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CORSO DI PITTURA
PER SOLDATINI
TUTTO IL MATERIALE QUI RACCOLTO, E STATO REPERITO SU
INTERNET ED APPARTIENE ESCLUSIVAMENTE AI LORO AUTORI, LA
PRESENTE EDIZIONE IN FORMATO WORD E RISERVATA
ESCLUSIVAMENTE AGLI AMICI DEL GRUPPO ITALIANO WARGAME,
NON E IN VENDITA E VIENE DISTRIBUITA GRATUITAMENTE ED
ESCLUSIVAMENTE IN FORMA AMICHEVOLE E SENZA FARNE
COMMERCIO, MA PUBBLICIZZANDO LOPERA DI COLORO CHE AMANO
CON PASSIONE LHOBBY DEI SOLDATINI.









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WARGAME: UNA BREVE STORIA http://www.dadiepiombo.com/history.html
Il gioco della guerra, o wargame, consiste nella ricostruzione o nella
simulazione di situazioni ed avvenimenti storico-militari, effettuata servendosi
di soldatini e di regole che permettono di riprodurre il pi fedelmente possibile i
metodi di combattimento in un determinato periodo storico.
Si possono cos ricostruire battaglie realmente
avvenute o creare con la fantasia combattimenti "ex
novo".

Se dei soldatini sappiamo l'esistenza in epoche
remotissime, come quella dei faraoni o dell'antica
Cina, dobbiamo risalire almeno al 1867-70, cio al
kriegspiel prussiano, per ritrovare qualcosa che
assomigli, in modo meno stilizzato del gioco degli
scacchi, al wargame.
In quell'occasione lo Stato Maggiore prussiano
prov e riprov l'efficacia dei piani studiati per
l'attacco alla Francia, simulandoli su di una
superficie che rispondesse il pi possibile al territorio interessato dalle operazioni
belliche e rappresentando con delle pedine le varie unit impegnate.
Questa accurata preparazione a tavolino port alla strepitosa vittoria di Sedan.
A dare dignit letteraria al wargame ci pens
Herbert George Wells,
l'autore di celebri racconti quali "La guerra dei due
mondi"
e "L'isola del dottor Moreau", che nel 1913 pubblic
"Piccole Guerre".
Wells, di animo profondamente pacifista, affid a
quest'opera uno scopo ambizioso: sfatare, attraverso
la pratica ludica, il mito della "bella guerra" che
proprio in quegli anni riceveva nuova linfa dal
movimento futurista e, soprattutto, proporre un
gioco che potesse curare la follia di un'Europa che
aveva in s tutte le premesse per lo scoppio del pi
grande conflitto fino ad allora conosciuto dal genere umano. Cosa meglio del gioco dei soldatini
pu far comprendere la stupidit della guerra agli uomini?

Ci vollero tuttavia ancora parecchi anni perch il wargame raggiungesse,
soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, un certo grado di popolarit.
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Nel 1962 l'inglese Donald Featherstone diede alle
stampe un testo di introduzione generale
sull'argomento intitolato "Wargames". Il libro
ottenne un immediato successo e venne seguito da
una serie sempre pi numerosa di pubblicazioni e
dalla nascita delle prime riviste specializzate. A
partire dagli anni '70 il wargame si affermato
anche nel resto del mondo occidentale e in
Giappone ed oggi esistono numerosi giocatori anche
in paesi come l'Ucraina e il Sud Africa.

In Italia sono 2-3 mila i praticanti di questo hobby
che accomuna gli interessi di studiosi di storia,
modellisti, appassionati di uniformologia e di giochi di strategia e tattica.

I SOLDATINI DA WARGAME http://www.dadiepiombo.com/history.html
Il wargame pu essere giocato con soldatini di diverse dimensioni.
La scelta, ovviamente, ha a che fare con i costi, con lo spazio a
disposizione e con il tempo che si pu dedicare alla colorazione:
pi la miniatura grande e maggiori sono i dettagli richiesti.

Il "15mm" attualmente la scala pi usata in quanto rappresenta un
ottimo compromesso tra qualit di fusione e costi.

Fante inglese in 15mm della Guerra dei 7 Anni (Essex)

Un'altra scala molto popolare, soprattutto nei paesi anglosassoni,
il "25mm", proibitivo se non si ha a disposizione parecchio spazio
ma ideale scenicamente se si vogliono costruire scontri di piccole dimensioni.
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Fante coloniale inglese in 25mm (Redoubt)
Il "20mm", che corrisponde all'1/72 del modellismo, utilizzato
soprattutto per giocare alla Seconda Guerra Mondiale in quanto compatibile
con i modellini di plastica.

Soldato delle SS in 20mm (Britannia)
Esistono anche scale pi piccole del "15mm": ad esempio il "10mm",
un formato relativamente recente, che permette notevoli risparmi sui
tempi di allestimento di un esercito mantenendo, anche se in misura minore,
la possibilt di soffermarsi sui diversi dettagli.

Cavaliere macedone in 10mm (Falcon)
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Ancora pi piccolo il soldatino in "6mm" (scala 1/300). Qui il particolare
viene inevitabilmente sacrificato a vantaggio dell'effetto "massa". La
colorazione non richiede una particolare cura, anche se resta possibile
dipingere polsini e pennacchi.

Granatieri russi in 6mm (Heroics & Ros)
Se l'idea di un soldatino alto 6mm vi fa rabbrividire, sappiate che in commercio
esistono anche i "2mm". Parlare di soldatino pu far sorridere, pi che altro si
ha a che fare con blocchi di fanti e cavalieri. I dettagli sono praticamente
inesistenti, come per inesistente il problema spazio, visto che possibile
ricostruire una battaglia sul comodino.

Fanti e cavalieri antichi in 2mm (Conflict Miniatures)
LA COLORAZIONE DELLE MINIATURE
La parte pi impegnativa di questo hobby sicuramente
la colorazione delle miniature. Dipingere un esercito pu richiedere,
a seconda del numero e della scala dei soldatini, anche dei mesi.
Esistono tuttavia delle tecniche che permettono di velocizzare il lavoro.
Innanzitutto i figurini meglio dipingerli in serie. I passaggi per la colorazione
sono i seguenti:
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1) stesura del colore di fondo: questo permette ai colori di aderire meglio,
inoltre se si usa il nero le parti non colorate, rimanendo scure, si
confondono con le ombre. Il fondo grigio o bianco d invece una maggior
luminosit al pezzo. Il fondo, soprattutto se viene usato il nero,
va dato un po' diluito, in modo da non coprire troppo i dettagli

2) stesura colori base: utilizzando sempre la tecnica della
colorazione in serie si dipingono le superfici pi ampie, come la tunica
i pantaloni o le armature.
3) i dettagli: la fase successiva prevede la colorazione dei
particolari (borse, cinture, fucili...)
4) luci e ombre: infine per dare profondit al pezzo solitamente
si usano 3 tecniche: la prima consiste nel "portare in luce" le parti pi
esposte (cio quelle maggiormente colpite dalla luce) utilizzando
sfumature pi chiare (anche con pi passaggi).
Questo procedimento pu essere ottenuto con la tecnica del dry brush
("pennello asciutto"): invece di seguire i contorni con precisione
si passano sulle varie parti del soldatino tonalit pi chiare
sfregando il pennello quasi asciutto con mano leggera. Il poco colore
andr a depositarsi sulle parti sporgenti (quelle colpite dalla luce).
La terza tecnica quella del "lavaggio": si passa del colore diluito
(o della china) pi scuro sul pezzo gi asciutto, in modo che
si depositi negli interstizi formando delle ombre.
In quest'ultimo caso la colorazione base andr effettuata partendo
da tonalit pi chiare.


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Dipingere e collezionare figurini un hobby sempre pi diffuso perch consente di mettere insieme diversi
interessi: il lavoro manuale, la creativit individuale, l'interesse per la storia e il costume, la ricerca estetica, il
gusto della collezione.
Si tratta sempre dei classici soldatini di piombo che per hanno da tempo abbandonato l'approssimazione
dei soldatini-giocattolo e sono diventati vere e proprie opere d'arte, realizzati da scultori professionisti e
riprodotti da ditte con alto livello di specializzazione.
E' vanto dell'Italia poter annoverare ditte produttrici e scultori tra i migliori del mondo, affermati non
solamente dal numero delle vendite, ma anche dai successi nei numerosi concorsi e competizioni
internazionali.
Vediamo ora alcune caratteristiche dei moderni figurini.


Un top-gun alto 120 mm.
E' in resina e, ovviamente, dipinto a mano
Il materiale impiegato normalmente lo stagno (o
meglio una lega a basso punto di fusione che
contiene stagno e altri metalli in varie percentuali).
Esistono anche figurini in vari tipi di resina,
indispensabile per i grandi formati.
La dimensione pi diffusa quella dei 54 mm. di
altezza (scala 1:32 circa). Ma esistono anche figurini
pi piccoli (10 mm; 25mm....) o pi grandi (75mm; 90
mm.; 120, 150, 200 mm. e anche pi...)
I soldatini pi piccoli (fino a 25 mm.) sono per lo pi
usati per costruire grandi diorami o scene di battaglia,
come quelle dei war games, dove pi che l'estetica o
l'accuratezza del singolo figurino, conta l'effetto
dovuto al numero.
Quelli dai 54 mm. in su sono usati per le collezioni, o
per costruire scenette con un ridotto numero di pezzi.

Normalmente i soldatini sono a tutto tondo (cio vere
e proprie statuette), ma ce ne sono anche di
cosiddetti "piatti", cio soldatini scolpiti a mo' di
bassorilievo su una sottile lastra di stagno. Sono
molto pi economici di quelli a tutto tondo, e tuttavia
consentono realizzazioni incredibilmente belle e
ricche di particolari come l'elefante da guerra
cartaginese e il suo "equipaggio" che vedete qui a
lato; il tutto di circa 8 x 8 cm.

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Il valore di un figurino deriva dalla fama e dall'abilit dello scultore, dalla perfezione della fusione e resa dei
particolari e dal gusto e abilit del pittore, che deve essere capace di rendere con efficacia l'espressione del
volto e i particolari del costume o dell'uniforme.
Normalmente il figurino viene venduto grezzo (cio col colore del metallo grezzo) e smontato in vari pezzi a
causa del procedimento di fusione. Chi lo acquista deve togliere le sbavature di fusione, montarlo mediante
colle speciali e poi dipingerlo secondo le precise indicazioni dell'uniforme dell'epoca, oppure a piacere.

I pezzi grezzi di un figurino in 90 mm. da montare. Per i
soggetti pi ricchi e complessi non infrequente
trovare tanti pezzi nella scatola, che vanno puliti dalle
sbavature e poi provati nel montaggio a secco per
evitare errori in fase di incollaggio.
Molti modellisti non si limitano a costruire il figurino cos com', ma lo modificano, magari trasformandolo in
un soggetto completamente diverso.
Il costo di un figurino grezzo in scatola di montaggio alto 54 mm. va dalle 30.000 alle 60.000 lire a seconda
della complessit del pezzo e della qualit della scultura.. Un pezzo a cavallo costa tra le 60.000 e le
150.000 lire.
Quelli pi grandi (90 mm. o pi) possono agevolmente superare le 120.000 per un pezzo a piedi e le
300.000 se a cavallo.
Un pezzo dipinto invece non ha un valore definito perch dipende dall'abilit e dalla notoriet di chi lo
dipinge. Si pu andare dalle 300.000 lire a qualche milione... e spesso bisogna aspettare perch i
collezionisti sono molti e i bravi pittori piuttosto pochi.
Collezionare figurini - Parte 2
Molti modellisti non si limitano a costruire il figurino cos com', ma lo modificano, magari trasformandolo in
un soggetto completamente diverso.
Altri, ancora pi esperti, lo costruiscono direttamente da zero, magari utilizzando solamente la testa e le
mani di un figurino in commercio, ricostruendo tutto il resto.
Pi figurini possono essere sistemati insieme per creare un "diorama" o scenetta che ricostruisce un
episodio storico, o di fantasia.
Insieme ai figurini necessario allora creare anche
l'ambientazione, il paesaggio, gli accessori quali
carri, ponti, tratti di muratura, armi, ecc.
Qui possiamo vedere un diorama completamente
autocostruito da Bill Horan, uno dei pi abili modellisti
del mondo.
Anche i figurini sono autocostruiti e alti 54 mm.

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La figura a fianco, che ingrandisce un particolare del
diorama, mostra l'incredibile accuratezza delle
espressioni e il realismo delle uniformi.
E' veramente un esempio di altissimo livello.
Molti di questi particolari possono essere trovati in
commercio prefabbricati, ma tutto pu essere
costruito direttamente dal modellista utilizzando
stucco, listelli e materiali vari.
Ad esempio, l'acqua pu essere simulata colando
della resina su sassolini che simulano il greto di un
torrente: una bandiera pu essere costruita con un
foglio di stagnola come quella che copre i tappi delle
bottiglie di spumante; gli steli di un canneto con le
setole di un pennello da imbianchino, i tronchi degli
alberi con....veri rametti contorti scelti in natura allo
scopo, ecc. ecc.
Materiali e attrezzi
Il materiale pi usato per scolpire e modellare i figurini lo stucco epossidico a due componenti. Si mescola
in piccole quantit e rimane morbido il tempo sufficiente per lavorarlo. Per i modelli pi grandi si pu usare
anche la pasta per modellare tipo DAS. In tal caso necessaria un'armatura metallica interna in filo di ferro.
Per incollare il metallo si pu usare colla cianoacrilica tipo ATTACK. Per il DAS sufficiente una colla vinilica
tipo VINAVIL o simili. Per tutti vanno bene le colle epossidiche a due componenti che incollano anche
materiali tra loro diversi come ferro e legno.
Per dipingere si usano colori acrilici o ad olio per belle arti. Idem per i pennelli.
Per scolpire si usano attrezzi da dentista o piccoli attrezzi che possiamo costruirci da soli modificando con
una mola vecchi cacciaviti o coltellini. Spesso necessaria una lente di ingrandimento, collegata ad una
buona illuminazione.
Il lavoro pu essere fatto in un angolo di casa, magari su un comodo vassoio di legno che contenga il tutto e
che sia facile posizionare in un luogo sicuro quando si vuole interrompere il lavoro.
Tutto il materiale indicato pu essere acquistato nei negozi di modellismo. Molti di questi hanno siti internet
che vendono anche per corrispondenza.
Documentazione
In commercio esistono vari libri fotografici pieni di esempi e manuali che spiegano in dettaglio come eseguire
le varie fasi del montaggio e della colorazione. Molte indicazioni sono presenti spesso anche nelle istruzioni
a corredo dei pezzi in commercio.
Per l'esatta riproduzione delle uniformi occorre rifarsi a libri di storia, a riviste di settore o ancora alle
istruzioni a corredo del pezzo.
Esistono anche molti club e associazioni di appassionati che organizzano corsi, gare e incontri duranti i quali
si scambiano opinioni, consigli... e si fanno amichevoli bevute. Il Circolo del Figurino Storico, ospitato da , ne
un validissimo esempio, riunendo appassionati delle provincie di Venezia e Treviso.


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COME NASCE UN SOLDATINO Parte 1

Un figurino in piombo , normalmente, il risultato dellabilit di diverse persone; almeno tre:
lo scultore, il fonditore ed infine il pittore.
E evidente che i pittori pi degli altri divengono famosi per le loro opere darte.
In questi ultimi anni anche la scultura ha reso celebri alcuni bravissimi scultori, rendendo giustizia
al loro lavoro.
Quasi mai, per, si parla della figura del fonditore.
Ce lo si pu immaginare come un artigiano di un tempo, con il suo crogiolo e la fiamma sempre
accesa.
Al di la dellimmaginario, ogni produttore e tantissimi tra i clienti considerano la qualit della
fusione come un elemento determinante ai fini del successo del pezzo tanto quanto la scultura o la
pittura del pezzo per la sua presentazione.
Per rendere dunque omaggio a questo oscuro lavoro, ma anche e soprattutto per fornire unidea
abbastanza precisa sul percorso tecnico che porta dalla scultura originale alle perfette repliche che
vengono commercializzate dalle varie ditte produttrici, cercheremo, in poche righe, di scoprire il
processo di fusione e riproduzione di un figurino in piombo con tutti i diversi passaggi di questo
oscuro lavoro.
Lo scultore generalmente fornisce al fonditore una scultura in stucco bicomponente, debitamente
suddivisa in parti.
Il pezzo viene tagliato per evitare che ci siano forme troppo contorte o difficili da riprodurre (la
regola quella di evitare i famosi sottosquadri).
Il primo problema che deve affrontare il fonditore quello di ottenere un primo, limitato numero di
repliche in metallo da utilizzare come calco per gli stampi necessari alla produzione in serie.
Questi primi pezzi sono chiamati masters , appare logico che questo sia un momento
particolarmente delicato del processo, perch poter disporre di masters perfetti garantisce il buon
risultato delle fusioni in centrifuga.
I masters sono generalmente in metallo bianco e vengono ottenuti per fusione in stampi di gomma
siliconata a freddo.
Questi master in metallo bianco devono essere trattati come dei gioielli cercando di non
danneggiarli con urti o scalfitture per non vedersi riprodurre eventuali difetti in tutta la produzione.
Essi vengono utilizzati solo, ma pi volte, per la forgiatura degli stampi.
Gli stampi, ne potete vedere un esempio nella foto, hanno un diametro variabile tra i 250 e i 500 mm e uno spessore che
non supera quasi mai i 40 mm.
Sono formati da due dischi di gomma siliconica che sovrapposti tra loro contengono i masters da riprodurre posizionati
a raggera.
La gomma siliconica vergine sulla quale vengono posizionati i masters ha la consistenza della plastilina e si deforma
con grande facilit accogliendo i masters.
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Una volta posizionati i masters nella gomma, occorrer vulcanizzare
lo stampo, facendo si che la gomma passi da materia morbida e
malleabile a materia dura ed elastica, in grado, quindi, di accogliere
senza deformarsi la spinta della lega metallica che entra nello stampo a
notevole velocit e a temperature considerevoli.

foto di una pizza
Questa operazione di creazione dello stampo dei primi masters viene realizzata creando un
sandwhich tra le due gomme siliconiche con in mezzo i pezzi dei masters, il tutto viene inserito
nella staffa di formatura, una sorta di pressa che chiude ermeticamente lo stampo e lo custodisce
durante le due ore del processo di vulcanizzazione (in questa operazione si raggiungono i 170 C e
una pressione di 150 atm).
Al termine di questo trattamento lo stampo viene estratto dal vulcanizzatore, si salvano i masters
che torneranno utili quando vi sar da rifare la vulcanizzazione di unaltra gomma in sostituzione di
quella usurata, si potr passare quindi alla preparazione dei canali dingresso necessari alla gomma.
Questi canali fungono da veri e propri corridoi attraverso i quali la lega pu depositarsi nelle cavit
impresse nello stampo dai masters.
Quella della preparazione dei canali dingresso effettuata con il taglio della gomma attraverso un
bisturi, unaltra di quelle operazioni molto delicate da cui dipende la qualit delle future fusioni.
La fusione si esegue in centrifuga, una specie di lavatrice orizzontale di notevole potenza che fa
girare un disco di metallo su cui si posiziona lo stampo con il foro centrale rivolto verso lalto: un
altro disco metallico, forato al centro, chiude a pressione lo stampo ed collegato allesterno con un
imbuto che serve ad accogliere la lega fusa.
A seconda della fluidit della lega impiegata ( e ci dipender dalla tipologia di
oggetti da riprodurre o dalle dimensioni della pizza di gomma) si
programmano le velocit di rotazione (tra i 300 e i 700 giri al minuto) e la
pressione (tra 2 e 8 atmosfere).
A questo punto si procede con loperazione di colata, e il mitico crogiolo entra
in azione con tutto il suo bagaglio di poesia.

Foto del crogiolo

La lega fusa entra dallimbuto della centrifuga, scende nel foro centrale dello stampo e attraverso i canali che
sono stati incisi in precedenza viene rapidamente spinta dalla forza centrifuga in ogni cavit, riproducendo
fedelmente ogni piccolo particolare dei masters.
Ecco fatto! non ci resta che smontare la pizza ed estrarne i pezzi pronti per poter essere confezionati e
dipinti dai nostri abili clienti.
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COME MONTARE UN SOLDATINO
Tecniche di montaggio


Prima di essere colorato, il figurino deve essere montato e rifinito, nel senso che devono essere identificati
tutti i pezzi, eliminate le eventuali sbavature di fusione e le connessioni provate "a secco" per evitare errori.

Per spiegare bene le varie fasi, quindi, ci riferiamo ad un pezzo formato da molte parti e reperito
normalmente sul mercato.
In questo caso si tratta di un soldato lanzichenecco in 90 mm.

Per prima cosa, come dicevamo, si controllano che tutti i
pezzi siano presenti nella confezione.
Come seconda fase si proveranno le unioni dei vari pezzi
"a secco" in modo da poter eliminare il materiale
sovrabbondante e capire dove sar necessario stuccare.
I pezzi in metallo si possono unire con colla cianoacrilica
(tipo ATTAK o simili) meglio se del tipo GEL, in quanto
l'essicazione meno rapida e la colla densa provvede
anche a stuccare le fessure pi piccole.
Per incollaggi pi tenaci si deve usare la colla epossidica a
due componenti (il tipo rapido essica in una ventina di
minuti).
Se serve si stuccheranno eventuali vuoti con stucco
metallico o Milliput a due componenti.


Con un temperino affilato si toglieranno raschiandole le
eventuali sbavature di fusione o il segno di giunzione dello
stampo.
Idem per le eventuali eccedenze di colla.
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A montaggio ultimato si potr sfregare leggermente il
modello con un po' di paglietta fine o una carta abrasiva ad
acqua, in modo da togliere ogni rugosit, facendo
attenzione a non esagerare per non rovinare eventuali
rilievi come bottoni, filetti, borchie ecc.

In fase di montaggio, non si monteranno le armi o gli
scudi che potrebbero impedire la colorazione delle parti
sottostanti.
E' possibile prevedere il montaggio di tali pezzi
successivamente, magari grazie a piccoli perni fatti con
pezzi di spillo. Ovviamente occorre forare il soldatino con
una punta metallica fine e un trapanino a mano.


Se il materiale del soldatino lo consente, possiamo anche fare delle piccole modifiche. In
questo caso, per esempio, con un figurino in plastica, abbiamo deciso di allargagli la
bocca in modo da farlo gridare.
Per prima cosa tagliamo la parte inferiore della bocca, lasciando intatto il labbro
superiore.
Successivamente allo scavo della bocca, allunghiamo inferiormente la mascella
aggiungendo stucco che viene modellato per rifare il mento e scavare un p le mascelle.

Con una limetta per unghie levighiamo la zona stuccata quando lo stucco
sufficientemente duro.

Infine costruiamo la lingua con una pallina di stucco che infileremo nella cavit. Con un
filetto di stucco possiamo creare anche la fila dei denti superiori, che verranno divisi da
piccoli colpi di coltello e dipinti poi di bianco.
Il contrasto con il cavo della bocca nero (e la lingua rossa) sar molto realistico.




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DIPINGERE I FIGURINI
LE TECNICHE DI PITTURA AD OLIO


LAPPLICAZIONE DEL SOTTOFONDO

Esistono due teorie a riguardo; la teoria del fondo grigio e la teoria del fondo bianco.
Poich il bianco opaco un colore neutro esso da pi luminosit schiarendo leggermente il pezzo
una volta finito; mentre il fondo grigio fa risultare leggermente pi cupe le finiture cromatiche.
Suggeriamo di utilizzare il bianco opaco, ma non c una regola in questo dipende dai gusti
personali di ogni figurinista, a riguardo vanno benissimo le bombolette spray della Tamya.
Questo sottofondo pu essere applicato anche in altri modi:
1) con pennello molto grosso in due strati leggeri lasciando seccare tra una mano e laltra.
Evitare di dare uno strato troppo spesso che potrebbe coprirne i dettagli e se vi riesce evitate
di lasciare i segni del pennello. Colore consigliato il BIANCO OPACO HUMBROL.
2) Con bomboletta spray, come ricordato, della linea Tamya, in questo caso abbiamo il
vantaggio di ottenere uno strato uniforme con una sola applicazione.
3) Con laerografo, diluendo il colore con la trementina. In questo caso si ottiene il sottofondo
pi fine e uniforme, ma presenta tuttavia linconveniente di una lunga e laboriosa pulizia
dello strumento. Colore utilizzato il BIANCO OPACO UMBROL.










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TEORIA DEI COLORI




Consideriamo la ruota dei colori che vediamo
qui a fianco
Mescolando i colori base (primari si ottiene un
nero.
Associando i colori primari si ottengono i
secondari, cio rosso, verde e blu intenso.
Associando i primari e i secondari si ottengono
i ternari: verde smeraldo, blu oltremare,
violetto, carminio e arancione.

Questo piccolo schema vi permette di comprendere la tecnica delle mescolanze per la ricerca dei
toni. Ci sembra noioso ma un po di esperienza vi permetter di constatare che per ombreggiare
un blu.bisogna utilizzare il colore complementare.
E pi facile ottenere un verde mescolando un blu e un giallo (il che vi consentir di ottenere la
sfumatura desiderata e per di pi il vostro colore sar maggiormente coprente), invece di
utilizzare i verdi in tubetto che sono spesso trasparenti.
Questi piccoli esercizi vi faranno comprendere la tecnica dei colori ad olio.
Allinizio semplice lavorare con tre colori (ombra, base e chiaro), ma con labitudine vi
accorgerete della necessit di moltiplicare i toni, soprattutto nelle ombre e nei chiari.
Il pezzo vi dar la possibilit di effettuare un quadro in tre dimensioni con la soddisfazione di
giocare con i toni dando rilievo alla vostra passione.






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COMINCIAMO A COLORARE


Riteniamo utile iniziare dando le ombre nei punti cavi applicando solo successivamente il colore
di base su tutte le parti non coperte, a questo punto si deve tirare la base verso lombra,
asciugando ogni volta il pennello tra le dita.
Successivamente schiarire i rilievi accentuandoli il pi possibile.
Non dimenticate che il colore perde di intensit asciugando, pertanto bisogna schiarire
notevolmente per non perdere leffetto rilievo.
Quando voi cercate le tonalit componete qualche esempio sulla tavolozza ( necessario avere
una tavolozza bianca, sia in carta assorbente o un piattino di ceramica o meglio ancora una
piastrella), in modo da avere una superficie simile al colore del soldatino.
Cominciando dal colore di base ponete da un lato le ombre e fondete dallaltro lato i chiari.
Se ci non va, modificate le ombre o i chiari fino ad ottenere leffetto desiderato.
Per fondere mettete ombre e chiari uno vicino allaltro, senza che si tocchino, e con un pennello a
peli corti date piccoli colpi da ciascun lato, in modo da poter successivamente mescolarli con il
pennello a peli lunghi, schiacciando la punta tra le dita per ottenere uno spazzolino fine.
IMPORTANTE: lisciate i colori nel senso della piega, del rilievo o del muscolo.

In questa manica, si vedono bene le zone
incavate pi scure, e le zone in rilievo che
vengono "lumeggiate" cio passate con
pennello quasi asciutto di colore pi chiaro, in
modo da dare luminosit.
Il principio base che il nero non esiste in natura, quindi ne consegue che questo colore non
andrebbe utilizzato. Il nero va realizzato mescolando i due colori primari: il rosso e il blu, in
modo da ottenere un nero freddo (dominante blu da cui deriva il nero bluastro), o un nero caldo
(dominante rossa), ci permette di dipingere con due neri, luno vicino allaltro, in toni differenti.
Schiarire a questo punto con il bianco, preferibilmente sporcato con un po di terra di Siena
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naturale (TSN) o con un po di ocra per non ottenere delle sfumature nettamente grigie.
Attenzione: in un nero bluastro non mettere troppa ocra perch il colore risultante tenderebbe al
verde.
LE LUCI
Dipingere le ombre e i chiari una necessit ma, a secondo dellatteggiamento del personaggio in
rapporto agli altri o al contesto della scena preferibile dare un senso alla luce; cio in rapporto
ad una fonte di luce (lampada, sole ecc) si otterr lindicazione sul dove schiarire
maggiormente il pezzo, dando ancora pi vita alla figura.
Per accentuare alcune parti, scegliendo una fonte di illuminazione uguale
per tutto il figurino (per esempio luce dall'alto) si potranno ombreggiare
alcune zone come sotto questa tasca, in modo da farla risaltare sul resto
del vestito.
Riguardate anche la figura precedente, per vedere come l'ombreggiatura
pu essere accentuata sotto la manica.
Attenzione a non eccedere in questa operazione, come in tutte le cose il buon senso della giusta
misura la regola migliore.
Con questa tecnica si possono cos creare, per esempio, dei visi molto chiari da un lato e molto
scuri dallaltro(impostando la luce dallalto come il sole alle ore 11 ), oppure il contrario, cio
dei personaggi intorno ad un fuoco, che, data la situazione, ricevono luce dal basso (un effetto
questo molto difficile da realizzare).





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L'UTILIZZO DEL MEDIUM

Ci sono in genere due medium: opale opaco e liquin. Essi danno profondit, aiutano a
lavorare i dettagli, servono in certi casi a diluire leggermente i colori.
Attenzione: laggiunta dei medium diminuisce notevolmente il tempo di asciugatura.
Limpasto opale opaco dona un aspetto opaco ai colori ad olio, altrimenti di natura satinata. Il suo
utilizzo consiste nellapplicarne una punta nel colore base; la pittura successivamente proseguir
normalmente.
E ottimamente impiegabile per la pitturazione di uniformi moderne o consumate, vasellame,
calzoni in pelle ecc
Il liquin ha il vantaggio di fissare i colori, di migliorarne la durata e fornire ununiformit al
pezzo finito. Rende pi agevole la mescolanza dei colori ed ha un tempo di essiccazione molto
breve (3 o 4 ore) rispetto agli oli.
Migliora la fluidit e permette di dipingere i piccoli dettagli; aumenta la trasparenza e la fluidit
del colore permettendo di effettuare delle leggere velature.
Anche il liquin viene utilizzato applicando una punta di prodotto al colore base.
Serve a dipingere i cavalli, gli ori, gli argenti questo perch una volta asciutto rimane satinato.
Permette di lavorare i piccoli dettagli come capelli ricami e decorazioni. Fare attenzione alla
luminosit e al calore delle tinte che hanno la tendenza a calare di tono asciugandosi. Non
conviene usare il liquin per i volti perch conferirebbe un aspetto porcellanato alla finitura.
Forniamo di seguito alcuni esempi per realizzare le differenti parti del figurino
MASTERCLASS, ovvio che poi ciascuno, partendo magari da questa traccia, libero di
modifica o adattare, secondo le proprie filosofie e tecniche, questi suggerimenti.





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I VOLTI


Tinta carne: colore base: bianco + ocra + terra
di Siena bruciata + una punta di rosso cadmio
scarlatto.
E preferibile cominciare con gli occhi perch
danno lespressione e sono difficili da
posizionare correttamente. Se si sbagli facile
rifare tutto quanto il viso se non ancora del tutto
dipinto.
Mettere con un pennello fine (3/0 corto) il
tondo dellocchio senza preoccuparsi del bianco
dato dal fondo.

Con un p di lacca di garanza cremisi + terra di
Siena bruciata contornare lovale dellocchio in
modo da non lasciare che del bianco da ciscun
lato della pupilla, ad eccezione del caso in cui
lo sguardo si diriga in un direzione diversa da
quella frontale.


Per ottenere la simmetria tracciare due righe parallele con la terra di Siena bruciata diluita,
partendo dalle commessure labiali, gli occhi si trovano allineati, in questo modo riusciremo a
dare un senso compiuto allo sguardo.
Collocare con una punta di colore la pupilla nellocchio.
E possibile anche dare ulteriore vita allocchio schiarendo il bordo esterno della pupilla per
differenziarla dalliride e mettendo un leggero punto di bianco che dar luminosit allocchio.
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Tracciare con la lacca di garanza bruna il bordo dei capelli, la parte posteriore alle orecchie ed il
sottomento.
Con la terra di Siena bruciata mettere le ombre che danno lespressione in tutte le pieghe del
viso e nel bordo di contorno. Su tutte le superfici restanti mettere il colore di base.
Fondere con dei piccoli colpi da destra verso sinistra il colore di base con le ombre, asciugando
il pennello tra le dita ogni volta per non sporcare il colore di base.
Questo sistema conserver il fondo dellombra pura senza snaturare il colore di base.
Schiarire i rilievi con il bianco puro, con dei tocchi, ricorrendo sempre al bianco, cercare di
realizzare uno sfumato che parta dallombra, passando attraverso il colore di base e finisca al
quasi bianco.
Si pu allora andare pi avanti facendo diventare rosei gli zigomi con il rosso scarlatto di
cadmio; accentuare alcuni tratti dellespressione intorno agli occhi o lungo il naso con la lacca di
garanza porpora;
o ancora realizzare le rughe intorno agli occhi con terra di Siena bruciata per lombra e bianco
per il chiaro (tecnica del trompe doeil).
Possiamo anche scegliere un incarnato differente sostituendo locra con la terra dombra
bruciata.
Quando il viso ben seccato (dopo tre o quattro giorni) si pu aggiungere la barba prendendo
una piccola punta di nero blu, con un pennello secco sfregate sulla mano per togliere il grosso
del colore e sfregatelo poi leggermente sul pezzo (larea di crescita della barba) per realizzare la
velatura della barba.
Insistere pi o meno con la sfregatura a seconda che si voglia realizzare un volto mal rasato o
non rasato affatto.

La colorazione dei vestiti richiede la stessa precisione di quella dei visi, bisogna fondere
correttamente i colori, senza ispessirli, distaccando bene le ombre, le luci e il colore base.
Impostare l'illuminazione pi fortemente di quella usata per i volti, e terminare, secondo il soggetto
e l'atmosfera, slavando, impolverando... e , grande sottigliezza, cercando di ridare l'aspetto dei
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tessuti (drappi, seta, raso, velluti ... ).
IL CUOIO

In generale il cuoio leggermente lucido.
E' pi facile, pertanto, dipingere con colori diluiti o con il Lquin. Ecco alcuni tipi di cuoio:
Cuoio naturale e fulvo : ombra con Terra d'Ombra Bruciata, colore base con Terra di Siena
Naturale + Ocra, luci con il bianco.
Cuoio bruno : Ombra con Terra d'Ombra Naturale, colore base con Terra d'Ombra Bruciata o
Lacca di Garanza Bruna da schiarire, per le luci, con il Giallo di Napoli e poi con il bianco

IL LEGNO

Per tavoli, banchi, panche ecc ... ; dopo avere messo il sottofondo, fare un beige pallido con ocra +
bianco.
Una volta seccato, dare la tonalit del legno con Terra d'Ombra Bruciata liquida; lasciare seccare 2
o 3 ore, poi con uno spazzolino secco, spazzolare delicatamente la superficie.
Il fondo beige riapparir, schiarire al di sopra e, se necessario, accentuare la luce con il Giallo di
Napoli.
Se si vuole pi realismo, con un pennello vecchio a peli pi o meno radi (sempre secco), grattare
dolcemente il colore base Terra d'Ombra Bruciata. Si ottengono cos le striature dei legno.
Per arredamenti Lugi XV o XVI, che erano dipinti in bianco. ocra mescolare un po' di vernice
screpolante. Si avr cos la struttura reale dei colore dei mobili d'epoca.

I METALLI

Superficie grande in acciaio, ferro, stagno, argento come corazza, elmo o cotta a maglie:
Fare un sottofondo di un colore nero bluastro un po' liquido; lasciare seccare 2 o 3 ore, poi con un
vecchio pennello a peli corti, prendere un po' di polvere, picchiettare su di un foglio di carta e poi
sulla mano; sfregare dolcemente la superficie da dipingere, si otterr cos un effetto metallico, ma
non bisogna mettere troppa polvere, n insistere.
Per accentuare il realismo, dopo avere dato l'effetto metallico, dare risalto con un pennello secco a
peli corti utilizzando dei bruni e dei verdi scuri; in questo modo si dar un aspetto unto alle
corazze.


Per far risaltare il soldatino, bisogna metterlo su di una basetta se non altro per rappresentarlo. E'
infatti preferibile prendere il soldatino finito, per la basetta in modo da non rovinarne il colore.
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La scelta della basetta molto importante, anche se quest'ultima non deve essere pi importante
o pi decorata del soldatino stesso.
Non, prendete una basetta troppo grande, altrimenti il soldatino scomparir.
Per i "Diorami" non dimenticate che la distanza tra ciascun soldatino deve, essere nella giusta
scala, 54x70x90mrn, dell'azione che avete riprodotto.
Per presentare un solo soldatino, specialmente se 90mm, preferibile usare una basetta tonda.
Nel caso che vi sia impostata una illuminazione particolare, usare una basetta quadrata o
rettangolare, oppure, meglio ancora, mettere un titolo che identifichi la rappresentazione o il
soggetto.
Ci sono due possibilit: prendere una basetta di dimensioni identiche a quella in piombo fornita
insieme al modellino, oppure, prendere una basetta un po' pi larga , che servir per creare una
scena, che rimetter, nel suo contesto, il soldatino.

LE SCENE
Un soldatino ben dipinto bello da vedere, ma se noi lo ambientiamo ricreando l'atmosfera del
soggetto, lo valorizzeremo ancora di pi.
Prima di montare il soldatino sulla basetta, meglio prevedere un piccolo "vuoto" sotto i piedi in
modo da poter mettere del composto per terreno sotto al soldatino. Si pu anche mantenere la base
di piombo, incollarla, se piatta, sulla basetta e ricoprirla con l'impasto di terra e gesso . Tutto questo
dar pi solidit e pi stabilit.
Per gli incollaggi legno-metallo useremo colla epossidica a due componenti che troveremo nelle
ferramenta o nei negozi di modellismo.
Tuttavia, in certi casi, come per esempio se il soldatino deve essere su di una roccia, non si pu
mantenere la base di piombo originale. In questo caso fate un foro sotto al piede, incollate o saldate
una piccola asta di ferro (un chiodo o un grosso filo di rame), poi forate la pietra in modo da fissare
il soldatino . Per quanto riguarda i soggetti molto pesanti o grandi, come dei cavalieri in 90min,
meglio fare due fori nella base di piombo poi fissarla con viti autofilettanti alla basetta di legno.
Per creare il terreno e le sue asperit, inglobandovi dei piccoli sassi, se necessario, potete usare la
pasta DAS, che trovate in tutte le cartolerie. Secca all'aria e dopo si pu incidere, carteggiare,
colorare anche con terre colorate.
Per quanto riguarda gli accessori (gli elementi della scena), utilizzare, per quanto possibile, gli
elementi che si trovano in natura, come rami e arbusti, pietre e soprattutto i muschi. Ce ne sono di
tutte le dimensioni e il piccolo muschio che si trova sulle pietre riprodurr l'erba del terreno.
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In questo incredibile diorama di Bill
Horan, uno dei massimi figurinisti
esistenti, si vede come l'artista ha
creato la neve, gli arbusti, i sassi visibili
sotto la neve. I figurini sono tutti alti 54
mm.

E' difficile realizzare alberi con le foglie, a meno
che non si voglia costruire ogni foglia e poi
dipingerle una ad una.. Se dovete rappresentare
degli alberi o degli arbusti che hanno rami
spogli, secchi oppure bruciati, potete utilizzare
le radici di azalea, che hanno un buon effetto.
come pure dei cespi di timo.

Un altro diorama di Bill Horan.
Si vedono l'erba e un albero realizzato con un rametto
vero
E' possibile rimodellare i rami di un albero stuccando i rami tagliati e rimettendoli nel posto
desiderato; tutto questo viene fatto con il "Milliput", uno stucco a due componenti che trovate nei
negozi di modellismo.
I sassi sono un buon elemento da includere nella scena, con qualsiasi forma: da piccoli ciottoli a
pezzetti di ardesia.
Se dovete realizzare dei rilievi importanti meglio. costruirli prima con l'espanso, poi inumidirlo
prima di ricoprirlo con lo stucco; in questo modo la scena sar meno pesante.
Soprattutto non fate scene troppo complicate, perch potreste appesantire i personaggi. Rimanere
semplici rende pi veritieri.

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DIPINGERE CON I COLORI ACRILICI

Come sappiamo l uso di colori acrilici non nuovo nella dipintura di figurini.
Comunque, negli ultimi anni si visto un incremento sia per quanto riguarda il numero di lavori di
qualit effettuati con essi, sia per il numero di persone che trovano che i colori acrilici siano un
alternativa sicura, semplice ed adattabile per dipintori di figurini a tutti i livelli.

Nelle riviste di modellismo, mese dopo mese, ammiriamo fotografie di
squisiti figurini dipinti in modo magistrale con colori acrilici e leggiamo
articoli scritti da dipintori di alto livello che impartiscono saggi consigli e
ricette su cosa fare con essi.
Comunque, sembra ci sia ancora un vuoto riguardo al come fare, o per
essere pi espliciti riguardo alle procedure vere e proprie di dipintura. La
necessit di colmare questo vuoto ci ha spinti a scrivere questo piccolo
corso.
Anche se alcuni di voi potranno trovare questo corso molto elementare, noi
crediamo fermamente che la bravura nel pitturare figurini derivi dall avere
una chiara consapevolezza dei suoi aspetti fondamentali.
Inoltre, se questo deve essere un corso veramente educativo, non possiamo
andare pi forte dei nostri studenti.
Quindi mettiamo assieme alcune cose e cominciamo.

PENNELLI

Come tutti gli altri tipi di colori, gli acrilici hanno le loro proprie necessit, che non sono altro che
alcuni attrezzi che ci permetteranno di ottenere il miglior risultato.
Facciamo un piccolo elenco degli attrezzi base:
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Pennelli Winsor & Newton serie 7 sono la scelta migliore per la dipintura
di figurini. A sinistra nr. 2 mini e a destra nr. 2 standard
Pennelli: risparmiatevi un bel po di soldi e di frustrazioni,
comprate i migliori.
La qualit del vostro lavoro dipender dalla qualit dei
vostri materiali.
Winsor e Newton serie 7, sia standard che mini (vecchia
serie 12)sono ancora la scelta migliore per quanto
concerne i pennelli rotondi. Ci sono altre marche che
pubblicizzano i loro prodotti come simili ad un prezzo
leggermente inferiore, ma credeteci, ne abbiamo comprati
abbastanza e non si avvicinano nemmeno.
I pennelli della serie 7 costano un po di pi, ma se tenuti
bene, dureranno molto di pi di qualsiasi altro tipo di
pennello e manterranno a lungo le loro prestazioni.
Avrete anche bisogno di un pennello nero piatto per coprire grandi aree. La maggior parte dei
produttori di pennelli hanno almeno una serie di questo tipo e vanno tutti bene per l uso che ne
faremo.
Per quanto riguarda la misura dei pennelli, abbiamo visto che la misura minima e pi pratica per
dipingere con acrilici la nr. 0 e ci sono delle buone ragioni per questo, assorbe la quantit giusta di
pigmento e la punta abbastanza appuntita da permetterci di lavorare sui dettagli pi piccoli.
Pennelli pi piccoli non assorbono abbastanza pittura e dal momento in cui si intinge e ci si prepara
ad usarlo, la pittura di solito si secca sulla punta, trasformando cos questa gradevole esperienza in
un evento alquanto stressante.
A meno che non lavoriate su superfici molto ampie, un pennello rotondo standard nr. 0, 1 e 2 ed uno
piatto nr. 4 dovrebbero essere sufficienti per lavorare su figure di misure che vanno dai 54 ai 120
mm.

A sinistra potete notare cosa i colori acrilici possono causare ai vostri pennelli, se trascurati.
Comparate questo con il pennello a destra che stato pulito spesso durante l uso ed alla
fine di ogni sessione di pittura
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E importante che la pittura non si indurisca sui pennelli. Dovete pulire molto accuratamente e
spesso i vostri pennelli anche quando dipingete.
Alla fine della sessione di pittura, lavateli molto bene con un prodotto adatto di buona qualit per
eliminare eventuali residui.
Tenete a disposizione un set di pennelli da usare esclusivamente con colori acrilici, qualsiasi traccia
di smalto o di diluente pu danneggiare le vostre pitture a base acqua.
E anche una buona idea quella di usare un pennello economico per diluire e miscelare i colori, in
quanto questo un processo che pu logorare i vostri costosi pennelli, che dovrebbero essere usati
solo per applicare la pittura.



Straccio in cotone: lo userete molto, uno straccio in cotone leggermente umido, senza garza, come
una vecchia maglietta od un vecchio asciugamano andr bene. Una seconda scelta pu essere una
asciugamano in carta, anche se tendono a rompersi a lungo andare.

Tavolozza: Una tavolozza in plastica o metallo con diversi sezioni/spazi per i colori molto
importante quando si lavora con gli acrilici. Sono economiche e aiutano a mantenere tutto ben
organizzato. Io copro la mia con un foglio di alluminio per il semplice fatto che non amo lavare i
vassoi ogni volta, quindi scegliete quella che preferite.

Vaso per la pulizia: Un contenitore di vetro o ceramica pieno di acqua pulita e sufficientemente
stabile da poter muovere il pennello al suo interno. Ricordatevi di cambiare spesso l acqua durante
la sessione di pittura, la pulitura del pennello trasformer la vostra acqua in pittura diluita e
potrebbe contaminare la vostra tavolozza o anche peggio, rovinare la vostra figura.
Erogatore d acqua: un contagocce, una bottiglia di qualsiasi tipo in grado di erogare singole
gocce d acqua pi o meno della stessa misura di quelle di pittura che escono dalle boccette di
colore.
Acqua: non siate tirati su questo, l acqua del rubinetto in molte citt tende a lasciare un residuo
di calcare quando si asciuga. Sapendo che dentro vi sono tutti i tipi di prodotti chimici, sarei molto
cauto, quindi per essere sicuri, userei l acqua giusta per la mia pittura.
Foglio di plasticard un piccolo pezzo di plastica (un foglio di plastica) una superficie adatta per
far pratica e su cui provare i semplici esercizi che troverete in questo corso, fatti apposta per
rendervi pi familiari le procedure base.
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Figurino/bozzetto: user un figurino di prova costruito con pezzi della mia scatola per illustrare le
diverse tecniche qui descritte. L obiettivo non quello di dipingere una figura o uniforme
specifica, ma solo quello di mostrare le procedure e tecniche base, poi una volta capite, toccher a
Voi provarle su un figurino Masterclass.
Una volta finito, potete sempre togliere la pittura e cominciare di nuovo.
Figurini di buona qualit che vi permetteranno di fare tutti gli errori ed esperimenti che volete,
senza angosce e con la minima spesa, possono essere acquistati a prezzo modico in qualsiasi
negozio di modellismo.
Pitture acriliche per modellini Vallejo:
in questo corso saranno utilizzati 3
colori nei vari esempi:
- 922 verde uniforme degli Stati
Uniti
- 952 giallo limone
- 980 nero/verde
ma se preferite, nella tabella #1, pi
avanti, troverete diverse combinazioni
diu colori che andranno bene comunque.


In senso orario, da sinistra: vaso per pulizia, dispensatore d acqua, tavolozza, foglio di
plasticard, figurino di prova, pennello per miscelare, pittura, straccio in cotone e pennelli.





USO DEGLI ACRILICI VALLEJO

Come sappiamo l uso di colori acrilici non nuovo nella dipintura di figurini.
Comunque, negli ultimi anni si visto un incremento sia per quanto riguarda il numero di lavori di
qualit effettuati con essi, sia per il numero di persone che trovano che i colori acrilici siano un
alternativa sicura, semplice ed adattabile per dipintori di figurini a tutti i livelli.
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Troverete che gli acrilici sono imbattibili per alcuni tipi di
applicazione e rendono degli effetti molto particolari. Anche
se continuo ad usare colori ad olio e smalti per alcune parti
delle mie figure, molti dei miei metodi di pittura sono stati
rimpiazzati, con notevoli miglioramenti, dagli acrilici.
Come con qualsiasi altro medium, un approccio basilare la
"pietra angolare" di una figura ben eseguita. E' qui che
cominciamo !!
Ora che abbiamo i materiali base ed alcuni colori,
esaminiamo le parti principali del processo, un passo alla
volta.
Anche se preferisco i colori ad olio per le porzioni di pelle dei
miei figurini, qualsiasi altra parte di questo Celta stata
pitturata con acrilici Vallejo

L' applicazione di disegni a mano libera come questa,
semplificata dall' uso degli acrilici grazie alla loro
ricchezza di colore e facilit d' uso.




PIANIFICA IN ANTICIPO

Prima di qualsiasi altra cosa, stabilite chiaramente i vostri obiettivi per la sessione di pittura.
Preparate i colori e gli attrezzi che userete e studiate attentamente la vostra figura.
Familiarizzate con i diversi dettagli ed analizzate l' ambiente e la forma delle ombre e luci
principali. Fate sempre pratica delle tecniche che userete su di una superficie di prova e molto
importante: fate con calma, non abbiate fretta.




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PREPARAZIONE DELLE PITTURE

AGITATE LE BOTTIGLIETTE DI COLORE !!!
Cosa ?!? Sareste sorpresi del numero di persone che saltano questo passo necessario e poi si
lamentano che l' unica cosa che esce dalla bottiglietta un liquido trasparente con della pittura qua e
l.
Quindi non siate timidi, agitate la boccetta
vigorosamente, sbattete il fondo sul palmo della mano e
assicuratevi che il colore sia miscelato bene.
Ora preparate la tavolozza per il passo successivo.
Agitate vigorosamente i colori prima e durante la sessione di pittura per
mantenere uniformit nelle vostre miscele.


DILUIZIONE
L' uso di colori molto diluiti l' essenza della pittura effettuata con acrilici Vallejo. Il colore che
esce fuori dalla boccetta troppo denso per la maggior parte delle applicazioni ed necessario
diluirlo per raggiungere quegli effetti che permettono di fare un lavoro realistico.
Come menzionato prima, usiamo solo acqua molto pulita. Per fare questo accuratamente e stabilire
un punto di riferimento, aggiungeremo un certo numero di gocce d' acqua per ogni goccia di colore
che intendiamo usare. Chiameremo questa "proporzione di diluizione" e verr identificata come
"parti di pittura" su "parti d' acqua" (es. 1:1, 1:2, 1:3 etc.)
La giusta quantit d' acqua differente per ogni situazione, comunque ci sono 3 proporzioni di
diluizione primarie, per scopi specifici, che ci daranno un punto di partenza:
1:1 minima diluizione usata
principalmente per la base. Buona
copertura
1:2 strato sottile, contorni, piccoli
dettagli. Strato sottile, senza essere per
trasparente
1:3 minima per luci ed ombre;
trasparente, la base si intravedr

Aggiungete la quantit necessaria d' acqua alla vostra pittura con un contagocce o con una
bottiglietta di colore vuota per raggiungere la consistenza che desiderate.
E' molto importante notare che queste proporzioni di diluizione non sono assolute. Con pratica e l'
esperienza le aggiusterete al vostro modo di dipingere.
Continuando nella sessione di pittura, potrete notare la pittura comincia a seccarsi sulla vostra
tavolozza. Appena succede, aggiungete la quantit necessaria d' acqua e/o pittura per mantenere la
stessa diluizione e consistenza, questo molto importante, quindi fate attenzione.
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Da sinistra; il colore appena uscito dalla bottiglietta troppo denso e si secca
facilmente; a seguire le diluizioni 1:1, 1:2, 1:3 e 1:4
Aggiungendo una piccola quantit di #587 Slow
Dry ("lenta seccatura") alla vostra tavolozza,
rallenterete il processo di seccatura ed allungher il
tempo di lavorazione dei vostri colori diluiti.





Una volta che il figurino stato pulito ed assemblato, il momento di cominciare a stendere la mani
di fondo e la base. L' applicazione di queste semplice e non dovrebbe darvi problemi.
E' una buona idea quella di dare una mano di fondo a tutti i tipi di figurini, di metallo e di resina.
Sebbene non sia necessario farlo su figurini in resina, dando il fondo e possibile evidenziare quei
piccoli difetti che non sono facilmente identificabili sul materiale "nudo" e comunque otterrete una
superficie uniforme sulla quale applicare una buona mano di base.
Dare sempre una mano di fondo sottile preferibilmente con aerografo e lasciate asciugare per 24 ore
(Vallejo ha un suo fondo, #919 fondo Bianco. Io personalmente non lo uso, ma se vi piace il fondo
bianco questo uno buono).
Una volta che il fondo asciutto, il momento di dare al vostro figurino la base col colore o con i
colori che avete scelto per questo scopo.
Per qualsiasi colore di base, usate sempre un tono medio che vi permetta di lavorare con le ombre e
le luci, mantenendo un buon equilibrio con entrambi.

Usate il pennello pi grande possibile (usate quello piatto) per stendere diversi strati diluiti
1:1 per avere una copertura uniforme. Lasciate asciugare per almeno 3 ore prima di
procedere con qualsiasi altra applicazione.
A sinistra in alto: una applicazione uniforme del fondo il primo passo per ottenere una finitura di qualit e
render visibili qualsiasi difetto della superficie non facilmente identificabile.
A sinistra in basso: tre strati di #922 US Verde diluito 1:1 e lasciato asciugare, costituiscono una buona base su cui
lavorare.




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APPLICARE IL COLORE

Prima di tentare qualsiasi tecnica su di un figurino a cui abbiamo gi applicato il fondo e la base,
dobbiamo imparare come applicare i colori diluiti esattamente dove vogliamo senza danneggiare le
parti circostanti.
Questa tecnica conosciuta come "controllo della pittura", la cosa pi importante che dovete imparare
quando lavorate con qualsiasi tipo di pittura, ma quando si lavora con colori ad acqua molto diluiti,
diventa cruciale.
Ogni volta che intingete il pennello nel colore, l' azione capillare all' interno di esso far si che venga
"caricata" una quantit eccessiva. Questo eccesso un disastro che attende d' accadere, come molti di
noi gi sanno. Se solo toccate con il pennello, leggermente, quel figurino, sul quale avete lavorato per
giorni, al quale avete cos bene dato il fondo, ci che vedrete sar
la pittura che scorre selvaggia da testa a piedi, rovinando l' ottimo
lavoro eseguito.



La pittura molto diluita "caricher" eccessivamente il vostro pennello e
scorrer selvaggiamente sul vostro figurino, se cercate di applicarla
direttamente dalla vostra tavolozza.
Bene, la prossima volta, dopo aver intinto il pennello sulla
tavolozza, fate un giro fino a quello straccio in cotone di cui si
detto e "toccate" leggermente i lati del pennello su di esso per scaricare l' eccesso di pittura. Non
preoccupatevi se vedete una grossa macchia sullo straccio, non rimarrete senza colore, con un pennello
asciutto. Questa operazione fa s che il vostro pennello trattenga la quantit giusta di colore,
favorendone poi l' applicazione ed in pi, eliminer l' inconveniente di avere pennelli rovinati, cos
comuni con gli acrilici e gli smalti.
Per lavorare con colori molto diluiti, necessario scaricare l'
eccesso di colore dal pennello "toccando" leggermente i suoi lati
su di uno straccio in cotone leggermente umido.
Potreste aver bisogno di toccare lo straccio
con il vostro pennello pi di una volta,
dipende da quanto diluito il vostro colore
o da quanto ne avete bisogno.
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Se avete un po' esagerato in questa procedura e avete rovinato la punta del pennello, semplicemente
riformatela arrotolandola accuratamente sullo straccio.
Molto importante: una volta che avete scaricato il pennello, fate una
prova su di un pezzo di carta o altra superficie per accertarvi che la
diluizione vada ancora bene, se cos non fosse, riaggiustate la consistenza
della pittura sulla tavolozza e provate ancora
Molti lavori sono stati rovinati perch stata saltata questa fase.
Un eccessivo carico di colore, "aprir" la punta del pennello rendendolo
inutilizzabile. Scaricando il colore in eccesso, si eliminer questo
problema.


ESERCIZIO DI PITTURA
Non prendeteci in parola, provate voi stessi!
Sulla vostra tavolozza, mettete una goccia di colore i 3 diversi scomparti, aggiungendo l' acqua per
preparare le 3 diluizioni base menzionate in precedenza.
Per ognuna, cominciate con il caricare il pennello, scaricate l' eccesso di colore sullo straccio e
procedete con il dipingere delle linee o forme sottili sulla vostra superficie di prova, cercando di
mantenere un buon controllo durante tutto il processo. Cercate di ottenere delle linee uniformi e
pulite, scaricando l' acqua in eccesso se necessario. Guardate quanto solida o trasparente ciascuna
diluizione e sperimentate eventuali modifiche. Non dimenticate di pulire il pennello ogni volta
prima di intingerlo e testatelo come detto prima di usarlo.

METODI DI APPLICAZIONE
Adesso che site in grado di diluire in modo corretto il colore e di applicarlo dove volete,
analizziamo alcuni metodi di applicazione.
La dipintura di figurini implica l' utilizzo di molte tecniche differenti con applicazioni specifiche,
comunque le pi importanti hanno a che fare con le sottili transizioni di colore necessarie per
ottenere effetti realistici. Queste transizioni di colore includono un processo chiamato comunemente
miscelazione, che ha un unico scopo: sfumare il contorno tra 2 colori vicini, facendo s che il
passaggio sia pi "morbido" possibile.
Questo pu essere fatto con smalti e colori ad olio miscelando fisicamente un colore nell' altro, in
modo da "ammorbidire" il bordo tra di essi (diagramma 1)
D' altra parte con gli acrilici tipo Vallejo, la miscelazione/sfumatura pi che altro un effetto
visivo, non un processo fisico, come detto prima (diagramma 1B)
Una volta applicati, asciugano molto velocemente e non si possono miscelare cosi facilmente come
gli smalti o i colori ad olio.
Questa la differenza principale che si trova nell' usare gli acrilici rispetto ad altri tipi di colori.
Sebbene sia possibile farlo solo in alcune situazioni molto limitate con l' aggiunta di un agente che
rallenti l' asciugatura, pi facile trattare gli acrilici come acrilici e lasciare che la sfumatura sia il
risultato di una corretta applicazione delle 2 tecniche qui riportate:
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STRATIFICAZIONE
APPLICAZIONE DI PIU' STRATI
La stratificazione l' applicazione di pi strati successivi di pittura sulla stessa area.
Pu essere:
solida: quando si desidera una copertura totale fatta con un colore unico. Il miglior risultato viene
raggiunto applicando diversi strati sottili diluiti 1:1 o 1:2.
Viene usata principalmente per il fondo, i dettagli e disegni;
trasparente: usata quando c' bisogno di "costruire" il singolo colore a poco a poco, lasciando
intravedere lo strato sottostante.
Le diluizioni consigliate sono dalla 1:5 in avanti.
Gli starti trasparenti di colore sono anche conosciuti
come trasparente/velature. Mi asterr comunque dal
definirle in questo modo per mantenere una chiara e
semplice terminologia.


ESERCIZIO DI PITTURA
Adesso il vostro turno di fare pratica con la stratificazione. Usate una diluizione 1:1 e applicate un
buon fondo con 2 o 3 strati solidi sulla superficie che usate per esercitarvi.
Lasciate asciugare, poi usando un altro colore diluito 1:5, applicate uno strato trasparente sopra il
vostro fondo.(Ricordate di scaricare il pennello sullo straccio)
Lasciate ogni strato asciugare prima di applicare il successivo; applicate un secondo e terzo strato,
cercando di lasciare intravedere la base.

Aggiungete altra acqua alla vostra pittura se necessario e sperimentate con diluizioni superiori.
Dovreste pulire automaticamente il pennello ogni volta che lo usate, non dimenticatelo.
"SFUMARE" (FEATHERING)
La lumeggiatura l' applicazione di sempre pi piccoli starti trasparenti di colore (piume)in modo
da sfumare visivamente ogni strato nel precedente. Questa sfumatura visiva viene ottenuta
aumentando o diminuendo leggermente la lucentezza di ogni "piuma" successiva
34

E' usata principalmente per luci ed ombre.

E' necessaria una diluizione dalla 1:5 in avanti.


ESERCIZIO DI PITTURA
Per far pratica con le sfumature
Sulla superficie usata per esercitavi, usate #922 US Verde come base, diluito 1:2, date un' ampia
pennellata. Mentre si secca, preparate la tavolozza aggiungendo progressivamente delle piccole
quantit #952 Giallo Limone alla base.
Faremo ci con una percentuale di incremento del 25%. Questo vuol dire che avrete una prima
sezione con solo il colore base, una seconda con 3 gocce di base e 1 di giallo, una terza con 2 gocce
per ogni colore, una quarta con 1 goccia di colore base e 3 gocce di giallo, ed una quinta con solo 1
goccia di giallo.
Diluite ognuna di queste miscelazioni 1:5
Pulendo ogni volta il pennello prima di iniziare e usando ciascuna delle diverse miscelazioni, date
delle pennellate sempre pi piccole in modo da sfumarle ognuna nella precedente.
Usate la "stratificazione" per dare pi intensit ad ogni miscelazione se necessario e cercate di
ottenere una sottile transizione tra di esse.
Quando avrete pi esperienza ed espanderete la vostra conoscenza del colore, sarete in grado di
miscelare in un' unica sezione della tavolozza i vari incrementi.
Questo esercizio richiede un po' di pratica, quindi non scoraggiatevi se i primi tentativi falliscono.

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Questo esercizio si realizza applicando pennellate sempre pi strette
con le miscelazioni di tono descritte nel testo.



CORSO DI PITTURA FANTASY E NON SOLO
http://guide.supereva.it/cgi-
bin/sendurl.cgi?id_mg=154&banner=GUIDE.TEMPOLIBERO.HOBBY.MODELLISMO&ug=/mo
dellismo_statico&pg=supereva&ud==http://web.tiscalinet.it/Gylas/
Benvenuti a 'Guida alla Pittura di Gylas', un piccolo manuale che introduce e
approfondisce l'arte del dipingere miniature. Considerando che si parler di
miniature che hanno a che fare con i wargame, tratter esclusivamente di miniature
fino alla dimensione di 25 mm. e non oltre.
Queste pagine hanno l'obiettivo di aiutare tutti quelli che vogliono cimentarsi in
questo hobby (avvicinando sicuramente i pap che con la scusa dei loro figli,
possono finalmente dedicarsi a un hobby magari tanto sospirato), facendoli
affacciare al mondo della pittura, e magari anche essere un buon punto di
riferimento per i pi bravi, predisposti a ricevere anche qualche consiglio che magari
non conoscono oppure qualche nuova tecnica di pittura.
Ovviamente ognuno di noi possiede delle capacit proprie nelle arti della pittura,
perci non aspettatevi che questo corso vi aiuti a diventare dei bravi pittori di
miniature da un giorno all'altro. Utilizzatelo come meglio vi aggrada; come guida per
iniziare, come aiuto per migliorare la propria tecnica, oppure se volete ... non
utilizzatelo affatto.
Per navigare nel manuale, potete utilizzare il men che trovate in testa ad ogni
pagina, oppure i pulsanti di avanti e indietro per scorrere in modo sequenziale tutto
il corso.
In alcuni punti del testo, troverete dei segnali simili a questo . Ci indica che il
testo seguente un mio consiglio oppure descrive come io ho risolto l'argomento di
cui si sta parlando.
Considerato il fatto che non voglio assolutamente mettermi nei panni di un
insegnante, sono in attesa dei vostri commenti, suggerimenti o qualunque altra cosa
che mi permetta di ampliare questo manuale.
Grazie a tutti.
MATERIALI
Quando si acquistano giochi da tavolo che prevedono l'utilizzo di miniature, prima o
poi viene la voglia di provare a colorare i figurini di persona. E' quello che ho fatto io
36
parecchi anni or sono. E anche io a quel tempo, come forse ora alcuni di voi, mi sono
trovato di fronte al dubbio di come incominciare e cosa comperare.
PENNELLI. Considerando che non si pu colorare senza un pennello, vi consiglio di
acquistarne almeno uno. A parte gli scherzi, questo strumento facilmente reperibile
in qualunque colorificio o negozio di belle-arti. Ne esistono di molti tipi e dimensioni.
I migliori sono sicuramente quelli in pelo naturale come per esempio quello di
martora, ma sono anche i pi costosi. Per incominciare, consiglierei di acquistare
pennelli di pelo sintetico, che costano molto meno pur mantenendo un'ottima qualit.
Voi vi chiederete che differenza c' tra un pennello buono e uno di minor qualit! I
pennelli di pelo sintetico sono meno morbidi e facilmente danneggiabili, soprattutto
dai profani, i quali tendono ad usarli come delle spatole, mentre i pennelli migliori, se
usati correttamente, durano molto pi tempo ed hanno una fluidit di utilizzo
raramente duplicabile.

(Pennelli)
La dimensione della punta stata codificata (attenzione perch questa codifica varia
da una casa produttrice all'altra, perci quando ne acquistate uno, controllate
sempre che la dimensione sia quella da voi voluta). Pi piccolo questo numero, pi
piccola la punta del pennello. Per incominciare, consiglio l'acquisto di pochissimi
pennelli; uno piccolo per le rifiniture (00), uno medio per le colorazioni ordinarie (tra
lo 0 e il 2), e uno un po' pi grande per le zone ampie (dal 3 al 5), tutti in base tonda.
Successivamente, quando avrete preso la mano nell'impugnare questo strano
oggetto, potrete dar sfogo ai vostri acquisti, aumentando il vostro set di pennelli,
scendendo anche come dimensione (5/0, 10/0 - attenzione perch pi piccoli sono,
pi facilmente si rovinano!), ed acquistando pennelli con base piatta. Personalmente
io non scendo oltre il 00 (doppio zero) anche per i particolari. Un'attenzione
particolare che nessun manuale vi dice, la vorrei rivolgere al manico del pennello.
Considerando che questo oggetto dovrebbe diventare, quando colorate, il
prolungamento della vostra mano, bene che voi riusciate ad impugnarlo
comodamente. Non posso per dirvi io se per voi meglio un manico lungo piuttosto
che uno corto; sarete voi ad accorgervi della differenza e scegliere quelle pi
adeguato.
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CONTENITORI PER L'ACQUA, STRACCI E TOVAGLIOLI DI CARTA. Recuperabili
ovunque, questi materiali hanno lo scopo di appoggiare l'artista nel suo lavoro.
Ovviamente sono assolutamente necessari per la produzione.E' pi che sufficiente un
solo contenitore per l'acqua, abbastanza grosso per evitare che il liquido contenuto
non si sporchi subito. Alcuni stracci o tovaglioli di carta (io preferisco i tovaglioli di
carta tipo scottex) sono pi che sufficienti per pulire i pennelli oppure togliere un po'
di colore dalla punta.
TAVOLOZZA. La tavolazza permette di miscelare i colori per ottenere la tonalit
desiderata. Per chi usa gli acrolici e volesse spendere un po' di pi, sono in
commercio delle particolari tavolozze di carta assorbente che permettono di
mantenere liquido il colore anche per diversi giorni. Io personalmente uso un pezzo
di plastica non assorbente (acetato) dove posso fare tutte le prove del caso per
ottenere il colore voluto, e che la sera pulisco.
TAGLIERINI. Questo attrezzo utile nella fase di pulitura della miniatura, ma anche
come strumento di modellazione. AVVISO PER I PIU' PICCOLI!!! Attenzione
con questo strumento, perch diventa pericoloso se non maneggiato con attenzione.
Fatevi sempre aiutare da una persona adulta. Sono anche chiamati 'cutter' e si
trovano in commercio in qualunque cartolleria e negozio di modellismo. Ne esistono
di vari tipi. Il pi comune quello con la lama a scomparsa (quello pi a sinistra nella
figura sotto). Inoltre questo tipo di taglierino ha una lama che sostituibile
semplicemente spaccando la parte che non taglia pi. Un tipo di taglierino pi
professionale quello esposto pi a destra nella figura. Questo ha la caratteristica di
avere l'angolo della lama molto pi acuto, in modo da poter raggiungere parti delle
miniature difficilmente raggiungibili dall'altro tipo di taglierino. Queste lame, una
volta consumate, devono essere sostituite completamente con altre nuove.

(Taglierini)
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COLLA. Di colla ne esistono i tipi pi disparati. Varia a seconda del materiale da
unire. Per il piombio ad esempio, molto efficace la colla di tipo cianoacrilico
(SuperAttack per intenderci) oppure epossidica (bi-componente). AVVISO PER I
PIU' PICCOLI!!! Attenzione con questo tipo di colla, perch diventa molto
pericolosa se arriva a contatto con la pelle o con gli occhi. Fatevi sempre aiutare da
una persona adulta. Naturalmente questa colla non usabile con un pennello, ma si
deve utilizzare uno stuzzicadenti oppure un legnetto. Ottima la nuova colla
cianoacrilica in gel; risulta essere pi corposa di quella classica, pertanto non cola da
tutte le parti quando si cerca di incollare due oggetti. Indicata soprattutto per unire
la miniatura sulla propria base. Per la plastica pi indicato il collante specifico, in
modo che i due pezzi da unire formino un blocco unico. Per il legno, la padrona
incontrastata la colla vinilica.
Sconsigliate per le miniature le colle termofondenti, anche se sono ... cos pratiche e
veloci. Esitono ovviamente ancora molti tipi di colla, ma io mi fermerei a quelli che ho
menzionato, lasciando a voi scoprire, se ne esistone, altri vantaggi.

(Colle)
COLORI. I colori utilizzati per dipingere le miniature si possono dividere in due
gruppi: PRIMER, COLORANTI.
Il PRIMER in sostanza un colore leggermente pi denso e pi appiccicoso di quelli
usati per colorare, che deve essere distribuito su tutta la superficie della miniatura,
per garantire che i colori successivi rimangano ben attaccati alla miniatura stessa. Di
norma, questo viene utilizzato solo se si intende colorare con degli acrilici. Per
iniziare pu essere sufficiente utilizzare un colore di base come il bianco o il nero,
oppure come nel caso di miniature con predominanza di un colore (es. gli Space
Marines della Citadel), lo stesso colore predominante. In questo caso per sempre
meglio dare almeno due mani del colore che funge da Primer, per garantire una
maggior consistenza del colore di base.
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(Varie marche di colori)
Per i COLORANTI si parte dai pi famosi ed utilizzati, che sono gli ACRILICI. Questi
sono molto comodi da usare perch diluibili in acqua, perci asciugano in pochi
istanti. Ovviamente, essendo in base acquosa non odorano (questo molto
importante per chi ha mamme e mogli esigenti). Ne esistono di varie marche: ipi
diffusi sono i colori della Citadel (GameWorkshop), anche se a detta di molti non
sono i migliori (rispetto a quelli vecchi, quelli nuovi sono troppo acquosi). Poi ci sono
i Vallejo, a mio parere il meglio sul mercato italiano; molto coprenti e di ottima
qualit. Non dimentichiamo i superlativi Armory, ormai molto difficili da reperire.
Invece i pi facili da trovare sono i LifeColor; un po' acquosi ma comunque buoni per
chi inizia l'arte.
Inizialmente, non acquistate molti colori, perch se gi non lo sapete, ogni tonalit
riconducibile ai cinque fondamentali: bianco, nero, giallo, rosso e blu. In ogni caso
oltre a questi cinque, vi consiglio di acquistarne qualcun'altro, pi per comodit che
per altro, e cio: un paio di tonalit di blu, il verde, il marrone e magari anche il color
carne, che per ovvi motivi molto usato nella pittura di miniature. Non dimenticatevi
inoltre di un colore metallizzato (sempre acrilico), da usarsi per le armature e le armi
(e con il tempo anche l'Oro, il Brozo, ecc.). Successivamente, potrete acquistare
anche altre tonalit, ma come ripeto, solo per avere il colore gi pronto quando ne
avete bisogno.
Per migliorare il lavoro fatto con i coloranti acrilici, ci vengono in aiuto gli inchiostri,
cio dei colori molto liquidi sempre diluibili con acqua, che, come spiegher pi
avanti, sono usati in determinate tecniche pittoriche. La Citalel produce una vasta
gamma di inchiostri adatti per le miniature, ma se utilizzate i classici inchiostri da
cartolleria va bene ugualmente.
Gli SMALTI sono un altro tipo di colorante che si utilizza per la pittura di miniature.
Venivano usati maggiormente alcuni anni fa, quando ancora non esistevano gli
acrilici; con l'avvento di questi ultimi per, gli smalti hanno ridotto di molto la loro
popolarit nel campo delle miniature. Sono senza dubbio pi scomodi da usare, in
quanto diluibili con acquaragia o simili e di conseguenza molti lunghi ad essicare, ma
soprattutto molto odorosi. La marca pi famosa la Humbrol, che ha una grossa
disponibilit di colori, di norma vi viene proposta per la colorazione di aerei e carri.
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(Uno smalto Humbrol)
Un'attenzione particolare la rivolgerei ai colori ad OLIO (per intenderci quelli che
utilizzano i pittori per comporre i loro quadri), i quali per sono poco utilizzati. Di
questi, vorrei evidenziarne una categoria particolare, e cio gli ALCHIDICI (ad alcool
+ olio) . Questi a prima vista sono molto simili ai classici colori ad OLIO, ma hanno la
particolarit di asciugare molto velocemente, anche se non velocemente quanto gli
acrilici. Questa loro caratteristica permette all'artista di lavorare comodamente il
colore, ottenendo ottime sfumature.

(Un Colore Alchidico)
Consiglierei questo materiale ai pi abili, perch se non usato correttamente,
potrebbe dare come risultato una miniatura troppo pasticciata. Sono molto difficili da
trovare perch questo un articolo poco usato.
FISSATIVO FINALE. E' una particolare vernice, perfettamente trasparente (o quasi),
che permette di proteggere la miniatura una volta terminata. In commercio esistono
due tipi di fissativo: spray oppure a pennello. Indubbiamente lo spray molto pi
comodo quando si tratta di proteggere un certo numero di miniature, mentre se si
vuole ricoprire un numero limitato di miniature (1-3), pi economico utilizzare un
fissativo a pennello. In ogni caso, se utilizzate un fissativo a pennello, abbiate
l'accortezza di verificare che non rimangano dei peli del pennello attaccati al vostro
lavoro (vi garantisco che capita).
LIMETTE. Sono essenziali per la pulizia della miniatura, prima della fase di
colorazione. Esistono in commercio delle limette particolarmente piccole in modo che
arrivino facilmente nei particolari minuti delle miniature. Nei negozi di ferramenta
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potete trovare questo tipo di limette ad un costo decisamente inferiori rispetto ai
negozi di modellismo. Le limette da ferro possono bastare per tutti i tipi di miniature.
Per quanto riguarda le forme, le essenziali sono a base rotonda, e a base triangolare.

(Limette)
CARTAVETRATA. Assieme alle limette, anche la carta vetrata offre un valido aiuto
durante la pulizia delle miniature. In questo caso, meglio acquistare di una grana
molto fine in modo che non provochi dei solchi quando viene passata sulle miniature,
specialmente se queste sono in plastica.

(Cartavetrata)
STUCCO E ATTREZZI DI MODELLATURA. Lo stucco di importanza fondamentale solo
se si utilizzano miniature divise in pi pezzi. In questo modo, si pu garantire una
continuit negli spazi che si formano dall'unione di due parti della miniatura. Un'altro
utilizzo dello stucco, assieme agli attrezzi di modellatura, quello di permettere la
modellazione delle miniature stesse, aggiungendo elementi nuovi e
personalizzazioni. Data la particolare complessit di tale operazione, questa
consigliata solo ai professionisti. Ancora una possibilit che offre questo materiale
quella di creare le basi delle miniature, aggiungendo dei dettagli come piastrelle,
fango e altro.
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(Varie marche di stucchi)
Forse il pi famoso stucco da modellismo il Milliput, che si pu trovare in diverse
granature, a seconda della necessit. Quello migliore invece il Duro, ottimo per i
professionisti che devono creare delle figure dal nulla. Tutti questi stucchi sono bi-
componenti, cio induriscono all'aria solo se sono uniti. Se invece sono lasciati
separarti, rimangono modellabili per molto tempo.
TRAPANO. Questo strumento non essenziale, ma pu venire in aiuto nel caso di
lavori pi sofisticati, come ad esempio bucare le canne delle armi da fuoco, o altro.
Diverso uso del trapano, assieme alla punta adeguata, quello di utilizzarlo come
sverniciatore, per sgrassare le miniature (ovviamente solo se in piombo) prima di
colorarle.
SUPPORTO PER MINIATURE. Qualcuno considera questo attrezzo, un oggetto
fondamentale, che possa reggere la miniatura durante la sua colorazione. Questi
stessi dicono anche che d'obbligo non toccare la miniatura con le dita durante a
lavorazione. Io non voglio negare tutto questo; dico solo che per quanto mi riguarda,
non utilizzo nessun oggetto del genere. Ovviamente ho l'accortezza di lavarmi bene
le mani prima di dipingere. Posso permettermi di non usare nessuno strumento del
genere perch utilizzo dei colori acrilici, che asciugano in pochi secondi. Se qualcuno
di voi volesse utilizzare altri tipi di colori, come gli Smalti oppure gli Oli, allora dovr
obbligatoriamente utilizzare un oggetto che sostenga la miniatura durante la
lavorazione. In questo caso, possono essere usati tappi di sughero da attaccare sotto
la base della miniatura, oppure delle piccole basi in legno, oppure semplicemente
delle pinzette con piedistallo.

(Utilizzo di un contenitore di pellicole fotografiche come supporto)
GOMMAPIUMA. E' un buon materiale per 'archiviare' le miniature una volta
terminate. Per chi non volesse o non potesse disporre di una vetrinetta ove deporle,
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consiglierei di utilizzare delle scatole di cartone precedentemente rivestite di
gommapiuma, magari dopo aver creato degli appositi scomparti per ogni singola
miniatura. Questo pu essere un ottimo modo per conservare i propri lavoro senza il
pericolo che, durante il trasporto oppure durante la conservazione, finiscano
violentemente a contatto tra di loro e scheggino il colore.
VETRINETTE. Al contrario della gommapiuma, una vetrinetta vi permette di esporre i
lavori. Queste vetrine si trovano esclusivamente nei migliori negozi di modellismo. Si
trovano di varie misure; quelle che contengono una singola miniatura sono delle
piccole cupole; quelle che contengono dei plastici sono delle teche; quelle che
espongono una serie di miniature singole sono dei quadretti.

LE MINIATURE
Una volta preparato il proprio laboratorio di pittura, necessario acquistare il
materiale pi importante: le Miniature.
All'inizio, bene avere un'infarinatura su materiali con sui sono fabbricate le
miniature, come ho brevemente illustrato in questo capitolo. Successivamente si pu
andare alla ricerca di quelle migliori, meglio scolpite, con dettagli pi definiti, le scale
da utilizzare, ecc.
In commercio esistono essenzialmente tre tipi di miniature: quelle in piombo, quelle
in resina e quelle in plastica.
Le miniature in piombo erano quelle pi diffuse fino a poco tempo fa, proprio per la
loro particolarit di essere molto definite e ben scolpite. Successivamente, data la
tossicit del piombo, sono state sostituite con leghe diverse, meno dannose per la
salute. Pare che in Inghilterra ci sia proprio una legge che vieti la produzione di
miniature in piombo.
Le vecchie miniature in piombo si riconoscono perch sono facilmente rimodellabili,
cio se c' la necessit di piegare leggermente un braccio piuttosto che una testa,
con un po' di attenzione possibile farlo senza spaccare il modello; e poi dal loro
colore, ossidato quando grezzo, ma molto brillante se scalfitto con una limetta. Con
le nuove leghe, che hanno una colorazione ben diversa dalle precedenti (alcune
tendenti al giallognolo), questa leggera rimodellazione non pi possibile, perch
appena tentate di piegare un arto, questo si spezza. Inoltre, con il metallo possibile
ottenere certi risultati che con altri materiali non possibile avere. Oltre al piombo,
esistono anche diverse sotto-leghe, pi o meno valide. La caratteristica comune alle
miniature in metallo la loro stabilit, dovuta ovviamente al peso del metallo stesso.
Infine, inutile far notare che il metallo da' alla miniatura un certo pregio, che
ovviamente la plastica non raggiunge.
Da qualche anno a questa parte sono arrivate sul mercato le miniature in resina (vedi
Ral Partha); inizialmente le resine utilizzate non permettevano una grossa
perfezione nei dettagli, perci venivano usate essenzialmente per miniature di
grosso formato oppure per elementi di contorno come case, muri, ecc.
Successivamente, il tipo di resina migliorato moltissimo, fino a portare il dettaglio
ai livelli delle miniature in piombo, e anche di superarlo. Il prezzo di queste
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miniature si alzato mano a mano che si alzava il loro livello di dettaglio. Oggi si
possono trovare sul mercato miniature scolpite a livelli veramente eccezionali.
Le miniature in plastica sono quelle pi economiche e anche pi leggere tra tutte
quelle menzionate (effettivamente anche la resina risulta molto leggera). Anche di
questo materiale ne esistono diversi tipi; il migliore senza dubbio quello rigido,
sicuramente pi facile da colorare. Esistono anche miniature fuse con una plastica
pi elastica, pi grassa e quindi molto difficile da colorare e soprattutto da
mantenere. Su queste miniature infatti il colore acrilico (lo smalto non ha questo
difetto, ma ne ha altri) tende a scivolare via, creando chiazze incolori difficilmente
ricopribili, ma soprattutto la loro elasticit tende a scrostare la patina di colore
facendola crepare e poi saltare via. Oggi, anche se con la plastica non si arriva ai
dettagli del metallo, alcune case produttrici sono riuscite a migliorare di molto la loro
definizione, ma comunque senza raggiungere livelli del metallo o della resina.
Ora far un breve accenno alle scale disponibili: si parte dalla pi comune, cio la 25
mm., per poi passare alla 20 mm., 15 mm. e infine alla 6 mm.
Come ho detto, la scala pi comune quella dei 25 mm. (circa 1:70). Questa la
migliore dimensione utilizzabile da chi vuole, oltre che giocarci, farne anche
collezione (volutamente ho escluso le miniature pi grandi, esclusivamente da
collezione). In questa dimensione possibile ottenere il massimo nel rapporto
dimensione/dettaglio; ed proprio in questa scala che si trovano forse le migliore
miniature nel mercato. Le miniature di 20 mm. (circa 1:85, molto vicina alla HO)
sono leggermente pi piccole, ma ancora sufficientemente dettagliate.
Personalmente non ho mai colorato miniature in questa scala, ma credo che tra
questa e la 25 mm. non ci sia una grossa differenza. Le miniature da 15 mm. sono
ottime da utilizzarsi per simulare le battaglie storiche (come i regolamenti di DBA,
DBM, Fire and Fury, ecc.), perch la loro ridotta dimensione permette di giocare
l'intero campo di battaglia su un tavolo di medie dimensioni, pur mantenendo una
buona veste grafica globale.
Invece le miniature da 6 mm. (circa 1:300) sono usate esclusivamente nei giochi di
simulazione di battaglie storico/fantascientifiche, la cui dimensione tale da
permettere di simulare in poco spazio grossi terreni di battaglia, ma usate
soprattutto quando entrano in gioco moltissimi mezzi pesanti, come carri o aerei;
queste miniature sono ovviamente sconsigliate a chi si dedica alla pittura, perch la
scala talmente piccola non permette di ottenere sufficienti risultati grafici (vi sfido a
colorare gli occhi di un omino di 6 mm. di altezza). Un'eccezione a questa regola
data dalle miniature della GHQ (mi scuso se non menziono altre ditte produttrici di
miniature da 6 mm., ma questa per me la migliore), la quale produce dei mezzi
pesanti che reputo delle vere e proprie opere d'arte (lo dimostra anche il loro
prezzo).


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LA PULITURA
Vi potreste chiedere se, una volta acquistato il proprio laboratorio e le relative
miniature, potrete finalmente usare i vostri colori. Ed ovviamente, la risposta
NO!!!!!!!
Siamo arrivati a quella fase che personalmente reputo molto noiosa, cio la pulitura
dalle imperfezioni.
Dovete sapere che durante la fusione, non importa se in plastica, metallo o resina, il
materiale di colata pu leggermente sbordare, facendo evidenziare le linee di
giunzione degli stampi, dei fori di colata o di sfiato. Naturalmente, per ottenere un
buon lavoro, assolutamente necessario eliminare tutte queste imperfezioni (anche
se a prima vista la miniatura sembrerebbe a posto, sforzatevi sempre di osservare
meglio, perch se il pezzo nuovo, queste imperfezioni esistono sempre).
Ora potrete munirvi di carta vetrata, limette oppure di taglierini, ma soprattutto di
molta pazienza, e zona dopo zona, eliminare tutte le imperfezioni. Prendiamo una
miniatura a caso, che porteremo assieme alla fine, passo dopo passo.

(Nella foto di destra si pu notare un'imperfezione, indicata dalla freccia rossa)

(La nostra miniatura dopo che le stata tolta l'imperfezione)
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Particolare attenzione da rivolgere alle basi che sono un tuttuno con la miniatura in
metallo (in particolare i pezzi da 15 mm.). In questo caso, quasi certamente, se
provate ad appoggiare la miniatura sul tavolo, questa cade. Succede ci perch
anche sotto la base ci sono delle imperfezioni, che vanno tolte, in questo caso molto
pi facilmente, utilizzando della carta vetrata a grana un po' pi grossa.
A questo punto siete quasi pronti per esprimervi al massimo nella colorazione;
soffermatevi per ancora un momento al prossimo capitolo, e scoprirete quali altre
grane vi aspettano.
ASSEMBLAGGIO
Questo capitolo tratta un argomento non sempre necessario. L'Assemblaggio, ossia
l'unione di pi pezzi in modo che questi formino la miniatura completa, da
effettuarsi solo quando si tratta con miniature composte ovviamente da pi parti.
In questo caso, bisogna unire i pezzi in modo che non si vedano segni di giunzione.
La domanda pi frequente chiede se bisogna colorare i pezzi prima di incollarli,
oppure eseguire la colorazione solo quando la miniatura completa. La risposta non
pu essere un Si oppure un No, ma Dipende. Questo vuole dire che se dovete
semplicemente aggiungere le braccia ad un modello, e ogni parte di tale modello
rester facilmente raggiungibile dal pennello anche dopo l'incollatura, allora meglio
prima incollare e poi colorare. Se invece, dopo l'incollatura, alcune parti rimangono
nascoste, ovviamente necessario prima colorarle e poi incollarle.
Pertanto procedete come descritto nel capitolo precedente, ma pulite anche tutti i
pezzi che comporranno la vostra miniatura. Una volta che avrete eseguito questa
operazione, sarete pronti all'incollaggio. Fate riferimento al capitolo sui materiali per
scegliere la colla pi adatta (parlando di miniature in metallo, rimanete sulle colle
cianoacriliche). Poi uno ad uno, incollate i pezzi insieme, attendendo l'asciugatura
del precedente prima di passare al successivo.
Qualche volta pu essere necessario applicare un rinforzo ai due pezzi da unire,
perch la sola colla non sarebbe sufficiente a garantirne la stabilit. Per non rischiare
che la miniatura si scolli dopo che finita la sua colorazione, potete, nei limiti del
possibile, applicare una piccolissima barretta tra i due pezzi. In questo caso,
praticate con un trapano, in entrambe le parti da unire, un foro del diametro della
barretta, incollate tale barra, mettendo della colla anche sui lati che devono
combaciare, uniteli ed attendete che la colla asciughi.
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Quando l'assemblaggio della miniatura terminato, dovrete pensare a nascondere
tutte le linee di giunzione. Qui pu venirvi in aiuto lo stucco (rif. Materiali). Munitevi
anche di qualche utensile per la modellazione. Prendete una piccola parte di stucco e
poco alla volta, magari riducendolo in salamini, e riempite il solco tra le parti
incollate. Successivamente, lisciate lo stucco precedentemente distribuito con gli
attrezzi adatti ; aiutatevi usando un poco di acqua, in modo da rendere pi fluido lo
stucco (l'acqua, quando asciuga, aiuta inoltre lo stucco ad aderire meglio alla
miniatura).
Una volta che la miniatura pronta, prima di passare al passo successivo utile
sgrassarla, cio togliere il grasso che le dita hanno lasciato sulla superficie. Nel caso
di miniature in plastica o in resina, sufficiente usare uno spazzolino da denti
(possibilmente uno che non userete pi per lavarvi i denti) con un po' di acqua e
sapone; passatelo un po' di volte sul corpo della miniatura, poi risciacquatela e
lasciatela asciugare, evitando di toccarla ancora con le mani. Per le miniature in
metallo, se disponibile, possibile usare un trapano da modellismo con una punta da
sverniciatura che abbia le setole molto morbide, oppure uno spazzolino di metallo,
con le setole sempre morbide. Se la miniatura in piombo, vedrete che dopo questa
applicazione, diventer molto lucida.

COLORE DI BASE
E' arrivato il momento tanto atteso di usare i colori, anzi il colore, ma per adesso solo
quello di base.
Lo scopo di questa fase quella di preparare il modello, stendendo un colore di base
che possa dare pi stabilit ai colori successivi. Per fare questo pu essere utilizzato
un colore particolare che si chiama Primer, e che ha una propriet maggiore rispetto
agli altri colori, e cio quella di aderire meglio alla miniatura grezza. Esistono primer
di vari colori, ma i migliori sono il bianco, il nero e il grigio.
Per la stesura del primer esistono due tecniche particolari: a spray e a pennello. Lo
spray viene utilizzato per ricoprire un certo numero di pezzi (10/20), mentre il
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pennello pu benissimo essere usato anche per solo una miniatura o alcune sue
parti. Pertanto sta a voi scegliere qual' il metodo che meglio si avvicina alla
necessit del momento. Nel caso utilizziate lo spray, bene fornirvi di uno scatolone
in cui appoggiare le miniature. Per i pezzi con la base staccata, usate una goccia di
colla per fissate temporaneamente la miniatura alla sua base. Successivamente
prendete il vostro scatolone con la bomboletta dello spray e spostatevi in un luogo
ben arieggiato. E' importante non inalare il getto dello spray perch, come c' scritto
su tutte le bombolette, questo molto nocivo. Una volta trovato il posto, piazzate
comodamente lo scatolone e spruzzate il colore, tenendo la bomboletta ad almeno
20/30 cm. dalle miniature. Muovete la bomboletta orizzontalmente, cercando di non
insistere molto nell'applicare il colore, perch ne basta un piccolo strato. Troppo
colore coprirebbe i dettagli. Una volta coperto il primo lato, attendete che il primer si
asciughi, poi ruotate di 180 le miniature e spruzzate ancora. Quando avete
terminato ed atteso la seconda asciugatura, ritornate al vostro tavolo di lavoro, e
miniatura per miniatura, controllate che il Primer abbia coperto tutte le parti dei
vostri modelli. Se trovate qualche zona scoperta, applicate a pennello un po' di
primer dello stesso colore dello spray, in modo da coprire bene tutta la superficie. E'
importante non toccare con le mani la miniatura durante l'asciugatura, per evitare di
lasciarci delle impronte, che poi risultano difficili da nascondere. Questa la nostra
miniatura dopo il trattamento.

(La nostra miniatura su cui stato dato un Primer a pennello)
(se usate lo spray della GamesWorkshop, potete pulire eventuali piastrelle dei
balconi con del semplice alcool denaturato).
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PRIMA COLORAZIONE
Finalmente, giunto il momento di prendere i colori tanto desiderati e incominciare
ad esprimersi al meglio.
Fissate il pezzo su un supporto facilmente maneggiabile (anche se a volte, con la
base montata, pu diventare un problema arrivare con il pennello sotto la
miniatura), come un tappo di sughero oppure una pinzetta (questa ultima soluzione
sicuramente la migliore).
Le prime volte, per scegliere i colori, potete prendere spunto da altre miniature gi
colorate (ad esempio nel mio sito), altrimenti sulle loro scatole di norma c' una foto
della miniatura gi pronta e pertanto potete copiarla cos come . Il bello per pu
essere inventare delle nuove divise, a meno che non utilizzate i vostri pezzi nei
boardgames, dove molto spesso vi viene consigliato di rispettarne le colorazioni
proposte. Potete sempre prendere anche degli spunti sui libri storici o sulle riviste
del settore.
In ogni caso, il primo passo da seguire quello di studiare per qualche istante la
miniatura da dipingere. Guardate attentamente ogni dettaglio, in modo da capire i
giri che fanno le vesti, le parti scoperte del corpo, le zone in ombra e quelle che
dovrebbero essere pi esposte alla luce. In questo modo oltre a familiarizzare con la
miniatura, potreste vedere ancora qualche imperfezione che in precedenza vi era
sfuggita. Cercate poi di immaginarvi la miniatura nella vostra testa, come potrebbe
essere quando terminata; provate a pensare come possono stare vicini due colori,
ma soprattutto cercate di immaginare quali colori utilizzerete, rapportandoli alla
realt della miniatura. Voglio dire, se ad esempio dovete colorare un Elfo della
Foresta, viene spontaneo pensarlo vestito con un abbigliamento mimetico, con colori
che vanno dal giallo al verde e al marrone, che si confondano con la vegetazione
circostante. Escluderei perci in questo esempio la possibilit che egli possa avere
una giubba rosso fuoco, oppure un mantello azzurro o bianco. Oppure ancora, se
dovete dipingere uno Zombie, pensatelo sporco, perci vestito di abiti con colori poco
vivaci, che possano esaltare maggiormente la sua origine. Un Cavaliere, al contrario,
dovrebbe essere reso pi vivace, utilizzando il bianco, il turchese, il rosso e cos via.
In questo modo la vostra miniatura non correrebbe il rischio di essere certamente
colorata bene, ma poco reale.
Un altro consiglio quello di non esagerare con il numero di colori diversi che
utilizzerete per una singola miniatura; evitereste in questo modo di produrre degli
'arlecchini'.
A questo punto, ogni manuale vi direbbe di colorare tutte le parti della vostra
miniatura, senza applicare per ora nessuna delle tecniche conosciute.
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Ma non voglio confondervi le idee (prendetela solo come eventuale alternativa),
perci rimarr negli standard della letteratura artistica delle miniature.
Colorate pertanto tutta la miniatura, e non soffermatevi assolutamente sui dettagli,
che riprenderete in un secondo momento. L'importante che siate pi precisi che
potete, senza sbavare con il colore. La nostra miniatura diventata come quella delle
figure qui sotto.

(La nostra miniatura dopo la prima colorazione)
Se non fosse cos, ho paura che avete saltato qualche passo precedente. Comunque
sia, vista cos, non ha l'idea di essere proprio una bella opera, perch manca di
profondit e di luminosit. Qualcuno termina la colorazione a questo stadio perch
non vuole perdere altro tempo, ma intende subito giocarci (se ovviamente la
miniatura in questione fa parte di un boardgame). Liberissimi di farlo, ma non ve lo
consiglio.
Potete notare che le armi, cos come le armature, in questa fase sono state colorate
di nero. Successivamente vedrete come queste assumano un aspetto pi reale.
LAVAGGIO (Washing)
Non si tratta ovviamente di mettere la miniature in lavatrice. Questa tecnica ha lo
scopo di evidenziare le ombre del vostro figurino, accentuandone i dettagli.
Qui ci vengono in aiuto gli inchiostri, i quali, passati sulla superficie della miniatura,
si depositano naturalmente nelle parti concave della stessa, rendendole pi scure.
Inizialmente vi sembrer un po' difficile utilizzare questa tecnica, ma vedrete che
dopo qualche prova riuscirete ad ottenere l'effetto desiderato.
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Vediamo in pratica come si esegue la tecnica della lavatura.
Scegliete l'inchiostro dello stesso colore o simile a quello usato per la porzione di
sfondo da considerare. Diluitelo con dell'acqua, fino ad ottenere una trasparenza
sufficiente. Con la punta del pennello passate la miscela ottenuta negli incavi della
vostra miniatura, in modo da trasferire l'inchiostro solo nelle fessure. Cambiate
l'inchiostro a seconda del colore dello sfondo da lavorare. Questo tutto.
Se riprendiamo la nostra miniatura, questo dovrebbe essere il risultato finale.







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TECNICHE DI LUMEGGIATURA
Ecco un altro nome strano: Lumeggiare, ossia risaltare le zone in piena luce e i
dettagli. Si tratta di mettere un colore pi chiaro nelle zone maggiormente colpite
dalla luce, di norma le pieghe di un tessuto o comunque le parti pi in rilievo.
Essenzialmente ci sono due tecniche di lumeggiatura: a secco oppure a bagnato.
Vediamone le differenze.
La lumeggiatura a secco consiste nell'applicare del colore abbastanza asciutto sul
corpo della miniatura. Utilizzate un colore di base schiarito con la tonalit adeguata.
Preparate il colore utilizzando la tabella che ho allegato, e non semplicemente
schiarendo con il bianco, perch facendo questo tendete a smorzare i colori. Per
stendere il colore utilizzate dei vecchi pennelli, che dovranno avere le setole
leggermente allargate in punta. Intingete il pennello nel colore e poi su una
superficie asciutta (Attenzione!! La superficie deve essere per forza asciutta!
Personalmente utilizzo un foglio di carta da cucina), in modo da pulire un poco le
setole. Successivamente passate velocemente il pennello sulla parte da lumeggiare,
con un movimento perpenducolare alle pieghe della miniatura. In questo modo il
colore che si fisser sul vostro modello lo render pi luminoso.

La lumeggiatura a bagnato consiste nello schiarire le parte interessata aggiungendo
un colore pi chiaro della base, e applicandolo con un normale pennello, avendo
l'accortezza di sfumare il colore. Prima di tutto, inumidite la superficie da trattare
con un po' di colore di base o con un inchiostro simile e poi aggiungete il colore pi
chiaro fino ad ottenere il risultato voluto.
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(Esempio di Lumeggiatura su Bagnato)
Vorrei inserire in questo discorso una tecnica messa a punto da me, a cui ho dato il
nome di Lumeggiatura per Passate Successive. Si utilizza su una base asciutta,
applicando via via una zona di colore sempre pi chiara, in modo da formare la
sfumatura. Potete vederne un esempio nella mia galleria nella sezione 6 mm. -
Demone Angron.
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(Un Arma colpita dalla Ruggine)





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DETTAGLI
Siamo quasi giunti al termine della nostra miniatura. In questo capitolo aggiungiamo
un po' di dettagli al pezzo.
Innanzitutto incominciamo ad applicare una lineatura sulle parti di contatto tra due
colori. Per fare questo si pu utilizzare un colore molto diluito oppure anche un
inchiostro. Se scegliete la prima opzione, verificate che il colore sia molto liquido, in
modo da poter utilizzare appieno le setole di un piccolo pennello (io uso sempre uno
00). La seconda scelta forse la pi facile perch non vi crea problemi nel rendere
troppo fluido il colore: l'inchiostro gi liquido come l'acqua! Ora passiamo ai
dettagli pi comuni da evidenziare:
FACCIA: A questa parte della miniatura deve essere data maggiore importanza,
perch quella che salta all'occhio a prima vista. Qui necessario lavorare
velocemente a colori ancora bagnati (almeno, io lavoro cos). Date la solita prima
mano color carne allo sfondo del viso (ovviamente se si tratta di visi alieni, utilizzate
un colore appropriato). Poi fate una lavatura con un inchiostro marrone chiaro e
nello stesso tempo lumeggiate a colore fresco le parti pi in rilievo del viso. Seguite
l'immagine qui sotto, che vi espone le parti da schiarire.

OCCHI: Gli occhi sono un dettaglio che dona un certo pregio alla miniatura. Ci sono
diverse tecniche che permettono di creare gli occhi; quella che utilizzo io la
seguente. Utilizzate i colori appropriati a seconda dell'essere che state dipingendo;
nel nostro caso utilizzeremo il bianco per lo sfondo e il nero per la pupilla. Con un
pennello molto piccolo (come al solito, io utilizzo lo 00) colorate la parte interna
sporgente degli occhi con il bianco, senza badare troppo alle sbavature.
Successivamente riempite con dell'inchiostro marrone i contorni intagliati, in modo
da coprirne le eventuali sbavature. Alla fine, con la mano molto ferma, formate un
puntino di colore nero al centro dell'occhio, per la pupilla.Una volta asciutto il
colorante e l'inchiostro, se volete, potere ricoprire l'occhio con una vernice lucida
(operazione consigliata quando l'occhio ha una certa dimensione).

(Dettaglio del Viso e degli Occhi)
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CAPELLI E BARBE: Sono abbastanza semplici da ottenere questi effetti. Si parte come
al solito dal colore di base, poi si esegue una lavatura con un inchiostro pi scuro, ed
infine si lumeggia con un colore molto chiaro. Con questa tecnica possibile creare
barbe, capelli e pellicce.

(Dei Capelli quasi Ingialliti di una Strega)
GEMME: La creazione di gemme simula i riflessi della luce che si riflette sulla loro
superficie. Utilizzate sempre dei colori molto luminosi. Applicate il colore di base.
Lavate con un inchiostro dello stesso colore (la GamesWorkshop ha creato degli
inchiostri appositi, chiamati Glaze) e prima che questo si asciughi, sfumare con un
colore pi chiaro. Terminare aggiugendo una virgola di riflesso con un colore molto
chiaro oppure bianco.

(Gli Occhi del Titano sono delle Gemme)
LEGNO: Anche in questo caso, date una prima mano con un colore marrone chiaro.
Successivamente lavate la superficie con un inchiostro marrone, cercando di far
filtrare il colore soprattutto nelle venature del legno. Alla fine passate una
lumeggiatura di marrone pi chiara, solo nelle parti pi in rilievo.

(Uno Scudo in Fase di Lavorazione)
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PIETRA: Molto simile al legno; viene dato un colore grigio scuro di sfondo. Senza
eccessivo bisogno di inchiostri (usate il nero solo per le zone molto concave),
passate subito alla lumeggiatura prima con un grigio chiaro e poi con il bianco.

(Una Pietra nelle mani di un Troll)
SCUDI: Gli scudi non hanno uno stile particolare, ma riassumono gli stili precedenti.
Si parte dal legno per il retro dello scudo, fino ad arrivare in alcuni casi alle gemme,
poste frontalmente. Se dovete disegnare sullo scudo qualche simbolo, utilizzate il
procedimento per i tatuaggi a mano.

(Lo Scudo di un Goblin)
TATUAGGI E DECALCOMANIE: I tatuaggi possono essere creati semplicemente
tramite decalcomanie, oppure disegnati con un pennello direttamente sulla sulla
superficie da trattare.
Per le decalcomanie, bagnate abbondantemente con acqua l'immagine da trasferire.
Se ci sono pi immagini su uno stesso foglio, vi consiglio di ritragliare quella
interessata e lavorare solo con quella, ritirando con cura le rimanenti decalcomanie.
Attendete qualche minuto, fino a quando, provando con un pennellino, non vedete
che l'immagine scivola via dal cartoncino di supporto. A questo punto inumidite
leggermente la parte della miniatura che dovr ricevere la decalcomania e sempre
con un pennellino fatela scivolare su questa superficie. Asciugate un poco l'acqua che
potrebbe essere raggruppata vicino alla decalcomania, e poi premete con una
spugnetta sulla superficie in modo da far aderire bene la decalcomania e nello stesso
tempo di asciugare bene la parte. A questo punto attendete che asciughi il tutto. Se
vedete ancora quanche parte della decalcomania che si stacca, aggiungete con un
pennellino un poco di acqua e ripetete l'operazione di asciugatura. Quando passerete
il fissativo finale, vedrete che le decacomanie aderiranno meglio al pezzo. I casi
particolari si hanno quando si cerca di incollare le decalcomanie su superfici curve
oppure molto irregolari. In questo caso, il mio consiglio quello di tagliare con un
Cutter e molto delicatamente i bordi della decalcomania, a raggiera, prima di
bagnarla. In questo modo quando essa arriver a contatto della superficie irregolare,
si adeguer pi facilmente.
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Per i tatuaggi manuali, dovete tenere il pennello molto fermo. Diluite molto il colore
da utilizzare, in modo che abbia una consistenza quasi liquida. Con il solito
pennellino disegnate quello che vi serve e attendete che asciughi. Alla fine passate
nei contorni del disegno un leggero filo di inchiostro del colore leggermente pi scuro
dello sfondo.
FISSATIVO FINALE
A questo punto siete pronti per usare il fissativo finale. Come nel caso del Primer,
anche qui i fissativi si possono trovare spary o a pennello, e come in precedenza lo
spray consigliato per ricoprire un certo numero di miniature alla volta, mentre
quello a pennello pi indicato per i lavori di rifinitura.
Esistono due tipi di fissativo: lucido e opaco. Io consiglio sempre di usare quello
opaco, ma se volete essere pignoli, potete usare quello opaco (a spray) sulle vesti e
sulla pelle, e quello lucido (a pennello) sulle armature e sulle armi.
Tutte le accortezze da seguire per i Primer spray bene mantenerle anche per il
fissativo finale. Quando usate il fissativo spray opaco, come ho gi detto all'inizio del
manuale, non eccedete sul quantitativo, perch in questo caso otterrete una
miniatura lucida invece che opaca.
L'IMBASETTATURA
Come avrete notato, finalmente la vostra miniatura terminata. Ora arrivato il
momento di incollarla alla base. Per fare questo potete utilizzare la colla
cianoacrilica. E' molto importante in questo caso attendere pazientemente che la
colla si asciughi alla perfezione, perch potreste rovinare il lavoro.
Anche la base, come il vestito, dovrebbe ricordare il luogo dove vive l'essere dipinto.
Uno Zombie potrebbe avere una basetta di terra, con quanche osso sparso qua e l.
Un Elfo invece dovrebbe trovarsi in una foresta, un prato, o comunque dovrebbe
essere circondato dal verde.
In tutti i casi, per creare una base di effetto, ci vengono in aiuto tutti quei materiali
utilizzati per scenografie e diorami di dimensioni pi grandi.
Ovviamente possibile creare delle basi veloci e malgrado tutto di un certo effetto,
utilizzando solo una delle tecniche seguenti, oppure se preferite usatele
combinandole assieme.
Erba: la tecnica pi semplice. Spennellate un po' di colla vinilica leggermente
diluita sulla parte interessata, facendo attenzione a non farla andare sulla minatura,
e poi immergete tutta la base in un sacchetto (oppure in un altro contenitore) dove
precedentemente avevate messo dell'erba sintetica, acquistabile in quaunque
negozio di modellismo. Picchiettate leggermente sotto la base per far cadere l'erba in
eccesso. Vi consiglio di utilizzare il tipo di erba che si presenta sottoforma di
piccolissimi peli verdi. Viene venduta in molte tonalit di colori.
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Sassi e Massi: a seconda delle dimensioni, potrete acquistare i pi piccoli, sempre nei
negozi di modellismo, oppure fabbricarne di dimensioni volute con stucco o paste
modellabili (come il vecchio DAS). Le basi come quelle create dalle Games Workshop
in tutti i suoi modelli, si possono creare semplicemente, come segue. Acquistate nei
negozi specializzati un tipo di ghiaietta tonda e molto fine (quella che uso io color
marrone ed ha un diamentro di circa 1mm. o poco meno). Spennellate un po' di colla
vinilica leggermente diluita sulla parte interessata, e poi immergete l'intera base nel
contenitore della ghiaia. Attendetene la perfetta l'asciugatura, staccate i granelli in
eccesso e poi colorate la ghiaia con un colore verde scuro (potete usare anche il
grigio scuro per ottenere una base simile ai detriti di edifici). Lavate con un
inchiostro verde scuro e successivamente lumeggiate con del verde pi chiaro con
qualche punta di bianco.

(Sassi in stile Games Workshop)
Acqua: pu variare a seconda della profondit dell'acqua e della dimensione della
base. Per una base normale potete usare inizialmente la tecnica del fango, attendere
l'asciugatura e successivamente applicare uno strato di smalto trasparente lucido. Se
volete fare le cose per bene, invece dello smalto potete acquistare un silicone
apposito che permette di simulare perfino le increspature dell'acqua (la ditta che le
produce la Prochima).

(Una palude)
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Fango: in questo caso ci viene in aiuto lo stucco. E' meglio utilizzare quello in tubello
perch pi liquido. Mettetene un buono strato sulla base, spandendolo con uno
stuzzicadenti. Aspettate qualche minuto in modo che si formi una leggero strato di
crosta, e successivamente, utilizzando sempre uno stuzzicadenti oppure il retro di un
pennello rimescolate a caso, punzecchiandolo, lo strato di stucco (questo
procedimento si dice 'testurizzare'). In questo modo si former una specie di
fanghiglia che simula sufficientemente bene il fango. Una volta perfettamente
asciugata, colorate la base con un panna chiaro, e poi lavare con un inchiostro
marrone tutta la superficie. Se la base sufficientemente grande, potete aggiungere
quanche pozza di acqua, come descritto nell'effetto qui sopra.

(Un Esempio di Fango ed Erba)
Piastrelle: ancora una volta viene usato lo stucco. Questa volta usate quello pi
solido (se avete solo quello in tubetto dovete stendere una base il pi liscia possibile,
attendere la quasi completa asciugatura e poi incidere il solco tre le piastrelle).
Le Basi fatte con lo Stucco Solido: Queste basi sono principalmente fatte modellando
un piccolo blocco di stucco solido, come pu essere il Milliput oppure il Duro (per
queste cose meglio il Milluput o ancora meglio il Das). Dopo aver appoggiato uno
strato di stucco della forma voluta sulla base della miniatura, aggiungete un poco di
acqua e lisciatelo fino ad ottenere l'aspetto richiesto. Gli esempi sotto riportati non
saranno dei migliori, ma possono servire come spunto per chi volesse cimentarsi
nella ... scultura.

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(Un esempio di Neve e di Onde del Mare)
Potete sbizzarrirvi nel creare base di tutti i tipi, aiutandovi, come avete gi potuto
vedere, con i materiali pi disparati.
Ricordate di passare un po' di vernice finale opaca anche sulla base, una volta che
l'avete terminata.
Ed ecco come si presenta la nostra miniatura, una volta terminata.

(La nostra miniatura completa di imbasettatura)
STENDARDI
Questa sezione tratta su come fare gli stendardi, cio le bandiere che qualche volta
accompagnano le nostre miniature.
Anche in questo caso si potrebbe fare un elenco di materiali che possono essere usati
per fabbricarsi in casa delle bandiere. Naturalmente nessuno vi vieta di usare gli
stendardi gi pronti che molto spesso si trovano nelle scatole delle miniature, oppure
di acquistare dei blister con alcuni fogli di bandiere gi pronte. Un'altra soluzione
quella di fotocopiarne alcune prese da riviste oppure stamparle (per chi possiede una
buona stampante a colori) direttamente con il proprio computer.
Nel caso optaste per farvi gli stendardi in casa, allora le righe seguenti vi potranno
diventare utili.
Parlando di materiali, posso elencare i seguenti: carta, lamine di plastica o di
metallo, tessuto. Ognuna di queste ha dei pregi e dei difetti. In ogni caso quelle che
vi mostrer di seguito, sono state create su carta, perch pi facilmente colorabile.
Io procedo in questo modo: si prende l'immagine di una bandiera che sia definita
solo nei contorni (e vi assicuro che se ne trovano molte sulle riviste del settore). La
si fotocopia, la si ritaglia e la si colora, con i soliti acrilici, molto diluiti. In questo
modo, chi ha una certa pratica con il pennello, potrebbe creare stendardi veramente
belli. Anche sugli stendardi potete mettere un po' di fissativo finale, in modo da
dargli una maggiore rigidit.
Questo un esempio di uno stendardo che ho colorato partendo da una fotocopia in
bianco e nero dove erano definiti soltanto i contorni dei disegni. Io ho aggiunto i
colori.
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(Lo Stendardo di uno Space Marine, prima e dopo la colorazione)
Sembra impossibile, ma anche agli stendardi di carta si pu dare una piega, come se
questi fossero effettivamente mosso dal vento. Ovviamente, data la fragilit del
materiale, bene maneggiare con cura le miniature che portano delle bandiere di
carta.
Potete anche utilizzare dei materiali come le lastre sottilissime di metallo. In questo
caso, prima dovrete formare le pieghe della bandiera e successivamente potete
colorarle, come se fossere delle vere e proprie miniature. Perci userete il Primer, i
colori, ecc. Con le lamine in plastica, abbiate l'accortezza di piegarle con un oggetto
caldo (non rovente), perch altrimenti potreste rompere la lamina.
Personalmente sconsiglio di utilizzare la stoffa, perch risulta molto difficile da
tagliare e da colorare.
FREQUENT ANSWERS AND QUESTIONS
L'ultima sezione di questo manuale vuole essere un compendio per il 'pittore', in cui
si possono trovare le risposte alle domande pi frequenti che ho ricevuto da quando
ho aperto il sito.

La mia idea di utilizzare un pennello di gommapiuma, deriva
dalla tecnica per la colorazione delle armi metalliche proposta
dalla Games Workshop. Qui veniva consigliato di usare un
pennello apposito, appunto di gommapiuma, per dare sia la
colorazione al metallo che la sua lucentezza. Utilizzando questo
pennello in occasioni in cui veniva utilizzato anche un altro
colore, ho notato che la miniatura assumeva una maggiore
uniformit e rotondit nelle sfumature precedentemente
applicate.

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Devo dire che questa tecnica ha creato molte perplessit.
Malgrado tutto risulta estremamente semplice provarla su un
modello qualsiasi. Si tratta di sporcare il pennello, perfettamente
asciutto, nel colore interessato. Successivamente il pennello va
pulito su un foglio o un panno asciutto in modo da eliminare gli
eccessi di colore che si possono essere accumulati. Quando,
provando su un foglio bianco, il pennello lascia una leggerissima
macchia di colore, allora questo deve essere passato sulle parti
pi in rilievo della miniatura (gi colorata), in modo che il colore
si trasferisca poco alla volta sulla superficie del pezzo. Questa
fase pu essere ripetuta, anche intingendo il pennello pi volte
nel colore, fino a che la colorazione risulta quella voluta. Potrete
notare come le sfumature risultino morbide, accentuate nelle
parti pi alla luce fino a scomparire negli incavi.

L'operazione varia a seconda del materiale con cui fatta la
miniatura. In ogni caso un'operazione molto delicata, sia
perch si usano degli strumenti affilati che per il lavoro che se
non eseguito con molta cura, pu rovinare irrimediabilmente il
pezzo. Ovviamente le miniature in plastica sono le pi facili da
tagliare, mentre quelle in metallo richiedono spesso pi tempo e
fatica. In tutti e due i casi io utilizzo dei seghetti con lame per
metallo simili a quelle del traforo. A volte mi viene anche in
aiuto un trapanino da modellismo su cui monto una piccola lama
circolare. Non preoccupatevi se le miniatura originale viene
distrutta; preoccupatevi invece di recuperare pi pezzi possibili.
Partite magari tagliando la testa, le braccia e le gambia e via
dicendo. Non usate mai pinze o altri strumenti che strappano la
parte.

Parlando di acrilici, la risposta non facile perch non esiste un
vero e proprio metodo di risparmio del colore. Capita che
durante il travaso sulla tavolozza, un po' di colore rimanga
sempre attaccato all'attrezzo usato per il travaso. Inoltre, dato
che gli acrilici asciugano molto velocemente, un'altra parte del
colore da usare asciuga prima di essere usata. Se poi uno
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termina la colorazione senza aver usato tutto il colore sulla
tavolozza, questo colore viene perso perch secca in breve tempo.
Il primo problema si pu risolvere usando gli acrilici a tubetto,
oppure quelli a dosatore, come ad esempio quelli della Vallejo.
Gli altri due problemi si possono tamponare in qualche modo
utilizzando delle apposite tavolozze, le quali mantengono il
colore sempre bagnato, anche per diversi giorni; le potete
recuperare nei migliori negozi di belle arti (esistono in
commercio tavolozze in ceramica porosa che costano molto, e
tavolozze in plastica, leggermente pi economiche). Un metodo
interessantissimo che ho imparato anch'io da poco consiste nel
ricoprire una tavolozza (che non sia di legno o altro materiale
che assorbe) con un paio di strati di carta da cucina molto
bagnata e sopra di questa uno strato di carta da forno.
Quest'ultima lascia trasudare l'acqua sottostante e permette di
mantenere la giusta umidit al colore (con questo metodo,
sicuramente pi economico, se utilizzate un contenitore chiuso, i
colori vi rimangono liquidi anche per qualche giorno). Esistono
inoltre dei prodotti specifici che fungiono da ritardanti (anche la
Vallejo ne ha uno). Sicuramente questi ritardano l'asciugatura,
per rendono il colore pi delicato e pi difficile da tirare.
Posso dire con assoluta certezza (l'ho provato personalmente)
che i pennelli di pelo vero sono i migliori. Naturalmente bisogna
sempre trattarli con cura per vederli durare nel tempo.

Essenzialmente si parla di miniature di almente 20 mm. di
altezza. Per quelle pi piccole, basta una colorazione bianca di
base e un puntino piccolissimo nero per l'iride. Per le miniature
da 20/25 mm., esistono molti metodi di colorazione degli occhi.
Per motivi di spazio, posso descrivere quello che uso io. Consiste
nel riempire di bianco la sfera dell'occhio. Successivamente
riempire i contorni dell'occhio con dell'inchiostro diluito
marrone, in modo da creare le ombre. Infine disegnare l'iride
con un pennello molto piccolo usando del colore nero molto
diluito. E' molto importante creare bene le iridi di entrambi gli
occhi in modo da non incappare nel difetto comune ai modellisti
alle prime armi; cio quello di creare visi strabici. Questo difetto
pu essere facilmente superato posizionando le iridi agli angoli
degli occhi e non al centro di essi. Se proprio si vuole metterle al
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centro, allora nel momento di fare il puntino, immaginate che il
pennello sia il prolungamento della visuale dell'occhio. Senza
variare n l'inclinazione ne la posizione dell'asta del pennello
fate anche il secondo puntino e vedrete che gli occhi non saranno
pi strabici.

Come per gli occhi, anche in questo caso esistono vari metodi. Il
pi facile quello di utilizzare molto gli inchiostri (che sono
trasparenti) per dare una o pi mani sulla gemma
precedentemente colorata e su cui avrete disegnato una virgola
di coloro bianco per simulare il riflesso. Per il colore di base
usate sempre colori molto vivi come l'azzurro, il rosso intenso o
il verde chiaro, e poi scurite la gemma con gli inchiostri.

Dipende dal numero di miniature da colorare. Per fare interi
squadroni, utilizzate il primer spray perch pi veloce. Se
dovete invece colorare solo pochi pezzi, meglio usare il primer
a pennello perch ne sciuperete meno.

Anche queste risposta deve cominciare con un 'dipende'. Cio
dipende dalla posizione dei pezzi. Posso dire che nella maggior
parte dei casi meglio prima incollare e successivamente
dipingere. Ovviamente anche nel caso in cui dovrete prima
incollare che dipingere, non colorate tutto il pezzo da attaccare,
ma fate solo le parti pi nascoste o che sicuramente non
riuscirete a raggiungere quando il pezzo incollato. Solo dopo
aver incollato il pezzo (e in molti casi dopo averlo stuccato),
potrete dipingerlo completamente.

Per la scelta del colore di sfondo, regolatevi sia sulla vostra
abitudine di colorazione che sul pezzo da colorare. Cio, se siete
abituati a colorare con un primer bianco, cambiare vuole dire
cambiare anche il vostro modo di dipingere. Se usate miniature
in plastica oppure pezzi poco definiti, usare un primer nero
vuole dire dare pi passate di colore per coprirlo (soprattutto se
deve essere coperto con colori chiari); e di conseguenza pi
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passate col pennello vuole dire nascondere maggiormente i
particolari.

Molto male. Compratene altro. Non puoi perch non riesci a
trovarne altro ? Allora usa semplicemente un colore acrilico
bianco o nero, cercando di tirare bene il colore in modo da non
nascondere i particolari, ma soprattutto, pulisci bene la
miniatura prima di colorarla. Non ti va bene nemmeno questo
metodo ? Allora procurati della cementite, diluiscila molto e
procedi alla colorazione. Niente cementite ? Allora prenditi
qualche giorno di riposo.

Assolutamente no ! E' sempre meglio schiarire e scurire
utilizzando delle tonalit dello stesso colore di base. Potete far
riferimente alla tabella presente in questa guida al capitolo

SOLDATINI
http://www.geocities.com/bistulfipaolo/CorsoPittura.htm

PICCOLO CORSO PRATICO DI PITTURA
Quanto segue deriva in buona parte da una serie di articoli che ho scritto per la rivista SOLDATINI
pubblicata da Albertelli

Vorrei fare una premessa iportante: in questo articolo ed in quelli che seguiranno cercher di esporre la
mia esperienza ed il mio modo di procedere, nell'intento di rendere pi facile a chi legge, l'hobby di
dipingere figurini piatti. Tuttavia vorrei sottolineare che in questa attivit, come in altre attivit creative, non
ci sono n obblighi, n divieti, n regole fisse ed ognuno pu (e deve) seguire la via che ritiene pi
gratificante per se stesso, con lo scopo di ottenere un risultato per lui soddisfacente, anche se non viene
subito confortato dal plauso di amici o dal successo ai concorsi.
Detto questo, ritengo necessario parlare brevemente di quello che viene prima della pittura: il posto di
lavoro e l'attrezzatura.
Il posto di lavoro ha una sua importanza. Non serve tanto spazio (altro vantaggio dei piatti), basta un
tavolino, per l'ideale sarebbe poter disporre di un angolo da lasciare sempre attrezzato in modo da
dedicare all'hobby anche i ritagli di tempo senza dover ogni volta tirare fuori materiali, colori pennelli, ecc.
L'attrezzatura necessaria, probabilmente gi in possesso di chi fa soldatini non piatti, consiste in
a) utensili per preparazione
b) supporto
c) colori e pennelli
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a) Utensili per preparazione e fondo:
come tutti i pezzi provenienti da stampi, anche qui bisogna eliminare i piccoli difetti lasciati dallo stampo,
difetti che in questo caso sono normalmente le bave di fusione.
Gli utensili sono i soliti gi noti ai modellisti.
Attrezzo base il a lama triangolare, con angolo il pi acuto possibile, in modo da potere entrare e
lavorare in piccoli spazi.
Servono poi le "a coda di topo": particolarmente utile quella a sezione semitonda.
Per lavori pi fini, meglio usare , tipo fine per carrozzieri. Si possono tagliare nastri sottili di
tale carta abrasiva per lavorare i fori e gli spazi interni della fusione. Oppure si pu piegare un rettangolo di
carta abrasiva ad angolo acuto per dargli maggiore rigidit ed usarlo come una lima fine.
Per eliminare eventuali mancanze di fusione (buchi) o per fare piccole modifiche, si pu usare per
modellismo, oppure Milliput o simili.
Questo lavoro di preparazione andrebbe fatto con cura perch, data la piccola scala, un piccolo difetto sul
pezzo risulter sempre evidente, a meno di riuscire a mascherarlo con una abile pittura.
Fatto il lavoro di sbavatura, si pu dare una lavata con acqua e poche gocce di sapone per stoviglie, per
togliere tracce di sporco o grasso.
Ultima fase della preparazione: . Si pu applicare una o due mani (leggere, per non
cancellare i dettagli dell'incisione) di smalto opaco bianco tipo Humbrol, oppure (meglio e pi veloce) si pu
usare una bomboletta sray di smalto opaco bianco .
Si raccomanda di fare asciugare bene per almeno un giorno per evitare che poi, passando con il colore o
con il diluente, si rischi di staccare il fondo.
La base viene dipinta con uno smalto opaco colore ocra (Humbrol 93 o Desert Yellow o simili); in questo
caso come diluente, usando gli smalti opachi, va bene la trementina ( per la pittura vera e propria del pezzo
si user un diverso diluente, come detto pi avanti).
b) Supporto
Anche se conosco alcuni piattisti che dipingono il pezzo tenendolo sul palmo della mano, di solito pi
comodo mettere la figura su un supporto ed avere entrambe le mani libere. In particolare, la seconda mano
pu servire come appoggio ulteriore al pennello per dettagli particolarmente piccoli e precisi.
Tale supporto, qualunque sia, dovrebbe essere tale da presentare il pezzo su un piano parallelo al piano
degli occhi: con ci si dipinge pi facilmente e non si fanno errori di parallasse.
Come supporto, sono passato dal pezzo di cornice di legno con la figura fissata con biadesivo, alla scatola
di cartone tagliata in modo da avere una specie di leggo , fino al piccolo cavalletto per miniature che alto
una ventina di centimetri e si acquista presso i negozi di belle arti (soluzione che raccomando).
c) Colori e pennelli
Come colori, personalmente preferisco quelli ad olio per la facilit delle sfumature e la sovrapponibilit dei
colori, nonch per la possibilit poter realizzare in ogni caso superfici di colore leggere e particolari
abbastanza dettagliati.
Se optate anche voi per i colori ad olio, consiglio vivamente i pi fini (es:Winsor & Newton ) anche se pi
costosi; tenete conto che, per i piatti, un tubetto ad olio dura molti anni quindi l'investimento iniziale viene
diluito nel tempo.Una cosa che invece non consiglio quella di comprare assorimenti gi confezionati,
anche se attirano per la variet dei colori o per un prezzo di offerta speciale.
I colori che io uso sono quelli sotto elencati ( a lato il codice Winsor & Newton):
bianco di titanio 644 (244) SL
nero di lampada 119 SL
rosso cadmio 219 SL
giallo cadmio limone 086 SLA
giallo ocra 136 SL
terra Siena bruciata 103 SL
magenta 153
Windsor blue 168 SL
Winsor green 170 SL
Non sono molti come vedete; d'altra parte ho constatato che altri colori, acquistati a suo tempo sull'onda
dell'entusiasmo, sono rimasti inutizzati.
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Altri colori utili, ma non indispensabili, sono:
indigo 152 SL
grigio di Payne 125 SL
terra d'ombra 129 SL
Un aspetto molto importante nell'uso degli oli per i piatti e che mi ha dato molti problemi all'inizio, riguarda il
: infatti se si usa essenza di trementina o i normali diluenti , ci si ritrova con colori lucidi, che nella
piccola scala dei piatti danno una apparenza "toy" per niente soddisfacente.
Dopo aver provato di tutto, persino benzina e trielina, ho risolto il problema usando "Essenza di petrolio
rettificato" (=white spirit), acquistabile presso i negozi di belle arti: tale diluente, che in ogni caso bisogna
usare con parsimonia, d una mistura un po' meno scorrevole, per non lascia residui troppo oleosi ed i
colori, una volta asciutti, risultano opachi o leggermente satinati.
Ho anche provato tempo addietro ad applicare su alcuni pezzi un po' lucidi, uno spray opacizzante con
risultati abbastanza buoni. Ritengo per sia meglio non averne bisogno, perch lo strato di cera opaca
superficiale potrebbe col tempo tendere ad ingiallire: devo comunque dire che per ora (sono passati circa
10 anni) non ho notato alcuna modificazione sui soggetti trattati.
Come detto, l'essenza di petrolio non d grande scorrevolezza al colore: per poter eseguire dettagli piccoli
si pu usare l'essenza di trementina; da non usare tuttavia su superfici estese, perch, come detto, d una
finitura lucida.
: anche qui, consiglio di non tirare al risparmio, perch un buon pennello facilita di molto il lavoro.
Personalmente, uso pennelli Winsor & Newton , serie 7, triplo 0 e doppio 0, a punta corta. Per la vernice di
fondo (chi non usa lo sray) usare un pennello o pennellessa morbida, ovviamente di dimensioni maggiori.
Come su cui porre e mischiare i colori, non consiglio quelle da pittore in legno che ritengo poco
pratiche. Sono invece utili le tavolozze formate da fogli sovrapposti usa-e-getta (negozi di belle arti).
Ultimo attrezzo, ma sicuramente il pi importante, una buona vista!
Nel caso si abbiano dei problemi o si voglia lavorare un po' pi in dettaglio, si pu interporre una lente da
tavolo oppure si possono usare lenti addizionali da gioielliere (quelle che si indossano con un cerchio sulla
fronte): tuttavia a questi attrezzi bisogna farci l'abitudine.
E' anche importante scegliere una illuminazione adatta, a luce bianca ed evitando lampade ad alta potenza
(tipo alogeni o ad incandescenza) per non avere vicino agli occhi una fonte di calore e di irradiazione.
Per completare, ovvio che servir una opportuna documentazione di riferimento (libri, riviste, ecc),
specialmente per chi si dedicher ai figurini militari piuttosto che ai civili.

Abbiamo davanti la figurina piatta, preparata e desolatamente bianca.
Panico.
Da dove cominciare ? Cominciamo dalla fine.
Questo apparente non-senso in realt molto utile. Intendo dire che si dovrebbe cercare di immaginarsi
davanti il pezzo come lo si vorrebbe vedere finito. Ci verr facile con un po' di esperienza.
Avendo chiaro il risultato a cui si vuole pervenire, sar pi facile procedere, evitando ripensamenti, che di
solito portano a risultati poco limpidi.
Come per i figurini tutto-tondo, anche qui i vari colori devono avere almeno il tono medio, il tono scuro per
le parti in ombra ed il tono chiaro per le parti pi in. luce. Tuttavia, se ci limitiamo a riempire di colore i
relativi spazi, pur con l'applicazione dei tre toni, il risultato sar un figurino piatto non solo di nome ma
anche di aspetto.
Dobbiamo invece con la pittura dare l'impressione della rotondit e della profondit : e qui sta la
fondamentale differenza con i figurini a tutto-tondo.
Si deve cio aggiungere il sistema di ombre dovuto ad una supposta sorgente di luce.
Basta osservare i quadri dei vari maestri (es: Caravaggio, Velasquez, Fattori; tanto per citarne alcuni a
caso) per rendersi conto di come si dovrebbe operare.
Molto utile per i primi tentativi sarebbe cercare di copiare la pittura di un figurino gi finito, per esempio, uno
illustrato su qualche rivista o libro, essendosi procurati lo stesso pezzo.
69
Errore.

In generale comunque, bisogna stabilire
da che parte proviene la luce che illumina
il soggetto e poi tenere sempre
mentalmente in conto tale decisione. In
particolare, si pu definire quali saranno le
parti pi scure e quali le pi chiare.
Teniamo presente che un corpo umano si
pu pensare composto schematicamente
da cilindri (torso, braccia, gambe) e da
una sfera (testa) ed ombreggiare
pensando a schemi semplificati come
quello della figura .

Per facilitare la comprensione di quanto sopra, proviamo a commentare un figurino gi dipinto per renderci
conto dei vari problemi affrontati e delle relative soluzioni proposte .

in questo ufficiale a piedi della guerra dei 30 anni, la figura riceve la luce da una sorgente in alto a
destra: ci evidenziato dalle ombre sul lato sinistro e dai colpi di luce sulla corazza. La gamba
sinistra in ombra d profondit alla pittura. L'ombra riportata della corazza sulla gamba destra
suggerisce il distacco della superficie metallica dalla gamba.
Torniamo al nostro pezzo preparato e cominciamo a dipingere, tenendo presente che sar difficile ottenere
subito dei capolavori e che necessario, come in tutte le cose, "farci la mano".
Quanto al modo di procedere, conosco alcuni piattisti molto abili che affrontano una singola parte e non
passano alla successiva fino a che essa non perfettamente finita. Personalmente, preferisco andare pi
veloce e coprire pi rapidamente il pezzo con i colori, poi man mano aggiungendo modifiche e dettagli.
Teniamo presente che con i colori ad olio si pu tranquillamente riprendere e correggere senza alcun
problema, raggiungendo il risultato per successive approssimazioni. Ci a patto di non dare pennellate
troppo cariche di colore: solo quanto serve a dare il colore voluto, evitando di lasciare tracce di pennellate
sulla superficie dipinta.
Questo sistema ha il vantaggio di offrire in ogni momento un colpo d'occhio generale nell'intento di
mantenere un certo equilibrio di toni, evitando che il pezzo risulti la somma di tanti dettagli, magari
singolarmente ben dipinti, ma non legati insieme.
Teniamo sempre presente che, data la piccola scala, conviene enfatizzare i vari colori, le ombre e le luci.
Come procedura di base, per realizzare i diversi toni di colore, applico molto semplicemente il colore di
tono medio a cui agggiungo nero per le parti in ombra e bianco per le parti in luce, sfumando poi le relative
zone di confine in modo da avere passaggi graduali di tono, senza gradini tipo carta geografica.
Immagino che qualcuno inorridir nel leggere quanto sopra (scurire con nero e schiarire con bianco!), ma
assicuro che funziona, salvo rari casi (il rosso) che dir pi avanti.
Quando poi ci si sentir pi sicuri, si potranno arricchire i toni con tanti colori che renderanno la pittura viva
e non monotona: in un cavallo bianco, oltre a vari toni di grigio, potremo mettere l'ocra, l'azzurro, il rosa,
terra d'ombra, il nero, ecc.

70
Dipingere sul colore fresco o sull'asciutto? Con i colori ad olio si pu trarre vantaggio da entrambi i modi.
In generale meglio lavorare sul fresco il pi possibile, sfruttando la caratteristica degli oli di essiccare in
tempi relativamente lunghi e quindi permettendo di sfumare e di correggere i toni fino a che non ci si ritiene
soddisfatti del risultato.
D'altra parte, se cerchiamo di eseguire dettagli sul colore fresco, rischiamo di pasticciare in quanto i colori
tendono a mescolarsi. Esempio: se si volessero dipingere alamari gialli su un fondo blu ancora fresco, il
risultato sarebbe quello di avere alamari verdi, a meno di depositare con la punta del pennello uno strato di
colore abbastanza consistente e con mano leggerissima.
Altra nota sulla pittura su fresco: con i colori ad olio si possono fare mescolanze praticamente infinite;
tuttavia bene tenere presente che pi tinte si mescolano insieme, pi il colore risultante diventa "sporco"
nel senso che perde di brillantezza e pu assumere toni grigiastri. La cosa pu essere sfruttata per rendere
pi coprenti certi pigmenti pi o meno trasparenti: es: il magenta , il blu, il terra di Siena bruciata.
A volte per si possono avere effetti spiacevoli : ad esempio, bisogna tenere presente che il bianco ed il
nero danno grigio, come il giallo pi blu d come risultato verde, anche se sono presenti solo come
componenti in un certa miscela.
Esempio pratico: per un vestito blu , utilizziamo il blu scurito con il nero per le zone in ombra. Se si cerca di
schiarire una zona blu-nero con il bianco, avremo che il bianco ed il nero si compongono, dando come
risultato totale un grigio-azzurro. Se si vuole evitare questo effetto, basta stare attenti a non mescolare tutti
e tre i colori, ma solo a due a due, cio: il blu (tono medio) solo con il bianco (per la zona in luce) e solo
con il nero (per la zona in ombra).
Con certi colori meno coprenti, se tentiamo di lavorare sul colore fresco rischiamo di asportare la stesura
precedente.
In questi casi quindi senz'altro consigliabile aspettare l'essicazione del colore e poi procedere.
Il lavoro sul secco permette anche un altro vantaggio: una pennellata fresca sul colore secco pu essere
cancellata o corretta. con il pennello appena inumidito nel diluente.
Il che pu tornare utile anche per dettagli come filettature sottili, occhi, bottoni, ecc.: in pratica, si deposita
col pennello il colore, poi si pulisce lo stesso pennello nel diluente, lo si asciuga parzialmente e si asporta
con la punta del pennello il colore in eccesso, modellando il segno direttamente sul figurino.
Alcuni colori si presentano pi trasparenti e gelatinosi (es.: terra di Siena bruciata, blu, verde, ecc): in
questi casi risulta pi veloce dare una prima passata con un colore acrilico (io uso Vallejo) che si asciuga
subito e poi si aggiungono i colori ad olio. Sembra pi complesso, ma il sistema permette di arrivare molto
pi rapidamente e senza pasticci al risultato finale; raccomandabile specialmente per i cavalli.


Abbiamo il pezzo pronto, preparato con la sua mano di fondo completamente asciutto.
A questo punto, possiamo cominciare a parlare della vera e propria pittura del pezzo.

Come molti figurinisti, anch'io preferisco cominciare dal viso, che la parte che pi d vita al soggetto.
71

Viso e pelle: uso Terra di Siena bruciata
nelle zone in ombra, che sono : cavo degli
occhi, sotto zigomi, lati del naso, zona
sotto labbro inferiore e mento. Applico poi
colpi di luce con bianco puro sugli zigomi,
sul naso e sul mento, sfumando con il
terra di Siena gi applicato nelle zone di
ombra. Sembrer semplicistico, ma vi
assicuro che d risultati soddisfacenti.
Volendo aumentare il livello di finitura, si pu procedere come segue.
Si pu aggiungere una sfumatura di rosso sugli zigomi ( senza esagerare). Per le labbra,
tenere presente che il labbro superiore di solito in ombra (terra di Siena oppure rosso
scuro), mentre il labbro inferiore risulta in luce ( una punta di bianco sfumata sul rosso
sottostante sulla parte direttamente colpita dalla luce).
Per gli occhi meglio lavorare sul secco: a volte (profilo), basta aggiungere una punta di
bianco all'angolo esterno dell'occhio per avere l'effetto giusto. L'operazione si fa con un
pennello con buona punta o anche applicando il colore con la punta di uno spillo. Se si
sbaglia la posizione si pu cacellare o correggere con il pennello inumidito di diluente.
Per un occhio pi dettagliato, si pu aggiungere un punto scuro che rappresenta l'occhio:
si allunga poi la parte superiore in una linea che rappresenta le ciglia con il pennello
umido. Si possono poi aggiungere ai lati della pupilla punti di bianco appena sporcato di
azzurro. Tutto ci, lavorando con mano leggerissima e sfiorando il pezzo con il colore
caricato sul pennello.
Da evitare in ogni caso il punto nero da solo in mezzo alle occhiaie: piuttosto, meglio la
sola zona di ombra senza ulteriori dettagli.
Capelli, baffi, barbe: i colori che di solito si usano sono: nero, ocra, Terra di Siena
bruciata + nero, rispettivamente per capelli neri, biondi e castani. Si schiarisce nelle zone
in luce rispettivamente con azzurro, bianco+giallo, Terra di Siena + bianco, senza per
sfumare, ma cercando di depositare leggere tracce di colore puro.
Abiti : a parte la seta, tutti gli abiti dovrebbero presentare toni opachi: l'effetto si ottiene
con i tre toni gi detti, con passaggi molto sfumati da un tono all'altro. Per la seta invece
si devono applicare colpi di luce molto intensi lungo il sommo delle pieghe in luce. A
proposito delle sfumature, si ottengono buoni risultati usando un pennello vecchio come
tamponcino, picchiettando la zona da sfumare con colpetti di pennello.
Come detto sopra, per una procedura pi veloce, per le superfici pi estese, come ad
esempio i vestiti, applico un fondo uniforme di colore acrilico, su cui poi applico toni di
luce ed ombra con i relativi colori ad olio.
72
Abiti blu scuro: uso Winsor blu con un po'
di nero per il tono medio, il nero per le zone
in ombra ed il Blu+bianco per le zone pi
illuminate.
(Ufficiali Granducato di Toscana - figure
Hafer)



Abiti rossi: come gi accennato,
sconsigliabile applicare il bianco per il
tono pi chiaro: ci darebbe solo l'effetto
di un colore stinto dal sole o dall'usura. In
pratica, si ottiene un buon risultato
lasciando il rosso puro nelle zone in luce
e ponendolo in contrasto con diversi toni
di rosso scuro, ottenuti aggiungendo pi
o meno nero o blu.
(figure: Maier)

Vestiti bianchi: il bianco si
ombreggia non solo con il
grigio, ma praticamente
con tutti i colori, con effetti
diversi. Ad esempio
pantaloni bianchi
ombreggiati con un tono
arancio danno un effetto
molto caldo; ombreggiati
con azzurro danno sempre
l'idea del sole ma in
ambiente freddo;
ombreggiati con tono giallo
tenue danno una
impressione di vecchio,
usato.
Normalmente si pu usare
un grigio-beige.

73
(Bersaglieri Italiani in Africa
-incisioni di prova del
sottoscritto)
Tessuti neri: se applicassimo come tono medio il nero, ci toglieremmo la possibilit di
scurire la zona in ombra: quindi io uso un marrone molto scuro (terra di Siena
bruciata+nero) per il tono medio, terra di Siena+bianco per le zone in luce e nero puro
per le zone in ombra.
Nelle zona in ombra, si pu sottolineare qualche forma con riflessi di luce di tono azzurro.
Tessuti verdi: non uso mai il verde Winsor da solo, in quanto d un effetto
eccessivamente brillante ed innaturale. Aggiungo quindi un po' di terra di Siena bruciata,
oppure nero, oppure Blu, a seconda dell'effetto desiderato. Zone in luce con giallo o
bianco e zone in ombra con nero o Terra d'ombra (sempre opportunamente sfumate).
Numeri,scritte, tratti fini: meglio lavorare su asciutto. Tenuto conto che l'essenza di
petrolio che utilizziamo per avere pittura opaca non d scorrevolezza al colore, dovendo
fare tratti fini, opportuno usare trementina e lavorare con un pennello triplo 0 , con
mano leggerissima, praticamente sfiorando la superficie. In qualche caso, risulta pi
facile depositare dei puntini di colore e poi raccordarli con la punta del pennello. Le
sbavature possono sempre essere eliminate con una rifilatura ottenuta con un altro
pennello inumidito con diluente.
Pellicce, colbacchi, pelli di montone: oltre alla solita tecnica dei tre toni, molto efficace
l'aggiunta di segni brevi e sottili che suggeriscano i peli della pelliccia. Per la pelliccia
bruna: con colore rosato; per la pelliccia bianca o montone: in grigio-marrone; per le
pellicce nere (colbacchi): in bianco azzurro. Per questi dettagli consiglio di caricare bene
il pennello di colore ed usare delicatamente la punta a sfioramento. Un'altra tecnica per
suggerire la consistenza del pelo consiste nel lavorare con una punta di spillo la vernice
fresca (delicatamente, per non rovinare il fondo).
Cuoio di stivali e cinghie lucide: per dare l'effetto del materiale lucido riservare o
applicare una zona irregolare di bianco puro, sfumata agli estremi nel colore base. Per gli
stivali neri lisci, dipingere una striscia verticale irregolare in bianco ed ai due lati nero o
marrone. Poi sfumare le zone di confine. Sulle pieghe del cuoio dare colpi di luce in
bianco puro , sfumato agli estremi.
Oro-metalli dorati : la parte pi in luce bianco puro, sfumato nel giallo di cadmio, poi
giallo arancio (ossia aggiunta di una punta di rosso), fino a terra di Siena bruciata per la
parte in ombra. Se occorre un tono pi scuro per la parte in ombra si pu usare terra
d'ombra o anche nero.
E' meglio applicare i colori sul fresco in modo da avere sfumature pi delicate. Attenzione
alla nota sopra detta circa le mescolanze, dato che di solito le parti in oro sono
abbastanza piccole ed facile creare pasticci con mescolanze multiple. Se ci
accadesse, niente paura: si cancella tutto con una pennellata di diluente , si lascia
seccare e si riprova.
Per l'ottone o l'oro pi chiaro, si pu usare invece del giallo di cadmio, il terra di Siena
naturale.
Per il bronzo, stessa miscela, ma con toni pi rossicci o bruni a seconda dell'effetto
voluto.
74
Errore.
Acciaio lucido: per la parte in luce: bianco puro, sfumato nel grigio fino a nero. Questo,
in generale; volendo, si possono usare come tono scuro anzich il nero, mescolanze a
dare un tono marrone scuro o blu scuro (sempre sfumato fino a bianco puro). Consiglio
di osservare riproduzioni di quadri per avere una visione pi ampia: si vedr comunque
che l'effetto metallico, pi che dal colore generale, dato dalle aree bianche che
suggeriscono il riflesso della luce da parte della superficie lucida.
Nelle corazze e lame, con una aggiunta di un riflesso azzurro si d un tono di metallo
nuovo e lucido, con un'ombra marrone si d una idea di ferro un po' arrugginito.
Non dimentichiamo che i metalli lucidi riflettono il colore del vestito vicino, per cui un
colpetto di tale colore d un effetto di realt al metallo.
Argento nelle spalline o bordature: passando da luce ad ombra: bianco-grigio-nero; nella
zona in ombra ci sta bene un po' di azzurro. Diversamente, la spallina o la bordatura,
sembrano di colore bianco.
Per tutti i metalli, a colori asciutti, bene aggiungere nelle parti pi in luce dei punti di
bianco puro.
Bottoni argento o oro: vengono pi realistici nel seguente modo. Prima si depositano con
la punta del pennello ben carico una serie di punti con una tinta di fondo (terra di Siena
bruciata per l'oro e grigio-azzurro per l'argento); dopodich sulla vernice asciutta si
applica un puntino pi piccolo di giallo cadmio per l'oro o bianco per l'argento.
Ombreggiatura generale: quando si comincia ad avere la figura completamente dipinta
anche se non finita, meglio cominciare ad osservarla nel complesso per vedere se c'
la giusta profondit e rotondit. Considerata la direzione di provenienza della luce, non
abbiate paura di caricare l'ombra sul lato opposto, anche se vi sembra in tal modo di
coprire dei particolari. I particolari devono essere evidenti solo nelle zone ben illuminate e
solo accennati nelle zone in ombra. diversamente emerger un effetto di piattezza, che
proprio quello che si vuole evitare.
Ombre riportate: una spada, un cinturino o un
guanto che pende possono proiettare un'ombra
sul corpo della figura. Ci si ottiene dipingendo la
forma dell'ombra con un tono scuro dell'area
dove l'ombra cade. Le ombre riportate, se ben
realizzate, aumentano di molto la
tridimensionalit del pezzo.
Nella figura, notare l'ombra dell'accetta

75
(tomawak) sul manto del cavallo bianco
(figure Maier)

(elefanti, cammelli, ecc) sui figurini piatti.
Premessa: per quanto riguarda il colore del mantello dei cavalli , per semplicit (mi perdonino gli esperti di
ippica), li chiamer: cavallo bianco, marrone, nero anzich albino, grigio, palomino, baio, sauro, ecc.
Anche qui supponiamo di partire dal pezzo gi preparato con il suo fondo di smalto bianco opaco.
Prima decisione da prendere: scegliere il colore del cavallo. Teniamo presente che in alcuni casi la scelta
obbligata: per esempio per i trombettieri, che hanno sempre cavallo bianco o grigio. Anche certi reparti
speciali hanno cavalli di un preciso colore, per esempio: Scots Greys Inglesi con cavallo bianco (in inglese:
grey), da cui il nome.
Fino a che non ci si fa la mano, meglio partire avendo come modello una buona illustrazione o foto di un
cavallo in una posizione simile a quella del figurino in lavorazione.
In aggiunta, sarebbe bene procurarsi uno di quei quei libretti illustrati a colori sulle razze dei cavalli (ne
esistono di diversi tipi, dal tascabile al libro da regalo): in tale modo, anche se le variabili e le combinazioni
di colori nei cavalli sono quasi infinite, non si correr il rischio di inventarsi qualche razza mai esistita.
In generale:

La figura illustra una distribuzione schematica di
ombre e luci, con provenienza della luce come
indicato. Le ombre vanno sempre sfumate ai
contorni, in modo da evitare l'effetto "carta
topografica".
Per quanto riguarda la pittura, ho sperimentato un sistema molto semplice e veloce per
dipingere i cavalli , che basicamente consiste nel deporre sulle varie parti i colori puri
(zone chiare e zone scure) in modo da avere una disposizione di colore ad aree chiare e
scure, senza minimamente considerare dettagli piccoli come briglie e finimenti. Poi, con
un pennello vecchio (meglio a pelo corto), si sfuma nelle zone di confine tra le aree fino
ad avere passaggi morbidi da un tono all'altro. Su questo fondo si aggiungeranno poi i
particolari, le ombre, ecc E' incredibile come funzioni bene questa tecnica semplice, che
oltretutto ha il pregio di dare subito una idea complessiva di tutto il cavallo, evitando
differenze di toni tra una parte e l'altra, come invece pu capitare spesso se si procede
per singole zone.
76
(marrone, rossiccio o nero) gi asciutto.
Errore.


Se occorre, si possono rinforzare in seguito i toni pi chiari o pi
scuri .
Poi si dipingono la sella, le briglie, le ombre (v. avanti).
Alla fine si aggiungono colpi di luce bianco o comunque colore
molto chiaro in pochi punti opportuni (v. foto ), per rappresentare il
riflesso del manto lucido.


Cavallo bianco:
come gi detto negli articoli precedenti, le zone d'ombra del bianco basicamente si ottegono con vari toni
di grigio, tenendo conto che il tono pi scuro di solito per la zampa posteriore interna.
Il grigio si ottiene mescolando bianco e nero (non uso grigi gi preparati come il grigio di Payne), magari
con un po' di azzurro (Winsor blu+bianco, oppure Indigo+bianco).

Le sfumature si ottengono al solito deponendo il
tono grigio nelle zone in ombra e bianco puro nelle
zone da illuminare e poi sfumando nella zona
intermedia.Tuttavia, se si lascia il pezzo solo con i
toni di bianco e grigio si avr un risultato abbastanza
monotono e poco realistico: sar opportuno
arricchire con qualche tocco di rosa (zona della
bocca, sottopancia e collo) e di azzurro ( qua e l
alla fine di zone in ombra per dare pi rotondit).
Anche qualche accenno di marrone o di ocra non
guastano.

Ci sono cavalli bianchi con i garretti neri : questo nero si ottiene con una prima passata di
nero abbastanza diluito e poi sovrapponendo piccole zone di azzurro bianco sulle parti in
rilievo, con sfumatura ai contorni, ma avendo cura di lasciare il colore puro nella zona pi
in luce. Nero puro (sfumato ai contorni) nelle zone in ombra.
Gli zoccoli nei cavalli bianchi possono andare dal colore crema al marrone scuro, al
grigio scuro: anche qui ci vuole un tono pi chiaro nella zona in luce ed una zona pi
77
scura nella parte pi nascosta. Non dimenticare di descrivere il ferro sotto lo zoccolo,
aggiungendo una sottile linea bianca terminante in azzurro nella parte in ombra.
Le zampe vanno considerate dal punto di vista pittorico come lunghi cilindri di cui tutta
una parte risulta in leggera ombreggiatura (grigio azzurro).
Code e criniere: per i cavalli bianchi possono andare dal bianco al bianco crema, al grigio
pi o meno scuro fino al nero. Sfumare accuratamente per dare l'dea della sofficit ed
incosistenza del materiale. Colpi di luce (bianco puro) alla sommit della criniera e nella
parte in luce della coda.
Bisogna avere assolutamente bianco nelle zone in luce, p.es: muso, parte alta del collo,
petto, parte superiore del posteriore: eventualmente sovrapporre bianco, sfumando nelle
zone di confine.
Cavalli pomellati grigi :
Oltre a quanto gi detto per i manti bianchi, si aggiungono piccole macchie di grigio-
marrone con la punta di un pennello vecchio usato come tamponcino. Ci solo in alcune
zone come muscoli pettorali, collo e posteriore. Senza esagerare nel numero e nel tono:
basta suggerire l'idea. Sulle parti in luce picchiettare con un tono pi chiaro.
Cavallo crema "Palomino" :
Uso come tono medio una mescola a base di bianco con una punta di ocra, oppure di
terra di Siena bruciata, per dare un tono pi caldo. Per le zone in ombra : terra di Siena
bruciata. Interno zampa posteriore: marrone scuro (nero e terra di Siena).
Criniera e coda: bianco, appena sporcato con ocra e marrone.
Per dare qualche tocco pi caldo nelle zone in rilievo in ombra: arancio.
Cavallo marrone:
Come base il terra di Siena bruciata con aggiunta di pi o meno nero a seconda del tono
pi o meno scuro che si vuole dare. Altro modo per ottenere un buon marrone coprente:
rosso+nero.
Per ottenere i toni scuri, aggiungere nero (o indaco). Spesso i cavalli marrone hanno i
garretti neri: vale quanto gi detto sopra per i cavalli bianchi.
Cavallo nero :
Secondo me, quello pi difficile da realizzare, per la necessit di riuscire ad equilibrare
il manto scuro con le zone colpite dalla luce che riflettono molto ed assumono nella realt
toni dall' azzurro chiaro al bianco puro; bisogra riuscire a realizzarle evitando di
mescolare direttamente bianchi e neri che, come gi detto, darebbero toni grigi ,
assolutamente non realistici.
Se si comincia col dare una mano di nero al tutto, come verrebbe istintivamente, sar poi
molto difficile ricavare le zone chiare. E' meglio quindi partire da queste zone in luce
dando il tono bianco azzurro, poi posare nelle altre zone il tono scuro (nero-marrone) e
procedere come sopra detto per le sfumature, stando in questo caso particolarmente
attenti a non toccare le zone centrali di chiaro che non devono essere sporcate. Dato che
il tono intermedio risulta un marrone -nero, sempre possibile evidenziare in nero puro
78
una zona particolarmente scura o un'ombra riportata (v.avanti).
Nei cavalli neri risulta particolarmente importante dare colpi di colore per evitare un
aspetto monotono . Quindi : profilo azzurro per qualche parte esterna delle zone in
ombra; in un'altra parte riflesso rosso; nelle zampe, magari un colpetto di ocra, ecc.
Particolari comuni:
Occhio del cavallo: in nero puro, cercando di realizzare la vera forma dell'occhio
dell'animale in relazione alla posizione del muso; si aggiunge poi, meglio a colore
asciutto, una piccolissima punto di bianco per dare il riflesso dell'occhio.
Volendo spingersi pi oltre nel realismo del manto, si possono aggiungere le grosse vene
ramificate (nel sottopancia) con un tono pi chiaro, profilato in basso con una leggera
ombra pi scura, che ne d il rilievo: Altra notazione realistica: le pieghe della pelle alle
giunture delle zampe.

Briglie e bardature secondo la documentazione. Se sono di cuoio, ricordarsi di dare i
riflessi del caso (in bianco-azzurro su cuoio nero, in rosa-arancio su cuoio marrone).
Aggiungere le fibie, le staffe ed i particolari in metallo con mano leggera in punta di
pennello con colore denso (bianco-azzuro-nero per il ferro e bianco-giallo-Siena bruciata
per l'ottone).
Selle: si trattano come il cuoio . In particolare , se visibile il pomello della sella
(anteriore o posteriore) un colpetto di bianco puro in cima d il senso di lucido del cuoio.
Pelli di montone bianche: usare bianco puro per la parte in luce e grigio-marrone per la
parte in ombra, sovrapporre poi nella zona in ombra dei leggeri segni pi chiari simulanti
il pelo e diretti in varie direzioni. Si pu anche usare uno spillo (molto delicatamente)
come una matita che, spostando il colore fresco e rivelando il bianco del fondo d lo
stesso effetto. Finire aggiungedo nella zona in luce gruppi di segni di tono leggermente
pi scuro, nel senso del pelo .
Pelli di montone nere: dall'ombra alla luce con tono da nero al grigio azzurro, anche qui
accennando gruppi di peli con azzurro nelle zone in ombra e in nero nelle zone in chiaro.
Come sempre, colpi di colore aggiuntivi per variare la monotonia di una superficie sono
sempre di effetto.
Ombre riportate
Sono le ombre proiettate da oggetti esterni al cavallo stesso: es: il cavaliere, spade, fucili,
briglie, sabretache, ecc.
Queste ombre, anche se solo accennate, danno ricchi effetti di profondit e
tridimensionalit.
Tenere presente la direzione di provenienza della luce e la forma sia dell'oggetto che fa
ombra come pure della superficie dove l'ombra si proietta. Ad esempio, l'ombra di una
spada diritta che si proietta sulla pacia del cavallo (superficie curva) dar un'ombra
curva, il cui tono andr smorzandosi aumentando la distanza dalla superficie su cui si
proietta.

79
Cammelli:
Le tinte sono molto simili al cavallo beige (Palomino) con toni decisamente bianchi per le
zampe ed il muso. Anche gli zoccoli hanno aspetto biancastro (polvere). Nessun colpo di
luce, in quanto il manto deve risultare di tono opaco . Come esempio, si pu vedere sul
sito l'immagine delle truppe cammellate napoleoniche (Era Napoleonica)
Elefanti
Il tono dominante il grigio, con zone in ombra fortemente tendenti all'azzurro-blu.
Stesse tecniche gi accennate per i cavalli. Accentuare le pieghe della pelle con linee
grigio-azzurro chiaro, accennando anche linee che si tagliano a rombo. videnziare il
rilievo delle orecchie con un profilo bianco al bordo, sfumato in toni grigio beige ed ombra
grigio scuro sotto l' orecchio. ccentuare la cilindricit delle zampe con opportuna
ombreggiatura ; in particolare le zampe interne risultano in forte ombreggiatura, almeno
per la parte alta. Anche qui, il tono della pelle deve risultare opaco, quindi niente riflessi
concentrati in bianco, ma solo zone di fondo ben sfumate e rilievo delle pieghe della pelle
in chiaro, come sopra detto. Se visibili, l'interno bocca e punta proboscide in rosa carico.
Per le zanne: bianco sfumato in crema-marroncino, passando da luce ad ombra. Una
linea giallo ocra alla fine della zona in ombra pu meglio accentuare la rotondit della
zanna. Come esempio, si pu vedere sul sito l'immagine dell'elefante da guerra
cartaginese (Periodo Antico).
Considerazioni finali per quanto riguarda la pittura:
Come detto, quanto sopra deriva dalla mia esperienza di pittore di figurini piatti (nonch di figurini 54 mm,
nonch di acquarelli): tuttavia, ripeto che questo il campo della fantasia e dell'inventiva (per quanto
riguarda la tecnica; non per la uniformologia!) e quindi non ci sono dogmi. Ognuno poi seguir la tecnica
che gli sembrer pi efficace. L'importante avere un passatempo distensivo e piacevole.
I principianti non si scoraggino se quanto sopra sembra complicato e difficile. In realt non lo : basta un
po' di precisione ed un po' di costanza.
I migliori risultati, come in tutte le cose, vengono dopo ripetuti tentativi.
"Poich le guerre hanno origine nella mente degli uomini, nella
mente degli uomini si debbono costruire le difese della pace."


Noi abbiamo a cuore quello che gli altri non hanno
neanche in mente...
ACCADEMIA WARGAME
http://www.geocities.com/riki592002/accademia.html