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il Ducato

P e r i o d i c o d e l l I s t i t u t o p e r l a f o r m a z i o n e a l g i o r n a l i s m o d i U r b i n o
Quindicinale - 20 aprile 2007 - Anno 17 - Numero 5
Internet: Ducato on line - www.uniurb.it/giornalismo
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Come sar la funicolare? Quanto
coster effettivamente? Quante
persone trasporter? Risolver i
problemi di parcheggio e di traf-
fico nel centro storico?
I tecnici comunali per ora non
sono in grado di rispondere.
Con laiuto di ingegneri ed
esperti del settore, il Ducato
prova a farlo
a pagina 4
Quel sogno
che sta
per realizzarsi
Funicolare
Quasi tutti i bar hanno due mac-
chinette da gioco e la clientela
non manca. Le irregolarit sono
diminuite con la nuov a legge:
solo 20 nel 2006 a Urbino e No-
vafeltria. Gli incassi si aggirano
intorno ai 1.000 euro al mese,
ma lo Stato a prendere la fetta
maggiore. E qualcuno lamenta
che i cinesi vincono troppo...
a pagina 6
Fenomeno
slot-machine
Economia
La ricca comunit monastica
urbinate. Novantotto le mona-
che della diocesi suddivise in sei
conventi di clausura di cui due
in citt, uno di clarisse e uno di
agostiniane. Molte di loro sono
giovani, italiane e provengono
dal mondo universitario. Mal-
grado lapparente isolamento
costituiscono un perno per la vi-
ta religiosa della citt ducale
a pagina 8
Le monache
scelgono
il Montefeltro
Monasteri ducali
Allenarsi e diventare campioni
di nuoto nelle Marche si pu? A
rispondere a queste domande
il due volte campione del mon-
do. Filippo Magnini parla del
perch ha scelto di andarsene
via da Pesaro e delle opportuni-
t che gli hanno offerto le altre
citt. Anche se nelle Marche gli
impianti non mancano
a pagina 14
Da Pesaro
a Melbourne
Filippo Magnini
Provincia, un anno passato
Ucchielli: Un servizio in pi e una presenza politica sul territorio
Chi va negli uffici? Molti cittadini continuano a preferire Pesaro
Raffaello, arriva il giovane col pomo
P
alazzo Ducale apre le porte a Raffaello. La Galleria Nazionale delle Marche si prepara
ad accogliere il Ritratto di giovane con pomo. Proveniente dagli Uffizi, il dipinto, che
potr essere ammirato nel Salone del trono dal 24 aprile al 22 luglio, stato scelto -
afferma la Soprintendente Lorenza Mochi Onori - come antipasto della mostra del 2009 su
Raffaello e Giovanni Santi e per tenere viva la figura di Raffaello nella sua citt natale. Il
ritratto spiega la Mochi Onori proviene con certezza dalle collezioni darte conservate
nel palazzo Ducale di Urbino, trasportate a Firenze da Vittoria, ultima erede dei Della
Rovere, dopo la devoluzione del ducato alla chiesa nel 1631. Lattribuzione del dipinto ,
inoltre, accettata concordamente da quasi tutta la critica. Il quadro legato alla storia di
Urbino, perch raffigura Francesco Maria I della Rovere allet di quindici anni. (p.f.)
A un anno dall'ampliamento
della sede urbinate della pro-
vincia, il bilancio positivo.
Apprezzata l'introduzione
degli uffici per lurbanistica e
la difesa del suolo, ma occorre
migliorare la qualit dei servizi
e ottimizzare l'utilizzo delle
risorse. Molte scrivanie sono
vuote durante la settimana.
Gli schieramenti politici d'ac-
cordo per dare pi peso al co-
capoluogo. Il presidente
Ucchielli: "Oggi offriamo ser-
vizi che prima non c'erano. La
nuova sede un punto di rife-
rimento stabile per 54 comuni
dell'entroterra". Il centro-
destra: "Bene decentrare ma
evitiamo gli sprechi".
In arrivo il distaccamento della
prefettura. Il ministro Amato
accoglie la richiesta del
Comune. La sede sar ospitata
nei locali del collegio Raffaello,
oggi occupati dalla polizia
municipale. Il comando dei
vigili si sposter a San Severo,
nell'ex ufficio di avviamento al
lavoro.
Si dibatte sull'utilit delle
Comunit montane. In provin-
cia di Pesaro Urbino ce ne
sono ben sei, quasi la met di
tutte quelle regionali. I politici
si dividono tra chi le ritiene
fondamentali e chi inutili e
dispendiose. Intanto Urbino
rischia di uscire dalla comuni-
t dell'Alto e Medio Metauro.
alle pagine 2 e 3
La stagione 2007 sem-
brava positiva, ma
Urbino ha perso circa
45.000 presenze tra il
2001 e il 2005 . Manca
unadeguata sinergia tra
il nostro prodotto e il
sistema che lo dovrebbe
pr omuover e, s pi ega
Lella Mazzoli. E la
Confesercenti risponde:
Ci deve essere un reale
dibattito per definire
strategie. Noi chiediamo
di essere coinvolti nelle
decisioni e non solo di
ascoltare ed eseguire
a pagina 7
C la ripresa
il dialogo no
Turismo
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il Ducato
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A
l secondo piano
del palazzo Albani
in Piazza della Re-
pubblica, c la se-
de della provincia
di Pesaro Urbino.
Pi di dieci uffici, aperti da lu-
ned a sabato, dalle 8 di mattina
alle 20 di sera. Totale dipen-
denti fissi: cinque. Due centra-
liniste e tre impiegati nelluffi-
cio di gabinetto della presiden-
za, in segreteria e nellufficio
rapporti internazionali. Citta-
dini, per la verit, pochi. pas-
sato quasi un anno da quando
il nastro stato tagliato e alla
sede di rappresentanza della
provincia sono stati aggiunti
nuovi uffici come quello per le
politiche giovanili, per lurba-
nistica, per la difesa del suolo e
la protezione civile. E poi luffi-
cio relazioni internazionali, la
sede della Camera di Commer-
cio, il Centro Europe Direct-
Carrefour Marche dellUniver-
sit di Urbino e una nuova sala
riunioni ribattezzata Sala dei
cittadini Erivo Ferri in ricordo
delleroico partigiano nato a
Urbino.
tempo di bilanci e quello del
presidente della provincia Pal-
miro Ucchielli, che ha forte-
mente voluto questa sede pi
che positivo:Con i nuovi uffici
della provincia offriamo servi-
zi che prima non cerano e dia-
mo il segno di una presenza po-
litica costante sul territorio. La
sede della provincia di Urbino
un punto di riferimento sta-
bile per 54 Comuni dellentro-
terra.
Tra le novit pi apprezzate c
sicuramente lintroduzione
degli uffici politiche urbanisti-
che e difesa del suolo. Questul-
timo, aperto il mercoled mat-
tina, rivolto geometri, archi-
tetti e ingegneri che devono
realizzare interventi in zone si-
smiche. I tecnici, che poi tra-
smettono le pratiche alla sede
centrale di Pesaro, fanno anche
valutazioni sui rischi di disse-
sto idrogeologico per le aree di
nuova lottizzazione. La nuova
sede ha significato meno chilo-
metri per molti operatori del
settore edile come lingegner
Peppino Azzolini di Urbania
che racconta:Prima ero co-
stretto ad andare a Pesaro ogni
due settimane, ora risparmio
molti chilometri. Altri, come
larchitetto Sergio Ferri pensa
che i servizi vadano migliora-
ti:I funzionari con cui abbia-
mo a che fare non sono quelli
che materialmente le esamine-
ranno. Ci da spesso luogo a in-
comprensioni. Gli architetti
Ferri e Muccioli di Urbania in-
fine, preferiscono continuare a
rivolgersi alla sede di Pesaro
che offre pi servizi.
ANDREA FRANCESCHI
C poi il settore urbanistico.
Qui i referenti sono per lo pi le
amministrazioni comunali che
possono rivolgersi allufficio di
Urbino per presentare piani re-
golatori e relative varianti. Il
bilancio di questo primo anno
di attivit positivo spiega
Murizio Bartoli, dirigente del-
lufficio urbanistico e pianifi-
cazione del territorio ma mol-
ti comuni nella zona non ci co-
noscono ancora bene, oppure
pensano che lufficio serva so-
lo per farsi approvare il piano
regolatore, mentre in realt noi
t
utto giustificata: Quei
soldi verranno utilizzati
interamente per le borse
di studio. Quando discu-
tevamo del nuovo ban-
do, il nostro obiettivo
primario era quello di garanti-
re agli studenti tre cose: borse
forniamo anche consulenza e
pareri. Per il prossimo anno
continua vorremmo farci co-
noscere di pi sul territorio, fa-
re pi comunicazione. Molti
uffici tecnici dei comuni della
zona infatti non utilizzano il
servizio urbanistica di Urbino
preferendo rivolgersi a Pesaro.
I nuovi servizi servono quindi,
ma perch gli uffici sono cos
vuoti? Le sedi di rappresentan-
za sono utilizzate a seconda
delle necessit, non in maniera
regolare e alcuni servizi sono
attivi una mattina alla settima-
na. Lesigenza di avere pi
spazi - spiega Barbara Pretelli
dellufficio di gabinetto della
Presidenza si avvertita per le
conferenze stampa o nel caso
di eventi eccezionali. Dal 9 al 12
maggio per esempio, Urbino
ospiter il Meeting Internazio-
nale per le politiche giovanili.
In quel caso avere locali in pi e
sale riunioni ampie fonda-
mentale per la buona riuscita
delliniziativa. I locali sono poi
utilizzati dal Consiglio provin-
ciale dei giovani eletti che si ri-
unisce nella nostra sede.
Presto gli uffici
al Collegio Raffaello
A Urbino aprir una sede distaccata della prefettura. Il ministro dellInterno
Giuliano Amato ha infatti accolto la richiesta del comune di Urbino con una nota
ufficiale datata 26 marzo. Il distaccamento della prefettura avr sede nei locali
del Collegio Raffaello oggi occupati dalla Polizia Municipale, che si sposter a
San Severo, nellex ufficio di avviamento al lavoro. Questo lultimo risultato
raggiunto nellambito della valorizzazione di Urbino come co-capoluogo di provin-
cia. Tra risultati pi o meno simbolici, come ladozione della nuova sigla provin-
ciale PU al posto della vecchia PS, sembra che Urbino voglia rialzare la testa
dopo decenni di sudditanza da Pesaro e dalla costa.
PREFETTURA
Politici: la citt meritava una sede
Provincia a Urbino
tempo di bilanci
Un anno fa i nuovi uffici in Piazza della Repubblica
Tra i servizi pi apprezzati quelli di urbanistica e difesa del suolo
Destra e sinistra daccordo per dare pi peso al co-capoluogo
Alcuni locali sono utilizzati
solo una mattina a settimana
e le scrivanie restano vuote
P
er una volta le forze poli-
tiche di destra e sinistra
sono tutte daccordo: Ur-
bino, come co-capoluogo di
provincia, merita di avere uffi-
ci di rappresentanza, anche se,
dopo un anno dalla loro inau-
gurazione in piazza della Re-
pubblica, alcuni esponenti
non ci sono mai entrati.
Ancora non ho avuto modo di
andare a visitarli precisa
Marco Savelli, segretario pro-
vinciale di Rifondazione co-
munista ma gli uffici provin-
ciali di Urbino sono una sede
di rappresentanza. Certo van-
no riempiti di contenuti. Biso-
gna fare investimenti pi qua-
lificanti per occupare meglio
le scrivanie in modo che quel-
le stanze diventino un punto
di riferimento per le comunit
dellentroterra.
Al contrario Matteo Ricci, se-
gretario provinciale dei De-
mocratici di Sinistra e consi-
gliere provinciale dice: Noi li
abbiamo usati spesso e penso
che Urbino debba avere una
sede della provincia, alla qua-
le gli urbinati tengono molto.
Comunque devono essere pi
sfruttati anche per rispondere
meglio alle esigenze dei citta-
dini.
Roberto Giannotti, segretario
provinciale di Forza Italia, non
sapeva dove fossero i nuovi uf-
fici della provincia: Ma andr
prima possibile a visitarli . E
giusto che a Urbino ci sia la
presenza delle istituzioni, ma
se deve essere solo una sede di
facciata, che costa tanto, non
va bene.
Elisabetta Foschi, capogrup-
po di An in consiglio provin-
ciale: C' troppa sovrapposi-
zione di uffici sul territorio. Tra
regioni, province e comuni,
per non parlare delle sei co-
munit montane, il cittadino
non ha un chiaro punto di rife-
rimento. Gli uffici di piazza
della Repubblica possono es-
sere una comodit per i tecni-
ci, ma non per i cittadini che
preferiscono rapportarsi con il
comune pi che con la provin-
cia. Comunque serve pi con-
cretezza.
Vittoriano Solazzi, esponente
della Margherita, spiega: Io li
conosco, ma non ci sono mai
andato. Ma avvicinare i luoghi
delle decisioni ai luoghi dove i
cittadini operano un fatto
positivo, soprattutto per le
aree interne del territorio pro-
vinciale. .
Anche per Carlo Ruggeri, con-
sigliere provinciale dell'Udc,
va bene decentrare gli uffici,
ma il problema di come orga-
nizzare la struttura resta. Bi-
sogna evitare l'eccesso di per-
sonale amministrativo".
Palmiro Ucchielli
Uffici della provincia in piazza della Repubblica
THALASSA VONA
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PRIMO PIANO
Fondamentali
oppure
quasi inutili?
ELISA ANZOLIN
L
a provincia di Pesaro
Urbino conta sei co-
munit montane,
quasi la met di tutte
quelle marchigiane
(13), e oltre due terzi
dei comuni presenti sul suo
territorio sono classificati co-
me montani o parzialmente
montani e appartengono a
queste entit. Ma se molti le ri-
tengono importanti per la va-
lorizzazione della montagna,
altri le giudicano dispendiose e
fonti di inutili sovrapposizioni
con gli altri enti locali.
Urbino appartiene alla Comu-
nit montana dellAlto e Medio
Metauro, insieme
ad altri otto comu-
ni. Come spiega il
presidente Gabrie-
l e Gi ovanni ni ,
questo ente sovra-
comunale si occu-
pa sostanzialmen-
te di tre aspetti: la
promozione e lo
sviluppo delle aree
montane, con pro-
getti che spaziano
dai servizi sociali
al l i nnovazi one
(come lammini-
strazione di un
centro diurno per i portatori di
handicap o lattivazione della
rete wireless negli enti pubbli-
ci), la gestione di servizi per i
nove comuni in forma associa-
ta (lo sportello unico delle atti-
vit produttive, quello catasta-
le e il canile comprensoriale) e
lo svolgimento di alcune attivi-
t su delega della Regione e del-
la Provincia (ad esempio la ge-
stione della discarica di Ca Lu-
cio a Urbino).
Le aree di intervento della co-
munit montana sono molto
vaste e spesso si sovrappongo-
no agli ambiti di competenza
della Provincia: il caso delle
Attivit Produttive, dellAm-
biente, del Turismo e della Cul-
tura. Operiamo negli stessi
ambiti chiarisce Giovannini
ma con interventi ben distinti.
La comunit montana svolge
un ruolo fondamentale di co-
ordinamento dei piccoli co-
muni, cercando di portare
avanti istanze che altrimenti
rimarrebbero inascoltate. La
specificit delle aree montane,
sancita dalla costituzione, pu
essere tutelata solo da un ente
specifico, situato sul territo-
rio.
C per chi, questa visione,
non la condivide. Il capogrup-
po di Forza
Italia nel con-
siglio provin-
ciale, Mauro
Falcioni, cre-
de che esista
una sovrap-
posizione di
funzioni e che
certi compiti
po t r e bbe r o
essere delega-
ti dalla Provin-
ci a di ret t a-
mente ai co-
muni. Il con-
sigliere pro-
vinciale di Alleanza nazionale
Giancarlo Rossi ritiene le co-
munit inutili e dispendiose:
Ogni comunit montana ha
circa 35 consiglieri pi il presi-
dente, con costi incredibili di
gestione e nessuna utilit, se
non quella di creare nuove pol-
trone.
La comunit dellAlto e Medio
Metauro ha circa 20 dipenden-
ti. Conta inoltre un presidente,
sei assessori e 23 consiglieri. In
totale il costo del funziona-
mento dellapparato della co-
munit montana di circa 870
mila euro lanno. La comunit
non ha entrate proprie. I fondi
per le attivit circa 7-8 milio-
ni di euro di investimenti annui
- provengono dallo Stato, dalla
Regione e dallUnione euro-
pea.
Lassessore provinciale Sauro
Capponi crede nel ruolo delle
comunit montane perch
pi le istituzioni sono vicine ai
cittadini, meglio funzionano.
In ogni caso precisa Cappo-
ni sarebbe auspicabile un ri-
ordino complessivo. Ad esem-
pio sei comunit montane nel-
la provincia di Pesaro Urbino
sono sproporzionate.
A questo proposito lUncem,
lassociazione nazionale che
raggruppa le comunit monta-
ne, sta elaborando una propo-
sta di autoriforma da inserire
nel nuovo Codice delle Auto-
nomie. Questo processo
spiega Giovannini probabil-
mente porter ad una riduzio-
ne delle comunit montane
della provincia e dellesclusio-
ne di alcuni comuni che non
possiedono le caratteristiche
necessarie per essere definiti
montani. E, come rivelato da
Giovannini, Urbino potrebbe
essere tra questi comuni. da
molto tempo infatti che si di-
batte se la citt ducale, in quan-
to co-capoluogo di provincia,
possa far parte della comunit
montana. Il testo unico sugli
enti locali del 2000, infatti, spe-
cifica che i capoluoghi devono
essere esclusi. Urbino, fino a
questo momento, stata com-
presa in virt del carattere am-
biguo del suo status di co-ca-
poluogo.
Cosa prevede la legge
Istituiti nel 1971, questi enti locali perseguono la valorizzazione
delle zone montane
Le comunit montane sono unioni di comuni, montani e parzialmente montani,
anche appartenenti a province diverse, istituite dalla legge 1102 del 1971.
Sono enti locali, dotati di personalit giuridica e di un proprio statuto.
Le comunit montane hanno un proprio consiglio, in cui ogni comune rappre-
sentato dal sindaco e da due consiglieri comunali, di cui uno in rappresentanza
delle minoranze. Il consiglio comunitario a sua volta elegge nel proprio seno la
giunta e il presidente.
Il ruolo fondamentale di questi enti quello di promuovere e valorizzare il territo-
rio e di esercitare in forma associata le funzioni e i servizi propri dei comuni,
nonch di svolgere funzioni delegate dallo Stato, dalla Regione o dalla Provincia.
la stessa Costituzione italiana, allarticolo 44, a prevedere che la legge dis-
ponga provvedimenti a favore delle zone montane.
UNIONI DI COMUNI
Le sei comunit montane della provincia di Pesaro e Urbino
In futuro
Urbino
forse sar
esclusa
dallAlto
e Medio
Metauro
Le sei comunit montane
URBINO - Via Tomassini, 7 - tel. 0722 4062 (per appuntamento)
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il Ducato
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Tante idee per una funicolare
In attesa del progetto: quante persone trasporter? Eliminer i parcheggi?
Lingegnere: Servono dai sette ai venti milioni di euro per realizzarla. Ci vorr un anno, al massimo due
U
rbino aspetta la
funicolare. Sono
iniziati i rilievi
tecnici nella zo-
na in cui verr
costruito lim-
pianto, che collegher la forna-
ce Volponi allex convento di
Santa Chiara. Il ministero del-
lAmbiente e della tutela del
Territorio e del Mare ha stan-
ziato due milioni di euro che
serviranno per il cantiere e il
consolidamento del versante
sud-est del centro storico di
Urbino. Manca per un con-
creto progetto esecutivo. E la
data di inizio lavori non nem-
meno immaginabile.
Come sar la funicolare? Quan-
to coster effettivamente?
Quante persone potr traspor-
tare? Risolver i problemi di
parcheggio e di traffico nel cen-
tro storico? I tecnici comunali
non sono ancora in grado di ri-
spondere a queste domande. Il
Ducato ha provato a farlo, con
laiuto di ingegneri esperti del
settore.
La funicolare sar simile a
quella va e vieni di Orvieto: due
cabine che viaggiano su binari
differenti. La costruzione di
una funicolare che pu tra-
sportare 75 persone - spiega
lingegnere Nicola Maio, che da
cinque anni lavora nella ditta
Ceretti Tanfani, leader nella co-
struzione di impianti di funivie
e funicolari - come quella di Or-
vieto, e con (ipotizzo) un disli-
vello di circa 250 metri, ha un
costo che varia tra i sette milio-
ni di euro e i venti milioni di eu-
ro. Ad incidere sul costo sono
numerosi fattori. Il dislivello,
innanzitutto - continua Maio -
pi alto pi grande la poten-
za dellimpianto e quindi an-
che il prezzo totale dellopera
aumenta. Da considerare sono
poi tutti gli interventi legati al-
la costruzione di strutture civi-
li, cio opere di consolidamen-
to del terreno e di impianti che
sorreggono la funicolare stes-
sa. E i tempi di costruzione?
Un anno e mezzo - precisa
lingegnere - due al massimo,
dipende dalle opere di consoli-
damento e dalle strutture civi-
li.
La zona dove arriver limpian-
to ha problemi di assestamen-
to e da anni scivola a valle, ren-
dendo necessari interventi di
drenaggio e palificazione. Se-
condo Maio, per, questo non
dovrebbe essere un problema.
Se i lavori di assestamento del
terreno sono fatti a regola dar-
te, non dovrebbe sorgere alcun
tipo di difficolt nella costru-
zione della funicolare. In alcu-
ni casi i geologi fanno anche in-
dagini ripetitive, cio su pi
anni, del territorio. Lasciano
sul terreno degli strumenti in
grado di monitorarne gli spo-
stamenti e verificare se sono
necessari interventi successi-
vi. Indagando sulle condizioni
della zona su cui sorge lex for-
nace Volponi, si scopre che nel-
larea sono stati eseguiti recen-
temente numerosi sondaggi
diagnostici per verificarne la
stabilit. Indagini che hanno
messo in luce risultati positivi.
Sembra infatti che i problemi
di instabilit del passato siano
superati e che la situazione sia
sotto controllo.
E per quanto riguarda i par-
cheggi e il traffico nel centro
storico? Risponde lingegner
Guido Marino, che in passato
ha collaborato alla creazione
del Piano Urbano del traffico
di Urbino: "La scelta delluti-
lizzo di forme di mobilit alter-
nativa, come le funicolari e le
funivie, sono di solito molto ef-
ficaci per alleggerire il traffico e
quindi non occupare le strade
che si avvicinano alle aree cen-
trali della citt. Parcheggi me-
no gremiti tra le mura, ma at-
torno alla funicolare? Il calco-
lo dei parcheggi che sorgeran-
no intorno alla funicolare di-
pende dalla potenza oraria del-
limpianto - spiega Marino -
per cui una funicolare che tra-
sporta 75 persone e con una ca-
pienza oraria tra le 600 e le 1000
persone, di solito necessita di
almeno 400 parcheggi".
L'impianto non c' ancora ma
Alcune immagini di funicolari: nella foto grande
limpianto di Genova SantAnna
Foto piccole: in alto la funicolare di Napoli Chiaia,
in basso la cabina di Orvieto, a cui probabilmente
si ispirer il progetto urbinate
gli esperti ne ipotizzano gi il
ciclo vitale. Una funicolare
con queste caratteristiche - af-
ferma Nicola Maio - dura circa
sessantanni. Per questo la leg-
ge italiana molto precisa in
materia di interventi di manu-
tenzione che sono molto fre-
quenti: annuali, quinquennali,
decennali, ventennali, tren-
tennali. Sono interventi pi
economici rispetto a quelli del
trasporto generico su gomma .
ELISA ASSINI
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CITT
Tariffa senza parcheggio
I bus turistici a via Neruda: ticket da 25 euro
Mechelli: I lavori allex Bocciodromo sono in progettazione
CLARA ATTENE
Un kit contro gli sprechi
Acqua: usare con cura. E' il nome della campagna
per il consumo responsabile dellacqua promossa dalla
Megas di Urbino. Lazienda distribuisce gratuitamente
dai primi di marzo a tutti i cittadini un kit con cartucce
areate dei rubinetti che consentono di risparmiare il
consumo di acqua delle famiglie. L'iniziativa ha avuto
un grande successo. In un solo mese - dice Gianfranco
Mattei, dirigente commerciale dellazienda - abbiamo
gi distribuito quasi 2000 kit. Lutilizzo di questi nuovi
rubinetti permetter ad ogni famiglia di risparmiare tra i
38 e i 42 euro lanno". Lazienda invita i cittadini a
recarsi in una delle loro sedi per ritirare il kit. Il nostro
obiettivo - spiega Mattei - insegnare ad un uso consa-
pevole e responsabile dellacqua, una risorsa indispen-
sabile per tutti.
ACQUA
U
rbino si appre-
sta a entrare nel
club delle citt
italiane in cui si
paga un ticket
per la sosta degli
autobus turistici: la somma ri-
chiesta sar di 25 euro, ma
quello che non si conosce il
momento in cui si inizier ad
applicare la tariffa.
La delibera comunale che la
dispone, infatti, risale a mag-
gio 2006 e la Ami Servizi, la-
zienda municipalizzata a cui
stata affidata la gestione del
servizio, aveva programmato
di iniziare la riscossione a par-
tire dai primi di maggio di que-
stanno.
Un nostro operatore accoglie-
r le comitive al Mercatale
spiega Giorgio Ubaldi, respon-
sabile dellAmi Servizi riscuo-
ter i soldi e prender i contat-
ti con lautista e gli organizza-
tori in modo da poter richia-
mare il pullman dal parcheggio
nel momento in cui i passegge-
ri hanno concluso la loro gita,
evitando intasamenti e attese.
Lostacolo per costituito dal
fatto che il piazzale dellex Boc-
ciodromo, in via Neruda, indi-
viduato come area di sosta per
i bus da turismo, ha bisogno di
lavori: Il manto stradale da
rifare, serve la segnaletica oriz-
zontale e verticale ed neces-
sario creare i servizi per la per-
manenza degli autisti e per le-
ventuale piccola manutenzio-
ne dei mezzi spiega lassesso-
re comunale ai Lavori Pubblici
Lino Mechelli.
Questi miglioramenti sono in
fase di progettazione: Saran-
no realizzati nel corso delle-
state per cui dovremo aspetta-
re ancora qualche mese prima
di poter applicare il ticket dice
Donato Demeli, assessore ai
trasporti del comune di Urbi-
no.
Lidea non dispiace agli autisti
dei bus da turismo: Io sono to-
scano e da noi si paga pratica-
mente dappertutto racconta
Michele Lotti, in trasferta da
Piombino e dove c il servi-
zio, giusto pagarlo ed un
vantaggio per tutti. Per i citta-
dini che cos non si trovano a
veder aumentare le difficolt a
circolare o a parcheggiare; per
noi che abbiamo a disposizio-
ne uno spazio dove magari
possiamo bere un caff duran-
te lattesa. Se poi c anche un
collegamento con il centro cit-
tadino, ancora meglio!.
Dello stesso avviso anche Ro-
berto Sestini, autista di una
compagnia di Montegiorgio, in
provincia di Ascoli Piceno:
Credo che Urbino sia la prima
citt nelle Marche che introdu-
ce questo ticket, ma comunque
venticinque euro sono una ci-
fra bassa rispetto ad altre loca-
lit e considerato il numero di
passeggeri che ogni pullman
pu ospitare.
La situazione della circolazio-
ne dei bus in citt, per, nei
prossimi giorni si complicher
ulteriormente: da luned 23,
infatti, il piazzale di Borgo Mer-
catale verr chiuso, eccetto che
per una corsia destinata al pas-
saggio dei mezzi di linea e da
turismo e alla fermata per far
scendere e salire i passeggeri.
Sotto porta Valbona, dunque,
sar impossibile sostare alme-
no per i prossimi due mesi, fino
alla conclusione dei lavori: nel
frattempo i pullman di linea
sono stati dirottati dallAmi
Trasporti, responsabile dellin-
dividuazione degli spazi di so-
sta in questa fase di transizio-
ne, verso il proprio deposito in
zona Sasso, mentre quelli da
turismo sono indirizzati nella-
rea di fronte alla vecchia sta-
zione e, appunto, allex Boccio-
dromo.
Quando il piazzale sar riaper-
to, solo i bus cittadini potranno
farvi ritorno per sostare.
Arte e studenti
finalmente insieme
Osservatorio - 2
FILIPPO BRUNAMONTI
rico-illustrativa di Raffaello ma
non mai stata realizzata a Ur-
bino. Trovavo interessante ri-
flettere sul percorso che lha
portato prima a Perugia, poi a
Roma, sulla conflittualit con
gli altri grandi artisti dellepo-
ca, sul fatto che si sentisse sba-
gliato. Tematiche di una certa
attrattiva sia turistica che uni-
versitaria. Insomma, mi piace-
rebbe divulgare una serie di in-
f or mazi oni e
rendere vivibili
certi percorsi.
Dato che li vor-
rebbe coinvol-
gere in questo
progetto, come
vede gli studen-
ti di Urbino?
Vedo degli stu-
denti con un
grande proble-
ma, in termini di
occupazione e
collocazione, al
di l dello stu-
dio. Stanno a Ur-
bino ma come
se non fossero
consapevoli del patrimonio
culturale che li circonda. Stu-
diano per la maggior parte del
tempo sui libri ma non hanno
modo di toccare con mano la
storia che respirano su quelle
pagine ingiallite. Credo che lo
studio vada integrato con delle
azioni similari e concrete, a
completamento di una ricerca
di carattere specialistico.
Se ci fossero i mezzi e soprat-
tutto linteresse, a quel punto, a
beneficiarne sarebbero sia lA-
teneo che i visitatori.
Parlava di Raffaello, ha saputo
che una sua opera verr trasfe-
rita dagli Uffizi a Urbino?
Lho saputo e voglio ribadire
che quando ho preso parte al-
lincontro con Sgarbi si stava
ideando una mostra a livello
internazionale, mi chiedo per-
ch non sia stata ancora fatta
visto che Raffaello nato a Ur-
bino e rappre-
senta la ricchez-
za, lenergia del-
larte.
E per diventare
ricchi bisogna
sentirsi prima
ricchi
Il campus deve
partecipare con
convinzione pe-
r, esprimendo
la propria creati-
vit, che la fon-
te del vero svi-
luppo.
Lei ha una casa a Urbino. Per
arrivarci incontra qualche dif-
ficolt?
Non semplice ma diverten-
te. Lostacolo quel piacere
forte che ti fa entrare in un altro
tipo di mondo e questo indi-
spensabile. Se hai fretta e ci si
arriva prima, meglio. Ma
quando non hai fretta bello
cos. Ti mai capitato? Metter-
si in cammino e tornare al pun-
to in cui ci si persi.
L
artista cos lega-
to alla citt di Ur-
bino da impe-
gnarsi attivamen-
te nella promo-
zione della cultu-
ra e del sapere. Ha insegnato di-
versi anni Teorie e tecniche
del linguaggio pubblicitario
presso il corso di laurea in
Scienze della Comunicazione
di Urbino.
Lei e Urbi no
sembrate sim-
biotici. La citt,
proprio come la
sua musica, sta
c a mb i a n d o .
Prende nuove
strade, cresce, fa
discutere.
Sono molto lega-
to a questo polo
intellettuale. Ur-
bino una risor-
sa per tutti e sta
organizzando i
suoi spazi. Anche
io da cantautore
mi prendo alcu-
ne libert, come
avere una mia casa di produ-
zione.
Cosa propone di fare per mi-
gliorare le politiche culturali
di Urbino?
Farei un elenco degli artisti sto-
rici di Urbino spiegandone in-
nanzitutto le peculiarit per
quelli che ne hanno meno co-
noscenza. Poi li collocherei nel
panorama storico di apparte-
nenza valorizzando cos le loro
opere e la loro personalit. Si
potrebbe stilare una storiogra-
fia completa della zona di Urbi-
no che di grandissima impor-
tanza, anche perch rappre-
sentava un centro di potere
non piccolo. Per cui, se Piero
della Francesca si spostava per
svolgere i suoi lavori nel Mon-
tefeltro, allo stesso modo lo se-
guivano altri artisti meno noti,
meno nellimmaginario della
gente.
Propongo prima
una ricerca per
fare un identikit
delle grandi per-
sonalit, mar-
chigiane e non
solo, poi una
collocazione nel
contesto geo-
grafico.
Non trova che
essere sempre
propositivi ed
enf at i ci , al l a
lunga, non pa-
ga?
No se poi si mette in opera ci
che si propone. Lidea forte sa-
rebbe quella di creare un grup-
po di studenti che formi il cast
delloperazione. Io sono per
unattivazione degli elementi
che qualche volta percepisco
come statici. Ci sono anche al-
tre cose da fare a Urbino. Ad
esempio, poco tempo fa parte-
cipai a una conferenza con
Sgarbi in cui si parlava di orga-
nizzare una grande mostra sto-
Lucio Dalla non di Urbino. Eppure sente, fortissima, limportan-
za storica e culturale della citt. Nato a Bologna il 4 marzo 1943,
uno dei pi importanti cantautori italiani, considerando la con-
tinuit della sua carriera che sfiora i 40 anni di attivit artistica.
Recentemente ha proposto, nei maggiori teatri italiani, i suoi
classici in versione jazz e ha curato la regia teatrale dellopera liri-
ca Arlecchino di Ferruccio Busoni e Pulcinella di Igor Stravinskij.
Una scolaresca sale sullautobus nel piazzale di Borgo Mercatale
Vorrei creare
un gruppo
di studenti
che rendano
pi vivace
la storia
di Urbino
Lucio Dalla
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il Ducato
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Macchinette doro
nei bar del centro
Il gioco frutta ai locali circa mille euro al mese
Nel 2006 ci sono state 20 irregolarit tra Urbino e Novafeltria

una droga.
Limpulso ver-
so il gioco non
si controlla ed
impossibile
rinunciare a
giocare i soldi che mi ritrovo in
tasca. Non posso farne a meno.
A parlare non Aleksej, illustre
protagonista del Giocatore di
Dostoevskij, ma Andrea (il nome
di fantasia), assiduo frequen-
tatore dei locali di Urbino e con-
fesso giocatore. Uno dei tanti, in
una citt dove laccoppiata di
apparecchi e congegni per il
gioco lecito ormai parte inte-
grante dellarredo nella maggio-
ranza dei locali pubblici.
Noi li abbiamo commenta il
gestore del Caff Rinascimento
per una questione puramente
economica. Le due macchinette
ci fruttano un migliaio di euro al
mese che servono per arroton-
dare. Laffitto del locale di qua-
si 4.000 euro mensili e confesso
che se si potesse farei installare
anche una terza slot-machine.
Le macchine da gioco sono red-
ditizie, specie se viene a crearsi il
giro giusto. I posti pi frequen-
tati nella citt sono quelli del
centro, soprattutto nei pressi di
piazza della Repubblica. Il tito-
lare del Little Bar di via Braman-
te piccolo di nome e di fatto - di-
chiara entrate per 7.000 euro nel
2006. Al netto di quanto riparti-
to tra Stato e imprese che gesti-
scono gli apparecchi. Ma que-
stanno sta andando un po peg-
gio. Il Bar Canasta, di fronte al-
lospedale, ricava dalle due
macchinette da gioco 700-800
euro al mese. La sala giochi del
centro, che di slot-machine ne
possiede otto, non rilascia di-
chiarazioni sugli introiti.
Dal 2003, con la nuova legge
dellautomatico italiano, il gio-
co stato regolamentato. I vec-
chi videopoker non ci sono pi e
le nuove slot hanno regole
chiare: le vincite restituite devo-
no essere pari ad almeno il 75%
delle giocate; il costo della parti-
ta non supera cinquanta cente-
simi; la durata compresa tra 7 e
13 secondi; le vincite in denaro
non superano i 50 euro per ogni
singola giocata. Gli apparecchi
sono collegati a un sistema in-
formatico che gestisce il prelie-
vo erariale. Tutto molto pi chia-
ro e controllato, o quasi.
Almeno un dubbio rimane: un
decreto del 27/10/2003 emana-
to dal Ministero dellEconomia e
delle Finanze impone agli eser-
cizi che hanno le NewSlot lob-
bligo della presenza di un appa-
recchio di tipologia diversa, che
non restituisca vincite in dena-
ro. Cosa che non sempre si veri-
fica. Al Caff degli Archi la Cen-
ter Game, ditta che gestisce le
apparecchiature, oltre alle due
slot ha imposto linstallazione di
un videogame di puro intratte-
nimento. Molti locali invece non
sono a conoscenza della norma-
tiva. Paolo Savioli, socio della
Evolution Game, altra azienda
del settore, afferma che nei loca-
EMILIANO POZZONI
li che lo richiedono vengono
istallate solo le slot-machine e
che le normative non sono del
tutto chiare.
I controlli della Guardia di Fi-
nanza non dipanano i dubbi.
Noi controlliamo la legittimit
dei giochi e il corretto collega-
mento al sistema informatico
erariale, spiega il colonnello Ip-
pazio Bleve del comando pro-
vinciale di Pesaro. Nella zona di
Urbino e Novafeltria nel 2006
abbiamo riscontrato 20 irrego-
larit, con apparecchi scollegati
dal sistema telematico: si tratta
di evasione fiscale. Le apparec-
chiature invece erano tutte a
norma.
Andrea racconta che i soldi dello
stipendio li tiene ben chiusi nel
cassetto, per evitare facili tenta-
zioni: Al massimo mi gioco i re-
sti del caff o qualche decina di
euro. Non arriverei mai a rovi-
narmi. Baristi e giocatori sono
concordi nel riconoscere che
esiste una clientela abituale. Ci
sono gli studenti racconta il ge-
store del Caff Rinascimento
ma i pi accaniti sono quelli col
portafoglio grosso. Poi c chi
studia le macchinette: osserva,
va per tentativi e spesso vince.
Una voce ampiamente condivi-
sa sinsinua nellambiente, tra
circoli e baretti, riferendo che
quelli che pi vincono sono i ci-
nesi. In alcuni posti addirittura
non li vorrebbero pi far entrare.
Una cosa certa: i cinesi non
vanno mai via a tasche vuote,
spiega la titolare del Bar Cana-
sta. Stesso riscontro si ha al Bar
di Porta Santa Lucia, dove i ci-
nesi sono tra i pi accaniti. Uno
studente diciottenne cinese, do-
po aver vinto un gruzzoletto alle
macchinette, ha raccontato di
non essere a conoscenza di al-
cun meccanismo occulto: Ci
pensa la fortuna a farmi a vince-
re. Lironica spiegazione di un
anziano giocatore che le mac-
chinette le fanno in Cina. Si po-
trebbe azzardare unaltra rispo-
sta: forse il cinese si accontenta
di uscire con una vincita modi-
ca, litaliano finch non perde
non se ne va. Del resto, si sa, il ve-
ro giocatore sempre quello che
perde.
La fetta pi grande va allo Stato
Dal 2003 la legislazione delle macchine da gioco automatiche cambiata
radicalmente. I videopoker non esistono pi, sostituiti dai nuovi apparecchi
da trattenimento o da gioco di abilit, come tali idonei per il gioco lecito.
Tali macchine sono regolari se gli elementi di abilit e intrattenimento sono
preponderanti rispetto allelemento aleatorio. Per legge le NewSlot devono
restituire almeno il 75% delle giocate in vincite, calcolate su un ciclo com-
plessivo di 14.000 partite. Poi, il 12% delle giocate va allo Stato, mentre lo
0,8% allassociazione dei monopoli. Infine, ci sono le spese di gestione di
rete, fino a un massimo del 3% (sono contratti privati, a Urbino alcune asso-
ciazioni hanno stipulato una convenzione con un gestore di rete che prevede
la spesa fissa di 1 euro al giorno). Il resto, che pu oscillare tra il 9% e il
12%, viene diviso a met tra gestori delle apparecchiature e i locali. (e.p.)
GLI INCASSI
Nel mondo delle slot-machine
tra vizi, normative e controlli
E la leggenda dei cinesi vincenti
Ducato 6-7.qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 10:03 Pagina 6
L
offerta per i turisti c, manca unadeguata si-
nergia tra il nostro prodotto e il sistema che lo
dovrebbe promuovere. Non tutti fanno la loro
parte. Lella Mazzoli, assessore alla cultura e al turismo,
commenta cos landamento del turismo ad Urbino e ag-
giunge: Rispetto ad altri
anni le presenze in citt per
Pasqua sono state molte,
siamo andati persino me-
glio di Fano o Pesaro. Il pro-
blema che per crescere ed
attrarre pi gente, anche
Confcommercio e Confe-
sercenti si dovrebbero muo-
vere di pi, controllando la
qualit dei servizi offerti dai
loro associati. Non solo, in
altre regioni, i singoli opera-
tori e le loro associazioni
pubblicizzano le offerte tu-
ristiche, promuovendo an-
che gli eventi culturali orga-
nizzati dalle amministra-
zioni pubbliche. Qui, inve-
ce, continuo a indire riunio-
ni per presentare le mostre e
le manifestazioni che ab-
biamo in programma e nes-
suno si presenta. Lammi-
nistrazione comunale e le
associazioni di esercenti e
albergatori, sembrano dun-
que seguire due percorsi di-
stinti. Un problema di dialo-
go, nonostante il fine comune sia quello di far crescere la
citt: Abbiamo un patrimonio artistico da non sprecare, e
leconomia urbinate si regge soprattutto sul turismo non
avendo spazio per industrie e fabbriche spiega Giorgio
Buccarini, presidente di Confesercenti ma ci deve essere
un reale dibattito. Noi chiediamo di essere coinvolti nelle
decisioni e non solo di ascoltare ed eseguire. Se il Comune
di sua iniziativa decide di fare una mostra non pu aspet-
tarsi che siamo noi a pubblicizzarla, senza interpellarci. A
Urbino dunque manca per ora una ricetta che faccia riac-
quistare le oltre 45.000 presenze perdute tra il 2000 e il 2005.
Il nuovo anno si aperto con un andamento positivo delle
prenotazioni negli alberghi, ma Confturismo invita alla
cautela: Il 2007 ha segnato un timido miglioramento ri-
spetto agli anni scorsi conferma Giacomo Biagioni, pre-
sidente dellassociazione ma parlare di ripresa dopo un
periodo negativo troppo
facile. La maggior parte del-
le strutture alberghiere e dei
bed and breakfast sono sod-
disfatte dei risultati rag-
giunti a Pasqua e delle pre-
notazioni per il prossimo
ponte, per bisogna vedere
se questo buon andamento
continuer anche nei mesi
estivi e autunnali. Per ora
non siamo di certo al livello
che la citt aveva raggiunto
fino al 2001. Comunque,
strutture come lhotel Ma-
miani, il Tortorina o il Piero
della Francesca stanno la-
vorando bene, grazie a co-
mitive di stranieri e italiani,
oltre a gite scolastiche da
tutta Italia.
Ma c anche chi non pu di-
re lo stesso. Per me stato
uno degli anni peggiori
spiega Luigi Simoncelli, pro-
prietario del ristorante La
Fornarina in via Mazzini a
Pasqua ho riempito il locale a
fatica, mentre in passato ero
addirittura costretto a mandare via gente perch non cera
posto. Il turismo cambiato, molti gruppi si accontentano di
mangiare un panino in piazza. Bisognerebbe organizzare
eventi a livello internazionale e non le solite mostre. Dello
stesso parere anche Aldo Pasotto, gestore del ristorante La
Balestra, in via Valerio: La mostra di Piero della Francesca
ad Arezzo, avrebbe dovuto essere collegata ad Urbino, sa-
rebbe stata una grande risorsa.
7
ECONOMIA
Larea parcheggi di fronte al centro commerciale Raffaello, a Canavaccio
Canavaccio punta
sullo shopping
ma serve tempo
Non decolla il centro commerciale
Il primo bilancio a quasi un anno
dallapertura: met dei locali restano
ancora vuoti e i clienti scarseggiano
I turisti ci sono, manca la strategia
Operatori del settore e Comune: serve pi collaborazione
ALESSANDRO DAMICO
L
a citt ducale avreb-
be gi il suo centro
commercial e, ma
pochi sembrano ac-
corgersene. A 12 chi-
lometri dal centro
cittadino sorge Raffaello, il
complesso costruito lungo la
strada nazionale 73 bis, allen-
trata di Canavaccio, che, a qua-
si un anno dallapertura, sten-
ta ancora ad attirare clienti. Su
trentuno locali disponibili, so-
no tredici quelli gi aperti: va-
rie attivit tra cui una pizzeria,
un bar, un negozio di casalin-
ghi, tre di abbigliamento. Tre
apriranno entro lestate e altre
tre entro la fine dellanno, ma il
numero dei clienti ancora
troppo basso.
Ledificio, ben 3500 metri qua-
dri, dispone di un ampio par-
cheggio e si trova in una posi-
zione piuttosto strategica: Ca-
navaccio sorge proprio allu-
scita della superstrada che uni-
sce Urbino alla via Flaminia e,
di fatto, rappresenta una loca-
lit facilmente raggiungibile
anche dai comuni che si trova-
no nelle vicinanze. Unarea
preziosa dal punto di vista
commerciale, che sin dallini-
zio dei lavori, ha attirato nu-
merose richieste da parte di
imprenditori e commercianti.
Il geometra Daniele Maestrini,
titolare dello studio che ha rea-
lizzato il centro, dice che fino al
2005, anche durante i lavori, le
richieste di acquisto e di affitto
dei locali erano moltissime.
Era un momento positivo per
il commercio in Italia e investi-
re in questo progetto era una
mossa vincente, ma oggi, pur-
troppo, quel treno passato!
Siamo in un momento di crisi e
avviare unattivit molto pi
rischioso. Maestrini parla an-
che di alcuni ritardi burocrati-
ci nel corso dei lavori, che non
hanno affatto giovato allavvio
del centro.
Il punto debole del Raffaello
sembra essere proprio questo.
Dopo sei anni di lavori il com-
plesso quasi terminato e i pri-
mi commercianti hanno aper-
to al pubblico, ma il settore ha
subito un rallentamento. I
meandri delliter burocratico,
le difficolt per ottenere un lea-
sing o un mutuo, i rischi di in-
vestimento spaventano coloro
che vorrebbero aprire unatti-
vit. Cos parte della struttura
resta inutilizzata. Undici loca-
li, alcuni anche piuttosto gran-
di, sono ancora vuoti e coloro
che gi hanno aperto non ri-
escono a rendere competitivo
il Raffaello. Uno dei proprie-
tari parla di una vera e propria
sfida. Noi abbiamo aperto con
tanta fiducia e buona volont.
Ma gira ancora poca gente e i
parcheggi restano spesso vuo-
ti. Se non si aprono i negozi giu-
sti rischiamo di non decollare
mai. Manca soprattutto un
grosso centro alimentare che
porterebbe finalmente un po
di movimento. Maestrini dice
di essere in contatto con grossi
gruppi interessati ad aprire un
punto vendita , ma ci vuole an-
cora tempo. La maggior parte
dei proprietari e dei gestori re-
sta, comunque, fiduciosa.
Daltronde la struttura in ma-
no ai privati e il Comune non
prevede piani particolari per la
pianificazione commerciale.
Le amministrazioni non han-
no nessun compito particolare
oltre a quello di rilasciare le li-
cenze e controllare le attivit. Il
centro autonomo dicono ne-
gli uffici di via Puccinotti, ma
da parte dei proprietari del
Raffaello c insoddisfazio-
ne. risaputo: qui il Palazzo
lontano!. Qualcuno ritiene
che il Comune si preoccupi po-
co delle zone periferiche e che
Canavaccio e il suo centro
commerciale suscitino poco
interesse verso le autorit cit-
tadine. Urbino pensa ai suoi
progetti come il centro presso
lex consorzio o il progetto per
la vecchia fornace, ma nessuno
si accorge che un centro com-
merciale gi ci sarebbe. Forse
ci si riferisce anche alla roton-
da lungo la statale, che avrebbe
facilitato laccesso alla struttu-
ra, ma che poi non stata pi
realizzata. O al fatto che larea
parcheggi su suolo pubblico,
ma la manutenzione delle
aiuole e dei marciapiedi a ca-
rico dei proprietari dei locali.
La questione del rapporto tra
centro storico e aree periferi-
che una storia vecchia per la
citt di Urbino e Canavaccio
sente questo problema molto
pi di altre zone. La frazione
in continua crescita e rappre-
senta un centro notevole dal
punto di vista industriale e
commerciale, ma spesso gli
abitanti si sentono penalizzati
dal fatto di vivere a 12 chilome-
tri dai palazzi del potere.
CHIARA ROMANELLO
Un gruppo di turisti stranieri in piazza della Repubblica
Ducato 6-7.qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 10:01 Pagina 7
il Ducato
8
I
l paese dei balocchi na-
sconde un segreto. Cela-
to dai bagordi dei gioved
urbinati un mondo sot-
terraneo convive con la
citt, la realt monastica:
98 monache per 6 monasteri.
Due ad Urbino, agostiniane e
clarisse, due ad Urbania, cla-
risse e benedettine, uno a Mer-
catello, che da dieci anni ha
aperto una sede distaccata a
Kotonu in Benin, e uno a San-
tAngelo in Vado, le Serve di
Maria. Anche se questa scelta
di radicalit in fermento un
numero altissimo se confron-
tato con la realt nazionale, co-
me conferma il professor Giu-
seppe Mangani, direttore del-
lufficio liturgico diocesano.
La specificit della vita mona-
stica nella citt ducale costi-
tuita anche dalla presenza di
laureate. Molte ragazze dice
don Davide Tonti, vicario epi-
scopale per la cultura e larte
sono venute a studiare qui, poi
hanno ricevuto la chiamata.
Come suor Dora che ha ab-
bracciato la vita consacrata
frequentando il progetto Un
monastero nella citt, unico
nel suo genere perch attuato
da laici e monache. Liniziativa,
che ha da poco compiuto 10
anni, offre un tempo ed uno
spazio a chi vuole trovare o ri-
trovare la propria interiorit,
proponendo un corso di for-
mazione, che dal 1996 ha visto
passare circa trecento giovani,
di tutta Italia.
Suor Dora di Bari, ha 31 anni,
una laurea in Psicologia allu-
niversit di Urbino e da meno
di un mese ha fatto la profes-
sione solenne. Nel parlatorio
del monastero delle agostinia-
ne di via Saffi, struttura strate-
gica a ridosso delluniversit,
parla liberamente, sulla bocca
un sorriso contagioso: Sono
ad Urbino dal 95 e nel 96 ho
iniziato il progetto. Sono entra-
ta in monastero nel 2001 ma
dopo la laurea a febbraio 2002
che ho iniziato il vero e proprio
percorso monastico. Ma per-
ch ha scelto questa strada? La
clausura una verit che senti
dentro. Ci ho pensato molto, ho
sofferto. Le debolezze sono le
stesse qui dentro e fuori, poi ho
capito che questa scelta non
nega quel desiderio di amore
che ho sempre sentito. Lo po-
tenzia, perch permette di sta-
re a contatto con se stessi. Solo
il silenzio e il ritiro permette di
conoscere Cristo. E quando le
chiediamo se ha rimpianti: Vi-
vevo in appartamento durante
gli studi, quando sono venuta
qui quella la dimensione che
mi mancata meno. Quando
trovi il tuo posto non ti manca
niente. La vita nel monastero
dinamica, sveglia alle 5.30 e
una giornata scandita dalla
preghiera, il lavoro, lo studio il
silenzio meditativo e il gioco.
Un piccolo spazio di svago: Il
gioco strumento educativo
fondamentale. Un momento
dove sperimentiamo la nostra
auto trascendenza.
Al monastero di Santa Chiara,
che si trova accanto al Mak-
kia, incontriamo suor Chiara
Patrizia ad Urbino da 45 anni,
da quando a 23, decise di la-
sciare la sua Brescia per donar-
si alla vita consacrata qui nel
Montefeltro. Lo dico con or-
goglio, sono entrata in mona-
stero proprio l11 ottobre 1962,
il giorno dellapertura del Con-
cilio Vaticano Secondo. Tra le
clarisse urbinati c una nuova
arrivata. una ragazza bavare-
se di 26 anni, venuta qui in Era-
smus e tornata dopo aver con-
seguito la laurea in Germania.
Una scelta, quella della clausu-
ra, che per suor Patrizia non si-
gnifica chiusura: un modo
per entrare nella storia degli
uomini. Uno sguardo da lonta-
no che permette una maggiore
oggettivit. Io sono venuta qui
per raggiungere tutto il mondo.
Solo lasciando il particolare si
pu raggiungere la totalit.
Anche se non vanno per le stra-
de, lincontro con la gente
profondo: Vengono persone
diverse continua suor Patri-
zia persone con problemi.
Cercano conforto. Ma anche
preti e missionari che ci dicono
che il loro andare per il mondo
ha alla base il nostro star ferme.
La vera preghiera condivisio-
ne di vita, nel silenzio. Quando
le chiediamo il perch a volte si
percepisca una distanza con
le forme di spiritualit estre-
me suor Patrizia risponde:
necessario sfatare queste for-
me spiritualiste. Siamo una ca-
rovana, ognuno ha il suo com-
pito e non detto che uno sia
pi importante dellaltro. Oc-
corre non aver paura di mo-
strare le proprie paure. Siamo
sentinelle, ma anche noi co-
me tutti gli esseri umani abbia-
mo i nostri timori.
In giro per ora
I soldi non bastano pe
P
asseggiando per i vicoli di
Urbino, forse solo uno stu-
dioso di storia dellarte li
noterebbe. Quasi sempre chiu-
si, mal segnalati e poco pubbli-
cizzati, sono i tanti oratori dis-
seminati per la citt che appar-
tengono alle antiche Confrater-
nite. Edifici storici che racchiu-
dono opere darte di notevole
valore. Dietro i portoni chiusi di
oratori come quello di Santa
Croce, della Morte, di S.Andrea
Avellino, delle Cinque Piaghe e
della Visitazione si nasconde
un pezzo di storia urbinate. Le
Confraternite, infatti, si sono
sviluppate intorno al X secolo e
avevano una funzione impor-
tante per la vita sociale della cit-
t. Gli adepti vi si riunivano per
le funzioni di culto e per con-
In alto
agostiniane
cantano
i vespri
a S.Caterina
In basso
suor Dora
Ori e argenti, un viaggio
tra i Maestri del 700
Palazzo Ducale ospita, fino al 14 ottobre, la
mostra Ori e argenti. Capolavori del settecento
da Arrighi a Valadier. Promossa dalla
Soprintendenza per il Patrimonio storico artisti-
co e etnoantropologico e organizzata da
Artemisia, lesposizione illustra un aspetto parti-
colare e poco conosciuto della civilt artistica
marchigiana nel settecento: la diffusione di ori e
argenti sacri e profani provenienti dalle botteghe
di celebri argentieri romani. Si pu ammirare un
notevole numero di opere di eccezionale rilevan-
za, che evidenziano leccellente livello qualitati-
vo raggiunto dallarte orafa romana. Sono espo-
sti sia pezzi di argenteria sacra, commissionati
da vescovi e canonici in continuo viaggio dalla
Marca a Roma, sia pezzi di argenteria profana,
tra cui oggetti da tavola, da scrittoio e da illumi-
nazione (p.f.)
MOSTRE
KATIA ANCONA
FEDERICO FORMICA
Dalla tesi alla tonaca
Clausura: studentesse universitarie nei sei monasteri diocesani
Una scelta che non preclude la vita ma permette di entrare nella storia delluomo
Ducato 8-9.qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 13:36 Pagina 8
9
CULTURA
er oratori: ecco i gioielli invisibili della citt
tano per aprire tutto lanno. Ma S. Croce torner a splendere nel 2008
cordare gli interventi da com-
piere per i poveri, gli infermi e
per i funerali e il suffragio dei
defunti. Poich le Confraternite
erano considerate fondazioni
ecclesiastiche con propri statu-
ti, con un patrimonio da gestire
tra cui i lasciti, presto accumu-
larono abbastanza ricchezze da
potersi permettere di rendere
pi belle le loro chiese con i
contributi di grandi artisti. Pur-
troppo, per, queste ricchezze
artistiche restano inaccessibili
per la maggior parte dellanno.
Tranne San Giuseppe e San Gio-
vanni a via Barocci, di rilevanza
artistica superiore a tutti gli al-
tri e quindi aperti pi di fre-
quente, i portoni si aprono solo
con la bella stagione. Da aprile a
ottobre lassessorato Cultura e
Turismo propone un tour gui-
dato di sette oratori il sabato e la
domenica: ad agosto le visite
saranno giornaliere. Liniziati-
va si ripete da anni e secondo
Giuliano Santini, un responsa-
bile del progetto, pi di questo
non si pu fare: Lapertura fis-
sa degli oratori improponibi-
le. Per tenerli sempre aperti, in-
fatti, serve un custode e va pa-
gato. Anche potendo, comun-
que, non ne varrebbe la pena
perch i visitatori non sarebbe-
ro tanti. Il turismo di massa non
si intercetta con iniziative di
questo tipo, che si rivolgono al
turista curioso che va a cercarsi
le cose pi piccole e meno visi-
bili. Senza custode, niente
apertura. Lo dice anche il prio-
re di una confraternita di Urbi-
no: Se apri un oratorio al pub-
blico, devi pagare qualcuno che
lo controlli. Parliamo pur sem-
pre di patrimoni artistici. Gi ci
sobbarchiamo lonere di tener-
li aperti durante lestate, non ce
la facciamo a sostenere altre
spese. Egidio Cecchini, segre-
tario di Confturismo Urbino la
pensa diversamente: La que-
stione dei custodi che mancano
mi pare minimale, basta avere
un po di fantasia. Penso ad
esempio, a volontari o studen-
ti. Cecchini prosegue: Il turi-
sta non pu andare alla ricerca
del tesoro nascosto, al contra-
rio devessere la citt ad invo-
gliarlo e a dargli ogni informa-
zione. Va detto, infatti, che per
un visitatore difficile accor-
gersi dellesistenza stessa di
tanti luoghi: in mancanza di in-
dicazioni ci si passa accanto in-
consapevoli. Questo vale an-
che per la sinagoga a via Stretta,
appena dentro le mura, un edi-
ficio che risale al 1634. La co-
munit ebraica urbinate, un
tempo numerosa, oggi si ri-
dotta a cinque famiglie e manca
il numero minimo di uomini
(dieci) per celebrare le funzio-
ni. Cos, a meno che non ne fac-
cia richiesta una scolaresca o
un gruppo organizzato, le porte
della sinagoga si aprono solo
per occasioni particolari, come
la giornata della cultura ebrai-
ca. Ma ci sono anche le buone
notizie. Sono finiti i restauri
nella cappella dellex convento
di Santa Chiara e la chiesa tor-
ner ad essere visitabile dopo
anni. Linaugurazione immi-
nente: si parla di met maggio e
nella conferenza stampa di-
naugurazione verr annuncia-
to il piano per rilanciare e valo-
rizzare la cappella. Anche nel-
loratorio di Santa Croce, il pi
antico di Urbino, le porte stan-
no per riaprirsi dopo anni: gli
ultimi due sono stati dedicati al
restauro degli stucchi e degli af-
freschi che adornano le pareti.
Quando la
poesia parla
in dialetto
Libri in uscita
F
in da quant
er na ragas-
sa / me pia-
ceva de gi
in piassa /
Anca se n
sfaceva gnent / era pien lo
stess de gent. / Sar perch son
nata tun vigulin dUrbin, / me
sent de cnoscia i mur, me par
chme stann vicin. / E come se
me parlsser di fatt, e dle per-
son / ogni angol dla cit cha n
segret che ripon.
Questa Urbino per Simonetta
Fucili, educatrice, operatrice
del centro ricreativo giovanile
Golem e ora autrice del libro di
poesie in dialetto urbinate So
dUrbin e fac il brav Sono di
Urbino e me ne vanto, tra po-
chi giorni in vendita nelle libre-
rie della citt.
Lidea delle poesie in vernaco-
lo nata da occasioni della vita
familiare e lavorativa. Il pro-
getto del libro maturato inve-
ce solo dopo lincontro, duran-
te il concorso per giovani fu-
mettisti Golem Comix, con Mi-
chelangelo Arista, illustratore
formatosi alla Scuola del Libro
di Urbino. La commistione dei
miei versi con le sue illustra-
zioni dice lautrice - mi sem-
brava un modo gradevole ed ef-
ficace per presentare i miei
pensieri. Sono partito dai
versi di Simonetta racconta
Arista - e ho scelto uno stile
semplice e stilizzato che si
adattasse alla spontaneit e al-
la freschezza dei suoi testi.
Il dialetto , per la Fucili, la lin-
gua del ricordo per eccellenza.
Nata e cresciuta tra i vicoli del
centro storico, legatissima alla
sua citt, lautrice vede nel ver-
nacolo il mezzo espressivo
ideale per raccontare stati da-
nimo, situazioni relative al luo-
go di nascita e rafforzare il lega-
me tra le generazioni, oltre che
una ricchezza da salvaguarda-
re e trasmettere ai giovani. La
musicalit poi un elemento
fondamentale della sua scrit-
tura: Mi sembra che la parlata
dialettale si adatti a diventare
una filastrocca, con un suo rit-
mo interno.
I temi della raccolta vanno dal-
le festivit tradizionali, ai ri-
cordi personali, agli episodi
della vita cittadina. Ironia e
umorismo la chiave interpre-
tativa per leggere la realt.
Il libro verr presentato il 22
Aprile alle 18 nei locali dellA-
cli. La lettura dei testi sar in-
trodotta dalla musica della
compagnia dialetale Duccio e
sonator dla guassa.
GIULIA FLORIS
Loratorio
di S.Croce
in restauro
Nella foto
grande
il portale
di legno
delloratorio
della Morte
S.Francesco
di Paola
sede della
confraternita
del Corpus
Domini
Loratorio
di San
Giuseppe
una delle
principali
mte
turistiche
di Urbino
Ducato 8-9.qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 10:07 Pagina 9
il Ducato
10
0
1
2
3
car
te
llo
ne
Cinema
SUNSHINE
Cinema Ducale
Orari feriali 20.30, 22.30
Orari festivi 16.30, 18. 30,
20.30, 22.30
Anno 2057. Il sole sta
morendo e gli esseri umani
rischiano l'estinzione.
LIcarus II, una navicella
spaziale con un equipaggio
di otto astronauti, viene
inviata nello spazio per sal-
vare lumanit. Ma lungo il
viaggio l'equipaggio perde il
collegamento radio con la
Terra ed una serie di avveni-
menti minaccia lesito della
missione. Regia di Danny
Boyle
MIO FRATELLO E FIGLIO
UNICO
Cinema Ducale
Orari feriali 20.00, 22.00
Orari festivi 16.00, 18. 00,
20.00, 22.00
Dal romanzo autobiografico
"Il fasciocomunista" di
Antonio
Pennacchi la
storia di due
fratelli Accio
(Elio Germano)
e Manrico
(Riccardo Scamarcio) diver-
si in tutto, schierati su
opposte posizioni politiche,
ma innamorati della stessa
donna. Sullo sfondo la sto-
ria di Italia negli anni 60 e
70. Regia di Daniele
Luchetti
LULTIMO INQUISITORE
Cinema Nuova Luce
Orari feriali 21. 00
Orari festivi 17.00, 21.00
Segna il ritorno alla regia
per Milos Forman dopo
sette anni que-
ste pellicola
che racconta la
storia dellin-
quisizione spa-
gnola vista con
gli occhi del pittore
Francisco Goya. Lartista si
trova a dover fronteggiare lo
scandalo che coinvolge la
sua giovanissima musa
Ines, accusata di giudaismo
e dichiarata eretica dalla
Santa Inquisizione
Teatro
SOFFRO I CONTORNI
DELLA PELLE
Cagli, Teatro Comunale
5 maggio ore 21.15
Per la regia di Flavio Taini
una commedia filosofica
che mette in scena la rina-
scita delluomo senza i con-
dizionamenti della morale
Music
CONCE
SOLE
Gabicce
Valbrun
22 april
Concerto
zone da
col Duo
Paola Lo
Peraza.
Quel piano parla mille lingue
Lartista urbinate pensa a una prossima esibizione al Caff del Sole
Raphael Gualazzi tra concerti in giro per il mondo e nuove idee
MATTEO MARINI
S
i sente la musica, ca-
denzata e melodiosa,
che proviene dalla
stanza accanto nellI-
stituto musicale di
Urbino. Poi il pugno
pesante di una giovane allieva
che scende sui tasti del piano-
forte, insieme a un vaff di-
retto a biscrome e tasti neri.
Raffaele Gualazzi, in arte Ra-
phael come ormai lo conosco-
no tutti, fa una faccia stupita,
poi sorride e dice: Beh allini-
zio anche io mi arrabbiavo co-
s. Una volta per colpendo i
tasti del piano per la frustrazio-
ne ho sentito vibrare una blue
note. Cos ho scoperto il blues
e non mi sono pi fermato.
Verrebbe da chiamarlo Ra-
phael Urbinas, anche se non
pittore, e risulta difficile crede-
re che una volta si arrabbiasse
con i tasti che ora addomestica
con tanta maestria.
La stessa maestria che lo ha
portato a farsi conoscere in tut-
ta Italia e in giro per il mondo.
Una tecnica, lo stride piano
(letteralmente piano a grandi
passi) e il canto graffiante ed
evocativo. Le sue musiche so-
no ispirate alle atmosfere degli
anni 20 e 30 dellAmerica del
proibizionismo, ma le influen-
ze sono molteplici: dai classici
jazz al soul dei pi moderni Ja-
miroquai e Ben Harper.
A un anno e mezzo dalluscita
del suo primo album, Love
outside the window, c attesa
per il bis, e anche lui costretto
ad ammettere qualcosa: An-
cora non posso sbilanciarmi,
comunque posso dire che sto
lavorando a delle cose nuove.
Non sono uno che ha fretta,
non mi piace fare cose precon-
fezionate. Io partecipo in pieno
a tutto quello che creo, musica
e testi. Voglio ragionare sulle
cose. Lidea che lattesa sar
ripagata generosamente: A
me piace tutta la musica, e non
voglio limitarmi solo allo stri-
de piano perch adoro anche
altri generi. Per esempio quello
latinoamericano come il mam-
bo, ma anche il reggae.
Il discorso cade anche sulla lin-
gua: Le mie canzoni sono tut-
te scritte in inglese, ma litalia-
no la mia lingua, e chiss che
non venga fuori qualcosa. Se le
conoscessi scriverei canzoni in
mille lingue diverse.
Arte musica e lavoro, un rappor-
to difficile? Io penso che sia un
equilibrio tra il suonare per lar-
te, per i pubblico e per se stessi.
Se ci si sbilancia si rischia di di-
ventare troppo idealisti, com-
merciali o egoisti. Io spero che il
denaro che guadagner sia suf-
ficiente per continuare a fare
questo mestiere, non chiedo di
pi. Per sono ancora iscritto al-
luniversit a Beni Culturali, in-
dirizzo mobili antichi, e ci tengo
a terminare gli studi.
Raphael ha registrato il suo al-
bum desordio nel 2005, quan-
do un amico del padre Velio
Gualazzi era batterista dellA-
nonima Sound di Ivan Grazia-
ni) ascolt un suo provino: E
stato un caso quasi fortuito,
avevo una registrazione di pes-
sima qualit,fatta da un amico,
ma che servita allo scopo. Poi
il concerto a RadioTre, il Java
jazz festival a Giacarta, in Indo-
nesia, e le esibizioni in Ameri-
ca. Parla con orgoglio degli elo-
gi da parte del quotidiano sta-
tunitense Daily Telegraph e de-
gli attestati di stima da mostri
sacri come i Kool and the Gang
( uno di loro una volta mi dis-
se: Ehi man, your voice sounds
like New Orleans man!, la tua
voce suona come quelle di New
Orleans) e il vocalist italiano
GG Telesforo a Radio Capital.
Di Telesforo ha un ricordo par-
ticolare: Ero da Mancinelli a
Radio Capital, e GG mi aveva
promesso di fare un pezzo con
me a fine programma. A met
invece entr in studio e si mise
a cantare. Mi disse che a quel
sound non poteva proprio
resistere.
Raphael ha partecipato anche
ad alcuni spettacoli con Marco
Baldini e Gabriella Germani in
Italia: Ho suonato per lo spet-
tacolo di Baldini quando ha
presentato il suo libro. Ho
molto apprezzato lo spazio
che mi hanno dato. Intendo di-
re che la mia musica non era
solo un mero sottofondo, ma
una parte importante dello
show.
A febbraio tornato dagli Stati
Uniti, dove si esibito in Ver-
mont e New Hampshire. Il 30
aprile sar di nuovo con Ga-
briella Germani per uno spet-
tacolo a Verona. Poi i festival
jazz a Pisticci in Basilicata e
Ravello (Salerno) a luglio. E il
Montefeltro? Penso che tor-
ner a quello che stato come
il primo amore: il Caff del so-
le a Urbino. Il conservatorio ci
dava solo una possibilit al-
lanno per esibirci, e allora io
andavo l e suonavo per intrat-
tenere i clienti quando ero an-
cora un timido ragazzino.
Quando
Finalissima del
R
itorna il premio Metauro,
concorso per gruppi
emergenti residenti nelle
Marche, nato dalla manifesta-
zione Territori Musicali e giun-
to questanno alla sua terza
edizione. Il termine ultimo per
iscriversi al concorso il
3aMaggio, dopodich verran-
no selezionate le band che par-
teciperanno alla finalissima
del 15 Giugno a SantAngelo in
Vado. Qui una giuria di esperti
e una giuria popolare decrete-
ranno i due vincitori, che
avranno la possibilit di suo-
nare durante le serate di Terri-
I Keine di Tavullia, vincitori
Il pianista urbinate
Raphael Gualazzi
Ducato 10-11.qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 10:13 Pagina 10
11
SPETTACOLI
Musica
CONCERTI AL CALAR DEL
SOLE
Gabicce Monte, piazza
Valbruna
22 aprile ore 17.30
Concerto dei Ci ritorna in
mente.
Quartetto chita-
ristico italiano.
29 aprile ore
17.30
Latin jazz e can-
zone dautore sudamericana
col Duo Trova Habanera di
Paola Lorenzi e Pedro Mena
Peraza.
ROBERTO PROSSEDA
IN CONCERTO
Pesaro, Teatro Rossini
28 aprile ore 21
Prosseda, musicologo e piani-
sta di fama internazionale,
eseguir brani da Beethoven,
Schubert, Mendelsshon e
Chopin
Concorsi
LATTIMO FUGGENTE
Pesaro, Iscrizioni entro il
15 maggio, Ufficio Teatri
Comunali
In occasione della 43a edi-
zione della Mostra
Internazionale del Nuovo
Cinema di Pesaro, dal 23 giu-
gno al 1 luglio 2007, parte
lottava edizione del concorso
video per studenti di ogni
ordine e grado. Ammessi cor-
tometraggi di tutti i generi
realizzati con qualsiasi tecni-
ca (fiction, documentari, ani-
mazione, sperimentali)
Eventi
Torneo ducale in arme
Gloria e Onore
28 aprile dalle 10. 30
La compagnia darme I Poeti
della Spada di Urbino pre-
sentano una giornata di
rievocazione storica con esi-
bizioni di sbandieratori, falco-
nieri e musiche medievali.
Nel pomeriggio la competizio-
ne del Torneo Ducale in
Arme
Mostre
MIRAVIGLIOSAMENTE
MIR
Gradara, Palazzo Rubini
Fino al 4 novembre
Orari: 10.00 - 13.00
15.00 - 18.00
Orario estivo: 15.30 - 19.30
21.00 - 23.00
Biglietto intero 4 euro
ridotto 2,50 euro
Uno dei pi illustri palazzi del
borgo medievale di Gradara
ospita una selezione di oltre
100 opere grafiche di Joan
Mir dal 1948 al 1971. In
mostra acqueforti, acquetinte
e litografie .Il
rapporto tra le
opere dellarti-
sta spagnolo e il
territorio di
Gradara valo-
rizzato dalla
proiezione di immagini della
zona accompagnate, in sotto-
fondo, da una voce narrante
un testo di Mir sul suo
modo di concepire larte.
Questo il primo di una
serie di appuntamenti dedi-
cati ai pi grandi artisti del
Novecento, che avranno
luogo a Palazzo Rubini.
De Carlo, il ritorno
del figliol prodigo
Tra suoni e parole al teatro Sanzio
U
n viaggio tra let-
teratura e musi-
ca, attraverso af-
f abul azi one e
denuncia socia-
le. Sono questi gli
aspetti salienti che verranno
coniugati da Andrea De Carlo
in Tra suoni e parole sulle ta-
vole del teatro Sanzio. Lesibi-
zione, in programma gioved
26 aprile, non
altro che la pre-
sentazione del-
lultima fatica
letteraria del-
lautore milane-
se dal titolo Il
mare delle veri-
t, inserita nella
serie di incontri
organizzati dal-
lassessorato al-
la Cultura del
Comune di Urbi-
no allinterno
della rassegna
Gli spazi della citt: una ve-
trina che in questa primavera
ha consentito a molti autori di
far conoscere al pubblico le lo-
ro opere.
Il modo con cui De Carlo soli-
to presentare i suoi libri stra-
volge per la routine di questi
incontri. La lettura dei brani
del suo volume intervallata
da musiche composte durante
la stesura dello stesso, che ve-
dono lo scrittore suonare la
chitarra o il mandolino accom-
pagnato dai ritmi incalzanti
delle tabla (tamburi indiani di
legno o terracotta suonati con
le mani attraverso una raffina-
ta tecnica di dita) del percus-
sionista bengalese Arup Kanti
Das. In pi, durante lo spetta-
colo, c il coinvolgimento di-
retto del pubblico attraverso la
mediazione di bigliettini di
carta, sui quali gli spettatori
possono scrivere domande o
considerazioni sui temi trattati
dal romanzo. Una forma di co-
municazione ha dichiarato
lautore in passate conferenze
stampa che mi consente di
sentire il mio pubblico pi vici-
no e di far partecipare attiva-
mente anche i pi timidi.
Il mare delle verit ruota at-
torno allannoso problema
della sovrappopolazione del
pianeta, affrontato da De Carlo
VALERIO MINGARELLI
in chiave thriller attraverso la
fuga in barca a vela dei due pro-
tagonisti, fratelli ma molto di-
versi tra loro, ricercati allinter-
no di un intrigo internazionale.
Allaumento demografico in-
controllato si legano argomen-
ti di stretta attualit quali la cri-
si dellindividuo, limportanza
dellapparenza nel mondo
della politica e alcune questio-
ni inerenti leco-
logia.
Nel l a car t el l a
stampa distribui-
ta da Bompiani-
Rcs Libri, casa
editrice del testo,
chiara la sfida
che De Carlo ha
voluto intrapren-
dere: trattare que-
sti temi cos spi-
nosi attraverso
unimpostazione
stilistica che po-
tesse risultare av-
vincente per i lettori. Il thriller
avventuroso appunto. E a giu-
dicare dai buoni risultati di
vendite e dal successo dei suoi
spettacoli degli ultimi mesi, si
pu dire che labbia vinta.
Da sempre critico nei confron-
ti di chi tiene le redini del mon-
do (Onu, governi locali, Chiesa
etc.), lautore milanese ha a
cuore anche numerose batta-
glie ecologiste, come quella
promossa di recente da Green-
peace che sostiene luso della
carta Amica delle foreste per
la stampa dei libri, della quale
in Italia tra i pi convinti pro-
motori.
La sua esibizione sul palco del
teatro Sanzio di Urbino un
omaggio alla citt dove per di-
versi periodi ha vissuto ma che
soprattutto ha dato grande fama
a suo padre Giancarlo, mento-
re architettonico dellattuale
struttura urbana e ideatore dei
progetti degli edifici pi impor-
tanti (fra cui anche i collegi) del-
lateneo urbinate.
Nonostante abbia girovagato
continuamente tra Stati Uniti e
Australia, De Carlo venuto
spesso a trovare ispirazione
qui, sulle colline del Montefel-
tro. Questa volta torner per of-
frire a tutti i versi appassionan-
ti dei suoi scritti e le melodie in-
cisive delle sue musiche.
la musica tutta dei giovani
premio Metauro: 15 giugno a S.Angelo in Vado
tori Musicali: alla Fortezza Al-
bornoz di Urbino (data da defi-
nire) e a Urbania (7 Luglio). I
vincitori del premio della criti-
ca, inoltre, parteciperanno al
MEI (meeting etichette indi-
pendenti) di Faenza e al Festi-
val Sottosuoni di Cagliari.
Da questanno stata intro-
dotta nel regolamento una
nuova clausola per partecipa-
re al concorso: i candidati do-
vranno presentare due brani
propri rigorosamente in lingua
italiana o in dialetto marchi-
giano. Questo vincolo spiega
Stefano Mauro dellassociazio-
ne Il Vento che organizza le-
vento in collaborazione col Co-
mune di SantAngelo in Vado e
la Comunit Montana dellAlto
e Medio Metauro - si pone pro-
prio lobiettivo di restituire li-
taliano e magari il dialetto alla
musica.
Lidea del premio nata per da-
re stimoli maggiori alle band
emergenti che gi partecipava-
no a Territori Musicali, offren-
do loro la possibilit di aprire le
date degli artisti pi celebri.
Secondo Mauro si tratta di una
grande occasione per i giovani
di esibirsi su un palco e con-
frontarsi con altre esperienze,
anche perch le opportunit di
suonare in giro non sono mol-
tissime.
Demetrio Vianelli, voce e bas-
so dei Keine, formazione di Ta-
vullia, vincitori del premio del-
la critica nella scorsa edizione
racconta: E stata un espe-
rienza positiva, abbiamo avuto
modo di suonare in contesti
nuovi e il nostro nome nel cir-
condario a girare. Il primo
Maggio rappresenteremo Ter-
ritori Musicali alla manifesta-
zione InRock di Piobbico.
(g. fl.)
del Premio Metauro nella scorsa edizione, sul palco della manifestazione Territori Musicali
Andrea De Carlo
Ducato 10-11.qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 10:13 Pagina 11
il Ducato
12
Universit, troppe barriere
Collegi e facolt sono ancora poco accessibili per gli studenti disabili
Luisa: Dormo alla Vela ma per studiare devo andare al Tridente. In facolt solo una rampa mobile
C
oprifuoco obbliga-
to alle sette di sera.
Aule studio e lezio-
ni off limits. E a
mensa solo pasti
freddi. Studiare a
Urbino pu voler dire anche
questo, se sei su una sedia a ro-
telle. Abbiamo passato una
giornata con Luisa (il nome di
fantasia), una ragazza disabile
al suo primo anno nella citt
ducale, per capire i problemi e
le esigenze di una vita su quat-
tro ruote.
Luisa vive al collegio la Vela, lu-
nico che pu accogliere ragaz-
zi con disabilit motorie. Ha il
bagno in camera con una peda-
na di legno sulla porta, ma
troppo ripida fa notare Luisa,
e un terrazzino con una bella
vista, peccato che un gradone
sulla porta lo renda inaccessi-
bile.
Per studiare, Luisa va al Triden-
te, perch laula studio della
Vela raggiungibile solo attra-
verso una lunga rampa di scale.
Al Tridente si trova a piano ter-
ra ci spiega ma ho bisogno di
aiuto perch allesterno ci sono
dei gradini, anche se bassi. Per
raggiungere laltro collegio c
pollicino, la navetta messa a
disposizione dallAmi grazie
ad una convenzione con lErsu.
Devo prenotarlo 3 o 4 ore pri-
ma. Ma anche con questo lun-
go preavviso capita che arrivi
in ritardo. La pedana difetto-
sa, per fortuna posso contare
sulle braccia dei miei assisten-
ti. Il servizio si ferma alle 19
perch nato solo per colma-
re le esigenze di studio spiega
Lorenzo Ciaffoncini dellErsu.
A pranzo e cena Luisa mangia
alla mensa del Tridente. In cen-
tro deve accontentarsi solo del
Cibus. Per raggiungere un piat-
to caldo dovrebbe scendere per
una discesa troppo ripida. An-
che al Tridente la mensa non
del tutto accessibile. La carroz-
zina non passa attraverso il
corrimano che limita la fila per
prendere i piatti, perci c
sempre qualcuno che le prepa-
ra il vassoio mentre lei aspetta
al tavolo.
La sua facolt si attrezzata, a
partire dal mese di gennaio,
con una pedana mobile. E le-
gata con un lucchetto nel giar-
dino, ogni volta che Luisa deve
entrare qualcuno deve chia-
mare un inserviente che la
prenda per poggiarla sui gradi-
ni. Allinterno pu accedere so-
lo ad unaula.
Luisa e gli altri studenti disabi-
MARIANGELA MODAFFERI
LE SCALE
La rampa
che dal piano
degli alloggi
per disabili
porta alla
sala studio
del collegio
La Vela
LA NAVETTA
Luisa e la
sua assistente
di fronte
al minibus
dellAmi
La pedana
difettosa
e non sempre
funziona
LE MENSE
Nella foto
grande,
la discesa
che porta
al Cibus
in centro
Accanto,
il corrimano
al Tridente
li possono contare sui volonta-
ri che li assistono durante il
giorno per un numero di ore
deciso in base al loro grado di
disabilit.
Pensavo non ci fossero pi
problemi di accesso alle strut-
ture principali dichiara Ciaf-
foncini - comunque nei collegi
e nelle facolt i disagi non sono
solo dei disabili.
I problemi da risolvere riman-
gono tanti e ci sono anche le
leggi a ricordarlo.
Partenze di gruppo da Urbino:
02/03 Giugno 2007 PISTOIA - LUCCA - Euro 175,00
16/23 Ottobre 2007 CROCIERA MEDITERRANEA - Euro 769,00
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13
UNIVERSIT
Web radio al campus
Sar fatta dagli studenti e verr inserita in una rete nazionale
UnyOnAir il progetto di Radio 24 per creare e gestire quaranta emittenti dateneo
I
l bando della discordia:
pu essere definito cos
quello pubblicato l11
aprile dallErsu per la ge-
stione di bar e mensa nel
campus scientifico del-
lex Sogesta. Ne era infatti gi
stato pubblicato uno nel set-
tembre 2006, ma stato annul-
lato dopo le elezioni universita-
rie. Due cooperative avevano
gi presentato la propria offer-
ta, si attendeva solo lapertura
delle buste: perch, allora, un
nuovo bando?
Quello precedente spiega
Giorgio Bernardini, rappresen-
tante degli studenti nel consi-
glio di amministrazione dellEr-
su era rivolto esclusivamente
alle cooperative costituite da
studenti universitari. Non ci
sembrava giusto escludere dal-
la gara cooperative o ditte for-
mate da persone esterne al
mondo universitario. Quello
appena pubblicato un bando
che non esclude nessuno.
Sar possibile presentare le do-
mande entro le 14 del 10 mag-
gio. Chiunque vinca la gara sar
comunque obbligato ad impie-
gare studenti dellUniversit,
dellIsia e dellAccademia di
belle arti per la gestione dei ser-
vizi.
Il presidente dellErsu, Giancar-
lo Sacchi, esclude qualsiasi irre-
golarit al momento dellannul-
lamento del precedente bando:
Il consiglio di amministrazio-
ne ha preso questa decisione
prima che le buste con le offerte
pervenute venissero aperte:
una scelta legittima, attuata nel
pieno rispetto delle regole. Una
delle cooperative che avevano
partecipato a quel bando ha in-
viato una lettera chiedendoci
cosa fosse successo. Abbiamo
risposto spiegando che avreb-
bero potuto presentare unof-
ferta dopo la pubblicazione del
nuovo bando.
Il rappresentante degli studenti
nel precedente consiglio di am-
ministrazione dellErsu, Angelo
Di Pumpo, ha idee ben diverse
sulla bont del nuovo bando:
solo un modo per impedire che
la gestione di questi servizi ven-
ga affidata alle cooperative for-
mate da studenti. In quello pre-
cedente, inoltre, la somma an-
nuale da versare allErsu, che
costituisce la base di partenza
per le offerte, era di mille euro:
adesso la quota salita a 7.800
euro. Una somma non semplice
da reperire per degli studenti
universitari. .
Col nuovo bando continua Di
Pumpo sono cambiati anche i
parametri per la valutazione
delle offerte: prima si conside-
rava soprattutto la qualit del
progetto, mentre con i nuovi cri-
teri si privileger lofferta eco-
nomica migliore. Secondo Ber-
nardini laumento della quota
minima per partecipare al ban-
do del tutto giustificata: Quei
soldi verranno utilizzati intera-
mente per le borse di studio.
Quando discutevamo del nuovo
bando, il nostro obiettivo pri-
mario era quello di garantire
agli studenti tre cose: borse di
studio, alloggi e mensa.
LUCA SANTOCCHIA
to? La risposta in autunno,
quando sar pronto il progetto
e quando attesa la nascita
delle prime web radio. Obietti-
vo finale di UnyOnAir dare vi-
ta, poi, a un network di ampiez-
U
na radio univer-
sitaria on line,
fatta dagli stu-
denti per gli stu-
denti, che a Ur-
bino sfrutter il
segnale e il bacino dutenza del
wireless campus. Sar ideata
grazie a UnyOnAir, un pro-
getto di Radio 24 che aiuter
quaranta atenei italiani a crea-
re la propria radio sul web.
Liniziativa, lanciata a gennaio
con un bando di concorso, da-
r a 200 studenti cinque per
ogni universit, divisi per ruoli
professionali la possibilit di
partecipare a incontri didattici
volti ad acquisire le competen-
ze editoriali, tecniche e mana-
geriali per lavorare nel mondo
radiofonico e per progettare e
gestire una web radio.
I laboratori, che si svolgeranno
tra maggio e settembre nella
sede di Radio 24 a Milano, for-
meranno un gruppo dirigente:
il capo progetto e i responsabi-
li palinsesto, informazione,
musicale e tecnico. Questo
gruppo avr poi il compito di
elaborare un piano per la crea-
zione della radio, da far appro-
vare al proprio ateneo, il quale,
intanto, dovr dotarsi delle at-
trezzature indispensabili alla
trasmissione radiofonica.
Approvato il progetto, uno staff
pi ampio di studenti si occu-
per di attuarlo e gestirlo.
Lidea di UnyOnAir nata dal-
losservazione della scarsa dif-
fusione, in Italia rispetto agli
altri paesi, delle radio universi-
tarie. Ha la collaborazione del-
lintero gruppo Il Sole 24 Ore,
del network Job 24 e il suppor-
to di Heineken, Renault e Mi-
crosoft, e richiede alle univer-
sit una quota di partecipazio-
ne di mille euro, a titolo di con-
tributo spese per il corso.
Per Urbino ha risposto al ban-
do, e vinto, lIstituto di Scienze
e Tecnologie dellInformazio-
ne. La proposta partita dagli
studenti del gruppo Agor
racconta Alessandro Bogliolo,
referente operativo del proget-
to e ho deciso di aderire per-
ch coerente con Urbino Wi-
reless Campus, un contesto
ideale per lo sviluppo di una
web radio. C il bacino di uten-
za di un segnale che si propaga
oltre gli edifici in cui c inter-
net, e coinvolge tutta la citt.
Non si conoscono ancora i no-
mi dei cinque studenti che se-
guiranno le giornate formati-
ve, ma saranno selezionati in
base alla motivazione e alle
competenze tra coloro che
hanno proposto liniziativa.
Dopo assicura Bogliolo la
gestione sar affidata a uno
staff pi ampio: mi sto organiz-
zando per avere suggerimenti
anche da esterni, e sto ancora
cercando, tra gli studenti di in-
formatica applicata, un re-
sponsabile tecnico. Che con-
tenuti potr avere lemittente
dateneo? Di comunicazione
tra studenti, di servizio, din-
formazione o dintrattenimen-
za nazionale tra le quaranta
emittenti cos create. Per gli in-
contri didattici, invece, il pri-
mo appuntamento il 4, 5 e 6
maggio. Molti atenei hanno gi
selezionato e iscritto i propri
partecipanti, Urbino ci sta an-
cora lavorando. La cosa non
mi preoccupa commenta Bo-
gliolo - ci sono molti studenti
motivati e non avr difficolt a
trovarne cinque da mandare.
Studi il pc e impari linglese
Informatica applicata, il corso online si rinnova
O
nline, in inglese e con metodologia Clil.
Il corso di Informatica applicata del-
lUniversit di Urbino, non ha simili in
Italia. Lintroduzione della metodologia ba-
sata sullinsegnamento integrato di linguaggi
e contenuti (indicata con la sigla Clil: content
and language integrated learning), una del-
le novit del prossimo anno accademico. Il
Clil spiega Flora Sisti, coordinatrice del pro-
getto un sistema di in-
segnamento dellinglese,
basato sullidea di unire la
lingua ad alcune discipli-
ne specifiche. Un sistema
nato nella met degli anni
Novanta dallosservazio-
ne della realt canadese.
In Canada sottolinea la
Sisti per motivi storici e
culturali, gli studenti si
trovano fin da piccoli a
studiare alcune materie in
una lingua diversa dalla
lingua madre e crescono
parlando correntemente
due lingue. La metodolo-
gia si fonda sulla convin-
zione che insegnare una
disciplina in inglese non
significhi semplicemente tradurre il materia-
le didattico, ma rielaborarlo. Schemi, grafici
e riassunti sono tra gli strumenti principali. Il
materiale va impostato in modo diverso da
come lo si organizzerebbe in italiano.
Il progetto di ricerca che lUniversit ha pre-
sentato per introdurre il Clil nel corso di lau-
rea di Informatica applicata, ha ottenuto il fi-
nanziamento del Ministero e si inserisce in
un percorso di studio linguistico iniziato nel
2005. Quellanno abbiamo attivato un corso
post-laurea per formare professionisti della
metodologia che lavoreranno nelle scuole
primarie e secondarie. Ora invece sperimen-
teremo il Clil in ambito universitario.
E non un caso che tra tutti i corsi si sia can-
didato proprio quello di Informatica applica-
ta. Per i nostri studenti spiega Alessandro
Bogliolo, responsabile della formazione a di-
stanza del corso linglese di fondamenta-
le importanza. Il corso online gi in inglese,
ma quando abbiamo saputo che la professo-
ressa Sisti si stava occupando dellapplicazio-
ne della metodologia Clil, abbiamo pensato
di farci coinvolgere. Ora
nella preparazione del
materiale didattico sare-
mo affiancati dagli esper-
ti del gruppo di ricerca. Il
progetto riguarder tutto
il corso di laurea, ma in
particolare Computer
Architecture, esame ob-
bligatorio del primo an-
no. La ricerca prevede che
al termine di due anni di
sperimentazione venga-
no presentati i risultati. Si
valuteranno i migliora-
menti dellinglese fra gli
studenti, ma ci sar anche
la verifica della qualit del
corso a distanza di Infor-
matica applicata. In que-
stultimo caso il campione di riferimento sa-
r costituito dagli alunni del corso in presen-
za. Informatica applicata spiega Bogliolo
strutturata in due corsi, quello online in in-
glese e un altro, identico nei contenuti ma in
italiano e con presenza in aula.
Lapplicazione della metodologia non deve
andare a discapito della qualit della materia
insegnata conclude la Sisti e gli studenti
del corso online in inglese Clil dovranno ave-
re una preparazione uguale a quelli che stu-
diano le stesse cose, ma in aula e in italiano.
ELISA STRAINI
La cartolina di presentazione
del corso di Informatica applicata
Bando bis
e un po
di polemiche
Bar nei collegi
CRISTIANA SALVAGNI
ducato 12-13.qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 10:27 Pagina 13
il Ducato
14
F
u soprannominato
Superpippo nel
2004, quando vinse i
titoli italiani di
nuoto. Poi vennero
gli europei. Non
sembra poi cos lontano quel
maggio di tre anni fa, quando a
Madrid Filippo Magnini si lau-
reava a sorpresa campione
dEuropa battendo nienteme-
no che Van den Hoogenband.
Da l in poi Magnini non si
pi arrestato, ed ora si confer-
mato campione del mondo a
Melbourne nei 100 stile libero,
condividendo il gradino pi
alto del podio con il canadese
Brent Hayden. Il pesarese a
prima vista un ragazzo solare e
simpatico, come tanti altri.
Rispetto a loro ha qualcosa in
pi: in acqua il campione viene
fuori in maniera prepotente, ha
una battuta di gambe che
lascia senza fiato, e la progres-
sione nel finale di gara deva-
stante per tutti gli avversari.
Certo a venticinque anni quat-
tordici chilometri di nuoto al
giorno, tanto lallenamento
che Magnini affronta quotidia-
namente, non sono uno scher-
zo, ma la deter-
minazione un
altra delle quali-
t del marchigia-
no.
Per diventare un
grande, un Magno,
come lo chiamano
adesso, Filippo ha
lasciato la sua
regione ed anda-
to ad allenarsi in
Piemonte e poi a
Roma.
oggi uno dei
centisti pi forti
di sempre, e si ritagliato
anche un posto nella storia
dello sport: il primo italiano
ad aver vinto l'oro nei 100
metri stile libero ai mondiali ed
il secondo performer di sem-
pre in vasca lunga.
Ora che ti sei confermato cam-
pione del mondo, come stai
trascorrendo questi giorni, e
quali sono i tuoi progetti per il
futuro?
Ho fatto un mix tra vacanze e
lavoro extra, sono stato in pro-
grammi tv, ho fatto qualche
intervista, ho staccato un po'
con il nuoto.
Ora si ricomincia
a lavorare senza
fiato sul collo,
non ci sono gros-
se gare in vista,
far qualche
meeting, ma
molto tranquilla-
mente.
Il tuo un oro
che ha riempito
di orgoglio le
Marche. Ma tu
quando hai
smesso di alle-
narti nella tua regione?
Sono andato via da Pesaro a 19
anni, la stagione 2001-2002
stata l'ultima che ho fatto l. Poi
sono stato tre anni a Torino,
dove mi ha allenato Claudio
Rossetto, che mi ha preparato
molto bene nello stile libero.
Dopo lui si spostato a Roma e
io l'ho seguito.
il sesto anno che lavoro con
lui e mi trovo molto bene.
Hai lasciato Pesaro perch non
offriva opportunit a un giova-
ne talento del nuoto?
Non proprio. Io avevo bisogno,
in allenamento,
di persone che
mi stimolassero,
che fossero pi
grandi di me.
A Pesaro quasi
tutti quelli della
mia et avevano
smesso di nuota-
re e mi ritrovavo
in vasca con i
ragazzi pi gio-
vani.
Ho avuto la chia-
mata da una
squadra di
Torino molto importante, della
quale facevano parte anche
molti olimpionici, e ho deciso
di provare questa strada che
poi si rivelata giusta.
Quindi, secondo te, la regione
ha le strutture per preparare i
giovani atleti?
Io penso che nelle Marche gli
impianti non manchino. Quelli
presenti sono buoni e gli allena-
tori di ottimo livello.
Per i ragazzi giovani possono
dare tanto, fino a un certo punto
della carriera. Io cercavo una
societ grande, che mi potesse
assistere com-
p l e t a me n t e ,
quella in cui
sono adesso mi
d preparatori
personali e fisio-
terapisti.
Ho scelto di
andarmene, ma
gli anni a Pesaro
sono stati fonda-
mentali.
I giovani allora
si allenano bene
nelle Marche,
ma per diventa-
re campioni devono lasciare le
proprie citt
Non cos. Io sono andato via,
ma solo la mia esperienza
personale. Non detto che chi
si allena nelle Marche non
possa riuscire ad arrivare in
alto.
Olimpiadi 2004
staffetta 4x200
stile libero
Mondiali 2005
100 stile libero
Mondiali 2007
100 stile libero
Mondiali 2007
staffetta 4x100
stile libero
Europei 2004
100 stile libero
Europei 2004
200 stile libero
Europei 2004
staffetta 4x100
stile libero
Europei 2004
staffetta 4x200
stile libero
Europei 2006
100 stile libero
Europei 2006
staffetta 4x100
stile libero
Europei 2006
staffetta 4x200
stile libero
Europei 2006
200 stile libero
IL MEDAGLIERE
Ho staccato
un po
con il nuoto
Ora si riparte,
ma senza
fiato
sul collo
Sono stato
chiamato
da una grande
societ
Ecco perch
ho lasciato
Pesaro
Superpippo, loro di Pesaro
Marche e nuoto, le opportunit per i giovani talenti ci sono. Parola di Magnini
Il re dello stile libero ricomincia ad allenarsi negli impianti di Roma. Ma non dimentica il passato marchigiano
GIUSEPPE FERRANTE
Filippo Magnini trionfa ai mondiali di Melbourne
Ducato 14-15 .qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 13:46 Pagina 14
15
SPORT
Quando il calcio sfida la violenza
Triangolare Un pallone per amico il 28 aprile al Montefeltro
C
osa avvicina giornalisti
RAI, ex-calciatori e poli-
ziotti? La lotta alla violenza
e la solidariet, i due obiettivi
della manifestazione Un pallo-
ne per amico, il triangolare di
calcio che si giocher sabato 28
aprile al Montefeltro di Urbino.
Levento, che tocca in tutto 40
citt italiane, approder anche a
Urbino dove giocatori come
Walter Bianchi, terzino del Milan
di Sacchi campione dItalia
nell87/88, e Fabrizio Di Mauro,
centrocampista che gioc per
Roma, Fiorentina e Lazio, si con-
fronteranno con la squadra
nazionale dei giornalisti e con
quella della polizia di stato per
offrire al pubblico divertimento e
momenti di riflessione.
Lincontro, infatti, stato pensa-
to per richiamare lattenzione
sulla violenza, che rischia di
distruggere lo spirito delle mani-
festazioni sportive e allontanare
gli appassionati dagli stadi. Il
nostro un discorso di preven-
zione. La violenza nello sport c
sempre stata, non solo un pro-
blema degli ultimi tempi, anche
se i recenti avvenimenti di cro-
naca lhanno riportata alla ribal-
ta, afferma uno degli organizza-
tori dellevento, Bruno Targasi.
Gli scontri del 4 aprile tra ultr di
Roma e Machester hanno dimo-
strato, infatti, che le precauzioni
prese non sono bastate ad argi-
nare la violenza nei luoghi dello
sport. Limpegno delle forze del-
lordine, da solo, non sufficien-
te ma bisogna promovere infor-
mazione ed educazione. Oggi pi
che mai importante, quindi,
ricordare che lo sport s, com-
petizione e agonismo, ma
anche momento di confronto
positivo e pacifico.
Temi importanti e di grande
attualit che gli organizzatori
propongono di approfondire
anche con una conferenza dal
titolo Combattiamo la violenza
e riportiamo le famiglie allo sta-
dio. Lincontro, previsto per
luned 23 aprile alle 11 nellaula
magna della facolt di Scienze
della Formazione a Urbino,
direttamente collegato al trian-
golare, cos come il concerto
della banda della polizia di Stato
che si terr il 27 aprile alle 20.30
al Teatro Sanzio. Non solo calcio,
Urbino Calcio
ENZO MIGLINO
D
ue partite alla fine e
la salvezza mate-
matica ancora di
conquistare. LUr-
bino Calcio si pre-
senta alla gara di
domenica contro lAcqualagna
con lobbligo di vincere, per evita-
re i play-out e restare in Eccellen-
za.
Decimo in classifica con 42 punti,
appena quattro sopra la zona spa-
reggi. Eppure lUrbino aveva co-
minciato alla grande, in testa al
campionato dopo le prime 12 par-
tite. Non ci eravamo posti obiet-
tivi precisi dice il direttore spor-
tivo Adolfo Stefani perch siamo
partiti da zero dopo una brutta re-
trocessione, che ha lasciato une-
redit tecnica disastrosa.
Grande rinnovamento, 23 calcia-
tori nuovi su 24 e anche un nuovo
mister. Il presidente Mauro An-
dreani ha rilevato definitivamen-
te lUrbino la scorsa estate e spie-
ga che la societ ha trovato una
cattiva situazione economica e ha
dovuto sistemarla. La spesa tota-
le di gestione per il campionato si
aggira sui 220.000 euro. Consoli-
dato il bilancio, punteremo di pi
sulla squadra lanno prossimo.
Dopo lottima partenza, un cla-
moroso calo invernale - un punto
in otto partite tra dicembre e gen-
naio - ha portato lUrbino nella
seconda met della classifica.
Tra le cause del crollo, gli infortu-
ni di due pedine importanti come
Gasperoni (pubalgia e tendinite)
e Mancini (rottura del crociato) e
linesperienza di tanti giovani,
impreparati a misurarsi con situa-
zioni di crisi.
Un anno di transizione quindi,
utile a costruire le basi per il futu-
ro. Con i giovani sempre al centro
dei progetti societari.
LUrbino la squadra pi giova-
ne del torneo continua Andrea-
ni con unet media di 21,4 anni
e tanti ragazzi classe 86, 87 e 88
di ottime prospettive.
Proprio pochi giorni fa la societ
ha stretto un accordo con lAzzur-
ra Gallo Colbolrdolo - che per tra-
dizione uno dei migliori vivai
della provincia - per una collabo-
razione nel settore giovanile.
Per portare lUrbino pi in alto
nella prossima stagione.
Incrociando le dita per la gara con
lAcqualagna, logicamente.
ROBERTA CIFRA
Andreani:
Salvarsi
e ripartire
A sinistra,
lo stadio
Montefeltro
In alto,
la locandina
del match
quindi, ma anche riflessione,
musica e solidariet. Non biso-
gna dimenticare, infatti, che i
fondi raccolti con la vendita dei
biglietti dellincontro del 28,
saranno interamente devoluti in
beneficenza. Con soli tre euro,
questo il prezzo per il pubblico
che potr comprare i ticket al
commissariato di polizia o diret-
tamente allo stadio, si sosterran-
no tre associazioni.
La prima, Amici del cuore, ha
sede a Urbino e utilizzer i fondi
per nuovi macchinari destinati al
reparto di cardiologia dellospe-
dale della citt.
Le altre due sono lUnicef e la
fondazione Raphael, impegnate
per la difesa dellinfanzia e lo svi-
luppo nel terzo mondo.
Ducato 14-15 .qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 13:49 Pagina 15
il Ducato
16
MASS MEDIA
2
3
4
0
1
2
3
8
9
6
5
7
ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: GIOVANNI BOGLIOLO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo".
Vice: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche. Consiglieri: per l'Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIU-
SEPPE PAIONI; per l'Ordine: STEFANO FABRIZI, DARIO GATTAFONI, CLAUDIO SARGENTI; per la Regione Marche: FRANCESCO NONNI, SIMONE SOCIONOVO; per
la Fnsi: GIOVANNI GIACOMINI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO
MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore: GIOVANNI MANTOVANI Coordinatori: VITTORIO ROIDI, GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI
IL DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029 - Urbino - 0722350581 - fax 0722328336 www.uniurb.it/giornalismo; e-mail: reda-
zione.ilducato@uniurb.it Direttore responsabile: GIOVANNI MANTOVANI Stampa: Arti Grafiche STIBU - Urbania (PU) - 0722319431 Registrazione
Tribunale Urbino n. 154 del 31 gennaio 1991
Entro il 23 aprile la societ dovr
spiegare allantitrust il ritardo
nellapplicazione delle disposizioni
svelare ai produttori di softwa-
re le informazioni necessarie
all' "interoperativit".
Spiega Paolo De Andreis, diret-
tore del giornale on line Punto
informatico: "Microsoft stata
condannata negli anni passati,
nel 2000 e nel 2002 soprattutto,
anche dall'antitrust america-
no ma con conseguenze molto
diverse. In America sono state
imposte pesanti sanzioni eco-
nomiche, in Europa si cercata
una soluzione che affrontasse
il problema alla base, cio ob-
bligando l'azienda a rivelare
alcune informazioni fino ad al-
lora considerate segreti com-
merciali. Nei fatti evidente
per che il mercato a ridi-
mensionare l'atteggiamento
aggressivo della Microsoft".
La politica commerciale Mi-
crosoft (come nel 1980 la firma
dello storico accordo con Ibm,
importante casa produttrice di
computer, per integrare i suoi
programmi nei Pc in fase di in-
stallazione) stata determi-
nante, ma non basta da sola a
assicurare la migliore qualit
dei prodotti. Se ne rendevano
conto gli ingegneri che scrisse-
ro gli Halloween Documents
nel 1998, un memorandum
confidenziale nel quale si par-
lava del pericolo che il softwa-
re libero (e il sistema operativo
Linux in particolare) costituiva
per la casa Microsoft. I rivali di
Gates utilizzano l' "intelligen-
za collettiva della Rete" per svi-
luppare sistemi operativi e ap-
plicazioni "libere" (di cui sono
fornite le informazioni utili al-
la loro riproduzione e modifi-
ca). Detto altrimenti, l'innova-
zione e il miglioramento dei
prodotti sono affidati alla co-
operazione tra programmato-
ri, piuttosto che al protezioni-
smo del segreto industriale. Il
pacchetto di applicazioni pro-
posto dal nuovo sistema opera-
tivo "Vista" tiene conto degli
sviluppi a cui si arrivati, ha un
formato aperto, cio capace
di comunicare con gli altri si-
stemi operativi. "Microsoft sa
di essere un gigante minaccia-
to - sottolinea Vittorio Zambar-
dino, giornalista di Repubblica
- dato che Google da una parte
e l'open source dall'altra han-
no le carte in regola per con-
tendersi fette importanti di
mercato, in quanto producono
software per venire incontro a
ogni esigenza informatica".
Microsoft-Ue, guerra infinita
Lazienda di Gates stata multata pi volte per abuso di posizione dominante
Nel 2004 la Commissione europea ha imposto di comunicare alcuni codici del sistema Windows ai concorrenti
LISA BARACCHI
Nella foto grande Bill Gates. In alto il commissario europeo allantitrust Neelie Kroes
LE ACCUSE DEI RIVALI
Microsoft sa di essere un gigante
minacciato anche da Google
e dal software libero
e il mercato sta ridimensionando
il suo atteggiamento aggressivo


I
l tuo potenziale la no-
stra passione, cita una
pubblicit della Micro-
soft, l'azienda di Bill Ga-
tes. Ma quello stesso po-
tenziale potrebbe essere
la passione anche di altri e bi-
sognerebbe lasciare la libert
di scegliere con quali strumen-
ti - informatici nella fattispecie
- sviluppare le proprie idee.
Questo sembra il messaggio
dell'Unione europea da quan-
do iniziata la battaglia tra
l'antitrust e la Microsoft. La
Commissione europea punta a
salvaguardare la concorrenza
anche in campo informatico
dove Microsoft detiene un im-
pero con il suo sistema operati-
vo Windows impostato sulla
grande maggioranza dei com-
puter. Siamo ora a una nuova
fase di scontro che vede l'at-
tuale commissario antitrust,
Neelie Kroes, minacciare nuo-
ve sanzioni all'azienda di Ga-
tes. Entro il 23 aprile la societ
americana dovr fornire spie-
gazioni ed evitare la multa di 2
milioni di euro al giorno per il
ritardo nel mettersi in regola
con le disposizioni europee.
Gi nel 2004 infatti il commis-
sario antitrust dell'Ue, Mario
Monti, aveva accusato l'azien-
da di Bill Gates di abuso di po-
sizione dominante: aveva dis-
posto una multa di 497 milioni
e la comunicazione di quelle
informazioni che consentono
il dialogo tra diversi sistemi
operativi. Secondo l'Ue i con-
correnti sul mercato informa-
tico dovrebbero poter svilup-
pare prodotti compatibili, soft-
ware capaci di "girare" sulla
piattaforma Windows, utiliz-
zata in larga misura dalla pub-
blica amministrazione. "Il 90%
dei computer utilizza il sistema
operativo Windows - dice Luca
Conti, giornalista di Nva, set-
timanale del Sole 24ore dedi-
cato all'innovazione e alla tec-
nologia - siamo di fronte a un
vero monopolio. La Commis-
sione europea punta a salva-
guardare la concorrenza e il
consumatore da prezzi troppo
alti dei prodotti informatici".
Il colosso di Redmond in questi
tre anni ha chiesto prezzi proi-
bitivi (il 5,95% dei profitti che
gli altri operatori ricaveranno
grazie all'uso dei suoi dati) per
Se Windows impacchetta i programmi
Una seconda minaccia alla concorrenza, su cui l'antitrust europeo sta investigando
negli ultimi mesi l'incorporazione automatica nel nuovo sistema operativo Vista di
un proprio antivirus. Le altre case produttrici di antivirus protestano: il consumatore
dovrebbe poter scegliere quali programmi usare sul suo computer. Un problema non
nuovo. Bruxelles ha multato Microsoft nel 2004 per aver incorporato nel sistema ope-
rativo il programma Media Player, e negli Stati Uniti nel 1996 era scoppiata la cosiddet-
ta guerra dei browser: i concorrenti di Bill Gates protestavano per l'"impacchettamen-
to" di Internet Explorer, il programma per la navigazione in internet targato Microsoft.
Ducato 1-16.qxp:ducatoultra def.qxd 19-04-2007 9:29 Pagina 2