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Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale D D I I S S P P E E
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Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale D D I I S S P P E E N

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REFLESSOLOGIA DEL PIEDE

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Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Cenni storici Lo studio delle reflessoterapie zonali moderne è dovuto
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Cenni storici Lo studio delle reflessoterapie zonali moderne è dovuto

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Cenni storici

Lo studio delle reflessoterapie zonali moderne è dovuto soprattutto al medico William Fitzgerald, che ne è considerato il fondatore. Egli nacque nel 1872 a Middletown (U.S.A.). Si diplomò nel 1895 presso l’Università del Vermont e praticò per alcuni anni in cliniche di Vienna, Parigi, Londra. Morì a Stamford nel 1942.

Presso il Dott. Bressler, Fitzgerald si occupò a Vienna all’inizio del secolo (1912), delle possibilità

di trattamento di disfunzioni organiche mediante zone di compressione. Scrissero insieme il libro

“La terapia zonale”. Lo scultore fiorentino Benvenuto Cellini (1500-1571) trattò dei dolori diffusi in tutto il corpo mediante forti pressioni su dita di mano e piede. Importante testimonianza riguarda il Presidente Americano Garfield (1831-1881) che trovò giovamento e guarì da dolori conseguenti le ferite di un attentato grazie a stimolazioni della volta plantare. Moltissimi altri interessanti esempi dell’utilizzo di questi metodi sono riportati nel libro “La terapia zonale” per far comprendere al lettore come in ogni cultura questa tecnica fosse importante ai fini di ripristinare lo stato di salute.

Riportiamo ancora un’ultima testimonianza su varie tribù indiane che usano queste tecniche riflesse per trattare le malattie: infatti, ancor oggi nelle riserve è possibile poterne vedere l’applicazione sui membri malati delle tribù. Un grande aiuto venne dato verso la metà del secolo da due studiosi, Head e Mackenzie che rivoluzionando i concetti fino allora conosciuti, scoprirono l’Interdipendenza dei Riflessi; ciò significava che era possibile “attraverso l’esterno stimolare l’interno”. Anche la massaggiatrice Eunice Ingham, in seguito a questa prima diffusione del Metodo Zonale Riflesso, studiò ed elaborò in molti anni di lavoro pratico una sua tecnica facendone la base del Massaggio Riflesso Zonale in corrispondenza del piede. Il metodo venne chiamato “Metodo di Ingham di massaggio con compressione” e nel 1938 scrisse il libro “Storie che il piede potrebbe narrare”.

E’ la terapista Hanne Marquardt la prima a sperimentare in Europa il metodo dal 1958 al 1967.

Nel 1967 si trasferisce in America per conoscere e collaborare con l’ormai ottantenne E. Ingham. Torna in Europa ed inizia negli anni ’70 i primi corsi, prevalentemente nel nord Europa.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Più tardi il metodo arriverà anche il Italia insieme alla
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Più tardi il metodo arriverà anche il Italia insieme alla

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Più tardi il metodo arriverà anche il Italia insieme alla traduzione del suo libro “Il Massaggio Zonale Riflesso del Piede”. Le tappe e lo sviluppo di questo metodo seguono la storia e l’evoluzione dell’uomo; da una millenaria conoscenza popolare ed intuitiva si arriva alla forma manuale flessibile adatta alle esigenze dell’uomo moderno.

Il Riflesso

Premessa:

Tutti i sistemi biologici vivono immersi in un universo mutevole di situazioni a cui, strenuamente, si adeguano attraverso meccanismi di autoconservazione. Per la nostra specie i più importanti sono:

quello COSCIENTE, che organizza le risposte e le orienta nel modo più consono in funzione della particolare richiesta, e quello RIFLESSO, dal quale abbiamo reazioni non coscienti e addirittura, in alcuni casi, ignorate dall’individuo stesso. Il primo meccanismo prevede il riconoscimento dello stimolo, il confronto con situazioni precedentemente vissute, e la considerazione del fatto che possa essere indispensabile una risposta (aspetto cosciente o volontario). Il secondo è invece di tipo reattivo, involontario, stereotipato, detto appunto RIFLESSO.

CONCETTO di RIFLESSO:

Prendiamo come esempio lo schema del riflesso patellare e cerchiamo di comprenderne al meglio il meccanismo: la percussione del tendine rotuleo (AZIONE) produce l’eccitazione dei fusi neuromuscolari (RECETTORI) che, per raggiungimento di un potenziale di azione, attivano le fibre sensitive (via AFFERENTE). Lo stimolo penetra a livello midollare nel corno posteriore di L 4 (CENTRO NERVOSO), contrae sinapsi con il motoneurone Alfa (via EFFERENTE) che dal corno anteriore si trasporta alla placca neuromuscolare (EFFETTORE), determinando la contrazione dei fasci muscolari del quadricipite femorale che faranno sollevare l’arto inferiore. L’ ARCO RIFLESSO o DIASTALTICO si definisce attraverso i cinque elementi essenziali:

Un recettore sensitivo

Un neurone sensitivo (via afferente)

Una o più sinapsi (a livello del sistema nervoso centrale)

Un motoneurone (via efferente)

Un organo effettore.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale La mancanza anche di uno solo di questi elementi comporta
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale La mancanza anche di uno solo di questi elementi comporta

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La mancanza anche di uno solo di questi elementi comporta la ovvia impossibilità di creare un arco riflesso. È importante inoltre ricordare che il meccanismo descritto precedentemente deve poter essere replicato, con lo stesso risultato ogni qual volta sia necessario. Questo può farci comprendere come sia possibile ricreare, attraverso la Reflessologia, una risposta a livello distale sempre identica ogni qual volta premiamo sul piede, con una uguale intensità, la stessa area riflessa (o ZONA). Ciò che abbiamo finora detto può essere riassunto in questo modo :

Il riflesso è una risposta reattiva immediata e incosciente all’eccitazione del sistema nervoso da parte di uno stimolo. Potremo dire più semplicemente che “ad ogni azione (stimolo) corrisponde, da parte del sistema nervoso, sempre una reazione (effetto).”

Organizzazione dei Riflessi

I riflessi conosciuti e sperimentati vengono classificati, a scopo didattico, secondo la derivazione embriologica dei tessuti, sedi dei recettori. Avremo così riflessi da ESTEROCETTORI, PROPRIOCETTORI e ENTEROCETTORI. Vediamo in modo sintetico:

RIFLESSO da ESTEROCETTORI: dove attraverso l’esterno (stimolo cutaneo) produrremo reazioni difensive del corpo (nella ricerca del riflesso di Babinski utilizziamo appunto gli esterocettori da meccanocettori). RIFLESSO da PROPRIOCETTORI: qui gli stimoli apportati a recettori situati all’interno di tessuti di derivazione mesodermica (muscoli e tendini), comprendenti i Fusi Neuromuscolari e l’Apparato del Golgi, lavorano al controllo e alla protezione dell’attività muscolare. RIFLESSO da ENTEROCETTORI: prendiamo ad esempio il riflesso da riempimento vescicale; è proprio questo un tipico esempio di rifesso “VISCERO-VISCERALE” a controllo periferico del meccanismo di minzione attivato da stimoli meccanici (riempimento) o dolorifici (cistiti, flogosi, ecc…).

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Collegamento fra Riflessi Fino all’inizio di questo secolo il concetto
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Collegamento fra Riflessi Fino all’inizio di questo secolo il concetto

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Collegamento fra Riflessi

Fino all’inizio di questo secolo il concetto che le attività dei vari tipi di riflesso fossero separati fra loro, come scompartimenti stagni nei quali regnasse un solo sistema esecutivo, rimase un punto fermo sul quale era impossibile replicare. Questo sanciva, proprio in accordo con le conoscenze scientifiche raggiunte, l’indipendenza dei vari riflessi e quindi gli stimoli esterocettivi potevano produrre solo riflessi di protezione ai tegumenti; mentre quelli da propriocettori mantenevano il controllo dell’attività motoria, e quindi anche posturale; ed infine gli enterocettori interagivano sull’attività riflessa viscerale. Furono, come già detto nei Cenni Storici, gli studi di Head e Mackenzie a rivoluzionare il vecchio concetto. Infatti, entrambi ipotizzarono che le integrazioni midollari dei messaggi afferenti fossero più articolate. I loro studi parlavano di riflessi da enterocettori a strutture superficiali, ricerche che vennero confermati negli anni successivi da altri ricercatori. Ecco i loro risultati in sintesi:

RIFLESSO VISCERO-CUTANEO:

Head scoprì che afferenze provenienti dall’interno (ad esempio un viscere), contraendo sinapsi con afferenze sensitive provenienti dall’esterno (cute), attraverso complessi fenomeni di sommazione, determinavano iperalgesie cutanee. RIFLESSO VISCERO-MUSCOLARE:

Mackenzie notò come in pazienti con patologie, acute o croniche, del miocardio comparissero tipiche contratture muscolari in zona dorsale. Nel tempo si convinse dell’esistenza di un riflesso viscero-cutaneo e rilevò altri riflessi, in altre sedi muscolari, relativi ad altri organi o visceri. RIFLESSO VISCERO-SOTTOCUTANEO:

È in quello stesso periodo che la riflessologa Dicke mise in evidenza un altro riflesso viscerale ma questa volta con interazione con il sottocute rilevabile sul dorso. Secondo la Dicke, la sofferenza viscerale determina una vasocostrizione locale con un inturgidimento del tessuto corrispondente all’area riflessa dorsale sulla quale il viscere si proietta. Le scoperte di Head, Mackenzie e Dicke portarono altri studiosi a pensare che “se l’interno può influenzare l’esterno, allora anche attraverso l’esterno possiamo influenzare l’interno!”

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Infatti, Dittmar e Ruhmann dimostrarono, facendo delle sperimentazioni su
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Infatti, Dittmar e Ruhmann dimostrarono, facendo delle sperimentazioni su

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Infatti, Dittmar e Ruhmann dimostrarono, facendo delle sperimentazioni su gatti, che stimoli irritativi o termici apportati sulla zona dorsale relativa a D5-D9 modificavano l’attività gastrica. Nacque così anche su base scientifica, e non più solo empirica, il concetto di RIFLESSO CUTI- VISCERALE usato da millenni nella medicina popolare.

A questo punto può essere spiegato come attraverso una zona cutanea o sottocutanea sia possibile interagire con strutture più profonde. E non solo, come nel riflesso patellare, per alcuni secondi ma, grazie ad una legge della SOMMAZIONE di STIMOLI, anche per tempi più lunghi dando così una maggior possibilità di modificazione concreta e duratura dello squilibrio funzionale. Tutto ciò che fino a questo momento abbiamo descritto ci aiuta a comprendere, in modo scientifico, come attraverso una zona del corpo (nel nostro preciso caso sarà il piede) si possa per via riflessa stimolare una zona più lontana o più profonda in modo preciso e anche duraturo. Vediamo ora l’aspetto energetico della Reflessologia plantare, cioè quella empirica popolare:

Reflessologia Energetica

Si possono proporre molti esempi al riguardo; potremmo parlare del concetto energetico indiano, egizio, ecc…, ma per maggior conoscenza utilizzeremo quello cinese. Secondo il pensiero taoista, l’uomo è il punto di divisione/congiunzione fra la terra e il cielo. Esso è visto come fosse un ago di agopuntura che, inserito nel corpo di un soggetto (Terra), attira, come fosse un’antenna, l’energia guaritrice (Cielo). La testa dell’ago corrisponde alla testa dell’uomo. Dal punto di agopuntura 20 VG (BAIHUI), posto sulla sommità del capo, penetra l’energia del cielo che scorre lungo il corpo dell’ago, corrispondente ovviamente al corpo dell’uomo, e penetra nella persona (Terra). La punta dell’ago, attraverso la quale l’energia penetra, corrisponde alla pianta dei piedi e più precisamente al punto 1 R (YONGQUAN), punto molto usato in Reflessologia. Ecco che l’uomo è visto come un punto di confluenza delle energie del cielo (YANG) e della terra (YIN). Egli assorbe un’eguale quantità dell’una e dell’altra al fine di mantenere un giusto equilibrio energetico. Dalle antiche conoscenze taoiste e buddiste, tramandateci attraverso il QI GONG, sappiamo che i due punti di agopuntura citati precedentemente hanno un’importanza fondamentale, non solo

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale nell’assorbimento di energia, ma soprattutto YONGQUAN è importante per la
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale nell’assorbimento di energia, ma soprattutto YONGQUAN è importante per la

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nell’assorbimento di energia, ma soprattutto YONGQUAN è importante per la dispersione dell’energia “perversa”, più comunemente conosciuta come energia negativa, che accumuliamo nell’arco della giornata. Esistono, infatti nel Qi Gong, molte tecniche di dispersione. Una delle tecniche più usate per disperdere queste energie perverse utilizzate con successo da operatori come difesa e “pulizia” energetica, è il PAI BING QI FA (letteralmente tradotto come tecnica di dispersione dell’energia perversa), che sfruttando appunto la pianta dei piedi, con una corretta respirazione, disperde gli accumuli energetici negativi assorbiti dall’organismo. La stessa camminata a piedi nudi è un ottimo scarico di energie negative che GUO LIN (una giovane donna cinese malata di cancro alla quale i medici diagnosticarono poco tempo da vivere), aggiungendoci la respirazione corretta a secondo della malattia, ne fece una tecnica dai risultati positivi sulle malattie degenerative. La tecnica venne semplicemente chiamata GUO LIN QI GONG. Guo Lin morì anziana per problemi cardiaci.

Viene quindi spontaneo pensare che noi, (generazioni moderne), isolati dal contatto con la terra a causa dell’asfalto, scarpe di gomma, ecc…, non riusciamo più a scaricare l’energia del cielo (o quella negativa) che penetra in noi creando un disequilibrio energetico. Infatti, è sempre più facile incontrare nella nostra, società quelle che vengono definite “patologie da pieno” nella parte superiore del corpo (ad esempio mal di testa, ansia, palpitazioni, gastriti, ecc…) e quelle che vengono definite “patologie da vuoto” nella parte inferiore (debolezza arti inferiori, problemi di ritorno venoso e/o linfatico, emorroidi, impotenza, ecc…). Possiamo a questo punto paragonare l’uomo ad una vasca nella quale entra continuamente acqua (pulita e non) ma, non essendo stato tolto il tappo, questa trabocca attraverso il bordo all’esterno causando spiacevoli inconvenienti. A questo punto il lavoro riflessologico del piede, non solo stimola il corpo alla ricerca di un equilibrio organico ma, togliendo il famigerato tappo dalla vasca, richiama l’energia verso il basso decongestionando gli accumuli, fluidificando la circolazione energetica, e disperdendo gli eventuali blocchi che potrebbero causare nel tempo possibili malattie. Possiamo a questo punto comprendere meglio il potenziale della Reflessologia, non dimenticando che gran parte del merito deve essere dato al costante allenamento manuale che consentirà di sviluppare nel tempo la giusta sensibilità, portando il nostro lavoro ed impegno al di là di una fredda e sterile tecnica.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Reflessologia Plantare applicata alla Naturopatia Cerchiamo ora di comprendere
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Reflessologia Plantare applicata alla Naturopatia Cerchiamo ora di comprendere

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Reflessologia Plantare applicata alla Naturopatia

Cerchiamo ora di comprendere meglio l’importanza della Reflessologia plantare e perché la sua applicazione può aiutare il Naturopata nel suo lavoro. Innanzitutto, la Reflessologia ha vari campi d’azione ed uno di questi è la stimolazione degli organi emuntori! Il più delle volte, nella pratica naturopatica, si tende a consigliare alla persona esaminata una depurazione organica ed un riequilibrio nutrizionale al fine di ripulire il corpo dalle scorie tossiniche accumulate. Purtroppo per una disabitudine degli organi a lavorare a piena funzionalità, si hanno fenomeni di momentaneo peggioramento della sintomatologia o, addirittura, nuove manifestazioni che, in un primo momento, sembrano non avere alcun rapporto con il problema di base. In gergo questo viene definito “peggioramento iniziale” e, come detto precedentemente, sappiamo essere sì momentaneo ma fastidioso. Ecco che attraverso un ciclo di lavoro reflessologico, che andrà iniziato almeno una quindicina di giorni prima della depurazione con la frequenza di 2-3 volte a settimana, possiamo sensibilmente diminuire il peggioramento se non addirittura eliminarlo, aumentando l’efficacia e velocizzando i tempi della depurazione. Sappiamo, inoltre, delle grandi difficoltà che un soggetto spesso incontra nel seguire una restrizione alimentare soprattutto nel primo mese; ancora una volta sarà opportuno supportarlo con una seduta settimanale che andrà a lavorare, non solo gli organi emuntori in questo caso, ma principalmente il sistema neurovegetativo!

Con la Reflessologia possiamo anche mantenere un contatto più ravvicinato con la persona non facendogli sentire la “fredda divisione” che viene data da una scrivania ed un foglio di carta, lavorando così in sinergia insieme a lei.

Se torniamo ai concetti fondamentali della Naturopatia ci accorgiamo che, attraverso il lavoro reflessologico, integriamo il difficile lavoro del Naturopata.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale In sintesi, il concetto ( Fig.1) è elaborato su un
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale In sintesi, il concetto ( Fig.1) è elaborato su un

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In sintesi, il concetto (Fig.1) è elaborato su un triangolo rettangolo dove i tre lati sono rappresentati dal:

Vitalismo, cioè l’energia vitale che consente alla persona di vivere, riequilibrarsi ed è assimilabile alla forza di autoguarigione. Causalismo, lo dice la parola stessa, ricercare la causa scatenante il disequilibrio. Teoria Umorale, è il concetto per cui sono gli umori (cioè i liquidi organici come il sangue, la linfa e tutti i liquidi extra e intra-cellulari) i veicoli attraverso cui si diffonde l’energia ed è la loro stasi una causa della possibile intossinazione.

è la loro stasi una causa della possibile intossinazione. Causalismo Umori Vitalismo FIG.1- Schema del Concetto

Causalismo

Umori

Vitalismo

FIG.1- Schema del Concetto Naturopatico.

Vediamo ora come la Reflessologia può essere d’aiuto riguardo questi 3 punti:

Vitalismo: attraverso il concetto riflessologico dei 5 Elementi della Medicina Tradizionale

Cinese, si attiva l’energia dell’individuo, la si sblocca e si la rinforza. Non è raro sentire le persone, dopo alcune sedute, riferire di un aumento di forza, una diminuzione della sonnolenza, ecc… Causalismo: la ricerca sul piede dei punti attivi porta il Reflessologo ad una comprensione non

verbale (quindi non boicottata dal soggetto) del problema di fondo, e seduta dopo seduta, riuscirà ad arrivare al cuore del problema sia esso di natura metabolica, strutturale, energetica, emozionale o altro ancora. Teoria Umorale: quando noi lavoriamo l’arco plantare con un massaggio (sia esso riflessologico o non) stimoliamo, attraverso una “spremitura”, l’area denominata spugna di Lejart. L’area normalmente viene stimolata ad ogni passo ma, per un problema di calzature e poca deambulazione, non viene quasi mai lavorata. Quest’area, come una spugna, trattiene i liquidi nella parte inferiore della gamba e solo con la sua “spremitura” possiamo aiutare i liquidi a ritornare verso l’alto facendo sì che vengano filtrati e rinnovati.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Anche l’aspetto emozionale è molto importante per il naturopata e
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Anche l’aspetto emozionale è molto importante per il naturopata e

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Anche l’aspetto emozionale è molto importante per il naturopata e nuovamente la Reflessologia ci aiuta. Infatti, ricordando quello che si è letto precedentemente circa la Reflessologia energetica, con il lavoro in zona plantare noi creiamo quella situazione ideale chiamata “derivazione naturopatica”. In questo modo, non solo richiamiamo sangue e energia nuova verso i piedi, ma trasportiamo verso il basso anche parte dello stress che “ristagna” nella mente, dando così al

soggetto l’opportunità di sviluppare idee e pensieri nuovi e più calmi. Il lavoro sul Sistema Nervoso è effettivamente, insieme al lavoro emuntoriale, molto efficace e può offrire risultati soddisfacenti in poco tempo. Vediamo nella Tabella 1 riportati i principali tipi di problemi (espressi in modo generico), le varie possibilità di intervento reflessologico, il numero ideale di sedute settimanali. Non dimentichiamo che il numero complessivo di sedute non può essere preventivato poiché, a

, Indicativamente, i primi risultati si possono vedere dopo circa 2-3 sedute e un ciclo completo sarà di circa 10-12. Se il problema è più radicato, è comunque buona regola lasciare un intervallo di riposo, fra un ciclo ed un altro, di almeno 15 giorni perché non avvenga una sommazione di stimoli troppo alta che porterebbe ad una inibizione del riflesso (Abbattimento dello Stimolo) di cui parleremo più avanti.

seconda che il problema sia acuto, cronico, ecc

noi dovremo modularne il numero.

Problema

Possibilità di intervento

Sedute

Emozionale/Stress

2-3

Emuntoriale/Disintossicazione

2-3

Blocco Energetico/Vitalismo

1-2

Problemi Cronici

1-2

Osteoarticolare

2-3

Sistema Endocrino

1-2

Sistema Linfatico

3-4

Sistema Circolatorio

1-2

Disturbi dell’alimentazione

2-3

Problemi Endogeni di varia natura

2-3

Problemi Esogeni di varia natura

2-4

Tabella n° 1: = OPTIMUM: in questo caso la tecnica esprime la massima efficacia.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Come si lavora sul piede Le tecniche di lavoro sul
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Come si lavora sul piede Le tecniche di lavoro sul

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Come si lavora sul piede

Le tecniche di lavoro sul piede sono principalmente 2 e vanno eseguite principalmente con il pollice:

Puntiforme: quando la superficie è di piccole dimensioni (FIG.2).

a Lombrico: quando è possibile lavorare su zone più estese (FIG.3a-3b).

La tecnica Puntiforme è identica come posizione, ed in parte come esecuzione, alla digitopressione esercitata in altri metodi di lavoro. Il pollice viene appoggiato sulla superficie il modo perpendicolare e la pressione va mantenuta per un minimo di 30 secondi sino ad un massimo di 1 minuto circa.

A Lombrico è il metodo più usato in Reflessologia e ha bisogno di un certo tempo per divenire familiare all’allievo. Si deve appoggiare tutta l’area del polpastrello del pollice sulla superficie da trattare. In seguito, si flette l’articolazione della prima falange di circa 60/70 gradi mantenendo l’appoggio solo su un’area più ridotta della punta del pollice. A questo punto si appoggia nuovamente il polpastrello del pollice completamente, ottenendo così un avanzamento sulla superficie del piede di alcuni centimetri; ripeteremo il movimento per tutta la lunghezza della zona. Si ottiene così quell’armonico e conosciuto movimento detto “a lombrico”. In questo caso il numero di passaggi che applicheremo sulla zona sarà di circa 10 volte massimo.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale FIG.3a Polpastrello del pollice appoggiato completamente. FIG.3b Piegamento a
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale FIG.3a Polpastrello del pollice appoggiato completamente. FIG.3b Piegamento a

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Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale FIG.3a Polpastrello del pollice appoggiato completamente. FIG.3b Piegamento a

FIG.3a

Polpastrello del pollice appoggiato completamente.

FIG.3b

Piegamento a 60/70 gradi sulla superficie di lavoro.

Tempi di lavoro sul piede

Anche per quanto riguarda i tempi di lavoro possiamo darne una idea approssimativa. Indicativamente fra i 25 minuti (min.) e i 45 minuti (max). In un soggetto con problemi acuti o con un’iperreattività, dovuta a fattore emozionale o costituzionale, sarà opportuno svolgere un lavoro più breve con più sedute settimanali. Al contrario, con un soggetto anergico o con problemi cronici, il lavoro sarà più lungo e le sedute distanziate nel tempo. E’ importante tener presente tutto ciò, nel momento in cui dovremo occuparci di una Diatesi attraverso il piede, visto che sarà uno dei lavori principali nell’ambito dell’applicazione naturopatica (TAB.2).

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Pressione e velocità di esecuzione Anche pressione e velocità andranno
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Pressione e velocità di esecuzione Anche pressione e velocità andranno

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Pressione e velocità di esecuzione

Anche pressione e velocità andranno regolate a seconda del soggetto. Va da sé che un soggetto ansioso avrà bisogno di una pressione leggera e di un massaggio lento, calmo. Se la persona è apatica, anergica, la pressione sarà più forte e il massaggio più veloce e stimolante. Nel caso, comunque, di difficoltà di riconoscimento del tipo di soggetto, varrà la vecchia e buona regola di una pressione che sta fra il piacevole e doloroso con una velocità di esecuzione media.

Lavoro diatesico

Il concetto di lavoro sulle Diatesi è alquanto complesso e verrà compreso meglio durante lo svolgimento del corso. La Tabella n° 2 darà indicazioni su come intervenire in questi precisi casi. Ricordiamo comunque che la Diatesi 1 ha tendenza ad apprezzare le pressioni forti, e che la sindrome da Disadattamento, o Diatesi 5, verrà lavorata, a secondo del problema, con un’attenzione particolare, che non è possibile riportare in una tabella.

Diatesi

Pressione

Velocità

Tempo di lavoro

N° sedute

settimanali

1

25’ / 30’

2

/ 4

2

30’ / 35’

2

/ 3

3

-

25’ / 30’

2

/ 4

4

35’ / 45’

1

/ 2

Tabella n.° 2 : = pressione lieve ; = pressione forte . = massaggio lento ; = massaggio veloce

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Tonificazione e Dispersione La regola è molto semplice e differisce
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Tonificazione e Dispersione La regola è molto semplice e differisce

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Tonificazione e Dispersione

La regola è molto semplice e differisce rispetto alle classiche manovre di digitopressione o micromassaggio. E’ sempre consigliato stimolare la Diatesi. In alcuni casi, la regola sarà invece la seguente:

VERSO la LINEA MEDIANA e VERSO il CORPO = TONIFICAZIONE

VERSO L’ESTERNO = DISPERSIONE

VELOCE = TONIFICAZIONE

LENTO = DISPERSIONE.

Questo vuol dire che: se su una zona puntiforme applico delle rotazioni verso la linea mediana o verso il corpo, velocemente si ottiene una TONIFICAZIONE. Al contrario, se ruoto verso l’esterno del corpo o della linea mediana, lentamente ottengo una DISPERSIONE. Ed ancora: se massaggio a lombrico verso la linea mediana, o verso il corpo, velocemente, ci sarà TONIFICAZIONE. Il massaggio a lombrico verso l’esterno del corpo o della linea mediana, applicato lentamente, produrrà una DISPERSIONE. Abbiamo ancora una possibilità che ci viene offerta dal massaggio della zona in entrambe le direzioni o rotazioni. Questa metodica avrà un effetto di RIEQUILIBRIO.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Schema di tonificazione e dispersione Linea mediana del corpo TONIFICAZIONE
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Schema di tonificazione e dispersione Linea mediana del corpo TONIFICAZIONE

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Schema di tonificazione e dispersione

Linea mediana del corpo

TONIFICAZIONE

DISPERSIONE

Linea mediana del corpo TONIFICAZIONE DISPERSIONE Automassaggio L’automassaggio, nei casi in cui ci siano

Automassaggio

L’automassaggio, nei casi in cui ci siano difficoltà a reperire un esperto riflessologo, può essere una soluzione. Dobbiamo comunque ricordare che per la scomodità di posizione e per la flessione della colonna vertebrale, possiamo produrre dolenzie; mentre la flessione della gamba e della coscia comprometteranno lo scorrere fluido del sangue e dell’impulso nervoso diminuendo l’efficacia del trattamento.

Trattamento dei bambini e degli anziani

Sappiamo che il completo sviluppo neurologico in un bambino si ha dopo i 6 anni di età. Inoltre, sappiamo che un soggetto anziano ha una diminuzione fisiologica dell’impulso neurologico.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale In entrambi i casi non possiamo avere una “ certezza
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale In entrambi i casi non possiamo avere una “ certezza

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In entrambi i casi non possiamo avere una “certezza neurologico-zonale” che il trattamento abbia effetto, mentre non si deve dimenticare che la Reflessologia ha una base anche energetica che consentirà all’operatore di effettuare ugualmente un ottimo lavoro di riequilibrio. Bisognerà ricordare che in entrambi i casi si tratta di personalità fragili e sensibili che possono essere disturbate da una prolungata ed eccessiva stimolazione. Le sedute saranno quindi brevi e, se necessario, più frequenti nell’arco della settimana.

L’ambiente e la posizione di lavoro

Il massaggio può essere eseguito ovunque e in diverse posizioni, ad esempio seduti o addirittura in piedi. Tuttavia, esiste l’ambiente e l’atmosfera ideale per raggiungere il massimo beneficio ed efficacia. Un lettino da massaggio reclinabile o, in mancanza di questo, un letto con un paio di cuscini, una poltrona, in modo che la persona sia distesa e rilassata. Un cuscino sotto le gambe consentirà un maggior riflusso sanguigno. I piedi usciranno fuori dal lettino fino a 5/10 cm oltre il malleolo. La temperatura nell’ambiente dovrà essere piacevole e così per le luci, non troppo forti. L’operatore siede ai piedi del soggetto e farà in modo che le sue dita siano circa all’altezza del petto dell’operatore stesso, in modo da poter notare tutte le sfumature di colore, gli spessori, calli, ecc….

Controindicazioni Assolute e Relative

Suddividiamo le controindicazioni in ASSOLUTE e RELATIVE. Le prime sono per quelle patologie o particolari condizioni dell’organismo che impongono la assoluta astensione da qualunque intervento reflessologico! Per le seconde, intendiamo invece tutte quelle situazioni di potenziale rischio che devono essere valutate di volta in volta secondo le condizioni del soggetto e l'esperienza del Reflessologo. Resta inteso che in alcuni casi in cui vi sia un’astensione dal trattamento reflessologico, si possa comunque intervenire con un’altra tecnica naturopatica.

Controindicazioni assolute:

MALATTIE INFETTIVE CON PRESENZA DI FEBBRE

INFIAMMAZIONI (STATO ACUTO)

CANCRENA

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale ♦ MICOSI ESTESE DEL PIEDE ♦ PRIMO GIORNO DI CICLO
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale ♦ MICOSI ESTESE DEL PIEDE ♦ PRIMO GIORNO DI CICLO

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MICOSI ESTESE DEL PIEDE

PRIMO GIORNO DI CICLO IN SOGGETTI CON TENDENZE EMORRAGICHE

SOGGETTI A RISCHIO DI TROMBI O EMBOLI

MALATTIE DEGENERATIVE ORGANICHE O NERVOSE

GRAVIDANZA.

Controindicazioni relative:

DIABETE

MALATTIE DEGENERATIVE ALLO STADIO TERMINALE

DURANTE I PRIMI GIORNI DI CICLO

DEPRESSIONI O MALATTIE MENTALI

LARGO USO DI FARMACI, ALCOOL, FUMO E DROGHE LEGGERE

SCHEGGE, PROIETTILI O ALTRI CORPI INCORPORATI NEI TESSUTI.

Si deve obbligatoriamente sottolineare l’importanza di una corretta e profonda analisi personale e familiare per evidenziare tutti i possibili fattori di rischio. In casi dubbi, rivolgersi a specialisti del settore, e comunque iniziare il lavoro con pressioni leggere senza tentativi “inventati”. Dobbiamo sempre ed in ogni momento ricordare che il nostro dovere è principalmente quello di NON NUOCERE in alcun modo a colui che si affida al nostro aiuto!

Anatomia del piede

Ogni piede è formato da 26 ossa, oltre 100 legamenti e 33 muscoli. Sono una struttura essenziale per il movimento. Attraverso la loro conformazione sostengono, spingono e ammortizzano il corpo. Durante la deambulazione assicurando in ogni spostamento il corretto equilibrio. Dividiamo in 3 gruppi le sue ossa:

1) ossa tarsali; che consistono nel calcagno, nell’astragalo, nel cuboide, nel navicolare e del primo, secondo e terzo osso cuneiforme. Il più grande e resistente osso tarsale è il calcagno, la cui funzione è quella di trasmettere il peso del corpo al terreno e di essere l’inserzione dei muscoli del polpaccio.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale 2) ossa metatarsali : sono 5 ossa che rassomigliano a
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale 2) ossa metatarsali : sono 5 ossa che rassomigliano a

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2) ossa metatarsali: sono 5 ossa che rassomigliano a quelle metacarpali della mano. Ciascun osso metatarsale si articola, mediante la sua epifisi prossimale, con le ossa del tarso, mentre l’epifisi distale si articola con la prima fila delle ossa delle dita (falangi). L’articolazione che viene a formarsi fra tarso e metatarso costituisce i due tipi di arcate, una longitudinale e l’altra trasversale. Se queste arcate si attenuano fino ad annullarsi, si instaura quella condizione nota col termine di piede piatto, all’origine del quale vi sarebbero fattori operanti nel periodo prenatale, anomalie ormonali e dietetiche ed il portare scarpe in forma e dimensione non adeguata. Anche il piede cavo è una condizione che può essere originata da alcuni dei fattori descritti per il piede piatto, ma la causa più probabile è da ricercare nell’alterazione del sistema nervoso e nell’ereditarietà emotiva. 3) ossa delle dita dei piedi: sia per numero che per disposizione ricordano le ossa delle dita della mano. Sono due per ciascun alluce e tre per ciascuna delle dita restanti. Si distinguono, partendo dalle prossimali andando verso le distali, con il nome di falangi, falangine e falangette.

le distali, con il nome di falangi, falangine e falangette. Linee di riferimento sulla pianta del

Linee di riferimento sulla pianta del piede

Ci sono due tipi di linee di riferimento che, a livello riflesso, disegnano sul corpo una specie di griglia. Grazie a questa griglia possiamo meglio comprendere e ricercare le zone di massaggio riflesso sul piede.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale 1. linee verticali (FIG 4) Sono dieci linee (cinque a
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale 1. linee verticali (FIG 4) Sono dieci linee (cinque a

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1. linee verticali (FIG 4)

Sono dieci linee (cinque a destra e cinque a sinistra) scoperte dal Dott. Fitzgerald che servono a suddividere il corpo in due metà, una sul piede destro e l’altra sul sinistro.

La linea n° 1 inizia dall’alluce, percorre la parte più interna della gamba e della coscia, risale lungo la linea mediana del corpo fino alla sommità del capo. Da qui ridiscende lungo la parte più interna dell’arto superiore (dello stesso lato) per terminare sul pollice. Su questa linea, a livello plantare, troveremo la proiezione della parte mediale del corpo; ad esempio, troveremo la colonna vertebrale sezionata verticalmente (“mezza” apofisi spinosa e un’apofisi trasversa proiettata a destra, ed il resto sulla sinistra), ci sarà l’area del naso, della bocca, dello sterno, dell’ano, dell’utero o della prostata, ecc…, il tutto sempre diviso a metà fra un piede e l’altro.

La linea n° 5 è collocata all’opposto della linea n° 1. Infatti, dal 5° dito del piede risale lungo il lato esterno di gamba e coscia, continua esternamente su tronco e capo (sempre dallo stesso lato). Ridiscende costeggiando la zona esterna dell’arto superiore e termina sul mignolo della mano. Anche a livello riflesso questa linea avrà corrispondenza con aree situate sulla parte opposta alla linea n° 1, cioè riflette la zona esterna del corpo. Alcuni esempi di aree corporee situate esternamente sono: l’arto superiore ed inferiore, l’orecchio, l’ovaio o il testicolo.

Le linee n° 2 , 3 , 4 , sono collocate in progressione dall’interno all’esterno: infatti iniziano rispettivamente dal 2° , 3° e 4° dito del piede. Da qui risalgono parallelamente alle altre due linee sezionando ulteriormente l’arto inferiore, il tronco, la testa e l’arto superiore. Pertanto è facile comprendere come queste tre linee, a livello plantare, riflettano le zone del corpo situate internamente fra la linea mediana e la linea esterna.

2. Linee orizzontali (FIG 5)

Per facilitare la ricerca dei punti vennero in seguito tracciate tre linee immaginarie orizzontali per creare una ulteriore suddivisione sul piede.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale • Linea n° 1 : Cingolo Scapolare . E’ la
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale • Linea n° 1 : Cingolo Scapolare . E’ la

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Linea n° 1 : Cingolo Scapolare.

E’ la linea di divisione fra la zona cefalica e quella toracica. Sul piede la troviamo ad una distanza pari allo spessore del dito indice appoggiato trasversalmente sotto la base delle dita.

Linea n° 2 : Linea Sovraombelicale (o del Margine Costale Inferiore).

Divide la zona toracica da quella addominale. Dalla protusione del 5° metatarso (epifisi prossimale del 5° metatarso) tracciamo una immaginaria linea orizzontale che circonderà tutto il

piede.

Linea n° 3 : Linea del Cingolo Pelvico.

Divisione fra la zona addominale e quella pelvica. È la linea che divide la parte morbida dell’arcata plantare da quella dura calcaneare. Lateralmente prosegue passando sotto i malleoli

(in modo molto accollato) per andare ad unirsi, dorsalmente, sul collo del piede.

C’è ancora un dettaglio molto importante, nella topografia Reflessologica plantare:

Area plantare: area morbida dove sono riflessi tutti gli organi interni (cuore, polmoni, milza, ecc…).

Area dorsale: è la zona ossea del nostro piede e corrisponde infatti all’apparato muscolo- scheletrico della nostra struttura corporea.

Area mediale: è avvolta dalla linea verticale n° 1 e quindi rappresenta, come precedentemente descritto, gli organi e apparati centrali, come la colonna vertebrale, l’utero, la prostata, ecc…

Area laterale (o esterna): rappresenta la linea verticale n° 5 e tutto ciò che si ritrova all’opposto rispetto la n° 1. Gli arti e le gonadi sono fra le zone che troveremo in questa area.

Possiamo fare un esempio per comprendere meglio ciò che abbiamo sopra descritto:

nella zona toracica del piede (che è delimitata fra il cingolo scapolare e la linea sovraombelicale) troveremo:

a livello plantare: i polmoni, il cuore, l’esofago, i bronchi, ecc…

a livello dorsale: le coste, lo sterno, la muscolatura intercostale, ecc……

a livello mediale: la zona toracica della colonna e gran parte del tronco linfatico, ecc……

a livello laterale: la spalla, il braccio, ecc…

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Fig. 4 L’uomo di Fitzgerald in rapporto al piede Copyright
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Fig. 4 L’uomo di Fitzgerald in rapporto al piede Copyright

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Fig. 4 L’uomo di Fitzgerald in rapporto al piede
Fig. 4 L’uomo di Fitzgerald in rapporto al piede
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Fig. 5 Divisione orizzontale del corpo Copyright 2004 © ISTITUTO
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Fig. 5 Divisione orizzontale del corpo Copyright 2004 © ISTITUTO

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Fig. 5 Divisione orizzontale del corpo
Fig. 5 Divisione orizzontale del corpo
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale L’unione delle linee orizzontali e verticali forma, come detto in
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale L’unione delle linee orizzontali e verticali forma, come detto in

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L’unione delle linee orizzontali e verticali forma, come detto in precedenza, una “griglia” sul piede rendendolo simile ad una mappa topografica. Nella figura 6 qui sotto possiamo iniziare a renderci conto della distribuzione del corpo riflesso a livello plantare.

FIG. 6
FIG. 6
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Reflessologia e Cinque Elementi Si riscontrano le corrispondenze dei Cinque
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Reflessologia e Cinque Elementi Si riscontrano le corrispondenze dei Cinque

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Reflessologia e Cinque Elementi

Si riscontrano le corrispondenze dei Cinque Elementi dell’Energetica cinese a livello del piede nelle sue zone riflesse e si può determinare così l’appartenenza di un soggetto a un elemento energetico piuttosto che ad un altro. La ricerca dell’elemento energetico di appartenenza servirà semplicemente come punto di collegamento con la corrispondente Diatesi alla quale il soggetto in esame appartiene. “Possiamo quindi dire che, sfruttando l’Energetica Cinese, possiamo venire a conoscenza della Diatesi di appartenenza del soggetto esaminato.”

I Cinque Elementi

I Cinque Elementi sono rappresentati simbolicamente come: Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua. Il loro equilibrio sequenziale prende il nome di Legge di Generazione o legge di Madre-Figlia, cioè: il Legno genera il Fuoco, il Fuoco genera la Terra, la Terra genera il Metallo, il Metallo genera l’Acqua ed infine l’Acqua genera il Legno, e così via (FIG.7). Esistono altre leggi come quella di Dominazione, di Usurpazione, ecc…, ma come già detto, questa non vuol essere altro che una brevissima sintesi della Teoria dei Cinque Elementi. Infatti, attraverso la Riflessologia plantare andremo a determinare, senza bisogno di seguire un ordine preciso, l’elemento (o Loggia) in squilibrio e lo trasporteremo a livello di Diatesi per poterlo trattare.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Legno Fuoco l Acqua Metallo Terra FIG.7: Rappresentazione della legge
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Legno Fuoco l Acqua Metallo Terra FIG.7: Rappresentazione della legge

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Legno

Fuoco l Acqua Metallo
Fuoco
l
Acqua
Metallo

Terra

FIG.7:

Rappresentazione della legge di Generazione dei Cinque Elementi. Si parte dal Legno che rappresenta la nascita, la primavera, ecc…., e si prosegue, in senso orario, con le successive logge.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Per il nostro lavoro reflessologico/energetico ci basterà sostituire gli
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Per il nostro lavoro reflessologico/energetico ci basterà sostituire gli

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Per il nostro lavoro reflessologico/energetico ci basterà sostituire gli elementi qui disegnati per comprendere meglio il nostro lavoro (FIG 8).

disegnati per comprendere meglio il nostro lavoro ( FIG 8). Copyright 2004 © ISTITUTO RUDY LANZA
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Quindi ogni qual volta troveremo a livello plantare una Loggia
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Quindi ogni qual volta troveremo a livello plantare una Loggia

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Quindi ogni qual volta troveremo a livello plantare una Loggia energetica con squilibri, la dovremo relazionare ad una Diatesi ed infine trattarla.

Schema di relazione fra Loggia energetica e Diatesi:

Loggia

Diatesi

Oligoelemento

Legno

1

allergica/iper-reattiva

Mn

Fuoco

3

distonica

Mn-Co

Terra

5

disadattamento

Zn-Ni-Co / Zn-Cu

Metallo

2

infettiva/ipo-reattiva

Mn-Cu

Acqua

4

anergica/astenica

Cu-Au-Ag

Come già precedentemente è stato accennato, ogni Loggia è rappresentazione di specifici periodi stagionali, si relaziona con un certo tipo di clima, con un colore, odore, ecc… Questa rappresentazione è altresì valida nel “microcosmo uomo”, ed avremo così per ogni Loggia, all’interno del corpo umano, una relazione con un organo ed un viscere (aspetto yin ed aspetto yang), con un organo di senso e la sua specifica funzionalità, con un ben preciso tipo di tessuto, con un’emozione, e così via. Lo schema sucessivo cercherà di farci comprendere al meglio ciò che abbiamo appena descritto in modo generico. Il seguente schema è semplificato per l’uso specifico che serve al Reflessologo/Naturopata. Per maggiori dettagli si consiglia di consultare testi di Energetica Tradizionale Cinese con riferimento ai Cinque Elementi.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Schema dei 5 elementi : Sistema di Loggia Legno Loggia
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Schema dei 5 elementi : Sistema di Loggia Legno Loggia

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Schema dei 5 elementi :

Sistema di

Loggia Legno

Loggia Fuoco

Loggia Terra

Loggia Metallo

Loggia Acqua

riferimento

Stagione

Primavera

Estate

Mezza Stg.

Autunno

Inverno

Clima

Vento

Caldo

Umido

Secco

Freddo

Alimento

Grano/Pollo

Riso/Pecora

Mais/Bue

Avena/Cavallo

Soia/Maiale

Sapore

Acido

Amaro

Dolce

Piccante

Salato

Odore

Rancido

Bruciato

Dolciastro

Acre

Putrido

Colore

Verde

Rosso

Giallo

Bianco

Nero

Organo

Fegato

Cuore

Milza/Pancr.

Polmone

Rene

Viscere

Vesc. Biliare

Int. Tenue

Stomaco

Int. Crasso

Vescica

Tessuto

Muscoli

Sangue

Tessuto Conn.

Pelle

Ossa

Tendini

Arterie

Carne

Peli

Organo Senso

Occhi

Lingua

Bocca

Naso

Orecchie

Funzione Senso

Vista

Parola

Gusto

Odorato

Udito

Sentimento

Collera

Gioia

Riflessione

Tristezza

Paura

Voce

Gridante

Ridente

Cantante

Piangente

Sospirosa

Animale

Tigre

Scimmia

Orso

Gru

Cervo

Punto Cardinale

Est

Sud

Centro

Ovest

Nord

Suono

Xu

He

Hu

Si

Fu

Riportiamo ora di seguito lo schema dei punti zonali corrispondenti ad ogni Loggia. Non utilizzeremo per il nostro lavoro la sequenza energetica con partenza dal Legno, bensì una sequenza propedeutica studiata allo scopo di rendere più facile, e più veloce, la conoscenza dei punti, portando progressivamente l’allievo ad acquisire una sempre maggior familiarità con il massaggio riflesso- plantare.

Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Rivediamo ancora una volta come si sviluppano le linee di
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Rivediamo ancora una volta come si sviluppano le linee di

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Rivediamo ancora una volta come si sviluppano le linee di riferimento (o di repere) orizzontali sul piede e come esse dividono la struttura dell’uomo:

sul piede e come esse dividono la struttura dell’uomo: Copyright 2004 © ISTITUTO RUDY LANZA RP_1s_rev.1
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Aree zonali relazionate alle Logge Energetiche Per “comodità didattica”,
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale Aree zonali relazionate alle Logge Energetiche Per “comodità didattica”,

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Aree zonali relazionate alle Logge Energetiche

Per “comodità didattica”, come già in precedenza accennato, le Logge Energetiche verranno viste in una sequenza non originale.

Energetiche verranno viste in una sequenza non originale. Copyright 2004 © ISTITUTO RUDY LANZA RP_1s_rev.1 Pagina
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Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale La zona Ghiandolare ed il Sistema Nervoso non appartengono ad
Scuola Italiana di Naturopatia Tradizionale La zona Ghiandolare ed il Sistema Nervoso non appartengono ad

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La zona Ghiandolare ed il Sistema Nervoso non appartengono ad alcuna Loggia Energetica specifica. Infatti, queste zone risentono dell’influenza delle Logge con le quali hanno un intimo legame ed un interscambio.

Questo concetto è di fondamentale importanza per l’allievo, che dovrà sempre collegare un qualsiasi squilibrio energetico-funzionale di tali zone con uno più specifico squilibrio di Loggia. Nel disegno qui sotto possiamo vedere uno schema di “continua interazione” fra le Cinque Logge e il Sistema Ghiandolare e Nervoso al centro.

Cinque Logge e il Sistema Ghiandolare e Nervoso al centro. Copyright 2004 © ISTITUTO RUDY LANZA