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Mercoled 28 maggio 2 01 4 Anno 6 n 145 e1,30 Arretrati: e2,00

Redazione: via Valadier n 42 00193 Roma Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)
tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230 Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
Non spingete
di Marco Travaglio
S
iccome, crocianamente parlando, non possia-
mo non dirci renziani, il carro del vincitore di
Flaiano non basta pi. Per raccogliere tutti i neofiti
demorenziani travestiti da antemarcia che sbarcano
da ogni dove alla spicciolata, a bordo di zattere di
fortuna rigurgitanti di carne umana, ci vuole almeno
un cargo. La Marina Militare pattuglia le coste per
prestare ai profughi i primi soccorsi, nella nuova
operazione ribattezzata dal Viminale Matteum No-
strum. La Protezione civile fa sapere che i richie-
denti asilo al Nazareno e a Palazzo Chigi verranno
alloggiati in strutture provvisorie di raccolta, i Cir
(Centri identificazione e riciclaggio), in attesa di es-
sere smistati in ministeri, enti pubblici, banche, mu-
nicipalizzate, cda sfusi. Nel frattempo, si prega di
non spingere.
IL QUINTO STATO. La foto di gruppo del nuovo Sta-
to Maggiore in versione Pellizza da Volpedo, scattata
la Notte della Vittoria, cela alcuni renziani dellul -
timora, folgorati sulla via di Pontassieve fra il se-
condo exit poll e la prima proiezione: lefebico ex ber-
saniano Roberto Speranza, lievemente scolorito per
via della trielina usata per svaporare le ultime mac-
chie di giaguaro; e il batracico ex bersaniano Nico
Stumpo, opportunamente nascosto dietro una stan-
gona. In prima fila si spellano le mani gli ex giovani
turchi, ora neorenziani di mezza et, Orfini, Ver-
ducci e Fassina. Il terzo non la moglie di Fassino,
ma limpavido dissidente antirenziano che dava a
Matteo dellex portaborse un po berlusconiano;
secerneva vergogna per lincontro Renzi-Berlusco-
ni; e lasci il governo Letta quando Renzi lo chiam
Fassina chi?. Ora, opportunamente sedato, esalta il
Renzi valore aggiunto, la chiara leadership del
Caro Leader, la squadra sui territori, in vista della
missione difficile di grandissima responsabilit.
Quale? La possibilit straordinaria di cambiare
lagenda della politica europea verso la svolta
allinsegna dellallontanamento dalla u s te r i ty e della
crescita del lavoro. Il suo, naturalmente. Un Jobs Act
personale: che sha da fa per campa.
IN CHE STATO. Nel reparto CRSR (Convertiti al
Rottamatore per Salvarsi dalla Rottamazione) svetta
Dario Franceschini, che due anni fa cinguettava:
Bersani ragiona, Renzi recita. Infatti, se ragionasse,
non lavrebbe fatto ministro della Cultura. Come
disse Andrea Orlando, basta passare con Renzi che
si diventa nuovi, quando si passa con Renzi si di-
venta nuovi anche se non lo si di curriculum. Tipo
lui, che ora fa il ministro della Giustizia. Il veltro-
niano (corrente Alitalia) e poi bersaniano Matteo
Colaninno nota un grande patrimonio del Pd che
ora avr una responsabilit ancora pi grande di
cambiare lItalia e guidare una nuova fase dellEu -
ropa (sempre volando Alitalia). E Bersani, quello
che Renzi un pazzo e ho salvato il cervello ma
non lo do a Renzi, che ne di lui? Complimenti a
Matteo Renzi e adesso prendiamoci le nostre re-
sponsabilit in Italia e in Europa. A Matte, ricor-
date del mio cervello. E Max DAlema, quello che
Renzi ignorante e superficiale e non ha mai letto
un libro in vita sua? Ora Renzi un grande leader,
ma non si arriva al 40% senza un grande partito.
Segue a pagina 9
B e r go g l i o : Se non ce la far pi, seguir la strada di Benedetto XVI: quella dei papi emeriti
Anche i laici pi incalliti si augurano di no, per evitare il ritorno dellac r i cc a va t i c a n a
LA ROTTAMAZIONE PU INIZIARE
LETTA IN CORSA PER LE U R O PA
Pippo Inzaghi sar il prossimo
allenatore del Milan. Questa volta
Dud non ha voluto rischiare
w w w.fo r u m . s p i n oza . i t
LA CATTIVERIA
URNE & MANETTE Anche senza il capofila Berlusconi, gli elettori premiano il gruppo
Elezioni, il partito degli indagati
fa il quorum con 1 milione di voti
I governi e la Merkel vogliono ignorare i risultati dei seggi: la Commissione potrebbe
andare a Juncker (Ppe), ma gi cominciato il suk delle poltrone. E in caso di s t a l l o,
a luglio Renzi cercher di lanciare il suo predecessore come nome di compromes so
SCONTRO FINALE IN UCRAINA
Da due giorni si combatte per
laeroporto. I miliziani filo-russi ordinano
levacuazione dei civili Bucciarelli pag. 17
La vendetta
di Kiev: 100 morti
nella battaglia
di Donetsk
PRESA IN GIRO
Clini, i soldi
in Svizzera
su un conto
di nome Pe s c e
Fe l t r i
pag. 6
Sono 21 i candidati, fra
inquisiti e condannati, che
hanno totalizzato 1,186 milioni
di preferenze. Stravince
Raffaele Fitto, 4 anni in primo
grado, con tre capi
dimputazione. Alla r re s t a to
Paolo Romano sono andati
11.882consensi Tecce pag. 2
I corpi di alcuni miliziani filo-russi La Pre ss e
ADDIO LUGANO BELLA
Nairo Quintana,
un uomo solo
gi dallo Stelvio
(ma col trucco)
Pacelli pag. 15
A VOLTE RITORNANO
Genni a Carogna
passava la droga
alla gang dei tatuati
Iurillo pag. 15
Coen pag. 18
EFFETTI COLLATERALI
E alla fine
M at t e o
ha smacchiato
la sinistra
VESPA RIVUOLE IL GIOVED
La Rai contro
il premier
per i 150 milioni
tolti al canone
Marra e Cannav pag. 4 pag. 5
Corrado Clini Ansa
Cos la Consob
e Bankitalia
boicottano
la loro vigilanza
di Giorgio Meletti
I
l decreto di perquisizione
contro lAd di Unipol-Fon-
sai Carlo Cimbri destinato a
trasformarsi in un processo
alle autorit di vigilanza.
pag. 11 - 14
SUL CARGO
DEL VINCITORE
y(7HC0D7*KSTKKQ( +&!"!\!$!{
Enrico Letta
e Matteo
Renzi
a Palazzo
Chigi il giorno
del passaggio
delle consegne
Ceravamo tanto amati: il Pd dopo la vittoria Ansa
2 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano 3 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
di Carlo Tecce
N
onostante il man-
cato (e sempre ab-
bondante) apporto
di Silvio Berlusco-
ni, un titolare irrinunciabile, il
partito indagati&condannati
ha raggiunto il quorum: i 21
candidati fra eletti e trombati
hanno registrato 1,242 milio-
ni di voti, un 4 per cento quasi in
scioltezza, un passo (lungo)
avanti al gruppo lAltra Europa
con Tsipras, sorpassata anche la
coppia Ncd-barra-Udc. Il capo-
fila e capolista, senza piombare
in astrusi calcoli algebrici, il
pugliese Raffaele Fitto: 284.547
preferenze, 4 anni in primo gra-
do, 3 imputazioni (corruzione,
abuso dufficio e finanziamento
illecito). E lex ministro, non un
novizio, legittimamente riven-
dica il testimone da Berlusconi.
Leterno giovane Fitto ha stac-
cato di molto Aldo Patriciello
(111.554), che non ha sfigurato.
Riabilitato dal Tribunale di
Campobasso il 14 maggio di un
anno fa, Patriciello fu condan-
nato a 4 mesi per finanziamento
illecito, sentenza definitiva per
una mazzetta da 16 milioni di
lire (anni 90) per la campagna
elettorale di Michele Iorio. Ar-
ruolato di recente, e per questo
governatore dimissionario in
Calabria, Giuseppe Scopelliti
(42.210, Ncd-Udc) ha sfiorato il
secondo piazzamento in lista di
Filippo Piccone, gi parlamen-
tare: Scopelliti terzo e pieno di
speranza. Perch se Lorenzo Ce-
sa (56.991), deputato, indagato
per finanziamento illecito, do-
vesse rinunciare al seggio di
Strasburgo, Scopelliti andrebbe
al ballottaggio interno con
Piccone e lampia immunit eu-
ropea sarebbe pi vicina.
OGGI COMINCIA a Cagliari il
dibattimento per limputato Re -
nato Soru (182.687), rinviato a
giudizio per evasione fiscale (e
indagato per aggiotaggio), ma
apprezzato in Sardegna e anche
in Sicilia: non era agevole strap-
pare un seggio europeo. Il de-
mocratico Nicola Caputo
(85.846), avviso di conclusa in-
dagine per truffa, lha scampata
per qualche migliaia di voti, e
cos Giuseppe detto Giosi Fer-
ra n d i n o (82.189), rinviato a giu-
dizio per falso ideologico e di-
struzione di bellezze naturali,
non potr entrare in aula a Stra-
sburgo assieme al collega. Ar -
mando Cusani (55.401) paga
una congiuntura sfavorevole,
roba da bizzarro allineamento
di pianeti: Forza Italia s sgon-
fiata e la senatrice Alessandra
Mussolini (medaglia di argento
dietro Tajani, circoscrizione
Centro) vuole espatriare. Oltre
che in politica, Cusani molto
impegnato in Tribunale: con-
danna in primo grado a un anno
e otto mesi per abuso dufficio e,
sempre in primo grado, due an-
ni per abuso edilizio. Il ritorno
nel Mezzogiorno di Gianni Ale-
manno (44.853), ex sindaco di
Roma e origini baresi, un fal-
limento, netto. Senza cariche da
oltre un anno, allex missino
non resta che lindagine (roma-
na) per finanziamento illecito.
'O miracolo non riesce a Clemen -
te Mastella (60.336), risorto per
un mandato a Strasburgo con
Forza Italia, lex ministro in-
chiodato a Ceppaloni, e poi rin-
viato a giudizio a Napoli per as-
sociazione a delinquere, impu-
tato ancora a Napoli per tentata
concussione e abuso dufficio.
Non va sigillato il racconto me-
ridionale senza citare Paolo Ro-
mano (11.882), arrestato una
settimana fa, in teoria ritirato,
ma comunque raggiunto da
unempatia
elettorale,
inutile e un
po inquietan -
te. Altra circo-
scrizione, altri
temerari.
Giampiero Sa-
mor (13.160),
che ci aveva
gi provato per il Parlamento,
viene respinto anche in Europa.
Stavolta, limprenditore s ac-
coccolato in un cantuccio di
Forza Italia, basso in lista, senza
dover fondare un partito, che gli
costato oltre mezzo milione di
euro. Nulla. Ma ci sar occasio-
ne per Samor, ex pupillo di Ber-
lusconi, e dunque indagato a
Roma per associazione a delin-
quere finalizzata allostacolo per
le funzioni di vigilanza, appro-
priazione indebita, bancarotta
fraudolente e riciclaggio. Ha
perso senza farsi notare n sen-
tire il duo - ex Forza Italia ora
Ncd-Udc - Gabriele Albertini
(11.447, indagine per calunnia
aggravata a Brescia) e Guido Po-
d e st (7.898, imputato a Milano
per falso ideo-
logico). Da
Anna Petrone
(71.661, avvi-
so di conclusa
indagine per
peculato) a
Franco Bona-
nini (3,689, rinviato a giudizio
per associazione a delinquere
per truffa ai danni dello Stato), i
21 del partito inquisiti non han-
no deluso. O rovesciando il con-
cetto, gli elettori non li hanno
delusi.
Ps . Non centra nulla con le in-
chieste giudiziarie, ma la de-
nuncia di un candidato M5S
un caso di scuola. Limprendi -
tore Massimo Blasoni, numero
2 di Forza Italia in Friuli, ha so-
stenuto il veneto Remo Serna-
giotto (eletto), assessore regio-
nale alle Politiche sociali. I Cin-
que Stelle hanno scoperto, e ac-
cusano, che abbiano influito gli
interessi di Blasone, titolare di
due cliniche che hanno ottenuto
laccreditamento istituzionale
dalla Regione Veneto.
HANNO VOTATO quasi tutti i detenuti illustri delle ultime
vicende di cronaca. Il compagno G, Primo Gereganti non ha
avuto alcun dubbio e dal seggio del carcere di Opera, dov in
cella con laccusa di far parte della Cupola Expo, ha votato Pd.
Nessuna tentazione di cambiare partito, ha confermato il
suo avvocato. Lex ministro Scajola, accusato di aver favorito
la fuga di Amedeo Matacena, stato il primo dei detenuti di
Regina Coeli a votare. La compagna di Matacena, Chiara
Rizzo, non ha votato in quanto cittadina del Principato di
Monaco. Lex presidente del Consiglio regionale campano,
Paolo Romano, a votare non ci andato. Non se l sentita,
ha detto il suo legale. Lex sindaco di Messina Francantonio
Genovese il suo voto lo ha espresso, ma non dato a sapere
se per il Pd, che ha dato parere favorevole al suo arresto.
Le schede dal carcere
di Greganti e Scajola
S
i tratta di connessioni sentimentali, non c altro da pensare.
Paolo Romano, vogatore di lungo corso nel fiume delle
clientele della terra di lavoro, una volta si chiamava cos larea del
casertano, riuscito nellimpresa di raccogliere 11 mila voti
malgrado fosse agli arresti domiciliari e nonostante avesse ri-
nunciato formalmente alla candidatura.
Si tratta di un miracolo! I casertani sono accorsi
in massa ai seggi contro la volont del can-
didato, chiamato dalla giustizia a rispondere
delle pressioni e degli intrufolamenti nel ma-
leodorante mondo della sanit campana, e mal-
grado il fermo tecnico: le manette ai polsi. E il
Nuovo centrodestra, il partito guidato dal mi-
nistro dellInterno Angelino Alfano, impegnato
a fronteggiare ogni tipo di devianza pubblica,
esposto sul fronte della lotta alla mafia, coin-
volto nel grande tema della sicurezza, ha patito
un suffragio non richiesto, unadesione non vo-
luta, un voto mai cercato.
Sono i misteri della politica. Scelta civica, per esempio, stata
prosciugata oltre ogni misura e la segretaria del disgregato mon-
do montiano, la ministra dell'Istruzione Stefania Giannini,
riuscita nell'impresa di vedersi assegnare non pi di cinquecento
preferenze. Lei voleva essere votata, ma nessuno le ha dato ascol-
to. Mentre Paolo Romano che pubblicamente e
solennemente aveva dichiarato il proprio in-
tento di farsi da parte e attendere nel silenzio e
nella contrizione il risultato delle indagini giu-
diziarie, si dovuto affliggere il doppio. Perch
non solo si visto ingannare dal suo popolo che
in massa gli ha tributato un saluto speciale, in-
sufficiente a farlo eleggere al Parlamento eu-
ropeo (e allimmunit purtroppo), ma suffi-
ciente a fargli sentire la carezza, l'affetto, la sim-
patia con la quale la sua terra lo guarda e l'at-
tende. Lafflizione doppia perch Angelino
sar imbarazzatissimo. Afflizione terza: a San
Felice a Cancello la gente non solo andata a
votare Romano ma come chie-
deva il sindaco Pasquale De
Lucia, ha voluto che larrestato
risultasse il candidato pi
omaggiato della citt. E 1086
volte la croce caduta sul suo
nome.
I GIUDICI, come al solito diffidenti, non hanno revocato la misura
cautelare perch, purtroppo, credono che Romano dica a e faccia
b. Per esempio, guarda tu il mondo, pensano che l'arrestato, il
quale ha dichiarato di dimettersi da presidente del Consiglio
regionale della Campania, un minuto dopo aver ottenuto la li-
bert revochi l'intendimento delle dimissioni e ritorni al suo
ufficio, alla sua auto blu, alla sua segreteria, alle cose di sempre. E
purtroppo il qui pro quo elettorale ha messo l'uomo politico
nell'evidente difficolt di far capire che diceva sul serio quando
chiedeva di non essere votato. Lui proprio non voleva...
A. Cap.
C A S E RTA N O
Si era ritirato, per
a San Felice a Cancello
la gente non solo
andata a votarlo come
chiedeva il sindaco,
ma lha fatto vincere
Romano, acchiappa-voti da arrestato
MR 11.882 PREFERENZE
Grande Tentazione di queste
ore: rompere il tavolo delle ri-
forme e far saltare il patto del
Nazareno. Rivela una fonte di
rango: Berlusconi ci sta ragio-
nando, a che serve fare un Se-
nato che si riempir di ammi-
nistratori renziani e approvare
un sistema, lItalicum, che allo
stato attuale sancisce un bipo-
larismo Renzi-Grillo?. Poi c
tutta la questione intricata del
rapporto con Ncd, che in ogni
caso pretende uno schema
completamente diverso per ri-
fondare il centrodestra. La
semplice somma di Forza Ita-
lia, Ncd, Lega e Fratelli dItalia
al momento impossibile.
Denis la colomba
e le ambizioni di Fitto
Leventuale rottura con Renzi
potrebbe causare lennesimo
strappo dentro Forza Italia, do-
po quelli di Bonaiuti e Bondi.
Stavolta a rendersi autonomo
potrebbe essere Denis Verdini,
lo sherpa delle riforme emargi-
nato dal cerchio stalinista. Se
veramente accadr potrebbe
nascere al Senato un gruppetto
di azzurri filorenziani. E se B.
dovesse reprimere, ancora una
volta, le ambizioni di Fitto sul
partito, il disagio pugliese po-
trebbe incrociare quello tosca-
no di Verdini.
di Fabrizio dE s p o s i to
I
in principio fu lan -
ti-Renzi. Testuale. Era la
fine del 2013 e il berlu-
sconismo si vot dim -
provviso alla Totimania, con-
vinto di aver scovato il volto
vincente dopo un autunno de-
cadente e scissionista. I giornali
amici, e non solo, titolarono:
Toti studia da anti-Renzi. Ri-
pescare oggi questo titolo cru-
dele. Ma il fenomeno Toti, nel
senso di Giovanni per chi non
lavesse capito, si sgonfi subi-
to. A marzo, le confidenze del
Cavaliere includevano un ver-
detto spietato: Lo so, Giovanni
non funziona e non buca nem-
meno il video, ma almeno fe-
dele. E per il Condannato de-
vastato dal tradimento di Ange-
lino Alfano, quello della fedelt
rimasto lunico criterio di se-
lezione dentro Forza Italia.
Quella tuta bianca
e il fisico da leader
Di mese in mese, fino ad arriva-
re al funerale politico del 25
maggio, quando nella tragica
notte di domenica Deborah
Bergamini stata lunica a met-
tere con coraggio la faccia sulla
catastrofe, Giovanni Toti, ex di-
rettore di casa Mediaset, di-
ventato lemblema del rinnova-
mento fallito di Forza Italia.
Nella circoscrizione del
nord-ovest, alle Europee, che
include la culla lombarda di B.,
Toti ha raccolto 148.730 prefe-
renze, con il supporto dello
stesso Condannato e di Maria-
stella Gelmini, che si sono spesi
per lui. Al sud, il bistrattato Raf-
faele Fitto ne ha prese 284.547.
Non c paragone. Col volto di-
strutto, quasi grigio, in queste
serate Toti va ancora in tv a
spiegare che il berlusconismo
non finito. Di lui, da qui a
qualche anno, si ricorder solo
la foto in tuta bianca accanto al
Condannato. Era in un centro
benessere. Lesteta B., per il
quale lapparenza sostanza,
voleva trasformare Toti anche
nel fisico, per renderlo pi adat-
to alla leadership. Toti, invece,
rimasto pingue. Oggi Forza Ita-
lia terr un atteso ufficio di pre-
sidenza. Toti e il cerchio magico
hanno tentato di rinviarlo, in-
vano.
I metodi stalinisti
del cerchio magico
Forza Italia non esiste, come
partito. Oggi Forza Italia il
cerchio magico dellex Cavalie-
re arrivato davvero alla sua Sa-
l, come un tempo aveva pro-
nosticato Fabrizio Cicchitto,
anche lui andato via con Ncd.
Solo che Cicchitto pronostic
un declino di B. con i falchi Sal-
lusti e Santanch. andata di-
versamente. I custodi, se volete
i carcerieri, dellultimo Berlu-
sconi sono Toti, poi la fidanzata
Francesca Pascale, la badante
onnipotente Mariarosaria Ros-
si, lavvocato-senatore Ghedini
e un gradino pi gi la citata
Gelmini e Paolo Romani, capo-
gruppo al Senato. Poi i nemici.
Il gruppo di Fitto, quello di Ver-
dini e la Santanch. La gestione
Pascale-Rossi del cerchio magi-
co stalinista. Lossessione del
sospetto, anche minimo, in-
grassa la lista nera degli indesi-
derati. Ieri, Alessandro De An-
gelis sullHuffington Post ha
scritto che le due donne, en-
trambe campane, tentano di
sterilizzare le fonti di Fa t to e
Re p u b b l i ca e vorrebbero taglia-
re la testa anche a Sallusti, diret-
tore del Giornale, e Signorini, al-
la guida di Chi.
La figlia tentenna ancora
La strategia contro Matteo
Il cerchio magico della Sal
berlusconiana avrebbe voluto
evitare la riunione di oggi come
sfregio alla vittoria di Raffaele
Fitto, lex democristiano pu-
gliese che gi invoca le primarie
per la successione a Berlusconi.
Anche se dovesse toccare a Ma-
rina, la primogenita. A sua vol-
ta, linteressata ha fatto sapere
di non volerne sapere ancora di
scendere in campo come il pa-
dre. Altro segno del caos e dello
sbandamento del centrodestra.
E il riavvicinamento alla Lega
di Salvini, con la decisione di
firmare alcuni referendum del
Carroccio, rappresenta la
Disastro Toti, ora B.
vuole rompere con Renzi
LULTIMA IDEA QUELLA DI FAR SALTARE IL TAVOLO DELLE RIFORME ISTITUZIONALI
MA NEL PARTITO CRESCE IL MALUMORE: FITTO E VERDINI PREPARANO OFFENSIVE
Berlusconi e Toti Ansa
IN FONDO A DESTRA IN FONDO A DESTRA
IL RE DELLE ISOLE
Oggi comincia a Cagliari il dibattimento
per limputato Renato Soru,
rinviato a giudizio per evasione fiscale
MARINA B.
La primogenita rimanda ancora
la decisione di scendere in campo:
altro segno del caos e dello sbandamento
ALFONSO SIGNORINI
Il duo del cerchio magico, Pascale-Rossi,
vorrebbe sostituire il direttore di Chi
e anche quello del Giornale Sallusti
PIAZZE & PALAZZI
Meloni: La destra so io
La Lega? So ro m a n a . . .
Q
uel che rimane a destra
conta il 3,7%, porta nel
simbolo il vecchissimo Msi, la
vecchia An e si chiama Fratelli
dItalia, o meglio Giorgia Me-
loni: Su un milione di voti ho
preso 350 mila preferenze.
Soddisfatta delle s o rd i o?
S, insieme a Pd e Lega siamo
gli unici ad aver guadagnato
voti. Rammarico solo per non
aver raggiunto la soglia di
sbarramento.
Avete lasciato Marine Le Pen
alla Lega...
Ho rapporti stretti con la Le
Pen e ne condivido le battaglie,
ma non amo sventolare in pa-
tria leader stranieri. Salvini ha
fatto unottima campagna
elettorale.
Rapporti con la Lega?
Come loro siamo per laddio
alleuro, ma noi siamo il par-
tito della nazione, non solo di
una parte di essa: i confini
dItalia sono sacri...
E poi? Non si trattenga.
E poi s o anche romana, non
che non ricordi lapproccio le-
ghista verso Roma.
Alessandra Mussolini, nipote
del Duce, ha preso 82 mila pre-
ferenze con Forza Italia. Voti
persi per voi?
No, francamente fanno fede le
battaglie e la coerenza delle
persone. Lei non stata coe-
rente, non stato coerente il
suo partito. E poi io ne ho prese
350 mila di preferenze.
Per anche voi avete governato
con Berlusconi, sia lei sia La Rus-
sa eravate ministri.
Finch abbiamo
fatto il centrodestra
stavamo nel cen-
trodestra, poi loro
hanno sostenuto
Mario Monti, com-
missariando la so-
vranit popolare.
Siete passati da
quello che era un grande partito
al governo, il Pdl, al 3,7%. Eravate
ministri, ora come si sta?
Si lavora molto di pi. Per non
ha prezzo poter guardare in fac-
cia la gente senza aver nulla di cui
vergognarsi, poter
andare nelle piazze
invece che nei luoghi
chiusi.
Con Berlusconi e
Alfano tutto finito?
Loro hanno aiutato
Renzi a stravincere.
Alfano ci governa
insieme.
Renzi di destra?
No, un democristiano. Che
vota insieme ai grillini laboli -
zione del reato di immigrazio-
ne clandestina e la depenaliz-
zazione delle droghe.
G r i l l o?
Un comunista, la sua piazza
inneggia a Berlinguer.
Quanto avete speso? Si vede-
vano tanti manifesti in giro...
Solo 400 mila euro. Abbiamo
fatto una campagna elettorale
da ragazzi della via Pal. I ma-
nifesti li ha visti a Roma perch
siam bravi ad attacchinare...
La Russa si fa la barba da Vespa.
Ho visto: mi servivano altri 100
mila voti, ora mi sa me ne ser-
virebbero almeno 500 mila... Giorgia Meloni Ansa
di Giampiero Calap
di Pino Corrias
IL FATTO CHE Silvio B. mentre crollavano i muri della sua
Destra e la Santanch scendeva nel bunker con Sallusti e il cia-
nuro abbia passato lintera serata con Pippo Inzaghi a parlare
del Milan e del prossimo campionato di calcio una buona no-
tizia. Perch ci dice che nonostante il cerchio magico lo stia
riempiendo di dolcetti, medicine e spilli, la sua portentosa follia
non ha perso un colpo. Continua come sempre a fregarsene del
Paese. Ma ora (invecchiando) anche di Forza Italia, la masnada
organizzata in partito che per ventanni gli ha garantito un riparo
dai processi, dalla galera e pure dalla sua incolmabile solitudine.
Sfiorando la sapienza dei fumetti B. non ha pi smesso di coc-
colare il denaro che ha accumulato in molti forzieri: di nuotarci
dentro, contarlo, esibirlo, spenderlo e poi moltiplicarlo ancora.
Con una conturbante letizia che non si spegne mai e neanche
riposa. Qualche anno fa Luciano Violante, in una celebre con-
fessione alla Camera, disse che il signor B. e la sua Mediaset
avevano aumentato di 25 volte il loro fatturato. Essendo Vio-
lante un dalemiano di ferro, aveva tutte le ragioni di vantarsene:
il lavoro era stato fatto bene. E d frutti ancora oggi.
CLICK
Intanto lui pensa
a Superpippo
AI FORZISTI PIACE UNA LEGGE DEL PD
RIAPRIREBBE IL PROCESSO MEDIASET
Forza Italia ha chiesto di ricalendarizzare una pro-
posta di legge del Pd che introduce il riesame, se la
Corte di Giustizia europea si pronuncia contro una
sentenza italiana. La norma potrebbe aiutare Ber-
lusconi a far riaprire il processo Mediaset, per cui
stato condannato in via definitiva per frode fiscale.
MATTEO SALVINI (LEGA NORD)
SILVIO PU ANCORA FARE TANTO
"Ci sono 80enni molto pi svegli di 20enni che
dormono: Berlusconi ha fatto e potr ancora fare
tanto. Le questioni interne a Forza Italia non mi
riguardano, magli auguro di poter guardare al fu-
turo con la nostra stessa serenit. A dirlo Mat-
teo Salvini, segretario federale della Lega Nord.
GAETANO QUAGLIARIELLO (NCD)
ALFANO BATTEREBBE MARINA B.
Se ci fossero le primarie del centrodestra e
Marina Berlusconi scendesse in campo? Ange-
lino Alfano sarebbe in grado di batterla. Lo ha
assicurato Gaetano Quagliariello, coordinatore
nazionale di Ncd, ospite di Un Giorno da Pecora,
su Radio2.
IL MINISTRO ANGELINO ALFANO
DIFFICILE RIUNIFICAZIONE CON SILVIO
Vedo molto difficile una riunificazione ora. Ange-
lino Alfano gela Forza Italia e chi sognava di veder-
lo figliol prodigo, di rientro a capo chino nella casa
del padre Berlusconi, dopo il mancato exploit di
Ncd alle Europee e il forte rischio insignificanza in
un governo di centrosinistra con Renzi al 40%.
RAFFAELE FITTO
Condannato in primo grado a 4 an-
ni per corruzione, abuso dufficio
e finanziamento illecito ai partiti
RENATO SORU
Rinviato a giudizio per evasione
fiscale. Indagato inoltre per ag-
gi o t aggi o
CLEMENTE MASTELLA
A giudizio per associazione a de-
linquere, imputato per tentata
concussione e abuso dufficio
GIUSEPPE SCOPELLITI
Condannato in primo grado
a 6 anni per abuso di ufficio
e falso
GIANNI ALEMANNO
Indagato dalla Procura di Roma
per finanziamento illecito
ai partiti
LORENZO CESA
Indagato dalla Procura di Roma
per finanziamento illecito
ai partiti, il candidato dellUdc
CHE QUORUM GLI INQUISITI
IN 21 FRA INDAGATI E CONDANNATI TOTALIZZANO 1,242 MILIONI DI PREFERENZE: PI DI TSIPRAS E NCD
TRA I TROMBATI
Clemente Mastella, a processo
a Napoli per associazione a delinquere,
non ha ottenuto il seggio a Strasburgo
Paolo Romano Ansa
2 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano 3 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
di Carlo Tecce
N
onostante il man-
cato (e sempre ab-
bondante) apporto
di Silvio Berlusco-
ni, un titolare irrinunciabile, il
partito indagati&condannati
ha raggiunto il quorum: i 21
candidati fra eletti e trombati
hanno registrato 1,242 milio-
ni di voti, un 4 per cento quasi in
scioltezza, un passo (lungo)
avanti al gruppo lAltra Europa
con Tsipras, sorpassata anche la
coppia Ncd-barra-Udc. Il capo-
fila e capolista, senza piombare
in astrusi calcoli algebrici, il
pugliese Raffaele Fitto: 284.547
preferenze, 4 anni in primo gra-
do, 3 imputazioni (corruzione,
abuso dufficio e finanziamento
illecito). E lex ministro, non un
novizio, legittimamente riven-
dica il testimone da Berlusconi.
Leterno giovane Fitto ha stac-
cato di molto Aldo Patriciello
(111.554), che non ha sfigurato.
Riabilitato dal Tribunale di
Campobasso il 14 maggio di un
anno fa, Patriciello fu condan-
nato a 4 mesi per finanziamento
illecito, sentenza definitiva per
una mazzetta da 16 milioni di
lire (anni 90) per la campagna
elettorale di Michele Iorio. Ar-
ruolato di recente, e per questo
governatore dimissionario in
Calabria, Giuseppe Scopelliti
(42.210, Ncd-Udc) ha sfiorato il
secondo piazzamento in lista di
Filippo Piccone, gi parlamen-
tare: Scopelliti terzo e pieno di
speranza. Perch se Lorenzo Ce-
sa (56.991), deputato, indagato
per finanziamento illecito, do-
vesse rinunciare al seggio di
Strasburgo, Scopelliti andrebbe
al ballottaggio interno con
Piccone e lampia immunit eu-
ropea sarebbe pi vicina.
OGGI COMINCIA a Cagliari il
dibattimento per limputato Re -
nato Soru (182.687), rinviato a
giudizio per evasione fiscale (e
indagato per aggiotaggio), ma
apprezzato in Sardegna e anche
in Sicilia: non era agevole strap-
pare un seggio europeo. Il de-
mocratico Nicola Caputo
(85.846), avviso di conclusa in-
dagine per truffa, lha scampata
per qualche migliaia di voti, e
cos Giuseppe detto Giosi Fer-
ra n d i n o (82.189), rinviato a giu-
dizio per falso ideologico e di-
struzione di bellezze naturali,
non potr entrare in aula a Stra-
sburgo assieme al collega. Ar -
mando Cusani (55.401) paga
una congiuntura sfavorevole,
roba da bizzarro allineamento
di pianeti: Forza Italia s sgon-
fiata e la senatrice Alessandra
Mussolini (medaglia di argento
dietro Tajani, circoscrizione
Centro) vuole espatriare. Oltre
che in politica, Cusani molto
impegnato in Tribunale: con-
danna in primo grado a un anno
e otto mesi per abuso dufficio e,
sempre in primo grado, due an-
ni per abuso edilizio. Il ritorno
nel Mezzogiorno di Gianni Ale-
manno (44.853), ex sindaco di
Roma e origini baresi, un fal-
limento, netto. Senza cariche da
oltre un anno, allex missino
non resta che lindagine (roma-
na) per finanziamento illecito.
'O miracolo non riesce a Clemen -
te Mastella (60.336), risorto per
un mandato a Strasburgo con
Forza Italia, lex ministro in-
chiodato a Ceppaloni, e poi rin-
viato a giudizio a Napoli per as-
sociazione a delinquere, impu-
tato ancora a Napoli per tentata
concussione e abuso dufficio.
Non va sigillato il racconto me-
ridionale senza citare Paolo Ro-
mano (11.882), arrestato una
settimana fa, in teoria ritirato,
ma comunque raggiunto da
unempatia
elettorale,
inutile e un
po inquietan -
te. Altra circo-
scrizione, altri
temerari.
Giampiero Sa-
mor (13.160),
che ci aveva
gi provato per il Parlamento,
viene respinto anche in Europa.
Stavolta, limprenditore s ac-
coccolato in un cantuccio di
Forza Italia, basso in lista, senza
dover fondare un partito, che gli
costato oltre mezzo milione di
euro. Nulla. Ma ci sar occasio-
ne per Samor, ex pupillo di Ber-
lusconi, e dunque indagato a
Roma per associazione a delin-
quere finalizzata allostacolo per
le funzioni di vigilanza, appro-
priazione indebita, bancarotta
fraudolente e riciclaggio. Ha
perso senza farsi notare n sen-
tire il duo - ex Forza Italia ora
Ncd-Udc - Gabriele Albertini
(11.447, indagine per calunnia
aggravata a Brescia) e Guido Po-
d e st (7.898, imputato a Milano
per falso ideo-
logico). Da
Anna Petrone
(71.661, avvi-
so di conclusa
indagine per
peculato) a
Franco Bona-
nini (3,689, rinviato a giudizio
per associazione a delinquere
per truffa ai danni dello Stato), i
21 del partito inquisiti non han-
no deluso. O rovesciando il con-
cetto, gli elettori non li hanno
delusi.
Ps . Non centra nulla con le in-
chieste giudiziarie, ma la de-
nuncia di un candidato M5S
un caso di scuola. Limprendi -
tore Massimo Blasoni, numero
2 di Forza Italia in Friuli, ha so-
stenuto il veneto Remo Serna-
giotto (eletto), assessore regio-
nale alle Politiche sociali. I Cin-
que Stelle hanno scoperto, e ac-
cusano, che abbiano influito gli
interessi di Blasone, titolare di
due cliniche che hanno ottenuto
laccreditamento istituzionale
dalla Regione Veneto.
HANNO VOTATO quasi tutti i detenuti illustri delle ultime
vicende di cronaca. Il compagno G, Primo Gereganti non ha
avuto alcun dubbio e dal seggio del carcere di Opera, dov in
cella con laccusa di far parte della Cupola Expo, ha votato Pd.
Nessuna tentazione di cambiare partito, ha confermato il
suo avvocato. Lex ministro Scajola, accusato di aver favorito
la fuga di Amedeo Matacena, stato il primo dei detenuti di
Regina Coeli a votare. La compagna di Matacena, Chiara
Rizzo, non ha votato in quanto cittadina del Principato di
Monaco. Lex presidente del Consiglio regionale campano,
Paolo Romano, a votare non ci andato. Non se l sentita,
ha detto il suo legale. Lex sindaco di Messina Francantonio
Genovese il suo voto lo ha espresso, ma non dato a sapere
se per il Pd, che ha dato parere favorevole al suo arresto.
Le schede dal carcere
di Greganti e Scajola
S
i tratta di connessioni sentimentali, non c altro da pensare.
Paolo Romano, vogatore di lungo corso nel fiume delle
clientele della terra di lavoro, una volta si chiamava cos larea del
casertano, riuscito nellimpresa di raccogliere 11 mila voti
malgrado fosse agli arresti domiciliari e nonostante avesse ri-
nunciato formalmente alla candidatura.
Si tratta di un miracolo! I casertani sono accorsi
in massa ai seggi contro la volont del can-
didato, chiamato dalla giustizia a rispondere
delle pressioni e degli intrufolamenti nel ma-
leodorante mondo della sanit campana, e mal-
grado il fermo tecnico: le manette ai polsi. E il
Nuovo centrodestra, il partito guidato dal mi-
nistro dellInterno Angelino Alfano, impegnato
a fronteggiare ogni tipo di devianza pubblica,
esposto sul fronte della lotta alla mafia, coin-
volto nel grande tema della sicurezza, ha patito
un suffragio non richiesto, unadesione non vo-
luta, un voto mai cercato.
Sono i misteri della politica. Scelta civica, per esempio, stata
prosciugata oltre ogni misura e la segretaria del disgregato mon-
do montiano, la ministra dell'Istruzione Stefania Giannini,
riuscita nell'impresa di vedersi assegnare non pi di cinquecento
preferenze. Lei voleva essere votata, ma nessuno le ha dato ascol-
to. Mentre Paolo Romano che pubblicamente e
solennemente aveva dichiarato il proprio in-
tento di farsi da parte e attendere nel silenzio e
nella contrizione il risultato delle indagini giu-
diziarie, si dovuto affliggere il doppio. Perch
non solo si visto ingannare dal suo popolo che
in massa gli ha tributato un saluto speciale, in-
sufficiente a farlo eleggere al Parlamento eu-
ropeo (e allimmunit purtroppo), ma suffi-
ciente a fargli sentire la carezza, l'affetto, la sim-
patia con la quale la sua terra lo guarda e l'at-
tende. Lafflizione doppia perch Angelino
sar imbarazzatissimo. Afflizione terza: a San
Felice a Cancello la gente non solo andata a
votare Romano ma come chie-
deva il sindaco Pasquale De
Lucia, ha voluto che larrestato
risultasse il candidato pi
omaggiato della citt. E 1086
volte la croce caduta sul suo
nome.
I GIUDICI, come al solito diffidenti, non hanno revocato la misura
cautelare perch, purtroppo, credono che Romano dica a e faccia
b. Per esempio, guarda tu il mondo, pensano che l'arrestato, il
quale ha dichiarato di dimettersi da presidente del Consiglio
regionale della Campania, un minuto dopo aver ottenuto la li-
bert revochi l'intendimento delle dimissioni e ritorni al suo
ufficio, alla sua auto blu, alla sua segreteria, alle cose di sempre. E
purtroppo il qui pro quo elettorale ha messo l'uomo politico
nell'evidente difficolt di far capire che diceva sul serio quando
chiedeva di non essere votato. Lui proprio non voleva...
A. Cap.
C A S E RTA N O
Si era ritirato, per
a San Felice a Cancello
la gente non solo
andata a votarlo come
chiedeva il sindaco,
ma lha fatto vincere
Romano, acchiappa-voti da arrestato
MR 11.882 PREFERENZE
Grande Tentazione di queste
ore: rompere il tavolo delle ri-
forme e far saltare il patto del
Nazareno. Rivela una fonte di
rango: Berlusconi ci sta ragio-
nando, a che serve fare un Se-
nato che si riempir di ammi-
nistratori renziani e approvare
un sistema, lItalicum, che allo
stato attuale sancisce un bipo-
larismo Renzi-Grillo?. Poi c
tutta la questione intricata del
rapporto con Ncd, che in ogni
caso pretende uno schema
completamente diverso per ri-
fondare il centrodestra. La
semplice somma di Forza Ita-
lia, Ncd, Lega e Fratelli dItalia
al momento impossibile.
Denis la colomba
e le ambizioni di Fitto
Leventuale rottura con Renzi
potrebbe causare lennesimo
strappo dentro Forza Italia, do-
po quelli di Bonaiuti e Bondi.
Stavolta a rendersi autonomo
potrebbe essere Denis Verdini,
lo sherpa delle riforme emargi-
nato dal cerchio stalinista. Se
veramente accadr potrebbe
nascere al Senato un gruppetto
di azzurri filorenziani. E se B.
dovesse reprimere, ancora una
volta, le ambizioni di Fitto sul
partito, il disagio pugliese po-
trebbe incrociare quello tosca-
no di Verdini.
di Fabrizio dE s p o s i to
I
in principio fu lan -
ti-Renzi. Testuale. Era la
fine del 2013 e il berlu-
sconismo si vot dim -
provviso alla Totimania, con-
vinto di aver scovato il volto
vincente dopo un autunno de-
cadente e scissionista. I giornali
amici, e non solo, titolarono:
Toti studia da anti-Renzi. Ri-
pescare oggi questo titolo cru-
dele. Ma il fenomeno Toti, nel
senso di Giovanni per chi non
lavesse capito, si sgonfi subi-
to. A marzo, le confidenze del
Cavaliere includevano un ver-
detto spietato: Lo so, Giovanni
non funziona e non buca nem-
meno il video, ma almeno fe-
dele. E per il Condannato de-
vastato dal tradimento di Ange-
lino Alfano, quello della fedelt
rimasto lunico criterio di se-
lezione dentro Forza Italia.
Quella tuta bianca
e il fisico da leader
Di mese in mese, fino ad arriva-
re al funerale politico del 25
maggio, quando nella tragica
notte di domenica Deborah
Bergamini stata lunica a met-
tere con coraggio la faccia sulla
catastrofe, Giovanni Toti, ex di-
rettore di casa Mediaset, di-
ventato lemblema del rinnova-
mento fallito di Forza Italia.
Nella circoscrizione del
nord-ovest, alle Europee, che
include la culla lombarda di B.,
Toti ha raccolto 148.730 prefe-
renze, con il supporto dello
stesso Condannato e di Maria-
stella Gelmini, che si sono spesi
per lui. Al sud, il bistrattato Raf-
faele Fitto ne ha prese 284.547.
Non c paragone. Col volto di-
strutto, quasi grigio, in queste
serate Toti va ancora in tv a
spiegare che il berlusconismo
non finito. Di lui, da qui a
qualche anno, si ricorder solo
la foto in tuta bianca accanto al
Condannato. Era in un centro
benessere. Lesteta B., per il
quale lapparenza sostanza,
voleva trasformare Toti anche
nel fisico, per renderlo pi adat-
to alla leadership. Toti, invece,
rimasto pingue. Oggi Forza Ita-
lia terr un atteso ufficio di pre-
sidenza. Toti e il cerchio magico
hanno tentato di rinviarlo, in-
vano.
I metodi stalinisti
del cerchio magico
Forza Italia non esiste, come
partito. Oggi Forza Italia il
cerchio magico dellex Cavalie-
re arrivato davvero alla sua Sa-
l, come un tempo aveva pro-
nosticato Fabrizio Cicchitto,
anche lui andato via con Ncd.
Solo che Cicchitto pronostic
un declino di B. con i falchi Sal-
lusti e Santanch. andata di-
versamente. I custodi, se volete
i carcerieri, dellultimo Berlu-
sconi sono Toti, poi la fidanzata
Francesca Pascale, la badante
onnipotente Mariarosaria Ros-
si, lavvocato-senatore Ghedini
e un gradino pi gi la citata
Gelmini e Paolo Romani, capo-
gruppo al Senato. Poi i nemici.
Il gruppo di Fitto, quello di Ver-
dini e la Santanch. La gestione
Pascale-Rossi del cerchio magi-
co stalinista. Lossessione del
sospetto, anche minimo, in-
grassa la lista nera degli indesi-
derati. Ieri, Alessandro De An-
gelis sullHuffington Post ha
scritto che le due donne, en-
trambe campane, tentano di
sterilizzare le fonti di Fa t to e
Re p u b b l i ca e vorrebbero taglia-
re la testa anche a Sallusti, diret-
tore del Giornale, e Signorini, al-
la guida di Chi.
La figlia tentenna ancora
La strategia contro Matteo
Il cerchio magico della Sal
berlusconiana avrebbe voluto
evitare la riunione di oggi come
sfregio alla vittoria di Raffaele
Fitto, lex democristiano pu-
gliese che gi invoca le primarie
per la successione a Berlusconi.
Anche se dovesse toccare a Ma-
rina, la primogenita. A sua vol-
ta, linteressata ha fatto sapere
di non volerne sapere ancora di
scendere in campo come il pa-
dre. Altro segno del caos e dello
sbandamento del centrodestra.
E il riavvicinamento alla Lega
di Salvini, con la decisione di
firmare alcuni referendum del
Carroccio, rappresenta la
Disastro Toti, ora B.
vuole rompere con Renzi
LULTIMA IDEA QUELLA DI FAR SALTARE IL TAVOLO DELLE RIFORME ISTITUZIONALI
MA NEL PARTITO CRESCE IL MALUMORE: FITTO E VERDINI PREPARANO OFFENSIVE
Berlusconi e Toti Ansa
IN FONDO A DESTRA IN FONDO A DESTRA
IL RE DELLE ISOLE
Oggi comincia a Cagliari il dibattimento
per limputato Renato Soru,
rinviato a giudizio per evasione fiscale
MARINA B.
La primogenita rimanda ancora
la decisione di scendere in campo:
altro segno del caos e dello sbandamento
ALFONSO SIGNORINI
Il duo del cerchio magico, Pascale-Rossi,
vorrebbe sostituire il direttore di Chi
e anche quello del Giornale Sallusti
PIAZZE & PALAZZI
Meloni: La destra so io
La Lega? So ro m a n a . . .
Q
uel che rimane a destra
conta il 3,7%, porta nel
simbolo il vecchissimo Msi, la
vecchia An e si chiama Fratelli
dItalia, o meglio Giorgia Me-
loni: Su un milione di voti ho
preso 350 mila preferenze.
Soddisfatta delle s o rd i o?
S, insieme a Pd e Lega siamo
gli unici ad aver guadagnato
voti. Rammarico solo per non
aver raggiunto la soglia di
sbarramento.
Avete lasciato Marine Le Pen
alla Lega...
Ho rapporti stretti con la Le
Pen e ne condivido le battaglie,
ma non amo sventolare in pa-
tria leader stranieri. Salvini ha
fatto unottima campagna
elettorale.
Rapporti con la Lega?
Come loro siamo per laddio
alleuro, ma noi siamo il par-
tito della nazione, non solo di
una parte di essa: i confini
dItalia sono sacri...
E poi? Non si trattenga.
E poi s o anche romana, non
che non ricordi lapproccio le-
ghista verso Roma.
Alessandra Mussolini, nipote
del Duce, ha preso 82 mila pre-
ferenze con Forza Italia. Voti
persi per voi?
No, francamente fanno fede le
battaglie e la coerenza delle
persone. Lei non stata coe-
rente, non stato coerente il
suo partito. E poi io ne ho prese
350 mila di preferenze.
Per anche voi avete governato
con Berlusconi, sia lei sia La Rus-
sa eravate ministri.
Finch abbiamo
fatto il centrodestra
stavamo nel cen-
trodestra, poi loro
hanno sostenuto
Mario Monti, com-
missariando la so-
vranit popolare.
Siete passati da
quello che era un grande partito
al governo, il Pdl, al 3,7%. Eravate
ministri, ora come si sta?
Si lavora molto di pi. Per non
ha prezzo poter guardare in fac-
cia la gente senza aver nulla di cui
vergognarsi, poter
andare nelle piazze
invece che nei luoghi
chiusi.
Con Berlusconi e
Alfano tutto finito?
Loro hanno aiutato
Renzi a stravincere.
Alfano ci governa
insieme.
Renzi di destra?
No, un democristiano. Che
vota insieme ai grillini laboli -
zione del reato di immigrazio-
ne clandestina e la depenaliz-
zazione delle droghe.
G r i l l o?
Un comunista, la sua piazza
inneggia a Berlinguer.
Quanto avete speso? Si vede-
vano tanti manifesti in giro...
Solo 400 mila euro. Abbiamo
fatto una campagna elettorale
da ragazzi della via Pal. I ma-
nifesti li ha visti a Roma perch
siam bravi ad attacchinare...
La Russa si fa la barba da Vespa.
Ho visto: mi servivano altri 100
mila voti, ora mi sa me ne ser-
virebbero almeno 500 mila... Giorgia Meloni Ansa
di Giampiero Calap
di Pino Corrias
IL FATTO CHE Silvio B. mentre crollavano i muri della sua
Destra e la Santanch scendeva nel bunker con Sallusti e il cia-
nuro abbia passato lintera serata con Pippo Inzaghi a parlare
del Milan e del prossimo campionato di calcio una buona no-
tizia. Perch ci dice che nonostante il cerchio magico lo stia
riempiendo di dolcetti, medicine e spilli, la sua portentosa follia
non ha perso un colpo. Continua come sempre a fregarsene del
Paese. Ma ora (invecchiando) anche di Forza Italia, la masnada
organizzata in partito che per ventanni gli ha garantito un riparo
dai processi, dalla galera e pure dalla sua incolmabile solitudine.
Sfiorando la sapienza dei fumetti B. non ha pi smesso di coc-
colare il denaro che ha accumulato in molti forzieri: di nuotarci
dentro, contarlo, esibirlo, spenderlo e poi moltiplicarlo ancora.
Con una conturbante letizia che non si spegne mai e neanche
riposa. Qualche anno fa Luciano Violante, in una celebre con-
fessione alla Camera, disse che il signor B. e la sua Mediaset
avevano aumentato di 25 volte il loro fatturato. Essendo Vio-
lante un dalemiano di ferro, aveva tutte le ragioni di vantarsene:
il lavoro era stato fatto bene. E d frutti ancora oggi.
CLICK
Intanto lui pensa
a Superpippo
AI FORZISTI PIACE UNA LEGGE DEL PD
RIAPRIREBBE IL PROCESSO MEDIASET
Forza Italia ha chiesto di ricalendarizzare una pro-
posta di legge del Pd che introduce il riesame, se la
Corte di Giustizia europea si pronuncia contro una
sentenza italiana. La norma potrebbe aiutare Ber-
lusconi a far riaprire il processo Mediaset, per cui
stato condannato in via definitiva per frode fiscale.
MATTEO SALVINI (LEGA NORD)
SILVIO PU ANCORA FARE TANTO
"Ci sono 80enni molto pi svegli di 20enni che
dormono: Berlusconi ha fatto e potr ancora fare
tanto. Le questioni interne a Forza Italia non mi
riguardano, magli auguro di poter guardare al fu-
turo con la nostra stessa serenit. A dirlo Mat-
teo Salvini, segretario federale della Lega Nord.
GAETANO QUAGLIARIELLO (NCD)
ALFANO BATTEREBBE MARINA B.
Se ci fossero le primarie del centrodestra e
Marina Berlusconi scendesse in campo? Ange-
lino Alfano sarebbe in grado di batterla. Lo ha
assicurato Gaetano Quagliariello, coordinatore
nazionale di Ncd, ospite di Un Giorno da Pecora,
su Radio2.
IL MINISTRO ANGELINO ALFANO
DIFFICILE RIUNIFICAZIONE CON SILVIO
Vedo molto difficile una riunificazione ora. Ange-
lino Alfano gela Forza Italia e chi sognava di veder-
lo figliol prodigo, di rientro a capo chino nella casa
del padre Berlusconi, dopo il mancato exploit di
Ncd alle Europee e il forte rischio insignificanza in
un governo di centrosinistra con Renzi al 40%.
RAFFAELE FITTO
Condannato in primo grado a 4 an-
ni per corruzione, abuso dufficio
e finanziamento illecito ai partiti
RENATO SORU
Rinviato a giudizio per evasione
fiscale. Indagato inoltre per ag-
gi o t aggi o
CLEMENTE MASTELLA
A giudizio per associazione a de-
linquere, imputato per tentata
concussione e abuso dufficio
GIUSEPPE SCOPELLITI
Condannato in primo grado
a 6 anni per abuso di ufficio
e falso
GIANNI ALEMANNO
Indagato dalla Procura di Roma
per finanziamento illecito
ai partiti
LORENZO CESA
Indagato dalla Procura di Roma
per finanziamento illecito
ai partiti, il candidato dellUdc
CHE QUORUM GLI INQUISITI
IN 21 FRA INDAGATI E CONDANNATI TOTALIZZANO 1,242 MILIONI DI PREFERENZE: PI DI TSIPRAS E NCD
TRA I TROMBATI
Clemente Mastella, a processo
a Napoli per associazione a delinquere,
non ha ottenuto il seggio a Strasburgo
Paolo Romano Ansa
4 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano
di Wanda Marra
I
l Pci? Lhanno sciolto nel
1991. Matteo Orfini,
che il senso dellumori -
smo non lo perde mai,
con una battuta ricorda a chi
dovesse avere tentazioni nostal-
giche che il Partito comunista,
quello di Berlinguer, in Italia
non c pi da decenni. E lui, di
certo, uno di sinistra. Ma con il
40,81% del Pd di Matteo Renzi
che fine ha fatto la sinistra in
Italia? rappresentata dal
4,03% della lista Tsipras? Anco-
ra Orfini: Renzi in questi mesi
ha fatto una politica economica
di ridistribuzione. Ora arriva-
to anche a citare Keynes.
LUI, IL LEADER incoronato da
percentuali che non si vedevano
dalla Dc del 58, non si mai
troppo preoccupato di entrare
in dispute su cosa sia la destra e
cosa sia la sinistra. Che nasca co-
me dirigente del Partito popo-
lare prima e della Margherita
poi non un mistero. Come non
lo la sua ammirazione per To-
ny Blair. Ma definire precisi
steccati ideologici non mai sta-
ta una sua esigenza. Anzi. Lune-
d commentando il voto ci ha te-
nuto a dire che superare il 40%
un risultato tecnicamente
straordinario, particolarmente
se consideriamo che avviene in
un partito di centrosinistra.
Centrosinistra, appunto. In
queste ultime settimane ha ripe-
tuto spesso un concetto tradi-
zionalmente di sinistra giusti -
zia sociale. E nelle fasi finali
della campagna elettorale si la-
sciato andare a qualche richia-
mo a Berlinguer: ha fatto mon-
tare il palco di piazza della Si-
gnoria a Firenze come per lul -
timo comizio del leader comu-
nista. E ai Cinque Stelle che han-
no cercato di appropriarsi della
sua eredit ha urlato: Sciacqua -
tevi la bocca. Ma Matteo non
ha mai fatto mistero di voler al-
largare gli steccati della sinistra
tradizionale. Uno per tutti, il di-
scorso della discesa in campo
contro Bersani, nelle primarie
del 2012, a Verona: Non ho
paura di chiedere i voti, alle ele-
zioni, di chi ha votato centrode-
stra. Perch, noi del centrosi-
nistra le elezioni le vogliamo
vincere. Non manc un riferi-
mento alla sinistra che non go-
verner mai. Quella che allora -
era il settembre del 2012 - aveva
presentato i quesiti referendari
per abrogare la riforma dellar -
ticolo 18 (promotori, tra gli altri,
Vendola, Ferrero e Di Pietro).
Lo stesso Renzi durante quelle
primarie dichiarava: Il mio Pd
pu arrivare al 40%, quello di
Bersani al massimo al 25. Non a
caso Franco Vazio, deputato
renziano ligure, definisce il voto
di domenica post-ideologico.
E GLI ALTRI? Quelli che Renzi
lhanno combattuto anche nel
nome della tradizione rossa?
Dice Enzo Amendola, deputato
dalemiano, ex segretario del Pd
Campania: Renzi sta facendo
una politica di ridistribuzione di
sinistra. E poi, lui o no, che ha
portato il Pd nel Pse?. Accanto
a lui, Lia Quartapelle, che si de-
finisce nativa democratica ci
tiene a chiarire un punto: Uno
che crede nel futuro come Renzi
non pu che essere un grande
leader progressista. Il giorno
dopo la sbornia elettorale non
c nessuno che non riconosca al
segretario almeno qualche glo-
bulo rosso. La sinistra esiste in
natura. Ed incarnata dal Pd.
Renzi si sempre richiamato ad
alcuni valori di sinistra, per dir-
la con Gianni Cuperlo. E Nico
Stumpo: Ma che vogliamo an-
cora parlare della cosiddetta si-
nistra radicale? Renzi un gran-
de leader progressista europeo.
Fa una certa impressione sentire
colui che organizz le primarie
di Bersani (e le blind con le re -
gole imprigione-Matteo) par-
lare quasi come Le Monde, che ie-
ri la metteva cos: il Pd un
esempio per la sinistra in Eu-
ropa e Matteo Renzi un salva -
gente. Usa uninconsueta cau-
tela Stefano Fassina: Abbiamo
contato in questo risultato. E
adesso, cos Renzi lo valutere-
mo sulle cose che far.
DARIO PARRINI, segretario del
Pd Toscana, renziano della pri-
ma ora, di ragioni per cui Renzi
incarna la nuova sinistra ne
snocciola pi duna: Renzi ha
detassato i lavoratori che hanno
meno e tassato le rendite finan-
ziarie. E poi ha sferrato lattacco
alle corporazioni. Il Pd di Vel-
troni lanci nel 2007 lidea del
partito a vocazione maggiorita-
ria. Larrivo di Bersani signific
labbandono di quel modello.
Ora con Renzi lidea di Veltroni
ha trovato un interprete di
primordine. E Civati? A que-
sto punto si limita a rivendicare
il primato: Sono pi di sinistra
io, chiaro. Ma in queste elezio-
ni cerano tanti candidati di si-
nistra. E Renzi? Vedremo se
continuer con la logica delle
larghe intese e loro affini, o se
guarder verso Sel e i Cinque
Stelle.
CERA UNA VOLTA...
NUOVO CORSO
di Salvatore Cannav
S
e lo chiedi ad Achille Occhetto ti
risponde sicuramente che la svol-
ta non doveva finire cos. Lidea di
sciogliere il Pci doveva far maturare
una sinistra di tipo nuovo, riformista e
radicale allo stesso tempo. Dopo venti
anni, per, lesito stato questo: la na-
scita di un nuovo partito, il Pd di Ren-
zi, che segna la fine della gauche allita-
liana.
SIMBOLO DELLE P I LO G O il titolo
che si poteva leggere ieri, sulla prima
pagina romana di Re p u b b l i ca : Pario -
li-Trieste, il quartiere pi rosso. Stia-
mo parlando dei quartieri-bene della
Capitale, una volta regno della Dc pi
conservatrice o del voto Msi. Ora que-
sti quartieri premiano il Pd di Renzi
che invece sfidato dal M5S in quelli
proletari come Tor Bella Monaca o
Torpignattara. Era accaduto anche ai
socialisti francesi, a inizio degli anni
2000, quando conquistavano Parigi
con i quartieri borghesi popolati dai
bo-bo, lintelligentsia benestante del-
la Francia progressista. In Italia la tra-
mutazione meno illuminata e me-
scola le propensioni progressiste al
perbenismo cattolico, alla furbizia dei
piccoli imprenditori o alla pacatezza
ministeriale del lavoro pubblico.
La svolta di Occhetto ha aperto un pe-
riodo convulso ben rappresentato dal-
le oscillazioni elettorali. Nel 1992 il
nuovo Pds, nato dalle ceneri del Pci,
ottiene uno striminzito 16% mentre la
scissione di Rifondazione comunista
(Prc) raggiunge il
5,6. Molto al di sotto
del 26,5% raggiunto
dal Pci alle ultime
politiche del 1987. Il
nuovo corso parte a
fatica e solo nel 1994
otterr un pi inco-
raggiante 26,4%. Per
dare fiato alla sini-
stra, per, serve lo
spauracchio di Ber-
lusconi al governo e
cos, nel 1996, con il
primo esperimento ulivista di Roma-
no Prodi, lobiettivo di battere le destre
permette al Pds di Massimo DAlema
di superare il 21% mentre Rifondazio-
ne comunista tocca il massimo storico,
l8,5%. Sar la prova, fallimentare, di
governo a invertire la tendenza elet-
torale trascinando di nuovo le due si-
nistre, come ebbe a definirle Fausto
Bertinotti, al 23,2%. Nel frattempo c
stata una mini-scissione del Prc, con la
nascita del Pdci, nasce la Margherita di
Francesco Rutelli (e di Renzi) e il duel-
lo tra DAlema e Veltroni domina la
scena. Tutto questo non impedisce di
rimettere insieme i vari cocci per bat-
tere nuovamente Silvio
Berlusconi. Alle Politi-
che del 2006 i Ds sono
fermi al 17,5% (dato
del Senato mentre alla
Camera si presenta
lUlivo che raggiunge il
31,2%), Rifondazione
al 5,8% e il Pdci al 2,3.
La crisi strisciante del
governo Prodi accelera
la formazione del nuo-
vo partito, il Pd che na-
sce con la primarie del
2007. Veltroni eletto con il 75% dei
consensi e, di fronte alli m p a ss e pro -
diana, decide di non ostacolare le ele-
zioni anticipate. Le perder ma porter
il Pd al 33,1% annullando la sinistra
radicale che con lArcobaleno spro-
fonda al 3,1% (a cui aggiungere l1,1%
dei gruppi del Pcl e di Sinistra critica).
Le avvisaglie per cui il mega-conteni-
tore democratico si accinge a uccidere
la sinistra storica ci sono tutte. C per
il tempo per unulteriore inversione,
rappresentata dallavvento di Pier Lui-
gi Bersani alla segreteria del partito. La
sua leadership cos dipinta come
svolta a sinistra che Francesco Rutelli
decide di fondare lApi (e sar un di-
sastro). Bersani, si vedr bene, uomo
dalle salde relazioni con il mondo im-
prenditoriale ma anche colui che d
sponda alla Cgil e costruir di nuovo
una coalizione di centrosinistra, Italia
Bene Comune. Finir male.
IL PD RACCOGLIE un misero 25,5%
alle Politiche del 2013 e viene superato
da Beppe Grillo. La sua sconfitta apre
le porte allavvento di Matteo Renzi, il
salvatore del partito, santificato alle
primarie di dicembre e, poi, alle Eu-
ropee del 25 maggio. Il 40,8% un
risultato storico che comprime la si-
nistra radicale al 4%. La capacit di
Renzi di presentarsi come compiuta-
mente interclassista, come la Dc ha fat-
to nella sua lunga storia, prepara per il
Pd una storia diversa. Gli attacchi al
sindacato, del resto, ne sono stati lan -
tipasto. A sinistra sembra rimanere so-
lo lo spazio occupato dalla lista Tsipras
i cui voti, per, sono addirittura in-
feriori a quelli del disastro del 2008 e in
cui si riaffaccia, tramite Sel, la volont
di riallacciare i rapporti con Renzi. Per
rappresentare la sinistra, non mol-
to.
A P P RO D I
Il simbolo di questo
epilogo il titolo
della pagina romana
di Re p u b b l i c a :
Trieste-Parioli,
il quartiere pi rosso
QUEL CHE
R E S TA . . .
La parabola
del rosso
dalla fine
del Pci
fino al successo
del Pd di Renzi
Il presidente del Consiglio dei ministri e segretario del Partito democratico, Matteo Renzi Ansa
PIPPO CIVATI
Ve d re m o
se continuer
con le larghe intese
o se comincer
a guardare
verso Sel e i 5 stelle
Dalla svolta
di Occhetto
alla democrazia
renziana
BARI, DECARO SFIORA LA VITTORIA
LEREDE DI MICHELE EMILIANO AL 49%
C mancato poco ma Antonio Decaro, candi-
dato sindaco a Bari per il Pd, dovr giocarsi tut-
to al ballottaggio. Per lui, che ha gi dichiarato
di non volere appoggi esterni, il 49% dei con-
sensi. Il suo sfidante sar il candidato del cen-
trodestra Domenico Di Paola, al 35,7%.
FERRARA FINGE DI SNIFFARE COCAINA
FESTEGGIO LA CADUTA DI GRILLO
Giuliano Ferrara in un video pubblicato sul sito
del Fo g l i o finge di sniffare cocaina per festeg-
giare la mancata vittoria del Movimento cinque
stelle. Fatto di cocaina commenta Ferrara
posso dire che la soddisfazione notevole. Fos-
si in Grillo non dormirei sonni tranquilli.
Gli ex nemici smacchiati:
uno di noi, di sinistra
NEL PARTITO SONO QUASI TUTTI DACCORDO. MA DI ROSSO RESTA IL 4% DI TSIPRAS
5 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
di Carlo Tecce
U
n parere di 15
pagine, non una
virgola di trop-
po, la firma in
evidenza gi di per s blaso-
nata: il professor Alessandro
Pace, ex presidente dei Co-
stituzionalisti italiani, in-
chioda il governo a quel de-
creto che sottrae 150 milioni
di euro a Viale Mazzini. Il
sindacato dei giornalisti Rai,
in sigla Usigrai, ha coinvolto
Pace per riproporre un duel-
lo che il silenzio elettorale
(durato settimane in Viale
Mazzini) aveva silenziato. Il
costituzionalista fa notare
che il comma che riguarda
lazienda pubblica, inserito
nel testo di copertura degli
80 euro in busta paga, va
contro la Carta, non la rispet-
ta, perch il canone una
tassa di scopo e le relative en-
trate non vanno nel bilancio
generale. Il prelievo sarebbe
unappropriazione indebi-
ta e i consiglieri da m m i n i-
strazione non possono non
reagire: sono responsabili.
Per garantire un percorso
non accidentato (anzi pro-
tetto), Pace suggerisce di pre-
sentare un ricorso al Tribu-
nale Civile per ottenere la re-
stituzione dei 150 milioni e
poi plasmare una riforma Rai
in sessanta giorni. Il docu-
mento, appena diffuso, gi
sosta al settimo piano di Via-
le Mazzini, negli uffici di Lui-
gi Gubitosi, il direttore ge-
nerale e Annamaria Taran-
tola, il presidente.
IL BERLUSCONIANO Anto -
nio Verro, per sfruttare le
oscillazioni da sbandata po-
litica in Viale Mazzini (Renzi
non ha eletto nessuno fra i
vertici, tutti eredi di larghe
intese ai tempi di Mario
Monti), inserisce un ordine
del giorno specifico per il
Cda di oggi, un dilemma da
risolvere senza ulteriore titu-
banza: che fa la Rai, apre il
fronte a Palazzo Chigi o pe-
risce senza fiatare? Sar in-
teressante scoprire la strate-
gia aziendale, che avverte le
pressioni di Renzi, che orga-
nizza proteste, che non riesce
a veleggiare a carburante ri-
dotto. Esempio 1: i dirigenti
dei palinsesti, quelli che in-
castrano i programmi, vo-
gliono prolungare la durata
dei programmi in prima se-
rata per risparmiare in se-
conda. In Viale Mazzini av-
vertono laccerchiamento di
Renzi. Esempio 2: temono
che oltre i 150 milioni, ce ne
siano ancora 50 da limare per
la riduzione ai costi opera-
tivi per le partecipate stata-
li.
Il dg Gubitosi ha il mandato
in scadenza fra un anno, ma
potrebbe lasciare prima: o
meglio, il governo potrebbe
spingere lex amministratore
delegato di Wind verso
luscita se le operazioni di
Renzi dovessero fallire. Le in-
tenzioni in Cda saranno me-
no criptiche questo pomerig-
gio, perch la volata di Verro
non in solitaria. Forza Italia
ha (quasi) disintegrato
lenorme patrimonio di voti,
ma non vuole cedere (n di-
videre) lavamposto in Rai.
Luisa Todini, presidente di
Poste Italiane, ha promesso
che saccontenter di ununi -
ca poltrona entro lautunno:
per quella in Viale Mazzini
pronto Sestino Giacomoni,
deputato, di professione con-
sigliere politico di Berlusco-
ni. In questa Rai non renzia-
na (ma che aspira, in parte, a
diventare renziana), dopo la
riabilitazione persino di Bep-
pe Grillo e le doppie visite di
Renzi e Berlusconi, Bruno
Vespa non vuole mollare il
gioved, la quarta puntata set-
timanale sostituita per 20
volte a stagione da Duilio
Giammaria. Porta a Porta
ancora monca, nei palinsesti
che esordiranno in versione
IPOTESI RICORSO
Il costituzionalista
allUsigrai: Lazienda
r i co r ra . Porta a Porta
doveva perdere una
puntata, il giornalista
si gioca il contratto
di Alessio Schiesari
V
entiquattro famiglie ri-
corderanno la giornata
di oggi come la fine di un in-
cubo. Per tante altre, pi di
cento, solo un altro giorno
di attesa, anche se forse con
qualche speranza in pi. Lu-
ned la presidenza del Con-
siglio aveva annunciato di
avere sbloccato le adozioni
internazionali dei bambini di
origine congolese, ma gi for-
malmente adottati da 24 fa-
miglie italiane, tenute in so-
speso dal governo di Kinsha-
sa da otto mesi. Stamattina
Maria Elena Boschi, ministro
con delega alle politiche per la
famiglia, sbarcher allaero-
porto di Ciampino insieme ai
31 orfani africani adottati
dalle famiglie italiane. La di-
savventura che hanno vissuto
ha dei contorni kafkiani: da
anni, spesso pi di cinque,
possiedono lidoneit allado-
zione internazionale.
DOPO UN LUNGO peregrina -
re tra uffici e carte bollate, un
anno fa ma la tempistica va-
ria da caso a caso arriva
lagognata notizia: labbina -
mento, cio lassegnazione a
ciascuna famiglia di uno o pi
bambini, arrivato e un tri-
bunale congolese ha approva-
to ladozione. Nel novembre
scorso, le 24 famiglie volano a
Kinshasa per andare a pren-
dere i bambini, che gi por-
tano il cognome dei genitori
italiani. Trascorrono tempo
con loro in orfanotrofio, se ne
occupano anche a livello eco-
nomico e aspettano solo di
chiudere le ultime pratiche
per tornare indietro insieme.
Il 25 di settembre per il go-
verno congolese, a causa di se-
gnalazioni di abusi e irrego-
larit, decide di porre una
moratoria su tutte le pratiche
in corso. Nessuna segnalazio-
ne riguarda adozioni italiane.
Inoltre, i 31 bambini sono gi
stati formalmente adottati,
per questo la Cai, allora pre-
sieduta dal ministro per lIn -
tergrazione Ccile Kyenge,
permette alle 24 coppie di an-
dare a Kinshasa e prendere i
bambini. Qui inizia una vera
odissea, con i genitori che per
due mesi aspettano il nulla
osta definitivo. Non arriver
mai. Secondo quanto riporta-
to da alcuni genitori, lamba -
sciata italiana in Congo qua-
lifica come irresponsabile la
scelta di lasciare andare i ge-
nitori nonostante la morato-
ria. Si attiva Kyenge in per-
sona (peraltro di origini con-
golesi) che promette: Tutto si
risolver presto. Non cos.
Lex ministro degli Affari
Esteri, Emma Bonino, convo-
ca lambasciatore congolese
in Italia, ma anche questa
mossa si rivela inutile. La si-
tuazione a Kinshasa, tra crisi
di governo e tentativi di colpo
di Stato, non aiuta finch, a
gennaio, i genitori sono co-
stretti dalla scadenza del visto
a rientrare in Italia.
SULLA VICENDA cala il silen-
zio: la commissione adozioni,
un ente alle dipendenze della
Presidenza del Consiglio, cal-
deggia a tutti i genitori in at-
tesa di non parlare con i gior-
nalisti. Chi prova ad avvici-
narne una delle coppie, riceve
un netto rifiuto perch in
molti si convincono che le au-
torit congolesi abbiano bloc-
cato liter per colpa della
stampa italiana. La diploma-
zia lavora alla vicenda fino a
che, luned, arriva lannuncio:
Ho appena dato il via libera:
un aereo della Repubblica ita-
liana parte per il Congo per
riportare i bambini adottati
# a ca s a . A scriverlo Matteo
Renzi sul suo profilo twitter.
Ieri arriva anche la nota uf-
ficiale che anticipa lo sbarco
di Boschi a Ciampino, insie-
me alle famiglie.
Dato lalto numero di famiglie
coinvolte, fin dallinizio lIta -
lia stata in prima linea per
dirimere la questione, ma lo
sblocco riguarda molti altri
Paesi occidentali. Per la Com-
missione adozioni per lin -
tesa stata raggiunta dal pre-
sidente Renzi con il presiden-
te Kabila e questo ha reso
possibile il positivo esito di
questa vicenda. Ieri le altre
famiglie in attesa (le adozioni
internazionali tra Italia e
Congo gi deliberate, ma an-
cora in via di definizione, so-
no circa 150) non facevano i
salti di gioia. Abbiamo ap-
preso della notizia dello sbloc-
co per le 24 coppie che erano
gi stati in Congo tramite
twitter. Siamo felici per loro,
ma anche noi non ce la fac-
ciamo pi ad aspettare. Come
loro, abbiamo un figlio che
porta gi il nostro cognome a
Kinshasa da pi di anno, ma
non sappiamo quando potre-
mo andare a prenderlo, spie-
ga una madre che chiede di
rimanere anonima.
In un nota diffusa ieri, la Cai si
limitava ad un laconico con -
tinueremo a svolgere un co-
stante lavoro per ottenere
lautorizzazione a riportare a
casa anche gli altri bambini
dati in adozione a famiglie ita-
liane. Oltre alla consueta rac-
comandazione di prudenza e
discrezione che, tradotto dal
burocratichese, significa non
parlate con la stampa.
La Boschi ritorna coi bimbi congolesi
INVIATA IERI DAL PREMIER PER PORTARE A ROMA I 31 BAMBINI ADOTTATI DA 24 FAMIGLIE ITALIANE
La Rai insorge
(contro Renzi)
e Vespa batte cassa
IN CDA IL PARERE DI PACE CONTRO I 150 MILIONI DI TAGLIO
IL CONDUTTORE, RIABILITATO DA GRILLO, ALZA LA POSTA
NUOVO CORSO
bozza in Cda, sempre oggi.
Ma lanfitrione insiste, riven-
dica la massima (e tradizio-
nale) estensione. E i motivi
sono pure contrattuali: per-
ch Vespa deve rinnovare
laccordo da esterno che, fra
garantito (1,2 mln) e speciali,
gli frutta 2,1 milioni di euro
lanno. Meno puntate, meno
soldi. Ma questa era soltanto
lanteprima.
FLOP DI GIOVANARDI A MODENA
CANDIDATO A SINDACO SI FERMA AL 4%
Niente da fare per la corsa alla poltrona di sin-
daco con il Nuovo Centrodestra di Carlo Gio-
vanardi. Il senatore ha raccolto un modesto 4%.
Ora si contenderanno la fascia al ballottaggio il
candidato del Pd Gian Carlo Muzzarelli (49%) e
il cinque stelle Marco Bortolotti (16%).
CALABRIA, VINCE LE ELEZIONI E MUORE
ELETTO SINDACO PER LA TERZA VOLTA
Pasquale Landro, 59 anni, era stato appena elet-
to per la terza volta a sindaco di Zambrone, un
comune in provincia di Vibo Valentia. Mentre
festeggiava la vittoria stato colpito da un in-
farto ed morto subito dopo. Nei giorni scorsi
aveva ammesso di essere molto stanco.
A CIAMPINO
Missione lampo
del ministro:
lo sbarco
p rev i s to
per questa mattina
allaeroporto romano
ALTRI GENITORI
Felici per loro, ma anche
noi non ce la facciamo
pi ad aspettare
Abbiamo un figlio
che porta gi il nostro
cognome a Kinshasa
Q UAND O si tratta di assegnare i seggi, i calcoli sono sempre
complessi. Proviamo a semplificare. Il Nuovo Centrodestra di
Angelino Alfano, che anche il titolare del Viminale, cio dellor -
gano che fa la ripartizione dei seggi, ha preso tre eurodeputati
alle elezioni del 25 maggio. Non avendo raggiunto il seggio
i n te ro in nessuna circoscrizione, lassegnazione avviene sui
migliori resti ottenuti dal partito. E qui c la stranezza. In base a
questo criterio, Ncd dovrebbe prendere tre seggi cos ripartiti:
nord-ovest (resto 0,68), centro (0,49) e sud (0,94). Invece no.
Al posto di quello del centro, assegnato alla Lega che ha un resto
pi basso (0,36), a Ncd va un seggio nelle isole con lo 0,42. In
pratica al posto della Lorenzin, capolista alfaniana cui sarebbe
subentrato Carlo Casini, a Strasburgo va il catanese Giovanni La
Via. La stranezza ancora pi evidente dal momento che per
Tsipras i tre seggi sono stati assegnati correttamente coi resti
migliori. Il seggio a La Via innesca un meccanismo che penalizza
i vari candidati interessati. Perch alla Lega il seggio spetterebbe
al sud, mentre quello delle isole andrebbe ai grillini. Lultima
parola su questo guazzabuglio tocca alla Cassazione. fde
Al Viminale lo strano
caso dei seggi di Ncd
LA FEDELISSIMA RENZIANA
Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi Ansa
Bruno Vespa, conduttore di Porta a Porta Dlm
6 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano 7 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
Per due volte, la Norvegia nego-
zi la propria adesione e, per due
volte, un referendum rese quei
negoziati carta straccia, nel 72 e
nel 94; e un referendum, nel
1985, decise luscita della Groe-
nlandia dallallora Cee caso fi-
nora unico di recessione-. Il
Trattato di Maastricht, che, agli
inizi degli Anni 90, segn la na-
scita dellUnione e il rilancio
dellintegrazione, fu bocciato da
un referendum in
Danimarca nel
1992 modificato,
venne poi approva-
to - allo stesso mo-
do, vennero supe-
rati i no popolari
irlandesi ai Trattati
di Nizza nel 2001 e
di Lisbona nel
2008. Sempre, lin -
toppo del referen-
dum ritard len -
trata in vigore degli
accordi. Letali al
progetto di Costi-
tuzione europea
furono, invece, il
29 maggio e il 1 giugno 2005, i no
popolari di Francia e Olanda: il
documento fin in un cassetto
senza pi uscirne. Di quello
shock, frutto il Trattato di Li-
sbona, in vigore dal 1 novembre
2009.
dum non una priorit. In Italia,
ci sono le iniziative della Lega. E
lobiezione che i trattati interna-
zionali non sono materia di re-
ferendum ha un valore pi giu-
ridico che politico: difficile igno-
rare un no popolare, quale che sia
la Costituzione.
Poi, ci sono, i referendum indi-
pendentisti in Scozia gi fissato
per il 18 settembre - e in Cata-
logna: sono problemi nazionali,
per Gran Bretagna e Spagna, ma
possono diventare un rompicapo
europeo perch Scozia e Catalo-
gna, se divenissero indipendenti,
dovrebbero poi rinegoziare lade -
sione allUnione. I referendum
fanno spesso male allEuropa.
regolamenti di conti personali e
contestazioni giudiziarie.
I referendum, in questa Unione
che cerca di raccapezzarsi, dopo
luragano elettorale, appaiono co-
me la medicina di tutti i mali. In
Austria, gli euro-scettici ne chie-
dono uno sulleuro. In Gran Bre-
tagna, il premier conservatore
Cameron lo prevedeva per il 2017
dopo le politiche -, ma potrebbe
anticiparlo, per rispondere alla
bufera Ukip, il movimento an-
ti-Ue vincitore delle europee, che,
intanto, lancia loperazione Bre -
xit per luscita dallUnione. I la-
buristi, invece, vedono il futuro
della Gran Bretagna dentro lUe,
non fuori e giudicano il referen- DESTATE, IN AGOSTO nel centro di Pa-
rigi, in rue Cherche Midi, Christian De la
Mazire aveva, nonostante i suoi set-
tantanni suonati, labitudine di giocare al
pallone in mezzo alla strada come aveva
fatto per tutta la sua vita, con amici gio-
vani e vecchi. Questo poteva avvenire solo
ad agosto - eravamo negli anni 90 - quan-
do non cera traffico. Ho avuto occasione
di giocare con lui dopo averlo conosciuto
in un afoso pomeriggio destate durante il
quale son stato invitato a una partita di
calcio molto particolare: ogni domenica
pomeriggio nel castello Montretout, a
Saint-Cloud, appena fuori Parigi, Jean Ma-
rie Le Pen, il leader del Fronte National,
organizzava una partita di calcetto Fran-
cia-contro il Resto del Mondo. Il resto del
mondo prevalse per 4 a 1. A pranzo cera
anche Marine, gi interessata di politica,
sulle orme del padre, ma che vedeva con
una certa diffidenza le frequentazioni pa-
terne con personaggi dal passato cos com-
promettenti come De La Mazire (collabo-
razionista dei nazisti, giornalista, impresa-
rio, ndr) anche se lui a quei tempi, a Parigi,
era conosciuto come play boy ed ex fidan-
zato della cantante Dalida. Marine era
molto critica sui cascami nostalgici del pa-
dre, e i sentimenti antisemiti e omofobi dei
suoi amici. Lei si sempre vantata in se-
guito di essere un superuomo al femmi-
nile, con la sua straordinaria capacit di
moglie e madre, tanto da risultare, come
delfina del padre, ancora pi abile.
La rividi poi a Roma, nel marzo 2011, do-
poch era stata a Lampedusa. Mi disse:
Vorrei che lEuropa facesse attenzione a ci
che sta succedendo, e voglio offrire il mio
sostegno agli abitanti di Lampedusa che ho
limpressione si sentano completamente ab-
bandonati; invece di accoglierli a terra, lIta-
lia dovrebbe inviare le sue navi con acqua e
alimenti per assistere gli emigranti in mare
evitando che sbarchino nellisola.
S T R A S BU R G O S T R A S BU R G O
guidato l'Eurogruppo, con-
servatore), l'ungherese Viktor
Orban nel Ppe ma non lo so-
sterr, la destra olandese di
Mark Rutte neppure. Nessuno
vuole sconfessare subito gli
elettori, ma sono partiti i ne-
goziati: c' l'irlandese Enda
Kenny, il finlandese Jyrki Ka-
tainen la danese Helle Thor-
ning-Schmidt, perfino Christi-
ne Lagarde, oggi a capo del
Fondo monetario internazio-
nale. Solo che per ora c' Jun-
cker in campo: quindi i partiti dovranno ar-
rivare a uno scontro sui programmi che render
impraticabile l'ipotesi Juncker e restituir il po-
tere di decisione ai governi che potranno sce-
gliere chi vogliono, certificando che il tentativo
di legittimare dal basso, con il
voto, il presidente della Com-
missione fallito. O meglio,
che nessuno ci ha mai davvero
creduto. Juncker potrebbe es-
sere risarcito per il sacrificio
andando a guidare il Consi-
glio, che la posizione a cui
ambirebbe fin dall'inizio. E per
quella carica avrebbe anche il
via libera di Angela Merkel che
invece, pur essendo la colonna
del Ppe che lo ha espresso, non
vuole Juncker alla Commissio-
ne: quando era a capo dell'Eurogruppo, cio dei
ministri economici della zona euro, l'ex premier
lussembrughese era perfino a favore degli Eu-
robond.
A Bruxelles per la Commissione gira anche il
nome di Enrico Letta, come eventuale presi-
dente ( un ex capo di governo e molto stimato),
ma la congiuntura astrale che porterebbe alla
sua nomina complessa e arriverebbe dopo
mesi di negoziati falliti.
MATTEO RENZI ha altre priorit: deve scegliere
subito il commissario europeo che nell'ultimo
scorcio di legislatura sostituir Antonio Tajani,
eletto all'Europarlamento con Forza Italia. Pu
trovare un nome di transizione o scegliere su-
bito un commissario forte che poi venga con-
fermato nella nuova Commissione: a Bruxelles
il ragionamento che prevale che non sar Mas-
simo D'Alema. Il premier ora cos forte che
pu permettersi di scaricare l'attempato leader
democratico, lasciando la poltrona di Alto rap-
presentante per la politica estera a Schulz, che
gliene sar grato.
di Stefano Feltri
inviato a Bruxelles
I
n Europa votare non serve a nulla. Ven-
tiquattro ore dopo la fine delle elezioni,
l'Unione europea torna all'unica forma
di democrazia che riesce a gestire: i ne-
goziati nei corridoi dei palazzi di Bruxelles, al
riparo dagli sguardi dell'opinione pubblica. Al-
l'apparenza tutto sembra andare come dovreb-
be: domenica il Partito popolare europeo ha
vinto le elezioni, ottenendo 213 seggi nel nuovo
Europarlamento, e ieri il capogruppo uscente
John Daul si incontrato con il suo omologo
del Parito socialista Hannes Swoboda (191 seg-
gi) per mettere le basi della grande coalizione
della prossima legislatura: Sta a Juncker pre-
sentare un programma che ottenga la maggio-
ranza, ha detto Swoboda che poi ha ricordato
che il candidato dei socialisti alla Commissione
Martin Schulz avr certamente un ruolo im-
portante. Tutto chiaro, quindi, grande coa-
lizione, Juncker presidente della Commissione,
l'esecutivo comunitario, e Schulz con una pol-
trona, magari quella che gli piacerebbe tanto di
Alto rappresentante per la politica comunita-
ria. Ma l'Europa, le cose bisogna farle com-
plicate e i voti non devono contare.
POCHE ORE dopo le parole di Swoboda si riu-
nisce il Consiglio europeo, arrivano i capi di
Stato e di governo, Matteo Renzi atterra a Bru-
xelles forte del suo 40,8 per cento e subito corre
al museo ebraico per ricordare le vittime della
strage di sabato. Con lui c' il presidente fran-
cese Franois Hollande, nelle sue occhiaie e nel-
le guance cadenti le tracce fisiche della batosta
subita dalla destra di Marine Le Pen. Non c'
tempo per passare dalla sede del Pse (il partito
socialista che ora si chiama S&D), Renzi voleva
celebrare la sua egemonia sulla politica europea,
ma corre subito al palazzo di Giusto Lipsio e
prima di entrare dice ai cronisti che le discus-
sioni sui nomi vengono dopo quelle sui con-
tenuti programmatici della nuova Europa. I
governi riuniti nel Consiglio, per la prima volta,
devono scegliere il presidente della Commis-
sione tenendo conto dell'esito delle elezioni.
In campagna elettorale i cinque candidati ab-
binati ai principali partiti si sono impegnati a
non dare la maggioranza in Parlamento a un
candidato diverso da quelli che hanno fatto la
campagna elettorale. Quindi, se non dovesse
passare il favorito Juncker, dovrebbe toccare a
Schulz o a Guy Verhofstadt (Liberali). Ma An-
gela Merkel vuole affermare chiaramente le ge-
rarchie: contano i governi, non gli elettori.
Quindi la riunione di ieri sera si chiusa af-
fidando a Herman van Rompuy, il presidente
del Consiglio uscente, il compito di sondare i
partiti sull'eventuale fiducia a Juncker. Che non
piace a molti governi: l'Inghilterra di David Ca-
meron lo considera il simbolo dell'Europa che
ha gestito male la crisi ( lussemburghese, ha
I NUMERI STANNO L, ma non bastano, per capire bisogna fare
sottrazioni e addizioni. Dopo i co l o ss i del Ppe e del S&D arriva
la voragine: in terza posizione, l dove cera lAlleanza dei Li-
berali e Democratici (Alde) che passano da 83 a 64 e sono ora
quarti prima di Verdi (52) ed estrema sinistra (Gue, 42), si
aperto uno spazio enorme di 115 eurodeputati. Sono i nuovi ar-
rivati allEuroparlamento, non ancora affiliati alle famiglie po-
litiche preesistenti. Ma che presto dovranno farlo, perch re-
stare fuori significa rimaner esclusi dai lavori delle commissioni
in cui le leggi vengono esaminate ed emendate. Le regole per
formare un gruppo sono: minimo 25 deputati di almeno 7 Paesi.
Ora, il Front National di Marine Le Pen ne ha eletti 24, e cos
lUkip di Nigel Farage. Fn era tra i non iscritti, ma con Salvini della
Lega, lolandese Wilders e altri ha intenzione di formare un nuo-
va coalizione antieuropeista. Farage fino a oggi con la Lega in
Europe fo Freedom and Domocracy (Efd) perde dunque gli eletti di
Salvini. Cos il leader britannico apre le braccia a Grillo, che gli
risolverebbe molti problemi, portandogli in dote 17 voti - e che
potrebbe aver problemi a formare un gruppo autonomo. Pur in
competizione, su una cosa Le Pen e Farage concordano: non
imbarcare gli estremisti dellungherese Jobbik, del greco Alba
Dorata, del tedesco e neonazista Partito nazional-democratico.
Andrea Valdambrini
Anti-euro, senza fare
gruppo non contano
di Giampiero Gramaglia
L
Unione europea, che
s presa un febbrone
da cavallo da eu-
ro-scetticismo, ora
scossa da brividi da referendum:
una parola che evoca incubi del
passato e suona foriera di disastri
futuri; una specie di tab che, og-
gi, dopo le elezioni europee di do-
menica scorsa, infrangono in
tanti. Marine Le Pen, leader del
Front National, uscito dal voto in
Francia come primo partito, dice
che, se diventer presidente, or-
ganizzer un referendum per
chiedere ai francesi se vogliono
uscire dall'Ue.
LA LE PEN, CHE FINORA ce lave -
va essenzialmente con leuro, alza
la posta. Leventualit (che Ma-
rine diventi presidente e convo-
chi il referendum) remota, per-
ch i francesi, di fronte a uneven -
tualit del genere, farebbero ap-
pello a quello che loro chiamano
lo spirito repubblicano e vote-
rebbero tutti compatti moderati
e progressisti - contro. gi ac-
caduto nel 2002, quando il socia-
lista Jospin si suicid politica-
mente al primo turno delle ele-
zioni presidenziali e regal il bal-
lottaggio al padre di Marine,
Jean-Marie Le Pen: nel testa a te-
sta, Chirac ebbe l82% dei voti, Le
Pen meno di quelli che aveva avu-
to al primo turno.
Oggi per un po diverso: Ma-
rine quasi sola sulla scena po-
litica francese: il presidente Hol-
lande ha portato i socialisti al loro
minimo storico; e i gollisti sono
lacerati dalle dimissioni del loro
leader Cop, per una vicenda di
false fatture. Da Jupp a Chirac,
da Sarkozy a Cop, il partito della
destra non nuovo a scandali giu-
diziari. Ma, questa volta, sintrec -
ciano disorientamento politico,
Le Pen e il grimaldello
del referendum sulla Ue
LA LEADER DEL FRONT NATIONAL ALZA LA POSTA CONTRO HOLLANDE:
CONSULTAZIONE POPOLARE PER USCIRE DALLUNIONE. ANCHE
IL CENTRODESTRA IN DIFFICOLT: SI DIMETTE IL SEGRETARIO DELLUMP COP
do. Anche se probabilmente prender pochi seg-
gi a Westminster (attualmente non ne ha nes-
suno, ndr), Farage potrebbe avere la forza di pro-
porsi come alleato in coalizione con il partito che
vince. Da qui a un anno tutto pu succedere,
in politica cos. Ma sembra finita la fase
dellautosufficienza di un singolo partito, che
ha dominato la storia politica della Gran Bre-
tagna nel dopoguerra.
Dopo questa batosta, il governo Cameron ri-
schia di cadere?
in grande difficolt. La risposta sar quella
di mostrarsi pi intransigente nei confronti
di Bruxelles. Daltronde deve prendere atto di
come i suoi alleati, i lib-dem di Clegg, hanno
perso disastrosamente anche a
causa di una campagna tutta
pro-Europa. Cameron potreb-
be cercare un asse con Matteo
Renzi sicuramente in posizio-
ne di grande forza e con lui
provare ad aprire un dialogo
con Angela Merkel su una pos-
sibile riforma dellUnione eu-
ropea: meno poteri a Bruxelles,
pi ai singoli Stati.
I temi di Farage, in qualche mo-
do. Londra sembra sempre pi
lontana da Bruxelles.
Direi di s. Il referendum sull
uscita nellUnione europea
sempre pi probabile.
@andreavaldambri
Ottimo comunicatore, insomma. Ma venendo ai
contenuti, si pu dire che Ukip pericoloso per la
d e mo c ra z i a?
Ci sono al suo interno degli elementi estremi,
non c dubbio, con-
tenuti razzisti e opi-
nioni estreme
sullimmigrazione.
Non credo per che
Ukip possa essere ac-
costato al Fronte Na-
tional di Marine Le
Pen o peggio ancora a
Alba Dorata. Quanto
al metodo, si muove
nel rispetto delle re-
gole della democrazia
parlamentare. Le teste calde, pur
presenti nel partito, finora sono
state espulse, il che dimostra al-
meno come Farage e il gruppo di-
rigente del partito non formato
da estremisti.
Entro un anno la Gran Bretagna
torna al voto. Farage vincer di
n u ovo?
Alle Europee si votato con il
proporzionale, ma per le politi-
che il sistema elettorale diverso,
e privilegia il bipartitismo e le for-
mazioni politiche radicate. per
vero che Ukip potrebbe diventare
qualcosa di pi del terzo incomo-
di Andrea Valdambrini
Bruxelles
N
el Regno Unito il partito euroscettico di Ni-
gel Farage fa il pieno arriva primo a livello
nazionale, guadagnando l11% (11 seggi) e man-
dando a Strasburgo 24 deputati (ne aveva 14). Su
i laburisti, fermi per al 25%, male i conservatori
di Cameron, che perdono 4 punti e 7 seggi ar-
rivando solo terzi e tracollo per i liberaldemo-
cratici di Clegg - alleati di Cameron al governo -
che dimezzano i voti e perdono 10 eurodeputati
su 11. John Lloyd, editorialista del Financial Ti-
mes, spiega cosa accadr ora in Gran Bretagna e
anche a Bruxelles
Un terremoto politico annunciato?
S, almeno nel senso che i britannici si sono al-
lontanati sempre pi dallEuropa nel corso di
questi ultimi anni. Al tradizionale euroscettici-
smo britannico si sono per si sono uniti due
nuovi fattori: la crisi economica e sociale euro-
pea e la progressiva crescita di potere della Ger-
mania. Lo Uk Independence Party (Ukip) ha fatto
breccia giocando su questi elementi.
anche una vittoria personale di Farage?
Certo, il leader Ukip ha vestito efficacemente i
panni dell uomo comune: va al pub a bere birra,
parla in modo chiaro e diretto, mostra di dire
quello che pensa. Inoltre in questo momento
sembra davvero essere in sintonia con il sentire
comune degli inglesi. Ha anche giocato bene la
carta di poter parlare senza nascondersi dietro il
politically correct degli altri leader di partito.
John Lloyd, Financial Times
Farage costringer Cameron
a fare le pulci a Bruxelles
Li n te r v i s ta
PARIGI, ANNI 90
Giocando a calcio
con la delfina Marine
Pittella dei record punta alla poltrona pi alta
di Enrico Fierro

l'uomo dei record. Provate voi


a dirigere una seduta del Par-
lamento europeo e far approvare 16
emendamenti in 56 secondi-cin-
quantasei. Chi contro? Chi si
astiene? Approvato. Per una, due...
dieci, venti volte. Una raffica che ha
fatto il pieno su YouTube, anche per
il finale. Era ora di pranzo e un ita-
lianissimo buon appetito ci stava
bene. Viva maccaroni. Ovazione
finale.
MOMENTI magici di Giovanni Fu-
rio Saverio Pittella, in arte Gianni,
58 anni da Lauria, Potenza, vicepre-
sidente dell'Europarlamento. Il pie-
no di preferenze al Sud, 232 mila 722
voti, che legittimamente lo induco-
no a pretendere la poltrona di prima
fila a Strasburgo: presidente del Par-
lamento, il sogno di una vita. Nei
prossimi giorni batter i pugni an-
che sul tavolo di Matteo Renzi, ma
dovr vedersela con Simona Bonaf,
lady renziana di ferro e con un posto
che conta nel cerchio magico fio-
rentino. Ma Giovanni Saverio Fu-
rio, non demorde. Il tipo tosto, la
famiglia potentissima e abituata alle
tempeste della politica. Fu il padre,
don Mimmo, prima sindaco di Lau-
ria, poi senatore del Psi, a insegnare
ai figli l'arte del potere, e soprattutto
la tenacia nel superare anche i mo-
menti pi difficili della vita. Negli
anni Ottanta del secolo passato, pa-
p Pittella fin sulla graticola delle
inchieste sul terrorismo per aver
ospitato e curato nella sua clinica la
brigatista rossa Adriana Faranda.
Processato, condannato, fu anche
latitante, una vita d'inferno fino al
1999, quando Carlo Azeglio Ciampi
lo grazi. Per i Pittella sembrava fi-
nita, ma non fu cos. Dopo il pap
sindaco, tocc al figlio Marcello oc-
cuparsi del paese, Gianni, invece, fu
consigliere regionale prima di vo-
lare in Europa. A promozione av-
venuta, la poltrona alla Regione Ba-
silicata pass al fratello Marcello,
oggi governatore. Una macchina da
guerra, gioiosa e vincente, la Pittella
family, con Gianni principe assoluto
delle preferenze. Ma solo uno sce-
mo pu dire che io compro i voti.
Ditemi voi, da Bruxelles che clien-
tele posso fare. Ha risposto cos,
l'euro-onorevole ai microfoni di una
tv privata lucana luned scorso.
Quando ha contato le sue duecen-
totrentamila e passa preferenze, pi
delle Europee precedenti (quando
ne prese 136 mila), pi della capo-
lista signorina Giuseppina Picierno
da Teano, fatta perfidamente scivo-
lare dal primo al secondo posto con
222 mila voti, Pittella si commos-
so. Dopo trent'anni di politica il
giusto riconoscimento.
SENTIMENTALISMI a parte, il no-
stro si dimostrato un abilissimo
tessitore di rapporti con i ca p a ta z del
voto nel Sud. Basilicata a parte, dove
ha rastrellato 55 mila preferenze,
pari a un elettore su tre, ha fatto
boom in tutta la circoscrizione: 71
mila voti in Campania, 56 mila in
Puglia, 30 mila in Calabria, 15 mila
in Abruzzo, 3 mila nel minuscolo
Molise. Il frutto di anni di relazioni,
amicizie, ottima conoscenza dei
meandri della burocrazia europea e
di tutte le occasioni di finanziamen-
to per sindaci, presidenti di regione
e imprenditori. Prendi Salerno, la
citt del sindaco-sceriffo Vincenzo
De Luca, qui Gianni l'europeo trova
su un piatto d'argento 18 mila voti,
mille in pi della Picierno, quasi il
doppio rispetto all'ex delfino di Bas-
solino Andrea Cozzolino, nemico di
De Luca. E anche a Napoli citt, do-
ve Cozzolino il re, Pittella non sfi-
gura e raccoglie 3.500 voti. E ora
scherzate pure con lo strano gram-
melot del nostro eurodeputato, un
misto di lauriota e inglese, quando si
esibisce nei discorsi ufficiali, ma
sappiate che lui il linguaggio della
politica politicante lo conosce e be-
ne. Gianni Pittella Ansa
IL VERTICE
Renzi alla cena post
elettorale dei leader
per far pesare i voti
Inizia il negoziato,
c perfino una remota
possibilit per lex premier
OPERAZIONE BREXIT
Con laffermazione degli euro-scettici, stavolta in gran parte
di destra, pare esser tornati al periodo in cui le consultazioni
popolari facevano tremare lintera costruzione comunitaria
I GUAI DEI N I P OT I N I DI SARKOZY
Dopo luscita dalla scena politica dellex
presidente, il partito continua a dibattersi
tra faide personali e scandali finanziari
EUROPEE: VOTATE, VOTATE PURE
MA CHI VINCE LO DECIDE LA MERKEL
I GOVERNI NON VOGLIONO IL POPOLARE JUNCKER ALLA COMMISSIONE. ANCHE LETTA IN CO R SA
John Lloyd La Pre ss e
FUTURO
IN VISTA
Merkel e Renzi a
Berlino a marzo.
A destra, Marine e
Jean-Marie Le Pen
e Jean-Francois
Cop A n s a / La Pre ss e
JYRKI KATAINEN VUOLE JUNCKER
IL PREMIER FINLANDESE: NIENTE GIOCHETTI
Ho il mio candidato di punta che Juncker, e non
posso cambiarlo dopo le elezioni. Cos il premier
finlandese Jyrki Katainen, che ha avvertito: Il Ppe
il partito pi grande del Parlamento europeo,
quindi spero che non ci siano troppi giochi politici
per la scelta del presidente della Commissione Ue.
IL LEADER NAZIONALISTA INGLESE
FARAGE: BASTA COI VECCHI POLITICI
Scegliere Jean-Claude Juncker come presidente
della Commissione sarebbe ulteriore prova che il
Parlamento Ue sordo alla richiesta di cambia-
mento. Il leader del partito euroscettico britannico
Ukip, Farage spiega: Sapete che ora c' una gran-
de voce di dissenso in questo Parlamento.
CASO GEITHNER-BERLUSCONI
LA PROCURA APRE INCHIESTA
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, sen-
za ipotesi di reato n indagati, sul caso che ha
preso spunto dalle rivelazioni dellex ministro
del Tesoro Usa Timothy Geithner, autore di un
libro contenente riferimenti sulla caduta del go-
verno Berlusconi nel 2011.
IL PREMIER TURCO ERDOGAN
IN EUROPA CRESCE IL RAZZISMO
Lesito delle elezioni europee dimostra che le
preoccupazioni circa il razzismo e laumento di
attacchi razzisti in Europa sono legittime e cor-
re t te . Lo ha detto il premier turco Erdogan.
Lingresso nellUe della Turchia, Paese a mag-
gioranza musulmana, sarebbe un a n t i d o to.
LA FAMILY LUCANA
IL NUOVO
BLAIR
Il premier britannico
potrebbe essere
tentato di allearsi con
Renzi per costringere
su posizioni
pi morbide
la cancelliera tedesca
6 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano 7 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
Per due volte, la Norvegia nego-
zi la propria adesione e, per due
volte, un referendum rese quei
negoziati carta straccia, nel 72 e
nel 94; e un referendum, nel
1985, decise luscita della Groe-
nlandia dallallora Cee caso fi-
nora unico di recessione-. Il
Trattato di Maastricht, che, agli
inizi degli Anni 90, segn la na-
scita dellUnione e il rilancio
dellintegrazione, fu bocciato da
un referendum in
Danimarca nel
1992 modificato,
venne poi approva-
to - allo stesso mo-
do, vennero supe-
rati i no popolari
irlandesi ai Trattati
di Nizza nel 2001 e
di Lisbona nel
2008. Sempre, lin -
toppo del referen-
dum ritard len -
trata in vigore degli
accordi. Letali al
progetto di Costi-
tuzione europea
furono, invece, il
29 maggio e il 1 giugno 2005, i no
popolari di Francia e Olanda: il
documento fin in un cassetto
senza pi uscirne. Di quello
shock, frutto il Trattato di Li-
sbona, in vigore dal 1 novembre
2009.
dum non una priorit. In Italia,
ci sono le iniziative della Lega. E
lobiezione che i trattati interna-
zionali non sono materia di re-
ferendum ha un valore pi giu-
ridico che politico: difficile igno-
rare un no popolare, quale che sia
la Costituzione.
Poi, ci sono, i referendum indi-
pendentisti in Scozia gi fissato
per il 18 settembre - e in Cata-
logna: sono problemi nazionali,
per Gran Bretagna e Spagna, ma
possono diventare un rompicapo
europeo perch Scozia e Catalo-
gna, se divenissero indipendenti,
dovrebbero poi rinegoziare lade -
sione allUnione. I referendum
fanno spesso male allEuropa.
regolamenti di conti personali e
contestazioni giudiziarie.
I referendum, in questa Unione
che cerca di raccapezzarsi, dopo
luragano elettorale, appaiono co-
me la medicina di tutti i mali. In
Austria, gli euro-scettici ne chie-
dono uno sulleuro. In Gran Bre-
tagna, il premier conservatore
Cameron lo prevedeva per il 2017
dopo le politiche -, ma potrebbe
anticiparlo, per rispondere alla
bufera Ukip, il movimento an-
ti-Ue vincitore delle europee, che,
intanto, lancia loperazione Bre -
xit per luscita dallUnione. I la-
buristi, invece, vedono il futuro
della Gran Bretagna dentro lUe,
non fuori e giudicano il referen- DESTATE, IN AGOSTO nel centro di Pa-
rigi, in rue Cherche Midi, Christian De la
Mazire aveva, nonostante i suoi set-
tantanni suonati, labitudine di giocare al
pallone in mezzo alla strada come aveva
fatto per tutta la sua vita, con amici gio-
vani e vecchi. Questo poteva avvenire solo
ad agosto - eravamo negli anni 90 - quan-
do non cera traffico. Ho avuto occasione
di giocare con lui dopo averlo conosciuto
in un afoso pomeriggio destate durante il
quale son stato invitato a una partita di
calcio molto particolare: ogni domenica
pomeriggio nel castello Montretout, a
Saint-Cloud, appena fuori Parigi, Jean Ma-
rie Le Pen, il leader del Fronte National,
organizzava una partita di calcetto Fran-
cia-contro il Resto del Mondo. Il resto del
mondo prevalse per 4 a 1. A pranzo cera
anche Marine, gi interessata di politica,
sulle orme del padre, ma che vedeva con
una certa diffidenza le frequentazioni pa-
terne con personaggi dal passato cos com-
promettenti come De La Mazire (collabo-
razionista dei nazisti, giornalista, impresa-
rio, ndr) anche se lui a quei tempi, a Parigi,
era conosciuto come play boy ed ex fidan-
zato della cantante Dalida. Marine era
molto critica sui cascami nostalgici del pa-
dre, e i sentimenti antisemiti e omofobi dei
suoi amici. Lei si sempre vantata in se-
guito di essere un superuomo al femmi-
nile, con la sua straordinaria capacit di
moglie e madre, tanto da risultare, come
delfina del padre, ancora pi abile.
La rividi poi a Roma, nel marzo 2011, do-
poch era stata a Lampedusa. Mi disse:
Vorrei che lEuropa facesse attenzione a ci
che sta succedendo, e voglio offrire il mio
sostegno agli abitanti di Lampedusa che ho
limpressione si sentano completamente ab-
bandonati; invece di accoglierli a terra, lIta-
lia dovrebbe inviare le sue navi con acqua e
alimenti per assistere gli emigranti in mare
evitando che sbarchino nellisola.
S T R A S BU R G O S T R A S BU R G O
guidato l'Eurogruppo, con-
servatore), l'ungherese Viktor
Orban nel Ppe ma non lo so-
sterr, la destra olandese di
Mark Rutte neppure. Nessuno
vuole sconfessare subito gli
elettori, ma sono partiti i ne-
goziati: c' l'irlandese Enda
Kenny, il finlandese Jyrki Ka-
tainen la danese Helle Thor-
ning-Schmidt, perfino Christi-
ne Lagarde, oggi a capo del
Fondo monetario internazio-
nale. Solo che per ora c' Jun-
cker in campo: quindi i partiti dovranno ar-
rivare a uno scontro sui programmi che render
impraticabile l'ipotesi Juncker e restituir il po-
tere di decisione ai governi che potranno sce-
gliere chi vogliono, certificando che il tentativo
di legittimare dal basso, con il
voto, il presidente della Com-
missione fallito. O meglio,
che nessuno ci ha mai davvero
creduto. Juncker potrebbe es-
sere risarcito per il sacrificio
andando a guidare il Consi-
glio, che la posizione a cui
ambirebbe fin dall'inizio. E per
quella carica avrebbe anche il
via libera di Angela Merkel che
invece, pur essendo la colonna
del Ppe che lo ha espresso, non
vuole Juncker alla Commissio-
ne: quando era a capo dell'Eurogruppo, cio dei
ministri economici della zona euro, l'ex premier
lussembrughese era perfino a favore degli Eu-
robond.
A Bruxelles per la Commissione gira anche il
nome di Enrico Letta, come eventuale presi-
dente ( un ex capo di governo e molto stimato),
ma la congiuntura astrale che porterebbe alla
sua nomina complessa e arriverebbe dopo
mesi di negoziati falliti.
MATTEO RENZI ha altre priorit: deve scegliere
subito il commissario europeo che nell'ultimo
scorcio di legislatura sostituir Antonio Tajani,
eletto all'Europarlamento con Forza Italia. Pu
trovare un nome di transizione o scegliere su-
bito un commissario forte che poi venga con-
fermato nella nuova Commissione: a Bruxelles
il ragionamento che prevale che non sar Mas-
simo D'Alema. Il premier ora cos forte che
pu permettersi di scaricare l'attempato leader
democratico, lasciando la poltrona di Alto rap-
presentante per la politica estera a Schulz, che
gliene sar grato.
di Stefano Feltri
inviato a Bruxelles
I
n Europa votare non serve a nulla. Ven-
tiquattro ore dopo la fine delle elezioni,
l'Unione europea torna all'unica forma
di democrazia che riesce a gestire: i ne-
goziati nei corridoi dei palazzi di Bruxelles, al
riparo dagli sguardi dell'opinione pubblica. Al-
l'apparenza tutto sembra andare come dovreb-
be: domenica il Partito popolare europeo ha
vinto le elezioni, ottenendo 213 seggi nel nuovo
Europarlamento, e ieri il capogruppo uscente
John Daul si incontrato con il suo omologo
del Parito socialista Hannes Swoboda (191 seg-
gi) per mettere le basi della grande coalizione
della prossima legislatura: Sta a Juncker pre-
sentare un programma che ottenga la maggio-
ranza, ha detto Swoboda che poi ha ricordato
che il candidato dei socialisti alla Commissione
Martin Schulz avr certamente un ruolo im-
portante. Tutto chiaro, quindi, grande coa-
lizione, Juncker presidente della Commissione,
l'esecutivo comunitario, e Schulz con una pol-
trona, magari quella che gli piacerebbe tanto di
Alto rappresentante per la politica comunita-
ria. Ma l'Europa, le cose bisogna farle com-
plicate e i voti non devono contare.
POCHE ORE dopo le parole di Swoboda si riu-
nisce il Consiglio europeo, arrivano i capi di
Stato e di governo, Matteo Renzi atterra a Bru-
xelles forte del suo 40,8 per cento e subito corre
al museo ebraico per ricordare le vittime della
strage di sabato. Con lui c' il presidente fran-
cese Franois Hollande, nelle sue occhiaie e nel-
le guance cadenti le tracce fisiche della batosta
subita dalla destra di Marine Le Pen. Non c'
tempo per passare dalla sede del Pse (il partito
socialista che ora si chiama S&D), Renzi voleva
celebrare la sua egemonia sulla politica europea,
ma corre subito al palazzo di Giusto Lipsio e
prima di entrare dice ai cronisti che le discus-
sioni sui nomi vengono dopo quelle sui con-
tenuti programmatici della nuova Europa. I
governi riuniti nel Consiglio, per la prima volta,
devono scegliere il presidente della Commis-
sione tenendo conto dell'esito delle elezioni.
In campagna elettorale i cinque candidati ab-
binati ai principali partiti si sono impegnati a
non dare la maggioranza in Parlamento a un
candidato diverso da quelli che hanno fatto la
campagna elettorale. Quindi, se non dovesse
passare il favorito Juncker, dovrebbe toccare a
Schulz o a Guy Verhofstadt (Liberali). Ma An-
gela Merkel vuole affermare chiaramente le ge-
rarchie: contano i governi, non gli elettori.
Quindi la riunione di ieri sera si chiusa af-
fidando a Herman van Rompuy, il presidente
del Consiglio uscente, il compito di sondare i
partiti sull'eventuale fiducia a Juncker. Che non
piace a molti governi: l'Inghilterra di David Ca-
meron lo considera il simbolo dell'Europa che
ha gestito male la crisi ( lussemburghese, ha
I NUMERI STANNO L, ma non bastano, per capire bisogna fare
sottrazioni e addizioni. Dopo i co l o ss i del Ppe e del S&D arriva
la voragine: in terza posizione, l dove cera lAlleanza dei Li-
berali e Democratici (Alde) che passano da 83 a 64 e sono ora
quarti prima di Verdi (52) ed estrema sinistra (Gue, 42), si
aperto uno spazio enorme di 115 eurodeputati. Sono i nuovi ar-
rivati allEuroparlamento, non ancora affiliati alle famiglie po-
litiche preesistenti. Ma che presto dovranno farlo, perch re-
stare fuori significa rimaner esclusi dai lavori delle commissioni
in cui le leggi vengono esaminate ed emendate. Le regole per
formare un gruppo sono: minimo 25 deputati di almeno 7 Paesi.
Ora, il Front National di Marine Le Pen ne ha eletti 24, e cos
lUkip di Nigel Farage. Fn era tra i non iscritti, ma con Salvini della
Lega, lolandese Wilders e altri ha intenzione di formare un nuo-
va coalizione antieuropeista. Farage fino a oggi con la Lega in
Europe fo Freedom and Domocracy (Efd) perde dunque gli eletti di
Salvini. Cos il leader britannico apre le braccia a Grillo, che gli
risolverebbe molti problemi, portandogli in dote 17 voti - e che
potrebbe aver problemi a formare un gruppo autonomo. Pur in
competizione, su una cosa Le Pen e Farage concordano: non
imbarcare gli estremisti dellungherese Jobbik, del greco Alba
Dorata, del tedesco e neonazista Partito nazional-democratico.
Andrea Valdambrini
Anti-euro, senza fare
gruppo non contano
di Giampiero Gramaglia
L
Unione europea, che
s presa un febbrone
da cavallo da eu-
ro-scetticismo, ora
scossa da brividi da referendum:
una parola che evoca incubi del
passato e suona foriera di disastri
futuri; una specie di tab che, og-
gi, dopo le elezioni europee di do-
menica scorsa, infrangono in
tanti. Marine Le Pen, leader del
Front National, uscito dal voto in
Francia come primo partito, dice
che, se diventer presidente, or-
ganizzer un referendum per
chiedere ai francesi se vogliono
uscire dall'Ue.
LA LE PEN, CHE FINORA ce lave -
va essenzialmente con leuro, alza
la posta. Leventualit (che Ma-
rine diventi presidente e convo-
chi il referendum) remota, per-
ch i francesi, di fronte a uneven -
tualit del genere, farebbero ap-
pello a quello che loro chiamano
lo spirito repubblicano e vote-
rebbero tutti compatti moderati
e progressisti - contro. gi ac-
caduto nel 2002, quando il socia-
lista Jospin si suicid politica-
mente al primo turno delle ele-
zioni presidenziali e regal il bal-
lottaggio al padre di Marine,
Jean-Marie Le Pen: nel testa a te-
sta, Chirac ebbe l82% dei voti, Le
Pen meno di quelli che aveva avu-
to al primo turno.
Oggi per un po diverso: Ma-
rine quasi sola sulla scena po-
litica francese: il presidente Hol-
lande ha portato i socialisti al loro
minimo storico; e i gollisti sono
lacerati dalle dimissioni del loro
leader Cop, per una vicenda di
false fatture. Da Jupp a Chirac,
da Sarkozy a Cop, il partito della
destra non nuovo a scandali giu-
diziari. Ma, questa volta, sintrec -
ciano disorientamento politico,
Le Pen e il grimaldello
del referendum sulla Ue
LA LEADER DEL FRONT NATIONAL ALZA LA POSTA CONTRO HOLLANDE:
CONSULTAZIONE POPOLARE PER USCIRE DALLUNIONE. ANCHE
IL CENTRODESTRA IN DIFFICOLT: SI DIMETTE IL SEGRETARIO DELLUMP COP
do. Anche se probabilmente prender pochi seg-
gi a Westminster (attualmente non ne ha nes-
suno, ndr), Farage potrebbe avere la forza di pro-
porsi come alleato in coalizione con il partito che
vince. Da qui a un anno tutto pu succedere,
in politica cos. Ma sembra finita la fase
dellautosufficienza di un singolo partito, che
ha dominato la storia politica della Gran Bre-
tagna nel dopoguerra.
Dopo questa batosta, il governo Cameron ri-
schia di cadere?
in grande difficolt. La risposta sar quella
di mostrarsi pi intransigente nei confronti
di Bruxelles. Daltronde deve prendere atto di
come i suoi alleati, i lib-dem di Clegg, hanno
perso disastrosamente anche a
causa di una campagna tutta
pro-Europa. Cameron potreb-
be cercare un asse con Matteo
Renzi sicuramente in posizio-
ne di grande forza e con lui
provare ad aprire un dialogo
con Angela Merkel su una pos-
sibile riforma dellUnione eu-
ropea: meno poteri a Bruxelles,
pi ai singoli Stati.
I temi di Farage, in qualche mo-
do. Londra sembra sempre pi
lontana da Bruxelles.
Direi di s. Il referendum sull
uscita nellUnione europea
sempre pi probabile.
@andreavaldambri
Ottimo comunicatore, insomma. Ma venendo ai
contenuti, si pu dire che Ukip pericoloso per la
d e mo c ra z i a?
Ci sono al suo interno degli elementi estremi,
non c dubbio, con-
tenuti razzisti e opi-
nioni estreme
sullimmigrazione.
Non credo per che
Ukip possa essere ac-
costato al Fronte Na-
tional di Marine Le
Pen o peggio ancora a
Alba Dorata. Quanto
al metodo, si muove
nel rispetto delle re-
gole della democrazia
parlamentare. Le teste calde, pur
presenti nel partito, finora sono
state espulse, il che dimostra al-
meno come Farage e il gruppo di-
rigente del partito non formato
da estremisti.
Entro un anno la Gran Bretagna
torna al voto. Farage vincer di
n u ovo?
Alle Europee si votato con il
proporzionale, ma per le politi-
che il sistema elettorale diverso,
e privilegia il bipartitismo e le for-
mazioni politiche radicate. per
vero che Ukip potrebbe diventare
qualcosa di pi del terzo incomo-
di Andrea Valdambrini
Bruxelles
N
el Regno Unito il partito euroscettico di Ni-
gel Farage fa il pieno arriva primo a livello
nazionale, guadagnando l11% (11 seggi) e man-
dando a Strasburgo 24 deputati (ne aveva 14). Su
i laburisti, fermi per al 25%, male i conservatori
di Cameron, che perdono 4 punti e 7 seggi ar-
rivando solo terzi e tracollo per i liberaldemo-
cratici di Clegg - alleati di Cameron al governo -
che dimezzano i voti e perdono 10 eurodeputati
su 11. John Lloyd, editorialista del Financial Ti-
mes, spiega cosa accadr ora in Gran Bretagna e
anche a Bruxelles
Un terremoto politico annunciato?
S, almeno nel senso che i britannici si sono al-
lontanati sempre pi dallEuropa nel corso di
questi ultimi anni. Al tradizionale euroscettici-
smo britannico si sono per si sono uniti due
nuovi fattori: la crisi economica e sociale euro-
pea e la progressiva crescita di potere della Ger-
mania. Lo Uk Independence Party (Ukip) ha fatto
breccia giocando su questi elementi.
anche una vittoria personale di Farage?
Certo, il leader Ukip ha vestito efficacemente i
panni dell uomo comune: va al pub a bere birra,
parla in modo chiaro e diretto, mostra di dire
quello che pensa. Inoltre in questo momento
sembra davvero essere in sintonia con il sentire
comune degli inglesi. Ha anche giocato bene la
carta di poter parlare senza nascondersi dietro il
politically correct degli altri leader di partito.
John Lloyd, Financial Times
Farage costringer Cameron
a fare le pulci a Bruxelles
Li n te r v i s ta
PARIGI, ANNI 90
Giocando a calcio
con la delfina Marine
Pittella dei record punta alla poltrona pi alta
di Enrico Fierro

l'uomo dei record. Provate voi


a dirigere una seduta del Par-
lamento europeo e far approvare 16
emendamenti in 56 secondi-cin-
quantasei. Chi contro? Chi si
astiene? Approvato. Per una, due...
dieci, venti volte. Una raffica che ha
fatto il pieno su YouTube, anche per
il finale. Era ora di pranzo e un ita-
lianissimo buon appetito ci stava
bene. Viva maccaroni. Ovazione
finale.
MOMENTI magici di Giovanni Fu-
rio Saverio Pittella, in arte Gianni,
58 anni da Lauria, Potenza, vicepre-
sidente dell'Europarlamento. Il pie-
no di preferenze al Sud, 232 mila 722
voti, che legittimamente lo induco-
no a pretendere la poltrona di prima
fila a Strasburgo: presidente del Par-
lamento, il sogno di una vita. Nei
prossimi giorni batter i pugni an-
che sul tavolo di Matteo Renzi, ma
dovr vedersela con Simona Bonaf,
lady renziana di ferro e con un posto
che conta nel cerchio magico fio-
rentino. Ma Giovanni Saverio Fu-
rio, non demorde. Il tipo tosto, la
famiglia potentissima e abituata alle
tempeste della politica. Fu il padre,
don Mimmo, prima sindaco di Lau-
ria, poi senatore del Psi, a insegnare
ai figli l'arte del potere, e soprattutto
la tenacia nel superare anche i mo-
menti pi difficili della vita. Negli
anni Ottanta del secolo passato, pa-
p Pittella fin sulla graticola delle
inchieste sul terrorismo per aver
ospitato e curato nella sua clinica la
brigatista rossa Adriana Faranda.
Processato, condannato, fu anche
latitante, una vita d'inferno fino al
1999, quando Carlo Azeglio Ciampi
lo grazi. Per i Pittella sembrava fi-
nita, ma non fu cos. Dopo il pap
sindaco, tocc al figlio Marcello oc-
cuparsi del paese, Gianni, invece, fu
consigliere regionale prima di vo-
lare in Europa. A promozione av-
venuta, la poltrona alla Regione Ba-
silicata pass al fratello Marcello,
oggi governatore. Una macchina da
guerra, gioiosa e vincente, la Pittella
family, con Gianni principe assoluto
delle preferenze. Ma solo uno sce-
mo pu dire che io compro i voti.
Ditemi voi, da Bruxelles che clien-
tele posso fare. Ha risposto cos,
l'euro-onorevole ai microfoni di una
tv privata lucana luned scorso.
Quando ha contato le sue duecen-
totrentamila e passa preferenze, pi
delle Europee precedenti (quando
ne prese 136 mila), pi della capo-
lista signorina Giuseppina Picierno
da Teano, fatta perfidamente scivo-
lare dal primo al secondo posto con
222 mila voti, Pittella si commos-
so. Dopo trent'anni di politica il
giusto riconoscimento.
SENTIMENTALISMI a parte, il no-
stro si dimostrato un abilissimo
tessitore di rapporti con i ca p a ta z del
voto nel Sud. Basilicata a parte, dove
ha rastrellato 55 mila preferenze,
pari a un elettore su tre, ha fatto
boom in tutta la circoscrizione: 71
mila voti in Campania, 56 mila in
Puglia, 30 mila in Calabria, 15 mila
in Abruzzo, 3 mila nel minuscolo
Molise. Il frutto di anni di relazioni,
amicizie, ottima conoscenza dei
meandri della burocrazia europea e
di tutte le occasioni di finanziamen-
to per sindaci, presidenti di regione
e imprenditori. Prendi Salerno, la
citt del sindaco-sceriffo Vincenzo
De Luca, qui Gianni l'europeo trova
su un piatto d'argento 18 mila voti,
mille in pi della Picierno, quasi il
doppio rispetto all'ex delfino di Bas-
solino Andrea Cozzolino, nemico di
De Luca. E anche a Napoli citt, do-
ve Cozzolino il re, Pittella non sfi-
gura e raccoglie 3.500 voti. E ora
scherzate pure con lo strano gram-
melot del nostro eurodeputato, un
misto di lauriota e inglese, quando si
esibisce nei discorsi ufficiali, ma
sappiate che lui il linguaggio della
politica politicante lo conosce e be-
ne. Gianni Pittella Ansa
IL VERTICE
Renzi alla cena post
elettorale dei leader
per far pesare i voti
Inizia il negoziato,
c perfino una remota
possibilit per lex premier
OPERAZIONE BREXIT
Con laffermazione degli euro-scettici, stavolta in gran parte
di destra, pare esser tornati al periodo in cui le consultazioni
popolari facevano tremare lintera costruzione comunitaria
I GUAI DEI N I P OT I N I DI SARKOZY
Dopo luscita dalla scena politica dellex
presidente, il partito continua a dibattersi
tra faide personali e scandali finanziari
EUROPEE: VOTATE, VOTATE PURE
MA CHI VINCE LO DECIDE LA MERKEL
I GOVERNI NON VOGLIONO IL POPOLARE JUNCKER ALLA COMMISSIONE. ANCHE LETTA IN CO R SA
John Lloyd La Pre ss e
FUTURO
IN VISTA
Merkel e Renzi a
Berlino a marzo.
A destra, Marine e
Jean-Marie Le Pen
e Jean-Francois
Cop A n s a / La Pre ss e
JYRKI KATAINEN VUOLE JUNCKER
IL PREMIER FINLANDESE: NIENTE GIOCHETTI
Ho il mio candidato di punta che Juncker, e non
posso cambiarlo dopo le elezioni. Cos il premier
finlandese Jyrki Katainen, che ha avvertito: Il Ppe
il partito pi grande del Parlamento europeo,
quindi spero che non ci siano troppi giochi politici
per la scelta del presidente della Commissione Ue.
IL LEADER NAZIONALISTA INGLESE
FARAGE: BASTA COI VECCHI POLITICI
Scegliere Jean-Claude Juncker come presidente
della Commissione sarebbe ulteriore prova che il
Parlamento Ue sordo alla richiesta di cambia-
mento. Il leader del partito euroscettico britannico
Ukip, Farage spiega: Sapete che ora c' una gran-
de voce di dissenso in questo Parlamento.
CASO GEITHNER-BERLUSCONI
LA PROCURA APRE INCHIESTA
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo, sen-
za ipotesi di reato n indagati, sul caso che ha
preso spunto dalle rivelazioni dellex ministro
del Tesoro Usa Timothy Geithner, autore di un
libro contenente riferimenti sulla caduta del go-
verno Berlusconi nel 2011.
IL PREMIER TURCO ERDOGAN
IN EUROPA CRESCE IL RAZZISMO
Lesito delle elezioni europee dimostra che le
preoccupazioni circa il razzismo e laumento di
attacchi razzisti in Europa sono legittime e cor-
re t te . Lo ha detto il premier turco Erdogan.
Lingresso nellUe della Turchia, Paese a mag-
gioranza musulmana, sarebbe un a n t i d o to.
LA FAMILY LUCANA
IL NUOVO
BLAIR
Il premier britannico
potrebbe essere
tentato di allearsi con
Renzi per costringere
su posizioni
pi morbide
la cancelliera tedesca
8 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano DOPO LA BUFERA
D
obbiamo parlare di
pi con gli attivisti
sui territori e spie-
gare meglio i conte-
nuti. Per esempio, che la corru-
zione e lassenza di coperture ci
costeranno tanti soldi. Barbara
Lezzi, senatrice leccese, d la sua
ricetta per ripartire. E si mostra
fiduciosa: Possiamo contare su
uno zoccolo duro del 20 per cen-
to, convinto e motivato.
Per di errori ne sono stati
commessi. Molti accusano i to-
ni eccessivi. Pare che anche
Grillo e Casaleggio abbiano de-
ciso di ammorbidirli.
I toni di noi parlamentari sono
sempre stati abbastanza miti,
propositivi.
Grillo ha alzato molto lasticel -
la, come quando ha detto di es-
sere oltre Hitler.
Lui usa certi toni da 30 anni, non
una novit. Linformazione ha
strumentalizzato certe sue frasi,
soffiando sulla paura.
In diversi criticano anche lo slo-
gan o noi o loro.
Secondo me non ha influito. Al
limite, ha rafforzato la nostra
roccaforte del 20 per cento.
Cosa bisogna correggere allo-
r a?
Innanzitutto si pu allargare la
platea delle persone del Movi-
mento che vanno in televisione.
Ci sono tante persone capaci,
che hanno acquisito esperienza.
Bisogna mostrarle, anche per
dare un messaggio pi rassicu-
rante.
Vi rimproverano la presunta
scarsit di proposte.
Ne abbiamo presentate e ne pre-
senteremo tante. Piuttosto, do-
vevamo spiegare meglio che se
non ci sono le coperture per certi
provvedimenti, li pagheremo
tutti con maggiori tasse. Ribadi-
re che la corruzione non solo
un problema morale, ma un co-
sto enorme. su questo che ab-
biamo sbagliato. Dovevamo es-
sere pi chiari, non dare per
scontata la conoscenza di certi
meccanismi.
Sulla linea politica?
Dobbiamo lavorare di pi sui
territori, con gli attivisti: diffon-
dere meglio le informazioni.
Grillo non ha davvero colpe?
Io non lo metto in discussione,
non certo lui il problema.
Quanto sar difficile lavorare in
Parlamento dopo il trionfo di
Re n z i ?
La principale cosa che possia-
mo fare raccontare fuori tutto
quello che succede in Parla-
mento. Aspettiamo Renzi alla
prova dei fatti, anche perch
ormai lelettorato fluido, nel
bene e nel male. Senza risultati,
quel 40 per cento lo perder
molto in fretta.
l . d .c
Con i dissidenti in fermento e il Pd sulluscio. E il rischio concreto di una
prossima resa dei conti. Dopo il tonfo nelle urne, nei Cinque Stelle si torna
a parlare di esodi. C nervosismo in Senato, dove i malpancisti sono 4-5.
E c agitazione soprattutto alla Camera, dove i dissidenti sono almeno
una decina. Ieri il deputato Tommaso Curr stato durissimo
sullEspresso.it: Grillo ha detto che se perdeva si sarebbe dimesso, ora lo
faccia. Io continuo le mie battaglie rispetto a una piega dittatoriale. Se mi
vogliono cacciare, mi caccino. E poi: Basta con il cerchio dei servitori
fe d e l i . Ora il dissidente rischia grosso. Nuove nuvole anche sopra
Federico Pizzarotti, che ha chiesto un Movimento che cammini da solo.
Il punto sul voto lo dovrebbe fare unassemblea congiunta, slittata alla
settimana prossima per il disappunto di molti. Intanto il Pd continua a
corteggiare i dissidenti. Telefonate e incontri anche ieri. Fortissimo il
pressing sul gruppo dei 12 ex M5S in Senato. Grillo rimasto in silenzio,
mentre si ragiona sulla nuova linea: meno urla, pi proposte.
POCO
CHIARI
Bisognava ricordare
che senza coperture
arrivano pi tasse. Ora
ripartiamo dai territori
e dagli attivisti. Gli
slogan di Grillo? Parla
cos da 30 anni
CINQUE STELLE, PRESSIONI E NERVI
di Luca De Carolis
B
isogna sorridere di
pi e abbassare i to-
ni: quando lo diceva
qualcun altro era
additato come dissidente. Su
Twitter il deputato malpancista
Walter Rizzetto ha commentato
cos il (presunto) cambio di linea
dettato da Grillo e Casaleggio
dopo la batosta.
Perch questo tweet?
Perch prima del voto, quando
qualcuno sollevava dubbi sui to-
ni troppo forti, non veniva
ascoltato. E spesso veniva accu-
sato di essere un traditore.
Parlando con il Fatto, Pizzarotti
ha auspicato un Movimento
che cammini da solo e ha invi-
tato tutti alla u to c r i t i c a .
Sono parole di buon senso e
dovrebbero ascoltarle tutti,
senza il paraocchi.
Nik il Nero, molto vicino a Grillo,
ha reagito male: Nel M5S si
cammina tutti insieme come ab-
biamo sempre fatto, chi vuole
camminare da solo si accomodi.
Conosco poco Nik il Nero,
lavr visto un paio di volte.
Il deputato dissidente Tomma-
so Curr stato durissimo:
Grillo deve dimettersi. Lei
co n d i v i d e?
Non penso che debba andarse-
ne. Se non fosse stato per lui,
nessuno di noi sarebbe stato
eletto. Ma ora servono spazi
condivisi, bisogna aprire il Mo-
vimento al confronto.
Ora Curr rischia di essere
e s p u l s o.
Lo stimo, pi un amico che un
collega. Come tutti, anche lui
deve avere la libert di dire la sua
opinione, senza temere conse-
guenze. Io sono sempre stato
contro le espulsioni. E comun-
que Tommaso un convinto so-
stenitore del Movimento: ma in
questi mesi ha sofferto molto.
Il Pd in pressing sui dissiden-
ti. Conferma?
S, e non mi meraviglia. Penso
che sia un passaggio naturale
della politica. Ma io, anche per
la mia storia, preferisco rima-
nere nel Movimento.
E se Renzi le chiedesse il voto
sulle riforme?
Se il premier facesse proposte
analoghe alle nostre, ad esem-
pio sul reddito di cittadinanza,
sarei pronto a confrontarmi.
Sta per arrivare una nuova on-
data di uscite ed espulsioni
dentro 5 Stelle?
Io credo che i cosiddetti orto-
dossi e i meno ortodossi debba-
no fare quadrato per ripartire.
Co m e?
Tornando a essere un movi-
mento comunitario e cam-
biando il tipo di comunicazio-
ne. Dandosi regole chiare, ri-
spettate da tutti.
Twitter @lucadecarolis
QU E L L E
SIRENE DEM
Beppe non deve
andarsene, per
nel Movimento serve
confronto interno
Il corteggiamento
del Pd? C, ma io
rimango al mio posto
di Chiara Paolin
I
eri il senatore Vannino Chiti ha passato
tutto il pomeriggio (e la serata) chiuso in
riunione coi suoi: la riforma numero uno su
cui punta Renzi quella del Senato, e Chiti il
primo guaio serio che il Pd non pu permet-
tersi.
Dopo la grande vittoria popolare, ora il partito
deve assolutamente dimostrare che riesce a
cambiare lItalia senza litigare e spaccarsi co-
me ai vecchi tempi. Eppure la narrazione po-
litica rimasta ferma l, ai giorni isterici del
pre-voto, quando Grillo faceva paura e ba-
stava un ordine del giorno a firma Calderoli
per mandar sotto la maggioranza - e in panico
il Pd. Venti giorni fa il rela-
tore leghista riusc a imporre
largomento pi scottante alla
riapertura dei lavori, cio il
tema delleleggibilit diretta
per i futuri senatori. Al con-
trario, il testo depositato dal
governo resiste sul punto car-
dine renziano: laula ospiter gli eletti delle
amministrazioni locali, integrati al massimo
da seggi creati durante le elezioni regionali
(pi i prescelti dal presidente della Repub-
blica).
QUESTA DEI SEGGI regiona -
lizzati era un tentativo di me-
diazione offerta da Renzi a
Chiti prima del voto, per rin-
tuzzare la vis separatista del
senatore attorno al quale si so-
no coagulati i difensori del
principio costituzionale della
rappresentanza democratica.
Secondo gli ortodossi, giusto
dimezzare le poltrone di Camera e Senato, au-
mentare i poteri decisionali dei deputati, ma
non si pu trasformare lassemblea delle Au-
tonomie in un parcheggio di sindaci e assessori
in trasferta.
Ora che Renzi ha stravinto, potreb-
be schiacciare i ribelli chitiani (da
Felice Casson a Corradino Mineo i
coriacei non mancano). Ma pi in-
teressante assai sarebbe per il pre-
mier recuperare i rapporti con le
opposizioni interne partendo pro-
prio da un simbolo della rottama-
zione, cio la riduzione di spesa per
le istituzioni. Come fare? Si studia,
si tratta. I tempi per la presenta-
zione degli emendamenti al dise-
gno di legge depositato dal governo
sono stati allungati fino a domani pomeriggio,
ovvero 24 ore pi del previsto per limare spi-
goli e distanze. Speriamo che gli emendamen-
ti siano pochi, cos potremo chiudere per giu-
gno: ma potrei essere smentita ha detto ieri la
relatrice Anna Finocchiaro.
E se Forza Italia gi comincia a scalpitare
(Minzolini ieri twittava Senato o abolito del
tutto, o eletto), altrove che bisogna cercare
nuovi punti dappoggio.
PER ESEMPIO SI PU GUARDARE con sim-
patia ai dodici fuoriusciti del Movimento 5
Stelle pronti a formare il gruppo Democrazia
Attiva, e istintivamente vicini al sentimento di
Civati, Chiti e compagnia. Un ponte tibetano
che, con un po di fortuna, potrebbe aggan-
ciare persino i grillini ufficiali, gi schierati a
suo tempo con la proposta bis. Noi non cam-
biamo idea: il nostro progetto di riforma ri-
spetta la Costituzione e nemmeno il 40 per
cento dei voti pu cambiare le cose dice Pippo
Civati. Aggiungendo: Bisogna capire se Renzi
intende tenere in piedi il patto con Berlusconi
o se vuole davvero unire il Pd rispettando le
idee di tutti. Credo gli converrebbe molto av-
vicinarsi alla nostra proposta, perch consente
un risparmio maggiore mantenendo i valori
democratici: aspettiamo un segnale, e speria-
mo bene.
La guerra del Senato da Chiti al Movimento
24 ORE IN PI PER GLI EMENDAMENTI, OGGI A PALAZZO MADAMA SI COMINCIA. CIVATI: IL NOSTRO DDL MIGLIORE, SPERIAMO CHE RENZI LO CAPISCA
GRANA INTERNA
Il parlamentare insiste sul dimezzamento dei seggi
per le Camere, ma con lelezione diretta. Il premier propone
unassemblea delle autonomie. Ma deve riunire il partito
Barbara Lezzi
La corruzione
costa, dovevamo
spiegarlo meglio
La senatrice
Walter Rizzetto
Chi criticava
i toni era accusato
di tradimento
Il dissidente
CANDIDATO M5S IDOLO DEL WEB
IL ZIFA STATO ELETTO A VENOSA
Niente Photoshop nei santini elettorali, ma Ni-
cola Zifarone stato eletto lo stesso consigliere
comunale a Venosa, in provincia di Potenza. Il
Z i fa cos lo hanno ribattezzato sul web e ra
diventato nei giorni scorsi un caso su Twitter e
Facebook, per il suo volto molto particolare.
DARIO FO VITTIMA DELLA ZANZARA
SENZA FRENI CON FINTO CASALEGGIO
Gli italiani sono autolesionisti. Sar sempre a
disposizione, con voi fino in fondo, Dario Fo
che parla, rivolgendosi a un finto Casaleggio in
uno scherzo del programma La zanzara di Ra-
dio 24. A far infuriare il comico per il voto
dato da molti italiani a quel figlio di p... di B.
Vannino Chiti Ansa
Barbara Lezzi Ansa Walter Rizzetto La Pre ss e
9 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
di Marco Travaglio
segue dalla prima
C
apotavola sempre dove si siede lui. Spe-
cie se la tavola la Commissione europea
e Matteo non ci manda Letta. Le cambiali
si pagano.
CUPIRLA. Il giovane vecchio Gianni Cuperlo fu gi
avversario di Matteo alle primarie, ma controvo-
glia. Rifiut lingresso nella Segreteria renziana per
gli inaccettabili attacchi personali del leader de-
strorso. Reclam financo le dimissioni del neopre-
mier da segretario. Ma si scopre ora lo fece ob -
torto collo. Anchegli un renziano della prima ora:
prima clandestino, ora palese dinanzi al risultato
storico e allebbrezza del 4 davanti allo 0 (lui era
abituato allo 0 senza il 4 davanti). Dunque Matteo
torna un compagno, molto rosso fra laltro: Il Pd
la prima forza del progressismo e del socialismo in
Europa. Stringiamci a coorte e riapriamo il can-
tiere, appena esce Greganti.
GIOVANI ITALIANE. Nella sezione Massaie Rurali,
scintilla il sorriso pudico di Federica Mogherini.
Non rideva cos da quando esalt la straordinaria
vittoria (di Bersani alle prime primarie contro
Renzi). Sentendo poi Matteo parlare di politica
estera, twitt con lh a s h ta g #terzaelementare:
Ok, Renzi ha bisogno di studiare un bel po di po-
litica estera... non arriva alla sufficienza, temo. E
ancora: Confermo: Matteo, lascia stare la politica
#estera e di #difesa, #Obama e #F35 compresi. Ti
conviene, dai retta.... Marianna Madia, appena vi-
de Matteo in tv con Bersani, tagli corto: Solo Ber-
sani statura da presidente consiglio, Voto Ber-
sani, il miglior premier che lItalia possa avere.
Fortuna che poi arriv Renzi, se no chi le faceva
ministre? Sempre stata renziana pure Pina Picier-
no, fin da quando si laure con una tesi sul pensiero
politico di Ciriaco De Mita, poi pass a Franceschi-
ni e poi a Bersani, ma solo per finta, infatti twittava
nel suo italiano malcerto: Qualcuno dica a Renzi
che lOnu ha appena stabilito che deve studiare,
Bella supercazzola di Matteo Renzi sui diritti, La
soluzione per Matteo Renzi pi discoteche in
Iran, Lo slogan Adesso di Matteo Renzi? Lo ha
lanciato Franceschini nel 2009, mazza che svolta!,
Mavanzano un sacco di cappellini della campa-
gna di Renzi, che faccio li spedisco a lui o libero il
mio garage?, Il pluripensionato Vespa andrebbe
rottamato prima di tutti. Peccato che Renzi non la
pensi cos, Se perdiamo le primarie il partito non
tocchi i rottamatori, dice Renzi. Ma per chi ci ha
preso, per Renziani?!. Camuffamento perfetto,
prima del coming out.
TRASCINATORI DI FOLLE. Pronti con le transen-
ne: arrivano Alfano e Casini, noti frequentatori di se
stessi. Dallalto del 4,4%, Piercasinando spiega che
lui pi che altro fa parte del 41% di Renzi: Questo
voto ha premiato il governo e anche chi lo sostiene.
Angelino Jolie invece trova che il 4,4 un trionfo:
noi siamo un pilastro del governo,
ha vinto la spe-
ranza contro la
rabbia, il polo del
buongoverno
contro quello del-
la pura protesta.
E rg o siamo tutti
pi forti perch
il nostro mezzo
punto percentuale
stato ben sacrifi-
cato: se avessimo
preso lo zero virgo-
la per cento in pi
tutti voi avreste par-
lato di un risultato
pi che soddisfacente, ma in fondo con le con-
dizioni che si sono determinate il Pd al 41% lo
consideriamo comunque un buon risultato. Un
po come se lAtletico Madrid dicesse: Se il Real
non ci rifilava quattro gol, vincevamo facile con
uno: dunque andata di lusso.
MOVIMENTO CINQUE RENZI. Se avanzano tran-
senne, tenerne qualcuna da parte per la prorom-
pente iniziativa politica di Luis Alberto Orellana e
Francesco Campanella, candidati alla guida del
neonato gruppo senatoriale degli ex grillini, quelli
che promettevano di lasciare Palazzo Madama. E
invece no, troppo forte la tentazione di passare alla
Storia accanto della Rivoluzione Renziana: restano
a pie fermo in poltrona e chiedono le dimissioni di
Grillo, non si sa peraltro da che cosa. Il virile ap-
porto dei renzastellati prender latletico e ginnico
nome di Democrazia Attiva, e saranno dolori per
tutti i passivi.
MINCULRENZI. La libera stampa, fiera e compatta,
marcia patriotticamente come un sol uomo al fian-
co del suo Generalissimo. Nella conferenza stampa
dopo il Trionfo, a un cenno convenuto del capo del
Capo, scroscia fra i giornalisti il marziale e scattante
applauso a Sua Eccellenza il Portavoce, al secolo
Filippo Sensi.
Frattanto, su Twitter e Face-
book, ritmano armonici e ta-
citiani i bollettini della Vitto-
ria. Francesco Bei (Repubbli -
ca ): Stasera mi prende cos.
Malinconia. Sar per aver
gioito troppo?, A questo
punto spero davvero che ro-
berto gualtieri ce la faccia
(ma s che ce la far, daje).
Annalisa Cuzzocrea (Re -
p u b b l i ca ): Quando non sai
pi che pesci prendere, c
la lettera al figlio di ki-
pling, E stasera c anche
#gazebo @welikechopin #ilgiorno-
perfetto. Torna finalmente a rifulgere il sole sui
colli fatali di Roma.
AGENZIA STEFANI. In linea con le veline del Mi-
nistero della Cultura Popolare e con i dispacci
dellAgenzia Stefani, si registrano con viva soddi-
sfazione i sobri titoli dei principali quotidiani. Re -
p u b b l i ca : Il riformismo diventa maggioranza (il
41% del 57% degli elettori, pari al 23%), Dopo que-
sti risultati nessuno ci pu fermare, Gufi sconfitti
e ora tutti al lavoro, la Renzi generation, Vince
DAlfonso: Ora lAbruzzo potr ripartire (per il
Tribunale di Pescara), I socialisti frenano londa
populista (infatti sono dietro al Ppe). Co r r i e re : La
diga utile del premier, La fiducia del Colle su un
governo pi stabile, Renzi, telefonate ai leader eu-
ropei; ora lItalia pu puntare in alto, Grazie a
Matteo si avverato il mio sogno
della vocazione maggioritaria
(col 45% di non votanti). La Stam-
pa: La vittoria sorprendente del-
la speranza, Matteo modello
per i socialisti Ue, Svolta in Pie-
monte: vince Chiamparino (il
classico outsider), Napolitano
soddisfatto per il nuovo slancio
che avranno le rifor-
me, Il sociali-
smo in versione
scout. Il Mattino:
Perch inizia un
nuovo ciclo poli-
tico, Prodi:
Renzi pu cam-
biare la Ue. Il So-
la-24 Ore: Il cam-
mino per passare
da De Gasperi a
De Gasperi an-
cora lungo, ma
questa la strada che la politica italiana devessere
capace di percorrere. Av ve n i re : Renzi superstar,
ora un leader Ue. La valanga del Pd vale pi della
vittoria tedesca della Merkel (ora glielo facciamo
vedere noi alla culona), Il trionfo di Matteo abbatte
lo spread (che invece, quando saliva, era colpa di
Grillo). Il Tempo: Renzi il Conquistatore, Ora
Matteo detta la linea anche alla Ue. Il Messaggero:
Evitare il super-ego e nessuna vendetta: il mantra
del premier per il dopo exploit, Matteo incassa
lelogio del Colle, Primo atto del day after: ripor-
tare i bimbi adottivi del Congo in Italia, I renziani
serrano i ranghi. Per ladunata del sabato renzista,
con salto nel cerchio di fuoco, pancia in dentro,
petto in fuori.
ROSSO ANTICO. Resta lUnit, che luned si era im-
provvidamente scordata di Renzi: niente foto di
Matteo (ma di Marine Le Pen s) e titolo anonimo,
Europee vince il Pd. Ieri la pravdina pidina ha pre-
cipitosamente rimediato con un cubitale Effetto
Renzi, per giunta in rosso, e doppia foto, a pagina 1,
2 e 3. A Matte, ricordate de lamici! Segue lezione di
politica di Maria Novella Oppo, che invita Grillo a
controllare, la prossima volta, dove tira il vento: un
programma di vita. Ottime e abbondanti anche le
cronache locali. Ginnico e inequivocabile il titolo
delle pagine romane di Re p u b b l i ca : Trieste-Parioli il
quartiere pi rosso. Grazie agli 80 euro, infatti, pare
che per un attico ai Parioli occorreranno appena 20
mila vite. Parioli presente! A noi!
I RENZUSCONIANI. Sul fianco destro (destr!) sal-
modiano i maestri cantori berlusconiani, finalmen-
te liberati dal sec-
cante fastidio di
dover scegliere da
che parte stare,
col rischio di per-
dere contatto con
il potere per
qualche nanose-
condo. Renzi
consente loro di
stare con la de-
stra e con la sini-
stra (si fa per di-
re), ma non in
rapida successione, come in passato: in contempo-
ranea, con notevole riposo per le affaticate lingue.
Sallusti, anche senza aspirapolvere, ancor pi giu-
livo di quanto vinceva padron Silvio: Asfaltato Gril-
lo e Le riforme o le fanno Pd e Forza Italia, o non
vedranno la luce. Sul Fo g l i o , Claudio Cerasa, ren-
zusconiano di ultima covata, pu finalmente con-
centrare il muscolo involontario (sempre la lingua)
su un solo destinatario: Il governo Angela Renzi
(in lievissima contraddizione con le aspettative di un
Renzi che rottama la Merkel e cambia lEuropa).
Adriano Sofri, gi difensore di B., DellUtri e Man-
gano ma sempre da sinistra, nonch autore di en-
ciclopediche articolesse per sponsorizzare Bersani
alle primarie, non ha potuto fare a meno di fre-
garmi le mani per il trionfo renziano. Giuliano Fer-
rara si fa una pista di coca con grande perizia ma-
nuale e nasale, vestigio di una lunga pratica, per fe-
steggiare le riforme di Renzi con lappoggio di Ber-
lusconi e il partito manettaro sconfitto (a pro-
posito: che ne del candidato garantista del Fo g l i o
Giovanni Fiandaca?).
TG R E N Z I . Il Tg3 mostra i primi lavoratori in la-
crime (ma per la commozione) che sventolano la
pingue busta paga con gli 80 euro e sinterrogano
confusi su come spenderanno tutto quel bendidio.
C chi ha la testa che gli gira e immagina un resort
ai Caraibi, chi progetta una vacanza a Bali, chi una
terrazza ai Parioli da quando son diventati il quar-
tiere pi rosso di Roma. Chi sa far di conto invece
ancora incerto fra mezzo pacchetto di Marlboro
al giorno e una scatola di mentine. E ora, ragazzi,
intoniamo tutti insieme il nuovo Inno Nazionale,
coniato dagli ormai celebri Balilla di Ragusa: Fac -
ciamo un salto/ battiam le mani/ti salutiamo tutti in-
sieme Presidente Renzi./ Muoviam la testa/Facciamo
festa/ a braccia aperte ti diciamo benvenuto.../ Siamo
felici e ti gridiamo:/da oggi in poi, ovunque vai, non scor-
darti di noi/dei nostri sogni, delle speranze/ che ti af-
fidiamo, con fiducia, oggi a ritmo di blues./Le ragazze, i
ragazzi, tutti insieme/alle tue idee e al tuo lavoro af-
fidiamo il futuro/e poi di nuovo ancora insieme/noi cam-
miniamo/ci avviciniamo/e un girotondo noi formiamo
sempre a tempo di blues.
NUOVO CORSO
GLI APOSTOLI Manca solo Ges-Renzi in questa posa da Ultima Cena creata dai dirigenti Pd al Nazareno per festeggiare la vittoria elettorale Ansa
IN SOCCORSO DEL VINCITORE
fatto
a mano
N
ella citt in cui stato fondato
il Pci, Livorno, per la prima
volta nella storia della sinistra il Pd,
va al ballottaggio con il 39,9% dei
voti. A costringere Marco Ruggeri ad
attendere l8 giugno per sapere se di-
venter sindaco non stato per Fi-
lippo Nogarin, il candidato M5S che
ha ottenuto il 19,01%. La battuta
darresto stata provocata da Buon-
giorno Livorno, anchessa di sinistra,
capeggiata da Andrea Raspanti, che
ha superato il 16% dei voti e che ha
costretto il partito renziano a rima-
nere sotto la soglia del 50%. Eppure,
alle europee il Pd ha superato il 55%.
Ma in quel caso, appunto, la sfida
non cera.
PD AL BALLOTTAGGIO
La prima volta
per Livorno
La lingua batte
dove Renzi vuole
IL FATTOQUOTIDIANO.IT E IL VOTO
RECORD DI BROWSER UNICI E PAGINE VISTE
Record di browser unici e pagine viste per ilfattoquo -
t i d i a n o. i t nella giornata post elettorale del 26 mag-
gio. Secondo i dati Audiweb, il sito del Fatto Quoti-
diano ha registrato il miglior risultato di sempre con
2.213.309 browser unici. Tra i quotidiani generalisti,
si piazzato quindi al terzo posto dopo Re p u b b l i ca
con 4.579.224 e Co r r i e re 3.360.048. A seguire, La
S ta m p a con 1.106.895, Il Sole 24 Ore con 1.059.098 e
Il Messaggero con 925.816. Questa la classifica Au-
diweb relativa ai browser unici: Re p u b b l i ca
4.579.224, Co r r i e re 3.360.048, Il Fatto Quotidiano
2.213.309, La Stampa 1.106.895, Il Sole 24 Ore co n
1.059.098, Il Messaggero 925.816. Questa invece la
classifica Audiweb relativa alle pagine viste: Repub -
b l i ca 62.702.233, Co r r i e re 39.235.313, La Stampa
8.501.075, Il Fatto Quotidiano 7.918.751, Il Sole 24 Ore
6.800.408, Il Messaggero 6.093.639. Da segnalare
anche che la chiave di ricerca Il Fatto Quotidiano
finita ieri fra i top Google Trend, la classifica sui ter-
mini pi cercati in rete. Il brand si piazzato al terzo
posto, subito dopo le parole chiave Ansa e Beppe
G r i l l o.
10 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano
Libert e Giustizia
a Renzi: Le ga l i t
sia prioritaria
LAPPUNTAMENTO per il 2 giugno
a Modena, dove Libert e Giustizia ter-
r la sua kermesse: Le elezioni euro-
pee dicono che in Italia nato un gran-
de partito democratico e che alla sua
formazione hanno contribuito molte
forze di diversa origine, compresa una
quota significativa di elettori che in
passato hanno sempre votato a destra.
Questo dato pu indubbiamente esse-
re positivo - scrive LeG - , purch non
porti con s laccettazione degli aspetti
pi deteriori della cultura che ha carat-
terizzato gli anni dei governi berlusco-
niani, e che tuttora infestano il nostro
paese: lillegalit, la corruzione, luso
della cosa pubblica a fini privati, la sog-
gezione dei mezzi di informazione ai di-
ktat dei partiti. Compito di Libert e
Giustizia sempre stato denunciare e
combattere questi fattori di degrado
politico e sociale e continuer a farlo. Il
nostro impegno sar particolarmente
vigile sui progetti di riforma istituziona-
le, elettorale, della giustizia, della liber-
t di informazione. Ci auguriamo inol-
tre che tra le priorit del nuovo Pd, in-
sieme ai provvedimenti per il lavoro, ci
sia al pi presto una legge seria sul con-
flitto di interessi, tuttora indicato tra le
cause principali della tragica corruzio-
ne che caratterizza il nostro paese.
di Marco Politi
C
andido come una co-
lomba senza essere
sprovveduto, since-
ro, ma anche furbo
come volle sottolineare lui
stesso nellintervista a Ci v i l t
C a t to l i ca papa Francesco ha
concluso il viaggio in Terra
Santa dimostrando nellincon-
tro con i giornalisti, durante il
volo di ritorno, una totale pa-
dronanza del microfono. Ri-
sponde a tutto, lanciando ti-
toli per le agenzie e i giornali.
Non un mattatore come Gio-
vanni Paolo II, la sua strategia
assolutamente vincente la
parlata calma del parroco che
guarda negli occhi linterlocu-
tore.
DALTRONDE durante il viag-
gio ha dimostrato rapidit nel
cogliere lattimo giusto per
compiere gesti evocativi. Non
improvvisazione, lucida ca-
pacit di coniugare lumano, il
religioso e il politico.
Restano come icona del suo
pellegrinaggio tra Palestina e
Israele le mani baciate ai so-
pravvissuti dellOlocausto e la
preghiera improvvisa davanti
al muro israeliano, che il Papa
trasforma in muro del pianto
del secolo XXI. Perch non
solo barriera di difesa dal ter-
rorismo, ma anche cuneo che
entra in terra di Palestina oc-
cupando campi, distruggendo
oliveti, spezzando vie di comu-
nicazione.
Dal viaggio Francesco torna
con un ruolo accresciuto sulla
scena internazionale e anche
pi forte sul piano della Curia
poich lascolto riservato al
pontefice non accenna a dimi-
nuire. Forte e libero, il Papa
non ha schivato le domande
pi scomode.
Dunque si indaga sulle opera-
zioni Ior di Bertone. ufficiale.
Parola di papa. Quellaffare
dei 15 milioni replica il pon-
tefice alla domanda di un re-
porter una cosa che allo
studio. Non chiara quella co-
sa... sotto studio. Poco pri-
ma, riferendosi ai contrasti tra
la Chiesa povera da lui auspi-
cata ed esempi di scarsa auste-
rit, Francesco aveva detto:
Come detto nel Vangelo.
inevitabile che ci siano scan-
dali!. Siamo umani, pecca-
tori tutti... Dobbiamo stare
attenti per riformare ogni
giorno la Chiesa, perch sia-
mo peccatori. Il nuovo mi-
nistero delle Finanze vaticano,
la cosiddetta Segreteria
delleconomia, aiuter tanto a
evitare gli scandali e i proble-
mi.
HA FATTO impressione la
sua risposta sulleventuali -
t di dimettersi un giorno.
Lavevamo prefigurato, i
lettori del Fa t to sanno
che c una clessidra nel
pontificato di Bergo-
glio. Lui stesso ora lo
conferma pubblica-
mente. Far quello
che il Signore mi dir
di fare. Pregare, cer-
care la volont di Dio.
Ma io credo che Be-
nedetto XVI non sia
un caso unico... Lui
ha aperto una porta, la porta
dei papi emeriti. Ce ne saranno
altri o no? Dio lo sa. Ma questa
porta aperta. Io credo che se
un vescovo di Roma, un papa
che sente che le sue forze ven-
gono meno perch adesso si
vive tanto tempo deve farsi le
stesse domande che si posto
papa Benedetto. Essere
papa emerito, ha spie-
gato, ormai una
istituzione cos
come lo sono i ve-
scovi in pensione.
Altrettanta impres-
sione ha fatto la ri-
sposta secca di papa
Bergoglio sulla lotta
agli abusi sessuali del
clero. Tolleranza
zero. Se un sacerdo-
te abusa di un ragaz-
zo o di una ragazza,
commette un
reato tanto
brutto... gra-
vissimo... come
fare una messa
nera!.
A giugno il Papa
ospiter a Santa
Marta otto minori abu-
sati, provenienti da va-
rie nazioni, celebrer
messa per loro e poi sta-
r ad ascoltarli in una
riunione apposita.
A sorpresa Francesco ha rive-
lato che ci sono tre vescovi sot-
to indagine in Vaticano. Uno
gi condannato e si sta valutan-
do la pena da comminare.
(Dovrebbe trattarsi di mons.
Jozef Wesolowski, nunzio a
Santo Domingo, richiamato
lanno scorso perch accusato
di abusi con prove circostan-
ziate).
NON MANCATA unapertura
cauta sul tema dei sacerdoti
sposati. Ci sono gi nella Chie-
sa cattolica preti sposati di rito
greco e di rito copto, ha ricor-
dato il Papa. Il celibato non
un dogma di fede, una regola
di vita che io apprezzo tanto e
credo che sia un dono per la
Chiesa. Non essendo un dog-
ma di fede, sempre c la porta
aperta.
E la beatificazione di Pio XII?
Manca il miracolo stata la ri-
sposta.
Verrebbe da dire: i casi della vi-
ta...
di Salvatore Cannav
P
i interviste che voti. Limmagine che
emerge dalle elezioni europee della mini-
stra Stefania Giannini, erede di Mario Monti a
capo di Scelta Civica e titolare del ministero
dellIstruzione, questa. Capofila di Scelta Eu-
ropea, lista poliedrica che comprendeva anche
Fare per fermare il declino di Michele Bol-
drin e il Centro democratico di Bruno Ta-
bacci, Giannini non andata oltre i 197 mila
voti, lo 0,7% del totale. Eppure, era seduta su un
capitale elettorale di 2,8 milioni di voti, dila-
pidato come farebbe un giocatore dazzardo di
fronte a uneredit improvvisa.
IN QUELLA MANCIATA DI VOTI spiccano, per
scarsit, le 3195 preferenze ottenute dalla mi-
nistra, meno di quante ne ha prese Mario Bor-
ghezio nel centro Italia, una miseria se con-
frontate allesposizione mediatica. Perch, qui
sta il bello, Stefania Giannini, da quando di-
ventata ministro della Repubblica, sulla stampa
ci stata pi di qualsiasi altro collega del go-
verno Renzi. Lultima volta, il 22 maggio scorso
con unintervista al Giornale di Vicenza in cui
annunciava: Cos cambier il nostro modello
universitario. Prima di questa ce ne erano state
32 (lelenco disponibile sul sito del Miur) in 90
giorni di governo. Una ogni tre giorni, un to u r
de force che fa onore al suo ufficio stampa, ma
che non ha avuto effetti sulla scuola italiana.
Perch Gian-
nini ha detto
praticamente
tutto ma, fi-
nora, non ri-
sulta abbia
fatto nulla.
Nella prima
intervista, del
22 febbraio, il
messaggio
scuole pi
sicure. La
ministra assi-
cura che arri-
veranno 3,7
miliardi per la sicurezza nelle scuole, cifra ri-
badita da Renzi in campagna elettorale ma non
ancora verificabile. Studier come una sec-
chiona assicurava per a Re p u b b l i ca il 23 feb-
braio predisponendosi a tracciare, come un ge-
nerale o un viandante nel deserto, la sua road
map.
La scuola, nel frattempo, non si accorta di
nulla. I precari litigano tra di loro perch co-
stretti a stare in graduatorie contrapposte (i Tfa
contro i Pas, gli storici contro i concorsisti, un
ginepraio inestricabile); la fatiscenza degli isti-
tuti verificabile da chiunque accompagni un
figlio a scuola la mattina, luniversit si accorta
solo dellabolizione dei test di ingresso a Me-
dicina. Intanto la ministra accompagnava Renzi
nelle sue visite del mercoled e poi, portava il
saluto dello Stato italiano, nerovestita, a papa
Bergoglio. Ma non prometto miracoli dichia -
rava ancora a Re p u b b l i ca . Mi batter contro i
tagli agli atenei spiegava il 20 aprile e poi, il 6
maggio, voleva accorparli per competere in
Europa.
AllE s p re ss o , mimando Mariangela Melato, con-
fessava che bisogna Dimenticare Gelmini, ma
al pi popolare M e t ro prometteva 2.000 euro
per i docenti. Nei panni di leader politico ri-
spondeva, sul Corriere della Sera, alle avances po-
litiche di Corrado Passera e poi, alla vigilia del
voto, lasciava intendere che, se eletta, non
avrebbe lasciato lincarico al ministero. Con-
cezione stoica della propria missione.
Interpellata ieri dal Fatto Quotidiano non ha ri-
lasciato dichiarazioni se non lannuncio delle
uniche dimissioni che al momento disposta a
dare: quelle da leader della ormai inesistente
Scelta Civica che, per, detiene un pacchetto di
deputati e senatori importante. I pi sembrano
orientati a passare armi e bagagli con Matteo
Renzi ma la scelta non sar semplice.
BERGOGLIO AGITA LARMA DIMISSIONI
BENEDETTO XVI NON UN CASO UNICO, CI SARANNO ALTRI PAPI EMERITI. POI ANNUNCIA: SOTTO STUDIO I 15 MILIONI DI BERTONE
SACRO E PROFANO
Chi lo sa
ECCO IL MEGA-SCANDALO DELLEX SEGRETARIO DI STATO
Ne ha parlato la stampa di tutto il mondo, ora arrivano anche le foto.
Chi" in edicola oggi pubblica le immagini del grande attico che lex
segretario di Stato, Tarcisio Bertone, sta facendo ristrutturare a Palazzo
San Carlo in Vaticano e in cui in procinto di trasferirsi. La reggia che ha
fatto infuriare Papa Francesco sfiorerebbe i 700 metri. Una circostanza
smentita dal cardinale, che nei giorni scorsi ha replicato che ne misura
s o l o la met. Bergoglio vive in un appartamento di 70 metri Ansa
CONTRO GLI ABUSI
Inchiesta su
tre vescovi : Tolleranza
zero contro i pedofili,
sono reati bruttissimi,
come fare
una messa nera
Il miracolo-Giannini, pi interviste che voti
Il ministro Giannini Ansa
LA MINISTRA
MENO PREFERENZE DI BORGHEZIO
In 90 giorni di governo ha concesso 32 collo-
qui alla stampa italiana. Intanto si dimette
da leader di Scelta Civica, non da ministra
TERRA SANTA
In aereo, di ritorno
dal viaggio,
Francesco non schiva
le domande sugli
scandali interni
al Vaticano
Pap a
Fran c e s c o
Ansa
11 28 MAGGIO 2 01 4
il FAT TO
ECONOMICO
Luomo dellAutorit
sulla Borsa trova un
buco da 600 milioni nei
conti Unipol. Scattano
le misure disciplinari
Il dirigente dellIvass
chiede allassicurazione
delle Coop di aumentare
le riserve e gli viene
subito tolta la pratica
Guerra tra Procura
di Milano e Torino
sullinchiesta UnipolSai
Il servizio allinterno
dellinserto (pagina 13)
di Giorgio Meletti
B
asta leggere il decreto di per-
quisizione emesso dal pm mi-
lanese, Luigi Orsi, nei confron-
ti dell'amministratore delegato
di Unipol-Fonsai, Carlo Cim-
bri, per capire che il procedi-
mento per manipolazione del mercato contro il
manager bolognese destinato a diventare il pro-
cesso alle autorit di vigilanza: in primo luogo la
Consob di Giuseppe Vegas, che sovrintende ai
mercati finanziari, e l'Ivass, il pezzo della Banca
d'Italia di Ignazio Visco che si occupa delle com-
pagnie di assicurazione.
IN BREVE, CIMBRI accusato di aver manipolato i
dati di bilancio dell'Unipol per portarla all'acqui-
sizione prima e alla fusione con la Fonsai di Sal-
vatore Ligresti con un valore di bilancio maggio-
rato. Lo scopo sarebbe stato ovviamente di otte-
nere un valore di concambio delle azioni pi fa-
vorevole alla compagnia controllata dalle coop
rosse. La complessa operazione ha richiesto un
paio d'anni di lavoro, dall'inizio del 2012 all'inizio
del 2014, condotto sempre sotto l'occhio apparen-
temente vigile di Consob e Ivass. Ma le due au-
thority, stando alla prudente prosa di Orsi, ci ap-
paiono vagamente distratte, se non addirittura de-
liberatamente cieche. ovvio che per un giudizio
definitivo bisogner aspettare una sentenza defi-
nitiva, cio un bel po' di anni. Nel frattempo non ci
resta che coltivare, in spirito garantista, un pru-
dente dubbio sull'efficienza e la correttezza di
Consob e Bankitalia.
I precedenti sono di poco conforto. Tutti i grandi
scandali finanziari degli ultimi anni, dal crac Par-
malat al caso Monte Paschi, sono accomunati dal-
lo stesso canovaccio.
Prima si scopre che Calisto Tanzi ha fatto un buco
da 14 miliardi di euro, o che l'ex presidente di Mps
Giuseppe Mussari ha scassato i conti della banca
strapagando l'Antonveneta e poi peggiorando le
cose con il tentativo di metterci delle pezze. Poi ci
si rende conto che la vigilanza non si accorta di
niente. E subito scatta il processo ai reprobi per
ostacolo alla vigilanza. Cio li si accusa di aver
fatto fessi gli ispettori di Consob, Ivass o Banki-
talia. Ai non addetti ai lavori pu sembrare ridi-
colo, perch come accusare un rapinatore agli
arresti domiciliari di essere uscito per un colpo
senza prima avvisare la polizia. Ma una prov-
videnziale foglia di fico
per i guardiani del mer-
cato. Prima ancora che
ci si interroghi su loro
inefficienze o complici-
t parte l'autoassoluzio-
ne: ci hanno ostacolato.
L'ultimo a provarci,
proprio con la Fonsai,
stato l'ex presidente del-
l'Ivass, Giancarlo Gian-
nini. Appena ha sentito
odore di bruciato, nel-
l'aprile 2012, ha denun-
ciato Ligresti per osta-
colo alla vigilanza, ac-
cusandolo di aver tenu-
to all'oscuro la vigilanza
dei suoi traffici dentro
la compagnia che controllava. Ma Giannini era
talmente amico di Ligresti che faceva conto sulle
sue relazioni con l'allora premier Silvio Berlusconi
per arrivare all'agognata presidenza dell'Antitrust.
Secondo lo stesso pm Orsi per questa ragione che
l'Ivass di Giannini chiudeva non un occhio ma en-
trambi sui conti scassati di Fonsai, e ha accusato
l'amico di Ligresti di corruzione.
In realt il vero ostacolo alla vigilanza quello che
sembrano fare i vertici delle authority ai loro fun-
zionari troppo zelanti. Consob e Ivass sono piene
di tecnici bravi e onesti che vengono di regola pu-
niti per questo e resi inoffensivi. La vicenda Uni-
pol-Fonsai costata cara a un dirigente dell'Ivass e
a uno della Consob che, a differenza di molti loro
colleghi terrorizzati, sono andati a raccontare tut-
to a Orsi.
L'UOMO DELL'IVASS si chiama Giovanni Cuci-
notta. Guidava una delle due sezioni della vigi-
lanza, e aveva sotto la sua giurisdizione la Fonsai di
Ligresti e le Generali. Mentre venivano al pettine i
conti scassati di Fonsai e la strana vicenda dei rap-
porti tra le Generali e l'assicuratore ceco Petr Kel-
lner, nel febbraio 2011 Cucinotta viene spostato
senza preavviso all'altra sezione e sostituito dal suo
vice, Roberto Roberti. Caso vuole che nella nuova
collocazione deve occuparsi di Unipol. Nell'estate
2012, quando l'operazione Unipol-Fonsai entra
nel vivo, Cucinotta scrive una lettera per intimare
a Unipol di aumentare di 200 milioni le sue riserve
per i sinistri. La lettera si ferma negli uffici dei ver-
tici e Cucinotta non ne sapr pi nulla, perch po-
che settimane dopo gli comunicano che l'Unipol,
visto che sta acquisendo la Fonsai, viene spostata
nella competenza dell'altra sezione. in questi
dettagli burocratici che si
annida il cancro dell'etica:
se Unipol compra Fonsai,
non pi naturale che sia
la societ acquisita a traslo-
care sotto la competenza
della sezione di vigilanza
dove c la capogruppo?
LA RISPOSTA A QUESTE
domande arriva per Cuci-
notta il 1 gennaio 2013:
lIvass finisce sotto il cap-
pello della Banca d'Ita-
lia e ne diventa pre-
sidente il diret-
tore generale di palazzo Koch, Fabrizio Sacco-
manni, l'uomo che riusc a protestare perch Mus-
sari aveva comprato lAntoveneta senza dirgli che
non ne aveva verificato i bilanci. Il futuro ministro
del governo Letta d subito un colpo al cerchio: fa
fuori il vicedirettore Flavia Mazzarella, accusata
da Cucinotta per i rapporti amichevoli con il vi-
gilato Cimbri. Poi d il colpo alla botte: unifica le
due sezioni di vigilanza e le affida a Roberti, luo -
mo che ha approvato tutto lapprovabile di Uni-
pol-Fonsai, facendo fuori Cucinotta.
Alla Consob c un dirigente talmente stimato da
avere un cattedra alla Bocconi di nome Marcello
Minenna. Dirige lufficio analisi quantitative a
cui spetta, tra l'altro, stimare il valore dei titoli fi-
nanziari non quotati in Borsa e di difficile lettura, i
cosiddetti strutturati oderivati. Tocca a lui sti-
mare il portafoglio di Unipol, per capire che cosa
ha in pancia la compagnia bolognese e quanto vale
realmente.
Spiega a Orsi che i vertici Consob lo hanno osta-
colato in tutti i modi. Occhio alle date. Il 20 di-
cembre 2012 Unipol e Fonsai approvano il pro-
getto di fusione e fissano i concambi tra le rispet-
tive azioni sulla base delle situazioni patrimoniali
al 30 settembre 2012. Il giorno dopo Consob de-
libera la non conformit dei bilanci Unipol al 31
dicembre 2011 e al 31 dicembre 2012, e non dice
una parola sui conti al 30 settembre 2012 su cui
stata fatta la fusione. Non solo: a Minenna viene
chiesto di calcolare i valore dei derivati non al 30
settembre ma al 30 giugno. Quando poi il diri-
gente porta a termine il lavoro, stimando un buco
da circa 600 milioni, le sue relazioni restano in
fondo a un cassetto, e il presidente della Consob
Vegas dichiara che quel lavoro stato inconclu -
dente. Per completare il lavoro, Minenna viene
sottoposto a un procedimento disciplinare del tut-
to pretestuoso che naturalmente la Consob si af-
fretta a definire privo di nesso con la vicenda
Unipol.
Cos le autorit vigilano sui loro vigili per assi-
curarsi che non vigilino. E che questa storia finir
male lo dimostrano le accuse che Consob e Ivass
hanno cominciato a scambiarsi da mesi. E il co-
municato con cui la Consob, una settimana fa, ha
ricordato che la fusione Unipol-Fonsai stata au-
torizzata dall'Ivass. Ne vedremo delle belle.
Twitter@giorgiomeletti
CHI CONTROLLA COSA Su Unipol-Fonsai gi scambio
di accuse tra gli uomini di Vegas e quelli di Visco
Ma i magistrati hanno scoperto la banda dei distratti
QUANDO CONSOB
E BANCA DI TA L I A
O STACO L A N O
LA LORO VIGILANZA
di Stefano Feltri
ORA CHE SONO passate le elezioni, il
momento di tornare a occuparsi di cose
serie. Tipo l'Expo di Milano. Qualcuno
dovr spiegare se Roberto Perotti ha
torto o ha ragione. Perotti un econo-
mista della Bocconi che su Lavo ce . i n fo
ha pubblicato un ebook devastante dal
titolo Perch l'Expo un grande errore. Se-
condo i numeri ufficiali, levento del
prossimo anno richiede un investimen-
to di 3,2 miliardi che determiner una
produzione totale aggiuntiva di 23,6
miliardi, un aumento del Pil di 10,1 mi-
liardi e 191 mila posti di lavoro. Uno
studio del CerTeT, il centro della Boc-
coni che si occupa di trasporti e infra-
strutture, ha calcolato che i benefici
dalla costruzione delle opere connesse
a Expo saranno la base per una specie
di miracolo: 12,5 miliardi di investi-
menti per metropolitane e strade (tipo
la Brebemi e la Pedemontana) porte-
ranno 20,6 miliardi di aumento della
produzione, 10,2 miliardi di Pil e 204
mila posti di lavoro. Possibile? Perotti
sostiene di no: questo approccio ignora
il costo delle risorse (si devono alzare le
tasse per trovare i 3,2 miliardi base?), i
costi-opportunit (quante altre cose
pi utili o redditizie si potrebbero fare
con quei soldi?) e guarda solo gli effetti
lordi (se 15 milioni di ita-
liani vanno a Milano per
due giorni, smetteranno
di consumare nelle citt
di provenienza). Anche
laumento degli occupati
non distingue tra chi in
cassa integrazione, chi
disoccupato e chi cambia
lavoro. Morale: le stime
di impatto economico su
cui si basa Expo sono co-
me minimo troppo otti-
mistiche, ma si potrebbe anche dire,
senza rischio di querela, volutamente
gonfiate. E lesposizione si avvia a esse-
re lennesimo grande evento che delude
le attese, aumenta il debito pubblico e
diventa greppia di faccendieri e politici
corrotti. Roberto Perotti un consiglie-
re economico di Renzi. Il premier ha
letto il suo ebook? Ora che non deve
pi confrontarsi con i grillini an-
ti-Expo, avr tempo di studiare quei
numeri e agire di conseguenza? Perotti
anche un professore della Bocconi
che contesta in modo imbarazzante
uno studio della Bocconi, coordinato
dal potente Lanfranco Senn (a suo tem-
po ben visto da Letizia Moratti) su
Expo. Perch una gloriosa universit si
prestata a questa umiliazione? Se Pe-
rotti sbaglia, lateneo dovrebbe replica-
re. Se Perotti ha ragione dovrebbe spie-
gare agli studenti che pagano costose
rette perch ha legittimato una simile
mistificazione il cui conto sar pagato
da tutti gli italiani.
Twitter @stefanofeltri
FLOP 2015
Chi ha truccato
i numeri
dellExpo
AT T E N T I
A QUEI
DUE Giu -
seppe Vegas
(Consob) e
Ignazio Visco
( B an k i t a l i a )
visti da Ema-
nuele Fucecchi
IL CASO
MINENNA
IL CASO
C U C I N O T TA
INTANTO I PM
LITIGANO
QUALCOSA NON TORNA
Tanzi fa un buco da 14
miliardi e nessuno vede
nulla, Mussari scassa i conti
di Mps e niente. Poi quando
gli scandali escono fuori,
scatta laccusa di aver
ostacolato i controllori:
ma i rapinatori avvertono
la polizia prima di un furto?
13 28 MAGGIO 2 01 4 12 MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4 il FATTO ECONOMICO
tato il peso di Unipol, a
causa dei titoli strutturati
che aveva in portafoglio.
Nel decreto di perquisi-
zione riportata la valuta-
zione del funzionario
Consob Marcello Minen-
na, secondo cui quei titoli,
rispetto ai valori comuni-
cati da Unipol, hanno
un differenziale negati-
vo che si colloca tra i 592
e i 647 milioni di euro.
Sotto attenzione della pro-
cura di Milano sono anche
il controllore e il regista
delloperazione: il primo
il presidente Consob Giu-
seppe Vegas (per ora non
indagato) che rallent le
analisi di Minenna, tenne
fuori dalla partita uno dei
commissari, Michele Pez-
zinga, e non comunic
lesito delle analisi sul por-
tafoglio titoli n al pm Or-
si, n allIvass (listituto
che vigila sulle compagnie
assicurative), che doveva
concedere lultima auto-
rizzazione alla fusione; il
regista invece lad di Me-
diobanca, Alberto Nagel,
che ha organizzato il sal -
vataggio di Fonsai sal-
vando in realt Unipol e
soprattutto se stesso, vista
lesposizione che entram-
bi i gruppi avevano con
Mediobanca. Il giorno do-
po le perquisizioni, si ap-
preso che anche i pm di
Torino, Vittorio Nessi e
Marco Gianoglio, hanno
aperto unindagine paral-
lela e chiedono alla Procu-
ra di Milano di poter ve-
dere il materiale seque-
strato. Il punto di partenza
dei pm torinesi sarebbe una email di Piergiorgio Pe-
luso (figlio dellex ministro Anna Maria Cancellieri),
allora direttore generale di Fonsai, che nei primi mesi
del 2010 scriveva ai suoi collaboratori: Vi allego un
memo sulle criticit di bilancio di Unipol Assicura-
zioni, a quanto pare noi non siamo gli unici ad avere
problemi di solvibilit... leggetevelo e organizziamo
una mail in settimana per fare il punto sulla due di-
l i g e n ce e su quanto stiamo scoprendo. Allegata,
unanalisi dei conti Unipol. Quello che intanto la pro-
cura di Milano ha gi accertato che nei mesi caldi in
cui si preparava la fusione, il vigilato (Unipol) era in-
formato in diretta dal vigilante (Consob) su ci che
stava succedendo. La prova nelle carte di uninda -
gine di Roma sulle infiltrazioni mafiose nel porto di
Ostia, che Orsi ha chiesto e ottenuto a fine 2013: in
unintercettazione, lavvocato Dario Romagnoli (del-
lo studio Tremonti e consulente di Unipol) racconta il
12 dicembre 2012 a Giulio Tremonti (fino al 2011
Ogni sei mesi mi concedo un acquisto
di lusso originale. Il mio armadio uno
scrigno di alta moda. Non importa se
per coltivare questa passione devo fare
una cosa illegale. Non uccido nessuno e
grazie a me anche chi non ha abbastan-
za soldi pu permettersi di sfoggiare
oggetti firmati. Anche se io, i falsi, non
li indosserei mai.
Il contrasto su Internet,
impresa difficile
Il Cnac il Consiglio Nazionale Anti
Contraffazione, un organismo inter-
ministeriale nato nel 2010 sulla spinta
del ministero dello Sviluppo economi-
co per tracciare le linee dazione nel
contrasto al fenomeno. Tra i suoi tre
obiettivi annovera la lotta alla con-
traffazione via Internet. Ma se stimare
la vera entit del fenomeno difficile
nei contesti reali a causa della sua na-
tura sommersa, indagare sui siti web
risulta unimpresa quasi impossibile
per la volatilit delle piattaforme e la
loro provenienza estera. Controllare i
social network, poi, non rientra
nellorizzonte investigativo. Impensa-
bile intercettare singoli pacchi e spedi-
zionieri poich richiederebbe un di-
spiego di forze che Italia e Europa non
possono permettersi. Facebook e il web
restano terreno fertile per start up il-
legali di giovani che non trovano lavo-
ro e casalinghe che non arrivano a fine
mese.
Cerchiamo di colpire il destinatario
finale racconta Edoardo Mazzilli, di-
rettore dellufficio investigazioni An-
tifrode dellAgenzia delle Dogane e se
ci accorgiamo che un sito ha gi deter-
minato limportazione di merci con-
traffatte, allora ne chiediamo loscura -
mento. Una fatica inutile perch dopo
cinque minuti lo stesso sito si ripresen-
ta in una veste diversa per continuare a
vendere. Il mondo di Internet stre-
nuamente difeso e viviamo al confine
tra quella che la sacrosanta libert del
web e chi questa libert la sfrutta per
fini diversi da quella per cui nasce.
La conferma di quanto sia complesso
inseguire chi vende merci contraffatte
online arriva anche dalla Guardia di Fi-
nanza: Svolgiamo una grande attivit
di monitoraggio spiega Gennaro
Vecchione, comandante delle Unit
speciali della Finanza, a cui afferiscono
il nucleo speciale tutela mercati e quel-
lo frodi tecnologiche . Il problema
capire su quale server il sito registra-
to, ovvero dove si trova la piattaforma
fisica su cui il sito si appoggia. Se in
Italia, possiamo sequestrare e analizza-
re tutte le informazioni. Se per
allestero, come nella maggior parte dei
casi, possiamo fare poco. Al massimo
reindirizziamo lutente su unaltra pa-
gina dove si spiega perch lindirizzo
bloccato. Ma anche in questo caso ci
sono tantissimi modi per aggirare
lostacolo. Un versante su cui si sta
cercando di progredire: Stiamo lavo-
rando con la Cepol, lorganizzazione
internazionale delle forze di polizia, e
con il Parlamento europeo, per affron-
tare quella che la sfida del futuro: riu-
scire a sequestrare e controllare i siti su
server esteri. Secondo i dati forniti
della Finanza, chi compra prodotti
contraffatti rischia sanzioni ammini-
strative che vanno dai 100 ai 7.000 euro
per i privati, oltre i 20.000 euro per gli
operatori commerciali. Eppure il reato
non percepito. Dagli ultimi dati rac-
colti dal Censis su incarico del mini-
stero dello Sviluppo, emerge che lac -
quisto di prodotti contraffatti un at-
to socialmente accettato per il 66,5%
dei giovani tra i 18 e i 25 anni, inter-
vistati nei mercati romani. conside-
rato un illecito di lieve entit, che
non merita una particolare atten-
zione da parte delle forze dell'or-
dine e che serve a punire le grandi
griffe che avrebbero prezzi poco
accessibili.
In tribunale, poi, basta un buon
avvocato spiega Edoardo Maz-
zilli dellAgenzia delle Dogane e
chi compra si pu giustificare af-
fermando che non sapeva che
quella merce fosse contraffatta
quando lha acquistata. Tanto
pi che non ha potuto vederla
materialmente.
SOCIAL Migliaia di profili fasulli commerciano
illegalmente prodotti contraffatti. Un espediente
per sfuggire ai controlli e al crimine organizzato
di Virginia della Sala
N
avigando su Facebook si
possono contare in Italia
almeno un migliaio di fal-
si profili per la vendita di
merci contraffatte dietro i quali si na-
scondono i social seller dei falsi. Vendo
Moda, Griffe Mania, Giada imitazioni
Stock, Il mio armadio, Armadio dei so-
gni: sono casalinghe, studentesse e gio-
vani. Anche migranti che hanno deciso
di abbandonare la strada. Usano Face-
book per vendere borse, vestiti e scar-
pe. Creano profili con nomi inventati a
cui si pu accedere solo tramite richie-
sta di amicizia poich il regolamento
prevede che per scopi commerciali sia-
no usate le Pagine. Filtrano le richieste
e accettano quelle di potenziali clienti.
Creano un mondo che, secondo chi
racconta la sua esperienza dallinterno,
pu fruttare fino a 2.500 euro al mese.
Su queste basi, il giro economico in-
torno ai venditori finali in Italia po-
trebbe arrivare ad almeno 25 milioni di
euro allanno.
Si tratta per di numeri ipotetici per-
ch nessuno ha fatto unanalisi speci-
fica, forse nessuno si accorto del fe-
nomeno anche perch i profili sono
protetti da restrittive norme sulla pri-
vacy e i server del social network si tro-
vano allestero. Interveniamo sulla
base delle segnalazioni delle persone
che usano il social network spiegano
da Facebook e a seguito di attivit co-
stanti di controllo. Qualsiasi persona
che pubblicizza oggetti e prodotti con-
traffatti rimosso dalla piattaforma e
pu essere oggetto di provvedimenti
legali.
Gli utenti di Facebook, per, non
avrebbero interesse a segnalare questi
profili perch chi vi accede spesso in-
teressato allacquisto e denunciare sa-
rebbe controproducente.
Gucci, Louis Vuitton, Prada, Fendi,
Hogan, Miu Miu falsi. Per una borsa il
prezzo va dai 30 ai 300 euro. Gli album
fotografici sono vetrine in cui si espone
la merce, le chat sono zone protette in
cui si realizzano accordi e ci si scambia
i dati per pagamenti su carte prepagate
e spedizioni. I clienti comprano con-
fortati dai commenti degli altri utenti.
E soprattutto acquistano consapevol-
mente merci contraffatte che ritengo-
no essere di ottima fattura.
I venditori si riforniscono sia in strada
che su Internet. Nel primo caso, tro-
vano una piazza di spaccio e qualche
fornitore privato. Nel secondo rintrac-
ciano i siti pi convenienti, si destreg-
giano tra le descrizioni in cinese e de-
codificano spiegazioni spesso criptate.
Non ho lavoro, cos gua-
dagno 1.300 euro
Raffaella ha 23 anni, il diploma di un
istituto tecnico commerciale e si stan-
cata di cercare senza successo un lavo-
ro nella sua citt, in provincia di Na-
poli. Si siede davanti al computer e
condivide sul suo falso profilo le foto
scattate a Napoli, nella maggiore piaz-
za di vendita delle firme contraffatte e
delle repliche, di fronte alla stazione
centrale e alle spalle della statua di Ga-
ribaldi. Una volta a settimana rac -
conta vado al mercato della Madda-
lena e compro quello che le mie clienti
hanno ordinato. Ho 4.315 amicizie le-
gate al commercio. Ricevo almeno ot-
tanta ordini a settimana, mi faccio pa-
gare sempre in anticipo e i miei clienti
pretendono che le imitazioni siano
perfette perch non vogliono sfigura-
re.
Ogni giorno, dalle 8 alle 14, il quartiere
della Maddalena si riempie di centinaia
di bancarelle e gli ambulanti pagano il
pizzo alla camorra per vendere la mer-
ce che gli stessi clan forniscono, pro-
veniente dai laboratori di contraffazio-
ne napoletani o dalle importazioni
asiatiche. Per la camorra, secondo i dati
della Direzione Nazionale Antimafia,
la contraffazione il terzo settore di
redditivit dopo droga e racket.
Alta redditivit, investimenti contenu-
ti e un grado di rischio minimo lo ren-
dono un campo di sicuro successo e il
Business delle mafie del futuro, come
si legge nellultimo rapporto Unicri
(United Nations Interregional Crime and
Justice Research Institute) che identifica
il fulcro del settore nel clan napoletano
Mazzarella e nella cosiddetta Alleanza
di Secondigliano.
un problema che non dipende da me
dice Raffaella . Non finir solo per-
ch smetto. Conosco madri che lo fan-
no per mantenere la famiglia. Un la-
voro normale non si trova, i soldi non
bastano per arrivare a fine mese. Cos ci
assicuriamo sempre almeno 1.300 eu-
ro mensili.
Tra la strada e Internet, ci sono gli am-
bulanti. Spesso racconta Amoda,
che arrivato in Italia dalla Tunisia no-
ve anni fa invio le foto dei prodotti
FALSO CINESE
La maggioranza delle merci contraf-
fatte provengono dalla Cina. Infogra-
fica di Pierpaolo Balani. Sotto,
unoperazione della Gdf Ansa
tramite Whatsapp alle ragazze che ven-
dono su Internet, cos non sono co-
strette a venire fino a qua. E poi fanno
bene a vendere su Facebook, l non ci
sono gli stessi controlli che su Ebay ed
pure gratis. Sto pensando di farlo an-
che io, anche perch pagare alla camor-
ra pi di cento euro a settimana trop-
po.
Compro cinese sul web
e rivendo a casa
Incontriamo Arturo in un piccolo ap-
partamento di Roma, dove studia mo-
da e design e vive con altri due ragazzi.
La sua camera un museo di borse di
ogni tipo. Una Balenciaga bianca sulla
scrivania, una Fendi sulla sedia, Her-
mes sul letto e Vuitton sul sof. Nel pri-
mo cassetto del com ci sono portafo-
gli, portachiavi, custodie per tablet e
foulard. Apre larmadio e tira fuori due
scatoloni: ancora borse, accessori e
scarpe. Il telefono squilla ogni dieci mi-
nuti e lui risponde, descrive la merce,
comunica i prezzi. Ordina tutto sul
web. Senza uscire di casa, aspetta che il
corriere gli consegni i pacchi. La mer-
ce che arriva dalla Cina di qualit su-
periore a quella che trovi in strada
racconta - Le borse sembrano uscite da
un negozio di via Montenapoleone,
con busta, ricevuta e garanzia. Unico
limite di questo commercio virtuale il
rischio. Spesso per un ordine si aspet-
tano anche settimane, i pacchi possono
essere controllati alle dogane o arrivare
difettosi. Il reso complicato e ha tem-
pi lunghissimi.
Arturo non si fa pagare in anticipo.
ENRICO ROSSI Pisa porta in tribunale
il governatore che svende laeropor to
di Giorgio Meletti
Compra quello che gli piace, accoglie
in casa sua i clienti e gli fa scegliere ci
che vogliono. Sa che non pu succe-
dergli niente, la quantit di merce che
acquista non paragonabile a quella
dei grandi container della camorra e se
i suoi pacchi fossero intercettati pro-
babilmente non verrebbe fatta nean-
che notizia di reato data la ridotta
quantit. Conosce un unico rischio:
quello di non riuscire a vendere. Con i
guadagni paga le tasse universitarie e,
soprattutto, compra vestiti, scarpe e
accessori originali. Ci mostra le sue
scarpe di Armani autentiche, un oro-
logio Cartier, un papillon Valentino.
TOGHE CONTROAnche Torino, come Milano, indaga sulla
fusione tra le due compagnie. Con ipotesi investigative opposte FS Il governo vuole
cacciare Cardia,
ma non ce la fa
C
a rd i a resiste eroicamente al suo posto e
per la seconda volta in due settimane las-
semblea degli azionisti di Ferrovie deve ag-
giornarsi con un nulla di fatto (prossimo ap-
puntamento domani). Da programma ci sa-
rebbe da sostituire Mauro Moretti, lammi-
nistratore delegato nel frattempo passato a
Finmeccanica, ma il governo vuole anche la
poltrona occupata da Lamberto Cardia, quella
di presidente, solo che lex presidente di Con-
sob e di mille altre cose non ha alcuna inten-
zione di farsi da parte. Daltronde se M a t te o
Re n z i va bene alle elezioni come Fanfani, Car-
dia alla scuola dc di rito fanfaniano ci cre-
sciuto, tanto che il vecchio Amintore se lo por-
t a palazzo Chigi nel suo quinto governo
(1982-1983) inaugurando unascesa tanto re-
sistibile quanto irresistita: insomma, il buon
Lamberto non uno che si spaventa facilmen-
te. Per aggirare il problema il governo ha deciso
che lassemblea degli azionisti faccia decadere
lintero consiglio damministrazione, ma ieri
evidentemente non si riusciti a superare tut-
te le resistenze interne. Venendo al totono-
mine, come ad il candidato favorito al momen-
to Michele Elia - sarebbe una soluzione in-
terna visto che oggi guida Rfi - ma sono cir-
colati anche i nomi di Pietro Ciucci, D o m e n i co
A rc u r i e Flavio Cattaneo (ieri uscito da Ter-
na). Per la poltrona di presidente, invece, si fa il
nome di Anna Donati, esperta di mobilit, gi
nel consiglio Fs dal 1998 al 2001 e soprattutto
ex deputato verde e presidente della commis-
sione Trasporti in Senato dal 2006 al 2008.
m.pa.
LA NUOVA FRONTIERA
DEL FALSO: LE GRIFFE
VENDUTE SU FACEBOOK
di Gianni Barbacetto
Milano
U
n solo reato, due inchieste paral-
lele: anche la Procura di Torino
ha aperto unindagine per aggiotaggio
sulla fusione tra Unipol e Fonsai.
Operazione su cui la procura di Mi-
lano da tempo sta cercando di fare
chiarezza. Ennesima duplicazione, in
questa storia che vede gi processati,
alcuni a Torino (Salvatore Ligresti, la
figlia Jonella e i loro manager) e altri a
Milano (Paolo Ligresti, Fulvio Gi-
smondi e Piergiorgio Bedogni), personaggi tutti im-
putati per lo stesso fatto, laggiotaggio sul bilancio
Fonsai del 2010. Se per questo troncone il rischio che
a Torino si celebri un processo destinato alla fine a
essere annullato dalla Cassazione per incompetenza
territoriale, per la delicatissima indagine appena av-
viata su UnipolSai il rischio la sovrapposizione delle
indagini, aggravato dal fatto che le due procure stanno
procedendo con ipotesi investigative opposte.
A MILANO, il pm Luigi Orsi nelle prossime settimane
analizzer, con laiuto di un consulente, il materiale
contenuto nei computer (una settantina) sequestrati
gioved 22 maggio negli uffici bolognesi di Unipol e
nella sede romana di Consob, la Commissione di con-
trollo sulla Borsa. Indagati per aggiotaggio informa-
tivo sono lamministratore delegato di UnipolSai,
Carlo Cimbri, e altri tre manager. Lipotesi daccusa
che la fusione sia avvenuta a valori falsi: sopravvalu-
ministro dellEconomia, con Vegas viceministro) una
riunione tenuta il giorno prima nella sede di Unipol.
Presenti Romagnoli, lallora generale della Guardia di
finanza Emilio Spaziante e un terzo personaggio mi-
sterioso. Loro dicono che c proprio una lotta in-
testina interna a Consob, dice lavvocato. Una fai-
da in cui un gruppo (in realt il funzionario Minen-
na) si oppone, scrivono gli investigatori, al presiden-
te Vegas che invece favorisce loperazione.
SE PER IL FUTURO il pericolo di sovrapposizione
dindagini forte, le scelte fin qui fatte dai pmdi Mi-
lano e Torino dimostrano opposte ipotesi investiga-
tive. Torino procede contro i Ligresti e i loro manager,
sottovalutando il ruolo di banche, registi e controllori.
Ha sentito come persona informata sui fatti Nagel,
che contemporaneamente e per le stesse vicende era
invece indagato a Milano. Ha iscritto nel registro degli
indagati il consulente di Fonsai Fulvio Gismondi, che
invece era stato il primo ad andare spontaneamente
alla procura di Milano (era il 12 aprile 2012) a rac-
contare i conti ballerini della fusione che si doveva
fare a ogni costo. Con il risultato che Gismondi non ha
pi potuto essere ascoltato da Orsi come testimone,
ma come indagato di reato connesso.
Intanto il tribunale di Torino che sta processando
Salvatore e Jonella Ligresti ha affermato la sua com-
petenza, contro ci che la Cassazione ha pi volte
ribadito (Antonveneta, Parmalat, Mps): laggiotag -
gio si consuma nel luogo in cui la notizia diffusa ai
mercati, dunque Milano, dove ha sede il Nis, il si-
stema informatico della Borsa. Milano-Torino: sar
scontro o si trover un accordo?
P
er il governatore della Toscana Enrico
Rossi il tentativo di privatizzare sotto-
banco laeroporto di Pisa si sta rivelando pi
complicato del previsto. Quando credeva di
aver risolto tutto con un colpo di mano, re-
vocando la delibera proposta al consiglio re-
gionale e decidendo tutto in giunta con una
forzatura dei regolamenti, arrivata loffen -
siva giudiziaria. Ieri il presidente dellAdu -
sbef Elio Lannutti ha presentato attraverso
lavvocato Lucio Golino un esposto alla
Procura di Pisa, a quella di Firenze e alla
Corte dei conti, chiedendo che siano veri-
ficate le ipotesi di reati quali peculato, cor-
ruzione, concussione o abuso dufficio. Lim -
prenditore argentino Eduardo Eurnekian ha
lanciato unofferta pubblica di acquisto sulla
Sat, la societ che gestisce lo scalo pisano,
attualmente controllata da un patto di sin-
dacato tra enti pubblici. La decisione di Rossi
di cedere il suo 17 per cento, rompendo il pat-
to di sindacato, da una parte decisiva per il
successo di Eurnekian, cio per una privatiz-
zazione mai decisa n discussa, dalla l t ra
mette le Regione a rischio di pagare agli altri
membri del patto una penale superiore al ri-
cavato. Lannutti chiede ai magistrati di con-
trollare se per caso la determinazione di Ros-
si a vendere non debba ascriversi a accordi
di dubbia natura malcelanti interessi di cor-
date politico-affaristiche integranti fattispe-
cie penalmente rilevanti.
Ma il colpo pi duro per Rossi la reazione
del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, suo
coetaneo e amico dai tempi della comune
militanza nel Pci pisano, che ha presentato
un ricorso durgenza al tribunale di Firenze (il
cosiddetto articolo 700). Gli avvocati Anto-
nio Calamia e Susanna Caponi chiedono ai
giudici di sequestrare le azioni in mano alla
Regione, per impedirne cautelarmente la
vendita. La giunta regionale ha gi deliberato
ladesione allOpa che scade il 3 giugno, ed
entro quella data dovrebbe intervenire
leventuale sequestro. Improbabile invece
una marcia indietro di Rossi. Lo p e ra z i o n e
Eurnekian pesantemente sponsorizzata
del potere renziano di Firenze, e Rossi, ex da-
lemiano sconfitto, affida a questo atto di ob-
bedienza le sue residue speranze di durare
come governatore nella regione del premier.
UNIPOLSAI, PM IN GUERRA
ORA LINCHIESTA RISCHIA
DUE PESI, DUE MISURE
Nel mirino dei lombardi
anche Mediobanca
e Consob. I piemontesi
invece sottovalutano il
ruolo di banche, controllori
e registi delloperazione
A TUTTA VITA
Ragazzi e disoccupati
riescono a guadagnare 2.500
euro al mese. Per il 66,5% dei
giovani tra i 18 e i 25 anni
comprare merci taroccate
socialmente accettabile
STATO SPA
Pure Terna boccia
lonorabilit per i vertici
N
iente da fare. La clausola di
onorabilit elaborata dal Te-
soro proprio non piace alle societ
partecipate dallo Stato. Dopo Eni
e Finmeccanica, infatti, ieri pure
lassemblea dei soci di Terna ha
bocciato la proposta avanzata da
Cassa depositi e prestiti, lazioni -
sta pi grande col suo 29,8%: Se
la clausola di onorabilit fosse
stata limitata alla decadenza in
caso di condanna in primo grado o
ai patteggiamenti sarebbe passa-
ta facilmente, sostiene il presi-
dente di Cdp Franco Bassanini, se-
condo cui c una relativa facilit
con la quale in Italia si rinvia a giu-
dizio, anche con indizi modesti.
Per il resto, tutto secondo previ-
sioni. Lassemblea ha nominato il
nuovo cda: dopo tre mandati via
lAd Flavio Cattaneo e il presiden-
te Luigi Roth sostituiti da Matteo
del Fante e Catia Bastioli; nel nuo-
vo consiglio prendono posto an-
che Simona Camerano, Carlo
Gandolfo Cerami, Fabio Corsico,
Stefano Saglia, Cesare Calari, Lu-
ca dal Fabbro e Gabriella Porcelli
Carlo Cimbri, Alberto Nagel e il pm Luigi Orsi. Sopra, il Tribunale di Torino
A n s a / La Pre ss e
13 28 MAGGIO 2 01 4 12 MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4 il FATTO ECONOMICO
tato il peso di Unipol, a
causa dei titoli strutturati
che aveva in portafoglio.
Nel decreto di perquisi-
zione riportata la valuta-
zione del funzionario
Consob Marcello Minen-
na, secondo cui quei titoli,
rispetto ai valori comuni-
cati da Unipol, hanno
un differenziale negati-
vo che si colloca tra i 592
e i 647 milioni di euro.
Sotto attenzione della pro-
cura di Milano sono anche
il controllore e il regista
delloperazione: il primo
il presidente Consob Giu-
seppe Vegas (per ora non
indagato) che rallent le
analisi di Minenna, tenne
fuori dalla partita uno dei
commissari, Michele Pez-
zinga, e non comunic
lesito delle analisi sul por-
tafoglio titoli n al pm Or-
si, n allIvass (listituto
che vigila sulle compagnie
assicurative), che doveva
concedere lultima auto-
rizzazione alla fusione; il
regista invece lad di Me-
diobanca, Alberto Nagel,
che ha organizzato il sal -
vataggio di Fonsai sal-
vando in realt Unipol e
soprattutto se stesso, vista
lesposizione che entram-
bi i gruppi avevano con
Mediobanca. Il giorno do-
po le perquisizioni, si ap-
preso che anche i pm di
Torino, Vittorio Nessi e
Marco Gianoglio, hanno
aperto unindagine paral-
lela e chiedono alla Procu-
ra di Milano di poter ve-
dere il materiale seque-
strato. Il punto di partenza
dei pm torinesi sarebbe una email di Piergiorgio Pe-
luso (figlio dellex ministro Anna Maria Cancellieri),
allora direttore generale di Fonsai, che nei primi mesi
del 2010 scriveva ai suoi collaboratori: Vi allego un
memo sulle criticit di bilancio di Unipol Assicura-
zioni, a quanto pare noi non siamo gli unici ad avere
problemi di solvibilit... leggetevelo e organizziamo
una mail in settimana per fare il punto sulla due di-
l i g e n ce e su quanto stiamo scoprendo. Allegata,
unanalisi dei conti Unipol. Quello che intanto la pro-
cura di Milano ha gi accertato che nei mesi caldi in
cui si preparava la fusione, il vigilato (Unipol) era in-
formato in diretta dal vigilante (Consob) su ci che
stava succedendo. La prova nelle carte di uninda -
gine di Roma sulle infiltrazioni mafiose nel porto di
Ostia, che Orsi ha chiesto e ottenuto a fine 2013: in
unintercettazione, lavvocato Dario Romagnoli (del-
lo studio Tremonti e consulente di Unipol) racconta il
12 dicembre 2012 a Giulio Tremonti (fino al 2011
Ogni sei mesi mi concedo un acquisto
di lusso originale. Il mio armadio uno
scrigno di alta moda. Non importa se
per coltivare questa passione devo fare
una cosa illegale. Non uccido nessuno e
grazie a me anche chi non ha abbastan-
za soldi pu permettersi di sfoggiare
oggetti firmati. Anche se io, i falsi, non
li indosserei mai.
Il contrasto su Internet,
impresa difficile
Il Cnac il Consiglio Nazionale Anti
Contraffazione, un organismo inter-
ministeriale nato nel 2010 sulla spinta
del ministero dello Sviluppo economi-
co per tracciare le linee dazione nel
contrasto al fenomeno. Tra i suoi tre
obiettivi annovera la lotta alla con-
traffazione via Internet. Ma se stimare
la vera entit del fenomeno difficile
nei contesti reali a causa della sua na-
tura sommersa, indagare sui siti web
risulta unimpresa quasi impossibile
per la volatilit delle piattaforme e la
loro provenienza estera. Controllare i
social network, poi, non rientra
nellorizzonte investigativo. Impensa-
bile intercettare singoli pacchi e spedi-
zionieri poich richiederebbe un di-
spiego di forze che Italia e Europa non
possono permettersi. Facebook e il web
restano terreno fertile per start up il-
legali di giovani che non trovano lavo-
ro e casalinghe che non arrivano a fine
mese.
Cerchiamo di colpire il destinatario
finale racconta Edoardo Mazzilli, di-
rettore dellufficio investigazioni An-
tifrode dellAgenzia delle Dogane e se
ci accorgiamo che un sito ha gi deter-
minato limportazione di merci con-
traffatte, allora ne chiediamo loscura -
mento. Una fatica inutile perch dopo
cinque minuti lo stesso sito si ripresen-
ta in una veste diversa per continuare a
vendere. Il mondo di Internet stre-
nuamente difeso e viviamo al confine
tra quella che la sacrosanta libert del
web e chi questa libert la sfrutta per
fini diversi da quella per cui nasce.
La conferma di quanto sia complesso
inseguire chi vende merci contraffatte
online arriva anche dalla Guardia di Fi-
nanza: Svolgiamo una grande attivit
di monitoraggio spiega Gennaro
Vecchione, comandante delle Unit
speciali della Finanza, a cui afferiscono
il nucleo speciale tutela mercati e quel-
lo frodi tecnologiche . Il problema
capire su quale server il sito registra-
to, ovvero dove si trova la piattaforma
fisica su cui il sito si appoggia. Se in
Italia, possiamo sequestrare e analizza-
re tutte le informazioni. Se per
allestero, come nella maggior parte dei
casi, possiamo fare poco. Al massimo
reindirizziamo lutente su unaltra pa-
gina dove si spiega perch lindirizzo
bloccato. Ma anche in questo caso ci
sono tantissimi modi per aggirare
lostacolo. Un versante su cui si sta
cercando di progredire: Stiamo lavo-
rando con la Cepol, lorganizzazione
internazionale delle forze di polizia, e
con il Parlamento europeo, per affron-
tare quella che la sfida del futuro: riu-
scire a sequestrare e controllare i siti su
server esteri. Secondo i dati forniti
della Finanza, chi compra prodotti
contraffatti rischia sanzioni ammini-
strative che vanno dai 100 ai 7.000 euro
per i privati, oltre i 20.000 euro per gli
operatori commerciali. Eppure il reato
non percepito. Dagli ultimi dati rac-
colti dal Censis su incarico del mini-
stero dello Sviluppo, emerge che lac -
quisto di prodotti contraffatti un at-
to socialmente accettato per il 66,5%
dei giovani tra i 18 e i 25 anni, inter-
vistati nei mercati romani. conside-
rato un illecito di lieve entit, che
non merita una particolare atten-
zione da parte delle forze dell'or-
dine e che serve a punire le grandi
griffe che avrebbero prezzi poco
accessibili.
In tribunale, poi, basta un buon
avvocato spiega Edoardo Maz-
zilli dellAgenzia delle Dogane e
chi compra si pu giustificare af-
fermando che non sapeva che
quella merce fosse contraffatta
quando lha acquistata. Tanto
pi che non ha potuto vederla
materialmente.
SOCIAL Migliaia di profili fasulli commerciano
illegalmente prodotti contraffatti. Un espediente
per sfuggire ai controlli e al crimine organizzato
di Virginia della Sala
N
avigando su Facebook si
possono contare in Italia
almeno un migliaio di fal-
si profili per la vendita di
merci contraffatte dietro i quali si na-
scondono i social seller dei falsi. Vendo
Moda, Griffe Mania, Giada imitazioni
Stock, Il mio armadio, Armadio dei so-
gni: sono casalinghe, studentesse e gio-
vani. Anche migranti che hanno deciso
di abbandonare la strada. Usano Face-
book per vendere borse, vestiti e scar-
pe. Creano profili con nomi inventati a
cui si pu accedere solo tramite richie-
sta di amicizia poich il regolamento
prevede che per scopi commerciali sia-
no usate le Pagine. Filtrano le richieste
e accettano quelle di potenziali clienti.
Creano un mondo che, secondo chi
racconta la sua esperienza dallinterno,
pu fruttare fino a 2.500 euro al mese.
Su queste basi, il giro economico in-
torno ai venditori finali in Italia po-
trebbe arrivare ad almeno 25 milioni di
euro allanno.
Si tratta per di numeri ipotetici per-
ch nessuno ha fatto unanalisi speci-
fica, forse nessuno si accorto del fe-
nomeno anche perch i profili sono
protetti da restrittive norme sulla pri-
vacy e i server del social network si tro-
vano allestero. Interveniamo sulla
base delle segnalazioni delle persone
che usano il social network spiegano
da Facebook e a seguito di attivit co-
stanti di controllo. Qualsiasi persona
che pubblicizza oggetti e prodotti con-
traffatti rimosso dalla piattaforma e
pu essere oggetto di provvedimenti
legali.
Gli utenti di Facebook, per, non
avrebbero interesse a segnalare questi
profili perch chi vi accede spesso in-
teressato allacquisto e denunciare sa-
rebbe controproducente.
Gucci, Louis Vuitton, Prada, Fendi,
Hogan, Miu Miu falsi. Per una borsa il
prezzo va dai 30 ai 300 euro. Gli album
fotografici sono vetrine in cui si espone
la merce, le chat sono zone protette in
cui si realizzano accordi e ci si scambia
i dati per pagamenti su carte prepagate
e spedizioni. I clienti comprano con-
fortati dai commenti degli altri utenti.
E soprattutto acquistano consapevol-
mente merci contraffatte che ritengo-
no essere di ottima fattura.
I venditori si riforniscono sia in strada
che su Internet. Nel primo caso, tro-
vano una piazza di spaccio e qualche
fornitore privato. Nel secondo rintrac-
ciano i siti pi convenienti, si destreg-
giano tra le descrizioni in cinese e de-
codificano spiegazioni spesso criptate.
Non ho lavoro, cos gua-
dagno 1.300 euro
Raffaella ha 23 anni, il diploma di un
istituto tecnico commerciale e si stan-
cata di cercare senza successo un lavo-
ro nella sua citt, in provincia di Na-
poli. Si siede davanti al computer e
condivide sul suo falso profilo le foto
scattate a Napoli, nella maggiore piaz-
za di vendita delle firme contraffatte e
delle repliche, di fronte alla stazione
centrale e alle spalle della statua di Ga-
ribaldi. Una volta a settimana rac -
conta vado al mercato della Madda-
lena e compro quello che le mie clienti
hanno ordinato. Ho 4.315 amicizie le-
gate al commercio. Ricevo almeno ot-
tanta ordini a settimana, mi faccio pa-
gare sempre in anticipo e i miei clienti
pretendono che le imitazioni siano
perfette perch non vogliono sfigura-
re.
Ogni giorno, dalle 8 alle 14, il quartiere
della Maddalena si riempie di centinaia
di bancarelle e gli ambulanti pagano il
pizzo alla camorra per vendere la mer-
ce che gli stessi clan forniscono, pro-
veniente dai laboratori di contraffazio-
ne napoletani o dalle importazioni
asiatiche. Per la camorra, secondo i dati
della Direzione Nazionale Antimafia,
la contraffazione il terzo settore di
redditivit dopo droga e racket.
Alta redditivit, investimenti contenu-
ti e un grado di rischio minimo lo ren-
dono un campo di sicuro successo e il
Business delle mafie del futuro, come
si legge nellultimo rapporto Unicri
(United Nations Interregional Crime and
Justice Research Institute) che identifica
il fulcro del settore nel clan napoletano
Mazzarella e nella cosiddetta Alleanza
di Secondigliano.
un problema che non dipende da me
dice Raffaella . Non finir solo per-
ch smetto. Conosco madri che lo fan-
no per mantenere la famiglia. Un la-
voro normale non si trova, i soldi non
bastano per arrivare a fine mese. Cos ci
assicuriamo sempre almeno 1.300 eu-
ro mensili.
Tra la strada e Internet, ci sono gli am-
bulanti. Spesso racconta Amoda,
che arrivato in Italia dalla Tunisia no-
ve anni fa invio le foto dei prodotti
FALSO CINESE
La maggioranza delle merci contraf-
fatte provengono dalla Cina. Infogra-
fica di Pierpaolo Balani. Sotto,
unoperazione della Gdf Ansa
tramite Whatsapp alle ragazze che ven-
dono su Internet, cos non sono co-
strette a venire fino a qua. E poi fanno
bene a vendere su Facebook, l non ci
sono gli stessi controlli che su Ebay ed
pure gratis. Sto pensando di farlo an-
che io, anche perch pagare alla camor-
ra pi di cento euro a settimana trop-
po.
Compro cinese sul web
e rivendo a casa
Incontriamo Arturo in un piccolo ap-
partamento di Roma, dove studia mo-
da e design e vive con altri due ragazzi.
La sua camera un museo di borse di
ogni tipo. Una Balenciaga bianca sulla
scrivania, una Fendi sulla sedia, Her-
mes sul letto e Vuitton sul sof. Nel pri-
mo cassetto del com ci sono portafo-
gli, portachiavi, custodie per tablet e
foulard. Apre larmadio e tira fuori due
scatoloni: ancora borse, accessori e
scarpe. Il telefono squilla ogni dieci mi-
nuti e lui risponde, descrive la merce,
comunica i prezzi. Ordina tutto sul
web. Senza uscire di casa, aspetta che il
corriere gli consegni i pacchi. La mer-
ce che arriva dalla Cina di qualit su-
periore a quella che trovi in strada
racconta - Le borse sembrano uscite da
un negozio di via Montenapoleone,
con busta, ricevuta e garanzia. Unico
limite di questo commercio virtuale il
rischio. Spesso per un ordine si aspet-
tano anche settimane, i pacchi possono
essere controllati alle dogane o arrivare
difettosi. Il reso complicato e ha tem-
pi lunghissimi.
Arturo non si fa pagare in anticipo.
ENRICO ROSSI Pisa porta in tribunale
il governatore che svende laeropor to
di Giorgio Meletti
Compra quello che gli piace, accoglie
in casa sua i clienti e gli fa scegliere ci
che vogliono. Sa che non pu succe-
dergli niente, la quantit di merce che
acquista non paragonabile a quella
dei grandi container della camorra e se
i suoi pacchi fossero intercettati pro-
babilmente non verrebbe fatta nean-
che notizia di reato data la ridotta
quantit. Conosce un unico rischio:
quello di non riuscire a vendere. Con i
guadagni paga le tasse universitarie e,
soprattutto, compra vestiti, scarpe e
accessori originali. Ci mostra le sue
scarpe di Armani autentiche, un oro-
logio Cartier, un papillon Valentino.
TOGHE CONTROAnche Torino, come Milano, indaga sulla
fusione tra le due compagnie. Con ipotesi investigative opposte FS Il governo vuole
cacciare Cardia,
ma non ce la fa
C
a rd i a resiste eroicamente al suo posto e
per la seconda volta in due settimane las-
semblea degli azionisti di Ferrovie deve ag-
giornarsi con un nulla di fatto (prossimo ap-
puntamento domani). Da programma ci sa-
rebbe da sostituire Mauro Moretti, lammi-
nistratore delegato nel frattempo passato a
Finmeccanica, ma il governo vuole anche la
poltrona occupata da Lamberto Cardia, quella
di presidente, solo che lex presidente di Con-
sob e di mille altre cose non ha alcuna inten-
zione di farsi da parte. Daltronde se M a t te o
Re n z i va bene alle elezioni come Fanfani, Car-
dia alla scuola dc di rito fanfaniano ci cre-
sciuto, tanto che il vecchio Amintore se lo por-
t a palazzo Chigi nel suo quinto governo
(1982-1983) inaugurando unascesa tanto re-
sistibile quanto irresistita: insomma, il buon
Lamberto non uno che si spaventa facilmen-
te. Per aggirare il problema il governo ha deciso
che lassemblea degli azionisti faccia decadere
lintero consiglio damministrazione, ma ieri
evidentemente non si riusciti a superare tut-
te le resistenze interne. Venendo al totono-
mine, come ad il candidato favorito al momen-
to Michele Elia - sarebbe una soluzione in-
terna visto che oggi guida Rfi - ma sono cir-
colati anche i nomi di Pietro Ciucci, D o m e n i co
A rc u r i e Flavio Cattaneo (ieri uscito da Ter-
na). Per la poltrona di presidente, invece, si fa il
nome di Anna Donati, esperta di mobilit, gi
nel consiglio Fs dal 1998 al 2001 e soprattutto
ex deputato verde e presidente della commis-
sione Trasporti in Senato dal 2006 al 2008.
m.pa.
LA NUOVA FRONTIERA
DEL FALSO: LE GRIFFE
VENDUTE SU FACEBOOK
di Gianni Barbacetto
Milano
U
n solo reato, due inchieste paral-
lele: anche la Procura di Torino
ha aperto unindagine per aggiotaggio
sulla fusione tra Unipol e Fonsai.
Operazione su cui la procura di Mi-
lano da tempo sta cercando di fare
chiarezza. Ennesima duplicazione, in
questa storia che vede gi processati,
alcuni a Torino (Salvatore Ligresti, la
figlia Jonella e i loro manager) e altri a
Milano (Paolo Ligresti, Fulvio Gi-
smondi e Piergiorgio Bedogni), personaggi tutti im-
putati per lo stesso fatto, laggiotaggio sul bilancio
Fonsai del 2010. Se per questo troncone il rischio che
a Torino si celebri un processo destinato alla fine a
essere annullato dalla Cassazione per incompetenza
territoriale, per la delicatissima indagine appena av-
viata su UnipolSai il rischio la sovrapposizione delle
indagini, aggravato dal fatto che le due procure stanno
procedendo con ipotesi investigative opposte.
A MILANO, il pm Luigi Orsi nelle prossime settimane
analizzer, con laiuto di un consulente, il materiale
contenuto nei computer (una settantina) sequestrati
gioved 22 maggio negli uffici bolognesi di Unipol e
nella sede romana di Consob, la Commissione di con-
trollo sulla Borsa. Indagati per aggiotaggio informa-
tivo sono lamministratore delegato di UnipolSai,
Carlo Cimbri, e altri tre manager. Lipotesi daccusa
che la fusione sia avvenuta a valori falsi: sopravvalu-
ministro dellEconomia, con Vegas viceministro) una
riunione tenuta il giorno prima nella sede di Unipol.
Presenti Romagnoli, lallora generale della Guardia di
finanza Emilio Spaziante e un terzo personaggio mi-
sterioso. Loro dicono che c proprio una lotta in-
testina interna a Consob, dice lavvocato. Una fai-
da in cui un gruppo (in realt il funzionario Minen-
na) si oppone, scrivono gli investigatori, al presiden-
te Vegas che invece favorisce loperazione.
SE PER IL FUTURO il pericolo di sovrapposizione
dindagini forte, le scelte fin qui fatte dai pmdi Mi-
lano e Torino dimostrano opposte ipotesi investiga-
tive. Torino procede contro i Ligresti e i loro manager,
sottovalutando il ruolo di banche, registi e controllori.
Ha sentito come persona informata sui fatti Nagel,
che contemporaneamente e per le stesse vicende era
invece indagato a Milano. Ha iscritto nel registro degli
indagati il consulente di Fonsai Fulvio Gismondi, che
invece era stato il primo ad andare spontaneamente
alla procura di Milano (era il 12 aprile 2012) a rac-
contare i conti ballerini della fusione che si doveva
fare a ogni costo. Con il risultato che Gismondi non ha
pi potuto essere ascoltato da Orsi come testimone,
ma come indagato di reato connesso.
Intanto il tribunale di Torino che sta processando
Salvatore e Jonella Ligresti ha affermato la sua com-
petenza, contro ci che la Cassazione ha pi volte
ribadito (Antonveneta, Parmalat, Mps): laggiotag -
gio si consuma nel luogo in cui la notizia diffusa ai
mercati, dunque Milano, dove ha sede il Nis, il si-
stema informatico della Borsa. Milano-Torino: sar
scontro o si trover un accordo?
P
er il governatore della Toscana Enrico
Rossi il tentativo di privatizzare sotto-
banco laeroporto di Pisa si sta rivelando pi
complicato del previsto. Quando credeva di
aver risolto tutto con un colpo di mano, re-
vocando la delibera proposta al consiglio re-
gionale e decidendo tutto in giunta con una
forzatura dei regolamenti, arrivata loffen -
siva giudiziaria. Ieri il presidente dellAdu -
sbef Elio Lannutti ha presentato attraverso
lavvocato Lucio Golino un esposto alla
Procura di Pisa, a quella di Firenze e alla
Corte dei conti, chiedendo che siano veri-
ficate le ipotesi di reati quali peculato, cor-
ruzione, concussione o abuso dufficio. Lim -
prenditore argentino Eduardo Eurnekian ha
lanciato unofferta pubblica di acquisto sulla
Sat, la societ che gestisce lo scalo pisano,
attualmente controllata da un patto di sin-
dacato tra enti pubblici. La decisione di Rossi
di cedere il suo 17 per cento, rompendo il pat-
to di sindacato, da una parte decisiva per il
successo di Eurnekian, cio per una privatiz-
zazione mai decisa n discussa, dalla l t ra
mette le Regione a rischio di pagare agli altri
membri del patto una penale superiore al ri-
cavato. Lannutti chiede ai magistrati di con-
trollare se per caso la determinazione di Ros-
si a vendere non debba ascriversi a accordi
di dubbia natura malcelanti interessi di cor-
date politico-affaristiche integranti fattispe-
cie penalmente rilevanti.
Ma il colpo pi duro per Rossi la reazione
del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, suo
coetaneo e amico dai tempi della comune
militanza nel Pci pisano, che ha presentato
un ricorso durgenza al tribunale di Firenze (il
cosiddetto articolo 700). Gli avvocati Anto-
nio Calamia e Susanna Caponi chiedono ai
giudici di sequestrare le azioni in mano alla
Regione, per impedirne cautelarmente la
vendita. La giunta regionale ha gi deliberato
ladesione allOpa che scade il 3 giugno, ed
entro quella data dovrebbe intervenire
leventuale sequestro. Improbabile invece
una marcia indietro di Rossi. Lo p e ra z i o n e
Eurnekian pesantemente sponsorizzata
del potere renziano di Firenze, e Rossi, ex da-
lemiano sconfitto, affida a questo atto di ob-
bedienza le sue residue speranze di durare
come governatore nella regione del premier.
UNIPOLSAI, PM IN GUERRA
ORA LINCHIESTA RISCHIA
DUE PESI, DUE MISURE
Nel mirino dei lombardi
anche Mediobanca
e Consob. I piemontesi
invece sottovalutano il
ruolo di banche, controllori
e registi delloperazione
A TUTTA VITA
Ragazzi e disoccupati
riescono a guadagnare 2.500
euro al mese. Per il 66,5% dei
giovani tra i 18 e i 25 anni
comprare merci taroccate
socialmente accettabile
STATO SPA
Pure Terna boccia
lonorabilit per i vertici
N
iente da fare. La clausola di
onorabilit elaborata dal Te-
soro proprio non piace alle societ
partecipate dallo Stato. Dopo Eni
e Finmeccanica, infatti, ieri pure
lassemblea dei soci di Terna ha
bocciato la proposta avanzata da
Cassa depositi e prestiti, lazioni -
sta pi grande col suo 29,8%: Se
la clausola di onorabilit fosse
stata limitata alla decadenza in
caso di condanna in primo grado o
ai patteggiamenti sarebbe passa-
ta facilmente, sostiene il presi-
dente di Cdp Franco Bassanini, se-
condo cui c una relativa facilit
con la quale in Italia si rinvia a giu-
dizio, anche con indizi modesti.
Per il resto, tutto secondo previ-
sioni. Lassemblea ha nominato il
nuovo cda: dopo tre mandati via
lAd Flavio Cattaneo e il presiden-
te Luigi Roth sostituiti da Matteo
del Fante e Catia Bastioli; nel nuo-
vo consiglio prendono posto an-
che Simona Camerano, Carlo
Gandolfo Cerami, Fabio Corsico,
Stefano Saglia, Cesare Calari, Lu-
ca dal Fabbro e Gabriella Porcelli
Carlo Cimbri, Alberto Nagel e il pm Luigi Orsi. Sopra, il Tribunale di Torino
A n s a / La Pre ss e
14 28 MAGGIO 2 01 4 il FATTO ECONOMICO
li proprietari del veicolo (le imprese
con molti veicoli e personale dipen-
dente non sono consentite!) e non
prevede alcuna competizione tariffa-
ria. I vincoli normativi imposti dai
tassisti al NCC limitano a una nicchia
poco rilevante questo tipo di servizio,
che ha l'obbligo di rimanere in auto-
rimessa fino a che l'utente non tele-
fona e spesso pu operare solo nel Co-
mune di residenza. Anche l'aumento
del numero di licenze, spesso visto-
samente insufficienti, osteggiato
dalla categoria. Le licenze infatti han-
no raggiunto valori rilevanti nel
mercato secondario, che consen-
tito. Tale valore espressione diretta
della rendita di monopolio che si ge-
nera nel settore. I titolari delle licenze
giustificano questi valori come alter-
nativa alle pensioni di cui non godo-
no; concetto peculiare.
Verso la u to
peer to peer
Un monopolio perfetto, capace di pa-
ralizzare grandi citt e condizionare
con una massa compatta di voti il con-
senso locale. I tentativi di riforma gi
falliti: ci prov l'assessore Walter Toc-
ci a Roma, che propose di estendere le
licenze regalando quelle nuove ai ti-
tolari precedenti, al fine che la dimi-
nuzione di valore non danneggiasse
chi le avesse acquistate. L'iniziativa fu
fatta fallire, e Tocci fu dimissionato
dal suo stesso partito, il Pd. Poi ci pro-
v il governo Monti, a introdurre ele-
menti di liberalizzazione, che furono
via via ammorbiditi fino a svanire.
Anche la nuova Autorit indipenden-
te dei trasporti sembra sia stata esau-
torata dall'occuparsi del settore.
Recentemente abbiamo assistito a
una clamorosa conferma della diffi-
colt di aprire il settore all'innovazio-
ne, con le proteste contro l'ammini-
strazione milanese che non avrebbe
imposto vincoli sufficienti a un nuovo
soggetto, UBER, che ha tentato di en-
trare nel mercato (con successo). Vin-
coli richiesti dai tassisti stessi, con me-
todi anche al limite della legalit, ma
comunque appoggiati alla normativa
esistente che impedisce ogni concor-
renza, che in questo caso non nep-
pure diretta. Si tratta infatti di un ser-
vizio a chiamata (mediante una app)
che offre al cliente la disponibilit del-
la macchina pi prossima, ma con ta-
riffe mediamente pi alte di quelle dei
taxi (e macchine pi lussuose). Certo,
trattandosi di autonoleggio, il sistema
non obbliga il veicolo a sostare in ga-
rage, come prevede l'assurda norma
attuale. UBER una impresa nata ne-
gli Stati Uniti, dove il servizio con-
solidato e da tempo, e si rivolge so-
prattutto a una clientela d'affari.
Si tratta dunque di una concorrenza
sulla qualit, non sui prezzi.
Questultima forma di concorrenza,
certamente possibile abbassando un
po lalto standard dei veicoli di
UBER, sarebbe assai pi devastante
per gli interessi dei tassisti, e benefica
per gli utenti. UBER opera un servizio
informatico per i noleggi con condu-
cente quasi peer to peer, per mettere in
contatto chi disposto a offrire e gui-
dare la propria auto anche occasio-
nalmente, a chi ne ha bisogno. Il tutto
in un quadro di club, cio di garan-
zie assicurate dalla societ che forni-
sce il servizio. Prima di UBER, Google
negli Stati Uniti ha avviato con suc-
cesso un servizio peer to peer di no-
leggio temporaneo di auto di privati
(senza conducente), che verosimil-
mente arriver anche in Italia.
Ma la corporazione dei tassisti, come
tutti i monopolisti, si oppone al prin-
cipio stesso della concorrenza.
Che hanno fatto i tre moschettieri po-
litici preposti al settore, cio Maurizio
Lupi come ministro dei Trasporti,
Roberto Maroni per la Regione Lom-
bardia, Giuliano Pisapia per il Comu-
ne di Milano? Prima hanno dichia-
rato di non essere contro linnovazio-
ne e la concorrenza, poi hanno subito
aggiunto che il monopolio dei tassisti
non si tocca.
Che occorra cambiare la normativa,
visto il mutare del contesto tecnolo-
gico e dellinteresse pubblico, nean-
che a parlarne. La politica deve pro-
teggere i voti sicuri dei monopolisti,
soprattutto se molto vocali, e non
certo quelli, assai meno controllabili,
degli utenti. Sul piano pratico linno-
vazione normativa, come scrive an-
che Franco Morganti sul Co r r i e re ,
quella di accelerare la transizione a si-
stemi tipo UBER, cio di contatto di-
retto utenti-taxisti, NCC, e, con ade-
guate garanzie, anche privati, ponen-
do fine alle assurde distinzioni di oggi.
Come minimo si doveva dare un ro-
busto annuncio allopinione pubblica
in questa direzione. Ma forse meglio
non insinuare nei cittadini il dubbio
che si possa migliorare la loro mobi-
lit con pericolose innovazioni tecno-
logiche o gestionali.
LE PEN & CO. Sono le urne, altro che populismo
E
nrico Giovannini, prima che ministro del Lavoro,
stato il presidente dellIstat che ha dovuto
adattare listituto di statistica allera dei Big Data,
dellinformazione nei numeri a disposizione, ma da
decodificare, dellipersensibilit ai record tipica dei
tempi di crisi economica, del diluvio di statistiche o
presunte tali che sommergono i giornali creando un
rumore di fondo in cui difficile leggere le infor-
mazioni corrette. Con Scegliere il futuro (il Mulino),
Giovannini sviluppa lintervento che aveva tenuto a
fine 2012 alla Lettura annuale del Mulino, a Bologna
e che parte dalla premessa che gli italiani si com-
portano in modo razionale e disattento, cio sono
convinti di fare le loro scelte sulla base di numeri e
dati, ma poi non si curano di come questi vengono
presentati o di capire bene il mes-
saggio che trasmettono.
I problemi che Giovannini segnala
sono tanti: il primo che i media
sembrano capire limportanza dei dati ma non vo-
gliono creare professionalit specifiche per usarli
( una battaglia di Giovannini quella per lintrodu -
zione del responsabile della statistica in ogni gior-
nale). Ma anche la qualit della politica risente del-
la scarsa attenzione ai dati: senza la possibilit di
misurare in modo oggettivo, e dunque quantitativo,
la performance di chi governa, con che criterio si
decide se confermarlo o sostituirlo? Si finisce per
decidere solo in base a slanci emotivi, visto che le
neuroscienze dimostrano come i messaggi razio-
nali faticano a essere recepiti dal cervello pi di
quelli che solleticano lemotivit e listinto (queste
elezioni europee lo confermano). In Olanda esiste
un ufficio indipendente che si occupa di stimare
leffetto dei programmi elettorali dei diversi partiti
sulleconomia, cos lelettore pu fare una scelta
consapevole. Modello difficile da importare in un
Paese in cui le principali forze politiche hanno per-
fino rinunciato a scrivere programmi elettorali li-
mitandosi a slogan. In questo breve libro, quasi un
pamphlet, Giovannini dimostra quanto sono fragili
le basi di una democrazia che ha rinunciato a co-
noscere prima di deliberare, ma chiarisce anche
quanto importante il ruolo dei media, delle isti-
tuzioni e dei singoli (che sul web non sono pi con -
sumer di notizie e dati, ma p ro s u m e r, consumano e
producono). Insomma, chi vuole migliorare il mon-
do pu studiare statistica ed economia. Avr molte
opportunit di provarci.
Ste. Fel.
di Alberto Bagnai
NON VORREI sembrare ri-
duttivo, ma credo che il ri-
sultato delle elezioni euro-
pee (Le Pen, Ukip) possa
essere letto alla luce di tre
citazioni. Krugman (For tu-
ne, 1998): Il pericolo im-
mediato ed evidente che
lEuropa diventi giappo -
nese: che scivoli inesora-
bilmente nella deflazione,
e che quando i banchieri
centrali alla fine decide-
ranno di allentare la ten-
sione sar troppo tardi.
Draghi (Ansa, 21 novem-
bre 2013): Non c un ri-
schio deflazione e con la ri-
presa ci attendiamo che
linflazione torni vicino al
2%. Draghi (Ansa, 27
maggio 2014): Siamo
consapevoli dei rischi di
un periodo lungo di bassa
inflazione, sono fiducio-
so, riporteremo linflazio -
ne vicina ma al di sotto del
2% come da mandato.
Ops! Sta succedendo
quanto previsto da Krug-
man. E voi direte: s, ma
questa economia, che
centra con la politica? Lo
spiega Draghi, che richie-
sto di pronunciarsi sulla
possibilit di avere un
obiettivo di inflazione pi
alto, risponde testuale:
Non voglio neanche pen-
sare cosa significherebbe
per la Germania. Ma que-
sto ce lo ha spiegato Tobias
Piller, corrispondente del-
la FA Z , intervistato da
TgCom a novembre: da cre-
ditore, la Germania teme
linflazione, perch dilui-
rebbe il valore dei suoi cre-
diti. I suoi interessi, come
Piller ammette con onest,
sono opposti a quelli dei
paesi del Sud, che avrebbe-
ro bisogno di pi crescita e
inflazione per rientrare pi
in fretta dai propri debiti.
Ecco cosa centra la politi-
ca: caro Draghi, che te ne
importa di quello che di-
rebbe la Germania di un
target di inflazione pi al-
to? Quel target non mica
nei Trattati: deciso dalla
Bce. Allora ammetti che la
Bce non indipendente?
Che non persegue un co-
mune interesse? Ecco, que-
sto il problema politico:
la Bce, Banca centrale di
nessuno Stato, parteggia
per uno Stato membro
dellEurozona i cui interes-
si sono opposti a quelli de-
gli altri tre pi grandi:
Francia, Spagna, Italia. I
cittadini europei sono
stanchi di istituzioni so-
vranazionali e governi na-
zionali che agiscono per
conto (anche se non in no-
me) della Germania. Era
previsto che linteresse del-
lo Stato pi forte collidesse
con quello della maggio-
ranza degli europei. Ora i
nodi stanno venendo al
pettine. la democrazia,
bellezza! Tu chiamala, se
vuoi, populismo.
di Marco Ponti
I
l settore dei taxi e quello,
simile, del noleggio con
conducente (NCC) ha un
rilevante ruolo economico
nei paesi sviluppati: si
pensi che in una citt con
molta domanda d'affari come Milano,
si stima che il fatturato del settore non
sia inferiore a quello del trasporto
pubblico (in area urbana), cio del-
l'ordine dei 300 milioni di euro annui.
Una ricerca dell'Automobil Club ha
dimostrato che la domanda per que-
sto servizio molto elastica: una ri-
duzione delle tariffe vedrebbe un pi
che proporzionale aumento dell'u-
tenza e tale utenza non affatto limi-
tata agli alti redditi, come si potrebbe
pensare. Per spostamenti occasionali
di persone o famiglie prive di auto-
mobile il taxi spesso indispensabile.
Ma il settore caratterizzato in Italia
(e non solo) da una ridotta governa-
bilit e un alto grado di monopolio,
composto solo da artigiani individua-
RENZI, LE RIFORME
NON PRODUCONO TESORI
1 M L D
R I S PA R M I O
R I F OR M A
DE L
S E NATO
SE GRILLO avesse accolto la
proposta sul Senato avrebbe avu-
to un miliardo da restituire ai cit-
tadini". Marted scorso, Matteo
Renzi tornato sulle occasioni
perse, a suo dire, dal M5S: l'ac-
cordo sulle riforme che produco-
no tagli ai costi della politica. So-
lo che li sovrastima. La spesa del
Senato (previsione per il 2013)
di 540 milioni di euro. Di questa,
quella legata alla "politica", cio
le remunerazioni dei senatori e le
spese dei gruppi parlamentari
di 183 milioni. Il resto spesa per
personale e funzionamento che,
in caso di trasformazione in "Ca-
mera delle autonomie", non ver-
rebbe eliminata. Il risparmio pos-
sibile quindi sotto i 200 milioni.
E questo a patto che nessuno dei
nuovi componenti, provenienti da
regioni ed enti locali, prenda dia-
ria o rimborsi.
STAT I ST I C H E
Non c democrazia
senza i numeri
LUber-potere contro
il monopolio dei taxi
TRASPORTO URBANOLa rivolta a Milano contro la app
che fa concorrenza ai tassisti dimostra lurgenza di cambiare
le regole del settore: la tecnologia fa crollare i monopoli
SCEGLIERE IL FUTURO
di Enrico Giovannini
Il Mulino, 148 pg, ,00
R ACCO N TA N O
BA L L E
15 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
di Valeria Pacelli
P
esce, era questo il
codice del conto
corrente a Lugano
riconducibile, se-
condo le autorit elvetiche,
allex ministro Corrado Clini,
finito ai domiciliari con lac-
cusa di peculato. Sul conto
corrente numero 0247 678051
sono arrivati otto bonifici per
un totale di 1.020.000 euro da
ottobre 2008 a giugno 2012.
Secondo laccusa quel milione
di euro denaro proveniente
dai finanziamenti che doveva-
no essere versati per il proget-
to New Eden, al quale lo Stato
italiano aveva promesso, dopo
lok di Clini, 54 milioni. An-
che Augusto Calore Pretner,
ingegnere padovano, finito
anche lui ai domiciliari sem-
pre con laccusa di peculato,
aveva un conto a Lugano. Lui
aveva scelto un nome diverso:
Sole, dove sono confluiti -
dopo una serie di passaggi so-
cietari - altri 2.030.000 euro,
sempre destinati in origine al
progetto New Eden. Il restante
del denaro, circa 120 mila eu-
ro era finito su un ulteriore
conto, chiamato Schiavo di
una terza persona, deceduta.
Tutti gli escamotage
societari dalle ste ro
A dare il via agli accertamenti,
Eurojust che segnalava alcune
transazioni finanziarie ritenu-
te sospette tra una societ di
Ferrara, Med Ingegneria, di
cui amministratore delegato
Marco Gonnella e la Gbc, so-
ciet olandese. Secondo laccu-
sa: Gli elementi di prova atte-
stavano che la Gbc aveva emes-
so fatture per operazioni inesi-
stenti, per consentire alla Med
Ingengeria di creare fondi ille-
citi. La segnalazione
dallOlanda arriva in Italia, a
Ferrara precisamente. La so-
ciet olandese Gbc - scoprono
gli investigatori - aveva emesso
fatture anche nei confronti di
due enti, ossia la Nature Iraq e
la Free Iraq Fondation, bene-
ficiari dei finanziamenti del
ministero dellAmbiente
nellambito del progetto italia-
no New Eden, nato nel 2003
per riqualificare il territorio
iracheno. Particolarit: i due
enti vengono presieduti dalla
stessa persona, ossia Azzan Al-
wash, ambientalista e ingegne-
re iracheno, presente nella
compagnie governativa tem-
poranea. I fondi dei due enti
vengono utilizzati in modo so-
spetto, perch parte del denaro
italiano poi sarebbe stato pre-
levato con bonifici dagli im-
porti elevati, dai 230 ai 420 mi-
la euro. Ma c di pi. Perch
durante le perquisizioni di-
sposte in Olanda negli scanti-
nati della Gbc, viene trovata
anche documentazione che
porta direttamente a Lugano.
A questo punto interviene
lautorit elvetica che in un at-
to del 27 marzo 2014 manda le
carte (in Italia, ndr) nellambito
di unindagine per riciclaggio
promossa nei confronti anche
di Clini. In Svizzera Corrado
Clini avrebbe un conto, aperto
nel 2005, su cui aveva diritto di
firma anche Augusto Pretner.
Su questo conto sono arrivati
quindi 8 bonifici tramite il
conto di passaggio
0247-.573197 Limecross Limi-
ted Tortona, in arrivo dal con-
to 0247-757398 Collphade
Ete.inc. Ma il conto Pesce
non sarebbe lunico riconduci-
bile allex ministro. In un pas-
saggio dellordinanza il gip
spiega: La relazione nel perio-
do dal settembre 2006 allago-
sto del 2011 stata di fatto
svuotata con 18 bonifici verso
altro conto gestito da Freelan-
ce Ltd. presso una banca di Lu-
gano. Questi i dettagli di una
complessa analisi della movi-
mentazione bancaria effettua-
ta dai magistrati di Ferrara in
collaborazione con le autorit
olandesi e svizzere. Ad ottobre
del 2013 lex ministro Clini era
stato interrogato a Ferrara.
Quando i pm gli hanno mo-
strato la documentazione ban-
caria, il tecnico ha risposto: Al
riguardo non so niente di tali
rapporti. In ragione del mio in-
carico per prender i neces-
sari provvedimenti a tutela
dello Stato italiano. Risposta -
scrive il gip del decreto emesso
due giorni fa - che non appare
credibile. Clini, per il giudice,
era parte di un complesso e
sofisticato meccanismo preor-
dinato allappropriazione in-
debita. Tanto che per il giudi-
ce Piera Tassone sussiste il pe-
ricolo di reiterazione del reato,
in virt dellattivit continua-
ta per ben quattro anni.
Guai grossi
nella capitale
Ieri Il Fatto ha anticipato la no-
tizia che la procura di Roma ha
indagato anche la compagna di
Clini, Martina Hauser, per as-
sociazione a delinquere fina-
lizzata alla corruzione. I pm
romani vogliono capire se die-
tro ad una serie di progetti fi-
nanziati allestero si nasconda
un presunto giro di mazzette. E
cos al vaglio della magistratu-
ra ci sono finiti due finanzia-
menti concessi dal dicastero
dellAmbiente: quello per la
Cina dal valore di 200 milioni
di euro, e quello del Montene-
gro per altri 14 milioni. Intanto
ieri il movimento Rivolta
ideale, fondato dallavvocato
Michele Arnoni di Cosenza e
lex sindaco della citt, Pietro
Mancini, hanno chiesto le di-
missioni della Hauser, assesso-
re allambiente proprio nel co-
mune calabro.
UN GIORNO IN ITALIA
di Giuseppe Cassini
E
ssendo stato consigliere diplomatico di quattro mi-
nistri dellAmbiente (Ruffolo, Ripa di Meana, Rutelli
e Spini), ho dovuto accumulare nel tempo una purtroppo
voluminosa cartella clinica. La apro a caso ed estraggo
un breve passaggio di un memorandum che il ministro
dallora mi chiese di scrivere: I programmi di risposta ai
cambi climatici in atto hanno il loro massimo punto di
riferimento nellIPCC, gruppo intergovernativo compo-
sto di centinaia di scienziati e patrocinato dallOnu, che
tenemmo a battesimo nel 1988 a Ginevra dove lavoravo
allora (ricordo ancora le fatiche per ottenere i primi mo-
desti fondi da Roma). La par-
tecipazione dellItalia ora
menomata da un episodio di
lottizzazione imposta da
Corrado Clini in nome della
sua affinit partitica. Venne-
ro accreditati allIPCC due
climatologi contraddistinti
dalla dedizione al Psi piut-
tosto che da chiara fama
scientifica: erano notoria-
mente scettici sulle conclu-
sioni raggiunte dagli oltre
200 scienziati mondiali circa
le minacce delleffetto serra
al clima globale. Mi sono
dunque trovato a Washington, catapultato ai negoziati
della Convenzione mondiale sul Clima, sotto la scorta dei
due esperti, i quali si sono presentati la prima sera nella
mia camera dalbergo per chiedermi conto della posizione
negoziale italiana, da loro giudicata allarmistica e in-
compatibile con gli interessi delleconomia italiana.
QUESTA SCENA degna del Pa d r i n o non era che uno dei
tanti episodi di cui costellata la carriera di Clini. Storiche
le sue battaglie per ritardare lintroduzione in Italia della
marmitta catalitica, battaglie combattute per conto della
Fiat e destinate invece a regalare nuovi mercati alle auto
tedesche.
Memorabile il suo tradimento nei riguardi dei quattro
ministri progressisti (Ruffolo, Ripa di Meana, Rutelli e
Spini) che lavevano appoggiato malgr tout: nel 1994, fiu-
tato il vento, il Nostro offr a Forza Italia un programma
ambientale a uso degli Attila pronti a insediarsi al go-
verno; e il 7 giugno 1994 sferr sul Sole 24 Ore la pugnalata
finale ai quattro ministri accusandoli di aver gestito la
Convenzione sul Clima solo come patente verde da esi-
bire.
Nessun ministro successivo riuscito a disfarsi di Clini: n
Edo Ronchi n Willer Bordon n tanto meno Mario Mon-
ti, che anzi dovette piegarsi ai voleri di chi glielo impose
addirittura come ministro. Caso unico in Europa di mi-
nistro nominato allAmbiente per sabotarlo.
CLINI, IL CONTO PESCE
E LE PRESUNTE MAZZETTE
SI CHIAMAVA COS IL DEPOSITO BANCARIO A LUGANO SUL QUALE IL TECNICO
AVREBBE FATTO ARRIVARE UN MILIONE DI EURO DI DENARO PUBBLICO CON 8 BONIFICI
Lex ministro Corrado Clini Ansa
A Carogna dava droga al clan Bodo
GLI AFFILIATI SI TATUANO IL NOME DEL LORO CAPO. UN PENTITO ACCUSA LULTR DELLA TRATTATIVA
DALLACAPITALE
Roma punta a capire se
dietro alcune commesse
si nascondano giri
di soldi. Dalla Calabria,
si chiedono le dimissioni
della compagna
di Vincenzo Iurillo
I
l tatuaggio come iscrizio-
ne alla camorra. La scritta
Bodo, il soprannome del
capoclan, Marco De Micco, il
rampante boss trentenne di
Ponticelli, quartiere ad est di
Napoli. Il tatuaggio marchio
indelebile di affiliazione e di
venerazione del capo. La fe-
delt alla camorra impressa
nella carne.
I DE MICCO, la cosca dei ta-
tuati, il clan finito ieri nella
rete di una maxi operazione
della Squadra Mobile di Na-
poli. Quattordici arresti chie-
sti dalla Dda di Napoli, pm
Vincenzo DOnofrio, e fir-
mati dal Gip Egle Pilla. In tre
avevano deciso di farsi tatua-
re Bodo. I tre pi devoti,
secondo gli inquirenti. Ciro
C. se lo fatto tatuare
sullavambraccio. Antonio N.
sullanca. Roberto B. nei
pressi del fondoschiena. Il
primo dei tre si era fatto ag-
giungere la scritta Rispetto,
fedelt e onore.
E dalle carte dellinchiesta sui
tatuati anticipata
ieri da Cronache di
Napoli e Corriere del
M e zzo g i o r n o -
emerge un detta-
glio interessante: i
De Micco avreb-
bero comprato la
droga da Gennaro
De Tommaso det-
to Genny a Caro -
gna, lultr del Na-
poli protagonista
della serata di fol-
lia allo Stadio
Olimpico di Na-
poli in occasione
della finale di
Coppa Italia. Lo
dice il collaboratore di giu-
stizia Domenico Esposito:
La droga la compravamo
noi a Napoli, da tale Genny la
carogna che dovrebbe essere
di Forcella. Altre volte ci ri-
fornivamo a Secondigliano
da tale OPuorco. Per la con-
segna della droga era utiliz-
zata una Renault Scenic mo-
dificata, che ci veniva lasciata
parcheggiata con le chiavi
presso il cimitero di Ponti-
celli. Noi mandavamo a ri-
tirare la macchina che poi re-
stituivamo. La droga la paga-
vamo dopo averla venduta.
Affermazioni tutte da riscon-
trare.
I DE MICCO erano
in grado di spac-
ciare hashish, co-
caina e amnesia
(marijuana trattata
con eroina) in oltre
40 zone di Ponti-
celli. Rapida lasce -
sa dei tatuati, che
grazie al sostegno
dei Cuccaro di
Barra si sono im-
posti come clan
emergente del
quartiere orientale
dopo i conflitti a
fuoco con la cosca
rivale dei DAmico. Fino a
controllare la piazza di spac-
cio del parco Corgan, una
delle pi grandi di Napoli.
brevi
AUSTISTA FUORISTRADA SOCCORSO DA MR. BEAN
Un magnate americano ha sbandato uscendo fuori strada nelle
campagne del pisano con la sua auto, una McLaren F1. Insieme a
lui altri 9 piloti con altrettante McLaren. Tra questi, che lo hanno
soccorso, lattore Rowan Atkinson, noto per il ruolo di Mr.Bean.
PALERMO 300 ANNI DEL CLAN DELLA NOCE
Il giudice per le udienze preliminari di Palermo
ha condannato, con rito abbreviato, 38 tra boss,
estorsori, prestanomi e trafficanti di droga a tre
secoli complessivi di carcere, nellambito di
uninchiesta durata due anni che coinvolge il
clan Della Noce. Tre le assoluzioni.
BARI FREDDATO IL FRATELLO DI UN KILLER
Un uomo di 70 anni, Antonio Carbone, fratello
di Savino Saracino, che sconta lergastolo per un
delitto di mala del 2004, stato ucciso ieri da-
vanti a un bar di Trinitapoli, in provincia di Bari.
La vittima si trovava nella sua auto quando
stato inseguito e freddato dai sicari.
Il caso unico in Europa
del ministro che voleva
sabotare lambiente
LA TESTIMONIANZA
I tatuaggi degli affiliati
IO CE RO
La ricostruzione
del consigliere
d i p l o m a t i co
di quattro titolari
del dicastero,
da Rufolo a Spini
16 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano
di Ferruccio Sansa
Genova
L
a procura di Genova
sta indagando sui
rapporti tra Carige e
lo Ior. Manca ancora
lufficialit, ma gli uomini della
Finanza stanno seguendo un
nuovo filone dellinchiesta Cari-
ge che potrebbe rivelarsi il pi
clamoroso: lacquisto compiuto
nel 2010 da parte dellIstituto per
le Opere di Religione di 100 mi-
lioni di obbligazioni convertibili
Carige. Che avrebbero dovuto
poi, appunto, diventare azioni.
Non and cos: lo Ior usc. La de-
cisione fu presa dallallora pre-
sidente Ettore Gotti Tedeschi
che cos scrisse in un appunto
destinato al cardinale Tarcisio
Bertone: Abbiamo cercato pi
volte
di ottenere le informazioni ne-
cessarie per decidere se conver-
tire o no il prestito obbligazio-
nario in azioni Carige. Il non
aver avuto mai risposte alle ri-
chieste stato oggetto di preoc-
cupazione. Ci siamo responsa-
bilmente preoccupati del nostro
investimento, pur sempre te-
nendo presente criteri di legame
affettivo nei confronti dell'Isti-
tuto bancario e del territorio in
cui opera.
LOPERAZIONE LASCI preoc -
cupazioni. Ad altissimi livelli, se
vero quello che racconta lex nu-
mero uno Carige nelle intercet-
tazioni: Berneschi - annotano i
pm - parla di Papa Francesco che
avrebbe chiamato i tre vescovi del
Ponente ligure a Roma per chia-
rire la faccenda legata allo Ior.
Due giorni fa Berneschi riferisce
di aver ricevuto monsignor Mo-
linari il quale per conto di Bagna-
sco voleva sapere che cosa era
successo tra la Fondazione Cari-
ge e lo Ior. Ma soprattutto un
altro passaggio ad attirare latten -
zione: Ma guarda che la storia
dello Ior la tiro fuori il primo no-
vembre, amico bellonon puoi
regalare tu 9 milioni al Papa, a me
non me ne frega un cazzo del Pa-
pa, non centra il Papa, al signor
Bagnasco e a Bertone, mi segui?
N Bagnasco, n il Papa stavo di-
cendo due cazzate, centra il si-
gnor Bertone.
Il cardinale, si sempre detto a
Genova, era il grande sponsor
delloperazione. Del resto aveva
un uomo di fiducia nel cda della
Fondazione e poi della banca:
Marco Simeon.
Sempre ad ambienti vicini a Ber-
tone sarebbe riconducibile un al-
tro episodio finora non oggetto di
indagine: la Lux Vide di Ettore
Bernabei (societ di produzione
che secondo la Bild Zeitung ha ri-
cevuto un finanziamento di 15
milioni dallo Ior grazie allinter -
cessione di Bertone) nel 2008 ha
incassato 300mila euro anche
dalla Fondazione Carige (allepo -
ca il presidente era limprendito -
COSE LORO
EXPO E DINTORNI
Maltauro racconta
il terzo livello
della cupola Sogin
IL COSTRUTTORE VENETO DAVANTI AI GIUDICI
SPIEGA LE MAZZETTE A POLITICI E FUNZIONARI
di Davide Milosa
Milano
C
inque ore davanti ai pm di Milano per svelare il terzo
livello delle tangenti. Questo il dato che emerge dal ver-
bale (secretato) dellimprenditore vicentino Enrico Maltauro
sentito ieri dai magistrati Claudio Gittardi e Antonio DAles-
sio, titolari dellinchiesta sulla presunta cupola degli appalti
che ha dato lassalto allExpo. Maltauro, che secondo lex Udc
Sergio Cattozzo (considerato il corriere delle tangenti) ha ver-
sato oltre due milioni di euro di stecca, nella prima parte del
suo interrogatorio ha parlato del capitolo Sogin, la societ che
gestisce i siti nucleari, spiegando come parte delle mazzette,
oltre che allex Dc Gianstefano Frigerio ( la tesi dellaccusa),
andava anche a un terzo livello composto non da politici ma
da funzionari. Maltauro ha parlato di amministrativi ri-
ferendosi sia ai dirigenti dei comuni dove ha lavorato Sogin sia
ad alcuni quadri della societ. Il 20 maggio scorso, Cattozzo,
durante il suo secondo interrogatorio, aveva spiegato che per
lappalto Sogin (valore 90 milioni di euro), Maltauro si sa-
rebbe impegnato a versare una tangente di 1,5 milioni. Cifra
alla quale va aggiunto un altro milione, come confessato
dallimprenditore nel suo primo interrogatorio del 14 maggio.
In quel frangente era stato ascoltato per nove ore. Un tempo
lunghissimo durante il quale, si era capito, aveva confermato
limpianto accusatorio contenuto nelle oltre seicento pagine
dellordinanza darresto firma-
ta dal giudice Fabio Antezza.
Spartito seguito anche nella se-
conda parte del verbale di ieri
che si tenuta davanti al solo
pm Antonio DAlessio.
MALTAURO, DUNQUE, con -
ferma e non sar pi sentito
dalla Procura. Il particolare
stato reso noto dai due legali
Giovanni Maria Dedola e Pao-
lo Grasso che hanno anche det-
to di valutare unistanza al giu-
dice per la concessione degli ar-
resti domiciliari. Il primo tempo dellinchiesta sembra avviarsi
alla conclusione in modo positivo per laccusa. Visto che prima
di Maltauro, anche lex dirigente di Expo spa Angelo Paris
aveva gi ammesso di aver turbato le gare in cambio di pro-
tezione politica. Ora si attendono le date per il riesame dellex
parlamentare di Forza Italia Luigi Grillo e per la richiesta della
Procura di arrestare i dodici indagati rimasti fuori dalla prima
ondata dellotto maggio scorso.
L
e carte sui viaggi in Cala-
bria di Scajola. Appunta-
menti elettorali, ma non solo.
Ecco su cosa si sono soprattutto
concentrati gli inquirenti cala-
bresi in visita ieri a Imperia, in
casa Scajola. Hanno portato via
centinaia di pagine di appunti
personali, ritagli di giornale,
fax. Il resto lo hanno disseque-
strato. C di tutto, si lasciato
scappare qualcuno. Tutta la vita
di Claudio Scajola in cento me-
tri quadrati. Il garage sotto villa
Ninina, il rifugio da dove lex
ministro dominava la sua citt.
E pensare che una volta qui en-
trava Nicolas Sarkozy. Qui si te-
nevano summit internazionali.
Ieri a Villa Ninina sono arrivati
il sostituto della direzione na-
zionale antimafia, Francesco
Curcio, e il pm della Dda di Reg-
gio Calabria, Giuseppe Lom-
bardo. Lobiettivo: esaminare i
dossier che gli investigatori del-
la Dia hanno sequestrato a Sca-
jola, in carcere dall8 maggio.
Gi, Scajola uomo preciso. E,
come Giulio Andreotti, ha con-
servato ogni cosa della sua lun-
ga vita politica (e privata). Tutto
dentro un archivio personale.
Viene da chiedersi se immagi-
nasse che un giorno le forze
dellordine vi sarebbero arriva-
te. O se pensasse proprio di uti-
lizzare quel materiale chiss co-
me. Una cosa certa, come ri-
petono gli investigatori che da
ieri sera stanno passando al se-
taccio ogni pagina: C tutto.
Dagli esordi in politica, come
sindaco di Imperia, fino agli an-
ni al Governo con Berlusconi
con la tragedia di Marco Biagi
(il materiale relativo era gi sta-
to sequestrato e inviato a Ro-
DIA IN TRASFERTA
I magistrati antimafia
stanno esaminando
i poderosi archivi
dellex ministro
A Bologna procede
linchiesta su Marco Biagi
VILLA NININA
ma). Fino a oggi. Scajola ha ca-
talogato ogni cosa con precisio-
ne assoluta, racconta chi cera.
Perfino i pi minuscoli ritagli di
giornale, critiche o lodi che fos-
sero. Niente andava dimentica-
to. Tutto era catalogato negli
scaffali, in ordine alfabetico.
MA C UNALTRA INCHIESTA
che interessa - sebbene non sia
qui indagato - Scajola. quella
di Bologna, dove i pm hanno
aperto un fascicolo per omicidio
per omissione per la scorta non
concessa a Marco Biagi. Ieri so-
no stati sentiti i vertici nazionali
della Confindustria di allora.
Antonio DAmato e Stefano Pa-
risi, nel 2002 presidente e diret-
tore generale della associazione,
si sono presentati davanti al pm
Antonello Gustapane, che assie-
me al procuratore capo Roberto
Alfonso ha aperto la nuova in-
chiesta. Parisi, che era gi stato
sentito nel 2002 nel corso di
unindagine analoga che fin ar-
chiviata, ha ripercorso quanto
dichiarato allora e ha messo a
fuoco, in particolare, alcuni ri-
cordi anche in merito alle carte
sequestrate allex segretario par-
ticolare di Scajola, Luciano Zoc-
chi, gi acquisite dalla procura.
Domani sar sentito, per la se-
conda volta in poche settimane,
proprio Zocchi. Non detto
che, dopo questo primo giro di
audizioni, i pm non vogliano
ascoltare anche la moglie del
giuslavorista, Marina Orlandi, e
infine lo stesso Scajola.
Secondo quanto raccontato da
Luciano Zocchi (smentito per
dal legale di Scajola, Giorgio
Perroni), il ministro ricevette
con certezza due suoi appunti
(pubblicati dal Fatto lo scorso 22
maggio). In uno, il segretario
particolare trasmetteva al suo
capo il 15 marzo, quattro giorni
prima dellomicidio, le richieste
di tutela per il giuslavorista da
parte di Sacconi e di sua moglie
Enrica Giorgetti, amici di fami-
glia dei Biagi. Il settimanale Pa-
norama aveva infatti pubblicato
quel giorno unallarmante in-
chiesta sul terrorismo e sui ri-
schi che correvano i consulenti
del ministero del lavoro. Nellal -
tra carta, riportante la stessa da-
ta e la dicitura "urgente", il se-
gretario segnalava al numero
uno del Viminale che Parisi (in
assenza di DAmato che era
allestero) chiedeva un appunta-
mento a Scajola. Per parlare di
Biagi.
David Marceddu
e Ferruccio Sansa
Il garage di Scajola e i misteriosi giri in Calabria
re Flavio Repetto, vicino alla Cu-
ria, e nel cda sedeva anche Si-
meon, nessuno dei due indaga-
to).
Un finanziamento che suscit
perplessit allinterno della ban-
ca, perch, fece notare qualcuno,
non si ravvisava il legame
delloperazione con la Liguria.
Cera il rischio di togliere finan-
ziamenti ad associazioni di vo-
lontariato attive sul territorio.
Fu Simeon, come ha ricostruito
Repubblica, a portare in com-
missione la proposta. Si trattava
di finanziare la Lux Vide per la
produzione e diffusione dei dvd
della serie televisiva "La Bibbia"
(con Monica Bellucci), andata in
onda alcuni anni prima fino al
2002. I dvd vennero presentati
direttamente al Consiglio da Si-
meon come un prodotto "didat-
tico - educational", cos da giusti-
ficare il finanziamento. Lanno
dopo Lux Vide torn alla carica,
ma la richiesta fu respinta. Nel
2010 per la Fondazione finanzi
con altri 90 mila euro lacquisto di
stole e paramenti in occasione di
un'assemblea mondiale dei ve-
scovi.
DEL RESTO LA CURIA di Geno-
va sempre stata di casa nella Ca-
rige. Soprattutto da quando il
Governatore della Liguria, Clau-
dio Burlando, rinunci al posto
della Regione nella Fondazione
lasciandolo al cardinale Bagna-
sco. O a uomini di sua scelta. Una
decisione che suscit polemiche.
IN VATICANO
Papa Francesco
avrebbe chiamato
a Roma i tre vescovi
del Ponente ligure
per chiarire
tutta la faccenda
La sede della Banca Carige. A destra, Enrico Maltauro Ansa
Claudio Scajola Ansa
CENTRA B E RT O N E : CARIGE
ALLA CACCIA DI 9 MILIONI
INTERCETTAZIONI CHOC SUI RAPPORTI TRA LA FONDAZIONE E LO IOR
IL MANAGER: TU NON PUOI REGALARE SOLDI AL PAPA, HAI CAPITO?
brevi
ROMA MORTO IN CANTIERE Un geometra di 32 anni, Dario
Testani, ha perso la vita per salvare quella di due operai, travolti
da una frana mentre lavoravano in una buca di un cantiere
sullAurelia. Il geometra morto per soffocamento, i due operai
sono stati salvati dai Vigili. Uno dei due ha riportato delle fratture.
MALDINI CHIESTI UN ANNO E OTTO MESI
Nel processo dappello allex difensore del Milan
Paolo Maldini (imputato per corruzione e acces-
so abusivo a sistema informatico), il sostituto
procuratore di Milano ha chiesto una condanna
di un anno e otto mesi. Maldini era stato assolto
in primo grado, ma il Pm ha fatto ricorso. Ansa
CATANIA MAFIA, CONFISCATI 2,5 MLN
I carabinieri del Ros e del Comando provinciale
di Catania hanno sequestrato beni per oltre due
milioni e mezzo di euro. 6 aziende, 2 quote so-
cietarie, 48 immobili, 43 mezzi e 2 conti cor-
renti i beni confiscati dallArma nei confronti di
affiliati alla mafia
17 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
perdite fra le file dei separatisti
aumenta di ora in ora. Ieri sera
un elicottero del governo ha
aperto il fuoco contro un ca-
mion filo-russo, uccidendo
pi di 30 persone, diventate
ammasso di carne portato al-
l'obitorio fra le lacrime dei
presenti.
Manca poco che voglia di in-
dipendenza e l'odio per l'Eu-
ropa passi in secondo piano
lasciando spazio al desiderio
di vendetta e riscossa. Sar al-
lora troppo tardi tornare in-
dietro, troppo tardi per aspi-
rare ad una pace confusa e
condita dal dolere del sangue.
di Fabio Bucciarelli
Donetsk
C
ome una finestra sul
mondo, gli occhi di
Alex si affacciano
dalla b a l a c l ava (il
passamontagna, ndr) per met-
tere a fuoco: non la sua mac-
china fotografica n la sua te-
lecamera, ma il mirino del suo
fucile sovietico. Sembrano es-
sere passati i giorni dell'attesa,
quelli che precedono gli scon-
tri. Adesso guerra, guerra
vera, guerra di caccia, canno-
ni, carri armati.
Il vento cambiato e l'aria da
volatile, negli ultimi giorni
diventata sempre pi spessa,
densa fino a diventare quasi
irrespirabile. Fino all'altro ieri
si viveva in un limbo, in una
condizione sospesa fra il con-
flitto, inteso come il desiderio
di alcuni in contrasto con
molti, e la guerra civile. Oggi
si respira un'aria diversa, co-
nosciuta, la stessa aria gi as-
saporata in Libia durante lo
scontro fra i guerriglieri ed i
lealisti di Gheddafi ed in Siria,
nella martoriata Aleppo
quando i Mig del regime di
Assad hanno cominciato a
bombardare le zone liberate.
PETRO POROSHENKO, loli -
garca magnate del cioccolato
diventato il nuovo presidente
dell'Ucraina, in un'intervista
rilasciata dopo l'accettazione
dell'incarico ha dichiarato di
volere la pace. Sembra si ri-
ferisca alla stessa pace che
hanno voluto gli americani in
Iraq o che vogliono i russi in
Siria. Un pace che si ottiene
attraverso le bombe e il sangue
di coloro che sono contrari.
Volendo allontanare lo spet-
tro della Somalia dall'Ucraina
ha deciso quindi di attaccare i
rivoluzionari, i cosiddetti
pro-Putin e le zone da loro
conquistate, cominciando
dalla nevralgica citt di Do-
netsk e dal suo strategico ae-
roporto. In questo modo una
volta conquistato lo scalo ae-
reo potr portare in massa le
sue truppe e cominciare l'a-
vanzata via terra per sconfig-
gere coloro che lui chiama
terroristi.
Una serie di boati hanno sve-
gliato cos la citt ancora dor-
miente e un fumo nero ha ac-
compagnato i primi raggi di
sole sopra lo spoglio cimitero
poco fuori dal centro cittadi-
no. In questo modo comin-
ciato lo scontro: da una parte
l'esercito della nuova-vecchia
Ucraina e dall'altra i dissiden-
ti. Da una parte l'aviazione gli
elicotteri e l'artiglieria pesante
che non sembra volere rispar-
miare distruzione e dall'altra i
kalashnikov e qualche grana-
ta. Una storia gi vista, gi rac-
contata, probabilmente dove
la fine, a meno di interventi
internazionali, sembra essere
gi scritta. I filo-russi hanno
dato lordine di evacuazione
alla popolazione civile, mentre
un gruppo di osservatori
dellOsce sono stati fermati nei
pressi della citt.
In questo modo la battaglia
imperversa da oramai due
giorni all'aeroporto nella capi-
tale dell'Ucraina dell'est ed il
numero di vittime confermato
supera il centinaio, dove le
Una pila di cadaveri dei miliziani filo-russi uccisi a Donetsk La Pre ss e
La Stalingrado
dei filorussi ucraini
A DONETSK OLTRE CENTO MORTI TRA LE FILE DEI RIBELLI. CONTINUA
LA BATTAGLIA PER LAEROPORTO. LE TRUPPE DI KIEV ACCERCHIANO
LA CAPITALE DELLEST. ORDINE DI EVACUAZIONE ALLA POPOLAZIONE
di Giulia Merlo
M
eriam Ibrahim, la cristiana incinta con-
dannata allimpiccagione per apostasia in
Sudan, ha partorito una bambina, nellospedale
della prigione di Omdurman. Si chiama Maya,
nome di origine greca che richiama la madre
terra, e pesa 3 chili. La donna non ha mai la-
sciato il carcere, dove rimarr detenuta con la
neonata e laltro figlio di 2 anni. Al momento
escluso che vengano rilasciati, ha riferito An-
tonella Napoli, presidente della Ong Italians for
Darfur. Il marito Daniel Wani, un cristiano del
Sud Sudan con la cittadinanza americana, ha
fatto sapere che Meriam tenuta sempre am-
manettata e spesso non rice-
ve cibo, che il parto stato
molto complicato e la donna
ha bisogno di cure mediche.
Daniel ha potuto vedere la
moglie solo luned scorso, e
il governo sudanese si rifiuta
di dargli in custodia il figlio
Martin, cittadino america-
no per nascita, a causa della sua fede cristiana.
Meriam, 27 anni e una laurea in medicina, era
incinta di otto mesi quando stata arrestata lo
scorso febbraio. Accusata dal fratello di essersi
convertita al cristianesimo e di adulterio (il ma-
trimonio tra una mussulmana e un cristiano
considerato nullo), il tribunale di Khartum la
ha condannata allimpiccagione e a 100 frusta-
te. Meriam, per, ha sempre sostenuto di essere
stata cresciuta come cristiana dalla madre cri-
stiana copta, dopo che il padre mussulmano le
aveva abbandonate. Lesecuzione stata diffe-
rita di due anni, per darle modo di partorire e di
svezzare la bambina, ma a breve verr eseguita
la fustigazione. I legali di Meriam hanno pre-
sentato appello contro la sentenza, e la Corte
dAppello dovrebbe esprimersi entro la pros-
sima settimana. La Ong Sudan Change Now
aveva ricevuto rassicurazioni di un nuovo pro-
cesso che escludesse la pena di morte, ma il
governo sudanese ha subito smentito. Nel caso
in cui il ricorso non venisse accolto, i difensori
porteranno il caso davanti alla Corte Suprema
e alla Corte Costituzionale.
Mariam e Maya, madre e neonata
apostate nel carcere sudanese
ALTRI MONDI
Egitto, giorno extra per le urne
POCHI VOTI, AL SISI TIENE APERTI I SEGGI
Affluenza bassissima (si parla ufficialmente del 30%,
ufficiosamente del 12%), perci la commissione
elettorale ha prolungato di un giorno il voto e
minacciato di multare chi non si reca al seggio Ansa
In India inizia lera del Messia ind
MODI SI INSEDIA COME PREMIER, OMAGGIATO DAI LEADER MONDIALI CHE DIMENTICANO LESTREMISMO DEL SUO PARTITO
di Marta Franceschini
L
e prime parole dopo il giu-
ramento del nuovo pre-
mier indiano sono state: Lunga
vita alla Madre India. Inizia
cos il mandato di Narendra
Modi, definito il miracolo vi-
vente della rinascita politica ed
economica del paese. Una tra-
sformazione ancora tutta da di-
mostrare, ma nella quale credo-
no diverse centinaia di milioni
di persone, e lo fanno con una
devozione quasi fideistica. Non
a caso, lo chiamano il nuovo
Messia. Ma c anche chi lo pa-
ragona a Hitler.
Nato 63 anni fa nello stato del
Gujarat, in una famiglia appar-
tenente a una delle caste pi
basse del rigido sistema sociale
indiano, Narendra ha comin-
ciato a lavorare fin da bambino
servendo th ai viaggiatori in
transito nelle stazioni ferrovia-
rie. Risale a quegli anni il suo
primo coinvolgimento con il
gruppo Rss (Rashtriya Swa-
yamsevak Sangh), l'organizza-
zione nazionalista di estrema
destra che arm la mano dell'as-
sassino del Mahatma Gandhi. Il
gruppo, messo fuori legge per 3
volte dal governo indiano, sta-
to ripetutamente protagonista
di violenti attacchi contro le mi-
noranze cristiane e musulmane.
qui che il giovane Narendra si
fa le ossa, fino a diventare negli
anni '70 un attivista a tempo
pieno del movimento. L'ideolo-
gia dell'Rss rientra, insieme ad
altre organizzazioni, sotto l'om-
brello dell'H i n d u tva , una sorta di
filosofia esistenziale centrata
sull'appartenenza alla razza
hind, unica religione al mon-
do che non prevede la conver-
sione: hind si nasce, non si di-
venta. Da qui alla superiorit
razziale il passo breve; fatto sta
che l'Rss stata spesso parago-
nata, per intenti e organizzazio-
ne paramilitare, alla Giovent
hitleriana. A met anni '80 il
gruppo nazionalista inizia a
esportare e radicare l'H i n d u tva
verso partiti politici capaci di
raggiungere e coinvolgere un
numero sempre maggiore di so-
stenitori, e cede dunque Modi al
Bjp, partito ora al governo. Co-
mincia cos la scalata di Naren-
dra che, nel frattempo, ottiene
per corrispondenza una laurea
e un master in Scienze politiche.
Nel '95 diventa segretario na-
zionale del partito e nel 2001
Governatore dello Stato del Gu-
jarat. E qui, iniziano i guai. A so-
li 4 mesi dal suo mandato, un
treno carico di pellegrini hind
viene dato alle fiamme: muoio-
no 60 persone. Secondo una
prima versione, sarebbero stati i
musulmani ad appiccare il fuo-
co. Modi decide di esporre le
salme nella capitale, e la cerimo-
nia contribuisce a far esplodere
la tensione. La vendetta ind
provoca quasi 2000 morti. Si
parla di terrorismo di stato, po-
grom, pulizia etnica.
Adesso che ha vinto ed pre-
mier viene congratulato da
Obama. Alla cerimonia di inse-
diamento sono addirittura pre-
senti il premier pachistano Na-
waz Sharif e lafgano Karzai.
Tutti sembrano sorridenti e ot-
timisti. Di certo non approva
Sonia Gandhi, seduta livida e
serissima, di fianco al figlio
Rahul. Ironia della sorte: loro,
che sono la dinastia uscente,
aristocratici da quattro genera-
zioni, che parlano meglio l'in-
glese dell'indi, ricchissimi e ar-
ricchiti a forza di scandali, rap-
presentano l'ala secolare e la si-
nistra politica del paese. Modi,
di umili origini, vegetariano,
praticante di yoga e meditazio-
ne, n ricco n arricchito, incar-
na la destra fondamentalista
della nazione.
Linsediamento di Modi La Pre ss e
PA RA D OSSO
La famiglia Gandhi, lite
della nazione sconfitta,
rappresenta ormai
la sinistra del paese
Lui, di umili origini,
la destra nazionalista
VENDETTA POST-ELETTORALE
Il nuovo presidente Poroshenko aveva detto di volere la pace,
ma intanto lesercito vuol prendere possesso dello scalo come testa
di ponte per i rinforzi che riprendano il controllo dellintera regione
Pianeta terra
PAKISTAN FAMIGLIA LAPIDA LA FIGLIA SPOSA
Una 25enne incinta stata lapidata a morte dai familiari davanti alla
sede dellAlta corte di Lahore per aver sposato il marito nonostante la
loro opposizione. Quasi 20 parenti hanno attaccato lei e il marito con
bastoni e mattoni in pieno giorno davanti ai passanti. La Pre ss e
SUDAFRICA TORTURA FAMIGLIA PER ANNI
Un uomo avrebbe segregato per anni moglie
e i cinque figli, torturandoli in una casa nei sobbor-
ghi di Johannesburg. stato fermato dalla polizia
venerd. Il 36enne seviziava i figli, di et compresa
fra i 2 e i 16 anni, usando cavi elettrici, e aveva
reso la moglie una schiava sessuale. La Pre ss e
18 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano
SECONDO TEMPO
S P E T TAC O L I . S P ORT. I DE E
Il Gruppo in mezzo alla neve. In alto, la maglia rosa Nairo Quintana La Pre ss e
TOM CRUISE: VORREI LAVORARE
CON UN REGISTA ITALIANO
Vorrei lavorare con un regista
italiano. Mi piace lItalia e rispetto
linfluenza italiana sul cinema. Lo ha
detto Tom Cruise a Sky Tg24 HD
MILAN: INZAGHI ALLENATORE
MANCA SOLTANTO LA FIRMA
Allufficialit mancherebbe soltanto
la firma: salvo colpi di scena, nella
prossima stagione il Milan sar
allenato da Pippo Inzaghi
LEGA CALCIO: BASTA GIOCATORI
IN COMPROPRIET TRA SQUADRE
La Figc ha abrogato le compartecipazioni
tra squadre nella propriet del cartellino di un
giocatore (formula utilizzata solo in Italia)
a partire dalla prossima finestra di mercato
di Leonardo Coen
M
ettiamola cos. Ci sono tutti gli in-
gredienti per un tappone da leg-
genda: una prima salita che sfor-
bicia il gruppo, quella del Gavia a
2.618 metri. Nemmeno il tempo
di dimenticare la fatica e la piog-
gia ghiacciata che c larrampi -
cata dello Stelvio, il punto pi alto
del Giro dItalia: Cima Coppi
(2.758 metri), 36 tornanti a salire,
48 a scendere. Il maltempo flagel-
la la corsa. Le Alpi non hanno fer-
mato le correnti fredde dal Nord.
La pioggia gelida si trasforma in
nevischio. A tre chilometri dal
Passo si fa neve. In testa schiz-
zato labruzzese Cataldo. Lo in-
segue il colombiano Chalapuz,
primo sul Gavia, con un francese
a ruota, Dupont. Pi indietro,
Pantano, altro colombiano. Il
gruppetto della maglia rosa Uran
con tutti i migliori, sinerpica con
un paio di minuti di ritardo.
La squadra di Quintana la pi
attiva. Ha scatenato la bagarre
fin dal Gavia. Chiaro lintento:
sfibrare gli avversari. Mettere in
crisi Uran. Vedere quanto vale
Fabio Aru, il sardo che ha vinto
alla grande la tappa di Monte-
campione. Badare a Pierre Rol-
land, ottimo sulle montagne.
MA LA TREGENDA non diventa
leggenda. Il termometro segna
un inquietante -0,5. Il freddo il
nemico peggiore dei ciclisti. Non
fa paura lestenuante salita, ma
linterminabile discesa sino a
Trafoi. Pericolo poltiglia assassi-
na. Lorganizzazione del Giro,
mossa da eccessiva prudenza, co-
munica con un ingarbugliato
messaggio che davanti ai grup-
petti di testa, dopo lo scollina-
mento, ci saranno moto per evi -
tare attacchi e grossi rischi. Pe-
ricolo, bandierina rossa. Molti
direttori sportivi pensano che la
discesa sia neutralizzata e che
quelle moto fungano da safety
bike. Classico pasticcio allitalia -
na: o neutralizzi la discesa o non
dici nulla evitando equivoci.
Quintana ha talento nelle gambe.
E la scaltrezza dei poveri. Appena
passa lo Stelvio, cambia marcia.
Gioca dazzardo? No, cresciuto
aggrappato alle Ande colombia-
ne a 3.000 metri. Ha visto che la
neve si scioglie e che non si forma
poltiglia. Il grande scalatore at-
tacca in discesa. Il colombiano,
24 anni, dimostra sagacia e fur-
bizia da consumato campione. La
raccomandazione di Radiocorsa
non un diktat. Cos Quintana va
allinseguimento di Cataldo e de-
gli altri che non stanno certo ti-
rando i freni, una decina, in or-
dine sparso. Il colombiano li rag-
giunge, si forma in testa un grup-
petto di sei con Quintana che ta-
rella a ventre basso. Su, allo Stel-
vio, scoppiata intanto la bufera.
Non di neve. Ma di polemiche.
Perch a confondere le idee ar-
rivato pure un tweet in cui si con-
ferma che la discesa dallo Stelvio
stata neutralizzata a causa delle
condizioni meteo. Nellera del
ciclismo internet, Twitter la re-
ferenza. Molti corridori, infatti, si
sono fermati per cambiarsi e pro-
teggersi dal freddo. Tanto, si
scende frenati...
Non cos. Quintana scattato
come una saetta. Lui non ha col-
pa. Quando c qualcuno in fuga,
non ti chiedi chi c e come riu-
scito ad andarci: lo raggiungi. Se
ci riesci. Ci vuole pellaccia per at-
taccare in discesa. Dopo Trafoi,
Uran e gli altri avevano 18 km di
falsopiano per raggiungere
Quintana e i compagni di fuga.
Il distacco invece di calare leg-
germente aumentato: bastava
osservare i volti di Rigoberto o
di Aru, la smorfia di fatica di
Evans per capire che il tweet non
centrava nulla (pi tardi verr
rimosso, e un altro chieder scu-
sa). Fatto sta che ai piedi della
Val Martello un nome, un pro-
gramma Quintana aumenta e
si libera di met dei compagni.
Resistono stoicamente Rolland
e il cocciuto canadese Hesjedal,
che vinse il Giro del 2012, e che
dimostra quanto le polemiche
siano fuochi fatui.
Lultima arrampicata inedita al
Giro. Comincia gradualmente,
diventa perfida giusto ai piedi del
traguardo, con sei tornanti che
sembrano ascensori. Quintana
molla il francese e il canadese.
Vince solo, da padrone della cor-
sa rosa. arrivato un po ingrip -
pato, con problemi respiratori. Si
curato in corsa. Mimetizzato
nel gruppo, ha evitato tracolli
nella prima settimana, ha perso
nella crono di Barolo ma non in
modo traumatico. Negli ultimi
giorni, appena le pendenze si so-
no fatte pi arcigne, ha iniziato a
rosicchiare secondi: Non sono
arrivato secondo al Tour de
France per caso. La moto con la
bandierina rossa? Non lho vista.
Gli altri? Se volevano raggiunger-
mi, potevano farlo.
Sulla moto, bugiardo: lo smen-
tisce chi stava sulla moto: Nairo la
seguiva e si scostata per lasciarlo
passare. Quanto alla salute, dice
di essere migliorato per tossisce
tra una parola e laltra. La clas-
sifica ora vede dietro Quintana lo
spodestato connazionale Uran , a
1 e 41. Terzo resiste Evans.
Quarto Rolland. Aru sceso al
sesto posto. Ha avuto uno scat-
tino dorgoglio nel finale: stata
una giornata dura, estrema. Ab-
biamo corso in condizioni criti-
che. Siamo stati tutti bravissimi.
Solo in sette si sono ritirati. Con
una maglia rosa mentitrice e vol-
pina. Da domani, tutti contro
Nairo. Il Giro della vendetta.
IL VINCITORE
Il colombiano si difende:
Il segnale? Non lho
visto. Mente, ma se
qualcuno gi in fuga non
ti chiedi come riuscito
ad andarci: lo raggiungi
di Luca Pisapia
U
na volta che la classe operaia ha
provato ad andare in paradiso, le
regole finanziarie di cui si dotato il
calcio per proteggere i pi ricchi, la
ricacciano allinferno senza tanti
complimenti. Questa la parabola
dellEibar, minuscola squadra di cal-
cio dellomonima cittadina (27 mila
abitanti) arroccata sulle montagne ba-
sche, nella valle del fiume Ego. Al ter-
mine di unentusiasmante cavalcata
in seconda serie, per la prima volta
nella storia lEibar si guadagnata con
due turni danticipo la promozione
nella Liga, e il diritto di ospitare nel
piccolo Estadio Municipal de Ipurua,
neanche 6 mila posti a sedere, Messi e
Cristiano Ronaldo. Ma cos non sar.
Anzi, ora lEibar rischia addirittura di
essere retrocesso in Terza serie. Il per-
ch presto detto, secondo il Decreto
Reale 1251/1999 ogni squadra nelle
prime due divisioni del calcio spagno-
lo deve avere un capitale sociale non
inferiore a un quarto di quello della
media delle concorrenti. E in Segunda
Divisin questa media di 2,2 milioni,
mentre il capitale del piccolo Eibar
di 422 mila e 253 euro. Per questo,
nonostante i conti siano in regola e i
bilanci in attivo, a differenza di squa-
dre come Real e Barcellona indebitate
per centinaia di milioni di euro con le
banche, il club basco deve trovare
quella differenza di 1,7 milioni entro il
30 giugno per mantenersi in seconda
divisione, figuriamoci fare il grande
salto nella Liga. Quindi o trova un
mecenate che lacquista, cambiando
per cos la sua stessa ragion dessere,
o deve rinunciare ai risultati sportivi
ottenuti sul campo. Ennesima dimo-
strazione che le regole finanziarie di
cui si dota il calcio servono solamente
a tutelare il diritto del pi forte.
Nato verso met degli Anni 40, lEibar
ha sempre militato nelle divisioni in-
feriori fino alla prima storica promo-
zione in seconda serie verso la met
degli Anni 80. Qui sono stati mandati
in prestito a farsi le ossa alcuni tra i
giovani pi promettenti dei grandi
club, come Xabi Alonso, fino alla sta-
gione 2004-05 quando con uno sco-
nosciuto e non ancora campione del
mondo David Silva, la squadra sfiora
la sua prima storica promozione in
Liga.
LEGGENDA vuole che proprio nel
match decisivo, sul risultato di 1-1,
proprio Silva allultimo minuto si sia
fermato davanti al portiere invece di
segnare perch un avversario era a ter-
ra. Ma sugli stadi dellEstadio Muni-
cipal de Ipurua nessuno lha presa ma-
le, era gi bello solo averci provato.
Dieci anni dopo, con in panchina il
basco Gaizka Garitano, che quel gior-
no era in campo, si andati addirittura
oltre: superata la concorrenza di mo-
stri sacri come Deportivo La Coruna e
Sporting Gijon, nel fine settimana
arrivata la prima storica promozione.
Ma alla fine di giugno lEibar con tutta
probabilit sar retrocesso dufficio in
Terza serie per non essere abbastanza
ricco, nonostante i bilanci in regola. In
un calcio che promette fair play fi-
nanziari e poi salva club con debiti
miliardari, questa favola dal finale tra-
gico che pare scritta da Hans Christian
Andersen, la dimostrazione defini-
tiva che alla classe operaia il paradiso
precluso.
La festa promozione dellEibar Ansa
Troppo poveri per la Liga
STORICA PROMOZIONE PER IL PICCOLO EIBAR. MA PER LA LEGGE IL CAPITALE SOCIALE NON BASTA
Un tweet non ferma il Giro
FREDDO E NEVE, LA DIREZIONE DI CORSA TENTA DI NEUTRALIZZARE LA DISCESA DALLO STELVIO RALLENTANDO IL GRUPPO
CON MOTO E BANDIERINE. LA COMUNICAZIONE CONFUSA. QUINTANA SE NE INFISCHIA E AGGUANTA LA MAGLIA ROSA
19 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
di Paolo Ziliani
F
ate finta di essere a
Chi vuol essere milio-
n a r i o? e rispondete
alla domanda: Do-
po la banana lanciata a Dani
Alves, in quale sede di gover-
no si sono fatti fotografare, in
coppia, primo ministro e ct
della Nazionale con una ba-
nana in mano? a) Angela Mer-
kel e Joachim Loew sulla sca-
linata del Bundestag, Berlino;
b) David Cameron e Roy
Hodgson allHouse of Lords
di Westminster, Londra; c)
Mariano Rajoy e Vicente Del
Bosque sotto le colonne del
Palacio de la Moncloa, Ma-
drid; d) Matteo Renzi e Cesare
Prandelli nel cortile di Palazzo
Chigi, Roma. Come dite?
LA MERKEL che sbuccia una
banana a favore di telecamera
non ce la vedete, e Cameron e
Rajoy neppure? E nemmeno
quel signore allantica di Del
Bosque, n quel robottino di
Loew, n quel baronetto di
Hodgson? Risposta esatta.
Il premier e il ct immortalati a
sbucciare una Chiquita ri-
spondono al nome di Renzi e
Prandelli, rispettivamente
presidente del Consiglio e al-
lenatore della Nazionale di
calcio del Belpaese.
Se Giovannino Guareschi vi-
vesse oggi, invece delle avven-
ture di Peppone e Don Camillo
che si sfidano e si bastonano in
riva al Po scriverebbe le avven-
ture di Matteo e Don Cesare
che fanno bisboccia in riva
allArno. Peppone era il sin-
daco del Pci col baffone alla
Stalin, Matteo il segretario
del Pd col giubbino alla Fon-
zie; Don Camillo era il parroco
di campagna che parlava con il
Crocifisso, Cesare il Ponte-
fice del Pallone che sussurra
allo Spirito Santo e si fa dettare
le tavole dei Dieci Comanda-
menti (leggi Codice Etico).
Si compenetrano a tal punto, i
due, che don Cesare potrebbe
diventare in un amen il Don
Matteo di una nuova, getto-
natissima serie televisiva con
sottotitolo: Prandelli, il ct
renziano. Non per niente si
present alla Leopolda, il 17
novembre 2012, ad appoggiare
pubblicamente Renzi alla vi-
gilia delle primarie poi perse
con Bersani.
La notizia di questi giorni che
Prandelli ha firmato il prolun-
gamento del contratto che lo
legher alla Nazionale fino
allEuropeo del 2016. Guada-
gner, al netto, 1 milione e
mezzo a stagione, ma potr
conservare il 50% dei diritti
dimmagine, nella speranza
che i futuri spot siano un po
meno funerari di quello di Il -
lumia di cui Cesare incol-
pevole testimonial.
Su Prandelli allenatore esisto-
no due correnti di pensiero:
per alcuni luomo che non sa
cosa sia la vittoria un cam-
pionato di B col Verona e un
Viareggio con lAtalanta nel
suo palmars , per altri il
tecnico capace di spremere
sangue dalle rape: leggi le 3
qualificazioni-Champions nei
Don Matteo Prandelli,
perfetto Cesare nazionale
RENZI A PALAZZO CHIGI, LEX ALLENATORE DELLA FIORENTINA
SULLA PANCHINA AZZURRA FINO AL 2016: FATTI LUNO PER LA LT RO
La foto an t i ra z z i s t a di Matteo Renzi
e Cesare Prandelli nel cortile di Palazzo Chigi Ansa
5 anni alla Fiorentina e il 2
posto agli Europei 2012 con
belle vittorie su Inghilterra e
Germania e una Waterloo fi-
nale (0-4 contro la Spagna) che
non imped a un Napolitano in
piena sindrome-Pertini di ri-
cevere in pompa magna al
Quirinale il ct e i suoi azzurri al
loro ritorno. Renziano come
nessuno (Il ricambio genera-
zionale disse a Barbara To-
masino dellHuffington Post
un aspetto che investe la to-
talit del sistema Italia.
COSA FACCIAMO di concreto
nel nostro Paese per formare
una classe dirigente? Senza ri-
cambio, in tutti i settori della
vita non c futuro), al ricam-
bio in Figc Prandelli si de-
dicato con passione: anzitutto
facendo assumere alla vigilia
dellEuropeo 2012 il figlio Nic-
col, 30 anni, che gi aveva
portato con s alla Fiorentina
(per la serie: non tutti i bam-
boccioni sono uguali). Ave -
vamo bisogno di tre persone
spieg lui con n o n c h a l a n ce , e
una doveva fare parte dello
staff tecnico. Chi meglio di
mio figlio che ha lavorato con
me a Firenze? Oltretutto potr
passare un mese con lui. Wi t h
co m p l i m e n t s .
Legato a Novella Benini, lex
compagna dellimprenditore
Chicco Testa, dopo la morte
della moglie Manuela avvenu-
ta nel 2007, molto attivo sul
fronte anti-omofobia (non po-
polatissimo nel mondo del cal-
cio), in Nazionale ha portato il
famoso Codice Etico dalle re-
gole imperscrutabili (i pugni
di Chiellini sono carezze, quel-
li di De Rossi aggressioni da
codice penale). In Nazionale
port anche, un giorno del
2012, Farina, il difensore del
Gubbio bandiera del calcio
pulito (aveva rifiutato 200 mila
euro per vendere una partita):
ma assieme al ragazzo, alle 6
del mattino arriv a Covercia-
no anche la polizia per perqui-
sire un azzurro, Criscito, che il
ct in fretta e furia mand a ca-
sa. Non proprio un capolavoro
di tempismo. Ora scatta lope -
razione Brasile 2014: Bear-
zot aveva Scirea, Tardelli, Bru-
no Conti e Paolo Rossi; Pran-
delli ha Barzagli, Montolivo,
Cassano e Balotelli. Che lo Spi-
rito Santo sia con lui!
SECONDO TEMPO
I DUE CAPITANI
Il mister potrebbe
interpretare la fiction
il ct renziano. Dopo
tutto and alla Leopolda,
ad appoggiarlo alla vigilia
delle primarie con Bersani
20 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano
Parco Eolico
Gela
LA DISTRUZIONE dellambien -
te il pi cinico degli affari. E i suoi
protagonisti sono spesso inso-
spettabili.
L'ex ministro dellAmbiente Cor-
rado Clini per dire appena
finito in carcere con laccusa di
aver distratto, insieme ad un
complice, 3,4 milioni di euro da
un progetto di tutela dellam-
biente e delle risorse idriche in
I ra q .
Le pale eoliche per dirne unal-
tra stanno diventando una mi-
naccia sempre pi seria per il
paesaggio italiano. Uno dei pro-
getti pi clamorosamente sba-
gliati per usare un eufemismo
prevede di impiantare un parco
eolico off-shore di 38 pale ad ap-
pena due miglia dalla costa si-
ciliana, nel golfo di Gela: laddove
nel resto dEuropa simili impian-
ti stanno ad almeno 30 o 40 mi-
glia di distanza. E non di fronte a
paradisi naturalistici e archeolo-
gici.
Il gruppo industriale che ha pro-
posto il progetto controllato da
una societ di La Spezia, la Ter-
momeccanica spa, a sua volta
controllata dal gruppo bancario
Intesa San Paolo di Torino: e un
fatto che il progetto sia stato
promosso dal governo del sena-
tore a vita Mario Monti, il cui mi-
nistro delle Infrastrutture era
Corrado Passera, gi ammini-
stratore delegato di Banca Inte-
sa. Una circostanza che l'ex mi-
nistro ha derubricato a una mera
coincidenza: ovviamente. In
ogni caso, e nonostante che il
ministero per i Beni culturali e le
soprintendenze siciliane lo
avessero bocciato, il progetto
stato approvato proprio dall'al-
lora ministro Clini. Nessuno
p e r fe t to.
E no che una delle mille storie:
mentre questa contesa approda
al Tar, vengono presentati altri
due progetti analoghi che preve-
dono l'impianto di ben 217 pali
eolici offshore a poca distanza.
La difesa dellambiente italiano
come condizione essenziale
della democrazia del futuro
uno dei nuclei fondamentali in-
torno ai quali potrebbe forse ri-
prendere forma una sinistra ita-
liana: perch certo una simile
battaglia non la ragione sociale
dell'eterna balena bianca che
appena tornata a solcare i mari
della politica e degli affari italia-
ni. Pale eoliche incluse.
TEATRO
La p o r n o g ra f i a
solo un pretesto
Ro m e o & Juliet
re l o a d e d
SAGA VOL. 1-2-3
di Brian K. Vaughan e Fiona Staples,
Bao publishing, 168 pagg., 14 euro cad.
Q UA N D O si leggono troppe recensioni entusia-
stiche di un fumetto un po' di diffidenza lecita:
se piace a tutti non sar niente di speciale. E Sa -
ga piace a tutti, l'uscita del terzo volume appena
pubblicato da Bao stata accolta con un entu-
siasmo che non si registra spesso. Anche il let-
tore pi scettico, per, felice di sbagliarsi: Saga
, appunto, una saga irresistibile. Lo scrittore
Brian K. Vaughan che ha conquistato il grande
pubblico sceneggiando supereroi, ma lo status
se l' guadagnato con i suoi lavori pi originali,
tipo Y the last man. Ai disegni Fiona Staples, una
delle poche artiste donne del settore, che su Sa-
ga sta costruendo la sua reputazione. Difficile
spiegare esattamente che tipo di fumetto : la
base Romeo e Giulietta, l'amore contrastato,
impossibile e dunque inevitabile e tragico, poi c'
la fantascienza venata di fantasy che permette di
raccontare il mondo cos com' dietro un velo di
finzione e con una dose di progressismo liberal che sarebbe dif-
ficile da inserire in una ambientazione realistica (coppie gay, cul-
ture diverse in dialogo, adolescenti difficili ma sensibili, ampia
gamma di combinazioni sessuali e religiose). E tante trovate ge-
niali: la migliore una mercenaria che sembra la Venere di Milo,
bellissima e senza braccia, con gli occhi multipli di un ragno. E che
di un ragno ha anche le otto zampe ma nascoste sotto la gonna.
Oppure il Gatto Bugia, fastidioso felino che segnala quando qual-
cuno prova a mentire. Strepitosi gli aristocratici: quando sangui-
nano spandono liquido blu, al posto della testa hanno un televisore
su cui scorrono immagini del loro inconscio quando provano emo-
zioni forti. Al centro: Marko e Alana, i loro mondi sono impegnati in
una guerra di cui si sono perse le ragioni, ma il loro amore pi
forte, e la loro figlia Hazel, il sogno di pace che diventa vita. Storia
gi sentita? Forse, ma non l'avete mai sentita raccontata come da
Vaughan&Staples.
FUMETTO
di Laura Cherubini
L
a Triennale di Mila-
no presenta, a cura di
Paola Nicolin, unaf -
fascinante mostra
dellartista austriaco Markus
Schinwald (Salisburgo, 1973).
Schinwald aveva dato unotti -
ma prova al Padiglione Austria-
co della Biennale di Venezia nel
2011. In genere Schinwald tra-
sforma gli spazi della mostra in
ambienti a connotazione tea-
trale e immette pitture e scultu-
re allinterno di performance
teatrali. A Venezia aveva cam-
biato attraverso una serie di ar-
diti tagli larchitettura interna
del Padiglione realizzato da Jo-
seph Hoffmann nel 1934, uno
dei pi belli dellintera area dei
Giardini. I suoi riferimenti cul-
turali spaziano da Calvin Klein
a Nietzsche e investono il corpo
umano e gli abiti che indossa, i
codici linguistici e gli spazi so-
ciali. Tra le sue prime opere tro-
viamo calzature non funzionali
e una camicia da cerimonia tra-
sformata in camicia di forza.
ALLA TRIENNALE lartista
combina teatro, pittura, video e
scultura utilizzando come strut-
tura portante alcune scenogra-
fie che Micheal Levine aveva
realizzato per la rappresentazio-
ne del Don Giovanni di Wolfgang
Amadeus Mozart (diretto da
Daniel Barenboim con regia di
Robert Carsen) alla Scala nella
stagione 2011/12. Il titolo della
mostra rimanda a quello origi-
nale dellopera di Mozart, Il dis-
soluto punito o sia il Don Giovanni.
La storia di Don Giovanni, nelle
sue infinite varianti, narra la sto-
ria del libertino seriale che rifiu-
ta di pentirsi e precipita agli in-
feri trascinato dallagghiaccian -
te stretta di mano di un convi -
tato di pietra, una statua.
Nella mostra di Schinwald le
sculture Cu l b u to s , in resina e fi-
bra di carbonio, ondeggiano su
se stesse come i giocattoli a base
sferica che tornano sempre alla
posizione iniziale. Le sue opere
si comportano come attori o
comparse di una narrazione
senza inizio n fine, e stanno
allinterno di un apparato sceni-
co che, come una protesi, un
equipaggiamento necessario,
sebbene dalluso non specifica-
to scrive Nicolin che prosegue
Lo spettatore insieme un te-
stimone del retroscena e un at-
tore sul palcoscenico.
Le quinte riproducono il sipario
e sono disegnate per essere viste
di fronte e dal retro, su di esse si
aprono porte e finestre. Sono
elementi architettonici instabili
che in qualche modo incarnano
il tema ambivalente del doppio
tipico del dramma Don Giovan-
ni.
PITTURA e scenografia si fon-
dono poich i quadri sono col-
locati sul retro delle quinte. So-
no realizzati da autori anonimi
o sconosciuti del XIX secolo che
lartista acquista e sui quali poi
interviene giustapponendo pro-
tesi, maschere o veli su parti di
confine del corpo umano, co-
me occhi, naso, bocca, orecchie
e che rinomina con un nome
proprio (Nicolin).
Tra i riferimenti culturali di
Schinwald centrale la psicana-
lisi. Qui si richiama al caso del
Presidente Schreber le cui Me-
morie furono analizzate da
Freud evidenziando una combi-
nazione di paranoia e schizofre-
nia. Il padre del Presidente, pe-
diatra, aveva inventato gli Schre -
bergar ten, orticelli per lattivit
fisica dei bambini e anche alcuni
apparecchi per la corretta po-
stura. Gli elementi teatrali sono
solitamente usati per definire
uno spazio illusorio, qui per gli
interventi di Schinwald scom-
paginano continuamente lillu -
sione. Lincanto rotto.
Don Giovanni
il dissoluto punito
ALLA TRIENNALE DI MILANO UNA F FA S C I NA N T E
MOSTRA DELLAUSTRIACO MARKUS SCHINWALD
A RT E
SECONDO TEMPO
Per soli uomini
Milano, Teatro Libero, fino al 1 giugno
ATTENZIONE: lo spettacolo consigliato
a un pubblico adulto, si legge sulla lo-
candina. E persino il titolo della pice pro-
mette unesperienza pruriginosa per soli
uomini: una ghiotta occasione per sentir
parlare di tette e culi, trans e onanismo,
eiaculazioni su facce candide e supermer-
cati zeppi di prodotti fallici, dai tubetti del
dentifricio alle pi scontate verdure. Ma
tutto un pourparler, in scena accade poco o
niente, un chiacchiericcio logorroico per
uomini soli, volendo ribaltare lammiccan -
te etichetta del testo di Massimo Sgorbani,
ora allestito da Giovanni Battaglia, che ne
pure interprete insieme con Alessandro
Castellucci. I due sono rispettivamente Lu-
ca e Guido, pi o meno amici, pi o meno
confidenti, pi o meno solidali nel momen-
to della tragedia finale: il primo un ram-
pante dentista, ero-
tomane e cripto
gay, il secondo un
amante seriale ep-
pur schivo e reti-
cente, per la classi-
ca legge chi fa non
parla. La porno-
grafia specchietto
per le allodole e il
sesso un pretesto per occuparsi da m o re ,
mal damore, tradimenti, quote azzurre dei
sentimenti, femminicidio, blablabla (per
inciso, di Sgorbani molto pi trasgressiva
lopera in cartellone al Piccolo, imbastita da
Teatro i: Blondi, parte del trittico Inna -
morate dello spavento, che ha per pro-
tagoniste le donne di Hitler: la cagna Blon-
di, appunto, Eva Braun e Magda Goeb-
b e l s) .
Pur nellapparente risibilit di dialoghi e
monologhi, gli attori sono bravi a tenere
la tensione drammatica e sinceri nella
commozione per lo sciagurato epilogo.
Piuttosto fuorviante , invece, la scelta
dei costumi: un vistoso paio di mutande
blu, ora coperte da un asciugamano, ora
indossate con giacca, calzini e mocassini,
ora occultate dai boxer. Qui la seminudit
disturbante perch si percepisce distin-
tamente il pudore degli interpreti nellesi-
bir pance e peli, e questa una mossa un
poco crudele; altro che sodomia col den-
t i f r i c i o.
PATRIMONIO ALLITALIANA
Lepidemia delle pale eoliche
M A R K US
SCHIN-
WALD
Tr i e n n a l e,
M i l an o
di Tomaso Montanari
di Stefano Feltri
di Camilla Tagliabue
21 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4 SECONDO TEMPO
ONDA SU ONDA
Renzi o non Renzi,
in Rai decide la politica
IL PEGGIO DELLA DIRETTA
Verdetto finale, le solite
storie da primo pomeriggio
TIBERIOTIMPERI Conduttore insieme
a Veronica Maja di Verdetto finale, Raiuno Ansa
di Loris Mazzetti
L
advisor Mediobanca Secu-
rities, sulla privatizzazione di
una fetta di Rai Way, ha suggerito la
fusione tra la controllata della Rai e
Ei Towers, ipotizzando la nascita di
un monopolista del mercato con il
50% delle torri. Diceva Andreotti:
A pensar male si fa peccato ma
spesso ci si azzecca. Tra i consiglieri
di amministrazione della banca fon-
data da Cuccia figurano: Pier Silvio
Berlusconi, Bruno Ermolli, lo stori-
co commercialista di Berlusconi,
Tarak Ben Ammar. Il dg Gubitosi,
saggiamente, ha preferito affidarsi a
un altro advisor: la Banca Leonardo
di Gerardo Braggiotti, concorrente
diretto di Mediobanca.
La Rai salva dalle influenze berlu-
sconiane? No, il mercato stesso po-
trebbe favorire lunione tra Rai Way e
Ei Towers. Una soluzione per impe-
dirlo ci sarebbe. La tv pubblica, Me-
diaset e la nuova societ nata tra Te-
lecom Italia Media e Rete A di De Be-
nedetti, come operatori di rete, han-
no il massimo delle frequenze: 5 mux
in diritto duso per la diffusione del
segnale digitale. La Rai lunica tv di
Stato europea che trasmette 14 cana-
li, con una strategia editoriale molto
discutibile, se Rai Way, prima di es-
sere messa sul mercato, diventasse
anche operatore di rete con un mux,
aumenterebbe molto il suo valore e
soprattutto, n Mediaset, n De
Benedetti potrebbero entrare in
societ in quanto hanno gi rag-
giunto il limite massimo per legge.
Il trionfo elettorale di Renzi e la fine
del politico Berlusconi, potrebbero
far cadere le eccessive timidezze
del governo sul fronte del conflitto
di interessi e del riordino del sistema
radiotelevisivo, azioni che andreb-
bero intraprese prima di qualsiasi
tentativo di privatizzazione di parti
della Rai, perch il rischio la sven-
dita del bene comune.
RENZI ha bisogno di far cassa per po-
ter coprire, nel 2014, gli 80 euro in
busta paga che tanto hanno portato
al Pd in questo voto europeo, i 150
milioni di euro andrebbero prelevati
non direttamente alla Rai, ma a chi
evade il canone. Quello che sorpren-
de, oltre alla subalternit di Renzi a
Berlusconi (per il centrosinistra, dal
1994, il settore tv considerato ter-
reno minato), il cda della Rai che ha
dato mandato a Gubitosi di interve-
nire su Rai Way senza minimamente
tenere in considerazione il parere dei
lavoratori e della presidenza della
Commissione parlamentare di Vigi-
lanza. Rai Way un asset strategico
per lintero settore pubblico, senza le
torri qualunque attivit wireless: tv,
radio, Internet in mobilit sarebbe
impossibile. Ancora una volta la
politica che decide per la Rai.
di Luigi Galella
N
ellaccalorata controra, un tempo,
ci si ristorava dalle fatiche del la-
voro, mentre il sole ardeva sui campi. Un
momento ritemprante e alloccorrenza
dilettevole. Nellombra delle stanze fre-
sche e semibuie, la mente si faceva pi
lucida e il corpo, volendo, poteva con-
cedersi una tregua ludica e sensuale. Ma
le abitudini cambiano. E se i moderni al-
largano mediaticamente gli orizzonti,
restringono di contro il vissuto. E lamo -
re, col suo corredo di passione e tradi-
mento, si fa spettacolo. Degli altri. Mo-
desto, magari. Televisivo, naturalmente.
La fascia del primo pomeriggio appal-
tata a cuore e amore. Incontri, relazioni,
rivalit, gelosie, litigi. E tribunali, talvol-
ta, quando gli umori esplodono. Quelli
del Verdetto Finale, ad esempio. Appun-
tamento quotidiano di Rai1, gi affidata
alle collaudate mani di Veronica Maja, e
ora condotto da Tiberio Timperi.
La puntata di marted presentava il caso
di una coppia in crisi: lei, dopo venticin-
que anni di matrimonio, scopre che lui la
tradisce e chiede quindi la separazione
con addebito al marito. Un uomo de -
bole, che per una storia squallida getta
al mare la felicit di una vita trascorsa
insieme. Lui ribatte usando il tasto della
necessit: lei, piagnucola, non gli si con-
cedeva pi, o lo faceva per pure dovere.
Stringe gli occhi e drammatizza la mi-
mica, cercando di impietosire l'uditorio.
Ma lei inflessibile ribadisce di non es-
sere mai venuta meno ai doveri coniu-
gali. E lui: doveri, appunto. Non pia -
ceri. Con gli occhi e il musetto di un vi-
tellino, abbandonato da una madre, in-
differente e distratta. Pi volte, con lin-
guaggio forbito, precisa di essersi sentito
trattato alla stregua di un maniaco ses-
suale, una specie di erotomane, succube
dei propri bisogni materiali. Avrebbe so-
lo desiderato una maggiore considera-
zione da parte di lei. Che per ha trovato
nellaltra.
POI GIUNGONO i due avvocati, un ma-
schio e una femmina, con interrogatori
incalzanti. Calati nella parte, convincenti
per contratto. Che evocano celebri scene
della commedia italiana degli Anni 50,
con involontaria comicit. Ad esempio
una memorabile, in cui Vittorio De Sica
si produce in unarringa dal climax irre-
sistibile, con lingua aulica e gestualit de-
bordante, e qualche vuoto di memoria, in
difesa di un Mastroianni bigamo. Con la
differenza che quella era una geniale ma-
schera grottesca, e questa una modesta
copia di un finto originale.
Fra un intervento e l'altro il conduttore si
avvicina agli esperti, in tribuna. Che un
tempo erano tre e ora sono ridotti a due.
Forse perch Renzi ha chiesto 150 milio-
ni alla Rai, e da qualche parte bisogna ta-
gliare. Esperti, o comunissimi vip, come
Eleonora Giorgi, lindimenticabile pro-
tagonista di B o ro ta l co di Carlo Verdone.
Lappassionata fan di Lucio Dalla, che
ascoltava estasiata le gesta del finto ma -
rinaio Verdone, imbarcatosi un bel
giorno su un cargo battente bandiera li-
beriana. Che ora, con non minore pas-
sione, si infervora nella difesa di lui, il ma-
rito, che essendo un uomo ha esigenze
diverse rispetto alla donna, e va quindi
perdonato. Poi c il giudice, che sen-
tenzia contro il fedifrago. E infine la giu-
ria popolare, che ribalta il verdetto del
magistrato, e d torto a lei. Applausi finali
del pubblico e sorrisi di soddisfazione, sui
volti appagati dei due contendenti.
luigalel@gmail.com
Gli ascolti
di luned
GRANDE FRATELLO 13
Spettatori 4,7 mln Share 24, 25%
PORTA A PORTA
Spettatori 2,82 mln Share 12%
IL CODICE DA VINCI
Spettatori 2,21 mln Share 9, 5 1 %
PIAZZA PULITA
Spettatori 1,24 mln Share 5 ,70 %
22 MERCOLED 28 MAGGIO 2014 il Fatto Quotidiano
nevoli del web. Quindi la sod-
disfazione per la batosta pen-
tastellata, che linfausta dida-
scalia di Grillo su un Paese di
pensionati che non li merita
rende ancora pi cocente e
meno consapevole, pu titilla-
re la pruderie di qualcuno, ma-
gari pronto flaianamente a sa-
lire sul carro vincente, ma non
sembra un gran propellente
per il futuro, n immediato n
a medio termine. Perch il
trionfo renziano non solo non
risolve di per s i profondi guai
del Paese che pure gli ha tri-
butato questa sonora maggio-
ranza, ma per ora si porta die-
tro un bagaglio ancora pesan-
te nel partito, assai pi che
nella realt dei votanti: dico
delle correnti con poca acqua
politica, spesso pi simili a
di Ferruccio Sansa
L
a magistratura
indispensabile. Si
vede quando ri-
mane lultimo e
spesso unico argine contro
il malaffare, come mostra ora
Milano. Per questo pesa tan-
to, in negativo, quando non
svolge appieno la sua funzio-
ne, come potrebbe essere
successo in Liguria.
CHE LA REGIONE fosse ma-
lata si sapeva. Lo sentono i
cittadini pervasi da un senso
di oppressione che va ben ol-
tre il tradizionale mugugno
ligure: lottizzazioni selvagge,
una classe politica che occu-
pa ogni spazio umiliando la
societ civile ed difficilmen-
te distinguibile dalla finanza,
dagli affari. Ed ecco la prima
ombra sulla magistratura li-
gure in questi anni: lassenza.
Doverano gli inquirenti
mentre i furbetti delle banche
facevano stando alle recenti
accuse i loro affari con i
soldi della Carige, mettendo a
repentaglio un glorioso isti-
tuto di credito e centinaia di
posti di lavoro? Doverano
mentre cera chi lucrava plu-
svalenze milionarie da alie-
nazioni di beni pubblici? E al
tempo dei clamorosi crac che
vedevano protagonisti im-
prenditori amici della politi-
ca di destra come di sinistra?
Doverano quando la centra-
le di Vado gettava indistur-
bata il suo fumo nel cielo di
Savona? Doverano quando a
Ponente la costa si riempiva
di cemento e imprenditori in
odor di ndrangheta si riem-
pivano le tasche?
Adesso lo scopriamo, grazie
allordinanza che ha portato
allarresto del grande capo di
Carige. Migliaia di pagine
che scoperchiano il pentolo-
ne del potere a Genova. E im-
pongono un esame di co-
scienza anche alla magistra-
tura.
Ci si ritrova con due procu-
ratori, un vice-procuratore e
un magistrato denunciati.
Tre Procure su quattro toc-
cate dalle indagini. Mai visto,
anche se bisogna distinguere:
Francantonio Granero, pro-
curatore di Savona, ha dato il
via a importanti inchieste
sulla criminalit organizzata
e, appunto, la centrale di Va-
do. Le affermazioni di Ber-
neschi nei suoi confronti, a
una prima verifica, sarebbero
millanterie. Restano da chia-
rire gli asseriti rapporti di
Berneschi e dei suoi amici, in
particolare Ferdinando Men-
coni, con il vice-procuratore
di Genova, Vincenzo Scola-
stico, e con Maurizio Capo-
ruscio, fino a due mesi fa alla
guida della Procura di La
Spezia.
Non basta: linchiesta d una
luce diversa a polemiche del
passato. Come quando i gior-
nali tra cui Il Fatto e Repub -
b l i ca svelarono le sponso-
rizzazioni di Carige alla squa-
dra di pallavolo dellallora ca-
po dei gip, Roberto Fucigna.
S, quella stessa squadra che
era anche sponsorizzata da
personaggi vicini al centro-
sinistra e soci di Carige sfio-
rati da inchieste dimenticate,
o archiviate dallo stesso gip.
Quegli stessi uomini di affari
che vantavano amicizia con
gli allora vertici della Procura
e della Corte dappello. Tutti
gli uffici giudiziari, insomma.
E il cronista ricorda quando
gli stessi vertici si premura-
vano di rimproverarlo in oc-
casione di inchieste giorna-
listiche su quegli ambienti.
Nessun reato, fino a prova
contraria. Ma almeno que-
stioni di opportunit che la
magistratura non ha affron-
tato, nemmeno a livello in-
terno. Preferendo quel mec-
canismo di autodifesa corpo-
rativa, ahim, tanto comune
in Italia (anche tra i giorna-
listi).
LA MAGISTRATURA sem -
brava pi attenta ai giochi
delle correnti, che vedono
sempre pi potente il ligu-
re-toscano Cosimo Ferri,
menzionato mai indagato
nelle intercettazioni di diver-
se inchieste, ma premiato con
valanghe di voti alle elezioni
per la segreteria di Magistra-
tura Indipendente; infine ap-
prodato alla poltrona di sot-
tosegretario alla Giustizia del
governo Renzi.
Difficile dire se la crisi morale
e civile della Liguria sia stata
causa o effetto di quella della
magistratura. Forse il berlu-
sconismo di destra e sinistra
ha finito paradossalmente
per contagiare la stessa ma-
gistratura cui si opponeva:
quasi che la svalutazione si-
stematica nei loro confronti
abbia finito per convincere
gli stessi magistrati.
Oggi il ricambio ai vertici de-
gli uffici riporta una ventata
daria: a Imperia un pm come
Roberto Cavallone indaga
sulla ndrangheta. A Savona
Granero affronta linquina -
mento. A Genova Nicola Pia-
cente e Silvio Franz si occu-
pano della Carige. E questo
spiraglio ci fa capire quanto
essenziale sia la magistratura.
Quando finalmente indaga.
O quando purtroppo tace.
NON SOLO BANCHE
SECONDO TEMPO
PIOVONO PIETRE
Confronto col M5S
Prima della r i s a cc a
IL BADANTE
P O T E N TAT O
accaduto di tutto,
il malaffare si respirava,
ma la magistratura era
impegnata in giochi
di potere. Come
dimostrano le indagini
LE PRIORIT
Siamo colmi
degli endorsement
del giorno dopo
La missione quella
di allargare il campo
a tutti i soggetti politici
Uno sportello della banca Carige Ansa
di Oliviero Beha
n A MENO CHE non mi sia
sfuggito, non mi risulta che
qualcuno si sia avvicinato nel-
le previsioni o nei vaticinii di
queste Europee alle propor-
zioni della vittoria del Pd di
Renzi o della recessione del
M5S. Ma non mi riferisco alle
bufale emerse da sondaggi ed
exit poll, bens alle chiaroveg-
genze dopinione che in un
Paese a democrazia avanzata
(!?!) sarebbero il sale del con-
fronto politico. Invece errori a
go g di tutti, quorum ego, che
in molti cercano di compensa-
re con gli e n d o rs e m e n t del gior-
no dopo oppure con la sequela
di sberleffi e insulti di cui sia-
mo gi colmi. Ma un conto
cospargersi il capo di cenere
per aver sopravvalutato le
piazze grillesche, la faccia
complementare del voto si-
c u ro al Pd, un altro ignorare
la realt politica dei territori. E
qui il M5S continua a rappre-
sentare la forma di protesta
pi forte in circolazione, di
pancia come di testa. Con pi
di un italiano su 5 che lo vota
comunque, oltre le sbavature
di comunicazione del suo lea-
der, lo sbaglio di alzare unasti -
cella elettorale che invece era
gi stata superata come salto
in lungo o triplo sul terreno
della socialit partecipativa, la
confusione tra lelettorato da
guadagnare e quello da perde-
re con lesasperazione dei to-
ni. La domanda ancora quel-
la della vigilia: i voti che sono
andati a Grillo dove sarebbero
finiti se il M5S non fosse esi-
stito? Domanda che ha il suo
risvolto immediato nellidea di
canalizzazione della rabbia
che il M5S ha significato e si-
gnifica nelle strade, in quelle
reali o in quelle magari ingan-
stagni paludosi, ma in grado di
impantanare qualunque azio-
ne del segretario. E non per di-
fetto di democrazia (finora
d ov era questa democrazia, se
ci siamo ridotti cos?) o con-
sapevolezza dei rischi di una
tendenza simile, bens per la
solita banalissima questione
di potere e di poltrone. I tra-
sformismi pro Renzi di questa
fase politica non hanno davve-
ro nulla da invidiare al brillante
passato che ha scarnificato
ideali e progetti di un Partito
che sarebbe nato con certi
presupposti, fin dal nome sul-
la locandina dopo ventanni di
aggiornamenti. Che fare allo-
ra, giacch di Lenin in giro non
se ne vedono? Tentare di allar-
gare il campo, coinvolgendo
sempre pi soggetti politici.
n SU ALCUNI temi fonda-
mentali chi del Pd senza
scheletri negli armadi avrebbe
tutto linteresse sociale e cul-
turale prima ancora che poli-
tico-economico di confrontar-
si con un M5S che non ha
scheletri non avendo armadi,
perch senza passato n au-
tentica tradizione politica. La
dizione Campo Democrati-
c o nasce allinterno di un Pd
in piena crisi nellautunno
scorso ed di Goffredo Betti-
ni, decisamente non un nome
nuovo nella politica italiana,
adesso neo parlamentare eu-
ropeo. Uno comunque che
quando cera da lasciare, nel
2008 ha lasciato. un campo
che va esteso oltre il Pd, per
ricreare un tessuto politico
condiviso nelle cose, nei biso-
gni e in una scala di valori co-
mune a pi cittadini di quel
che non si creda e che non vie-
ne misurata nelle urne. E il tut-
to in fretta, prima della risacca
in agguato anche per Renzi.
Liguria malata,
le colpe dei pm
di Alessandro Robecchi
N
aturalmente bisognerebbe tentare
unanalisi del voto europeo, ma come si
fa? Troppi impegni, troppe seccature. Per
esempio, bisogna andare al funerale di Scelta
Civica e dei montiani, estinti come le civilt
precolombiane senza nemmeno il bisogno
che arrivasse Cortez a sterminarli. Un fune-
rale triste: se anche ci andassero tutti i loro
elettori la chiesa rimarrebbe desolatamente
vuota. E pensare che solo due-tre anni fa si
pensava che fosse quella l la soluzione per
lItalia, un signore in loden circondato da pro-
fessori integerrimi (b, forse non tutti). Ecco,
una prece, che precede una domanda: e ora
che ci fa al governo in un posto importante
come lIstruzione un esponente e nemmeno
dei pi geniali, diciamo, la ministra Giannini,
di un partito che non esiste?
Poi, altra incombenza sgradevole, biso-
gnerebbe occuparsi della famosa destra
italiana, quella che si persa tra cagnolini e
dentiere, s, raggiungendo toni lirici di ma-
linconia estrema. Ma anche di quella post
(post?) fascista della signorina Meloni e
camerati sparsi. Ma anche di quella re -
sponsabile e di governo che porta a casa
un risultato scarno e triste e continua a dire
di essere il pilastro della destra nel gover-
no, come certi cespuglietti che si sveglia-
no ogni mattina cercando di convincersi di
essere sequoie. Auguri.
E fin qui si tratta di eser-
cizi di umana piet. E
poi, a dirla tutta, un po
di umana piet andrebbe
devoluta anche a Grillo e
ai grillini, alle fesserie sui
tribunali del popolo e sui
processi sul web, allo
splendido isolamento
del noi contro tutti, ma
noi per fare cosa a parte
un grande disegno teori-
co dai confini immagini-
fici non si saputo mai.
La grandezza immensa di Mohammad Ali
quando diceva dellavversario quello un
verme, lo distruggo, lo abbatto alla secon-
da ripresastava nel fatto che s, lo distrug-
geva davvero, e sul serio lo abbatteva alla
seconda ripresa. E questo un Paese dove
larroganza viene rispettata e servita e ri-
verita, ma deve vincere per, perch lar -
roganza che perde fa solo un po ridere.
L
esercizio pi complesso nei prossi-
mi mesi (e anni) sar invece analiz-
zare il dna del nuovo Pd renziano. Perch
non basta essere e dirsi post-ideologici
per eliminare il discorso sullideologia.
Ci che ti forma, alla fine, quello che sei,
e i flussi elettorali dicono che l dentro le
anime cominciano a essere numerose.
C il vecchio Pd, c il nuovo Pd, ci
sono gli elettori di Scelta
Civica (tutti quanti), c
un milione e mezzo di
voti provenienti da de-
stra (secondo Swg), pa-
recchi 5stelle rinati, c
ancora sicuramente
qualche elettore di sini-
stra, perch quelli che
hanno creduto alla lista
Tsipras non sono poi
tantissimi, anche se quel
quattro per cento una
specie di miracolo.
La scorciatoia nota e facile sempre quella:
parlare di nuova Dc, ma non cos sem-
plice n cos vero. Prima di tutto perch la
Dc aveva nel 40 per cento il suo massimo
orizzonte di gloria e invece il Pd renziano
pu crescere ancora (per dire: ha preso un
milione di voti in meno di quando Veltro-
ni segn il suo 34 per cento). E poi perch le
differenze al suo interno sono persino di
pi. Anche in Europa, ora, si faranno le lar-
ghe intese, ma il pi clamoroso esempio di
larghe intese proprio il Pd renziano, che
contiene un arco che va dalex elettore di
Forza Italia al vecchio militante del Pci,
passando per il modernismo fighetto e il
boy-scout-pensiero. Un blocco politico
che non un blocco sociale, insomma, e
che sar divertente osservare.
@AlRobecchi
BATOSTE E CADUTE
Siamo un Paese
che rispetta e riverisce
larroganza. Ma deve
vincere per, perch
larroganza che perde
fa solo un po ridere
Lanalisi post elettorale,
un e s e rc i z i o di umana piet
Goffredo Bettini Ansa
23 il Fatto Quotidiano MERCOLED 28 MAGGIO 2 01 4
A DOMANDA RISPONDO
Furio Colombo
SECONDO TEMPO
Il pareggio biscotto
tra lo Stato e la mafia
Posso solo essere in sin-
tonia con la sapienza di
Gian Carlo Caselli
espressa nelleditoriale
Falcone, tradito da vivo
e da morto quando ri-
corda che Giovanni Fal-
cone stato tradito da vi-
vo. Sulla memoria tradi-
ta di Falcone, mi permet-
to di obiettare invece che
si opera un tradimento
molto pi feroce, che
non quello possibile sul-
le sue spoglie. Ci si pu
infatti specchiare nelle
idee di chi non c pi, si
possono fare proprie le
sue idee, coniugandole
noi vivi al presente, ma
non si pu fare il percor-
so inverso. Non si pu far
aderire il pensiero di chi
non c pi alle proprie
idee del tempo presente.
Quando si opera un si-
mile ribaltamento di
percorso come fa Mar-
celle Padovani sostenen-
do che Falcone non
avrebbe mai sottoscritto
uninchiesta come quella
sulla trattativa, e come ha
fatto anche il professor
Giovanni Fiandaca in
una intervista raccolta
dallHuffington Post, in
cui ha testualmente af-
fermato che i magistrati
non mettano i piedi nelle
campagne elettorali
nemmeno per difendere
i loro processi: Falcone
sarebbe stato daccordo
con me , si tradisce ben
prima che Giovanni Fal-
cone morto, noi cittadini
vivi, che sullonest in-
tellettuale di Padovani e
Fiandaca abbiamo avuto
sino a ieri motivo di con-
tare. Perch se la mafia
non ha vinto, purtrop-
po, anche grazie alla trat-
tativa Stato-mafia non
ha perso, ed solo la
sconfitta della mafia che
ci pu interessare. Non
certo un pareggio-bi-
scotto fra Stato e crimi-
nalit organizzata.
Vittorio Melandri
Renzi non la nuova Dc,
ma una possibilit
A me pare che questa
quasi unanime conver-
genza sul ritorno della
Dc sia un modo troppo
comodo di commentare
il voto di domenica. Per-
ch un commento cos
diffuso? Forse perch
Renzi un ex boy scout
cattolico? Oppure per-
ch ha conquistato il
centro politico? Certo
non perch rappresenta
la sinistra che guarda al
centro o il centro della si-
nistra. C, ad esempio,
chi pensa (non io) che, se
di ritorno alla Dc si trat-
tasse, sembrerebbe pi
probabile un ritorno a
quella dei primi anni 50
piuttosto che a quella pi
vicina alla nostra memo-
ria. Su nessun giornale
ho invece letto commen-
ti alla notizia che a me pa-
re la pi importante della
domenica elettorale: si
passati da una Europa
stabile ed una Italia in-
stabile e/o ridicola, ad
una Europa tendenzial-
mente instabile ed una
Italia stabile e, udite udi-
te, addirittura credibile
(con tutte le opportunit
che questa imprevedibile
situazione comporta). Il
futuro ci dir se Renzi si
comporter da democri-
stiano, (nel senso spre-
giativo del termine), da
pseudo Berlusconi o al-
tro, ma non sembra logi-
co anticipare oggi un
giudizio (che sarebbe un
pregiudizio) su un futu-
ro ancora tutto da vivere.
Del resto, se lItalia riu-
scisse a risorgere dalle
sue ceneri con impreve-
dibile rapidit ed effica-
cia, sfruttando laltra fac-
cia dei suoi difetti: insta-
bilit, burocrazia ineffi-
ciente e dunque incapace
di esprimersi in positivo,
(e quindi anche di svi-
luppare la sua azione
conservatrice, deleteria
in momenti come quelli
che stiamo attraversan-
do), non sarebbe la pri-
ma volta. Mentre, ad
esempio, per la Francia
lo stesso recupero rapido
sarebbe, per il motivo
opposto, difficilissimo e
forse impossibile. Vi sa-
rebbero infine molti e
fondati motivi per rico-
noscere al Pd e anche a
Veltroni, che ne ha defi-
nito con poco successo
personale la missione
maggioritaria, le strut-
ture e le regole che ne
guidano la vita, di essere
oggi lunico partito che
stato in grado di rinno-
varsi democraticamente.
Qualcuno riesce ancora a
distinguere, dentro la
nuova dirigenza del par-
tito, le vecchie compo-
nenti e oligarchie orga-
nizzate federatesi, a suo
tempo, per pura conve-
nienza?
Giancarlo Giglio
DIRITTO DI REPLICA
Licio Gelli nellintervista
pubblicata il 23 maggio
su il Fatto Quotidiano
afferma di aver scritto,
insieme a Pacciardi, su
invito dellallora Presi-
dente Leone il cosiddetto
Piano R. di Rinascita na-
zionale, testo a cui af -
ferma sempre Gelli
Leone non dette alcun ri-
scontro evitando anche
di incontrare il capo della
P2. Come ampiamente
riscontrabile dagli atti
della Commissione par-
lamentare sulla P2, il
Presidente Leone non
chiese n lesse mai il Pia-
no R., venne sempre
osteggiato dal mondo
massonico, anche in oc-
CARO FURIO COLOMBO, mi stupisce la
letizia con cui i giornali italiani ci informa-
no che, a causa dello spostamento della
Fiat negli Usa, molte aziende torinesi o
italiane del settore hanno fatto o si accin-
gono a fare la stessa cosa. Viene raccon-
tato come un capitolo del successo italia-
no nel mondo. Danno persino il numero di
nuovi assunti. Nel Michigan. Il governato-
re di quello Stato americano ringrazia.
L u dov ico
LA LETTERA in data 22 maggio. Era lo
stesso giorno in cui le agenzie ci avvertivano
che un certo Bombassei, gi direttore gene-
rale di Confindustria, e persona molto
ascoltata anche dai politici, ha presentato
con molto orgoglio al governatore Snaider
del Michigan, la nuova fabbrica Brembo
(specialit: sistemi di freni per auto di alta
qualit tecnologica) che fino a poco tempo
fa era italiana, ma adesso ha seguito la Fiat
nella grande avventura americana. Ecco i
numeri: 83 milioni di investimento, 450 di-
pendenti, dirigenti inclusi e lorgogliosa fra-
se di presentazione: Governatore, questa
la nostra seconda patria. Era presente una
vecchia conoscenza del posto, un certo Mar-
chionne, che ha portato negli Usa lintera
Fiat, e che ha co-celebrato levento Bombas-
sei. Nel suo tipico modo di ragazzo un po
rude ha risposto ai giornalisti italiani che
volevano qualche notizia del destino delle
fabbriche italiane, che certe cose si faran-
no, ma per ora non forniamo ulteriori detta-
gli. Poi se ne andato in elicottero, ma non
prima di fare un suo elogio del grande tra-
sloco della Fiat: Se non avessimo fuso la
Fiat con la Chrysler, quanti componentisti
italiani sarebbero venuti qui?. Orgogliosa-
mente e giustamente Marchionne parla al
plurale. I componentisti arrivano nel Mi-
chigan dallItalia uno dopo laltro. Eviden-
temente hanno trovato lAmerica, come si
diceva una volta. Ma lha trovata anche il
Michigan, dove continuano le assunzioni e
forse ancora non si sa spiegare la fortuna che
cominciata per loro, con limprovviso sra-
dicamento della Fiat dallItalia. Ma la piog-
gia di dichiarazioni del nuovo patriottismo
continua. Dalla Brembo, che ha aperto la
sua nuova fabbrica americana nella cittadi-
na di Homer (che sta ancora celebrando riti
di ringraziamento) giunge questa afferma-
zione: Puntiamo molto sugli Usa, che cer-
to non un augurio al lavoro italiano. Ma
poi c la frase di Marchionne che una net-
ta smentita di ci che Agnelli il mitico Av-
vocato che durante gli anni del terrorismo
non ha mai voluto spostarsi da Torino, se
non per pochi giorni alla volta, quando an-
dava per il mondo a tenere alto il nome della
sua azienda italiana. Ha detto Marchionne:
Contano i marchi, non la nazionalit. Di-
ceva Agnelli: Su ogni automobile c la ban-
dierina del Paese che lo ha prodotto. Per
questo noi teniamo molto al prestigio italia-
no. Limmagine di un Paese si riversa sul
prodotto. Limmagine di un prodotto rap-
presenta il Paese in cui stato fabbricato,
rappresenta il lavoro di quel Paese. Ed la
ragione per cui viene cercato o respinto. Di-
ciamo che si parlava di unaltra Fiat e di
unaltra Italia.
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* attenzione accertarsi prima che la zona sia raggiunta dalla distribuzione de Il Fatto Quotidiano
casione delle elezioni
presidenziali per la sua
posizione notoriamente
antimassonica. Gelli
vanta oggi rapporti che il
Presidente Leone non ha
mai voluto intrattenere
con lui. Sempre agli atti
della Commissione ri-
sulta la convinzione del
Presidente Leone del for-
te contributo della P2 alla
campagna di stampa de-
nigratoria di cui fu ogget-
to sulla base di teoremi
rivelatisi totalmente in-
fondati e calunniosi.
Lamicizia che Gelli van-
ta di aver avuto con Ca-
milla Cederna, qualora
verosimile, contribuisce
a chiarire altri aspetti del-
la campagna scandalisti-
ca che nel 1978 spinse il
presidente della Repub-
blica a dimettersi.
Giancarlo Leone
DIRITTO DI REPLICA/2
In merito allarticolo
pubblicato su il Fatto
Quotidiano lo scorso 23
maggio nel quale pi vol-
te sono stato citato, al
netto dei gratuiti ed of-
fensivi riferimenti di ca-
rattere personale, desi-
dero chiarire alcuni pun-
ti. Mi sono trasferito a
Roma nel 2002 e gi nel
2003 lavoravo come con-
sulente di importanti so-
ciet, percorso che mi ha
portato in Capitalia nel
2004. Nel 2005 gi rico-
privo il ruolo di direttore
relazioni istituzionali.
Queste date dimostrano
chiaramente che ho un
percorso professionale
indipendente da carriere
altrui. In merito al mio
presunto coinvolgimen-
to nelle vicende G8, vi
una causa per diffama-
zione in corso dal 2011
nei confronti di un quo-
tidiano che mi aveva ac-
costato a tale inchiesta,
essendo totalmente
estraneo a quanto, a qua-
lunque titolo, contestato
alle persone coinvolte
nei fatti dellepoca. In
merito al centro estetico
Priscilla, che mai esi-
stito con tale denomina-
zione (il nome parte
della ragione sociale di
unimpresa dalla quale
sono uscito da anni), fu il
suo giornale a dichiarar-
ne leccellenza nel setto-
re, affermandone lestra -
neit da qualsiasi circui-
to differente, come mali-
ziosamente si era in pas-
sato tentato di comuni-
care.
Marco Simeon
Desideriamo tranquilliz-
zare il giovane Simeon,
esiliato di lusso della Rai
in Brasile. Laccostamen -
to di cui si lamenta, alla
cerchia di Gianni Letta,
non era per gli appalti del
G8 ma per la sua omoses-
sualit, riportata in una
lettera del cardinale Vi-
gan. Forse il giovane Si-
meon vuole smentire il
suo legame con il cardi-
nale Bertone nonch
lamicizia con il faccen-
diere pregiudicato Luigi
Bisignani, longa manus
di Letta? Quanto a Pri-
scilla, abbiamo solo scrit-
to che il nome richiama
un film icona di gay e
trans. Tutto qui. Una
strana coincidenza per
un solarium di propriet
della Chiesa.
fd e