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Universit di lettere

Specializzazione : Rumeno Italiano


Tudose Silvia




Canzoniere
Petrarca

La lontananza di Laura e la labilita del tempo




La memoria ha una funzione complessa nel Canzoniere : essa e legata al tema
della lontananza di Laura e a quello della labilita del tempo.
Prova a ritranciare questa doppia valenza neibtesti letti(XV, XVI, XC, CXXVI,
CCXLV)



























Il 300 il secolo in cui il Medioevo comincia a prendere coscienza del proprio
tramonto e a costruire, su questa consapevolezza, la svolta verso la modernit.
Petrarca un intellettuale di frontiera che vive in s il travaglio di questa et di trapasso:
egli ha infatti solide radici nella visione religiosa tipica del Medioevo, ma precorre e
contribuisce a introdurre, e non solo nella letteratura, vari aspetti della nuova visione
laica del mondo e dell'uomo. Il suo pensiero e la sua vita stessa presentano due anime,
talora in aperto dissidio, talora faticosamente composte in sintesi.
Paragonato a Dante, Petrarca ha una religiosit meno salda e pi segnata dal dubbio,
un'idea della letteratura pi autonoma e libera da finalit filosofico-religiose, etiche e
dottrinarie. La sua produzione dominata dall'analisi dell'io pi che dalla ricerca di Dio: la
poesia petrarchesca lirica e non didascalica. Grazie al recupero del latino rispetto al
volgare, il linguaggio pi unitario e selettivo: si parla perci di monolinguismo e
monostilismo petrarchesco a fronte del plurilinguismo e pluristilismo dantesco. (Contini)
Luomo, analizzato nella sua individualit ed interiorit, il tema centrale delle
opere di Petrarca: anche in ci dobbiamo vedere un'anticipazione dell'Umanesimo. Il
traguardo di tale analisi non , come in Dante, una certezza, ma la ricerca stessa,
continua e indefinita. Lo scrittore rifiuta il culto dell'autorit aristotelico-tomistica. La sua
linea di pensiero poggia alla filosofia idealistica, da Platone ad Agostino; fra gli autori,
classici e cristiani egli privilegia comunque coloro che affrontano temi morali. La sua
celebre biblioteca, di oltre duecento codici, raccoglie manoscritti classici ai quali egli si
accosta con atteggiamento filologico, considerandoli portatori di valori compiuti e non
testi da interpretare alla luce della verit cristiana. Ritenendo l'uomo protagonista della
propria ricerca, Petrarca considera legittimi valori tipicamente umani quali l'amore, la
gloria, la virt, la poesia. Non per questo egli nega i valori religiosi, ma la fede per lui
non pi, come per Dante, un insieme di certezze: tensione a un assoluto sempre
irraggiungibile. Il poeta, vive in quest'ottica la lacerazione e la conflittualit fra valori
religiosi e aspirazioni terrene. Essendo la letteratura strumento di ricerca interiore, poich
alle humanae litterae Petrarca attribuisce una funzione conoscitiva, il contrasto fra vecchi
e nuovi valori si riflette nei suoi testi: in tal senso, oltre che per il fatto di rappresentare
un modello formale, gli scritti del poeta, e in particolare le sue liriche, rappresentano un
modello destinato a segnare la strada della letteratura moderna per secoli. Sul terreno
politico, Petrarca assai meno interessato ed impegnato di Dante; non crede pi in un
Impero universale, ma piuttosto a un ideale repubblicano, filtrato attraverso il modello
dell'antica Roma. Egli aspira a una patria italiana che per pi una patria culturale,
continuatrice della tradizione romana, che una realt politica. Infine, Petrarca,
intellettuale disimpegnato che a tutto antepone il dialogo con i testi antichi, anche uno
dei primi uomini di corte, disposto a dar lustro al mecenatismo del principe con la propria
immagine, poich convinto che sia impossibile avere libert se si al servizio dei molti,
come nel Comune, non meno che al servizio di un solo signore. Anche in questa
concezione, che antepone la cultura alla politica, Petrarca si dimostra precursore
dell'intellettuale dell'et umanistico-rinascimentale.
Il Canzoniere una raccolta di 366 poesie in volgare composte da Petrarca nell'arco di
tutta la sua vita: il suo oggetto principale la passione non corrisposta del poeta per una
donna cui viene dato il nome di Laura. Alla formazione della raccolta, lo scrittore lavora
dal 1330 fino alla morte. Le forme strofiche impiegate sono prevalentemente il sonetto
(317) e la canzone (29); sono presenti per anche 9 sestine, 7 ballate e 4 madrigali.
Il titolo originale che l'autore assegna alle rime quello latino di Rerum vulgarium
fragmenta (ovvero, "Frammenti di cose in volgare), che possiamo tradurre con "Brevi
poesie in volgare" (ma l'espressione ha un senso pi esteso): a tale titolo, col trascorrere
del tempo, i posteri sostituirono quello di Canzoniere. Non da tale raccolta, bens dalle
opere in latino Petrarca si attendeva la fama: egli infatti definisce spesso le proprie liriche
nugae ("poesiole") per sottolinearne il carattere di versi di contenuto non alto e perci
ritenuti, secondo la convinzione del poeta, di valore inferiore rispetto alla produzione in
latino. In realt proprio dalle rime del Canzoniere sarebbe scaturita quella futura gloria
poetica a cui tanto Petrarca aspirava.
Il Canzoniere ha un'originale struttura in buona parte organizzata in forma di narrazione
in versi: la successione dei testi, infatti, traccia la storia dell'amore non corrisposto del
poeta per Laura, della morte della donna e del modo in cui il poeta vive il rapporto con
Laura dopo la sua morte. Per tale motivo il sonetto che apre il Canzoniere e la canzone
che lo chiude hanno un significato fondamentale: nel primo, Voi ch`ascoltate in rime
sparse il suono, l'amore per Laura viene definito giovenile errore per il quale il poeta
chiede perdono; nell'ultimo testo, rivolto alla Vergine, l'autore esprime il proprio
pentimento per non aver saputo collocare al primo posto l'amore per Dio e chiede
misericordia e pace. In tal senso il Canzoniere pu essere definito un breviario edificante
(Contini). Lautore tenta infatti di disporre i componimenti (significativamente di numero
corrispondente a quello dei giorni dell'anno) in ordine tale da proporre al lettore il
medesimo percorso proposto nei Trionfi: l'amore una potenza che domina la vita, ma
su di esso prevale la virt della pudicizia; infine, su ogni vicenda terrena trionfa la morte,
che pu essere vinta solo dalla fede cristiana nell'eternit. Questo ordine concettuale, che
Petrarca introduce per dare una certa unit poetica e, per certi aspetti, filosofico-religiosa
al Canzoniere, non pu tuttavia cancellare il fatto che il vero protagonista dell'opera
rimane l'animo tormentato del poeta, che non sa o non vuole risolvere il suo dissidio
interiore e le lacerazioni del suo io.
La disposizione dei testi all'interno dell'opera non corrisponde alla cronologia della loro
composizione; anche la tradizionale suddivisione fra le Rime in vita di Laura e Rime in
morte di Laura, introdotta dai posteri, non deve essere accettata rigidamente. E vero che
l'autore suddivide la raccolta in due parti (componimenti 1-263 e 264-366), come viene
attestato dalla redazione finale trasmessaci da un codice in parte autografo, ma tale
bipartizione si riferisce piuttosto ad esigenze tematiche: nella seconda parte si
manifestano i momenti di crisi spirituale che la morte di Laura contribuisce ad
accentuare, ma non intenzione del Petrarca creare una linea di separazione cronologica
fra i testi, quale si credette poi di individuare, coincidente con la data della morte della
donna amata.
Importante anche, nell'ordinamento della raccolta, la presenza di richiami basati su
parole-chiave che accomunano testi contigui (ad esempio: donna fra il 29 e il 30, fior fra
il 45 e il 46, pace fra il 273 e il 274); ritorni di vocaboli e di intere espressioni fra un testo
e l'altro sono del resto frequentissimi nel Canzoniere e costituiscono uno degli elementi
del suo fascino poetico.
La composizione del Canzoniere non il risultato di un accumulo di testi poetici, come
sovente accade in una raccolta di rime, ma nasce da un continuo processo di
accostamento e riordino delle varie poesie, durato nel corso dell'intera vita dell'autore
L'ultima e definitiva stesura risale agli anni 1373-74 e ad essa Petrarca lavora fino a
pochi giorni dalla morte, rivedendo in parte l'ordine dei testi, ad ulteriore dimostrazione
del fatto che la loro collocazione nella raccolta non affatto casuale o secondaria, per
quanto aperta e problematica.

Laura e il tema amoroso
La grande maggioranza delle poesie del Canzoniere trattano principalmente il tema
dell'amore del poeta per Laura, gli effetti che l'amore provoca nell'innamorato e le
riflessioni sul senso di tale passione terrena, dalla quale il poeta non riesce a liberarsi,
pur considerandola come un ostacolo a un cammino di profonda fede religiosa.
Nulla di certo possibile dire sull'identit di Laura e alcuni studiosi hanno perfino
ipotizzato che si tratti di una creazione immaginaria: il tono di un'annotazione autografa
del Petrarca risalente al 1348, che riguarda la morte della donna, depone per senz'altro
a favore della sua reale esistenza.
Il tema amoroso sviluppato dall'autore del Canzoniere sulla traccia della lezione
stilnovista: ne viene per abbandonato, anzi per certi versi capovolto, il presupposto
teologico. Laura amata per la sua bellezza, e anche quando viene definita angelo ci
avviene in termini metaforici riferiti a una passione terrena: a differenza di quanto
avviene per Dante con Beatrice, infatti, l'amore di Petrarca per Laura considerato un
ostacolo all'amore per Dio, poich la donna diventa oggetto d una vera e propria
adorazione, che sembra in qualche caso oscurare la dimensione religiosa. Esemplare, a
questo proposito, il sonetto Movesi il vecchierel canuto e bianco, nel quale la propria
ricerca delle fattezze della donna amata nei volti delle altre donne viene audacemente
paragonata dal poeta alla ricerca, da parte di un pellegrino, dell'immagine del Cristo nelle
reliquie.
Nel Canzoniere si ripropone un conflitto insoluto (lucidamente evidenziato nel Secretum)
fra il fascino delle passioni terrene (lattrazione per la bellezza fisica di Laura e il desiderio
di appagare l'amore) e le aspirazioni ascetiche, che traggono alimento dalla costante
meditazione sulla morte e sulla vanit del mondo (quanto piace al mondo breve sogno
sono le parole che significativamente chiudono il sonetto proemiale).
Gli studiosi hanno identificato due diverse immagini di Laura presenti nell'opera: una
benefica, rasserenante, che si avvicina alla donna stilnovista, ed una che stata definita
petrosa, in quanto oggetto di amore che non pu essere soddisfatto ed perci fonte di
angoscia per l'amante.
In ogni caso, al centro dell'ispirazione poetica, pi ancora della figura di Laura, che
spesso appare solo evocata o velata nella lontananza del ricordo, stanno le contraddizioni
che essa, in vita come dopo la morte, contribuisce a mettere a nudo nell'animo del
poeta: fra riso e pianto, gioia e angoscia, speranza e timore, pace e guerra.
In ultima analisi, il conflitto del Canzoniere traduce in poesia il contrasto fra cielo e terra,
quindi tra Medioevo e Umanesimo, gi evidenziato nel Secretum, e non un caso che
l'antitesi sia una fra le figure retoriche pi utilizzate nella raccolta.
La lirica petrarchesca dunque incentrata principalmente sulle contrastanti vicende
interiori vissute dal poeta e ci, insieme alle innovazioni stilistiche che saranno riprese
per secoli, costituisce il fondamento della straordinaria modernit del Canzoniere.

Gli altri temi
Numerosi altri temi, oltre a quello amoroso, attraversano il Canzoniere, legandosi sempre
all'elemento unificante rappresentato dall'analisi dell'io del poeta:
- il tema della preghiera e del pentimento, che si contrappone a quello amoroso anche a
livello stilistico e si manifesta nell'invocazione a Dio per ottenere perdono dell'errore
giovanile e aiuto in vista di conquiste spirituali superiori;
- il tema della solitudine e della lontananza inteso come fuga dal mondo e rientro nella
propria interiorit per ritrovare lidentit spirituale che la passione amorosa travolge e il
peccato e la vergogna tormentano;
- il tema della memoria e della rievocazione, quasi sempre legato al trasognato ricordo di
Laura, cui spesso si contrappone il richiamo al presente, contrassegnato dalla tristezza e
dal dolore del distacco;
- il tema del sogno e della visione: il primo appare come variazione del tema della
memoria, il secondo pi presente nella seconda parte della raccolta, quando il
passaggio di Laura dalla vita alla morte suggerisce trascrizioni fantastiche e figurate dei
fatti e delle vicende.

I componimenti morali e politici
Del Canzoniere fanno parte anche alcuni componimenti d'occasione ed alcuni testi
carattere morale e politico. Ad essi appartengono i sonetti rivolti contro la decadenza
morale della corte pontificia e avignonese e, soprattutto, le canzoni politiche che, come
ha ben rilevato Contini, fondano letterariamente l'ideale di nazione italiana sulla base dei
valori della romanit classica. In particolare, nella celebre canzone 128 detta All'Italia, i
cui concetti saranno ripresi dal Principe di Machiavelli fino alle liriche civili e patriottiche
dell'Ottocento, l'autore si rivolge ai principi italiani perch pongano fine alle lotte
fratricide e sappiano ristabilire sul fondamento della pace, la grandezza della patria,
madre benigna e pia, rinnovando la gloria della civilt romana.

Lingua e stile
Sul piano stilistico, il Canzoniere si caratterizza per una compattezza unilinguistica che
esclude sperimentalismi di ogni sorta: anche in ci Petrarca si differenzia da Dante.
Il linguaggio delle liriche petrarchesche si basa su un volgare classico, in quanto
modellato sulle strutture sintattiche latine pi che sul linguaggio medievale; il lessico, che
riprende le espressioni pi pure del fiorentino stilnovista, volutamente limitato, con
frequenti ritorni di parole-chiave. Le composizioni sono rigorose, chiare, razionali ed
equilibrate; il registro pu essere definito medio-alto e viene spesso piegato ad
accompagnare la dolce melodia del verso.
Per tali caratteristiche, il Canzoniere rappresenta una pietra miliare, la cui perfezione
linguistica e stilistica stata assunta a modello per secoli nella storia della poesia
Italiana.
Lo perfezione metrica e la maestria retorica
La metrica del Canzoniere rappresenta un perfezionamento raffinatissimo, con invenzioni
e varianti introdotte da Petrarca, di forme strofiche gi presenti nella tradizione lirica ma
elaborate dal poeta in modo tale da diventare insuperabili modelli di riferimento per la
tradizione della poesia italiana dei successivi secoli.
Nella raccolta predominano, come forme strofiche, il sonetto e la canzone; ogni metro
diverso dall'endecasillabo e dal settenario ignorato e l'endecasillabo stesso utilizzato
solo in un arco limitato di varianti, le pi pure ritmicamente e musicalmente.
Sonetto, canzone e canzone petrarchesca
Il sonetto il modello metrico pi ricorrente e serve ad esprimere la concentrazione di
pensiero ed immagine, secondo piani paralleli e incrociati, all'interno di un preciso codice
lirico: al cielo corrisponde la tensione verso Dio e il misticismo, alla terra la passione, il
peccato, le lusinghe dei sensi. Nel sonetto il conflitto interiore del Petrarca trova spesso
modo di esprimersi in modo esemplare.
Pi complesso e variato l'uso della canzone.
La forma strofica che stata codificata come canzone una complessa struttura metrica,
gi utilizzata da Dante e dagli stilnovisti, che affonda le proprie radici nelle invenzioni dei
trovatori provenzali.
Petrarca, oltre ad utilizzare magistralmente il sonetto, valorizza e rielabora la canzone in
modo tale da creare un modello, detto canzone petrarchesca, che verr ancora utilizzato,
nell'Ottocento, da Leopardi.
La canzone formata da una serie (solitamente fra cinque e sette) di stanze, ognuna
delle quali costituita da due elementi, la fronte e la srima (detta anche sirma). La
fronte si divide ulteriormente in due piedi; la sirima si divide in due volte oppure rimane
indivisa(tale la tipica caratteristica della canzone cosiddetta petrarchesca, ideata dal
poeta).
Sia i piedi che le volte, non necessariamente legati da rime, devono essere uguali fra loro
per numero, disposizione e metro dei versi (costituiti esclusivamente da endecasillabi e
settenari, variamente disposti). La sirima spesso legata alla fronte da un verso, detto
chiave, che rima con l'ultimo verso della fronte. Vero e proprio capolavoro di architettura
metrica e strofica, la canzone si conclude solitamente con un commiato o congedo (per lo
pi metricamente corrispondente a una stanza o a una sirima o a una sua parte): in
esso, il poeta si rivolge alla canzone stessa per congedarla.
Luso delle figure retoriche
La maestria ritmico-melodica del Petrarca non si rivela unicamente negli aspetti metrici.
Egli ha piena padronanza di tutto il bagaglio delle figure retoriche che consentono al
poeta di ottenere mirabili effetti ritmici e melodici. Ripetizioni e anafore, consonanze,
allitterazioni, assonanze, rime interne si alternano con frequenza e intensit, creando
echi sonori con l'aiuto di catene di associazioni: esemplare l'accostamento del nome di
Laura a lauro, lauro (loro) , l'aura (l'aria)...Queste ed altre innovazioni stilistiche (che
nel Canzoniere sono in grado di evocare e toccare le corde del sentimento, mentre negli
epigoni diventeranno fredde esercitazioni) segnano una svolta nella storia della poesia
italiana, attribuendo allelemento melodico del testo unimportanza almeno pari a quella
attribuita al significato.
Apparentemente si presenta come una storia di un'amore non ricambiato, che indice nel poeta
stati alterni di speranza e di disillusione, di tenerezza e di malinconia, di entusiasmo e di
disperazione. Questi elementi sono presentati in forma di ricordo e lo stesso amore per Laura
fu solo uno spunto per una costruzione letteraria, pi che persona reale. E' un personaggio
tutto terreno perch oggetto di un amore terreno, sia pur sublimato al massimo. E' calata in un
contesto temporale la sua bellezza che sfiorisce, la morte che gliela allontana segnano il
superamento dell'esperienza stilnovistica. Il dissidio intimo provocatogli dall'amore per Laura,
l'attaccamento alle cose terrene sono un ostacolo al raggiungimento dell'equilibrio interiore
dell'avvicinamento a Dio. Il Petrarca tormentato da un ansia di assoluto, ma non riesce a
perseguirla come vorrebbe, infatti trattenuto ai propri fantasmi terreni di cui vede il
fascismo e accerta il valore senza sapervi rinunciare. Il Petrarca saldamente attaccato al
mondo, con i suoi valori e la sua illusione non sa vivere la morte, come un principio, ma come
una fine e vorrebbe che l'uomo avesse quei connotati particolare del divino. E' questo il senso
della labilit, e ci che angustia il poeta, dunque l'inesorabile fluire del tempo e l'avvicinarsi
della morte che l'annullamento delle passioni e aspirazioni umane attenuta da una profonda
fede religiosa. Nel Canzoniere l'inquietudine amorosa, morale e religiosa si risolvono in
un'inquietudine esistenziale, un continuo ricercare la verit senza poterla raggiungere.
L'intensa elaborazione si risolve in una scrittura elegante e controllatissima riuscendo a
dominare le proprie passioni sul piano artistico e letterario.










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