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Trigonometria

Trigonometria del Triangolo Rettangolo

Quando si tratta di triangoli rettangoli, tutto diventa speciale : ci sono teoremi che li caratterizzano e particolarit`a che li rendo no assai comodi da utilizzare. In particolare, vi sono i cosiddetti criteri speciali di congruenza o similitudine per i triangoli rettangoli; questi non sono niente di che, so lo tengono conto del fatto che in un triangolo rettangolo c’`e un angolo fissato. In particolare questo significa che un angolo pu`o completamente determinare la classe di similitudine di un triangolo rettangolo; un altro modo per dire questo `e dire che, conoscendo uno dei due angoli acuti, possiamo detemrinare unicamente i rapporti tra i lati. In questo modo si definiscono naturalmente alcune funzioni che associano ad un qualsiasi angolo acuto il rapporto tra due dei lati del triangolo, come ad esempio

α cateto adiacente

ipotenusa

α cateto opposto ipotenusa

dove i termini opposto e adiacente sono da intendersi rispetto all’angolo che vale α.

sono da intendersi rispetto all’angolo che vale α . Facciamo un esempio : sia ABC un

Facciamo un esempio : sia ABC un triangolo rettangolo in A e supponiamo di sapere che ABC = 60 , allora possiamo dire che 2 · AB = BC e 2 · AC = 3 · BC (infatti tale triangolo `e met`a di un triangolo equilatero ); osserviamo poi che da queste due relazioni possiamo calcolare tutti i ra pporti tra i lati di ABC . Allora conosciamo, ad esempio, il valore delle due funzioni scritte sopra per α = 60 . Queste funzioni sono tanto importanti in matematica che hanno un nome (un po’ pi`u comodo che non “catetoadiacentefrattoipotenusa” o simili); sia quindi α un angolo acuto non nullo, sia ABC rettangolo in A tale che ABC = α, allora definiamo

cos(α) = BC AB

sin(α) = BC AC

dove cos(α) si legge coseno di alfa e sin(α) si legge seno di alfa.

1

In termini di queste due funzioni si possono scrivere anche tutti gli altri

rapporti, come ad esempio il rapporto tra i cateti :

AC

AB =

cos(α) sin(α) = tan(α)

dove tan(α) si legge tangente di alfa. Anche i reciproci di questi tre rapporti hanno dei nomi e precisamente

1

cos(α) = sec(α)

1

sin(α) = csc(α)

1

tan(α) = cot(α)

ovvero secante, cosecante, cotangente di alfa.

= cot( α ) ovvero secante, cosecante, cotangente di alfa . Per definizione, si ricavano le

Per definizione, si ricavano le seguenti formule per i triang oli rettangoli, una volta chiamati gli elementi come in figura.

c cos(α) = b c sin(α)

=

a

b tan(α) = a

c cos(β ) = a c sin(β ) = b

a tan(β ) = b

Esercizi

0. (Relazione trigonometrica fondamentale)

Dimostrare che sin 2 (α) + cos 2 (α) = 1.

1. Scrivere, in tutti i modi possibili, le altezze di un triango lo in funzione di

lati e funzioni trigonometriche degli angoli.

2. Scrivere l’area di un triangolo rettangolo in funzione dell’ipotenusa e degli

angoli.

3. Trovare, in funzione di lati e angoli, il raggio del cerchio inscritto.

4. Sapendo che in una circonferenza una corda lunga l `e vista dal centro

sotto un angolo α, calcolare il raggio.

Formule

Ci proponiamo ora di esprimere le funzioni trigonometriche dell’angolo γ =

α + β in termini di funzioni trigonometriche di α e β . Visto che, fino ad ora, abbiamo definito le funzioni trigonometriche solo per un angolo acuto, supponiamo che α e β siano tali che α + β < 90 .

2

Siano, come in figura, OAB e OBC due triangoli rettangoli in A e B rispet-

Siano, come in figura, OAB e OBC due triangoli rettangoli in A e B rispet- tivamente; sia CH la perpendicolare da C su OA e poniamo AOB = α, BOC = β .

e CH/OC . Tracciamo BK perpen-

dicolare a CH ; allora avremo che KBC = ABC KBA = 90 α. Quindi, per le formule conclusive del paragrafo precedente, CK = BC cos(α) = OC sin(β ) cos(α); HK = AB = OB sin(α) = OC cos(β ) sin(α), da cui

Vogliamo valutare i rapporti OH/OC

sin(α + β ) = sin(α) cos(β ) + cos(α) sin(β )

Con procedimento simile, si ottiene che

cos(α + β ) = cos(α) cos(β ) sin(α) sin(β )

Queste due relazioni vanno sotto l’altisonante nome di formule di somma.

vanno sotto l’altisonante nome di formule di somma. Sfruttando una costruzione simile, riportata in figura, si

Sfruttando una costruzione simile, riportata in figura, si pu`o dimostrare che

sin(α β ) = sin(α) cos(β ) cos(α) sin(β )

cos(α β ) = cos(α) cos(β ) + sin(α) sin(β )

sempre nell’ipotesi che α β sia un valore positivo. Ovviamente queste due relazioni, assai simili alle precedenti, vengono chiamate formule di differenza. Ora, ponendo α = β nelle formule di somma, si ottengono le seguenti formule di duplicazione :

sin(2 α) = 2 sin(α) cos(α)

cos(2 α) = cos 2 (α) sin 2 (α) = 2 cos 2 (α) 1 = 1 2 sin 2 (α)

3

dove nelle ultime uguaglianze abbiamo sfruttato la relazio ne dimostrata nell’esercizio

0.

Le ultime relazioni ricavate, sul coseno dell’angolo doppio, sono interessanti, dal punto di vista della manipolazione formale, in quanto legano tale coseno al seno oppure al coseno dell’angolo separatamente; in parole povere, si possono invertire :

cos(α)

=

1 + cos(2 α)

2

sin(α) = 1 cos(2 α)

2

ottenendo le formule di bisezione. Da notare che abbiamo potuto prendere la radice quadrata del membro a destra con tranquillit`a, in quanto abbiamo definito il seno e il coseno di un angolo acuto come numeri positivi.

Manipoliamo un poco le formule di duplicazione :

sin(α) =

2 sin α cos α 2 tan α 2 t 2 2 2 = =
2 sin α
cos α
2 tan α
2 t
2
2
2
=
=
cos 2 α +
sin 2 α
1
+ tan 2 α
1 + t 2
2
2
2

e dunque

cos(α) = cos 2 α

sin 2 α = 1 tan 2 α = 1 t 2

2 2 2 cos 2 α + sin 2 α 1 + tan 2 α
2
2
2
cos 2 α +
sin 2 α
1
+ tan 2 α
1
+ t 2
2
2
2

tan(α) =

2 t 1 t 2

dove abbiamo posto t = tan α . Queste si chiamano formule parametriche; possono essere usate per ridurre la verifica di relazioni goniometriche alla sem- plificazione di un’espressione polinomiale fratta in una va riabile. Sommando le formule di somma e quelle di differenza, otteniamo

2

cos(α + β ) + cos(α β ) = 2 cos(α) cos(β )

cos(α + β ) cos(α β ) = 2 sin(α) sin(β )

sin(α + β ) + sin(α β ) = 2 sin(α) cos(β )

sin(α + β ) sin(α β ) = 2 cos(α) sin(β )

Queste formule sono fondamentali, in quanto permettono di trasformare prodotti in somme e viceversa, e sono dette formule di prostaferesi. Si possono scrivere anche in quest’altra forma

cos(α) + cos(β ) = 2 cos α + β cos α β

2

2

cos(α) cos(β ) = 2 sin α + β sin α β

2

2

4

sin(α) + sin(β ) = 2 sin α + β cos α β

2

2

sin(α) sin(β ) = 2 cos α + β sin α β

2

2

Esercizi Nota : Gli esercizi seguenti si basano unicamente sulle proprieta` delle fun- zioni goniometriche ricavate in questo paragrafo; queste propriet`a prescindono dal fatto che esse siano state definite solo per angoli acuti. Si potranno dunque affrontare questi quesiti supponendo che tutti gli angoli co involti siano acuti, ma ricordando che le relazioni dimostrate rimangono vere per qualsiasi valore di α (vedi il prossimo paragrafo).

5. Trovare le formule di somma, differenza, duplicazione e bise zione della tangente.

6. Mostrare che, comunque assegnati α 1 ,

sin

n

i=1

α i =

[

n/ 2]

k

=0

I N |I | = 2 k + 1

, α n , si ha

j

I

sin(α j ) cos(α j )

j

/ I

dove N = { 1 , coseno.

, n } . Trovare e dimostrare la corrispondente formula per il

7. Dimostrare le seguenti :

sec 2 (α) = 1 + tan 2 (α)

csc 2 (α) = 1 + cot 2 (α)

sec 2 (α) + csc 2 (α) = sec 2 (α) csc 2 (α)

1+cot( α)

csc( α)

= sin(α) + cos(α)

sin( α) sin(2α)

sin 2 ( α) cos 2 (

α) = 2 sin(α)

(sec(α) tan(α)) 2 =

1sin(

α)

1+sin(

α)

1

sec( α) tan( α) = sec(α) + tan(α)

1+sin( α)

cos( α)

+

cos( α)

1+sin(

α) = 2 sec(α)

sin( α) α) sin( α) cos( α)

1cos(

1+cos( α)

= csc(α)(1 + cos 2 (α))

cos(2α) cos(4α)

= tan(α)

sin(2α)+sin(4α)

8 cos 4 (α) = cos(4 α) + 4 cos(2 α) + 3

5

sin( α)+sin(2α)+sin(3α)

cos( α)+cos(2α)+cos(3α) = tan(2 α)

2 sin 2 α sin 2 α = cos 2 α cos α

6

7

7

3

sin(2 α) + sin(4 α) sin(6 α) = 4 sin(α) sin(2 α) sin(3 α)

se α+ β + γ = 180 , allora sin(α)+sin(β )+sin(γ ) = 4 cos(α/ 2) cos(β/ 2) cos(γ/ 2)

se α + β + γ = 180 , allora tan(α)+tan(β )+tan(γ ) = tan(α) tan(β ) tan(γ )

8. Trovare le formule di addizione, duplicazione, bisezione p er secante e cosecante. 9. Trovare un’espressione di sin() e cos() in termini di seni e coseni di con k < n . Trovarne una in termini di seno e coseno del solo angolo α.

10. Calcolare seno e coseno di 15 , 7 30 , 1 , 20 .

11. Siano a, b, c, α, β reali tali che

1. a 2 + b 2 = 0, α = β + k 360 k Z

2. a sin(α) + b cos(α) = c

3. a sin(β ) + b cos(β ) = c

Dimostrare che cos 2 α β =

2

c 2

a 2 + b 2

Oltre l’angolo retto

Sia Γ = { (x, y ) R 2 |x 2 + y 2 = 1 } la circonferenza unitaria (detta anche circonferenza goniometrica ); sia s una semiretta dipartentesi dall’origine. Con- veniamo di associare a s l’angolo che essa forma con la semiretta di riferimento s 0 = { (x, y ) R 2 |y = 0 , x 0 } , misurato in senso antiorario da s 0 e, d’altra parte, di associare ad un dato angolo α la semiretta s α uscente dall’origine che forma con s 0 un angolo α in senso antiorario a partire da s 0 . In questo modo otteniamo una bigezione di [0 , 360[ con le semirette uscenti dall’origine nel piano.

6
6

Ora, definiamo P α = s α Γ; `e immediato verificare che, se α ]0 , 90[, si ha P α = (cos(α), sin(α)). Possiamo quindi pensare di estendere la definizione di seno e coseno ad angoli qualsiasi in questo modo : dato α numero reale, sia P α come detto sopra, allora P α = (cos(α), sin(α)). E’ immediato verificare che le funzioni cos`ı definite sono periodiche di peri- odo 360 ; inoltre, con banali considerazioni geometriche, si posso no ottenere le seguenti formule ed altre simili, dette formule degli archi associati.

cos(α + 90 ) = sin(α) sin(α + 90 ) = cos(α)

cos(α + 180 ) = cos(α) sin(α + 180 ) = sin(α)

cos(α + 270 ) = sin(α) sin(α + 270 ) = cos(α)

Queste ultime relazioni possono anche scriversi come

cos(α) = cos(α) sin(α) = sin(α)

cos( − α ) = cos( α ) sin( − α ) = − sin( α

Da queste relazioni vediamo subito che le forumule di somma e differenza valgono anche per le funzioni estese a tutta la retta reale. Inoltre, il fatto che siano definite anche per valori negativi fa s`ı che la formula di differenza sia un caso particolare di quella di somma. Infatti, le formule di somma si chiamano anche formule di addizione d’archi. Da quanto appena detto segue che, per le funzioni ora definite, valgono tutte le formule prima ricavate (solo formalmente) dalle formule di addizione; l’unica particolarit`a `e che nelle formule di bisezione si dovr`a tener conto del segno del coseno e del seno del nuovo angolo e quindi esse si riscrivera nno come :

cos(α) = ± 1 + cos(2 α)

2

sin(α) = ± 1 cos(2 α)

2

Osservazione Potr`a sembrare che l’estensione svolta in questo paragrafo non sia del tutto lecita : abbiamo trovato due funzioni che coincidono con le nostre sugli angoli

7

acuti e che rispettano le formule di addizione, perch`e dovr ebbero essere proprio loro le loro estensioni a tutta la retta reale? Ebbene, `e un utile esercizio (di equazioni funzionali) dimostrare il seguente :

siano f, g : R R continue, non costanti, tali che f (x y ) = f (x)f (y ) + g (x)g (y ) per ogni x, y reali; allora f (x) = cos(kx), g (x) = sin(kx) per k R Dunque, due tali f,g sono uniche, una volta determinati i loro valori su un qualunque intervallo. L’unico nostro problema `e la continuit`a : non abbiamo i mezzi per dimostrare la continuit`a delle due funzioni che abbiamo definito ed `e comunque difficile farlo senza mordersi la coda (usando quelle funzioni che si tenta di definire). Ad ogni buon conto, si pu`o prendere la precedente come unica definizione di seno e coseno. La dimostrazione delle formule di addizione pu`o comunque essere fatta con angoli acuti e poi estesa tramite le formule degli archi associati e da qui si ricavano tutte le relazioni precedenti nello stes so identico modo. Le funzioni seno e coseno Vediamo un attimo che effetto ha avuto l’estensione che abbia mo effettuato; innanzitutto, notiamo che cos(0 ) = 1 , cos(90 ) = 0 e dunque che sin(0 ) = 0 , sin(90 ) = 1. Inoltre, dalla definizione o dalle formule di addizione, sappiamo che entrambe queste funzioni sono periodiche di periodo 360 . Occupiamoci ora del loro segno. Sappiamo che sugli angoli acuti sono en- trambe positive; tramite le formule degli archi associati deduciamo quindi che il coseno `e positivo su ] 90 , 90 [, mentre `e negativo su ]90 , 270 [ e si annulla in 90 , 90 ; il seno ha comportamento simile, ma sfasato di 90 , ovvero `e positivo su ]0 , 180 [, negativo su ] 180 , 0 [ e si annulla in 0 , 180 . Ecco, infine, i grafici di queste due funzioni.

y=sin(x) y=cos(x) 0 ,8 0 ,4 0 5 5 2, 5 2, 5 0 ,4
y=sin(x)
y=cos(x)
0
,8
0
,4
0
5
5
2, 5
2, 5
0 ,4
0 ,8

Le altre funzioni goniometriche

8

Tramite la circonferenza goniometrica si possono interpre tare geometrica-

mente anche le altre funzioni sopra definite; siano t = { (x, y ) R 2 |x = 1 } e

Definiamo T α = s α t

e C α = s α c ; allora T α = (1 , tan(α)) e C α = (cot(α), 1), come porta a dire una banale applicazione delle similitudini tra triangoli. Inoltre, si ha sec(α) = OT α e csc(α) = OC α . E, detta p α la tangente a Γ in P α , le sue intersezioni con gli assi siano X α = p α ∩ { y = 0 } e Y α = p α ∩ { x = 0 } ; allora si ha X α = (sec(α), 1) e Y α = (1 , csc(α)). Infine tan(α) = X α P α e cot(α) = Y α P α .

c = { (x, y )

R 2 |y = 1 } le tangenti a Γ in (1 , 0) e (0 , 1).

2 | y = 1 } le tangenti a Γ in (1 , 0) e (0

La verifica di questa ultima affermazione `e contenuta negli e sercizi alla fine del precedente paragrafo. E’ da notare come queste costruzioni siano possibili solo pe r α ] 90 , 90 [ oppure per α ]0 , 180 [; in effetti, volendo riportare invariata la definizione di tangente e cotangente, secante e cosecante (come rapporto), dobbiamo escludere dal dominio di definizione alcuni valori, nei quali il denominatore si annulla. Quindi, la tangente e la secante sono definite su R \ { 90 + k 360 |k Z} , la cotangente e la cosecante su R \ { k 360 |k Z} . Inoltre, la tangente e la cotangente hanno un periodo di ampiezza 180 , mentre la secante e la cosecante, come del resto il seno e il co seno, hanno periodo di ampiezza 360 .

Eccone i grafici.

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2,5 y=tan(x) y=cot(x) 5 2,5 0 2,5 5 2,5
2,5
y=tan(x)
y=cot(x)
5
2,5
0
2,5
5
2,5
2,5 y=sec(x) y=csc(x) 5 2,5 0 2,5 5 2,5
2,5
y=sec(x)
y=csc(x)
5 2,5
0
2,5
5
2,5

Esercizi 12. Scrivere le formule degli archi associati per tangente, cotangente, se- cante, cosecante. 13. Dimostrare le formule di addizione a partire dalla definizio ne delle fun- zioni trigonometriche data in questo paragrafo.

I Radianti

Fino ad ora, abbiamo utilizzato il sistema sessagesimale pe r esprimere gli angoli. Nel fare trigonometria `e pi`u usuale sfruttare una diversa convenzione : definiamo radiante l’angolo che, al centro di una circonferenza, sottende un arco di lunghezza pari al raggio.

10

Questa definizione significa : identifichiamo un angolo con la lunghezza dell’arco che esso sottende sulla circonferenza unitaria. Quindi, un angolo giro sar`a indicato con 2 π radianti; un angolo piatto con π radianti e un angolo retto con π/ 2 radianti. Nel seguito sottintenderemo la parola radianti dopo valori angolari. Divagazione Vi sono altre definizioni, molto pi`u eleganti, delle funzio ni seno e coseno, che non hanno legami con la geometria degli angoli, ad esempio come serie di potenze; da tali definizioni, si pu`o ricavare che queste funzioni hanno un

periodo e tale periodo risulta essere 2 π . In questo modo si `e soliti introdurre in matematica il numero pigreco. Con queste definizioni alternative, dunque, gli argomenti di seno e coseno vengono automaticamente interpretati come angoli in radia nti, una volta che ci

si

riconduca alle definizioni date sopra. In questo senso (e in altri, legati ad esempio alla teoria del calcolo integrale

o

all’analisi complessa) la scelta dei radianti `e la pi`u na turale.

Esercizi

14. Trovare le formule di conversione da gradi a radianti e viceversa.

15. Calcolare seno, coseno, tangente degli angoli mπ/n con 0 < m < 2 n e

1 n 6, n = 8 , 10.

Trigonometria

Potr`a apparire una distinzione sottile, ma la trigonometr ia `e l’indagine dei legami tra le lunghezze e gli angoli in un triangolo, mentre lo studio delle funzioni seno e coseno, delle loro relazioni e delle identit`a che soddisfano viene detto pi`u propriamente goniometria. Questo per giustificare il titolo del paragrafo; nella pratica questa distinzione

`e assolutamente inesistente e capiter`a spesso di sentir p arlare di trigonometria del triangolo. Ora, torniamo alle origini : il teorema di Pitagora. Ci proponiamo di cal- colare, in un triangolo generico, un lato in funzione degli altri due e dell’angolo tra essi compreso; sappiamo che `e in teoria possibile per il secondo criterio di congruenza, che ci assicura l’unicit`a di un triangolo di cui siano specificati due lati e l’angolo tra loro compreso.

che ci assicura l’unicit`a di un triangolo di cui siano specificati due lati e l’angolo tra

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Sia ABC un triangolo qualsiasi, come in figura; sia allora H in AC (o sul

suo prolungamento) il piede dell’altezza uscente da B . Possiamo scrivere, per il teorema di Pitagora, che BC 2 = BH 2 + HC 2 e, sempre per il teorema di

Pitagora, che

Mettendo assieme queste due relazioni otteniamo BC 2 = AB 2 + CH 2 AH 2 = AB 2 + AC 2 2 AH 2 2 AH · CH = AB 2 + AC 2 2 AH · AC , nel caso che AC = AH + HC ; `e semplice verificare che quanto segue funziona, sostitue ndo α con π α, e porta al medesimo risultato, nel caso in cui AC = HC AH . Ricordando i risultati del primo paragrafo possiamo dire che AH = AB cos(α) da cui, adottando le notazioni in figura

BH 2 = AB 2 AH 2 .

a 2 = b 2 + c 2 2 bc cos α

ed ecco il Teorema di Carnot , detto anche Legge del Coseno ; ovviamente, quanto dimostrato vale permutando ciclicamente le lettere di lati e angoli. Ora, rielaboriamo un poco il risultato precedente; ovviamente si ha

cos α = b 2 + c 2 a 2

2 bc

e, ricordando che sin 2 α = 1 cos 2 α, possiamo vedere che

1 cos 2 α

a 2

4 b 2 c 2 b 4 c 4 a 4 2 b 2 c 2 + 2 b 2 a 2 + 2 a 2 c 2

=

4

a 2 b 2 c 2

(2 bc ) 2 (a 2 b 2 c 2 ) 2

=

4 a 2 b 2 c 2

(a 2 b 2 c 2 + 2 bc )(a 2 + b 2 + c 2 + 2 bc )

=

4

a 2 b 2 c 2

(a 2 (b c ) 2 )((b + c ) 2 a 2 )

=

4 a 2 b 2 c

2

(a b + c )(a + b c )(b + c + a )(b + c a )

=

=

=

4 S 2

2 b 2 c 2

a

2 R 2

1

4 a 2 b 2 c 2

dove, dopo un poco d’algebra, abbiamo utilizzato il teorema di Erone per l’area del triangolo (indicata con S ) e la formula per il raggio del cerchio circoscritto (indicato con R ). Dunque, ricordandoci che 0 < α < π e che dunque il suo seno `e positivo, otteniamo che

sinα

= 1

a

2

R

risultato noto come Teorema del Seno.

12

Questi due teoremi permettono di calcolare tutti gli elementi di un trian- golo conoscendone opportunamente 1 tre. Questo calcolo si dice risoluzione del triangolo. Inoltre, dal teorema del seno si ricava immediatamente una formula per l’area del triangolo:

sinα

= abc S = 1 2 bc sin α

2

S

a Una simile espressione ha una ovvia interpretazione geometrica : b sin α `e la lunghezza dell’altezza relativa al lato c e reciprocamente c sin α `e la lunghezza dell’altezza relativa al lato b . Un altro utile risultato `e il seguente teorema delle proiezioni, di banale di- mostrazione :

a = b cos γ + c cos β

Altre formule note e di frequente utilizzo sono riportate co me esercizi.

Esercizi

16. (Formule di Nepero) Dimostrare che valgono

e

e

β + γ b + c = tan 2 b − c tan β −
β
+ γ
b
+ c = tan
2
b
− c
tan β − γ
2

le formule ottenute permutando ciclicamente le lettere.

17. (Formule di Delambre) Dimostrare che valgono

β − γ b + c = cos 2 a sin α 2
β − γ
b + c = cos
2
a sin α
2

le formule ottenute permutando ciclicamente le lettere.

18. (Formule di Briggs) Dimostrare che valgono

sin α

2

= (p b )(p c ) bc

e

cos α

2 =

p (p a )

bc

tan α =

r

2 p a

le formule ottenute permutando ciclicamente le lettere, c on

p = a + b + c

2

r = (p a )(p b )(p c )

p

1 nel caso in cui siano noti due lati e un angolo, l’angolo deve e ssere quello compreso; altrimenti, `e pur sempre possibile calcolare tutto, ma vi s ono due valori possibili per il terzo lato e i due angoli

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19. Calcolare la lunghezza delle mediane di un triangolo in funzione di lati

e

angoli.

20.

Calcolare la lunghezza delle bisettrici di un triangolo in funzione di lati

e

angoli.

21. Calcolare l’area di un quadrilatero, note le diagonali e l’a ngolo tra esse.

22. (Formula di Brahmagupta) Calcolare l’area di un quadrilatero ciclico,

noti i lati.

23. (Formula di Gerone) Generalizzare l’esercizio precedente al caso di un

quadrilatero generico, di cui siano noti lati e angoli. Discutere il caso di un quadrilatero circoscrittibile e di un quadrilatero contemporaneamente ciclico e circoscrittibile.

24. Calcolare la lunghezza delle diagonali di un quadrilatero ciclico, noti

i lati. Esprimerne il prodotto e il rapporto, ricavando i teoremi di Tolomeo e Legendre.

25. Calcolare il lato l n (L n ) del poligono regolare di n lati inscritto in

(circoscritto a) una circonferenza di raggio r .

26. Dimostrare le seguenti :

sin α + sin β + sin γ = S

R

sin α · sin β · sin γ =

S

2

2 R 2

2R 2

sin α · sin β · sin γ = r

2

2

2

4R

tan α

· tan β =

2

2

tan α+ β

2

2 r a + b + c

Appendice : Esponenziale complesso

Nel seguito daremo per note la definizione di numero compless o e la famil- iarit`a con le usuali operazioni nel campo complesso. Definiamo l’esponenziale di un numero complesso in questo mo do; sia z C , z = ai + b , allora e z = exp z = e a (cos(b ) + i sin(b )), dove e a indica l’abituale elevamento a potenza nel campo reale. In un senso che non `e possibile precisare qui, questa `e la na turale estensione della funzione esponenziale ad argomento complesso. Notiamo che dalla definizione segue che

sin(α) =

e e

2

i

cos(α) =

e + e

2

All’esponenziale complesso ora definito si applicano le nor mali regole per il calcolo con la funzione esponenziale : e z e w = e z + w (e z ) w = e zw .

Inoltre e z = e a (cos(b ) i sin(b )) = e a (cos(b ) + i sin(b )) = e z¯ e dunque,

possiamo riscrivere le precedenti relazioni come :

¯

cos(α) = e e iα

sin(α) = m e iα

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da cui possiamo scrivere le formule di addizione in maniera compatta e comoda

da ricordare come

e e + = e e e

m e + = m e e

Inoltre, anche le formule di duplicazione e bisezione vengo no trasformate nell’elevamento al quadrato e nella radice quadrata. Quindi, per calcolare cos(), possiamo procedere come segue :

cos() =

e e inα = e (e iα ) n = e (cos(α) + i sin(α)) n

= e

n

k =0 n

k

(i ) k

cos n k (α) sin k (α)

=

[

n/ 2]

k

=0

n

2

k

(1) k

cos n 2k (α) sin 2k (α)

e lo stesso per il seno. Spesso, il passaggio alla scrittura complessa rende la semplificazione di un’espressione trigonometrica pi`u agevole, soprattutto quando sono coinvolti seni di vari mul- tipli di uno stesso argomento. Ad esempio :

n

k

=0

sin() = m

n

e ikα = m

1 e i( n+1) α

1 e iα

=

=

k

e i( n+1) α/2 e i( n+1) α/2 e i( n+1) α/2

=0

m

sin((n + 1)α/ 2)

e

iα/2

e iα/2 e iα/2

m e inα/ 2

sin(α/ 2)

sin((n + 1)α/ 2) sin(nα/ 2)

=

sin(α/ 2)

Inoltre, la moltiplicazione per numeri complessi di norma unitaria, come ad esempio e ix con x R `e, dal punto di vista geometrico, una rotazione; questo permette di trovare ancora un’altra forma per le formule di a ddizione :

cos(α)

sin(α)

sin(α)

cos(α) · cos(β )

sin(β ) ) = cos(α + β )

sin(α + β ) cos(α + β )

sin(α + β )

sin(β ) cos(β

intendendo le matrici come rotazioni e il prodotto come comp osizione.

Esercizi

27. Trovare un’espressione chiusa per N =0 sin 2 (kx).

28. Calcolare il prodotto di tutti i lati e le diagonali di un poligono regolare

k

di n lati inscritto nella circonferenza goniometrica, uscenti da un dato vertice.

29. Calcolare come visto per il coseno sin()

30. Calcolare

in forma chiusa n =0 cos(kx) e n =0 cos 2 (kx).

k

k

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