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S C U O L A D I L A B V I E W
Training per principianti
N
ella prima parte abbiamo fornito alcune indicazioni per
la progettazione di un pannello frontale. Vediamo ora
alcuni importanti elementi aggiuntivi.
DIMENSIONOMENTO E POSIZIONAMENTO
I pannelli frontali devono adattarsi ad un monitor con risolu-
zione standard per la maggior parte degli utenti previsti.
Rendete la finestra la pi piccola possibile senza affollare i
controlli o sacrificare un layout chiaro. Se i VI sono destinati
all'uso interno e tutti utilizzano impostazioni di visualizzazio-
ne ad alta risoluzione, potete progettare grossi pannelli fron-
tali. Se dovete fare dello sviluppo commerciale, tenete pre-
sente che alcuni display hanno una risoluzione limitata,
soprattutto i display LCD e i touchscreen.
I pannelli frontali dovrebbero aprirsi nell'angolo superiore sini-
stro dello schermo per comodit degli utenti che hanno picco-
li schermi. Disponete i gruppi di VI che vengono spesso aperti
insieme in modo che l'utente possa vedere almeno una picco-
la parte di ciascuno. Disponete i pannelli frontali che si aprono
automaticamente al centro dello schermo. Centrare i pannelli
frontali rende il VI pi facile da leggere per gli utenti su moni-
tor di varie dimensioni. Usate l'area di dialogo VI Properties per
customizzare l'aspetto e le dimensioni della finestra.
ETICHETTE E DIDASCALIE
L'uso efficace di etichette e didascalie pu migliorare la faci-
lit d'uso dei pannelli frontali dell'interfaccia utente.
Etichette
Il nome di un controllo o indicatore dovrebbe descriverne la
funzione. Se il controllo visibile all'utente, usate didascalie
per visualizzare una lunga descrizione ed aggiungete
un'etichetta breve per evitare di utilizzare spazio prezioso
sugli schemi a blocchi. Per esempio, quando etichettate un
controllo di tipo ring o slide che ha opzioni per volt, ohm o
ampere, selezionate un nome
intuitivo per il controllo. Una
didascalia come "Sele zionare le
unit di visualizzazione" prefe-
ribile rispetto a "V/O/A". Usate i
Property Node per cambiare le
didascalie da programma.
Usate le maiuscole/minuscole in modo coerente ed include-
te valori di default ed informazioni sulle unit nei nomi del-
le etichette. Per esempio, se un controllo imposta un limite
superiore di temperatura e ha un valore di default di 75 F,
denominate il controllo temperatura limite superiore
(75 gradiF). Se utilizzerete il VI con il controllo su pi piat-
taforme, evitate di usare caratteri speciali nei nomi dei con-
trolli. Per esempio, usate gradiF invece di F, percch il
simbolo potrebbe non essere visualizzato correttamente
su altre piattaforme.
Per i controlli Booleani, usate il nome per fornire un'indi -
cazione dello stato che corrisponde a ciascuna funzione e
per indicare lo stato di default. Per le caselle di spuntatura
e i radio button, l'utente pu cliccare il testo Booleano del
controllo e fare cambiare il valore del controllo Booleano.
Etichette libere accanto a un controllo Booleano possono
aiutare a chiarire il significato di ciascuna posizione su un
commutatore.
Per esempio, usate etichette libere come Cancellare,
Resettare e Inizializzare, che descrivono l'azione svolta.
La finestra Context Help visualizza le etichette come par-
te del pannello dei connettori. Se il valore di default rappre-
senta un'informazione essenziale, disponete il valore fra
parentesi accanto al nome nell'etichetta. Includete le unit
del valore se sono richieste.
Le impostazioni Richiesto, Raccommandato,
Opzionale dei terminali del pannello dei connettori influi-
scono sull'aspetto degli ingressi e delle uscite nella finestra
Context Help.
Assegnate a ciascun controllo un valore di default ragionevo-
le, che permetta l'esecuzione dell'esempio senza che l'utente
ne modifichi il valore per quanto possibile. Tutti i valori e/o le
unit di default dovrebbero essere aggiunti all'etichetta fra
parentesi, se appropriato, come illustrato nella figura 6.
PROGETTARE
L'INTERFACCIA
UTENTE
Seconda parte
Come abbi amo vi sto nel l a pr i ma par te, i pannel l i f ront al i devono essere bene organi zzat i e f aci l i
da ut i l i zzare, perch sono l a pr i ma cosa che gl i utent i vendono quando l avorano con un VI
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Figura 6 - Et i chet te con uni t e val or i di def aul t
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Didascalie
Gli oggetti del pannello frontale possono avere anche dida-
scalie. Cliccate con il tasto destro l'oggetto e selezionate
Visible ItemsCaption dal menu abbreviato per visualiz-
zare la didascalia. Potete usare didascalie invece di etichet-
te per localizzare un VI senza interrompere il VI stesso.
A differenza di un'etichetta, una didascalia non influenza il
nome dell'oggetto e potete usarla come un'etichetta pi
descrittiva dell'oggetto. La didascalia appare solo sul pan-
nello frontale.
Se assegnate l'oggetto a un terminale del pannello dei con-
nettori, la didascalia appare in una striscia di suggerimento
quando usate il tool Wiring per spostare il cursore sul ter-
minale sullo schema a blocchi. La didascalia appare anche
accanto al terminale nella finestra Context Help se spo-
state il cursore sul pannello dei connettori o sull'icona del VI.
Le didascalie sono utili anche per fornire descrizioni detta-
gliate quando il testo dell'etichetta deve essere conciso o
per fornire descrizioni concise quando il testo dell'etichet-
ta deve essere pi dettagliato. Le didascalie sono utili
anche quando si creano versioni localizzate delle vostre
applicazioni.
PERCORSI E STRINGHE
Quando specificate la posizione di un file o una directory,
usate un controllo o indicatore di percorso. I controlli e gli
indicatori di percorso hanno un funzionamento simile a
quello delle stringhe, ma LabVIEW formatta i percorsi usan-
do la sintassi standard per la piattaforma che state usando.
Impostate in modo appropriato le opzioni di navigazione
per il pulsante Browse dei controlli di percorso. Per esem-
pio, se l'utente deve selezionare una directory, selezionate
le opzioni Folders only ed Existing only nella pagina
Browse Options dell'area di dialogo Path Properties.
Usate una costante di percorso e il tipo dato path per forni-
re un valore costante di percorso allo schema a blocchi. La
costante e il tipo dato del percorso usano la notazione spe-
cifica della piattaforma, a differenza della costante e del
tipo dato stringa.
VALORI E CAMPI DI DEFAULT
Aspettatevi che l'utente possa fornire valori non validi ad
ogni controllo. Potete effettuare una verifica dei valori non
validi sullo schema a blocchi o cliccare con il tasto destro sul
controllo e selezionare Data Range per fare in modo che
loggetto forzi i valori nellintervallo desiderato: Minimum,
Maximum e Increment.
Un VI non dovrebbe fallire quando eseguito con i valori di
default. Non impostate i valori di default di indicatori come
grafici, array e stringhe senza una buona ragione, perch ci
spreca spazio quando si salva il VI.
Usate i valori di default in modo intelligente. Nel caso di
molti VI e funzioni di File I/O, come il VI Write to
Spreadsheet File, la condizione di default un percorso vuo-
to che forza il VI a visualizzare una finestra di dialogo. In
molti casi, ci pu evitare l'uso di un commutatore
Booleano.
Potete gestire da programma le situazioni difficili. Molti
strumenti GPIB limitano le impostazioni ammissibili di un
controllo in base alle impostazioni di un altro. Per esempio,
un voltmetro potrebbe permettete un intervallo di 2.000 V
per la continua ma di soli 1.000 V per la lalternata. Se i
controlli interessati, come Range e Mode, risiedono nello
stesso VI, posizionate l la logica di interlock.
NAVIGAZIONE DA TASTIERA
Alcuni utenti preferiscono usare la tastiera invece del mou-
se. In alcuni ambienti, come un impianto di produzione,
disponibile solo una tastiera.
Considerate l'inclusione di scorciatoie da tastiera per i VI
anche se disponibile l'uso di un mouse, perch le scorcia-
toie da tastiera aggiungono praticit ai VI. Prestate atten-
zione alle opzioni di navigazione da tastiera per gli oggetti
sul pannello frontale ed impostate l'ordine di tabulazione in
modo da leggere gli oggetti da sinistra a destra e dall'alto
al basso.
Impostate il tasto <Enter> come scorciatoia da tastiera per
il controllo di default del pannello frontale, che normal-
mente il pulsante OK. Tuttavia, se avete un controllo strin-
ga multilinea sul pannello frontale, potreste non volere uti-
lizzare il tasto <Enter> come scorciatoia.
Se il pannello frontale ha un pulsante Cancel, impostate il
tasto <Esc> come scorciatoia da tastiera. Potete usare
anche tasti funzione come pulsanti di navigazione per pas-
sare da schermo a schermo. Se lo fate, accertatevi di utiliz-
zare le scorciatoie in modo coerente.
Selezionate EditSet Tabbing Order per disporre i con-
trolli in una sequenza logica quando l'utente deve tabulare
fra i controlli. Per i controlli che sono fuori schermo, usate il
tab Key Navigation della finestra di dialogo Properties per
saltare tali controlli in fase di tabbing o per nasconderli.
Considerate anche l'uso della propriet di focus dei tasti per
impostare da programma il focus su uno specifico controllo
quando il pannello frontale si apre.
STILI DEGLI OGGETTI SUL PANNELLO FRONTALE
Quando costruite un'interfaccia utente, potete scegliere con-
trolli ed oggetti da differenti palette. La figura 7 illustra tre
esempi della stessa interfaccia utente, ciascuno costruito
usando controlli e oggetti da palette differenti.
Controlli e indicatori del pannello frontale possono apparire
negli stili moderno, classico o di sistema.
Molti oggetti del pannello frontale hanno un aspetto molto
colorato. Impostate il monitor in modo che visualizzi almeno
colori a 16 bit per un aspetto ottimale degli oggetti. I control-
li e gli indicatori situati sulla palette Modern hanno anche
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oggetti corrispondenti meno colorati. Usate i controlli e gli indi-
catori situati sulla palette Classic per creare VI per le imposta-
zioni del monitor a 256 colori e a 16 colori. Il primo esempio
nella figura 7 usa controlli dalla palette Modern. Il secondo
esempio nella stessa figura usa controlli dalla palette Classic.
Usate i controlli e gli indicatori di sistema situati sulla palette
System nelle finestre di dialogo che create. I controlli e gli
indicatori di sistema sono stati specificamente progettati per
l'uso nelle finestre di dialogo e includono ring and spin con-
trol, numeric slide, progress bar, scroll bar, listboxe, table,
string e path control, tab control, tree control, button, check-
boxe, radio button e un'etichetta opaca che si adatta auto-
maticamente al colore di sfondo del genitore. Questi controlli
si differenziano da quelli che appaiono sul pannello frontale
solo in termini di aspetto. Tali controlli appaiono nei colori che
avete impostato per il vostro sistema.
Poich i controlli di sistema cambiano aspetto in base alla
piattaforma sulla quale eseguite il VI, l'aspetto dei controlli nei
VI che create compatibile su tutte le piattaforme LabVIEW.
Quando eseguite il VI su una piattaforma differente, i control-
li di sistema adattano colore e aspetto in modo da corrispon-
dere ai controlli standard delle finestre di dialogo di quella
piattaforma.
Usate la palette di controlli System per creare interfacce
utente di aspetto pi professionale, come nel terzo esempio
della figura 7.
PROTOTIPAZIONE DEL PANNELLO FRONTALE
I prototipi di pannello frontale permettono di esaminare pi
a fondo l'organizzazione del programma.
Supponendo che il programma si basi fortemente sull'inter-
faccia utente, potete cercare di creare un'interfaccia fittizia
che rappresenti ci che
l'utente vede.
Evitate di implementare
diagrammi a blocchi nelle
prime fasi di creazione
dei prototipi in modo da
evitare inutili riscritture
del codice. Al contrario,
limitatevi a creare i pan-
nelli frontali.
Mano a mano che create
pulsanti, listbox ed anelli,
pensate a ci che deve
accadere quando l'utente
esegue delle selezioni.
Ponetevi domande come
le seguenti:
Il pulsante deve
portare ad un altro
pannello frontale?
Alcuni controlli
sul pannello frontale
dovrebbero essere
nascosti e sostituiti
da altri?
Se vengono presentate nuove opzioni, seguite queste
idee creando nuovi pannelli frontali per illustrare i risulta-
ti. Questo tipo di prototipazione aiuta a definire i requisi-
ti di un progetto, oltre a fornirvi una migliore idea del suo
scopo.
I sistemi con molti requisiti di interfaccia utente sono per-
fetti per la prototipazione. Determinare sulla carta il meto-
do che utilizzerete per visualizzare i dati o richiedere impo-
stazioni all'utente difficile. Considerate invece la proget-
tazione di pannelli frontali del VI con i controlli e gli indica-
tori che vi occorrono. Lasciate vuoto lo schema a blocchi ed
immaginate come funzionano i controlli e come le varie
azioni richiedono altri pannelli frontali. Per i prototipi pi
complessi, legate fra loro i pannelli frontali. Tuttavia, non
fatevi sviare da questo processo.
Se siete impegnati su un progetto per un cliente, usare pro-
totipi dei pannelli frontali un modo estremamente effica-
ce per discutere con il cliente come potete soddisfare i suoi
requisiti. Poich potete aggiungere o rimuovere rapidamen-
te controlli, soprattutto se gli schemi a blocchi sono vuoti,
potete aiutare i clienti a chiarire i loro requisiti.
Figura 7 - St i l i dei cont rol l i del l ' i nter f acci a utente
1 I nter f acci a utente cost r ui t a con cont rol l i moder ni
2 I nter f acci a utente cost r ui t a con cont rol l i cl assi ci
3 I nter f acci a utente cost r ui t a con cont rol l i di si stema
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Limitate la quantit di tempo che
dedicate alla prototipazione pri-
ma di iniziare. I limiti di tempo
aiutano ad evitare di fare troppo
nella fase di prototipazione.
Mano a mano che incorporate
cambiamenti, aggiornate i requi-
siti e il progetto corrente.
ESEMPIO DI INTERFACCIA
UTENTE
In assenza di una corretta piani-
ficazione, facile produrre
un'interfaccia utente che non
incorpora un pannello frontale
ben progettato. La figura 8 illu-
stra un esempio di interfaccia
utente non ben progettata.
La figura 9 illustra la stessa
interfaccia utente con diversi
miglioramenti, come un uso
ridotto del colore, controlli raggruppati, meno etichette,
manopole invece di slide e oggetti ridisposti.
LOCALIZZAZIONE
DELL'INTERFACCIA UTENTE
Microsoft Developer Network definisce la localizzazione
come il processo di creazione di un'applicazione utilizza-
bile in un contesto e in una cultura differenti.
La localizzazione pu essere una considerazione impor-
tante quando si crea un'applicazione, perch molte appli-
cazioni sono usate su scala mondiale. Anche se potete non
localizzare immediatamente un'applicazione, considerate
la possibilit che l'applicazione stessa venga usata in una
regione o un contesto differente in futuro. Quando si tra-
duce un'applicazione in un'altra lingua, spesso si utilizza
una tecnica di traduzione basata sulla forza bruta per
convertire tutte le stringhe sul pannello frontale in una
lingua differente. Usate le
linee guida seguenti per faci-
litare la localizzazione:
Lasciate spazio per la
localizzazione. Prevedete
una crescita di almeno
il 30% nelle stringhe brevi
e una crescita del 15%
nelle frasi lunghe.
Non incapsulate le stringhe
dell'interfaccia utente nello
schema a blocchi. Cercate
di trasformare le costanti
stringa in controlli stringa
sul pannello frontale
e nascondeteli.
Evitate di usare simboli e ico-
ne non internazionali in un VI.
Evitate di usare testo nelle icone quando possibile, in
modo da non dovere localizzare le icone.
Evitate di usare bitmap in un VI, in modo da non dove-
re localizzare eventuale testo nei bitmap.
Usate un'etichetta per definire il nome di un controllo
ma rendete sempre visibile la didascalia. Usate la dida-
scalia come etichetta per un controllo, perch potete
cambiare le didascalie da programma.
Figura 8 - I nter f acci a utente non ben proget t at a
Figura 9 - I nter f acci a utente mi gl i orat a
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