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12.5.

1 La sovranit
sulle risorse petrolifere
In Norvegia, tutte le risorse di petrolio e di gas natura-
le, costituite principalmente da petrolio, sono situate sulla
piattaforma continentale. Il 31 maggio 1963 la Norve-
gia proclam il suo diritto sovrano allesplorazione e allo
sfruttamento delle risorse petrolifere sulla propria piat-
taforma continentale, come previsto dalla Convenzione
sulla piattaforma continentale del 29 aprile 1958, entra-
ta in vigore il 10 giugno 1964 (Convenzione di Ginevra,
art. 2).
Nel marzo del 1965 furono raggiunti tra la Norvegia
e il Regno Unito alcuni accordi relativi alla divisione del
Mare del Nord in conformit al principio della linea
mediana (Convenzione di Ginevra, art. 6.1). Accordi ana-
loghi furono conclusi con la Danimarca nel dicembre
dello stesso anno. Successivamente, la piattaforma con-
tinentale norvegese sotto il 62 N (il Mare del Nord) fu
suddivisa in trentasette quadranti, ciascuno dei quali for-
mato da dodici blocchi misuranti 15 minuti di grado di
latitudine e 20 di longitudine. La dimensione media dei
blocchi del Mare del Nord di 500 km
2
. La stessa sud-
divisione in blocchi fu applicata in seguito al Mare di
Norvegia e al Mare di Barents. Le dimensioni dei bloc-
chi si riducono mano a mano che si procede verso nord,
a causa della curvatura terrestre. Nel Mare di Barents,
la dimensione di ciascun blocco di circa 250 km
2
.
12.5.2 Possesso e titolarit
delle risorse petrolifere
sotterranee
La l. n. 12/1963, relativa allesplorazione e allo sfrut-
tamento delle risorse naturali sottomarine, ha conferi-
to i diritti di propriet delle risorse petrolifere allo Stato
norvegese. Questa disposizione, inclusa anche in una
successiva legge petrolifera del 1985 e nella legge petro-
lifera attualmente in vigore, cio la l. n. 72/1996 relati-
va alle attivit petrolifere (nota come legge petrolifera),
recita: I diritti di propriet sui depositi di idrocarburi
sottomarini e il diritto esclusivo alla gestione delle risor-
se sono conferiti allo Stato norvegese (legge petrolife-
ra, sez. 1-1).
I diritti riconosciuti allo Stato norvegese con la legge
petrolifera sono conferiti al Ministero del Petrolio e del-
lEnergia. Le questioni riguardanti il campo della salu-
te, della sicurezza e dellambiente di lavoro sono affi-
date al Ministero degli Affari Sociali e del Lavoro, men-
tre il Ministero dellAmbiente responsabile per i
problemi ambientali collegati alle attivit petrolifere. Il
Ministero delle Finanze responsabile della tassazione
delle attivit petrolifere.
La politica e la legislazione petrolifere della Norve-
gia sono basate sui seguenti principii fondamentali:
le risorse petrolifere sono gestite a beneficio della
societ norvegese nel suo complesso;
le attivit petrolifere sono regolate dallo Stato nor-
vegese;
le compagnie petrolifere nazionali e internazionali
sono invitate a svolgere le suddette attivit, nellinten-
to di accrescere le conoscenze geologiche, di dotarsi
delle migliori competenze tecnologiche, di conse-
guire una buona struttura finanziaria per lo svolgi-
mento delle attivit e di un adeguato sistema di con-
trolli e contrappesi;
il rilievo e lesplorazione della piattaforma continen-
tale sono portati avanti a velocit moderata. Per otte-
nere questo risultato, stata attuata unapertura pro-
grammata delle aree della piattaforma continentale
destinate alle attivit petrolifere ed stato posto un
limite al numero di blocchi assegnati in ciascuna tor-
nata di aggiudicazione delle licenze.
La Norvegia attualmente il settimo produttore mon-
diale e il terzo esportatore mondiale di petrolio e di gas.
697 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
12.5
Norvegia
Le attivit petrolifere norvegesi sono finalizzate princi-
palmente a:
ottenere il massimo valore a vantaggio della societ
norvegese e delle compagnie interessate;
migliorare la competitivit dellindustria petrolifera
norvegese in campo internazionale e raggiungere un
grado ancora pi elevato di internazionalizzazione;
conciliare la posizione di grande produttore ed espor-
tatore di petrolio della Norvegia con linteresse prio-
ritario della difesa dellambiente.
12.5.3 Struttura della normativa
petrolifera
Il diritto a effettuare prospezioni
delle risorse petrolifere
Non permesso condurre alcun tipo di attivit petro-
lifera in una determinata area prima della sua apertura
formale alle attivit petrolifere (legge petrolifera, sez.
3-1). Questa apertura decisa dallo Storting (il Parla-
mento norvegese) sulla base della valutazione di impat-
to effettuata dal Ministero del Petrolio e dellEnergia.
Per svolgere attivit di prospezione delle risorse petro-
lifere sulla piattaforma continentale norvegese necessa-
ria una licenza di esplorazione preliminare (reconnais-
sance licence) (legge petrolifera, sez. 2-1), rilasciata dalla
Direzione Generale per il Petrolio e dellEnergia, la bran-
ca tecnica del Ministero. La licenza conferisce al suo deten-
tore il diritto di svolgere attivit di tipo geologico, petro-
fisico, geofisico, geochimico e geotecnico, comprese quel-
le di sondaggio superficiale, nonch di utilizzare un
impianto, nei limiti per dellattivit di prospezione.
La licenza non esclusiva e viene rilasciata gene-
ralmente per un periodo di tre anni. La legge petrolife-
ra non prevede limiti allarea che pu essere coperta dalla
licenza. In pratica, le licenze coprono aree molto vaste.
In base al regolamento petrolifero (regolamento di attua-
zione della legge, sez. 6, relativo alle attivit petrolife-
re, stabilito con r. d. del 27 giugno 1997), il detentore
della licenza di esplorazione preliminare tenuto a tra-
smettere copia di tutti i dati, di tutte le registrazioni e
degli altri risultati della sua attivit alla Direzione Gene-
rale per il Petrolio entro tre mesi dallo svolgimento del-
lattivit di prospezione. Questo obbligo consente alle
autorit di avere accesso alle informazioni pi aggior-
nate riguardanti i dati geologici della piattaforma conti-
nentale.
Il diritto di esplorare, sviluppare e produrre
le risorse petrolifere
La licenza di produzione
Per esplorare, sviluppare e produrre le risorse petro-
lifere necessaria una licenza di produzione. La licenza
viene aggiudicata formalmente dal Consiglio della Coro-
na (legge petrolifera, sez. 3-3, par. 1). La licenza esclu-
siva e conferisce ai concessionari il diritto di esplorare
e produrre tutto il petrolio e il gas scoperti nellarea ogget-
to della licenza (legge petrolifera, sez. 3-3, par. 3).
La procedura di aggiudicazione gestita dal Mini-
stero del Petrolio e dellEnergia. Il sistema norvegese
di rilascio delle licenze di produzione discrezionale.
Il Ministero del Petrolio decide se, quando, dove, a chi
e a quali condizioni aggiudicare una licenza di produ-
zione. Nel corso della procedura, tuttavia, la Norvegia,
che ha aderito allaccordo sullArea Economica Euro-
pea (AEE) e fa quindi parte del mercato interno euro-
peo, tenuta a rispettare la legislazione UE pertinente,
e in particolare la Direttiva 94/22/CE sulla concessio-
ne delle licenze.
Le licenze di produzione sono assegnate in genere
nel corso di apposite tornate di aggiudicazione, orga-
nizzate dal Ministero approssimativamente ogni due
anni. La tornata di aggiudicazione si apre quando il Mini-
stero invita tutte le societ operanti in Norvegia a indi-
care i blocchi per i quali sarebbero interessate a ottene-
re una licenza di produzione. Sulla base di tali indica-
zioni (prive di valore vincolante), il Ministero consulta
la Direzione Generale per il Petrolio, il Ministero per la
Pesca e per le Coste, e il Ministero dellAmbiente per
decidere quali blocchi saranno inclusi nella tornata di
aggiudicazione delle licenze. Una proposta concordata
trasmessa in seguito al Consiglio dei Ministri per lac-
cettazione.
Qualunque limitazione riguardante i periodi in cui
lattivit di perforazione dovr essere sospesa per ragio-
ni ambientali o per le esigenze dellindustria della pesca
deve essere inclusa in questa proposta, per garantire che
i richiedenti siano al corrente di tali limitazioni nel mo-
mento in cui presentano domanda per la concessione di
un blocco. In seguito, come previsto dalla legge petroli-
fera (sez. 3-5) e dal regolamento petrolifero (sez. 7),
viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale norvegese e
sulla Gazzetta ufficiale europea un invito a presentare le
domande per laggiudicazione dei blocchi sulla piat-
taforma continentale.
Presentazione delle domande
I richiedenti dispongono di almeno novanta giorni
per inoltrare le loro domande (legge petrolifera, sez. 3-5,
par. 2). I richiedenti devono versare al Ministero 60.000
corone norvegesi (NOK) per diritti amministrativi (rego-
lamento petrolifero, sez. 9, par. 5).
Gli elementi che devono essere contenuti nelle
domande sono specificati nel regolamento petrolifero,
sez. 8. Le domande possono essere inoltrate da perso-
ne fisiche domiciliate nellAEE. In pratica, nessuna
persona fisica ha mai presentato domanda per ottene-
re una licenza di produzione, n da singole societ per
698 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
azioni, n da gruppi di tali societ registrate allinter-
no dellAEE. In altre parole, la maggioranza delle societ
che hanno ottenuto una partecipazione in una licenza
di produzione formata da societ per azioni registra-
te in Norvegia. La legge norvegese non prevede alcu-
na limitazione relativa alla nazionalit dei proprietari
di tali societ per azioni.
Assegnazione delle licenze
Sulla base delle domande ricevute, il Ministero avvia
negoziati con tutti i richiedenti, di solito per discutere
gli eventuali impegni di lavoro e la durata della licenza.
In seguito, il Ministero inoltra al Consiglio dei Ministri
una proposta relativa ai blocchi da assegnare in ciascu-
na licenza di produzione, alle societ a cui concedere la
licenza in questione, alle loro quote di partecipazione
nella licenza e al possibile operatore incaricato (legge
petrolifera, sez. 3-7).
I criteri pi importanti per lassegnazione di una licen-
za di produzione sono la solidit finanziaria, la compe-
tenza geologica, la capacit tecnologica e lesperienza
complessiva in campo petrolifero della societ richie-
dente (regolamento petrolifero, sez. 10).
Per avere la certezza che tutti i richiedenti siano vera-
mente qualificati per diventare concessionari di una licen-
za o operatori, a tutti i nuovi arrivati viene raccomanda-
to di ottenere una qualifica preliminare dal Ministero e
dalla Direzione Generale per il Petrolio prima di richie-
dere una licenza o il consenso del Ministero a un accor-
do di acquisizione di diritti.
Quando la proposta di assegnazione approvata dal
Consiglio dei Ministri, il Ministero presenta unofferta
alle societ interessate, che hanno dieci giorni di tempo
per accettare o rifiutare la licenza di produzione loro
assegnata. Nellofferta sono incluse anche tutte le con-
dizioni rilevanti cui lassegnazione della licenza stata
sottoposta (legge petrolifera, sez. 3-3).
Tali condizioni prevedono lobbligo, per le societ
concessionarie, di formare una joint venture entro tren-
ta giorni dallaggiudicazione della licenza, sottoscri-
vendo un Joint Operating Agreement (accordo operati-
vo congiunto) e un Accounting Agreement (accordo
sulla contabilit). Tali accordi, basati su modelli for-
mulati dal Ministero, regolano i rapporti tra i conces-
sionari e definiscono il modo in cui i costi legati alle
attivit petrolifere debbano essere ripartiti tra i conces-
sionari. Loperatore incaricato svolge le sue funzioni
senza subire perdite o ricavare profitti (principio di no-
loss-no-gain). Il Joint Operating Agreement contiene,
tra laltro, le norme che regolano il voto per le decisio-
ni allinterno della joint venture.
Le regole di voto sono formulate dal Ministero e sta-
biliscono che per prendere una decisione necessaria
una certa combinazione del numero dei concessionari e
delle dimensioni delle rispettive quote di partecipazione
nel gruppo. Questo modo di formulare le regole di voto
garantisce, tra laltro, anche alle societ con una quota
di minoranza, la possibilit di far sentire la propria voce
durante il processo decisionale.
Unaltra condizione per la concessione di una licen-
za riguarda lobbligo di assumere un impegno di lavo-
ro come definito dal Ministero e la durata della licen-
za. Gli interessi delle compagnie di pesca e le esigen-
ze di tutela dellambiente possono imporre nel modo
pi opportuno il rispetto di particolari condizioni
ambientali e la limitazione dei periodi in cui permessa
la perforazione.
Assegnazioni nelle aree predefinite
stato recentemente introdotto un nuovo sistema
per laggiudicazione annuale di licenze di produzione
nelle aree mature, chiamato assegnazioni nelle aree pre-
definite.
Secondo questo sistema, lavviso per la presentazio-
ne delle domande di autorizzazione concernenti i bloc-
chi nelle aree della piattaforma continentale definiti come
maturi (cio quelli ben conosciuti dal punto di vista geo-
logico) emesso nei primi giorni di gennaio di ciascun
anno, mentre il limite per la presentazione delle doman-
de fissato al 1 ottobre dello stesso anno. Qualunque
porzione di questa area predefinita venga dismessa entro
il termine sopraindicato entra automaticamente a far parte
dellarea predefinita. Con questo sistema le licenze ven-
gono aggiudicate prima della fine dellanno, assicuran-
do una rapida circolazione dei lotti nelle aree mature. La
procedura di assegnazione identica a quella descritta
in precedenza per le tornate biennali.
Piano per lo sfruttamento
Se allinterno dellarea coperta dalla licenza viene
effettuata una scoperta e i concessionari ritengono possa
avere valore commerciale, essi devono presentare un
piano di sviluppo e operativo (Plan for Development and
Operation, PDO) del campo petrolifero al Ministero del
Petrolio e dellEnergia, per lapprovazione (legge petro-
lifera, sez. 4-2, par. 1).
Il PDO formato da due parti: il piano vero e pro-
prio e una valutazione del suo impatto. Il piano contie-
ne un resoconto dei diversi aspetti economici, finan-
ziari, tecnici, commerciali, relativi alla sicurezza o alla
salvaguardia ambientale legati alle operazioni, com-
prese le informazioni relative alla dismissione e alla
demolizione di un impianto dopo la fine delle attivit
petrolifere.
La valutazione di impatto analizza i possibili effetti
dello sviluppo del campo petrolifero sulle attivit com-
merciali e sullambiente e indica le misure atte a preve-
nire e rimediare gli eventuali danni. La valutazione di
impatto effettuata dai concessionari sulla base di un pro-
gramma di valutazione rimesso al Ministero e da questo
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NORVEGIA
approvato, dopo essere stato oggetto di una consultazio-
ne pubblica (regolamento petrolifero, sez. 22).
Anche la valutazione di impatto sottoposta al vaglio
del Ministero e a una consultazione pubblica, in genere
per un periodo di tre mesi (regolamento petrolifero, sez.
22a). Inoltre, in questa disposizione sono descritti pi
dettagliatamente i requisiti relativi alle questioni tratta-
te nella valutazione di impatto. Questi requisiti rifletto-
no la legislazione sulle valutazioni di impatto della UE,
a cui la Norvegia obbligata ad aderire in quanto parte
contraente dellaccordo AEE.
Se larea di cui previsto lo sviluppo gi coperta
da una valutazione di impatto regionale o da un prece-
dente piano di sviluppo, il Ministero pu, dopo aver esa-
minato il caso, esentare i concessionari dallobbligo di
effettuare una nuova valutazione di impatto o di sotto-
porre al Ministero un nuovo piano di sviluppo (legge
petrolifera, sez. 4-2, par. 6 e regolamento petrolifero, sez.
22a, par. 3).
Fino a quando un piano di sviluppo non sia stato
approvato dal Ministero, i concessionari hanno il diritto
di non assolvere i pi costosi obblighi contrattuali rela-
tivi allo sviluppo, senza un esplicito consenso del Mini-
stero (legge petrolifera, sez. 4-2, par. 5).
Inoltre, se il campo petrolifero in questione si esten-
de attraverso diversi blocchi coperti da una licenza di
produzione assegnata a pi concessionari, o attraverso
la linea mediana di un altro Stato, sar possibile appro-
vare un piano di sviluppo solo dopo lunificazione del
giacimento. A questo proposito, la legge petrolifera
afferma (sez. 4-7) che in questi casi i concessionari
hanno lobbligo di cercare di raggiungere un accordo
sul modo pi efficace di condurre le attivit petrolife-
re in rapporto al deposito di idrocarburi nonch sulla
divisione del giacimento tra i diversi blocchi o Stati
interessati, sottoponendo quindi tale accordo allappro-
vazione del Ministero.
Se i concessionari delle relative licenze non riesco-
no a raggiungere un accordo in tempi ragionevoli, il Mini-
stero ha il potere di stabilire le condizioni per tali atti-
vit petrolifere congiunte, compresa la spartizione del
deposito di idrocarburi tra i gruppi di concessionari. Se
il campo si estende oltre la linea mediana di un altro
Stato, lapprovazione del piano di sviluppo dovr esse-
re preceduta dalla stesura di un apposito accordo tra la
Norvegia e lo Stato in questione.
Lapprovazione rilasciata solo quando il Consiglio
della Corona o lo Storting, a seconda del costo delle ope-
razioni di produzione, abbiano espresso parere favore-
vole allo sviluppo del nuovo campo petrolifero. Se il
costo delle operazioni non supera i 10 miliardi di NOK,
la proposta presentata al Consiglio della Corona. Se
invece il costo superiore a 10 miliardi di NOK, il piano
deve essere esaminato dallo Storting prima di essere
approvato dal Ministero. Questa norma basata su una
decisione dello Storting, che nel 1972 ha decretato che
lo sviluppo dei campi petroliferi di grandi dimensioni,
situati sulla piattaforma continentale, dovesse essere sot-
toposto in via preliminare al suo giudizio.
Inoltre, se lo Stato possiede una partecipazione nel
campo in questione, pu essere necessaria anche unap-
provazione formale del piano di sviluppo da parte dello
Storting per consentire liscrizione nel bilancio statale
delle risorse finanziarie necessarie alla copertura della
quota statale dei costi dello sviluppo.
Quando il piano di sviluppo prevede la costruzione
di una conduttura per il trasporto del petrolio e/o del gas
dal campo alla terraferma, o di un impianto per lutiliz-
zazione del petrolio e/o del gas prodotti, la costruzione
di questa conduttura o di questo impianto pu essere con-
siderata come facente parte del piano di sviluppo solo
nel caso in cui queste infrastrutture siano destinate esclu-
sivamente alla lavorazione o al trasporto degli idrocar-
buri dal campo in questione alla costa o al ramo princi-
pale della conduttura sulla piattaforma continentale.
Se, tuttavia, i concessionari prevedono che la con-
duttura o limpianto potranno essere utilizzati in segui-
to anche per il trasporto o la lavorazione di petrolio e/o
gas provenienti da altri campi, allora la costruzione di
tali infrastrutture dovr essere oggetto di uno specifico
piano di installazione e operativo (Plan for Installation
and Operation, PIO) (legge petrolifera, sez. 4-3).
Anche il piano di installazione, come quello di svi-
luppo, formato da due parti: il piano di installazione e
operativo della conduttura o degli impianti, e una valuta-
zione del suo impatto (regolamento petrolifero, sez. 28).
I requisiti necessari per la valutazione di impatto sono gli
stessi di quelli previsti per i piani di installazione e per i
piani di sviluppo (regolamento petrolifero, sez. 28, par. 1).
Condutture per il trasporto del petrolio o impianti
per lutilizzazione del petrolio prodotto
In base al regolamento petrolifero, sez. 28, par. 3, al
momento del rilascio di una licenza di installazione e di
gestione di una conduttura per il trasporto di petrolio o
di un impianto per lutilizzazione del petrolio prodotto,
o in una fase successiva, il Ministero ha la facolt di:
stabilire le tariffe per luso della conduttura e/o del-
limpianto, riguardanti sia il petrolio dello stesso con-
cessionario, sia quello appartenente a terzi;
decidere che la conduttura e/o limpianto siano col-
legati ad altri condutture e/o impianti, ovvero che ne
sia aumentata la capacit e/o siano modificati in
modo da poter trasportare o processare idrocarburi
diversi da quelli per i quali erano stati inizialmente
costruiti. Tale decisione non pu, tuttavia, implica-
re un indebito aumento dei costi o la creazione di
irragionevoli ostacoli alluso della conduttura e/o
dellimpianto, rispetto alle condizioni stabilite dalla
(precedente) approvazione ministeriale. Il Ministero
700 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
decide inoltre i costi di implementazione di tali deci-
sioni che dovranno essere sopportati dalla parte o
dalle parti che ne traggono vantaggio, o di cui si
dovr tenere conto al momento della determinazio-
ne delle tariffe;
decidere quale tipo di petrolio potr essere traspor-
tato in una conduttura. Questa decisione pu stabili-
re che sia trasportato un petrolio diverso da quello il
cui trasporto nella conduttura era stato autorizzato
nella precedente approvazione ministeriale.
Il Ministero autorizza lanticipato tasso di produzio-
ne una volta che il PDO sia stato approvato. Oltre a ci,
i concessionari sono tenuti a richiedere al Ministero un
permesso di produzione nel momento in cui la produ-
zione ha effettivamente inizio, e successivamente una
volta lanno. I permessi di produzione per il gas sono
rilasciati per periodi pi lunghi, specificati in ciascun
permesso di produzione.
Il diritto di disporre degli idrocarburi prodotti
Il concessionario diventa proprietario di tutti gli idro-
carburi prodotti (legge petrolifera, sez. 3-3, par. 3). Il
titolo di propriet degli idrocarburi passa dallo Stato al
concessionario a testa di pozzo. Il petrolio e il gas sono
commercializzati da ciascun concessionario su base indi-
viduale. Il petrolio greggio pu essere trasportato attra-
verso una conduttura fino alla costa o, come avviene pi
comunemente, caricato su una nave cisterna in mare aper-
to. Il gas trasportato attraverso condutture in differen-
ti localit sulla terraferma, in Norvegia, nel continente
europeo (Germania, Belgio, Francia) e nel Regno Unito.
Il sistema di trasporto del gas upstream (circa 6.000
km di condutture) organizzato in una joint venture chia-
mata Gassled, posseduta da tutte le maggiori societ pro-
duttrici. Gassled gestita da Gassco, una societ intera-
mente statale, che ha anche il compito di amministrare
il regime di accesso regolato a Gassled (legge petrolife-
ra, sez. 4-9 e regolamento petrolifero, cap. 9).
Sotto questo regime, Gassco provvede a far s che
tutte le societ che manifestano lesigenza, ragionevole
e sufficientemente documentata, di trasportare gas dalla
piattaforma continentale norvegese, siano messe nelle
condizioni di farlo secondo criteri non discriminatori e
oggettivi. Le tariffe per luso di Gassled sono stabilite
dai Regolamenti tariffari, emessi dal Ministero il 1 gen-
naio 2003. Questi stessi regolamenti stabiliscono che i
proprietari di Gassled hanno diritto a un profitto del 7%
sul capitale investito.
12.5.4 Le condizioni operative
Durata
Laggiudicazione delle licenze di produzione preve-
de una fase iniziale (periodo di esplorazione) e una fase
di estensione. La durata di entrambe stabilita al momen-
to dellassegnazione (legge petrolifera, sez. 3-9). Il perio-
do iniziale, durante il quale si suppone che i concessio-
nari portino a termine gli impegni di lavoro assunti come
condizione per la concessione della licenza, ha una dura-
ta massima di dieci anni. Di solito, si stabilisce una dura-
ta di cinque o sei anni. Se i concessionari ritengono di
aver bisogno di altro tempo per completare i propri impe-
gni, possono richiedere al Ministero una proroga di que-
sto periodo. Il Ministero pu concedere di prolungare il
periodo iniziale, senza per superare il termine dei dieci
anni. anche possibile prolungare pi di una volta il
periodo iniziale, rimanendo sempre entro una durata tota-
le di dieci anni.
Il periodo di estensione stabilito singolarmente per
ogni licenza di produzione, ma come regola generale ha
una durata di trenta anni. In casi particolari, pu rag-
giungere i cinquanta anni (legge petrolifera, sez. 3-9,
par. 2).
In base alla legge petrolifera, sez. 3-9, par. 5, il Mini-
stero pu, in casi particolari e in seguito a una richiesta
da parte del concessionario, prolungare la durata della
licenza per uno o pi periodi dopo la scadenza del primo
periodo di estensione. In questo caso, la richiesta deve
essere inoltrata al Ministero almeno cinque anni prima
della scadenza della licenza. Il Ministero libero di sta-
bilire la durata del nuovo periodo di estensione e le con-
dizioni alle quali sar concesso.
Area
Una licenza di produzione pu coprire uno o pi bloc-
chi situati sulla piattaforma continentale norvegese (legge
petrolifera, sez. 3-3, par. 2). Il numero di blocchi asse-
gnato a ogni licenza stabilito dal Ministero. Nelle aree
mature, una licenza di produzione pu coprire molti bloc-
chi, in alcuni casi tra dieci e venti. In genere, tuttavia,
una licenza di produzione copre uno o due blocchi.
I concessionari possono richiedere al Ministero
anche una divisione geografica, che comporta una divi-
sione orizzontale dellarea di una licenza di produzio-
ne (legge petrolifera, sez. 3-10 e regolamento petroli-
fero, sez. 15, par. 2). In questo caso, le condizioni pre-
viste nella nuova licenza di produzione, relativa allarea
separata da quella originale, saranno le stesse della
licenza originale. Di conseguenza, questa divisione geo-
grafica dellarea di una licenza non considerata come
una nuova licenza.
Canoni
Durante il periodo iniziale della licenza di produ-
zione non previsto lobbligo di pagare un canone. Le
ragioni di questa decisione vanno ricercate nel deside-
rio delle autorit norvegesi di permettere alle societ con-
cessionarie di utilizzare le proprie risorse finanziarie per
proseguire lopera di mappatura e di esplorazione della
701 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NORVEGIA
piattaforma continentale, piuttosto che per provvedere a
pagamenti a favore delle casse dello Stato norvegese.
Dopo la scadenza del periodo iniziale, tuttavia, i con-
cessionari sono tenuti al pagamento di unimposta di area
(legge petrolifera, sez. 4-10 e regolamento petrolifero,
sez. 39). Limposta calcolata per chilometro quadrato
ed stata concepita in primo luogo come uno strumen-
to per indurre i concessionari ad abbandonare le zone
dove non svolgono alcuna attivit.
Nel primo anno limposta ammonta a 7.000 NOK
per km
2
. In seguito, limposta aumenta ogni anno di 7.000
NOK per km
2
, fino a raggiungere un massimo di 70.000
NOK per km
2
. Da quel momento in poi, limposta
ammonter a 70.000 NOK per km
2
lanno per tutta la
rimanente durata della licenza di produzione. Questo
aumento dellimposta non si applica tuttavia alle licen-
ze di produzione concesse nella zona norvegese del Mare
di Barents. Per stimolare gli investitori, in questarea
limposta di 7.000 NOK per km
2
rimane invariata per
tutto il periodo di proroga.
Rilascio di aree
La proroga del periodo della licenza dopo la scadenza
del periodo iniziale un diritto riconosciuto ai conces-
sionari nel quadro della legge petrolifera (legge petroli-
fera, sez. 3-9, par. 3).
Tuttavia, il diritto a richiedere unestensione della
licenza subordinato alladempimento di due condizio-
ni: i concessionari devono aver portato a termine gli impe-
gni di lavoro che si sono assunti come condizione per il
rilascio della licenza, e devono rinunciare a una deter-
minata parte dellarea compresa nella concessione ini-
ziale.
Come regola generale, per ottenere la proroga della
licenza i concessionari devono rinunciare a met della-
rea compresa nella licenza di produzione (legge petroli-
fera, sez. 3-9, par. 3). La percentuale esatta che dovr
essere restituita stabilita nella licenza al momento della
concessione. La questione oggetto di negoziazione tra
il Ministero e i potenziali concessionari durante la pro-
cedura di assegnazione.
Durante il periodo iniziale, i concessionari possono,
in qualsiasi momento, rinunciare in tutto o in parte alla
loro licenza di produzione, con un preavviso di tre mesi
(legge petrolifera, sezz. 3-14 e 3-15 e regolamento petro-
lifero, sez. 15).
Nel periodo di estensione, i concessionari possono
rinunciare in tutto o in parte alla loro licenza di produ-
zione al termine di ogni anno solare, con un preavviso
di tre mesi. Il Ministero pu pretendere che i concessio-
nari adempiano a tutti gli obblighi precedentemente assun-
ti prima di procedere alla restituzione della licenza. La
forma e le dimensioni dellarea coperta dalla licenza
dopo la sua restituzione sono soggette ad approvazione
da parte della Direzione Generale per il Petrolio.
Impegni di lavoro e/o di spesa
Per ottenere la concessione di una licenza di produ-
zione, le societ devono assumersi una serie di impegni
di lavoro da effettuare durante il periodo iniziale della
licenza (legge petrolifera, sez. 3-8 e regolamento petro-
lifero, sez. 13).
Limpegno di lavoro formulato dal Ministero come
obbligo di portare a termine una certa quantit di ope-
razioni nellarea coperta dalla licenza, entro un limite di
tempo stabilito. In Norvegia non sono richiesti impegni
di spesa, perch si ritiene che la stipulazione di impegni
di lavoro chiaramente definiti rappresenti la migliore
garanzia che le operazioni di esplorazione e di mappa-
tura geologica della piattaforma continentale siano con-
dotte nel modo pi efficace.
Spesso limpegno di lavoro formulato in modo da
obbligare i concessionari a svolgere indagini sismiche e
a perforare un determinato numero di pozzi di esplora-
zione. Lobbligo di perforazione pu riguardare o un
numero prestabilito di pozzi, oppure la perforazione di
uno o pi pozzi nonch quella degli eventuali ulteriori
pozzi la cui perforazione sia avviata in base ai risultati
della perforazione dei precedenti.
Nelle aree mature, limpegno di lavoro pu anche
essere formulato in modo da concedere alle societ inte-
ressate un certo numero di anni per decidere se assume-
re o meno un obbligo di perforazione. Se, alla scadenza
di questo periodo di tempo, esse decidono di non assu-
merlo, sono obbligate a rinunciare immediatamente allin-
tera area coperta dalla licenza.
In queste aree, limpegno di lavoro pu anche stabi-
lire che i concessionari debbano presentare un PDO per
un campo prima della scadenza del periodo iniziale. La
mancata presentazione al Ministero del PDO entro i ter-
mini prefissati comporta lobbligo di restituzione imme-
diata della licenza. Presentando un piano di sviluppo
entro i termini prefissati, i concessionari hanno la pos-
sibilit di conservare la zona circostante il campo duran-
te il periodo di estensione, ma devono rinunciare al resto
dellarea. Lo scopo che si cercato di raggiungere attra-
verso la formulazione di impegni di lavoro di questo tipo
quello di assicurare una rapida circolazione delle aree
tra le diverse societ per far s che lesplorazione della
loro natura geologica sia condotta da diverse angolazio-
ni e a un ritmo sostenuto.
Royalty e bonus
I concessionari non sono obbligati a pagare royalty
sulla produzione. Un obbligo di questo genere esisteva
nel periodo iniziale delle attivit petrolifere in Norvegia,
ma fu abrogato per la produzione dei campi il cui piano
di sviluppo fosse stato approvato dopo il 1 gennaio 1986.
Oggi si sta procedendo alleliminazione totale del paga-
mento delle royalty, considerato privo di utilit. I con-
cessionari non sono neppure tenuti al pagamento di un
702 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
bonus di firma per la concessione di una licenza (licen-
za di esplorazione preliminare, di produzione o di instal-
lazione e messa in opera di una conduttura).
12.5.5 Partecipazione dello Stato
tramite una societ
petrolifera statale
o in altro modo
La partecipazione dello Stato nelle attivit petrolifere
norvegesi ha avuto inizio nel 1972 con la creazione della
societ per azioni Statoil, interamente a capitale pubbli-
co. Statoil avrebbe dovuto partecipare con una quota del
50% a tutte le licenze di produzione rilasciate dopo il
1973.
A causa delle numerose scoperte effettuate negli anni
successivi, tuttavia, lo Storting si avvide che questa poli-
tica avrebbe portato in brevissimo tempo a una crescita
abnorme della societ. Cos, nel 1984 lo Storting deci-
se che la quota del 50%, spettante alla Statoil in tutte le
joint ventures, avrebbe dovuto essere suddivisa a segui-
to di una relazione sottostante tra Statoil e Stato. Una
parte (in media, il 20%) avrebbe continuato a essere pos-
seduta direttamente da Statoil, mentre la parte restante
(in media, il 30%) sarebbe divenuta direttamente pro-
priet dello Stato. La parte sottostante della quota di Sta-
toil posseduta dallo Stato non sarebbe divenuta una
societ, ma sarebbe rimasta semplicemente come un flus-
so finanziario in uscita e in entrata dalle casse statali. La
quota fu chiamata Interesse finanziario diretto dello
Stato (State Direct Financial Interest, SDFI). Tutti i costi
e i ricavi connessi con lo SDFI erano di competenza diret-
ta dello Stato. Statoil continuava a figurare formalmen-
te come concessionaria per lintera quota del 50% delle
licenze. Di conseguenza, Statoil era incaricata di gesti-
re lo SDFI per conto dello Stato. Questo ruolo implica-
va che Statoil votasse su tutte le questioni commerciali
riguardanti le joint ventures per conto dello SDFI. Inol-
tre, Statoil aveva il compito di commercializzare il petro-
lio e il gas derivanti dalle quote in partecipazione unita-
mente alla produzione propria.
Nel 2001, Statoil fu in parte privatizzata e le sue azio-
ni furono quotate alla borsa di Oslo e al New York Stock
Exchanges. Contemporaneamente fu cambiato anche
laccordo di gestione dello SDFI attraverso la creazione
di una nuova societ a capitale interamente pubblico, la
Petoro AS (Petoro), incaricata unicamente della gestio-
ne del portafoglio SDFI. I suoi fini e le sue responsabi-
lit sono regolati in un nuovo capitolo della legge petro-
lifera, il cap. 11. Come gestore dello SDFI, Petoro anche
formalmente la societ concessionaria della quota SDFI
in tutte le joint ventures (licenze di produzione, di con-
duttura e altri impianti). Petoro non svolge mai la fun-
zione di operatore di una joint venture e le sue attivit
sono limitate unicamente alla piattaforma continentale
norvegese, a meno di una diversa decisione del Consi-
glio della Corona.
Quando lo Stato norvegese decide di riservare a s
una quota di una nuova licenza di produzione (legge
petrolifera, sez. 3-6 e regolamento petrolifero, sez. 12),
Petoro diventa anche il gestore di questa quota. Petoro
non partecipa alle tornate di aggiudicazione delle licen-
ze di produzione. Lo Stato ha imposto a Statoil di con-
tinuare a commercializzare la quota di petrolio prodot-
to appartenente allo Stato, unitamente al proprio petro-
lio. Allo stesso tempo, Petoro stata incaricata di
monitorare le attivit di commercializzazione svolte da
Statoil per conto dello Stato.
12.5.6 La quotazione del prezzo
del petrolio e del gas
a fini fiscali o ad altri fini
Entro quindici giorni dalla fine di ogni trimestre, i con-
cessionari devono far pervenire al Ministero informa-
zioni dettagliate riguardanti le quantit di petrolio ven-
dute durante questo periodo, lidentit degli acquirenti
e il prezzo di vendita (regolamento petrolifero, sez. 49).
Il Regolamento sui prezzi di riferimento, entrato in
vigore il 25 giugno 1976, stabilisce che possano essere
fissati a fini fiscali dei prezzi di riferimento degli idro-
carburi (in pratica del greggio). Il prezzo di riferimento
corrisponde al prezzo a cui il greggio avrebbe potuto
essere scambiato tra due parti indipendenti in un mer-
cato libero. Il prezzo di riferimento fissato retroattiva-
mente per ogni trimestre. Il Ministero ha delegato la fis-
sazione del prezzo di riferimento a un apposito Consi-
glio, il Consiglio per la Fissazione del Prezzo del Petrolio
(Petroleum Price Council).
Il Consiglio presieduto da un giudice della Corte
Suprema. Le societ hanno il diritto di presentare ricor-
so al Ministero per contestare il prezzo di riferimento
stabilito dal Consiglio per una determinata qualit di
greggio. Il Ministero ha la facolt di annullare il prezzo
di riferimento in questione sulla base del ricorso o di pro-
pria iniziativa, quando risulti palesemente errato per qual-
siasi motivo.
Per quanto riguarda il gas, nel regolamento petroli-
fero, sez. 19, si stabilisce che tutti i contratti di vendita
del gas sono soggetti ad approvazione da parte del Mini-
stero. Di conseguenza, i profitti derivanti dalle vendite
di gas sono tassati sulla base del prezzo ricavato.
12.5.7 La struttura fiscale
Il sistema norvegese dei tributi petroliferi composto da
unimposta societaria (28%), da una tassa petrolifera
703 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NORVEGIA
speciale (50%), da una tassa sul CO
2
, dalle imposte di area,
dagli utili prodotti dallo SDFI e dai dividendi di Statoil
(di cui lo Stato possiede attualmente una quota del 70,9%).
Gli obblighi fiscali sono fissati dalla l. n. 35/1975
sulle imposte sugli idrocarburi. Tutte le societ che rea-
lizzano guadagni dalla conduzione di attivit petrolife-
re in Norvegia sono tenute a pagare una tassa sugli utili,
a prescindere dal paese in cui sono registrate. Tuttavia,
come si detto, la legge petrolifera prevede che le licen-
ze di produzione possano essere rilasciate solo alle societ
registrate allinterno dellAEE. Di conseguenza, tutti i
concessionari (operanti) sulla piattaforma continentale
sono soggetti a tassazione in Norvegia.
Il sistema fiscale consente un completo consolida-
mento delle entrate e delle uscite (assenza di ring fen-
cing). Le spese sostenute dai concessionari nellambito
delle loro attivit petrolifere sono totalmente deducibili
dalle tasse. Gli investimenti vengono ammortizzati in un
tempo molto breve (sei anni) e gli oneri finanziari pos-
sono essere dedotti dallimposta societaria e dalla tassa
petrolifera speciale.
La tassa petrolifera speciale pagata dalle societ
che conseguono il proprio reddito dalle attivit petroli-
fere. Per alleviare il peso di questa tassa, ai concessio-
nari consentito di dedurre il 30% degli investimenti
(7,5% lanno per quattro anni). Le perdite possono esse-
re riportate a nuovo con un tasso di interesse privo di
rischi, che viene rimborsato in caso di cessazione del-
lattivit. Le societ che non sono in grado di pagare la
tassa petrolifera speciale possono richiedere ogni anno
allo Stato il rimborso del valore imponibile delle spese
di esplorazione.
La l. n. 72/1990, relativa alle imposte sugli scarichi
di CO
2
nelle attivit petrolifere, obbliga i concessiona-
ri a versare allo Stato limposta sugli scarichi di CO
2
,
risultanti dalla combustione di petrolio e dallimmis-
sione di gas naturale nellatmosfera nellambito delle
attivit petrolifere condotte sulla piattaforma continen-
tale. Questa imposta, detta tassa sul CO
2
, deve essere
pagata retroattivamente ogni sei mesi e rappresenta un
costo deducibile dalla tassa societaria e dalla tassa petro-
lifera speciale. Per il 2005, limposta stata fissata a
0,78 NOK per litro di petrolio o metro cubo standard di
gas naturale.
12.5.8 Il contratto petrolifero
e le parti contraenti
La concessione
In Norvegia, oltre allo Stato norvegese, sono auto-
rizzati a svolgere attivit petrolifere solo gli enti cui sia
stata rilasciata la necessaria licenza (legge petrolifera,
sez. 1-3). Le attivit di esplorazione, sviluppo e produzio-
ne richiedono il possesso di una licenza di produzione.
Si tratta di una forma di concessione rilasciata dallo
Stato norvegese alle societ petrolifere qualificate (nazio-
nali o estere) e condizionata al raggiungimento di due
tipi di accordo tra i concessionari: un accordo operati-
vo congiunto e un accordo contabile. Questi accordi
ricalcano i modelli formulati dal Ministero del Petrolio
e dellEnergia.
Le societ possono anche chiedere al Ministero il
rilascio di una specifica licenza di esplorazione preli-
minare per condurre attivit di prospezione o installare
e gestire lattivit di condutture e impianti per lutiliz-
zazione dei petroli.
Gli accordi di partecipazione alla produzione (pro-
duction sharing agreement), di prestazione di servizi
(con o senza rischio minerario) e di assistenza tecnica
non sono utilizzati nelle attivit petrolifere in Norvegia.
Protezione dellinvestimento
In Norvegia, le attivit petrolifere sono regolate dalla
legge dello Stato, e in particolare dalle leggi petrolifere,
dalla l. n. 35/1975, relativa alla tassazione delle attivit
petrolifere, e dalla l. 10 febbraio 1967 (Public Adminis-
tration Act), relativa alla pubblica amministrazione, che
si applicano a tutte le decisioni assunte dalle autorit nor-
vegesi e riguardano le societ che intraprendono unat-
tivit nel campo petrolifero.
Nessuna norma applicabile alle attivit petrolifere fa
distinzione tra cittadini norvegesi e stranieri. Tutti gli
investitori e gli investimenti nel campo petrolifero sono
equiparati, a prescindere dalla nazionalit. Facendo parte
del mercato energetico interno della UE, la Norvegia
tenuta inoltre ad applicare i principii di trasparenza, obiet-
tivit e assenza di discriminazioni legate alla naziona-
lit, a tutte le decisioni prese dalle autorit relativamen-
te alle attivit petrolifere.
Lo Stato ha il diritto di assumere il controllo di un
impianto situato sulla piattaforma continentale quando la
licenza sia scaduta, restituita o revocata, o quando luso
dellimpianto in questione da parte dei concessionari sia
definitivamente cessato (legge petrolifera, sez. 5-6, par. 1).
Se lo Stato espropria gli impianti sulla terraferma di un
concessionario, questultimo ha diritto a essere comple-
tamente risarcito (Costituzione norvegese, sez. 105 e
legge petrolifera, sez. 5-6, par. 3).
Protezione dellambiente
Nelle attivit petrolifere, la protezione dellambien-
te regolata dalla legge sulla protezione dallinquina-
mento e sugli scarichi (l. n. 6/1981 sullinquinamento),
sotto la responsabilit del Ministero dellAmbiente e di
un suo organo subordinato, lAutorit Pubblica di Con-
trollo dellInquinamento (State Pollution Control Author-
ity, SPCA).
In linea generale, in Norvegia qualunque attivit
che possa dare origine a inquinamento dellambiente
704 ENCICLOPEDIA DEGLI IDROCARBURI
LA DISCIPLINA NAZIONALE DELLINDUSTRIA DEGLI IDROCARBURI
soggetta al rilascio di un permesso da parte dellAu-
torit di Controllo (legge petrolifera, sez. 11). Le atti-
vit petrolifere sono quindi soggette a uno specifico
permesso, rilasciato, su domanda dei concessionari, per
il genere specifico di inquinamento che pu derivare
dallo svolgimento delle attivit petrolifere, ivi compresi
gli scarichi in mare e nellatmosfera. Le autorit inca-
ricate possono stipulare tutte le condizioni necessarie
al momento del rilascio del permesso. Questo sistema
di controllo integrato dellinquinamento confor-
me alla Direttiva 96/61/CE sul Controllo Integrato di
Prevenzione dellInquinamento (Integrated Pollution
Prevention Control, IPPC).
Secondo la legge petrolifera, cap. 7, la responsabilit
per danni da inquinamento causati da attivit petrolifere
pu essere fatta valere solo in accordo con la stessa legge
petrolifera. Come regola generale, il concessionario
oggettivamente responsabile per ogni danno da inqui-
namento derivante dalle attivit petrolifere (sez. 7-3).
Nella legge si definisce danno da inquinamento il
danno o la perdita causati da inquinamento prodotto da
perdite o scarichi di petrolio da un impianto, incluso il
pozzo. Esso comprende anche i costi delle contromisu-
re che possono essere ragionevolmente adottate per evi-
tare o limitare tali perdite o danni, nonch le perdite o i
danni prodotti dalle stesse contromisure. Anche il danno
o la perdita subiti dai pescatori in seguito alle ridotte pos-
sibilit di pesca possono essere soggetti a risarcimento
da parte dei concessionari.
La richiesta di risarcimento dei danni da inquina-
mento inviata inizialmente alloperatore. Se la richie-
sta non viene soddisfatta totalmente o parzialmente, gli
altri concessionari membri della joint venture sono diret-
tamente responsabili per il completo pagamento del risar-
cimento (legge petrolifera, sez. 7-3, par. 2).
Regolamentazione valutaria
In Norvegia non vige nessun tipo di regolamenta-
zione valutaria. Di conseguenza, la corona norvegese
pu essere liberamente convertita in qualunque altra valu-
ta straniera e viceversa, senza alcun limite quantitativo.
Tuttavia, sono state approvate alcune leggi allo scopo
di prevenire e controllare il riciclaggio dei profitti risul-
tanti da transazioni illegali; vedi per es. la l. n. 41/2003,
contenente misure contro il riciclaggio dei profitti deri-
vanti da attivit illecite. Questa legge obbliga le perso-
ne giuridiche e le istituzioni interessate, come banche,
compagnie assicurative e istituzioni finanziarie, a rife-
rire alla polizia le transazioni sospette al fine dello svol-
gimento delle necessarie indagini.
12.5.9 Legge applicabile
In Norvegia, lo svolgimento di tutte le attivit petrolife-
re sottoposto alla legge norvegese. Tale principio trova
conferma nella legge petrolifera, sez. 1-5, dove si affer-
ma che alle attivit petrolifere si applicano, oltre alla
stessa legge petrolifera, tutti i regolamenti e le leggi nor-
vegesi pertinenti, a seconda dei casi.
Inoltre, una delle condizioni per il rilascio di una
licenza di produzione o di una licenza di installazione e
gestione di una conduttura o di un impianto che il rap-
porto e qualsiasi controversia tra i concessionari e i loro
appaltatori siano regolati dalla legge norvegese. Questa
condizione, insieme ad altre stipulate nellaccordo ope-
rativo congiunto e nellaccordo contabile, obbliga i con-
cessionari ad accordarsi tra loro subito dopo il rilascio
di una licenza di produzione.
A causa di questo obbligo, i concessionari devono
provvedere affinch tutti i contratti di fornitura di beni
e servizi necessari allo svolgimento delle attivit petro-
lifere oggetto della licenza siano anche regolati dalla
legge norvegese.
12.5.10 Risoluzione
delle controversie
Le controversie tra due concessionari appartenenti allo
stesso gruppo ( joint venture), o tra due o pi gruppi di
concessionari, sono definite, di norma, per arbitrato e in
base alla legge norvegese. Questa una delle condizio-
ni stabilite nel modello di accordo operativo congiunto
che i concessionari devono stipulare per potersi aggiu-
dicare una licenza di produzione.
Tuttavia, se le parti della controversia acconsentono,
la controversia pu essere giudicata da un tribunale nor-
vegese. Lo stesso dicasi per una joint venture che pos-
sieda e gestisca una conduttura sulla piattaforma conti-
nentale norvegese.
Una controversia tra il Ministero del Petrolio e del-
lEnergia (o un altro ministero, a seconda dei casi) e i
concessionari, relativa, per esempio, a una decisione
assunta in base alla legge petrolifera, sar di norma giu-
dicata nei tribunali ordinari. Il sistema norvegese preve-
de tre gradi di giudizio ed composto da Tribunale della
Citt o dei Distretti, Corti di Appello e Corte Suprema.
Mette Gravdahl Agerup
Ministero del Petrolio e dellEnergia
Oslo, Norvegia
705 VOLUME IV / ECONOMIA, POLITICA, DIRITTO DEGLI IDROCARBURI
NORVEGIA