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Il volontariato sociale in
Emilia-Romagna una realt
importante incontinua espansione,
conoltre 3.000associazioni iscritte
ai registri regionali, pidi 100.000
volontari attivi e 600.000tra aderenti,
sottoscrittori e sostenitori. Partiamo
dai numeri - che poi sono persone -
per spiegare perch la nostra Regione
interviene conunprogetto di legge che
semplica e al tempo stesso valorizza
questo mondo. La promozione del
volontariato e il suo coinvolgimento
nelle politiche pubbliche non una
novit, tanto che pinormative
regionali sono state fatte inmateria
sindagli anni 90. Sempre, siamo
stati consapevoli sia della necessit
di rispettare lautonomia di queste
organizzazioni che si fondano sulla
libera scelta individuale, sia della loro
capacit di conoscere le esigenze del
territorio, di attivare reti di auto-aiuto e
portare una propria progettualit nella
soddisfazione di nuovi bisogni sociali.
Innovare il sistema, compreso
lassociazionismo c.d. di promozione
sociale e il servizio civile, si rende ora
urgente per stare al passo conuna serie
di cambiamenti che nonvogliamo
subire ma, al contrario, governare
conintelligenza. Ecco perch sono
particolarmente soddisfatto di essere
relatore di una legge che riconosce
limportanza dellacittadinanza
solidale, render pisemplice lattivit
di volontariato e integrer pigiovani
nel servizio civile regionale.
Andiamo conordine. Lobiettivo della
semplicazione lo raggiungeremo
prima di tutto adeguando i registri,
cio gli strumenti ufciali di
certicazione ericonoscimentodelle
organizzazioni e delle associazioni
onlus. Mettendoci dalla parte di
chi promuove e svolge le attivit
sociali, signica poter iscriversi con
procedure informatiche nalmente
rapide, senza carte da bollo e trale,
senza pisottoporsi e aspettare
controlli preventivi di conformit
alle regole, ma conla certezza di una
autorizzazione rilasciata -o meno- in
tempo reale. Anche perch i registri
saranno consultabili e aggiornati
online. Tra laltro, incoerenza conla
trasformazione delle Province inenti
strumentali del territorio, la legge
assegna al solo livello regionale la loro
gestione. Creiamo per il presupposto
di istituire registri comunali,
disciplinati conpropri regolamenti,
atti ad individuare i soggetti idonei a
possibili collaborazioni per costruire
forme di coesione sociale e produrre
reti di solidariet.
Anche le modiche in materia di
servizio civile regionale seguono
la logica della semplicazione. Ad
esempio si tiene conto che i progetti
nelle scuole e nelle emergenze
hanno durate differenti (qui in
Emilia dopo il sisma ne sappiamo
qualcosa), perci eliminiamo i
vincoli temporali gi previsti per
i diversi progetti e individuiamo
i partecipanti non pi sulla base
delle fasce det 15-18 e 18-28,
bens sulladempimento in corso
del diritto-dovere allistruzione e
formazione. Insomma lesperienza
del servizio civile sar essibile e
integrata nel percorso formativo
della ragazza o del ragazzo. Abbiamo
voluto dare un segnale chiaro e in
controtendenza rispetto al numero
sempre pi ridotto di giovani che
possono di fatto partecipare al
servizio civile nazionale, a causa
di risorse statali in forte calo e una
domanda invece in grande crescita,
determinata purtroppo anche dalla
crisi economica. Il servizio regionale
diventer pi accessibile in virt
di due ulteriori disposizioni: la
sua apertura ai giovani cittadini
di qualunque nazionalit e la
possibilit dei soggetti pubblici
e privati di concorrere al
nanziamento del Fondo dedicato.
Concludo con la Giornata del
Cittadino (e cittadina) solidale,
istituita con questa legge per
iniziativa dellAssemblea che la
propose nel 2011, Anno europeo del
volontariato. Cadr lultimo sabato
di settembre e sar da questanno
unoccasione speciale di informare
e sensibilizzare sulle attivit che
migliaia di persone scelgono di
svolgere a benecio degli altri, per
instaurare relazioni autentiche
e sentirsi parte di una comunit
che merita il nostro contributo.
Il confronto sulla legge avviato
con Comuni e associazioni di
volontariato positivo e continua
in queste settimane per condividere
con loro il testo denitivo.
di Luciana Serri, Consigliera regionale PD
C
on lapprovazione in Sena-
to a fne marzo del disegno
di legge del Ministro Delrio,
le province sono diventate enti di
secondo livello, cio non pi istitu-
zioni ed organi elettivi ma agenzie
al servizio dei Comuni del territorio.
Questa legge non rappresenta ancora
il punto di arrivo ottimale, piuttosto
una tappa necessaria del percorso di
riforma e semplifcazione del nostro
assetto istituzionale, con lobiettivo di
realizzare sia un signifcativo rispar-
mio per le fnanze dello Stato sia, so-
prattutto, una maggiore efcienza ed
efcacia del sistema pubblico dei ser-
vizi. Intanto al posto di 107 Consigli
e Giunte provinciali abbiamo 97 enti
di area vasta, guidati a costo zero dai
presidenti uscenti fno a fne anno; e,
per la prima volta, i cittadini italiani
non hanno votato per le province, n
pi lo faranno dal momento che
stato avviato liter per la loro elimina-
zione dalla Carta Costituzionale.
Tutto bene allora? S, a patto per di
fare le cose perbene. LEmilia-Ro-
magna, come le altre Regioni italiane,
ha delegato nel tempo molti compiti
importanti alle Province, che li han-
no svolti mettendo a punto modalit
operative ormai rodate e ben funzio-
nanti anche grazie alla professionalit
dei loro dipendenti. Parliamo di circa
60.000 persone a livello nazionale,
impegnate quotidianamente in set-
tori come listruzione e la formazio-
ne professionale, la programmazione
territoriale e ambientale, i servizi alle
imprese. del tutto evidente che
queste migliaia di lavoratrici (in mag-
gioranza) e lavoratori, rappresentano
un patrimonio di competenza ed
esperienza davvero strategico nel pro-
LE RIFORME ISTITUZIONALI
HANNO BISOGNO DI GAMBE ROBUSTE
cesso di riforma in atto, da utilizzare
al meglio per una maggiore produtti-
vit e qualit della spesa pubblica. Per
non depotenziarlo o peggio disper-
derlo dobbiamo ofrire ai dipendenti
provinciali, in tempi brevi, un quadro
defnito delle mansioni che andran-
no a svolgere, con quali interlocutori,
partner e fnalit istituzionali.
Al momento questi elementi non
sono noti e la legge Delrio prevede
solo che entro il 31 dicembre 2014
dovranno essere approvati gli statuti
delle nuove province e delle 10 Citt
metropolitane. I tasselli ancora man-
canti ci costringono ad uno standby
che non ci possiamo permettere, per-
ch mai come ora le politiche per il
rilancio economico e sociale del Pae-
se richiedono una macchina ammini-
strativa oliata, motivata e funzionale.
Credo sia responsabilit di tutti con-
tribuire ad una maggiore chiarezza,
alla razionalit e certezza del pro-
getto di riordino, alla sua coerenza
con i percorsi di fusione e unione dei
Comuni che la Regione sta portando
avanti con determinazione, ma anche
con le annunciate riforme della Pub-
blica Amministrazione e del Senato.
Occorre perci che il governo com-
pleti al pi presto il processo di dele-
ga statale e metta le Regioni e gli enti
locali nelle condizioni di fare ognuno
la propria parte in un disegno orga-
nico di riordino dei poteri. Abbiamo
per questo sollecitato la giunta Errani
a presentare una proposta di riassetto
istituzionale regionale che dia cer-
tezze sul piano delle funzioni (chi fa
cosa) ed allo stesso tempo sicurezza
ai lavoratori, sulla loro collocazione e
per ci che riguarda la valorizzazione
della loro professionalit. Ricordia-
moci sempre che le riforme cammi-
nano sulle gambe delle persone e che
lItalia ha necessit di correre su gam-
be robuste.
VOLONTARIATO
E CITTADINANZA
SOLIDALE,
VALORE
OLTRE
LE REGOLE
di MiroFiammenghi,
consigliere regionale PD
Circa 60.000
lavoratrici e lavoratori
a livello nazionale
sono impegnate
quotidianamente
in settori come
listruzione
e la formazione
professionale,
la programmazione
territoriale
e ambientale,
i servizi alle imprese.
Un patrimonio
di competenza
ed esperienza
strategico per la
riuscita delle riforme.
Innovare il sistema del volontariato, lassociazionismo
sociale e il servizio civile si rende urgente per stare al
passo con una serie di cambiamenti che non vogliamo
subire, ma governare con intelligenza. Abbiamo voluto
dare un segnale in controtendenza rispetto al numero
sempre pi ridotto di giovani che possono di fatto
partecipare al servizio civile nazionale.