lavoratore in malattia di utilizzare un periodo di ferie per il


prolungamento dellassenza al fine di evitare il superamento del periodo di comporto
deve necessariamente precedere la scadenza del periodo di comporto dato che al
momento di detta scadenza il datore di lavoro acquisisce il diritto di recedere ai sensi
dellart. 2110 c.c. - Corte appello Torino, 21 settembre 2001.
Il lavoratore assente per malattia non ha incondizionata facolt di sostituire alla
malattia la fruizione delle ferie, maturate e non godute, quale titolo della sua assenza,
allo scopo di interrompere il decorso del periodo di comporto, ma il datore di lavoro, di
fronte ad una richiesta del lavoratore di conversione dellassenza per malattie in ferie, e
nellesercitare il potere, conferitogli dalla legge (art. 2109, comma 2, c.c.), di stabilire la
collocazione temporale delle fede nellambito annuale armonizzando le esigenze del
limpresa con gli interessi del lavoratore, tenuto ad una considerazione e ad una
valutazione adeguate alla posizione del lavoratore in quanto esposto, appunto, alla
perdita del posto di lavoro con la scadenza del comporto; tuttavia, un tale obbligo del
datore di lavoro non ragionevolmente configurabile allorquando il lavoratore abbia la
possibilit di fruire e beneficiare di regolamentazioni legali o contrattuali che gli
consentano di evitare la risoluzione del rapporto per superamento del periodo di
comporto ed in particolare quando le parti sociali abbiano convenuto e previsto, a tal
fine, il collocamento in aspettativa, pur non retribuita. - Cassazione civile, sez. lav., 9
aprile 2003, n. 5521.
Quanto sopra sembra escludere, nel caso di specie, sia il diritto del dipendente alle ferie
sia la stessa possibilit di accordargliele.
Tuttavia, se proprio si vuole ammettere la possibilit di accordare ferie durante il periodo
di assenza non retribuita, occorre prestare molta attenzione e considerare quanto segue:
pur affermando linfrazionabilit del periodo, lAran ha sempre ammesso la possibilit di
un rientro in servizio del lavoratore prima della scadenza dei 18 mesi non retribuiti,
previo accertamento delle sue condizioni di salute; in tal caso, se il dipendente, dopo aver
ripreso servizio, si assenta nuovamente per malattia si effettua il conteggio delle assenze
per malattia come per tutti gli altri lavoratori, computando tutte le assenze intervenute nei
tre anni precedenti;
tale ricostruzione sembra coerente con le indicazioni della giurisprudenza, secondo la
quale nel caso di comporto per sommatoria - dove, in base al computo a scorrimento, il
periodo di comporto mobile - deve considerarsi legittimo il licenziamento intimato per
superamento del periodo di comporto anche quando il lavoratore, gi ammesso a fruire
di un periodo di aspettativa non retribuita, riprenda servizio per un certo periodo di
125

tempo e si assenti poi per malattia, venendosi cos a trovare di nuovo in una situazione di
superamento del comporto (Pretura Milano, 19 gennaio 1999);
pur trattandosi di unipotesi decisamente anomala (e da evitare perch pericolosa), si
potrebbe ipotizzare lo stesso identico effetto in caso di concessione di ferie durante il
periodo di assenza non retribuita. Una diversa soluzione, e, in particolare, quella di
ritenere che parta un nuovo periodo di comporto con azzeramento di tutte le assenze
precedenti ( la soluzione ipotizzata dallAran nel diverso caso dellente che abbia
rinunciato alla facolt di recesso), si presterebbe a facili raggiri e sembra di eccessivo
vantaggio per il dipendente che, attraverso una semplice ed apparentemente innocua
richiesta di ferie, potrebbe azzerare dun colpo tutta la malattia precedente. Tale ultima
soluzione si potrebbe giustificare solo ammettendo che la concessione di ferie equivalga
ad una vera e propria rinuncia al diritto di recesso per fatti concludenti.
Il carattere di tempestivit del licenziamento intimato per superamento del periodo di
comporto - il cui onere probatorio ricade sul datore di lavoro - non pu consistere in un
dato meramente cronologico ma va delibato caso per caso dal giudice del merito, con
riferimento allintero contesto delle circostanze significative, le quali assumono rilievo al
fine del giudizio in ordine allassolvimento da parte del giudice di merito dellobbligo di
motivazione circa la tempestivit del recesso. (Nella specie la S.C. ha cassato la
pronuncia del giudice del merito ritenendo che la stessa non si sottraeva alla censura di
contraddittoriet per aver affermato la tempestivit del licenziamento per superamento
del periodo di comporto, intimato al lavoratore dopo il rientro in servizio e la concessione
delle ferie) Cassazione civile, sez. lav., 29 luglio 1999, n. 8235.
IV.

possibile usufruire di un periodo di ferie immediatamente successivo ad un


periodo di malattia?

Fermo restando che le ferie devono essere programmate dal dipendente e previamente
autorizzate dal Dirigente in relazione alle esigenze di servizio, possibile leffettuazione
di un periodo di ferie immediatamente successivo ad un periodo di malattia nonostante
non si sia verificato il rientro in servizio del dipendente. Anche perch le feri e possono
essere programmate, la malattia no.
V.

Ai fini della conservazione del posto il periodo di assenza per malattia svolto
allestero rientra nel calcolo delle assenze per malattia effettuate nel triennio?

Non vi alcuna differenza n giuridica n contrattuale tra periodi di malattia di un


professore, svoltisi in Italia od allestero. Non rileva a tal fine che il periodo di malattia
allestero possa aver comportato la restituzione ai ruoli metropolitani del docente.
126

VI.

La trattenuta fino a 10 giorni per assenze di malattia va effettuata anche sulla


retribuzione delle ore eccedenti?

No.
Dal momento che la riduzione opera solo sulla retribuzione professionale docenti (RPD)
(sul compenso individuale accessorio e lindennit di direzione del Dsga), si ritiene che
non pu essere operata una decurtazione dello stipendio, considerando, peraltro, che ogni
ora eccedente le 18 settimanali compensata per lintera durata dellanno scolastico o
della nomina su tale cattedra, compresa la tredicesima mensilit.
VII.

Ricovero, periodi di convalescenza, visite fiscali e altre assenze dovute a casi


particolari: Qual la differenza tra ci che prescrive il CCNL/2007 e ci che
indica la legge in riferimento alla decurtazione economica?

Il periodo di ricovero ed i giorni di convalescenza non sono soggetti alle trattenute


economiche di legge, sono invece computati ai fini del superamento del periodo di
comporto in quanto il CCNL Scuola prevede che esclusivamente le assenze per gravi
patologie (art. 17 comma 9) e per infortunio sul lavoro (art. 20 comma 1) non vengono
computate ai fini del limite massimo del diritto alla conservazione del posto.
Ricordiamo inoltre che la Corte di Cassazione con sentenza n. 1436/1998 ha stabilito
che la nozione di ricovero limitata ai casi di lunga degenza e terapie riabilitative, con
esclusione pertanto delle situazioni contingenti.
Pertanto i giorni di malattia indicati in un referto medico rilasciato dal Pronto soccorso
sono soggetti alle ritenute economiche di cui allart. 71 del decreto n. 112/2008
convertito in legge n. 133/08.
Diverso potrebbe essere il caso di un intervento chirurgico sottoposto in regime di dayhospital.
In questo caso il day hospital e la successiva convalescenza (se ordinata dallospedale
non dovr essere disposta la visita fiscale) ricondotta nel certificato medico allintervento
subito non saranno soggetti alle ritenute economiche di cui allart. 71 del decreto n.
112/08 convertito in legge n. 133/08 (i giorni saranno comunque computati ai fini del
superamento del periodo di comporto).
Ricordiamo inoltre che lobbligo da parte dellAmministrazione di disporre visite fiscali
fin dal primo giorno riferito al solo caso di assenze che si verifichino nelle giornate
127

immediatamente precedenti o successive a quelle non lavorative (se il giorno di malattia


o uno dei giorni di malattia cada subito prima o subito dopo la domenica o altra festivit).
Per gli altri giorni di assenza data al Dirigente una certa discrezionalit e flessibilit.
In sintesi:

Non si procede alla decurtazione economica fino a 10 giorni nei seguenti casi:
Assenze dovute ad infortuni sul lavoro riconosciuti dallINAIL;
Assenze per malattia dovute a causa di servizio riconosciuta dal Comitato di
Verifica per le cause di servizio;
Ricovero ospedaliero, in strutture pubbliche o private. Per ricovero ospedaliero
si intende la degenza in ospedale per un periodo non inferiore alle 24 ore
(comprensivo della notte). Lassenza su prognosi rilasciata da un Pronto Soccorso
non assimilabile al ricovero e pertanto sar soggetta alle trattenute;
Ricovero domiciliare certificato dallASL o struttura sanitaria competente, purch
sostitutivo del ricovero ospedaliero;
I day-hospital o Macroattivit in regime ospedaliero;
Assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita: sono esclusi
dalla decurtazione economica i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital o
Macroattivit in regime ospedaliero, leffettuazione delle terapie salvavita (inclusa
la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle
terapie; i giorni di assenza per leffettuazione delle periodiche visite specialistiche
di controllo delle (certificate) gravi patologie (accertamenti ambulatoriali).
I periodi di assenza per convalescenza che seguono senza soluzione di continuit
un ricovero o un intervento effettuato in regime di day-hospital o Macroattivit in
regime ospedaliero indipendentemente dalla loro durata per i quali sufficiente
una certificazione rilasciata anche dal medico curante pubblico o privato (la
certificazione medica dovr far discendere espressamente la prognosi
dallintervento subito in ospedale).

Non si procede alla visita fiscale (dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle
ore 18,00) nei seguenti casi:
Assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita: sono esclusi
dalla visita di controllo i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital o
Macroattivit in regime ospedaliero, leffettuazione delle terapie salvavita (inclusa
128

la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle


terapie; i giorni di assenza per leffettuazione delle periodiche visite specialistiche
di controllo/accertamenti ambulatoriali delle (certificate) gravi patologie.
Infortunio sul lavoro, se riconosciuto con determinazione dellINAIL;
Malattie riconosciute dipendenti da causa di servizio, se almeno riconosciuta dal
Comitato di Verifica per le cause di servizio;
Stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidit riconosciuta: la
patologia invalidante devessere riconosciuta da un giudizio medico legale
emesso secondo le normative vigenti (non richiesto alcun grado minimo di
invalidit) e il certificato medico deve contenere in maniera esplicita il nesso
causale tra invalidit riconosciuta e malattia in atto che ha determinato la prognosi
clinica;
Qualora il dipendente sia in degenza in ospedale superiore alle 24 ore o con
certificazione di ricovero domiciliare o in strutture sanitarie competenti o ancora
in regime di day hospital o Macroattivit in regime ospedaliero, o a seguito di un
o che a seguito di un infortunio, o che a seguito di un ricovero ospedaliero,
qualora il periodo di riposo o di convalescenza sia stato ordinato dallospedale
stesso (e non, successivamente, dal medico curante: in questo caso non risulta
nessun legame ufficiale con il periodo di ricovero o con il precedente infortunio);
Nei confronti dei dipendenti per i quali stata gi effettuata la visita fiscale per il
periodo di prognosi indicato nel certificato: la visita fiscale non pu essere
prevista per due volte per lo stesso evento morboso. Ogni prolungamento della
malattia pu invece prevedere una successiva visita medica di controllo;
Nei confronti dei dipendenti che si assentano per malattia per sottoporsi a visite
specialistiche (La richiesta di visita di controllo si configurerebbe come
ingiustificato aggravio di spesa per lamministrazione in quanto lavvenuta visita
sar giustificata con la presentazione dellattestato da parte del dipendente).

Non concorrono alla determinazione del conteggio dei giorni di malattia nel periodo
di comporto (18 mesi + 18 mesi per il personale a TI; 9 mesi o 30 giorni per il
personale a TD):
Le assenze dovute ad infortunio sul lavoro certificate dallINAIL;
Le assenze dovute a gravi patologie che richiedono terapie salvavita: sono esclusi
dal periodo di comporto i giorni di ricovero ospedaliero, i day-hospital o
129

Macroattivit in regime ospedaliero, leffettuazione delle terapie salvavita (inclusa


la chemioterapia); i giorni di assenza dovuti alle conseguenze certificate delle
terapie; i giorni di assenza per leffettuazione delle periodiche visite specialistiche
di controllo/accertamenti ambulatoriali delle (certificate) gravi patologie.
Lassenza dovuta a malattia determinata da gravidanza anche se linterruzione
di gravidanza avviene entro il 180 giorno di gestazione.
LINAIL, nelle circolari n. 48/1993 e n. 51/2001, e il Ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali, che con nota 25/I/0011428 del 19 agosto 2008, di
risposta allinterpello n. 32 del 19 agosto 2008 del Consiglio nazionale dellOrdine
dei Consulenti del Lavoro, ha precisato che larticolo 12 del D.P.R. n. 1026/1976
considera linterruzione di gravidanza prima del 180 giorno come aborto e non come
parto; qualificandosi dunque, come malattia determinata da gravidanza, ad essa si
applicher la tutela prevista dallarticolo 20 del D.P.R. n. 1026/1976, secondo cui tale
assenza non rientra nel periodo di comporto.
Nello stesso interpello, il Ministero del Lavoro afferma che ai fini della prova della
morbosit determinata da gravidanza non necessaria la produzione di un certificato
rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale, ma basta un
certificato rilasciato da un medico di base convenzionato.
In questo caso, quindi, i relativi giorni di malattia non saranno computabili nel
periodo massimo previsto per la conservazione del posto di lavoro.

Rientrano nel periodo di comporto:


Tutte le assenze di malattia comprese le infermit dipendenti da causa di servizio
(per cui comunque spetta lintera retribuzione), i day-hospital o Macroattivit in
regime ospedaliero e il ricovero ospedaliero (esclusi quelli per leffettuazione di
terapie temporaneamente e/o parzialmente invalidanti da parte del dipendente
affetto da grave patologia) e le visite specialistiche (questultime solo se imputate
a malattia)).

8. RAPPORTO DI LAVORO A TERMINE E A TEMPO PARZIALE


I.

Al docente/ata nominato su supplenza breve e saltuaria viene effettuata la


trattenuta di cui allart. 71 del DL 112/08?

La trattenuta compete al supplente per cui prevista la retribuzione professionale


docenti (RDP) o il compenso individuale accessorio (C.I.A.).
130

Per tutti gli altri supplenti si avr solo la decurtazione del trattamento fondamentale nelle
misure previste dallart. 19/10 del CCNL/2007.
II.

Personale a tempo determinato con pi rapporti di lavoro: se nello stesso anno


scolastico si ha un rapporto di lavoro almeno fino al termine delle attivit
didattiche e un altro come supplenza breve, si avranno due differenti trattamenti
economici nel caso di assenza per malattia nella stessa giornata di servizio?

Il CCNL/2007 prevede modalit di retribuzione diversa per le assenze del personale con
contratto a tempo determinato fino ad almeno il 30/6, rispetto al personale supplente
temporaneo (rispettivamente 100% di retribuzione per il primo mese per il contratto
almeno fino ad almeno il 30/6, e 50% per i soli 30 giorni per la supplenza temporanea).
Si ribadisce che la trattenuta economica ai sensi dellart. 71, primo comma, del decreto n.
112/08 convertito in legge n. 133/08 si riferisce esclusivamente al personale per cui
prevista la retribuzione professionale docenti (RDP) o il compenso individuale
accessorio (C.I.A.)..
Ci risulta che le scuole non adottino tutte la stessa soluzione, ma vi un duplice
comportamento:
1. Considerare i due casi separatamente in funzione dei rispettivi contratti individuali di
lavoro, quindi con trattamento giuridico ed economico diverso per ciascuna posizione
contrattuale.
In questo caso per il contratto fino ad almeno il 30/6 la scuola procede solo alla
decurtazione retributiva fino ai primi 10 giorni (RPD/C.I.A.) per le giornate in cui il
personale stato assente per malattia.
Per il contratto su supplenza breve si provveder alla decurtazione del 50% della
retribuzione.
2. Considerare preminente la posizione giuridica di supplente fino ad almeno il termine
delle attivit didattiche rispetto a quella del supplente temporaneo (essendo lassenza
contestuale).
In questo caso si opter solo per la decurtazione retributiva per i primi 10 giorni per il
contratto fino ad almeno il 30/6 e non quella del 50% per il contratto su supplenza breve.
La seconda ipotesi sicuramente quella che tutela di pi il personale assente per malattia
oltre ad essere quella pi corretta: non c dubbio, infatti, che al momento dellassenza lo
stato giuridico del supplente quello di supplente fino al termine delle attivit didattiche.
131

III.

Come avviene il calcolo del triennio per il personale assunto a tempo


determinato supponendo che il primo episodio morboso registrato in data
15/04/2012?

Ai fini del computo dei 9 mesi di assenza (personale assunto fino ad almeno il 30/6),
il triennio da prendere a riferimento decorre dalla data della prima assenza.
Bisogna dunque prendere come riferimento il triennio entro cui va fatto il conteggio
partendo dalla prima data di assenza per malattia.
Se un dipendente inizialmente assente per malattia dal 15/04/2012 al 30/04/2012, il
triennio entro cui va fatto il conteggio dei nove mesi comprende lanno scolastico
2011/2012, 2013/2014, 2014/2015.
Se nellarco di questi tre anni scolastici si dovesse superare il periodo di comporto e
avere la risoluzione del rapporto di lavoro, il triennio da prendere in considerazione
ripartir nuovamente dalla successiva prima assenza per malattia.
Es. Docente inizialmente assente il 15/04/2012 (triennio di riferimento aa.ss. 2011/2012,
2013/2014, 2014/2015) e licenziato a febbraio nellanno scolastico 2014/2015 per aver
superato il periodo di comporto.
Dall1/9/2015 (anno scolastico 2015/16) il docente avr nuovamente a disposizione i 9
mesi di assenza. Il computo del periodo riparte da tale data, semprech il docente si
assenter per malattia.
IV.

Come viene calcolata lassenza per malattia al personale nominato dal


Dirigente scolastico fino alla nomina degli aventi diritto (art. 40)?

Lo stato giuridico di tale personale quello di supplente temporaneo19con contratto


stipulato dal Dirigente scolastico.
Tale personale ha dunque diritto a 30 giorni di malattia in un anno scolastico pagati al
50%. Tali assenze sono comunque valide a tutti gli effetti.

19


La Circolare Ministeriale n. 339/1998 indica che si tratta di supplenti temporanei beneficiari di


un contratto stipulato dal dirigente scolastico su posto di supplenza annuale o supplenza fino al termine
delle attivit didattiche in attesa dellassunzione degli aventi diritto.

132

di questo avviso LUST di Torino che con circolare n. 2003 del 19 febbraio 2013
(Conferimento supplenze in attesa dellavente diritto ex art. 40 L. 449/97 Assenze per
malattia - Precisazioni) afferma:
Con riferimento alloggetto si precisa che le nomine disposte dai Dirigenti Scolastici
con contratti in attesa dellavente diritto ex art. 40 Legge n. 449/97 sono supplenze brevi
e, pertanto, le assenze sono soggette al regime giuridico previsto dal comma 10 dellart.
19 del CCNL 2007 che recita testualmente:
Nei casi di assenza dal servizio per malattia del personale docente ed ATA, assunto con
contratto a tempo determinato stipulato dal Dirigente scolastico, si applica lart. 5 del
D.L. 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre
1983, n. 638. Tale personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto
medesimo, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni
annuali, retribuiti al 50%.
Di diverso avviso invece lUSR Veneto che con nota prot. n. 2957 del 12 marzo 2013
afferma:
Il CCNL sottoscritto il 29.11.2007 non disciplina espressamente, ai fini delle assenze
per malattia, tale tipologia di contratti.
Questo Ufficio Scolastico Regionale ha richiesto il parere dellavvocatura Distrettuale
dello Stato di Venezia la quale ha precisato che, per individuare la disciplina applicabile
al contratto stipulato, si deve fare riferimento al tipo di posto coperto.
Premesso quanto sopra, questa Direzione ritiene che, nel caso in cui il contratto stipulato
fino allavente diritto si riferisca a posto vacante (31 agosto) o disponibile (30 giugno)
e pertanto la liquidazione delle competenze sia a carico degli Uffici del Tesoro, il
contratto equiparabile alla supplenza annuale o fino al termine delle attivit didattiche.
Da tale equiparazione discende pertanto anche lindividuazione delle norme del CCNL
applicabili al predetto personale.
Non essendoci quindi una posizione univoca sul punto, si ritiene che la questione possa
essere risolta definitivamente nel prossimo Contratto Nazionale o con un intervento
specifico del Ministero che chiarisca espressamente la questione
Tuttavia si rileva che in questi anni la posizione prevalente in materia stata quella
espressa dallUST di Torino.

133

V.

Cosa comporta la risoluzione del rapporto di lavoro una volta superati i 9 mesi
(o i 30 giorni) di assenza?

La penalizzazione riguarda solo lanno scolastico in corso, e sono salvi la presenza nella
Graduatoria ad Esaurimento o dIstituto nel periodo di vigenza, il punteggio e la
retribuzione maturati fino al momento del licenziamento. Inoltre, dal momento che la
risoluzione del rapporto di lavoro non si configura come abbandono di servizio
(regolato dallart. 8 del D.M. 131/07) il dipendente avr diritto alla disoccupazione (se ne
sussistono i presupposti).
VI.

Come si calcolano le assenze per malattia del personale a part time verticale?
Premessa

Cassazione, 14 dicembre 1999 n. 14065

La Cassazione ha affermando che, in assenza di una specifica disciplina contrattuale


collettiva, il periodo di conservazione del posto di lavoro quello previsto per i lavoratori
a tempo pieno, qualora si tratti di un part time di tipo orizzontale. Al contrario, nel caso di
un rapporto part time di tipo verticale affidato al giudice il compito di calcolare tale
periodo in proporzione alla quantit della prestazione (che risulter pertanto ridotto), in
modo che, sia mantenuto costante lequilibrio fra prestazione e controprestazione con
losservanza dei limiti derivanti dallart. 1464 c.c., nel rispetto della particolarit del
rapporto.

Cassazione civile Sez. lavoro, 30/12/2009 n. 27762

Il periodo di comporto riconosciuto ai lavoratori part time di tipo verticale pu essere


riproporzionato, in via equitativa, dal giudice in base alla quantit della prestazione
lavorativa effettiva per evitare conseguenze eccessivamente onerose per il datore di
lavoro e mantenere cos inalterato il rapporto fra prestazione e controprestazione .
Gli artt. 39 e 58 del CCNL/2007 prevedono che:

Il trattamento economico del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale


proporzionale alla prestazione lavorativa.

I dipendenti a tempo parziale orizzontale hanno diritto ad un numero di giorni di ferie


e di festivit soppresse pari a quello dei lavoratori a tempo pieno.

I lavoratori a tempo parziale verticale hanno diritto ad un numero di giorni


proporzionato alle giornate di lavoro prestate nellanno.
134

Cos come precisa lARAN, bisogna:

Riproporzionare il periodo massimo di conservazione del posto, il periodo di


riferimento allinterno del quale sommare tutte le assenze per malattia effettuate dal
lavoratore (per i lavoratori a tempo pieno sono i tre anni precedenti lultimo episodio
morboso), e i periodi a retribuzione intera e ridotta in base al numero di giornate di
lavoro prestate nellanno; in caso di dipendente che in ogni settimana lavora 3 giorni
su 5, detti riproporzionamenti andranno effettuati in ragione di 3/5; se il dipendente
lavora 3 giorni su 6, detti riproporzionamenti andranno effettuati in ragione di 3/6
(1/2);

Sommare tutte le assenze per malattia intervenute nel periodo precedente lultimo
episodio morboso cos riproporzionato;

Effettuare il conteggio dei giorni di assenza anche se nel conteggio a ritroso saranno
interessati periodi nei quali il lavoratore era a tempo pieno (questo fatto non ha alcun
rilievo, perch il superamento del comporto va accertato di volta in volta in base
allattuale configurazione del rapporto); alle giornate di assenza cos determinate
devono esser aggiunte quelle dellultimo episodio morboso;

Fatto questo la scuola in condizione di stabilire se il lavoratore ha superato o meno il


periodo di comporto e di stabilire anche il trattamento economico dellassenza.
Come effettuare il calcolo
Il personale in servizio a part-time verticale risponde quindi delle attivit lavorative e
delle assenze soltanto per il periodo per cui previsto svolga attivit di lavoro: le assenze
dovranno essere computate rispetto allo stesso periodo e non per i giorni per i quali il
dipendente, contrattualmente, non risulta avere obblighi di servizio con la scuola di
appartenenza.
Pertanto il periodo di conservazione del posto di lavoro per il personale a part-time
verticale deve essere proporzionalmente ridotto in misura della prestazione lavorativa ed
il conteggio della malattia deve essere effettuato ai fini del trattamento economico
considerando solo i giorni in cui il lavoratore effettua la reale prestazione lavorativa e non
in base alla percentuale scelta (es. 50%).
Ne consegue che se il certificato di malattia copre anche giorni in cui il dipendente non
in servizio, la scuola dovr esclusivamente calcolare i giorni di assenza in cui il
dipendente (docente/ATA) doveva prestare servizio.
135

Per ci che riguarda il periodo massimo di conservazione del posto (18 mesi in 3 anni)
anche questo va riproporzionato.
Esempi di calcolo lassenza per malattia dei dipendenti in part-time verticale o
misto.
Riportiamo un esempio di calcolo contenuto nella nota Prot. N. GB/92423 del 9.10.2007
riferita al CCNL del Comparto Regioni-Autonomie Locali:
Giorni
lavorativi
a tempo
pieno nel
triennio
(2)

Comporto
tempo
pieno
Nel
triennio
(3)

Giorni
lavorativi
a tempo
parziale
nel
triennio
(4)

Comporto
nel parttime (5)
Periodo
retribuito

Retribuito
per intero
100% (6)

del
periodo
retribuito

Retribuit
o al 90 %
(7)
1/6 del
periodo
retribuit
o

Retribuito
al 50% (8)
1/3
del
periodo
retribuito

Non
retribuito

gg.
lav.
annue
part
time
(9)

1080

540

432

216

108

36

72

216

144

2 GG SETT
SU 6

1080

540

360

180

90

30

60

180

120

3 GG SETT
SU 5

1080

540

648

324

162

54

108

324

216

3 GG SETT
SU 6

1080

540

540

270

135

45

90

270

180

4 GG SETT
SU 5

1080

540

864

432

216

72

144

432

288

4 GG SETT
SU 6

1080

540

720

360

180

60

120

360

240

5 GG SETT
SU 6

1080

540

900

450

225

75

150

450

300

10
MESI/ANNO

1080

540

900

450

225

75

150

450

300

9
MESI/ANNO

1080

540

810

405

202

67

135

405

270

8
MESI/ANNO

1080

540

720

360

180

60

120

360

240

1080

540

540

270

135

45

90

270

180

Periodo
lavorativo in
part-time (1)

PART-TIME
VERTICALE
2 GG SETT
SU 5

MESI/ANNO

136

1080

540

360

180

90

30

60

180

120

10 mesi X 3
GG. SETT.
SU 5 SETT.

1080

540

540

270

135

45

90

270

180

10 mesi X 3
GG. SETT.
SU 6 SETT.

1080

540

450

225

113

37

75

225

150

10 mesi X 4
GG. SETT.

1080

540

720

360

180

60

120

360

240

10 MESI X 4
GG SETT.

1080

540

600

300

150

50

100

300

200

10 MESI X 5
GG SETT.

1080

540

750

375

188

63

124

375

250

11 MESI X 4
GG. SETT.
SU 5 SETT.

1080

540

792

396

198

66

132

396

264

11 MESI X 4
GG. SETT.
SU 6 SETT.

1080

540

660

330

165

55

110

330

220

11 MESI X 5
GG. SETT.
SU 5 SETT.

1080

540

990

495

248

83

164

495

330

11 MESI X 5
GG. SETT.
SU 6 SETT.

1080

540

824

412

206

69

137

412

275

MESI/ANNO

PART-TIME
MISTO

SU 5 SETT.

I giorni di cui alla colonna (4) si ottengono con la seguente proporzione:


30 (gg lav./mese) : 5 o 6 (gg. lav./sett.) = X: 2/3/4 o 5 (gg. lav./sett.)
Poi si moltiplica X per 18 mesi (triennio).
137

Nel caso in cui, nel triennio di riferimento, il dipendente abbia svolto attivit lavorativa in
parte a tempo pieno ed in parte a tempo parziale, si procede allapplicazione del criterio
di proporzionalit tenendo conto dei diversi periodi di comporto maturati in costanza dei
diversi rapporti di lavoro.
Per conoscere il periodo di comporto si effettua la seguente operazione:
Es. 15 ottobre 2000: primo giorno di un episodio morboso della durata di 10 giorni.
14.10.97 14.10.00 : triennio di riferimento.
Si supponga che il dipendente interessato abbia svolto attivit lavorativa a tempo pieno
fino al 31.12.98 ed a tempo parziale dal 1.1.99 con una prestazione di 3 giorni su una
settimana lavorativa di 5.
Per individuare il periodo di comporto occerrer sommare i due periodi di comporto
maturati a tempo pieno ed a tempo parziale:
gg. lavorativi a tempo pieno (dal 14.10.97 al 31.12.98): 437 (14 mesi e 17 giorni,
considerando il mese 30 gg. lav.);
gg. lavorativi a tempo parziale (dall1.1.98 al 14.10.00): 384 (21 mesi e 6 giorni,
considerando il mese di 18 gg. lav.).
Poi occorrer effettuare le seguenti proporzioni:
a) 1080 (gg. lav. triennio) : 437 = 540 (comporto tempo pieno triennio) : X
(comporto tempo pieno nel periodo)
X = 217
b) 648 (gg. lav. part time triennio) : 384 = 324 (comporto tempo parziale nel
triennio)
X = 192
Sommando i due periodi di comporto si ottiene 409, che costituisce il periodo di
comporto (vale a dire lassenza massima per malattia nel triennio) dellesempio su
riportato.
A questo punto si pone il problema di come retribuire le assenze per malattia che
insorgono in questo periodo.

138

Sempre con riferimento allesempio di cui sopra, si supponga che il dipendente abbia
accumulato 190 giorni di assenza per malattia dal 14.10.97 al 14.10.00 (ultimo giorno
precedente linizio dellepisodio morboso in considerazione). Si consideri, in via
preliminare, che il sistema contrattuale di retribuzione delle assenze per malattie nel
triennio, relativamente al periodo di comporto (che, relativamente a rapporto di
lavoro a tempo pieno, di 18 mesi o 1080 giorni), attualmente il seguente:
il 50% (1/2): intermente retribuite;
1/6: retribuite al 90%
1/3: retribuite al 50%
Applicando tali proporzioni al nostro esempio, sui 409 giorni di comporto (n.
massimo di giorni di assenza per malattia) individuati al 14.10.00, relativamente ad
un triennio lavorativo a tempo misto (pieno e parziale), si avr il seguente schema
contabile:
da 1 a 205 giorni di assenza (il 50% di 409): interamente retribuiti;
da 206 a 273 (68gg., ossia 1/6 di 409): retribuzione al 90%
da 274 a 409 (136gg., ossia 1/3 di 409): retribuzione al 50%
nellesempio prospettato, i giorni di assenza dal 15 al 24 ottobre 2000 (10 gg. di
assenza) sono pertanto interamente retribuiti, avendo ipotizzato un precedente
accumulo di 190 giorni di assenza, rientranti nella prima fascia.
Nota bene
Bisogner fare attenzione al calcolo dellassenza quando tra due periodi coperti da
certificazione medica c un giorno libero o festivo.
Es.
Personale a part-time verticale su tre giorni: mercoledi-giovedi-sabato.
Il personale si assenta con un primo certificato fino al sabato e poi con unaltra
certificazione dal mercoled successivo (primo giorno lavorativo della settimana) ma
rientra in servizio il gioved o il sabato.
Considerando che il luned e il marted il personale non ha rapporti lavorativi con la
scuola, la domenica (festivo) e i giorni liberi del luned e del marted non devono essere
computati nel periodo massimo di comporto.
139

Bisogner considerare i due periodi di assenza in modo separato anche se tra un periodo e
laltro ci sono i giorni festivi e quelli liberi.
Ovviamente la stessa considerazione andr effettuata se la prestazione lavorativa
comincia il marted con luned libero.
Diverso sarebbe il caso se il dipendente si riassentasse non fino al gioved ma fino al
sabato successivo:
prima assenza che comprende mercoled, gioved e sabato;
seconda assenza che comprende, nella settimana successiva, nuovamente
mercoled, gioved e sabato.
In questo caso non essendoci stata nessuna presa di servizio in uno dei tre giorni in cui il
dipendente in servizio, il periodo di assenza comprender anche la domenica.
Stessa cosa se il dipendente produce unassenza in ununica soluzione dal mercoled della
prima settimana fino al sabato della settimana successiva.
Pertanto, le domeniche ricomprese in un unico periodo di assenza per malattia sono da
considerare alla stessa stregua assenza per malattia.
Ci conforme con il principio stabilito dalla Funzione Pubblica (Parere n. 36667 del 12
settembre 2012) in tema di congedo straordinario per assistenza a familiare disabile
fruito da dipendente in part time:
In caso di part-time verticale la durata del congedo straordinario deve essere
riproporzionata. Tale calcolo andr effettuato sulla base delle giornate lavorative del
dipendente per tutto il periodo in cui il lavoratore presta la sua opera in regime di parttime, la cui durata fissata in precedenza. Le festivit, le domeniche e le giornate del
sabato (nel caso di articolazione dellorario su 5 giorni alla settimana) ricadenti nel
periodo non lavorativo dovrebbero essere escluse dal conteggio, con eccezione di quelle
immediatamente antecedenti e seguenti il periodo se al termine del periodo stesso non si
verifica la ripresa del servizio ovvero se il dipendente ha chiesto la fruizione del congedo
in maniera continuativa.

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VII.

Il dipendente in part-time verticale deve riprendere servizio prima di assentarsi


nuovamente per malattia?

Riportiamo un parere ARAN per il comparto Autonomie Locali:


Nessuna norma impone al dipendente assente per malattia di riprendere il servizio prima
di assentarsi nuovamente per malattia; anzi, una simile disposizione appare del tutto
illogica se si considera che la malattia non dipende dalla volont del lavoratore.

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