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PRINCIPI CARATTERIZZANTI L'ORDINAMENTO DELL'ISTRUZIONE

TECNICA.

Gli istituti tecnici sono nati con il fine precipuo di preparare all'esercizio di funzioni
tecniche od amministrative, nonché di alcune professioni, nei settori commerciale e dei servizi,
industriale, delle costruzioni, agrario, nautico ed aeronautico (art. 191, comma 3, testo unico
emanato con D.L. 16 aprile 1994 n. 297).
La tipologia degli istituti tecnici appare assai articolata in corrispondenza dell'ampio spettro di
figure professionali alle quali sono riferiti i rispettivi corsi di studio, nell'ambito dei settori sopra
citati.
L'articolazione procede ulteriormente per indirizzi e specializzazioni.
Si ha così il seguente quadro tipologico.

I ISTITUTI TECNICI COMMERCIALI


a) Indirizzi:

- amministrativo
- mercantile
- programmatori

b) Specializzazioni:

- commercio con l'estero


- amministrazione industriale

II ISTITUTITECNICI PER PERITI AZIENDALI E CORRISPONDENTI IN LINGUE


ESTERE

III ISTITUTI TECNICI FEMMINILI


a) Indirizzi:

- generale
- econome-dietiste
- dirigenti di comunità

IV ISTITUTI TECNICI PER IL TURISMO

V ISTITUTI TECNICI NDUSTRIALI


a) Indirizzi:

- arti fotografiche
- arti grafiche
- chimica conciaria
- chimica industriale
- chimica nucleare
- confezione industriale
- costruzioni aeronautiche
- cronometria
- disegno di tessuti
- edilizia
- elettronica e telecomunicazioni
- elettrotecnica ed automazione
- energia nucleare
- fisica industriale
- industria cartaria
- industria mineraria
- industria navalmeccanica
- industria ottica
- industria tessile
- industria tintoria
- industrie arenicole
- informatica
- maglieria
- materie plastiche
- meccanica
- metallurgia
- tecnologie alimentari
- termotecnica

VI ISTITUTI TECNICI PER GEOMETRI

VII ISTITUTI TECNICI AGRAR1

b) Specializzazioni:

- viticoltura ed enologia

VIII ISTITUTI TECNICI NAUTICI

a) Indirizzi:

- capitani
- macchinisti

- costruttori

IX ISTITUTI TECNICI AERONAUTICI

a) Indirizzi:

- Navigazione Aerea
- Assistenza alla Navigazione Aerea.

Ai sensi del comma 4 del citato art. 191 del testo unico n. 297, gli istituti tecnici hanno la
durata di cinque anni; gli istituti tecnici agrari con ordinamento speciale per la viticoltura e
l'enologia hanno la durata di sei anni.
Le profonde trasformazioni intervenute, nelle varie realtà produttive, sia per le nuove
tecnologie emergenti e per le conseguenti innovazioni di processo e di prodotto, sia per il mutare
dei contesti organizzativi, hanno motivato una larga sperimentazione di nuove strutture ed
ordinamenti.
Alcuni dei progetti sperimentali così avviati hanno avuto attuazione progressivamente
sempre più diffusa e sistematica, tanto che sono stati istituzionalizzati.
In tal senso si è operato per gli istituti tecnici industriali ad indirizzo per l'elettronica
industriale, per l'elettrotecnica, per le telecomunicazioni, per le industrie metalmeccaniche, per
la meccanica di precisione.
Per i predetti istituti tecnici industriali la sostituzione degli orari e dei programmi di
insegnamento è stata disposta con il decreto 9 marzo 1994 (pubblicato nella G.U. - serie generale
n. 100 del 2 maggio 1994).
Le più evidenti innovazioni del curricolo che si sono introdotte nella revisione dei piani
di studio previsti dal D.P.R. n.1222 del 1961, sono volte a definire figure professionali
connotate da versatilità e propensione culturale al continuo aggiornamento, dall'ampio
ventaglio delle competenze, dalla attitudine ad affrontare difficoltà di adattamento ai
cambiamenti, nonché dalla capacità di interpretare la dimensione economica dei problemi, con
particolare riferimento alle realtà aziendali.
Ciò comporta il rafforzamento della formazione culturale e della preparazione scientifica
e tecnologica, con ricompattamento tendenziale degli indirizzi e con l'ampliamento della
formazione comune a più indirizzi.
Tale tendenza ha avuto la conseguenza ulteriore di spostare al livello post-secondario, il
completamento e l'approfondimento più specifico delle competenze professionali.
Si tratta, per la precisione, di corsi di specializzazione di durata annuale per gli istituti tecnici
agrari e di corsi di perfezionamento per gli istituti tecnici industriali.
Lo schema di regolamento è strutturato secondo i seguenti punti fondamentali:
a) esplicitazione di un momento di coordinamento e programmazione a livello nazionale,
volto a governare squilibri nella distribuzione territoriale;
b) radicamento del momento propositivo e di quello della determinazione dei contenuti e
metodi, oltre che dei moduli organizzativi, nella sfera di autonomia dell'istruzione scolastica che
è chiamata a realizzare i corsi stessi;
e) regolazione dei rapporti con altri soggetti istituzionali, come le Regioni e le Università,
e con soggetti pubblici e privati, rapporti che debbono assicurare il collegamento dinamico tra
impianto dei corsi e realtà professionali e produttive;
d) eventuale attribuzione di una duplice valenza ai titoli finali conseguibili, come titoli di
studio e come titoli di qualificazione professionale, sulla base di accordi con le Regioni e con le
Province autonome;
e) acquisizione di collaborazioni esterne per l'espletamento dell'attività formativa.

LE SPERIMENTAZIONI NELL'ISTRUZIONE TECNICA


ASPETTI QUANTITATIVI E QUALITATIVI
A partire dagli anni settanta l'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche ha
proposto l'esigenza di una revisione dei piani di studio presenti nell'ordinamento dell'istruzione
tecnica, elettivamente preposta al raccordo e all'integrazione con il mondo del lavoro.
L'unico strumento normativo fornito dal legislatore per superare la situazione di ritardo
rispetto alle richieste della società è stato il decreto delegato n.419/74, che ha rappresentato, in
assenza di una riforma della scuola secondaria superiore, il principale strumento di innovazione.
In particolare, dall'inizio degli anni '80 la domanda di innovazione si è sviluppata secondo
due differenti modelli:

1) i progetti di sperimentazione proposti autonomamente dalle scuole;

2) i progetti coordinati a livello nazionale, rappresentati nel settore dell'istruzione


tecnica da:

2.1) i progetti "assistiti", che mirano ad una ricomposizione in filoni unitari


delle molteplici specializzazioni previste dall'ordinamento vigente e
all'ammodernamento di ciascuno dei principali indirizzi di studio;

2.2) il piano nazionale per l'introduzione dell'informatica, attraverso la


modifica dei curricoli dell'insegnamento della matematica e della fisica;

2.3) il progetto "Brocca", nella prospettiva di una scuola secondaria


superiore unitaria.

1. PROGETTI DI SPERIMENTAZIONE AUTONOMA

I progetti di sperimentazione autonomamente promossi dalle scuole sono stati i primi a


rendere esplicito il bisogno di innovazione dei curricoli formativi dell'istruzione secondaria
superiore.
Nel corso degli anni si sono giustapposti ulteriori modelli indotti spesso anche dalle ipotesi
di riforma della suola secondaria superiore, succedutesi nel tempo.
Sotto il profilo strutturale, i percorsi sperimentali sono stati articolati, per lo più, in un
biennio unitario orientativo con successivi trienni pre-professionalizzanti.
In questo senso i maggiori contributi propositivi sono stati offerti dalle iniziative di
sperimentazione autonoma pluri-indirizzo, con le quali si è inteso corrispondere alle esigenze di
un ' offerta formativa molto articolata fino alla proposta e ali ' adozione di percorsi tradizionalmente
non previsti negli istituti di ordine tecnico (quali ad esempio l'umanistico-classico, lo scientifico-
matematico, lo psico-pedagogico-sociale).
Particolare rilievo hanno assunto anche le proposte di introduzione di nuovi indirizzi di
studio (quali linguistico e il biologico), che hanno altresì favorito la progressiva riconversione
di alcune tipologie scolastiche, come nel caso degli istituti tecnici femminili.
E' stata infine soddisfatta anche l'esigenza di ammodernare parzialmente i corsi di studio
sia degli istituti con indirizzi di specializzazione a numero ristretto, sia per gli istituti che si sono
limitati al potenziamento dello studio delle lingue straniere.
Tutte le iniziative di sperimentazione autonoma sono state molto coinvolgenti per i docenti
che vi hanno partecipato e sono fortemente radicate nel contesto socio-culturale nel quale sono
maturate. Dall'analisi di un quadro sintetico dei relativi andamenti quantitativi, anche su base
regionale, emerge con forte evidenza l'alta concentrazione di tale sperimentazione nelle aree ad
economia più avanzata del Paese, soprattutto in Lombardia.
2. PROGETTI COORDINATI A LIVELLO NAZIONALE

L'amministrazione scolastica, avvertita la necessità di una nuova cornice di orientamenti e


considerate le compatibilità con le risorse disponibili ha dato inizio a processi innovativi che si sono
espressi nei progetti di sperimentazione coordinati a livello nazionale, i quali hanno mutuato non pochi
contributi originali dalle sperimentazioni promosse autonomamente dalle scuole.

2.1 I PROGETTI ASSISTITI

I progetti assistiti configurano, nel quadro dei tipi di scuola attualmente previsti, una
metodologia di innovazione permanente dei curricoli di studio, in grado di consentire il raccordo
permanente degli indirizzi formativi alle esigenze della società e del mondo del lavoro. Sotto
questo profilo, la Direzione generale per l'istruzione tecnica ha definito una strategia d'intervento
"integrato" tramite appositi gruppi di studio misti (ispettori, presidi, docenti ed esperti del mondo del
lavoro e della produzione) che hanno concorso sia all'elaborazione originaria dei nuovi percorsi
sia alla loro successiva revisione.
Il metodo di lavoro generalmente seguito ha previsto le seguenti fasi:
• una ricognizione dei fabbisogni formativi emergenti, censiti tramite indagini sul
campo;
• un'analisi delle innovazioni introdotte dalle iniziative sperimentali autonomamente
elaborate dagli istituti del settore;
• la delineazione dei nuovi profili professionali;
• la predisposizione di un'ipotesi conseguente ad ampi confronti con i docenti dei
settori considerati;
• 1 ' adozione del progetto da parte degli istituti con la verifica della sua fattibilità e la sua
periodica revisione.

I progetti "assistiti" dell'istruzione tecnica hanno una linea comune: assicurare ai giovani
una solida istruzione di base, che faccia acquisire loro la capacità di analizzare i problemi, di
individuare le soluzioni, di adoperare concretamente il sapere posseduto e di acquisirne del nuovo.
Tutti i progetti hanno, quindi, come obiettivi:

• la ricomposizione in filoni unitari delle molteplici specializzazioni attualmente


previste;
• la revisione organica dell'area tecnico-professionale, grazie al superamento della
divisione tradizionale tra discipline teoriche e discipline pratiche;
• l'uso di nuove metodologie didattiche quali l'analisi tecnica e la progettazione,
finalizzate a potenziare l'autonoma iniziativa degli allievi, tramite la cosiddetta "area
di progetto";
• il rafforzamento delle discipline scientifiche, in particolare della matematica, per lo
sviluppo delle capacità logico-deduttive;
• la conoscenza più approfondita delle lingue straniere, in perfetta sintonia con le
richieste del settore comunitario europeo;
• l'introduzione delle tecnologie avanzate nei piani di studio e nella didattica.

I progetti assistiti sono curricoli formativi ampiamente aperti agli sviluppi del progresso
tecnico-scientifico ed orientati alla formazione di figure professionali polivalenti e flessibili, in
armonia con il mutato concetto di professionalità. Per una più approfondita conoscenza dei
percorsi assistiti si fa riferimento al n. 58 - Studi e Documenti degli Annali della P.I., marzo
1992-, allegato alla presente, (ali. n. 2) che contiene i profili professionali, gli orari e
programmi d'insegnamento di ogni progetto ed una presentazione storica.
I suddetti progetti hanno conseguito nel tempo una diffusione sempre più vasta, che, in
alcuni casi, raggiunge la quasi totalità degli istituti.
In considerazione dell'alta percentuale di adesione e dei risultati delle valutazioni effettua-
te, con un largo concorso di scuole, è apparsa coerente una progressiva sostituzione dei piani di
studio ordinamentali con i nuovi orari e programmi almeno dei progetti di più alto consenso.
Così si è mossa la Direzione Generale per l'istruzione tecnica, intervenendo in questo senso
sui progetti assistiti "Ambra" (per il settore elettronico, elettrotecnico e telecomunicazioni) ed
"Ergon" (per il settore meccanico), che sono stati introdotti in ordinamento, a decorrere dall'a.s.
94/95, e modificando gli orari ed i programmi di insegnamento dei trienni dei settori indicati e del
biennio di tutti gli istituti tecnici industriali.

2.2 IL PIANO NAZIONALE PER L'INFORMATICA

Nel 'ambito dei progetti coordinati a livello nazionale, diffusi in modo pressoché generalizzato
nel biennio degli istituti d'istruzione tecnica, una posizione significativa è stata conseguita dal
piano nazionale per l'informatica. L'iniziativa sperimentale, nata alla metà degli anni ottanta
sotto la spinta di alcune proposte di legge, per la necessità di adeguare il sistema scolastico italiano
ai fabbisogni formativi posti dalle nuove tecnologie e dai nuovi modelli di organizzazione del
lavoro, è stata preceduta da un diffuso intervento di aggiornamento dei docenti, al fine di rendere
possibile l'introduzione dell'informatica non come disciplina autonoma, ma in modo trasversale,
operando sulle discipline della matematica e della fisica.
Attualmente i nuovi programmi di matematica/informatica previsti dal piano nazionale per
l'informatica, e recepiti sia dai progetti assistiti sia dal progetto Brocca risultano in adozione
presso classi funzionanti in 1286 istituti tecnici su 1433 per biennio, e in 406 istituti per il triennio.

2.3 PROGETTO BROCCA

A partire dal l'anno scolastico 1990-91 è in corso di sperimentazione il progetto di una nuova
scuola secondaria superiore predisposto dalla Commissione Brocca.
Nel progetto Brocca, i molteplici indirizzi vigenti negli istituti di istruzione tecnica vengono
ricomposti all'interno dei filoni economico (con due articolazioni: linguistico aziendale ed
economico aziendale) e tecnologico (chimico, elettrico, informatico, elettronico e telecomuni-
cazioni, meccanico, tessile, costruzioni, territorio, agro industriale).
La Direzione generale segue altresì con attenzione l'indirizzo scientifico-tecnologico,
originariamente proprio di altri tipi di istituto, che interessa attualmente 45 istituti tecnici
industriali. Esso consente di ampliare l'offerta formativa dell'istruzione tecnica industriale il cui
impianto scientifico viene potenziato per far fronte alle esigenze di un'ampia professionalità di
base; il che implica l'ulteriore specificazione dei percorsi attraverso appositi corsi di formazione
post-secondaria. A partire dal prossimo anno scolastico tale progetto potrà essere adottato anche
dagli istituti tecnici femminili richiedenti.

Da un raffronto tra il progetto "Brocca" ed i progetti "assistiti", risulta che, mentre vi sono
numerosi punti di convergenza soprattutto nella configurazione del biennio, in quella dei
successivi trienni sono presenti alcune differenze rilevanti, quali:

• l'assetto delle discipline tecnico professionali, in relazione al maggior grado di


terminalità, rispetto all'accesso al mondo del lavoro, dei curricoli formativi previsti
dai progetti assistiti;
• la minore autonomia delle discipline scientifiche nei progetti assistiti per il rilievo che
hanno le loro applicazioni nell'ambito delle discipline professionalizzanti;
• l'assenza, nei trienni, di insegnamenti filosofici.
LA RIORGANIZZAZIONE DEI PROCESSI IN ATTO
E I RISULTATI OTTENUTI

I dati sopra esposti rivelano le dimensioni che la sperimentazione, nelle sue varie tipologie,
è venuta assumendo nel settore dell'istruzione tecnica, con una connotazione che tocca praticamente
la totalità degli istituti tecnici.
Risulta pertanto evidente che la sperimentazione finora realizzata ha rappresentato il
principale strumento di innovazione.
Tuttavia va anche evidenziato che soprattutto negli ultimi decenni molte istituzioni
scolastiche hanno cercato di aumentare l'offerta formativa, diversificando i curricoli di studio
verso modelli di innovazione, spesso anche nel medesimo istituto. Ciò ha comportato situazioni
gestionali, organizzative, didattiche di particolare complessità.
Al fine di evitare una eccessiva frammentazione dei modelli di innovazione, sono state
fornite indicazioni per orientare le istituzioni scolastiche verso un solo progetto educativo di
istituto, scelto nell'ambito della propria autonomia, sul quale far convergere le risorse disponibili
per l'innovazione.
Inoltre, nell'intento di assicurare una equilibrata diffusione dell'innovazione, è stato per la
prima volta demandato ai provveditori agli studi, in quanto istituzionalmente collegati con il
territorio, il compito di indicare le priorità di diffusione dell'innovazione e dell'articolazione della
relativa offerta formativa sul territorio di competenza.
Per un idoneo monitoraggio delle iniziative è stata portata a compimento un ' intensa attività
di aggiornamento dei docenti e di confronto tra di loro, tramite seminari annualmente programmati
per aree disciplinari affini, che hanno stimolato l'auto analisi e l'auto formazione.
In tal modo, si è favorito il consenso, è stata superata la resistenza al cambiamento e, con
la discussione e l'approfondimento degli obiettivi, si è cercato di maturare una vera e propria
"cultura dell'innovazione". La strategia finora seguita ha pertanto favorito:
1. la circuitazione delle esperienze maturate dagli stessi docenti sperimentatori, che hanno
offerto contributi propositivi sia per l'evoluzione dei percorsi sperimentali sia per la
produzione di materiali didattici;
2. lo sviluppo di reti formali ed informali di comunicazione tra istituti scolastici ubicati
sul tutto il territorio.

VERIFICA E VALUTAZIONE DEI RISULTATI

L'interesse e lo sviluppo delle iniziative sperimentali hanno maturato l'esigenza di


predisporre strumenti idonei per la verifica e la valutazione dei risultati gradualmente perseguiti,
tramite indagini sistematiche.
Tale esigenza, in particolare, è stata soddisfatta nel caso dei progetti assistiti e del piano
nazionale dell'informatica, nonostante le ampie dimensioni che nel tempo hanno assunto le
predette iniziative.
Si fa qui riferimento all'indagine sull'apprendimento degli allievi, realizzata su due cicli
triennali (dall'anno scolastico 1984/85 all'anno scolastico 1987/88), che ha interessato non un
campione ma la totalità degli istituti impegnati nella sperimentazione dei progetti assistiti
"Ambra", "Ergon", " Aracne", "Orione", "Deuterio", ed "Alfa", tramite la somministrazione di
test di ingresso, a risposta multipla, riguardanti la capacità di comprensione di brani di carattere
scientifico-divulgativo, il grado di conoscenze e di abilità logiche delle scienze matematiche.
Inoltre per i progetti "Ambra", "Ergon", "Igea" e "Cinque", nonché per il piano
nazionale per l'informatica, sono state condotte altre indagini sull'attuazione dei curricoli
delle materie tecnico-professionali e della matematica. Per verificare la coerenza tra il curricolo
"reale" seguito dagli istituti e gli obiettivi prefissati, nonché il grado di comprensione e
accettazione del progetto sono state elaborate schede per ogni materia, nelle quali ogni
docente, seguendo l'indicazione degli argomenti previsti divisi in blocchi tematici, ha indicato
le ore dedicate alla trattazione, i raccordi con le altre discipline, i laboratori e/o sussidi didattici
utilizzati e le difficoltà incontrate.
Nel corso degli anni tali indagini hanno rappresentato, pertanto, anche un'occasione per
rilevare le proposte di evoluzione degli stessi percorsi sperimentali e, nel caso dei progetti
"Ergon", "Igea", "Erica" , "Mercurio", "Cinque", anche per la produzione di una proposta di
piani annuali di lavoro per i docenti.
Si rappresenta infine che la Direzione generale per l'istruzione tecnica, nell’anno 93/94,
contestualmente all'avvio di una speciale procedura di automazione della rilevazione dei dati
riferiti alla sperimentazione in generale, - intesa a facilitare il controllo di gestione
dell'innovazione da parte sia dei Provveditori agli Studi sia dell'Amministrazione Centrale - ha
predisposto uno speciale piano di assistenza e vigilanza sulla sperimentazione autonoma,
finalizzato a conseguire i seguenti obiettivi:

• verificare l'aderenza ai curricoli progettati;


• rilevare dati e informazioni per predisporre apposite azioni correttive sui curricoli
sviluppati.

In proposito è stata predisposta un'apposita scheda di rilevazione sui seguenti aspetti:

• evoluzione della sperimentazione


• organizzazione scolastica
• attività educativa e didattica
• verifica e valutazione.

Con tale scheda venivano inoltre rilevati dati concernenti:

• il personale dell'istituto
• l'attività di aggiornamento
• le strutture (laboratori e sussidi didattici)
• gli alunni.