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Francesco De Nobili

SEO Google
Guida al web marketing
con gli strumenti di Google
2013 Area 51 s.r.l., San Lazzaro di
Savena (Bologna)
Prima edizione e-book Area51
Publishing: marzo 2013
Cover: Valerio Monego
Redazione e sviluppo ebook: Enrico De
Benedictis
Se intendi condividere questo ebook con
unaltra persona, ti chiediamo
cortesemente di scaricare una copia a
pagamento per ciascuna delle persone a
cui lo vuoi destinare. Se stai leggendo
questo ebook e non lo hai acquistato, ti
chiediamo, se ti piace, di acquistarne
anche una copia a pagamento, al fine di
poterci permettere di far crescere il
nostro lavoro e di offrirti sempre pi
titoli e una qualit sempre maggiore.
Grazie per il tuo aiuto e per aver
rispettato il lavoro dellautore e
delleditore di questo libro.
Data la rapidit con cui i tool di
sviluppo e i linguaggi vengono
aggiornati, i contenuti di questo ebook si
intendono fedeli allo stato dellarte al
momento della pubblicazione.
S e g u i Area51 Publishing su:
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www.area51editore.com
www.area51publishing.wordpress.com
Introduzione
In questi ultimi anni si finalmente
sviluppata anche in Italia la
consapevolezza che il web pu
rappresentare unenorme opportunit per
la promozione e la crescita di
unazienda o di un singolo
professionista.
Ma non solo. Il web sta creando
nuove opportunit di lavoro grazie alle
nuove professionalit che sono nate in
quei paesi che per primi hanno investito
sul web e che gi ora beneficiano di un
netto vantaggio nei confronti di chi
rimasto indietro su questi argomenti.
La prima regola del web farsi
trovare facilmente dai navigatori o dai
potenziali clienti, ecco perch questo
libro dedicato soprattutto a chi vuol
diventare professionista in questo campo
o vuole semplicemente saperne di pi
sulla tecnica che permette di dare
visibilit a un sito web: la Search
Engine Optimization (SEO).
Dopo aver compreso e analizzato il
funzionamento di Google, il motore di
ricerca pi utilizzato al mondo, verranno
approfonditi gli aspetti tecnici e teorici
della SEO.
Inoltre verr insegnato un vero
metodo di lavoro per gestire queste
attivit e soprattutto come utilizzare gli
strumenti gratuiti forniti da Google per
sfruttare efficacemente queste tecnica e
diventare, ad esempio, SEO specialist o
SEO manager.
Lapproccio di questo libro legato
pi agli aspetti comunicativi rispetto ad
altri testi dello stesso ambito, perch il
reale valore della SEO dato
soprattutto dai contenuti testuali: per
questo verranno approfondite anche
tecniche di copywriting e comunicazione
persuasiva.
Nella seconda parte del libro verr
dato spazio a tutte le attivit legate al
web marketing e alla SEO off page, che
comprende tutte le azioni di
posizionamento sui motori di ricerca
effettuate allesterno del sito.
Anche in questo caso vedremo come
utilizzare in maniera efficace gli
strumenti offerti da Google e come
monitorare le nostre attivit di web
marketing grazie allanalisi dei visitatori
del sito, attraverso Google Analytics.
Il libro si chiude con un capitolo
dedicato alla comunicazione e alla
gestione della promozione attraverso i
social network, il cosiddetto social
media marketing, con un occhio di
riguardo allimpatto sempre maggiore
che avr Google Plus (il social network
di Google) sui motori di ricerca.
Questo libro sar legato direttamente
ad un workshop intensivo in cui
verranno approfonditi tutti i dettagli e le
tecniche descritte nel testo, a cui seguir
prossimamente un video corso per chi
non potr essere presente in aula.
Per avere informazioni sulle date del
corso e sullattivazione del video corso,
possibile visitare la sezione corsi del
s i t o Comunicazione Lavoro (sezione
corsi del sito Comunicazione Lavoro) o
la sezione workshop di Area51
Publishing (sezione workshop di
Area51 Publishing).
I box di approfondimento
Allinterno del testo sono stati inseriti
due tipi di box che identificano due
sezioni differenti:

Glossario: raccoglie le
definizioni dei termini tecnici citati
nel testo per favorire la
comprensione dei contenuti.

Approfondimento sul web: in
cui vengono consigliati articoli,
guide e link per approfondire
largomento trattato, in modo
dettagliato sul web.
La collana Web marketing Lavoro
web
Questo libro fa parte della collana Web
marketing Lavoro web che guida il
lettore passo dopo passo nel mondo del
web marketing, con esempi concreti,
esperienze, spiegazioni dettagliate e
consigli per sfruttare le enormi
potenzialit offerte dal web.
Titoli gi usciti di questa collana:

Lavoro Web - Costruisci il tuo sito per
crearti opportunit di lavoro
www.area51editore.com/negozio/lavoro-
web-costruisci-il-tuo-sito-per-crearti-
opportunita-di-lavoro
Sommario
Capitolo 1 - Comunicazione e
marketing online: la svolta
Il manifesto Cluetrain
Capire il motore di ricerca Google
SEO on page e SEO off page
Levoluzione dellalgoritmo di
Google
Capitolo 2 - Gestione SEO on
page
Pianificare le attivit
Diario di bordo con Google Calendar
La scelta del dominio
Densit e prossimit delle parole
chiave
I tag HTML
Il tag title
Il meta tag description
I tag di intestazione
URL parlante
Ottimizzare il nome dei file pdf
Ottimizzare le immagini
Ottimizzare i link
Capitolo 3 - SEO on page: gli
strumenti di Google
Scoprire la concorrenza con Google
Google AdWords: i volumi di ricerca
Google Trends: scegliere le parole
del momento
Sfruttare i consigli di Google Suggest
Creare i testi con WordPress SEO
Capitolo 4 - Web copywriter
Scrivere per il web
La Unique Selling Proposition
Tecniche di persuasione: i principi
Principio della reciprocit
Principio della testimonianza
sociale
Principio della simpatia
Principio della scarsit
Capitolo 5 - Tecniche di web
marketing
Tra SEO off page e web marketing
Backlink e link popularity
Promuoversi sui forum
Promuoversi attraverso i blog
Article marketing
Landing Page: da navigatori a
consumatori
Lemail marketing
Advertising online: tipologie
Il pay per click advertising
Capitolo 6 - Web Marketing:
gli strumenti di Google
Google Webmaster Tools
Inviare la Sitemap e creare il file
robots.txt
Verificare le query di ricerca
Verificare i backlink
Gestione dei sitelink
Lindicizzazione con Google
Webmaster Tools
Creare collaborazioni con Ad Planner
Google Analytics: conoscere il
pubblico
Capitolo 7 - Lauthorship di
Google e gli altri social
Come condividere sui profili social
Promuoversi con Facebook
Twitter
YouTube
Google Plus e la rivoluzione
dellauthorship
Capitolo 1
Conoscere il motore di
ricerca Google
Il manifesto Cluetrain
Per capire e comprendere a fondo tutte
le potenzialit offerte dalla
comunicazione online e
conseguentemente dal web marketing,
obbligatorio fare un salto indietro di
qualche anno e atterrare nel 1999
quando alcuni studiosi ed esperti di
comunicazione lanciarono sul web un
vero e proprio manifesto che racchiude
95 tesi per riformare il linguaggio e le
tecniche di comunicazione e promozione
in funzione del web.
Il manifesto Cluetrain che in seguito
diventato anche un libro (pubblicato da
Perseus Books nel 2000), stato oggetto
di molti dibattiti e critiche soprattutto
nei primi anni del nuovo millennio, a
causa delle sue prospettive
apparentemente visionarie che invece
oggi risultano attuali e propedeutiche
per nuove scenari.
Tutte le 95 tesi si possono leggere
gratuitamente sul sito ufficiale del
manifesto (http://cluetrain.com/), ma
utile commentare alcuni punti che
dimostrano come chi ha saputo
concretizzare queste tesi, allepoca
visionarie, oggi viaggia con qualche
anno di vantaggio rispetto alla
concorrenza e per questo alcuni punti
possono essere di spunto anche in
prospettiva futura.
Tra gli assunti che offrono indicazioni
su come comunicare e promuoversi
online, non si pu evitare di segnalare:
Gli iperlink sovvertono la
gerarchie.
Per raggiungere la camera da letto di
una casa si deve necessariamente entrare
dal cancello, poi dalla porta dingresso,
attraversare il corridoio e trovare la
porta giusta per accedere alla camera
desiderata. Nel web non pi cos,
poich grazie ai motori di ricerca non
sempre si raggiunge direttamente lhome
page del sito e pertanto il percorso di
visita potr sicuramente essere
differente da come stato immaginato,
soprattutto se chi lo ha organizzato i
contenuti de sito si basato
esclusivamente sullhome page.
Appare dunque evidente come
diventer sempre pi fondamentale
curare testi e architettura del sito in
funzione di questo assunto, oltre a
comunicare al visitatore la sua esatta
posizione allinterno del sito,
(attraverso ad esempio lutilizzo delle
briciole di pane).

Le briciole di pane o Breadcrumbs,
indicano la gerarchia di
navigazione del sito allinterno di
una pagina (ad esempio Home >
Ricette > Primi Piatti).
Generalmente si suddividono in 3
tipologie:

Location breadcrumbs, in cui
viene indicata esclusivamente la
posizione gerarchica della pagina
consultata, senza considerare il
percorso fatto dal visitatore.
Path breadcrumbs, in cui viene
invece mostrano tutto il percorso
che il visitatore ha fatto una volta
entrato nel sito.
Attribute breadcrumbs, in cui sono
veicolate meta informazioni o
categorie, come ad esempio il
prezzo, lautore di un libro, il
marchio di un prodotto etc.
Se qualcosa buono o cattivo,
comunque lo sapranno tutti.
Sul web non si pu bluffare, prima
o poi se si nasconde qualcosa, verr
fuori. Quindi nella comunicazione e
nella promozione online bene
mantenere la massima trasparenza ed
eventualmente anche presentare gli
errori fatti come incentivo a migliorarsi.
I mercati sono fatti di esseri umani.
La caratteristica del web che
nascono interazioni e condivisioni
direttamente da persone e individui
reali, non da variabili demografiche o
da categorie socio-economiche. Questo
significa che per la promozione o la
reputazione online fondamentale saper
ascoltare e comunicare direttamente con
i nostri lettori/clienti/utenti.
Sia che fornisca informazioni,
opinioni, scenari, argomenti contro o
divertenti digressioni, la voce umana
sostanzialmente aperta, naturale, non
artificiosa.
Anche se lassunto numero 4, lho
volutamente inserito per ultimo perch
racchiude passato, presente e futuro
della principale tecnica di promozione
sui motori di ricerca, la SEO (Search
Engine Optimization).
Infatti, solo qualche anno fa questo
assunto poteva essere visto come utopia,
poich tecniche informatiche pi o meno
lecite, permettevano attraverso
linserimento di parole chiave nascoste,
di posizionare siti web di dubbio
contenuto in cima alle liste di motori di
ricerca.
Oggi questo non pi possibile
poich Google, il motore di ricerca pi
utilizzato al mondo, penalizza queste
tecniche rendendo invisibili nelle liste
di ricerca i siti web che utilizzano questi
espedienti o che allinterno dei loro testi
ripetono pi volte parole chiave senza
alcuna logica semantica.
Non solo, i recenti aggiornamenti
degli algoritmi di Google stanno
andando tutti verso la direzione di
premiare contenuti originali e che
vengono apprezzati dagli utenti, non dai
computer!
Appare quindi necessario per sfruttare
appieno le tecniche di web marketing e
della SEO in particolare, analizzare la
principale variabile di questo campo: il
motore di ricerca Google.

Interessanti approfondimenti e
riflessioni sul manifesto Cluetrain,
si possono trovare in questo
articolo:
http://carlosway.it/mktg/riflessioni-
sul-cluetrain-manifesto/.
Capire il motore di ricerca
Google
Spesso per spiegare le tecniche di
marketing online o pi in generale
servizi e prodotti del web, si usano
metafore riferite ad esempi di vita reale.
Pu essere daiuto quindi pensare al
motore di ricerca come ad una grande
libreria dove i libri sono i milioni di siti
web che popolano la rete.
Alcuni libri sono catalogati secondo
categorie dinteresse, ma alcuni sono
inseriti in una categoria sbagliata; altri
libri sono posizionati con la copertina
ben visibile, altri sono inseriti di
taglio ed possibile leggere solo il
titolo; alcuni sono presenti nella vetrina
principale oppure accanto alle casse in
modo che ogni cliente veda il libro.
Ovviamente i libri che avranno pi
possibilit di essere letti sono quelli in
vetrina o accanto alla cassa che
rappresentano nella metafora, i siti che
si posizionano nei primi 5 posti nella
pagina dei risultati di ricerca, la
cosiddetta SERP (Search Engine Results
Page).
Queste posizioni di prestigio si
possono comprare attraverso la
pubblicit a pagamento, oppure si
possono raggiungere utilizzando le
tecniche SEO.
Inserire il proprio libro nella giusta
categoria, pu invece rappresentare
lequivalente inserimento del proprio
sito web allinterno della giusta
Directory: portali allinterno dei quali i
siti web vengono inseriti (su
segnalazione degli amministratori del
sito) secondo strutture gerarchiche o ad
albero che li suddividono in categorie in
base allargomento. Tuttavia questo
lavoro di categorizzazione viene
ormai effettuato direttamente da Google
in base ai contenuti del sito.
In poche parole, se non attuiamo le
giuste tecniche di posizionamento, il
nostro libro (sito web) potrebbe
rimanere nascosto nella libreria (motore
di ricerca).
Ma quali sono le regole della libreria
e qual il criterio che il nostro libraio
(Google) utilizza per posizionare sugli
scaffali il nostro libro/sito?
Usciamo ora dalla metafora per
capire meglio come funziona un motore
di ricerca e soprattutto quali sono i
fattori che influenzano il posizionamento
di determinate parole chiave al suo
interno.
Fondamentalmente il motore di
ricerca un programma che utilizza
congiuntamente database, software e
algoritmi matematici per trovare
informazioni sul web legate alla parola
chiave richiesta dallutente.
Google si affermato tra i motori di
ricerca proprio per la qualit del suo
mix di strumenti utilizzati: un
potentissimo algoritmo capace di
effettuare ricerche veloci nei database e
soprattutto lutilizzo di strumenti
software che permettono di analizzare
velocemente le informazioni sul web.
Tra gli strumenti software utilizzati, il
pi importante sicuramente quello che
viene definito Spider: un programma che
gestisce un insieme di componenti che
analizzano gli indirizzi delle pagine web
e integrando le categorie presenti nei
database, raccolgono e memorizzano le
informazioni da utilizzare per il motore
di ricerca.
Quindi il primo concetto
fondamentale da tenere ben presente
quando si vuole sfruttare la potenzialit
di un motore di ricerca avere pi
informazioni possibili sullo Spider
utilizzato: quando farlo passare dal
nostro sito, quali indicazioni fornire e
come aiutarlo nella ricerca di
informazioni allinterno del nostro sito.
Google fornisce molte indicazioni su
come utilizzare il suo Spider chiamato
Googlebot, ad esempio quali sono le
modalit di accesso al proprio sito o
eventualmente come impedire allo
Spider laccesso ad alcune pagine.
Per facilitare il lavoro dello Spider,
la prima operazione fondamentale da
compiere quella di inviare a Google la
sitemap del proprio sito. Ma che cos
la sitemap e perch cos importante?
La sitemap, come si intuisce dal
nome, non altro che la mappa del sito
web, generalmente sotto forma di file
xml (quindi equivale ad una pagina web)
che facilita ai motori di ricerca la
scansione del sito, favorendo la sua
indicizzazione.
Inoltre la Sitemap consente di fornire
allo Spider informazioni supplementari,
come la frequenza di aggiornamento
delle notizie, la data dellultimo
aggiornamento del sito, dati specifici
legati ai contenuti, ad esempio la durata
di un video o le dimensioni di
unimmagine.
Le modalit di creazione della
sitemap seguono un protocollo ufficiale
(Protocollo Sitemap 0.9) a cui
aderiscono sia Google che Yahoo e
Microsoft: in questo modo la stessa
sitemap compatibile anche su altri
motori di ricerca.
Vedremo in seguito e nel dettaglio
come inviare la sitemap a Google per
indicizzare in modo corretto il nostro
sito.
SEO on page e SEO off page
Linvio della Sitemap consente dunque
di agevolare il lavoro dei software
legati al motore di ricerca per
indicizzare il proprio sito. Queste azioni
sono ancora pi importanti se il sito o il
dominio di recente costituzione,
poich velocizzano il processo di
riconoscimento da parte dei motori di
ricerca.
Una volta indicizzato il sito, occorre
iniziare il lavoro che riguarda il suo
posizionamento, ovvero la posizione
allinterno della pagina dei risultati di
ricerca (SERP) di parole chiave legate
al sito.
Dopo lo Spider, entra in gioco
unaltra componente fondamentale del
motore di ricerca: lalgoritmo. Ma qual
il suo funzionamento e quali sono i
fattori che lo influenzano per
posizionare una parola chiave
allinterno di un motore di ricerca?
la famosa domanda da un milione di
dollari (anzi il suo valore sicuramente
maggiore), poich non tutte le leggi che
regolano il funzionamento dellalgoritmo
di un motore di ricerca, Google in
primis, sono state svelate.
Pertanto possibile solo ipotizzare,
grazie a prove empiriche, quali fattori
sono maggiormente impattanti sul
posizionamento di determinate parole di
ricerca, anche se alcuni di questi fattori
sono comunque forniti direttamente da
Google perch migliorano la qualit dei
siti web, con lobiettivo di fornire
risultati sempre pi corrispondenti alle
informazioni richieste.
Ad oggi i principali fattori che
influenzano il posizionamento, possono
essere suddivisi in fattori on page,
ovvero che riguardano le caratteristiche
tecniche delle pagine del sito web e
fattori off page, in cui rientrano invece
tutte le caratteristiche che derivano da
attivit effettuate allesterno del sito.
Attualmente i principali fattori on
page sono:

ottimizzazione delle parole chiave
nei tag HTML, in particolare il tag
title e il meta tag description;
ottimizzazione dei tag di
intestazione;
utilizzo di URL parlanti;
densit delle parole chiave nei
contenuti.
Poich i motori di ricerca considerano
anche altri fattori, come ad esempio la
popolarit del sito o la sua reputazione
online, importante considerare bene
anche le azioni da effettuare allesterno
del sito che servono non solo per i
motori di ricerca, ma per promuovere e
far conoscere direttamente il proprio
sito.
I principali fattori off page che
possono influenzare in modo positivo
anche i motori di ricerca sono:

numero e qualit dei backlink;
utilizzo di landing page;
article marketing e comunicati
stampa;
social media marketing;
interviste sul proprio sito con altri
blogger o siti web dello stesso
argomento.

I backlink, chiamati anche link di
ritorno, non sono altro che link che
puntano a un determinato sito.
Questo termine non definisce solo i
siti presenti nel blogroll, ovvero la
lista di link di siti o blog che il
gestore del sito segue per interessi
comuni o per scambio reciproco di
link, ma in realt qualsiasi link
che punta al nostro sito che
provenga da forum, siti web o
social network.
Analizzeremo nel dettaglio allinterno
dei prossimi capitoli come gestire questi
fattori on page e off page per migliorare
reputazione e posizionamento sui motori
di ricerca, in particolare su Google.
Levoluzione dellalgoritmo
di Google
Abbiamo visto come alcuni fattori che
influenzano il posizionamento sui motori
di ricerca sono pubblici e in alcuni casi
come ad esempio per Google, lo
stesso motore di ricerca che fornisce
informazioni per ottimizzare i propri siti
web in funzione anche dei cambiamenti
e delle evoluzioni dellalgoritmo.
Ecco perch importante vedere
come evoluto lalgoritmo di Google in
questi anni, sia per smentire alcuni
indicazioni molto in voga sul web che
per capire quali saranno in futuro i
fattori che avranno maggior peso per il
posizionamento.
Dal 2003 al 2007 Google si
concentrato soprattutto sulle modifiche
di algoritmo per penalizzare tecniche
innaturali di ottimizzazione delle pagine
web.
Gli algoritmi chiamati da Google
Dance e Florida colpiscono nel
2003 i siti web che utilizzano la tecnica
di keyword stuffing, ovvero la
ripetizione innaturale di parole chiave
allinterno di una pagina web.
Il 2004, attraverso il nuovo algoritmo
denominato Austin, dedicato alla
penalizzazione delle tecniche di Black
Hat SEO, come ad esempio nascondere
parole chiave allinterno delle pagine
web utilizzando font di dimensioni
minime o utilizzando per le parole
chiave lo stesso colore dello sfondo, per
poterle ripetere pi volte nel testo senza
disturbare la lettura del visitatore.
Lalgoritmo Nofollow del 2005
come si evince dal nome, introduce
lattributo nofollow che indica al
motore di ricerca quali link non
indicizzare (ad esempio nei commenti di
un blog) per favorire la qualit dei link
in entrata.
Ma la vera rivoluzione del 2005
laggiornamento algoritmico Local Maps
che incide sui risultati di ricerca in
funzione e in relazione alla
localizzazione: si inizia a parlare di
Local SEO.
Interessanti anche i successivi
cambiamenti algoritmici che tra il 2005
e 2006 cercando di fare pulizia sui link
in entrata, penalizzando soprattutto link
reciproci o acquistati da siti
specializzati.
Dal 2007 oltre agli aggiornamenti di
algoritmo, entrano in gioco una serie di
cambiamenti nella struttura di ricerca di
Google (lato utente) che modificano in
modo significativo anche le SERP.
Queste modifiche arrivano nel 2007
attraverso lUniversal Search, con cui
Google aggiunge nei risultati di ricerca
le opzioni notizie, immagini,
video e nel 2008 con linserimento nel
box di ricerca, dei suggerimenti in
tempo reale, mentre lutente sta
digitando la parola ricercata.
Rimanendo sul fronte degli algoritmi,
la prima grande rivoluzione arriva con
lalgoritmo Caffeine del 2009 che
permette di accelerare lindicizzazione e
posizionamento quasi in tempo reale. Da
questo momento si inizia a parlare di
SEO in real time e per molti si aprono
orizzonti nuovi soprattutto per
pubblicizzare eventi o contest che prima
necessitavano di molto tempo di
preparazione per essere promossi sul
web.
Dalla fine del 2010 entrano invece in
gioco tutti i fattori legati allutilizzo dei
social network come ad esempio il
Social Signal del 2010 con cui Google
inizia ad utilizzare i riscontri sui social
media per aumentare il ranking di
posizionamento o il +1 Button che
anticipa larrivo di Google Plus e il suo
impatto sui motori di ricerca.
Oltre ai social network, Google
raffina sempre pi i risultati di ricerca
cercando di premiare contenuti di
qualit e non duplicati. Per questo
motivo con larrivo dellalgoritmo
Panda nel 2011, vengono penalizzati
siti con contenuti di bassa qualit o con
troppi spazi pubblicitari e con un nuovo
aggiornamento algoritmico chiamato
Freshness, sempre nel 2011, vengono
premiati i siti con contenuti aggiornati
frequentemente.
Nel 2012 le grandi novit sono il
nuovo aggiornamento algoritmico
Penguin che ha penalizzato ancora di
pi il keyword stuffing e i backlink di
dubbia provenienza o collegati a
pagamento oltre allintroduzione di
Google Search Plus Your World, con
cui i risultati di ricerca vengono
determinati dal grado di autorit e
connessioni sociali con il social
network Google Plus.
Questultima integrazione legata a
doppio filo con il futuro di Google che
va verso una ricerca sempre pi legata
al cosiddetto web semantico fatto di
contenuti reali e non di tecniche
informatiche, come dimostra
laggiornamento Knowledge Graph
che aggiunge informazioni aggiuntive nei
risultati come immagini collegate, data
di nascita dellautore, video collegati
etc.
In questo modo Google vuole
integrare e comprendere le reali
dinamiche che nascono e si evolvono tra
le persone nella vita di tutti i giorni,
penalizzando ed escludendo sempre di
pi contenuti nati in maniera artificiale o
fittizia per scopi commerciali.

possibile visualizzare unefficace
infografica che racchiude le novit
dellalgoritmo Penguin, da
questo sito:
http://affreschidigitali.blogosfere.it/2012/05/google-
penguin-linfografica-per-capire-
cosa-cambia-col-nuovo-algoritmo-
di-google.html.
Per rimanere costantemente
aggiornati sui continui
aggiornamenti dellalgoritmo di
Google:
http://www.seomoz.org/google-
algorithm-change.
Capitolo 2
Gestione SEO on page
Pianificare le attivit
Per promuovere un sito nuovo o gi
esistente attraverso le tecniche SEO e di
web marketing, i primi passi
fondamentali da compiere consistono nel
preparare un piano di azioni in cui
possano essere verificati i dati e in base
ai risultati raggiunti, sia possibile
proporre nuove azioni o modifiche per
raggiungere gli obiettivi prestabiliti in
fase di programmazione.
Per questo motivo occorre pianificare
una strategia precisa e crearsi un metodo
di lavoro efficace, utilizzando i giusti
strumenti a nostra disposizione che
fortunatamente sono forniti gratuitamente
proprio dal motore di ricerca per cui
concentriamo i nostri sforzi, ovvero
Google.

La prima cosa da fare per utilizzare
tutti questi strumenti offerti,
creare un account di Google
inserendo un indirizzo mail valido
e una password, da questo link:
accounts.google.com/NewAccount?
hl=it.
Anche se, come abbiamo visto, i recenti
cambiamenti algoritmici di Google
permettono posizionamenti molto pi
veloci rispetto a qualche anno fa,
sempre bene pianificare una strategia
che permetta di programmare i propri
obiettivi e monitorare le azioni
intraprese e i risultati ottenuti.
Ovviamente tutto questo deve essere
impostato tenendo conto della variabile
tempo e deve essere sempre possibile
poter modificare i propri obbiettivi in
meglio o in peggio, a seconda dei
risultati.
La variabile tempo da considerare
secondo due aspetti differenti. Il primo
aspetto riguarda il tempo che occorre
pianificare per le varie attivit di SEO e
web marketing. ovvero entro quanto
tempo posizionare le parole chiave tra i
primi 10 risultati o quanti nuovi
visitatori al sito deve portare un azione
di web marketing, ad esempio entro 1
settimana.
Il secondo aspetto riguarda il tempo
necessario a svolgere tutte queste
attivit che quindi strettamente legato
alle risorse che si hanno a disposizione,
in quanto unefficace attivit di web
marketing ha comunque bisogno di
risorse continue, soprattutto se si decide
di utilizzare i social network a supporto
di queste azioni.
Per pianificare queste attivit
possibile utilizzare il diagramma di
Gantt integrato con listogramma delle
risorse.

Diagramma di Gantt
Per la realizzazione del diagramma
di Gantt (dal nome dellingegnere
americano che lo introdusse
allinizio del XX secolo),
necessario associare alle attivit di
promozione la loro durata stimata.
Questa tecnica consente di
descrivere il programma di
realizzazione di un progetto, nel
nostro caso di promozione,
attraverso la rappresentazione della
durata delle sue attivit su un
grafico (istogramma) utilizzando
lasse delle ascisse come scala
temporale. Sullasse verticale, non
orientato, sono indicate le attivit
di cui si compone il progetto. La
collocazione delle barre di
attivit lungo lasse temporale
consente di evidenziare non solo la
durata, ma anche lepoca di
realizzazione di ogni attivit.
Spesso a questo diagramma si
affianca listogramma delle risorse
perch il diagramma di Gantt ha il
difetto di non essere ottimizzato per
lutilizzo delle risorse.
Listogramma delle risorse viene
costruito indicando, per ogni
periodo, la quantit di risorse
complessivamente necessarie in
base al tempo stimato.

Per realizzare un digramma di
Gantt delle attivit, possibile
utilizzare Gantt Project, software
gratuito scaricabile dal sito
www.ganttproject.biz/. Per creare
un diagramma di Gantt in cui
possibile associare le attivit alla
risorse, esiste un altro software
gratuito chiamato Open Proj
scaricabile dallindirizzo
http://sourceforge.net/projects/openproj/
Diario di bordo con Google
Calendar
Anche se il diagramma di Gantt un
ottimo strumento di lavoro soprattutto
per la pianificazione, Google Calendar,
strumento gratuito offerto da Google,
permette di creare une vero e proprio
diario di bordo con avvisi, per gestire
tutte le attivit legate alla SEO e al web
marketing.
Soprattutto per quanto riguarda la
gestione delle azioni legate alla SEO,
infatti necessario crearsi un diario di
tutte le attivit effettuate per capire quali
incidono in modo positivo o negativo sui
motori di ricerca o se, ad esempio, si
riscontrano fluttuazioni nei
posizionamenti di determinate parole
chiave, in corrispondenza con
aggiornamenti dellalgoritmo di Google.
Google Calendar un ottimo
strumento per gestire un diario di bordo
SEO perch oltre a tener traccia di tutte
le azioni trascritte, permette anche di
inviare promemoria, utili ad esempio a
verificare i risultati delle azioni
intraprese tempo prima.
Per utilizzare questo strumento
sufficiente collegarsi con il proprio
account di Google a questo link:
https://www.google.com/calendar?hl=it.
possibile nominare calendari
diversi a seconda delle attivit, quindi
volendo possiamo anche creare due
calendari differenti: uno legato alle
azioni SEO on page e laltro dedicato
alle attivit di web marketing.
Una buona metodologia di lavoro
potrebbe essere la seguente:

in data 30/06/2012 fissiamo
lobbiettivo di essere presenti con
il nostro sito web nelle prime due
pagine di Google, con una
determinata parola chiave (ad
esempio booktrailer);
creiamo su Google Calendar
levento come riportato dalla figura
1, avendo cura di personalizzarlo
compilando la form dedicata al
nome (ad esempio Posizionamento
prime 2 pagine booktrailer);
scegliamo il calendario utilizzato
(nel nostro caso Diario_SEO);
inseriamo eventualmente inseriamo
una descrizione dettagliata;
scegliamo un colore dellevento
per differenziarlo dalle azioni
intraprese e dallanalisi dei
risultati (ad esempio blu);
lasciamo le altri opzioni come
indicato nella figura 1.
Figura 1 Esempio di utilizzo di Google Calendar
Allo stesso modo tracciamo le azioni
SEO intraprese, nominandole in modo
descrittivo (ad esempio Modifica meta
tag description) e colorandole con un
colore diverso per differenziarle dagli
obiettivi (ad esempio utilizziamo il
colore rosso).
Infine, impostiamo levento di analisi
dei risultati, utilizzando la stesse
modalit sopra descritte, ma in questo
caso impostiamo anche il promemoria,
via mail o tramite pop-up per ricordarci
quando effettuare il controllo.
In questo modo sar sempre possibile
verificare le azioni svolte ed
eventualmente effettuare modifiche nel
caso in cui gli obiettivi non vengano
rispettati.
La scelta del dominio
Una delle prime scelte da compiere, in
parte legate alle tecniche SEO, la
scelta del nome di dominio del sito web,
soprattutto nel caso di nuovi siti o
progetti, ma anche nel caso in cui
occorra migliorare il posizionamento di
siti gi esistenti.
Ecco qualche caratteristica che pu
esser utile per scegliere il giusto nome
di dominio:

utilizzare un nome non troppo lungo
(mai pi di 3 parole chiave) e
facile da ricordare;
scegliere parole comuni utilizzate
dalla maggior parte delle persone
(ad esempio meglio il termine
assistenza computer che
assistenza videoterminali);
scegliere un nome di dominio unico
e non confondibile con altri;
evitare di utilizzare caratteri
speciali o trattini tra due parole.
Ad esempio
magliecalciointernazionali.com
meglio di maglie-calcio-
internazionali.com, perch pi
facile comunicarlo anche
oralmente, mentre per i motori di
ricerca non fa differenza perch
capiscono la divisione tra le 3
parole chiave;
corrispondenza delle parole chiave
utilizzate nel dominio con gli
argomenti trattati dal sito.
Risulta ormai meno fondamentale,
soprattutto a livello SEO, la scelta
dellestensione del dominio (.it, .com,
.net, .org etc.) che pu dipendere invece
dal pubblico di riferimento.
Se il pubblico sar esclusivamente
italiano preferibile unestensione .it,
ma bene ricordare che unestensione
.com anche a livello di brand, pu
essere molto significativa, perch
riconosciuta in tutto il mondo ed anche
tra le pi antiche estensioni disponibili,
essendo nata nel 1985, anche se il suo
boom legato alla diffusione di Internet
nel 1997.
Tra le caratteristiche che possono
incidere soprattutto a livello di SEO c
anche lanzianit del dominio che pi
alta, pi favorisce il posizionamento sui
motori di ricerca, anche se ovviamente
il sito web deve comunque rispondere a
determinate caratteristiche di contenuti:
un sito non aggiornato da anni verr
comunque penalizzato da Google,
rispetto ad un sito pi recente, ma
aggiornato frequentemente.
Densit e prossimit delle
parole chiave
Se per la scelta del dominio occorre
solo concentrarsi su quali parole chiave
scegliere, per tutte le altre pagine del
sito web entrano in gioco altre variabili,
ad esempio quante volte ripetere una
parola chiave che vogliamo posizionare
o come comportarsi nel caso di pi
parole chiave da utilizzare.
Entriamo allora nel cuore della SEO,
introducendo due caratteristiche
fondamentali per lutilizzo della parole
chiave in un testo: la densit e la
prossimit.
possibile quantificare la densit
come risultato del rapporto tra il numero
di volte che compare una parola chiave
da utilizzare per il posizionamento sui
motori di ricerca e tutte le altre parole
presenti in una pagina web. Questo
rapporto generalmente si esprime in
percentuale, pertanto va moltiplicato il
risultato per 100.
Ad esempio se ripetiamo 6 volte una
parola chiave in un testo con 150 parole
totali, la densit sar pari al 6% (6/150
x 100= 6%).
Tuttavia per far s che queste parole
chiave scelte, portino ad un miglior
posizionamento della pagina web sui
motori di ricerca, occorre equilibrarle
con il resto del testo della pagina,
poich uno sbilanciamento eccessivo di
parole chiave pu essere visto in modo
negativo dai motori di ricerca, Google
in primis, che tendono a penalizzare chi
utilizza questa tecnica in modo
eccessivo.
Non esistono numeri o formule
precise, ma solamente un lavoro di
equilibrio per riuscire a ripetere le
parole chiave in modo da farsi notare da
Google e allo stesso tempo mantenere il
testo naturale e leggibile, curando
qualitativamente i contenuti testuali.
Proprio per questo, ultimamente, accanto
al concetto di Keywords density si
fatto strada il concetto di Keywords
rank: non conta solo la densit di parole
chiave, ma conta molto anche la
posizione allinterno del testo.
Unaltra caratteristica legata alle
parole chiave che riveste una notevole
importanza per il posizionamento sui
motori di ricerca, la cosiddetta
prossimit delle parole chiave che altro
non che la distanza delle parole chiave
allinterno di un testo.
Google tende a posizionare tra i primi
posti nelle SERP le pagine in cui due
parole chiave sono riportate senza
alcuna congiunzione o altra parola in
mezzo. Ad esempio se si cerca lavoro
web verr posizionata meglio una
pagina che utilizza come parole chiave
nel titolo e nella pagina lavoro web,
rispetto ad una che utilizza lavoro sul
web.
Ovviamente pi due termini ricercati
sono distanti, pi verranno posizionati in
basso nelle SERP, per questo se si
vogliono posizionare due parole chiave,
sempre meglio evitare qualsiasi
elemento tra i due termini scelti e
concentrare questa tecnica soprattutto
sul titolo della pagina poich il primo
elemento che Google considera per la
prossimit delle parole chiave, anche se
sarebbe meglio mantenere la stessa
prossimit anche allinterno dei
contenuti del testo della pagina.
I tag HTML
Una volta assimilati i concetti di densit
e prossimit, il momento di applicarli
dal punto di vista tecnico, attraverso
lottimizzazione dei tag HTML.
Come gi detto uno dei concetti
chiave delle tecniche SEO quello di
favorire lo Spider ad accedere al nostro
sito, cercando di fornire tutte le
informazioni possibili in merito ai suoi
contenuti.
I tag HTML, altrimenti detti meta tag,
sono informazioni nascoste allocchio
del visitatore, ma contenute allinterno
del codice HTML che permettono di
comunicare agli Spider, informazioni
aggiuntive su una pagina web o su un
documento multimediale collegato.
Per modificare o inserire questi tag,
sufficiente salvare la propria pagina
web e modificare il codice html
attraverso un semplice editor di testo
come ad esempio Block notes.
Oppure nel caso di utilizzo di un
CMS, come ad esempio WordPress,
sufficiente installare ed impostare
correttamente un plugin dedicato, come
vedremo dettagliatamente nel corso del
libro.

Un CMS (Content management
system) un software che serve per
gestire interamente i contenuti di un
sito web una volta installato su un
server. I CMS gratuiti pi utilizzati
al mondo sono WordPress
(http://wordpress.org/), Drupal
(http://drupal.org) e Joomla
(http://www.joomla.org/).
La scelta del CMS dipende da
molti fattori, ma pur essendo tutti e
tre sistemi Open source - ovvero in
cui il software libero e pu
essere sviluppato gratuitamente -
per la facilit di installazione, di
utilizzo e di aggiornamento,
consigliamo sicuramente
WordPress. Inoltre il CMS che
cresciuto pi velocemente creando
unenorme comunit di
appassionati che facilita il suo
sviluppo e permette di aggiungere
numerose funzionalit, nella
maggior parte dei casi
gratuitamente.
Il tag title
Ovviamente uno dei codici che pi
influenzano i motori di ricerca il tag
legato al titolo della nostra pagina web,
ovvero il tag title.
Ecco perch diventa fondamentale
anche per chi deve curare la scrittura di
un testo web, iniziare fin da subito a
pensare ai contenuti testuali in ottica
SEO, in modo da automatizzare questi
processi, evitando di modificare
direttamente il codice HTML ogni volta
che si pubblica un nuovo contenuto.

Per visualizzare il codice HTML di
una pagina web sufficiente
cliccare con il tasto destro del
mouse mentre si sta navigando su
un sito e scegliere lopzione
Visualizza sorgente pagina se si
usa Chrome o Firefox, HTML se
si utilizza Explorer, Visualizza
sorgente se si utilizza come
browser Safari.
La figura sottostante mostra un esempio
di come posizionato il tag title
allinterno del codice HTML
(sottolineato in blu) e soprattutto
evidenzia come il titolo dellarticolo
verr automaticamente visualizzato
allinterno della pagina di ricerca di
Google.
Figura 2 Posizionamento del title nel codice
HTML e visualizzazione su Google.
In questo esempio sono inoltre riportate
due tecniche SEO molto interessanti
legate al titolo molto interessanti e che
possono portare risultati di
posizionamento eccellenti.
La prima regola riguarda lutilizzo dei
due punti allinterno del titolo, in questo
caso App marketing: il nostro nuovo
ebook.
Google da grande importanza alle
prime parole del titolo e premia una
forma di contenuti formata da due parti:
una parte sintetica + una parte
descrittiva.
In questo caso la prima parte App
marketing volutamente sintetica e
legata alle parole chiave che si vogliono
indicizzare, mentre la seconda parte
entra maggiormente nel dettaglio,
specificando che il titolo di un ebook
(altra parola chiave) e che appena
uscito (nuovo).
Unaltra tecnica utilizzata quella
dellinserimento nel title del separatore
pipe | che rappresenta un elemento
molto interessante perch Google lo
riconosce come un elemento separatore
che divide il tag title in due blocchi.
Se non si ha necessit di dividere in
due blocchi il titolo perch si vogliono
comprendere nel posizionamento anche
le parole chiave del dominio del sito
web, il pipe pu essere sostituito dal
trattino - (carattere ASCII 45).
In ogni caso questi simboli vengono
utilizzati per includere nel titolo il nome
del proprio sito web, in modo da fornire
al visitatore la provenienza dellarticolo
sin dal titolo, quindi in modo automatico
fin dal risultato dei motori di ricerca.
Unaltra caratteristica fondamentale
riguarda la lunghezza del titolo che deve
comunque mantenersi sintetico, poich
Google tende ad indicizzare un massimo
di 12 parole inserite nel title e
soprattutto mostra al massimo 70
caratteri (spazi inclusi) nel campo titolo
delle SERP.
Il meta tag description
Sempre guardando lesempio della
figura 2, appare evidente come la
descrizione della pagina che appare
subito dopo la data, sia molto
importante, soprattutto per far capire al
lettore il contenuto dellarticolo.
La parte di codice HTML che gestisce
il campo descrizione chiamata
description e oltre a curarla dal punto di
vista comunicativo, poich rappresenta
lanteprima dellarticolo, bene
prestare attenzione ad alcuni dettagli,
poich questo tag ha una grande
importanza per i motori di ricerca.
Utilizzando lesempio della figura 2,
vediamo come appare il meta tag
description nel codice HTML:
<meta name="description"
content=" disponibile il nostro
nuovo ebook "App marketing", una
guida per promuovere app e per
sfruttare il loro potenziale
comunicativo."/>
Anzitutto occorre prestare attenzione
alle lunghezza della description, sia per
il numero di parole da utilizzare -
generalmente meglio non superare le
15 parole - sia per il numero di caratteri
(spazi inclusi) che per indicazione di
Google non dovrebbero mai essere
superiori a 158 per essere presenti
integralmente nelle SERP.
Il meta tag description molto
importante per il posizionamento perch
Google cerca proprio in questa porzione
di codice HTML le informazioni da
mostrare in anteprima nel campo
snippet, nel caso non le trovasse nel
contenuto del testo.

Lo snippet, quando si riferisce ai
motori di ricerca, un breve
estratto di una pagina web
indicizzata, che in Google equivale
a: titolo della pagina, indirizzo
URL e descrizione dellarticolo.
Ecco perch occorre sempre compilare
il meta tag description: in questo modo:
Google non riempir la descrizione
cercando i contenuti nella pagina, ma
trover il contenuto corretto direttamente
dal codice HTML.
Appare quindi evidente come sia
fondamentale lavorare molto su questo
campo, cercando di riempirlo di
contenuti persuasivi per attirare il
visitatore ad entrare nella nostro sito e
mettendo in correlazione le parole
chiave presenti nel titolo e nel testo
della pagina web.
I tag di intestazione
I tag di intestazione come si evince dal
nome, riguardano il tipo di intestazione
da dare al testo e possono considerarsi
lequivalente degli stili di testo utilizzati
dai principali programmi di scrittura.
Tuttavia il loro utilizzo non solo
quello di indicare una formattazione del
testo diversa esclusivamente a livello
visivo, bens consentono di attribuire
una maggior importanza alle parole
scelte allinterno di questi tag, anche
agli occhi dei motori di ricerca.
possibile organizzare un testo di
una pagina web assegnando fino a 6 tag
di intestazione in ordine dimportanza,
dal tag H1 che generalmente viene
collegato al titolo della pagina, fino ad
arrivare al tag H7 assegnando via via
minor importanza ad altre parti del testo.
quindi possibile assegnare 7 diversi
livelli di importanza ai contenuti
testuali, anche se logicamente i pi
importanti e i pi utilizzati sul web sono
i primi 3 tag: H1, H2 e H3, da utilizzare
rispettando sempre lordine gerarchico
decrescente, senza saltare alcun livello
in modo che dopo lH1, vada sempre
lH2, senza saltare direttamente allH3.
Il tag H1, lunico obbligatorio,
quello che avr la maggior importanza
per il motore di ricerca, quindi
generalmente viene utilizzato per il
titolo, dovendo indicare sinteticamente
largomento della pagina web o
dellarticolo ed ovviamente come gi
detto, deve contenere al suo interno le
stesse parole chiave inserite nel tag title
e nel meta tag description.
Il tag H1 deve inoltre essere utilizzato
solamente una volta per pagina ed
consigliabile posizionarlo il pi in alto
possibile poich gli Spider leggono la
pagina web dallalto verso il basso.
I tag H2 possono invece essere
ripetuti (il consiglio comunque di non
ripeterli pi di 3 volte) e generalmente
vengono utilizzati per frammentare il
testo in sottotitoli, sezioni o paragrafi,
cercando di fornire un ordine alle pagine
web che devono comunque mantenere un
contenuto testuale sintetico.
I tag H3 possono essere utilizzati per
sotto paragrafi, per link testuali, per
elenchi o per liste di link o altri
contenuti.
Gli altri tag fino al tag H7, vengono
solitamente utilizzati per testi aggiuntivi,
note, approfondimenti, informazioni di
contatto o di diritti, legati alla pagina
web.
Ecco un breve esempio di come
utilizzare questi tag nel codice HTML:
<h1>App marketing: il nostro
nuovo ebook</h1>
<p> disponibile il nostro nuovo
ebook: una guida per promuovere
la tua app</p>
<h2>Come promuovere la tua app
online</h2>
<p>le principali tecniche di web
marketing</p>
<h2>Come promuovere la tua app
allinterno degli store</h2>
<p>Le regole specifiche di
promozione a seconda dello store
utilizzato</p>
<h3>Disponibile sui principali
store</h3>
URL parlante
Tra le ottimizzazioni SEO on page,
rientra tra le principali tecniche da
utilizzare, la denominazione degli
indirizzi URL del proprio sito web.

Lindirizzo URL (Uniform
Resource Locator) lindirizzo con
cui viene identificata non solo una
pagina web (ad. esempio
chisiamo.html), ma anche una
risorsa multimediale ad esso
collegata come file, immagini, o
altri contenuti multimediali.
Pertanto la prima azione da compiere,
controllare che gli indirizzi URL delle
pagine HTML generate dal sito web,
siano modificabili, in quanto alcuni
software per gestire siti web generano
pagine numeriche, o legate alla data di
pubblicazione della pagina (es.
www.sito.com/?id=4126&idlivello=3 o
www.sito.com//2012/01/12/titolo.html).
Se possibile modificare gli indirizzi
URL o impostarli automaticamente,
bene che questi contengano sempre le
parole chiave rilevanti per title, meta tag
description e contenuti testuali. Per
questo motivo perch vengono definiti in
gergo URL parlanti.
Sempre utilizzando lesempio della
figura 2 che riguarda il lancio di un
nuovo ebook, lindirizzo URL legato
allarticolo
http://www.comunicazionelavoro.com/app-
marketing-il-nostro-nuovo-ebook.
Come si pu vedere dallesempio
sempre preferibile utilizzare il simbolo
- per separare le parole, evitando
accuratamente caratteri accentati o
speciali che alcuni browser non
accettano, rendendo non usufruibile la
pagina.
Un altro elemento importante da
considerare, soprattutto per siti
aziendali o che hanno allinterno diverse
categorie, la denominazione delle
cartelle. Infatti, opportuno organizzare
i contenuti per categorie creando
specifiche cartelle, in modo tale da
ordinare i contenuti del sito e aumentare
la possibilit di posizionamento.
Ad esempio, un sito di un negozio di
abbigliamento potrebbe dividere i suoi
prodotti per cartelle, sfruttando anche le
parole chiave:
www.sito.com/scarpe/scarpe-sportive-
nike, in modo da attirare i visitatori che
cercano come parole chiave scarpe
sportive o scarpe sportive nike.
Ottimizzare il nome dei file
pdf
Come gi detto, lindirizzo URL non
legato esclusivamente alla pagina web,
bens a tutte le risorse multimediali ad
essa collegate, come ad esempio
documenti da scaricare, immagini, link
etc.
Ecco perch importante ottimizzare
dal punto di vista della SEO anche
queste risorse, iniziando a lavorare sul
loro nome e utilizzando le stesse regole
che sono state applicate per il nome
della pagina.
Tuttavia possibile ottimizzare a
fondo anche gli attributi di queste
risorse, ad esempio i file con estensione
pdf, attraverso numerosi tool gratuiti
(uno di questi Debenu pdf Tool
scaricabile da questo indirizzo
http://www.debenu.com/products/desktop/debenu-
pdf-tools/free/).
Gli attributi del file con estensione
pdf da ottimizzare, oltre al nome del file,
sono:

Title: attributo fondamentale perch
viene utilizzato anche come titolo
nei risultati dei motori di ricerca;
Author: indica lautore del
documento. Pu avere importanza
anche per i motori soprattutto se
legato allauthorship dellautore.
Subject: rappresenta
fondamentalmente la descrizione
del nostro documento che apparir
sui motori di ricerca. Quindi vanno
utilizzate le stesse tecniche di
ottimizzazione utilizzate per il meta
tag description.
Ottimizzare le immagini
Anche per le immagini esistono attributi
che possono favorire il posizionamento
di una pagina web sui motori di ricerca,
ma per ottimizzarli occorre agire lato
codice HTML.
Prima di tutto, sempre bene
nominare il file legato allimmagine con
le regole che abbiamo gi visto:
ripetizione delle parole chiave separate
dal - (es. cover-ebook-app-
marketing.jpg).
Per quanto riguarda il codice HTML
invece, occorre intervenire sugli
attributi alt e title (nel codice HTML
rispettivamente <alt> e <title>).
Lattributo alt nasce per permettere di
leggere i contenuti di una pagina web a
persone con disabilit e nello specifico
per comunicare il contenuto di
unimmagine. Inoltre, fornisce le
informazioni sullimmagine qualora
questa non fosse presente per problemi
legati al caricamento o al browser.
Quindi occorre prestare molta attenzione
ad utilizzare questo attributo,
equilibrando le parole chiave con
laccessibilit.
Lattributo title permette invece di
mostrare un testo descrittivo al passare
del mouse sopra limmagine e per
questo pu essere liberamente sfruttato
dal punto di vista SEO, utilizzando le
parole chiave da indicizzare, purch
coerenti con i contenuti dellimmagine.
Ecco come utilizzare questi attributi
nel codice HTML utilizzando il solito
esempio:
<body>
<img src="immagini/cover-
ebook-app-marketing.jpg"
alt="copertina ebook app
marketing" title="app marketing
ebook"/>
</body>

Le immagini di un sito web devono
sempre essere molto leggere come
dimensioni, per permettere alla
pagina di caricarsi velocemente,
qualit che viene premiata da
Google per il posizionamento nelle
SERP. bene quindi comprimere il
peso dei file di tutte le immagini
prima di pubblicarle sul sito
utilizzando programma di editing di
immagini.
Ad esempio Gimp, scaricabile da
questo link
http://gimp.linux.it/www/download-
home.html, un ottimo programma
di editing gratuito che permette di
ottimizzare le immagini per il web
grazie al plugin Save for web
(per scaricarlo:
http://registry.gimp.org/node/33).
Ottimizzare i link
Anche i link inseriti allinterno del sito
web possono essere ottimizzati in
maniera simile alle immagini, poich
anchessi possono utilizzare lattributo
title, con la differenza che il testo
descrittivo apparir quando il mouse si
posiziona sulle parole scelte per essere
linkate.
Proprio le parole da linkare, vanno
scelte in modo approfondito, poich
anche queste possono essere molto
importanti per il posizionamento della
pagina web.
Ecco perch assolutamente da
evitare collegare il link a frasi del tipo
clicca sul link o clicca qui per
saperne di pi, poich sono termini
talmente generici da non portare nessun
informazione aggiuntiva.
Molto meglio ottimizzare il
collegamento ai link, aggiungendo le
informazioni specifiche correlate alle
parole chiave scelte per la pagina web,
ad esempio link allanteprima
dellebook app marketing.
Generalmente una buona strategia da
utilizzare, quella di inserire
nellattributo title del codice HTML, lo
stesso testo scelto per essere linkato, ad
esempio:
<p><a title="scarica gratis
ebook app marketing"
href="http://www.comunicazionelavoro.com/scarica-
gratis-ebook-app-marketing"
target="_blank"> Link (scarica
gratis ebook app marketing).</a>
</p>
Capitolo 3
SEO on page: gli
strumenti di Google
Scoprire la concorrenza con
Google
Abbiamo visto come la SEO si basa
essenzialmente sullottimizzazione delle
parole chiave da posizionare sui motori
di ricerca: dominio, tag HTML,
immagini, documenti etc.
Ma come si identificano le giuste
parole chiave per far si che il nostro sito
web sia posizionato in modo efficace sui
motori di ricerca?
Per prima cosa dobbiamo analizzare
la concorrenza su una determinata parola
chiave, attraverso il primo strumento a
nostra disposizione: ovvero Google, il
motore di ricerca stesso, poich ci
fornisce nella maschera di ricerca il
numero di risultati presenti sul web e
quanto tempo ha impiegato per la
ricerca.
Ad esempio la ricerca delle parole
corso seo al momento in cui viene
scritto questo libro produce 2.280.000
risultati.
Molto probabilmente riuscire a
posizionarsi nelle prima 5 posizioni
delle SERP con queste parole chiave,
pu risultare quasi impossibile, tuttavia
il vero lavoro di ricerca delle giuste
parole chiave inizia da questo momento.
Se infatti iniziamo a modificare
leggermente le parole chiave, magari
aggiungendo dei dettagli, possiamo
riuscire a giocarcela, soprattutto se
sappiamo lavorare bene con le tecniche
SEO descritte nel capitolo precedente.
Proviamo infatti ad aggiungere che il
corso SEO per CMS WordPress, il
risultato della ricerca corso seo
wordpress diminuisce a 418.000. E se
aggiungessimo anche che il corso offre
reali opportunit per chi vuole lavorare
nella comunicazione? Proviamo a
effettuare la ricerca con le parole chiave
corso seo wordpress comunicazione:
solo 102.000 risultati, tutta unaltra
concorrenza...
Questo il metodo di lavoro giusto
per riuscire a capire la reale presenza di
determinate parole chiave presenti sul
web, ma non detto che sia direttamente
collegato alle parole chiave cercate
dagli utenti.
Potrebbero infatti esserci molti utenti
che cercano una determinata parola
chiave che invece come risultato di
ricerca ha un numero relativamente
basso, perch pochi siti parlano di
quellargomento: la situazione perfetta
per posizionarsi meglio su Google,
poich a poca concorrenza sul web
possono comunque corrispondere molte
ricerche da parte dei navigatori.
possibile inoltre utilizzare la
cosi ddetta Long tail strategy che
consiste nello scegliere di puntare su
parole chiave molto meno cercate, ma
che sommandosi tra di loro creano un
elevato volume di visite, paragonabile a
quello generato da parole chiave molto
ricercate. Gli studi dimostrano tra laltro
che gli utenti catturati con parole chiave
che potremmo definire di nicchia sono
pi costanti, fedeli nel tempo e propensi
ad un eventuale acquisto.
Ma come si fa a sapere cosa cercano
gli utenti e con quale frequenza?
Google AdWords: i volumi
di ricerca
Anche in questo caso Google offre un
ottimo servizio gratuito attraverso lo
strumento per gestire le campagne di
Google AdWords.
Per utilizzare questo strumento
sufficiente attivare un account AdWords
gratuitamente
(https://adwords.google.it/) utilizzando
mail e password del proprio account
Google.
Questo tool che nasce con lobiettivo
primario di gestire il sistema per
lacquisto di pubblicit online di
Google, pu essere utilizzato in maniera
molto efficace anche per lanalisi e la
scelta delle parole chiave: vediamo
come.
Una volta entrati nella pagina
principale del tool di Google Adwords
sufficiente cliccare su Strumenti e
analisi e dal menu a tendina scegliere
Strumento per le parole chiave.
A questo punto nel campo Parola o
frase inseriamo le parole chiave che
abbiamo pensato di utilizzare per il
posizionamento.
Nelle opzioni avanzate possibile
anche scegliere la localit, la lingua e
selezionare i dispositivi da dove
vengono effettuate le ricerche (compresi
i dispositivi mobili).Una volta
selezionati rimarranno in memoria per le
ricerche successive, ma sempre
possibile modificarli in seguito.
Prima di cliccare su cerca
opportuno scegliere sulla barra laterale
destra il tipo di corrispondenza:

Esteso: riporta volumi di ricerca
contenenti le parole chiave scelte,
per sinonimi, comuni errori di
digitazione e anche per altre parole
chiave che Google considera
correlate.
[Esatta]: verranno restituite solo le
ricerche che corrispondono
esattamente, lettera per lettera, alla
parole chiavi inserite.
Frase: Google restituir tutte le
ricerche che contengono
esattamente le parole chiave, anche
in combinazione con altre parole.
Una buona strategia da utilizzare
quella di selezionarli tutti per avere un
quadro dinsieme e cliccare infine sul
pulsante Cerca.
Figura 3 Lo strumento per parole chiave Google
AdWords.
Il risultato ottenuto riporta la stima del
numero di ricerche mensili legate a
quella parola chiave.
Ma non solo, Google fornisce
informazioni anche sulle parole chiave
correlate e possiamo anche ordinarle
iniziando da quelle maggiormente
cercate cliccando sul men a tendina
Ricerche mensili locali che ci
permette di effettuare una classifica
sullutilizzo di queste parole in Italia (se
abbiamo attivato il filtro Italia come
localit) a differenza delle ricerche
globali che si riferiscono ai risultati
provenienti da tutto il mondo.
Questo strumento fornisce anche un
altro dato legato alla concorrenza
(bassa, media, alta), ma attenzione ad
utilizzare questa indicazione, poich
riferita alla competizione relativa agli
inserzionisti di Google AdWords che
stanno investendo sul circuito
pubblicitario legato a quella parola
chiave, quindi non coincide direttamente
con quanti siti sono presenti sul web con
quella parole chiave!
Google Trends: scegliere le
parole del momento
Un altro strumento molto utile per la
scelta delle giuste parole chiave in
funzione dei volumi di ricerca Google
Trends
(http://www.google.com/trends/?hl=it)
che dopo la sua fusione con il servizio
Google Insight for Search, permette di
capire che andamento hanno le parole
digitate su Google, confrontando i
volumi di ricerca tra varie parole chiave
a seconda delle aree geografiche, degli
intervalli di tempo e della categorie di
argomenti.
Tuttavia possibile sfruttare questo
strumento anche per altri scopi, ad
esempio nel caso di indecisione su 2
termini simili da utilizzare come parola
chiave, scegliendo quello pi utilizzato
e scoprendo landamento di quella
parola nel tempo o il suo utilizzo a
seconda del pubblico di una determinata
zona geografica.
Facciamo un esempio concreto:
dobbiamo scrivere un articolo sul web
marketing dedicato al pubblico
statunitense e siamo indecisi sul titolo
da utilizzare poich sul web abbiamo
trovato come sinonimo molto utilizzato
digital marketing. Una volta digitati i
due termini, selezioniamo come filtro
Stati Uniti e avremo come risultato lo
screen che appare nella figura 4.
Figura 4 Utilizzo di Google Trends per il
confronto tra 2 termini simili.
Possiamo vedere come nel corso degli
anni il termine digital marketing
indicato con il colore blu, abbia
superato come utilizzo il termine web
marketing, sia dai risultati totali di
ricerca che dal trend, a dimostrazione
che due parole chiave molto simili,
possono avere performance di ricerca
molto diverse, anche a seconda della
zona geografica utilizzata, poich se si
prova lo stesso raffronto utilizzando
come filtro Italia, il risultato
lopposto!
Per questo motivo, prima di scrivere,
altamente consigliato effettuare questa
indagine preliminare per evitare di
scegliere parole chiave poco utilizzate
dai potenziali visitatori del sito, con una
conseguente diminuzione delle
possibilit di ricevere traffico per
mezzo delle ricerche effettuate sui
motori di ricerca.
Un altro utilizzo molto interessante di
Google Trends, sfruttarlo per
conoscere le parole pi cercate del
momento in tutto il web o per specifici
argomenti (Finanza, Libri e letteratura,
Hobby e tempo libero, Viaggi etc.).
Il procedimento molto semplice:
basta effettuare la ricerca non inserendo
alcuna parola chiave, impostare un
determinato periodo di tempo (per
sapere i trend del momento, consigliamo
di scegliere gli ultimi 30 o 7 giorni), la
nazione specifica e se vogliamo
largomento specifico.
Nellesempio sotto riportato (Figura
5) abbiamo avuto la necessit di
scrivere per un sito web alcune
biografie legate a campioni dello sport,
per questo abbiamo cercato di capire i
termini pi utilizzati negli ultimi 30
giorni nella categoria sport in Italia.
Ecco che nei risultati In crescita
troviamo alcune parole chiave che
coincidono con nomi di campioni
(Anelka, Pistorius, Balotelli, Milito
etc.).
Quindi se scriviamo articoli
utilizzando correttamente queste parole
chiave, abbiamo molte pi possibilit di
ricevere visite direttamente da Google.
Inoltre questo strumento pu essere
utilizzato anche per monitorare le parole
chiave pi in crescita nel nostro settore
di riferimento o collegare quando
possibile le parole chiave del
momento ai nostri articoli.
Figura 5 Utilizzo di Google Trend per verificare
le parole chiave del momento.
Sfruttare i consigli di
Google Suggest
Google Suggest il software utilizzato
da Google per aiutare lutente nella
ricerca mentre sta digitando una parola
chiave, attraverso il suggerimento di una
serie di parole chiave correlate per
completare una ricerca in base alle
richieste degli utenti.
Se ad esempio scriviamo
comunicazione, Google ci suggerisce
10 parole chiave in questo ordine:
comunicazione non verbale,
comunicazione black list, comunicazione
lavoro, comunicazione cessione
fabbricato etc.
quindi possibile scegliere i
contenuti e le parole chiave partendo dai
suggerimenti di Google, oppure
utilizzare i suggerimenti in base alla
lettera che viene utilizzata dopo la prima
parola chiave.
Infatti se cerchiamo comunicazione
w la tendina ci suggerisce altre 10
parole chiave in questo ordine:
comunicazione web, comunicazione
wikipedia, comunicazione web 2.0 etc.
In questo modo possiamo abbinare
tante parole chiave diverse a seconda
della lettera che utilizziamo dopo il
primo termine di ricerca, ovviamente
confrontando i suggerimenti anche con la
concorrenza presente sul web.
Per utilizzare in modo corretto
Google Suggest bene effettuare le
ricerche senza utilizzare il nostro
account e nel caso in cui fosse attivo il
servizio Google Instant - che limita
Google Suggest a soli quattro risultati -
occorre disattivarlo, entrando nella
pagina preferenze
(http://www.google.it/preferences) e
selezionando nella categoria Previsioni
Google Instant, la voce Non mostrare
mai i risultati di instant.
Creare i testi con
WordPress SEO
Se gli strumenti appena descritti
possono essere utilizzati con qualsiasi
sistema di gestione di siti web, esistono
alcuni strumenti specifici per CMS che
aiutano in maniera completa ed
efficiente a scrivere correttamente testi
in funzione della SEO.
Premesso che uno dei CMS pi
utilizzati proprio per le sue
caratteristiche SEO oriented
WordPress, possiamo avere uno
strumento altamente professionale
installando il plugin WordPress SEO
creato da uno dei maggiori esperti di
applicazioni per WordPress: Yoast de
Valk.

I plugin non sono altro che piccoli
programmi o applicazioni che
permettono di modificare o
estendere le funzionalit di
WordPress e di conseguenza del
tuo sito.
Questo plugin permette di gestire
numerose attivit di SEO e web
marketing per il proprio sito, tuttavia
una delle sue funzioni principali quella
relativa alla corretta impostazione del
testo degli articoli o delle pagine dal
punto di vista SEO.
Una volta attivato il plugin, ogni volta
che creiamo un nuovo articolo o una
nuova pagina, nella Bacheca di
WordPress, apparir una nuova finestra
sotto i contenuti dellarticolo o pagina,
come riportato nella Figura 6.
Figura 6 Finestra generale di WordPress SEO
per ogni articolo o pagina.
Da questa finestra possibile avere
accesso alle funzionalit principali del
plugin:

Anteprima Snippet: lanteprima
di come larticolo o la pagina
apparir sui motori di ricerca in
questo caso su Google;
Parola Chiave Principale: la
parola chiave su cui focalizzare
lattenzione dellarticolo o della
pagina. sempre meglio inserirla
manualmente per effettuare la
verifica sul testo, anche se il plugin
suggerisce automaticamente le
parole chiave pi ricercate su
Google in base allargomento
dellarticolo. Appena salvato
larticolo, il plugin effettua
unanalisi per verificare se
larticolo ottimizzato dal punto di
vista SEO. Nellesempio della
figura, la parola chiave compare 1
volta nel titolo dellarticolo, 1
volta nellURL, 4 volte nei
contenuti dellarticolo, 1 volta nel
SEO title e 1 volta nella Meta
description.
Titolo SEO: permette di inserire il
testo del tag title ed possibile
inserire lo stesso titolo
dellarticolo cliccando sul tasto
Genera un titolo SEO.
Meta description: permette di
inserire il testo del tag meta
description, con la possibilit di
visualizzare lanteprima nelle
SERP.
Inoltre cliccando sulla scheda Analisi
della pagina nel men superiore,
possibile analizzare larticolo o la
pagina dal punto di vista SEO, con
consigli dettagliati sullottimizzazione
del testo, in modo da poterlo
perfezionare in seguito, come riportato
dalla figura 7.
Figura 7 I consigli SEO della scheda Analisi
della pagina.

In questo articolo di Roberto
Iacono viene spiegato nel dettaglio
come configurare il plugin
WordPress SEO e come attivare le
sue numerose funzionalit:
http://www.robertoiacono.it/wordpress-
seo-yoast-guida-installare-
configurare-plugin/.
Capitolo 4
Web copywriter
Scrivere per il web
Abbiamo visto quali sono le tecniche e
quali sono gli strumenti da utilizzare per
ottimizzare i testi per gli algoritmi che
gestiscono i motori di ricerca,
specificatamente Google, ma poich
come gi detto la tecnica pi importante
quella di scrivere per le persone,
vediamo come si scrive sul web e come
si possono attirare lettori a seconda
degli obbiettivi che ci siamo prefissati.
Infatti, lo scopo principale, quello
di creare contenuti di qualit, unendo le
classiche tecniche di scrittura con il
mezzo a nostra disposizione, il web, che
presenta caratteristiche specifiche anche
in funzione del pubblico e della
modalit di fruizione dei contenuti.
Quindi per prima cosa, bene
conoscere lo strumento utilizzato, poich
sia che si legga da monitor, sia che si
legga da dispositivi mobile come
smartphone o tablet, la velocit per
attirare lattenzione dellutente molto
differente rispetto alla lettura su carta.
Appare quindi evidente come la
prima caratteristica per la scrittura sul
web sia rappresentata dalla capacit di
creare contenuti che saltino allocchio
del visitatore, in modo da focalizzare
lattenzione sui contenuti principali,
rimandando lapprofondimento a parti di
contenuto raggiungibili con link o altre
tecniche.
Proprio per questo motivo i testi non
devono essere troppo lunghi e devono
privilegiare un linguaggio semplice e
immediatamente comprensibile, poich
il lettore potrebbe essere assolutamente
a digiuno dellargomento che stiamo
trattando.
Questo approccio pu essere molto
utile, anche nel caso di articoli contenuti
allinterno di siti specialistici, perch
possibile utilizzare link di
approfondimento (collegando ad
esempio una sorta di glossario per i
neofiti dellargomento trattato) o
descrivendo sinteticamente tra parentesi
il termine non conosciuto.
I link di approfondimento possono
portare a pagine interne o a risorse
esterne, in ogni caso molto importante
curare con attenzione il testo descrittivo
che apparir quando il mouse si
posiziona sulle parole scelte per essere
linkate, sia per i motori di ricerca, sia
per il lettore che deve capire cosa sta
cliccando.
Dal punto di vista tecnico occorre
utilizzare uno stile di scrittura molto
essenziale, eliminando i contenuti
superflui, utilizzando frasi brevi e le
forme attive dei verbi, anzich le forme
passive.
Anche laspetto del testo importante
perch permette al lettore di focalizzare
lattenzione in modo efficace.
Per far questo opportuno dividere il
testo in paragrafi, sviluppando un solo
concetto per ogni singolo paragrafo,
avvalendosi anche di elenchi puntati o
numerati e utilizzando il grassetto per le
parole o i termini pi importanti.
Dal punto di vista dei contenuti, sul
web importante sintetizzare nelle
prime righe il concetto principale dei
contenuti dellarticolo, utilizzando il
caposaldo di questa tecnica
giornalistica, la regola delle 5 w (who,
what,where, when, why): ovvero
indicare nelle prime righe del nostro
articolo, le risposte alle domande chi,
cosa, dove, come, quando, perch.

Un interessante articolo che
racconta la storia della regola delle
5 w e soprattutto fornisce consigli
su come utilizzarla al meglio sul
web:
http://www.scritturavincente.it/blog/scrivere-
leggere-regola-5w.
Naturalmente anche sul web, non si pu
prescindere dallevitare errori
ortografici o grammaticali, quindi
sempre meglio rileggere il testo pi
volte prima di pubblicarlo, ancor meglio
dopo qualche ora se il tempo lo
consente, in modo da non aver pi in
testa i contenuti dellarticolo.
La rilettura del testo serve a
verificare anche se il contenuto
realmente attraente e inoltre pu anche
essere utilizzata in funzione SEO. Dopo
aver scritto l articolo in maniera
naturale, possiamo quindi arricchire e
ottimizzare ancora di pi il testo,
aggiungendo nei punti giusti le parole
chiave scelte per lobiettivo.

Un esauriente approfondimento
sulla scrittura online e sulle regole
da seguire, contenuto in questo
articolo di Alessandro Scuratti:
http://comunicaresulweb.altervista.org/web-
writing/imparare-a-scrivere-per-il-
web/.
La Unique Selling
Proposition
Qualunque sia largomento del nostro
sito, tutte le tecniche di scrittura sul web
hanno come obiettivo principale
raggiungere un utente e convincerlo che
il contenuto dellarticolo o della pagina
ha caratteristiche e qualit che in
qualche modo soddisfano un suo bisogno
o una sua esigenza.
Abbiamo visto vari strumenti che si
possono utilizzare, ma ognuno di questi
pu perdere gran parte della sua
efficacia se non accompagnato da
contenuti testuali accattivanti che
permettono di ottenere curiosit prima e
successivamente fiducia, da parte del
potenziale lettore.
Una delle tecniche pi utilizzate dai
principali copywriter e pubblicitari, la
creazione di unefficace Unique Selling
Proposition.

Creare una Unique Selling
Proposition significa
sostanzialmente comunicare
attraverso una sola frase, lunicit
del proprio contenuto, in modo da
renderlo riconoscibile, unico e
persuasivo nei confronti dei lettori.
Tuttavia, non semplice creare una
Unique Selling Proposition, sia per la
difficolt a rendere unico un contenuto o
un prodotto, sia perch per riuscire a
comunicare aspetti spesso complessi di
un determinato argomento, pu essere
pi indicato utilizzare un testo pur
sintetico, ma descrittivo.
Proviamo ad applicare questa tecnica
attraverso un esempio concreto.
Dobbiamo pubblicare un articolo
online per pubblicizzare unapplicazione
che permette di trovare gli eventi e i
locali per passare la serata in citt. In
questo caso una Unique Selling
Proposition come Lapp che non fa mai
venire lalba oltre a renderla subito
riconoscibile, pu scatenare meccanismi
psicologici e di viralit che legano i
potenziali utenti (che sognano realmente
di divertirsi tutta la notte) al reale
servizio che questapp fornisce.
Questo esempio fa capire esattamente
come utilizzare le diverse tecniche di
persuasione quando si vuole vendere un
qualsiasi prodotto o si vuole attirare
lattenzione di potenziali lettori, perch
lattenzione va posta sulle principali
caratteristiche del prodotto o
dellarticolo al fine di creare una
comunicazione promozionale in funzione
dei nostri obiettivi.
Infatti prima di tutto occorre
conoscere in modo approfondito il
prodotto o largomento, in questo caso
lapplicazione che permette di trovare
eventi e locali per la serata in citt:
conosciamo il servizio che offre e le sue
funzionalit che la possono rendere
unica rispetto ad altre app.
Inoltre conosciamo il target a cui
dedicata questapp che risponde ad un
bisogno concreto dellutenza: trovare
qualcosa da fare per passare la serata.
Questi bisogni sono strettamente
legati alla sfera emotiva delle persone
emozioni avvertite dalle persone e
permettono di giustificare eventuali
acquisti, nel nostro esempio il download
di unapplicazione.
Appare quindi evidente come le
tecniche di scrittura persuasiva non
consistono solo nel voler convincere
qualcuno ad effettuare unazione, ma
arrivano ben pi nel profondo del
lettore, poich il vero obiettivo quello
di riuscire attraverso queste tecniche di
comunicazione ad influenzare i suoi
comportamenti fino a portarlo in modo
naturale a cambiare convinzioni e
azioni.
Tecniche di persuasione: i
principi
I pi importanti esperti di marketing e di
pubblicit hanno imparato a includere
nelle loro tecniche comunicative gli
studi di psicologia legati allinfluenza
sociale che dimostrano come la
persuasione sia legata essenzialmente a
6 principi fondamentali: reciprocit,
impegno e coerenza, testimonianza
sociale, simpatia, autorit, scarsit.
Alcuni di questi sono stati legati ad
azioni e tecniche concrete di marketing o
copywriting persuasivo, vediamo quindi
come possiamo utilizzarle.
Principio della reciprocit
Questo principio si basa sul fatto che le
persone sentono il bisogno di ricambiare
in qualche modo un favore o un dono
(materiale o immateriale) ricevuto.
Questo bisogno agisce generalmente in
modo importante su chi lo riceve,
portandolo ad essere quasi obbligato a
rendere in qualche maniera il favore
ricevuto.
Pertanto quando si scrive qualsiasi
testo promozionale occorre focalizzare
lattenzione a quello che si offre subito e
magari gratuitamente, per poi, solo in
seguito, focalizzare lattenzione su ci
che potr essere pi completo o a
pagamento.
Sempre mantenendo lesempio
concreto sopra descritto, in caso di
promozione di unapplicazione in 3
formati diversi (gratuita, a pagamento
con prezzo basso, a pagamento con
prezzo medio) sarebbe meglio far
visualizzare da subito tutte le offerte
contemporaneamente, in modo da
permettere al potenziale cliente di
scegliere liberamente. Se sar
soddisfatto dellapplicazione gratuita
non esiter a provare la prima a
pagamento anche in funzione di un atto
di ringraziamento per il fatto di essere
stati trasparenti.
Principio della
testimonianza sociale
La sostanza di questo principio che
ognuno apprende ed influenzato da
quello che le altre persone ritengono
giusto e che magari riescono a fare. Per
questo la testimonianza sociale permette
di superare barriere psicologiche grazie
al fatto che possiamo visualizzare i
risultati di unazione effettuata da
unaltra persona che per vari motivi noi
non abbiamo avuto la forza di compiere.
Per molti prodotti, le recensioni sono
un esempio di come sfruttare questo
principio, ma per poter gestire questo
atteggiamento emotivo sarebbe
interessante proporre sul proprio sito
delle recensioni approfondite sul
proprio sito di utenti che hanno ricevuto
in regalo un determinato prodotto e che
quindi ci mettono la faccia volentieri
legando il principio della testimonianza
a quello della reciprocit.
Unaltra modalit legata alla
comunicazione persuasiva potrebbe
essere quella di creare testi
promozionali dove vengono comunicati
quanti e quali altri utenti o aziende
utilizzano il nostro prodotto. Sempre
facendo riferimento allesempio
dellapp sui locali, una buona frase che
sfrutta questo principio potrebbe essere:
...la maggior parte degli universitari
della tua citt usa la nostra app.
Principio della simpatia
Cos come nei rapporti sociali siamo
pi portati a frequentare persone
simpatiche e comunicare costantemente
con loro, anche nei rapporti con i
potenziali lettori questa caratteristica
pu essere sfruttata a nostro favore per
produrre un rapporto che nel nostro caso
si traduce in fidelizzazione.
Lobbiettivo principale dal punto di
vista dei contenuti testuali, quello di
riproporre le caratteristiche
fondamentali che possono renderci
simpatici nella vita di tutti i giorni:
familiarit, affinit, cooperazione,
utilizzo di complimenti, credibilit,
interesse, associazionismo etc.
Un buon utilizzo di questa tecnica
quello di complimentarsi spesso con i
propri lettori, avendo cura di ringraziare
in misura maggiore chi ci segue da pi
tempo, ad esempio ringraziandolo ad un
anno dalliscrizione alla newsletter o
comunque ad ogni sua partecipazione ad
attivit promozionali o ad offerte.
Principio della scarsit
Il concetto su cui si basa questo
principio che il valore di qualsiasi
cosa aumenta in modo esponenziale
tanto pi la sua disponibilit ridotta.
La scarsit si pu esprimere sia a
livello quantitativo che a livello
temporale, indicando che un prodotto
sar disponibile per breve tempo,
oppure legandolo alla poca concorrenza
sul quellargomento.
Esempi di tecniche di copywriter
persuasivo possono essere utilizzate
confrontando il prodotto con altri
concorrenti (...tra i prodotti pi
preformanti che esistono in
circolazione), rendendolo
particolarmente vantaggioso (il
prodotto con il miglior rapporto
qualit/prezzo), sfruttando la sua
unicit (lunico prodotto che riesce
davvero a fare questo), o legandolo al
poco tempo a disposizione (ancora per
pochi giorni il tuo prodotto ad un prezzo
mai visto).

Un articolo che approfondisce due
tecniche di marketing persuasivo da
uno dei siti di riferimento per i web
copywriter italiani:
http://www.pennamontata.com/news-
copywriter/copywriting-
persuasivo-a-me-gli-occhi.
Capitolo 5
Tecniche di web
marketing
Tra SEO off page e web
marketing
Se fino ad ora abbiamo visto come
ottimizzare le pagine del nostro sito in
funzione della SEO, ora bene
focalizzare lattenzione su tutte le azioni
che riguardano lesterno del sito sia per
favorire un miglior posizionamento del
nostro sito sui motori di ricerca (SEO
off page) che per promuoverlo e farlo
conoscere nel mare del web (web
marketing).
Spesso le tecniche SEO off page e di
web marketing vanno a braccetto
perch lobbiettivo principale comune:
creare popolarit e autorit al nostro
sito web, allacciando collaborazioni,
relazioni e legami online.
Dal punto di vista tecnico-informatico
questa serie di tecniche potrebbe
risultare molto pi semplice rispetto alle
gi descritte tecniche SEO on page,
tuttavia per queste attivit, entrano in
gioco altri fattori, come la capacit di
interazione e collaborazione con gli altri
che proprio per questo, possono creare
maggiori difficolt se non sappiamo
interagire in modo corretto ed efficace.
Backlink e link popularity
Come gi detto il posizionamento sui
motori di ricerca oltre che dalle tecniche
SEO on page, dipende essenzialmente
dalla link popularity del nostro sito,
ovvero dalla quantit e qualit dei
backlink.
Tuttavia prima di fare incetta di link
di ritorno verso il nostro sito, bene
conoscere in che modo Google valuta i
link.
Per capire il metro di valutazione di
Google dobbiamo tornare a pensare alle
persone e non agli algoritmi: saranno
premiati con un buon posizionamento
nelle SERP, i siti che hanno backlink
che portano un reale valore aggiunto al
sito, di approfondimento o di
autorevolezza.
Ad esempio avere un backlink da un
sito istituzionale o governativo pu
favorire la credibilit dei nostri
contenuti, cos come accade se
riceviamo un link da un sito che tratta e
approfondisce argomenti simili ai nostri.
Lidea di base e lobbiettivo teorico
sarebbe quello di ricevere tanti link in
modo spontaneo perch i nostri contenuti
sono di qualit e in questo modo
dobbiamo ragionare quando creiamo i
nostri contenuti.
Proprio perch questi link dovrebbero
essere spontanei, Google tende a
premiare nel tempo i siti che ricevono
backlink in modo costante, senza picchi
di link concentrati in un determinato
lasso di tempo che potrebbero
significare acquisto di link o attivit di
scambio di link innaturale.
Ovviamente diverso il caso in cui in
concomitanza con un evento promosso,
riceviamo backlink perch viene
pubblicizzato su altri siti; in questo caso
avremmo comunque un picco di
popolarit riscontrabile sulle SERP che
potr durare solo poco tempo in
funzione della data dellevento stesso.
bene quindi crearsi in modo
naturale una potenziale rete di backlink,
analizzando i siti o i blog che in qualche
modo potrebbero essere utili per
approfondire i nostri contenuti, in modo
da creare un reale valore aggiunto per i
nostri lettori. Una volta pubblicati
contenuti che contengono link a siti
esterni, sar possibile contattare i
gestori dei siti o dei blog linkati per
creare collaborazioni ed eventualmente
per fare utilizzare i nostri contenuti nel
medesimo modo.
Attenzione a quali pagine del sito fare
puntare i link, soprattutto dopo lavvento
dellalgoritmo Google Penguin, poich
potrebbe risultare penalizzante
collegarli sempre alla home page.
Quindi oltre a diversificare i backlink
ad articoli o pagine diverse bene
evitare backlink da siti che contengono
malware, siti per giochi dazzardo o con
contenuti pornografici.

I malware sono software che
attraverso la semplice navigazione
di un sito web o a seguito di
download dal sito stesso o dalla
posta elettronica, possono mettere a
rischio la privacy del proprio
computer o il suo funzionamento.
Vedremo in seguito quale strumento
utilizzare per analizzare i backlink in
entrata e come eventualmente rimuoverli
per evitare penalizzazioni.
Unulteriore accortezza da indicare ai
siti che accettano di linkare al nostro
sito quella di utilizzare sempre parole
o elementi differenti per inserire il link:
ovvero una volta faremo puntare il
nostro sito dallimmagine del logo, una
volta dalla URL, unaltra volta da una
frase (Per saperne di pi
sullargomento X clicca qui).
Differenziare gli elementi di
provenienza dei link rende infatti i
backlink molto pi naturali agli occhi
di Google.
Promuoversi sui forum
Unaltra tecnica molto utile sul web per
promuovere il proprio sito quella di
interagire sui forum. Anche in questo
caso vanno cercati i forum che trattano
gli argomenti del nostro sito e, in
maniera molto naturale, solamente
quando il regolamento del forum lo
consente, possibile citare o inserire il
link a pagine del nostro sito.
Sempre se il regolamento del forum lo
consente, possibile inserire una firma
automatica ogni volta che si inserisce un
post. La firma sostanzialmente un
breve testo che viene inserito in modo
automatico alla fine di ogni post
dellutente e generalmente permette di
utilizzare codice HTML, con
conseguente possibilit di inserire un
link.
In questo caso pu risultare unottima
strategia promozionale inserire
allinterno della propria firma un link al
sito, magari con un messaggio che attiri
lattenzione su un articolo interessante o
su un evento di particolare rilevanza
legato al sito.
Il miglior utilizzo dei forum per
quello che ci permette di aumentare la
nostra reputazione, facendo capire che
siamo esperti in un determinato
argomento e fornendo risposte agli altri
utenti del forum. Quella dei forum una
delle attivit pi importanti di
promozione anche perch ha un notevole
risvolto dal punto di vista della link
popularity, in quanto i post dei forum
importanti sono molto ben posizionati
sui motori di ricerca.
La miglior strategia in riferimento alle
risorse a disposizione, avere una
presenza costante nei forum, quindi
meglio frequentare i nostri forum di
riferimento 15-30 minuti tutti i giorni
che dedicarci anche 2 ore, ma solo una
volta a settimana.
Promuoversi attraverso i
blog
I blog rappresentano un altro valido
strumento soprattutto per aumentare la
propria reputazione e ottenere
collaborazioni.
Il concetto simile a quello dei
forum, ma per inserire commenti ad un
post pubblicato su un blog, occorre una
maggior disciplina poich stiamo
entrando davvero in casa di
qualcunaltro: pertanto bene agire con
la massima cura soprattutto per quanto
riguarda i contenuti.
Fermo restando che dovremmo
cercare blog che trattino totalmente o in
parte gli argomenti del nostro sito, una
buona tecnica quella di commentare un
post dimostrando di conoscere la
materia in oggetto ed evitando di
inserire link al proprio sito, anche
perch ormai i link che derivano dai
commenti non vengono considerati dai
motori di ricerca.

Per capire quali blog scegliere in
base agli argomenti pu essere utile
visitare il sito
http://www.blogitalia.it/ dove sono
riportati i blog italiani suddivisi
per categoria. Inoltre per capire la
popolarit di un blog pu essere
utile verificare i profili social
(Facebook, Twitter e Google plus)
legati al blog per capire quante
persone lo seguono.
Pertanto i link al nostro sito inseriti
allinterno dei commenti di un blog,
possono servire esclusivamente ad
approfondire argomentazioni, ad
esempio in un articolo che parla di
viaggi in Francia, possiamo inserire il
link al nostro articolo che parla di un
viaggio a Parigi.
La maggior parte dei blog sono gestiti
da persone che cercano altri blogger per
condividere e far conoscere il loro sito,
quindi il pi delle volte sono molto
contenti se qualcun altro scrive per loro
allinterno del loro blog per aumentare
poi la diffusione dellarticolo e
conseguentemente del proprio blog,
attraverso i canali o i profili social del
blogger ospite.
Per questo motivo, molti blogger
permettono ai lettori di scrivere sulle
cosiddette colonne degli ospiti o
attraverso i guest post.
Le colonne degli ospiti offrono
lopportunit di scrivere su un
argomento di interesse e generalmente,
allinizio o alla fine del post, il
proprietario del blog fornisce la
possibilit di inserire una breve
biografia dellautore, lindirizzo del sito
web/blog e uno o due link a piacere.
Per poter scrivere su una colonna
ospiti, il pi delle volte sufficiente
iscriversi al blog e verificare se i
blogger ospiti sono autorizzati a
contribuire, ricordandosi comunque di
scrivere un articolo in qualche modo
attinente ai contenuti del blog e al suo
pubblico.
Alcuni blogger richiedono invece
contenuti specifici su determinati
argomenti e hanno generalmente
allinterno del blog una sezione dedicata
a questa forma di promozione chiamata
guest post o guest blogger.

Ecco un esempio di blog che offre
la possibilit di diventare guest
blogger pubblicando articoli in
tema con largomento trattato:
http://www.mysocialweb.it/guest-
blogger/.
Article marketing
Per far conoscere e promuovere articoli
importanti pu essere molto utile
pubblicare i nostri articoli su siti
specializzati attraverso la tecnica
dellarticle marketing.
Larticle marketing consiste nello
scrivere un articolo in siti specializzati
che possono portare backlink per
aumentare la nostra link popularity o che
semplicemente possono fare conoscere
ad un diverso pubblico i contenuti del
nostro sito.
Laspetto fondamentale che
larticolo da pubblicare su questi siti
deve essere originale e non duplicato,
quindi pu essere ad esempio un
lancio di un determinato argomento
che invita ad approfondire attraverso un
link sul nostro sito.
Esistono molti siti o portali che si
occupano di ricevere articoli di questo
tipo anche se ormai molti di questi sono
stati penalizzati da Google dopo
lavvento dellalgoritmo Penguin, quindi
sempre bene verificare la reale
autorevolezza di questi siti.

Ecco una lista di siti italiani
specializzati in article marketing
dove possibile inserire i propri
articoli:
http://seoline.it/2012/01/lista-di-
siti-article-marketing-aggiornata-
questo-mese.php.
Landing Page: da navigatori
a consumatori
Unefficace campagna di marketing
online, non si concretizza solamente con
laumento di visibilit del proprio sito
allinterno dei motori di ricerca, ma
deve indurre i semplici lettori o
navigatori della rete a compiere azioni
legate al nostro sito che in gergo tecnico
vengono definite conversioni.
Per questo motivo, uno degli aspetti
fondamentali nel momento in cui
qualcuno visita una pagina del sito web,
che esso riesca ad individuare
immediatamente e in maniera semplice,
le informazioni ricercate e soprattutto
che le informazioni stesse lo inducano,
ad esempio, ad effettuare
immediatamente il download di un
nostro prodotto multimediale o
eventualmente la compilazione di un
form per richiedere liscrizione alla
newsletter.
Per raggiungere questi obiettivi, esiste
una tecnica precisa nel marketing online
legato ai siti web: la realizzazione
efficace delle cosiddette Landing Page.
In gergo, una Landing Page (in
italiano, pagina di atterraggio) viene
definita come la pagina web che un
utente raggiunge dopo aver cliccato su
uno dei risultati forniti dalla SERP (in
questo caso, la pagina dovrebbe
risultare pertinente rispetto alla
descrizione fornita dal motore di ricerca
immediatamente sotto al titolo
cliccabile) oppure dopo aver cliccato su
un annuncio pubblicitario in cui il testo
contenuto nella pagina risulta ottimizzato
intorno ad una parola chiave o una frase
specifica.
Pertanto una Landing Page una
pagina web creata appositamente per la
campagna pubblicitaria che si intende
lanciare. Tuttavia non possibile
fornire, allinterno di un banner
pubblicitario, tutti i dettagli e le
specifiche per effettuare lacquisto, per
questo motivo viene sviluppata una
Landing Page in cui vengono indirizzati
tutti i click provenienti dal banner.
Fondamentalmente, la funzione
principale della Landing Page consiste
nel condurre un navigatore allinterno
nel nostro sito web e nelloffrire
allutente delle indicazioni precise
legate ai servizi specifici, veicolando la
visita mediante un tragitto predefinito.
Le modalit secondo cui viene
sviluppata questa pagina, derivano
ovviamente dagli obiettivi che si
intendono perseguire, dal target di
mercato ed anche dalla propria offerta,
ma lelemento fondamentale
focalizzato sulla conversione degli utenti
da semplici navigatori a consumatori di
un prodotto o servizio, come ad esempio
liscrizione ad una newsletter o il
download di un e-book.

Una newsletter una mail che
viene inviata a intervalli di tempo
prestabiliti a tutti coloro che hanno
richiesto questo servizio. La
newsletter pu riguardare uno
specifico argomento relativo ad un
sito web o semplicemente avvisa
ogni qual volta stato pubblicato
un nuovo articolo.
Serve fondamentalmente per far
rimanere aggiornati gli utenti di un
sito e soprattutto per creare un
legame di fidelizzazione con loro.
Lemail marketing
Tra le tecniche pi utilizzate e redditizie
di marketing online, lemail marketing
rappresenta sicuramente un mondo da
esplorare e da valutare attentamente per
saper scegliere quali varianti di questa
tecnica utilizzare, soprattutto se
lobbiettivo principale del nostro sito
fidelizzare lutente o come nelle Landing
Page portarlo ad effettuare unazione.
Una delle tecniche pi utilizzate nel
settore dellemail marketing sono le
cosiddette mail transazionali o
transactional email.
Sono fondamentalmente email
strutturate che vengono inviate,
generalmente in modo automatico, in
seguito ad unazione ben precisa
dellutente, come ad esempio
liscrizione alla newsletter o il riepilogo
di un determinato acquisto effettuato
online.
Una variante delle mail transazionali
sono le cosiddette mail event trigged che
sono invece legate o ad una precisa
scadenza (ad esempio la fine del
periodo di utilizzo di un servizio di
prova gratuito) oppure sono legate a
particolari azioni effettuate dallutente in
occasione di eventi o azioni particolari:
dal compleanno dallutente, allinvio di
una mail in caso di procedura di
acquisto non terminata correttamente,
per tentare di convincere lutente a
concludere lacquisto.
Queste due tipologie di tecniche sono
tra le pi utilizzate grazie alle alte
probabilit di lettura perch nella
maggior parte dei casi, il destinatario
della mail sa che la ricever e quindi
ben propenso ad accettarla.
Altre caratteristiche positive di questa
tecnica derivano dalla possibilit offerta
alle aziende di personalizzare i propri
messaggi poich possibile conoscere
in modo specifico il mittente del
contenuto, pur rimanendo correttamente
attuabili in riferimento alle leggi sulla
privacy.
Dal punto di vista comunicativo
molto importante curare i testi delle mail
di questa specifica tecnica anche in
funzione della modalit con cui viene
utilizzata.
Se ad esempio stiamo scrivendo un
messaggio di conferma di iscrizione alla
newsletter o di conferma di
registrazione, importante utilizzare un
linguaggio che promuove lutilizzo del
nostro sito e anche le informazioni per le
potenziali offerte.
Sempre dal punto di vista
comunicativo sempre bene
coccolare gli utenti che seguono da
pi tempo il sito, ringraziandoli e
cercando di intercettare le loro esigenze
o i loro consigli, poich sono gli utenti
che meglio conoscono i servizi e le
notizie provenienti dal sito.
Per capire chi ci sta seguendo da
tempo sufficiente verificare la data di
iscrizione alla newsletter, oppure le date
dei commenti, nel caso in cui fossero
abilitati per gli articoli o le pagine.
Advertising online: tipologie
Il web permette di ricercare e
combinare facilmente tra loro le
informazioni che ci occorrono, per
questo necessario conivolgere i
potenziali lettori o utenti del nostro sito,
attraverso lutilizzo di una tipologia di
linguaggio in grado di catturarli,
poich non sono pi soggetti tempestati
dai messaggi pubblicitari in modo
passivo, bens diventano soggetti attivi
che devono essere convinti con metodi
di coinvolgimento emozionale appositi,
fornendo informazioni specifiche sui
prodotti ed i servizi.
anche per questo motivo che il
cosiddetto advertising online risulta
essere uno strumento che permette
unefficacia considerevolmente
superiore rispetto ai cosiddetti strumenti
di comunicazione che si avvalgono dei
media tradizionali, inoltre poich solo
recentemente in fase di crescita e
sviluppo, non ancora abbastanza
conosciuto dalla maggior parte di
imprese e allo stesso tempo anche dai
potenziali concorrenti del nostro sito.
Vediamo nel dettaglio quali sono le
tipologie delladvertising online
iniziando dal formato pi diffuso sul
web ovvero il banner.
Questa tipologia di messaggio
promozionale consiste in una piccola
immagine grafica (che pu essere anche
un applicazione multimediale con
animazioni e suoni) che viene inserita
allinterno di una pagina web e che
costituisce un collegamento diretto tra la
pagina in cui si trova ed un altro sito.
Quindi lobbiettivo principale di questo
strumento pubblicitario indirizzare il
visitatore ad un determinato sito web,
inserendo un link diretto nella pagina
dellinserzionista.
I banner online si contraddistinguono
rispetto ai classici modelli
promozionali, perch permettono di
esaminare gli effetti della campagna
pubblicitaria in tempo reale, in modo
tale da poter essere indirizzati ad un
pubblico effettivamente interessato.
A seconda delle caratteristiche del
layout del sito, della tipologia di
promozione o delle scelte comunicative,
possibile utilizzare diverse tipologia
di banner.
I l Vertical Banner (in italiano
Banner verticale e Banner
grattacielo) un banner di forma lunga
e stretta, generalmente inserito lungo la
colonna di destra o di sinistra di un sito
web che permette di essere visualizzato
anche durante lo scrolling della
pagina, oltre ad offrire un maggior
spazio di esposizione per i contenuti
promozionali.
I l Floating Banner (in italiano
Banner fluttuante) invece una
tipologia di Banner che come
caratteristica principale ha la possibilit
di utilizzare il movimento per catturare
la curiosit del navigatore, spostandosi
allinterno del sito web sopra gli
elementi statici che lo compongono.
La caratteristica principale di questo
tipo di formato quindi quella di
sfruttare le molteplici modalit di
movimento che permettono inoltre di
comparire con una maggiore frequenza
sullo schermo rispetto ad esempio ai
Vertical Banner.
Esiste anche una variante a queste
tipologie di banner, molto utilizzata sul
web fino a poco tempo fa, ovvero il
cosiddetto Pop-up. Consiste in una
nuova finestra che si apre
automaticamente, sovrapponendosi a
quella correntemente caricata,
permettendo di visualizzare il messaggio
pubblicitario, oppure in alternativa
anche unintera pagina Web.
Pur essendo stati considerati molto
profittevoli da parte degli inserzionisti,
oggi i navigatori, li reputano alquanto
seccanti e spiacevoli, poich, proprio
per via delle loro caratteristiche di
sovrapporsi alle altre finestre, devono
essere chiuse per poter continuare a
visualizzare il contenuto della pagina
web sottostante. Per questo motivo
attualmente, la maggior parte dei
browser contengono unapplicazione che
consente di bloccare preventivamente
ogni genere di pop-up, azzerando sul
nascere qualsiasi potenzialit derivante
da questo strumento.
Il pay per click advertising
Negli ultimi anni la maturazione dei
naviganti della rete derivata
dallaumento delle competenze
informatiche anche per evitare
pubblicit troppo invasive, ha portato
come conseguenza un minor utilizzo dei
banner pubblicitari da parte degli
inserzionisti che si stanno ormai sempre
pi spostando verso una nuova forma
pubblicitaria: il cosiddetto pay per click
advertising.
Il pay per click advertising una
tipologia di pubblicit generalmente
legata ai motori di ricerca che permette
allinserzionista di pianificare i propri
annunci pubblicitari acquistando alcune
parole chiave legate allesposizione di
un banner che viene esposto solamente
quando lutente digita le stesse
keywords scelte dallinserzionista,
allinterno del motore di ricerca.
Se ad esempio il nostro sito propone
ricette vegetariane, possiamo creare un
banner legato alle parole chiave "ricette
vegetariane" che ovviamente contiene un
link al sito web, in modo che ogni
qualvolta un utente digita queste parole
nel motore di ricerca, appare un banner
che lo porta direttamente al sito.
Questo modello pubblicitario
caratterizzato dal fatto che chi investe in
questa tipologia di pubblicit paga
solamente per i click che vengono
effettuati sul proprio banner e quindi
solo quando il sito web di riferimento
legato al banner ,viene realmente
visitato: ecco perch diventa
fondamentale "catturare" il potenziale
cliente sul proprio sito web, utilizzando
tutte le tecniche di marketing persuasive
gi in parte analizzate, concentrandosi
sulle parole chiave in cui il nostro sito
meno posizionato.
Un fattore molto importante riguarda
il posizionamento del banner allinterno
del motore di ricerca, dovuto al fatto che
non tutti i motori di ricerca assicurano la
prima posizione nei risultati, poich
soprattutto i motori di ricerca pi
utilizzati, inseriscono il banner
pubblicitario a pagamento a seconda di
fattori come il Click-Through Rate di
Google.

Il Click-Through Rate (spesso
abbreviato in CTR) un rapporto
tra il numero di visualizzazioni
dellannuncio (le cosiddette
Impression) e il numero di click
che le persone effettuano una volta
visualizzato. Il CTR quindi un
importantissima variabile che
permette di misurare se le parole
chiave scelte hanno attinenza o
meno con il nostro annuncio.
Avere un CTR elevato significa che gli
utenti trovano il nostro annuncio utile e
rispondente a quello che stavano
cercando, diversamente un CTR basso
indica che il messaggio dellannuncio o
le parole chiave utilizzate non sono
strettamente o direttamente collegate con
la ricerca dellutente.
Il CTR caratterizzato da un
punteggio di qualit che pu influenzare
i costi e come anticipato, la posizione
dellannuncio allinterno del motore di
ricerca.
Pertanto una volta attivato un servizio
di pay per click advertising necessario
monitorare costantemente il CTR per
verificare il ritorno di investimento
pubblicitario e per scegliere annunci e
banner legati a parole chiave che hanno
maggior visibilit.
Un servizio che permette tutto questo
naturalmente AdWords, il sistema di
pay per click advertising di Google che
ovviamente il pi consigliato al mondo
anche perch nel solo territorio italiano,
viene utilizzato dal 92% degli
inserzionisti.
Tra i vantaggi di questo sistema oltre
alla semplicit di gestione, sono da
segnalare la possibilit di trovare
facilmente supporto per le opzioni e
funzionalit avanzate, grazie alla
numerosa comunit di utilizzatori, oltre
ovviamente al servizio di supporto
sempre di grande qualit, fornito dalla
societ di Mountain View.
Inoltre, essendo il servizio pi
utilizzato in Italia, possibile sfruttare
la visibilit dei banner anche su network
e portali collegati con questo sistema,
come ad esempio gli italiani Virgilio,
Libero, Arianna etc.
Capitolo 6
Web marketing: gli
strumenti di Google
Google Webmaster Tools
Dopo aver visto le principali tecniche di
web marketing da utilizzare per
pubblicizzare il nostro sito vediamo
quali strumenti possono essere utili per
la gestione delle attivit di promozione
online.
Lo strumento principale che ogni
gestore di sito web dovrebbe utilizzare
Google Webmaster Tools (in italiano
Strumenti per webmaster di Google) che
permette di monitorare e ottimizzare
qualsiasi attivit del nostro sito.
Per poter accedere a questo strumento
basta accedere a Google Webmaster
Tools
(www.google.com/webmasters/tools/?
hl=it ) con il nostro account di Google e
fare verificare il sito.
Per verificare il proprio sito, una
volta entrati nel proprio account Google
Webmaster Tools, sufficiente cliccare
il pulsante rosso in alto a destra
Aggiungi un sito, inserire lindirizzo
del sito (senza il prefisso http://
quindi www.nomesito.com) ed entrare
nella pagina Verifica propriet.
A questo punto possiamo scegliere
due modalit di verifica: metodo
consigliato o metodo alternativo.
Se scegliamo il metodo consigliato ci
apparir una finestra con indicata questa
procedura:

scaricare il file di verifica HTML
creato da Google Webmaster
Tools.
caricare il file con un client FTP,
allinterno della cartella httpdocs
oppure www.nomesito.com;
confermare di aver eseguito
correttamente il caricamento del
file attraverso lindirizzo che viene
fornito al punto 3 della procedura;
cliccare sul pulsante Verifica.

Un client FTP, un programma che
permette di caricare i file del sito
direttamente sul server scelto.
Una volta installato il client FTP,
per collegarlo al server
sufficiente utilizzare i dati forniti
via mail dal servizio di hosting: nel
campo Host scriveremo
ftp.nomesito.com, dove al posto di
nomesito andremo a scrivere il
nome del dominio e la sua
estensione (ad esempio .com o .it).
Mentre nei campi Nome Utente e
Password inseriremo quelli
ricevuti via mail dallhosting per la
gestione del servizio.
Tra i client FTP pi utilizzati e che
funzionano su qualsiasi sistema
operativo consigliamo Filezilla
scaricabile gratuitamente da qui:
http://filezilla-
project.org/download.php.
Per chi utilizza WordPress e il plugin
WordPress SEO di cui abbiamo parlato
ne l capitolo 3 sufficiente scegliere
metodo alternativo dalla pagina
verifica propriete selezionare
lopzione Aggiungi un metatag alla
home page del tuo sito. In questo modo
verr creato automaticamente un codice
metatag come quello della figura 8.
Figura 8 - Codice metatag di Google Webmaster
Tool da inserire nel sito.
A questo punto sar sufficiente accedere
alla Dashboard del plugin SEO
attraverso il pannello di controllo di
WordPress, incollare il codice nel
campo Strumenti per i webmaster di
Google, come riportato nelle figura 9 e
cliccare sul pulsante Salva le
impostazioni.
Figura 9 Inserimento del metatag allinterno del
plugin WordPress SEO.
Al termine delle due procedure sar
sufficiente tornare sulla Home di Google
Webmaster Tools per controllare che
non compaia pi la scritta Verifica
questo sito, sotto il nome di dominio
del nostro sito.
Google Webmaster Tools offre
innumerevoli strumenti per gestire il
proprio sito, tuttavia ci concentreremo
esclusivamente su quelli che ci possono
interessare principalmente per gestire le
attivit di SEO e web marketing.
Inviare la Sitemap e creare
il file robots.txt
N e l capitolo 1 abbiamo parlato
dellimportanza della Sitemap ai fini
dellindicizzazione del nostro sito web:
vediamo quindi come inviarla con
Google Webmaster Tool al nostro
motore di ricerca preferito.
Per prima cosa creiamo la nostra
Sitemap utilizzando un sitemap generator
online come ad esempio quello
accessibile allindirizzo
http://www.xml-sitemaps.com/.
sufficiente inserire lURL del
nostro sito allinterno del form Starting
URL e decidere la frequenza di
aggiornamento del nostro sito attraverso
le opzioni nel men a tendina Change
frequency, scegliendo Daily se il sito
viene aggiornato giornalmente, Weekly
settimanalmente, Mounthly
mensilmente etc.
Dopo aver cliccato il tasto Start
possibile scaricare la nostra Sitemap in
formato XML e caricarla via FTP nella
cartella principale del nostro sito in
modo da visualizzarla allindirizzo
http://www.nomesito.com/sitemap.xml.
Per inviare la Sitemap a Google,
sufficiente accedere allinterno della
pagina principale di Google Webmaster
Tools, alla sezione Ottimizzazione,
quindi su Sitemap e cliccare sul pulsante
AGGIUNGI/TESTA SITEMAP.
Nella casella di testo che apparir,
sufficiente inserire il percorso alla
Sitemap (ad esempio, se la Sitemap si
trova allindirizzo
http://www.nomesito.com/sitemap.xml,
sufficiente digitare sitemap.xml) e
cliccare sul tasto Invia Sitemap.
Una volta creata la sitemap possiamo
compiere un'altra importante operazione
per favorire la corretta indicizzazione
del sito: la creazione del file robots.txt.
Il file robots.txt serve a comunicare ai
motori di ricerca quali sezioni del sito
devono indicizzare. Questo file molto
utile perch non tutte le pagine del sito
vanno indicizzate e soprattutto sono da
evitare contenuti duplicati che possono
portare a penalizzazioni per il
posizionamento dei motori di ricerca.

Questo articolo spiega cos' il file
robots.txt e come crearlo per
WordPress:
http://www.mamertum.it/wordpress-
creare-un-robots-txt-ottimizzato-
per-i-motori-di-ricerca/
Larticolo indica di caricare il file
nel root principale del vostro
spazio web che significa nella
cartella principale. A seconda del
servizio di hosting utilizzato
potrebbe essere
www.nomedeltuosito.com,
httpdocs o public_html;
riconoscibile anche perch
allinterno c il file sitemap.xml o
sitemap.xml.gz (se compressa).
Verificare le query di
ricerca
Dal men principale di Google
Webmaster Tools, allinterno della
sezione Traffico possibile accedere ad
uno degli strumenti pi interessanti
offerti da questo tool: lanalisi delle
query di ricerca in un periodo compreso
tra gli ultimi 30 giorni (preimpostato)
fino ad arrivare ad un massimo di 90
giorni.

La query di ricerca consiste in uno
o pi termini che vengono digitati
dallutente allinterno della casella
di ricerca di Google o in qualsiasi
motore di ricerca.
Questanalisi fondamentale per capire
se realmente il nostro sito ottimizzato
lato SEO, poich ci permette di
verificare se nellelenco delle query
sono presenti le parole chiave che
abbiamo impostato negli articoli o nelle
pagine del sito.
Figura 10 Grafico e tabella dellanalisi delle
query in Google Webmaster Tools.
La tabella dei risultati, come si vede
dalla Figura 10, oltre a riportare
lelenco e il numero complessivo delle
query ci offre anche:

il numero delle volte in cui le
nostre pagine sono comparse in
Google (Impressioni);
il numero di volte che gli utenti
hanno cliccato nella SERP in
relazione alla Query (Clic);
il rapporto tra numero di clic
ricevuti e impressioni generate da
una specifica Query (espresso dal
CTR);
la posizione media nel ranking dei
risultati di ricerca di Google
relativa ad una specifica parola
chiave (sotto la dicitura Posizione
media).
Grazie a questo strumento, quindi
possibile verificare lefficacia dei nostri
articoli o delle pagine del nostro sito,
poich nel caso in cui una determinata
parola chiave ha portato una
diminuzione di click effettivi da parte
degli utenti, possiamo agire variando
title o meta description (che come gi
detto sono gli elementi presenti nelle
SERP) e verificare dopo 2 o 3 giorni il
risultato di questa modifica, poich i
dati dellanalisi delle Query di ricerca
si aggiornano dopo circa 72 ore.
Verificare i backlink
Sempre allinterno della sezione
Traffico dal men principale di Google
Webmaster Tools, attraverso la voce
Link che rimandano al tuo sito
possibile verificare i backlink per ogni
singola URL presente sul nostro sito.
Figura 11 La tabella dei backlink in Google Web
Master Tools.
quindi possibile sapere quali siti ci
hanno linkato (sotto la voce Chi utilizza
pi link), quali pagine o articoli hanno
ricevuto pi link (I tuoi contenuti con
pi link) e quali sono i principali
termini utilizzati per realizzare i
collegamenti al nostro sito da parte degli
altri siti (Come sono collegati i tuoi
dati).
Inoltre se utilizziamo lopzione
Scarica ultimi link cliccando su
Altro dalla tabella Chi utilizza pi
link possiamo scaricare in formato
CSV gli ultimi backlink in ordine di
tempo, in modo da poter ad esempio
contattare lautore del blog o sito che ci
ha linkato per ringraziarlo e magari
proporre una collaborazione.
Possiamo utilizzare questo file anche
per rimuovere i backlink che contengono
malware, siti per giochi dazzardo o con
contenuti pornografici che possono
portare penalizzazione del nostro sito da
parte di Google, come descritto nel
capitolo 5.
Per far questo, dopo aver analizzato
attentamente quali siti collegati possono
essere sospetti, sufficiente preparare
un file in txt (ad esempio con leditor di
testo Block notes) elencando i link da
rimuovere e avendo cura di posizionarli
uno per riga. Una volta completato
lelenco, sufficiente caricare il file
attraverso questo link:
https://www.google.com/webmasters/tools/disavow-
links-main.

In questo articolo Michele Caivano
spiega nel dettaglio la procedura da
eseguire per rimuover i link che
possono portare penalizzazioni al
nostro sito:
http://www.fortunecat.it/2012/10/disavow-
links-tool/.
Gestione dei sitelink
Tra le tante opzioni fornite da Google
Webmaster Tools c la possibilit di
verificare i sitelink assegnati al nostro
sito ed eventualmente di declassarli,
quando ci rendiamo conto che non sono
utili ai potenziali visitatori, in modo che
quel determinato sitelink non venga pi
visualizzato nei risultati.
Figura 12 Esempio di sitelink: sotto al risultato di
ricerca, compaiono link alle pagine pi rilevanti
del sito.

I sitelink sono link posizionati sotto
il risultato di ricerca nella SERP e
vengono attivati da Google quando
il sito rispetta determinati requisiti
in base alla struttura del sito, alle
visite, ai contenuti, al numero e alla
qualit dei backlink etc. Non tutti i
siti hanno il privilegio di avere
lassegnazione dei sitelink e anche
per i siti che rispondono ai
requisiti, il processo di
assegnazione da parte di Google
abbastanza lungo (fino a 4 mesi).
Per andare a declassare un sitelink che
non riteniamo utile a chi sta effettuando
una ricerca sufficiente accedere alla
s e zi o ne Configurazione dal men
principale di Google Webmaster Tools
e cliccare su Sitelink.
A questo punto inseriamo lindirizzo
URL che non vogliamo che appaia pi
nei sitelink attraverso il campo
Declassa questo URL del sitelink e
clicchiamo sul tasto DECLASSA.
Lindicizzazione con Google
Webmaster Tools
Per quanto riguarda lindicizzazione del
nostro sito, Google Webmaster Tools
offre due strumenti molto utili.
Il primo permette di vedere una
pagina del nostro sito come la vede
Google attraverso la sezione Visualizza
come Google, accessibile dal men
Salute.
Per far questo basta inserire lURL
che ci interessa, cliccare il pulsante
RECUPERA e cliccare sul link
Riuscita appena loperazione di
recupero conclusa.
A questo punto possiamo sfruttare
unaltra opportunit offerta da questo
strumento: se clicchiamo infatti sul
pulsante INVIA ALLINDICE accanto
al link Riuscita, possiamo suggerire
velocemente a Google lindicizzazione
della pagina scelta, senza per forza
dover aspettare i tempi della scansione.
Laltro strumento utile per
lindicizzazione del nostro sito
accessibile sempre dal men Salute alla
v o c e Stato dellindicizzazione e
permette di controllare grazie ad un
grafico, la quantit di pagine del nostro
sito che Google ha indicizzato nel
tempo.
Questi dati sono molto interessati
perch il numero di URL indicizzate pu
essere confrontato con il numero di
pagine web indicizzate dalla nostra
sitemap (accessibile dalla voce Sitemap
sotto il men Ottimizzazione) in modo
da intervenire sulle URL che la sitemap
non indicizza.
Creare collaborazioni con
Ad Planner
Per sviluppare una buona rete di
backlink, pu diventare molto
importante conoscere altri siti che
trattano gli argomenti che ci interessano
e inoltre pu essere utile conoscere i
principali competitors per sviluppare
eventualmente nuovi servizi che ancora
non vengono offerti dagli altri.
Google Ad Planner lo strumento che
nasce originalmente per pianificare una
campagna pubblicitaria nella rete
display, ma che pu essere utilizzato per
trovare siti che trattano i nostri
argomenti.
Per utilizzare questo strumento
sufficiente entrare in Google Ad Planner
(https://www.google.com/adplanner)
con il proprio account di Google,
cliccare sulletichetta Cerca
posizionamenti e proseguire
mantenendo le informazioni di default
(posizionamenti e corrispondenza
pubblico) cliccando sul pulsante "Inizia
la ricerca".
A questo punto siamo nel pannello di
controllo principale, dove possiamo
iniziare la ricerca dei siti che si
occupano del nostro argomento, ad
esempio la cucina vegetariana in Italia.
Impostiamo subito i filtri geografici
attraverso il men Pubblico, scegliendo
"Italia" dalletichetta Geografia e
"Italiano" dalletichetta Lingua.
Andiamo a questo punto a cercare tutti
i siti che trattano di cucina vegetariana
accedendo al men Contenuti e
cercando allinterno delletichetta
Argomenti la parola "cucina
vegetariana", sezionando il risultato di
ricerca e procedendo cliccando sul tasto
"OK".
Figura 13 - Risultato della ricerca di siti con
Google Ad Planner.
Il risultato apparir come in figura 13:
un elenco di siti e blog, con
lindicazione dei visitatori per ogni sito
(sotto la voce VU cookie) e le
impression giornaliere. Inoltre cliccando
sul nome del sito possiamo conoscere in
quali categorie inserito il sito, quali
sono gli altri argomenti correlati con il
sito e accedere alle statistiche
anagrafiche e di genere sul pubblico.
In questo modo potremmo segnarci
tutti i siti da contattare per proporre
collaborazioni oppure potremmo
analizzare a fondo i siti concorrenti per
capire dai loro dati, quali strategie
utilizzare per il nostro sito.
Google Analytics: conoscere
il pubblico
Essere in grado di tenere traccia di ogni
singola azione realizzata da un visitatore
sul nostro sito non ha prezzo, soprattutto
quando questa azione pu indicare la
direzione da seguire nelle strategie
legate alle attivit di web marketing.
Per questo motivo importante
conoscere a fondo il nostro pubblico
attraverso uno dei principali strumenti
offerti dal web, ovvero la cosiddetta
web analytics che permette attraverso il
monitoraggio delle statistiche di
accesso, di tracciare e analizzare i dati
di navigazione su un sito web e
soprattutto di poter interpretare le
attivit online dellutente, in
corrispondenza delle nostre attivit di
web marketing.
Ma quali sono le azioni da compiere
per analizzare in maniera efficace le
statistiche di accesso al sito?
La prima regola consiste
nellaffiancare unattivit di controllo
periodico (prefissata generalmente una
volta a settimana) ad un attivit puntuale,
in funzione di particolari attivit di web
marketing o di comunicazione
persuasiva. In questo modo possibile
individuare facilmente una serie di
informazioni legate ad eventuali
problemi relativi alla visibilit o
allusabilit di alcune pagine, oppure
legate ai motivi di una mancata
indicizzazione da parte dei motori di
ricerca o, ancora, di intere sezioni del
sito che per motivi diversi non vengono
prese in considerazione dai visitatori.
Avere la possibilit di disporre ed
analizzare questi dati permette come gi
detto, di conoscere i visitatori del sito in
profondit, soprattutto in riferimento ai
contenuti pi graditi, nellottica di
rimodulare continuamente offerta e
servizi del nostro sito web.
Esistono ormai molti software per
effettuare lanalisi degli accessi al
proprio sito, tuttavia secondo una
ricerca effettuata nel giugno del 2012 da
Pingdom utilizzando i dati del sito Alexa
(uno dei portali di riferimento per le
statistiche dei siti web), Google
Analytics il servizio pi utilizzato sul
web, infatti il 62 % dei migliori 10.000
siti presenti sul web utilizzano questo
strumento di analisi, offerto
gratuitamente da Google.
Per utilizzarlo sufficiente creare un
account Google Analytics dalla seguente
pagina:
http://www.google.com/intl/it/analytics/
inserendo lindirizzo mail e la password
con i dati del nostro account di Google.
Una volta terminata liscrizione ad
Analytics, verr fornito un codice
javascript, da inserire nelle pagine del
sito per permettere a Google di rilevare
i dati di traffico dei visitatori.

possibile inserire il codice
allinterno del nostro sito seguendo
le istruzioni fornite dal servizio di
assistenza di Google Analytics
accessibile dal seguente link:
http://www.google.com/intl/it/analytics/discover_analytics.html
Oppure, se utilizziamo WordPress
come CMS possiamo inserire il
codice attraverso un plugin, come
ad esempio Google Analytics for
WordPress di Yoast che permette
di installare il codice in modo
semplice e automatico.
Link al plugin:
http://wordpress.org/extend/plugins/google-
analytics-for-wordpress/.
Ma quali sono i dati essenziali che
consentono di ottenere un quadro
concreto dei visitatori che ci stanno
seguendo?
Pur essendo potenzialmente infiniti, i
dati da monitorare che consentono di
utilizzare efficacemente Google
Analytics dovrebbero essere quelli
accessibili dal men Pubblico >
Panoramica, ovvero:

numero di visitatori totali;
numero di visitatori che arrivano
per la prima volta sul sito e quelli
che ritornano;
numero delle singole pagine
visitate e servizi utilizzati;
provenienza geografica del
visitatore;
tempo di permanenza sulle pagine
del sito.
Figura 14 La schermate principale del men
Pubblico > Panorama.
inoltre possibile conoscere queste
informazioni in modo dettagliato per
ogni singola pagina attraverso il men
Contenuti > Contenuti del sito. In
questo modo possibile capire quali
sono le pagine pi importanti del nostro
sito, ma soprattutto, quali devono essere
ottimizzate in base alle metriche
riscontrate: durata della visita,
frequenza di rimbalzo, % di uscita etc.
Un altro fattore di grande importanza
soprattutto per verificare le nostre azioni
di web marketing lanalisi del traffico
ricevuto dai cosiddetti referrer, ovvero
lindirizzo URL della pagina che
contiene un link al nostro sito e che
quindi ha generato una visita diretta
poich un navigatore ha cliccato su di
esso.
Inoltre questi dati sono molto
interessanti anche dal punto di vista
SEO, perch permettono di monitorare
gli accessi al sito provenienti dalle
parole chiave inserite nei motori di
ricerca, consentendo di verificare
lottimizzazione del nostro sito e
lefficacia del lavoro fatto sulle parole
chiave.
Per verificare questi dati e scoprire
inoltre quali accessi al nostro sito
provengono dai social network,
sufficiente accedere al men Sorgenti di
traffico> Panoramica come si vede
dalla figura 15.
Figura 15 La schermate principale del men
Pubblico > Panorama.
Quando iniziamo ad avere dimestichezza
con i principali parametri di Google
Analytics, bene fissare pochi
indicatori o variabili da analizzare,
focalizzandosi ad esempio solo
sullanalisi settimanale delle sorgenti di
traffico, dei nuovi accessi al sito o sul
numero di visitatori che visitano la
Landing Page.
Una volta scelti i parametri
fondamentali da analizzare, importante
confrontarli in funzione del tempo e
delle azioni intraprese, ad esempio
confrontando i dati prima e dopo una
campagna promozionale online. In
questo modo possibile dare un
maggior valore al dato misurato, oltre
naturalmente a farsi guidare anche in
fase di eventuali azioni di web
marketing da modificare o rivedere in
futuro.
Avere la possibilit di monitorare il
traffico del sito permette di verificare
non solo le attivit on line di marketing,
ma anche quelle off line. Se ad esempio
abbiamo appena presentato il nostro sito
ad un incontro pubblico, a qualche fiera
del settore o stato pubblicato un
articolo che parla di noi sulla stampa,
possiamo valutare immediatamente
lefficacia di queste azioni grazie al
traffico generato sul sito. Inoltre questa
analisi diventa significativa anche per la
scelta dei partner pubblicitari
confrontando i risultati raggiunti a parit
di investimento.

In questo interessante articolo
Enrico Giammarco ci illustra come
utilizzare Google Analytics per
scoprire gli orari migliori in cui
pubblicare gli articoli sul nostro
sito:
webpointzero.com/analytics/google-
analytics-come-scoprire-gli-orari-
migliori-per-il-proprio-blog/.
Capitolo 7
Lauthorship di
Google e gli altri social
Come condividere sui profili
social
La maggior parte delle tecniche di web
marketing finora presentate permettono,
in alcuni casi automaticamente, di
promuovere il proprio sito con un tipo
di comunicazione prettamente
monodirezionale, soprattutto se
scegliamo di non abilitare i commenti ai
nostri articoli: noi comunichiamo un
messaggio senza aver possibilit di
interagire con il nostro lettore.
Diverso invece il discorso per tutti
gli strumenti del cosiddetto web 2.0, in
primis fra tutti i social network, dove il
vero valore aggiunto anche dal punto di
vista promozionale, il rapporto
costante con i nostri visitatori che si
basa su un approccio comunicativo
bidirezionale: dallinterazione con gli
utenti possono nascere fidelizzazione,
autorevolezza del nostro sito,
collaborazioni etc.
dal contributo dato da ogni utente
attraverso informazioni, opinioni,
commenti ed esperienze che nasce in
rete una nuova cultura condivisa. Il web
non rappresenta come i media
tradizionali unemittente di contenuti, ma
uno spazio di generazione di contenuti
e significati.
Prima di valutare quale attivit
effettuare sui social network,
importante capire che proprio la
tipologia di comunicazione
bidirezionale necessit di tempo,
energie e tecniche ben precise, poich in
caso di errori gravi, i danni sono
maggiori delle opportunit offerte e in
alcuni casi sono difficilmente
rimediabili.
Quindi, prima di lanciarsi a capofitto
nel social media marketing (cos viene
definita lattivit di promozione
attraverso i social network), occorre
prestare molta attenzione sulle reali
risorse a nostra disposizione per gestire
questa attivit.
Tuttavia, anche nel caso decidessimo
di non creare un profilo sui social
network legato al nostro sito, potremmo
beneficiare delleffetto virale dei
social inserendo ad ogni articolo o
pagina, i bottoni di condivisione (vedere
esempio figura 16) per permettere ad
ogni utente di condividere attraverso i
propri profili social, i contenuti del
nostro sito.
Figura 16 Esempio della presenza dei tasti di
condivisione sui social network.

Per aggiungere i tasti di
condivisione ai social network
esistono diversi plugin per
WordPress, ma uno dei pi
utilizzati il plugin 1-click
Retweet/Share/Like che oltre a
consentire di aggiungere allinterno
di articoli o pagine una barra che
permette la condivisione sui social
network, permette anche di
pubblicare automaticamente i post
nelle pagine dei profili social
network associati al nostro sito.
Promuoversi con Facebook
Il social network pi utilizzato al mondo
Facebook, pertanto partiamo da questo
social che permette di condividere
informazioni personali e creare gruppi o
Fan Page.
Facebook un social utilizzato
sopratutto per il suo carattere informale,
divertente e spontaneo, quindi queste
caratteristiche obbligano ad usare una
tipologia di comunicazione molto
friendly e lontana dalla classiche
tecniche promozionali.
Il primo passo da compiere per fare
marketing su Facebook quello di
creare una Fan Page che permette di
promuovere il nostro sito, la nostra
azienda o il nostro brand. Per creare la
nostra Fan Page sufficiente scegliere
tra le tante categorie messe a
disposizione da Facebook attraverso
questo link:
http://www.facebook.com/pages/create.php
Il principale obiettivo della nostra
Fan Page dare priorit e spazio ai
commenti dei fan, proponendo contenuti
interessanti legati agli argomenti del
nostro sito.
La forza virale della Fan Page che
ogni post pubblicato sar visibile da un
nostro fan che potr condividerlo sulla
bacheca di tutti suoi amici, con un
potenziale di visibilit enorme. Se per
esempio abbiamo 100 fan con una media
di 400 amici a testa, il nostro post
condiviso potr essere visto da 40.000
persone.
Ma come mai consigliato effettuare
attivit di social media marketing
creando una Fan Page, invece che
utilizzare il nostro profilo privato su
Facebook?
Il motivo principale perch
Facebook stesso ha creato le Fan Page
per effettuare attivit di promozione
pubblicitaria che invece sarebbe vietata
dai profili privati (pena la cancellazione
da Facebook con conseguente perdita di
tutti i dati).
Ma esistono anche motivi di utilit e
di opportunit, anzitutto perch la Fan
Page visibile a tutti gli utenti, poich
anche i non iscritti o quelli che non
hanno effettuato laccesso a Facebook
possono visualizzare la pagina. Il nostro
profilo privato, invece, visibile solo
dai nostri amici o in alcuni casi, solo
dalla rete discritti.
Una Fan Page pu avere inoltre un
numero illimitato di fan, mentre i profili
privati possono avere fino a 5000 amici,
inoltre possibile iscriversi
automaticamente a una Fan Page poich
non necessaria la conferma, come
invece accade per le richieste di
amicizia dei profili privati.
Unaltra possibilit di interazione
offerta da Facebook per raggiungere
potenziali nuovi visitatori del nostro sito
la creazione di un Gruppo che, se
rispetto alle Fan Page, pi semplice da
creare e da gestire, ha tuttavia maggiori
limitazioni, come ad esempio
limpossibilit di aggiungere
applicazioni o la possibilit di
interagire esclusivamente attraverso la
bacheca.
Pertanto se le risorse lo consentono,
per promuovere il nostro sito sempre
consigliato preferire le Fan Page
rispetto alla modalit appena descritta
che invece pu essere utilizzata
partecipando attivamente (magari
attraverso il profilo privato) allinterno
dei Gruppi creati da altri utenti che
trattano gli stessi argomenti del nostro
sito, al fine di conoscere e contattare
nuove persone potenzialmente
interessate ai nostri contenuti.

Ultimamente su Facebook vanno
molto di moda contest o concorsi
che in cambio di Mi piace
permettono di ricevere premi.
Vediamo in questo articolo di
Giuliano Ambrosio quali sono gli
adempimenti e i consigli per creare
un concorso su Facebook:
www.juliusdesign.net/21750/creare-
e-gestire-contest-concorsi-
facebook-cosa-dobbiamo-sapere/.
Twitter
Il secondo social network attualmente
pi utilizzato in Italia Twitter, un sito
di micro-blogging in cui i messaggi sono
limitati a soli 140 caratteri.
Per capire bene come funziona
Twitter occorre analizzare il sistema sul
quale si basano tutte le interazioni del
social network, ovvero il Following
che rappresenta la possibilit di seguire
un utente o di essere seguiti da altri
utenti.
Se si decide di seguire un utente ed
essere aggiornati sui suoi tweet
pubblicati, bisogna andare sul profilo di
quellutente e cliccare la voce Segui
presente sotto il suo nome.
Da quel momento, tutti i tweet
pubblicati da quellutente saranno
mostrati nella bacheca della homepage
personale. Inoltre, nella colonna di
sinistra della propria pagina personale
possibile visualizzare il numero dei
following (le persone seguite) e dei
follower (le persone da cui invece si
seguiti). In qualsiasi momento si pu
decidere liberamente di eliminare un
utente dai propri following con un
semplice click.
Twitter permette di creare un breve
profilo per fare in modo che i follower
sappiano dove andare per saperne di pi
su di te. Per creare un profilo
sufficiente seguire le istruzioni di
iscrizione da questo link
www.twitter.com.
Il profilo consente di inserire un link
verso una pagina web: quindi il primo
consiglio quello di inserire il link alla
pagina del nostro sito web sia che si
decida di aprire un profilo privato, sia
nel caso si decidesse di creare un
profilo Twitter legato direttamente al
nostro sito.
Occorre inoltre prestare molta
attenzione alla scelta del nome del
profilo che deve essere breve e senza
caratteri speciali, poich deve essere
digitato dagli utenti che vogliono in
qualche modo entrare in contatto con il
nostro profilo, attraverso la cosiddetta
menzione.
La menzione un modo per fare
riferimento in un tweet a un altro utente
attraverso il suo nome (es.
@nomeutente). Gli utenti menzionati,
ricevono una notifica e possono a loro
volta rispondere al messaggio e
continuare la discussione.
Non esiste una giusta modalit e
strategia per utilizzare Twitter dal punto
di vista del social media marketing, il
consiglio quello di utilizzarlo per
aggiornarsi, partecipare, seguire altri
utenti, condividere e ogni tanto
promuovere, cercando di seguire e farsi
seguire dagli utenti a cui interessano
argomenti affini ai contenuti del nostro
sito.
Tuttavia, bene sapere che tutti i link
del nostro sito presenti su Twitter,
possono aumentare la nostra link
popularity, perch sono da considerarsi
backlink come se provenissero da
qualsiasi altre pagina web. Pertanto
riuscire ad avere presenza e
autorevolezza su Twitter (ad esempio
con un elevato numero di retweet) pu
portare un vantaggio diretto anche in
termini di SEO.

Un retweet una possibilit offerta
dal pulsante omonimo in Twitter
per decidere di ri-condividere un
tweet particolarmente interessante
con i nostri follower (coloro che ci
seguono su Twitter). In questo
modo gli utenti possono
condividere velocemente e
nuovamente il messaggio,
inserendo il nome dellutente che lo
ha condiviso originariamente.

Su Twitter molto importante
curare le informazioni del profilo,
come ad esempio la mini-bio di
presentazione. Vediamo in questo
articolo di Francesco Gavello quali
sono i consigli per ottimizzarla al
megl i o: francescogavello.it/come-
scrivere-bio-twitter
YouTube
Continuiamo ad approfondire
opportunit e possibilit offerte dal web
per promuovere il nostro sito,
analizzando uno degli strumenti pi
potenti per aumentare la nostra visibilit
e di conseguenza il numero dei
potenziali visitatori, soprattutto se i
nostri contenuti sono multimediali:
stiamo parlando di YouTube, il portale
di condivisione video pi diffuso al
mondo.
Il suo funzionamento molto semplice
e immediato: dopo liscrizione
(possiamo utilizzare il nostro account di
Google) dovremo creare un canale
personalizzato in cui inserire i video
legati alla nostro sito che potremo
inoltre incorporare direttamente nelle
nostre pagine utilizzando il codice
embedded fornito da YouTube.
Box Glossario
Il codice emebdded un codice
HTML fornito da YouTube (cliccando
su Condividi > Codice da incorporare)
che permette di inserire il video,
compreso di immagine di anteprima,
allinterno delle pagine web del nostro
sito.
YouTube efficacemente indicizzato
sui motori di ricerca, quindi anche in
questo caso importante curare il nome
del video per far s che contenga almeno
una parola chiave per la quale vogliamo
essere indicizzati, utilizzando questo
link
(https://ads.youtube.com/keyword_tool)
per analizzare le migliori keyword e
ottimizzare il target di ricerca.
La potenza di YouTube data anche
dai risultati nelle SERP, in quanto
Google evidenzia il risultato attraverso
una piccola anteprima, la data di
inserimento, il canale YouTube di
provenienza e la solita descrizione presa
dal meta tag di YouTube. In questo
modo, anche se il risultato non tra i
primi 5, lattenzione del visitatore
molto pi elevata, grazie allanteprima
del video che lo distingue dagli altri
risultati.

Questo articolo contiene utili
consigli per posizionarsi su
Google, utilizzando video di
YouTube:
www.ilgattohanuovecode.it/blog/gattutorials/189-
posizionamento-video.html.
Google Plus e la rivoluzione
dellauthorship
Alla fine del 2009 Google introduce una
novit che impatter notevolmente sul
rapporto tra Google e i social network:
la Google Social Search.
Fondamentalmente si tratta di un
modifica diretta sul motore di ricerca
che ci pu fornire i risultati in base alle
condivisioni della nostra cerchia di
amici.
Per far questo, viene utilizzato Google
Social Circle che Google sfrutta per
creare un database contente tutti i nostri
collegamenti che provengono dal mondo
Google: ad esempio la rubrica in Gmail,
le connessioni che abbiamo sui nostri
profili social (indicati nella sezione
Informazioni del nostro profilo Google
Plus), ogni tipo di interazione avuta
utilizzando uno strumento di Google e
naturalmente le nostre connessioni
provenienti dal profilo di Google Plus,
il social network di Google.
Queste premesse servono per far
capire limpatto di Google Plus e le
concrete conseguenze sempre maggiori
che porter questo social generer sul
motore di ricerca pi utilizzato al
mondo.
Ma facciamo ordine e spieghiamo
brevemente il funzionamento di Google
Plus, che possiamo gi definire molto
pi simile a Twitter che a Facebook.
Una volta attivato il nostro profilo
(https://plus.google.com/?hl=it) con le
credenziali di accesso dellaccount
Google, la gestione molto simile a
Twitter, in quanto possiamo seguire le
persone che ci interessano senza
richieste di amicizia, ma inserendole in
cerchie che possiamo creare e
organizzare in base agli argomenti (ad
esempio esperti SEO, amici, colleghi di
lavoro, etc.)
Ogni post che scriviamo pu essere
condiviso con tutti (Pubblico), con un
singolo utente, con le nostre cerchie, con
le cerchie estese (che comprendono le
persone che seguono un profilo inserito
nelle nostre cerchie) e nelle community
che seguiamo (lequivalente dei Gruppi
di Facebook).
Appare evidente come la possibilit
di promozione attraverso questo
strumento sia notevole sopratutto se si
inizia a partecipare attivamente alle
discussioni, inserire post legati al sito, o
utilizzare linnovativa funziona hangout
che permette di organizzare video-
ritrovi attraverso la propria webcam o il
proprio desktop, registrabili e
condivisibili su YouTube.
Ma il vero valore aggiunto di Google
Plus rispetto agli altri social la sua
influenza diretta nei risultati delle SERP
attraverso alcuni fattori che indicano
popolarit ed engagement di un autore di
contenuti di un sito web:

il numero di +1 e condivisioni
ricevute per ogni post pubblicato
il numero di cerchie in cui lautore
inserito
il numero dei commenti per ogni
post pubblicato
il numero e lautorit dei siti
collegati al proprio profilo Google
Plus (alla voce Altri profili).
Per riconoscere la corrispondenza tra un
profilo Google Plus e lautore dei
contenuti di un sito web, Google utilizza
la cosiddetta authorship che viene
evidenziata nelle SERP con laggiunta
della foto, il link al profilo Google Plus
e il numero di persone che ci hanno
inserito nelle proprie cerchie (vedere
lesempio nella figura 17).
Figura 17 Esempio di authorship nelle SERP per
una pagina web.
Per collegare il proprio sito al profilo
Google Plus se dispone di un indirizzo
mail con lo stesso dominio del nostro
sito (es. nomeautore@nomesito.com)
possibile seguire la procedura
denominata Opzione 1 da questo link:
http://support.google.com/webmasters/bin/answer.py?
hl=it&answer=1408986.
Altrimenti per i siti in WordPress
sufficiente entrare dalla Bacheca in
Utenti > Il tuo profilo e inserire lURL
del proprio profilo Google Plus come
riportato nella figura 18.
Figura 18 Inserimento dellURL del profilo
Google Plus dal men Utenti > Il tuo profilo.
Una volta fatto questo, sar sufficiente
inserire nel nostro profilo Google Plus
lindirizzo del nostro sito alla voce
Autore, nella scheda Link accessibile
dal men Informazioni. Nellesempio
della figura 19 ho aggiunto il link al sito
di cui sono autore e responsabile,
Comunicazione Lavoro.
Figura 19 Inserimento del sito Comunicazione
Lavoro visibile sotto la voce Autore.
A questo punto possiamo controllare se
Google ha verificato lauthorship delle
pagine del nostro sito inserendo
lindirizzo URL e cliccando sul tasto
ANTEPRIMA dal seguente indirizzo:
http://www.google.com/webmasters/tools/richsnippets

Google ha attivato uno strumento
molto interessante per scaricare in
un unico file tutti i dati di
condivisione, i post e le
informazioni del nostro profilo
Google Plus, attraverso questo
indirizzo
https://www.google.com/takeout/
accessibile con le credenziali
dellaccount Google.
Abbiamo visto come Google sta
rinnovando tutta la gestione del suo
motore di ricerca proprio in funzione di
Google Plus, analizzando a fondo tutte le
possibili connessioni e condivisioni sul
web dei vari profili collegati. Per
questo motivo visti gli ingenti
investimenti sullo sviluppo di Google
Plus e la velocit di aggiornamenti e
funzionalit, altamente consigliabile
entrare il prima possibile in questo
social (che alla fine del 2012
diventato il secondo social pi utilizzato
al mondo) poich limpatto sulla ricerca
tra pochi anni, sar ancora pi potente e
determinante.
Per essere aggiornati su questi
sviluppi e sulle possibilit lavorative
offerte dal mondo web, consiglio di
seguirmi sul mio profilo Google Plus.
Lautore
Francesco De Nobili insegna
Comunicazione e Web presso
lUniversit di Bologna (Corso di
Laurea magistrale in Scienze della
Comunicazione Pubblica e sociale).
Laureato in Sociologia (Marketing e
Comunicazione) e in Scienze della
Comunicazione Pubblica e Sociale, si
occupa di comunicazione online dal
2001 ed giornalista dal 2007.
responsabile del progetto web
Comunicazione Lavoro, rivolto a chi
cerca lavoro nel campo della
comunicazione, oltre a svolgere attivit
di consulenza e formazione legate al
web marketing, alla comunicazione
online e ai nuovi media.
autore per Area51 Publishing del
bestseller in ebook Lavoro web
Costruisci il tuo sito per crearti
opportunit di lavoro. possibile
contattarlo o seguirlo sul suo profilo
Google Plus o su Comunicazione
Lavoro.
Ringraziamenti
Il primo ringraziamento per mia
moglie e mia figlia che mi hanno
sopportato in questi mesi di creazione e
scrittura...ora che il libro terminato
sar pi tranquillo e rilassato, prometto!
Grazie Iris per la tua amicizia e
professionalit, non solo hai rivisto il
testo, ma mi hai fornito utili consigli per
aggiunte e approfondimenti. E grazie
naturalmente ai tuoi colleghi di Smart.it
che credono e lavorano sul web dal
1995: grazie per la vostra competenza e
per il supporto ai miei progetti!
Un grazie speciale va ai lettori di
Comunicazione Lavoro a cui dedicato
questo libro, ho cercato di prepararlo in
base alle vostre necessit e alle
richieste di lavoro che ricevo dalle
aziende per cercare di fornirvi uno
strumento utile per trovare il lavoro che
sognate.
Grazie inoltre ai miei studenti
universitari e a quelli dei miei corsi e
workshop, ognuno di voi mi ha fornito
spunti utili per cercare di rispondere ai
vostri bisogni, spero di esserci riuscito!
Ultimo ma non meno importante
(anzi!) il mio ringraziamento a Simone,
Silvia, Valentina, Mirco, Enrico di
Area51 Publishing: grazie per la grande
fiducia e la splendida avventura che
stiamo vivendo...e siamo solo allinizio!
Dello stesso autore:
Dello stesso autore:
Esperto in un click
Table of Contents
Introduzione
Conoscere il motore di ricerca Google
Il manifesto Cluetrain
Capire il motore di ricerca Google
SEO on page e SEO off page
Levoluzione dellalgoritmo di
Google
Gestione SEO on page
Pianificare le attivit
Diario di bordo con Google
Calendar
La scelta del dominio
Densit e prossimit delle parole
chiave
I tag HTML
Il tag title
Il meta tag description
I tag di intestazione
URL parlante
Ottimizzare il nome dei file pdf
Ottimizzare le immagini
Ottimizzare i link
SEO on page: gli strumenti di Google
Scoprire la concorrenza con
Google
Google AdWords: i volumi di
ricerca
Google Trends: scegliere le parole
del momento
Sfruttare i consigli di Google
Suggest
Creare i testi con WordPress SEO
Web copywriter
Scrivere per il web
La Unique Selling Proposition
Tecniche di persuasione: i principi
Principio della
reciprocit
Principio della
testimonianza sociale
Principio della simpatia
Principio della scarsit
Tecniche di web marketing
Tra SEO off page e web marketing
Backlink e link popularity
Promuoversi sui forum
Promuoversi attraverso i blog
Article marketing
Landing Page: da navigatori a
consumatori
Lemail marketing
Advertising online: tipologie
Il pay per click advertising
Web marketing: gli strumenti di Google
Google Webmaster Tools
Inviare la Sitemap e creare il file
robots.txt
Verificare le query di ricerca
Verificare i backlink
Gestione dei sitelink
Lindicizzazione con Google
Webmaster Tools
Creare collaborazioni con Ad
Planner
Google Analytics: conoscere il
pubblico
Lauthorship di Google e gli altri social
Come condividere sui profili social
Promuoversi con Facebook
Twitter
YouTube
Google Plus e la rivoluzione
dellauthorship
Lautore
Ringraziamenti