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30/4/2014 Treccani, il portale del sapere

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La Seconda Rivoluzione Scientifica:
Matematica E Logica. Teoria Della
Ricorsivita
Storia della Scienza - stampa
di Piergiorgio Odifreddi
Teoria della ricorsivit
Sommario: 1. I precursori. 2. Consolidamento. 3. I nuovi Prometei. 4. Sviluppo.
La teoria della ricorsivit affronta lo studio delle funzioni con lo scopo di classificarle dal
punto di vista della loro difficolt di calcolo. Una prima classificazione consiste nel
distinguere le funzioni ricorsive (cio, per definizione, quelle calcolabili mediante un
computer) dalle altre. Ulteriori e pi raffinate classificazioni si possono ottenere
individuando varie altre classi di funzioni, alcune pi estese e altre pi ristrette della classe
delle funzioni ricorsive.
1. I precursori
Nel 1837 Charles Babbage (1791-1871) progett una macchina capace di essere
programmata per effettuare tutti i calcoli che un essere umano pu teoricamente eseguire.
Egli si chiese quali operazioni fossero necessarie, e concluse che ci si pu restringere a
considerare alcune funzioni aritmetiche basilari (somma e prodotto) e alcune operazioni su
di esse (ricorsione primitiva e ricerca del minimo, che definiremo pi avanti). Egli aveva
dunque concepito la nozione di funzione ricorsiva nel senso moderno, e un analogo di quella
che si chiama tesi di Church, cio l'asserzione che la nozione di funzione ricorsiva un
equivalente matematico preciso della nozione informale di funzione calcolabile.
Un'analisi matematica del concetto di numero naturale fu compiuta da Richard Dedekind
(1831-1916) nel 1888. Egli inizi notando che i numeri naturali sono generati a partire dallo
0, mediante l'operazione S (detta successore) tale che S(x)=x+1:
[1] 0, S(0)=1, S(S(0))=2 .
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Poich i numeri sono tutti della forma 0 o S(x) (e non entrambe), Dedekind introdusse il
principio di definizione per ricorsione primitiva: per definire una funzione su tutti i numeri
naturali sufficiente stabilire il suo valore per 0 e descrivere come si pu passare dal
valore per x al valore per S(x). Per esempio, la funzione f(x)=2
x
si pu definire nel
seguente modo:
Formula 2
Dedekind era interessato a trovare propriet che caratterizzassero la struttura dei numeri
naturali in modo univoco, e scopr che una struttura ordinata con un primo elemento e una
funzione successore indistinguibile dai (in termini tecnici, isomorfa ai) numeri numerali se
soddisfa il 'principio del minimo', cio se ogni suo sottoinsieme non vuoto ha un primo
elemento. In tal caso possibile stabilire l'isomorfismo per ricorsione primitiva (associando
a 0 il primo elemento e a S(x) il successore dell'elemento associato a x), e il principio del
minimo assicura che ogni elemento immagine di un numero naturale. Dedekind non us il
principio del minimo, ma una sua forma equivalente detta 'principio di induzione'. Il
principio del minimo ha per un'immediata controparte in termini di funzioni e quindi pi
naturale dal nostro punto di vista.
Basandosi sull'analisi di Dedekind, Stephen C. Kleene (1909-1994) defin nel 1936 le
funzioni ricorsive in modo induttivo, partendo dalla funzione costante 0 e dalla funzione
successore S e generando nuove funzioni mediante ogni possibile combinazione di
ricorsione primitiva e ricerca del minimo (che consiste nel trovare il minimo elemento di un
insieme non vuoto di numeri naturali).
2. Consolidamento
Con il lavoro di Kleene termin la fase di consolidamento della teoria della ricorsivit, che
occup gli anni Venti e i primi anni Trenta del XX secolo.
Gli anni Venti videro soprattutto un'analisi della potenza della ricorsione primitiva e la
conseguente scoperta dell'interesse della classe delle funzioni ricorsive primitive definite
mediante tale procedimento. Attraverso i lavori di Paul Bernays, David Hilbert, Rzsa
Pter e Thoralf Skolem si scopr che non si ottengono nuove funzioni se si permettono
procedimenti di definizione in cui il valore per S(x) si ottiene non soltanto dal precedente
valore per x, ma da un numero qualunque di valori per 0,,x. Una definizione primitiva
ricorsiva di una funzione ne descrive il comportamento in modo tale da permetterne il
calcolo.
La speranza che la classe delle funzioni ricorsive primitive contenga tutte (e sole) le
funzioni calcolabili, cio quelle per le quali esiste un procedimento che permetta di trovarne
i valori in modo meccanico e in un tempo limitato, fu vanificata da Wilhelm Ackermann
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(1896-1962), che scopr nel 1928 una funzione 'facilmente' calcolabile che non ricorsiva
primitiva, utilizzando un procedimento detto diagonalizzazione che risale a Georg Cantor
(1845-1918).
Nei primi anni Trenta ci si cominci a chiedere quale fosse allora la classe delle funzioni
calcolabili. Alonzo Church, Kurt Gdel, Emil L. Post, Alfred Tarski e Alan M. Turing
proposero diverse possibili definizioni. Ciascuna era basata su un particolare aspetto della
nozione di funzione calcolabile: essere definibile attraverso un sistema di equazioni
determinante i valori mediante semplici regole; ammettere dimostrazioni matematiche del
fatto che un dato numero il valore della funzione per dati argomenti; essere calcolabile
mediante particolari macchine astratte, capaci di effettuare certe operazioni e prendere
decisioni di vario tipo.
Ciascuno di questi modelli di calcolo poteva essere proposto come una soluzione
matematica del problema di caratterizzazione della nozione di calcolabilit; si trattava per
di fare una scelta convincente. L'imbarazzo non sussistette a lungo, poich Kleene ottenne
nel 1936 una serie di risultati che culminarono nella seguente sorprendente scoperta: tutte
le definizioni proposte sono equivalenti e descrivono sempre la classe delle funzioni
ricorsive.
Il metodo usato nelle dimostrazioni di tali risultati di equivalenza detto aritmetizzazione,
e consiste nell'assegnare numeri a oggetti in modo sistematico ed effettivo, e nel tradurre
propriet degli oggetti in propriet dei loro corrispondenti numeri. L'osservazione cruciale
fu per opera di Gdel, che not come l'intero processo di aritmetizzazione si possa
effettuare mediante funzioni ricorsive.
Naturalmente, l'equivalenza fra varie definizioni non era ancora una dimostrazione del
fatto che la nozione di funzione ricorsiva fosse effettivamente una caratterizzazione della
nozione di funzione calcolabile, ma certamente provava il grande interesse intrinseco della
classe delle funzioni ricorsive.
3. I nuovi Prometei
Nel 1936 Church e Turing enunciarono la cosiddetta 'tesi di Church': le funzioni ricorsive
sono esattamente le funzioni calcolabili. Post si spinse fino ad affermare che se il concetto di
funzione ricorsiva l'equivalente formale di quello di funzione calcolabile, la sua
formalizzazione pu giocare un ruolo nella storia della matematica secondo soltanto alla
formalizzazione del concetto di numero naturale.
La tesi di Church stata formulata in un eccesso di ottimismo, senza badare troppo alle sue
possibili implicazioni. Essa ha certamente contribuito ad attirare l'attenzione sugli aspetti
positivi della nozione di ricorsivit, ma pu oggi essere considerata come parte di quella
guardia del corpo costituita di falsit di cui la verit ha bisogno di circondarsi.
Fra le varie definizioni equivalenti di funzione ricorsiva abbiamo citato la nozione di
calcolabilit mediante macchine astratte. Tale approccio dovuto a Turing e Post, e le
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cosiddette 'macchine di Turing' si possono oggi facilmente descrivere: esse sono i
computer, qualora si prescinda dalle loro limitazioni fisiche (come la possibilit di guasti o di
cattivo funzionamento, o la limitatezza di memoria). Qualunque computer (in tale senso
astratto) in grado di calcolare ogni funzione ricorsiva di cui gli sia fornito un programma.
La tesi di Church afferma che le sole funzioni per cui esistono programmi sono le funzioni
ricorsive e, dunque, che abbiamo raggiunto i limiti della potenza di calcolo meccanico: sar
possibile in futuro migliorare l'efficienza dei computer (per es., rendendoli pi veloci) ma
non la loro potenza assoluta. La teoria della ricorsivit fornisce cos uno strumento per
dimostrare matematicamente limitazioni delle possibilit dei computer.
Non una contraddizione aver detto che i computer non esistevano al tempo della
formulazione della tesi di Church, ma che la definizione di funzione ricorsiva proposta da
Turing e Post equivalente alla calcolabilit mediante computer. La realt che, in questo
caso, l'analisi teorica precedette la realizzazione tecnologica, e svolse un ruolo decisivo nei
due progetti che portarono alla costruzione dei primi computer: l'ENIAC (electronic
numerical integrator and calculator), diretto negli Stati Uniti da John von Neumann (1903-
1957), e l'ACE (automatic computing engine), diretto in Gran Bretagna da Turing stesso,
entrambi negli anni intorno al 1950. La tesi di Church non ha per soltanto applicazioni
limitative delle possibilit dei computer. Usando la caratterizzazione delle funzioni ricorsive
in termini di calcolabilit mediante computer, da essa si ottiene che le funzioni calcolabili lo
sono mediante computer. Questa non pi un'asserzione di limitazione, bens di potenza
dei computer. Per comprenderla appieno, dobbiamo analizzare pi da vicino cosa significhi
l'aggettivo 'calcolabile'.
Una funzione calcolabile da un punto di vista fisico se esiste un meccanismo che fornisce i
suoi valori. Possiamo considerare come 'meccanismo' ogni sistema fisico che si evolva
secondo le leggi fisiche oggi note. L'evidenza a disposizione non tuttavia molto favorevole
a questa versione fisica della tesi di Church. Gi a livello di fenomeni descrivibili mediante
le leggi della meccanica sussistono dubbi sulla sua accuratezza; per esempio, non si
conoscono metodi effettivi per descrivere il comportamento di tre corpi soggetti all'azione
di forze gravitazionali newtoniane.
Una funzione calcolabile da un punto di vista umano se si possono ottenere i suoi valori
mediante processi di calcolo cerebrali o mentali. Considerare cervello e mente come entit
separate ci porta a discutere due conseguenze dell'affermazione che ogni funzione
umanamente calcolabile calcolabile da un computer. Per quanto riguarda il cervello, essa
si traduce nell'affermazione che le attivit cerebrali di natura logica o deduttiva si possono
simulare mediante un computer. Norbert Wiener (1894-1964) e Turing hanno addirittura
lasciato cadere ogni qualificazione, dando cos inizio al sogno dell'intelligenza artificiale, nella
forma: le attivit cerebrali si possono simulare mediante i computer. Per quanto riguarda
la mente, l'affermazione si traduce in: le attivit mentali matematiche si possono simulare
mediante un computer. Questa formulazione della tesi di Church si riferisce alla nozione di
attivit mentale matematica, oggetto di studi approfonditi da parte di Luitzen Egbertus
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Jan Brouwer (1881-1966).
Come gi per il caso della calcolabilit fisica, l'evidenza a disposizione non certo favorevole
alla versione umana della tesi di Church. Soltanto a un livello estremamente rozzo (bench
con conseguenze di grande utilit pratica) si pu pensare di creare un parallelo fra cervello
e macchine elettroniche. Nel 1943 Warren McCulloch (1898-1969) e Walter Pitts
cercarono una prima approssimazione, avanzando alcune ipotesi semplificative sulla
struttura e sul funzionamento dei neuroni: che essi siano componenti del sistema nervoso
con risposte di tipo 'tutto o niente', aventi un livello di soglia fisso che determina la
presenza o assenza di risposta, ed entranti in azione in modo sincronizzato a intervalli
regolari quando la somma algebrica degli impulsi dei neuroni adiacenti raggiunge la soglia.
McCulloch e Pitts provarono che un tale sistema si comporta realmente come una
macchina (che essi chiamarono 'automa finito'), nel senso che ogni sistema di stimoli
produce un'unica e determinata risposta.
Nonostante tali risultati positivi siano stati sostanzialmente migliorati negli anni seguenti,
mostrando in particolare come ipotesi radicalmente meno restrittive di quelle precedenti
producano ancora un comportamento deterministico, e dunque un modello di macchina che
approssima meglio il comportamento reale del cervello, si ancora ben lungi dal sogno
fantascientifico di sintetizzare un vero cervello. In ogni caso, anche la realizzazione di una
macchina che simuli completamente le funzioni cerebrali non dimostrerebbe n che il
cervello una macchina, n che la mente non esiste.
4. Sviluppo
Gli automi finiti trovarono un'applicazione immediata e fondamentale nella nascente
industria dei computer. Turing aveva caratterizzato la nozione di calcolabilit nei termini di
una scatola nera che fosse in grado di effettuare alcune operazioni elementari. Per
l'effettiva costruzione di un computer restava da capire come una tale scatola nera fosse
realizzabile, e il lavoro di McCulloch e Pitts forn la chiave: un automa finito era sufficiente.
In pratica un tale automa pu essere sintetizzato mediante fili elettrici, le connessioni tra i
quali sostituiscono i neuroni, e il passaggio o meno di una corrente elettrica determina la
presenza o l'assenza di una risposta. Gli automi finiti, nati come modelli semplificati del
cervello umano, divengono dunque cervelli elettronici per le macchine di Turing,
rendendone possibile la costruzione.
I computer calcolano funzioni mediante programmi scritti in linguaggi di programmazione,
dei quali esiste una grande variet. La dimostrazione di equivalenza fra un dato modello di
calcolo e la calcolabilit mediante computer consiste nel tradurre il metodo di calcolo di una
funzione generica implicito nel dato modello in una serie di istruzioni eseguibili
direttamente dal computer (il cosiddetto linguaggio macchina). In termini moderni, tale
dimostrazione consiste nella costruzione di un cosiddetto compilatore. Essa fu effettuata
per la prima volta da Turing e Kleene mediante il metodo di aritmetizzazione.
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Una propriet delle funzioni, assunta implicitamente nella trattazione finora esposta, che
esse attribuiscano un valore a ogni argomento. In termini tecnici, abbiamo considerato
funzioni totali. Con l'avvento dei computer, per, le funzioni hanno ceduto il loro ruolo di
oggetti privilegiati ai programmi o, in termini pi astratti, ai metodi di calcolo. Un
programma definisce una funzione in modo indiretto, stabilendo come calcolarne i valori,
ma spesso non semplice descrivere tale funzione direttamente. Un'altra conseguenza, dal
nostro punto di vista pi importante, che un metodo di calcolo perfettamente definito non
produce necessariamente un valore. Nel caso generale dei programmi, che descrivono
semplicemente certi procedimenti di calcolo, non ci si pu dunque aspettare che essi
producano sempre un risultato. Per esempio, se si cerca di calcolare il valore f(0) usando il
programma
Formula 3
si entra in un circolo vizioso: per calcolare f(0) si deve conoscere f(1), per calcolare f(1) si
deve conoscere f(2), e cos via.
Se si vuole attribuire un significato ai programmi in termini di funzioni bisogna quindi
considerare funzioni parziali, che possono non assumere valori (essere indefinite) per certi
argomenti (nei casi estremi, tutti o nessuno; le funzioni totali sono dunque particolari
funzioni parziali).
Nel 1938 Kleene defin le funzioni parziali ricorsive, con una semplice modifica della
definizione di funzione ricorsiva: egli permise la ricerca del minimo elemento di un insieme,
senza pi richiedere che l'insieme fosse non vuoto. Anche le altre definizioni delle funzioni
ricorsive si possono adattare al caso delle funzioni parziali e si dimostra che le varie
definizioni sono tutte equivalenti. In particolare, cos come le funzioni ricorsive totali erano
esattamente le funzioni totali calcolabili con computer, le funzioni ricorsive parziali sono
esattamente le funzioni calcolabili con computer. Sia le funzioni ricorsive primitive sia le
funzioni ricorsive parziali di un argomento si possono enumerare in modo effettivo, per
esempio considerando tutti i programmi di un linguaggio di programmazione in ordine
alfabetico. Si ottiene in questo modo una lista
[4]
0
,
1
,
2

di tutte le funzioni ricorsive parziali di un argomento. Tale lista essa stessa ricorsiva
parziale, in quanto esiste un singolo programma di due argomenti capace di eseguire i
calcoli di un qualsiasi programma di un solo argomento. Si ha cos il cosiddetto 'teorema di
enumerazione': la funzione
Formula 5
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ricorsiva parziale. Il teorema di enumerazione evidenzia un'importante propriet della
classe delle funzioni ricorsive parziali, e dimostra come tale classe abbia la capacit di
'descrivere s stessa'. Dal punto di vista informatico, esso spiega come sia stato possibile
passare da macchine per specifiche funzioni ricorsive (come le calcolatrici tascabili) a
macchine universali per tutte le funzioni ricorsive (come i computer): queste ultime sono
semplicemente macchine per la specifica funzione (x,z), e quindi calcolano indirettamente
ogni
x
, quando si fissi x.
La nozione di funzione ricorsiva parziale suggerisce in modo spontaneo la domanda se sia
possibile accorgersi (per es., in modo ricorsivo) se un programma calcola una funzione
totale. Tuttavia facile notare che cos non . Il problema di decidere se un programma
calcola una funzione totale non ricorsivo; stata proprio l'introduzione della nozione di
funzione parziale ad aver permesso di ottenere il teorema di enumerazione. Il problema
della totalit di una funzione solo uno dei vari problemi senza soluzioni ricorsive, che la
tesi di Church interpreta dunque come umanamente impossibili da risolvere. Il pi famoso
di tali esempi il cosiddetto 'problema della fermata': decidere se una data funzione
ricorsiva parziale definita per un dato argomento o, equivalentemente, se un computer si
ferma (e ottiene dunque un valore) quando calcola seguendo le istruzioni di un dato
programma per un dato argomento.
L'insolubilit del problema della fermata si pu formulare come segue: se un programma
che fornisce risposte a domande riguardanti la fermata di dati programmi per dati
argomenti non mente mai, esso non pu fornire tutte le risposte. Poich generalmente
facile rispondere in maniera affermativa a tali domande (semplicemente simulando il dato
programma sui dati argomenti, e aspettando fino a che si ottenga un valore), la limitazione
si ha nel caso di risposta negativa (nel qual caso la simulazione precedente non giunge mai
a termine).
La formulazione appena descritta del problema della fermata mostra una grave limitazione
delle capacit assolute dei programmi. Ci appare ancora pi grave quando si considerino i
programmi in due modi complementari: da un lato, essi si possono codificare con i numeri,
e dunque affermazioni sul loro comportamento sono, mediante aritmetizzazione, relative a
propriet dei numeri; d'altro lato, l'attivit matematica che consiste nel derivare teoremi
da assiomi mediante regole si pu essa stessa codificare attraverso programmi. Possiamo
allora riformulare ulteriormente l'insolubilit del problema della fermata, e ottenere una
versione del 'teorema di Gdel': un sistema di assiomi e regole che sia codificabile mediante
un programma e che non menta mai non pu fornire risposte a ogni domanda riguardo ai
numeri. In altri termini, il teorema di Gdel afferma che la verit matematica non pu
essere compressa n in sistemi assiomatici, n in programmi di computer.
I programmi dei computer definiscono funzioni mediante metodi di calcolo. Poich per tali
metodi riducono il calcolo di dati valori di una funzione al calcolo di altri valori della stessa
funzione e mediante lo stesso metodo, c' in essi qualcosa di circolare. Per esempio, il
programma
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[6] (x)(x)
non fornisce alcuna indicazione pratica su come si possa calcolare un qualunque valore di ,
e inoltre la condizione espressa da tale programma soddisfatta da ogni funzione, parziale
o totale che sia. In che senso dunque una funzione definita da tale programma?
La risposta fu data da Kleene, che nel 1952 dimostr il cosiddetto 'teorema di ricorsione'.
Esso afferma che, nonostante le condizioni imposte da un programma possano essere
soddisfatte da pi di una funzione, il metodo di calcolo che consiste nel sostituire
sistematicamente la parte sinistra di un'equazione con la parte destra definisce la minima
di tali funzioni parziali (che ricorsiva, in quanto calcolabile mediante un computer). In
precedenza, nel 1938 Kleene aveva stabilito il cosiddetto 'teorema del punto fisso'. Secondo
tale teorema ogni equazione che definisce una funzione, in cui la variabile sia un numero
per un programma della funzione stessa, ammette una soluzione numerica (che codifica
una funzione ricorsiva parziale).
Negli anni Trenta la teoria della ricorsivit si orient verso risultati sempre pi tecnici,
bench ancora motivati da problemi di natura generale. Dalla fine degli anni Quaranta
quest'ultima tendenza prese il sopravvento, gli aspetti tecnici divennero predominanti e la
teoria della ricorsivit si trasform in una branca della matematica a s stante. La
classificazione delle funzioni (totali) in ricorsive e non ricorsive fondamentale, ma
piuttosto grossolana: infatti, la maggioranza delle funzioni consiste di funzioni non ricorsive.
Nel 1939 Turing introdusse un metodo che permette di discriminare fra loro funzioni non
ricorsive (e dunque problemi insolubili), e di distinguire vari gradi di insolubilit. L'idea
consiste nel passare dalla nozione di calcolabilit assoluta, considerata finora, a quella di
calcolabilit relativa a un certo oracolo, cui si possa chiedere aiuto durante un calcolo. Tale
idea si pu pensare come un'astrazione del processo interattivo uomo-macchina, in cui il
computer ha la possibilit di demandare certe scelte al programmatore: tale possibilit
utile quando, per un qualunque motivo, non si voglia o non si sappia affidare ogni parte di
un calcolo al computer.
Due problemi si dicono dello stesso grado se ciascuno si pu risolvere usando l'altro come
oracolo (ed essi hanno quindi la stessa difficolt); un problema si definisce invece di grado
inferiore a un altro se il primo risolubile usando il secondo come oracolo, ma non
viceversa (e dunque il primo pi facile da risolvere del secondo). Una buona parte dei
risultati della teoria della ricorsivit consiste nello studio, iniziato da Kleene e Post nel
1954, delle propriet di struttura dei gradi. Per esempio, ovvio che esiste un grado
minimo (quello dei problemi che sono risolubili, senza chiedere aiuto a nessun oracolo;
equivalentemente, quello delle funzioni ricorsive), mentre meno ovvio che non ci siano
problemi di grado massimo. Questo risulta per analogia con il (in termini tecnici, per
relativizzazione del) fatto che il problema della fermata non risolubile: dato un qualunque
problema, si pu considerarlo come un oracolo, e il problema della fermata per programmi
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che usino tale oracolo non risolubile relativamente a esso (e ha, in realt, grado
maggiore). Ancor meno ovvio che ci siano problemi con gradi inconfrontabili, e quindi di
difficolt incomparabile, o problemi con gradi minimali, cio non risolubili, e tali che non
possano fungere in modo utile da oracoli per nessun altro problema (gli unici problemi
risolubili con tali oracoli sono quelli della stessa difficolt, e quelli risolubili senza oracoli).
La struttura dei gradi si rivelata estremamente complicata e quindi deludente, perch si
sperava che il suo studio avrebbe potuto portare a una descrizione semplice dell'insieme di
tutte le funzioni. Nonostante oggi si conosca molto sulla struttura dei gradi, una sua
completa caratterizzazione non ancora stata trovata.
Finora si parlato di funzioni e di loro classificazioni. Tuttavia una gran parte della teoria
della ricorsivit consiste nello studio e nella classificazione degli insiemi di numeri, che
possono essere visti come particolari funzioni a valori 0 e 1: tali valori si possono
interpretare come risposte positive o negative alla domanda se un numero appartenga o no
all'insieme dato. Anche per gli insiemi si pu parlare di calcolabilit relativa e di loro gradi
di insolubilit. Gli insiemi il cui grado il pi semplice possibile sono quelli detti ricorsivi,
tali cio che la funzione a essi associata sia ricorsiva. Essi sono dunque quelli per i quali un
computer pu determinare se un elemento appartenga o no all'insieme.
Un tipo particolarmente interessante di insiemi quello degli insiemi ricorsivamente
enumerabili, per i quali esiste una funzione ricorsiva che ne enumeri gli elementi. I loro
elementi possono dunque essere enumerati da un computer. L'insolubilit del problema
della fermata dimostra che esistono insiemi ricorsivamente enumerabili ma non ricorsivi.
Poich per ogni insieme ricorsivamente enumerabile esiste un programma x che si ferma
sull'argomento z se e solo se esso sta nell'insieme, il problema della fermata ha il massimo
grado fra quelli degli insiemi ricorsivamente enumerabili.
Nel 1944 Post si chiese se vi fossero soltanto due gradi di insiemi ricorsivamente
enumerabili, cio quello dei problemi risolubili e quello del problema della fermata. Tale
questione divenne nota come 'problema di Post' e fu risolta negativamente nel 1956 da
Richard Friedberg e Albert Muchnik, che idearono una modifica costruttiva del metodo di
diagonalizzazione, detta metodo di priorit. Essi dimostrarono, in realt, che anche in
questo caso esistono insiemi di grado inconfrontabile.
La teoria dei gradi di insiemi ricorsivamente enumerabili la parte pi sofisticata e difficile
della teoria della ricorsivit, e la struttura di tali gradi ancora pi complessa e patologica
di quella dei gradi in generale. A partire dalla fine degli anni Cinquanta, con un interesse
via via crescente, la teoria della ricorsivit ha cercato di svincolarsi dall'approccio
puramente numerico e di estendere la propria ricerca alla nozione di computabilit su
oggetti di varia natura. Una tale estensione ovviamente richiesta quando si vogliano
considerare operazioni sui numeri reali, come nell'analisi. Per poter parlare di calcolabilit
di tali operazioni si deve estendere la nozione di calcolabilit da funzioni di numeri naturali
a funzioni di numeri reali, e ci ha portato allo sviluppo dell'analisi ricorsiva. Un tipico
risultato dell'analisi ricorsiva, che mostra quanto essa possa scostarsi dall'analisi classica,
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che ogni funzione ricorsiva di numeri reali continua.