Sei sulla pagina 1di 6

303

Uneccezionale dedica a favore di Caligola*


Gian Luca Gregori
Tra i reperti pi importanti, sotto il prolo storico, emersi da-
gli ultimi scavi nellarea del Capitolium bresciano (aprile 2011)
senzaltro da annoverare la quindicina di frammenti, fra loro
contigui, rinvenuti sparsi nelle fondazioni del portico di sinistra
che dallet avia delimitava la piazza su cui aacciava il tem-
pio. stato possibile restituire quasi per intero il testo di una
dedica sacra incisa su una lastra di marmo proconnesio
1
(g. 1).
Il testo resta purtroppo mutilo a sinistra e al centro (2641,51,5-
1,8 cm; lettere 2,5-1,8 cm), ma si pu quasi completamente inte-
grare come segue:
[Pro s]alute et reditu et victor(ia)
[C(ai) Caesa]ris Aug(usti) principis optimi,
[pontif(icis)] max(imi), pron(epotis) divi Aug(usti), trib(unicia)
[potest(ate) IV], co(n)s(ulis) desig(nati) V, imp(eratoris) [V]II, p(atris)
p(atriae), p(atris) exercit(uum),
[ - - - ]a P(ubli) f(ilia) Prima, sacer[d(os) divae? Dr]usillae.
Le lettere presentano ancora loriginaria, bella, rubricatura re-
alizzata mediante cinabro
2
; ho indicato in grassetto le lettere
solo parzialmente conservate, ma di lettura sicura in virt del
contesto; i numerali di riga 4 sono soprallineati; T montanti solo
alla riga 1, evidentemente per problemi di spazio; uso regolare
di segni dinterpunzione tra le parole; G con segno diacritico a
forma di ricciolo, T con traversa ondulata e leggermente ascen-
dente, lettere che per la loro forma trovano riscontri n dalla
prima et imperiale in quel tipo di scrittura convenzionalmen-
te denita capitale rustica o libraria
3
. Allultima riga, separata
maggiormente dalle altre per staccare la dedica allimperatore
dalla riga contenente il nome della dedicante, il lapicida non
ha calcolato bene lo spazio a disposizione ed stato perci co-
stretto a ridurre progressivamente lo spazio tra le lettere. Lam-
piezza della lacuna non sembrerebbe consentire lintegrazione
sacer[dos divae Dr]usillae; dunque possibile che il sacerdozio
apparisse in forma abbreviata
4
.
Fu una sacerdotessa della diva Drusilla a porre questa dedica
poich erano stati garantiti la buona salute, la vittoria e il ritor-
no dellimperatore Caligola, che qui compare con il suo nome
uciale di C(aius) Caesar Aug(ustus), ma senza il cognome Ger-
manicus, presente nella sua titolatura soprattutto allinizio, ma
* Hanno collaborato allo studio del nuovo documento che qui si pubblica G. Al-
magno, M. Blasi, G. Di Brino e M. Giovagnoli.
1. Raro, in generale, fu a Brescia luso a scopo epigraco di pietre diverse dal mar-
mo di Botticino; del tutto eccezionale, in particolare, fu luso del marmo proconne-
sio, per il quale posso citare come confronto solo il testo edito da VALVO 2010, pp.
262-263 n. 70. Per quanto riguarda poi lambito edilizio, nora luso del proconnesio
a Brixia sembrava cominciare pi tardi.
2. Per la consuetudine di rubricare le iscrizioni al ne di facilitare la lettura dei testi
con pigmenti a base di minio: REBUFFAT 1995.
3. Cfr. ad esempio GORDON 1958, tavv. 7, 15, 19; vd. ad esempio CIL, VI 6763, 7467,
11034, 30975, 37053 (oltre a numerosi esempi tra gli Acta e i Fasti).
4. Meno convincente, in base ai confronti che sono riuscito a trovare, appare lin-
tegrazione sacer[dos div(ae) Dr]usillae; pare del resto dicile che lappellativo di diva,
anche se era implicito nellistituzione stessa del sacerdozio, fosse stato omesso.
spesso omesso nella documentazione numismatica ed epigra-
ca degli ultimi anni
5
.
Della formula onomastica della donna, che per il ruolo rivestito
doveva appartenere a una famiglia di spicco della societ bre-
sciana, si conservano il prenome paterno Publius nella formula
di liazione e il suo cognome Prima, comunissimo nellonoma-
stica bresciana sia al maschile sia al femminile
6
, mentre anda-
to perduto il gentilizio, di cui sopravvive la sola terminazione in
a: considerando lampiezza delle lacune allinizio delle righe
2-4, possiamo solo ipotizzare che si trattasse di un gentilizio di
circa sette/otto lettere (Antonia, Cornelia, Hostilia, Papiria, Po-
stumia ).
Il culto della diva Drusilla, introdotto da Caligola subito dopo la
prematura scomparsa nel 38 d.C. dellamata sorella
7
, ha lascia-
to ben poche tracce di s in Italia e non era nora attestato a
Brescia, anche perch non dovette sopravvivere a lungo alla
morte del principe
8
. A Brixia, come in altre citt, sacerdos era
il titolo portato dalle sacerdotesse del culto imperiale, mentre
per i sacerdoti attestato quello di amen
9
.
Prima ancora che come pontece massimo, carica con la quale,
dopo la formula onomastica, normalmente si apriva la titolatura
di un imperatore, Caligola nel nuovo documento ricordato
come principe ottimo e come pronipote del divo Augusto, con
lomissione della liazione da Germanico e il fatto che egli fosse
nipote del defunto imperatore Tiberio, come capita in poche
altre iscrizioni e nelle monete degli ultimi anni (39-41 d.C.)
10
. Pro-
babilmente anche per tale via il principe voleva propagandisti-
camente sostenere di essere legittimato a governare, non tanto
5. Le attestazioni epigrache sono censite nella PIR, I 217, cui rinvio anche per le
numerose fonti letterarie relative a questo discusso principe; per le monete: BMCRE,
I, pp. 149, 150, 156-158 (in particolare per le emissioni del 40-41 d.C.). In generale
sulla titolatura di Caligola in rapporto a quella degli altri principi giulio-claudi: MU-
SCA 1982, pp. 33-35, 47-51, 73-76, 98-100, 122-123, 140-141, 151, 156, 174-175, 189-
190, 200-202. Sulla gura di questo principe, sotto varie prospettive, vd. i numerosi
contributi di carattere storico, archeologico e iconograco conuiti ora nel volume
Caligola 2013.
6. GREGORI 1999, pp. 79-80. Proprio perch si tratta di cognome tanto comune,
non possiamo formulare ipotesi sulla famiglia dappartenenza della donna.
7. SUET., Cal. 24; DIO, 59, 11, 1-5; cfr. RAEPSAET-CHARLIER 1987, p. 376 nr. 438.
8. HERZ 1981; WOOD 1995; ROSE 1997, pp. 35-36; WINTERLING 2005, pp. 69-72;
FREI-STOLBA 2008, pp. 380-381; sulle mogli e le sorelle di Caligola: CENERINI 2009,
pp. 42-47. Dediche alla diva Drusilla erano state poste, stando ai documenti rinve-
nuti, a Tibur (CIL, XIV 3576), Caere (CIL, XI 3598), Veleia (CIL, XI 1168) e in Aquitania ad
Avaricum (CIL, XIII 1194). Di sacrici compiuti il 23 settembre del 38 per la diva Drusilla
nel tempio del Divo Augusto si conserva un ricordo negli Atti dei fratres Arvales:
SCHEID 1998, p. 31 (cfr. anche p. 42). Poche anche le attestazioni epigrache a noi
pervenute di sacerdotesse o aminiche della diva Drusilla: AE 1952, 151=1988, 607
(Collegno); AE 1992, 336 (Pinna Vestina); CIL, V 7345 cfr. Suppl. It., n.s., 16, 1998, p. 383
(Forum Vibi Caburrum); in proposito ora GRANINO CECERE 2013.
9. Finora a Brixia erano attestate solo nel corso del II sec. d.C. sacerdotesse della
diva Augusta (Livia: I. It., X, V, 247), della diva Marciana (sorella di Traiano: I. It., X, V, 94),
della diva Matidia (nipote di Traiano: Suppl. It., n.s., 8, 1991, pp. 205-206 nr. 3bis) e del-
la diva Plotina (moglie di Traiano: I. It., X, V, 180 e 276). Sui sacerdoti del culto imperiale
nella regio X: BASSIGNANO 2003, in part. per Brescia pp. 97-100; sulle sacerdotesse
del culto imperiale vd. ora GRANINO CECERE 2014.
10. Per le iscrizioni segnalo in particolare una serie di miliari spagnoli: CIL, II 4639
(Lusitania); EAstorga 134 (Hispania Citerior); IRLugo 93 (Hispania Citerior), tutti inqua-
drabili nel corso del 40; per le monete: BMCRE, I, pp. 146-158. Non sembra casuale
che contestualmente cominciasse a essere omesso nella titolatura del principe il
cognome di Germanicus (vd. sopra).
304 G . L . G R E G O R I
dunque in virt dei meriti del padre Germanico, ma in quanto,
per il tramite della madre Agrippina, glia di Giulia maggiore,
egli discendeva direttamente da Augusto (anche se pure per
via paterna egli era imparentato con Augusto, essendo il padre
Germanico glio di Antonia maggiore, a sua volta glia di Ot-
tavia, sorella del principe). Cos facendo, Caligola si allontanava
da quellatteggiamento di pietas manifestata nei primi mesi di
regno, quando volle che grandi onori fossero tributati ai suoi
familiari e quindi anche al padre Germanico
11
.
Limportanza del nuovo documento deriva soprattutto dal fat-
to che per la prima volta sono attestati epigracamente per Ca-
ligola titoli che non si ritenevano uciali perch ricordati no-
ra solo in alcune fonti letterarie: mi riferisco a optimus, epiteto
proprio di Giove Capitolino e che entrer nella titolatura ucia-
le degli imperatori solo con Traiano, e pater exercituum (= padre
degli eserciti), appellativi menzionati nora solo nella vita di
Caligola di Suetonio
12
e della cui autenticit non possiamo per
pi dubitare. Evidentemente anche se non si trattava di epiteti
uciali, essi dovettero avere una qualche circolazione, se fu-
rono recepiti nella dedica posta dalla sacerdotessa bresciana.
Per la prima volta inoltre compare in un testo epigraco la
designazione di Caligola al quinto consolato (designazione
che deve essere avvenuta posteriormente al 7 gennaio del 41,
quando egli lasci il quarto consolato assunto l1 gennaio di
quello stesso anno), che il principe pensava evidentemente di
rivestire a partire dal mese di gennaio dellanno seguente. Dal
11. Cfr. su questi temi HERZ 1988 e ora BIANCHI 2006; per liconograa monetale:
GERANIO 2007.
12. SUET., Cal. 22: Hactenus quasi de principe, reliqua ut de monstro narranda sunt.
Compluribus cognominibus adsumptis (nam et pius et castrorum lius et pater exercitu-
um et optimus maximus Caesar vocabatur) ; in proposito ora GREGORI 2013.
39 d.C. egli fu, infatti, console ordinario ogni anno, anche se si
limitava ad aprire il nuovo anno, deponendo la carica nel corso
dello stesso mese di gennaio
13
.
Altra novit rilevante riguarda la settima acclamazione im-
peratoria (riga 4), ricevuta in occasione di quella spedizione
Germanica per la quale egli era partito da Roma nellautunno
del 39 d.C. e dalla quale egli era felicemente ritornato nellUrbe
il 31 agosto del 40 d.C., in coincidenza con il suo ventottesimo
compleanno. Di tali acclamazioni, ottenute pur in assenza di
grandi successi militari (anche la preventivata spedizione Bri-
tannica non ebbe del resto seguito se non sotto il suo suc-
cessore Claudio)
14
, si aveva nora una sola menzione in Cassio
Dione
15
. Nella realt il risultato pi importante di quellimpresa
era stata leliminazione di Gneo Cornelio Lentulo Getulico, le-
gato imperiale della Germania Superiore per un decennio, e
di Marco Emilio Lepido, marito della defunta Drusilla, entram-
bi coinvolti, a quanto si disse, in una congiura alla quale non
sarebbero state estranee le stesse sorelle del principe, Livilla e
Agrippina, per questo motivo mandate in esilio
16
.
13. KIENAST 1996, pp. 85-86; in particolare sui suoi quattro consolati: GALLIVAN
1979; dopo il suo primo consolato nel luglio del 37 (1 luglio-31 agosto), Caligola fu
console II dall1 gennaio del 39 alla ne del mese; console III dall1 al 13 gennaio del
40; console IV dall1 al 7 gennaio del 41 (SUET., Cal. 17).
14. Rinvio in proposito al resoconto di SUET., Cal. 43-49 e DIO 59, 21, 2-3; 59, 22;
59, 25,1-5. Molto ricca la bibliograa in proposito: cfr. in particolare, di recente, DE
FILIPPIS CAPPAI 1990; WOODS 2000; MALLOCH 2001; HIND 2003 e in generale:
HALFMANN 1986, pp. 170-172; BARRETT 1993, pp. 193-215; FERRILL 1996, pp. 89-98;
WINTERLING 2005, pp. 93-105; MARIGLIANI 2012, pp. 84-89; DIOSONO 2013.
15. DIO 59, 22, 2: Caligola fu acclamato imperator per la settima volta, come egli deci-
se, pur senza aver mai vinto una battaglia o aver ucciso qualche nemico; cfr. 59, 25, 5a:
Fu spesso acclamato imperator, come anche Germanico e Britannico, come se
egli avesse sottomesso lintera Germania e la Britannia.
16. Il 27 ottobre del 39 i Fratres Arvales compirono sacrici di ringraziamento ob
detecta nefaria con[silia in C. Germanic]um Cn. Lentuli Gae[tulici]: SCHEID 1998, p. 37;
g. 1 Nuova dedica in favore di Caligola dallarea capitolina.
U N E C C E Z I O N A L E D E D I C A A F A V O R E D I C A L I G O L A 305
La nostra sacerdotessa pose la sua dedica, non a caso, nellam-
bito del tempio Capitolino: sappiamo, infatti, dalle fonti let-
terarie che Caligola in molte occasioni e in molti modi aveva
chiaramente dimostrato la sua volont di essere associato a
Giove, il re degli dei, in una concezione teocratica del potere
imperiale, chiaramente di matrice orientale
17
, che troverebbe
ora conferma per questo principe anche nella statua colossale
ammantata, acefala, seduta su trono, fortunosamente recupe-
rata nel corso del 2011 dalla Guardia di Finanza a Fiumicino e
attribuita a Caligola per via soprattutto della sua provenienza
da un ninfeo eretto nellambito delle ville che limperatore pos-
sedeva presso le rive del lago di Nemi
18
.
Merita di essere sottolineato inne il fatto che la nostra iscri-
zione ore anche la pi antica attestazione epigraca di una
dedica formulata in maniera cos completa, per impetrare a un
tempo la buona salute, il ritorno e la vittoria di un imperatore
19
.
possibile che, alla luce di quanto detto sopra e com docu-
mentato a Pompei, destinatario di questa dedica fosse stato
Giove
20
. A Roma il collegio dei fratres Arvales, secondo la con-
suetudine, il 3 gennaio del 38 (e la stessa cosa si sar ripetuta
nei tre anni successivi) sciolse i voti pronunciati lanno prima e
formul quelli per il nuovo anno con la promessa a Giove Ot-
timo Massimo di un bue, a Giunone Regina e a Minerva di una
vacca a testa, se fossero state assicurate lincolumitas e la salus
del principe; il 7 gennaio di quello stesso anno il promagistro a
nome del collegio immol una vacca alla dea Dia, adempiendo
il voto pronunciato lo stesso 3 gennaio pro salute dellimpera-
tore
21
. Non meraviglia che a Praeneste una dedica per la salute
cfr. FISHWICK SHAW 1976; SIMPSON 1980.
17. FL. JOS., Ant. 19, 4-10; SUET., Cal. 22; 33; 52; 57; 58; DIO 59, 28, 2-8; cfr. anche DIO
59, 26, 5-6, 8, 10; 59, 27, 6; 59, 30. In particolare: AIARDI 1977/78.
18. GHINI 2012 evidenzia a questo proposito come a cominciare dallo stesso
Augusto gli imperatori giulio-claudi furono particolarmente sensibili alla loro auto-
celebrazione in veste di Giove, come rileva gi BOSCHUNG 1989; approfondimenti
in Caligola 2013. In particolare Caligola aveva dato al governatore di Siria P. Petronio
lordine di far erigere una sua colossale statua di marmo che lo rappresentasse come
Giove perch fosse collocata nel sancta sanctorum del Tempio di Gerusalemme; solo
lintervento di Erode Agrippa avrebbe indotto limperatore a desistere dai suoi pro-
positi (PHILO, Legatio ad Gaium 161, 197; FL. JOS., bell. Jud. 2, 10); cfr. NOY 2001; SHAW
2005; MARIGLIANI 2012, pp. 103-107.
19. Le dediche nora conosciute con questo tipo dintitolazione non risalivano a
imperatori precedenti a Claudio: CIL, VI 3751 = 31282 = 36894 cfr. pp. 4337, 4341,
4351 (Roma); Suppl. It., n.s., 16, 1998, pp. 109-110 nr. 3 (Rusellae); si ricordi tuttavia per
Caligola anche CIL, VI 811 cfr. pp. 3007, 3757 = ILS 192, una dedica pro salute et pace
et victoria et Genio Caesaris Augusti, posta il 26 maggio del 38 d.C., anniversario del
trionfo celebrato a Roma dal padre Germanico nel 17 d.C.
20. CIL, X 796 cfr. p. 967: I(ovi) [O(ptimo)] M(aximo) / pro salute [C(ai) Ca]esaris Augusti
/ Germani[ci I]mp(eratoris) pontif(icis) max(imi), / tribunic(ia) p[ote]stat(e), consulis /
[ - - - ]octus p(ecunia) s(ua).
21. SCHEID 1998, pp. 28-29; sui voti pronunciati dagli Arvali il 3 gennaio di ogni
e il ritorno di Caligola (in questo caso non c menzione della
sua vittoria) fosse invece stata oerta nel santuario della For-
tuna Primigenia
22
. Suetonio ricorda, del resto, come non fosse
tralasciata alcuna occasione per formulare voti per lincolumitas
del principe e quando partiva per il suo felice ritorno, tanto pi
che Caligola non godette mai di buona salute
23
.
Non sappiamo se dopo lassassinio di Caligola, avvenuto in
concomitanza con i ludi Palatini il 24 gennaio del 41, la dedica
fosse stata rimossa dal tempio bresciano
24
: il nome del principe
non fu, infatti, sistematicamente eraso dalle iscrizioni, come ac-
cadeva invece per gli imperatori sottoposti a damnatio memo-
riae. In eetti, se Claudio imped che il senato votasse tale prov-
vedimento per il suo predecessore (peraltro suo nipote), egli
fece al contempo rimuovere tutte le sue immagini e permise
che il suo nome fosse omesso nelle formule di giuramento e
nelle preghiere; nel 43 d.C. poi, se dobbiamo prestare fede a
Suetonio, fu deciso di fondere le monete di bronzo con il ritrat-
to di Caligola
25
. Tuttavia, per quanto inviso al Senato, Caligola
era stato amato dalla plebe e aveva goduto di consensi anche
presso lordine equestre
26
.
Fosse o no la lastra gi andata rotta, certo che al tempo di
Vespasiano i suoi frammenti furono sigillati nelle fondazioni
del porticato che cingeva larea capitolina, circostanza che ha
consentito al nostro prezioso documento di sfuggire allazione
distruttiva delle calcare
27
.
anno: SCHEID 2011, pp. 10-11, 261-263. Di Giunone Regina, accanto a Giove Ottimo
Massimo e a Minerva, menzione anche nei protocolli dei ludi saeculares det au-
gustea e severiana, per i quali vd. ibidem, pp. 81-93. Cfr. qui infra (Una dedica per la
triade capitolina).
22. CIL, XIV 2854: [P]ro salut(e) / C(ai) Caesaris / Aug(usti) Germ(anici) / et reditu /
F(ortunae) P(rimigeniae) Pr(aenestinae) / thes(aurum) i(mpensa) s(ua) / Q(uintus)
Co(n)sidius Tertius / d(onum) d(edit).
23. SUET., Cal. 14: vota pro reditu suscepta sunt ne minimam quidem occasionem
quoquam omittente in testicanda sollicitudine et cura de incolumitate eius; 50: Va-
litudo ei neque corporis neque animi constitit. Puer comitiali morbo vexatus, in adule-
scentia ita patiens laborum erat ut tamen nonnumquam subita defectione ingredi, stare,
colligere semet ac suerre vix posset. Mentis valetudinem et ipse senserat ac subinde de
secessu deque purgando cerebro cogitavit Incitabatur insomnio maxime; neque enim
plus quam tribus nocturnis horis quiescebat ac ne iis quidem placida quiete sed pavida
miris rerum imaginibus
24. Vasto era stato il movimento cospiratorio che port a compimento luccisio-
ne del principe, nella cui esecuzione ebbero comunque un ruolo di primo piano
i tribuni delle coorti pretorie Cassio Cherea e Cornelio Sabino; sui retroscena vd.
KAVANAGH 2001 e ora MILANO 2008; MARIGLIANI 2012, pp. 107-110.
25. DIO 60, 4, 5 (cfr. anche DIO 59, 30 sullabbattimento delle sue statue e delle sue
immagini); SUET, Claud. 11, 3. In proposito, dopo VITTINGHOFF 1936, pp. 102-103:
JUCKER 1982; ROSE 1997, p. 37.
26. Cfr. FL. JOS., Ant. 1, 115; SUET., Cal. 49 : Edixit reverti se sed iis tantum qui opta-
rent, equestri ordini et populo; nam se neque civem neque principem senatui amplius
fore. Vetuit etiam quemquam senatorum sibi occurrere.
27. Per la misera sorte subita da molte delle iscrizioni esposte nellarea capitolina
della vicina Verona cfr. BUONOPANE 2008.
BIBLIOGRAFIA
AIARDI A. 1977/78, Optimus maximus Caesar: considerazioni sullinteresse di Caligola
per il culto di Giove, in AIV, CXXXVI, pp. 99-108.
BARRETT A. A. 1993, Caligola. Lambiguit di un tiranno, trad. it., Milano.
BASSIGNANO M. S. 2003, Flaminato e culto imperiale nella Regio X, in Cultus splendore.
Studi in onore di Giovanna Sotgiu, I, a cura di A. M. Corda, Senorb, pp. 79-103.
BIANCHI E. 2006, La politica dinastica di Caligola, in Mediterraneo Antico, IX/2, pp.
597-630.
BOSCHUNG D. 1989, Die Bildnisse des Caligula, Berlin.
BUONOPANE A. 2008, Il materiale epigraco, in Larea del Capitolium di Verona. Ricerche
storiche e archeologiche, a cura di G. Cavalieri Manasse, Verona, pp. 269-288.
Caligola 2013, Caligola. La trasgressione al potere, a cura di G. Ghini, Roma.
CENERINI F. 2009, Dive e Donne. Mogli, madri, glie e sorelle degli imperatori romani da
Augusto a Commodo, Imola.
DE FILIPPIS CAPPAI C. 1990, Il mancato sbarco in Britannia di Gaio Caligola: uninterpre-
tazione, in RStorAnt, XX, pp. 163-172.
DIOSONO F. 2013, Limperatore che sconsse il mare. Caligola, il faro sulla Manica e il
ponte tra Baia e Pozzuoli, in Caligola 2013, pp. 155-165.
FERRILL A. 1996, Caligola. Imperatore di Roma, trad. it., Torino.
FISHWICK D. SHAW B. D. 1976, Ptolemy of Mauretania and the Conspiracy of Gaetuli-
cus, in Historia, XXV, pp. 491-494.
FREI-STOLBA R. 2008, Livie et aliae. Le culte des divi et leurs prtresses; le culte des divae,
in Egypte Grce Rome. Les dirents visages des femmes antiques, a cura di F.
Bertholet, A. Bielman Snchez, R. Frei Stolba, Bern-Berlin-Bruxelles-Frankfurt a.
M.-New York-Oxford-Wien, pp. 345-395.
GALLIVAN P. A. 1979, The Fasti for the Reign of Gaius, in Antichthon, XIII, pp. 66-69.
306 G . L . G R E G O R I
GERANIO J. 2007, Portraits of Caligula: the Seated Figure?, in The Celator, XXI/9, pp.
6-26.
GHINI G. 2012, Una statua marmorea maschile recuperata dalla Guardia di Finanza e
un impianto residenziale nel territorio nemorense, in Lazio e Sabina, 8, pp. 279-
288.
GORDON A. E. 1958, Album of Dated Latin Inscriptions, in collaboration with J. S. Gor-
don, I, Berkeley.
GRANINO CECERE M. G. 2013, Il contributo delle fonti epigrache latine, in Caligola
2013, pp. 65-68.
GRANINO CECERE M. G. 2014, Il aminato femminile imperiale nellItalia romana,
Roma.
GREGORI G. L. 1990, Brescia romana. Ricerche di prosopograa e storia sociale, I. I do-
cumenti, Roma.
GREGORI G. L. 1999, Brescia romana. Ricerche di prosopograa e storia sociale, II. Analisi
dei materiali, Roma.
GREGORI G. L. 2013, Svetonio, Cassio Dione e la titolatura di Caligola alla luce di una
nuova iscrizione da Brescia, in Caligola 2013, pp. 75-76.
HALFMANN H. 1986, Itinera principum, Stuttgart.
HERZ P. 1981, Diva Drusilla. gyptisches und Rmisches im Herrscherkult zur Zeit Caligu-
las, in Historia, XXX, pp. 324-336.
HERZ P. 1988, Caligola Potere e propaganda, in BNumRoma, X, pp. 7-20.
HIND J. G. F. 2003, Caligula and the Spoils of the Ocean: a Rush in the Far North-West?,
in Britannia, XXXIV, pp. 272-274.
JUCKER H. 1982, Die Bildnisstrafen gegen den toten Caligula, in Praestant interna. Fest-
schrift fr Ulrich Hausmann, Tbingen, pp. 110-118.
KAVANAGH B. J. 2001, The Conspirator Aemilius Regulus and Senecas Aunts Family, in
Historia, L, pp. 379-384.
KIENAST D. 1996, Rmische Kaisertabelle. Grundzge einer rmischen Kaieserchrono-
logie, Darmstadt.
MALLOCH S. J. V. 2001, Gaius on the Channel Coast, in Classical Quarterly, LI, pp. 551-
556.
MARIGLIANI C. 2012, Caligola e Nerone. Vicende e opere dei due imperatori di Anzio,
Roma.
MILANO I. 2008, La trasformazione della corte fra la caduta di Caligola e il regno di Clau-
dio, in RStorAnt, XXXVIII, pp. 147-175.
MUSCA D. A. 1982, Le denominazioni del principe nei documenti epigraci romani (27
a.C.-69 d.C.), II, Bari.
NOY D. 2001, A Sight Unt to See: Jewish Reactions to the Roman Imperial Cult, in Clas-
sics Ireland, VIII, pp. 68-83.
RAEPSAET-CHARLIER M.-Th. 1987, Prosopographie des femmes de lordre snatorial,
Lovanii.
REBUFFAT R. 1995, Peinture et inscriptions, in RAPic, n.s., X, pp. 23-31.
ROSE C. B. 1997, Dynastic Commemoration and Imperial Portraiture in the Julio-Clau-
dian Period, Cambridge.
SCHEID J. 1998, Commentarii Fratrum Arvalium qui supersunt. Les copies pigraphiques
des protocoles annuels de la confrrie arvale (21 av.-304 ap. J.-C.), Rome.
SCHEID J. 2011, Quando fare credere. I riti sacricali dei Romani, trad. it., Roma Bari.
SHAW F. 2005, The Emperor Gaius Employment of the Divine Name, in StudPhilon,
XVII, pp. 33-48.
SIMPSON C. J. 1980, The Conspiracy of A.D. 39, in Studies in Latin Literature and Roman
History, II, a cura di C. Deroux, Bruxelles, pp. 347-366.
VALVO A. 2010, Brixia Benacenses Valles supra Benacum Sabini Trumplini Ca-
munni, in Supplementa Italica, n.s., 25, Roma, pp. 142-325.
VITTINGHOFF F. 1936, Der Staatsfeind in der rmischen Kaiserzeit, Berlin.
WINTERLING A. 2005, Caligola. Dietro la follia, trad. it., Roma-Bari.
WOOD S. 1995, Diva Drusilla Panthea and the Sisters of Caligula, in AJA, IC, pp. 457-
482.
WOODS D. 2000, Caligulas Seashells, in Greece & Rome, XLVII, pp. 80-87.

319
Una dedica per la triade capitolina
Gian Luca Gregori
Poco prima che lo scavo chiudesse (dicembre 2011), riutilizzato
in un muro depoca tarda stato recuperato (US 1237) lo scheg-
gione di unara in Botticino mutilo da ogni parte fuorch in alto,
dove si conserva parte delloriginaria cornice modanata; un bel
segno dinterpunzione di forma lanceolata si conserva alla riga
1 (243018 cm; lettere 5-3,5 cm) (g. 1).
Si pu con buona approssimazione integrare quel poco che si
conserva come segue:
[I(ovi) O(ptimo)] M(aximo),
[Iunoni] Reginae,
[Min]ervae
- - - - - -
Nonostante si siano salvate solo poche lettere, la dedica ha una
grande importanza perch ore la prima indiscussa prova, a
livello epigraco, che il Capitolium di Brescia, almeno dopo la
sua ricostruzione in et avia, fosse stato consacrato alla triade
capitolina.
Molte sono le iscrizioni, spesso ridotte a frustuli, rinvenute in
passato negli scavi condotti nellarea capitolina, ma nella mag-
gior parte dei casi sussistono dubbi sia sulla loro originaria col-
locazione, sia sulla loro lettura e interpretazione
1
. Troppo poche
lettere si conservano anche nel nuovo frammento, dalla super-
cie lavorata a gradina, rinvenuto nel maggio del 2010
2
.
Non solo dallambito del tempio, ma in generale da Brescia
non proveniva nora alcuna dedica per la triade Giove, Giuno-
ne e Minerva; dallarea del Capitolium si conoscevano solo un
paio di altari consacrati ad altre divinit, peraltro in giacitura
secondaria
3
.
Dediche alla triade capitolina nellambito della decima regio
augustea (Venetia et Histria) si conoscono a Verona, nel vicino
pagus Arusnatium, a Treviso e ad Aquileia. Esse sono state poste
pressoch sempre da privati (solo nel caso trevigiano, mancan-
do lesplicitazione del dedicante, potrebbe trattarsi di dedica
pubblica)
4
. Scarse sono le testimonianze epigrache relative
1. A. GARZETTI, I. It., X, V, p. 759 ne censisce una trentina; certamente relativa al
tempio pre-avio liscrizione trovata nella quarta cella menzionante lesecuzione
o il rifacimento dellopus albarium da parte di L. Hostilius Fronto e C. Clodius Merga,
ora riedita da VALVO 2010, pp. 241-243 nr. 50, che laccosta sul piano cronologico ad
alcuni frammenti provenienti da scavi condotti in passato nellambito dello stesso
santuario tardorepubblicano o dellarea capitolina (I. It., X, V, 286, 361, 385, 687).
2. - - - - - - [- - -]+[- - -] / [- - -]M V[- - -] / [- - -]C[- - -] vel [- - -]G[- - -] / - - - - - - (in gras-
setto le lettere solo parzialmente conservate).
3. I. It., X, V, 71 (Silvano Augusto), 79 (divinit ignota). In generale sul contributo delle
fonti letterarie ed epigrache allidenticazione dei Capitolia cfr. MORCIANO 2009; sui
rapporti tra i Capitolia e le fondazioni coloniali romane e le trasformazioni in Capitolia
di templi preesistenti: BIANCHI 1975. Sul problema di uneventuale relazione del tem-
pio bresciano con precedenti forme di culto indigeno: BONINI 2012, pp. 20-26.
4. CIL, V 3242 (Verona): Iovi, / Iunoni, / Minervae / L. V(- - -) A(- - -) v(otum) s(olvit)
l(ibens) m(erito); CIL, V 3902 cfr. Suppl. It., n.s., 26, 2012, p. 217 (Arusnates): [Iovi, Iuno]
ni, Min(ervae) ceterisque / dis deabusque / pro salute L. Servili / Domiti Valeri Fron/
tonis Luciani c(larissimi) i(uvenis) et L. / Servili Iuliani v(iri) e(gregii) pat(ris) / et Val(eri)
Valent(is) Caesonian(i) / et Iuliani iunioris eq(uo) pub(lico) / Servilius Callimor/phus li-
bertus / v(otum) s(olvit) l(ibens) m(erito); CIL, V 3914 cfr. Suppl. It., n.s., 26, 2012, pp. 259-
260 nr. 5 (Arusnates): [Iovi O]pt(imo) [Max(imo), Iunoni], Minervae / C. Oc[t]a[v]ius (?)
[- - -]l(). Vitulus / dom[o - - - tre]cenarius / ((centurio)) sp[ecul(atorum) - - -]; Inscr.
Aq, I 266 (Aquileia): I(ovi) O(ptimo) M(aximo), / Iunoni, Minervae, / Marti Protector(i)
alla triade capitolina anche nella vicina Transpadana
5
, mentre in
Liguria esse sono per ora addirittura assenti.
Singolarmente prese, invece, le tre divinit (soprattutto Giove
Ottimo Massimo e Minerva) sono nella nostra regione ben at-
testate e anche nella stessa Brixia, da dove in particolare pro-
vengono le uniche dediche nora note nella regione per Giu-
none con lepiteto di Regina (per la verit non dalla colonia,
ma dalle valli alpine)
6
, cui va aggiunta una testimonianza dal
territorio trevigiano
7
. Le dediche a Iuno Regina provenienti dal
bresciano sono incise su modesti supporti, oerti da privati cit-
tadini (non necessariamente donne).
Il nuovo ritrovamento ci garantisce che nella colonia la dea con
questepiclesi godeva di un culto uciale, che condivideva con
Giove Ottimo Massimo e con Minerva.
Lepiteto di Regina farebbe riferimento alle funzioni della dea
come protettrice del popolo, senza che si possa escludere,
almeno in origine, anche la valenza di regina del cielo; il suo
culto, giunto a Roma dopo la conquista di Veio, si sarebbe poi
irradiato dal Lazio con lespandersi del potere di Roma
8
.
Se a Fiesole una dedica a Giove, Giunone Regina e Minerva fu
posta dallordo decurionum di Florentia ob restitutionem Capito-
li
9
, signicativo appare il fatto che a Roma le divinit cui i fratres
Arvales agli inizi di ogni anno scioglievano con sacrici i voti
dellanno precedente, pronunciando quelli nuovi per la salu-
te e lincolumit dellimperatore, erano proprio Giove Ottimo
Massimo, Giunone Regina e Minerva
10
. Giunone Regina com-
pare anche nei protocolli degli Atti dei Ludi saeculares det au-
gustea e severiana quale destinataria di preghiere da parte di
110 matrone, perch fosse assicurato ogni bene al popolo e allo
Stato Romano
11
.
Poich non sappiamo quanto sia andato perduto in basso,
non possiamo escludere che nel nuovo documento dopo le
Victor(i) / pro salute et victoria / ddd. nnn. / Impp Caesarum / [[[M. Clodi Pupieni]]], / [[[D.
Caeli Calvini]]] / [[[Balbini Au]]]ggg. et / M. Antoni Gordiani / nobiliss(imi) Caes(aris) / ex
voto / Fl(avius) Servilianus a mil(itiis) / et Fl(avius) Adiutor / praef(ectus) coh(ortis) I Ul-
piae / Galatarum praeposit(i) / militum agentium / in protensione Aquileia(e); Suppl. It.,
n.s., 24, 2009, p. 161 nr. 2 (Tarvisium): Iovi, / Iunoni, / Minervae. Per le rare dediche alla
triade capitolina in Cisalpina (in rapporto alle numerose dediche per Giove Ottimo
Massimo) cfr. PASCAL 1964, pp. 14, 99, 185; BASSIGNANO 1987, p. 337.
5. Per lo pi da Mediolanum e dal suo territorio: AE 1995, 628; 1996, 772; CIL, V 5588,
5771, 6829. Per le attestazioni milanesi cfr. ora SARTORI 2011-2012, pp. 437-445.
6. Dediche bresciane a Giove Ottimo Massimo: I. It., X, V, 38, 39, 766, 771, 789, 840,
865, 890, 925, 938, 939, 1057, 1101, 1002, 1113, 1275; Minerva: I. It., X, V, 61-64, 768,
769, 804, 820, 917, 928, 931, 946, 978, 1018, 1136, 1177, 1180; Giunone Regina: I. It.,
X, V, 1054, 1055, 1167 (?). Mentre ben attestate sono nella nostra colonia le Iunones,
di dediche a Iuno (senza epiclesi) si avrebbe nora un unico esemplare (I. It., X, V, 26),
sempre che lo scioglimento Iun(oni) sia corretto. Grazie al nuovo ritrovamento muta
quindi il quadro da me tracciato in GREGORI 1999, pp. 270-273.
7. Suppl. It., n.s., 26, 2011, pp. 159-160 nr. 1: C. Tarvi(sius) A.f. / Secundus / IIIIvir
a(edilicia) p(otestate) / Iunoni Reg(inae) / d(onum) d(edit).
8. BASSIGNANO 1987, p. 336, con bibl. a p. 369 nota 312. Assente per ora il culto di
Iuno Regina in Transpadana, mentre in Liguria si conosce una sola dedica da Albin-
timilium (CIL, V 7811 cfr. Suppl. It., n.s., 10, 1992, p. 107). Sulle origini: ROE DALBERT
1975-1976; per Roma: WEIGEL 1981; WEIGEL 1982-1983.
9. CIL, XI 1545: Iovi O(ptimo) M(aximo), / Iunoni Reg(inae), / Minervae / ob restitutio/
nem Capitoli / ordo spl(endidissimus) Flor(entinorum) / d(edit) d(edicavit).
10. SCHEID 1998, nrr. 6, 22, 26, 44, 45, 48, 49, 54, 55, 58, 68, 80, 84, 86, 88, 94, 95a-b,
99a-b, 106, 113. Cfr. SCHEID 2011, pp. 261-263.
11. SCHEID 2011, pp. 285-287.
320 G . L . G R E G O R I
divinit della triade capitolina ne fossero ricordate altre, cia-
scuna per nome o in forma collettiva
12
. Non possiamo neppure
sapere se a porre la dedica fosse stato un privato cittadino o un
esponente delllite locale, ovvero se essa fosse stata deliberata
dallordo decurionum in nome della colonia
13
.
Le poche lettere che si sono conservate non consentono di
proporre che una generica datazione del nuovo testo entro i
primi due secoli dellImpero.
12. Nel pagus Arusnatium in un caso la dedica estesa ceterisque dis deabusque: CIL,
V 3902.
13. A Brixia i primi due casi sono i pi ricorrenti; rare sono infatti le dediche da parte
dellintera comunit cittadina: segnalo quella Deo Soli da parte della res publica, riuti-
lizzata come pilastro nella chiesa di S. Maria in Solario (I. It., X, V, 73) e quella Volcano sa-
crum publice (I. It., X, V, 76); dallarea capitolina della vicina Verona provengono sia una
dedica a Giove Ottimo Massimo posta per iniziativa dei decurioni, sia una base dedi-
cata alla stessa divinit da parte di una donna: BUONOPANE 2008, pp. 272-273, 288.
BIBLIOGRAFIA
BASSIGNANO M. S. 1987, La religione: divinit, culti, sacerdozi, in Il Veneto nellet roma-
na, I, a cura di E. Buchi, Verona, pp. 311-376.
BIANCHI U. 1975, I Capitolia, in Atti del Convegno internazionale per il XIX centenario
della dedicazione del Capitolium per il 150
o
anniversario della sua scoperta (Bre-
scia 1973), I, Brescia, pp. 63-76.
BONINI A. 2012, Archeologia dei luoghi di culto nel territorio di Brixia, in Brixia Sacra,
XVII, pp. 19-46.
BUONOPANE A. 2008, Il materiale epigraco, in Larea del Capitolium di Verona. Ricerche
storiche e archeologiche, a cura di G. Cavalieri Manasse, Verona, pp. 269-288.
GREGORI G. L. 1999, Brescia romana. Ricerche di prosopograa e storia sociale, II. Analisi
dei documenti, Roma.
MORCIANO M. M. 2009, Lidenticazione del Capitolium attraverso lanalisi delle fonti
letterarie ed epigrache, in Palaia Philia: studi di topograa antica in onore di Gio-
vanni Uggeri, a cura di C. Marangio, G. Laudizi, Galatina, pp. 179-180.
PASCAL C. B. 1964, The Cults of Cisalpine Gaule, Bruxelles.
ROE DALBERT Y. 1975-1976, Recherches sur la prise de Vies et sur Juno Regina, in An-
nuaire de lEcole Pratique des Hautes-Etudes, IV sect., pp. 1093-1103.
SARTORI A. 2011-2012, Mediolanum nelle sue pietre iscritte: specicit e novit,
RendPontAcc, LXXXIV, pp. 431-445.
SCHEID J. 1998, Commentarii Fratrum Arvalium qui supersunt. Les copies pigra-
phiques des protocoles annuels de la confrrie arvale (21 av.-304 ap. J.-C.),
Rome.
SCHEID J. 2011, Quando fare credere. I riti sacrificali dei Romani, trad. it., Roma-
Bari.
WEIGEL R. D. 1981, Juno Regina and the Roman Empresses, in Journal of the Society of
Ancient Numismatics, XII, pp. 1093-1103.
WEIGEL R. D. 1982-1983, The Duplication of Temples of Juno Regina in Roma, in An-
cient Society, XII/XIV, pp. 179-192.
g. 1 Frammento dara in Botticino recante la dedica alla triade capitolina.