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LOCKE

Hobbes, Locke e Spinoza sono i teorici del contratto sociale; linsicurezza dellesistenza lelemento che li
accomuna; la societ naturale non lascia liberi e impedisce lo sviluppo dei rapporti interpersonali,
impedisce linstaurarsi della coesistenza. Di qui la necessit di instaurare il contratto sociale. In Locke il
diritto preesiste allo Stato, e in particolar modo i diritti che preesistono sono: Propriet, diritto alla vita
(sono padrone del mio corpo) e alla libert (sono padrone di me stesso). La propriet un fare o un avere?
Locke sostiene che sia un fare: sia la legge naturale che quella divina sostengono che luomo abbia diritto
alla sopravvivenza e che la terra di tutta lumanit, che servendosi della ragione, di cui Dio lha dotata,
deve utilizzarla per la propria sopravvivenza e per i propri piaceri. Tuttavia nessuno ha un originario
dominio sui beni della natura, ma possiede il dominio, la propriet sulla propria persona. Il lavoro del
proprio corpo e delle proprie mani, sono dunque suoi e di nessun altro e dunque qualunque cosa luomo
tolga dalla natura, viene incorporata al suo lavoro e se ne appropria. Togliendo loggetto dallo stato di
natura, luomo aggiunge qualcosa di proprio con il suo lavoro, che esclude il diritto degli altri sul medesimo
bene. Istituire lo Stato significa per Locke istituire il contratto sociale e in particolar modo dar vita alla
separazione dei poteri attraverso due figure: giudice e legislatore, che attribuiscano certezza ai rapporti
(=securitas). Il giudice per una personalit super-partes, un organo imparziale e dunque non
sottoposto alla volont del legislatore (non sarebbe altrimenti un organo imparziale); tra queste due figure
non esiste conflitto per Locke, bens consenso, poich ognuna di esse dotata di libert nel proprio ambito
di azione. Il contratto sociale frutto del consenso e della libert, elementi che non determinano il
conflitto. Ci sono dei legami che non dipendono dalla sovranit e sono: denaro, strumento di scambio e di
emancipazione, che ci rende liberi senza luso della forza; dipende dalla fiducia nel mercato e quindi
dallopinione che si ha del mercato. Qui si innesta la differenza tra imperium (=potere sulle persone) e
dominium (=potere sulle cose). Lopinione e dunque il dialogo sono alla base dello Stato, poich
rappresentano la fiducia verso il potere. Locke non affronta il problema della distribuzione della ricchezza,
poich la giusta distribuzione data dal mercato e tra coloro che lavorano (il povero va lasciato povero).
La societ costituita per un terzo da soggetti che non sono in grado di sopravvivere, questi devono essere
esclusi perch sono irrilevanti. Locke affronta anche il problema della giurisdizione sulle cose indifferenti
(virt, vizi, forme di culto, propriet): Il giudice pu intervenire e imporre o determinare luso di cose
indifferenti? Inizialmente egli sostiene di no, successivamente si, affinch si garantisca lequilibrio politico.
Locke fu il primo a teorizzare il sistema elettorale: compito della societ politica rappresentare la societ
civile attraverso leggi e giudici che le applicano.