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Capitolo secondo

Lo yoga della conoscenza analitica





Nel secondo capitolo, Ka descrive le caratteristiche della persona
liberata e grazie alla spiegazione della distinzione tra il s individuale
(lanima spirituale) e il non s (il corpo materiale), dissolve il dolore,
lillusione e lignoranza (di Arjuna).

sa!jaya uvca
ta tath kpayviamaruprkulekaam,
vidantamida vkhyamuvca madhusdana". 2.1

Sa!jaya disse: il distruttore di Madhu (Ka), disse queste parole a lui
(Arjuna), che era sopraffatto dalla compassione, abbattuto, con gli occhi
tristi e pieni di lacrime. 2.1


rbhagavnuvca
kutastv kamalam ida viame samupasthitam,
anryajuam asvargyamakrtikaramarjuna. 2.2

Il glorioso (Ka) disse: o Arjuna, da dove in questo momento critico
arrivata questa illusione non adatta a persone degne, che non guida ai
mondi celesti e che procura infamia!
1
2.2


1
Keava Kmrin e Madhusdana Saravati spiegano che Dhtarra si sent sollevato ascoltando che
Arjuna voleva ritirarsi dalla battaglia, ma Sa!jaya, riferendosi a Ka con il nome Madhusdana, fa
capire a Dhtarra che come Ka uccise il demone Madhu, cos aiuter il suo amico Arjuna a
debellare i dubbi che lo hanno assalito e superare questa crisi. Arjuna uno katriya e come tale non
pu rifiutarsi di combattere, perci Ka stupito e non approva la compassione di Arjuna per i suoi
familiari. Madhusdhana Saravati cita i seguenti versi dal Viu-pura 6.5.74: Bhagavat colui che
possiede alla perfezione le sei qualit (bhaga): ricchezza, potenza, bellezza, gloria, fortuna e rinuncia,
da bhaga + vat(up) e 6.5.78: E chiamato Bhagavan colui che conosce lorigine, la fine, il merito, il
demerito, lilluminazione e lignoranza degli esseri viventi. Vedi i seguenti versi: ... felici sono gli
katriya ai quali offerta, senza averla cercata, una battaglia come questa che come una porta aperta
ai mondi celesti, Se non ti impegni in questo giusto combattimento, abbandonando il tuo dovere e la
fama incorrerai nel peccato e Inoltre gli uomini parleranno della tua infamia eterna ... (Bhagavad-
gt 2.32-33-34).
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

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O Arjuna, kuta" da dove o per quale ragione, viame qui o ora alliniziare della
battaglia, upasthitam arrivata, questa kamalam illusione che anrya-juam non
adatta a persone degne, che procura infelicit in questo mondo e nel prossimo.


klaivya m sma gama" prtha naitattvayyupapadyate 2.3 a

O figlio di Pth, non lasciarti travolgere dalla vigliaccheria, non degno
di te, 2.3 a

Il termine klaivyam significa vigliaccheria che sintomo di impotenza. Ka dice:
malgrado tu sia figlio di Pth
2
, sei travolto dalla vigliaccheria! Perci io ti dico m sma
gama" non essere vigliacco! Ci si addice ad uno katriya indegno, non a te che sei
mio amico! Allora Arjuna risponde: non temere, questa che tu chiami vigliaccheria e
mancanza di coraggio, giusta distinzione tra gli insegnanti (degni di rispetto) come
Bhma e Droa e i malvagi figli di Dhtarra che sono pronti a morire in battaglia,
attaccare i quali con le mie frecce mortali benefico. Circa ci Ka dice:

kudra hdayadaurbalya tyaktvottiha paratapa 2.3 b

o tormento dei nemici (Arjuna), dopo aver abbandonato questa infima
debolezza di cuore, alzati!
3
2.3 b

Questo non discernimento e misericordia, semmai sofferenza e illusione che sono
sintomi di debolezza mentale. Perci dopo averli abbandonati, alzati! Combatti
affliggendo parn i nemici.


Arjuna dice: nelle scritture religiose (Dharma-stra) affermato: Trascurare di
offrire rispetto alle persone che n sono degne infausto
4
, per questo motivo io sono
contrario a combattere.

arjuna uvca
katha bhmamaha sakhye droa ca madhusdana,
iubhi" pratiyotsymi pjrhau arisdana 2.4

Arjuna disse: o distruttore di Madhu, come posso attaccare in battaglia
Bhma e Droa? O distruttore dei nemici, essi sono degni di adorazione!
5

2.4

2
Partha significa figlio di Ptha, da Partha + a(). Ptha un altro nome di Kunt la madre dei 5
p#ava.
3
Ka esorta Arjuna ad alzarsi e a combattere pi volte nel corso della Gt, vedi i versi 2.18, 2.37,
2.38, 3.30, 8.7, 11.33-34. Nel verso 18.43 enumera i doveri dello katriya il primo dei quali leroismo.
Del resto Ka ancora ragazzo a Mathura aveva ucciso il proprio zio materno Kamsa. Le guerre
fratricide per la successioneal trono non sono mai state infrequenti in India.
4
Passo ciatato anche da Baladeva proveniente probabilmente da un dharma-stra.
5
Madhusdana Sarasvati cita il seguente passo dalla Yj!avalkya-smti 3.292-293: Colui che anche solo
per errore, manca di rispetto a una persona rispettabile (insegnante) sfidandolo o dicendo tu, deve
pacificarlo e digiunare un giorno, altrimenti diventer (nella vita successiva) un albero in un
crematorio sui cui rami si posano gli avvoltoi. Il nome Madhusdana, distruttore del demone Madhu,
deriva da madhu + sud + (lyut)ana.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

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Il termine pratiyotsymi deve essere sostituito da pratiyotsye.
6
Ka obietta: Bhma e
Droa combatteranno contro di te, perch tu non vuoi affrontarli? Arjuna risponde:
questo vero, ma io non posso attaccarli, semmai dovrei offrire fiori ai loro piedi con
devozione, non scagliargli con collera frecce appuntite. O Ka, mio coetaneo, tu in
combattimento annienti i tuoi nemici, non il tuo maestro Sndpani Munin,
7
n i tuoi
famigliari gli Yadu! Ka ribatte: tu mi hai chiamato distruttore di Madhu, ma anche
i discendenti di Yadu (come me), essendo residenti a Madhu-pur,
8
sono detti Madhu.
Allora Arjuna precisa: ma io intendevo il tuo nemico di nome Madhu! (non i tuoi
famigliari residenti a Madhu-pur).


Ka obietta: se tu non desideri conquistare il regno, come ti sostenterai? Allora
Arjuna risponde:

gurnahatv hi mahnubhvn
reyo bhoktu bhaikyamapha loke, 2.5 a

Piuttosto che uccidere gli insegnanti che sono persone illustri, meglio
vivere nel mondo perfino del cibo elemosinato, 2.5 a

Piuttosto gurn ahatv che uccidere gli insegnanti, meglio vivere perfino del
bhaikyam il cibo elemosinato che disprezzato dagli katriya. Per lo katriya
mendicare infame, tuttavia il mendicare in s non produce alcun cattivo frutto (da
scontare) nel prossimo mondo (vita). Non si pu dire che questi insegnanti che
sostengono lempio Duryodhana sono corrotti, che non distinguono pi ci che deve
essere fatto, da ci che non deve, e che perci in accordo al seguente verso devono
essere rigettati: E prescritto che un insegnante corrotto che non distingue pi tra
ci che deve essere fatto e ci che non deve o che sta percorrendo un cattivo sentiero,
deve essere abbandonato
9
Bhma e gli altri sono soggetti allet (vecchiaia),
allavidit, ecc., ma non devono essere considerati soggetti a difetti (come la
corruzione, lassenza di discriminazione, ecc., che giustificherebbero il loro
abbandono). Allora Ka dice: Bhma stesso ha ammesso a Yudhihira: Luomo
schiavo della ricchezza, ma la ricchezza non schiava di nessuno; o grande re, vero,
io sono schiavo della ricchezza dei kaurava
10
Poich ora Bhma, Droa e gli altri
sono avidi di ricchezze, non sono pi le grandi personalit di un tempo. Arjuna
risponde: vero, ma se saranno uccisi io soffrir.



6
Il verbo pratiyotsymi deriva dalla radice verbale prati-yudh combattere. Secondo il Dhtu-patha di
Pini questa radice tmanepad, non parasmaipad, perci coniugata al futuro semplice (l) diventa
pratiyotsye.
7
Sndpani Munin linsegnante di famiglia incaricato da Vasudeva alleducazione di Ka e del
fratello Balarma come narrato nel Bhgavata-pura, decimo Skandha, capitolo 44.
8
Madhu-pur (la citt di Madhu) un altro nome di Mthur (nellodierno Uttar-pradesh), dove
secondo il mito nacque Ka. Madhu fu il padre di Vi dal quale discendono Vasudeva e Devak i
due genitori di Ka.
9
Mah-bhrata, di-parvan 150.54 o Udyoga-parvan 178.48 citato anche da Madhusdhana Saravati.
Questo verso fu citato da Bhma al suo maestro Paraurma, quando Bhma si rifiut di eseguire
lordine di Paraurma di rompere il voto di celibato e sposare la principessa Amb rapita da Bhma
per errore.
10
Mah-bhrata, Bhma-parvan 43.41.
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hatvrthakmstu gurnihaiva
bhu!jva bhogn rudhirapradigdhn. 2.5 b

Sebbene questi insegnanti sono avidi di ricchezze, uccidendoli io godr in
questo mondo di piaceri tinti dal sangue.
11
2.5 b

Il termine artha-kmn significa avidi di ricchezze. Arjuna dice: uccidendo i kaurava
io godr di piaceri pradigdhn tinti dal loro sangue. Ci significa che nonostante essi
siano avidi di ricchezze, sono comunque i miei insegnanti, perci se vengono uccisi
(da altri) o da me, il piacere (del regno, ecc., di cui io godr) sar macchiato dal
peccato.


Inoltre anche uccidendo i miei insegnanti, non sappiamo se (io e i miei fratelli)
vinceremo o se saremo sconfitti.

na caitad vidma" kataranno garyo
yadv jayema yadi v no jayeyu", 2.6 a

Non sappiamo chi vincer, noi o loro, n cosa meglio per noi.
12
2.6 a

Non sappiamo cosa di fatto sia garya" meglio per noi. Arjuna dice: potremmo vincere
noi oppure loro, ma la nostra vittoria, dovuta al risultato che produrr (la morte degli
insegnanti e dei famigliari), in realt una sconfitta.


yneva hatv na jijvima
tevasthit" pramukhe dhrtarr". 2.6 b

Se uccideremo i figli di Dhtarra schierati di fronte a noi, non
desidereremo pi vivere.
13
2.6 b

11
Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di rdhara e di Keava Kmrin. rdhara
spiega che il termine artha-kmn un composto nominale (samsa) della classe dei bahuvhi tat-
purua, perci un aggettivo di Bhma e Droa. Altrimenti se considerato della classe dei bahuvhi
dvandva, un aggettivo del termine bhogn, in tal caso la traduzione del verso la seguente: ...
uccidendo questi insegnanti, io godr anche in questo mondo, di piaceri come la ricchezza e la
soddisfazione di desideri, tinti dal sangue. Madhusuudhana Saravati a sostegno delle parole di Arjuna
cita il Bhgavat-pura 10.33.30: Negli uomini del Signore (bhakta) si vedono segni di trasgressione del
dharma, ma non sono in errore, essi come il potente fuoco bruciano ogni cosa. Alcuni commentatori
sostengono che Arjuna non desiderava veramente mendicare o accettare il sanysa, qui dice che
meglio mendicare solo per indicare quanto fosse poco incline a combattere. Nei versi dal 1.40 al 1.43,
Arjuna esprime la sua preoccupazione per il mantenimento dei doveri di casta nella societ, perci
come poteva pensare di abbandonare il suo dovere di katriya. Inoltre accettare lordine di rinuncia
(sanysa) non significa soltanto mendicare, perci anche se Arjuna avesse veramente voluto
mendicare, non significa che avrebbe dovuto diventare un rinunciato. Il mendicare non era cosa
veramente nuova per Arjuna e i suoi fratelli, nel Vana-parvan narrato che Kunt e i suoi figli, ritenuti
morti nellincendio della casa di lacca progettato da Duryodhana, vissero per qualche tempo in
incognito travestiti da brhmaa vagando e mendicando per i villaggi. Il cambiamento del metro dei
versi 2.5-8 dallanuubh chandas, 4 strofe (pada) di 8 sillabe luna, al triubh chandas, 4 strofe (pada) di
11 sillabe luna, indica lintensit emotiva delle parole di Arjuna.
12
Un guerriero pu combattere senza considerare vittoria o sconfitta, ma non senza sapere cosa
meglio per lui o la sua causa.
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Ka dice: pur essendo uno katriya ti sei messo a spiegare le scritture con
ragionamenti e hai gi deciso di metterti a vagare per mendicare il cibo, perci a che
possono servire le mie parole? Allora Arjuna risponde:


krpayadoopahatasvabhva"
pcchmi tv dharmasam#hacet",
yaccreya" synnicita brhi tanme 2.7 a

Il mio carattere sopraffatto dalla miseria e dallerrore, la mia
intelligenza confusa circa il dovere (dharma); io ti chiedo, dimmi
definitivamente cosa meglio per me.
14
2.7 a

Il termine krpayam indica la miseria, ossia labbandono del naturale spirito eroico
(di Arjuna). Arjuna dice: la mia intelligenza confusa circa il mio dovere (come
stato detto): Il sentiero del dovere (dharma) difficile da determinare.
15
Perci
dimmi definitivamente, cosa meglio per me? Ka risponde: ma a che serve parlare
se tu con orgoglio di erudito, confuti le mie parole? Allora Arjuna dice:

iyasteha dhi m tv prapannam. 2.7 b

io sono un tuo discepolo arreso, istruiscimi. 2.7 b

Ci significa: io sono tuo discepolo, dora in poi non confuter pi senza ragione le
tue parole.


Ka obietta: tu provi amicizia per me, non venerazione, come posso fare di te un
discepolo?
16
Perci cerca rifugio in Dvaipyana
17
o in altri per i quali hai rispetto.
Allora Arjuna dice:

13
Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di rdhara. Ka pi avanti risponde alle
affermazioni di Arjuna: Se sarai ucciso raggiungerai i mondi celesti, se vincerai godrai la terra, perci o
figlio di Kunt, alzati determinato a combattere (Bhagavad-gt 2.37), Perci alzati, sii glorioso, vinti i
nemici godi di un vasto regno; o esperto arciere, essi sono gi stati uccisi da me, sii solo uno strumento
Uccidi Droa, Bhma, Jayadratha, Kara e gli altri eroici guerrieri; non temere essi sono gi stati uccisi
da me, combatti e vincerai i nemici in battaglia.(Bhagavad-gt 11.33-34). Secondo alcuni
commentatori il termine dhrtarr" indica soltanto Bhma e Droa, intesi come alleati di
Dhtarra, gi menzionati nei due versi precedenti, non Duryodhana e gli altri figli di Dhtarra
che Arjuna ha definito malvagi e aggressori nei versi 1.23 e 1.36.
14
Nel seguente verso Ka descrive le qualit dello katriya: Leroismo, il vigore, la tolleranza,
labilit, lardimento, la generosit e la capacit di governare, costituiscono il karman naturale degli
katriya (Bhagavad-gt 18.43).
15
Citazione del Mah-bhrata 1.188.11 e 3.198.2. Invitato da Duryodhana al gioco dei dadi, Yudhihira
perse il regno, i suoi fratelli, se stesso, e infine anche sua moglie Draupad. Quando essa n fu
informata, chiese a Bhma, Dhtarra, Gandhar e agli altri anziani kaurava se fosse stata persa dal
marito prima o dopo aver gi perso se stesso. Le fu risposto che Yudhihira laveva persa dopo, perci
Draupad sostenne di essere libera, poich non era pi moglie e propriet di Yudhihira quando egli
aveva gi perso se stesso. I kaurava non riuscivano a pronunciarsi a riguardo, fino a che indotto da
Gandhar, Bhma con autorit, pronunci il verso citato e diede ragione a Draupad.
16
Ka e Arjuna erano legati da una relazione di amicizia (sakhya-rasa), vedi anche i versi 4.3 e 11.41-
42.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

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na hi prapaymi mampanudyd
yacchokamucchoaamindriynnm, 2.8 a

Io non vedo che cosa pu rimuovere il dolore che sta inaridendo i miei
sensi, 2.8 a

Eccetto te, io non vedo altra persona nei tre mondi,
18
apanudyd che pu rimuovere il
mio dolore, non n considero capace neanche Bhaspati.
19
Sono cos afflitto dal
dolore, in chi posso cercare rifugio (se non in te)? Come le piccole riserve dacqua si
seccano durante la grande calura estiva, cos i miei sensi si inaridiscono a causa del
dolore. Ka dice: se sei afflitto dal dolore, combatti! Sconfiggendo i tuoi nemici
conquisterai il regno e godendo dei piaceri regali, il tuo dolore svanir. Ma Arjuna
aggiunge:

avpya bhmvasapatnamddha
rjya surmapi cdhipatyam. 2.8 b

neanche la conquista di un regno prospero e senza rivali sulla terra o la
sovranit degli dei celesti.
20
2.8 b

Anche se io conquistassi sulla terra un regno senza rivali o la sovranit delle divinit
celesti, i miei sensi rimarrebbero aridi (sarei incapace di godere anche di ogni
piacere).


sa!jaya uvca
evamuktv hkea gu#kea" paratapa
na yotsya iti govindamuktv t babhva ha. 2.9

Sa!jaya disse: o tormento dei nemici (Dhtartra), il signore del sonno
(Arjuna) dopo aver detto ci al Signore dei sensi (Ka), disse: io non
combatter e divenne silenzioso.
21
2.9



17
Dvaipyaa un altro nome di Vysa, cos chiamato perch fu generato da Styavat in una isoletta
(dvipa) in mezzo alla G!g. Secondo la tradizione, Vysa lautore del Bhgavata-pra, del Vednta-
stra e del Mah-bhrata. Nelldi-parvan del Mah-bhrata narrato che per ordine di Satyavat, per
dare un erede al regno adottando la pratica del levirato, Vysa gener Dhtarra, Pa"u e Vidura nel
grembo delle tre vedove Amb, Ambik e Ambalik del fratello Vicitravirya morto di malattia in
giovane et.
18
Secondo lastrononia puranica, luniverso costituito da tre sistemi planetari: il sistema inferiore
(bhu") che comprende i mondi infernali (naraka-loka) e i mondi degli esseri demoniaci (patala-loka), il
sistema mediano (bhuva") che comprende la terra e il sistema superiore (sva"), i mondi degli dei
celesti (deva-loka).
19
Bhaspati il sacerdote e maestro degli dei celesti.
20
Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di Keava Kmrin.
21
Nelle edizioni di Madhusdana Sarasvati, Keava Kmrin e altri, il titolo Paratapa tormento dei
nemici, declinato nel caso nominativo (paratapa") anzich nel vocativo, perci indica Arjuna
anzich Dhtarra. Originalmente Gu"kea, signore del sonno uno dei nomi di iva (vedi la nota
nr. 55 del primo capitolo). Il termine ha una esclamazione che esprime il dolore di Sa!jaya circa la
decisione di non combattere presa da Arjuna.
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tamuvca "kea" prahasanniva bhrata,2.10 a

O discendente di Bharata (Dhtarra), il Signore dei sensi (Ka)
sorridendo disse queste parole a lui (Arjuna), 2.10 a

Sorridendo allamico in modo indelicato, Ka dice: sei cos sciocco immergendolo
in un oceano di vergogna. Ma ora che Arjuna divenuto suo discepolo non
opportuno ridere di lui, perci mordendosi il labbro inferiore, Ka smette di
sorridere. Il nome Hikea indica che come poco prima, a causa dellamore che
Arjuna nutre per lui , Ka era ai suoi ordini,
22
cos ora a causa dellamore che egli
nutre per Arjuna, Ka diventa il Signore della sua mente e dei suoi sensi.

senayorubhayormadhye vidantamida vaca". 2.10 b

addolorato nel mezzo dei due eserciti.
23
2.10 b

Da ambedue gli schieramenti fu notato lo stato afflitto di Arjuna e lo stato illuminato
di Ka.


Ka dice: o Arjuna, il dolore causato dalluccisione dei tuoi famigliari il tuo
principale errore, lidea: ... come posso attaccare in battaglia Bhma e Droa ...
24
,
essenzialmente mancanza di discernimento.

rbhagavnuvca
aocynanvaocastva prajvdca bhase,
gatsnagatsca nnuocanti pa#it". 2.11

Il glorioso disse: sei afflitto per ci che non ci si deve affliggere e dici
parole sagge; gli eruditi non si addolorano per corpi grossolani, n per i
corpi sottili.
25
2.11

22
Vedi il verso 1.21.
23
Arjuna non ha deciso di ritirarsi dalla battaglia, profondamente indeciso, immobile ancora nel
mezzo del campo di battaglia. Ka comincia a istruire Arjuna dal verso 2.11, perci akara comincia
il suo commentario da questo verso. Egli sostiene che Arjuna aveva deciso di abbandonare il suo dovere
di katriya per accettare quello del brhmaa, prendere lordine di rinuncia (sanysa) e vivere di
carit. Ka allora lo corregge approfittando delloccasione per enunciare la Gt e istruire tutta
lumanit. Secondo Rmnuja, Ka sorride vedendo la non del tutto inattesa crisi di Arjuna. Secondo
Madhusdana Sarasvati, Ka sorride, perch Arjuna poco prima gli aveva chiesto coraggiosamente di
portare il loro carro nel mezzo dei due eserciti, ma poi cambia completamente atteggiamento.
24
Bhagavad-gt 2.4.
25
Sakara precisa che nelle Upaniad (vedi la Bad-aranyaka-upaniad 3.5.1) il termine pa#a dal quale
deriva pa#ita (brhmaa erudito), indica la conoscenza del s (il Brahman). Il verbo anvaoca"
coniugato allimperfetto (la!); secondo il Pani-stra 3.2.111 questo tempo usato in riferimento ad
avvenimenti avvenuti prima del giorno corrente, perci alcuni commentatori non escludono che qui
Ka non si riferisca soltanto alla crisi che si appena manifestata in Arjuna, bens anche ad eventi
precedenti. Nei versi che vanno dal 1.36 al 1.44, Arjuna ha parlato come un erudito (pa#ita), ma la
principale preoccupazione di un erudito lesecuzione dei doveri religiosi e lastensione dal peccato.
Pi avanti nel verso 2.54 Arjuna chiede a Ka quali siano i sintomi del saggio. Alcuni commentatori
spiegano che neanche gli sciocchi si addolorano dei vivi perch dovrebbero addolorarsene i saggi?
Perci in questo verso na anuocanti significa che essi sono indifferenti sia verso i vivi che verso i morti.
Per altri commentatori le parole di Ka riguardano il caso di coloro che desiderano la morte, come
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Ka dice: anvaoca" sei afflitto aocyn, per ci che non degno di dolore. Stai
dicendo sagge parole: ... come posso attaccare in battaglia Bhma e Droa ...
26
, ma
in te non c alcuna vera saggezza, poich gli eruditi non si addolorano per gata-asn i
separati, ossia per i corpi grossolani dai quali le arie vitali (pra)
27
si sono separate
(per i corpi senza vita), poich (sanno che i corpi grossolani) sono mortali. N si
addolorano agata-asn per i non separati, ossia per i corpi sottili
28
dai quali le arie
vitali non si separano, poich (sanno che) le arie vitali si estinguono (con il corpo
sottile) solo alla liberazione (moka). Ambedue i tipi di corpi (grossolani e sottili) non
abbandonano la loro natura (le caratteristiche degli uni come degli altri sono
costanti). Gli sciocchi che si addolorano quando le arie vitali lasciano il corpo del
padre e degli altri (alla morte), non conoscono la natura del corpo sottile. Bhma e
tutti gli altri sono s individuali incarnati in corpi grossolani e sottili. Poich i s
individuali sono eterni non si deve provare dolore per essi
29
Precedentemente (nel
commento al verso 1.36) tu hai detto che i dharma-stra (le scritture religiose) sono
pi autorevoli dellartha-stra (le scritture che riguardano la amministrazione
politica), ma ora io dico che le scritture che riguardano la conoscenza del s
individuale, sono pi autorevoli anche dei dharma-stra.


Ka dice: o amico mio, quando qualcuno muore ci si addolora, ma loggetto di
affetto il vero s o il corpo? ukadeva ha affermato: O re, il s il vero oggetto di
affetto di tutti gli esseri viventi
30
Ambedue i tipi di s, lessere vivente (il s
individuale) e il Signore (il S supremo) sono eterni, immortali e non differenti
(condividono la stessa natura), perci il s individuale non deve essere oggetto di
dolore.

na tvevha jtu nsa na tva neme jandhip",
na caiva na bhaviyma" sarve vayamata" param. 2.12

Arjuna ha espresso nei versi che vanno dal 1.36 al 1.46. Il termine bhagavn (glorioso), sebbene nei
pura sia spesso usato per qualificare divinit celesti, saggi o comunque personaggi importanti,
secondo i teologi gau#ya dovrebbe essere usato solo per definire Ka, in accordo alla definizione
tratta dal Viu-pura 6.5.74: Bhagavat colui che possiede alla perfezione le sei qualit (bhaga):
ricchezza, potenza, bellezza, gloria, fortuna e rinuncia, da bhaga + vat(up) e attribuiscono ad esso la
definizione del pi elevato e segreto dei tre livelli di realizzazione del Brahman. Inoltre i gau#ya citano
il seguente verso dal Bhgavata-pura 1.2.11: Coloro che conoscono la verit, dicono che essa
costituita di conoscenza non duale ed chiamata Brahman, Parama-tmaman e Bhagavat. Questi tre
livelli sono: il Brahman, ossia laspetto impersonale e immanente di Ka realizzato dai monisti
(advaitin), il Param-tman, lanima suprema, ossia la forma di Viu presente nel cuore di tutti gli
esseri viventi accanto allanima o s individuale (jva-tman) realizzato dagli yogin, e Bhagavat, laspetto
personale del Brahman, ossia Ka con la sua forma, qualit, attivit, compagni eterni e cos via
realizzato dai bhakta.
26
Bhagavad-gt 2.4.
27
Secondo lo yoga-darana, il s individuale situato nel cuore ed avvolto da cinque arie vitali che
scorrendo nel corpo attraverso dei canali sottili (nd), assolvono le varie funzioni dellorganismo.
28
Secondo la dottrina skhya, il s spirituale incarnato dotato di un corpo grossolano (sthula-arira)
costituito dai cinque elementi (pa!ca-mah-bhta) e dai 10 sensi di azione e percezione (karma e j!na-
indrya), e di un corpo sottile (sukma-arira) costituito da mente (manas), intelligenza (buddhi) e
(falso) senso di s o di agenzia (ahamkra).
29
Tutti i commentatori concordano che i termini gatasun e agatasun, si riferiscono rispettivamente ai
dipartiti o morti e ai vivi. Vivantha d una interpretazione pi elaborata e alternativa che comunque
non esclude quella degli altri commentatori.
30
Bhgavata-pura 10.14.50.
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29
Non vero che io non sono mai esistito, n tu, n questi re, n vero che
tutti noi non esisteremo ancora in futuro.
31
2.12

Non vero che io, il S supremo, jtu non sia mai esistito in passato, io sono sempre
esistito anche in passato. Allo stesso modo anche tu, il s individuale, sei sempre
esistito. Questo dimostra lassenza di non esistenza precedente (prg-abhva). N
vero che in futuro tutti noi (i nostri s individuali), io, tu e questi re, na bhaviyma"
non esisteremo, noi certamente continueremo ad esistere in futuro. Questo dimostra
lassenza di non esistenza futura (dhvasa-abhva). Poich il S supremo e il s
individuale sono entrambi eterni, dimostrato che non sono oggetto di dolore. A
questo proposito nelle ruti affermato: Egli (il S supremo) leterno tra gli esseri
eterni, il cosciente tra gli esseri coscienti, luno che soddisfa i desideri dei molti.
32



Arjuna obietta: a causa della sua relazione con il s individuale, il corpo diventa un
oggetto di affetto. Allo stesso modo, dovuto alla relazione con il corpo, anche i figli e i
fratelli, diventano oggetti di affetto e a loro volta, a causa della relazione con essi,
anche i nipoti diventano oggetti di affetto; perci ci si affligge quando tutti questi (i
propri figli, nipoti, ecc.) muoiono. Ka risponde:

dehinosmin yath dehe kaumra yauvana jar,
tath dehntaraprptirdhrastatra na muhyati. 2.13

Come lessere incarnato passa in questo corpo dallinfanzia, alla
giovinezza alla vecchiaia, cos passa in un altro corpo; colui che ha
discernimento non perplesso da questo passaggio.
33
2.13

Come il s individuale incarnato, dal corpo di bambino al termine dellinfanzia passa
a quello di un giovane e al termine della giovent, a quello di un (adulto e al termine
dellet adulta a quello di un) vecchio, allo stesso modo (il s individuale) passa in un
altro corpo (alla morte). I corpi da bambino, giovane e cos via, appartengono al s
individuale che il vero oggetto di affetto del quale non ci si deve addolorare
neanche alla morte del corpo. Al termine dellet adult larrivo della vecchiaia un
evento penoso, mentre alla fine dellinfanzia larrivo della giovent un evento
gioioso, perci dovresti essere felice che Bhima, Droa e gli altri abbandonino i loro

31
akara rifiuta la teoria della molteplicit dei distinti s individuali, sostenendo che il pronome
personale vayam noi, si riferisce alla molteplicit dei corpi degli esseri viventi incarnati, ci indica che
la polemica circa le interpretazioni di questo verso antica. Secondo Rmnuja, il termine vayam non
si riferisce soltanto alla molteplicit dei s indiduali degli esseri viventi, ma anche alla differenza tra il
s individuale e il S supremo. Mentre Madhva e Jayatirtha ritengono che i versi dal 2.12 al 2.30
trattano della natura del s individuale, del S supremo, della loro differenza e della relazione come
sorgente di luce e riflesso (bimba-pratibimba-vada). Il commento di Vivantha pressoch uguale a
quello di akara e rdhara, ma evita la polemica circa linterpretazione del termine vayam.
32
Katha-upaniad 2.2.13 oppure vetasvatara-upaniad 6.13.
33
rdhara spiega che come nel passaggio dallinfanzia, alla giovent e cos via, permane il senso di
identit dellindividuo, cos alla morte il s individuale passa in un altro corpo. Il s individuale
eterno perci nei neonati grazie alle impressioni (prva-vsan) provenienti dalle vite precedenti, si
riscontrano fin dalla nascita, la tendenza innata a succhiare, ecc. Il saggio sa che il s individuale non
nasce e non muore, perci non confuso dal passaggio dallinfanzia, alla giovent, allet adulta, alla
vecchiaia e ad un altro corpo alla morte. Circa la reincarnazione del s individuale, vedi anche i versi
2.22 e 15.8-9-10 e Yoga-Stra 2.12-14. Questo verso compare anche nel Viu-smti 20.49.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

30
corpi vecchi e che n acquisiscano di nuovi. Come in un solo corpo il s individuale
incarnato passa attraverso linfanzia e cos via, allo stesso modo egli passa (di vita in
vita) in molti altri corpi.


Arjuna obietta: ci vero, ma io ora sono privo di discernimento, la mia mente
pervasa dallillusione e afflitta dal dolore. Non soltanto la mente, anche tutti i suoi
strumenti come il tatto e gli altri sensi che sperimentano gli oggetti, mi stanno
tormentando.

mtrsparstu kaunteya toasukhadu"khad" 2.14 a,

Ma, o figlio di Kunt (Arjuna), le percezioni dei sensi producono il
piacere e il dolore, il caldo e il freddo, 2.14 a

Il termine mtr-spar" indica le percezioni degli oggetti dei sensi.

gampyinonityststitikasva bhrata. 2.14 b

esse vanno e vengono e sono temporanee, sopportale o discendente di
Bharata.
34
2.14 b

Ka dice: lacqua fresca destate piacevole, mentre dinverno spiacevole. Le
percezioni degli oggetti dei sensi vanno e vengono e sono temporanee, perci
titikasva sopportale. Anche se nel mese di magha
35
il contatto con lacqua
spiacevole, il dovere prescritto (dharma) dellabluzione non deve essere abbandonato,
poich con il tempo la pratica del dharma distrugge tutti i peccati. La tolleranza delle
percezioni dei sensi un dovere prescritto dalle scritture. La nascita di figli o fratelli,
lacquisizione di ricchezze e cos via, sono eventi felici, mentre la morte dei familiari
certamente un evento triste. Queste evenienze vanno e vengono e sono temporanee,
perci sopportale e non abbandonare il tuo dharma prescritto dalle scritture che,
consiste nel combattere. Ci significa che anche la mancata esecuzione del dharma nel
momento appropriato un grave peccato.


Ka dice: con il tempo, grazie al discernimento e alla tolleranza, le percezioni degli
oggetti dei sensi non affliggono pi e a quel punto la liberazione (moka) vicina.

ya hi vyathayantyete purua puruarabha,
samadu"khasukha dhra somtatvya kalpate. 2.15


34
Secondo Keava Kmrin, il nome Kaunteya, che significa figlio di Kunt, da kunt + (#ak) eya, e il
nome Bhrata, che significa discendente di Bhrata, da bhrata + a()`, indicano che Arjuna discende
sia da parte di madre che di padre da famiglie nobili e dedite al dharma, perci non deve farsi illudere
dalle temporanee percezioni dei sensi. Vedi il seguente verso: I piaceri nati dal contatto (dei sensi con
gli oggetti) sono soltanto fonti di dolore, o figlio di Kunt, hanno inizio e fine, la persona intelligente
non si delizia in essi (Bhagavad-gt 5.22).
35
Il mese lunare di magha cade tra gennaio e febbraio.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

31
O migliore tra gli uomini, la persona che non afflitta dalle percezioni
dei sensi, che equanime nel piacere e nel dolore e che sobria, si
qualifica allimmortalit.
36
2.15

Il termine amtatvya significa allimmortalit, ossia alla liberazione.


Ka dice: questo stato detto per coloro che non hanno raggiunto lo stadio del
discernimento, ma in realt nelle ruti affermato: Lessere vivente (il purua)
distinto
37
, quindi il s individuale non ha relazione con il corpo grossolano e sottile e
con le loro qualit come il dolore, lillusione, ecc. (generate dalle percezioni dei
sensi). La relazione di identit (tra il s individuale e il corpo) originata
dallignoranza.


nsato vidyate bhvo nbhvo vidyate sata",
ubhayorapi dontastvanayostattvadaribhi". 2.16

Ci che impermanente (il dolore, lillusione, ecc.) non ha esistenza, e di
ci che permanente (il s individuale) non c distruzione; ambedue
queste conclusioni sono state comprese da coloro che vedono la verit.
38
2.16

Nel s individuale ci che asata" impermanente, ossia lillusione, il dolore, ecc., non
bhva" esistente, poich queste sono le qualit del non s, ossia del corpo materiale.
Inoltre, nel s individuale, che sata" permanente, non ce abhva" inesistenza, ossia
distruzione.
39
Lanta" la conclusione circa ci che impermanente e ci che
permanente, compresa (dai saggi che vedono la verit). Perci grazie al
discernimento tra il corpo materiale e ci che dimora in esso (il s individuale), chi sa
che Bhma e gli altri sono s individuali permanenti e indistruttibili (rivestiti da
corpi), non ha motivo di essere illuso, addolorato, ecc. Come possono Bhma e gli
altri essere uccisi? Come puoi addolorarti per essi?


Ka spiega il significato dellaffermazione: ... di ci che permanente non c
distruzione ...
40



36
rdhara spiega che lindifferenza al contatto dei sensi con gli oggetti pi efficace che il cercare
rimedio ai dolori o il gioire dei piaceri che producono, perch procura la liberazione. Vedi il seguente
verso: Anche in questo mondo il ciclo di nascite e morti vinto da coloro la cui mente fissa
nellequanimit ... (Bhagavad-gt 5.19).
37
Bhad-rayaka-upaniad 4.3.15.
38
akara nel commento di questo verso spiega la dottrina sat-karaa, secondo la quale le percezioni
dei sensi non sono reali, in quanto transitorie e che solo la loro causa reale, come un vaso in realt
non che una trasformazione temporanea della terra e torner ad essere terra. Secondo Madhva il
termine asata" significa materiale (prakti) e sata" indica di Viu. Vedi anche Chandogya-upaniad
6.2.1-2.
39
Bhva e abhva sono note categorie della dottrina nyya. Esempio del prag-abhva linesistenza
dello yogurt nel latte prima di diventare yogurt, il pradhvamsa-abhva linesistenza del latte dopo che
diventato yogurt, latyanta-abhva linesistenza del figlio di una donna sterile o del corno di un
coniglio e lanyonya-abhva linsistente identit tra oggetti diversi come un vaso e un tavolo.
40
Bhagavad-gt 2.16.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

32
avini tu tadviddhi yena sarvamida tatam,
vinamavyayasysya na kacit kartumarhati. 2.17

Ma, sappi che ci che pervade lintero corpo indistruttibile, nulla pu
distruggere questo (s individuale) immutabile. 2.17

Il s individuale yena sarvam idam tatam ci che pervade il corpo intero. Arjuna
obietta: se il s individuale la coscienza che pervade il corpo, non c la possibilit
che esso acquisisca anche la natura temporanea del corpo? Ka risponde: nelle ruti
affermato: Tra le cose sottili io sono il s ...
41
, Questo s pu essere compreso dalla
mente; in questo (corpo) ci sono cinque tipi diversi di arie vitali ...
42
, Deve essere
conosciuto che il s misura una parte della centesima parte della punta di un
capello
43
e Il s considerato misurare quanto la punta di un ankua (lo strumento
a uncino usato per guidare gli elefanti).
44
Quindi il s individuale infinitesimale,
tuttavia possiede una energia che pervade tutto il corpo, come un gioiello o una
medicina, posti sul capo o sul petto, irradiano energie che sostengono il corpo
intero.
45
La destinazione delluomo (dopo la morte) in differenti grembi nei mondi
celesti o infernali, dipende dal condizionamento (dei gua) ai quali luomo
soggetto. Datttreya
46
disse circa laria vitale: Essa getta luomo nel ciclo di nascite e
morti (sasra).
47
Perci appropriato che i prossimi versi (dal 2.18 al 2.25)
spieghino la natura onnipervadente del s individuale. Il termine avyayasya indica
limmutabile (s), nelle ruti affermato: Egli (il s individuale) eterno tra gli esseri
eterni, cosciente tra gli esseri coscienti, luno che soddisfa i desideri dei molti.
48

Altrimenti (unaltra interpretazione di questo verso la seguente): poich stabilito
che uomini, animali, ecc., sono costituiti di questi tre articoli: il corpo, il s individuale
e il S supremo, il passo: Ci che temporaneo non ha esistenza ...
49
, si riferisce al
corpo (asat) e al s individuale (sat). Arjuna chiede: ma qual la natura del S
supremo? Ka allora risponde: Sappi che ci che pervade tutto questo (luniverso)
indistruttibile ...
50
Il termine tu ma, allinizio del verso, indica il cambiamento
delloggetto di argomentazione (dal s individuale al S supremo). Questo universo
esiste grazie alla naturale distinzione del S supremo e del s individuale, dalla natura
materiale (prakti o my).


Ka spiega il significato dellaffermazione: Ci che temporaneo non ha esistenza
...
51



41
Bhgavata-pura 11.16.61. In realt questo testo una smrti, ma per i gau#ya essendo stato composto
da Vysa autoritario quanto o pi di una ruti.
42
Mundaka-Bhgavata. 3.1.9.
43
vetasvatara-upaniad 5.9.
44
vetasvatara-upaniad 5.8.
45
Secondo alla medicina tradizionale indiana chiamata ayur-veda, alcune gemme, erbe, ecc., posti in
varie parti del corpo possono sanare malattie o conferire vigore fisico e mentale.
46
Datttreya uno degli antichi saggi (i`) autore di una omonima nota smti.
47
Bhgavata-pura 11.9.20; qui inteso il corpo sottile costituito di mente, intelligenza e egotismo che
accompagnano laria vitale fino alla liberazione.
48
Katha-upaniad 2.2.13, oppure vetasvatara-upaniad 6.13.
49
Bhagavad-gt 2.16.
50
Bhagavad-gt 2.17.
51
Bhagavad-gt 2.16.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

33
antavanta ime deh nityasyokt" arria",
aninoprameyasya 2.18 a

Si dice che i corpi dellindistruttibile, impercettibile ed eterno incarnato
(il s individuale), hanno fine, 2.18 a

I corpi acquisiti dal arria" il s incarnato che aprameyasya molto difficile da
percepire perch molto piccolo, sono temporanei.

tasmdyudyasva bhrata. 2.18 b

perci, o discendente di Bharata, combatti! 2.18 b

Il senso che labbandono del dovere prescritto non appropriato.


Ka dice: o Arjuna amico coetaneo, tu sei il s individuale (non il corpo), tu non
uccidi, n sei ucciso.

ya ena vetti hantra yacaina manyate hatam,
ubhau tau na vijnto nya hanti na hanyate. 2.19

Colui che pensa che ci (il s individuale) uccide e colui che pensa che
ci (il s individuale) viene ucciso, ambedue non conoscono; esso non
uccide n ucciso.
52
2.19

Lespressione ya enam vetti hantram significa che chi pensa che il s individuale,
Arjuna, uccide Bhima e gli altri, e ya" ca enam manyate hatam chi pensa che il s
individuale, Arjuna ucciso da Bhma e dagli altri, sono ambedue ignoranti. Quindi
o Arjuna, sei forse impaurito della calunnia degli ignoranti che affermano che tu hai
ucciso (o sei ucciso da) i tuoi insegnanti e famigliari?


Ka spiega la natura eterna del s individuale:

na jyate mriyate v kadcinna
aya bhtv bhavit v na bhya", 2.20 a

Esso (il s individuale) non nasce n muore mai, non nacque e n nascer
ancora (in futuro), 2.20 a

Il s individuale, na jyate myate non nasce n muore, questo nega la nascita e la
morte nel presente. Inoltre na bhtv bhavit non nacque e n nascer, questo nega
ambedue (la nascita e la distruzione del s individuale) nel passato e nel futuro.
Perci:


52
Rmnuja spiega che le scritture proibiscono ogni tipo di uccisione non autorizzata e cita una famosa
ingiunzione del Dharma-stra: Nessun essere vivente deve essere ucciso. Vedi il seguente verso della
Katha-upaniad 1.2.19: Colui che uccide e pensa di uccidere e colui che pensa di essere ucciso, non
sanno che esso (il s individuale) non uccide, n ucciso.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

34
ajo nitya" vatoya puro 2.20 b

esso (il s individuale) non nato, eterno, costante e originale; 2.20 b

Il s individuale non nasce nelle tre fasi del tempo, non ha inesistenza anteriore (prag-
abhva), poich vata" costante. Il s individuale non distrutto nelle tre fasi del
tempo, poich nitya" eterno. Arjuna obietta: il s individuale esiste da molto tempo,
perci deve essere soggetto alla vecchiaia. Ka dice: no, esso privo dei sei tipi di
modificazioni,
53
pura" immutato, come detto nelle scritture: Pur essendo
antico(pur) come nuovo (nava).
54
Arjuna obietta: ma anche il s individuale
muore alla morte del corpo. Allora Ka dice:

na hanyate hanyamne arre. 2.20 c

non ucciso quando il corpo ucciso.
55
2.20 c

Ci non accade, perch non c relazione di dipendenza (il s individuale eterno non
soggetto al corpo temporaneo).


Ka dice: conoscendo questo, tu che combatti e io che ti induco a combattere, non
commettiamo peccato.

vedviina nitya ya enamajamavyayam,
katha sa purua" ka ghtayati hanti kam. 2.21

O figlio di Pth, colui che sa che il s individuale eternamente
indistruttibile, non nato e immutabile, chi uccide? Chi fa uccidere e
come?
56
2.21

In questo verso il termine nityam eternamente, un kriy-vieaa.
57
I termini
indistruttibile, non nato e immutabile, escludono la distruzione, la nascita e il
decadimento. Una persona come me (che conosce il s individuale) chi fa uccidere e
come? E una persona come te, chi uccide e come?

53
Vivantha si riferisce al dizionario Nirukti 1.1.2 di Yska: Il corpo subisce sei modificazioni: la
nascita, la crescita, la permanenza, la modificazione, il decadimento e la distruzione.
54
Citazione dal Nirukti di Yaska, questa una delle numerose interpretazioni del termine pura.
55
Il metro di questo verso il triubh chandas, 4 strofe (pada) di 11 sillabe luna. akara e rdhara
spiegano che i termini aja" non nato e nitya" eterno, escludono che il s (il Brahman) subisca la nascita
e la distruzione; il termine vata" costante, esclude la modificazione e il decadimento e il termine
pura" originale, esclude la crescita e la permanenza. Cos sono escluse tutte le sei modificazioni del
corpo menzionate da Yaska nel Nirukti 1.1.2. Vedi i seguenti versi: (Il s) non nasce n muore mai, non
viene dal nulla e nulla viene da esso; non nato, eterno, costante e originale (Katha-upaniad 1.2.18) e
... (il s) non invecchia con let, non muore con la morte (del corpo) ...il s privo di peccato, privo
di vecchiaia, privo di morte, privo di dolore, privo di fame, privo di sete, ... (Chandogya-upaniad 8.1.5).
56
akara spiega che il s individuale che identifica con il Brahman, inattivo, la negazione della
capacit del s di uccidere, include lincapacit di eseguire qualsiasi altra attivit. Eccetto Vivantha e
Baladeva, tutti gli altri commentatori ritengono che il termine nityam sia un aggettivo del pronome
dimostrativo enam; in tal caso la traduzione del verso la seguente: O figlio di Pth, colui che sa che il
s indistruttibile, non nato, immutabile e eterno, chi uccide? Chi fa uccidere e come?
57
Il kriy-vieaa un tipo di avverbio indeclinabile.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

35
Arjuna obietta: se io combatter, il s individuale di Bhma abbandoner il corpo, io
e te (che mi inciti a ucciderlo) saremo la causa (della sua morte). Ka dice:

vsmsi jrni yath vihya
navni ghnti naroparni,
tath arri vihya jrny
anyni sayti navni deh. 2.22

Come una persona dopo aver abbandonato gli abiti vecchi indossa abiti
nuovi, cos il s incarnato, dopo aver abbandonato i corpi vecchi, passa in
corpi nuovi.
58
2.22

Il senso : quando si indossa un abito nuovo che male c nellabbandonare quello
vecchio? Quando Bhma lascer il vecchio corpo otterr un corpo nuovo e
celestiale,
59
perci che male avremo fatto?


Ka dice: tu non puoi in alcun modo in battaglia colpire il s individuale con le tue
armi e frecce.

naina chindanti astri naina dahati pvaka",
na caina kledayantypo na oayati mruta". 2.23

Le armi non lo (il s individuale) tagliano, il fuoco non lo brucia, le acque
non lo bagnano e il vento non lo secca.
60
2.23

Il termine astri indica le armi come le spade e cosi via; pvaka" il fuoco e include
anche larma di Agni
61
usata da te e da altri; pa" sono le acque e include anche
larma di Prjanya;
62
mruta" il vento e include anche larma di Vyu.
63

Perci si dice che:

acchedyoyam adhyoyam akledyooya eva ca,
nitya" sarvagata" sthuracaloya santana". 2.24

(Il s individuale) non pu essere tagliato, non pu essere bruciato, non
pu essere bagnato e non pu essere seccato; il s individuale eterno,
onnipervadente, immobile, fisso e perenne.
64
2.24

58
Il metro di questo verso il triubh chandas 4 strofe (pada) di 11 sillabe luna. Questo verso compare
anche nel Viu-smti 20.50. Vedi i versi 2.13, 15.8 e Bhadrannyaka-upaniad 4.4.5.
59
In molti passi delle smti affermato che i guerrieri caduti in battaglia raggiungono i mondi celesti.
Oltre a questo, era risaputo, come narrato nelldi-parvan del Mah-bhrata, che Bhma era uno
degli otto dei celesti chiamati Vasu maledetti dal saggio Vaistha a passare una vita tra i mortali. Perci
era fuori dubbio che alla sua prossima nascita egli sarebbe stato reintegrato tra di essi.
60
Questo verso compare anche nel Viu-smti 20.51.
61
Agni il dio celeste che sovrintende al fuoco.
62
Prjanya un altro nome di Indra, il dio celeste che sovrintende alle piogge.
63
Vyu il dio celeste che sovrintende al vento. Ogni divinit celeste possiede una particolare arma: il
brahma-astra appartiene a Brahm, lo agneya-astra appartiene ad Agni, il paupati-astra appartiene a
iva, ecc.. Nel Mah-bhrata narrato che nel corso della battaglia di Kuruketra, molti tra i pi esperti
guerrieri utilizzarono questi diversi tipi di armi donate loro dai rispettivi dei celesti.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

36
In questo contesto bisogna considerare che la ripetizione dei termini che indicano
leternit del s individuale serve allo scopo di convincere i dubbiosi. In questa et di
kali
65
soltanto se laffermazione: Questo il dharma ripetuta tre o quattro volte,
accettata senza remore. Il s individuale sarva-gata" onnipervadente, ossia va
ovunque, poich a causa delle attivit passate, trasmigra in tutti i tipi di corpi: dei
celesti, uomini, animali, ecc. I termini immobile e fisso sono sinonimi, ma la
ripetizione serve a confermare la costanza nella propria natura del s individuale.


avyaktoyam acintyoyam avikryoyam ucyate,
tasmdeva viditvaina nnuocitumarhasi. 2.25

Il s individuale detto essere impercettibile, inconcepibile e immutabile,
perci conoscendo questo, non devi addolorarti.
66
2.25

Il s individuale molto piccolo perci definito avyakta" impercettibile. E la
coscienza che pervade il corpo, perci definito acintya" inconcepibile ed esente
dai sei tipi di modificazioni (che subisce il corpo) perci definito avikrya"
immutabile, ossia privo di variazioni.


Ka dice: fino ad ora io ti ho istruito in accordo ai principi delle scritture, ora ti
istruir con il senso comune, ascolta attentamente.

atha caina nityajta v manyase mtam,
tathpi tva mahbho naiva ocitumarhasi. 2.26

Anche se tu pensi che il s individuale nasce e muore ripetutamente, o
(Arjuna) dalle braccia potenti, tu non devi addolorarti cos.
67
2.26

Il termine nitya-jtam significa che nasce ripetutamente. Questo il senso: anche se tu
pensi che come il corpo nasce ripetutamente, cos il s individuale nasce
ripetutamente e che come il corpo muore ripetutamente, anche il s individuale
muore ripetutamente (comunque non ti devi addolorare). Il nome Mah-bho (dalle
braccia potenti), indica che tu sei un eroe e il tuo dovere prescritto il combattere

64
rdhara spiega che il s individuale non pu essere tagliato perch non costituito da parti, non
pu essere bagnato o bruciato perch senza forma e non potendo essere bagnato, non pu neanche
essere seccato. Vedi il seguente passo della Bad-ranyaka-upaniad 4.5.15: Il s (tman) non n
questo n quello. E inafferrabile, indistruttibile, non si attacca a nulla, non soffre e non pu essere
ferito.
65
Il kali-yuga la presente e pi sfortunata et (yuga) del dissenso e delloscurit (kali). Satya, treta,
dvpara e kali sono le quattro ere che costituiscono un catur-yuga e che si susseguono ciclicamente.
66
Secondo Madhva, questo verso descrive le qualit del S supremo, Viu. Questo verso compare
anche nel Viu-smti 20.53.
67
Nelle edizioni di rdhara e Keava Kmrin, nella seconda linea di questo verso troviamo il
pronome dimostrativo enam invece dellavverbio indeclinabile evam, in tal caso la traduzione la
seguente: Anche se tu pensi che il s individuale ripetutamente nasce e muore, o Arjuna dalle braccia
potenti, questo non ti deve addolorare. Secondo akara, solo per argomentare, Ka riporta anche
lopinione della gente comune (lokayatika-vda). Secondo Keava Kmrin, Ka riporta lopinione
dei jainisti, mentre secondo Baladeva, riporta lopinione dei membri della setta buddhista hinayna
vaibhasika.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

37
come stato detto: Prajpati
68
ha prescritto questo crudele dovere agli katriya, essi
possono uccidersi lun laltro anche tra fratelli.
69



jtasya hi dhruvo mtyurdhruva janma mtasya ca 2.27 a

Certa la morte di colui che nasce e certa la nascita di colui che muore, 2.27 a

Perci la morte (del corpo che giunge) allestinzione del karman iniziale (rambhaka-
karman), dhruva" certa, come certa anche la rinascita di colui che muore a causa
del karman (kriyamna-karman e sa!cita-karman)
70
eseguito con il corpo.

tasmdaparihryerthe na tva ocitumarhasi. 2.27 b

Quindi non ti addolorare per ci che non pu essere evitato.
71
2.27 b

Ci significa che non possibile evitare la nascita e la morte.


Circa il s individuale stato detto: Il s non nasce e non muore ...
72
e circa il corpo
stato detto: Certa la morte di colui che nasce ...
73


avyaktdni bhtni vyaktamadhyni bhrata,
avyaktanidhannyeva tatra k paridevan. 2.28

O discendente di Bharata (Arjuna), gli esseri viventi sono non manifestati
allinizio, manifestati nel mezzo e non manifestati alla distruzione; a che
serve lamentarsi.
74
2.28

I bhtni sono gli esseri viventi: dei celesti, uomini, animali, ecc., essi sono avyakta-
dni non manifestati allinizio, ossia prima della loro nascita, ci significa che a quel

68
Prajpati, signore delle progenie un altro nome di Brahm.
69
Citazione dalle smti; il carattere dello katriya descritto da Ka nel verso 18.43.
70
Lrambaka o prrabdha-karman il destino individuale determinato dalle nostre attivit svolte nelle
vite passate a causa del quale ci si trova a rinascere in una specifica localit, da particolari genitori, ecc.
Perci la morte coincide con lestinzione di questo tipo di karman. Il sa!cita-karman il karman residuo
prodotto nelle vite passate che fruttifica nel corso di molte vite future e il kriyamna-karman quello
che accumulato nella vita presente determina le caratteristiche della nascita succesiva.
71
Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di rdhara. Questo verso compare anche nel
Viu-smti 20.29.
72
Bhagavad-gt 2.20.
73
Bhagavad-gt 2.27.
74
akara cita il seguente passo dallo Str-parvan del Mah-bhrata, dove Vidura, il saggio fratello di
Dhtarra, al termine della battaglia consola Gandhar della morte di Duryodhana e di tutti gli altri
suoi figli: E venuto dallinvisibile e vi ritornato, egli non ti apparteneva, n tu appartenevi a lui;
perci a che serve il lamento. Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di rdhara.
Secondo Baladeva, il termine bhtni indica i cinque elementi materiali grossolani (mah-bhta): terra,
acqua, fuoco, aria e etere. Questo verso compare anche nel Viu-srti 20.48. Vedi i seguenti versi:
Tutti gli esseri viventi allarrivo del d (di Brahm) emanano dal non manifestato e allarrivo della
notte (di Brahm) si annullano in ci che chiamato non manifestato (avyakta) (Bhagavad-gt 8.18)
e ... alla fine del ciclo tutti gli esseri viventi entrano nella mia prakti e allinizio del ciclo (successivo)
io li creo di nuovo (Bhagavad-gt 9.7).
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

38
tempo esistono soltanto gli elementi terra, acqua, ecc.,
75
(non assemblati che
costituiranno il loro corpo). I loro corpi grossolani e sottili esistono, ma sono
indistinti, ossia si trovano nella loro forma casuale (non ancora manifestata prima
della nascita). Gli esseri viventi sono vyakta-madhyni manifestati nel mezzo (in vita) e
avyakta-nidhanni non manifestati alla distruzione (alla morte), ossia dopo essere stati
manifestati gli esseri viventi tornano ad essere non manifestati. Anche durante la
grande distruzione finale, a causa del karman, gli esseri viventi continuano a esistere.
Perci tutti gli esseri viventi alla fine e allinizio sono non manifestati, mentre sono
manifestati nel mezzo. Come stato detto dagli ruti: Gli esseri viventi mobili e
immobili riprendono i mezzi delle attivit (i corpi grossolani e sottili) quando sono
risvegliati da my (Durg).
76
Perci k paridevan a che serve lamentarsi? Come
anche stato detto da Nrada:
77
In ogni caso, a causa dellaffetto o dellillusione, sia
che tu consideri questo (il corpo) eterno o non eterno, non ci si deve addolorare per
esso.
78



Arjuna dice: che meraviglia questa! (questo lo sanno tutti!) Ka risponde: vero,
ma una meraviglia che malgrado tu gi sappia tutto questo, in te non si ancora
dissolta lassenza di discriminazione (tra il s individuale e il corpo materiale).

caryavat payati kacidena
caryavadvadati tathaiva cnya",
caryavaccainamanya" noti
rutvpyena veda na caiva kacit. 2.29

Qualcuno vede (conosce) il meraviglioso s individuale, un altro dice che
meraviglioso e un altro ascolta che esso meraviglioso, ma qualcuno
anche dopo aver ascoltato non lo vede.
79
2.29

La gente comune non conosce la natura del s individuale e del corpo materiale.


75
In accordo alla dottrina skhya, i cinque elementi grossolani (mah-bhta), che costituiscono il
corpo sono: la terra, lacqua, il fuoco, laria e letere; mentre i tre elementi sottili (sukma-bhta) che
costituiscono il corpo sottile sono: la mente, lintelligenza e il falso senso di identit o di agenzia.
76
Bhgavata-pura. 10.87.29, questo verso tratto dal capitolo che riporta le preghiere che gli ruti
personificati offrono a Viu, non si tratta di una citazione tratta dagli ruti. Secondo i teologi gau#ya,
my lillusione, Durg o Kal, la personificazione della natura materiale (prakti), ossia la grande
madre degli esseri viventi condizionati.
77
Nrada uno dei figli di Brahm e tra i pi noti e antichi saggi veggenti ().
78
Bhgavata-pura. 1.13.44.
79
Il metro di questo verso il triubh chandas 4 strofe (pada) di 11 sillabe luna. akara spiega che
realizzare il s individuale o brahman cosa difficile, anche dopo averlo visto, definito e ascoltato
nessuno lo conosce pienamente. Keava Kmrin sostiene che grazie alla meditazione e alla
misericordia di Ka, una persona pu realizzare il s individuale, allora lo percepisce come una
meraviglia, differente da tutte le altre cose gi viste. Quando n parla a qualcuno come un insegnante
n parla ad un discepolo, lo descrive come una meraviglia perch non pu darne esempi, e il discepolo
ascolta di esso come una meraviglia perch in tali termini, non ha mai ascoltato nulla del genere prima
di allora. Secondo Madhva, il pronome dimostrativo enam indica Viu, perci questo verso descrive le
sue misteriose potenze. Baladeva cita il seguente passo della Katha-upaniad 1.2.7: Anche grazie
allascolto, molti (aspiranti conoscitori) non conoscono questo (il s individuale), molti anche
ascoltando non lo conobbero, raro colui che parla di esso e abile colui che lo trova, straordinario
colui che lo conosce dopo essere stato istruito dai dotti.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

39
Arjuna dice: allora dimmi definitivamente cosa devo fare e non fare? Ka risponde
nei seguenti due versi: non affliggerti circa il s individuale, piuttosto combatti.

deh nityamavadhyoya dehe sarvasya bhrata,
tasmt sarvi bhtni na tv ocitumarhasi. 2.30

O discendente di Bharata, questo s incarnato nel corpo di tutti non pu mai
essere ucciso, perci non ti devi affliggere per nessun essere vivente.
80
2.30


svadharmamapi cvekya na vikampitumarhasi,
dharmyddhi yuddhcchreyonyat katriyasya na vidyate. 2.31

Inoltre, considerando il tuo dovere, tu non devi esitare, per un guerriero
non c nulla di meglio che combattere in accordo al dovere.
81
2.31

Anche considerando il tuo dovere (dharma) tu non devi esitare. Poich il s
individuale non pu essere distrutto, tu non devi vikampitum esitare o temere la
morte.


Ka dice: i caduti in battaglia hanno sorte migliore dei sopravvissuti, perci
uccidendo Bhma e gli altri li beneficerai pi di quanto gioverai a te stesso.

yadcchay copapanna svargadvramapvtam,
sukhina" katriy" prtha labhante yuddhamdam. 2.32


80
Secondo Vednta Deika, lindeclinabile tasmt conclusivo e con questo verso Ka termina gli
insegnamenti che mirano a rimuovere il dolore e lerrata compassione di Arjuna verso i suoi famigliari
e insegnanti, mentre con i prossimi quattro versi, Ka mira a risolvere i dubbi di Arjuna circa il suo
dovere. Secondo Keava Kmrin, questo verso conferma che i pronomi dimostrativi enam e ayam usati
ripetutamente dal verso 2.17 al 2.30, si riferiscono soltanto al s individuale. Secondo la dottrina
advaita-vednta ci sono cinque guaine (koa) che coprono il se (tman), luomo saggio deve
discriminare tra il se e il corpo grossolano e sottile (le guaine). Dalla pi densa alla pi sottile sono: la
guaina del cibo (annamaya), il corpo fisico nutrito dal cibo e costituito dai cinque elementi grossolani:
terra, acqua, ecc.; la guaina daria (pramaya) i soffi vitali che governano i dieci sensi; la guaina della
mente (manomaya), la mente lorgano che coordina i sensi; la guaina della conoscenza (vij!namaya),
lintelletto o facolt discriminante e la guaina della gioia (nandamaya), un riflesso delltman che
gioia assoluta.
81
Rmnuja cita il seguente passo della Taittirya-brhmaa 4.6.9.46, che i sacerdoti pronunciano
allorecchio degli animali prima di essere immolati nei sacrifici rituali (yaj!a): O animale, senza
dubbio in questo rito tu non sarai ucciso, facilmente raggiungerai i mondi celesti dove vanno i pii non
gli empi. Egli spiega che come gli animali immolati, anche gli katriya che muoiono in combattimento
raggiungono i mondi celesti. Secondo Keava Kmrin, in questo verso Ka risponde alla domanda
che Arjuna gli aveva posto nel verso 2.7 e cita il seguente passaggio della Yj!avalkya-smti: Latto di
combattere di un guerriero puro come il rito sacrificale di un sacerdote Madhusdana Sarasvati cita
i seguenti passi della Manu-smti 7-87-89: Considerando il dovere dello katriya, il re dedito a
proteggere la sua gente non deve ritirarsi dalla battaglia quando sfidato da un nemico uguale a lui,
superiore o inferiore. Non ritirarsi dalla battaglia, la protezione della sua gente e il servizio dei
br"maa sono i migliori strumenti di felicit dello katriya. I re combattendo con forza allo scopo di
uccidere e senza ritirarsi, raggiungono i pianeti celesti
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

40
O figlio di Pth (Arjuna), felici sono gli katriya ai quali offerta senza
averla cercata, una occasione di combattere come questa che una porta
aperta ai mondi celesti.
82
2.32

Il termine apvtam significa senza ostacoli. Questo il metodo con il quale
raggiungono i mondi celesti anche coloro che non hanno praticato il karma-yoga.
Nei seguenti quattro versi Ka spiega lerrore di non agire in accordo ai suoi
consigli:

atha cettvamima dharmya sagrma na kariyasi,
tata" svadharma krti ca hitv ppamavpsyasi. 2.33

Se non ti impegni in questa giusta guerra, abbandonando il tuo dovere e
la fama, incorrerai nel peccato.
83
2.33


akrti cpi bhtni kathayiyanti tevyayam,
sabhvitasya ckrtirmaradatiricyate. 2.34

Inoltre gli uomini parleranno della tua infamia eterna; per la persona onorata,
linfamia peggio della morte.
84
2.34

Il termine avyayam significa eterna; sabhvitasya significa per colui che stato
onorato.


bhaydraduparata masyante tv mahrath",
ye ca tva bahumato bhtv ysyasi lghavam. 2.35

I grandi combattenti penseranno che ti sei ritirato dalla battaglia per
paura; sarai disprezzato da coloro che ti avevano molto stimato.
85
2.35

La corretta interpretazione di questo verso la seguente: se ora ti ritiri dalla battaglia
sarai disprezzato da coloro che avevano considerato un grande onore battersi con te

82
Secondo rdhara con questo verso Ka confuta laffermazione di Arjuna nel verso 1.36: ...
uccidendo i nostri famigliari come potremo essere felici? Ledizione kamira commentata da
Abhinavagupta riporta il termine suktt anzich sukhina", perci la sua traduzione la seguente O
figlio di Pth (Arjuna), solo agli katriya meritevoli (che hanno eseguito atti pii) offerta senza averla
cercata, una occasione di combattere come questa che una porta aperta ai mondi celesti Secondo
Madhusdana Sarasvati il senso che per lo katriya caduto in battaglia raggiunge immediatamente i
pianeti celesti, mentre chi esegue sacrifici come il jyotioma li raggiungono eventualmente solo dopo la
morte.
83
Madhusdana Sarasvati cita il seguenti verso del Manu-smti 90.3: Il combattente virtuoso non deve
uccidere i nemici eunuchi, arresi, seduti, addormentati, senza armatura, impegnati con un altro
combattente, disarmati, feriti, impauriti e Yaj!avalkya-smti 1.325: Il re acquisisce il merito di
coloro che muoiono fuggendo dalla battaglia
84
Nei versi 1.35 e 1.46, Arjuna aveva affermato di preferire la morte che il combattere.
85
Keava Kmrin spiega che Ka risponde alle parole di Arjuna contenute nel verso 2.9: ... io non
combatter ... dicendo: Cosa credi che i tuoi nemici penseranno di te? Hanno usurpato il tuo regno,
offeso tua moglie, esiliato te e i tuoi fratelli nella foresta. Inoltre hai fatto voto di ucciderli o morire e
anche loro sono venuti qui desiderosi di affrontarti e ora che il momento di combattere tu ti vuoi
ritirare!
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

41
(essi pensavano con orgoglio): Il grande eroe Arjuna, nostro nemico. Duryodhana
e gli altri grandi combattenti penseranno che ti sei ritirato dalla battaglia soltanto per
paura, non per affetto verso i tuoi famigliari o altro.

avcyavdca bahn vadiyanti tavhit",
nindantastava smarthya tato du"khatara nu kim. 2.36

I tuoi nemici diranno molte parole impronunciabili offendendo la tua
abilit; cosa pu essere pi doloroso di questo!
86
2.36

Il termine avcya-vad" significa parole impronunciabili, aspre come impotente e cos
via.


Arjuna aveva detto: non certo che io vincer in battaglia, n cosa otterr
combattendo. Ora Ka risponde:

hato v prpsyasi svarga jitv v mokyase mahm.
tasmduttiha kaunteya yuddhya ktanicaya". 2.37

Se sarai ucciso raggiungerai i mondi celesti, se vincerai godrai la terra,
perci o figlio di Kunt, alzati determinato a combattere.
87
2.37


Ka dice: in ogni caso combattere il tuo dovere e anche se lo consideri empio,
combatti perch io te lo ordino!

sukhadu"khe same ktv lbhlbhau jayjayau,
tato yuddhya yujyasva naiva ppamavpsyasi. 2.38

Combatti considerando con equanimit la felicit e il dolore, il guadagno e
la perdita, la vittoria e la sconfitta, cos non incorrerai nel peccato.
88
2.38

Considera con imparzialit la felicit e il dolore, rendi equanimi per mezzo del
discernimento, lbha-albhau lacquisizione e la perdita del regno, la vittoria e la
sconfitta. Possedendo questa conoscenza e con questo tipo di distacco, non incorrerai
nel peccato, come sar detto: ... egli non tinto dal peccato come la foglia del loto
(non toccata) dallacqua.
89



Ka conclude lesposizione del j!na-yoga (la conoscenza che riguarda la natura del
s individuale):



86
Lespressione nu kim una esclamazione interrogativa retorica che sottintende una risposta
affermativa.
87
Secondo rdhara, Ka in questo verso risponde alle parole di Arjuna contenute nel verso 2.6:
Non sappiamo chi vincer, noi o loro, n cosa meglio per noi ...
88
Secondo rdhara, in questo verso Ka risponde alle parole di Arjuna contenute nel verso 1.36: ...
il peccato ci sopraffarr ...
89
Bhagavad-gt 5.10.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

42
e tebhihit skhye buddhiryoge tvimm u,
buddhy yuktau yay prtha karmabandha prahsyasi. 2.39

O figlio di Pth, ti ho spiegato la disposizione mentale del skhya
(j!na-yoga); ora ascolta la disposizione mentale dello yoga (bhakti-yoga o
karma-yoga), dotato con la quale, ti libererai dal condizionamento del
karman.
90
2.39

Il termine skhya indica la conoscenza completa come detto: Il skhya il mezzo
con il quale la natura di un oggetto completamente khyyate conosciuta
91
. In questo
modo stata descritta la disposizione mentale (buddhi) che genera la conoscenza
completa (della natura del s individuale). Ora ascolta a proposito della disposizione
mentale relativa al bhakti-yoga; come dotato di ci (ti libererai) karma-bandham dal
condizionamento del karman, ossia dal ciclo di nascite e morti (sasra). Ci sono due
tipi di bhakti-yoga: il primo consiste nella pratica dellascolto, del canto e cos via,
92

mentre il secondo consiste nella pratica del karman disinteressato offerto al Signore
(come pi avanti Ka dir): Tu sei qualificato al karman ...
93
La bhakti oltre il
condizionamento dei tre gua, perci anche chi la pratica detto esserne oltre: ... o
Arjuna, sii libero dal condizionamento dei tre gua ...
94
, come anche affermato
nellundicesimo skandha del Bhgavata-pura.
95
Il j!na e il karman sono
rispettivamente soggetti al sattva e al rajas-gua. Paragonato alla bhakti che consiste
nel prendere rifugio nel Signore, il karman infruttoso, ma diventa efficace se in
minima parte praticato con la bhakti. Arjuna obietta: se anche il karman offerto al
Signore considerato essere bhakti, allora cos il karman? Il karman offerto al Signore
karman o no? Ka risponde: Nrada ha affermato: Perfino il puro j!na che
esente dallobbligo della pratica del karman, non attraente (per il Signore) se non
offerto al Signore, che dire allora del miglior tipo di karman (eseguito perfettamente)
ma non offerto al Signore che sempre inauspicioso!
96
In questo verso la bhakti che
esente dal condizionamento dei gua equiparata al karma-yoga. Questa bhakti
consiste della pratica dellascolto, del canto e cosi via
97
e permette di godere della
dolcezza dei piedi di loto del Signore. Ambedue (la bhakti e il karma-yoga) devono

90
Secondo akara, il termine skhya indica il j!na-yoga e il termine yoga indica il karma-yoga. Egli
Spiega che il j!na-yoga e il karma-yoga sono distinti e che devono essere separatamente praticati come
sar detto nel verso 3.3. Secondo rdhara e Rmnuja, Arjuna stato istruito da Ka dal verso 2.12
al 2.30 sulla natura del s (il skhya), ma poich non lo aveva ancora compreso, ora lo invita ad
ascoltare i suoi insegnamenti che riguardano lofferta delle proprie azioni (karman). Tutti i
commentatori sono concordi nellaffermare che in questo verso, Ka non si riferisce al skhya di
Kapila, n allo yoga di Pata!jali, piuttosto egli si riferisce alla scienza del s individuale e al karma-yoga
disinteressato che sar definito equanimit nel verso 2.48 e larte nelle attivit nel verso 2.50.
91
Questo un stra tratto da qualche dizionario sanscrito, una delle numerose interpretazioni del
termine skhya.
92
I nove metodi della pratica della bhakti sono enunciati nel seguente verso del Bhgavata-pura
7.5.23: Lascolto (ravaa) delle glorie, nomi, ecc. di Viu, il canto (krtana) delle sue glorie, nomi,
ecc., il suo ricordo (smarana), il servizio offerto ai suoi piedi (pada-sevana), ladorazione (arcaa),
lofferta a lui di preghiere (vandana), latteggiamento di servizio (dsyam), latteggiamento di amicizia
(sakhyam)e labbandono di s (tma-nivedana).
93
Bhagavad-gt 2.47.
94
Bhagavad-gt 2.45.
95
Vivantha si riferisce a passaggi del Bhgavata-pura quali il 11.25-24-29, 11.29.34 e altri.
96
Bhgavata-pura 12.12.53.
97
Vedi la nota 91.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

43
essere conosciuti come buddhi-yoga
98
Il Signore ha affermato: ... io do ad essi il buddhi-
yoga con il quale vengono a me
99
e O vincitore di ricchezze (Arjuna), il karman
(interessato) molto inferiore al buddhi-yoga ...
100
Ora Ka descrive le glorie della
bhakti esente dal condizionamento dei gua che consiste nella pratica dellascolto, del
canto, ecc.


nehbhikramanosti pratyavyo na vidyate, 2.40 a

Qui (nella pratica del karma-yoga o bhakti-yoga) non c perdita dello
sforzo iniziale, n contrariet, 2.40 a

Nella pratica del bhakti-yoga (in caso di abbandono), na abhikrama-na" non c
perdita dello sforzo iniziale, ossia il frutto della pratica iniziale (parziale) del bhakti-
yoga non va perso, n produce alcun effetto negativo. Mentre nella pratica del karma-
yoga (in caso di abbandono), il frutto della pratica iniziale del karman va perso o
produce effetti negativi. Arjuna obietta: ma anche colui che desidera praticare la
bhakti, se non la pratica in modo appropriato non pu ottenerne il frutto. Circa ci
Ka dice:

svalpamapyasya dharmasya tryate mahato bhayat. 2.40 b

anche un po di pratica di questo metodo (dharma) protegge da grande
paura.
101
2.40 b

Ci significa che anche soltanto un po di bhakti, salva mahata" bhayt da grande
paura, ossia dal ciclo di nascite e morti ripetute (sasra). Cos abbiamo ascoltato da
questa e da altre scritture come: Colui che ascolta una volta il nome del Signore
liberato dal ciclo di nascite e morti (sasra) anche se un pkkasa
102
, come
dimostrato dalla storia di Ajamila e altri.
103
E O caro Uddhava, io ho stabilito che fin
dallinizio della pratica del metodo (dharma) che porta a me, nulla perso, perch
esso trascende i gua ed completamente disinteressato
104
Il Bhgavata-pura
conferma questo verso della Gt, in ambedue affermato che poich la bhakti

98
Secondo Vivantha, il buddhi-yoga consiste nella pratica del karman disinteressato offerto a Ka.
99
Bhagavad-gt 10.10.
100
Bhagavad-gt 2.49.
101
akara spiega che a volte in agricoltura non si ottengono i frutti desiderati malgrado gli sforzi, o
nella cura di una malattia a volte sorgono delle complicazioni, ma tutto ci non succede nella pratica
del karma-yoga. rdhara aggiunge che nella pratica del karman interessato, se un dovere non eseguito
perfettamente, non produce alcun frutto positivo, piuttosto n produce di cattivi. Rmnuja spiega che
la pratica del karma-yoga non rimane mai senza frutto e non genera peccato anche se interrotta dopo
breve tempo e cita il verso: ... di lui non c perdita in questa vita n nellaltra ... (Bhagavad-gt 6.40).
In accordo alla dottrina prva-mims, i riti quotidiani detti nitya-karman come le abluzioni (snana),
ladorazione (sndhya), lesecuzione dei cinque tipi di sacrifici (p!ca-mha-yaj!a), ecc., e i riti
occasionali detti naimittika-karman come lesecuzione dello raddha, ecc., sono obbligatori e la loro
mancata esecuzione, eccetto che in caso di malattia o emergenza, peccato. Tuttavia la loro esecuzione
non deterge dai peccati commessi per espiare i quali ci si deve dedicare ai riti purificatori (prayacitta).
102
Citazione dal Bhgavata-puraa 6.16.44. I pkkasa sono una razza mista di fuori casta che vivono
nella foresta.
103
La storia del brhmaa Ajamila corrotto dal peccato e salvato dalla recitazione del nome di Viu,
narrata nel sesto skandha del Bhgavata-pura.
104
Bhgavata-pura 11.29.20.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

44
trascende i gua, il suo frutto non va mai perso. Ma non deve essere detto che anche il
karman disinteressato offerto a me trascende i gua, come detto: Il karman
prescritto offerto a me e il karman eseguito senza interesse al frutto, sono ambedue
soggetti al sattva-gua.
105



Ka dice: inoltre tra tutti i tipi di disposizione mentale quella relativa al bhakti-yoga
la migliore.

vyavasytmik buddhirekeha kurunandadana, 2.41 a

O discendente di Kuru (Arjuna), qui (nel bhakti yoga) la disposizione
mentale risoluta e singola, 2.41 a

Il termine iha significa qui, ossia nella pratica del bhakti-yoga, in esso la disposizione
mentale risoluta e singola, (il bhakta considera): Tutto ci che ordinato dal guru
come: lascolto, la glorificazione, ladorazione dei piedi e cos via, il mio metodo di
perfezionamento, il mio obiettivo supremo ed la mia vita. Io non posso
abbandonarlo. Io devo meditare e praticare questo soltanto. Oltre a questo, neanche
in sogno io ho altro dovere. Se grazie a ci, io trover la felicit o il dispiacere, se
superer o no il ciclo di nascite e morti (sasra), io non mi preoccupo. La bhakti
risoluta possibile solo se priva di inganno, come stato detto: Colui che ha fede e
che risoluto deve adorare me con bhakti.
106
Arjuna chiede: ma anche altrove (oltre
nel bhakti-yoga) la disposizione mentale non mai singola? Ka risponde:


bahukh hyanantca buddhayovyavasyinm. 2.41 b

le disposizioni mentali degli uomini non risoluti sono ramificate e
innumerevoli.
107
2.41 b

Il termine bahu-kh" significa molto ramificate. Il karma-yoga permette di realizzare
numerosi desideri che richiedono molti tipi di disposizioni mentali. Allinizio della
pratica del j!na-yoga, la disposizione mentale adatta per purificare la mente il
karman disinteressato, ma in seguito quando la mente si purificata, la disposizione
pi adatta diventa la rinuncia al karman e al j!na. Perci alla fine (anche per il
j!nin) dovuto allassenza di fruttificazione del j!na, la disposizione mentale pi
utile da adottare la bhakti (come detto): ... egli deve abbandonare il j!na a
me.
108
In accordo a quanto detto da Ka, (per il j!nin), labbandono (lofferta)
del j!na bhakti. Perci, dovuto alla necessit della pratica del karman, del j!na e
della bhakti, i tipi di disposizione mentale sono numerosi.


Ka dice: perci i karmin che hanno desideri da soddisfare sono molto sciocchi.



105
Bhgavata-pura 11.25.23.
106
Bhgavata-pura 11.20.28.
107
Secondo Rmnuja e rdhara, questo verso spiega la differenza tra il karma-yoga e il karman
interessato.
108
Bhgavata-pura 11.19.1.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

45
ymim pupit vca pravadantyavipacita,
vedavdarat" prtha nnyadastti vdina". 2.42

kmtmna" svargapar janmakarmaphalapradm,
kriyvieabahul bhogaivaryagati prati. 2.43

O figlio di Pth, gli sciocchi assorti nel messaggio dei Veda si esprimono
con parole fiorite e sostengono che non c nulla oltre a questo; 2.42

considerano i mondi celesti il supremo obiettivo e sono pieni di desideri,
proclamano numerosi e diversi riti che producono (buona) nascita,
(buon) karman e (buoni) frutti (del karman) che guidano al piacere e alla
ricchezza.
109
2.42-43

Il termine pupit vca indica parole fiorite che a prima vista sono piacevoli, ma
che in realt sono come fiori velenosi. Questi avipacita" sciocchi, pravadanti
proclamano che nulla superiore alle parole dei Veda (le ingiunzioni ai riti che
promettono il raggiungimento dei mondi celesti). La disposizione mentale di coloro
la cui intelligenza ingannata dalle parole dei Veda non ferma. Questa
linterpretazione corretta del terzo verso (il prossimo verso 2.44). Ci significa che in
essi non si pu manifestare una disposizione mentale risoluta. Arjuna chiede: perch
gli sciocchi affermano che nulla meglio delle parole dei Veda? Ka risponde: a
causa degli artha-vda
110
dei Veda come: Colui che esegue il cturmsya ottiene
benefici illimitati
111
e Coloro che bevvero il soma diventarono immortali.
112
Questi

109
Rmnuja e Keava Kmrin sostengono che alcuni eruditi, pur studiando approfonditamente i
Veda, non n comprendono lessenza, ossia le upaniad. Confusi dal piacere dei sensi, essi si deliziano
nel discutere dei frutti dei riti vedici e non riconoscono che la liberazione (moka) il fine supremo e
superiore al raggiungimento dei mondi celesti. Alla morte essi rinascono nei mondi celesti dove
godono della compagnia delle cortigiane celesti (apsar), dei giardini di alberi dei desideri (kalpa-
taru), di bevande inebrianti (soma-rasa) e cos via. In seguito rinascono ancora in questo pianeta in
famiglie ricche e dedite al buon karman. In questo modo ripetutamente vanno e vengono dai mondi
celesti. Vedi i seguenti versi: I seguaci dei tre Veda che bevono il soma e che sono mondati dai peccati,
adorano me per mezzo di sacrifici e pregano per laccesso ai mondi celesti; dopo aver raggiunto il pio
pianeta di Indra, essi godono nei cieli dei piaceri divini degli dei celesti, Dopo aver goduto del vasto
mondo celeste quando il loro merito si esaurisce, tornano nel mondo dei mortali ... (Bhagavad-gt
9.20-21) e Mundaka-upaniad 1.2.9-10 Gli ignoranti pensano: abbiamo raggiunto il nostro obiettivo
coloro che sono dediti al karman, a causa dellattaccamento (ai piaceri), non capiscono, perci quando
i loro mondi (i frutti del loro buon karman) si esauriscono, essi cadono (rinascono in questo pianeta).
Questi sciocchi considerano importanti i riti prescritti, non conoscono altro bene. Dopo aver raggiunto
i mondi celesti per mezzo dei loro atti pii e l gioito, essi tornano ancora in questo mondo o in uno
ancora pi basso.
110
Gli artha-vda sono dei passaggi inseriti nelle raccolte (sahita) dei quattroVeda, tra le descrizioni
dei riti. Questi passaggi spesso promettono frutti esagerati (illimitato piacere, ricchezza, lunghezza di
vita, ecc.) ottenuti grazie allesecuzione dei riti. Si ritiene che servano ad incoraggiare gli ignoranti che
altrimenti cercherebbero comunque di realizzare i loro desideri, ma in modo proibito, inducendoli
allesecuzione di riti che pur essendo interessati, almeno sono prescritti.
111
pastambha-rauta-stra 8.1.1 dal Ka-yajur-veda. Il caturmasya un ciclo di studio, meditazione e
penitenze da praticare durante i quattro mesi (maggio, giugno, luglio e agosto) delle piogge
monsoniche che consiste nellastinenza da vari tipi di alimenti diversi in ognuno dei quattro mesi, nel
non radersi e tagliarsi i capelli e cos via. Il caturmaya prescritto anche dal canone buddhista e jaina.
112
g-Veda 8.48.3. Il soma-rasa o nettare dellimmortalit, probabilmente era la linfa di un arbusto
(ascletias acida o ephedra distachya). Tale bevanda era estratta nel corso del sacrificio del soma (soma-
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

46
sciocchi farneticano: Non esiste bene superiore. Arjuna chiede: ma cosa detto nei
Veda? Ka risponde: i Veda descrivono molti riti complessi (karman) che producono
buona nascita, buoni frutti e che conducono al piacere e alla ricchezza.


bhogaivaryaprasaktn taypahtacetasm,
vyavasytmik buddhi" samdhau na vidhyate. 2.44

Coloro che sono attaccati ai piaceri e alla ricchezza e che hanno la mente
attratta da ci (dalle parole fiorite dei Veda), non ottengono la
disposizione mentale risoluta nella concentrazione.
113
2.44

Coloro che sono attaccati ai piaceri e alla ricchezza e che hanno la mente, apahta
attratta dalle parole fiorite dei Veda, non sono concentrati (samdhi), la loro mente
non rivolta esclusivamente al Signore. rdhara afferma: Il verbo vidhyate non
passivo.
114



Ka dice: sii distaccato da tutti i mezzi di realizzazione dei quattro obiettivi umani
115

e dedicati soltanto al bhakti-yoga.

traiguyaviay ved nitraiguyo bhavrjuna,
nirdvandvo nityasatvastho niryogakema tmavn. 2.45

I Veda hanno per oggetto i tre gua, o figlio di Pth, sciogliti dai tre gua,
sii libero dalle dualit, costantemente in compagnia dei miei bhakta, privo
di desiderio di acquisizione e mantenimento e padrone di te stesso.
116
2.45

I Veda sono traiguya-viay" hanno per oggetto i tre gua e descrivono il karman, il
j!na, ecc. [Il suffisso] ()ya() non induce alcuna trasformazione del significato.
117


yaj!a), veniva lasciata fermentare per farla divenire alcolica, quindi era offerta agli dei celesti, che n
erano ritenuti avidi e al termine del sacrificio, era accettata con piacere anche dallo sponsor e dai
sacerdoti che avevano officiato il rito.
113
Secondo rdhara, il termine samdhi indica la concentrazione su Viu. Mentre secondo Rmnuja
indica la concentrazione sul s individuale. Baladeva cita la seguente definizione dal Nirukti: Il samdhi
la piena concentrazione della mente sul s individuale.
114
Citazione dal commentario di rdhara; il verbo vidhyate deriva dalla radice verbale vi-dh fissare
coniugata al presente passivo tmnepad, prima persona singolare, tuttavia rdhara precisa che in
questo verso acquista senso plurale e attivo.
115
I quattro obiettivi umani (catur-varga) sono: la religiosit (dharma), lo sviluppo economico (artha), il
piacere (kma) e la liberazione (moka).
116
Secondo akara e molti altri commentatori, il termine nitya-sattva-stha" significa sii situato
costantemente nel sattva-gua; mentre secondo Raghavendra Yatin, significa fisso sulleterno sattva
esistente, ossia Ka. Circa lessere oltre le dualit vedi i seguenti versi: ... equanime nel dolore e nel
piacere, equanime verso la zolla di terra, la pietra e loro, sobrio, equanime verso ci che desiderabile
e ci che indesiderabile, equanime verso lingiuria e la glorificazione, e Equanime nellonore e nel
disonore, equanime verso gli amici e i nemici, rinunciato a tutte le attivit, egli detto aver trasceso i
gua (Bhagavad-gt 14.24-25).
117
Questo un stra non rintracciato, tratto da qualche grammatica sanscrita. In genere il suffisso
secondario ()ya() trasforma la parola al quale attaccato in un astratto neutro, ma secondo
Vivantha qui non induce alcun cambiamento di significato al termine tri-gua.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

47
Il nyya conferma: La designazione causata da ci che predomina.
118
Ci sono
questi e altri passi delle ruti come: La bhakti guida a lui (a Ka).
119
e Colui che ha
bhakti suprema per il Signore e allo stesso modo ha bhakti nel maestro spirituale ...
120
,
che provano che anche le ruti, oltre al pa!cartra,
121
le smti, la Gt-upaniad,
122
le
upaniad come la Gopla-tpan, ecc., hanno per oggetto la bhakti che esente dal
condizionamento dei gua. La bhakti perci citata ed trattata nei Veda. Perci
evita, non eseguire le ingiunzioni dei Veda alla pratica del karman e al j!na che sono
condizionati dai gua, piuttosto esegui strettamente le ingiunzioni dei Veda relative
alla bhakti. Inoltre detto: La bhakti offerta ad Hari (Ka) praticata non in accordo
alle ingiunzioni delle ruti, smti, pura, pacartra, ecc., procura sventura.
123
La
pratica di tale tipo di bhakti erronea intollerabile. Alcune parti dei Veda sono
soggette ai gua, altre non lo sono, di conseguenza anche il loro oggetto soggetto e
non soggetto ai gua. Ma tu (Arjuna) sii oltre i gua, grazie alla pratica della bhakti
esente dal condizionamento dei gua offerta a me, sii anche tu libero dai gua. Allora
diventerai nirdvandva" non soggetto alle dualit come lonore e il disonore, ecc., e
diventerai nitya-sattva-stha" acquisirai la compagnia dei miei devoti (sattva). Questa
interpretazione preferibile alla: ... sii costantemente situato nel sattva-gua che
contraddice la precedente affermazione: ... affrancati dai tre gua(contenuta in
questo stesso verso). Il termine niryoga-kema" significa privo di desiderio di acquisire
ci che non hai e di mantenere ci che hai. Il bhakta incline al gusto della mia bhakti,
non si dedica direttamente allacquisizione (di ci che necessita) o al mantenimento
(di ci che ha), poich essendo pieno di affetto per i miei bhakta, io accetto tale
compito (come sar detto): ... io provvedo allacquisizione di ci che manca e al
mantenimento di ci che hanno.
124
Il termine tmavn padrone di te, significa
dotato di intelligenza data da me. Ora segue la spiegazione della distinzione tra ci
che trascende i gua e ci che condizionato dai gua. Nellundicesimo Skandha del
Bhgavata-pura affermato: Il proprio karman offerto a me o eseguito senza
interesse ai frutti in sattva-gua, eseguito con interesse ai frutti in rajas-gua e
eseguito con sforzo o violenza in tamas-gua.
125
In questo verso del Bhgavata-
pura, lespressione niphala v significa privo di desiderio del frutto dei propri
doveri quotidiani e occasionali. Inoltre detto: Il j!na non differenziato in sattva-
gua, il j!na differenziato in rajas-gua, il j!na materialista in tamas-gua e il
j!na che riguarda me considerato essere oltre i gua, Vivere nella foresta in
sattva-gua, vivere in citt in rajas-gua e vivere in una casa da gioco in tamas-
gua, mentre vivere nella mia (di Viu) dimora oltre i gua, Lagente del karman
distaccato dai frutti in sattva-gua, lagente accecato dallattaccamento (ai frutti del
karman) in rajas-gua, lagente privo di intelligenza in tamas-gua, mentre lagente
che abbandonato a me oltre i gua, La fede riposta in ci che spirituale in
sattva-gua, la fede riposta nel karman in rajas-gua e la fede riposta

118
Questo un aforisma nyya con il quale Vivantha vuole dimostrare che poich i Veda hanno per
oggetto il karman lazione o dovere, il j!na la conoscenza e lupana il culto delle varie divinit
celesti, possono essere definiti soggetti ai tre gua (traiguya).
119
Jva-gosvmin nel Prti-sandarbha attribuisce questo passo al Mhara-ruti.
120
vetasvatara-upaniad 6.23.
121
Il a!cartra un corpo di scritture vaiava influenzato dalle dottrine tantra; secondo la tradizione
esistono 108 pa!cartra-vaiava, tra di essi per i gau#ya il Narada-pa!cartra il pi importante.
122
Gt-upaniad un altro nome della Bhgavat-gt.
123
Questa una citazione dal Brahma-ymala che compare anche nel Bhakti-rasamta-sindhu 1.2.101 di
Rpa Gosvmin.
124
Bhagavad-gt 9. 22.
125
Bhgavata-pura 11.25.23.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

48
nellirreligiosit in tamas-gua, ma la fede che riposta nel servizio offerto a me
oltre i gua e Il cibo che salutare, puro e ottenuto senza sforzo in sattva-gua, il
cibo che caro ai sensi in rajas-gua e che procura dolore o che impuro in
tamas-gua
126
Lo Svmin
127
spiega nel suo commento a questo ultimo verso del
Bhgavata-pura: La ripetizione del termine ca, indica che il cibo che offerto al
Signore oltre ai gua
128
La felicit che nasce dal s individuale in sattva-gua, la
felicit che nasce dagli oggetti dei sensi in rajas-gua e quella che nasce
dallimmoralit e dallillusione in tamas-gua, ma la felicit che si trova nel prendere
rifugio in me oltre i gua
129
In questa ultima serie di versi (del Bhgavata-pura)
stato descritto ci che soggetto ai tre gua allo scopo di dimostrare lo stato della
completa trascendenza dei gua ottenuto grazie alla bhakti. In seguito (nel Bhgavata-
pura) descritto lo stato della trascendenza dei tre gua anche se talvolta possono
ancora parzialmente esercitare la loro influenza: Loggetto, il luogo, il tempo, il
j!na, lagente, la fede, lo stato di coscienza, la specie di vita e la destinazione, tutto
ci condizionato dai gua. O migliore tra gli uomini (Uddhava), tutte le forme
esistenti, tutto ci che visto, ascoltato o concepito dalla mente, condizionato dai
gua, ed basato sulle nozioni del purua (principio maschile passivo) e dellavyakta
(prakti o natura materiale, principio femminile generatrice) e O gentile Uddhava,
queste fasi di esistenza delluomo connesse al karman e ai gua e generati dalla mente,
sono conquistati con il bhakti-yoga da colui che fisso in me e qualificato al mio
stato
130
Perci i tre gua sono superati per mezzo della bhakti, non c altro modo.
Alla domanda: come fa il bhakta a superare i tre gua fin dallinizio della pratica del
bhakti-yoga? Ka risponde pi avanti: Colui che mi serve con il bhakti-yoga esclusivo
trascendendo i gua, si qualifica allo stato del Brahman
131
Lo Svmin
132
spiega: Qui
(nel verso della Git sopracitato) il termine ca, usato per dare enfasi a mm eva me
soltanto, ossia colui che serve me il Signore con bhakti esclusiva
133



Oh! Che altro dire della gloria del bhakti-yoga disinteressato e esente dal
condizionamento dei gua del quale fin dallinizio della pratica, non c alcuna
perdita n impedimento, del quale anche solo un po di pratica iniziale permette di
ottenere la perfezione! Nellundicesimo skandha del Bhgavata-pura, Ka dice a
Uddhava: O caro amico, io ho stabilito che fin dallinizio della pratica del dovere
offerto a me (il bhakti-yoga), non c la pi piccola perdita, poich esso trascende i
gua ed completamente disinteressato
134
Arjuna obietta: ma anche il bhakti-yoga
interessato pu essere caratterizzato da una attitudine mentale risoluta. Ka
risponde concludendo largomento con un esempio:

yvnartha udapne sarvata" saplutodake,
tvn sarveu vedeu br"maasya vijnata". 2.46


126
Bhgavata-pura 11.25 dal verso 24 al 28.
127
rdhara Svmin.
128
Questa una citazione dal commento di rdhara al Bhgavata-pura 11.25.28.
129
Bhgavata-pura 11.25.29.
130
Bhgavata-pura 11.25 dal verso 30 al 32.
131
Bhagavad-gt 14.26.
132
rdhara Svmin.
133
Questa una citazione dal commento di rdhara alla Bhagavad-gt 14.26.
134
Bhgavata-pura 11.29.20
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

49
Tutto ci a cui possono servire dei pozzi, servito anche da una vasta
riserva dacqua, allo stesso modo, ci che pu essere ottenuto per mezzo
di tutti i Veda, ottenuto dal saggio che conosce il Brahman.
135
2. 46

Il termine udapne singolare, ma (il senso plurale perci) significa nei pozzi. Un
pozzo deve servire per lavarsi dopo aver evacuato, un altro per pulirsi i denti, un altro
per lavare i panni, un altro per lavare i capelli, un altro per le abluzioni e un altro
ancora per bere. Cos per pozzi diversi yvn artha" ci sono usi specifici. Mentre
sapluta-udake una vasta riserva dacqua (un fiume) da sola serve a tanti usi come il
bagno e cos via. Inoltre landare ai diversi pozzi faticoso, mentre recarsi soltanto al
lago non lo . Ancora, lacqua dei pozzi sgradevole, mentre lacqua del fiume
dolce.
136
Allo stesso modo deve essere capito che quello che ottenuto per mezzo
delladorazione dei vari dei celesti, anche ottenuto vijnata" dallerudito grazie
alladorazione dellunico Signore. Lespressione brhmaasya vijnata" significa dal
saggio che conosce il Brahman, ossia i Veda o che conosce specificatamente che
lessenza dei Veda la bhakti offerta al Signore. Nel secondo Skandha del Bhgavata-
pura affermato: Colui che aspira allo splendore del Brahman, deve adorare
Brahm, il signore dei Veda; colui che desidera il piacere dei sensi deve adorare Indra,
mentre colui che desidera figli, deve adorare i Prajpati
137
e Colui che desidera la
ricchezza deve adorare my (Durg) ...
138
Come stato detto: Una persona
intelligente priva di desideri, piena di desideri o che desideri la liberazione, deve
intensamente adorare il Signore per mezzo del bhakti-yoga.
139
Come i raggi del Sole
non coperto da nuvole o da altro, sono intensi, allo stesso modo il bhakti-yoga non
coperto dal j!na, dal karman, ecc., potente. Nelladorazione degli dei celesti la
soddisfazione dei molti tipi di desideri ottenuta per mezzo di molti tipi di risoluzioni
(poich ogni divinit celeste soddisfa un desiderio specifico), mentre nel bhakti-yoga la
soddisfazione di tutti i tipi di desideri ottenuta grazie a una singola risoluzione, ossia
ladorazione anche solo di una frazione (di una qualsiasi forma o avatara) dellunico
ed eterno Signore (Ka).


Dopo aver parlato al suo caro amico Arjuna del j!na, della bhakti e del karma-yoga,
considerando che Arjuna non qualificato al j!na e al bhakti-yoga, desiderando
comunque di farsi conoscere (da Arjuna), Ka descrive il karman disinteressato.



135
Rmnuja e Keava Kmrin spiegano che ci che deve essere accettato dai Veda dipende dalla
propria natura, nascita, ecc. Ai capifamiglia (ghastha) prescritta lesecuzione dei sacrifici (pa!ca-
mah-yaj!a), dei riti per propiziare gli antenati (tarpaa e raddha) e cos via, mentre ai rinunciati
(sanysin) prescritto il mendicare (bhika-aana), la meditazione (dhyna), ecc. Come una persona
assetata va al lago per bere, cos il saggio che desidera la liberazione, prende dai Veda solo ci che
utile al conseguimento del suo obiettivo trascurando il resto. Un verso simile compare nel VI capitolo
del Sanatsujtya contenuto nellUdyoga-parvan del Maha-bhrata.
136
Allepoca di Vivantha era pi sicuro servirsi dellacqua corrente dei fiumi, allora pi puliti di oggi,
piuttosto che dellacqua dal sapore sgradevole e possibilmente contaminata di pozzi poco profondi.
Vedi anche anti-parvan 240.10 Colui che prende acqua dal fiume non si cura di quella di pozzo, cos il
saggio non si cura del karman rituale
137
Bhgavata-pura 2.3.2, in questo verso il termine prajpati indica i saggi progenitori figli di Brahm
come Atri, Marci, Agiras, ecc.
138
Bhgavata-pura 2.3.3. My Durg, la personificazione della natura materiale (prakti).
139
Bhgavata-pura 2.3.10.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

50
karmayevdhikraste m phaleu kadcana, 2.47 a

Tu sei qualificato ai karman, in nessun caso ai frutti;
140
2.47 a

Coloro che desiderano i frutti del karman hanno la mente molto impura, ma
conoscendoti io dico che la tua mente quasi pura (perci sei qualificato al karman
disinteressato). Arjuna obietta: ma certamente il karman eseguito fruttificher. Allora
Ka risponde:

m karmaphalaheturbhurm te sagostvakarmai. 2.47 b

che il tuo stimolo non sia il frutto del karman, ma non essere nemmeno
incline alla non esecuzione del karman.
141
2.47 b

Ka dice: lesecuzione del karman a causa del desiderio del frutto hetu" la causa
del frutto, io ti benedico a non essere motivato dal frutto. Inoltre ti benedico a non
attaccarti akarmai alla non esecuzione del tuo dovere (dharma) o allesecuzione del
karman che non ti prescritto perci peccaminoso, piuttosto rigettalo. Bisogna
capire queste parole di Ka facendo riferimento a quelle pronunciate da Arjuna nel
prossimo capitolo: Tu confondi la mia intelligenza con le tue parole ambigue ...
142
,
che non sono molto logiche (perch Ka ha sempre parlato chiaramente). Ka
dice: come conducente di carro, io ho obbedito ai tuoi ordini, allo stesso modo tu ora
obbedisci ai miei ordini. In questo verso cos deve essere inteso lo scambio tra Ka e
Arjuna.


Ka spiega il metodo del karman disinteressato (nikma):

yogastha" kuru karmi saga tyaktv dhanajaya,
siddhyasiddhayo" samo bhtv samatva yoga ucyate. 2.48


140
Il termine adikra usato nei dharma-stra e nella dottrina mmns. Esso comprende
caratteristiche individuali come la casta (vara), lo stadio di vita (rama), liniziazione (dika) che
qualificano la persona a compiere certi atti rituali e a goderne dei frutti.
141
Secondo akara e rdhara, Ka ordina ad Arjuna di praticare il karman perch non
qualificato al j!na, ma senza desiderarne i frutti, altrimenti n sar condizionato. Secondo Rmnuja,
il termine karma-phala-hetu" un composto nominale (samsa) della classe dei bahuvhi formato da
altri due composti nominali (un ahi-tat-purua pi un dvandva non due ahi-tat-purua), perci il
significato il seguente: ... non considerarti la causa del karman e dei frutti ... e cita il seguente verso:
Le attivit sono eseguite in ogni modo dai gua della natura materiale, ma colui la cui intelligenza
confusa dallegotismo pensa ... io sono lagente (Bhagavad-gt 3.27). Madhva sostiene che Arjuna
un j!nin e come tale deve praticare il karman. A sostegno di ci cita i seguenti versi: Il karman nella
forma dellascesi, della carit e del sacrificio non deve essere abbandonato, piuttosto deve essere
eseguito; il sacrificio, la carit e lascesi sono gli atti purificatori degli eruditi e O figlio di Pth,
tuttavia questi karman devono essere eseguiti avendo abbandonato lattaccamento e i frutti; questa la
mia opinione definitiva e suprema (Bhagavad-gt 18.5-6). Altri commentatori spiegano che ad ogni
azione segue necessariamente un risultato; se lazione eseguita con interesse al frutto, si ottiene il
frutto desiderato, ma se lazione disinteressata si ottiene il frutto nella forma del j!na.
142
Bhagavad-gt 3.2.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

51
O conquistatore di ricchezze, dopo aver lasciato lattaccamento e essendo
diventato equanime nella vittoria e nella sconfitta, esegui i karman fisso
nello yoga; lequanimit detta yoga.
143
2.48

Ci significa che con mente equanime sia nella vittoria che nella sconfitta, esegui il
tuo dovere di combattente. In questo modo il karman disinteressato si trasforma in
j!na-yoga. La natura del j!na-yoga compresa grazie alla spiegazione dei versi
precedenti e seguenti.


Ka condanna il karman interessato (sakma):

drea hyavara karma buddhiyogddhanajaya,
buddhau araamanviccha kpa" phalahetava". 2.49

O conquistatore di ricchezze, il karman molto inferiore al buddhi-yoga (il
karma-yoga), prendi rifugio nella buddhi (nel karman disinteressato), i
miserabili sono motivati dal frutto.
144
2.49

Il karman interessato avaram molto inferiore, buddhi-yogt al karman disinteressato
offerto al Signore; perci dedicati buddhau al karman disinteressato.


buddhiyukto jahtha ubhe suktadukte,
tasmt yogya yujasva yoga" karmau kaualam. 2.50

Dotato di questa disposizione mentale, egli (il karmin disinteressato)
abbandona in questa vita la piet e lempiet, perci sforzati di praticare
lo yoga (il buddhi o karma-yoga); lo yoga labilit nellesecuzione dei
karman. 2.50

Il termine yujasva significa sforzati di praticare il karman disinteressato, poich esso
kaualam labilit, karmau nella pratica del karman.


karmaja buddhiyukt hi phal tyaktv mania",
janmabandhavinirmukt" pada gacchantyanmayam. 2.51

I saggi per mezzo della buddhi (il karman disinteressato) abbandonando il
frutto generato dal karman e liberi dal condizionamento della nascita,
vanno allo stato senza sofferenze (moka).
145
2.51


143
Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di Rmnuja. Secondo akara, il termine
siddhi-asiddhayo" significa nellottenimento o nel non ottenimento del j!na. rdhara sostiene che il
termine yoga-stha" significa fisso nella bhakti, mentre secondo Rmnuja significa fisso nellequanimit
e infine secondo Madhva, significa fisso nel karma-yoga.
144
Secondo akara, il termine buddhau significa nel j!na-yoga e cita il seguente verso della Bad-
aranyaka-upanisad 3.8.10: O Garg, colui che lascia questo mondo senza aver conosciuto il Brahman
(lakara) ... un miserabile. Rmnuja sostiene che il termine buddhau significa nellequanimit.
145
Secondo akara, lespressione buddhi-yukt" mania" indica i j!nin dotati di mente equanime e
il termine padam indica lo stato supremo di Viu.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

52
Ka dice: in questo modo grazie alla pratica del karman disinteressato offerto al
Signore otterrai lo yoga.

yad te mohakalila buddhirvyatitariyati,
tad gantsi nirveda rotavyasya rutasya ca. 2.52

Quando la tua mente oltrepasser la foresta dellillusione, diventerai
indifferente a ci che ascolterai e a ci che hai ascoltato.
146
2.52

Quando buddhi" la tua mente, oltrepasser moha-kalilam la densa foresta dellillusione,
(il prefisso) vi-ati
147
significa di gran lunga, allora diventerai indifferente verso gli
obiettivi (i frutti del karman descritti nei Veda), rotavyasya dei quali ascolterai e
rutasya dei quali hai gi ascoltato. Arjuna obietta: qual lutilit per me di ascoltare
le ingiunzioni delle scritture se non devo essere interessato ai frutti promessi o se in
realt producono frutti negativi? Ka dice: devi pensare che in questo momento
comunque appropriato che tu pratichi costantemente questo metodo (il karman
disinteressato o buddhi-yoga).

rutivipratipann te sthsyati nical,
samdhvacal buddhistad yogamavpsyasi. 2.53

Quando la tua mente diverr non incline allascolto, stabile e ferma nella
concentrazione, allora otterrai lo yoga (moka).
148
2.53

Quando la tua mente diverr ruti-vipratipann
149
non incline allascolto dei vari frutti
del karman terreni (come la ricchezza, progenie, ecc.) e non terreni (come il
raggiungimento dei mondi celesti, ecc.) promessi nelle ruti, ossia nei Veda, allora sar
nical stabile, non interessata a quei frutti e acal ferma nella concentrazione come
sar descritto nel sesto capitolo della Gt (dal verso 6.11 al 6.32). Quindi otterrai lo
yoga per mezzo della realizzazione indiretta (aparoka-anubhava),
150
ci significa che
diventerai liberato gi in questa vita (jvan-mukta).



146
Secondo akara, Ka spiega che quando la mente si purifica, si diventa equanimi. Secondo
Rmnuja quando la mente di Arjuna si purificher moha-kalilam dalle impurit del peccato, egli
diventer indifferente ai frutti del karman descritti dalle scritture. Mentre per Keava Kmrin quando
la mente di Arjuna superer moha-kalilam lillusione di uccidere i famigliari, di incorrere nel peccato,
ecc., egli diventer indifferente ai frutti del karman.
147
Il prefisso vi-ati deriva dallabbreviazione dei termini vi(eata") specificatamente e ati(ayena) di
gran lunga.
148
Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di rdhara. Rmnuja sostiene che il
termine ruti-vipratipann indica lintelligenza resa risoluta dallascolto della verit esposta da Ka,
mentre il termine yogam indica la realizzazione del s individuale che il frutto del karma-yoga. Alcuni
commentatori fanno notare che il termine ruti non indica lascolto dei frutti dellesecuzione dei riti
vedici come i mondi celesti, ecc., poich Arjuna era gi avverso a queste cose, come ha espresso nei
versi 1.32, 1.35 e 1.45, piuttosto indica ci che Arjuna ha ascoltato circa la moralit, il peccato, ecc., che
ha espresso dal verso 1.36 al 1.43.
149
Il termine vi-prati-pann pu derivare da vi(eana)-prati-pann risoluta o da vi(gata)-prati-pann
avversa o opposta.
150
Termine tecnico che definisce la rivelazione o realizzazione del s individuale (samadhi) percepita
dagli ast!ga-yogin senza lausilio dei sensi, della mente e dellintelligenza.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

53
Dopo aver ascoltato: quando la tua mente ... diverr ferma nella concentrazione
151
,
Arjuna chiede quali sono le vere caratteristiche dello yogin.

arjuna uvca
sthitapraj!asya k bh samdhisthasya keava,
sthitadh" ki prabheta kimsta vrajeta kim. 2.54

Arjuna disse: o distruttore di Kein, qual il linguaggio di colui la cui
intelligenza ferma, che fisso nella concentrazione? Come parla, come
siede e come si muove colui il cui intelletto fermo?
152
2.54

Il termine sthita-praj!asya indica colui la cui praj! intelligenza, sthita ferma; k
bh che caratteristiche ha il suo linguaggio? Che dice? E in che modo samdhi-
sthasya concentrato? I termini sthita-praja e samdhi-stha, sono ambedue
definizioni di colui che liberato in vita (jvan-mukta). Inoltre kim prabheta come si
esprime quando felice o addolorato, onorato o disonorato, glorificato o infamato,
amato o odiato? Egli parla chiaramente (comunica) oppure mormora tra s ( chiuso
in s)? E kim sta come siede, ossia come mantiene i sensi immobili? O altrimenti,
vrajeta kim come muove i sensi tra gli oggetti dei sensi esterni?


Una alla volta fino alla fine del capitolo, Ka risponde a queste quattro domande di
Arjuna.

rbhagavnuvca
prajahti yad kmn sarvn prtha manogatn,
tmanyevtman tua" sthitapraj!astadocyate. 2.55

Il glorioso disse: o figlio di Pth, quando egli lascia tutti i desideri entrati
nella mente ed soddisfatto in s con il s, allora si dice che la sua
intelligenza ferma.
153
2.55

In lui non ci sono desideri degli oggetti dei sensi. Abbandonare i desideri
appropriato perch essi, mana"-gatn sono entrati nella mente, non sono in relazione
con il s individuale. Se essi fossero in relazione con il s individuale, non sarebbe
possibile abbandonarli, come non possibile per il fuoco abbandonare il calore.

151
Bhagavad-gt 2.53.
152
Secondo Keava Kmrin e Baladeva, il termine bh significa descrizione. Questa la prima serie
di domande di Arjuna alle quali Knna risponde dal verso 2.55 al 2.71. Nel verso 14.21 Arjuna
riformuler la stessa domanda in altri termini: ... che sintomi manifesta colui che ha trasceso i tre
gua, qual il suo comportamento? ..., alla quale Ka risponder dal verso 14.22 al 14.25. Nel verso
2.11 Ka aveva rimproverato Arjuna di usare un linguaggio da erudito (prj!-vadn), perci ora
Arjuna chiede a Ka qual il vero linguaggio del saggio.
153
akara sostiene che dal verso 2.55 alla fine del capitolo, Ka descrive le caratteristiche del j!na-
yogin che ha rinunciato al karman o che continua ad eseguirlo, ma con distacco. Secondo rdhara, nei
versi 2.55-56, Ka risponde alla prima domanda di Arjuna che riguarda la definizione di colui la cui
intelligenza ferma. Secondo Rmnuja, nei versi 2.55-58, Ka descrive quattro livelli in ordine
decrescente di persone intelligenti. Madhva spiega che questo verso descrive il j!nin non
perfettamente realizzato, mentre il termine tmani significa nel S supremo (Viu). Diversi altri passi
della Gt descrivono la persona realizzata, vedi i versi: 3.17-18, 6 dal 27 al 32, 14 dal 20 al 26, 18 dal 51 al
56 e altri.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

54
Quando la mente ritirata tmani nel s individuale, egli ottiene la felicit del s
individuale. Nelle ruti affermato: Quando tutti i desideri situati nel cuore (o nella
mente) sono abbandonati, il mortale diventa immortale e in questa vita egli ottiene il
Brahman.
154



Nei seguenti due versi Ka risponde a kim prabheta come parla?

du"khevanudvignaman" 2. 56 a

Colui la cui mente non agitata nelle sofferenze, 2.56 a

Colui la cui mente non agitata nelle sofferenze che vengono dal corpo (adhi-tmik)
come la fame, la sete, la febbre, il mal di capo, ecc., nelle sofferenze che vengono da
altri esseri viventi (adhi-bhautik) come serpenti, tigri e cos via e nelle sofferenze che
vengono dagli agenti naturali (adhi-daivik) come il vento eccessivo, la pioggia, ecc.,
considerando tra s e s o rispondendo cos se interrogato: io devo accettare questa
sofferenza alla quale sono destinato. Lessere silenti considerato dagli eruditi un
sintomo di non agitazione, tuttavia colui che quieto artificialmente, considerato
un impostore e corrotto. Allo stesso modo:

sukheu vigataspha" 2.56 b

che privo di attrazione ai piaceri 2.56 b

Colui che privo di attrazione ai piaceri, che non considera tra s e s o dice agli altri:
io devo accettare questo piacere al quale sono destinato e che in questo modo,
esibisce i sintomi dellassenza del desiderio dei piaceri, considerato dagli eruditi
avere ferma intelligenza (sthita-praj!a). Dopo aver annunciato i sintomi di colui che
ha ferma intelligenza, ora Ka li spiega:

vtargabhayakrodha" sthitadhrmunirucyate. 2.56 c

che privo di attaccamento, paura e collera, detto essere un saggio
dallintelligenza ferma.
155
2.56 c

Il termine vta-rga-bhaya-krodha" significa privo di attaccamento ai piaceri, privo di
paura anche di tigri feroci e privo di collera anche verso i suoi famigliari che lo
vogliono uccidere. Come di-bharata che condotto di fronte a Dev, non ebbe paura
n collera verso i sdra che lo volevano uccidere.
156


154
Katha-upaniad 2.3.14.
155
Secondo akara, il termine sthita-dh" indica il j!na-yogin che ha accettato il sanysa. Rmnuja
sostiene che vta-rga-bhaya-krodha" significa privo di desiderio di ottenere ci che manca, privo del
timore di perdere ci che gi ha e privo di collera verso la causa della separazione da ci al quale
attaccato. Vedi il verso: Quello stato ... situato nel quale egli non agitato neanche dal pi intenso
dolore ... (Bhagavad-gt 6.22).
156
Dev il nome generico di tutte le divinit femminili del pantheon hindu. In India i briganti e gli
assassini per il buon esito dei loro misfatti usavano offrire sacrifici cruenti a Kal che la loro divinit
tutelare. La storia di di-bharata narrata nel quinto skandha del Bhgavata-pura. Egli nacque in
una famiglia di pii sacerdoti (brhmaa), ma pur essendo un saggio realizzato, per non essere coinvolto
dagli affari del mondo, si comportava come un pazzo. Una notte fu rapito da una banda di briganti ai
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

55
ya" sarvatrnabhisnehastattat prpya ubhubham,
nbhinandati na dvei tasya praj! pratihit. 2.57

Lintelligenza di colui che non prova attaccamento in nessuna
circostanza, che ricevendo il bene o il male, non gioisce n si affligge,
ferma.
157
2.57

Pur essendo misericordioso egli anabhisneha" privo di affetto condizionato, ma
laffetto incondizionato (per Ka) rimane. noto che egli ottenendo ci che
ubha buono, come del cibo gustoso, onore, servizio, ecc., o ottenendo ci che
aubha non buono, come il disonore, le percosse, ecc., non loda (colui dal quale riceve
cose piacevoli dicendo): Tu sei una persona religiosa, devoto ai saggi, che tu sia
felice, n maledice (colui dal quale riceve cose spiacevoli dicendo): tu sei un
peccatore, va allinferno. Di lui, tasya praj! pratihit detto che la sua intelligenza
ben ferma, ossia che fisso in concentrazione.


Ka risponde alla domanda kim sta come siede (come controlla i sensi)?

yad sa"arate cya krmognva sarvaa",
indriyndriyrthebhyastasya praj! pratihit. 2.58

E quando egli ritira i sensi dagli oggetti dei sensi, come una tartaruga
ritira completamente le membra, la sua intelligenza ferma.
158
2.58

Egli ritira le orecchie e gli altri sensi, indriya-arthebhya" dal suono e dagli altri oggetti
dei sensi. Ci significa che limmobilit di colui la cui intelligenza ferma (sthita-
praj!) il rigido controllo del movimento dei sensi verso gli oggetti esterni, attuato
bloccandoli allinterno (nella mente). Ka d lesempio della tartaruga che ritira
allinterno (del guscio) il capo, nel quale si trovano la bocca, gli occhi e gli altri sensi.


Arjuna obietta: anche uno sciocco con il digiuno o la malattia, pu bloccare il
movimento (lattrazione) dei sensi verso gli oggetti. Circa ci Ka dice:

viay vinivartante nirhrasya dehina",
rasavarja rasopyasya para dv nivartante. 2.59


quali serviva un uomo da offrire in sacrificio a Kal, ma non appena fu portato di fronte allaltare, la
dea incollerita si manifest, salv di-bharata e uccise tutti i briganti.
157
Secondo rdhara e Keava Kmrin, questo verso risponde alla domanda kim prabheta come parla
lo sthita-praj!? Vedi i seguenti versi: Colui che conosce il Brahman ... la cui intelligenza ferma, non
deve gioire dopo aver ottenuto ci che piacevole, n deve essere agitato ottenendo ci che
spiacevole (Bhagavad-gt 5.20) e Colui che ha ottenuto lo stato del Brahman, la cui mente
soddisfatta, che non si lamenta n desidera, equanime verso tutti gli esseri e ottiene la mia suprema
bhakti (Bhagavad-gt 18.54).
158
Secondo akara, questo verso descrive il j!nin. Secondo Keava Kmrin, questo verso risponde
alla domanda kim sta come siede lo sthita-praj!? Secondo Madhusdana Sarasvati e Baladeva, i versi
dal 2.58 al 2.63, rispondono alla domanda kim sta come siede lo sthita-praj!? Vedi il seguente verso:
Perci, o Arjuna dalle forti braccia, colui i cui sensi sono ritratti dagli oggetti dei sensi ha intelligenza
ferma (Bhagavad-gt 2.68).
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

56
Gli oggetti dei sensi si allontanano (dai sensi) dellincarnato che non si
nutre, non il desiderio per essi; ma anche il desiderio arretra da colui che
ha visto il supremo.
159
2.59

Anche un uomo interrompe il contatto dei sensi con gli oggetti, in lui il desiderio di
godere degli oggetti permane. Ma asya in colui la cui intelligenza ferma e che ha
visto param il S supremo, il desiderio degli oggetti dei sensi scompare. Questo non
un sintomo eccezionale manifestato da chi ha realizzato il S supremo, un sintomo
del principiante, non di colui che giunto alla perfezione.


Ka dice: ma nello stadio neofita lo sforzo grande, non c la forza di deviare
completamente il corso dei sensi (dagli oggetti dei sensi al S supremo).

yatato hyapi kaunteya puruasya vipacita",
indriyi pramthni haranti prasabha mana". 2.60

O figlio di Kunt, i sensi agitati portano via di forza anche la mente di un
saggio che si sta sforzando di controllarli.
160
2.60

Il termine pramthni significa di natura agitata o agitatori.


tni sarvi sayamya yukta sta matpara" 2.61 a

Dopo aver controllato tutti i sensi, egli deve sedere concentrato e devoto
a me 2.61 a

Il termine mat-para" significa devoto a me; senza la bhakti offerta a me non c vittoria
sui sensi, pi avanti ci sar spiegato in molti commenti ai versi (della Gt). Come ha
detto Uddhava: O Signore dagli occhi di loto (Ka), generalmente gli yogin che
cercano di controllare la mente, rimangono frustrati dallincapacit di giungere alla
perfetta concentrazione e affaticati dallo sforzo di reprimere la mente, Perci i saggi
prendono rifugio ai tuoi piedi di loto che sono un oceano di felicit ...
161


vae hi yasyendriyi tasya praj! pratihit. 2.61 b

Lintelligenza di colui i cui sensi sono sotto controllo, ferma.
162
2.61 b

159
Secondo akara, il termine param indica il Brahman; mentre per rdhara e Rmnuja indica il s
individuale e secondo Madhva indica Viu. Keava Kmrin spiega che la mente di un malato o di chi
digiuna temporaneamente ritirata dagli oggetti dei sensi, perch il digiuno e la malattia
indeboliscono i sensi, ma quella non vera rinuncia. Mentre la felicit del s individuale sperimentata
dallo yogin, distrugge anche lintimo attaccamento dei sensi ai loro oggetti. Vedi i seguenti versi: Dove
lo yogin conosce la felicit illimitata che oltre i sensi e accessibile solo allintelletto ... dove dopo aver
ottenuto ci egli non considera nulla altro superiore a ci ... quello lo stato dello yoga .. (Bhagavad-
gt 6.21-23).
160
Vedi il seguente verso della Manu-smti 2.215: Non ci si deve sedere in un luogo appartato con la
propria madre, sorella o figlia, i sensi prepotenti trascinano anche un erudito.
161
Bhgavata-pura 11.29.2-3.
162
Secondo rdhara, questo verso risponde alla domanda kim sta come siede lo sthita-praj!?
Secondo akara e Madhva, il termine mat-para" significa considerando me (Ka) il supremo.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

57
Ovvero, i sensi di colui la cui intelligenza ferma (sthita-praj!) sono sotto controllo,
questo ci che lo distingue dal neofita.


Ka dice: per lui (lo sthita-praj!) il mezzo del controllo dei sensi esterni il
controllo della mente; ascolta cosa pu accadergli in mancanza del controllo della
mente:

dhyyato viayn pusa" sagastepajyate,
sagt sayyate kma" kmt krodhobhijyate. 2.62

krodhdbhavati sammoha" sammoht smtivibhrama",
smtibhradbuddhino buddhint praayati. 2.63

Nella persona che sta meditando sugli oggetti dei sensi, nasce
lattaccamento ad essi, dallattaccamento nasce il desiderio, dal desiderio
nasce la collera.
163
2.62

Dalla collera nasce lillusione, dallillusione nasce la perdita del ricordo,
dalla perdita del ricordo nasce la rovina dellintelligenza e dovuto alla
rovina dellintelligenza luomo perisce.
164
2.63

Il termine saga" indica lattaccamento; dallattaccamento agli oggetti nasce kma" il
desiderio e quando il desiderio ostacolato da qualcosa, nasce la collera. Dalla collera
nasce sammoha" lillusione, ossia la mancanza di discriminazione tra ci che deve
essere fatto e ci che non deve essere fatto. Da questo nasce smti-vibhrama" la perdita
del ricordo degli obiettivi consigliati dalle scritture; dalla perdita del ricordo, nasce
buddhi-na" la rovina dellintelligenza, ossia lincapacit di determinare ci che
buono. Allora praayati egli cade nel pozzo del ciclo di nascite e morti ripetute
(sasra).


Alla domanda kim vrajeta come si muove (come usa i sensi) colui la cui intelligenza
ferma (lo sthita-praj!a del verso 2.54)? Ka risponde: quando la sua mente
impedisce il contatto dei sensi con gli oggetti ma anche quando, con i sensi sotto
controllo, lo permette, egli non commette alcun errore.

rgadveaviyuktaistu viaynindriyaicaran,
tmavayairvidheytm 2.64 a

Secondo Rmnuja, il termine mat-para" significa incline a Ka e spiega che questo verso indica il
metodo per rompere lattrazione tra i sensi e gli oggetti. Inoltre egli spiega che il controllo dei sensi e la
realizzazione del s individuale sono reciprocamente dipendenti (anya" anya-araya"), senza il
controllo dei sensi non si pu realizzare il s individuale e senza di ci, non si pu controllare
perfettamente i sensi.
163
Vedi i seguenti versi: Arjuna disse: ... cosa spinge luomo al peccato ... come per forza?, Il Signore
beato disse: il desiderio (kma), la collera (krodha), nato dal rajas-gua un grande divoratore ed
molto crudele; sappi che in questo mondo il nemico (Bhagavad-gt 3.36-37).
164
Secondo Rmnuja, il termine smti-vibhrama" la perdita del ricordo, indica la perdita della
precedente determinazione al controllo dei sensi e il termine buddhi-na" la rovina dellintelligenza,
indica la perdita della determinazione alla realizzazione del s individuale. Baladeva spiega che il verbo
praayati perisce, indica la conseguente caduta nella gratificazione dei sensi.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

58
Ma, colui la cui mente controllata, che sperimenta gli oggetti con i sensi
sotto il controllo della mente, liberi dallattaccamento e dallavversione,
2.64 a

Il termine vidheya-tm indica colui la cui mente sotto controllo, il dizionario Amara
afferma: vidheya (controllato), vinaya-grahin (docile), vacane-sthita (obbediente),
rava (dipendente), vaya (soggetto), praeya (remissivo), nibhta (sottomesso),
vinta (disciplinato) e prarita (riverente), sono sinonimi.
165


prasdamadhigacchati. 2.64 b

ottiene la serenit.
166
2.64 b

Una persona cos qualificata che impegna i sensi con gli oggetti dei sensi non
commette errori, bisogna dire piuttosto che (tale sua abilit) una virt. Che egli stia
seduto rinunciando al contatto dei sensi con gli oggetti dei sensi o che egli si muova
impegnando i sensi con gli oggetti, per lui non c alcun rischio di caduta.


prasde sarvadu"khn hanirasyopajyate,
prasannacetaso hyau buddhi" paryavatihate. 2.65

Quando luomo raggiunge la serenit, ottiene la distruzione di tutte le
sofferenze; velocemente lintelligenza di colui la cui mente serena, si
stabilizza. 2.65

Lespressione buddhi" paryavatihate significa che la sua intelligenza si fissa
completamente sullobiettivo desiderato. Egli trae felicit sia dal rifiutare gli oggetti
dei sensi che dallaccettarli. Deve essere compreso che il termine prasanna-cetasa"
indica che la sua mente soddisfatta grazie alla bhakti offerta al Signore, poich senza
la bhakti non ci pu essere soddisfazione della mente. Nel primo skandha del
Bhgavata-pura spiegato che la mente di Vysadeva non era soddisfatta neanche
dopo aver formulato la dottrina del vednta e che egli si rasseren solo grazie alle
istruzioni di Nrada circa la bhakti.
167



Ka ora spiega ci che ha detto (nel verso precedente), ma in senso inverso:

nsti buddhirayuktasya na cyuktasya bhvan,
na cbhvayata" ntirantasya kuta" sukham. 2.66

165
Citazione dal dizionario sanscrito Amara-koa di Amara-siha.
166
akara spiega che anche il j!nin che aspira alla liberazione non pu evitare di usare i sensi,
tuttavia egli si sforza di usarli senza attaccamento e avversione agli oggetti dei sensi. Secondo
Madhusdana Sarasvati, Ka risponde a questa domanda nei successivi otto versi (dal 2.64 al 2.71).
Secondo altri commentatori, il termine dvea oltre che avversione verso le percezioni spiacevoli dei
sensi, indica anche lastensione artificiale dalle percezioni dei sensi degli oggetti piacevoli.
167
Pare che Vivanatha si riferisca alla storia narrata secondo capitolo del primo skandha del
Bhgavata-pura. Dopo aver composto il Vednta-stra e il Mah-bhrata, il saggio Vysa non si sentiva
ancora soddisfatto; quando Nrada giunse in visita al suo eremitaggio a Badarika-rama sullHimalaya,
cap che la sua insoddisfazione era dovuta al non aver ancora scritto nulla direttamente su Ka,
quindi invit Vysa a scrivere il Bhgavata-pura.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

59
Colui che non disciplinato non ha intelligenza, colui che non ha
intelligenza non ha meditazione, colui che non medita non ha pace e
come pu ottenere la felicit colui che non ha pace?
168
2.66

Il termine ayuktasya (il primo nella prima linea del verso) indica chi non
disciplinato, ovvero colui la cui mente non sotto controllo, egli non ha buddhi"
intelligenza relativa al s individuale. Mentre il termine ayuktasya (il secondo nella
prima linea del verso), indica chi privo di intelligenza, egli non ha bhvan capacit
di meditare sul Signore. Colui che abhvayata" incapace di meditare, non ha pace
ossia il ritiro dei sensi dagli oggetti. Infine antasya colui che non ha pace, non ha
sukham la felicit che deriva dalla realizzazione del s individuale.


Ka spiega il passaggio: Colui che non regolato non ha intelligenza ...
169


indriynn hi carat yanmanonuvidhyate,
tadasya harati praj! vyurnavam ivmbhasi. 2.67

La mente sottomessa ai sensi che si muovono tra gli oggetti dei sensi,
porta via lintelligenza delluomo, come il vento spinge una barca
sullacqua.
170
2.67

La mente che segue anche uno solo dei sensi che si muovono tra i loro rispettivi
oggetti, porta via praj!m lintelligenza delluomo come un vento infausto sospinge
una barca sullacqua.


tasmdyasya mahbho nightni sarvaa",
indriyndriyrthebhyastasya praj! pratihit. 2.68

Perci, o Arjuna dalle forti braccia, colui i cui sensi sono ritirati dagli
oggetti dei sensi, ha intelligenza ferma.
171
2.68

In questo verso Ka intende colui la cui mente ritirata dai sensi. Con il nome
Mah-bho (dalle forti braccia), Ka indica ad Arjuna: come tu sei capace di
sottomettere i nemici, cos sottometti anche la mente.

168
Secondo rdhara, il termine bhvan indica la meditazione sul s individuale, il termine nti"
indica il riposo della mente nel s individuale e il termine sukham, indica la felicit che deriva dalla
liberazione. Secondo Madhva, il termine bhvan indica la meditazione su Viu.
169
Bhagavad-gt 2.66.
170
Alcuni commentatori spiegano che in questo verso lintelligenza rappresenta la barca, la mente che
rincorre i sensi rappresenta il vento, il mondo rappresenta loceano e gli oggetti dei sensi le onde
delloceano. Tutti i commentatori eccetto rdhara, considerano che i pronomi dimostrativi correlativi
yat e tat, si riferiscono alla mente; egli ritiene che essi si riferiscono a uno dei sensi, in tal caso
linterpretazione del verso la seguente: Anche uno solo dei sensi che sperimentano gli oggetti al
quale la mente soggetta, porta via lintelligenza delluomo, come il vento porta via una barca
sullacqua. Vedi il verso: O figlio di Kunt i sensi agitati portano via di forza anche la mente di un
uomo di discriminazione che si sta sforzando di controllarli (Bhagavad-gt 2.60).
171
Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di rdhara. Vedi il verso: E quando egli
ritira i sensi dagli oggetti dei sensi. come una tartaruga ritira completamente le membra, la sua
intelligenza ferma (Bhagavad-gt 2.58).
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

60
Ka dice: la perfezione di colui la cui intelligenza ferma (dello sthita-praj!) il
pieno controllo di tutti i sensi.

y ni sarvabhtn tasy jgarti sayam,
yasy jgrati bhtni s ni payato mune". 2.69

Colui che controlla i sensi, sveglio quando notte per tutti gli esseri
viventi; gli esseri viventi sono svegli, quando notte per il saggio
veggente. 2.69

Ci sono due tipi di intelligenza, una volta al s individuale e una volta agli oggetti dei
sensi. Lintelligenza volta al s come la notte ( oscura) per tutti gli esseri viventi.
Come di notte i dormienti non sono coscienti di ci che accade, cos gli esseri viventi
non conoscono ci che ottenuto volgendo lintelligenza al s. Durante la notte degli
esseri viventi, il saggio che controlla i sensi non dorme, (in quello stato) egli
sperimenta direttamente la felicit che deriva dallintelligenza volta al s. Quando gli
esseri viventi sono svegli, ossia quando la loro intelligenza volta agli oggetti dei sensi,
essi sperimentano direttamente il piacere, il dolore, lillusione, ecc., che deriva dal
contatto dei sensi con gli oggetti. Quella la notte, mune" del saggio, egli non
sperimenta mai quello stato. Il saggio veggente si serve con indifferenza dei sensi che
al contatto con gli oggetti procurano il dolore, il piacere, lillusione, ecc., poich egli
n usufruisce in modo incontaminato e regolato.


Ka dice: quando colui la cui intelligenza ferma (lo sthita-praja), accetta gli
oggetti dei sensi non n agitato, n contaminato.

pryamamacalapratitha
samudrampa" pravianti yadvat,
tadvat km ya pravianti sarve
sa ntimpnoti na kmakm. 2.70

Colui nel quale tutti i desideri entrano come le acque dei fiumi entrano
nelloceano che sempre si riempie, ma rimane immutato, ottiene la pace
(il j!na), non colui che brama gli oggetti dei desideri.
172
2.70

Durante le piogge (i monsoni estivi), le acque dei fiumi entrano nelloceano da ogni
direzione. E che fa loceano? Esso -pryamam continua a riempirsi; il prefisso
a(),
173
indica che tale oceano, pur raccogliendo tanta acqua non si riempie mai.
Perci acala-pratiham immutato, ossia non supera mai i suoi limiti. Come le acque
dei fiumi entrano nelloceano, ma esso rimane immutato, cos km" gli oggetti dei
desideri entrano in lui (nella sua mente) e egli pu fruire o non fruire degli oggetti
dei sensi, senza esserne agitato. Tale persona pu essere definito avente intelligenza
ferma (sthita-praj!a). Il termine ntim (pace) indica il j!na.



172
Il metro di questo verso il triubh chandas, 4 strofe (pada) di 11 sillabe luna. Secondo akara e
Madhva, il termine nti pace, indica la liberazione. Questo verso compare anche nel Viu-smti 72.7.
Vedi anche Mu#aka-upaniad 3.2.8 e Prana-upaniad 6.5.
173
Il prefisso verbale () attaccato a un aggettivo acquista senso diminutivo.
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

61
Ka dice: colui che ha ferma intelligenza, non essendo incline a godere degli oggetti
dei desideri, (pur servendosene) non n trae piacere.

vihya kmn ya" sarvn pumarati ni"spha",
nirmamo nirahakra" sa ntimadhigaccati. 2.71

Colui che dopo aver abbandonato tutti gli oggetti dei desideri, si muove
(si serve degli oggetti dei sensi) privo di attaccamento, privo di senso di
propriet e privo di falso senso di s, ottiene la pace. 2.71

I termini nirmama" e nirahakra" significano privo di senso di identificazione con il
corporeo (le estensioni del corpo come la famiglia, le propriet, ecc.) e con il corpo
stesso.


Ka conclude:

ea brhm sthiti" prtha nain prpya vimuhyati,
sthitvsymantaklepi brahmanirvaamcchati. 2.72

O figlio di Pth, questo lo stato del Brahman, dopo aver ottenuto il
quale, luomo non pi confuso; chi si situa in esso anche allistante della
morte, ottiene lassorbimento nel Brahman.
174
2.72

Questo lo stato brhm dellottenimento del Brahman. Chi si situa in esso, anta-kle
anche allistante della morte, ottiene il Brahman. Che dire allora di coloro che vi sono
situati da lungo tempo?


Questo capitolo spiega il karman, il j!na e la bhakti, perci detto essere
il riassunto della Gt.

Cos si conclude il commento a questo secondo capitolo della Gt
chiamato Sra-artha-vari composto in accordo allinterpretazione dei
saggi e che procura felicit al cuore dei bhakta.


Cos termina il secondo capitolo dal titolo: Lo yoga della conoscenza analitica
175

della upaniad esposta dal Signore che riguarda la dottrina dello yoga e costituita dalla
conversazione tra Ka e Arjuna circa la conoscenza del Brahman.






174
Il commento di Vivantha pressoch uguale a quello di rdhara. Secondo Rmnuja, il termine
brhm indica il karma-yoga e il termine brahma-nirvaam indica lo stato della realizzazione del s
individuale. Il termine nirvaa di origine e uso buddista, la sua comparsa qui come nei seguenti altri
quattro versi: 5.24, 5.25, 5.26 e 6.15, indicare della presenza dellinfluenza buddista sulla Gt. Vedi
anche Brhad-rannyaka-upaniad 4.4.7.
175
Un altro noto titolo di questo capitolo Lo yoga della discriminazione tra il s individuale e ci che
non il s individuale (la materia).
Sra-artha-vari-k Capitolo secondo

62