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Gentili Studenti,

il presente materiale di mero ausilio allo studio e non sostituisce in alcun modo il libro di testo.
Si raccomanda lutilizzo del testo consigliato dal docente e la consultazione del codice di procedura civile aggiornato.
Il presente materiale aggiornato alla data del 2006. Le modifice successive a tale data saranno trattate in piattaforma o inserite in appositi
files tra i materiali per il corso.
MODULO 1: IL FUNZIONAMENTO DEL PROCESSO CIVILE
UNIT DIDATTICA 1: LATTO DI CITAZIONE E LA TRATTAZIONE
1. LATTO DI CITAZIONE: LART. 163 COD. PROC. CIV.
Il processo civile pu essere aperto attraverso due diversi strumenti:
latto d !ta"o#$ caratterizzato dal fatto di essere portato a conoscenza prima della controparte
e poi del giudice;
il %!o%&o che, di contro, instaura il processo prima presso il giudice, per poi essere notificato
alla controparte.
Latto maggiormente diffuso latto di citazione, i cui requisiti vengono indicati dallart. 1! cod.
proc. civ.
Lart. 1! cod. proc. civ., infatti, indica in sette punti tutti gli elementi che devono essere contenuti
nellatto di citazione.
"on tutti avranno la medesima funzione e la medesima importanza.
Latto di citazione viene definito un #atto doppiamente recettizio$.
%sso, infatti diretto a due soggetti, la controparte e il giudice.
&i dipende dal fatto che esso svolge una duplice funzione e cio:
' chiamare in causa il convenuto, dandogli la possi(ilit) di difendersi
' instaurare la causa dinanzi al giudice, proponendo la domanda giudiziale
*a andiamo ad analizzare singolarmente queste funzioni.
+er realizzare la prima funzione, nellatto di citazione deve inserirsi una parte, definita vocatio in
ius ,ovvero chiamata in causa del convenuto-.
.lla vocatio in ius si riferiscono i punti 1, / e 0 dellart. 1! cod. proc. civ.. "ellatto di citazione
dovranno, pertanto, essere indicate non solo le generalit) dellattore e del convenuto, ma anche
lindicazione del giorno della prima udienza con linvito al convenuto affinch si costituisca nei
termini, con lavvertimento che, in mancanza, incorrer) nelle decadenze di cui allart. 10 cod.
proc. civ.
+er realizzare la seconda funzione, quella di proporre una domanda al giudice, latto dovr) indicare
precisamente tutti gli elementi necessari per individuare siffatta domanda, cio sia il petitum che la
causa petendi.
1i parla, in questo caso di editio actionis.
.d essa fanno riferimento i punti ! e 2 dellart. 1! cod. proc. civ., i quali prevedono che latto di
citazione de((a riportare i termini della domanda.
La domanda proposta dalla parte, infatti, delimita il potere decisionale del giudice.
Il giudice dovr) decidere su tutta la domanda e non oltre la domanda.
3uanto ai punti 4 e , si tratta di elementi che avranno una valenza diversa.
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'. LA NULLIT DELLATTO DI CITAZIONE. LART. 16( CPC
Lart. 12 cod. proc. civ. disciplina la nullit) dellatto di citazione, prevedendo delle conseguenze
diverse a secondo che il vizio incida sulla vocatio in ius oppure sulla edictio actionis.
3ualora, infatti, essa incida sulla vocatio in ius ,n. 1, /, e 0 dellart. 1! cod. proc. civ.- si avranno
due diverse conseguenze a seconda che il convenuto si sia costituito o meno.
1e il convenuto si costituito, il processo andr) avanti.
In ossequio agli artt. 14 e ss cod. proc. civ. che esprimono il principio fondamentale della
strumentalit) delle forme, infatti, se il convenuto comunque intervenuto nel processo, latto di
citazione avr) raggiunto il suo scopo, cio quello di instaurare il contraddittorio.
3ualora, di contro, il convenuto non si sia costituito, la nullit) non potr) non essere rilevata
cosicch5 il giudice dovr) emettere lordine di rinnovazione dellatto di citazione, affinch5 si possa
procedere ad una valida chiamata in giudizio.
"el caso in cui la nullit) infici leditio actionis, la regola da applicare unica, indipendentemente
dalla circostanza che il convenuto si sia costituito o meno.
Il giudice dar) ordine allattore di rinnovare o integrare latto di citazione.
Lart. 12 cod. proc. civ. non fa alcun riferimento, invece, ai punti 4 e dellart. 1! cod. proc. civ.,
con la conseguenza che la mancanza di essi non comporter) la nullit) dellatto.
&i dipende dal fatto che il n. 4 attiene ai mezzi di prova. La mancanza di essi, infatti, fermo
restando la possi(ilit) di farli valere anche in sedi successive ,tranne che nel processo del lavoro in
cui latto introduttivo il solo luogo utile per farli valere dal momento che la trattazione di
realizzer) in ununica udienza-, incider) solo sulla possi(ilit) di vincere la causa.
"emmeno la mancanza dellindicazione del procuratore incider) sulla validit) dellatto.
&i accade perch lart. 1/4, /6 comma cod. proc. civ., consente che la procura possa essere
rilasciata anche dopo la notificazione dellatto, purch anteriormente alla costituzione della parte
rappresentata.
3. DIVERSA VALENZA DELLA SANATORIA
Le due ipotesi di sanatoria non avranno la stessa valenza.
In particolare, qualora accada che il vizio concerna la sola vocatio in ius, la successiva sanatoria
avr) efficacia retroattiva ,ex tunc-.
&i comporta che, se tra il momento della presentazione della domanda e quello della rinnovazione,
si maturata la prescrizione del diritto sostanziale che nel
processo si fa valere, la successiva rinnovazione operer) fin dal momento della presentazione della
domanda giudiziale ,ancorch5 nulla- e la prescrizione si considerer) come mai compiuta.
7n atto di citazione carente quanto alla vocatio in ius rappresenta comunque un valido esercizio del
diritto sostanziale sottostante.
3ualora, di contro, la nullit) colpir) leditio actionis, la domanda giudiziale non potr) affatto essere
considerata un atto di esercizio del diritto sostanziale.
&i comporta che, se nelle more della integrazione o della rinnovazione si sar) compiuta la
prescrizione, la successiva sanatoria non potr) retroagire ed il processo si chiuder) senzaltro con il
rigetto della domanda per inesistenza del diritto, in quanto oramai prescritto.
La successiva sanatoria operer), pertanto, ex nunc.
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Infine deve essere compreso il rapporto tra lart. 12 cod. proc. civ. e lart. /82 cpc che disciplina la
contumacia involontaria.
Lart. /82 cod. proc. civ., ru(ricato #rimessione in termini$, sta(ilisce che, qualora il convenuto sia
rimasto contumace involontariamente, potr) essere rimesso in termini.
Lanalisi della norma porta, per, a rilevare che non (asta che latto di citazione sia nullo perch5
possa dirsi che il contumace sia tale involontariamente e dunque a((ia diritto alla rimessione in
termini, essendo altres9 necessario che egli non a((ia avuto conoscenza del processo.
1i ritiene che tale norma riguardi solo i vizi di cui allart. 12 cod. proc. civ. relativi alla vocatio in
ius.
La dottrina maggioritaria, infatti, non du(ita del fatto che qualora il vizio cada sulla edictio actionis
la rimessione in termini dovr) essere concessa in ogni caso.
(. LAPERTURA DEL PROCESSO
Lapertura del processo disciplinata dagli artt. 1! cod. proc. civ. e ss.
Lart. 1! bis cod. proc. civ. individua alcuni vincoli temporali che lattore dovr) rispettare nella
fissazione della udienza di prima comparizione.
La legge, infatti, prevede un termine dilatorio sta(ilendo che lattore non potr) fissare tale udienza
prima che sia decorso un termine di novanta giorni dopo la notificazione dellatto di citazione.
3ualora la causa sia tuttavia di pronta soluzione, lattore stesso potr) chiedere al giudice che
a((revi tale termine a 24 gg.
Il codice non prevede un termine acceleratorio, con la conseguenza che, rispettato il termine
dilatorio, lattore (en potre((e fissare ludienza in un termine molto lontano nel tempo. In questo
caso, per, la norma attri(uisce al convenuto che a((ia interesse a ridurre i tempi, la possi(ilit) di
chiedere al giudice di fissare un termine pi: vicino.
Il passo ulteriore da compiere dopo la notificazione dellatto di citazione, sar) la !o&tt)"o#$
d$llatto%$. 3uesti, infatti, entro 1; gg dalla notifica dellatto di citazione al convenuto dovr)
costituirsi consegnando in cancelleria loriginale dellatto di citazione e la nota di iscrizione a ruolo.
Il cancelliere iscriver) la causa a ruolo, former) il fascicolo dufficio e lo passer) al presidente del
tri(unale.
3uesti attri(uir) la causa ad un giudice istruttore. 3ualora il giudice prescelto non avesse udienza
nel giorno fissato dallattore per ludienza di prima comparizione, la data verr) dufficio spostata al
primo utile in cui il giudice designato avr) udienza.
Il sistema, come oggi designato, nasce dallesigenza di evitare che la facolt) offerta allattore di
scegliere il giorno della udienza di prima comparizione, si risolva nella possi(ilit) di scegliere
anche il giudice istruttore. %cco perch5, oggi, questo, viene comunque designato dal +residente del
tri(unale.
Il codice prevede altres9 la !o&tt)"o#$ d$l !o#*$#)to allart. 10 cod. proc. civ. %ssa deve
avvenire entro i /; gg che precedono ludienza di prima comparizione. .nche il fascicolo
presentato dal convenuto entra a far parte del fascicolo dufficio.
Lart. 10 cod. proc. civ. predispone a carico del convenuto la cd. prima (arriera preclusiva.
Il convenuto, infatti, dovr) a pena di decadenza, nella comparsa di risposta, compiere alcune attivit)
che rientrano nella sua potest) difensiva.
3ualora non eserciti tale potere nella comparsa di risposta, infatti, decadr) dal relativo potere.
<ali attivit) sono, alla stregua dellart. 10 cod. proc. civ., come novellato di recente ,legge n.
=;>/;;4- quelle idonee ad ampliare loggetto del processo, cio:
la proposizione di una domanda riconvenzionale
la chiamata in causa di un terzo
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La nuova formulazione sta(ilisce, inoltre, che il convenuto dovr), a pena di decadenza p r o p o r r e
t u t t e l e e c c e z i o n i p r o c e s s u a l i e d i me r i t o c h e n o n s i a n o r i l e v a ( i l i
d u f f i c i o .
Il legislatore della riforma ha cercato di concentrare lattivit) difensiva delle parti operando nel
senso di intimare ad esse: #se avete qualcosa da dire, ditelo su(ito$.
Le uniche eccezioni che potranno essere proposte anche successivamente sono quelle rileva(ili
dufficio.
Il processo procede con la fissazione delludienza.
+rima della novella del /;;4 le tre udienze fondamentali erano:
' quella e? art. 1=;, udienza di prima comparizione
' quella e? art. 1=!, udienza di trattazione
' quella e? art. 1=2, udienza istruttoria.
Ludienza di cui allart. 1=; cod. proc. civ. aveva due distinte funzioni.
In primo luogo essa consentiva al giudice di accertare che il contraddittorio fosse stato validamente
instaurato.
In secondo luogo, essa si poneva al servizio della potest) difensiva del convenuto.
&on la novella del /;;4, lart. 1=; cod. proc. civ. stato completamente svuotato del suo contenuto
e le due udienze sono confluite in ununica udienza, quella di cui allart. 1=! cod. proc. civ., nella
quale si svolger) lintera attivit) preliminare.
In tale udienza le parti dovranno fare ci che in passato facevano in due udienze.
stato eliminato linterrogatorio li(ero delle parti ed il relativo tentativo di conciliazione.
%sso, infatti, diventa facoltativo e va espletato in unapposita udienza prevista dallart. 1=4 cod.
proc. civ.
"ellunica udienza, quella di cui allart. 1=! cod. proc. civ. il giudice dovr) in primo luogo
verificare la regolare instaurazione del contraddittorio, dando se dal caso i provvedimenti di cui agli
artt. 1;/, 12, 10, 1=/ e /81 cod. proc. civ.
@i poi, chieder) alle parti i chiarimenti necessari e le questioni rileva(ili dufficio delle quali ritiene
opportuna la trattazione. In questo momento le parti potranno chiedere al giudice un termine per
presentare memorie difensive scritte.
. questo punto si aprir) la fase della trattazione scritta.
Le parti potranno presentare:
1. memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e
delle conclusioni gi) proposte;
/. repliche alle domande e alle eccezioni nuove o modificate dallaltra parte, proponendo
eccezioni che siano conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e indicando i
mezzi di prova richiesti
!. ulteriori indicazioni relative alla prova contraria, nei venti giorni successivi.
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Lattore potr), dunque proporre una domanda riconvenzionale ,che viene definita reconventio
reconventionis- purch la necessit) sia nata dalle difese del convenuto; nel medesimo caso, potr)
altres9 chiamare in causa un terzo.
Aiene riconosciuta al convenuto la possi(ilit) di controdedurre, fissando alle parti un termine per la
presentazione delle memorie. "on si va oltre.
. questo punto scatta, dunque, come per il passato unulteriore (arriera preclusiva nel senso che,
da questo momento in poi, loggetto del processo definitivamente fissato ed alle parti non potr)
essere dato il potere di modificare il thema decidendum (mutatio-, ferma restando la possi(ilit) di
specificare ovvero integrare le domande gi) presentate ,cd. emendatio-.
+. LA MANCATA COMPARIZIONE DELLE PARTI
La costituzione latto con il quale una parte si presenta davanti al giudice.
1e nessuna delle parti si costituisce nei termini di legge il processo si estingue.
1e, invece, una delle parti si costituita nei termini, laltra potr) costituirsi fino alla prima udienza.
Incorrer) per nelle preclusioni processuali.
1e la parte non si costituisce neppure alla prima udienza, il giudice, rinnovata, se necessario la
notificazione, dichiarer) la contumacia.
7na volta che le parti si sono costituita dovranno altres9 comparire alla prima udienza di trattazione.
In caso di mancata comparizione dellattore, lart. 1=1, comma / cod. proc. civ. sta(ilisce che il
processo va avanti solo se il convenuto ne faccia espressa richiesta.
3ualora nessuna della parti compaia, il giudice fisser) una nuova udienza, ordinando alla
cancelleria di darne comunicazione alle parti. 1e le parti non compaiono nemmeno a questa nuova
udienza, il giudice dispone la cancellazione della causa dal ruolo ed il processo si estingue.
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UNIT DIDATTICA ': LA NUOVA STRUTTURA DEL PROCESSO CIVILE: IL ,IUDICE ISTRUTTORE E
I SUOI POTERI
1. LE FUNZIONI DEL ,IUDICE ISTRUTTORE
Il cod. proc. civ. fa spesso riferimento al collegio, quasi come se lorgano giudicante fosse sempre
collegiale.
In realt) in passato era esattamente cos9.
1i partiva, infatti, dal presupposto che un giudice collegiale, cio formato da una pluralit) di
soggetti, fosse pi: idoneo a garantire una corretta gestione della giustizia e che fosse pi: facile
evitare errori di giudizio.
"el 184; si e((e una prima riforma del processo civile. &on tale riforma si scisse il processo in due
fasi.
La prima si svolgeva davanti ad un giudice monocratico.
Il giudice monocratico aveva il solo fondamentale compito di istruire la causa, cio di #prepararla$
per la decisione.
La cesura tra la fase istruttoria e la fase decisoria era netta.
3uando la causa era matura per la decisione, passava al collegio ,del quale faceva parte anche il
giudice istruttore che #relazionava$ sullattivit) svolta-.
Il collegio avre((e esercitato la funzione decisoria, emanando la sentenza.
Il passaggio avveniva in questo modo: il giudice istruttore, ritenendo che la causa fosse matura per
la decisione, invitava le parti a #precisare le conclusioni$.
1i rimetteva la causa al collegio e si fissava una apposita udienza ,spesso a distanza di anniB- nella
quale ciascuna delle parti avre((e definito le proprie richieste.
<ale udienza stata eliminata dal legislatore del 8; nellillusoria speranza di a((reviare i tempi del
processo.
&on la riforma del 188;, spinto dallesigenza di snellire il processo civile, sempre pi: lento e
inefficiente, il legislatore ha sta(ilito che anche la decisione potesse essere rimessa ad un giudice
monocratico.
"e conseguito che il giudice istruttore e lorgano decidente confluissero, di regola, nella stessa
persona.
"on stata per eliminata la differenza tra le due fasi.
Cench5 il giudice sia, di regola, lo stesso, dovr) applicare norme diverse a seconda che si trovi nella
fase dellistruzione o in quella decisoria.
1e ritiene che la causa sia matura per il merito non potr) decidere, ma dovr) comunque invitare le
parti a precisare le conclusioni per poi rimettere la causa in decisione davanti a s5.
Le parti saranno tenute, secondo il modello delineato nel 188;, a fissare con precisione le loro
richieste molto prima della precisazione delle conclusioni.
Il processo viene infatti strutturato secondo un sistema di #(arriere preclusive$, cio di decadenze
processuali, che partono nella comparsa di risposta ed arrivano alludienza di cui allart. 1=! cod.
proc. civ.
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Il sistema stato nuovamente rimaneggiato con il d. lgs. n. 41>188= che ha a(olito la figura del
pretore, facendo confluire le funzioni fino ad allora a questo affidate al tri(unale in composizione
collegiale.

1ono rimasti solo eccezionali i casi in cui la causa viene decisa dal collegio.
1i tratta delle cause di cui allart. 4;bis cod. proc. civ.
In tutti gli altri casi, sar) lo stesso giudice istruttore che, dismessi i panni di istruttore, indosser)
quelli di giudice monocratico per decidere la causa.
Il codice continua tuttavia a parlare impropriamente di rimessione al collegio.
.ndiamo ad analizzare le due fasi, quella dellistruzione e quella della decisione, cercando di
comprendere quali siano i poteri del giudice in ciascuna di esse.
'. LA FASE ISTRUTTORIA. LE ORDINANZE DECISORIE
La fase istruttoria quella in cui vengono raccolti tutti gli elementi necessari per fondare il futuro
convincimento del giudice.
@urante la fase istruttoria non vengono emesse sentenze.
Le sentenze hanno contenuto decisorio e dunque possono essere emesse solo nellapposita fase.
Latto tipico della fase istruttoria lordinanza.
Lordinanza il tipico atto processuale utilizzato al fine di gestire il processo
1
.
%ssa ha efficacia #endoprocedimentale$ ,cio interna al processo- ed caratterizzata da una
particolare disciplina: le ordinanze sono ,di regola- revocabili e modificabili e non possono
pregiudicare il merito della causa.
%sse potranno sempre essere revocate o modificate, pertanto, o dallo stesso giudice istruttore o dal
collegio.
1olo in alcuni specifici casi la legge sta(ilisce che le ordinanze siano immediatamente oggetto di
reclamo. In tal caso possi(ile proporre reclamo contro lordinanza dinanzi al collegio.
+er effetto di una serie di interventi legislativi ,nel 188; e nel 1884- e sulla scia di istituti gi)
previsti nel processo del lavoro ,art. 2/! cod. proc. civ.-, sono state introdotte nel processo di
cognizione delle ordinanze particolari, le cd. ordinanze decisorie.
Le ordinanze decisorie sono atti, che ancorch5 rivestano la forma dellordinanza ,e vengano
pertanto emesse nella fase istruttoria- hanno contenuto decisorio e sono sottoposte ad una disciplina
particolare.
%sse sono regolate dagli artt. 1= bis e ss e sono:
' lart.1= bis :ordinanza per il pagamento di somme non contestate
1
Dli atti del giudice si distinguo in:
sentenza, che latto a contenuto decisorio. %saurisce il potere giurisdizionale attri(uito al giudice ,e
pertanto pu essere emessa solo da chi ha il potere di decidere, mai dallistruttore-. impugna(ile con i
mezzi di impugnazione. Ea efficacia anche extraprocessuale ed suscetti(ile di passare in giudicato;
lordinanza, che ha la funzione di regolare il processo ed sempre revocabile e modificabile dal giudice
che lha emessa, salvo che non si tratti di unordinanza per la quale la legge prevede listituto del reclamo
al collegio;
il decreto, tipico atto emesso #inaudita altera parte$, cio senza preventiva instaurazione del
contraddittorio. @ifferentemente dalla sentenza, pertanto, che invece postula la valida instaurazione del
contraddittorio, il decreto destinato ad avere unefficacia provvisoria poich5 con linstaurazione del
contraddittorio sar) sostituito da un provvedimento diverso.
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' lart. 1= ter : istanza di ingiunzione
' lart.1= quater: ordinanza successiva alla chiusura dellistruzione
"ellart. 1='bis, il legislatore, pur riprendendo i tratti essenziali dellistituto gi) previsto per le
cause di lavoro, ha affinato la tecnica rispetto alla formulazione dellart. 2/! cod. proc. civ..
In primo luogo, infatti viene chiarito il concetto, di(attuto in dottrina di #non contestazione$. 1i
ritiene, infatti, che la non contestazione possa essere, oltre che espressa, tacita, cio risultare da un
comportamento concludente.
In realt) sta(ilire dei criteri per individuare tale comportamento concludente tuttaltro che
agevole. @i certo c solo che non si potr) mai ravvisare nel caso di contumacia, posto che il
contumace non un soggetto che acconsente, ma semplicemente uno che non si costituito.
%((ene, (ench5 lart. 2/! cod. proc. civ. non facesse riferimento alle parti non costituite, in dottrina
ed in giurisprudenza gi) non si du(itava del fatto che la norma non trovasse applicazione nel caso di
contumacia. Il legislatore del 8;, nellart. 1='(is ha, di contro, fatto espressamente riferimento alle
parti costituite.
Il legislatore si inoltre raffinato nello sta(ilire che lordinanza conserva la sua efficacia di titolo
esecutivo anche in caso di estinzione del processo.
Lart. 1-6.ter cod. proc. civ. ricalcato sul procedimento monitorio di cui allart. !! cod. proc.
civ., con la differenza che, mentre in quel caso si tratta di un procedimento speciale, qui a((iamo un
provvedimento che si inserisce in un giudizio gi) pendente, cosicch5 il contraddittorio gi)
validamente instaurato e le parti si trovano gi) su un piano di parit) processuale.
Le due precedenti norme, tuttavia non ottennero il consenso sperato posto che in giudizio, la parte
che non intendeva pagare avre((e contestato comunque.
" il provvedimento monitorio sem(rava particolarmente utile laddove si considerava che colui che
fosse munito di una prova scritta avre((e agito senzaltro e? art. !! cod. proc. civ. e non previa
instaurazione del giudizio.
Furono queste le motivazioni che indussero il legislatore, in una logica deflattiva dei procedimenti
pretestuosi, ad intervenire nuovamente nel 1884 al fine di introdurre nel giudizio di cognizione uno
strumento simile a quello di cui al secondo comma dellart. 2/! cod. proc. civ., e ci fece con lart.
1='quater, oggi modificato con legge n. /!>/;;4.
Lart. 1='quater disciplina lordinanza successiva alla chiusura dellistruttoria.
%saurita listruzione, su istanza della parte, pu disporre con ordinanza il pagamento, la consegna o
il rilascio, nei limiti per cui ritiene gi) raggiunta la prova. 1e la parte intimata, entro trenta giorni,
non manifesta la volont) che sia pronunciata la sentenza, lordinanza acquista la stessa efficacia
della sentenza impugna(ile.
3. I MODELLI DECISORI
+assiamo ora ad analizzare la fase decisoria.
Dia si detto che il sistema molto cam(iato per effetto delle riforme intervenute e che venuta
meno la fase orale davanti al collegio.
1i precisato altres9 che spesso il codice continua a parlare di #collegio$ solo per voler intendere
che su una questione de((a decidersi con sentenza.
&os9, ad esempio, mentre la dottrina interpreta la norma che, nel giudizio di verificazione parla di
collegio nel senso che si de((a decidere con sentenza, per la querela di falso non si du(ita del fatto
che il riferimento al collegio vada inteso nel senso che la decisione spetta allorgano collegiale.
. seconda del soggetto che sar) chiamato a decidere si applicheranno, per delle regole diverse.
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Linsieme di tali regole vengono definite #modelli decisori$.
Cisogna, perci distinguere tre ipotesi a seconda che:
1. la decisione sia affidata al tri(unale in composizione monocratica
/. la decisione sia affidata al tri(unale in composizione collegiale
!. il processo si svolga davanti al giudice di pace
3uando la decisione affidata al tri(unale in composizione monocratica, si possono avere due
modelli decisori:
quello di cui allart. /=1'quinquies cod. proc. civ. detto #decisione a seguito di
trattazione scritta o mista$ in cui il giudice dispone, dopo la precisazione delle
conclusioni, lo scambio delle comparse conclusionali e delle memorie di replica e
quindi deposita la sentenza in cancelleria nel termine di trenta giorni. <ale termine,
dovendo essere rispettato dal giudice, non perentorio e non prevista nessuna
sanzione in caso di ritardo;
quello di cui allart. /=1'sexies cod. proc. civ. detto #decisione a seguito di
trattazione orale$. In questo caso il giudice pu, dopo la precisazione delle
conclusioni, ordinare la discussione orale nella stessa udienza o, su istanza di parte,
in unudienza successiva e pronunciare sentenza al termine della discussione stessa,
dando immediatamente lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle
ragioni di fatto e di diritto della decisione.
Aeniamo al secondo caso, cio quello in cui la decisione affidata al tri(unale in composizione
collegiale. Gggi i casi in cui c la competenza del giudice collegiale sono solo quelli elencati
dallart. 50bis ,i giudizi nei quali o((ligatorio lintervento del P.M. e quelli devoluti alle sezioni
specializzate; le controversie sorte nellam(ito delle procedure concorsuali; i giudizi di
responsabilit degli organi amministrativi e di controllo, dei direttori generali e dei liquidatori delle
societ), ecc.-.
In tal caso le parti devono depositare le comparse conclusionali nel termine di ; giorni dalla
rimessione della causa al collegio e le memorie di replica nei /; giorni successivi.
.lludienza di precisazione delle conclusioni, ciascuna parte potr) chiedere la discussione orale
della causa.
"el caso in cui il processo si svolga dinanzi al giudice di pace, qualora tale giudice ritenga la causa
matura per la decisione, inviter) le parti a precisare le conclusioni e a discutere la causa. La
sentenza viene depositata in cancelleria entro 14 giorni dalla discussione.

(. LE SENTENZE NON DEFINITIVE
La sentenza latto avente contenuto decisorio per eccellenza.
La sentenza , infatti, latto nel quale si estrinseca e si consuma il potere decisionale che
lordinamento attri(uisce al giudice.
&i non significa che le sentenze siano necessariamente definitive.
Lart. /08 cod. proc. civ. dimostra, infatti, che le sentenze possono differenziarsi in:
1. sentenze definitive
/. sentenze non definitive
Le sentenze definitive sono le sentenze che chiudono il processo davanti al giudice che le ha
emesse.
Le sentenze non definitive sono quelle che non chiudono il processo davanti al giudice che le ha
emesse.
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Gentili Studenti,
il presente materiale di mero ausilio allo studio e non sostituisce in alcun modo il libro di testo.
Si raccomanda lutilizzo del testo consigliato dal docente e la consultazione del codice di procedura civile aggiornato.
Il presente materiale aggiornato alla data del 2006. Le modifice successive a tale data saranno trattate in piattaforma o inserite in appositi
files tra i materiali per il corso.
+remettiamo una precisazione: il concetto di definitivit) non ha nulla a che vedere con il passaggio
in giudicato.
7na sentenza passa in giudicato quando su di essa cade il requisito dellincontroverti(ilit), nel
senso che la sentenza non potr) pi: essere modificata con i mezzi di impugnazione ,ordinari-.
La sentenza, definitiva o non definitiva che sia, passer) i giudicato solo quando non sar) pi:
impugna(ile.
Il referente normativo delle sentenze non definitive lart. /08, /6 comma cod. proc. civ. che, al n.
2 sta(ilisce che il collegio ,pi: correttamente dovre((e dirsi, il giudice- decide con sentenza
#quando, decidendo alcune delle questioni di cui ai nn. 1,/, e ! ,cio questioni di giurisdizione o di
competenza; questioni pregiudiziali di rito o preliminari di merito; o decidendo il merito- #non
definisce il giudizio e impartisce distinti provvedimenti per lulteriore istruzione della causa$.
+er capire meglio la situazione facciamo un esempio.
&i potremmo chiedere: la sentenza con cui il giudice decide sulla competenza definitiva o non
definitivaH
La soluzione varia a seconda dei casi.
1e il giudice si dichiara incompetente, ci troveremo di fronte ad una sentenza definitiva poich5
chiude il processo davanti a quel giudice.
<ale sentenza potr) essere impugnata solo con il regolamento di competenza.
3ualora, di contro, il giudice emetta una sentenza con cui non declini la propria competenza, ma la
affermi, la sentenza sar) non definitiva.
Il giudice, infatti, emessa la sentenza, dovr) mandare avanti il processo.
%metter), cio, anche unordinanza che riporter) il processo sui suoi (inari originari affinch possa
andare avanti con listruzione.
. tal proposito necessario fare una precisazione.
@i regola il giudice non emetter) mai una sentenza in cui si dichiara competente.
3ualora, infatti, il giudice istruttore ritenga che leccezione di incompetenza sollevata dalle parti sia
infondata, non rimetter) la causa in decisione, ma si avvarr) della possi(ilit) offerta dallart. 1=0
cod. proc. civ.
Iitenendo, infatti, che la questione #non sia idonea a definire il giudizio$ potr) rinviare la soluzione
della questione ad un momento successivo, affinch la questione e il merito vengano decise
congiuntamente.
"onostante ci, per, potre((ero verificarsi ipotesi residuali in cui ipotizza(ile che venga emessa
una sentenza non definitiva sulla competenza.
1i pensi ad esempio che si tratti di una delle cause rimesse alla decisione del collegio ai sensi
dellart. 4;bis.
In tal caso potre((e accadere che il giudice istruttore rimetta la causa al collegio ritenendo di essere
incompetente, mentre il collegio, non condividendo lopinione del giudice istruttore, ritenga che
sussista la competenza.
In tal caso, il collegio emetter) una sentenza non definitiva affermativa della competenza e con
ordinanza rimetter) il processo davanti al giudice istruttore perch5 porti avanti listruzione della
causa.
Inoltre, ancorch5 lipotesi sia remota, si potr) anche verificare che il giudice istruttore, in una causa
in cui svolga anche funzioni decisorie ,il che la regola-, muti il suo convincimento e dopo aver
rimesso la causa in decisione dinanzi a se stesso pensando di essere incompetente, ci ripensi ed
emetta una sentenza non definitiva con cui si dichiara competente.

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+er le sentenze non definitive si applicano delle regole particolari anche con riferimento alle
modalit) di impugnazione.
La parte, infatti, dovr) o impugnare la sentenza immediatamente oppure dovr) #riservarsi$ di
impugnarla successivamente, unitamente al merito. In mancanza sulla sentenza cadr) il giudicato e
la questione non potr) pi: essere messa in discussione.

Le sentenze non definitive producono, infatti, una #soccom(enza teorica$.
&hi si vede respinta leccezione di prescrizione, ad esempio, potre((e non perdere comunque la
causa.
In seguito alla prosecuzione dellistruttoria, infatti, (en potre((e accadere che venga accolta
unaltra eccezione, per esempio quella di gi) avvenuto pagamento.
"e deriva che, il soggetto potre((e o impugnare immediatamente la sentenza non definitiva ,che ha
deciso sulla prescrizione- o aspettare che la causa giunga alla decisione definitiva nel merito. In
questultimo caso, qualora egli vinca la causa, la soccom(enza in cui era incorso nella sentenza non
definitiva diventer) irrilevante, in quanto egli risulter) vincitore nel merito e dunque non potr)
proporre impugnazione.
3ualora, di contro, perda la causa nel merito potr) impugnare sia la sentenza definitiva che quella
non definitiva.
In dottrina si discute sullam(ito di applicazione delle sentenze non definitive.
In particolare ci si chiede se nel novero delle sentenze non definitive rientrino:
1. quelle relative allaccertamento incidentale di cui allart. !2 cod. proc. civ.
/. quelle emesse ai sensi dellart. /00, /0= / /08 in caso di processi cumulati
!. le cd. condanne generiche ai sensi dellart. /0= cod. proc. civ.
3uanto allart. !2 cod. proc. civ., la dottrina maggioritaria ritiene che si tratter) sempre di sentenze
definitive.
3uanto ai processi cumulati, qualora si arrivi alla sentenza che decide solo alcune delle domande
proposte, la giurisprudenza solita ritenere che:
' qualora il giudice che ha deciso solo alcune delle domande proposte, a((ia altres9 disposto la
separazione delle cause, avremo sentenza definitive;
' se il processo continua in maniera unitaria, si avranno sentenze non definitive.
1i ritiene infine che rientri nel novero delle sentenze non definitive la cd. condanna generica di cui
allart. /0= cod. proc. civ., dovendo il processo continuare per la determinazione del quantum.
UNIT DIDATTICA 3: LISTRUZIONE PRO/ATORIA E I SIN,OLI MEZZI DI PROVA
1. LAMMISSIONE DEI MEZZI DI PROVA
Le prove sono gli elementi posti a fondamento del convincimento del giudice.
%sse, cio, costituiscono gli strumenti per #ricostruire$ i fatti oggetto del giudizio.
Le prove vengono classificate sulla (ase di diversi criteri. In particolare, si suole distinguere tra:
prove storiche e prove critiche. Le prove storiche sono quelle idonee di per s5 a
rappresentare il fatto; le prove critiche, invece, richiedono unattivit) valutativa del
giudice. %sempio di prova storica il documento; tipica prova critica sono gli indizi;
prove precostituite e prove costituende. Le prove precostituite sono quelle che
esplicano la loro efficacia pro(atoria fuori e a prescindere dal processo ,es. i
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documenti-; le prove costituende sono quelle che si formano allinterno del processo ,es.
la testimonianza-;
prove libere e prove legali. Le prove libere sono li(eramente valuta(ili dal giudice ,es.
la testimonianza-; le prove legali sono quelle in cui il giudice vincolato al risultato
pro(atorio ,es. la confessione-.
.ccanto alle prove si suole parlare di argomenti di prova.
1i tratta di elementi dotati di una capacit) pro(atoria ridotta.
%ssi cio non sono idonei da soli a fondare il convincimento del giudice, ma rappresentano
strumenti di valutazione di altre prove.
Dli argomenti di prova, tuttavia, potranno formare vera prova e dunque essere da soli sufficienti a
fondare il convincimento del giudice qualora si risolvano in indizi gravi precisi e concordanti.

"on tutti i fatti del processo dovranno essere provati. "on sono suscetti(ili di prova:
1. i fatti ammessi o non contestati
/. i fatti impossi(ili
!. i fatti notori
3uanto ai primi, per aversi #non contestazione$ necessario che la parte tenga un comportamento
univoco circa la mancanza di volont) di contestazione. +erch5 si a((ia non contestazione
necessario che la parte si sia costituita. "on sare((e cio possi(ile ritenere che i fatti non siano stati
contestati se la parte rimasta contumace.
'. I DOCUMENTI
7na delle prove pi: importanti del processo il documento.
Il documento la tipica prova precostituita ed data da qualsiasi oggetto materiale che dimostri un
fatto.
1ono documenti le fotografie, i nastri audio, ecc.
<ra questi, il documento pi: importante senzaltro quello scritto, attraverso il quale viene
estrinsecato un pensiero che risulta, pertanto, documentato.
Il documento scritto viene in rilievo sia per il contenuto intrinseco di esso, cio la narrazione dei
fatti ovvero le dichiarazioni di volont) e di scienza, la cui veridicit) sempre li(eramente valuta(ile
dal giudice ,anche in caso di atto pu((lico- sia per il contenuto estrinseco, dato dalla provenienza
dellatto da un dato soggetto con la conseguenza che questi assume su di s5 la paternit delle
dichiarazioni in esso contenute, riconoscendole come proprie. % questa la funzione alla quale
normalmente assolve la sottoscrizione.
Lo scritto altres9 capace di dimostrare la data.
I documenti, a seconda della forma che rivestono, si differenziano in:
atti pu((lici
scritture private
Latto pubblico ,art. /88 cod. civ.- #il documento redatto con le richieste formalit) da un notaio
o da un altro pu((lico ufficiale autorizzato ad attri(uirgli pu((lica fede nel luogo dove latto
formato$.
%sso fa piena prova della provenienza del documento dal pu((lico ufficiale che lo ha formato,
nonch5 degli altri fatti che il pu((lico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o da lui
compiuti.
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%sso, cio fa piena prova, fino a querela di falso, del #contenuto estrinseco$, vincolando il giudice
in tal senso, fermo restando che, quanto alla veridicit) dei fatti in esso dichiarati ,contenuto
intrinseco-, il giudice resta li(ero di crearsi il suo convincimento ,art. 11 cod. proc. civ.-.
.d esempio: <izio e &aio vanno dal notaio per stipulare un contratto di compravendita. Le parti
dichiarano di voler trasferire un (ene; che il prezzo ammonta ad una cifra tot; che gi) stato pagato,
ecc. &i viene inserito nel documento. 1ar) coperto da querela di falso il fatto che le parti si siano
presentate dal notaio ed a((iano reso quelle dichiarazioni. 1e per il prezzo realmente convenuto
diverso o non stato mai pagato, ci far) parte del contenuto intrinseco. Il contenuto intrinseco,
cio la veridicit) delle dichiarazioni rese, non coperto da querela di falso e potr) essere oggetto di
prova contraria.
+er superare lefficacia pro(atoria dellatto pu((lico ,in particolare del contenuto estrinseco-, sar)
necessario iniziare un apposito giudizio, detto querela di falso$.
La querela di falso pu avere ad oggetto:
un atto pu((lico
una scrittura privata ,riconosciuta o autenticata, secondo quanto sar) precisato di qui a
poco-
&on la querela di falso possono essere fatti valere due vizi del documento:
la falsit) materiale
la falsit) ideologica
1i ha falsit materiale se il documento non stato formato dal pu((lico ufficiale o stato
contraffatto; si ha falsit ideologica se il pu((lico ufficiale ha attestato il falso.
La querela di falso pu essere iniziata in via autonoma o in via incidentale, cio nel corso di un altro
giudizio, nel quale sia venuta in rilievo la questione di falsit) di un atto pu((lico.
In questultimo caso essa pu essere proposta in ogni stato e grado del processo.
&ompetente a decidere sulla querela di falso sempre il tri(unale.
richiesto lintervento o((ligatorio del pu((lico ministero. 1ulla questione decide sempre lorgano
collegiale.
Il giudizio si chiude con sentenza.
&i si chiede se, nel caso in cui sia accertata la falsit) del documento, la pronuncia operi solo tra le
parti oppure il documento venga meno definitivamente. La dottrina ampiamente maggioritaria
ritiene che il documento venga completamente cancellato. Aerr) redatto, ove necessario, un
documento nuovo, conforme a verit).
La scrittura privata #il supporto cartaceo sul quale sono impressi in maniera duratura segni
grafici$ ed acquista efficacia pro(atoria se ed in quanto sia stato sottoscritto da un soggetto.
Lefficacia pro(atoria della scrittura privata disciplinata dallart. /0;/ cod. civ., che sta(ilisce che
essa fa piena prova fino a querela di falso, delle dichiarazioni di chi lha sottoscritta.
<ale soggetto non , come nellatto pu((lico, il notaio posto che, in questo caso, latto posto in
essere dalla parte stessa.
La scrittura privata cio #autografa$, non #eterografa$, come latto pu((lico.
La legge per non ritiene sufficiente, al fine della prova, la sola sottoscrizione.
% necessario, affinch5 essa acquisti pu((lica fede, che la scrittura venga autenticata da un notaio o
riconosciuta dalla parte contro la quale prodotta.
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Il codice di rito ,art. /12 cod. proc. civ.- introduce per un sistema particolare volto ad agevolare
lutilizzazione in giudizio della scrittura. %quipara pertanto il #riconoscimento espresso$ al
#mancato disconoscimento$ della scrittura privata.
3uando cio in giudizio viene prodotta una scrittura privata, il soggetto contro il quale essa
prodotta avr) due possi(ilit):
o la riconosce espressamente, nel qual caso la scrittura acquista unefficacia pro(atoria
fortissima in quanto far) piena prova fino a querela di falso. &i significa che, per superare
lefficacia pro(atoria di quella scrittura sar) necessario procedere alla querela di falso;
o la disconosce.
Il legislatore per equipara il mancato tempestivo disconoscimento al riconoscimento.
&i significa che se il soggetto contro il quale prodotta la scrittura non la disconosce nella sua
prima istanza difensiva successiva alla produzione, la scrittura si considera riconosciuta.
&i genera in capo al soggetto un vero e proprio #onere di disconoscimento$.
In mancanza la scrittura si considera riconosciuta.
La scrittura si considera riconosciuta anche nel caso in cui venga prodotta contro un soggetto che
sia rimasto contumace. In questo caso, per, la legge consente che il contumace che si costituisca
successivamente, anche se sar) incorso in una serie di decadenze, non perder) mai il potere di
disconoscere la scrittura privata.
*a ritorniamo al disconoscimento.
&osa accade se la parte disconosce la scrittura privata prodotta contro di luiH
. questo punto, il gioco torna nelle mani di chi ha prodotto la scrittura.
3uesti, infatti, potr) decidere o di a((andonare la prova, rinunciando ad avvalersi della sua efficacia
pro(atoria o di insistere.
In questultimo caso dovr) iniziare un apposito giudizio volto ad accertare la falsit) o veridicit) del
documento. <ale giudizio prende il nome di giudizio di verificazione.
Il giudizio di verificazione dunque il giudizio avente ad oggetto la scrittura privata disconosciuta.
<ale giudizio ,art. /1 cod. proc. civ.- potr) essere proposto in via incidentale ,nel qual caso
linteresse ad agire dato dalla rilevanza nel giudizio principale- ovvero in via principale ,nel qual
caso linteresse ad agire dato dalla possi(ilit) di utilizzare la scrittura in un altro giudizio-.
Il giudizio si articoler) in una serie di attivit), quali la valutazione calligrafica, lassunzione di
consulenze tecniche, ecc..
La causa spetta al collegio ,inteso come organo giudicante-, dunque eventualmente monocratico-,
che decider) o lintera causa, se proposta in via autonoma oppure la sola questione incidentale.
1i chiude con una sentenza che decide se la scrittura vera o falsa.
La scrittura privata verificata, cio risultante dallesito del giudizio di verificazione, acquista la
stessa efficacia pro(atoria della scrittura privata autenticata e di quella riconosciuta.
%ssa, cio, far) piena prova.
1ulla parte verificata, inoltre, cade il giudicato cosicch5 una eventuale querela di falso potre((e
aversi solo con riferimento a quelle parti della scrittura privata che non furono oggetto del giudizio
di verificazione.
<ale efficacia pro(atoria non coincide con quella dellatto pu((lico. In entram(i i casi la piena
prova riguarda solo il contenuto estrinseco, ma la capacit) pro(atoria della scrittura privata resta
comunque pi: limitata di quella dellatto pu((lico.
La scrittura privata, infatti, fa prova soltanto della provenienza della dichiarazione da colui che vi
appare come sottoscrittore.
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Gggi allefficacia pro(atoria della scrittura privata equiparata quella del documento informatico
,legge n. 224>/;;; e @. lgsl. /;;/ n. 1;-, purch5 sottoscritto con firma elettronica.
Il documento potr), inoltre, acquistare la stessa efficacia della scrittura privata autenticata, quando
sar) munito della cd. firma digitale.
La firma digitale un dispositivo che assicura loriginalit) della firma e dunque la paternit) del
documento dal soggetto che lha posta in essere.
%ssa definita ,art. 1 @.+.I. n. 41!>1880- come # il risultato della procedura informatica di
validazione (asata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia, una pu((lica e una privata, che
consente al sottoscrittore tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave pu((lica,
rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e lintegrit) di un documento
informatico$.
In pratica vengono create due chiavi informatiche: una, privata, che la funzione di codificare il
documento; laltra pu((lica che consente di decodificarlo.
Il sistema gestito da unautorit di certificazione che permette al portatore della chiave pu((lica
di verificare che il documento provenga da chi possiede la chiave privata.
1i ritiene che, nei confronti di tale documento, non sar) necessario, in caso di disconoscimento, un
giudizio di verificazione, essendo sufficiente controllare la corrispondenza delle chiavi a mezzo di
una consulenza tecnica.
3. LA TESTIMONIANZA
La testimonianza la dichiarazione di scienza resa da un soggetto su fatti accaduti di cui egli a((ia
conoscenza diretta ,cd. testimonianza de visu- o indiretta ,cd. testimonianza de auditu-.
La disciplina della testimonianza contenuta in parte nel codice civile e in parte nel codice di rito,
che si occupa delle modalit) di assunzione della prova.
Lammissi(ilit) della testimonianza incontra limiti soggettivi e limiti oggettivi.
3uanto ai limiti soggettivi, non possono prestare testimonianza soggetti che a((iano, nella causa, un
proprio #interesse$ ,art. /2 cod. proc. civ.-.
"e deriva che non possono di certo prestare testimonianza le parti.
7n pro(lema attiene alla possi(ilit) che la testimonianza sia resa da parenti o stretti congiunti delle
parti. In passato vigeva il divieto di prestare la testimonianza. Il legislatore partiva dalla presunzione
assoluta che si trattasse di soggetti interessati. Gggi, grazie allintervento della &orte &ostituzionale
,sentenza n. /2=>1802-, tale divieto caduto e tali soggetti possono, se vogliono, prestare tale
testimonianza.
3uanto ai limiti oggettivi, essi si dividono in tre gruppi. La testimonianza non ammissi(ile:
1. qualora si tratti di provare contratti il cui valore eccede le cinquemila lire ,art. /0/1 cod.
civ.-. Il limite oggi assolutamente irrisorio ma non mai stato elevato dal giudice poich5 il
secondo comma della norma gi) consentiva al giudice di consentire la prova anche oltre i
limiti anzidetti. <ale eccezione diventata la regola;
/. qualora si tratti di provare #patti aggiunti o contrari$, stipulati anteriormente al contratto
,art. /0// cod. civ.-. La ragione del divieto sta nel fatto che il legislatore presume che se le
parti raggiungono degli accordi contrari al contratto, li inseriranno nel corpo del contratto
stesso. Il limite non opera per i patti successivi poich5 ovvio che essi, in quanto posteriori,
non avre((ero potuto essere inseriti nel corpo del contratto;
!. qualora, per legge o per la volont) delle parti, un contratto deve essere formato o provato per
iscritto ,art. /0/4 cod. civ.-.
<ali limiti non si applicano:
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1. quando vi sia un principio di prova scritta ,ad es. una lettera-
/. quando il contraente stato impossi(ilitato a procurarsi una prova scritta
!. quando il contraente ha senza sua colpa perduto il documento che gli forniva la prova
Aeniamo ora alle modalit) di assunzione della prova.
Lart. /22 cod. proc. civ. sta(ilisce che #la prova per testimoni deve essere dedotta mediante
lindicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti, formulati in articoli separati, sui quali
ciascuna di esse deve essere interrogata$.
Lindicazione specifica ha lo scopo di consentire il controllo del giudice sullammissi(ilit) della
testimonianza.
La procedura consta di varie fasi:
fase dellammissione della testimonianza
fase dellintimazione del testimone ,la parte interessata chieder) allufficiale giudiziario
di intimare al testimone di comparire nel luogo, nellora e nel giorno sta(iliti-
interrogatorio del teste ,al quale oggi non si chiede pi: di giurare ma si deve solo
impegnare a dire la verit) secondo la formula utilizzata in sede penale-. Linterrogatorio,
preceduto dallidentificazione del teste, viene fatto dal giudice, non essendo consentito
n5 alle parti n5 al p.m. di interrogare direttamente il testimone
ver(alizzazione
(. LA CONFESSIONE
La confessione la dichiarazione che una parte fa della verit) di fatti sfavorevoli a s5 e favorevoli
allaltra parte ,art. /0!; cod. civ.-.
%ssa una prova costituenda e legale.
costituenda perch5 si forma allinterno del processo; legale in quanto il giudice sar) vincolato
alle dichiarazioni rese dal confidente.
Il confidente colui che rende la confessione.
La ratio di una tale forza pro(atoria sta nella regola di esperienza in (ase alla quale, se una parte
dichiara cose a s5 sfavorevoli e favorevoli alla controparte, lo far) solo se ed in quanto si tratti di
fatti veri.
La confessione pu essere giudiziale o stragiudiziale.
giudiziale ,art. /0!! cod. civ.- quella resa allinterno del giudizio. %ssa pu essere spontanea o
provocata. 1i pensi ad esempio allinterrogatorio formale, che ha proprio lo scopo di provocare la
confessione.
stragiudiziale quando resa fuori dal giudizio.
1e fatta alla parte o a chi la rappresenta ha la stessa efficacia pro(atoria di quella giudiziale.
1e fatta a un terzo, li(eramente valuta(ile dal giudice.
In questi casi la dichiarazione confessoria deve essere portata allinterno del giudizio. 1ar) dunque
necessaria un altro mezzo di prova per portare la dichiarazione allinterno del processo. .d
esempio, una testimonianza. Il terzo dovr), cio testimoniare in giudizio che la parte ha reso la
suddetta dichiarazione confessoria.
In questo caso, per, lefficacia pro(atoria non sar) quella della confessione, ma quella del mezzo di
prova adoperato per portare la dichiarazione confessoria allinterno del giudizio.
"el caso in cui si tratti di una testimonianza, ad esempio, essa sar) li(eramente valuta(ile dal
giudice.
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La confessione, essendo prova legale, comporta per chi la rende la perdita della causa.
%ssa pertanto potre((e rappresentare uno strumento con il quale si dispone di un diritto.
+roprio per questo motivo essa non pu mai essere resa relativamente a diritti indisponibili.
Inoltre essa non pu essere resa da soggetti che non hanno la capacit) di disporre dei propri diritti,
cio da soggetti che non a((iano la capacit dagire.
Il soggetto totalmente incapace ,minore, interdetto- non pu confessare. +otr) confessare solo se
assistito dal suo legale rappresentante purch questo risulti autorizzato a disporre del relativo diritto
e sia a conoscenza dei fatti della causa.
Il soggetto relativamente incapace ,es. lina(ilitato- pu confessare solo se assistito dal curatore.
Il rappresentante volontario di un soggetto pu confessare in nome e per conto del rappresentato
solo se dotato del relativo potere.
Il sostituto processuale non pu confessare poich5 non ha il potere di disporre di un diritto altrui.
La persona giuridica potr) prestare confessione a mezzo dei suoi organi.
La confessione potr) essere revocata solo per errore di fatto o per violenza ,art. /0!/ cod. civ.-.
+. IL ,IURAMENTO
Il giuramento la dichiarazione di verit) di fatti decisivi per la causa favorevoli a chi giura e
sfavorevoli alla controparte.
1e, pertanto, la parte alla quale stato deferito il giuramento, decide di #accettare la sfida$ e
prestare il giuramento, risulter) vittoriosa nella causa.
Il giuramento, oltre ad essere una prova costituenda, anche una prova legale poich5 il giudice
vincolato alle risultanze del giuramento.
1i pu dire che tale prova rappresenta unanomalia nel nostro ordinamento. %ssa, infatti, la prova
che gode della maggiore capacit) pro(atoria.
Casti pensare che, mentre la sentenza potr) essere modificata se la confessione viene dichiarata
falsa in un giudizio penale, ci non accade per il giuramento.
1e in giudizio penale si accerta che fu giurato il falso, la sentenza civile resta inattacca(ile. Il
soggetto soccom(ente potr) ottenere da colui che giur il falso il solo risarcimento del danno.
La ratio del giuramento riposa sulla forza del senso dellonore e della pro(it) e consente di
mantenere una speranza di vittoria a chi non a((ia altre prove da poter utilizzare.
*a vediamo come funzione il giuramento.
7na parte potr) sfidare laltra, invitandola a prestare giuramento.
Latto con il quale viene lanciata la sfida detto #deferimento$ del giuramento.
&hi deferisce il giuramento sa che perder) la causa qualora laltra parte decida di giurare.
Laltra parte potr) per a sua volta rilanciare la sfida.
+otr) cio #riferire$ il giuramento.
. questo punto il soggetto al quale stato riferito il giuramento potr), a sua volta, giurare, nel qual
caso vincer) la causa, oppure rifiutare di giurare.
In questultimo caso, soccom(er).
.nche il giuramento, come la confessione, rappresenta in ultima istanza un atto di disposizione del
diritto.
Il giuramento non pertanto ammesso con riferimento ai diritti indisponi(ili.
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Dli atti che per comportano la perdita del diritto sono: il deferimento e il riferimento del
giuramento.
+restare il giuramento, invece, comportando la vittoria della causa, non determina disposizione del
diritto.
+roprio per questo richiesta la capacit) dagire per deferire e riferire giuramento mentre per
prestare giuramento sar) sufficiente la capacit) processuale.
1i possono individuare tre tipi di giuramento:
1. decisorio
/. suppletorio
!. estimatorio
3uello di cui a((iamo parlato fin ora il giuramento decisorio.
%sso #il giuramento che una parte deferisce allaltra per farne dipendere la decisione totale o
parziale della causa$ ,art. /0! cod. civ.-.
Il giuramento suppletorio e quello estimatorio sono i giuramenti deferiti dufficio dal giudice.
1i ha giuramento suppletorio quando il giudice dispone di una #semiplena probatio$, nel senso che
la domanda o le eccezioni non sono pienamente provate, ma non sono del tutto sfornite di prova. In
questo caso deferisce il giuramento per ottenere un supplemento di prova ed avere una piena
certezza sui fatti.
1i ha giuramento estimatorio quando il giudice a((ia necessit) di sta(ilire il valore della res
litigiosa, se non lo si pu accertare altrimenti.
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Gentili Studenti,
il presente materiale di mero ausilio allo studio e non sostituisce in alcun modo il libro di testo.
Si raccomanda lutilizzo del testo consigliato dal docente e la consultazione del codice di procedura civile aggiornato.
Il presente materiale aggiornato alla data del 2006. Le modifice successive a tale data saranno trattate in piattaforma o inserite in appositi
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UNIT DIDATTICA (: LE VICENDE ANOMALE DEL PROCESSO: CONTUMACIA0 SOSPENSIONE0
INTERRUZIONE ED ESTINZIONE
1. LE VICENDE ANOMALE DEL PROCESSO. LA CONTUMACIA.
Il processo civile pu su(ire delle vicende in conseguenza delle quali si alterano le normali regole
del processo. <ali vicende sono: sospensione, interruzione ed estinzione.
. queste si aggiunge la contumacia ,artt. /8; e ss-.
Iniziamo ad analizzare proprio questultima.
1i ha contumacia quando una delle parti non si costituita in giudizio.
Gvviamente, di regola, si tratter) del convenuto, ma ci non toglie che potre((e anche accadere che
lattore, dopo aver notificato latto di citazione, non si costituisca.
In questo caso il processo andr) avanti solo su espressa richiesta del convenuto ,art. /8; cod. proc.
civ.-.
La contumacia si differenzia dallassenza, che si ha quando il soggetto, ancorch costituito, non si
sia poi presentato in udienza.
3uando si apre il processo contumaciale, troveranno applicazione delle regole in parte diverse, ma
tutte animate da tre regole fondamentali:
1. in primo luogo il giudice dovr) mantenere la sua posizione di equidistanza dalle parti,
cosicch5 non dovr) mai ritenere che la contumacia rappresenti unammissione di colpa. Il
contumace ha un unico svantaggio: non si avvale della potest) difensiva. &i non toglie che
potre((e egualmente risultare vincitore della causa qualora lattore non sia in grado di
dimostrare il suo diritto;
/. anche se non verr) instaurato il contraddittorio in senso sostanziale, dovr) sempre essere
instaurato il contraddittorio formale, per cui al contumace dovranno essere comunicati o
notificati alcuni atti processuali. &on riferimento a questa seconda regola, il codice individua
taluni atti che devono essere notificati personalmente al contumace ,le sentenze, lordinanza
che ammette linterrogatorio o il giuramento, le comparse contenenti domande nuove o
riconvenzionali-; le altre comparse si considerano comunicate con il deposito in cancelleria;
!. il contumace potr) decidere di costituirsi in qualunque stato e grado del processo.
Gvviamente, per, sconter) le decadenze che gi) si sono verificate. 1e, ad esempio, si
costituisce dopo che siano trascorsi i termini di cui allart. 10 cod. proc. civ., non potr)
avvalersi di quei poteri che il convenuto pu esercitare solo nella comparsa di risposta ,ad
es. chiamata in causa del terzo e domanda riconvenzionale-. In qualunque momento si
costituisce, per, il contumace avr) sempre il potere di disconoscere le scritture private
prodotte contro di lui ,art. /8! cod. proc. civ.-.
Lart. /82 cod. proc. civ. disciplina la cd. contumacia involontaria.
%ssa si ha quando, a causa di una nullit) dellatto di citazione, il convenuto non a((ia affatto avuto
conoscenza del processo.
In questo caso il convenuto che si sia costituito tardivamente avr) diritto ad ottenere la rimessione
in termini, recuperando i poteri persi.
1i ricorda, inoltre, che la dottrina limita lapplicazione di questa norma al solo caso di nullit) che
colpisca la vocatio in ius.
3uando la nullit) colpisce leditio actionis, invece, la rimessione in termini dovr) essere sempre
concessa, a prescindere dalla conoscenza che il convenuto a((ia avuto del processo.
'.1. LA SOSPENSIONE E LINTERRUZIONE
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Il processo si arresta temporaneamente in due casi: sospensione e interruzione.
La sospensione larresto temporaneo delliter processuale, a causa del verificarsi di un
determinato evento.
Il fenomeno, nella sostanza, identico a quello che si ha nellinterruzione.
In entram(i i casi, infatti, il processo si ferma e non potranno essere compiuti atti processuali fino
alla ripresa.
La differenza tra i due istituti sta esclusivamente nei diversi eventi che li determinano.
La sospensione, (ench5 citata in altre norme del cod. proc. civ., viene organicamente disciplinata
negli artt. /84 e ss cod. proc. civ.
/
.
<ali norme sta(iliscono che la sospensione pu essere:
volontaria
necessaria
La sospensione volontaria si ha nei casi in cui siano le parti a chiedere al giudice di interrompere
liter processuale. &i pu avvenire, ad esempio, nel caso in cui le parti siano alla ricerca di un
accordo stragiudiziale. In tal caso la sospensione non potr) durare pi: di quattro mesi ed alle parti
stesse ,ed in ci sta la differenza rispetto alla sospensione necessaria- data la facolt) di riassumere
il processo qualora si accorgano che lauspicata riconciliazione non realizza(ile.
La sospensione necessaria si ha in caso di pregiudizialit).
1i ha 1%$2)d"alt3 tutte le volte in cui il giudice sia chiamato a decidere in una causa la cui
definizione dipende dalla decisione di altra causa, che pertanto viene definita questione
pregiudiziale.
La pregiudizialit) pu essere:
civile, quando la soluzione della causa dipende dallemanazione di unaltra sentenza civile;
penale, quando la soluzione della causa dipende dallemanazione di una sentenza penale;
costituzionale, quando la soluzione della causa dipende dallemanazione di unaltra sentenza
della &orte &ostituzionale o della &orte di Diustizia della &omunit) %uropea.
'.'. LA PRE,IUDIZIALIT CIVILE
<utte le volte in cui, infatti, per la decisione di una causa risulti preventivamente necessaria una
decisione di altro giudice civile su di unaltra questione, che pertanto risulta essere #pregiudiziale$,
il giudice dovr) procedere alla sospensione della causa cd. pregiudicata.
1i pone il pro(lema di sta(ilire quand che il giudice della questione pregiudicata sia o((ligato a
sospendere il processo.
La soluzione si evince dalla lettura dellart. !2 cod. proc. civ., che disciplina lipotesi in cui si de((a
avere accertamento incidentale su una questione pregiudiziale.
In realt), va precisato che lam(ito di applicazione dellart. !2 cod. proc. civ. quello della cd.
pregiudizialit tecnica e non quello della cd. pregiudizialit logica.
1i ha cd. pregiudizialit logica tutte le volte in cui la risoluzione di una questione rappresenti
semplicemente un passaggio delliter logico che il giudice deve compiere per poter arrivare alla
definizione della causa. 1i pensi al caso in cui un soggetto a((ia agito per ottenere il pagamento del
prezzo. In tal caso, il giudice avr) certamente fatto una valutazione in ordine allesistenza del
2
La sospensione disciplinata, oltre che in via generale, negli artt. /84 e ss cod. proc. civ., nelle singole norme, con
riferimento a ipotesi specifiche. 1i pensi agli artt. !2, !8, 2; ovvero le ipotesi del processo esecutivo, ecc.
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contratto
!
. &osa (en diversa sare((e una questione relativa alla validit) del contratto in questione
che, quando sollevata, diventer) una questione pregiudiziale
2
.
@a ci si evince che non sar) necessario procedere alla sospensione in tutti i casi in cui sulla
questione pregiudiziale sia possi(ile decidere incidenter tantum, cio senza efficacia di giudicato e
in tutti i casi in cui sia possi(ile la riunione dei processi
4
.
7n pro(lema che si posto in dottrina attiene al campo di applicazione della sospensione, cio se
essa operi solo nel caso disciplinato dallart. !2 cod. proc. civ. ,cio quando in pendenza di un
processo sorga, dinanzi allo stesso giudice chiamato a decidere sulla questione pregiudicata, una
questione pregiudiziale-, ovvero anche nellipotesi in cui questione pregiudiziale e questione
pregiudicata pendano dinanzi a giudici diversi con autonomi processi

. La dottrina maggioritaria
non vede motivi per escludere che anche in questultimo caso il giudice de((a deli(erare la
sospensione
0
.
'.3. LA PRE,IUDIZIALIT PENALE
Il legislatore del 188; intervenuto su questa norma eliminando il riferimento, prima esistente, alla
necessaria pregiudizialit) della causa penale in corso, con la conseguenza che la causa penale
sar) pregiudiziale rispetto a quella civile J con la conseguenza che il giudice dovr) emettere
ordinanza di sospensione ' solo nei casi espressamente previsti dalla legge e cio quando,
pendente il processo civile, la parte risulti altres9 costituita come parte civile allinterno del
giudizio penale e quando il giudizio penale sia gi) stato concluso in primo grado e la relativa
sentenza sia impugna(ile.
In tutti gli altri casi, il processo civile e quello penale avranno sorti assolutamente indipendenti
cosicch5 il giudice potre((e (en riconoscere il diritto al risarcimento del danno anche nellipotesi
che, in sede penale, venga accertato che lillecito non sussiste.
3
<anto ci vero chsulla questione principale per il principio del dedotto e deduci(ile cadr) anche sulle questioni
pregiudiziali, ma esclusivamente alla cd. pregiudizialit) logica.
4
@i conseguenza o su di essa il giudice decider) incidenter tantum e pertanto senza efficacia di giudicato ovvero,
qualora le parti o la legge lo richiedano, decider) con efficacia di giudicato poich5 si tratta di una questione autonoma ,e
dunque non per il principio del dedotto e del deduci(ile- previa sospensione della causa cd. pregiudicata.
5
&i accade nei casi in cui tra le due cause non esista un rapporto di pregiudizialit) quanto di continenza, cosicch5 si
opter) per la riunione delle cause. Il giudice decidendo sulla causa contenente, decider) anche la contenuta.
6
3uando due cause, di cui una pregiudicante e laltra pregiudicata, la situazione potr) avere caratteristiche varie. La
soluzione preferi(ile quella che, potendo evitare la sospensione, si proceda alla riunione ,ovvero ai sensi dellart. 2;
cod. proc. civ. la rimessione al giudice della causa principale o a quello preventivamente adito- dinanzi allo stesso
giudice, realizzando a posteriori quanto previsto dallKrt. !2 ccod. proc. civ &i, per, risulter) utile, al fine di evitare la
sospensione, solo qualora il giudice sia competente per entram(e le cause. In mancanza, come accade per lart. !2 cod.
proc. civ., cio qualora i giudici competenti per le due cause siano differenti, dovre((e aversi comunque sospensione,
cosicch5 sar) inutile procedere alla preventiva riunione. <uttavia, anche in queste ipotesi, la sospensione sar) inevita(ile
quando la riunione ,o la rimessione- non sia realizza(ile a causa del diverso stato delle due controversie.
7
Iegola diversa si avr) qualora il giudice di primo grado si sia gi) espresso sulla questione pregiudicante. In tal caso,
infatti, il giudice della pregiudicata dovr) conformarsi ad essa se la sentenza gi) passata in giudicato. In caso
contrario, cio quando sia pendente limpugnazione ovvero il termine per impugnare, trover) applicazione una norma
ad hoc, cio lart. !!0, /6 comma che sta(ilisce che il giudice della causa pregiudicata ha solo la facolt) di sospendere e
non lo((ligo.
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'.(. LA PRE,IUDIZIALIT COSTITUZIONALE
%ssa si ha tutte le volte in cui nellam(ito di un determinato processo ,processo cosiddetto a quo-
sorga una questione relativa alla costituzionalit della norma da applicare
-
. 3ualora infatti nel
corso del processo si renda necessario applicare una norma che potre((e, ad una prima
valutazione superficiale, sem(rare contraria al dato costituzionale, il giudice civile non potr)
fare altro che sospendere il giudizio in corso attendendo la sentenza della &orte &ostituzionale
circa la costituzionalit) della norma.
3uando la questione di costituzionalit) venga sollevata dalle parti, il giudice a quo dovr) valutare
che la questione sia rilevante ,cio necessaria ai fini della definizione del giudizio a quo- e non
manifestamente infondata.
"el caso in cui rilevi lesistenza di entram(i questi requisiti, sospender) il processo in corso e
rimetter) la causa dinanzi alla &orte &ostituzionale. Il processo verr) riassunto solo dopo che la
&orte si sia pronunciata sul punto.
La questione, avr), di contro rilievo comunitario, cosicch5 lorgano deputato a decidere non sar) la
&orte &ostituzionale, ma la &orte di Diustizia della &omunit) %uropea, qualora la norma da
applicare non risulti contraria alla &ostituzione, ma al <rattato Istitutivo della &%%.
'.+. LA DISCIPLINA DELLA SOSPENSIONE
Il pro(lema che si posto in dottrina attiene sia allorgano che sar) competente a decidere sulla
sospensione, sia la forma che dovr) rivestire il relativo provvedimento.
. rigor di logica, il provvedimento dovre((e essere emesso dallorgano giudicante, ma di regola,
viene emesso dal giudice istruttore.
3uanto alla forma del provvedimento, stante la sua impugna(ilit) con regolamento di competenza,
e dunque il rilievo pi: decisorio che ordinatorio che il nostro legislatore ha inteso riconoscere a tale
provvedimento, la forma dovre((e essere quella della sentenza.
La stessa &orte, nelle prime pronunce aventi ad oggetto la sospensione, ha per sottolineato che la
forma pi: adatta sar) quella dellordinanza.
.ltro pro(lema stato quello di sta(ilire se fosse assoggetta(ile a regolamento di competenza solo
lordinanza che deli(era la sospensione, ovvero anche quella che la neghi. La stessa &orte,
egualmente nelle prime pronunce aventi ad oggetto la sospensione, sem(ra esprimersi nel senso di
assoggettare solo la prima al regolamento. .ddirittura si registra una pronuncia secondo la quale il
regolamento sare((e proponi(ile solo contro il provvedimento che decide sulla sospensione
necessaria, restando esclusa quella volontaria. 1i tratta di una conclusione ar(itraria.
@urante la sospensione non potranno essere compiuti atti processuali, salvo che norme specifiche
consentano il compimento di atti urgenti.
&essata la sospensione, il processo riprende il suo iter. La parte interessata dovr) chiedere, pertanto,
la fissazione di unudienza entro sei mesi che decorrono dal momento della conoscenza della
cessazione della causa di sospensione. <ale richiesta va compiuta con ricorso da farsi al giudice
istruttore o al +residente del <ri(unale il quale fissa tale udienza con decreto. Iicorso e decreto
vanno notificati allaltra parte nel termine sta(ilito nel decreto stesso.
'.6. LINTERRUZIONE
Linterruzione ,artt. /88 e ss cod. proc. civ.- larresto delliter processuale determinato dalla
necessit) di ripristinare il contraddittorio.
1i differenzia dalla sospensione per i diversi eventi che la determinano.
1i avr) interruzione, infatti, in caso di:
8
1i tratta di una di quelle ipotesi in cui si suole parlare di #sospensione impropria$ poich5 il giudizio non si arresta, ma
continua in altra sede, cosicch5 non pu certo dirsi che non verranno compiuti atti processuali.
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1. morte della parte o perdita della capacit) di stare in giudizio per interdizione, ina(ilitazione
o fallimento
/. morte o perdita della capacit) di stare in giudizio del rappresentante
!. morte, radiazione o sospensione del difensore tecnico
1i verificheranno, per, degli effetti diversi a seconda che questi eventi si realizzino prima o dopo la
costituzione delle parti. 1e levento si verifica:
prima della costituzione, il processo si sospende automaticamente
dopo la costituzione, si avr) sospensione solo se il difensore le a((ia dichiarate in
udienza o notificate alle altre parti
Dli eventi che, invece, colpiscono la persona del difensore determineranno in ogni caso la
sospensione automatica del giudizio.
Il processo deve essere riassunto nel termine di sei mesi dal verificarsi dellevento che cagion
linterruzione.
La riassunzione va fatta con ricorso dalla parte pi: solerte ,art. !;! cod. proc. civ.-.
@ecorso inutilmente il termine di sei mesi, il processo si estingue.

3. LESTINZIONE
Lestinzione la cessazione anticipata del processo.
Lestinzione del processo pu aversi in due casi:
rinuncia agli atti del giudizio ,art. !; cod. proc. civ.-
inattivit) delle parti ,art. !;0 cod. proc. civ.-
La rinuncia agli atti del giudizio ,art. !; cod. proc. civ.- estingue il processo solo se il frutto della
volont) concorde delle parti. dunque necessario che una parte faccia una proposta e che la
proposta venga accettata dallaltra parte.
1econdo A%I@% la rinuncia:
un atto cd. causativo ,non negoziale- e pertanto deve essere posto in essere
personalmente dalla parte o da un suo procuratore speciale
recettizio, cosicch5 pu essere revocato finch laltra parte non a((ia accettato
deve provenire da tutti i litisconsorzi ed essere accettata da tutti
pu essere parziale
inoltre richiesta anche laccettazione del giudice che dichiarer) lestinzione con ordinanza.
"el caso in cui sorgano contestazioni, emetter) una sentenza.
La rinuncia agli atti del giudizio si distingue dalla rinunzia allazione.
La rinuncia agli atti, infatti, non consuma il rapporto sottostante cosiccch esso potr) essere fatto
valere successivamente in un nuovo processo.
La rinunzia allazione, di contro, priva il rinunziante del potere di agire in futuro.
Lestinzione per inattivit) disciplinata dallart. !;0 cod. proc. civ.
3uesta norma prevede due modalit) diverse in cui opera lestinzione:
previa cancellazione della causa dal ruolo. In tal caso il processo entra in uno stato di
quiescenza e si estinguer) solo se nel termine di un anno il processo non venga
riassunto. %sempio ne il caso di mancta o tardiva costituzione delle parti
immediatamente, in altri casi. 1i pensi al caso in cui le parti non a((iano ottemperato
allordine del giudice di integrare il contraddittorio. In questo caso si verifica una
#inattivit) qualificata$ in presenza della quale il processo non pu proseguire.
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7na delle peculiarit) dellart. !;0 cod. proc. civ. riguarda le modalit) per far valere lestinzione. Il
legislatore sta(ilisce, infatti che #lestinzione opera di diritto, ma deve essere eccepita dalla parte
nella sua prima attivit) difensiva$.
Lestinzione potr) essere fatta valere solo a mezzo delleccezione di parte.
La parte potr) rinunciare alleccezione e mandare avanti il processo, (ench5 estinto.
1e viene sollevata leccezione dinanzi al giudice istruttore, questi rileva lestinzione con ordinanza;
se proposta dinanzi al collegio, questo emetter) una sentenza.
Lestinzione non estingue lazione. Il diritto potr) pertanto essere azionato in un futuro processo.
"el caso in cui il processo si estingue restano fermi gli effetti sostanziali della domanda
,prescrizione-, mentre vengono meno quelli processuali.
Lestinzione del processo non travolge le sentenze di merito gi) emanate nel corso del processo.
Le prove raccolte nel corso del processo possono essere li(eramente valutate dal giudice ai sensi
dellart. 11, /6 comma cod. proc. civ.
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UNIT DIDATTICA +: IL PROCESSO DEL LAVORO4
1. IL RITO SPECIALE DEL LAVORO
Il nostro legislatore predispone un rito particolare per le controversie inerenti il diritto del lavoro.
Lintera procedura, assolutamente peculiare, rispetto al rito ordinaria, stata concepita al fine di
tutelare i lavoratori, considerati parti de(oli del rapporto sostanziale.
*a andiamo a vedere quando si applica questo rito e quali sono le peculiarit) di esso, sottolineando
fin da ora che le norme in materia di processo del lavoro hanno dato esiti tanto positivi che, in pi:
riprese, il legislatore intervenuto per estenderle anche la rito ordinario.
. quali cause si applica il rito speciale del lavoroH
%sso si applica alle cause indicate dallart. 2;8 cod. proc. civ. e cio:
1. i rapporti di lavoro su(ordinato privato
/. i rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, ecc.. In questo
giudice competente saranno le sezioni specializzate agrarie previste dalla legge !/; del
18!.
!. i rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, se caratterizzati da prestazione
dKopera continuativa e coordinata e prevalentemente personale.
2. ai rapporti di colla(orazione coordinata e continuativa
+assiamo allanalisi del rito, osservando che esso improntato a tre principi fondamentali:
1. concentrazione
/. immediatezza
!. oralit)
Il legislatore prevede, una fase preliminare, cio il tentativo o((ligatorio di conciliazione.
Il ricorrente, infatti, a pena di improcedi(ilit) del ricorso, deve obbligatoriamente esperire un
tentativo di conciliazione stragiudiziale.
La conciliazione pu essere:
amministrativa, se viene tentata avanti alla &ommissione di conciliazione costituita
presso la @irezione provinciale del lavoro
sindacale, se viene tentata secondo le procedure conciliative previste dai contratti
collettivi.
La conciliazione deve essere chiesta dalla parte interessata alla &ommissione di conciliazione, che
entro 1; giorni deve convocare le parti per discutere della controversia.
%ntro ; giorni dalla presentazione della richiesta deve essere espletato il tentativo di conciliazione.
Il tentativo costituisce condizione di procedi(ilit) della domanda.
<rascorso inutilmente tale termine, le parti possono procedere con il giudizio.
1e, invece, si procede al tentativo di conciliazione, si potranno verificare due ipotesi:
se il tentativo di conciliazione riesce, la &ommissione redige della conciliazione un processo
ver(ale che avr) efficacia di titolo esecutivo;
se la conciliazione non riesce, il ver(ale riporta le ragioni del mancato accordo
1e manca la conciliazione, il giudice sospende il giudizio e fissa un termine perentorio di ; giorni
per la promozione del tentativo.
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'. LA COMPETENZA E IL PROCEDIMENTO
1i passa, dunque alla fase processuale vera e propria.
.ndiamo a vedere qual il giudice competente per materia e per territorio.
3uanto alla materia, tali cause spettano alla competenza funzionale del <ri(unale in composizione
monocratica in funzione di giudice del lavoro ,e? pretore-.
1i tratta di una competenza esclusiva per materia, quindi il <ri(unale competente a conoscere tutte
le controversie indicate nellKart. 2;8 cpc indipendentemente dal loro valore.
3uanto al territorio, la competenza per territorio si determina riferendosi al luogo in cui sorto il
rapporto, o quello in cui si trova lKazienda ,o una sua dipendenza- nella quale il rapporto ha effettivo
svolgimento, o ancora al foro generale delle persone fisiche secondo le regole generali.
La domanda si propone con ricorso.
<ale ricorso deve contenere:
lKindicazione del giudice
le generalit) del ricorrente e del convenuto
la determinazione dellKoggetto della domanda
lKesposizione dei fatti e delle ragioni di diritto su cui si fonda la domanda
le conclusioni
lKindicazione specifica dei mezzi di prova e in particolare dei documenti prodotti.
Il ricorso va depositato nella cancelleria del giudice, il quale fissa con decreto lKudienza nei
successivi 4 giorni.
Il legislatore predispone un termine acceleratorio molto (reve.
Ludienza deve essere fissata entro ; giorni dalla presentazione del ricorso e le parti devono essere
personalmente presenti.
Iicorso e decreto devono essere notificati entro 1; giorni al convenuto.
Il convenuto pu costituirsi in giudizio almeno 1; giorni prima dellKudienza, pena la decadenza
dalla possi(ilit) di sollevare eccezioni e proporre domande riconvenzionali.
"ella memoria difensiva il convenuto deve prendere posizione in modo preciso sui fatti allegati dal
ricorrente, proporre le sue difese, indicare i mezzi di prova e depositare i documenti ritenuti
rilevanti.
. pena di decadenza, tenuto a sollevare le eccezioni non rileva(ili dKufficio e proporre le eventuali
domande riconvenzionali.
Lo scopo di tale disciplina stato quello di rendere il processo del lavoro pi: veloce e snello
possi(ile.
Lassunzione delle prove pu avvenire nella stessa udienza o in unudienza successiva.
La maggiore differenza rispetto al rito ordinario, sta nel fatto che il giudice del lavoro ha poteri
istruttori molti pi: ampi.
%gli pu
' ordinare dufficio lammissione di qualunque mezzo di prova
' accedere al luogo di lavoro
' chiedere informazioni ai sindacati
' ordinare la comparizione anche si persone che siano incapaci di testimoniare
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La discussione orale.
.l termine della discussione, nella stessa udienza, il giudice pronuncia sentenza, dando lettura del
dispositivo.
La sentenza, completa di dispositivo e motivazione, deve essere depositata in cancelleria entro 14
giorni.
La sentenza immediatamente esecutiva. Lesecutivit) pu tuttavia essere sospesa dal giudice
dappello quando
1. lesecuzione potre((e comportare gravissimo danno al datore di lavoro ,se ad agire il
lavoratore-
/. ricorrono Lgravi motiviM e lesecuzione iniziata ,se il datore di lavoro ad agire-
!. vi sono Lgravi e fondati motiviM, anche in relazione alla possi(ilit) di insolvenza di una delle
parti ,solo per i procedimenti radicati dopo il ;1.;!./;; e? art. /=! c.p.c.-
Il lavoratore pu iniziare lesecuzione anche in (ase al solo dispositivo della sentenza, possi(ilit)
che invece preclusa al datore di lavoro.
&ontro le sentenze pronunciate dal <ri(unale la parte soccom(ente pu proporre appello,
depositando ricorso nella cancelleria della &orte d.ppello competente, nel termine di !; giorni se
la sentenza le stata notificata, o in caso contrario entro un anno dalla pu((licazione.
Il +residente della &orte nomina il relatore e fissa con decreto ludienza di discussione, dandone
quindi comunicazione allappellante.
Iicorso e decreto vanno notificati alla controparte.
Lappellato deve costituirsi almeno 1; giorno prima delludienza.
In grado dappello non ammesso il mutamento della domanda, n5 lintroduzione di domande
nuove o nuove eccezioni.
"on sono ammessi neppure nuovi mezzi di prova, salvo che il &ollegio li ritenga indispensa(ili ai
fini del decidere.
Le pronunce in grado dappello possono essere impugnate con ricorso per cassazione secondo i
principi generali in tema di impugnazioni.
27